Resoconto della seduta n.18 del 21/04/2026
SEDUTA N. 18 DEL 21 APRILE 2026

La seduta inizia alle ore 10:50

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 18 del 21 aprile 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 17 del 14 aprile 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Interrogazione n. 104
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Regolamentazione dell’attività di dermopigmentazione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 104 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. L'attività di dermopigmentazione attualmente non ha una identificazione normativa a livello nazionale, come specificato dal profilo professionale, pertanto non è regolamentata su base giuridica predefinita. Non è pertanto possibile conseguire un attestato per questo tipo di attività. Al momento, quindi, per svolgere questa attività, nell'attesa di una specifica individuazione a livello nazionale, esiste la delibera di Giunta regionale n. 1598/2017 che prevede che questo tipo di attività può essere svolto da chi ha ottenuto l'attestato professionale di “estetista”. La stessa delibera stabilisce che tale attività non può essere svolta da chi svolge attività di tatuatore. Questa determinazione era stata determinata dal MISE con protocollo… e via dicendo… della Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica, a seguito di un quesito concernente l'attività professionale di “estetista”. Il MISE diede il seguente parere in merito: “che debba ritenersi consentita la prestazione dell'attività di micropigmentazione solo a soggetti in possesso dell’abilitazione allo svolgimento dei trattamenti estetici. La tecnica, frequentemente associata a quella, analoga, di tatuatore, costituisce rispetto ad essa attività invero differente, anche per quanto attiene alla strumentazione ed ai prodotti utilizzati”. In sostanza sono necessarie strumentazioni specifiche e diverse da quella dei tatuatori. Successivamente con la sentenza n. 1930 del febbraio 2024 il Consiglio di Stato ha dato una diversa interpretazione smentendo il MISE.
La Regione intende agire in maniera omogenea e conforme al quadro interpretativo nazionale, anche perché si ha notizia che è in corso l’esame di una regolamentazione specifica per l'attività di dermopigmentazione a livello nazionale, alla quale la Regione si atterrà. Anche attraverso il Coordinamento tecnico della Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni, che noi presiediamo come Regione Marche, ci impegneremo a sollecitare quanto prima l'assunzione di nuove disposizioni che rappresenteranno la base per l'adeguamento dei criteri a cui la Regione Marche si atterrà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Ho presentato questa interrogazione, che riguarda un settore apparentemente di nicchia, ma che ha sempre più addette nel nostro territorio e in tutta Italia, che è quello, in generale, dell'estetica, perché soprattutto nel territorio che confina con l'Emilia-Romagna ci si trova ad affrontare una concorrenza sleale in questo ambito. Sleale perché l'Emilia-Romagna ha legiferato appositamente per questi settori. Quindi, chi lavora in questo ambito, che, fortunatamente, in questo momento non ha crisi, nel nord delle Marche però è svantaggiato rispetto all'Emilia-Romagna che ha legiferato appositamente in ambiti diversi e gliene voglio, in particolare, elencare tre. Quello della dermopigmentazione riguarda, ad esempio, tutte coloro che si occupano di tatuaggi semipermanenti, trucco semipermanente, ma non solo. Questo problema ce l'hanno anche, ad esempio, le onicotecniche, quindi le addette in particolare alle unghie, che in Emilia-Romagna possono operare in studi di ogni tipo, pur non essendo estetista e nelle Marche no. Questo problema ce l'hanno anche alcune categorie dei medici estetici che effettuano trattamenti all'avanguardia possibili negli studi medici in Emilia-Romagna - ad esempio, mi hanno parlato di un trattamento che si chiama PRP - ma nelle Marche non possono farlo in studi privati. Quindi, trattandosi di un settore in cui lavorano migliaia di persone anche nelle Marche, visto che abbiamo uffici competenti con funzionari all'altezza della situazione sempre preparati, io la invito, ma proprio per aiutare il mondo del lavoro, a chiedere agli uffici di adeguare la normativa delle Marche a quella dell'Emilia-Romagna. Non è ovviamente una polemica, ma è un modo per mettere chi lavora anche nelle Marche in condizione di non subire la concorrenza sleale dell'Emilia-Romagna, dove tra Gabicce e Cattolica ci sono due chilometri e, magari, trenta attività che lavorano in modo diverso a causa di una normativa diversa. Ciò che lei mi ha detto nella risposta, poi, nello specifico è quello che avevo già scritto io nella mia interrogazione n. 104. Ma, in particolare, voglio farle presente - e questo probabilmente non gliel'hanno riferito - che quando lei parla della sentenza del 28 febbraio 2024 del Consiglio di Stato che si pronuncia sulla tesi per cui la dermopigmentazione potrebbe essere esercitata dalle sole estetiste, così come prospettato da un'associazione rappresentativa della categoria degli estetisti che ha impugnato la delibera del Lazio che invece permetteva anche ai tatuatori di farlo… lei mi ha riferito questa sentenza, ma le voglio far presente che non ha trovato l'accoglimento né del Tar Lazio con una sentenza, la sentenza n. 2861, né del Consiglio di Stato con la sentenza n. 1930 del 28 febbraio 2024, i quali…

Interrogazione n. 116
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Stato di avanzamento, governance e fruibilità pubblica del complesso di Villa Buonaccorsi di Potenza Picena (MC)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 116 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. L'interrogazione in oggetto ripercorre e reitera quesiti posti nelle precedenti interrogazioni n. 780 del 2023 e n. 1493 del 2025. Per il dettaglio e l'inquadramento degli aspetti generali che riguardano il complesso di Villa Buonaccorsi si può fare riferimento alle risposte fornite alle precedenti interrogazioni. Prima di riscontrare i quesiti posti nell'ultima interrogazione è opportuno ricordare che il complesso, acquisito al demanio dello Stato a seguito di esercizio del diritto di prelazione (febbraio 2022), è, a tutt'oggi, di proprietà esclusiva del Ministero della Cultura. Inizialmente, con nota al protocollo in data 11 maggio 2022, il Segretario generale del MiC ha comunicato la disponibilità al trasferimento del bene alla Regione facendo ricorso al federalismo demaniale culturale, di cui all'articolo 5 comma 5 del decreto legislativo n. 85 del 2010. A riguardo, con nota del Presidente della Giunta regionale, era stata inoltrata la richiesta di attivazione del procedimento in oggetto indicato, allegando altresì le linee generali del Programma di valorizzazione culturale quale documento su cui intraprendere il necessario confronto volto alla definizione del Programma stesso, cui sono seguiti i tavoli tecnici convocati dal Segretario regionale del MiC del 14 settembre 2022, 23 novembre 2022 e 5 dicembre 2022. L'interesse espresso con forza dalla Regione, in virtù della rilevanza culturale del complesso monumentale di Villa Buonaccorsi a livello nazionale per l'unicità dei suoi valori storico-artistici e architettonici, ha determinato la scelta, a partire dal 2023, del Ministero della Cultura di investire proprie risorse nel processo di recupero e valorizzazione del bene: decreto ministeriale repertorio n. 284 del 28 agosto 2023 “Grandi progetti beni culturali”; decreto ministeriale repertorio n. 176 del 3 maggio 2024 “Grandi progetti beni culturali”. Il bene e la programmazione degli interventi afferenti le suddette risorse sono stati affidati in prima battuta al Segretario regionale del MiC, successivamente e in via definitiva alla Direzione regionale Musei delle Marche in stretta collaborazione con il Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiC. L'azione della Regione è ora quella di supportare le strategie ministeriali che hanno ritenuto di inserire il complesso di Villa Buonaccorsi nei più rilevanti processi di valorizzazione al pari di complessi del valore del Museo di Capodimonte a Napoli o Villa d'Este di Tivoli. In data 25 febbraio 2026 il Ministero della Cultura, la Regione Marche e il Comune di Potenza Picena hanno sottoscritto un Accordo di valorizzazione ex art. 112, comma 4, decreto legislativo 42 del 22 gennaio 2004 per definire processi e strategie volte ad assicurarne la migliore tutela e garantire la fruibilità pubblica del “giardino all'italiana”, promuovendo, al tempo stesso, i più efficaci strumenti per la sua valorizzazione. In tale Accordo vengono definiti indirizzi strategici e linee operative comuni per la predisposizione di un Piano strategico di sviluppo culturale integrato, che costituirà il quadro di riferimento per le attività di valorizzazione, promozione e sviluppo culturale di Villa Buonaccorsi e del territorio circostante. Quesito uno: il procedimento del federalismo demaniale, come in premessa evidenziato, è stato sostituito da una più efficace e rilevante strategia di recupero e valorizzazione, in cui il Ministero, la Regione ed il Comune di Potenza Picena sono sottoscrittori di un Accordo di valorizzazione che vede nel “Piano strategico di sviluppo e valorizzazione culturale” lo strumento più efficace e completo per la definizione di strategie comuni di valorizzazione e governance sostenibile. Quesito due: per quanto riguarda il concorso regionale, era stato originariamente previsto a valere sulle risorse FESR Marche 2021-2027 per complessivi 4 milioni di euro nelle azioni 2.1.2 e 2.4.4. Con riferimento alle risorse statali, queste sono quantificabili in 10 milioni. Lo stato di attuazione delle risorse ministeriali rappresentato dalle strutture tecniche del MiC evidenzia un duplice obiettivo, ovvero il recupero e la completa fruizione del “giardino all'italiana” e, al tempo stesso, interventi di salvaguardia e messa in sicurezza dei corpi di fabbrica della Villa. Se poi…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Prendo atto dei contenuti richiamati, anche dell'Accordo di valorizzazione sottoscritto tra Ministero, Regione Marche e Comune di Potenza Picena per Villa Buonaccorsi. Un passaggio sicuramente importante per l'obiettivo comune che è quello della tutela, del recupero, della valorizzazione e della piena fruizione anche di uno dei complessi monumentali più significativi delle Marche. Però non posso dirmi del tutto soddisfatto della risposta, anche se, purtroppo, non siamo arrivati al termine delle risposte ai quesiti.
Faccio una brevissima cronistoria. Il PD locale di Potenza Picena aveva promosso… anche tramite il Gruppo consiliare e anche, soprattutto, grazie all'impegno dell'Onorevole XY, che aveva rivolto un appello pubblico all'Amministrazione comunale e, poi, aveva sollecitato l'allora Ministro della cultura Franceschini ad esercitare il diritto di prelazione sul bene, cosa che è stata fatta con l'acquisto per una cifra vicina ai 2.300.000 euro. A seguire, nel 2023, ci fu l'impegno del Ministro della cultura Sangiuliano a stanziare un tesoretto di 10 milioni che si aggiungeva ai 4 milioni stanziati dalla Regione. Siamo arrivati, a distanza di ben quattro anni, alla firma di questo Accordo. Nel frattempo la villa è stata utilizzata soltanto per aperture estive straordinarie. Forse anche questa interrogazione, presentata oramai alcuni mesi fa, è stata utile ad accelerare questo processo di firma. Permangono, tuttavia, alcune criticità che cerco di evidenziare nei pochi secondi che ho a disposizione.
La prima riguardai tempi. Se ci abbiamo messo quattro anni per la firma di un Accordo, pensare che bisogna fare lavori di riqualificazione, restauro, recupero e valorizzazione, mi fa temere che… se non si accelera con un cronoprogramma stringente rispetto alle azioni da fare, penso che le cose andranno per le lunghe. Mi chiedo anche - non ho avuto risposta - che fine abbia fatto il masterplan che avrebbe dovuto realizzare l'Università Politecnica delle Marche e di cui non abbiamo avuto più notizie.
Le risorse: si parla di 14 milioni. Nell'Accordo di programma sottoscritto si parla di 7,2 milioni di euro. Non so i 2,8 milioni di euro mancanti che fine abbiano fatto. Avrei voluto sentire, magari, la Consigliera Luconi per avere maggiori delucidazioni in materia.
Mi chiedo anche se ci sia uno studio approfondito per capire se le risorse stanziate siano sufficienti effettivamente a un complesso così grande.
Si parla di recuperare, ristrutturare e restaurare sia i “giardini all'italiana” sia tutte le strutture che fanno parte del complesso monumentale. Dubito che quei 7 milioni di euro disponibili, o 10 forse, ma non mi risultano, possano essere sufficienti. Me lo auguro.
Infine, la governance: è mancato del tutto il coinvolgimento del territorio, dei soggetti del territorio, che mi auguro vengano al più presto coinvolti, perché questa è una questione che interessa molto il territorio.

PRESIDENTE. Apro e chiudo una parentesi. Mi attengo per quanto riguarda il tempo al Regolamento. Capisco, però mi rifaccio alla locuzione latina “dura lex, sed lex”.
I capigruppo mi possono sempre dare il potere di procedere con ampia discrezionalità, per cui alla prossima Capigruppo chiederò… in assenza di questo si applica il Regolamento perché non reputo di dover fare eccezioni. Le ho fatte dall'inizio del mandato con il Presidente perché reputo che, quando va a chiudere determinati discorsi, si possa fare. Quindi, ritengo che applicare il Regolamento sia cosa giusta.

Interrogazione n. 123
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Grave incertezza e carenza di programmazione nel settore dello spettacolo dal vivo nelle Marche – ritardi nei bandi regionali e tutela del lavoro professionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.123 del Consigliere Nobili. Ha la parola, per la risposta, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Giusto il rispetto del tempo, Presidente, la richiesta in più era solo per aiutare nella locuzione, sennò si può dire sempre tutto, però …Ovviamente, non contesto assolutamente quello che lei ha appena asserito.
Dunque, con decreto n. 49 del 17 marzo 2026 sono state approvate e pubblicate le graduatorie relative alle tre misure previste dal bando “Spettacolo dal vivo” finanziato nell'ambito dell'Accordo di Coesione - Fondo di Rotazione 2021-2027. La pubblicazione è avvenuta nei termini previsti dal bando, considerate le fasi istruttorie previste dalla piattaforma SIGEF e le richieste di integrazioni necessarie alle fasi di ammissibilità. Non si configura pertanto alcun ritardo rispetto alle tempistiche formalmente stabilite, né si sono registrate criticità procedurali tali da compromettere l'operatività dei beneficiari. Per l'annualità 2025 la pubblicazione del bando è avvenuta successivamente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera CIPESS n. 35 del 2025, atto presupposto necessario per l'utilizzo delle risorse. La scelta di ricorrere al Fondo di Rotazione, in luogo di fondi regionali ordinari, è stata una decisione strategica e non contingente. Tale strumento, infatti, consente l'ammissibilità retroattiva della spesa, permettendo di finanziare anche progettualità avviate in annualità precedenti. Il bando ha quindi previsto l'ammissibilità di progetti realizzati dal 1°gennaio 2024 al 31 marzo 2026, ampliando in maniera concreta la platea dei beneficiari e garantendo copertura a iniziative che, diversamente, sarebbero rimaste escluse per carenza di risorse. La tempistica adottata non ha quindi prodotto alcun pregiudizio per gli operatori, ma ha consentito una gestione più efficace e vantaggiosa delle risorse disponibili. Per l'annualità 2026 si prevede la pubblicazione del nuovo bando entro la primavera. In alternativa, compatibilmente alla tipologia di risorse, sarà ripristinato l'utilizzo della piattaforma SmartBandi, al fine di semplificare ulteriormente la presentazione delle domande e migliorare l'efficienza amministrativa. L'azione della Regione Marche nel settore dello spettacolo dal vivo non si è limitata alla mera pubblicazione dei bandi, ma si è caratterizzata per un significativo lavoro di aggiornamento e affinamento dei criteri, anche attraverso il confronto con gli operatori del settore. In particolare: Bando “Spettacolo dal vivo”: è stata introdotta una chiara distinzione fra soggetti professionali e non professionali, con graduatorie separate, criteri di accesso differenziati e requisiti di rendicontazione più puntuali, al fine di garantire maggiore equità e adeguatezza delle risorse rispetto alla natura dei proponenti; Bando “Premi, Rassegne e Festival”: sono state previste graduatorie distinte tra enti pubblici e enti privati, con una valorizzazione della storicità delle manifestazioni, riconoscendo l'esperienza maturata sul territorio; “Bando “Marchestorie”: è stata introdotta una premialità per i soggetti aderenti al Consorzio Marche Spettacolo, in coerenza con la normativa regionale, con l'obiettivo di rafforzare il sistema regionale dello spettacolo dal vivo. Parallelamente, la Regione Marche ha garantito, come avviene ad ogni triennio, il cofinanziamento regionale ai soggetti riconosciuti a livello ministeriale nell'ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, sia per i soggetti di Primario Interesse Regionale (PIR) sia per quelli titolari di riconoscimento FNSV, comprese le prime triennalità. Alla luce di quanto sopra: non si ravvisano ritardi imputabili all'Amministrazione; le tempistiche adottate sono state coerenti con i vincoli normativi e con la necessità di garantire la piena copertura finanziaria; l'azione regionale si è contraddistinta per attenzione, ascolto e capacità di adattare gli strumenti alle esigenze concrete del territorio. La Regione Marche ha dimostrato un impegno costante e strutturato nel sostegno al comparto dello spettacolo dal vivo, intervenendo sia sul piano finanziario sia su quello regolativo, con bandi costruiti su criteri puntuali, differenziati e coerenti con le caratteristiche del sistema culturale regionale. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretaria. Purtroppo la risposta che ha letto mi convince davvero poco. Non so se lei, nell'ambito del ruolo che le è stato attribuito, ha già iniziato a frequentare operatori del settore dello spettacolo dal vivo. Perché, se avesse avuto occasione di interloquire con questi operatori, probabilmente, avrebbe detto cose diverse questa mattina. Siamo di fronte a una manifesta inadeguatezza nel campo delle attività culturali da parte dell'Amministrazione regionale. Siamo veramente in una situazione di insufficienza totale. Per capire meglio di cosa stiamo parlando… mi rendo conto che il tema cultura rispetto ad altre questioni, come quelle della sanità e del sociale, possa essere considerato recessivo, però le cose non possono stare nei termini di come le avete trattate negli ultimi tempi. Perché, se pensiamo alle attività dal vivo, dobbiamo renderci conto che, per quanto riguarda l'annualità 2025, il bando è uscito a novembre, il termine per presentare le domande è scaduto a dicembre, l'approvazione è avvenuta a gennaio 2026 e ancora non si è data la possibilità di ottenere la liquidazione di finanziamenti. In questo modo salta del tutto la possibilità di attivare una programmazione seria nel campo delle attività culturali, si mettono in ginocchio gli operatori del settore, che sono costretti a indebitarsi e sono costretti, soprattutto, a muoversi con un'incertezza davvero inaccettabile. Ma non so se ci rendiamo conto, Sottosegretaria, di cosa stiamo parlando. Stiamo parlando… no, forse lei non se ne rende conto, mi dispiace. Probabilmente, nei prossimi mesi, quando le verrà data la delega - cosa che io veramente auspico - potrà mettere meglio a fuoco la questione. Perché, vede, nel 2025 ci sono state una pluralità di iniziative culturali avvenute al buio, senza alcuna certezza rispetto al fatto che quelle attività potessero essere finanziate.
Ci rendiamo conto che il 2025 ha visto una serie di iniziative che sono state coperte da un bando uscito a novembre, ma con quale trasparenza e con quale correttezza è possibile adottare criteri di retroattività di questo tipo? C'è un intero settore, un comparto che sta soffrendo, perché stiamo parlando non solo di attività culturali che qualificano un territorio, parliamo anche di lavoro. Ritengo che tutto questo sia inaccettabile, così come è inaccettabile che per il 2026, siamo arrivati alla fine di aprile, ancora il bando non sia uscito. Quindi siamo di fronte a un'incertezza di cui l'Amministrazione regionale si deve assumere la responsabilità. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di passare all'interrogazione n. 139, approfitto per salutare, a nome dell'Assemblea legislativa delle Marche, gli studenti della laurea triennale di Scienze Politiche dell'Università di Urbino, tra l'altro colleghi, ed i loro professori. Grazie di essere qui.

Interrogazione n. 139
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Realizzazione del nuovo Polo Scolastico nel Comune di Montegiorgio (FM) - aumento dei costi, procedure di aggiudicazione, interruzione dei lavori e responsabilità per i ritardi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 139 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola l'Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie ai Consiglieri per questa interrogazione, con la quale chiedono lo stato dell'arte sia sul quadro economico di questa opera e la realizzazione del nuovo Polo scolastico a Montegiorgio, sia sullo stato di attuazione dei lavori. Come sa in modo particolare il Consigliere Cesetti, che da quel territorio proviene, la Regione Marche su questo Polo scolastico non ha competenze dirette, nel senso che la realizzazione dell'intervento è affidata all’Ufficio speciale della ricostruzione e al Comune di Montegiorgio, ai quali abbiamo chiesto, ovviamente, un contributo per poter rispondere a questa interrogazione.
Con riferimento al primo punto, quindi, al quadro economico dell'opera, l'Ufficio speciale per la ricostruzione ha comunicato che l'intervento per la realizzazione del nuovo Polo scolastico di Montegiorgio è stata inizialmente programmata a valere sulle risorse dell'Ordinanza del Commissario n. 56 del 2018, successivamente trasposta nell'Ordinanza n. 109 del 2020 per un importo di 5.600.000 euro ed oltre. Il primo incremento di contributo per il nuovo Polo scolastico è stato riconosciuto con l'Ordinanza speciale n. 15 del 2021, la quale riporta che l'importo da finanziare per l'intervento è determinato all'esito di approvazione del progetto esecutivo da porre a base di gara. L'Ufficio speciale per la ricostruzione ha comunicato che l'incremento del costo del nuovo Polo scolastico derivante dal progetto del 2023, rispetto al costo stimato mediante il progetto di fattibilità tecnico-economico redatto nel 2021, è dovuto alla revisione del dimensionamento dell'edificio scolastico necessario al fine di contenere n. 550 alunni sulla base di un trend crescente di iscrizioni. Un dimensionamento che ha ricevuto anche il parere favorevole dell'Ufficio scolastico, un nuovo dimensionamento dell'Ufficio scolastico regionale. L'USR, inoltre, ha aggiunto che l'aumento è dovuto, altresì, alle caratteristiche geomorfologiche del sito, che hanno reso necessaria la realizzazione di un'opera di sostegno al fine dell'ottenimento di una quota media di imposta tra i corpi scuola e palestra, oltre che al rincaro dei costi delle materie prime e quelli della manodopera dei cantieri che hanno determinato un incremento dei prezzi delle opere di costruzione rispetto agli storici registrati.
Con riferimento ai restanti punti dell'interrogazione, il Comune di Montegiorgio, soggetto attuatore dell'intervento, ha comunicato che: “I lavori hanno subito un preoccupante rallentamento a partire da settembre 2025, contestato immediatamente da questa stazione appaltante all'impresa esecutrice fino alla sospensione delle lavorazioni dal mese di dicembre 2025. Il tutto dovuto ad una crisi aziendale che ha portato la ditta aggiudicataria a ricorrere all'istituto della composizione negoziata della crisi in data 9 dicembre 2025”. A riguardo, comunque, il Comune di Montegiorgio ha aggiunto che: “Espletate le verifiche circa i requisiti di ordine generale di chi subentra alla ditta che era stata l'aggiudicataria della gara e sul possesso dell'iscrizione all'anagrafe dell'antimafia degli esecutori di cui l'articolo 30, comma 6, del decreto legislativo n. 189/2016 e con determinazione del Responsabile del Servizio lavori pubblici e patrimonio è avvenuta la presa d'atto del subentro alla ditta precedente ai sensi dell'articolo 120 del decreto legislativo n. 36 del 2023. Ad oggi i lavori sono in corso con adeguata dotazione di mezzi, personale e materiale”. Il Comune di Montegiorgio afferma che: “Tutte le procedure di affidamento e d'aggiudicazione dei lavori e dei servizi sono avvenuti nel rispetto della normativa vigente”. Infine, il Comune ha precisato che: “I lavori sono ormai ripresi dal 19 marzo 2026 e che la ditta subentrata ha fornito in data 13 marzo 2026 un cronoprogramma aggiornato allegato ad una nota di impegno a concludere i lavori il più celermente possibile anche ricorrendo ove necessario a misure acceleratorie di natura straordinaria. Detto cronoprogramma, in fase di verifica da parte del RUP e del Direttore dei lavori, prevede il completamento della palestra entro il mese di agosto 2026 e il completamento della scuola e dell'intero appalto entro il mese di aprile 2027”. Mi scusi, Consigliere, ma ho tagliato alcune parti per rimanere nel tempo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Baldelli, della risposta burocratica. Capisco che non poteva dare una risposta diversa, perché è vero che la Regione non ha una competenza diretta in siffatta materia, ma non dobbiamo dimenticare che il Presidente della Giunta regionale delle Marche è il Vice Commissario alla ricostruzione e, quindi, c'è una competenza specifica, almeno per quanto riguarda le attività di controllo e di verifica, circa l'andamento dei lavori.
La realizzazione del nuovo Polo scolastico di Montegiorgio è l'emblema di come la ricostruzione dell'edilizia pubblica post sisma, sempre affermata e poco, per la verità, praticata, non va. Questo non lo dice il Consigliere Cesetti, ma lo dice la Corte dei conti, quando, nell'ultimo giudizio di parifica, ci ha consegnato una relazione dalla quale risulta che su 164 interventi solo il 3,7% è giunto a conclusione, mentre circa il 50% si trova ancora allo stato di progettazione. Su questo il Polo scolastico di Montegiorgio… e spiace a me dirlo perché è stato ubicato ad un chilometro e mezzo dalla mia residenza ed io fui uno di quelli che, pur essendo contrario all'ubicazione in quel sito, l’ho favorito perché pensavo a quel tempo - nel 2018, quando ero Assessore - che quella scelta dovesse essere in capo all'Amministrazione comunale. Oggi quell'intervento è passato, Assessore, da un finanziamento di 5 milioni di euro ad oltre 20 milioni di euro e i lavori sono lì fermi. Sono riiniziati, a partire dalla rotatoria e dalla realizzazione del polo scolastico, sa quando? Proprio all'indomani della comunicazione della mia interrogazione. Lavori, tra l'altro, ripeto, che sono il simbolo della sciatteria amministrativa, in cui, addirittura, sono state sbagliate le quote. Sono stati spesi oltre 5 milioni di euro sulle fondazioni per rendere pari la quota della palestra con quella dell'edificio scolastico con indagini geologiche sicuramente sbagliate, non si capisce da chi realizzate. Lì ci dovremmo tornare sopra, Assessore, perché è necessaria una seria attività di controllo…

Interrogazione n. 158
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Aumenti rette residenze socio sanitarie per anziani, persone con demenza e disabilità”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 158 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Si chiede se il tavolo tra Regione, Sindacati e Enti gestori delle residenze si è riunito e quali sono le decisioni assunte.
Il tavolo è sempre riunito, ci si vede con una cadenza piuttosto serrata. È ovvio che ci sono anche delle visioni a volte differenti, ma proprio per questo si cerca di trovare sempre la sintesi. Comunque voglio dire che, proprio a seguito di queste riunioni, è stata trasmessa dal Dipartimento salute ai Direttori generali una circolare. Tanto per dare un'idea della cadenza: 27 gennaio 2026, 12 febbraio 2026, 26 febbraio 2026. Quindi è un lavoro piuttosto costante. Il documento ovviamente fornisce chiarimenti esplicativi in merito all'aggiornamento delle tariffe per le Residenze Protette R3 e R3D, sia per la quota sanitaria che per la compartecipazione utente o Comune nella quota sociale, disponendo che l'incremento tariffario sia subordinato alla sottoscrizione delle nuove convenzioni, nonché riconosciuto esclusivamente alle strutture in possesso di accreditamento o che abbiano presentato l'istanza di autorizzazione in conformità con i nuovi manuali, laddove, magari, le procedure di accreditamento sono in ritardo, non per colpa della struttura. La decorrenza economica è fissata, in via generale, dal 1° luglio 2025, ovvero dalla data della presentazione dell'istanza se successiva. Per ciò che… è importante che sull'intervento “Multileva”, sui maggiori oneri, il pagamento della differenza tariffaria alle strutture non ancora accreditate…, i maggiori oneri sono comunque accantonati per un fondo di oneri futuri e resta fermo il limite della fatturazione previsto dalla delibera di Giunta regionale. Quindi, quando ci sarà l'accreditamento si prende anche la retroattività. Ma quello che è anche importante - poi, se è possibile, andremo anche a dettagliare di più – è che ci sono fondi a disposizione che sono quasi 8 milioni di euro derivanti da FSE+ del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali - tra l'altro è stata appena firmata la convenzione, questo è importante - e 1,9 milioni di fondo POC del periodo 2014-2020, per l'intervento della manovra “Multileva”. Sta per uscire il bando, è un bando molto importante perché prevede l'erogazione di contributi, di 250 euro mensili a ciascun beneficiario, con la finalità di sostenere le famiglie a reddito medio/basso che hanno il carico del pagamento della retta dei familiari che si trovano in strutture residenziali. Questo sarà per i prossimi due anni un intervento veramente importante. Contiamo di far uscire a breve il bando, perché proprio la settimana scorsa è stata stipulata dal Ministero del Lavoro la convenzione per poter procedere all'uscita del bando. Credo che sia un intervento importante. La grande sfida sarà quella di mantenere queste possibilità, questi sostegni nel periodo successivo al biennio di riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, per il tavolo, ok, mi ha elencato tre date fino a fine febbraio. Mi auguro che, ormai siamo ad aprile, il tavolo si riunisca di nuovo per poter addivenire a una scelta condivisa. So che nelle prime riunioni ci sono state alcune frizioni e molte insoddisfazioni.
Per quanto riguarda gli stanziamenti previsti, le delibere n. 331 e n. 332 del 2026, che attengono il “Multileva”, ricordo, riguardano in particolar modo le strutture per la salute mentale, le case di riposo, le comunità alloggio, le case albergo, le comunità protette, ma non riguardano, ad esempio, le residenze protette.
Sull'ultimo quesito lei ha risposto puntualmente riferendosi, ad esempio, all'idea che avete in mente, però, ribadisco che per le annualità 2026/2027 un finanziamento, attraverso fondi europei, è previsto di 9,7 milioni di euro per una platea di oltre 10.000 beneficiari, potenziali beneficiari.
L'intervento non riguarda solo le persone anziane che vivono nelle residenze sociali e socio-sanitarie, ma anche le persone con disabilità e disturbi psichici che abitano in residenze socio-sanitarie. La Regione ha indicato, come lei ha detto, in 250 euro al mese l'entità del bonus. Il criterio di accesso, però, sarà definito su base reddituale utilizzando l'ISEE. Conti alla mano, però, prendendo a riferimento la quota di 250 euro al mese, significa che i beneficiari potranno essere al massimo il 15% della potenziale base di 10.000 persone e, quindi, circa 1.600. Ad oggi non sappiamo quanti di questi saranno gli anziani che vivono nelle residenze protette. Di sicuro, un numero estremamente limitato. Possiamo anche ipotizzare che i valori ISEE più bassi siano quelli delle persone con disabilità e salute mentale, di cui la stragrande maggioranza non ha redditi da lavoro a differenza delle persone anziane. Grazie.

Interrogazione n. 175
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Mancato aggiornamento sito ‘Gestione delle macerie del sisma’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 175 dei Consiglieri Caporossi, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. L’interrogazione oggi in esame pone un tema di trasparenza che merita un chiarimento definitivo basato sui fatti e sull’effettivo svolgimento delle attività amministrative. I Consiglieri Caporossi e Seri segnalano che i dati sul portale istituzionale dedicato alla gestione delle macerie risultano fermi al 31 dicembre 2021. Ebbene, voglio precisare con estrema chiarezza che questo non è dovuto a una mancanza di aggiornamento o a un'inerzia degli uffici, ma riflette fedelmente la realtà operativa: in quella data, l'attività di raccolta e trasporto delle macerie del sisma 2016 è stata dichiarata formalmente conclusa. Come è noto, la raccolta delle macerie avviene su impulso dei territori. Al 31 dicembre 2021 sono venute meno le richieste di attivare nuovi cantieri da parte dei Comuni del cratere. Per questo motivo, il Soggetto Attuatore ha provveduto a comunicare ufficialmente la fine del servizio a tutte le amministrazioni comunali interessate nelle province di Macerata e Ascoli Piceno, attraverso note formali inviate proprio nel dicembre di quell'anno.
Per rispondere al secondo punto dell'interrogazione, è opportuno specificare che il lavoro della Regione non si è interrotto bruscamente, ma si è spostato sulla fase successiva. Nel corso di tutto il 2022, il concessionario ha proseguito le attività di cernita, selezione e recupero dei materiali già accumulati, portando a compimento il ciclo di gestione. Dunque, i dati che oggi leggiamo sul web rappresentano la chiusura di un capitolo emergenziale straordinario. In merito alle preoccupazioni sollevate sulla pianificazione del nuovo Piano Regionale Gestione Rifiuti, rassicuro i Consiglieri: gli uffici dispongono di tutta la reportistica di chiusura del 2022. Questi dati sono a disposizione per ogni approfondimento istruttorio. Tuttavia, è bene non confondere i flussi eccezionali del sisma, ormai esauriti, con la gestione dei rifiuti ordinari da costruzione e demolizione che seguono canali di monitoraggio differenti e sono correttamente integrati nella proposta di Piano che sarà in discussione. La trasparenza della Pubblica Amministrazione regionale è garantita non dal caricamento dei dati ridondanti, ma dalla fornitura di informazioni corrette e attuali: e il dato attuale è che la gestione delle macerie del sisma 2016 ha completato il suo iter operativo nei tempi e nei modi previsti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Prendo atto favorevolmente della diligenza con la quale l'Assessore Consoli ha risposto a questa questione che a noi è stata sollevata da più parti, da vari cittadini, da imprese e così via. Era necessario e credo che sia stato molto utile aver messo al centro una puntualizzazione in merito alla trasparenza di tutto ciò.
Prendiamo spunto da questo per sottolineare nuovamente quella che è stata una nostra proposta fin dall'inizio della legislatura, sulla quale faremo un'iniziativa organizzata nella forma più efficace. La Regione non può in nessun modo non essere al corrente, non essere al centro di un processo di governo di tutto ciò che accade a livello di Commissario della ricostruzione, che è un'autorità monocratica, individuale, dipendente dal Governo nazionale, che ha dato più volte prova di essere, in qualche maniera, sganciato dal flusso informativo in questo caso.
Se abbiamo fatto questa cosa è perché, ovviamente, c’è arrivato un feedback in merito a queste questioni, così come a quella che è stata definita discrezionalità aumentata da qualcuno dopo il periodo aureo del precedente Commissario, che, in qualche maniera, ha visto al centro di tutta questa fase - anche l'anno precedente, tutta la fase elettorale, eccetera - un modus operandi che, oggettivamente, a nostro parere, sarebbe bene che la Regione - quando dico Regione, nessuno escluso, in primis a partire da chi ha il Governo della Regione - si occupasse di poter avere un’interfaccia diretta su questo. Interfaccia che può realizzarsi - lo vedremo come - con una specifica Commissione, con uno specifico momento nel quale vengano condivise anche dal Vice Commissario alla ricostruzione, che è il Presidente Acquaroli, con la Giunta e con il Consiglio regionale tutte le fasi che riguardano questo capitolo, che è ancora ben lungi dall'essere concluso e dal quale dipenderanno le sorti del futuro delle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. L'interrogazione n. 178 è rinviata perché non c'è l'Assessore Enrico Rossi.

Interrogazione n. 187
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mastrovincenzo, Cesetti, Caporossi, Catena, Piergallini, Vitri, Seri
“Misure urgenti di contrasto alla speculazione sui prezzi dell'energia e dei carburanti e sostegno a famiglie e imprese marchigiane a seguito della crisi in Medio Oriente”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 187 dei Consiglieri Ruggeri, Mastrovincenzo, Cesetti, Caporossi, Catena, Piergallini, Vitri, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Rispondo ai punti uno e due dell'interrogazione.
Ritenendo che la riduzione del costo delle bollette sia una misura che vada presa a livello nazionale, non solo per competenza, ma anche perché la capacità di stanziamento regionale non consentirebbe di mettere in atto una misura adeguatamente efficace sia in termini di capillarità che di dimensione che di durata. La Regione Marche può, invece, utilizzare le risorse disponibili per potenziare gli interventi nazionali con misure sinergiche che favoriscono gli investimenti delle imprese e delle famiglie volti alla decarbonizzazione e, quindi, alla sostituzione dei consumi da fonti fossili con le fonti rinnovabili.
Questa interrogazione mi dà l'occasione anche di fare il punto esattamente sulle fonti rinnovabili. A brevissimo lanceremo un nuovo bando a valere sul fondo PR FESR 2021-2027 che prevedrà uno stanziamento di 3,8 milioni di euro per le “Comunità Energetiche”. Inoltre riapriremo lo sportello relativo al bando “Energia-Imprese” sempre PR FESR 2021-2027. La riapertura è finalizzata ad utilizzare le risorse pari a 12,7 milioni di euro, di cui 2,9 in conto capitale e 9,8 quale finanziamento a tasso zero. Nel mese di gennaio sono state concesse le risorse relative alle domande ammissibili al primo sportello del bando. Concessi i contributi per 7,4 milioni, di cui 4,3 milioni erogati sotto forma di finanziamento a tasso zero. Inoltre, sapete che abbiamo già aperto e si è chiuso dopo 22 giorni, la prima tranche del finanziamento stipulato d'accordo con la Bei. In questo bando, delle risorse messe a disposizione delle imprese, ben 7 milioni sono state consumate per nuovi impianti di energia rinnovabile e contiamo di emettere il secondo bando di altri 30 milioni entro la seconda parte del mese di giugno.
Il totale delle risorse messe a disposizione delle imprese per affrontare la crisi energetica attraverso gli investimenti volti a decarbonizzare i consumi in questi ultimi tre mesi sono pertanto pari a 12,4 milioni e a questi si aggiungeranno i predetti 16,6 milioni, totale 29 milioni di euro.
Riteniamo che uno stanziamento di queste dimensioni non sia, da conti fatti, mai avvenuto finora nella Regione Marche in un arco temporale così breve.
Venendo alla seconda richiesta, pur non avendo noi nessun potere di controllo, ma i buoni rapporti con la Guardia di Finanza nel concetto della collaborazione fra Istituzioni ci portano a dire che la Guardia di Finanza ha prontamente intensificato i controlli sul territorio per contrastare i fenomeni speculativi in esecuzione delle linee fornite dal Governo nazionale in attuazione del decreto legge “carburanti”, che conferisce anche nuovi, importanti e straordinari poteri al Garante e alla sorveglianza dei prezzi del MIMIT.
Per quanto riguarda il punto tre, la terza domanda: sicuramente è intenzione della Giunta regionale mantenere un confronto con il Governo sulla situazione di crisi. Aggiungo che questo aspetto è stato anch'esso trattato nella Conferenza delle Regioni dalla Commissione Sviluppo Economico, che le Marche presiedono. Quindi non per sottrarsi alla volontà di questa Giunta regionale, ma, mi rivolgo alla prima firmataria, la Consigliera Ruggeri, questo tema, per quanto importante, è strettamente di competenza del Governo. Noi abbiamo strumenti estremamente limitati, come ho tentato di spiegarle, per poter arginare un fenomeno di dimensioni così grandi, sul quale non possiamo oltre un certo limite intervenire. Faremo tutto quanto è in nostra capacità poter fare, ma converrà che è una magnitudo talmente grande e talmente fuori dai nostri poteri che sarà difficile poterla arginare. Mi sento anche di suggerire, ma questo è un suggerimento che mi auguro che venga preso con tutta la bonomia con la quale mi appresto a dirlo…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la sua risposta. Sicuramente lei avrà letto la nostra interrogazione che parte anche da quanto è già stato fatto, come nostro solito fare negli atti ispettivi, nella passata legislatura. Nella passata legislatura avevamo approvato all'unanimità una risoluzione, la n. 48 del 2022 - quella famosa di cui abbiamo parlato diverse volte in quest'Aula - con cui abbiamo espresso la condanna dell'aggressione dell'Ucraina e il sostegno delle imprese marchigiane. Tra quegli impegni c'era che la Giunta regionale prevedesse di attivare percorsi di diversificazione degli approvvigionamenti energetici e di maggiore indipendenza energetica mediante massicci investimenti sulle energie rinnovabili, concorrendo attivamente alle decisioni dell'Unione Europea nella costruzione dell'Unione dell'energia. Questo semplicemente per dire che siamo nel 2026, lei ha elencato una serie di nuovissimi interventi di cui si è fatto promotore da quando è Assessore regionale. Però, nel frattempo, sono passati diversi anni in cui questo impegno della risoluzione del 2022 non è stato mantenuto tanto nella regione Marche, perché questa diversificazione non la vediamo tanto. Soprattutto non c'è stata quella accelerazione sulle fonti rinnovabili, sulle comunità energetiche che ci saremmo aspettati, anche perché una delle prime proposte di legge che quest'Aula ha approvato nella passata legislatura è proprio quella sulle CER, tra l'altro il primo firmatario era anche Assessore di quella Giunta. Quella legge resta non finanziata ormai da diversi anni e, secondo noi, è un grande peccato, perché promuoveva proprio le comunità energetiche rinnovabili. La situazione sicuramente è molto complessa, riguarda un panorama geopolitico in continua evoluzione e estremamente preoccupante. Però, nello stesso tempo, le ricadute sulla nostra regione sono pesantissime. Basta sfogliare i quotidiani o ascoltare la televisione, ogni giorno c'è una categoria che si mostra estremamente preoccupata e riguarda tutti gli ambiti della nostra economia e anche e soprattutto le famiglie il cui carrello della spesa ed il costo dell'energia stanno aumentando in maniera spropositata. Quindi, penso che, comunque, la Regione possa fare qualcosa e lei lo ha dimostrato anche in una parte della sua relazione. Chiedo che l'impegno sia maggiore e che, soprattutto, si arrivi a quella autosufficienza energetica da fonti rinnovabili che sarebbe indispensabile raggiungere non solo nel Paese, ma anche nella nostra regione e sicuramente…

Interpellanza n. 20
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Criticità e potenziamento delle residenze protette per anziani non autosufficienti nella Regione Marche”

Interrogazione n. 56
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Emergenza liste di attesa nelle residenze sociosanitarie anziani e nei Centri diurni demenze della Regione Marche. Ritardi, inefficienze e mancata programmazione della Giunta regionale”

Interrogazione n. 84
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Liste d’attesa nelle RSA e nelle Residenze Protette per anziani non autosufficienti – situazione di emergenza nelle Marche”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 20 del Consigliere Marconi e le interrogazione n. 56 del Consigliere Nobili e n. 84 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. L'interpellanza, proverei a spiegare qualche cosa, Assessore, ma glielo risparmio, perché penso che siano argomenti che lei conosce perfettamente, così come anche i colleghi di questo Consiglio regionale.
La cosa che mi ha sorpreso, però, nel dato che è sotto l'attenzione di tutti, perché, come ripetiamo molte volte, anche come partito, la vera emergenza, la più grande, non è tanto un'emergenza sanitaria quanto socio-sanitaria. Perché in termini numerici, dover fare i conti nei prossimi 10-15 anni con decine di migliaia di anziani non autosufficienti, che non sappiamo dove mettere, porterà a situazioni estreme.
Citavo in altra occasione come in un pronto soccorso della nostra regione un anziano è stato abbandonato praticamente per 15-16 giorni perché nessuno lo andava a riprendere, si trattava di un ultranovantenne. Detto ciò, il dato che mi ha sorpreso è proprio questo, intanto che il numero dei posti autorizzati già nell'agosto del 2025 è stato aumentato fino a 8.200 con 6.500 convenzionati. Certamente di quelle decine di migliaia di anziani, molti non autosufficienti, molti sono assistiti in casa, ma, da un punto di vista sociale, sappiamo che l'evoluzione delle nostre famiglie, sempre più piccole e sempre meno matriarcali o patriarcali, comunque non allargate, comporta inevitabilmente la difficoltà per chi resta, magari il figlio unico, ad assistere i genitori anziani, diventando lui stesso anziano, cioè lui stesso superando - come nel mio caso - i 60 anni con genitori sopra ai 90 anni. Questo è il quadro abbastanza chiaro, in cui c'è la curva del fabbisogno che tenderà ad aumentare in maniera progressiva e significativa nei prossimi anni.
Dicevo, il dato che mi ha sorpreso è la differenza di comportamento nei vari distretti sanitari ed esattamente: nei distretti di Jesi… non ho messo tutti i dati perché sarebbe diventato troppo noioso, ma li ho accorpati. Nei distretti di Jesi, Civitanova Marche e Macerata il numero di coloro che sono in attesa di entrare nelle residenze protette è doppio rispetto ai posti disponibili. Mentre nei distretti di Urbino, Senigallia, Fabriano, Camerino, Fermo, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno il numero dei richiedenti in lista d’attesa è decisamente inferiore rispetto ai posti disponibili. Quindi, in questi distretti, ripeto, Urbino, Senigallia, Fabriano, Camerino, Fermo, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, c'è una ragionevole speranza, nel giro di qualche anno, di poter essere inseriti all'interno delle strutture di residenza protetta. In mezzo tutti gli altri, compreso il distretto di Ancona, in cui il numero di coloro che sono in attesa è pari a quello dei posti disponibili. Le situazioni più critiche, ripeto, sono a Jesi, Civitanova Marche e Macerata. Ma anche all'interno degli stessi distretti. Faccio il caso del mio, di Civitanova Marche, la situazione è molto differente, cioè a Civitanova città c'è un una lista d'attesa enorme, nella mia città di Recanati su 73 posti disponibili la lista d’attesa è di 60. Quindi c'è una situazione molto variegata. Preso atto di questo, chiedevo se fosse possibile o se ci fosse l'intenzione da parte della Giunta, a partire dai distretti dove c'è maggiore carenza di posti, di aumentare almeno il numero dei posti autorizzati. Dico questo e chiudo per un semplice calcolo economico. Non è il caso di farlo qui, perché, comunque sia, le situazioni anche qui sono differenziate, ma risulta che chi ha un'assistenza domiciliare, attraverso quella che una volta si chiamava “badante”, in molti casi, paga molto di più, spende molto di più rispetto a una sistemazione in residenza protetta privata non convenzionata. È un paradosso? No, è così. Chiaramente l'assistenza a casa è molto più mirata e molto più curata, l'assistenza in una struttura, inevitabilmente, non può avere le stesse attenzioni e le stesse cure di una a casa, ma molte famiglie no |1n sono nella condizione oggettiva, anche economica, di seguire quella strada. Quindi la residenza protetta…

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Consigliere Marconi e altri Consiglieri, vi dico, noi stiamo portando avanti il nuovo Atto di fabbisogno, che è fondamentale, anche per la risoluzione di alcune tematiche o, meglio, nel tentativo di risoluzione, perché i numeri sono evidenti. Credo che nessuno in quest'Aula, al di fuori di qualsiasi ruolo politico, possa pensare che mai si potrà arrivare - a meno che non arrivino finanziamenti nazionali ad hoc - al convenzionamento di tutti i posti necessari per completare le liste d’attesa. Questo è evidente, l’ha detto anche il Consigliere Marconi nel suo finale, che sarebbe bene aumentare i posti autorizzati, anche perché avere un struttura disponibile è un costo dal punto di vista economico e sociale minore rispetto a quello che può essere la tenuta in famiglia.
Allora, noi dobbiamo portare avanti questo atto e lo stiamo facendo interloquendo con tutti, dai Sindacati agli Enti gestori, lo faremo. Abbiamo iniziato con i coordinatori d'Ambito e sarà un impegno portarlo in ogni territorio di Ambito tramite gli Ambiti Sociali. Attenzione, non le Conferenze dei Sindaci, che nel fermano e nell'ascolano sono “sovrapponibili agli ambiti”, mentre nelle province più grandi la Conferenza dei Sindaci sarebbe un mare magnum troppo indeterminato. Andremo nei singoli Ambiti. Da questo uscirà un numero che è quello del fabbisogno. Questo numero dovrà essere comprensivo anche di una perequazione rispetto… Questo è un altro tema che il Consigliere Marconi ha evidenziato, ma non solo, anche un'interrogazione lo diceva, quindi quando si avranno dei dislivelli dovremmo assolutamente perequare, sarà quello il percorso. Dovremmo con estrema onestà dire quanto si potrà convenzionare ogni singolo anno. Usciremo con un atto ogni singolo anno a seconda anche del cambiamento delle finanze, dei finanziamenti statali, per l'aumento delle convenzioni. Questo è il percorso che ci aspetta nei prossimi mesi per l'uscita dell'Atto di fabbisogno, ma ci traguardiamo a questi anni per l'aumento dei convenzionabili. Ricordiamo anche che nel 2019 - io ero Sindaco, ero Presidente del Comitato dei Sindaci - ci venne sottoposto un… all'epoca era un po' un libro dei sogni, ci dissero: quanti posti vorrebbero gli ambiti per i vari convenzionamenti? Facemmo i nostri desiderata, ma che, comprensibilmente, rimasero desiderata, anche perché i desiderata di tutti, territorio per territorio, facevano una somma non tollerabile all'epoca per l’Amministrazione.
Questo è il percorso che avremo da qui alle prossime settimane e credo che l'Atto di fabbisogno, che attende dal 2017, sia fondamentale per molte realtà della nostra regione. Riusciremo a partorirlo, spero, il più presto possibile, ma è in corso perché, attenzione, la concertazione non è mai abbastanza, nel senso che non stiamo attendendo statistiche, ma stiamo attendendo semplicemente dei passaggi concertativi, che sono fondamentali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi perdoni se non sono riuscito a seguire in presenza la sua risposta, anche se ho avuto modo di seguirla dai monitor.
Io sono convinto che il tema sia seguito con la giusta attenzione dall'amministrazione regionale e sono certo che l'Assessore si spenderà per il meglio per dare una risposta a un problema che ha raggiunto un livello emergenziale davvero molto alto.
Ma le domande che mi pongo sono anche legate al fatto di come si sia potuti arrivare a tutto questo.
Noi siamo soddisfatti che ci si renda conto che è necessario mettere mano al piano del fabbisogno. Quel piano risale al 2017, ora siamo arrivati al 2026, forse era necessario intervenire prima.
Mi rendo conto che lei è Assessore da pochi mesi e non può farsi carico di responsabilità che sono sulle spalle di altri, però vige il principio della continuità amministrativa. Siamo arrivati a un punto tale perché, evidentemente, l'azione dell'amministrazione regionale è stata insufficiente ed è insufficiente rispetto a un tema delicatissimo, che è quello della tutela dei nostri anziani, dei nostri anziani che non stanno bene.
Aggiungo un altro pezzo a questo ragionamento che chiaramente è molto sintetico. Non può essere sufficiente affrontare la questione solo in termini di potenziamento del fabbisogno, di messa a disposizione di posti più o meno convenzionati. È necessario intervenire su un aspetto che è di fondamentale importanza perché l'offerta residenziale non può non prevedere contestualmente un serio potenziamento della domiciliarità. Questa è la sfida vera su cui ci si dovrebbe misurare, aumentare le disponibilità nelle strutture, ma al tempo stesso fare un ragionamento di sistema e cambiare parzialmente l'approccio a questa situazione. Non solo pensare alla residenzialità, che chiaramente a un certo punto raggiungerà dei livelli difficilissimi da gestire, ma aprire un percorso laterale di fondamentale rilievo che è quello dell'intervento a domicilio.
Questa, a nostro avviso, è la risposta più efficace ed è qui che si registra, in un sistema di governance, ma in un sistema di progettazione. la carenza da parte dell'amministrazione regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Non me ne voglia l'Assessore Calcinaro, ma io ho un po’ meno pazienza dei colleghi che sono entrati da poco in Consiglio regionale, se non altro perché ho fatto su questo tema 7 atti nella passata legislatura. Ho fatto una marea di interrogazioni, di alcune non ho neanche avuto risposta, ma ho avuto nel tempo una risposta molto utile ad oggi, inutile per risolvere il problema, ma utile politicamente, perché tempo fa l'ex Assessore alla sanità mi aveva promesso che il famoso piano del fabbisogno sarebbe stato varato entro dicembre 2024 e così non è stato. Quindi, quello che lei ha detto oggi, io l'ho sentito dire in quest'Aula un sacco di volte, tant'è che poi mi sono fatta promotrice anche di atti propositivi, perché quelli ispettivi erano inefficaci. Tra questi atti propositivi ci sono state delle mozioni, che neanche sono state discusse, c'è stato anche un ordine del giorno che ho presentato in sede di bilancio, forse lei se lo ricorderà, che chiedeva quello che lei dice che sta facendo, cioè aggiornare il piano del fabbisogno fermo al 2017, fatto su dati precedenti, che è assolutamente inefficace perché la situazione dei nostri anziani è esplosa.
L’ordine del giorno è stato bocciato sonoramente. Leggo solo l'ultimo passaggio del Consigliere Putzu, capogruppo di Fratelli d'Italia, che ha detto testualmente (leggo le sue parole): “La maggioranza da qualche giorno ha avuto l'ok dell'Assessore per lavorare, nei primi mesi del 2026, per dare delle risposte sulla questione del fabbisogno. Non c'è bisogno, mi dispiace dirlo, siete arrivati secondi”. Quindi il mio atto che chiedeva di velocizzare il piano del fabbisogno era già superato. Questo a dicembre 2025. Ad oggi siamo ancora con lei, Assessore, che parla di futuro.
Per me è intollerabile perché stiamo parlando di persone con estreme fragilità, stiamo parlando di una regione fortemente colpita da demenze ed Alzheimer, stiamo parlando di famiglie distrutte perché non sanno più come curare i propri parenti. Famiglie in cui ci sono dei cargiver che sono allo stremo. Io ne ho incontrati tanti e penso anche lei.
Quando è venuto a Fano il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha parlato del Centro Margherita e in sua presenza ha detto che la Fondazione…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Mi verrebbe facile unirmi al grido di dolore, che posso anche condividere, ma condivido la preoccupazione realista dell'Assessore. Confido in ogni parola che ha detto.
L'unica cosa che avrei voluto dire in conclusione al mio intervento è che, come nel passato e questa potrebbe essere una cosa di buon senso, al di là di chi l'ha fatta, dovremmo dare una precedenza assoluta, credo che ci sia, a tutti i malati anziani non autosufficienti con forme di demenza e Alzheimer. Questa è l'emergenza dell'emergenza perché questo tipo di assistenza in casa è praticamente impossibile, soprattutto quando lo stadio, il grado di malattia ha raggiunto un punto tale che non consente più nessuna interlocuzione reale con la persona ammalata e l'unica cosa in cui gestirla è una struttura con assistenza sanitaria e socio-sanitaria.
Per il resto, Assessore, capisco anche la complessità dell'atto di fabbisogno. Anche nel passato non veniva prodotto ogni anno, perché l'atto di fabbisogno deve raccogliere non solo questo settore, ma altri 50, tanto è il numero delle strutture socio-sanitarie nella nostra regione.
Posso solo raccomandare che questo provvedimento sia in cima alla lista di tanti altri che la Giunta e l'Assessorato, da lei condotto, deve affrontare o può affrontare perché effettivamente l'emergenza in questo campo è enorme e sappiamo anche che una volta che avremo determinato l'atto di fabbisogno con i posti relativi, avremo ancora qualche anno prima che i privati, privato/pubblico, AST o Comuni possano attivare strutture per organizzare nuove residenze protette per anziani non autosufficienti. Grazie.

Elezione di un componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Campana per l’istruzione permanente di Osimo
(articolo 3 dello Statuto dell’Istituto) - (voto limitato a uno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede l’elezione di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Campana per l'istruzione permanente di Osimo.
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo candidato e che l'Assemblea legislativa nel votare prende atto delle risultanze istruttorie, comprese quelle contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati.
La votazione è a scrutinio segreto.
Prego il Consigliere Segretario Marco Ausili di fare la chiama.

(Il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)

Comunico di risultati:
Votanti n. 28
Voti validi n. 27
Schede bianche n. 1
Schede nulle n. 0

Hanno ricevuto voti:
Alessandrini Passarini Alberto Maria n. 17
Torquati Gabriele n. 10

Proclamo eletto componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Campana per l’istruzione permanente di Osimo Alessandrini Passarini Alberto Maria. Congratulazioni.

Proposta di legge n. 38
a iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 30 novembre 2023, n. 19 (Norme della pianificazione per il governo del territorio)”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 38 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Come detto, portiamo la modifica della legge regionale n. 19 del 2023 “Norme della pianificazione per il governo del territorio”.
Nella Regione Marche le funzioni in materia paesaggistica sono esercitate dai Comuni e dalle Province, in virtù della delega già conferita ai medesimi enti con la legge regionale 34/1992.
La legge regionale 19/2023, che ha riformato la disciplina urbanistica in ambito regionale, abrogando la citata legge regionale 34/1992, ha previsto un periodo transitorio (fino all'approvazione dei nuovi PUG) durante il quale, tra l'altro, restano ferme le deleghe in materie di paesaggio, di cui agli articoli 5, comma 1, e 6 della medesima legge regionale 34/1992 nel rispetto di quanto previsto dalla l.r. 34/2008 (ex articolo 33, comma 16, legge regionale 19/2023).
In particolare il comma 5, dell'articolo 30, della detta legge 19/2023 prevede la delega delle funzioni autorizzatorie in materia di paesaggio, di cui al d.lgs. 42/2004, ai Comuni, nonché alle Province per gli interventi che interessano il territorio di due o più Comuni appartenenti al territorio provinciale, purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche e di garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio delle funzioni in materia urbanistico edilizia. Infine, il comma 6, del medesimo articolo 30 prevede la competenza della Regione in caso di interventi che interessano il territorio di due o più Province.
Le modifiche proposte mirano a richiamare testualmente. nella fonte legislativa citata, l'accertamento della compatibilità paesaggistica di quell'articolo 36 bis, introdotto dal cosiddetto decreto “Salva casa”, sia con riguardo alla disciplina a regime sia con riferimento a quella transitoria.
La proposta di modifica, che si sostanzia nell'espressa menzione della fonte legislativa regionale dei riferimenti della normativa statale (articolo 36 bis del d.p.r. 380/2001), benché si limiti precipuamente a declinare in via legislativa il contenuto degli indirizzi e delle direttive di cui alla delibera di Giunta regionale n. 1783/2025, oggetto di impugnativa giurisdizionale, si rende opportuna anche al fine di assicurare per il futuro uniformità applicativa nel territorio.
La disposizione ha carattere ordinamentale e non determina oneri a carico del bilancio regionale.
Nelle riunioni della III Commissione permanente regionale abbiamo discusso e disquisito tanto sulla possibilità di invarianza finanziaria o meno.
Abbiamo ricevuto ed ottenuto i due pareri, uno del CAL, che è favorevole, ma condizionato alla corresponsione economica per l'esercizio delle funzioni, che noi non abbiamo approvato in sede assembleare, e quello del CREL che è favorevole e non fa un'imputazione tecnico economica, tralasciando l'aspetto economico della invarianza finanziaria.
Quindi, non faccio fatica a comprendere il perché del parere condizionato del CAL, proprio per quello che richiama la legge, la n. 19/2023, in merito a tutte le funzioni assegnate ai Comuni e alle Province, ma nello specifico per questa norma, che votiamo oggi, le funzioni sono già delegate a Comuni e Province, per cui noi sosteniamo con forza l'invarianza finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Ci troviamo di fronte ad un pezzo piccolissimo di tutto ciò che è prodotto dall'introduzione della legge 19 del 2023, la nuova legge urbanistica, che ha sostituito una vecchia legge del 1992, quindi, era assolutamente necessario farla, ma sulla quale faremo alcune considerazioni.
La prima questione, andiamo nello specifico. Noi abbiamo una posizione articolata perché qui il problema di fondo, nell'articolo 1, è esattamente il fatto che le risorse necessarie, così come sottolineato dal CAL e dalle Province, non sono in nessun modo previste. Allora, se è vero quello che si va dicendo, che poi la casistica a disposizione sarebbe di 7, 8, 10 casi, perché non arrivare a dare soddisfazione a questo mettendo le Province e i Comuni in condizione di portare avanti queste procedure? Io non credo che loro abbiano, anche parlandoci personalmente, opposto una resistenza di tipo, come dire, politico ideologico, ma abbiano detto semplicemente: “Metteteci in condizione di farlo”. Per cui il problema da questo punto di vista, se l'invarianza finanziaria è tombale, così come scritto all'interno della proposta, è che noi ci troviamo nella condizione di non poterla votare perché siamo assolutamente d'accordo sul fatto che le Province possano portare avanti questo. Quindi, chiediamo, da questo punto di vista, la disponibilità da parte della maggioranza ad una revisione parziale di questa cosa. Non parliamo di chissà che cosa, qualcosa che sia un segnale. Ecco, ha già detto di no, ma insomma..
Allora la chiudiamo, dicendo che - secondo ragionamento - sull'articolo 2 saremo d'accordo e lo voteremo perché la revisione che c'è stata ci trova favorevoli. In generale, crediamo che sia necessario che la legge n. 19/2023 esca fuori dalle secche del periodo transitorio, di non applicazione, che era già previsto. La norma transitoria prevedeva che, per quattro anni, sostanzialmente quarantotto mesi, si rimanesse allo stato antecedente, ma che si cominci a uscire fortemente con tutte le intenzioni, ma anche le volontà e, come dire, le pratiche espresse perché è assolutamente necessario mettere in pratica tutto ciò che c'è all'interno della legge.
Allora, su questo il discorso è che la pianificazione territoriale non può che essere affrontata con una maturità, con una visione, con un approccio nuovo che guardi al futuro.
Noi siamo completamente d'accordo sul fatto che si passi dal quadrante della regolazione, che era quello dei decenni precedenti, del dopoguerra, dell'esplosione del boom economico, del mattone, del bene rifugio, di quant'altro… Prima i piani di fabbricazione, poi i piani regolatori furono un fatto obbligato dal punto di vista di dire: ragioniamo come frenare una spinta spontanea dal basso, che era quella di dire investiamo per farci la casa. Tutto quel periodo è passato. Oggi siamo in un periodo completamente diverso.
Nella nostra regione abbiamo una situazione per la quale dovremmo andare a una revisione completa di tutte le modalità, per esempio il Titolo IV della legge n. 457/1978. che riguardava il discorso del recupero del patrimonio edilizio esistente, che è stato in buona parte, per quanto riguarda i centri storici. al di là delle questioni che riguardano la ricostruzione del post sisma, portato avanti in questi decenni, però oggi abbiamo un'altra situazione di fondo.
Il problema è che noi non possiamo più ragionare di governo del territorio, nel senso di pensare ai simulacri, ai muri, senza pensare a cosa servono i muri, ovvero a che tipo di città, a che tipo di territorio. Qui non è solo la città, ma è il paesaggio, è il territorio, è l'assetto generale di ecosostenibilità che noi vogliamo dare al territorio.
In questo senso la legge 19/2023 passa meritoriamente dal punto di vista teorico, per ora, a parole, sul versante della programmazione, anziché su quello della pianificazione.
L'altro giorno abbiamo fatto un convegno insieme alle ACLI, molto partecipato, titolato “Dall'urbanistica dei vincoli, all'urbanistica della fantasia” dove per fantasia si intende semplicemente il fatto che è il momento storico nel quale cominciare a pensare, coinvolgendo i cittadini dal basso, al modello di città e al modello di qualità della vita che vogliamo conferire ai nostri piani nel complesso.
Questo lo cominciamo a fare se abbiamo di fronte una situazione dal punto di vista del governo del territorio, che ha affidato, appunto, in primis alla Regione, alle Province, con tutti i limiti che purtroppo hanno, e ai Comuni… se abbiamo una via, una roadmap che sia chiara, che sia semplificata.
La legge 19/2013 introduce, io li ho contati, 17 acronimi nuovi, in termini di pianificazione, oltre a quelli vecchi che c'erano già, insomma, il PUG sostituisce il PRG, piuttosto che il PPR sostituito la PDR, poi ci sono gli AO, che sono gli accordi operativi ,e tante altre cose di questo tipo, che sono per loro natura tutte buone, ma se poi, come dire, sono commestibili dal punto di vista di quello che dobbiamo riuscire a fare. Allora, poniamoci il problema. E’ la fase nella quale questa è una delle partite più importanti che abbiamo di fronte. Poniamoci il problema di come dare lo slancio a questa questione, dicendo: mettiamo al centro una pianificazione strategica anche a lungo termine. In questo senso ci vogliono delle visioni che sono esattamente quelle che a nostro parere mancano in una situazione in cui la regione è scivolata dall'entroterra verso il mare e c'è stato lo scivolamento della popolazione, dei servizi e di tutto il resto. Poi c'è uno scivolamento della regione in tanti altri sensi, movimenti antropologici e sociali, che in questo momento vanno colti uno per uno, comprese le ondate non solo immigratorie, ma anche le ondate emigratorie, che abbiamo da questa regione.
Dobbiamo mettere al centro, in questo senso, un progetto nel quale non basta pensare a questa come ad una materia affidata al tecnico, che definisce, appunto, gli indici, l'indice fondiario, l'indice di fabbricazione e così via, come era in passato. Adesso la materia è altra, è una materia di gestione sociale integrata, sociale e ambientale integrata. Quindi la flessibilità delle norme, il fatto di governare per processi… Quando si prende una decisione si dice che c'è un'idea di fare qualcosa all'interno anche di un risviluppo di un pezzo di città, di una città intera e così via. Questa cosa va messa sul terreno del fatto di dire, esattamente, di favorire un progetto che vada avanti in tempi certi, che non abbia tutte le tappe dei vincoli e delle interruzioni di continuità su quello che andiamo a fare, che fanno in modo che i cittadini siano assolutamente inermi nei confronti di una nuova burocrazia, che viene ancora di più appesantita.
Questo è il punto di fondo sul quale noi lavoreremo. In questo senso il ritiro degli emendamenti che sono stati presentati dalla minoranza, lo facciamo, ma lo facciamo non nel senso di dire sgombriamo il campo e finiamo qui. Ma quegli emendamenti sono validi, insieme con loro ce ne saranno altri, e possiamo riprodurli nel collegato al bilancio alla fine dell'anno. Sono validi nella dimensione di voler noi, come minoranza, partecipare attivamente al fatto di fare in modo che tutti gli intenti, gli obiettivi generali e specifici, che sono nella legge 19/2023, possano trovare attuazione.
Un programma, in questo senso, così grande, di tipo regionale è valido se noi diamo le armi a questo programma per avere tempi di attuazione, modalità di attuazione, quindi certezza del fatto che alla fine arriveremo esattamente a conclusione, sapendo misurare qual è il grado di raggiungimento degli obiettivi che il programma stesso sta conseguendo.
Questo è l'altro problema di fondo, perché se siamo ciechi e sordi e non abbiamo misure, mettiamo giù un’ipotesi, ma se poi non diciamo come misurare le cose per quello che vanno, non siamo neanche in grado di mettere in campo tutti i correttivi che possono servire per indicare una rotta che vada nella direzione di attuare quello che siamo riusciti a fare.
In generale, partiamo da un concetto, senza i fondi per fare i PUG - per andare subito nel clima del programma strategico, anziché nel clima del piano regolatore, nel quale, appunto, ci limitiamo a dire: “Eseguiamo il compitino di stare dentro certi vincoli” - ovvero con i fondi a disposizione, che servono per pochissimi Comuni, noi non andiamo da nessuna parte e nel frattempo stiamo perdendo un sacco di tempo perché da una parte c'è l'effetto annuncio su quello che la legge 19/2023 dice: "Oddio, quante cose belle potremmo fare", dall'altra parte la frustrazione che chi ha voglia di fare le cose, per esempio, ciò che è previsto negli accordi operativi.
Gli AO che sono gli accordi operativi, sono delle iniziative dal basso in cui le persone, le comunità possono mettersi insieme, possono dire: ho un'idea di costruire tutti insieme qui all'interno di questo comparto urbano, di questa frazione, eccetera. Tutto ciò si muove sulla carta... Io l'ho visto l'altro giorno in questo convegno, le persone dicono: "Noi vorremmo fare questo, vorremmo fare quell'altro", dopodiché dicono: “Come si fa?” Non si fa perché oggettivamente gli strumenti non ci sono. Ecco, dall'altra parte c'è scritto sulla legge esattamente quello che si sta facendo. Allora, noi siamo dell'idea senza… sulla base di una dichiarazione di invarianza finanziaria, noi voteremo contro a tutto il provvedimento, ovviamente voteremo a favore degli articoli che sono modificativi e positivi, però contiamo fortemente sul fatto che l'amministrazione ci porti, la Giunta ci porti al più presto l’ipotesi che è stata preannunciata dal Presidente dalla Giunta, che subito dopo il piano rifiuti potrebbe essere messa in cantiere perché non è più tempo di aspettare. Le Marche hanno bisogno anche di un impulso dal punto di vista dell'urbanistica e del governo del territorio per riprendere il loro cammino. Questo impulso non nasce solo dalla intenzionalità delle aziende che si mettono in gioco, nasce anche dal fatto che noi facciamo in modo di spianare la strada a tutto, dalle aziende ai cittadini associati, alle associazioni, ai servizi, al welfare generale della società. Noi spianiamo la strada a tutto ciò, quindi togliamo i vincoli e li sostituiamo con un atteggiamento che è quello di creare le condizioni per il futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo per accogliere anche l'invito del Consigliere Caporossi, relatore di minoranza, ed annunciare il ritiro, appunto, degli emendamenti che sono a mia prima firma, che ho condiviso non solo con i colleghi del Partito Democratico, ma anche con i colleghi di tutta l'opposizione.
Emendamenti che noi avremo occasione, altrimenti la procureremo, di ripresentare quando andremo ad affrontare la revisione della legge urbanistica, che approvò questo Consiglio regionale sul finire della scorsa legislatura. lo faremo all'interno di quella, altrimenti, a più tardi, nel collegato al bilancio di fine anno, che andremo ad approvare.
C'è bisogno della revisione della legge urbanistica, una legge che, il Consigliere Assenti lo ricorderà, venne fatta, diciamo, stimolata dalla necessità del Piano casa, però ci fu una rivisitazione sbagliata.
Noi in quell'occasione presentammo circa 300 emendamenti, tra il sottoscritto e la Consigliera XY come gruppo del Partito Democratico, che non erano certamente, il Consigliere Assenti lo sa e lo può confermare, ostruzionistici, ma erano atti normativi di modifica di quella proposta di legge urbanistica, in cui c'era una filosofia diversa, diciamo innovativa, da parte nostra, in particolare su che cosa? Telegraficamente, perché quella legge urbanistica ha segnato innanzitutto la mortificazione delle autonomie locali, in particolare del ruolo delle Province, che, è vero, sono state rivisitate da una legge nazionale e che sono ancora in cerca di autore, se vogliamo. Questa di oggi, ad esempio, è l'occasione per evidenziare come sia importante il ruolo delle Province, alle quali si voleva, con quella modifica, attribuire una competenza con atto amministrativo. Ovviamente non era possibile, hanno fatto ricorso al TAR e voi siete dovuti ricorrere alla modifica legislativa, senza però finanziarla, per cui oggi si perde un'ulteriore occasione.
Un finanziamento che, tra l'altro, è stato chiesto non soltanto dalle Province, ma anche dalla Conferenza delle autonomie locali, perché sappiamo quanto le risorse siano necessarie alle Province di oggi per espletare questo tipo di funzioni. Ve lo dice, ad esempio, chi, da Presidente della Provincia, c'era quando la Provincia dava i pareri sulle varianti urbanistiche, se non vado errato, e non vado errato come mi conferma la capogruppo Mancinelli. C'è, invece, nel contempo una sovraesposizione del Ministero della cultura che preoccupato di attenzionare, com'era giusto, il piano casa, ha avuto la pretesa, se vogliamo, di scrivervi la legge urbanistica. Consigliere Assenti, lei sa bene che è così perché c'erano decine di emendamenti che volevano ricondurre il Ministero della cultura all'interno delle sue specifiche competenze, non su quelle…, una sovrapposizione rispetto alle competenze dei Comuni, delle Province e della Regione. Pensiamo a una competenza prioritaria che gli è stata attribuita nei piani urbanistici, i cosiddetti PUG e via dicendo.
Una legge urbanistica, tra l'altro, che non teneva in debito conto, ad esempio, e qui riprendo in parte quello che ci ha detto il Consigliere Caporossi, che nel 2022 c'è stata un’importante modifica della Carta costituzionale, per cui oggi la tutela dell'ambiente è tra i principi generali della nostra Costituzione, L'articolo 9 è stato modificato dalla legge costituzionale n. 1 del 2022, come pure è stato modificato, se non vado errato, l'articolo 41. Da una parte l'articolo 9 ci dice che la Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità, eccetera, eccetera, l'interesse delle future generazioni; d’altra l'articolo 41 ci dice, cosa che non era prima, che la libertà di iniziativa economica non deve svolgersi in danno all'ambiente, cosa che non era ante 2022, perché ante 2022 l'ambiente era una specifica competenza riservata allo Stato, mentre alle Regioni, legislazione concorrente, competeva, come compete anche oggi, articolo 117, la valorizzazione dei beni ambientali e culturali. Oggi con quella modifica, se è tra i principi generali, la Repubblica tutela l'ambiente, la Repubblica, l’ho ricordato a me stesso più volte in quest'Aula, è lo Stato, la Regione, le Province ed i Comuni e le città metropolitane dove sono.
Se è la Repubblica non è una facoltà, ma è un dovere della Regione, quale articolazione della Repubblica, tutelare l'ambiente. Questo nella legge urbanistica…, questo principio che, tra l'altro, abbiamo codificato nel nuovo Statuto regionale su mia proposta, lei ricorderà, Una mia proposta di modifica sulla quale avete votato a favore in doppia lettura, per cui oggi nello Statuto regionale c'è scritto che la legge regionale deve, diciamo, tra le altre cose, sottostare a quei principi, che appunto la Regione tutela l'ambiente.
Allora, oggi doveva essere un'occasione, e termino, per rivisitare questa legge, cose che voi non avete accolto a quel tempo, forse nella fretta di portare a casa il provvedimento, appunto, per il piano casa, però, oggi è una necessità, diciamo in re ipsa, perché abbiamo visto come abbia paralizzato le attività, se vogliamo, quel tipo di legge urbanistica, anche per la tutela del territorio, che è fondamentale per la sua valorizzazione, per quello che ha detto il Consigliere Caporossi. Oggi basta affacciarsi in qualsiasi parte delle Marche. Se mi affaccio nella mia Montegiorgio, alle spalle ho le montagne ancora innevate, prorompenti, mentre se guardo avanti, alla mia sinistra, vedo il mare e in mezzo le colline stupende, piene di borghi, di storie, di culture. Tutto questo è un unicum, che noi dobbiamo conservare e preservare, ad esempio, all'insegna del consumo di suolo zero. Un'attività di tutela, di valorizzazione del territorio e dell'ambiente. Ad esempio, il Piano dei rifiuti, non è anche una grande questione urbanistica? Quando parliamo della ricostruzione? Prima abbiamo detto che la ricostruzione pubblica sta al palo, no, la ricostruzione pubblica va un po' meglio di quella privata, ma non è anche quella una grande questione urbanistica? Oppure la rivitalizzazione dei centri storici, oggi spopolati a vantaggio del proliferare dei grandi centri commerciali, che hanno racchiuso all'interno di un recinto la storia e la tradizione economica di tante piccole realtà. Non è questa una grande questione urbanistica? Penso che su questo ci dovremmo ragionare.
E’ una necessità, e termino, ravvisata dallo stesso Presidente all'atto dell'insediamento, concludo con le sue parole: “Negli scorsi 5 anni abbiamo approvato la legge del governo del territorio. Sappiamo che quella legge va rivista. E’ un impegno che abbiamo preso e che dovremo portare fino in fondo perché tramite la revisione di quella legge e l'aggiornamento del piano socio-sanitario noi dovremmo essere pienamente in grado di accompagnare…”. Questa, Consigliere Assenti, lo dico a lei, è una assoluta necessità.
In questa prospettiva, non finanziando anche con poco questa modifica, Consigliere Marconi, è stata persa una grande occasione, anche perché, l’ho detto poco fa all’Assessore Bugaro, non è possibile che tutta la legislazione regionale sia definanziata. Non c'è una legge regionale, Assessore Bugaro, che abbia uno straccio di finanziamento. Non c'è! E non si possono fare leggi ad invarianza finanziaria. perché una legge che attribuisce una competenza - all'esito, tra l'altro, di un ricorso al TAR, rinviato in attesa dell'attribuzione di quella competenza con legge - va ex se che non può essere ad invarianza finanziaria. Sappiamo bene che qualsiasi competenza per esercitarla costa, fosse altro la penna per scrivere la firma del provvedimento. Non si può fare, Assessore Bugaro, non si può prestare in questo caso.
Ripeto, è stata persa una grande occasione, comunque, Consigliere Assenti, cercate di portarla quanto prima. Questo lo dico a lei, non tanto al Presidente della Commissione che ha un ruolo di terzietà, altrimenti a più tardi lo faremo in sede di collegato al bilancio e quella sarà l'occasione per condividere con il territorio la modifica di questa pessima legge urbanistica e la modifica che oggi ci dimostra come non funzioni.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Mi associo alla posizione espressa dai colleghi della minoranza, quindi anch'io provvedo a ritirare gli emendamenti che ho presentato, riservandomi di riprendere questo ragionamento al momento opportuno, quando parleremo di legge urbanistica.
Qualcosa però vorrei dire nel merito di questa proposta di legge, che ad avviso del gruppo che rappresento, Alleanza Verde e Sinistra, ha veramente poco di buono perché viene presentata come un intervento tecnico quasi neutro, dovuto, ma a leggere bene non è affatto così. La Giunta ci dice che si tratta di un semplice richiamo nella legge regionale dell'accertamento della compatibilità paesaggistica, previsto dall'articolo 36 bis del decreto del Presidente della Repubblica del 2001, introdotto dal cosiddetto decreto “Salva casa”, ma nella stessa relazione illustrativa si ammette che questa modifica serve a portare in legge il contenuto della delibera di Giunta regionale n.1783 del 2025, che è stata oggetto di impugnativa giurisdizionale. E questo cambia tutto perché non siamo solo davanti a una manutenzione ordinaria, siamo davanti al tentativo di blindare per via legislativa un'impostazione già contestata.
C’è poi il tema dell'urgenza, anche qui la Giunta lo proclama, ma non lo dimostra. Nei documenti non troviamo dati sui procedimenti bloccati, sulle difficoltà concrete dei Comuni, sul numero dei contenziosi aperti, sugli effetti immediati che renderebbero indispensabile approvare questa norma così velocemente. Troviamo solo un'affermazione generica: “Serve uniformità applicativa”, ma l'urgenza legislativa non può essere uno slogan, deve poggiare su una motivazione seria, concreta, verificabile e qui, francamente, questa motivazione non riusciamo a vederla.
Sul piano politico il problema è ancora più chiaro perché questa proposta rafforza nella legislazione marchigiana il riferimento a un meccanismo di accertamento postumo della compatibilità paesaggistica, cioè rende più lineare il percorso della regolarizzazione, ma non introduce nessuna cautela ulteriore, nessun criterio regionale più rigoroso, nessun presidio aggiuntivo di trasparenza e controllo. In sostanza si semplifica la parte della sanatoria, ma non quella della tutela del paesaggio. E per una regione come le Marche, che dovrebbe avere nel paesaggio uno dei propri beni più preziosi, questo messaggio, ad avviso del gruppo che rappresento, è un messaggio politico sbagliato.
C'è un fine, un ulteriore punto che riteniamo grave. Nel passaggio in Commissione il provvedimento è stato allargato ulteriormente. Accanto al tema iniziale viene inserita anche la possibilità di intervenire sulle varianti e sui piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale con una procedura semplificata, che sostituisce il documento programmatico con una proposta tecnica preliminare, corredata dalla verifica di assoggettabilità, la VAS. Non è un dettaglio, è un ampliamento politico e materiale del testo che rende questa legge ancora più problematica e ancora meno trasparente.
Per queste ragioni, come Consigliere di Alleanza Verdi Sinistra, esprimo una netta contrarietà a questa proposta di legge, perché qui, lo ripeto, non si stanno semplicemente coordinando delle norme, si sta scegliendo una direzione politica precisa che contempla meno cautele, più compressione del confronto, più semplificazione in materie delicate, come paesaggio e pianificazione, e questa è una direzione che non condividiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Sono stati ritirati gli emendamenti dei Consiglieri Cesetti e Nobili, quindi passiamo alla votazione degli articoli. Scusi, non l'avevo vista.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Niente di che. Chiediamo scusa all'Assemblea se introduciamo un momento di dialogo sereno fra i membri della Commissione, ma è un modo anche per condividere, Consigliere Assenti, quello che già ci siamo detti e che torneremo a dirci su una legge, su un argomento che è decisamente complesso. Accuso tutta la mia ignoranza e mi affido al collega di maggioranza Consigliere Assenti che l'ha seguita, anche a quello di minoranza.
Intanto due cosine su questa legge, solo ad onor del vero, non è un capriccio della Giunta. Questa legge dà risposte ai cittadini che attendono questo tipo di atto amministrativo, che non viene fatto dai piccoli Comuni, ma può essere fatto in forma sostitutiva dalle Province. Sostanzialmente è tutto qui il grande argomento. Non lo facciamo così, per far rispetto a qualcuno, ma semplicemente perché è l'unico modo per dare risposte ai cittadini che attendono, anche da tempo, questo tipo di risposta.
L'urgenza è molto relativa perché si è perso tempo, mesi, tra TAR e delibera di Giunta. Adesso con la legge che abbiamo fatto, lo ricordo, in Commissione con tutta calma, è stato seguito l’iter normale: discussione, emendamenti, pareri.
Qual è la consistenza di questo provvedimento in termini economici, per la quale la minoranza chiedeva un milione? Poi torneremo, Consigliere Cesetti, su tutti gli argomenti perché penso che si siano dette cose anche molto interessanti. Dall'ultimo dato che abbiamo erano otto le pratiche in tutta la Regione, adesso mi dicono che sono 12, probabilmente diventeranno anche 50, 60, sicuramente un numero più elevato. Questa legge, Assessore, ha aperto una finestra sulla legge 19/2023– non è lei, Assessore Consoli, l’Assessore di riferimento, quanto l'Assessore Rossi - della quale in prevalenza avete parlato, quindi è stata l'occasione per far quello e gli emendamenti andavano in quella direzione e saranno pronti per un'altra occasione.
Sgombriamo il campo e abbassiamo il livello di percezione di un interesse eccessivo intorno a questo provvedimento, che credo minimale, mentre penso, anzi, a latere possiamo dire, anche se non è ufficiale, l’ha accennato il Consigliere Cesetti in termini negativi, ma esiste anche in termini positivi, esiste in tutti e due i termini, nel rapporto fra Regione, Provincia e Comuni ed anche nel rapporto fra le Regioni e lo Stato, lo Stato e i Comuni, il giochetto a trasferire senza dare i soldi è vecchio, non risale ad oggi, risale forse alle prime leggi deleghe degli anni ‘70, figuriamoci se può essere una novità con i bilanci stretti che abbiamo oggi. Già dalla prima delega Andreotti, mi pare, le Regioni ricevettero le deleghe, molto frettolosamente le vollero e non presero i soldi, però erano anche tempi facili. Adesso sono tempi difficili per tutti, quindi non mi allargherei troppo su questo.
Il problema c'è ed è probabilmente più generale, che la Giunta ne terrà conto e dovrà affrontare su tutte le competenze che attualmente le Province stanno gestendo. Mi giunge notizia, ma solo informale, che ci sono anche altre piccole vertenze in questo senso, quindi il discorso economico potrebbe rientrare in questo pacchetto più generale.
Vado alla legge urbanistica sulla quale non abbiamo da anticipare nulla, se non il richiamo, perennemente rinnovato, alla dichiarazione del Presidente Acquaroli in merito alla ripresentazione o correzione. Benissimo, lo dico solo da un punto di vista metodologico. Apriamo un diario su questa legge, penso che la maggioranza sia disposta a farlo perché se c'è una riproposizione evidentemente ci sarà qualche modifica rispetto a quello che – dite voi - era stato frettolosamente approvato a suo tempo. Però non possiamo partire dal giudizio che dice che la legge n. 19/2023 è una schifezza, che la legge n. 19 è pessima e su questo riapriamo un dialogo. Diciamo che la legge n. 19/2023 c'è, ecco, non sarà la legge perfetta, ma noi da poveri italiani di cultura cattolica sappiamo che la perfezione non è di questo mondo, sappiamo che la perfezione è solo in cielo, quindi ci accontentiamo di quello che possiamo fare.
Penso che ci siano cose importanti, ma alcune filosofie possono essere riviste. Per esempio, non da oggi, penso dal dibattito di insediamento della Giunta, il relatore di minoranza Consigliere Caporossi ha segnalato proprio questo aspetto, dicendo troppi vincoli e questo mi ha sorpreso, quindi, mi è rimasta in testa questa cosa. Sicuramente su questo si può fare una strada, anche perché la legge è complicata. Io ho provato a capirla, ho provato anche a vedere l'applicativo che stanno facendo nella mia città, ho partecipato a riunioni tecniche per la presentazione del pre PUG, del PUG e ho visto che è complicato perché si esce completamente fuori dalla logica di vecchie varianti, dei vecchi piani regolatori quando c'era da costruire. Qui devi ripensare, come ha detto il Consigliere Caporossi, l'urbanistica, non in termini di tavole o di leggi, ma in termini di fantasia, ha usato questo termine e penso di riportarlo correttamente, è estremamente interessante, ma anche estremamente complicato, perché la fantasia in una legge va, come a dire, moderata, incanalata. Ma può esserci l'idea che i Comuni, Consigliere Assenti, assumano una grave e pesante responsabilità in futuro, sarebbe anche bella, cioè immaginare una legge la quale preveda la possibilità da parte dei Comuni di intervenire dentro vincoli ampi, perché penso che nessuno voglia costruire nelle piazze centrali delle proprie città o vicino ai fiumi. Quindi, immaginare qualcosa di nuovo che descriva nuovamente le nostre città nei limiti in cui questo sia possibile, perché anche la dimensione del recupero, pure questo avete detto, sul pubblico costa. L'ondata del PRNN, non si riesce a trovare una sigla semplice in Italia, ci fanno dire tutte parolacce perché questo è un acronimo pernacchioso, quindi rischi di fare una pernacchia. Detto ciò, penso che questa disponibilità ci possa essere, come già abbiamo fatto e stiamo facendo per il Piano rifiuti, possa esserci anche in questo settore.
Chiudo con una domanda (ancora non ho capito rispetto al piano ed anche rispetto ai nostri ragionamenti): cosa serve alle nostre città? Piuttosto che calare noi un'idea illogicamente preposta sopra - sarebbe meglio questo, sarebbe meglio quest'altro - farci una domanda: cosa serve effettivamente alle nostre città? Io lo chiedo ai Sindaci, agli amministratori e trovo dei muri, cioè mi dicono cose pratiche, cose immediate, ma l'idea di un grande disegno, di quello che può servire in una visione di fantasia faticano a concepirlo. Quindi, immagino strumenti che rimettano in condizioni nel tempo, non immediatamente, di dire cosa ci serve veramente, qual è l'idea della città che disegniamo, perché vedo nelle campagne elettorali comunali in corso e in quelle precedenti, che siamo sempre lì: le strade, le manutenzioni, le piscine, l’aggiustare le casse. Però non vedo tutta questa grande visione, quindi il PUG si infrange in una modesta percezione della realtà urbanistica. Anche lì, un po' di senso pratico potrebbe aiutarci a non andare incontro a queste modifiche che tutti attendiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Voglio un attimo far chiarezza su un punto, posto che qua oggi non si discute la legge n. 19 del 2023, si discute dell'introduzione dell'articolo 36 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, come integrativo della fattispecie della legge regionale n. 19 del 2023, ovvero l'introduzione del decreto “Salva casa”, che prevede obiettivamente delle facilitazioni per sanare delle condizioni di abuso, che possono essere presenti, laddove siano naturalmente salvabili.
E’ una norma che si rivolge principalmente ai Comuni e alle Province, la cui efficacia integrativa va a favore di chi vuole sanare un abuso edilizio, dove questo sia naturalmente sanabile. Se poi è un'area industriale assoggettabile a una procedura di VAS, non ne farei un dramma perché, se vogliamo sviluppare interessi di natura industriale nel nostro territorio, è chiaro, laddove è possibile farlo, valutarli nelle sedie opportune con i procedimenti di VAS.
La norma che cosa porta? Permette di disciplinare l'accertamento della compatibilità paesaggistica per gli interventi in sanatoria in zone vincolate e l'urgenza è preordinata da un lato al fatto che gli enti preposti, ovvero i Comuni e le Province, siano quantomeno competenti a poter esprimere le valutazioni tecniche per procedere a eventuali procedure di sanatoria, dall'altro si garantisce l'uniformità applicativa in tutto il territorio regionale, fornendo maggiore certezza del diritto ad amministrazioni e cittadini. Obiettivamente anche l'emendamento che è stato accolto, presentato dal Consigliere Assenti, credo che vada verso un'implementazione dell'alveo su cui si interviene per garantire, tutelare e far valutare situazioni che sono oggetto di sanatoria, soprattutto legate allo sviluppo industriale. Tale modifica naturalmente specifica le modalità di variante ai piani regolatori, alle aree industriali durante il periodo transitorio.
Sono stati acquisiti i pareri del CAL e del CREL. Il parere del CAL è condizionato dal fatto che le Province e i Comuni hanno richiesto una compartecipazione nella gestione delle istruttorie, ma abbiamo spiegato in un confronto serio e aperto con tutte le Province e anche con l’Anci che abbiamo in trattazione solo 11 casi. Quindi, obiettivamente, non si tratta di inflazionare il carico di lavoro delle Province oppure delegittimare il lavoro che fanno i loro uffici tecnici. E’ per questo che in sede di concertazione è nato questo rapporto di condivisione, un intervento di natura normativa, che è quello che oggi ci troviamo ad affrontare in sede di Consiglio regionale per deliberare e integrare nella legge 19 del 2023 l'applicazione dell'articolo 36 bis del DPR n. 380 del 2001.
Quindi, credo che questa misura, che oggi va ad integrare e a modificare la legge regionale n. 19 del 2023, apporti un significativo risultato per coloro che possono sanare delle condizioni di abuso e l'estrema urgenza, anche nella trattazione della questione, è proprio rivolta a delle condizioni che dovranno essere valutate dai rispettivi uffici dei Comuni o dalle Province per agevolare la possibilità di arrivare a delle sanatorie.
La Regione Marche conferma il proprio impegno per l'armonizzazione della pianificazione territoriale con le nuove disposizioni nazionali. I punti fermi di questo intervento sono: la valorizzazione delle competenze paesaggistiche in capo agli enti locali, come ha ricordato anche il Consigliere Marconi, la definizione di regole precise, trasparenti e certe per la compatibilità paesaggistica nelle procedure di sanatoria.
Altro discorso è rivedere la legge n. 19 del 2023, che non è una mia delega, io mi occupo della paesaggistica, la delega è del Vicepresidente Rossi, sulla quale, naturalmente, potranno essere apportati tutti i consigli, le modifiche, le valutazioni del caso per la costituzione dei PUG. Effettivamente fino adesso non ne sono stati realizzati moltissimi, all'incirca tra i 30/40 in tutti Comuni della Regione Marche, motivo per cui è stata concessa una proroga relativa all'adeguamento degli strumenti urbanistici alla materia del PUG, quindi all'adeguamento alla legge n. 19 del 2023, laddove questa legge può essere migliorata, modificata, integrata sulla base dei contributi che i Consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione, potranno dare all'iter che dovrà essere riavviato.
Per quanto mi riguarda presumo e credo fortemente che questa modifica, recepimento del decreto “Salva casa”, vada nell'ottica di tutelare in primis i cittadini, lo sviluppo delle imprese e delle aziende del nostro territorio, con l'implementazione, che è minima, delle attività dei Comuni e delle Province. Si è fatto riferimento, prima dell'approvazione della proposta di legge, anche ad un parere dell'Avvocatura regionale, che ha detto che il decreto “Salva casa”, ovvero l'articolo 36 bis, rientra a pieno titolo nell'ampia delega che le Regioni hanno fornito sia alle Province che ai Comuni. Quindi le esplicitiamo in un dato normativo, che è sottoposto alla valutazione del Consiglio regionale. Spero che si possa trovare un consenso ampio perché la norma è rivolta alla risoluzione dei problemi di sanatoria nei Comuni e per la trattazione di tutte quelle questioni che sono assoggettabili a VAS presso le Province di competenza. Su questo spero ed auspico che l'introduzione di un apparato normativo possa migliorare significativamente anche l'aspetto della legge n. 19 del 2023 con l'introduzione del decreto “Salva casa”. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto confermo di nuovo che sono stati ritirati gli emendamenti dei Consiglieri Cesetti e Nobili.

(intervento fuori microfono)

Siccome non l’ha chiesto, io ho dato per scontato che si procedesse.
Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente, del richiamo formale, ma oggi è a tema perché mi dà modo di meglio esplicitare nella mia replica alla minoranza perché è proprio sull'eccezione formale che oggi faccio questa replica. Mi spiego meglio.
Oggi parliamo di una regolarizzazione postuma di abusi, che sia la maggioranza che la minoranza in sede di III Commissione hanno approvato, nella seconda seduta della Commissione consiliare, all'unanimità. Quindi, l'oggetto di questa modifica era già stato ampiamente dibattuto e votato. Dopodiché cosa è successo? Che la delibera di Giunta regionale viene impugnata, quindi a livello formale noi cambiamo un atto, da amministrativo passiamo alla modifica dell'atto per dargli una veste legale migliore, quindi sostanzialmente gli effetti sono identici, cambia solo la forma, di questo parliamo. Quindi, la sostanza era stata già approvata dalla Commissione.
Si è tentato inizialmente di fare una discussione sulla modifica della legge urbanistica, la n. 19 del 2023. Oggi prendo atto che effettivamente si rinvia perché non si entra nel merito con la presentazione degli emendamenti. Io di questo ne do atto ovviamente e chiaramente. Penso che sia giusto farla sicuramente in altra sede, come penso che sia giusto oggi dare carattere di urgenza a queste regolarizzazioni postume degli abusi, introdotte dal decreto “Salva casa” perché necessarie e fondamentali per il giusto svolgimento in sede urbanistica.
Penso che c'è anche il richiamo…, abbiamo parlato solo del CAL, però sull'articolo 3 il parere del CREL lo vorrei leggere, proprio a livello di chiarimento, posto che l'interpretazione è personale e che ognuno la vede come vuole, però se diamo voce al CAL diamo anche voce al CREL sull'ultima cosa. Quando dice che “l'articolo 3 conferma che il provvedimento non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, l'articolo 4 dichiara l'urgenza, garantendo una pronta applicazione delle modifiche. In base alla relazione tecnico-finanziaria, le funzioni in materia di paesaggio sono già esercitate dagli enti locali; per i Comuni, inoltre, sono previste entrate connesse ai procedimenti ex articolo 36 bis, mentre il ruolo delle Province rimane prevalentemente sussidiario”. Ecco perché viene giustificata l'assenza dell'invarianza finanziaria.
Così come noi non ci sottraiamo alla valutazione tecnico-economica dell'impianto di tutta la legge 19/2023 perché oggettivamente da uno stanziamento iniziale dei 300.000 euro, l'abbiamo detto più volte, abbiamo stanziato 2,7 milioni per formazione e assunzione di personale per i Comuni. Di questo ne siamo certi e pensiamo che sia una cosa corretta introdurre maggiori aumenti e rivisitazione della norma, però oggi atteniamoci alla proposta di modifica. Penso che nella sostanza non lo farete mai, ma comunque siete convinti anche voi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di minoranza Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. No, non è che non faremo mai il discorso. Io do atto al Consigliere Assenti del lavoro svolto e anche della precisione con la quale sono stati chiariti i punti. Abbiamo già detto, insomma, il CAL, il CREL ci hanno ovviamente…, come dire, c'è una contradictio in terminis, all'interno di quello che sono due cose diverse. Il problema, la nostra preoccupazione, su questo noi puntiamo, al fatto che nell'articolo 1 non c'è una soluzione, che poteva esserci, perché si trattava di dare semplicemente un segnale. Per questo voteremo contro l'articolo 1 e necessariamente contro la legge, ma sull'articolo 2, per esempio, confermiamo il fatto che giammai ci metteremo in mezzo frapponendo degli ostacoli perché, da parte di tutti i cittadini, questa è una parte di tutte le cose che sono a detrimento del normale fruire nel rapporto con la pubblica amministrazione. Qui oggettivamente si sono creati da un po' di tempo il partito pro e il partito contro le sanatorie, le sanatorie non sono buone, non sono cattive in assoluto o buone in assoluto. Si tratta di valutare ai fini dell’interesse pubblico, ovviamente del bene comune, della buona amministrazione, di che cosa andiamo parlando.
Da questo punto di vista, nell'interesse di fare meglio, noi prendiamo atto che non c’è la possibilità di superare l'invarianza finanziaria, però ci torneremo sopra. Dico pure che questa, Assessore Consoli, apprezzando anche il suo impegno, il suo intervento, è stata necessariamente l'occasione per parlare della legge n. 19/2023, perché una cosa è una delibera di Giunta regionale, un’altra è la discussione della legge e per forza di cose penso che sia doveroso entrare nel merito di questioni di carattere generale.
Noi teniamo fino in fondo al fatto che la legge n. 19/2023 diventi la nuova legge urbanistica, uno strumento efficace di gestione del territorio, che in questo momento, come concetto, si è andato complicando per via dei grandi movimenti che ci sono all'interno della nostra società (spostamenti sul territorio, cambio complessivo del modo di vivere il territorio, eccetera).
Per cui la nostra intenzione, fino in fondo, è dare un contributo a un dibattito, come ha detto Consigliere Marconi, su che tipo di città vogliamo, che tipo di territorio vogliamo, che cosa?
Il problema è esattamente qual è la visione generale che andiamo raccogliendo, che la dobbiamo raccogliere non dal fatto che ciascuno di noi ha stampato in testa delle linee ideologiche, ma dal fatto che - i cittadini lo pretendono da noi - teniamo in considerazione anche i tanti nuovi bisogni che ci sono, che non sono colti nella concezione di città, anche nell'organizzazione di città o di territorio che in questo momento abbiamo di fronte. Fermo restando che la vera variante, quella fondamentale, che abbiamo nel governo del territorio è esattamente l'ambiente. Vale a dire il fatto di considerare noi in forma sinecologia, avrebbe detto Konrad Lorenz, come uno dei protagonisti dell'ambiente, il quale è formato da tutto il resto. E’ formato dal regno animale e dal regno vegetale, da tutto ciò che accade in termini di clima. Come tale questa attenzione nel complesso deve presupporre il fatto che uno strumento, un programma di governo del territorio tenga conto di tutte queste questioni in una sorta di matrice ad “n entrate”, che deve essere appunto alla base della nuova programmazione urbanistica.
La Regione deve dare impulso a questo, non semplicemente alle piccole cose di carattere tecnico. La Regione deve dare impulso a una nuova grande visione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Credo che sia la prima volta che ci troviamo a votare un atto per il quale è richiesto una maggioranza qualificata, dato che manca il parere favorevole del CAL. Vorrei sapere con esattezza qual è il numero di questa maggioranza qualificata. Il Regolamento parla di questo. Se non è così… In assenza del parere favorevole del CAL, l’atto può essere approvato con qualsiasi maggioranza? Sapevo diversamente, Segretario.

PRESIDENTE. Consigliere, sapeva male. Adesso, qualche secondo per consultarci insieme agli altri membri dell'Ufficio di Presidenza. Procediamo, ci siamo consultati, procediamo con la votazione degli articoli.

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Non è richiesta la maggioranza articolo per articolo. Ma scusi, Consigliera Mancinelli, è la votazione degli articoli, quindi procediamo, poi ci saranno anche le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Articolo 1. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Non avevo capito e chiedo scusa dell'equivoco. In realtà l'intervento è anche la dichiarazione di voto, rapidissimamente.
Noi voteremo contro l'articolo 1 perché non accoglie la condizione posta dal CAL e il CAL, mi consenta, Consigliere Assenti, non è la stessa cosa del CREL. Il CAL, com’è noto, è l'organismo che raccoglie gli enti locali, cioè i Comuni e le Province che per legge regionale possono e debbono esprimere un parere che ha anche delle conseguenze, evidentemente. A parte le conseguenze di natura giuridica, quello che qui interessa sono le conseguenze di natura politico istituzionale, cioè che la Regione Marche, su una questione importante come quella dell'esercizio di competenze, su questioni che interessano i cittadini e il territorio, vada - perché questo è - allo scontro con le Province, tutte, anche quelle amministrate dal centro-destra, disattendendo il CAL in un parere che ha espresso, credo, a stragrande maggioranza, se non all'unanimità.
Noi riteniamo che sia un fatto negativo, che sia un fatto negativo, Assessore Consoli, anche sul piano pratico, perché se le Province e i Comuni non hanno gli strumenti per fare quello che lei giustamente dice, che la legge prevede, significa ancora una volta aver solo teoricamente, solo a chiacchiere, dato risposta alle esigenze dei cittadini, delle imprese, del territorio. Se non mettete in condizione le Province e i Comuni, in questo caso le Province. di poter fare quelle cose lì e farle in tempi rapidi, avete dato una risposta finta, solo teorica, alle esigenze della comunità.
Voteremo contro il primo articolo, come già preannunciato anche dal relatore di minoranza, voteremo a favore del secondo e voteremo contro l'intera legge.
Una battuta solo, la legge n. 19/2023 non si discute oggi, ma è del tutto evidente che, se non fosse problematico. sarebbe perfino buffo, un'Amministrazione, un Governo di centro-destra, che fa della semplificazione burocratica, giustamente, in questo senso, una sua battaglia e una sua bandiera, sia riuscita a fare una legge urbanistica che neanche Ceausescu nei tempi migliori avrebbe prodotto e ha paralizzato l'attività dei Comuni e le attività di tutti quelli che della trasformazione urbanistica e del territorio si occupano. Su questo presenteremo le nostre proposte e vi sfideremo a cambiarla, non solo attendendo la vostra iniziativa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Mi viene da dire che Ceausescu non avrebbe, se così fosse, immaginato nemmeno lontanamente la Commissione di CeVI, quindi la copianificazione, lo snellimento delle procedure burocratiche, sia in termini assoluti che in termini di VAS, e lei sa esattamente di cosa sto parlando. Nemmeno in alcun tipo di regime, nemmeno dei più post comunisti, si potrebbe pensare una cosa del genere. Assolutamente no.
Noi voteremo favorevolmente.
Penso che la deregulation stia andando molto bene. Sicuramente è l'impianto normativo che ha bisogno di un approfondimento, di iter strutturale che va sicuramente accelerato, ma l'impianto penso che sia uno dei migliori d'Italia, così dicono i dati nazionali.
Noi, comunque, voteremo favorevolmente dell'articolo 1, poi presenterò l'emendamento di Commissione sul secondo. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4.(dichiarazione d’urgenza) Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento Tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. A questo punto, ci prendiamo qualche minuto per verificare la questione sollevata dal Consigliere Marconi. Stiamo in aula perché poi riprendiamo e votiamo l'atto finale.

La seduta è sospesa alle ore 13:30

La seduta riprende alle ore 13:33

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, chiedo di chiamare i Consiglieri che sono eventualmente usciti.
Da un'ulteriore verifica con gli uffici, da un ulteriore accertamento, c'è bisogno della maggioranza assoluta perché il parere, pur essendo favorevole, era condizionato alla risorsa economica.
Ha la parola, per le dichiarazioni di voto, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Molto velocemente, per esporre di nuovo la contrarietà del gruppo Alleanza Verdi Sinistra a questa proposta di legge.
Vorrei replicare al Consigliere Assenti, che peraltro ha svolto un ottimo lavoro in Commissione, rispetto all’ipotetico ripensamento da parte di qualcuno. Questo ripensamento, se così si può qualificare, nasce dalla presa d'atto di un corto circuito molto importante, perché l'impugnativa dell'atto da parte delle Province non è una cosa che può essere messa in secondo piano, determina un corto circuito istituzionale di un certo rilievo. L’ente che dovrebbe attivarsi per svolgere i controlli relativi a questa sanatoria impugna l'atto regionale, lo fa non solo su un piano formale, perché è un atto amministrativo quando invece si rendeva necessario un atto legislativo, ma anche rispetto al contenuto, sottolineando come l'ente non sia in grado di svolgere quelle attività finalizzate alle verifiche dei requisiti che consentono una sanatoria in mancanza di adeguate risorse. Soprattutto questo elemento determina una preoccupazione ulteriore, perché se siamo di fronte, e purtroppo lo siamo, a una semplificazione di sanatoria e l'ente che dovrebbe svolgere i controlli dice che non è in grado di farli, il rischio a questo punto è di trovarsi di fronte, con il pretesto della semplificazione, alla sanatoria di situazioni che non possono essere valutate in modo scrupoloso e reale.
Questo mio intervento per ribadire la contrarietà, per sottolineare che non è un ripensamento emotivo e umorale, è una presa d'atto di una situazione che non può essere considerata irrilevante. Ecco, credo che anche su questo aspetto si debbano fare le dovute considerazioni. L’ha detto anche la Consigliera Mancinelli che mi ha preceduto prima, il fatto che le Province, tutte le Province si dichiarino in disaccordo con questo provvedimento non è proprio un passaggio così. Ecco, tenetene conto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per esprimere il parere favorevole della maggioranza su questo provvedimento, con alcune precisazioni. Prima, le Province non si sono espresse contrariamente a questo provvedimento, anzi, in audizione hanno detto: finalmente con la legge è chiara l'attribuzione di competenza. Da questo punto di vista hanno superato il problema del ricorso, che era proprio sull'attribuzione della competenza. Quello che hanno poi aggiunto, rispetto al precedente provvedimento, è il fatto del contributo economico, sul quale abbiamo già ragionato, anzi, le Province si sono espresse favorevolmente per tutti i precedenti articoli, che comunque non avete votato.
L'altro punto è che veniamo in soccorso, oltre che ai cittadini che attendono pazientemente questi atti da mesi, ai piccoli Comuni, in gran parte montani per i quali ci siamo agitati qualche settimana fa, che non ce la fanno più ad andare avanti.
Rimane in sospeso il problema economico, questa ed altre 175 questioni. Quindi non è questo il punto relativamente a questa legge, che fa bene all'applicazione di questo provvedimento e che nulla c'entra con la parentesi che intendiamo aprire e siamo disponibili, l'abbiamo detto, relativamente alla questione della legge n. 19/2023 e dell'assetto urbanistico regionale, che viene incontro a questa esigenza, soprattutto dei piccoli Comuni. Adesso non so più se sono 8 o 9, se sono diventate 12 o 15, però ribadisco che siamo sulla media di all’oggi di 3/4 forse 5 pratiche per ogni Provincia. Penso che questo non sia un aggravio di sudore per nessuno e possa essere affrontato.
Sul fatto che le Province lamentano che ci siano troppe competenze riversate su di loro, è un altro tipo di questione che sicuramente la Giunta avrà modo di affrontare .
Questo atto non è niente di scandaloso e tantomeno una rottura, una definizione negativa dei rapporti fra la Regione e le Province, quindi votiamo serenamente quest'atto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Grazie al capogruppo Putzu che mi dà la facoltà di dichiarare il voto favorevole a nome mio e di tutto il gruppo di Fratelli d'Italia su questa proposta di modifica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anche noi come gruppo di Forza Italia voteremo favorevolmente questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Specifico che serve la maggioranza assoluta, 16 voti favorevoli.
Proposta di legge n.38. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Mozione n. 8
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti
“Rapporto sulla violenza di genere nella Regione Marche – anno 2024”. Rafforzamento delle politiche regionali e impegno per la diffusione della cultura del consenso libero e consapevole”

Mozione n. 11
a iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Riconoscimento del reato di femminicidio e condanna di ogni tentativo volto a edulcorare o sminuire l’importanza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”

Mozione n. 16
a iniziativa dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi
“Violenza di genere: ulteriore rafforzamento delle politiche regionali di contrasto e prevenzione”
(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 8 dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti, la mozione n. 11 del Consigliere Mangialardi, la mozione n. 16 dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi (abbinate)
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Arriviamo quindi ad una risoluzione. Nel corso delle sedute consiliari, che ci separano da novembre, dalla Giornata internazionale della violenza contro le donne, ci sono stati dei ragionamenti avviati fra le parti. Ovviamente ognuno di noi, nel rispetto delle nostre reciproche appartenenze politiche e delle idee - presupposti sui quali non intendiamo fare dei passi indietro - su una tematica così importante, pur non abbandonando le rispettive posizioni, ha deciso di lavorare ad un documento condiviso, che potesse concentrarsi solo ed unicamente sulla condanna alla violenza di genere.
Per questo, ringrazio anche i colleghi con i quali mi sono interfacciata per il lavoro sul testo. Nel caso di specie la Consigliera Vitri, il Consigliere Mangialardi, la Consigliera Ruggeri e anche i colleghi che hanno sottoscritto il documento che vado a leggere.
“Visto il rapporto sulla violenza di genere nella Regione Marche anno 2024; Premesso che: la violenza maschile contro le donne continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sociali in Italia: il rapporto Eures 2025 conferma che una donna ogni tre giorni viene uccisa, nella quasi totalità dei casi all'interno della famiglia o della coppia; nelle Marche, sebbene i femminicidi siano diminuiti (da 4 nel 2023 a 2 nel 2024), la situazione resta estremamente seria; il report regionale sulla violenza di genere ribadisce che non si deve abbassare la guardia, considerati i seguenti dati: 224 accessi al pronto soccorso per violenza nel 2024, 251 nel 2023, 841 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza, aumento significativo delle giovani tra 16 e 29 anni che chiedono aiuto. Quasi il 50% della violenza avviene in relazioni consolidate: matrimoni e convivenze. Nelle Marche la percentuale di utenti nella fascia 16-29 anni, che si sono rivolte ad un centro antiviolenza, è passata dal 13,1% al 16,5%. In 3/4 dei casi la donna marchigiana che subisce violenza a un'età compresa tra 30 e 59 anni, con la maggioranza di nazionalità italiana, diplomata e occupata stabilmente, la violenza si manifesta prevalentemente all'interno delle mura domestiche e gli autori sono perlopiù uomini tra i 40 e 49 anni, coniugi e conviventi italiani diplomati e con un lavoro stabile; è sempre più evidente che la violenza di genere è un fenomeno culturale radicato talvolta in dinamiche che giudicano la donna e assolvono l'uomo, che pretendono la “vittima perfetta” e che ancora oggi spostano l'attenzione dall'aggressore alla condotta, all'abbigliamento o alle scelte della vittima.
Tenuto conto che la Camera dei Deputati ha approvato lo scorso novembre all'unanimità la norma che introduce all'interno del codice penale il nuovo articolo 577 bis sul reato di femminicidio, che diventa un reato autonomo, rendendo l'Italia il quarto Paese dell'Unione Europea a introdurre tale disciplina e rafforzando anche simbolicamente il contrasto alla violenza di genere attraverso il riconoscimento di violenze come manifestazioni brutali di discriminazione di genere, che richiedono una risposta normativa e sociale decisa.
Rilevato che: la Regione Marche debba schierarsi senza ambiguità a favore di una cultura del rispetto, del consenso e dell'autodeterminazione delle donne; qualsiasi narrazione pubblica che giustifichi, minimizzi o sposti la responsabilità sulla vittima rappresenta un pericoloso arretramento culturale che le istituzioni non possono avallare; l'educazione al rispetto e il potenziamento della rete antiviolenza sono leve strategiche per prevenire la violenza fin dalle sue radici.
Impegna la Giunta regionale, in relazione ai contenuti del rapporto sulla violenza di genere nella Regione Marchi anno 2024: a esprimere la più ferma e netta condanna alla violenza sulle donne; a valorizzare il lavoro dei centri antiviolenza della Regione al fine di consentire la massima professionalità degli operatori, la trasparenza nella gestione e il monitoraggio costante dell'efficienza degli interventi; a continuare nella politica nazionale e regionale rispetto alla rete di case rifugio e strutture di accoglienza, garantendo sicurezza, riservatezza e dignità alle donne e ai minori che fuggono dalla violenza, replicando a livello regionale le migliori pratiche nazionali; a promuovere il numero antiviolenza e stalking 1522 e altre linee di aiuto, garantendo la massima diffusione e accessibilità dei servizi di supporto, coinvolgendo medici di base, farmacisti, insegnanti e tutti i soggetti che possono intercettare situazioni di disagio; a investire in modo convinto in percorsi di educazione nelle scuole di ogni ordine grado attraverso progetti di educazione all'affettività, al rispetto, alla legalità e alle corrette relazioni in collaborazione con le famiglie, con i professionisti qualificati per colmare il vuoto educativo che alimenta prevaricazione, stereotipi e violenza e, come da risoluzione n. 115 approvata il 4 luglio 2023, a promuovere progetti educativi sulla parità di genere all'interno delle scuole, di concerto con l'Ufficio scolastico regionale finalizzati ad educare al rispetto per la parità tra i sessi, alla prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione; a rigettare ogni tentativo di minimizzazione culturale della violenza, evitando polarizzazioni sociali o culturali della tematica; a continuare ad investire su progetti formativi rivolti ai docenti, operatori sanitari, ai servizi sociali e alle forze dell'ordine per favorire una cultura del rispetto e una corretta comprensione del concetto di consenso; a proseguire nei percorsi di autonomia economica e abitativa per le donne che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza per sé e per i propri figli”. Grazie.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta in attesa della proposta di risoluzione.

La seduta è sospesa alle ore 13:50

La seduta riprende alle ore 14:10

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Proposta di risoluzione sulle mozioni nn. 8, 11 e 16, a firma dei Consiglieri Luconi, Ruggeri, Mangialardi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche il Consigliere Mangialardi e la Consigliera Luconi per avere presentato insieme a me le tre mozioni, all'inizio veramente erano degli ordini del giorno che abbiamo portato nel giorno in cui celebriamo la Giornata contro la violenza sulle donne, quindi oltre 5 mesi fa.
Finalmente oggi siamo arrivati alla votazione di questa risoluzione. C'è stato un momento in cui pensavamo di non riuscire neanche ad arrivare ad una mediazione, meglio tardi che mai. A questo punto, visto che, per sfumare diversi passaggi e per non urtare le sensibilità dei singoli partiti, alla fine tutti ci siamo ritrovati su questo testo, ho chiesto che, considerato che ho presentato sempre in data 26 novembre - a dire il vero il giorno dopo la celebrazione della giornata del 2025 - la proposta di legge n. 11, che recita “Disciplina degli interventi regionali in materia di educazione alla parità di genere, alla fattività e alla sessualità consapevole” (proposta di legge già presentata anche nella scorsa legislatura, ma mai discussa in Commissione ), essendo scaduti i 120 giorni previsti, ai sensi dell'articolo 86, comma 13, del Regolamento interno, venissero assegnati alla IV Commissione altri 60 giorni per l'esame, poi nel caso l’atto passerà in Aula.
Quindi, in questo caso chiederei al Presidente della IV Commissione ed ai suoi membri la possibilità di analizzare anche questa proposta di legge, che rientra a pieno titolo nell'impegno che ci siamo presi, che ci prenderemo tra poco con la votazione favorevole di questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Anch'io plaudo per questo documento condiviso, per la risoluzione, anche se un po' di amarezza la lascia perché abbiamo impiegato cinque mesi per presentare questo atto, e non ci fa onore, francamente.
Una considerazione, una piccola riflessione la vorrei esprimere. Contro la violenza sulle donne e di genere non bastano la Giornata internazionale della donna, l'8 marzo, quella per l'eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, a cui fa riferimento a questo documento, o quella a ricordo delle vittime di aggressioni sessuali il 27 aprile. Per smuovere le coscienze è necessaria una trasformazione socio-culturale profonda, volta all'eliminazione dei pregiudizi e dei ruoli stereotipati. E questa svolta dovrebbe riguardare la tutela anche legale delle donne, che denunciano situazioni di violenza o stalking.
Il 7 aprile 2022 l'Italia è stata nuovamente condannata. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha rilevato l'inadeguatezza dello Stato nel tutelare le donne che denunciano la violenza domestica e i loro figli.
Nell'attesa che il cambiamento socio-culturale avvenga ci sono progetti e strumenti che permettono alle donne di autotutelarsi. E non sto parlando di spray al peperoncino, corsi di autodifesa. Sicuramente pene dure e certe possono servire da deterrente, ma non bastano. Se continuiamo a ragionare solo in base alla durezza della pena ed in termini di reati che devono essere duramente puniti, il doloroso e vergognoso problema non verrà mai estirpato alla radice e le donne non si sentiranno mai veramente libere, serene e sicure. Questi, seppur utili strumenti, sono pur sempre metodi collaterali che dobbiamo considerare più come soluzioni estreme, creati perché è più immediato tutelare le donne rispondendo alla violenza con la violenza, rispetto a distruggere secoli di stereotipi e atteggiamenti lesivi che perpetuati sono diventati spesso normalità.
La verità è che serve una vera e propria rivoluzione culturale, che parta dall'educazione nelle case, nelle scuole, nella politica e nella socialità. È comprensibile che servano anni affinché questo accada, soprattutto perché le persone da educare sarebbero in particolare generazioni che ora non vanno più a scuola.
Per cambiamenti culturali veri serve pazienza, costanza, tempo. Serve il tempo umano necessario al cambiamento, che è fatto di pensieri belli, riflessioni profonde, coscienze critiche e cuori aperti all'altro. Ma proprio per questo è fondamentale continuare a investire con costanza e determinazione in tutte quelle azioni che sostengono e facilitano il cambiamento, per le quali io stesso come Consigliere, come immagino tutti voi, non smetterò mai di impegnarmi,. Anche questo può essere un passo in avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Noi siamo favorevoli a questa risoluzione che nasce anche da una mozione del gruppo PD, il cui primo firmatario è il Consigliere Mangialardi, che ringrazio per avermi concesso la possibilità di esprimere l'intenzione di voto.
Siamo favorevoli perché finalmente all'unanimità si prende un vero e proprio impegno concreto, che anch'io avevo richiesto nella scorsa legislatura con una mia mozione, di cui ero stata proponente nel 2023, e che dopo alcuni mesi di confronto era arrivata, anche allora, ad una risoluzione approvata all'unanimità, e mi fa piacere che questa risoluzione sia stata richiamata nuovamente, due anni dopo, in questo atto.
Ringrazio per la disponibilità la Consigliera Luconi perché negli otto punti della mozione, in particolare il quinto fa riferimento esplicito all'impegno ad investire in modo convinto in percorsi di educazione nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso progetti di educazione all'affettività, al rispetto alla legalità e alle corrette relazioni, in collaborazione con le famiglie, con i professionisti qualificati, per colmare il vuoto educativo che alimenta prevaricazione, stereotipi e violenza. Proprio come da risoluzione n. 115 approvata il 4 luglio. 2023, quella di cui io stessa ero stata proponente: “a promuovere progetti educativi sulla parità di genere all'interno delle scuole, di concerto con l'Ufficio scolastico regionale, finalizzati ad educare al rispetto per la parità tra i sessi e alla prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione”. A proposito di questo punto, vorrei anche evidenziare che l'educazione all'affettività nelle scuole è diventata imprescindibile per formare persone che rispettino pienamente le donne in ogni ambito. Io stessa, ne abbiamo parlato in quest'Aula, purtroppo, sono stata l'esempio di attacchi sessisti e di cosa avviene quando gli attacchi sessisti non hanno limite nemmeno sui social. Ringrazio quest'Aula, in particolare il Presidente Pasqui, per la solidarietà che mi aveva espresso in quell'occasione, purtroppo da quella vicenda sono partite anche delle conseguenze dal punto di vista investigativo giudiziario che hanno portato a 11 querele, che io avrei voluto evitare, ma che sono, purtroppo, solo la punta dell'iceberg di una cultura in cui manca il rispetto, che noi abbiamo il dovere di coltivare fin dalle scuole di ogni ordine e grado.
Sono passati 17 anni da quando la Regione ha approvato la legge regionale 32/2008 sugli interventi contro la violenza di genere, da allora sono stati fatti tanti passi avanti.
Oggi una donna su tre tra i 16 e i 70 anni ha subito almeno una volta nella vita violenze fisiche, sessuali, non meno gravi, psicologiche ed economiche. Le vittime sono donne di tutte le età, dalla più giovane di 14 anni alla più anziana di 93 anni. Si tratta di una tragedia che attraversa ogni contesto sociale, ogni territorio, ogni livello culturale e, come ho detto, oggi più che mai anche i social network... Ogni donna uccisa è il tragico epilogo di un percorso di soprusi, minacce, controlli, umiliazioni. Ogni femminicidio lascia dietro di sé non solo dolore e sgomento, ma talvolta minori orfani, spesso traumatizzati da soprusi a cui hanno assistito, famiglie e comunità spezzate. È per questo che occorre intervenire prima di arrivare a questa punta dell'iceberg, prima del tragico epilogo, prima del femminicidio, che non è un omicidio qualunque, perché la parola non indica solo il genere della vittima, ma indica anche il motivo.
Dare un nome alle cose significa farle esistere, diceva il sociologo Zigmund Bauman e aggiungo che negare il vero significato della parola femminicidio, equipararla a un omicidio, significa ignorare o nascondere la realtà, perché i dati parlano chiaro, a partire dal report che avevamo presentato in quest'Aula a novembre, quando sono state presentate proprio queste mozioni. Quindi, voteremo la risoluzione, sperando sia finalmente un passo avanti concreto. Ribadisco, a partire dall'educazione all'affettività nelle…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Ho sottoscritto questa mozione, quindi faccio solo qualche considerazione di carattere generale, visto che il dibattito si è concluso proprio con la risoluzione, chiedo scusa.
Vorrei mettere in evidenza qualche aspetto positivo di questa vicenda, perché sottolineare solo gli aspetti negativi di denuncia non è nel mio stile e non mi incoraggia, mi chiude un po' la speranza.
Un dato positivo, paradossalmente, dico paradossalmente, è l'aumento delle denunce ai centri antiviolenza, il che significa che non necessariamente abbiamo più casi, ma abbiamo più donne libere e consapevoli di poter fare questo tipo di denuncia, perché la prima questione era proprio l'omertà, cioè la solitudine della donna, il silenzio, la paura di procedere a questo tipo di denunce, che poi vanno verificate, naturalmente, però questo, dico paradossalmente, può essere un dato positivo.
Dall'altra parte, la questione non si risolverà con le leggi, con le mozioni o con i provvedimenti amministrativi, ma si risolve con una diversa mentalità, che riguarda l'intero complesso della violenza, che cresce purtroppo nel nostro Paese.
Un altro dato, i casi di femminicidio fra coppia succedono spesso, sempre più spesso, quasi nel 50% dei casi, non nello stereotipo del fidanzato, del giovane abbandonato, caso che ha fatto scuola in tutta Italia, ma riguardano persone che hanno superato i 60-65 anni e spesso si concludono con il suicidio dell'omicida. Anche questa è una segnalazione che la risoluzione accoglie nella parte del dispositivo, perché questo problema è indice di un dato di fatto evidente, che è quello della solitudine.
Questa è una società fatta sempre più di persone sole, di persone che non si confrontano, di persone che non parlano. Conosco casi, anche a me vicini, del passato, di persone che hanno ucciso altre persone e l'hanno fatto dopo non aver parlato con nessuno. Perché non è concepibile che una persona ragionevole di 45/46 anni esca di casa, vada incontro ad un'altra persona, le faccia riferimento a qualcosa che avrebbe fatto con la moglie e poi le spara senza dire una parola. Perché questo è successo? Il caso è stato analizzato, perché questa persona non ha parlato con nessuno, quindi, evidentemente i centri antiviolenza, ma anche la rete di solidarietà, di conoscenze… Ecco, mi sembra molto significativo che nel dispositivo, quinto capoverso, terza riga, sia riportato: “corrette relazioni in collaborazione con le famiglie”, perché se la famiglia o il nucleo comunque composto - convivenza, quello che è - ha un riferimento dialogante e in qualche maniera lo istruisce, lo aiuta, lo soccorre, c'è la speranza di prevenire, altrimenti poco si fa.
Credo molto poco, lo dico qui perché, su questa linea, due legislature fa, con il capogruppo del Movimento 5 Stelle, una delle tante cose su cui concordavamo era che ribaltare tutti questi processi educativi all'interno delle scuole non servisse praticamente a nulla. Questa è una questione che riguarda… Non serve a nulla, dimostrazione ne sono le droghe, il bullismo, spiegarle ai giovani serve quasi a niente. Anzi, qualche volta facciamo pubblicità a situazioni malefiche.
Intervenire, invece, sugli adulti che hanno, primo, la responsabilità diretta di questo tipo di azioni, secondo, hanno la responsabilità diretta dal punto di vista educativo, perché l'educazione di un maschio, rispetto della donna, nasce dal padre oltre che dalla madre. Se il padre per primo assume atteggiamenti negativi o di prepotenza, di disinteresse o di disaffezione nei confronti della propria compagna o della propria sposa, già questo è un fatto che il bambino recepisce, fin da piccolo. La donna va trattata male, questo è il primo messaggio che non deve arrivare. Come arrivare a tutto questo? Una bella scommessa. Facciamo un tentativo molto umile.
C'è l'unica cosa che non ho capito: la Regione Marche deve schierarsi senza ambiguità a favore della cultura del rispetto. Qualcuno qui è contrario alla cultura del rispetto? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Sebastiani.

Milena SEBASTIANI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Il voto del gruppo “I marchigiani” è favorevole alla risoluzione.
La violenza di genere resta una priorità politica istituzionale che impone risposte strutturate, continue e coordinate.
La programmazione triennale 2025-2027 della Regione Marche prevede importanti risorse a favore delle politiche integrate contro la violenza di genere, che sono indirizzate verso tre direttrici fondamentali: la prevenzione, la repressione e il sostegno alle vittime. A questo si affianca l'azione del Governo e, come già è stato detto, nel dicembre 2025 è stata approvata la legge sull'introduzione del reato di femminicidio nel nostro ordinamento. Un passaggio storico e un segnale politico forte che afferma con chiarezza che lo Stato riconosce la specificità e la gravità di questo crimine.
Accanto agli strumenti normativi e repressivi è imprescindibile investire con decisione sulla prevenzione culturale. L'educazione, in particolare nelle scuole, rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare fin dall'infanzia stereotipi, modelli relazionali distorti e comportamenti devianti che, se non intercettati, possono evolvere in forme di violenza di genere.
Su questo terreno le istituzioni hanno una responsabilità diretta e non delegabile. Ricordo ancora, ahimè, circa 20 anni fa, quando nella Commissione regionale per le Pari Opportunità avevamo studiato uno slogan, che diceva che la violenza è come il pane e l'avevamo messa nei sacchetti del pane, distribuiti in tutte le Marche. La violenza è come il pane lievita di più se viene coperta. Questo per dire che già 20 anni si affrontavamo questa problematica. Quindi, come ha detto il Marconi, se ci sono più denunce non può che farci piacere, è una nota bruttissima, ma positiva.
La Regione Marche è stata anche una delle prime in Italia, coinvolgendo tutti i capoluoghi, a firmare il protocollo Zeus. Che cos'è? È un accordo avviato dalla Polizia di Stato in collaborazione con le amministrazioni comunali, con l'obiettivo di contrastare la violenza di genere e gli atti persecutori, prevenire comportamenti violenti e creare percorsi di recupero e responsabilizzazione per i soggetti ammoniti dal Questore. Il protocollo si fonda sull'utilizzo dello strumento amministrativo dell'ammonimento, attraverso il quali i Questori invitano gli uomini autori di violenza a intraprendere percorsi di recupero all'interno di una rete che coinvolge forze dell'ordine, istituzioni e associazioni, aziende sanitarie territoriali e centri di ascolto. In questo modo le persone ammonite possono accedere a percorsi di supporto presso i centri per uomini autori di violenza.
Nelle Regioni che hanno attivato per prime il protocollo Zeus, come Lombardia e Liguria, è stata riscontrata una riduzione delle recidive tra i soggetti che hanno intrapreso questo percorso.
Infine, nel rinnovare il sostegno a tutte le donne che sono vittime di questa vera e propria mattanza, desidero ringraziare per il lavoro svolto i servizi sociali, le forze dell'ordine, gli ambiti territoriali sociali, la rete socio-sanitaria, i tribunali e tutti coloro che sono impegnati in prima linea per il contrasto a questo drammatico fenomeno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Mi pare di aver capito che il Consigliere Marconi abbia sostenuto che il capogruppo del Movimento 5 Stelle ritiene del tutto inutile l'educazione all'effettività. Vorrei chiarire.

PRESIDENTE. Consigliere Marconi, poi può rispondere. Faccia finire.

Marta RUGGERI. Devo semplicemente chiarire che su questo non ci sono dubbi: il Movimento 5 Stelle non ha la posizione del Consigliere Marconi, è una posizione semmai molto più vicina a quella della Consigliera Sebastiani.
Noi abbiamo presentato proposte di legge perché siamo convinti che l'educazione, che può partire per noi addirittura dall'asilo, per conoscere l'alfabeto dei sentimenti, può essere utile per costruire e aiutare soprattutto i bambini, i maschietti, ad accettare anche un rifiuto. E questo purtroppo non avviene ed è diffuso in tutte le età, anche in quella giovanile.
Ci tengo a chiarire che la posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle è tutt'altra, non la mia, del partito, perché è stato detto che il capogruppo … Sì, Consigliere, però ci tengo a precisare che il Movimento 5 Stelle non ha la sua posizione su questo tema, che per noi è estremamente sensibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Ho fatto un chiaro riferimento al capogruppo di tre legislature fa, o mi ha ascoltato, Consigliera Ruggeri, o non mi ha ascoltato.
Ho detto tre legislature fa, mi ricordo solo come si chiamava di nome perché eravamo amici e lo chiamavo Gianni. Il cognome non me lo ricordo.
Eravamo in Commissione insieme e, quando ragionavamo, per esempio, sul bullismo o sul gioco d'azzardo e proponevamo le campagne nelle scuole, c'eravamo tutti. Ma, per esperienza e per quello che ci dicevano i dirigenti scolastici, insistere su queste lezioni, che riempiono la testa dei bambini e dei ragazzi finiva per distoglierli dall’insegnamento ordinario: infila un’ora di quello, un’ora di yoga, un’ora di tutto, alla fine la scuola non si fa più. Escono pieni di sociologia, che poi non ricordano e non sanno nemmeno qual è la capitale della Lombardia. Io la ricordo perché ho studiato: è Pavia, no? Ho studiato bene quella volta: è Pavia.
Quindi, in assenza di tutto questo…, ho citato solo questo, Consigliera Ruggeri. Non volevo infangare le posizioni attuali del Movimento 5 Stelle, l'ho citato così, per pura cronaca. Ma qual era il nostro convincimento, visto che lei espresso il suo? Che l'educazione di Stato non funziona. Io sono assolutamente contrario all’educazione di Stato, che non funziona. Funziona l'educazione delle famiglie, fatta dagli adulti in maniera feriale, un'ora ogni 30 giorni, per dire questa è la cosa giusta, non serve a niente. Tutto qua. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Io non sarei intervenuta perché ci eravamo detti in una sorta di – io dico - “patto d'Aula”, che avremmo dato seguito alla lettura della risoluzione, cercando di rimanere ognuno nei rispettivi posti, perché aprendo il dibattito, avendo ognuno le proprie sensibilità, di conseguenza sarebbero emerse anche delle situazioni, che io stessa ascolto con il massimo rispetto, ma mi sento di dovere dire la mia.
L'educazione si basa, io questo lo dico con forza, sono anche d'accordo con il mio collega Marconi, sulla centralità assoluta del ruolo dei genitori, sostenendo che materie delicate non debbano essere gestite dallo Stato. Il Governo ha promosso il consenso informato per i genitori, ponendo l'accento sull'alleanza famiglia-scuola e sul diritto dei genitori di conoscerne i contenuti.
L'educazione sui temi intimi e affettivi è compito, lo dico da genitore, esclusivo del padre e della madre perché i figli appartengono al padre e alla madre. Quindi. una cautela, io mi sentirei di dire, sui programmi standardizzati o ideologici.
Poi siamo tutti d'accordo sul rispetto e sulla natura stessa che ha voluto in un modo o nell'altro promuovere questa risoluzione, però la volontà di promuovere una risoluzione che ci unisca tutti non ci deve mettere nelle condizioni di sederci o piegarci all'ideologia dell'uno dell'altro, perché abbiamo le nostre sensibilità, io rispetto le sensibilità altrui e pretenderei, mi piacerebbe, pretenderei non è un tema che si addice a quest'Aula, che parimenti venga rispettata la mia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Intervengo ovviamente a nome di Forza Italia. Quando parliamo di violenza di genere dobbiamo avere il coraggio di dirlo senza ambiguità, perché non siamo di fronte a un'emergenza passeggera, ma ad un fenomeno strutturale che è radicato nella nostra società. I
dati del rapporto 2024 sono chiari. Anche quando registriamo una lieve diminuzione dei femminicidi, non possiamo permetterci letture rassicuranti perché la realtà è che la violenza continua spesso silenziosa, spesso dentro le mura domestiche, spesso dentro relazioni che dovrebbero essere luoghi di fiducia, che invece diventano luoghi di sopraffazione.
Quasi la metà dei casi avviene in relazioni consolidate e questo ci impone di smettere di raccontarci che si tratta di episodi isolati perché non lo sono. E allora, serve una posizione netta, senza giustificazione, nessun attenuante culturale, nessuna narrazione che sposti la responsabilità sulla vittima. Su questo non possono esserci zone grigie e per questo come gruppo Forza Italia condividiamo gli impegni contenuti nella risoluzione: il rafforzamento delle reti dei centri antiviolenza, il sostegno alle case rifugio, la diffusione degli strumenti di aiuto, come il n. 1522, la formazione degli operatori, l'investimento serio nell'educazione al rispetto e alle relazioni nelle scuole. E qui c'è un punto decisivo, la congiuntura culturale, perché se non interveniamo lì non cambieremo mai davvero le cose. È per questo che il lavoro sulle giovani generazioni è fondamentale e non è solo un principio.
Già dalla scorsa legislatura, anche nell'ambito del Forum regionale contro la violenza di genere, sono state destinate risorse specifiche per attività di sensibilizzazione e prevenzione, proprio con l'obiettivo di costruire una cultura del rispetto sin dall'inizio, sin dai percorsi educativi, perché la prevenzione è la vera sfida. La prevenzione si fa con la cultura, l’educazione, la presenza delle istituzioni e la continuità delle politiche. Lo dico per esperienza diretta, ho fatto parte del Forum regionale contro la violenza di genere sin dalla scorsa legislatura, prima come Consigliere regionale, poi come Assessore alle Pari Opportunità e continuo a farlo anche in questa legislatura, quindi suo bene quanto sia complesso questo fenomeno e quanto sia fondamentale sostenere concretamente chi ogni giorno lavora sul campo.
Per questo il nostro voto sarà favorevole, ma non è un atto formale, è un impegno. Un impegno a non abbassare mai la guardia, a non accettare semplificazioni, a lavorare affinché ogni donna possa sentirsi libera, sicura e tutelata. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14:40.