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"PATTO RICOSTRUZIONE E SVILUPPO"

Via libera a larga maggioranza alla mozione che sostiene il Patto, critiche delle opposizioni per il mancato coinvolgimento nella stesura. Nuovo confronto sull'attività venatoria, respinta la sfiducia all'assessore. Approvata la nota di aggiornamento del Defr e alcune modifiche al Regolamento interno. In apertura ricordate le vittime di Strasburgo con un minuto di silenzio.

Ricostruzione e lo sviluppo, approvata mozione, opposizione lamenta mancato coinvolgimento.
Dopo circa un anno e mezzo di progettazione e confronto, è approdato in Aula il Patto per la ricostruzione e lo sviluppo, attraverso una mozione di cui sono primi firmatari il presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli e il presidente del Consiglio Antonio Mastrovincenzo. Il via libera a larga maggioranza alla mozione, con 19 voti a favore e 7 contrari (Movimento 5 Stelle e Lega Nord), è stato espresso dopo un dibattito al quale sono intervenuti diversi consiglieri regionali. In particolare il voto contrario di parte delle opposizioni è stato motivato dal mancato coinvolgimento nelle scelte e nella stesura del documeto. Il Patto, formalmente siglato lo scorso 10 dicembre dai rappresentanti istituzionali, sociali, economici e accademici coinvolti nella redazione, ha l'obiettivo di contrastare il rischio di impoverimento socio-demografico ed economico delle aree colpite dal sisma, valorizzando le risorse disponibili e promuovendo investimenti. Critiche sono state espresse da una parte dell'opposizione per il mancato coinvolgimento del Consiglio nella stesura del Patto. Nel documento vengono stimati investimenti per due miliardi di euro e una ricaduta occupazionale di 9.500 unità lavorative. Le risorse coinvolte, orientate secondo le finalità del Patto, sono quelle nazionali ed europee destinate alla ricostruzione, quelle della nuova programmazione europea 2021-2027, quelle nazionali aggiuntive. Con la mozione, sottoscritta anche dai consiglieri Urbinati, Carloni, Marconi, Busilacchi, Cesetti, Celani, Minardi, Marcozzi, Rapa, impegna il presidente della Giunta regionale «a tenere costantemente informata l'Assemblea legislativa regionale sull'attuazione del Patto, anche attraverso una relazione sugli esiti dei lavori della cabina di monitoraggio e ad attivare, nell'ipotesi di revisioni o riprogrammazione, procedure condivise con l'Assemblea, nel rispetto della sua funzione di indirizzo, riconosciuta dallo Statuto e dalla Costituzione.

Caccia, respinta mozione di sfiducia all'assessore
L'atto di indirizzo "Mozione di sfiducia verso l'assessore con delega alla caccia e pesca" è stato respinto dopo un lungo confronto con 17 voti contrari, 7 voti favorevoli (M5s, Lega Nord e Bisonni) e 1 astenuto (Pieroni). Nella mozione, a iniziativa dei consiglieri del Movimento Cinque stelle Maggi, Fabbri, Giorgini, Pergolesi, del consigliere Bisonni (Gruppo misto) e dei consiglieri della Lega Nord Zaffiri e Malaigia, si esprime sfiducia nei confronti dell'assessore titolare della delega e si chiede alla Giunta regionale l'impegno ad individuare immediatamente il nuovo assessore "in una figura consona e all'altezza del ruolo". In premessa vengono riportate le richieste di sospensiva del Piano venatorio presentate da alcune associazioni ambientaliste, accolte prima dal Consiglio di Stato e poi dal Tribunale amministrativo regionale, e i conseguenti provvedimenti proposti in Aula dall'assessore per ripristinare il calendario venatorio.

Il dibattito
Il capogruppo Maggi (M5s) ha presentato il testo della mozione di sfiducia e ha ricordato le due lettere inviate ai cacciatori dall'assessore per informarli sui provvedimenti messi in campo per superare le ordinanze, specificando chi ha votato contro. «Vi invitiamo a sfiduciare un assessore chiamato per un debito elettorale – ha detto Maggi - che ha palesemente dimostrato approssimazione nel gestire il mandato. Siete favorevoli a provvedimenti che gettano ombre sull'imparzialità di questa istituzione?». Il capogruppo della Lega Nord Sandro Zaffiri, dopo aver esposto in Aula un fac-simile della lettera inviata da Pieroni con la scritta "Caro cacciatore la caccia è stata chiusa per colpa mia", ha parlato di «un Governo della Regione che ha tergiversato su una cosa molto importante. A una categoria messa in difficoltà si manda una lettera in cui ci si assume le proprie responsabilità, se il Tribunale ha dato ragione alle associazioni, la colpa è solo dell'assessore». Piergiorgio Fabbri (M5s) ha ricordato gli atti da lui presentati fin dall'inizio della legislatura per sollecitare la redazione del nuovo Piano, «sono passati tre anni e mezzo e non siete stati capaci di fare quello che dovevate fare, è una grave mancanza programmatoria, senza un piano B». Il consigliere Gianluca Busilacchi (Mdp), sebbene il suo voto sia stato contrario alla legge per il ripristino del calendario venatorio, giudica la mozione sbagliata, perché «un assessore è la sintesi di un insieme di scelte e deve rimanere al proprio posto. Sostengo questa Giunta e questa maggioranza, ma posso essere contrario ad alcune singole scelte». «Non c'è una regione che ha già approvato il piano faunistico regionale» - ha evidenziato Gino Traversini (Pd), presidente della Seconda commissione. Luca Marconi (Udc) spiega il suo voto contrario alla mozione e non condivide «l'accusa di propaganda mossa nei confronti dell'assessore per la categoria dei cacciatori». Per Bisonni in questa vicenda «è stata dimostrata grande incapacità. Questa situazione non ha precedenti nella storia della Regione, con due leggi consecutive sono stati contestati due pronunciamenti del Consiglio di Stato e del Tar e l'assessore ha anche la responsabilità dell'aumento del numero dei cinghiali». Per Giorgini (M5s) «la responsabilità maggiore è l'invio delle lettere». Dopo aver annunciato voto contrario alla sfiducia, il consigliere Giancarli (Pd) si è detto «contrario all'abolizione della caccia, ma a favore di una caccia ben regolamentata, perché non si possa cacciare ovunque e tutte le specie». Al termine del confronto ha preso la parola l'assessore Moreno Pieroni. «All'inizio della legislatura abbiamo vissuto il momento più difficile da gestire nel rapporto tra danni e mondo agricolo, che non veniva risarcito dal 2013. Dopo due anni abbiamo superato quella criticità forte e oggi, a tre anni di distanza, tutti gli Atc hanno potuto pagare il 50% dei danni. Un'amministrazione regionale, nel rispetto delle ordinanze, doveva evitare che una criticità legata alla non approvazione del Piano diventasse una grave penalizzazione per il mondo collegato alla caccia, e non solo alla caccia degli ungulati. Per quanto riguarda la lettera – conclude Pieroni –, citare i nomi non lo trovo così irriverente, se avete pensato questo me ne scuso». La consigliera Romina Pergolesi (M5s) ha chiesto il voto per appello nominale, augurandosi che «le criticità presenti nelle lettere non siano più riproposte». Boris Rapa (Socialisti – Uniti per le Marche) ha dichiarato il suo voto contrario, parlando di «una richiesta demotivata verso un assessore che ha fatto scelte equilibrate e che non si è mai sottratto alle sue responsabilità». Urbinati, capogruppo Pd, parla di «una mozione che non ha nessun senso. L'opposizione si fa con un percorso politico, si fa con una contro proposta, non si fa con le mozioni di sfiducia e questa mozione è un buco nell'acqua».

Approvata a maggioranza la nota di aggiornamento al Defr
Via libera con 16 voti a favore e 10 contrari alla nota di aggiornamento del Defr. Dopo la prima approvazione avvenuta lo scorso 22 ottobre, torna in Aula il Documento di economia e finanza regionale per recepire i contenuti fissati nel DEF nazionale. L'atto amministrativo, a iniziativa della Giunta regionale, di cui sono relatori Francesco Giacinti (Pd), presidente Prima commissione bilancio, e Gianni Maggi (M5s), vicepresidente, definisce le linee guida dello sviluppo della Regione Marche per il triennio 2019-2021 e concorre al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti in ambito nazionale, mantenendo una corretta tenuta dei conti. In sintesi, dopo l'intesa in Conferenza Stato/Regioni dello scorso ottobre che ha trovato un accordo sul riparto del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale, nella nota di aggiornamento viene riconosciuta alle Marche una quota aggiuntiva di investimenti pari a 17,572 milioni. «Il recente accordo Stato-Regioni – puntualizza Giacinti – prevede lo scambio di una quota di avanzo di amministrazione con la possibilità di spesa per investimenti, la salvaguardia integrale delle risorse per le politiche sociali e lo sblocco dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione dal 2021. Di fatto si riduce il contributo delle regioni alla finanza pubblica di 750 milioni complessivi e si avranno a disposizione 2.496,20 milioni per gli investimenti. Per le Marche stiamo parlando di 17,572 milioni di euro». Tra le misure più importanti della manovra di bilancio regionale 2019-201 la nota di aggiornamento sottolinea il cofinanziamento dei fondi comunitari, i servizi sociali e il trasporto pubblico locale. Due le linee fondamentali di intervento confermate anche nell'aggiornamento: la realizzazione del Patto per la ricostruzione e lo sviluppo e la nuova Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. Per il relatore di opposizione Gianni Maggi (M5s), il Defr si ripete di anno in anno senza sostanziali modifiche, «un libro dei sogni, un atto vuoto, il buco con niente intorno», ma riconosce che «il Governo è stato ricettivo delle istanze della Regioni, come confermato in commissione dall'assessore Cesetti».

Modificato il Regolamento interno dell'Assemblea
All'esame del Consiglio regionale la proposta di modifica di regolamento a iniziativa della Giunta regionale. Dopo l'entrata in vigore nel luglio del 2017 del nuovo Regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell'Assemblea legislativa, sono state presentate oggi alcune modifiche "improntate a criteri di semplificazione, economicità ed efficienza". La proposta, dopo gli interventi dei relatori Luca Marconi (Udc) e Romina Pergolesi (M5s), è stata approvata all'unanimità.

In apertura dei lavori un minuto di silenzio per Strasburgo, le interrogazioni in chiusura.
Un'interrogazione a risposta immediata sul Parco del Conero a firma del consigliere regionale Gianluca Busilacchi (Mdp) ha aperto la sessione ispettiva. Nel quesito viene chiesto all'esecutivo di procedere con la nomina del Consiglio direttivo dell'Ente parco, secondo la legge regionale ancora in vigore (l.r. 13/12), dopo circa un anno di commissariamento. All'interrogazione ha risposto l'assessore all'ambiente Sciapichetti che confida di arrivare all'approvazione della nuova legge entro il mese di gennaio. L'assessore Sciapichetti ha anche fornito risposta su "Utilizzo dei farmaci cannabinoidi da parte dei medici palliativisti", quesito a firma del consigliere Volpini (Pd), e sulla mancanza di fondi per finanziare i CAS (Contributi mensili di autonoma sistemazione), questione posta dalla consigliera Jessica Marcozzi (FI). La vicepresidente Casini ha risposto all'ultima interrogazione "Retribuzione personale Aerdorica S.P.A.", a iniziativa del Consigliere Zaffiri (Lega Nord). L'assessore all'istruzione Loretta Bravi ha fornito rassicurazioni sulla prosecuzione delle attività scolastiche al Centro Bignamini di Falconara Marittima, oggetto di un'interrogazione a firma dei consiglieri Giancarli (Pd), Rapa (Socialisti – Uniti per le Marche) e Busilacchi (Mdp). Prima dell'avvio della seduta ordinaria, è stato rispettato un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato di Strasburgo.
(l.v.)




Mercoledì 19 Dicembre 2018
 

 
 
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