Resoconto della seduta n.133 del 27/11/2023
SEDUTA N. 133 DEL 27 NOVEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 10:40

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 133 del 27 novembre 2023. Comunico che i processi verbali delle sedute nn. 130, 131 e 132 rispettivamente del 21, 22, 23 novembre 2023 saranno distribuiti insieme a quello odierno e sottoposti all’approvazione dell’Assemblea legislativa regionale in una prossima seduta assembleare.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dell’articolo 53 del Regolamento, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Proposta di legge n. 217
ad iniziativa della Giunta regionale:
“Norme della pianificazione per il Governo del territorio”
(Prosecuzione votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede la prosecuzione dei lavori sulla proposta di legge regionale 217 ad iniziativa della Giunta regionale.
Ricordo che alle ore 15: sarà riunita la Conferenza dei Presidenti dei gruppi per stabilire le modalità di proseguimento della o delle sedute consiliari relative alla proposta di legge 217.

Emendamento 13/11 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo e Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. In questo articolo manca il fatto che non c’è una controdeduzione alle osservazioni sul PTCP, nel senso che vengono previste soltanto le osservazioni. Il Partito Democratico propone di aggiungere: “Il Consiglio provinciale si esprime sulle osservazioni pervenute in merito al progetto preliminare di PTCP”. Chi ha scritto la legge si è dimenticato che arrivano le osservazioni, che riguardano sia la procedura di VAS, che vengono esaminate e comunque controdedotte in un modo, sia quelle sul progetto vero e proprio. Quindi ci vorrà pure che lo scriviamo, che il Consiglio si esprime e, contestualmente, adotta il progetto definitivo del PTCP. Credo che questa sia un’osservazione da accogliere per il bene della norma, più che altro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Mi astengo, ma è concordato. Non devo aggiungere nulla a quello che è stato detto dalla Consigliera Casini. Però qui si attiene all’autonomia delle istituzioni che approvano questi strumenti, perché qui parliamo del Piano territoriale di coordinamento provinciale e noi vediamo che, nell’articolato, per quanto riguarda la Regione, le Province, i Comuni, eccetera, spesso la legge li riduce a un ruolo di meri ratificatori di quello che si decide all’interno della Conferenza di CeVI. E questo non può essere, perché c’è il principio dell’autonomia. Poi che si debba tener conto di quelle indicazioni, motivatamente, questo è fuori discussione, ci mancherebbe altro; però l’autonomia non può essere ridotta a un’operazione di mera ratifica di quello che si fa all’interno della Conferenza di CeVI.
Capisco che lì c’è il Ministero della Cultura; lo avete messo dappertutto, con poteri straordinari, lo vedremo anche dopo, però questo non può essere. Quindi mi asterrò soltanto perché volevo dire queste cose; non le ripeterò successivamente, quindi ho approfittato della possibilità dell’astensione. Ma è ovvio che condivido l’emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 13/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/12 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 13/13 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo e Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo emendamento incide, per modificarlo laddove venisse approvato, sul comma 9. Qui vediamo sul procedimento di approvazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale: ci sono, addirittura, quattro pagine scritte fitte, 18 commi, tant’è che ho presentato un emendamento sostitutivo, che poi avete bocciato, che avevo tratto dal Testo unico della Regione Umbria.
Questo emendamento incide sul comma 9, dove si dice che la Provincia convoca la seconda Conferenza di CeVI, che esprime la sua valutazione della proposta tecnica del progetto definitivo del PTCP entro 60 giorni dalla prima seduta. La Conferenza può stabilire, con il consenso unanime dei soggetti con diritto di voto, di prorogare il termine.
Che significa “con il consenso unanime”? Che addirittura, per prorogare un termine, ci vuole il consenso di tutti? È una cosa che non si può raccontare, perché, oltre a essere la dimostrazione che non sanno cosa siano le procedure, prevedere il consenso unanime significa attribuire a ciascuno il diritto di veto. Solo all’ONU sta una cosa del genere. Quindi, ripeto, non si racconta.
Questo emendamento va a sopprimere queste parole: “con il consenso unanime dei soggetti con diritto di voto”. Significa che la Conferenza di CeVI può decidere di prorogare il termine della conclusione dei lavori per ulteriori 30 giorni. Vogliamo dare questa facoltà? Lo deciderà d’accordo; se poi è in modo unanime, ben venga, ma se dovesse essere a maggioranza non si capisce per quale motivo, se soltanto uno dice “non va bene”, non si possa prorogare.
Mi sembra un nonsenso, perché allora tanto varrebbe scrivere che la proroga non si deve fare; almeno lo dice la legge e non lo dice magari qualcuno che può stabilire il veto. Anche questo attiene al principio dell’autonomia di tutti gli organismi e, se noi prevediamo che uno dei componenti possa mettere il veto, ovviamente uccidiamo quel principio dell’autonomia.

PRESIDENTE. Emendamento 13/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri. Santarelli.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 13/15 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, che ovviamente non vuole ascoltare, come si fa a votare contro l’emendamento di prima, dove avete lasciato che ci vuole il consenso unanime? Siete voi che fate ostruzionismo, nel senso che fate ostruzionismo per impedire che una pessima legge, anche sotto il profilo della tecnica legislativa, possa essere migliorata o possa fare meno danni. Quell’emendamento, se approvato, avrebbe fatto meno danni.
Questo è un altro emendamento dove si parla ancora del principio di autonomia e del Piano territoriale di coordinamento provinciale. Dice che il PTCP è approvato con delibera del Consiglio provinciale che dà atto di aver recepito gli esiti della seconda Conferenza di CeVI e il parere motivato di VAS. Poi, se il Consiglio provinciale non intende accettare gli esiti della Conferenza, la Provincia, entro 30 giorni, può riproporre gli aspetti su cui dissente convocando un’ulteriore e definitiva Conferenza di CeVI che, entro 30 giorni dal suo insediamento, esprime la propria decisione definitiva. In tal caso, il Piano territoriale di coordinamento provinciale può essere approvato solo se adeguato a tale definitiva valutazione della Conferenza.
Quindi che significa? Che il Consiglio provinciale, che dovrebbe approvare come massimo organo dell’istituzione Provincia il Piano territoriale di coordinamento provinciale, si deve adeguare alle decisioni della Conferenza di CeVI. Ma io dico una cosa: quando ho parlato, in dissenso concordato, sull’emendamento Casini, qui si lede il principio di autonomia e si ledono le prerogative delle istituzioni.
Allora l’emendamento dice: “almeno tenuto motivatamente conto di tale definitiva valutazione”. Ecco, che ne tenga motivatamente conto. Certo, la Provincia deve tener conto di quelle indicazioni, deve motivare, ma, se motiva, gli si deve anche attribuire la possibilità di dissentire e quindi di decidere in autonomia quello che la Provincia ritiene, ovviamente nell’ambito del rispetto della legge e degli strumenti sovraordinati.

PRESIDENTE. Emendamento 13/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/16 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Se, sullo stesso comma, il Consigliere Cesetti parla tre volte, fa ostruzionismo? No. Questo è un emendamento sostanziale. Avete respinto quello di prima; che si dice con questo emendamento?
Voi scrivete che, “in tal caso il PTCP può essere approvato solo se adeguato a tale definitiva valutazione della Conferenza”. Non può essere questo, perché lede l’autonomia e le prerogative dell’ente locale. Ad esempio, quante volte vi ho detto quel riferimento all’articolo 9 della Costituzione, dove la Repubblica tutela l’ambiente? E questa è materia ambientale per eccellenza. E la Repubblica sono anche le Province, i Comuni, oltre che la Regione.
Ve l’immaginate un ente locale come la Provincia, che ha il diritto-dovere di tutelare l’ambiente, di valorizzare il paesaggio, di tutelare il territorio? Immaginiamo il dissesto idrogeologico, eccetera. Noi abbiamo una competenza specifica e qui si dice che si deve adeguare alle decisioni della Conferenza di CeVI, che non è niente, non è nessuno: è solo un’invenzione di questa legge per commissariare tutti.
La Provincia è un’istituzione della Repubblica; la Conferenza di CeVI è un organismo a cui non si può dare il potere di commissariare un’istituzione della Repubblica.
Allora che dico con questo emendamento? Almeno questo approvatelo, perché altrimenti questa legge, io non lo so, se non ve la impugna il Ministero della Cultura ve la impugnerà qualcun altro. Propongo di sostituire “adeguato” almeno con la parola “coerente”, quindi che il PTCP sia coerente con tale definitiva valutazione, non adeguato, perché non è possibile. Si adegua alla Conferenza, ma è come se noi, nella vecchia formulazione, dicevamo che il Consiglio comunale si adeguava al parere della Commissione edilizia. Ma deve tenere conto del parere, è coerente; non è che poteva decidere la Commissione edilizia quello che faceva il Consiglio comunale sull’approvazione, ad esempio, di un Piano regolatore. È l’ABC.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. Effettivamente è grave questa questione della conformità. Non si capisce per quale motivo la conformità non sia necessaria per i Piani regolatori, per i PUG, non sia necessaria per i piani attuativi. Cosa alquanto grave, che la conformità non sia necessaria per i piani attuativi, perché secondo me un piano attuativo deve essere conforme al PUG; altrimenti il privato presenta tutto quello che vuole e come si fa a valutare la conformità a una vocazionalità? È difficile misurare l’aria fritta; con un parametro di aria fritta è assolutamente impossibile.
Però, dove si mette la conformità? Guarda caso, la conformità si mette proprio laddove non è necessaria, ovvero sul PTCP, dove la conformità è un nonsenso, soprattutto la conformità rispetto, e lo abbiamo detto anche altre volte, alla CeVI che è un organismo di pura invenzione, che non ha nulla a che vedere con la Conferenza dei servizi degli articoli 14 e seguenti della legge 241 del 1990, che sono obbligatori per tutte le procedure di VAS.
Qui si stanno applicando procedure non solo non coerenti con il significato di adeguato e coerente, ma soprattutto non coerenti e non conformi alle norme di legge nazionale. Il Granducato della Regione Marche si inventa una procedura; poi si citano delle sentenze a sproposito, perché la sentenza, è chiaro, si riferisce a una fattispecie precisa. Ma c’è poco da citare le sentenze quando ci sono le leggi nazionali che prevedono che ci debba essere necessariamente la Conferenza dei servizi.
Per chi non è avvezzo alle procedure, che non ha mai visto una procedura, perché, come dice Cesetti, c’è chi è esperto di procedure urbanistiche e chi scrive le leggi, ed è giusto: chi scrive le leggi deve avere un linguaggio che è diverso da quello dell’urbanista. Però, per chi non ha mai visto una procedura di approvazione di un Piano regolatore oppure di una variante, fosse anche con l’articolo 15, comma 5, vengono valutati alcuni aspetti che sono importanti, che qui non vengono assolutamente riportati, e i pareri devono essere acquisiti singolarmente.
Non è necessario avere una Conferenza dei servizi; qualora, nel caso della VAS, si volesse usare la Conferenza dei servizi, si deve usare quella dell’articolo…

PRESIDENTE. Emendamento 13/16. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Casini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 13/17 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Diciamo che questa dicitura potrebbe essere considerata pleonastica, però, visto che non viene mai riportata, mentre invece si entra nel merito di procedure e vengono citate procedure insignificanti, almeno in questo caso, visto che la legge è in vigore dal 2005, direi che sarebbe opportuno che venga citata affinché, ripeto, chi applica la legge, non chi la scrive ma chi la dovrà applicare, quindi i Comuni, le Province, gli uffici della Regione, che dovranno poi pensare a redigere i piani di competenza, credo che debbano sapere che devono provvedere alla redazione in forma aperta del Piano secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, lettere 1-bis e 1-ter, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, che è il Codice dell’amministrazione digitale, e inserirlo quindi nella piattaforma informatica unica.
Non votare contro questo comma…, sinceramente, mi interessa anche poco se votate contro, perché lo dovrete comunque applicare e noi vigileremo sulla sua applicazione. Mi meraviglia che chi ha scritto la legge non ne abbia assolutamente conoscenza e contezza.
Ribadisco che sono d’accordo con il collega Cesetti quando dice che chi fa l’architetto urbanista o fa l’architetto non può scrivere una legge, perché non conosce queste cose, non conosce i linguaggi; e quindi lasciamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, senza mischiare, perché poi, quando si mischia, escono fuori questi strani soggetti che non sono né norme, né leggi, né piani.

PRESIDENTE. Emendamento 13/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento successivo 13/18 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.. Decaduto.

Emendamento 13/19 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con questo, sostanzialmente, si dice che partecipano ed hanno diritto di voto, oltre all’amministrazione procedente, la Regione e il Ministero della Cultura. Io inserisco l’amministrazione procedente e la Regione, perché sempre questo Ministero della Cultura?
È ovvio che questa legge è stata concordata con il Ministero della Cultura e, se non ci si mettono alcune cose, il Ministero della Cultura la impugna; altrimenti la fa passare. Quindi che significa? Che c’era scritto, di fatto, il Ministero della Cultura. E infatti si vede: è scritta male, come diceva la Consigliera Casini, per quale motivo gli urbanisti non possono scrivere la legge? Perché la legge la devono scrivere i legislatori e quelli che conoscono un po’ la tecnica legislativa e il linguaggio. Non solo perché gli urbanisti non capiscono la tecnica legislativa, come io non capisco, ad esempio, l’urbanistica, ma c’è un altro tema. Perché non la possono scrivere? Perché, se un urbanista scrive una legge, fa dire alla legge quello che lui vuol sentir dire. Questo è il punto. Invece la legge deve dire all’urbanista, una volta fatta, quello che deve fare; non gli deve dire quello che vuol sentire, ma quello che deve fare.
Qui, ad esempio, a che serve il Ministero della Cultura? Il Ministero della Cultura ci sta, in base al Codice dei beni culturali, nell’ambito dei beni paesaggistici, ma lo dice la legge, non c’è bisogno che noi lo rimettiamo qui. Perché lo dobbiamo ogni volta ribadire? E magari, per inserire i Comuni dei territori interessati, abbiamo dovuto minacciare l’ostruzionismo la scorsa seduta, però il Ministero della Cultura c’è sempre, in ogni dove.
Quindi io raccomando l’approvazione di questo emendamento che, tra l’altro, non toglie nulla al Ministero della Cultura.

PRESIDENTE. Emendamento 13/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/20 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente.
Adesso vi spiego perché noi vogliamo, fin dal primo momento, il Ministero dell’Ambiente. Voi lo scrivete sotto dettatura di qualche funzionario del Ministero, però ditegli, e sappiate voi stessi, che su questi emendamenti, che sono sostanziali, ci torneremo alla scadenza dei sei mesi e ve li ripresenterò tutti quanti.
Perché noi inseriamo il Ministero dell’Ambiente? Perché l’articolo 9 e l’articolo 41 della Costituzione pongono l’ambiente tra i principi fondamentali che la Repubblica tutela. Quindi, tra l’altro, anche lo stesso Codice dei beni culturali dice che si stipulano intese tra la Regione, il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Ambiente.
Allora noi mettiamo che cosa? Guardate com’è scritto il vostro articolo 13, comma 12. Voi dite: “la Regione e il Ministero della Cultura”. Noi scriviamo: “partecipa il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il Ministero dell’Agricoltura”. Volete o no tutelare il territorio? Lo dite sempre. Dov’è il Consigliere Rossi quando dobbiamo tutelare, ad esempio, il territorio dagli impianti fotovoltaici? Quando si mette un mega impianto fotovoltaico, lì non è l’assetto del territorio?
“Per gli aspetti di rispettiva competenza”. Quindi, Presidente Serfilippi, non Le sfuggirà la capacità di leggere l’italiano. Se voi leggete come è scritta la norma e come è scritto questo emendamento, vedrete che è coerente con la Costituzione, è coerente con la legge ed è anche più elegante sotto il profilo della tecnica legislativa.
Capisco che non lo potete approvare, perché poi vi sgrida qualche funzionario del Ministero della Cultura. Voi, che siete i legislatori eletti dal popolo sovrano, vi fate sgridare da qualche funzionario del Ministero della Cultura, altrimenti magari dice a. Ministro di impugnare questa legge. Allora deciderà la Corte costituzionale e voglio vedere come potrà darci torto.

PRESIDENTE. Emendamento 13/20 Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/21 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è la prosecuzione di quello di prima, perché non sono emendamenti ostruzionistici, ma sostanziali. Dopo tutto quello che ho detto prima, voglio vedere come fate a dire no a questo.
Voi scrivete “il Ministero della Cultura”. Ve lo lascio, ma limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo n. 42 del 2004.
Questo emendamento è la trasposizione di una norma di legge nazionale, nella specie il decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, nella nostra legge regionale. E voi avete richiamato, all’articolo 1, la legislazione nazionale vigente; e allora non la richiamate qua?
Cioè, vi dovete mettere in testa, e si deve mettere in testa il Ministero della Cultura, che non è che loro possono partecipare alla Conferenza di CeVI per il Piano territoriale provinciale di coordinamento — e io so di che parlo perché l’ho fatto quando ero Presidente della Provincia — sempre e comunque. E poi escludiamo il Ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura, escludiamo i Sindaci e non ci mettiamo nemmeno “limitatamente agli aspetti di sua competenza”.
Perché guardate che poi gli avete attribuito, bocciando i nostri emendamenti, addirittura il potere di veto anche sul rinvio della Conferenza. Tutto si lega, perché se voi ci mettete la sua presenza, quello decide anche su aspetti che non sono di sua competenza. Per esempio, se la Conferenza dice: “Rinviamo e prendiamo altri 30 giorni”, quello dice no e voi non lo potete fare. Ma è possibile?
Facciamoglielo fare almeno limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici, come dice la legge. Diversamente, questa norma che avete scritto è incostituzionale, è illegittima, è scritta male, è orrenda.
Quindi dategli una telefonata a questi funzionari, fermo restando che è una vergogna istituzionale che, ripeto, funzionari del Ministero dicano al legislatore regionale quello che deve fare sotto la minaccia di impugnare la legge.
Vediamo poi che cosa dirà la Corte costituzionale su questi emendamenti.

PRESIDENTE. Emendamento 13/21. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/22 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento non decade perché, quando voi inserite che alla Conferenza di CeVI partecipano con diritto di voto, oltre all’amministrazione procedente, e poi prevedete che vi partecipino senza diritto di voto, vede, Presidente Serfilippi, questo lo può dire, qualche funzionario del Ministero, ma non decade, perché questa è un’altra cosa.
Qui si dice, sostanzialmente: “il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste”. Dico: almeno il Ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura metteteli al pari dei Comuni del territorio provinciale, che appunto partecipano senza diritto di voto. Almeno quello. Come fate a escluderli?
Sempre sotto la minaccia di qualche funzionario, perché dubito che sia intervenuto il Ministro o qualche dirigente. Se ci fosse stato qualche dirigente, ovviamente l’avrebbe scritto meglio. Invece qui è qualche funzionario del Ministero e voi, sotto dettatura, vi fate dire cosa scrivere. Siccome non l’avete letta, perché vi sareste accorti che era orrenda e sareste stati costretti a darmi ragione, il Consigliere Assenti ormai fa il pretoriano del dettato di qualche funzionario del Ministero. L’avesse fatto per il Ministro, vabbè, ma per qualche funzionario: una roba che non si può raccontare sotto il profilo istituzionale.
Ma è così. Come fate a escludere, tra quelli che danno il parere, addirittura tra quelli che partecipano senza diritto di voto, il Ministero dell’Ambiente? C’è stata una modifica costituzionale.

PRESIDENTE. Emendamento 13/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 13/23 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Loro dicono: “la valutazione della Conferenza è espressa a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto”. Allora voi mi spiegate: siccome questo articolo 14…, mi meraviglio di me stesso, di quanto sia stato capace di interpretarlo. Sa perché? Perché è facile, perché è semplice. È talmente scritto male che è di una semplicità scolastica.
Voi fate esprimere la valutazione della Conferenza a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto. Allora la Conferenza si può esprimere a maggioranza, però a maggioranza non può decidere. Avete respinto l’emendamento di prima, quello di rinviare di 30 giorni. Roba da matti.
Qui dice che è espressa a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto. E quelli che non hanno diritto di voto? Che li chiamate a fare, se non tenete conto neanche di quello che dicono? Che li chiamate a fare, per portargli il caffè o i pasticcini mentre la Conferenza di CeVI decide? Questi devono portare i pasticcini o il caffè, magari al rappresentante del Ministero della Cultura?
Allora, il nostro emendamento che cosa dice? Dice che la valutazione della Conferenza è espressa dalle amministrazioni partecipanti con diritto di voto, come dite voi, però tenuto motivatamente conto dei pareri espressi dalle amministrazioni partecipanti senza diritto di voto.
Ma lo vedete quando è scritto bene? Sì, perché decidono sempre loro, però tengono motivatamente conto, come si fa sempre, perché altrimenti a cosa serve? Che cosa vengono a fare quelli? Che li chiamate a fare, se poi non si tiene neanche motivatamente conto di quello che loro dicono?
Ma immaginate voi un Comune che può essere chiamato, l’avete scritto voi, perché riguarda il suo territorio all’interno della Provincia, e fa un’eccezione su un dissesto idrogeologico, eccetera, un sito da bonificare, e voi niente, tamquam non esset. Non può essere.
Allora che si tenga motivatamente conto. Che c’è di male? È un fatto di lesa maestà? Se il Ministero della Cultura impugna questa legge davanti alla Corte costituzionale, qui vince perché l’avete scritta in modo pessimo. Ma se date retta ai nostri emendamenti, noi vinciamo perché sono giusti, sono ragionevoli, sono coerenti e, soprattutto, sono coerenti con il dettato normativo.

PRESIDENTE. Emendamento 13/23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/24 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Questo è l’ennesimo articolo del quale non si comprende la necessità, se non nel senso della prevaricazione della Regione e del Ministero della Cultura rispetto alle decisioni che assume la Provincia.
Allora, intanto sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie. Cioè, non si capisce che significhi “ancorché minoritarie”.
Inoltre, torno a ripetere: una conferenza, qualunque essa sia, di CeVI o non di CeVI, o cura la pianificazione e cura le scelte strategiche ed è politica, e poi c’è una fase di conformità di quelle scelte politiche dal punto di vista tecnico, oppure realmente mi è impossibile comprendere come possano decidere nella CeVI alcuni soggetti e, soprattutto, non si comprende come possano decidere in merito alla compatibilità con gli strumenti di pianificazione regionale, al recepimento dei contenuti prescrittivi, al rischio idrogeologico, soggetti che non sono tecnici.
Allora, alla CeVI può partecipare l’Assessore competente all’urbanistica, e quindi Stefano Aguzzi. Che cosa volete che ne sappia Stefano Aguzzi della conformità tra il PTC e quello che decide il PAI? Assolutamente zero. Ma è giusto che sia così, è giusto che l’Assessore non sia competente in materia, è giusto che l’Assessore faccia delle scelte politiche che ha già fatto nel PTR e che ha già fatto nel PPR.
E allora io mi chiedo, e mi piacerebbe chiedere all’estensore della norma, per quale motivo, quando si parla di PTC, non si parli del Ministero delle Infrastrutture. È stato cassato perché decaduto un mio emendamento nel quale dicevo: nel PTR, per quale motivo si chiama a parlare il Ministero della Cultura e non si chiama a parlare il Ministero delle Infrastrutture?
Parliamo di infrastrutture nel PTR, di che volete che parliamo? Cioè, è quello che era un po’ il vecchio PIT, l’attuale PIT, ancorché vetusto. Quindi le infrastrutture sono importanti.
Un interlocutore come ANAS, per esempio, se si parla di PTC, è uno che non ha diritto di voto in una conferenza? Posto che ha tutti i finanziamenti che riguardano le strade, sia ex ANAS. Io capisco che parlo arabo per la maggior parte dei colleghi, ma cosa sono le strade ex ANAS che sono state ritrasferite all’ANAS, che erano in capo alle Province, poi sono arrivate con la Delrio alla Regione Marche? Sono 800 chilometri di strade di questa Regione che sono passate in service per una parte e per il resto in...

PRESIDENTE. Emendamento 13/24. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/25 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, “ancorché minoritarie”. Questo è un emendamento tecnico, chiamiamolo di tecnica legislativa.
Come si fa a scrivere in una legge: “sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie, le posizioni espresse”? O sono vincolanti o non sono vincolanti. Perché “ancorché minoritarie”? Perché, se non sono minoritarie, non sono vincolanti? Perché c’è bisogno di questa specificazione? Sono vincolanti, punto e basta.
È un fatto. Una legge non lo dice mai “ancorché”. Dice: chiunque procura, ancorché quelle lesioni non siano gravi... Non si può scrivere, perché poi come si fa quando l’interprete, gli avvocati, che qui fanno i ricorsi al TAR…, questi sono strumenti che disciplinano diritti e impongono doveri, e la legge deve essere chiara, non si può prestare agli “ancorché”. Questo termine non si usa neanche in architettura, “ancorché”.
Noi ci torneremo sopra, però dite ai funzionari del Ministero, che vi hanno imposto questa legge, che vi abbiamo dimostrato che, se avessimo voluto, questa legge non la approvavate, perché ci voleva un attimo a portarvi alla sessione di bilancio e l’avete visto.
Quindi dico, almeno per il futuro, che si diano una regolata, perché non è possibile, non è dignitoso che un Consiglio regionale scriva una legge sotto dettatura dei funzionari del Ministero, che tra l’altro scrivono male e scrivono “ancorché minoritarie”. Non si scrive una cosa del genere in una legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intervengo in dissenso. Questo è uno di quegli articoli vergognosi che sono contenuti in questa legge. E dissento non dai contenuti sostanziali, a cui fin qui hanno fatto riferimento i Consiglieri Casini e Cesetti, ma questo è veramente politico.
Leggete semplicemente: “sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie, le posizioni espresse dalla Giunta regionale” e poi dal Ministero. Non so se è chiaro il contenuto.
La Regione e il Ministero condizionano il PTCP, esautorando e ponendo i condizionamenti voluti dalla Regione. “Ancorché” vuol dire “nonostante”, così va letto, almeno dal mio punto di vista. E la Regione, su questo, può dire: nonostante sia l’unico soggetto partecipante alla CeVI, condiziono la volontà rispetto a questo importante strumento urbanistico.
Aggiungo, per confermare come la legge sia scritta in maniera davvero inaccettabile, che il comma 2 dell’articolo 14 dice che le posizioni della Regione e del Ministero, nonostante siano minoritarie, servono a garantire il rispetto di questa legge. È una tautologia. Cioè la Regione interviene come se fosse il decisore e la sede per decidere se vi è una corretta interpretazione della legge... Io non so se ci si rende conto di cosa si scriva. Cioè, è la Regione Marche che decide se la legge è rispettata o meno? Ma vi rendete conto di come è scritta tecnicamente? Oltre al fatto che è uno scandalo, e va ripetuto fino alla morte, la Regione non può condizionare la pianificazione sul territorio portando a sé tutti gli interessi che sui territori vengono esercitati con la pianificazione. È uno scandalo. Riportate indietro la Regione di trent’anni, esautorando tutta la pianificazione territoriale.

PRESIDENTE. Emendamento 13/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/26 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento di fatto tecnico. Il punto 2 della lettera a), del comma 15 dell’articolo 13, è sostituito dal seguente: “per garantire il coordinamento e l’attuazione di politiche comunitarie e nazionali, nonché settoriali regionali, nelle materie di competenza definite in atti dotati di efficacia”.
Questo è un emendamento tecnico, pertanto ne chiediamo l’approvazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. No, questo non è un emendamento tecnico, per niente.
Il punto 2 della lettera a), relativo all’attuazione di politiche comunitarie, nazionali e regionali, dice: “per garantire il coordinamento e l’attuazione di politiche comunitarie e nazionali, nonché settoriali regionali, nelle materie di competenza definite in atti dotati di efficacia”.
Il Consigliere Serfilippi ha presentato un emendamento dove ha inserito: “il coordinamento e l’attuazione di politiche comunitarie e nazionali”, dopo avere dato parere contrario all’emendamento sull’inserimento dell’articolo 9 della Costituzione, perché c’è quel richiamo, al comma 1 dell’articolo 1 della legge, all’ordinamento europeo?
Dov’è la necessità di richiamare le politiche comunitarie e nazionali e non richiamare la Costituzione? Il punto è proprio quello degli impianti fotovoltaici. Questo emendamento, Consigliere Serfilippi, lo ha scritto anche qui perché gliel’hanno indicato, quindi ha una logica. Pertanto questo non è un emendamento tecnico, questo è un emendamento sostanziale.
Inserire le politiche comunitarie significa che bisogna garantire quegli obiettivi, ad esempio sulle energie da fonti rinnovabili, previsti dalle direttive comunitarie e fatti propri dal decreto del 2021, che dice che devono essere emanati i decreti e che la Regione, nei 180 giorni successivi, deve individuare le aree idonee e non idonee; tema sul quale all’esame della Commissione c’è addirittura una mia proposta di legge e un’altra del Consigliere Serfilippi.
Vi ricordate voi gli emendamenti che ho presentato sui principi generali dell’individuazione delle aree idonee e non idonee? Perché lì avete detto no e adesso invece ci inserite le politiche comunitarie, che dovete garantire?
Ma vi pare possibile che questa Regione debba stare al servizio, strusciare ai piedi di qualche funzionario del Ministero perché ha paura magari di qualche infrazione, eccetera?
Questo è il tema. Quindi io voterò contro, perché questo è un emendamento sostanziale, non tecnico.

PRESIDENTE. Emendamento 13/26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 13/27 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questa è anche una conseguenza, un corollario, dell’“ancorché minoritaria”, che io volevo togliere con l’emendamento. Primo, perché non bisogna scriverlo. Ma non l’ho fatto solo per questo, non l’ho fatto solo sotto il profilo tecnico da esteta. L’ho fatto perché, se fosse stato tolto “ancorché minoritarie”, al limite si potrebbe dire che la Regione è vincolante per gli aspetti di competenza. Ad esempio, sul PTCP è evidente che, se il PTCP contrasta con il PTR o contrasta con il PPAR, è di tutta evidenza che se la Regione lo fa rilevare, quel fatto è vincolante. Ci mancherebbe altro. Ma perché lo dice la legge. Allora non c’è bisogno di scriverlo.
Se invece noi scriviamo “ancorché minoritarie le posizioni espresse”, significa che, se la Regione esprime un’opinione diversa su altro, è vincolante; e così quello del Ministero. Per questo io vado ad abrogare la lettera b), che dice che sono vincolanti, da parte del Ministero della Cultura, le opinioni espresse dal Ministero della Cultura in relazione alla conformazione, all’adeguamento e alle previsioni della pianificazione paesaggistica in attuazione dell’articolo 145. Vedete che cosa dice l’articolo 145? Lo dice qui. Ma se lo dice già, non c’è bisogno di richiamarlo. Se voi sentite il bisogno di richiamarlo qui, perché non l’avete richiamato prima quando richiamavo l’articolo 143 che, appunto, dice — ed è nel mio emendamento — che la Regione lo fa limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1? Questo è il punto. Per quale motivo lo richiamate qui? C’è già la legge. Perché lo dobbiamo dire?
Se invece noi lo mettiamo, significa che si attribuisce al Ministero una sorta di veto, perché il veto è vincolante, su tutto. E in questa nostra Regione non si farà più nulla, perché lo sappiamo quello che fanno le Soprintendenze: non si farà più nulla, non si bonificheranno i siti, non si curerà il dissesto idrogeologico, non si farà un bel niente.
Quindi, il Ministero va bene, ma nei limiti delle proprie competenze, perché altrimenti il Ministero, o qualche funzionario del Ministero, va a casa propria a decidere, non è che viene a casa nostra. E questi sono punti centrali, sostanziali, di questa vicenda che, tra l’altro, ricorre in ogni dove. Non è possibile.

PRESIDENTE. Emendamento 13/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/28 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo è un altro caso nel quale si evidenzia questa assurda sovrapposizione tra la Conferenza CeVI e la Conferenza dei servizi. Cioè, il rappresentante, in questo caso della Regione, può chiedere una proroga del termine di conclusione dei lavori della Conferenza di non oltre 30 giorni.
Ora, abbiamo questa sovrapposizione: non esiste la Conferenza CeVI, che è fatta da amministratori/politici, per intenderci, che detta le linee di indirizzo, come è giusto che sia in una copianificazione, perché la pianificazione urbanistica e il governo del territorio sono atti politici, con la P maiuscola, sono atti che determinano il futuro, gli assetti, l’economia, gli aspetti sociali di un territorio e quindi hanno una valenza politica ed è giusto che venga rispettata. È quindi giusto che nella Conferenza CeVI siano rappresentati gli organismi politici e che parlino le Giunte, che parli il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia, il Consiglio provinciale, eccetera.
Quando si arriva invece alla Conferenza dei servizi, che è quella oltretutto decisoria, esiste una norma nazionale che qui viene scavalcata, nella quale è vietata la presenza degli organi politici. Tant’è vero che la Conferenza dei servizi viene convocata dal responsabile del procedimento, così come definito dalla legge 241, perché sono due cose separate.
E lo ripeto: io decido politicamente, insieme, nella Conferenza di copianificazione, quale assetto dare per il futuro a un territorio dal punto di vista idrogeologico, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista culturale, dal punto di vista paesaggistico. Dopodiché c’è qualcuno che tecnicamente redige l’atto, anche perché noi non saremmo capaci, noi che sediamo su questi scranni e su quelli della Giunta, di redigere un Piano, qualunque esso sia, a cominciare da quelli di competenza nazionale.
Dopodiché ci sarà un organo tecnico che stabilisce se quello che noi abbiamo scritto e quello che noi volevamo sia conforme con una serie di atti esistenti, a cascata, dal livello nazionale a quello regionale.
A me sembra molto chiaro. Mischiare queste procedure significa non aver mai, e dico mai, convocato una Conferenza dei servizi, perché chi la convoca sa chi deve invitare; chi non l’ha mai convocata, no.

PRESIDENTE. Emendamento 13/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/29 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, Presidente, che significa “se è necessario”? Basta scrivere, se lo volete: “il rappresentante della Regione chiede la proroga per consentire alla Giunta di deliberare”. Che significa “se è necessario”? Io non lo so.
Non ci facciamo bella figura, non la fate fare neanche al Presidente Acquaroli, che ci tiene a fare bella figura, ovviamente, ci mancherebbe altro.
Tra l’altro, questo qui dimostra, oltre al fatto che bisogna togliere “se è necessario”, che avevo ragione io quando in precedenza dicevo che il rinvio si poteva chiedere senza dire “con il consenso unanime di tutti”. Ma dove sta scritto? Se io ho un’esigenza, chiedo il rinvio della Commissione per 30 giorni, punto e basta.
Però qui c’è un altro aspetto: il potere della Giunta regionale. Cioè la Giunta regionale deve decidere per conto della Regione ai fini dell’espressione del parere che voi avete attribuito essere vincolante nei confronti del PTC. È un errore sostanziale, perché il parere della Regione, come dicevo prima - ed è per questo che io volevo togliere le parole “ancorché minoritarie”, perché ha tutto un senso, non scrivo le cose a caso - può essere vincolante soltanto in caso di contrasto, ad esempio qualora il PTC contrasti con gli strumenti sovraordinati, che sono il PTR e il PPAR.
Ma, se così è, non è che c’è bisogno di una delibera della Giunta regionale, perché, se noi prevediamo che c’è bisogno della delibera della Giunta regionale e addirittura consentiamo al rappresentante della Regione di chiedere un rinvio di 30 giorni, se necessario all’espressione di quel parere, noi attribuiamo alla Giunta regionale un potere altro, che la legge può attribuire solo a se stessa nel dire che il PTR e il PPAR, che sono strumenti sovraordinati, ovviamente, sono vincolanti per gli aspetti di competenza per il PTCP. Ma questo lo devono dire gli strumenti e lo dice la legge, non possiamo dire domani: rinviamo a una delibera.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Per accogliere favorevolmente questo emendamento, quindi la soppressione delle parole “se necessario”.

PRESIDENTE. Emendamento 13/29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 13/30 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Noi siamo forse un po’ ripetitivi, ma le carenze sono quelle che sono.
Allora, io ve lo leggo perché, se qualcuno avesse interesse: “Alla luce delle posizioni emerse, la valutazione della Conferenza può essere espressa anche in relazione a una o più parti del PTCP”.
Ma io dico: questa è veramente l’anti-visione. Che significa su una parte? Significa che magari sul PTCP di Macerata si esprime su Matelica e non si esprime su Macerata? Sul fermano si esprime su Ortezzano e non si esprime su Pedaso? Che significa “su una parte”? Su una componente? Che significa “una o più parti”?
Allora, innanzitutto, parti che significa? Significa parti di territorio? Significa parti di infrastrutture? Significa parti nel senso di aspetti? Che significa “parti”? Ma dove l’avete copiata questa roba? Ma dove l’avete scritta?
Allora, innanzitutto, il PTCP per legge deve essere su tutto il territorio provinciale, a meno che non sia una variante. Allora, a quel punto, parliamo di varianti. Ma siccome nel comma successivo si specifica che le varianti - e anche qui c’è un appesantimento burocratico, perché le varianti non vengono suddivise tra varianti generali e varianti parziali o puntuali per consentire un’accelerazione qualora fosse necessaria una variante che non fosse una variante generale - ma uno che non l’ha visto mai un PTC, come lo può scrivere, se non sa di legge né tantomeno di piani e programmi?
Perché un PTCP bisognerebbe averlo visto nella vita una volta per sapere com’è fatto. Perché se uno mi scrive che viene pubblicato il PTCP con i suoi allegati, non l’ha visto mai nella sua vita, perché non esiste un PTCP senza gli allegati, perché gli allegati sono il PTCP.
Oltretutto questo crea anche dei dubbi interpretativi perché, ripeto, il PTCP di Pesaro si può occupare soltanto di Fano e può non occuparsi di Urbino, per esempio?
Credo che ci sia voluta una volontà precisa per scrivere le norme in maniera così lontana dalla realtà, così complessa e, soprattutto, queste sono norme, come ha detto prima il Consigliere Cesetti, che si prestano a dubbi interpretativi. Non si è affatto pensato che queste norme dovranno essere applicate dalle Province, dai Comuni, dalla stessa Regione, dagli stessi uffici della Regione, che non so che cosa faranno quando si troveranno di fronte questa roba che è assolutamente inapplicabile, oltre ad avere aspetti di illegittimità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. In dissenso concordato. Su questo non parteciperò al voto, molto probabilmente lo respingete ed è una cosa per cui non si guarda quello che resta. Prima il Consigliere Mastrovincenzo quando avete votato l’emendamento ha detto: “nevica”.
Non è che nevica, Consigliere: è che la maggioranza sente freddo, è diverso. La maggioranza sente freddo e si copre con gli emendamenti del gruppo PD perché approva un emendamento per poter dire: “Noi abbiamo accolto qualcosa”. Certo, quello lì era uno degli emendamenti meno rilevanti e loro ci si coprono. Quindi sente freddo, però lo sente veramente.
Su questo, che la Consigliera Casini voleva sopprimere ma io l’ho firmato per tenerlo, voi scrivete: “alla luce delle posizioni emerse”. Anche qui, una legge che scrive “alla luce delle posizioni emerse”. Chi è che lo stabilisce quali sono quelle emerse? Vi portate l’avvocato? “Alla luce delle posizioni emerse”. E quali sono?
“La valutazione della Conferenza può essere espressa anche in relazione a una o più parti del PTCP”. Sapete che significa questo? Significa quello che dicevo prima: che il parere vincolante della Regione e del Ministero può essere anche su un aspetto che non è di sua competenza. Perché, se voi scrivete che può essere espresso anche in relazione a una o più parti del PTCP, significa che, se poi voi fate il parere su una parte, questo condiziona il tutto.
Ma come scrivete? Così rischiate che, sotto il profilo istituzionale, con tutto il freddo che sentite, vi prendete una polmonite. Dopo è un macello. Quindi datevi una regolata.

PRESIDENTE. Emendamento 13/30. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 13, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro questo articolo, cosa che non sarebbe avvenuta se fossero stati accolti degli emendamenti correttivi e assolutamente necessari.
Il Piano territoriale di coordinamento provinciale è uno strumento essenziale, centrale, più degli altri, perché si pone in quella terra di mezzo istituzionale tra gli strumenti di pianificazione superiori generali, compresi quelli dove, giustamente, in quel caso dice la sua anche il Ministero della Cultura e dovrebbero dire la loro anche gli altri Ministeri, come quello dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura, specialmente in un territorio come il nostro, dove il territorio, dove l’ambiente e dove l’agricoltura hanno un valore in sé ed aggiuntivo anche per l’economia di questa Regione e per la sua crescita. Quindi dovevano partecipare anche gli altri.
Dicevo, si pone nella terra di mezzo istituzionale tra quelli sovraordinati e i PUG (Piani urbanistici generali) dei Comuni, che poi sono quelli che vanno a delineare quella che è la pianificazione vera, perché sappiamo che è soprattutto a livello locale.
Allora, voi capite che il procedimento di formazione di un Piano scritto in quattro pagine, 15 articoli e non si sa quanti commi e quante lettere aggiuntive, già di per sé crea una confusione enorme, ma soprattutto esautora, tra l’altro, i veri protagonisti della pianificazione, che sono i Comuni, dalle loro competenze. Li esautora perché si stabiliscono e si attribuiscono dei poteri enormi e ingiustificati alla Regione.
Meno per quanto riguarda la Regione, perché io sono convinto che la Regione debba avere un ruolo regolativo, assolutamente sì. Va bene anche per il Ministero della Cultura, ma deve essere limitatamente ai beni paesaggistici. Per il resto, il Ministero della Cultura deve fare, come si dice, i fatti propri a casa sua, non nella nostra Regione.
Avete perso un’occasione nel non accogliere i nostri emendamenti, che erano solo correttivi.

PRESIDENTE. Articolo 13, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 13 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 13 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è un emendamento centrale e sostanziale. È un articolo aggiuntivo che, tra l’altro, io ho tratto, non copiato, dal Testo unico dell’Umbria, anche leggendo altre leggi regionali di altre Regioni.
Qui il tema è l’adeguamento del Piano urbanistico generale unico (PUG) al PTCP. Parlavamo prima del PUG, che è la pianificazione vera, quella nei Comuni. Dice: “I Comuni adeguano i propri strumenti urbanistici al PTCP”. È normale che sia così, è giusto, ma adeguano, non come scrivete voi che devono consegnarsi ad esso. Adeguano.
L’adeguare è un percorso, è un cammino motivazionale, come si deve fare nella pubblica amministrazione. Io cammino non con la ragione della forza, quindi della prevalenza del Piano sovraordinato, ma con la forza della ragione, della motivazione, la possibilità di poter motivare anche un dissenso. E perché no? Ci mancherebbe, questo è giusto e poi resiste allo strumento della motivazione stessa.
Poi dice: “Dalla data di efficacia del PTCP approvato il Comune non può rilasciare titoli abilitativi o approvare piani attuativi che siano in contrasto con le norme immediatamente prevalenti del PTCP”. Le norme cosiddette di salvaguardia, medesime relative alla disciplina paesaggistica specificatamente demandata al PTCP dal PPAR, limitatamente a questo. Perché altrimenti che succede? Perché questo? Perché i Comuni non ce la faranno nei 48 mesi, perché tanti piccoli Comuni non hanno le risorse, non hanno le risorse economiche, umane, strumentali. Se voi fate decorrere subito le norme di salvaguardia, paralizzate su tutti i 235 Comuni regionali l’attività. Allora lo facciamo decorrere da quello, per quanto riguarda appunto la disciplina paesaggistica, che è quella a cui tenete tanto.
Credo che questo sia un emendamento sostanziale. Consigliere Assenti, pensi alla sua San Benedetto del Tronto: non può non accogliere questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 13 bis/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 14, che ha 41 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Innanzitutto, diciamo che il PUG è uno dei cuori pulsanti della legge, perché è quello che interessa gli oltre 200 Comuni della regione Marche.
Una cosa che mi preme dire è che, alla faccia della semplificazione e dei chiarimenti burocratici, si cambiano tutti gli acronimi. Quindi il Piano regolatore, che si chiamava PRG, si chiama PUG. Voi direte: che problema è? Ma il problema c’è, perché nei piccoli Comuni, dove magari c’è soltanto un geometra che deve curare tutti gli adeguamenti ai piani sovraordinati o deve rilasciare gli atti di conformità ai piani comunali, cambiare già le diciture è un disagio che si poteva evitare.
Il Piano urbanistico generale, certo che è unico. Quanti volete che ce ne siano di piani regolatori? Già a malapena un Comune, e guardo tutti voi che siete stati Sindaci, riesce a fare un Piano regolatore; se ci riesce è un miracolo. Si fa un Piano regolatore ogni 20 anni, sennò si fanno delle varianti. Il Piano regolatore è una cosa abbastanza rara e ci si tiene particolarmente. Però lo chiamiamo PUG, tanto per far cambiare le diciture negli atti dei Comuni.
Ora, che succede? Che il PUG lavora su tre livelli. Un livello che è quello strutturale. Quindi questo viene ripreso da leggi di seconda generazione; già in Italia ci sono leggi di terza generazione, invece qui ritorniamo indietro con le leggi di seconda generazione.
Quindi c’è la componente strutturale che esprime finalità e obiettivi e determina le vocazioni, come dicevamo. Una di quelle cose che ci fa pensare a una parte ecclesiastica, se vogliamo, della vita: la vocazione. Perché come la declini la vocazione se non quella di vocarsi al Padre Eterno? Per me è molto difficile definire una vocazionalità, perché la vocazionalità è definibile, ma definirla dal punto di vista numerico e di destinazione urbanistica appunto... Cioè, la vocazionalità idrogeomorfologica, chi ha scritto questa legge me la dovrebbe spiegare. Che significa la vocazionalità idrogeomorfologica? Il Padre Eterno, o chi ha creato la Terra, l’ha fatta così com’è; noi l’abbiamo peggiorata, ma non c’è una vocazione. Come non c’è una vocazione sismica, ringraziando il Padre Eterno. Cioè, la vocazionalità sismica che cos’è? E’ proprio scritta male questa roba e noi cercheremo di sistemarla.
Quindi, c’è la parte strutturale, della quale si verifica la coerenza per quello che riguarda i piani di secondo livello. Allora, la coerenza della vocazionalità. Io mi chiedo quali potranno essere i parametri della vocazionalità e quali potranno essere i parametri in base ai quali si verifica la coerenza. Che significa coerenza?
Noi siamo abituati, in Italia, in Europa, nel mondo, a verificare delle destinazioni con la conformità a quelle destinazioni. Voglio dire, se io ho un territorio che viene vocato, ma destinato all’industria, io potrò realizzare lì, con i parametri stabiliti, degli insediamenti produttivi. Invece qui questa cosa non si dice. Non solo non si dice, ma si prevedono poi degli obiettivi che sono difficilmente realizzabili.
La cosa grave è che la componente strutturale ha effetto a tempo indeterminato, ma non è conformativa della proprietà. Quindi la vocazionalità significa che il mio terreno è un terreno che ha vocazionalità produttiva ma, se io lo vendo o se io muoio e lo lascio ai miei eredi, non si sa che destinazione e che valore avrà. Questo è un problema serio anche per l’IMU, per i Comuni, sarà un problema molto complesso valutare l’IMU. Poi torneremo sugli altri emendamenti.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. È un altro articolo particolarmente importante perché, come anticipato dalla Consigliera Casini, si va a regolare, a disciplinare, il Piano urbanistico generale, quello che riguarda appunto i Comuni.
Torno su un tema caro all’intero gruppo, che riguarda il consumo del suolo e anche i condizionamenti che la Regione ha voluto, oltre ad alcune difformità. È sufficiente mettere insieme il comma 6, lettera c), dell’articolo 14 unitamente al comma 7 dello stesso articolo e al comma 9 dello stesso articolo.
È un po’ il gioco, come abbiamo già anticipato, delle tre carte. Da un lato si afferma che si tende a un consumo di suolo zero in realtà, il comma 6, alla lettera c), quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo, perimetra il territorio e definisce la soglia comunale di consumo di suolo, pur nel rispetto del PTR.
Quindi, sostanzialmente, nella stessa legge e attraverso gli strumenti normativi si torna a riaffermare come il consumo di suolo conviva in maniera puntuale con l’affermazione apodittica che la legge urbanistica fa a proposito del consumo del suolo.
Ma ancora più incomprensibile è il comma 7, a cui faceva riferimento con puntualità la Consigliera Casini. Guardate il contenuto: la componente strutturale, una delle tre componenti oltre a quella regolativa e a quella operativa, prevede le regole e le metodologie per verificare la coerenza con le proprie previsioni sia degli interventi sia degli strumenti di pianificazione con funzione operativa. Per coerenza si intende la relazione di compatibilità, la linearità, la non contraddittorietà, la proattività, la funzionalità, l’efficienza, l’efficacia della componente regolativa e degli strumenti di pianificazione con funzione operativa.
È fatta proprio per far capire ai cittadini. Se voi volevate scrivere una legge per far capire ai cittadini di cosa parliamo, l’avete fatta apposta: perfetta, non ci capiranno niente. Ci capite solo voi e i tecnici e naturalmente vi fate i fatti vostri su questo. Non si capisce niente.
Se la legge ha come destinatario il cittadino… Guarda caso, al comma 7 richiamate il comma 6, lettera c), proprio per consegnare in maniera perfetta l’affermazione di principio che riguarda il consumo del suolo.
L’ultimo elemento riguarda il comma 9. Ascoltate la perla: la Giunta regionale può approvare, a seconda di come si sveglia e come gli fa comodo, apposite linee guida per l’attuazione delle verifiche di coerenza di cui al comma 7. Al comma 7 elencate una serie di cose che capite solo voi, però al comma 9 dite: guardate che la Regione, se ci fa comodo, può mettere insieme linee guida per l’attuazione.
Vi fate tutto per i fatti vostri. Scegliete di fare una legge per gli interessi della Regione, per interessi lobbistici.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho ascoltato gli interventi dei miei colleghi, che ovviamente condivido.
Dico al Consigliere Carancini: magari questa fosse una legge fatta per i fatti loro, perché almeno avremmo una legge della Regione Marche, sebbene una legge di parte, Presidente. Fin dall’inizio abbiamo detto che una legge dovrebbe essere condivisa., magari questa fosse di parte, non lo è. Questa è una legge scritta sotto dettatura.
È stato ammesso anche abbastanza platealmente in Commissione e in quest’Aula che, ovviamente, i funzionari del Ministero della Cultura hanno dato delle indicazioni. Quelle indicazioni sono obbligate e quindi non si può prescindere, altrimenti impugnerebbero la legge. Roba, veramente, che non si racconta.
Questa prevaricazione istituzionale si vede in particolare nel PUG, che è appunto lo strumento comunale, e viene trasferita nel PUG questa sorta di prevaricazione, dove i Comuni vengono espropriati di quelle che sono le proprie competenze, le proprie prerogative.
Chi mi ha preceduto parlava del comma 9, dove la Giunta regionale può approvare apposite linee guida per l’attuazione delle verifiche di coerenza. Infatti c’è qui un mio emendamento soppressivo su questa parte, perché sostanzialmente tutte le prerogative dei Comuni, il loro potere-dovere di decidere l’assetto del territorio, la loro programmazione, tutto viene espropriato a vantaggio non soltanto degli strumenti superiori, rispetto ai quali ovviamente ci deve essere un principio di coerenza, non di armonia, perché l’armonia abbiamo visto che è un termine che si usa nelle poesie.
Certo che ci deve essere la coerenza, ma non ci può essere la prevaricazione delle istituzioni superiori. La coerenza con gli strumenti pianificatori superiori. Che significa che la Giunta delibera? Come può la Giunta dare linee guida per l’attuazione delle verifiche? Ma stiamo scherzando?
Poi c’è un altro aspetto nel merito, ma ci arriveremo con i numerosi emendamenti. Ovviamente, quelli che ho firmato della Consigliera Casini eviterò di commentarli, se non è necessario, perché dobbiamo guadagnare tempo. Perché ormai l’avrete capito: il gruppo del Partito Democratico vi consentirà l’approvazione di questa legge nel tempo che sarà necessario, purché resti agli atti il nostro dissenso.
Sapete benissimo che, se noi avessimo voluto, questa legge voi non la approvavate. Invece la volete portare a casa e noi questo non ve lo impediremo, anche se avremmo voluto farlo. Però ci torneremo sopra, l’ho detto, perché noi, passato il termine, ci torneremo sopra. Ripresenteremo tutti questi emendamenti una volta passati sei mesi. Se del caso andremo anche sui territori, perché poi vedremo i Sindaci come faranno, ad esempio, i Comuni ad attuare i PUG.
Questo è l’altro aspetto: ad esempio le risorse. Anche su questo c’è un emendamento a questo articolo. Cioè la Regione non può non destinare risorse ai Comuni per fare i PUG, perché i piccoli Comuni, che ne so, Massa Fermana, dove io ho fatto il Sindaco tanti anni fa, mille abitanti, dove le prendono le risorse per fare il PUG? Dove prendono il personale per fare i cosiddetti quadri conoscitivi, tutte quelle cose che poi sono propedeutiche per il PUG stesso? È impossibile.
E poi c’è il tempo dei 48 mesi, che non è un termine perentorio ma ordinatorio, che possono diventare 96. Ma il problema qual è? Che le norme di salvaguardia scattano prima e scattano, al più tardi, ad esempio quelle generali, alla scadenza del quarantottesimo mese.
Ma questo varrà non solo per i piccoli Comuni come la mia Massa Fermana, ma varrà anche per i grandi Comuni come San Benedetto del Tronto, ad esempio, la cui attività verrà paralizzata da questa, ripeto, pessima legge.

PRESIDENTE. Emendamento 14/1 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io ho presentato due emendamenti analoghi all’articolo 14 e al prossimo articolo 16 per affrontare il tema dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, i PEBA, che sappiamo bene non tutti i Comuni adottano. Molti Comuni non li hanno ancora adottati.
Ho quindi presentato questi due emendamenti a tutela dei bisogni dei più fragili, allo scopo di conformare gli strumenti urbanistici al PEBA quale condizione necessaria per la loro adozione.
Io, dopo aver visto bocciati tutti gli emendamenti sul consumo di suolo zero e anche quelli sulla partecipazione, mi auguro che questi altri emendamenti sul PEBA trovino una breccia da parte di questa maggioranza, perché il tema è veramente importante e in altre occasioni vi siete dimostrati sensibili. Quindi, se non lo mettiamo qui come un obbligo, sappiamo che i Comuni non lo faranno e ci saranno problemi di accessibilità e tutto ciò che viene a questo connesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. A nome del Partito Democratico voteremo a favore di questo emendamento perché la legge è una legge del 1996 ed è una legge che, in teoria, è obbligatoria. Cioè, i PEBA sono i Piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto degli edifici pubblici, ma non solo, che devono obbligatoriamente essere inseriti nei Piani regolatori generali.
Sono molto importanti perché è una questione non soltanto culturale ma anche, insomma, di rispetto. Ripeto poi che le barriere architettoniche non sono barriere architettoniche per qualcuno: sono barriere architettoniche per tutti noi, che possiamo essere in un momento della vita disabili, anche se non in maniera permanente.
Penso a una donna incinta, penso a una donna con un bambino piccolo e il passeggino, penso a una persona che si rompe una gamba piuttosto che il femore, penso a chi può avere una cecità provvisoria e non definitiva. Quindi tutti noi possiamo aver bisogno dell’abbattimento delle barriere architettoniche che, in molti casi, è semplicissimo realizzare.
Basterebbe comunque ricordarsi che c’è un obbligo di legge che prevede che i marciapiedi debbano essere minimo 1,50 metri di larghezza. Io vi sfido a misurare i marciapiedi per vedere se questo è rispettato, per non parlare degli scivoli, per non parlare del fatto che non si pensa mai, quando si parla di disabilità, per esempio alla sordità oppure alla cecità. Generalmente si pensa alla sedia a rotelle, ma non è solo quella: ce ne sono tante altre di disabilità. E’ giusto che le città siano accessibili a tutti e il Partito Democratico ringrazia per questo emendamento e voterà a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Ci tengo solamente a intervenire adesso per quanto riguarda i PEBA, che comunque rappresentano una battaglia storica del Movimento 5 Stelle. Noi non li precludiamo con questo articolato, anzi invitiamo i Comuni e so che i Servizi sociali della Regione Marche stanno seguendo la redazione di questi PEBA.
È chiaro che i Comuni sono in ritardo sulla redazione, che i PEBA sono dei piani di settore e quindi è chiaro che, all’interno dei PUG, come ci possono essere i PEBA, ci dovrebbero essere a mio avviso anche tanti altri piani di settore che i Comuni devono approvare. Non è escludente questo articolato, però è chiaro che noi, dentro questo articolo 14, al comma 4, facciamo una ricognizione generale dell’articolato, facciamo riferimento al PTR e al PTCP provinciale senza andare nello specifico dei piani di settore.
Se inseriamo i PEBA, dovremmo inserire anche tutti gli altri piani di settore. Quindi noi votiamo contro questo emendamento perché non è la misura di dettaglio che dobbiamo inserire nell’articolato. Però è chiaro che i PEBA ci sono, ci saranno e speriamo che si lavori tutti insieme per realizzarli il prima possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Avevo accennato prima a questa questione della coerenza e della conformità. Non esiste una coerenza ai piani sovraordinati, perché la coerenza non è misurabile, per quanto venga definita. Invece è giusto quello che diceva la Capogruppo del Movimento 5, penso, per esempio, ai tanti altri piani di settore che ci sono nei Piani regolatori e che andrebbero richiamati. Cioè, qua non si fa nessun riferimento al Piano del commercio, non si fa nessun riferimento ad altre tipologie di piani. Non si capisce perché si ripeta invece in continuazione il 42/2004, si adeguino ai piani di cui agli articoli 65 e 67 del 152.
La cosa che è stupefacente di questo comma, ma anche di tutta la legge, è che si approfondiscono alcune cose non necessarie. Quindi si fanno dei riferimenti a norme pleonastiche, che non è affatto necessario richiamare e che sarebbe giusto richiamare all’interno di un quadro che vuole invece focalizzare l’attenzione rispetto a determinati temi di sostenibilità, piuttosto che a temi di attenzione al dissesto idrogeologico, piuttosto che a temi sociali.
Assolutamente no. In maniera, non si capisce, determinata da quale strategia, vengono sottolineati appunto dei piani e dei programmi che normalmente vengono recepiti nei piani o, perlomeno, vengono recepiti nei piani sovraordinati, che poi ne determinano e vengono approfonditi nei piani sovraordinati, che poi ne determinano la conformità. Cioè, dovrebbero determinare la conformità dei PUG. Ma qui la conformità non c’è: siamo nel mondo del vago e della vaghezza.
Ripeto, la coerenza con il PTR: se il PTR stabilisce che una strada oppure un’infrastruttura deve tagliare un territorio comunale, che significa “coerente”? Io posso stabilire un tracciato diverso, coerente, ma spostato di un chilometro, oppure non lo posso fare?
Faccio delle domande magari forse banali. Sicuramente, per chi è più esperto di me, saranno banali. Ma dobbiamo decidere dove mettere una discarica con il Piano dei rifiuti e, se metterla in un Comune piuttosto che in un altro con il PTC, è coerente? Non è coerente? È conforme? Non è conforme? Ci risponderà, purtroppo, il TAR.

PRESIDENTE. Emendamento 14/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Elezi, Livi, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto contrario del Consigliere Borroni.

Emendamento 14/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Allora, volevo far sapere a chi magari non ha approfondito bene la legge che cos'è la rigenerazione territoriale.
Ora, sulla rigenerazione urbana non abbiamo alcun dubbio, perché è giusto rigenerare, è giusto non consumare suolo. Ma voglio leggere la definizione di rigenerazione territoriale perché chi l'ha scritta l'ha scritta con l'intento di andare a rovinare il nostro paesaggio, le nostre aree agricole, oppure perché non sa che cosa può determinare questo comma.
“La rigenerazione territoriale interessa il territorio prevalentemente extraurbano - siamo già fuori dalla perimetrazione, come dire, delle zone B e C, ancorché non totalmente urbanizzate - inteso quale territorio rurale e naturale - come se non bastasse il rurale, ci mettiamo anche il territorio naturale. - può avere ricaduta sovralocale ed è finalizzata, anche attraverso l'assegnazione di diverse funzioni e nuovi usi, compresi quelli temporanei, alla risoluzione di situazioni di degrado urbanistico-territoriale e infrastrutturale, ambientale, paesaggistico o socio-economico, al ripristino del suolo naturale e agricolo e delle sue funzioni e al miglioramento della qualità paesaggistica ed ecologica del territorio, per tutelare il benessere e la salute dei cittadini, gli ecosistemi e le risorse naturali”.
Ora, questo articolo non è stato scritto per le Marche, perché io vi sfido a dirmi dove c'è una zona agricola, in questo momento, nei vostri Comuni o nelle vostre province, dove è necessario andare a riqualificare, rinaturalizzare, risolvere le questioni di degrado urbanistico, territoriale, infrastrutturale, paesaggistico e socio-economico. Una zona agricola, ditemela, se ce l’avete, in un Comune che non sia uno sportello unico per le imprese, che quello è una destinazione temporanea. Vorrei sapere se esiste una zona, in questo momento, che debba essere intaccata da questa pianificazione.
Ora, cosa c'è di grave? Che nella rigenerazione territoriale si possono fare, per la rigenerazione territoriale, i piani attuativi, che non devono essere conformi al PUG, perché il PUG stabilisce nelle zone agricole soltanto la vocazionalità, quindi devono essere coerenti. Che cos'è coerente in zona agricola? Lasciate stare le zone agricole, che c'è la legge 13/1990 che lavora benissimo, e le porcate relative alle lottizzazioni private in zona agricola fatele da un'altra parte e non nelle zone agricole.

PRESIDENTE Emendamento 14/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, Il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento è al comma 6 dell'articolo 14 ed attiene alla componente strutturale. L'emendamento è sostitutivo perché va ad integrare, non va in contraddizione. Voi dite: “ai fini di cui al comma 5, la parte strutturale”; io dico: sono sostituite dalle seguenti parole: “Il PUG, parte strutturale - perché componente - identifica, in riferimento ad un'idea condivisa di sviluppo socio-economico e spaziale e mediante individuazione fondiaria, le componenti strutturali del territorio e”. Contiene poi tutti gli altri principi declinati con le lettere A, B, C, D, E, F, G, H, I, fino a P, una cosa mai vista, dovrebbe essere molto più generale.
Voglio dire che questo emendamento …, mi rivolgo al Consigliere Assenti perché è il relatore di maggioranza, quello che dirige l'orchestra che suona la musica del Ministero della Cultura. Mentre ascoltano sordi gli strumenti che noi abbiamo e che mettiamo a disposizione, almeno suonino la fisarmonica sulla quale abbiamo fatto la legge. E’ un'altra cosa, invece no: è la musica del Ministero della Cultura ed il Consigliere Assenti dirige l'orchestra.
Questo emendamento l'ho tratto, anche qui, dal Testo unico della Regione Umbria ed anche da altre leggi regionali. Credo che sia più pertinente, scritto meglio, perché non basta enucleare i principi, ma la componente, che poi non deve essere solo componente, ma deve essere parte strutturale, perché, come dice componente…, è la parte che ha una sua autonomia. Perché parte anziché componente? Perché dire “componente di” è sbagliato; invece la parte significa che ha una sua autonomia, della quale, badate bene, non è soltanto un fatto letterale, se ne deve poi tener conto.

PRESIDENTE. Emendamento 14/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, Consigliere Assenti, non è che con le cuffiette ti dettano lo spartito. Noi stiamo violando la legge, lei sta con le cuffiette: è probabile che magari le dettino lo spartito. Ovviamente sa che scherzo, però neanche tanto perché, secondo me...
Comma 6, lettera a), dell'articolo 14, dice: “contiene l'inquadramento... l'analisi… e valorizzare”. Io inserisco: “assicurando il rispetto della biodiversità”. Penso che un emendamento del genere suoni bene all'interno di questo pessimo strumento: “ assicurando il rispetto della biodiversità”, perché, ripeto, l'articolo 9 della Costituzione, che noi siamo obbligati a rispettare, tra i principi generali ci dice, vedete che tutto torna, che la Repubblica - quindi anche noi, i Comuni e le Province - tutela l'ambiente, la biodiversità”. Assicurare il rispetto della biodiversità significa ubbidire, in questo caso sì che bisogna ubbidire, al dettato costituzionale, così come è stata integrata e riformata la Costituzione con la legge costituzionale n. 1 del 2022.
Quando probabilmente hanno scritto questa legge - è comprensibile - questa riforma non era ancora stata scritta, perché è del 2022; oppure, se l'hanno scritta dopo, si vede che non c'avevano il testo aggiornato. Può capitare, anche perché in quest'Aula girava un testo non aggiornato.
Credo che accogliere questo emendamento non tolga nulla, anzi, ripeto, aggiunge un'indicazione che ci viene dalla Costituzione, che noi dobbiamo rispettare. Quindi, bisogna assicurare il rispetto della biodiversità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie Presidente. Anche in assenza di cuffietta, quindi con collegamento diretto ministeriale, posso anticipare il voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 14/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/6 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con questo emendamento raccomandiamo la soppressione della lettera c), che quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo e definisce la soglia comunale di consumo di suolo nel rispetto di quando è stabilito al PTR.
Ma non doveva essere consumo di suolo zero? Se doveva essere consumo di suolo zero, nel momento in cui si dice che quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo, non solo si dice che il suolo non è più a consumo zero, ma addirittura che se ne può consumare una grande quantità.
Se ci dice che quantifica il grado … Nell’orchestra diretta dal Consigliere Assenti c’è il suono del tamburo che in alcune occasioni sovrasta tutti gli altri; in questo caso sovrasta il vostro principio, che vorreste conclamare, quello del consumo di suolo zero, che consumo zero non è. Se volete consumo di suolo zero cominciate a votare favorevolmente questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io l’ho sottoscritto, per cui voterò favorevolmente questo emendamento che vede come primo firmatario il Consigliere Mangialardi.
Ho presentato anch'io degli emendamenti per il consumo di suolo zero, che ha sottoscritto il capogruppo del PD, che sono stati bocciati. Per cui direi che la propaganda che state facendo nei territori sia ora di smetterla, perché abbiamo i dati e le prove che non si tratta di consumo di suolo zero.
Quindi, quando parlate in pubblico, quando fate dichiarazioni pubbliche, quando fate comunicati, vi pregherei di non usare più a sproposito questa formula che, è evidente che, se non approverete neanche questo emendamento, non fa parte della vostra cultura politica, non fa parte di ciò che state legiferando quest'oggi e chissà per quanti decenni, durerà, a meno che non intervenga una modifica che sinceramente auspico. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Le parole “ed eventualmente” sono da cassare, perché è il PTR che insieme al PTCP che definisce le soglie. Ma vi pare una cosa normale, come è stato detto dai colleghi, fare una campagna nei Comuni e da tutte le parti dicendo che questa legge riduce il consumo di suolo e poi scrivere una norma… Come ha detto prima il Consigliere Carancini,: “il Comune perimetra il territorio urbanizzato - e qua ci siamo, anche facile perché è una cosa che ha già perimetrata, per fortuna - e definisce la soglia comunale di consumo di suolo”. Quindi diamo per scontato che esiste una soglia generica, come tutto il resto generico. Soglia è generico. Uno pensa alla soglia di casa, ad un bordo, ma soglia di intervento percentuale rispetto al numero di abitanti? Percentuale rispetto al numero di abitanti equivalenti? Percentuale rispetto al numero dei vani utili Istat? Che roba è?
Nella precedente legge c'era scritto quanto valeva il dimensionamento di un piano, quanto valeva il volume ammissibile. Guardate, è facile, : 120 metri cubi a testa, oppure ogni vano utile Istat. Basta andare a vedere l'Istat e vedere nel Comune quanti vani utili vuoti ci sono e quello è il numero degli abitanti insediabili, che ha un peso dal punto di vista ambientale.
Ma se uno non scrive la procedura di VAS come dovrebbe essere scritta, si scorda della Conferenza dei servizi e pensa che i pareri tecnici possano essere sostituiti da pareri politici e dalla presenza di organi politici, chiaramente soglia lo scrive, ma soglia che significa?
Questa è un'altra di quelle criticità che creeranno problemi di interpretazione. Inoltre, nel rispetto di quanto stabilito dal PTR, io mi auguro che il PTR lo stabilisca, anche se stabilire la soglia per 225 Comuni, ognuno diverso dall'altro… Le Marche sono plurali solo quando ci pare, poi quando facciamo le norme diventano singolari, come si fa a stabilire la soglia anche in un PTCP per ogni Comune? In percentuale? Rispetto alle vocazioni? Rispetto all'ubicazione? Rispetto ad un'altra declinazione del vocabolo vocazionalità, quindi, sempre il sesso degli Angeli? Questo è un tema che rimane aperto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, chiedo la parola in dissenso, perché è l'unico modo per poter parlare. E’ ovvio che condivido questo emendamento, l'ho firmato, è molto più importante di quello che sembra.
Mi spiego un attimo. Si toglie la parola “ed eventualmente”. A parte che la parola “ed eventualmente” non si scrive in una legge. Perché? Non è che il PTCP, Presidente, può scrivere quello che gli pare o può rispettare quello che gli pare. Il PTCP deve fare quello che dice la legge regionale e nazionale e quello che dicono gli strumenti sovraordinati, che sarebbero il PTR e il PPAR. Non si scrive “eventualmente”.
Ma poi c'è un punto. Questo articolo va in contraddizione… Bocciare questo emendamento, se è scritto così…, quindi, se accogliete l'emendamento della Consigliera Casini fate bella figura. E vi spiego perché.
Voi dite: “eventualmente quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo e definisce la soglia comunale di consumo di suolo nel rispetto di quanto stabilito dal PTR ed eventualmente dal PTC”. Quindi. oltre ad essere sbagliato “eventualmente”, scrivete anche che il PTCP può prevedere una cosa diversa dal consumo di suolo zero, tant'è che richiamate l'articolo 6 , che dice: “finalizzate il bilancio di consumo di suolo pari a zero”. Se voi lo richiamate con quell'“eventualmente”, sapete che significa? Che voi date la possibilità al PTC di derogare a quel principio di cui all'articolo 6. Ma, insomma, non si guarda una cosa del genere.
Votate l'emendamento della Consigliera Casini. Io non potrò farlo, perché ho parlato in dissenso, ma credo che l non se ne dolerà più di tanto, perché l'ho fatto per lui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie. Oltre a proporla per il ruolo di Boncompagni, come neo-suggeritore auricolare, per votare favorevolmente questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 14/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Lupini, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Quella di prima è la dimostrazione di come si possa vincere una causa persa. Questo emendamento aggiunge alla lettera e) la lettera e-bis), che dice che la componente strutturale “individua le infrastrutture lineari e nodali per la mobilità ed in particolare la rete ferroviaria e viaria di interesse regionale, provinciale e comunale, nonché la rete escursionistica di interesse regionale”.
Ma voi non volete mettere dinanzi a un dibattito che c'è…, tra prosecuzione terza corsia, arretramento terza corsia, arretramento ferrovia, rete viaria, rete escursionistica, eccetera. Tutto questo dibattito c'è, è in atto. Io, ad esempio, sento ancora molti parlare addirittura dell'arretramento da Porto Sant'Elpidio, mica si capisce di che parlano, ma quando lo fanno l'arretramento?
Dico, questo principio lo vogliamo mettere, lo vogliamo inserire? È un principio generale, l’avete messo di tutto e di più. “Individua la rete, le infrastrutture lineari e nodali per la mobilità ed in particolare la rete ferroviaria e viaria di interesse regionale, provinciale e comunale, nonché la rete escursionistica di interesse regionale”. Parliamo del PUG. Questo è il motivo per cui abbiamo recuperato quell'emendamento mio che escludeva i Comuni capoluogo, altrimenti su questo principio poteva arrivare il Comune di Fermo, ad esempio, e decidere per Porto San Giorgio o Ascoli Piceno, o decidere per San Benedetto del Tronto.
Mettiamo questo principio, lo rendiamo tra l'altro coerente con quell'emendamento che è stato recuperato dal Presidente della Commissione l'altro giorno, con l'aggiunta al comma 12 di quell'articolo, dove chiamiamo anche a decidere i Comuni dei territori interessati.
Questo credo che sia un principio fondamentale che, tra l'altro, migliora, ripeto, questa pessima legge. La migliora soprattutto sotto l'aspetto dello strumento di programmazione urbanistica per eccellenza, qual è il PUG.

PRESIDENTE. Emendamento 14/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sarò ripetitiva, ma le vocazioni hanno due significati: una è quella relativa alla vocazione, alla dedizione al Padre Eterno, l'altra è la vocazionalità di un territorio che ha determinate caratteristiche, determinate possibilità, determinate tendenze. Ma non può essere considerata cogente la vocazionalità e allora, quando si usano questi termini, bisogna essere consapevoli del fatto che si prestano a dubbi interpretativi.
Perché, ripeto, la vocazionalità è definita non si sa come, nel senso che normalmente le aree fuori dal centro perimetrato, dal centro urbano, quelle in cui saranno approvati i piani operativi…, e anche sull'approvazione dei piani operativi vedremo perché viene usato l'articolo 11 della 241 invece che gli accordi di programma, perché la via retta, quella che consigliava Le Courbousier rispetto alla linea curva, non viene mai perseguita. Non si capisce per quale motivo non si possa camminare sulla via retta, quella che le leggi nazionali hanno scritto negli anni ‘90, ma dobbiamo andare avanti, cambiare o tornare indietro.
Quindi, che il Piano regolatore indichi le vocazioni, cioè il piano strutturale indichi le vocazioni del territorio, nonché le relative idoneità, con particolare riguardo ai profili idro-geomorfologico, idraulico, sismico - l'idoneità sismica mi farebbe piacere conoscerla, posto che tutto il territorio regionale è zona sismica, perimetrato come zona sismica. Quindi chi ha scritto questa cosa forse o è di un'altra regione o ignora il fatto che tutta la regione Marche è zona sismica. Ammesso e non concesso che esista una vocazione sismica, ma in ogni caso tutta la regione è zona sismica - individuando gli ambiti territoriali di riferimento. Ambiti territoriali di riferimento a che? Non si capisce se ai singoli temi oppure alla vocazionalità rispetto agli stessi. Ma che vocazionalità sismica volete che abbiamo? Esistono aree che sono maggiormente vocate, ma non dal punto di vista sismico, dal punto di vista idrogeologico e geomorfologico perché ci sono delle accelerazioni, delle onde sismiche. Si può costruire ovunque, in teoria, sapendo che costruire in quel luogo comporta l'utilizzo di tecniche e di tecnologie completamente diverse.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo, in dissenso, perché resti agli atti.
Dizionario: “vocazione: disposizione d'animo che induce l'uomo a determinate scelte nell'ambito dei possibili stati di vita, quali quella sacerdotale, matrimoniale, dell'apostolato laico; nel linguaggio cristiano, chiamata di Dio ad abbracciare la vita religiosa.” Questa è la vocazione.
Può un territorio avere la vocazione? Di che cosa? Un territorio non può avere la vocazione, né gli uomini gliela possono attribuire. Il territorio culla la vocazione degli uomini, dove all'occorrenza essi riposano. Per questo noi lo dobbiamo preservare, lo dobbiamo conservare, lo dobbiamo migliorare, perché lì possano, appunto, riposare le vocazioni degli uomini. Ad esempio, la tutela dell'ambiente, del territorio, la sua valorizzazione, può essere ed è una vocazione. Non è che il territorio esprime vocazioni, ma di che cosa parliamo?
Credo che approvare questo emendamento, rispetto al quale…, ma io ho fatto per l'emendamento apposta, ho parlato in dissenso, non lo voterò anche se è ovvio che condivido. Credo che sia una grande opportunità. Perché ve l'ho letto: scrivere vocazione dei territori non è... Ve l'immaginate la vocazione sismica? Ma si può raccontare una cosa del genere? Secondo voi, se non si può raccontare, si può inserire all'interno di una legge? Ve l'ho detto prima, almeno usate un sinonimo.

PRESIDENTE. Emendamento 14/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/10 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo si aggiunge a quanto contiene la parte strutturale, identificata al comma 6. Indica un insieme di cose: quello che contiene, che recepisce, che quantifica, che indica, che rappresenta. Avete scritto di tutto e di più.
Anche qui “identifica le aree instabili o a rischio per caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche, idrauliche e sismiche, nonché i giacimenti di cave accertati”. Ecco come si scrive, quindi la identifica, perché la caratteristica sismica di un territorio non è una vocazione, è una calamità annunciata, che prima o poi manifesta, ahimè, tutta la sua forza dirompente.
Le vogliamo identificare queste aree instabili a rischio, oppure volete semplicemente limitarvi a cullare la loro vocazione e magari a piegarla, con qualche sciamano? Come lo fate? Magari si va da qualche sciamano e gli si dice: “Senti, mi previeni, in quel territorio ci può essere una manifestazione sismica, un terremoto?”. Lo sciamano fa le carte e vede. Ma di che cosa parliamo? Ma questo è...
Io lo faccio in modo un po' teatrale, sennò non mi concentro, ma è così. Allora, bisogna identificare un'area, l'area instabile a rischio per caratteristiche geomorfologiche, idrologiche, idrauliche e sismiche, non la vocazione.
Basta con questa vocazione a cullare il Ministero della cultura. Approvate questo emendamento che vi dà una mano.

PRESIDENTE. Emendamento 14/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Biancani.

Emendamento 14/11 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. È tornato il Presidente Acquaroli e lo voglio ringraziare perché, in effetti, è stato sempre presente durante la discussione di questa legge urbanistica.
Prima non è stato votato un emendamento della Consigliera Casini ed è stato lasciato. “indica le vocazioni del territorio”. Si può scrivere nella legge vocazioni? Ho letto che la vocazione è una disposizione d'animo che induce l'uomo a determinate scelte nell'ambito dei possibili stati di vita sacerdotale, matrimoniale, dell'apostolato laico; nel linguaggio cristiano la chiamata di Dio ad abbracciare la vita religiosa. Questa è la vocazione. Ed un territorio dovrebbe esprimere tutte queste cose qua?
Molto modestamente ho detto che un territorio non può esprimere queste vocazioni, casomai culla le vocazioni degli uomini, delle comunità, ma non mi hanno dato retta. Poc'anzi lo stesso sulla questione sismica.
Cosa dice questo emendamento aggiuntivo? Tra l'altro, lo voglio dire, come quello di prima, tratto dall'Umbria e anche da altre Regioni, “identifica le aree agricole, quelle di particolare interesse agricolo, gli uliveti, nonché le aree boscate, anche con riferimento alle normative di settore ed in conformità e coerenza col PPR, PTR e PTC”.
Lo vogliamo dire che il PUG, ad esempio, identifica l'area di particolare interesse agricolo, ad esempio gli uliveti, il Piantone di Falerone? Vogliamo dire che quello è un territorio di particolare interesse agricolo? Ad esempio, perché dico che lo deve dire? Ecco la vocazione vera, che è degli uomini, non del territorio. Allora, vogliamo dire che lì non ci possono fare l'impianto fotovoltaico, che vogliono fare vicino a quegli uliveti? Allora sì che esprimiamo la vocazione e, se voi non ci mettete questo emendamento, non solo il territorio non avrà vocazione, ma anche voi, come uomini, nel senso di specie umana, avrete perso la vostra vocazione.

PRESIDENTE. Emendamento 14/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Pasqui.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 14/12/1 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Sì Presidente, è per darne lettura: “Dopo la lettera g) del comma 6 dell’articolo 14, è inserita la seguente: g bis): “identifica gli insediamenti esistenti e gli elementi del territorio che rivestono valore storico, culturale e paesaggistico”.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ovviamente voto contro questo suo emendamento, per una ragione semplice.
Il Consigliere Assenti l'ha fatto, l'ha copiato di sana pianta dal mio, così mettono il cappello su questo. Non c'è niente di male, anzi, io sono talmente felice che ci avete messo questo cappello e che l'avete recuperato, che ovviamente non posso che congratularmi con voi sotto questo aspetto, avete dimostrato anche in questo caso la vostra vocazione repressa alla condivisione dei miei emendamenti.
Perché voto contro? È semplice: perché loro si fermano a paesaggistici, mentre io ho aggiunto: “identifica … e le relative fasce di rispetto”. Voi non mettete “e le relative fasce di rispetto”, avete scritto l'acqua calda all'interno di una legge e quell'emendamento l'avete scritto sulla sabbia. Perché ci dovevate mettere le fasce di rispetto, perché se si identifica, per tornare a prima, il Piantone di Falerone - quello è un territorio di particolare valore paesaggistico, magari abbiamo fatto una legge regionale sulla dieta mediterranea – e non ci si mettono le fasce di rispetto, è come scrivere il nulla.
Non solo tu devi identificare un territorio, ma sai che riveste particolare valore storico, culturale e paesaggistico. Tutto? È impossibile dire tutto. Allora lo devi delimitare, perché la delimitazione significa rispettare la destinazione. Se invece lo delinei, come fa lei, con la regola della vocazione…, ma quella abbiamo visto che appartiene a chi ha particolari predisposizioni. Io non ce l'ho e me ne dolgo.
E’ proprio questo il tema, è il motivo per cui io voto contro, sebbene riprendiate un mio emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Intervengo in dissenso.
Questo emendamento, Consigliere Assenti, mi dispiace per il Consigliere Cesetti, che pure nel merito dice cose giuste, fa capire che non sapete come si fa un adeguamento di un Piano regolatore ai Piani sovraordinati. Perché se abbiamo detto che si fa il PPR, dove vengono stabiliti il paesaggio storico-agrario delle Marche... Qualcuno di voi sa cos'è un'area centuriata? Lo chiedo agli uffici, lo dovrebbero sapere cos'è un'area centuriata. Gli elementi puntuali del paesaggio agrario, tutta questa roba sta nel PPR, al quale il PRG si deve conformare.
E un'altra cosa: voi delineate sempre questi vocaboli di una vaghezza totale che si prestano a interpretazioni. Allora, in questi perimetri che voi delineate, di cui non stabilite, come dice il Consigliere Cesetti, una perimetrazione, ma la delineate…, poi quando andiamo sui catastali voglio ridere come delinei la proprietà. Ma detto questo: sono tutele? Sono divieti di costruire? Sono norme specifiche che consentono alcune azioni antropiche e altre invece non le consentono? Sono zone vocate all'agricoltura? Sono zone che devono mantenere, ad esempio, gli elementi puntuali del paesaggio agrario, come le querce isolate? Come, ad esempio, la vegetazione ripariale?
Presumo che qui, se parlo di elementi puntuali del paesaggio agrario, gli illustri redattori della norma non sanno neanche che significa. Mi piacerebbe invece discutere sul tema delle aree centuriate nelle Marche e su come possono essere inserite, tutelate e valorizzate; sulla parte storico-culturale; ancora sugli aspetti della società mezzadrile nelle Marche. Ma figurati di tutto questo che vuoi che ne sappia uno che scrive: la vocazionalità della società mezzadrile e di quello che è rimasto nelle Marche della società mezzadrile. Ma, siamo ad un livello talmente lontano da una norma, che sia davvero rappresentativa delle Marche, che è difficile pure scrivere gli emendamenti, perché quando uno li scrive si sente mortificato a doverli fare. E adesso inserite una cosa che fa capire che non sapete neanche quali sono le procedure. C'è il PPAR, poi c'è il PTC e il PRG si deve conformare per legge. Io mi astengo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intervengo in dissenso. Presidente, anch'io mi asterrò e non entro nel merito del contenuto del subemendamento. Ma qui sta tutta l'arroganza e la ridicolaggine di interventi…, e mi rivolgo al Consigliere Assenti, che è persona certamente sensibile. Sostanzialmente viene presentato un subemendamento identico ad un emendamento già presentato, ma mi chiedo: c'è rispetto della minoranza, rispetto del lavoro svolto o altro?
Allora, la differenza sta in questa espressione letterale finale: “e le relative fasce di rispetto”. Ora io dico: è normale che una maggioranza, sotto il profilo metodologico, intervenga con un subemendamento? Questo è un atteggiamento arrogante perché è lo stesso emendamento. Davvero mortificate il lavoro di chi su questo ha scritto un tentativo di miglioramento.
Guardate, non c'entrano solo i contenuti degli articoli quando si approvano le leggi, c'entrano anche il rispetto e la furberia di mettere questo emendamento, peraltro non puntuale come l'emendamento da cui deriva. Francamente è davvero difficile aprire una collaborazione, un atteggiamento positivo.
Le fasce di rispetto sono una competenza del PUG, ma io vado oltre. Il relatore di maggioranza e il Presidente della Commissione si sperticano per fare un subemendamento uguale all'emendamento. Potete fare tutto, però questa è arroganza e mancanza di rispetto. Mi astengo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Intervengo solo sulla definizione di arroganza, se può essere utile. Non è arrogante, è solo, come già fatto in seconda sessione con i subemendamenti, per tenere salvo l'emendamento. È stato presentato questo subemendamento solo per confermare ed inserire la prima parte dell'emendamento presentato dal Consigliere Cesetti, per tenerlo e, quindi, farne salvi gli effetti. Non arroganza, ma tecnica legislativa, come viene definita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io non ho detto che sono arroganti, perché io un'operazione del genere, che è ovvio che apparentemente sia scorretta, non la definisco neanche, non me ne dolgo, perché a me l'arroganza non mi tocca, per una ragione molto semplice, Presidente Latini: voi avete la forza dei numeri ed io penso di avervi dimostrato che, se voglio, la vostra forza dei numeri vi serve solo per stare qui qualche settimana in più, magari, per approvare la legge. Ma ho già detto che ve la faccio approvare, altrimenti, conosco molto bene il giochetto dei subemendamenti, voi la legge non l’approvavate. L'abbiamo visto l'altro giorno, tant'è che vi siete dovuti piegare al responsabile richiamo del Presidente Acquaroli.
Detto questo, c'è un punto. Non solo avete copiato il subemendamento, ma il fatto grave qual è? Lo diceva anche la Consigliera Casini., se voi scrivete il mio emendamento senza mettere “e le relative fasce di rispetto”, è come se non scriveste nulla.
Che fate voi? Apparentemente dite: “L'emendamento del Consigliere Cesetti, del PD, è giusto, è talmente giusto che lo facciamo proprio”. Non è così, perché voi dovreste delineare le relative fasce di rispetto.
Tra l'altro questo emendamento, l'ho tratto, ripeto, dalla legge dell’Umbria. Perché parlo del Testo unico dell'Umbria? Perché è in vigore dal 2015, quindi, significa che funziona, sennò l'avrebbero cambiato.
Facciamo l'esempio di Falerone: tu mi individui Falerone, che riveste un valore storico, culturale e paesaggistico, ma il territorio dove sta il teatro romano di Falerone ha quel valore? Sì. Ma se tu non mi stabilisci la fascia di rispetto, è come se non dicessi nulla. Anzi, peggiori la situazione.
Questo emendamento, che voi avete fatto, chiedo al Consigliere Assenti di ritirarlo e di votare il nostro, altrimenti è come se non scriveste nulla. Che vi costa? Sennò non serve.

PRESIDENTE. Subemendamento 14/12/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Carancini.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/12 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 14/13 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Allora credo che su “vocati” e “destinati”, ormai destinati ai sensi del 1444/1968, sia stato detto e stradetto, ma ne approfitto per tornare alla questione precedente.
Il Consigliere Cesetti aveva scritto una cosa che riguarda l'adeguamento dei PRG o dei PUG, come li vogliamo chiamare, ai piani sovraordinati, in particolare al PPAR. È assurdo che l'abbiate scritto voi e che vi sia stato suggerito tecnicamente, perché, ripeto, nella fase di adeguamento il PPAR dovrà essere fatto di una parte che riguarda la famosa vestizione dei vincoli - sembra una cosa assurda che io stia dicendo - degli ambiti di tutela stabiliti, e non dei vincoli degli ambiti di tutela stabiliti dalla ex 1497, che sono ambiti perimetrati nei quali si definisce l'ambito, ma non si stabilisce cosa si debba o non si debba fare. Si deve acquisire un'autorizzazione paesaggistica che fino ad oggi è stata del tutto discrezionale, nel senso affidata un po' al buon senso delle amministrazioni e della Soprintendenza.
Poi c'è l'ex 431, ma la cosa che ci interessa, invece, è quella delle categorie costitutive del territorio, sia botanico-vegetazionali che storico-culturali, che geologiche-geomorfologiche, che devono essere perimetrate. Questa è una competenza specifica, oltre alla vestizione dei vincoli, del PPAR.
Quindi va da sé che, rispetto a questi ambiti, il PPAR stabilirà delle fasce di tutela. Dopodiché, come in tutta Italia, anche nelle Marche i Comuni avranno la possibilità di...

PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Consigliera, mi permetta di fare la reprimenda, altrimenti non riusciamo a definire le modalità e devo ripeterle.
Dobbiamo far sì che chi interviene abbia l'ascolto dell'Aula, poi ciascuno ha la possibilità nell'intervento per dichiarazione di voto di farlo. Abbiamo tanti emendamenti, ma dobbiamo permettere le condizioni migliori per l'espressione della nostra singola posizione di Consiglieri.
Diamo un minuto ulteriore alla Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi dispiace, Presidente, che lei non si sia reso conto di come io stia rispondendo esattamente sull’area di territorio in cui i vincoli non hanno esenzioni e sia la parte vocata che quella territoriale ricadono in zone agricole.
Allora, se lei non l'ha capito evidentemente non mi sono spiegata, essendo una materia complessa. Adesso glielo spiego. Nel senso che, come in tutta Italia, come in tutti i piani paesaggistici o paesistici regionali, mi sarebbe piaciuto che fosse rimasto “ambientale”, ma è stato cassato. Ci sono delle perimetrazioni che vanno ad incidere prevalentemente sulle aree agricole e qui voglio vedere come si possono conciliare con le vocazionalità, perché la vocazionalità è aria fritta, mentre un vincolo vestito mi dice quello che posso o non posso fare in quell'area e quali tipi di intervento posso attuare e a quali condizioni.
Il PPAR, in base al quale stabilirete anche le riqualificazioni territoriali e le vocazionalità, stabilisce anche gli ambiti geologici-geomorfologici di tutela botanico-vegetazionale, quindi, voglio sapere come farete voi a confrontarli con l'aria fritta, cioè con le vocazionalità, in base a quale criterio di dimensionamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Per questo non partecipo al voto, tanto voteranno contro. Voteranno contro perché, avendo votato prima contro l'emendamento sulle vocazioni di cui tanto abbiamo discusso, è evidente che non possono votare questo a favore.
Telegraficamente, voglio dire al relatore di maggioranza che prima il subemendamento c'era, ma, ripeto, è acqua calda, non avendo ripreso l'individuazione delle fasce di rispetto, non vale nulla.
Voglio dire anche al Presidente della Commissione che sui subemendamenti andateci cauti, perché poi li so fare anch'io e dopo ci mettiamo più tempo. Invece, correttamente ci mettiamo il tempo necessario. Ovviamente non prenderemo un minuto in più a fini ostruzionistici, ostruzionismo che non faremo, però è evidente che se si ripete, non con quell'emendamento lì, che, ripeto, non è un subemendamento, è come se aveste votato contro il mio, quello che avete fatto voi non dice nulla. Però attenti con i subemendamenti, altrimenti sono obbligato anch'io a farli e non li voglio fare.

PRESIDENTE. Emendamento 14/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Credo di averlo specificato, la rigenerazione territoriale significa che io posso andare in una zona definita agricola e naturale e realizzare degli insediamenti produttivi o residenziali che vengono poi verificati con la vocazionalità.
Questa è una cosa, secondo me, che è contro ogni norma, nel senso che il Consiglio comunale va in Consiglio, stabilisce le vocazionalità, dopodiché il privato presenta i piani attuativi in zona agricola e nessuno ci pagherà l'IMU. Ma mi interessa poco l'IMU rispetto a questa questione; mi interessano, per esempio, gli atti di compravendita o di passaggio di proprietà.
Capisco che il certificato di destinazione urbanistica è una cosa molto volgare quando si parla degli alti sistemi in un Consiglio, però, se vogliamo fare un qualsiasi atto di passaggio di proprietà, abbiamo la necessità di avere questo volgarissimo certificato di destinazione urbanistica e, se io ho la vocazionalità su un territorio, in cui è prevista anche la rigenerazione territoriale - per questo chiedo di cassarla -che cosa ci si scrive in questo certificato? E come si fa a fare un atto di compravendita? E come fa un Comune ad applicare l'IMU?
Non si pagherà più l'IMU in nessuna zona che non sia una zona B del D.M. 1444. Voi capite che significa tutto questo? Non è un caso che l'ANCI vi abbia scritto in greco ed anche in sanscrito, vi ha scritto di togliere e di chiarire questa questione, di dire che la fase strutturale è conformativa della proprietà.
Ma non capisco se veramente queste cose... Guardo il Consigliere Baiocchi, che è un avvocato, e dico: secondo lei può essere soltanto la vocazionalità a determinare la funzione delle aree all'interno e all'esterno di quelle perimetrate come già urbanizzate? Può essere la vocazionalità per la quale si lascia, e poi lo vedremo nel prosieguo della legge, l'iniziativa soltanto al privato, dato che l'iniziativa pubblica è affievolita completamente?
Non che io sia contraria all'iniziativa del privato, ben venga, ma all'interno di una decisione politico-amministrativa e tecnica dell'ente competente, in questo caso del Comune. Cioè, non si può affidare lo sviluppo territoriale soltanto al privato, ma anche al pubblico.

PRESIDENTE. Emendamento 14/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/15 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Qui scendiamo ancora più nel vago, se possibile, perché non c'è più la coerenza. Ma nel piano regolatore si devono evidenziare i profili di coerenza del PPAR e, ragazzi, voi non potete inserire il Ministero della Cultura ad ogni comma di questa legge e poi scrivere che si evidenzia il recepimento dei contenuti del PPAR e i profili di coerenza. Che cos'è il profilo di coerenza? Voi definitemi il profilo di coerenza. Che significa? Penso al povero geometra comunale che gli arriva questa legge e dice: “Io devo definire il profilo di coerenza”. Il profilo di coerenza e di compatibilità con il PTR, di compatibilità o di coerenza? Cosa deve fare questo geometra quando deve adeguare il suo strumento urbanistico? Perché voi avete scritto che devono essere comunque immediatamente cogenti, quindi l’impiegato sta lì e deve prendere atto di questa roba. Che deve fare? Deve evidenziare il recepimento dei contenuti del PPAR, che cosa ce lo scrivete a fare se lo avete già scritto e se lo dice il 42/2004 che è immediatamente cogente ed ha priorità assoluta su ogni normativa sottordinata? C'è scritto nella legge, non c'è bisogno che lo ripetiate ad ogni piè sospinto. Però, ecco, deve evidenziare il profilo di coerenza e di compatibilità con il PTR.
Torniamo alla strada. Se il PTR stabilisce l'arretramento della A14 o l’arretramento della linea ferroviaria, io come lo stabilisco il profilo di coerenza? Che cosa deve dire il geometra del Comune di Pedaso, faccio un esempio? Che deve dire? È coerente? Ha il profilo di coerenza o ha un profilo di incoerenza? “Gli eventuali piani o programmi di settore delle amministrazioni competenti a diversi livelli istituzionali, nonché il recepimento dei loro eventuali contenuti prescrittivi”. Amen. Cioè, da una parte l'incapacità di elencare le cose che si devono fare e dall'altra di inserire della roba che è assolutamente impossibile da definire, senza alcun margine, senza alcun criterio. Veramente imbarazzante.

PRESIDENTE. Emendamento 14/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri. Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/16 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. “La componente strutturale prevede le regole e le metodologie per verificare la coerenza con le proprie previsioni, sia della componente regolativa, sia degli eventuali strumenti di pianificazione con funzione operativa. Per coerenza si intende la relazione di compatibilità , linearità, non contraddittorietà…, della componente regolativa e degli strumenti di pianificazione con funzione operativa rispetto ai contenuti, agli obiettivi, alle finalità e agli esiti attesi, anche in termini di prestazioni e qualità della componente strutturale del PUG, con particolare riferimento…”. Penso che ci sia una sorta di devianza, peggio della mia, nello scrivere queste norme.
Quindi, propongo che venga sostituito questo comma, che poi dice: “al rispetto di quanto stabilito in merito al contrasto al consumo di suolo dall'articolo 6 – ma l'abbiamo detto che il consumo di suolo dell'articolo 6 è un elastico - alla sostenibilità ambientale e territoriale…”, quindi agli obiettivi di protezione ambientale e di rigenerazione territoriale, che non è la protezione ambientale, ma è andare a costruire in zona agricola e naturale, così come già scritto.
Quindi, propongo di sostituire questo comma con: “La componente strutturale prevede le regole e le metodologie per verificare la conformità con le proprie previsioni sia della componente regolativa, sia degli eventuali strumenti di pianificazione con funzione operativa”.
Voglio dire, in maniera molto più semplice, che la componente strutturale deve stabilire quali sono le regole, le modalità per verificare la conformità, anche fosse della previsione non regolativa, ma della vocazionalità. Vogliamo stabilire come si fa a verificare se una cosa è compatibile, conforme con la vocazionalità? Occorre inserire regole e metodologie che ci facciano capire se la previsione dello strumento operativo sia conforme alle linee dettate dalla componente strutturale. Mi sembra l’ABC. Pensiamo sempre al povero geometra, o architetto come me, di campagna. Ma come la applica questa norma, che è inapplicabile perché è vaga? Quindi andrebbero messe, appunto, regole e metodologie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/16. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri. Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/17 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Capisco che siamo tutti stanchi, e abbiamo anche fame, quindi ve la leggo.
“In caso di esito negativo delle verifiche di coerenza - abbiamo detto essere difficile avere un esito negativo dell'aria fritta - di cui al comma 7 - di cui abbiamo parlato - l'approvazione degli strumenti di pianificazione con funzione operativa, o di modifiche da apportare alla componente, è subordinata alla variante del PUG”. Signori, ma siamo nella fase di approvazione! Ma quale variante? Sarà sottoposta ad un adeguamento del PUG che rimuoverà le non conformità. Ma chi l'ha scritta questa roba? Cioè, io nella fase di approvazione del PUG devo fare una variante? Manco fosse una variante in corso d'opera, perché mi sono scordata di mettere una finestra in un edificio. Ma questo non è il Monopoli. Questa è roba con la quale i Comuni ci dovranno lavorare. Come si fa, nel caso di esito negativo delle verifiche di coerenza, a cambiare il PUG? Soprattutto se ho un piano privato. Io faccio un piano operativo privato; siccome non è coerente con il piano regolatore, cambio il piano regolatore per renderlo coerente alla mia iniziativa privata?

PRESIDENTE. Emendamento 14/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/18 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Anna CASINI. Ripeto il concetto di prima. Se io, quando approvo un piano operativo, cioè un piano attuativo, cioè una lottizzazione, e il Comune verifica che non è coerente, non conforme con il PUG, io faccio la variante al PUG, vi pare una cosa normale?
Tu, Sindaco di un Comune, hai fatto un piano strutturale; hai deciso che la vocazionalità residenziale è ad est. Io presento un piano attuativo, te lo presento in maniera difforme da quello che tu hai deciso e la legge stabilisce che tu devi cambiare il tuo piano regolatore. Ragazzi, complimenti. Non devo dire altro.

PRESIDENTE. Emendamento 14/18. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/19 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Semplicemente per ribadire che questo emendamento punta a sopprimere il comma 9 dell'articolo 14, che recita che la Giunta regionale può approvare apposite linee guida per l'attuazione delle verifiche di coerenza di cui al comma 7, di cui abbiamo parlato finora.

PRESIDENTE. Emendamento 14/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Borroni.

Emendamento 14/20 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 14/21 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. La componente strutturale ha effetto a tempo indeterminato e non ha efficacia conformativa della proprietà.
Ripeto: questo è un problema che è stato sollevato dall’ANCI, è stato sollevato dall’UPI, è stato sollevato da tutti, perché, se non conforma la proprietà, in realtà non consente di stabilire che tipo di destinazione, se non quella agricola, possano avere questi ambiti.
Ovviamente, la destinazione agricola non è una destinazione di secondo livello. C'è stato un periodo, negli anni ’80 e anche prima, in cui nei piani regolatori la zona agricola non veniva neanche retinata, per intenderci: le zone senza retino erano le zone agricole.
Oggi le zone agricole rappresentano una componente essenziale del nostro PIL, perché le aziende agricole e le aziende zootecniche rappresentano un fattore importante di crescita per la nostra regione, sul quale si è investito. Ripeto, noi siamo la terza regione in Italia per terreni a biologico, non per produzione, perché siamo piccoli, ma siamo la terza regione d'Italia che produce grano. Forse qualcuno non lo sa, ma, voglio dire, è una cosa importante.
Il mio emendamento è finalizzato, invece, a far sì che la componente strutturale conferisca potenzialità edificatoria e, quindi, il comma viene così sostituito: “La componente strutturale è efficace a tempo indeterminato, ed è conformativa della proprietà e degli altri diritti reali ai fini edificatori; conferisce altresì la potenzialità edificatoria”. Nel senso che, se io ho un terreno con la vocazionalità, posso o non posso costruire? Questa è un'altra domanda alla quale bisognerebbe rispondere. Ma se non interessa alla maggioranza, sarà un problema dei Comuni quando dovranno approvare i loro piani regolatori.

PRESIDENTE. Emendamento 14/21. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/22 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Solo per leggere queste tre righe della nostra proposta emendativa: “Le previsioni e le indicazioni del PUG, componente strutturale, di cui il comma 6 lettera e), g), e bis), g), g bis), hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali”. Preciso che questa è una norma prevista nel Testo unico dell'Umbria.

PRESIDENTE. Emendamento 14/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/23 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Questo emendamento recita in questa maniera: “Le previsioni e le indicazioni del PUG, componente strutturale, di cui al comma 6 lettere e), g) e o), hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali. Per le previsioni di nuove infrastrutture stradali e ferroviarie il PUG, componente strutturale, definisce ambiti di salvaguardia proporzionati agli interessi delle infrastrutture all'interno dei quali verrà sviluppato il tracciato definitivo dell'infrastruttura medesima. I diritti edificatori all'interno di tali ambiti sono fatti salvi e possono essere esercitati su altra area del territorio comunale”.

PRESIDENTE. Emendamento 14/23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/24 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Chiediamo che sia scritto in questa maniera “Le previsioni e le indicazioni del PUG, componente strutturale, di cui al comma 6, lettere e), g) e o), hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali. Le previsioni del PUG, componente strutturale, non conferiscono potenzialità edificatorie o aspettative giuridicamente tutelate di analogo contenuto, fermo restando quanto stabilito al comma 24”. Anche questa è una previsione contenuta in altri testi di legge, a partire da quello dell'Umbria.

PRESIDENTE. Emendamento 14/24. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/25 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sarebbe da spiegare, questo, perché in realtà si ribadisce che la componente strutturale ha effetto a tempo indeterminato e non ha efficacia conformativa della proprietà e degli altri diritti reali ai fini edificatori; né conferisce potenzialità edificatorie, invece con questo emendamento correggono dicendo: “né conferisce aspettative giuridicamente tutelate”, come se questo possa essere stabilito ex legge.
Consigliere Assenti, lei fa l'avvocato e io faccio l'architetto. Se me ne accorgo io, evidentemente è proprio una cosa semplice dal punto di vista giuridico.
È vero che le leggi regionali tutelano moltissimo rispetto a determinate scelte, ma è anche vero che le aspettative giuridicamente tutelate non possono essere stabilire per legge, che non possono esistere. Cioè, quelle sono stabilite, eventualmente, quando si attiva un contenzioso; non lo si stabilisce prima e per legge. Quindi. questa è una pezza a colori, cucita con la mano sinistra.

PRESIDENTE. Emendamento 14/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/26 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini

Anna CASINI. Fa brutto leggere, dopo 30 anni di battaglie dell'urbanistica contro i catastali, perché, insomma, quando uno stabilisce le vocazionalità, piuttosto che i piani operativi, dove devono essere realizzati i piani operativi, i catastali non li dovrebbe neanche guardare. Perché i catastali indicano le proprietà e chi pianifica non dovrebbe mai avere sottomano il catastale.
Quando può essere utile il catastale? Quando tu hai approvato un piano di lottizzazione o sei alla fine, per esempio, di un piano di iniziativa pubblica e devi attivare delle procedure espropriative. Allora sì. A parte che c'è una franchigia del 5% del catasto e, quindi, è anche possibile riuscire, utilizzando il 5%, a volte il 10% … E’ stato inserito in alcuni Piani regolatori che evidentemente chi ha scritto la norma non conosce, ma ci sono tanti Piani regolatori nelle Marche, forse qualche Sindaco che è seduto qui nel suo Piano regolatore ce l'aveva, in cui si dice che, per i piani attuativi, la franchigia del catastale era comunque portata al 10%.
Voglio dire che non c'è mai una corrispondenza identica dell'aerofotogrammetria, fosse anche quella al 2000, con il catastale che, appunto, è al 2000. Perché è chiaro che l'aerofotogrammetria è precisa, il catastale invece non prova. Infatti, è una di quelle cartografie che non prova assolutamente nulla; anche se c'è un contenzioso, il catastale non ha mai effetto di prova.
Quindi, non metterei catastale, infatti propongo di togliere, di cassare, la parola “catastale”. Ovviamente, quando poi il Piano regolatore sarà redatto, potrà essere inserita all'interno delle NTA, cioè all'interno delle norme tecniche, la previsione che per i piani attuativi può essere verificata anche la presenza di planimetrie catastali in scala 1:2000 o in scala 1:1000, qualora si tratti di piani di recupero e quindi in zona A, perché in alcuni casi nelle zone A il catastale è in scala 1:1000.
Non si capisce perché, infatti, sia stato messo solo 2000, perché potrebbe anche essere a 1000 nel caso di un piano di recupero in zona A. Ma anche questo, evidentemente, chi ha scritto la norma non lo sa.

PRESIDENTE. Emendamento 14/26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/27 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Propongo lo stralcio della dicitura “fermo restando quanto stabilito dal comma 24”, perché il comma 24 fa riferimento alle procedure espropriative e, quindi, “resta ferma l'applicazione della normativa statale vigente in materia di espropriazione per pubblica utilità” è pleonastico e non si capisce per quale motivo debba essere inserito qui, cioè non se ne comprende la motivazione.
Anche perché prima si parla di diritti reali e ci si riferisce alla componente regolativa, che è efficace a tempo indeterminato. Quanto stabilito dal comma 24 riguarda le procedure espropriative; probabilmente ci si riferisce alla cosiddetta cessione invertita. Io presumo che sia stata determinata in base a sentenze più che a norme.
Tutti sapranno che cos'è la cessione invertita, io sono sicura che tutti i Consiglieri sapranno a che cosa mi riferisco. Comunque, quando ho vinto il concorso me l'hanno proprio chiesto, quindi la cessione invertita, per me, è importantissima e probabilmente si riferisce a questo, ma, siccome la norma non è chiara, io ne propongo la soppressione.

PRESIDENTE. Emendamento 14/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Presidente Acquaroli e del Consigliere Rossi, voto di astensione del Consigliere Santarelli.

Emendamento 14/28 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Tornando all'efficacia conformativa della componente strutturale, cioè al fatto che la componente strutturale non ha efficacia conformativa,…, insomma, sul comma c'è stata messa la pezza a colori, cucita con la mano sinistra da uno che non è mancino. Così la completo, perché prima, giustamente, il Consigliere Bilò mi ha ripreso dicendo: “Se è mancino è normale”. E invece no, non è mancino, perché, giustamente ha detto: “Se l'ha cucita con la mano sinistra ed è mancino, è normale”.
Questo perché la componente regolativa, efficacia conformativa della proprietà e degli altri diritti reali, non va bene, perché deve essere già la componente strutturale a stabilirlo. Quindi propongo di cassare il comma, proprio in coerenza con quanto detto prima.

PRESIDENTE. Emendamento 14/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/29 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Resta ovviamente fermo quanto indicava poc'anzi la Consigliera Casini sull'emendamento che ho firmato e, nella previsione che venisse respinto, in modo sbagliato, io avevo presentato anche questo emendamento, che sembrerebbe identico al testo, ma non è così.
Perché voi dite, anche sotto il profilo letterale, che la componente regolativa è efficace e conformativa della proprietà. Invece, dobbiamo dire che “le previsioni del PUG, componente regolativa, hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali”.
Questa è anche l'altra componente che interviene. Se vedete bene come è scritto, tra le altre cose, non è un gioco di parole, perché è lo stesso testo tratto dal Testo unico dell'Umbria, che è uno strumento in vigore dal 2015 e che, se non è stato modificato, evidentemente danni non ne ha fatti.
Sapete che il tema del valore prescrittivo e conformativo della proprietà e dei diritti reali è un tema rilevante, che riguarda i contenziosi, perché riguarda i notai quando fanno gli atti, riguarda le compravendite, riguarda l'IMU, riguarda sostanzialmente il valore della proprietà immobiliare, che parte dal terreno.
C'è tutto il tema della partita del diritto di superficie, del diritto edificatorio, del sottosuolo, il tema dell'accessione, che è un termine giuridico, non è l'accensione della lampadina.
Quindi tutte cose che, mi rendo conto, magari quando avete scritto questa legge avete saltato qualche pagina. Però il testo di questo emendamento è quasi uguale al vostro, ma lo migliora di molto e lo rende intelligibile; non lo rende ambiguo come è invece il vostro, che poi dice tutto ma non dice niente.
Quando si dice che la componente regolativa è efficace e conformativa, quale componente? Le previsioni di quella componente, non tutta la componente; le previsioni relative a determinate questioni.

PRESIDENTE. Emendamento 14/29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/30 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con questo emendamento vogliamo sopprimere il comma 18, perché dice: “Il PUG indica i casi nei quali la componente regolativa può fungere da parametro di coerenza”, ma che significa?
Ai sensi del comma 7, per l'esercizio della funzione operativa di cui all'articolo 16, per leggere questo serve il fiato. Poi dice “parametro di coerenza”; però almeno questa volta hanno scritto coerenza e non armonia. Questo significa che prima avete sbagliato. Quindi questa è l'attestazione, è la resa e, quindi, la confessione che aver scritto prima “armonia”, che non si può sentire, era sbagliato.
Ma non basta la coerenza. La coerenza è sufficiente per dire che avete sbagliato prima, e già questo è un passo avanti. Però, come mi insegnerebbe l'architetto Consigliera Casini, non si deve parlare di coerenza, ma si deve parlare di conformità, perché, nei piani urbanistici, tra piani ordinati, sovraordinati e sottordinati, non è mai un fatto di coerenza, è un fatto di conformità.
Mi dite qual è la comparsa, se c'è una controversia, in cui si scrive “armonia” e, in questo caso, “coerenza”? Perché non è conforme. Se voi dite che non è armonioso, non va bene.
Questa legge è scritta per gli sciamani.

PRESIDENTE. Emendamento 14/30. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/31 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 14/32 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ferma restando la coerenza, sulla quale mi pare che abbiamo già detto, il testo prevede che "con il PUG, non costituiscono varianti e sono assunte dal Comune con deliberazione consiliare le modifiche della componente regolativa che riguardino...". Non costituiscono varianti perché? Perché, nelle fattispecie che sono state inserite, per esempio, e poi io presenterò una proposta di eliminazione del punto B, “di modifiche di limitata entità relative a infrastrutture e attrezzature pubbliche o di uso pubblico".
Ora, se io devo fare un'infrastruttura di limitata entità, non so a che cosa ci si riferisca: un tratto di fogna? Un marciapiede? Dipende da com'è il marciapiede.
Allora, il punto B e questa cosa che non costituiscono varianti non vanno bene, perché la fattispecie non è assolutamente chiarita. Invece sono assunte con deliberazione consiliare e sono soppresse perché le varianti si fanno con la procedura della variante, burocraticamente articolata e complessa, così come voi l'avete stabilita. Non esistono strade secondarie: la variante è una variante.

PRESIDENTE. Emendamento 14/32. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Putzu, Serfilippi
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 14/33 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, lei mi deve dire, in qualità di relatore di maggioranza, come sia possibile. Io l'ho fatto il Sindaco in un piccolo Comune e ho fatto il Vicesindaco in un Comune più grande, ho fatto il capogruppo in un Comune città capoluogo, come si dice, l'ho vissuta l'esperienza sul campo.
Imporre con deliberazione del Consiglio comunale sulla componente regolativa, la correzione di errori materiali o l'eliminazione di contraddizioni, le modifiche di limitante entità: ma questi sono fatti tecnici. Ma oggi addirittura non sono i responsabili dell'ufficio che rilasciano i titoli abilitativi? Sì, quindi non possono fare una correzione di un errore materiale?
Ve lo immaginate quante convocazioni del Consiglio comunale? Poi chi ci va in Consiglio comunale? L'atto amministrativo, il documento istruttorio predisposto da chi? Dal responsabile dell'ufficio. Come delibera il Consiglio comunale? Non è che delibera sull'istanza di correzione materiale. C'è un'istruttoria dell'ufficio, i pareri di conformità, di legittimità, quindi di conformità ai piani, e il Consiglio comunale prende atto, condivide, delibera.
Ma che glielo fate fare al Consiglio comunale? Ma può dire una cosa diversa? La correzione di un errore materiale è un fatto tecnico, non è nemmeno variante.
Il mio emendamento che cosa dice? Ovviamente è un emendamento attento. Poi il Consigliere Assenti non sta in collegamento…
Il problema dell'ascolto, ad esempio, se non mi ascoltate, non mi viene di meno, anche perché, ad esempio, il Consigliere Bilò mi ascolta, ma non mi segue, mentre a me non mi provoca nulla.

PRESIDENTE. Emendamento 14/33. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/34 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come ho già detto, le modifiche di limitata entità…, torniamo sempre al concetto del sesso degli angeli. Limitata entità viene poi definita, ma non viene definita bene.
Quindi io propongo di sostituire la lettera b) con: "le modifiche al PUG che non incidono sul suo dimensionamento globale, che pur variando le destinazioni d'uso delle aree non comportano modificazioni alle relative norme tecniche di attuazione, non modificano la distribuzione dei carichi insediativi e la dotazione degli standard di cui al decreto ministeriale 1444/'68".
Perché dico questo? Perché la definizione di aumento di carico urbanistico, ormai codificata a livello nazionale, viene stabilita anche quando si riducono gli standard urbanistici in una determinata area. Voglio dire, se io ho un'area residenziale e riduco i parcheggi, o riduco il verde pubblico attrezzato, o riduco una destinazione ad edilizia scolastica, di fatto aumento il carico insediativo, perché non vengono soddisfatti in quell'area determinati bisogni e determinati servizi. Quindi l'aumento del carico...
In questa legge, voglio dire, non si fa mai riferimento al dimensionamento e al carico urbanistico, che sono i due parametri di valutazione oggettivi che ci sono oggi in Italia, e questo è molto pericoloso, perché non si sa mai come definire il peso dal punto di vista ambientale, sociale, economico, infrastrutturale, che una destinazione urbanistica - o meglio, come viene definita nella legge, una vocazionalità - può avere sul territorio e sull'ambiente soprattutto e se, rispetto all'ambiente, la sostenibilità di questo intervento sia puntuale o se sia, per esempio, proiettata negli anni. Noi dobbiamo pensare a una sostenibilità che non sia statica, misurata nel momento in cui attivo il processo, ma che sia misurata anche con gli effetti che potranno essere cumulativi negli anni.
Ed è per questo che nella VAS…, cosa di cui non si parla mai e non si focalizza l'attenzione sugli indicatori e, soprattutto, sulla fase di monitoraggio. Il monitoraggio serve proprio a verificare se le scelte di piano sono, dal punto di vista della coerenza con l'ambiente, sostenibili per poi modificarle oppure per inserire delle mitigazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Correttamente il Consigliere Assenti mi ha detto che avrebbero votato contro, allora devo intervenire perché resti a verbale. Io ho sottoscritto quest'emendamento, che è assolutamente necessario, ovviamente, per parlare in dissenso, non parteciperò al voto.
Con questo emendamento la Consigliera Casini, che è la prima firmataria, vi ha detto quali sono e quali devono essere le modifiche di limitata entità. Perché voi non potete scrivere "le modifiche di limitata entità relative alle infrastrutture e attrezzature pubbliche o di uso pubblico". Quali sono di lieve entità? Chi lo stabilisce?
La legge deve stabilire i parametri generali. Allora, l'emendamento non poteva essere scritto meglio, quali sono? Quelle che, pur variando la destinazione d'uso delle aree, non comportano modificazioni delle relative norme tecniche di attuazione del Piano, non modificano la distribuzione dei carichi insediativi e la dotazione degli standard di cui al decreto 1444/1968.
Quindi, correttamente, se voi approvate questo emendamento, dite a chi dovrà stabilire quali sono e quali dovranno essere le modifiche di limitata entità e a quali parametri si devono attenere per poterle determinare.
Questo deve fare una legge, non scrivere semplicemente: "le modifiche...". Quali?
L'emendamento va in questa direzione.

PRESIDENTE. Emendamento 14/34. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Putzu.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 14/35 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questa è proprio una chicca che non si può non sottolineare. Viene definita la limitata entità e, va bene, è una cosa positiva definirla, visto che sempre si è nell'ambito del sesso degli Angeli.
Allora: "si intende per modifica di limitata entità di cui alla lettera b), … quella che, nel rispetto dei parametri, delle regole, dei criteri appositamente fissati dal PUG – appositamente, non si capisce perché, ma ce lo mettiamo perché è un rafforzativo - interessa una parte minoritaria dell'esistente". A parte questa cosa di scrivere "minoritaria". E’ anche brutto dal punto di vista fonico. “Interessa una parte minoritaria dell'esistente oggetto di intervento, comunque inferiore al 20% e con modesta portata funzionale rispetto a quella propria dell'esistente medesimo". Esso stesso medesimo esistente. Adesso capisco perché l'ufficio legislativo non ha partecipato più alle riunioni.
Ve lo rileggo: "interessa una parte minoritaria dell'esistente oggetto di intervento, comunque inferiore al 20%". Di che cosa il 20%? Della superficie, del volume, del numero di abitanti insediabili, del numero di vani utili, del numero di superficie commerciale? Che significa la modesta portata funzionale? Che significa, Assessore? L'esistente di cosa, Assessore? Metri cubi, metri quadri?
Guardi, lei fa l'Assessore, quindi lo dovrebbe sapere. L'esistente viene valutato in parametri oggettivi, che sono il numero degli abitanti nel caso residenziale. Il dimensionamento viene fatto in base al 20% della superficie? Bene, 20% della superficie. Se io faccio un'altezza di 6 metri è uguale, Assessore, secondo lei, se io faccio un'altezza di 3? Se io sono in una zona artigianale, per esempio, e faccio un'altezza di 10 metri perché ho un layout e quindi ho un'enorme volumetria, ma di fatto pochissimo utilizzo di quella volumetria, perché non mi fa aumento di carico urbanistico il fatto di avere un'altezza, perché non ho i solai, quindi non ho una superficie utile, secondo lei il 20% a cosa si applica? Per sapere, visto che lei lo sa.
"Inferiore al 20% e con modesta portata funzionale". Mi piacerebbe sapere che cosa significa "modesta portata funzionale rispetto a quella propria dell'esistente medesimo". Ma che siamo militari qua? Ma cassiamolo.

PRESIDENTE. Emendamento 14/35. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Cesetti.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli,
Menghi, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/36 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'articolo 21 dice: "Le proposte di modifica di cui alle lettere b), c) e d) del comma 19 sono trasmesse alla Regione, alla Provincia territorialmente competente, al Ministero della cultura per eventuali osservazioni da far pervenire al Comune".
Quindi prima era come dicevo io. Perché non vengono trasmesse quelle di cui alla lettera a), la correzione di errori materiali, perché ovviamente sarebbe troppo.
Quindi, la lettera a), perché sottoporla alla delibera del Consiglio comunale se non deve essere neanche trasmessa?
E poi perché alla Regione e alla Provincia sì e al Ministero della cultura anche? Casomai, nell'ambito delle rispettive competenze.
Quindi, il comma 21 con l'emendamento è interamente soppresso, perché non ha senso trasmettere anche le modifiche di limitata entità relative a infrastrutture, le modifiche parziali di singoli tipi di interventi.
Va da sé. Ma se ci fosse una modifica che contrasta col PPR o col PTR, non può essere considerata una modifica di limitata entità; va da sé che è di entità sostanziale.
Sopprimere questo comma, attraverso l'approvazione del nostro emendamento, rende la legge più snella, meno farraginosa, accelera i tempi, evita questa cultura del commissariamento permanente da parte della Regione, del Ministero della cultura, della Provincia, sui Comuni, che saranno messi nella condizione di non poter fare più niente.
Anche in questo caso ci sarà il decentramento delle responsabilità e l'accentramento dei poteri. Voi accentrate i poteri su di voi per decentrare le responsabilità ai Comuni, ai Sindaci, agli uffici tecnici.
Vedete che fate? Accentrate i poteri, decentrate le responsabilità. Questa è la verità.
Immaginate voi cosa significa questo per i piccoli Comuni, che magari hanno il Segretario comunale part-time, che non hanno il dirigente e tante volte il Sindaco è costretto a fare il RUP. Pensate voi.

PRESIDENTE. Emendamento 14/36. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/37 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non si capisce per quale motivo, se queste varianti non sono varianti sostanziali. Io non condivido assolutamente l'articolo 20, perché è pieno di cose che non sono riconducibili alla chiarezza. Se effettivamente voi decidete di approvare un articolo e un comma che dice che le modifiche di limitata entità non sono varianti, allora non si capisce per quale motivo voi le dovete mandare alla Regione. Che ce le mandate a fare?
Secondo me non le dovete mandare a nessuno. Cioè il Comune si prende la responsabilità di dire che quelle non sono varianti essenziali. Semmai si manderanno alle Province, ma non devono essere mandate né alla Regione e tantomeno al Ministero della cultura, che non gliene può fregare di meno se si tratta di una variante che non riguarda una zona paesaggisticamente vincolata.
Nessuno di loro lo sa, ma la cosa più grave è che chi ha scritto la legge non lo sa. E io continuo a ripetere che non mi meraviglio del fatto che l'avvocata che è venuta alle prime due riunioni poi non sia venuta più. Mi rendo perfettamente conto dell'imbarazzo che poteva provare.
Perché un conto è essere di squadra, come fa il Consigliere Assenti, come fa il Consigliere Baiocchi, che fa finta di non sentire, secondo me, ma il Consigliere Assenti deve sentire, deve entrare nel merito. E’ il supplizio di Tantalo, purtroppo per lui. Lei che ascolta, come può non condividere? Perché dobbiamo costringere questi poveri Comuni, nei quali sotto i 3.000 abitanti spesso e volentieri è il Sindaco che fa il RUP, a mandare cose che non servono alla Regione e al Ministero della cultura. Magari la Soprintendenza, che non è competente, entra nel merito e magari allunga la procedura oppure passano i 60 giorni e nessuno risponde.
Ma perché, se non è necessario? Se voi dite che sono varianti di limitata entità non serve che si chieda… E poi il povero Comune quanto tempo deve aspettare dopo che ha mandato la documentazione in Regione, alla Provincia e al Ministero della cultura? Che deve fare, aspetta in eterno? Metteteci una data almeno, un termine.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo sull'ordine dei lavori. Chiedo l'appello nominale.
Volevo dire che prima, quando il Presidente del Consiglio ha richiamato a stare in Aula, tranquilli, avrei potuto chiedere la verifica del numero legale, non l’ho fatto, perché se perdiamo un'ora di tempo faccio un dispetto anche a me. Però vi consiglio di stare in Aula, come ci sto io, stateci anche voi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. E’ solo per ricordare la poesia che oggi ha scritto il Consigliere Cesetti. La voglio leggere testualmente: "Più lavoro, più parlo, più mi autorigenero, più sono lucido". Oggi ci ha insegnato una grande lezione di politica e la volevo evidenziare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo tributo che mi viene reso dal relatore di maggioranza... Ha fatto bene a leggerlo, affinché lui ed i tuoi colleghi lo possano tenere bene a mente, perché è proprio così.
Adesso c'è la Conferenza dei capigruppo, spero che si mantenga quello che ci siamo detti. Come vedete, qui non c'è ostruzionismo, però, sappiate che più parlo, più lavoro, mi autorigenero e divento sempre più lucido e più concentrato.

PRESIDENTE. Emendamento 14/37. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/38 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L'ho già spiegato prima. Per rispetto dei poveri Comuni, la cosa che vi chiedo, ma ormai non lo potete fare più, è di inserite una scadenza. Già c’è? Non l’avevo vista. 20 giorni, ma non si capisce perché 20, di solito sono 30. Va bene, almeno ci avete messo un termine.
Perché vogliamo appesantire le procedure? Se non è una variante, c'è il RUP dell'ufficio tecnico che stabilisce che non è una variante, dopodiché punto, finito. Perché deve andare alla Regione, alla Provincia, al Ministero della cultura? Gli facciamo scrivere le lettere, preparare gli elaborati, dato che il Ministero della cultura, la Regione e la Provincia vogliono gli elaborati di variante, lui non può mandare soltanto la delibera, vogliono tutti gli elaborati. Diventa un appesantimento dell'azione amministrativa, come tanti altri che avete inserito.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Un emendamento di questo tipo è un punto centrale, perché espunge il Ministero della cultura da un articolato, nel quale non ha ragione di esistere, perché le competenze del Ministero della cultura sono previste dalla legge.
Qui stiamo parlando di modifiche di limitata entità, modifiche di limitata entità ad infrastrutture ed attrezzature pubbliche o ad uso pubblico. Voi le fate mandare al Ministero della cultura, il quale ha 20 giorni di tempo per rispondere, è vero, ma immaginate voi il piccolo Comune dove il Sindaco fa il RUP, immaginate quale problema si crea.
Il fatto che il Ministero della cultura risponde entro 20 giorni, che c'è un limite, per fortuna, un tempo... Ma guardate che voi, da qualche altra parte, avete scritto che, se il Ministero della cultura - e non l’avete scritto perché non avete approvato il mio emendamento limitatamente ai beni paesaggistici - vota contro, ad esempio all'interno della Conferenza di servizi, ha funzione vincolante. Ma l'avete letta la legge? Io l’ho letta tutta e l’ho studiata perché bisogna avere la visione di insieme. Per fare una legge ci vuole anche la visione e la memoria fotografica, perché la legge è un disegno istituzionale armonico. Perché l'armonia è dei disegni, è della poesia; invece, nell'articolato, è della coerenza. Io infatti ho parlato di disegno armonico.
Approvate, questo emendamento. Immaginate, ripeto, quello che succede nei piccoli Comuni, perché la Soprintendenza non risponde nei 20 giorni e poi dopo magari ti fa l'osservazione, che è pure vincolante.
Ma mettetevi d'accordo. Togliete questa dicitura, questo Ministero della cultura lo vedo sempre dappertutto. Ma non è possibile, per le sue competenze, altrimenti bloccate il territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal gruppo, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo in dissenso solo per dire che il silenzio-assenso nella pubblica amministrazione non esiste quasi mai. Quindi, se il Ministero entro 20 giorni non si esprime, non esiste un tecnico comunale che dichiara: "Siccome non si è espresso, andiamo avanti".

PRESIDENTE. Emendamento 14/38. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/39 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, lei dice che se non esprime il parere entro 20 giorni non succede nulla, giusto?
Se voi prendete l'articolo 4, questa è la dimostrazione che non avete letto la legge, il comma 6 dice: "La mancata espressione dei partecipanti con diritto di voto..., tutti ad eccezione del Ministero della cultura”. La mancata espressione del parere. Quindi qui dite che non succede niente; da un'altra parte la mancata espressione del parere di fatto è voto contrario.
Voglio dire che mentre quello che avete respinto poc'anzi e che avete votato stabiliva un principio per cui la mancata espressione del parere era silenzio-assenso, per il comma 6 la mancata espressione del parere è diniego, che è una cosa diversa. È quello che dice il Consigliere Biancani.
Emendamento all'articolo 14. Quante volte ho detto che dovete destinare risorse ai Comuni? Il comma 23 dell'articolo 14 dice: "La Giunta regionale può stabilire le disposizioni per la redazione degli elaborati di cui a questo articolo". Può stabilire disposizioni, dite pure quello che devono fare ai Comuni, però senza risorse.
Allora io che faccio? Vi metto un emendamento, e ne raccomando l'approvazione, che prevede: "La Giunta regionale destina risorse e può stabilire disposizioni per la redazione". È scritto bene e si coniuga bene con il vostro articolato, che invece è un obbrobrio sotto l'aspetto legislativo.
Voi non potete dire ai Comuni quello che devono fare per la redazione degli elaborati e poi non dare loro neanche le risorse.
Qualcuno direbbe che per cantare ci vuole la voce. E se voi volete intonare la vostra litania, almeno metteteci le risorse. Voglio vedere come fanno i piccoli Comuni a fare gli elaborati, a seguire le vostre disposizioni e poi voi non ci mettete le risorse.
È la dimostrazione di quello che dicevo prima: volete accentrare il potere e dire quello che devono fare, ma volete decentrare le responsabilità.
Voglio vedere, Consigliere Marinelli, il Sindaco di Castelraimondo come fa.

PRESIDENTE. Emendamento 14/39. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 14/40 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento è molto preciso. Mi meraviglio di come sia riuscito a coordinare così bene questa legge.
A parte prima, le risorse. Dice "destina risorse", mica comportava un impegno di spesa. "Destina risorse" può anche essere un euro, ma stabiliva un principio. Qual è il principio? Che al Comune, se da una parte gli dici quello che deve fare, quali elaborati, eccetera, dall’altra gli devi dare le risorse, specialmente ai piccoli Comuni. È fondamentale questo.
Questo, è un emendamento che attiene all'autonomia. Voi avete scritto: "La Giunta regionale può stabilire disposizioni". Questo è un atto di imperio. Che significa? Una disposizione non è che la Giunta può avere la facoltà. Una disposizione o la si stabilisce o non la si stabilisce. Lo si fa o non lo si fa sulla base della legge. Perché non può essere una disposizione, che è un fatto impositivo, un fatto discrezionale, perché diventa prevaricazione a quel punto.
Allora il mio emendamento dice. “Sostituire la parola ‘disposizioni’ con ‘linee guida’”, perché le linee guida rappresentano un percorso partecipativo o partecipato. Perché io do le linee guida e tu all'interno di quelle linee guida hai autonomia.
È come camminare su una strada a due corsie, a tre corsie, ed avere la possibilità di sorpassare, sempre a sinistra ovviamente, oppure su una strada a tre corsie nella quale è obbligatorio soltanto camminare sulla prima corsia, ad esempio.
Poi dice "può". Allora sì che le linee guida possono essere una facoltà, perché io, Giunta, faccio delle linee guida alle quali ti devi attenere, se non lo fai, quando ti vengo ad approvare il piano, magari ti faccio qualche osservazione. Ma non imponi disposizioni, per di più senza risorse.
Credo che sostituire la parola "disposizioni" con "linee guida" sia fondamentale, anche perché le disposizioni possono essere diverse dall'una o dall'altra parte, da un Comune rispetto a un altro. Invece le linee guida possono essere uniformi per tutti.
Questo è l'ABC. Tant'è che io penso che l'ufficio legislativo non si sia occupato di questa vicenda.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Condivisibile, lo accogliamo.

PRESIDENTE. Emendamento 14/40. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Lupini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/41 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L'avevo già accennato prima. "Resta ferma l’applicazione della normativa statale vigente in materia di espropriazione per pubblica utilità": ci mancherebbe altro. Che senso ha che uno scriva questa cosa? Non ha alcun significato.
Si poteva almeno richiamare il decreto legislativo che parla di espropriazione per pubblica utilità. Io non voglio arrivare alle definizioni di accessione invertita oppure parlare d'altro, ma "resta ferma l'applicazione della normativa statale vigente"... Io lo casserei, perché ogni Comune applicherà la normativa che ben conosce, molto meglio di questa Assemblea, a mio avviso, perché i Comuni sono abituati ad applicare le norme in maniera pratica, molto più di noi.
Quindi propongo di cassare il comma 24, con la finalità di evitare ai Comuni, soprattutto ai Comuni sotto i 3.000 abitanti, di avere carichi burocratici e amministrativi che non servono e sono soltanto un appesantimento dell'azione amministrativa, senza che ne abbiano vantaggio l'efficacia e la concretezza.

PRESIDENTE. Emendamento 14/41. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 14, così come emendato. Ha la parola, dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Noi, per tutti gli emendamenti non accolti, ma anche per i pochi che sono stati accolti, voteremo contro questo articolo, perché è un articolo che contiene pochissime norme chiare, efficaci, immediate, ma soltanto norme di difficile lettura, richiami ad articoli.
Come per esempio, e ve lo voglio sottolineare, voglio che rimanga agli atti, per questo lo dico, al comma 21, l'ultimo capoverso dice: "Alle modifiche di cui al primo periodo si applica il comma 3 dell'articolo 6 del decreto legislativo 152/2006". Penso che abbiate contezza che avete inserito la verifica di assoggettabilità a VAS. Nessuno di voi sa che, in questo comma, per le varianti non essenziali che devono andare in Consiglio comunale e che forse non vanno neanche in Consiglio comunale, avete prescritto che si applichi il comma 3 dell'articolo 6, che non significa, come molti leggono, che in quel caso non si fa la VAS ma, in questo caso, in questa fattispecie che voi avete inserito, si applica la procedura di screening di VAS, quindi un ulteriore appesantimento normativo.
Per chi non lo sapesse, rileggetevi il comma 3 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152/2006: è la definizione di screening di VAS. Ad una prima lettura può sembrare un'esenzione, ma esenzione non è.
Questo è stato stabilito in diverse riunioni di tavoli tecnici degli anni scorsi ed è ben chiarito nella nostra normativa regionale, che magari sarebbe stato opportuno che chi ha redatto la legge avesse almeno sfogliato.

PRESIDENTE. Articolo 14, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Adesso facciamo la pausa, per riunire la Conferenza dei Presidenti dei gruppi, ci ritroviamo qui alle ore 15:10.

La seduta è sospesa alle ore 14:45

La seduta riprende alle ore 15:15

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Comunico a tutti che questa sera l'attività dell'Aula si fermerà alle ore 20,00 e domani riprenderà alle ore 9,30, questo è quanto è stato deciso la Conferenza dei Presidenti dei gruppi. Vi prego domani di essere puntuali per cominciare alle 9,30. Questa sera alle ore 20,00 qualche minuto prima qualche minuto dopo, termineranno i lavori.
Articolo 15, che ha 36 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.


Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche questo è un articolo molto importante. Tutti gli articoli sono importanti, ma questo in particolare, perché attiene al procedimento di approvazione del PUG che, a mio avviso, ma non dovrebbe essere soltanto a mio avviso, è lo strumento di programmazione urbanistica per eccellenza, perché attiene al diritto-dovere ed anche al potere del Comune di delineare lo sviluppo urbanistico del proprio territorio, all'interno ovviamente di una coerenza, non di un'armonia, come avete scritto voi, di una coerenza con gli altri strumenti, soprattutto di una conformità con gli strumenti sovraordinati che, come sappiamo, sono il Piano territoriale di coordinamento provinciale, il Piano territoriale regionale ed il PPAR.
È evidente che il procedimento che porta all'approvazione e che coinvolge soggetti diversi è un procedimento assolutamente importante, perché, se si determina qualche discrasia, si pregiudica lo stesso procedimento.
Tant'è vero che, ad esempio, quand'è che scatta, se non erro, ma non credo, la possibilità di approvare i PUG da parte dei Comuni? Dopo 2 anni dall'approvazione degli altri strumenti e comunque il termine ultimo è di 48 mesi. Sappiamo bene che 48 mesi sono 4 anni, per ricordarlo a me stesso.
Questo, tra l'altro, lo dico al Presidente Marinelli, che ha fatto anche il Sindaco, ci avrebbe dovuto indurre a lavorare intorno ad un testo unico. Perché, con tutto questo tempo, avremmo potuto stralciare altre norme, stralciare il piano casa, magari adeguare la legge che c'era, mettendoci a lavorare tutti quanti insieme, per dare certezza ai territori e quindi elaborare un vero e proprio testo unico, come tra l'altro hanno fatto anche altre Regioni, come Umbria e Lazio, che mi pare abbia approvato un testo unico sull'assetto del territorio.
Perché sappiamo che i 48 mesi, tra l'altro sono un termine ordinatorio, possono diventare 96 e anche di più. Di sicuro diventeranno anche di più, perché non ce la faranno i Comuni, specialmente i piccoli, che non sono dotati delle risorse economiche, delle risorse umane, delle risorse strumentali.
Non ce la possono fare, voi capite che un conto è il Comune di Pesaro…, quindi il Consigliere Biancani, quando sarà Sindaco avrà tutte le possibilità - io di solito porto bene - avrà gli strumenti di un grande Comune, di una città capoluogo di provincia, dotata di un'organizzazione adeguata e proporzionata rispetto all'incombenza dell'approvazione di un PUG.
Mettete voi l'esempio del PUG, che deve fare il Comune di Pesaro e che deve fare il Comune di Smerillo, che sta all'interno di un'area interna, di un territorio bellissimo che ha 350 abitanti e magari non dispone neanche di un ufficio tecnico, o ce l'ha part-time, con un segretario che non so quanti Comuni segue e via dicendo. Mi spiegate come farà quel Comune ad approvare il PUG in 48 mesi? Però le norme di salvaguardia scattano subito o, al più tardi, all'ultimo dei 48 mesi, quelle definitive.
Abbiamo cercato, attraverso gli emendamenti, di mettere "una pezza" a questa procedura farraginosa, dove non vengono neanche indicate le risorse e, ripeto, paralizzerà l'attività di programmazione degli enti, del Comune, e nello stesso tempo paralizzerà anche l'attività di messa in sicurezza del territorio, perché se non si fa il PUG, non solo non c'è lo sviluppo, ma non ci sono neanche quegli interventi necessari per la messa in sicurezza. Pensiamo alle zone alluvionate.
Capite qual è il tema? Poi ne parleremo con gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Oltre alle considerazioni, che ha illustrato adesso il Consigliere Cesetti e che insieme a quelle della Consigliera Casini contribuiranno a migliorare il testo, torno con la riflessione - lo dico al relatore di maggioranza – sui commi 11 e 12, in particolare sul comma 11.
Il comma 11 sintetizza le modalità di approvazione del PUG, il Piano urbanistico generale, la disciplina centrale della pianificazione del territorio.
La formulazione della disciplina afferma che il PUG è approvato con deliberazione del Consiglio comunale, che dà atto di aver recepito gli esiti della seconda Conferenza di CeVI e il parere motivato di VAS.
Quindi, nella prima linea del comma 11 dell'articolo 15, si afferma che è il Consiglio comunale che approva il Piano urbanistico generale.
Ma se il Consiglio comunale, chiedo al Consigliere Assenti, non intende accettare gli esiti della Conferenza CeVI, che è un mostro costituito da questa legge, che cosa può succedere?
"Il Comune, entro 30 giorni, può riproporre gli aspetti su cui dissente convocando una ulteriore e definitiva Conferenza CeVI. Nella sostanza, se il Comune non approva o non aderisce alle indicazioni della Conferenza CeVI, ha un altro termine per potersi adeguare e nei 30 giorni successivi esprime la propria decisione definitiva. Questo il Consiglio comunale. In tal caso, il Piano urbanistico generale può essere approvato solo se adeguato a tale definitiva valutazione della Conferenza.
Credo che questo sia illegittimo e anticostituzionale. Sostanzialmente espropriate il Consiglio comunale della propria capacità di programmazione edificatoria nel proprio territorio. Credo che sia una delle cose più gravi.
Attenzione, lo avevo sostenuto anche nell'articolo che riguarda il PTCP. Nella sostanza voi dite che, se il Consiglio comunale non si adegua alla CeVI, il PUG non viene approvato. Questo significa che si priva…, non entro nel merito di chi dice no perché è evidente, la tesi è: l’afferma la Regione Marche, il Ministero…, o meglio condizionano la Regione Marche e il Ministero che fanno parte della CeVI.
Quindi, se non c'è una perfetta sincronia la CeVI diventa, di fatto, il soggetto istituzionale a cui occorre aderire, in alternativa, qualora non approvato dal Consiglio comunale, di fatto espropriare il potere di poter pianificare il territorio.
Io non so se siete consapevoli, se avete verificato. Penso che sia inaccettabile in linea di principio. Non entro nel merito tecnico, o giuridico, o amministrativo.
Avete espropriato i Comuni della loro capacità pianificatoria. È un articolo che mina alla radice l'intera previsione.

PRESIDENTE. Emendamento 15/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. E’ stupefacente. È vero che dobbiamo stringere i tempi, ci siamo dati anche questo obiettivo, ma che non intervenga nessuno della maggioranza per difendere questa legge o per dire che questo articolo. In 5 giorni neanche un intervento. Non mi pare che ci sia questa condivisione, questo afflato.
Rispetto a questo articolo, presenterò una serie di emendamenti, questo è il primo, mediante i quali la CeVI diventa una Conferenza di copianificazione preliminare alla procedura. Per intenderci, arriva fino al progetto preliminare e alla prima fase della VAS, quindi al rapporto preliminare di VAS. Dopodiché la parte politica, squisitamente politica, termina, Invece introduco la fase della Conferenza dei servizi, perché viene introdotta la parte della conformità alle norme vigenti e ai piani sovraordinati. Quindi, il comma 1 viene sostituito. Innanzitutto, penso che c'entrerà, Consigliere Cesetti, il Comune... Chi è il Comune? L'usciere? La Giunta? Il Consiglio? Il vicino di casa del Sindaco? Mettiamoci il Consiglio.
Nell’emendamento dico che il comma 1 è così sostituito: "Il Consiglio comunale approva un documento programmatico che individua le finalità, gli obiettivi generali, gli esiti attesi e i criteri di impostazione del Piano medesimo, comprende il QC e il rapporto preliminare di VAS di cui all'articolo 12 del 152/2006 (che è stato totalmente dimenticato nella legge). Il Comune, in qualità di autorità procedente, in collaborazione con l'autorità competente, individua e seleziona i soggetti competenti in materia ambientale da consultare e trasmette loro il rapporto preliminare entro 30 giorni dall'avvio della consultazione, la quale si conclude entro 45 giorni (avete messo 30 giorni in ogni dove in contrasto col 152) dall'invio del rapporto preliminare. Il Comune, ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 152/2006, ove ritenuto utile, indice una Conferenza dei servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 241/1990".
Perché scrivo "ove ritenuto utile"? Non perché lo dica io, ma perché lo dice l'articolo 9 della legge. E lo dice perché i pareri possono essere acquisiti per vie normali. Cioè io mando il Piano e la Regione mi dà il suo parere di competenza.
La Conferenza dei servizi è un luogo per accelerare le procedure e per discutere in maniera condivisa del Piano-programma, ma non può essere sostituita dalla CeVI.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. C’è un punto ed anche una questione seria. Chiedo attenzione ai Consiglieri Assenti e Serfilippi.
Dopo questo c'è un emendamento della maggioranza che, di fatto, vorrebbe mettere una pezza all'articolo 15, recuperando un mio emendamento successivo, che così verrebbe dichiarato inammissibile.
Innanzitutto questo non è… Ho detto al Consigliere Assenti di ritirare l’emendamento, altrimenti sono costretto a fare dei subemendamenti e perdete più tempo. Perché è opportuno ritirarlo? Perché c'è una questione di merito: il mio è fatto meglio.
Non è tanto il fatto dell'altra volta, cioè, qual è l'organo del Comune, lo Statuto. Il tema è questo: noi parliamo del procedimento di approvazione del PUG.
Quando noi diciamo "il Comune", è corretto dirlo. Non puoi mettere "il Consiglio comunale,, perché il PUG è lo strumento di pianificazione del Comune, dell'ente locale. Il Comune è organo costituzionale, articolo 114, quindi si deve dire "il Comune". Parla l'organo, parla l'istituzione della Repubblica, che è articolata, all'articolo 114, in Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni.
E’ corretto dire che questa istituzione della Repubblica approva il PUG, ma bisogna dire quale organo di lo approva. Per questo è importante dire "il Comune con deliberazione del Consiglio comunale", che non è la stessa cosa che dire "il Consiglio comunale approva".
È l'ABC, perché il Consiglio comunale non è previsto dall'articolo 114. Quindi bisogna dire "il Comune con deliberazione del Consiglio comunale", oppure "il Comune con provvedimento del Sindaco", oppure "il Comune con deliberazione della Giunta comunale".
È l’ABC di una cultura istituzionale che noi dobbiamo trasferire nel dettato legislativo, perché siamo dei legislatori, non siamo un consorzio che recita le armonie poetiche.
Ritirate quell'emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 15/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/2 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Ritiriamo questo emendamento perché, come è stato evidenziato dal Consigliere Cesetti, che ha ben spiegato cosa vuole intendere sulla personificazione dell'ente Comune, Provincia o quello che è.
Però ricordo a me stesso, per cultura generale, per la voluntas legis, come all'avvocato Cesetti piace sempre ricordare, che, secondo un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte costituzionale, il legislatore regionale, nel conferire con legge una funzione amministrativa agli enti locali, non deve individuare di volta in volta l'organo competente allo svolgimento della medesima, al fine di tutelare l'autonomia organizzativa dell'ente locale stesso, a meno che non sussistano specifiche esigenze unitarie che possano giustificare, nel rispetto dell'articolo 118, primo comma, della Costituzione, una disciplina regionale riguardo all'organizzazione e allo svolgimento delle funzioni conferite (Corte costituzionale 372/2004).
Per mero spirito collaborativo, secondo quanto detto 5 giorni fa, secondo quanto testé affermato, ritiriamo l'emendamento ed accogliamo quello successivo.
PRESIDENTE. Emendamento 15/2. Ritirato.

Emendamento 15/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Rinuncio all'intervento ed ovviamente ringrazio il Consigliere Assenti, non perché venga approvato il mio emendamento, ma perché inseriamo nella legge una questione corretta.
È correttissimo quello che lui dice della sentenza della Corte Costituzionale, tra l'altro, lo ringrazio anche perché denota un discreto approfondimento. Questo fa onore al relatore di maggioranza, quando si lavora - anche se magari la sentenza gliel'hanno passata gli uffici, come sempre accade – il fatto che l’abbia richiesta denota la sua propensione, se non tensione, all'approfondimento. Tanto basta per assolverlo dai suoi peccati. Citando la sentenza della Corte Costituzionale, dice: "a meno che non ci siano specifiche questioni unitarie". È proprio questo il caso, perché c'è bisogno di individuare l'organo, perché deve essere il Consiglio comunale, non ci può essere ambiguità e non deve essere la Giunta.
Un piano urbanistico non è avulso a sé stesso, un piano urbanistico comunale deve essere coerente con i piani sovraordinati: PTC, Piano territoriale provinciale, regionale e PPAR, ma non solo. Si deve integrare, per questo, con i Comuni vicini, ad esempio con i Comuni confinanti. Tant'è che abbiamo accolto un emendamento del Presidente della Commissione Serfilippi, giustamente, che prevedeva la possibilità di far intervenire all'interno della Conferenza CeVI, oltre alla Regione e alle Province, anche i Comuni interessati.
"La pianificazione", pensiamo alle aree confinanti di due Comuni. La delibera del Consiglio comunale è proprio verso la tensione unitaria per trattare le questioni unitarie.
È proprio l'indirizzo della Corte Costituzionale, che il Consigliere Assenti ha letto, che ci induce a prevedere che il Comune lo debba fare con delibera del Consiglio comunale, proprio per quello che ha detto.

PRESIDENTE. Emendamento 15/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Ruggeri, Santarelli, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Rossi.

Emendamento 15/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, le chiedo, sempre nell'interesse della legislazione, della legge, non a me, perché a me non me ne viene nulla, di guardare attentamente questo emendamento. Voi scrivete: “Ai fini della formazione del PUG, il Comune approva un documento programmatico che individua le finalità, gli obiettivi generali, gli esiti attesi”. Ma che sono gli esiti attesi? Ma che è, un invito ad una serata di gala? Ma che sono gli esiti attesi? Qui uno stuolo di avvocati può disquisire intorno a questi esiti attesi. Che sono gli esiti attesi? A parte che è una frase messa lì in mezzo che non c'entra nulla, ma mi dovete dire che cos'è. Allora io come la sostituisco?
Tra l'altro, tratta da altre leggi regionali che ho studiato, perché vanno studiate, perché le leggi regionali in vigore sono quelle che disciplinano i comportamenti delle istituzioni, degli uomini, delle imprese, di tutti coloro che sul territorio operano nell’ambito delle rispettive competenze. E allora sono leggi che sono attualmente in vigore. Esiti attesi io non l'ho mai... E come li sostituisco? Le scelte che tengano conto degli obiettivi generali e poi che cosa? “Le scelte strutturali per l'assetto del territorio e le azioni strategiche, le strategie, anche con riferimento agli obiettivi e indirizzi della programmazione regionale – la richiamiamo perché ne deve tener conto - della pianificazione provinciale e dei piani di settore".
Vedete come si tiene il tutto? Voi, come legislatori, da una parte scrivete su un quadro “esiti attesi” e dall'altra ci mettete il mio emendamento. Anche sotto il profilo dell'estetica…, ma la legge non deve curare soltanto l'estetica, la legge deve disporre, regolare, imporre, se necessario. E allora guardate come questo dice tutto e come il tutto si coordina.
Quindi, basta semplicemente un esame fotografico, dove si vede che quello che è stato scritto nella legge è un mostro, perché “esiti attesi” non parla neanche a se stesso.

PRESIDENTE. Emendamento 15/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Nella speranza che questa volta vada bene al Consigliere Cesetti. Come avevo detto prima, propongo di sopprimere questo comma proprio per la separazione tra la CeVI e la prima fase di pianificazione e la seconda fase, dove invece è importante che ci sia la Conferenza dei servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della 241.
Quindi il Comune convoca la prima Conferenza di CeVI, anche se il Comune non si sa chi sia… C'è una differenza sostanziale, perché mentre voi, quando definite la CeVI, dite che è il legale rappresentante dell'ente che convoca, nella Conferenza dei servizi invece è il Rup. Secondo la legge 241 è il Rup che convoca la Conferenza dei servizi, perché la Conferenza dei servizi è un organo tecnico, sennò non si sarebbe chiamata dei servizi, per lo svolgimento della fase di consultazione preliminare.
Vi ricordo ancora una volta che il decreto legislativo 152/2006 prevede che debba essere necessariamente utilizzata la forma della Conferenza dei servizi per le procedure di VAS, non prevede altre forme se non l'acquisizione dei pareri di SCIA parere per parere. Voi ci mettete la CeVI, che vi devo dire? Buona fortuna, perché saranno impugnate, perché creerete dei problemi ai Comuni, ci potrebbe interessare di meno se la norma funzionasse, ma la norma non può funzionare.
È ovvio che noi solleveremo questo vizio di legittimità, perché è un vizio grave di illegittimità, perché tu inventi un organismo che non esiste, sostituisci un organismo tecnico con un organismo politico. Non si sa chi sia rappresentato nell'organismo politico, perché dite genericamente Comune, Provincia, Regione, come se fossero delle entità astratte e soprattutto non rispettate l'articolo 9 del decreto legislativo 152/2006, che è il codice dell'ambiente, che non è propriamente la leggina; nelle fonti del diritto e per l'ambiente è, diciamo, una norma primaria.
Quindi, a mio avviso, conviene modificare l'articolo, quindi prevedo che questo articolo venga cassato, perché è inutile, dannoso, prolisso e, tra l'altro, può indurre in errore. Non c'è niente di peggio, quando si parla di urbanistica o di valutazioni di impatto ambientale, della non chiarezza.

PRESIDENTE. Emendamento 15/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Prima avete perso un'ottima occasione. Io dico subito, non tanto a voi quanto ai redattori: noi, alla prima occasione utile, passati sei mesi, al più tardi quando ci sarà una legge omnibus, ripresenteremo tutti gli emendamenti a mia firma, sono circa 160, a parte quelli che avete accolto. Li ripresenterò tutti perché ci dobbiamo tornare e perché sono sostanziali.
Vedete, ad esempio, tra i miei emendamenti e quelli della Consigliera Casini, che pure ho firmato - avete fatto caso? - non c'è uno che si sovrappongo, che sia ripetitivo. Quando votiamo in dissenso lo facciamo per parlare, è evidente, però nel merito non ce n'è uno, e non ci siamo neanche sentiti. Ma perché? Perché la ragionevolezza e il buon senso parlano da soli.
Questo è un emendamento con il quale, dopo aver bocciato quello a prima firma della Consigliera Casini, che ho firmato anch'io, si cerca di mettere una pezza. Aggiunge il comma 2 bis e dice: “Alla Conferenza di CeVI per l'approvazione del PUG partecipano la Regione, la Provincia territorialmente competente, nonché i Comuni e le Province i cui territori sono limitrofi a quelli del Comune interessato”.
Perché questo? Proprio per quella tensione unitaria della sentenza della Corte costituzionale. Adesso vediamo se siamo conseguenti. È qui che vi volevo. Ma io mica sapevo, quando ho fatto l'emendamento, che il Consigliere Assenti avrebbe citato la sentenza della Corte costituzionale. Non lo sapevo. Allora che sono, un veggente? No, io non sono un veggente, sono semplicemente uno che, prima di dar fiato alla bocca, la connette al cervello, e il cervello lo nutre con lo studio.
Perché come si fa, alla Conferenza di CeVI, a non far partecipare i Comuni e le Province i cui territori sono limitrofi? Facciamo l'esempio del ponte che abbiamo fatto a Marina Palmense, tra Fermo e Porto San Giorgio. E chi ci partecipa lì? Non facciamo partecipare, se stiamo a Fermo, anche il Comune di Porto San Giorgio e viceversa?
Invece loro addirittura volevano che alla Conferenza di CeVI partecipasse il Comune capoluogo, così quando si discuteva, ad esempio, dell'ampliamento della terza corsia, tu non c'eri e lo decideva il Comune di Fermo. Ma che film avete visto?
Quindi, Consigliere Assenti, approfondisca questo emendamento e lo accolga, perché è un'opportunità. A me, se non l'accoglie, non provoca nessun dolore, se non il piacere di ripresentarlo per farci una battaglia in quest’Aula alla prima occasione utile, altrimenti in campagna elettorale.

PRESIDENTE. Emendamento 15/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non vorrei ripetere le motivazioni, ma questo articolo viene soppresso perché nel proseguo vedremo che c'è una procedura che sostituisce questa procedura con la CeVI, che nel caso di specie è non conforme alle normative nazionali e segnatamente al 152/2006, sia all'articolo 9 che agli articoli seguenti.

PRESIDENTE. Emendamento 15/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Prima dicevo che gli emendamenti li ripresenteremo tutti e poi ne discuteremo sui territori. Capisco che qui ci ascoltano in pochi, però intanto va a verbale e lì risulta il voto nominale. Dopo, se serve, ci andiamo a fare la campagna elettorale sui territori, poi vediamo se, ad esempio, quando si decide qualcosa a San Benedetto del Tronto decide Ascoli Piceno oppure se si fa qualcosa a Porto San Giorgio decide Fermo. Ci confrontiamo, ripeto, sui territori.
Questo comma dice: “Fermi restando i termini di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 152”. Se sono fermi e ci stanno, allora perché li dovete richiamare? Ma perché li disturbate, se ci sono? “La prima convocazione di CeVI conclude i lavori entro 60 giorni dalla prima riunione, salvo proroga di non oltre 30 giorni disposta con decisione unanime del partecipante avente diritto di voto, anche al fine di acquisire” - si mette ‘per acquisire’ - i pareri e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa statale vigente”. Quindi tutto e il contrario di tutto.
Ma c'è bisogno di un comma di questo tipo? Ma quando andate a interpretare questo comma, che vi dice? Così si scrivono le poesie. Non direbbero nulla di originale, ovviamente, ma leggetelo.
Faccio un emendamento in cui dico semplicemente questo: “La prima conferenza di CeVI conclude i propri lavori entro 60 giorni dalla conclusione della consultazione per il rapporto preliminare di VAS di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 152 e non oltre i 120 giorni dalla prima riunione”. Punto. Basta. Finito.
Vedete quanto è semplice? Richiama tutto, contiene il tutto, ma dice quello che bisogna fare, chi lo deve fare, in quali tempi, sulla base di quali disposizioni nazionali che pure voi richiamate.
Questo è il punto. Così si scrive ed è tanto vero che, in questo caso, io l'ho scritto e l'ho confrontato con altre normative regionali vigenti, tra cui cito sempre l'Umbria, il Lazio, la Toscana e via dicendo. Basta leggerle, non ci voleva molto. Mica potete leggere soltanto la Corte costituzionale che dice quello che vi dico io, che poi faccio con gli emendamenti, perché anche lì voi leggete la Corte costituzionale e poi non l’ascoltate. Fate come con me: mi ascoltate con attenzione, io vi ringrazio, però non mi seguite.

PRESIDENTE. Emendamento 15/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/9 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. E’ soppressivo dell’articolo 15, comma 3, nella parte in cui dice: “anche al fine di acquisire i pareri degli atti di assenso, comunque denominati, previsti dalla normativa statale vigente”. Queste parole sono soppresse.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Siamo contrari a questo emendamento nel merito, anche se riconosce di aver citato erroneamente l'articolo 13 e di averci attaccato l'acquisizione di altri pareri, quindi anche "al fine di acquisire i pareri e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa statale vigente" non poteva essere assolutamente inserito in questo comma.
Solo che è tutto il comma che io chiedo di cassare, per cui, per coerenza e perché non si possono, all'interno della CeVI, per quello che abbiamo spiegato prima, acquisire gli assensi degli altri enti previsti dalla normativa statale, perché sono assensi di tipo tecnico e nella CeVI voi non potete acquisire pareri di tipo tecnico.
Alla fine ci sono figli e figliastri, non c'è una parità orizzontale di rappresentanza all'interno della CeVI, perché partecipano soltanto, per voi, il Ministero dell'Ambiente, la Regione, le Province e, nel caso di specie, i Comuni. Gli altri non hanno potere di veto, non hanno potere di voto e quindi di rappresentanza.
Non è che voi potete chiamare le ancelle, abbiamo il voto ancillare. C'è il voto di parità, perché se uno dovesse acquisire un parere, dal punto di vista dell'ambiente, importante per numerosi aspetti di un piano regolatore, il Ministero dell'Ambiente o il Servizio Ambiente parteciperebbe, ma senza diritto di voto.
Non si capisce per quale motivo il Ministero della Cultura partecipa con diritto di voto e invece il Ministero dell'Ambiente no. Voi capite che di uno chiamate il rappresentante politico, dell'altro il rappresentante amministrativo.
Visto che le piacciono tanto le sentenze, Consigliere Assenti, vada a vedere perché ce n'è una sola che vi dice che la CeVI può funzionare, ma non è il caso di specie, perché tutto il mondo dice che è la Conferenza dei servizi quella che approva i piani e i programmi e che si usa anche nella procedura di VAS. Non potete utilizzare altre forme di conferenze, perché non siamo il Granducato delle Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il mio non è un dissenso concordato. Questo succede anche perché noi firmiamo gli emendamenti tutti insieme, qualche volta, invece, bisogna firmarli singolarmente; perlomeno io mi orienterò in questo modo per il futuro.
Il tema è questo: voterò a favore di questo emendamento per tutte le considerazioni che faceva innanzitutto la Consigliera Casini e perché questo emendamento cerca almeno di mettere una pezza a questo pessimo articolato. La parte che non si guarda proprio, il comma 3, andava eliminata tutta oppure andava sostituita come nel mio emendamento di prima, che avete respinto e, tra l'altro, ripeto, presente in tutte le leggi regionali. Non mi sono inventato niente, è stato tratto da lì, sicuro dall'Umbria.
L’unica cosa che non si può guardare qual è? Anche "al fine di acquisire i pareri e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente". Qui la Consigliera Casini ha fatto le considerazioni, io non aggiungo altro.
Dico che, avendo tolto queste prole, avete ricondotto il comma a una parvenza di ragionevolezza e l'avete fatto perché avete visto i nostri emendamenti, che volevate respingere, ovviamente non potevate darci la soddisfazione di approvarli tanto erano giusti, allora avete cercato di fare questo emendamento che però, oggettivamente, è migliorativo.
Se non votassi a favore smentirei me stesso, anche perché, e termino, nell'emendamento che ho fatto sostitutivo del comma 3, queste parole, "anche al fine di acquisire i pareri e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa statale vigente", non c'erano. Voi oggi le andate a sopprimere, almeno qualcosa è. Quindi, in dissenso, voto a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 15/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 15/10 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non a caso, Presidente, ci ho lasciato la Conferenza CeVI. Può capitare di essere sprovveduti dopo tante votazioni, però non deve capitare, quindi non mi è capitato. Normale.
Anche qui si cerca di mettere una pezza dopo che è stato bocciato l'emendamento a mia prima firma, l'emendamento a prima firma della Consigliera Casini. Ci mette una pezza facendo che cosa? Siccome non si può intervenire più sul comma 3, perché l'avete voluto lasciare così, mettiamo un comma 3 bis e diciamo che “La prima Conferenza CeVI esprime valutazioni preliminari in merito agli obiettivi e alle scelte prospettate nel documento programmatico - quello che approva il Consiglio comunale adesso con delibera del Consiglio comunale, quello che dico al comma 1 - e può pervenire all'eventuale stipula di un accordo preliminare di copianificazione”.
Questo è il punto, il tema dell'accordo preliminare di copianificazione, che è stato completamente ignorato da questa legge.
Che significa? Che senso ha fare un Comune che approva il documento programmatico, poi si fa la Conferenza CeVI, poi si fa l'accordo preliminare, poi partecipano altri soggetti, poi danno il parere? Ma perché non snelliamo tutto e proviamo a fare un'eventuale stipula, mica è obbligatoria, però un'eventuale stipula di un accordo preliminare di copianificazione nel quale tutti i soggetti partecipanti si mettono insieme e fanno un accordo preliminare.
Come si fa sempre quando si conclude un contratto di compravendita, passatemi questo esempio un po' banale, si fa spesso l'accordo preliminare perché aiuta, facilita le parti, che si ritengono vincolate. Noi ci mettiamo "eventuale" e così è la copianificazione, perché siete voi che fate la copianificazione, quindi una pianificazione alla quale partecipano da protagonisti diversi soggetti.
Voi ne avete individuati altri con l'imperio del vincolo, però dico: perché non si fa questo accordo preliminare dove si mettono intorno a un tavolo e poi, se questo accordo preliminare si conclude, si passa, si guadagna tempo e si va avanti con la soddisfazione di tutti? Se poi non ci si riesce, non succede nulla perché è eventuale.
Quindi, mi chiedo, e chiedo agli uffici: abbiate pazienza, come si fa a non prevedere una cosa del genere, alla quale, tra l'altro, partecipa anche il Ministero, che vi piace tanto?

PRESIDENTE. Emendamento 15/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/11 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Sempre nella stessa logica di semplificare, magari mi farebbe piacere che il Presidente Serfilippi o il Consigliere Assenti vedessero come sto sostituendo e sto modificando l'articolo 15 per renderlo molto più semplice.
Al quarto comma propongo una sostituzione banale e anche facilmente comprensibile: "Il Comune, avvalendosi degli elementi acquisiti", perché abbiamo già specificato chi è, "e tenuto conto degli esiti delle consultazioni, redige il progetto preliminare del PUG e il rapporto ambientale, i quali vengono adottati con deliberazione di Consiglio comunale”. Punto. Fine di tutte le pippe.
Documentazioni di cui all'articolo 22, tenuto conto degli elementi acquisiti, gli esiti della prima Conferenza di CeVI. Per quale motivo?
Facciamo le cose semplici e banali. Esiste il progetto preliminare di Piano regolatore, esiste il rapporto ambientale di VAS; si redigono, entrambi li approva il Consiglio comunale e poi ci sarà la fase di consultazione e di partecipazione della seconda fase. Non la consultazione e partecipazione politica, che ci doveva essere stata prima, ma che non c'è stata, quella che abbiamo introdotto con il comma 1, e poi tutta la fase più tecnica e di osservazioni tecnico-amministrative sia al PUG sia alla VAS, quindi osservazioni più squisitamente ambientali.
È molto semplice. Sono due righe, invece di tutto quel comma pletorico che è proposto nella norma.

PRESIDENTE. Emendamento 15/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/12 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Sempre nella stessa logica di semplificazione assoluta, il comma 6: "Il progetto preliminare unitamente ai suoi allegati".
Ora io vi chiedo, vi scongiuro, di cassare il Piano regolatore, il PUG e i suoi allegati. Gli allegati del PUG sono il PUG, non esistono gli allegati. Gli allegati possono essere gli studi preliminari, ma quelli fanno parte del PUG. Ripeto: se uno non ha mai visto un Piano regolatore, di che ci lamentiamo?
Sostituisco il comma 6 dell'articolo 15 con il seguente: "Il Comune trasmette altresì all'autorità competente la proposta di piano, il rapporto ambientale, la sintesi non tecnica".
Ricordo che non viene mai citata la sintesi non tecnica. La sintesi non tecnica è importante affinché tutti i cittadini possano leggere i contenuti del PUG o degli altri piani e li possano comprendere, quindi, invece di parlare in maniera tecnica o di scrivere acronimi incomprensibili, la sintesi non tecnica deve spiegare gli obiettivi e le finalità del piano per farle capire anche alla signora Maria del Comune di Palmiano.
"La suddetta documentazione è altresì messa a disposizione dei soggetti competenti in materia ambientale", gli SCA, "e del pubblico interessato affinché questi abbiano l'opportunità di esprimersi".
Anche il pubblico, tutti si possono esprimere. Questa si chiama partecipazione ed è prevista dalla legge, sempre dal decreto legislativo 152/2006, che citate solo quando vi pare.
"La documentazione è depositata presso gli uffici dell'autorità competente e presso gli uffici della Regione e della Provincia il cui territorio risulti interessato", quindi tutti ne possono prendere visione, soprattutto, ripeto, della sintesi non tecnica, che è quella che può essere compresa da qualunque cittadino, anche se non ha competenze specifiche in materia di pianificazione territoriale o di governo del territorio.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Emendamento 15/12. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/13 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 15/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo è il comma 8 che viene sostituito e viene inserito un comma 8 bis che dice: “nei 30 giorni - molto semplice, credo che chiunque possa capire quello che c'è scritto in questo comma - successivi all'adozione definitiva, il PUG è trasmesso alla Provincia, la quale esprime un parere in merito alla conformità del PRG con la normativa vigente e con le previsioni dei piani territoriali e dei programmi di carattere sovracomunale e, in particolare, con le previsioni e gli indirizzi del PPAR, del PTR e del PTC, ove vigenti. Il parere viene espresso entro 180 giorni dal ricevimento del PUG. Decorso inutilmente il termine, il parere si intende favorevole”. Quindi, viene introdotto, come del resto oggi, il silenzio-assenso nel caso in cui la Provincia fosse inadempiente.
Molto semplice: 30 giorni di pubblicazione, 180 giorni per il parere della Provincia. Se è necessario, vengono chiamati in Conferenza dei servizi gli enti per avere i pareri in merito al piano. Credo che sia una totale semplificazione agli occhi di tutti.

PRESIDENTE. Emendamento 15/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/15 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Velocemente, nel comma 9 non si sa chi si esprime sulle osservazioni pervenute sul Piano regolatore, perché chi ha scritto la norma dice che il Consiglio comunale si esprime solo sulle osservazioni pervenute entro 90 giorni, decorsi dal ricevimento del parere motivato di VAS. Si deve esprimere sul Piano, chi fa le osservazioni? Chi fa le controdeduzioni alle osservazioni del Piano regolatore? Nessuno, non c’è scritto.
Il comma 9 viene così sostituito: "Il Consiglio comunale si esprime sulle osservazioni pervenute in merito al progetto preliminare di PUG e adotta contestualmente la proposta di progetto definitivo del PUG, con le eventuali modifiche conseguenti all'accoglimento delle osservazioni e delle risultanze del parere motivato di VAS".
Ho copiato semplicemente un articolo del decreto legislativo 152/2006. Questa è la legge. Se poi voi volete introdurre ulteriori complicazioni, sarà un problema per i Comuni. Mi dispiace per i Comuni.
Consigliere Assenti, dove sta scritto chi si esprime sulle osservazioni al Piano regolatore? Me lo dovete dire, ma non a me, perché di me potete anche non tenere conto, ma lo dovete dire ai Comuni, ai tecnici comunali, ai Sindaci, che vi hanno detto più di una volta che questa procedura non si capisce e che è soltanto dannosa.

PRESIDENTE. Emendamento 15/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/16 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 15/17 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Come vedete, cerco di contenere i miei interventi perché prima il Consigliere Assenti è stato abbastanza corretto a ritirare quell'emendamento. Però qui devo intervenire perché anche qui c'erano già, in precedenza, su altri articoli, questioni analoghe.
Si dice che la Conferenza, con il consenso unanime dei soggetti con diritto di voto, può prorogare il termine di conclusione dei lavori non oltre i 30 giorni. Ma se ha interesse uno dei componenti? Che significa il consenso unanime? Perché deve essere unanime il consenso?
Facendo così si stabilisce un diritto di veto nei confronti di qualcuno, a danno di altri. È sbagliato perché allora doveva essere approvato quel mio emendamento precedente, il 15/10 se non sbaglio, che prevedeva l'utilità dell'eventuale accordo preliminare di copianificazione, di cui dicevo prima, tra tutti i soggetti coinvolti. Allora sì, si dice: io faccio un accordo preliminare di copianificazione dove siamo tutti quanti d'accordo, poi che fate, mi andate a prorogare il termine? Allora, per prorogarlo, ci vuole il consenso di tutti, certo, ma perché abbiamo stipulato l'accordo preliminare. Altrimenti non può essere che ci vuole l'accordo di tutti, perché se un ente, un Comune in questo caso, immaginate voi, come dicevo prima, i piccoli Comuni che non hanno i mezzi, le risorse, il personale, ha la necessità di prorogare il termine, come facciamo ad impedirglielo? Nel momento in cui si dice che ci vuole il consenso unanime, di fatto glielo impediamo, perché basta uno che dice di no e la questione viene chiusa lì.
Già in precedenza, tra l'altro, avevo fatto su altri articoli emendamenti analoghi. Auspico l'approvazione di questo comma che aiuta, facilita, perché qui parliamo dei Comuni e, ripeto, io ho fatto il Sindaco e ci sono 235 Comuni in questa nostra Regione, di cui tanti piccolissimi. Allora, dobbiamo cercare di facilitare a loro il compito e non aggravarlo.

PRESIDENTE. Emendamento 15/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/18 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche qui, visto che avete respinto tutti gli emendamenti al comma 10, questo emendamento inserisce il comma 10 bis. Questa è una vostra opportunità.
Lo voglio ribadire: questi emendamenti, quelli che avete approvato bene, ma gli altri ve li ritroverete tutti il prossimo anno. Passati sei mesi, quando farete la legge omnibus, io ve li ripresento tutti e allora dopo voglio vedere, quando li affronteremo insieme al bilancio il prossimo anno, se ci vuole tutto questo tempo.
Leggete questo emendamento. Dice: "A conclusione della seconda Conferenza CeVI, - parliamo del PUG comunale - i soggetti partecipanti, od alcuni di essi, possono concludere un accordo preliminare di copianificazione sulla proposta del Comune procedente in merito alle scelte strategiche di assetto del territorio, nonché a quelle volte a dar corso a specifiche politiche di settore". Pensiamo alle bonifiche dei siti, ad esempio, o alla messa in sicurezza del territorio, o alla cura del dissesto idrogeologico. "La sottoscrizione dell'accordo preliminare avviene entro 10 giorni successivi alla conclusione della Conferenza. L'accordo, entro 30 giorni dalla sottoscrizione, è ratificato dal Comune procedente e assentito da parte degli altri enti che hanno sottoscritto l'accordo, di cui è data notizia al Comune procedente. La ratifica da parte del Comune procedente e l'assenso della Regione e della Provincia sono condizioni sufficienti ai fini dell'efficacia dell'accordo”. Regione e Provincia, non il Ministero della Cultura, come scrivete voi, che lo può fare solo per i beni paesaggistici, chiaro. “Il Comune procedente, in sede di adozione del PRG, si adegua all’accordo preliminare di copianificazione". PRG è un refuso, sarebbe PUG. È un refuso. Anche in merito questo non mi sono inventato nulla, l'ho tratto studiando e l'ho adeguato, ovviamente, a questa legge, perché è ovvio che questa è una legge diversa. Questo è tratto dal Testo unico dell'Umbria, tratto da lì e adeguato a questa legge. Infatti c’è un piccolo refuso: anziché PRG sarebbe PUG.
Come si fa, leggetelo bene, a dire no a un emendamento del genere che dà una mano ai Comuni, perché consente loro di stipulare un accordo preliminare di copianificazione? Tutto qui.

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Emendamento 15/18. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 15/19 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Consigliera Casini, che mi ha chiesto di presentare questo emendamento, che è un emendamento che naturalmente pone un'alternativa alla previsione di cui al comma 11 dell'articolo 15. Articolo 15 di cui avevamo già parlato in precedenza, nel quale si esautora il potere del Consiglio comunale di poter decidere secondo le proprie volontà, alla luce del fatto che a decidere sulla pianificazione del territorio sono persone elette, non certo enti che nulla hanno a che fare e che svolgono un ruolo all'interno della CeVI.
Quindi, da questo punto di vista, la previsione di ricondurre l'approvazione al parere della Conferenza dei servizi, è aderente alla norma generale, alla disciplina e, direi, al rispetto del potere da parte degli enti che sono protagonisti della pianificazione del territorio. Proprio perché, ribadisco, attraverso questo comma sostanzialmente a decidere della pianificazione dei Comuni sarà la CeVI e non il Consiglio comunale, seppur attraverso i vari passaggi, che anche attraverso questo comma si intendono prevedere.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Emendamento 15/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/20 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui il PUG è approvato con delibera del Consiglio comunale, recepisce la Conferenza di CeVI. Il Consiglio comunale può non accettare gli esiti della Conferenza, ripropone gli aspetti su cui dissente, si riconvoca la Conferenza CeVI, poi si dice, una volta riconvocata la Conferenza CeVI: "In tal caso il PUG può essere approvato solo se adeguato alla definitiva valutazione della Conferenza". Che significa? Che il PUG non lo approva più il Comune, ma, se il Comune si deve adeguare, di fatto decide la Conferenza CeVI. E capite che questo non può essere, perché è un’espropriazione delle prerogative, dei poteri e dei doveri del Comune, che è un ente costituzionalmente previsto, è un'istituzione della Repubblica, alla quale la Costituzione demanda l'approvazione di questi piani. Non li demandano il Ministero della Cultura o voi, ce l'ha per dettato costituzionale. Andate a leggere l'articolo 114: la Repubblica è costituita da Stato, Regioni, Province, Città metropolitane, dove ci sono, e Comuni.
Cosa dice questo emendamento? Siccome si capiva che avreste bocciato gli altri, dice: se adeguato a tale valutazione, sostituiamolo con "in conformità alle determinazioni della Conferenza CeVI".
“In conformità" che significa? Che io, Consiglio comunale, posso anche dissentire, motivo, ti dimostro che sono conforme a quelle determinazioni e quindi approvo. Se non ti sta bene, fai quello che ti pare, ma non mi faccio commissariare dalla Conferenza CeVI. Ma di che parliamo?
Sa cosa faccio, Presidente? Lo dico già ai miei collaboratori: tutti questi emendamenti li voglio mandare a tutti i 235 Sindaci delle Marche, chiedo loro di vederli, se vogliono, sennò fanno come gli pare. Un altro anno li ripresento al bilancio, gli uffici devono tornare qua, però, se ci stiamo sette-otto giorni a discutere, vediamo che discutete a ragione. Li mando a tutti i Comuni, perché non è possibile che si espropri un Comune che si deve adeguare alla Conferenza CeVI. Ma chi le scrive queste cose? Gli analfabeti istituzionali? Ma di che parliamo?
"In conformità", come ho scritto io, "alle determinazioni". Questa è la dicitura corretta.

PRESIDENTE. Emendamento 15/20. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/21 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 15/22 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Sempre per il ragionamento che abbiamo fatto prima, la Conferenza CeVI, secondo me, a questo punto del procedimento non deve esserci più, perché non ha più alcun tipo di competenza.
E, rispetto a quello che diceva il Consigliere Cesetti, che io condivido nel merito, la CeVI non è che è il convitato di pietra. La CeVI è composta da quattro soggetti, che sono la Regione, il Ministero della Cultura, la Provincia e il Comune.
Ora, ditemi se è normale che un Comune debba avere questi tre soggetti che decidono non sui piani sovraordinati, perché quella è una competenza tecnica, la conformità ai piani sovraordinati può farla benissimo la Provincia o la Regione, ma che entrino nel merito delle scelte! Non sono soggetti tecnici quelli che partecipano alla CeVI, ma sono soggetti che possono essere politici, perché voi non li avete definiti. Anzi, avete definito che la CeVI la convoca il legale rappresentante.
Allora, bene nella prima fase, malissimo nella fase finale, perché nella fase finale, una volta che avete dato i pareri sui singoli aspetti tecnici, dovreste lasciare i Comuni liberi di decidere la pianificazione, il governo del territorio nel loro territorio, appunto. Credo che sia un esproprio e che non sia conforme, come ha detto prima il Consigliere Cesetti, alla Costituzione, che prevede un sistema orizzontale delle autonomie locali e non un sistema verticistico.
Quindi, penso che, cassando questo comma e, se fossero stati approvati gli altri sostitutivi, probabilmente avremmo un articolo molto più breve, fatto di quattro commi, ma certamente molto più chiaro e molto più maneggevole.

PRESIDENTE. Emendamento 15/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/23 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è un emendamento che mette una pezza alla sussidiarietà al contrario che ho evocato nel mio intervento di carattere generale all'inizio di questa maratona. Cerca di metterci in pezza. Mi dite voi a che cosa serve inserire “alla Conferenza Cevi partecipano con diritto di voto, oltre all’amministrazione procedente, la Regione, la Provincia territorialmente competente e il Ministero della cultura. Per quale motivo? Se i PUG si devono ovviamente uniformare, voi addirittura dite adeguare o, meglio, si devono conformare ai piani sovraordinati, allora c’è il PPAR che delinea le linee di tutela paesaggistica, il PTR che inserisce all’interno del piano regionale quelle linee paesaggistiche, poi c’è il PTCP, quello provinciale, che recepisce PPAR e PTR; il PUG si deve uniformare a quello. Mi dite a cosa serve la presenza del Ministero della Cultura e, tra l’altro, senza neanche prevedere che la sua presenza dovrebbe essere limitata, come dice l’articolo, mi pare, 143, agli aspetti di competenza?
Questo è il punto: non si capisce per quale motivo ci debba stare sempre di mezzo questo Ministero della Cultura. Capisco che è il prezzo che dovete pagare al Ministero, ma mi pare che sia una cosa antiestetica.
Dice: “A tal fine le Regioni sottopongono… l’uso del territorio mediante piani paesaggistici ovvero piani urbanistici regionali. L’elaborazione dei piani paesaggistici avviene congiuntamente tra Ministero e Regioni, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d)”. Punto. Finito.
Siccome il PUG si deve uniformare al PTCP, che si deve uniformare al PTR - sembra la canzone di Annalisa, Presidente - e il PTR si deve uniformare al PPAR, mi dite a che serve il Ministero della Cultura?

PRESIDENTE. Emendamento 15/23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Cesetti.

Emendamento 15/24 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento a scalare, è un emendamento sostanziale su quello che dicevo prima. Voi non avete voluto espungere il Ministero della Cultura. che era opportuno per quello che vi ho detto. Allora, visto che ce lo volete lasciare, questo emendamento dice, dopo "Ministero della Cultura", inserire: "limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici di cui all'articolo 143, comma 1, lettere b), c), d), del decreto legislativo 42/2004".
Mette in questa legge, né potrebbe essere diversamente, quella disposizione nazionale che voi richiamate all'articolo 1: "Nel rispetto dell'ordinamento europeo e della normativa statale vigente". Con questo emendamento vi metto la normativa statale vigente che consente al Ministero della Cultura di intervenire...
Quindi dico al relatore di maggioranza che questo inserimento, una volta tanto, va messo in questa legge. Ripeto, è una disposizione della norma nazionale e voi non potete prevedere, perché è una violazione del principio d'autonomia, la presenza del Ministero della Cultura che non sia limitata agli aspetti riguardanti i piani paesaggistici di cui all'articolo 143, comma 1. Non potete farlo. Voi la presenza ce la mettete comunque. Non potete farlo. Deve essere limitata a quello, perché voi richiamate al comma 1 la legge nazionale. L'avreste potuto fare se non ci fosse stato quel richiamo.
È una violazione di legge, capito? E siccome io sono un legislatore, come ognuno di voi, che concorre alla formazione legislativa, ve lo dico fino allo sfinimento tutto questo e poi lo ripresenterò. Ma ditelo agli uffici. Perché non sentite l'ufficio legislativo? Non è possibile. Io non ci credo che l'ufficio legislativo della Regione Marche vi abbia detto che un emendamento di questo tipo non è opportuno. Non può essere, perché dice quello che dice la legge. Poi ci costringete a ritornarci sopra all'infinito.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Emendamento 15/24. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/25 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Vede, Consigliere Assenti, glielo dico per la prossima volta: se questo inserimento, che tra l'altro è previsto dalla legge, fosse stato fatto quattro giorni fa, il Consigliere Marinelli l'avrebbe accolto, perché tanto non toglieva nulla al Ministero della Cultura, faceva quello che diceva la legge e mi avrebbe zittito almeno su altri venti emendamenti. E avremmo guadagnato tempo.
Mi avete costretto a presentarne un altro. Anche questo è sostanziale, perché se prevedi la presenza del Ministero della Cultura, che non è di per sé obbligatoria, se non limitatamente ai piani paesaggistici, allora perché non prevedi il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dell'Agricoltura?
Tra l'altro, il Ministero dell'Ambiente è previsto dalla Costituzione, è previsto anche dalla legge, addirittura può stipulare accordi, in base all'articolo 143 del decreto legislativo 42/2004, con Regione, Ministero della Cultura e Ministero dell'Ambiente.
Se quella presenza non è obbligatoria, perché non prevedete anche l'Ambiente e l'Agricoltura? State qui con i comitati, con gli impianti fotovoltaici: vogliamo tutelare il territorio, la nostra bellezza, i borghi, il paesaggio, l'ambiente, il dissesto idrogeologico, e poi li escludete tutti per chinarvi al Ministero della Cultura. Invece, io dico: Ministero della Cultura, Ministero dell'Ambiente e Ministero dell'Agricoltura, per gli aspetti di rispettiva competenza.
Insistete? Va bene, ci torneremo. Ma, ripeto, ci torneremo un altro anno, quando farete l'omnibus di bilancio o un'altra. Ci fate stare qua? Noi ci stiamo, perché queste sono battaglie campali ed epocali, anche se facendo così voi bloccate tutto il territorio e lo sviluppo del territorio e commissariate tutti gli enti locali.
I Comuni, i Sindaci, voglio vedere che cosa diranno, anche quelli del centro-destra. A loro non farà piacere essere commissariati. Poi parleremo con i soggetti interessati sul territorio, ci faremo le campagne elettorali: a giugno ci sono le elezioni amministrative.

PRESIDENTE. Emendamento 15/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Biancani.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/26 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui ci torniamo, perché è una conseguenza. Se fosse stato accolto quello, non ci sarebbero stati problemi.
Dicevo: a giugno si voterà per le elezioni amministrative e nella mia provincia andranno al voto 22 Comuni ed io andrò sul territorio a fare la campagna elettorale. Mica sono candidato, sono Consigliere regionale. Io ci vado a fare la campagna elettorale e mi porto queste cose. Poi vediamo qual è lo sviluppo. Quando il Sindaco, magari di centro-destra, di 800 abitanti, di 1.000 abitanti, farà il programma elettorale. io andrò lì a fare la campagna elettorale, ovviamente col mio candidato.
A Montegiorgio dissi: "Sindaco, le conviene perdere, sarà una settimana di sofferenza, ma poi avrà cinque anni di serenità. Se vince avrà una settimana di gioia e cinque anni di sofferenza". È quello che succede.
L'argomento è questo: noi siamo qui, in un'Aula consiliare, e voi state espropriando i Comuni, e volete che non lo dica in campagna elettorale?
Quando la lettera b) dice: "i soggetti la cui partecipazione si è ritenuta necessaria ai fini della copianificazione e della valutazione", quali soggetti? E chi lo stabilisce? Che cosa significa "ritenuta necessaria"? Chi ci può venire?
Ma sapete quante associazioni ambientaliste, animaliste, stanno sui territori regionali? Quanti soggetti? Che significa? Chi è che lo ritiene necessario? Ma chi? Ma di che cosa stiamo parlando?
Faccio semplicemente un emendamento soppressivo. Dice: soggetti che saranno ritenuti necessari. Chi lo decide? Lo decide la Conferenza? Come lo decide? All'unanimità? Come l'avete previsto voi? Poi, se al Ministero della Cultura non gli sta bene, che fa? Quando andiamo a decidere, per esempio, l'ex FIM di Porto Sant'Elpidio, che succede se a quello non gli sta bene? Chi chiama? Quali associazioni?
Che significa un termine così generico? Può prevedere la legge un termine così? Questo è il contentino che volete dare a qualcuno, ma se lo date a tutti è come se non lo date a nessuno, perché è formulato in modo indistinto, così generico che fa solo confusione e crea problemi. Poi vi dico perché.

PRESIDENTE. Emendamento 15/26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Contrari: Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/26 bis a iniziativa della III Commissione. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Mentre il Partito Democratico, con l'emendamento che abbiamo appena votato, punta ad escludere i soggetti la cui partecipazione è ritenuta necessaria e utile ai fini della copianificazione e della valutazione, questo era quello che la maggioranza ha bocciato, con l'emendamento che proponiamo andiamo ad aggiungere il punto b bis), il comma relativo alla partecipazione alla CeVI, con il quale inseriamo “I Comuni confinanti”.
Premesso che, a mio avviso, sarebbero già rientrati all'interno del punto b), perché è chiaro che la partecipazione alla CeVI per il PUG deve contenere anche i Comuni confinanti, con questo emendamento, proposto dal sottoscritto e dalla maggioranza, tendiamo a esplicitare i Comuni confinanti, recependo anche un'istanza pervenuta nei primi giorni della scorsa settimana di discussione Quindi, in teoria, mi auguro che venga condiviso dal Partito Democratico, che giustamente non sta facendo ostruzionismo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Caro Presidente, probabilmente chi le doveva dare un consiglio tecnico non gliel'ha dato. Si chiamano "impatti transfrontalieri" e vengono decisi; non significa che siamo in Trentino e controlliamo altre Regioni. I transfrontalieri sono gli impatti che le decisioni del Piano o Programma, in questo caso del PUG, possono determinare. Si tratta del modo in cui le decisioni assunte nel Piano regolatore possono incidere sul territorio dei Comuni confinanti.
Quindi, direi che questa lettera b bis) è pleonastica e non ha assolutamente alcun significato, soprattutto perché torniamo sempre a ragionare sul fatto che, come lei diceva, poteva essere già inserita nel punto b). Ma il punto b) dice "i soggetti"; i soggetti non sono gli enti, altrimenti sarebbe stato scritto "gli enti" e i Comuni confinanti sono coinvolti sin dalla prima fase di redazione, ai sensi delle procedure di VAS.
Mi pare più che palese che sia inutile e, comunque, crea, come sempre, dei problemi di interpretazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Devo esprimere la mia opinione, quindi non partecipo al voto.
L'inserimento dei Comuni confinanti, che già è stato operato l'altro giorno nel famoso articolo 12, riguarda enti che sono sempre interessati, per forza di cose. Io la vedo in questo modo: è un errore metterli qui, per una ragione semplice. Innanzitutto li mettete addirittura dopo la lettera b, dopo "i soggetti la cui partecipazione si è ritenuta necessaria ai fini della copianificazione". Prima, in modo indistinto, indicate i soggetti e poi i Comuni, che invece sono quelli confinanti, quelli realmente interessati. Li mettete dopo gli altri? Casomai, dovevate fare la lettera a bis). Questa è tecnica legislativa, non ci vuole molto.
La lettera b bis) creerà problemi alla lettera b), perché quando noi diciamo: "i soggetti la cui partecipazione sia ritenuta necessaria ai fini della copianificazione e della valutazione", non sappiamo quali siano.
Domani che succede? Alla Conferenza CeVI non viene invitata un'associazione, che so, ambientalista; viene approvato il piano e quell'associazione ambientalista presenta un ricorso al TAR dicendo che la sua partecipazione era necessaria perché, ad esempio, c'è la bonifica di un sito o altra questione rilevante. Rischiamo che il TAR sospenda o annulli il provvedimento. Questo è il punto. Per questo la legge lo deve determinare.
Quindi, va bene inserire i Comuni confinanti, ma dovevano essere collocati dopo la lettera a), o anche prima addirittura. Anzi, alla fine si doveva dire: "i soggetti competenti in materia ambientale nonché i Comuni confinanti". Qui andava messo, non dopo.
Tra l'altro, lasciare la lettera b) significa lasciare un'incertezza che sapete quante cause può generare? Hai voglia.

PRESIDENTE. Emendamento 15/26 bis. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 15/27 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Allora, “la valutazione della Conferenza espressa a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto” è soppressa perché esiste una specifica normativa che stabilisca come si vota, le modalità di voto, in quale fasi il voto… Siccome sono contraria e penso che la Cevi non possa sostituire la Conferenza dei servizi, credo che a maggior ragione non si possa decidere il peso dei voti.

PRESIDENTE. Emendamento 15/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Acquaroli Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/28 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Prevedendo, appunto, che l'emendamento precedente, che era quanto mai opportuno, venisse respinto dalla maggioranza, sorda rispetto a indicazioni assolutamente propositive e positive, questo emendamento ha un carattere subordinato, ma sostanziale e rende il dettato normativo coerente con la legislazione nazionale, che tra l'altro regola lo svolgimento delle Conferenze.
Si toglie la parola "maggioranza". Che significa? "La valutazione della Conferenza è espressa dalle amministrazioni partecipanti con diritto di voto, a maggioranza". Sbagliato. Già quel "con diritto di voto" lascia perplessità, ma comunque: perché a maggioranza? Si esprime, punto e basta.
Perché dobbiamo mettere questa indicazione? È un errore, perché, tra l'altro, se pensiamo che partecipano alla Conferenza soggetti che non vi dovrebbero partecipare, che significa "a maggioranza"?
Poi, ad esempio, i Comuni confinanti, che come li avete inseriti voi non hanno comunque diritto di voto, secondo voi hanno meno prerogative del Ministero della Cultura, che non ha nessuna competenza. Quindi quello non vota e, siccome non vota, non si esprime; il Ministero della Cultura, che non ha alcuna competenza, invece, si può esprimere?
Ma io dico una cosa: lo sapete che qui bisogna mettersi d'accordo? Quello che fa la mano sinistra deve sapere quello che fa la mano destra. È una cosa che non si guarda.
E tornando a prima, ai soggetti la cui partecipazione sia ritenuta necessaria, ma scherziamo? Vi figurate quanti diranno: "Io dovevo partecipare"?
Ricordo quando stavo in Giunta: ci hanno impugnato il piano di abbattimento dei piccioni che devastavano i campi di girasole. Ce l'hanno impugnato. Il TAR si è pronunciato e ci siamo dovuti difendere davanti alla Corte dei Conti. Poi, in modo brillante, abbiamo ottenuto un risultato positivo per noi, però hanno impugnato quello.
Se impugnano un piano di abbattimento degli stormi, figuriamoci un Piano regolatore comunale. Dopo, però, finisce in quel modo, capito? E a un Sindaco che succede? Che può essere chiamato alla responsabilità. Questo ai Sindaci glielo dirò, perché il Sindaco non opera con la legge, che è immune da responsabilità, ma opera con un atto amministrativo.
Dopo glielo spiego in campagna elettorale.

PRESIDENTE. Emendamento 15/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Acquaroli Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/29 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento richiama l’intervento precedente e guardate la sua coerenza sostanziale.
Prima ho detto: ma chi sono i soggetti che partecipano? Che cosa dico con questo emendamento? Voi dite che decidono a maggioranza; allora, gli altri, quelli che non hanno diritto di voto, li chiamate a fare che cosa?
Se li chiamate, con questo emendamento dico almeno che decidano "tenuto motivatamente conto dei pareri espressi dalle amministrazioni partecipanti senza diritto di voto".
Che significa questo? Significa prevedere il principio della motivazione dell’atto, perché se noi chiamiamo alla Conferenza i soggetti la cui partecipazione sia ritenuta necessaria, se domani venisse ritenuta necessaria la partecipazione, che ne so, di un’associazione, e quella esprime la propria valutazione, che facciamo, non l’ascoltiamo?
Almeno diamole l’onore delle armi, diamole la dignità dell’ascolto. E l’ascolto non è annuire con la testa e dire: "Ho sentito", come abbiamo fatto nelle audizioni in Commissione. “Ciao e tanti saluti”. Significa tenere motivatamente conto dei pareri espressi.
Tutto qui. Credo che sia l’ABC. Non mi sono inventato nulla. È una convinzione profonda di uno che ha ricoperto ruoli istituzionali e che quando andava da qualche parte, se quello che diceva veniva buttato nel cestino, si arrabbiava sotto il profilo istituzionale.
Allora, inserire questo inciso: "tenuto motivatamente conto dei pareri espressi", è importante, perché se dico una cosa giusta non ho neanche la dignità di una risposta. E la risposta, ripeto, non si dà in queste cose con un cenno del capo; la si dà con un atto motivato.
Anche perché, ripeto, voi non troverete Sindaci che fanno questa roba, perché domani faranno un bel ricorso al TAR, dicendo: "Dovevo essere sentito, non sono stato sentito"; oppure: "Sono stato sentito, ma non si è tenuto conto di quello che ho detto. Quindi io impugno l’atto”.
Il Sindaco ci deve mettere l’avvocato, si deve difendere e, se quell’atto viene annullato, ne può subire anche delle conseguenze.
Ve l’ho detto: a noi hanno impugnato perfino i piani di abbattimento.

PRESIDENTE. Emendamento 15/29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/30 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento, che è di chiusura, sopprime i commi 16, 17, 18, 19 e 20 dell'articolo 15. Il comma 16 dice testualmente: "sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie, le posizioni espresse". Ma stiamo scherzando?
È vincolante ancorché minoritaria la posizione espressa dalla Regione, previa deliberazione della Giunta regionale. Ne abbiamo parlato prima. Dice: "per garantire il coordinamento". Io dico una cosa: ma chi approva il PUG, se c'è tutta questa roba qua?
Dice: "Le posizioni espresse dalle amministrazioni partecipanti sono in ogni caso vincolanti". Ma vincolanti di che cosa? Non possono essere vincolanti le posizioni espresse. Ma che scherziamo?
Vincolanti sono gli atti sovraordinati. Vincolante, Presidente, rispetto a un PUG, è il PTCP, è il PTR, è il PPAR. Non può essere vincolante un'opinione espressa. E se quello si sbaglia? Se viene un rappresentante della Provincia e quella mattina, che ne so, magari si è fatto un mistrà, e si sbaglia. Non è l'opinione espressa che conta, è l'atto che parla nella pubblica amministrazione.
Non è che la Giunta regionale parla con la voce del Presidente Acquaroli. Parla con la voce del Presidente Acquaroli quando fa la campagna elettorale, quando fa i comizi, quando fa le conferenze, ma quando la Giunta regionale partecipa a questi atti, non parla con le parole del Presidente Acquaroli: parla attraverso gli atti amministrativi che il Presidente Acquaroli propone e fa approvare. Questo è l'ABC.
Non si può accettare: "le posizioni espresse". Ma che stiamo scherzando? Le opinioni di che cosa? Sono gli atti sovraordinati quelli che dettano, giustamente, la disciplina e che sono vincolanti, non le opinioni espresse. E se uno le esprime in modo sbagliato?
Dico una cosa: la legislazione ha una sua cultura. Abrogate questi commi.

PRESIDENTE. Emendamento 15/30. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/31 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto

Emendamento 15/32 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Certo, perché questo peggiora, e di molto. Lo dico al Consigliere Rossi, che si ricorda della devastazione dei territori quando pare a lui.
Dice: "Per garantire il coordinamento dell'attuazione di politiche comunitarie e nazionali, nonché settoriali nelle materie di competenza, definite in atti dotati di efficacia”. Roba da matti.
Politiche comunitarie e nazionali, e non si inserisce la Costituzione, però le politiche comunitarie sì.
Sapete quali sono queste politiche comunitarie? Le politiche comunitarie, appunto, sono quelle degli impianti fotovoltaici. Sennò a che serve mettere questo? La politica comunitaria… Come avete respinto i miei emendamenti che parlavano delle politiche regionali e facevano riferimento al Documento di Economia e Finanza Regionale, adesso parlate di politiche comunitarie definite in atti dotati di efficacia? Ma stiamo scherzando?
Non ci possiamo ridurre a servi sciocchi dell'Europa, delle politiche comunitarie. Ma poi lo dite voi, che fate i sovranisti? Ma dove sta scritto?
Questa è la strada per gli impianti fotovoltaici, perché il Ministero della Cultura, che ve l'ha dettato, dice: "Metteteci quelli, perché se ci mettete quelli noi, quando magari diamo i pareri...". Perché tra di loro non si mordono. Pensate un po' al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, che ha fatto i decreti dopo non si sa quanto tempo e, intanto, gli impianti fotovoltaici li fanno.
Quindi, quando fanno l'impianto fotovoltaico di Falerone, dove c'è il teatro romano, un sito culturale, il piantone di Falerone, gli ulivi, la dieta mediterranea in quel territorio, i principi che vi ho detto io negli emendamenti, neanche uno ne avete accolto. Però le politiche comunitarie sì, di modo che quando vanno lì a mettere gli impianti fotovoltaici, che attraversano tutta quell'area, magari il teatro romano... a posto, bello.
Una cosa che non si guarda. Continuate così. Voto contro.

PRESIDENTE. Emendamento 15/32. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 15/33 a firma dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo è l'emendamento del Consigliere Biancani, c'è il mio nome per primo solo per rispetto del lavoro fatto, ma in realtà questo l'ha voluto lui in particolare e riduce il potere della Provincia alla mera conformità in merito al PTCP.
L'ho firmato come prima firmataria, ma in realtà è un po’ riduttivo e siccome il Consigliere Biancani non è presente, lo presento io e voglio che rimanga traccia del fatto che è un emendamento a prima firma del Consigliere Biancani.

PRESIDENTE. Emendamento 15/33. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/34 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 15/35 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 15/36 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 15, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Brevemente, il Partito Democratico voterà contro perché noi abbiamo proposto due livelli di modifica. La prima modifica è: i commi soppressi e riscritti, mettendo la Conferenza di copianificazione come primo step e la Conferenza dei Servizi come step successivo, ridando al Comune la sua competenza all'interno del suo territorio per la pianificazione e il governo dello stesso.
Abbiamo proposto due linee, appunto: una che era quella della totale sostituzione e dell'abrogazione dei commi, e l'altra invece, quella del Consigliere Cesetti, che proponeva di modificare i singoli commi, riducendo il peso burocratico che loro introducono sempre nel procedimento di approvazione del PUG.
Il Consigliere Cesetti ha proposto numerosi emendamenti che sono stati tutti bocciati, soprattutto rispetto a chi deve partecipare alla Conferenza di CeVI e al peso dei voti in Conferenza di CeVI, perché la Conferenza di CeVI, come ricordiamo, è composta di quattro soggetti che votano e tutti gli altri hanno un rapporto ancillare, quindi un rapporto sicuramente di secondo piano e non importante. Questo non è corretto nei confronti di aspetti particolari che non sono rappresentati dai quattro soggetti che partecipano alla Conferenza di CeVI.
Oltre ai termini, che non sono rispettosi, l'abbiamo sottolineato, dei tempi e delle modalità stabiliti dalla VAS. Tra l'altro, non esiste una fase preliminare nella quale vengono controdedotte le osservazioni fatte dai cittadini e da enti in merito al progetto preliminare di Piano regolatore. Tutto questo a discapito della concertazione...

PRESIDENTE. Articolo 15, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Vi richiamo, a seguito della posizione assunta dalla Consigliera, che è molto emblematica ed esplicativa, la necessità che quando non si interviene, si deve stare in silenzio. Quindi ringrazio, la Consigliera Casini, per la posizione critica e silenziosa.
Vi prego di fare silenzio. Chi deve parlare esca dall'Aula.
Articolo 16, ci sono 9 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. La pianificazione urbanistica con funzione operativa ha diverse criticità. La prima, l'ho già detto, è quella che non c'è conformità con la pianificazione strutturale, quindi con la prima fase del Piano regolatore, che arriva in una seconda fase; non viene stabilita la conformità, ma soltanto la coerenza con la vocazionalità.
Io parlo, ovviamente, dei piani particolareggiati che sono esterni; non mi riferisco, per intenderci e per parlare con i tecnici, ai piani di recupero che, tra l'altro, dovrebbero essere in scala 1:1000, non a 2000, tanto per fare una chiosa. Ma, insomma, chi li ha fatti lo sa, chi non li ha fatti non lo sa.
Detto questo, la pianificazione e quindi la funzione operativa viene lasciata senza controllo, nel senso che non ci sono parametri di conformità, non ci sono procedure che siano corrette. Ci sono convenzioni urbanistiche nelle quali vengono già predisposte le convenzioni urbanistiche, quindi si dà per scontato che siano tutti piani privati, di iniziativa privata, perché i piani a iniziativa pubblica non sempre hanno le convenzioni urbanistiche.
Vengono inseriti degli elaborati che sono assolutamente insufficienti, nei quali viene identificata questa coerenza, che non si capisce come venga poi declinata. Contengono norme urbanistiche divise di attuazione e di progettazione in relazione agli ambiti di trasformazione urbanistica o rigenerazione urbanistica.
Allora, la trasformazione urbanistica in realtà non esiste nel PUG, perché non c'è nessun ambito che parla di progettazione o di trasformazione urbanistica. Vi ricordo che la rigenerazione urbanistica va bene, quella territoriale si riferisce alle zone agricole e quindi, sotto i PUE e gli AO, in realtà ci sono dei piani attuativi di iniziativa privata che possono essere fatti sia in conformità che non in conformità.
E poi vedremo conformità e coerenza. Magari fosse in conformità. Poi vedremo quali sono le procedure, perché addirittura si scomoda l'articolo 11 della legge 241 del 1990, che è l'istanza di parte. Quindi è talmente chiaro: si salta a piè pari l'articolo 34 del decreto legislativo 267 del 2000, che è l'articolo che definisce, dal 2000, gli accordi di programma.
Ma gli accordi di programma sono troppo complessi per chi deve utilizzare questa norma e quindi viene utilizzata una procedura che però, peccato, non consente le varianti e invece viene inserita, poi vedremo nell'articolo 17, quando il piano attuativo costituisce variante.
Oltre a non rimanere chiaro se costituisce variante senza una prima fase di conformità, che è obbligatoria, per il piano attuativo, oppure se può essere approvato il piano attuativo di iniziativa privata direttamente in variante. Ma queste sono cose che probabilmente... io parlo con me stessa, perché non credo che qualcuno abbia capito a quale fattispecie mi riferisco. Forse solo il Consigliere Assenti, che mi sta ascoltando. Ma c'è una bella differenza.
Ci sono stati tanti tavoli tecnici, ci sono state tante interpretazioni su questo argomento e qui viene completamente sottratto al dibattito, non chiarito. Anzi, addirittura mi dicono i colleghi dei Comuni e delle Province che, per capire la differenza tra un piano attuativo di iniziativa pubblica e privata, alla fine lo hanno scoperto soltanto per la citazione vaga di questo articolo 11 della 241.
Tra l'altro, la chicca delle chicche: la tavola di progetto a scala adeguata. Non si capisce se è la scala di casa nostra. Quantomeno un piano attuativo deve avere un 5.000 o almeno un 2.000, ma può avere delle tavole anche al 500. E secondo me tutte queste sono cose veramente gravi.
Insomma, devo dire che è un articolo… poi ancora torniamo ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare. Io mi sarei aspettata un rinnovamento da questo punto di vista. Cioè, che ancora si pensi e si scriva la 167 è di un anacronismo assoluto.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Brevemente, Presidente. Su questo articolo c'è soltanto un mio emendamento. Ne vedrete pochi d'ora in avanti, non molti, anche sugli articoli successivi, perché ovviamente gli emendamenti sono stati predisposti dalla Consigliera Casini, io li ho sottoscritti, e questa è la dimostrazione di come non ci siamo sovrapposti. Tant'è che, ripeto, su circa 350 emendamenti non ce n'è uno in sovrapposizione, segno evidente che da parte nostra non c'è stato mai alcun intento ostruzionistico, che abbiamo minacciato e poi non abbiamo fatto perché la maggioranza si è redenta su alcuni fatti. Quindi ne vedrete pochi.
Dico subito che non interverrò se non strettamente necessario. Ripeto, questa è la dimostrazione, se vogliamo, di come noi abbiamo operato in senso propositivo rispetto a questa legge. Nel momento in cui la collega si è occupata di questi articoli, gliel'ho detto: io mi sono astenuto. Ripeto, sono pochissimi gli emendamenti che ho predisposto.
Il primo, però, ne parlerò dopo, è un emendamento all'articolo 16, comma 1. Qui parliamo della funzione operativa della pianificazione urbanistica comunale. Avrei potuto ripetere tutte le altre cose che abbiamo detto sugli articoli precedenti, ma ovviamente non l'ho fatto perché, allora sì, avrebbe avuto un carattere ostruzionistico e, lungi da me, in questa circostanza.
Questo emendamento sostituisce le parole “funzione operativa della pianificazione urbanistica comunale”, che è un termine, tra l'altro, generico e che non dice nulla. Allora, sostituisco la parte operativa, non la funzione, perché la funzione non può essere di uno strumento di pianificazione urbanistica. È la parte operativa della pianificazione urbanistica comunale.
Che cosa deve fare? Individua e delimita le diverse parti o tessuti all'interno degli insediamenti esistenti, per i quali, in coerenza con i criteri stabiliti dal PUG, parte strutturale, quella di cui abbiamo parlato poc'anzi, detta norme di conservazione, trasformazione, uso e relative modalità di attuazione. Questa è la sua funzione, e si va avanti, operativa della pianificazione urbanistica comunale.
Allora, se voi leggete questo emendamento, oppure fate una fotografia tra quello che avete scritto voi e quello che è scritto in questo emendamento, vedrete la differenza. Ma non perché è scritto bene sotto il profilo estetico, anche, e poi dirò, ma nella sostanza. Quindi è un'opportunità accoglierlo.
Tra l'altro non mi sono inventato nulla. Anche questo emendamento è stato tratto da altre normative regionali che sono da anni in vigore. Io le cito perché, se queste normative negli anni - pensiamo all'Umbria che ha fatto il Testo unico nel 2015, e siamo nel 2023, quindi sono otto anni - non sono state modificate, significa che quel dettato normativo ha funzionato e comunque ha assolto i compiti che si era prefisso. Per questo io l'ho tratto da lì e, ovviamente, da un lato, adeguato a quelle che sono le nostre caratteristiche, ma anche a quello che è il dettato normativo che avete fatto voi, dall'altro.
Quindi, credo che questo emendamento, che non toglie nulla, ma anzi aggiunge qualcosa di importante, sia un'opportunità per voi accoglierlo. Se non lo fate, ripeto, io non me ne dolgo per niente.

PRESIDENTE. Emendamento 16/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho già parlato, lo leggo soltanto. Ripeto: “La parte operativa della pianificazione urbanistica comunale individua e delimita le diverse parti dei tessuti all'interno degli insediamenti esistenti, per i quali, in coerenza con i criteri stabiliti dal PUG, parte strutturale, detta norme di conservazione, trasformazione, uso e relative modalità di attuazione”. È la sua funzione.

PRESIDENTE. Emendamento 16/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Chiedo la verifica del numero legale prima della votazione.

PRESIDENTE. Procediamo con la verifica.
Presenti n. 16,
Assenti n. 15.
Continuiamo la seduta. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Se si può evitare il clima da stadio mi farebbe una cortesia. Ripeto, capisco che la legge è noiosa, pesante e incomprensibile per i più. Lo dico in maniera anche un po' saccente, però è difficile recuperare il filo.
Comunque, la parte che probabilmente non ci siamo ben spiegati, ma che è giusto che chi ci ascolta capisca, perché siamo seguiti da molte persone, vi sembrerà strano ma ci sono tante persone che si interessano di questo tema, per fortuna, è questa: la rigenerazione territoriale si riferisce a tutte le zone agricole e naturali, per definizione della stessa legge, e quindi i piani che vengono approvati, voglio sottolineare, non sono conformi a una destinazione di Piano regolatore.
Il Piano regolatore stabilisce le aree che sono urbanizzate e le perimetra. All'esterno non ci sono destinazioni urbanistiche, ma ci sono soltanto vocazionalità. Queste vocazionalità, se del caso, vengono affrontate e risolte mediante dei piani particolareggiati, quasi sempre di iniziativa privata.
Torno a dire che, nel momento in cui si cita la 167, cioè l'edilizia economica e popolare, significa che noi stiamo tornando indietro di anni, ancora ai ghetti urbani, ed è veramente vergognoso che questa norma venga inserita, visto che ne mancano tante, tra i piani particolareggiati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Presidente, mi rivolgo a lei perché non era evidentemente una dichiarazione personale nei miei confronti. Però credo che sia inaccettabile che il Presidente della Commissione si permetta di dire, di fronte all'esercizio di un diritto, che è quello di verificare chi c'è in Aula o non c'è, che siamo dei bambini.
Se lei pensa che questo sia normale…, lo dico perché non è pensabile. La fatica la facciamo tutti quanti. Capisco che lui faccia difficoltà a comprendere gli emendamenti, però è l’esercizio di diritto da parte di chi li vuole presentare…Penso che non vada bene che si continui ad accettare queste provocazioni. Non è la prima da parte del Consigliere Serfilippi, Presidente.

PRESIDENTE. Il mio atteggiamento non era assolutamente di superficialità. Era solo una presa d'atto perché da qui non ho sentito le parole che, in quel momento di confusione a seguito della proclamazione della presenza del numero legale, venivano pronunciate da alcuni Consiglieri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Mi asterrò, ma voglio rispondere al Presidente della Commissione.
Non si tratta di essere ragazzini nel chiedere la verifica del numero legale. Premesso che io ero in Aula, quindi ho garantito la presenza del numero legale, sa perché si chiede la verifica? Qual è l'obiettivo? Far saltare la seduta di un'ora? Faremo un dispetto a noi che stiamo un'ora in più qua. È ovvio. L'obiettivo è quello di pretendere la presenza di tutti . Come ci sto io, voglio che ci siano tutti. Ma per che cosa? Per farvi un dispetto? No. Per chiamarvi alle vostre responsabilità? Neanche. Per farvi faticare? No. Semplicemente, la richiesta del numero legale, per imporvi di stare qua, è strettamente correlata e connessa alla richiesta del voto nominale. Perché sui singoli emendamenti, voglio sapere, ad esempio, come vota il Consigliere Bilò. Perché attraverso il voto nominale domani, politicamente, sui territori, lo chiamerò alle sue responsabilità.
È troppo facile che, di fronte a un mio emendamento che dice di individuare le aree idonee e non idonee agli impianti fotovoltaici, qualcuno vada fuori e non risulti se abbia votato contro. Quindi, uno vuole la vostra presenza non per dispetto, ma perché è strettamente correlata alla richiesta del voto nominale. Perché voi quando state qua, vi dovete assumere, come noi, le responsabilità. Questo è il tema, non altro.
Non siamo ragazzini, anzi siamo uomini e donne maturi e anche sufficientemente scaltri nell'esercizio delle proprie funzioni, perché vogliamo che quello che facciamo non sia invano, che non vada nel cestino, che lo si possa utilizzare domani per ripresentarlo, politicamente, perché noi facciamo politica.
Questa è una battaglia democratica nella quale si confrontano le armi democratiche e quella di chiedere la vostra presenza e il numero legale è un'arma democratica.

PRESIDENTE. Prima di continuare, rispondendo all'affermazione del Consigliere Carancini, ripeto: non ho sentito le frasi che sono state dette ma, prendendo atto delle sue affermazioni, diffido chiunque dei Consiglieri presenti dall'usare espressioni che criticano non il voto o le espressioni nel merito, ma il comportamento posto in essere dai Consiglieri nell'esercizio dei loro diritti.
Sono esercizi che ciascun Consigliere può svolgere in forza, innanzitutto, dell'essere Consigliere regionale e di svolgere il compito assegnato dalla comunità e, in secondo luogo, in forza del Regolamento e dello Statuto. Quindi ha perfettamente ragione e richiamo tutti a non criticare le scelte che vengono compiute in forza delle norme legittime del Regolamento, perché è un comportamento più che legittimo sia dal punto di vista istituzionale, sia dal punto di vista giuridico-regolamentare, sia dal punto di vista democratico.
Detto questo, passiamo alla votazione.

Emendamento 16/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 16/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. È un appesantimento della procedura, nel senso che, secondo noi, la Regione non deve esprimere un parere. Se non la Regione come ente, quindi come parte politica la Regione non deve esprimere un parere, quindi noi pensiamo di cassare la dicitura “alla Regione”.

PRESIDENTE. Emendamento 16/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. In primo luogo vorrei sapere a chi è venuto in mente di inserire il Ministero della Cultura nei piani particolareggiati perché, a memoria d'uomo, non si è mai espresso, ma manda una nota nella quale scrive che si esprimerà sui singoli progetti delle opere di urbanizzazione e dei singoli immobili. Una cosa che, credo, nella Regione Marche conoscono tutti, per cui chi ha scritto questa cosa evidentemente non la conosce.
Un'altra cosa che vorrei dire: da dove vengono i 45 giorni? Perché, se si mandano al Ministero della Cultura per l'acquisizione del parere ai sensi del 42/2004, i giorni sono 60; se si manda alla Provincia territorialmente competente per esprimere un parere, i tempi sono 60.
Bisogna sapere se il piano è conforme. Non si sa più se è conforme o non è conforme, comunque se è in variante o non è in variante al PUG, perché le procedure sarebbero diverse e i soggetti sarebbero diversi, ma questo non è dato sapere.
45 giorni, appunto, sono un'invenzione inutile, o sono 30 o sono 60. 45 proprio non so da dove venga fuori, se non dalla procedura di VAS. Ma qui si parla del piano e si fa una grandissima confusione, nel senso che una cosa che viene confusa, per esempio, è il comma 3 dell'articolo 6 del 152, perché chi scrive queste norme pensa che quella sia una sorta di esenzione di alcuni piani e programmi. In realtà no, quella è l'assoggettabilità, è una procedura di assoggettabilità indotta, ma nella legge questo non viene detto.
Intanto cominciamo a cassare 'Regione' e 'Ministero della Cultura' per rendere tutto più snello. Al Ministero della Cultura ci andranno quei piani, comunque, che interessano delle aree vincolate ai sensi del 42/2004, sia esso PPAR, quando sarà, sia esso invece 42, quindi ex 1497, ex 431.

PRESIDENTE. Emendamento 16/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/6 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questa è una cosa che mi farebbe piacere sapere chi l’ha scritta.
Sull'articolo 17 della legge 1150 sono stati scritti fiumi di parole, sono state emanate sentenze e sentenze. Perché? Perché la decadenza e l'inefficacia dei piani attuativi, oltre ad essere molto complessa, è diversa a seconda del tipo di piano attuativo. Quindi non sono solo 10 anni: rimane attiva per quello che riguarda alcuni aspetti del piano e ci sono tante sentenze.
Allora, secondo me, solo una persona che non ha mai visto nella sua vita non solo un Piano regolatore, ma non ha mai neanche visto un piano attuativo, che non è mai stata in un Comune, che non è mai stata neanche in Regione in maniera efficiente ed efficace, può scrivere una norma del genere.
Perché sull'articolo 17, Consigliere Assenti, lei che fa l'avvocato, vada a vedere quante sentenze ci sono, che riguardano talmente tante fattispecie. Ricordo a tutti che il comma che state introducendo, cioè l'emendamento, si riferisce a una legge del 1942, ancorché modificata recentemente nel 2011.
Ma secondo voi quante sentenze ci saranno sulle questioni dei piani particolareggiati di iniziativa pubblica e privata, sulle procedure espropriative, sulla vigenza o non vigenza delle convenzioni, sul trasferimento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria? Ma tutta questa roba, chi ha scritto questa norma la conosce? O pensate che stiamo giocando a Monopoli?
Qui si pensa che stiamo giocando a Monopoli: io sposto la casetta tua, la do al Comune, senza rendersi conto che qui si parla di territorio.
Allora scrivere, definire e dire che diventano inefficaci ai sensi dell'articolo 17 della legge 1150 del 1942 significa non sapere di cosa si sta parlando. E questo mi indigna, se permettete, perché io sto spendendo il mio tempo qui, mi sono dovuta leggere questa roba, sto qui soltanto perché sono stata eletta dai cittadini e li sto rappresentando, e sto rappresentando tante persone che sono indignate come me. Ma questa cosa, messa come emendamento, è una vergogna. E mi dispiace dover usare questi toni, ma c'è un limite a tutto. È inaccettabile.
Guardo lei, Assessore: è inaccettabile che lei accetti, dal punto di vista tecnico, una roba del genere, perché non è contro di me. Questa roba è una mancanza di rispetto nei suoi confronti.

PRESIDENTE. Emendamento 16/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 16/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 16/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Guardi Presidente. “Scala adeguata” non si sopporta in una legge perché la scala adeguata, ripeto, è la scaletta di casa nostra, che è adeguata all'altezza dei pensili che dobbiamo raggiungere.
La scala adeguata, nel caso di una pianificazione esecutiva come quella che stiamo discutendo, è 5.000, 2.000, 500. Quindi scrivere "scala adeguata" significa che posso presentare anche una scala a 25.000, per intenderci, il che è una roba veramente assurda. Quindi, "scala adeguata": minimo in scala 1:2.000, almeno quello.

PRESIDENTE. Emendamento 16/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 16/9 firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Questo emendamento fa il paio con l'emendamento all'articolo 14 che è stato votato poco fa negativamente e riguarda i PEBA.
Ringrazio il Presidente della Commissione che quantomeno ha preso la parola per spiegare il motivo della bocciatura, però sinceramente io non avvicinerei, per motivi prettamente politici, il PEBA a tutti gli altri piani, cosa che invece può fare un tecnico.
Chi fa politica, come me da tanto tempo, come il Consigliere Serfilippi e tutti coloro che sono qui, sa perfettamente che sul PEBA ci sono grossissimi problemi all'interno del Comune.
Quindi, anche se i tecnici hanno consigliato la bocciatura di questi emendamenti, credo che su questi temi ci dovrebbe essere il primato della politica, per cui invito la maggioranza - so che da parte del PD ci sarà appoggio, vista anche la sottoscrizione da parte del capogruppo- ad un voto positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 16/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 17.
Emendamento 17/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 17/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, voglio far notare che sull’articolo 17 non ho presentato neanche un emendamento, li ha presentati la Consigliera Casini, io ho firmato i suoi, ma non ho presentato neanche un emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 17/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 17/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.
Rifacciamo la votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 17/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, Consigliera Casini.

Anna CASINI. Stiamo parlando di piani attuativi che, in teoria, dovrebbero conformarsi al PUG, che dovrebbe conformarsi, ma non si parla di conformità, dovrebbe essere coerente, al PPAR, al PTC e al PTR. Quindi credo che mandare in Regione la documentazione e aspettare un parere della Regione sia completamente fuori contesto, perché sono anni che i piani attuativi, quelli conformi per esempio in Regione Marche, vengono approvati dai Comuni col silenzio-assenso della Provincia.
Quindi. un piano attuativo conforme, nel senso che ha gli stessi indici e parametri stabiliti da un PRG, in questo caso non si capisce, qualora fosse "coerente" alla vocazionalità stabilita dal PUG, per quale motivo debba essere mandato in Regione o acquisire altri pareri, per esempio quello del Ministero della Cultura, è pleonastico in quanto si esprime soltanto in alcuni casi.
Oggi la legge regionale vigente prevede che i piani conformi siano adottati dal Comune, dalla Giunta, neanche dal Consiglio, mandati in Provincia per 30 giorni, con eventuale silenzio-assenso, e approvati in via definitiva dalla Giunta. Quindi una procedura snella.
Questa è una procedura complessa e burocraticamente peggiorativa che però non tutela, perché parliamo di coerenza invece di conformità e quindi la coerenza, come abbiamo detto, è effimera.

PRESIDENTE. Emendamento 17/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 17/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 17/6 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Anche in questo caso il Ministero, se del caso, si esprimerà qualora il piano attuativo… Lo chiamo così per semplificare perché PUE, AO, eccetera…, insomma gli acronimi vengono modificati tanto per fare dispetto ai Comuni e a chi utilizzerà questa legge, secondo me, o per far vedere che si è innovato qualcosa.
Quindi, il Ministero si esprimerà, se del caso, qualora ci siano aree tutelate dal punto di vista paesaggistico; altrimenti il Ministero non si deve esprimere.

PRESIDENTE. Emendamento 17/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 17/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Quando si vuole inserire una norma per non far vedere che abbiamo dei piani attuativi in variante, bisogna saperlo fare.
Noi sappiamo che c'è una norma, che è il 267/2000, Testo unico sugli enti locali, quindi non parlo di una piccola norma, che stabilisce all'articolo 34 che le varianti ai Piani Regolatori si fanno con l'accordo di programma.
Perché si fanno con l'accordo di programma? Perché l'accordo di programma è un accordo tra enti e non tra privati. E’ un accordo tra enti, nel quale possono entrare anche i privati, però principalmente è un accordo tra enti e, con decreto del Presidente della Regione o con decreto del Presidente della Provincia, si approva la variante, se nel caso l'accordo comporti una variante.
Cosa si inventa chi ha redatto questa norma? Si inventa che, quando abbiamo un piano attuativo in variante, quindi un piano che prevede una cosa diversa dal PUG…, cioè se io come PUG ho previsto che ci sia una zona agricola e il piano in variante prevede che ci sia una zona industriale, che succede? Che non c'è l'accordo di programma con tutti gli enti, che mi immagino voi abbiate stabilito per la CeVI; invece si approva con l'articolo 11 della legge 241/1990.
Che cos'è l'articolo 11? Qualcuno di voi, anzi molti, conosceranno l'articolo 10 e l'articolo 10 bis. Guardo gli avvocati, guardo i tecnici. Il 10 bis è l'Ave Maria per gli uffici. L'11 sta dopo il 10 bis ed è un parere favorevole, un parere espresso a seguito di istanza di parte.
Ora, Consigliere Assenti, lei ride perché pensa che sia una cosa furba quella di dire che il geometra comunale stabilisce da solo di fare la variante urbanistica con quello che la presenta e quindi decide che in zona agricola si possa fare un insediamento produttivo senza chiamare nessun ente. Ma questo è. Vada a leggere l'articolo 11.
Vi avete inserito la politica laddove non serve, in tutte le approvazioni dove effettivamente sarebbero state utili delle questioni tecniche. Ed è qui che serve la politica, perché stiamo parlando di piani in variante, anche se non si dice che sono in variante. Ma se non sono in variante, mi dovreste spiegare la differenza di procedura tra gli AO e gli altri piani. Se c'è una differenza di procedura, c'è una differenza di piani, o sbaglio?

PRESIDENTE. Emendamento 17/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 17/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Anche questo è un appesantimento burocratico. Abbiamo approvato un piano attuativo che è una lottizzazione; se devo variare il piano attuativo e le modifiche non incidono sul dimensionamento globale del piano - finalmente avete usato “dimensionamento” a pagina 32, sono contenta, è la prima volta che si usa; scopiazzando qua e là l’avete trovato – non comportano modifica al perimetro, agli indici di fabbricabilità, alle dotazioni urbanistiche e territoriali, sono approvate con deliberazione comunale. Perché? Perché con il Consiglio comunale? Ma mandatela in Giunta! Ma che lo portate a fare in Consiglio comunale? Ma perché complicate le procedure? Oggi un piano attuativo conforme va in Giunta e voi adesso lo mandate in Consiglio. Ma quale snellimento? Ma quale innovazione? Questa è una legge che riporta le procedure della 1150 del ’42. Ve lo ricordo, perché voi state inserendo dei tempi che erano stati ridotti in questi anni con la legge vigente. Noi torniamo indietro al ’42, complimenti. Se questa è l’innovazione! Capisco che può piacere a qualcuno il ’42, ma c’è un limite a tutto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo in dissenso concordato. Mi asterrò, ma Consigliere Serfilippi, faccia qualcosa. Io l’ho letta prima di venire in Aula; più sono qui, più mi rendo conto che questa legge è complicata da applicare. Avete capito che avete rimandato al Ministero della Cultura? Il Ministero della Cultura è la Soprintendenza, che non riesce a rispondere a nessuno: blocchiamo tutto. Se non si esprime il Ministero, gli enti non vanno avanti perché hanno paura della Soprintendenza.
Addirittura i piani attuativi li rimandate in Consiglio comunale, quando bastava una delibera di Giunta.
Se volete, ci possiamo interrompere, andiamo alla prossima settimana, rimettiamo mano insieme. Io non sto scherzando, ma una roba del genere non è sostenibile, è preoccupante. Volete andare avanti, ma intanto non va bene così. Fate voi.

PRESIDENTE. Emendamento 17/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Biancani, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Carancini.

Articolo 17. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Siamo contrari per le motivazioni espresse.

PRESIDENTE. Articolo 17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 18. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, Presidente, non ci sono emendamenti perché, in effetti, questo è un articolo inemendabile. Perché quello che dice non può prescindere dalle vigenti disposizioni legislative, mi pare evidente.
Quando si parla di consorzi di proprietari, comparti edificatori, può essere presentata al Comune dai proprietari, ma è ovvio che si può fare, non c'è bisogno di scriverlo qui. Invece, non ci avete scritto quello che è necessario. Questa è la dimostrazione di come volete fare una legge che crea problemi, perché, ovviamente, questa legge, che non può dire una cosa diversa da quello che dicono le disposizioni nazionali, va a creare ulteriore confusione e ulteriori problemi interpretativi.
Perché poi ci sarà sempre qualcuno che dirà: “Ma guarda, è vero, ci stanno le disposizioni nazionali, però la disposizione della legge regionale numero, quello che sarà, dice quest'altro”. E dagli giù con la prevalenza. Quale sarà la prevalenza della legislazione, quella nazionale o quella regionale? Però è materia di legislazione concorrente, allora c'è il 117.
Io non faccio diritto amministrativo per scelta, ma gli avvocati su questo ci vanno a nozze. Immaginate sulla prevalenza della legislazione: prevale quella dello Stato o quella della Regione? Perché poi ci sta anche il problema della tutela dell'ambiente.
Adesso sto scrivendo una modifica statutaria: siccome la tutela dell'ambiente è stata inserita tra i principi fondamentali della Costituzione, quindi di fatto prevale sulla legislazione concorrente, perché attribuisce a tutte le istituzioni della Repubblica l'obbligo di tutelare l'ambiente…, sarà una confusione di proporzioni cosmiche sotto il profilo interpretativo.
Questo è un articolo in cui bastava semplicemente un comma che rinviava alle legislazioni in vigore. Questo creerà ulteriore confusione. Risparmio il tempo per evidenziare dov'è che fa confusione.
Noi votiamo contro. Ripeto, non ho fatto emendamenti, a parte che se ne occupava la Consigliera Casini, perché è inemendabile. quindi noi votiamo contro. Punto e basta.

PRESIDENTE. Articolo 18. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo (*), Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Cambiare il voto del Consigliere Mastrovincenzo: da favorevole a contrario.

Articolo 19. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui non ci sono emendamenti. Dice: “Concorsi di progettazione e di idee”. Noi, in questa legge, non abbiamo messo, ad esempio, tra i principi generali, che i Comuni potevano individuare le aree idonee e non idonee ai fini dell’installazione di impianti, non abbiamo messo il dissesto idrogeologico. non abbiamo messo il riferimento agli articoli 9 e 41 della Costituzione perché creavano danno, addirittura hanno detto, però si mette all’articolo 19: “Al fine di favorire interventi di rigenerazione urbana e territoriale e la loro qualità progettuale, i Comuni possono promuovere il ricorso a concorsi di progettazione e di idee ai sensi del rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici”. Ma che lo scrivete a fare in questa legge? Per dire che avete fatto un articolo in più? Ma fa solo confusione.
Poi dice: “I concorsi di cui al comma 1 possono essere previsti principalmente per l’’attuazione di strumenti”, ma non è che lo dovete dire. I Comuni lo possono fare e basta, perché c'è la legislazione nazionale, la richiamate voi, in materia di contratti pubblici. E perché lo dovete dire voi? Sa perché? Perché i 235 Sindaci lo devono sapere? Perché voi volete mettere le mani sulla testa dei Comuni, per comprimerne l'autonomia e tutte le prerogative. Questo volete fare. Addirittura voi dite che possono favorire, “al fine di favorire possono promuovere”. Ma io faccio il Sindaco e, in base alla legislazione nazionale, faccio quello che ritengo io. Ma dove sta la necessità di scrivere un articolo del genere? Quindi, voto contro. La Consigliera Casini mi ha fatto parlare, quindi penso che siamo tutti quanti contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. Il Consigliere Cesetti è intervenuto, quindi io intervengo in dissenso, dicendo che il Consigliere Cesetti non solo ha ragione, ma dirò di più: c'è una motivazione, e la motivazione è che si entra nel merito anche della scelta dei contributi e dei costi di costruzione. Perché, se guardate bene l’articolo, il comma 3 prevede che i Comuni possono effettuare lo scomputo del contributo di costruzione dovuto per gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale dei costi sostenuti per lo svolgimento del concorso di idee. Quindi troverete, negli articoli, spesso e volentieri questa gamba tesa della Regione, che prevede per i privati, che intervengono con dei piani attuativi o con i concorsi di idee, uno scomputo degli oneri di urbanizzazione, che è una competenza squisitamente comunale e che viene inserita nella legge affinché il privato abbia un aggancio. E questa è una cosa scorretta. Non è soltanto in questo articolo, ma anche in altri che poi vedremo dopo.

PRESIDENTE. Articolo 19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Casini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 20. C’è una serie di emendamenti, per la precisione 5. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, non ho presentato degli emendamenti, eppure se ne potevano fare molti. È la dimostrazione che voi, con la forza dei numeri contro la ragione, non fate niente, perché a fare 2.000 emendamenti su questo articolo non ci voleva niente e voi la legge non l'approvate. Però non li abbiamo fatti.
Ci sono gli emendamenti della Consigliera Casini, ovviamente voterò in modo disciplinato quello che vota il gruppo. Ho firmato quegli emendamenti, ma io non li ho fatti.
Torno un attimo su quello che diceva la Consigliera Casini prima. Cosa hanno fatto? La Commissione - prima diceva: “Le convenzioni possono prevedere lo scomputo del contributo” - ha fatto una modifica e dice: “Le convenzioni prevedono lo scomputo”. Quindi, le obbligate.
Come fate a dire a me, Sindaco, che devo prevedere lo scomputo del contributo? “Possono”, sì, non serve scriverlo, ma che tu mi obblighi a prevederlo non va a ledere una mia prerogativa? Perché, magari, con lo scomputo del contributo di costruzione, ci metto in sicurezza il territorio. Con quel contributo del costo di costruzione non è che ci finanzio le bocciofile a Osimo, in via del Passatempo, come avete fatto voi con la tabella E, oppure il ruzzodromo o la recinzione...
Quando lei, Consigliere Marinelli, faceva il Sindaco, le sarebbe piaciuto se la Regione fosse venuta a dirle che doveva prevedere per forza lo scomputo del contributo di costruzione? Perché lo scomputo del contributo di costruzione lo puoi fare se corrisponde all'interesse pubblico, che va adeguatamente motivato. Non è che tu puoi prevederlo così, perché lo dice la Regione.
Questa norma è illegittima. Questo per dirvi come voi scrivete le leggi.
Se poi andiamo all’articolo in questione sulla perequazione urbanistica, non ne parliamo più. Dice: “La pianificazione urbanistica comunale privilegia la perequazione urbanistica quale principio, metodo e tecnica operativa”. Come privilegia la perequazione urbanistica? Toglietela questa parola. È una cosa che non si guarda.
Sotto dice che il PUG, in riferimento agli interventi, alla perequazione urbanistica e di rigenerazione urbanistica, stabilisce i criteri. Poi dice: “In caso di alta tensione abitativa”. Questo è il massimo, penso che l'abbiamo soppresso. Io non so se si può scrivere una legge in questo modo.
Fin d'ora dico che a questo articolo sono contrario. Ci sono gli emendamenti nostri, che io voterò, e rinuncio ad illustrarli, ma ci penserà il primo firmatario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Come sempre, brevissimo.
Noi andiamo a ridurre gli oneri, cioè andiamo a togliere i soldi ai Comuni per legge. Non si può fare, dovremmo darglieli. Ad esempio, ad un Comune come Pesaro costerà almeno 2 milioni di euro fare un piano regolatore, tant’è che anni fa sono stati messi 26 milioni di euro. Ad un Comune come Pesaro costerà almeno 2 milioni, ad un Comune come Fano costerà 1,8 milioni e poi si va a scendere. Ma addirittura gli togliete gli oneri?
Sono intervenuto pochissimo, ma sulle cose eclatanti bisogna intervenire. Si potranno togliere degli oneri ai Comuni? Fanno degli accordi e tu vai a dire che se fanno un certo tipo d'accordo avranno uno sconto sull'onere. Ma sarà il Comune che andrà a definire cosa vuole scontare e se lo vuole scontare. Per me è gravissimo prevedere questa roba nella legge.
Ovviamente noi comunicheremo tutta questa roba. Non funziona. Il Presidente l'altra volta si era allarmato, giustamente, ed era andato a chiedere. Qui, Presidente, per qualsiasi cosa, comprese le varianti da quattro soldi, dovrete chiedere il parere alla Soprintendenza, che non risponderà. L'ho detto più volte. A parte che non risponderà neanche la Regione, Presidente, perché lei, come me e come quasi tutti i Consiglieri, conosce la macchina regionale. Il Servizio urbanistica, a meno che non assumiate 10-15 persone, non sarà in grado di rispondere a tutte queste richieste.
Alla Soprintendenza sono in due. Ho avuto la telefonata… L'ho fatto vedere alla Consigliera Vitri., per mettere un gazebo una persona ha fatto la domanda a fine ottobre, ad oggi la Soprintendenza non ha risposto, quindi non potrà mettere il gazebo di Natale. Perché non lo potrà mettere? Perché il dipendente comunale mai si permetterà di dare il via libera se è previsto un parere e il parere non viene dato. Dei 60 giorni, 30 giorni o 15 giorni non gli importa niente. Il dipendente del Comune o di qualsiasi altro ente non rilascerà mai l'autorizzazione senza quel parere. Il parere non arriverà e questo soggetto non potrà fare quello che voleva. Pensate: 4 metri per 4 per 20 giorni. Voi lo prevedete su tutto, ma questi non ce la fanno a rispondere. Come ve lo devo dire?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Pochissimi minuti per segnalare una coerenza, anche attraverso l'intero articolo 20 e, in particolare, il capo III, intitolato «Principio di perequazione - città pubblica».
Il principio di perequazione, chi ha avuto esperienze amministrative, diciamo di governo, sa bene che cosa vuol dire. Va premesso che è un principio riconosciuto dall'ordinamento ormai da qualche anno, ma in realtà il principio di perequazione urbanistica è la porta principale per la realizzazione dell'espansione urbanistica. Dietro la parola “perequazione urbanistica” ci possono essere tutte e il contrario di tutte le scelte.
Questo per dire che, da un lato, voi raccontate che tendete al consumo zero, ma in realtà, attraverso il principio di perequazione urbanistica, formulato senza limiti, senza vincoli e senza indirizzi particolari, per esempio rispetto all'edificazione pubblica e alle scelte di valore pubblico, consentite in maniera indiscriminata di fare espansione urbanistica dal punto di vista industriale, artigianale e civile.
E vi assicuro che è una falla, che è uno strumento ideale. Lo dico per chi un minimo di esperienza sotto il profilo urbanistico l'ha avuta. Vi assicuro che non è certo un modo, contrariamente a quello che affermate voi, per evitare disparità di trattamento tra proprietà. In realtà, attraverso la perequazione urbanistica, farete esattamente il contrario.
Mi aggancio e chiudo sulla questione dello scomputo del contributo di costruzione. Guardate che è un fatto grave, illegittimo, direi mortificante per i Comuni, ed è assolutamente ingiusto nei confronti di chi, sui territori, utilizza quel contributo per gestire le politiche comunali.

PRESIDENTE. Emendamento 20/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L'ha già detto il Consigliere CESETTI e io lo ribadisco: che significa “privilegia”? La perequazione urbanistica non deve essere privilegiata, deve essere consentita. Infatti io chiedo di sostituire la parola “privilegia” con la locuzione “è consentita”, nel senso che io consento la perequazione urbanistica qualora mi serva per acquisire anche spazi da destinare ad opere di urbanizzazione, piuttosto che a servizi, piuttosto che a standard. Ovvero, mi può servire quando c'è una sperequazione tra il valore di un'area rispetto ad un'altra che fa parte dello stesso ambito. Ma qui non c’è da nessuna parte che siano previsti dei comparti di attuazione nei quali l'indice territoriale può essere spalmato e, quindi, anche chi ha, all'interno dell'indice territoriale, aree destinate a standard sviluppa comunque una parte dell'indice fondiario che viene individuato in una porzione del territorio. Non c'è scritto da nessuna parte questo. Non è specificato da nessuna parte come devono essere fatti i piani attuativi.
Con i PUG non specificate nemmeno quali sono gli indici territoriali e gli indici fondiari. Ma vi dirò di più: non stabilite neanche se ci saranno gli indici territoriali e fondiari. Guardate, non è indifferente quello che sto dicendo. Se in un piano attuativo non ci sono gli indici territoriali e fondiari, entrambi gli indici, ne pagano, per esempio, le larghezze stradali, ne pagano i marciapiedi, perché di solito si fa il fondiario più gli standard. E questa è un'aberrazione.
La vergogna della vergogna di questo articolo è al comma 3. La perequazione urbanistica, se prevista nel PUG, può essere permessa in relazione alla componente regolativa mediante il permesso di costruire convenzionato. Ma veramente? Il permesso di costruire convenzionato è un microcosmo, ma il permesso convenzionato comunque si può fare, a prescindere dal fatto che venga scritto in una norma. È comunque una prassi che, se di interesse generale e pubblico, può essere attivata. Ma è necessario metterla nella perequazione? Io faccio l'ampliamento di casa mia e faccio una perequazione perché tu mi consenti di fare un ampliamento a casa e io ti do un pezzetto di verde? Ma quale miopia vi ispira?
Il permesso di costruire convenzionato questo è: io ti do un pezzetto di strada che ti serve e faccio un ampliamento di casa mia. È un permesso di costruire.

PRESIDENTE. Emendamento 20/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 20/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Il PUG stabilisce le regole generali, i criteri e le modalità della perequazione che trova applicazione con particolare riferimento agli interventi di trasformazione urbanistica, e questo mi sta bene perché la trasformazione urbanistica si riferisce all'area urbanizzata, ma anche agli interventi di rigenerazione urbanistica.
Vi ricordo la definizione di rigenerazione urbanistica, che significa che io vado a rigenerare delle aree agricole e naturali - questa è la definizione della legge - aree vocate all'agricoltura e che sono aree vergini dal punto di vista degli insediamenti urbanistici. Noi in Regione Marche non abbiamo delle aree agricole dove ci sono delle criticità o dei mostri ecologici. Non abbiamo ecomostri, per fortuna. Se li abbiamo sono comunque in aree urbanizzate tramite lo sportello unico per le imprese, che è, quella sì, un'aberrazione, che prevede una variazione provvisoria a zona artigianale, industriale o commerciale.
Quindi il fatto di cancellare la rigenerazione urbanistica deriva dal fatto che la rigenerazione territoriale e urbanistica viene considerata come una modifica delle zone agricole, che non hanno nessuna esigenza di essere invase.
Se si vogliono invadere le zone agricole perché non si vuole il consumo di suolo zero, basta avere il coraggio di dirlo. Si fanno delle scelte, si dice che l'espansione è ammessa con trasformazione delle zone agricole in zone che hanno un indice volumetrico e territoriale di tipo produttivo o residenziale, punto. Qual è il problema?
L'importante è scriverlo e non nascondersi dietro a delle norme di difficile applicazione e che, oltretutto, creeranno sicuramente contenziosi, perché queste norme saranno applicate, ripeto, semmai, dai tecnici comunali che sono da soli e che in due terzi del territorio hanno anche i problemi della ricostruzione post-sisma.

PRESIDENTE. Emendamento 20/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 20/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sì, sennò il comma non è comprensibile. Già non è comprensibile di suo, ma se non inseriamo gli indici fondiari… Nell'ambito interessato dalla perequazione, gli immobili da destinare alle dotazioni urbanistiche…, cioè noi (Regione, Provincia, Comune, Pubblica Amministrazione) abbiamo interesse nella perequazione perché aumentiamo la dotazione di standard, ossia di servizi per i cittadini. Allora, in quest'ambito, gli immobili da destinare alle dotazioni urbanistiche, ove previste, territoriali, nonché ad attrezzature e infrastrutture pubbliche - è stato cassato il riferimento all'uso pubblico e non si capisce perché, sarebbe stato opportuno mantenerlo - e all'edilizia residenziale pubblica, se prevista, sono oggetto di cessione gratuita al Comune e i diritti edificatori complessivamente attribuiti alla superficie territoriale dell'ambito medesimo si concentrano nelle restanti proprietà immobiliari.
Se avete capito quello che c'è scritto in questo comma, siete bravi. Sicuramente è incomprensibile, perché chi l'ha scritto non sapeva quello che voleva dire. Consigliere Assenti, le chiedo, per cortesia, di spiegarmi il significato di questo comma.
Io ci aggiungo “immobiliari” e “indici fondiari”, almeno sappiamo che ci sono degli indici. Perché, onestamente, che cosa significhi questo articolo 6 non solo io, ma anche un gruppo di persone che conosco e che mi ha dato una mano a leggere la norma, non siamo riusciti a capirlo. Qual è l'obiettivo di questa norma?

PRESIDENTE, Emendamento 20/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 20/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. “In caso di alta tensione abitativa, gli strumenti di pianificazione con funzione operativa disciplinano la localizzazione e l'edificabilità di interventi di edilizia residenziale pubblica”. Ma perché lo deve fare un piano attuativo? Ma perché non lo fa il Consiglio comunale? Ma perché non lo fa la politica? Perché la politica non decide dove si fa l'edilizia residenziale pubblica? E perché la si deve fare nelle aree marginali? E perché ancora facciamo le 167? Ma perché non riusciamo a fare integrare questa edilizia con il tessuto residenziale esistente o di nuova espansione? Cioè, sempre marginale, anche nella norma. E la cosa che dà fastidio è il caso di Comuni con alta tensione abitativa, faccio l'esempio di Jesi: Jesi non è un Comune ad alta tensione abitativa, quindi non sarebbe ammissibile tutto questo.
Allora, o si fa in tutti i Comuni oppure eliminiamo direttamente questa norma, che è anche brutta dal punto di vista storico, culturale e urbanistico.
Non c'è più l'articolo 51…So che la maggior parte di voi è troppo giovane per sapere cos'è l'articolo 51, che era un articolo che veniva usato quando bisognava individuare un pezzo di terreno per farci una casa di edilizia residenziale pubblica senza urbanizzazione. Lì manco i parcheggi si davano, perché l'edilizia residenziale è essa stessa standard. Quindi, ringrazia Dio che ti ho costruito la casa, mica vorrai pure avere il parcheggio e il verde pubblico attrezzato! E che diamine, è tanto che ti ho dato la casa. Ovviamente sono ironica in quello che dico, perché poi il tono può non essere...
Ma la 167 già prevedeva dei quartieri che, pure, è una cosa bruttissima… la dovremmo superare dal punto di vista culturale. Ma l'articolo 51 era proprio: ho un pezzo di terra sperduto, lo perimetro e ci metto una casa popolare, ci faccio 20 appartamenti. Tu stai là e non ti faccio neanche i parcheggi. Siamo tornati a questo.
Mi viene lasciato il pezzettino marginale. Poi, non solo: “Il Comune, acquisite le aree cedute mediante perequazione, stabilisce la destinazione dei proventi derivanti dall'assegnazione dei lotti”. Il Comune se le rivende le aree, capito? Una cosa veramente assurda. Mi meraviglio che voi approviate questa norma.

PRESIDENTE. Emendamento 20/4. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 20/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 20. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo articolo apre il cuore nel titolo: “Dotazioni urbanistiche e territoriali per la città pubblica”, e tu dici: che bello, finalmente abbiamo la città pubblica, finalmente si pensa ad aumentare la qualità della vita dei cittadini. Si pensa che ci sono cittadini che hanno un'età anagrafica prevalente… Sbaglio? Io sto parlando dell’articolo 21.

PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto sull’articolo 20. Non si lasci interloquire dagli altri. Non ci sono dichiarazioni di voto, nessun problema.
Articolo 20. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 21. Ha 19 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. L'articolo 21 apre il cuore, perché parla di dotazioni urbanistiche e territoriali per la città pubblica. Che bello: avremo un aumento degli standard, avremo finalmente una contestualizzazione territoriale degli standard. Per esempio, qual è la fascia d'età prevalente nelle Marche? Gli anziani. Qual è la fascia prevalente in futuro? Gli anziani più anziani, ci auguriamo. E allora prevediamo un format di servizi che sia adeguato alla fascia prevalente.
Poi ci sono definizioni che sono scopiazzate qua e là dal D.M. 1444 del 1968, lasciatelo stare, quello è dal 1968 che sta lì. È vero che deve essere modificato, ma non lo riscrivete, sennò poi non ci si capisce niente.
Quindi: dotazioni urbanistiche e dotazioni territoriali. Poi su questo entreremo nel merito.
E poi si mettono all'interno degli standard gli orti urbani. Ora, io sono d'accordo sugli orti urbani e mi ricordo che uno dei primi piani regolatori che li introdusse, venticinque anni fa, fu il Piano regolatore di Spinetoli. Non sapevamo come individuarli dal punto di vista urbanistico, se fossero zone agricole, ma non si potevano frazionare ….
Guardo il Consigliere Marinelli, perché è stato Sindaco e quindi capisce anche queste sciocchezze che però, insomma, sono questioni concrete.
Ben vengano gli orti urbani, ma secondo voi possiamo considerare gli orti urbani come una piazza pubblica, come un parcheggio, come verde pubblico? Li possiamo considerare come una scuola? Questo l'avete scritto voi: l'orto urbano è uno standard. Tempo libero, parchi attrezzati, fanno parte della dotazione di 18 metri quadrati pro capite che abbiamo nelle Marche.
Ora, altre leggi, dalle quali pure è stato scopiazzato il riferimento alla dotazione minima del decreto ministeriale, che ripeto è del 1968… - quando avevamo una macchina ogni tre famiglie, oggi abbiamo tre macchine a famiglia e siamo molto più atletici, nel senso che la città dal 1968 si è espansa, è aumentata la volumetria e sono diminuite le zone verdi, quindi abbiamo necessità anche di più verde. Io pensavo: questa è una legge che impone, come fanno molte altre leggi, 25 metri quadrati pro capite. Molte normative, che hanno ispirato la scrittura di questa norma, prevedono infatti 25 metri quadrati pro capite, perché alzano il livello. Invece no, noi lo abbassiamo. Ma poi che diciamo? Che sotto i 3.000 abitanti si può pure fare a meno di 18 metri quadrati. Per cui dico: se non alziamo il livello di qualità delle nostre città e dei nostri paesi, in particolare di quelli piccoli, il turismo ce lo sogniamo. Ma è una questione economica.
Guardo il Consigliere Assenti, che è di San Benedetto del Tronto. Qual è il problema di San Benedetto del Tronto? San Benedetto del Tronto non ha parcheggi. Ve lo dico perché preferisco non andare più a casa a San Benedetto del Tronto perché devo parcheggiare a Monteprandone.
Se vuoi continuare con un turismo di qualità, devi pensare ad aumentare i servizi per il cittadino. Quindi, devi aumentare il verde pubblico attrezzato e non considerare il lungomare come verde pubblico, come fa San Benedetto del Tronto - ma non è certo colpa del Consigliere Assenti - e devi aumentare i parcheggi, per il motivo che ho detto prima.
Noi siamo tutti in sofferenza per i parcheggi, perché la legge, il decreto, stabilisce 2,5 metri quadrati pro capite. Voi capite che non può essere più quella la dotazione.
Quindi, mi aspettavo che ci fosse un salto di qualità da questo punto di vista, cosa che invece non c'è, assolutamente, quindi sono molto delusa da questo, perché viene riportato il D.M. in maniera pedissequa, anzi viene scardinato, laddove possibile, nelle zone B; viene scardinato nelle zone dove si possono ridurre gli standard, senza pensare alla qualità dello standard, non indirizzandosi verso la qualità, ma soprattutto verso la quantità.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Su questo articolo ho presentato tre emendamenti che si ripetono anche negli articoli 25 e 33, dove richiamo l'autoproduzione di energia e la raccolta e il riutilizzo dell'acqua piovana, come elementi imprescindibili del tema della rigenerazione urbana e territoriale.
Sempre su questo tema ho presentato mesi fa una proposta di legge che, purtroppo, giace non discussa in III Commissione. Quindi ho provato ad inserire queste questioni all'interno di questa proposta di legge.
Al comma 2 dell'articolo 21, dopo la parola "energetica", sono aggiunte le parole "e idrica".
Al comma 6, sempre dello stesso articolo, dopo la parola "pubblico", sono aggiunte le seguenti parole: «che, in caso di presenza di coperture e di superfici superiori a 100 metri quadrati, dovranno essere dotati di tetti in grado di produrre energia e raccogliere l'acqua piovana e, per quest’ultima, prevederne il riutilizzo in loco».
Un analogo emendamento è previsto anche al comma 12, dopo la parola "comunale", quindi non sto a rileggerlo perché è praticamente identico al precedente.
Naturalmente spero che siano accolti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, ovviamente voterò contro questo articolo. Non ho presentato alcun emendamento; ho sottoscritto quelli della Consigliera Casini, tutti pertinenti e opportuni.
Questo è un articolo che verrà riscritto quando ripresenteremo gli emendamenti che non sono stati accolti, e lo faremo alla prima occasione utile, trascorsi sei mesi.
Questo articolo andrà completamente riscritto, perché non si guarda.
Faccio un esempio, c’è l'emendamento della Consigliera Casini, lo cito come esempio …”Ferma restando la normativa in materia di espropriazione per pubblica utilità, le dotazioni urbanistiche territoriali sono reperite di norma...”, ma come sono reperite di norma? Sono reperite anche, come dice l'emendamento, ma non potete scrivere "di norma". Che significa "di norma"? "Di norma" si scrive quando uno dice: fai come vuoi. Allora scrivi "di norma". Ma una legge non fa questo. "Di norma" lo può fare un atto amministrativo; in una legge non si scrive.
La Commissione ha poi modificato il testo e dice: “In sede di progetto preliminare - qui noi parliamo di dotazioni urbanistiche e territoriali per la città pubblica – del PUG può essere scelto e adeguatamente motivato e valutato – dove? - nella successiva Conferenza di CeVI- ma stiamo scherzando? - un criterio analitico e relativo indice volumetrico abitativo o equivalente”. Il criterio è motivato nella relazione tecnica e illustrativa del PUG ed è sorretto dai dati. Però dice che lo si fa all'interno della Conferenza di CeVI.
Ma veramente voi espropriate tutte le prerogative, i diritti e i doveri dei Comuni con questa benedetta Conferenza di CeVI, dove tra l'altro c'è la mano del... Questo è un articolo tutto da riscrivere e, al momento opportuno, lo faremo.

PRESIDENTE. Emendamento 21/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Siccome qui si definiscono in maniera strana le dotazioni urbanistiche, allora proponiamo di inserire una definizione: “Le dotazioni urbanistiche e territoriali sono quelle così come definite nell'allegato A dell'Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni, concernente l'adozione del Regolamento edilizio tipo di cui all'articolo 4, comma 1-sexies, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380”.
Può sembrare pleonastico, ma chi ha redatto la norma non conosce questa Intesa, né tantomeno gli elaborati e le delibere che sono stati approvati dalla Giunta regionale per il suo recepimento e né, tantomeno, quelli approvati dal Consiglio. Quindi, sarebbe utile far capire che il regolamento edilizio è una cosa diversa dalla legge urbanistica, ma c'è un momento nel quale essi si fondono e, comunque, quando si parla di dotazioni è importante che si utilizzino definizioni precise.

PRESIDENTE. Emendamento 21/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ha detto bene il Consigliere Cesetti, che è anche esperto nella scrittura delle norme: “Sono reperite di norma mediante la perequazione urbanistica di cui all'articolo 20”. Ma se non c'è nessun privato che mi attiva la perequazione urbanistica, come la faccio? Perché la perequazione urbanistica ha una parte di discrezionalità. Ovvero, il proprietario o l'interessato ad attivare un piano attuativo viene al tavolo del negoziato e dice: “Io voglio costruire - più o meno funziona così - su questa area e ti cedo questi immobili che tu poi destini...”». Ovvero, io ho un comparto edificatorio, ma non si parla di comparti dei piani attuativi in questa norma, si parla di altro genere di comparto, quindi non sappiamo. La norma non prevede questa fattispecie, che pure è prevista nella realtà.
Esiste un comparto dove, come dicevo prima, l'indice territoriale, che è l'indice che sviluppa tutta l'area, comprese le zone destinate a servizi, viene considerato. Io, che ho il terreno sul quale ricade l'area verde ma che sviluppa un indice territoriale, vengo perequato da chi quell'indice lo utilizza nel proprio indice fondiario. So che è un po' complesso, ma funziona così dal 1942. Quindi, a quel punto, c'è una perequazione, ma tutto parte dall'interesse del privato.
Allora, mi chiedo: perché la città pubblica la devo lasciare in mano all'iniziativa privata e non posso prevedere, invece, di attivare dei finanziamenti per espropriare o acquistare aree da destinare a standard? I cittadini delle Marche non meritano di avere maggiori spazi verdi? Non meritano di avere altre scuole? Aspetto di costruire una scuola perché il privato mi deve perequare un'area? Capite che è una roba assurda. È assurdo scriverlo. Ma voi l'avete scritto.
E non solo. Queste cose vorrei che il Presidente, che non c'è, ma c'è l'Assessore, ascoltasse. Queste cose le abbiamo dette, Assessore, le abbiamo ripetute, le abbiamo proposte, abbiamo detto che ci sono queste criticità, ma abbiamo ricevuto dei no incredibili.
Io non credo che lei possa pensare che la dotazione di standard sia basata sull'iniziativa privata. Non ci credo. Non credo neanche che lo pensi il Consigliere Assenti. Non ci posso credere. Eppure questo è ciò che avete scritto.
L'atto propone “di norma”. Allora scrivete come propongo io: “anche”, “di norma” è diverso, Assessore. Le leggi vengono scritte con un linguaggio.”

PRESIDENTE. Emendamento 21/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, della Consigliera Casini.

Anna CASINI. Noi possiamo costruire gli standard di una città ideale, di una città migliore, di una città che stiamo progettando, di una città che stiamo cercando di pianificare, con la costituzione di diritti d'uso del suolo? Dai su, questo è il classico standard da sandwich: metto i parcheggi sottoterra, sopra ci metto la scuola, poi sul tetto della scuola realizzo il verde, tanto mi vale da standard.
È una questione anche di qualità.
Ma voi siete convinti di queste cose che avete scritto? Perché io non sono sicura che siate convinti, non ci posso credere. Cioè, anche attraverso la costituzione dei diritti di uso pubblico… Prima viene il privato che mi deve dare le aree, sennò non faccio neanche un po' di standard, un po' di verde, un campetto di calcio per i bambini. Non faccio niente se non c'è il privato che mi cede le aree e che costruisce. Ma il privato potrebbe non essere interessato a costruire, quindi non posso fare le opere pubbliche.
Poi: “Di norma attraverso anche la costituzione del diritto d'uso pubblico”. Cioè, io ti do l'area per 20 anni, poi me la riprendo? Un'opera pubblica è di proprietà pubblica. Consigliere Assenti, si vada a rivedere la definizione.

PRESIDENTE. Emendamento 21/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ve la leggo perché mi sembra una barzelletta: “La pianificazione urbanistica comunale assicura il reperimento di aree e attrezzature per la realizzazione delle dotazioni urbanistiche territoriali di cui a questo articolo", che abbiamo già detto come si realizzano, "ai fini del perseguimento di obiettivi di accessibilità universale". Ma se non abbiamo approvato i P.E.B.A., che sono stati presentati sull'accessibilità normale, sull'accessibilità e sulle barriere architettoniche, andiamo a scomodare l'accessibilità universale?
"E di fruibilità delle aree pubbliche, di contrasto al consumo di suolo, di permeabilità dei suoli, di miglioramento della biodiversità". Che c'entra la biodiversità con le dotazioni di standard? Me lo volete spiegare? Ci mettiamo le galline?
"Della funzionalità ecosistemica delle aree verdi". Peccato che nessuno si sia ricordato che nelle Marche esiste la R.E.M. Non è stata neanche inserita la R.E.M. in questa norma, quindi non va rispettata. La Rete Ecologica Regionale non viene rispettata, però pensiamo alla biodiversità andando a urbanizzare le zone agricole.
"Di qualità e riconoscibilità dello spazio pubblico nel paesaggio urbano, di sostenibilità energetica e di edilizia residenziale pubblica". Ma eravate sobri quando avete scritto questo comma? Perché è in netto contrasto con il comma precedente, assolutamente in contrasto.
Tutto questo è condivisibile, a parte alcune definizioni, tipo l'accessibilità universale, che non so se sia per gli UFO. Per chi è l'accessibilità universale? Vengono dall'universo mondo o dall'universo Universo? Andrebbe spiegato quale sia questa accessibilità universale, perché io non lo so e manifesto la mia ignoranza.

PRESIDENTE. Emendamento 21/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/5 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 21/6 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi è talmente piaciuto questo comma pieno di…, non mi fate dire parolacce in Consiglio. Mi è piaciuta soprattutto l'accessibilità universale, tanto che alla fine ho detto: “Perché non citare anche il DM 1444 del 1968 che è come il tè, non fa male e non fa bene”, quindi ce lo mettiamo. Sono sicura che lo approverete anche perché l'avete citato sempre, anche quando avete detto che si possono ridurre alla metà le dotazioni.

PRESIDENTE. Emendamento 21/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Carancini, Cesetti, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Latini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 21/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sono molto maligna, Consigliere Assenti, e siccome l'articolo 3 è copiato dal D.M., tanto amato da tutti noi, mi chiedo: perché lo dobbiamo ripetere? “Dotazioni urbanistiche di livello locale e dotazioni territoriali di livello urbano". Poi, alla fine, vedo perché, e lo vedremo dopo, perché quelle territoriali non si dice che sono in più, come per esempio nella legge del Piemonte o nella legge dell'Emilia-Romagna, tanto richiamata, ma si dice che sono...
Allora, non so se voi ve ne siete accorti, ma la dotazione territoriale di livello urbano-territoriale, che è quella, per intenderci, degli ospedali, delle cose più grandi rispetto alla dotazione delle opere di urbanizzazione primaria, viene messa come se fosse primaria. E invece è in più, è in aggiunta ai 18 metri quadrati.
Questa cosa non mi è piaciuta e propongo di cassare tutto questo, perché è una ripetizione più o meno pedissequa, anche se non lo è. Per esempio, qui non c'è scritto che le bonifiche sono opere di urbanizzazione secondaria, non c'è scritto. Quindi non c'è tutto il D.M. riportato, mancano delle cose.
Allora, per evitare interpretazioni dubbie, propongo di eliminare completamente questo comma, che tanto dovrebbe essere una mera ripetizione del D.M. 1444 del 1968, ma in realtà non lo è, perché omette alcune parti. Io lo toglierei.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. È tanto che non parlo, Presidente, avevo promesso di non intervenire più, però di fronte agli strafalcioni qualche volta devo parlar, Non ne posso fare a meno. Bravo, Consigliere Marinelli, proprio non ne posso fare a meno. Poi vi dirò anche perché intervengo.
Voi, Consigliere Assenti, non potete approvarci gli emendamenti per lavarvi la coscienza e per poter dire: "Abbiamo accolto alcuni emendamenti, quindi è stato un percorso partecipato".
L’emendamento che avete accolto prima, come facevate… Vi ha pure preso in giro la Consigliera Casini nel presentarlo. Invece questo dovreste approvare. Quando va a sopprimere…, mi dite a cosa serve mettere: "Le dotazioni di cui al comma 1 si distinguono in..."? Ma una legge deve dire in cosa si distinguono?
Ma basta prendere Wikipedia. Gli date il testo, lo scrivete su Wikipedia, poi magari anche lì qualche volta è scritto male, e vi dice qual è. C'è bisogno che lo scriviate in una legge regionale? Ma è roba che non si guarda.
Quindi, perché non accogliete questo. Approvate l’emendamento e togliete questa dicitura che non serve, è del tutto inutile, appesantisce la legge, crea confusione.
Richiamare la normativa nazionale fa solo confusione, tra l'altro richiamarla e riscriverla in modo diverso. Qui copiate e addirittura copiate male. E quando uno copia male, fa danni.
Quindi vi invito…, ripeto, l'ho fatto per parlare in dissenso, ovviamente non parteciperò al voto e non interverrò ulteriormente.
Voglio dire, Presidente, che siccome il Consigliere Rossi ha un impegno ed è stanco, e siccome i lavori procedono anche celermente - tant'è che non sono più intervenuto come intervengo di solito, cerco di limitarmi. Lo dico per il Consigliere Rossi, per la verità - magari si potrebbe terminare anche un po’ prima, visto che abbiamo guadagnato tempo. Lo diciamo per il Consigliere Rossi ed anche per gli uffici perché mi rendo conto che, da questa mattina, ininterrottamente, stanno lì a rilevare tutto e non è un esercizio facile. Quindi, visto che siamo andati veloci, magari si potrebbe anche anticipare di mezz'ora.

PRESIDENTE Emendamento 21/7 - non partecipano alla votazione il Consigliere Cesetti e il Consigliere Mastrovincenzo - lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. L'ho già detto: l'orto urbano non è uno standard. E, per esempio, tornando al comma 3 di cui si parlava prima, Consigliere Assenti, tra la dotazione territoriale, che significano parchi urbani, ospedali, lei ci può mettere i piani comunali di protezione civile? Ma come li calcola a metro quadro? Il piano di protezione civile lo considerate uno standard? Ma voi state bestemmiando! Questo è un insulto alla norma. Voglio spiegare che gli standard vengono stabiliti in un tot a metro quadrato, cioè ogni cittadino ha diritto ad avere nelle Marche 18+3 adesso; poi, con la nuova legge sarà 18, forse 9, non si sa.
Ma vi pare normale che nella dotazione di standard siano inseriti i piani della protezione civile? Ma come li inserite, con quali metri quadri? Semmai, le aree destinate alla prima emergenza, quelle perimetrate; ma già è così, vengono già censite nei piani regolatori, è un obbligo di legge da 20 anni.
Poi togliamo gli orti urbani, che non possono essere uno standard. Vanno fatti, è giusto che ci siano; può essere una dotazione aggiuntiva. Se vogliamo fare una dotazione aggiuntiva rispetto al DM, rispetto ai 18 + 3, per me va benissimo; ma che sottraiamo parcheggi o verde pubblico attrezzato per gli orti urbani, no.

PRESIDENTE. Emendamento 21/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 21/10 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Le leggo la parte iniziale: il criterio analitico, in base al quale si stabiliscono gli standard, è motivato nella relazione tecnica illustrativa del PUG e sorretto da idonei dati. Non ci devono stare idonei dati, ma il numero di abitanti equivalenti lo moltiplichi per 21 e abbiamo gli standard minimi.
Allora scriviamo: perché non sempre gli standard... E ci aggiungiamo una cosa, per esempio: “quando le zone di espansione C siano contigue o in diretto rapporto visuale con particolari connotati rurali e naturali del territorio, quali coste marine, laghi, lagune, corsi d'acqua importanti, nonché singolarità orografiche di rilievo, ovvero con preesistenze storico-artistiche e archeologiche, la quantità minima di spazio di cui al punto C dell'articolo 3 del DM 1444 resta fissata in 15 metri quadrati”. Così, cerchiamo almeno da questo punto di vista di aggiungere degli standard, visto che voi li cassate.

PRESIDENTE. Emendamento 21/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/11 a firma dei Consigliere Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/12 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Non si calcolano gli standard sulla popolazione insediata, perché è una vergogna. Un piano regolatore calcola gli standard sugli abitanti insediabili, perché gli standard li realizza in un lasso di tempo.
Semmai, quando si presenta un piano regolatore, mi dispiace che non ci siano i tecnici, si fa un calcolo della dotazione di standard allo stato attuale e una verifica del numero degli abitanti; quindi, si verifica se la dotazione di standard è rispettata rispetto al numero degli abitanti. Se c'è, per dire, una carenza rispetto a uno degli standard, che potrebbe essere il verde pubblico, potrebbero essere i parcheggi, potrebbe essere l'edilizia scolastica, piuttosto che l'edilizia ospedaliera, si fa una verifica dello stato attuale, si chiama analisi di contesto, quindi si vede sugli abitanti insediati. Sono dati dell'Istat, non ci vuole tanto a prendere il numero degli abitanti e a moltiplicarlo per 21 o per 18. A quel punto tu sai se hai gli standard totali. Dopodiché ti fai un'analisi degli standard rispetto alla tipologia e verifichi se ci sono delle carenze, ovvero degli esuberi. Gli esuberi non ci sono mai, magari fosse.
Dopodiché si fa la verifica su quelli insediabili, perché il piano regolatore può anche decidere di non insediare più persone e di ridurre il numero degli abitanti. A quel punto si dice che gli standard sono sufficienti.
Nel PUG, invece, con popolazione insediata o da insediare superiore a 15.000 abitanti, la dotazione, come dicevo prima, territoriale è di 17,5 metri quadri, ad esempio, per l'edilizia ospedaliera, e di 15 metri quadri per i parchi territoriali e vengono messi al posto dello standard stabilito dal DM 1444 per il verde pubblico e i parcheggi. E questo non va bene perché, nelle altre leggi, come ho detto, si mette in più rispetto a quelli, cioè è una dotazione aggiuntiva. Qui invece si dice che la dotazione complessiva rimane questa e non è aggiuntiva.

PRESIDENTE. Emendamento 21/12.Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/13 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Voglio dire al Consigliere Assenti che su questo emendamento – prima dicevo che le dotazioni non erano aggiuntive, ma erano dotazioni - potrebbe convincere gli altri a votarlo, perché dice: “la dotazione territoriale aggiuntiva di aree per attrezzature di interesse generale, in aggiunta alla dotazione minima stabilita dal DM 1444/68”. Si parla di una dotazione aggiuntiva rispetto a quella base.

PRESIDENTE. Emendamento 21/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo è relativo ai “Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, insediati o da insediare - che poi sono due cose completamente diverse - non appartenenti a Unioni con popolazione superiore, possono motivatamente ridurre di non oltre il 30% le quantità minime delle dotazioni urbanistiche”
Lei capisce che è un danno grande per i Comuni, perché, nel momento in cui questi ambiti, soprattutto nei Comuni più piccoli e nei territori montani, si spopolano, dotarli di attrezzature e di maggiori servizi può essere un modo per invertire la tendenza allo spopolamento. Ma evidentemente qui il gioco al ribasso è della legge. L'abbiamo già capito.

PRESIDENTE. Emendamento 21/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/15 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo comma prevede la monetizzazione degli standard. Quindi, faccio un intervento per il quale servirebbe un tot di verde per persona e un tot di parcheggi; ma, siccome costruisco di più, non ce la faccio a lasciare uno spazio per i parcheggi e per il verde, allora lo monetizzo.
È una brutta pratica, ancorché consentita dalle norme. Ma la norma, di solito, prevede che la monetizzazione sia possibile qualora ci siano delle eccedenze di standard. Nel senso: se lo standard è rispettato, per quanto riguarda verde pubblico e parcheggi, il resto lo monetizzo.
Invece, in questo caso, si può monetizzare tutto. Possiamo non realizzare parcheggi, non realizzare il verde e costruire soltanto le volumetrie, pagando al Comune il corrispettivo del valore del verde.
Voi capite che è un corrispettivo risibile, con il quale non si riesce ad acquistare un'area. E, ripeto, se noi vogliamo andare verso la qualità dell'abitare, la qualità del vivere, dobbiamo invece, come minimo, mantenere la dotazione di standard. Non dico una dotazione superiore alla minima, ma almeno quella minima.
In questo caso, neanche la minima, perché di fatto si potrebbe ridurre completamente la dotazione, fino ad arrivare a zero parcheggi e zero verde.

PRESIDENTE. Emendamento 21/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/16 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione. Rifacciamo la votazione.

Favorevoli: Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 21/17 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 21, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 22. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. L’articolo 22 è uno specchietto per le allodole, nel senso che abbiamo già specificato che le varianti con gli accordi di cui all'articolo 11 della legge 241/90 possono essere fatte per istanza di parte, non coinvolgendo i Comuni, le Province o la Regione. Per cui esiste già una modalità.
In questo caso viene riesumato l'articolo 34 del 267/2000, del Testo unico degli enti locali, che è vigente ed è in vigore, e non si capisce per quale motivo debba essere utilizzato soltanto per approvare delle varianti al PUG e non anche per approvare i piani attuativi in variante al PUG di iniziativa privata. In questo caso le varianti sono invece di iniziativa pubblica. Per assurdo, il privato ha un canale preferenziale con la 241, come se una modifica al piano regolatore fosse un'istanza di parte, mentre il pubblico deve seguire l'articolo 34 del 267. Tutto molto bene, però, insomma, non ci pare che sia conforme.
C'è sempre il Ministero della Cultura che spadroneggia. Non ci interessano gli standard, non ci interessa il piano delle alienazioni, però ci interessa il Ministero della Cultura che, anche in questo caso, ha un potere quasi assoluto.

PRESIDENTE. Emendamento 22/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi piacerebbe che il Consigliere Assenti mi spiegasse che cosa significa “determinazione dell'organo competente”. Già il termine determinazione... voglio dire: che cos'è la determinazione dell'organo competente? Che significa?
L'assenso preliminare all'accordo da parte dei rappresentanti dei soggetti, secondo l'articolo 34, viene fatto dal Consiglio. Quindi io ci metterei Consiglio comunale, la delibera di Consiglio comunale, altrimenti “l'organo competente” è sempre aria fritta.

PRESIDENTE. Emendamento 22/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 22/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Non si capisce per quale motivo seguiamo la procedura dell'articolo 34 e poi, alla fine, ci mettiamo che il Ministero della Cultura si esprime in ordine agli aspetti concernenti la conformazione e l'adeguamento della pianificazione paesaggistica, ai sensi del comma 4 dell'articolo 145 del decreto legislativo 42/2004.
Ma quanta paura vi fa la Soprintendenza, che in ogni articolo ci mettete la Soprintendenza? Ma l'ha scritto la Soprintendenza questo piano? Questa è sudditanza.

PRESIDENTE. Emendamento 22/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 23. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non ho presentato emendamenti e non intervengo da tanto, quindi ho un bonus... Non li ho presentati perché sono articoli inemendabili. Alcuni emendamenti li ha fatti la Consigliera Casini e io li ho firmati, ma debbo anche dire che non c'è stato il tempo per studiare, perché per gli emendamenti che ho fatto ho studiato. Qui non ho avuto neanche il tempo materiale per poterlo fare.
Presidente Acquaroli, questi sono articoli che, al momento debito, proveremo a riscrivere attraverso delle modifiche, al più tardi il prossimo anno, quando faremo l'omnibus, trascorsi i sei mesi.
Ad esempio, anche sull'articolo di prima, dove non sono intervenuto, parlate addirittura dell'accordo di programma, ma l'accordo di programma mica lo può fare il Presidente della Provincia. Secondo me è il Consiglio provinciale che delibera l'accordo di programma. Non so se lo può fare il Presidente della Provincia, però vedremo, anche perché, tra l'altro, deve essere coordinato con queste norme.
Ripeto, su questo articolo non ci sono emendamenti, però dico subito che voterò contro. È un articolo che noi riscriveremo. Non c'è stato neanche il tempo materiale: se pensate a quanti mesi avete lavorato su questa legge, con uno stuolo, tra l'altro, di consulenti che vi hanno sostenuto in questa pessima scrittura, è ovvio che noi non potevamo fare di più con una legge come questa, tra l'altro scritta d'urgenza, con la scadenza per gli emendamenti ad oras.
È ovvio che abbiamo cercato di farli prima, ma il tempo è stato molto limitato. Per questo, ripeto, non li abbiamo presentati, o ne abbiamo presentati pochi, ma non perché anche implicitamente condividiamo questo pessimo articolo, ma perché non abbiamo avuto il tempo materiale. Ma li faremo.
Voterò contro.

PRESIDENTE. Articolo 23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 24. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Su questo articolo ho presentato un subemendamento, il 24/2/1, che dovreste avere tutti perché è stato consegnato, con il quale si propone di ampliare lo sviluppo degli ambiti agricoli a tutte quelle attività connesse a una visione moderna di azienda agricola, che riguarda sia la trasformazione dei prodotti sia il turismo agro-gastronomico, inteso nel senso più ampio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo è un articolo che, tra l'altro, merita un approfondimento, se non altro perché le associazioni di categoria agricola hanno chiesto che fosse cassato , quindi ci farei un po’ di attenzione in quanto va a pianificare il territorio rurale.
Ora, in Regione Marche noi abbiamo una norma, la legge 13 del 1990, che a detta di tutti gli attori... Presidente, c’è un limite a tutto, manca mezz’ora…, allora chiudiamo il Consiglio e andiamo via.

PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione. Al prossimo brusio terminiamo. Chi deve parlare esca dall’Aula. Prego, Consigliera. Le chiedo scusa.

Anna CASINI. Non l'ho mai fatto per rispetto, non ho mai fatto un filmato nel quale faccio vedere quello che succede in questo Consiglio. Però, se voi continuate così, filmo e lo metto sul mio profilo Instagram e sul mio profilo Facebook, per cui circa 10.000, che sono poche rispetto al vostro bacino, vedranno quello che succede in Consiglio.
Non lo faccio perché io ho rispetto per le istituzioni, cosa che invece non è ricambiata, perché le istituzioni non hanno rispetto di me, che sono una parte piccola, cioè un trentesimo delle istituzioni.
Non so se è più la maleducazione o proprio l'ignoranza, non so. non riesco a capirlo, Nel senso che si ignorano le buone maniere, questo capita, non sempre vengono insegnate, però si possono imparare nel corso della vita. Quando uno è così giovane magari ha il tempo, rispetto a me ha minimo una ventina d'anni per imparare un po’ di educazione oppure rimane così com'è. Presumo che rimarrà così com’è.
Di questo articolo è stata chiesta l'eliminazione da parte di tutte le associazioni di categoria e anche dal Crel, il quale chiede che venga eliminato completamente, perché, oltre a essere scritto in maniera poco comprensibile, va a toccare una legge, che è la legge 13/90, e la scardina. Nel senso che, come voi avvocati mi insegnate, la legge 13 non è prevalente, è una legge precedente, quindi prevalente è la seconda norma, cioè questa, rispetto alla 13.
Si parla di pianificazione del territorio agricolo. Ora, il territorio agricolo non viene pianificato. Nel territorio agricolo ci sono molte funzioni, come diceva la Consigliera Ruggeri, e queste sono anche connesse con il Piano di sviluppo rurale e quindi pesano per la Regione Marche circa 538 milioni di euro ogni quinquennio. Quindi non pesano poco, al netto dei Piani di sviluppo rurale che sono nazionali.
L'articolo dice: “Nel rispetto del PPR, la componente strutturale del PUG individua il sistema agricolo-ambientale del territorio e lo ripartisce”. Quindi il PUG ripartisce il territorio rurale in zone rurali di serie A e zone rurali di serie B.
Ora, questo non è assolutamente possibile nelle Marche, dove il territorio rurale è tutto bello. Non ci sono, ripeto, come in Piemonte, regione dalla quale viene il nostro consulente, delle zone che sono da riqualificare nelle aree agricole. Ci sono paesaggi agrari bellissimi.
Allora, vietare nelle zone “belle”, che il PUG dovrebbe definire, perché le definisce tra belle e brutte, A e B, interventi totalmente, come per esempio una stalla, un agriturismo, un agrinido, è un danno economico. Quindi non si possono separare le zone agricole.
Quelle che sono paesaggisticamente rilevanti saranno tutelate ai sensi del PPAR e questo è giusto che sia, e i Comuni lo devono rispettare. Ma ci sono delle conformità che verranno... le conformità non vengono previste da questa norma. Ci saranno delle compatibilità nelle zone agricole con i vincoli paesaggistici, ma impedire, non solo, ma poi stabilire che i nuovi edifici vengano costruiti in adiacenza a quelli esistenti per formare dei piccoli borghi, significa non conoscere la nostra edilizia rurale, che è fatta invece di case tipiche, di case coloniche, che sono isolate, che non formano dei piccoli borghi, perché i borghi, in genere, sono borghi di crinale.
Poi parla di imprenditori agricoli a titolo principale, delle dotazioni urbanistiche, fa una confusione incredibile. È un articolo che io non ho tempo di potervi dire quanto sia dannoso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Intervengo perché la soppressione di questo articolo è stata richiesta dal Crel e quindi, a termini di regolamento, devo intervenire e motivare il dissenso di quello che andremo a fare.
Questa richiesta del Crel non è accolta perché l'articolo 24 entra in vigore solo dopo l'approvazione dei PUG e quindi rappresenta il collegamento, il ponte, tra la disciplina vigente, cioè la legge 13, e quella contenuta invece nella proposta di legge n. 217.
Quindi, sino alla data di entrata in vigore dei PUG, che ricordo è tra quattro anni, più o meno, continua ad applicarsi la disciplina della legge 13 e la soppressione dell'articolo 24 priverebbe inoltre i futuri PUG della disciplina del territorio extraurbano, creando una lacuna normativa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, perché ho promesso al Consigliere Marinelli che, per quanto mi riguarda, noi entro domani avremmo finito e io mantengo la parola.
Il Consigliere Assenti dice che i PUG entrano in vigore tra quattro anni. Quali? I PUG entreranno in vigore mai, comunque non prima di 96 mesi, quindi otto anni, Consigliere Marinelli. Allora di che parliamo?
Noi dobbiamo pensare a quello che sarà il tempo di mezzo, tra l’approvazione di questa pessima legge e quando inizieranno a scattare le norme di salvaguardia. Quelle del PPAR, quelle del PTR, quelle del PTCP scattano prima dei 48 mesi; addirittura anche quelle per i PUG scattano, al più tardi, alla scadenza del quarantottesimo mese. Questo è il punto centrale. Il resto sono chiacchiere in libertà, perché noi possiamo parlare quanto vogliamo, ma il tema è che l'attività nei Comuni verrà paralizzata per l'impossibilità di redigere i piani nei tempi previsti. Perché i 48 mesi diventeranno 96, specialmente nei piccoli Comuni.
E badate bene: questo è un ulteriore danno perché, anche se i grandi Comuni riusciranno a fare i loro piani nei 48 mesi, ma non ci riusciranno i piccoli Comuni, questo determinerà un'impossibilità di programmare lo sviluppo territoriale e urbanistico, la messa in sicurezza dei territori e altro su tutti i territori.
Voi immaginate: il Comune di Fermo riesce a fare il PUG perché ha gli strumenti, le risorse finanziarie, eccetera, ma se non ci riesce il Comune di Pedaso, con cui Fermo confina, che sviluppo facciamo del territorio? Sì, lo possono fare insieme, ma gli dovete dare le risorse. Non potete obbligarli a farlo insieme.
Se il Comune di Pedaso si fa fare il piano dall'ufficio tecnico del Comune di Fermo, certo che lo può fare insieme, sapete che significa? Significa, di fatto, che il Comune di Fermo andrà a commissariare il Comune di Pedaso.
Facciamo un altro esempio. L'Assessore Baldelli ha stabilito una bretella, un progetto che, tra l'altro, abbiamo fatto anche noi, tra Civitanova Marche, Porto Sant'Elpidio e Fermo. Passa, ma c'è l'osservazione del Sindaco di Sant'Elpidio a Mare perché va a intasare Bivio Cascinare.
Immaginate, se i Comuni di Porto Sant'Elpidio e di Fermo fanno il PUG perché hanno la struttura, che non ha il Comune di Sant'Elpidio a Mare, che se lo fa fare dal Comune di Fermo e dal Comune di Porto Sant'Elpidio, i quali “ne vogliono pregiudicare” oggettivamente lo sviluppo, gli vogliono intasare il Bivio Cascinare... Ma di che parliamo?
Tutti devono essere in autonomia a decidere. Poi, certo, si possono anche mettere insieme. Ma quello che voglio dire è che l'entrata in vigore dei PUG in tempi diversi determinerà una disuguaglianza dei territori, determinerà disuguaglianze, ma determinerà soprattutto l'impossibilità di uno sviluppo armonico su tutto il territorio regionale.
Questo è il danno che fate con questa legge perché poi le norme di salvaguardia, ripeto, scattano prima. E un Comune che non riesce a fare il PUG nei 48 mesi, o anche nei 96, si trova sul groppone le norme di salvaguardia che impediranno lo sviluppo di quel territorio, ma impediranno anche una programmazione. E se noi non programmiamo il territorio di un piccolo Comune, che succede poi con gli altri? Che programmazione facciamo?
Di questo dovete tenere conto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Mi pare che i Consiglieri Casini e Cesetti abbiano espresso riflessioni nel merito estremamente puntuali. Quello che sorprende, rispetto alla dichiarazione del relatore di maggioranza e in relazione non tanto e non solo alle modifiche e agli emendamenti che abbiamo presentato noi, è questo specifico passaggio nelle parole del Consigliere Assenti.
In realtà, la proposta che viene dal Crel, quindi da un soggetto terzo, completamente avulso dalla politica, dall'inquinamento e dai condizionamenti, mi sembra, per quanto è stato spiegato, priva di una motivazione adeguata nel rigetto.
Come si fa a immaginare che non si entri nel merito dell'abrogazione dell'articolo 24, a cui faceva riferimento anche la Consigliera Casini, giustificando e legittimando la permanenza di quell'articolo con il fatto che tanto il tempo dilatorio intermedio serve a curare o comunque ad aggirare il contenuto dell'articolo?
Nel merito, mi pare che le ragioni sostenute anche dal Crel, che ribadisco non sono tantissime, sono solo 21 le modifiche richieste, e questa è di particolare qualità, siano plausibili. A maggior ragione considerato che non esistono norme di salvaguardia e che quindi, da questo punto di vista, il rischio di una deregulation, che peraltro noi vedremo in maniera più chiara attraverso l'esame dell'articolo 33, se non vado errato, che riguarda le norme transitorie, è concreto.
Dentro quel periodo avete ammesso tutto e il contrario di tutto. Sarà il tempo nel quale le speculazioni mieteranno risultati; il tempo nel quale le speculazioni e le lobby faranno in modo di prepararsi a quella che dovrà essere, speriamo di no, la disciplina della legge urbanistica.
Ecco perché una maggiore riflessione, un appello rispetto alla questione sollevata dal Crel, mi sembrerebbe ragionevole da accogliere.

PRESIDENTE. Emendamento 24/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Prima sentivo l'Assessore Aguzzi dire: “Ma puoi pianificare con il Comune vicino”. No, perché non è prevista da questa legge la pianificazione di più Comuni insieme, che è una grave carenza di questa legge, gravissima. Non è prevista, quindi non si possono fare PUG di più Comuni, perché bisogna che le cose che scrivete...
Ora, la risposta del Consigliere Assenti, rispetto a quello che hanno chiesto le associazioni di categoria agricola, non soltanto il Crel, - l'hanno chiesto in tutte le salse, e hanno detto: “Cassate questo articolo perché è in contrasto” - non può essere: “Tranquilli, tanto la legge non entra in vigore per i prossimi due anni e poi il PUG...”.
Ma chi gliel'ha scritta quella roba? Ma voi non siete orgogliosi di questa legge? Voi non siete contenti di aver fatto questa legge? Voi non siete fieri di portare a casa questa legge? O ve ne vergognate e dite: “Vabbè, tanto che importa, entra in vigore tra due anni , ora che si fanno i PUG, tanto il PPR noi lo faremo almeno tra due anni, il PTR figurati, il PTC figurati…” Ma le voglio chiedere: se fossi il Sindaco di una città e volessi fare il PUG, perché non lo posso fare? E se lo posso fare domani mattina, devo dividere le zone agricole tra belle e brutte?
Che cosa le scrivono gli uffici? Che tanto non entra in vigore? Non entra in vigore per chi non vuole approvare il PUG, ma chi è “scemo”, in senso politico, e vuole approvare il PUG lo può fare benissimo. Non lo fa in conformità a nulla, perché tanto voi non ce la farete. Le Province in sei mesi, per averlo scritto, un Piano territoriale di coordinamento non lo fanno. In sei mesi i provinciali, i Piani territoriali di coordinamento, non li possono fare.
Allora, vorrei far capire che per fare un piano di livello regionale ci vogliono almeno sette/otto professionalità diverse. Non si può dare una legge, come non si può dare un piano regionale, al primo scappato di casa. Bisogna darlo a persone competenti in diversi settori.
Lei può scrivere che nelle Marche, che siamo la terza regione per biologico, vengono tutelate le colture ad elevata produttività e redditività? Noi siamo contrari da sempre. Sono anni che siamo a favore del biologico e contro le colture intensive. Siamo contrari da anni e siamo contrari anche oggi.

PRESIDENTE. Emendamento 24/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 24/2/1 a firma dei Consiglieri Ruggeri e Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Pasqui, Putzu, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 24/2 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Decaduto.

Emendamento 24/3 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Acciarri, Assenti, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voto contro questo emendamento. A chi dovete fare questa "cortesia"? A Coldiretti non va bene.
Anch'io sono un coltivatore diretto, non un coltivatore diretto professionale, perché imprenditore agricolo professionale è colui che presenta i requisiti sopra precisati, cioè quelli dell'articolo 2135, ma in più gode di agevolazioni nell'acquisto di terreni agricoli, agevolazioni creditizie equivalenti alle agevolazioni spettanti al coltivatore diretto.
Della serie: tutti possono essere imprenditori agricoli, ma non tutti sono professionali. Infatti, io che vi parlo, non sono un imprenditore agricolo professionale e quando vado ad acquistare un terreno, come l'ho acquistato, pago il 15%; invece l'imprenditore agricolo professionale paga l'1%, è tra le agevolazioni che ha. Cosa che io, giustamente, non ho, perché faccio un altro tipo di attività prevalente. Ad esempio io non pago i contributi, invece chi ha le agevolazioni li paga.
Allora che significa? Questo è rilevante, lo dico alla Consigliera Casini, che capisce l'urbanistica più di me, perché dice: "La componente regolativa, nel rispetto, stabilisce gli indici di densità fondiaria per nuove residenze rurali o per gli ampliamenti di quelle esistenti per gli imprenditori agricoli professionali".
Quindi, significa che voi lo fate anche per quelli come me: che non sono imprenditori agricoli professionali, che magari si sono comprati il terreno, che hanno pagato il 15%, che non hanno le agevolazioni, che non pagano i contributi, che hanno la casa?. Secondo me non è il contrario, è sbagliato l'emendamento della maggioranza, dal mio punto di vista, perché è evidente che era più restrittivo quello che c'era prima, e io lo preferisco. Tutto qui, dal mio punto di vista.
Poi io ho citato, tra l'altro, un caso. Ditemi voi se io imprenditore agricolo professionale, ed io non lo sono...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso di quello che dice il Consigliere Cesetti perché, se uno avesse letto la legge del Piemonte, dalla quale viene estrapolato qualche articolo, leggerebbe con chiarezza che c'è una norma analoga, ma la norma analoga, dopo, spiega e declina che gli indici fondiari possono essere solo in riduzione.
Quindi questo emendamento, questa norma, questo comma 6... Perché non lo vogliono le associazioni di categoria? Perché oggi l'indice fondiario è 0,03, con questa norma voi lo potete solo abbassare, non alzare. Non può essere alzato l'indice.
Un'altra cosa che dico, che è pericolosa, è che noi abbiamo nella legge 13/90 l'indice 1 per gli allevamenti zootecnici e per i manufatti che servono anche alla trasformazione dei prodotti agricoli. In questa legge sparisce questa legge supera la legge 13/90, ancorché fra quattro anni, al massimo, come dice chi vi scrive le risposte, che non è vero.
Quindi, la componente regolativa del PRG, lo dico perché rimanga agli atti, nel rispetto del DM 1444, è 0,03 metri cubi su metro quadro e basta. Non può essere ampliata questa cosa.
Voi scrivendo questo, rischiate di cassare l'indice 1 per quei manufatti di cui abbiamo parlato, che negli anni è stato mantenuto, ancorché non in perfetta conformità con il DM, nelle Marche.
Bisogna che questa cosa rimanga, perché voi con il comma 6 fate un danno grave agli imprenditori, non li state aiutando. Perché nessuno - vi sfido a cercare una sentenza che dica il contrario - può sostenere che in zona agricola possa essere superato lo 0,03. Se andate a vedere la legge del Piemonte, dalla quale sono stati estratti alcuni articoli, vedrete che gli indici sono ridotti, cioè 0,02, 0,015.
Quindi, se volete un ampliamento, o se ve l'hanno chiesto le associazioni, sappiate che in questo momento lo state negando. E io vi dico: attenzione.
Un conto è la residenza, che mi interessa poco, anche se può trattarsi di agriturismo, quindi è comunque un danno, un conto sono gli impianti che servono per la trasformazione dei prodotti agricoli, che sono finanziati dalla Comunità europea.
Voi state facendo un danno grave con questo comma e io voglio che rimanga scritta questa cosa, voglio che si sappia.

PRESIDENTE. Emendamento 24/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 24/4. A firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questa è proprio una cattiveria, perché la Dirigente del Servizio Urbanistica ha dichiarato che nella regione Marche - questo lo dico perché lei l'ha affermato ed è anche riportato nei verbali, presumo, perché nei verbali non sempre le cose vengono riportate, ma io mi auguro che questo qualcuno se lo ricordi - soltanto pochi Comuni hanno già effettuato il censimento dei fabbricati rurali.
Cosa che non è vera, perché credo che siano non più di 20 quelli che non l'hanno fatto, quindi un 10%. Nella provincia di Ascoli Piceno, su 33 Comuni, soltanto 3 non hanno il censimento dei fabbricati rurali. L'hanno fatto tutti in quanto l'Ufficio Urbanistica, qualche tempo fa, predispose anche degli appositi moduli - forse la dottoressa se lo ricorda - proprio per agevolare il censimento dei fabbricati rurali.
Cos'è il censimento dei fabbricati rurali? Lo dico brevemente. I fabbricati rurali venivano censiti in A, B e C. Gli A sono quelli bellissimi, i B sono quelli che comunque hanno ancora delle caratteristiche, per esempio la scala esterna, i C sono quelli incongrui, che non aveva senso tutelare.
Conseguentemente a questo censimento, venivano introdotte dai Comuni e anche dalla Regione delle scale di possibilità di intervento che andavano dalla ristrutturazione edilizia fino al restauro conservativo.
Ora io mi chiedo e mi domando, se questa norma si applica anche nelle zone terremotate, come vi viene in mente di scrivere una stupidaggine del genere, visto che poi vedremo che avete cassato la legge 25/2007? Mi auguro che venga ripristinata.
Ma come vi viene in mente di scrivere delle cose del genere quando i Comuni già hanno fatto il loro dovere e gli imponete il risanamento conservativo? Ma chi ha scritto questa cosa lo sa che cos'è il risanamento conservativo? Che differenza c'è con il restauro? Restauro e risanamento conservativo ai sensi di quale norma? Ci sarebbe stato bene magari il 380, ma non viene citato perché magari uno non lo sa e lo ripete a pappagallo.
Vorrei sapere se vi rendete conto del danno che fate ai Comuni, che devono spendere dei soldi per poter sbloccare...
Non si può applicare il Piano Casa in questa norma, Consigliere Assenti, da nessuna parte in zona agricola, perché con il risanamento conservativo non sono ammessi ampliamenti.
Complimenti per questo comma, perché è a vantaggio dei cittadini.

PRESIDENTE. Emendamento 24/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 24/5 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voto contro. Mi dite che significa: "Resta fermo quanto stabilito dalla legge regionale 13/1990 per quanto compatibile con le disposizioni di questa legge"? Ma come si fa a scrivere una cosa del genere?
"Resta fermo quanto stabilito dalla legge regionale 13/90 per quanto compatibile con le disposizioni di questa legge". E c'è bisogno di scriverlo? Allora significa che si applica solo questa legge, non che resta fermo. Ma addirittura con questa fate scattare subito le norme di salvaguardia o no? Ma non si guarda una cosa del genere! Ma che scrivete? Ritiratelo. Se il Crel non sa quello che scrive perché ha sbagliato, voi che fate, gli andate dietro? Eventualmente dovete correggere il Crel.
Capisco che siete abituati a scrivere sotto dettatura, ma così scrivendo significa che scatta subito la norma di salvaguardia. Ma che scherziamo?
In riferimento a prima, al comma 6, sul quale ho votato contro condividendo quanto detto dalla Consigliera Casini, ritengo che qualsiasi intervento sulle nuove residenze rurali o sugli ampliamenti di quelle esistenti debba essere riferito agli imprenditori agricoli professionali, non a quelli dell’articolo 2135 del Codice civile, perché la norma non deve essere riferita a uno come me. Se vogliamo che non sia riferita a uno come me, bisogna lasciare "imprenditori agricoli professionali". Questo è il punto.
Ovviamente questa è così perché, nel momento in cui si parla di nuove residenze rurali, significa che io posso fare una nuova residenza o posso ampliare quella che c'è? No, perché non sono un imprenditore agricolo professionale. Io la penso in modo diverso, però quest'ultimo emendamento vi consiglio di ritirarlo, perché scrivere questa cosa... leggetela da soli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ho già detto che la legge 13 viene superata da questa legge. Questo è un danno per tutte le aree agricole che hanno funzionato benissimo con la legge 13, compreso l'articolo 15 che prevede il censimento dei fabbricati rurali.
Lasciate stare questi Comuni e lasciate stare le zone agricole che funzionano benissimo con gli indici e i parametri che hanno. Non c'è bisogno di andarli a scardinare.
Primo, perché ci sono un pacco di sentenze che dicono che gli indici possono essere solo in riduzione. Secondo, perché se è in vigore questa legge mi dite come si fa a fare il Piano Casa?
Allora, delle due l'una: o voi volete il Piano Casa in zona agricola per il 20%, che è una cosa ragionevole e che anche noi vogliamo, ma se voi dite che gli ampliamenti li possono fare solo gli imprenditori...
(interventi fuori microfono)
Presidente, ma le pare normale che il relatore di maggioranza mi ripeta sempre: "Tanto la legge entra in vigore tra quattro anni"? Ma se vi vergognate di questa legge lo dovete dire. Nel momento in cui ripete a ogni piè sospinto che la legge entra in vigore fra quattro anni, significa: "Io non la riconosco come mia", che è quello che stiamo dicendo.
Allora ci potevamo fermare un attimo e scrivere una legge fatta bene, come si deve, non una legge dannosa.
La risposta del relatore di maggioranza: "Tanto entra in vigore fra quattro anni", che risposta è?
Questa è una legge dannosa oggi, non tra quattro anni, perché impedisce il Piano Casa. Oggi impedisce il Piano Casa, non tra un anno, non tra quattro anni. E mi meraviglio che lei non se ne renda conto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Consigliera Casini, lei prova a parlare tecnicamente, perché lei della legge del Piemonte cita e legge solo quello che le fa comodo, della Conferenza di copianificazione della legge del Piemonte, che è in vigore dal 2017, non ha detto mezza parola.
Il perché non mi interessa. A me interessa che quello che noi inseriamo e produciamo come nuovo normativo...
Quando lei mi dice che io ribatto su una questione che entra in vigore dopo del tempo, come i ladri di Pisa che rubano e si nascondono, sbaglia. E’ un errore, così come lo è la stessa identica valutazione che abbiamo fatto ieri con il Consigliere Mangialardi, ex articolo 6, sul discorso delle varianti sostanziali.
Se lei fa un effetto derogatorio per due anni, da uno che si estende a due, non significa che si vergogna della legge che presenta. Significa che l'effetto transitorio che porta va in deroga per altri due anni.
Quindi, la legge 13 rimane in vigore fino a che non si approva il PUG. Se tu mi approvi il PUG, se tu domani, come Comune, inizi la procedura del PUG, fatto il PPR, fatto il PTR, porti avanti il PUG, la legge 13 viene adeguata alla 217 sui parametri della 34.
Questa è la risposta normativa. Questa è la risposta di legge.

PRESIDENTE. Emendamento 24/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 24. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. La legge 13, rispetto a questa norma, diventa cedevole. Per esempio, gli ampliamenti sopra i 1.000 metri cubi si possono fare, Consigliere Assenti? Esatto. Lo sa che c’è un limite? Si possono fare o non si possono fare? Perché chi difende la legge bisogna che mi spieghi quello che si può fare in zona agricola. Allora la 13 diventa cedevole, perché è così.
Detto questo, io sono preoccupata e guardo il Consigliere Assenti, perché l’indice 1, che serve per gli allevamenti e serve per la trasformazione dei manufatti agricoli, può essere ancora usato?
E un’altra cosa che le dico: si faranno i piani regolatori, il fatto di suddividere le aree in belle e in brutte, nelle belle, per esempio, nelle aree montane nostre interne, bellissime, non si possono fare gli agriturismi. Lo ha letto questo? Lei ha letto questo che è scritto nella legge? Proprio lì dove vanno fatte queste imprese, dove devono essere localizzate per invertire la tendenza allo spopolamento, proprio lì dove vanno fatte, c’è il divieto.
Allora, o lei dice che il PUG fa come gli pare…, ma allora questi criteri che li avete scritti a fare? Se questo è un criterio che non ha senso, non va scritto. Perché nel paesaggio delle Marche le zone agricole sono tutte belle.
Io non cito la legge del Piemonte perché la legge Piemonte sulla CeVI separa la CeVI dalla 14, dalla Conferenza dei servizi. Allora leggiamola tutta. La legge del Piemonte dice: avete scritto questo comma. Questo comma significa che voi potrete soltanto, in riduzione, applicare gli indici previsti dal 1444.. Questo è così. Le assicuro, e possiamo trovare tante di quelle sentenze da convincere tutti in quest’Aula.
Io non ho nessun motivo di convincere tutti in quest’Aula. Uno, perché non mi interessa ampliare niente, perché ad Ascoli Piceno sono stata definita abusiva, sono al Consiglio di Stato, quindi vedremo alla fine come andrà a finire, se mio padre è stato un abusivo nel ’67 oppure no.
Non mi interessa questo, però per quello che riguarda le imprese è un problema serio. Perché quelle che saranno finanziate con la nuova programmazione, quando arriverà la legge, potrebbero avere difficoltà ad avere le autorizzazioni. Ma a questo ci avete pensato? Oppure chi ha scritto la norma, il Piano di sviluppo rurale, non sa neanche che esiste e che finanzia alcune fattispecie che devono essere realizzate con questi…? Ma giustamente c’è chi è capace di contare e C’è chi è capace di parlare.

PRESIDENTE. Articolo 24, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Livi.

Alcuni mi chiedono di proseguire, altri di rispettare la Conferenza dei Presidenti di gruppo. Vi esprimo questa mia posizione: direi di chiudere qui. Domani dobbiamo licenziare la legge, in un modo o nell'altro domani dobbiamo concludere i lavori.
L'impegno della Conferenza dei Presidenti di gruppo intendo rispettarlo, perché è stato votato. Chiudiamo i lavori oggi e riprendiamo domani alle 9.30 precise.
Invito la Giunta a essere presente domani alle 9.30 per partire subito e concludere l'esame e il licenziamento della proposta di legge nella giornata di domani.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20:05