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Università per la Pace

Intervento di fine mandato del Presidente dell'Università per la pace Dr. Mario Busti in occasione della Assemblea dei soci e delle socie del 17 Febbraio 2017
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Intervento del Presidente dell'Università per la pace Dr. Mario Busti in occasione della giornata regionale della pace tenutasi ad Ancona il 17 Dicembre 2016
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La Cultura arma di Pace (Lettera ai Sindaci della Regione Marche)
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Intervento del Presidente dell'Università per la pace in occasione della giornata regionale della pace tenutasi ad Ancona il 18 Dicembre 2015
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Intervento del Presidente dell'Università per la pace in occasione dell'inaugurazione della Mostra Senz'Atomica dell'Istituo Buddista italiano Soka Gakkai tenutasi a Senigallia il 15 Ottobre 2015
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Campagna "Un'altra difesa è possibile"
In fase di conclusione la raccolta di firme per la presentazione della proposta di Legge di Iniziativa Popolare "Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta".
L'Università per la pace ha scritto a tutti i Sindaci dei Comuni marchigiani per invitarli ad attivarsi nelle ultime due settimane di raccolta delle firme.
Lettera ai Sindaci - Campagna Altra Difesa, formato PDF
Lettera ai Sindaci - Campagna Altra Difesa per 25 aprile, formato PDF


LIBIA: FERMARE LA VIOLENZA E' POSSIBILE
Fermare la violenza e i richiami alla guerra in Libia è possibile, senza più ripetere gli errori del passato, perchè esiste un'altra strada. Fermare la violenza è possibile costruendo una politica fondata sul rispetto dei diritti umani, dell'autodeterminazione dei popoli, del diritto internazionale, dello sviluppo sostenibile e della giustizia sociale.
Ecco gli interventi di Rete della Pace, Campagna Sbilanciamoci, Rete Italiana per il Disarmo e della Scuola di Pace di Senigallia
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Appello Libia Del Boca / Alex Zanotelli


Intervento del Presidente dell'Università per la pace in occasione della Giornata Regionale per la Pace tenutasi in Ancona il lo scorso 19 Dicembre
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Intervento del Presidente dell'Università per la pace in occasione dell'inaugurazione a Jesi della Mosta "Senzatomica" proposta dall'Istituto Buddisata Soka Gakkai
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GRADUATORIE PROGETTI
Avviso Pubblico promosso dall'Associazione Università per la pace finalizzato alla presentazione di proposte progettuali per la Costituzione di nuove Scuole di pace nel territorio marchigiano per il biennio 2014 - 2015)

1) Liceo Classico-linguistico-scienze umane "Mamiani" - Pesaro
Progetto "Scuola di pace di Pesaro"
Punteggio: 62,01/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 2.500

2) U.I.S.P. - Comitato regionale Marche
Progetto "Scuola di pace UISP"

Punteggio: 57/100
Non ammesso al sostegno per il mancato raggiungimento della soglia minima di punteggio (60/100)

3) A.C.S.I.M. - Macerata
Progetto "Articolo 11"
Punteggio: 50,68/100
Non ammesso al sostegno per il mancato raggiungimento della soglia minima di punteggio (60/100)

4) Comune di Jesi
Progetto "Una rete per la pace"

Non ammesso in graduatoria per il mancato raggiungimento della quota di cofinanziamento monetario del 15%

5) Istituto comprensivo "U. Betti" - Camerino
Progetto "Trattati per la pace"

Non ammesso in graduatoria perchè inviato oltre il termine di scadenza dell'Avviso


Avviso Pubblico promosso dall'Associazione Università per la pace finalizzato alla presentazione di proposte progettuali per la Promozione del protagonismo giovanile finalizzato alla diffusione della cultura della pace nel territorio marchigiano per il biennio 2014 - 2015

1) Associazione "Il cielo sopra Berlino" - Porto San Giorgio
Progetto "D/Striscio"

Punteggio: 78,10/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 4.000

2) A.C.S.I.M. - Macerata
Progetto "Prigionieri della Memoria"
Punteggio: 70,90/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 4.000

3) Associazione "Le Rondini" - Senigallia
Progetto "Ciak si gira! Giovani in azione per la pace"
Punteggio: 69,50/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 2.800

4) Associazione "Gli amici del Piccolo Principe" - Ancona
Progetto "I giovani costruiscono la pace con...i nuovi stili di vita"

Punteggio: 68,71/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 4.000

5) U.I.S.P. - Comitato regionale Marche
Progetto "Giovani per la pace"
Punteggio: 66,80/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 4.000

6) A.R.C.I. Servizio Civile - Ancona
Progetto "Generazioni di pace"

Punteggio: 65,96/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 4.000

7) Associazione "Tra-mare culture" - Senigallia
Progetto "A scuola di memoria: ripensare il passato per costruire il futuro"
Punteggio: 64,09/100
Ammesso al sostegno
Contributo assegnato: € 1.200

8) Associazione "La Ginestra" - Urbino
Progetto "Raccontare la pace: percorsi cinematografici"
Punteggio: 63,15/100
Non ammesso al sostegno per esaurimento budget disponibile

9) Associazione "Centro iniziative giovani" - Ascoli Piceno
Progetto "Percorsi di educazione alla legalità attraverso lo sport"
Punteggio: 60,70/100
Non ammesso al sostegno per esaurimento budget disponibile

10) Associazione Terzavia Onlus - Ancona
Progetto "Murga della pace"
Non ammesso in graduatoria per il mancato raggiungimento della quota di cofinanziamento monetario del 15%

11) Raffaella Nannini, Gruppo informale giovanile - Fano
Progetto "P.A.C.E.: Percorsi di Approfondimento per una Cittadinanza Equa"
Non ammesso in graduatoria per il mancato raggiungimento della quota di cofinanziamento monetario del 15%

12) ASD La Cometa Oratorio interparrocchiale - Fermo
Progetto "Seafront/Lido 3 archi"
Non ammesso in graduatoria in quanto pervenuto non completo di tutta la documentazione richiesta


Firmato un protocollo di intesa tra Regione, Ufficio Scolastico e Università per la Pace

EDUCAZIONE ALLA PACE, INDIVIDUARE UN MODELLO DI INSEGNAMENTO

Luchetti: "Una vera 'missione di pace' per insegnare il senso di comunità"

Non una disciplina aggiunta, ma individuare un modello trasversale e specifico di insegnamento: l'Educazione alla Pace. Rivisitando le vecchie discipline, arricchendole di azioni e di scelte per valorizzare i "punti di forza" che devono diventare sistema. è quanto si propone la collaborazione tra Regione Marche - assessorato all'Istruzione, Ufficio scolastico regionale e Università per la Pace e sancita da un Protocollo di intesa firmato recentemente dall'assessore regionale all'Istruzione e Formazione, Marco Luchetti, dal vicedirettore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Annamaria Nardiello e dal presidente dell'Università per la Pace. Mario Busti.

L'impegno comune è quello di sostenere le scuole per contribuire a insegnare a "essere in una comunità", garantendo e promuovendo la dignità e l'uguaglianza di tutti senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali. La pace, infatti, è prima di tutto rispetto di qualsiasi differenza; promuovere e valorizzare le attività di Educazione alla pace è nelle finalità stesse di una formazione etica, come si propongono i firmatari dell'intesa.

"Si tratterà anche di promuovere momenti di informazione e confronto tra il settore istruzione e il settore cooperazione allo sviluppo della Regione - spiega l'assessore Luchetti - sugli esiti delle sperimentazioni più significative. L'impegno sarà anche quello di valorizzare e monitorare le attività svolte a favore della revisione dei curricoli dalle scuole marchigiane, insieme alla diffusione delle buone pratiche secondo le nuove indicazioni approvate dal decreto ministeriale del 2012. Ci occuperemo anche di diffondere i percorsi di formazione/sperimentazione attraverso la pubblicazione delle "buone pratiche" nel sito della Regione Marche. In questa vera "missione di pace" - conclude l'assessore - saranno coinvolti Enti e soggetti che già collaborano da diversi anni con l'Università per la Pace: le Università degli studi di Urbino, Ancona, Macerata e CVM - Comunità Volontari per il Mondo."

In particolare, tra gli altri impegni, l'Università della Pace opererà con una rete di scuole marchigiane per costruire, anche attraverso metodi di ricerca scientifica, la "revisione epistemologica" delle discipline, nuovi curricoli che superino la "frammentazione dei saperi con i nuovi paradigmi della interdipendenza e dell'interconnessione"; per promuovere inoltre la formazione degli insegnanti e costruire materiali e strumenti per la sperimentazione di pratiche scolastiche innovative. Per sviluppare, infine, una visione integrata di "stampo circolare" che dall'Università rinvii alla scuola e al territorio e dal territorio alla scuola e all'Università.

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LETTERA APERTA

A TUTTI I VESCOVI DIOCESANI DELLE MARCHE

A TUTTI I RAPPRESENTANTI DELLE CONFESSIONI RELIGIOSE MONDIALI PRESENTI NELLA REGIONE MARCHE

A TUTTI I MONASTERI, I CONVENTI E CENTRI DI SPIRITUALITA' DELLA REGIONE MARCHE

A TUTTI COLORO CHE SEMPLICEMENTE CERCANO, LOTTANO E AMANO LA PACE SULLA TERRA

Mi permetto di scrivere a voi entrando in punta di piedi e con grande discrezione per chiedervi di sostenere ed accompagnare il nostro impegno ed i progetti di pace che stiamo portando avanti.
Abbiamo scelto responsabilmente la pace, pur consapevoli dei nostri limiti e difficoltà, come il terreno d'incontro con gli altri per scoprire come inserirci con verità e senso di realtà nella complessità della vita umana. Con passione, con dedizione cerchiamo di proporre percorsi di formazione, incontri (a maggio di quest'anno proporremo la II^ settimana "SE VUOI LA PACE PREPARA LA PACE" con eventi diffusi in tutto il territorio marchigiano), convegni, momenti di convivialità, al fine di promuovere la cultura della pace in ambito regionale.

La misura dell'iniquità ha raggiunto il colmo e la violenza purtroppo in molte situazioni è divenuta struttura della mente, distruggendo oltre che le relazioni, la vita stessa delle persone.
Quante tragedie familiari! Anche il sorriso sui volti delle persone è divenuto raro: "ognuno vive dentro i suoi egoismi, vestiti di sofismi " recitava una vecchia canzone di F. Guccini.

Oggi la questione spirituale per eccellenza è la vita delle persone sulla terra. Si pensi anche ai sempre più numerosi disastri ambientali. Occorre davvero riscoprire una grande premura individuale e collettiva per il bene comune!!
L'etica deve giudicare la politica, il bene esiste e va difeso con mezzi coerenti al fine.

L'inalienabile dignità dell'uomo richiede l'obbedienza ad una legge superiore che non sia quella della forza, ma quella dello spirito, direbbe ancora oggi Gandhi, interpretando efficacemente l'anelito alla pace comune a tutti i popoli.

All'interno della nostra Università per la pace operano diversi tavoli di lavoro: tra gli altri, uno per i diritti umani, ed uno per il dialogo interreligioso ed interculturale che sviluppa proprio una ricerca comune con le altre fedi, religioni e culture. Stiamo discutendo anche animatamente su come attuare i valori comuni, le buone pratiche, l'educazione alla cittadinanza ed alla corresponsabilità. In che modo possiamo metterci in relazione e accordarci per utilizzare al meglio le leve del cambiamento?

Come cittadini italiani è la Costituzione del '48 il nostro faro, il nostro riferimento ideale e sostanziale, nata proprio nel sangue di tante vite spezzate dall'orrore della guerra ed ancora molto inattuata. L'art. 11 della Cost. "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli " come si concilia con la presenza certa sul nostro territorio di armi nucleari - quindi capaci di enormi stragi ed eccedenti la legittima difesa - nelle basi militari di Aviano nel Friuli e Ghedi (BS)? E' necessario ripensare la nostra difesa. Come e da chi dobbiamo difenderci? Sono domande aperte alle quali dobbiamo rispondere.
Siamo distanti dalla retorica vuota e dalla faziosità politica; cerchiamo allora insieme il positivo in ogni direzione, senza nasconderci le difficoltà.

Ora tutto ci ò premesso, mi permetto di segnalarvi e porre al centro della vostra attenzione le seguenti questioni:

  • Far conoscere e soprattutto far cessare le guerre dimenticate nel mondo, i tanti conflitti nascosti, di cui i mass media non si occupano;
  • Si giunga alla messa al bando di tutte le armi nucleari nel mondo;
  • Chiediamo la sospensione del programma di acquisto dei 90 caccia JSF/F35. In periodo di crisi è assolutamente insensato acquistare dei cacciabombardieri d'attacco a capacità nucleare. Con i miliardi previsti per questo programma di armamento (stima di 14 di solo acquisto e 50 fino al termine), il governo potrebbe costruire duemila nuovi asili; mettere in sicurezza oltre diecimila istituti scolastici, investire in cultura e ricerca, sanità e lavoro.

I dati tecnici ed il costo di tale programma sono reperibili nel sito www.disarmo.org/nof35.

  • Che cessi l'orribile mercato di morte delle armi c.d. "leggere", ma che di leggero hanno ben poco, visto che uccidono mezzo milione di persone all'anno(l'Italia è il secondo esportatore mondiale)!!
  • Sviluppiamo ricerca, spiritualità e buone prassi di pace. Sosteniamo gli operatori di pace da qualsiasi ispirazione essi provengano. La cultura, la politica, le fedi, l'azione, tutte orientate verso un punto alto.

Sulle questioni sopra esposte vi chiedo vivamente di intervenire nei modi e nelle forme che riterrete più opportune.

Il pensiero nasce insieme, e l'azione efficace è un dono che scopriamo nell'incontro reale e non virtuale con gli altri. Con coraggio e determinazione allora costruiamo insieme la convivialità delle differenze, secondo la felice ed indimenticabile espressione di don Tonino Bello!!

Dentro il petto portiamo un cuore che non è mai sazio e non sta mai fermo (e per fortuna!) che cerca, non si accontenta del poco, dell'effimero, esige ci ò che vale. Allora alimentiamo questo impulso profondo alla bellezza, all'armonia, affinché ognuno possa trovare nella verità la sua via. Chi la troverà nella conoscenza, chi nell'azione e chi nella fede.

Sentiamoci allora, restiamo in contatto, teniamoci uniti nel comune impegno, affinché le nostre comunità siano operatrici di pace.

In attesa di una cortese risposta alla presente con graditissimi contributi vostri dei quali potremmo, col vostro consenso, dare pubblicazione sul nostro sito e sulla nostra pagina di Facebook, porgo un sentito saluto di pace a tutti voi.

Il Presidente
Mario Busti
Montemarciano, 21 febbraio 2014

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Avvio del Progetto europeo "Amnesia Gulag in Europe"


Il 2 dicembre 2013 hanno preso avvio le attività di AGE ("Amnesia Gulag in Europe"), progetto europeo nell'ambito dell'azione Active European Remembrance del programma Europe For Citizens. La prima fase del progetto è denominata "Le ragioni dell'amnesia dei Gulag: la didattica della memoria nel territorio di Macerata" e il periodo di durata è dal 2 dicembre 2013 al 15 aprile 2014.

Essa prevede:

  • la realizzazione di corsi di formazione nelle scuole del territorio sul tema dei Gulag in Europa: già 6 scuole superiori hanno garantito la partecipazione ai corsi con più di 600 studenti.
  • la mostra fotografica "Gulag" dell'artista polacco Tomasz Kizny in uno dei luoghi più significativi di Macerata. La mostra, composta da ben 95 pannelli fotografici unici nel loro genere, sarà esposta per 4 settimane nella primavera del 2014.

Oltre al Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali dell'Università di Macerata, leader del progetto, sono partner dell'iniziativa: l'Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche e dell'Età Contemporanea (ISML) di Ascoli Piceno, l'Associazione Bz 1999 di Bolzano, l'Istituto d'Istruzione Superiore "Einstein-Nebbia" di Loreto, l'Osservatorio di Genere di Macerata, l'Associazione Università per la pace di Ancona, l'Università di Edimburgo e il Genocide and Resistance Research Centre (Lggrtc) di Vilnius.

Il sito del progetto è www.amnesiagulag.eu.
La pagina facebook del progetto è "Age - Amnesia Gulag in Europe".

DELIBERA ANCI MARCHE CONTRO CACCIA JFS F35

Siamo lieti di comunicare che, anche grazie all'appello che come Università per la pace abbiamo lanciato in particolare a fine luglio (tuttavia già nel marzo 2012 avevamo sollecitato tutti i comuni delle Marche), l'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani delle Marche ha deliberato la propria contrarietà al programma di acquisto degli aerei da caccia JSF/ F35.
L'ANCI Marche, nell’importante delibera qui consultabile, impegna inoltre il Governo a destinare le somme così risparmiate alle amministrazioni pubbliche e ad investimenti pubblici e le strutture di supporto tecnico già realizzate ai centri di ricerca universitari.
Ringraziando il Sindaco di Senigallia Mangialardi, Presidente di ANCI Marche, per il suo sentito impegno in tal senso, invitiamo tutti i rapresentanti di associazioni, università e altri enti a farci pervenire entro la prima metà di settembre la propria adesione alla delibera di ANCI Marche, affinchè non solo venga adottata anche dall'ANCI nazionale, ma venga condivisa e sostenuta da quante più forze possibili.
E' tempo di ricostuire insieme un grande movimento di pressione capace dal basso di indirizzare concretamente le scelte politiche nella direzione del bene comune!
Ancona, 27 agosto 2013
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RICONOSCIMENTO "BANDIERA DELLA PACE"

L'Università per la Pace, l'Assemblea Legislativa delle Marche e l'Ufficio Scolastico Regionale ISTITUISCONO - in occasione della Giornata regionale della pace del 12 dicembe 2013 - il riconoscimento "BANDIERA DELLA PACE". Il riconoscimento, ideato dal consigliere dell'Università per la pace Dott. Nazzareno Quinzi, viene assegnato alla Scuole di ogni ordine e grado che si sono particolarmente distinte nel promuovere progetti in favore dell'Educazione alla Pace, della Solidarietà e della Cooperazione internazionale ed in favore dei Diritti fondamentali dei popoli, come recita l'Art. 1 della Legge Regionale n 9/2002. La Bandiera della Pace viene assegnata ogni anno in occasione della Giornata Regionale per la Pace. I colori dell'arcobaleno che compongono la Bandiera della Pace simboleggiano l'eterna ricerca dell'uomo dell'Unità nella diversità.


Università per la pace

Gli italiani non vogliono sacrifici per comprare i cacciabombardieri dello spreco

Rilasciati dati aggiornati su costi e sprechi del caccia e sui tagli “leggeri” che il comparto militare subisce dalla spending review e dall’ipotizzata “riforma” proposta
dal Ministro Di Paola


La campagna contro gli F-35, forte del sostegno ricevuto in questi mesi, rinnova l’invito a ripensare l’acquisto dei cacciabombardieri F-35: una scelta costosa ed inutile che bloccherà diversi miliardi di euro in più anni mentre ai cittadini si chiedono sacrifici nel campo del welfare, della scuola, della sanità.
In una conferenza stampa tenuta al Senato della Repubblica (e seguita da un presidio della Campagna davanti alla Camera dei Deputati i coordinatori delle tre organizzazioni promotrici Giulio Marcon (Campagna Sbilanciamoci!), Flavio Lotti (Tavola della Pace) e Francesco Vignarca (Rete Italiana per il Disarmo) hanno illustrando con dati ed analisi la situazione relativa alla partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 e il punto della situazione sulle spese militari attuali e future.
Nel corso degli ultimi mesi di mobilitazione (all’interno della seconda fase di “Taglia le ali alle armi!”, campagna iniziata nel 2009 e rilanciata a settembre 2011) oltre 75.000 firme cittadini, 650 associazioni e più di 60 Enti Locali (tra Regioni, Province e Comuni) hanno deciso di sostenere la richiesta per una cancellazione del programma. La giornata odierna intende concludere un percorso che ha visto una crescita di consapevolezza sulla questione da parte dell’opinione pubblica stimolata anche dai dati prodotti dalla Campagna “Taglia le ali alle armi”. Dati e considerazioni che smentiscono la posizione ufficiale del nostro Ministero della Difesa sia sui costi sia sullo stato di avanzamento del programma F-35.
Università per la pace Tutti i paesi partner si stanno attualmente interrogando sull’opportunità della propria partecipazione (Stati Uniti compresi dove il presidente del Comitato sui Servizi Armati del Senato ha chiesto ufficialmente di mantenere “pressione continua” su Pentagono e Lochkeed Martin per ridurre costi e problemi) mentre il nostro Governo continua a ribadire, senza confronto, una scelta insostenibile. Fornendo nel contempo al Parlamento dati palesemente fuorvianti, soprattutto sulle cifre di costo che non sono compatibili con quelle fornite sia dalle aziende produttrici sia dalle stesse Forze Armate statunitensi.
“Non sappiamo definire se non incredibile l’ostinazione con cui i funzionari del Ministero - anche in audizioni parlamentari - continuano a sostenere che ogni velivolo costerà meno di 80 milioni mentre i dati di base del Pentagono già oggi si attestano su oltre 130 milioni di euro”, dichiara Francesco Vignarca coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo.
L’analisi dei dati ufficiali sul programma recentemente resi disponibili dimostra come il costo di acquisizione totale per gli Usa (che avranno oltre il 70% degli aerei) si attesti su 396 miliardi dollari, con un incremento di 117,2 miliardi dollari (42%) rispetto alle ipotesi iniziali. L’inizio della fase di produzione a è indicata per il 2019, con un ritardo di 6 anni sulle previsioni del programma.
“Tutti i dati dimostrano come i costi unitari per aereo siano raddoppiati dall’inizio della fase di sviluppo nel 2001 e solo il 17% dei test tecnici previsti sia stato completato. Come si pu ò far finta di nulla di fronte a questi numeri?” conclude Vignarca. Anche con l’ipotizzata riduzione a 90 velivoli per l’Italia il costo complessivo di solo acquisto si attesta quindi sui 12 miliardi di euro, senza contare i costi di mantenimento ed esercizio successivi.
Università per la pace Non a caso la scorsa settimana, in maniera compatta, il Parlamento Olandese ha votato una risoluzione per uscire dal programma dando indicazione in tal senso al governo che uscirà dalle elezioni, mentre l’Australia ha deciso a maggio di spostare di ulteriori due anni la propria decisione di acquisto. Roventi polemiche sono invece in corso sia in Canada che in Norvegia perchè le scelte di partecipazione al progetto JSF sono derivate da dati fasulli ed incompleti forniti deliberatamente da ufficiali militari favorevoli al caccia F-35.
Il Governo italiano invece continua per la sua strada e non intende avere una franca discussione nè in Parlamento nè con un confronto con la società civile rappresentata dalla nostra Campagna. Non ci si deve stupire del mantenimento di questa linea da parte del Ministero della Difesa, perchè è stato l’attuale Ministro-Ammiraglio Di Paola a sottoscrivere (poco più di 10 anni fa nel giugno 2002) la partecipazione italiana alla fase di sviluppo del Joint Strike Fighter. Ma continuare a negare l’evidenza dei problemi tecnici (ribaditi anche in un recente rapporto del Government Accountability Office statunitense) e a ribadire i miraggi di mirabolanti ritorni occupazionali, industriali e tecnologici (messi implicitamente in dubbio dalla stessa Finmeccanica in una comunicazione ufficiale al Parlamento) costituisce solo una presa in giro verso gli italiani. Che invece devono affrontare i tagli e i sacrifici imposti da questo Governo al fine di salvaguardare scelte di bilancio che, in alcuni casi come quello dell’F-35, sono davvero incomprensibili. 
Il tema del caccia F-35 si inserisce per ò nella più ampia discussione sulla spesa militare del nostro paese, anche alla luce della revisione dello strumento militare (il cosiddetto DDL Di Paola) in corso di discussione in Parlamento e della “spending review” varata dal Governo.
“Con la spesa complessiva prevista nel corso degli anni per gli F-35 si sarebbero potute evitare le scelte più rovinose confermate nei giorni scorsi - sostiene Giulio Marcon coordinatore di Sbilanciamoci! - il taglio agli enti locali, la riduzione dei posti letto negli ospedali, le misure di revisione del sistema delle tasse universitarie. Ad esempio con il risparmio della mancata acquisizione di 10 caccia bombardieri F-35 avremmo potuto salvaguardare i 18mila posti letto che verranno tagliati negli ospedali nei prossimi mesi”.
Entrambi i provvedimenti (la riforma dello strumento militare e la parte di riduzione di costi nel comparto) devono essere ancora confermati dal Parlamento ma le prime stime che si possono effettuare indicano come i tagli per il comparto militare saranno più leggeri e privilegiati rispetto a quanto previsto per le altre aree di spesa pubblica. Non ci sarà alcun vero risparmio ma solo uno spostamento di risorse verso nuovi acquisti di sistemi d'arma. Mentre il Governo ha infatti deciso di intervenire ancora una volta in maniera drastica sulla spesa sociale e sanitaria, le riduzioni per la Difesa e per l'acquisto di armamenti si limitano a poche decine di milioni e definiscono una diminuzione degli effettivi delle Forze Armate che si realizzerà solo dopo diversi anni, e con una protezione salariale derivante dal trattamento di ausiliaria. Nelle bozze definitive del provvedimento di “spending review” - nonostante ipotesi iniziali di altra natura - non vengono toccati gli investimenti per l'acquisto di armamenti: un'ipotesi di taglio di 100 milioni anno sui capitoli di spesa per le armi è stata infatti all'ultimo momento rigettata. La norma avrebbe “garantito un risparmio di spesa di importo non inferiore a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, anche in termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni” ma non se ne è fatto nulla e solo poche decine di milioni saranno sottratti a programmi come la Mini-naja, il fondo riassunzioni e l’Agenzia Industrie difesa.
Viene inserito un taglio di almeno il 10% sugli organici (un primo passo di quanto previsto dalla riforma Di Paola) ma anche in questo caso con la messa in aspettativa pagata: un ammortizzatore che avviene in maniera privilegiata solo per il personale militare e solo in questo comparto. In sostanza, come già esplicitato dalle organizzazioni del disarmo e sottolineato nelle analisi di questi ultimi anni (prima fra tutte quella contenuta nel libro-inchiesta “Il caro armato” già nel 2009), si scelgono tagli ridotti e sulla carta solo per poter aver mano libera nell’acquisto di nuovi armamenti: oltre ai caccia F-35 sono centinaia i milioni di euro stanziati negli ultimi mesi per missili, blindati, cannoni, sommergibili.
“Opporsi agli F35 e al DDL Di Paola non è affare da pacifisti ma da gente responsabile - dichiara Flavio Lotti coordinatore di Tavola della Pace - Parliamo di almeno 230 miliardi di euro di denaro pubblico sottratti ad un paese, il nostro, in grandissima difficoltà. Se il progetto venisse approvato così com’ è entrato a Palazzo Madama ci ritroveremmo con un superministro della Difesa, dotato di poteri e autonomia senza pari, capace persino di vendere armi nel mondo. E con uno strumento militare ipertrofico, costosissimo, modellato sui livelli di ambizione di qualche generale e di un complesso industriale che sembra dettare le linee politiche ai politici. Uno strumento vicino più ai campi di battaglia che alla Costituzione”.

Pillole contro i caccia F-35
Il solo propulsore del caccia F35 costa come un aereo antincendio Canadair, cosa difende meglio il nostro territorio?
Con un solo radar del caccia F-35 (10 milioni) si potrebbero produrre ed installare 10.000 pannelli solari.
Un caccia F35 nuovo fiammante pronto a bombardare... o 32.250 borse di studio per studenti universitari? cosa costruisce futuro?
Un caccia F-35 armato di tutto punto o 250 scuole italiane messe in sicurezza? cosa difende meglio noi e i nostri figli?
Sistema ottico di puntamento di un caccia F-35 o gestione di 5 anni di raccolta differenziata per un comune di 100mila abitanti?
Un cacciabombardiere F-35 oppure 18.500 ragazze e ragazzi in servizio civile? scegliete voi!
Al costo di un cacciabombardiere F35 si potrebbe fornire indennità di disoccupazione a oltre 17.000 precari.
Con i soldi che si dovrebbero spendere per un singolo caccia, potremmo acquistare oltre 20 treni per pendolari (12500 posti).


Fonte: Campagna "Taglia le ali alle armi" - 12 luglio 2012

 

 
 
CONSIGLIO REGIONALE  Assemblea legislativa delle Marche
Piazza Cavour 23 - 60121 Ancona
TEL. 07122981  FAX 0712298539  PEC assemblea.marche@emarche.it
Codice Fiscale  80006310421

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