Resoconto della seduta n.117 del 18/12/2018
Seduta n. 117 del 18 dicembre 2018

La seduta inizia alle ore 12,15

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 117 del 18 dicembre 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 116 dell'11 dicembre 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Visto che c’è una mozione di sfiducia nei confronti di un Assessore, firmata da sette Consiglieri della minoranza, come previsto dal Regolamento, chiederei di anticiparla e non lasciarla come ultimo punto all’ordine del giorno, considerato che la mozione di sfiducia è un atto importante, richiesto dalla minoranza, che non può essere discusso nel momento in cui tutti pensano di andarsene.
Chiedo quindi che un atto così importante, firmato da sette Consiglieri della minoranza, venga discusso dopo la mozione della Consigliera Leonardi, che saremo lieti di votare insieme. Grazie.

PRESIDENTE. L’inversione dell’ordine del giorno deve essere richiesta da tre Consiglieri. (…) Consiglieri Maggi, Pergolesi e Bisonni, se su questa proposta non ci sono interventi si può passare al voto.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Faccio una domanda per avere un chiarimento, visto che di solito le interrogazioni costituiscono un blocco, così come le mozioni, le leggi, le interrogazioni, vorrei capire perché adesso c’è la mozione della Consigliera Leonardi, mentre l’altra mozione è stata messa in fondo.

PRESIDENTE. C’è una ragione, l’oggetto della mozione è strettamente collegato al tema trattato prima sulla violenza sulle donne, altrimenti l’avremmo messa in fondo come da programma, l’abbiamo anche detto nella scorsa Conferenza dei Capigruppo, poi ci sono i provvedimenti di legge e come sempre le leggi vanno all’inizio della seduta.
A questo punto votiamo la proposta dei Consiglieri Maggi, Pergolesi e Bisonni di invertire l’ordine del giorno. Votazione aperta.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Come deciso durante la Conferenza dei Capigruppo, votiamo l’iscrizione d’urgenza della mozione n. 435 concernente. “Patto per la ricostruzione e lo sviluppo, da inserire al punto 1 ter, dopo la mozione di sfiducia all’Assessore Pieroni.
Adesso trattiamo la mozione della Consigliera Leonardi, subito dopo la mozione di sfiducia verso l’Assessore Pieroni, poi, come convenuto nella Conferenza dei capigruppo, c’è la proposta di inserire la mozione sul patto per lo sviluppo, come terzo punto, dopo le due mozioni, prima della proposta dell’atto amministrativo.
Iscrizione d’urgenza all’ordine del giorno della mozione n. 435, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Commemorazione

PRESIDENTE. Prima di iniziare, visto che siamo quasi tutti presenti, invito l’Aula ad osservare un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’attentato di Strasburgo, tra cui Antonio Megalizzi.

(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)

Mozione n. 428
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Intitolazione spazio pubblico della Giunta o dell’Assemblea regionale a Emanuela Loi”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 428 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Questa iniziativa nasce a ridosso della ventiseiesima commemorazione della strage di Via D’Amelio del 17 luglio scorso, la strage è avvenuta nel 1992, la conosciamo tutti, è la strage in cui venne ucciso dalla mafia il Giudice Paolo Borsellino ed insieme a lui gli uomini della sua scorta. Nasce anche dal fatto che è stato siglato da parte della Commissione pari opportunità della Regione Marche e dall’Anci un protocollo che vuole incentivare i Comuni marchigiani alla cosiddetta toponomastica femminile, cioè all’introduzione, attraverso l’intitolazione di vie, piazze e strade nei comuni della nostra regione, di figure femminili.
Incrociando questi due avvenimenti e volendo dare un segnale forte anche alla lotta alla mafia ho voluto ragionare su come potesse anche la Regione Marche farsi promotrice in prima persona di questo messaggio. Io stessa ho scritto sia all’Anci che alla Commissione pari opportunità proponendo la figura di Emanuela Loi, l’unica agente donna della scorta di Paolo Borsellino, rimasta uccisa in quell’attentato, e ho pensato che potesse essere un riconoscimento ad una donna vittima in questo caso della violenza stragista della mafia ed anche un segnale positivo per le nuove generazioni che possono guardare, rileggendo e ritrovando quel nome, ad una figura, ad un punto di riferimento per la lotta alla mafia.
Poiché la Regione non può intitolare strade, a differenza dei Comuni, ho pensato di proporre con questa mozione l’intitolazione del piazzale antistante il palazzo in cui ha sede l’Assemblea legislativa delle Marche, per due motivi: uno, per ricalcare questa proposta rispetto ad una toponomastica e quindi ad una esteriorità per chi passa rispetto al riconoscimento di queste figure il cui nome è affisso lungo le strade o nelle piazze, due, perché quella è un’area nella quale si vive, e l’abbiamo visto in questi tre anni, il confronto, dato che spesso si svolgono delle manifestazioni di protesta, che sollecitano ed avanzano dei problemi a noi che stiamo qui dentro e siamo chiamati a decidere ed a legiferare su determinati temi, poi anche perché Emanuela Loi è un emblema dello Stato, è un agente della Polizia di Stato e quando ci sono queste manifestazioni i colleghi della Loi, quindi gli agenti, i rappresentanti delle Forze dell’ordine della nostra regione presidiano quello spazio, per cui reputo una cosa positiva, quasi un omaggio anche al lavoro delle Forze dell’ordine, a volte molto difficile, fortunatamente non quello che viene svolto qui fuori, ma quello svolto in moltissime altre situazioni sia nelle Marche che in Italia, che possa essere parimenti un motivo di orgoglio e di riconoscimento per la loro opera.
Su questa mozione non mi dilungo molto perché il succo e il cuore sono certamente un atto simbolico, che vuole avere più valenze: quella di riconoscere una donna che ha sacrificato il bene più grande, che è quello della propria vita, per lo Stato, contro la lotta alla mafia che purtroppo si è rivelata in tante occasioni ad armi impari, quella di un riconoscimento ad una figura femminile, e per questo ho chiesto che fosse discussa in questa sede dopo aver chiuso la seduta aperta dedicata alla “Giornata contro la violenza contro le donne”, e quella di essere un monito, un rinnovamento di quel sentimento, che io reputo trasversale rispetto a tutti i partiti che siedono in questa assise, di contrasto alla mafia.
Sappiamo che purtroppo la mafia è cambiata, ha cambiato il suo aspetto, il suo modo di porsi e, lo dicono anche le cronache, lo dicono figure istituzionalmente importanti, sta trovando degli spazi anche nella nostra regione.
Quindi auspico con questo voto e con questa intitolazione di poter dare due messaggi forti, due messaggi chiari, non solo di monito ma anche di speranza, tenere alta l’attenzione su questi due fenomeni ed utilizzare anche degli atti simbolici per dare dei messaggi concreti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare la Consigliera Leonardi che ha posto questo tema molto importante.
Condivido anche l’anticipo dell’esame di questa mozione che è strettamente inerente a ciò che abbiamo discusso fino a poco fa in Aula, un problema molto serio, un problema purtroppo in forte crescita nel nostro Paese.
In questo caso come atto dovuto partecipiamo alla memoria di una donna che è un simbolo per il semplice fatto che è stata la prima donna della Polizia di Stato a restare vittima di un attentato, un attentato della mafia. Tutti noi ricordiamo con grandissimo terrore quello che accadde in quegli anni in Sicilia, in particolare a Palermo, e dopo la riforma che ha portato nelle Forze Armate italiane anche le donne, questa è la riprova che sono insieme agli uomini in prima fila e spesso diventano, come abbiamo visto nel caso di Emanuela Loi, vittime di attentati.
Propongo alla Consigliera Leonardi, se possibile, di giungere ad una risoluzione in cui tutti insieme potremmo trovare un percorso comune. Condivido l’intitolazione del piazzale, però non vorrei che trovassimo qualche problema burocratico in quanto, come sappiamo, questa struttura non è di proprietà della Regione, quindi proporrei di allargare un po’ il campo: il piazzale o le aule importanti che abbiamo nel Palazzo Leopardi, nel Palazzo Raffaello. Abbiamo delle aule che attualmente hanno nomi di colori o continenti, credo che insieme alla Commissione pari opportunità si possa decidere quello che è il percorso più comune.
Propongo questa modifica da fare insieme, sensibilizzando i Comuni, anche se l’Anci ha già fatto un lavoro molto apprezzabile da questo punto di vista. Sensibilizzare i Comuni non solo riguardo alle vittime del terrorismo e della mafia, come in questo caso l’Agente Manuela Loi, ma sulla toponomastica al femminile, quindi grazie alla Consigliera Leonardi e grazie all’Aula e se è possibile faremo subito questa risoluzione che porteremo all’approvazione, più firme raccogliamo, secondo me, meglio è.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Premetto che voterò la mozione e se si arriverà ad una risoluzione sarò contento di sottoscriverla.
Mi sembra un giustissimo riconoscimento, anzi grazie a chi ha avuto questa bella idea, l’unica cosa è una battuta, visto che si tratta di intitolare una piazza ad una persona, un po’ più di attenzione al nome. Questa signora si chiamava Manuela o Emanuela? Perché nell’atto è stato scritto in tutti e due i modi e nel dispositivo è stato messo Manuela e non Emanuela, non so se la mozione si può emendare, non se si può fare un coordinamento tecnico cambiando il nome, però visto che alla Consigliera Leonardi è venuta la bella idea di intitolare la piazza ad una persona, almeno mettere l’attenzione nel curare il nome, visto che si parla proprio di questo.
Capisco che è un errore di battitura, so che si chiama Emanuela Loi, però sia nel titolo che nel dispositivo c’è scritto Manuela Loi. E’ solo una battuta, è chiaro che si tratta di un errore di battitura, però la mia preoccupazione oltre alla battuta è quella di dire che se approviamo il dispositivo così com’è, visto che la mozione non è emendabile, poi dobbiamo intitolare la piazza a Manuela Loi senza E. Forse la risoluzione potrebbe risolvere anche questo incidente di percorso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Voglio anch’io ringraziare la Consigliera Leonardi per questa sensibilità che ha dimostrato scegliendo questo giorno particolare dedicato alla violenza sulle donne per proporre questa sua mozione alla quale a nome mio personale e del gruppo aderiremo.
Se posso fare un’osservazione vorrei dire, visto che non sono alleato in quest’Aula regionale né al Governo con Fratelli d’Italia, al Capogruppo del PD ed alla Consigliera Leonardi che questa mozione vada avanti, che lei si prenda l’onore di questa cosa, senza cercare di togliere il merito alle azioni meritevoli dei Consiglieri per fare un raggruppamento assembleare e cercare di confondere e di dire all’opinione pubblica: “Siamo stati tutti, non è un’intuizione della Consigliera Leonardi”.
Oggi è la “Giornata contro la violenza sulle donne” e la Consigliera Leonardi ha fatto un intervento che ho apprezzato, e gliel’ho detto chiaramente, chiederei quindi ai banchi della maggioranza e a chi governa questa regione di dare il merito e di far apparire il nome della Consigliera Leonardi su questa iniziativa che voteremo.
Questo è quanto, lo dico con pacatezza e tranquillità, mi sembra che nel momento in cui una persona ha un’intuizione, che condividiamo tutti, ha una sensibilità particolare, che non abbiamo avuto, sia giusto darle il merito perché è una cosa degna e secondo me è un atteggiamento particolare che noi maschi rivolgiamo nei confronti di una collega donna.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Anch’io vorrei fare i complimenti alla Consigliera Leonardi per averci sottoposto questa mozione, ricordiamo tutti i momenti difficili che ha vissuto lo Stato nel 1992 quando furono uccisi il Giudice Falcone e il 19 luglio il Giudice Borsellino con la loro scorta.
Sono stati momenti difficili per lo Stato e la mafia si era imposta con un atteggiamento di eversione e di sfida nei confronti dello Stato. Quei momenti sono stati molto difficili, tragici e sono un pezzo della nostra storia.
Mi rivolgo al Consigliere Maggi, la mozione è finalizzata ad intitolare una via, una piazza, una sala ad una persona che era un pezzo dello Stato, perché nel momento in cui l’Agente scelto Emanuela Loi è deceduta era nel pieno svolgimento delle sue funzioni in difesa di un Giudice, di un Magistrato, quindi pur lasciando, condivido e la ringrazio, il primato alla Consigliera Leonardi, credo che la sottoscrizione più ampia possibile rafforzi la portata dell’atto, perché qui non stiamo parlando di un poeta, di un artista, di un filosofo o di una persona che si è contraddistinta per aver fatto qualcosa nella propria vita per cui va ricordata, ma di una donna che è caduta nel pieno dello svolgimento delle funzioni in difesa del Giudice Borsellino, in questo caso in difesa dello Stato.
Credo che avere il più ampio consenso da parte dell’Aula avvalori l’atto, lasciando ovviamente alla Consigliera Leonardi l’imprimatur, la primogenitura, la prima firma, penso che si rafforzi la scelta del Consiglio regionale di intitolare a questa persona la piazza antistante l’Aula del Palazzo Leopardi, piuttosto che un’aula o una sala riunioni di questo Palazzo.
Ritengo che sia una cosa da condividere e più sarà condivisa, più la scelta sarà forte, fatta da tutto il Consiglio regionale, non solo con il voto, ma anche con la sottoscrizione, senza nulla togliere, lo ribadisco, alla collega che ha presentato la mozione, che ce l’ha sottoposta e ce l’ha messa a disposizione.
Sottoscrivere il documento da parte di tutti rafforza il ruolo che questa persona ha svolto nel proprio lavoro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Intervengo perché sono stato chiamato in causa dal Consigliere Maggi, ci tengo a chiarire questo aspetto, perché già dalla presentazione ho ringraziato la Consigliera Leonardi per aver avuto questa sensibilità, che forse noi non abbiamo avuto, ed ha detto bene Consigliere Maggi, ma la mia è una preoccupazione in quanto indicando il piazzale penso che a livello burocratico potremmo incontrare qualche ostacolo perché, come sappiamo tutti, questa sede non è della Regione Marche, ma è in affitto dall’Inail, dirò di più, per rafforzare il tutto noi abbiamo proposto che si indicasse anche un altro spazio importante, uno spazio di primo piano nei Palazzi della nostra Regione da intitolare ad Emanuela Loi. Questo è lo scopo.
Conoscendola non credo che l’interesse della Consigliera Leonardi sia quello di avere la primogenitura, questa cosa che noi facciamo è di buon senso, è un servizio e la Consigliera Leonardi lo ha intuito prima di tutti noi, quindi la ringraziamo per il servizio fatto ed a me, se devo confessarlo, fa immensamente piacere firmare un atto del genere della Consigliera Leonardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Vorrei fare a nome della Lega una considerazione molto positiva su questa proposta della Consigliera Leonardi, perché è rilevante ricordare i momenti particolari della storia di questo Paese, soprattutto è importante per le nuove generazioni che devono avere memoria da dove sono partite per poter guardare avanti, senza la storia una società non riflette.
Nello stesso tempo questa disponibilità dimostra un aspetto politico molto importante perché è il Consiglio regionale, tutto l’organo sovrano di questa comunità di 1.500.000 marchigiani, che propone di intitolare quello che sarà a questa donna, e siccome il ruolo istituzionalmente più alto della nostra Regione è il Consiglio, credo che istituzionalmente sia una cosa saggia e penso che anche la Consigliera Leonardi sia d’accordo con questa proposta. Il Consiglio regionale, parlando di strumenti democratici, è il massimo organo della nostra regione.
Ringrazio la Consigliera Leonardi che ha movimentato questa seduta, ci ha fatto riflettere, gliene va dato atto, perché ha portato in quest’Aula un momento che è stato estremamente importante nella vita di questo Paese, soprattutto un momento difficile della nostra storia.
Credo che sia estremamente importante anche se, come sembra di vedere, il Consiglio nelle persone è un po’ latitante, mentre in termini istituzionali è un’altra cosa e il ruolo ci sta tutto, quindi penso che si possa dire: viva il Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Solo per dire due cose, ringrazio il Consigliere Maggi per il suo intervento e per l’accortezza rispetto ad alcuni episodi che in questi tre anni ci sono stati, ma ringrazio anche tutti coloro che vorranno sottoscrivere la risoluzione.
La scelta della Loi non è stata casuale sia per il messaggio, sia perché reputavo che potesse essere una figura inclusiva e non divisiva, scegliere un’altra figura, che magari fosse più portabandiera di una fazione, di un’idea, di un partito rispetto ad un altro, avrebbe potuto forse dare una valenza più divisiva, invece vorrei proprio che il messaggio, che credo sia condiviso rispetto alla contrarietà ed al contrasto alla mafia, sia il rispetto della figura femminile e degli uomini delle Forze dell’ordine che mettono a rischio la propria vita, per lo Stato, per noi cittadini. Penso che questo possa essere un tema condiviso, quindi sarò ben contenta e chi vorrà sottoscrivere la risoluzione lo faccia e sia un atto corale, come ho sentito dalle dichiarazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Vorrei solo precisare alcune cose, sono favorevole alla mozione della Consigliera Leonardi, non è una cosa nuova perché ad Emanuela Loi, che è stata la prima donna della Polizia ad essere uccisa a 25 anni, sono intestate 9 scuole, 39 strade, un parco e un ponte addirittura, oltre ad essere Medaglia d’Oro al valore civile. Molto è stato riconosciuto a questa straordinaria donna che per tre anni ha fatto parte della scorta di Paolo Borsellino.
Ho avuto la fortuna di conoscere il fratello, che mi ha raccontato molte cose, ci sono stato insieme anche a cena, ci ho sfilato per conto della Regione Marche nel 2015 a Roma contro la mafia, quindi conosco molto bene la storia di questa donna, per cui mi fa piacere che alle Marche sia stata data questa opportunità, però anni addietro è stato fatto molto per questa ragazza di 25 anni che è morta per difendere una grande persona come Borsellino. Quindi favorevolmente voterò la mozione o la risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. L’ha fatto bene il mio capogruppo, quindi potrei non intervenire, però voglio farlo perché forse per la prima volta si è posto un problema umano così forte, e colgo anche l’eleganza del capogruppo Maggi, però ci tengo a dire la mia.
A volte le istituzioni sono chiamate a compiere atti che magari non sono eleganti, ma sono utili, giusti e necessari per le proprie comunità o per valorizzare la storia di una comunità o di una persona, quindi dobbiamo scindere.
Sono d’accordo con i colleghi che hanno ringraziato e si sono complimentati con la Consigliera Leonardi, lo faccio anch’io, ma il problema non è sul fatto che ha presentato una mozione. La Consigliera Leonardi è una brava persona, è capace, è la Vicepresidente della Commissione di cui sono componente, e più volte c’è stato l’apprezzamento espresso dai colleghi ed espresso anche da me nei suoi confronti anche in quella veste, quindi non mettiamo in discussione il valore della Consigliera regionale.
Il punto è che noi dobbiamo rispondere in qualche modo ad un approccio che non è quello, quindi nessuno vuole sminuire il lavoro di una collega, con le cose che ho detto è abbastanza chiaro, il problema non può essere l’immagine, il problema deve essere “l’essere”, la profondità degli atti che produciamo e che facciamo.
Quindi con questo atto da un lato partecipiamo al cordoglio, dall’altro valorizziamo la figura di una persona che è morta mentre stava compiendo il proprio dovere, in difesa della democrazia, contro la mafia. In generale sono atti che rafforzano la fiducia nelle istituzioni, nello Stato, quindi dobbiamo portarli anche ad esempio alle giovani generazioni.
Tornando all’atto specifico, credo che se tutti insieme riusciamo a dimostrare capacità, coraggio, forza di rispondere ai bisogni, alle sfide, alle sfide del futuro, dimostriamo che c’è una classe dirigente forte e una classe dirigente forte crea quella fiducia nelle istituzioni, ma soprattutto dà fiducia e risponde a speranze di cambiamento e di costruzione di prospettive per le giovani generazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Esprimo anche da parte mia e della Consigliera Marcozzi, quindi del Gruppo Forza Italia, il consenso e l’apprezzamento per questa mozione presentata dalla Consigliera Leonardi, mi unisco quindi alle voci di consenso ed apprezzamento per la sensibilità che la stessa ha avuto in questa giornata particolare, degna conclusione del dibattito, che c’è stato nella prima parte, non può essere che questa, per riaffermare il discorso della dignità della persona, indipendentemente dal genere.
Penso che questa mozione vada oltre il fatto di Emanuela Loi, della donna, della ragazza, del servitore dello Stato, ma riaffermi la dignità di una persona che si mette al servizio dello Stato e che non si pone nessun dubbio nel mettere a repentaglio la propria vita, ed è questo quello che dobbiamo riaffermare.
D’altra parte credo che quanto richiesto da questa mozione, e adesso da questa risoluzione, non può che gratificare e nobilitare questo consesso perché all’interno della nostra regione il Consiglio regionale, l’Assemblea legislativa è l’organo più vicino allo Stato. Noi siamo un organo rappresentativo di una comunità ampia e come tale siamo più vicini al cuore dello Stato dal punto di vista istituzionale, riaffermare questa vicinanza, riaffermare il concetto che tutti dobbiamo essere impegnati come Emanuela Loi nella difesa delle istituzioni, ha un grande senso, ha un grande significato.
D’altra parte in precedenza abbiamo parlato di violenza, di violenza di genere, di violenza contro le donne, avremmo dovuto parlare anche di concetti molto approfonditi, di questo analfabetismo psicologico che abbiamo nei confronti delle donne, della reticenza che molto spesso abbiamo nell’affrontare il problema relazionale. Spesso vediamo la difesa dello Stato fatta da uomini, debitamente armati, mai facciamo riferimento a figure femminili che anche in altre situazioni drammatiche si spendono.
Ultimamente ho avuto la possibilità di partecipare ad una manifestazione del 235° Reggimento Piceno che ha sede in Ascoli ed ho avuto la possibilità di colloquiare con alcune donne, prima ragazze, oggi donne, che sono arrivate ad Ascoli nel 2001, che mi hanno raccontato delle azioni militari che fanno in missioni di pace, che poi tanto di pace non sono perché ogni giorno mettono a rischio la propria vita, con quale disinvoltura, con quale coraggio, ma soprattutto con quale serenità affrontano questi momenti.
La gratificazione è il minimo che noi possiamo dare, poi sarà un’aula, sarà il piazzale antistante, purché lo si faccia nel minor tempo possibile e purché si dia un’immagine all’esterno di unità costituzionale ed istituzionale perché su questi temi non possiamo scherzare e dividerci. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo pochi minuti per motivare la piena adesione a questa iniziativa che cade bene in questa giornata dedicata alla violenza, in particolare alla violenza sulle donne.
Credo che la risoluzione sia la strada migliore perché segna una condivisione ampia dell’Aula. Al di là di questa retorica buonista, mi auguro che ci sia, si, forse il piazzale, ma anche un luogo molto più usato, molto più conosciuto in modo che il nome possa girare, vedremo poi quale sarà la soluzione tecnica più adeguata.
Non abbiamo fatto il dibattito dopo la seduta aperta, né credo ci sarà l’approvazione di atti di indirizzo inerenti l’argomento trattato, quindi in assenza di questo colgo l’occasione e ringrazio chi ha proposto questa mozione perché abbiamo modo di riflettere anche più in generale sul ruolo della donna all’interno della nostra società e questa figura emblematica ci dice però di una realtà molto, ma molto più vasta.
Credo che sia necessario un passaggio di natura culturale fondamentale, che ancora non mi sembra presente perché siamo troppo imbevuti di visioni sociologiche mutuate dal nord America, mentre la visione culturale che l’Europa, l’Asia, l’Africa hanno sviluppato nei millenni è un po’ diversa.
Noi dovremmo recuperare l’immagine, la visione della persona umana, anche il termine ci inganna perché in certa terminologia l’uomo è l’unità diviso in maschio e femmina, invece noi usiamo l’uomo in contrapposizione a donna, in realtà per uomo si intende uomo maschio e uomo femmina, l’umanità nel suo complesso, è questa l’unità che va recuperata e quindi anche il gesto di una risoluzione, che pone insieme questo argomento può illuminarci rispetto a tutto quello che deve avvenire.
Avrei sottolineato nel corso del dibattito di questa mattina un dato che mi sembra emergere e che è sottile, non si evidenzia, sarebbero tante da elencare le forme di violenza, purtroppo, non solo quelle che riguardano alcuni casi di centinaia di donne, comunque tante, troppe, che subiscono violenza fisica, ma c’è un dato fondamentale della solitudine, un paradosso, la donna, come tutti gli esseri umani, soffre di una violenza più grande a seguito della solitudine. Mi viene da pensare alle tante donne, parliamo di decine di migliaia, nella nostra regione, che spesso vedove rimangono sole, è un dato interessante per la Regione che si occupa prevalentemente di sanità e di servizi sociali, ma è anche un dato etico-morale fondamentale.
Abbiamo decine di migliaia di nostre mamme, di nostre nonne che vivono da sole, vivono in situazione di emarginazione e questa è una forma di violenza terribile che porta anche alla malattia, la prima è la depressione. Questo per dire che ci sono situazioni non emergenti in forma eclatante, in forma vistosa, ma che toccano la nostra quotidianità e questo è ancora più pesante perché è l’ingratitudine di una società, di una famiglia, di una comunità locale nei confronti di donne che ci hanno servito, che ci hanno aiutato, che ci hanno curato per decenni in famiglia assumendosi un carico, anche lì sono sole, superiore a quello dell’uomo perché la donna oggi è costretta anche a lavorare e lavorando unisce il lavoro nella società a quello privato, a quello familiare, dove per quanto possa rimane sempre il punto di riferimento essenziale.
Accenno solo a queste cose per dire, Presidente Mastrovincenzo, che forse questa riflessione sulla violenza sulle donne dovrebbe un po’ uscire da questi confini che, non lo dico in senso dispregiativo, ma lo dico in senso etimologico, la rendono un po’ stereotipata. Immaginiamo sempre quella situazione e non mettiamo in conto tantissime altre in cui la donna è oggettivamente messa in una condizione di inferiorità e necessita oggettivamente di una difesa, di una tutela maggiore rispetto a quella dell’uomo, che comunque ce l’ha garantita per altro tipo di condizioni sociali ed economiche.
Tutto questo riapre un argomento che, ripeto, deve farci uscire da una sociologia nord americana tendenzialmente consumista e capitalista per riportarci invece ad una più umana e più aderente alla nostra cultura. Comunque grazie per questa iniziativa che firmo e voto volentieri.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Leonardi, Urbinati, Giancarli, Mastrovincenzo, Talè, Micucci, Giacinti, Minardi, Rapa, Zaffiri, Bisonni, Maggi, Marconi, Pergolesi, Fabbri, Giorgini, Marcozzi, Volpini, Celani, Carloni. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Intervengo semplicemente per chiedere la pausa che avevamo concordato questa mattina nella Conferenza dei capigruppo. Grazie.

PRESIDENTE. C’è la proposta del Consigliere Urbinati di fare la pausa, come avevamo preventivato nella Conferenza dei capigruppo, però c’è un punto da fare, prima che l’Assessore interessato vada via, poi facciamo una pausa di mezz’ora e riprendiamo con la mozione relativa all’Assessore Pieroni.

Interrogazione n. 703
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Rapa, Busilacchi
“Prosecuzione delle attività scolastiche al Centro Bignamini di Falconara Marittima”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 703 dei Consiglieri Giancarli, Rapa, Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. L’interrogazione riguarda la prosecuzione delle attività scolastiche al Centro Bignamini di Falconara Marittima, ci tengo a precisarlo perché è stata una questione sulla quale ci siamo impegnati un po’ tutti.
Con riferimento alle questioni poste dagli interroganti si ritiene opportuno premettere che non risulta istituita alcuna “Sezione o Scuola speciale nelle Marche”, in coerenza con le disposizioni nazionali di riferimento, che rapportano l'azione educativa alle potenzialità individuali di ogni allievo e puntano a superare ogni condizione di emarginazione in cui, altrimenti, sarebbero costretti i bambini affetti da disabilità.
Pertanto, la cosiddetta "Scuola Bignamini" è una articolazione dell'Istituto comprensivo "Falconara centro", nel cui ambito viene gestita la programmazione didattica, inserito nel Programma di dimensionamento della Rete scolastica regionale, che prevede solamente l'individuazione logistica del sistema dell'istruzione.
Com'è noto, la Regione non ha competenze dirette in materia di programmazione didattico-pedagogica, ricondotte nella titolarità esclusiva del sistema del Miur; in ogni caso si è fatta parte attiva per sollecitare l'Istituto Bignamini a richiedere, attraverso l'Ambito territoriale sociale n. 12, le provvidenze previste per l'integrazione scolastica, di cui alla legge regionale 18/96 "Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore delle persone in condizione di disabilità" che, come comunicato dal Dirigente dei Servizi sociali, dispone, analogamente agli anni precedenti, di una dotazione finanziaria di circa 5 milioni di euro. Questo lo vorrei semplificare Consiglieri Giancarli, Busilacchi e Rapa, direi, sentito il Dirigente, che forse è il caso che tramite questo Ambito territoriale il Bignamini chieda anche più provvidenze, lo vorrei specificare perché mi sembra importante questo passaggio.
Dall'Ufficio scolastico regionale risulta che, anche a seguito degli incontri che si sono svolti all'inizio dell'anno scolastico con le Autorità regionali, con le famiglie degli alunni, aggiungo anche con il Dott. Nobili, le attività didattiche si svolgono con regolarità, avendo provveduto lo stesso Ufficio scolastico regionale ad un'adeguata assegnazione di organico per il sostegno dei ragazzi e, proprio oggi, alle 14,30 è in programma la riunione di insediamento del Gruppo di lavoro per l'integrazione scolastica regionale, che, tra l'altro, coordinerà la realizzazione del progetto denominato "terapia e apprendimento" finalizzato, in maniera particolare agli studenti, e quindi ai ragazzi del Bignamini.
A questo Gruppo di lavoro la Regione partecipa nella governance con gli esperti dei Servizi sociali e della P.F. istruzione, nonché del Servizio sanitario, per cui abbiamo la possibilità di seguire direttamente l'impostazione e l'evoluzione dell'attività.
Questo per dirvi che tutto quello che è nato intorno al Bignamini è stata l’opportunità per fare luce e chiarezza su una convenzione che veniva portata avanti, ma che era da rinnovare con criteri ben precisi e c’è stata la massima collaborazione di tutti per capire che cosa andava messo a punto. Mi sembra che siamo giunti a un buon punto, però, ripeto, quello delle provvidenze forse è ciò che dovete dire ai territori.
Da ultimo, si rappresenta che l'incontro con il Ministro per la famiglia non è stato più richiesto in quanto la situazione del Bignamini si è attestata su una gestione normale e regolare; si provvederà a richiedere un appuntamento all'inizio del 2019 per una disamina delle problematiche generali della famiglia e per valutare le iniziative da porre in essere, soprattutto, per sostenere i nuclei che vivono particolari difficoltà.
Su questo ci tengo molto anche perché il Ministero è famiglia e disabilità, credo quindi che l'occasione sia buona per far conoscere non le nostre scuole speciali, che non abbiamo, ma i casi di difficoltà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta, sarò breve perché poi interverranno sicuramente i Consiglieri Busilacchi e Rapa.
Cerco di mantenermi su un piano, se vuole, etico-istituzionale, cioè il dato di fatto è che a mio avviso sono stati creati problemi, difficoltà, ulteriori preoccupazioni a ragazzi che sono in condizioni di disabilità e a famiglie che vivono questo disagio, con responsabilità, con attenzione, con grande cura di questi ragazzi.
Questo è il dato di fatto e allora non amo le istituzioni, a partire dalla Direzione scolastica regionale, che in questo caso non è venuta incontro ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie, ma ha alimentato questo stato di difficoltà.
Credo che le convenzioni possono essere rinnovate, ma senza creare preoccupazioni e muovendosi in modo profondamente rispettoso della dignità delle persone.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Aggiungo poco a quanto ha detto adesso il Consigliere Giancarli, però credo che sia nostro dovere mantenere la massima attenzione su queste vicende.
La preoccupazione dei genitori su questo singolo caso, la riduzione del personale docente, il rischio di criticità su questo servizio, sono oggi, ahimè, piuttosto diffusi nel nostro Paese per alcuni servizi pubblici essenziali a partire da quelli che più dovremmo avere a cuore, che sono quelli riguardanti l’educazione dei nostri figli, ma è tanto più grave quando riguarda persone che hanno delle disabilità.
Quindi ringrazio l’Assessore che so, per la sua sensibilità, che farà il possibile anche con tutte le istituzioni, a partire dal Governo, dall’Ufficio scolastico regionale, da coloro che hanno la responsabilità di queste strutture.
Ringrazio il Consigliere Giancarli che ha animato questa interrogazione, che ho firmato volentieri, però credo che sia nostro compito, di tutta l’Assemblea legislativa delle Marche, mantenere un’attenzione costante verso il lento depauperamento dei servizi pubblici nel nostro Paese, non sto dicendo nella nostra regione, soprattutto verso chi ha più bisogno, come i bambini che frequentano il Centro Bignamini.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Mi limito solo a ringraziare i Consiglieri Giancarli e Busilacchi per avermi fatto firmare questa interrogazione e sono sicuro che l’Assessore Bravi, come ha sempre fatto, dimostrando attenzione verso temi molto particolari, anche in questo caso cercherà di tenere alta l’asticella per dare delle risposte e seguire il caso in maniera più che corretta. Grazie.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ora come previsto facciamo la pausa, riprenderemo con il punto 1 bis, cioè con la mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore con delega alla caccia.
Chiederei ai Capigruppo di valutare, vista la richiesta che è stata fatta questa mattina, di ultimare i lavori sul bilancio nella giornata di giovedì, orientativamente, di stabilire un orario di chiusura dei lavori, arriveremo fino alle ore X ed oltre quell’orario ci aggiorneremo nella giornata successiva. Questo decidiamolo alla riapertura, però valutiamolo insieme ai capigruppo.

La seduta è sospesa alle ore 13,15

La seduta riprende alle ore 14,05

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Mozione n. 432
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Pergolesi, Fabbri, Giorgini, Bisonni, Zaffiri, Malaigia
“Mozione di sfiducia verso l’Assessore con delega alla caccia e pesca sportiva”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 432 dei Consiglieri Maggi, Pergolesi, Fabbri, Giorgini, Bisonni, Zaffiri, Malaigia.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Rapida premessa, sicuramente non mi diverto a fare una mozione di sfiducia nei confronti di un collega, ma in questo caso, visto che il collega, che non mi fa divertire con la mozione di sfiducia, non ha avuto ritegno ed è andato oltre l’immaginabile, la mozione di sfiducia è una questione di coscienza e di rispetto al mio mandato, nonché mio dovere istituzionale.
Credo che le motivazioni di questa mozione di sfiducia siano evidenti a tutti.
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle Associazioni ambientaliste che hanno avuto gioco facile visto che l'Assessore non ha predisposto in questi anni un piano faunistico venatorio regionale nonostante se ne fosse manifestata l'urgenza e nonostante le nostre continue richieste (parlo del mio gruppo) di predisporlo.
La proposta di legge 249 dell'Assessore Pieroni ha cercato di aggirare l'ordinanza del Consiglio di Stato, ma un nuovo ricorso degli ambientalisti al Tar ne ha annullato gli effetti con una sospensiva che arriva fino al 23 gennaio 2019, vanificando in pratica tutto il periodo di caccia.
Andiamo per ordine: dopo la conversione in legge della proposta n. 249 l'Assessore inviava, su carta intestata della Regione, una lettera a ciascun "Caro amico cacciatore" per indicare nomi e cognomi di quelli che si erano espressi con voto contrario alla sua proposta di legge.
Un comportamento vergognoso sul piano umano e indegno di un rappresentante delle istituzioni che diventa ancor più grave grazie al silenzio del Presidente Ceriscioli - che non vedo in Aula - al quale mi ero rivolto pubblicamente in quest'Aula per denunciare l'intollerabile intimidazione nei confronti dei Consiglieri regionali che hanno adempiuto il loro mandato esprimendo con coscienza e onore il proprio voto contrario a una proposta di legge che andava contro un'ordinanza del Consiglio di Stato. Il Presidente Ceriscioli, non solo non ha voluto prendere le distanze da una esternazione inaccettabile, tesa a screditare e colpevolizzare noi rappresentanti eletti dal popolo agli occhi di una categoria verso la quale l'Assessore Pieroni ha manifestato un palese atteggiamento di favoritismo, ma ignorando scientemente la mia denuncia ha legittimato la reiterazione di una specie di volgare delazione contenuta in una nuova lettera inviata dall'Assessore Pieroni ai cacciatori ancora una volta per "denunciare" quelle forze politiche che avevano espresso voto contrario a un'altra proposta di legge che stavolta andava contro la sospensiva del Tar.
Ormai gli estimatori delle doppiette hanno capito che colui che si vanta di rappresentarli è un pasticcione, incapace di una "consapevole e generale pianificazione faunistico-venatoria a livello regionale", come dice il Consiglio di Stato nella sua ordinanza, e allora l'Assessore, per recuperare credibilità, si affretta a preparare un emendamento alla legge di stabilità regionale che prevede che per "incentivare coloro che sono intenzionati ad avvicinarsi al mondo venatorio" nei prossimi tre anni il tesserino di caccia verrà dato gratuitamente senza pagare la tassa di concessione.
L'emendamento, che va a ridurre le entrate regionali per favorire l'aumento delle doppiette, è passato incredibilmente in I Commissione con un solo voto contrario: il mio.
Colleghi Consiglieri, faccio appello alla vostra dignità, al rispetto che avete per le istituzioni che i marchigiani vi hanno chiamato a rappresentare, al vostro impegno a ricostruire la credibilità della politica e vi chiedo di sfiduciare un Assessore che, chiamato non per meriti e competenze, ma soprattutto per un debito elettorale da pagare, non solo ha palesemente dimostrato approssimazione e incapacità a gestire il mandato affidatogli, ma, per cercare di rimediare i danni che la sua incompetenza ha provocato, cerca di impegnare il denaro pubblico, ovvero i soldi dei marchigiani, per distribuire gratis nuovi tesserini di caccia.
Colleghi Consiglieri, siete favorevoli a modifiche legislative che contrastano i provvedimenti della giustizia amministrativa e che gettano ombre sull'attendibilità e imparzialità degli atti di questa istituzione?
Colleghi Consiglieri, siete favorevoli che, con gli incentivi all'occupazione, al risparmio energetico, alle auto ibride, alla tutela dell'ambiente in generale, la Regione incentivi i giovani a portare la doppietta in spalla quando vanno nei campi e nei boschi delle nostre Marche per godere e rispettare la natura?
Sono certo domande retoriche di cui so già la risposta di ciascuno di voi, per questo vi chiedo di essere coerenti con il vostro pensiero e la vostra dignità di uomini e di legislatori votando la sfiducia nei confronti di chi getta discredito sull'istituzione che siamo stati chiamati a rappresentare e mette in grave imbarazzo ciascuno di noi per la mancanza di equilibrio e l'assenza d'imparzialità nelle sue scomposte azioni personali a cui, con questa mozione di sfiducia, vi chiedo di mettere fine. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Ho firmato questa mozione non tanto per un gioco politico, che ci sta nell'attività politica, ma perché questa situazione purtroppo era a conoscenza dell’esecutivo. Per questo sono fortemente rammaricato, l’esecutivo era a conoscenza in quanto si era cercato di sensibilizzare l’Assessore competente, questo è l’aspetto che a me dà fastidio.
Qui c’è un Consiglio eletto dal popolo e c’è un esecutivo eletto che rappresenta il governo della Regione, che ha tergiversato su una cosa che, amministrativamente, secondo me, è molto importante. Questo è l’aspetto. Poi se si cerca di dimostrare mandando delle informazioni ambigue ad una categoria che è stata messa in difficoltà: “Caro cacciatore, il responsabile di quello che è successo è l’Assessore Moreno Pieroni”.
Sono arrivate due lettere con questa intestazione, in qualità di Presidente chieda ai suoi uffici se va bene. Se va bene siamo a posto, se non va bene veda lei.
Le lettere sono arrivate e da queste sembra che il problema dei cacciatori sia stato creato dalla minoranza, è questo che mi fa incavolare, “Caro cacciatore ti scrivo, io sono il responsabile Moreno Pieroni …”. Non è che le minoranze che non votano o che si astengono sono cattive, tanto che arrivano telefonate da Roma perché forse qualcuno qui dentro ha telefonato alle associazioni dei cacciatori, che passano tramite Roma. Ma su cosa stiamo a giocare? Stiamo giocando su una cosa seria.
I cacciatori hanno perso diverse giornate di caccia, con la licenza pagata, l’Assessore di tasca sua dovrebbe tirare fuori i soldi e ridarli ai cacciatori. Questo sarebbe un comportamento serio di chi amministra. Quanti giorni avete perso? 30 giorni, 20, 10, quanto avete perso per ogni giorno? 10 euro, basta fare i conti per ridare ad ogni cacciatore quanto ha perso.
Questo è il problema, caro Assessore Pieroni, lei non può continuare a dire: “E' colpa degli altri”, deve dire con un minimo di autocritica: “Cari cacciatori la colpa è mia, non siete andati a caccia per colpa mia”, senza inviare lettere per recuperare gli errori fatti e giustificarsi. Questo mi farebbe ragionare in termini diversi ed in termini politici, è ovvio che sotto l’aspetto personale non c’è niente.
Credo che queste siano le regole del gioco, un esecutivo, un Assessorato competente deve prendere una posizione, non delegare la responsabilità ad altri, come a dire che la colpa è di quelli che hanno fatto ricorso. Anche se a me non piacciono quelli che hanno fatto ricorso perché non ragionano come me, in questo contesto hanno evidenziato, giustamente, in termini democratici, quanto c’era di irregolare. Il Tribunale ha dato loro ragione ed adesso la colpa di chi è? E’ colpa sua, non so dov’è stato in questi tre anni, sono tre anni che sta facendo il piano faunistico, questo è il problema! Il piano andava fatto, le province sono state chiuse. Sono state chiuse dalla Lega? No, le avete chiuse voi con le legge Delrio, le province non ci sono più, bisognava quindi adempiere a determinate leggi, ma le leggi non si fanno, ma cosa state facendo? Non state facendo gli Assessori? Credo che questo sia il problema. Cosa stanno a fare lì gli Assessori se non governano la Regione? In questo caso, caro Assessore Pieroni, non ha governato la Regione, cosa ha fatto?
Per questi motivi vi faccio riflettere in termini istituzionali, come dico tante volte, è possibile che dopo tre anni un Assessore si dimentichi di fare un atto senza il quale si creano problemi ad una categoria? Questa è la riflessione.
So che questa mozione non verrà accettata, ma ai Consiglieri che la sostengono chiedo di valutare il suo comportamento che, caro Assessore Pieroni, non adatto al ruolo istituzionale, aggravato poi dalle lettere, che se le poteva risparmiare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Voglio ripercorrere un po’ questa vicenda perché effettivamente l’Assessore dovrebbe svolgere il suo ruolo.
Qui siamo di fronte ad una serie di mancanze e di lacune che certificano la richiesta che stiamo facendo oggi, che poi non è soltanto la nostra, ma parte dall’interno del mondo venatorio.
Non sono contrario in maniera ideologica alla caccia, ogni mio intervento sulla caccia inizia così perché, per onestà intellettuale, questo è vero, ma la ritengo una pratica ludico-sportiva e come tale penso che debba essere trattata a livello normativo.
Consideriamo inoltre il fatto che la fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato e che questo sport comporta impatti sugli equilibri ecosistemici, che costituiscono un aspetto di fondamentale importanza per tutti i cittadini e per l'ambiente.
Nell'ottobre 2015 ho presentato una proposta di legge per portare la discussione del calendario venatorio all'interno della Commissione consiliare competente, visto che fino ad allora era sufficiente una delibera di Giunta per approvarlo, non avrei mai pensato che poi avremmo passato tutto questo tempo a parlare di caccia, quasi sono pentito, però almeno abbiamo portato a galla un aspetto che prima andava un po’ sotto banco, non aveva l’evidenza che ha adesso. Il contenuto della legge è stato approvato con un emendamento al bilancio nel dicembre 2015; in questo modo l'attività venatoria ha assunto una maggiore evidenza politica seguendo un iter più partecipato e trasparente.
Sempre nell'ottobre 2015 ho presentato una mozione, che avete bocciato, in cui chiedevo la modifica del calendario venatorio per renderlo conforme alle indicazioni dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), non un gruppo di ambientalisti qualsiasi. Personalmente se il calendario venatorio fosse scritto al 100% in maniera aderente alle indicazioni dell’Ispra non ci sarebbero problemi, ma voi tutti gli anni lo forzate un po' per aggiungere qualche uccellino, qualche giornata, e questo comportamento indispettisce soprattutto il mondo ambientalista.
Alcuni mesi dopo, nel gennaio 2016, il Governo ha commissariato la nostra Regione (assieme ad altre sette) proprio su questi rilievi ed io ho presentato un’interrogazione, la n. 105, a cui mi è stato risposto di stare tranquillo perché le cose venivano gestite.
Nel luglio 2016 ho presentato la mozione n. 146 che chiedeva di sottoporre alle necessarie valutazioni ambientali (Vas e Vinca) il piano faunistico-venatorio, per il quale mi si diceva “lo stiamo facendo”, che ha una durata quinquennale e che è divenuto di competenza della Regione (assumendola dalle Provincie) con la legge regionale 13/2015, quindi al momento dell'entrata in carica come Assessore competente, Pieroni già sapeva di dover redigere il piano faunistico venatorio sottoponendolo a Vas e Vinca. Sono passati tre anni e mezzo, su un piano che ha una valenza quinquennale e qui si apre anche un’altra vicenda, perché poi avete fatto una legge che dice che ci sono quelli provinciali che valgono finché non viene fatto quello nuovo. Se sono fatti così bene quelli provinciali non è necessario impiegare tre anni e mezzo per fare quello regionale, fai un copia e incolla, sigillo i confini fra le varie province e butto fuori quello, ma evidentemente non è così, e se non è così e ci vuole tempo bisognava iniziare prima e non ridursi, come ci siamo ridotti, a tre quarti del mandato in cui abbiamo soltanto dato l’incarico per farlo.
Nel maggio 2017 ho depositato la proposta di legge n. 139 che modifica la legge regionale 7/95 sulla caccia, che prevede la possibilità da parte di tutti gli agricoltori (anche non cacciatori) di catturare i cinghiali nei propri terreni; questa legge non l'avete voluta considerare, tranne, un anno e mezzo dopo recepirne i contenuti, sotto la spinta delle categorie degli agricoltori che protestavano davanti alla Regione, nel frattempo i danni da cinghiali sono ammontati ad oltre 3 milioni di euro a cui si deve aggiungere un altro milione per incidenti stradali.
Nell'ottobre 2018 ho presentato un'ulteriore mozione, la n. 412, poiché la situazione stava precipitando sotto l'evidente carico di danni arrecati dai cinghiali agli agricoltori, in quell'occasione chiedevo di modificare il piano di controllo al cinghiale e di redigere nei minimi tempi tecnici il piano faunistico-venatorio, ma avete bocciato anche questa mozione.
Nel frattempo ogni anno avete presentato un calendario venatorio "forzato" che è stato oggetto di ricorso e che per vostra fortuna finora era sopravvissuto alle verifiche del Tar. Quest'anno non è stato così, infatti a fine ottobre un'ordinanza del Consiglio di Stato ha annullato la delibera regionale sul calendario venatorio, impugnata a suo tempo da alcune associazioni ambientaliste ed animaliste.
La motivazione è chiara poiché il Consiglio di Stato rimarca "l'assenza, ormai da tempo, di una generale, approfondita, attualizzata, consapevole e generale pianificazione faunistico-venatoria a livello regionale", come dice la legge, e non provinciale, come con la legge che avete approvato volete dire voi - e qui sta il nocciolo politico di questa richiesta di sfiducia, in tre anni e mezzo non siete stati capaci di fare quello che dovevate fare - evidenziando una grave mancanza programmatoria e gestionale da parte dell'Assessore Pieroni, soprattutto, visti i pregressi, è mancata la predisposizione di un “piano B” che consentisse di limitare gli inconvenienti ora creatisi, che sembra non trovino alcun tipo di soluzione. Perché se tutti gli anni cammini sul filo del rasoio, te l’impugnano e ti va bene, prima o poi, come è successo, non va bene.
Per superare l'ordinanza vi siete approvati la legge 44/2018 che vi abbiamo detto non sarebbe servita ad evitare il blocco della caccia all'interno dei siti Natura 2000, ed infatti è stata oggetto di nuovo ricorso ed il Tar ha accolto la domanda cautelare “sospensiva”, rinviando nel merito la trattazione al 23 gennaio 2019 ed invece di aspettare il merito, per non far perdere ai cacciatori il loro sport preferito e un po’ di giorni di caccia, giustamente avete fatto un’altra proposta di legge.
Invocare la validità dei piani provinciali, in assenza di quello regionale, non è corretto, alcuni sono scaduti ed altri non sono stati sottoposti alle complete verifiche ambientali, infatti la legge che avete proposto va a tre livelli successivi in calando: “è stato sottoposto alla valutazione …, ma anche se è stato sottoposto un pezzettino …, ma anche se soltanto …”, quindi si vede che l’arrampicata sugli specchi è particolarmente difficile da fare.
Anche il Ministero dell'Ambiente ha iniziato l'istruttoria per verificare se impugnare la legge regionale 44/2018, ma voi perseverando nella volontà di superare le decisioni del Tar, con l’Assessore Pieroni, avete presentato un'ulteriore proposta di legge, la 258, che vi siete approvati nello stesso pomeriggio in Commissione e in Consiglio, nessuna di queste leggi però è in grado di superare il problema che affligge la nostra regione circa la mancanza del necessario strumento regionale di pianificazione faunistico venatoria.
L'Assessore aveva gli strumenti per applicare la normativa di settore già dal suo insediamento, senza incorrere in continui ricorsi i quali, per essere contrastati, stanno impiegando risorse umane ed economiche, tutte pagate con i soldi dei cittadini.
Il fallimento della sua azione politica è evidente a tutti: cacciatori, cinghialai, agricoltori, ambientalisti ed animalisti, non ce n’è uno contento.
Per questo abbiamo presentato una ormai scontata mozione di sfiducia, che viene invocata a gran voce anche da diversi attori esterni al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Intervengo per amore di chiarezza, io sono sempre per la chiarezza, la trasparenza e per la trasparenza degli atteggiamenti e delle scelte, quindi sono contento di spiegare perché voterò contro questa mozione, in quanto la ritengo sbagliata, nonostante la settimana scorsa abbia votato contro la legge.
Si può essere contrari ad una legge e credere che un Assessore, che è la sintesi di un insieme di scelte e di un senso di politica, debba rimanere al proprio posto. Penso che siano due cose diverse, sostengo questa Giunta, sostengo questa maggioranza, ne condivido nella sintesi l’azione politica, ma posso essere contrario ad alcune singole scelte.
Sono ad esempio contrario, lo dico fin da ora, alla delibera n. 1623 con cui la Giunta ha recentemente classificato l’ospedale di Pesaro come ospedale di secondo livello, ce ne occuperemo quando questa cosa andrà all’ordine del giorno, ma non certo per questa ragione chiederò le dimissioni dell’Assessore, perché un mandato politico è la sintesi di una azione politica, dell’insieme delle varie forze di maggioranza, ma anche della singola condotta, del singolo Assessore, anche sulla singola delega nel corso di un mandato. Per questa ragione da parte mia e da parte del mio gruppo non solamente il voto contrario alla mozione, ma gli auguri di buon lavoro fino alla fine della legislatura all’Assessore Pieroni, consapevole che terrà conto degli stimoli e anche delle critiche benevoli di tutte le forze politiche della maggioranza, ma non solo, perché ovviamente amministra non solamente per conto della maggioranza, ma di tutti i cittadini marchigiani ed anche di tutte le rappresentanze dei cittadini marchigiani, comprese le forze ambientaliste, quindi sono consapevole e convinto che continuerà in questa azione fino alla fine del mandato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Mi è dispiaciuto e mi dispiace che per motivi di regolamento questa discussione non sia stata fatta la settimana scorsa perché avremmo evitato di raccontare nuovamente tutte le vicende legate al mondo venatorio.
Mi soffermo solamente sulla questione della sfiducia all’Assessore senza ripercorrere tutti i passaggi della legge sulla caccia, altrimenti facciamo sei ore di discussione.
La fiducia mia e del gruppo è piena ed è dovuta a dei fatti abbastanza chiari.
Qui si torna a riparlare, l’ho detto anche l’altra volta e lo ripeto, del piano faunistico regionale e dei ritardi. E’ chiaro che siamo nei tempi, forse si poteva fare di più, tant’è che ci sono alcune associazioni venatorie, una di queste l’Arci, che ci ha pesantemente attaccato, attaccando anche l’Assessore, e di questo ne avete sicuramente preso visione, però vi ricordo anche quello che è stato detto nel Consiglio scorso e cioè che non c’è una Regione in Italia che abbia approvato il piano faunistico regionale, probabilmente l’ha portato in Consiglio l’Emilia-Romagna, quindi questo ritardo non può essere oggetto infinito per colpevolizzare l’Assessore.
Altro elemento molto importante è legato alla vicenda della lettera che conosco dal dibattito in Consiglio, che è sicuramente da prendere in considerazione per un altro aspetto molto importante, come ricordava il Presidente Ceriscioli nell’ultimo Consiglio: la Regione Marche ha dato delle risposte alla politica agricola nei confronti degli ungulati in maniera determinante, i provvedimenti presi dalla Regione Marche non sono stati assunti nella stessa misura da nessun’altra, forse è al primo posto per questi provvedimenti. Quegli atti sono stati votati in Giunta e li ha votati anche l’Assessore Pieroni, quindi quel legame così forte che qualcuno sottolinea dal punto di vista elettorale con il mondo della caccia, cade in maniera evidente visto quello che sta facendo, tanto più che da Presidente della Commissione mi arrivano telefonate continue da parte di alcune associazioni venatorie che sono arrabbiate, qualcuna è molto arrabbiata, per le misure che la Giunta ha previsto per l’agricoltura, che sono state votate dall’Assessore, e questo l’ha detto l’altra volta in maniera chiara il Presidente.
Questi sono gli elementi, senza riparlare della caccia e di tutte le vicende che abbiamo vissuto, rifare altre quattro ore di discussione porterebbe sempre allo stesso risultato, talmente evidente che non farebbe altro che sottolineare il comportamento dell’Assessore Pieroni e la fiducia da parte del Gruppo PD e della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sull’argomento credo, come diceva adesso il Consigliere Traversini, che abbiamo già discusso molto, almeno nel merito.
La mozione di sfiducia individuale non è un atto giuridicamente conseguente, è solo una raccomandazione molto forte sul piano politico, fatta al Presidente perché prenda atto della volontà del Consiglio regionale di sostituire un Assessore, non per un motivo legato alla simpatia o all’antipatia, perché nel caso specifico voteremo tutti per la sfiducia, ovviamente, ma legato ad un comportamento lesivo, come è stato sottolineato dal Consigliere Maggi, delle stesse istituzioni, cioè deve essere un fatto veramente grave, non può essere un dato legato all’opinione dell’Assessore, perché l’opinione dell’Assessore in questo Consiglio non esiste, esiste l’opinione della Giunta che si esprime attraverso atti e deliberazioni o proposte di legge, quindi non c’è un comportamento politicamente rilevante del singolo Assessore, al di là delle cose che dice o degli indirizzi che manifesta, ma non possono diventare cose conseguenti. Quindi non credo che all’Assessore Pieroni possano essere attribuite responsabilità in capo a quella legge che abbiamo approvato recentemente, né al fatto che prima è stato fatto un piano che è stato contestato dalla Magistratura amministrativa.
Siamo ancora lontani però, il Consigliere Maggi se ho capito bene, ho seguito l’intervento da fuori, mette in evidenza delle responsabilità anche individuali, delle leggerezze da parte dell’Assessore sul modo di vedere, ma soprattutto ha lamentato una sorta di propaganda che l’Assessore avrebbe fatto relativamente a quello che è successo. Su questo dico che qui la propaganda la facciamo tutti, non c’è nessuno che si salva, anzi diciamo che sul piano della propaganda voi Consiglieri del Movimento 5 Stelle siete i più bravi di tutti perché ci siete campati sulle registrazioni e sulle altre cose.
Confermo la fiducia negli atti che sono stati assunti, quindi relativamente ai contenuti che l’Assessore ha portato in Aula ed ha portato in Giunta, in nome e per conto della Giunta, non credo di dover manifestare se non un’opinione positiva visto che già l’ho fatto quando abbiamo votato l’atto.
Sul piano individuale mi rimane molto difficile individuare delle responsabilità particolari in capo all’Assessore, semmai, e chiudo con questa battuta, visto che in tutta questa vicenda ognuno ha rincorso le simpatie o le antipatie, chiaramente le antipatie non le ha rincorse nessuno, tutti abbiamo rincorso le simpatie, tutti voi, io no, molti hanno rincorso le simpatie degli ambientalisti, degli animalisti o degli cacciatori, credo che il regalo che oggi, ahimè, viene fatto all’Assessore Pieroni sia enorme, perché oggi con questa mozione di sfiducia viene consacrato “Beato dei cacciatori”. La Chiesa nomina beato l’infinito con un miracolo e se c’è un successivo miracolo accertato dopo anni di indagini scrupolosissime diventa santo.
Per questo non voterò la sfiducia perché già è beato, se lo sfiduciamo pure, tanto il Presidente lo lascerà lì lo stesso, diventerà pure santo e questo è un po’ troppo, santo dei cacciatori mi sembra un po’ troppo, limitiamoci a Moreno Pieroni beato dei cacciatori, martire no perché vuol dire che qualche cacciatore gli ha sparato, quindi non è il caso di arrivare a questo punto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Al di là della dialettica divertente del Consigliere Marconi, prendo atto che l’Udc voterà la contrarietà a questa sfiducia.
Vorrei riportare la questione un po’ su termini più pragmatici, se me lo permettete, qui oggi non stiamo discutendo tra chi è favorevole alla caccia e chi è contrario, questo potrebbe essere il problema “X” e sul problema X stiamo discutendo della capacità di un Assessore di risolverlo.
Secondo noi, l’Assessore ha dimostrato una grande incapacità nel gestire tutta questa vicenda, non ripeto quello che tutti già sapete, cioè le due sentenze, una del Consiglio di Stato, l’altra del Tar, contro la Regione Marche e le elusioni che ci sono state da parte di quest’Aula per superarle.
Vi faccio una domanda, non lo so, quindi ve lo chiedo, nella storia del Consiglio regionale delle Marche è mai successa una cosa del genere? La Regione Marche si è trovata a contrastare con due leggi consecutive prima un’ordinanza del Consiglio di Stato, poi un’ordinanza del Tar, si era mai trovata precedentemente in questa condizione? Penso che sia il primo caso nella storia!
Quindi Assessore, sul problema X di chi è la responsabilità se ci troviamo in questa situazione? La mia? Non credo! Del Consigliere Fabbri? Non credo, anche perché noi è dal 2015 che stiamo cercando di avvertirla che c’è un problema.
Assessore, io le attribuisco anche un’altra responsabilità che qui nessuno ha detto, la responsabilità che durante il suo mandato il numero dei cinghiali è aumentato, perlomeno non è diminuito, questo provoca conseguenze economiche alla Regione che deve rimborsare i danni che questi animali fanno.
Più volte ho detto che continuate a percorrere una strada sbagliata, che su questo problema, che per primo vorrei risolvere, occorre un approccio scientifico, quindi le attribuisco anche la responsabilità dell’aumento del numero dei cinghiali, la responsabilità è la sua!
Concludo il mio breve intervento, perché non credo che riuscirò a cambiare l’esito di questa votazione, facendo una riflessione con i Consiglieri di maggioranza, io signori faccio un mea culpa, non so giocare a calcio, sono proprio negato, se chiedessi ad un allenatore di giocare per forza probabilmente mi direbbe: “Guarda non è per te, ci crei un danno. Io sono l’allenatore e preferisco mettere in campo un altro giocatore che di calcio ci capisce e sa giocare”, l’incompetenza su questo argomento danneggia tutta la squadra, non sto dicendo che l’Assessore sia una persona incompetente, sto dicendo che l’ha dimostrata su questo tema. L’allenatore, che in questo momento è rappresentato da voi, dovrebbe decidere se vale la pena o no mantenere in campo un giocatore che di caccia non ne capisce niente, diciamola così.
Quindi l’invito è quello di votare a favore di questa mozione di sfiducia per il bene di tutti, ognuno ha delle specificità, ha delle professionalità, non tutti possiamo saper far tutto, questa non è materia sua, Assessore, gliel’ho detto tante volte. Faccia la cortesia di rimettere la delega quanto meno su questo tema e non vale nemmeno la considerazione, è la seconda volta che il Consigliere Traversini la tira fuori, che le altre Regioni italiane non hanno il piano faunistico, quindi noi siamo al pari delle altre. Questo è un ragionamento del tipo, scusate le parole: “Ma se tutti sono maleducati perché non posso essere maleducato pure io?” Ma che ragionamento è? Questo è il ragionamento su cui si basa la difesa di un Assessore? Se tutti si comportano male, siamo giustificati a comportarci male anche noi? E’ questo il suo ragionamento Consigliere Traversini? Non credo che si possa sostenere una cosa del genere, quindi, ripeto, non sto in questo momento difendendo la posizione anti-caccia, non è un problema caccia si, caccia no, sto prendendo atto di come l’Assessore Pieroni ha portato la Regione Marche in una situazione che non ha precedenti nella storia, opponendosi con due leggi una prima volta al Consiglio di Stato ed una seconda volta al Tar, un conflitto istituzionale fra istituzioni che francamente i marchigiani - lei non è l’Assessore del Partito Socialista, lei è l’Assessore di tutti i marchigiani – non meritavano e, ripeto, quando un giocatore non è adatto a quel ruolo l’allenatore, che sono tutti i Consiglieri che stanno ora qui dentro, dovrebbe avere il senso di responsabilità di tirarlo fuori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Un piccolo contributo alla discussione perché mi sono sentito un po’ isolato su questo discorso, nel senso che trovo delle cose non esatte-
Prima di tutto penso che la mozione di sfiducia non sia rivolta al peso che ha l’atto amministrativo, ma credo che abbia un peso superiore quello che ha fatto dopo: le lettere che ha scritto, i nomi che ha fatto, la segnalazione, come ai tempi dei lager fascisti, dei Consiglieri che hanno votato contro come fosse stato un atto non consentito. Nomi e cognomi!
La mozione di sfiducia è principalmente su questo, non tanto sull’atto amministrativo su cui si può anche discutere.
Vi posso dire che questa mozione di sfiducia ha un peso politico, ma soprattutto amministrativo perché vi ricordo che la nomina di un Assessore è un atto politico, ma la revoca o le dimissioni non è più un atto politico, è un atto amministrativo che riguarda, e leggo le parole della giurisprudenza, “il carattere amministrativo perché collegata al buon andamento dell’organo che governa il territorio”. Di quello che fa l’Assessore ne risponde anche la Giunta, quindi il Governo del territorio, per cui oltre ad essere un atto politico rientra anche nell’atto amministrativo. E’ importante capire queste cose, altrimenti potremmo pensare che difendere un proprio Assessore sia un atto dovuto, ma credo che quando ci sono delle cose che potrebbero danneggiare ulteriormente un governo del territorio, che già di problemi ne ha a sufficienza, ne potremmo parlare per mesi non per giorni, queste dovrebbero essere valutate dalla maggioranza.
Un’altra precisazione, il Presidente Traversini mi vorrà scusare, ma in Italia ci sono 20 Regioni, 10 Regioni hanno il piano faunistico venatorio, tra cui l’ultimo approvato qualche giorno fa dalla Regione Emilia-Romagna, ce l’hanno in corso perché dura 5 anni! L’Emilia-Romagna l’ha approvato 10 giorni fa, però ci sono 10 Regioni su 20 che hanno il piano faunistico in corso, volevo precisare questo …Non credo che tutte e 20 approvino nello stesso momento il piano faunistico venatorio. Volevo precisare solo questo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri il dibattito non l’ho seguito tutto da qui, ma anche un po’ fuori, è sicuramente lungo, per certi versi anche interessante, ma chiarisco subito, per la verità l’ho già detto un’altra volta in quest’Aula, che non voterò mai contro l’Assessore Pieroni, non voto contro di lui perché è una persona pulita e generosa e, fatemelo dire, fa anche parte della mia storia personale che si intreccia con la sua.
Nella Giunta, che ho avuto la responsabilità di presiedere e di nominare, ho nominato Moreno Pieroni, è stato per alcuni anni Assessore con me, non ha finito il mandato perché è stato sottratto a quella Giunta dai cittadini di Loreto che l’hanno eletto Sindaco, quindi la storia di Moreno Pieroni anche dal punto di vista politico ed istituzionale è lunga, l’ha visto vivere molte prove democratiche e le ha sempre superate.
Il Consigliere Bisonni ha detto che al di là della dialettica divertente, riferito al Consigliere Marconi, prende atto che l’Udc …, io non considero quella del Consigliere Marconi una dialettica divertente, considero il Consigliere Marconi un uomo espressione di un grande partito di governo, non parlo di questi ultimi anni, ma della storia originaria di un partito che non ha eguali nella lunghezza, nella storia di governo, anche nelle scelte e nelle prove che quel partito ha avuto, quindi è un maestro dal punto di vista politico e quando dice che una mozione di sfiducia può creare dei beati ed anche dei santi, dice una cosa vera, al di là del fatto, al di là della fondatezza …, però il processo di beatificazione può essere anche molto lungo, lo sa bene il Consigliere Volpini, perché c’è un senigalliese, un certo Pio IX, che da tempo ha visto iniziare il processo di beatificazione e ancora non si è concluso.
Non fatemi parlare di santi …, questo per dire che il processo di beatificazione può non concludersi, ma perché faccio questo tipo di ragionamento? Perché le scelte che sono state compiute …, poi va fatta una precisazione dal punto di vista tecnico, non dal punto di vista politica, noi non siamo degli allenatori, riprendendo l’esempio del calcio che ha fatto il Consigliere Bisonni, noi non nominiamo la squadra, l’allenatore è il Presidente.
Voto convintamente a favore dell’Assessore Pieroni, il ragionamento che prima ha fatto il Consigliere Marconi e l’esempio che ho cercato di fare credo che siano molto precisi.
Ripeto, al di là delle convinzioni ci sono dei percorsi che vanno fatti, ma voglio dire un’altra cosa, ed è anche la ragione principale per cui sono intervenuto, sono contro le radicalizzazioni. Debbo dire che sulla questione della caccia stiamo assumendo da tempo posizioni radicali, noi abbiamo fatto una prima legge sulla regolamentazione dell’attività riferita allo spostamento dei cani, sia per le gare, per le manifestazioni cinofile, che per la caccia, ed io, che sono stato quello che ha presentato l’emendamento per togliere la catena, tra l’altro condiviso dalla Commissione, per mesi sono stato citato come quello che voleva mettere la catena ai cani, non appartiene al nostro modo di fare, però succede questo, il problema non è se sono stato citato o meno, ma che si è assunta, ripeto, da alcuni mesi a questa parte una posizione di radicalità su questi temi, ed è questo che rifiuto.
Dico che sono contrario all’abolizione della caccia, poi qualcuno potrebbe dire che non è di questo che si sta discutendo, no, di questo dobbiamo parlare perché sulla questione della caccia dobbiamo ragionare. Io sono contrario all’abolizione della caccia, ma sono per la sua regolamentazione, sono perché non si cacci ovunque e tutte le specie. Questa posizione non è del singolo Consigliere regionale, ma sono i principi della legge 157, ed è lì che credo noi dobbiamo rimanere ancorati, su quella il Parlamento è riuscito a fare sintesi ed a trovare la giusta rappresentazione fra diverse posizioni (ambientalisti, cacciatori, agricoltori).
Intervengo per dire che sono contro le posizioni talebane dovunque esse si manifestino e bisogna che facciamo ritornare la caccia al suo impegno e alla sua funzione originaria. Il Consigliere Fabbri la chiama attività ludico-motoria, io dico che nella caccia c’è anche ritualità, perché c’è, ci sono delle passioni, ma la caccia è anche impegno ambientalista e significa conoscere le specie, farle sopravvivere, pianificare, regolamentare, creare le condizioni perché il territorio sia in grado di produrre fauna e su questo voto convintamente la fiducia all’Assessore Pieroni perché so che è un uomo che ha equilibrio anche se in questo contesto, in questa situazione di radicalizzazione, è chiaro che gli equilibri si sono spostati. Ad esempio uno degli squilibri più forti l’ha causato chi ha pensato di superare le province in quel modo lì, no chi non ha fatto il piano faunistico! Vogliamo dire le cose come stanno o no? Come si fa a superare in quel modo le province, con gli squilibri delle competenze, snaturando le stesse Regioni che si trovano a non svolgere più una funzione legislativa, ma una gestione amministrativa? Cosa che non può funzionare alla lunga.
Questo è il problema principale che abbiamo di fronte, poi dite che la responsabilità è del centro-sinistra? Sarà del centro-sinistra, ma i cittadini questo l’hanno stabilito il 4 marzo, è già stato sancito, c’è qualcosa che non ha funzionato, altrimenti non saremmo stati cacciati all’opposizione e in quel modo lì. Evidentemente i cittadini hanno riconosciuto che alcune cose non hanno funzionato, ma oggi non possiamo attribuirle all’Assessore Pieroni.
Detto questo, per onestà intellettuale dico anche un’altra cosa, so che qui ci sono molti ragazzi che iniziano tante attività nello sport, nello studio, nella formazione, so che il problema principale di chi pratica la caccia, soprattutto i giovani, non è quello dei soldi anche se si spende ed anche molto per la caccia, ma se il Consigliere Maggi presenta un emendamento per sopprimere l’agevolazione ai ragazzi che vanno a caccia lo voto, non ho difficoltà a farlo, perché so che ci sono questioni molto più importanti legate alla famiglia, alla disabilità, allo studio, al lavoro, alla formazione, ma detto questo esprimo piena fiducia all’Assessore Pieroni perché so che è persona di grande equilibrio, che cerca di rimediare in una situazione intrecciatissima e di difficoltà enormi, responsabilità, che non sono sue e in larga parte nemmeno della Regione, ma sono di una situazione che è stata determinata in un contesto più generale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sarò brevissimo, per esprimere la mia profonda delusione, non per l’Assessore Pieroni che ha tutto il diritto di difendersi e di difendere il proprio operato, ma per i Consiglieri di maggioranza, per la Giunta.
La scorsa volta ho denunciato ed ho continuato a denunciare l’atteggiamento relativo alla lettera nella quale venivano indicati nomi e cognomi, che avevo citato nell’intervento, di chi con coscienza ed onore aveva votato contro quelle due proposte di legge che andavano contro la giustizia amministrativa, questo è quanto.
“Caro cacciatore, questi sono i nomi dei cattivi che hanno votato …” ovvero i Consiglieri che hanno fatto con coscienza e onore il loro lavoro, il loro dovere per cui vengono citati. Nessuno ha stigmatizzato questo tipo di intervento a gamba tesa, visto che si è parlato di calcio, vergognoso e indecente sul piano istituzionale.
Non sono Alice nel Paese delle Meraviglie, so che l’Assessore Pieroni fa parte di un partito politico che ha appoggiato il Presidente Ceriscioli e la sua maggioranza, so che è stato nominato da un partito politico che ha appoggiato la maggioranza del PD, lo so bene, non sono così sprovveduto, so bene quanta difficoltà potrebbe ingenerare una sfiducia nei confronti di un partito alleato e di un uomo di un partito alleato, lo so bene, lo sanno anche i bambini qual è il gioco politico in questo senso, so bene che provocherebbe sia un nocumento alla maggioranza che una difficoltà con il partito che ha appoggiato la Giunta Ceriscioli, ma benedetto Dio, e posso dirlo io che sono ateo, non avete detto una parola su questo comportamento vergognoso e il vostro silenzio ha reiterato un’altra lettera, la prima con i nomi, la seconda con i gruppi politici.
La responsabilità di questo comportamento e di questa caduta di stile istituzionale è vostra e non avete detto un accidenti su questa cosa. Pensa se uno di noi avesse fatto i vostri nomi quando votavate con coscienza una legge. Se io avessi detto: “I Consiglieri Micucci, Traversini, Biancani hanno votato contro e sono …”

(interrompe l’Assessore Casini)

Giovanni MAGGI. Assessore lei è veramente Alice nel Paese delle Meraviglie, quando viene fuori va oltre qualsiasi fantasia in questo senso.
Non avete detto un accidenti ed è un comportamento vergognoso, un’azione indegna, noi non abbiamo paura di metterci la faccia, ma non vogliamo che vengano messi in una lettera “caro cacciatore” i nomi di chi ha votato, ripeto, con coscienza e onore, la proposta di legge che metteva una pezza ad un’ordinanza della giustizia amministrativa.
Quando ho firmato questa mozione non sapevo che sarebbe stata bocciata? L’ho firmata perché potesse essere un deterrente ai comportamenti vergognosi che si sono manifestati in questa vicenda e voi non avete detto niente, questa è la mia delusione! La mia delusione non è che l’Assessore Pieroni oggi non venga sfiduciato, la mia delusione è che in effetti questo gioco di maggioranza, questo gioco di complicità, va al di là di qualsiasi onore che deve essere rappresentato in quest’Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Ritengo che questa mozione ci permette, oltre le riflessioni che sono riportate nell’atto, di fare una serie di valutazioni e forse questo è il primo momento in cui si possono fare riflessioni importanti su questi tre anni e mezzo, penso sia giusto farle, di gestione della caccia nella nostra Regione. Rispetto la mozione e rispetto le due forze politiche che legittimamente l’hanno presentata e che avevano il diritto di presentarla.
Nel giugno/luglio 2015, quando siamo entrati, c’era un sistema della caccia che presentava delle gravi criticità, voglio ricordarne una per tutte a chi è intervenuto e a chi ha presentato la mozione ed ha una grande conoscenza della caccia, non aver mai pagato, dal 2013, quindi due anni e mezzo, prima del nostro ingresso, agli agricoltori i danni da loro subìti. Questo è stato, per quello che mi riguarda ed anche per la Giunta, il momento più difficile da gestire nel rapporto danni/mondo agricolo e se ci ricordiamo in due anni abbiamo superato, grazie ad una legge presentata ed alla grande intuizione del Presidente Ceriscioli, quell’annoso problema che impediva il pagamento dei danni all’agricoltura, collegato al de minimis.
Secondo me, quello sarebbe stato un danno grave nei rapporti economici, oltre che un grave danno nei rapporti tra l’amministrazione regionale e il mondo venatorio. Questo credo che sia stato un viatico non facile, più volte siamo andati alla Commissione europea per cercare di capire come superare questa criticità, dopo due anni, quindi non è stato un percorso breve, l’abbiamo superata ed oggi, a tre anni dall’insediamento della Giunta, tutte gli Atc hanno potuto pagare il 50% gli anni dal 2016/2017/2018 ed anche gli arretrati dal 2014/2015, l’altro 50% verrà pagato a rendicontazione. Penso che quel momento sia stato il più difficile che come amministrazione regionale abbiamo dovuto superare per come era stata portata avanti la situazione dal 2012 al 2015. E’ stato il picco più difficile e l’impegno più importante a cui abbiamo dato una grande risposta.
Un’altra situazione altrettanto annosa, parliamo sempre degli anni 2012/2013, riguarda i danni da incidenti stradali, anche qui abbiamo dovuto fare un percorso difficilmente superabile, ma oggi possiamo dire, gli ultimi dati dicono che abbiamo già pagato 157 danni da incidente stradale, che stiamo andando verso il superamento della problematica con investimenti importanti da parte della Giunta regionale.
E’ chiaro ed indiscutibile che le opposizioni fanno la propria parte, hanno presentato questa mozione, una mozione che fa riferimento anche ad un’ordinanza del Consiglio di Stato e ad una sospensiva del Tar regionale, da questo punto di vista è giusto dare una risposta perché non sono riuscito a capire, sicuramente i Consiglieri si, la posizione rappresentata dal Consigliere Zaffiri con quella del Consigliere Fabbri, che cercano di metterle insieme nella mozione, ma nella sostanza, per quello che ho capito io, si differenziano nell’approccio.
Al di là del fatto che è giusto assumersi la responsabilità di non avere completato il percorso del piano faunistico regionale, perché è opportuno che quando ci sono critiche legittime vengano prese in maniera positiva per superare il problema, quindi il piano faunistico regionale ad oggi è partito, l’iter è iniziato da più di tre mesi, anzi, forse di più, perché il bando è stato fatto nei mesi di giugno/luglio. E’ chiaro che un’amministrazione regionale doveva essere attenta nel rispetto delle ordinanze e delle sentenze dei Tribunali amministrativi, Tar o Consiglio di Stato, ad evitare che una criticità, come voi avete detto, legata alla mancata approvazione finale del piano faunistico diventasse una gravità per il mondo collegato alla caccia, e non parlo semplicemente di caccia agli ungulati.
Nell’ultima seduta assembleare il Consigliere Bisonni ha ricordato a tutti noi uno studio di 13 scienziati, che dimostra che se non ci fosse la caccia, probabilmente non ci sarebbero i cinghiali. Ho approfondito quello studio, l’ho verificato con altri esperti che mi hanno detto: “Caro Assessore Pieroni, questo è vero, se non ci fossero i cinghiali già presenti nel territorio!” Se ci sono e non c’è l’abbattimento, che poi è un abbattimento relativo perché ne rimangono sempre tanti …, Consigliere Bisonni se avesse avuto l’accortezza di leggersi il piano di controllo dei cinghiali, approvato pochi mesi fa dalla Regione Marche, che ha dato una risposta forte a quello che chiedevano gli agricoltori, il mondo venatorio ed anche gli ambientalisti, avrebbe visto che il numero di abbattimenti che noi facciamo, circa 12.000 all’anno, contengono e limitano l’aumento della popolazione dei cinghiali nei nostri territori, in particolar modo nei territori delle zone montane.
Io dico sempre che dobbiamo essere tutti onesti, non possiamo dire sempre e solo mezze verità, questo lo dico a me stesso, ma soprattutto a chi quando interviene porta degli esempi che nulla hanno a che fare con la situazione e la realtà attuale della regione Marche per quanto riguarda le criticità.
E’ chiaro che il piano faunistico deve avere una accelerazione, potrei dire che ci sono tantissime giustificazioni perché oggi non c’è il piano faunistico e non mi consola neanche che quasi tutte le Regioni italiane che non lo hanno fatto. Il nostro compito è quello di approvare il piano faunistico regionale nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i tempi tecnici, con le normative, anche qui i Consiglieri che sono intervenuti, non mi rivolgo naturalmente al Consigliere Maggi che ha fatto un intervento di tutt’altro tipo legato alla lettera, su cui alcune riflessioni farò più tardi, ma anche qui, ma all’esperto Consigliere Fabbri, dovevano dire che un piano faunistico abbisogna di un tempo minimale che va dai 18 ai 24 mesi e, se non ricordo male, potrei anche sbagliarmi, non sono avvezzo alle date, la Regione Marche ha avuto la competenza della caccia dall’1 aprile 2016, cioè due anni fa.
Questo significa che in due anni abbiamo dovuto regolamentare tutto il sistema della polizia provinciale, vogliamo dire che siamo stati la prima Regione in Italia, debbo dire grazie alla caparbietà di tutta la maggioranza, in particolare dell’Assessore Cesetti, che ha regolamentato e fatto una convenzione con la polizia provinciale, che è stata presa ad esempio anche dalle altre Regioni; vogliamo dire che il piano di controllo dei cinghiali è stato fatto in questi due anni, da quando abbiamo preso le competenze? Sarebbe anche giusto dire, senza voler cercare giustificazioni, che i piani faunistici venatori delle province non sono scaduti tutti tre anni fa, alcuni, se non sbaglio, lo ricordava il Consigliere Celani, sono scaduti a giugno 2018, altri il 31 dicembre 2017. Pensavamo che la legge fatta, non da noi, che con grande chiarezza prevedeva che fino a quando non c’era un piano faunistico regionale nuovo seppure scaduti erano validi i piani faunistici vigenti, fosse una tutela, con una tempistica giusta perché una Regione potesse elaborare un piano faunistico nei famosi 18/24 mesi. Anche perché per quattro anni ci sono state sentenze favorevoli, nel 2018 il Tar entrando nel merito ha stabilito, su ricorso fatto dagli animalisti e ambientalisti della nostra regione, che il calendario venatorio regionale era giusto, poi c’è stata l’ordinanza del Consiglio di Stato.
Sono convinto che un amministratore, con tanti limiti, con tante difficoltà, debba tener conto, sempre e comunque, capogruppo Zaffiri, della criticità che avrebbe creato non fare una legge che riaprisse la caccia. Voglio ricordare che se non avessimo fatto la prima e la seconda legge, naturalmente ora parliamo della seconda, oggi la caccia sarebbe ferma ed immagino cosa avrebbero detto alcune forze politiche nei riguardi della Giunta regionale: “Caccia chiusa, rimborsate i cacciatori”, anzi qualcuno su facebook ha fatto girare: “Vogliamo il rimborso di queste situazioni”, però è giusto fare una valutazione.
Per quanto riguarda la lettera molto probabilmente poteva essere fatta nella parte terminale, non in quella iniziale, con un taglio diverso, però quando un Consigliere chiede il voto nominale, e all’epoca ricordo che è stato chiesto da tutti, non penso che ci sia stata un’aggressione ed un mancato rispetto di coloro che hanno votato. Un Consigliere si assume la responsabilità di quello che vota - io sono stato tacciato nelle varie interviste di essere un Assessore contro l’ambiente oppure sono stato proposto per il premio Attila – quindi penso che legittimamente si possa scrivere chi ha votato soltanto per dire: “Questi Consiglieri hanno votato contro”. Un Consigliere che vota contro sa quello che fa, caro Consigliere Maggi, ho fatto questa precisazione anche perché credo che sia legittimo che un Assessore possa evidenziare, per quella che è la sua competenza, non certo per quelle di altri, quello che sta portando avanti, quello che sta facendo, inviandolo ai soggetti interessarti, non potevo mandarlo alle associazioni culturali della regione Marche. Probabilmente nella parte terminale della lettera potevano essere utilizzati dei toni diversi, qui posso dire che ci potrebbe essere una parte di ragione, però dire che c’è stato un voto e chi ha votato contro, non è una cosa irriverente nei riguardi dei Consiglieri stessi.
Se avete pensato questo me ne scuso, non era questo l’intento, però è chiaro che da questo punto di vista, anche in altre occasioni, presenterò sempre le risultanze del dibattito sia in Giunta che in Consiglio in merito alle competenze che riguardano il mio Assessorato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Su suggerimento dell’Assessore Casini chiedo l’appello nominale a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Bisonni.
Ringrazio anche l’Assessore Pieroni per aver tentato di giustificare una delle tre lettere che è stata inviata con i soldi della Regione Marche, nel merito sicuramente c’erano delle criticità che ci auguriamo non vengano più riproposte.
Assessore Pieroni, non ha ascoltato nulla di quello che ho detto, e mi fa piacere, semmai poi glielo riferisce qualcuno del suo gruppo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Assessore, se la caccia fosse la soluzione al contenimento dei cinghiali a quest’ora nelle Marche non ci sarebbero più. Il fatto che mi ha detto questo significa ancora una volta che, primo, non ha letto lo studio, ma se l’è fatto raccontare, secondo, non ha capito probabilmente quello che gli hanno raccontato.
Questo studio dimostra che in Europa, dove i cinghiali già ci sono, la caccia non fa diminuire il numero dei cinghiali, le dico un’altra cosa, l’altra volta le avevo fatto l’esempio della Slovacchia, nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga la caccia è vietata, c’è un equilibrio e non c’è un aumento incontrollato dei cinghiali.
Questo per dire che occorre un approccio scientifico che lei si ostina a non volere intraprendere, però, ripeto, qui non stiamo parlando dei cinghiali, né della caccia, stiamo parlando di come di fronte ad un problema X lei ha messo in imbarazzo istituzionale la Regione ed ha costretto questo Consiglio a fare due atti per eludere le ordinanze, una del Consiglio di Stato, l’altra del Tar.
Penso che questa cosa non abbia eguali nella storia della legislazione marchigiana. Di fronte ad un problema X lei ha dimostrato una grandissima incapacità, magari nello sport è bravissimo, ed ha messo la Regione Marche in una situazione di imbarazzo istituzionale, è per questo che ho firmato convintamente la mozione di sfiducia, è per questo che dico che i Consiglieri dovrebbero metterla in panchina e toglierle questa delega.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto. Il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Chiaramente voterò contro questa mozione perché ritengo che questa richiesta di sfiducia nei confronti dell'Assessore Pieroni sia un atto immotivato nei fatti e nel corpo.
Il difficile equilibrio fra gli interessi in gioco e l'ancor più complicato contesto istituzionale e giuridico in cui ci troviamo ad operare richiede a chi ha la responsabilità istituzionale di governare il territorio, nel caso della materia venatoria una equilibrata e seria valutazione dei problemi e delle soluzioni e questo a mio avviso è stato fatto.
Tengo anche a sottolineare come si è cercato di raggiungere un equilibrio tra il mondo venatorio ed il mondo agricolo, e questo è anche sinonimo di un lavoro di squadra fatto dalla Giunta e soprattutto dai due Assessorati interessati a dare risposte immediate ai problemi che il mondo agricolo, venatorio e gli stessi cittadini richiedevano.
Operare scelte complesse in condizioni di emergenza date dall'incertezza sulle regole è compito di alta responsabilità che l'Assessore Moreno Pieroni ha adempiuto al meglio, per cui gli rinnovo la mia fiducia, ringraziandolo per quello che ha fatto e che continuerà a fare per l'Assessorato di sua competenza anche perché lo ritengo una persona seria e, come diceva il Consigliere Giancarli, generosa, soprattutto non si è mai nascosto dietro un dito, ci ha sempre messo la faccia e non si è mai sottratto alle proprie responsabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Nel 2015, appena ci siamo insediati, ricordo che il settore della caccia era gestito in maniera confusionaria, non solo poco attenta, ma anche un po’ approssimativa. Nella discussione che abbiamo fatto ci vedo un po’ l’onere di governo e la facilità soprattutto di certe forze politiche abituate ad essere forze di opposizione e non di governo, anche se in questi ultimi anni le cose stanno cambiando anche per loro.
Consentitemelo, la mozione di sfiducia non ha nessun senso, non si presenta una mozione di sfiducia per una vicenda, si fa un percorso politico, si fa una controproposta, si danno delle alternative, se si vuole essere un domani, quando scadrà questo mandato, forza alternativa di governo.
La forza alternativa di governo non si fa con le mozioni di sfiducia, le mozioni di sfiducia si chiedono per qualcosa di grave, allora lì si che c’è un senso politico, ad esempio, sapete perché questa vostra mozione di sfiducia politicamente è un buco nell’acqua? Perché a noi non ci sfiora minimamente l’idea di mettere in discussione l’operato della Giunta e dell’Assessore Pieroni, in questo caso.
La mozione di sfiducia è quella che interroga le coscienze, soprattutto quando la presenta la minoranza ed è ancora più importante di quando la presenta la maggioranza perché interroga le coscienze dell’altra parte politica.
Credo che in un settore così difficile ci sia stata una grande attenzione, soprattutto Assessore mi devo complimentare con lei per il dialogo che è riuscito ad instaurare con le associazioni dei cacciatori, anche se ricordo che nelle situazioni più difficili noi non abbiamo mai negato l’ascolto a nessuno, abbiamo ascoltato tutti, sappiamo che ci sono delle situazioni difficili e complicate, come quella dei cinghiali, di non facile risoluzione, ma un problema che non riguarda solo la regione Marche, quindi la invito, lo dico a nome del gruppo del Partito Democratico, rinnovandole in pieno tutta la nostra fiducia, a proseguire con il lavoro svolto fino ad oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Avevo deciso di non intervenire, però credo che qualcosa bisogna precisare in questo dibattito, per lo meno per me e per il gruppo della Lega.
Quello che è successo e come è successo non può emergere che chi rappresenta in un certo modo, in questo momento, la politica e rappresenta come maggioranza il governo ha il diritto di dire, caro Assessore Pieroni, la verità la dico io, non ascoltate gli altri. E lei lo ha scritto.
Questa è la sintesi delle sue lettere, è di una gravità inaudita, prima sono stato corretto, ho cercato di fare un intervento abbastanza soft, considerato che l’argomento si è approfondito, dico che è inaccettabile quello che ha scritto nelle lettere, si dovrebbe vergognare politicamente, perché lei non è il solo che rappresenta la democrazia. Ha capito? Questo è grave! L’ha scritto e l’ha mandato a 23.000 fucili in giro per la regione, si dovrebbe vergognare per questo passaggio. Carta canta e villan dorme, ha scritto: “Non ascoltate gli altri, ascoltate me”. Cosa vuol dire? Prenda lo Zanichelli! E’ inaccettabile! Capisco tutto, l’ho detto prima, sono pratico di politica, capisco la maggioranza, però credo che tutto abbia un limite, non si può trattare gli altri, la minoranza, chi cerca di parlare e dialogare, come quelli che non hanno ragione, come quelli che sono fuori di testa. Su queste cose non c’è da ridere, sono state scritte, sono inaccettabili!
Sono più convinto più che mai, dopo aver anche ascoltato interventi per certi versi giusti, che le cose non stanno così. Sulla democrazia, caro Assessore Pieroni, se vuole, il Consigliere Zaffiri qualche lezione dopo le ore 21,00 può dargliela, così impara un po’ di democrazia e la coerenza sulle cose, lei non ha coerenza, ha fatto un disastro, cerca di mettere pezze per andare avanti, questa è la situazione, è una cosa a dir poco vergognosa.
Dopo aver tradito i cacciatori, perché questo è il problema, cerca di recuperarli mandando loro delle lettere, doppia ambiguità, perché se non li aveva traditi ed aveva fatto le cose in tempo, anche in riferimento a quello che dice il Presidente Traversini, onorevole in senso politico. Dopo lo scivolone ha tentato di recuperare terreno con le lettere, questo è un gioco per bambini, mia nipote che ha tre anni fa questi giochetti qui.
Questo è il problema vero e spero che i cacciatori non abbiano creduto a queste lettere, perché è una presa in giro, da una parte li frega, dall’altra contemporaneamente invia loro delle lettere per recuperare consensi. E’ una cosa vergognosa, mi dispiace veramente, oggi si è celebrata un’altra brutta pagina della politica della Regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Prendo volentieri l’invito fattomi dal capogruppo Zaffiri, però invece delle 21,00 lo farei alle 19,00, che forse è meglio, perché dopo cena ci possiamo arrivare un po’ tutti con un atteggiamento diverso, meglio fare questi incontri prima di cena.
Credo che le parole dette dal Consigliere Zaffiri che dimostrano quanto acredine ha, rispondo soltanto perché le parole di vergognarsi credo che non siano corrette e giuste anche perché vede, Consigliere Zaffiri, se nella lettera, l’ho detto prima, se ho urtato qualcuno me ne scuso, però non c’è scritta una non verità, intanto sulla prima lettera c’è scritto i nomi ed i cognomi dei Consiglieri e dei gruppi che hanno votato contro la prima legge, e quindi questa è una verità, non è che ho scritto nomi di Consiglieri che hanno votato in maniera denigratoria, nella seconda lettera ho ritenuto opportuno dire ai cacciatori guardate che potete ritornare a caccia perché il Consiglio regionale a maggioranza ha votato la possibilità di tornare a caccia ed ho scritto questa volta e la prossima volta metterò nuovamente i nomi e cognomi perché è giusto che vi prendiate i meriti quando votate contro qualcosa in cui credete, perché è giusto che si riconosca ai Consiglieri che fanno un’azione di questo genere prendersi il giusto merito, ed io l’ho fatto anche per quello, quindi che la Lega si è astenuta e che il Movimento 5 Stelle ha votato contro non è forse una verità o non è vero, allora lei mi deve spiegare quando scrivo ai segretari regionali che poi fanno questa comunicazione o ai cacciatori che la Lega si è astenuta ed il Movimento 5 Stelle ha votato contro, però qui c’è una cosa il Movimento 5 stelle sono sempre coerenti e sono non cacciatori e quindi sono contro la caccia anche se poi si nascondono dietro ad una serie di riflessioni, ma chiaramente il percorso è quello; la Lega purtroppo capisco che faccia male va dicendo in giro a tutti che sono a favore della caccia che qua, che là, fanno convegni ed iniziative nel fermano, nel pesarese sparando contro la Giunta, contro l’Assessore, poi quando c’è il momento di dare una risposta, di fare una legge per far ripartire la caccia vi siete astenuti e guarda caso non è che l’Assessore Pieroni vi ha fatto astenere, è stata una scelta coerente vostra dove avete legittimato il fatto che se non facevamo quella legge qui non si andava a caccia, allora capo Consigliere Zaffiri, non dico che lei si deve vergognare perché il volto è il suo, ne ha uno davanti ed uno di dietro, però alcune riflessioni le faccia ma non dopo cena, prima di cena che forse è meglio.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione 432. La pongo in votazione per appello nominale ai sensi del combinato disposto degli articoli 129, comma 1 e 128, comma 1, del Regolamento interno. Favorevole: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Cesetti, Giacinti, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Pieroni.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 435
ad iniziativa dei Consiglieri Ceriscioli, Mastrovincenzo, Urbinati, Carloni, Cesetti, Celani, Minardi, Marcozzi, Rapa, Giacinti, Micucci, Marconi, Busilacchi
“Patto per la ricostruzione e lo sviluppo della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 435 dei Consiglieri Ceriscioli, Mastrovincenzo, Urbinati, Carloni, Cesetti, Celani, Minardi, Marcozzi, Rapa, Giacinti, Micucci, Marconi, Busilacchi.
Il Consiglio con questa mozione ribadisce l’urgenza di avviare immediatamente la realizzazione degli interventi e delle progettualità contenute nel patto con le risorse finanziarie già disponibili, condivide l’individuazione delle aree integrate di intervento, condivide che su tali aree integrate di intervento la Regione e le Parti firmatarie del Patto avviino un confronto con il Governo nazionale e le Istituzioni europee per attivare azioni di condivisione e allocazione di risorse finanziarie, sostiene ogni azione che in tal senso verrà intrapresa dal Presidente della Regione e dalla Giunta regionale al fine di reperire risorse finanziarie aggiuntive, prende atto che il Patto ha una prospettiva temporale di almeno dieci anni e che i soggetti sottoscrittori del Patto si impegnano ad attivare un processo di accompagnamento alla sua attuazione, attraverso la costituzione di una cabina di monitoraggio, che i soggetti sottoscrittori si impegnano a costituire, su impulso della Regione, tavoli territoriali per promuovere nel territorio gli obiettivi del Patto e favorirne la concreta e coerente attuazione; impegna il Presidente della Giunta e la Giunta regionale a tenere costantemente informata l'Assemblea legislativa regionale sull'attuazione del Patto, anche attraverso una relazione sugli esiti dei lavori della suddetta cabina di monitoraggio e ad attivare, nell'ipotesi di revisioni o riprogrammazione del Patto, procedure condivise con l'Assemblea legislativa regionale, nel rispetto della funzione di indirizzo attribuitale dal dettato Statutario secondo l'architettura istituzionale disegnata dalla nostra Carta costituzionale.
Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Questo è il Patto letto qualche mese fa, giusto? Dico bene? E' un mucchio di niente, un concentrato di nulla, come avevo detto, quindi questa volta con grandissima soddisfazione, energia, forza, anche se il pulsante è piccolo, voto contro perché il nulla su una cosa seria come il terremoto è una cosa schifosa, quindi sul nulla voto con una mazza da cento chili perché il nulla va massacrato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Non è semplice leggersi più di 500 pagine del Patto per lo sviluppo, comunque ho analizzato tre o quattro aree per capire un po’ quello che dice, fatto da persone al di sopra di ogni sospetto.
Questo Patto è un documento estremamente significativo, analizza e descrive con qualità didascalica la situazione della Regione Marche in termini sociali, economici, produttivi, esprime il pensiero di qualunque cittadino interessato al benessere del proprio territorio e propone soluzioni condivise e condivisibili anche in collaborazione con i principali attori del territorio.
Sebbene in molti passaggi venga chiarita la sorgente politica del documento, appare però senz'altro un "libro dei sogni", ma devo dire ben fatto. Un libro dei sogni di ultima generazione, quello con il microchip incorporato, non certo per la qualità delle proposte progettuali presentate, né per l'assenso della Regione a fare in modo che tali proposte siano inserite in un programma di lavori realizzabili, quanto per la dimostrata incapacità di questa amministrazione di procedere secondo logica e buon senso, anche in funzione delle più volte dimostrata disparità di gestione e attenzione fra luoghi geografici differenti, fra estremo nord e sud della nostra Regione.
Questa è la premessa, adesso andiamo a vedere nello specifico alcuni punti:
"Area l - servizi della coesione sociale", ove si afferma di voler agire con attività e servizi che rispondano ai bisogni della persona e della comunità in stato di disagio psicologico, vulnerabilità economica, solitudine e disagio abitativo e ai bisogni della salute, ma non si riesce a comprendere come sia possibile che questi auspici possano essere lontanamente compatibili con lo smembramento delle comunità nelle aree dell'interno, la loro delocalizzazione forzata senza che sia stato fornito alcun supporto psicologico con la chiusura degli ospedali danneggiati, dietro promessa della realizzazione di nuove strutture che vedranno la luce forse un giorno (fra qualche decennio), mentre migliaia di persone sono costrette a un'ora di viaggio della speranza se necessitano di minime cure ospedaliere quando con un impegno economico e temporale minimo si sarebbe potuto restituire un punto di riferimento importante nell'area del cratere, nello specifico parlo dell’Ospedale di Amandola.
"Area 4 - Sicurezza del territorio", ove si afferma di voler realizzare sistemi di mappatura e monitoraggio dei rischi ambientali del territorio e degli interventi effettuati di riduzione del rischio e manutenzione delle infrastrutture, in palese contraddizione con l'operato di questa amministrazione, che in tre anni e mezzo di attività si è limitata a raccogliere le informazioni provenienti dai piani regolatori comunali senza investire in un serio piano di priorità degli interventi e ha ridotto ai minimi termini l'utilizzo delle proprie risorse tecniche interne, di fatto esautorando il Genio Civile dai suoi compiti e consegnando il territorio regionale all’incuria e al degrado per i prossimi anni. La dimostrazione pratica è nella proposta di legge n. 245, che è ancora in Commissione, con la quale si affida questo delicato compito per la tutela del nostro territorio, il dissesto idrogeologico, e la progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche al Consorzio di Bonifica e invece si lasciano da parte l’eccellente patrimonio tecnico della Regione Marche e le eccellenti capacità storiche e affidabili del Genio Civile delle Marche. Vedremo nel futuro come andrà a finire questa storia.
"Area 6 - Mobilità", si afferma di voler recuperare, ripristinare e potenziare le infrastrutture viarie a partire dalle minori, quando le vie di comunicazione in tutta la regione versano in condizioni terrificanti a partire da dove sarebbe più importante garantire l'efficienza e dove sarebbe sufficiente calendarizzare la priorità degli interventi per restituire alle aree colpite dal sisma almeno la possibilità di ospitare ancora comunità e attività produttive.
In definitiva, questa amministrazione dovrebbe spiegarci con quale coraggio si può presentare un documento del genere in palese e costante contraddizione con quanto operato, e fatto, in questi primi 3 anni e mezzo di gestione!
Soprattutto ci si domanda come si possa chiedere in maniera palesemente ipocrita a questo Consiglio di appoggiare formalmente un programma che vorremmo tutti, ma che i primi a disconoscere sarete senz’altro voi, nascosti e allineati dietro gli ordini superiori di chi vi gestisce quotidianamente. Oppure la vostra inconcludenza è fatta solo di incapacità e di necessità politica?
Voglio concludere, a proposito di necessità, citando una massima di Machiavelli che vi calza a pennello: "La promessa data era una necessità del passato, la parola spezzata è una necessità del presente". Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. E’ evidente che non facciamo tanti interventi perché, se ho ben capito, quello che ho firmato mira a darci un metodo, non stiamo dentro le 500 pagine del contenuto, perché questo patto, questo documento, questa larga progettualità che è un atto di indirizzo, non è un atto cogente da un punto di vista giuridico ed amministrativo, ma mira a dare una prospettiva.
Mi permetto, Consiglieri, una riflessione un po’ più ampia, di quella che magari normalmente facciamo, la prospettiva di questo documento, poi magari lo illustrerà il Presidente Giacinti e ci darà anche qualche numero sui dati temporali, da quel poco che ho potuto capire e leggere, penso che sia almeno di un decennio.
Sono preoccupato dal fatto che tolte le firme della maggioranza e del gruppo di Forza Italia, non se ne aggiungeranno altre. Le forze governative presenti in quest’Aula non sono sostanzialmente d’accordo con questo Patto, liquidato in questa sede con argomenti veramente trancianti, non approfonditi. Se fossi il Presidente Mastrovincenzo farei il tentativo di riprendere questo argomento e direi che forse è vero che c’è tanta aria fritta, che c’è tanta ripetizione, però non è il patto per lo sviluppo delle aree terremotate, né il patto per lo sviluppo per l’intera regione, quindi allargherei un po’ questo spettro di azione, ma è fondamentale, lo dico ai Consiglieri della maggioranza attuale, che si faccia un ragionamento con tutti, sennò questo patto quanto dura? Sei mesi, un anno e mezzo? Poi arriva la maggioranza e ricomincia da capo! Questo deve essere il classico provvedimento bipartisan che guarda alla lunga e in questo senso io denuncerei la non volontà di un dialogo perché un conto è non essere d’accordo, un conto è non far partire un dialogo serio su questo argomento. Poi se, colleghi della minoranza, da parte della maggioranza ci fosse un atteggiamento arroccante, ma non riesco a capire perché, su principi, allora siete legittimati a dire buttiamo a mare le 500 pagine, ma se c’è una volontà seria di andare a qualche soluzione, che non è quella di dire ti faccio aprire una stalla, ti do 500.000 euro per pulire un fiume, questo non è Patto per lo sviluppo, questa è ordinaria amministrazione che va fatta, che è molto marchettara, ma non è quello che intende un atto di lungo respiro che deve ispirare una linea di indirizzo. Quindi al mozione ci dà un metodo, che pensavo fosse condiviso da tutti perché dice: chiediamo che il Consiglio regionale sia messo a conoscenza dei lavori della cabina di monitoraggio, sia attivato nelle ipotesi di revisione e programmazione del Patto, mi sembra il minimo, anzi mi sembra più una richiesta della minoranza che della maggioranza che magari può avere le sue fonti dirette presso la Giunta per avere tutte le informazioni del caso.
Su questo ritornerei sul metodo, altrimenti dovremmo prendere atto che gli unici ad avere l’intenzione di una prospettiva di lungo respiro da dare alla nostra regione, sapendo in maniera cosciente, Consigliere Giorgini, che non è possibile e non immaginabile un investimento di due miliardi di euro da realizzarsi nell’arco di mezza legislatura o peggio ancora di un programma di governo limitato all’anno al bilancio.
Queste sono cose che vanno fatte con il concorso dell’Europa, con il concorso del Governo, che oggi è di questo colore, domani potrebbe essere di un altro, la Regione oggi è di questo colore, domani potrebbe essere di un altro, quindi in Italia le maggioranze cambiano nel giro di sei mesi, un anno, se abbiamo la coscienza e l'amore per il nostro Paese, chiamiamola erroneamente Patria, di guardare alla lunga rispetto a quello che viviamo nell’immediato e alla marchetta per 5 voti in più, 5 voti in meno, penso che questo dovrebbe essere un atto che ci eleva tutti, ci farebbe sentire tutti dei grandi programmatori, dei grandi legislatori, per questo sento di aderire a questa iniziativa. Allungo sul contenuto e per questo manderò anche i miei aggiornamenti timidissimi al Presidente del Consiglio, agli Assessori Cesetti, Sciapichetti, Pieroni, che sostituiscono il Presidente Ceriscioli, perché l’atto è dei due Presidenti.
Credo che in questo Patto per lo sviluppo manchi un dato sostanziale, c’è un dato storico, tutti i Patti indicano una lunga analisi, una serie di cose da fare, sostanzialmente condivisibili perché poi le idee non vengono con tutta questa facilità, ma non sono neanche così difficili perché abbiamo esperti che tutti i giorni fanno queste cose, e poi ci sono i soldi.
Ho detto in premessa che lo voto convintamente perché comunque apre uno spazio di riflessione che dovrebbe o potrebbe guidarci, ma qual è il limite che in qualche maniera il Consigliere Zura Puntaroni, seppur sinteticamente, ha evidenziato? Il limite è che noi dobbiamo fare una cosa che gli esperti ci hanno analizzato, che la politica e i politici, i rappresentati del popolo, devono mettere in atto.
Cosa manca a questo piano e perché rischia di essere vecchio? Vecchio sotto due punti di vista: perché la risposta e la premessa a tutto sono solo i soldi e non basta, e spiegherò il perché, vecchio perché fatto da vecchi, e non lo siamo noi, lo è il popolo marchigiano. L’unica grande esperienza di grande e tumultuoso sviluppo di questo nostro Paese sono i giovani, uno sviluppo che ha dato all’Italia un benessere che nel giro di 15 anni in termini di Pil è quasi decuplicato, e in termini di benessere in senso generale non è neanche misurabile in riscontro al passato, perché è inimmaginabile la società agricola degli anni ’50 con quella industriale e post industriale del ’90 e del nuovo millennio.
Che cosa manca a questo piano, Presidente Mastrovincenzo? Mancano i giovani, penso alla nostra regione in modo particolare, che è una delle più vecchie d’Europa, quindi una delle più vecchie al mondo. Mancano i giovani! Questi piani per la moltiplicazione del reddito e la crescita complessiva di un territorio non servono in nessun stato dell’India, in nessun stato della Cina, perché in India e in Cina i piani li fa la realtà. Una società fortemente giovane, soprattutto in India, spinge naturalmente verso l’innovazione, spinge naturalmente verso lo sviluppo perché è ovvio che il quinto figlio di una famiglia, neanche troppo numerosa dell’India, si darà da fare in tutte le maniere non per avere un posto in Regione o in Comune, ma per avere qualcosa da magiare, si darà da fare come un dannato, studierà, si impegnerà, lavorerà, farà cose che magari suo padre neanche immaginava di fare, perché ha passato la vita tirando un risciò, e cercherà di mettere in moto queste energie. Questo è quello che manca alle Marche! E' chiaro che non può darlo il piano, la mia non è una critica al piano. Dobbiamo mettere in conto che questo piano per lo sviluppo non vuole essere semplicemente l’estensione del piano socio sanitario, perché questo interessa ai marchigiani, che oggi sono interessati solo dal piano socio sanitario. Quando dico i marchigiani, dico la maggioranza dei marchigiani, dico la maggioranza degli elettori, temo che noi rifletteremo questo tipo di maggioranza perché le scelte che vanno verso i giovani significano risorse per lo sviluppo e non per la conservazione, risorse per l’innovazione e non per la conservazione, quindi una prospettiva non retrograda, ma di avanguardia, che viene dalla spinta di una società giovane che non c’è.
Nel piano seppur accennato in alcune parti non viene messa in conto una strategia per la gioventù, che prima di essere amministrata o aiutata o guidata va fatta nascere. Qui nelle Marche, caro Presidente, da 12 anni abbiamo più morti che nati e quindi questa società può fare centomila piani di sviluppo, ma non li attuerà una mamma di 83 anni, ma neanche io di 60, e fra 10 anni quando il piano comincerà ad avere qualche effetto, di 70. Attualmente la nostra preoccupazione è quota 100, che poi sarà quota 103, 104, 105 perché saremo costretti, dopo aver fatto tornare indietro la quota per il pensionamento, ad allungarla fino a 75 anni, perché questa è la realtà demografica del nostro Paese.
Mi auguro che questo aspetto venga preso in seria considerazione anche perché, e lo cito, avendo visto il grande contributo dato dall’Istao, partitamente dal nostro vecchio e stimato collega Pietro Marcolini, ricordo tante chiacchierate fatte con lui, che metteva in evidenza le cose che sto dicendo io, non in una prospettiva etica, ma in una prospettiva demografica. Tutte le prospettive economiche partono dalla demografia, un Paese che non ha sviluppo demografico non ha nessun tipo di sviluppo.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Un breve intervento per sottolineare l’importanza di questa mozione, che ha per oggetto lo sviluppo di una progettualità importante.
Per ovvi motivi tocca, e lo vedremo nei prossimi giorni nella sessione di bilancio, il bilancio del triennio 2019/2021, che risente inevitabilmente e in maniera positiva di questo patto per la ricostruzione e lo sviluppo. E' un obiettivo ambizioso e importante, nasce con la volontà e con la finalità di cercare di aiutare i territori colpiti dal sisma, ma inevitabilmente non può, e questo voglio sottolinearlo, esimersi dal rappresentare un po’ le istanze socio-economiche dell'intera regione.
Oggi viviamo una traiettoria socio-economica che, come giustamente ha detto il Consigliere Marconi che mi ha preceduto, insieme alla traiettoria demografica di questa regione la dice lunga su tutte le condizioni che, le vedremo nel successivo punto, influenzano una situazione sociale ed economica, come il contesto di riferimento in cui ci muoviamo oggi. In considerazione di ciò questo intervento va salutato in maniera tutt’altro che negativa, anzi, veramente lo saluto con entusiasmo, seppure è chiaro che avrà necessità di una stagione, non certo così breve, per portare a maturazione e raccogliere i frutti, ma per il modo in cui è nato, per il modo in cui è stato studiato e così come si prospetta, con l’interessamento ed il coinvolgimento di tutte le varie categorie socio-economiche, con una cabina di regia che coinvolge i rappresentanti delle varie categorie economiche, imprenditoriali, espressioni dell’intera società, di tutte le istituzioni ed anche del nostro sistema universitario regionale che, va sottolineato, è di grande valore.
Tutti questi elementi, questi attori, queste forze, nell’elaborare oltre 134 progetti, dei quali 94 sono risultati cantierabili, per un impegno finanziario di 1,8 miliardi di euro, capaci di creare oltre 10.000 posti di lavoro, in un contesto socio-economico come quello di riferimento, sono un’iniziativa da guardare con estrema attenzione, da salutare con il tifo non solo del Consigliere regionale ma anche del cittadino marchigiano. Voglio salutare e tifare veramente, per usare un’espressione sportiva, oggi ci siamo un po' sbizzarriti con questo tipo di similitudini.
Tornando al vero senso della questione, credo che questa mozione debba essere approvata all’unanimità proprio per far emergere lo spirito unitario che deve coinvolgere tutta la regione in una progettualità ambiziosa, ripeto, che per il numero di soggetti impiegati, anche per l'autorevolezza dei soggetti medesimi, per le finalità che si prefigurano, ma anche per le risorse messe a disposizione ..., parliamo appunto di oltre 1,8 miliardi di euro, che sono nello specifico 160 milioni del Psr già approvati, 248 del Fesr, oltre 1,2 miliardi della Comunità europea per l’emergenza, 400 milioni di Anas ed altri 110 milioni derivanti dagli investimenti per il piano della banda ultra larga. Credo che la sommatoria di queste risorse non possa che far pensare e presagire ad un risultato positivo.
Posso immaginare che non si potranno concretizzare i risultati sperati in una stagione così breve, chiaramente, perché ci vuole il tempo necessario per tutte le progettualità, per metterle a sistema e trovare il risultato finale. Potremmo dire fin da oggi, probabilmente non sarò qui quando si andrà a cogliere i frutti, non saremo qui in veste di Consiglieri regionali, che questo è un punto qualificante della nostra attività perché guarda al futuro e quando in quella stagione non troppo breve ..., è inutile ingannarci e pensare a stagioni di qualche mese, Consigliere Giorgini, per una progettualità di questo tipo, se parliamo di ricostruzione ma anche di cointeressenze con tutto il sistema socio-economico regionale, ci vorrà un po’ più di tempo, ma alla fine potremo dire con soddisfazione di aver contribuito e dato il la ad un investimento, un progetto, un’idea notevole che può modificare le traiettorie socio-economiche di tutta la regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Quest'oggi come gruppo della Lega siamo qui a manifestare ancora una volta il nostro netto dissenso in merito alla metodologia con la quale è stato affrontato il terremoto. Tempo fa avevamo detto, anche con documenti ufficiali, che la catastrofe del terremoto era stata gestita esclusivamente dalla maggioranza. Purtroppo anche oggi ci troviamo nelle stesse condizioni, ci troviamo un piano sullo sviluppo, così si dice, impacchettato non da noi, perché noi non siamo stati minimamente coinvolti, il Consiglio regionale non è stato coinvolto in questa catastrofe.
Continuate su questa strada, come maggioranza avete fatto un sacco di errori sul post terremoto, per quanto riguarda i Commissari e come hanno gestito; a livello nazionale stiamo recuperando qualcosa sulle leggi catastrofe che avete fatto, sui decreti catastrofe che avete fatto con le vostre maggioranze e oggi proponete, come l'ha definita il Consigliere Marconi, un’occasione che non dobbiamo perdere.
No, a queste condizioni, Consigliere Marconi, non ci stiamo a prendere a scatola chiusa. Potevamo essere protagonisti e dare un contributo nella costruzione di questo documento, invece venite qui con una cosa fatta, 200 pagine, sul piano di ricostruzione dall’Istao diretto da una persona molto importante ed autorevole, guarda caso nata qui dentro, rappresentante di una certa maggioranza, una certa cultura ed una stessa tradizione, da tutte le parti ci siete voi e poi venite a dirci, con i documenti fatti, con la faccia tosta del Consigliere Marconi, che è un’occasione da non perdere, ma per favore, non ci fate ridere su questa cosa!
Questo è un documento della maggioranza, fatto dalla maggioranza, costruito dalla maggioranza, la maggioranza se lo vota, se ci sarà un riscontro positivo sarà stata brava, se ci sarà un riscontro negativo sul territorio probabilmente avremmo avuto ancora una volta ragione, caro Assessore Sciapichetti. La strada è questa ed è la solita filippica che ascoltiamo da due anni, continueremo ad ascoltare ed aspetteremo sull’argine del fiume gli uccelletti che passano, questa ci sta come il cacio sui maccheroni.
Detto questo, credo che saremo perfettamente d’accordo se questa mozione, questo progetto verrà ritirato, discutiamo tutti insieme, se abbiamo delle idee che vengono accolte, si può integrare qualcosa, se non siamo bravi e non capiamo niente potremo non portare nessun contributo, vorrà dire che questo documento è stato rinviato di un Consiglio.
Questa è la nostra posizione, basta con le affermazioni gratuite, non le vogliamo, non dobbiamo imparare da nessuno a fare politica e tanto meno da chi in questa situazione ha creato delle difficoltà, da chi ha gestito male.
In queste ore, purtroppo, abbiamo ancora ragione sulla situazione drammatica di quei territori, vuol dire che è stata gestita malissimo e ancora oggi ci sono le prove di quello che è successo nelle zone terremotate, e voi ancora continuate a parlare di questi progetti che alla fine, dice bene il Consigliere Zura Puntaroni, non portano a nulla.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. In cinque minuti vorrei spiegare perché non solo ho firmato la mozione, ma perché mi sono speso insieme all’Ufficio di Presidenza per cercare di illustrare sui territori la bontà di questo Patto.
Voglio precisare innanzitutto che qui non parliamo di progetti, ma parliamo, per chi fa politica, di una specie di relazione previsionale e programmatica su quello che c’è da fare e sull'impegno della Regione nei prossimi anni, nel prossimo futuro.
Quando parliamo di Patto per la ricostruzione e lo sviluppo bisogna stare attenti, qui non si parla di ricostruzione materiale dei danni prodotti dal terremoto, quello attiene ad un altro settore, poi farò anche una chiosa sulla ricostruzione materiale dei danni prodotti dal terremoto, qui si parla di ricostruzione e sviluppo delle comunità, del sistema sociale, dell’aspetto economico-produttivo di questi territori.
La ricostruzione non è l'edificazione materiale della casa crollata, della chiesa crollata e di tutto il resto, quello attiene ad un altro aspetto e su quello chiederei un Consiglio ad hoc per capire che cosa sta succedendo e quali sono le responsabilità perché vedo che non si muove una paglia da questo punto di vista.
Voglio parlare di questo aspetto. Il Patto innanzitutto nasce dal basso, nasce da un ascolto profondo, cosa che abbiamo sempre detto perché è inutile pensare a dei progetti che siano calati sulla testa delle singole comunità, che molte non avrebbero accettato.
E’ nato con un incarico che l’Ufficio di Presidenza ha dato alle Università in modo particolare, le quali si sono spese sul territorio ascoltando sindaco per sindaco, anzi all'inizio abbiamo avuto alcuni sindaci che si sono rifiutati di incontrare i responsabili delle Università, perché pensavano che fossero le solite chiacchiere e che le loro idee non venissero messe nere su bianco in una prospettiva previsionale.
Quindi nasce dal basso, nasce dall’ascolto, l’ascolto delle comunità, che non sono soltanto gli stake holders socio-economici, ma soprattutto i sindaci e se vedete nelle 500 pagine ci sono le interviste di tutti i sindaci degli 87 comuni del cratere, che hanno detto cosa secondo loro andava messo in evidenza.
Gli 11 sentieri di sviluppo che sono stati individuati, non sono, lo ripeto, campati per aria, sono le esigenze espresse dai territori e questi nuovi sentieri sono: “Qui si vive meglio”, “Musei per il territorio”, “Musei in rete per il territorio”, “Borghi in rete”, in pratica non fanno altro che richiedere nella ricostruzione delle comunità che venga valorizzato il territorio e l’ambiente in cui vive il territorio, intendendo per ambiente non il paesaggio, ma tutto quello che sta all’interno del nostro ambiente, quindi gli aspetti culturali, architettonici, infrastrutturali, comunitari.
Dopodiché cosa succederà? Individuati questi 11 sentieri si tratta di mettere in moto le progettualità, quindi non capisco perché oggi dobbiamo rifiutare un percorso fatto in questo modo, un percorso di condivisione. A tutti i sindaci che sono stati intervistati, che hanno fatto le loro relazioni anche molto corpose noi dovremmo dire no, a noi non interessa nulla di quello che avete detto, dicendo no a questa mozione ed a questo Patto per lo sviluppo.
Non mi sento di ascrivermi alla categoria di persone che dice di no al territorio, chi ha fatto il sindaco un po’ di materia in questo senso la mastica, credo che la prima cosa che si debba rispettare è la volontà delle comunità, dei primi cittadini, dei sindaci che sono l’espressione in tutti i sensi di quello che è il volere della gente.
Il nostro obiettivo adesso è quello di monitorare ciò che succederà in futuro su questi singoli sentieri che sono stati individuati, occorrerà fare dei progetti esecutivi scegliendo delle priorità nell’ambito dei sentieri e capire in un lasso di tempo abbastanza veloce e breve cosa effettivamente si potrà concretizzare e attraverso quali risorse. Le risorse le abbiamo come Regione, come bilancio, ma soprattutto utilizzeremo le risorse Por-Fesr Fse ed anche le risorse straordinarie che sono state stanziate dai vari Governi che si sono succeduti in questi due anni.
Questo è in sintesi il valore di questa mozione e il valore di questo patto, una relazione previsionale e programmatica su quello che dobbiamo fare.
Credo che questo si debba condividere. Nel fare gli auguri quest’anno ho mandato un bigliettino, credo che qualcuno l'abbia già ricevuto, in cui “auguro a tutti per l’anno nuovo una serie di progetti condivisi per la crescita e lo sviluppo della regione Marche”, al di là delle beghe partitiche, questo è il discorso. Non è il bilancio della Regione, ne parleremo giovedì e venerdì, questo è un altro discorso, è qualcosa di concreto perché qui possono essere individuati i veri progetti per la ricostruzione delle nostre comunità.
Chiudo dicendo qualcosa sulla ricostruzione materiale, anche qui non voglio assolutamente difendere la Regione, già oggi è stato difeso l’Assessore Pieroni, che è diventato venerabile. Consigliere Marconi, non beato, il gradino più basso è venerabile, poi beato e poi santo, lui ha iniziato l’ascesa ed adesso è venerabile. Ad esempio il beato Antonio Francesco Marcucci in Ascoli, è da tempo che cerchiamo di farlo beato, è servo di Dio venerabile. Chiedo scusa per questa digressione.
Ho detto che la ricostruzione materiale, al di là degli scherzi, langue, lì non vedo il cambio di passo, e in questo momento il pallino in mano ce l’ha il Governo che ha esautorato le Regioni ed io sono fermamente convinto che debba tornare indietro perché i provvedimenti di cui si parlava prima, le pianificazioni, non possono essere fatti sentite le Regioni, devono essere fatti condividendo con le Regioni queste progettualità, altrimenti non andiamo da nessuna parte. Vedo che non è successo nulla, il 31 dicembre ci sono delle scadenze importantissime, che non è solo quella relativa al personale che si occupa dell’ufficio della ricostruzione, ma ci sono scadenze per la presentazione di progetti e altro, non ne sappiamo nulla, oggi è il 18 dicembre e non sappiamo nulla, siamo presi con le beghe con l’Europa, facendo una figuraccia meschina in tutto il mondo, e di ricostruzione non ne parliamo.
Diciamoci tutto, non voglio difendere la Regione perché non è il mio compito, sono un membro dell’opposizione, però devo dire pane al pane e vino al vino se vogliamo migliorare questa regione, questa comunità, se vogliamo far ripartire queste attività, lasciamo perdere per un attimo la ricostruzione, ne parleremo ad anno nuovo, a bocce ferme, quando il 31 dicembre sapremo quello che sarà previsto, dopo l’approvazione della legge di stabilità, per la ricostruzione post sisma, per la ricostruzione materiale, intanto facciamo dei progetti per la ricostruzione delle comunità.
Detto questo credo che si sia capito che siamo favorevoli, mi arrogo il diritto di parlare anche per la Capogruppo Marcozzi, su questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Vorrei fare un’osservazione procedurale. Vedo che nel monitor chi si prenota e chi c'è davanti, poi quelli davanti annullano la prenotazione ed io passo avanti … allora vorrei dire facciamo un patto tra gentiluomini ...

PRESIDENTE. In questo caso c’è solo la Giunta ed il Consigliere Marconi, ma evidentemente è per la dichiarazione di voto.

Giovanni MAGGI. Succede questo, glielo posso garantire, facciamo il patto tra gentiluomini di non fare questi giochetti perché l’età dell’adolescenza l’abbiamo lasciata tutti da tempo, alcuni da poco, io da tanto.
Raccolgo l’invito del Consigliere Celani che ha detto di dire pane al pane ed ha anche chiesto come non votare un progetto condiviso? Era già intervenuto il Consigliere Zaffiri dicendo: condiviso da chi? In bilancio noi abbiamo visto soltanto raddoppiare la quota dell’Istao, da 75 è diventato 150 mila, non ci siamo sognati di dire niente perché l’Istao è un istituto di prestigio e di spessore, adesso capiamo perché c’è il raddoppio della quota.
L’Istao si è fatto promotore di questo studio e noi per carità ed anche io personalmente non mettiamo in dubbio la qualità della ricerca. Abbiamo visto che c’è l’Istao, ci sono i quattro atenei delle Marche, ci sono i sindacati, gli imprenditori, le associazioni che rappresentano le categorie, come ha detto il Consigliere Celani, sono stati sentiti anche i sindaci, quindi questo è un lavoro da tenere in grande considerazione.
Si parla di ricostruzione della comunità, di ricostruzione del tessuto sociale, i risultati sono sotto gli occhi di tutti e nelle cronache dei giornali si parla della sistemazione delle comunità, delle casette, della ricostruzione del tessuto sociale, questo è un argomento molto complesso ma, diciamoci la verità, non ha dato i risultati che tutti noi speravamo. Dopo due anni si dà incarico all’Istao che coinvolge il tessuto produttivo, sociale, economico delle Marche per fare un progetto, come a dire: “Facciamo questo progetto in modo tale che possiamo dire di aver fatto questa cosa importante”.
Vengo al dunque del pane al pane, leggo la mozione che noi non abbiamo condiviso, non abbiamo condiviso il progetto perché potevamo dare il nostro contributo sulla metodologia del progetto, quantomeno, anche tra noi ci sono delle persone che hanno delle particolari competenze, potevamo dare dei suggerimenti per cercare di allargare al massimo, non solo, ma abbiamo nelle comunità marchigiane anche dei sensori, visto che abbiamo preso 13 deputati alle politiche, anzi 14 perché il nostro deputato a Pesaro, che è stato eliminato, ha vinto su Minniti - la ringrazio di aver fatto questa osservazione - abbiamo dei ricettori sul territorio che ci comunicano le sensazioni, la vita vissuta segnatamente di queste comunità che sono state coinvolte così pesantemente e dolorosamente in questa catastrofe naturale.
Tutto questo va bene, ma nel momento in cui non veniamo coinvolti, nel momento in cui io leggo, sempre per parlare di pane al pane: “Il patto ha una prospettiva temporale di almeno 10 anni”, certo, ce li vogliono tutti i 10 anni, e poi “si impegna il Presidente della Giunta e la Giunta regionale a tenere costantemente informata l’Assemblea legislativa regionale”, fra meno di un anno voi non ci sarete più, non perché non ci sarete più fisicamente e personalmente, non sarete più a governare questa Regione, lo volete capire o no? Ed allora ci chiedete, dopo che non ci avete detto un accidente su questa cosa, di condividere un progetto che da qui a 10 anni non vedrà più voi al governo di questa Regione, come pretendete, dopo che non ci avete detto un accidenti, non ci avete coinvolto e ci date una mozione che leggiamo per la prima volta relativa ad uno studio di cui non sappiamo nulla, che noi ci impegniamo con voi per i prossimi 10 anni. Con voi chi?
Voi avete perso le elezioni politiche ed avete avuto un tracollo, non governerete questa regione, non ci dite un accidenti su un atto di programmazione così importante e venite con la bocca fresca, si dice in Ancona, a chiederci di votare una mozione che impegna per 10 anni di programmazione.
Siamo seri, signori, sono contento di questa cosa, sono contento di questo vostro tentativo e siccome con molti di voi c’è anche un rapporto di amicizia lo dico con il sorriso sulle labbra: siamo seri in quest’Aula almeno. Grazie.

PRESIDENTE. Vorrei precisare, Consigliere Maggi, che io non so dove lei sia stato in anno, perché in quest'Aula sono passate tre mozioni relative al patto, abbiamo fatto tre seminari sulla ricerca dell’università, richiesta dal Consiglio regionale, abbiamo fatto seminari a cui voi non avete mai partecipato, tutto qui.
Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Ascoltando il Consigliere Maggi, sempre con molto piacere anche quando sbaglia, diciamo che i suoi errori li declina molto bene, pensavo che gli uomini passano, le azioni che loro compiono o possono compiere restano, è questo soprattutto il senso dell’impegno politico.
Per rispondere anche al Consigliere Giacinti, dico che noi ci metteremo tutta la passione, l’esperienza, la capacità, la forza per tornare qua a svolgere il nostro compito, per continuare nelle nostre azioni che riteniamo positive. Proprio per questo credo che coloro che oggi non voteranno questa mozione perderanno una grande occasione, perché le azioni restano, sopravvivono a noi ed al nostro impegno.
Quante volte abbiamo detto, io l’ho detto fino alla noia, che nessuna ricostruzione materiale dei beni pubblici, delle infrastrutture pubbliche, dei beni privati all’esito della tragedia del terremoto può avere un senso se prima non ricostruiamo il senso di comunità e il senso di appartenenza delle comunità. Solo così, altrimenti sarà una fatica persa, basta pensare alle ricostruzioni materiali magari poi deserte e questo non va bene e non può essere.
Uno dei merito di questo strumento è di aver messo insieme un’intera comunità, quella regionale, per una comune assunzione di responsabilità e l’ampio consenso che già si è registrato, non magari in questa Aula, ma fuori, intorno a questo strumento ne è la dimostrazione, perché questo patto, lo diceva bene il Consigliere Celani, è una sorta di relazione provvisionale e programmatica, e non potrebbe essere diversamente, che guarda al futuro, che guarda a 10 anni, come tutti i piani di programmazione.
Lo dicevo nel mio intervento in occasione del bilancio di previsione dello scorso anno, leggo testualmente le mie parole: “Questa è l’occasione per la Regione Marche di avviarsi verso il Patto per lo sviluppo per il rilancio dell’economia regionale”, lo dicevo un anno fa, l’ho ripetuto in occasione dell’esame e della discussione del Documento di economia e finanza regionale.
E' una relazione previsionale e programmatica che non può non essere ampia, se vogliamo, e tra l’altro così ci è stata chiesta, perché ad esempio alcuni di coloro che hanno partecipato alla sottoscrizione hanno voluto proprio questo, non hanno voluto pregiudicare il futuro con la specificità ad esempio degli interventi, penso alle organizzazioni sindacali.
Un patto che è stato sottoscritto da tutte le categorie economiche, dalle Università, dai rappresentanti degli enti locali, dai sindaci che sono stati ascoltati, dalla Conferenza episcopale marchigiana, tutti hanno sottoscritto ed hanno condiviso questo Patto perché hanno partecipato a vario titolo alla sua stesura.
Un Patto che guarda non soltanto, perché sarebbe limitativo, alla parte della regione devastata dal sisma, ma guarda a tutto il territorio regionale, guarda tutta la regione, perché non possiamo parlare di sviluppo, di ricostituzione del tessuto economico e produttivo se non guardiamo l’intera regione, perché è evidente che gli effetti della tragedia del terremoto si sono purtroppo diffusi in tutto il territorio regionale ed è talmente vero che, lo dicevo nella discussione del Defr, nelle note di aggiornamento, che sarebbe confluito questo patto per la ricostruzione e lo sviluppo, che io ho chiesto di discuterlo in via separata per non pregiudicare coloro, penso a Forza Italia, penso al Consigliere Celani, che vogliono partecipare, vogliono condividere questo percorso, quindi la discussione è separata, ma io ho già chiesto al Presidente Giacinti che questo Patto, già approvato dalla Giunta, confluisca nel Documento di economia e finanza regionale, nella nota di aggiornamento, perché lo vogliamo assumere come programmazione per i prossimi anni.
Le risorse ci sono, le risorse sono quelle del sisma, sono quelle aggiuntive messe a disposizione di questa Regione, pensiamo ai 161 milioni del Psr, se non vado errato, pensiamo ai 248 milioni delle risorse aggiuntive, guarda al futuro, guarda a 10 anni, quindi pensiamo alle risorse della nuova programmazione 2021/2027, è evidente che guarda a quelle risorse e il Patto per la ricostruzione e lo sviluppo che oggi noi ci apprestiamo ad assumere, e come Giunta abbiamo già assunto, costituisce la base per un percorso negoziato, se vogliamo, con il Governo nazionale perché non si potrà prescindere da un grande patto anche con il Governo nazionale e un grande patto con la stessa Europa. Questo è.
Ovviamente è un progetto che guarda a tutto, dove tutti hanno partecipato ed hanno potuto partecipare, tra l’altro non è altro che la conseguenza, come viene detto nella mozione, dell’atto di indirizzo politico che questo Consiglio ha approvato e che ha rivolto alla Giunta che insieme all'Istao e a tutti gli altri attori che prima ho citato, ha predisposto questo importante atto di programmazione che guarda al futuro di questa nostra regione per il suo rilancio dopo la tragedia che l’ha colpita. Quindi la Giunta ne raccomanda l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Sarò breve, come non è mio solito. La prima è una nota storica, Palmiro Togliatti nel 1947 nell’Aula di Montecitorio dichiarava a De Gasperi che l’aveva appena sbattuto fuori dal Governo: “Sarete cancellati dalla storia, alle prossime elezioni politiche la Democrazia Cristiana scomparirà dalla faccia della terra”, se la sono tenuta per 47 anni, Consigliere Maggi, e dopo 47 anni per andare al Governo hanno dovuto mettere Prodi, cioè un ex democristiano, quindi su queste previsioni sarei un po’ più cauto anche perché augurando la morte poi si allunga la vita.
L’altra cosa che continuo a non capire, Presidente, quindi chiedo scusa perché ho interloquito con lei e siccome intervengo come faccia tosta, così sono stato apostrofato dal Consigliere Zaffiri, intervengo anche come testa dura e rileggo ancora una volta la mozione, perché spero che l’italiano non sia più un’opinione, anche se qui ormai cambiamo tutto. Si lamenta la mancata condivisione, si lamenta la mancata informativa e nella mozione chiediamo al Presidente della Giunta e alla Giunta regionale, primo, di tenere costantemente - significa ferialmente, settimanalmente - informata l’Assemblea legislativa regionale sull’attuazione del Patto anche attraverso una relazione sugli esiti dei lavori della suddetta cabina di monitoraggio, che non fa atti, ragiona, produce indicazioni; secondo, ad attivare nell’ipotesi di revisione e riprogrammazione del patto procedure condivise con l’Assemblea legislativa regionale - cioè introduce una modalità di condivisione diretta dei Consiglieri – nel rispetto della funzione di indirizzo attribuita nel dettato statutario secondo l’architettura istituzionale. Quindi è chiaro, come ha spiegato bene il Consigliere Celani, che il patto è fatto fra i soggetti che vogliono sottoscriverlo, l’ha fatto la Giunta regionale e 50, 60, 70, non so quanti sono, soggetti privati, è una cultura, è la cultura della rappresentanza, è la cultura dei corpi intermedi con i quali qualcuno crede ancora, noi poveri deficienti, che la democrazia può continuare a funzionare, c’è chi ha un’altra cultura, quella del capo e della massa, è una cultura sociologicamente molto sostenuta da illustri sociologi italiani, penso ad Alberoni che ci ha scritto un libro “Leader e masse” e chi l’applica in questa maniera.
Funziona? Non lo so, però quando entrate in queste Aule, colleghi della Lega e colleghi del Movimento 5 Stelle, o in Commissione, accidenti se vi preoccupate di quello che ha detto quell’associazione, quella categoria, in Commissione ci sollecitate continuamente su questo, quindi avete un po’ di confusione.
Diciamo che riguardo a questa situazione sarò una faccia tosta, però è una faccia tosta che dice una cosa vera, caro Consigliere Zaffiri, dice che questa mozione non interviene nel contenuto del Patto, perché sul contenuto non ci si può intervenire, ma dice che da questo momento in poi ..., perché in fondo il patto cosa ha scritto? Come ho detto prima, una analisi delle relazioni, delle prospettive, qualche idea significativa, qualcuna vecchia e consumata, perché sono sempre quelle che ci ripetiamo da 30 anni in tutti questi documenti, ma ha una visione tutta particolare e fa uno sforzo nella direzione di dire che le Marche, tra il fallimento di Banca Marche, la crisi economica generale dalla quale non ci stiamo riprendendo, la crisi demografica che ho ricordato prima che è una delle più pesanti d’Europa, il terremoto, gli accidenti li ha presi tutti, vogliamo fare un tentativo, tutti i soggetti rappresentativi, di mettere in conto un’idea alternativa, diversa, magari la più largamente condivisa? Rifiutare questa cosa è un atto politico grave, ve ne assumete tutta la responsabilità, ma non chiamate faccia tosta chi ha il coraggio di dirvi queste cose e chi ha il coraggio di invitarvi ad una condivisione in maniera umile e sottomessa all’Assemblea perché tutti ci sentiamo sottomessi all’Assemblea, qui evidentemente qualcuno si sente meno sottomesso degli altri, come nella fattoria di Orwell dove tutti gli animali erano uguali, ma i maiali erano più uguali degli altri, quindi qui c’è qualche maiale che è più uguale degli altri.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Non volevo intervenire, ma poi ho sentito alcuni interventi che chiedono vendetta al cospetto di Dio, come si dice. Penso che come Consiglio regionale ci troviamo di fronte ad un passaggio fondamentale ed rilevante, si sta per compiere un atto politico importante e la cosa deve avere la giusta solennità, la giusta rilevanza.
Qui si che bisogna capire chi vota a favore e chi vota contro perché se parte della minoranza intende non accogliere l’invito che è stato fatto in quest’Aula, si deve assumere anche le relative responsabilità dal punto di vista politico.
Dire che è stato fatto dalla maggioranza un Patto, che è stato chiesto dal giorno dopo il terremoto da tutte le parti sociali, da tutti gli interlocutori possibili, che ha visto intorno ad un tavolo per la prima volta quattro università marchigiane, che è guidato dall’Istao, che ha coinvolto Cgil-Cisl-Uil, le associazioni di categoria. Non è vero, vorrei usare un’altra parola, ma non la uso, che non c'è stata una consultazione sul territorio, ci sono stati degli incontri convocati appositamente e la minoranza puntualmente non si è presentata e non ha partecipato, se in Consiglio si votano gli atti e si fa finta di non votarli o che non ci sono le mozioni, poi non si può dire che si è andati avanti senza aver consultato la minoranza, perché questo non è vero.
Voglio dare atto a Forza Italia che si è distinta e si distingue in questo passaggio perché capisce l’importanza di quello che facciamo e l’importanza che può avere per la comunità marchigiana il voto e quello che contiene il Patto per lo sviluppo a livello regionale.
Si parla come se le elezioni ci fossero già state, consiglierei prudenza a tutti, lo dico a me stesso e lo dico agli altri, il 4 marzo si è votato per le elezioni politiche, hanno dato un responso, gli italiani hanno deciso, ci rimettiamo al voto degli italiani. Le elezioni regionali ci saranno nel 2020, vedremo quello che sarete capaci di fare in questo anno e mezzo che ci separa dalle elezioni regionali, ma questo rientra nella polemica politica che stasera non voglio fare.
Voglio soltanto ringraziare l’Istao e il Presidente, ringraziare i quattro Magnifici Rettori, ringraziare le associazioni di categoria, che hanno assiduamente lavorato per presentare un progetto che, per la verità, smentisce totalmente quello che nella comunicazione di questi mesi gira, cioè che c'è un territorio morto che non reagisce, non è vero perché c’è stata una messe di progetti molto importanti, molto interessanti, che nascono dai territori e sta alla nostra capacità dare loro le gambe e riuscire a fare in modo che soprattutto nella prossima programmazione europea si riescano a catturare le risorse necessarie. Verrete messi alla prova a livello nazionale con il Governo nazionale per capire se ci sarà la possibilità di agire sulla leva fiscale, come è giusto che sia, come le associazioni ci chiedono, come gli imprenditori ci chiedono per cercare di attrarre e catturare investimenti che possono creare occupazione.
Quindi l’invito, con grande umiltà e sommessamente, voglio aggiungerlo a quelli che ci sono già stati, è che questo documento possa avere un voto unitario dell’Assemblea per dargli più forza e per dare un segnale positivo all’esterno, domani mattina.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Vorrei che fuori si sapesse che mi prendo tutte le responsabilità per aver votato contro il nulla, mi dispiace e non capisco perché la maggioranza si ostini a volere l’approvazione di tutti quando io voglio stare fuori, scusate fra 10, 20, 100 anni sarà vostro il merito di questo patto del nulla, non sarà merito mio, io sono contrario e voglio che venga scritto.
Se sono refrattario al nulla che ci posso fare? Voglio che fuori mi menino tutti quanti, mi sparino in bocca perché mi sono opposto al nulla, perché mi sono preso questa folle responsabilità, per me è un’emozione fortissima. Mi volete ammazzare per così poco? Volete la votazione di tutti ed io invece dico di no, ma se fossi stato al posto vostro non avrei voluto il sostegno di tutti perché fra 50 anni si dovrà sapere che il merito era soltanto mio, perché lo volete dare a tutti?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Noi voteremo contro, ma quello che voglio dire è che ci sono due scuole di pensiero: quella scaramantica, che non dice che sta bene, e quella che esorcizza, io faccio parte della seconda, quella che esorcizza, per cui dico che noi vinceremo per esorcizzare eventualmente il risultato che potrebbe essere diverso.
Assessore Sciapichetti, lei sta dicendo che non riconosciamo il Patto, ci sono quattro Università, ci sono le associazioni di categorie, noi non stiamo votando contro il Patto, noi stiamo votando contro la mozione, il voto non è sul Patto, teniamo bene presente questo, è la mozione che stiamo votando. Mi sbaglio? Se mi sbaglio correggetemi, quello che voglio dire è che noi per le Università e per tutte le autorevoli forze che hanno contribuito al patto abbiamo grande rispetto, addirittura ho proposto al Rettore della Politecnica, che si voleva candidare con il PD nelle prossime regionali, di venire con noi almeno avrà possibilità di governare, cosa che non avrà con il PD, per cui il massimo rispetto e la massima attenzione nei confronti di questi soggetti che hanno fatto il Patto.
Noi votiamo contro la mozione che impegna per 10 anni, poi chi governerà fra un anno e mezzo terrà conto del Patto, non ne terrà conto, farà accordi diversi con gli attori che hanno data il loro contribuito, ma non potete domandarci di impegnarci per 10 anni “a tenere costantemente informata l’Assemblea legislativa, ad attivare … “.
Tra l’altro, con molto rispetto, voi non avete mai condiviso con noi quello che avete fatto di buono e di cattivo, tutte le relazioni che dovevano essere fatte semestralmente, annualmente, puntualmente non ci sono state, quindi lasciateci la possibilità di votare contro la mozione pur riconoscendo il valore di coloro che hanno predisposto il patto, quindi rifiuto con forza il fatto che noi stiamo votando contro il patto, noi stiamo votando contro la mozione che ha proposto questa maggioranza. Questo è.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Noi votiamo a favore della mozione e votiamo anche a favore del patto perché oggetto della mozione è il sostegno al patto. Quello che ho detto nell’intervento, lo ribadisco in questa dichiarazione di voto, favorevole ovviamente per tutto il gruppo, al di là della paternità o meno, è che ci vorrà una stagione non breve per raccogliere tutti i frutti, ed ho fatto un'allusione al fatto che non saremo più qui, ma non per una dipartita, come il Consigliere Volpini mi ha sottolineato. Ho detto che passeranno gli anni per raccogliere tutti i frutti perché è un Patto che ha necessità di tempo per portare a compimento tutte le ambiziose finalità che lo hanno ispirato. Proprio per questo motivo, legato alla corposità, alla robustezza, alle grandi risorse, che fanno parte e sono oggetto di un patto per lo sviluppo come questo, credo che ci sia un motivo in più per sostenerlo. E' un patto che va a vantaggio di tutta la comunità marchigiana, l'input iniziale è si per le zone terremotate, colpite dal sisma, come ben sappiamo, nel periodo estate/autunno 2016/2017, è stato il dramma di questa regione, un dramma senza eguali, ma vuole anche elargire qualche beneficio, interessare con queste dinamiche, tutta l’economia regionale perché 1,8 miliardi di euro non sono somme di poco conto per non pensare a progetti importanti che vadano a vantaggio di tutta la comunità. Questo è il vero senso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Intervengo per domandare, già la dichiarazione l’ha fatta il Consigliere Celani, se in quest’Aula stiamo scherzando o giocando. Il Consigliere Maggi dice noi votiamo contro la mozione, ma non contro il patto. Qualcuno mi ha mandato un messaggio su whatsapp dicendo: “Ma la mozione che andate a votare cosa riguarda?” Cerchiamo di essere seri, perché il Movimento 5 Stelle dice no alla mozione, ma non al Patto, ma non è il Patto per la ricostruzione? Cerchiamo di dare un ‘immagine seria del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. La Consigliera mi ha tolto una parte dell’intervento perché in realtà, come diceva prima il Consigliere Giacinti, oggi si parla di un Patto che inizia un percorso, un piano-processo, come si dice, che non è una scatola chiusa e già composta, in realtà è una scatola riempita con molti contenuti, ma aperta ad altre possibili modifiche ed integrazioni.
E’ singolare che da una parte dell’opposizione venga un richiamo alla partecipazione, ma nello stesso tempo non partecipi quando la partecipazione è attivata dal Consiglio regionale, che tra l’altro si è fatto promotore di questo Patto ed ha incontrato i cittadini, i corpi intermedi, di cui si parlava prima, con i quali deve essere ricostruito un rapporto. E' singolare che si dica questo.
La cosa che mi ha fatto sorridere prima, come diceva la Consigliera Marcozzi, è che il Consigliere Maggi vota contro, quindi non vorrebbe che la Giunta tenesse costantemente informata l’Assemblea legislativa regionale sull’attuazione del Patto, non vuole che ci siano relazioni sugli esiti degli eventuali lavori della cabina di regia e che non attivi nell’ipotesi di revisione e di programmazione del patto procedure condivise con il Consiglio. Quindi il Movimento 5 Stelle sta votando questo, sta votando contro la proposta che è stata fatta.
Ora dico, dire che questo patto non è stato condiviso è una bestemmia perché è stato condiviso coram populo in tutte le forme possibili, con 4 Università, 86 sindaci, che sono il front office dell’amministrazione, mi dispiace per voi 6 che non voterete a favore, ma siete 6, i sindaci sono 86 ed hanno dato tutti il loro contributo, i sindacati hanno dato il loro contributo, le quattro Università hanno dato il loro contributo.
L’orizzonte temporale di ogni piano-programma, di cui tanto si rideva prima - non c’è niente di peggio dell’ignoranza che ride delle cose che non sa - è di 10 anni, vorrei vedere un piano regolatore o un piano di lottizzazione che dura un anno o due anni a seconda del tempo di scadenza del sindaco o del Consiglio che lo vota. E' evidente che non esiste una pianificazione seria e questo non lo dico, ma credo che lo possiate trovare in ogni dove, non esiste un orizzonte temporale serio su un piano di questo genere che pesa 1,8 miliardi di euro ed è composto da 500 pagine, ed è il minimo che si possa fare.
Bisogna che voi leggiate queste 500 pagine se non volete partecipare alle riunioni dove vengono spiegati gli obiettivi, perché delle due l’una o partecipate dove siete invitati ed attivate questa partecipazione, faticosa quando si parla di pianificazione, perché bisogna capire tanti concetti, bisogna approfondirli, bisogna condividerli, oppure proporre soluzioni alternative, non è facile, è più facile mettersi lì a criticare e far finta di confondere la Protezione civile nazionale, per esempio, o il nuovo Commissario, con il vecchio Commissario, oppure la Protezione civile regionale con le competenze del Vicecommissario, ora neanche più quello, Presidente Ceriscioli, oppure confondere le competenze del Commissario reale, perché chi fa che cosa nella legge è molto chiaro. Faccio l’esempio delle SAE. Sono state fatte le SAE, 2.000 casette su 78 ubicazioni diverse, 78 piccole frazioni nelle quali la Regione Marche doveva fare soltanto le opere di urbanizzazione. Le casette doveva farle la Protezione civile nazionale e la gara di appalto l’ha fatta la Protezione civile nazionale, se non va bene, siete al Governo, cambiate le regole, cambiate Borrelli se non va bene, è tanto semplice! Non va bene la Protezione civile nazionale? Cambiatela, siete al Governo! Non vanno bene le regole? Cambiatele! Certo non potete cambiare me per i prossimi due anni, lo farete certamente dopo, ci proverete a farlo, sono certa che non ci riuscirete, ma potrete cambiare questa Giunta.
Voglio spendere una parola sulla mozione di sfiducia molto presuntuosa e pretestuosa nei confronti dell’Assessore Pieroni. L’Assessore Pieroni è stato nominato dal Presidente Ceriscioli, voi non lo potete sfiduciare, il Consiglio non lo può sfiduciare, non ha la competenza perché solo il Presidente Ceriscioli, che è stato eletto dai cittadini delle Marche, può farlo, cambiando o togliendo la delega all’Assessore Pieroni ed io credo che - non è la prima volta che fate mozioni non discutibili che vi vengono fatte discutere perché questa è una Assemblea democratica - tutto lo scandalo che ha coinvolto l'Assessore Pieroni è quello di aver inviato delle lettere, badate bene, non le ha neanche affrancate, quindi i costi presunti sono quelli di una mail, la digitazione di un dito che viene premuto, non sono state affrancate, quindi non c’è neanche il costo dei francobolli.
Questa grave azione commessa da Pieroni sarebbe quella di avere inviato delle lettere, certo che dà fastidio perché quando uno tiene il piede su due staffe e come si dice nel Piceno “se scossa” ..., perché la Lega da una parte - il Movimento 5 Stelle è contro la caccia e va bene, ha una linea coerente - fa ciao ciao ai cacciatori e dall’altra fa la finta ambientalista, scusatemi, e soprattutto dico una cosa, quando si parla di onore o si danno dei giudizi in quest’Aula bisogna stare attenti perché qui l’onore ce l’abbiamo tutti fino a prova contraria e nessuno deve mettere in dubbio l’onore degli altri a meno che non abbia delle prove, in quel caso va alla Procura della Repubblica e le porta in quel luogo.
Parlare di onore qui dentro è di cattivo gusto e dico poco perché secondo me potrebbe essere definito in maniera diversa.
Detto questo, ripeto, che se non vi va bene quello che fa il Commissario, se non vi va bene quello che sta facendo la Protezione civile nazionale, perché la responsabilità è loro, cambiateli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Visto che l’Assessore Casini ha detto che non abbiamo letto il Patto per la ricostruzione e sta dicendo che stiamo andando contro, propongo all’Assemblea di aprire adesso la discussione sul patto, non sulla mozione. Stiamo qui il tempo che serve e discutiamo sul patto perché non posso accettare che si discuta sul patto mentre si discute la mozione con due punti che impegnano il Presidente.
L’Assessore ci ha accusato di non aver letto il Patto, di non conoscerlo, di essere contro, apriamo la discussione sul Patto visto che stiamo discutendo di una mozione, apriamo la discussione sul patto, ci facciamo portare il malloppone ed apriamo la discussione.
Noi siamo disponibili a discutere il Patto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Probabilmente non si è compreso quello che ho detto, non è che non sono stata chiara, poi lei potrà verificare quando ci saranno i verbali, non ho detto che qualcuno non ha letto, ho detto che probabilmente è molto difficile leggere e certamente chi dice che non è stato partecipato il percorso di formazione di questo patto non ha partecipato.
Ho riferito quello che lei ha sostenuto ed è verbalizzato, lei ha detto: “Io voterò contro”, poi quando ha letto la mozione, sulla quale è evidentemente prevenuto, ha cominciato a farfugliare. Dopo aver letto: “A tenere costantemente informata ...”, ha detto: “Tanto non ci informate mai, perché votarla se non ci informate mai?”
La mozione è questa, è stata presentata, ha già fatto la sua dichiarazione di voto, nella quale ha detto che vota contro. La democrazia ha delle regole, la democrazia va avanti con le regole, mi dispiace, sennò c’è l’anarchia e noi siamo contrari all’anarchia. Ci sono delle regole del Consiglio, il Presidente del Consiglio le conosce, ci dirà quello che dobbiamo fare, cioè andare avanti con la votazione o con le dichiarazioni di voto di chi non le ha fatte.

PRESIDENTE. Il Patto non è in discussione, Consigliere Maggi, però è allegato alla mozione. E' un Patto tra soggetti.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Non voglio sovrappormi al Presidente, però un po’ di rispetto tra noi sarebbe opportuno perché credo, a differenza vostra, a prescindere dal fatto che ci saremo o non ci saremo, che questo sia uno degli atti più importanti che abbiamo portato in quest’Aula.
Non voglio entrare nel merito, non dovevo intervenire, la dichiarazione l’ha ben fatta il Consigliere Giacinti, però credo che qui ci sia una visione che denota un percorso che questa amministrazione regionale e la Giunta hanno fatto, soprattutto ha dei contenuti che raccolgono l’esigenza del territorio. Tante volte in quest’Aula abbiamo detto, analizzando qualsiasi provvedimento, che quello che è accaduto nel 2016 in questa regione ha cambiato gli obiettivi, i programmi e le priorità ed è questa la sfida di questo patto per lo sviluppo.
Ad esempio nel bilancio, documento principe della programmazione di un ente come il Consiglio regionale, per certi versi abbiamo già anticipato quello che è il Piano per lo sviluppo, con dei provvedimenti che abbiamo preso negli anni passati, provvedimenti nei singoli settori che riguardano la detassazione, che noi abbiamo fatto, soprattutto per le giovani imprese, per le nuove imprese, ed il Governo ancora no. Forse sbagliamo a non vendere queste cose un po’ di più, ma noi veniamo da un’altra cultura. Le accise sui carburanti le abbiamo ridotte prima del Governo, che l'aveva promesso in campagna elettorale e non l'ha ancora fatto. Questa è una serie di provvedimenti che stanno dentro al Piano per lo sviluppo.
Riguardo a chi governerà questa Regione, questa è la legge della democrazia, ci mancherebbe altro, ognuno si gioca le sue carte, però una certa schizofrenia … Quello che contesto, soprattutto al Movimento 5 Stelle, fa piacere che l’osservazione l’abbia notata anche il capogruppo di Forza Italia, è la contrapposizione che c’è, la minoranza non è minoranza fine a se stessa, la minoranza è quell’insieme di forze politiche o una forza politica singola che non si limita a contrastare quello che porta avanti una Giunta, quello che porta avanti un'amministrazione, ma su ogni atto, soprattutto quando si arriva verso la fine di una legislatura, che l’amministrazione fa c’è qualcosa di alternativo, perché la minoranza è l’alternativa del Governo, non è minoranza fine a se stessa, quindi noi ci aspettiamo, per un contributo a noi, per un contributo alla nostra regione, qualcosa di più della sola opposizione che siete riusciti, dico in maniera molto debole, a fare fino ad oggi.
Magari l’opposizione può sembrare forte quando è chiassosa, quando urla, quando strilla, quando fa le conferenze stampa, ma la vera opposizione è quella che risponde con gli atti, con le alternative, voi anche negli interventi di oggi … Vedremo perché nel futuro torneremo a discutere di quest’atto, conoscendo il Presidente Traversini so che non ha nessuna difficoltà a convocare, se lo chiedete, anche la settimana prossima, la II Commissione per approfondire questo documento, quindi noi siamo disponibili con tutti i nostri organismi, anche il Consigliere Biancani lo è, anzi è il primo che si mette in lista per affrontare questa problematica.
Ha ragione l’Assessore Casini quando dice che se si vuole essere di lotta e di Governo poi non si è di lotta né di Governo e si rischia, come dice l’Assessore, di “scossarsi” che è un termine - ci tengo a precisarlo, lei è di Ascoli io di San Benedetto - uguale nelle due città, però lei, Consigliere Maggi, lo conosce meglio perché a San Benedetto non usiamo il termine delle sedie, come ha detto l’Assessore Casini, ma quando saliva a bordo un giovanissimo marinaio gli si diceva: “Attenzione che ti scossi” perché quando in porto si sale sulla passerella e si perde l’equilibrio si ha la tentazione di mettere il piede sulla barca a fianco e poi si sa come va a finire.
Questo è un po’ l'atteggiamento che voi avete quest’Aula, credo di essere stato molto diretto visto che condividiamo la stessa passione. Grazie.

PRESIDENTE. E’ tempo di verità, chiudiamo la discussione e votiamo.
Ricordo anche al Consigliere Giorgini, che ha protestato, che in data 26 giugno 2018 la mozione ad iniziativa del Presidente Ceriscioli, mia e di tutta l’Aula, compreso il Consigliere Maggi, era stata approvata e dava mandato alla Giunta di procedere alla firma ed alla stesura del Patto sulle basi dei contenuti condivisi - elencavamo i contenuti – ed al Presidente di sottoscrivere il Patto quale impegno di programmazione, concertato dall’intero sistema regione. Punto!
Il mandato era stato dato alla Giunta, non possiamo entrare nel merito, questa era una mozione approvata dall’Aula su iniziativa anche vostra.
Penso che non ci sia più nulla da discutere. Se si dà mandato alla Giunta e l’Aula è suprema, la Giunta firma il patto per cui ha ricevuto il mandato, non c’è discussione, glielo abbiamo dato tutti.
Passiamo alla votazione.
Mozione n. 435. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Presidente, avrei necessità di riunire la I Commissione per due minuti.

PRESIDENTE. Ci ritroviamo fra cinque minuti in Aula.

La seduta è sospesa alle ore 17,13

La seduta riprende alle ore 17,17

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Proposta di atto amministrativo n. 58
ad iniziativa della Giunta regionale
“Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2019/2021 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 58 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. La Commissione si è resa necessaria per due emendamenti che verranno distribuiti, di cui parleremo dopo.
Questa proposta di atto amministrativo, che ogni anno si impone prima dell’approvazione del bilancio, in seguito alla nota di aggiornamento del Def nazionale, merita lo stesso passaggio, in considerazione del fatto che nel frattempo sono avvenute, e vanno tenute in conto, l’approvazione del rendiconto e dell’assestamento al bilancio 2018/2020.
Il tema più saliente in questa nota di aggiornamento, ne abbiamo parlato ampiamente fino a poco fa, è la declinazione del Patto per la ricostruzione e lo sviluppo. Questo è l’elemento principale ed entra nella nota di aggiornamento per i motivi che abbiamo toccato discutendo la mozione approvata poc’anzi.
Va detto che la nota di aggiornamento del Defr giunge in un contesto di riferimento economico che va analizzato, per questo motivo si è presa in considerazione la nota di aggiornamento della Banca d’Italia sede di Ancona, che ogni anno fa un esame e prospetta i risultati macroeconomici dell’andamento socio-economico della regione.
Ad un contesto di moderata crescita economica come quello della regione Marche, in particolare con la crisi del settore calzaturiero, che ben conosciamo, ahimè, io vengo proprio da quel territorio, insieme all’Assessore Cesetti, e purtroppo conosco molto bene la situazione, fa riscontro un lieve incremento dell’export per l’industria meccanica, ma siamo sempre in un contesto di moderata crescita.
Gli elementi non così negativi sono: la diminuzione della disoccupazione, un lievissimo incremento della redditività di alcune imprese, una diminuzione dell’export e un miglioramento della qualità del credito, nel senso che il deterioramento dei crediti, figlio purtroppo della grande crisi economica che dal 2008 ha attanagliato tutto il pianeta, oserei dire, sta lasciando lo spazio a un miglioramento della qualità del credito, così dice l'indagine della Banca d’Italia a cui la nota stessa di aggiornamento del Defr fa riferimento.
A questo punto si è tenuto conto ovviamente, e va rilevato il giudizio positivo della Corte dei Conti relativamente alla parificazione del bilancio consuntivo, dell’assestamento del bilancio 2018/2020 avvenuto qualche seduta fa. Arriviamo alla manovra di finanza pubblica sul bilancio delle Regioni che non può non influenzare la nota di aggiornamento, che è quella ch, unitamente alla manovra di bilancio, come ben sappiamo, in questi giorni ancora non vede la luce. Parlo della manovra di bilancio del Governo, ovviamente questa mancanza influenza anche il bilancio della Regione, ma per ovvi motivi di questo ne parleremo quando affronteremo la sessione di bilancio.
Venendo alle strategie regionali abbiamo detto che la manovra di finanza pubblica è un passo indietro rispetto a quelle già delineate con le manovre degli esercizi 2014/2015/2016 e con la manovra 2019/2021. Il concorso delle Regioni sull’impatto del miglioramento dei conti era di un certo tipo, per la Regione Marche stava nell’ordine di … Il contributo del comparto delle Regioni a statuto ordinario, contributo delle Regioni al miglioramento dei conti dello Stato, è passato da 9,6 miliardi di euro a 14,78 miliardi e l'impegno per la Regione Marche è passato da 285 milioni per il 2019/2020 ai 419 e 416 milioni rispettivamente per gli anni 2019 e 2020. A questo punto c’è stato un accordo fra Stato e Regioni, le cui linee essenziali possiamo riepilogarle nello scambio di una quota di avanzo di amministrazione con la possibilità di cederla alle Regioni per rendere possibili investimenti e quindi accelerare le azioni nella direzione degli investimenti pubblici che per le note ed i rigori delle manovre pubbliche sono stati sempre un po’ castigati.
Questo accordo contiene anche la salvaguardia delle risorse per le politiche sociali che in un momento come quello che viviamo mi sembra un aspetto importante. Questa amministrazione ha sempre privilegiato le politiche sociali nelle scelte macro che ha fatto, attraverso lo strumento del bilancio, lo sblocco dell’avanzo di amministrazione, a partire dall’esercizio 2021 in attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale n. 247 del 2017 e n. 101 del 2018, che hanno sancito che l’avanzo di amministrazione può essere utilizzato e non può essere requisito come di fatto avveniva con la precedente normativa, lo sblocco degli investimenti per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.
Questo accordo fa si che nello specifico si riduce di 750 milioni di euro il contributo alla finanza pubblica a carico delle Regioni a statuto ordinario e questo comporterà per la Regione Marche, unitamente all’attribuzione di risorse per gli investimenti, pari a 2.496 milioni, la possibilità di fare ulteriori investimenti pari a 17 milioni di euro che porteranno ad un totale di 59 milioni di euro per il 2019 e 29 milioni di euro per il 2020.
Ora le strategie, la Regione, in questo contesto di riferimento economico generale e di manovra di finanza pubblica in particolare, con delimitazioni ben chiare e percorsi ben definiti, ha puntato nel bilancio 2019/2021, lo vedremo nei prossimi giorni in particolare, però viene detto anche in questo documento, a garantire il cofinanziamento regionale ai fondi comunitari, come sempre è stato fatto, al tema dell’intervento nei servizi sociali ed al trasporto pubblico locale. Sono queste un po’ le grandi tematiche che sottendono al bilancio 2019/2021.
A questo va aggiunto, ad onor del vero, ma anche in pregio dell'azione politica di questa amministrazione, una politica fiscale di diminuzione del prelievo tributario. Non a caso abbiamo ancora l’esenzione per le nuove imprese dell’imposta Irap, l’esenzione della tassazione sulle auto ibride, la detassazione delle tasse di circolazione a carico dei mezzi di protezione civile, senza alcun inasprimento del prelievo tributario.
Da ultimo, ma lo dico in due parole, perché ne abbiamo parlato fino a poco fa, una specificazione della strategia regionale, che è quella del Patto per la ricostruzione e lo sviluppo, che è stato ampiamente trattato con la mozione precedente.
Colgo l’occasione per dire che è un Patto importantissimo, che ha coinvolto tutte le categorie economiche, sociali, imprenditoriali, le Università di riferimento della Regione Marche, tutto il mondo universitario regionale. Il ruolo di coordinamento, come è stato detto, è affidato all’Istao. La cantierizzazione di 94 progetti, per un totale di circa 1,8 miliardi di euro di risorse, può creare circa 10.000 nuovi posti di lavoro. Un Patto molto ambizioso, importante, di cui abbiamo detto, che va a collocarsi anche all’interno di una strategia regionale di sviluppo sostenibile, come per altro già individuata e in linea con la strategia delle aree interne, con un'attenzione particolare alla governance integrata, con il coinvolgimento delle istituzioni locali, della società civile, con l’elaborazione del documento di strategia regionale per lo sviluppo sostenibile.
Questi i tratti essenziali di una nota di aggiornamento che spesso l’ho detto in Commissione, e mi sento di ribadirlo qui, è un atto dovuto che impongono le scadenze di tipo normativo - prima dell’approvazione del bilancio di previsione - è un appuntamento stabilito per legge, questa volta la nota di aggiornamento contiene questa novità sostanziosa e sostanziale, ravvisabile a mio modesto parere nel Patto per la ricostruzione e lo sviluppo che ci ha visto impegnati nella discussione fino a poc’anzi. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Sarò brevissimo anche perché mi rendo conto che l’Aula sta accusando la stanchezza di una lunga giornata e quindi è in tutt’altre faccende affaccendata.
L’aggiustamento a questo Defr è un collage di quello precedente, era generico ed è rimasto generico se non per la parte finale riguardante il Patto, come ha detto il Presidente Giacinti, ma fa rilevare, considerando il dato della Banca d’Italia, una preoccupazione importante.
La Banca d’Italia, come è stato detto, rileva che la crescita dell’industria nelle Marche è ancora inferiore alla media nazionale, si è indebolita nel trimestre estivo 2018, una fase favorevole riguarda la meccanica, mentre il calzaturiero, soprattutto della parte del sud delle Marche, ancora non dà segni di espansione, c’è un’esportazione che continua a scendere.
Il giudizio della Banca d’Italia è di preoccupazione perché, testualmente leggo “Non si prevede di rafforzare gli investimenti per il 2019”, quindi siamo di fronte, mi auguro che non sia così, visto che si tratta solo di una previsione, a una stagnazione. Anche per quanto riguarda la ripresa dell’occupazione, che sicuramente è un timido segnale positivo, ma nel momento in cui si va ad analizzare in maniera più concreta questa flebile ripresa si vede che l’occupazione riguarda forme di lavoro a tempo determinato, addirittura forme di lavoro precario.
La Regione e la politica - noi del Consiglio regionale - devono impegnarsi per invertire la tendenza di questa situazione molto preoccupante.
La seconda parte ci illustra il rendiconto 2017 con la parifica e l’assestamento del bilancio, però c’è da rimarcare che nel momento in cui la Corte dei Conti evidenzia che la situazione finanziaria è positiva noi non possiamo non rilevare che a tale positiva situazione finanziaria corrisponde una scarsa qualità dei servizi che la Regione offre ai cittadini, soprattutto nell'ambito sanitario, quindi la nostra salute.
La terza parte sancisce l'intesa della Conferenza Stato-Regioni sul rilancio degli investimenti, che poi vedremo nel bilancio di previsione 2019/2021 che discuteremo il 20, spero non il 21, mi auguro che sia una seduta corposa e fitta, fino a tarda ora.
Su questo tutti noi, sicuramente noi del Movimento 5 Stelle e della Lega, dobbiamo dare atto a questo Governo nazionale di essere stato ricettivo nelle istanze avanzate dalle Regioni a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale; devo anche dire che l’Assessore Cesetti nel momento in cui è venuto in I Commissione, sempre molto gentile e competente, ad illustrare il bilancio di previsione ha detto, cito tra virgolette la sua espressione, “un percorso positivo con il Governo”, quindi ha individuato il percorso positivo con il Governo.
La parte che viene chiamata strategia regionale per il bilancio di previsione 2019/2021 si riduce grosso modo ad una quindicina di righe dove, sulla base del rendiconto dell’anno scorso - tra l’altro, c’è un refuso da correggere, almeno nella mia versione, perché c’è scritto 2016 anziché 2017, non so se è stato corretto - le linee di intervento riguardano: il contenimento della spesa, il privilegio delle spese di investimento, la garanzia del cofinanziamento regionale dei servizi sociali, il trasporto pubblico locale, quindi mi sembra una cosa veramente scontata e, al di là del patto di cui abbiamo parlato, questo aggiornamento del Defr mi sembra la continuazione del Defr vero e proprio e, senza offendere nessuno, sembra un po’ un buco con niente intorno perché è molto generico, nonostante sia un atto di programmazione importante per la nostra regione.
Infine, visto che si è detto che doveva essere redatto il Patto per lo sviluppo e la ricostruzione e visto che il Patto è stato redatto, abbiamo fatto velocemente la Commissione per presentare un emendamento che lo inserisse.
Adesso vedremo se il Defr viene aggiornato con il Patto o se il Patto era già contenuto, comunque questo atto dà sicuramente corposità al Defr, nonostante, l'ha già accennato il Consigliere Giorgini nella discussione, noi abbiamo parecchie perplessità, comunque è stato inserito ed è la parte più corposa e pregnante di questo Defr che è molto evanescente. Non aggiungo altro e lascio lo spazio al dibattito.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Questa modifica del Defr si compone di uno striminzito e fumoso documento di nove pagine e mezzo, in cui nelle prime sette si riassumono da un lato la situazione economica nazionale e regionale (per la quale si conferma l'impercettibile crescita dell'economia marchigiana, inferiore a quella nazionale) e dall'altro si riportano i dati contabili in cui si inquadra il bilancio regionale alla luce delle indicazioni statali (peraltro noti ormai da tempo); nelle due pagine e mezzo che costituiscono la vera modifica si fa genericamente riferimento al "Patto per la ricostruzione e lo sviluppo" ed alla "Strategia regionale di sviluppo sostenibile" per le quali la Giunta fornisce rispettivamente l'indicazione politica di assumerne la visione strategica e di recepirne l'esposizione delle direttrici di intervento. Chiaramente il documento non contiene quantificazioni economiche, e sappiamo che risulta slegato dalle voci di bilancio che analizzeremo durante il prossimo consiglio. Perciò la consistenza reale di un documento scritto in questo modo risulta evanescente.
In seguito al terremoto di oltre 2 anni fa, il Consiglio Regionale ha commissionato una ricerca alle Università, gli uffici hanno rimodulato all'interno dei fondi europei le centinaia di milioni aggiuntivi attribuiti alle Marche, e l'Istao ha condotto uno studio coinvolgendo molti altri portatori di interesse, individuando le linee strategiche di sviluppo della regione; ogni iniziativa si è sviluppata contemporaneamente ed autonomamente e solo a posteriori si è cercato di individuare e forzare una visione d'insieme, non sempre con esito positivo (un quarto dei progetti infatti è stato scartato da 134 a 94).
Io ho partecipato a tutte le riunioni dello scorso anno promosse dal Consiglio ed effettivamente uno non può non dirsi non d'accordo sulle linee generiche, la realtà poi però ci riporta con i piedi purtroppo per terra. Io ho partecipato a quasi tutte le riunioni, forse sono mancato ad una, erano dei convegni interessanti, il dibattito era sulle linee guida, come se parlassimo dell’economia circolare, di un’economia sostenibile, siamo a questi livelli, poi ognuno è andato purtroppo per la sua strada.
Siamo di fronte ad un assurdo istituzionale in cui un ente esterno definisce le strategie regionali, la Giunta le fa proprie ed indica al Consiglio la necessità politica di adottarle e questo è un percorso esattamente contrario a quello che dovrebbe essere, nel quale il Consiglio indica le linee strategiche e politiche alla Giunta, che le deve adottare e realizzare, magari con la consulenza di un ente esterno, evidentemente manca di progettualità come in tanti altri campi, non ultimo abbiamo parlato addirittura di caccia.
Il libro della ricostruzione dei sogni, questo Patto, annovera 94 progetti, per 1,8 miliardi di investimenti, con la creazione di 10.000 posti di lavoro e una durata di 10 anni, sembra di sentire Berlusconi quando diceva un milione di posti di lavoro ... La realtà ci porta all'evidenza di ritardi nella ricostruzione, la cronaca ci segnala muffe e pannelli fradici nelle casette (costate come appartamenti di lusso), alla prima neve di questi giorni registriamo l'interruzione dell'energia elettrica, lo stato di attuazione dei fondi europei sottolinea la difficoltà di spendere i soldi già assegnati nei tempi dovuti (che sono 400 milioni spendibili in una zona molto più ampia rispetto a quella del cratere), è un anno che si affannano gli esperti a cambiare passo su una cosa che è stata eccessivamente burocratizzata. Queste bellissime linee di sviluppo del Patto rimangono molto difficile da concretizzare.
La Strategia regionale di sviluppo sostenibile fa riferimento al decreto legislativo 152 del 2006, di 12 anni fa, e all'Agenda 2030, ma nella pratica non vediamo alcun segnale di cambiamento nelle politiche dei trasporti, della mobilità, dell'energia, dei rifiuti, della tutela dell'ambiente, della valorizzazione della biodiversità, dell'economia circolare, del sostegno sociale, dell'equità sanitaria diffusa sul territorio; gli atti approvati nei vari campi in questi anni dal Consiglio, soprattutto sotto la nostra spinta, poi non vengono purtroppo concretizzati. Quindi anche questo documento è particolarmente vuoto, siamo delusi ancora una volta da questo Defr e quindi non lo votiamo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Quello che noi andiamo ad approvare oggi è la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale 2019/2021.
Apro una parentesi, mi ha stimolato molto il Consigliere Fabbri.
Il Documento di economia e finanza regionale è lo strumento programmatico con il quale la Regione Marche concorre a perseguire gli obiettivi di finanza pubblica in ambito anche nazionale.
Condivido che questa nota di aggiornamento è sulla falsa riga di quella precedente, è generica, così come l’ha definita il Movimento 5 Stelle, però dà delle indicazioni molto precise.
La Banca d’Italia fornisce i dati economici, le Marche sono al palo, non crescono, ci sono dei dati molto importanti che mettono in evidenza che purtroppo la situazione economica non è idilliaca.
Quali sono questi indicatori? Sono quattro: la crescita dell’industria, che è al di sotto della media nazionale; le esportazioni, soprattutto nel settore calzaturiero che sappiamo essere in crisi e si sono ridotte; i piani di investimento delle imprese, che non si rafforzano per il 2019; il credito, che si riduce per le piccole e medie imprese, ma non per le grandi. Questi sono dati che ci devono far riflettere perché noi diciamo sempre che le piccole e medie imprese per crescere devono investire, quindi la Regione vedendo questi dati cosa dovrebbe fare? Dovrebbe investire, purtroppo le infrastrutture sono ferme perché l’ultima grande opera risale alla Quadrilatero.
C’è una nota positiva, Assessore Cesetti, che ha ben illustrato il Consigliere Giacinti, la pressione fiscale non è aumentata, anzi, siamo al di sotto della media nazionale, questo è un dato positivo che va detto.
Questo documento è generico, però a questo punto mi sento anche di fare delle osservazioni perché se si parla di occupazione e il Consigliere Fabbri cita Berlusconi, io cito questo grande Governo giallo verde, sono bastati sei mesi del Governo giallo verde per essere in fase recessiva, non solo, siamo diventati un caso clinico a livello europeo perché si presenta la manovra, non va bene perché non ci sono le coperture, allora si ritorna a discutere e intanto a Roma è tutto fermo. Non solo, abbiamo bruciato 300 miliardi, fuga di capitali, ci sono difficoltà in Italia, purtroppo in sei mesi siamo in recessione, ci sono i dati economici.
Bene quando critichiamo il Governo regionale e l'abbiamo fatto insieme alla Lega e a Fratelli d’Italia, ma mi sento un po’ in imbarazzo a criticare il Governo nazionale perché una parte della minoranza è Governo nazionale, ed è grave – Consigliere Zaffiri ce lo siamo detto prima - questa politica assurda che sta portando avanti il Governo. Noi critichiamo la Regione, l’abbiamo criticata sul terremoto e siamo andati per i Comuni lo scorso anno per parlare di terremoto, ma voi oggi non state facendo nulla, sul terremoto nulla, due emendamenti di Forza Italia, ma stiamo scherzando?
Voterò contro la nota di aggiornamento al Defr, però non vi rendete conto di quello che state facendo, ci sono voluti solo sei mesi di Governo giallo verde per vedere l’Italia in recessione. Adesso voi scherzate, il Consigliere Giorgini ha detto che Berlusconi mi ha mandato il messaggio su whatsapp, non era Berlusconi, ma Berlusconi sapeva quello che diceva, il problema è che voi in questo momento, con i dati di sei mesi, non siete riusciti a dire all’Italia che cosa volete fare realmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Vedo che c’è vivacità, questa è una cosa molto bella e capisco anche l’intervento della Consigliera Marcozzi che probabilmente ha alimentato qualche piccola fiammella visti gli applausi del Partito Democratico, però la Consigliera la Marcozzi non si iscrive nel PD, ma qualcuno del PD potrebbe andare in Forza Italia. Questa potrebbe essere una bella storia.
Veniamo all’argomento in discussione. Purtroppo questa è una situazione che abbiamo visto ed ascoltato per tre anni, caro Assessore. Il Defr è un atto di programmazione che riguarda la Regione, non voglio citare quanto già detto dai miei colleghi sulla relazione della Banca d’Italia, ma se volete prendo l’ultimo intervento di 20 giorni fa della Caritas che evidenzia che nella regione Marche sono aumentate le famiglie in difficoltà.
Un documento di programmazione traccia grandi linee, poi bisogna stabilire cosa si deve fare. Il giorno dell’insediamento in quest'Aula ho ascoltato l’intervento del Presidente Ceriscioli che ha detto che avrebbe aumentato i posti di lavoro: “Farò, farò, faro”, purtroppo i numeri non vi danno ragione perché nella regione Marche i disoccupati sono aumentati. Punto! Questi sono i dati, voi poi fate quello che vi pare! Per anni avete detto che tutto andava bene, il Presidente Renzi diceva sempre: “Va bene, va bene, va bene”, ho sempre sentito queste cose, mica sono pazzo, però alla gente non andava bene.
I disoccupati sono aumentati, se lo volete sapere, a settembre nella provincia di Fermo ci sono oltre 300 lavoratori del settore calzaturiero senza lavoro perché quattro fabbriche hanno chiuso. Questa è la situazione, non se l’inventa il Consigliere Zaffiri, quindi serve un documento di strategia che affronti queste realtà, ma lo dico per me, lo dico per quello che ha detto il Presidente Ceriscioli quando si è insediato. Ci sono le registrazioni, basta prenderle, non ci vuole il maestro, si prendono gli interventi e si vede quello che uno ha detto.
Questo documento adesso viene arricchito con quanto avete approvato un attimo fa, dal Patto per lo sviluppo.
Avrei voluto intervenire su questo Piano per lo sviluppo una seconda volta, ma non mi è stata data la parola perché le dichiarazioni di voto per la Lega erano già state fatte, allora parlo adesso ed insisto su questo argomento. Cari Consiglieri di maggioranza, noi non siamo stati coinvolti. Siamo stati chiamati quando si è fatto l’accordo con le Università? Quanto c’è costata l’Università? Perché si è scelta l’Università? Perché la minoranza in questi tavoli, che sono stati fatti in giro per la regione, non ha potuto portare un relatore? Ci avete coinvolti chiedendoci se avevamo qualcuno che potesse parlare di questo argomento a Camerino? Ce lo avete chiesto? No!
Questo è il problema che prima ho tentato di dire e adesso ci chiamate al voto, questa è l’incoerenza e quando ho chiamato il Consigliere Marconi, che è un amico, faccia tosta, l’ho detto nel senso politico in quanto ha detto: “Mi stupisco perché le minoranze non approvino questa cosa”. Consigliere Marconi glielo giuro, noi non siamo stati chiamati a partecipare alle tavole rotonde con nostri rappresentanti, esperti, in grado di dire qualcosa. Ce lo avete chiesto? No!
Personalmente rappresento un partito che, come forza di minoranza in questa regione, ha il 18%, ho anche chiesto al Presidente: “Perché non ci coinvolgete sul problema del terremoto?”. Questa è un’altra cosa rispetto al fatto di venire con i compiti fatti e dire: “Prendi questo e mangia!” Questo è il problema, al “Prendi questo e mangia” non ci sto, questo è il problema di fondo!
Se non sono capace di dare un sostegno alle iniziative della maggioranza il problema è un altro e mi dovete dire: “Non sei capace di fare le cose”, invece non avete dato la possibilità alle forze di opposizione di intervenire su quello che è successo, questo è il problema.
Capite, non è che non capite, a me dà fastidio il fatto che fate finta, questo è il problema politico! Voi capite e sapete qual è il problema, non mi potete prendere in giro perché l’intelligenza umana ha un suo spazio ed una sua visione, questo è un attacco all’intelligenza umana, ma che scherziamo? Questo è il problema di fondo.
Purtroppo per voi continuate su questa strada e se con questo documento, ad esempio, Assessore, si potesse intervenire sul lavoro sarebbe una cosa importante. In questa regione abbiamo un problema, abbiamo la crisi dei distretti, che è gestita male, abbiamo dei soldi che non possiamo dare ai lavoratori, che sono fermi perché se si interviene con l’Isee tutti sono proprietari di un appartamento, quindi i lavoratori non ci rientrano. Abbiamo dei soldi fermi che non si possono distribuire, abbiamo una situazione difficile, è inutile che ci venite a dire che non è vero!
Partiamo da qualche dato di fatto per poi sviluppare certi ragionamenti. Zone in crisi: ci sono risposte? No, a me risulta che non ci sono, perché è difficile applicarle, allora bisognerà trovare strumenti diversi, bisognerà andare a chiedere al Governo e fare un patto Regione Governo per cercare di modificare le cose. Queste è quanto occorre fare se vogliamo costruire qualcosa, se invece dobbiamo approvare un documento, approvatevelo, questo è.
Volete che diamo un contributo? In merito alla discussione che è stata fatta prima sul patto per lo sviluppo, chi ha detto che non siamo stati presenti? Io sono stato a Camerino, sono anche intervenuto ed ho detto determinate castronerie, non mi sembra che quelle castronerie siano state prese in considerazione. Poteva esserci un relatore che diceva le castronerie del Consigliere Zaffiri in modo diverso? Avete fatto tutto voi! Avete fatto gli accordi, questa è la contestazione!
Abbiamo partecipato, siamo stati anche ad Amandola, ma cosa vuol dire partecipare? Vuol dire essere protagonisti, noi siamo stati chiamati, Presidente, ma le cose non si fanno così, se sono state fatte in un determinato modo, le conseguenze sono queste.
Vi auguro tanta fortuna affinché i risultati vengano raggiunti, vorrà dire che un milione e mezzo di marchigiani staranno bene, anche se in questo momento ci dicono di no, il popolo ha delle difficoltà perché i lavori non sono stati fatti bene, caro Assessore Casini. Non sono stati fatti bene ed il popolo soffre.

(interrompe l'Assessore Casini)

Sandro ZAFFIRI. Avete fatto anche ricorso! Tenetevelo!
Ho presentato una mozione, è stata data a tre mani della maggioranza per presentarla, che riguarda l’Enel, poi mentre si discuteva è arrivata l’Assessore Bravi con una risposta che era una mozione, non era una risposta, la mozione impegna la Giunta!
La risposta dell’Assessore Bravi riferiva che non era successo niente. Come non era successo niente? I territori erano rimasti per un giorno e mezzo senza energia. Cosa succede nell’Enel? L’Enel non interviene nei territori perché manca il personale. Lo so che lei Assessore non può intervenire perché è una società, ma la politica cosa ci sta a fare? L’amministrazione cosa ci sta a fare? Questo è il problema! Capisca queste cose, anche se fa finta di non capire? Questo è l’impegno politico che uno chiede!
Assessore Sciapichetti, questo territorio è rimasto senza energia, le chiedo cortesemente di verificare l’intervento dell’Enel, che secondo me ha diminuito ulteriormente gli organici nella regione Marche. Esatto c’è un problema di linee, è successo un fatto che probabilmente molti di voi conoscono, a febbraio è intervenuta una squadra di manutenzione delle reti Enel composta da 70 persone provenienti dalla Basilicata, che ha vinto l’appalto per la manutenzione, perché l’Enel fa una manutenzione periodica, ecco perché rimaniamo senza energia elettrica, perché la manutenzione periodica porta a determinate situazioni.
Detto questo, siccome i problemi ci sono o c’è un coinvolgimento altrimenti è chiaro che il nostro dissenso sarà continuo anche su cose su cui pensate di metterci in difficoltà. Noi non siamo in difficoltà perché non abbiamo partecipato alla stesura di questo documento di 400 pagine, non abbiamo dato il nostro contributo, non abbiamo mandato nessun tecnico o suggerito qualcuno con il curriculum adatto a partecipare, non vi abbiamo mandato niente perché non ce l’avete chiesto e adesso vi stupite perché non votiamo?
Tornando all’argomento del Defr, credo che non contenga queste linee importanti e strategiche, è una cosa che si ripete un po’ troppo spesso perché tutti gli anni assistiamo a questa cosa. Assessore Cesetti, se possibile le chiedo in questo ultimo periodo di dare una sterzata, soprattutto sul problema occupazionale che va affrontato. La metodologia che esiste oggi, le regole che esistono oggi non ci fanno creare sviluppo, non ci fanno creare posti di lavoro e credo che questo sia un aspetto importante che questo documento dovrebbe contenere, sconfessando così il documento della Banca d’Italia per il prossimo anno, altrimenti avremo le stesse condizioni anche il prossimo anno.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Al punto 3.2 viene orgogliosamente sottolineata una scelta. L'ho già detto, l’Assessore lo sa, io non condivido dove è scritto: “Merita di essere sottolineato che la rigorosa gestione della spesa da parte della Regione ha ancora una volta consentito di non ricorrere alla leva fiscale”, è vero che la rigorosa gestione della spesa ha consentito di non agire sulla leva fiscale, cioè non ci ha obbligato ad agire sulla leva fiscale, ma come ho sostenuto anche lo scorso anno, ritengo che non sarebbe stato un grossissimo problema agire sulla leva fiscale, sarò curioso di vedere, anche se non sarò in quest’Aula, che cosa faranno le future maggioranze a questo riguardo e chi si rassegnerà ad un bilancio di poco più di 250 milioni, perché la verità di tutte le nostre chiacchiere, che stanno a zero, è questa.
Il Consigliere Zaffiri ha parlato di politiche dello sviluppo legate al lavoro, non è una cosa nuova, sappiamo tutti che è una cosa assolutamente necessaria. La politica di sviluppo sul lavoro dei grandi Paesi, come la Cina, gli Stati Uniti d’America, l’India, per uscire un po’ dai nostri confini provinciali, sennò giriamo sempre tra Recanati, Fossombrone, Cagli, Pergola e Urbino, interessa migliaia di miliardi di dollari, parliamo di cifre enormi, e se vogliamo metterla in moto non saranno quattro spiccioli sul reddito di cittadinanza che risolvono il problema, quelli non mettono in moto il lavoro, danno un aiuto in forme discutibili.
Il lavoro si mette in moto con grandissimi livelli di investimento, neanche con i mezzi interventi, che ha sempre sognato il centro destra di un tempo quando diceva mettiamo in moto i consumi, ma che metti in moto i consumi? Renzi con quella cosa penosa degli 80 euro, sempre contestati, cosa metteva in moto? Con 80 euro metti in moto nel giro di qualche anno, di qualche lustro, poi non bastano 80 euro, perché gli 80 euro o 100 euro o 700 euro nella condizione in cui le persone soffrono una condizione economica debole servono per un po’ di risparmio, per i primi consumi, per le prime necessità, se vuoi un movimento dei consumi significativo prima di tutto devi avere una cosa, che mi sembra già di aver sentito questa mattina in quest’Aula, i giovani, perché se non hai i giovani i consumi sono a zero, i consumi sono pillole, pasticche e pannoloni per anziani, non si consuma niente, si consumano solo servizi e basta.
Se vuoi che si comprano le automobili, se vuoi che si metta su casa, c’è bisogno di giovani, quindi il nostro Paese è a zero ed andrà a sottozero, il resto sono chiacchiere, in questo mi permetto di essere ancora più radicale del Consigliere Zura Puntaroni.
Assessore, so che questa è una scelta della Giunta, so che è una scelta della maggioranza, so che nessuno della minoranza dirà questa roba, ma sono solito dire cose vere e la cosa vera è che abbiamo delle necessità alle quali non possiamo far fronte perché temiamo un aumento di 15/20/30 euro su un’imposta, quella che è.
Poteva essere anche un riequilibrio all’interno del sistema delle imposte, c’è una proposta di legge che giace da tre anni che prevede, ad esempio, il riequilibrio dell’addizionale dell’Irpef a favore delle famiglie più numerose e con disabili a carico. Una legge che nessuno ha filato. Protesto pubblicamente in quest’Aula, lo farò adesso e mai più, perché con coerenza ragionevole voterò tutto quello che riguarda il bilancio di previsione di questo e del prossimo anno, perché c’è una coerenza politica alla quale non vengo meno, ma non posso non denunciare il fatto, sul quale ho la rassicurazione che l’Assessore farà tutto il possibile per recuperarlo, fra le tante leggi che abbiamo cancellato nel corso del 2018 ce n’è una che non era neanche finanziata con i fondi regionali, ma con fondi statali, la legge 30 che, quando era Assessore Amagliani di Rifondazione Comunista, aveva un intervento di 1.140.000 euro, poi con la Giunta Spacca e con l' Assessore Marconi è arrivata a 3.100.000 euro, adesso è scesa a zero, quindi spero che il 2018 sia, per quello che è possibile ...L’Assessore mi ha detto che ci sta lavorando, quindi io credo a quello che mi viene detto, in verità è un anno che ci stiamo lavorando, ma di fatto quella parte lì è scomparsa e temo, la cosa mi infastidisce ancora di più, che sia scomparsa a favore dell’inutile Aerdorica, scomparsa a favore di quello che tutti consideriamo il fallimento del fallimento, temo che sia finita lì, in quei 20 milioni immobilizzati che l’Europa non ci consente neanche di mettere in campo.
Su questo continuo ad avere la mia libertà e non vado a correre dietro alle marchette di nessuno perché a chi vuole i patti per lo sviluppo, Assessore Casini, direi pure mettiamoci i soldi, perché ho sempre creduto all’associazionismo, a quelli che dicono: “Dobbiamo fare una associazione per fare questa cosa che è tanto importante”, ma se è tanto importante fammi vedere quello che ci metti tu. Quando ero Sindaco a Recanati, Assessore alla cultura a Recanati, c’era sempre chi proponeva grandi progetti, 20 milioni, 30 milioni, ed io dicevo sempre: “Dei 20 milioni di questo progetto ne hai 10 da mettere? Se li hai, io ne metto altri 10”, si chiama compartecipazione, non lo vedevi più, era tanto importante se si faceva tutto con i soldi tuoi.
Mi auguro che queste dimensioni siano recuperate perché, come ho detto questa mattina, non abbiamo niente di niente, non qui ma anche a livello nazionale e su questo sono molto deluso del Ministro della famiglia per quanto riguarda le politiche vere dello sviluppo, che si chiamano famiglia + vita, partendo da quello si organizza la scuola, l’educazione, l’Università, perché fra un po’ faremo solo Università di istruzione permanente, quella per gli anziani, perché nelle Università, se ci avete fatto caso, calano gli iscritti, a Camerino calano, a Macerata calano, ma non perché le Università di Camerino e Macerata non sono eccellenti, lo sono, ma perché in tutta Italia diminuiscono gli studenti e non abbiamo più neanche gli immigrati.
Gli immigrati non li vogliamo, e non li vuole la destra, la vita non la vogliamo, e non la vuole la sinistra, di fatto questo è un Paese che in un verso o nell’altro si sta estinguendo.
Detto ciò, amichevolmente all’amico, visto che sono stato apostrofato così, Consigliere Zaffiri, ribadisco l’occasione di un confronto e di un approfondimento di quel lungo articolato studio, che sono convinto ha tante cose che non siamo più abituati a sentirci dire e scrivere, non fanno parte della mia cultura, cose e ragionamenti ai quali non siamo abituati, però quelle poche cose, ho letto quelle schede che sono molto complicate, possono essere l’inizio di una discussione e la mozione che abbiamo approvato dice esattamente questo. Il Presidente Mastrovincenzo ha ricordato la precedente mozione che dava delega alla Giunta di fare questa roba, e l’abbiamo votata tutti, non me la ricordavo più, ma è stata fatta, da questo momento in poi comincia il bello e il bello non è lo studio, il bello è come si concretizzerà e sono molto curioso, Presidente Mastrovincenzo, di vedere come tutti i soggetti che hanno sottoscritto il Patto non si limiteranno a dire: “Regione, Governo cosa ci date?”. Questo stile deve finire, perché deve essere una vera e reale compartecipazione e ognuno, come fanno in Germania da anni, deve essere disposto a pagare un prezzo. C’è stato un grande patto per lo sviluppo in Germania più di 15 anni fa che le ha consentito di tornare ad essere la locomotiva d’Europa, ci ha fregato a tutti e commercialmente ci ha schiacciato a tutti, euro o non euro, perché i mondi produttivi tedeschi si sono messi d’accordo sul rinunciare a qualcosa, qui in Italia ci si mette tutti d’accordo sul prendere qualcosa, però non si può sempre prendere senza dare niente, da chi prendiamo?
Caro Assessore Cesetti, purtroppo per lei, non può fare il bilancio come lo fa il Ministro Tria, che fa un bilancio semplice perché è con debito e il bilancio con debito lo sanno fare tutti. Lei deve essere serio, deve redigere un bilancio dentro il patto di stabilità e questo Governo e questo Parlamento non ci hanno dato la possibilità di fare la stessa cosa che fanno loro. Gliele dite queste cose in sede di Governo o dormite? O ci limitiamo soltanto ad insultare i colleghi che abbiamo qui?
Dobbiamo cominciare ad incazzarci seriamente a quei livelli perché non è possibile che il Governo nazionale si possa permettere lo sfondamento di 24 miliardi, che è veramente una mezza pippetta, perché 24 miliardi sono niente rispetto a quello di cui ci sarebbe bisogno - io avrei proposto 70 miliardi di sfondamento fossi stato non del Movimento 5 Stelle, ma al massimo un leghista dentro quel Governo lì, e non 2,4, 2,8, 2,04 - mentre noi dobbiamo stare dentro queste regole rigide e ogni giorno ci dobbiamo prendere gli insulti anche da parte dei nostri Consiglieri dell’opposizione che ci vengono a dire in IV Commissione: “Ma per questa roba qui - ormai il povero Consigliere Volpini è diventato un confessore non un Presidente - ci vogliono più soldi; per la vita indipendente ce ne vogliono di più, per i disabili ce ne vogliono di più”, dappertutto ci vogliono i soldi, salvo il fatto che noi abbiamo ancora le regole sul patto di stabilità. Le cancellino pure per noi!
Siamo arrivati al punto che le tasse non le possiamo aumentare perché non è popolare, il patto di stabilità lo dobbiamo rispettare, tutti possono sfondare i bilanci, in Francia, in Germania. In Italia a livello nazionale le Regioni sono quelle che, lo avete scritto qui, hanno dato come sistema quasi 10 miliardi, abbiamo tolto il sangue in questi anni, è vero, e le cose che l’opposizione ha detto per tanti anni nei confronti dei Governi di centro sinistra erano vere, abbiamo tolto il sangue alle Regioni perché 10 miliardi tolti alle Regioni sono 10 miliardi tolti al sociale, tolti alla legge 30, tolti a quel poco di sviluppo che potevamo mettere, tolti alla sanità. E’ ora di rimetterli, chi ce li può rimettere? O tutti d’accordo qui si votano nuove tasse oppure tutti zitti, nessuno è più autorizzato a dire bisogna fare queste cose in più, perché per fare le robe in più ci vogliono i soldi in più, allora o ci fanno sfondare i bilanci i signori del Governo nazionale o stiano zitti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Solo per evidenziare il mio disappunto nel senso che nel mio intervento ho detto, leggo testualmente: “Ed esprimo il pensiero di qualunque cittadino interessato al benessere del proprio territorio, propone soluzioni condivise e condivisibili anche in collaborazione con i principali attori del territorio”, poi ho detto che il Patto è condivisibile, ma è un sogno perché quello che c’è scritto secondo noi è irrealizzabile in un lustro.
Un altro appunto che voglio fare, non ho potuto farlo prima, è sulle SAE, delle quali ne ho profonda conoscenza. E' vero che la costruzione delle SAE è stata, tramite bando Consip, affidata a tre operatori con il trasporto e il montaggio, ma resta il fatto che, con la convenzione 99 tra la Regione Marche e l’Erap, l’esecuzione dei servizi tecnici e dei lavori di urbanizzazione, comprese le fondazioni, tutto ciò che era direzione dei lavori, sicurezza, erano affidati alla Regione Marche.
Poi c’è un altro fatto importante, nella zona di Ascoli non abbiamo avuto tutti questi problemi sulle SAE, a parte i boiler, non ci sono stati i gravi problemi che si sono verificati nella provincia di Macerata.
Terzo punto: Curcio è stato nominato dal PD e Borrelli era il Vice di Curcio ed è stato nominato dal PD, io li avrei mandati a casa, purtroppo non l’hanno fatto ed adesso è lì, però siamo sempre in tempo. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 1 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 2 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 58, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di regolamento interno n. 2
ad iniziativa della Giunta per il regolamento
“Modifiche al Regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di regolamento interno n. 2 della Giunta per il regolamento.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ho una questione di natura procedurale, nel senso che procedo alla lettura delle 10 pagine di relazione che ho.

PRESIDENTE. No, diamola per letta.

Luca MARCONI. Gli articoli li avete in proposta, sono sei pagine e sono già agli atti, mancano poche pagine che avrebbero dato in maniera puntuale una motivazione ad ogni singolo articolo che viene modificato. Ne modifichiamo ben 25 anzi 26, modifica fatta dagli uffici. Saltando questo, parlo per raggruppamenti.
Il lavoro della Giunta per il regolamento, che sostituisce la Commissione che aveva prodotto la grande riforma del regolamento, ha riguardato degli aggiustamenti, non è completato, quindi avremo altri articoli da vedere ed altre proposte che sono state avanzate dall’attuale relatrice di minoranza di cui non abbiamo ancora completato l’esame, quindi sicuramente torneremo ancora su questo punto, seppure con meno materiale da esaminare.
La gran parte delle modifiche, quasi la metà, vanno a toccare il Comitato per il controllo e la valutazione che da quando abbiamo approvato il regolamento ad oggi ha iniziato a lavorare, per cui ha segnalato una serie di modifiche, adeguamenti, parificazioni di trattamento rispetto alle altre Commissioni, soprattutto quella che deve essere l’interlocutoria con la Giunta o con il Consiglio. Diciamocelo chiaramente, sono aggiustamenti in gran parte di natura tecnica alla quale sinceramente ci siamo appassionati abbastanza poco, tolto i Consiglieri Celani e Zaffiri che sono stati quelli più attivi nel sollecitare le modifiche.
Cosa ancora c’è da segnalare? Diciamo che abbiamo mantenuto, questo lo posso dire come considerazione di natura politica, uno spirito di sostanziale unanimità dentro il quale ognuno di noi non ha ragionato in termini di maggioranza o di minoranza, data anche la grande incertezza su chi sarà maggioranza o minoranza, abbiamo ragionato esattamente come nella vecchia Commissione dicendo che, questo lo evidenzio per tutti i Consiglieri, soprattutto per quelli che soffrono i tempi del Consigli ed i tempi delle procedure, con questo regolamento si allunga tutto essendo molto garantista, ed io lo apprezzo. E' un regolamento che entrando nello specifico dà maggiori garanzie, quindi si perde un po’ più di tempo o si guadagna un po’ più di tempo a seconda della visione in termini di partecipazione democratica, tanto cara a me ed al Consigliere Giancarli.
Per il resto sono aggiustamenti tecnici che l’ufficio ha controllato e ricontrollato e speriamo di non doverci più ritornare sopra. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. In aggiunta a quanto dichiarato dal Consigliere Marconi vorrei solo dire che questo regolamento, come giustamente ha affermato il relatore di maggioranza, è un primo step fatto con i membri del Consiglio e della Giunta per il regolamento.
E’ stato un lavoro condiviso, puntuale e molto dettagliato, in alcuni casi anche noioso, però, secondo me, come evidenziato poc’anzi, un regolamento garantista prevede degli aggiustamenti anche a seguito del rodaggio fatto rispetto all’approvazione dell’anno scorso.
Ho preparato una disamina dei singoli articoli che andrà ad aggiungersi alla relazione di 10 pagine del Consigliere Marconi, che ha detto che la dà per letta.
E' una proposta di regolamento approvata all’unanimità e seppur con alcune piccole divergenze si è trovato un punto di condivisione e di cooperazione che secondo me è un segno di responsabilità e maturità politica ed è una delle cose che mi hanno in qualche modo fatta crescere in questo percorso.
Si è lavorato molto bene, alcune proposte di modifica servono ad ampliare le prerogative dei Consiglieri di minoranza, altre invece aggiustano tecnicamente alcune sviste, sempre avendo come priorità il buon andamento delle votazioni e dei lavori in Aula, servono soprattutto a garantire trasparenza, pubblicazione degli atti ed anche la presenza dei Consiglieri in alcune Commissioni.
La tempistica è stata un po’ accelerata perché per una svista nell’ultima approvazione si rischiava il decadimento del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche, per questo abbiamo diviso il lavoro in due step e mi auguro che ci sia lo stesso approccio costruttivo e collaborativo, anzi ringrazio il sostegno tecnico degli uffici che mi hanno aiutato a perfezionare anche le mie proposte, con la speranza che una in particolare, quella che prevede la presenza femminile nell’Ufficio di Presidenza, sia approvata anche dal Consigliere Marconi con il quale spero di lavorare e di ottenere un esito positivo.
Detto questo, noi voteremo a favore anche perché molti degli emendamenti proposti erano a firma del Movimento 5 Stelle, speriamo che la modifica di questo regolamento ci consenta di lavorare ancora in maniera più puntuale. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 17. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 20. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 21. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 22. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 23. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 24. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 25. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 26. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 27. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 28. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 29. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 30. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 31. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 32. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 33. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 34. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di regolamento interno n. 2. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Verranno acquisite agli atti le relazioni dei relatori, Consiglieri Marconi e Pergolesi.

Interrogazione n. 745 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Situazione Parco del Conero”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 745 – a risposta immediata - del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Il Parco del Conero è stato commissariato, come lei sa Consigliere, con atto di Giunta del 30 ottobre 2017 e si sono succeduti in questi mesi una serie di incontri e di rapporti con le associazioni di categoria, con le associazioni ambientaliste e siamo arrivati ad una proposta di legge che innanzitutto contempla la presenza dei quattro Comuni che stanno all’interno del Parco.
Questa richiesta era stata fatta più volte, pressantemente, da tutte le amministrazioni comunali del Parco, essere rappresentate veniva considerato come un elemento assolutamente importante.
Poi la Giunta ha fatto una sua proposta di legge, che voi sapete, abbastanza snella nella quale venivano rappresentati i quattro Comuni, più le associazioni ambientaliste, più un rappresentante delle associazioni agricole ed un rappresentante della provincia. L'atto è arrivato in Commissione, che sta svolgendo un suo lavoro e sta facendo un percorso di consultazione delle associazioni ambientaliste e non solo ed ha riformulato una proposta.
Siamo fermi lì, io posso soltanto dire che nella sua autonomia, ovviamente, la Commissione sta lavorando, speriamo che sia in grado ..., per la verità avevo anche preso degli impegni anche abbastanza stringenti con il Parco perché pensavo che a Natale saremmo stati in grado di approvare la legge di riforma, non è così, però dobbiamo tutti prenderci l’impegno di arrivare, entro il mese di gennaio, ad una soluzione definitiva.
Mi auguro che la Commissione nel mese di gennaio riesca a partorire e a portare in Aula la proposta che molto probabilmente verrà emendata, comunque sarà frutto di una concertazione che la Commissione sta facendo, quindi rimando tutto alla Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Assessore. La situazione se non fosse drammatica sarebbe abbastanza bizzarra perché l’ultima notizia che è arrivata, Assessore, credo che sia arrivata anche a lei perché il Parco dovrebbe averle scritto, mi ha spinto a fare questa interrogazione urgente, è che in questo momento il Parco, commissariato ormai da un anno, oltre ad avere problemi a svolgere le normali attività, perché un Commissario può fare l’ordinaria amministrazione, ha anche bloccata una risorsa per le nostre attività turistiche, ambientali e quant’altro. E' nell’impossibilità di poter esprimere il proprio parere su un atto specifico del Parco, il Piano spiagge, un progetto di riqualificazione del Passetto, perché l’attuale Commissario era un progettista, quindi chiede sostanzialmente il commissariamento del Commissario per quella singola attività. Mi pare che la situazione sia abbastanza paradossale.
Condivido con lei che probabilmente abbiamo bisogno di una nuova legge, però, attenzione, non possiamo dare degli organi di governo diversi ai diversi parchi delle Marche perché non si comprenderebbe.
Credo che dovremmo fare una cosa molto semplice, lo dico a lei Assessore che è un esponente autorevole e attento di questa Giunta, le aree protette sono una competenza regionale, sono una materia su cui la Giunta regionale impiega molte risorse e questo è una cosa di cui noi non solo vi diamo atto, ma vi diamo anche merito, però a questo punto credo che se noi ci mettiamo circa 700.000 euro all’anno e i Comuni ci mettono 20.000 euro all’anno, almeno dovremmo decidere su questo Parco.
La Giunta regionale, se non erro, ci mette circa 700.000 euro, l’insieme dei quattro comuni ci mette 20.000 euro, adesso non voglio dire che chi mette di più decide di più, ma è una competenza regionale, è un onere finanziario regionale, credo che la Regione dovrebbe dire la sua.
Spesso abbiamo quasi un eccesso di democrazia ed in questo caso quello che è successo è per ascoltare ..., va benissimo, io sono per ascoltare i Comuni, ma noi non possiamo consentire un diritto di veto a chiunque può qualche modo deviare l’azione legislativa, perché di fatto questo sta avvenendo.
La proposta di legge che era stata approvata all’unanimità dalla Commissione ha avuto un parere negativo del Cal su questo punto, bene, ne terremo conto, ma si porti in Aula, altrimenti il rischio è che se due, tre Comuni, che rappresentano un piccolo pezzo della comunità, possono fermare l’iter legislativo creiamo un precedente che secondo me non è virtuoso, ma dannoso perché va ad insistere su una comunità che è molto più ampia dei tre, quattro amministratori comunali e riguarda oltre a tantissimi cittadini, le associazioni ambientaliste, gli agricoltori, i commercianti, chi vive di turismo, persino gli stessi cittadini e turisti che vogliono frequentare quelle aree protette.
L’ho fatta molto lunga, però credo che sia utile, necessario, un grido di dolore su questo aspetto, quindi auspico, anche per quello che aveva previsto l’Aula, che il commissariamento finisca, avevamo previsto luglio dell’anno scorso, quindi, Assessore, mettiamocela tutta tutti quanti. Grazie.

Interrogazione n. 731
ad iniziativa del Consigliere Volpini
“Utilizzo dei farmaci cannabinoidi da parte dei medici palliativisti”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 731 del Consigliere Volpini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Mi limito a leggere la risposta che il Presidente mi ha consegnato poco fa.
La terapia del dolore e le cure palliative finalizzate ad alleviare le sofferenze dei malati e delle loro rispettive famiglie possono essere effettuate dai 24 medici palliativisti che operano sul territorio e nella comunità assistenziale domiciliare della Regione Marche, tramite la prescrizione di farmaci per la terapia del dolore e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi in ossequio alle procedure già stabilite con gli atti regionali di seguito riportati:
• delibera di Giunta regionale n. 1467 del 2017 "Approvazione delle linee di indirizzo procedurali ed organizzative per l'attuazione della legge regionale 7 agosto 2017 n. 26 concernente uso terapeutico della cannabis e revoca della delibera di Giunta regionale 617/2016".
• decreto 13/ASF del 19 dicembre 2017 "Predisposizione modulistica necessaria per l'applicazione delle Linee d'indirizzo organizzative di cui delibera di Giunta regionale n. 1467 del 11 dicembre 2017 relative all'uso di preparazioni magistrali a base di cannabis per attuazione della legge regionale 7 agosto 2017 n. 26".
• circolare Regione Marche-Giunta Regionale n. 0010902 del 19 dicembre 2017 "Impiego delle preparazioni magistrali a base di cannabis legge regionale 26/2017".
In sintesi: le preparazioni a base di sostanze cannabinoidi possono essere prescritte per la terapia del dolore e le cure palliative (delibera di Giunta regionale n. 1467/2017).
Alla presente si allega un allegato nel quale c’è una disamina approfondita della problematica nel suo complesso.
Questo è quanto, le posso consegnare l’allegato e quanto a me è stato lasciato due ore fa e le chiedo scusa perché questo è e questo posso dire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Ringrazio l’Assessore, ma è chiaro che avrei avuto il piacere di confrontarmi con chi è competente in materia.
Il problema è abbastanza serio anche se colpisce una minoranza dei cittadini marchigiani, è una problematica seria e complessa, mi piacerebbe avere l’opportunità di parlarne e magari risolverla in una condizione migliore di quella di stasera. Comunque ringrazio l’Assessore Sciapichetti per la sua disponibilità.

Interrogazione n. 705
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Retribuzioni personale Aerdorica S.p.A.”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 705 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente.
Punto 1: Se risponde al vero che siano stati erogati i premi di cui in premessa ad alcuni lavoratori di Aerdorica e in caso di risposta affermativa chi ne abbia autorizzato l'erogazione e con quali motivazioni.
Aerdorica, nella persona del suo Amministratore Unico riferisce, con nota acquisita al nostro prot. 1381165 del 14 dicembre 2018, che nel periodo da giugno a settembre 2018, considerato l'incremento dei voli e la necessità di avere un servizio pubblico aeroportuale di buon livello, sospendeva l'accordo delle ore di straordinario in banca ore chiedendo a tutti i singoli lavoratori (sia operativi che impiegati) la disponibilità a coprire i turni, anche festivi, a supporto dell'operativo, cercando di incentivare le presenze con il pagamento dello straordinario nella busta paga del mese successivo di riferimento.
Tale "unità di crisi" costituita da n. 6 persone ha ricevuto un importo forfettario di mille euro (erroneamente chiamato "premio" in busta paga) che verrà conguagliato rispetto alle ore di straordinario effettivamente svolte.
Punto 2): Quando la società Aerdorica provvederà al pagamento degli stipendi arretrati di dicembre 2017 e gennaio 2018 ai lavoratori.
Aerdorica, nella persona del suo Amministratore Unico riferisce, con mail del 7 novembre 2018, assunta al nostro prot. 1381231 del 14 dicembre 2018, che le due mensilità (dicembre 2017 e gennaio 2018) sono cristallizzate alla data di ammissione al concordato preventivo in continuità in data 14 febbraio 2018, come debito antecedente la domanda di concordato e iscritti nel piano di concordato tra le passività da estinguere, assistiti dal primo grado di preferenza ai sensi della normativa civilistica sull'ordine di privilegi.
La società Aerdorica non ha le risorse finanziarie in esubero per pagare integralmente i debiti correnti anche in attesa dell'omologa del concordato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Prendo atto della risposta dell’Assessore proveniente dall’amministratore delegato, però anche da questa risposta capisco che c'è qualche problema. Vedremo.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 18,55


TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI E' STATA RICHIESTA LA PUBBLICAZIONE
IN ALLEGATO AL RESOCONTO DELLA SEDUTA ODIERNA

Luca MARCONI. Relatore di maggioranza sulla proposta di regolamento n. 2
Articolo 1: si è proceduto ad inserire il Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche tra gli organismi soggetti alle assenze e congedi, come disciplinato dall'articolo 6 della legge regionale 13 marzo 1995, n. 23 (Disposizioni in materia di trattamento interdentario dei consiglieri regionali”) nonché prevedere altresì il congedo applicato alla maternità o paternità.
Articolo 2: è stata data facoltà a “ciascun Presidente di Gruppo o un suo delegato” a prendere la parola in Aula in caso di dimissioni o cessazione dalla carica di Consigliere.
Gli articoli 3 e 4: sono intervenuti nella disciplina dei lavori delle Commissioni, prevedendo rispettivamente: all'articolo 3 la possibilità di adottare le deliberazioni anche con voto nominale se richiesto da un componente; l'articolo 4 ha uniformato la disciplina della redazione del processo verbale per le sedute di Commissione al pari di quello per le sedute assembleari, prevedendo altresì la sua pubblicazione sul sito istituzionale dell'Assemblea dopo la sua approvazione. Inoltre, il Presidente della Commissione, per determinati argomenti, può richiedere un resoconto sommario, che, una volta approvato deve essere raccolto e conservato agli atti. Inoltre, al successivo articolo 12 è stato definito che il processo verbale delle sedute dell'Assemblea deve essere anch'esso pubblicato sul sito istituzionale dell'Assemblea.
Articolo 5: In questo articolo si è intervenuti modificando l'articolo 34 del Regolamento interno specificatamente prevedendo procedure semplificate per l'approvazione delle modifiche del programma e del calendario dei lavori dell'Assemblea da parte della Conferenza dei presidenti ed anche una sua presa d'atto senza votazione esplicita. Modifica resa necessaria in seguito alla prassi lavorativa.
Articolo 6: ha di fatto uniformato la disciplina sulla non cumulabilità fra le cariche con quanto previsto al comma 3 dell'articolo 37, stabilendo che la carica di Presidente e di Vicepresidente di Commissione assembleare permanente non è cumulabile con quella di componente del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche.
Articolo 7 ha previsto, quale modalità di votazione ordinaria del Comitato la votazione palese semplice, introducendo la possibilità di procedere alla votazione palese nominale se richiesto da un componente, uniformandola a quanto già approvato previsto per le Commissioni permanenti.
Articolo 8 si è previsto per il Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche la facoltà di presentare risoluzioni in seguito all'esito delle valutazioni effettuate sugli interventi normativi presi in esame, non circoscrivendola, quindi, ai soli casi di valutazioni con esito negativo. Inoltre nel successivo articolo 22 che ha modificato l'articolo 98 del Regolamento interno (discussione generale) è stata data facoltà al referente, nominato dal Comitato, di illustrate l'esito delle attività di valutazione svolta.
Articolo 9 è stato inserito un apposito Capo, (Capo VIII bis), con il quale è stato introdotto il Comitato assembleare per la legislazione ed il controllo, con lo scopo di supportare l'Assemblea legislativa nell'esercizio delle proprie funzioni nei diversi settori di competenza regionale e viene istituito dall'Ufficio di Presidenza. Equiparando tale organismo a quello già in uso presso la Giunta regionale. I componenti (tre) sono scelti all'esterno dell'Amministrazione regionale tra esperti in possesso di elevata esperienza e competenza nelle discipline giuridiche, nelle tecniche di redazione normativa, nella valutazione e controllo degli effetti della legislazione e nei diversi settori di competenza regionale. Gli incarichi sono conferiti dall'Ufficio di presidenza e la relativa deliberazione istitutiva individua le modalità di funzionamento del Comitato, la struttura assembleare nella quale esso opera e ne assicura le funzioni di segreteria.
Articolo 10 si attribuisce alla Giunta per il regolamento la facoltà di esprimersi su eventuali osservazioni sulla proposta di regolamento del Consiglio delle autonomie locali in particolar modo per quei profili attinenti al raccordo procedurale tra l'attività del Consiglio stesso e dell'Assemblea legislativa.
Articolo 11, la modifica ha interessato l'articolo 48, comma 5, del Regolamento interno, ed ha inserito la preventiva espressione del parere da parte della Conferenza dei presidenti sui rinvii della trattazione di argomenti iscritti all'ordine del giorno della seduta assembleare già convocata, come già per altro avviene per prassi.
Articolo 13, ha disciplinato la discussione generale, prevedendo oltre gli interventi dei relatori dell'atto, del rappresentante della Giunta regionale, nonché dal referente del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche.
Articolo 14, ha introdotto modifiche all'articolo 66 del Regolamento interno, laddove si disciplina la votazione nominale, prevedendo oltre altre casistiche già normate, la possibilità di richiedendo votazione per appello nominale anche da uno dei proponenti dell'atto posto in votazione
Articolo 15, dà la facoltà ad intervenire per dichiarazione di voto anche al rappresentante della Giunta ed il Presidente della Giunta stessa.
Articolo 16, interviene all'articolo 77 del Regolamento interno chiarendo che non si dà luogo alla procedibilità di un atto quanto questo riproduce sostanzialmente il contenuto di emendamenti o articoli respinti dall'Assemblea, se non sono trascorsi sei mesi dalla loro reiezione. Tale modifica si collega alle modifiche apportate agli articoli 103 (inammissibilità degli emendamenti), modificato dall'articolo 24 - e 107 modificato dall'articolo 24 (presentazione e svolgimento di ordini dei giorno).
Articolo 17, modifica l'articolo 82 del Regolamento interno (assegnazione delle proposte di legge e degli altri atti alle Commissioni) si è resa necessaria al fine di adeguare il procedimento di assegnazione delle proposte di atti al Cal e al Crel, pareri espressi sul testo della proposta della commissione, anziché su quello del proponente, sia in caso di pareri facoltativi che obbligatori.
Articolo 18, ha disciplinato la prassi consolidata di trasmettere al presidente dell'Assemblea, contestualmente all'iscrizione all'ordine del giorno della proposta della Commissione, anche l'analisi tecnico-normativa (ATN) e la relazione tecnico-finanziaria aggiornate e corrispondenti in ogni elemento al testo così come approvato in sede referente, mantenendo, come già normato dalla legge regionale n. 3/2015 la differenza tra le proposte di iniziativa assembleare e quelle di iniziativa della Giunta regionale.
Articolo 19, è intervenuto nel Capo relativo all'istruttoria in Commissione, adeguando il procedimento in sede referente delle Commissioni alla nuova normativa definita dalla legge regionale n. 23/2018, sui pareri resi dal Cal e Crel. Inoltre si è altresì disciplinato che la Commissione in sede referente esamini il parere reso dal Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche nonché dagli altri organismi consultati in base alla normativa vigente. Si è anche previsto che la proposta della Commissione venga trasmessa ai consiglieri contestualmente all'invio al Presidente dell'Assemblea per l'iscrizione dell'atto all'ordine del giorno. E' stata anche modificata la procedura relativa alle proposte per le quali, cessati i termini dell'esame in sede referente, prevedendo che, nel caso di proposte abbinate, la proposta di iscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea possa essere avanzata dal proponente esclusivamente per il proprio atto.
Articolo 20: sulla base della legge regionale n. 23/2018 sono stati adeguati i termini per l'espressione dei pareri resi da Cal e Crel. Adeguamenti presenti anche nel successivo articolo 27 (che modifica l'articolo 112 del Regolamento interno, nella programmazione dei lavori della sessione di bilancio).
Articolo 23, ha introdotto modifiche sulla presentazione degli emendamenti, dando l'opportunità ai consiglieri di sottoscriverli, previo nulla osta dei proponenti, sin dal momento della loro presentazione, fino a che l'Assemblea non è passata alla votazione. Sono oggetto di emendamento alcune specifiche tipologie di atti, precisamente: proposte di legge, di regolamento o di atto amministrativo che recano modiche alla normativa vigente ovvero proposte di legge che recano disposizioni di innovazione e semplificazione o di adeguamento alla normativa regionale, (cosiddette “leggi omnibus”).
Articolo 25, prevede la possibilità di presentare sub emendamenti ad emendamenti che richiedendo l'indicazione di una copertura finanziaria a fronte di un parere favorevole da parte della Commissione competente in materia di programmazione e bilancio, condizionatamente a modifiche specificatamente formulate.
Ulteriori modifiche sono state apportate in ordine agli atti di indirizzo politico. L'articolo 30 ha modificato l'articolo 143 (mozioni), prevedendo la possibilità di inserire all'ordine del giorno di una stessa seduta più di tre mozioni presentate da consiglieri, in qualità di primi firmatari appartenenti allo stesso gruppo assembleare. Successivamente è stata disciplina la facoltà di sottoscrivere la mozione da parte di altri consiglieri, previo nulla osta dei proponenti: le sottoscrizioni possono essere ritirate dai proponenti stessi. In caso di più proponenti ciascuno può comunque ritirare la propria sottoscrizione; il ritiro di quella del primo firmatario comporta il ritiro dell'atto stesso.
L'articolo 31, ha sostituito l'articolo 145 del Regolamento interno relativo alla discussione e votazione delle mozioni, disciplinandone la facoltà, per ciascun Consigliere, di presentare emendamenti e relativi sub emendamenti purché sottoscritti anche dai proponenti delle mozioni alle quali si riferiscono, pena l'inammissibilità.
Articolo 33, ha inserito l'articolo 146 bis nel Regolamento interno sugli “Ordini del giorno sulle mozioni e sulle risoluzioni”, prevedendo che ciascun Consigliere possa presentare, fino al termine della votazione eventuali emendamenti sulle mozioni o sulle risoluzioni, non più di un ordine del giorno che serve di istruzione alla Giunta in relazione all'atto in esame.

Romina PERGOLESI. Relatrice di minoranza sulla proposta di regolamento n. 2
La proposta di modifica del regolamento interno che andiamo ad approvare oggi è il frutto del lavoro di un anno della “Giunta per il Regolamento”. Sono state esaminate le proposte di aggiustamenti tecnici che si sono resi necessari a seguito del cosiddetto periodo di “rodaggio”, successivo alla modifica del regolamento approvata lo scorso anno.
Questo è un primo step, un primo pacchetto di aggiustamenti di alcuni articoli o integrazione di altri, volto essenzialmente ad una maggior tutela delle prerogative dei consiglieri di minoranza e, in alcuni casi, addirittura ad ampliarne i poteri.
Per esigenze tecniche si sono rimandate alcune ulteriori modifiche ad un successivo periodo di lavoro; era importante infatti approvare questo primo gruppo di emendamenti al regolamento per superare un gap normativo nell’avvicendamento della presidenza del “Comitato per il Controllo e la valutazione delle politiche”, ormai in prossima scadenza, per evitare che si ripercorrano tutti gli iter istitutivi dello stesso comitato che sarebbe decaduto assieme all’attuale Presidente.
Devo dire che questa esperienza di cooperazione seria e costruttiva, tra le varie forze politiche, ha accresciuto molto la mia esperienza e consapevolezza di etica morale e politica che un anno fa percepivo in maniera molto più limitata. Segno evidente che quando si percorrono strade condivise e si hanno obiettivi comuni, si può dialogare e confrontarsi con rispetto reciproco e maturità, malgrado le diverse appartenenze politiche. Mi auguro che sui temi di rilevanza essenziali per lo sviluppo di questa regione si utilizzi lo stesso approccio che c’è stato durante i lavori della Giunta per il regolamento!
Non mi soffermerò troppo sui singoli articoli, sono stati in parte già esposti dal relatore di maggioranza che mi ha preceduta, ma vista l’importanza del Regolamento come principale strumento di democrazia interno al Consiglio mi sento in dovere di illustrare i contenuti almeno per quelli di maggiore rilevanza.
I 34 articoli di modifica del Regolamento Interno che andiamo ad approvare oggi hanno come prerogativa quella di “aggiustare” alcune criticità evidenziate durante lo svolgimento sia dei lavori dell’Assemblea Legislativa sia delle Commissioni permanenti.
L'articolo 1 prevede la pubblicazione delle presenze dei consiglieri, verranno inseriti anche per i dati relativi al Comitato per il Controllo e la valutazione delle Politiche, così da implementare la trasparenza dei lavori.
Con l’approvazione dell’articolo 2 si consentirà ad un delegato dal Capogruppo di intervenire sulle dimissioni di un consigliere o per altre cause di cessazione della carica; il terzo articolo prevede la possibilità di ciascun consigliere di richiedere l’appello nominale sulle votazioni degli atti, mentre l’articolo 4 è una semplice modifica tecnica in merito all’iter di approvazione dei verbali di Commissione.
L’articolo 5 modifica il programma ed il calendario dei lavori, consentendo la possibilità di inserire argomenti rinviati nelle sedute dell’Assemblea o delle Commissioni, qualora la Conferenza dei Presidenti deliberino l’urgenza o risulti necessario inserire sedute supplementari ed in tutti i casi se ne ravvisi la necessità.
L'articolo 6 definisce l’incompatibilità del ruolo di membro del Comitato per il Controllo e la valutazione della politiche con la carica di Presidente della Giunta, di Assessore nonché di consigliere presso enti, agenzie dipendenti o vigilati e le società partecipate della regione.
L'articolo 7 riguarda nuovamente la richiesta di appello nominale da parte di un singolo consigliere mentre l’articolo 8 modifica l’esercizio delle funzioni del comitato per il controllo e la valutazione delle politiche ed inserisce la possibilità di nominare un referente con il compito di illustrare in Assemblea l’esito dell’attività di valutazione svolta.
Finalmente, con l’articolo 9, l’Ufficio di Presidenza potrà istituire il “Comitato Assembleare per la legislazione ed il controllo” che avrà il compito di supportare i consiglieri nell’attività legislativa e nell’esercizio delle proprie funzioni. Saranno scelti, attraverso un avviso pubblico, 3 componenti all’esterno dell’amministrazione regionale tra figure con comprovata esperienza e competenza nelle discipline giuridiche, nelle tecniche di redazione normativa, nella valutazione e controllo degli effetti delle leggi che dovranno essere discusse in aula.
Il successivo articolo consentirà alla Giunta per il regolamento di esprimersi con osservazioni sulla proposta di regolamento del Consiglio delle autonomie locali per i profili attinenti al raccordo procedurale tra l'attività del Consiglio stesso e dell'Assemblea legislativa. L’articolo 11 inserisce un passaggio preventivo in Conferenza dei presidenti dei gruppi in caso di stravolgimento dell’Ordine del giorno delle sedute e l’articolo 12 altro non è che un aggiustamento tecnico per puntualizzare la pubblicazione del resoconto sul sito istituzionale dell’Assemblea; il seguente consente di intervenire una seconda volta in caso di irregolarità nel corso delle votazioni.
Veniamo poi all’articolo 14 che amplia la possibilità di richiedere l’appello nominale in aula anche ad un singolo consigliere nel caso in cui sia proponente dell’atto in votazione, in caso di votazioni su mozioni di sfiducia e nel caso in cui dissenta dal gruppo di appartenenza; infine definisce la validità della votazioni segrete nel caso vi partecipino la metà più uno dei componenti assegnati all’assemblea legislativa; anche l’articolo che segue tutela maggiormente il singolo consigliere in caso di dissenso dal gruppo, allargando la possibilità di intervenire per dichiarazione di voto, che sarà inoltre consentito non solo al Presidente della Regione ma anche ad un rappresentante della Giunta stessa.
Altro emendamento tecnico che specifica come “proposte di atti, di articoli o di emendamenti” tra quelli che non possono essere esaminati se precedentemente respinti.
Dal l’articolo 17 sino all’articolo 21 si definiscono maggiormente alcuni passaggi dell’iter dei vari atti durante i lavori delle commissioni. L’articolo 22 disciplina la discussione in Assemblea ed è stato previsto l’intervento del Rappresentante della Giunta e del referente del Comitato di valutazione. Il successivo articolo 23 estende la possibilità di sottoscrizione di atti durante la discussione in aula prima della loro votazione, anche recentemente se n’è ravvisata la necessità. Successivamente si sono specificati alcuni aspetti sulla presentazione degli emendamenti e su alcune tempistiche ritenute limitanti, fino ad arrivare all’articolo 30 che regolamenta anche il numero massimo di atti, presentati da consiglieri, in qualità di primi firmatari, appartenenti allo stesso gruppo consiliare, che possono essere iscritti all’Ordine del Giorno di ciascuna seduta.
L’articolo 31 regolamenta il numero di interventi e la discussione in merito a mozioni, specialmente quando abbinate e con gli articoli 32 e 33 si normano puntualmente gli ordini del giorno sulle mozioni e sulle risoluzioni.
Chiudiamo quindi questa seconda modifica del Regolamento Interno con il superamento del gap normativo per quanto concerne il rinnovo della presidenza e la vicepresidenza del Comitato per il Controllo e la valutazione della politiche, atto dovuto per evitare la decadenza del comitato stesso e quindi evitare di dover procedere ad una nuova elezione di tutti i componenti con inutile dispendio di risorse della struttura del Consiglio.