Resoconto della seduta n.134 del 28/11/2023
SEDUTA N. 134 DEL 28 NOVEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 9:55

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 134 del 28 novembre 2023. Comunico che i processi verbali delle sedute nn. 130, 131, 132, 133 dei giorni 21, 22, 23 e 27 novembre 2023 saranno distribuiti insieme a quello odierno e saranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea legislativa regionale in una prossima seduta assembleare.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Bora e Mangialardi.

Proposta di legge n. 217
ad iniziativa della Giunta regionale:
“Norme della pianificazione per il Governo del territorio”
(Prosecuzione votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede la prosecuzione dei lavori sulla proposta di legge regionale 217 ad iniziativa della Giunta regionale.
Articolo 25. Ci sono 16 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo è l'articolo sulla rigenerazione urbana e territoriale, sulla quale abbiamo già detto, nel senso che la rigenerazione urbana va benissimo. C'è questo appesantimento, una legge che da un lato è scarna e dall'altro è bizantina, mi permetto di dire, perché ripete in maniera non necessaria il rispetto del decreto legislativo 42/2004 che, tra l'altro, quasi non esisterà più una volta che avremo il PPAR ad esso adeguato. Per cui non si capisce per quale motivo venga ripreso.
Per quello che riguarda la rigenerazione urbana abbiamo poco da dire, nel senso che ci sono degli emendamenti, ma diciamo che gli obiettivi possono anche essere condivisibili. Il problema è la rigenerazione territoriale. Io questa cosa l'ho già accennata.
Leggo la definizione di rigenerazione territoriale affinché si comprenda che ci si riferisce alle zone agricole: “La rigenerazione territoriale interessa il territorio prevalentemente extraurbano”. Prevalentemente, o è urbano o non è urbano, posto che negli articoli precedenti avete scritto che vanno perimetrate le zone urbane. Ma questa è una delle incoerenze che non ci meravigliano più arrivati al venticinquesimo articolo.
“Inteso quale territorio rurale e naturale”. Quindi rurale e naturale significa che sono zone completamente vergini, zone che non sono occupate da insediamenti, “e può avere ricaduta sovralocale”, che non si capisce che cosa significhi. Che significa locale? Locale ha molte accezioni, ma in questo caso non ha nessuna capacità di descrivere che cosa significhi. Che significa locale? Non lo sappiamo.
“Ed è finalizzata, anche attraverso l'assegnazione di diverse funzioni e nuovi usi, compresi quelli temporanei, alla risoluzione di situazioni di degrado urbanistico, territoriale, infrastrutturale, ambientale, paesaggistico, socio-economico e al ripristino del suolo naturale ed agricolo”.
Suolo naturale ed agricolo, vorrei che, quando si parla di suolo naturale ed agricolo, qualcuno sapesse quali sono le modalità per recuperare la parte dei nutrienti che sta nei primi 10 centimetri del suolo agricolo. E non è certo una legge urbanistica che lo può fare. Ci sono tecniche agronomiche finalizzate a tale fine, tra cui la rotazione del biologico, ma non credo che questo possa interessare una legge che riguarda l'urbanistica. Quindi questa descrizione, tra l'altro, non corrisponde alle zone agricole della regione Marche, che sono zone agricole in cui non c'è il degrado.
Vorrei che qualcuno della maggioranza, che condivide evidentemente questa legge, mi dicesse nel suo territorio dove ci sono delle aree agricole degradate. Perché nel Piceno, non ne vedo. Vedo zone che sono state insediate con i SUAP, vedo zone che sono state insediate con attività artigianali, con attività residenziali, tramite dei piani di lottizzazione residenziali che potevano essere evitati, vedo delle bruttissime case coloniche realizzate negli anni sessanta, ma onestamente il degrado nella regione Marche non lo vedo.
Mi preoccupa questo inserimento perché in queste zone, guarda caso, si possono attivare interventi soltanto indicando la vocazionalità o in variante con gli accordi operativi, quindi, con il famoso articolo 11 della legge 241/1990, bypassando completamente l'articolo 34 del decreto legislativo 267/2000, quindi la legge madre e unica, ad oggi, della procedura dell'accordo di programma in variante quando si tratta di urbanistica. Sono quelle zone che vengono urbanizzate prevalentemente attraverso l'intervento privato. E questo non va bene. Non va bene perché tutto questo non è sottoposto a una conformità.
Direi: lasciamo stare le zone agricole. Non è corretto che i PUG non destinino in maniera chiara le zone, anche quelle sottoposte a rigenerazione territoriale, perché la rigenerazione territoriale nelle Marche non serve. Quindi, propongo di cassare, tra gli altri emendamenti che verranno...

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Su questo articolo ho presentato soltanto due emendamenti. Poi, su un emendamento del Presidente Serfilippi ho presentato due subemendamenti, per ribadire alcuni concetti di cui poi dirò, che attengono ovviamente al tema del decreto legislativo 42/2004 e, diciamo, alla necessità del rispetto delle disposizioni del 42/2004 e della conformità al PTR e al PTCP.
Nel testo ho presentato un emendamento nel quale, appunto… Non si deve parlare più, quando stiamo alla rigenerazione urbana, del D.Lgs. 42/2004, perché in precedenza noi abbiamo parlato del PPR, del Piano Paesaggistico Regionale, che secondo noi doveva essere Piano Paesaggistico Ambientale Regionale ed è di tutta evidenza che, una volta adottato il Piano Paesaggistico Regionale, come avevo scritto nell'emendamento, gli interventi di rigenerazione urbana devono essere individuati e attuati nel rispetto del PPR. Quando diciamo questo è evidente che rispettiamo i regimi di tutela del decreto legislativo 42/2004 perché, Assessore Baldelli, lei ha fatto il Sindaco e sa che i regimi di tutela sono proprio quelli che stabilisce il PPR prioritariamente. Sono quelli, non sono più quelli astratti della legge. Quindi il decreto legislativo 42/2004 è diventato “forza viva”, positivamente dirompente, perché quella è la previsione, ma quando c'è il PPR la legge è compiuta attraverso lo strumento che recepisce e determina i regimi di tutela.
Allora, è a quello strumento che ci dobbiamo rivolgere quando parliamo di rigenerazione urbana e territoriale, a quello strumento lì, non più alla legge. La legge ha già fatto il suo compito. La legge dice: voi il PPR dovete farlo e lo dovete fare così, ma una volta fatto, a quello noi dobbiamo guardare, non più alla legge. Non è un gioco di parole, questa è una cosa seria.
Questo è l'errore di fondo. Perché? È l'errore di fondo perché la progettualità della rigenerazione urbana è quando si fa il PPR, quando si fa quello strumento, perché è uno strumento che guarda la regione nel suo complesso. Infatti è il Piano Paesaggistico Regionale, al quale gli strumenti sottordinati si devono adeguare.
Questa è una visione degli strumenti di pianificazione che questa legge non ha e che noi abbiamo cercato di dare. Poi non abbiamo fatto in tempo perché è stata iscritta d'urgenza. E qui ci sono emendamenti: io ne ho fatti due, li ha fatti la Consigliera Casini, li ho firmati per fortuna, ovviamente noi ci torneremo in futuro.
L'altro errore, tra l'altro, è costituito - qui c'è appunto un emendamento della Consigliera Casini - dal fatto che si dice: “rigenerazione urbana e territoriale”. Perché dobbiamo mettere “territoriale”, se poi si dice che si realizza attraverso strategie, azioni, regole finalizzate alla prevenzione eccetera? Non serve il riferimento al territoriale.

Presidenza del Vicepresidente
Andrea BIANCANI

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Intervengo per la proposta da parte del CREL, che non è stata accolta, di inserimento dell'articolo 4 bis. Sostanzialmente questa proposta emendativa non può essere accolta perché la proposta di legge n. 217 non affronta il tema dell'edilizia. Ovviamente parliamo delle destinazioni d'uso individuate all'interno delle categorie funzionali. Si evidenzia che il comma aggiunto si porrebbe in contrasto con l'articolo 23-ter del DPR 380 e con i principi fondamentali in esso espressi, come da sentenza della Corte Costituzionale n. 68/2018.
Infatti l'articolo 23 ter prevede cinque categorie funzionali: residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale e rurale. Mentre il comma 4 bis in esame è diretto a considerare compatibili e complementari le destinazioni d'uso individuate all'interno di categorie funzionali diverse, per esempio commerciale e residenziale.
Ciò comporta l'esclusione della rilevanza urbanistica dei mutamenti di destinazione d'uso interni alle categorie funzionali accorpate e quindi della loro assoggettabilità a titoli abilitativi, con pregiudizio anche per i bilanci comunali, che non potrebbero più contare sugli introiti derivanti dai permessi di costruire richiesti dal legislatore statale, sempre dal DPR 380, per passare da una categoria funzionale a un'altra.
Infine, saranno i Comuni, con i futuri PUG, a disciplinare le varie categorie funzionali in attuazione dell'articolo 23 ter, nell'esercizio delle funzioni di pianificazione comunale, che può essere limitata dal legislatore regionale solo in modo ragionevole e proporzionato, come da sentenza n. 179/2019 della Corte Costituzionale.

PRESIDENTE. Emendamento 25/1a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Torno a ripetere la stessa cosa, perché spero che qualcuno poi, alla fine, capisca.
Chiedo, con questo emendamento, che venga cassata la parola “territoriale”, perché la rigenerazione territoriale è, in realtà, una gamba tesa sulle zone agricole e viene lasciata, tra l'altro, con i piani attuativi, all'iniziativa privata. Questo è molto pericoloso.
Ripeto: nelle zone agricole c'è una legge, che è la legge n. 13 del 1990, che è stata condivisa da tutti in questi anni e ha ben funzionato, contiene anche il censimento dei fabbricati rurali che, per quanto non venga ritenuto attuato da qualcuno di questa amministrazione, quasi tutti i Comuni, ad eccezione di una ventina, hanno già redatto. Con la legge noi li costringiamo a rifarlo.
“Territoriale” viene cassato perché, a nostro avviso, la rigenerazione è un concetto che riguarda le zone compromesse, siano esse zone artigianali, industriali, dismesse, siano esse quartieri oppure parti di città, per esempio l'edilizia economica e popolare, oppure altre parti di città che hanno subito il degrado. Possono essere, per esempio, delle proprietà pubbliche abbandonate che possono essere rigenerate anche a favore del privato, qualora il privato presenti dei piani attuativi o dei piani di recupero.
Per cui, sappiamo e vogliamo che la riqualificazione interessi le parti di città degradate e non le parti di territorio che non sono perimetrate tra le zone urbanizzate e insediate, zone che nella regione Marche hanno un grandissimo pregio e un grandissimo valore.
Voglio ricordare che una gran parte del nostro PIL, nella regione Marche, è legata all'agricoltura e alla zootecnia e una grande altra parte del PIL è legata alle attività turistico-ricettive. Le attività turistico-ricettive, togliendo la costa, sono quelle attività che sono sorte anche grazie al Piano di sviluppo rurale nelle aree interne e nei piccoli borghi. Per cui non toccherei le aree agricole, per evitare di andare a rovinare il paesaggio delle Marche, che è di pregio e che è il nostro tesoretto.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Emendamento 25/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Ruggeri.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/2a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Questo, secondo noi, è un emendamento molto importante perché è sostanziale. Tende ad aggiungere, all'articolo 25, comma 1, nel quale si dice: “la rigenerazione urbana anche attraverso la realizzazione di interventi di edilizia residenziale, sociale e pubblica”, le seguenti parole: “favorendo forme di cohousing per la condivisione di spazi e di attività”.
È tratto dal Testo unico della Regione Lazio perché il cohousing, o coabitare sociale, rappresenta uno strumento idoneo a sostenere i valori della solidarietà sociale, civile, economica e culturale, nonché a fornire una risposta integrativa e differenziata al bisogno abitativo, di tutela dell'ambiente e di risparmio della spesa pubblica.
Rappresenta una nuova forma del costruire e dell'abitare, attraverso un utilizzo condiviso di spazi e servizi che consentono di ripartire i costi di gestione nell'abitare comune. Cohousing anche come strumento per promuovere l’invecchiamento attivo e l'inclusione sociale degli anziani, per scongiurare il rischio del loro isolamento. Strumento che consente anche il recupero di immobili dismessi, incentivando in tal modo il processo di rigenerazione urbana.
Credo che questo emendamento, di carattere sostanziale, debba essere accolto perché è un segnale importante in una certa direzione: promuovere anche quegli interventi di edilizia residenziale sociale, che pure voi avete indicato nella legge. Specificare il cohousing, credo che sia da una parte un'opportunità e dall'altra una necessità.
Voglio ricordare, tra l'altro, una mia esperienza di Assessore al bilancio. Nella scorsa legislatura noi ci trovammo che, in un immobile di proprietà regionale in via Cialdini, un immobile tra l’altro abbastanza fatiscente, venne occupato da persone che avevano bisogno, che avevano difficoltà. Ricordo che dovevo procedere allo sgombero, come poi abbiamo fatto in modo concordato e condiviso, quando l'associazione che si occupava di queste persone propose una progettualità di cohousing in quell'immobile. E quella era rigenerazione urbana.
Quindi, credo che questo emendamento sia una significativa opportunità e necessità per questa nostra regione.

PRESIDENTE. Emendamento 25/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/3a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ovviamente gli interventi di rigenerazione urbana non possono essere presentati così, senza una motivazione, possono non essere perimetrati preliminarmente sul piano regolatore.
Chi ha la potestà di decidere, in un territorio comunale, dove possono essere fatti degli interventi, siano essi di rigenerazione urbana, urbanistica o siano essi di nuova costruzione, o siano magari opere pubbliche, è il Consiglio comunale che, quando pianifica, stabilisce anche i perimetri delle aree che ritiene maggiormente degradate, dove si può attivare la riqualificazione urbana.
Ma c'è la fattispecie in cui, come dicevamo prima, che qui è ricorrente, anzi, è l'unica che si evince dalla legge, è il privato che si prende una fetta di territorio e decide che quella fetta di territorio sia da recuperare e da rigenerare.
A quel punto, siccome i parametri urbanistici non possono essere identici, penso, per esempio, agli indici fondiari, al rapporto di standard, alle altezze, ai distacchi tra fabbricati, è del tutto evidente che, in quegli ambiti, debbano essere fatte delle perimetrazioni che stabiliscano, dal punto di vista degli indici e dei parametri urbanistici, l'ambito nel quale il privato si può muovere.
Voglio dire: se ho una parte di territorio urbano degradato e ho delle costruzioni che mi sviluppano, non so, 10.000 metri cubi, dovrò scrivere in una norma tecnica o dovrò perimetrare quell'area per dire che chi va a riqualificarla non può lasciare 10.000 metri cubi; verosimilmente dovrà costruire di meno e, per migliorarla, dovrei verosimilmente lasciare delle aree a verde, delle aree a parcheggi, dovrà realizzare un'altezza diversa da quella esistente o, piuttosto, più alta. Ci sono delle progettazioni puntuali, ma è certo che gli ambiti del territorio urbano nei quali si deve attivare la riqualificazione devono essere stabiliti dal Consiglio comunale. Quando non ci sono e c'è interesse per riqualificare un'area nuova, questa deve essere individuata mediante una variante urbanistica e quindi sottoposta anche ai pareri degli organismi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Telegrafico, per dire al Consigliere Assenti che è inspiegabile come abbiate potuto non approvare l'emendamento di prima sul cohousing, che appunto è una specificazione dell'edilizia residenziale sociale, una specificazione che però va specificata.
Voglio dire semplicemente che questo emendamento ve lo ritroverete dappertutto, ve lo ritroverete nel DEFR, lo ripresenterò, perché è veramente inspiegabile. Tra l'altro vi ho anche raccontato un fatto che è accaduto nella città capoluogo di Regione, un fatto che noi abbiamo vissuto come amministratori regionali, che riguardava un immobile di proprietà regionale, un immobile tipico della rigenerazione urbana.
Questo significa che c'è un atteggiamento di chiusura, che dice: vabbè, deve essere respinto tutto, deve essere approvato qualche emendamento giusto per dire…, ma è del tutto irrilevante, a parte quello recuperato dal Consigliere Serfilippi, che è stato costretto, sennò facevamo ostruzionismo. Approvate qualche emendamento irrilevante per dire che avete approvato degli emendamenti.
Noi non siamo nati ieri. Questa è la dimostrazione di un atteggiamento di chiusura, dove voi approvate una legge che avete copiato male, che avete tra l'altro subito come legislatori. e che state subendo, e siete sordi a qualsiasi richiamo alla ragionevolezza.
Voi continuate così e ve li ritroverete tutti quanti, sia voi che gli uffici.

PRESIDENTE. Emendamento 25/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/4a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ne parlavo prima in discussione generale. Intervengo perché è necessario. Dopo c'è un emendamento a firma del Consigliere Serfilippi sul quale ho dovuto fare due subemendamenti.
Il testo dice: “Gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale sono individuati e attuati nel rispetto dei regimi di tutela previsti dal D.lgs. 42/2004 e in conformità al PPR».
L'emendamento nostro dice, molto più tranquillamente, che “gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale sono individuati e attuati...” Ovviamente ho dovuto lasciare “territoriale” perché, prevedendo che venisse respinto l'emendamento della Consigliera Casini, il mio sarebbe stato dichiarato inammissibile. Oramai il giochetto lo conosco, allora l'ho lasciato.
“Sono individuati nel rispetto del PPR”. Quello che dicevo prima: non si può scrivere “nel rispetto dei regimi di tutela previsti dal decreto legislativo 42/2004”. E che rifacciamo un altro PPR? La rigenerazione urbana? Quando parliamo di rigenerazione urbana, il PPR lo abbiamo già fatto. Il PPR deve essere, esso sì, nel rispetto dei regimi di tutela previsti dal decreto legislativo n. 42 del 2004. Quindi facciamola finita: è a quello che noi dobbiamo guardare.
Consigliere Assenti, questo lo dica a coloro che hanno scritto questa legge, che probabilmente anche loro hanno subito.
E’ così, quindi si deve scrivere “nel rispetto del PPR”», non “nel rispetto della legge”. Che ne facciamo, un altro? Perché, se rispetta la legge e non rispetta il PPR, lo può fare? No, non lo può fare. Se rispetta la legge, ma non rispetta il PPR, perché magari il PPR prevede un regime di tutela ulteriore rispetto a quello previsto dalla legge…, lo può fare il PPR nella sua autonomia, perché è legislazione concorrente in materia di valorizzazione dei beni ambientali...

PRESIDENTE. Emendamento 25/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Latini, Livi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 25/4 bis/1 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Fabrizio CESETTI. Questa è la prova che il gioco lo conosciamo. Sull'emendamento del Consigliere Serfilippi, due al prezzo di uno, ho fatto due subemendamenti, perché restino agli atti, non per divertirmi.
Questo emendamento dice che le parole "in conformità" sono sostituite dalle seguenti: "nel rispetto". Perché l'avete bocciato.
Voglio concludere il discorso di prima. Se il PPR, e la Consigliera Casini lo conferma…, lo capisco anch'io che non sono un urbanista, non sono un architetto, sono un legislatore che ha la fortuna di essere anche un avvocato e ciò aiuta a fare il legislatore.
Allora, se è vero come è vero che il PPR può prevedere regimi di tutela ulteriori rispetto a quelli del D.lgs. 42/2004, lo può fare nella sua autonomia perché, ripeto, si attua in regime di legislazione concorrente, anche di più perché l'articolo 9 della Costituzione, vedete perché bisognava metterlo, prevede che la tutela dell'ambiente è tra i principi generali della Costituzione.
Se può prevedere regimi di tutela ulteriori, allora la rigenerazione urbana deve essere fatta nel rispetto dei regimi di tutela del D.lgs. 42/2004 o del PPR? Del PPR, perché ne prevede ulteriori. Mica si può rispettare il D.lgs. 42/2004 e non rispettare il PPR.
Il Consigliere Mastrovincenzo, che ha fatto il Presidente del Consiglio, che non è un avvocato, non è un urbanista come me, annuisce, ma non per farmi contento, non lo farebbe mai. Anzi, lo fa perché sa che qui c'è la forza del ragionamento. Voi, però, dite di no.
Questo è il punto. Ma questa non è una cosa di poco conto, quella che dico, è sostanziale. Perché poi che fate con la rigenerazione urbana? Voi dite che può fare quello che vuole, che se ne può fregare del PPR? Questo state dicendo. Quindi raccomando l'approvazione del subemendamento 25/4 bis/1.

PRESIDENTE. Subemendamento 25/4 bis/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Subemendamento 25/4 bis/2 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Fabrizio CESETTI. Questo è un subemendamento necessitato dall'emendamento Consigliere Serfilippi, che cerca di metterci una pezza, però la pezza è peggiore del buco.
Questo, sostanzialmente, ci dice che una volta fatto... Noi volevamo scrivere "nel rispetto del regime di tutela del PPR", però, visto che l'avete respinto…, rispetto al PTR non ci deve essere la conformità? E rispetto al PTCP non ci deve essere la conformità?
Dice: "Gli interventi di rigenerazione urbana … sono individuati … nel rispetto dei regimi di tutela previsti..." e "in conformità del PPR". Ma nel rispetto del PPR e poi, invece, in conformità con il Piano territoriale regionale e con il Piano territoriale di coordinamento provinciale. Giusto, Consigliera Casini?
Quando si fa una rigenerazione urbana nel Comune di Ancona…, adesso mi rivolgo pure al pubblico, che penso possa capire, così può percepire quanto sia sorda -ditelo ai territori - questa maggioranza e quest'Aula, occupata dalla forza dei numeri della maggioranza, ancorché democraticamente. Però, quando siete sordi in questo modo, riducete la voce del popolo quasi a un'occupazione "abusiva", perché il popolo vuole altro. Il popolo non si può adattare alla vostra sordità.
Quindi, Assessore Aguzzi, quando lei, da Sindaco di Fano, farà la rigenerazione urbana, deve farla in conformità del PTR e del PTCP, sennò come fa a fare la rigenerazione urbana? Quelli vengono prima. Questo è l'ABC.
Segretario generale, glielo dica agli uffici, faccia una circolare.
Ne raccomando l'approvazione.

PRESIDENTE. Subemendamento 25/4 bis/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/4 bis a firma del Presidente della III Commissione Serfilippi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Peggio! Nel senso che io credo che il Consigliere Cesetti abbia spiegato. Approfitto di questo intervento per spiegare la differenza tra i vincoli del PPAR, chiamiamoli ambiti di tutela, e gli ambiti di tutela del decreto legislativo n. 42/2004, che spero giovi a questa Assemblea.
Esistono degli ambiti di tutela che sono stabiliti per legge. Sono quelli degli articoli 136 e 142 del decreto legislativo n. 42/2004. Gli uni sono le aree e i beni tutelati di interesse pubblico, mentre il 142 riguarda gli immobili tutelati per legge.
Il primo è identico alla legge n. 1497 del 1939 e sono delle aree perimetrate con dei decreti ministeriali, aree di particolare pregio che vengono descritte e alle quali vengono allegati i catastali, perché sono aree ben precise, che però non sono vestite. Che significa "non sono vestite"? La famosa vestizione dei vincoli significa che in queste aree bisogna avere tutele e attenzione, ma non si dice come bisogna tutelare il bene.
Quindi compito del PPR è quello di vestire i vincoli, per una parte. Questi vincoli, anche l'ex Galasso, l'ex legge n. 431 del 1985, non sono vincoli di divieto di edificazione. Sono aree dove si può edificare qualunque cosa, purché ne venga verificata la conformità dal punto di vista paesaggistico con una procedura stabilita dall'articolo 146.
Ora, questa è una parte del PPR. Poi c'è tutta la parte che riguarda l'articolo 131, per esempio, e nel PPR devono essere individuate, per esempio, le categorie costitutive del territorio, le emergenze geologiche e geomorfologiche, storico-culturali, botanico-vegetazionali.
Piuttosto, in questa legge non si parla mai degli aspetti botanico-vegetazionali che pure nella regione Marche... Noi abbiamo anche le foreste, che sono importanti, abbiamo molte aree sottoposte a vincolo idrogeologico, che non è il vincolo idrogeologico... Vabbè, non ve lo sto qua a spiegare, ma presumo che chi ha scritto la legge lo sappia.
Ma non c'è assolutamente scritto da nessuna parte che ci sarà una tutela per la parte botanico-vegetazionale. Tutte queste categorie costitutive del paesaggio delle Marche possono essere sottoposte a vincoli e a tutele che possono prevedere anche la non edificabilità e alcuni divieti rispetto a certe categorie o manufatti. Questa è la differenza. Quindi questo emendamento è pleonastico, è risibile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Non partecipo, Presidente, perché questo emendamento non merita neanche l'onore delle armi, quindi neanche il mio voto contrario. Però devo intervenire per una cosa molto semplice.
Innanzitutto, vi ringrazio perché io che, ovviamente, mi taccio di capirci come legislatore molto, però non capisco quasi nulla di urbanistica. Sì, ho fatto il PTCP da Presidente della Provincia. Non abbiamo copiato il PTCP di Ascoli Piceno. Noi, ad Ascoli Piceno, abbiamo scippato metà territorio e siamo diventati autonomi anche a San Benedetto del Tronto, metà provincia nostra.
Allora, che voglio dire? Io sono stato il primo Presidente, oltre ad aver fatto la legge, della serie: me la sono cantata e me la sono suonata. Prima ho fatto la legge, poi mi sono candidato e sono diventato Presidente.
Questo emendamento del Consigliere Serfilippi, perché non lo voto? Guardate, avevo talmente ragione che è stato copiato di sana pianta dal mio: "attuati nel rispetto del PPR", emendamento 25/4. Loro che hanno fatto? "In conformità dei regimi di tutela e nel rispetto del PPR". Uguale. Le parole finali sono copiate dal mio, però non ci potevano dare la soddisfazione di dire: "Avete corretto un nostro errore madornale". L'hanno corretto da soli con un'alchimia, che però ha peggiorato. perché dice: "nel rispetto dei regimi di tutela". È una cosa che non si guarda sotto il profilo dell'estetica legislativa. E l'estetica legislativa è tutto, più dell'estetica degli uomini, appunto, perché deve disciplinare il comportamento degli uomini.
Assessore Biondi, lei che è l'Assessore competente, l'estetica di una legge è superiore all'estetica degli uomini, perché dice loro anche come devono vestire la legge, ad esempio, quando fanno la rigenerazione urbana.
Quindi, questa è scritta male, anzi peggio. Dovevate votare il mio emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 25/4 bis. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.

Favorevoli: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 25/5 a firma dei Consiglieri Ruggeri e Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie Presidente. Questo è sostanzialmente lo stesso emendamento di quella serie che abbiamo iniziato ieri a votare, rientra in quel pacchetto che avevo già spiegato in cui l'efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili, secondo noi, vanno inseriti in questo testo, come andrebbe inserito anche il recupero delle acque piovane, però mi faccio poche aspettative visto che ieri sono stati bocciati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Per annunciare sul 25/5 il voto favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 25/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Serfilippi, Vitri
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Presidente, sul 25/5 non sono riuscita ad esprimere il voto che è favorevole, naturalmente. Come sarà favorevole sul 25/7. Grazie.

PRESIDENTE. Aggiungiamo il voto favorevole della Consigliera Ruggeri sul 25/5

Emendamento 25/6 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/6 bis a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Menghi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Visto che ancora dobbiamo discuterlo, chiederei, siccome è molto simile a quello dei Consiglieri Ruggieri e Mangialardi, però, per l'ordine dovevamo inserirlo prima, di sottoscriverlo. Visto che ancora non è iniziata la discussione, se è possibile. Volevamo approvare il vostro, ma per una questione di ordine, dentro l'articolato, abbiamo dovuto creare l'emendamento 25/6 bis.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Naturalmente preferisco di gran lunga la sottoscrizione del Consigliere Serfilippi, o di chi vorrà sottoscriverlo, piuttosto che la tecnica del fare un subemendamento per fare approvare il proprio di maggioranza. Quindi, ben venga la sottoscrizione di chi lo vuole sottoscrivere. Adesso non è in Aula il Consigliere Mangialardi, ma sono sicura che sarebbe d'accordo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi verrebbe da dire: Timeo Danaos et dona ferentes, perché credo che tutti l'abbiamo studiato alle elementari e alle medie. Voterò a favore perché è un tema che ci interessa molto, ma vorrei sapere dal relatore di maggioranza la coerenza tra il cassare i PEBA, che sono obbligatori per legge, e fare riferimento all'universo mondo rispetto alle leggi, agli atti sovraordinati, alla Comunità europea, alle linee guida. Avete messo delle cose che non servono a niente: il richiamo costante e veramente fastidioso al 42/2004 e al PPR, proprio perché rappresenta un'imposizione da parte del Ministero. Poi inserite tra gli obiettivi della riqualificazione interventi a favore dei soggetti disabili e l'eliminazione delle barriere architettoniche.
I Comuni sono costretti per legge ad approvare i PEBA e noi avremmo dovuto seguire e approvare l'emendamento della Consigliera Ruggeri per l'inserimento dei PEBA, che è un obbligo di legge dal '96. Non si fa? Prendiamoci l'impegno di renderlo ancor più obbligatorio e non presentare un contentino che ha uno zuccherino, perché, laddove si qualifica e si riqualifica soltanto e facciamo delle opere pubbliche, siamo costretti all'abbattimento delle barriere architettoniche. Il problema è nella città, non è negli interventi privati, laddove ci sono degli obblighi di legge già ben codificati per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Penso agli ascensori, penso agli scivoli, penso agli accessi.
Ma è una mentalità completamente diversa e allora perché soltanto laddove ci sono le riqualificazioni urbane o territoriali? Perché mi immagino quanto serva questo nelle zone agricole. Per quale motivo? Per questo dico Timeo Danaos, proprio perché è semplicemente il mettere il cappello e non un capire la problematica e volerla inserire davvero nelle norme cogenti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Ritiriamo l’emendamento 25/6 bis e sottoscriviamo quello della Consigliera Ruggeri.

PRESIDENTE. L'emendamento 25/7 diventa, se la Ruggeri è d'accordo, anche a firma dei Consiglieri Menghi, Serfilippi e Assenti.
Emendamento 25/7 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi, Menghi, Serfilippi, Assenti. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Assenti, Ausili, Baiocchi, Biancani, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Casini, Cesetti, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Mastrovincenzo, Menghi, Pasqui, Rossi, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 25/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Coerentemente con quello che ho detto nei precedenti interventi, il comma che definisce la riqualificazione territoriale…, magari lo rileggo perché è vero che andiamo allo sfinimento, ma insomma è un concetto che io voglio ribadire e voglio che rimanga ben chiaro, perché non è indifferente questa questione anche dal punto di vista della legittimità degli atti poi che verranno approvati.
"La rigenerazione territoriale interessa il territorio prevalentemente extraurbano", prevalentemente non esiste perché il territorio urbano viene definito da una norma di legge con una perimetrazione, addirittura l'ultima casa, 100 metri dall'ultima casa. C'è una modalità di perimetrazione che evidentemente chi ha scritto la legge non conosce. "Ed è quindi territorio naturale e rurale". Il territorio naturale e rurale non deve essere riqualificato nelle Marche, perché è il nostro tesoretto, è il nostro tesoretto dal punto di vista turistico-ricettivo e quindi, ripeto, lasciate stare le zone agricole e soprattutto non lasciatele in mano al privato, perché questo comma e questo articolo sono pericolosi, unitamente all'articolo 24.
A proposito, approfitto per ricordare che con l'articolo 24 saranno consentite minori attività rispetto a quelle che oggi sono consentite dalla legge 13 ed è molto dannoso questo articolo. Ricordo anche che le associazioni agricole hanno scritto ed hanno chiesto, all'interno del CREL, che venisse cassato. Qui continuiamo a smantellare la zona agricola che, ripeto, ha resistito dagli anni '90 in poi grazie alla legge 13, che questa legge di fatto affievolisce.

PRESIDENTE. Emendamento 25/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Mastrovincenzo.

Emendamento 25/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo è un emendamento banale, semplicemente di raccordo, nel senso che era stato proposto di cassare l'articolo…, però è stato bocciato e questo emendamento decade.

Emendamento 25/10 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Anche il 25/10 è decaduto.

Emendamento 25/11 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo è un comma che pare scritto in un mondo diverso dalle Marche. Perché, ve lo leggo: "Nell'ambito della rigenerazione territoriale, se previsto dalla componente regolativa del PUG, sono consentiti interventi di totale demolizione di edifici ubicati nel territorio extraurbano del sistema agricolo-ambientale - intanto bisogna che uno mi definisca il sistema agricolo-ambientale, perché, se tu non me lo definisci, io, geometra di campagna, mi vedo questo comma e non capisco che significa - non utilizzati da almeno 5 anni, non sottoposti a tutela e non aventi valore storico-architettonico, culturale, identitario e documentario, con recupero della capacità edificatoria ai sensi del comma 8. Fermo restando il rispetto di quanto previsto dal comma 2, tali interventi sono ammessi purché gli edifici da demolire siano in stato legittimo ai sensi del DPR 380/2001".
Allora, io dico: ma chi ha scritto questa norma un permesso di costruire l'ha visto mai? No, per sapere. Perché credo che i geometri dei Comuni si sganasceranno dalle risate quando leggeranno questa norma, perché queste sono cose fuori dal mondo, questa è roba da Monopoli.
Intanto mi dovete dire quali sono gli edifici nel territorio extraurbano del sistema agricolo-ambientale, che già non è definito, dismessi, non sottoposti a tutela e che sono così incongrui rispetto al paesaggio delle Marche. Dove stanno?
Ho chiesto ai Consiglieri di maggioranza di farmi sapere se esistono gli ecomostri nei loro Comuni di provenienza nelle zone agricole, che abbiano destinazione agricola, non destinazione artigianale o fatti col SUAP. Io non ne vedo, quindi questo non ha senso.
Poi: "Tali interventi sono ammessi purché gli edifici da demolire siano in stato legittimo". Allora, se l'edificio deve essere soltanto demolito, cari miei, se non è legittimo è proprio quella la fine che deve fare. L'edificio non legittimo, la legge prevede che i proprietari lo demoliscano se non può essere sanato. Questa è una legge che non ho inventato io. Viceversa, se è legittimo, non ha senso questa norma.
Allora, che la scriviamo a fare questa roba? Per far vedere che siamo bravi? Invece si dimostra con chiarezza la non competenza, perché non si sa se esiste una fattispecie o l'altra. Non c'è una via di mezzo nella quale può intervenire la legge. Però voi ce la mettete.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Non partecipo al voto, però devo parlare su questo e mi scuso in anticipo, in questo caso, se dovessi dire qualche inesattezza, però lo voglio fare a voce alta.
Oltre a quello che diceva la Consigliera Casini, qui si dice che nell'ambito della rigenerazione urbana sono consentiti interventi di totale demolizione con recupero della capacità edificatoria. Ma questo si può fare anche adesso, al 100%.
Ma sapete come è scritta la norma? Che adesso non è vero che devono essere inutilizzati da almeno 5 anni. Sapete che significa questa norma, oltre a quello che vi dice la Consigliera Casini, oltre al fatto che c'è una minore capacità edificatoria? Il punto è che voi con questa norma dite che oggi si possono demolire tutti e si recupera la capacità edificatoria purché non siano sottoposti a tutela, eccetera. Domani, dopo questa legge si potrà fare solo per quelli non utilizzati da almeno 5 anni.
Questa cosa l'avevo già notata quando ho letto la legge. Ovviamente non ho fatto in tempo a fare gli emendamenti, ve l'ho detto, perché l'avete iscritta d'urgenza. Ne ho fatti 160, ne ho firmati 350, che devo fare? Però è un assurdo.
Poi c'è un altro aspetto. Guardate la confusione che create con queste norme: "Fermo restando il rispetto di quanto previsto dal comma 2, tali interventi sono ammessi purché gli edifici da demolire...". Fermo restando il rispetto... c'è bisogno?
Il comma 2 è quello che volevo modificare e sul quale ci avete fatto gli emendamenti. Riguarda gli interventi di rigenerazione urbana che devono essere attuati nel rispetto del PPR, in conformità al PPR e al D.Lgs. 42/2004. Ma se non sono sottoposti a tutela, che bisogno c'è di indicarlo?
Dico una cosa: se ci arrivo io, che non sono un cultore dell'urbanistica per mestiere, sono avvocato, però ci arrivo da avvocato, questa norma crea un sacco di problemi e un sacco di confusione.

PRESIDENTE. Emendamento 25/11. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/12 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Il Consigliere Cesetti dice una cosa giusta, ma vorrei ricordare a chi non ha molta dimestichezza che il 42/2004 non vieta le nuove costruzioni, non vieta gli ampliamenti, non vieta nulla. Il 42/2004 non pone divieti, sottopone l'intervento all'autorizzazione paesaggistica, quindi è inutile che noi ripetiamo questa papocchia delle conformità.
Non c'è problema, perché il 42/2004, l'ho detto prima, stabilisce degli ambiti di tutela che derivano dalla legge 1497 del '39 e dalla 431 dell'85, detta Legge Galasso. Poi nelle Marche abbiamo anche i Galassini, che sono decreti regionali di tutela.
In questi ambiti, che non sono ancora vestiti, ma lo saranno, a oggi si deve chiedere l'autorizzazione paesaggistica. Quando ci sarà il PPR, chi prepara la relazione per l'autorizzazione paesaggistica si atterrà ai criteri che per ogni zona verranno indicati.
Detto questo, a parte che chi ha scritto il comma 7 dovrebbe andarsi a vedere il Regolamento edilizio tipo, perché è stata scritta la "superficie pavimentata". Ora, sono anni che esiste un Regolamento edilizio approvato dalla Conferenza delle Regioni e dalla Regione Marche...

(interventi fuori microfono).

Anna CASINI. Se i dirigenti devono parlare vadano al bar.

(interventi fuori microfono)

Anna CASINI. No, smettila tu! Smettila tu! Hai rotto le scatole. E basta! Avete scritto uno schifo e parlate pure, ma state zitti! E’ da ieri, basta!
Io ho il diritto di parlare e lei deve tacere quando parlo, per cortesia, evitando di insultare. Io parlo fino a domani; per me parlare di urbanistica fino a domani è una cosa che mi mette gioia, sappiatelo.
(intervento fuori microfono)
Anna CASINI. Consigliere Ciccioli, rimaniamo tutta la notte, lei ed io. Non ho minimamente paura di questo. Non si preoccupi.
Il Consigliere Ciccioli, giustamente, prende ed esce. Non gli interessa, esce. Non disturba.
Approfondire questi temi è faticoso. Capisco che chi non ha neanche letto la legge si annoi, ma ci sono scritte cose che impatteranno...

PRESIDENTE. Facciamo silenzio. Ho dato un minuto in più alla Consigliera Casini.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Faccio finire l’intervento, poi assumo dei provvedimenti. Prego.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Così non possiamo andare avanti, sospendiamo la seduta, ci calmiamo e riprendiamo tra 10 minuti, alle 11:15.

La seduta è sospesa alle ore 11:05

La seduta riprende alle ore 11:20

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta del Consiglio vi prego di riprendere posto in Aula. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. In questo comma, per fortuna, è stata tolta una cosa che veramente era imbarazzante: era stata utilizzata come parametro la superficie pavimentata. Ora, voglio dire, sono anni che nella Regione Marche e in Italia esiste un regolamento edilizio che definisce la superficie utile, la superficie coperta, la superficie lorda. Allora, questo comma, oltre al fatto che non sono d'accordo nella definizione di rigenerazione urbana, perché quelli che vengono descritti sono interventi puntuali, nelle Marche non li vedo, ma potrebbe accadere che in un Comune ci sia un edificio, un cementificio, un vecchio manufatto produttivo dismesso, che possa avere bisogno di essere riqualificato. Ma quello è un intervento puntuale che, secondo la normativa vigente italiana, dovrebbe essere recuperato con un piano di recupero e quindi, magari, in variante urbanistica, stabilendo indici e parametri. Farlo invece in maniera così generalizzata su tutta la zona agricola ci sembra poco produttivo.
La cosa che non si capisce è per quale motivo le aree degli edifici demoliti vengano assoggettate a interventi di completa riqualificazione ambientale e rinaturalizzazione. Cioè, non si capisce perché, se io ho un edificio incongruo, lo debba demolire e rinaturalizzare e non possa invece riqualificarlo in altro modo, visto che nella norma precedente avete detto che si possono usare indici, parametri e destinazioni urbanistiche diverse.
"In caso di destinazione assimilabile a quella abitativa". Ora io vi chiedo che cosa sia, quale sia la destinazione assimilabile a quella abitativa. Vorrei che mi spiegasse, Consigliere Assenti, che significa una destinazione assimilabile all'abitativa? Una stalla tipo presepe? O è residenziale o è residenziale. L'antidoping lo farei fare a chi ha scritto la norma.
Poi, con un limite di 1.000 metri quadri che, moltiplicato per un'altezza di 4 metri, considerando i solai, sono 4.000 metri cubi in zona agricola. Alla faccia della riqualificazione. La componente regolativa stabilisce le destinazioni d'uso ammissibili e quindi già abbiamo previsto che noi possiamo demolire, ricostruire da un'altra parte fino a 1.000 metri cubi. Non si capisce perché.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Innanzitutto, quando noi parliamo non lo facciamo per ascoltarci o per perdere tempo. Abbiamo visto che non vogliamo perdere tempo. Più avanti, se vedete, c'è un emendamento, un articolo aggiuntivo del Presidente Latini. Sono due pagine. Volendo fare lì 300 emendamenti non ci vuole niente. Non li faremo, ma parliamo affinché resti agli atti.
Ad esempio, che cosa deve restare agli atti? Adesso ho detto al mio collaboratore di registrare questi interventi, non è che me li voglio riascoltare per sentire la mia voce, ma per tornarci sopra al momento debito.
L'articolo 25 non aveva ragione di esistere. Semmai era sufficiente il comma 1 e il comma 2 modificato, come avevamo chiesto noi. Per quale motivo? Bastava dire che gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale, come avevamo scritto nell'emendamento, sono individuati e attuati nel rispetto del PPR, in conformità del PTR e del PTCP. Perché dobbiamo lasciare l'autonomia negli interventi di rigenerazione urbana all'interno della conformità e della coerenza con i piani sovraordinati.
Non possiamo prevedere in una legge interventi puntuali o descrivere gli interventi puntuali. Questo una legge non lo fa, non lo deve fare e secondo me non lo può fare, perché così paralizzate tutti.
Allora il PPR, il PTR e il PTCP, quindi il Piano paesaggistico regionale, il Piano territoriale regionale e il Piano territoriale provinciale, delineano le linee generali, ma poi i Comuni, ad esempio nei PUG, devono essere autonomi nell'individuare gli interventi di rigenerazione urbana, all'interno di quelle linee ben definite, di quella coerenza e di quella conformità.
Questo è il punto. Altro non serve. Questo è quello che bisognerebbe fare, non scrivere un articolo di quattro pagine, non so di quanti commi, per descrivere tutti questi interventi puntuali che, peraltro, si possono fare anche oggi.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Emendamento 25/12. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/13 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Una breve chiosa sul comma precedente, per far capire che, insomma, chi l'ha scritto ha un po' le idee confuse.
Parliamo di 1.000 metri cubi, parliamo di cambi di destinazione e poi, alla fine, si scrive la frase che cancella completamente tutto ciò che è stato detto: "Fermo restando il rispetto dei limiti di cui all'articolo 7 del D.M. 1444 del '68". Ma quando si scrivono le norme, prima le scrivete e poi le cancellate? Cioè, la norma si autocancella. C'era un pupazzetto, quando era piccolo mio figlio, che aveva un timer e poi si autodistruggeva.
Gli interventi di cui ai commi 7 e 8, che io ho chiesto di cancellare, sono ammessi a condizione che le superfici permeabili finali ottenute in seguito alla rinaturalizzazione delle aree abbiano un'estensione maggiore di quelle iniziali, calcolate in modo complessivo sull'area interessata dalla demolizione e sul sedime oggetto di ricollocazione.
Ora, qualcuno avrà capito da qui, cosa che avevo detto prima, che si prende un manufatto, si demolisce, si sceglie un'altra area, sempre in zona agricola, e si insedia lì il manufatto; dove c'era il manufatto, invece, si coltivano le patate. Invece di coltivarci le patate, visto che quella zona è già compromessa, perché non fare un piano di recupero puntuale laddove c'è la compromissione eventuale? Perché, ripeto, io non ne vedo nelle Marche di aree di questo tipo.
Poi c’è lo spettro del PPAR e del 42/2004. Il PPAR o ammette o non ammette l'intervento e non c'è nessun PUG che lo possa modificare. Quindi il PPR, quando sarà redatto, dirà: qui si può costruire, qui non si può costruire, punto e fine. E non ci sono esenzioni, che voi non prevedete neanche per le opere pubbliche. Quindi non ci sono esenzioni: quando entra in vigore è immediatamente cogente, punto. Vi chiedo delle scale adeguate per i Comuni e fine.
Per il 42/2004, invece, non si vieta alcun intervento, neanche i grattacieli, purché siano sottoposti ad autorizzazione paesaggistica. Quindi, per quale motivo ripetete sempre le stesse cose?
Non credo che la differenza tra le due procedure sia chiara a chi ha scritto questa legge. Ho il dubbio, il sospetto, che non sia chiara.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso, Presidente, ma deve restare agli atti, perché vi dovete assumere la responsabilità di tutto questo.
Io dico una cosa: ma come si fa a scrivere queste cose? Il PUG, nel momento in cui … e quindi gli interventi di rigenerazione urbana delineati dal PUG e nel PUG, tra l’altro è lì che li devi fare, e solo quando sono individuati nel rispetto del PPR e in conformità al PTR e al Piano territoriale di coordinamento provinciale... Una volta che fanno questo, devono poter fare quello che vogliono. Voi non gli potete dire in modo puntuale che "sono ammessi a condizione che le superfici finali ottenute in seguito...".
Se il Consigliere Assenti, che è un avvocato oltre a essere un legislatore, capisce quello che ho detto poc'anzi, è tranquillo, perché domani, in caso di un'impugnativa al TAR o di una controversia, che cosa si andrà a valutare? Si andrà a valutare il rispetto del PPR e la conformità al PTR e al PTCP. Finito.
Questo è ciò che deve fare l'interprete quando decide, ad esempio, un giudice in una controversia. Questo è ciò che deve fare un avvocato quando consiglierà il suo cliente. Questo è ciò che deve fare il Comune quando redige lo strumento urbanistico.
Se invece gli dite tutto quest'altro, capite che si presta a un'infinità di interpretazioni? Questo è il punto.
Il comma 9 si presta a interpretazioni così difformi tra loro che non ne usciamo. Questo creerà non solo incertezza, ma andrà a paralizzare l'attività, perché il Sindaco dirà: "Ma abbiamo rispettato tutto questo?". E pure il dirigente, che ha paura magari dell'azione di responsabilità da parte della Corte dei conti.
Sapete qual è il problema? Ve lo dirò successivamente, perché questo può essere fonte di responsabilità. Nell'intervento successivo vi illustrerò una questione concreta sull'azione di responsabilità da parte dei funzionari e dei dirigenti.

PRESIDENTE. Emendamento 25/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ma se noi, per realizzare gli standard, privilegiamo, come è scritto in un articolo che abbiamo letto ieri, la perequazione urbanistica, per quale motivo dobbiamo andare a incastrare queste procedure, per cui abbiamo detto, quello sposta il manufatto, può fare il 40%, solo 4.000 metri cubi se è industriale o artigianale, che magari possono essere pochi, se è una stalla può essere poco, dipende? Che significa, che senso ha? Come quelli che scioccamente mettono le altezze nelle zone industriali. Ma l'altezza è importante nelle zone industriali? Non ci sono i solai. Se mi serve un layout alto 9 metri, faccio un'altezza di 9 metri. Siamo al Mesozoico.
Il Comune queste aree, che non si sa chi le deve lasciare, di cui al comma 8, le può usare per la realizzazione di dotazioni urbanistiche e territoriali e, fino a qua, potrebbe andare anche bene. Ma, udite, le può riassegnare, mediante una gara, chiaramente, all'uso agricolo. Cioè, da una zona agricola, che è un'area compromessa, sposto quello che c'è, comprometto un'altra area, spendo dei soldi per rinaturalizzare quella zona agricola e poi la posso ridestinare a zona agricola. Ma allora riqualifica quello che avevi già compromesso. Per quale motivo vai a compromettere un'altra area?
Si dice: perché magari il PPAR non me lo consente. Ripeto: il PPAR te lo consente, perché il PPAR avrà, mi auguro, delle esenzioni e, se non ce le metterete almeno per le opere pubbliche, saranno problemi degli abitanti delle Marche. Ma non posso fare la suffragetta, anche perché non ho l'età, e quindi sarà un problema vostro.
Nel caso in cui ci sia il 42/2004, vorrà dire che si acquisirà un'autorizzazione paesaggistica, come sempre si fa dal 1939, perché la norma è identica. Allora, se la roba del 1939 in questa Regione ancora non si è capito come funziona e se torniamo alla pubblicazione dei piani, con le pubblicazioni della 1150/1942, probabilmente di innovativo qui dentro non c'è assolutamente nulla.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo in dissenso. Voglio solo far notare una cosa. Al di là di sostenere e di essere d'accordo con i miei Consiglieri rispetto a quello che stanno evidenziando, a me sembra che questa proposta di legge sia della Giunta.
In questo momento è presente l'Assessore Saltamartini, che giustamente è sempre presente. Probabilmente non l'ha mai letta, giustamente. Voglio fare i complimenti al Consigliere Assenti e al Consigliere Serfilippi, che stanno difendendo una legge, che non è loro. Questa legge è una legge di iniziativa della Giunta regionale.
Io mi aspetterei che, al posto dell'intervento del Consigliere Assenti o del Consigliere Serfilippi, l'Assessore competente fosse qui per difendere la sua legge. Ma sarà normale che i Consiglieri Assenti e Serfilippi siano qui a sostenere una norma della Giunta? Oltre ad averla modificata per cercare di renderla quanto più possibile sostenibile, applicabile e altro. Sono cinque giorni che parlano i Consiglieri e non l'Assessore che l'ha presentata. Siamo all'apoteosi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Presidente, insisto. Ripeto anche qui, brevemente, che non ho fatto emendamenti perché tanto sarebbe stato inutile, oltre a non aver avuto tempo.
Mi rivolgo anche qui al Consigliere Assenti. Guardi che questo articolo creerà dei problemi sul territorio, paralizzerà tutto. Qui erano sufficienti i primi due commi, scritti meglio.
Voglio citare un esempio. Ovviamente non dico dove. Mi sono occupato di una vicenda riguardante funzionari di un ente pubblico e di un fatto di rigenerazione in un Comune del maceratese, per un'azione di responsabilità, poi andata bene per fortuna, anche per bravura loro più che dell'avvocato, promossa dalla Corte dei conti per, pensate bene, un vincolo che non era stato rilevato dalla Soprintendenza inizialmente, ma che è stato rilevato successivamente, quando già il progetto era stato approvato e l'intervento in parte era stato attuato: era stato demolito un campo sportivo per farci una scuola.
Successivamente quel vincolo è stato rilevato per una diversa interpretazione. Quelli si sono dovuti difendere davanti alla Corte dei conti per una responsabilità di 700.000 euro. Poi è andata bene, ma hanno sostenuto la pena del processo, le spese, eccetera. Perché? Per una cattiva interpretazione.
Voi capite che, di fronte a una norma del genere, chi è il funzionario, il dirigente, che firma un atto che si presta a non so quante interpretazioni? Queste norme paralizzano tutto.
Consigliere Assenti, lo riscriva. In questo articolo sulla rigenerazione urbana erano sufficienti il primo e il secondo comma, scritti meglio. Non facevano confusione, non ledevano l'autonomia, rispettavano tutto, garantivano la rigenerazione urbana perché, nel rispetto della legge e dei piani sovraordinati, il Sindaco e il Comune la rigenerazione urbana la fanno come pare a loro, non come dite voi, ma all'interno dei piani sovraordinati e nel rispetto della legge.

PRESIDENTE. Emendamento 25/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Biancani, Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 25/15 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 25/16 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 25, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Molto è stato detto su questo articolo, ma io chiedo alla maggioranza di cassare i commi che abbiamo citato perché sono pericolosi, anche per gli eventuali contenziosi, oltre che scritti male.
Ripeto: scrivere: "superficie pavimentata" non è italiano, perché in Italia il Regolamento edilizio tipo, che è stato approvato con un'intesa dalla Conferenza Stato-Regioni ed è stato poi recepito da tutte le Regioni, è in vigore da tantissimo tempo e stabilisce quali siano i significati, per esempio, della superficie lorda, della superficie territoriale, fondiaria, delle altezze, eccetera.
Oltretutto qui si innescano dei meccanismi di pseudo-compensazione che non si capisce come vengano, tra l'altro, realizzati. Interventi su edifici che non hanno la conformità dal punto di vista del 380, e non ne vogliamo neanche parlare qui perché è competenza dei Comuni verificare gli abusi e farli demolire o, se del caso, sanarli.
Limiti di 1.000 metri quadri: non si capisce perché, in base a quale criterio, in zona agricola uno debba realizzare delle destinazioni diverse da quelle ammissibili e, tra l'altro, con un indice che non esiste, perché 1.000 non significa nulla. Può essere troppo, può essere poco. Poi 1.000 metri quadri con quale altezza? Nelle zone agricole ci sono delle altezze che sono comunque stabilite, quindi non si capisce per quale motivo.
E poi, alla fine, la chicca delle chicche: tutto deve essere comunque conforme al 1444. Quello che scrivete sempre. Voi scrivete come nella favola della ricottina. C'era una signorina che andava al mercato e aveva una ricottina in testa e pensava: venderò la ricottina, con la ricottina comprerò delle uova, con le uova le galline, con le galline le pecore, con le galline le mucche. Alla fine aveva comprato un castello. Inciampa, cade la ricottina, fine di tutto.
È la stessa cosa, perché voi scrivete il castello con la ricottina. Alla fine inciampate nel 1444 e nell'articolo 33, comma 17, che poi vedremo, mettete: il Piano casa si applica, ma nel rispetto del 1444/68. E non dite i distacchi e le altezze, dite anche l'indice.
Ma siete proprio sempliciotti, perché l'indice ce l'hanno tutti superato in zona agricola. Non c'è una casa che non l'abbia sfruttato, perché c'è stato un frazionamento delle proprietà.
Consigliere Assenti, io parlo di quello che sta scritto nella legge. Se poi lei fa degli emendamenti perché si è reso conto di aver scritto delle baggianate, io sono solo che contenta.

PRESIDENTE. Articolo 25, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 26. Ci sono 6 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. O voi avete in mente qualche caso particolare, oppure io non capisco perché questa norma viene scritta.
Non solo noi consentiamo gli incentivi di rigenerazione urbana, ed è anche giusto, ma poi noi prevediamo... Cosa immaginate voi quando pensate alla rigenerazione? Una cosa più bella, una cosa più verde, una cosa più comoda, una cosa più bella dal punto di vista architettonico, un luogo dove si vive meglio rispetto ad altri. No. È un luogo dove, se qualcuno vuole fare la riqualificazione, si può prevedere l'esenzione dell'obbligo della dotazione urbanistica. Riqualifico ma ti faccio la metà degli standard. Quindi ti faccio metà parcheggi e metà verde pubblico. Quindi non riqualifico, perché se non mi dai neanche il minimo sindacale... Però il PUG può consentire e agevolare usi temporanei. Adesso mi dica cosa c'entra nella rigenerazione urbana l'uso temporaneo. L'uso temporaneo significa... Ma non sta in zona agricola, per esempio, uno chalet, al nord si chiamano stabilimenti balneari. Quelli sono provvisori/permanenti, nel senso che nei piani di spiaggia sono tutti provvisori, non ci possono essere fondazioni eccetera; in realtà sono tutti di cemento fondati, lo sappiamo tutti. Amen, alla faccia della Bolkestein.
Da questo punto di vista, non si capisce, perché non sono zone limitrofe alle spiagge, sono zone agricole, "usi temporanei finalizzati a verificare la maggiore efficienza ed efficacia dei connessi interventi di riqualificazione dell'edificato, in funzione degli obiettivi e degli esiti attesi del PUG". Ora, gli esiti attesi sono quelli della VAS, però qui si fa un po' di confusione e li mettiamo pure nel PUG.
"Le medesime finalità dei PUE e degli AO di cui all'articolo 16 possono prevedere usi temporanei". A chi stiamo facendo le marchette? Io mi domando, e lo dico proprio con chiarezza, a chi servono? Siccome dedichiamo un intero articolo agli usi temporanei, che sono stabiliti per norma nazionale e regionale, mi chiedo a chi serve questa roba. Cui prodest tutto questo?
Perché non è comprensibile. Perché, qualora sia necessario, sarà eventualmente il PUG che stabilisce quello che si può fare. Non stabilirlo per legge. Tra l'altro non si capisce: il PUG può prevedere, però poi ci si rimettono sia i PUE che gli AO in maniera indifferenziata, che hanno comunque due obiettivi diversi e possono essere realizzati sia dal privato sia dal pubblico.
Ma tutta questa confusione... Io capisco che la materia è complessa, però, come Arianna col Minotauro, uno si fa dare un filo da qualcuno se non è capace di uscire dal labirinto. Basta un filo. Ma qui il filo non c'è. Qua il filo si è ingarbugliato a tal punto che non sapete neanche più quello che volete.
Cioè, la visione politica, che è quella che mi interessa qui perché poi alla fine la questione tecnica è secondaria…, ma l'obiettivo politico di questa legge? Posto che abbiamo capito che non c'è nessuno snellimento, posto che abbiamo capito che c'è un accentramento legittimo da parte della Regione, che fa la legge in Regione piuttosto che nelle Province e nei Comuni, posto che avete espropriato i Comuni delle competenze, ma perché volete andare a devastare le zone agricole? Ma perché lasciate il privato libero di avere anche dei vantaggi enormi qualora decida di investire su un'area? Ma abbiamo veramente bisogno di costruire ancora sul costruito? Ma abbiamo bisogno di andare a toccare le aree agricole? Ma abbiamo bisogno di scrivere una legge per fare i gazebo?
Consigliere Assenti, le opere temporanee sono i gazebo. Ma facciamoli i gazebo, ma non c'è bisogno di scrivere un articolo di legge, perché non è una cosa decorosa.
È una legge di 36 articoli. Ma è possibile che uno degli articoli sia dedicato appositamente alle opere temporanee?
Mi dispiace Presidente, mi ha guardato brutto, anche a ragione, ma a me il dubbio legittimo viene. Perché un articolo su 36, Presidente, di una legge regionale che contiene solo 36 articoli — le altre sono tutte superiori a 100 — mi fa venire il dubbio che ci sia qualche caso particolare nelle Marche. È un dubbio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Condivido tutto quello che ha detto la Consigliera Casini, meno una cosa: quella che questa sia una marchetta per qualcuno. Perché, se è fatta così, più che una marchetta è una polpetta avvelenata, perché, come è scritta questa norma, nessuno autorizzerà mai un intervento del genere.
Diceva la Consigliera Casini, e anche questo condivido, che la materia è complessa. È vero. Ma non può essere ulteriormente complicata dalla legge che, invece, la dovrebbe semplificare e snellire.
Quante volte abbiamo sentito parlare, in questi ultimi tempi, della burocrazia che blocca lo sviluppo e paralizza anche la messa in sicurezza dei territori? Pensiamo alla Valle del Misa, devastata da quella tremenda alluvione, dove gli interventi erano tardati ad arrivare per procedure farraginose, permessi e via dicendo. Allora, c'è la necessità di snellire, non di complicare.
Consigliere Assenti, lei è un avvocato, questo lo capisce meglio di me, come lo capisce il Presidente Latini, perché siamo avvocati, che poi sono quelli che gestiscono, anche se non decidono, le controversie.
Una legge come questa si presta... Dice: "In attuazione dell'articolo 23 il PUG può...". Addirittura "può". Vedete, quando voi scrivete "può", chi è il dirigente che propone un atto del genere? Qual è il Consiglio comunale che adotta un atto del genere, quando scrivete "può"?
Dietro al "può" c'è la facoltà. Ma la facoltà è la possibilità di. Però la facoltà nella pubblica amministrazione è anche indice di responsabilità, vero Segretario generale, che se non è esercitata bene e se non è esercitata nel rispetto della legge, dei principi di imparzialità, quindi non solo di legalità, ma anche del buon andamento dell'amministrazione e dell'economicità degli atti, che non devono arrecare danno… Non solo danno al soggetto terzo rispetto all'atto, ma al cittadino e anche al territorio. Perché, ad esempio, una procedura di rigenerazione urbana che crei danno al territorio è fonte di responsabilità.
Ripeto, citiamo sempre i casi personali, io cito dei fatti accaduti perché rendono bene l'idea. Noi siamo stati chiamati a rispondere di un programma di abbattimento degli storni. E pensate voi che una rigenerazione di un'ansa di un fiume o di un'area vicino al fiume, se sbagliata, non possa essere fonte di responsabilità? E quando voi parlate di consentire agevolazioni temporanee e utilizzi? Se c'è un chiosco a ridosso di un fiume, che fate, lo rigenerate e magari lo autorizzate? Se poi viene un'alluvione e crea qualche problema, chi lo autorizza è chiamato alla responsabilità.
Capite cosa c'è scritto?
Questa è la dimostrazione del perché una legge che parla di urbanistica non può essere scritta dagli urbanisti. La legge la devono fare i legislatori. Se poi c'è un avvocato, la può fare, ma solo se è capace di fare il legislatore.
Gli uffici legislativi la devono fare, non gli urbanisti o gli architetti. Perché gli architetti e gli urbanisti sanno fare bene il loro mestiere, sono bravissimi. Noi abbiamo un personale in questa Regione eccezionale, tutto. Ma non possono scrivere le leggi, perché non le sanno scrivere. Non si può scrivere una legge col compasso. Col compasso si fanno i disegni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Velocissimo, anche perché sugli emendamenti poi interverranno spesso i miei colleghi.
Voglio evidenziare quello che, in qualche modo, hanno già evidenziato i miei colleghi: il fatto che, quando si fa una rigenerazione urbana, che per definizione vuol dire riqualificare e, ovviamente, riqualificare vuol dire non solo fare un edificio più bello, ma migliorare le condizioni per la comunità, cioè dare quei servizi pubblici che possono essere i parcheggi, possono essere qualsiasi cosa, il Comune potrebbe ridurre gli standard pubblici.
Secondo me la riduzione degli standard pubblici è sbagliata. Dall'altra parte, la Regione decide che il contributo di costruzione può essere ridotto del 20%, cioè decide sulle risorse dei Comuni. L'avevamo già detto. Quindi questo è un obbligo. Noi facciamo i conti con le tasche degli altri.
Non è il primo comma o il primo articolo che prevede la possibilità di riduzione degli oneri, anche fiscali. Secondo me è un errore, perché andiamo a ridurre ulteriormente le risorse che possono essere messe a disposizione delle amministrazioni comunali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Vorrei fare una considerazione generale sull'articolo 26. Voi avete letteralmente massacrato, ma non solo a livello formale e stilistico, l'articolo che riguarda la rigenerazione urbana e territoriale. Lo avete massacrato da tutti i suoi punti di vista, non tenendo in debito conto quello che la rigenerazione porta e apporta in più a questo territorio.
Non c'era, non c'è stata. Noi abbiamo fatto un accenno, un anno fa, al concetto di rigenerazione. Quindi non c'è stato un accenno positivo.
Siamo in una materia complicata, complessa e difficile da capire, nella quale ci sono dei segni positivi di risveglio, nel senso che questa materia viene trattata in maniera completamente diversa rispetto all'universo mondo di prima. Ci sono dei passaggi giuridici nazionali nuovi che non permettono interpretazioni stellari.
Stiamo facendo una legge nuova, perché così è, e voi la state massacrando da un punto di vista formale e interpretativo, quando non accennate minimamente agli effetti positivi che questo articolo, questo articolato e questa legge produrranno. Per noi li ha. Poi la facoltà, il "può" che viene assegnato al PUG, deve essere visto come una facoltà riconosciuta, come un vantaggio, non come un obbligo indotto oppure come una limitazione. Non è così.
Il "può" inserito sul PUG significa che è un'accezione di programmazione in più che la Regione e quindi il Comune possono avere.
Poi non torniamo sulla Conferenza di servizi, ci torneremo dopo, però sono tutte questioni innovative che riusciamo a portare e voi non fate la benché minima apertura anche sulla definizione del concetto. Siete chiusi, arcaici, peggio del '29. Questo è il ragionamento che cerchiamo di capire.
Voi avete preso come strumento operativo di lotta politica, di battaglia politica, quello di smontare riga per riga l'articolato. Signori, abbiamo capito che l'articolato non vi piace. Entriamo sui contenuti, perché se anche il contenuto è da buttare via …, che io non condivido, noi non lo condividiamo, perché è l'esatto contrario di quello che dite voi, è il contrario, l’opposto.
Noi la impostiamo in questo modo, cambiando gli acronimi, non è più come abbiamo detto, cambiando tutto, però abbiamo dato una risposta reale e concreta a quello che si è iniziato a paventare già da tempo e lo vedremo ancora meglio sull'articolo 33, sugli effetti del Piano Casa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Gli interventi del Consigliere Assenti sono sempre puntuali, e non lo dico ironicamente. Anzi, voglio attestare in questo passaggio, nei suoi confronti, al di là delle opinioni diverse, un grandissimo stile. Quindi ho molto apprezzato il suo lavoro e anche il modo in cui lo ha portato avanti.
Sull'intervento, certo, sarebbe interessante capire perché usa una sottigliezza il Consigliere Assenti, quando dice, nella sostanza: "Ma scusate, voi ci avete massacrato sotto il profilo letterale e sotto il profilo sostanziale, cercando di individuare esclusivamente le cose negative e non avete parlato di contenuti, ma soprattutto non avete individuato gli effetti positivi". Se ho interpretato bene il suo intervento, è un sottile intervento argomentativo. La risposta che non dà il Consigliere Assenti, però, è che cosa si intende per effetti positivi, perché è la chiusura del cerchio.
È evidente che di effetti positivi, almeno dal nostro punto di vista e dal grande lavoro che hanno messo in campo i Consiglieri regionali del Partito Democratico, che hanno lavorato su questo, non ne vediamo molti.
Io cito solo due argomenti, poi nel corso degli ulteriori interventi, magari verso la fine, proverò anche dal mio punto di vista a fare una sintesi.
Consigliere Assenti, una legge nuova sull'urbanistica deve avere chiaro l'obiettivo principale alla luce di una fotografia attuale, non solo dello stato del territorio, ma, è evidente, del quadro complessivo.
Voi nella legge non fate riferimento per niente ai valori ambientali. Questo è un dato di fatto. Non lo scrivete, non lo indicate, non richiamate l'articolo 9 della Costituzione. La grande novità che fate non fa riferimento al PRAC, al provvedimento che l'Assemblea legislativa ha approvato il 23 marzo 2023, che fa seguito alla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e che avrebbe dovuto avere un'ulteriore articolazione nella Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. Perché se noi sganciamo la legge urbanistica dall'ambiente, significa che ragioniamo con lo stesso spartito, con la stessa codificazione che sta indietro.
Questo è uno degli elementi caratterizzanti, a mio modesto parere.
E aggiungo: non è una legge nuova, è una legge vecchissima, Consigliere Assenti. È una legge vecchissima perché voi centralizzate, riportate tutto al centro della Regione.
Non voglio fare cattivi pensieri, non li voglio fare, anche se verrebbero spontanei, ma mi dite perché intendete ricaricare sulla Regione Marche, sull'ente che dovrebbe invece fare gli indirizzi, tutto ciò che attiene agli strumenti urbanistici più locali, più territoriali? È un tornare indietro. Ecco perché dico: che cosa intende per migliore? È peggiore.
Ci sarebbero altri elementi, ma mi faceva piacere sottolineare questo, perché stamattina c'è un articolo nazionale, del quale il Governo delle destre si dimentica, nella legge di bilancio, un argomento centrale segnalato da tutti: c'è una dimenticanza consapevole di tutto ciò che attiene al rispetto e alle problematiche ambientali.

PRESIDENTE. Emendamento 26/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. È soppresso perché l'esenzione dalla realizzazione delle aree standard, secondo noi, è un ossimoro rispetto alla riqualificazione urbana.
Detto questo, voglio ricordare al Consigliere Assenti che non è che noi siamo venuti dalla montagna con la piena, prima di lei, e abbiamo ancora le foglie autunnali addosso. Le do alcune indicazioni, magari l'ufficio non gliel'ha detto, Gliele dico io.
Legge regionale 23 novembre 2011, n. 22, "Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile, assetto idrogeologico e modifica alla legge 34", si inseriscono i concetti di riqualificazione urbana e sostenibilità.
Legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22, "Riavvio dell'attività edilizia al fine di fronteggiare la crisi economica e promuovere tecniche di edilizia sostenibile".
Legge regionale 20 aprile 2015, n. 17, "Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia edilizia".
Legge regionale 23 novembre 2011, n. 22, "Norme in materia di riqualificazione urbana" e di modificazione della norma precedente.
Quindi non è che oggi lei viene qua, ci definisce la riqualificazione e ci dice: abbiamo questo rinnovamento, un'innovazione assoluta. La riqualificazione è consentita nella Regione Marche ed è non solo consentita, ma incentivata dal 2011. Non c'ero neanche io, quindi sono 12 anni che si parla di questo e che è stato definito.
Tornando poi al discorso che si faceva sulle questioni delle definizioni, le ricordo, così lo ricorda anche agli uffici, che l'intesa di cui parlavo prima, nella quale è stato stabilito e ricordato cos'è il vincolo idrogeologico, perché voi ne parlate tanto... Cos'è il vincolo idrogeologico, Consigliere Assenti? Cosa riguarda? Ne ha parlato quattro o cinque volte con contezza e io penso che lo sappia.
Il vincolo idrogeologico è "Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e foreste". Non riguarda il dissesto idrogeologico, come viene scritto e detto in questa legge.
Quindi, ricorderei l'Intesa approvata il 20 ottobre 2016 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 del 2016, dove c'è uno specchietto con le definizioni. Basta andarle a leggere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Mi scuso con voi, però è necessario che questo resti agli atti.
Il Consigliere Assenti non è puntuale. Sa esserlo, se vuole, e molto, tra l'altro, perché ha anche il dono della sintesi. Io ci lavoro in Commissione. Ma qui non è puntuale, anzi è confuso, perché si è fatto travolgere dalla confusione di questa legge.
Una legge urbanistica, Consigliere Assenti, non la possono scrivere, lo ripeto, gli architetti o gli ingegneri, perché una legge urbanistica deve dire agli architetti e agli ingegneri quello che devono fare nell'ambito della loro autonomia di pensiero, ovviamente, ma nel rispetto della legge. Deve dire a loro quello che devono fare e allora non se la possono scrivere da soli, anche perché non lo sanno fare. Non possono saperlo fare, perché loro sono i destinatari di quella norma.
Quando il Consigliere Assenti dice, e questo è vero, che prima di noi non si faceva la rigenerazione urbana, ma di che parliamo?
Qui c'è il Consigliere Putzu. L'ex FIM di Porto Sant'Elpidio non è forse una rigenerazione urbana, una riqualificazione, chiamatela come volete? Io parlo di cose concrete. Voi blaterate chiacchiere, io parlo di cose concrete.
Da Presidente della Provincia ho fatto l'accordo di programma per l'ex FIM di Porto Sant'Elpidio, che come sapete costituisce variante urbanistica. L'ho fatto nel 2012, non ricordo di preciso, ma comunque prima di venire qua. Lì non si è riusciti a fare nulla. Sa perché, Consigliere Assenti? Proprio per l'interdizione di quelle Soprintendenze che voi mettete dappertutto.
Con questa norma, con questa legge, nessun Presidente di Provincia vi firmerà l'accordo di programma per una riqualificazione come quella, perché è una norma che crea, nella migliore delle ipotesi, una confusione immane.
Quindi, io so di cosa parlo, perché l'ho fatto e l'ho fatto da Presidente della Provincia. Mi sono assunto la responsabilità di un accordo di programma, ma con questa legge non lo farei, mica voglio essere perseguito per responsabilità.

PRESIDENTE. Emendamento 26/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 26/2 a firma del Consigliere Latini. Ritirato

Emendamento 26/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Perché proponiamo di abrogare questo articolo? Perché questo articolo copia, non bene, l'articolo 23-quater del D.P.R. 380, che norma gli edifici temporanei e i manufatti temporanei, e lascia al Comune la possibilità di decidere dove consentirli e dove non consentirli, per quanto tempo, se sono privati o se vengono gestiti da privati, previa gara per l'assegnazione della gestione. Se vengono utilizzati da privati questi devono sottoscrivere con il Comune un'apposita convenzione. Qual è il problema? Che voi espropriate, pure nel caso dei manufatti provvisori, una competenza al Comune, che può decidere in maniera tranquilla di assegnarli in taluni ambiti, purché ovviamente siano - e voi non scrivete, questo ed è anche brutto - legittimi e siano stati realizzati legittimamente, ovvero vengano realizzati vicino a immobili che hanno un'autorizzazione, che hanno un permesso di costruire, eccetera. Poi il Comune, se del caso, stipula una convenzione per la gestione, ovvero stipula una convenzione con il privato che lo vuole realizzare e lo vuole mantenere per un determinato numero di anni.
Il Presidente prima mi guardava brutto, ma mi chiedo e vi chiedo per quale motivo noi mettiamo un comma nel quale copiamo, non pedissequamente ma in maniera diversa, togliendo la competenza al Comune, che non ha bisogno di un accordo di programma, che non ha bisogno di un piano attuativo per decidere se qualcuno deve aprire un chioschetto o un bar in un parco urbano. Non c'è bisogno. Perché lo sottoponete all'approvazione di PUE e di altre robe strane? Lasciate la norma che c'è. Non c'è bisogno di normare i chioschetti delle bibite, non è necessario, c'è già una legge.

PRESIDENTE. Emendamento 26/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 26/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Centro l'obiettivo: non è un esercizio difficile, basta l'attenzione. Qui è svelato l'arcano. Dice: «La Giunta regionale può definire indirizzi e linee guida per la disciplina degli usi temporanei nell'ambito di processi di rigenerazione urbana, anche attraverso l'approvazione di una convenzione tipo». Quindi, è la Giunta regionale che vuole, di fatto, commissariare tutti gli enti locali e può definire indirizzi attraverso una convenzione tipo. Poi c'è un punto: se quella convenzione tipo non viene accettata, ad esempio, dai Comuni, che cosa succede?
Con questa cosa qua, di fatto, commissariate, ma create confusione. Consigliere Assenti mi deve dire per quale motivo la Regione deve definire indirizzi e linee guida per disciplinare gli usi temporanei. Forse per quello che diceva prima la Consigliera Casini? Magari la Regione vuole mettere le mani su qualcosa, ad esempio, sui chioschi o lungo la costa? Forse può essere questo.
Create molta confusione, perché, ditemi voi, “attraverso l'approvazione di una convenzione tipo”. Con chi la convenzione? Chi firma la convenzione?
Quando feci l'Ex FIM, l'accordo di programma me lo disse la Regione, la convenzione tipo; e se io non l’avessi firmata? Se non l’avessi voluta? Allora, vi dico: almeno sopprimete questo comma, accogliete il mio emendamento, così evitate di scrivere che commissariate tutte le realtà locali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Presidente, lo faccio adesso perché avevo omesso di indicare per i commi 1, 2 e 3 le richieste del CREL che non vengono accolte e ne motivo il perché.
Il primo comma dispone obbligatoriamente che il PUG preveda la riduzione del contributo straordinario per gli interventi di riqualificazione dell'edificato e di rigenerazione urbanistica in variante o in deroga, mentre l'articolo 26 della proposta di legge n. 217 prevede una mera facoltà per i Comuni di imporre tale riduzione. Questo è per il Consigliere Biancani.
Il secondo comma detta disposizioni in contrasto con l'articolo 17, comma 4-bis, del D.P.R. 380.
Sul terzo, saranno i Comuni, nell'esercizio della funzione di pianificazione urbanistica del PUG, a prevedere simili incentivi.
Nel quarto, nell'ambito degli interventi di rigenerazione urbana, si prevede la possibilità di derogare ai limiti stabiliti dal D.M. 1444, in contrasto con l'orientamento giurisprudenziale ormai costante della Corte costituzionale, che ammette tali deroghe solo nell'ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici, comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario di specifiche aree territoriali, in attuazione del comma 1 dell'articolo 2-bis del D.P.R. 380.
Sul quinto, la monetizzazione degli standard è prevista in generale dall'articolo 21, comma 11, della proposta di legge n. 217, ma secondo modalità più rigorose.
Infine, l’undicesimo comma prevede altre forme di incentivi legate alla qualità progettuale degli interventi e non si è ritenuto opportuno accogliere tale emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 26/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 26/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Velocemente, perché quello che dovevamo dire l'abbiamo detto; poi lo faremo in dichiarazione di voto. Noi, se non è strettamente necessario, non siamo interessati a portarla per le lunghe, perché faremmo un danno a noi stessi.
Questo è un emendamento che penso possiate accogliere, perché non comporta impegni di spesa. Voi dite: "La Regione promuove e incentiva la formazione e l’aggiornamento professionale". Si aggiunge: "destinando specifiche risorse", almeno questo. Perché per fare la formazione professionale ci vogliono i soldi, quindi: "destinando specifiche risorse".
Oggi non è necessario un impegno di spesa perché è un’affermazione generica; quindi la Regione lo può fare anche dopo, può essere 1 euro come può essere 1 milione. Io penso che questa sia quasi, se vogliamo, una clausola di stile che sancisce il principio che la Regione destinerà risorse.
Credo che possa essere accolto.

PRESIDENTE. Emendamento 26/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto contrario del Consigliere Rossi sull’emendamento 26/5.

Emendamento 26/6 a firma del Consigliere Latini. Ritirato.

Articolo 26. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sì, intervengo perché la Consigliera Casini, ma anch'io l'ho ripetuto più volte, quindi intervengo anche in sua vece, mi ha dato lei il testo del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, che ci dice molto chiaramente…. Ma il bello è, guardate, che sulla rigenerazione urbana sono state usate poche parole, mentre voi avete scritto: tre/quattro pagine. È possibile? No.
Ci dice: "L'uso temporaneo, allo scopo di attivare processi di rigenerazione urbana… L'uso temporaneo può riguardare immobili legittimamente esistenti ed aree sia di proprietà privata che di proprietà pubblica, purché si tratti di iniziative di rilevante interesse pubblico o generale, correlate agli obiettivi urbanistici, socioeconomici ed ambientali indicati al comma 1".
Poi: "Il Consiglio comunale individua i criteri e gli indirizzi per l'attuazione delle disposizioni del presente articolo". Ma potete farlo voi anziché il Consiglio comunale? Voi non potete farlo, perché quello che scrivete qui vi insegna quello che significa.
Guardate, visivamente, lo dico anche al poco pubblico: hanno scritto un emendamento di tre righe sulla rigenerazione urbana, voi avete scritto due articoli che sono 7-8 pagine e non so quanti commi. È la dimostrazione di quello che non deve fare la legge. La legge mica è un disegno.
Tra l'altro, sotto il profilo della tecnica legislativa è scritto con i piedi e non può dire una cosa diversa da quello che dice la legge nazionale 380, anche perché voi la richiamate all'articolo 1, nei principi generali.
Quindi, di che stiamo parlando? Consigliere Assenti, cerchi di modificare questo articolo con solo i primi due commi, nel futuro, così la facciamo finita, altrimenti torneremo su questo. Quindi, fatelo nel futuro.
Votiamo contro.

PRESIDENTE. Articolo 26. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 27. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La perequazione territoriale, in effetti, l’avete scritta un po’ più sintetica. Avete scritto solo 1, 2, 3 commi; per la rigenerazione urbana, invece, 19 commi scritti fitti, gravidi di inutilità, gravidi di confusione, e stanno per partorire il blocco dello sviluppo del nostro territorio, della sua rigenerazione, della sua messa in sicurezza.
Quindi, con questa legge torniamo, urbanisticamente parlando, all'età della pietra, perché non facciamo più nulla. È una cosa che non si guarda.
Noi siamo contrari a questo articolo, che è la dimostrazione che avevamo ragione noi sulla perequazione urbana: qui sono tre commi, lì sono 19, scritti fitti fitti.

PRESIDENTE. Articolo 27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 28. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, lo diamo per letto. Io ho soltanto un emendamento e l'altro è della Consigliera Casini, che pure ho sottoscritto, di cui parleremo quando andremo ad illustrare gli emendamenti.
L’articolo, ovviamente, lo diamo per letto. Si parla degli accordi territoriali. Anche qui è un articolo che fa l'ennesima confusione, con il quale si va a commissariare le realtà locali. Basta dire che la chiosa finale, dopo che prevede che si possa promuovere la formazione di accordi territoriali... E perché adesso non lo possono fare?
L'ho detto prima: sull'ex Fim ho fatto l'accordo di programma. Perché non lo possono fare? Lo fanno in base alla legislazione che c'è. Però dice: "per l'attuazione delle scelte strategiche e degli assetti territoriali del PTR e del PTCP". Ma dite una cosa…, perché dovete fare questo? Perché volete commissariare?
Poi dice: "possono". Adesso non lo possono fare? Serve scriverlo? Dice: "Tali accordi possono prevedere il concorso dei Comuni". Quindi è una facoltà, Consigliere Assenti.
Che significa? Che la Regione e le Province possono fare questi accordi territoriali, che riguardano soprattutto i Comuni, perché il Comune è l'ente territoriale per eccellenza. Voi fate gli accordi territoriali tra Regione e Provincia per l'attuazione delle scelte strategiche degli assetti territoriali, del Piano territoriale regionale e del Piano territoriale di coordinamento provinciale, per le politiche di intervento a livello sovracomunale, per la perequazione territoriale, per la modifica della pianificazione.
Però dice: "Tali accordi possono prevedere il concorso dei Comuni". Come possono prevedere? Quindi Regione e Provincia fanno l'accordo per la pianificazione sovracomunale, ad esempio, fanno un accordo per il litorale adriatico nei pressi di Numana e dato che Numana e Sirolo possono essere invitati, non li chiamano; e loro stanno lì a braccia conserte e subiscono quello che fanno la Regione e la Provincia. Ma cosa raccontate in campagna elettorale al vostro popolo?
Dovete ripensarla questa cosa. Non serve questo articolo e quindi andrebbe cassato. Noi, ovviamente, voteremo contro. Però ne parliamo quando faremo gli emendamenti, per guadagnare tempo.

PRESIDENTE. Emendamento 28/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, mi rivolgo al Consigliere Bilò, perché so che è una persona ragionevole e che ascolta. Guarda caso, è l'unico, mi ci metto anch'io, di tutti noi, che è sempre stato presente e lo ringrazio perché questo è segno di rispetto, di attenzione e, se vogliamo, anche di speranza politica.
"La Giunta regionale disciplina le modalità operative per la formazione e lo svolgimento degli accordi territoriali". Cioè, il comma 1 dice che può promuovere l'accordo con la Regione e la Provincia, poi addirittura disciplina le modalità operative. Ma come si fa? Anche qui volete commissariare tutto il territorio, accentrare tutto nelle mani della Giunta regionale, perché questo è. Oggi non è così, non può essere così.
Mi rivolgo al Vicepresidente che ringrazio per la sua presenza, ma abbiate pazienza, non è possibile esautorare il Comune, che è l'ente territoriale per eccellenza, dagli accordi territoriali per lo sviluppo, la pianificazione, la rigenerazione urbana, la valorizzazione del territorio e la sua messa in sicurezza. Ad esempio, il Comune in tema ambientale è un protagonista, perché l'articolo 9 della Costituzione, che voi non avete voluto inserire all'inizio, dice che "la Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, nell'interesse delle future generazioni", la Repubblica, lo ripeto per l'ennesima volta, è lo Stato, la Regione, la Provincia, ma anche il Comune. E nella pianificazione urbanistica è soprattutto il Comune, perché l'ente territoriale per eccellenza, dotato di un territorio di riferimento che costituisce, tra l'altro, il suo patrimonio. Non soltanto un patrimonio materiale, ma un patrimonio ambientale, storico, culturale ed anche morale, se vogliamo, a differenza della Provincia e della Regione. Non potete esautorarlo ed escluderlo da questi processi di formazione.

PRESIDENTE. Emendamento 28/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 28/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 28. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Il nostro voto è contrario per le motivazioni che ha bene espresso il Consigliere Cesetti. Non riteniamo che sia necessario aggiungere altro perché sarebbe soltanto defaticante per tutti.

PRESIDENTE. Articolo 28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 29.
Emendamento 29/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La Commissione regionale di cui al comma 1 è nominata dalla Giunta regionale nel rispetto, parliamo della Commissione regionale per il paesaggio e delle Commissioni locali, delle disposizioni statali vigenti, con le modalità di cui alla legge regionale 5, eccetera, e dura in carica 5 anni.
Io vorrei sostituire in questo modo: "La Commissione regionale di cui al comma 1 è nominata dal Consiglio-Assemblea legislativa regionale, nel rispetto delle disposizioni statali vigenti e con le modalità di cui alla legislazione regionale vigente, e dura in carica 5 anni".
Scusate, la Commissione è prevista dall'articolo 29, da una legge che fa il Consiglio regionale, ma perché la nomina la Giunta? La nomina il Consiglio-Assemblea legislativa. Voi avete la maggioranza, ve la nominate, fate tutto quello che vi pare, ma almeno non sottraiamo questa responsabilità, questa prerogativa all'Assemblea legislativa.
Mi pare ovvio, no? Parliamo, appunto, della Commissione regionale del paesaggio. Noi facciamo la legge, noi approviamo il PPAR. Scusate, abbiate pazienza, come sarebbe a dire che lo fa la Giunta? Perché la vogliono fare i dirigenti? Facciamolo fare all'Assemblea legislativa. Se poi la volete far fare ai dirigenti, vi fanno qui la proposta e ve la votate. Ma questa è una cosa centrale, mi pare l'ABC.
Poi, certo, la nominate voi, perché si stabilisce "nel rispetto e con le modalità di cui alla legislazione regionale vigente e dura in carica 5 anni”, come avete fatto voi. La differenza qual è? Che noi vogliamo che la nomini il Consiglio regionale. Tutto qui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Noi siamo contrari a questo emendamento, visto che crediamo che sia corretto che sia la Giunta a nominare la Commissione regionale per il paesaggio.
Faccio presente, visto che ci avete accusato che abbiamo copiato le leggi, che, ad esempio, la vicina Emilia-Romagna, all'articolo 71, quando parla della Commissione regionale per il paesaggio, prevede che sia il Presidente a nominare la Commissione. Quindi la nostra norma è estensiva rispetto a dove governate voi.

PRESIDENTE. Emendamento 29/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Carancini, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Il Consigliere Carancini ha sbagliato a votare: favorevole, anziché contrario.

Emendamento 29/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mia nonna diceva: "Mai essere più bravi dei somari". Quindi, se qualcuno ha fatto una norma che non sta in piedi, non è che noi la dobbiamo necessariamente copiare.
Personalmente ritengo che la Giunta sia l'organo competente, ma anche il Consiglio, visto che siamo dei Consiglieri. Cicero pro domo sua. Condivido quello che ha detto il Consigliere Cesetti, però non è che, se l'Emilia-Romagna fa una cosa, a noi debba piacere per forza. Qualcuno di noi neanche ha appoggiato il Presidente dell'Emilia-Romagna al congresso, quindi non è che il PD necessariamente sia allineato da qualche parte.
Anzi, la nostra caratteristica è proprio l'eterogeneità. Noi siamo molto diversi; c'è una biodiversità, più che quella delle Marche, tra di noi. Quindi siamo tutti diversi. Infatti è difficile anche riconoscerci, non abbiamo neanche il distintivo; voi almeno lo portate.
Ognuno pensa a casa sua, visto quello che ha fatto la Lega qui nelle Marche. Guardo il povero Assessore Saltamartini: non ci sono gli Assessori Biondi e Antonini, ma insomma tre su tre è dura.
Detto questo, le Commissioni per il paesaggio sono già normate dalla legge regionale e dal 42/2004. Allora, perché non le lasciamo stare?
La nostra proposta è quella di dire: lasciamo perdere questo articolo. Lasciate le Commissioni per il paesaggio e locali, perché non è semplice per i Comuni. Attualmente i Comuni si sono assestati: c'è chi ha un tecnico competente, chi ha la Commissione, chi si fa fare il parere dalla Provincia, chi dall'Unione Montana, chi dall'Unione dei Comuni.
Perché andate a modificare questo strumento che già funziona? La finalità è sempre la stessa. Quella regionale la nomina la Giunta, quindi non c'è nessun problema. Ma per quale motivo dovete costringere i Comuni, oltre che a rifare il censimento dei fabbricati rurali e a fare una serie di adempimenti costosi e fastidiosi, anche a sconvolgere una realtà che oggi è efficace ed efficiente? Mi dovete spiegare per quale motivo, perché io non lo vedo.
Se volete cambiare la composizione della Commissione per il paesaggio, cambiatela. Avete la Giunta che la può cambiare. Cambiate la composizione. Presidente, se vuole cambiare la composizione della Commissione, cambiatela. Io lo capisco: siete voi al governo, volete che nella Commissione per il paesaggio ci siano persone diverse da quelle che ci sono oggi. È legittimo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Dico al Consigliere Serfilippi: qui non è il fatto di essere estensivi fra Presidente e Giunta. Il problema è la competenza dell'Assemblea legislativa, mi pare ovvio, perché è quella che approva il PPR, è quella che approva la legge.
Poi dico al Consigliere Serfilippi: a me resta difficile, lo vedete, fare nelle Marche quello che mi dice il partito; figuriamoci se seguo quello che dice il Presidente della Regione Emilia-Romagna. Ma come vi viene in mente? Faccio una difficoltà enorme a seguire me stesso, perché mi supero. Quando sono in attività non riesco a raggiungere me stesso per quanto riesco a dare il meglio di me. Vado oltre me stesso.
Se è vero che noi non ci riconosciamo, voi vi state perdendo e rischiate di perdervi, perché chi non si riconosce può fare un tratto di strada insieme; chi si perde lascia indietro qualcuno. E voi vi state perdendo. Lo vedremo alle prossime scadenze elettorali. Qualcuno no, ma qualcun altro si sta perdendo. Anche qui segniamo una differenza tra il noi e il voi.
Comunque, ripeto, io ero convinto di quella norma. Secondo me avete perso un'occasione ed anche lì vi siete persi voi stessi, perché avete abdicato alle vostre prerogative non votando il mio emendamento per consegnarlo nelle mani della Giunta. Non c'è nulla di male. Tra l'altro è coerente con quello che fate, perché, come Assemblea legislativa, vi siete fatti scrivere una legge dalla Giunta; alla Giunta gliel'hanno scritta gli uffici e i consulenti, quelli che fanno l'urbanistica, che non le sanno scrivere perché non sanno farlo e non dovrebbero neanche farlo. Un ingegnere o un architetto non può scrivere la legge, che a lui deve dire quello che deve fare. Invece qui succede che l'architetto e l'ingegnere dicono loro alla legge quello che deve fare, anziché ascoltare quello che essa gli dice.

PRESIDENTE. Emendamento 29/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 29/3 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo ha lo stesso spirito del precedente, ma, se noi abbiamo già formato queste Commissioni ai sensi del 42/2004, che funzionano bene e dove c'è anche una forte sussidiarietà, non capisco perché dobbiamo chiedere ulteriori sforzi ed impegni procedurali ai Comuni, che già hanno tanti impegni. Non parlo dei grandi Comuni, parlo di quelli piccoli. Si va a rompere un equilibrio in maniera non necessaria.
Ripeto: se voi volete cambiare la composizione della vostra Commissione, cambiatela, ma lasciamo il territorio lavorare in pace, senza rompergli le scatole con adempimenti non necessari.

PRESIDENTE. Emendamento 29/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 29/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Stessa identica motivazione, nel senso che è un adempimento, un appesantimento e secondo me anche poco rispettoso per gli enti locali che hanno già provveduto alla nomina delle Commissioni, che in questo momento funzionano, in conformità sia al 42/2004 che alle linee guida regionali. Quindi io lascerei tutto com'è. Secondo me è una cosa inutile e fastidiosa.

PRESIDENTE. Emendamento 29/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 29/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La Commissione locale per il paesaggio è prevista da una legge specifica. Adesso voi che fate? Dice: "Gli enti di cui al comma 5 - cioè le Commissioni locali - stabiliscono composizione e modalità di funzionamento della Commissione locale per il paesaggio". Guardate bene: "nel rispetto degli indirizzi forniti dalla Giunta regionale ai sensi del comma 10".
Ma io dico una cosa: pure su questo? Ma, sotto il profilo della tecnica legislativa, che vi siete bevuti? Che vi hanno raccontato? Ma pure qui volete mettere "nel rispetto degli indirizzi"?
A parte che sovraccaricate la Giunta regionale. Non lo so, Presidente Acquaroli, le darà più da fare questa legge. Vi immaginate voi quanto lavoro darà da fare questa legge al Presidente Acquaroli o all'Assessore Aguzzi?
Il Presidente Acquaroli sa che da parte mia non c'è mai slealtà, i trabocchetti non esistono. Questa legge vi creerà anche problemi sotto il profilo della responsabilità, perché quando voi farete tutte queste cose non le farete con legge, ma con atti di Giunta. E i dirigenti, anziché farlo loro, lo faranno fare a voi. Perché la verità è che l’atto che fa il dirigente è passibile di responsabilità; se fa il documento istruttorio, dove poi voi deliberate, vi fa condividere la responsabilità. Capito? Questo è il punto.
Lo valuti bene, perché non a caso da tutto questo potere che ha la Giunta... Questo non va bene, perché da una parte, ripeto, commissaria le realtà locali, dall'altra dà una sovraesposizione.

PRESIDENTE. Emendamento 29/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 29/6 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Qui bisogna che intervenga perché per 10 anni ho fatto il responsabile delle autorizzazioni paesaggistiche. Ma è mai dignitoso, per una legge che si occupa di governo del territorio, entrare nel merito dei casi recanti l'individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica?
Assessore, se un intervento è escluso dall'autorizzazione paesaggistica, è stabilito già da normative esistenti. Non solo, ma è una competenza veramente... Premesso che l'autorizzazione si riferisce non ai piani e programmi, ma ad interventi edilizi diretti, quindi si riferisce, in genere, quando va bene, a una casa di nuova costruzione, a un manufatto di nuova costruzione.
Allora, è mai possibile che noi andiamo a scrivere qui, inutilmente, perché c'è una legge che già lo stabilisce, che viene anche citata, ci sono anche normative, "Resta fermo quanto disposto in materia di procedimento autorizzatorio semplificato nei casi degli interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata". Sono già stabiliti per legge e sono degli interventi talmente risibili che il 42/2004 dice che non sono neanche sottoposti ad autorizzazione paesaggistica, in quanto non sono di interesse per il paesaggio.
Vi sembra normale citare in una legge un articolo del genere? Può solo impicciare. Ma perché l'avete citato? Per far vedere che lo conoscete? Lo conosciamo tutti. Non sono norme nuove, sono norme ormai entrate a regime da 5-6 anni. Chiunque faccia il Sindaco o faccia il geometra comunale ha avuto a che fare con un'autorizzazione paesaggistica o con un intervento escluso dall'autorizzazione paesaggistica, perché è una cosa che non ha nessun rilievo.
Allora noi, in una legge di governo del territorio, mettiamo un comma nel quale rimettiamo quello che dice una norma nazionale. Ma a che serve? Ad allungarla? A far vedere, Assessore, che dentro questa legge di articoli efficaci ed efficienti ce ne sono pochi? Ma io non lo dico per lei. Lei non deve neanche sapere, come non lo dovremmo sapere noi, quello che c'è scritto nel DPR 31 del 2017. Non lo dobbiamo sapere perché è una competenza degli uffici tecnici comunali e provinciali.

PRESIDENTE. Emendamento 29/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 29/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, perché approfitto della presenza del Presidente Acquaroli. Qui si dice: "La Giunta regionale approva l'atto di indirizzo per l'istituzione ed il funzionamento delle Commissioni locali per il paesaggio di cui a questo articolo". Anche qui approva l'atto di indirizzo.
Dappertutto noi troviamo che la Giunta regionale approva l'atto di indirizzo. Questo da una parte commissaria; dall'altra dà alla Giunta delle responsabilità.
Noi prima diciamo: "La Commissione locale per il paesaggio opera nel rispetto degli indirizzi forniti dalla Giunta regionale ai sensi del comma 10". Mettete: "nel rispetto degli indirizzi forniti dalla Giunta regionale". Punto, finito. Perché bisogna ripetere un'altra volta il comma 10, che la Giunta regionale approva l'atto di indirizzo? Per dare alla Giunta regionale la responsabilità, tutto qui. Tra l'altro, questa è la dimostrazione che questo articolato accentra i poteri e decentra le responsabilità.

PRESIDENTE. Emendamento 29/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 29/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 29. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ripeto la nostra contrarietà perché non solo è inutile, ma è inefficace, è dannoso. Anche qui viene messo obbligatoriamente un atto di Giunta, questa legge per poter attivarsi prevede che la Giunta debba adottare 15 atti, uno di questi si trova in questo articolo, che il Consigliere Cesetti giustamente proponeva di abolire.

PRESIDENTE. Articolo 29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ora sospendiamo l'attività del Consiglio, chiedo ai Presidenti dei gruppi di riunirci presso la Sala Agricoltura per definire le modalità organizzative della prosecuzione.

La seduta è sospesa alle ore 12:55

La seduta riprende alla ore 13:10

Presidenza del Presidente
Dino Latini

Articolo 30. Ci sono una serie di emendamenti, per la precisione n. 9. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. L'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio, anche questo è pletorico. È già deciso, è un articolo che non serve, è soltanto un appesantimento, come gli altri.
Nel senso che l'Osservatorio del paesaggio esiste, è conosciuto, è normato dalla legge nazionale. Per quale motivo inserire tutti questi ennesimi emendamenti? E poi, soprattutto, siamo ancora con la Giunta che deve emanare l'ennesimo atto.
Tutto questo blocca l'azione amministrativa dei Comuni, perché, se per far funzionare questa legge sono necessari 15 atti di Giunta, oltre all'accordo, che poi vedremo all'articolo 33, tra Regione e Soprintendenza, per una parte dell'articolo 33, qua non ne veniamo fuori.
I Comuni quando possono cominciare? Ma non solo i Comuni. Non possono fare le Commissioni, non può partire l'Osservatorio. Credo che questa sia una matrioska, fatta anche in maniera sconsiderata, che crea soltanto un appesantimento amministrativo e complicazioni agli enti locali.
Ora, non credo che voi vogliate questo, perché non credo che qualcuno di noi, che ha fatto tra l'altro il Sindaco, possa desiderare di andare a complicare la vita degli uffici tecnici e dei cittadini. Quindi, penso che questo articolo possa essere cassato o, almeno, che sia reso il più compatibile possibile con la legge e con quanto già funziona nella Regione Marche.
Ripeto: i soggetti che fanno parte degli Osservatori li potete cambiare quando volete, ma non cambiate le procedure, perché complicate la vita a chi deve farlo.

PRESIDENTE. Emendamento 30/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Brevemente, Presidente. Come ha visto prima non sono intervenuto sull'articolo perché ho promesso che noi oggi avremmo finito, però il tempo necessario ci vuole, quindi resta questa promessa: ad una cert'ora di non parlare più.
Per questo emendamento però ci vuole un po' di buona volontà anche da parte vostra, qui tendo a sostituire che cosa, la nomina dell'Osservatorio dalla competenza della Giunta alla competenza dell’Assemblea legislativa. Non è un emendamento molto importante, ma sostanziale, perché noi siamo l'Assemblea legislativa e non ho capito perché noi che siamo la legge, che facciamo la legge, dobbiamo dare questo potere alla Giunta. Per quale motivo, su questa roba fa tutto la Giunta? Noi siamo l'Assemblea legislativa, quindi mi pare che la nomina dell'Osservatorio sia anche un'opportunità per voi che siete maggioranza, perché non lo nominiamo noi, quindi, ne raccomando l'approvazione.
Questa non è una cosa a cui tengo, a me non me ne può interessare di meno, ma ci tengo come componente dell'Assemblea legislativa, non come Cesetti, perché non è possibile che noi ci spogliamo di tutte le nostre prerogative, però ci assumiamo la responsabilità, tra altro, di una pessima legge.
Credo che un emendamento di questo tipo sia …, le facciamo noi le nomine in Commissione, le abbiamo fatte per l'Erap, le facciamo per l'Inrca, per l’Erdis, quante nomine facciamo in Commissione e per quale motivo qui dobbiamo, su una competenza che poi è della … qui parliamo dell’Osservatorio regionale del paesaggio. Il PPR chi lo vota, la Giunta, giusto, il PTR chi lo vota, il Consiglio, e l’Osservatorio lo facciamo nominare dalla Giunta? Ma di che parliamo? Mi meraviglio del Consigliere Ciccioli che dà questo potere, questa cessione di sovranità alla Giunta, anche perché della Giunta può far parte chi non fa parte del Consiglio anche questo c'è.

PRESIDENTE. Emendamento 30/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 30/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo è un emendamento di sostanza perché voi al comma 5 dite: “Le funzioni autorizzatorie in materia di paesaggio, di cui al decreto legislativo 42 - che ricorre sempre, giustamente in questo caso - sono delegate ai Comuni, che possono conferirle alle Unioni di Comuni per gli interventi che interessano il loro territorio, e sono delegate alle Province per gli interventi che interessano il territorio di due o più Comuni appartenenti al territorio provinciale, purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche, nonché di garantire la differenziazione”.
Guardate, questo è un emendamento per cui chiedo un attimo di attenzione. Non può passare sotto silenzio una cosa del genere perché il comma 5 esautora le Province da queste competenze. Cosa dico con l'emendamento? “Le funzioni autorizzatorie in materia di paesaggio sono delegate alle Province per gli interventi che interessano il territorio provinciale di competenza, assicurando la differenziazione, eccetera”. Invece voi che avete fatto? Com’è che oggi le conferite ai Comuni, alle Unioni dei Comuni e alle Province solo per i territori che riguardano due o più Comuni. E chi lo fa il governo di area vasta, se non lo fa la Provincia per tutti?
Questa è la dimostrazione della mia ancora sussistente assoluta concentrazione e lucidità. Questo non è un emendamento di poco conto. Su questo ci torneremo, su questo è guerra, perché le Province sono cinque nelle Marche e sono enti, anche loro territoriali, previsti dalla Costituzione. Voi non potete esautorarli a favore delle Unioni dei Comuni. Ma vi siete ammattiti sotto il profilo politico-istituzionale? Ma poi di che parliamo? Giustamente per le Province vogliamo ripristinare l'elezione diretta con gli organismi, ma la Lega che dice su questo?

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Emendamento 30/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Ciccioli, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Biancani, Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Chi ha scritto questa norma è un analfabeta istituzionale. Sì, perché se tu ti rammarichi e blateri come un analfabeta istituzionale…, l'ha scritta un analfabeta istituzionale questa. Perché quando si dice - voi non avete votato il mio emendamento - che le funzioni autorizzatorie sono delegate ai Comuni, che possono conferirle all’Unione dei Comuni, ma stiamo scherzando? Ma le Province non le potete esautorare e non le potete ridurre a quanto ci sono gli interventi su due o più Comuni.
Prevedete quello se sono due o più Comuni, perché la Provincia è il governo dell’area vasta. Ma il governo dell’area vasta ci deve essere sempre, perché è previsto dall’articolo 114 della Costituzione: Stato, Regioni, Province, Città metropolitane dove ci sono, e Comuni. Punto. Le Unioni dei Comuni non sono previste, sono previste nella legge regionale, nello Statuto regionale, nel nostro Statuto regionale.
Dire che uno è un analfabeta sotto il profilo istituzionale…, non lo dico io, l'avete scritto. Perché se voi conferite questi poteri delegati all'Unione dei Comuni si esautora la Provincia. Mi meraviglio che il Consigliere Putzu abbia votato una cosa del genere. Una Provincia che…, tra l'altro, giustamente la Lega sta facendo una battaglia per ripristinare l'elezione diretta e per ripristinare le funzioni. Comunque, anche se non è ancora ripristinata l’elezione diretta, sempre nella Costituzione sta, tant'è che all'epoca criticai pure il Presidente della Repubblica che, secondo me, non poteva firmare quella legge.
Allora, questo non si può fare. Soltanto un analfabeta istituzionale scrive ed approva una cosa del genere. Finito, chiuso. Non credo che sia un’offesa, è una constatazione e le constatazioni non costituiscono mai offese.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Naturalmente noi saremo contrari, però le chiedo, Presidente, di rimanere sull'articolo, sull'emendamento.
Consigliere Cesetti, oramai il disco è abbastanza ridondante. Capisco che non ha preparato lei questo emendamento, però parlare così delle solite cose per ogni articolo, secondo me, svilisce il dibattito.
Nel merito, la legge che cita nell'emendamento a regime verrà soppressa, quindi è chiaro che il comma di questo articolo sull'Osservatorio regionale è conforme alla legislazione. E mi dispiace che chi ha scritto la legge venga epitetato da giorni in diversi modi. Credo che un po' di rispetto a chi ci ha lavorato venga dato.
Come ho ribadito nei giorni scorsi, insultate noi della maggioranza, il relatore di maggioranza, il Presidente della Commissione, perché i funzionari che c'erano quando governavate voi ci sono tutt’ora sono sempre super partes. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 30/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ha ragione il Consigliere Serfilippi che devo attenermi agli argomenti. Io ho parlato, adesso ci torniamo… Guardi, io non offendo e non ho offeso nessuno, però chi mi dice - come è successo il primo giorno, e l'ha detto lei - che il richiamo nella legge agli articoli 9 e 41 della Costituzione (poi ce l'avete messo) crea un danno alla legge; chi mi dice tanti altri emendamenti che sono stati respinti; chi individua come destinatario delle funzioni autorizzatorie l'Unione dei Comuni ed esautora la Provincia, per la quale, giustamente, state lavorando per il ripristino dell’elezione diretta, ecco, costui è un analfabeta istituzionale, perché non conosce l'articolo 114 della Costituzione, che ci dice: "La Repubblica è lo Stato, le Regioni, le Province, le città metropolitane ed i Comuni".
L'articolo 9 dice che la tutela dell'ambiente è compito della Repubblica, che costituita da Stato, Regioni, Province e Comuni; l'assetto del territorio idem. Allora, quando la Regione delega le funzioni autorizzatorie in materia di paesaggio di cui alla legge 42, non può delegarle all'Unione dei Comuni. Se le tiene per sé, oppure le delega alle Province, le quali sono istituzioni della Repubblica come la Regione, le Unioni dei Comuni no.
Chi scrive queste cose è un analfabeta istituzionale e, se fa il legislatore, deve cambiare mestiere, perché è un ignorante nel senso che ignora la nostra Costituzione.

PRESIDENTE. Emendamento 30/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/6 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Tutto torna, perché non mi si può dire che io insulto quando dico "analfabeta istituzionale". Tra l'altro, preannuncio, quando avremo tempo, perché adesso abbiamo la sessione di bilancio, un'interrogazione, perché voglio sapere, no la persona fisica, ci mancherebbe, qual è l'ufficio della Regione Marche che ha redatto questo articolato.
Cosa dice questo emendamento? “Per gli enti territoriali sprovvisti dei requisiti di cui al comma 5 le funzioni di cui al medesimo comma sono esercitate dalla Regione”. Almeno questo, non si può delegare all'Unione dei Comuni esautorando le Province.
Ma avete visto cosa vi hanno detto le Province? Che vi dicono le cinque Province marchigiane? Perché voi pensate che le cinque Province della Regione Marche... una non c'era, quella di Fermo; quella di Macerata prima ha dato parere contrario, poi ha votato a favore, per carità di patria, per colleganza politica; le altre tre, Ascoli Piceno, Ancona, Pesaro Urbino, hanno votato contro.
Voi pensate che hanno votato contro perché ce l'hanno con gli analfabeti istituzionali che hanno scritto la legge? No, hanno votato contro un atto di analfabetismo, quindi dicono: "Non possiamo accettare una cosa del genere, che ci si esautora dai nostri compiti".
Ma il principio di sussidiarietà…, lo sanno che cos'è il principio di sussidiarietà? Il principio di sussidiarietà non è un canale di scolo di un fosso. Non possiamo metterci in mezzo l'Unione dei Comuni. Ma di che parliamo? Ma che avete scritto!

PRESIDENTE. Emendamento 30/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/7 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Guardate quanti emendamenti, e voi pensate che non siano tutti sostanziali?
Anche qui, il secondo periodo del comma 9 dell'articolo 30, dice: "Nel rispetto di quanto previsto da questo articolo, le Province provvedono altresì al rilascio dell’autorizzazione in materia di paesaggio e all'espressione del parere. eccetera..." che interessano il territorio della Provincia medesima. Cioè, la Regione provvede al rilascio degli atti di cui al primo comma per gli impianti elettrici e relative opere accessorie che interessano i territori di due o più Province. E perché la Regione lo deve fare? Nel mio emendamento dico: “Ciascuna Provincia in relazione al territorio di competenza”. Ma che scherziamo? Se ci sono due Province limitrofe e c'è da fare un intervento, lo fa la Regione? Quindi significa che io, Presidente della Provincia di Fermo, devo subire quello che mi dice un altro? No, fa in relazione ai territori di competenza.
Facciamo un esempio di impianto fotovoltaico: se vogliono farlo al confine tra la provincia di Ascoli Piceno e la provincia di Fermo ed io Presidente della Provincia di Fermo dico di no, o non lo fanno o passano da un'altra parte, perché sul mio territorio non ce lo voglio. Punto e finito. È la capacità dell'autodeterminazione, il resto sono chiacchiere. La Regione che fa, dice: "Allora facciamolo"?
Questo è il punto: il territorio di competenza. Ma che scherziamo? Ma non potete fare una cosa di questo tipo. Mi vengono a devastare il territorio al confine con la Valle dell'Aso, fanno un bel mega impianto fotovoltaico al confine tra le due Province, al quale sono contrario, ma arriva la Regione e dice: "Lo facciamo". No, tu sul mio territorio non lo fai, punto e basta. Passi da un'altra parte. È l'ABC.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Mi chiedo se i Consiglieri hanno studiato, visto che date degli ignoranti legislativi agli uffici.
Siccome siete i difensori della Costituzione e di tutto quello che ci avete detto in questi giorni, probabilmente non avete letto il comma 6 dell'articolo 146 del decreto legislativo 42/2004.
Lo leggo, così ripassiamo un po’ le norme, visto che è da giorni che ci insegnate l'attività legislativa. Il comma 6: "La Regione esercita la funzione autorizzatoria in materia del paesaggio avvalendosi dei propri uffici dotati di adeguate competenze tecnico-scientifiche e idonee risorse strumentali". Continua, non lo leggo altrimenti rischiamo di andare lunghi.
Quindi, il nostro voto sull'emendamento sarà contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 30/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/8 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Fino a poco fa pensavo che il Presidente Serfilippi, sempre molto attento, recitasse una parte, quindi difendesse l'indifendibile, ora dico: ci fa. Adesso devo dedurre che il Presidente Serfilippi, che stimo tantissimo, tant'è che faccio il Vicepresidente, c’è. Lui ride, non si offende, perché sa che gli ho fatto tana. C’è nel senso che non è che non capisce, non l'ha letta e non vuole capire.
Adesso qualcuno dell'ufficio gli ha passato quell'articoletto e non ha capito che si è fatto un autogol. Se avessi fatto una cosa del genere in tribunale, avrei perso la causa.
Lei mi deve dire perché - se è così, che lo fa la Regione coi propri uffici- deve specificare il caso in cui interessi due territori provinciali. E perché prima avete delegato l'Unione dei Comuni?
Presidente, glielo dica lei al Consigliere Serfilippi che giocare con Cesetti su queste cose è come giocare col fuoco, perché io l'ho letta e lui no, in questo senso.
E’ una cosa che non si guarda. Proprio quello che mi ha detto è la dimostrazione che ho ragione io, appunto perché delego gli uffici.
Allora io dico: delegate le Province, non l'Unione dei Comuni. Non mi si può dire che io... a parte che non ho bisogno di studiarla, perché che devi studiare? È logica. Loro fanno confusione. Come mi faceva notare il Consigliere Carancini, hanno saltato qualche pagina.
Aggiornate l'opuscolo sulla Costituzione che ci avete dato, perché l'articolo 41 non è aggiornato, non c’è la tutela dell'ambiente, la modifica costituzionale. Io non salto le pagine, anzi qualche volta mi è capitato di scriverle.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie Presidente. Consigliere Cesetti, non ho continuato il comma, però posso continuarlo, basta leggerlo.
"La Regione può tuttavia delegarne l'esercizio, per i rispettivi territori, a Province, a forme associative di cooperazione fra enti locali, come definito dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento degli enti locali, agli enti parco ovvero Comuni, purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecniche...". E va avanti.
Il comma che voi volete emendare dice: se le Province sono dotate di queste persone, noi lo deleghiamo; se i Comuni sono dotati di questo personale, noi lo deleghiamo; se le Unioni dei Comuni sono... Quindi voi andate a sopprimere questo con un emendamento, che è palese che sia uno dei tanti emendamenti ostruzionistici, non concreto.
Mi perdoni, Consigliere Cesetti, sono giorni, mi perdonino anche i Consiglieri di maggioranza, che ci fate la filippica ogni due per tre sul fatto che questa legge è stata scritta con i piedi, probabilmente questa legge è scritta molto bene e noi la difendiamo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. Presidente, secondo lei in questo momento chi procede all'autorizzazione paesaggistica nel caso di due Province confinanti nelle Marche? No, per sapere. Lei lo sa? Gli uffici lo sanno? Ci credo che lo sanno gli uffici. E nel caso di due Regioni confinanti?
Allora, caro Consigliere Serfilippi, lei ha letto un articolo, ma quell'articolo, che è stato scritto da tempo, nel 2004, è stato poi attuato nella Regione Marche. Quindi nella Regione Marche tutto quello che avete scritto è già attuato. Non è innovativa questa cosa, perché esistono delle norme, Consigliere Serfilippi. È inutile che lei alzi gli occhi al cielo. Esistono delle norme che danno le deleghe agli enti e gli enti sono già stati delegati e sono già state controllate le competenze.
Guardo i Sindaci e dico: ma voi ce l'avevate chi rilasciava le autorizzazioni paesaggistiche? Oppure ve le rilasciava l'Unione Montana? Oppure ve le rilasciava la Provincia? E’ una cosa che tutti noi sappiamo dal 2004.
Andare ad introdurre oggi, tornare indietro a un articolo del quale mi dispiace che non conoscete l'attuazione, ma che è stato attuato da anni, secondo me è un appesantimento burocratico. Non serve, perché oggi i Comuni sanno quello che devono fare, sanno chi deve rilasciare l'autorizzazione paesaggistica, hanno le Commissioni del caso; se non del caso gliele rilascia la Provincia territorialmente competente. E quindi questo sistema funziona da anni, insieme alla Soprintendenza, con la quale si fa sistema da anni.
Andare a scardinare questo modus un'altra volta non credo che sia utile. Inoltre inseriamo, al comma 11, per l'ennesima volta, la Giunta che deve approvare le modalità di esercizio e le direttive. Ma io dico: ma quando finisce questa matrioska?
La Giunta deve approvare quindici atti affinché possiamo cominciare a dire di voler attivare questa norma, senza contare che bisognerà redigere il PTR, bisognerà redigere il PPAR, bisognerà redigere il PTC. Ragazzi, ma vi rendete conto dei tempi?

PRESIDENTE. Emendamento 30/8. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 30/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 30. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Serfilippi, quello era un emendamento conseguenziale, non ostruzionistico, perché sopprimere l'articolo 10, che dice: "Ai fini di cui al comma 7 - quello che volevo emendare- la Giunta regionale stabilisce criteri e modalità di costituzione dell'elenco degli enti in possesso dei requisiti di cui al comma 5, l'elenco è pubblicato nel sito" perché lo deve fare la Giunta. E’ un emendamento conseguenziale a quelli che io volevo sopprimere, quindi, se lei li va a vedere, mi deve dare atto di questo.
Per il resto, sempre cercando di abbreviare l'intervento, lei ha letto quella legge, correttamente, ha proseguito ed ha detto: "Delega a chi?". Delega alle Province, enti di cooperazione eccetera. Quindi, certo che è possibile delegare alle Unioni dei Comuni, non so fino a quando. Però prima dice la Provincia, allora se la Provincia è un'istituzione della Repubblica e l'Unione dei Comuni non lo è, perché dobbiamo delegare, se la Provincia, istituzione della Repubblica, c'è, perché deve essere bypassata dalle Unioni dei Comuni, che poi viene richiamata a ritroso quando ci stanno questioni che riguardano due o più Comuni. Poi mi dite una cosa? Dice: la Regione… - sentite cosa è stato scritto, non è un'offesa, perché se mi dite che sotto il profilo urbanistico io sono un ignorante, è vero in senso latino perché non conosco l'urbanistica, però quando parlo di urbanistica ascolto chi la conosce, in questo caso, quando ho fatto gli emendamenti, ho ascoltato la Consigliera Casini, come lei ha ascoltato me sotto il profilo giuridico, però se dite che sono ignorante io non mi offendo, però non coltivo l'ignoranza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Vedevo che mi sventolava la legge 34/2008: "È stata abrogata". La legge 34/2008, finché non finiamo questa seduta, manco per niente è stata abrogata.
Ho capito, però dicevo che siccome esiste una legge approvata nel 2008 che stabilisce esattamente più o meno quello... Esiste una legge regionale, la 34/2008, la quale stabilisce le stesse funzioni. E’ stata fatta 4 anni dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo e stabilisce le funzioni e le competenze delle Province, dei Comuni, dei soggetti delegati, quello che devono fare, che succede quando c'è un confine provinciale o un confine regionale, quindi, mi chiedo, così come per le Commissioni locali per il paesaggio, perché fate la cattiveria di abrogare la legge, di scrivere un articolo che non è uguale alla legge e di ricominciare tutto da capo? L'architetto ride, ma l'architetto probabilmente... se è uguale, architetto, che cosa ce l'ha messa a fare? Mica sta facendo un testo unico.
Qua siamo arrivati ad un livello di mancanza di rispetto istituzionale. Visto che mi sventolava la legge, la legge non è stata abrogata e, siccome questo non è un testo unico coordinato e siccome non è un testo sul paesaggio, e chi lo dice non ha capito niente del governo del territorio, perché è uno degli aspetti minimi quello del paesaggio e viene gestito dal 42 e seguenti, questo articolo è una presa in giro perché c'è una legge che funziona dal 2008. Qui la riprendiamo, la modifichiamo e costringiamo i Comuni a rivedere tutte le Commissioni. Penso che l'arroganza sia anche quella di sventolarmi gli articoli della legge. "La legge è stata abrogata", dice la dirigente, fino a prova contraria e fino alle 20,00 di stasera non viene abrogato un bel niente, fino a stasera o a domattina, chissà se continuiamo così, o fino a dopodomani, chissà se continuiamo così, non viene abrogato proprio nulla.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Solo per calmare e placare gli animi, siccome l'altra volta, in prima sessione, in prima seduta... oggi hai quest'altra, è una proposta di abrogazione del punto f) sulle norme finali, punto, in attesa di approvazione. Capisco lo sventolio, nel senso che la 34/2008 sarà ovviamente... tra poche ore lo sarà.

PRESIDENTE. Voto favorevole sull’Articolo 30. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 31. Ha un solo emendamento. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegrafico. Dico al Consigliere Assenti, così mi ascolta anche il Presidente Acquaroli, almeno lui registra, voi no, che vi sto facendo un complimento perché risparmio al mio amico Marinangeli, che mi ha mandato un bellissimo messaggio prima sull'estetica della legge…, vero Consigliere Marinangeli? L'estetica della legge regolamenta l'estetica degli uomini perché la legge dice agli uomini quello che devono fare. La legge, ad esempio, dice a un ingegnere, ad un architetto, quello che deve fare, non come si deve vestire, ma come deve vestire la sua conoscenza, la sua professionalità e, se una legge che esteticamente è elegante è essenziale soprattutto, e lo saranno anche quell'ingegnere, quell'architetto che la dovranno applicare. Voi invece fate il contrario, fate fare agli architetti ed agli ingegneri una legge che dovrebbe dire a loro quello che devono fare, roba che non si racconta.
Consigliere Assenti, mi ascolti, tanto al Presidente Acquaroli non lo ascolta perché lei ascolta solo se deve fare il pretoriano della legge, tra l'altro di un calesse.
Consigliere Assenti ha detto: "L'articolo 34 della legge è abrogata". Certo, quella è abrogata subito, questa va in vigore tra minimo 48 mesi, tra 4 anni, nel bel mezzo? Confusione, anarchia.

PRESIDENTE. Emendamento 31/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Fino ad altra votazione il capogruppo lo faccio io in assenza del Consigliere Mangialardi, quindi, dico che al comma 1 dell'articolo 31…, questo è un emendamento che c'è stato, tra l'altro, suggerito da dei geologi e in particolare dal tavolo tecnico del Partito Democratico.
Al comma 1 dell'articolo 31, dopo le parole "PGRA", sono aggiunte le seguenti: "dalla legge regionale 23 novembre 2011 n. 22 ‘Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico - tanto per dire che nessuno sapeva prima di oggi cosa fosse la riqualificazione urbana, quindi parliamo di una norma del 2011 - dalla delibera di Giunta regionale (che contiene le linee guida, per chi non lo sapesse) n. 53 del 27 gennaio 2014".
Vorrei che questo rimanesse agli atti perché abbiamo questa normativa,, noi non stiamo redigendo un testo unico, come più volte ha detto il Consigliere Cesetti. Abroghiamo norme e non ne salviamo neanche l'essenza e questo secondo me è un normicidio. Come si dice quando si uccidono le norme?

Emendamento 31/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 31/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Articolo 31. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Chiedo scusa alla Consigliera Casini perché prima l'ho prevaricata, adesso invece mi ha lasciato la parola. Quando vado in trance istituzionale non agonistica, perché questa non è una palestra, Presidente Acquaroli, io vedo solo me stesso e il giusto, per questo ho preso la parola.
La Consigliera Casini giustamente ha precisato: "In assenza del Consigliere Mangialardi il capogruppo sono io". Certo, non è un problema, ma io secco pure la Consigliera Casini perché a me di fare il capogruppo…, ne posso fare a meno. Parlo in dissenso, della serie: "Il gioco lo conosco, me la suono e me la canto".
Qui la Consigliera Casini mi ha delegato e noi voteremo contro, però ritorno a quello di prima.
Consigliere Assenti, lei è relatore di maggioranza e porta una grande responsabilità, perché sa che passerà dopo? Quando ho detto prima: "L'ho scritto", io l'ho fatto, a me è capitato di fare il relatore. Sono stato in Parlamento, andate su Wikipedia e lo vedrete, ho fatto il relatore anche di leggi importanti, pensiamo alle investigazioni difensive, alla corruzione internazionale, dove c’è la responsabilità delle persone giuridiche, leggi sostanziose, un capo della procedura penale. A distanza di 22 anni - il relatore sono stato io lì - non è stato toccato un comma. Immaginate voi se avessi scritto una legge a quel tempo…, però l'ho scritta con chi? L'ho scritta con coloro dell'Ufficio legislativo della Camera dei Deputati. Certo mi hanno detto come legislatore dovessi utilizzare la tecnica legislativa. L'ho fatto poi andando da XY, che è di Forza Italia, che era il relatore di minoranza, per condividere un testo, ed oggi quel testo mica è stato modificato.
Questa legge farà una gran confusione. Lei ha detto prima: "La legge 34 verrà abrogata stasera", però la legge non andrà in vigore perché, l'avete detto voi, andrà in vigore minimo tra 48 mesi, Presidente Acquaroli, e possono diventare 96. In più il Presidente Acquaroli ha detto l'altra volta responsabilmente: "Possiamo modificarla, è suscettibile di modifica"., ma nel frattempo la 34 l'abrogate e che succederà nel frattempo? Si faccia la domanda e si dia la risposta.

PRESIDENTE. Articolo 31. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 32. Abbiamo 5 emendamenti.
Emendamento 32/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Questo emendamento è inammissibile perché manca la copertura finanziaria. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Adesso dico perché non è privo della copertura finanziaria. A parte che può capitare perché non è che l'ho cercata e quando te la danno! Capirai, avete fatto le AST, persone giuridiche, ed ancora hanno il budget provvisorio, poi avete detto di rientrare. Ci possono essere i soldi per fare la copertura?
Qui si dice: "3 bis. Per l'attuazione dell'articolo 14”, io modifico 2024, spesa di 100.000 a carico della missione 8 ‘Assetto del territorio’, Titolo 01. Possibile che non ci sia, da 80.000, un residuo in quella voce di 20.000 euro? Possibile che avete raschiato il fondo del barile? Andatelo a vedere, capovolgetelo, perché prima di dichiararlo inammissibile bisogna vedere, perché io ho aumentato appena, l'ho fatto apposta ovviamente, da 80.000 a 100.000 a carico della missione 8, assetto del territorio. Possibile che per la missione 8 ci fossero solo 80.000 euro e li avete raschiati? Perché altrimenti questo è ammissibile, Presidente, quindi facciano una verifica, perché se me lo dichiara inammissibile dopo è un problema. Io ho portato da 80.000 a 100.000, c'è la stessa copertura, certo, se c'erano solo 80.000 è inammissibile e lo ritiro pure, a parte che non c'è bisogno, ma se ci sono le risorse? Dovete controllare, mi dispiace, secondo me ci stanno.
Ovviamente, in questo caso, siccome non me lo dicevano, ho tirato il sasso all'interno del barile per vedere. Che dovevo fare? Non mi davano la copertura, della serie che noi del fermano sappiamo come funziona la partita.
Sono questi gli emendamenti, poi ne parleremo, Presidente, di ordine finanziario, per mettere che cosa? L'esempio di prima è significativo. Io non ho reperito risorse aggiuntive, ho lavorato all'interno delle risorse già delineate da voi, poi ne parleremo, perché ho voluto semplicemente stabilire un principio, quello che la Regione destini risorse anche ai Comuni, anche agli enti locali, per l'attuazione di questa legge, altrimenti non ce la fanno, non ce la potranno fare, perché le risorse non le hanno.
Ho voluto stabilire questo principio che potremo integrare successivamente, tanto questa legge va in vigore dal primo gennaio ed abbiamo visto che produrrà effetti minimi non prima di 4 anni, tra l'altro effetti dannosi. Quattro anni è il termine ultimo per approvare i PUG, che può diventare 96 perché non è un termine perentorio, però le norme di salvaguardia scattano massimo dopo i 48 mesi, quelle del PPR scattano subito, la legge 34 la abrogate subito, quindi questa è una legge che “ad alzo zero” distrugge il territorio, è una mitragliata istituzionale che fa un disastro, senza mettere nulla. E in questo tempo e spazio di mezzo prolifererà l'anarchia assoluta, ma per gestire l'anarchia ci vuole il fisico e ovviamente il fisico qui non c’è, sopraggiungerà la paura e allora non si farà più nulla, quindi l'anarchia non ci sarà, ma perché non si farà più nulla.

PRESIDENTE. Confermo l'inammissibilità dell'emendamento 32/1, quindi non possiamo metterlo in votazione, si riferisce all'articolo 14, quello che ha detto lei era invece relativo all'articolo 11. Prego, Consigliere.

Fabrizio CESETTI. Quindi lei mi dice, Presidente, che c'erano solo 80.000 euro in quella...

PRESIDENTE. No, è relativa all'articolo 11, mentre questa riguarda l'articolo 14, che ha bisogno 100.000 euro di copertura.

Fabrizio CESETTI. Prima erano previste 80.000 euro a carico della missione 8, assetto del territorio, edilizia abitativa, io cambio solo le parole, il resto rimane uguale, però non è un problema, Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Emendamento 32/1. Ritirato.

Emendamento 32/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è inammissibile. Voi prevedete risorse per l'attuazione dell'articolo 30, che sarebbe l'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio e le funzioni delegate agli enti locali, io aggiungo "e dell'articolo 15", cioè le parole "per l'attuazione dell'articolo 30", quindi l'Osservatorio, "e dell'articolo 15". Che sarebbe che cosa? Procedimento d'approvazione del PUG.
Perché voglio mettere questo? Come vedete non ci sono risorse aggiuntive, si stabilisce soltanto un principio, che le operazioni di cui all'articolo 15 devono essere finanziate. Poi si vedrà come, si vedrà in quale entità e in quale quantità, come quelle di cui all'articolo 30.
D'altra parte, non capisco per quale motivo si finanziano le attività dell'Osservatorio regionale e non si finanziano le attività dei Comuni nella redazione dei PUG, visto che i Comuni non hanno il becco di un quattrino, specialmente i piccoli Comuni, e non riusciranno ad adempiere a queste incombenze, con la conseguenza che non riusciranno a rispettare il termine dei 48 mesi.
Di modo che ci sarà, che cosa? Nel frattempo verranno fatti: il PPR, il PTR, Piano territoriale provinciale di coordinamento, saranno fatti alcuni PUG dai Comuni limitrofi che magari sono più grandi ed hanno le risorse, saranno scattate le norme di salvaguardia del PPR, del PTR, del PTCP e di alcuni PUG. Immaginate voi come si troverà all'interno di tutto questo un piccolo Comune.
Non mi pare che stia dicendo delle cose così banali, io sto raccontando quello che avverrà con questa legge nella vita vera, di tutti i giorni delle istituzioni e degli uomini. Certamente questo non interessa al Consigliere Putzu, che è sconsolato, deve andare via. Adesso acceleriamo, però queste cose vanno dette.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. Detto questo, ricordo che quando fu approvata la legge 34 del '92 furono messe a disposizione, soltanto per la redazione delle cartografie necessarie in prima fase per la redazione del PPAR, ma anche perché per redigere un PPAR, per redigere un PTC, c'è bisogno di tanti professionisti. Non si possono redigere questi piani soltanto con un architetto o un ingegnere. C'è bisogno di tante professionalità: penso all'economia, penso alla sociologia, penso alla psicologia, penso all'antropologia, per non essere banale e dire geologi, botanici, agronomi, eccetera. Servono anche tante risorse.
La Giunta regionale stanziò il corrispettivo, perché prima c'erano le lire, degli attuali 7 milioni di euro, anche per i voli aerei. Anche adesso la cartografia va rifatta, abbiamo bisogno di cartografie nuove, di una carta tecnica regionale nuova. Quanto mise la Regione per l'adeguamento dei piani regolatori, ovvero per aiutare i piani regolatori a pagare l'adeguamento ai piani regionali e provinciali? Mise e stanziò il corrispettivo di 26 milioni di euro.
Ora, questo articolo contiene 500.000 euro. Voi capite che non c'è paragone e potete tranquillamente andare a controllare se dico delle cose vere o no, perché siete in Giunta, quindi lo potete verificare, siete al governo della Regione.
Credo che lo stanziamento economico di questo articolo, come ha ben sottolineato il Consigliere Cesetti, sia assolutamente insufficiente, anche rispetto a dare un primo incarico per la redazione dei piani di competenza regionale, quindi PPR e PTR, e per aiutare le Province, le quali versano in condizioni economiche che tutti conosciamo, disastrose. Però, se non possiamo fare i PUG, se non abbiamo prima la piramide, voi capite che è un problema.

PRESIDENTE. Emendamento 32/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Cesetti, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Casini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 32/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Qui avete scritto: "Per gli esercizi successivi, all'autorizzazione delle spese previste da questa legge si provvede con le rispettive leggi di approvazione di bilancio".
Che significa "le spese previste da questa legge"? Le spese necessarie all'attuazione della legge. La frase "le spese previste" è indeterminata, e la legge non può mettere una cosa indeterminata, specialmente per la copertura finanziaria, perché la copertura finanziaria, tra l'altro, domani, quando dovrà essere puntuale, dovrà essere certa, liquida ed esigibile.
Questo emendamento deve essere accolto perché non si può...
Sotto il profilo dell'estetica, uno dice: "autorizzazione delle spese previste da questa legge" e metti dall'altra parte, "necessarie all'attuazione di questa legge"; li confronti e vedi che, esteticamente, una è una perla, la mia, il vostro è uno scarabocchio. Quindi, scegliete e convertitevi alla perla.

PRESIDENTE. Emendamento 32/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 32/4 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Velocemente, su questo ci ho fatto una battaglia fin dal primo giorno. Mi rivolgo ai Consiglieri Bilò e Marinelli, perché sono persone ragionevoli, persone che, tra l'altro, avendo fatto i Sindaci, sanno di cosa parlo, perché io parlo di vita reale.
Allora, il comma 7 dell'articolo 32 dice: "Si provvede con le spese di bilancio anche per sostenere Comuni e Province". Non aggiunge nulla, non c'è un impegno di spesa, tant'è che è stato dichiarato ammissibile.
Perché non accogliere questo? Non lo dovete fare per me, che a me non importa nulla, ma è per i Comuni e per le Province, perché, se voi mettete questo principio, "anche per sostenere Comuni e Province", stabilite un principio giusto, e una legge deve essere anche giusta, oltre che ben fatta.
Ed anche qui è un fatto estetico. Perché è un fatto estetico? Perché quei Comuni che si metteranno al lavoro, che non hanno la possibilità, magari lo faranno perché potranno dare un incarico, altrimenti non lo potranno fare.
Sapete come funziona? Ma voi l'avete fatto il Sindaco? Voi dovete capire una cosa: che un Sindaco, per dare un incarico, deve prevedere la copertura finanziaria di quell'incarico e, se c'è una legge regionale che dice che sosterrà i Comuni e le Province, potranno dare l'incarico, poi magari lo pagano dopo; altrimenti non lo potranno fare.
Voi siete scollegati, siete sconnessi dalla vita reale delle istituzioni ed anche degli uomini.
È così, Consigliere Putzu, lei infatti non lo sa, perché lei ha fatto sempre l'opposizione con me. Poteva imparare qualcosa, non l'ha fatto perché è rimasto sordo alle mie performance istituzionali.

PRESIDENTE. Emendamento 32/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 32/5 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anche questo, per chi è abituato... Io dico alcune cose, Presidente Latini, come avrà fatto caso, con un po' d'ironia perché, da una parte, serve a me per rilassarmi, dall'altra rilassa anche voi, così non vi arrabbiate. Magari vi strappo un sorriso e non vi arrabbiate; però, intanto, vi dico quello che vi devo dire e rimane agli atti il vostro voto che sancisce la vostra sordità.
Anche questo emendamento è un fatto estetico e spiego perché. Dice: "Per gli esercizi successivi delle spese previste da questa legge si provvede con le rispettive leggi di approvazione del bilancio".
Sa perché c'è scritto "rispettive leggi"? Perché le rinvia successivamente. Invece, se ci metto "con la legge di bilancio", che voglio dire? Che lo dovete fare subito, perché se dite "con le rispettive leggi di bilancio", negli anni successivi lo fate; se dico "la legge di bilancio", lo fate quest'anno.
Quindi, può sembrare un emendamento…, per chi è abituato a vestirsi di stracci istituzionali, ma questo è significativo e lo dovete fare voi con la legge di bilancio. Siccome il bilancio è triennale, voi dovete, con questa legge di bilancio, prevedere risorse per il 2024, 2025 e il 2026.
La conseguenza qual è? Non è indifferente, perché il bilancio è autorizzatorio e, se si prevede una risorsa nel 2025, significa che intanto all'ente potrà essere dato l'incarico, perché c'è la copertura. Giusto, segretario? Perché il bilancio è autorizzatorio.
Queste cose…, vedete, io non sto qui a soddisfare me stesso, io cerco di darvi una mano. Questo è il punto, questo è il significato di questo emendamento.
Qualcuno che non conosce l'estetica della legge potrebbe pensare: "Ma Cesetti ha sostituito 'rispettive leggi' con 'legge', vuole perdere tempo". No, vedete quanta sostanza c'è dietro.

PRESIDENTE. Emendamento 32/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 32. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il Consigliere Putzu può stare tranquillo… prima avevo deciso - perché tanto qui, oramai, il destino di questa legge è segnato e, purtroppo, anche quello dei territori che paralizzerete – di andare al Consiglio comunale di Montegiorgio perché sono consigliere comunale di Montegiorgio, dove ho iniziato quasi 50 anni fa, nel 1976, quindi è ovvio che sarei andato a Montegiorgio, però adesso ci ho ripensato perché il Consigliere Putzu ha detto: "Tanto deve andare a Montegiorgio dopo", non ci vado. Finisco prima qua; quando abbiamo finito vado a Montegiorgio, se faccio in tempo, altrimenti sarò assente giustificato, perché ci tengo alla presenza... Esatto.
Anche perché così, se mi ascolta, e vedo che mi sta ascoltando, può imparare qualcosa, cosa che non ha fatto negli anni della Provincia, nonostante lei fosse oggettivamente uno dei più brillanti e preparati. Con questo non è che le faccio un complimento, perché chi è brillante e preparato ha un dovere in più.
È come il tema dell'estetica o della vestizione: uno che ha un bell'abito ha il dovere di portarlo bene e utilizzarlo al meglio.
Qui siamo all'anno zero, vi ho spiegato poc'anzi qual è il tema delle risorse finanziarie, perché non ci sono; però voi potevate stabilire un principio che, da una parte, non necessitava della copertura finanziaria, dall'altra avrebbe dato la possibilità agli enti locali di conferire gli incarichi. Questo è il tema, per la questione che vi ho detto io, del bilancio cosiddetto triennale autorizzatorio, che probabilmente tanti non conoscono.
Non c'è niente di male, come io non conosco i meccanismi dell'architettura, qualcuno non conosce i meccanismi del bilancio autorizzatorio, del 118. Io li ho imparati qua, prima mica li conoscevo.
Però questo è il punto, Consigliere Putzu: bisogna fare tesoro delle esperienze che noi facciamo, però bisogna ascoltare. Se invece voi non lo fate...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Ci tengo ad intervenire perché comunque questa legge ha bisogno di fondi, quindi il mio intervento naturalmente è a favore dell'articolo a nome del gruppo. Però credo che serva un impegno importante nei prossimi anni per dare gambe a questa legge.
Quindi l'impegno che chiediamo alla Giunta è nei prossimi bilanci, a partire dal bilancio previsionale del prossimo triennio, visto che comunque un anno di tempo sarà per la Regione per il PTR, poi un anno per la Provincia per il PTCP, poi inizierà l'attività dei Comuni, che forse potrà iniziare anche prima.
Consigliere Cesetti, l’emendamento di prima era inammissibile e lei lo ha ritirato, però aveva un senso quello che lei ha chiesto nel comma precedente. Quello che chiedo con questo intervento è di inserire le risorse, molte più risorse, dal prossimo bilancio di previsione, per far sì che i Comuni possano iniziare a dotarsi dei PUG.
E’ un impegno che chiediamo a parole e speriamo che si tramuti nei fatti con la prossima legge di bilancio. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 32. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Casini, Cesetti, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 33. Ha 30 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. I miei emendamenti non sono neanche molti, ma stiamo finendo, mi pare, come avevamo promesso, senza rinunciare a nulla, come è giusto che sia da ambo le parti.
Consigliere Serfilippi, prendo atto di quello che lei dice, però io ne ho ritirato uno, ma ne avete bocciati altri cinque che prevedevano il principio. Infatti dicevo, anziché "rispettive leggi di bilancio", "la legge di bilancio", nell'emendamento, quello che diceva lei.
Prendo atto di quello che lei dice. Converrà con me che, se fosse stato approvato l'emendamento, sarebbe stata una cosa diversa, perché che il Presidente dica: "La Giunta ci metta le risorse", o, in luogo, che la legge dica - quello che facciamo noi - "la Giunta ci deve mettere", è quello che passa tra l'invocazione o l'aspirazione (che è quella del Consigliere Serfilippi) e l'ordine (che è quello della legge). Mi pare che ci sia una bella differenza, o no?
Anche perché per quanto autorevole l'esortazione del Consigliere Serfilippi è acqua calda, mentre dall'ordine della legge non si può prescindere. Questo è il punto, anche perché gli uffici del bilancio sono obbligati ad indicare quelle risorse e lo è anche la Giunta.
Questa è la differenza che passa, Consigliere Assenti. Poi capisco che lei si accontenta delle dichiarazioni del Consigliere Serfilippi, che però non la consolano rispetto all'errore commesso, quello di non aver accolto quell'emendamento che, ripeto, a me non me ne viene nulla, ma probabilmente ai Sindaci, ai Presidenti di provincia, agli operatori avrebbe significato qualcosa perché avrebbe dato credibilità a questa legge.
Perché domani potevate dire: "Noi metteremo le risorse per sostenere i Comuni e l'abbiamo previsto nella legge". Oggi vi dovete accontentare di dire che il Consigliere Serfilippi ha chiesto sommessamente alla Giunta di mettere le risorse. È una cosina un pochino diversa.
Alla fine della partita risulterà un fatto: che voi le risorse non ce le avete messe. E non è un gioco di parole. Non ci avete messo il becco di un euro. Addirittura non ci avete voluto mettere neanche il principio, perché per quei principi lì non c'era bisogno di copertura finanziaria, tant'è che erano stati dichiarati ammissibili. Perché non li avete raccolti?
Vedete, io non sono pentito di non aver fatto l'ostruzionismo, perché ho fatto bene, ma abbiamo preso innanzitutto tutto il tempo necessario. Si è visto, credo, che nessun emendamento era specioso, ridondante, ripetitivo, appunto ostruzionistico. Credo che sia stato utile perché resterà agli atti.
Non sono pentito, però credo che voi abbiate perso un'ottima occasione non raccogliendo tanti dei nostri emendamenti che, tra l'altro, non costavano nulla sotto il profilo economico, sotto il profilo organizzativo, e questa forse ne è la dimostrazione più evidente.
Quindi, anche sotto questo aspetto, questa legge è veramente pessima legge e credo che passerà agli annali di questa Regione come la legge che avrà fatto più danni delle invasioni barbariche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Siamo sull'articolo 33, le famose norme transitorie, quindi faccio un intervento sull'articolo, non sul passato.
Ci tengo ad intervenire perché l'articolo 33 è stato molto discusso e ringrazio il relatore di maggioranza Consigliere Assenti per la mediazione che comunque abbiamo ottenuto. Noi, come Commissione, abbiamo fortemente modificato questo articolo, quindi ci tengo a ribadire le modifiche che abbiamo fatto. Abbiamo cercato di semplificare le norme per quanto riguarda la famosa salvaguardia del Piano casa, che noi riteniamo uno strumento utile, che si chiamerà "Ampliamento in deroga al Piano regolatore".
Quindi, in tutti i Comuni dotati di Piano regolatore, e nelle Marche tutti i Comuni se ne sono dotati, i cittadini, le aziende e le famiglie potranno continuare ad ampliare in deroga la propria abitazione se rispettano il miglioramento dell'efficienza energetica, l'eliminazione delle barriere architettoniche e altri criteri che abbiamo inserito in questa legge.
Abbiamo semplificato la procedura se gli ampliamenti sono inferiori al 10%, ovvero basterà un avviso del Comune, gli interessati aderiranno all'avviso e verrà direttamente la delibera in Consiglio comunale. Se invece l'ampliamento sarà tra il 10 e il 20%, servirà un passaggio nella Commissione locale per il paesaggio.
E’ chiaro che è uno snellimento della burocrazia rispetto all'impostazione generale. Ci sono anche altre norme che abbiamo inserito nell'articolo 33, ad esempio la salvaguardia di tutti i Comuni del sisma, ai quali, con questo regime transitorio, viene fatta salva la possibilità di fare le varianti in deroga al PRG per quanto riguarda le varianti SUAP, quindi le attività economiche.
Consentivamo le varianti sostanziali in questo primo testo per un anno, ma con l’emendamento di maggioranza per 2 anni. Quindi anche le varianti sostanziali saranno permesse. Naturalmente continueranno a essere permesse le varianti non sostanziali.
Con questo articolo noi non blocchiamo, come avete detto fino ad oggi, le Marche; anzi, continuiamo a dare impulso a tutte le attività economiche, a tutte le famiglie della nostra regione.
Ci tengo a questo articolo, che è frutto di una grande mediazione anche con il Ministero della Cultura. Ringrazio gli uffici sia nostri della Regione sia del MIC per la collaborazione, perché sappiamo benissimo che, in questo regime transitorio, dovuto alla mancanza del PPAR aggiornato, noi dovevamo dialogare con il Ministero. L'abbiamo fatto e questo è frutto di questa mediazione.
Sono convinto che la legge non verrà impugnata dal Governo e, se servirà qualche correzione, naturalmente siamo disponibili a farle. Ma questo articolo ci consente di continuare ad operare nella nostra regione come di fatto è oggi e incentiviamo sia gli uffici nostri a dotarsi di un piano ambientale regionale aggiornato, sia a realizzare il nuovo PTR insieme a tutti gli enti che dovranno essere coinvolti.
Incentiviamo le Province a dotarsi di un nuovo piano provinciale aggiornato e invitiamo i Comuni a dotarsi dei PUG.
Il PUG non è un'invenzione della nostra Regione. Potevamo chiamarli PRG, ma visto che recentemente l'Emilia-Romagna li ha chiamati PUG non facciamo nulla di male se li chiamiamo Piani urbanistici generali.
Come tutte le cose, il mondo cambia e noi ci dobbiamo adeguare al cambiamento. Solo che noi vogliamo cambiare, il Partito Democratico è fermo a 30 anni fa e voi rimarrete probabilmente vecchi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Consigliere Serfilippi, io sono vecchia perché abbiamo approvato una norma recentemente dove abbiamo dichiarato che dopo i 60 anni si è vecchi. Avevamo messo un finanziamento, quindi tutto sommato questa cosa non mi offende, cioè i dati anagrafici sono dati anagrafici, uno ne prende atto. È molto più brutto quando un giovane è vecchio, secondo me.
Detto questo, ognuno se la prende come crede. Da questo punto di vista non bisogna essere né giovani né vecchi e a me può interessare meno che zero se il buon Presidente dell’Emilia-Romagna ha i PUG. Anzi, "chi copia non passa", diceva un mio compagno di classe, che poi non è vero secondo me e io ne rappresento esattamente la prova perché ho sempre copiato.
Detto questo, quando uno copia può anche copiare e fare meglio. Quindi, al posto dei PUG noi avevamo i PRG, è semplicemente una questione di mantenere gli acronimi esistenti e di non costringere i poveri geometri, tecnici comunali, a cambiare sigle. Gli acronimi, se uno può, li lascia, ma li lascia quando li capisce, quando li conosce.
Detto questo, questo articolo fa un errore enorme sul Piano casa che il Presidente ha riconfermato, cioè insiste a dire che è una deroga. Mi sono sgolata in Commissione dicendo che avremmo dovuto rendere il Piano casa strutturale e non mantenerlo come una deroga, cioè fare in modo che ogni piano regolatore, non ogni piano regolatore perché è troppo complesso, che ogni Comune possa, all'interno del proprio territorio, con una delibera banale, trovare una soluzione per poterlo applicare senza dover ricorrere alla parola "deroga", perché la deroga non piace. E non al Ministero della Cultura, che non ce ne potrebbe fregare di meno, che può esprimersi soltanto laddove ci sono vincoli paesaggistici e sull'autorizzazione paesaggistica e come secondo livello.
Se voi aveste lasciato la L.R. 34/2008, la L.R. 34/2008 che, insieme all'articolo 146 del D.Lgs. 42/2004, stabilisce che comunque entro 60 giorni la Soprintendenza si deve esprimere sul parere dell'autorizzazione paesaggistica, altrimenti deve tacere. Voglio dire, non è una cosa così importante.
In questo non ci siamo riusciti. Se voi continuate a dire e a scrivere che questi sono interventi in deroga… Se volevamo aiutare i cittadini avremmo dovuto scrivere in maniera diversa la norma. Io ho anche scritta una norma, poi la potete bocciare, poco male.
Un'altra cosa: dov'è la discrasia grave? La discrasia grave è all'inizio del diciassettesimo comma. Mi sono sgolata in Commissione. Se voi scrivete "nel rispetto del D.M. 1444", dite anche "nel rispetto dell'indice fondiario territoriale 0,03", perché nella legge regionale c'è scritto "nel rispetto delle altezze e dei distacchi"? Perché siamo stati più intelligenti., non abbiamo scritto il parametro della cubatura perché tutte le zone, tutti gli edifici residenziali ubicati in zona agricola delle Marche, hanno una volumetria eccedente il lotto di pertinenza, quindi, questa norma è inapplicabile se non togliete questa baggianata.
Detto questo, anche nelle zone B è la stessa cosa, perché se io ho l'indice, che lo faccio a fare il Piano casa? Se sono in una zona B e ho un indice 4 ed ho utilizzato 3, mi faccio la differenza. E invece no.
Poi il Consiglio comunale. Ma si può far dichiarare l'interesse pubblico di un intervento di ampliamento del 20% a un Consiglio comunale? L'intervento di ampliamento del balcone di casa mia deve essere di interesse generale? Ma non sta né in cielo né in terra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Su questo articolo 33 volevo proprio esserci perché speravo che il Presidente della Commissione e i relatori intervenissero dicendo: “L'abbiamo modificato, ma ci siamo sbagliati, la Giunta si è sbagliata e siamo venuti per riportare questo articolo alla normalità”.
Alla normalità vuol dire che…, ovviamente, oggi i cosiddetti piccoli ampliamenti sono in deroga e questo già è il primo punto sbagliato. Avrei fatto una norma che prevede questi interventi non in deroga e poi i Comuni, una volta che hanno fatto il PUG, possono valutare se prevedere quegli ampliamenti o non prevederli. L'avrei fatta in maniera applicabile e non in deroga, ma nella Regione Marche si applica questo.
Perché avrei fatto così? Perché tutti sappiamo che questi piccoli ampliamenti hanno consentito al mercato dell'edilizia, al di là dei due anni legati al Bonus 110, con il quale inevitabilmente si è avuto un aumento delle attività edilizie… Prima il Piano casa e anche il recupero fino al 50% o al 65%, in base al tipo di intervento aiutavano tantissime imprese, operatori, i tecnici e consentivano alle famiglie di fare dei piccoli ampliamenti se uno, ad esempio, aveva necessità di ampliare un sottotetto o fare altri interventi. Ricordo che il Piano casa di prima era possibile solo in aderenza al fabbricato esistente, quello era vero non consumo di suolo perché tu intervenivi attaccato a una casa. Avevi un edificio e potevi fare degli ampliamenti comunque limitati.
Con questa norma, al di là del fatto che si prevede che l'indice deve avere la capacità edificatoria. Chiunque sa … Ragazzi, non vengo da Marte, so benissimo che nella città di Pesaro la capacità edificatoria in zona A… No, perché ho capito…, il Presidente Serfilippi mi ha detto che in zona A non è applicabile e di questo ho avuto la conferma, ma in zona B, o in zona C, o in zone agricole, l'indice non ce l'ha nessuno. Quindi cosa vuol dire? Che se nella zona A non lo puoi applicare, nelle zone B lo puoi applicare se hai l'indice. Quindi delle due l'una: non è applicabile. Primo punto.
Lì c'è scritto così, ragazzi. La legge l'ho letta così. Io sono contento se... Se l'ho letta così, non l'ho letta da solo, già mi sarei bastato da solo, ovviamente, ma non l'ho letta da solo, l'ho letta con dei tecnici. Se questo non è vero, il Consigliere Biancani stappa, è contento. Ma dopo i Comuni la devono applicare.
Quindi, Assessore, se c'è già un Comune, che è la seconda città delle Marche, che pone questo dubbio, modifichiamola in maniera tale che il tecnico non la possa interpretare in un'altra maniera. Vi chiedo gentilmente: se il tecnico del Comune di Pesaro non la vuole applicare… A me non l'ha detto il tecnico del Comune di Pesaro, ma se fosse così, modifichiamola per togliere l'interpretazione, perché se ogni Comune fa la sua interpretazione vuol dire che non è applicabile in tutto il territorio.
Quindi, dato per scontato che questo è come dico io, se mi sbaglio modifichiamola per renderla chiara.
Gli altri temi sono…, li ho segnati perché il tema è stato discusso più volte, che questa norma semplificherà. Già le varianti non sostanziali dovranno tornare in Consiglio comunale, mentre adesso le approva la Giunta, quindi, è un allungamento non da poco. In più rimane, come diceva la Consigliera Casini, l'approvazione del Consiglio comunale, il discorso della pubblica utilità, la Commissione paesaggio. Già immagino chi nomineranno: per stare tutti tranquilli nomineranno sicuramente persone che non autorizzeranno niente, tanto so già come funziona.
Poi l'accordo con il Ministero della Cultura è completamente fuori da ogni logica. Ma cosa c'entra il Ministero della Cultura? Questa legge con il Ministero della Cultura non c'entra niente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Vorrei cercare di capire insieme a voi come funziona questa norma transitoria.
Vorrei capire una cosa semplice: noi oggi ragioniamo sul Piano casa, impropriamente detto Piano casa, che proprio in quest'Aula abbiamo votato al 31 dicembre 2024. Ci è stato bocciato dal Governo, dal Ministero, il quale ha detto: “Cara Regione Marche, puoi fare il Piano casa al 31 dicembre 2024, lo devi fare, per forza di cose, previo accordo con il Ministero stesso”.
Ci hanno dato un anno di deroga e di proroga e questo è stato fatto. L'abbiamo riportato in Consiglio e l'avete votato tutti, voi vi siete astenuti, l'abbiamo detto l'altra volta.
Adesso, sulla nuova legge urbanistica, per tenere in piedi l'impianto del Piano casa, delle due l'una: o tu lo cassi completamente e non ce l'hai, quindi significa che il Piano casa finisce il 31 dicembre 2023 ed i Comuni si devono sbrigare a fare entro il 31 dicembre la proposta per i Piani casa e gli aumenti volumetrici al 40%, e sapete tutti come funziona, quindi finiscono e non ce li hai più; oppure ti inventi, con il MIC, con il Ministero, una norma di salvaguardia, la transitoria.
Sì, Consigliera Casini, perché è lo stesso che lo boccia.
Quindi, qual è il discorso? Lo vogliamo salvare il Piano casa? Signori marchigiani, lo vogliamo salvare? Se lo vogliamo salvare, bisogna che ci mettiamo in testa un procedimento che è il seguente.
Noi lo dobbiamo far passare come permesso di costruire in deroga? Concessione in deroga? Chiamiamolo come vogliamo, però l'effetto è questo: che tu riesca a passare con la concessione in deroga, previa valutazione dell'interesse pubblico e generale del Consiglio comunale.
Tanto la storiella è la stessa, ci possiamo ricamare quanto vogliamo. È l'unico modo previsto, concordato, accordato e speriamo non impugnato, per far passare gli effetti del Piano casa, che per definizione ha una valenza transitoria. Ma gli effetti del Piano casa noi li possiamo anche mettere con stabilità all'interno del PUG.
È questa la differenza che gli altri non hanno e che la Regione Marche avrà tra poche ore. E questo è un dato di fatto e di vantaggio. Non possiamo raccontare che l'acqua sale: questo è l'effetto.
Adesso sulla perentorietà, vogliamo dire della Commissione locale? Che dobbiamo reinserire la Commissione per gli interventi sopra il 10%? Sì, è richiesta purtroppo. I Comuni dovranno necessariamente rimettere la Commissione locale, dovranno necessariamente esprimere il parere tra il 10% e il 20%, che va al MIC; dopodiché va in Consiglio. Sotto il 10%, il balconcino non te lo tocca nessuno, va solo in Consiglio. Però, se vuole quel balconcino, la procedura è questa; sennò il balconcino non lo fa o, meglio, secondo legge quel balconcino deve essere messo in programmazione generale PUG ai sensi della CeVI.
Se per voi questo non è snellire una procedura, io vi sfido qui davanti a tutti: ditemi qual è. Siccome non c'è un'altra procedura, non esiste, non c'è; è solo questa per il Piano casa. di questo ce ne dovete dare atto, perché non c'è una procedura diversa.
Posso capire che allunga, però salva gli effetti e, siccome noi salviamo gli effetti, penso che sia una cosa positiva per questa regione, che non va massacrata da un punto di vista sostanziale e formale, ma va sostenuta.
Almeno questo aspetto della transitorietà mi piacerebbe che lo riconosciate, almeno questo, perché dire di no è prendersela con i santi e non mi sembra il caso.
Consigliere Biancani, lei che è il più democristiano di tutti dovrebbe capire l'efficacia di questa norma; quindi, di questa cosa ce ne dia atto.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Io non sono mai intervenuta entrando nel merito specifico di questa legge. In questo articolo, però, mi sento in dovere di mettere in evidenza, in maniera molto semplice, alcune criticità.
Vorrei ringraziare la Consigliera Casini che, come relatrice di minoranza e come architetta, ha già evidenziato quali sono tutti gli aspetti che possono causare veri e propri danni al settore dell'edilizia; il Consigliere Cesetti dal punto di vista legislativo. Pur non essendo esperta, mi sono resa conto in questo periodo di quali sono le preoccupazioni di architetti, ingegneri, geometri e anche dei cittadini che sono alle prese con una ristrutturazione.
Io stessa ho ricevuto decine di chiamate di persone preoccupate, allarmate, che mi hanno chiesto: "Non è che questa legge entra in vigore subito? Perché siamo disperati. Cosa succede se questa legge da domani diventa subito attiva, quindi approvata?"
Qual è il problema? Voglio fare un esempio semplicissimo. Ci sono persone che all'interno della propria abitazione hanno deciso, nel pieno diritto, quindi in propria autonomia, di ricavare un secondo bagno in casa propria, cosa che si è sempre fatta, oppure ampliando, chiudendo un piccolo terrazzo semplicemente con un'autorizzazione.
Da quando questa legge sarà approvata ed entrerà in funzione, servirà l'approvazione di tutti i Consiglieri comunali del proprio Paese. Vorrei dire che l'articolo 33, in particolare il comma 17, non è semplicemente una discrasia, come l'ha definita in maniera professionale la Consigliera Casini, ma è una follia. Mettiamo il caso che la Consigliera Ruggeri domani voglia fare un secondo bagno, tutto il Consiglio comunale di Fano deve darle l'ok. E se uno della Lega ce l'ha con lei e non approva il suo secondo bagno? Alla luce di quale principio deve darle l'approvazione? La cosa ancora più folle, e sottolineo folle, alla luce, c'è scritto al comma 17, della pubblica utilità. Ma come ve lo siete inventati? Se la Consigliera Ruggeri davvero vuole chiudere un piccolo balcone di casa per ricavarci una seconda stanza, il Consiglio comunale di Fano deve decidere se è utile al pubblico, a tutta la collettività oppure no? Ma vi rendete conto di che problemi creerete ai Comuni? Vi rendete conto di che responsabilità darete ai Consigli comunali? Rischiamo di fare in modo che i Comuni abbiano la responsabilità di ogni piccola decisione che influisce nella vita dei cittadini. Prendetevi la responsabilità di quello che state decidendo. Pubblica utilità in base a cosa?
Ma poi, al di là della scelta, che io non condivido per i motivi che ho appena spiegato, mi pare anche grave un altro punto di questo articolo. Sempre al comma 17 si prevede che i Comuni dotati di Piano regolatore generale e che abbiano istituito la Commissione locale del paesaggio possano consentire interventi che abbiano la caratteristica della riqualificazione dell'abitato mediante rilascio del titolo abitativo. Ciò significa che solo i Comuni che hanno la Commissione locale del paesaggio possono rilasciare l'autorizzazione ad abitare. Solo quelli che hanno questa Commissione. Ad oggi non ce l'ha quasi nessuno. Date un'altra complicazione in più, invece che snellire la burocrazia ai Comuni, che siano piccoli Comuni con 500 abitanti o grandi con 50.000 abitanti.
Voi volete che abbiano questa Commissione in più, ma continuate a creare altri carrozzoni, continuate a complicare la vita dei cittadini che non saranno più nemmeno liberi di decidere all'interno della propria abitazione. Continuate a complicare la vita, ora, anche di chi lavora: ingegneri, architetti, geometri, imprese edili.
Ma vi rendete conto di cosa state facendo? Adesso sarete liberi di far credere ciò che volete, ma questa è la realtà. E non lo dico io, lo dicono i tecnici, perché prima di intervenire ho parlato con decine di architetti, decine di geometri, decine di ingegneri.
Se non ha capito niente nessuno, prendetevi ora la responsabilità di cosa ne sarà di tutto il comparto dell'edilizia.
Aggiungo che mi sono studiata il Piano casa e le nuove normative di tutte le Regioni. L'approvazione in Consiglio comunale non la prevede nessuno, solo i più folli. Solo voi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Consiglieri, il Consigliere relatore di maggioranza ha illustrato molto bene la scelta politica che fate rispetto al Piano casa, in particolare al comma 17 dell'articolo 33, che è sostanzialmente coerente con l'impostazione che viene data all'intera legge.
È chiaro che adesso si semplifica, ma la sostanza è: il Piano entra in vigore fra 48 mesi. Al di là delle possibilità del PUG , ma in questi 48 mesi - adesso non voglio esagerare e dire che ci sarà il far west - la scelta del consumo è ben chiara.
Il comma 17 dell'articolo 33, come con onestà mi pare lei abbia illustrato, fa una scelta tesa evidentemente a consentire, non entro nelle modalità, che in questi 4 anni o forse nei prossimi 5 anni, perché non sappiamo, non ci sono termini perentori all'articolazione dell'articolo 33, in una qualche maniera consentire l'aumento delle volumetrie di ogni soggetto potenziale di almeno il 20%.
Lo dobbiamo fare attraverso le varie Commissioni o altro, e voi capite bene che questa è una scelta politica fortissima, che è in contraddizione esplicita con l'affermazione secondo cui, dichiarata evidentemente di principio, si va verso il consumo del suolo zero, tentando di ridurre quelle che sono le volumetrie.
Non lo fate attraverso altri articoli, ne abbiamo parlato, rinunciando a volumetrie assentite. Introducete e collegate all'articolo 17 l'articolo 25 della legge, che è uno degli articoli chiave che vi apre le porte al consumo del suolo.
Ora, entrare nei tecnicismi non sono in grado, non mi cimento. Quello che però va affermato è che con questa legge voi, contrariamente a quanto affermate, andate verso un consumo del suolo, aumentate, consentite di poter consumare, di aumentare le volumetrie per ogni cittadino marchigiano.
Con la stessa onestà intellettuale lei ha anche detto: "Potevamo farlo in maniera strutturale". Oggi noi vivremo nella fase transitoria. Farlo in maniera strutturale nella prospettiva avrebbe avuto un senso maggiormente rispettoso dell'impostazione.
Credo che questo sia un fatto negativo, non tanto e non solo in relazione alle quantità, ma dal punto di vista culturale, al di là delle problematiche, che non voglio massimizzare rispetto alla questione ambientalista e al fatto che ci chiedono tutti quanti, all'intero Paese a livello internazionale, di non aumentare le volumetrie o ricercare strumenti per il recupero, la scelta non è condivisibile.
L'articolo 33 è permeato dalla possibilità di derogare. Basta leggere le prime righe: "Nelle more dell'approvazione del Piano unico generale e comunque non oltre il termine, i Comuni dotati di Piano regolatore generale possono consentire interventi in deroga". Questo è l'incipit dell'affermazione, della negazione che si va verso il consumo di suolo zero. Voi addirittura concedete la possibilità di derogare al Piano regolatore generale.

Emendamento 33/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo emendamento toglie la presenza invadente del Ministero della cultura, che sta dappertutto. Il Consigliere Assenti la giustifica e dice: "Noi abbiamo fatto un accordo col Ministero per il Piano casa dal quale non possiamo prescindere". E allora voi, se fate l'accordo col Ministero per il Piano casa, gli estendete l'accordo su tutto?
Mi trovo il Ministero della cultura in ogni dove di questa legge. Lei, Consigliere, doveva fare semplicemente una cosa, quella che le ho suggerito fin dal primo momento e che ho suggerito fin dalla prima riunione della Commissione: stracciare e rifare il Piano casa. Quello sì, perché mi rendo conto, sulla base dell'accordo con il Ministero, che dovevate stralciare il Piano casa - c'è anche un mio emendamento da qualche parte – e poi fare il testo unico sul governo del territorio, come avevo suggerito fin dalla prima riunione.
Questo dovevate fare. Lei non può fare l'accordo… L'accordo sul Piano casa, necessario, mi rendo conto che c'è modo e modo per fare l'accordo, voi lo stracciate, non è che me lo mettete dappertutto. Ma qui il Ministero della cultura me lo trovo dappertutto e questo non è possibile. Allora io le dico di espungerlo da qui.
Al Consigliere Serfilippi dico, quando dice che noi siamo vecchi, a parte che ho detto più volte che l'età è quella anagrafica, biologica e storica, però qui parliamo delle istituzioni. Allora le leggo una frase di Jean Monnet, uno dei Padri fondatori dell'Unione europea: "Gli uomini passano, altri verranno e prenderanno il nostro posto. Quel che potremo lasciar loro non sarà la nostra esperienza personale, che sparirà con noi. Quel che possiamo lasciar loro sono delle istituzioni. La vita delle istituzioni è più lunga di quella degli uomini e le istituzioni possono così, se sono ben costruite, accumulare e trasmettere la saggezza delle generazioni che si succedono".
Voi non potrete mai vantare questo merito. Questo era Jean Monnet, uno dei Padri fondatori dell'Europa.

PRESIDENTE. Emendamento 33/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungere il voto contrario del Consigliere Cancellieri.

Emendamento 33/2 firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Rossi, Livi e Acciarri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. La solita pezza a colori, cucita con la mano sinistra da uno che non è mancino, perché non ha senso quello che è stato scritto: "Fatta salva l'applicazione della normativa statale - ci mancherebbe altro che non sia fatta salva - nonché la possibilità di varianti per l'attuazione del Piano nazionale di resilienza”.
Siccome il Piano nazionale di resilienza è fatto di opere pubbliche, prevalentemente di opere... Siamo all’emendamento 33/2,quello sugli strumenti attuativi. E’ talmente incasinata la norma che, per quello che riguarda l'attuazione di strumenti urbanistici attuativi, si scrive: "Secondo le modalità gli strumenti attuativi previsti individuati nei medesimi". Secondo: "Per l'attuazione degli strumenti urbanistici generali di cui a questo comma, secondo le modalità gli strumenti attuativi previsti e individuati dai medesimi, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge 34".
Bastava dire che per i piani attuativi all'entrata in vigore si applica la legge 34. Non capisco perché sia stata scritta in questo modo la norma. Siamo d'accordo, non solo siamo d'accordo se c'è un piano attuativo adottato, ma è una cosa ben diversa da quello che avete scritto voi.
Terzo periodo: "L'attuazione degli strumenti attuativi generali", cioè, per l'attuazione degli strumenti generali mediante l'attuazione di attuativi, esiste anche una regola nella scrittura.
E poi, Consigliere Assenti, ile annuncio che non è vero che non si può far diventare il Piano casa strutturale, perché il Veneto l'ha fatto. Esiste una legge che non è come la vostra, che non è una deroga, dico che non è una deroga. È una legge di grande intelligenza, di grande qualità, che potevate guardare anche perché, invece di stare a guardare quello che fa il Presidente della Regione Emilia-Romagna, potevate guardare quello che fa il Presidente della Regione Veneto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Chiedo venia all’Aula, ma così non è. Io non ho detto questo, ho detto l'esatto contrario. Ho detto che per la norma transitoria, nei 4 anni, lo puoi fare in questa modalità. E lo dico anche alla Consigliera Vitri perché, secondo me, proprio in sede del CAL, i Sindaci, proprio quello di Pesaro è uno dei maggiori oppositori di questa norma.
Io ho detto che molti lo fanno già all'interno di una programmazione PUG strutturale, ma nella norma transitoria lo puoi fare solo in questa modalità e lo facciamo solo noi, non lo fa nessuno. Quindi è inutile tornare indietro, riavvolgere il nastro.
Oggi gli effetti del Piano casa si salvano solo in questa modalità, non ce n'è un'altra. Se tu la metti all'interno della programmazione generale lo puoi fare, ma devi fare tutto l'iter previsto dalla nuova legge urbanistica. In assenza di iter ordinario, chiamiamolo così, tu gli effetti del Piano casa non ce li hai.
Non puoi fare il balconcino. La Commissione locale serve per definire, per giustificare, quell'interesse pubblico che tu definisci, che ti sembra ostrogoto, quasi iperuranico. Ma non stiamo su Iperurano, siamo nella regione Marche. Quindi significa che il tuo aumento di balconcino diventa un interesse pubblico perché, se non vai in deroga, non lo puoi avere e te lo può fare solo il Consiglio comunale, giustificando l'interesse pubblico. Questo è.
È incasinata? È pletorica? È arcaica? La chiami come vuole. L'effetto finale è uno: che lei quel balconcino qui lo fai, in un'altra regione no.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo in dissenso. Io mi asterrò. Ovviamente vorrei votare contro, ma mi asterrò.
Il tema, Consigliere Assenti e Presidente, è questo: voi avete fatto una previsione in deroga. È quello il tema. Ma mica ve l'ha ordinato il dottore. Voi potevate fare un altro tipo di attività legislativa e far sì che il Piano casa potesse essere non un'operazione in deroga, ma un'operazione prevista da una legge che la Regione poteva fare. Voi l'avete impostato in deroga.
Il tema vero, Consigliere Assenti e tutti gli altri, è che questa norma ha un filo conduttore che io ho contestato sino dal mio primo intervento, dove il tema è che c'è un Ministero, non il Ministro, un dipendente del Ministero che vi ha posto delle osservazioni. Non il Ministro, un dipendente del Ministero vi ha posto delle osservazioni.
Cosa avrei fatto se fossi stato il Presidente Acquaroli? Ovviamente non lo sono, mi è semplice dirlo, ma avrei provato a farlo, sarei andato al Ministero, non dal dipendente, ma dal Ministro a dirgli: "Guardi, secondo me c'è un eccesso di ingerenza da parte del Ministero, qui il suo dipendente sta esagerando", perché il Ministero della cultura, dentro qualsiasi tipo di attività e procedura, non esiste in nessun'altra legge nazionale.
I temi sono due: non aver voluto affrontare il Ministero dicendogli: "Guardi, si sta esagerando", secondo quello che è previsto dal Piano casa. Ma non lo dico io, voi l'avete impostato in deroga perché avete impostato la norma così. In realtà, se non si impostava in deroga quello che è previsto dal Piano casa, potevate fare una legge che lo prevedeva normalmente.
Fino a questo momento speravo che qualcuno dicesse questa roba. Sono 5 giorni che diciamo la stessa cosa. Era possibile, non venisse impugnato da nessuno.
Non capiamo perché deve essere una cosa che i Comuni possono fare o non fare, quando poteva essere una legge della Regione che non aveva bisogno del parere di nessuno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io non partecipo al voto, quindi parlo perché resti agli atti.
Guardate, non si può fare, Presidente Acquaroli, mi rivolgo a lei, che due terzi del Consiglio regionale, questa è la maggioranza, si pieghi alla volontà non del Ministro. ma di un funzionario del Ministero, grida vendetta. Questo è.
E torno all'emendamento. Noi stiamo parlando delle norme della pianificazione per il governo del territorio, ma vi pare che tutto debba girare intorno al Piano casa? Voi fate girare tutto intorno al Piano casa, ma la presenza del Ministero della cultura non è soltanto sul Piano casa, invasiva, e ci potrebbe stare lì, ma è dappertutto. E ci aprite addirittura i primi articoli.
Questo non può essere, non doveva essere. Se proprio è così, che dovevate avere questa "sudditanza" nei confronti, ripeto, non del Ministro, ma di un funzionario, che sicuramente non sarà neanche dirigente, dovevate fare una cosa semplice: stralciavate il Piano casa, con tre, quattro articoli concordati. Quelli sì, posso capirlo, col Ministro della cultura.
Tra l'altro li contrattavate in posizione di forza, perché potevate dirgli che se la impugnava, la cambiavate dopo. Invece così sono loro che sono in una posizione di forza, il funzionario e rischiate che se ve impugna, impugna tutta la legge della pianificazione del governo del territorio.
Ma dove si vede una cosa di questo tipo, che vado a pregiudicare un impianto complessivo, la legge più importante della Regione Marche, la legge più importante che voi fate, per il Piano casa? Ma stralciatelo. Non può girare tutto intorno a questo e di questo voi ne portate la responsabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Sì, due cose. La prima è, siccome dobbiamo fare la dichiarazione di voto sugli emendamenti, io starei sull'emendamento, quindi faccio un richiamo ai colleghi.
Nel caso specifico, noi qui consentiamo ai Comuni che hanno in corso una variante urbanistica di continuare con la legge presente, la n. 34/1992, che è un punto fermo, importante, che ci hanno chiesto i Comuni e che io ritengo opportuna e giusta. La legge entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024 e lo discuteremo successivamente.
Ai colleghi voglio rispondere in 30 secondi. Voi siete quelli che non volete salvare il Piano casa perché fino ad oggi ho sentito solamente critiche senza proposte alternative. Non c'è una proposta alternativa della legge del Presidente della Regione Veneto, l'unica legge che salva il Piano casa e che consente ampliamente in deroga dal 1° gennaio 2024.
E’ chiaro che voi siete all'opposizione e non avete il compito di governare, ma noi vogliamo salvaguardare il benessere dei cittadini e delle imprese marchigiane e quindi un punto fermo di questa legge è chiaramente l'ampliamento in deroga, sul quale abbiamo discusso tanto, sia internamente sia con il MIC.
Il MIC ha tutto questo potere perché forse dei documenti che dovevano essere fatti ed aggiornati non sono stati fatti in questi anni. Quindi l'impegno nostro è quello di aggiornare i documenti e probabilmente il MIC avrà un ruolo secondario in futuro. Però ci tengo a dire che tutto sta in piedi grazie a questo accordo che dovremmo fare entro il 31 dicembre con il MIC.
E’ chiaro che quello sarà un lasciapassare molto importante e, pertanto, dovremo concentrarci tutti, sia politicamente sia tecnicamente, nel far sì che ci siano delle norme snelle, chiare, per tutti i Comuni, per far sì che dal 1° gennaio il Piano casa si possa continuare ad attuare senza lungaggini burocratiche.
Attualmente, per un Piano casa con vincolo paesaggistico, il tempo di un Comune, come quello di Fano, è di un anno. Quindi, di che cosa parliamo? Noi non andiamo ad appesantire nessuna norma, anzi, noi grazie all'accordo con il MIC dal 1° gennaio andremo a snellire le procedure dove ci sono i vincoli paesaggistici e ridurremo i tempi per l'ampliamento in deroga al Piano regolatore ed al Piano casa.
Io sono un fermo sostenitore di questa legge, quindi tutte le cavolate, naturalmente politicamente parlando, che avete detto in questi giorni le smontiamo, una ad una, pezzo per pezzo, ed i fatti lo dimostreranno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. Caro Presidente, innanzitutto lei può stipulare tutti gli accordi che le pare, ma i tempi dell'articolo 146 del DM neanche il Ministro in persona li può modificare, quindi i tempi della Soprintendenza per il parere sull'autorizzazione paesaggistica non li puoi ridurre e rimangono bloccati.
Viceversa, la maggior parte degli edifici in zona agricola non sono in zona vincolata paesaggisticamente, semmai hanno le tutele del PPR, ma in quelle tutele non è previsto che non si possano fare gli ampliamenti degli edifici rurali. Basta studiarsele e conoscerle perché sono in vigore dall'89 nelle Marche.
Detto questo, non è affatto vero che la legge del Presidente della Regione Veneto non funzioni., funziona perfettamente perché ha reso la deroga strutturale e ha gabbato la Soprintendenza, mettendo e rimettendo che ci saranno le autorizzazioni paesaggistiche, eccetera, laddove necessarie ed opportune. E non mi può dire che io non ho presentato un'alternativa, perché mi offende, perché sono sicura che non ha guardato gli emendamenti e non gliene può fregare di meno, perché tanto li boccerà. Ma, se qualcuno volesse darmi retta, io ho presentato il comma 23-bis, nel quale una procedura che rende strutturale la deroga del 20% l'ho inserita.
Poi bocciatela e lasciamo la bruttura del Consiglio comunale che dichiara la pubblica utilità, ma vi rendete conto? Una norma copiata dall'articolo 14 del 380 che non è mai stato applicato da nessun ente, neanche per le RSA private, che pure hanno un interesse generale, neanche per gli asili privati è stata mai applicata perché si è sempre avuto paura.
Figuriamoci se al posto dell'Assessore mi sarei fatta convincere da un funzionario della Soprintendenza a fare una procedura del genere. Ma che siete matti?

PRESIDENTE. Emendamento 33/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Serfilippi.
Contrari: Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Biancani.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 33/3 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Rossi, Livi, Assenti, Acciari.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Allora, un'altra cosa che vorrei mi fosse spiegata è perché questa norma prevede delle deroghe nel caso in cui vengano presentate delle varianti per il PNRR e non una variante, per esempio, per una scuola, per una strada, per un asilo e non una variante per un'altra qualunque opera pubblica.
Con il Consigliere Assenti ci siamo più volte incaponiti e non mi ha spiegato come derogate dal 1444 per il volume, spero che presentiate un emendamento, che non avete presentato, quindi rimane senza deroga l'indice volumetrico. Lo so che mi guarda strano, ma l'indice volumetrico per la zona agricola rimane lo stesso ed io l’ho detto in tutte le lingue.
«Mi deve spiegare dov'è il comma e l'articolo in cui si dice che, qualora io voglia realizzare un'opera pubblica — e non me la inserisca tra le varianti assentite nel primo anno, perché posso anche fare un'opera pubblica fra due anni, prevedere oggi, nel mio piano triennale, che la realizzerò fra due anni – io la posso realizzare.
Quindi, a prescindere dal fatto che voi traslate tutto di 2 anni, considerato che metterete una proroga all'entrata in vigore della norma, mi deve dire dove c'è scritto che qui si può fare, una volta entrata a regime la legge e senza che sia stato approvato il PUG, una variante per un'opera pubblica finanziata che non sia PNRR.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Mi dica dove non è previsto. Oggi facciamo teoria urbanistica oppure facciamo... Nel senso, lei mi dica sulle opere pubbliche...

(interventi fuori microfono)

Andrea ASSENTI. . L'abbiamo fatto in Commissione e abbiamo parlato circa 3 ore su questo punto, sulle opere pubbliche e la possibilità di farle. Quindi sono quasi tutte varianti non sostanziali, le opere pubbliche lei le può fare...

(interventi fuori microfono)

Andrea ASSENTI. La mia dichiarazione è favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento 33/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 33/4 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Visto che non c’è un'apposita lettera che preveda le opere pubbliche, mi sono permessa di scriverla, perché il Consigliere Assenti non ha saputo rispondere. Nel senso che dice: "Ci sono le norme nazionali". Ci sono le norme nazionali, Consigliere Assenti, pure per il Piano casa, o c'è il 42/2004. Le norme nazionali ci sono pure in sanità, c’è per esempio il decreto Balduzzi, del quale voi ve ne siete fregati altamente. Quindi si scrive un'altra cosa.
“Comma b) bis: ‘Per le varianti adottate dal Consiglio comunale che riguardino programmi o progetti oggetto di finanziamenti pubblici o la previsione di opere pubbliche o di interesse pubblico, mediante le procedure di cui all'articolo 30 della legge regionale 34/'92, si applica l'articolo 30’".
Si applicano le procedure accelerate che riducono della metà i tempi perché sono opere pubbliche. E questo non c'era. Quindi o lo approvate e significa che non c'era, o non l'approvate e non ci sarà.

PRESIDENTE. Emendamento 33/4. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Ruggeri, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/5 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Viene aggiunto un altro comma: “b bis): le varianti previste dall'articolo 1, commi 21 e 22, della legge 15 dicembre 2004, n. 308 (Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione)".
Sono sicura che verrà bocciato. Sarà un problema per la realizzazione di queste opere, ma che vogliamo fare? Se la reazione è un muro di gomma…, in genere è la reazione dell'ignoranza.

PRESIDENTE. Emendamento 33/5. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/6 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Siamo nella fattispecie delle varianti al Piano regolatore che sono varianti minimali, ma la descrizione non descrive il tipo di varianti, evidentemente se ne sono viste poche volte. Non si sa neanche cosa siano, secondo me.
Allora inserisco questa fattispecie, che è molto frequente: “Le varianti al Piano regolatore generale che non determinano un aumento del suo dimensionamento globale di tipo residenziale e produttivo - che va pesato e questa legge non prevede che venga pesato - e che pur variando le destinazioni d'uso delle aree e comportando modificazioni alle relative norme tecniche di attuazione del Piano, non modificano la distribuzione o aumentano il carico urbanistico, né diminuiscono la dotazione di area standard di cui al DM 1444/1968. Le varianti sono approvate in via definitiva dalla Giunta comunale ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 34/1992. I termini previsti dai commi 2 e 3 dell'articolo 30 succitato sono ridotti rispettivamente a 20 giorni e a 50 giorni”.
Questa è una fattispecie nella quale, come ho detto, il dimensionamento del carico urbanistico…, che non viene mai citato da questa legge, invece tutte le altre leggi urbanistiche lo citano perché è obbligatoria la verifica del carico urbanistico anche in sede di VAS e perché gli impatti ambientali si calcolano esclusivamente, in tutta Europa, con il carico urbanistico, tranne che nella regione Marche, nella quale non si sa come si valuta il peso di una variante.
Ha detto prima l'Assessore: "Il 20% di che?". Del volume? Dell'indice? Delle aree verdi? Il 20% del numero degli abitanti? Invece è molto facile: si divide il numero del volume che si intende realizzare per 120 e abbiamo il numero degli abitanti insediati, ovvero si applicano altri parametri per le zone commerciali. È semplicissimo, ma qui non c'è scritto che si fa così.
Questo tipo di variante, che è di assestamento, in genere, delle lottizzazioni e dei piani attuativi, viene utilizzata spessissimo dai Comuni perché sono quelle varianti che riassettano, sia dal punto di vista planimetrico che di pesi, i piani attuativi che sono già in fase di realizzazione, proprio perché non c'è quasi mai corrispondenza tra la planimetria a 2000 fatta con aerofotogrammetria e il catastale.
Questa variante serve proprio ad evitare una procedura lunga quando la variante è minima e il numero degli abitanti insediabili rimane inalterato, così pure, verosimilmente, le questioni legate all'ambiente.

PRESIDENTE. Emendamento 33/6. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/7 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciari, Livi, Rossi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Voto contro, Presidente, perché la sostituzione del comma 13 sulle norme transitorie è veramente la toppa peggiore del buco. Siamo contrari.

PRESIDENTE. Emendamento 33/7. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 33/8 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 33/9 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 33/10 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 33/11 a firma del Consigliere Latini. Ritirato.

Emendamento 33/12 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Cerco di spiegare per la ventesima volta al Consigliere Assenti, se mi ascolta, sennò lo spiego al Consigliere Marinelli o lo spiego al Presidente.
Se noi scriviamo "nel rispetto del DM 1444", non possiamo applicare il Piano casa perché tutti gli edifici in zona rurale hanno già utilizzato l'indice volumetrico e, non solo, sono tutti eccedenti come volumetrie rispetto all'indice perché per costruire un edificio di 300 metri cubi, cioè di 100 metri quadri, ci vuole un ettaro.
Allora, nessuno ha 2 ettari di terreno vicino alla casa agricola, ma, essendoci stati dei frazionamenti, ci sono lotti molto più piccoli, normalmente intorno ai 3.000 metri quadri o anche meno, ed è evidente che non possono essere utilizzati i volumi se non eccedenti quelli già esistenti.
Stessa cosa in zona B. Se io sono in zona B, quindi in una zona di completamento, e ho un indice 4, e ho utilizzato 3 metri cubi su metro quadro di fondiario per realizzare la mia palazzina, chi mi vieta di usare il resto? Lo posso fare senza Piano casa.
Dov'è che mi serve il Piano casa? Laddove ho usato 4 su 4 metri cubi su metro quadro e mi serve lo 0,5 metro cubo per realizzare la mansarda, piuttosto che la chiusura del balcone. Chiudiamo tutti i balconi del lato est e quindi aumentiamo le volumetrie, ma siccome le abbiamo usate tutte le volumetrie quando abbiamo fatto la palazzina, oggi non le abbiamo.
Perché la legge regionale prevedeva una frase che era così: "nel rispetto delle altezze e dei distacchi di cui al DM 1444?" Perché lasciava libero l'indice.
Io l'ho detto otto volte in Commissione, al telefono non so se l'ho detto, l’ho detto in tutte le occasioni possibili, se voi siete sordi, vorrà dire che il Piano casa non si applicherà perché non esiste un solo edificio in zona agricola che non abbia già utilizzato tutta la volumetria, quindi non serve il Piano casa.
Proprio il contrario di quello che dice lei, Presidente, che dice che noi siamo contrari al Piano casa, non siamo affatto contrari, non vogliamo che sia costruito un percorso ad ostacoli impossibili da superare. È ben diverso.

PRESIDENTE. Emendamento 33/12. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/13 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo è uno dei punti centrali, a dimostrazione che nessun emendamento è non pertinente.
Voi con questa legge per ogni minimo intervento prevedete la deliberazione del Consiglio comunale che deve attestare l'interesse pubblico nella realizzazione dell'intervento, nel rispetto delle finalità di rigenerazione urbana di cui alla medesima lettera. Ma questo non lo può fare chi oggi è preposto al rilascio del titolo abilitativo? Lo deve fare, l’ha detto bene la Consigliera Vitri.
La previa deliberazione del Consiglio comunale, oltre a creare difficoltà oggettive per l'assunzione di responsabilità…, perché il Consiglio comunale non potrà deliberare tout court o di sua sponte, ma dovrà farlo sulla base di un documento istruttorio, quindi non toglierà nulla alla responsabilità che deve assumere il dirigente, ma la dovrà condividere con il Consiglio comunale, che è composto di diversi componenti. Se la prenderanno quella responsabilità? Immaginate voi…
Mi ricordo che, nell'interesse pubblico, circa 40 anni fa, venni denunciato al Consiglio comunale di Montegiorgio - mio padre e mia madre erano proprietari di un alloggio popolare, di edilizia popolare, dignitoso e c'era il cortile - perché partecipai ad un voto in Consiglio comunale, non sapendo che lì ci fosse un frustolo, non so se era di 1,5 metri quadrati, e venni indagato per abuso d'ufficio perché partecipai a quel voto. Prima del 1989, c'era ancora il vecchio codice. Capite cosa significa che deve attestare l'interesse pubblico? Lo sapete questo?
Urlo perché mi concentro e, se lei, Consigliere Rossi, alla sua età non riesce a sopportare le mie urla, esca ed ascolti dalla televisione. Può avere anche quella opportunità, ha capito? Perché io urlo quando voglio e mica chiedo il suo permesso.

PRESIDENTE. Emendamento 33/13. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Ciccioli, Elezi, Latini, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/14 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Secondo me è decaduto, ma io parlo lo stesso, ne approfitto.
Per la stessa motivazione…, e guardo il Presidente e gli dico: Presidente, non mi importa tanto del Consiglio perché non sarà applicabile, perché lei ha fatto il Sindaco e nessun tecnico comunale presenterà una delibera al Consiglio nella quale si dichiara l'interesse pubblico del balconcino chiuso di casa mia, o di casa sua, o di casa dell'Assessore. Non esiste, è un atto talmente discrezionale che non è possibile.
Ma, se non rimettiamo al comma 17, primo capoverso, che sono consentiti gli ampliamenti nel rispetto soltanto dei distacchi e delle altezze, penso che questa ottusità sia dannosa nei confronti dei cittadini.
Credo che per noi sia un goal. Uscirò stasera e domani farò un video nel quale dirò che avete approvato questa roba. Chi mi segue e chi ci segue in questo momento, sono tante persone, molte più di quelle che immaginate, capiscono queste cose in quanto sono tecnici comunali, sono iscritti agli ordini professionali, hanno visto tante volte le pratiche e non hanno fatto soltanto la teoria dall'alto dei cieli. Quindi, credo che sia importante eliminare questa discrezionalità, perché il Consiglio comunale decide in maniera politica e discrezionale.
Un conto è decidere su una destinazione urbanistica e decidere lo sviluppo territoriale in un ambito piuttosto che in un altro, un conto è decidere se l'ampliamento di casa mia è di pubblico interesse, o se l'ampliamento del Consigliere Carancini è di pubblico interesse.
In primo luogo perché c'è la responsabilità dal punto di vista anche penale del tecnico che firma e mette il parere di conformità tecnica; l'altro è che c'è una discrezionalità che non è del Consiglio comunale.
Il Consiglio comunale non può decidere in maniera discrezionale di dare un ampliamento senza regole alla casa dell’Assessore Saltamartini piuttosto che alla casa dell’Assessore Aguzzi. Ma ci rendiamo conto di quello che avete scritto?
Il Consiglio comunale decide in maniera discrezionale, senza una regola, perché voi non avete scritto neanche mezza regola per paura della Soprintendenza. La Soprintendenza, se l’ampliamento sarà sottoposto ad autorizzazione paesaggistica, la si acquisirà. Qual è il problema della Soprintendenza?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso perché devo finire. Non era decaduto l’emendamento della Consigliera Casini, che ho pure firmato, perché è un caso in cui il meno contiene il più, che lo recupera, perché almeno togliete la delibera del Consiglio comunale.
Non è tanto l'esempio che ho fatto prima, a me è successo con una deliberazione del Consiglio comunale, ma immaginate nei piccoli o anche nei grandi Comuni quando i Consiglieri andranno a deliberare sull'interesse pubblico, ma per l'interesse pubblico c'è la motivazione!
L'abuso d’ufficio, che ancora mi pare non sia stato abrogato, arriva fino al quarto grado.
Poi c'è quello che diceva prima la Consigliera Vitri, si possono annidare, in quelle deliberazioni, nei meandri di quelle deliberazioni, ad esempio, "connivenze politiche".
C'è una maggioranza politica di centrodestra o di centrosinistra, c'è un avversario politico, magari gliela faccio pagare. Oppure che succede? Ci sono le elezioni, adesso si rinnovano i Consigli comunali, c'è il Piano casa. Quelli che devono fare il Piano casa, che devono far deliberare il Consiglio comunale…, non pensate che magari quel tema entrerà in campagna elettorale? Per dire: "Votami, se andiamo su noi vi facciamo fare il Piano casa e vi dichiariamo l'interesse pubblico, magari per tutti". Capito?
Non solo, ma in alcuni casi, purtroppo, in alcune realtà, si potrebbero annidare anche connivenze corruttive. Invece, se si lascia nelle mani del dirigente, in questo caso accogliendo l'emendamento della Consigliera Casini e nostro… Quindi, si toglie la deliberazione del Consiglio comunale. Lasciare l'interesse pubblico è sbagliato, ma almeno l'interesse pubblico fatelo valutare dal dirigente che, di per sé, è uno e magari è imparziale e deve sempre lavorare nell'interesse pubblico.
Vedete come questo emendamento sia ugualmente tanto importante? Questo è il tema.
A volte mi esprimo in modo goliardico, ma sapete benissimo che c’è la sostanza di vita vissuta in quello che dico e sarà questo il problema.

PRESIDENTE. Emendamento 33/14. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/15 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questi, Presidente, sono emendamenti subordinati, nella prudente previsione che i precedenti venissero bocciati, quindi li ho fatti.
Sopprimiamo il secondo e terzo periodo. In questo caso si lascia la deliberazione del Consiglio comunale, però si toglie la deliberazione che attesta l'interesse pubblico alla realizzazione. Facciamo solo la deliberazione del Consiglio comunale. L'interesse pubblico è sempre sotteso a un atto amministrativo, signori, almeno questo.
Tra l'altro, c'è un'altra questione - guardo il Consigliere Marinelli, che ha fatto il Sindaco - non è soltanto il tema dei favori, magari uno non sa che ha un interesse , è inconsapevole, ma qui c'è il tema anche della responsabilità.
Se un Consiglio comunale attesta un interesse pubblico per un ampliamento e poi su quell'ampliamento c'è un processo penale per costruzione abusiva, il giudice, facendo una sentenza penale che può disapplicare l'atto amministrativo, fa demolire quel balcone, sul quale, magari, la Soprintendenza non aveva dato il parere. Quello è fonte di responsabilità, è danno erariale. La vota un Consiglio comunale una cosa di questo tipo? Ma le sapete queste cose?
Sapete perché le so? Non perché sono un avvocato, non faccio amministrativo, ma perché sono quasi 50 anni che faccio di tutto e di più e le ho vissute queste cose. Le ho vissute da Sindaco, da Presidente, da Consigliere, da Assessore, da Vicesindaco. Le ho vissute queste cose e le ho vissute come cittadino. Sono stato indagato, poi sono stato archiviato in istruttoria, però sono stato indagato per questo, per un voto del genere. L'ho vissuto. Ho fatto il Consigliere comunale. Voi lo attestate, vedete un film, io ho vissuto la vita reale e oggi cerco di rendere coerente questa legge a quello che dico.
Non sto qui a parlare con "lingua biforcuta" perché dico cose reali, le ho vissute. Non sono uno sciamano. Voi siete sciamani, che poi devono fare quello che gli dice il funzionario del Ministero.

PRESIDENTE. Emendamento 33/15. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/16 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.


Emendamento 33/17 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questo sopprime il comma 17 bis, dove dice: "Fino all'approvazione del PPR, gli interventi di cui al comma 17 possono essere consentiti in conformità al PPR e alle condizioni, secondo le modalità ed i tempi stabiliti mediante apposito accordo tra Regione e Ministero della cultura. Dopo l'approvazione del PPR, i medesimi interventi possono essere consentiti nel rispetto di quanto disciplinato dal PPR stesso".
Quindi, significa che se realizzo una terrazza o la copro, ci vuole l'accordo col Ministero? Un accordo generale con il Ministero? Allora non era opportuno stralciare il Piano casa? Sì, proprio per quello che dite voi ed avete scritto qua. Voi fate una disposizione particolare all'interno di tante altre disposizioni particolari, all'interno di una disposizione generale, che è il governo del territorio. Ma voi mettete dei paletti necessari, per carità, sul Piano casa, lo dice il Ministero, sennò lo avrebbe impugnato, ma voi li mettete su tutto e pregiudicate il tutto. Andava fatto a parte, separato, e dimostra che è come suggerivo io. Non lo fate, pazienza, però che resti a verbale, in modo che non si possa dire che non ve l'avevamo detto.
Poi, ovviamente, vi assumete la responsabilità di tutto questo. Voglio vedere qual è il Consiglio comunale che fa una deliberazione del genere. Come avvocato posso anche essere contento perché magari tanti verranno da me per chiedere dei pareri preventivi, per cercare di pararsi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. L’intervento è ridondante, però credo che l'accordo con il Ministero della cultura sia fondamentale ed importante per far stare in piedi tutta l'impalcatura. Ritengo che sia stata un'ottima intuizione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Intervengo in dissenso. Sono favorevolissima a questo emendamento, ma non posso tacere di fronte all'ottima impalcatura di cui ha parlato il Consigliere Serfilippi, in accordo col Ministero della cultura.
Noi siamo alle prese con situazioni paradossali per gli atti che proprio il Ministero della cultura deve approvare, vagliare, verificare, e voi date altri incarichi al Ministero della cultura? Per un eccessivo carico di lavoro che ha la Soprintendenza nelle Marche, e non parlo di inadeguatezza, ma di carico eccessivo di lavoro, non riesce a star dietro alle pratiche.
Credo che negli uffici della Soprintendenza non si entri dai moduli di richieste che hanno. Voi ne aggiungete altri, ma vi rendete conto di cosa state facendo? Riprendo l’esempio che ieri ha riportato il Consigliere Biancani, ci sono delle attività economiche nel centro storico di alcune città che hanno fatto richiesta per le vacanze natalizie, per le feste natalizie, di avere semplicemente un gazebo. Essendo in centro storico, devono avere l'autorizzazione della Soprintendenza. L'hanno sempre avuta perché, nella maggior parte dei casi, sono tensostrutture che arricchiscono, abbelliscono, decorano un centro storico. Quest'anno, pur dovendo pagare 3.000 euro solo per avere una tensostruttura, non hanno potuto avere l'autorizzazione perché, purtroppo, gli uffici della Soprintendenza Marche non hanno nemmeno visto le richieste, dal carico di lavoro che hanno.
Chi ci rimette? La gente che lavora, i Comuni, i cittadini che non possono avere in una piazza, davanti a un museo, nemmeno una tensostruttura natalizia. Questo perché la Soprintendenza è sovraccarica di lavoro. Ma vi rendete conto di cosa state facendo? Adesso le date altri carichi, altro lavoro inutile perché è inutile, eppure parliamo di snellimento della burocrazia. Ecco cosa state facendo.

PRESIDENTE. Emendamento 33/17. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Voto contrario del Consigliere Ciccioli.

Emendamento 33/18 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Emendamento 33/19 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Questa legge è esteticamente inguardabile. Immaginiamo Porto San Giorgio sotto la pandemi, con le strutture provvisorie esterne dei ristoranti; supponiamo che, come diceva la Consigliera Vitri - molto sapiente perché anche lei molto pratica – chi abita sopra senta l'odore del mangiare e gli dia fastidio. Che fa? Fa un esposto alla Soprintendenza.
La Soprintendenza, siccome non ha tempo ed è il Ponzio Pilato per eccellenza, per non sbagliare che fanno? Dà parere contrario a quello che scrive il Comune e quello non apre più. Lo stesso per il balcone.
Questa è la verità di quello che avete scritto. Se invece stralciavate questa norma sul Piano casa, la costruivate d'accordo col Ministero, calata nella realtà concreta di tutti i giorni, con un accordo preciso, dettagliato, allora, probabilmente, saremmo usciti da questa enorme confusione che paralizzerà tutto su tutto il territorio, perché basterà un cittadino che fa un piccolo esposto.
Dopo tu vai a dichiarare l'interesse pubblico dinnanzi a quell’esposto o quando è intervenuta la Soprintendenza? Vai in Consiglio comunale a dichiarare l’interesse pubblico? Ma chi lo fa? Ma neanche uno scappato di casa te lo fa.

PRESIDENTE. Emendamento 33/19. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/20 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente. Si dice: "Fatto salvo quanto previsto al comma 18 bis, gli interventi di cui al comma 17 possono essere consentiti ove siano soddisfatte almeno due delle condizioni di seguito elencate, di cui perlomeno una tra quelle individuate nelle lettere a), b) e c)". Ma chi lo deve deliberare? Il Consiglio comunale. Ma come fa a saperlo il singolo Consigliere comunale? A Montegiorgio, ad esempio, siamo 12. Come facciamo a sapere se c’è perlomeno una tra le condizioni individuate nelle lettere a), b) e c)? E voi mi direte: lo farà il dirigente che fa il documento istruttorio. Ma come potranno tutti e 12 i Consiglieri comunali fidarsi di quell'istruttoria, se poi in mezzo c'è qualche "interesse?
Avete capito perché paralizza tutto? E’ a dir poco cervellotica questa norma. Paralizza tutto. Ma, oltre a paralizzare il Piano casa, voi paralizzate tutte le altre attività perché l'ingerenza del Ministero della cultura, abbiamo visto, è dappertutto. Lo avete messo dappertutto, anche quando non dovevate.
Invece, quella presenza deve essere necessaria, come ci dice l’articolo 135 del D.L. 42/2004, che pure avete richiamato in ogni dove, propedeutica al PPR, che una volta approvato vale e non c'è più bisogno della fase transitoria. L'elaborazione dei piani paesaggistici avviene limitatamente ai piani paesaggistici dell’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d). Questo è il punto. A questo vi dovevate limitare anche sul Piano casa e il Ministero non poteva dire di no perché questa è una fase transitoria e una volta approvato il PPR, è quello che vale, capite?
È di una semplicità estrema. Era semplice fare questo e io ve l'ho detto fin dal primo giorno, fin dalla prima riunione in Commissione, tra l'altro ero da poco diventato Vicepresidente ed ho detto: adesso mi devo trovare questo problema pure in Commissione. Però, sapendo quanto fosse importante con la Consigliera Casini abbiamo detto: tu fai la relatrice e poi insieme la guardiamo, sapendo quanto va ad incidere nella nostra comunità e negli interessi legittimi della comunità, e voi fate dichiarare, però, l'interesse pubblico dal Consiglio comunale!

PRESIDENTE. Emendamento 33/20. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/21 a firma dei Consiglierei Ruggeri, Mangialardi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Questo emendamento, come altri che ho presentato agli articoli 21 e 25, parla della raccolta e riutilizzo dell'acqua piovana ed ho inserito alla lettera g), dopo la parola “sostenibile”… Di fatto l'emendamento è sostitutivo e l'unico vero cambiamento è questo che abbiamo aggiunto: “obbligatorio il riutilizzo delle acque meteoriche per tutti gli usi compatibili tramite la realizzazione di appositi sistemi integrativi di captazione, filtro, accumulo e distribuzione”. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 33/21. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/22 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. È un invito al proponente a ritirare questo emendamento perché noi, con il comma 18 bis, consentiamo a chi amplia o fa incrementi non superiori al 10% e comunque non superiori a 100 metri quadrati di realizzare tali interventi, purché sia soddisfatta almeno una delle condizioni di cui alle lettere c) e i) del comma 18.
La lettera c) è la riduzione di almeno il 20% dell'indice di prestazione energetica globale, mentre la i) è l'eliminazione delle barriere architettoniche non obbligatoria per legge.
Credo che sia un ottimo comma per far sì che si riducano o si facciano interventi energetici, oppure si abbattano le barriere architettoniche. Quindi, è anche una semplificazione che da un lato aiuta chi vuole ampliare del 10% e dall'altro, se si vogliono eliminare le barriere architettoniche, è un modo per incentivare questa cosa.
Consigliere, le chiederei di ritirare l’emendamento, comunque, la votazione sarà contraria.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Nel merito, se ritiene, interviene la Consigliera Casini, che ha firmato con me l'emendamento.
Non raccolgo l'invito del Presidente Serfilippi per una ragione. Innanzitutto, voi non avete raccolto tanti nostri inviti che andavano a migliorare la legge, non capisco perché noi dovremmo raccogliere il vostro. Tra l'altro, ha anticipato che voterete contro, avete la forza dei numeri, fatelo.
Ma perché voglio sopprimere questo comma? Direbbe il Consigliere Serfilippi: perché lo vuole sopprimere se comunque questo comma mette oggettivamente una pezza verso la direzione che tu dici? Semplice. C'è un tema di tecnica legislativa. Siccome ho detto all'inizio che il Piano casa doveva essere stralciato, è evidente che tutti gli emendamenti sono andati in quella direzione. Se soltanto uno dei miei emendamenti veniva approvato è ovvio che dovevate stralciare il Piano casa. Va in questa direzione. Per questo motivo non lo posso ritirare. Altrimenti, sebbene voi non abbiate mai raccolto alcun invito che andava nella direzione di migliorare la legge, probabilmente l'avrei fatto. Però ha una sua logica questo emendamento, che va in questa direzione. Innanzitutto, più che al merito, attiene al metodo perché è ovvio che, se fosse stato approvato uno, sareste stati costretti a stralciare il Piano casa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso. L’articolo 18 bis grida vendetta al cospetto di Dio. Innanzitutto, mi chiedo se possa essere considerato un intervento importante, dal punto di vista dell'abbattimento delle barriere architettoniche, un ampliamento di 100 metri cubi che, diviso 3, è geometria di base, sarebbe 30 metri quadrati di superficie. Quindi, è proprio essenziale l'abbattimento delle barriere architettoniche in un manufatto che al massimo può sviluppare il 10% e che comunque può sviluppare al massimo 30 metri quadrati di superficie? Rendiamoci conto di quello che viene scritto.
È una presa in giro rispetto alle barriere architettoniche, perché significa che io posso fare questo ampliamento se rispetto il punto a) – che non si nega a nessuno - ma se riduco le barriere architettoniche, anche qualora non previste. Ma grazie! Se ho una casa unifamiliare in zona agricola e faccio una rampa di accesso perché ho le scale, io ho risolto il problema. O metto un ascensore interno perché la mia casa, in realtà, è una bella villetta, quindi mi faccio l'ampliamento, metto un ascensore fra il piano terra e il secondo piano, che mi è molto utile (di quelli magari vetrati che probabilmente mi vengono anche finanziati fino al 75% o al 50%, non mi ricordo), e ho risolto il problema.

Mi viene assentito l'ampliamento dei 30 metri quadrati. Ma che è un mercimonio? Di che cosa stiamo parlando? Stiamo distribuendo volumetrie e la Soprintendenza questa roba è contenta di leggerla? Non credo che la Soprintendenza sia contenta di leggere queste cose.
Sono delle piccole scalfitture, veramente, che chi conosce un minimo le norme le vede. Tana proprio. Intanto vi accontentiamo, essendo noi incapaci di scrivere una legge, come quella del Veneto, nella quale diventa strutturale l'aumento del 20% nelle zone B ed E. No, io mi invento il 10% perché intanto qualcuno lo accontento. E che cosa faccio? Utilizzo le barriere architettoniche. Veramente brutto. Dopo che avete bocciato i PEBA, i miei complimenti.

PRESIDENTE. Emendamento 33/22. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Cesetti, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Casini.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/23 a firma del Consigliere Latini. Ritirato.

Emendamento 33/24 a firma del Consigliere Latini. Ritirato.

Emendamento 33/25 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Non si capisce perché in questo comma non vengano considerati gli edifici B. Mi si dice: perché nelle zone B.
Le zone B sono le nostre periferie, quelle brutte, le periferie che sono state realizzate negli anni '60, '70, '80. Le zone B sono le zone brutte delle città o dei paesi, sono le zone marginali, allora mi chiedo per quale motivo occorre che il Ministero della cultura individui gli immobili sui quali si può consentire l'ampliamento. Semmai sarà il contrario! Ricordo, e prima l'ha accennato la Consigliera Vitri, che esiste all'interno del 42/2004 un'altra legge che è stata inglobata, che è la legge 1089, sempre del '39, che individua gli edifici che sono soggetti a tutela e che sono ubicati quasi sempre nelle zone A, ma a volte possono essere ubicati nelle zone B.
Penso, per esempio, alle palazzine liberty del lungomare di San Benedetto del Tronto. Quella è una zona B dove ci sono delle palazzine che hanno un valore storico-architettonico, ma che sono già tutelate, quindi non si può applicare il Piano casa già adesso.
Qual è la motivazione per cui chiediamo, nel caso di San Benedetto del Tronto, alla Soprintendenza di censire tutte le case che stanno sul lungomare di San Benedetto del Tronto per dire se si può fare il Piano casa, invece di dire, è pleonastico, obbligatorio, che quando ci sono vincoli ex 1089 l’edificio è vincolato e non si possono fare gli ampliamenti.
Sinceramente, davvero non lo capisco. Prendiamo la zona del Passetto e lì facciamo un censimento di tutte le case per farci dire dalla Soprintendenza dove possiamo applicare il Piano casa, non il contrario, farci dire dove non lo possiamo applicare. Saranno 10 le case dove tu non lo puoi applicare perché sono comunque emergenze storico-culturali che derivano dai primi anni '30, periodo liberty, per il resto non c'è nulla e queste sono già censite, sono già inserite nei nostri Piani regolatori.
Sveglia, voi dovete sapere quello che già c'è nei Piani regolatori e le zone B del 1089 sono censite, anche i manufatti storici ex urbani sono censiti per legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo in dissenso. Questo sembra una cosa di poco conto, in realtà le zone A, a Pesaro, sono il centro storico e la zona mare, che è la zona dei villini. Quindi, nella zona A, il Piano casa non è applicabile. A Pesaro, a differenza di altre città, non è applicabile né in centro storico né nella zona mare. Nelle zone B è applicabile dappertutto, al di là delle case. Se c'è una villa storica in una zona B ovviamente non si può applicare.
La zona B a Pesaro è: Loreto, Muraglia, Montegranaro, Celletta, Vismara, tutti i quartieri tranne il centro storico. E io dovrei far fare alla Soprintendenza una valutazione di quelli che sono gli edifici dove posso applicare l'ampliamento del 10%? Quando lo farai mai?
Parliamo di migliaia e migliaia di case, ma chi le va a vedere? Quelli del Ministero? Se sono loro a doverlo fare, presumo che debbano fare dei sopralluoghi. Quindi vuol dire fare dei sopralluoghi in tutta la città.
Trovate una soluzione a questa cosa. Nelle zone A, punto, o nelle zone B dove ci sono edifici che hanno un valore storico-architettonico. Ci mancherebbe altro che uno, nella zona B, abbia un edificio storico, di valore storico e possa fare il Piano casa.
Io, ad esempio, sono in zona A, ho ristrutturato tre anni fa, non ho potuto fare il Piano casa perché sono in zona A, punto. Lo sapevo. Ovviamente sono anche contento perché sono quelle casettine a schiera tipiche degli anni '50. Se si fa il Piano casa le devasti e si va a rovinare un tessuto urbano che comunque merita di essere salvaguardato. Non ho applicato il Piano casa, anche se avrei voluto.
Ma nella zona B ci sono le palazzine fatte negli anni '50, '60, '70, '80, '90, fino all'altro giorno. Qual è il problema di fare il Piano casa nelle zone B, escludendo solamente gli edifici che hanno un valore storico, come una vecchia villa, un vecchio fabbricato rurale che ha un valore architettonico?
Ma ragazzi, questa è follia pura, almeno dal mio punto di vista. Valutate voi.

PRESIDENTE. Emendamento 33/25. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/26 a firma del Consigliere Latini. Ritirato.

Emendamento 33/27 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi chiedo: è necessario continuare ad appesantire la norma con atti che sono scontati e stabiliti, creando solo una ridondanza inutile?
Vi rispiego le zone B, che sono brutte, sono le aree di espansione degli anni '70, '80, '90, 2000, brutte. Si chiamano zone B di completamento.
Che cosa succede? Che la qualità dell'architettura è pessima in queste zone, con rare eccezioni. A volte, all'interno di queste zone, come il lungomare di San Benedetto del Tronto, famoso per la bruttezza degli edifici, tra cui casa mia, ci sono delle piccole perle, che sono, per esempio, le case liberty rimaste non utilizzate, non demolite, non sostituite, per mera fortuna.
Succede che negli anni è stato obbligatorio censire gli edifici di valore storico-architettonico ai sensi della 1089, che non è la legge del paesaggio, è un'altra legge che non c'entra assolutamente niente e che viene gestita da un'altra Soprintendenza, che non c'entra assolutamente niente con l'altra, che sono già censiti nelle zone B perché sono sottoposti a tutela, giustamente, insieme ai loro giardini, generalmente alle corti o ai giardini.
Ora, per quale motivo noi scriviamo una norma per la quale chiediamo alla Soprintendenza di indicarci tutte le case delle zone B, cioè tutta Ancona, tranne il centro storico, sulle quali si può fare l'intervento del Piano casa e non viceversa? Andare a vedere quelle che nel Piano regolatore di Ancona, di Pesaro, di Ascoli Piceno, di San Benedetto del Tronto, sono già censite come edifici da tutelare?
Il censimento è obbligatorio e se tu non lo fai, te lo chiede la Soprintendenza. Questo è anche per gli immobili che hanno più di 50 anni qualora siano pubblici, questo tutti i Sindaci lo sanno, per i quali, se li vuoi vendere, si applicano gli articoli 10 e 12 del 42/2004. Perché volete fare questa cattiveria?

PRESIDENTE. Emendamento 33/27. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/28 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Premesso che questa cosa che i Comuni possono fare un bando per dire: "Chi di voi vuole fare l'ampliamento degli edifici rurali?" non mi pare una cosa bella.
Allora, ho scritto questo comma, che vi invito ad ascoltare perché potrebbe essere una soluzione per il Piano casa. Ovviamente non lo ascolterete e il problema sarà dei cittadini.
Posso anche non leggerlo, ma siccome sono stata accusata di non essere propositiva, presento un comma che può risolvere il problema del Piano casa. Non l'ho scritto da sola e credo che chi mi ha aiutato ne sappia anche più di me.
"I Consigli comunali stabiliscono, mediante apposita deliberazione, gli ambiti territoriali in cui sono ammessi gli ampliamenti di cui all'articolo 17, nei casi e nei limiti previsti per gli ambiti definitivi di tutela dei PRG adeguati ai PPAR”, non al PPR perché nelle Marche il PPR non c'è più. Io ve lo vorrei dire, ma pare che non lo sappia nessuno. Quando si fa l'adeguamento dei Piani regolatori, il PPR compare e diventa Piano regolatore, diventa norma urbanistica, ma questo cosa lo diciamo a fare? “Adeguati al PPAR, gli indirizzi e le condizioni in base ai quali possono essere rilasciati i relativi titoli abilitativi edilizi. Per gli interventi di cui al comma 17 su immobili aventi valore artistico, storico-culturale o paesaggistico, è fatto salvo quanto stabilito dal decreto legislativo 42/2004". C'è anche la captatio finale.
Credo che questa norma possa risolvere il problema, perché, che cosa dico? Dico che ogni Comune decide dove può applicare il Piano casa. Quindi, in teoria, c'è una discrezionalità. Se fossi il Comune presenterei una perimetrazione includendo tutte le zone agricole ed escludendo sia le zone a tutela integrale , dove non sia già previsto, sia le zone B in cui c'è una villetta liberty. Su tutto il resto, quello che ricade in zona paesaggisticamente vincolata, direi: tutto questo è sottoposto all'autorizzazione paesaggistica.
Questo significa rendere una norma strutturale. Non ha la pretesa di essere la legge del Veneto, che è molto più complessa e ben fatta, però può essere un comodo escamotage qualora accolto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Su questo abbiamo discusso diverse volte, ne abbiamo parlato verbalmente in Commissione.
Lei cosa fa? Chiede ai Consigli comunali, mediante una delibera, di definire gli ambiti territoriali, quindi fa un'individuazione delle zone dove poter fare... Perfetto, decade però tutto il resto, cioè tutto quello che noi abbiamo disciplinato fino ad oggi…, quindi, in questo caso c'è assenza di interesse pubblico, perché l'impianto normativo che abbiamo impostato col Ministero, secondo l'accordo, è questo.
Capisco che lei non lo condivida, capisco che non vuole sottostare a quello che prevede l'accordo con il Ministero, capisco tutto., però, se lei mette questa cosa così, in assenza di convenzione, mi delimita una zona… Chi lo vota poi il singolo aumento della volumetria del 10%? Chi lo vota? È questo il discorso.
Quindi, la zonizzazione, l'individuazione delle zone, tecnicamente ci sta. Tu individui le zone, anche se il comma 19 dice dove tu puoi o non puoi fare il Piano casa, vedi le zone B. Il problema è che rimaniamo sempre lì. Tutto nasce, questo impianto "derogatorio", sull'interesse pubblico del Consiglio comunale.
Può non condividersi, lo capisco, però l'unico modo che noi abbiamo trovato, in accordo scritto con il Ministero, e a questo punto questo benedetto Ministero, o il funzionario, o chi per lui, sarà stato coinvolto. Ne abbiamo parlato, abbiamo fatto incontri numerosi e tutto, bisognerà sostanziare entro la fine dell'anno, quindi da qui a pochi giorni, questo accordo, perché in base a questo riusciremo a salvare gli effetti del Piano casa. Questo è nella nostra semplicità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Telegrafico. Consigliere Assenti, relatore di maggioranza, lei parla sempre di questo accordo, da qui alla fine dell'anno, e spero ed auspico che, per la dignità istituzionale di quest'Aula e della stessa legge, venga sottoscritto dal Presidente Acquaroli e dal Ministro della cultura, perché sarebbe una vergogna se venisse fatto con qualche funzionario del Ministero che pensa di dettare legge a un'Assemblea legislativa e ad una comunità, che dall'Assemblea legislativa viene rappresentata per volontà del popolo sovrano e che non si è insediata in quest'Aula con un concorso pubblico.
Con tutto il rispetto per i concorsi pubblici, io ho due figlie che lavorano a seguito di concorsi pubblici, quindi ci mancherebbe che non li rispettassi, però questa Assemblea si è insediata per volontà del popolo attraverso elezioni democratiche e non può fare accordi con chi invece vuole dettare legge, perché noi siamo la legge, magari un funzionario del Ministero.
Auspico che questo accordo sia sottoscritto dalla massima autorità della Regione, che è il Presidente, e dal Ministro della cultura, almeno. Altrimenti, sarebbe una vergogna.

PRESIDENTE. Emendamento 33/28. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 33/29 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Vitri, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Questo è un discorso serio sui Comuni terremotati, quindi vorrei che fosse ascoltato quello che sto leggendo.
Il comma 24 prima diceva che salvava la legge 25/2017, che fu fatta a luglio del 2017 per agevolare le procedure dei Comuni nelle aree terremotate, solo per le aree terremotate. C'era una serie di agevolazioni senza le quali la ricostruzione non sarebbe partita. Fu una legge scritta insieme ai Comuni, con i tecnici comunali, intorno a un tavolo, che ci dissero cosa fosse importante scrivere. Questa legge è molto importante.
Vi leggo il comma per farvi capire che è stata cassata la legge. Ve lo leggo e per favore, in ginocchio, vi chiedo di leggerlo, perché questo non è un gioco, questa è una cosa seria per i Comuni.
"Nei Comuni di cui al comma 2 dell'articolo 1 della legge 25/2017 - che sono quelli del Cratere - ferme restando le disposizioni statali vigenti in materia, continuano ad applicarsi le disposizioni della legge 34/1992 richiamate dalla medesima legge regionale, pur se abrogate da questa legge". Significa che saranno ammissibili soltanto le parti della legge 34/1992 richiamate nella 25/2017. Non va bene. Deve essere mantenuta in vita tutta la legge 25/2017 per quello che attiene il cratere.
Questo comma è scritto male. Chi lo ha scritto lo ha scritto male, probabilmente voleva mantenere la legge 34/1992, e va bene, ma di fatto cassa la 25/2017, che rimane solo ed esclusivamente per il perimetro.
Questo articolo fa il paio con l'articolo 33, dove c'è la famosa parentesi di abrogazione della legge 25/2017.
Io vi chiedo di mantenere la legge 25/2017 perché sarebbe un danno grave. Non ho alcun interesse perché la potrei cavalcare come meglio credo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Penso che, ma lo dico con tranquillità, o non riesco a capire io … Qui la 25/2017 rimane in essere. Chiedo ausilio agli avvocati presenti in sala. Santo Dio, qui viene abrogata la 34/1992, la 25/2017 rimane in vigore.

(interventi fuori microfono)

Andrea ASSENTI. Non facciamo passare che siamo peracottari, perché a un certo punto basta. Io voglio un'interpretazione autentica, una risposta dal Consigliere Cesetti. Qui si parla che la 34/1992 è abrogata o è abrogata la 25/2017?
Qui si parla di terremoto, quindi calma e gesso. Consigliera Casini, lei ha chiesto una solennità su questo articolo. Magari l'abbiamo capita male, forse l'abbiamo letta male, però lei mi dica dove sta l'abrogazione della 25/2017. Io non leggo l'abrogazione della 25/2017, lo dico veramente. “Continuano ad applicarsi le disposizioni richiamate dalla medesima legge regionale, pur se abrogate da questa legge”. E’ la 34/1992, non della 25/2017.

(interventi fuori microfono)

Andrea ASSENTI. Ma dove?

PRESIDENTE. Chiedo alla Consigliera Casini di rimanere in silenzio e a lei di continuare a parlare. Non sono consentite interlocuzioni solo fra voi e non ai fini degli interventi. Consigliere Assenti ha terminato? Perfetto. Il voto è contrario, bene.
Emendamento 33/29. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Marcozzi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Santarelli.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Aggiungiamo il voto contrario della Consigliera Marcozzi (da favorevole a contrario).

Emendamento 33/30 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Livi, Rossi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 33, così come emendato. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Dovrei ripetere le tante cose che abbiamo detto. Noi siamo contrari a questo articolo 33, lo abbiamo detto in tutti i modi, abbiamo cercato di correggerlo in tutti i modi, abbiamo evidenziato i danni che può fare sul territorio, nel senso che andrà a paralizzare l'attività.
Fin dal primo momento ho detto che occorreva stralciare il Piano Casa, condividerlo, quello sì, ma soltanto quello, col Ministero della Cultura e separare tutto il resto. Invece qui è uno strumento generale.
La legge più importante della Regione Marche, la pianificazione del suo territorio - se mi può ascoltare l'Assessore Aguzzi, che è stato sempre presente - può essere "condizionata", piegata, alle esigenze pur legittime del Piano Casa, che invece era meglio stralciare.
Guardate, è la legge più importante perché disciplina il territorio, un territorio come quello della regione Marche, straordinariamente bello, denso di opportunità anche per la crescita sociale ed economica di questo Paese, ma un territorio fragile, reso ancora più fragile, oltre che dall'ingiuria del tempo e delle avversità, anche dall'incuria degli uomini, e su questo portiamo la responsabilità.
Un territorio fragile, che deve essere messo in sicurezza, un territorio che ha bisogno innanzitutto di una pianificazione adeguata. Un territorio che ha subito le alluvioni. Da Presidente della Provincia sono stato il primo a subire un'alluvione che ha mietuto vittime umane, a Sant'Elpidio a Mare. Abbiamo visto l'alluvione delle Valli del Misa e del Nevola. Un territorio che è stato colpito da terremoti devastanti: il terremoto del '97 e quello ancora più grave degli anni recenti...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Intervengo in dissenso, non nel merito, ovviamente, perché condivido.
Prima il Consigliere Assenti mi ha detto che non è vero che viene abrogata la legge, leggendo quel comma, ho fatto riferimento all'abrogazione della lettera v) dell'articolo successivo, che adesso andremo a discutere.
La lettera v) il Consigliere Assenti la legge in un modo e io ho paura di come lo legge perché manca una parentesi e la parentesi non la può aggiungere l'ufficio, Presidente. La parentesi è quella che sta in questo testo di legge, se non viene modificato.
Ho il terrore che la legge 25/2017 sia stata abrogata perché non richiamata nel comma che ho letto prima dell'articolo 33 e perché messa tra le leggi cassate di cui all'articolo 35 (Abrogazioni) punto v).
Ritengo che sia da incoscienti continuare a tenere questa posizione per una parentesi e per non ammettere che gli uffici hanno scritto male un comma, perché hanno introdotto la legge 34, la salvano, e lasciano la 25 solo per la perimetrazione del cratere, dove si applica solo la 34. C'è scritto nel comma, non c'è scritto che si applica la 25. C'era scritto nella prima stesura, in questa stesura non c'è scritto.
Che cosa dice il punto v)? Dice che vengono abrogati l'articolo 1 della legge regionale 5 agosto 2000, poi c'è una parentesi e dice: "e alla legge regionale", che è scritto male perché sarebbe: "e la legge regionale 2 agosto 2017 n. 25 (disposizioni urgenti per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016", così come modificata dalla legge regionale 28 maggio 2019. C’è pure la modifica.
Posso avere paura che questa norma venga abrogata o sono una pazza?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Non voglio rigiocare. Siccome me lo ha detto lunedì scorso, 5 giorni fa, la invito con me a leggere davanti a tutti.
Questo è il titolo: lettera v) l'articolo 1 della legge regionale 5 agosto 2020, n. 44 , poi c'è il titolo, (Modifiche...), prima parentesi aperta, "Modifiche ed integrazioni della legge regionale 8 ottobre 2009 n. 22, (interventi della Regione per il riavvio dell'attività edilizia al fine di fronteggiare la crisi economica e difendere l'occupazione...), è il titolo!

PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio per consentire al Consigliere Assenti di completare il suo intervento.

Andrea ASSENTI. Glielo dico octu oculi. Sta qui. Lo legga. Non me lo invento. Abbiamo un testo diverso, oppure le chiedo di venire per farle vedere questa cosa.
Perché lo dico? Lo dico …

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Lasciatelo parlare. Non voglio difendere la maggioranza…

Andrea ASSENTI. Lo dico per l'importanza, quello che diceva lei prima, della legge 25, che non viene assolutamente abrogata. È la 34, come detto, e sulla lettera v)- si verbalizzi - ci sono tre parentesi tonde aperte e tre parentesi tonde chiuse. Non so più come dirlo e vengo a farglielo vedere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo , il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intervengo in dissenso, solo per chiarire il testo. “Lettera v) l’articolo 1 della legge regionale 5 agosto 2020 n. 44, e lì si apre la parentesi, sarebbe il titolo della legge. Bene, il titolo della legge dovrebbe avere alla fine la chiusura di una parentesi, o sbaglio? Non c'è. "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 8 ottobre 2009 n. 22...", non c'è.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Per queste cose c'è il coordinamento tecnico, che stabilirà le modalità migliori. Siamo su due posizioni, giustamente, di fronte a un documento uno lo legge oggettivamente com'è, quindi non ci sono... Esatto.

Articolo 33, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 34. Ci sono 2 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Presidente, le confermo che ho appena presentato un subemendamento all'articolo 34. All'emendamento 34/2 ho protocollato e consegnato un subemendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Nella votazione dell’articolo 33 oltre al Consigliere Biancani che ho richiamato al voto ed ha votato contro, anche la Consigliera Vitri ha votato contro, ma non l’ho citata.
Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Siccome è stato stradichiarato che la legge 13/1990 resta ferma e le disposizioni della legge 13 restano ferme, vedo che in questo articolo è stato presentato un emendamento dal Consigliere Serfilippi ed altri con il quale viene cassato il comma 5, o sbaglio, dell'articolo 34.
Il comma 5 dell'articolo 34 dice: "Resta fermo quanto stabilito dalla legge regionale 13/'90 per quanto compatibile con le disposizioni di questa legge". Quindi, a meno che non ci sia, io me lo auguro, un altro emendamento successivo, ma non lo vedo, la legge 13 viene abrogata di fatto, perché se non resta fermo quanto stabilito dalla legge regionale 13/'90…, è vero che non sta tra le abrogazioni, ma comunque viene cassato questo comma. Mi sembra una cosa piuttosto grave.

PRESIDENTE. Emendamento 34/1 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Solo per specificare che “resta fermo quanto stabilito dalla legge 13 del 1990 per quanto compatibile con le disposizione di questa legge”, l'abbiamo anticipato nell'articolo 24, quindi, siccome era ridondante, l'abbiamo anticipato all'articolo 24 dove le categorie ci chiedevano la soppressione.
La legge 13 del ‘90 è molto importante, quindi, l'abbiamo voluto anticipare e adesso come Consiglieri di maggioranza della Commissione lo sopprimiamo nell’articolo 34.

PRESIDENTE. Emendamento 34/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Subemendamento 34/2/1 a firma del Consigliere Serfilippi, che ha la parola per dichiarazione di voto.

Luca SERFILIPPI. Presidente, ho aggiunto solamente… Siccome il comma 6 stabilisce che la Giunta regionale per la redazione degli atti previsti in questo articolo - di fatto tutti gli atti propedeutici all’approvazione di questa legge, anche con riferimento alle discipline settoriali richiamate in questa legge - può attivare consultazioni con i soggetti portatori di interessi collettivi, noi avevamo presentato un emendamento a questo comma con il quale dicevamo di dare un congruo preavviso. Adesso l'emendamento non lo trovo, ma ce l'ho qui sotto, ed è “dandone preventiva notizia”.
Con il subemendamento abbiamo aggiunto: “La Giunta regionale per l'adozione degli atti previsti in questo articolo, compreso l'accordo tra la Regione ed il Ministero della cultura di cui al comma 17 bis dell'articolo 33, sente la competente Commissione assembleare”. Ho visto che in tutte le altre leggi regionali questo avviene, quindi, anche per rispetto di tutti i componenti della III Commissione, che ho l'onore di presiedere, credo che sia opportuno che gli atti propedeutici di questa legge vengano esaminati anche dalla Commissione che naturalmente darà un parere non dovuto, però credo che sia giusto condividerli con i componenti della III Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea Assenti. Sì, Presidente. Sull’articolo 34, per dichiarare sostanzialmente le indicazioni avute dal CREL, abbiamo accolte quelle sul sesto comma, sul secondo no, perché prevede che il gettito derivante dagli oneri di urbanizzazione vada destinato secondo le modalità di cui all'articolo 11 e all'articolo 21, monetizzazione degli standard. La finalizzazione di tale gettito è prevista nel comma 34. Il comma 34 è preferibile perché più rigoroso, mentre il 5 è collegato all'abrogazione dell'articolo 24, disciplina del territorio rurale e quindi non è stato accolto.

PRESIDENTE. Subemendamento 34/2/1. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 34/2 a firma dei Consiglieri Serfilippi, Assenti, Acciarri, Rossi, Livi. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Santarelli, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Rossi.

Articolo 34, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 35, il quale ha 2 emendamenti. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Vengono cassate numerose norme. Prima le abbiamo citate: norme del 2011 che definivano delle caratteristiche territoriali importanti, la riqualificazione urbana. Abbiamo questo dubbio sulla legge 25 che, se è così, è scritta male e crea un problema, quindi diciamo che se quello è un titolo, che venga sistemato, anche perché abrogare la legge che viene citata, cioè l'articolo 1, è veramente strano; che si abroghi una legge del genere come quella che abbiamo visto, cioè la 44.
Comunque, in ogni caso, noi siamo contrari all'abrogazione, soprattutto per quello che riguarda la legge 34 del 2008, quella delle Commissioni locali per il paesaggio, perché riteniamo che abbia funzionato bene fino adesso e non è necessario copiarla, non in maniera pedissequa, tra l'altro, e inserirla in una legge, perché già funziona così. Siccome non stiamo facendo un testo unico, inserire delle norme che hanno una loro vita e che hanno anche espletato un'efficacia, secondo noi, è pericoloso.
Stessa cosa, ripeto, per la legge 23 novembre 2011, n. 22 “Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto del territorio” e per la legge 22 del 2009. Sono delle leggi importanti che hanno aiutato a mantenere il nostro territorio e sono state anche utilizzate per la Presidenza di ITACA, che, come sapete, abbiamo perso.
Queste abrogazioni così, secondo noi, sono pericolose.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Intervengo sull'articolo per fare la mia dichiarazione di voto complessiva perché poi non sarò io a farla, ma la Consigliera Casini o il Consigliere Cesetti.
Ribadisco il mio voto contrario complessivo a questa legge. Ritengo che sia stata presentata come una legge che avrebbe, in qualche modo, ridotto i tempi, semplificato le procedure e contrastato il consumo di suolo. Da quello che ho potuto leggere, almeno questa è la mia analisi, questa legge non risponde a nessuno di questi annunci fatti.
È una legge che commissaria i Comuni, ma è la stessa Regione che viene commissariata dal Ministero della Cultura, il quale doveva esprimere quei pareri, ovviamente previsti per legge, ma non dare il via libera su tutto e di più.
Ritengo che le procedure rimangano le stesse: la Conferenza dei servizi rimane; viene inserita la nuova procedura che è quella della CeVI, che non sostituisce la Conferenza dei servizi. Le varianti non sostanziali oggi potevano essere approvate dalla Giunta, domani saranno approvabili solamente dal Consiglio comunale.
Per quanto riguarda tutti i temi legati ai piccoli ampliamenti, cioè il Piano casa e altro, sono ampliamenti che sono anch'essi legati al Ministero della cultura, ma che prevedono l'approvazione del Consiglio comunale, l'intervento della Commissione paesaggio, la pubblica utilità, l'accordo con la Soprintendenza e, soprattutto, prevedono che, oltre alle zone A, anche nelle zone B possono essere possibili piccoli ampliamenti, fino a un massimo del 20%, solo dopo che la Soprintendenza ha certificato i fabbricati nei quali può essere applicato e nei quali non può essere applicato.
Quindi, una normativa che poteva essere impostata in tutt'altra maniera. Non doveva considerare l’ex Piano casa come norma transitoria, ma doveva essere fatta, come hanno fatto altre Regioni, una normativa differente che prevedeva la possibilità in deroga, ma non come norma transitoria, che avrebbe consentito a tecnici, professionisti e imprese di avere sicuramente una maggiore garanzia e dei punti di riferimento ben chiari.
Inoltre, e chiudo, questa norma non mette le risorse necessarie. La Consigliera Casini ha fatto riferimento ai 25 milioni di euro; qui complessivamente ci sono 800.000 euro. Ma penso che sia difficile che nei prossimi anni la Regione Marche, vista l'aria che tira, sia nelle condizioni di poter trovare quei 20 o 30 milioni di euro, minimi, che saranno necessari ai Comuni per poter portare avanti la pianificazione prevista da questa norma.
Quindi, una normativa che, dal mio punto di vista, avrei affrontato in una maniera completamente differente e avrei condiviso… Come dicono i Consiglieri di maggioranza, il Ministero della cultura si è messo di traverso; avrei fatto di tutto per trovare una soluzione con lo stesso Ministero, perché quella che oggi vi apprestate ad approvare, perché noi voteremo contro, è una norma che non va nell'interesse dei cittadini, non va nell'interesse della riduzione del consumo di suolo e non va sicuramente nell'interesse di ridurre le pratiche e le burocrazie che oggi sono già presenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, brevemente, perché questo intervento valga come dichiarazione di voto, perché ovviamente la dichiarazione di voto finale la farà la Consigliera Casini, sia perché è il Vicecapogruppo, sia perché è la relatrice di questa legge.
Noi voteremo contro, io voterò contro, perché, l'ho detto, è una pessima legge che non entrerà mai in vigore, perché i tempi sono esageratamente lunghi, non sono perentori, quindi di sicuro verranno allungati.
Non aver previsto neanche il principio della destinazione delle risorse per gli enti territoriali - i Comuni e le Province - allungherà ancora di più i tempi. Ad esempio, non aver previsto il principio secondo cui le risorse avrebbero potuto essere previste anche negli anni successivi con legge di bilancio - nella consapevolezza che il nostro è un bilancio triennale autorizzatorio - avrebbe consentito agli enti territoriali di dare gli incarichi. E’ stato respinto anche questo.
È una legge che di fatto commissaria i Comuni e le Province, espropria le Province dalle loro competenze, che tra l'altro hanno esercitato in modo positivo ed incisivo fino ad oggi, segno evidente che l'esercizio di quelle competenze ha funzionato per quanto riguarda il nostro territorio.
Una legge che doveva essere un testo unico, come ho detto fin dal primo momento, previo stralcio del Piano casa, che, quello sì, doveva essere condiviso col Ministero della cultura, ma questa condivisione non può essere estesa a tutta la legislazione, perché non dimenticate che con questa legge avete previsto la presenza del Ministero alla cultura all'interno della Conferenza di copianificazione CeVI, che vi siete inventata per tutti gli strumenti di programmazione: per il PPR, per il PTR di competenza regionale, per il PTCP di competenza provinciale, per il PUG di competenza comunale.
È una presenza invasiva, non richiesta, non necessaria, non dovuta, perché le competenze del Ministero della cultura sono quelle delineate dal decreto legislativo 42/2004 e sono quelle delineate dalla legge nazionale, articolo 135, che dice. “limitatamente ai beni paesaggistici di cui all'articolo 143”. Perché la legge regionale doveva ampliare questa competenza e metterla dappertutto?
Vi ho dimostrato con esempi concreti come questa incidenza sarà talmente invasiva da paralizzare tutto il territorio regionale, che invece ha bisogno di essere risanato, protetto, che ha bisogno di politiche di sviluppo socio-economico, nell'interesse e per la crescita della nostra comunità.
Ho finito il tempo e poi penserà la Consigliera Casini alla dichiarazione finale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Presidente, anche per me una breve sintesi alla fine della discussione.
Intanto voglio ringraziare la Consigliera Casini, che è stata relatrice di minoranza, come il relatore. Da relatrice di minoranza, un impegno così importante, costante e di competenza credo che meriti un plauso; con lei certamente il Consigliere Cesetti, che ha svolto un ruolo centrale. Naturalmente ringrazio il Consigliere Assenti, al quale ho rivolto anche un apprezzamento.
Non avevamo bisogno di una legge regionale che occupasse cinque lunghe giornate e che poi andrà in vigore tra quattro anni e oltre. Direi che è una vergogna semplicemente partire da qui. Una legge che andrà in vigore fra oltre quattro anni, se tutto andrà bene.
Non solo: non spiegate perché, o almeno all'inizio non spiegavate perché, c'è questa ostinazione all'approvazione di questa legge. In realtà l'abbiamo capito.
Ci sono nove punti molto sintetici. Non fate riferimento all'articolo 9, al valore ambientale della legge urbanistica: è una cosa che non si guarda.
Avete approvato, lo ribadisco, il PRAC il 23 marzo 2023 sulla base dei principi della tutela dell'ambiente e non ne fate minimo cenno.
Dichiarate "niente consumo del suolo" e non perdete occasione all'interno della legge, con articoli mascherati, di affermare e di consentire il consumo del suolo. Lo fate in maniera chiarissima all'interno delle norme transitorie, concedendo la possibilità di aumentare del 20% la volumetria dei cittadini rispetto alle espansioni: davvero una cosa inaccettabile.
Una sussidiarietà al contrario: altro scandalo. La Regione Marche diventa il fulcro, luogo di decisione della pianificazione territoriale dei Comuni e delle Province. Avete riportato indietro la Regione di trent'anni. Andate negli uffici tecnici delle Province e dei Comuni, andate a chiedere se questa legge sarà applicabile.
Avete costruito un mostro: la copianificazione e la valutazione interistituzionale. Il relatore di maggioranza ha parlato di ruolo politico. Ebbene, il ruolo politico esautora le scelte di diritto degli enti territoriali, perché la Regione, attraverso la CeVI, può mettere un veto. Un altro scandalo che ovviamente va solo a beneficio degli interessi della Regione, perché dietro tutto questo c'è l'interesse della Regione di controllare il sistema urbanistico e tutti gli interessi speculativi che ci sono dietro.
Avete scritto una legge, io non ce l'ho con i tecnici, da schifo dal punto di vista legislativo. Non mi importa chi l'ha scritta: fa schifo, è scritta male.
E, in fondo, oggi date uno schiaffo ai cittadini e ancora una volta approvate una controriforma. Ve lo ricordate quando vi dicevamo che la nuova riforma del modello organizzativo dell'ASUR non sarebbe andata in vigore? Oggi siamo al 28 novembre e non c'è l'atto aziendale di nessuna delle aziende territoriali.
Oggi fate ancora un'altra riforma che praticamente danneggerà i cittadini e, in realtà, farà gli interessi di pochi, di coloro che voi potrete controllare politicamente.

PRESIDENTE. Emendamento 35/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 35/2 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 35. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 36. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico/1 a firma dei Consiglieri Casini, Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Decaduto.

Coordinamento tecnico/2 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio Cesetti. Grazie, Presidente. Quello che ho detto fin dall'inizio - e voglio concludere anche la mia maratona personale, oltre alla vostra - è che su questa legge, che ho studiato e approfondito con la necessità – lo voglio ribadire in sede di coordinamento tecnico, venisse inserito il testo unico per il governo del territorio. Non lo accoglierete, lo so, ma è un errore.
Tra l'altro, mi sono battuto strenuamente perché in questa legge venisse previsto il richiamo agli articoli 9 e 41 della Costituzione, che, con la modifica costituzionale del febbraio del 2022, mette il principio della tutela dell'ambiente tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, come imperativo per la Repubblica e quindi anche per noi, per tutte le istituzioni della Repubblica, e lo mette tra i principi che regolano l'attività economica.
Ho dato disposizione, l'ho scritta mentre ero qua, per una proposta di legge di modifica dello Statuto della Regione Marche perché, appunto, il Presidente Serfilippi ha riferito, correttamente tra l'altro, che qualcuno gli ha detto che il richiamo a quegli articoli avrebbe creato problemi alla legge. Allora, adesso presento una proposta di legge di modifica statutaria dell'articolo 1; me la sono legata al dito perché la Regione ha il dovere di adeguare lo Statuto a quelle norme e i funzionari tutti e i dirigenti tutti della nostra Regione devono rispettare il dettato costituzionale e non si devono azzardare a dire che il richiamo a quegli articoli crea danno alla legge.
Chiederò una modifica all'articolo 1, dove inseriremo, tra le istituzioni, oltre i Comuni e le Province anche le Unioni dei Comuni, che avete previste nella legge, nonché il richiamo alla tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, coerente, tra l'altro, con gli stessi trattati internazionali. Ho scritto già la relazione. Poi, il principio dell'attività economica, a cui è sotteso anche il Piano casa e tutti gli altri interventi, che non può svolgersi in contrasto con l'ambiente, lo scriveremo nello Statuto affinché, appunto, tutti gli uomini e le donne, politici e non, di questa nostra regione possano averlo a mente e lo possano ricordare anche quando scrivono e approvano le leggi.

PRESIDENTE. Coordinamento tecnico/2. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Coordinamento tecnico/3 a firma dei Consiglieri Cesetti, Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo perché questo titolo…, perché la norma non può essere soltanto la pianificazione del governo del territorio; deve essere quello che ho scritto io: la rigenerazione urbana, la difesa del suolo, la sua valorizzazione.
Questa idea mi è venuta ascoltando autorevoli esponenti nazionali, politici, rappresentanti di istituzioni, che non cito, che in relazione ai drammi che erano avvenuti l'anno scorso nella nostra regione e poi in Emilia-Romagna, in Toscana, dicevano che è necessario proprio questo. Si diceva che era necessario, appunto, un testo unico che tenesse insieme il tutto: il governo del territorio, la rigenerazione, la riqualificazione, la valorizzazione, la difesa del suolo, il dissesto idrogeologico; tutto, tutto bisogna tenere insieme, perché non è separato.
E vi faccio un esempio: il chiosco che voi consentite in via provvisoria a ridosso di un fiume, quell'autorizzazione, la previsione di quella possibilità, non può essere disgiunta e separata dalla tutela dell'ansa del fiume; non può essere separata dalla necessità di una pianificazione sul territorio. Un insediamento produttivo non lo possiamo separare dalla necessità di realizzare una vasca di laminazione che magari possa evitare quello che è successo nei paesi dell'anconetano l'anno scorso.
Capite che non si può separare l'uno dall'altro, ma devono camminare insieme, devono procedere insieme, devono prendersi per mano e, se necessario, si devono controllare a vicenda. Per questo bisogna andare insieme, per questo è necessario un testo unico.
Non l'avete voluto fare. Tutto questo l'avete subordinato al Piano Casa e all'accordo con il Ministero. È veramente una poca cosa questa, scritta da chi non ha la consapevolezza di essere un'istituzione della Repubblica Italiana che deve pensare al bene della propria comunità.

PRESIDENTE. Coordinamento tecnico/3. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Contrari: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Latini, Santarelli, Rossi.
In sostanza richiama l'attenzione sulla questione della rigenerazione urbana, evidenziando, nelle opportune sedi, sia per quanto riguarda la Giunta regionale che l'attuazione della legge, il rapporto con il Governo e il Parlamento, ad iniziative che possano, da un lato, tenere conto della riduzione minima degli indici di prestazione energetica e favorire, appunto, la transizione energetica nel campo specifico dell'urbanistica; evitare delle situazioni di discrasia nell'ambito del Titolo II del DPR 380/2001 e valutare l'opportunità di apportare modifiche all'articolo 33 relativamente alla fase transitoria, quindi Piano Casa.
Detto questo, sottopongo alla vostra votazione questo ordine del giorno. Se i capigruppo intendono sottoscriverlo, è a disposizione.
È stato presentato un subemendamento perché dal primo testo sono stati esclusi due paragrafi, che sono praticamente il paragrafo A e il paragrafo B del testo che voi vedete, quello che parte da "a valutare l'opportunità" e si conclude con "esclusivamente di espansione".
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, chiedo 3 minuti di sospensione perché voglio valutare insieme al mio gruppo questo ordine del giorno.

La seduta è sospesa alle ore 17:25

La seduta riprende alle ore 17:30

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Emendamento a firma dei Consiglieri Latini, Santarelli, Rossi, che stralcia la parte che comincia da “a valutare l'opportunità di apportare modifiche” fino a “zone esclusivamente di espansione”. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Serfilippi.

Luca SERFILIPPI. Grazie, Presidente. Parlo adesso perché la dichiarazione di voto la farà il Presidente del gruppo. Ci tengo a ringraziare nuovamente i relatori sia di maggioranza che di minoranza; abbiamo passato tanti giorni anche con grosse discussioni, ma credo che abbiamo svolto bene il nostro lavoro. Come Commissione abbiamo fatto un grande lavoro per migliorare questo testo.
Mi fa piacere anche l'approvazione dell'emendamento grazie al quale tutti gli atti conseguenti a questa legge verranno in Commissione, quindi avremo modo di ridiscutere gli atti, a partire dal primo accordo che è la base della norma transitoria per quanto riguarda l'ampliamento in deroga del Piano Casa, ovvero l'accordo con il Ministero della cultura per quanto riguarda le zone in cui applicare l'ampliamento in deroga.
Ci tengo a ringraziare tutti i componenti della Commissione e la Giunta, in primis l'Assessore Aguzzi e anche il Presidente Acquaroli, per aver portato l’atto fondamentale per il futuro della nostra Regione Marche.
Sono un fermo sostenitore del cambiamento e, per cambiare, bisogna legiferare, cosa che non ha fatto il Partito Democratico negli ultimi 30 anni su questo tema. Era una delle promesse che abbiamo fatto in campagna elettorale e che oggi smarchiamo. Sono felice dell'approvazione di questa importante legge per il futuro della nostra regione Marche, un futuro che non è immediato. Avremo tutto il modo e il tempo di far capire ai geometri, ai Comuni, alle Province… Nonostante la narrazione che avete portato in questi giorni, sia in Commissione sia pubblicamente, è stato elogiato il lavoro svolto dalla Giunta Acquaroli e dalla Commissione.
E’ stato svolto un grande lavoro sia tecnico che politico, che vedrà le forme nei prossimi mesi, nei prossimi anni. La legge urbanistica, il governo del territorio, non si cambia dall'oggi al domani. Ci prendiamo tempo, deve essere una transizione passo dopo passo, coinvolgendo tutte le varie associazioni di categoria, tutti i vari enti pubblici. Sarà fondamentale che la trasposizione di questa legge venga condivisa con tutti i soggetti.
Poi è chiaro che, se tra 6 mesi, tra un anno, ci accorgeremo che qualche comma andrà modificato, siamo assolutamente disponibili a farlo; anzi, mi auguro, visto che siamo sull'ordine del giorno, che anche il Governo metta mano al Piano Casa.
So che la Lega ha chiesto una riformulazione del Piano Casa che possa consentire di costruire sul costruito. Penso che oggi non ci sarebbe bisogno di parlare di consumo di suolo zero e di rigenerazione urbana, però le leggi servono per incentivare le persone che hanno una casa ad ammodernarla, a migliorarla sia sismicamente che a livello di efficientamento energetico. Noi abbiamo aggiunto anche l'aspetto idrico, ci abbiamo aggiunto anche l'aspetto delle barriere architettoniche, per consentire dei piccoli ampliamenti fino al 10%, fino al 20%. Fino al 10%, credo che sia molto snello l'ampliamento dal primo gennaio e fino al 20% ci sarà un'interlocuzione con la Commissione locale per il paesaggio, che comunque si baserà sull'accordo che faremo come Regione con il Ministero della cultura. Non vedo queste problematiche che il Partito Democratico ha evidenziato.
Non aggiungo nient'altro, se non ringraziare tutti i colleghi Consiglieri. Sappiamo che l'urbanistica è una materia molto complessa, delicata, in cui spesso ci sono anche sentenze contrastanti tra di loro, normative vecchie anche a livello nazionale. Noi, come Regione Marche, non siamo i primi ad aggiornare la legge sul governo del territorio, ma non siamo neanche gli ultimi. Abbiamo cercato di prendere tutte le buone cose, le buone norme fatte dalle altre Regioni, come la CeVI, che è una conferenza che snellisce le procedure per chi, a regime, all'interno dei PUG, vorrà investire sulle nostre città, sui nostri territori.
Oggi, un imprenditore che vuole investire nella nostra regione sa benissimo che i tempi sono biblici per chiedere delle varianti al Piano regolatore, ma anche delle varianti non sostanziali. Con questa legge a regime semplificheremo la vita di cittadini ed imprese.
È chiaro che nel regime transitorio non andremo a stravolgere la vita della nostra regione, ma penso che con il prossimo bilancio di previsione, ma anche con gli impegni che come Regione ci siamo presi - ad esempio aggiornare il piano paesaggistico regionale, piuttosto che il piano territoriale regionale, che è il primo atto che faremo come Regione - riusciremo a cambiare le sorti della nostra regione ed io mi auguro in meglio. Grazie a tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non capisco chi prende in giro il Consigliere Serfilippi. Noi abbiamo fatto una legge di che? Voi avete fatto un manifesto per dire che avete fatto la legge urbanistica. Come avete fatto, lo ricordavo l'altro ieri, l'ha ricordato oggi il Consigliere Carancini, la legge sulla riorganizzazione del Sistema sanitario regionale. Abbiamo visto quello che sta succedendo nella nostra regione; guardiamo gli articoli che escono su Torrette. Non parlo della mia Fermo, dove ancora lavorano col budget provvisorio, tra l'altro sono chiamati al rientro e addirittura hanno sospeso i buoni mensa per il personale dipendente. Avete nominato un Commissario, al posto del direttore, che avete fatto Commissario, poi avete nominato un altro direttore, che si è dimesso, poi avete richiamato quel Commissario che avevate defenestrato e l'avete rimesso a fare il direttore.
Questo è quello che ha prodotto la legge di organizzazione del Sistema sanitario regionale. Voglio vedere gli effetti questa legge, Consigliere Serfilippi. Un testo che paralizzerà lo sviluppo di questo territorio e la sua messa in sicurezza; che commissaria i Comuni mettendoli nella condizione di non poter operare, che bloccherà completamente il Piano Casa che, invece, andava stracciato ed infine una sovraesposizione del Ministero della Cultura che paralizzerà tutto.
Una legge, tra l'altro, che voi stessi avete detto che non andrà in vigore perché entrerà in vigore nel termine di 48 mesi, che potranno diventare 96 e ancora di più; ma le norme di salvaguardia scatteranno prima e bloccheranno il territorio. Una legge di cui non è responsabile il Consigliere Serfilippi, ma il Presidente Acquaroli, da quella sedia, la massima autorità di questa Regione, che ha detto: poi provvederemo a cambiarla.
Una legge su cui c'è un ordine del giorno, e veniamo al punto, che non si nega a nessuno. Quando ero in Parlamento si diceva che un ordine del giorno non si nega a nessuno.
Il Presidente Latini fa un ordine del giorno molto generico però che dice alcune delle cose che abbiamo detto noi, come ad esempio: "a valutare l'opportunità di apportare modifiche all'articolo 33 dirette, con riferimento alla fase transitoria, a consentire…"; queste cose noi le abbiamo dette.
Il Presidente Latini, ovviamente ligio al suo ruolo più alto di questo consesso e anche legato ovviamente alla solidarietà di maggioranza, presenta un ordine del giorno molto generico con il quale dice le cose che abbiamo detto noi. Non si nega a nessuno, eppure l'avete negato persino al Presidente dell'Assemblea legislativa, gli avete negato quest'ordine del giorno e gli avete imposto un emendamento. Roba che, anche questa… Presidente, mi consenta, lo sa che ho sempre apprezzato come conduce questa Assemblea legislativa, non come il Consigliere Mastrovincenzo, che era molto più imparziale, non lo dico per colleganza di gruppo. Lei, complessivamente, dal mio punto di vista conduce bene quest'Aula, però piegarsi ad un emendamento che di fatto uccide e rende inutile quest'ordine del giorno è una cosa che non si è mai vista.
Rispetto al fatto che un ordine del giorno che non si nega a nessuno, lo stesso proponente è costretto a fare un emendamento. Almeno, Presidente, poteva consegnare la responsabilità dell'arroganza alla parte politica, far fare a loro l’emendamento, votarlo e poi magari subirlo; ma almeno consegnare a loro l'arroganza.
Questa è la dimostrazione di un'altra perla istituzionale e, ovviamente, il povero Monnet, che prima vi ho citato, non sarebbe sicuramente d'accordo, perché non si può dire che questa istituzione potrà trasmettere la saggezza degli uomini e quindi la nostra. Non credo, perché questa saggezza non c'è.
Noi avremmo votato a favore dell'ordine del giorno, Presidente, avremmo votato responsabilmente a favore, quindi le chiedo di ritirare questo emendamento: se lei lo ritira, voterò a favore dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Vorrei fare una riflessione globale. Apprezzo molto l'ordine del giorno del Presidente, però, ovviamente, la sua volontà di unire non può rimettere in discussione alcuni aspetti della battaglia che c'è stata.
Vorrei ricordare al centro-sinistra, ormai molto sinistra poco centro, che la legge precedente è del 1992, cioè 32 anni fa. Voi avete governato complessivamente quasi 29 anni, sicuramente dal 1995. In tutti questi anni non è stata mai messa mano a quella legge che pure appartiene a un'altra epoca geologica nella politica. Noi governiamo da 3 anni, con la vicenda Covid che, non voglio dire ha paralizzato, ma ha rallentato tutte le iniziative legislative.
In questi tre anni, con un iter molto complicato, molto partecipato, che ha coinvolto tante persone, condiviso, abbiamo fatto una legge. Come tutte le leggi non è perfetta; le leggi umane non sono mai perfette, sono perfettibili. Quindi anche questa, un domani, dopo un sufficiente periodo di rodaggio e di sperimentazione, potrebbe trovare proprio da parte nostra una revisione, ma, io ne sono convinto, è un'ottima legge. Ha una visione generale, è flessibile, è unitaria, è innovativa, tiene conto della rigenerazione urbana, del Piano Casa, della necessità di salvaguardare il paesaggio, di conservare e allo stesso tempo anche di recuperare.
È una legge, io ho fatto un piccolo conto, poi ho chiesto anche al relatore, dove sono stati accolti circa 40 emendamenti: 20 della maggioranza, quindi ha avuto degli aspetti di riflessione su se stessa, e 20 dell'opposizione. A mio parere, è manifestazione di intelligenza quando si ascoltano gli altri, far proprie le cose che si ritengono positive e invece, ovviamente, rigettare quelle che sono in contrasto col pensiero che vuole esprimere una legge.
È chiaro che il Partito Democratico vorrebbe imporre il proprio punto di vista e questo non è possibile. Noi abbiamo un nostro orientamento, suscettibile di modifiche. 40 emendamenti in una legge non sono pochi; alcuni sono anche di sostanza, altri più di forma. Una ventina sono stati proposti dall'opposizione, quindi è un documento rivisto, rivisitato, sia nella fase istruttoria che nella fase finale.
È importante un dato: la copianificazione del territorio a livello istituzionale, quindi la compartecipazione di soggetti diversi.
Concludo, ho apprezzato molto, lo devo dire, il contributo della Consigliera Casini, che più volte è entrata nel merito con dei punti di vista che alcune volte sono stati anche accolti, altre no. Ma, ovviamente, è evidente che la precedente Giunta aveva i suoi punti di vista, che sono anche in conflitto con quelli della nuova amministrazione.
Devo dire anche della partecipazione, anche dal punto di vista emotivo, della passione dei Consiglieri Cesetti e Carancini, sono avvocati, uomini di legge, ci hanno messo la passione e il pathos. Dal latino e dal greco antico, passione significa sofferenza, quindi ci hanno messo la sofferenza. Ho una visione, la visione è la mia, non certo... Li vedo vestiti con la toga davanti allo specchio che fanno le prove e si compiacciono dei loro interventi. Poi, a seconda del loro carattere, che ovviamente è diverso, grida di sdegno, condanna, orrore, vergogna, riprovazione, cioè tutte queste cose qui, anche un po' ridondanti. Capisco la passione, quindi la sofferenza, su questo testo, se fossi stato all'opposizione avrei anch'io sofferto.

PRESIDENTE. Emendamento a firma dei Consiglieri Latini, Santarelli, Rossi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di ordine del giorno. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Che c'è rimasto? Nel senso che l'ordine del giorno è stato completamente svuotato. Capisco quello che voleva dire il Presidente del Consiglio in quest'ordine del giorno, delle cose importanti. Diceva soprattutto di valutare l'opportunità di apportare delle modifiche all'articolo 33. Come non condividere il pensiero del Presidente Latini? Consentire l'applicazione delle previsioni deliberate ai sensi dell'articolo 9 della legge 22/2009. Peccato, Presidente, che lei abbia votato contro il mio emendamento per mantenere proprio questo articolo e questa legge.
Quindi, poco coerente il fatto che lei abbia scritto di mantenere questo articolo e questa legge quando ha votato contro il mio emendamento identico. E poi considerare le zone omogenee D quali zone esclusivamente di espansione: questo lo trovo veramente di buon senso, nel senso che significa che le zone industriali, laddove possono essere applicate delle modifiche volumetriche, devono essere considerate solo quelle di espansione, e credo che sia anche giusto questo aspetto.
Però, ahimè, non c'è rimasto nulla di questo perché l’emendamento prontamente presentato, anzi, le è stato chiesto probabilmente, perché alcuni di quei contenuti lei li aveva già presentati sotto forma di emendamenti, che poi ha ritirato e che sarebbero stati preziosi qualora approvati, proprio perché noi li condividevamo. E una piccola chiosa, visto che si è parlato anche della legge e del fatto che a noi non sia piaciuta.
Consigliere Ciccioli, lei è due volte che parla della legge e dice che non è perfetta e che deve essere modificata. La legge che ha ispirato la CeVI, che ha ispirato una parte di questa legge che approverete, viene da una norma del Piemonte che è del1977. Le norme urbanistiche vanno manutenute, vanno modificate, cosa che è stata fatta in questi anni dalla Regione Marche, soprattutto la legge n. 25 del 2017 è stata fatta insieme, come ripeto, ai tecnici comunali ed ai Sindaci. Quindi queste modifiche, come quella sulla riqualificazione urbana, le due leggi 22, per intenderci, sono state condivise ed hanno modificato la legge madre. Quindi, la legge 34 non è una legge statica. Noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo in dissenso. Non partecipo al voto perché, oggettivamente, di fronte a un ordine del giorno, votare contro il Presidente del Consiglio, anche se non è il mio Presidente di parte…, io però lo faccio perché devo intervenire.
E dico al Consigliere Ciccioli, sapevo che avrebbe detto che avete accolto alcuni emendamenti che, a parte due, uno imposto al Consigliere Serfilippi, erano poca cosa. Però possono dire di avere accolto qualche emendamento.
Al Consigliere Serfilippi debbo dare atto che, con la sua sordità , ha dimostrato, dal suo punto di vista, la capacità, se non la conoscenza della legge, di tenere il punto e di far approvare una legge. Oggettivamente gli sto facendo un complimento perché è stato sordo, in Commissione, a tutte le osservazioni venute dalle associazioni, dai Sindaci, dai Presidenti delle Province. Ha tenuto il punto con una certa rigidità e l'ha tenuto anche in Aula. Quindi, dal suo punto di vista, oggettivamente, dovendo portare a casa una legge che è un obbrobrio, c'è riuscito e ci voleva capacità per fare questo. Non sto scherzando e non vi sto prendendo in giro.
Dico al Consigliere Ciccioli che io non ho alcuna sofferenza. Anzi, mentre parlavo, addirittura, ho scritto la legge di riforma dello Statuto, per conformarla, come dicevo prima, alla Costituzione, e ho scritto anche una discreta e bella relazione che domattina deposito. Pensi che sofferenza mi crea. Mi conosco bene: nessuna sofferenza.
Né vesto la toga, caro Consigliere Ciccioli, perché non è che vengo qui e mi compiaccio di fare l'avvocato. Io sto qui per allenarmi per le campagne elettorali, fin dalle prossime amministrative, dove non sarò candidato, perché io ci vado sui Sindaci… E capisco perché il Consigliere Serfilippi che, pur potendo fare il candidato sindaco a Fano, non l'ha fatto, come avrebbe fatto con questa legge?
Invece l’Assessore Aguzzi lo fa e gli faccio una promessa: se lui sarà candidato a Fano, io vengo a Fano fare la campagna elettorale. Lo richieda o non lo richieda il PD, non me ne può fregar di meno, io vengo a fare la campagna elettorale. Così cominciamo anche quella delle regionali.
E dico alla città di Fano, ai cittadini di Fano, agli operatori economici: la legge che ha fatto l’Assessore Aguzzi… Vengo, Assessore Aguzzi, tranquillo, perché sarà la fine della campagna elettorale a Fano e l'inizio della campagna elettorale delle regionali nella terza città della provincia. Poi, se saremo o no candidati, quello non importa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Sono mancato per un impegno istituzionale il 21 novembre, ma poi ho seguito attentamente tutti i Consigli che hanno trattato questa delicatissima materia, che è l'urbanistica, che non mi appartiene, nel senso che non sono un tecnico. Credo sia una legge importante che deve essere calata sul territorio marchigiano e deve essere messa a disposizione, da parte della Regione Marche, di questa Assemblea legislativa, di tutti i Sindaci, dei territori, delle associazioni, delle aziende, degli operatori turistici che ne dovranno usufruire.
E’ una legge ferma ormai da una trentina d'anni, andava aggiustata, andava modificata, e aver trovato il coraggio di portarla in discussione e oggi di approvarla credo che sia un atto di responsabilità nei confronti del territorio, adeguando quello che è possibile adeguare.
Voglio ringraziare la Giunta, in primis l'Assessore Aguzzi, per averla portata in Giunta e licenziata in breve tempo, dopo le audizioni necessarie, dopo aver ascoltato tutti gli interpreti di questa legge che poi dovranno subirla sui territori, averli ascoltati e, mi auguro, aver preso anche in considerazione i loro bisogni. Quindi l'Assessore, il Presidente Acquaroli, la Giunta tutta. Altresì dicasi per quanto riguarda la Commissione e sono certo che in Commissione ci sia stato un dibattito acceso, responsabile, da parte dei dirigenti a supporto, ma anche della politica e dei Commissari, sia dell'opposizione che della maggioranza.
Un applauso va al Presidente della III Commissione, Consigliere Serfilippi, come ricordava il Consigliere Cesetti, per averla portata a casa, per averla conclusa in maniera importante. Se vogliamo dire: può essere migliorata? Certo, tutto è migliorabile, tutto è perfettibile, però credo che questo sia un atto di grande responsabilità.
Voglio anche ringraziare il relatore di maggioranza, Consigliere Assenti, e la relatrice di minoranza, Consigliera Casini, perché ho ascoltato in questi giorni con interesse quello che è emerso: temi, argomenti, parte tecnica, che magari poteva essere perfettibile, poteva essere migliorabile, ma...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Voglio completare il mio intervento, perché non ci sono riuscito prima per via del tempo, con il voto favorevole.
Tanto per spiegare, se un legislatore revisiona il proprio operato… Il tagliando delle leggi è usuale in tutti i Paesi europei, in tutti i Paesi occidentali; in Italia è molto frequente, forse più frequente che in altri Paesi, perché quando una legge così complessa come questa viene messa a terra, è il caso di dire, perché l'urbanistica viene messa a terra, è evidente che compaiono problemi nuovi, che magari non erano previsti e che vengono manifestati dai Comuni, dalle amministrazioni locali, che si trovano di fronte a delle cose che non sono state pensate, perché non tutto può essere pensato.
Quindi, nessuna difficoltà, ma l'idea che questa legge, dopo soli 3 anni di legislatura, con una nuova amministrazione di colore completamente diverso dai ben cinque precedenti, e anche a quelle che poi … beh, è un fatto quasi epocale.
Ringrazio, lo volevo fare prima, ma non sono riuscito a concludere il mio intervento, il relatore Consigliere Assenti, che si è impegnato tantissimo, che oltre le normali audizioni che si sono svolte in Commissione ha ascoltato tantissimi interlocutori proprio per dare un contributo forte.
Sono orgoglioso di questa legge come Fratelli d'Italia, come coalizione, di tutta la coalizione. Il Presidente Serfilippi della Commissione appartiene ad un altro gruppo della coalizione, anche di lui sono estremamente orgoglioso, del lavoro che ha portato avanti con determinazione e con ascolto degli altri.
Di tutto questo credo che raccoglieremo i frutti, non subito, come sempre accade, ma sicuramente tra qualche tempo.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno, così come emendato. Lo pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Ruggeri.
Astenuti: Cesetti.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 217, emendata. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Sono già intervenuta all'inizio. Credo che questa legge segni un punto di svolta per il futuro e lo sviluppo urbano della nostra regione. Questo non è solo un documento legislativo, ma rappresenta un punto di vista strategico per le Marche, un'eredità preziosa che lasceremo sicuramente alle nostre future generazioni e rappresenta una visione ambiziosa, così come ha detto chi mi ha preceduto, per una regione che guarda avanti.
In conclusione, questa proposta di legge non è soltanto un insieme di norme, ma il simbolo di un impegno collettivo verso un futuro più promettente. Oggi, in questa Assemblea, abbiamo l'opportunità di scegliere di ricostruire una regione che sia un esempio di sostenibilità, con una comunità forte e più coesa, con standard di vita più elevati, partendo proprio dai piani territoriali ad ogni livello istituzionale.
Invito ogni Consigliere a sostenere con passione questa proposta di legge e mi rivolgo anche alla minoranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. C'è venuto da ridere prima, quindi faccio una battuta in premessa, quando il Consigliere Ciccioli ha detto: raccoglieremo i frutti. Secondo noi i pomodori e la verdura.
Detto questo, non so se essere preoccupata oppure se essere dispiaciuta oggi. Noi siamo preoccupati per quello che capiterà ai Comuni. Infatti prima il Consigliere Bilò ha detto quello che subirà il territorio e l'ha detto in senso positivo, ma probabilmente aveva il significato che ha, cioè che il territorio subirà una norma complicata, fatta di pochissimi articoli, con delle carenze macroscopiche.
Faccio un esempio: la Conferenza di copianificazione, che potrebbe essere un elemento positivo perché partecipata, in realtà è composta da quattro soggetti politici e non è utilizzata soltanto nella fase preliminare della formazione dei piani, ma anche nella fase decisoria, laddove invece le norme nazionali prevedono che siano i tecnici, e quindi la Conferenza dei servizi, di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 241, che stabiliscano le conformità con le norme.
No consumo di suolo, non è vero, perché il PUG, cioè il Piano regolatore comunale - si cambiano gli acronimi e questa è anche una complessità - prevede che venga perimetrata la parte urbanizzata e quindi la parte costruita e che venga lasciata l'espansione esterna, quindi la parte costituita prevalentemente dalle zone agricole, a indicatori di vocazionalità.
La vocazionalità, voi sapete, non è consistente, non è fatta di indici e parametri. Chi poi raccoglie questa vocazionalità? I privati che presentano dei piani attuativi che vengono approvati qualora…, in difformità con la vocazionalità, che è molto difficile da verificare. Vengono approvati non con un accordo di programma, come prevede attualmente la legge nazionale 267/2000 all'articolo 34, ma utilizzando – e questo fa capire la differenza tra chi vuole l'interesse pubblico e chi vuole l'interesse privato - una norma, che è l'articolo 11 della 241/90, che è la risposta all'istanza di parte. Quindi io, privato, presento un piano attuativo e l'interesse pubblico e generale, che tanto avete dichiarato per gli ampliamenti del Piano Casa, non esiste più.
La pianificazione è vecchia, a cascata, prevede le stesse procedure per i Comuni di 3.000 abitanti, di 1.000 abitanti, come per quelli di 50.000, e questa è una cosa assolutamente sbagliata.
C'è un accentramento anacronistico di procedure in capo alla Regione e in capo al Ministero, contro uno snellimento che ormai era stato inserito nelle norme regionali, che prevedeva che i piani attuativi conformi fossero adottati dalla Giunta, neanche in Consiglio, e mediante un silenzio-assenso.
Ci sono strumenti, come ho detto prima, non idonei. Prima diceva il Presidente: una transizione passo passo. No, questa è una transizione che è stata decisa in soli 3 mesi e questa velocità non è un'espressione di efficacia, efficienza e concretezza dell'azione amministrativa. Quella si vede negli atti amministrativi. Questa è mancanza di partecipazione, perché se è vero che il CAL non ha espresso il parere, il CAL, per chi ci ascolta, rappresenta le Province e i Comuni, che non hanno condiviso.
Sono state presentate decine e decine di osservazioni alle quali non è stata data risposta, e chi usa la legge, parlo dei miei colleghi tecnici comunali e dei miei colleghi architetti, ingegneri, geometri, geologi, che lavorano con la pianificazione, dovrà applicare una norma che è piena di complessità.
Per non parlare del Piano Casa: che l'ampliamento del 20% di una casa privata debba andare in Consiglio comunale, che il Consiglio comunale ne debba dichiarare la pubblica utilità, è una cosa vergognosa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.

Luca SANTARELLI. Buonasera, Presidente. Noi di Rinasci Marche, ascoltati tutti i contatti sul territorio, visti i pareri presentati e, più nello specifico, quello del CREL per le proposte formulate, come unica lista civica e solidale aspettiamo l'applicazione della legge, che monitoreremo.
Abbiamo votato l'ordine del giorno poc'anzi: vista la proposta di legge numero 217, ad iniziativa della Giunta regionale “Norme della pianificazione per il governo del territorio”; vista la nota del Presidente dell'Assemblea legislativa, viste le osservazioni, i contributi apportati, specialmente tutti i contributi che sono arrivati nelle audizioni… Faccio parte della III Commissione e ringrazio il Presidente Serfilippi per il lavoro svolto, il relatore di maggioranza Consigliere Assenti e anche il relatore di minoranza Consigliera Casini.
Ringrazio il Consigliere Cesetti per la forza e anche per tutti gli emendamenti che ha apportato all'interno di questa legge.
Viste le osservazioni e i contributi apportati, in particolar modo in tutte quelle audizioni da parte del Dipartimento di ingegneria civile edile dell'architettura dell'Università politecnica delle Marche, della Federazione regionale degli ordini degli ingegneri delle Marche, del Comitato di coordinamento dei collegi dei geometri della regione Marche, dell'Istituto nazionale di urbanistica, sezione Marche, dell'Università di Camerino, della Federazione degli ordini degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori delle Marche, più volte citati, della CISL e della UIL Marche, dell'Unione Province Marchigiane (UPI Marche), dell'ANCI delle Marche, di Confindustria Marche, di ANCE Marche, di Confartigianato Marche e di CNA Marche, in considerazione degli emendamenti presentati, noi di Rinasci Marche esprimiamo voto di astensione, riservandoci di verificare l'attuazione della norma.
A seguito di questo nostro voto, che è quindi di attesa positiva in vista dell'implementazione della legge, che rappresenta una revisione sistematica della disciplina del governo del territorio delle nostre amate Marche, più volte citate in questi 5 giorni di lavoro, dove noi di Rinasci Marche non ci siamo sottratti, non ci siamo tirati indietro, abbiamo ascoltato, quindi, sulla revisione sistematica della disciplina del governo del territorio delle Marche e della sua pianificazione urbanistica, più volte citata, più volte citati i Comuni, sottolineo: voto di astensione, quindi un voto che ha un'attesa positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Voglio dire che mi sento orgoglioso di far parte di questa maggioranza, di rappresentare il gruppo, perché in poco più di 3 anni è riuscito a mettere in campo gli obiettivi di questa amministrazione. Lo stiamo facendo con forza, procedendo, prendendo spesso delle critiche, ma io dico che avere il coraggio di portare avanti e fare gli atti, quelli che sono importanti per la Regione, sicuramente è importante.
Poi magari possono essere perfettibili, potremmo fare di meglio, questo è vero, però, partendo dalla mia esperienza amministrativa, secondo me l'importante è avere il coraggio di prendere le decisioni, di andare avanti, di prendersi le critiche perché alla fine i risultati vengono.
Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato su questa legge o sulle altre leggi precedenti, ma oggi parliamo di questo, del riassetto del territorio, della legge urbanistica che sicuramente darà un segnale ai nostri territori.
È vero che i Sindaci si troveranno in difficoltà ad applicare le nuove norme; si trovano sempre in difficoltà quando c'è qualcosa di nuovo. Però questa volta è qualcosa che tutte le amministrazioni, i Sindaci, i territori aspettano, perché è qualcosa che va a modificare in modo incisivo le possibilità di sviluppo dei territori.
Quindi, ringrazio l'Assessore Aguzzi, il Presidente Acquaroli, che come Presidente della Giunta ha portato avanti questo atto, anche il Presidente della Commissione Serfilippi, che ha lavorato incessantemente su questa proposta di legge che oggi diventa legge, i relatori di maggioranza e di minoranza, tutta la Commissione.
Un ringraziamento particolare lo vorrei fare a chi ha scritto la legge, ai funzionari, a coloro che si sono impegnati. Si dice spesso che la legge non può essere scritta da chi non è un legislatore o non è un avvocato, ma la Consigliera Casini, della quale apprezzo gli interventi che ha fatto, non è un avvocato. Quindi non è detto che bisogna essere avvocati per fare questo. E’ stato detto moltissime volte, come la Consigliera Casini si è sostituita al legislatore dando i suoi suggerimenti, dico che coloro che hanno lavorato sulla legge vanno ringraziati, sicuramente potremmo cambiare qualcosa, ma lo faremo insieme a loro, perché loro saranno i primi che ci potranno dare dei suggerimenti.
Siamo orgogliosi di portare avanti queste proposte di legge, che saranno importanti. Questa nuova legge mancava da 31 anni, quindi, capisco che le critiche ci siano. Abbiamo parlato 5 giorni e anche su questo siamo stati a disposizione, perché non volevamo stringere i tempi, ma affrontarla nel modo migliore e verificare tutti i vari aspetti, cosa che è stata fatta.
Sono stati accolti una quarantina di emendamenti: metà della maggioranza e metà della minoranza. Questo dimostra il buon lavoro che ha fatto il Consiglio, dando il proprio apporto.
Come ho detto prima, erano 30 anni che questa legge non c'era; non è stata fatta per le difficoltà che incontriamo noi oggi, perché gli ordini professionali e le categorie non tutti sono d'accordo. Come dicevo l'altra volta, ho sentito i pareri dei tecnici: chi mi ha detto che un termine era troppo lungo e chi che era troppo corto. Quindi abbiamo cercato di fare la sintesi.
Sono stati fatti tantissimi gli incontri con le associazioni di categoria, con i professionisti, con i Sindaci, con i territori. Penso che la legge abbia percorso il suo iter naturale: si è partiti dal basso, la Giunta l'ha proposta e c'è stato un grande lavoro in Commissione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Telegrafico. Solo per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questa legge. Come abbiamo detto, c'è stato un processo partecipativo che non ha portato a tutte queste alzate di scudi, a queste proteste che il Partito Democratico vorrebbe in questi giorni far trasparire.
Proprio con il Partito Democratico mi complimento perché, perlomeno in questo caso, ha portato degli emendamenti, non come con il Piano sanitario che l'avete contestato ei quando siete stati qui non avete proposto nessun emendamento.
In questi giorni, tra l'altro, abbiamo scoperto che voi avevate tutte le soluzioni possibili. Abbiamo sentito grandi maestri, grandi oratori, grandi scienziati, ma in 30 anni tutta questa scienza non siete riusciti ad applicarla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Siamo ai titoli di coda. Ringrazio il capogruppo Ciccioli che mi ha dato la possibilità, oltre di essere relatore, anche di fare la dichiarazione di voto. Ringrazio tutti gli uffici, li voglio citare: l'architetto XX, tutto l'ufficio legislativo, la Segretaria della III Commissione, il professor XY, tutti quelli che hanno contribuito fattivamente alla costruzione di questo percorso.
Ringrazio l'Assessore Aguzzi che ha voluto con forza…, anche e soprattutto quando un anno fa, alla prima stesura, la legge non andava, non era quella che presentiamo oggi. È da lì che ci lavoriamo, checche ne dica la minoranza. Sono due anni che stiamo sopra questo atto, fortemente voluto dall'Assessore e dal Presidente, perché è la regione che ce lo chiedeva. Ci è stato chiesto da tanto tempo, perché una rivisitazione ordinaria, un costrutto nuovo, che proietta questa regione nel terzo millennio della pianificazione urbanistica, andava fatto e l'abbiamo fatto secondo quello che politicamente è giusto per noi, secondo la nostra visione di urbanistica – che ne diciate voi - perché introdurre concetti nuovi ed innovativi come la CeVI, che ha già dato prova di snellimento dei processi costruttivi dei piani, è stato un vantaggio. È stata un'idea mai avuta prima in questa regione.
Diventa facile parlare di coerenza perché, - e non è una polemica- tutto è stato costruito sulla coerenza dei piani sovraordinati, come il PTR e tutti gli altri provinciali, per arrivare ai nuovi termini, come il PUG. Questa coerenza lega in maniera armonica tutti i piani urbanistici della nostra regione, l’abbiamo vista anche e soprattutto con il tentativo, oggi spero concreto, tra pochi minuti, di salvaguardare la legge 22/2009, Piano Casa. In un altro modo sarebbe stato impossibile salvarla. Anche con la lungaggine o meno di tutti i piani, di tutte le cose, comunque viene salvata e porta un risultato a tutti quelli che magari non sono riusciti a fare quel Piano Casa con scadenza 31 dicembre 2023.
È una risposta, come è una risposta, Presidente, l'aver ascoltato tutte le persone, le categorie, gli ordini, tutti quelli che sono venuti a chiedere, a chiedere non in maniera partecipata, quelle che erano le esigenze primarie. Autorizzare sul consumo di suolo zero, articolo 6, ma autorizzare anche le varianti sostanziali per andare ad eliminare un problema dei Comuni, non è un modo di voler saccheggiare un territorio, perché voi avete solo dato un'accezione negativa sulle cose negative che possono accadere da questo piano, ma mai nessuno ha fatto uno sforzo nel vedere gli effetti positivi di questa legge.
Effetti positivi che noi siamo certi ci saranno. Certo, siamo esseri umani, per definizione esseri perfettibili, non siamo perfetti, ma perfettibili sicuramente. Però diciamo che l'impianto, la voglia e l'impostazione che è stata data è quella di andare a risolvere problemi di persone e territori. Sicuramente questo lo faremo per come l'abbiamo impiantata e come l'abbiamo voluta.
E’ anche vero che su molte cose che sono state dette, mi ha fatto particolarmente specie quello che diceva la relatrice di minoranza, che saluto per il grande lavoro profuso e fatto perché effettivamente ci abbiamo lavorato, ci siamo sentiti tante volte, sul discorso del PPR. È una cosa che mi è rimasta perché, giustamente, o forse furbescamente, lei diceva: sull'approvarlo, noi non l'abbiamo fatto prima perché un Piano Paesaggistico Regionale non conveniva farlo in quanto complicato in un determinato periodo storico.
Noi ci abbiamo messo la faccia perché partiamo proprio da lì, da dove non conviene, da dove invece conviene alla Regione, da dove conviene a tutti i cittadini, per andare a caduta sugli altri piani e soprattutto entrare dentro ai Comuni di tutta la nostra regione e dentro le case di ciascuno, perché potranno utilizzare il nuovo strumento urbanistico a difesa dei propri interessi e della propria territorialità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Innanzitutto vorrei ricordare al Consigliere Rossi cosa è successo con il Piano socio-sanitario perché, se ben ricorderà, anche la maggioranza aveva fatto degli emendamenti. Eravamo seduti qua quando c'è stato fatto il discorso sul fatto che non avevamo presentato emendamenti, che avremmo potuto farli per migliorare il Piano, e chi ha pronunciato questo discorso, mentre presentava un suo emendamento, è stato invitato a ritirarlo e, insieme a quell'emendamento anche gli altri.
Apertura non c'è stata da parte dei Consiglieri di maggioranza, figuriamoci se ci fossimo messi noi ad emendare il Piano socio-sanitario. Quindi, non l'abbiamo fatto per mancanza di volontà, ma l'abbiamo fatto come scelta politica e questa è una scelta legittima che, come opposizione, abbiamo deciso di perseguire.
Per quanto riguarda questo testo, come Movimento 5 Stelle ho presentato una decina di emendamenti, non di più, che avevano un valore politico, profondamente politico, su temi che stanno particolarmente a cuore. E’ vero che alcuni emendamenti sono passati, ma naturalmente sono passati quelli che erano più generici, mentre quelli che andavano a fondo sono stati bocciati, quindi non mi posso dire assolutamente soddisfatta.
Per noi la legge non contrasta a sufficienza il consumo di suolo. Lo dico per grandi titoli perché già ne abbiamo parlato a sufficienza, quindi questa per noi è una grande occasione persa.
Per quanto riguarda il piano di abbattimento delle barriere architettoniche, anche lì siamo riusciti a infilarci in maniera generica qualche riferimento, ma anche questo non ci soddisfa e poi è stato praticamente bypassato anche quello che riguarda l'autoproduzione di energia, le fonti rinnovabili e la raccolta e il riutilizzo di acque meteoriche negli edifici. Quindi, per tutti questi motivi, voterò contro questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa legge è stata definita in molti modi; io la reputo una legge necessaria. I nostri territori da troppi anni sono imbalsamati in una sindrome di norme vecchie che era difficilissimo affrontare con le attuali normative in auge e, di conseguenza, questa legge, che è indubbiamente una legge innovativa, pur con pochi articoli, consente di rivisitare completamente la programmazione dei nostri territori attraverso il Piano paesaggistico, i Piani territoriali, i Piani di coordinamento ed infine i PUG. Conseguentemente si potrà rivisitare, a seconda delle attuali esigenze, il territorio di tutta la nostra regione, dopo 32 anni.
Non pretendo che sia una legge perfetta. Il percorso va seguito passo passo. Ci saranno verifiche con i portatori di interesse, con l'ANCI e l'UPI, da qui ai prossimi mesi, per capire lo stato di attuazione di questa legge, perché se c'è qualcosa da verificare va verificato e magari anche corretto.
Una legge che tenderà a finanziare e a sostenere anche i Comuni, soprattutto quelli piccoli, per la realizzazione dei loro iter approvativi di queste norme.
Riprendo solo alcune questioni, quelle legate al Ministero della Cultura tanto decantato. Il Ministero della Cultura, al contrario di altri, ha diretta giurisdizione sulle normative regionali. Oggi infatti il Piano paesaggistico regionale non si chiama più Piano paesaggistico ambientale regionale. È un codice del Ministero della Cultura che risale al 2004, quindi è a quel Ministero che noi dobbiamo rispondere, in questo caso, con queste normative.
Ugualmente le norme sul cratere sismico - decreto-legge 55 del 2018, articolo 1, ripreso dall'ordinanza 89 del 2019 - rimangono integre, quindi non c'è una doppia conformità. Non abroghiamo la legge 25 del 2017, che stabilisce procedure semplificate per le aree del sisma.
Vado veloce perché il tempo scorre. Mi vorrei soffermare di più ma, purtroppo, non ho modo, non ho tempo.
Consumo di suolo zero: la legge non parla effettivamente di consumo di suolo zero, tende ad arrivare al minor possibile consumo di suolo. Incentiva infatti la rigenerazione urbana tramite bandi incentivanti, oneri agevolati, perequazione urbanistica.
Abbiamo anche optato per quello che chiamo un atterraggio morbido, proprio perché ci è stato richiesto dall'ANCI, ci è stato richiesto dai portatori di interesse, da tante associazioni di categoria, di non interrompere dal 31 dicembre di quest'anno le possibilità di modificare i nostri territori anche con varianti sostanziali. Abbiamo consentito anche a questo perché ci è stato chiesto e credo che sia una cosa comunque saggia da portare avanti per i prossimi 2 anni, in attesa dell'attuazione dei PUG, che però possono benissimo anticipare quelle norme, tant'è che qualche Comune si è messo già di buona lena a pensare di programmare da subito degli interventi in questo senso.
I Piani Casa non esistono più e non esisteranno più dal 31 dicembre prossimo, lo sappiamo benissimo. La Regione Puglia ha portato avanti una legge ad hoc per riproporre un Piano Casa, ma, non avendo – a differenza della Regione Marche - un Piano paesaggistico approvato, la norma è stata impugnata dal Ministero e non ha potuto portarla avanti. Ecco perché serve una norma transitoria e, in qualche modo, vengono riportate all'interno della legge urbanistica, che stiamo approvando, tutte attività che ci consentiranno di applicare di massima il Piano Casa sia nelle aree B, C, D e anche nelle aree agricole, fino all'approvazione dei nuovi PUG.
Le Province non sono svilite, ma partecipano fin dal primo momento alle attività di programmazione attraverso la CEVI.
Mi soffermo su un'ultima cosa perché ci tengo molto. Qui ho ascoltato una serie di cose che mi sono dispiaciute. Il dibattito è stato ricchissimo, ringrazio tutti, ci mancherebbe, però i toni … Ci hanno definito somari, analfabeti, ignoranti patentati, scappati di casa. E’ stato detto che la legge è stata scritta con i piedi, copiata, perfino che faceva schifo, riferita ai dirigenti di questa Regione che l'hanno portata avanti. Gli stessi dirigenti che erano tali quando governavate voi, che stanno continuando a fare il loro lavoro seriamente, al di là di chi governa questa Regione, che vanno non solo rispettati, ma ringraziati per il lavoro che hanno portato avanti. Così come ringrazio tutti: il Presidente della Commissione, il relatore di maggioranza e di minoranza.
Presidente, questa è una medaglia che lei si metterà al petto come Presidente di questa Regione.
Grazie a tutti quanti noi e a tutti quanti coloro che hanno collaborato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Grazie a tutti. Ci tengo tantissimo all'approvazione di questa legge perché il territorio è la cosa più importante che noi abbiamo e credo che sia importante anche garantire norme che possano lasciarlo nella migliore maniera possibile a chi verrà dopo di noi.
Un ringraziamento doveroso va a tutti, partendo dal Presidente di Commissione, dall'Assessore, dai relatori di maggioranza e di minoranza, a tutti i Consiglieri regionali per il lavoro svolto e per il dibattito.
Un dibattito che anch'io condivido, quello che ha detto poc'anzi l'Assessore Aguzzi, è stato un po' macchiato da alcuni epiteti nei confronti dei nostri uffici che non mi sono piaciuti, perché il lavoro va rispettato sempre e credo che il rispetto delle persone sia sempre un elemento che debba contraddistinguere le istituzioni. Si può essere in disaccordo pur nel rispetto del lavoro degli altri.
Credo che il lavoro che è stato prodotto sia un lavoro dal quale continuare a migliorare. È una legge quella che noi andiamo ad approvare che è stata, per l'ultima volta, approvata nel 1992.
Facendo mente locale, prima, pensavo che nel 1992 non c'era l'elezione diretta del Presidente della Regione Marche, ma ad eleggere il Presidente della Regione Marche era il Consiglio regionale, quindi tante stagioni fa. Ritengo che questa legge fosse più che mai necessaria perché tutti quei termini, rigenerazione, consumo zero, allora erano inesistenti, ma poi sono stati recepiti con norme che sono state aggiunte a quella norma del 1992, ma in maniera non organica.
Non c'era una visione, non c'era una condivisione e una copianificazione. I Comuni andavano da una parte, le Province - con quali ruoli dovremmo definirlo perché in ogni epoca cambia anche il ruolo delle Province - andavano ad un'altra, la Regione, la Soprintendenza e il Ministero da un'altra ancora.
Una pianificazione che è mancata negli anni del maggior sviluppo della nostra regione, quando i cittadini e le imprese lasciavano i nostri centri storici perché avevano bisogno di spazi e andavano fuori. In quegli anni la pianificazione è mancata, doveva essere fatta prima, è sotto gli occhi di tutti. Basta girare la nostra regione per capire i danni fatti da una legge che non è stata in grado di garantirne lo sviluppo.
Oggi siamo nel 2023, cerchiamo di rimettere mano. Non è facile, questo è un punto di partenza. Noi dovremmo approvare il Piano paesaggistico regionale, dovremmo approvare e rivedere, se sarà necessario, anche il testo approvato oggi. Non è un problema rivederlo, se sarà necessario.
Però voglio dire una cosa: l'ottimo è sempre nemico del bene, sempre. E noi non vogliamo fare una legge perfetta, vogliamo fare una legge che ci porti nel presente e che possa garantire al nostro territorio di guardare al futuro con gli strumenti essenziali.
E voglio dire, aggiungendo al dibattito un altro aspetto, che probabilmente non sarà una legge perfetta. Chi fa sbaglia, lo sanno tutti. Certo, chi non fa non sbaglia mai, però non ha fatto e ci lascia al 1992, a tre epoche fa: la prima, la seconda, la terza Repubblica.
Voglio entrare brevemente in alcuni aspetti che sono stati citati. Dicevo che questo è un punto di partenza perché, lo sappiamo tutti, siamo legislatori, la legge fa cultura, ma intorno a questa legge, a questa visione, a questi strumenti, noi dobbiamo aggregare.
La copianificazione è un elemento fondamentale. Certo, tutti noi abbiamo dei dubbi. Poteva essere fatta prima e potrà non funzionare al meglio, ma mettere sullo stesso tavolo gli enti che si guardano in faccia e guardano le esigenze e cercano di determinare il futuro del nostro territorio è una novità importante, assoluta, che va riconosciuta come elemento di forza.
L'altro aspetto: qualcuno diceva che si torna al centralismo. Guardate la visione del nostro territorio, basta andare in giro. Ormai è chiara la vocazione del nostro territorio, è chiara territorio per territorio, lembo per lembo. Va governata affinché errori non tornino.
Noi non faremo rivoluzioni, ma consentiremo semplicemente di non perpetrare errori che poi pagheranno le generazioni future, anche in termini di sicurezza del territorio, di assetto, di garanzia, di tenuta idrogeologica. Questi sono aspetti importanti che vanno trattati con coraggio, con determinazione e con forza.
La nostra regione non poteva più aspettare. C'erano delle forze che avrebbero atteso e c'erano delle forze che chiedevano di poter essere dotate di uno strumento importante. È il tentativo che abbiamo cercato di mettere in atto.
Devo dire anche, senza presunzione, che sono stati approvati 40, 45, 50 emendamenti, tanti dell'opposizione, tanti della maggioranza. C'è un'apertura a discutere da ora in avanti. Tocca avere buon senso e senso di maturità, di responsabilità, perché il patrimonio più grande che abbiamo è il territorio e il nostro territorio merita rispetto.
In questo senso, il mio è un invito per quello che sarà il tempo della durata della legislatura, fino a fine legislatura, per gli atti che dovremo approvare, che saranno sottoposti a questa Assemblea, per i miglioramenti che potranno essere segnalati da tutti: dal CAL, dal CREL, dalle Province, dai Comuni.
È un percorso che va fatto insieme, da chi ci crede e vuol farlo guardando alle esigenze reali del nostro territorio, esigenze che contemplano lo sviluppo, ma anche la tenuta del paesaggio e del territorio stesso.
Ora vorrei andare sui tempi, brevemente. Quattro anni non è un tempo che noi ci siamo dati perché non vogliamo approvare questa legge subito. Quattro anni sono i tempi necessari affinché tutti gli atti vengano, l'uno dopo l'altro, approvati nelle rispettive competenze da tutti, senza fretta, perché non bisogna avere fretta.
Si è aspettato oltre 30 anni. Il percorso che inizia oggi, al massimo, finirà fra 4 anni. A nessun Comune sarà impedito di approvare il PUG il prima possibile.
Noi cercheremo di fare il massimo in termini di sostegno economico, in base a quella che sarà la possibilità che il bilancio avrà, e lo faremo semplicemente perché riteniamo che non sia un costo a carico della pubblica amministrazione, ma è un investimento.
Avere, purtroppo, catastrofi, disagi ed errori che pagheranno le generazioni future, che oggi non siamo in grado di quantificare, ma che saranno quantificati poi dalla storia, credo che sia un errore ed un costo maggiore rispetto a quello di prevedere oggi investimenti che dovranno consentire il sostegno ai Comuni e a tutti quelli che sono gli enti, anche le Province, che dovranno riorganizzarsi intorno al loro compito, la Regione, che dovrà essere all'altezza della sfida che dovrà compiere, ed i nostri uffici.
In questo senso riflettiamo, verifichiamo, approfondiamo, convinti di un aspetto: è stupido ammettere che se una cosa si può migliorare, non la si fa per non ammettere un errore prima. È molto stupido.
Io non voglio cadere in questo tentativo di stupidità. Se qualcosa non va, se qualche parte di questo articolato può essere migliorata, lo faremo in questa legislatura e lo potranno fare coloro che verranno dopo di noi.
Ma non partecipare a questa votazione in senso positivo, come elemento positivo per la nostra regione, a mio avviso è un errore strategico grave, perché la legge del governo del territorio apparterrà a tutti e tutti abbiamo partecipato alla discussione e credo che tutti dovremmo essere orgogliosi di quanto questa Assemblea, questo pomeriggio, dopo giorni di discussione, darà e approverà.
Ecco, in questo senso non è un appello al voto, è un appello alla condivisione di un percorso che può portare i migliori risultati possibili dopo l'approvazione di questa norma.

PRESIDENTE. Prima di passare al voto, ricordo che la votazione sarà per appello nominale, chiesto fin dalla prima votazione.
Inoltre, due brevi note. La prima non c'entra, ma è necessario farlo a mio avviso perché ce lo chiede la Consigliera Elezi: oggi è la Festa della Bandiera, cioè dell'indipendenza dell'Albania. Lei viene dall'Albania e ci ricorda un popolo che ci è vicino da sempre.
La seconda, invece, è personale, ma credo che esprima il sentimento di tutti, anzi, prima del mio, di tutti voi Consiglieri colleghi: quello di fare, anche nei ringraziamenti, un particolare ringraziamento ai funzionari d'Aula e ai collaboratori e collaboratrici che hanno lavorato in maniera indefessa per i tanti documenti che sono stati portati all'esame, con pochissimi errori di valutazione. Non è facile. Quindi, grazie di cuore per il vostro lavoro, che accompagna i ringraziamenti che sono stati fatti agli altri funzionari, tecnici, collaboratori, dirigenti, che hanno partecipato all'organizzazione di questa complessa legge.
Proposta di legge n. 217, così come emendata. La pongo in votazione.

Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Rossi, Serfilippi.
Contrari: Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 18:40