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CONSIGLIO IN DIRETTA/3

MODIFICHE ALLE NORME SUL RIORDINAMENTO COMUNI: DIBATTITO IN AULA Interventi delle diverse forze politiche. Critiche le opposizioni

Avviato il dibattito sulla proposta di legge che modifica le norme sul riordinamento territoriale
di Comuni e Province precisando i criteri di valutazione degli esiti delle consultazioni referendarie ai fini dell'approvazione delle leggi regionali di istituzione di nuovi Comuni a seguito di fusione. Dopo gli interventi dei relatori di maggioranza e opposizione, Giacinti e Maggi, la parola è passata alla consigliera Elena Leonardi (FdI). “La formula prescelta dalla maggioranza – ha spiegato- non mi trova favorevole”. Secondo il capogruppo Fdi “la volontà popolare, seppur minoritaria, non va calpestata, ma va tenuta in considerazione”.
Per il consigliere di Forza Italia Piero Celani “siamo di fronte,, ancora una volta, a un piccolo pasticcio amministrativo, una normativa che a mio avviso grida vendetta, che non prende atto delle vere volontà espresse dai cittadini”.
Secondo il consigliere Pd, Enzo Giancarli “questa legge ha il merito della chiarezza e della certezza. Conoscere prima della partita le regole è un fatto di democrazia”. L'assessore Cesetti ha ricordato la risoluzione approvata il 6 dicembre scorso ed evidenziato che i contenuti della pdl sono in linea con quanto indicato dall'Assemblea. Cesetti ha poi avanzato la richiesta di sospensione dei lavori per rivedere in commissione la pdl con l'obiettivo di arrivare a un testo maggiormente condiviso.
Piergiorgio Fabbri (M5s) ha parlato di “dittatura delle giunte” e di “democrazia messa a rischio”. “La fusione – ha evidenziato - è un processo culturale e sociale e non è un processo burocratico”. Per il consigliere Luca Marconi, che si è detto contrario alla sospensione dei lavori proposta da Cesetti, la procedura prevista dal testo legislativo “non è affatto penalizzante per i comuni”. Secondo Peppino Giorgini (M5s) “la democrazia non è solo la possibilità di esprimere un'opinione, ma anche che questa opinione sia presa in considerazione da chi governa”.
Per Federico Talè le possibilità sono due: “O si mantiene il testo proposto dalla giunta” oppure si modifica in modo che “qualora ci sia anche un comune che dica di no alla fusione, gli altri sanno che devono cominciare da capo in un altro percorso”. Ha chiuso il dibattito il consigliere Gino Traversini (Pd) ricordando i contenuti della normativa nazionale che “favorisce le fusioni” e alla quale “bisogna attenersi”.

c.c.


Martedì 12 Settembre 2017
 

 
 
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