Resoconto della seduta n.133 del 27/11/2023
SEDUTA N. 133 DEL 27 NOVEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 10:40

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 133 del 27 novembre 2023. Comunico che i processi verbali delle sedute nn. 130, 131 e 132 rispettivamente del 21, 22, 23 novembre 2023 saranno distribuiti insieme a quello odierno e sottoposti all’approvazione dell’Assemblea legislativa regionale in una prossima seduta assembleare.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dell’articolo 53 del Regolamento, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Proposta di legge n. 217
ad iniziativa della Giunta regionale:
“Norme della pianificazione per il Governo del territorio”
(Prosecuzione votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede la prosecuzione dei lavori sulla proposta di legge regionale 217 ad iniziativa della Giunta regionale.
Ricordo che alle ore 15: sarà riunita la Conferenza dei Presidenti dei gruppi per stabilire le modalità di proseguimento della o delle sedute consiliari relative alla proposta di legge 217.

Emendamento 13/11 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo e Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. In questo articolo manca il fatto che non c’è una controdeduzione alle osservazioni sul PTCP, nel senso che vengono previste soltanto le osservazioni. Il Partito Democratico propone di aggiungere: «Il Consiglio provinciale si esprime sulle osservazioni pervenute in merito al progetto preliminare di PTCP». Chi ha scritto la legge si è dimenticato che arrivano le osservazioni, che riguardano sia la procedura di VAS, che vengono esaminate e comunque controdedotte in un modo, sia quelle sul progetto vero e proprio. Quindi ci vorrà pure che lo scriviamo, che il Consiglio si esprime e, contestualmente, adotta il progetto definitivo del PTCP. Credo che questa sia un’osservazione da accogliere per il bene della norma, più che altro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Mi astengo, ma è concordato. Non devo aggiungere nulla a quello che è stato detto dalla Consigliera Casini. Però qui si attiene all’autonomia delle istituzioni che approvano questi strumenti, perché qui parliamo del Piano territoriale di coordinamento provinciale e noi vediamo che, nell’articolato, per quanto riguarda la Regione, le Province, i Comuni, eccetera, spesso la legge li riduce a un ruolo di meri ratificatori di quello che si decide all’interno della Conferenza di CeVI. E questo non può essere, perché c’è il principio dell’autonomia. Poi che si debba tener conto di quelle indicazioni, motivatamente, questo è fuori discussione, ci mancherebbe altro; però l’autonomia non può essere ridotta a un’operazione di mera ratifica di quello che si fa all’interno della Conferenza di CeVI.
Capisco che lì c’è il Ministero della Cultura; lo avete messo dappertutto, con poteri straordinari, lo vedremo anche dopo, però questo non può essere. Quindi mi asterrò soltanto perché volevo dire queste cose; non le ripeterò successivamente, quindi ho approfittato della possibilità dell’astensione. Ma è ovvio che condivido l’emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 13/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/12 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 13/13 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo e Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo emendamento incide, per modificarlo laddove venisse approvato, sul comma 9. Qui vediamo sul procedimento di approvazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale: ci sono, addirittura, quattro pagine scritte fitte, 18 commi, tant’è che ho presentato un emendamento sostitutivo, che poi avete bocciato, che avevo tratto dal Testo unico della Regione Umbria.
Questo emendamento incide sul comma 9, dove si dice che la Provincia convoca la seconda Conferenza di CeVI, che esprime la sua valutazione della proposta tecnica del progetto definitivo del PTCP entro 60 giorni dalla prima seduta. La Conferenza può stabilire, con il consenso unanime dei soggetti con diritto di voto, di prorogare il termine.
Che significa “con il consenso unanime”? Che addirittura, per prorogare un termine, ci vuole il consenso di tutti? È una cosa che non si può raccontare, perché, oltre a essere la dimostrazione che non sanno cosa siano le procedure, prevedere il consenso unanime significa attribuire a ciascuno il diritto di veto. Solo all’ONU sta una cosa del genere. Quindi, ripeto, non si racconta.
Questo emendamento va a sopprimere queste parole: «con il consenso unanime dei soggetti con diritto di voto». Significa che la Conferenza di CeVI può decidere di prorogare il termine della conclusione dei lavori per ulteriori 30 giorni. Vogliamo dare questa facoltà? Lo deciderà d’accordo; se poi è in modo unanime, ben venga, ma se dovesse essere a maggioranza non si capisce per quale motivo, se soltanto uno dice “non va bene”, non si possa prorogare.
Mi sembra un nonsenso, perché allora tanto varrebbe scrivere che la proroga non si deve fare; almeno lo dice la legge e non lo dice magari qualcuno che può stabilire il veto. Anche questo attiene al principio dell’autonomia di tutti gli organismi e, se noi prevediamo che uno dei componenti possa mettere il veto, ovviamente uccidiamo quel principio dell’autonomia.

PRESIDENTE. Emendamento 13/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri. Santarelli.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 13/15 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, che ovviamente non vuole ascoltare, come si fa a votare contro l’emendamento di prima, dove avete lasciato che ci vuole il consenso unanime? Siete voi che fate ostruzionismo, nel senso che fate ostruzionismo per impedire che una pessima legge, anche sotto il profilo della tecnica legislativa, possa essere migliorata o possa fare meno danni. Quell’emendamento, se approvato, avrebbe fatto meno danni.
Questo è un altro emendamento dove si parla ancora del principio di autonomia e del Piano territoriale di coordinamento provinciale. Dice che il PTCP è approvato con delibera del Consiglio provinciale che dà atto di aver recepito gli esiti della seconda Conferenza di CeVI e il parere motivato di VAS. Poi, se il Consiglio provinciale non intende accettare gli esiti della Conferenza, la Provincia, entro 30 giorni, può riproporre gli aspetti su cui dissente convocando un’ulteriore e definitiva Conferenza di CeVI che, entro 30 giorni dal suo insediamento, esprime la propria decisione definitiva. In tal caso, il Piano territoriale di coordinamento provinciale può essere approvato solo se adeguato a tale definitiva valutazione della Conferenza.
Quindi che significa? Che il Consiglio provinciale, che dovrebbe approvare come massimo organo dell’istituzione Provincia il Piano territoriale di coordinamento provinciale, si deve adeguare alle decisioni della Conferenza di CeVI. Ma io dico una cosa: quando ho parlato, in dissenso concordato, sull’emendamento Casini, qui si lede il principio di autonomia e si ledono le prerogative delle istituzioni.
Allora l’emendamento dice: «almeno tenuto motivatamente conto di tale definitiva valutazione». Ecco, che ne tenga motivatamente conto. Certo, la Provincia deve tener conto di quelle indicazioni, deve motivare, ma, se motiva, gli si deve anche attribuire la possibilità di dissentire e quindi di decidere in autonomia quello che la Provincia ritiene, ovviamente nell’ambito del rispetto della legge e degli strumenti sovraordinati.

PRESIDENTE. Emendamento 13/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/16 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Se, sullo stesso comma, il Consigliere Cesetti parla tre volte, fa ostruzionismo? No. Questo è un emendamento sostanziale. Avete respinto quello di prima; che si dice con questo emendamento?
Voi scrivete che, «in tal caso il PTCP può essere approvato solo se adeguato a tale definitiva valutazione della Conferenza». Non può essere questo, perché lede l’autonomia e le prerogative dell’ente locale. Ad esempio, quante volte vi ho detto quel riferimento all’articolo 9 della Costituzione, dove la Repubblica tutela l’ambiente? E questa è materia ambientale per eccellenza. E la Repubblica sono anche le Province, i Comuni, oltre che la Regione.
Ve l’immaginate un ente locale come la Provincia, che ha il diritto-dovere di tutelare l’ambiente, di valorizzare il paesaggio, di tutelare il territorio? Immaginiamo il dissesto idrogeologico, eccetera. Noi abbiamo una competenza specifica e qui si dice che si deve adeguare alle decisioni della Conferenza di CeVI, che non è niente, non è nessuno: è solo un’invenzione di questa legge per commissariare tutti.
La Provincia è un’istituzione della Repubblica; la Conferenza di CeVI è un organismo a cui non si può dare il potere di commissariare un’istituzione della Repubblica.
Allora che dico con questo emendamento? Almeno questo approvatelo, perché altrimenti questa legge, io non lo so, se non ve la impugna il Ministero della Cultura ve la impugnerà qualcun altro. Propongo di sostituire «adeguato» almeno con la parola «coerente», quindi che il PTCP sia coerente con tale definitiva valutazione, non adeguato, perché non è possibile. Si adegua alla Conferenza, ma è come se noi, nella vecchia formulazione, dicevamo che il Consiglio comunale si adeguava al parere della Commissione edilizia. Ma deve tenere conto del parere, è coerente; non è che poteva decidere la Commissione edilizia quello che faceva il Consiglio comunale sull’approvazione, ad esempio, di un Piano regolatore. È l’ABC.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. Effettivamente è grave questa questione della conformità. Non si capisce per quale motivo la conformità non sia necessaria per i Piani regolatori, per i PUG, non sia necessaria per i piani attuativi. Cosa alquanto grave, che la conformità non sia necessaria per i piani attuativi, perché secondo me un piano attuativo deve essere conforme al PUG; altrimenti il privato presenta tutto quello che vuole e come si fa a valutare la conformità a una vocazionalità? È difficile misurare l’aria fritta; con un parametro di aria fritta è assolutamente impossibile.
Però, dove si mette la conformità? Guarda caso, la conformità si mette proprio laddove non è necessaria, ovvero sul PTCP, dove la conformità è un nonsenso, soprattutto la conformità rispetto, e lo abbiamo detto anche altre volte, alla CeVI che è un organismo di pura invenzione, che non ha nulla a che vedere con la Conferenza dei servizi degli articoli 14 e seguenti della legge 241 del 1990, che sono obbligatori per tutte le procedure di VAS.
Qui si stanno applicando procedure non solo non coerenti con il significato di adeguato e coerente, ma soprattutto non coerenti e non conformi alle norme di legge nazionale. Il Granducato della Regione Marche si inventa una procedura; poi si citano delle sentenze a sproposito, perché la sentenza, è chiaro, si riferisce a una fattispecie precisa. Ma c’è poco da citare le sentenze quando ci sono le leggi nazionali che prevedono che ci debba essere necessariamente la Conferenza dei servizi.
Per chi non è avvezzo alle procedure, che non ha mai visto una procedura, perché, come dice Cesetti, c’è chi è esperto di procedure urbanistiche e chi scrive le leggi, ed è giusto: chi scrive le leggi deve avere un linguaggio che è diverso da quello dell’urbanista. Però, per chi non ha mai visto una procedura di approvazione di un Piano regolatore oppure di una variante, fosse anche con l’articolo 15, comma 5, vengono valutati alcuni aspetti che sono importanti, che qui non vengono assolutamente riportati, e i pareri devono essere acquisiti singolarmente.
Non è necessario avere una Conferenza dei servizi; qualora, nel caso della VAS, si volesse usare la Conferenza dei servizi, si deve usare quella dell’articolo…

PRESIDENTE. Emendamento 13/16. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Casini, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 13/17 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Diciamo che questa dicitura potrebbe essere considerata pleonastica, però, visto che non viene mai riportata, mentre invece si entra nel merito di procedure e vengono citate procedure insignificanti, almeno in questo caso, visto che la legge è in vigore dal 2005, direi che sarebbe opportuno che venga citata affinché, ripeto, chi applica la legge, non chi la scrive ma chi la dovrà applicare, quindi i Comuni, le Province, gli uffici della Regione, che dovranno poi pensare a redigere i piani di competenza, credo che debbano sapere che devono provvedere alla redazione in forma aperta del Piano secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, lettere 1-bis e 1-ter, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, che è il Codice dell’amministrazione digitale, e inserirlo quindi nella piattaforma informatica unica.
Non votare contro questo comma…, sinceramente, mi interessa anche poco se votate contro, perché lo dovrete comunque applicare e noi vigileremo sulla sua applicazione. Mi meraviglia che chi ha scritto la legge non ne abbia assolutamente conoscenza e contezza.
Ribadisco che sono d’accordo con il collega Cesetti quando dice che chi fa l’architetto urbanista o fa l’architetto non può scrivere una legge, perché non conosce queste cose, non conosce i linguaggi; e quindi lasciamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, senza mischiare, perché poi, quando si mischia, escono fuori questi strani soggetti che non sono né norme, né leggi, né piani.

PRESIDENTE. Emendamento 13/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento successivo 13/18 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.. Decaduto.

Emendamento 13/19 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con questo, sostanzialmente, si dice che partecipano ed hanno diritto di voto, oltre all’amministrazione procedente, la Regione e il Ministero della Cultura. Io inserisco l’amministrazione procedente e la Regione, perché sempre questo Ministero della Cultura?
È ovvio che questa legge è stata concordata con il Ministero della Cultura e, se non ci si mettono alcune cose, il Ministero della Cultura la impugna; altrimenti la fa passare. Quindi che significa? Che c’era scritto, di fatto, il Ministero della Cultura. E infatti si vede: è scritta male, come diceva la Consigliera Casini, per quale motivo gli urbanisti non possono scrivere la legge? Perché la legge la devono scrivere i legislatori e quelli che conoscono un po’ la tecnica legislativa e il linguaggio. Non solo perché gli urbanisti non capiscono la tecnica legislativa, come io non capisco, ad esempio, l’urbanistica, ma c’è un altro tema. Perché non la possono scrivere? Perché, se un urbanista scrive una legge, fa dire alla legge quello che lui vuol sentir dire. Questo è il punto. Invece la legge deve dire all’urbanista, una volta fatta, quello che deve fare; non gli deve dire quello che vuol sentire, ma quello che deve fare.
Qui, ad esempio, a che serve il Ministero della Cultura? Il Ministero della Cultura ci sta, in base al Codice dei beni culturali, nell’ambito dei beni paesaggistici, ma lo dice la legge, non c’è bisogno che noi lo rimettiamo qui. Perché lo dobbiamo ogni volta ribadire? E magari, per inserire i Comuni dei territori interessati, abbiamo dovuto minacciare l’ostruzionismo la scorsa seduta, però il Ministero della Cultura c’è sempre, in ogni dove.
Quindi io raccomando l’approvazione di questo emendamento che, tra l’altro, non toglie nulla al Ministero della Cultura.

PRESIDENTE. Emendamento 13/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/20 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente.
Adesso vi spiego perché noi vogliamo, fin dal primo momento, il Ministero dell’Ambiente. Voi lo scrivete sotto dettatura di qualche funzionario del Ministero, però ditegli, e sappiate voi stessi, che su questi emendamenti, che sono sostanziali, ci torneremo alla scadenza dei sei mesi e ve li ripresenterò tutti quanti.
Perché noi inseriamo il Ministero dell’Ambiente? Perché l’articolo 9 e l’articolo 41 della Costituzione pongono l’ambiente tra i principi fondamentali che la Repubblica tutela. Quindi, tra l’altro, anche lo stesso Codice dei beni culturali dice che si stipulano intese tra la Regione, il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Ambiente.
Allora noi mettiamo che cosa? Guardate com’è scritto il vostro articolo 13, comma 12. Voi dite: «la Regione e il Ministero della Cultura». Noi scriviamo: «partecipa il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il Ministero dell’Agricoltura». Volete o no tutelare il territorio? Lo dite sempre. Dov’è il Consigliere Rossi quando dobbiamo tutelare, ad esempio, il territorio dagli impianti fotovoltaici? Quando si mette un mega impianto fotovoltaico, lì non è l’assetto del territorio?
«Per gli aspetti di rispettiva competenza». Quindi, Presidente Serfilippi, non Le sfuggirà la capacità di leggere l’italiano. Se voi leggete come è scritta la norma e come è scritto questo emendamento, vedrete che è coerente con la Costituzione, è coerente con la legge ed è anche più elegante sotto il profilo della tecnica legislativa.
Capisco che non lo potete approvare, perché poi vi sgrida qualche funzionario del Ministero della Cultura. Voi, che siete i legislatori eletti dal popolo sovrano, vi fate sgridare da qualche funzionario del Ministero della Cultura, altrimenti magari dice a. Ministro di impugnare questa legge. Allora deciderà la Corte costituzionale e voglio vedere come potrà darci torto.

PRESIDENTE. Emendamento 13/20 Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/21 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è la prosecuzione di quello di prima, perché non sono emendamenti ostruzionistici, ma sostanziali. Dopo tutto quello che ho detto prima, voglio vedere come fate a dire no a questo.
Voi scrivete «il Ministero della Cultura». Ve lo lascio, ma limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo n. 42 del 2004.
Questo emendamento è la trasposizione di una norma di legge nazionale, nella specie il decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, nella nostra legge regionale. E voi avete richiamato, all’articolo 1, la legislazione nazionale vigente; e allora non la richiamate qua?
Cioè, vi dovete mettere in testa, e si deve mettere in testa il Ministero della Cultura, che non è che loro possono partecipare alla Conferenza di CeVI per il Piano territoriale provinciale di coordinamento — e io so di che parlo perché l’ho fatto quando ero Presidente della Provincia — sempre e comunque. E poi escludiamo il Ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura, escludiamo i Sindaci e non ci mettiamo nemmeno «limitatamente agli aspetti di sua competenza».
Perché guardate che poi gli avete attribuito, bocciando i nostri emendamenti, addirittura il potere di veto anche sul rinvio della Conferenza. Tutto si lega, perché se voi ci mettete la sua presenza, quello decide anche su aspetti che non sono di sua competenza. Per esempio, se la Conferenza dice: «Rinviamo e prendiamo altri 30 giorni», quello dice no e voi non lo potete fare. Ma è possibile?
Facciamoglielo fare almeno limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici, come dice la legge. Diversamente, questa norma che avete scritto è incostituzionale, è illegittima, è scritta male, è orrenda.
Quindi dategli una telefonata a questi funzionari, fermo restando che è una vergogna istituzionale che, ripeto, funzionari del Ministero dicano al legislatore regionale quello che deve fare sotto la minaccia di impugnare la legge.
Vediamo poi che cosa dirà la Corte costituzionale su questi emendamenti.

PRESIDENTE. Emendamento 13/21. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Santarelli.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/22 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento non decade perché, quando voi inserite che alla Conferenza di CeVI partecipano con diritto di voto, oltre all’amministrazione procedente, e poi prevedete che vi partecipino senza diritto di voto, vede, Presidente Serfilippi, questo lo può dire, qualche funzionario del Ministero, ma non decade, perché questa è un’altra cosa.
Qui si dice, sostanzialmente: «il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste». Dico: almeno il Ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura metteteli al pari dei Comuni del territorio provinciale, che appunto partecipano senza diritto di voto. Almeno quello. Come fate a escluderli?
Sempre sotto la minaccia di qualche funzionario, perché dubito che sia intervenuto il Ministro o qualche dirigente. Se ci fosse stato qualche dirigente, ovviamente l’avrebbe scritto meglio. Invece qui è qualche funzionario del Ministero e voi, sotto dettatura, vi fate dire cosa scrivere. Siccome non l’avete letta, perché vi sareste accorti che era orrenda e sareste stati costretti a darmi ragione, il Consigliere Assenti ormai fa il pretoriano del dettato di qualche funzionario del Ministero. L’avesse fatto per il Ministro, vabbè, ma per qualche funzionario: una roba che non si può raccontare sotto il profilo istituzionale.
Ma è così. Come fate a escludere, tra quelli che danno il parere, addirittura tra quelli che partecipano senza diritto di voto, il Ministero dell’Ambiente? C’è stata una modifica costituzionale.

PRESIDENTE. Emendamento 13/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 13/23 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Loro dicono: «la valutazione della Conferenza è espressa a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto». Allora voi mi spiegate: siccome questo articolo 14…, mi meraviglio di me stesso, di quanto sia stato capace di interpretarlo. Sa perché? Perché è facile, perché è semplice. È talmente scritto male che è di una semplicità scolastica.
Voi fate esprimere la valutazione della Conferenza a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto. Allora la Conferenza si può esprimere a maggioranza, però a maggioranza non può decidere. Avete respinto l’emendamento di prima, quello di rinviare di 30 giorni. Roba da matti.
Qui dice che è espressa a maggioranza delle amministrazioni partecipanti con diritto di voto. E quelli che non hanno diritto di voto? Che li chiamate a fare, se non tenete conto neanche di quello che dicono? Che li chiamate a fare, per portargli il caffè o i pasticcini mentre la Conferenza di CeVI decide? Questi devono portare i pasticcini o il caffè, magari al rappresentante del Ministero della Cultura?
Allora, il nostro emendamento che cosa dice? Dice che la valutazione della Conferenza è espressa dalle amministrazioni partecipanti con diritto di voto, come dite voi, però tenuto motivatamente conto dei pareri espressi dalle amministrazioni partecipanti senza diritto di voto.
Ma lo vedete quando è scritto bene? Sì, perché decidono sempre loro, però tengono motivatamente conto, come si fa sempre, perché altrimenti a cosa serve? Che cosa vengono a fare quelli? Che li chiamate a fare, se poi non si tiene neanche motivatamente conto di quello che loro dicono?
Ma immaginate voi un Comune che può essere chiamato, l’avete scritto voi, perché riguarda il suo territorio all’interno della Provincia, e fa un’eccezione su un dissesto idrogeologico, eccetera, un sito da bonificare, e voi niente, tamquam non esset. Non può essere.
Allora che si tenga motivatamente conto. Che c’è di male? È un fatto di lesa maestà? Se il Ministero della Cultura impugna questa legge davanti alla Corte costituzionale, qui vince perché l’avete scritta in modo pessimo. Ma se date retta ai nostri emendamenti, noi vinciamo perché sono giusti, sono ragionevoli, sono coerenti e, soprattutto, sono coerenti con il dettato normativo.

PRESIDENTE. Emendamento 13/23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/24 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Questo è l’ennesimo articolo del quale non si comprende la necessità, se non nel senso della prevaricazione della Regione e del Ministero della Cultura rispetto alle decisioni che assume la Provincia.
Allora, intanto sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie. Cioè, non si capisce che significhi “ancorché minoritarie”.
Inoltre, torno a ripetere: una conferenza, qualunque essa sia, di CeVI o non di CeVI, o cura la pianificazione e cura le scelte strategiche ed è politica, e poi c’è una fase di conformità di quelle scelte politiche dal punto di vista tecnico, oppure realmente mi è impossibile comprendere come possano decidere nella CeVI alcuni soggetti e, soprattutto, non si comprende come possano decidere in merito alla compatibilità con gli strumenti di pianificazione regionale, al recepimento dei contenuti prescrittivi, al rischio idrogeologico, soggetti che non sono tecnici.
Allora, alla CeVI può partecipare l’Assessore competente all’urbanistica, e quindi Stefano Aguzzi. Che cosa volete che ne sappia Stefano Aguzzi della conformità tra il PTC e quello che decide il PAI? Assolutamente zero. Ma è giusto che sia così, è giusto che l’Assessore non sia competente in materia, è giusto che l’Assessore faccia delle scelte politiche che ha già fatto nel PTR e che ha già fatto nel PPR.
E allora io mi chiedo, e mi piacerebbe chiedere all’estensore della norma, per quale motivo, quando si parla di PTC, non si parli del Ministero delle Infrastrutture. È stato cassato perché decaduto un mio emendamento nel quale dicevo: nel PTR, per quale motivo si chiama a parlare il Ministero della Cultura e non si chiama a parlare il Ministero delle Infrastrutture?
Parliamo di infrastrutture nel PTR, di che volete che parliamo? Cioè, è quello che era un po’ il vecchio PIT, l’attuale PIT, ancorché vetusto. Quindi le infrastrutture sono importanti.
Un interlocutore come ANAS, per esempio, se si parla di PTC, è uno che non ha diritto di voto in una conferenza? Posto che ha tutti i finanziamenti che riguardano le strade, sia ex ANAS. Io capisco che parlo arabo per la maggior parte dei colleghi, ma cosa sono le strade ex ANAS che sono state ritrasferite all’ANAS, che erano in capo alle Province, poi sono arrivate con la Delrio alla Regione Marche? Sono 800 chilometri di strade di questa Regione che sono passate in service per una parte e per il resto in...

PRESIDENTE. Emendamento 13/24. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/25 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, “ancorché minoritarie”. Questo è un emendamento tecnico, chiamiamolo di tecnica legislativa.
Come si fa a scrivere in una legge: «sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie, le posizioni espresse»? O sono vincolanti o non sono vincolanti. Perché “ancorché minoritarie”? Perché, se non sono minoritarie, non sono vincolanti? Perché c’è bisogno di questa specificazione? Sono vincolanti, punto e basta.
È un fatto. Una legge non lo dice mai “ancorché”. Dice: chiunque procura, ancorché quelle lesioni non siano gravi... Non si può scrivere, perché poi come si fa quando l’interprete, gli avvocati, che qui fanno i ricorsi al TAR…, questi sono strumenti che disciplinano diritti e impongono doveri, e la legge deve essere chiara, non si può prestare agli “ancorché”. Questo termine non si usa neanche in architettura, “ancorché”.
Noi ci torneremo sopra, però dite ai funzionari del Ministero, che vi hanno imposto questa legge, che vi abbiamo dimostrato che, se avessimo voluto, questa legge non la approvavate, perché ci voleva un attimo a portarvi alla sessione di bilancio e l’avete visto.
Quindi dico, almeno per il futuro, che si diano una regolata, perché non è possibile, non è dignitoso che un Consiglio regionale scriva una legge sotto dettatura dei funzionari del Ministero, che tra l’altro scrivono male e scrivono “ancorché minoritarie”. Non si scrive una cosa del genere in una legge.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Intervengo in dissenso. Questo è uno di quegli articoli vergognosi che sono contenuti in questa legge. E dissento non dai contenuti sostanziali, a cui fin qui hanno fatto riferimento i Consiglieri Casini e Cesetti, ma questo è veramente politico.
Leggete semplicemente: «sono in ogni caso vincolanti ai fini della valutazione conclusiva, ancorché minoritarie, le posizioni espresse dalla Giunta regionale» e poi dal Ministero. Non so se è chiaro il contenuto.
La Regione e il Ministero condizionano il PTCP, esautorando e ponendo i condizionamenti voluti dalla Regione. “Ancorché” vuol dire “nonostante”, così va letto, almeno dal mio punto di vista. E la Regione, su questo, può dire: nonostante sia l’unico soggetto partecipante alla CeVI, condiziono la volontà rispetto a questo importante strumento urbanistico.
Aggiungo, per confermare come la legge sia scritta in maniera davvero inaccettabile, che il comma 2 dell’articolo 14 dice che le posizioni della Regione e del Ministero, nonostante siano minoritarie, servono a garantire il rispetto di questa legge. È una tautologia. Cioè la Regione interviene come se fosse il decisore e la sede per decidere se vi è una corretta interpretazione della legge... Io non so se ci si rende conto di cosa si scriva. Cioè, è la Regione Marche che decide se la legge è rispettata o meno? Ma vi rendete conto di come è scritta tecnicamente? Oltre al fatto che è uno scandalo, e va ripetuto fino alla morte, la Regione non può condizionare la pianificazione sul territorio portando a sé tutti gli interessi che sui territori vengono esercitati con la pianificazione. È uno scandalo. Riportate indietro la Regione di trent’anni, esautorando tutta la pianificazione territoriale.

PRESIDENTE. Emendamento 13/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/26 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento di fatto tecnico. Il punto 2 della lettera a), del comma 15 dell’articolo 13, è sostituito dal seguente: «per garantire il coordinamento e l’attuazione di politiche comunitarie e nazionali, nonché settoriali regionali, nelle materie di competenza definite in atti dotati di efficacia».
Questo è un emendamento tecnico, pertanto ne chiediamo l’approvazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. No, questo non è un emendamento tecnico, per niente.
Il punto 2 della lettera a), relativo all’attuazione di politiche comunitarie, nazionali e regionali, dice: «per garantire il coordinamento e l’attuazione di politiche comunitarie e nazionali, nonché settoriali regionali, nelle materie di competenza definite in atti dotati di efficacia».
Il Consigliere Serfilippi ha presentato un emendamento dove ha inserito: «il coordinamento e l’attuazione di politiche comunitarie e nazionali», dopo avere dato parere contrario all’emendamento sull’inserimento dell’articolo 9 della Costituzione, perché c’è quel richiamo, al comma 1 dell’articolo 1 della legge, all’ordinamento europeo?
Dov’è la necessità di richiamare le politiche comunitarie e nazionali e non richiamare la Costituzione? Il punto è proprio quello degli impianti fotovoltaici. Questo emendamento, Consigliere Serfilippi, lo ha scritto anche qui perché gliel’hanno indicato, quindi ha una logica. Pertanto questo non è un emendamento tecnico, questo è un emendamento sostanziale.
Inserire le politiche comunitarie significa che bisogna garantire quegli obiettivi, ad esempio sulle energie da fonti rinnovabili, previsti dalle direttive comunitarie e fatti propri dal decreto del 2021, che dice che devono essere emanati i decreti e che la Regione, nei 180 giorni successivi, deve individuare le aree idonee e non idonee; tema sul quale all’esame della Commissione c’è addirittura una mia proposta di legge e un’altra del Consigliere Serfilippi.
Vi ricordate voi gli emendamenti che ho presentato sui principi generali dell’individuazione delle aree idonee e non idonee? Perché lì avete detto no e adesso invece ci inserite le politiche comunitarie, che dovete garantire?
Ma vi pare possibile che questa Regione debba stare al servizio, strusciare ai piedi di qualche funzionario del Ministero perché ha paura magari di qualche infrazione, eccetera?
Questo è il tema. Quindi io voterò contro, perché questo è un emendamento sostanziale, non tecnico.

PRESIDENTE. Emendamento 13/26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 13/27 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questa è anche una conseguenza, un corollario, dell’“ancorché minoritaria”, che io volevo togliere con l’emendamento. Primo, perché non bisogna scriverlo. Ma non l’ho fatto solo per questo, non l’ho fatto solo sotto il profilo tecnico da esteta. L’ho fatto perché, se fosse stato tolto “ancorché minoritarie”, al limite si potrebbe dire che la Regione è vincolante per gli aspetti di competenza. Ad esempio, sul PTCP è evidente che, se il PTCP contrasta con il PTR o contrasta con il PPAR, è di tutta evidenza che se la Regione lo fa rilevare, quel fatto è vincolante. Ci mancherebbe altro. Ma perché lo dice la legge. Allora non c’è bisogno di scriverlo.
Se invece noi scriviamo «ancorché minoritarie le posizioni espresse», significa che, se la Regione esprime un’opinione diversa su altro, è vincolante; e così quello del Ministero. Per questo io vado ad abrogare la lettera b), che dice che sono vincolanti, da parte del Ministero della Cultura, le opinioni espresse dal Ministero della Cultura in relazione alla conformazione, all’adeguamento e alle previsioni della pianificazione paesaggistica in attuazione dell’articolo 145. Vedete che cosa dice l’articolo 145? Lo dice qui. Ma se lo dice già, non c’è bisogno di richiamarlo. Se voi sentite il bisogno di richiamarlo qui, perché non l’avete richiamato prima quando richiamavo l’articolo 143 che, appunto, dice — ed è nel mio emendamento — che la Regione lo fa limitatamente agli aspetti riguardanti i beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1? Questo è il punto. Per quale motivo lo richiamate qui? C’è già la legge. Perché lo dobbiamo dire?
Se invece noi lo mettiamo, significa che si attribuisce al Ministero una sorta di veto, perché il veto è vincolante, su tutto. E in questa nostra Regione non si farà più nulla, perché lo sappiamo quello che fanno le Soprintendenze: non si farà più nulla, non si bonificheranno i siti, non si curerà il dissesto idrogeologico, non si farà un bel niente.
Quindi, il Ministero va bene, ma nei limiti delle proprie competenze, perché altrimenti il Ministero, o qualche funzionario del Ministero, va a casa propria a decidere, non è che viene a casa nostra. E questi sono punti centrali, sostanziali, di questa vicenda che, tra l’altro, ricorre in ogni dove. Non è possibile.

PRESIDENTE. Emendamento 13/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/28 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo è un altro caso nel quale si evidenzia questa assurda sovrapposizione tra la Conferenza CeVI e la Conferenza dei servizi. Cioè, il rappresentante, in questo caso della Regione, può chiedere una proroga del termine di conclusione dei lavori della Conferenza di non oltre 30 giorni.
Ora, abbiamo questa sovrapposizione: non esiste la Conferenza CeVI, che è fatta da amministratori/politici, per intenderci, che detta le linee di indirizzo, come è giusto che sia in una copianificazione, perché la pianificazione urbanistica e il governo del territorio sono atti politici, con la P maiuscola, sono atti che determinano il futuro, gli assetti, l’economia, gli aspetti sociali di un territorio e quindi hanno una valenza politica ed è giusto che venga rispettata. È quindi giusto che nella Conferenza CeVI siano rappresentati gli organismi politici e che parlino le Giunte, che parli il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia, il Consiglio provinciale, eccetera.
Quando si arriva invece alla Conferenza dei servizi, che è quella oltretutto decisoria, esiste una norma nazionale che qui viene scavalcata, nella quale è vietata la presenza degli organi politici. Tant’è vero che la Conferenza dei servizi viene convocata dal responsabile del procedimento, così come definito dalla legge 241, perché sono due cose separate.
E lo ripeto: io decido politicamente, insieme, nella Conferenza di copianificazione, quale assetto dare per il futuro a un territorio dal punto di vista idrogeologico, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista culturale, dal punto di vista paesaggistico. Dopodiché c’è qualcuno che tecnicamente redige l’atto, anche perché noi non saremmo capaci, noi che sediamo su questi scranni e su quelli della Giunta, di redigere un Piano, qualunque esso sia, a cominciare da quelli di competenza nazionale.
Dopodiché ci sarà un organo tecnico che stabilisce se quello che noi abbiamo scritto e quello che noi volevamo sia conforme con una serie di atti esistenti, a cascata, dal livello nazionale a quello regionale.
A me sembra molto chiaro. Mischiare queste procedure significa non aver mai, e dico mai, convocato una Conferenza dei servizi, perché chi la convoca sa chi deve invitare; chi non l’ha mai convocata, no.

PRESIDENTE. Emendamento 13/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13/29 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, Presidente, che significa “se è necessario”? Basta scrivere, se lo volete: «il rappresentante della Regione chiede la proroga per consentire alla Giunta di deliberare». Che significa “se è necessario”? Io non lo so.
Non ci facciamo bella figura, non la fate fare neanche al Presidente Acquaroli, che ci tiene a fare bella figura, ovviamente, ci mancherebbe altro.
Tra l’altro, questo qui dimostra, oltre al fatto che bisogna togliere “se è necessario”, che avevo ragione io quando in precedenza dicevo che il rinvio si poteva chiedere senza dire «con il consenso unanime di tutti». Ma dove sta scritto? Se io ho un’esigenza, chiedo il rinvio della Commissione per 30 giorni, punto e basta.
Però qui c’è un altro aspetto: il potere della Giunta regionale. Cioè la Giunta regionale deve decidere per conto della Regione ai fini dell’espressione del parere che voi avete attribuito essere vincolante nei confronti del PTC. È un errore sostanziale, perché il parere della Regione, come dicevo prima - ed è per questo che io volevo togliere le parole “ancorché minoritarie”, perché ha tutto un senso, non scrivo le cose a caso - può essere vincolante soltanto in caso di contrasto, ad esempio qualora il PTC contrasti con gli strumenti sovraordinati, che sono il PTR e il PPAR.
Ma, se così è, non è che c’è bisogno di una delibera della Giunta regionale, perché, se noi prevediamo che c’è bisogno della delibera della Giunta regionale e addirittura consentiamo al rappresentante della Regione di chiedere un rinvio di 30 giorni, se necessario all’espressione di quel parere, noi attribuiamo alla Giunta regionale un potere altro, che la legge può attribuire solo a se stessa nel dire che il PTR e il PPAR, che sono strumenti sovraordinati, ovviamente, sono vincolanti per gli aspetti di competenza per il PTCP. Ma questo lo devono dire gli strumenti e lo dice la legge, non possiamo dire domani: rinviamo a una delibera.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Per accogliere favorevolmente questo emendamento, quindi la soppressione delle parole “se necessario”.

PRESIDENTE. Emendamento 13/29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 13/30 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Noi siamo forse un po’ ripetitivi, ma le carenze sono quelle che sono.
Allora, io ve lo leggo perché, se qualcuno avesse interesse: «Alla luce delle posizioni emerse, la valutazione della Conferenza può essere espressa anche in relazione a una o più parti del PTCP».
Ma io dico: questa è veramente l’anti-visione. Che significa su una parte? Significa che magari sul PTCP di Macerata si esprime su Matelica e non si esprime su Macerata? Sul fermano si esprime su Ortezzano e non si esprime su Pedaso? Che significa “su una parte”? Su una componente? Che significa “una o più parti”?
Allora, innanzitutto, parti che significa? Significa parti di territorio? Significa parti di infrastrutture? Significa parti nel senso di aspetti? Che significa “parti”? Ma dove l’avete copiata questa roba? Ma dove l’avete scritta?
Allora, innanzitutto, il PTCP per legge deve essere su tutto il territorio provinciale, a meno che non sia una variante. Allora, a quel punto, parliamo di varianti. Ma siccome nel comma successivo si specifica che le varianti - e anche qui c’è un appesantimento burocratico, perché le varianti non vengono suddivise tra varianti generali e varianti parziali o puntuali per consentire un’accelerazione qualora fosse necessaria una variante che non fosse una variante generale - ma uno che non l’ha visto mai un PTC, come lo può scrivere, se non sa di legge né tantomeno di piani e programmi?
Perché un PTCP bisognerebbe averlo visto nella vita una volta per sapere com’è fatto. Perché se uno mi scrive che viene pubblicato il PTCP con i suoi allegati, non l’ha visto mai nella sua vita, perché non esiste un PTCP senza gli allegati, perché gli allegati sono il PTCP.
Oltretutto questo crea anche dei dubbi interpretativi perché, ripeto, il PTCP di Pesaro si può occupare soltanto di Fano e può non occuparsi di Urbino, per esempio?
Credo che ci sia voluta una volontà precisa per scrivere le norme in maniera così lontana dalla realtà, così complessa e, soprattutto, queste sono norme, come ha detto prima il Consigliere Cesetti, che si prestano a dubbi interpretativi. Non si è affatto pensato che queste norme dovranno essere applicate dalle Province, dai Comuni, dalla stessa Regione, dagli stessi uffici della Regione, che non so che cosa faranno quando si troveranno di fronte questa roba che è assolutamente inapplicabile, oltre ad avere aspetti di illegittimità.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. In dissenso concordato. Su questo non parteciperò al voto, molto probabilmente lo respingete ed è una cosa per cui non si guarda quello che resta. Prima il Consigliere Mastrovincenzo quando avete votato l’emendamento ha detto: “nevica”.
Non è che nevica, Consigliere: è che la maggioranza sente freddo, è diverso. La maggioranza sente freddo e si copre con gli emendamenti del gruppo PD perché approva un emendamento per poter dire: “Noi abbiamo accolto qualcosa”. Certo, quello lì era uno degli emendamenti meno rilevanti e loro ci si coprono. Quindi sente freddo, però lo sente veramente.
Su questo, che la Consigliera Casini voleva sopprimere ma io l’ho firmato per tenerlo, voi scrivete: «alla luce delle posizioni emerse». Anche qui, una legge che scrive “alla luce delle posizioni emerse”. Chi è che lo stabilisce quali sono quelle emerse? Vi portate l’avvocato? “Alla luce delle posizioni emerse”. E quali sono?
«La valutazione della Conferenza può essere espressa anche in relazione a una o più parti del PTCP». Sapete che significa questo? Significa quello che dicevo prima: che il parere vincolante della Regione e del Ministero può essere anche su un aspetto che non è di sua competenza. Perché, se voi scrivete che può essere espresso anche in relazione a una o più parti del PTCP, significa che, se poi voi fate il parere su una parte, questo condiziona il tutto.
Ma come scrivete? Così rischiate che, sotto il profilo istituzionale, con tutto il freddo che sentite, vi prendete una polmonite. Dopo è un macello. Quindi datevi una regolata.

PRESIDENTE. Emendamento 13/30. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 13, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Noi voteremo contro questo articolo, cosa che non sarebbe avvenuta se fossero stati accolti degli emendamenti correttivi e assolutamente necessari.
Il Piano territoriale di coordinamento provinciale è uno strumento essenziale, centrale, più degli altri, perché si pone in quella terra di mezzo istituzionale tra gli strumenti di pianificazione superiori generali, compresi quelli dove, giustamente, in quel caso dice la sua anche il Ministero della Cultura e dovrebbero dire la loro anche gli altri Ministeri, come quello dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura, specialmente in un territorio come il nostro, dove il territorio, dove l’ambiente e dove l’agricoltura hanno un valore in sé ed aggiuntivo anche per l’economia di questa Regione e per la sua crescita. Quindi dovevano partecipare anche gli altri.
Dicevo, si pone nella terra di mezzo istituzionale tra quelli sovraordinati e i PUG (Piani urbanistici generali) dei Comuni, che poi sono quelli che vanno a delineare quella che è la pianificazione vera, perché sappiamo che è soprattutto a livello locale.
Allora, voi capite che il procedimento di formazione di un Piano scritto in quattro pagine, 15 articoli e non si sa quanti commi e quante lettere aggiuntive, già di per sé crea una confusione enorme, ma soprattutto esautora, tra l’altro, i veri protagonisti della pianificazione, che sono i Comuni, dalle loro competenze. Li esautora perché si stabiliscono e si attribuiscono dei poteri enormi e ingiustificati alla Regione.
Meno per quanto riguarda la Regione, perché io sono convinto che la Regione debba avere un ruolo regolativo, assolutamente sì. Va bene anche per il Ministero della Cultura, ma deve essere limitatamente ai beni paesaggistici. Per il resto, il Ministero della Cultura deve fare, come si dice, i fatti propri a casa sua, non nella nostra Regione.
Avete perso un’occasione nel non accogliere i nostri emendamenti, che erano solo correttivi.

PRESIDENTE. Articolo 13, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 13 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 13 bis/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è un emendamento centrale e sostanziale. È un articolo aggiuntivo che, tra l’altro, io ho tratto, non copiato, dal Testo unico dell’Umbria, anche leggendo altre leggi regionali di altre Regioni.
Qui il tema è l’adeguamento del Piano urbanistico generale unico (PUG) al PTCP. Parlavamo prima del PUG, che è la pianificazione vera, quella nei Comuni. Dice: «I Comuni adeguano i propri strumenti urbanistici al PTCP». È normale che sia così, è giusto, ma adeguano, non come scrivete voi che devono consegnarsi ad esso. Adeguano.
L’adeguare è un percorso, è un cammino motivazionale, come si deve fare nella pubblica amministrazione. Io cammino non con la ragione della forza, quindi della prevalenza del Piano sovraordinato, ma con la forza della ragione, della motivazione, la possibilità di poter motivare anche un dissenso. E perché no? Ci mancherebbe, questo è giusto e poi resiste allo strumento della motivazione stessa.
Poi dice: «Dalla data di efficacia del PTCP approvato il Comune non può rilasciare titoli abilitativi o approvare piani attuativi che siano in contrasto con le norme immediatamente prevalenti del PTCP». Le norme cosiddette di salvaguardia, medesime relative alla disciplina paesaggistica specificatamente demandata al PTCP dal PPAR, limitatamente a questo. Perché altrimenti che succede? Perché questo? Perché i Comuni non ce la faranno nei 48 mesi, perché tanti piccoli Comuni non hanno le risorse, non hanno le risorse economiche, umane, strumentali. Se voi fate decorrere subito le norme di salvaguardia, paralizzate su tutti i 235 Comuni regionali l’attività. Allora lo facciamo decorrere da quello, per quanto riguarda appunto la disciplina paesaggistica, che è quella a cui tenete tanto.
Credo che questo sia un emendamento sostanziale. Consigliere Assenti, pensi alla sua San Benedetto del Tronto: non può non accogliere questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 13 bis/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 14, che ha 41 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Innanzitutto, diciamo che il PUG è uno dei cuori pulsanti della legge, perché è quello che interessa gli oltre 200 Comuni della regione Marche.
Una cosa che mi preme dire è che, alla faccia della semplificazione e dei chiarimenti burocratici, si cambiano tutti gli acronimi. Quindi il Piano regolatore, che si chiamava PRG, si chiama PUG. Voi direte: che problema è? Ma il problema c’è, perché nei piccoli Comuni, dove magari c’è soltanto un geometra che deve curare tutti gli adeguamenti ai piani sovraordinati o deve rilasciare gli atti di conformità ai piani comunali, cambiare già le diciture è un disagio che si poteva evitare.
Il Piano urbanistico generale, certo che è unico. Quanti volete che ce ne siano di piani regolatori? Già a malapena un Comune, e guardo tutti voi che siete stati Sindaci, riesce a fare un Piano regolatore; se ci riesce è un miracolo. Si fa un Piano regolatore ogni 20 anni, sennò si fanno delle varianti. Il Piano regolatore è una cosa abbastanza rara e ci si tiene particolarmente. Però lo chiamiamo PUG, tanto per far cambiare le diciture negli atti dei Comuni.
Ora, che succede? Che il PUG lavora su tre livelli. Un livello che è quello strutturale. Quindi questo viene ripreso da leggi di seconda generazione; già in Italia ci sono leggi di terza generazione, invece qui ritorniamo indietro con le leggi di seconda generazione.
Quindi c’è la componente strutturale che esprime finalità e obiettivi e determina le vocazioni, come dicevamo. Una di quelle cose che ci fa pensare a una parte ecclesiastica, se vogliamo, della vita: la vocazione. Perché come la declini la vocazione se non quella di vocarsi al Padre Eterno? Per me è molto difficile definire una vocazionalità, perché la vocazionalità è definibile, ma definirla dal punto di vista numerico e di destinazione urbanistica appunto... Cioè, la vocazionalità idrogeomorfologica, chi ha scritto questa legge me la dovrebbe spiegare. Che significa la vocazionalità idrogeomorfologica? Il Padre Eterno, o chi ha creato la Terra, l’ha fatta così com’è; noi l’abbiamo peggiorata, ma non c’è una vocazione. Come non c’è una vocazione sismica, ringraziando il Padre Eterno. Cioè, la vocazionalità sismica che cos’è? E’ proprio scritta male questa roba e noi cercheremo di sistemarla.
Quindi, c’è la parte strutturale, della quale si verifica la coerenza per quello che riguarda i piani di secondo livello. Allora, la coerenza della vocazionalità. Io mi chiedo quali potranno essere i parametri della vocazionalità e quali potranno essere i parametri in base ai quali si verifica la coerenza. Che significa coerenza?
Noi siamo abituati, in Italia, in Europa, nel mondo, a verificare delle destinazioni con la conformità a quelle destinazioni. Voglio dire, se io ho un territorio che viene vocato, ma destinato all’industria, io potrò realizzare lì, con i parametri stabiliti, degli insediamenti produttivi. Invece qui questa cosa non si dice. Non solo non si dice, ma si prevedono poi degli obiettivi che sono difficilmente realizzabili.
La cosa grave è che la componente strutturale ha effetto a tempo indeterminato, ma non è conformativa della proprietà. Quindi la vocazionalità significa che il mio terreno è un terreno che ha vocazionalità produttiva ma, se io lo vendo o se io muoio e lo lascio ai miei eredi, non si sa che destinazione e che valore avrà. Questo è un problema serio anche per l’IMU, per i Comuni, sarà un problema molto complesso valutare l’IMU. Poi torneremo sugli altri emendamenti.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca PASQUI

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. È un altro articolo particolarmente importante perché, come anticipato dalla Consigliera Casini, si va a regolare, a disciplinare, il Piano urbanistico generale, quello che riguarda appunto i Comuni.
Torno su un tema caro all’intero gruppo, che riguarda il consumo del suolo e anche i condizionamenti che la Regione ha voluto, oltre ad alcune difformità. È sufficiente mettere insieme il comma 6, lettera c), dell’articolo 14 unitamente al comma 7 dello stesso articolo e al comma 9 dello stesso articolo.
È un po’ il gioco, come abbiamo già anticipato, delle tre carte. Da un lato si afferma che si tende a un consumo di suolo zero in realtà, il comma 6, alla lettera c), quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo, perimetra il territorio e definisce la soglia comunale di consumo di suolo, pur nel rispetto del PTR.
Quindi, sostanzialmente, nella stessa legge e attraverso gli strumenti normativi si torna a riaffermare come il consumo di suolo conviva in maniera puntuale con l’affermazione apodittica che la legge urbanistica fa a proposito del consumo del suolo.
Ma ancora più incomprensibile è il comma 7, a cui faceva riferimento con puntualità la Consigliera Casini. Guardate il contenuto: la componente strutturale, una delle tre componenti oltre a quella regolativa e a quella operativa, prevede le regole e le metodologie per verificare la coerenza con le proprie previsioni sia degli interventi sia degli strumenti di pianificazione con funzione operativa. Per coerenza si intende la relazione di compatibilità, la linearità, la non contraddittorietà, la proattività, la funzionalità, l’efficienza, l’efficacia della componente regolativa e degli strumenti di pianificazione con funzione operativa.
È fatta proprio per far capire ai cittadini. Se voi volevate scrivere una legge per far capire ai cittadini di cosa parliamo, l’avete fatta apposta: perfetta, non ci capiranno niente. Ci capite solo voi e i tecnici e naturalmente vi fate i fatti vostri su questo. Non si capisce niente.
Se la legge ha come destinatario il cittadino… Guarda caso, al comma 7 richiamate il comma 6, lettera c), proprio per consegnare in maniera perfetta l’affermazione di principio che riguarda il consumo del suolo.
L’ultimo elemento riguarda il comma 9. Ascoltate la perla: la Giunta regionale può approvare, a seconda di come si sveglia e come gli fa comodo, apposite linee guida per l’attuazione delle verifiche di coerenza di cui al comma 7. Al comma 7 elencate una serie di cose che capite solo voi, però al comma 9 dite: guardate che la Regione, se ci fa comodo, può mettere insieme linee guida per l’attuazione.
Vi fate tutto per i fatti vostri. Scegliete di fare una legge per gli interessi della Regione, per interessi lobbistici.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho ascoltato gli interventi dei miei colleghi, che ovviamente condivido.
Dico al Consigliere Carancini: magari questa fosse una legge fatta per i fatti loro, perché almeno avremmo una legge della Regione Marche, sebbene una legge di parte, Presidente. Fin dall’inizio abbiamo detto che una legge dovrebbe essere condivisa., magari questa fosse di parte, non lo è. Questa è una legge scritta sotto dettatura.
È stato ammesso anche abbastanza platealmente in Commissione e in quest’Aula che, ovviamente, i funzionari del Ministero della Cultura hanno dato delle indicazioni. Quelle indicazioni sono obbligate e quindi non si può prescindere, altrimenti impugnerebbero la legge. Roba, veramente, che non si racconta.
Questa prevaricazione istituzionale si vede in particolare nel PUG, che è appunto lo strumento comunale, e viene trasferita nel PUG questa sorta di prevaricazione, dove i Comuni vengono espropriati di quelle che sono le proprie competenze, le proprie prerogative.
Chi mi ha preceduto parlava del comma 9, dove la Giunta regionale può approvare apposite linee guida per l’attuazione delle verifiche di coerenza. Infatti c’è qui un mio emendamento soppressivo su questa parte, perché sostanzialmente tutte le prerogative dei Comuni, il loro potere-dovere di decidere l’assetto del territorio, la loro programmazione, tutto viene espropriato a vantaggio non soltanto degli strumenti superiori, rispetto ai quali ovviamente ci deve essere un principio di coerenza, non di armonia, perché l’armonia abbiamo visto che è un termine che si usa nelle poesie.
Certo che ci deve essere la coerenza, ma non ci può essere la prevaricazione delle istituzioni superiori. La coerenza con gli strumenti pianificatori superiori. Che significa che la Giunta delibera? Come può la Giunta dare linee guida per l’attuazione delle verifiche? Ma stiamo scherzando?
Poi c’è un altro aspetto nel merito, ma ci arriveremo con i numerosi emendamenti. Ovviamente, quelli che ho firmato della Consigliera Casini eviterò di commentarli, se non è necessario, perché dobbiamo guadagnare tempo. Perché ormai l’avrete capito: il gruppo del Partito Democratico vi consentirà l’approvazione di questa legge nel tempo che sarà necessario, purché resti agli atti il nostro dissenso.
Sapete benissimo che, se noi avessimo voluto, questa legge voi non la approvavate. Invece la volete portare a casa e noi questo non ve lo impediremo, anche se avremmo voluto farlo. Però ci torneremo sopra, l’ho detto, perché noi, passato il termine, ci torneremo sopra. Ripresenteremo tutti questi emendamenti una volta passati sei mesi. Se del caso andremo anche sui territori, perché poi vedremo i Sindaci come faranno, ad esempio, i Comuni ad attuare i PUG.
Questo è l’altro aspetto: ad esempio le risorse. Anche su questo c’è un emendamento a questo articolo. Cioè la Regione non può non destinare risorse ai Comuni per fare i PUG, perché i piccoli Comuni, che ne so, Massa Fermana, dove io ho fatto il Sindaco tanti anni fa, mille abitanti, dove le prendono le risorse per fare il PUG? Dove prendono il personale per fare i cosiddetti quadri conoscitivi, tutte quelle cose che poi sono propedeutiche per il PUG stesso? È impossibile.
E poi c’è il tempo dei 48 mesi, che non è un termine perentorio ma ordinatorio, che possono diventare 96. Ma il problema qual è? Che le norme di salvaguardia scattano prima e scattano, al più tardi, ad esempio quelle generali, alla scadenza del quarantottesimo mese.
Ma questo varrà non solo per i piccoli Comuni come la mia Massa Fermana, ma varrà anche per i grandi Comuni come San Benedetto del Tronto, ad esempio, la cui attività verrà paralizzata da questa, ripeto, pessima legge.

PRESIDENTE. Emendamento 14/1 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io ho presentato due emendamenti analoghi all’articolo 14 e al prossimo articolo 16 per affrontare il tema dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, i PEBA, che sappiamo bene non tutti i Comuni adottano. Molti Comuni non li hanno ancora adottati.
Ho quindi presentato questi due emendamenti a tutela dei bisogni dei più fragili, allo scopo di conformare gli strumenti urbanistici al PEBA quale condizione necessaria per la loro adozione.
Io, dopo aver visto bocciati tutti gli emendamenti sul consumo di suolo zero e anche quelli sulla partecipazione, mi auguro che questi altri emendamenti sul PEBA trovino una breccia da parte di questa maggioranza, perché il tema è veramente importante e in altre occasioni vi siete dimostrati sensibili. Quindi, se non lo mettiamo qui come un obbligo, sappiamo che i Comuni non lo faranno e ci saranno problemi di accessibilità e tutto ciò che viene a questo connesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. A nome del Partito Democratico voteremo a favore di questo emendamento perché la legge è una legge del 1996 ed è una legge che, in teoria, è obbligatoria. Cioè, i PEBA sono i Piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto degli edifici pubblici, ma non solo, che devono obbligatoriamente essere inseriti nei Piani regolatori generali.
Sono molto importanti perché è una questione non soltanto culturale ma anche, insomma, di rispetto. Ripeto poi che le barriere architettoniche non sono barriere architettoniche per qualcuno: sono barriere architettoniche per tutti noi, che possiamo essere in un momento della vita disabili, anche se non in maniera permanente.
Penso a una donna incinta, penso a una donna con un bambino piccolo e il passeggino, penso a una persona che si rompe una gamba piuttosto che il femore, penso a chi può avere una cecità provvisoria e non definitiva. Quindi tutti noi possiamo aver bisogno dell’abbattimento delle barriere architettoniche che, in molti casi, è semplicissimo realizzare.
Basterebbe comunque ricordarsi che c’è un obbligo di legge che prevede che i marciapiedi debbano essere minimo 1,50 metri di larghezza. Io vi sfido a misurare i marciapiedi per vedere se questo è rispettato, per non parlare degli scivoli, per non parlare del fatto che non si pensa mai, quando si parla di disabilità, per esempio alla sordità oppure alla cecità. Generalmente si pensa alla sedia a rotelle, ma non è solo quella: ce ne sono tante altre di disabilità. E’ giusto che le città siano accessibili a tutti e il Partito Democratico ringrazia per questo emendamento e voterà a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Ci tengo solamente a intervenire adesso per quanto riguarda i PEBA, che comunque rappresentano una battaglia storica del Movimento 5 Stelle. Noi non li precludiamo con questo articolato, anzi invitiamo i Comuni e so che i Servizi sociali della Regione Marche stanno seguendo la redazione di questi PEBA.
È chiaro che i Comuni sono in ritardo sulla redazione, che i PEBA sono dei piani di settore e quindi è chiaro che, all’interno dei PUG, come ci possono essere i PEBA, ci dovrebbero essere a mio avviso anche tanti altri piani di settore che i Comuni devono approvare. Non è escludente questo articolato, però è chiaro che noi, dentro questo articolo 14, al comma 4, facciamo una ricognizione generale dell’articolato, facciamo riferimento al PTR e al PTCP provinciale senza andare nello specifico dei piani di settore.
Se inseriamo i PEBA, dovremmo inserire anche tutti gli altri piani di settore. Quindi noi votiamo contro questo emendamento perché non è la misura di dettaglio che dobbiamo inserire nell’articolato. Però è chiaro che i PEBA ci sono, ci saranno e speriamo che si lavori tutti insieme per realizzarli il prima possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Avevo accennato prima a questa questione della coerenza e della conformità. Non esiste una coerenza ai piani sovraordinati, perché la coerenza non è misurabile, per quanto venga definita. Invece è giusto quello che diceva la Capogruppo del Movimento 5, penso, per esempio, ai tanti altri piani di settore che ci sono nei Piani regolatori e che andrebbero richiamati. Cioè, qua non si fa nessun riferimento al Piano del commercio, non si fa nessun riferimento ad altre tipologie di piani. Non si capisce perché si ripeta invece in continuazione il 42/2004, si adeguino ai piani di cui agli articoli 65 e 67 del 152.
La cosa che è stupefacente di questo comma, ma anche di tutta la legge, è che si approfondiscono alcune cose non necessarie. Quindi si fanno dei riferimenti a norme pleonastiche, che non è affatto necessario richiamare e che sarebbe giusto richiamare all’interno di un quadro che vuole invece focalizzare l’attenzione rispetto a determinati temi di sostenibilità, piuttosto che a temi di attenzione al dissesto idrogeologico, piuttosto che a temi sociali.
Assolutamente no. In maniera, non si capisce, determinata da quale strategia, vengono sottolineati appunto dei piani e dei programmi che normalmente vengono recepiti nei piani o, perlomeno, vengono recepiti nei piani sovraordinati, che poi ne determinano e vengono approfonditi nei piani sovraordinati, che poi ne determinano la conformità. Cioè, dovrebbero determinare la conformità dei PUG. Ma qui la conformità non c’è: siamo nel mondo del vago e della vaghezza.
Ripeto, la coerenza con il PTR: se il PTR stabilisce che una strada oppure un’infrastruttura deve tagliare un territorio comunale, che significa “coerente”? Io posso stabilire un tracciato diverso, coerente, ma spostato di un chilometro, oppure non lo posso fare?
Faccio delle domande magari forse banali. Sicuramente, per chi è più esperto di me, saranno banali. Ma dobbiamo decidere dove mettere una discarica con il Piano dei rifiuti e, se metterla in un Comune piuttosto che in un altro con il PTC, è coerente? Non è coerente? È conforme? Non è conforme? Ci risponderà, purtroppo, il TAR.

PRESIDENTE. Emendamento 14/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Elezi, Livi, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Santarelli, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto contrario del Consigliere Borroni.

Emendamento 14/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Allora, volevo far sapere a chi magari non ha approfondito bene la legge che cos'è la rigenerazione territoriale.
Ora, sulla rigenerazione urbana non abbiamo alcun dubbio, perché è giusto rigenerare, è giusto non consumare suolo. Ma voglio leggere la definizione di rigenerazione territoriale perché chi l'ha scritta l'ha scritta con l'intento di andare a rovinare il nostro paesaggio, le nostre aree agricole, oppure perché non sa che cosa può determinare questo comma.
“La rigenerazione territoriale interessa il territorio prevalentemente extraurbano - siamo già fuori dalla perimetrazione, come dire, delle zone B e C, ancorché non totalmente urbanizzate - inteso quale territorio rurale e naturale - come se non bastasse il rurale, ci mettiamo anche il territorio naturale. - può avere ricaduta sovralocale ed è finalizzata, anche attraverso l'assegnazione di diverse funzioni e nuovi usi, compresi quelli temporanei, alla risoluzione di situazioni di degrado urbanistico-territoriale e infrastrutturale, ambientale, paesaggistico o socio-economico, al ripristino del suolo naturale e agricolo e delle sue funzioni e al miglioramento della qualità paesaggistica ed ecologica del territorio, per tutelare il benessere e la salute dei cittadini, gli ecosistemi e le risorse naturali”.
Ora, questo articolo non è stato scritto per le Marche, perché io vi sfido a dirmi dove c'è una zona agricola, in questo momento, nei vostri Comuni o nelle vostre province, dove è necessario andare a riqualificare, rinaturalizzare, risolvere le questioni di degrado urbanistico, territoriale, infrastrutturale, paesaggistico e socio-economico. Una zona agricola, ditemela, se ce l’avete, in un Comune che non sia uno sportello unico per le imprese, che quello è una destinazione temporanea. Vorrei sapere se esiste una zona, in questo momento, che debba essere intaccata da questa pianificazione.
Ora, cosa c'è di grave? Che nella rigenerazione territoriale si possono fare, per la rigenerazione territoriale, i piani attuativi, che non devono essere conformi al PUG, perché il PUG stabilisce nelle zone agricole soltanto la vocazionalità, quindi devono essere coerenti. Che cos'è coerente in zona agricola? Lasciate stare le zone agricole, che c'è la legge 13/1990 che lavora benissimo, e le porcate relative alle lottizzazioni private in zona agricola fatele da un'altra parte e non nelle zone agricole.

PRESIDENTE Emendamento 14/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, Il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento è al comma 6 dell'articolo 14 ed attiene alla componente strutturale. L'emendamento è sostitutivo perché va ad integrare, non va in contraddizione. Voi dite: «ai fini di cui al comma 5, la parte strutturale»; io dico: sono sostituite dalle seguenti parole: “Il PUG, parte strutturale - perché componente - identifica, in riferimento ad un'idea condivisa di sviluppo socio.economico e spaziale e mediante individuazione fondiaria, le componenti strutturali del territorio e”. Contiene poi tutti gli altri principi declinati con le lettere A, B, C, D, E, F, G, H, I, fino a P, una cosa mai vista, dovrebbe essere molto più generale.
Voglio dire che questo emendamento …, mi rivolgo al Consigliere Assenti perché è il relatore di maggioranza, quello che dirige l'orchestra che suona la musica del Ministero della Cultura. Mentre ascoltano sordi gli strumenti che noi abbiamo e che mettiamo a disposizione, almeno suonino la fisarmonica sulla quale abbiamo fatto la legge. E’ un'altra cosa, invece no: è la musica del Ministero della Cultura ed il Consigliere Assenti dirige l'orchestra.
Questo emendamento l'ho tratto, anche qui, dal Testo unico della Regione Umbria ed anche da altre leggi regionali. Credo che sia più pertinente, scritto meglio, perché non basta enucleare i principi, ma la componente, che poi non deve essere solo componente, ma deve essere parte strutturale, perché, come dice componente…, è la parte che ha una sua autonomia. Perché parte anziché componente? Perché dire «componente di» è sbagliato; invece la parte significa che ha una sua autonomia, della quale, badate bene, non è soltanto un fatto letterale, se ne deve poi tener conto.

PRESIDENTE. Emendamento 14/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche qui, Consigliere Assenti, non è che con le cuffiette ti dettano lo spartito. Noi stiamo violando la legge, lei sta con le cuffiette: è probabile che magari le dettino lo spartito. Ovviamente sa che scherzo, però neanche tanto perché, secondo me...
Comma 6, lettera a), dell'articolo 14, dice: “contiene l'inquadramento... l'analisi… e valorizzare”. Io inserisco: “assicurando il rispetto della biodiversità”. Penso che un emendamento del genere suoni bene all'interno di questo pessimo strumento: « assicurando il rispetto della biodiversità», perché, ripeto, l'articolo 9 della Costituzione, che noi siamo obbligati a rispettare, tra i principi generali ci dice, vedete che tutto torna, che la Repubblica - quindi anche noi, i Comuni e le Province - tutela l'ambiente, la biodiversità». Assicurare il rispetto della biodiversità significa ubbidire, in questo caso sì che bisogna ubbidire, al dettato costituzionale, così come è stata integrata e riformata la Costituzione con la legge costituzionale n. 1 del 2022.
Quando probabilmente hanno scritto questa legge - è comprensibile - questa riforma non era ancora stata scritta, perché è del 2022; oppure, se l'hanno scritta dopo, si vede che non c'avevano il testo aggiornato. Può capitare, anche perché in quest'Aula girava un testo non aggiornato.
Credo che accogliere questo emendamento non tolga nulla, anzi, ripeto, aggiunge un'indicazione che ci viene dalla Costituzione, che noi dobbiamo rispettare. Quindi, bisogna assicurare il rispetto della biodiversità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie Presidente. Anche in assenza di cuffietta, quindi con collegamento diretto ministeriale, posso anticipare il voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 14/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Ruggeri, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/6 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Casini, Cesetti, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con questo emendamento raccomandiamo la soppressione della lettera c), che quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo e definisce la soglia comunale di consumo di suolo nel rispetto di quando è stabilito al PTR.
Ma non doveva essere consumo di suolo zero? Se doveva essere consumo di suolo zero, nel momento in cui si dice che quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo, non solo si dice che il suolo non è più a consumo zero, ma addirittura che se ne può consumare una grande quantità.
Se ci dice che quantifica il grado … Nell’orchestra diretta dal Consigliere Assenti c’è il suono del tamburo che in alcune occasioni sovrasta tutti gli altri; in questo caso sovrasta il vostro principio, che vorreste conclamare, quello del consumo di suolo zero, che consumo zero non è. Se volete consumo di suolo zero cominciate a votare favorevolmente questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io l’ho sottoscritto, per cui voterò favorevolmente questo emendamento che vede come primo firmatario il Consigliere Mangialardi.
Ho presentato anch'io degli emendamenti per il consumo di suolo zero, che ha sottoscritto il capogruppo del PD, che sono stati bocciati. Per cui direi che la propaganda che state facendo nei territori sia ora di smetterla, perché abbiamo i dati e le prove che non si tratta di consumo di suolo zero.
Quindi, quando parlate in pubblico, quando fate dichiarazioni pubbliche, quando fate comunicati, vi pregherei di non usare più a sproposito questa formula che, è evidente che, se non approverete neanche questo emendamento, non fa parte della vostra cultura politica, non fa parte di ciò che state legiferando quest'oggi e chissà per quanti decenni, durerà, a meno che non intervenga una modifica che sinceramente auspico. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/7 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Le parole «ed eventualmente» sono da cassare, perché è il PTR che insieme al PTCP che definisce le soglie. Ma vi pare una cosa normale, come è stato detto dai colleghi, fare una campagna nei Comuni e da tutte le parti dicendo che questa legge riduce il consumo di suolo e poi scrivere una norma… Come ha detto prima il Consigliere Carancini,: “il Comune perimetra il territorio urbanizzato - e qua ci siamo, anche facile perché è una cosa che ha già perimetrata, per fortuna - e definisce la soglia comunale di consumo di suolo”. Quindi diamo per scontato che esiste una soglia generica, come tutto il resto generico. Soglia è generico. Uno pensa alla soglia di casa, ad un bordo, ma soglia di intervento percentuale rispetto al numero di abitanti? Percentuale rispetto al numero di abitanti equivalenti? Percentuale rispetto al numero dei vani utili Istat? Che roba è?
Nella precedente legge c'era scritto quanto valeva il dimensionamento di un piano, quanto valeva il volume ammissibile. Guardate, è facile, : 120 metri cubi a testa, oppure ogni vano utile Istat. Basta andare a vedere l'Istat e vedere nel Comune quanti vani utili vuoti ci sono e quello è il numero degli abitanti insediabili, che ha un peso dal punto di vista ambientale.
Ma se uno non scrive la procedura di VAS come dovrebbe essere scritta, si scorda della Conferenza dei servizi e pensa che i pareri tecnici possano essere sostituiti da pareri politici e dalla presenza di organi politici, chiaramente soglia lo scrive, ma soglia che significa?
Questa è un'altra di quelle criticità che creeranno problemi di interpretazione. Inoltre, nel rispetto di quanto stabilito dal PTR, io mi auguro che il PTR lo stabilisca, anche se stabilire la soglia per 225 Comuni, ognuno diverso dall'altro… Le Marche sono plurali solo quando ci pare, poi quando facciamo le norme diventano singolari, come si fa a stabilire la soglia anche in un PTCP per ogni Comune? In percentuale? Rispetto alle vocazioni? Rispetto all'ubicazione? Rispetto ad un'altra declinazione del vocabolo vocazionalità, quindi, sempre il sesso degli Angeli? Questo è un tema che rimane aperto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissendo dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, chiedo la parola in dissenso, perché è l'unico modo per poter parlare. E’ ovvio che condivido questo emendamento, l'ho firmato, è molto più importante di quello che sembra.
Mi spiego un attimo. Si toglie la parola «ed eventualmente». A parte che la parola «ed eventualmente» non si scrive in una legge. Perché? Non è che il PTCP, Presidente, può scrivere quello che gli pare o può rispettare quello che gli pare. Il PTCP deve fare quello che dice la legge regionale e nazionale e quello che dicono gli strumenti sovraordinati, che sarebbero il PTR e il PPAR. Non si scrive «eventualmente».
Ma poi c'è un punto. Questo articolo va in contraddizione… Bocciare questo emendamento, se è scritto così…, quindi, se accogliete l'emendamento della Consigliera Casini fate bella figura. E vi spiego perché.
Voi dite: «eventualmente quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo e definisce la soglia comunale di consumo di suolo nel rispetto di quanto stabilito dal PTR ed eventualmente dal PTC». Quindi. oltre ad essere sbagliato «eventualmente», scrivete anche che il PTCP può prevedere una cosa diversa dal consumo di suolo zero, tant'è che richiamate l'articolo 6 , che dice: «finalizzate il bilancio di consumo di suolo pari a zero». Se voi lo richiamate con quell'«eventualmente», sapete che significa? Che voi date la possibilità al PTC di derogare a quel principio di cui all'articolo 6. Ma, insomma, non si guarda una cosa del genere.
Votate l'emendamento della Consigliera Casini. Io non potrò farlo, perché ho parlato in dissenso, ma credo che l non se ne dolerà più di tanto, perché l'ho fatto per lui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie. Oltre a proporla per il ruolo di Boncompagni, come neo-suggeritore auricolare, per votare favorevolmente questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 14/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Lupini, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Ruggeri, Serfilippi Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Quella di prima è la dimostrazione di come si possa vincere una causa persa. Questo emendamento aggiunge alla lettera e) la lettera e-bis), che dice che la componente strutturale “individua le infrastrutture lineari e nodali per la mobilità ed in particolare la rete ferroviaria e viaria di interesse regionale, provinciale e comunale, nonché la rete escursionistica di interesse regionale”.
Ma voi non volete mettere dinanzi a un dibattito che c'è…, tra prosecuzione terza corsia, arretramento terza corsia, arretramento ferrovia, rete viaria, rete escursionistica, eccetera. Tutto questo dibattito c'è, è in atto. Io, ad esempio, sento ancora molti parlare addirittura dell'arretramento da Porto Sant'Elpidio, mica si capisce di che parlano, ma quando lo fanno l'arretramento?
Dico, questo principio lo vogliamo mettere, lo vogliamo inserire? È un principio generale, l’avete messo di tutto e di più. “Individua la rete, le infrastrutture lineari e nodali per la mobilità ed in particolare la rete ferroviaria e viaria di interesse regionale, provinciale e comunale, nonché la rete escursionistica di interesse regionale”. Parliamo del PUG. Questo è il motivo per cui abbiamo recuperato quell'emendamento mio che escludeva i Comuni capoluogo, altrimenti su questo principio poteva arrivare il Comune di Fermo, ad esempio, e decidere per Porto San Giorgio o Ascoli Piceno, o decidere per San Benedetto del Tronto.
Mettiamo questo principio, lo rendiamo tra l'altro coerente con quell'emendamento che è stato recuperato dal Presidente della Commissione l'altro giorno, con l'aggiunta al comma 12 di quell'articolo, dove chiamiamo anche a decidere i Comuni dei territori interessati.
Questo credo che sia un principio fondamentale che, tra l'altro, migliora, ripeto, questa pessima legge. La migliora soprattutto sotto l'aspetto dello strumento di programmazione urbanistica per eccellenza, qual è il PUG.

PRESIDENTE. Emendamento 14/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sarò ripetitiva, ma le vocazioni hanno due significati: una è quella relativa alla vocazione, alla dedizione al Padre Eterno, l'altra è la vocazionalità di un territorio che ha determinate caratteristiche, determinate possibilità, determinate tendenze. Ma non può essere considerata cogente la vocazionalità e allora, quando si usano questi termini, bisogna essere consapevoli del fatto che si prestano a dubbi interpretativi.
Perché, ripeto, la vocazionalità è definita non si sa come, nel senso che normalmente le aree fuori dal centro perimetrato, dal centro urbano, quelle in cui saranno approvati i piani operativi…, e anche sull'approvazione dei piani operativi vedremo perché viene usato l'articolo 11 della 241 invece che gli accordi di programma, perché la via retta, quella che consigliava Le Corbousier rispetto alla linea curva, non viene mai perseguita. Non si capisce per quale motivo non si possa camminare sulla via retta, quella che le leggi nazionali hanno scritto negli anni ‘90, ma dobbiamo andare avanti, cambiare o tornare indietro.
Quindi, che il Piano regolatore indichi le vocazioni, cioè il piano strutturale indichi le vocazioni del territorio, nonché le relative idoneità, con particolare riguardo ai profili idro-geomorfologico, idraulico, sismico - l'idoneità sismica mi farebbe piacere conoscerla, posto che tutto il territorio regionale è zona sismica, perimetrato come zona sismica. Quindi chi ha scritto questa cosa forse o è di un'altra regione o ignora il fatto che tutta la regione Marche è zona sismica. Ammesso e non concesso che esista una vocazione sismica, ma in ogni caso tutta la regione è zona sismica - individuando gli ambiti territoriali di riferimento. Ambiti territoriali di riferimento a che? Non si capisce se ai singoli temi oppure alla vocazionalità rispetto agli stessi. Ma che vocazionalità sismica volete che abbiamo? Esistono aree che sono maggiormente vocate, ma non dal punto di vista sismico, dal punto di vista idrogeologico e geomorfologico perché ci sono delle accelerazioni, delle onde sismiche. Si può costruire ovunque, in teoria, sapendo che costruire in quel luogo comporta l'utilizzo di tecniche e di tecnologie completamente diverse.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissendo dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo, in dissenso, perché resti agli atti.
Dizionario: “vocazione: disposizione d'animo che induce l'uomo a determinate scelte nell'ambito dei possibili stati di vita, quali quella sacerdotale, matrimoniale, dell'apostolato laico; nel linguaggio cristiano, chiamata di Dio ad abbracciare la vita religiosa.” Questa è la vocazione.
Può un territorio avere la vocazione? Di che cosa? Un territorio non può avere la vocazione, né gli uomini gliela possono attribuire. Il territorio culla la vocazione degli uomini, dove all'occorrenza essi riposano. Per questo noi lo dobbiamo preservare, lo dobbiamo conservare, lo dobbiamo migliorare, perché lì possano, appunto, riposare le vocazioni degli uomini. Ad esempio, la tutela dell'ambiente, del territorio, la sua valorizzazione, può essere ed è una vocazione. Non è che il territorio esprime vocazioni, ma di che cosa parliamo?
Credo che approvare questo emendamento, rispetto al quale…, ma io ho fatto per l'emendamento apposta, ho parlato in dissenso, non lo voterò anche se è ovvio che condivido. Credo che sia una grande opportunità. Perché ve l'ho letto: scrivere vocazione dei territori non è... Ve l'immaginate la vocazione sismica? Ma si può raccontare una cosa del genere? Secondo voi, se non si può raccontare, si può inserire all'interno di una legge? Ve l'ho detto prima, almeno usate un sinonimo.

PRESIDENTE. Emendamento 14/9. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/10 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo si aggiunge a quanto contiene la parte strutturale, identificata al comma 6. Indica un insieme di cose: quello che contiene, che recepisce, che quantifica, che indica, che rappresenta. Avete scritto di tutto e di più.
Anche qui “identifica le aree instabili o a rischio per caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche, idrauliche e sismiche, nonché i giacimenti di cave accertati”. Ecco come si scrive, quindi la identifica, perché la caratteristica sismica di un territorio non è una vocazione, è una calamità annunciata, che prima o poi manifesta, ahimè, tutta la sua forza dirompente.
Le vogliamo identificare queste aree instabili a rischio, oppure volete semplicemente limitarvi a cullare la loro vocazione e magari a piegarla, con qualche sciamano? Come lo fate? Magari si va da qualche sciamano e gli si dice: «Senti, mi previeni, in quel territorio ci può essere una manifestazione sismica, un terremoto?». Lo sciamano fa le carte e vede. Ma di che cosa parliamo? Ma questo è...
Io lo faccio in modo un po' teatrale, sennò non mi concentro, ma è così. Allora, bisogna identificare un'area, l'area instabile a rischio per caratteristiche geomorfologiche, idrologiche, idrauliche e sismiche, non la vocazione.
Basta con questa vocazione a cullare il Ministero della cultura. Approvate questo emendamento che vi dà una mano.

PRESIDENTE. Emendamento 14/10. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere.

Emendamento 14/11 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. È tornato il Presidente Acquaroli e lo voglio ringraziare perché, in effetti, è stato sempre presente durante la discussione di questa legge urbanistica.
Prima non è stato votato un emendamento della Consigliera Casini ed è stato lasciato. “indica le vocazioni del territorio”. Si può scrivere nella legge vocazioni? Ho letto che la vocazione è una disposizione d'animo che induce l'uomo a determinate scelte nell'ambito dei possibili stati di vita sacerdotale, matrimonialem dell'apostolato laico; nel linguaggio cristiano la chiamata di Dio ad abbracciare la vita religiosa. Questa è la vocazione. Ed un territorio dovrebbe esprimere tutte queste cose qua?
Molto modestamente ho detto che un territorio non può esprimere queste vocazioni, casomai culla le vocazioni degli uomini, delle comunità, ma non mi hanno dato retta. Poc'anzi lo stesso sulla questione sismica.
Cosa dice questo emendamento aggiuntivo? Tra l'altro, lo voglio dire, come quello di prima, tratto dall'Umbria e anche da altre Regioni, “identifica le aree agricole, quelle di particolare interesse agricolo, gli uliveti, nonché le aree boscate, anche con riferimento alle normative di settore ed in conformità e coerenza col PPR, PTR e PTC”.
Lo vogliamo dire che il PUG, ad esempio, identifica l'area di particolare interesse agricolo, ad esempio gli uliveti, il Piantone di Falerone? Vogliamo dire che quello è un territorio di particolare interesse agricolo? Ad esempio, perché dico che lo deve dire? Ecco la vocazione vera, che è degli uomini, non del territorio. Allora, vogliamo dire che lì non ci possono fare l'impianto fotovoltaico, che vogliono fare vicino a quegli uliveti? Allora sì che esprimiamo la vocazione e, se voi non ci mettete questo emendamento, non solo il territorio non avrà vocazione, ma anche voi, come uomini, nel senso di specie umana, avrete perso la vostra vocazione.

PRESIDENTE. Emendamento 14/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Pasqui.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 14/12/1 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Sì Presidente, è per darne lettura: “Dopo la lettera g) del comma 6 dell’articolo 14, è inserita la seguente: g bis): “identifica gli insediamenti esistenti e gli elementi del territorio che rivestono valore storico, culturale e paesaggistico”.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ovviamente voto contro questo suo emendamento, per una ragione semplice.
Il Consigliere Assenti l'ha fatto, l'ha copiato di sana pianta dal mio, così mettono il cappello su questo. Non c'è niente di male, anzi, io sono talmente felice che ci avete messo questo cappello e che l'avete recuperato, che ovviamente non posso che congratularmi con voi sotto questo aspetto, avete dimostrato anche in questo caso la vostra vocazione repressa alla condivisione dei miei emendamenti.
Perché voto contro? È semplice: perché loro si fermano a paesaggistici, mentre io ho aggiunto: “identifica … e le relative fasce di rispetto”. Voi non mettete “e le relative fasce di rispetto”, avete scritto l'acqua calda all'interno di una legge e quell'emendamento l'avete scritto sulla sabbia. Perché ci dovevate mettere le fasce di rispetto, perché se si identifica, per tornare a prima, il Piantone di Falerone - quello è un territorio di particolare valore paesaggistico, magari abbiamo fatto una legge regionale sulla dieta mediterranea – e non ci si mettono le fasce di rispetto, è come scrivere il nulla.
Non solo tu devi identificare un territorio, ma sai che riveste particolare valore storico, culturale e paesaggistico. Tutto? È impossibile dire tutto. Allora lo devi delimitare, perché la delimitazione significa rispettare la destinazione. Se invece lo delinei, come fa lei, con la regola della vocazione…, ma quella abbiamo visto che appartiene a chi ha particolari predisposizioni. Io non ce l'ho e me ne dolgo.
E’ proprio questo il tema, è il motivo per cui io voto contro, sebbene riprendiate un mio emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Intervengo in dissenso.
Questo emendamento, Consigliere Assenti, mi dispiace per il Consigliere Cesetti, che pure nel merito dice cose giuste, fa capire che non sapete come si fa un adeguamento di un Piano regolatore ai Piani sovraordinati. Perché se abbiamo detto che si fa il PPR, dove vengono stabiliti il paesaggio storico-agrario delle Marche... Qualcuno di voi sa cos'è un'area centuriata? Lo chiedo agli uffici, lo dovrebbero sapere cos'è un'area centuriata. Gli elementi puntuali del paesaggio agrario, tutta questa roba sta nel PPR, al quale il PRG si deve conformare.
E un'altra cosa: voi delineate sempre questi vocaboli di una vaghezza totale che si prestano a interpretazioni. Allora, in questi perimetri che voi delineate, di cui non stabilite, come dice il Consigliere Cesetti, una perimetrazione, ma la delineate…, poi quando andiamo sui catastali voglio ridere come delinei la proprietà. Ma detto questo: sono tutele? Sono divieti di costruire? Sono norme specifiche che consentono alcune azioni antropiche e altre invece non le consentono? Sono zone vocate all'agricoltura? Sono zone che devono mantenere, ad esempio, gli elementi puntuali del paesaggio agrario, come le querce isolate? Come, ad esempio, la vegetazione ripariale?
Presumo che qui, se parlo di elementi puntuali del paesaggio agrario, gli illustri redattori della norma non sanno neanche che significa. Mi piacerebbe invece discutere sul tema delle aree centuriate nelle Marche e su come possono essere inserite, tutelate e valorizzate; sulla parte storico-culturale; ancora sugli aspetti della società mezzadrile nelle Marche. Ma figurati di tutto questo che vuoi che ne sappia uno che scrive: la vocazionalità della società mezzadrile e di quello che è rimasto nelle Marche della società mezzadrile. Ma, siamo ad un livello talmente lontano da una norma, che sia davvero rappresentativa delle Marche, che è difficile pure scrivere gli emendamenti, perché quando uno li scrive si sente mortificato a doverli fare. E adesso inserite una cosa che fa capire che non sapete neanche quali sono le procedure. C'è il PPAR, poi c'è il PTC e il PRG si deve conformare per legge. Io mi astengo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissendo dal Gruppo, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intervengo in dissenso. Presidente, anch'io mi asterrò e non entro nel merito del contenuto del subemendamento. Ma qui sta tutta l'arroganza e la ridicolaggine di interventi…, e mi rivolgo al Consigliere Assenti, che è persona certamente sensibile. Sostanzialmente viene presentato un subemendamento identico ad un emendamento già presentato, ma mi chiedo: c'è rispetto della minoranza, rispetto del lavoro svolto o altro?
Allora, la differenza sta in questa espressione letterale finale: «e le relative fasce di rispetto». Ora io dico: è normale che una maggioranza, sotto il profilo metodologico, intervenga con un subemendamento? Questo è un atteggiamento arrogante perché è lo stesso emendamento. Davvero mortificate il lavoro di chi su questo ha scritto un tentativo di miglioramento.
Guardate, non c'entrano solo i contenuti degli articoli quando si approvano le leggi, c'entrano anche il rispetto e la furberia di mettere questo emendamento, peraltro non puntuale come l'emendamento da cui deriva. Francamente è davvero difficile aprire una collaborazione, un atteggiamento positivo.
Le fasce di rispetto sono una competenza del PUG, ma io vado oltre. Il relatore di maggioranza e il Presidente della Commissione si sperticano per fare un subemendamento uguale all'emendamento. Potete fare tutto, però questa è arroganza e mancanza di rispetto. Mi astengo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Intervengo solo sulla definizione di arroganza, se può essere utile. Non è arrogante, è solo, come già fatto in seconda sessione con i subemendamenti, per tenere salvo l'emendamento. È stato presentato questo subemendamento solo per confermare ed inserire la prima parte dell'emendamento presentato dal Consigliere Cesetti, per tenerlo e, quindi, farne salvi gli effetti. Non arroganza, ma tecnica legislativa, come viene definita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io non ho detto che sono arroganti, perché io un'operazione del genere, che è ovvio che apparentemente sia scorretta, non la definisco neanche, non me ne dolgo, perché a me l'arroganza non mi tocca, per una ragione molto semplice, Presidente Latini: voi avete la forza dei numeri ed io penso di avervi dimostrato che, se voglio, la vostra forza dei numeri vi serve solo per stare qui qualche settimana in più, magari, per approvare la legge. Ma ho già detto che ve la faccio approvare, altrimenti, conosco molto bene il giochetto dei subemendamenti, voi la legge non l’approvavate. L'abbiamo visto l'altro giorno, tant'è che vi siete dovuti piegare al responsabile richiamo del Presidente Acquaroli.
Detto questo, c'è un punto. Non solo avete copiato il subemendamento, ma il fatto grave qual è? Lo diceva anche la Consigliera Casini., se voi scrivete il mio emendamento senza mettere “e le relative fasce di rispetto”, è come se non scriveste nulla.
Che fate voi? Apparentemente dite: “L'emendamento del Consigliere Cesetti, del PD, è giusto, è talmente giusto che lo facciamo proprio”. Non è così, perché voi dovreste delineare le relative fasce di rispetto.
Tra l'altro questo emendamento, l'ho tratto, ripeto, dalla legge delll'Umbria. Perché parlo del Testo unico dell'Umbria? Perché è in vigore dal 2015, quindi, significa che funziona, sennò l'avrebbero cambiato.
Facciamo l'esempio di Falerone: tu mi individui Falerone, che riveste un valore storico, culturale e paesaggistico, ma il territorio dove sta il teatro romano di Falerone ha quel valore? Sì. Ma se tu non mi stabilisci la fascia di rispetto, è come se non dicessi nulla. Anzi, peggiori la situazione.
Questo emendamento, che voi avete fatto, chiedo al Consigliere Assenti di ritirarlo e di votare il nostro, altrimenti è come se non scriveste nulla. Che vi costa? Sennò non serve.

PRESIDENTE. Subemendamento 14/12/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Carancini.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/12 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 14/13 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Allora credo che su “vocati” e “destinati”, ormai destinati ai sensi del 1444/1968, sia stato detto e stradetto, ma ne approfitto per tornare alla questione precedente.
Il Consigliere Cesetti aveva scritto una cosa che riguarda l'adeguamento dei PRG o dei PUG, come li vogliamo chiamare, ai piani sovraordinati, in particolare al PPAR. È assurdo che l'abbiate scritto voi e che vi sia stato suggerito tecnicamente, perché, ripeto, nella fase di adeguamento il PPAR dovrà essere fatto di una parte che riguarda la famosa vestizione dei vincoli - sembra una cosa assurda che io stia dicendo - degli ambiti di tutela stabiliti, e non dei vincoli degli ambiti di tutela stabiliti dalla ex 1497, che sono ambiti perimetrati nei quali si definisce l'ambito, ma non si stabilisce cosa si debba o non si debba fare. Si deve acquisire un'autorizzazione paesaggistica che fino ad oggi è stata del tutto discrezionale, nel senso affidata un po' al buon senso delle amministrazioni e della Soprintendenza.
Poi c'è l'ex 431, ma la cosa che ci interessa, invece, è quella delle categorie costitutive del territorio, sia botanico-vegetazionali che storico-culturali, che geologiche-geomorfologiche, che devono essere perimetrate. Questa è una competenza specifica, oltre alla vestizione dei vincoli, del PPAR.
Quindi va da sé che, rispetto a questi ambiti, il PPAR stabilirà delle fasce di tutela. Dopodiché, come in tutta Italia, anche nelle Marche i Comuni avranno la possibilità di...

PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Consigliera, mi permetta di fare la reprimenda, altrimenti non riusciamo a definire le modalità e devo ripeterle.
Dobbiamo far sì che chi interviene abbia l'ascolto dell'Aula, poi ciascuno ha la possibilità nell'intervento per dichiarazione di voto di farlo. Abbiamo tanti emendamenti, ma dobbiamo permettere le condizioni migliori per l'espressione della nostra singola posizione di Consiglieri.
Diamo un minuto ulteriore alla Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi dispiace, Presidente, che lei non si sia reso conto di come io stia rispondendo esattamente sull’area di territorio in cui i vincoli non hanno esenzioni e sia la parte vocata che quella territoriale ricadono in zone agricole.
Allora, se lei non l'ha capito evidentemente non mi sono spiegata, essendo una materia complessa. Adesso glielo spiego. Nel senso che, come in tutta Italia, come in tutti i piani paesaggistici o paesistici regionali, mi sarebbe piaciuto che fosse rimasto “ambientale”, ma è stato cassato. Ci sono delle perimetrazioni che vanno ad incidere prevalentemente sulle aree agricole e qui voglio vedere come si possono conciliare con le vocazionalità, perché la vocazionalità è aria fritta, mentre un vincolo vestito mi dice quello che posso o non posso fare in quell'area e quali tipi di intervento posso attuare e a quali condizioni.
Il PPAR, in base al quale stabilirete anche le riqualificazioni territoriali e le vocazionalità, stabilisce anche gli ambiti geologici-geomorfologici di tutela botanico-vegetazionale, quindi, voglio sapere come farete voi a confrontarli con l'aria fritta, cioè con le vocazionalità, in base a quale criterio di dimensionamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissendo dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Per questo non partecipo al voto, tanto voteranno contro. Voteranno contro perché, avendo votato prima contro l'emendamento sulle vocazioni di cui tanto abbiamo discusso, è evidente che non possono votare questo a favore.
Telegraficamente, voglio dire al relatore di maggioranza che prima il subemendamento c'era, ma, ripeto, è acqua calda, non avendo ripreso l'individuazione delle fasce di rispetto, non vale nulla.
Voglio dire anche al Presidente della Commissione che sui subemendamenti andateci cauti, perché poi li so fare anch'io e dopo ci mettiamo più tempo. Invece, correttamente ci mettiamo il tempo necessario. Ovviamente non prenderemo un minuto in più a fini ostruzionistici, ostruzionismo che non faremo, però è evidente che se si ripete, non con quell'emendamento lì, che, ripeto, non è un subemendamento, è come se aveste votato contro il mio, quello che avete fatto voi non dice nulla. Però attenti con i subemendamenti, altrimenti sono obbligato anch'io a farli e non li voglio fare.

PRESIDENTE. Emendamento 14/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Credo di averlo specificato, la rigenerazione territoriale significa che io posso andare in una zona definita agricola e naturale e realizzare degli insediamenti produttivi o residenziali che vengono poi verificati con la vocazionalità.
Questa è una cosa, secondo me, che è contro ogni norma, nel senso che il Consiglio comunale va in Consiglio, stabilisce le vocazionalità, dopodiché il privato presenta i piani attuativi in zona agricola e nessuno ci pagherà l'IMU. Ma mi interessa poco l'IMU rispetto a questa questione; mi interessano, per esempio, gli atti di compravendita o di passaggio di proprietà.
Capisco che il certificato di destinazione urbanistica è una cosa molto volgare quando si parla degli alti sistemi in un Consiglio, però, se vogliamo fare un qualsiasi atto di passaggio di proprietà, abbiamo la necessità di avere questo volgarissimo certificato di destinazione urbanistica e, se io ho la vocazionalità su un territorio, in cui è prevista anche la rigenerazione territoriale - per questo chiedo di cassarla -che cosa ci si scrive in questo certificato? E come si fa a fare un atto di compravendita? E come fa un Comune ad applicare l'IMU?
Non si pagherà più l'IMU in nessuna zona che non sia una zona B del D.M. 1444. Voi capite che significa tutto questo? Non è un caso che l'ANCI vi abbia scritto in greco ed anche in sanscrito, vi ha scritto di togliere e di chiarire questa questione, di dire che la fase strutturale è conformativa della proprietà.
Ma non capisco se veramente queste cose... Guardo il Consigliere Baiocchi, che è un avvocato, e dico: secondo lei può essere soltanto la vocazionalità a determinare la funzione delle aree all'interno e all'esterno di quelle perimetrate come già urbanizzate? Può essere la vocazionalità per la quale si lascia, e poi lo vedremo nel prosieguo della legge, l'iniziativa soltanto al privato, dato che l'iniziativa pubblica è affievolita completamente?
Non che io sia contraria all'iniziativa del privato, ben venga, ma all'interno di una decisione politico-amministrativa e tecnica dell'ente competente, in questo caso del Comune. Cioè, non si può affidare lo sviluppo territoriale soltanto al privato, ma anche al pubblico.

PRESIDENTE. Emendamento 14/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/15 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Qui scendiamo ancora più nel vago, se possibile, perché non c'è più la coerenza. Ma nel piano regolatore si devono evidenziare i profili di coerenza del PPAR e, ragazzi, voi non potete inserire il Ministero della Cultura ad ogni comma di questa legge e poi scrivere che si evidenzia il recepimento dei contenuti del PPAR e i profili di coerenza. Che cos'è il profilo di coerenza? Voi definitemi il profilo di coerenza. Che significa? Penso al povero geometra comunale che gli arriva questa legge e dice: «Io devo definire il profilo di coerenza». Il profilo di coerenza e di compatibilità con il PTR, di compatibilità o di coerenza? Cosa deve fare questo geometra quando deve adeguare il suo strumento urbanistico? Perché voi avete scritto che devono essere comunque immediatamente cogenti, quindi l’impiegato sta lì e deve prendere atto di questa roba. Che deve fare? Deve evidenziare il recepimento dei contenuti del PPAR, che cosa ce lo scrivete a fare se lo avete già scritto e se lo dice il 42/2004 che è immediatamente cogente ed ha priorità assoluta su ogni normativa sottordinata? C'è scritto nella legge, non c'è bisogno che lo ripetiate ad ogni piè sospinto. Però, ecco, deve evidenziare il profilo di coerenza e di compatibilità con il PTR.
Torniamo alla strada. Se il PTR stabilisce l'arretramento della A14 o l’arretramento della linea ferroviaria, io come lo stabilisco il profilo di coerenza? Che cosa deve dire il geometra del Comune di Pedaso, faccio un esempio? Che deve dire? È coerente? Ha il profilo di coerenza o ha un profilo di incoerenza? “Gli eventuali piani o programmi di settore delle amministrazioni competenti a diversi livelli istituzionali, nonché il recepimento dei loro eventuali contenuti prescrittivi”. Amen. Cioè, da una parte l'incapacità di elencare le cose che si devono fare e dall'altra di inserire della roba che è assolutamente impossibile da definire, senza alcun margine, senza alcun criterio. Veramente imbarazzante.

PRESIDENTE. Emendamento 14/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri. Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/16 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. “La componente strutturale prevede le regole e le metodologie per verificare la coerenza con le proprie previsioni, sia della componente regolativa, sia degli eventuali strumenti di pianificazione con funzione operativa. Per coerenza si intende la relazione di compatibilità , linearità, non contraddittorietà…, della componente regolativa e degli strumenti di pianificazione con funzione operativa rispetto ai contenuti, agli obiettivi, alle finalità e agli esiti attesi, anche in termini di prestazioni e qualità della componente strutturale del PUG, con particolare riferimento…”. Penso che ci sia una sorta di devianza, peggio della mia, nello scrivere queste norme.
Quindi, propongo che venga sostituito questo comma, che poi dice: “al rispetto di quanto stabilito in merito al contrasto al consumo di suolo dall'articolo 6 – ma l'abbiamo detto che il consumo di suolo dell'articolo 6 è un elastico - alla sostenibilità ambientale e territoriale…”, quindi agli obiettivi di protezione ambientale e di rigenerazione territoriale, che non è la protezione ambientale, ma è andare a costruire in zona agricola e naturale, così come già scritto.
Quindi, propongo di sostituire questo comma con: “La componente strutturale prevede le regole e le metodologie per verificare la conformità con le proprie previsioni sia della componente regolativa, sia degli eventuali strumenti di pianificazione con funzione operativa”.
Voglio dire, in maniera molto più semplice, che la componente strutturale deve stabilire quali sono le regole, le modalità per verificare la conformità, anche fosse della previsione non regolativa, ma della vocazionalità. Vogliamo stabilire come si fa a verificare se una cosa è compatibile, conforme con la vocazionalità? Occorre inserire regole e metodologie che ci facciano capire se la previsione dello strumento operativo sia conforme alle linee dettate dalla componente strutturale. Mi sembra l’ABC. Pensiamo sempre al povero geometra, o architetto come me, di campagna. Ma come la applica questa norma, che è inapplicabile perché è vaga? Quindi andrebbero messe, appunto, regole e metodologie.

PRESIDENTE. Emendamento 14/16. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri. Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/17 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini

Anna CASINI. Capisco che siamo tutti stanchi, e abbiamo anche fame, quindi ve la leggo.
“In caso di esito negativo delle verifiche di coerenza - abbiamo detto essere difficile avere un esito negativo dell'aria fritta - di cui al comma 7 - di cui abbiamo parlato - l'approvazione degli strumenti di pianificazione con funzione operativa, o di modifiche da apportare alla componente, è subordinata alla variante del PUG”. Signori, ma siamo nella fase di approvazione! Ma quale variante? Sarà sottoposta ad un adeguamento del PUG che rimuoverà le non conformità. Ma chi l'ha scritta questa roba? Cioè, io nella fase di approvazione del PUG devo fare una variante? Manco fosse una variante in corso d'opera, perché mi sono scordata di mettere una finestra in un edificio. Ma questo non è il Monopoli. Questa è roba con la quale i Comuni ci dovranno lavorare. Come si fa, nel caso di esito negativo delle verifiche di coerenza, a cambiare il PUG? Soprattutto se ho un piano privato. Io faccio un piano operativo privato; siccome non è coerente con il piano regolatore, cambio il piano regolatore per renderlo coerente alla mia iniziativa privata?

PRESIDENTE. Emendamento 14/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/18 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Anna CASINI. Ripeto il concetto di prima. Se io, quando approvo un piano operativo, cioè un piano attuativo, cioè una lottizzazione, e il Comune verifica che non è coerente, non conforme con il PUG, io faccio la variante al PUG, vi pare una cosa normale?
Tu, Sindaco di un Comune, hai fatto un piano strutturale; hai deciso che la vocazionalità residenziale è ad est. Io presento un piano attuativo, te lo presento in maniera difforme da quello che tu hai deciso e la legge stabilisce che tu devi cambiare il tuo piano regolatore. Ragazzi, complimenti. Non devo dire altro.

PRESIDENTE. Emendamento 14/18. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/19 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Semplicemente per ribadire che questo emendamento punta a sopprimere il comma 9 dell'articolo 14, che recita che la Giunta regionale può approvare apposite linee guida per l'attuazione delle verifiche di coerenza di cui al comma 7, di cui abbiamo parlato finora.

PRESIDENTE. Emendamento 14/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Bilò, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Borroni.

Emendamento 14/20 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 14/21 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. La componente strutturale ha effetto a tempo indeterminato e non ha efficacia conformativa della proprietà.
Ripeto: questo è un problema che è stato sollevato dall’ANCI, è stato sollevato dall’UPI, è stato sollevato da tutti, perché, se non conforma la proprietà, in realtà non consente di stabilire che tipo di destinazione, se non quella agricola, possano avere questi ambiti.
Ovviamente, la destinazione agricola non è una destinazione di secondo livello. C'è stato un periodo, negli anni ’80 e anche prima, in cui nei piani regolatori la zona agricola non veniva neanche retinata, per intenderci: le zone senza retino erano le zone agricole.
Oggi le zone agricole rappresentano una componente essenziale del nostro PIL, perché le aziende agricole e le aziende zootecniche rappresentano un fattore importante di crescita per la nostra regione, sul quale si è investito. Ripeto, noi siamo la terza regione in Italia per terreni a biologico, non per produzione, perché siamo piccoli, ma siamo la terza regione d'Italia che produce grano. Forse qualcuno non lo sa, ma, voglio dire, è una cosa importante.
Il mio emendamento è finalizzato, invece, a far sì che la componente strutturale conferisca potenzialità edificatoria e, quindi, il comma viene così sostituito: “La componente strutturale è efficace a tempo indeterminato, ed è conformativa della proprietà e degli altri diritti reali ai fini edificatori; conferisce altresì la potenzialità edificatoria”. Nel senso che, se io ho un terreno con la vocazionalità, posso o non posso costruire? Questa è un'altra domanda alla quale bisognerebbe rispondere. Ma se non interessa alla maggioranza, sarà un problema dei Comuni quando dovranno approvare i loro piani regolatori.

PRESIDENTE. Emendamento 14/21. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/22 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Solo per leggere queste tre righe della nostra proposta emendativa: “Le previsioni e le indicazioni del Pug, componente strutturale, di cui il comma 6 lettera e), g), e bis), g), g bis), hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali”. Preciso che questa è una norma prevista nel Testo unico dell'Umbria.

PRESIDENTE. Emendamento 14/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/23 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Questo emendamento recita in questa maniera: “Le previsioni e le indicazioni del PUG, componente strutturale, di cui al comma 6 lettere e), g) e o), hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali. Per le previsioni di nuove infrastrutture stradali e ferroviarie il PUG, componente strutturale, definisce ambiti di salvaguardia proporzionati agli interessi delle infrastrutture all'interno dei quali verrà sviluppato il tracciato definitivo dell'infrastruttura medesima. I diritti edificatori all'interno di tali ambiti sono fatti salvi e possono essere esercitati su altra area del territorio comunale”.

PRESIDENTE. Emendamento 14/23. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/24 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Chiediamo che sia scritto in questa maniera «Le previsioni e le indicazioni del PUG, componente strutturale, di cui al comma 6, lettere e), g) e o), hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali. Le previsioni del PUG, componente strutturale, non conferiscono potenzialità edificatorie o aspettative giuridicamente tutelate di analogo contenuto, fermo restando quanto stabilito al comma 24». Anche questa è una previsione contenuta in altri testi di legge, a partire da quello dell'Umbria.

PRESIDENTE. Emendamento 14/24. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/25 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sarebbe da spiegarE, questo, perché in realtà si ribadisce che la componente strutturale ha effetto a tempo indeterminato e non ha efficacia conformativa della proprietà e degli altri diritti reali ai fini edificatori; né conferisce potenzialità edificatorie, invece con questo emendamento correggono dicendo: “né conferisce aspettative giuridicamente tutelate”, come se questo possa essere stabilito ex legge.
Consigliere Assenti, lei fa l'avvocato e io faccio l'architetto. Se me ne accorgo io, evidentemente è proprio una cosa semplice dal punto di vista giuridico.
È vero che le leggi regionali tutelano moltissimo rispetto a determinate scelte, ma è anche vero che le aspettative giuridicamente tutelate non possono essere stabilire per legge, che non possono esistere. Cioè, quelle sono stabilite, eventualmente, quando si attiva un contenzioso; non lo si stabilisce prima e per legge. Quindi. questa è una pezza a colori, cucita con la mano sinistra.

PRESIDENTE. Emendamento 14/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/26 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini

Anna CASINI. Fa brutto leggere, dopo 30 anni di battaglie dell'urbanistica contro i catastali, perché, insomma, quando uno stabilisce le vocazionalità, piuttosto che i piani operativi, dove devono essere realizzati i piani operativi, i catastali non li dovrebbe neanche guardare. Perché i catastali indicano le proprietà e chi pianifica non dovrebbe mai avere sottomano il catastale.
Quando può essere utile il catastale? Quando tu hai approvato un piano di lottizzazione o sei alla fine, per esempio, di un piano di iniziativa pubblica e devi attivare delle procedure espropriative. Allora sì. A parte che c'è una franchigia del 5% del catasto e, quindi, è anche possibile riuscire, utilizzando il 5%, a volte il 10% … E’ stato inserito in alcuni Piani regolatori che evidentemente chi ha scritto la norma non conosce, ma ci sono tanti Piani regolatori nelle Marche, forse qualche Sindaco che è seduto qui nel suo Piano regolatore ce l'aveva, in cui si dice che, per i piani attuativi, la franchigia del catastale era comunque portata al 10%.
Voglio dire che non c'è mai una corrispondenza identica dell'aerofotogrammetria, fosse anche quella al 2000, con il catastale che, appunto, è al 2000. Perché è chiaro che l'aerofotogrammetria è precisa, il catastale invece non prova. Infatti, è una di quelle cartografie che non prova assolutamente nulla; anche se c'è un contenzioso, il catastale non ha mai effetto di prova.
Quindi, non metterei catastale, infatti propongo di togliere, di cassare, la parola “catastale”. Ovviamente, quando poi il Piano regolatore sarà redatto, potrà essere inserita all'interno delle NTA, cioè all'interno delle norme tecniche, la previsione che per i piani attuativi può essere verificata anche la presenza di planimetrie catastali in scala 1:2000 o in scala 1:1000, qualora si tratti di piani di recupero e quindi in zona A, perché in alcuni casi nelle zone A il catastale è in scala 1:1000.
Non si capisce perché, infatti, sia stato messo solo 2000, perché potrebbe anche essere a 1000 nel caso di un piano di recupero in zona A. Ma anche questo, evidentemente, chi ha scritto la norma non lo sa.

PRESIDENTE. Emendamento 14/26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/27 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Propongo lo stralcio della dicitura “fermo restando quanto stabilito dal comma 24”, perché il comma 24 fa riferimento alle procedure espropriative e, quindi, “resta ferma l'applicazione della normativa statale vigente in materia di espropriazione per pubblica utilità” è pleonastico e non si capisce per quale motivo debba essere inserito qui, cioè non se ne comprende la motivazione.
Anche perché prima si parla di diritti reali e ci si riferisce alla componente regolativa, che è efficace a tempo indeterminato. Quanto stabilito dal comma 24 riguarda le procedure espropriative; probabilmente ci si riferisce alla cosiddetta cessione invertita. Io presumo che sia stata determinata in base a sentenze più che a norme.
Tutti sapranno che cos'è la cessione invertita, io sono sicura che tutti i Consiglieri sapranno a che cosa mi riferisco. Comunque, quando ho vinto il concorso me l'hanno proprio chiesto, quindi la cessione invertita, per me, è importantissima e probabilmente si riferisce a questo, ma, siccome la norma non è chiara, io ne propongo la soppressione.

PRESIDENTE. Emendamento 14/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Votro contrario del Presidente Acquaroli e e del Consigliere Rossi, voto di astensione del Consigliere Santarelli.

Emendamento 14/28 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Tornando all'efficacia conformativa della componente strutturale, cioè al fatto che la componente strutturale non ha efficacia conformativa,…, insomma, sul comma c'è stata messa la pezza a colori, cucita con la mano sinistra da uno che non è mancino. Così la completo, perché prima, giustamente, il Consigliere Bilò mi ha ripreso dicendo: “Se è mancino è normale”. E invece no, non è mancino, perché, giustamente ha detto: “Se l'ha cucita con la mano sinistra ed è mancino, è normale”.
Questo perché la componente regolativa, efficacia conformativa della proprietà e degli altri diritti reali, non va bene, perché deve essere già la componente strutturale a stabilirlo. Quindi propongo di cassare il comma, proprio in coerenza con quanto detto prima.

PRESIDENTE. Emendamento 14/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/29 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Resta ovviamente fermo quanto indicava poc'anzi la Consigliera Casini sull'emendamento che ho firmato e, nella previsione che venisse respinto, in modo sbagliato, io avevo presentato anche questo emendamento, che sembrerebbe identico al testo, ma non è così.
Perché voi dite, anche sotto il profilo letterale, che la componente regolativa è efficace e conformativa della proprietà. Invece, dobbiamo dire che “le previsioni del PUG, componente regolativa, hanno valore prescrittivo e conformativo nei confronti della proprietà e degli altri diritti reali”.
Questa è anche l'altra componente che interviene. Se vedete bene come è scritto, tra le altre cose, non è un gioco di parole, perché è lo stesso testo tratto dal Testo unico dell'Umbria, che è uno strumento in vigore dal 2015 e che, se non è stato modificato, evidentemente danni non ne ha fatti.
Sapete che il tema del valore prescrittivo e conformativo della proprietà e dei diritti reali è un tema rilevante, che riguarda i contenziosi, perché riguarda i notai quando fanno gli atti, riguarda le compravendite, riguarda l'IMU, riguarda sostanzialmente il valore della proprietà immobiliare, che parte dal terreno.
C'è tutto il tema della partita del diritto di superficie, del diritto edificatorio, del sottosuolo, il tema dell'accessione, che è un termine giuridico, non è l'accensione della lampadina.
Quindi tutte cose che, mi rendo conto, magari quando avete scritto questa legge avete saltato qualche pagina. Però il testo di questo emendamento è quasi uguale al vostro, ma lo migliora di molto e lo rende intelligibile; non lo rende ambiguo come è invece il vostro, che poi dice tutto ma non dice niente.
Quando si dice che la componente regolativa è efficace e conformativa, quale componente? Le previsioni di quella componente, non tutta la componente; le previsioni relative a determinate questioni.

PRESIDENTE. Emendamento 14/29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/30 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con questo emendamento vogliamo sopprimere il comma 18, perché dice: “Il PUG indica i casi nei quali la componente regolativa può fungere da parametro di coerenza”, ma che significa?
Ai sensi del comma 7, per l'esercizio della funzione operativa di cui all'articolo 16, per leggere questo serve il fiato. Poi dice “parametro di coerenza”; però almeno questa volta hanno scritto coerenza e non armonia. Questo significa che prima avete sbagliato. Quindi questa è l'attestazione, è la resa e, quindi, la confessione che aver scritto prima “armonia”, che non si può sentire, era sbagliato.
Ma non basta la coerenza. La coerenza è sufficiente per dire che avete sbagliato prima, e già questo è un passo avanti. Però, come mi insegnerebbe l'architetto Consiglliera Casini, non si deve parlare di coerenza, ma si deve parlare di conformità, perché, nei piani urbanistici, tra piani ordinati, sovraordinati e sottordinati, non è mai un fatto di coerenza, è un fatto di conformità.
Mi dite qual è la comparsa, se c'è una controversia, in cui si scrive “armonia” e, in questo caso, “coerenza”? Perché non è conforme. Se voi dite che non è armonioso, non va bene.
Questa legge è scritta per gli sciamani.

PRESIDENTE. Emendamento 14/30. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/31 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 14/32 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ferma restando la coerenza, sulla quale mi pare che abbiamo già detto, il testo prevede che "con il PUG, non costituiscono varianti e sono assunte dal Comune con deliberazione consiliare le modifiche della componente regolativa che riguardino...". Non costituiscono varianti perché? Perché, nelle fattispecie che sono state inserite, per esempio, e poi io presenterò una proposta di eliminazione del punto B, “di modifiche di limitata entità relative a infrastrutture e attrezzature pubbliche o di uso pubblico".
Ora, se io devo fare un'infrastruttura di limitata entità, non so a che cosa ci si riferisca: un tratto di fogna? Un marciapiede? Dipende da com'è il marciapiede.
Allora, il punto B e questa cosa che non costituiscono varianti non vanno bene, perché la fattispecie non è assolutamente chiarita. Invece sono ssunte con deliberazione consiliare e sono soppresse perché le varianti si fanno con la procedura della variante, burocraticamente articolata e complessa, così come voi l'avete stabilita. Non esistono strade secondarie: la variante è una variante.

PRESIDENTE. Emendamento 14/32. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Putzu, Serfilippi
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 14/33 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, lei mi deve dire, in qualità di relatore di maggioranza, come sia possibile. Io l'ho fatto il Sindaco in un piccolo Comune e ho fatto il Vicesindaco in un Comune più grande, ho fatto il capogruppo in un Comune città capoluogo, come si dice, l'ho vissuta l'esperienza sul campo.
Imporre con deliberazione del Consiglio comunale sulla componente regolativa, la correzione di errori materiali o l'eliminazione di contraddizioni, le modifiche di limitante entità: ma questi sono fatti tecnici. Ma oggi addirittura non sono i responsabili dell'ufficio che rilasciano i titoli abilitativi? Sì, quindi non possono fare una correzione di un rore materiale?
Ve lo immaginate quante convocazioni del Consiglio comunale? Poi chi ci va in Consiglio comunale? L'atto amministrativo, il documento istruttorio predisposto da chi? Dal responsabile dell'ufficio. Come delibera il Consiglio comunale? Non è che delibera sull'istanza di correzione materiale. C'è un'istruttoria dell'ufficio, i pareri di conformità, di legittimità, quindi di conformità ai piani, e il Consiglio comunale prende atto, condivide, delibera.
Ma che glielo fate fare al Consiglio comunale? Ma può dire una cosa diversa? La correzione di un errore materiale è un fatto tecnico, non è nemmeno variante.
Il mio emendamento che cosa dice? Ovviamente è un emendamento attento. Poi il Consigliere Assenti non sta in collegamento…
Il problema dell'ascolto, ad esempio, se non mi ascoltate, non mi viene di meno, anche perché, ad esempio, il Consigliere Bilò mi ascolta, ma non mi segue, mentre a me non mi provoca nulla.

PRESIDENTE. Emendamento 14/33. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/34 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come ho già detto, le modifiche di limitata entità…, torniamo sempre al concetto del sesso degli angeli. Limitata entità viene poi definita, ma non viene definita bene.
Quindi io propongo di sostituire la lettera b) con: "le modifiche al PUG che non incidono sul suo dimensionamento globale, che pur variando le destinazioni d'uso delle aree non comportano modificazioni alle relative norme tecniche di attuazione, non modificano la distribuzione dei carichi insediativi e la dotazione degli standard di cui al decreto ministeriale 1444/'68".
Perché dico questo? Perché la definizione di aumento di carico urbanistico, ormai codificata a livello nazionale, viene stabilita anche quando si riducono gli standard urbanistici in una determinata area. Voglio dire, se io ho un'area residenziale e riduco i parcheggi, o riduco il verde pubblico attrezzato, o riduco una destinazione ad edilizia scolastica, di fatto aumento il carico insediativo, perché non vengono soddisfatti in quell'area determinati bisogni e determinati servizi. Quindi l'aumento del carico...
In questa legge, voglio dire, non si fa mai riferimento al dimensionamento e al carico urbanistico, che sono i due parametri di valutazione oggettivi che ci sono oggi in Italia, e questo è molto pericoloso, perché non si sa mai come definire il peso dal punto di vista ambientale, sociale, economico, infrastrutturale, che una destinazione urbanistica - o meglio, come viene definita nella legge, una vocazionalità - può avere sul territorio e sull'ambiente soprattutto e se, rispetto all'ambiente, la sostenibilità di questo intervento sia puntuale o se sia, per esempio, proiettata negli anni. Noi dobbiamo pensare a una sostenibilità che non sia statica, misurata nel momento in cui attivo il processo, ma che sia misurata anche con gli effetti che potranno essere cumulativi negli anni.
Ed è per questo che nella VAS…, cosa di cui non si parla mai e non si focalizza l'attenzione sugli indicatori e, soprattutto, sulla fase di monitoraggio. Il monitoraggio serve proprio a verificare se le scelte di piano sono, dal punto di vista della coerenza con l'ambiente, sostenibili per poi modificarle oppure per inserire delle mitigazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissendo dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Correttamente il Consigliere Assenti mi ha detto che avrebbero votato contro, allora devo intervenire perché resti a verbale. Io ho sottoscritto quest'emendamento, che è assolutamente necessario, ovviamente, per parlare in dissenso, non parteciperò al voto.
Con questo emendamento la Consigliera Casini, che è la prima firmataria, vi ha detto quali sono e quali devono essere le modifiche di limitata entità. Perché voi non potete scrivere "le modifiche di limitata entità relative alle infrastrutture e attrezzature pubbliche o di uso pubblico". Quali sono di lieve entità? Chi lo stabilisce?
La legge deve stabilire i parametri generali. Allora, l'emendamento non poteva essere scritto meglio, quali sono? Quelle che, pur variando la destinazione d'uso delle aree, non comportano modificazioni delle relative norme tecniche di attuazione del Piano, non modificano la distribuzione dei carichi insediativi e la dotazione degli standard di cui al decreto 1444/1968.
Quindi, correttamente, se voi approvate questo emendamento, dite a chi dovrà stabilire quali sono e quali dovranno essere le modifiche di limitata entità e a quali parametri si devono attenere per poterle determinare.
Questo deve fare una legge, non scrivere semplicemente: "le modifiche...". Quali?
L'emendamento va in questa direzione.

PRESIDENTE. Emendamento 14/34. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Putzu.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 14/35 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questa è proprio una chicca che non si può non sottolineare. Viene definita la limitata entità e, va bene, è una cosa positiva definirla, visto che sempre si è nell'ambito del sesso degli Angeli.
Allora: "si intende per modifica di limitata entità di cui alla lettera b), … quella che, nel rispetto dei parametri, delle regole, dei criteri appositamente fissati dal PUG – appositamente, non si capisce perché, ma ce lo mettiamo perché è un rafforzativo - interessa una parte minoritaria dell'esistente". A parte questa cosa di scrivere "minoritaria". E’ anche brutto dal punto di vista fonico. “Interessa una parte minoritaria dell'esistente oggetto di intervento, comunque inferiore al 20% e con modesta portata funzionale rispetto a quella propria dell'esistente medesimo". Esso stesso medesimo esistente. Adesso capisco perché l'ufficio legislativo non ha partecipato più alle riunioni.
Ve lo rileggo: "interessa una parte minoritaria dell'esistente oggetto di intervento, comunque inferiore al 20%". Di che cosa il 20%? Della superficie, del volume, del numero di abitanti insediabili, del numero di vani utili, del numero di superficie commerciale? Che significa la modesta portata funzionale? Che significa, Assessore? L'esistente di cosa, Assessore? Metri cubi, metri quadri?
Guardi, lei fa l'Assessore, quindi lo dovrebbe sapere. L'esistente viene valutato in parametri oggettivi, che sono il numero degli abitanti nel caso residenziale. Il dimensionamento viene fatto in base al 20% della superficie? Bene, 20% della superficie. Se io faccio un'altezza di 6 metri è uguale, Assessore, secondo lei, se io faccio un'altezza di 3? Se io sono in una zona artigianale, per esempio, e faccio un'altezza di 10 metri perché ho un layout e quindi ho un'enorme volumetria, ma di fatto pochissimo utilizzo di quella volumetria, perché non mi fa aumento di carico urbanistico il fatto di avere un'altezza, perché non ho i solai, quindi non ho una superficie utile, secondo lei il 20% a cosa si applica? Per sapere, visto che lei lo sa.
"Inferiore al 20% e con modesta portata funzionale". Mi piacerebbe sapere che cosa significa "modesta portata funzionale rispetto a quella propria dell'esistente medesimo". Ma che siamo militari qua? Ma cassiamolo.

PRESIDENTE. Emendamento 14/35. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Cesetti.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli,
Menghi, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/36 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'articolo 21 dice: "Le proposte di modifica di cui alle lettere b), c) e d) del comma 19 sono trasmesse alla Regione, alla Provincia territorialmente competente, al Ministero della cultura per eventuali osservazioni da far pervenire al Comune".
Quindi prima era come dicevo io. Perché non vengono trasmesse quelle di cui alla lettera a), la correzione di errori materiali, perché ovviamente sarebbe troppo.
Quindi, la lettera a), perché sottoporla alla delibera del Consiglio comunale se non deve essere neanche trasmessa?
E poi perché alla Regione e alla Provincia sì e al Ministero della cultura anche? Casomai, nell'ambito delle rispettive competenze.
Quindi, il comma 21 con l'emendamento è interamente soppresso, perché non ha senso trasmettere anche le modifiche di limitata entità relative a infrastrutture, le modifiche parziali di singoli tipi di interventi.
Va da sé. Ma se ci fosse una modifica che contrasta col PPR o col PTR, non può essere considerata una modifica di limitata entità; va da sé che è di entità sostanziale.
Sopprimere questo comma, attraverso l'approvazione del nostro emendamento, rende la legge più snella, meno farraginosa, accelera i tempi, evita questa cultura del commissariamento permanente da parte della Regione, del Ministero della cultura, della Provincia, sui Comuni, che saranno messi nella condizione di non poter fare più niente.
Anche in questo caso ci sarà il decentramento delle responsabilità e l'accentramento dei poteri. Voi accentrate i poteri su di voi per decentrare le responsabilità ai Comuni, ai Sindaci, agli uffici tecnici.
Vedete che fate? Accentrate i poteri, decentrate le responsabilità. Questa è la verità.
Immaginate voi cosa significa questo per i piccoli Comuni, che magari hanno il Segretario comunale part-time, che non hanno il dirigente e tante volte il Sindaco è costretto a fare il RUP. Pensate voi.

PRESIDENTE. Emendamento 14/36. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/37 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non si capisce per quale motivo, se queste varianti non sono varianti sostanziali. Io non condivido assolutamente l'articolo 20, perché è pieno di cose che non sono riconducibili alla chiarezza. Se effettivamente voi decidete di approvare un articolo e un comma che dice che le modifiche di limitata entità non sono varianti, allora non si capisce per quale motivo voi le dovete mandare alla Regione. Che ce le mandate a fare?
Secondo me non le dovete mandare a nessuno. Cioè il Comune si prende la responsabilità di dire che quelle non sono varianti essenziali. Semmai si manderanno alle Province, ma non devono essere mandate né alla Regione e tantomeno al Ministero della cultura, che non gliene può fregare di meno se si tratta di una variante che non riguarda una zona paesaggisticamente vincolata.
Nessuno di loro lo sa, ma la cosa più grave è che chi ha scritto la legge non lo sa. E io continuo a ripetere che non mi meraviglio del fatto che l'avvocata che è venuta alle prime due riunioni poi non sia venuta più. Mi rendo perfettamente conto dell'imbarazzo che poteva provare.
Perché un conto è essere di squadra, come fa il Consigliere Assenti, come fa il Consigliere Baiocchi, che fa finta di non sentire, secondo me, ma il Consigliere Assenti deve sentire, deve entrare nel merito. E’ il supplizio di Tantalo, purtroppo per lui. Lei che ascolta, come può non condividere? Perché dobbiamo costringere questi poveri Comuni, nei quali sotto i 3.000 abitanti spesso e volentieri è il Sindaco che fa il RUP, a mandare cose che non servono alla Regione e al Ministero della cultura. Magari la Soprintendenza, che non è competente, entra nel merito e magari allunga la procedura oppure passano i 60 giorni e nessuno risponde.
Ma perché, se non è necessario? Se voi dite che sono varianti di limitata entità non serve che si chieda… E poi il povero Comune quanto tempo deve aspettare dopo che ha mandato la documentazione in Regione, alla Provincia e al Ministero della cultura? Che deve fare, aspetta in eterno? Metteteci una data almeno, un termine.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo sull'ordine dei lavori. Chiedo l'appello nominale.
Volevo dire che prima, quando il Presidente del Consiglio ha richiamato a stare in Aula, tranquilli, avrei potuto chiedere la verifica del numero legale, non l’ho fatto, perché se perdiamo un'ora di tempo faccio un dispetto anche a me. Però vi consiglio di stare in Aula, come ci sto io, stateci anche voi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. E’ solo per ricordare la poesia che oggi ha scritto il Consigliere Cesetti. La voglio leggere testualmente: "Più lavoro, più parlo, più mi autorigenero, più sono lucido". Oggi ci ha insegnato una grande lezione di politica e la volevo evidenziare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo tributo che mi viene reso dal relatore di maggioranza... Ha fatto bene a leggerlo, affinché lui ed i tuoi colleghi lo posssano tenere bene a mente, perché è proprio così.
Adesso c'è la Conferenza dei capigruppo, spero che si mantenga quello che ci siamo detti. Come vedete, qui non c'è ostruzionismo, però, sappiate che più parlo, più lavoro, mi autorigenero e divento sempre più lucido e più concentrato.

PRESIDENTE. Emendamento 14/37. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/38 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L'ho già spiegato prima. Per rispetto dei poveri Comuni, la cosa che vi chiedo, ma ormai non lo potete fare più, è di inserite una scadenza. Già c’è? Non l’avevo vista. 20 giorni, ma non si capisce perché 20, di solito sono 30. Va bene, almeno ci avete messo un termine.
Perché vogliamo appesantire le procedure? Se non è una variante, c'è il RUP dell'ufficio tecnico che stabilisce che non è una variante, dopodiché punto, finito. Perché deve andare alla Regione, alla Provincia, al Ministero della cultura? Gli facciamo scrivere le lettere, preparare gli elaborati, dao che il Ministero della cultura, la Regione e la Provincia vogliono gli elaborati di variante, lui non può mandare soltanto la delibera, vogliono tutti gli elaborati. Diventa un appesantimento dell'azione amministrativa, come tanti altri che avete inserito.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Un emendamento di questo tipo è un punto centrale, perché espunge il Ministero della cultura da un articolato, nel quale non ha ragione di esistere, perché le competenze del Ministero della cultura sono previste dalla legge.
Qui stiamo parlando di modifiche di limitata entità, modifiche di limitata entità ad infrastrutture ed attrezzature pubbliche o ad uso pubblico. Voi le fate mandare al Ministero della cultura, il quale ha 20 giorni di tempo per rispondere, è vero, ma immaginate voi il piccolo Comune dove il Sindaco fa il RUP, immaginate quale problema si crea.
Il fatto che il Ministero della cultura risponde entro 20 giorni, che c'è un limite, per fortuna, un tempo... Ma guardate che voi, da qualche altra parte, avete scritto che, se il Ministero della cultura - e non l’avete scritto perché non avete approvato il mio emendamento limitatamente ai beni paesaggistici - vota contro, ad esempio all'interno della Conferenza di servizi, ha funzione vincolante. Ma l'avete letta la legge? Io l’ho letta tutta e l’ho studiata perché bisogna avere la visione di insieme. Per fare una legge ci vuole anche la visione e la memoria fotografica, perché la legge è un disegno istituzionale armonico. Perché l'armonia è dei disegni, è della poesia; invece, nell'articolato, è della coerenza. Io infatti ho parlato di disegno armonico.
Approvate, questo emendamento. Immaginate, ripeto, quello che succede nei piccoli Comuni, perché la Soprintendenza non risponde nei 20 giorni e poi dopo magari ti fa l'osservazione, che è pure vincolante.
Ma mettetevi d'accordo. Togliete questa dicitura, questo Ministero della cultura lo vedo sempre dappertutto. Ma non è possibile, per le sue competenze, altrimenti bloccate il territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal gruppo, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo in dissenso solo per dire che il silenzio-assenso nella pubblica amministrazione non esiste quasi mai. Quindi, se il Ministero entro 20 giorni non si esprime, non esiste un tecnico comunale che dichiara: "Siccome non si è espresso, andiamo avanti".

PRESIDENTE. Emendamento 14/38. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 14/39 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Assenti, lei dice che se non esprime il parere entro 20 giorni non succede nulla, giusto?
Se voi prendete l'articolo 4, questa è la dimostrazione che non avete letto la legge, il comma 6 dice: "La mancata espressione dei partecipanti con diritto di voto..., tutti ad eccezione del Ministero della cultura”. La mancata espressione del parere. Quindi qui dite che non succede niente; da un'altra parte la mancata espressione del parere di fatto è voto contrario.
Voglio dire che mentre quello che avete respinto poc'anzi e che avete votato stabiliva un principio per cui la mancata espressione del parere era silenzio-assenso, per il comma 6 la mancata espressione del parere è diniego, che è una cosa diversa. È quello che dice il Consigliere Biancani.
Emendamento all'articolo 14. Quante volte ho detto che dovete destinare risorse ai Comuni? Il comma 23 dell'articolo 14 dice: "La Giunta regionale può stabilire le disposizioni per la redazione degli elaborati di cui a questo articolo". Può stabilire disposizioni, dite pure quello che devono fare ai Comuni, però senza risorse.
Allora io che faccio? Vi metto un emendamento, e ne raccomando l'approvazione, che prevede: "La Giunta regionale destina risorse e può stabilire disposizioni per la redazione". È scritto bene e si coniuga bene con il vostro articolato, che invece è un obbrobrio sotto l'aspetto legislativo.
Voi non potete dire ai Comuni quello che devono fare per la redazione degli elaborati e poi non dare loro neanche le risorse.
Qualcuno direbbe che per cantare ci vuole la voce. E se voi volete intonare la vostra litania, almeno metteteci le risorse. Voglio vedere come fanno i piccoli Comuni a fare gli elaborati, a seguire le vostre disposizioni e poi voi non ci mettete le risorse.
È la dimostrazione di quello che dicevo prima: volete accentrare il potere e dire quello che devono fare, ma volete decentrare le responsabilità.
Voglio vedere, Consigliere Marinelli, il Sindaco di Castelraimondo come fa.
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PRESIDENTE. Emendamento 14/39. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Rossi.

Emendamento 14/40 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento è molto preciso. Mi meraviglio di come sia riuscito a coordinare così bene questa legge.
A parte prima, le risorse. Dice "destina risorse", mica comportava un impegno di spesa. "Destina risorse" può anche essere un euro, ma stabiliva un principio. Qual è il principio? Che al Comune, se da una parte gli dici quello che deve fare, quali elaborati, eccetera, dall’altra gli devi dare le risorse, specialmente ai piccoli Comuni. È fondamentale questo.
Questo, è un emendamento che attiene all'autonomia. Voi avete scritto: "La Giunta regionale può stabilire disposizioni". Questo è un atto di imperio. Che significa? Una disposizione non è che la Giunta può avere la facoltà. Una disposizione o la si stabilisce o non la si stabilisce. Lo si fa o non lo si fa sulla base della legge. Perché non può essere una disposizione, che è un fatto impositivo, un fatto discrezionale, perché diventa prevaricazione a quel punto.
Allora il mio emendamento dice. “Sostituire la parola ‘disposizioni’ con ‘linee guida’”, perché le linee guida rappresentano un percorso partecipativo o partecipato. Perché io do le linee guida e tu all'interno di quelle linee guida hai autonomia.
È come camminare su una strada a due corsie, a tre corsie, ed avere la possibilità di sorpassare, sempre a sinistra ovviamente, oppure su una strada a tre corsie nella quale è obbligatorio soltanto camminare sulla prima corsia, ad esempio.
Poi dice "può". Allora sì che le linee guida possono essere una facoltà, perché io, Giunta, faccio delle linee guida alle quali ti devi attenere, se non lo fai, quando ti vengo ad approvare il piano, magari ti faccio qualche osservazione. Ma non imponi disposizioni, per di più senza risorse.
Credo che sostituire la parola "disposizioni" con "linee guida" sia fondamentale, anche perché le disposizioni possono essere diverse dall'una o dall'altra parte, da un Comune rispetto a un altro. Invece le linee guida possono essere uniformi per tutti.
Questo è l'ABC. Tant'è che io penso che l'ufficio legislativo non si sia occupato di questa vicenda.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Condivisibile, lo accogliamo.

PRESIDENTE. Emendamento 14/40. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Lupini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 14/41 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. L'avevo già accennato prima. "Resta ferma l’applicazione della normativa statale vigente in materia di espropriazione per pubblica utilità": ci mancherebbe altro. Che senso ha che uno scriva questa cosa? Non ha alcun significato.
Si poteva almeno richiamare il decreto legislativo che parla di espropriazione per pubblica utilità. Io non voglio arrivare alle definizioni di accessione invertita oppure parlare d'altro, ma "resta ferma l'applicazione della normativa statale vigente"... Io lo casserei, perché ogni Comune applicherà la normativa che ben conosce, molto meglio di questa Assemblea, a mio avviso, perché i Comuni sono abituati ad applicare le norme in maniera pratica, molto più di noi.
Quindi propongo di cassare il comma 24, con la finalità di evitare ai Comuni, soprattutto ai Comuni sotto i 3.000 abitanti, di avere carichi burocratici e amministrativi che non servono e sono soltanto un appesantimento dell'azione amministrativa, senza che ne abbiano vantaggio l'efficacia e la concretezza.

PRESIDENTE. Emendamento 14/41. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 14, così come emendato. Ha la parola, dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Noi, per tutti gli emendamenti non accolti, ma anche per i pochi che sono stati accolti, voteremo contro questo articolo, perché è un articolo che contiene pochissime norme chiare, efficaci, immediate, ma soltanto norme di difficile lettura, richiami ad articoli.
Come per esempio, e ve lo voglio sottolineare, voglio che rimanga agli atti, per questo lo dico, al comma 21, l'ultimo capoverso dice: "Alle modifiche di cui al primo periodo si applica il comma 3 dell'articolo 6 del decreto legislativo 152/2006". Penso che abbiate contezza che avete inserito la verifica di assoggettabilità a VAS. Nessuno di voi sa che, in questo comma, per le varianti non essenziali che devono andare in Consiglio comunale e che forse non vanno neanche in Consiglio comunale, avete prescritto che si applichi il comma 3 dell'articolo 6, che non significa, come molti leggono, che in quel caso non si fa la VAS ma, in questo caso, in questa fattispecie che voi avete inserito, si applica la procedura di screening di VAS, quindi un ulteriore appesantimento normativo.
Per chi non lo sapesse, rileggetevi il comma 3 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152/2006: è la definizione di screening di VAS. Ad una prima lettura può sembrare un'esenzione, ma esenzione non è.
Questo è stato stabilito in diverse riunioni di tavoli tecnici degli anni scorsi ed è ben chiarito nella nostra normativa regionale, che magari sarebbe stato opportuno che chi ha redatto la legge avesse almeno sfogliato.

PRESIDENTE. Articolo 14, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Adesso facciamo la pausa, per riunire la Conferenza dei Presidenti dei gruppi, ci ritroviamo qui alle ore 15:10.

La seduta è sospesa alle ore 14:45

La seduta riprende alle ore 15:15

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Comunico a tutti che questa sera l'attività dell'Aula si fermerà alle ore 20,00 e domani riprenderà alle ore 9,30, questo è quanto è stato deciso la Conferenza dei Presidenti dei gruppi. Vi prego domani di essere puntuali per cominciare alle 9,30. Questa sera alle ore 20,00 qualche minuto prima qualche minuto dopo, termineranno i lavori.
Articolo 15, che ha 36 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.


Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche questo è un articolo molto importante. Tutti gli articoli sono importanti, ma questo in particolare, perché attiene al procedimento di approvazione del PUG che, a mio avviso, ma non dovrebbe essere soltanto a mio avviso, è lo strumento di programmazione urbanistica per eccellenza, perché attiene al diritto-dovere ed anche al potere del Comune di delineare lo sviluppo urbanistico del proprio territorio, all'interno ovviamente di una coerenza, non di un'armonia, come avete scritto voi, di una coerenza con gli altri strumenti, soprattutto di una conformità con gli strumenti sovraordinati che, come sappiamo, sono il Piano territoriale di coordinamento provinciale, il Piano territoriale regionale ed il PPAR.
È evidente che il procedimento che porta all'approvazione e che coinvolge soggetti diversi è un procedimento assolutamente importante, perché, se si determina qualche discrasia, si pregiudica lo stesso procedimento.
Tant'è vero che, ad esempio, quand'è che scatta, se non erro, ma non credo, la possibilità di approvare i PUG da parte dei Comuni? Dopo 2 anni dall'approvazione degli altri strumenti e comunque il termine ultimo è di 48 mesi. Sappiamo bene che 48 mesi sono 4 anni, per ricordarlo a me stesso.
Questo, tra l'altro, lo dico al Presidente Marinelli, che ha fatto anche il Sindaco, ci avrebbe dovuto indurre a lavorare intorno ad un testo unico. Perché, con tutto questo tempo, avremmo potuto stralciare altre norme, stralciare il piano casa, magari adeguare la legge che c'era, mettendoci a lavorare tutti quanti insieme, per dare certezza ai territori e quindi elaborare un vero e proprio testo unico, come tra l'altro hanno fatto anche altre Regioni, come Umbria e Lazio, che mi pare abbia approvato un testo unico sull'assetto del territorio.
Perché sappiamo che i 48 mesi, tra l'altro sono un termine ordinatorio, possono diventare 96 e anche di più. Di sicuro diventeranno anche di più, perché non ce la faranno i Comuni, specialmente i piccoli, che non sono dotati delle risorse economiche, delle risorse umane, delle risorse strumentali.
Non ce la possono fare, voi capite che un conto è il Comune di Pesaro…, quindi il Consigliere Biancani, quando sarà Sindaco avrà tutte le possibilità - io di solito porto bene - avrà gli strumenti di un grande Comune, di una città capoluogo di provincia, dotata di un'organizzazione adeguata e proporzionata rispetto all'incombenza dell'approvazione di un PUG.
Mettete voi l'esempio del PUG, che deve fare il Comune di Pesaro e che deve fare il Comune di Smerillo, che sta all'interno di un'area interna, di un territorio bellissimo che ha 350 abitanti e magari non dispone neanche di un ufficio tecnico, o ce l'ha part-time, con un segretario che non so quanti Comuni segue e via dicendo. Mi spiegate come farà quel Comune ad approvare il PUG in 48 mesi? Però le norme di salvaguardia scattano subito o, al più tardi, all'ultimo dei 48 mesi, quelle definitive.
Abbiamo cercato, attraverso gli emendamenti, di mettere "una pezza" a questa procedura farraginosa, dove non vengono neanche indicate le risorse e, ripeto, paralizzerà l'attività di programmazione degli enti, del Comune, e nello stesso tempo paralizzerà anche l'attività di messa in sicurezza del territorio, perché se non si fa il PUG, non solo non c'è lo sviluppo, ma non ci sono neanche quegli interventi necessari per la messa in sicurezza. Pensiamo alle zone alluvionate.
Capite qual è il tema? Poi ne parleremo con gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il ConsigliereCarancini.

Romano CARANCINI.Grazie, Presidente. Oltre alle considerazioni, che ha illustrato adesso il ConsigliereCesetti e che insieme a quelle della Consigliera Casini contribuiranno a migliorare il testo, torno con la riflessione - lo dico al relatore di maggioranza – sui commi 11 e 12, in particolare sul comma 11.
Il comma 11 sintetizza le modalità di approvazione del PUG, il Piano urbanistico generale, la disciplina centrale della pianificazione del territorio.
La formulazione della disciplina afferma che il PUG è approvato con deliberazione del Consiglio comunale, che dà atto di aver recepito gli esiti della seconda Conferenza di CeVI e il parere motivato di VAS.
Quindi, nella prima linea del comma 11 dell'articolo 15, si afferma che è il Consiglio comunale che approva il Piano urbanistico generale.
Ma se il Consiglio comunale, chiedo al Consigliere Assenti, non intende accettare gli esiti della Conferenza CeVI, che è un mostro costituito da questa legge, che cosa può succedere?
"Il Comune, entro 30 giorni, può riproporre gli aspetti su cui dissente convocando una ulteriore e definitiva Conferenza CeVI. Nella sostanza, se il Comune non approva o non aderisce alle indicazioni della Conferenza CeVI, ha un altro termine per potersi adeguare e nei 30 giorni successivi esprime la propria decisione definitiva. Questo il Consiglio comunale. In tal caso, il Piano urbanistico generale può essere approvato solo se adeguato a tale definitiva valutazione della Conferenza.
Credo che questo sia illegittimo e anticostituzionale. Sostanzialmente espropriate il Consiglio comunale della propria capacità di programmazione edificatoria nel proprio territorio. Credo che sia una delle cose più gravi.
Attenzione, lo avevo sostenuto anche nell'articolo che riguarda il PTCP. Nella sostanza voi dite che, se il Consiglio comunale non si adegua alla CeVI, il PUG non viene approvato. Questo significa che si priva…, non entro nel merito di chi dice no perché è evidente, la tesi è: l’afferma la Regione Marche, il Ministero…, o meglio condizionano la Regione Marche e il Ministero che fanno parte della CeVI.
Quindi, se non c'è una perfetta sincronia la CeVI diventa, di fatto, il soggetto istituzionale a cui occorre aderire, in alternativa, qualora non approvato dal Consiglio comunale, di fatto espropriare il potere di poter pianificare il territorio.
Io non so se siete consapevoli, se avete verificato. Penso che sia inaccettabile in linea di principio. Non entro nel merito tecnico, o giuridico, o amministrativo.
Avete espropriato i Comuni della loro capacità pianificatoria. È un articolo che mina alla radice l'intera previsione.

PRESIDENTE. Emendamento 15/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la ConsiglieraCasini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. E’ stupefacente. È vero che dobbiamo stringere i tempi, ci siamo dati anche questo obiettivo, ma che non intervenga nessuno della maggioranza per difendere questa legge o per dire che questo articolo. In 5 giorni neanche un intervento. Non mi pare che ci sia questa condivisione, questo afflato.
Rispetto a questo articolo, presenterò una serie di emendamenti, questo è il primo, mediante i quali la CeVI diventa una Conferenza di copianificazione preliminare alla procedura. Per intenderci, arriva fino al progetto preliminare e alla prima fase della VAS, quindi al rapporto preliminare di VAS. Dopodiché la parte politica, squisitamente politica, termina, Invece introduco la fase della Conferenza dei servizi, perché viene introdotta la parte della conformità alle norme vigenti e ai piani sovraordinati. Quindi, il comma 1 viene sostituito. Innanzitutto, penso che c'entrerà, Consigliere Cesetti, il Comune... Chi è il Comune? L'usciere? La Giunta? Il Consiglio? Il vicino di casa del Sindaco? Mettiamoci il Consiglio.
Nell’emendamento dico che il comma 1 è così sostituito: "Il Consiglio comunale approva un documento programmatico che individua le finalità, gli obiettivi generali, gli esiti attesi e i criteri di impostazione del Piano medesimo, comprende il QC e il rapporto preliminare di VAS di cui all'articolo 12 del 152/2006 (che è stato totalmente dimenticato nella legge). Il Comune, in qualità di autorità procedente, in collaborazione con l'autorità competente, individua e seleziona i soggetti competenti in materia ambientale da consultare e trasmette loro il rapporto preliminare entro 30 giorni dall'avvio della consultazione, la quale si conclude entro 45 giorni (avete messo 30 giorni in ogni dove in contrasto col 152) dall'invio del rapporto preliminare. Il Comune, ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 152/2006, ove ritenuto utile, indice una Conferenza dei servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 241/1990".
Perché scrivo "ove ritenuto utile"? Non perché lo dica io, ma perché lo dice l'articolo 9 della legge. E lo dice perché i pareri possono essere acquisiti per vie normali. Cioè io mando il Piano e la Regione mi dà il suo parere di competenza.
La Conferenza dei servizi è un luogo per accelerare le procedure e per discutere in maniera condivisa del Piano-programma, ma non può essere sostituita dalla CeVI.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. C’è un punto ed anche una questione seria. Chiedo attenzione ai Consiglieri Assenti e Serfilippi.
Dopo questo c'è un emendamento della maggioranza che, di fatto, vorrebbe mettere una pezza all'articolo 15, recuperando un mio emendamento successivo, che così verrebbe dichiarato inammissibile.
Innanzitutto questo non è… Ho detto al Consigliere Assenti di ritirare l’emendamento, altrimenti sono costretto a fare dei subemendamenti e perdete più tempo. Perché è opportuno ritirarlo? Perché c'è una questione di merito: il mio è fatto meglio.
Non è tanto il fatto dell'altra volta, cioè, qual è l'organo del Comune, lo Statuto. Il tema è questo: noi parliamo del procedimento di approvazione del PUG.
Quando noi diciamo "il Comune", è corretto dirlo. Non puoi mettere "il Consiglio comunale,, perché il PUG è lo strumento di pianificazione del Comune, dell'ente locale. Il Comune è organo costituzionale, articolo 114, quindi si deve dire "il Comune". Parla l'organo, parla l'istituzione della Repubblica, che è articolata, all'articolo 114, in Stato, Regioni, Province, Vittà metropolitane e Comuni.
E’ corretto dire che questa istituzione della Repubblica approva il PUG, ma bisogna dire quale organo di lo approva. Per questo è importante dire "il Comune con deliberazione del Consiglio comunale", che non è la stessa cosa che dire "il Consiglio comunale approva".
È l'ABC, perché il Consiglio comunale non è previsto dall'articolo 114. Quindi bisogna dire "il Comune con deliberazione del Consiglio comunale", oppure "il Comune con provvedimento del Sindaco", oppure "il Comune con deliberazione della Giunta comunale".
È l’ABC di una cultura istituzionale che noi dobbiamo trasferire nel dettato legislativo, perché siamo dei legislatori, non siamo un consorzio che recita le armonie poetiche.
Ritirate quell'emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 15/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 15/2 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Ritiriamo questo emendamento perché, come è stato evidenziato dal Consigliere Cesetti, che ha ben spiegato cosa vuole intendere sulla personificazione dell'ente Comune, Provincia o quello che è.
Però ricordo a me stesso, per cultura generale, per la voluntas legis, come all'avvocato Cesetti piace sempre ricordare, che, secondo un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte costituzionale, il legislatore regionale, nel conferire con legge una funzione amministrativa agli enti locali, non deve individuare di volta in volta l'organo competente allo svolgimento della medesima, al fine di tutelare l'autonomia organizzativa dell'ente locale stesso, a meno che non sussistano specifiche esigenze unitarie che possano giustificare, nel rispetto dell'articolo 118, primo comma, della Costituzione, una disciplina regionale riguardo all'organizzazione e allo svolgimento delle funzioni conferite (Corte costituzionale 372/2004).
Per mero spirito collaborativo, secondo quanto detto 5 giorni fa, secondo quanto testé affermato, ritiriamo l'emendamento ed accogliamo quello successivo.
PRESIDENTE. Emendamento 15/2. Ritirato.

Emendamento 15/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Rinuncio all'intervento ed ovviamente ringrazio il Consigliere Assenti, non perché venga approvato il mio emendamento, ma perché inseriamo nella legge una questione corretta.
È correttissimo quello che lui dice della sentenza della Corte Costituzionale, tra l'altro, lo ringrazio anche perché denota un discreto approfondimento. Questo fa onore al relatore di maggioranza, quando si lavora - anche se magari la sentenza gliel'hanno passata gli uffici, come sempre accade – il fatto che l’abbia richiesta denota la sua propensione, se non tensione, all'approfondimento. Tanto basta per assolverlo dai suoi peccati. Citando la sentenza della Corte Costituzionale, dice: "a meno che non ci siano specifiche questioni unitarie". È proprio questo il caso, perché c'è bisogno di individuare l'organo, perché deve essere il Consiglio comunale, non ci può essere ambiguità e non deve essere la Giunta.
Un piano urbanistico non è avulso a sé stesso, un piano urbanistico comunale deve essere coerente con i piani sovraordinati: PTC, Piano territoriale provinciale, regionale e PPAR, ma non solo. Si deve integrare, per questo, con i Comuni vicini, ad esempio con i Comuni confinanti. Tant'è che abbiamo accolto un emendamento del Presidente della Commissione Serfilippi, giustamente, che prevedeva la possibilità di far intervenire all'interno della Conferenza CeVI, oltre alla Regione e alle Province, anche i Comuni interessati.
"La pianificazione", pensiamo alle aree confinanti di due Comuni. La delibera del Consiglio comunale è proprio verso la tensione unitaria per trattare le questioni unitarie.
È proprio l'indirizzo della Corte Costituzionale, che il Consigliere Assenti ha letto, che ci induce a prevedere che il Comune lo debba fare con delibera del Consiglio comunale, proprio per quello che ha detto.

PRESIDENTE. Emendamento 15/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Carancini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Ruggeri, Santarelli, Serfilippi, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Rossi.

Emendamento 15/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.