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Resoconto della seduta n.96 del 10/04/2018

SEDUTA N. 96 DEL 10 APRILE 2018

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 96 del 10 aprile 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 95 del 4 aprile 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Prima di cominciare saluto i 50 alunni della Scuola primaria Lugli di Colli al Metauro dell'Istituto Comprensivo Leopardi Saltara di Colli al Metauro. Grazie per essere qui presenti.

(Applausi)

Comunicazioni ai sensi del comma 4, dell’articolo 55, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Come Presidente del Comitato di valutazione e controllo delle leggi sono preoccupato dell'efficacia delle norme che votiamo e in questo caso per la legge che riguarda l'obbligo vaccinale. Noi sappiamo che esiste una legge nazionale, la 119/2017, ed esiste anche la nostra legge regionale che la attua e anzi ne dà maggiore efficacia.
L'obiettivo di questa legge è impedire che il comportamento di pochi scellerati possa avere un effetto sulle altre persone.
Credo che siamo di fronte ad un nuovo medio evo, ho visto qualche giorno fa un manifesto addirittura un 6x3 “Vaccinarsi è una azione volontaria non esente da rischi, informati prima di vaccinare tuo figlio”. No, vaccinarsi non è un'azione volontaria, vaccinarsi è un’azione obbligatoria nel momento in cui ci sono delle leggi nazionali, ho visto una pagina facebook delle Marche che dice: “Meglio ignoranti che vaccinati” ma l'ignoranza è una colpa e la colpa di alcuni non può ricadere sulle spalle di altri.
Qualche giorno fa un bambino è morto di morbillo perché la mamma, che non era vaccinata, è stata infettata da una persona non vaccinata, è proprio per impedire queste cose che esiste la nostra legge, che esiste la legge nazionale.
Ho letto qualche giorno fa che la Consigliera Pergolesi ha fatto una conferenza stampa, per carità non ha fatto nulla di illegale, non sto denunciando come lei fa alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, al Tribunale del Popolo qualcosa di illegale, però vorrei sottolineare a questa Assemblea un rischio molto grave, con questi atti con cui si aizzano degli atteggiamenti nell'opinione pubblica, ad esempio mostrando tutti i limiti e i cavilli che le leggi possono dare per autotutelare i diritti dei singoli individui, ci si dimentica che esiste un diritto più importante che è il diritto della collettività, vedo un rischio che non è un rischio individuale, la Consigliera Pergolesi risponde alla coscienza sua se ce l'ha, o se ci crede ne risponderà ad altri in un secondo momento, però mio malgrado ella è Consigliera regionale, qui non si tratta di un aspetto che riguarda la sua coscienza individuale, ma il ruolo di questa istituzione.
Personalmente, essendo anch'io un Consigliere regionale, mi dissocio da questa conferenza stampa che lei ha fatto non come privato cittadino, ma come Consigliere regionale, mi chiedo se un’istituzione come la nostra possa essere tirata in ballo quando si mettono in campo delle iniziative così pericolose per la collettività.
Ognuno fa il Consigliere regionale come crede, io ritengo incredibile che si utilizzino le lettere da mandare alla Procura della Repubblica – le avevo già scritto Presidente a questo proposito - le chiedo pertanto di rivolgersi a tutti i Consiglieri invitandoli a fare maggiore attenzione quando si scrive alla Procura della Repubblica o alla Corte dei Conti che molto spesso ci ride dietro, ad esempio quando si sostiene che un Consigliere non può presentare una proposta di legge, però se la Procura della Repubblica ride dietro al singolo Consigliere non è un problema, se invece ride dietro all'istituzione è un problema di tutti noi, questo innanzitutto; secondo, quando si utilizzano gli spazi delle istituzioni pubbliche e si parla come rappresentante di una istituzione pubblica, siccome anche tutti noi lo siamo, credo che sarebbe utile fare maggiore attenzione, quindi le chiederei per cortesia di richiamare la Consigliera Pergolesi e tutti i Consiglieri ad un utilizzo più decoroso dello strumento di iniziativa politica e che non si tiri in ballo gli altri per delle battaglie scellerate.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Sinceramente sono un po' basita dell’intervento del Consigliere Busilacchi che ritengo fuori luogo e soprattutto non idoneo in questo contesto. Mi spiace che a lui non faccia piacere che il Movimento 5 Stelle presenti degli esposti alla Procura e soprattutto alla Corte dei Conti, evidentemente se gli organi competenti vanno avanti con le nostre segnalazioni qualcosa di fondato c'è.
Per quanto riguarda la conferenza stampa, ribadisco in quest'Aula, e forse è il caso che il Consigliere Busilacchi si informi meglio, non ho chiesto altro che il rispetto del decreto legge nazionale, quindi prima di parlare secondo me forse è il caso di informarsi e di studiare un po'. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Non mi sono riferito al Movimento 5 Stelle, non ho mai nominato il suo gruppo, mi sono rivolto esclusivamente a lei, anzi chiedo al capogruppo Maggi se l'iniziativa che lei ha messo in campo è un’iniziativa del Movimento 5 Stelle o sua personale.

PRESIDENTE. Il Consigliere Maggi vuole rispondere? Non vuole rispondere, quindi proseguiamo.

Interpellanza n. 21
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Contributi per l’acquisto della prima abitazione nelle zone colpite dal sisma”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 21 del Consigliere Giorgini, che ha la parola per illustrarla.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. In III Commissione abbiamo lavorato molti mesi per portare a termine una legge che la stessa Giunta riteneva molto importante per le Marche e soprattutto per le zone colpite dal sisma, ma purtroppo è ferma lì dal 27 dicembre 2016, quando è stata approvata da questa Assemblea legislativa.
Voglio ricordare che gli importi approvati sono risorse vincolate che vanno spese nell'ambito dell'Erap, quindi eventuali diverse destinazioni debbono essere approvate nuovamente dal Consiglio, poi capirete il perché di questa precisazione.
Credo che da questa ennesima mancanza emergono due principali questioni: l'incapacità della Giunta di spendere i finanziamenti disponibili e gli scarsi risultati ottenuti nel settore dell'edilizia pubblica. Parliamo del piano regionale di edilizia residenziale approvato nel dicembre 2014 quando non c'era questa attuale Giunta e purtroppo ad oggi è ancora in larga parte inattuato.
Il piano iniziale prevedeva 47 milioni di euro di risorse, 17 milioni immediatamente disponibili e 30 milioni da reperire con le vendite degli alloggi Erap, di cui abbiamo parlato poco tempo fa in quest'Aula, difatti ad oggi delle poche risorse disponibili sin dal 2014 ne sono state utilizzate pochissime.
A fine 2016, dopo ben 2 anni, erano inutilizzati 12 milioni di euro dei circa 17 disponibili, si disse che la Giunta voleva impiegarli in altra maniera perché aveva incontrato difficoltà operative nell'attuazione degli interventi approvati nella precedente legislatura e voleva spenderli subito e bene. Però nella realtà ci sembra che alcune linee di intervento non sono state neanche avviate, non sono partite, e adesso vedremo, e il Consiglio su proposta della Giunta ha riprogrammato queste risorse prevedendo i buoni casa e l'acquisto dell'invenduto, sono due cose diverse. Modalità di utilizzo rapido, immediato, ma ora è passato più di un altro anno e vediamo che non si è ancora mosso praticamente nulla, tutto rimane fermo.
La Giunta dovrebbe spiegare a questo Consiglio perché, e questo è il motivo dell'interpellanza, a triennio scaduto tutte queste risorse di pronta disponibilità non sono state ancora spese.
In particolare restringendo il campo dell'interpellanza di oggi, non parlando dei soldi per l'acquisto di immobili, la Giunta dovrebbe spiegare perché 80 famiglie marchigiane non hanno avuto il contributo per l'acquisto della prima casa.
Secondo il nostro parere se in un anno e mezzo non si raggiunge un obiettivo per il quale erano previsti 6 mesi di tempo, questo lo dice la legge, vuol dire che qualcosa non ha funzionato o che qualcuno non ha fatto il proprio dovere, cioè non ha fatto quello che la stessa Giunta afferma nella propria delibera n. 1151, capitolo B.3.4 “I Comuni avviano le procedure di evidenza pubblica per l'assegnazione dei buoni casa sulla base dell'informativa trasmessa con Pec dalla Regione in merito a tale misura di intervento”.
Non c'è stata nessuna Pec dalla Regione quindi non è partito questo straordinario e buon progetto. Bisogna riconoscere che è importante per la regione Marche e soprattutto per le zone colpite dal sisma perché ricordo che in Commissione abbiamo dato il punteggio più alto, 18 punti, proprio ai comuni del cratere, cioè Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, e via via agli altri comuni dei punteggi più bassi.
Credo che questa vicenda dimostri che sull'edilizia residenziale ci sono ritardi e superficialità che a questo punto sono inaccettabili perché si parla di risorse pubbliche, e sul tema della casa con quelle risorse si potevano dare risposte immediate a 80 famiglie.
In questo caso si poteva dare un aiuto alle famiglie terremotate incentivandole a rimanere sul territorio in una casa sicura, con un contributo sostanzioso, 25.000 euro, visti i costi degli appartamenti in quella situazione, 25.000 euro non sono certamente pochi. In una fase in cui i finanziamenti latitano non è ancora una volta accettabile lasciare inutilizzati per più di 4 anni più di 10 milioni di euro.
Siamo oltre il tempo massimo, il triennio che era il normale corso di questa programmazione è praticamente scaduto e quello che rimane è solo, secondo il nostro parere, l'inefficienza della Giunta che non ha fatto il suo dovere e crediamo anche che questo sia uno dei tanti sprechi di questa amministrazione.
Spero che l'Assessore mi dia delle risposte chiarificatrici. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Buongiorno e benvenuti. Il Consigliere Giorgini interpella il Presidente della Giunta regionale e me competente per conoscere lo stato di avanzamento delle procedure per la concessione di contributi per l'acquisto della prima abitazione, i motivi dei ritardi accumulati rispetto ai tempi previsti e i tempi che ancora necessitano per completare le procedure; quante delle risorse stanziate dal Consiglio regionale in data 27 dicembre 2016 per l'importo totale di 12.420.000 euro risultano ad oggi utilizzate.
Farò prima un excursus sul quadro normativo di riferimento perché la data del 27 dicembre 2016, tutti sappiamo, non è indifferente rispetto a come si calcolano e come si utilizzano le somme in bilancio, quindi qualche giorno prima esattamente il 21, è cambiato un mondo rispetto al bilancio.
Con deliberazione n. 1161 della Giunta regionale del 3 dicembre 2016 veniva proposto al Consiglio una modifica degli interventi da attuare nell'ambito del piano Erp 2014/2016 al fine di utilizzare risorse statali con destinazione vincolata già iscritte nel bilancio 2016, pari a 12.420.000 euro.
Con la delibera amministrativa n. 45 del 27 dicembre 2016 il Consiglio approvava la proposta n. 1116 del 2016, l'approvava anche lo stesso Consigliere Giorgini.
La legge 16 dicembre 2016 n. 232, di cui parlavo, pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 21 dicembre 2016 n. 297 al fine di assicurare il rispetto del principio costituzionale del pareggio di bilancio, articolo 81 della Costituzione, secondo il quale tutte le amministrazioni pubbliche devono perseguire l'equilibrio tra entrate e spese di bilancio, ha previsto l'impossibilità di iscrivere in entrata ai fini del pareggio l'avanzo vincolato dell'esercizio precedente. Voglio ricordare la data del Consiglio, 27 dicembre, in cui abbiamo votato tutti, per lo meno noi ed il Movimento 5 Stelle, a favore.
In base alla disciplina in materia di rispetto del pareggio di bilancio, quindi, a decorrere dal 2017 le quote di avanzo vincolato non impegnate nel precedente esercizio, possono essere applicate in spese nei limiti in cui si determinano spazi finanziari durante la gestione in corso. Questo significa che io posso impegnare quelle somme se trovo nel bilancio uno spazio adeguato sottraendo le somme ad un altro impegno.
Nel 2017 è stato possibile utilizzare il meccanismo degli spazi finanziari regionali per 1.873.000 euro, come meglio relazionato nella risposta al quesito 2.
Fatta questa premessa rispondo ai quesiti.
Risposta al quesito 1) l'approvazione della delibera di Consiglio regionale dell'atto 45/2016 avvenuta in data 27 dicembre 2016, non ha materialmente consentito lo svolgimento delle procedure di evidenza pubblica con conseguente adozione degli atti di impegno della spesa entro l'anno, perché l'anno finiva dopo 3 giorni.
La concreta realizzazione dei citati interventi di riforma ha inoltre scontato la problematica derivante dalle nuove norme statali in materia di pareggio di bilancio pubblicate nella Gazzetta Ufficiale proprio il 21 dicembre 2016.
Tali impedimenti di natura oggettiva e indipendenti dalla volontà politica amministrativa della Regione hanno fortemente condizionato il perseguimento degli obiettivi contenuti nelle programmazioni di settore.
Si ritiene che nella seconda metà dell'anno 2018 sarà possibile reperire spazi finanziari adeguati al finanziamento dei buoni casa previsti con delibera 45/2016 per l'importo complessivo di 2 milioni di euro.
Ad ogni modo, con specifico riguardo alla concessione dei buoni casa nei territori colpiti dal sisma, si segnala che il massiccio intervento di acquisto dell'invenduto tuttora in corso, prima si parlava di 80 abitazioni che avremo aiutato ad acquistare con i buoni casa, stiamo parlando invece di una priorità per le aree terremotate, parliamo di 3 bandi che sono stati già esperiti per scegliere l'invenduto da acquistare come Erap con i fondi nazionali, sono state selezionate 900 abitazioni, sulle 80 che venivano richieste e segnalate dal Consigliere Giorgini, e in questo momento sono in corso di acquisizione 350 alloggi con un investimento già erogato di 55 milioni di euro, questi sono quelli dell'emergenza sismica. Credo che questo possa far fronte in modo adeguato alle necessità delle famiglie oltre che scongiurare il rischio di spopolamento in quelle aree. I dati sono ben maggiori rispetto a quelli richiesti.
Risposta al quesito 2) Nel 2017 atteso il consistente peso delle misure introdotte con la riforma del piano F per un totale di 12 milioni di euro, è stato possibile utilizzare il meccanismo degli spazi finanziari regionali solo parzialmente, reperendo le risorse necessarie per la piena realizzazione delle seguenti linee di intervento previste dalla delibera 45: “B.4 - Contributi a Erap Marche per l'eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche nel patrimonio Erp”, come sapete l’abbiamo deciso insieme su mia proposta anche perché la Commissione competente aveva sollevato il problema, abbiamo utilizzato 1,5 milioni di euro circa per abbattere le barriere architettoniche negli edifici Erap nei quali fosse residente un disabile ed era quello che potevamo fare con lo spazio di bilancio che avevamo; “D. - Integrazione finanziaria per i programmi sperimentali di autocostruzione/autorecupero, attuati ai sensi del piano regionale edilizia residenziale - triennio 2006/2008, pari a 300.000 euro”. L'autocostruzione è una sperimentazione che si sta facendo nella regione Marche, ci sono delle persone che si mettono insieme costituiscono una cooperativa e autocostruiscono le loro case, quindi questo esperimento sta andando avanti ed ha necessitato di queste somme.
Io spero di essere di essere stata chiara, sono meccanismi più che altro finanziari, non c'era la volontà di non spendere queste somme, riteniamo comunque come Giunta che il fatto di avere acquistato in quelle zone un numero dieci volte superiore rispetto agli 80, ne verranno acquistati 900, credo che compensi il mancato acquisto.
In ogni caso appena avremo disponibile, perché non dipende soltanto da me, lo spazio per i 2 milioni di euro e, con il servizio ragioneria abbiamo ragionato fino adesso perché non è che non abbiamo richiesto queste somme, sia io che gli uffici competenti, appena le avremo a disposizione, ci hanno assicurato entro il 2018, le metteremo a disposizione perché ulteriori 80 alloggi sono importanti per l'aiuto ed il sostegno all'acquisto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Ringrazio l'Assessore per la risposta, ma devo necessariamente fare delle precisazioni importanti.
Quando parliamo di acquisto di immobili da dare ai terremotati, è ben altra cosa di quello di dare un contributo di 25.000 euro a chi acquisti appartamenti (giovani coppie, giovani famiglie) perché è ben diverso, perché gli appartamenti acquistati. Prima di tutto il primo bando è fermo, fino adesso i 366 appartamenti del primo bando per circa 65 milioni di euro sono fermi, quindi non è stato fatto nessun acquisto al momento, sul primo bando fatto.
Ma poi quelli sono appartamenti che rimarranno dell'Erap che vengono dati ai terremotati al posto del contributo di autonoma sistemazione, quindi non c’entrano assolutamente nulla, difatti nella legge si parlava anche di 8.547.000 euro per l'acquisto di immobili, ma di questo non ne ho parlato perché ci sono in corso l’acquisto di immobili da dare ai terremotati, che ancora comunque è ferma.
Si parlava di pareggio di bilancio, Assessore, ma avete dato 6 milioni di euro, soldi della Regione Marche, al Comune di Tolentino per acquistare un immobile per fare appartamenti Erap che sono in mezzo al nulla, un immobile industriale/artigianale, 6 milioni di euro da dare al Comune di Tolentino li avete trovati; 2 milioni di euro da dare alle giovani coppie per farsi una famiglia nelle zone del cratere non ci sono state, mi permetta di farle questo appunto.
Sempre sul pareggio di bilancio, ma sulla 1151 voi avete scritto, non è che l'ho fatta io, “Concessione di contributi alle famiglie per l'acquisto della prima abitazione, buoni casa, euro 2 milioni a valere sul capitolo 208022033 bilancio 2017/2018”, la Giunta non ha il compito di decidere che cosa fare una volta che il Consiglio ha deciso, la Giunta non lo può fare, la decisione del Consiglio è vincolante, la Giunta non può ritornare indietro e rimangiarsi tutto quello che ha detto e che ha fatto, deve necessariamente attuare le decisioni prese dal Consiglio, non può dire adesso mi riprendo questi 2 milioni perché ho problemi, mi scusi, ma questo la Giunta non l'ha fatto!
Credo che questo sia stato un errore gravissimo, togliere 2 milioni di euro, perché oltretutto c'erano delle grosse aspettative, lei Assessore lo sa meglio di me, nel nostro territorio di chi vuole sposarsi, c'erano enormi aspettative, sono stato contattato da decine di uffici che danno i contributi alle famiglie che vogliono comprare un appartamento e sono rimasti profondamente delusi da questo fatto, ecco perché ho voluto fare questa interpellanza.
La prego, lei è della mia stessa provincia, di fare qualcosa per recuperare questi 2 milioni di euro perché 80 famiglie non sono tante, ma per noi che nel nostro territorio adesso stiamo raccogliendo le briciole, lei lo sa meglio di me, questi 2 milioni di euro, e non ho parlato degli 8 milioni, sarebbero importanti.
Questo è quello che le dico, sarebbe rilevante rimettere questi 2 milioni e far partire il progetto dei buoni casa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Chiarisco solo due cose: i soldi non sono stati tolti dal capitolo, i soldi sono inutilizzabili perché in bilancio non c'è lo spazio adeguato, quindi i soldi sono lì, non sono stati spostati da un'altra parte, sono lì, ma sono inutilizzabili; i contributi non sono soltanto per i giovani ed in ogni caso li eroga la Regione, non so con quali uffici abbia parlato, però viene fatta una graduatoria dai Comuni e poi è la Regione che materialmente eroga, prima lo faceva la Provincia adesso è una funzione trasferita alle Regioni.
Non ho ricevuto sollecitazioni ma ritengo e condivido con lei che sia importante che vengano reperiti gli spazi per utilizzare i 2 milioni, che è una cosa diversa.

Interrogazione n. 575
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Elisuperficie a Marotta-Mondolfo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 575 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Avete notato che il Presidente Ceriscioli oggi non c'è, non c'è neanche l'Assessore Sciapichetti, c'è stata una scossa di 4.7 e a parte danni, questo non lo so, c'è lo sconforto della popolazione per cui loro oggi sono a Muccia ed io risponderò alle interrogazioni al posto del Presidente.
Si fa riferimento all'interrogazione in oggetto con la quale viene chiesto all'Assessore competente se si intende intraprendere le opportune verifiche e tenere in considerazione gli spazi limitrofi alla sede del Comitato della Croce Rossa di Marotta-Mondolfo per realizzare una piazzola per l'elisoccorso.
Ad oggi nella regione Marche sono presenti 27 elisuperfici, mentre ulteriori 7 sono in fase di realizzazione nell'area del cosiddetto cratere sismico con un investimento complessivo di 2,2 milioni di euro, fondi provenienti dalle donazioni solidali (SMS) e risorse regionali, così come stabilito con atto 1455 del 4 dicembre 2017, che ne prevede il loro adeguamento in particolare al volo notturno.
Come si evince dalle “Linee guida per l'organizzazione dei servizi di soccorso sanitario con elicottero” (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano), fondamentale e strategico criterio di scelta dell'ubicazione di basi per il servizio di elisoccorso oltre ad altri presupposti è la presenza di strutture ospedaliere con Dea di primo livello.
Nel caso specifico nel territorio comunale di Marotta-Mondolfo le più prossime sono quelle di Fano e Senigallia e la realizzazione di elisuperfici in corrispondenza e/o in prossimità dei presidi ospedalieri consentirà di implementare il servizio in tutta l'area costiera da Ancona a Pesaro a favore sia del territorio di Marotta-Mondolfo sia, e più in generale, dei territori costieri e collinari del settore centro settentrionale della regione.
Si precisa inoltre che, come indicato nella delibera della Giunta regionale n. 1455 del 2017, il servizio sanità sta predisponendo gli atti necessari alla definizione delle procedure per l'inserimento di ulteriori elisuperfici della rete elisuperfici Marche (Rem) da parte di amministrazioni ed enti territoriali che vogliano autonomamente dotarsi di tali basi, le quali entrerebbero a far parte della rete regionale Rem.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore Casini per la risposta perché ritengo che questo sia un percorso da portare avanti vista la posizione strategica che ricopre il territorio in oggetto ed è mio auspicio che si possa lavorare per trovare una soluzione per coprire quella parte del territorio che attualmente non è coperta. Grazie.

Interrogazione n. 582
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Attività di direzione e coordinamento esercitata da Regione Marche nella società partecipata Aerdorica S.p.A.”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 582 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. In riferimento all'interrogazione 582 del 2017 a risposta orale del Consigliere Maggi preciso quanto segue:
- Aerdorica è sottoposta al controllo di Regione Marche ai sensi dell'art. 2359 cc;
- il controllo di Regione Marche non comporta automaticamente (per legge) che vi siano la direzione ed il coordinamento di cui all'articolo 2497, in quanto serve che tale attività sia effettivamente svolta in concreto (operando in base all'articolo 2497 sexies semplici presunzioni);
- in base all'articolo 2497 le società/enti che esercitano il coordinamento rispondono verso i soci ed i creditori sociali quando agiscono nell'interesse proprio (cioè di Regione Marche) ovvero in violazione del principio di corretta gestione societaria;
- nessuna di tali circostanze, requisiti e presupposti normativi ricorre nel caso della Società Aerdorica, ovvero non vi è stata nessuna decisione della Regione Marche (e non degli organi della società) che abbia prodotto un danno ad Aerdorica S.p.A..
Le azioni disciplinate dalle suddette norme del codice civile sono riconosciute ai soci o ai creditori sociali quando l'attività di direzione e coordinamento della controllante ha prodotto un danno all'integrità del patrimonio della controllata e questo non è il caso di Aerdorica.
Si evidenzia che quanto riportato nella delibera 621 del 12 giugno 2017, citata nell'interrogazione ossia che: “Il danno derivante da un eventuale fallimento di Aerdorica per la Regione sarebbe molto grave, dato che, oltre alla perdita del capitale già versato dovrebbe rispondere anche del danno per i creditori in quanto socio con azione di direzione e coordinamento e sarebbe chiamata a sostenere un onere complessivo di circa 40.000.000 di euro”, rappresenta il problema che, in seguito a fallimento, si porrebbe nella possibile situazione in cui i creditori chiamassero in causa la Regione. In tal caso sotto il profilo contabile si dovrà comunque accantonare l'importo sopra citato. Quindi nella delibera ed anche adesso ci si riferisce alla possibilità che si debba accantonare l’importo di 40 milioni e non erogarlo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Assessore sembra che ce l’abbia con lei, ma non ce l’ho con lei.
Questa è una cosa veramente molto complessa e delicata perché si parla di oltre 40 milioni di denaro pubblico che in caso di fallimento la Regione deve mettere, deve pagare, deve coprire, deve far fronte …, accantonare cosa vuol dire? Se le accantona è perché forse le deve pagare.
Le società di capitali sono quelle dove i soci non rispondono del patrimonio personale, quindi la Regione non dovrebbe rispondere del patrimonio personale, perché l’Aerdorica è una S.p.A., le società di persone, ad esempio nelle S.n.c. i soci partecipano anche con il patrimonio personale ai debiti della società, tra l’altro nelle società di persone c’è scritto: Regione Marche e il nome, quindi il socio è coinvolto personalmente, nelle società di capitale (S.p.A. e S.r.l.) questo non avviene. Quindi i soci fanno una società di capitale pensando di impegnare solo le quote o le azioni in caso di S.p.A. e salvaguardare il proprio patrimonio personale.
Questo è quello che dice il diritto, il Codice Civile, c’è un caso però, ed è quello in cui un socio anziché fare gli interessi della società, fa gli interessi propri, quello che ha citato lei, e questo caso viene espressamente nella delibera di Giunta n. 621 per cui la situazione di Aerdorica è molto grave perché in caso di fallimento la Regione dovrebbe pagare i 40 milioni di euro circa di debito.
Qui dobbiamo metterci d’accordo, poi ad aggravare questa situazione è venuto il fatto che l’amministratore Belluzzi nel 2013 è andato alla Camera di Commercio ed ha scritto in tutti gli atti pubblici ed ha detto a terzi che la Regione Marche risponde in caso di fallimento. Questa dicitura che il Codice Civile obbliga a mettere nel momento in cui il socio di maggioranza o un socio fa gli interessi propri e non della società, quindi la Regione Marche fa gli interessi propri e non gli interessi di Aerdorica, è stata messa ed io in una mozione precedente ho chiesto di toglierla, questo Consiglio ha detto di mantenere questa dicitura nei documenti contabili e in tutti i documenti che vanno all’esterno verso terzi.
Avevo detto l’altra volta e lo dico anche adesso che probabilmente non si vuole togliere questa dicitura, è stata messa da Belluzzi, e questo Consiglio e voi Consiglieri siete tutti responsabili nel mantenerla, che dice ai terzi che se Aerdorica fallisse pagherebbe la Regione gli oltre 40 milioni. Voi siete tutti responsabili di questa eventuale richiesta che i creditori in caso malaugurato di fallimento faranno alla Regione Marche. E non si parla di 4 mila euro, si parla di 40 milioni di euro.
Assessore, da una parte mi dice che c’è questa delibera di Giunta che dice che la Regione pagherà i 40 milioni perché fa attività di coordinamento e direzione, dall’altra mi dice che questa attività di coordinamento e direzione non c’è, però nel momento in cui c’è da fare chiarezza e togliere quella benedetta dicitura, che dice ai terzi creditori passati e fornitori futuri di dare il loro credito ad Aerdorica perché tanto è la Regione Marche che risponde in caso di fallimento, non la volete togliere.
Qui si sta facendo il gioco delle tre carte? Quali interessi devono essere tutelati in questo senso? Probabilmente quando si è messa questa dicitura si è detto a qualche fornitore o a qualche creditore: “Non ti preoccupare, continua a fornirmi le cose per Aerdorica perché sarà la Regione a rispondere”.
Credo che sia solo questo il motivo per cui questa dicitura, “La Regione Marche è responsabile come socio che fa direzione e coordinamento in Aerdorica”, si continua a mantenere negli atti nei confronti dei terzi.
Ripeto ai Consiglieri tutti, so che quelli della minoranza hanno votato contro, ai Consiglieri tutti dico che avete votato una mozione che diceva di mantenere questa dicitura che coinvolge la Regione come direzione e coordinamento in Aerdorica e nel momento in cui Aerdorica dovesse fallire la Regione viene chiamata a coprire i 40 e oltre milioni di debiti, oltre i 60 che già ci ha messo. Non capisco, perché non si deve fare chiarezza?
L’Assessore dice che non c’è azione di coordinamento, la delibera di Giunta dice che c’è azione di coordinamento per cui la Regione rischia, in audizione nella Commissione di indagine il Presidente Ceriscioli ad una mia precisa domanda, cioè chi paga i debiti di Aerdorica in caso di fallimento, ha detto: “Saranno oggetto di azione giudiziaria per vedere chi paga e chi non paga”.
Signori, si parla di 40 milioni, in Commissione, in quest’Aula, vedo sempre tagliare il capello in quattro su 2 mila euro, 5 mila euro, bisogna dare di più, di meno, qui 40 milioni di Aerdorica e la Regione non fa niente per salvaguardarsi da questo debito che va ad aggiungersi ad una voragine di debiti. Onestamente non capisco questo tipo di comportamento e sono incredulo soprattutto nei confronti dei Consiglieri di maggioranza che avallano questa poca chiarezza e questa contraddizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Le voglio fare una domanda, mi dica se ho capito bene, lei sostiene che questo Consiglio, qualcuno in particolare, vuole mantenere la dicitura perché ha degli accordi con qualche creditore? Lei ha detto questa frase! La conferma o la smentisce perché mi sembra una accusa molto grave, quindi vorrei che la chiarisse. Anche perché in questo momento, lei sa bene, ci sono aperte due procedure, una con il Giudice ordinario e una con il Giudice fallimentare, lei sa bene che c’è un Commissario già nominato per cui ha detto una frase che può interessare molti soggetti. Quindi la ripeta, la riconfermi, oppure mi dica che ho capito male io.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Assessore non so cosa ha capito lei, ho detto e ribadisco qui, questa dicitura dice ai terzi che la Regione risponderà del passivo di Aerdorica, questa dicitura il codice la prevede nel momento in cui il socio è solidalmente responsabile in una società che sarebbe di capitale, ma non lo diventa più. Dico: perché tutta la maggioranza del Consiglio ha votato per mantenere questa dicitura? Perchè? Si potrebbe pensare che c’è qualche interesse dietro, se non c’è qualche interesse dietro me lo spieghi lei, cara Assessore, perché questa dicitura viene mantenuta e perché non ci si affretta subito a toglierla in modo definitivo.

Mozione n. 155
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi
“Negoziati sul TTIP e richieste di accesso ai documenti presso il Mise”

Mozione n. 350
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi
“Contrarietà ai contenuti del TTIP (Transatlantic Trad and Investment Parthership) ed alle modalità del negozio”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 155 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi e la mozione n. 350 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Siamo in contatto con il Consigliere Urbinati che sta facendo una verifica perché questa mozione riscuote interesse, forse si sta valutando se andare ad una risoluzione, chiedo di posticipare la discussione tra un’ora in modo di avere il tempo per chiarirci le idee, quindi scivoliamo nel programma della seduta.

PRESIDENTE. Per chiarire, una risoluzione tra le due mozioni, la n. 155 e 350?

Piergiorgio FABBRI. La prima mozione viene ritirata e sostituita dalla seconda, il PD si sta organizzando per vedere se votarla o meno, quindi chiediamo del tempo affinché si chiariscano le idee.

PRESIDENTE. Sospendiamo questa discussione e andiamo avanti.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. La mozione n. 301 è rinviata perché richiede la presenza del Presidente Ceriscioli.

Mozione n. 312
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Semplificazione delle procedure di indennizzo per i danni causati al patrimonio zootecnico da specie animali di notevole interesse scientifico e da cani randagi”

Interrogazione n. 565
ad iniziativa della Consigliera Malaigia
“Danni al patrimonio zootecnico causati da lupi”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 312 del Consigliere Talè e l’interrogazione n. 565 della Consigliera Malaigia.
Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE'. Grazie Presidente. Dico subito che intendo ritirare questa mozione perché l’ho presentata a novembre 2017 e poco dopo la presentazione, il 20 novembre, è stata emanata una delibera di Giunta regionale, la n. 1370 del 2017, che abrogava la delibera di Giunta regionale n. 1425 del 2014, quindi tutte le difficoltà che c’erano per liquidare i danni delle predazioni dei lupi o degli animali selvatici in generale sono state rimosse. Quindi è stata abrogata la delibera 1425 del 2014.
Erano ferme 250 domande da parte di allevatori, revocando questa delibera è stata istituita una procedura molto più snella, in de minimis, quindi gli allevatori che avevano la domanda ferma e quelli che di qui in avanti avranno delle predazioni potranno accedere con maggior semplicità, tramite questa benedetta delibera di Giunta regionale.
Ritiro la mozione, per ora gli allevatori sono soddisfatti dal fatto che tutte le domande presentate in passato stanno avendo il loro corso e cominciano anche a riscuotere.

PRESIDENTE. Il Consigliere Talè ritira la mozione.
Ha la parola l'Assessore Casini per rispondere all’interrogazione n. 565 della Consigliera Malaigia.

Anna CASINI. Non so se la Consigliera ha appreso che il Consigliere Talè ha ritirato la mozione riconoscendo il lavoro della Regione soprattutto per quello che attiene le procedure che riguardano gli aiuti di Stato, un po’ complesso da spiegare, ma l’obiettivo è quello di pagare in maniera più veloce gli indennizzi, cosa che si sta facendo.
L’interrogazione della Consigliera Malaigia descrive una situazione di difficoltà degli allevatori esposti alle predazioni da parte dei lupi e cani randagi, citando casi di predazione avvenuti nel fermano e nel maceratese. E' stato quindi chiesto alla Giunta regionale quali iniziative di prevenzione si intendesse promuovere per supportare efficacemente le aziende marchigiane che da anni continuano a subire danni ai loro allevamenti a causa dei lupi. Inoltre la stessa interrogazione richiedeva alla Giunta i tempi previsti per l'erogazione degli indennizzi, relativi alle domande già presentate ed ancora inevase.
L'argomento è stato innanzitutto trattato in una audizione della II Commissione consiliare tenutasi in data 21 dicembre 2017 durante la quale il servizio politiche agroalimentari ha elencato la situazione delle domande e dei pagamenti a quella data e le procedure amministrative attivate.
Quanto richiesto dalla interrogazione risulta essere attuato con le delibere 1369 del 20 novembre 2017 – quindi prima della seduta della Commissione - e 1370 del 20 novembre 2017, nonché con quanto disposto con il decreto della P.F. n. 92 del 28 novembre 2017, quindi tutti atti precedenti la riunione della Commissione che si è tenuta il 21 dicembre 2017 della quale la Consigliera Malaigia dovrebbe avere contezza.
Per effetto di tali atti è stata data la possibilità di presentare nuove domande per sbloccare i pagamenti delle vecchie predazioni ed è stata semplificata la procedura per l'ottenimento degli indennizzi, come diceva il Consigliere Talè.
Tutte le domande complete della necessaria documentazione sono state pagate o già poste a liquidazione.
In particolare si fa presente che a seguito delle suddette delibere di Giunta il servizio politiche agroalimentari ha emanato tre decreti di liquidazione per un totale di 103 mila euro a fronte di 120 predazioni.
Nel 2017 risultano avvenute n. 43 predazioni di cui n. 21 sono state già liquidate, 9 domande hanno ricevuto il preavviso di diniego, poiché il verbale del veterinario non ha confermato i requisiti minimi per il pagamento delle predazioni; altre 9 domande debbono essere integrate e 4 domande risultano al momento non liquidabili perché hanno il certificato di regolarità contributiva, come dichiarato dall'Inps, non regolare, quindi non hanno il Durc.
Per il 2018, fino alla data del 4 aprile 2018, le istanze pervenute sono state 21 di cui n. 5 già poste in pagamento, 6 domande riceveranno il preavviso di diniego poiché il verbale del veterinario non ha confermato i requisiti minimi per il pagamento delle predazioni, altre 10 domande risultano incomplete e necessitano di integrazione.
Si può affermare che ad oggi non vi sono più domande inevase, sia vecchie che nuove e che tutti gli indennizzi aventi titolo sono stati liquidati.
Per quanto riguarda in particolare il pregresso, cioè le istanze di vecchie predazioni antecedenti al 2017, risultano in carico 69 predazioni che restano in attesa di integrazioni o del certificato di regolarità contributiva (Durc) perché in molti casi il Durc non c’è, non appena l'istruttoria verrà conclusa verranno anch'esse liquidate.
Con particolare riferimento ai Comuni citati nella interrogazione non risultano istanze di indennizzo su greggi nel Comune di Pieve Torina (MC), dove invece risultano due istanze a carico di vitelli già liquidate. Nel Comune di Monterubbiano (FM) risultano 5 richieste di risarcimento per predazioni. Si precisa che per 4 pratiche il Durc è da oggi verificato mentre per una pratica è negativo. Quindi 4 pratiche (due del 2017 e due del 2018 in una unica azienda per un totale di n. 56 agnelli e n. 27 pecore) verranno messe in pagamento con il prossimo decreto e una resta sospesa fino a che il Durc non diventerà regolare.
I fondi disponibili sul capitolo di spesa del bilancio di previsione 2018/2020, annualità 2018, pari a 10 mila euro e sono stati interamente spesi con il decreto della P:F: n. 16 del 12 febbraio 2018. Sono stati richiesti ulteriori fondi al servizio bilancio che con decreto n. 219 del 5 aprile 2018 ha disposto uno stanziamento aggiuntivo di 50 mila euro. In data 6 aprile 2018 è già stato predisposto il decreto per pagare ulteriori n. 50 predazioni per un importo complessivo di 43.543 euro.
Si fa presente inoltre che verrà istituito un nuovo regime di aiuto di Stato, a cui faceva riferimento il Consigliere Talè, per i danni da predazione da lupo prevedendo le misure di prevenzione da porre in essere, come richiesto dalla Commissione europea. La notifica alla Unione europea del nuovo regime permette di non applicare il de minimis alle imprese zootecniche che richiedono gli indennizzi per le predazione da lupo, si dovrà continuare, invece, in regime di de minimis per gli indennizzi per le predazioni da cane randagio, perché quelle non possono essere trattate senza de minimis.
Con il Psr Marche 2014/2020, che questo Consiglio ha approvato, perché prima questa previsione non c’era, per favorire le misure di prevenzione, abbiamo inserito la misura 4.4 "Misure di attenuazione del conflitto allevatore/lupo". Il bando, la cui uscita è già stata programmata entro il mese prossimo, permetterà di finanziare al 100%, nelle aree montane e nelle aree Natura 2000, recinzioni per il ricovero notturno, dissuasori acustici e visivi, nonché acquisto di cani pastori.
Quindi a fine 2017 e inizio 2018 sono state pagate o poste in pagamento tutte le vecchie e nuove domande in possesso dei requisiti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Assessore della sua risposta così completa di cui ero parzialmente a conoscenza, non del tutto, perché anche in II Commissione stiamo trattando questo argomento, tuttavia non mi posso ritenere soddisfatta perché una persona è soddisfatta quando la problematica è risolta.
Capisco che siano stati fatti interventi, che alcuni pagamenti, non tutti, sono stati già elargiti, ma purtroppo secondo me c’è da cambiare tutta l’impostazione perché riconosco che si stia lavorando e si è lavorato, ma probabilmente gli interventi fatti non sono stati adeguati a risolvere la problematica.
Presumibilmente c’è da rivedere tutto, lo vedremo anche in II Commissione, per poter cambiare l’impostazione perché sentire gli allevatori che dicono di greggi sterminate con agnellini divorati ancora vivi che muoiono dissanguati, non è bello, anche perché non è che risarcendo il problema finisce, l’allevatore vede vanificato il lavoro di una vita, poi c’è anche il punto di vista, non dico affettivo, ma della motivazione, andare avanti con una attività minata dalla minaccia che viene dalla fauna selvatica, specialmente in questo periodo così difficile per le zone interne, non è bello, non è bello lavorare per aspettare degli indennizzi.
Quindi può andar bene quello che è stato fatto, si sollecitano pagamenti più puntuali e urgenti, però servirebbe una soluzione diversa alla problematica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Non ho specificato bene, oltre ai pagamenti, che io definirei più che puntuali virtuosi, rispetto al 2018 e 2017 e oltre, parliamo degli indennizzi, aver attivato insieme alla Comunità europea un meccanismo virtuoso che ci consente di evitare il de minimis che come lei sa era il problema principale, questo Consiglio su proposta della Giunta e su proposta dell’Assessorato ha approvato una misura del piano di sviluppo rurale il cui bando uscirà entro la fine del prossimo mese, come ho detto prima, e prevederà la possibilità di comprare, acquistare, cosa che si poteva fare anche prima, ma questa è specifica per le aree interne, per le aree montane e per le aree Natura 2000 che, lei mi insegna, sono quelle più fragili dove certamente alcune specie non possono neanche essere guardate, le recinzioni, i cani, utilizzare tutti i presidi che servano ad evitare che i lupi uccidano gli agnelli o anche i vitelli.
Per quello che riguarda le aree interne lei sa che la Regione Marche, quindi tutti noi, abbiamo stanziato 12.600.000 euro non per indennizzare, perché si parla di capi vivi, ma per dare un aiuto agli allevatori ed è stato pari a 475 euro a capo bovino e a 70 euro a capo ovino, anche questo è stato un aiuto che la Regione Marche ha dato e con i nuovi presidi speriamo di poter risolvere il problema. Il lupo è un animale autoctono, quindi bisognerà cercare di “far sopravvivere e coesistere gli allevatori con i lupi”, così si chiama la misura.

Mozione n. 314
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Necessità di attuare sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole sui pericoli derivanti dall’assunzione di stupefacenti e alcool in età adolescenziale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 314 del Consigliere Bisonni che ha la parola per illustrarla.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Confido che questa mozione venga votata all’unanimità perché credo che su questo tema tutti i Consiglieri presenti siano più che sensibili.
Parliamo del problema che molti giovani, e purtroppo sempre di più, fanno uso di alcool e di droga.
L’osservatorio regionale per le dipendenze, negli anni che vanno dal 2005 al 2015, quindi in questi 10 anni, conferma che è aumentata del 12% la richiesta di aiuto relativa alle sostanze stupefacenti e del 33% per quelle legate ai problemi di alcool.
Parlando delle sostanze stupefacenti forse molti non sanno che l’80% di queste richieste riguardano l’eroina e forse molti non sanno che attualmente, purtroppo, i ragazzi la fumano, io questa cosa non la sapevo, pensavo si iniettasse, invece viene fumata e ciò rende queste sostanze ancora più pericolose e “fruibili” perché in un gruppo è più facile passarsi una sigaretta piuttosto che una siringa.
Per quanto riguarda il 2015 l’Istat ci dà un altro dato molto preoccupante, dice che la nostra regione si è piazzata tra i primi posti in Italia per eccessivo consumo di alcool che comprende anche ragazzi giovanissimi, con età inferiore agli 11 anni, quindi un fenomeno veramente preoccupante.
Sempre secondo l’Istat la popolazione tra i 18 e i 24 anni è quella “più a rischio” perché c’è la moda del binge drinking, ubriacarsi con un miscuglio di sostanze alcoliche diverse, e l’assunzione di bevande alcoliche in tempi molto rapidi porta ad uno stordimento molto forte ed ovviamente anche a danni molto gravi.
Visti questi dati preoccupanti che riguardano la nostra regione, chiedo semplicemente con questa mozione che venga finanziata, da adesso fino al 2020, una campagna di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole perché penso che dobbiamo ripartire dalle scuole per far capire la gravità di questo problema e i pericoli derivanti dall’assunzione di queste sostanze stupefacenti o dall’uso di alcool.
Come insegnante devo dire anche una cosa, negli ultimi anni in cui ho insegnato vedevo, purtroppo, sempre più frequentemente casi di ragazzi che arrivavano alla mattina a scuola, non voglio dire ubriachi, ma storditi. Questo l’ho vissuto in prima persona, quindi è una mozione a cui tengo molto, credo che dobbiamo investire in questa campagna di sensibilizzazione per salvaguardare la salute e il futuro dei nostri ragazzi, per cui confido nella sensibilità di tutti i Consiglieri. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Credo che la mozione del Consigliere Bisonni sia di estrema importanza, anche perché si sta lavorando su questo fronte.
Come lei ha già messo in evidenza, è un fatto preoccupante, prende i giovanissimi di età minima, stiamo parlando di 13/14 anni, non stiamo parlando di grandi.
C’è una campagna di informazione, di sensibilizzazione a livello nazionale molto forte, ci sono protocolli di intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Miur, c’è un’azione congiunta tra noi e l’Ufficio scolastico regionale, quindi un accordo per le azioni di orientamento dei giovani. Oltre a questo, oltre alle esigenze che abbiamo umane e didattiche di correggere e di accompagnare i nostri giovani, quello che lei dice va nell’ottica del rafforzare queste misure e questo mi trova pienamente d’accordo anche perché abbiamo pensato, non so se lei lo sa, altrimenti lo dico qui, di intervenire con il Fondo sociale europeo (Fse) sui Neet e sull’orientamento per rafforzare anche queste misure. Per ora non abbiamo fatto degli avvisi perché c’erano le risorse adeguate, ma crediamo che sia importante, tanto è vero che, lo annuncio qua, ad ottobre faremo due incontri nel maceratese sul bullismo e sulla lotta all’alcool. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Anche noi concordiamo con l’Assessore e con il Consigliere Bisonni perché qui tocchiamo una tematica molto importante che riguarda i nostri giovani, i nostri ragazzi, da diversi anni.
Sembra che queste mode, di cui noi abbiamo parlato tante volte e su cui abbiamo agito anche a livello legislativo, abbiano una straordinaria capacità di adattarsi purtroppo ai tempi e trovano sempre più ragazzi che subiscono il fascino tremendo di queste cattivissime abitudini.
Vorrei però concentrare l’attenzione su quello che la Regione Marche ha fatto negli anni, anche quando noi non c’eravamo e quello che stiamo facendo ora, come ha ben specificato anche l’Assessore.
Noi siamo una delle Regioni all’avanguardia da questo punto di vista e ne approfitto anche per fare un ringraziamento a tutte le associazioni, a tutti i volontari che lavorano quotidianamente sul territorio e sono vicinissimi a queste problematiche. Abbiamo visto anche discutendo la legge sulle ludopatie quante associazioni e volontari sono avanti rispetto a quello che noi abbiamo pensato in questa legislatura. Quindi un coordinamento con loro, un sostegno a loro, è di straordinaria importanza, cosa che noi sistematicamente facciamo anche singole iniziative attraverso i patrocini a sostegno, sia della Giunta che dell’Assemblea legislativa.
Colgo favorevolmente questa mozione in quanto ci dà la possibilità di fare uno scatto in più perché alla fine, come noi vediamo, queste mode, queste cattive abitudini hanno un’evoluzione tra i giovani e noi dobbiamo essere in grado di stargli dietro, di sostenere i ragazzi, ma soprattutto di sostenere le famiglie con delle grandi campagne di sensibilizzazione perché spesso questi problemi possono essere risolti se siamo capaci all’interno di una famiglia, e parlo per me stesso e per tutti noi, di individuarli all’inizio, dare quindi determinate cognizioni ai genitori su quali sono i primi aspetti che debbono farci insospettire, credo sia di straordinaria importanza.
Il gruppo del PD sosterrà favorevolmente questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Noi come gruppo Movimento 5 Stelle sosterremo questa mozione votando a favore, ma vorremmo fare una riflessione ed anche una raccomandazione all’Assessore Bravi. Abbiamo audito per la legge sul bullismo, cyberbullismo, sexting, parecchie persone che fanno i conti con queste realtà e quello che è emerso è che l’anello debole di questi fenomeni e anche del fenomeno dell’alcolismo e degli stupefacenti è la famiglia e la scuola ridotta come è ridotta difficilmente può svolgere una funzione in sostituzione della famiglia.
Pregherei, e lo faremo anche mi auguro nella redazione della proposta di legge sul bullismo, cyberbullismo, sexting, di pensare alle famiglie che sono tenute a margine, sia per i fenomeni tecnologici che non conoscono, sia per scarsa preparazione nei confronti dell’educazione di figli, tenere conto che questo problema ed i problemi legati ai minori ed adolescenti vanno affrontati di concerto ed affiancando le famiglie. Questa è una cosa importantissima.
Plaudo al discorso che la scuola deve farsi carico di questo problema, visto che è deputata all’educazione ed alla formazione dei giovani che crescono, però ho delle perplessità sulla funzione che può avere la scuola senza la sinergia con le famiglie, le famiglie sono l’anello più debole in questo momento per l’assistenza a questi ragazzi.
Tutte le iniziative che vanno a questo favore noi le appoggeremo, quindi voteremo a favore anche di questa mozione del Consigliere Bisonni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Metà del mio intervento lo ha già fatto il Consigliere Maggi, condivido questa riflessione che poi sta diventando comune, me ne compiaccio, perché le cose di cui stiamo parlando non le risolveremo non dico in un anno, ma neanche in una legislatura, si tratta definitivamente di dare un’impostazione diversa rispetto a quella con la quale un po’ ci siamo illusi negli ultimi 15/20 anni. Ci sembrava che bastasse denunciare il problema perché il problema si risolvesse, in realtà non è così, non è così per le 10 dipendenze che la Regione combatte su vari fronti, qui ne vengono segnalate due con soluzioni che non sono vincolanti. Il proponente Consigliere Bisonni dice semplicemente: “Attuiamo campagne”, quindi siamo molto larghi sulle soluzioni che possono essere adottate e dico che la strategia, l’Assessore Bravi delegata per il sostegno alla famiglia lo sa bene, non può essere quella di camminare ognuno per conto proprio, qui bisogna mettersi con grande umiltà tutti insieme, famiglie, scuola per quello che può.
Condivido quello che dice il Consigliere Maggi, non possiamo usare la scuola come centro permanente di tutte le campagne, tutte le cose le buttiamo lì, la scuola nella sua organizzazione ufficiale comincia a lamentarsi perché non ne può più di dover sopportare questo carico e dover distrarre decine di ore di lezione per altre cose.
Sarebbe interessante, lo dico perché proprio stamattina parlavo con un Preside di una scuola recanatese, che i ragazzi comincino ad assumersi qualche responsabilità, in tanti istituti si fanno assemblee di classe, assemblee di istituto su niente, cioè non hanno neanche argomenti da trattare, e questo è drammatico, dovrebbero essere loro per primi a dire, almeno quelli più grandi, ai loro compagni, che queste cose andrebbero ragionate e studiate, ma il nucleo fondamentale resta la famiglia, dove i ragazzi vivono di più e dove dovremo accorgerci, noi genitori per primi, delle situazioni di disagio che vengono maturate.
A questo riguardo so già che i servizi sociali ce le hanno, quindi la mozione va su un terreno che già vede applicazioni di questo tipo, ma attenti, perché le ho fatte, alle campagne generaliste che lasciano il tempo che trovano, cioè la campagna generalista serve fino ad un certo punto perché poi devi agganciare chi …
Credo che una campagna forse più lenta possa essere fatta, però si dovrebbe articolare in centinaia di incontri promossi dal terzo settore, dal volontariato, con i Comuni che fanno da coordinamento, perché le Marche si prestano a questo tipo di azione, le Marche non sono fatte da una grande città di 3,5 milioni di abitanti e il resto periferia, è fatta da 200 nuclei di persone raccolte sotto un campanile, che hanno un riferimento amministrativo forte nel Comune, che possono in queste piccole comunità arrivare dappertutto. Abbiamo un controllo sociale molto elevato, dobbiamo sfruttare la nostra natura, che per altri aspetti ci penalizza perché non riusciamo mai a fare le cose insieme, in questo potrebbe aiutarci, cioè immaginare che almeno nelle 190 città medio piccole delle Marche, tolgo quelle sopra i 40/50 mila abitanti, capoluogo e poco più, questo tipo di penetrazione è possibile farla, con una azione costante, strumenti come i centri per la famiglia – ne abbiamo inaugurato adesso recentemente uno a Loreto – scuole per genitori. Queste cose dovrebbero essere strumenti in cui i genitori incontrano, cominciano ad appassionarsi al problema, aiutano altre famiglie che hanno questo tipo di difficoltà perché il pubblico può solo accendere un motore, avviare un processo, ma non possiamo pensare di risolvere, non possiamo assumere 1.000 psicologi per risolvere il problema, ne possiamo mettere in moto qualche decina che istruiscano famiglie, operatori, volontari che vanno in questa direzione.
Anche la recente legge sul servizio civile degli anziani che abbiamo approvato, potrebbe essere un altro strumento importante che mette in moto queste relazioni. Dobbiamo creare relazioni positive in cui i ragazzi non solo conoscono la drammaticità del problema ma, come c’è stato detto proprio in audizione sul bullismo, abbiano una alternativa, non so chi è stato, credo uno psicologo che ci ha detto: “Dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a sollevare lo sguardo da se stessi” perché un ragazzo che guarda se stesso, che guarda un PC, è piegato su quello e beve tutto quello che gli viene proposto, quindi deve sollevare lo sguardo e guardare al di fuori di sè.
Questo è un processo educativo profondo, difficilissimo, che non può risolversi semplicemente in una denuncia del problema, quindi le campagne vanno caricate di questi contenuti e in questo vanno fatte molto seriamente, coinvolgendo il numero più alto di soggetti possibili e, ripeto, la capillarizzazione, bisogna arrivare ai capillari, ai terminali di questo processo, non accontentarci di dire abbiamo messo un manifesto.
Lo dico perché l’ho fatto, nel 2011 abbiamo fatto una grande campagna denominata “Chi ama chiama” che ha raggiunto centinaia di persone, ma quelli che hanno chiamato sono stati pochi, perché non è facile per il singolo investito dal problema o per la famiglia chiamare, bisogna creare relazioni amicali, familiari, molto strette in cui uno si rivolge alla persona di cui si fida, difficilmente uno autodenuncia una propria situazione di difficoltà.
Quindi ben vengano queste iniziative, la voterò perché si aggiunge a tutto quello che è già in campo, ma con queste raccomandazioni per le quali spero che presto i servizi sociali possano aprire un confronto serrato e, come abbiamo già scritto sulla legge che andiamo ad approvare sul bullismo, ci sia il coordinamento, non tanti comitati per ogni singolo provvedimento, comitato per il gioco d’azzardo, eccetera, ma un coordinamento di queste realtà in modo che tutto il campo delle dipendenze trovi un terreno comune in cui non disperdere le risorse, ma concentrarle su alcune finalità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Utilizzo la dichiarazione di voto, ovviamente il mio voto sarà favorevole, per fare alcune precisazioni.
La prima è che io sono ben a conoscenza delle tante iniziative che la Regione sta portando avanti, è chiaro che, visto i dati che denotano un aumento significativo di queste dipendenze, questa mozione chiede semplicemente di potenziare queste misure, va proprio nella direzione che l’Assessore poc’anzi ha indicato, quindi si tratta di potenziare le misure che già sono in corso.
E’ stato detto da qualcuno che il problema prevalente risiede nelle famiglie, è vero, verissimo, e sono contento se ci saranno delle iniziative (leggi, iniziative di comunicazione, eccetera) mirate alle famiglie, però l’una non esclude l’altra. A mio avviso è importante ripartire dalla scuola, e ricordiamoci che la scuola è il luogo primario dove si educa, è fondamentale ritornare ad educare questi ragazzi nel rispetto del proprio corpo, della propria salute, facendo capire i danni che queste sostanze provocano e soprattutto facendo capire che quella non è la soluzione ai loro problemi.
Credo che ripartire dalla scuola come luogo di educazione sia un’iniziativa fondamentale, importante, che non esclude tutte le altre che gli altri Consiglieri pensano, magari rivolte alle famiglie.
Quindi su queste riflessioni, ringrazio tutti coloro che hanno detto che voteranno a favore della mozione e ringrazio se qualcuno farà leggi o promuoverà azioni rivolte parallelamente a risolvere questo problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che questo argomento, questa mozione, stia interessando l’Aula e personalmente ritengo importanti le considerazioni che i colleghi hanno espresso, almeno quelle fino a questo momento ascoltate.
Penso che possano essere interessanti se in un Paese normale ci fosse una scuola normale, purtroppo assistiamo da dopo il 1968, perché io ho i capelli grigi, ad un depauperamento del ruolo della scuola, questo è l’elemento essenziale anche di questa mozione.
Ha ragione il Consigliere Bisonni, ripartire dalla scuola, ma non da questa scuola, non è questa la scuola, questa è la scuola dove arriva un genitore e dà un pugno al Professore, non è questa la scuola!
Sento le voci che parlano ed io ascolto, ma bisogna essere chiari, bisogna essere trasparenti, bisogna mandare dei messaggi chiari alla popolazione, altrimenti facciamo il danno doppio, facciamo un danno ai ragazzi e facciamo un danno alla scuola.
In un Paese normale ci sono delle regole nella scuola, quando un genitore dà un pugno ad un professore, vuol dire che la scuola non c’è più, il ruolo istituzionale della scuola non c’è più, è finito, questo è il problema vero!
Questo Paese non può continuare ad avere una scuola schizofrenica, credo che votando questa mozione si possa andare a recuperare il ruolo della scuola, non dico di autoritarismo, però di regole precise che dobbiamo trasmettere ai genitori, regole che vanno rispettate, che portano i ragazzi a seguire un determinato percorso nella scuola, non che la scuola diventi lo sfogatoio dei problemi che nascono dentro le famiglie, perché questo è diventata.
Cerco di difendere i Professori, non vogliamo che altri Professori prendano qualche pugno in viso, probabilmente di questi fatti incresciosi ne avverranno degli altri, perché quando assistiamo alla difesa totale del ragazzo, che magari è indifendibile, credo che dobbiamo riflettere, vuol dire che qualcosa non funziona, vuol dire che questo sistema oggi vigente nel nostro Paese bisogna correggerlo.
Noi siamo per cercare di cambiare queste cose e se questo serve ad alimentare una discussione che va nel senso di migliorare le cose, noi siamo pienamente d'accordo e per questa prospettiva votiamo favorevolmente questa mozione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 314. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Interrogazione n. 581
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Procedure di infrazione per inadempienze della Direttiva 91/271/CEE recepita con il D.Lgs. 152/2006”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 581 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Quello che ho detto per il Presidente Ceriscioli vale anche per l’Assessore Sciapichetti, rispondo per lui in quanto impegnato nella zona del terremoto.
Punto 1) “Se tutti i 34 impianti con procedura di infrazione in corso raggiungeranno la conformità prima che la Corte di Giustizia Europea emetta una nuova condanna per inadempienza e quindi con ulteriori rincari delle tariffe dell'acqua potabile per i consumatori”.
Nel 2014 la Commissione, dopo valutazione sui reporting del 2011 e del 2013, contestava all'Italia la mancata conformità su circa 900 agglomerati con la procedura d'infrazione numero 2059; per la Regione Marche la contestazione indica 46 agglomerati, compresi Pesaro e Urbino, che sono presenti nella precedente procedura (2009/2034).
Le carenze più significative rilevate dalla Regione Marche riguardano la progettazione degli interventi, che viene conclusa dai soggetti gestori solo a seguito della indispensabile copertura finanziaria, e per questo molto frammentata e definita in termini temporali nei Piani di Ambito attorno al 2025 e successivi.
La situazione a marzo 2018 indica che 11 agglomerati, dei 46, sono stati indicati alla Commissione come conformi ed altri 7 agglomerati raggiungeranno la conformità entro al fine dell'anno. Pertanto rimarranno in contenzioso ancora 28 agglomerati.
Dalle previsioni e dagli investimenti previsti nel programma degli interventi l’Egato presenta all'Autorità di Regolazione per Energia, Rete e Ambiente, che verrà aggiornato nei prossimi mesi per il periodo 2018/2021, altri 21 agglomerati dovrebbero raggiungere la conformità entro il 2021. Tali agglomerati, come specificato al successivo punto, hanno coperture finanziarie sia dalla tariffa che dai nuovi cofinanziamenti Fsc.
I rimanenti 7 agglomerati, dei 46, raggiungeranno la conformità tra il 2022 ed il 2023, attraverso gli investimenti che verranno indicati nel Programma d'Interventi 2020/2023 con copertura finanziaria prevista dai piani tariffari che ad oggi non è quantificabile.
Gli orizzonti temporali così prolungati probabilmente non riusciranno a soddisfare la procedura d'infrazione 2014/2059 in tempi tali da evitare la sanzione pecuniaria, che comunque cercheremo di scongiurare in ogni modo.
La tariffa non subirà comunque rincari, se non quelli previsti dalla norma e decisi, su proposta degli Egato e dall'Agenzia nazionale Arera.
Punto 2) La Regione ha avviato serrati confronti con il Ministero per trovare risorse aggiuntive alla tariffa idrica, per poter raggiungere traguardi temporali di realizzazione degli interventi e il raggiungimento della conformità entro il 2020/2021.
Nel 2016 è stato aggiornato il Piano degli interventi rendendo disponibili risorse per circa 10,5 milioni di euro che cofinanziano 11 interventi (per 9 agglomerati).
Nel 2017 è stato presentato un nuovo Piano di interventi, per un importo di cofinanziamento pari a 10,6 milioni di euro per 16 interventi che devono risolvere la conformità di altri tredici agglomerati. Tali interventi saranno realizzati entro il 2021.
La Regione Marche nel febbraio 2018 ha presentato una ulteriore richiesta di cofinanziamento al Ministero dell'Ambiente per altri 5,2 milioni di euro, per poter cofinanziare altri 13 interventi su 9 agglomerati.
Nell'anno in corso saranno sottoscritti gli Accordi per tutti questi finanziamenti.
Lo strumento programmatorio è presente con indirizzi precisi da anni; infatti con il Piano di Tutela delle Acque del 2010, sono indicate le priorità per gli interventi di collettamento e depurazione, necessari alla risoluzione delle procedure d'infrazione comunitarie. Questi indirizzi hanno portato all'aggiornamento dei Piani d'Ambito o alla loro adozione.
Le maggiori difficoltà rappresentate dagli Enti Gestori del Sistema Idrico Integrato sono relative al rilascio delle autorizzazioni, ai procedimenti di esproprio e alle gare di affidamento; in questi ultimi casi spesso i tempi sono dilatati dai contenziosi che si vengono a determinare.
Punto 3) II sistema dei controlli è strutturato secondo le vigenti norme e la possibilità di collaborare con altre forze dell'Ordine, in aggiunta ai controlli effettuati dall'Agenzia ambientale Arpam, può essere ampliato ed evoluto nell'ambito dei un accordo che già esiste tra la Regione Marche, le Forze dell'Ordine e I'Arpam.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. La Vicepresidente Casini è sfortunata perché risponde sempre per interposta persona su problematiche drammatiche, l’altra volta ho dato un po’ sfogo, stavolta cercherò di mantenere un certo aplomb.
La situazione Vicepresidente non è grave, ma è gravissima! E’ da più di un anno che sto dietro a questa faccenda e devo dire che è molto complicata, adesso in questi cinque minuti che ho di replica non riuscirò ad esprimere tutto, perché veramente la questione è molto complessa.
Detto questo, faccio una sintesi, però bisognerebbe parlare in maniera estesa per almeno un paio d’ore da quello che ho potuto leggere nelle carte che ho preso.
Ci sono varie problematiche, la prima è una sottovalutazione del problema da parte della classe politica precedente e probabilmente una parte di responsabilità ve la dovete prendere anche voi.
Non solo è vero che noi pagheremo questi 11 milioni di multa, ma se le facessi la domanda: non sarebbe meglio se invece di pagare 11 milioni di euro di multa all’Europa utilizzassimo questi soldi per fare i depuratori? Per tentare di risolvere questo problema? Penso che chiunque direbbe di si, chi è che vuol pagare la multa invece di risolvere il problema, nonostante questo non si fa nulla per tentare di evitare questa multa, o meglio non si fa a sufficienza.
Lei ha detto bene, le aziende che devono fare i progetti si rifiutano di farli, stiamo a questo punto! Perché si rifiutano? Per una serie di problemi, una parte è relativa ai finanziamenti e l’altra parte è “il menefreghismo”, tanto alla fine sono sempre i cittadini a pagare.
Lei prima ha letto una frase: “La tariffa non subirà aumenti se non quelli previsti”, e grazie! Ambasciatore non porta pena, però capisce! Quindi oltre al fatto che paghiamo la multa, oltre al fatto che questi costi sono ricaricati tutti sui cittadini, abbiamo una serie di problemi che si incatenano, ne dico due. L’altro giorno ero in Commissione sanità, c’era una rappresentanza dei vongolari che si lamentava perché doveva fare i controlli che servono a capire quali sono le fonti di inquinamento che vanno ad inquinare le vongole, io sono intervenuto ed ho detto: “Ve le dico io quali sono, eccole, sono questi 46 siti che ancora non sono a norma dal punto di vista della depurazione delle acque”.
Secondo problema, le acque di balneazione, se noi non facciamo i depuratori poi è normale che quella che arriva in mare non è acqua pulita ed è normale che quando arriva l’estate qualcuno se ne accorga, non sempre, perché a volte sembra far finta di non accorgersi che quell’acqua non rientra nei canoni che consentono la balneazione, dopo diamo le bandiere blu, però l’acqua fa schifo.
Questo è un danno non solo per gli 11 milioni che andremo a pagare, e siamo chiari Assessore, questi 11 milioni di multa non ce li toglierà nessuno, perché ormai siamo oltre il precipizio, non facciamo più in tempo, ma oltre a questi 11 milioni c’è tutto il danno economico sulla pesca e sul turismo.
Ripeto, questo è un problema atavico perché non nasce adesso, nasce 20/30 anni fa ed io denuncio il fatto che dagli ultimi 30 anni ad oggi, ci metto anche voi, non c’è stata una azione sufficiente della politica per affrontare e risolvere questo problema.
Se le aziende si rifiutano di fare i progetti bisogna costringerle, trovare gli strumenti, la Regione li ha, per dire: “Se non fate quello che dovete fare noi cominciamo a chiudere le porte”.
Occorre che la politica faccia questa cosa, ripeto, mi dispiace perché lei non ha nel suo Assessorato queste competenze, però le chiedo di farsi portavoce presso l’Assessore Sciapichetti e presso il Presidente Ceriscioli perché questo è un problema non drammatico, ma super drammatico. Grazie.

Interrogazione n. 573
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Risorse regionali per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 573 del Consigliere Biancani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Nei prossimi anni, a partire dal 2018, il binomio cultura-territorio e turismo si rafforzerà grazie alle celebrazioni dei tre più grandi personaggi a cui la regione Marche ha dato i natali: Gioachino Rossini del quale ricorreranno nel 2018 i 150 anni dalla morte, Giacomo Leopardi del quale ricorreranno nel 2019 i 200 anni del manoscritto "L'Infinito" e Raffaello Sanzio del quale ricorreranno nel 2020 i 500 anni dalla morte.
La delibera n. 64 del 14 novembre 2017 ha approvato il Piano straordinario per lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione delle Marche per la X legislatura prevedendo una sezione dedicata alla "Valorizzazione del patrimonio culturale e promozione dei grandi eventi culturali" finalizzata a promuovere l'immagine della regione Marche in Italia e all'estero.
La Regione Marche considera tali iniziative "Grandi eventi culturali di rilievo internazionale" e riconosce ad essi, come dovuto, il necessario sostegno proponendoli al vasto pubblico internazionale come appuntamenti di elevato valore artistico e culturale e di promozione turistica.
La legge n. 153 del 12 ottobre 2017 ha disposto l'istituzione dei Comitati nazionali per le celebrazioni di Leonardo da Vinci, di Raffaello Sanzio e di Dante Alighieri mentre il Decreto ministeriale Mibact n. 56 del 23 gennaio 2018 ha previsto la composizione di un Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio.
La Regione Marche di concerto con i soggetti pubblici e privati del territorio urbinate, ha concordato l'approvazione di un Protocollo di intesa per l'istituzione di un Comitato organizzatore regionale, di cui alla delibera di Giunta n. 188 del 19 febbraio 2018.
In particolare il Comitato dovrà definire:
- un programma di attività atte a valorizzare la figura di Raffaello Sanzio e dei luoghi raffaelleschi;
- itinerari anche con riferimento all'intero territorio regionale che rimandino alla figura di Raffaello;
- servizi e attività di accoglienza nell'ambito della promozione turistica dei territori interessati;
- azioni di informazione e divulgazione.
Il protocollo sarà firmato il prossimo 24 aprile in occasione della prima seduta del Comitato dal Presidente della Giunta regionale o suo delegato, dal Sindaco del Comune di Urbino, dal Direttore della Galleria nazionale delle Marche in rappresentanza del Mibact, dal Presidente dell'Accademia Raffaello, dal Rettore dell’Università di Urbino, dall'Arcivescovo di Urbino, Urbania e Sant'Angelo in Vado e dal Presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino.
Il Comitato presieduto dall'Assessore regionale alla cultura e turismo è rappresentato dai seguenti membri: Dirigente Servizio sviluppo e valorizzazione delle Marche, Dirigente della PF beni e attività culturali e da una serie di figure.
Il Comitato dovrà anche collaborare con il Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, di cui è membro il dott. Raimondo Orsetti dirigente del Servizio sviluppo e valorizzazione delle Marche, designato dalla Conferenza unificata in rappresentanza delle Regioni.
In relazione al settore della tutela culturale è prevista la realizzazione di un intervento di riallestimento del museo Casa Raffaello.
In particolare, la dimora, costruita nel XV secolo, venne acquistata nel 1460 dal padre di Raffaello, Giovanni Santi (umanista, poeta e pittore alla corte di Federico da Montefeltro), che vi organizzò la propria bottega dove Raffaello ha "imparato la divina proporzione degli ingegni, soprattutto ha imparato il valore della filosofia, della dignità da dare al suo lavoro di Pittore".
Acquistata nel 1635 dall'architetto urbinate Muzio Oddi, passò nel 1873 all'Accademia Raffaello che, fondata nel 1869 da Pompeo Gherardi, ne divenne gelosa custode, promuovendo ricerche, opere e studi relativi alla figura del grande pittore urbinate. In ragione delle previste celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello, la proposta è quella di definire un nuovo allestimento della casa museo fondato sulla conoscenza, sistematizzazione e valorizzazione di tutte le sue componenti. Gli elementi architettonici ed artistici dell'edificio, il patrimonio mobile e la ricerca documentaria saranno gli ambiti di studio e approfondimento propedeutici alla proposte di riallestimento.
Contestualmente si realizzeranno le necessarie opere di restauro e conservazione del patrimonio mobile ed immobile con relativo adeguamento impiantistico ed abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali.
I cinque ambiti di intervento sono dunque riconducibili al seguente contenuto tecnico:
- opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, e di ristrutturazione della casa museo ed allestimento degli spazi espositivi;
- opere di movimentazione, stoccaggio, restauro del patrimonio mobile della casa museo;
- servizi di studio e ricerca;
- servizi di comunicazione e promozione;
- progettazione e direzione lavori.
L'importo complessivo previsto per la realizzazione del progetto è di 1.000.000 di euro che sarà finanziato nell'ambito dei fondi Fsc 2014-2020 di cui all'Addendum al Piano operativo "Cultura e turismo" approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica nella seduta del 28 febbraio 2018, cui seguiranno le successive fasi propedeutiche all'emanazione della Delibera CIPE.
Sono già iniziate inoltre le attività di promozione mirate all'evento raffaellesco.
Le Celebrazioni raffaellesche sono state inserite infatti, come anticipato, sia nella programmazione regionale come evento di sistema e precisamente nel Piano straordinario per lo sviluppo la promozione e la valorizzazione delle Marche, di cui alla delibera di Giunta regionale n. 828 del 17 luglio 2017, approvato dall'Assemblea regionale con delibera n. 64 del 14 novembre 2017 che nella delibera di Giunta regionale n. 44 del 22 gennaio 2018 relativa a "Delibera di Giunta regionale n. 1143 del 21 dicembre 2015 Modalità attuative del Programma Operativo (MAPO) della Regione Marche - Programma Operativo Regionale (POR) - Fondo Europeo di Sviluppo regionale "Sostegno alla fruizione integrata delle risorse culturali, naturali e alla promozione delle destinazioni turistiche"
Le Celebrazioni sono state quindi inserite nel piano editoriale 2018/2020 della Regione Marche come evento di sistema regionale nel press kit distribuito ai giornalisti in occasione della Bit di Milano e sul Monografico Marche di Bell'Italia in edicola a Febbraio 2018. A questa azione ha fatto seguito la Lectio magistralis del Prof. Antonio Paolucci dal titolo Raffaello Urbino e le Marche presso il Museo Diocesano di Milano (9 aprile 2018), pubblicizzata anche su Corriere della Sera e Repubblica, dove i presenti hanno ricevuto il Monografico Marche di Bell'Italia.
Le Celebrazioni sono state anche oggetto di specifiche attività promozionali all'estero.
In occasione dell'apertura dei nuovi collegamenti aerei tra le Marche e le Repubbliche Baltiche della Lettonia e della Lituania, la Regione Marche e l'Ambasciata d'Italia a Riga, in collaborazione con Aerdorica SpA, Camera di Commercio di Ascoli Piceno e di Pesaro, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, Agrinsieme, Coldiretti, CIA e le altre categorie, hanno presentato infatti “La settimana delle Marche a Riga e Vilnius (19-25 marzo 2018)”: uno degli eventi di punta è stata l'inaugurazione della mostra dedicata all'opera di Raffaello “Santa Caterina d'Alessandria”, proveniente dalla Galleria nazionale delle Marche di Urbino.
Una volta operativo il Comitato regionale verrà messo a punto un calendario di attività a sostegno della promozione dell'evento in modo da continuare a inserire le Marche come terra del Rinascimento e di Raffaello, come tema portante del cluster turistico della cultura. Tra le attività previste anche la valorizzazione di itinerari interregionali sulla scia del fortunato modello Terre del Duca sperimentato con l'Umbria e le Terre di Piero sperimentato anche con la regione Toscana.
Credo che, come avete potuto ascoltare da questa relazione abbastanza articolata, abbastanza compiuta, la Regione Marche vuole e crede che gli anni 2018, 2019, 2020 debbano essere dedicati a grandi personaggi che hanno fatto la storia della nostra regione e la storia dell’Italia.
Quindi è chiaro che Raffaello sarà un appuntamento che verrà inserito e condiviso in questo Comitato, un Comitato molto articolato della Regione Marche che sta lavorando e lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ringrazio l’Assessore Pieroni per la puntuale e precisa risposta.
L’intento di questa interrogazione era sottolineare l’importanza di sfruttare questi tre grandi personaggi illustri per promuovere e rilanciare la nostra regione nel mondo e dalla risposta ho percepito in maniera chiara che la Regione “è sul pezzo” da questo punto di vista, quindi grazie e complimenti all’Assessore per il lavoro che sta portando avanti.

Interrogazione n. 583
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Proliferazione cinghiali e animali selvatici”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 583 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. In esito all’interrogazione presentata in data 16 marzo 2018 circa la proliferazione cinghiali e animali selvatici si rappresenta quanto segue.
Ribadito ciò che è stato risposto all'interrogante in precedenza, circa il proliferare delle specie cinghiale, si aggiunge che la situazione non è assolutamente fuori controllo in quanto sono state messe già in atto le seguenti azioni:
- presentazione del Piano di controllo unico regionale del cinghiale che è stato sottoposto a tutte le categorie interessate, comprese quelle attuatrici (polizie provinciali), inoltre si è già in possesso della risposta Ispra, al fine di rielaborare il documento in tempio brevi. Tale strumento ha come obiettivo di integrare l'attività ordinaria di caccia, con azioni di controllo, nelle zone maggiormente antropizzate (zona C), su cui, a titolo informativo, l'Ispra si è espressa negativamente;
- sarà approvato dalla prossima Giunta regionale (presumibilmente il 16 aprile p.v.) un calendario per la caccia di selezione agli ungulati che interessa un periodo di circa 11 mesi, praticamente per tutto l'anno;
- è in fase di elaborazione avanzata il nuovo e unico Regolamento danni regionale, concordato con tutte le categorie interessate. Devo dire che è stato un grande risultato coinvolgere nella stipula del Regolamento sia gli Atc che tutte le associazioni agricole e degli agricoltori e le associazioni venatorie, quindi è un Regolamento sostanzialmente condiviso all’unanimità da parte di tutti i soggetti interessati;
- è stata approvata il 9 aprile scorso la delibera di Giunta regionale sui criteri per la erogazione di un indennizzo derivante da incidenti stradali che va a sanare il pregresso dal 2015 ad oggi, compreso l'approvazione del protocollo di intervento life strade, conclusosi lo scorso anno;
- proposte di modifica del Regolamento regionale per la gestione degli ungulati 3/2012 per consentire in territorio C (il territorio dove ci dovrebbe essere l’eradicazione totale degli ungulati in questo caso cinghiali) azioni di intervento volti al raggiungimento degli obiettivi annuali e di rendere più efficace la caccia di selezione nelle zone assegnate a squadre o a gruppi di girata, riservando l'accesso ad un cacciatore non facente parte delle squadre di girata;
- nel frattempo la Polizia Provinciale interviene ai sensi dell'articolo 19 della legge 157/92 coordinando le azioni di controllo, proprio del cinghiale, con i proprietari e conduttori dei fondi agricoli.
Aggiungo a queste note un’operazione che la Regione Marche si trascinava dietro dal 2013 e che si è chiusa nel 2016 grazie anche all’intervento della stessa Aula consiliare, era collegata al pagamento agli Atc per i danni all’agricoltura da parte degli ungulati e di altri animali nocivi.
Dico questo perché è stato un lavoro difficilissimo, portato avanti con grande impegno da tutto l’ufficio caccia. Voi capite che aver lasciato sospesi i pagamenti degli anni 2013, 2014 e 2015 significava ritardare nel tempo i pagamenti agli Atc e di conseguenza questi non pagavano i danni agli agricoltori.
C’è stato un lavoro che si è concluso nel 2017, quindi dopo un anno e mezzo dall’insediamento di questa amministrazione regionale. Credo che oggi siamo in grado di dire che stiamo pagando tutti (2013, 2014, 2015, 2016), sicuramente il 2018 sarà l’anno nel quale porteremo a pareggio le richieste dei danni che arrivano dagli Atc, che potranno pagare gli agricoltori. E’ chiaro che questa è una soddisfazione perché siamo entrati in un momento di una grande conflittualità, l’avete vista con le manifestazioni fatte anche dagli agricoltori, qualche tempo fa, circa un anno e mezzo fa. Oggi possiamo dire che questa Regione è riuscita a contemperare le esigenze del mondo agricolo con quelle degli Atc mettendo risorse che ad onor del vero vengono sempre dalla caccia.
E’ soltanto una nota aggiuntiva a queste riflessioni che nascevano dalla richiesta giusta e legittima fatta dalla Consigliera Marcozzi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. La ringrazio per la risposta e apprezzo anche l’impegno per il pagamento degli anni pregressi (2013, 2014, 2015) però, come ha già detto lei, ci sono state varie manifestazioni partite un anno e mezzo fa dalla Coldiretti.
I coltivatori diretti aspettano ormai da due anni risposte dalla Regione, il problema non è stato ancora risolto perché ci sono continue lamentele.
La Coldiretti chiede un intervento per risolvere la problematica degli animali selvatici, questo è!
Ho fatto un’interrogazione presentata il 29 settembre 2016 a cui è stata data risposta in Aula il 31 gennaio 2017, c’era un forte impegno della Regione ad abbattere sempre più e in maniera uniforme i cinghiali sul territorio, però ad oggi la problematica non è stata risolta e ci sono continue lamentele dalla Coldiretti. Di questo dobbiamo prendere atto. Quindi non sono assolutamente soddisfatta della risposta. Grazie.

Interrogazione n. 592
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Parere negativo dell’Ispra al Piano di controllo del cinghiale anni 2018/2023”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 592 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Premesso che nel mese di marzo 2018 è iniziata la fase di consultazione con i portatori d’interessi del settore per la presentazione del Piano di controllo del cinghiale anno 2018-2023; la società Hystrix srl di Fano è stata incaricata dalla Regione Marche all’elaborazione di tale documento, sotto indicazioni della P.F. competente.
Rilevato che l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con nota Prot. n.23823/TA23 del 23 marzo 2018 ha trasmesso il seguente documento avente per oggetto: “Richiesta di parere riguardo il Piano di controllo del cinghiale nella Regione Marche per il quinquennio 2018-2023”, evidenziando alcune criticità come ad esempio:
1. “la braccata con cani da seguita non assicura la selettività del prelievo, può determinare impatti su specie non-target (ad es. capriolo o cervo) e può favorire l’erratismo dei cinghiali, concorrendo a determinare una concentrazione delle presenze all’interno delle aree protette una più ampia distribuzione di queste sul territorio, di conseguenza aumentando il rischio di impatti alle attività agricole nonché di incidenti stradali”;
2. “manchino indicazioni sulle modalità e le tecniche di stima della popolazione utilizzate per ottenere i valori riportati”;
3. “in merito agli obiettivi di riduzione del danno che si è inteso perseguire attraverso le attività di controllo realizzate (prevalentemente attraverso l’abbattimento degli animali), si evidenzia come le informazioni fornite non permettano di comprendere se gli interventi realizzati abbiano effettivamente contribuito a contenere gli impatti lamentati”;
4. “alla luce delle considerazioni sopra riportate questo Istituto esprime parere sfavorevole circa il Piano in oggetto”.
Evidenziato che con decreti n. 272 del 10 luglio 2017 e n. 423 del 6 novembre 2017 è stato affidato alla Società Hystrix srl, un incarico per l’importo di 35.500,00 iva eslusa avente ad oggetto: “D.lgs. 50/2016 art. 36 comma 2 lettera a. Acquisizione mediante affidamento diretto delle prestazioni di servizio tecnico faunistiche-venatorie. Importo totale € 35.500,00 (IVA esclusa)”.
Ritenuto che le osservazioni mosse dall’ISPRA evidenziano come il documento sia stato redatto in maniera tecnicamente non idonea al conseguimento delle prestazioni di servizio richieste dalla Regione alla società privata.
Preso atto che gli uffici regionali della PF Caccia e pesca delle acque interne sono composti da personale qualificato anche in tema di progettazione tecnica.
Mi scuso ma stavo leggendo l’interrogazione.
In esito alla interrogazione presentata in data 3 aprile 2018 dal Consigliere Fabbri circa il parere negativo dell'Ispra al Piano di controllo del cinghiale della Regione Marche 2018-2023 in ordine generale si rappresenta quanto segue:
- il piano di controllo del cinghiale rappresenta una priorità per la Regione Marche, l'avvio per l'acquisizione dell' incarico di redigere detto piano è stato assegnato con decreto 272 dopo aver verificato l'inesistenza di detto servizio sul MEPA o di convenzioni Consip.;
- la ditta Hystrix di Fano, ha assunto l'incarico con Decreto n. 423, affidamento diretto sotto 40.000,00;
- contemporaneamente è stato presentato alle categorie interessate ed attuatori dello stesso per le valutazioni del caso che dovevano pervenire alla struttura entro il 3 aprile u.s.
Entrando nel dettaglio dei quesiti riportati nell'interrogazione, si evidenzia quanto segue.
Quesito a) L'affidamento di cui sopra attenga alla redazione della bozza di piano di controllo del cinghiale anno 2018-2023.
Il servizio richiesto alla Società Hystrix di Fano non comprende solo la redazione del Piano di controllo del cinghiale ma è riferito, come stabilito dal Decreto dirigenziale, alle seguenti forniture:
- istruttoria tecnica dei Piani di consistenza e prelievo delle aziende faunistico venatorie (AFV) e delle Aziende agri-turistico venatorie (AATV), ovvero riferito alle circa n. 45 aziende presenti nel territorio regionale che annualmente presentano programmi, soggetti ad approvazione, relativi alla consistenza della fauna stanziale ivi presente, ai piani di ripopolamento ed ai piani di abbattimento. Inoltre l'incarico prevedeva anche l'istruttoria tecnica per la concessione di nuove aziende faunistico-venatorie determinata in base a bando della Regione;
- redazione dei piani di controllo della fauna interferente con le attività antropiche (l.r. 7/95, articolo 25 comma 2) - Specie cinghiale e piccione domestico.
Nell'ambito del servizio quindi oltre al Piano di controllo del cinghiale è previsto anche quello relativo al piccione domestico, comprensivo di tutte le fasi relative alla raccolta dati per un periodo di 5 anni, archiviazione ed elaborazione dati, proposta delle modalità di controllo delle specie in questione.
Quesito b) Per quali motivi, a fronte delle notevoli risorse interne regionali, dei dati pubblici provenienti dagli ATC e soprattutto della collaborazione gratuita dell'ISPRA, si è preferito esternalizzare la redazione del piano di controllo del cinghiali.
Viene attestato che vi sono "notevoli risorse interne regionali" Tale affermazione non rappresenta in modo realistico la situazione del personale che fa riferimento alla P.F. caccia e pesca nelle acque interne. E' sufficiente valutare il quadro degli addetti attuali rispetto a quelli che operavano quando, solo 2 anni fa, le competenze erano attribuite alle Provincie:
- 1 dirigente amministrativo, con le Provincie erano n. 6;
- 4 Posizioni Organizzative, con le Provincie erano 5.
Va ancora aggiunto che tutte le Provincie in passato, quasi costantemente, stipulavano contratti annuali di assistenza tecnica o consulenza con specialisti esterni a supporto dell'espletamento delle procedure tecniche, mentre oggi la Regione ha attivato il solo rapporto in questione.
Si ricorda inoltre che per motivi di salute il Responsabile dell'Osservatorio faunistico regionale, tecnico qualificato della P.F. caccia, è stato in congedo dal giugno scorso fino a gennaio 2018, periodo coincidente sostanzialmente con i termini contrattuali dell'incarico in questione.
Aggiungo che durante la Giunta di ieri è stata sollecitata, grazie allo stesso Presidente, e recepita l’indicazione dell’Assessorato che richiede un numero aggiuntivo di unità di personale e questo verrà discusso entro questa settimana dalla Conferenza dei Dirigenti, proprio per dire che c’è questa situazione che va definita dopo il passaggio dalle Province alle Regioni di tutte le competenze che riguardano la caccia e la pesca nelle acque interne.
Altro aspetto è relativo all'affermazione "soprattutto della collaborazione gratuita dell'Ispra"
L'Ispra è preposto ad esprimere parere tecnici su specifici aspetti previsti dalla normativa vigente, come ad esempio: sul calendario venatorio, sui piani di controllo della fauna interferente, sull'istituzione degli istituti privatistici. In alcuni casi l'Ispra ha stipulato convenzioni con Enti locali, in particolare per sviluppare attività di ricerca, ma a titolo oneroso (in passato la Regione Marche ha incaricato l'ISPRA per svolgere indagini genetiche su campioni biologici di lupo). Quindi non risponde al vero che vi era la possibilità di fruire di servizi gratuiti come quelli offerti dall'Ispra.
In sintesi conclusiva la scelta di esternalizzare i servizi, e non solo quelli relativi alla redazione del Piano di controllo del inghiale, è stata determinata dall'esigenza di poter disporre di un supporto tecnico altamente qualificato funzionale ad assicurare l'espletamento di procedure sia ordinarie che straordinarie che non potevano essere garantite con le risorse disponibile presso la P.F. Caccia e la Regione.
Si evidenzia che la Società Hystrix vanta un curriculum che garantisce elevata competenza in materia nonché conoscenza approfondita del contesto locale avendo operato a servizio di numerose provincie marchigiane. Una competenza che è anche assicurata da un gruppo di tecnici altamente specializzati coordinati dal Prof. Marco Bonacoscia docente di Gestione faunistica del corso di laurea magistrale in Scienze forestali dei suoli e del paesaggio dell'Università politecnica delle Marche.
Quesito c) Intenda modificare il piano di controllo del cinghiale, rendendolo conforme alle osservazioni dell'Ispra.
Rispetto all'opportunità di modificare il Piano di controllo del cinghiale, va anzitutto segnalato che è in atto una procedura di verifica e condivisione dei contenuti dell'elaborato tecnico, adottata dall'Assessorato di concerto con gli Uffici e la ditta incaricata, considerata la complessità della problematica in questione affinché possa essere conseguito il migliore risultato possibile in modo condiviso tra le categorie interessate.
Sono arrivate la settimana scorsa osservazioni da parte di tutti i soggetti interessati, quindi agricoltori, Atc e associazioni venatorie, proprio perché vogliamo partire da un confronto forte e interno alla nostra regione per poter dare un Piano di controllo che sia condiviso al massimo.
Pertanto è verosimile ipotizzare che rispetto all'attuale bozza possa essere elaborato un documento definitivo con variazioni tali da rendere comunque necessario che il Piano venga sottoposto a nuovo parere dell'Ispra.
Rispetto alle osservazione prodotte dall'Ispra, che sostanzialmente sono riconducibili a n. 3 questioni, si evidenzia tuttavia quanto segue:
- prima questione segnalata nel parere dell'Ispra che riporta: si evidenzia che la braccata con cani da seguita non assicura la selettività del prelievo che può determinare impatti su specie non target (ad es. capriolo o cervo) e può favorire l'errantismo dei cinghiali, concorrendo a determinare una concentrazione delle presenze all'interno delle aree protette o una più ampia distribuzione sul territorio, per tali motivi, questo Istituto ritiene che andrebbe escluso qualunque ricorso.
Pur condividendo tecnicamente che la braccata non rappresenta un metodo selettivo di controllo si evidenzia che:
- nel Piano è stato previsto l'impiego della tecnica della braccata a seguito di specifica indicazione fornita al gruppo di lavoro dall'Amministrazione (sia verbalmente che con nota scritta del 13 novembre scorso) di prevedere tale tecnica di intervento;
- va rilevato che non può essere lo svolgimento di pochi interventi di controllo tramite la tecnica della braccata che, in base al Piano proposto, potrebbero essere adottati in casi circostanziati ed eccezionali, tali da determinare i problemi che vengono esposti dall'Ispra. Infatti considerando che annualmente nella regione Marche vengono svolte circa 3.000 azioni di caccia in braccata, le poche azioni che potrebbero essere eseguite in mini braccata nell'attività di controllo sarebbero sostanzialmente e oggettivamente ininfluenti. Chiarisco la differenza tra la mini braccata e la braccata, molto probabilmente per il Consigliere Fabbri è già definita, ma per tanti Consiglieri non è così, la mini braccata è l’utilizzo in maniera ridotta del numero di una squadra da 9 a 12, rispetto alla braccata che è composta da 40 a 60 cacciatori.
Inoltre si evidenzia che numerose sono le Regioni o Provincie che possono attuare, in riferimento ai propri piani, azioni di controllo tramite braccate (vedi Toscana, provincie dell'Emilia-Romagna) anche con il parere positivo dell'Ispra.
Pertanto quale atto straordinario, verificate le condizioni di sicurezza e di limitazione del disturbo alla fauna, si ritiene che la braccata in via del tutto eccezionale potrebbe essere un valore aggiunto da adottare.
Seconda questione riportata dall'Ispra: in merito alle stime di densità fornite, si rileva come manchino indicazioni sulle modalità e le tecniche di stima della popolazione.
Si rimarca che il Piano in esame, così come previsto dalla vigente normativa, fonda il presupposto degli interventi di controllo numerico del cinghiale, non sulla presenza più o meno elevata di individui di cinghiale, ma sulla rilevanza dei danni che questi determinano alle produzioni agricole.
Infatti l'articolo 19 della legge 157/92 riporta al comma 2: “Le Regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica”.
Quindi l'aspetto di maggior interesse per individuare le aree di intervento è da ricercare nella quantità e distribuzione dei danni che, come asserito dall'Ispra risulta essere puntuale Nello specifico, l'analisi degli impatti è ben strutturata ed illustrata attraverso una chiara cartografia di sintesi.
Infatti il controllo non vuole essere realizzato per ridurre la presenza del cinghiale in modo diffuso, fatto salvo per la zona C di eradicazione, ma per contenere i danni nelle zone critiche.
Inoltre si deve evidenziare che questo rappresenta il primo piano regionale di controllo in quanto, per legge, la competenza era delegata alle Provincie e pertanto non vi sono informazioni pregresse raccolte in modo omogeneo. Quindi si condivide l'opportunità di raccogliere i dati in modo omogeneo come suggerito dall'Ispra.
Va anche rilevato che le informazioni attualmente disponibili sono risultanti dai Piani di controllo provinciali, peraltro approvati dall'Ispra, molto disomogenei in termini di modalità di intervento e di monitoraggio degli stessi.
Terza questione riportata dall'Ispra: in merito al personale che si intende utilizzare per lo svolgimento degli interventi di abbattimento in regime di controllo.
In sintesi conclusiva appare poco comprensibile che l'Ispra esprima parere sfavorevole nel complesso circa il Piano in esame, visto l'atteggiamento consueto nei pareri di indicare prescrizioni che condizionano l'approvazione che, nel caso, sarebbero limitate a escludere la braccata tra le tecniche di controllo previste.
Mentre non è plausibile che non possa essere compreso quanto asserito, si evidenzia come le informazioni fornite non permettano di comprendere se gli interventi realizzati abbiano effettivamente contribuito a contenere gli impatti lamentati, visto che per 5 anni i danni causati dal cinghiali sono sempre circa dello stesso importo a livello regionale, ne consegue che le tecniche fino ad ora adottate non hanno sortito i risultati attesi. E’ per questo che con il Piano noi vogliamo accrescere gli abbattimenti e il controllo selettivo dei cinghiali in tutta la regione Marche. Pertanto con il Piano sono state individuate nuove strategie per colmare le criticità individuate.
In conclusione, come detto in precedenza, le osservazioni prodotte dall'Ispra congiuntamente a quelle rilevate dai rappresentati delle Associazioni ed Enti interpellati rappresenteranno elementi che verranno tenuti in considerazione per l'elaborazione definitiva del Piano.
Aggiungo che nella risposta alle due interrogazioni, sia quella della Consigliera Marcozzi che quella del Consigliere Fabbri, manca il numero degli abbattimenti che abbiamo fatto ed è giusto ricordarli, nell’anno 2017 gli abbattimenti sono stati: 10.000 cinghiali nelle aree fuori dai parchi ed altro, 2.000 all’interno dei territori protetti, ufficialmente nel 2017 sono stati abbattuti 12.000 cinghiali.
E’ chiaro che questo fenomeno è molto forte e difficile da gestire, colpisce il mondo agricolo e l’obiettivo è quello di confrontarci fortemente, e lo stiamo facendo con il Piano di controllo, con le tre categorie coinvolte: il mondo agricolo, gli Atc, che avranno una competenza sempre più forte perché con la soppressione delle Province diventano il braccio operativo e gestionale della Regione Marche, il mondo venatorio.
Credo che, come ho detto nelle conclusioni, la Regione nell’elaborazione finale del Piano di controllo recepirà le osservazioni che arriveranno dal mondo agricolo, dagli Atc e dalle associazioni venatorie ed anche le giuste considerazioni che sono state fatte dall’Ispra e su quelle faremo una serie di azioni, garantendo sempre la libertà operativa della Regione Marche rispetto ad alcune situazioni che magari l’Ispra non conosce direttamente, mentre noi che stiamo sul territorio percepiamo meglio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Ringrazio l’Assessore Pieroni per aver riletto integralmente la mia interrogazione, bisogna arrivare concentrati in Aula Assessore.
Le tre pagine successive con la risposta non mi soddisfano minimamente, non mi soddisfano perché le azioni messe in campo non sono sufficienti.
Primo, l’Ispra è molto dura sul piano redatto da Hystrix perché dice che non si capisce come sono stati presi i dati. Date una soluzione che è dannosa. Terza cosa, non si capisce gli interventi che avete fatto finora se sono o meno efficaci. Quindi ha smontato completamente il lavoro fatto e spero che prima di pagare la società vengano fatte le opportune correzioni alla relazione.
Seconda cosa, si è detto nelle sedute precedenti che avevamo competenze così eccelse che l’Ispra non aveva ragione nelle sue osservazioni, ricordo che pochissimi giorni fa la Corte costituzionale ha bocciato la legge regionale che apriva la caccia allo storno, questo per dire che la competenza, giustamente chi si loda si sbroda, non è così certificata.
Abbiamo l’apertura alla caccia al cinghiale per 11 mesi, abbiamo un amico allevatore che ci tempesta di e-mail, lei Assessore Pieroni le riceve tutte, con le foto dei punti di pastura per i cinghiali.
Il ruolo dell’Atc che deve essere più forte ed è l’unica nota politica che lei oggi ha messo sul tavolo, da me non è condivisa, ma non perché io sia contro la caccia, io ritengo la caccia, come ho sempre detto dal primo giorno del mio insediamento, una attività ludico/sportiva e nell’ambito di una attività ludico/sportiva deve essere riportata, sta esulando da questo.
Abbiamo in Commissione discusso molte volte su questo problema, c’è una mia proposta di legge che dice consentiamo agli agricoltori di catturare i cinghiali perché è l’unica pratica in questo momento che potrà dare dei risultati, ma voi nel Piano fate un’apertura molto limitata che è quella di dire il contadino, l’agricoltore può catturare il cinghiale solo se lui stesso è cacciatore. Così non andiamo da nessuna parte,
Abbiamo visto come l’associazione dei cinghialai in questi anni abbia fallito miseramente, purtroppo, perché il numero dei cinghiali aumenta, i danni non calano, dai dati che lei ha riportato sono molto evidenti, per cui non si può continuare ad affidare ad un’organizzazione che non funziona la soluzione del problema.
Gli agricoltori sono in grande fermento, quindi il mio ultimo appello è quello di fare finalmente le cose sul serio affidandosi alla scienza.

Presidenza del Vicepresidente Minardi
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. La caccia può essere un momento ludico/sportivo e su questo Consigliere condividiamo, quando parliamo di caccia legata in particolar modo al calendario venatorio, ma l’abbattimento e la caccia di selezione per gli ungulati, quindi parliamo di cinghiali, caprioli, parliamo di questo sistema, non può essere un momento ludico/sportivo, deve essere affidato a personalità o a soggetti che abbiano capacità perché sennò il problema di fondo qual è? E’ che se parliamo di caccia in generale può passare un messaggio distorto che riguarda il sistema degli ungulati, dell’abbattimento, della selezione.
Credo che sul tema del nuovo piano di controllo dovremo confrontarci una volta condiviso con le associazioni agricole, proprio per questo vogliamo avere il supporto e stiamo avendo il supporto di tutto il sistema agricolo, di tutte le associazioni che hanno fatto delle giuste osservazioni, le hanno fatte gli Atc e le associazioni venatorie, credo che questo sia il giusto metodo per arrivare alla condivisione di un Piano di controllo che possa soddisfare tutte le situazioni che conosciamo, quindi mettere insieme un sistema e una volta per tutte saremo una regione virtuosa da questo punto di vista e potremo dare un messaggio forte a tutto il mondo ed al sistema collegato alla caccia per quello che riguarda gli ungulati, per prime alle associazioni agricole, successivamente agli Atc e poi alle associazioni venatorie.



Mozione n. 316
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi
“Terremoto – Sostegno per lo sviluppo turistico, economico e naturalistico dei bacini sciistici presenti nella Regione Marche, compresi anche quelli ubicati in parte nelle Regioni limitrofe”
(Discussione e votazione risoluzione.)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 316 dei Consiglieri Giorgini, Maggi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Prima di arrivare al punto della risoluzione devo spiegare il motivo per cui ho presentato questa mozione.
Nella seduta del Consiglio del 23 ottobre 2017, facendo la dichiarazione di voto sulla mozione della Consigliera Leonardi, affermavo di votare a favore con la premessa di completare la mappa dei comprensori sciistici colpiti dal sisma, perché secondo una mia visione prospettica in quella mozione mancavano gli impianti sciistici della provincia di Ascoli Piceno e così ho fatto.
Ho presentato questa mozione che adesso abbiamo convertito in risoluzione e spiego anche il motivo di carattere generale per cui l’ho fatto. Va ad estendere e a completare l’elenco degli impianti sciistici delle Marche danneggiati dal sisma e vuole essere propedeutica allo stanziamento delle risorse aggiuntive del sisma Por-Fesr dato a seguito degli eventi sismici del 2016/2017 anche agli impianti compresi nei comprensori sciistici installati nella Montagna dei Fiori/ San Giacomo (Province Ascoli/Teramo) e di Forca Canapine (Province Perugia/Ascoli).
Ritenevo e ritengo questi fondi aggiuntivi indispensabili per il finanziamento dei progetti di sviluppo dei comprensori sciistici ubicati nel territorio regionale colpiti dal sisma.
Pensavo e penso ancora che il rilancio turistico di tutte le zone colpite dal sisma non possa prescindere dall’ampliamento e dal potenziamento delle strutture esistenti nei comprensori sciistici, per questo la mia visione prospettica parlava in linea generale di tutti e non di alcuni e per questo motivo il Consigliere Urbinati ritiene questa mozione giusta, quindi l’abbiamo convertita in risoluzione, è rimasta intatta, abbiamo tolto un punto che diceva “entro maggio”, in quanto non ci sono i tempi tecnici, quindi l’abbiamo tolto.
Quello che mi preme sono gli impianti sciistici riportati al primo punto, per cui sono soddisfatto di questa risoluzione che credo vada a completare l’ottimo lavoro che ha fatto la Consigliera Leonardi su quella mozione che, come ho detto prima, è stata approvata nella seduta del 23 ottobre 2017. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Solo una battuta per dire una cosa ovvia, la prima è che siamo tutti interessati a che queste attività possano riprendere al più presto, quindi votiamo volentieri questa sollecitazione, che è anche una puntualizzazione rispetto alle cose che si possono fare, ma mi permetto anche di dire che è da qualche decennio che non nevica più sull’Appennino, cioè è da qualche decennio che non abbiamo più stagioni invernali significative e se va bene, non dico le zone più marginali, più tradizionalmente sfortunate da un punto di vista dell’innevamento, penso soprattutto al nord delle Marche, ma anche nelle zone più alte dei Sibillini che qui vengono richiamate, la neve arriva a seconda dei versanti, o ce l’abbiamo sul nord-est, penso al comprensorio di Bolognola-Sassotetto, come è stato nella stagione precedente a questa, o ce l’abbiamo sul nord-ovest che potrebbe essere la zona di Frontignano e Monte Prata, quindi siamo veramente sacrificati.
Non lo so, visto che la Consigliera Leonardi ha preso a cuore questa cosa, molto volentieri con lei e con gli altri Consiglieri di questa zona della nostra regione, direi che dobbiamo aiutare gli amici della montagna a ripensare una presenza turistica che non sia solo questa, tra le altre cose molto estemporanea, presenza turistica del mordi e fuggi, perché raramente e soprattutto quando non c’è neve per lunghi periodi abbiamo più settimane bianche.
Abbiamo anche un altro problema, un albergo storico come la Domus Letizia, che conteneva fino a 320 persone - sono andato a vederlo piangendo perché ci sono stato non so quante volte, ci sono andato superando anche le barriere - l’avremo in piedi fra qualche anno, quindi la possibilità di un turismo residenziale legato alla neve è oggettivamente e fortemente mutilata.
Dovremo pensare anche a cose nuove che tengano conto degli impianti, aggiungo, perché con gli impianti si arriva in quota, con gli impianti in quota si possono fare dei percorsi turistici interessanti, non dico il ripristino della funivia perché sarebbe una cosa difficile da realizzarsi, però la seggiovia porta a 1.700/1.800 metri di altitudine e da lì si possono fare determinati percorsi estremamente gradevoli. Penso a tanti anziani che magari faticano a partire dai 1.200/1.300 metri e che potrebbero essere trasportati in quelle zone.
Quindi va benissimo l’impianto di risalita, un impianto di risalita, ad esempio, che possa essere utilizzato anche nel periodo estivo. Questo andrebbe valorizzato, studiando un modo che incentivi la presenza turistica anche durante l’estate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Vorrei solo fare alcuni chiarimenti perché leggendo ora la risoluzione vedo una cosa che per quanto mi riguarda non è corretta. Al primo punto c’è scritto “di recente il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione a firma della Consigliera Leonardi riguardante il rilancio delle aree montane colpite dal terremoto attraverso un sostegno concreto per lo sviluppo turistico, economico e naturalistico dei bacini sciistici di Fontignano, Bolognola, Sassotetto e Monte Prata”, invece nell’impegno preso in quella mozione c’era e lo rileggo “Impegna a prevedere, all’atto dell’istruttoria della revisione del Por/Fesr con risorse aggiuntive del sisma lo stanziamento, tramite apposite misure, per il finanziamento di legati alla ricettività turistica dei comprensori sciistici delle aree terremotate”, quindi tutte le aree terremotate, poi in premessa di alcune erano state delineate meglio le criticità, erano quelle che conoscevo di più rispetto al maceratese, però l’impegno preso in quella mozione riguardava tutti i comprensori sciistici delle aree terremotate, quindi le aree terremotate dell’ascolano, del fermano, del maceratese, non mi sembra che rientrasse il pesarese perché non mi pare che abbia subìto danni, però rientravano tutte, quindi il testo così come formulato a mio parere è sbagliato ed esclude delle zone, esclusione che io non avevo prevista e l’avevo specificato anche in quell’intervento.
Quindi vi chiedo eventualmente di fare 5 minuti di pausa e di correggere la mozione. Approvare una cosa contraria a quanto già approvato, descrivere una cosa che non è, a me sembra sbagliata, forse si deve segnare un punto ma non è questo. Approfitto poi, poco tempo fa ho parlato con alcuni funzionari, per sollecitare il tavolo tecnico che avrebbe dovuto riunire i Sindaci, i territori, i consorzi, che noi abbiamo deliberato, ma che non è mai stato convocato.
Diversi mesi fa abbiamo deliberato un impegno per riorganizzare e rivedere tutti questi fondi a favore delle zone montane colpite dal sisma per rilanciare i comprensori sciistici, ovviamente non solo nell’economia dello sci, perché poi riprendeva tutto il discorso della ricettività, dell’accoglienza dei servizi offerti, ovviamente riguarda un comprensorio e non solamente chi fa sci, la parte che si occupa dello sci, allora mi chiedo perché in questi mesi il tavolo previsto dalla mozione approvata all’unanimità non sia ancora stato messo in piedi, per l’inverno passato era naturale che non si facesse in tempo, ma non possiamo arrivare alla prossima stagione che avendo portato avanti una iniziativa così importante: riorganizzare questi fondi, incontrare i singoli soggetti per capire le effettive esigenze di quel territorio.
Non è che non voglio votare la risoluzione però personalmente, lo dico ai tre firmatari, Consiglieri Giorgini, Urbinati e Maggi, viene scritta una cosa diversa da quella che abbiamo votato, e che era la mia intenzione, e questo io non lo trovo corretto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Bene nello spirito la mozione, però ha delle forti incongruenze. La prima l’ha rilevata il Consigliere Marconi, e adesso entro nel merito, la seconda la Consigliera Leonardi perché ricordo esattamente che ci fu un aggiustamento nella sua mozione che originariamente era tarata su certi tipi di impianti e certi comprensori, poi furono inseriti tutti i comprensori, quindi condivido quanto detto dalla Consigliera Leonardi.
Parto dall’inizio, da quanto il Consigliere Marconi diceva. Nello spirito va bene perché la risoluzione cerca di imprimere un’accelerazione ai progetti di promozione di questi nostri territori, però il problema di alcuni territori, di alcuni comprensori, faccio riferimento ad esempio all’ascolano, non è il turismo invernale e se in quei comprensori punteremo tutto sul turismo invernale non li rivitalizzeremo mai. Dico questo perché in seguito ai cambiamenti climatici che ci sono stati negli ultimi decenni, di neve sul nostro Appennino se ne vede pochissima, per cui gli impianti sono sempre e comunque fermi.
Vi dico anche che il sisma, per quanto riguarda la stazione di Monte Piselli non ha prodotto alcun danno, in quanto è stata ferma comunque perché la neve è arrivata soltanto qualche settimana fa. Non ha senso!
C’è da lavorare su un progetto che metta in rete tutte le risorse naturali e paesaggistiche che abbiamo in quei territori per sviluppare un turismo invernale, ma soprattutto estivo, perché in una montagna come quella, la Montagna dei Fiori, esposta a sud, anche se fa 3 metri di neve con 6 ore di scirocco la neve va via e non si scia più, è inutile un ragionamento esclusivo, cioè parlare di quest’area soltanto per il turismo invernale, occorre fare un discorso molto più grande.
C’è poi un altro aspetto, il primo punto della mozione non è attuabile perché in talune zone noi abbiamo dei comprensori sciistici che gravitano su altre regioni per cui i fondi Por-Fesr non possono assolutamente essere spesi, non possono essere fatte istruttorie, ammodernamenti, la competenza è soltanto regionale.
Un esempio, la stazione sciistica di Monte Piselli è tutta in territorio abruzzese, l’utenza è tutta marchigiana, è tutta ascolana, quindi lì se non si investono i fondi Por-Fesr della Regione Abruzzo non si va da nessuna parte, quindi è prioritario che ci sia un accordo di programma per far si che la Regione Abruzzo possa investire ed è una politica ovviamente diversa.
La Regione Abruzzo ha tanti comprensori sciistici, probabilmente più appetibili di quanto non siano quelli che sono al confine con la regione Marche, per cui preferisce investire su Campo Imperatore, preferisce investire su Roccaraso, preferisce investire su Campo Felice e non investe su Monte Piselli, perché l’utenza prevalente, al 90%, è marchigiana, ascolana, fermana, maceratese.
Occorre fare un lavoro forte di questo tipo, un accordo di programma, non occorrono concertazioni, che venga poi riconosciuto dalla Conferenza Stato-Regioni perché un’altra Regione possa investire in territorio ascolano. Questo è l’aspetto significativo, per cui merito a chi l’ha proposta, va bene lo spirito della mozione, però ci sono delle situazioni che non possono essere rese pregnanti dalla mozione stessa.
C’è l’aspetto dei fondi Por-Fesr che non possono essere in nessun modo, anche nella revisione all’atto dell’istruttoria, come dice la mozione, essere destinati a questi bacini, non è possibile perché, ripeto, sono tutti nel territorio di un’altra regione, lo stesso dicasi per quanto riguarda Forca Canapine prevalentemente in territorio umbro, provincia di Perugia, anche lì occorrono accordi di programma.
Vi dico di più perché ho seguito la vicenda tanto tempo fa, l’allora Assessore al turismo Agostini, quindi parlo di un decennio fa, tentò un accordo di programma con la Regione Abruzzo che rimase vano perché poi non seguì la pratica. Mi auguro che adesso ci sia un cambio di passo per fare un accordo di programma per far si che l’Abruzzo possa investire lì e poi ci sia da parte della Regione Marche una attenzione a una serie di attività collaterali che possano valorizzare questi comprensori, soprattutto nei periodi estivi, nei periodi primaverili. Ad esempio fu fatto un progetto dal vecchio consorzio Cotuge (Consorzio turistico dei Monti Gemelli) che si occupa del comprensorio dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini, in particolare di questa stagione sciistica, e fu ipotizzata la realizzazione di un palazzetto del ghiaccio a quell’altezza in modo tale da rendere appetibile la stazione anche nei momenti in cui, e sono sempre più prevalenti, non c’è neve, perché tanto sugli Appennini, o per lo meno nella nostra zona, di neve se ne vede pochissima, non è possibile fare impianti di innevazione in quanto a quella quota non abbiamo bacini idrografici da utilizzare per sparare neve, quindi occorre creare altre attrazioni.
Se vogliamo riqualificare l’Appennino credo che quanto è stato presentato la settimana scorsa a Camerino ..,, mi dolgo che non hanno partecipato i rappresentati della Giunta, tranne l’Assessore Sciapichetti che la mattina è venuto a portare i saluti del Presidente, mi auguro che questa lacuna venga colmata, per prendere in considerazione i 10 assi di sviluppo che sono stati ipotizzati. Diamo merito all’Assemblea delle Marche che ha dato questo incarico alle quattro Università marchigiane per creare i presupposti per investire.
Ci sono degli assi molto particolari su cui focalizzare i progetti, auspico che la Giunta con l’aiuto dell’Istao, che sta lavorando su queste tematiche, possano individuare i progetti giusti per rivitalizzare questi comprensori.
D’altra parte nella campagna di ascolto che è stata fatta negli 87 Comuni, quasi il 60% dei Sindaci ha detto che il turismo è l’elemento dirimente, la valorizzazione di questi luoghi attraverso il turismo è l’elemento dirimente per far ripartire lo sviluppo.
Questo è il momento opportuno per lavorare, per cui la mozione che voterò, con gli aggiustamenti che ha detto la Consigliera Leonardi, deve mirare a questo, non può parlare esclusivamente di un turismo prettamente invernale perché non abbiamo le strutture e non abbiamo le condizioni climatiche per puntare esclusivamente su quel tipo di turismo.
Dobbiamo fare un progetto integrato che investa i 12 mesi dell’anno creando nuove strutture attrattive, perché in quei luoghi non ci sono alberghi efficienti, non ci sono attrattive per i giovani, i giovani che vanno a sciare la sera qualcosa devono fare, se vanno a fare una settimana bianca o un fine settimana di tre giorni, non è che alla sera scendono e vanno in città, ad Ascoli, Teramo o a Perugia, a divertirsi, dobbiamo creare qualche situazione ludica all’interno di questi comprensori.
Credo che i Por- Fesr possano essere utilizzati qui, per investire nei territori su quelle strutture collaterali che possono contemperare un’azione che invece sta scemando nei confronti del turismo invernale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che stiamo discutendo di una cosa molto interessante, che coinvolge questo territorio e la Regione Marche, interessa anche per come ci si approccia a questa mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, che al momento è una forza di opposizione, che spinge e accelera sull’acceleratore affinché la Giunta cerchi di dare delle risposte al territorio, ma mi sorprende l’iniziativa del Partito Democratico, la sua maggioranza chiede alla Giunta di essere più incisiva, di essere più attenta, di fare una programmazione più seria per questi territori. E qui non capisco più! Vuol dire che sulle cose che diciamo da mesi, da anni, ogni tanto riscontrano una ragione, la ragione, l’abbiamo detto, del nulla, un esecutivo del nulla e oggi è l’ennesima riprova di questa cosa. Con questo provvedimento lo stesso partito Democratico sollecita la sua maggioranza ad essere più attenta, a fare dei nuovi programmi, a fare un programma diverso o a incentivare in un modo diverso il drammatico problema dell’Appennino.
Leggo questo nel dibattito, probabilmente se leggo una cosa diversa chiamate qualcuno per farmi fare una visita del Tso, credo che non ci sia nessuno che abbia il coraggio di chiamare il medico e allora ciò che sto dicendo è vero. Un’analisi politica alla luce del sole, con la massima trasparenza, dentro quest’Aula che è l’organo sovrano di questa Regione. Io registro questo e lo vedo anche male perché, come è stato poc’anzi evidenziato da chi mi ha preceduto, compresi gli interventi del Vicepresidente Celani e della Consigliera Leonardi, non sapete nemmeno a copiare. Penso che queste cose siano sotto agli occhi di tutti.
Se la risoluzione che stiamo discutendo verrà approvata in questo modo credo che non servirà a niente, questo è il dato di fatto e lo dico, se non viene corretta con la possibilità di rivedere e di dare delle risposte vere a questo territorio, come portare la gente sui monti, non con le parole ma con i fatti veri, creando incentivi, creando delle opportunità per far riprendere la vita su questi territori, per portare la gente non solo d’inverno ma sempre, perché se limitiamo l’intervento ai 60 giorni invernali non porteremo nessuno in questi territori, le capiamo o no queste cose?
Se la risoluzione va in questa direzione credo che sia un servizio utile alla nostra comunità, se non va in questa direzione, come mi sembra di capire, discutiamo del nulla e noi i timbri sul nulla ne abbiamo già messi molti, l’esecutivo del Presidente Ceriscioli continua a mettere questi timbri.
Queste cose siano evidenti, le voglio soltanto sottolineare per non farle sfuggire dalla discussione affinché rimangano nel dibattito, allora credo che occorra, cari compagni che governate questa Regione, il coraggio per trasformare questa regione, per dire cosa vogliamo fare di questa regione, qual è il modello di regione che vogliamo dopo questa catastrofe che c’è stata perché se non facciamo questo è aria fritta.
Credo che noi abbiamo le capacità anche partendo dal piccolo contributo delle mozioni e delle risoluzione, che sembra piccolo, possiamo dare un contributo, ma credo che la risoluzione serva a raffazzonare la mozione presentata dalla minoranza per dire anch’io della maggioranza ci sto e la spingo. Ma cosa spingo? Una soluzione che non c’è!
Penso che queste cose vadano dette ed io cerco dirle nell’interesse non del Partito Democratico, è ovvio, ma della comunità marchigiana.
Questa comunità ha bisogno di queste risposte e credo che ancora una volta purtroppo si arrivi in ritardo, ci si arriva male e non si riesce a dare un contributo.
Raccolgo l’invito della Consigliera Leonardi, lo facciamo noi della Lega per vedere se esistono le condizioni per fare una risoluzione diversa che impegni seriamente il Presidente e l’esecutivo a far si che questi ultimi 24 mesi siano utili per dare una risposta alla comunità marchigiana. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Rispondo prima alla Consigliera Leonardi, capisco e so leggere molto bene l’italiano, quindi quando leggo le cose le leggo attentamente e difficilmente apro la bocca prima di essermi collegato con quello che leggo.
Sulla mozione della Consigliera Leonardi si dice: “legati alla ricettività turistica dei comprensori sciistici delle aree terremotate, in particolare di Frontignano, Bolognola e Monte Prata”, se io voglio intendere tutti non scrivo “in particolare” perché se lo scrivo do una preferenza particolare, questo è l’italiano che ho imparato io alle scuole medie, quando le scuole funzionavano bene. Se poi la Consigliera Leonardi intende questo in un altro modo, è un problema suo, non è un problema mio.
Adesso mi rivolgo al Consigliere Celani, lei ha fatto per 10 anni il Sindaco di Ascoli, mi meraviglio che lei risponda così, lei prima di tutto ha commesso un errore clamoroso e dimostra che non ha letto assolutamente la mozione e quindi la risoluzione, lei ha detto: esclusivo dello sci invernale, le leggo testualmente cosa dice la premessa: “Considerato che dal settore sciistico e dei collaterali sport invernali, oltre che quello turistico estivo di alta quota, si avrebbe un possibile stabile incremento di soggetti occupati legati non solo alla gestione delle sciovie, ma anche alle attività connesse, quali ristoranti, alberghi, noleggi”, eccetera.
Caro Consigliere Celani, ripeto, lei ha fatto per 10 anni il Sindaco di Ascoli e non sa che tutte le strutture ricettive e turistiche di Monte Piselli stanno in provincia di Ascoli Piceno? Che mi viene a raccontare?
Inoltre a Forca Canapine, casomai lei non lo sapesse glielo dico io, sul versante marchigiano ci sono due skylift, un tapin roulant di 150 metri, mentre nel comune di Arquata dove si pratica lo sci alpino nordico, ci sono due fuori pista, uno snowboard, un campo scuola e due rifugi delle piste, quindi che mi viene a dire?
Oltretutto il terremoto prevede accordi di programma interregionali per il motivo che ha detto lei, quindi non significa che i fondi Por-Fesr hanno dei limiti, non è vero assolutamente, perché ci sono per le Marche e ci sono per l’Abruzzo, quindi il problema che lei ha detto non ha senso di esistere, lei ha parlato senza conoscere la risoluzione che ho presentato, che non ha un carattere esclusivamente invernale, ma soprattutto ha un carattere estivo, parla poi del comprensorio e qui ritorno al fatto che l’italiano l’ho studiato bene, il comprensorio non è una cosa circoscritta, ma prende tutto, prende gli impianti, prende i ristoranti, prende tutta l’attività turistica.
Credo che questa sia un’aggiunta ad una prospettiva e secondo me la mozione della Consigliera Leonardi era sbagliata, perché se lei voleva intendere tutti non ci metteva una preferenza, questo è l’italiano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Solo per chiarire alcuni aspetti che sono emersi.
Mi trovo d’accordo con quasi tutti gli interventi per quanto riguarda l’indirizzo del rilancio turistico di questi territori. Già, come ha detto la Consigliera Leonardi, discutemmo di questa problematica, dovevamo solo camuffare quell’aggiustamento e, per carità, votammo all’unanimità l’altra mozione, voteremo all’unanimità anche questa cercando di condividere alcuni indirizzi fondamentali.
Non possiamo dividerci su alcune sottigliezze, su alcuni termini che, non nascondo, su determinati documenti politici possono essere molto importanti.
Ricordo l’episodio e la volta scorsa ponemmo qualche dubbio legittimo, che c’era perché l’avevano posto i nostri uffici, sull’impiego del Por-Fesr per quanto riguarda gli impianti sciistici, ma noi qui principalmente parliamo di comprensori e ha detto molto bene il Vicepresidente Celani, noi non possiamo racchiudere tutti i progetti alla sola attività sciistica di quei territori perché come è emerso non siamo sulle Dolomiti, non siamo sulle Alpi della Valle d’Aosta o del Piemonte, quindi tutto ciò va integrato con attività e strutture che possono attingere ai fondi Por-Fesr, noi faremo di tutto per arrivare a quello, però non la metterei contro la cosa che ha fatto la Consigliera Leonardi l’altra volta, perché questo è un intento che tutti abbiamo, dobbiamo cercare ciò che ci unisce in queste due mozioni e portare avanti quello che credo sia l’obiettivo di tutti: raggiungere lo scopo e cercare di rafforzare l’offerta turistica di questi territori. Quindi il nostro voto sarà favorevole alla risoluzione.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Prendiamo atto in questo consesso che il Consigliere Giorgini sa leggere, siamo tutti contenti, però non sa ascoltare ed è un problema molto serio perché in politica chi non sa ascoltare è peggiore di chi non sa leggere. Questo è il problema serio. Ripeto, non sa ascoltare perché io ho focalizzato due aspetti, poi dirò quando facevo il Sindaco cosa è successo, ed ho detto che gli impianti sciistici sono tutti in territorio abruzzese, impari la geografia, tutti nei comuni di Civitella e Valle Castellana, non sono nel comune di Ascoli Piceno, per essere precisi un solo pilone ci sta nel Comune di Ascoli Piceno. Quindi la competenza per ogni ammodernamento sta alla Regione Abruzzo, per chi vuole investire non c’è Por che tenga, il Por fa riferimento alla Regione Abruzzo.
Ho detto di più, ho dato atto che c’è stato un tentativo che non è andato a buon fine da parte dell’allora Assessore al turismo Agostini, un accordo di programma con la Regione Abruzzo per poter investire, e devo dire che ci fu il “niet” da parte della Regione Abruzzo. All’epoca ero Presidente del Consorzio Cotuge, quindi stia tranquillo che le cose le so molto bene.
Secondo aspetto, ho parlato di un comprensorio in cui il turismo deve essere integrato, quindi la Regione Marche deve investire dove è di sua competenza, tanto è vero che ho detto pure: si ipotizzò allora anche di realizzare un palazzetto del ghiaccio in territorio ascolano, tra l’altro uno dei principali alberghi sta in parte in Ascoli e in parte in Abruzzo, in parte nel comune di Civitella, caro Consigliere Giorgini, quindi c’è un inguàcchio incredibile per cui è chiaro che c’è una grossa difficoltà.
Dato che ha citato i miei trascorsi da Sindaco, da Sindaco ho tenuto sempre aperti quegli impianti anche d’estate perché avevo messo in sinergia gli impianti da tennis del Colle San Marco con la sciovia, per far si che l’operatore economico potesse trarre qualche vantaggio, altrimenti l’operatore economico che va a gestire lo skylift o il tapin roulant, non parlo di Forca Canapine, non ci fa pari. E quando parlo di integrazione dico che è assurdo se non mettiamo in relazione quello che sta sotto con quello che sta sopra, non in alta quota, anche ai 600 metri di Colle San Marco, non soltanto il turismo estivo dell’alta quota perché non abbiamo l’alta quota, i 1.600 metri della Montagna dei Fiori non sono alta quota.
L’alta quota corrisponde ai 3.000 metri, ai 2.500 metri, quello è turismo ad alta quota, quello che abbiamo noi è il turismo degli Appennini, quindi occorre un target completamente diverso perché lo sciatore, l’amante della montagna, delle Alpi non viene sugli Appennini. Occorre creare un’attrattiva completamente diversa, con un piano integrato tra il turismo estivo di 600/700 metri, dove puoi fare anche i campi da tennis, trakking, tutte queste cose qua, e lo sci o se lo sci non si può fare, perché ci sono annate in cui gli impianti non aprono, se vuole può prendere le statistiche del Cotuge, ci sono anni in cui gli impianti non aprono perché non c’è un fiocco di neve. Quindi dire che dobbiamo rivitalizzare e spendere milioni di euro per fare nuovi impianti, se non sono finalizzati ad un altro tipo di discorso e di turismo, non porterà a niente.
Non per questo uno boccia la mozione, va bene, come sintesi, come indirizzo, come esempio di buona volontà, va bene, chi dice di no, però la vedo dura in relazione a questi impegni ed alle probabilità di vederli realizzati.
C’è una grande opportunità che è quella del patto dello sviluppo per gli Appennini, mi auguro che tra i vari obiettivi da raggiungere ci sia la possibilità di inserirci qualche bel progetto attraverso accordi di programma. Ripeto, dato che tutti gli 87 Sindaci hanno detto che a loro interessa soprattutto ripartire tramite il turismo, per il resto si vedrà dopo perché gli impegni sono molto più difficili da prendere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Intervengo solo perché sono stata chiamata direttamente in causa e per dire che se una mozione rafforza quello che è già stato fatto, per me va bene, non va bene se viene detto che quella parte è stata dimenticata.
Sottolineo poi una questione tecnica, leggo la frase della prima mozione che presentai nel luglio dello scorso anno e che (tenete sotto mano la risoluzione presentata oggi e vi prego di leggere il punto 1) modificai perché mi si disse che così non poteva essere approvata, la mia mozione diceva: “1) a prevedere all’atto dell’istruttoria della revisione del Por-Fesr con le risorse aggiuntive del sisma lo stanziamento tramite apposite misure per il finanziamento di progetti di sviluppo dei comprensori sciistici”, sono le stesse identiche parole che oggi troviamo in questa risoluzione, quindi le avevo presentate a luglio le rivoterei anche oggi, ma mi è stato detto nel mio peregrinare per gli uffici che ha prodotto, attraverso uno scambio con i tecnici e delle verifiche, ciò che si poteva fare e ciò che tecnicamente non si poteva fare, ad esempio la revisione dei finanziamenti Por-Fesr non potevano essere applicati per delle misure specifiche, solo per alcune cose veniva consentito, tant’è che nella risoluzione votata poi è stata inserita un’altra serie di misure, quelle dei Gal, il fondo di sviluppo e coesione, cioè un’altra serie di forme di finanziamento per andare incontro ai comprensori sciistici, perché anche la mia mozione parlava di comprensori sciistici e non di impianti sciistici.
Allora mi chiedo e pongo una questione tecnica, se il volere politico è lo stesso di mesi fa, se ho dovuto modificare la mia mozione che riportava le stesse parole da luglio ad oggi, perché prima non poteva essere approvata con quelle stesse parole in quanto tecnicamente il Por-Fesr non consentiva quel tipo di investimento e oggi invece la approviamo? Una mozione che rafforza, che usa addirittura le mie parole, basta andare sul sito del Consiglio regionale, cliccare Consigliera Elena Leonardi, mozione 280 del luglio 2017, andare al dispositivo e vedere che le prime parole sono le stesse che voi riportate oggi.
Io la dovetti modificare dopo un percorso di approfondimento fatto con tutti gli uffici perché tecnicamente, la volontà di approvarla c’era, non era formulata in maniera accoglibile, ma oggi ritrovo la stessa formulazione e non comprendo perché mesi fa non era tecnicamente accoglibile. Ripeto, nella volontà di riportare sviluppo a questi territori siamo tutti d’accordo, infatti fu votata all’unanimità, ma non comprendo perché ora forse per correre dietro ad una questione ci si rimette mano. Pongo anche un problema, tecnicamente a me era stato messo un paletto, adesso questa mozione potrà essere portata avanti? Ribadendo il fatto e su questo, mi dispiace Consigliere Giorgini, non transigo e non metto in dubbio la sua capacità di leggere, ma lei non deve mettere in dubbio la mia volontà di venire incontro a tutti i territori colpiti, a tutti i comprensori sciistici danneggiati, perché se lei mi mette in bocca delle cose che non sono, glielo dissi e glielo spiegai anche in quella seduta, è ovvio che a me non sta bene, perché se io mettessi in bocca a lei qualcosa di diverso dalla sua volontà, da quello per cui si è mosso, penso che neanche a lei andrebbe bene. Quindi se vuole essere un rafforzativo va bene.
Pongo un dubbio, non so se tecnicamente, e lo vogliamo fare, possiamo utilizzare i fondi delle Marche per investimenti nel territorio di un’altra regione senza passare, come ha detto il Consigliere Celani, attraverso degli accordi fra le Regioni per cui anche quella Regione investe su un impianto sciistico che è nel suo territorio. Tecnicamente non so se i fondi delle Marche per il terremoto possono essere utilizzati nel territorio di un’altra regione, e pongo questo problema che ha posto il Consigliere Celani.
Per quanto riguarda la formulazione, venendo da un’esperienza nella quale mi fu chiesto di modificare quelle parole che utilizzai a luglio, altrimenti la maggioranza non le avrebbe potute votare perché c’era un no tecnico da parte dei funzionari in quanto i fondi del Por-Fesr non potevano avere quel tipo di utilizzo, vorrei capire eventualmente che cosa è cambiato oggi e se è cambiato, ben venga. Evidentemente questo lavoro ha portato delle modifiche, ma se il problema che fu posto a me permane vi chiedo di fare una riflessione ed eventualmente correggere per evitare di fare un qualcosa per cui l’ufficio poi dirà, come disse a me, “non è applicabile, votate una cosa che non è tecnicamente applicabile”. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Da parte mia un breve intervento, anche perché ho sentito molto disquisire sul saper leggere, saper scrivere, poi seguendo i ragionamenti forse più che leggere o scrivere è un problema di geografia.
Al di là di questi aspetti, sono d’accordo con la parte finale dell’intervento del Vicepresidente Celani quando ha fatto riferimento all’iniziativa di sabato scorso e soprattutto allo studio commissionato da questo Consiglio, da questa Assemblea alle quattro Università, per far si che alcuni dei contenuti anche di questa mozione possano diventare asset dello sviluppo. Tra l’altro ho visto anche le slide che sabato scorso il Vicepresidente ha illustrato.
Questo mi riporta a quando c’era l’Assessore Sciapichetti allora Consigliere e ci incontrammo ad Ussita prima del terremoto per discutere alcuni questi aspetti, dalle rinnovabili, alla ricchezza del bosco, agli aspetti legati agli impianti sciistici, e a me colpì un particolare, il Sindaco dell’allora Comune di Acquacanina, che oggi è nel comune di Fiastra, mi disse che utilizza il battipista per l’unica pista da sci di fondo della regione Marche, quel comune aveva 120 abitanti, quindi il Sindaco conosceva tutti, e la metteva in funzione di notte perché saltavano i bulloni, e nel corso degli anni, allora c’erano finanziamenti specifici, quella pista da sci e i mezzi necessari per metterla non erano stati riconosciuti.
A seguito di quell’incontro riuscimmo a far finanziare anche quel Comune, quindi io sono dell’avviso che ha fatto bene il nostro capogruppo Urbinati a sottoscrivere ed a proporre una risoluzione.
Adesso voglio rivolgermi al Consigliere Zaffiri che conosce bene la politica, anzi la ama, però a mio avviso ha fatto un intervento troppo forte, troppo motivato, troppo sentito per rimanere al punto all’ordine del giorno, perché quando ha detto che spingiamo una risoluzione vuota, che non è una proposta incisiva, utile, efficace, allora mi permetto di dire, siccome il capogruppo Zaffiri conosce la politica, non è che è preoccupato perché sa che la politica è fatta anche di piccole azioni che si fanno nei territori e su temi particolari, su periodi particolari, su momenti particolari? Non è che vede una risoluzione di questo tipo come uno dei segnali, visto che porta la firma del capogruppo del PD e di due Consiglieri del Movimento 5 Stelle? E’ questa la preoccupazione del Consigliere Zaffiri?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. La mozione è esattamente uguale a quella che ha presentato la Consigliera Leonardi, non cambia di una virgola, perché il mio intento era quello di aggiungere i due comprensori, quindi non c’è stata nessuna speculazione, ed io ho detto che so leggere, non ho detto che lei non sa leggere. Non mi permetterei mai di dire ad una persona che non sa leggere! Siccome so come si fa una mozione, perché le faccio io, non ho qualcuno che me le fa, so quello che scrivo, se io voglio dare un carattere generale non specifico i nomi, e su questo voglio far presente la mozione che è stata approvata la scorsa settimana sui parchi archeologici regionali. Il nostro Consigliere Fabbri ha fatto una mozione con la quale chiedeva di dare un finanziamento al parco Forum Sempronii, giustamente è stato detto che non andava bene perché si dovevano valorizzare tutti i parchi archeologici marchigiani, il concetto espresso è questo.
In riferimento a quello che ha detto il Consigliere Celani, che ha parlato esclusivamente di sci invernale, la neve non manca solo a 1.600 metri ma anche a 3.000 metri perché spesso viene sparata con i cannoni, quindi non è un problema di Monte Piselli …, non sto dicendo se si deve sparare o no in un comprensorio sciistico, io non lo so, ma il Consigliere Celani è di Ascoli dovrebbe essere andato spesso su, io ci andavo spesso e non andavo a sciare, perché ho le gambe rotte, però ci sono stato, quindi il concetto non è lo sci.
A me fa piacere che lei Consigliere Celani, che ha fatto il Sindaco per dieci anni, sia contro lo sviluppo di Monte Piselli, io lo accetto volentieri, i cittadini ascolani sanno che Piero Celani è contrario allo sviluppo del comprensorio di Monte Piselli, è importante che lo sappiano i cittadini, ma io nella mia mozione ho scritto “progetto di sviluppo dei comprensori”, come ha scritto la Consigliera Leonardi, perché l’ho copiato pari pari e voi siete pure capaci di non votare una mozione che è uguale alla vostra, siete capaci di non votare una mozione che aggiunge due nomi, perché? Perché la Consigliera Leonardi ha scritto espressamente “in particolare”, quindi ha dettagliato la mozione dicendo: “In particolare Frontignano, Bolognola e Monte Prata”.
Io ho aggiunto quei due nomi, non c’è nulla di sbagliato, di esoterico, bastava dire ha aggiunto giustamente due località che sono nel territorio colpito dal sisma. Quindi il mio voto sarà favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Dopo aver ascoltato l’intervento del Consigliere Giancarli pongo ancora una volta, prima di esprimere una dichiarazione di voto, una considerazione al capogruppo del Partito Democratico. Questa mozione o risoluzione si può legare con una parola ai progetti indicati sette giorni fa dall’Ufficio di Presidenza riguardanti il problema dello sviluppo dei monti Sibillini? Questo sarebbe una grossa cosa dell’Aula, tutta la mozione è interessate, ma va legata a una risoluzione. Chiedo se si può legare ai progetti indicati dall’Ufficio di Presidenza di questo Consiglio? Due, tre parole basterebbero per racchiudere seriamente, questo lo dico con tutta serietà, questa mozione o risoluzione. Credo che questo si possa recepire.
Per quanto riguarda la battuta finale del Consigliere Giancarli dico che non ci preoccupa assolutamente questa cosa, anzi siamo molto felici eventualmente di questa scelta, chiusa parentesi.
Tornando all’argomento in questione penso che questo sia da inserire ed allora cominciamo a mettere, a costruire qualcosa di interessante, leghiamolo a quello se possibile. Credo che con due o tre parole si possa recuperare anche una risoluzione in termini di sostanza perché il mondo universitario va avanti e si potrebbero realizzare questi progetti.
Nello stesso tempo diciamo ai signori della nostra Giunta che non erano presenti a quel convegno che bisogna collegare questa risoluzione ai progetti che potrebbero essere messi in atto e che hanno qualcosa di interessante. Grazie.


PRESIDENTE. Non ho altre richieste per le dichiarazioni di voto, a questo punto abbiamo la risoluzione, è stato chiesto se è possibile trovare una modalità di collegamento senza stravolgere il progetto che è stato messo in campo dall’Ufficio di Presidenza con i quattro Atenei delle Marche, nel senso che ci sono 11 obiettivi perseguibili, se si vuole si può creare un collegamento, ma non si può sostituire il lavoro che è stato fatto.
Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Lei ha anticipato il mio pensiero dopo le parole del Consigliere Zaffiri.
Effettivamente credo che questo possa essere uno degli scopi strategici che rientra tra quelli esistenti, non conosco in maniera approfondita il lavoro che ha fatto l’Ufficio di Presidenza, ne faccio ammenda, chiedo quindi all’Ufficio di Presidenza e ai tecnici se esiste già un sistema che faccia riferimento a quegli obiettivi lì.
Vorrei dire un’ulteriore cosa, cerchiamo di fare un passo in avanti, credo che tra tutti gli obiettivi che ci siamo posti con queste mozioni, sia quella della volta scorsa della Consigliera Leonardi, che questa, vedo una chiara unitarietà di intenti di tutto il Consiglio regionale, credo che sarebbe bene riuscire a mettere da parte qualche piccola incomprensione e procedere verso quella che è una spinta unanime in direzione di questi progetti. Poi è chiaro che, come è scritto, i fondi Por-Fesr delle Marche non possono essere utilizzati per la regione Abruzzo o per altre. Questo non è che devono spiegarcelo gli uffici, un Consigliere regionale deve saperlo, è scontato. Noi stiamo facendo un progetto sul fiume Tronto tra le Marche e l’Abruzzo, lì c’è un documento di intesa e la Regione Marche utilizza i propri Por-Fesr, i fondi Cipe arrivati recentemente, e la Regione Abruzzo utilizza altri tipi di fondi, è la convenzione che mette insieme. Non credo che ci sia la possibilità di fare questo.
Mi scusi, Presidente, approfitto della presenza dell’Assessore Sciapichetti, visto che è tornato, e del clima abbastanza tranquillo che c’è qui, per dire che la campagna elettorale è finita, è finita il 4 marzo fortunatamente, ne inizierà un’altra, ma inizierà fra qualche mese, per fortuna.
Vorrei chiedere a qualche parlamentare ed anche a qualche Consigliere regionale se si sono mai trovati in una scossa superiore a magnitudo 4 vicino all’epicentro, a me purtroppo è successo, è successo il 30 ottobre alle 13,55, quando andai ad Arquata dopo la scossa del mattino delle 7,40, fu una scossa di magnitudo 5 della scala Richter, quando c’è una scossa superiore a magnitudo 4, le case antisismiche non crollano, si possono danneggiare, si spostano i mobili, cadono le suppellettili. Mettere in rete un’ora dopo la scossa di magnitudo 4.7 delle fotografie, da parte di Parlamentari e Consiglieri regionali, non è un atto leale verso quelle aree, soprattutto non facciamo un servizio al resto del Paese, perché alla fine chi non vive in quei territori, chi non conosce le questioni, pensa che quello che è successo in due o tre o al massimo cinque o sei Sae, sia il sentire comune di una popolazione. Non è assolutamente così!
La campagna elettorale è finita, qualche piccola giustificazione poteva esserci in quel caso, cerchiamo di fare i seri perché chi lo fa e chi lo dice non si è mai trovato, per fortuna sua, durante una scossa, trovarsi sull’epicentro con una scossa a magnitudo 5 ..., quindi che come minimo cadano le suppellettili è una fortuna. Grazie.

PRESIDENTE. Ho una risoluzione a firma dei Consiglieri Giorgini, Urbinati e Maggi, metto in votazione questa o ci sono modifiche? Se avete bisogno di qualche minuto …
C’è stata richiesta una comunicazione, essendo rientrato, dell’Assessore Sciapichetti, che è stato nelle zone che hanno subìto la scossa, senza aprire il dibattito, solo una comunicazione.

Comunicazioni della Giunta regionale
“Nuova scossa di terremoto nelle Marche”.

PRESIDENTE. Ha la parola, per le comunicazioni, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Siamo stati questa mattina immediatamente a Pieve Torina, nell’epicentro della scossa delle 5,11 di magnitudo 4.7. Alle ore 9,00 è iniziata la riunione operativa in presenza del Commissario De Micheli, del Capo della Protezione Civile Borrelli, del Presidente Ceriscioli e del nostro Direttore della Protezione Civile ed insieme ai Sindaci del perimetro in cui si è verificato l’epicentro.
Ovviamente continuano ad aggravarsi i danni sulle strutture abitative che erano già lesionate. A Pievetorina una decina di famiglie erano rimaste nelle loro abitazioni dopo le scosse dei mesi scorsi, sei sono state fatte evacuare perché hanno avuto aggravamenti, quindi devono lasciare le loro abitazioni. Si è parlato quindi di come ospitare queste famiglie che devono lasciare in queste ore le abitazioni.
I danni sono alle cose e non alle persone, l’epicentro è a Muccia e Pievetorina principalmente, continua lo sciame sismico, i tecnici dicono che non è una nuova faglia, ma è il ripetersi delle scosse che ci sono state nei giorni precedenti, ovviamente i danni più che altro sono di natura psicologia perché la popolazione è terrorizzata, è allarmata, quindi è facilmente comprensibile lo stato in cui si sentono i cittadini.
Comunque sono state date tutte le risposte all’emergenza immediata per quello che può succedere in quelle ore, la situazione è sotto controllo.
Relativamente alle foto che sono girate su Facebook, a cui ha fatto riferimento il Consigliere Urbinati, sono segnalate ad ora 3 Sae nel comune di Muccia, in una frazione, e 7/8 Sae nel comune di Pievetorina, all’interno di queste strutture abitative d’emergenza si sarebbero staccati dei pensili e si sarebbero spostati i mobili.
I tecnici di Arcale e Cns sono già sul posto per riparare i danni, ovviamente credo che la cosa non dovrebbe verificarsi, ma se si verifica nell’epicentro del terremoto dopo una scossa di magnitudo 4.6 – sarebbe stato meglio che non si fosse verificato – non credo che debba essere enfatizzato anche perché in tutti gli altri comuni del cratere ad ora non vengono segnalati danni alle Sae. La situazione è questa.
Ho visto che a livello nazionale si è scatenato il solito dibattito, la solita polemica fuorviante, eccessiva e incredibile sulla sicurezza delle Sae, ripeto, non è questo il momento da parte nostra di rispondere alle polemiche.
L’emergenza continua, continua l’impegno totale di tutti gli organi e delle istituzioni preposte nel dare una risposta concreta all’emergenza che purtroppo non finisce e ci mette in difficoltà ormai da 18 mesi, questo è quanto.
La situazione è questa, completamente sotto controllo, speriamo che finisca qui.

PRESIDENTE. E’ pronta la risoluzione o procediamo con i lavori in altro modo? Stanno scrivendo?
Nell’attesa di avere il testo definitivo della risoluzione sulla mozione n. 316, procederei con il punto 8 all’ordine del giorno.

Mozione n. 326
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Sentenza Consiglio di Stato diplomati al Magistrale”

Mozione n. 337
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Diplomati magistrali – Sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 326 della Consigliera Leonardi e la mozione n. 337 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. La legge 107 del 13 luglio 2015 “Riforma del sistema nazionale di istruzione” non ha risolto il problema del precariato, bensì ha aggravato il problema allargando la condizione di precarietà a tutti quei docenti di ruolo succubi dell’algoritmo ministeriale e delle incoerenti assegnazioni delle cattedre su base nazionale.
A peggiorare questa situazione è arrivata la sentenza n. 11 del 20 dicembre 2017 del Consiglio di Stato che ha definito la nota questione relativa alla legittimità o meno dell’inserimento in graduatoria ad esaurimento dei diplomati magistrali degli anni 200/2001.
La sentenza in questione contiene un secco “no” nei confronti dell’abilitazione all’insegnamento per i possessori del diploma magistrale che fino a poco tempo prima quest’ultimo era considerato abilitante all’insegnamento.
Molti insegnanti nelle scuole della nostra regione saranno pertanto costrette ad abbandonare il proprio posto di lavoro proprio a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017.
Premetto che questa mozione l’ho depositata il 9 gennaio, quindi nel momento in cui era recentissima la sentenza.
La situazione è particolarmente grave perché tra l’altro molti bambini si troverebbero in corso di anno a dover cambiare insegnante vedendo così minato anche il fondamentale principio della continuità didattica.
Non vi sono attualmente, per quanto mi risulti, nelle graduatorie insegnanti in numero utile per coprire i posti che si renderebbero disponibili a seguito di quello che è stato anche da più parti definito come un licenziamento di massa che scaturirebbe da questa sentenza.
Pesante ovviamente la ripercussione sia dal punto di vista delle forze lavoro attualmente impegnate nell’insegnamento. forte preoccupazione viene espressa sull’intera questione dalle rappresentanze sindacali.
I diretti interessati sono comunque lavoratori per i quali l’amministrazione scolastica ha assunto un impegno contrattuale e lavorativo a tempo indeterminato pur sapendo della situazione incerta rispetto al profilo degli stessi lavoratori che si sono diplomati come magistrali entro il 2001.
Con questa mozione chiedo un impegno alla Giunta regionale: a farsi promotrice presso il Governo nazionale ed il Ministero dell’istruzione e dell’Università e della Ricerca (Miur) di una azione politica forte, affinché venga assunta una decisione riparatrice al contenzioso in atto finalizzata alla garanzia della continuità didattica educativa; ad assicurarsi che tale atto politico sia assunto urgentemente per poter dare garanzie alle famiglie ed agli studenti nelle scuole della regione e nel contempo ai lavoratori che rischiano il proprio posto di lavoro; ad attivarsi per favorire un processo razionale di riordino delle modalità di reclutamento del corpo docente al fine di garantire quella continuità didattica troppo spesso disattesa in questi anni nonché l’adeguamento degli organici con la fine del precariato.
Devo dire che questa mozione sollecitata sia dagli articoli di stampa, sia da una preoccupazione generale e dagli insegnanti, è stata proposta nei mesi scorsi anche in altri Consigli regionali con esito positivo, quindi mi auguro che si possa fare una riflessione serena a fronte di queste due incongruenze, il fatto che gli insegnanti siano stati assunti dal Ministero nonostante la normativa prevedesse una cosa ed il fatto che la sentenza del Consiglio di Stato da un giorno all’altro li lasci fuori da un percorso lavorativo nel quale erano inseriti, con tutti i problemi non solo legati a queste figure, che perderebbero il posto di lavoro, ma anche alla continuità educativa rispetto ai ragazzi che oggi li hanno come insegnanti.
Credo che un interessamento forte di quest’Aula nei confronti del Ministero possa essere uno strumento positivo per cercare di porre una soluzione ad un problema certamente complesso, nel quale ognuno giustamente cerca di far valere i propri diritti. Penso che, vista l’importanza della scuola e vista l’importanza di dare chiarezza al mondo lavorativo, non possiamo sottrarci. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ho poco da aggiungere a quanto detto dalla collega che ha presentato una mozione analoga.
La Sentenza del Consiglio di Stato risulta paradossale perché va contro tutte le precedenti sentenze che in questi anni hanno dato ragione a decine di migliaia di insegnanti che adesso si vedono negare improvvisamente persino il diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento e vengono retrocessi a docenti di serie C.
Questa sentenza pone drammatici problemi professionali e umani ai diplomati magistrali. Molti di loro hanno avuto nomine annuali nelle graduatorie ad esaurimento e in diversi sono già stati immessi in ruolo, rischiano quindi di perdere il posto di lavoro, rischiano di trovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un’interpretazione, di ritrovarsi addirittura in terza fascia.
Una sentenza ingiusta, spietata, nei confronti di insegnanti non venticinquenni, qui si sta parlando di madri e patri di famiglia, che all’improvviso si troverebbero senza lavoro, in totale sono circa 70.000 in Italia, di cui 1.500 marchigiani, che chiedono almeno un sostegno da parte di questo Consiglio regionale che non deve essere sordo alle richieste e che deve attivarsi perché, come hanno fatto altri Consigli regionali, con analoghe mozioni, si dimostri sensibilità a questo problema che risulta insormontabile.
Quindi chi è stato immesso in ruolo è auspicabile che conservi il posto di lavoro e l’anno di prova per chi l’ha già fatto dovrebbe essere considerato abilitante di per sè. Chi è inserito con riserva nelle graduatorie ad esaurimento dovrebbe poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale.
Bisogna che questo Consiglio intervenga immediatamente anche alla luce del fatto che se i Tribunali dovessero far decadere tutte le supplenze e le immissioni in ruolo, la scuola primaria e quella dell’infanzia entrerebbero in un caos totale.
Il problema, colleghi Consiglieri, è strettamente politico, ma è anche intollerabile che i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ed anche degli studenti - la continuità didattica più di una volta, sempre più spesso, non viene rispettata – non vengano garantiti.
Un segnale anche da parte del Consiglio regionale delle Marche, come è avvenuto in Toscana, dove l’iniziativa è stata presa dal Partito Democratico ed è passata all’unanimità, in Puglia, in Veneto, in Sardegna, anche le Marche si esprimano a sostegno degli insegnanti e dei docenti.
Nel Consiglio di oggi più volte è stata tirata in ballo la scuola, il Consigliere Giorgini prima ha detto quando la scuola contava qualcosa, sottintendendo che oggi è considerata meno.
Vogliamo dare un segnale piuttosto che un ulteriore schiaffo alla scuola ed al ruolo degli insegnanti? Vogliamo manifestare solidarietà verso tutti questi insegnanti, padri e madri di famiglia, che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Sicuramente l’iter sarà seguito in modo diverso, ma vediamo di manifestare la nostra solidarietà, la nostra vicinanza, come hanno fatto gli altri Consigli regionali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. L’altra volta ho votato contro la mozione relativa al riconoscimento del lavoro usurante degli insegnanti , ma per me è stata una questione di giustizia, però la posizione che prendo oggi è favorevole a queste due mozioni, perché ritengo ingiusta e ingiustificata la sentenza nei confronti di queste persone che sono la pietra miliare della prima educazione dei nostri ragazzi.
Ho conosciuto molti insegnanti elementari e devo dire che ho sempre apprezzato e riconosciuto la loro grande professionalità e grande umanità, in effetti prendono i ragazzi alla prima età scolare e li indirizzano verso un cammino con una funzione importantissima.
Penalizzare e schiaffeggiare ancora, mi sembra questa sentenza ingiusta e ingiustificata anche perché gli insegnanti elementari, soprattutto nei piccoli centri, hanno sempre avuto un ruolo importantissimo e fondamentale per la formazione di bambini e ragazzi che sono lontani dalla grande città e che vivono nel piccolo centro.
Ricordo che una volta nel piccolo centro le autorità erano il Sindaco, il Maresciallo dei Carabinieri, il Dottore ed il Maestro o la Maestra elementare.
Queste persone svolgono un ruolo importantissimo e delicato per cui ritengo che debba essere dato loro un riconoscimento che in effetti nel corso degli anni è stato sempre negato a tutti, agli insegnanti in generale e a questi insegnanti in particolare, per cui a nome del Movimento 5 Stelle sostengo con grande convinzione e fermezza queste mozioni, mozioni di giustizia nei confronti di persone che svolgono con grande sacrificio, perché è un lavoro difficile, grande professionalità ed abnegazione una funzione importantissima.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Da insegnante non posso che condividere lo spirito di queste due mozioni, ritengo che sia stata fatta una cosa abbastanza grave che comporterà una serie di disagi a tutti, a partire dai docenti, alle famiglie, agli studenti.
Quando vengono fatte queste sentenze, che vanno rispettate, bisognerebbe a mio avviso, l’avranno anche fatto, valutarne fino in fondo gli effetti, quindi rispetto la sentenza, per carità, però la situazione è grave perché gli effetti portano una serie di complicazioni molto importanti.
Proprio per cercare di dare una botta alla botte ed una al cerchio dico che, rileggendola, la mozione della Consigliera Leonardi può essere accolta, per cui voterò a favore.
Mi rivolgo anche all’Assessore che giustamente è preoccupata del fatto e si domanda come si può andare contro una sentenza. Semplice, non si può, sono sicuro che tutti quanti a partire dall’Assessore, ma tutti quanti qua dentro, siamo solidali con gli insegnanti, le famiglie e gli studenti, chi vuole mandare a casa questi insegnanti che fino a ieri hanno fatto il loro dovere? Nessuno, però c’è una sentenza, è questo il problema.
La mozione della Consigliera Leonardi, cercando di leggerla in maniera estesa, dice: “A farsi promotore presso il Governo e il Ministero di un’azione politica forte affinché venga assunta una decisione riparatrice al contenzioso in atto finalizzata alla garanzia della continuità didattica educativa”.
In questa frase, e ha fatto bene secondo me la Consigliera a rimanere generica, ci possono essere anche delle azioni riparatrici, che non sono quelle esclusive della riassunzione, perché la sentenza dice che questi insegnanti non possono essere riassunti, per lo meno nei termini che la sentenza specifica, però possono essere trovate delle supplenze, delle altre forme, adesso non sta a me indicare quali, che permettano una continuità, perché il problema c’è. Quindi da questo punto di vista condivido quello che è scritto in questa mozione e la voterò favorevolmente.
Sull’altra che ugualmente condivido, lo voglio precisare, oggettivamente mi trovo più in difficoltà perché parla di riassunzione, che la sentenza dice non essere possibile fare.
“Attivarsi presso tutte le istituzioni affinché siano mantenuti i posti di lavoro già di ruolo e venga tutelato il diritto di inserimento nelle graduatorie”, a me sembra che questo dispositivo, condividendo al 100% lo spirito della mozione, sia più complicato da votare. A mio avviso per come è scritta è più stringente rispetto alla dicitura che ha trovato la Consigliera Leonardi e credo che contrasti con lo spirito della sentenza. Quindi mi asterrò su questa mozione, condividendone lo spirito, invece, ripeto, voterò a favore della mozione della Consigliera Leonardi.
Penso che tutti quanti siamo solidali con gli insegnanti, c’è una sentenza che va rispettata, bisogna trovare un escamotage, una forma che ci aiuti a superare questo ostacolo.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. In risposta a quanto detto adesso dal Consigliere Bisonni dico che quando si parla di mantenere i posti di lavoro non si indica l’esatta modalità di prima, chi è di ruolo mantenga il ruolo, nella forma che si considererà più opportuna, anche in supporto ai docenti di classe.
Voglio fare una digressione perché mi sono sentita tirata in causa per quanto riguarda il discorso del terremoto.

(interrompe l’Assessore Sciapichetti)

Marzia Malaigia. Lei non sa neanche cosa sto per dire!

(interrompe l’Assessore Sciapichetti)

Marzia Malaigia. Se lo ha capito, mi dica cosa sto per dire.

(interrompe l’Assessore Sciapichetti)

Marzia Malaigia. Mi sono sentita tirata in causa perché ho pubblicato delle foto che ho fatto in loco. Si vuole censurare anche quello che faccio nel tempo libero?

(interrompe l’Assessore Sciapichetti)

Marzia Malaigia. Non lo so! Voglio dire che se si pubblicano foto di pensili che cadono non è per fare una critica, ma per rimarcare il fatto che delle casette, che sono state costruite dopo le scosse, devono quanto meno essere predisposte in maniera che un pensile non possa cadere sopra un bambino ed essere pericoloso. In fin dei conti nelle navi da crociera si fa in questo modo, non è caduto mai niente anche con le bufere più grandi.
Che un Consigliere non possa andare dove viene chiamato a vedere se effettivamente i problemi sono quelli segnalati, mi sembra una censura che questo Consiglio o altri Consiglieri non possono permettersi di fare.
Nel tempo libero invece di andare in vacanza, vado a trovare le persone che mi chiamano. Non posso farlo? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Presidente nello specifico della mozione. Per quello che riguarda Uniti per le Marche riteniamo che il senso della mozione sia ritornare su una questione che è stata già discussa e ridiscussa ormai sia a livello nazionale che regionale, anche se collegata ad altre tematiche.
Per quello che riguarda Uniti per le Marche riteniamo che un messaggio forte, importante, che nasce in questo caso dalle minoranze della Regione Marche, sia da indirizzare al nuovo Governo, perché questa mozione è indirizzata al nuovo Governo, non possiamo parlare del Governo in carica, quindi il Gruppo Uniti per le Marche voterà con grande impegno e con grande forza, però è chiaro che fra 6 mesi ci ritroveremo qui e diremo quello che ha fatto questo nuovo Governo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Parlo sull’intervento della Consigliera Malaigia in riferimento alla discussione di prima, questa cosa mi lascia molto sconcertato, noi mettiamo in rete quello che riteniamo opportuno metterci.

PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri solo una precisazione, il tema non è questo, magari dopo fa una comunicazione a parte.

Sandro ZAFFIRI. Lo so che sono fuori tema, però ci è andato chi ha illustrato, allora bisognerebbe che …
Ci siamo capiti Assessore Sciapichetti, il bavaglio lei non ce lo mette!

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Vorrei semplicemente dire che, ci siamo intesi anche con la Consigliera Leonardi, il problema di queste mozioni è solo uno: sono fuori tempo, vorrei farne una questione cronologica senza andare a ripetere la storia, e perché la mozione …, perché la sentenza …, è una questione cronologica e basta.
Noi siamo intervenuti ed oso dire, Consigliera Malaigia, che abbiamo fatto pure meglio delle altre Regioni e, senza falsa stima, lo sa perché? Perché abbiamo portato i ragazzi delle Gae, meno ragazzi e più maturi, li abbiamo portati dal Ministro, quindi non è che abbiamo fatto solo una questione di …
Le mozioni adesso sono fuori luogo perché abbiamo l’ordinaria amministrazione, chi si muove più al Miur per una questione del genere? Questo è il mio punto di domanda.
La sentenza va oltre quello che voi avete detto, voi avete detto che la sentenza non va bene perché ci vuole continuità, ci vuole organico. No, io vi dico di più, non va bene per la deontologia professionale dei docenti, non è che non va bene perché abbiamo bisogno di persone, non va bene perché non sono reclutate, quindi la questione va oltre perché parlando della scuola, con tutto il rispetto, io sono la prima e dire: se non abbiamo questi docenti, se i nostri bambini cambiano professore, ma sono palliativi, non è questo il discorso, il discorso è alla radice, qui si sta ferendo la deontologia di alcuni insegnanti che non vengono più ritenuti tali.
Su questo ho fatto la mia battaglia, le vostre mozioni le reputo non superflue nel contenuto, ma fuori luogo cronologicamente, però accetto la sfida, mandiamo al nuovo Governo un’altra richiesta in più. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 326. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Passiamo alla votazione.
Mozione n. 337. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)



PRESIDENTE. Torniamo alla trattazione del punto precedente.


Mozione n. 316
“Terremoto – Sostegno per lo sviluppo turistico, economico e naturalistico dei bacini sciistici presenti nella Regione Marche, compresi anche quelli ubicati in parte nelle Regioni limitrofe”

PRESIDENTE. Sono state presentate la proposta di risoluzione n. 1 a firma dei Consiglieri Giorgini, Urbinati e Maggi, che è stata ritirata, e la proposta di risoluzione n. 2 a firma dei Consiglieri Giorgini, Maggi e Urbinati, che ora distribuiamo.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Faccio una dichiarazione brevissima, visto che ho firmato anche questa proposta di risoluzione. Io che sono un marinaio e vivo al mare ho firmato due risoluzioni ed una mozione sugli impianti sciistici.
Le ho firmate perché penso che l’indotto del turismo invernale ed estivo, l’indotto del turismo montano, sia molto importante per una serie di categorie economiche e professionali, per cui ho firmato questa proposta di risoluzione senza soffermarmi sulle questioni raffinatamente politiche, anche perché seguo ormai da qualche tempo un insegnamento che mi ha dato il Consigliere Marconi che non c’è, ed è questo: una mozione non si nega a nessuno!
Questo insegnamento che mi ha dato il Consigliere Marconi, l’ho riscontrato nella pratica perché credo che il 95% delle mozioni siano rimaste una discussione politica e questa Giunta, non so se anche le altre, non ha dato il seguito che si doveva dare all’importante indicazione politica.
In questo momento in Aula siamo molto tolleranti perché guardiamo da una parte al PD e da una parte alla Lega per cui siamo molto aperti ed equidistanti anche se personalmente posso pensarla in maniera diversa, però come diceva una volta il PC: “La disciplina di partito” ci impone questo atteggiamento, questa presa di posizione. E’ una presa di posizione, da una parte c’è la Lega e Forza Italia, dall’altra il PD, è un momento politico particolare perché poi la risoluzione l’ha firmata anche il PD.
Come sempre, e come si è ispirato anche il Consigliere Giorgini che è il promotore, colui che viene da quei territori, guardiamo soprattutto all’interesse dei marchigiani, senza andare a confrontarci e a scontrarci su questioni politiche e di bandiera. In questo momento la situazione è fluida, anche con la recente scossa, quindi occorre mettersi la mano sulla coscienza.
Questi poveracci già sono talmente …, lo so perché io sono vecchio ed Ancona ha avuto un terremoto nel 72 che ci ha rovinato l’esistenza, per cui siamo vicini alle popolazioni che subiscono queste catastrofi, e cerchiamo di dare un indirizzo politico alla rinascita di un territorio, che è ancora martoriato. E’ questo il nocciolo e l’essenza di questo provvedimento che è stato firmato anche da altri e che il Consigliere Giorgini aveva proposto tempo fa.
Noi voteremo anche questa risoluzione, io l’ho firmata e prego i colleghi di guardare soprattutto all’interesse dei territori e delle genti senza soffermarsi su questioni e su differenze o su antagonismi politici, ma all’interesse generale di queste persone. Per questo vi prego che la risoluzione abbia, come diceva qualcuno della maggioranza, un segnale di unità nei confronti di queste persone e di tutto un indotto economico che ha sofferto e sta soffrendo ancora.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Annuncio il voto favorevole a questa risoluzione così come è stata modificata perché penso, per quanto mi riguarda, che sia importante che sia stato ribadito un principio e che questi interventi siano rivolti a tutti. Comprendo l’esigenza del Consigliere Giorgini perché anche a me erano arrivate telefonate e segnalazioni in quanto qualcuno aveva fatto passare un messaggio distorto, cioè che in quella mozione ci fossero degli esclusi.
Gli esclusi c’erano, ma erano i comprensori sciistici non colpiti dal sisma che nelle nostre terre marchigiane sono presenti. Non erano compresi perché questa mozione andava a rilanciare quelle terre, quindi è stata reinserita la precisazione.
Voglio ribadire la cosa che mi sta più a cuore, abbiamo approvato la mozione ad ottobre 2017, sono passati 7 mesi, avevamo previsto e votato all’unanimità di avviare un tavolo tecnico con tutti i soggetti, gli enti locali, i gestori degli impianti, coloro che fanno turismo e recettività in quelle zone, coloro che vogliono mettere su delle imprese in comprensori, ma da quando è stata approvata in ottobre, non sono stati assolutamente chiamati e coinvolti, quindi invito, e prendo la mozione di oggi come nuovo stimolo, a chiedere alla componente politica di attivarsi il più celermente possibile per incontrare queste persone e per capire quali progetti e come venire incontro alla realizzazione pratica di queste progettualità, proprio per il rilancio, come credo vogliamo tutti, delle zone che sono in difficoltà.
Mi restano i dubbi, poi tecnicamente non lo so, però ribadisco che la voterò, sull’utilizzo di fondi delle Marche per altre regioni, mi restano i dubbi ma voterò favorevolmente questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. La prima cosa da dire è che quando si parla delle aree terremotate forse nessuno di voi ci abita, nessuno di voi ha una casa nel cratere, forse nessuno di voi ha visto la casa di famiglia distrutta, forse nessuno di voi ha visto i mobili cadere, forse nessuno di voi ha trovato il televisore a sei metri da dove era ubicato, io si, a differenza di chi parla e fa le fotografie ai mobiletti. Poteva venire a casa mia ad Accumoli il 24 agosto ed avrebbe trovato tanti mobiletti per terra, tante bottiglie per terra, tanti quadri per terra, addirittura un quadro tenuto con una catena, poteva venire lì e fare tante fotografie, eppure è una casa di cemento armato, costruita a regola d’arte e non ha subìto danni gravi, ma ha subìto danni relativi. Quindi a me le questioni di sciacallaggio mi danno veramente fastidio e mi farebbe piacere che si avesse un po’ di rispetto per l’Assessore Sciapichetti che è provato da quello che ha fatto oggi, perché sono mesi e mesi che sta dietro a queste situazioni e sta di fianco alle persone che soffrono, probabilmente ne ha incontrate molto più lui che chi va facendo le fotografie.
Detto questo parliamo di geografia, perché fino adesso abbiamo parlato soltanto della storia recente.
Forca Canapine, che forse la Consigliera non conosce per niente, ma glielo dico io, si trova tra Arquata e Norcia e quindi in pieno cratere, Monte Piselli che è stato inserito si trova tra Valle Castellana ed Ascoli Piceno, in pieno cratere. Quindi le due località sciistiche che sono state inserite sono nel cuore del cratere e addirittura Forca Canapine è sotto il Vettore, nel cratere, quindi se non è questa una cosa possibile! Quindi non è: le allarghiamo, ho dei dubbi, se sia o non sia!
Il problema che riguarda Valle Castellana e riguarda Monte Piselli è vero, Monte Piselli ricade in parte nella regione Marche e in parte nella regione Abruzzo e non è facile pensare, come qualcuno avrà intuito, come si debba e si possa gestire un bene tra l’altro pubblico, perché è pubblico, tra due Regioni. Infatti c’è un Consorzio di Comuni terremotati sia abruzzesi che ascolani nel quale partecipano anche le due Province terremotate, Teramo e Ascoli Piceno, quindi ricandenti entrambe in gran parte nel territorio del cratere.
Credo che sia cosa buona e giusta riportare in queste zone l’attenzione, attenzione che, se mi permettete, si concretizza in questa proposta della Consigliera che è volta a portare economia e nuovi impulsi, attenzione rispetto alle possibili attività che possono rinascere o migliorare in quelle zone, ma sinceramente paragonare l’azione della Consigliera Leonardi, che è volta all’interesse di queste zone, con la speculazione fatta con fotografie parziali, che non aiutano certo il rilancio dell’economia e mortifica un Assessore come Sciapichetti che ha dedicato gli ultimi 18 mesi della sua vita a quelle zone, è veramente uno sciacallaggio che non serve ed è vile.

PRESIDENTE. Ha la parola, ai sensi del comma 4 dell’articolo 55 del Regolamento interno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Ho ascoltato in questo momento un intervento a dir poco allucinante, qui dentro non c’è sciacallaggio, chi ha fatto le foto non ha fatto sciacallaggio, se ci sono delle difficoltà, perché l’attuale maggioranza non è in grado di risolvere o affrontare le problematiche derivanti dalla catastrofe che è accaduta nelle Marche, è un altro problema e la vivacità del dibattito, che ho appena ascoltato, sta dimostrando per quanto ci riguarda questa cosa. Noi siamo andati sul cratere, ci siamo stati sempre …

(interrompe l’Assessore Casini)

Sandro Zaffiri. Non mi interrompa, Assessore, la finisca con questo modo arrogante che usa in Aula anche durante gli interventi mentre i Consiglieri parlano, si ricordi di tutta la storia dei primi 30 mesi. Punto
Rispetto a questo problema che ho ascoltato, noi abbiamo evidenziato …, se qualcuno qua dentro, ma credo di no, è poi rappresentante o venditore di quelle casette, è un altro problema, ma non penso che sia questo il problema, noi stiamo evidenziando che la ricostruzione è stata fatta male, l’Assessore non c’entra niente, lei vuole strumentalizzare le cose …,

(interrompe l’Assessore Casini)

Sandro Zaffiri. Si le casette sono state fatte male al punto tale che un’ulteriore scossa …,

(interrompe l’Assessore Casini)

Sandro Zaffiri. Non mi interrompa, non faccia sempre la maleducata, non lo è, perché poi non è nemmeno simpatica. Rimanga simpatica per favore!
Rispetto alla situazione delle casette, era prevedibile che le ondulazioni facessero accadere quello che è successo, è una cosa naturale, non ci vogliono gli scienziati per capire che quel tipo di costruzione con le nuove scosse avrebbe reagito in questo modo.
Parliamo di inconvenienti che possono capitare e naturalmente questo è accaduto, tanto è vero che questo inverno sono dovuti salire sul tetto per liberare il camino perché la neve l’aveva chiuso, sono inconvenienti che nonostante i costi altissimi sostenuti per la realizzazione delle casette si sono verificati. Noi stiamo evidenziando questo, lei si scandalizza per queste cose?
Noi del centro destra abbiamo visto la ricostruzione fatta in altre località e con metodi diversi, quindi siamo portati a fare il confronto, voi non fate questo confronto, prendete per buono quello che è stato realizzato in questo periodo, mentre noi diciamo che ci sono delle criticità e le manifestiamo, le facciamo conoscere alla comunità marchigiana. Questa è la differenza! Voi non volete far sapere niente, noi vogliamo far sapere le cose che sono accadute e, caro Assessore, faremo sempre sapere alla comunità marchigiana le cose che accadono, che non hanno niente a che vedere con l’impegno dell’Assessore, che è un’altra cosa, e per quello che ha fatto l’Assessore, per il suo impegno, noi gli diciamo bravo. Vede la differenza? Non le ha fatte lui le cose realizzate sul territorio, le hanno fatte altre persone, le ha fatte un Commissario che veniva da una Regione che ha subìto un terremoto uguale, ma diverso da quello delle Marche, le ha fatte con il decreto n. 190 un vostro Governo, i provvedimenti burocratici li avete fatti tutti voi e avete il coraggio ancora di parlare e di dire che tutto va bene, ma per favore abbiate un po’ di dignità quando parlate di questi problemi!
Credo che lei abbia introdotto nella discussione un argomento boomerang che non ricade sull’opposizione, ma sulle forze di maggioranza e visto che le piace fare autogol continui pure a farlo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Mi preme fare una precisazione perché il titolo della mozione che andiamo a votare parla di comprensori anche ubicati in regioni limitrofe, per quanto riguarda i comprensori colpiti dal terremoto, che ricadono territorialmente nella regione Marche, lo ribadisco, erano già compresi nella mozione approvata all’unanimità il 23 ottobre che parlava di comprensori sciistici delle aree terremotate, pertanto va bene una maggiore precisazione inserendo dei nomi, anche perché in quei territori si era scatenata l’idea, e mi dispiace che qualcuno abbia voluto rincarare la dose, che fossero stati esclusi, così non era, e se vi andate a prendere le trascrizioni di quella seduta del Consiglio vedrete che anche dalla sottoscritta era stato bene evidenziato.
Le mie perplessità, che ho ribadito, sono tecniche perché non conosco la possibilità di utilizzare i fondi Por-Fesr destinati alle Marche per altre regioni, e ho fatto semplicemente un appunto. Il percorso lo feci con il Presidente della Commissione Traversini in alcuni uffici quando la maggioranza mi chiese di rinviare la mozione che modificammo sulla base dei paletti che avevano messo gli uffici tecnici, che avevano previsto un eventuale un parere negativo.
Quindi che mi venga attribuita una volontà diversa dalla mia, non mi sta bene, come pure, se non era riferito a me ben venga, che mi venga attribuita la volontà di speculare sulla questione del terremoto o di fare sciacallaggio nei confronti dell’Assessore Sciapichetti, se l’accusa era riferita a me, non l’accetto, se non era riferita a me chiudo qui, perché credo di avere sempre avuto un comportamento corretto nei confronti dell’Assessore e di tutti. Grazie.

Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Giorgini, Maggi e Urbinati. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)
Mozione n. 340
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Marconi, Busilacchi
“Giovani medici e Medicina territoriale: percorsi formativi in Medicina generale e sicurezza nello svolgimento del Servizio di continuità assistenziale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 340 dei Consiglieri Giancarli, Marconi, Busilacchi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Per ragioni istituzionali e anche per una questione di stile non ha voluto fare l'illustrazione il Presidente Volpini, altrimenti l'avrebbe fatta meglio di me.
Intanto ringrazio i Consiglieri Busilacchi e Marconi perché l’hanno firmata.
Parto da alcune considerazioni, qui parliamo dei medici di Medicina generale, della loro formazione, e tra l’altro forse è il caso, ma sabato scorso sono stato invitato ad una festa da un medico di Medicina generale che dopo la laurea per 42 anni consecutivi di attività ha svolto questa funzione, non soltanto vicino ai pazienti che hanno costruito con lui un rapporto non solo professionale, ma aveva profuso il suo impegno anche in una delle Case della Salute che ci sono.
Sono stato ad un incontro con molti ragazzi già laureati che stanno facendo questo corso ed hanno messo in evidenza alcune difficoltà, alcune situazioni che possono essere migliorate e che nella mozione abbiamo cercato di scrivere.
Partiamo dalla figura del medico di Medicina generale, anche del ruolo centrale di questa figura, abbiamo fatto riferimento anche ad una nota della Federazione italiana dei medici di Medicina generale che ha reso noto delle proiezioni sui pensionamenti, sulle nuove assunzioni e noi scriviamo una cosa forte, spero che sia meno forte di come si paventa perché nel frattempo ci saranno sicuramente dei correttivi, ovvero c’è chi pensa che fra un po’ di anni sarà difficile avere il medico di medicina generale, spero che questa situazione possa essere risolta. Queste sono considerazioni di carattere generale.
Per intraprendere la professione di medico di Medicina generale bisogna partecipare a questo percorso triennale di formazione specifica e conseguire un diploma, in Italia questa formazione è affidata, ovviamente dopo la laurea, alle Regioni e alle Province autonome, che di fatto svolgono le stesse funzioni delle Regioni.
Nelle Marche per non essere molto lungo, sono stati creati 5 poli didattico-formativi in ciascuno dei quali un Gruppo di coordinamento sovraintende alle attività didattiche in base alle indicazioni del gruppo tecnico regionale. Questo gruppo tecnico regionale è l’organo di supporto scientifico preposto a definire le linee guida sugli obiettivi didattici, sulle attività, sulle metodologie di insegnamento, sui seminari regionali interdisciplinari di approfondimento.
Attraverso questi percorsi formativi potrebbero essere potenziate le capacità dei giovani medici di Medicina generale per far seguire loro anche alcune patologie tipicamente trattabili a livello ambulatoriale, come il Consigliere Volpini ci insegna.
C’è anche un riferimento ai Servizi di continuità assistenziale che sono spesso garantiti da giovani medici e a volte sono allocati in strutture isolate, in qualche caso con sistemi che lasciano dubbi sulla sicurezza di queste persone che sono costrette ad operare lì.
Quindi le richieste sono: strutturare insieme all’Asur dei percorsi di verifica dell’omogeneità dell’offerta formativa nei vari poli didattico-formativi regionali, ho ricordato che sono 5, sia sul versante delle conoscenze teoriche che delle competenze pratiche; prevedere incontri periodici fra il gruppo tecnico per la formazione specifica in medicina generale, i gruppi di coordinamento di polo ed i partecipanti ai percorsi formativi di medicina generale; potenziare anche corsi di formazione specifica per arricchire quello che dicevo poc’anzi, quelle patologie trattabili a livello ambulatoriale; verificare che le procedure di accreditamento dei diplomati permettano un rapido inserimento degli stessi nelle graduatorie; verificare l’appropriatezza della locazione delle sedi di continuità assistenziale al fine di garantire la sicurezza degli operatori in servizio, questo ultimo aspetto riguarda più i giovani medici che i medici di medicina generale in senso stretto.
Quindi non solo chiedo l’approvazione, ma chiudo come ho iniziato, ovvero, ora ne sono ancora più convinto, che il Presidente Volpini avrebbe potuto illustrarla meglio di me, cosa che non ha fatto per una questione di stile.
Ringrazio ancora il Consiglio tutto per l’attenzione e i Consiglieri Marconi e Busilacchi per averla firmata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Ho ascoltato l’esposizione fatta dal Consigliere Giancarli su questa mozione che condividiamo e riteniamo importante anche perché si cerca di dare un contributo per mantenere e far crescere la professionalità.
Credo che questo sia un aspetto importante, pertanto condividiamo la mozione ed esprimiamo un voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Tolgo un argomento sul quale sono stato appena censurato dal Presidente Volpini, censurato positivamente, accolgo l’osservazione.
Come presentatore anche di una precedente interrogazione ho firmato volentieri questa iniziativa del Consigliere Giancarli, quanto mai opportuna perché è una piccola parte, ma fondamentale. Fra un po’ inizieremo la discussione del Piano sanitario regionale, per il quale, come ho già detto in un’altra occasione, credo che molte cose siano già state fatte, guardando al futuro di questa organizzazione ed anche alla formazione dei medici di Medicina generale o, come li chiamiamo di solito, dei medici di famiglia.
Non li abbiamo ancora adeguatamente inseriti nel sistema sanitario regionale, dobbiamo dircelo chiaro tutti e mi auguro che tutte le forze politiche di questo Consiglio saranno d’accordo da qui a un anno nell’affermare quanto sto dicendo, non li abbiamo adeguatamente inseriti e non è solo un problema di una vecchia polemica se devono o no essere dipendenti, qualcuno dice di si, qualcuno dice di no, qualcuno dice che non conviene neanche da un punto di vista economico, rimangono liberi professionisti anomali, perché un libero professionista che al 100% riceve soldi da una convenzione pubblica, è un libero professionista, diciamo medico, a partecipazione regionale, come c’erano le partecipate statali al 100%. Va benissimo, non è tanto importante la forma contrattuale con la quale si rapportano al servizio, è fondamentale che loro non siano il primo anello di passaggio rapido, o l'anello debole della struttura, ma diventino l’anello forte. E quando dico questo, dico che devono essere supportati da questa formazione che chiediamo oggi, ma anche da strutture, da attrezzature.
Il Consigliere Volpini ed il Presidente Ceriscioli lo vanno predicando da diversi anni in questa regione e direi sempre più ascoltati, nonostante tante polemiche. I medici di medicina generale dovrebbero essere l’ossatura di quella struttura territoriale fatta dai 13 ospedali di comunità e delle 15/20/40, non so quante ne faremo, Case della salute, quelle dovremmo farle un po’ dappertutto, in cui i medici di medicina generale operano in forma associata garantendo un servizio continuativo all’utente, non isolato, dove la prima diagnostica viene svolta.
Sottolineo particolarmente il punto 3, dove dico: accessi impropri ad ospedali e strutture specialistiche.
Leggo da qualche parte una cosa che non viene fatta mai, cioè se mi ricovero in ospedale dovrei essere accompagnato da una scheda del medico di famiglia, io sto ai casi concreti, adesso non so qual è sia il partito che li amava, forse il Movimento 5 Stelle, ma ormai sta al Governo e non ama più fare queste cose. Io amo i casi concreti, una persona che si ricovera in Italia, non nelle Marche, perché è una procedura nazionale, dovrebbe avere una scheda del suo medico di famiglia nella quale per esempio è scritta una cosa ovvia: le allergie o le intollerenze. A chi si ricovera in ospedale per un intervento chirurgico - a me è successo recentemente, lo so bene, chiedono la cosa ovvia: hai delle allergie o delle intolleranze? Perchè? Perchè i medici che devono fare una anestesia, devono sapere se quello che ti inniettano ti ammazza oppure no. Il tuo medico di famiglia dovrebbe saperlo prima di tutti. Lo chiedono quando fai il prericovero, vai dal chirurgo e te lo chiede, te lo chiede l’anestesista e lo scrive su una scheda, il giorno che ti ricoveri e vai in reparto te lo chiedono un’altra volta, il giorno dell’intervento entri in sala operatoria e sul lettino, sulle tue ginocchia, viene appoggiata una cartella di cartone ed un operatore che si e no riconosci perché cominci ad essere già mezzo addormentato, ti chiede: “Hai delle allergie?”
Questo è quello che succede oggi nei nostri ospedali, efficientissimi per altri aspetti, e mi chiedo se si può risolvere una questione così stupida. Una questione così stupida si risolve se ci entra in testa che non esiste un disperato medico di famiglia che opera come può, con 1.500 mutuati, correndo a destra e a manca e visitandoli a casa o in ambulatorio. Si risolve con un sistema, con una struttura, con meno concorrenza, con questo dico una cosa difficilissima, meno concorrenza fra i medici è come sperare che i diavoli si mettano insieme perché sostanzialmente questa è la condizione. Un po’ più di cooperazione e la persona che deve essere accolta all’interno della struttura arriva con una scheda, arriva con una storia, c'è uno scambio di informazioni costante fra il medico di famiglia e l’ospedale.
Questo lo dico perché in questa mozione abbiamo scritto opportunamente giovani medici, capisco che chi per 35/40 anni ha operato in un certo modo difficilmente si possa riconvertire, ma almeno partiamo bene con quelli che devono cominciare.
Credo che a livello di strutture Asur e aziende non aspettino altro perché loro per prime sono convinte di questa cosa, ma il fatto che oggi il Consiglio nella sua totalità dia un’indicazione di questo tipo penso che possa essere estremamente incoraggiante.
Credo che queste siano le grandi rivoluzioni, diciamo dappertutto che dobbiamo abbattere le liste d’attesa, così si abbattono le liste d’attesa, le liste d’attesa si abbattono con la diagnostica che fatta sul territorio fa la differenza, un anno il 5% in meno, poi 10%, poi 15% . Lo dico perché l’ho visto stamattina in una situazione un po’ particolare, non dico drammatica, che è accaduta in quest’Aula ad una nostra dipendente e mia collaboratrice, ho visto all’opera il dott. Volpini il quale ha consigliato una serie di cose che già terminavano l’intervento, mi sono meravigliato del fatto che si sia assunto verbalmente delle responsabilità che forse un altro medico non avrebbe assunto, dicendo: basta così, non c’è bisogno che di fare la 10 Tac, 40 risonanze e quant’altro.
Un po’ più di responsabilità e anche un accompagnamento, meglio ancora se il dott. Volpini nel caso specifico fosse stato in un poliambulatorio, dentro un ospedale di comunità, dentro una Casa della salute, e all’interno di quella struttura, senza liste d’attesa, senza attendere, avesse valutato l’emergenza o l’urgenza della situazione ed in condizioni di fare immediatamente un’ecografia, però il dottore deve essere bravo e deve imparare a farla perché se il dottore l’ecografia non la sa fare, il problema si pone.
Magari ci potrà essere un passaggio successivo ma questo filtro è ora che lo inseriamo e se riuscissimo a fare queste piccole ma significative cose otterremo nel tempo anche risultati significativi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Intervengo perché informato sui fatti, si dice così in ambito giuridico.
I temi della carenza dei medici nonché della formazione e dell’organizzazione delle cure primarie sono di grande attualità e tra loro interconnessi.
Cercherò di dire alcune cose per arricchire un po’ la discussione.
La carenza dei medici non riguarda soltanto i medici di Medicina generale, ma riguarda l’intero mondo della medicina, perlomeno diverse discipline.
Ricordo che non più di 15/20 anni fa il tema era la pletora medica, si parlava che l’Italia era la nazione che avesse un rapporto abitanti/medico tra i più bassi d’Europa, eravamo secondi soltanto alla Francia. Poi i numeri chiusi per l’ingresso nelle Università, soprattutto i numeri chiusi per l’ingresso nelle scuole di specializzazione hanno portato alla situazione attuale per la quale noi stessi, nella nostra regione, vediamo come sia difficile reperire il radiologo a Cagli, piuttosto che a Cingoli. L’anestesista pediatrico è ormai uno specialista in via d’estinzione, soprattutto i pediatri di libera scelta, cioè i pediatri che lavorano nel territorio.
Questo tsunami ha colpito anche la Medicina generale, esistono attualmente delle zone del nostro Paese, soprattutto al nord, nelle valli bergamaschem tanto care al Consigliere Zaffiri, che ormai da diverso tempo soffrono di questa carenza, ci sono località che non vengono ricoperte e ci sono centinaia, migliaia di cittadini che sono rimasti senza medico.
Peraltro perché è interessante la discussione all’interno di un Consiglio regionale? Mentre sulle altre specialità il boccino, la governance, è tenuta dalle Università, per i medici di medicina generale, la loro formazione, il loro tirocinio professionalizzante, come si chiama, sono materia delle Regioni e questa è la condizione reale in cui si dovrebbe realizzare l’atto programmatorio e la risposta perché le Regioni hanno anche voce in capitolo nella programmazione, purtroppo questo negli anni non si è verificato e non si è verificato quasi sicuramente per ragioni economiche. Cioè le borse di studio che il Governo concedeva erano assolutamente insufficienti per le necessità.
Mi pare che, potrei sbagliarmi, siano circa 900/950 all’anno, nella nostra Regione sono circa 25 a fronte di 500 concorrenti e a livello nazionale sono circa 25/30 mila i concorrenti, queste sono le proporzioni.
C’è stato un impegno dell’ultimo Governo di aumentarle, tant’è che le Marche hanno avuto un numero di borse di studio di 7 unità in più, si è passati da 900/950 a 1000/1800 borse di studio, comunque assolutamente insufficienti.
Nella nostra regione uno studio fatto dalla Fimmg, che è il sindacato più rappresentativo dei medici di Medicina generale, ci racconta che dal 2022 al 2026, con numeri crescenti, arriveremo ad una carenza di circa 325 medici sui 1.500 medici di Medicina generale che operano nelle nostre città, quindi avremo la situazione, anche qui, di centinaia di cittadini senza medico.
E’ un tema ormai diventato di stretta attualità, vengono fatti convegni, la stessa Federazione dell’ordine (Fnomceo) attraverso il suo nuovo Presidente ed il nuovo Comitato centrale ha preso la questione in maniera seria e confidiamo in un’inversione di tendenza se non in una risoluzione.
La mozione racconta come si svolge la formazione del medico di Medicina generale, è una formazione tutta regionale perché viene fatta in un triennio all’interno degli ospedali, all’interno delle strutture territoriali per quota parte e per un anno (diviso in due semetri) viene fatta presso un medico tutore, un medico di medicina generale, io l’ho fatto per tanti anni, ma da quando sono qui dentro ho rinunciato a fare il tutor di Medicina generale. C’è una frammentarietà della formazione.
Come Regione siamo colpevoli, forse non lo sapete, perché non abbiamo più rinnovato la scuola regionale di formazione per la Medicina generale che era uno strumento peraltro contrattuale, ha operato per alcuni anni e poi non sono stati rinnovati il Direttore ed il Comitato direttivo per cui è rimasta un’incompiuta e si è demandato il coordinamento ai Comitati tecnici per area vasta, quelli a cui si riferisce la mozione.
E' chiaro che ci deve essere un recupero di questo strumento e di questo organismo che dia gli indirizzi e soprattutto che sappia anche, ed è l’altra grande sfida, collegarsi all’Università, come è successo in altre regioni nelle quali accanto alla scuola di formazione della Regione si è creata una grande sinergia con il Dipartimento di Medicina generale all’interno del corso di studi di medicina e chirurgia. Di questa cosa ne sento parlare da tanti anni, ma non si è ancora potuta realizzare.
Serve un medico preparato e formato rispetto a quelle che oggi sono le reali e nuove necessità, sia sul piano del modello organizzativo, che della cultura, del saper fare da parte del medico di Medicina generale.
Tra l’altro nel nuovo accordo collettivo nazionale, che è stato da poco firmato da parte di tutte le sigle sindacali, si è insistito, più che sulla quota capitaria, sulla nuova funzione che il medico di Medicina generale deve avere. Un medico di Medicina generale deve essere in grado di fare una medicina pro attiva, deve essere più protagonista nell’ambito della prevenzione, attraverso gli screening, attraverso la prevenzione, un medico di Medicina generale deve essere in grado di gestire meglio e di più la cronicità, che è la vera sfida che abbiamo di fronte, un medico di Medicina generale che doti il suo ambulatorio, la sua struttura, chiaramente riveduta e corretta in quelle forme di cui prima si parlava, case della salute piuttosto che equipe territoriali, piuttosto che ..., in cui entri a pieno titolo una piccola diagnostica che se non è in grado di incidere in maniera negativa sulle liste di attesa, in maniera predominante sulle liste d’attesa, sappia dare una risposta di prossimità e di vicinanza alle esigenze del cittadino, più un ruolo attivo nella gestione della cronicità e per quanto ci riguarda delle cure intermedie che, come sapete, oggi sono il tema dei temi, ovvero strutture non più ospedaliere, ma che ospitino malati instabili la cui gestione è affidata a infermieri, a fisioterapisti ed al medico di Medicina generale.
Noi come Regione abbiamo fatto un anno fa un accordo quadro con i medici di Medicina generale per questo tipo di gestione, purtroppo aveva un solo difetto quell’accordo che era volontario ed essendo volontario ha comportato una scarsa adesione.
Credo che su questo dobbiamo insistere facendo leva anche sui nuovi medici, magari formati attraverso questo nuovo percorso affinchè possano dare le risposte assistenziali alle necessità diverse che emergono e dare la risposta alla famosa transizione epidemiologica alla quale abbiamo assistito in tutti questi anni.
Quindi ben venga anche da parte del Consiglio regionale una sensibilizzazione su questo tema che poi è la questione del territorio. Troppo spesso parliamo di Pronto soccorso, parliamo di Pip, di divisioni ospedaliere, parliamo di unità operative complesse, non siamo abituati tutti, me compreso, a considerare l’altra metà del cielo, come la chiamo io, cioè quella che peraltro assorbe oltre il 50% delle risorse spese in sanità, che è quella del territorio, che è quella dei distretti, che è quella delle attività poliambulatoriali, oggi delle cure intermedie e della medicina generale.
Questa mozione la voglio leggere anche in questa direzione: rendere tutti noi più sensibili dal punto di vista culturale, dal punto di vista quasi empatico a questa parte della sanità, perché di sanità si tratta, potremo sicuramente svolgere ancora meglio il nostro ruolo e la nostra funzione di amministratori regionali.
Quindi ringrazio i proponenti ed i firmatari di questa mozione perché hanno permesso a quest’Aula di poter ascoltare problematiche che riguardano il territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Questa mozione sui percorsi formativi in medicina generale, sulla sicurezza nello svolgimento del servizio di continuità assistenziale, con un occhio rivolto in particolare ai giovani medici, è assolutamente condivisibile anche perché ridona l’importanza che riveste il professionista di medicina generale nel sistema sanitario la cui formazione è affidata alle Regioni.
Nella mozione si mette anche in evidenza la carenza attuale e futura con un saldo negativo di 22.000 unità da qui ai prossimi 5/8 anni, quindi è importante l’organizzazione e la formazione dei medici di medicina generale per cui il nostro è sicuramente un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Solo per puntualizzare che noi voteremo a favore di questa mozione perché la formazione sui medici è fondamentale, bisogna riscoprire il ruolo tecnico del medico di una volta che quando ero bambino ti faceva dire “33” ed aveva una flessibilità mentale che i medici di adesso forse non hanno più, adesso non ti mettono le mani addosso e ti mandano a fare la diagnostica specialistica da cui nasce tutto il discorso dell’appropriatezza, quindi assolutamente va ripresa questa capacità di incidere sul territorio.
Concordo con il Consigliere Volpini quando parla di assistenza domiciliare, di strutturazione della sanità e della salute sui territori, e quindi di medicina distrettuale. Invoco lo studio e l’approfondimento del Chronic Care Model che altre Regioni hanno iniziato a sperimentare, poi prendo nettamente la distanza dall’inserimento di questa mozione, che parla esclusivamente di formazione del medico, nel Piano sanitario, come hanno fatto i Consiglieri Marconi e Volpini, nelle case della salute, negli ospedali di comunità, eccetera, perché qui sono tre anni che le nostre visioni sono completamente opposte da questo punto di vista.
Sul merito esclusivo della mozione che parla di formazione del medico di medicina generale siamo d’accordo, nell’ottica del potenziamento dell’assistenza distrettuale e sul territorio, lasciamo da parte l’organizzazione ospedaliera, giustamente, perché su queste cose abbiamo già dichiarato decine di volte la nostra estrema differenza di vedute.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 340. La pongo in votazione.

(Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 155
“Negoziati sul TTIP e richieste di accesso ai documenti presso il Mise”

Mozione n. 350
“Contrarietà ai contenuti del TTIP (Transatlantic Trad and Investment Parthership) ed alle modalità del negozio”.

PRESIDENTE. C’era sospesa una risoluzione che atteneva le due mozioni abbinate, la n. 155 (ritirata) e la n. 350, a questo punto la risoluzione sta per essere distribuita.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Riassumiamo per l’Aula essendoci sfilacciati nel tempo.
La mozione n. 155 è del luglio 2016 e viene sostituita dalla n. 350 a firma mia e del Consigliere Maggi “Contrarietà ai contenuti del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) e dalle modalità di negoziato”.
Come Regione Marche ci siamo già espressi nella risoluzione 10 del 2016 che voglio rileggere, con la quale a livello europeo abbiamo mandato la nostra posizione, ed io in Commissione ero stato uno degli estensori della posizione della Regione, “Al riguardo si formula la proposta che il sistema degli accordi internazionali commerciali sia sviluppato diversamente da come sta procedendo nel metodo e nel contenuto il TTIP, nella massima trasparenza dei contenuti e favorendo la massima partecipazione da parte dei cittadini degli Stati membri”. Partecipazione che purtroppo ancora non si vede. “Tali accordi dovrebbero essere basati sulla condivisione di principi fondamentali riguardanti la tutela ambientale, il rispetto dei diritti dei lavoratori, la naturalità del prodotto e la qualità nelle molteplici fasi di produzione dello stesso, adottando lo standard più evoluto presente negli ordinamenti delle parti contraenti, al fine di garantire un processo concreto verso lo sviluppo di un’economia sostenibile e socialmente più equa”. Quindi la nostra posizione al riguardo è molto chiara, espressa già due anni fa. “Per quanto riguarda l’Europa si ritiene che la politica commerciale europea debba essere fondata sulle regole condivise ed applicate tra i Paesi membri; le proposte europee riguardanti gli accordi di partenariato commerciale, dovrebbero inoltre prevedere clausole finalizzate a tutelare le tipicità dei Paesi membri anche al fine di promuovere e valorizzare l’elevato grado di biodiversità naturale che caratterizza ogni regione dell’Europa. In questo contesto occorrerebbe promuovere un sistema di tracciabilità che consenta di risalire in modo chiaro alla provenienza delle materie prime utilizzate, introducendo un sistema di etichetta trasparente”. Quindi avevamo individuato le pecche che questo accordo sembra avere in seno.
L'Assemblea legislativa delle Marche, il 12 luglio del 2017, quindi quasi un anno fa, ha approvato la risoluzione n. 42 ed ha espresso la nostra contrarietà al Ceta, nei contenuti e nei modi, se vi ricordate, anche con la spinta delle associazioni di categoria.
Abbiamo un movimento trasversale, ad esempio c’è il raggruppamento “Stop TTIP” che è composto da 200 associazioni distribuite in 25 Stati che si sta battendo per una maggiore trasparenza relativa ai contenuti di questo trattato. Contenuti che sembra vogliano abbassare gli standard di sicurezza e ambientali e liberare l’ingresso di prodotti provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, che non soddisfano gli standard che noi abbiamo qui in Europa.
Le modalità con cui vengono portati avanti questi due trattati, Ceta e TTIP, la secretazione degli atti, vista la grande difficoltà avuta per reperire i contenuti sommari sulle modalità e sui contenuti stessi dell’articolato dei trattati, devono essere denunciati e noi vogliamo che la Regione Marche prenda una posizione chiara a questo riguardo.
Noi riteniamo che i negoziati relativi al TTIP siano condotti senza alcun coinvolgimento e consultazione delle popolazioni, tanto meno delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, tale inaccessibilità all’iter di formazione ed ai contenuti dei documenti costituisce un attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e potersi pronunciare nel merito.
Riteniamo che il TTIP sia in sostanza un trattato di totale, incontrollata deregolamentazione dello scambio di beni e servizi tra USA e Europa e che l’Italia possa essere gravemente danneggiata economicamente dall’applicazione di accordi di questo tipo.
Quindi la mozione, che poi è stata ripresa dalla risoluzione, su cui sembra si stia convergendo con facilità, chiede prima di iniziare a parlare dei contenuti del TTIP, di coinvolgere i cittadini, le associazioni, gli enti locali, Regioni, Governo, per parlare apertamente di una cosa che inciderà sullo scambio di prodotti di qualsiasi natura tra Europa e Stati Uniti; chiediamo, in mancanza di una seria discussione trasparente nei contenuti e nei metodi, di dichiararci contrari a questa tipologia di accordi, come fatto esattamente con il Ceta.
Questo è il quadro all’interno del quale è maturata la mozione e la successiva risoluzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Sostanzialmente siamo d’accordo anche questa volta non solo per le vicende governative italiane, ma anche per il quadro politico che in questo caso è completamente cambiato, per quanto possa essere influente, in America non c’è più Obama, ma c’è Trump che parla di dazi.
Come Gruppo abbiamo deciso di prendere una posizione su questo aspetto perché riteniamo che dopo la risposta convincente che ci hanno dato anche i nostri uffici sembra che, come specificava bene il Consigliere Fabbri, il vulnus che c’è stato nella discussione di questa trattativa è stato quello della mancanza di trasparenza. Mentre sul Ceta abbiamo avuto tutti gli elementi per poter decidere in maniera chiara quello che conveniva o meno al nostro Paese, alla nostra regione, in questo caso non abbiamo gli elementi che avevamo già chiesto, perché avevamo fatto già una mozione un anno e mezzo fa e da quel momento passi in avanti sulla trasparenza e sulla conoscenza effettiva di questo trattato non ne sono stati fatti.
Adesso c'è Trump, prima l’ho detto per scherzo, adesso lo dico realmente, che torna ai dazi, ma sbaglia. A me i dazi fanno sempre pensare al Medio Evo, forse ho questa malformazione, però non c’è un Paese dove i dazi abbiano dato i risultati sperati, sono una limitazione al libero commercio, ma stiamo bene attenti perchè il libero commercio, forse il motivo per cui non ci sono dazi, ha bisogno di regole serie e la prima regola quando si discute un trattato è quella di esaminarlo con i Paesi membri interessati, i quali devono discuterlo con i territori.
Il nostro è un territorio, lo abbiamo detto tante volte, con una biodiversità straordinaria, come lo è la nostra regione in tutti i settori, fatta di economie molto segmentate, quindi non ci fidiamo tanto di quello che sta accadendo e vorremmo vedere meglio dentro questo trattato e se alla fine ci daranno tutti gli elementi per discuterlo, se troveremo degli aspetti positivi per le nostre economie, ci mancherebbe altro, aderiremo con molto favore.
In questo momento ritengo importante metterci insieme a tutti gli altri, Comuni, enti, Regioni, che come noi hanno deciso di volerci vedere un po’ più chiaro nel merito di questo trattato, quindi il voto per quanto riguarda il gruppo del PD sarà favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo per comunicare all’Aula che la copia che hanno ricevuto non porta la mia firma che ho aggiunto dopo aver sentito il primo firmatario, molto volentieri, quindi c’è anche la firma del gruppo UdC.
Intervengo per dire anche un'altra cosa, quando avevamo discusso la questione, se non sbaglio due anni fa, eravamo di opinioni leggermente diverse, non legate al fatto che ci fosse Obama o Trump, a parte gli Stati Uniti e l'atteggiamento che hanno cambiato, ma una situazione che oggettivamente cambia.
Il vero problema non è mettere in discussione un'area di libero scambio che noi sogniamo mondiale, il vero problema sono i soggetti che si rapportano fra di loro, perché se un soggetto è oggettivamente cedevole, e a volte l’Europa dà questa impressione, il problema sorge.
Dico al Consigliere Urbinati, di cui condivido tutto quello che ha detto, che a volte i dazi possono avere il valore negativo in quanto è un dazio commerciale. Io metto un dazio commerciale semplicemente perché sto difendendo immondizia, ho un prodotto che fa schifo e per renderlo competitivo nel mercato interno metto un dazio del 100%, oppure faccio un dazio di dispetto, quello che stanno facendo adesso Cina e Stati Uniti, perché ognuno cerca di limitare l’importazione dell’altro e lo fanno sui prodotti di più di largo consumo, in uno o nell’altro Paese. Fino a lì è guerra commerciale.
Parlo di altri quattro tipi di dazio che invece metterei, c’è un dazio sociale, c’è un dazio monetario, c’è un dazio legato alla salute e c’è un dazio ambientale, cioè il mio prodotto europeo costa di più perché per farlo spendo il 5% in più per non inquinare, perchè per farlo spendo il 7% in più in quanto ci sono i sui prodotti alimentari esasperanti con tanto di Nas e Carabinieri, quindi mi costa di piùM ho un costo aggiuntivo perché è un dazio sociale, perché io i lavoratori li pago di più, li proteggo, gli do la pensione e gli do l’Inail e tu Cina non gliela dai. Se io ho un dazio monetario perché tu hai il dollaro per il quale stampi ogni anno 40/50 miliardi di banconote e inondi il mondo di dollari, quindi ce l’hai sempre svalutato, mentre io ho l’euro che è forte, è chiaro che io queste differenze in qualche maniera le devo valutare e compensare.
Secondo me queste cose dovrebbero stare dentro i trattati, perché o il trattato è onesto e prende oggettivamente atto della differenza che potrebbe essere anche reciproca, ci potrebbe essere il prodotto canadese o americano che è meglio del nostro perché noi siamo più sporchi ad esempio nel fare il pecorino, e quindi loro dicono “noi siamo più bravi di voi” – voglio vederlo – e allora in questo caso vale che il loro prodotto è daziato di un 5/10%, negli altri casi no, perché la parità deve essere vera e reale e deve essere misurata su quelle cose, deve essere misurata sul valore del prodotto, sennò il rischio al ribasso della tutela ambientale, della tutela della salute, della tutela sociale dei lavoratori e della tutela monetaria è automatico, perché ognuno cercherà sempre più di passare e ci troveremo con gli stipendi a 800 euro al mese, quando tempo fa li avevamo a 900 o a 1.000, dopo a voglia a rincorrerci su questo!
Perché gli stipendi bassi, per chi come noi in Europa, non so quanto dureremo, non stampa più moneta, come sta facendo adesso Draghi per 50 miliardi all’anno, significherà anche maggior debito pubblico, perché meno reddito hai e meno tasse vengono pagate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Bene arrivati, cari colleghi, a questa mozione perché il Gruppo della Lega il 17 luglio 2015 ha presentato la mozione n. 5 sul trattato TTIP che è stata bocciata da quest’Aula. Sono passati tre anni, vi ci è voluto parecchio per capire questo problema, noi l’avevamo capito già nel 2015.
Questi sono i dati, la dott.ssa Zampa controlli la mozione della Lega n. 5 del 17 luglio, se qualcuno dovesse chiamare per Zaffiri il medico per un Tso.
Dico questa cosa perché siamo soddisfatti che ci siete arrivati, ci siete arrivati tardi, ma c’è un detto, “meglio tardi che mai”. Noi siamo soddisfatti di questa evoluzione e grazie alla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle anche voi della maggioranza ci siete arrivati, però ci sono voluti tre anni e questo è grave per uno che fa politica. Credo che sia di una gravità inaudita!
Non è il problema dello scambio, caro Consigliere Marconi, anche noi siamo per lo scambio, ma lo scambio come viene fatto? Noi avevamo visto giusto, lo scambio che il Governo Obama tentava di imporre all’Europa era uno sciacallaggio perché non c’erano regole sui prodotti, non c’erano regole nei contenuti delle targhette dei prodotti; poi il Ceta sul grano e gli scambi con il Canada, i nostri agricoltori hanno i magazzini pieni di grano del 2017, però la nave con il grano del Canada di 50 tonnellate arriva nel porto di Bari o in altri porti.
Questo è il problema, questo la Lega voleva tutelare, questo la Lega ha tentato di fare nel 2015, anche l’anno dopo sul Ceta, però è chiaro che è rimasto dentro quest’Aula perché il buon Partito Democratico, quella volta il capogruppo era il Consigliere Busilacchi, ha detto di essere per il libero mercato e contrario alla mozione.
Adesso siete favorevoli, politicamente è sempre importante cambiare idea e ragionare però, l’ho detto prima, noi rimaniamo positivamente soddisfatti solo che vi sono serviti tre anni, questo è un aspetto essenziale della cosa.
Siete una bicicletta con un rapporto molto lento, avete una ruota molto grande, quindi vi occorre tanto tempo per lanciarla.
Noi votiamo questa mozione perché fa parte del nostro essere, fa parte del nostro movimento, fa parte del nostro partito, tutela e difende con la massima trasparenza i prodotti italiani che non hanno niente da imparare dagli altri.
Ripeto, non è un problema di scambio, lo scambio va controllato, lo scambio va regolamentato, lo scambio va fatto in termini seri, però se arrivano a imporci prodotti confezionati con gli insetti, io mi devo opporre perché non fa parte di quella legge che noi stiamo votando. La dieta mediterranea è diametralmente opposta a queste cose che ci vogliono imporre. Chi voleva imporci queste cose è stato sconfitto in America, come è stato sconfitto in Europa chi ce le voleva imporre, vedremo cosa succederà in Italia, ma positivamente registriamo questa cosa ed il Partito Democratico si è accorto finalmente che bisogna cercare di modificare le cose che non vanno bene. Cari compagni, meglio tardi che mai. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Durante questa discussione ho avuto qualche sussulto, il primo l'ho avuto quando il Consigliere Urbinati ha detto che i dazi gli fanno venire in mente il medio Evo. Ricordo che quando ero piccolo c’era la cinta daziaria in Ancona e i furgoni che non volevano pagare il dazio andavano di corsa e il daziere gli correva dietro, quindi l'appartenenza al Medio Evo mi ha un attimo depresso.
Poi ho sentito il Consigliere Marconi rinnegare il libero mercato, l’economia di mercato e esaltare il dazio, però Consigliere Marconi potremo anche discutere e magari non negare assolutamente quello che ha detto. Il discorso è che l’economia di mercato fa si che, se tu fai un prodotto più brutto e di scarsa qualità, cambi produzione oppure fai un prodotto migliore, utilizzando le tue leggi sul lavoro, la qualità, eccetera.
Questa è una discussione aperta da molto tempo, però l’economia di mercato ormai è accettata da tutti. Trump sta tornando indietro, sull’acciaio e sull’alluminio sta mettendo dei dazi, quindi, probabilmente, anche questo farà si che il TTIP venga, mi auguro, tenuto da parte.
Consigliere Zaffiri lei ha ragione, ma non ci sono voluti tre anni, qui c’è voluto il dicembre 2017 e il 4 marzo, questo è stato, non è stata una evoluzione, però sono contento che finalmente il centro sinistra si riappropri delle sue battaglie politiche, che sono state sempre della sinistra e del centro sinistra, perché poi di cosa stiamo parlando? Il TTIP prevede l’abolizione delle barriere non tariffarie dei dazi, a parte che i dazi erano già quasi ininfluenti precedentemente, di togliere le barriere non tariffarie. Togliere i dazi significa togliere quelle norme che tutelano il lavoro, la salute dei cittadini, l’ambiente e la tipicità dei nostri prodotti, ho citato le cose più importanti.
Questo TTIP è voluto dalle multinazionali, dalla finanza, che non hanno niente a che vedere - è stato citato il Ceta che è l’altra faccia della stessa medaglia - con la nostra economia né con le battaglie sociali tipiche del nostro Paese, per cui sono contento che ci sia questa adesione della maggioranza a questa battaglia che è nella nostra tradizione politica, che è nella nostra tradizione di civiltà.
Come si diceva per il Ceta, la nostra produzione, la nostra economia è basata sulla tipicità, su un clima particolare, su una tradizione artigiana unica, quindi ben venga questa cosa.
Il TTIP deve essere ostacolato in tutti i modi, il fatto che non ci sia condivisione dei popoli che partecipano, sia europei che americani, a questo processo scellerato è perchè questa trattativa è stata condotta nell’assoluta segretezza, nessuno sapeva niente. All’inizio si conosceva questa sigla che è stata storpiata in vari modi, ma i contenuti sono venuti fuori pian piano da indiscrezioni. Già questa metodologia è condannabile e il nostro Paese, che fonda la sua economia sulla capacità che altri non hanno, non può soggiacere e sottostare al TTIP. Anziché il nostro pesce dell’Adriatico, le nostre vongole, avere il pesce congelato pescato tre anni fa nel Pacifico e darlo ai nostri ragazzi, grattare sugli spaghetti il “parmesan” anziché il parmigiano è una cosa che grida vendetta e sono contento che questa cosa venga recepita senza se e senza ma da tutta l’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Fabbri, Urbinati, Maggi, Marconi. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 349
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Riqualificazione dell’Ospedale, dei servizi e delle strutture sanitarie del territorio di Senigallia e dei Comuni della Valle del Misa e del Nevola nell’ambito delle politiche di programmazione sanitaria regionale e della tutela della salute dei cittadini”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 349 del Consigliere Zaffiri che ha la parola per illustrarla.

Sandro ZAFFIRI. Brevemente per illustrare questo atto.
Dopo diversi rinvii, sospensioni e qualche chiosa, che è stata fatta perché è stata giustamente messa in linea, questa è una mozione che il Consiglio deve recepire perché è uno stimolo all’Assessore nonché Presidente per guardare con attenzione a tutta la vallata del Misa, che va da Arcevia fino a Senigallia, per quanto riguarda le problematiche della sanità.
Questa la sostanza della mozione che impegna la Giunta nelle azioni amministrative, sanitarie, tendenti a mantenere e potenziare, dove è possibile, i servizi su Senigallia, questa mi sembra sia una richiesta bipartisan, soprattutto nei Comuni del territorio della Valle del Misa e del Nevola che soffrono di quanto oggi ho evidenziato (punto C della mozione), l’H24 della Msa, cioè l’ambulanza.
Questa mozione chiede un impegno politico affinché l’ospedale di Senigallia non venga depauperato delle sue attività importanti.
Il Consigliere Volpini abita in quel territorio, mentre io ed il Consigliere Giancarli siamo della provincia di Ancona, non è in questo contesto che la metto anche se ne abbiamo discusso, chiedo alla Giunta ed a tutte le sue strutture di informare i Sindaci della vallata dell'approvazione di questa mozione.
Questo è l’aspetto politico di questa realtà territoriale, che aveva subìto in modo particolare l’entroterra di questa provincia, mi riferisco alla zona di Arcevia in cui siamo già intervenuti per cercare di dare un piccolo supporto all’ospedale.
Questa mozione va in questo contesto, credo che possa essere recepita per dare un servizio buono, ottimo a questa comunità per salvaguardare e se necessario, come ad esempio per la Msa, integrare la modalità H24, da Arcevia a Senigallia. Un territorio che si merita questo impegno anche per le situazioni che purtroppo di recente ha dovuto subìre a causa di fatti incresciosi che sono accaduti.
Credo che possiamo dare una risposta in questo senso e chiedo all’Aula di approvarla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Dichiaro subito il voto favorevole perché, come diceva il Consigliere Zaffiri, la mozione è stata rivista, è stata limata, è stata riscritta, sono stati eliminati una serie di punti che secondo noi non andavano bene, perché dipingevano una struttura ospedaliera in decadenza, l’ospedale Principe di Piemonte - non so quanti di voi sanno che l’ospedale di Senigallia ha questo nome - in realtà non lo è perché fa parte a pieno titolo della rete ospedaliera dell’Area vasta 2, è uno dei tre presidi dell’ospedale unico di Area vasta 2 insieme all’ospedale di Jesi e all’ospedale di Fabriano, prima dell’integrazione c’era anche l’ospedale di Osimo che adesso è integrato con l’Inrca, ha al suo interno tutte le discipline, alcune di queste con una maggiore specificità in quella logica di rete che caratterizza la nostra azione di governo sanitario.
Mi preme ricordare alcune specificità come la Breast Unit che ha sede a Senigallia, la gatroenterologia, la nefrologia, che è stata la prima a cimentarsi con un servizio di grande importanza come quello della dialisi estiva, che permette – visto che la nostra è una città turistica – a molti pazienti affetti da insufficienza renale di sottoporsi ai trattamenti dialitici e di poter essere ospiti della nostra città, siamo stati i primi e siamo quelli che hanno i numeri maggiori, penso anche ad altre specialità importanti, all’ortopedia, che è quella che fa il maggior numero di protesi d’anca e di protesi di ginocchio dell’intera Area vasta.
Ha delle criticità, una su tutte quella di non essere ancora riusciti ad installare, nonostante l’abbiamo acquistata, l’abbiamo programmata, la famosa risonanza magnetica che è stata oggetto di tanti interventi sulla stampa, ma finalmente sono stati avviati i lavori e molto probabilmente siamo in dirittura d’arrivo.
La città si è sempre caratterizzata per uno sforzo e una azione unitaria di tutte le forze politiche nella difesa e nell’interesse del nostro ospedale ed è questo lo spirito con cui abbiamo aderito alla mozione presentata dal Consigliere Zaffiri e la votiamo.
Quindi anche da quest’Aula possiamo rassicurare la città, rassicurare i cittadini di Senigallia, anche l’intero territorio, un territorio che negli anni ha subìto – quando ancora non c’erano i manager, quando ancora non c’erano le reti cliniche - amministratori illuminati che magari non avevano fatto corsi di management, non erano usciti dalla Bocconi, ma hanno trasformato dei piccoli ospedali, come quelli di Ostra, Corinaldo, Arcevia, Ostra Vetere, in strutture territoriali. Non sarà mica un caso che il primo ospedale di comunità nato nelle Marche, ed uno dei primi nato in Italia, è nato nella città di Arcevia, la città del Consigliere Giancarli e rappresenta il primo esempio di ospedale di comunità affidato ai medici di Medicina generale, per riprendere il ragionamento di prima.
Questa storia noi la vogliamo difendere, la vogliamo anche raccontare e la mozione presentata dal Consigliere Zaffiri ci permette anche questa narrazione, quindi con convinzione votiamo la mozione perché non dipinge un ospedale in via di declassamento come qualcuno vuole far credere alle nostre latitudini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Non voglio aggiungere, anzi non devo aggiungere quasi nulla se non alcune considerazioni a quanto già contenuto nella mozione, a quanto detto dal Consigliere Zaffiri, a quanto sostenuto ora dal Presidente della Commissione sanità Fabrizio Volpini.
Credo che noi Consiglieri regionali dobbiamo avere, e ce l’abbiamo sicuramente, la consapevolezza nell’agire in una dimensione regionale e nel momento in cui riusciamo ad agire in una dimensione regionale evitiamo le contrapposizioni che non servono e soprattutto non aiutano i nostri cittadini, non aiuta la comunità marchigiana.
A volte sento della contrapposizione fra Fabriano e Senigallia o fra Senigallia e Fano o fra Pesaro e Ancona o fra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, chi vuole seguire quell’idea di contrapposizione non solo a mio avviso è su una strada sbagliata ma, ripeto, non aiuta la comunità marchigiana.
Tra l’altro quando parliamo di Senigallia, non parliamo di una piccola località ma della seconda città della provincia di Ancona, che diventa nel periodo estivo forse la più grande città delle Marche, quindi parliamo di qualcosa di importante anche dal punto di vista numerico.
Il Presidente Volpini ha già descritto il quadro sanitario entro cui ci muoviamo, l’ospedale di primo livello, gli ospedali di secondo livello, lui ricordava le strutture che insieme, nella provincia di Ancona, concorrono all’ospedale unico. Alcuni giorni fa con la Consigliera Pergolesi e con il Presidente Volpini siamo stati a Jesi, non so, presto andremo anche a Fabriano, oggi stiamo discutendo di Senigallia, abbiamo affrontato altre tematiche legate alle province del sud delle Marche o alla provincia del nord delle Marche. Una dimensione che anche da questo punto di vista tiene conto della rete ospedaliera, tiene conto dei dipartimenti, dei dipartimenti di prevenzione, dei distretti, del territorio, della medicina generale, di cui abbiamo parlato prima, allora rispetto a questa situazione noi quello che chiediamo, visto che siamo noi che diamo gli indirizzi, che indichiamo e lo indichiamo a chi ha la possibilità e la responsabilità operativa, è di attuare le decisioni della Regione Marche, del Consiglio regionale delle Marche, della Giunta regionale e da questo punto di vista degli indirizzi, degli atti ispettivi. Faccio un esempio concreto, ne hanno parlato i Consiglieri Volpini e Zaffiri, noi abbiamo approvato una mozione in cui si dice che l’Msa dell’ospedale di comunità di Arcevia della Casa della salute deve avere il medico, perché è scritto nel piano, è scritto in una delibera della Giunta, 24 ore su 24, bisogna che quel medico ci sia, abbiamo anche scritto che deve funzionare la radiologia e la radiologia deve funzionare, non è pensabile che ci sia uno scarto fra le decisioni che in quest’Aula si prendono o che prende la Giunta regionale e quello che nel territorio realmente si verifica. Questo non è possibile, non ci possono essere altri livelli di decisione altrimenti prevale l’opacità e non la democrazia, quella a cui faceva riferimento il Presidente Volpini quando parlava di quella scuola, di quella esperienza, che sono nate nella valle, nella città di Senigallia. Un problema come quello dell’Utic di Senigallia se non affrontato chiaramente finisce che viene affidato alla responsabilità delle persone serie che vogliono fare il loro lavoro, invece le decisioni debbono essere chiare e coerenti.
La dichiarazione di voto su questa mozione l’ha già fatta il Consigliere Volpini, io voto con convinzione questa mozione, non aggiungo altro se non il fatto che ci apprestiamo ad elaborare e poi ad approvare un piano sanitario regionale e in quel piano faremo in modo che ci siano ulteriori scelte precise, puntuali, scelte che puntino ad arricchire l’offerta sanitaria nella nostra regione e che rispondano ai bisogni delle comunità e delle persone, dei marchigiani che debbono vedere garantito il diritto alla salute.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 349. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,00.







 

 
 
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