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ATTIVITA’ LAVORATIVE PER I DETENUTI, NOBILI: “ATTIVIAMO IL CONFRONTO CON ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E COOPERATIVE SOCIALI”. Nuova serie di visite negli istituti penitenziari marchigiani organizzata dal Garante dei diritti, che torna a ribadire la necessità d’interventi su attività trattamentali, lavoro e sanità. Primi incontri a Fossombrone e Villa Fastiggi di Pesaro.

Nuova serie di visite negli istituti penitenziari marchigiani organizzata dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, dopo la presentazione del Report 2016. I primi due appuntamenti, nei giorni scorsi, a Fossombrone e Villa Fastiggi di Pesaro, dove sono stati incontrati anche diversi detenuti che ne hanno fatto esplicita richiesta. Dati alla mano ed una lettura della situazione nel primo scorcio del nuovo anno, portano il Garante a confermare alcune valutazioni ed a lanciare alcune proposte per affrontare le criticità riscontrate.
Al primo posto le attività trattamentali che a tutt’oggi, secondo Nobili, non soddisfano pienamente la prospettiva della finalità rieducativa della pena. “E’ vero - sottolinea - che alcune lacune sono determinate da una compressione generalizzata delle risorse, ma al contempo è necessario riformulare una proposta più adeguata alle esigenze rappresentate ed a quelle che meglio delineano l’obiettivo finale”.
Secondo, ma non per ordine d’importanza, il problema del lavoro, considerato un presupposto fondamentale per il reinserimento dei detenuti nella società. In questa direzione, il Garante auspica la possibilità di poter concretizzare, nel prossimo futuro, un fronte ampio di riflessione: “E’ mia intenzione attivare una piattaforma che veda come soggetti attivi Prap, associazioni di categoria, cooperative sociali. Abbiamo bisogno di individuare nuovi percorsi per le attività lavorative da espletare dentro o fuori da carcere per quanti si trovano in regime di semilibertà”.
Infine, Nobili non manca di sottolineare le oggettive difficoltà determinate dalla presenza negli istituti penitenziari di soggetti con problemi psichiatrici o legati alle tossicodipendenze. “Anche in questo caso – aggiunge – urgono scelte ed interventi per migliorare le condizioni generali di vita degli stessi detenuti, ma anche di chi opera quotidianamente all’interno delle strutture carcerarie”.
Nelle prossime settimane le visite proseguiranno negli altri istituti presenti sul territorio regionale.

A.Is.

Comunicato n.26, Martedì 7 Febbraio 2017
 

 
 
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