Resoconto della seduta n.136 del 05/12/2023
SEDUTA N. 136 DEL 5 DICEMBRE 2023
La seduta inizia alle ore 10:55
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 136 del 5 dicembre 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 132 del 23 novembre 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
I processi verbali delle sedute nn. 133, 134 e 135 rispettivamente dei giorni 27, 28 e 29 novembre saranno distribuiti e sottoposti all’approvazione dell’Assemblea legislativa regionale, insieme a quello odierno, in una prossima seduta consiliare.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
Rapporto n. 39/23
ad iniziativa della Giunta regionale
“Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per la Sessione comunitaria del Consiglio. Anno 2023”
(Discussione generale)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca il rapporto n. 39 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
ANDREA PUTZU. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Oggi parliamo del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche europee per la Sessione europea 2023.
Seguendo una prassi istituzionale ormai consolidata, anche quest'anno la nostra Assemblea legislativa ha avuto modo di approfondire l'attività della Giunta regionale in ordine allo stato di attuazione dei programmi cofinanziati con risorse europee e sull'attività di interesse e rilievo internazionale della Regione, considerata, ovviamente, nel suo complesso.
Nei mesi scorsi la II Commissione, colgo l'occasione per ringraziare tutti i componenti… Ho avuto modo, come Presidente, di incontrare, in qualità di invitato all'Autorità di gestione, tutti i componenti e dirigenti responsabili, al fine di avere un aggiornamento sullo stato di attuazione dei programmi FESR-FSE e del Piano di sviluppo rurale. Il rapporto è, inoltre, stato assegnato a tutte le Commissioni assembleari e al Comitato per la valutazione.
Come è noto, anche nel corso di quest'anno le strutture della Giunta sono state impegnate sia nella programmazione 2014-2020, diventata poi 2014-2021, ormai in fase di conclusione, che in quella relativa al periodo 2021-2027, che è quella nuova, di cui sono stati adottati tutti gli adempimenti preliminari alla completa implementazione.
Per quanto riguarda gli interventi di sviluppo rurale, alla fine del 2020 l'Unione europea ha adottato un regolamento che ha prorogato l'attuazione degli interventi del piano 2014-2020 fino al 31 dicembre 2022, con la possibilità di eseguire pagamenti, secondo la regola del cosiddetto N+3, fino al 31 dicembre 2025.
Il rapporto entra poi nel merito delle attività di cooperazione e partenariato territoriale a cui la Regione sta partecipando. Parlo delle attività attuate, in particolare, nell'ambito della strategia della Macroregione Adriatico-Ionica, dei progetti riguardanti i programmi a gestione diretta e delle attività svolte dall'ufficio di Bruxelles. Non mi soffermo, ovviamente, su questi aspetti, rinviando ai contenuti del rapporto più specificatamente illustrati in questo documento.
Mi soffermo invece brevemente su quanto riportato in merito ai servizi del Centro Europe Direct attivo nella nostra regione. Come sapete, i Centri Europe Direct rappresentano dei punti di contatto e informazione sulle politiche poste in essere dall'Unione europea, al fine di renderle, in parole più semplici, più accessibili.
Inoltre, attraverso i servizi della rete Europe Direct è possibile partecipare ai vari dibattiti sul futuro dell'Unione promossi dalla stessa Commissione europea. In particolare, voglio segnalare l'iniziativa promossa dal Comitato delle Regioni, coadiuvato dal centro, in collaborazione con l'ufficio della Regione Marche a Bruxelles, per l'organizzazione di un pomeriggio informativo rivolto a tutte le imprese della Regione Marche, organizzato il 13 aprile 2023, in collaborazione con la SVEM e la Camera di Commercio delle Marche.
Da ricordare, inoltre, nell'incontro del 14 settembre il discorso sullo stato dell'Unione, che ogni anno viene pronunciato a metà settembre dal Presidente della Commissione europea, che ha dato luogo anche nella nostra regione a un pomeriggio di confronto con i partecipanti della rete dei Consiglieri regionali degli Stati membri. Ricordo che era presente anche la Consigliera Bora, in qualità non solo di ex rappresentante al Comitato delle Regioni, ma facente parte, ancora oggi, se non sbaglio, della rete CRPM degli enti locali.
Fare rete e favorire occasioni di conoscenza, infatti, è un'importante modalità per includere anche i nostri territori su temi e politiche che, una volta adottati, avranno un impatto significativo sulla vita delle nostre comunità.
Prima di passare all'illustrazione degli ultimi dati di attuazione finanziaria dei programmi cofinanziati, consentitemi un cenno all'attività svolta da me come membro del Comitato delle Regioni, di cui sono orgoglioso, e ringrazio il Presidente Acquaroli per questa carica che ho assunto dall'inizio del 2023.
All'inizio di quest'anno, grazie all'impegno del Presidente, come dicevo, sono diventato membro di questo Comitato delle Regioni. È vero che è un'esperienza nuova, ma un'esperienza importante. Ne parlavamo con la Consigliera Bora, che anche lei, devo riconoscere, è stata molto attiva all'interno del Comitato delle Regioni, poi sostituita, con il cambio di legislatura, dall'attuale Senatore Castelli, Commissario, poi in qualità di Assessore, sempre delegato dal Presidente.
Parliamo, ovviamente, del fatto che è la prima volta che un Consigliere regionale, un Presidente di Commissione, va al Comitato delle Regioni, indicato dal Presidente, perché di solito ci andava o un Presidente o un Assessore, quindi un membro della Giunta. Ho quindi l'onore di rappresentare i nostri territori e le istanze provenienti dalla nostra regione, nelle Commissioni di cui faccio parte, perché parliamo della Commissione COTER, che si occupa di politica di coesione e bilancio dell'Unione europea, e della Commissione SEDEC, che si occupa di politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura, oltre, ovviamente, alle riunioni delle sessioni plenarie.
Nella prima parte dell'anno sono riuscito a favorire la costituzione di un gruppo interregionale della Macroregione Adriatico-Ionica, approvato all'unanimità da parte dell'Ufficio di Presidenza il 23 maggio, di cui fortunatamente sono stato nominato ed eletto Presidente.
Gli scopi di questo gruppo interregionale sono, tra l'altro, il sostegno alla strategia della Macroregione Adriatico-Ionica, EUSAIR, nella revisione del Piano d'azione e della sua attuazione, il rafforzamento della collaborazione con le altre Macroregioni dell'UE su questioni di interesse comune, quali ad esempio il turismo, i trasporti, ma anche la realizzazione di reti di imprese ed attori del mondo della ricerca, la promozione tra i cittadini e tra le istituzioni, anche locali, del senso di appartenenza alla nostra Macroregione Adriatico-Ionica, con la promozione di scambi e iniziative a livello locale e regionale.
Sto seguendo anche, come relatore della Commissione SEDEC, un parere che poi andrò, l'8 dicembre, proprio venerdì, ad approvare in Commissione, legato all'approccio strategico integrato dell'Unione europea a sostegno dell'innovazione basata sul territorio per la transizione verde e digitale. Il progetto di parere sarà discusso proprio l'8 dicembre all'interno della Commissione, ma poi anche in sessione plenaria, alla fine di gennaio e inizio febbraio.
Ma permettetemi anche di dire che abbiamo la fortuna, forse per la prima volta, di ospitare la SEDEC, quindi la Commissione esterna, ad Ancona il 22 e 23 febbraio, dove verranno 100-150 membri delle Regioni d'Europa qui ad Ancona, nelle Marche. L'abbiamo scelto candidando la nostra regione in un periodo destagionalizzato, per far conoscere, ovviamente, le nostre splendide terre, quindi dare un'opportunità ai vari esponenti politici regionali di tutta Europa di venire ad Ancona e nel nostro territorio.
Parliamo del programma FESR 2014-2020. A fronte di una dotazione totale del programma di 580 milioni di euro, la spesa certificata al 31 agosto 2023 ammonta a 349,9 milioni; i pagamenti dei beneficiari sono arrivati a 349,8 milioni, quindi mancherebbero 100 mila euro; i finanziamenti concessi ammontano a 561.200.000 euro.
Questi dati, uniti ad un costante monitoraggio delle procedure d'attuazione degli interventi, sono tali da far ritenere di giungere al pieno impiego delle risorse assegnate. Non vado oltre, tenuto conto che tutti i dati sono disponibili ed accessibili sul sito della Regione Marche.
Parliamo ora dello stato di attuazione del programma FESR 2021-2027. Ovviamente sono partiti i bandi. Anche in questo caso faccio riferimento ai dati aggiornati della seduta del Comitato di sorveglianza del programma del 21 settembre 2023.
Permettetemi, oltretutto, di ringraziare il dirigente alle politiche comunitarie, insieme alla struttura, per il grande lavoro che ha fatto insieme a tutte le strutture e i dirigenti dei vari settori, perché non è semplice non solo costruire una programmazione europea, ma soprattutto metterla in piedi velocemente, sia sul FESR che sull'FSE.
Le risorse complessive ammontano a 586 milioni e sono destinate a quattro assi: asse 1 ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività, 307.400.000 euro; asse 2 ricerca, clima e rischi, risorse idriche e biodiversità, 173.900.000 euro; asse 3 mobilità urbana e sostenibile, 50.000.000 di euro; asse 4 promozione dello sviluppo sostenibile integrato, 33.900.000 euro.
Nel corso del 2023 l'attuazione del programma FESR è entrata nel vivo. Sono state approvate tutte le schede MAPO funzionali a dare una più dettagliata attuazione ai contenuti ed agli interventi previsti nel programma; è stato adottato il calendario previsionale di pubblicazione dei bandi; sono state approvate le linee guida da osservare per la predisposizione dei bandi di accesso ai contributi e per la realizzazione degli interventi a titolarità regionale.
Premetto anche un fatto importante: è stato creato un sistema per dare l'opportunità alle imprese e agli enti locali di conoscere prima i bandi, di sapere quando verranno pubblicati, ad esempio, tramite il canale Telegram questo viene fatto ed è molto importante per informare preventivamente il territorio.
Le risorse attivate a valere sull'asse 1 ammontano a 78 milioni di euro. Le risorse attivate a valere sull'asse 2 ammontano a 31 milioni di euro, riguardanti sei interventi a difesa della costa e altri tre riguardanti l'adeguamento sismico e l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare regionale. Per quanto riguarda l'asse 3, è stato pubblicato l'avviso per la presentazione delle strategie urbane; le risorse concesse ammontano a 25 milioni di euro.
In sintesi, su una dotazione di 565.022.000 euro, al netto delle risorse assegnate agli interventi di assistenza tecnica, a settembre 2023 è stato attivato il 27% delle risorse disponibili, pari a 109.200.000 euro, e sono stati concessi 41.200.000 euro.
Il programma FSE 2014-2020, in base ai dati presentati dal Comitato di sorveglianza dello scorso 16 novembre, riferiti al 25 ottobre, a fronte di una dotazione effettiva POR pari a 238 milioni di euro, registra impegni per 243 milioni, così come gli stessi pagamenti, per una percentuale del 98%. Anche per questo programma si ritiene, pertanto, che l'obiettivo del pieno utilizzo delle risorse sarà rispettato.
Andiamo all'FSE Plus 2021-2027. Cercherò di essere più breve, ma sono quasi in conclusione. Parliamo, ovviamente, di fondi che sono partiti da poco.
Dal punto di vista finanziario, la dotazione complessiva del programma ammonta a 296 milioni di euro. Di questi è già stato deliberato l'utilizzo di 110 milioni e sono stati impegnati 46 milioni, pari al 37,4% delle risorse. Ad esempio, penso a quasi un milione riservato al tavolo della moda, ai bandi Occupazione Garantita e ad altri interventi.
Parliamo, ovviamente, di bandi importanti per andare a colmare la carenza di personale specializzato non solo nel settore moda, ma anche nell'abbigliamento e in altri settori. Si tratta di un traguardo importante.
Voglio ringraziare tutti gli attori del tavolo tecnico della moda, le associazioni di categoria, i sindacati, l'Assessore Aguzzi per aver voluto dare ascolto, insieme al dirigente, a delle esigenze che venivano dal territorio e dalle nostre imprese.
Parliamo anche della questione legata al partenariato e al confronto tecnico, che è stato importante con le parti sociali, secondo un principio di ascolto che oggi, più che mai, è sempre importante.
Parliamo del Piano di sviluppo rurale. In conclusione, alla data del 15 novembre 2023 i dati certificati ammontano a 541 milioni di euro di spesa pubblica. A questi vanno aggiunti 37 milioni di euro di pagamenti liquidati dopo il 15 ottobre fino al 15 novembre, per un totale di pagamenti di 578 milioni di euro.
Ovviamente, in questo periodo sono in corso di perfezionamento da parte di AGEA pagamenti di altri 9 milioni di euro. I dati sono sempre disponibili sul sito.
Permettetemi, ovviamente, di ringraziare anche qui l'intera Aula, perché non ci possiamo dimenticare che la programmazione europea 2021-2027, ringrazio anche l'opposizione, è stata approvata all'unanimità. È stato un dato storico, è stato un dato importante, su cui noi tutti ovviamente dovremmo confrontarci.
Quello che dico è che anche sugli altri bandi, sulle schede MAPO, ci possiamo confrontare, perché credo che su questo tema il confronto sia fondamentale.
Permettetemi inoltre di citare anche i fondi messi sul POC per i borghi, per il turismo, per rivitalizzare i nostri piccoli Comuni, che sono il grande attrattore della nostra regione.
Concludo ringraziando tutti i colleghi, la collega relatrice di minoranza per il grande supporto che dà. A volte, su determinate tematiche, ci scontriamo, ma io credo che su questi temi si possa trovare sempre la convergenza per dare un supporto in più alla nostra regione, che oggi più che mai ne ha bisogno, con l'intera classe politica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Bora.
MANUELA BORA. Grazie, Presidente. Finalmente eccoci qui all'appuntamento annuale previsto dalla legge regionale 14/2006, che contempla la sessione comunitaria dell'Assemblea legislativa, anche se, a quanto pare, ottemperare a questa disposizione di legge sembra essere un'impresa complicatissima, quasi titanica, per l'Assemblea legislativa delle Marche, perché è dallo scorso 12 giugno che aspettiamo che la sessione comunitaria venga calendarizzata. E’ dal 12 giugno che la Giunta ha approvato la delibera di trasmissione all'Assemblea legislativa del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie. La Commissione l'ha discussa prontamente, ma da allora, dicevo, sono passati ben 6 mesi, nel corso dei quali sono successe molte cose.
Era necessario dare la precedenza a molti atti più importanti di questo, come la legge sull'attività turistica, quella di istituzione della Giornata dell'anziano. Insomma, siete riusciti ad approvare una legge urbanistica in soli 3 mesi con una settimana di sedute assembleari a fiume e non siete riusciti a trovare un paio d'ore per discutere, dopo il 12 giugno, questo rapporto.
Evidentemente non c'era, in questo caso, nessun motivo per avere fretta, dato che non si ha fretta quando si è costretti a presentare un rapporto di cui non si è fieri e che smentisce le promesse e le dichiarazioni che proliferano da mesi sulla stampa.
Partiamo da un primo dato di fatto: i dati contenuti in questo rapporto non rappresentano il reale stato di attuazione delle politiche comunitarie, almeno alla data odierna, per il motivo che ho appena illustrato, cioè che sono passati 6 mesi nel frattempo.
Si tratta di una foto scattata a giugno del 2023 e, in tutto questo tempo, è successo molto altro, un periodo in cui avete provato a confondere e a intorbidire le acque, con un atteggiamento, peraltro, che fa il paio con la vostra abitudine a non rispondere in maniera chiara, trasparente e, soprattutto, sincera ai nostri quesiti, ai nostri atti ispettivi, alle nostre richieste di accesso agli atti. Ma di questo ne discuteremo dopo.
Una quasi totale mancanza di trasparenza e di rispetto istituzionale, non solo nei confronti dell'Assemblea legislativa, ma soprattutto nei confronti dei marchigiani e delle imprese del nostro territorio.
Ma tutto questo non ci impedisce di studiare e, soprattutto, di provare a dare una lettura oggettiva ai documenti che ci avete trasmesso.
Iniziamo quindi dal tasto più dolente, ovvero la programmazione POR FESR 2014-2020, e mi vorrei in particolare soffermare sulla capacità di spesa della nostra Regione.
Ebbene, dai dati del rapporto alla Camera dei deputati al 30 giugno 2023, ovvero lo stato di attuazione dei fondi strutturali del ciclo 2014-2020, si evidenzia che la Regione Marche non ha recuperato la distanza che la connotava rispetto alle altre Regioni. L'avanzamento della spesa e. quindi, gli investimenti realizzati risultano, a 6 mesi dalla chiusura del programma, pari al 60,97% delle risorse stanziate, il valore più basso non solo nel novero delle Regioni più sviluppate e di quelle in transizione, ma anche di quelle meno sviluppate.
Il Friuli Venezia Giulia aveva registrato al 30 giugno il 108,80%, l'Emilia-Romagna il 103,28%, il Veneto il 78,08%, l'Umbria il 73,79% e la Puglia ben il 95%, per fare qualche esempio. Soltanto la Calabria presenta un valore percentuale più basso di noi, il 51,47%, ma va sottolineato che la dotazione della Calabria ammonta a ben 2.260 milioni di euro, ovvero più del quadruplo delle Marche, con una dotazione di 585 milioni di euro. Quindi le Marche, a gestione Acquaroli, continuano ad essere il fanalino di coda, anche in confronto a Regioni meno sviluppate. Basti pensare che la spesa effettuata dalla Sicilia, a giugno 2023, aveva raggiunto il 61,73% delle risorse messe a disposizione, che ammontano, udite bene, a 5.093,14 milioni di euro, quindi quasi 10 volte le Marche.
E anche l'FSE non brilla per capacità di spesa. Sempre a giugno del 2023 ci attestiamo al 75,89%, a fronte di una media delle Regioni più sviluppate pari al 93,96%, con l'Emilia-Romagna che presenta un valore del 111,47% e la Lombardia quasi il 91%.
Ci avviciniamo quindi, anche in questo caso, alla media delle Regioni meno sviluppate, che è pari al 70,25% e ciò nonostante sull'FSE, come sappiamo, siano state rendicontate molte spese Covid e, tra queste, anche straordinarie di personale, quasi snaturando in parte la finalità del fondo.
Questa è, insomma, la fotografia a giugno 2023, quando non avevate fretta di venire qui in Aula ad illustrare questo rapporto.
Ad agosto, guarda caso, dopo due mesi si registra un'accelerazione. Un'accelerazione, per modo di dire, perché, secondo i dati forniti dall'Autorità di gestione, la capacità di spesa della Regione Marche ha registrato in due mesi un aumento, un incremento, di circa 7 punti percentuali, passando quindi dal 60,97% al 68% dello stanziamento messo a disposizione.
Un'accelerazione che, se da una parte rassicura, dall'altra è spiegata dal fatto che il POR attuale prevede uno stanziamento ridotto in virtù del trasferimento di progetti al POC, una scelta operata esclusivamente in relazione a quanto si era speso e si era in procinto di spendere, o a quanto non si sarebbe riuscito a spendere, certamente non per finanziare progetti nuovi e utili per il territorio, come invece hanno fatto Regioni più virtuose. Inutile citare l'Emilia-Romagna.
In soldoni, il POC lo hanno avuto tantissime Regioni, quasi tutte, ma mentre le altre, più virtuose, lo hanno utilizzato per nuovi progetti, qui nella nostra Regione siamo stati costretti a spostarci quei progetti che non siamo riusciti, per vostra incapacità, a chiudere, perdendo tante opportunità preziose per le nostre imprese e per i nostri territori.
E se a fine agosto rimanevano ancora da spendere ben 180 milioni di euro, al netto dell'assistenza tecnica, oggi capiamo molto bene com'è stato possibile, in così poco tempo, recuperare il tempo perduto.
Oggi finalmente sveliamo qui, davanti ai marchigiani, il vero motivo per cui la Regione Marche ha deciso di aderire al POC, utilizzando il tasso di cofinanziamento al 100% per le annualità 2020-2021 e 2021-2022, spostando ben 121,6 milioni di euro dalla programmazione 2014-2020 su questo programma complementare, che prevede come data di scadenza per l'ammissibilità della spesa il 31 dicembre 2026. Si è riusciti ad ovviare al problema della certificazione richiesta dalla Commissione europea al 31 dicembre di quest'anno. Ed ecco dove sta l'inganno ai danni dei cittadini marchigiani.
Infatti, se è pur vero che lo spostamento di gran parte delle risorse della programmazione 2014-2020 sul POC consentirà di fatto alla Regione di non perderle, questa operazione non fa altro che rinviare di altri 3 anni l'attuazione e la chiusura di investimenti importanti e strategici per la nostra regione.
I progetti inseriti nel POC riguardano infatti prevalentemente interventi strutturali, investimenti territoriali integrati delle strategie di sviluppo urbano, ovvero gli ITI urbani, la Strategia nazionale delle aree interne, gli ITI aree interne.
Si tratta, in breve, di opere pubbliche di cui il nostro territorio ha estremamente bisogno: ristrutturazione e riqualificazione di ospedali e strutture sanitarie, infrastrutture e mobilità dolce, quindi ciclovie, restauro e riqualificazione di musei, teatri, pinacoteche, transizione digitale e informatica, turismo, e la cui realizzazione verrà ulteriormente procrastinata.
Se a questo aggiungiamo tutti i progetti che rischiano di non essere realizzati a causa dei tagli al PNRR, che avranno seguito alla richiesta di rimodulazione proposta dal Governo Meloni alla Commissione europea, direi che il quadro generale rispetto ai danni che verranno arrecati a imprese ed enti è, a dir poco, preoccupante.
Vorrei ricordare, inoltre, che l'aver spostato progetti che sarebbero potuti essere finanziati con la programmazione comunitaria 2014-2020 sul POC ha significato che parte di queste risorse, invece che essere utilizzate per progetti aggiuntivi e nuovi, sono state utilizzate per ovviare e sopperire all'inadeguatezza e all'inefficienza della vostra Giunta.
A questo vanno ad aggiungersi altri problemi di non semplice soluzione: i tempi per la realizzazione delle opere pubbliche, che si allungheranno inevitabilmente; la mancata semplificazione dei procedimenti, che oltretutto è stato il vostro cavallo di battaglia in campagna elettorale.
Io ricordo che da quando si è insediata questa Giunta non vengono più trasmessi, non su Telegram ma tramite PEC, i bandi alle imprese, come avveniva in precedenza. È stata cancellata la newsletter che invece c'era prima e a cui era facilmente possibile iscriversi sul sito marche.europa.it e, soprattutto, il mancato coordinamento con gli enti locali respirabili nell'attuazione degli interventi, come invece avveniva prima con un cruscotto ad hoc dedicato, con un alert che si attivava ogni 15 giorni.
Altro aspetto importantissimo da segnalare è che le risorse confluite nel POC provengono per il 55,3%, ovvero per 67,3 milioni di euro, dal POR originario, quindi dagli assi da 1 a 6 e, per il restante 44,7%, quindi meno della metà, dall'asse 8, ovvero dalle risorse sisma, per un totale di 54,3 milioni di euro. C'è, a questo punto, qualcosa che stride con le vostre precedenti dichiarazioni.
Ed ecco quindi che, nuovamente, i fatti smentiscono la Giunta Acquaroli e le dichiarazioni dell'Assessore Brandoni. Non eravate forse voi, infatti, a sostenere che il ritardo nello stato di attuazione del FESR 2014-2020 fosse imputabile alla tempistica ristretta per l'impegno e il pagamento degli interventi pro-terremoto, le cui risorse aggiuntive, i famosi 243 milioni di euro, sono state assegnate dalla Commissione europea nel 2017, per l'esattezza il 19 dicembre 2017?
Eppure gli ITI urbani, gli ITI aree interne e gli interventi infrastrutturali, tranne che per qualche piccola integrazione, afferiscono alla programmazione originaria del POR FESR 2014-2020 e non al sisma. E sono stati proprio questi progetti, e non quelli del sisma, ad essere stati inseriti nel POC, proprio perché non sareste stati in grado di completarli e pagarli entro i tempi previsti dal POR.
Quindi questo dimostra che i ritardi accumulati non sono imputabili ad una tempistica di gestione delle risorse ridotte per le Marche rispetto ad altre Regioni, come più volte avete provato a farci credere. Piuttosto, sono imputabili all'inefficienza di questa Giunta e al mancato coordinamento con le amministrazioni responsabili dell'attuazione degli ITI e delle altre opere infrastrutturali.
Un mancato coordinamento che rivela tutta la vostra inadeguatezza rispetto al tema, perché, se vi foste più preoccupati di mantenere un raccordo costante con le amministrazioni locali, piuttosto che sedervi sugli allori della vittoria elettorale, avreste potuto attivare quel monitoraggio costante e necessario che avrebbe evitato tanti inutili e dannosi ritardi.
In altre parole, la gestione delle risorse comunitarie dimostra che avete fallito in quello che eravate chiamati a fare e per il quale avevate tanto sbandierato che sarebbe stato più semplice essere migliori della Giunta Ceriscioli. È la completa assenza dell'attività di monitoraggio, quindi, ad aver causato ritardi.
La Giunta precedente, ad esempio, come ho citato prima, esercitava la sua funzione di controllo con l'attivazione del cosiddetto cruscotto, cosa che voi avete smesso di fare. E allora vi chiedo: come state monitorando lo stato di attuazione delle politiche che oggi noi andiamo a valutare?
Ve lo dico io: c'è poco da stare tranquilli, perché la sensazione è che la gestione delle risorse comunitarie rappresenti per voi un problema piuttosto che un'opportunità. Un'opportunità, tra l'altro, che fate proprio fatica a cogliere e che, di fatto, non meraviglia, considerata la scarsissima capacità di programmazione che state dimostrando di avere.
In tutto questo, però, il vero tema è il danno e il disservizio che state recando ai cittadini marchigiani a causa della mancata realizzazione di opere potenzialmente importantissime per la riqualificazione e lo sviluppo dei nostri territori.
E, a quanto pare, dovremo abituarci a questo, perché, considerata la gestione del POR abbinata a quella del PNRR a livello centrale, è evidente che questo è il vostro modo di fare, o meglio di non fare politica.
Sarebbe stato necessario solamente accelerare le procedure di spesa di una programmazione ottimamente avviata e generosamente lasciata in eredità.
Vorrei inoltre spendere alcune parole sulla programmazione 2021-2027, perché è vero che abbiamo votato a favore all'unanimità, ma questo non deve sorprendere, perché quelle risorse, se sono arrivate, è grazie al Partito Democratico e non certo grazie a Fratelli d'Italia, che invece ha sempre sparato a zero sull'Europa.
Ma quella non era una delega in bianco e, come state chiudendo questa programmazione, su cui torneremo, ci preoccupa e non poco.
Solo il 25 novembre 2022, quindi un anno fa, è stata confermata l'approvazione definitiva del programma da parte della Commissione europea e, nonostante questo, non possiamo fare a meno di registrare i primi ritardi, quantomeno rispetto alle previsioni inserite nelle schede MAPO approvate nel marzo scorso.
Dei 47 bandi previsti per il 2023 ne risultano conclusi soltanto 4, mentre altri 4 sono ancora attivi e in fase di scadenza. Di questi, nessuno attiene all'aspetto ambientale, ovvero la mobilità dolce e sostenibile, l'efficientamento energetico. Così come nulla è stato fatto in tema di efficientamento idrico, difesa della costa, miglioramento sismico. Eppure la stessa Giunta, nel comunicato del 15 dicembre 2022, un anno fa, aveva dichiarato che uno dei temi centrali della nuova programmazione 2021-2027, uno dei temi centrali, sarebbe stato proprio il contrasto ai cambiamenti climatici.
Cito dal vostro comunicato: “Proprio nella nostra regione, come nel resto d'Italia, si sono recentemente manifestati eventi estremi. Senigallia e il suo entroterra, come la costa adriatica soggetta ad erosione, sono gli ultimi esempi che pongono come priorità investimenti sulla mitigazione del rischio idrogeologico, il miglioramento del reticolo idrico e della qualità dei corsi d'acqua, la protezione del litorale”. Come al solito si è trattato di parole vuote, forse per rassicurare gli animi e ottenere un po' di consenso, visto che da soli tre mesi si era consumata la tragedia di Senigallia. Insomma, ancora un po' di propaganda, ma poi dove sono i fatti? Perché i bandi non sono ancora usciti?
A proposito, mi preme evidenziare, come tra l'altro ho già fatto in sede di approvazione del programma, che, seppur significative, perché parliamo di 89 milioni di euro, le risorse dedicate agli interventi strutturali idraulici per la gestione dei bacini idrografici, per contrastare l'erosione costiera e per la messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici, sono largamente insufficienti per avere un impatto rilevante sul territorio.
Inoltre, continuiamo a registrare ritardi rispetto agli interventi dedicati al credito, che nella scorsa programmazione è stato uno degli aspetti nodali nella strategia complessiva di rafforzamento della competitività regionale. Insomma, appare già oggi evidentissimo che c'è ancora moltissimo da fare.
Non vogliamo creare allarmismi, come avete fatto voi, ma la sensazione è che non si stia prestando la dovuta attenzione al tema.
Vigileremo e controlleremo il vostro operato, in particolare sulla programmazione 2021-2027, affinché possiamo evitare in futuro sprechi e ritardi sulla gestione delle risorse.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Poche battute, perché vedo che, devo dire ingiustamente, questo atto è sottovalutato, soprattutto dalla maggioranza. Invece merita grande rispetto, perché si parla, come sottolineava bene la Consigliera Bora, della gestione delle risorse europee, cioè di centinaia e centinaia di milioni di euro. In particolare mi soffermo con poche parole, quello che è … Presidente …
PRESIDENTE. Chiedo di fare silenzio. Ha ragione. Chiedo di fare silenzio, finché non c’è silenzio il Consigliere Mastrovincenzo non continuerà la terapia. Prego tutti, quelli che sono in Aula, sugli spalti o nelle sedie laterali di non parlare. Prego. Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Sono particolarmente ingenti le risorse del Fondo sociale europeo, quindi della programmazione del Programma operativo regionale di questo periodo 2021-2027, molte di più di quelle che avevamo a disposizione nella precedente programmazione.
Aggiungo che, oltre ai fondi relativi al POR, ci sono i fondi del Fondo sociale europeo relativi al PON, per quanto riguarda il programma Donne, Giovani e Lavoro, così come ci sono ulteriori risorse di cui abbiamo parlato altre volte per quanto riguarda, ad esempio, il PNRR o altre diverse misure su interventi formativi, sistema duale, ITS ed altro ancora.
Dico, ad esempio, che le risorse di cui potrà avvalersi il Piano triennale per le politiche del lavoro, che stiamo discutendo in Commissione e che andrà in Aula, penso, nelle prossime settimane, sono risorse superiori, addirittura, e parliamo di risorse triennali, a quelle dell'intero periodo di programmazione del Fondo sociale dello scorso periodo: circa 350 milioni contro i 329 milioni circa della scorsa programmazione di un intero periodo.
Credo che sia ingiustificabile quanto si afferma a pagina 18 di questo atto, dove si dice che l'avvio della programmazione 2021-2027 è avvenuto con un certo ritardo a causa del fatto che il regolamento generale 2021-2027 è stato approvato solo a giugno 2021 e a causa dei tempi tecnici necessari per la conclusione del negoziato con la Commissione europea. A causa del ritardo registrato in fase di avvio, alla data del 30 aprile 2023, parliamo ormai di 7-8 mesi fa, non risulta ancora approvato nessun intervento e non si registra l'assunzione di impegni di spesa giuridicamente vincolanti. Credo che questo sia un fatto abbastanza grave.
Ha sottolineato benissimo i ritardi della precedente programmazione e dell'attuale la Consigliera Bora, e credo anche che vada ricordato come in altre Regioni siano invece partiti decine e decine di bandi in attuazione, almeno, del Fondo sociale europeo.
Lo stesso atto dice che sono state adottate le linee guida relative al sostegno alla creazione di impresa, all'erogazione di borse lavoro e ricerca, ai percorsi IFTS, alla formazione Occupazione Garantita, aggiungo io, in fotocopia rispetto alla precedente programmazione.
Credo allora che sia indispensabile un cambio di passo radicale, attivando da subito interventi per i NEET, per l'occupazione dei giovani in generale e, parlo soprattutto, di sostegno alle assunzioni stabili, visto che solo il 34% dei giovani marchigiani ha un contratto a tempo indeterminato e che è in aumento il numero dei lavoratori intermittenti e somministrati.
Si devono riattivare progetti per giovani ricercatori attraverso una collaborazione sempre più stringente tra università e imprese, proprio attraverso un forte investimento del Fondo sociale europeo.
Occorre subito investire per un orientamento che sappia fornire ai giovani il supporto per affrontare il loro percorso formativo e il passaggio al mondo del lavoro.
L'orientamento è uno dei fattori strategici per uno sviluppo inclusivo. L'educazione alle scelte, la conoscenza delle proprie vocazioni, delle opportunità lavorative del proprio territorio e delle nuove professioni sono fondamentali per garantire le migliori opportunità ai giovani.
Vanno attivate misure di sostegno alle crisi aziendali e di settore, attraverso interventi complessivi che accompagnino le imprese in processi di ristrutturazione e riposizionamento strategico, con formazione specifica finalizzata a rafforzare e ad aggiornare le competenze dei lavoratori, in modo da garantire loro la conservazione del posto di lavoro.
Bisogna agire subito per sostenere l'occupazione femminile, visti gli ultimi dati dell'Osservatorio regionale del mercato del lavoro che evidenziano una forte contrazione.
Poi occorre lavorare fin da subito per il potenziamento dei Centri per l'impiego, per rilanciare gli ITS e tanto altro ancora.
Noi abbiamo chiare quelle che sono le priorità, che rilanceremo in occasione della discussione del Piano triennale per le politiche del lavoro, che spero sarà approvato al più presto. Da lì vedremo quanto riuscirete poi a spendere negli anni a venire, con quali priorità, con quale intensità e con quali tempistiche. Quelle attuali sono completamente da rivedere e questi ritardi sono assolutamente inaccettabili. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Siamo alla relazione conclusiva sulla programmazione europea.
Alcuni dati, non so dove li ha presi, Consigliera Bora, adesso glieli dirò, forse le rinfresco la memoria. Non cominci a contestare appena dico le prime due parole, sennò alla fine come ci arriviamo? Se lei mi contesta sulla prima frase, mi dica cosa devo fare? Me lo dica. Se vuole che non vado avanti, non vado avanti. Se dopo la prima frase già mi contesta... ho detto solo il titolo.
Capisco che ha una antipatia nei miei confronti, forse per la vicinanza geografica, mica si può essere simpatici a tutti.
Quindi relazionerò sulla relazione conclusiva. Ripeterò i dati della programmazione 2014-2020, della programmazione 2021-2027, la quale, ricordo, è stata approvata dalla Commissione europea a novembre del 2022 e noi l'abbiamo approvata in Consiglio regionale a gennaio 2023, quest'anno. Ha un ammontare di 882 milioni, perché vi ricordo che il 55% lo mette la Commissione europea, il 35% lo Stato e il 15% la Regione. Quindi, i 132 milioni di euro che abbiamo cofinanziato hanno prodotto altri 752 milioni.
Ricordo che c'è stata una sessione tematica dedicata al Piano nazionale di ripresa e resilienza e poi darò anche i dati sull'Accordo di coesione sottoscritto ad Acqualagna, alla fine del mese di ottobre, tra il Presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è stato diviso in due, ve lo ricordo: FSC e Fondo di rotazione.
Il Fondo di rotazione perché il Ministero e il Ministro hanno sostituito i POC, quindi stiamo parlando degli ex POC, del nuovo Fondo di rotazione.
Vado a leggere. Poi, dopo, risponderò anche a tutte le sue domande, Consigliera Bora.
L'articolo 8 della legge regionale 14/2006, “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Marche al processo normativo comunitario e sulle procedure relative all'attuazione delle politiche comunitarie”, prevede che ogni anno venga inviato all'Assemblea legislativa regionale il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie, per poi procedere alla relativa discussione nella sessione comunitaria dedicata.
La Giunta regionale, con deliberazione n. 807 del 12 luglio 2023, ha trasmesso al Consiglio regionale il previsto rapporto, con i dati riferiti al periodo che va da giugno 2022 a maggio 2023 e, con questa relazione che sto leggendo noi la stiamo aggiornando.
Ai fini della sua predisposizione, la Direzione programmazione integrata risorse comunitarie e nazionali ha richiesto ed acquisito, oltre al proprio rapporto sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e Fondo sociale europeo (FSE), i rapporti redatti da:
• Direzione Agricoltura e sviluppo rurale per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
• Direzione Attività produttive e imprese per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP);
• Settore Programmazione delle risorse nazionali e aiuti di Stato per gli aiuti di Stato;
• Settore Innovazione e cooperazione internazionale per le attività di cooperazione territoriale europea e per la Macroregione Adriatico-Ionica;
• Segreteria generale per le attività della sede di Bruxelles;
• Settore Attività legislativa e consulenza giuridica per l'applicazione delle direttive comunitarie di competenza regionale.
La II Commissione assembleare permanente, come ha ricordato prima il Consigliere Putzu, ha poi convocato il Dirigente della Direzione programmazione integrata risorse comunitarie e nazionali il 14 settembre 2023 per un'audizione sul rapporto n. 39/23 sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per la sessione comunitaria del Consiglio.
In quell'occasione sono stati forniti ai Consiglieri componenti della II Commissione gli aggiornamenti sullo stato di attuazione della programmazione a settembre 2023, assieme ad una sintesi sulla riprogrammazione degli stessi programmi FESR e FSE che era in corso in quel momento.
Voglio qui fornire un aggiornamento sui dati di avanzamento della programmazione comunitaria, tenendo conto che il 2023 è l'ultimo anno di ammissibilità della spesa per i POR FESR e FSE 2014-2020, con il 30 giugno 2024 che rappresenta la data ultima per la certificazione della spesa alla Commissione europea.
Per quanto riguarda il POR FESR 2014-2020, i dati riferiti all'ultimo Comitato di sorveglianza del 21 settembre evidenziano un avanzamento degli impegni del programma pari al 124% della dotazione, calcolata al netto della programmazione complementare.
Il dato riferito ai pagamenti vede invece una situazione dell'87% pagato rispetto alla dotazione del programma.
Con riferimento, invece, al POR FSE 2014-2020, il Comitato di sorveglianza dello scorso 16 novembre ha evidenziato un valore degli impegni del programma pari al 102% della dotazione, calcolata sempre al netto della programmazione complementare, mentre i pagamenti sono al 98% della dotazione del programma.
I dati di avanzamento evidenziati ci consentono di guardare con tranquillità alla chiusura della programmazione 2014-2020, che avverrà con il completo assorbimento delle risorse.
Guardando avanti alla programmazione 2021-2027, evidenzio che i due programmi regionali FESR e FSE Plus – sapete che nella programmazione 2014-2020 erano FESR e FSE, nella programmazione 2021-2027 il FESR è rimasto FESR e l'FSE è diventato FSE Plus - sono stati avviati immediatamente dopo la loro approvazione in Consiglio regionale, avvenuta a fine 2022 per l'FSE e all'inizio del 2023 per il FESR. Nelle prime settimane del 2023 sono stati definiti i documenti attuativi e le linee guida per le strutture regionali, necessari all'emanazione dei bandi.
Ricordo inoltre che la dotazione complessiva del POR FESR-FSE Plus Marche 2021-2027 è pari a 882 milioni, l'avevo detto prima.
Per attivare queste risorse era necessario garantire il cofinanziamento regionale di competenza. Siamo stati, e lo ripeto, una delle poche Regioni d'Italia ad aver cofinanziato una quota del 15%, corrispondente ad un importo di circa 132 milioni di euro.
Con le leggi di bilancio è stato già coperto, per le annualità che vanno dal 2023 al 2025, circa il 66% della quota regionale prevista, anticipando quindi il fabbisogno complessivo delle risorse necessarie per l'intero periodo di programmazione.
Questa priorità che la Giunta ha dato alla programmazione comunitaria, tutt'altro che scontata e che poche Regioni sono state in grado di garantire, ha consentito l'avvio immediato della programmazione comunitaria subito a valle dell'approvazione del programma da parte della Commissione europea. Nei primi 10 mesi del 2023 sono stati già infatti attivati interventi e bandi per oltre 270 milioni di euro e, nello specifico:
• 110 milioni di euro nel POR FSE Plus, corrispondenti al 37% della dotazione complessiva del programma;
• 160 milioni di euro sul POR FESR, corrispondenti al 28% della dotazione complessiva del programma.
Visto che il PNRR è già stato oggetto di una sessione tematica dedicata lo scorso 17 ottobre in Consiglio, voglio soffermarmi rapidamente sull'ultimo strumento che è stato recentemente attivato e che completa il quadro delle risorse ordinarie e straordinarie messe a disposizione della Regione Marche per i prossimi anni.
Il 28 ottobre scorso, come ho accennato prima, ad Acqualagna, con la firma del Presidente Acquaroli e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stato firmato l'Accordo per la coesione ed è stata attivata, ricordo, seconda Regione in Italia, la dotazione delle risorse dello Stato per la Regione Marche, che comprende due importanti fonti finanziarie.
Come sono divisi i 532 milioni di euro dell'Accordo di coesione? Sono così divisi:
• 333,6 milioni di euro di risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2021-2027;
• 154,3 milioni di euro di risorse del Fondo di rotazione, che, come ho detto prima, sono gli ex POC 2021-2027, denominati così dal Ministero.
L'attività di confronto con il Governo ha garantito la necessaria complementarietà con le altre risorse già attive sul territorio, quelle della nuova programmazione comunitaria FESR-FSE Plus, ma anche quelle del PNRR.
La scelta strategica della Regione Marche, in riferimento ai fondi FSC 2021-2027, pari a 333,6 milioni di euro, è stata quella di puntare prevalentemente sulle reti di trasporto, con una concentrazione di circa il 68% delle risorse destinate alla razionalizzazione e al completamento delle strade e sulla piena utilizzabilità dei porti.
Il tutto concentrando le risorse su 16 interventi di importo significativo, evitando la dispersione a pioggia su piccole opere di scarso impatto.
Per quanto riguarda la dotazione del Fondo di rotazione, 154,3 milioni di euro, che corrispondono alle somme previste per i POC 2021-2027, sono stati previsti interventi riferiti ad obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale, ma non previsti nella tradizionale programmazione FESR-FSE Plus. Quali, ad esempio, gli interventi per sostenere un turismo di qualità inclusivo o per il sostegno al settore cultura, elementi che la Giunta regionale considera strategici per il rilancio e il potenziamento del territorio, oltre ad interventi di sostegno al tessuto imprenditoriale e di salvaguardia dell'occupazione.
La rapidità con cui si è giunti alla firma dell'accordo con il Governo ci consente di avviare sin dall'inizio del 2024, quindi fra un mese, i primi interventi previsti nell'Accordo per la coesione, in un'ottica di complementarietà con le attività in corso della programmazione ordinaria FESR-FSE Plus e di quella straordinaria del PNRR.
Consigliera, io mi sono preso un appunto sulle domande che lei mi ha fatto e le rispondo. Sui tempi, le ricordo che la Giunta ha trasmesso il rapporto, quello da lei criticato, il 12 giugno.
Sulla programmazione 2014-2020, le torno a dire che i suoi dati sono rimasti all'estate. Lei non si è aggiornata al passaggio dell'estate, è entrato l'autunno e adesso fra poco entreremo nella stagione invernale, con il solstizio d'inverno il 21 dicembre. Quindi, i suoi dati sono vecchi, di giugno. Non tengono conto del POC, che fa passare la dotazione da 580 milioni di euro… Adesso parlo dei POC. Le ridico i dati, me li sono scritti e li ho appena letti, del 2014-2020 sono quelli indicati nel rapporto: abbiamo fatto il 124% degli impegni e l'87% dei pagamenti. Dati inconfutabili.
Non è la Regione Marche che ha deciso di aderire al POC. Lo hanno fatto tutte le Regioni d'Italia. Le altre Regioni non hanno inserito nuovi interventi nel POC, ma hanno fatto come noi: hanno inserito gli interventi che si concluderanno dopo, come noi.
Lei mi ha chiesto dell'assenza di attività di monitoraggio e come monitoriamo. Per quanto riguarda gli ITI urbani, pensi che, siccome uno non si dimentica di aver fatto il Sindaco, quando sono usciti gli ITI urbani io ho convocato tutti e cinque i Sindaci capoluoghi di provincia, dicendo: "Prossimamente usciranno gli ITI urbani che riguardano i cinque capoluoghi di provincia", prima che uscisse il bando. Questo era il mio modo di lavorare da Sindaco e ho cercato di portarlo avanti. Prima che uscisse il bando io li ho convocati dicendo: "Avrete a disposizione 25 milioni. Diviso cinque, sono 5 milioni per ciascuno. Più avrete a disposizione altri 3 milioni. Diviso cinque, sono 600.000 euro. Più avrete a disposizione una cifra per mettere delle professionalità all'interno per portare avanti gli ITI urbani". Vuol dire che ogni Comune capoluogo di provincia avrà delle persone che chiaramente collaboreranno con i dipendenti comunali.
Poi cosa è successo? Che c'è stato un ritardo. Guarda caso, quali erano le due province in ritardo? Sapete che sono cinque i capoluoghi di provincia, ma una provincia ha due Comuni, Pesaro e Fano, da sempre, dalla vecchia programmazione 2014-2020. Quali sono le due province che hanno rallentato? Pesaro e Fano e Ancona. Ma ad Ancona non amministrava l’attuale Sindaco quando sono partiti gli ITI. Amministrava forse un'amministrazione di sinistra.
Siccome lei ha fatto l'attacco a Fratelli d'Italia, io le rispondo che le uniche due province in ritardo, guarda caso, erano della vostra parte. Le altre tre province del centrodestra erano avanti. Mi sbaglio? Dopo me lo dirà, replicherà, perché sicuramente ritiene che questo sia un fatto personale. Erano città da voi amministrate. Le altre sono rimaste nel POR perché hanno finito in tempo. Quindi, le altre tre province, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo, sono rimaste nel POR.
L'ultima questione è questa: non è la Regione Marche che ha deciso di aderire al POC. Lo hanno fatto tutte le Regioni d'Italia. Le altre Regioni non hanno inserito nuovi interventi nel POC, ma hanno fatto come noi, hanno inserito gli interventi che si concluderanno dopo, come noi.
Per quanto riguarda il credito, Consigliera, fra poco usciremo con un bando sul credito.
Dopo un anno, la programmazione 2021-2027 l'abbiamo approvata in Consiglio regionale a gennaio. Le rileggo i dati che ho letto prima.
Nei primi 10 mesi del 2023 sono stati attivati interventi e bandi per 270 milioni di euro, quindi 110 milioni sul POR FSE e 160 milioni sul POR FESR.
Allora, se mi critica sui ritardi della vecchia programmazione 2014-2020, ha senso, ma criticare la nostra amministrazione per la programmazione 2021-2027...Le sto dando dei dati: 37%, 28% di una programmazione che è partita 10 mesi fa. Ritengo che più veloce di così non si potesse andare.
Usciamo sul credito? Lo sapete bene. Ci saranno 91 milioni di euro sul credito e c'è un bando pronto, ma non abbiamo avuto il tempo di esporlo agli altri, perché il Presidente Acquaroli ha avuto sempre 3.000 impegni. Siamo pronti per uscire con un bando da 20 milioni alle imprese, dove abbatteremo i tassi di interesse, ci accolleremo i costi della garanzia e quant'altro.
Pensate che su prestiti da 50.000 euro un'impresa risparmierà 8.100 euro; su prestiti da 100.000 euro un'impresa risparmierà 14.000 euro.
Ecco, questo è quello che mi sentivo di dire. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Non ho mai fatto domande. Come al solito ha fatto tutto da solo l’Assessore Brandoni, ma a un certo punto ha detto che arriverà il momento in cui lui mi farà stare seria, quindi, vorrei capire a cosa si riferisce, visto che, insomma, messa così… Non è che mi lascio intimorire da nessuno, figuriamoci dall’Assessore Brandoni. Insomma, sarebbe giusto chiarire a cosa si riferiva.
Poi voglio tranquillizzare l'Assessore Brandoni perché vedo che lui prova una sorta di inadeguatezza rispetto alla mia presunta antipatia nei suoi confronti. Non solo mi sta molto simpatico, ma mi fa anche tanta tenerezza. Se un paio di volte fa, quando mi ha risposto all'interrogazione su ATIM, io le ho detto che si nascondeva dietro un dito, ascoltando oggi il suo intervento, dove, peraltro, mi contestava cose che avevo detto prima di lei, non posso che dirle che provo tanta tenerezza nei suoi confronti perché ho la sensazione di avere davanti, glielo dico, una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti e orali per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità.
Le chiedo di avere copia di questo testo che lei ha scritto. Le farò ovviamente avere anche copia del documento che è stato presentato alla Camera dei deputati il 30 giugno, quindi non prima del 12, ma dopo il 12 giugno. Se lei sarà in grado di rielaborare quello che legge, sempre se sarà in grado di farlo … Però stia tranquillo, perché io provo tanta simpatia e tenerezza nei suoi confronti.
PRESIDENTE. Il punto 1 dell'ordine del giorno, il rapporto 39/23 ad iniziativa della Giunta regionale, sullo stato d'attuazione delle politiche comunitarie della sessione comunitaria del Consiglio anno 2023, termina qua.
Interrogazione n. 1015 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche - Torrette, un ospedale nel caos”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1015 - a risposta immediata - del Consigliere Cesetti. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Sono molto dispiaciuto di questa interrogazione con la quale si denigra il sistema sanitario della nostra regione, in particolare l'Ospedale di Torrette, che è stato considerato, per il secondo anno consecutivo, il primo ospedale d'Italia.
La rivista settimanale Gente, tra i plessi ospedalieri in Italia che consiglia agli italiani per curarsi, ha individuato Torrette.
Che si possa poi presentare un'interrogazione rubricata “Azienda ospedaliera universitaria delle Marche - Torrette: un ospedale nel caos” è veramente inverosimile.
Penso che questo modo di fare politica, attraverso il conflitto tra i partiti e tra gli esponenti che sono qui rappresentati, costituisca il sale della democrazia. Prendere un titolo di giornale semplicemente per stigmatizzare addirittura il più importante ospedale delle Marche, il più importante ospedale d'Italia, non va a denigrare l'attività della politica o degli organi di indirizzo politico, ma quella dei tanti professionisti che a Torrette si misurano ogni giorno con patologie che curano e che consentono di salvare la vita ai marchigiani.
Come sappiamo, e lo voglio dire qui perché si apra il dibattito, la Regione Marche ha investito su Torrette risorse significative e importanti. Tant'è vero che, a seguito dei provvedimenti della legge Madia, quando sono stati leggermente ritoccati i tetti di spesa del personale, tutte le risorse che la Regione Marche ha visto incrementate sono state investite sull'Ospedale regionale di Torrette. I risultati sono venuti, non per caso.
Torrette è risultata, secondo gli organi ministeriali, il primo ospedale d'Italia. Che poi ci siano condizioni del personale che deve essere assunto e che deve essere assestato, questo dipende, come sappiamo, dai processi della finanza pubblica che prevedono un tetto di spesa per l'assunzione del personale. Quindi l'Azienda, in queste settimane, legittimamente porta avanti un'attività di indirizzo che la Regione Marche ha emanato per trattenere il più possibile il maggior numero dei suoi dipendenti che sono stati assunti durante il Covid e che, chiaramente, genera una conflittualità con le organizzazioni sindacali, le quali sostengono la necessità della loro stabilizzazione.
Ciò premesso, sottolineo come l'Ospedale di Torrette sia il primo ospedale delle Marche e d'Italia.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non è il nostro modo di fare opposizione, che è assolutamente corretto, ma è il suo modo di amministrare, il vostro modo di amministrare, che grida vendetta al cospetto degli uomini e dei cittadini che hanno bisogno del servizio sanitario regionale.
Io, Assessore Saltamartini, non uso i titoli dei giornali. Li utilizzo, semmai, perché fanno il loro mestiere, e lo fanno bene tutti, tra l'altro, non uno solo, per “proteggere” e dare voce a cittadini e operatori che mi segnalano questioni.
Ad esempio, oggi le deposito un'interrogazione. Ho qui un messaggio WhatsApp di un cittadino del Fermano che mi scrive: "Segnalo che all'Oncologia di Fermo hanno sospeso le visite per mancanza di medici. Oggi avrei dovuto avere una visita fissata tre mesi fa, ma circa due settimane fa mi hanno comunicato il rinvio e ancora non si sa niente”. Parliamo di una visita oncologica, Assessore.
Questa cosa non dipende dallo sciopero di oggi. Mi è arrivata qualche giorno fa. Oggi ho depositato l'interrogazione, ma la segnalazione è di qualche giorno fa.
Allora, nel caso specifico di Torrette, però, abbiamo finito il tempo e ci torneremo sopra.
Questi non sono titoli di giornali. Sono le dichiarazioni dei sindacati e la dichiarazione del Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, che dice che siamo in un momento di grande cambiamento dopo la riforma che ha creato le cinque AST. Ma questo non nega il disastro che voi state facendo a Torrette perché non gli date le risorse.
Lo dice il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, caro Assessore.
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 1017 è rinviata a causa dell'assenza dell'Assessore Antonini, doveva rispondere, ma è impegnato a Roma su delega del Presidente, che lo ha giustificato ufficialmente.
Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Presidente, questo è un modo di fare inaccettabile.
Era già capitato in altre situazioni. Si prende tempo su interrogazioni evidentemente delicate, come lo è quella relativa alla questione dei molluschi bivalvi, ed è inaccettabile.
Noi abbiamo un Vicepresidente in Aula, abbiamo l'Assessore al Bilancio. on siamo stati in grado di preparare una risposta a un'interrogazione che chiedeva semplicemente cosa si intendesse fare, visto che il 31 dicembre 2023 scade la proroga relativa...
Presidente, se il Vicepresidente non ha voglia di ascoltare, potrebbe anche uscire, direi io. È una cosa vergognosa che la Giunta faccia questo.
Presidente, io la prego per l'ennesima volta, e non è la prima volta, di non prenderci in giro. Qui se ne stanno infischiando sulla pelle di tantissime famiglie che, a 20 o 30 giorni dalla scadenza, non sanno che cosa devono fare.
È una vergogna. Non hanno il coraggio. È finito il tempo delle mele, Vicepresidente Saltamartini, è il tempo delle vongole.
Ha bisogno di rispondere. Prenda coraggio, lei e i suoi amici di Giunta. Non è più accettabile.
Presidente, la prego di tutelare le opposizioni.
PRESIDENTE. Prendo atto. Però, sul caso dell'Assessore Antonini, che per tutta la settimana, dall'ultimo Consiglio regionale, ha cercato di rimanere in Aula... È l'Assessore che ha la delega che in genere risponde.
Il Presidente in questo momento non c'è, ma apro una parentesi e la chiudo subito.
L'interrogazione è rinviata al prossimo Consiglio, nel quale sarà sicuramente presente l'Assessore Antonini. Per giustificare ancora di più la sua assenza, ricordo che per tutta la settimana ha cercato di essere presente. E’ anche l'Assessore competente per la proposta di legge che chiede di poter discutere e portare al voto.
L'impedimento che oggi lo trattiene fuori e gli impedisce di essere presente in Aula è legato soltanto a un impegno istituzionale cui non ha potuto sottrarsi, in quanto delegato dal Presidente della Giunta regionale.
Posso assicurare che anche questa mattina, nell'ambito della Conferenza dei Presidenti di gruppo, ho parlato un paio di volte telefonicamente con l'Assessore, che si scusa. Non si tratta certamente di un tentativo di rinviare questa interrogazione, ma di un impedimento di natura urgente e improrogabile.
Questa interrogazione, ovviamente, verrà inserita all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale.
Interrogazione n. 1018 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini
“Farmaco Ranexa salvavita solo a pagamento. Irreperibilità nelle Marche del farmaco generico”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1018 – a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Colleghi Consiglieri, l'interrogazione della Consigliera Vitri riguarda il trattamento dei pazienti con angina pectoris stabile.
L'AIFA ha stabilito che questo trattamento debba essere eseguito con un farmaco equivalente, il Ranozec, ed esso è stato inserito nella lista aggiornata dell'AIFA del 15 novembre 2023.
Il problema che si è posto è caratterizzato dal fatto che questo farmaco equivalente, il Ranozec, non è più risultato reperibile nelle farmacie.
Da una comunicazione fatta dai nostri servizi del Dipartimento Salute dell'Agenzia Regionale Sanitaria, abbiamo appreso che la ditta farmaceutica che lo produce, la Adamed, ha distribuito verso i grossisti delle Marche, in questi giorni, questo farmaco che, ripeto, è il farmaco generico equivalente e gratuito.
Alcune persone non hanno trovato il farmaco gratuito nelle farmacie ed hanno dovuto acquistare il più costoso Ranexa, che costa 36 euro, sostenendo una spesa di 22,79 euro a confezione.
Quindi, il farmaco gratuito è il Ranozec. Le farmacie sono state rifornite di questo farmaco generico e, secondo quanto riferisce l'Agenzia Sanitaria Regionale, non c’è la necessità di acquistare l'altro farmaco.
Naturalmente il Servizio sanitario della Regione Marche si attiene alle indicazioni dell'AIFA che, come sappiamo, è l'Agenzia nazionale che si occupa della farmaceutica e di stabilire quali sono i farmaci gratuiti per i cittadini della nostra regione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Il problema, Assessore Saltamartini, parte da un provvedimento del Governo Meloni, perché non riguarda solo ed esclusivamente il caso del 63enne cardiopatico che, fortunatamente, è stato risolto due giorni fa grazie proprio all'appello disperato che aveva lanciato sui giornali.
Vorrei farle presente che proprio il 24 novembre su Altroconsumo è uscita la lista dei farmaci presentata dall'Agenzia Italiana del Farmaco, l'AIFA, che sono stati completamente tagliati dall'elenco dei farmaci mutuabili. Mancano circa 3.500 farmaci in questa lista che prima, invece, erano mutuabili e quindi potevano essere ottenuti gratuitamente da tutti coloro che ne avevano bisogno.
Tra questi, in particolare, ci sono due farmaci che stanno creando molti problemi ai pazienti: il Glamidolo e il Ranexa, di cui abbiamo appena parlato, che è un farmaco indispensabile per chi soffre di problemi cardiologici, tanto che il 63enne che si è rivolto ai giornali rischiava la vita perché affetto da una cardiopatia ischemica.
Il problema, quindi, vorrei farle presente, Assessore, è proprio che a luglio 2023 il Governo Meloni ha tagliato risorse alla sanità pubblica e quindi anche ai farmaci mutuabili. Mentre altre Regioni hanno provveduto autonomamente mettendo a disposizione delle farmacie farmaci generici, in questo caso come il Ranozec, nelle Marche non era stato fatto nulla finché non è intervenuto questo 63enne disperato, perché rischiava la vita per problemi cardiologici.
Interrogazione n. 1022 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo
“Disponibilità effettiva nel corrente mese di dicembre di tutti i posti letto di cure intermedie e riabilitative ed RSA previsti nell’Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1022 – a risposta immediata – dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Mi avvalgo delle norme del Regolamento, l'amministrazione non ha fornito la risposta, quindi chiedo che sia rinviato l'esame di questa interrogazione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Assessore, la risposta era semplice, il tema è quello che è in qualche modo è finito il budget e quindi la continuità assistenziale non viene garantita.
A me sembra gravissimo che le persone siano costrette ad occupare i posti letto in maniera inappropriata, parliamo di soggetti che potrebbero andare nelle strutture che si occupano di cure intermedie, riabilitative, e RSA. Abbiamo decine di posti letto liberi che non possiamo utilizzare perché il budget è finito e l'Azienda sanitaria non può mandare queste persone, che hanno bisogno della riabilitazione o di cure intermedie. in queste strutture.
A me sembra gravissimo, anche perché questa Giunta regionale ha sempre detto che avrebbe rafforzato le strutture a livello territoriale per garantire che le attività legate agli interventi, in questo caso ortopedici o chirurgici, potessero essere fatte. In realtà questo non è, ne prendo atto.
Ovviamente questa è un'interrogazione urgente, la prossima settimana siamo già il 12, dovevano mettere i soldi ieri o tutto il resto risulterà inutile.
Mi sembra grave che non vengano garantite le risorse per le cure intermedie. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1023 a causa dell’assenza dell'Assessore Antonini, per le stesse motivazioni di prima, viene rinviata.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi auguro che l'Assessore stia anche discutendo di questo, che è un fatto gravissimo per l'economia delle Marche, nel senso che, come molti di voi sapranno, per esempio la DOCG del Rosso Piceno Superiore ha l'obbligo ampelografico di avere l'85% della percentuale del Montepulciano. Se invece della dicitura "Montepulciano" nella retro etichetta saremo, come saremo, costretti a scrivere "Cordisco", voi capite che il danno è grandissimo, perché il Cordisco non è conosciuto da nessuno.
È dal 2016 che si fa una battaglia per mantenere la dicitura del Montepulciano nella retro bottiglia, che rappresenta, tra l'altro, una percentuale altissima sia nella DOC che nella DOCG, rispettivamente il 70 e l'85%. Credo che qualcosa bisognerebbe fare, visto che questa volta la filiera ha funzionato al contrario, perché è una filiera che non funziona, a cominciare dal Ministro dell’agricoltura, passando per XY, arrivando all’Assessore Antonini. Ci facciamo sfilare dall'Abruzzo il Montepulciano. Credo che la responsabilità sia facilissima da individuare in questo caso, non c'è un anello che non sia conseguente.
Il Montepulciano d'Abruzzo sarà messo nelle etichette dei vini abruzzesi, nei vini marchigiani dovrà essere cassata la dicitura e sostituita con "Cordisco". Voi ditemi se non è un danno economico gravissimo per tutte le aziende marchigiane che producono i rossi, una cosa veramente fuori dall'ordinario che passa in cavalleria e nel disinteresse totale, mi sembra di percepire, della Giunta.
PRESIDENTE. Per l’interrogazione n. 1024 al momento non è in Aula l’Assessore Baldelli, lo stiamo cercando, quindi la rinviamo in attesa di sapere se viene in Aula oppure no.
Interrogazione n. 1025 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Interruzione servizio di Trasporto pubblico della società Adriabus”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1025 – a risposta immediata – della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Occorre anzitutto precisare che, alla data odierna, le corse indicate dalla Consigliera non risultano soppresse. A tal riguardo, la società Adriabus Scarl ha trasmesso una nota indirizzata alla Regione Marche per il trasporto pubblico locale extraurbano e ai Comuni interessati per il trasporto pubblico locale urbano, acquisita al protocollo regionale n. 1421914 del 21 novembre 2023, quindi una settimana fa, nella quale comunica che ritiene indispensabile procedere alla sospensione del servizio di trasporto pubblico locale nei giorni festivi 24, 25, 26 e 31 dicembre 2023, nonché dall'1 al 6 gennaio 2024, in quanto sono giorni in cui, storicamente, l'utilizzo del trasporto pubblico locale risulta notevolmente ridotto.
La motivazione addotta attiene principalmente al problema del reclutamento dei conducenti, che ormai non consente più il normale turnover per la copertura delle numerose dimissioni per pensionamenti. Adriabus riferisce che, al fine di garantire la corretta erogazione dei servizi nei giorni scolastici, ha dovuto limitare la possibilità di far fruire le ferie durante la prima parte dell'anno al proprio personale e, per tale ragione, durante il periodo delle sospensioni delle lezioni per la pausa natalizia dovrà colmare tale lacuna.
In generale, il servizio di trasporto pubblico locale, come previsto dal contratto di servizio vigente, non può essere interrotto o sospeso, fatti salvi motivi di ordine e interesse pubblico, eventi meteorologici eccezionali o calamità naturali.
La richiesta del gestore non è stata autorizzata dagli uffici e, in relazione sia alle esigenze espresse dall'azienda che alla bassa domanda di mobilità del periodo indicato, si è intenzionati ad autorizzare esclusivamente le singole giornate. Noi autorizziamo il giorno di Natale, prossimo venturo, ed il 1° gennaio. Questa è l'autorizzazione che daremo come servizio di trasporto pubblico locale della Regione; nelle restanti giornate resterà valido il programma di esercizio del festivo invernale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono parzialmente soddisfatta, Assessore, della risposta, perché, dopo un inizio in cui mi stavo preoccupando - forse non ho capito bene o non ho seguito bene, dove sembrava che non fossero in forse queste sospensioni – lei, purtroppo, mi conferma che è così, però chiederete la riduzione della sospensione di quelle quattro giornate e ne rimarranno solo due.
Sinceramente mi sento parzialmente soddisfatta, anche perché la ricaduta che ci sarebbe, soprattutto sulle zone interne, sarebbe notevole, sia dal punto di vista economico per i pendolari, ma anche e soprattutto per i turisti, visto che, come sappiamo, Urbino è città UNESCO e attira molti turisti.
Tra l'altro, non dimentichiamoci che l'altra fermata è Pesaro, dove sta partendo tutta la questione della Capitale italiana della cultura.
Quindi, in un territorio che è già penalizzato da corse che non coprono tutta la giornata…, perché sappiamo che da Pesaro l'ultimo autobus che parte per Urbino è poco dopo le 20:00, la riattivazione della ferrovia, tanto sbandierata in campagna elettorale, è azzerata; addirittura non compare più nemmeno nei documenti ufficiali.
Quello delle infrastrutture e della mobilità è un tema che a noi sta particolarmente a cuore, anche perché, se vogliamo parlare di rilancio delle zone interne, non si può prescindere dall'affrontare queste tematiche.
Quindi, per il momento, Assessore, la ringrazio ed io sarei, se possibile, curiosa di avere la nota che ha letto, anche quella di Adriabus, se è allegata. Grazie.
Interrogazione n. 1026 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Integrazione dei fondi PNRR tagliati ai Comuni”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1026 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Con il documento "Proposte per la revisione del PNRR e capitolo REPowerEU", presentato il 27 luglio scorso dal Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, il Governo italiano ha avviato con la Commissione europea il negoziato per la revisione del PNRR.
Tra le motivazioni alla base della necessità di rivedere il PNRR, il Governo evidenzia la presenza di migliaia di investimenti di piccola dimensione che richiedono uno sforzo di rendicontazione gestionale talvolta al di sopra delle possibilità dei singoli soggetti attuatori. A questo si aggiunge che alcuni interventi risultano non più in linea con gli obiettivi del Piano, alla luce degli eventi eccezionali e non prevedibili verificatisi dopo la sua adozione.
Per questi motivi, la proposta di modifica ha individuato nove misure componenti che valgono complessivamente 15,9 miliardi di euro, per le quali si prevede la sostituzione della copertura finanziaria dal PNRR ad altre fonti di finanziamento.
Per valutare l'impatto sul territorio regionale della sostituzione del finanziamento, è stata fatta una stima sulla base dell'estrazione dei dati dal portale Easy PNRR alla data del 2 novembre scorso. Le misure componenti coinvolte che impattano sul territorio regionale sono elencate di seguito:
- Missione 2, Componente 4, Investimento 2.2, relativa a interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni, interessa 1.455 progetti sul territorio regionale, con un costo ammesso al finanziamento PNRR di 268.164.000 euro;
- Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1, relativa a investimenti in progetti di rigenerazione urbana rivolti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, interessa 84 progetti sul territorio regionale, con un costo ammesso a finanziamento PNRR di 170 milioni di euro. A tutt'oggi, la Commissione specifica che 170 milioni in parte rimarranno nel PNRR;
- Missione 5, Componente 3, Investimento 1.1.1, relativa alle aree interne e al potenziamento dei servizi infrastrutturali sociali di comunità, interessa 42 progetti del territorio, con un costo ammesso al finanziamento di 17.238.000 euro.
La modifica proposta dal Governo interessa quindi potenzialmente 1.581 progetti sul territorio regionale, nella titolarità dei Comuni marchigiani e, in alcuni casi, delle Unioni montane. L'importo del finanziamento PNRR potenzialmente interessato alla sostituzione della copertura è pari complessivamente a 456 milioni di euro.
Il 24 novembre scorso la Commissione europea ha espresso una valutazione positiva del PNRR modificato dall'Italia ed ha trasmesso la proposta di decisione in esecuzione al Consiglio, che dispone ora di quattro settimane di tempo per approvare la valutazione della Commissione.
La valutazione della Commissione del 24 novembre ha in parte modificato la proposta di revisione del PNRR presentata a luglio scorso dal Governo italiano. In particolare, nella versione ad oggi disponibile a questi uffici, risulta confermata la decisione di eliminare dal finanziamento PNRR i progetti ricadenti nelle misure Missione 2, Componente 4, Investimento 2.2 e Missione 5, Componente 3, Investimento 1.1.1, corrispondenti alla prima e alla terza indicate in precedenza.
Per quanto riguarda, invece, i progetti che ricadono nella seconda misura, Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1, relativa ai progetti di rigenerazione urbana, circa 2 miliardi di euro rispetto ai 3,3 miliardi di dotazione complessiva dovrebbero restare a copertura invariata sul PNRR.
È importante quindi evidenziare due elementi: i 1.581 progetti per un valore di 456 milioni di euro, individuati inizialmente a rischio sostituzione della copertura finanziaria, sono destinati a ridursi perché una quota di progetti rimarrà nel PNRR.
L'iter istruttorio della proposta di modifica non è concluso ed è ora al vaglio del Consiglio europeo, per cui non si escludono ulteriori modifiche.
Si ribadisce comunque quanto più volte confermato dal Governo e che, ad oggi e fino alla decisione conclusiva del Consiglio europeo, rimane valida la copertura degli interventi garantita con le risorse del PNRR e che sarà assicurato il rispetto delle obbligazioni assunte nei confronti dei soggetti attuatori e degli operatori economici, attraverso la sostituzione della copertura PNRR con quella riveniente da altri strumenti: Fondo di sviluppo e coesione, Piano nazionale complementare al PNRR, fondi strutturali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, poteva occupare meno tempo, perché la risposta è analoga a quella che ha dato in questo Consiglio il 17 ottobre, dove aveva presentato le proposte di taglio al fondo del PNRR ai Comuni, perché mi riferisco esattamente a quelle.
Tagli significativi che riguardavano e riguardano più di 1.581 progetti, per una cifra complessiva di oltre 450 milioni di euro. Tagli che si riferiscono a gran parte di opere che, in questa regione, grazie all'attività dei Comuni tutti, sono state già realizzate e collaudate e che a noi, già da allora, creavano tanta preoccupazione, che oggi si è incrementata. Per questo dicevo che forse poteva occupare meno tempo.
Ad ottobre ci dicevate che erano solo ipotesi e oggi avete quasi replicato, dicendo che sono solo ipotesi e che avreste provveduto ad individuare risorse sostitutive e integrative di quelle mancanti. Adesso però c'è una data, quella del 24 novembre, in cui la Commissione europea ha approvato, anche con soddisfazione del nostro Presidente del Consiglio, la proposta di revisione del PNRR italiano.
Il problema vero, però, è che nel frattempo nessuno ha individuato le risorse integrative e sostitutive, lasciando, secondo noi in maniera colpevole, i Comuni nell'incertezza e in una fase, tra l'altro, molto sensibile, quale quella dell'approvazione dei bilanci.
Oggi un Comune che va ad approvare il bilancio si trova di fronte ad un atteggiamento che noi riteniamo assolutamente irresponsabile, che scarica sugli enti locali problemi e criticità che per noi sono sormontabili. Come ha detto il Presidente dell’ANCI mancano ai Comuni quasi 10 miliardi di euro e, per le Marche, ce lo ha ricordato l'Assessore, sono 456 milioni di euro.
Io voglio vedere, tra qualche giorno, forse prima di Natale, che cosa metterete voi e che cosa metterà il Governo per consentire ai Comuni di chiudere i propri bilanci.
Le nostre preoccupazioni del 17 ottobre sono rimaste invariate, anzi si sono incrementate, perché nel frattempo, sbandierando la soddisfazione per le modifiche al PNRR che avete proposto, mettete, solo nelle Marche, 1.581 progetti a rischio di non avere le coperture.
Le ipotesi che possono arrivare con atti successivi non consentiranno però, ahimè, ai Sindaci di arrivare all'approvazione del bilancio di previsione con certezze, e questa è l'unica cosa che non vi potevate permettere.
Interrogazione n. 1027 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Vitri
“Futuro utilizzo della ‘Casa del Mutilato’ ad Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1027 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. L'immobile oggetto dell'atto ispettivo risulta essere ricompreso nel patrimonio disponibile regionale da alienare ai sensi della deliberazione di Giunta regionale n. 1625 del 3 dicembre 2022, "Piano delle alienazioni immobiliari".
Tale scelta scaturisce dalla mancata attuazione dell'accordo del 30 dicembre 2019, sottoscritto tra Regione Marche ed ASUR, per la permuta del medesimo immobile con padiglioni di proprietà ASUR nell'area ex CRASS di Ancona. Pertanto, si è ritenuto opportuno ricomprendere nuovamente il bene tra quelli da alienare, come da precedente indicazione per la gestione, vedi deliberazione di Giunta regionale n. 34 del 22 gennaio 2019.
Premesso quanto sopra, dal momento che l'asta di vendita pubblica si è conclusa con il terzo tentativo andato deserto, si è proceduto alla trattativa privata del bene secondo la previsione dell'articolo 6 del regolamento regionale n. 4 del 3 aprile 2015. Ai sensi della citata normativa, infatti, in caso di precedenti tentativi di vendita infruttuosi, è possibile procedere alla vendita di un bene a trattativa privata.
Pertanto, si conferma che in data 5 novembre 2023 è stato stipulato il preliminare di compravendita del bene in oggetto con imprenditori privati.
SIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sono soddisfatto per quanto riguarda l'esaustività della risposta, che per una volta è stata puntuale e chiara. Dopodiché, evidentemente, non sono soddisfatto nel merito, perché ricordo a tutti che la Casa del Mutilato è un patrimonio storico per Ancona, ma non solo per Ancona, bensì per tutta la nostra regione.
Ricordo che su questo il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato in questi anni due interrogazioni, a prima firma Consigliere Cesetti, proprio per ribadire il fatto che c'era quell'accordo, a cui l'Assessore ha fatto riferimento, con l’allora ASUR.
Nella risposta l'Assessore dice che l’accordo non è stato rispettato, però io ricordo all'Aula e a tutti noi che prima l'ex Assessore al bilancio e poi lei, nel 2022, avevate rassicurato tutti noi relativamente al fatto che comunque l'edificio storico avrebbe continuato ad avere una valenza e una fruibilità pubblica.
L'ex Assessore al bilancio aveva rassicurato sul fatto che probabilmente si sarebbe continuato a percorrere il binario dell'accordo con l'ASUR e lei, qui in quest'Aula, nel 2022 disse chiaramente che era stata modificata un po' la prospettiva, ma che comunque la Casa del Mutilato doveva diventare la cittadella della cultura, che adesso è al piano terra del palazzo di Piazza Cavour. Doveva diventare la cittadella della cultura che avesse al suo interno tutte le istituzioni culturali più importanti della Regione.
Oggi abbiamo la conferma di questa vendita. Devo dire che questo dispiace a me, ma credo che dispiaccia a tanti cittadini anconetani e marchigiani, perché il patrimonio che rappresenta la Casa del Mutilato è noto a tutti.
Penso e spero che la Soprintendenza abbia dato il benestare alla vendita, perché c'è un vincolo da questo punto di vista, e temo che non sarà rispettato quanto diceva la Soprintendenza, cioè che deve essere assicurata la fruibilità pubblica delle parti dell'edificio particolarmente rappresentative. Con questa prospettiva, questo aspetto penso che non sarà possibile.
Interrogazione n. 1028 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Bora
“Contratto ATIM e Aeroitalia. Mancato riscontro all’accesso agli atti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1028 – a risposta immediata – della Consigliera Bora. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. La Consigliera Bora ha già ricevuto una PEC con la risposta all'interrogazione. Se vuole, gliela leggo. Prima di leggere la risposta all'interrogazione, ad integrazione, le faccio presente quanto segue. Innanzitutto una premessa.
In ottemperanza all’istanza di accesso agli atti, protocollo n. 1372110 dell'8 novembre 2023, a firma della Consigliera Bora, il Segretario generale, con nota protocollo n. 1373423 di pari data, ha inviato per competenza tale richiesta al Direttore generale dell’ATIM ed al Dipartimento Sviluppo economico.
In data 10 novembre 2023, il Direttore del Dipartimento Sviluppo economico, con nota protocollo n. 1380210 del 10 novembre 2023, nel riscontrare la citata istanza, ha evidenziato alla Consigliera Bora di non avere agli atti del Dipartimento la documentazione richiesta.
Nell'occasione, lo stesso Direttore del Dipartimento ha, a sua volta, inoltrato l'originaria richiesta di accesso agli atti, protocollo n. 1372110 dell'8 novembre 2023, al Direttore dell'ATIM, affinché vi provvedesse.
In data 15 novembre 2023, quindi entro il termine previsto dall'articolo 148 del Regolamento interno del Consiglio regionale, il Direttore dell'ATIM, con protocollo n. 1374, ha rappresentato direttamente alla Consigliera Bora la necessità di una proroga, così come previsto dal comma 4 del citato articolo 148 del Regolamento interno del Consiglio.
In data 28 novembre 2023, il Direttore dell'ATIM ha inviato alla Consigliera Bora la nota protocollo n. 1481, con la quale comunicava di aver richiesto alla compagnia Aeroitalia l'autorizzazione alla divulgazione di eventuali accordi, stante le clausole di riservatezza sottoscritte.
Con la medesima nota, il Direttore dell'ATIM, in ragione del mancato riscontro da parte di Aeroitalia alle istanze di autorizzazione, chiedeva un'ulteriore proroga di due settimane.
In data 4 dicembre 2023, con nota protocollo n. 1471066, il Segretario generale ha inviato, per i provvedimenti di competenza, la diffida alla Consigliera Bora, al Direttore dell'ATIM ed ha fornito, con nota protocollo n. 1476618, la dovuta informazione alla Consigliera.
Adesso passo a leggere la risposta all'interrogazione, ma ripeto…
A seguito dell'interrogazione a risposta immediata avente ad oggetto "Contratto ATIM - Aeroitalia, mancato riscontro all'accesso agli atti", rispondo, come al solito, leggendo testualmente la cognizione fornitami direttamente da ATIM.
Mi sta scadendo il tempo, ma la Consigliera Bora ha avuto questa risposta, però, se tutti la vogliono conoscere, mi dovete concedere più tempo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Cosa c'è, Assessore Brandoni, dietro a tutta questa storia? Perché ha del surreale quello che è successo.
Io ho chiesto copia del contratto, ma in realtà anche tutta un'altra serie di cose, della corrispondenza, e non ho ricevuto niente di tutto questo.
Cosa fa il Direttore di ATIM? Chiede ad Aeroitalia l'autorizzazione a mandarmi copia del contratto e questa mattina mi dice che, in realtà, questo contratto non è mai stato sottoscritto da Aeroitalia. Cosa c'è dietro questa storia?
Voi avete voluto un'agenzia per il turismo e, per dirigerla, avete chiamato un fenomeno da Roma perché nessun marchigiano era all'altezza. Peraltro un genio che, anziché mandare a voi la risposta all'interrogazione, la manda direttamente a me tramite PEC.
Lei, Assessore Brandoni, si è fatto una foto con l'aeroplano e non sapeva che non c'era nessun contratto sottoscritto? Ma la Regione Marche non si è mai sentita con l'ATIM su un tema così delicato come lo sviluppo del nostro aeroporto, dopo le grandi fatiche fatte dalla Giunta Ceriscioli per metterlo in sicurezza? Fatiche che lei, Assessore Brandoni, conosce bene, perché lei è fuggito appena ha potuto.
Così facendo state anche mettendo in imbarazzo non solo il Presidente Acquaroli, che è quello che detiene la delega al turismo, ma anche il Segretario generale, che, se mi ascolta, dovrebbe però sapere che non può pendere solo da una parte.
È ora che prenda carta e penna, insieme al Presidente Acquaroli, che non perde occasione per difendere l'operato del Direttore di ATIM, altrimenti tutti quanti voi ne diventate complici.
E tutto questo, ammesso e non concesso che sia vero che il contratto non è stato firmato da Aeroitalia, perché io ho fatto una richiesta di accesso agli atti che non è stata ancora evasa.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 931 è rinviata al prossimo Consiglio per l’assenza dell'Assessore Antonini.
Interrogazione n. 997
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Attuazione della risoluzione n. 32/21 “Salute mentale nelle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 997 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Questa interrogazione è particolarmente ampia e naturalmente articolata. Non credo che ce la faremo, con i tempi stabiliti dall'interrogazione, ad esplicitare tutti i contenuti e a dare tutta la risposta, quindi, ove questo dovesse avvenire, consegnerò all'interrogante la risposta che è stata fornita dall'Amministrazione.
La risposta è così articolata. La Consulta regionale per la salute mentale è stata convocata il 9 febbraio 2023 e il 14 giugno 2023. Alla luce delle risultanze emerse dall'ultima seduta, si stanno programmando per l'anno 2024 cinque convegni provinciali rispetto allo stato della salute mentale nei diversi territori, per una loro mappatura più dettagliata e per dare uno spazio più attento e specifico alle realtà presenti a livello locale.
All'incontro sono stati invitati i coordinatori degli Ambiti territoriali sociali, i Comitati dei sindaci con capofila i capoluoghi di provincia, in quanto maggiormente rappresentativi delle diverse istanze dei Comuni da loro coordinati.
Circa l'adeguamento della spesa destinata alla salute mentale, almeno rispetto alla media nazionale del 3,5%, sulla base del bilancio ASUR per il 2022 si può rilevare che la spesa distrettuale per la salute mentale territoriale si attesta su una percentuale del 3,6% a livello regionale, cioè lo 0,1% in più della media nazionale. La Giunta, altresì, si è impegnata a raggiungere il 5% del Fondo sanitario regionale da dedicare complessivamente alla salute mentale nelle sue diverse forme di assistenza nel corso del triennio 2023-2025.
In merito alla revisione della delibera di Giunta regionale n. 1331 del 2014, recante l'accordo sulle tariffe dell'assistenza residenziale e semiresidenziale tra Regione Marche ed enti gestori, il Piano socio-sanitario regionale sottolinea come sia indicazione prioritaria la revisione della residenzialità e l'individuazione di meccanismi più flessibili e centrati sui percorsi, che possano ripristinare l'asse di intervento sulla territorialità.
È stato avviato il percorso di rivisitazione della delibera di Giunta regionale n. 1331 del 2014 attraverso l'adeguamento ISTAT per la quota sanitaria delle tariffe riguardanti le strutture residenziali per anziani e anziani con demenze; si procederà, per le fasi successive, anche alla rivisitazione delle tariffe per le strutture della salute mentale.
Rispetto agli impegni relativi alla presa in carico dell'utenza compresa tra i 16 ed i 25 anni, con la costituzione di équipe territoriali, si è proceduto anche all'implementazione di centri diurni sui territori per ogni Centro di igiene mentale. Il Piano socio-sanitario sottolinea la necessità di riorganizzare i centri di salute mentale, rafforzandone le competenze, differenziando i percorsi e l'organizzazione anche a seconda della tipologia di pazienti che vi accedono.
Viene inoltre indicata come obiettivo prioritario a medio termine una puntuale attenzione al tema della continuità assistenziale nel delicato passaggio alla maggiore età dei minori presi in carico, anche attraverso strutture finalizzate.
Il modello organizzativo dei centri diurni è previsto nei nuovi manuali di autorizzazione e accreditamento, mentre dalla revisione dell'atto di fabbisogno si potrà potenziare l'attuale offerta dei centri diurni con le effettive nuove esigenze da soddisfare.
Circa la previsione di appositi tirocini di inclusione sociale, si premette che questi sono stati potenziati dalla nuova programmazione comunitaria FSE Plus. Con la delibera di Giunta regionale n. 1139 del 31 luglio 2023, nell'ambito della programmazione degli interventi inerenti al progetto "Servizi di sollievo", per il biennio 2023-2024 i TIS sono stati confermati quali strumenti essenziali nel processo di recovery dei pazienti in carico ai servizi di salute mentale, prevedendo la possibilità di finanziarli anche con i fondi del progetto stesso, per i quali la partecipazione economica regionale risulta incrementata rispetto al biennio precedente.
In merito all'attivazione di specifiche iniziative volte a completare la pianta organica relativa agli operatori specialisti della salute mentale, i nuovi manuali di autorizzazione e accreditamento correggono ed aggiornano gli standard di personale inderogabili per l'operatività dei centri residenziali e semiresidenziali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, questo è un tema che il gruppo del Partito Democratico ha affrontato sin dall'inizio di questa legislatura e lo abbiamo affrontato con proposte precise e puntuali, perché ci sono, secondo noi, delle carenze gravissime; c'erano e sono riconfermate. Io dico con insoddisfazione, Assessore, oggi.
Non l'abbiamo fatto solo noi, mi permetto di citare anche la Consigliera Ruggeri, che ha sollecitato la Giunta in questa materia.
Proposte chiarissime che lei oggi ha ripercorso, perché i sette temi, tra cui quello di aumentare la spesa destinata alla salute mentale portandola almeno alla media nazionale…, oggi lei ci dice che improvvisamente è arrivata al 3,6%; poi magari ce lo documenterà, noi abbiamo dati completamente diversi sulla spesa sanitaria complessiva.
Completare la pianta organica relativa agli operatori e specialisti della salute mentale, come previsto dalla delibera 331, e convocare la Consulta, lei ci dice: “L'abbiamo convocata nel 2023, due volte, fino a quel momento non era mai stato fatto”. Insieme alla Consulta, il coinvolgimento dell'ANCI, dei direttori territoriali, questa è la nostra proposta, alla quale vedo che si sta dando seguito, si sta concretizzando – ha detto – con cinque convegni da svolgere nelle province.
Rivedere l'accordo sulle tariffe di assistenza residenziale e semiresidenziale con la modifica della 1331: questo non è accaduto, non c'è stato niente. Sappiamo le difficoltà in cui si trovano gli enti gestori.
Prevedere specifici fondi destinati agli interventi relativi alla spesa e alla presa in carico da parte del servizio di salute mentale, soprattutto per l'utenza compresa tra i 16 e i 25 anni, e tutta l'articolazione che lei ha ripercorso.
Sono state, lo dico Assessore, iniziative anche vostre, anche perché c'è stata una risoluzione su una nostra mozione. Risoluzione presentata dal capogruppo di Fratelli d'Italia, sulla quale - devo dire - si è impegnato molto, come si diceva a scuola, ma con risultati pessimi, perché ritengo che sia stato fatto poco e nulla. Nel frattempo, le famiglie sono in estrema difficoltà e mi sembra che prevalga la rabbia.
Interrogazione n. 998
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Voli di continuità territoriale da Ancona per Roma Fiumicino, Milano Linate e Napoli”
Interrogazione n. 1000
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti e Vitri
“Rotte estere Aeroporto di Ancona: protocollo di intesa con Ryanair”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 998 dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1000 dei Consiglieri dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti e Vitri, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Consiglieri, ho diviso le quattro domande in quattro punti, quindi alla prima rispondo: il vettore Aereoitalia non ha offerto ribassi rispetto agli importi di gara relativi ai tre bandi in oggetto.
Alla seconda domanda: l'ente titolare dell'affidamento e dell'esecuzione del contratto è l'ENAC e, ad oggi, l'ENAC non ha ancora effettuato liquidazioni a favore di Aereoitalia ed è in corso la validazione dei dati. Ai sensi della convenzione stipulata tra ENAC ed Aereoitalia. Per le tratte di cui all'oggetto viene liquidato un importo pari all'80% delle singole mensilità per ciascuna rotta, indipendentemente dal numero di voli effettuati o dei passeggeri trasportati sugli stessi; la verifica e l'eventuale conguaglio delle somme dovute avvengono al termine di ogni anno di svolgimento dei voli.
La terza domanda era sul volume del traffico, ve la vado a dire. Terzo e quarto punto, e li elenco.
Il volume del traffico dei voli per la tratta Ancona-Roma Fiumicino e viceversa ammonta ad un totale di passeggeri pari a 1.697, con una percentuale media di riempimento pari al 20%.
Di seguito i dettagli:
• voli Aereoitalia tratta Ancona-Roma: totale passeggeri 897, percentuale di riempimento 21%;
• voli Aereoitalia tratta Roma Fiumicino-Ancona: totale passeggeri 800, riempimento 19%.
Il volume di traffico dei voli per la tratta Ancona-Milano Linate e viceversa ammonta ad un totale di passeggeri di 1.492, con una percentuale media di riempimento pari al 21%.
Di seguito i dettagli:
• voli Aereoitalia tra Ancona e Milano: totale passeggeri 794, riempimento 22%;
• voli Aereoitalia tratta Milano-Ancona: totale passeggeri 698, riempimento 20%.
Il volume del traffico dei voli per la tratta Ancona-Napoli e viceversa ammonta ad un totale di passeggeri pari a 913, con una percentuale media di riempimento pari al 22%.
Di seguito i dettagli:
• voli Aereoitalia tratta Ancona-Napoli: totale passeggeri 481, riempimento 22%;
• voli Aereoitalia tratta Napoli-Ancona: totale passeggeri 432, riempimento 22%.
Ricordo che, mentre gli altri due sono due voli giornalieri per Roma e due voli giornalieri per Milano, per Napoli è previsto un volo giornaliero.
C'è una premessa, come in altre risposte alle interrogazioni. Rileggo testualmente la comunicazione fornitami direttamente da ATIM e la relazione del Direttore del Dipartimento Infrastrutture, Territorio e Protezione civile.
L'Assemblea dei soci di AIA S.p.A. del 12 ottobre 2023 ha approvato il Piano quadriennale degli interventi 2024-2027, in cui vengono riproposti tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza dell'operatività aeroportuale e la conformità alla regolamentazione di riferimento che non hanno trovato compimento nelle procedure del piano.
In generale, si è confermata la volontà di garantire la ristrutturazione aziendale e il ripristino della redditività attraverso l'aumento del traffico passeggeri e merci e la riqualificazione delle infrastrutture esistenti, riprogrammando opportunamente gli interventi proposti negli anni precedenti.
In considerazione del supporto finanziario assicurato dal socio privato, tutte le opere proposte all'interno del Piano sono economicamente sostenibili dalla società di gestione con fondi propri.
La società punta alla definizione dell'attività di investimento per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'infrastruttura. In particolare, si fa riferimento agli investimenti che hanno una spiccata importanza anche nella cornice normativa ESG (Environment, Social & Governance), fattori fondamentali per verificare, misurare e sostenere l'impegno in termini di sostenibilità di un'impresa o di un'organizzazione, cioè attività legate all'energia sostenibile.
Tali investimenti consentiranno di incrementare le tariffe aeroportuali di circa il 30% già dalla prossima estate.
Inoltre, il budget 2024 prevede di raggiungere 678.385 passeggeri, con un incremento del 29% rispetto all'anno precedente. Anche in questo caso risulta fondamentale il traffico dei voli OSP, circa 148.000 passeggeri in un anno.
È altresì previsto l'inizio di voli charter legati alle operazioni di Costa Crociere sul porto di Ancona, circa 5.000 passeggeri, che, come indicato ufficiosamente dalla compagnia crocieristica, diventerà home port per la stessa.
Questa è la risposta di ATIM, che leggo testualmente.
Per quanto di competenza, si comunica che non esiste alcun accordo o protocollo vigente sottoscritto con compagnie aeree per incentivare le rotte, mentre prosegue l'attività di ATIM per la promozione del territorio.
A tal fine, sono attualmente in corso le procedure amministrative per l'individuazione di operatori economici finalizzate all'affidamento di servizi di marketing per la promozione della Regione Marche sui canali digitali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio Mangialardi. Grazie, Presidente. Stranamente sono soddisfatto da una parte e imbarazzato dall'altra. Molto soddisfatto, però, perché noi chiedevamo i dati e lei oggi ci mette a disposizione dei numeri che sono impressionanti.
Io non parlo dei disagi, li raccontavamo prima. L'invito è a verificare cosa è successo questa settimana nel volo Napoli-Ancona. Verificatelo e poi ne riparleremo la prossima volta. Un ritardo di 4 ore, sembra che un veicolo sia addirittura incendiato.
Io penso che i dati siano impressionanti, perché la copertura del 20%, al di là che si tratti di continuità territoriale, deve essere sommata e moltiplicata per i mesi e per i 3 anni di contratto. Dividete i 20 milioni che ci abbiamo messo e vi rendete conto di quanto, in questo momento, stiamo pagando noi il servizio. Perché, Assessore, questo è un numero vero.
La copertura del 20% significa che ci sono giorni in cui gli aerei vanno via vuoti. La settimana scorsa, Ancona-Roma con tre passeggeri, e quelli li paghiamo noi.
Quindi o si cambia e si fa un investimento diverso…, e vogliamo sapere qual è il piano industriale, perché, rispondendo prima alla Consigliera Bora, continuate a non fornirci l'accordo tra Aereoitalia e ATIM.
E poi questa gliela dico, Assessore: le risposte non prendiamole da ATIM. Voi siete il Governo di questa Regione, cioè fate le vostre. Non potete prendere e fare i passacarte di ATIM, perché io non la voglio quella cosa lì. Io voglio vedere il contratto.
Non appellatevi, ve lo ricordo, alla clausola di riservatezza, perché siamo enti pubblici e quindi la clausola di riservatezza noi Consiglieri vogliamo vederla. Vogliamo vedere il contenuto delle tre offerte presentate da Aereoitalia perché, per esercitare bene la nostra funzione, dobbiamo avere le carte in regola e voi ce le dovete mettere a disposizione.
Oggi prendo atto dei numeri che sono stati forniti. Sono imbarazzanti. O si cambia passo o quel servizio non è sicuramente un servizio di continuità territoriale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Io, Assessore, sono soddisfattissimo della risposta perché, ancora una volta, si prova che raccontate un sacco di fandonie. Oggettivamente è imbarazzante.
C'è una dichiarazione riportata sulla pagina Facebook e ascoltata alle televisioni, e anche riportata dall'ANSA, del Presidente Acquaroli, che il 28 ottobre, a seguito dell'interruzione dei voli che aveva annunciato Aereoitalia sulle rotte estere, ha detto chiaramente: "Per le rotte estere vogliamo annunciare che, nelle scorse settimane, è stato firmato un protocollo d'intesa con Ryanair per la promozione del territorio marchigiano nei prossimi anni".
Oggi lei legge una dichiarazione del direttore di ATIM - convengo con il capogruppo Mangialardi, è tempo che facciate almeno vostre le parole di altri - che dice che non c'è nessun accordo.
Vabbè che gli è entrato in testa il "non c'è nessun accordo", perché ad ogni nostro accesso agli atti ha ripetuto sempre questa frase. Probabilmente ha sbagliato risposta, perché forse non si è reso conto che smentisce le parole del Presidente della Regione, il suo datore di lavoro, che lo paga 350.000 euro per 2 anni.
Allora, delle due l'una: o il Presidente Acquaroli, che ho visto prima, racconta cose che non sono vere, oppure il direttore di ATIM non sa qual è il suo mestiere e allora dovrebbe cambiare lavoro. Grazie.
Interrogazione n. 967
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Mancata apertura del reparto detentivo ospedaliero di Torrette di Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 967 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In questa regione le persone che sono ristrette per l'esecuzione di pene detentive ricevono un trattamento adeguato alla loro dignità e alla loro condizione. Il Dipartimento Salute e l’Agenzia Regionale Sanitaria, insieme alle autorità, ai direttori degli istituti penitenziari, al Corpo della Polizia penitenziaria, ma anche alla sanità territoriale, hanno più volte organizzato incontri per garantire questo tipo di trattamento.
Tenuto conto del fatto che delle persone sono state condannate e sono ristrette in istituti penitenziari in esecuzione di pene detentive a seguito della commissione di reati, non toglie la necessità di tutelare la loro dignità e soprattutto la loro salute.
A seguito della carenza di organico nel Corpo della Polizia penitenziaria, siamo stati più volte sollecitati all'apertura di una struttura presso l'Ospedale di Torrette, ma naturalmente questa richiesta si scontra con la carenza di organico e, come sappiamo, con la carenza di servizi, necessari per garantire, non solo ai detenuti, ma a tutti i cittadini della nostra regione, le prestazioni di cui hanno bisogno.
Cionondimeno, l'Azienda ospedaliera di Torrette ha già fatto gli investimenti necessari, le modifiche strutturali e anche impiantistiche per garantire la funzionalità di un reparto detentivo. Ma questa fase, in cui si sta riorganizzando l'Azienda e in cui devono essere redatti il nuovo atto costitutivo e l'atto aziendale, non permette di aprire questo reparto detentivo in tempi immediati.
Voglio però ricordare che queste persone ricevono un trattamento adeguato alle loro condizioni di salute, anche senza questo reparto, poiché sono garantiti dal sistema sanitario che vale per tutti i cittadini della nostra regione.
L'esigenza, ripeto, di aprire un reparto detentivo ospedaliero a Torrette è tenuta in considerazione e sarà soddisfatta pienamente allorquando il servizio sanitario avrà tutte quelle risorse umane e strumentali capaci di renderlo efficace ed effettivo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. La ringrazio per la risposta che ha dato, che condivido ovviamente in pieno nelle premesse valoriali e normative.
Il diritto alla salute si realizza garantendo a tutti i cittadini l'accesso alle cure e alle terapie, senza distinzione e senza creare alcuna situazione di svantaggio o di pericolo per i pazienti e, in questo senso, l'assistenza sanitaria detentiva, che è a carico del sistema sanitario regionale, va nella direzione di tenere in considerazione sia le cure per il paziente detenuto, sia il rispetto di coloro che sono impegnati nella Polizia penitenziaria.
Ho proposto questa interrogazione perché, come Presidente del Consiglio, ho ricevuto molto spesso i rappresentanti dei sindacati della Polizia penitenziaria che hanno, a più riprese, segnalato le criticità operative e le problematiche relative all'assenza del reparto detentivo.
Prendo atto dell'impegno costante della Regione, insieme all'Azienda ospedaliero-universitaria di Torrette, per aprire il reparto e superare questa difficoltà, raggiungendo un obiettivo che è consono sia agli assistiti detenuti sia alla Polizia penitenziaria. Grazie.
Interrogazione n. 980
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Stato di attuazione della risoluzione n.75/23 Payback dispositivi medici rischi per la continuità delle forniture di dispositivi medici anche salvavita nella rete ospedaliera regionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 980 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Giunge di nuovo in quest'Aula il tema del Payback, quel procedimento che è stato individuato da una legge del 2015 in forza del quale le aziende che abbiano somministrato prestazioni e tecnologia ai Servizi sanitari della nostra regione in forza di contratti e che abbiano esorbitato il finanziamento previsto dovrebbero restituire la quota parte del finanziamento ricevuto, del prezzo ricevuto in cambio delle prestazioni che sono state garantite al Servizio sanitario regionale, violando a mio giudizio, l'ho già detto più volte, il principio fondamentale del pacta sunt servanda, io ricevo la prestazione, garantisco una prestazione al Servizio sanitario regionale in forza di un contratto, ricevo un compenso che poi la legge del 2015 richiede che sia restituito.
La novità che abbiamo è questa materia, dopo tutta una serie di atti e provvedimenti normativi e legislativi che hanno previsto la dilatazione dell'esecuzione del pagamento dei famosi Payback, è giunta ad una svolta dal momento che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha rinviato gli atti alla Corte Costituzionale, quindi gli atti con cui si chiedeva il pagamento dei Payback, che sono stati impugnati dalle varie aziende, trovano il dubbio di costituzionalità da parte del giudice amministrativo, il quale ritiene che quella legge sia non manifestamente infondata per le premesse che io ho svolto e naturalmente per altre considerazioni che sono state compiutamente sviluppate dal giudice amministrativo.
La palla a questo punto passa alla Corte Costituzionale la quale dovrà valutare se la legge del 2015, che impone, ripeto, la restituzione di somme percepite in esecuzione di contratti di fornitura …, se questa legge sarà dichiarata incostituzionale, naturalmente sarà annullata e quindi espunta dall'ordinamento e verranno meno tutte le obbligazioni, se la Corte Costituzionale invece riterrà che la pretesa possa essere fondata e quindi i dubbi di costituzionalità avanzati di al Tar possano essere ritenuti infondati a quel punto si apre la partita per l'adempimento contrattuale e il pagamento dei Payback.
Mi auguro sinceramente che la culla del diritto, che è il nostro Paese, che si basa appunto, come ho richiamato prima, sul brocardo latino appunto il pacta sunt servanda possa essere naturalmente adempiuta, mi permetto di ricordare senza essere censurato che obligatio est iuris vinculum, quo necessitate adstringimur alicuius solvendae rei, secundum nostrae civitatis iura, il principio del contratto di ordine romanistico. per cui le parti devono garantire l'adempimento per le prestazioni. è uno dei pilastri fondamentali del nostro sistema giuridico, quindi il fatto che una legge richieda a chi ha ricevuto dei fondi per aver prestato delle attività mi sembra che sia qualcosa di cui il nostro Paese non può andare fiero.
Spero che la Corte Costituzionale possa annullare questa legge anche se bisognerà poi ripianare i bilanci del Servizio sanitario regionale perché questi fondi figurano come crediti, che però sono crediti, diciamo, che finora non siamo riusciti ad esigere, quindi si tratta di crediti che chiaramente mettono in difficoltà il sistema produttivo del nostro Paese.
Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatti o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Il TAR del Lazio, come è noto, nei giorni scorsi ha dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della normativa Payback, rilevando che le scelte legislative potrebbero risultare irragionevoli sotto molteplici profili, rinviando gli atti alla Corte costituzionale affinché si pronunci sulla predetta questione.
Nel frattempo, però, Assessore, i pagamenti restano sospesi e il limbo evidentemente continua. Inutile ripetere ancora una volta che la Giunta Acquaroli, per quanto riguarda le Marche, preferisce la strategia dell'attesa a quella dell'impegno. Senza risposte gli operatori del settore rimangono legati alla produzione e vendita di dispositivi medici e, ancora più grave, senza risposte rimane il Sistema sanitario regionale e i suoi conti.
Voglio ricordare che lo scorso 18 luglio questa Assemblea, con una risoluzione condivisa tra maggioranza e minoranza, grazie anche all'impegno del nostro capogruppo Mangialardi e del mio collega Cesetti, ha votato all'unanimità un atto ispettivo, una risoluzione che indicava all'esecutivo una via chiara da percorrere. Impegnava, tra le altre cose, la Giunta al ricalcolo esatto della spesa sostenuta dagli enti del Servizio sanitario regionale per l'acquisto dei dispositivi medici, ricalcolo che, ad oggi, dobbiamo prendere atto non è stato fatto. Impegnava la Giunta a promuovere un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni capace di evitare la decisione del TAR del Lazio, tentativo evidentemente fallito, come provano i fatti, ma di cui resterà solo il dubbio se sia mai stato davvero esperito.
La Giunta Acquaroli, quindi, non solo è sorda alle richieste che vengono dalla minoranza, ma dobbiamo evidenziare che lo è anche verso quelle della sua stessa maggioranza, vero Consigliere Ciccioli?
Volendo parlare di filiera istituzionale, il Governo Meloni finora non si è dimostrato in grado di offrire soluzioni definitive. Il tavolo tecnico annunciato per risolvere le sorti del Payback dei dispositivi medici, che doveva riunire esecutivo, Regioni e associazioni industriali, non è stato ancora convocato.
È un segnale chiaro che, su alcuni argomenti di particolare valenza sociale ed economica, la strategia...
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Consigliere Ciccioli, non interrompa la Consigliera.
Manuela BORA. La strategia del fingersi morti è l'unica condivisa e applicata dalla vostra filiera.
È opportuno evidenziare che, qualora la Corte costituzionale si pronunciasse nel senso di ritenere legittima la normativa Payback, le aziende fornitrici saranno tenute a pagare quanto richiesto dalla Regione, con conseguenze devastanti per l'intero settore. Prima fra tutte l'inevitabile blocco delle forniture, conseguente alla messa in liquidazione di molte aziende fornitrici, soprattutto medie e piccole, a cui farà eco il licenziamento dei loro dipendenti e lo stato di crisi per le famiglie dei lavoratori. Consideriamo che solo nelle Marche le imprese coinvolte sono oltre 1.500.
La seconda conseguenza è legata al rischio per i pazienti di non vedere più garantite le prestazioni sanitarie previste nei LEA. Le conseguenze più gravi, inutile dirlo, ricadranno soprattutto sulle classi sociali più deboli, che solo nel nostro Servizio sanitario pubblico trovano risposte ai loro bisogni di salute.
Ora la domanda che scotta è: in attesa della pronuncia della Corte costituzionale, chi pagherà gli oltre...
Presidenza del Presidente
Dino Latini
Interrogazione n. 994
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Chiarimenti in merito alla mancata erogazione dei rimborsi alle famiglie con a carico disabili gravissimi per spese sostenute nel 2022”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 994 della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Signor Presidente, colleghi del Consiglio regionale, con questa interrogazione la Consigliera Ruggeri pone un tema che ha visto protagonisti atti della nostra Regione, ma anche una discussione che si è sviluppata in quest'Aula del Consiglio regionale con delle interrogazioni. Si tratta del Fondo nazionale per i non autosufficienti, un fondo molto cospicuo di 11 milioni di euro.
L'interrogazione presentata dalla Consigliera Ruggeri è stata depositata il 14 novembre, quando la stessa non era a conoscenza del fatto che solamente tre giorni prima era stata approvata la delibera di Giunta regionale con cui questi fondi sono stati trasmessi agli Ambiti territoriali sociali.
Voglio solo dire che questo ritardo, riferito a fondi del 2022 che vengono erogati alla fine del 2023, è dovuto a questioni di finanza pubblica e di contabilità pubblica. Queste somme sono state poste a disposizione dal Ministero del Lavoro il 13 ottobre 2023, quindi il 13 ottobre sono state rese disponibili alla Regione Marche e, un mese dopo, la Regione le ha trasferite, con gli atti di cui ho parlato prima, agli Ambiti territoriali sociali.
Si tratta naturalmente di un ritardo che speriamo non si ripeta, perché riguarda persone che evidentemente hanno bisogno di questo sostegno.
Voglio ricordare che le somme messe a disposizione sono importanti e per questo ringrazio tutti i dirigenti del servizio sociale della nostra Regione che, alacremente, in un mese hanno predisposto tutti gli atti.
Devo dire che la nostra Regione è stata una delle prime ad interloquire con il Ministero del Lavoro per concordare le modalità operative con cui queste somme dovevano essere messe a disposizione dei rispettivi beneficiari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore e mi dichiaro parzialmente soddisfatta. Parzialmente perché questi fondi, l'Assessore non l'ha ricordato, ma fino a qualche anno fa venivano erogati molto prima, perché la Regione li anticipava e le famiglie riuscivano ad averli anche nel mese di agosto, mentre quest'anno siamo andati, così come l'anno scorso, molto più lunghi del previsto.
Quello che mi sta a cuore, come diceva l'Assessore, è che si tratta di persone che hanno il peso di essere caregiver di persone con grandi disabilità: persone in coma, anziani con demenza, immobilizzati in carrozzina per lesioni spinali, ciechi o ipovedenti, casi di autismo in stadio avanzato, bambini con ritardo mentale recuperabile.
Capiamo benissimo in quali difficoltà si trovino queste famiglie, anche dal punto di vista psicologico, e gravarle ulteriormente con l'incognita di quando arriveranno i soldi per recuperare le spese sostenute, con un anno e mezzo di ritardo, secondo me è qualcosa che, come istituzione, dovremmo assolutamente evitare.
Mi auguro vivamente che i prossimi contributi vengano erogati in tempi più congrui e più celeri. Grazie.
Interrogazione n. 1008
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Finanziamento L.R. n. 32/18 "Prevenzione e contrasto del bullismo, cyberbullismo, sexting e cyberpedofilia”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1008 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. In riscontro all'interrogazione n. 1008/2023, di cui in oggetto, si evidenzia che nell'anno 2023 le finalità della legge n. 32/2018 sono state perseguite attraverso il finanziamento di attività progettuali con il Fondo nazionale delle politiche giovanili e con i fondi afferenti alla legge n. 23/2021 sul servizio di psicologia scolastica.
Più precisamente, con il bando “Facciamo parte” e con il bando “Interscambio” sono stati finanziati rispettivamente il progetto “Feeling Marche, riscoprire il territorio con uno sguardo giovane” e il progetto “Disconnect to Better Connect, giovani attivi nella scoperta delle Marche”, presentati dall'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, GAP e cyberbullismo di Senigallia, che da anni collabora con molti istituti scolastici superiori della provincia di Ancona in interventi formativi e preventivi, soprattutto in ambito psicologico, sul tema delle dipendenze tecnologiche, del disagio e del malessere psicologico giovanile.
Con tali progetti vengono proposti momenti formativi sui rischi e sulle dipendenze da internet; si promuovono momenti di disconnessione al fine di accrescere la consapevolezza digitale per raggiungere un migliore benessere psicofisico, con l'incentivo a dedicare tale tempo ad attività creative, artistiche, di socializzazione e di conoscenza del proprio territorio.
Più precisamente, il progetto “Feeling Marche, riscoprire il territorio con uno sguardo giovane”, che si è svolto dal 26 settembre 2022 al 26 luglio 2023, ha coinvolto 120 giovani tra i 14 e i 35 anni, tra studenti di tre scuole, il Liceo Medi di Senigallia, l'Istituto superiore Polo 3 di Fano e il CPIA di Ancona, oltre ai giovani appartenenti alle associazioni giovanili, ed ha svolto le attività progettuali in cinque Comuni, almeno due per ciascuna provincia delle Marche, tra cui Fano, Senigallia, Ancona, Arcevia, Castelletta, Fabriano e Apecchio.
Il progetto “Disconnect to Better Connect, giovani attivi nella scoperta delle Marche” ha ottenuto recentemente un finanziamento di 42.521,20 euro. Le attività si svolgeranno dal 2 ottobre 2023 al 2 agosto 2024 e prevedono di coinvolgere 122 giovani, tra studenti delle scuole Podesti-Calzecchi Onesti di Chiaravalle, dell'Istituto Panzini di Senigallia e ragazzi delle associazioni giovanili coinvolte nel partenariato.
Nelle scuole verranno realizzate 90 ore di attività formative sui temi del benessere psicologico e sui rischi dell'iperconnessione, sulla consapevolezza delle dipendenze tecnologiche, quindi, incluso il tema del bullismo e del cyberbullismo, dei rischi legati all'utilizzo di internet e dei social media, delle identità fittizie, del grooming, del sexting, eccetera. Saranno inoltre sviluppati percorsi sulle emozioni e sull'impatto dell'iperconnessione sullo sviluppo emotivo e relazionale dei nativi digitali, sul benessere digitale e sulla comunicazione efficace ed empatica tra adulti significativi e ragazzi.
Al termine della formazione verrà consegnato un patentino sul benessere digitale a ciascun partecipante. Inoltre verranno realizzati sei disconnect time in sei Comuni, con la conduzione di un facilitatore che organizzerà le attività in modo da favorire la partecipazione attiva degli studenti per dar loro il ruolo da protagonisti.
Inoltre, con la legge regionale n. 23/2021, la Regione Marche, d'intesa con le istituzioni scolastiche, ha istituito un servizio di psicologia scolastica finalizzato alla promozione della salute e del benessere psicofisico di allievi, genitori, insegnanti, dirigenti, personale ATA ed educativo che opera nell'ambito scolastico.
Le 41 progettualità finanziate negli anni 2021-2022 e 2022-2023 hanno previsto il coinvolgimento di uno psicologo esperto in psicologia scolastica, iscritto all'Ordine, e sono intervenute con azioni mirate verso gli allievi da una parte e con azioni rivolte agli insegnanti, dirigenti, personale ATA ed educativo dall'altra.
Gli istituti scolastici finanziati hanno potuto attivare, totalmente o in parte, azioni così articolate.
Interventi rivolti agli allievi:
• funzionamento dello sportello di ascolto;
• attività di sostegno all'orientamento;
• sviluppo di competenze chiave sociali e civiche;
• sostegno allo sviluppo cognitivo, affettivo ed emotivo;
• sviluppo del senso di autostima e autoefficacia;
• contrasto al bullismo, al cyberbullismo e alla diffusione delle dipendenze;
• prevenzione di comportamenti a rischio per la salute psicologica;
• iniziative finalizzate ad affrontare eventuali situazioni di emergenza.
Interventi rivolti invece agli insegnanti, dirigenti, personale ATA ed educativo:
• promozione e valorizzazione del ruolo e della professione;
• supporto nella gestione dei bisogni educativi speciali;
• sostegno nell'affrontare le diverse funzioni e nella gestione del gruppo classe;
• collaborazione nella gestione del dialogo tra culture.
Nella realizzazione delle sopraddette attività, gli istituti coinvolti hanno agevolato la partecipazione dei destinatari degli interventi, garantendo un'adeguata informazione all'interno degli istituti, sempre nel rispetto della privacy, ed adoperandosi per una presa in carico dei casi complessi e, in particolare, valutando come poter garantire una continuità agli interventi anche una volta conclusa l'azione progettuale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Assessore. Prendo atto della sua risposta dettagliata, ma di fondo non ha risposto alla domanda dell'interrogazione, che chiedeva se sarà finanziata la legge.
Questi due progetti che lei ha elencato, e che considero validi, non lo metto in dubbio, in particolar modo quello dell'associazione Di.Te., che conosco e che svolge un ruolo fondamentale nella nostra regione e non solo, sono sicuramente importanti. Però è evidente che i dati attuali sul cyberbullismo nelle Marche, che ho riportato nella premessa dell'interrogazione, sono preoccupanti.
Il 14,3% degli adolescenti tra gli 11 e i 13 anni è vittima, nella nostra regione, di atti di cyberbullismo e le Marche sono seconde in Italia e sono, insieme a Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria, tra le regioni in cui il fenomeno è più diffuso.
Ora, non credo che possano bastare due progetti, per quanto significativi e validi, a coprire il fabbisogno che purtroppo esiste nella nostra regione.
Ricordo che quella legge, e lo dico in ogni occasione, ad ogni bilancio di previsione di fine anno, come ricorda anche la Consigliera Ruggeri, con la quale abbiamo presentato diversi emendamenti in questi anni, è stata apprezzata da tutti gli operatori del territorio.
E’ stata frutto di un lungo lavoro di confronto aperto e costruttivo con le associazioni, l'Ordine degli psicologi, il Tribunale per i minorenni, la Polizia postale, tutti i servizi sociosanitari e il mondo della scuola.
Lasciare nel cassetto quella normativa è un gravissimo errore, perché quella normativa puntava sulla prevenzione, sulla sensibilizzazione, sulla formazione e sull'informazione. Va assolutamente finanziata. Se non troveremo il finanziamento nel bilancio, annuncio fin d'ora che presenteremo, d'accordo con la Consigliera Ruggeri, emendamenti anche a questo bilancio di previsione. Grazie.
Interrogazione n. 1011
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Finanziamento degli interventi connessi ai danni provocati dal sisma del 9 novembre 2022 nei Comuni di Ancona, Fano e Pesaro”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1011 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa interrogazione, ricordiamo che, a seguito degli eventi sismici del 9 novembre, il Consiglio dei Ministri, con la deliberazione dell'11 aprile 2023, ha dichiarato lo stato di emergenza per la durata di 12 mesi.
Successivamente è stato nominato Commissario straordinario il Presidente Acquaroli che, a sua volta, in qualità di Commissario delegato, con decreto del 19 maggio 2023 ha nominato il Direttore del Dipartimento Ufficio speciale per la ricostruzione quale soggetto attuatore dell'emergenza sisma 2022.
A seguito dell'incarico assegnato dal Commissario delegato con decreto del 2023, il soggetto attuatore, al fine di attuare quanto previsto dal Piano degli interventi, si è attivato per predisporre gli atti necessari per l'apertura della contabilità speciale intestata al Commissario delegato.
Per arrivare alle richieste che mi sono state poste con questa interrogazione, allo stato attuale il soggetto attuatore per il sisma 2022 sta lavorando a stretto contatto con gli enti locali coinvolti per il rimborso delle spese già sostenute per l'organizzazione e l'effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza, compresa l'assistenza alla popolazione interessata dagli eventi, il contributo di autonoma sistemazione, nonché gli interventi necessari e urgenti volti alla rimozione delle situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità e per il ripristino, anche con procedura di somma urgenza, della funzionalità dei servizi pubblici.
Sono inoltre previste misure volte a garantire la continuità amministrativa con interventi di natura temporanea.
Tutte le spese oggetto delle procedure di rimborso sono riferite al primo Piano degli interventi fin qui esposto e finanziato con la somma inizialmente stanziata di 4.860.000 euro con la deliberazione dell'11 aprile 2023.
Per quel che riguarda invece la domanda più specifica, relativa alla ricognizione dei fabbisogni ulteriori facenti parte del secondo Piano degli interventi, di cui all'articolo 3, è stato presentato al Dipartimento della Protezione civile un elenco comprendente 147 interventi su edifici di proprietà dei Comuni di Ancona, Fano e Pesaro, nonché delle Province di Ancona e Pesaro e Urbino, per un totale di 62 milioni di euro. Questa è la risposta ad uno dei quesiti che mi sono stati posti.
Gli uffici stanno lavorando, in concerto con i Comuni e le Province interessate, per rispondere alle richieste di integrazione pervenute dal Dipartimento della Protezione civile sotto il coordinamento del soggetto attuatore.
Quindi, per capirci, questi 62 milioni sono stati finanziati, ma non ancora utilizzati, perché si attende di delineare meglio alcuni aspetti. Tuttavia, la domanda era se siano stati finanziati e la risposta è: sì, sono stati finanziati.
Venendo invece all'altro quesito, ad oggi, oltre agli atti richiamati dal Consiglio dei Ministri e dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, per quanto di competenza si evidenzia che non sono state emanate altre normative che dispongano direttive in merito alla fase della ricostruzione.
Per quanto ci è dato capire, al momento non ci sono previsioni per agevolare i soggetti privati, così come richiesto nella seconda domanda dell'interrogazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ringrazio ovviamente l'Assessore per la risposta, anche se devo dire che, per quanto riguarda il secondo Piano, cioè quello dei 62 milioni di euro, il decreto con cui sono stati assegnati i 62 milioni era già pubblico, perché è da luglio 2023 che queste risorse sono previste.
Quello che chiedevo era quando verranno rese effettivamente disponibili. Lei mi ha detto che ci sono ancora richieste di integrazione, però sarebbe importante accelerare il più possibile, perché se siamo ancora nella fase delle integrazioni…
Ricordo che il Presidente Acquaroli è stato nominato Commissario, quindi dovrebbe fare di tutto per accelerare il riconoscimento e l'erogazione di queste risorse.
Dall'altra parte, inizialmente, quando si era verificato l'evento sismico, era stata paventata la possibilità di rimborsare anche i soggetti privati che avevano subito danni importanti e dalla risposta ho capito che, invece, per quanto riguarda i privati, non è previsto alcun tipo di finanziamento pubblico né alcuna agevolazione fiscale.
Quindi, in qualche modo, i privati rimarranno senza risorse e a bocca asciutta e dovranno provvedere con fondi propri alla sistemazione dei danni subiti.
Questo è molto negativo, perché ritengo che ogni tipo di emergenza abbia la sua dignità. C'è stata l'emergenza alluvionale, per la quale giustamente sono state previste risorse per far fronte anche ai danni subiti dai privati, ovviamente siamo in ritardo anche su quello, ma adesso sto parlando di altro.
Mi sembra giusto che anche i privati che hanno subito danni, a seguito di un riconoscimento dello stato di emergenza arrivato comunque già cinque mesi dopo rispetto alla prima fase, potessero ottenere un sostegno.
Ricordo che anche il Consigliere Mastrovincenzo aveva presentato interrogazioni in questo senso.
Ripeto: il Presidente è il Commissario e penso che sia, quantomeno, distratto perché questa questione va affrontata con maggiore forza e maggiore determinazione.
Tra gli edifici interessati vi sono infatti molti edifici pubblici, in particolare scuole. Lasciare le scuole senza la possibilità di interventi rapidi...
(interventi fuori microfono)
Andrea BIANCANI. No, le scuole sono rientrate, ma nel secondo Piano, non nei 4,8 milioni, bensì nei 62 milioni.
Al Piano da 62 milioni, però, ancora non è stato dato seguito, nel senso, Assessore, che le risorse in realtà alle Province e ai Comuni non sono ancora arrivate.
Quello che chiedevo è di accelerare l'assegnazione delle risorse perché, appunto, si tratta in gran parte di scuole e, in parte, anche di chiese importanti.
Interrogazione n. 1009
ad iniziativa del Consigliere Santarelli
“ Riqualificazione area ex Sacelit-Italcementi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1009 del Consigliere Santarelli. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere. Innanzitutto preciso subito che non ci sono dirette competenze del Dipartimento regionale su questo procedimento. L'area è disciplinata e gestita direttamente dal Comune di Senigallia. Comunque sia, abbiamo acquisito alcune informazioni per poter rispondere a questa interrogazione.
Attualmente le aree afferenti all’ex stabilimento industriale della Sacelit Italcementi ricadono nelle previsioni del Piano regolatore generale vigente e attuato nel Comune di Senigallia.
Uno studio preliminare d'area relativo a tale ambito era già stato approvato con deliberazione consiliare del 12 gennaio 2005 e, successivamente, coerentemente con lo stesso, con deliberazione consiliare n. 97 del 18 novembre 2009 è stato approvato il Piano di lottizzazione convenzionato Polo turistico Sacelit Italcementi.
Il Piano è stato convenzionato in data 4 ottobre 2010 con atto stipulato tra il soggetto attuatore La Fortezza S.r.l. e il Comune di Senigallia. Il programma costruttivo privato è stato attivato dal soggetto attuatore nel 2010 ed iniziato nel 2011, per la parte privata a nord ricadente nell'ex Sacelit, mentre il programma delle opere pubbliche non è mai stato avviato.
In data 2 marzo 2015 veniva purtroppo dichiarato il fallimento della società La Fortezza S.r.l.. Con determina dirigenziale n. 447 dell'8 maggio 2015 veniva disposta la risoluzione della convenzione urbanistica.
In seguito alla richiesta dell'escussione dei titoli di garanzia da parte del dirigente dell'Area tecnica e alla risoluzione della convenzione di cui alla determina n. 447/2015, si sono innescati ricorsi e contenziosi sia tra il Comune e il soggetto attuatore, sia tra il Comune e la società fideiussoria.
I ricorsi con le società assicurative si sono conclusi a favore del Comune nel 2019, mentre quelli promossi da La Fortezza S.r.l., pendenti al TAR Marche, si sono estinti con rinuncia ai ricorsi da parte del curatore fallimentare nel 2023, molto recentemente. Ad oggi la convenzione risulta pertanto decaduta.
Con la variante al PRG "Città resiliente", approvata con deliberazione consiliare n. 95 del 2021, è stata stralciata dall'ambito del polo turistico una piccola porzione dell'area funzionale alla realizzazione di una nuova viabilità volta a consentire la pedonalizzazione di piazzale Bixio.
Recentemente è stato rilasciato un permesso di costruire convenzionato per la realizzazione della nuova strada di Piano regolatore e la ristrutturazione degli edifici privati che costituivano le cosiddette "casette del porto", da sempre esterne al perimetro dell'area direttamente richiamata, quest'ultima vincolata da apposito piano d'area e piano attuativo.
Queste sono, Consigliere, le novità che posso riferirle, ma che lei magari già conosce, essendo anche di Senigallia, probabilmente meglio di me.
Per il resto non ho particolari novità rispetto al restante comparto dell'area, che non è di diretta competenza della Regione, a meno che non intervengano atti successivi che possano coinvolgerci per eventuali bonifiche o questioni di questo genere. Al momento, però, non siamo in questa situazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Sono contento che il collega Mangialardi, Presidente del Partito Democratico, annuisca, perché conosce come me questa vicenda.
Ringrazio anche l'Assessore Aguzzi.
Siamo parzialmente soddisfatti.
Perché siamo parzialmente soddisfatti? Perché in questa vicenda, che l'Assessore insieme agli uffici ha studiato e ricostruito con attenzione, c'è la storia di Senigallia e, in un certo senso, anche quello che è accaduto nel tempo.
Gli uffici hanno ripercorso passaggi che anch'io, per alcuni aspetti, non conoscevo, perché non sono stato amministratore nel periodo di riferimento.
Premesso che questa è una vicenda logorante, la Sacelit rappresenta anche la storia di Senigallia, perché lì hanno lavorato le nostre famiglie, lì molte persone sono state esposte all'amianto e molte delle nostre famiglie oggi non ci sono più proprio a causa delle conseguenze di quell'esposizione.
È quindi doveroso, innanzitutto, che il curatore fallimentare riesca a chiudere un contenzioso che da tanti anni grava su una delle principali aree industriali dismesse della città.
Per quanto riguarda l'Italcementi, esiste un progetto di restyling e di ristrutturazione di alcune abitazioni che, come ricordava l'Assessore, dovrebbe contribuire a definire una nuova piazza pedonale e una nuova area portuale.
Oggi quell'area va tutelata e difesa anche dalle aste al ribasso, che finirebbero per deprimere ulteriormente una zona che rappresenta una parte importante della storia industriale e del tessuto economico di Senigallia.
Vado a concludere dicendo che ringrazio l'Assessore, perché abbiamo rimesso una lente di ingrandimento sulla storia di Senigallia e sull'area Sacelit, affinché anche la Regione, di concerto con l'Amministrazione comunale, possa assicurare una riqualificazione urbana adeguata dell'area Sacelit Italcementi, tenendo conto delle conseguenze dell'inquinamento ambientale.
Noi abbiamo interrogato l'Assessore con delega al paesaggio anche in relazione al danno che questi stabilimenti industriali hanno rappresentato nel tempo.
Abbiamo inoltre chiamato in causa l'Assessore competente per l'edilizia pubblica e l'edilizia residenziale pubblica, perché questi siti, i cosiddetti "ecomostri", possono essere recuperati e valorizzati.
Anche a Senigallia questi luoghi possono tornare a generare bellezza, non solo attraverso l'edilizia residenziale pubblica, ma anche mediante interventi di edilizia popolare e di housing sociale.
L'Assessore ha competenza su queste deleghe e, per questo, siamo soddisfatti dell'approfondimento contenuto nella risposta. Grazie.
Proposta di legge n. 212
ad iniziativa della Giunta regionale
“Iniziative finalizzate alla valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 212 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Oggi siamo a presentare questa proposta di legge, la n. 212. Mi preme subito puntualizzare che l'Assessore purtroppo oggi non è con noi. Questa, sapete, è una proposta di legge che arriva dalla Giunta. L'Assessore Antonini è stato convocato, insieme agli altri Assessori regionali dell'agricoltura, dal Ministro, quindi la necessità comunque di procedere con l'approvazione di questa legge ci porta oggi ad andare avanti. L'Assessore Antonini se ne scusa, ma purtroppo impegni istituzionali lo portano lontano da quest'Aula.
Detto questo, procedo con la relazione, un po' la sintesi degli obiettivi con i quali vogliamo procedere e scegliere di approvare la proposta di legge n. 212 del 2023.
Questa legge intende rispondere all'obiettivo di migliorare la qualità della vita e il benessere dei nostri cittadini, dei cittadini delle Marche, attraverso iniziative realizzate secondo l'approccio integrato, già promosso a livello europeo, statale e dalla strategia One Health, che appunto considera la salute come un risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell'essere umano, quindi della natura e dell'ambiente.
In tale concezione intersettoriale, che coinvolge diversi settori, si inserisce in modo funzionale il settore agroalimentare che, anche attraverso la strategia From farm to fork, viene individuato come un settore indispensabile, necessario, se vogliamo, per accelerare la transizione verso un sistema globale sostenibile e per creare quell'ambiente alimentare favorevole che faciliti la scelta di diete sane e sostenibili, che vanno nella direzione di questa proposta di legge, cioè migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Per queste finalità, il territorio delle Marche può contare su alcuni elementi oggettivi importanti che possiamo spendere, come il ricco patrimonio della biodiversità, con un'altissima, sapete, incidenza di superfici agricole che vengono coltivate con il metodo biologico, considerando quello delle Marche il più grande distretto nazionale.
Altro elemento importante è il fatto che ci sia un contesto, un collegamento, una vicinanza tra i luoghi di produzione e i luoghi di consumo del cibo, quella che definiamo la filiera corta.
Questo metodo, l’applicazione di questo approccio multidisciplinare e intersettoriale, facilita chiaramente la realizzazione di alleanze tra i diversi settori, introducendo il principio della salute in politica, condivisa anche dal Piano nazionale di prevenzione 2020-2025 del Ministero della Salute e del Programma regionale delle Marche.
Quindi, con la presente proposta di legge, facendo leva, come abbiamo appena detto, sul settore agroalimentare nell'ottica di interdisciplinarità e integrazione tra i settori quali, oltre a quello agricolo, la salute, il welfare, l'industria e l'artigianato, quindi, gli ambiti produttivi e lavorativi, l'ambiente, il territorio e settori come turismo, cultura, sport, tempo libero e quella che è un po' la parte, chiamiamola, scuola, istruzione e formazione...
Questo rapporto vedrà chiaramente la collaborazione di diversi soggetti che saranno: enti pubblici, università, enti di ricerca, istituti scolastici, associazioni di rappresentanza delle categorie produttive (agricole, commerciali e industriali), le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali. Quindi il tema sarà il benessere e i corretti stili di vita.
La proposta di legge intende dare ampio spazio ad iniziative di sensibilizzazione, educazione e formazione in tema di stili di vita corretti.
La proposta si compone di otto articoli che illustro brevemente.
L'articolo 1 individua i principi e le finalità della legge, attraverso la quale si intende valorizzare le Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
L'articolo 2 descrive le linee strategiche attraverso le quali verranno sostenute le iniziative da questa legge. In particolare, nel comma 1 si richiama l'approccio interdisciplinare e i settori coinvolti; nel comma 2 viene ribadito il principio della partecipazione e del coinvolgimento di vari soggetti che già operano nei settori di interesse della legge; nel comma 3 si riprende il principio dell'integrazione degli strumenti di programmazione regionale dei vari ambiti settoriali con le finalità della legge.
L'articolo 3 istituisce, e qui parliamo quindi di partecipazione attiva, la rete regionale per la valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e indica le categorie di soggetti che possono parteciparvi.
Alla Giunta sarà attribuito il compito di definirne il funzionamento e i criteri per la partecipazione. Si tratta di una rete composta da soggetti già impegnati sul territorio regionale sui temi oggetto della presente legge e l'articolo prevede anche la realizzazione di un logo identificativo.
L'articolo 4 istituisce il Tavolo multisettoriale per la promozione delle Marche come terra del benessere e ne definisce le modalità e i tempi di costituzione, nonché la sua composizione e le funzioni. Al comma 4 viene stabilito che la partecipazione ai lavori del tavolo è a titolo assolutamente gratuito e quindi non sono previsti né compensi né rimborsi spese.
L'articolo 5, ai commi 1 e 2, definisce le modalità e le tempistiche di adozione del Programma regionale triennale, nel quale sono indicate le iniziative e gli interventi che potranno essere realizzati. Il comma 4 prevede le azioni che potranno essere attivate dalla Regione nelle more dell'istituzione del Tavolo multisettoriale. Il comma 5 stabilisce infine che alcune delle finalità di cui alla legge siano in capo all'AMAP, la nostra Agenzia Marche Agricoltura Pesca.
L'articolo 6 prevede la promozione, con il possibile coinvolgimento della rete regionale che abbiamo sopra menzionato, attraverso delle giornate del benessere, quindi tutto per stimolare e sensibilizzare una conduzione e uno stile di vita sano.
L'articolo 7 definisce le modalità di informazione al Consiglio regionale delle Marche dell'attuazione di questa legge.
L'articolo 8 stabilisce le disposizioni finanziarie di questa legge, che prevede una somma già definita di 400.000 euro per l'anno 2025, 314.000 euro per l'anno 2024 e 6.000 euro per l'anno 2023, che saranno indirizzati in quello che sarà un primo passo, che è quello dell'identificazione di un logo.
Colgo l'occasione, e chiudo, per ringraziare la Giunta, l'Assessore Antonini, che ha proposto questa legge di cui sono relatore, la II Commissione, nonché tutti i suoi componenti e i tecnici, a cominciare dalla dottoressa XY, dalla dottoressa XX e i tecnici che hanno lavorato su questa proposta di legge. Cito la dottoressa YY, nonché tutte le associazioni che sono state audite nel corso delle audizioni e che, ognuno di loro, ha portato il proprio contributo che, in buona parte, se non in maniera integrale, abbiamo comunque accolto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Innanzitutto mi dispiace evidenziare, anzi sottolineare, l'assenza dell'Assessore Antonini in una votazione di una proposta di legge che parte proprio da lui; mi dispiace perché, sebbene non fosse poi così difficile fare meglio del suo predecessore, a lui avevo riconosciuto una serietà maggiore dell'ex Vicepresidente e non vorrei che, invece, stia prendendo la sua stessa malattia, quella di collezionare atti, proposte di legge senza un senso, come quella che oggi andiamo ad approvare.
È grave, non solo perché la dice lunga su quanto ci tenga a questa proposta di legge. Qualcuno mi dovrà spiegare cosa cambi nell'approvare una proposta di legge oggi o nella prossima sessione utile, anche se non sarà quella della settimana prossima. E’ una grave mancanza di rispetto, considerato che tutte le interrogazioni presentate dal Partito Democratico – comprese le mie e quelle del collega Carancini ha rivolto all’Assessore Antonini - non hanno avuto risposta, eppure, questa proposta di legge va avanti lo stesso. Non lo ritengo, Presidente, un comportamento serio e rispettoso.
Ad ogni buon conto, devo riconoscere che di questa proposta di legge è possibile apprezzare il tentativo di interdisciplinarietà che ha guidato la mano del legislatore regionale, che prova a coinvolgere diversi settori, tra cui l'alimentazione, la filiera agroalimentare, la salute, il welfare, l'industria, l'ambiente, il turismo, la cultura, lo sport, l'istruzione e la formazione.
Nonostante questo, il limite che si evidenzia è che questa proposta di legge non rappresenta affatto uno strumento capace di incidere concretamente sul miglioramento delle condizioni effettive di vita dei marchigiani e rischia di ridursi all'ennesimo marchio registrato, un bollino utile solo alla propaganda politica, una bandierina che sventola sul nulla, proprio come faceva il precedente Assessore.
Il limite più grande è la convinzione che sorregge tutto l'impianto della proposta, e cioè che basti creare un logo ad hoc e istituire una giornata di celebrazione per vedere immediatamente raggiunto, senza alcuna fatica o impegno, l'obiettivo delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
In una terra che ha fatto e fa dell'impegno, del duro lavoro, il suo biglietto da visita, una regione che è riconosciuta per la serietà dei suoi artigiani e dei suoi imprenditori, proporre una simile amenità rischia quasi di essere offensivo.
Volendo essere più precisa, è evidente che il benessere e la qualità della vita sono due traguardi da raggiungere e non certo da imporre con un logo: un lavoro stabile, dignitoso e in sicurezza; un ambiente non inquinato, tutelato da speculazioni selvagge; azioni concrete per prevenire il dissesto idrogeologico e per favorire l'adattamento ai cambiamenti climatici; la garanzia di una sanità di qualità e gratuita, come peraltro previsto anche nella nostra Costituzione, di cui al momento nelle Marche non è possibile avere certezza; interventi per favorire la presenza delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro; politiche efficaci in tema di contrasto alla violenza di genere, piaga di cui non possiamo limitarci a parlare solo nel mese di novembre.
Insomma, per noi il benessere deve essere un diritto, ma da che mondo è mondo i diritti non cadono dal cielo nè tantomeno vengono calati dall'alto; i diritti si conquistano.
Per questo diciamo che mettere tutto il nostro impegno per riempire di contenuti una scatola che altrimenti rischierebbe di rimanere vuota, è il minimo indispensabile per poter definire un atto come questo, un atto che abbia la dignità di essere considerato una proposta di legge.
Questo perché, per noi, le Marche terra del benessere e della qualità della vita sono una meta da raggiungere, alla quale lavorare giorno per giorno con grande impegno, attraverso politiche chiare e possibilmente condivise.
Un lavoro che non inizia e non finisce con questa legge e che non può certo ridursi all'approvazione di questa legge, che peraltro non brilla per contenuti e concretezza.
Entrerò poi nel merito dei singoli articoli quando andremo a discuterli, ma la propaganda non basta e soprattutto non basta diffondere un'immagine più positiva della nostra regione, come invece ha affermato l'Assessore Antonini, per poter parlare automaticamente delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
In questi anni ci avete abituato ad una serie di leggi propaganda che, quando non si sono rivelate inutili, sono state dannose, come quella della controriforma sanitaria, per non parlare di quella con cui avete approvato il Piano sociosanitario, fino ad arrivare a quella più recente sull'urbanistica.
Se proprio vogliamo parlare di una norma da cui far discendere azioni concrete capaci di migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone, dei marchigiani, la Giunta, nello scrivere questa legge, doveva essere quantomeno più attenta e concreta. Avrebbe dovuto inserire contenuti chiari e ben definiti e non creare altre scatole o pacchi vuoti che neanche a Natale verrebbero apprezzati.
E, visto che questa maggioranza apprezza così tanto le metafore culinarie, chiediamo di ripensarci ed evitare di servire ai marchigiani una tavola solo apparecchiata ma priva di pietanze.
In considerazione di tutto quanto premesso, il Gruppo consiliare del Partito Democratico, grazie al lavoro del Consigliere Cesetti, che ringrazio, ha predisposto e proporrà una serie di emendamenti capaci di migliorare i contenuti della proposta di legge e rimanderemo al termine della discussione ogni valutazione in sede di dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Devo dire che, dopo 3 anni di questo nuovo governo regionale, una legge di questo tipo, secondo me, non l'avrebbe presentata neppure un Consigliere, perché è astrusa, fuori da ogni logica, fuori da ogni normalità, proprio senza senso, e addirittura viene presentata dalla Giunta.
Gli obiettivi di questa legge sono valorizzare le Marche come terra del benessere e della qualità della vita, come se ci fosse bisogno di una legge che valorizzi il benessere e la qualità della vita. Già il primo obiettivo fa capire che non è una roba seria.
L'altro obiettivo è promuovere la tutela di uno stile di vita sano, consapevole ed equilibrato, considerato sotto il profilo ambientale, psicofisico e alimentare.
Praticamente dice che bisogna correre, bisogna camminare, dopo aver mangiato, almeno tre volte a settimana, bisogna evitare di mangiare il fritto... Ma ragazzi, ancora con questa roba qui, nel 2023, prossimi al 2024, ancora dobbiamo dire alla gente che per non avere un infarto deve evitare di mangiare i grassi, deve cercare di muoversi, evitare di prendere l'ascensore e fare due passi in più? Facciamo una legge?
Vi ricordo che noi abbiamo il Piano della prevenzione. Sapete quanti soldi ha il Piano della prevenzione? Andatelo a vedere: praticamente zero. Noi abbiamo già un Piano della prevenzione che deve migliorare la qualità della vita dei cittadini. Su quello l'Assessore Saltamartini, che è praticamente il mio Assessore perché faccio riferimento a lui per molte delle interrogazioni, non ha un soldo. Gli uffici della prevenzione sono infuriati perché, pur avendo personale qualificato, in grado di fare tutta una serie di cose, non possono fare niente perché non hanno un becco di quattrino.
Noi andiamo a mettere 400.000 euro per dire alla gente che deve camminare e non deve mangiare il fritto.
Scusate un attimo, se l'avesse proposta il Consigliere Cancellieri, essendo un Consigliere ci sta, ai Consiglieri è ammesso tutto perché hanno la funzione legislativa; se lui è fissato con la salute è giusto che la presenti, ma addirittura l'Assessore all'agricoltura, alle attività economiche, che invece di mettere i soldi per promuovere gli agricoltori, per finanziare e sostenere i prodotti locali, per aiutare le imprese che assumono persone e ragazzi…, vedrà come si vive bene qui nelle Marche.
Non abbiamo i soldi per il Piano della prevenzione, il sociale è sottofinanziato e, se andrà bene, arriveranno i soldi a dicembre, se va bene. Non c'è un soldo.
Le famiglie fanno difficoltà a trovare posti negli asili nido e negli altri servizi educativi, perché il Governo non ha più rifinanziato, la Regione non ha messo ancora quei quattro spiccioli e non aiuta i Comuni. Quindi, sugli asili niente, sulle scuole è meglio che non dica niente. Sull'ambiente e la sostenibilità siamo ultimi per quanto riguarda il trasporto pubblico ed ancora devono uscire tutti i bandi legati alla sostenibilità, quindi alle piste ciclabili.
Questo significa migliorare la qualità della vita e fare in modo che chi viene nelle Marche capisca che siamo una Regione virtuosa da questo punto di vista, che puntiamo alla salute dei cittadini e diamo i servizi, ma non solo a chi viene nelle Marche, anche agli stessi cittadini.
Allora, non c'è un soldo per fare niente, nemmeno per ridurre le liste d'attesa, non nella sanità, ma neanche per i nidi. La Regione non mette un soldo, mette quello che deve mettere da 20 anni, quindi ne mettevamo pochi prima e se ne mettono pochi adesso. E noi mettiamo 400.000 euro per promuovere cose scontate. Ma io dico: è uno scherzo?
Non voglio farla troppo lunga, ma con tutto quello che abbiamo da fare, con tutto quello che manca, noi promuoviamo il "vietato il fritto" e poi dopodomani mattina daremo 50.000 euro al Fritto Misto ad Ascoli, giustamente, per l'oliva all'ascolana. Invece dovremmo dire: ragazzi, non mangiate le olive all'ascolana perché fanno male alla salute. Da una parte diamo 400.000 euro per dire di non mangiare il fritto...
Questa è l'inconsistenza. Da parte della Giunta regionale non arriva una legge. Se non c'è una legge che inventa qualche Consigliere ogni tanto, qui non facciamo leggi. La Giunta regionale dovrebbe fare le leggi. La legge che fa è sul corretto stile di vita. Ma, ripeto, io mi vergognerei; poi, se per voi è normale, fate voi.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi devo complimentare con il collega Biancani perché ha praticamente detto, in forma sicuramente più simpatica, non in latino, quello che avrei detto anch'io.
400.000 euro sono tanti. Stamattina siamo stati a discutere per trovare una somma analoga per aiutare i bambini malati di malattie rare che devono andare a curarsi fuori dalle Marche, le quali non hanno la possibilità di curarli dal punto di vista socio-sanitario. No, facciamo anche questo, però, se mi permettete, critico queste cose.
In questa stessa Aula, pochi giorni fa, abbiamo approvato una legge urbanistica - voi direte: che c'entra? con la quale la qualità della vita e il benessere dei cittadini sono stati cancellati e quando noi abbiamo provato ad inserirli, non ci è stato neanche consentito.
Ma il benessere e la qualità della vita dei cittadini non passano solo attraverso il cibo. Passano anche attraverso il tipo di cibo, attraverso delle politiche che sono quelle che da tempo il Servizio agricoltura... Se può evitare di registrarmi, per cortesia.
PRESIDENTE. Chi la sta registrando? La ammonisco a non registrare!
Anna CASINI. Il Consiglio viene registrato dal Consiglio o da chi è autorizzato. Io non l'ho autorizzata, non voglio essere registrata. Mi meraviglio di lei, Presidente.
PRESIDENTE. Comunque c'è lo streaming...
Anna CASINI. Non mi interessa. Lo streaming è un'altra cosa perché viene usato come finalità. Se mi voglio far riprendere, lo faccio e lo uso sui miei social così come meglio credo.
Non mi va bene che chiunque altro possa filmare me o altri mentre intervengo, perché è una cosa vietata.
Allora, in quest'Aula si fanno le cose che si possono fare per Regolamento oppure mi dica lei dove siamo. Non siamo in un'Aula?
PRESIDENTE. Io sono in un'Aula ed ho già ammonito...
Anna CASINI. Sono inorridita!
PRESIDENTE. No, guardi, di fronte a questa cosa, diciamo, le parole hanno un peso. I poteri di polizia del Presidente sono ben chiariti dalla norma...
Anna CASINI. Allora lo chieda al Segretario.
PRESIDENTE. No, non lo chiedo al Segretario perché mi erudisco da solo su questo aspetto specifico, non sono in grado...
Anna CASINI. Andiamo avanti?
PRESIDENTE. No, ascolti, dico io quando andare avanti adesso, perché non è un Consigliere che decide cosa, come, quando. Lei, giustamente, secondo la procedura, doveva segnalarlo, come ha fatto, ma invece di rivolgersi alla terza persona… Si è rivolta al Presidente, che non ha gli occhi in tutte le parti della testa...
Anna CASINI. Tanto meno ce li devo avere io gli occhi.
PRESIDENTE. Mi faccia parlare adesso, per favore.
Anna CASINI. Mi sta interrompendo lei!
PRESIDENTE. Io la interrompo perché, proprio i poteri di polizia che invoca, adesso li applico per cercare di chiarire la situazione. Quando lei mi ha indicato la persona, ho chiesto alla stessa, che ha annuito ammettendo che stava riprendendo, e l'ho ammonita. Questo è quello che posso fare, come previsto dai poteri di polizia.
Anna CASINI. La sta tirando per le lunghe, secondo me, perché non sono in torto io. Io dalla parte del torto non ci passo per lei, sia chiaro.
PRESIDENTE. Sto tirando per le lunghe perché lei ha continuato dopo la situazione, ha continuato dopo questa posizione ben chiara che era di ammonimento...
Anna CASINI. Io faccio quello che credo, faccia un ammonimento a me allora.
PRESIDENTE. No, io non faccio nessun ammonimento perché lei vuole la provocazione e nella provocazione non ci cado. Però è mio dovere dire come stanno le cose e, al richiamo che ha fatto il Consigliere Biancani…, mi consenta di parlare però...
Anna CASINI. Non mi faccio richiamare da lei.
PRESIDENTE. Io non l’ho richiamata e non cado nella provocazione, proprio perché non la metto nella condizione di diventare vittima di una situazione che sta creando volutamente.
Dopo il richiamo che ha fatto il Consigliere Biancani, che neanche lui voleva essere ripreso, ho confermato questa situazione. Al terzo richiamo che lei ha fatto, che sembrava una condizione di anarchia, ho detto che noi siamo tutti in streaming e tutti ci vedono. Poi, differentemente da questo, che un telefonino di una persona che sta nei banchi, nelle seggiole fuori dall'Aula, non debba riprenderla, su questo ha perfettamente ragione e sono già intervenuto.
La prego di continuare e, ovviamente, il tempo che abbiamo perso le viene ridato.
Anna CASINI. A lei sembra semplice ricominciare? Non siamo delle marionette.
Presidente, non mi va di pensare a delle cose che non sono un mio compito. Io me ne sono soltanto accorta, quindi la prossima volta se ne accorga lei e vigili lei insieme al Segretario, perché io non sono stata eletta e non ho questo ruolo per vigilare. Chi lo deve fare, lo faccia, visto che ogni volta succede qualcosa di simile.
Tornando all’argomento, credo che questa legge sia inutile, che le risorse possano essere utilizzate in altro modo, certamente opportuno oltre che utile, l'ho già detto prima.
Inoltre, spendiamo ancora soldi per realizzare l'ennesimo logo. Abbiamo il QM Marche, abbiamo tutta la filiera del biologico, abbiamo tutti i loghetti che ogni tanto qualcuno si inventa per le sagre di Pinco Pallo, per quelle che vengono finanziate dalla Regione, credo che il consumatore non ne possa più di tutte queste cose.
Nel frattempo che facciamo questa leggina, noi cassiamo dai vini delle Marche la parola Montepulciano, la dicitura Montepulciano, che non è una passeggiata, e ci mettiamo Cordisco, che, come sapete tutti, è famoso come vitigno, veramente conosciuto. Mentre in Abruzzo potranno continuare a mantenere la dicitura sui loro rossi del Montepulciano, noi no. Però questo ci interessa poco e parliamo del benessere.
Mi piacerebbe parlare del benessere di quelle imprese che dovranno togliere dalle etichette la scritta Montepulciano e vedere se la bottiglia avrà lo stesso appeal che ha nei Paesi orientali come ce l'ha in questo momento.
Poi facciamo l'ennesimo Tavolo multisettoriale. Inoltre, quello che dice il Consigliere Biancani è esatto, per quale motivo l'Assessore competente è l'Assessore all'agricoltura e all'alimentazione e non l'Assessore alla sanità?
Se noi parliamo di benessere e di qualità della vita, non credo che sia una competenza esclusivamente agricola. L'alimentazione certo sì, ma dal punto di vista complessivo è una questione socio-sanitaria e questo non lo dico io, insomma, credo che sia in re ipsa, direbbero quelli bravi.
Credo che tutte queste agenzie regionali… Inoltre, molte delle attività che vengono descritte da questa legge già le faceva l'Assam e le faceva anche bene. Non c'era bisogno di duplicare, non c'è bisogno di duplicare delle attività che già si fanno e si fanno in maniera egregia, come per esempio la formazione, sia nelle scuole sia negli asili, come gli orti nelle scuole per spiegare ai bambini cos'è buono e che cos'è fatto bene. L'esempio più eclatante è quello della Nutella. La Nutella è buona? Sì, certamente sì. È fatta bene? No, nel senso che non è un alimento che ci può aiutare a mantenere un livello di salute alto.
Quindi, dico che questa legge…, che non so perché la Giunta abbia deciso di presentare, visto che ha tante cose su cui legiferare e non mi pare che questa Assemblea sia molto occupata in questo lavoro perché prevalentemente si discutono nostre mozioni o nostre interrogazioni. Di leggi ne abbiamo viste molto poche in tutto questo anno. Presentare a fine anno una proposta di legge della quale non sentiamo assolutamente la necessità… Consiglio fortemente all'Assessorato, e in particolare all'Assessore, di impegnarsi molto più nel cercare di non danneggiare le imprese che in questi anni sono cresciute e si sono impegnate, oppure nel promuovere, per esempio, la dieta mediterranea, visto che abbiamo anche delle esperienze locali, esperienze in Comuni dove è stata verificata la dieta mediterranea.
Abbiamo già delle norme che parlano di questo, abbiamo già dei protocolli. Continuare a scrivere roba che poi appesantisce non porta nessun risultato.
Mettere l'ennesimo bollino, mentre le Marche stanno crescendo nella qualità, assolutamente, ma anche nella reputazione che hanno a livello nazionale e internazionale, per confondere le idee non serve assolutamente a nulla, tantomeno al benessere dei cittadini.
Quando sono stata interrotta stavo dicendo, appunto, che abbiamo approvato in quest'Aula una legge che riduce ai piccoli Comuni, alla metà, gli standard urbanistici. Ciò significa che nei Comuni sotto i 3.000 abitanti non avranno 18 metri quadri pro capite di verde, parcheggi e scuole, ma ne avremo 9. Questa è la qualità della vita verso la quale questa Giunta ci porta.
Almeno non siate schizofrenici, perché la qualità della vita è tutto, a cominciare dalla sanità, a cui è stato accennato prima, e avremmo preferito, per esempio, che nella qualità della vita ci fossero inserite anche le prestazioni sanitarie e le liste d'attesa da recuperare.
Ci sarebbe piaciuto che quei soldi fossero spesi, invece di utilizzarli per acquistare farmaci, perché noi non facciamo la prevenzione né le indagini preliminari, curiamo dopo, capito?
Questo è un altro atteggiamento di questa Giunta e questo credo che sia la ciliegina sulla torta, che rappresenti perfettamente quello che questa Giunta fa e dice.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Volevo semplicemente ringraziare l'Assessore Antonini che, come è stato detto dal relatore di maggioranza, oggi aveva un impegno importante al Ministero, quindi credo che sia strumentale polemizzare sul fatto che sia assente.
Ringrazio anche la Giunta per aver presentato questa proposta di legge e ringrazio i relatori, i Consiglieri Marinangeli e Bora.
Vorrei iniziare con un pensiero: ma com'è possibile polemizzare anche su questa proposta di legge? Consigliere Biancani, glielo dico con tutta la simpatia che nutro per lei e glielo posso garantire, credo che, al di là dello show che lei ha voluto fare sul fritto misto e su altre cose, questa legge sia importante. E’ sicuramente “generica”, sulla quale dovranno essere inseriti dei contenuti, su questo non ci piove, ma è proprio questo lo scopo.
Mi dispiace che si possa fare polemica su una proposta di legge, che, secondo me, va nella direzione giusta perché, l'abbiamo detto tante volte, questa è una Regione …e dall'estero questo lo notano e me lo fanno notare.
Ho la fortuna, come tutti voi, di conoscere tante famiglie che dall'estero, sia dall'Europa che da fuori, si sono stabilizzate nella nostra regione, e quando la conoscono, la ritengono incredibile, bella, vivibile, una regione in cui non ci sono metropoli, ma c'è un paesaggio, da nord a sud, vivibile al 100%. Ed è proprio in questo senso che vuole andare la norma, proprio in questa direzione, cioè dare l'opportunità a questa regione di essere considerata … Al di là di tutti gli aspetti che conosciamo benissimo, perché noi siamo ricchi di arte, cultura, natura, ambiente, enogastronomia. Dare, quindi, un segnale tangibile del fatto che nella nostra regione si può vivere bene, una regione del benessere.
Credo che dare questa impronta non sia solo, come diceva anche la Consigliera Casini, mettere in piedi l'ennesimo logo, ma, al di là della formalità del logo, che secondo me è importante, dietro c’è il lavoro di tutti gli enti, di tutte le istituzioni, associazioni di categoria, eccetera. C'è la possibilità di creare dei progetti che possano andare in questo senso.
Abbiamo detto che gli obiettivi sono salute e turismo e sono due cose che in questa proposta di legge sono chiarite molto bene e bene hanno fatto l'Assessore e la Giunta a presentarla.
Torno a dire che sono rimasto un po’ meravigliato dalle polemiche che sono venute dai banchi dell'opposizione.
Come al solito, anche su questa discussione, riusciamo a mettere il discorso della sanità, riusciamo a mettere anche cose che, secondo me, poco c'entrano con il dibattito che stiamo facendo.
Anzi, ripeto, penso che una proposta di questo genere possa essere apprezzata da tutti, maggioranza e opposizione, con il contributo di tutti, perché secondo me l’idea è molto buona, va nella direzione giusta, un'idea che può essere importante anche per come ci vedono dall'estero.
Bene ha fatto l'Assessore. Mi piacerebbe che questa discussione possa continuare magari con meno polemiche.
Capisco le battutine o i sorrisini sarcastici di qualcuno, però, ritengo che questa sia una buona norma che possiamo portare avanti, ripeto, insieme, con la quale possiamo caratterizzare la nostra Regione come recita il titolo di questa proposta di legge: “Regione Marche, terra del benessere e della qualità della vita”. Quindi l'invito a tutto il Consiglio è di approvarla e di portarla avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Nel merito mi riporto a quanto dichiarato dalla relatrice di minoranza e condivido totalmente le sue osservazioni.
Parlare di questa legge, di cui capisco la finalità, che si inserisce nella strategia europea “Dal produttore al consumatore”, di cui quella è la filosofia di fondo, significa riflettere sul fatto che, quando noi parliamo di iniziative finalizzate alla valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita, deve esserci una terra adeguata a garantire tutto questo e ad accogliere il perseguimento delle finalità che la legge si prefigge.
Allora, ad esempio, è difficile non pensare alla maratona di una settimana fa, quando abbiamo parlato della legge sul governo del territorio e di quanto quella legge sia importante per mantenere, rafforzare, preservare, curare, se vogliamo, una terra che dovrebbe essere la terra del benessere, dove vive la comunità, dove noi possiamo ospitare anche altre comunità.
Abbiamo visto che in quella pessima legge non sono stati raccolti i nostri inviti, che poi consacrati in emendamenti legislativi non sono stati accolti. Ad esempio, quando parlavamo di preservare il territorio, quando dicevamo, tra i principi, che bisognava individuare le aree idonee e non idonee per le cosiddette energie rinnovabili o gli impianti fotovoltaici. Anche quelli fanno parte di una strategia europea, come questa che giustamente viene richiamata, allora è evidente che queste strategie non possono collidere tra di loro come due treni in corsa, ma devono, se vogliamo, camminare, prendersi per mano. Poi la più importante, quella, deve prendere quest’altra.
Come non pensare, ad esempio, che alcuni obiettivi e alcune strategie dovevano essere inseriti all'interno della legge sui borghi. Ricordo che venne accolto un mio emendamento - per volontà espressa del Presidente Acquaroli ed anche del Presidente Putzu - sullo “Smart Village” per l'assistenza agli anziani autosufficienti. L’obiettivo era farli rimanere all'interno delle loro abitazioni e delle loro comunità, affinché potessero dispiegare al meglio quella resilienza di cui tutti noi abbiamo bisogno, specialmente in una terra martoriata da tante calamità, a partire dal terremoto che ha portato spopolamento e divisioni delle comunità. Perché poi lì bisogna portare i servizi e noi sappiamo che se lì non ci sono i servizi e le comunità non vengono ripopolate, passatemi questa espressione poco elegante, è difficile individuarla come terra del benessere. Dico questo in modo molto generale, perché il tutto si dovrebbe tenere insieme, si deve tenere insieme.
Allora, per tornare a questa proposta di legge, ad esempio un aspetto positivo, è ovvio che anche questa è una legge manifesto, perché certo questi obiettivi sono assolutamente condivisibili, ma poi bisogna vedere se sono concretamente perseguibili e realizzabili e non mi pare che questa proposta di legge vada in questa direzione.
Però c'è un punto che voglio evidenziare, e qui mi rivolgo al Presidente Putzu, al relatore di maggioranza e alla relatrice di minoranza. Questa, pur essendo una proposta di legge che viene all'esame dell'Aula non molto rilevante, e su questo dovremmo essere tutti d'accordo, rispetto ad esempio all'altra, quella sul governo del territorio, è scritta bene.
Questa legge, al di là del contenuto, è scritta molto bene e dimostra una cosa. L’altra volta il Consigliere Serfilippi diceva che alcuni miei emendamenti avrebbero, addirittura, creato danni alla legge, sostenendo che glielo avevano detto gli uffici legislativi. Vi ricordate quando sono stato poco tenero con gli uffici legislativi, dicendo che era impossibile che avessero una cosa simile? Infatti, non era possibile. Perché su questa legge l'ufficio legislativo scrive bene.
Ad esempio, questa legge, all'articolo 1, voglio dirlo, antepone, e siccome è stata scritta prima non è che l'hanno copiato da me, io ho presentato la settimana scorsa un emendamento, la nostra Costituzione e il nostro Statuto alla normativa europea e a quella statale. C'era un emendamento ad hoc che è stato respinto. Ebbene, questa legge li richiama e prevede: “La Regione, nel rispetto dei principi costituzionali, dello Statuto, della vigente normativa comunitaria e statale e in conformità...”, mette in campo un piano d'azione. Vedete come lo richiama? Allora avevo ragione io.
Ma perché sull'altra, su quella del governo del territorio, non venivano richiamati? Immagino che sia lo stesso ufficio legislativo. Qui magari ci sarà la mano del Dipartimento Agricoltura, per carità, complimenti, sotto questo aspetto ha scritto bene. Perché lì non sono stati anteposti la Costituzione e lo Statuto regionale? Probabilmente perché lo aveva vietato il Ministero della Cultura, che ha voluto scrivere quella legge? Magari, se avessimo scritto quello, avremmo dovuto scrivere, ad esempio, di preservare il territorio dalle speculazioni sulle energie rinnovabili, il tema degli impianti fotovoltaici. Perché qui li hanno messi, giustamente, sulla terra del benessere e lì no?
Questa legge sarà inutile ed anche, ripeto, se ben scritta, la legge sul governo del territorio, che è pessima, non creerà la terra del benessere.
Questa è una proposta di legge che nasce morta, perché per realizzare la terra del benessere ci vuole un ottimo governo del territorio che lo valorizzi, che lo preservi, che lo metta in sicurezza. Un territorio, tra l'altro, come dicevo prima, martoriato dalle tante calamità.
Quindi, ripeto, è una legge per questo… Condivido quello che ha detto la Consigliera Bora, leggermente meno quello che ha detto il Consigliere Biancani, che ha una sua verità, perché, ripeto, questa legge, se fosse stata coordinata con l'altra..., ma non lo è, quindi, nasce morta. E siccome nasce morta, produce solo gli effetti indicati dal Consigliere Biancani. Voi gli date ragione - cosa che non vorrei fare, anche se la sintesi finale sarà identica, la mia e quella del Consigliere Biancani. – ma siete voi a dargli ragione, proprio perché nasce morta.
Che cosa ho fatto? L'ho letta e ho preso atto con soddisfazione dei richiami che avevo fatto alla legge sul governo del territorio e che voi non avete accettato.
Ho presentato degli emendamenti, pochi, 15, 17 al massimo, sui quali interverrò telegraficamente o li darò per letti, quindi sarò molto veloce. Perché li ho presentati? Se voi andate a vedere, ovviamente in modo diverso, ho rievocato ancora una volta i principi che volevo inserire all'interno della legge sul governo del territorio e li ho messi anche qua.
Se parliamo di terra del benessere, i principi, che dovevano essere nel testo del governo del territorio, li ho inseriti qui con degli emendamenti che, ovviamente, vanno a migliorare, come potranno constatare il relatore di maggioranza, la relatrice di minoranza e il Presidente della Commissione, la legge. La rendono coerente con se stessa. Se questi emendamenti verranno approvati, sarà un'opportunità per voi. Se non verranno approvati - qualcuno forse lo potrò anche ritirare -a me non ne verrà nulla, perché io, ogni volta, come ho detto, le promesse le mantengo.
Io ho detto che quei principi li avrei ripresentati sempre e ovunque. Ovviamente questi sono principi rapportati a questa proposta di legge, se andate a vedere sono gli stessi. Ad esempio, sul rispetto delle norme antinfortunistiche. Quando voi prendete gli operatori in agricoltura e promuovete questo, questo e quell'altro, non vogliamo promuovere la formazione sulle norme antinfortunistiche? Lo dobbiamo fare. Oppure valorizzare il territorio e le peculiarità del territorio. Lo vogliamo mettere questo principio?
Ho presentato degli emendamenti che credo siano del tutto coerenti, oltre che con la mia idea sull'ambiente…, come il richiamo agli articoli 9 e 41 della Costituzione, perché ci dicono che la Repubblica tutela l'ambiente e che l'attività economica, tra cui agricola, non deve svolgersi in modo da recare danno all'ambiente. Magari così avremo, forse, qualche impianto fotovoltaico in meno, anche grazie a questa legge.
Il voto finale farò in modo che sia disciplinato a quello che dirà la Consigliera Bora, perché condivido quello che lei ha detto.
Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Io, invece, vedo al di là di quello che ha detto il Consigliere Biancani, che ha parlato di fritture, eccetera, da infermiera non posso che dire che fa male sempre, comunque, alla fine, vedo una legge molto di buon senso e con una visione futura.
Ultimamente ho avuto la fortuna di andare in missione a Parigi, dove abbiamo portato - l'Assessore con gli uffici, anche io e la Consigliera Menghi eravamo presenti - i nostri imprenditori d'eccellenza marchigiana. Il tema era proprio “Tipicità delle Marche e la “Terra del benessere”.
Lì abbiamo recepito che le grandi imprese che abbiamo portato, soprattutto e grazie alla presenza dei sindaci francesi che erano con noi nei diversi incontri che abbiamo fatto, hanno suscitato grande interesse e questo ha fatto molto piacere ai nostri imprenditori perché finalmente stiamo portando le nostre eccellenze anche fuori della Regione, fuori dall'Italia, all'estero.
Tant'è vero che abbiamo dato ai Sindaci l'occasione di spiegare perché venire in Italia, permettendo ad ogni Comune di illustrare quello che ha di bello, quali sono i propri punti di forza e le proprie eccellenze.
È stato incredibilmente interessante. Poi hanno preso la parola i sindaci dei vari Comuni intorno a Parigi, i quali si sono resi disponibili e hanno scritto direttamente a me. Un sindaco, che era anche Consigliere provinciale, ha chiesto come poteva venire qua, incontrare l'Assessore alla sanità insieme all'Assessore all’agricoltura e allo sviluppo economico, perché vedeva in questo connubio tra salute, alimentazione e terra del benessere una strategia per fare rete anche fuori dall'Italia.
Chi ha una visione, credo che consideri una cosa di buon senso e un'opportunità per le nostre terre e per la nostra regione portare fuori la nostra tipicità e questa cultura del benessere.
Ero presente e non posso che portare la mia testimonianza di quello che ho visto con i miei occhi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Un minimo di commenti su quanto abbiamo ascoltato. Partirei dalle indicazioni positive che sono arrivate dalla minoranza. Dal Consigliere Cesetti che parla di una legge scritta bene, quindi diamo merito ai nostri tecnici che stavolta hanno lavorato bene, perché in passato si è anche puntualizzato sul lavoro fatto male.
Detto questo, la Consigliera Bora ha apprezzato il fatto che ci sia un'interdisciplinarità tra i vari settori, quindi ha colto uno degli aspetti fondamentali di questa legge.
Poi è chiaro, capisco che ci sia un vostro interesse a demolire tutto, ma anche il modo con cui si demolisce è altrettanto importante.
Qui qualcuno parlava di mancanza di rispetto per le nostre imprese. Io credo che, se c'è stata mancanza di rispetto, questa sia venuta soprattutto da parte vostra, perché banalizzare, ridicolizzare una legge, parlando di una legge che insegna come bisogna camminare e non mangiare il fritto, è evidente che sia quantomeno offensivo, oltre che banale.
Il suo, Consigliere Biancani, è un atteggiamento provocatorio, sì, ma soprattutto un atteggiamento che tende a ridicolizzare una legge che il Consigliere Cesetti definisce manifesto.
In questa fase ci può stare. In questa fase è una legge manifesto, in quanto è una legge che si pone l'obiettivo di arrivare a portare la Regione Marche come terra del benessere, con una serie di elementi significativi, positivi, di ricaduta sul territorio, e lo vuole fare in maniera sinergica, coinvolgendo tutti quei settori che abbiamo rappresentato prima: dalle scuole, all'università, ai settori dell'agricoltura, del commercio, alle associazioni, eccetera.
Ed è un manifesto in questa fase, certo. Io mi aspetterei, al contrario, una verifica da qui a breve, perché la legge, in questa fase, ha l'obiettivo e l'intenzione, attraverso un metodo che è quello della sensibilizzazione, di creare e favorire una cultura e soprattutto di mettere in rete attività che già gli operatori autonomamente fanno.
Non stiamo scoprendo qualcosa di innovativo e che non esiste., anzi, considerando l'attivismo dei nostri operatori, e parlo dalle associazioni alle imprese, eccetera…, perché quando parliamo di welfare e di benessere sul lavoro è evidente che molte aziende lo stanno già facendo.
Ecco, il ruolo nostro è quello di mettere in rete, coordinare tutte queste attività, ottimizzarle attraverso un esercizio che vogliamo fare costituendo, ad esempio, un tavolo regionale che vedrà partecipi, poi lo deciderà la Giunta, questo lo spiega la legge, tutti i vari attori sociali.
State sminuendo quella volontà di stimolare, di sensibilizzare, di far crescere un sistema tutto, in maniera coordinata, organica e integrata.
E parlare di legge astrusa, parlare di legge senza senso, poi giustamente ognuno fa le proprie valutazioni, e ci mancherebbe, ma è offensivo parlare in questo senso.
Se mi consente, Consigliere Biancani, è completamente fuori tema, perché mi parla di trasporto pubblico locale, parla di cose che sicuramente, come diceva il Consigliere Cesetti, rappresentano un tema importante. Ci deve essere una terra pronta ad accogliere questo sistema, ma sono due elementi che non sono in contrasto.
Non è che con questa legge noi andiamo a contrastare quel principio, anzi, sono assolutamente complementari e cerchiamo di farli prendere per mano, di unirli.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Bora.
Manuela BORA. In realtà voglio ringraziare i miei colleghi del Partito Democratico per gli interventi molto interessanti che hanno fatto, li condivido e non ho niente da aggiungere rispetto a quello che hanno ben esposto.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Ci sono 11 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, Presidente, il primo è un emendamento identico a quello che avevamo fatto sul governo del territorio. È quasi formale. Ovviamente sostituisce la parola “armonia” con “coerenza”, perché “armonia” non si scrive in una legge.
L'altro è subordinato, però, se dovesse essere accolto questo, lo ritiro.
Il terzo indica in questa legge quello che ho dimenticato prima in discussione generale, ossia di rendere il testo, quando parla di ambiente sano, coerente con la dieta mediterranea, perché non dobbiamo dimenticarci che noi abbiamo approvato, nella scorsa legislatura, una legge sulla dieta mediterranea, che è legge di questa Regione. Quindi, ovviamente, un richiamo almeno alla coerenza con la dieta mediterranea deve essere fatto, è il minimo.
Il quarto è volto a individuare, ai sensi dell’articolo 41 della Costituzione, il principio secondo cui ogni tipo di attività, dopo la riforma costituzionale del 2022, deve essere esercitata in modo da non recare danno all'ambiente. Faccio un esempio: se si autorizza un impianto, ad esempio agrifotovoltaico, quella è un'iniziativa economica che, secondo me, reca danno all'ambiente. Allora io, che sono lì vicino, che ho l'agriturismo e che, in base a questa legge, esercito la mia attività, come vengo disciplinato? In base a questa legge posso promuovere un ricorso al TAR contro l'autorizzazione di quell'impianto.
Per questo lo scrivo, non è che lo scrivo perché mi piace scrivere. Lo scrivo perché resti e perché è utile all'efficacia della legge, altrimenti risulta del tutto inutile. Perché, se non mettiamo questo, è totalmente, come diceva il Consigliere Biancani, priva di efficacia.
L’altro, valorizzare la centralità dell’alimentazione sana, secondo me può essere accolto, ma è un principio generale che però può essere anche ricompreso in altri aspetti della legge. Vediamo che dice il relatore, ma non avrei difficoltà a ritirarlo.
L'altro ancora, l'emendamento 1/6, dice: “preservare le aree agricole di pregio contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, vocati alle produzioni tipiche”. Questo lo vogliamo mettere? Perché, se non mettiamo questo, come facciamo a fare la legge per la terra del benessere e della qualità della vita se noi non preserviamo le aree agricole di pregio contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, vocati alle produzioni tipiche? Pensiamo al Piantone di Falerone, dove, tra l'altro, c'è anche il teatro romano e quella è la terra della dieta mediterranea.
L’emendamento 1/7 tende ad assicurare la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle norme antinfortunistiche. Se voi prendete la legge, all'articolo 1, comma 1, lettera e), dice: “Valorizzare iniziative aziendali finalizzate al benessere dei lavoratori e dei loro familiari”. Ma tra gli elementi del benessere del lavoratore l'esigenza primaria è la sicurezza sul lavoro. Quello che va nei campi o nell'agriturismo a coltivare i prodotti ci deve andare in sicurezza o no? Quindi è un principio che dobbiamo tutelare.
Se questo venisse approvato, l’1/8 lo ritiro. Poi, ce n'è un altro che allo stesso modo è un principio generale che posso ugualmente ritirare.
Poi c'è un subemendamento condivisibile del Consigliere Marinangeli.
PRESIDENTE. Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Cesetti. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Nella sostanza il Consigliere Cesetti li ha già esposti. Diciamo che li troviamo condivisibili. In alcuni casi riteniamo che siano pleonastici, alcuni aspetti che il Consigliere Cesetti magari vuole puntualizzare.
Questo non vuol dire che votiamo contro, li accettiamo. Come, ad esempio, quando parliamo di rispetto delle norme antinfortunistiche e di assicurare la sicurezza sul lavoro: è evidente che è qualcosa che già altre leggi impongono e prevedono, quindi riteniamo che sia pleonastico in questo senso, condividendo pienamente il contenuto e il concetto. Poi, se lo vogliamo approvare per renderlo ancora più evidente, quasi evidenziato, lo possiamo fare tranquillamente. Questo è un po' il senso.
Sul discorso della dieta mediterranea, faccio anche una puntualizzazione, dicendo che noi abbiamo presentato una proposta di legge di rettifica della legge fatta nel 2018, la legge n. 14, dove sostanzialmente andiamo a puntualizzare alcuni elementi oggettivi che riteniamo importanti proprio per la loro storicità, concretezza e realtà.
Laddove parliamo di Comuni che si sono contraddistinti in particolare su questo tema, penso ad esempio al Comune di Magliano di Tenna - e non ne faccio una questione territoriale, attenzione, ma di vanto per la Regione Marche, perché sono dati veri e oggettivi - dove è nato il professor Fidanza, che è stato il braccio destro di Ancel Keys, che ha lavorato sul discorso della dieta mediterranea, ed al Comune di Montegiorgio, dove abbiamo la possibilità di mostrare un monitoraggio effettuato su circa 900 soggetti in un arco di tempo abbastanza lungo sulla bontà della dieta mediterranea e soprattutto sullo stile di vita di questo territorio.
Ecco, partendo da questi elementi, abbiamo ritenuto di inserirli in quel contesto per rendere ancora più credibile e collegare questa legge che facciamo oggi.
Ecco l'ulteriore organicità e connessione tra le varie cose.
Lo facciamo, tra l'altro, anche qui cercando di accelerare. La legge la porteremo, credo, nel prossimo ordine del giorno del Consiglio della prossima settimana, inserendola nel milleproroghe, quindi come integrazione della legge fatta nel 2018.
Quindi lo possiamo votare integralmente.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 1, come ha detto il Consigliere Marinangeli, che voglio ringraziare pubblicamente per l'apertura e la disponibilità dimostrate anche nell'accogliere gli emendamenti del Consigliere Cesetti, ha ben illustrato quelli che sono i principi e le finalità della legge.
Ma le tre strategie citate, ovvero la From farm to fork, One Health e il Piano nazionale della prevenzione, partono dalla consapevolezza che la salute è il bene primario da tutelare e che, per farlo al meglio, bisogna essere consapevoli di tutta una serie di cose che non sto qui a ripetere. Però quelli enunciati sono sì principi condivisibili.
Quello che lamentiamo è l’assenza di un collegamento esplicito tra la garanzia della salute pubblica e l'obiettivo dichiarato della valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
L'elemento principale da cui si doveva partire era quello di garantire, come ha detto giustamente anche il Consigliere Biancani, il personale, i mezzi e le attrezzature a tutti gli enti del Servizio sanitario regionale.
Per tutti questi motivi, anche se gli emendamenti dovessero essere accolti, e questo comunque rimane un gesto positivo di cui do atto pubblicamente, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/2 a firma del Consigliere Cesetti. Decaduto.
Emendamento 1/3 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/4 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/5 a firma del Consigliere Cesetti. Ritirato.
Emendamento 1/6 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. L'altro è evidente che diventava pleonastico se erano approvati quelli di prima e probabilmente…, quindi ha una sua coerenza. È ovvio che qualche volta sono a scalare.
Questo invece è importantissimo perché è il principio di preservare le aree agricole di pregio contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, vocati alle produzioni agricole.
PRESIDENTE. Emendamento 1/6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/7 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Questo ci tengo, Presidente, perché ha detto il Consigliere Marinangeli, in questo caso sbagliando, che è pleonastico e ridondante.
Qui si dice: valorizzare le iniziative aziendali finalizzate al benessere dei lavoratori e dei loro familiari, nonché ad assicurare la loro sicurezza sul lavoro ed il rispetto delle norme antinfortunistiche.
Questo è un emendamento centrale in un Paese come il nostro, dove ci sono centinaia, migliaia, ahimè, di morti sul lavoro, anche in agricoltura purtroppo, e di infortuni.
Allora, mettere questo principio significa investire in quella direzione, significa investire nella formazione degli stessi lavoratori, nella formazione delle aziende; significa, ad esempio, non dare finanziamenti a quelle aziende che non rispettano quelle norme antinfortunistiche o che magari non fanno la formazione antiinfortunistica.
Significa, quando si destinano delle risorse, poter dire: io vi do delle risorse per il benessere dei lavoratori. Immaginiamo il rapporto tra l'ambiente di vita e di lavoro, per le donne, le donne che hanno figli piccoli, tutte queste cose qua. Gli diciamo che una parte di quelle risorse deve andare verso la formazione.
Questo è fondamentale. Un emendamento di questo tipo è importante per dare un'importanza anche al testo normativo ed è importante anche alla luce del fatto che un identico emendamento non è stato approvato in quell'altra legge.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Velocemente, per dire che lo accogliamo, per sottolineare ancora di più l'importanza del discorso legato alla prevenzione e a quelle che sono le norme antinfortunistiche.
Approfitto, perché parliamo anche qui di prevenzione, per rispondere al Consigliere Biancani. Poi non ho avuto il tempo, ma parliamo di prevenzione, quindi è congruo rispetto a questo emendamento.
Volevo precisare, quando parlava di uffici di prevenzione senza soldi, eccetera, che gli uffici si sono confrontati preventivamente sulla proposta di legge. Ribadisco un altro aspetto importante: tutti i colleghi dei vari settori che sono stati coinvolti in questa multisettorialità hanno integralmente condiviso e convenuto sull'utilità di una proposta di legge di questo tipo. A ribadire che il concetto estensivo e di coinvolgimento dei vari settori è stato efficace sin dal primo momento.
PRESIDENTE. Emendamento 1/7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/8 a firma del Consigliere Cesetti. Ritirato.
Emendamento 1/9 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Subemendamento 1/10/1 a firma del Consigliere Marinangeli, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Marco MARINANGELI. Il subemendamento, considerando la condivisione della proposta emendativa del Consigliere Cesetti, lo condividiamo e facciamo, se vogliamo, questa variazione, sostituire la parola “morale” con “sociale” perché pensiamo che questa dicitura, che è stata apposta in questo comma, sia una citazione dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) in cui effettivamente si parla di questo benessere, con il quale si intende l'insieme degli elementi connotanti la qualità della vita umana, ovvero il benessere fisico, mentale e sociale e non morale, quindi ci conformiamo alle indicazioni dell'Oms e votiamo favorevolmente.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Per anticipare il voto favorevole, visto che il Consigliere Marinangeli ha votato favorevolmente l'emendamento del Consigliere Cesetti. Ci sembra giusto ed intellettualmente onesto votare favorevolmente anche il subemendamento.
PRESIDENTE. Subemendamento 1/10/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/10 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Telegrafico. E’ appunto un principio dell'Oms che come tale va inserito.
Tra l'altro voglio dire che sono d’accordo sul suo emendamento che chiarisce meglio. L’emendamento l’ho tratto dalla identica legge della Regione Abruzzo.
PRESIDENTE. Emendamento 1/10. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/11 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Abbiamo 2 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Telegraficamente. Richiamo sull’articolo 2, visto che molto opportunamente la legge all'articolo 1 richiama la Costituzione, gli articoli 9 e 41 della Costituzione all'esito della riforma della legge costituzionale del 2022, che mette la tutela dell'ambiente tra i principi generali all'articolo 9 e la richiama anche nell'articolo 41, che dice che l'attività economica non si può svolgere in contrasto con l'ambiente. Quindi corre l'obbligo di ribadirlo anche nell’articolo 2.
L'altro emendamento, coerente in parte con quanto già in precedenza approvato, prevede che si promuova lo sviluppo sostenibile e si assicuri la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Questa non è altro che la dicitura del terzo comma dell'attuale articolo 9 della Costituzione, così come modificata dalla legge costituzionale del 2022.
Credo che, come c'è il richiamo all'OMS, il richiamo al dettato costituzionale sia assolutamente utile perché, ovviamente, la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è un aspetto centrale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Per ribadire che accettiamo e condividiamo gli emendamenti, ma anche per sottolineare che, alla fine dei conti, mi sembra di capire che questa non sia una legge vuota come qualcuno l’ha definita.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Aggiungere il voto favorevole del Consigliere Cancellieri.
Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Ovviamente la legge viene resa accettabile dai miei emendamenti. per farvi fare una discreta figura, diciamo, non come la figuraccia che ha fatto la legge Giunta/Serfilippi. Anche stamattina ho ricevuto quattro telefonate di architetti, ingegneri, una roba che non si guarda. Quindi, almeno questa sotto l'aspetto formale viene resa accettabile, ma resta il fatto che nella sostanza è accettabile, ma non è condivisibile.
PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 2, di fatto, descrive le linee strategiche attraverso le quali verranno realizzate le iniziative sostenute dalla legge.
In particolare, al comma 1 si richiama l'approccio interdisciplinare e i settori coinvolti; nel comma 2 viene ribadito il principio della partecipazione e del coinvolgimento dei vari soggetti che già operano nei settori di interesse della legge; nel comma 3 si riprende il principio dell'integrazione degli strumenti di programmazione regionale nei diversi ambiti settoriali con le finalità della legge.
Ma il nostro voto sarà, anche in questo caso, contrario perché, anche se l'approccio partecipativo, integrato e interdisciplinare è condivisibile, risulta assente la parte legata al mondo del lavoro, in termini di dignità e stabilità del lavoro, garanzie di sicurezza per i lavoratori, misure per favorire l'accesso di giovani e donne, tanto per citarne alcuni.
Tutti questi aspetti, a nostro avviso, non devono essere assolutamente esclusi.
PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 3 “istituisce la rete regionale per la valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e indica le categorie di soggetti che possono parteciparvi. Alla Giunta è attribuito il compito di definirne il funzionamento e i criteri per la partecipazione. Si tratta di una rete composta da soggetti già impegnati sul territorio regionale sui temi oggetto della presente legge”. L'articolo prevede inoltre la realizzazione di un logo identificativo.
Questo articolo ci lascia perplessi sotto diversi punti di vista.
Allo stato attuale non si conoscono le modalità di funzionamento e i criteri di partecipazione alla rete, perché verranno definiti con un successivo atto di Giunta. La natura degli accordi promossi e stipulati dai soggetti aderenti, la natura e i contenuti degli obiettivi dichiarati, anche questi, non ci convincono.
Non è chiaro, inoltre, l'iter che seguirà la creazione e le successive modalità di concessione del logo, perché il tutto viene rimandato ad un futuro regolamento di Giunta. Sappiamo solo che ci costerà caro, tanto caro: 400.000 euro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Allora, Presidente, in merito a questo punto, sarà la Giunta a definire nel dettaglio il regolamento, ma vogliamo subito ribadire ed evidenziare che sarà un tavolo aperto, perché l'obiettivo è quello di mettere attorno a questo tavolo più attori possibili che possano dare un contributo all’obiettivo che deve accomunare, cioè l'individuazione e la definizione della Regione Marche come terra del benessere.
Questo non vuol dire solo ed esclusivamente benessere, miglioramento della qualità della vita dei cittadini, miglioramento della qualità del lavoro e quindi della produttività del lavoro, sviluppo economico di comparti importanti come quello agricolo e quello commerciale, ma vuol dire anche turismo.
Vuol dire anche offrire la possibilità, attraverso il logo che qualcuno all'inizio ha definito, non mi ricordo come, ma in maniera direi abbastanza offensiva, riducendo la legge ad un logo, di avere un elemento identificativo che possa trascinare, veicolare e promuovere la nostra Regione per sviluppare anche e soprattutto il comparto turistico.
Non ultimo, il fatto che soggetti residenti in altre regioni possano decidere di venire a lavorare nelle Marche.
Ultimo, e chiudo, il discorso delle risorse. Ci imputate sempre il fatto che facciamo delle leggi senza contributo economico, senza stanziamento di risorse finanziarie, oggi che mettiamo in campo delle risorse per un'operazione di sensibilizzazione, dove coinvolgiamo tutti, e noi su questo dovremmo essere tutti d'accordo, ci contestate una cifra ritenuta troppo alta.
PRESIDENTE. Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Presidente, siccome nella scorsa legislatura quest'Aula ha approvato la legge sulla dieta mediterranea e voi qui istituite un tavolo multisettoriale per la definizione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e ci sono un'infinità di soggetti all'interno di questo tavolo, istituito entro 60 giorni con decreto del Presidente della Giunta regionale, di cui fanno parte l'Assessore competente, il dirigente, i rappresentanti delle strutture, eccetera, io inserisco anche un rappresentante del Comitato regionale per la tutela e la valorizzazione della dieta mediterranea, già previsto dalla legge regionale 17 maggio 2018, n. 14.
Credo che sia un'opportunità. Il Consigliere Marinangeli se ne era dimenticato, io glielo ricordo con l'emendamento. Lui, intelligentemente e opportunamente, più del Consigliere Serfilippi, che fa valere la ragione della forza dei numeri, accoglie questi emendamenti perché sa che rappresentano un’opportunità, fermo restando che, alla fine, io voto contro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Puntualizzo che non mi sono dimenticato, ma l'articolo è talmente aperto che oggi diamo la possibilità di aderire a quel tavolo ai soggetti che non menzioniamo.
Quindi, se questo serve ulteriormente per precisare e mettere in evidenza la presenza del Laboratorio Piceno della dieta mediterranea, mi trova assolutamente d'accordo, a tal punto che, nella variazione di cui parlavo precedentemente, abbiamo già inserito la presenza nel tavolo di un esponente del Comune di Montegiorgio, di un esponente del Comune di Magliano di Tenna e di un esponente del Laboratorio Piceno della dieta mediterranea.
Quindi, a ribadire che è un percorso che abbiamo già fatto. Lo vogliamo ribadire? Mettiamolo anche qui.
PRESIDENTE. Emendamento 4/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 4, come hanno già detto i Consiglieri Cesetti e Marinangeli, istituisce il tavolo multisettoriale per la promozione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e ne definisce le modalità, i tempi di costituzione, la composizione e le funzioni.
Al comma 4 viene stabilito che la partecipazione ai lavori del tavolo è a titolo gratuito e che non sono previsti né compensi né rimborsi spese.
Ora, analizzando questo articolo, viene subito da segnalare che le linee guida per promuovere le Marche come terra del benessere e qualità della vita potevano, anzi dovevano, essere già inserite in questa proposta di legge e rimesse alle valutazioni dell'Assemblea legislativa, che per sua natura è chiamata a legiferare e a predisporre la cornice normativa entro la quale poi i tecnici sono chiamati a muoversi.
In questo caso succede proprio il contrario, quindi non ce ne abbia la Giunta, ma non condividiamo la scelta di delegare un argomento così delicato e strategico a un tavolo tecnico e non politico, un tavolo, peraltro, dove i commensali sono tutti componenti della Giunta o interni alle strutture tecniche interessate ai temi della legge.
Quindi qui, proprio su questo articolo, cade, a mio avviso, tutta l'impostazione di condivisione, multisettorialità e interdisciplinarità che questa proposta di legge contiene nelle sue promesse; quindi, quando si tratta di dettare le linee guida, assicurare l'integrazione, il coordinamento delle politiche e degli strumenti di programmazione, esprimere un parere sul programma elaborato dalla Giunta, individuare una metodologia di valutazione integrata con i sistemi di sorveglianza, la Giunta Acquaroli vuole fare da sola, non se ne abbiano le università, gli enti di ricerca, gli istituti scolastici, le varie associazioni di rappresentanza delle categorie produttive, le organizzazioni sindacali...
PRESIDENTE. Articolo 4, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Ci sono 2 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, Presidente, uno riguarda la soppressione della parola “considerato”, credo che migliori il testo, però lo ritiro, l’altro, il 5/2, dice che dopo le parole “equo, sano” sono inserite le seguenti: “coerente con la dieta mediterranea”, anche questo è una conseguenza dell'altro, precedente, quindi lo mantengo.
PRESIDENTE. Emendamento 5/1 a firma del Consigliere Cesetti. Ritirato.
Emendamento 5/2 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L’articolo 5, ai commi 1 e 2, definisce le modalità e le tempistiche di adozione del programma regionale triennale, nel quale sono indicate le iniziative e gli interventi che potranno essere realizzati.
Il comma 4 prevede le azioni che potranno essere attivate dalla Regione nelle more dell'istituzione del tavolo multisettoriale.
Il comma 5 stabilisce, infine, che alcune delle finalità di cui alla legge siano in capo all'Agenzia per l'innovazione nel settore agroalimentare e per la pesca.
Ora, anche qui, manca l'indicazione delle forme, dei contenuti e delle modalità con cui si dovrebbe realizzare il coinvolgimento dei soggetti della rete regionale prevista al precedente articolo 3 e quindi, anche per questo motivo, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE. Articolo 5, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Su questo mi delega la relatrice. Vede, Consigliere Serfilippi, lei riesce a prendere il treno grazie al Consigliere Marinangeli, che, siccome ha capito, ha migliorato la legge e, come si dice, ha evitato di portarla per le lunghe, quindi lei il treno lo prende grazie a lui, mentre lei ci ha messo 10 giorni per fare una legge.
Questo articolo andrebbe estrapolato, perché che facciamo? Tra le tante giornate delle Marche pure la Giornata del benessere e della qualità della vita? Mi sembra esagerato.
Presidente, va a finire che tutti i giorni c’è una ricorrenza. Alla fine non ce la facciamo più, ogni giorno diventa una ricorrenza. Ci stanno i santi, le feste, adesso pure la Giornata del benessere e della qualità della vita, dopo ci dobbiamo andare!
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Questo passaggio va sottolineato. C'è la secolarizzazione della società. Una volta ci si affidava effettivamente ai santi, ogni giornata aveva un santo e un santo proteggeva una particolare condizione di vita. Nella secolarizzazione i santi sopravvivono nell'immaginario collettivo, però sono un po' messi a latere e ci sono tutti i santi civili, le giornate civili.
Sono d'accordo con lei, stiamo esagerando. A parte queste, dove ci possono essere occasioni per comunicare una particolare condizione, un particolare stato, eccetera, però a questo punto ogni seduta sarebbe intralciata da una particolare giornata, ogni Commissione dovrebbe cominciare con una “santificazione”.
A parte questa legge, che è stata approvata in Commissione e deve andare avanti, dico a me stesso e a tutti gli altri: le giornate scegliamone solo alcune, sennò troppi santi e troppe celebrazioni.
PRESIDENTE. Articolo 6. Lo metto in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Anche qui, velocemente, perché lo voglio dire, non perché ho voglia di parlare.
La clausola valutativa: la Giunta regionale informa il Consiglio-Assemblea legislativa regionale sull'attuazione di questa legge e sui risultati da essa ottenuti. Non ho mai visto una volta in cui l’Assemblea, in 3 anni, sia stata informata sull'attuazione delle leggi. Siamo stati informati, ad esempio, stamattina, però ci torneremo, sulla legge di riordino del Sistema sanitario regionale, sui danni che ha fatto. Lo dice il quella legge di riordino. Lo dice in un articolo di oggi il Direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, il DEG di Torrette, lui che ha scritto quella legge.
Voi dite: che c'entra? C'entra questo perché se mettete questa clausola, poi la dobbiamo rispettare. Siccome voi non la rispettate, è inutile inserirla e noi votiamo contro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Che noi non la portiamo in Consiglio sarà tutto da vedere, però credo che sia un atto di democrazia, un sistema per monitorare un percorso ed eventualmente per dare dei giudizi e migliorare la strada intrapresa.
PRESIDENTE. Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Trattandosi di un importo consistente, molto consistente mi verrebbe da dire, sarebbe stato opportuno declinare meglio gli impegni, magari anche con un allegato tecnico di dettaglio, cosa che non è stata fatta e che reputiamo molto grave.
Venire in Aula con una copertura di legge è più che auspicabile, quindi non è che vi diciamo bravi perché l'avete prevista. Dopodiché, sono risorse che appartengono ai contribuenti marchigiani e non devono essere sprecate.
Personalmente ho fatto dei loghi, ho visto imprese che si sono registrate, ma mi chiedo: di che razza di logo parliamo, se l'importo a carico di Regione Marche è di 800.000 euro in 2 anni?
Magari mi si può rispondere che verranno destinate ad iniziative promozionali, alla giornata dedicata, però a questo punto rispondo: va anche bene, ma che cosa rimarrà per gli interventi del programma triennale?
In genere, la domanda che vi facciamo è: cosa rimarrà di concreto per garantire ai marchigiani la salute, il lavoro, la sicurezza, un ambiente in cui vivere bene e a lungo, i diritti, con questa proposta di legge? Quindi, anche in quest'ultimo articolo, il nostro voto non può che essere contrario.
PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo metto in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bilò.
Mirco BILO’. Grazie, Presidente. Con questa legge creiamo le condizioni per far sì che la Regione Marche diventi la regione del benessere e della qualità della vita, con evidenti vantaggi sotto il profilo sociale, lavorativo, economico e culturale.
La proposta di legge promossa dall'Assessore all'agricoltura Antonini vuole incoraggiare uno sviluppo armonico e sostenibile dell'essere umano, della natura e dell'ambiente, promuovendo stili di vita sani e consapevoli.
Si è avuto un approccio culturale che abbraccia conoscenze e competenze, coinvolgendo diversi settori, tra cui l'alimentazione, la filiera agroalimentare, la salute, il welfare, l'industria e la formazione, con l'obiettivo di certificare le Marche come regione antistress, dove si vive bene e a lungo, favorendo l'educazione alimentare attraverso la prevenzione nel campo sanitario.
Chiaramente ci aspetta un grande lavoro e sarà importante fare questo tutti insieme.
Ringrazio tutte le associazioni di categoria e tutti gli attori coinvolti nelle audizioni in Commissione e per questo voglio ringraziare il Presidente Putzu, i Commissari tutti, il relatore di maggioranza e quello di minoranza, i dirigenti, i funzionari che hanno portato il loro contributo, fatto di professionalità e competenza.
Concludo ringraziando l'Assessore all'agricoltura Antonini per aver dato ascolto alle diverse sensibilità nella nostra regione, perché si accolgano alcune finalità europee che rafforzano le nostre strategie turistiche e promozionali.
Il voto del gruppo Lega è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Ringrazio il capogruppo Mangialardi che mi ha delegato a intervenire sul voto finale.
Come ho più volte ribadito nel corso dei miei interventi, come lo hanno fatto anche i miei colleghi, il limite che il gruppo del Partito Democratico evidenzia è che questa proposta di legge non rappresenta affatto uno strumento capace di incidere concretamente sul miglioramento delle condizioni effettive di vita dei marchigiani e che si riduce quindi all'ennesimo marchio registrato, un bollino utile solo alla propaganda politica.
Questo è stato ancora più evidente, lo dico, dopo aver ascoltato gli interventi di tutti. La dichiarazione “Marche regione antistress”, secondo me, è una delle più clamorose.
Insomma, è una bandierina che sventola sul nulla questa proposta di legge, quindi il nostro voto non può che essere convintamente contrario.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Grazie al relatore di maggioranza, Consigliere Marinangeli, grazie alla relatrice di minoranza, Consigliera Bora, per il lavoro che hanno svolto, ma soprattutto grazie al Presidente Putzu, che è sempre inclusivo e, come gruppo Rinasci Marche, ci informa e ci dà tutte le comunicazioni di Commissione che permettono anche a un gruppo piccolo come il nostro di poter essere presente e di poter fare anche un intervento.
A questo titolo, noi che siamo sensibili alla politica del fare, noi che ci uniamo a volte alle forze anche di maggioranza su una legge che può rappresentare un ulteriore intervento per valorizzare l'agroalimentare, come dal testo riporta la proposta, per agevolare la promozione di diete sane, che migliorano quella che è la qualità della vita, riteniamo che già le Marche rappresentino un’eccellenza a livello mondiale.
Questa regione può dire la sua anche a livello nazionale. Questo l'ha dimostrato recentemente, qui ad Ancona, alla presentazione dei vini della nostra regione, che hanno avuto risultati eccellenti, con una qualità eccellente.
Il nostro gruppo esprimerà un voto di astensione che guarda anche al futuro., sostenendo una posizione che va nella giusta direzione, perché il voto di astensione guarda a quello che accadrà nei prossimi mesi. Sarà uno stimolo per creare un sinergia tra il pubblico e il privato, in termini di educazione, sensibilizzazione, formazione e implementazione delle linee guida strategiche, secondo un approccio multidimensionale e integrato anche con la nostra salute.
Perché il benessere che abbiamo dalla nostra alimentazione ci porta a prevenire. Purtroppo, abbiamo una sanità che deve ancora migliorare, quindi, attraverso l'alimentazione possiamo essere noi partecipi della prevenzione di problematiche che spesso non riusciamo a prevenire.
Questa legge va anche incontro al lavoro, all'agricoltura, al turismo, alla cultura e allo sport.
Concludendo, ben venga l'istituzione della rete regionale delle Marche come terra del benessere e la realizzazione di un tavolo multisettoriale che, come previsto dagli articoli 3 e 4, riguarda questo tema.
Infine, la programmazione triennale, le competenze e le finalità in capo all'Agenzia per l'innovazione del settore agroalimentare, per l'agricoltura e la pesca, l'AMAP, che ci ha visto protagonisti in Commissione in alcuni emendamenti e anche nel sostegno di quel tipo di legge. Sono specifiche le funzioni più pertinenti dell'Agenzia e l'Agenzia può essere anche a sostegno di questa legge.
Sarà nostro compito verificare che il Consiglio di amministrazione dell'AMAP vada nella giusta direzione. Sarà nostro compito, come Rinasci Marche, verificare che questa legge vada nella giusta direzione e, per questo motivo e per tutti i motivi che abbiamo detto, oltre a ringraziare il relatore e la relatrice e chi ha lavorato su questa legge forse più di noi, ringrazio anche il gruppo consiliare che mi dà la possibilità di parlare perché comunque il nostro gruppo, su questi temi, non si tirerà mai indietro e guarderà sempre al futuro. Guarderà alle azioni corrette , guardo il Presidente Acquaroli, che farà questa amministrazione e se andranno nella giusta direzione, vedranno, come in questo caso, il nostro voto di astensione che guarda al futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. La legge ci convince. Le iniziative finalizzate alla valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita sono già un titolo suggestivo, perché le cose accadono per emozioni e suggestioni. Se noi riusciamo a far passare nella comunicazione questa legge…, che è fatta bene, che guarda al futuro, alla transizione verso un sistema alimentare ecosostenibile, sano e rispettoso dell'ambiente, e a dei modelli produttivi innovativi e sostenibili, a partire dal settore primario, nonché alla qualità della vita.
Tra le tante cose che ho fatto un po' strane nella mia vita, 25 anni fa insegnai al CET (Centro Europeo di Toscolano di Mogol) e diventai amico di Mogol, che è un salutista. Qualche giorno fa - lo dico al Consigliere Cesetti - sono andato al Teatro di Montegiorgio perché Mogol presentava un libro sulla salute e sugli stili di vita, con due testimonial famosi.
Mogol, ha scritto un libro per dire a tutti che il cibo nutre la salute, a tavola- poi siamo andati nel suo ristorante preferito, penso che sia della sua zona, e mi ha detto: “Ricordati che io ho parlato col professor XY, che è un luminare di gastroenterologia, una persona molto importante, la quale sostiene che la nostra salute sia condizionata dall'ambiente (fatto assolutamente ormai accertato), dal cibo (ormai accertato) e da come ci comportiamo noi fisicamente.
Questi tre elementi, secondo Mogol, che recepisce informazioni da persone a cui lui ha accesso - ovviamente lo vanno a salutare persone importanti - diminuirebbero la spesa sanitaria del 70%. Mi sembra un po' alta come percentuale, ma secondo me, in effetti, cibo, ambiente e attività fisica non dico che dimezzerebbero la spesa sanitaria, ma certamente la ridurrebbero. Il dottor Cancellieri, che è qui, forse lo può asserire, considerato che vede la sanità di base. Cambierebbero molto e farebbero anche risparmiare tanto.
Questa legge, secondo me, è opportuna. Non è vero, Consigliere Biancani, che è l'acqua calda, che è la legge dell’ovvio. Sarà anche la legge dell'ovvio, ma intanto l'abbiamo fatta. È come quando dite: "Le opere pubbliche noi del PD le abbiamo pensate tutte". Forse è vero, però non le avete fatte, gli altri le hanno pensate.
Questa legge, che poi probabilmente sarà da rivedere, come tutte le cose, non è una santità, però è una legge che crea un tavolo, coinvolge le organizzazioni, le filiere alimentari, le organizzazioni turistiche, quelle del commercio e della distribuzione. Ha un obiettivo giusto.
Anzi, visto che ci siamo, poi, quando sarà il momento, chiameremo Mogol che, quando gli farò vedere questa legge, dirà: “Vedi che non siamo solo qui a chiacchierare, le facciamo le cose”. È una cosa fatta bene. Il libro sta per uscire nelle librerie, ancora non è uscito, ed è molto interessante.
Cito sempre Repubblica, che dice: “500 consigli per stare bene in salute, parola di Giulio Rapetti”.
Non è il titolo di una canzone, ma il tema del libro che, a 86 anni, sta scrivendo e parla soprattutto delle condizioni che ti mantengono bene in vita.
Che lui fosse particolare… Quando insegnavo, alla fine degli anni Novanta, nel suo centro, alla scuola dei 20, che era a numero chiuso, 20 per anno, ho conosciuto vari cantautori e alcuni sono diventati famosi. Lui, per mantenere fede al suo principio di vita, aveva in ristrutturazione un pezzo di un castello che aveva comprato, a un certo momento bloccava tutti i muratori, dovevano smettere di lavorare e dovevano fare un'ora di calcetto con lui.
A parte queste cose che sono anche un po' curiose, credo che sia buona la legge che questa Regione ha fatto.
L'Assessore Antonini, lo voglio citare, l'ha presentata ed ha rinunciato ad essere presente e a conquistare il suo momento di gloria. Ringrazio il relatore di maggioranza Marinangeli ed il Presidente Putzu, che ha portato avanti la legge, che oggi approviamo.
Sono stupito, e concludo, dell'atteggiamento del PD: abbiamo approvato tutti i suoi emendamenti e adesso vota contro. Boh!
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 212, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 163
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni regionali per la promozione e la valorizzazione dei viaggi della memoria
(iscritta ai sensi del comma 13 dell'articolo 86 del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 163 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Siccome questa legge è stata iscritta ai sensi del comma 13 dell'articolo 86 del Regolamento, chiedo al Consigliere se vogliamo svolgerla o se torna in Commissione, come è stato detto questa mattina nella Conferenza dei Presidenti di gruppo. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Presidente, c'è questa e ce n'è anche un'altra, la proposta di legge alle Camere. Ne parlavo stamattina col Presidente Marinelli.
Noi spesso siamo costretti a fare queste richieste, mentre le leggi della maggioranza vengono addirittura iscritte d'urgenza, l'abbiamo visto, quella del Sottosegretario ed altre. Altre vengono portate legittimamente, ma io credo che debbano essere esaminate anche le leggi dell'opposizione e io sono un esponente dell'opposizione. Poi, ovviamente, mica devono essere votate, a me, ripeto, non me ne viene nulla se vengono votate o meno.
Allora, noi abbiamo fatto la richiesta di iscrizione per questo, perché si decida su questa legge. Ne parlavo stamattina con il Presidente Marinelli, che se mi assicura che queste due proposte di legge, sia questa che l'altra, verranno esaminate in Commissione...
No, Consigliere Putzu, non mi deve dire sì per farmi contento, perché dopo la rifaccio. E dopo, Consigliere Putzu, che succede? Succede che quando si discuterà la legge omnibus, faccio storie, nel senso che le metto lì, le inserisco lì, faccio gli emendamenti e perdiamo tempo. Se mi dite di no, a me non interessa, a me interessa il principio.
Il Partito Democratico, in questo caso, ha presentato due proposte di legge, una sui viaggi della memoria, che mi sembra anche abbastanza importante, e l’altra, di invio alle Camere, sulla sospensione dei termini processuali, che non possiamo fare noi, ma possono fare le Camere. Mi è stata sollecitata molto tempo fa da molti avvocati ed anche da Consigli dell'Ordine e per questo l'ho fatta.
Su questo noi vogliamo sapere che cosa pensa la maggioranza. Se la maggioranza dice di no, va bene, però lo vogliamo sapere a tempo debito.
Per concludere, se il Presidente Marinelli mi assicura, senza ulteriori richieste, non adesso, che c'è la sessione di bilancio, ma a gennaio, alla ripresa, che queste due proposte di legge verranno esaminate dalla Commissione e licenziate - poi possono essere licenziate anche con il voto contrario, qual è il problema? – le rimandiamo in Commissione. Sono d'accordo perché se il Consigliere Marinelli mi dice di sì, io so che è di parola, quindi mi va bene.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Solo per confermare quanto detto dal Consigliere Cesetti. Quindi c'è l'impegno di portarla appena riprenderanno i lavori dopo la pausa.
Quello che dico al Consigliere, e l'ho già detto anche stamattina, è che, per tranquillità, nella prima Commissione che facciamo, o al più tardi nella seconda, se me ne parla, la inseriamo. Se mi dovessi dimenticare, l'impegno è anche da parte sua di sollecitarmi e noi la iscriveremo.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Va bene, Presidente. Come ricordava il mio capogruppo, sono sicuro che con il Consigliere Marinelli questa legge non farà la fine di quella sul fotovoltaico, che sta ferma lì.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 165. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di deliberazione n. 10
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Proposta di legge alle Camere concernente: Modifica all’articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 ‘Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale’”
(iscritta ai sensi del comma 13 dell'articolo 86 del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 10 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Rinvio in Commissione della proposta di deliberazione n. 10. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:50
La seduta inizia alle ore 10:55
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 136 del 5 dicembre 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 132 del 23 novembre 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
I processi verbali delle sedute nn. 133, 134 e 135 rispettivamente dei giorni 27, 28 e 29 novembre saranno distribuiti e sottoposti all’approvazione dell’Assemblea legislativa regionale, insieme a quello odierno, in una prossima seduta consiliare.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
Rapporto n. 39/23
ad iniziativa della Giunta regionale
“Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per la Sessione comunitaria del Consiglio. Anno 2023”
(Discussione generale)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca il rapporto n. 39 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
ANDREA PUTZU. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Oggi parliamo del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche europee per la Sessione europea 2023.
Seguendo una prassi istituzionale ormai consolidata, anche quest'anno la nostra Assemblea legislativa ha avuto modo di approfondire l'attività della Giunta regionale in ordine allo stato di attuazione dei programmi cofinanziati con risorse europee e sull'attività di interesse e rilievo internazionale della Regione, considerata, ovviamente, nel suo complesso.
Nei mesi scorsi la II Commissione, colgo l'occasione per ringraziare tutti i componenti… Ho avuto modo, come Presidente, di incontrare, in qualità di invitato all'Autorità di gestione, tutti i componenti e dirigenti responsabili, al fine di avere un aggiornamento sullo stato di attuazione dei programmi FESR-FSE e del Piano di sviluppo rurale. Il rapporto è, inoltre, stato assegnato a tutte le Commissioni assembleari e al Comitato per la valutazione.
Come è noto, anche nel corso di quest'anno le strutture della Giunta sono state impegnate sia nella programmazione 2014-2020, diventata poi 2014-2021, ormai in fase di conclusione, che in quella relativa al periodo 2021-2027, che è quella nuova, di cui sono stati adottati tutti gli adempimenti preliminari alla completa implementazione.
Per quanto riguarda gli interventi di sviluppo rurale, alla fine del 2020 l'Unione europea ha adottato un regolamento che ha prorogato l'attuazione degli interventi del piano 2014-2020 fino al 31 dicembre 2022, con la possibilità di eseguire pagamenti, secondo la regola del cosiddetto N+3, fino al 31 dicembre 2025.
Il rapporto entra poi nel merito delle attività di cooperazione e partenariato territoriale a cui la Regione sta partecipando. Parlo delle attività attuate, in particolare, nell'ambito della strategia della Macroregione Adriatico-Ionica, dei progetti riguardanti i programmi a gestione diretta e delle attività svolte dall'ufficio di Bruxelles. Non mi soffermo, ovviamente, su questi aspetti, rinviando ai contenuti del rapporto più specificatamente illustrati in questo documento.
Mi soffermo invece brevemente su quanto riportato in merito ai servizi del Centro Europe Direct attivo nella nostra regione. Come sapete, i Centri Europe Direct rappresentano dei punti di contatto e informazione sulle politiche poste in essere dall'Unione europea, al fine di renderle, in parole più semplici, più accessibili.
Inoltre, attraverso i servizi della rete Europe Direct è possibile partecipare ai vari dibattiti sul futuro dell'Unione promossi dalla stessa Commissione europea. In particolare, voglio segnalare l'iniziativa promossa dal Comitato delle Regioni, coadiuvato dal centro, in collaborazione con l'ufficio della Regione Marche a Bruxelles, per l'organizzazione di un pomeriggio informativo rivolto a tutte le imprese della Regione Marche, organizzato il 13 aprile 2023, in collaborazione con la SVEM e la Camera di Commercio delle Marche.
Da ricordare, inoltre, nell'incontro del 14 settembre il discorso sullo stato dell'Unione, che ogni anno viene pronunciato a metà settembre dal Presidente della Commissione europea, che ha dato luogo anche nella nostra regione a un pomeriggio di confronto con i partecipanti della rete dei Consiglieri regionali degli Stati membri. Ricordo che era presente anche la Consigliera Bora, in qualità non solo di ex rappresentante al Comitato delle Regioni, ma facente parte, ancora oggi, se non sbaglio, della rete CRPM degli enti locali.
Fare rete e favorire occasioni di conoscenza, infatti, è un'importante modalità per includere anche i nostri territori su temi e politiche che, una volta adottati, avranno un impatto significativo sulla vita delle nostre comunità.
Prima di passare all'illustrazione degli ultimi dati di attuazione finanziaria dei programmi cofinanziati, consentitemi un cenno all'attività svolta da me come membro del Comitato delle Regioni, di cui sono orgoglioso, e ringrazio il Presidente Acquaroli per questa carica che ho assunto dall'inizio del 2023.
All'inizio di quest'anno, grazie all'impegno del Presidente, come dicevo, sono diventato membro di questo Comitato delle Regioni. È vero che è un'esperienza nuova, ma un'esperienza importante. Ne parlavamo con la Consigliera Bora, che anche lei, devo riconoscere, è stata molto attiva all'interno del Comitato delle Regioni, poi sostituita, con il cambio di legislatura, dall'attuale Senatore Castelli, Commissario, poi in qualità di Assessore, sempre delegato dal Presidente.
Parliamo, ovviamente, del fatto che è la prima volta che un Consigliere regionale, un Presidente di Commissione, va al Comitato delle Regioni, indicato dal Presidente, perché di solito ci andava o un Presidente o un Assessore, quindi un membro della Giunta. Ho quindi l'onore di rappresentare i nostri territori e le istanze provenienti dalla nostra regione, nelle Commissioni di cui faccio parte, perché parliamo della Commissione COTER, che si occupa di politica di coesione e bilancio dell'Unione europea, e della Commissione SEDEC, che si occupa di politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura, oltre, ovviamente, alle riunioni delle sessioni plenarie.
Nella prima parte dell'anno sono riuscito a favorire la costituzione di un gruppo interregionale della Macroregione Adriatico-Ionica, approvato all'unanimità da parte dell'Ufficio di Presidenza il 23 maggio, di cui fortunatamente sono stato nominato ed eletto Presidente.
Gli scopi di questo gruppo interregionale sono, tra l'altro, il sostegno alla strategia della Macroregione Adriatico-Ionica, EUSAIR, nella revisione del Piano d'azione e della sua attuazione, il rafforzamento della collaborazione con le altre Macroregioni dell'UE su questioni di interesse comune, quali ad esempio il turismo, i trasporti, ma anche la realizzazione di reti di imprese ed attori del mondo della ricerca, la promozione tra i cittadini e tra le istituzioni, anche locali, del senso di appartenenza alla nostra Macroregione Adriatico-Ionica, con la promozione di scambi e iniziative a livello locale e regionale.
Sto seguendo anche, come relatore della Commissione SEDEC, un parere che poi andrò, l'8 dicembre, proprio venerdì, ad approvare in Commissione, legato all'approccio strategico integrato dell'Unione europea a sostegno dell'innovazione basata sul territorio per la transizione verde e digitale. Il progetto di parere sarà discusso proprio l'8 dicembre all'interno della Commissione, ma poi anche in sessione plenaria, alla fine di gennaio e inizio febbraio.
Ma permettetemi anche di dire che abbiamo la fortuna, forse per la prima volta, di ospitare la SEDEC, quindi la Commissione esterna, ad Ancona il 22 e 23 febbraio, dove verranno 100-150 membri delle Regioni d'Europa qui ad Ancona, nelle Marche. L'abbiamo scelto candidando la nostra regione in un periodo destagionalizzato, per far conoscere, ovviamente, le nostre splendide terre, quindi dare un'opportunità ai vari esponenti politici regionali di tutta Europa di venire ad Ancona e nel nostro territorio.
Parliamo del programma FESR 2014-2020. A fronte di una dotazione totale del programma di 580 milioni di euro, la spesa certificata al 31 agosto 2023 ammonta a 349,9 milioni; i pagamenti dei beneficiari sono arrivati a 349,8 milioni, quindi mancherebbero 100 mila euro; i finanziamenti concessi ammontano a 561.200.000 euro.
Questi dati, uniti ad un costante monitoraggio delle procedure d'attuazione degli interventi, sono tali da far ritenere di giungere al pieno impiego delle risorse assegnate. Non vado oltre, tenuto conto che tutti i dati sono disponibili ed accessibili sul sito della Regione Marche.
Parliamo ora dello stato di attuazione del programma FESR 2021-2027. Ovviamente sono partiti i bandi. Anche in questo caso faccio riferimento ai dati aggiornati della seduta del Comitato di sorveglianza del programma del 21 settembre 2023.
Permettetemi, oltretutto, di ringraziare il dirigente alle politiche comunitarie, insieme alla struttura, per il grande lavoro che ha fatto insieme a tutte le strutture e i dirigenti dei vari settori, perché non è semplice non solo costruire una programmazione europea, ma soprattutto metterla in piedi velocemente, sia sul FESR che sull'FSE.
Le risorse complessive ammontano a 586 milioni e sono destinate a quattro assi: asse 1 ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività, 307.400.000 euro; asse 2 ricerca, clima e rischi, risorse idriche e biodiversità, 173.900.000 euro; asse 3 mobilità urbana e sostenibile, 50.000.000 di euro; asse 4 promozione dello sviluppo sostenibile integrato, 33.900.000 euro.
Nel corso del 2023 l'attuazione del programma FESR è entrata nel vivo. Sono state approvate tutte le schede MAPO funzionali a dare una più dettagliata attuazione ai contenuti ed agli interventi previsti nel programma; è stato adottato il calendario previsionale di pubblicazione dei bandi; sono state approvate le linee guida da osservare per la predisposizione dei bandi di accesso ai contributi e per la realizzazione degli interventi a titolarità regionale.
Premetto anche un fatto importante: è stato creato un sistema per dare l'opportunità alle imprese e agli enti locali di conoscere prima i bandi, di sapere quando verranno pubblicati, ad esempio, tramite il canale Telegram questo viene fatto ed è molto importante per informare preventivamente il territorio.
Le risorse attivate a valere sull'asse 1 ammontano a 78 milioni di euro. Le risorse attivate a valere sull'asse 2 ammontano a 31 milioni di euro, riguardanti sei interventi a difesa della costa e altri tre riguardanti l'adeguamento sismico e l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare regionale. Per quanto riguarda l'asse 3, è stato pubblicato l'avviso per la presentazione delle strategie urbane; le risorse concesse ammontano a 25 milioni di euro.
In sintesi, su una dotazione di 565.022.000 euro, al netto delle risorse assegnate agli interventi di assistenza tecnica, a settembre 2023 è stato attivato il 27% delle risorse disponibili, pari a 109.200.000 euro, e sono stati concessi 41.200.000 euro.
Il programma FSE 2014-2020, in base ai dati presentati dal Comitato di sorveglianza dello scorso 16 novembre, riferiti al 25 ottobre, a fronte di una dotazione effettiva POR pari a 238 milioni di euro, registra impegni per 243 milioni, così come gli stessi pagamenti, per una percentuale del 98%. Anche per questo programma si ritiene, pertanto, che l'obiettivo del pieno utilizzo delle risorse sarà rispettato.
Andiamo all'FSE Plus 2021-2027. Cercherò di essere più breve, ma sono quasi in conclusione. Parliamo, ovviamente, di fondi che sono partiti da poco.
Dal punto di vista finanziario, la dotazione complessiva del programma ammonta a 296 milioni di euro. Di questi è già stato deliberato l'utilizzo di 110 milioni e sono stati impegnati 46 milioni, pari al 37,4% delle risorse. Ad esempio, penso a quasi un milione riservato al tavolo della moda, ai bandi Occupazione Garantita e ad altri interventi.
Parliamo, ovviamente, di bandi importanti per andare a colmare la carenza di personale specializzato non solo nel settore moda, ma anche nell'abbigliamento e in altri settori. Si tratta di un traguardo importante.
Voglio ringraziare tutti gli attori del tavolo tecnico della moda, le associazioni di categoria, i sindacati, l'Assessore Aguzzi per aver voluto dare ascolto, insieme al dirigente, a delle esigenze che venivano dal territorio e dalle nostre imprese.
Parliamo anche della questione legata al partenariato e al confronto tecnico, che è stato importante con le parti sociali, secondo un principio di ascolto che oggi, più che mai, è sempre importante.
Parliamo del Piano di sviluppo rurale. In conclusione, alla data del 15 novembre 2023 i dati certificati ammontano a 541 milioni di euro di spesa pubblica. A questi vanno aggiunti 37 milioni di euro di pagamenti liquidati dopo il 15 ottobre fino al 15 novembre, per un totale di pagamenti di 578 milioni di euro.
Ovviamente, in questo periodo sono in corso di perfezionamento da parte di AGEA pagamenti di altri 9 milioni di euro. I dati sono sempre disponibili sul sito.
Permettetemi, ovviamente, di ringraziare anche qui l'intera Aula, perché non ci possiamo dimenticare che la programmazione europea 2021-2027, ringrazio anche l'opposizione, è stata approvata all'unanimità. È stato un dato storico, è stato un dato importante, su cui noi tutti ovviamente dovremmo confrontarci.
Quello che dico è che anche sugli altri bandi, sulle schede MAPO, ci possiamo confrontare, perché credo che su questo tema il confronto sia fondamentale.
Permettetemi inoltre di citare anche i fondi messi sul POC per i borghi, per il turismo, per rivitalizzare i nostri piccoli Comuni, che sono il grande attrattore della nostra regione.
Concludo ringraziando tutti i colleghi, la collega relatrice di minoranza per il grande supporto che dà. A volte, su determinate tematiche, ci scontriamo, ma io credo che su questi temi si possa trovare sempre la convergenza per dare un supporto in più alla nostra regione, che oggi più che mai ne ha bisogno, con l'intera classe politica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Bora.
MANUELA BORA. Grazie, Presidente. Finalmente eccoci qui all'appuntamento annuale previsto dalla legge regionale 14/2006, che contempla la sessione comunitaria dell'Assemblea legislativa, anche se, a quanto pare, ottemperare a questa disposizione di legge sembra essere un'impresa complicatissima, quasi titanica, per l'Assemblea legislativa delle Marche, perché è dallo scorso 12 giugno che aspettiamo che la sessione comunitaria venga calendarizzata. E’ dal 12 giugno che la Giunta ha approvato la delibera di trasmissione all'Assemblea legislativa del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie. La Commissione l'ha discussa prontamente, ma da allora, dicevo, sono passati ben 6 mesi, nel corso dei quali sono successe molte cose.
Era necessario dare la precedenza a molti atti più importanti di questo, come la legge sull'attività turistica, quella di istituzione della Giornata dell'anziano. Insomma, siete riusciti ad approvare una legge urbanistica in soli 3 mesi con una settimana di sedute assembleari a fiume e non siete riusciti a trovare un paio d'ore per discutere, dopo il 12 giugno, questo rapporto.
Evidentemente non c'era, in questo caso, nessun motivo per avere fretta, dato che non si ha fretta quando si è costretti a presentare un rapporto di cui non si è fieri e che smentisce le promesse e le dichiarazioni che proliferano da mesi sulla stampa.
Partiamo da un primo dato di fatto: i dati contenuti in questo rapporto non rappresentano il reale stato di attuazione delle politiche comunitarie, almeno alla data odierna, per il motivo che ho appena illustrato, cioè che sono passati 6 mesi nel frattempo.
Si tratta di una foto scattata a giugno del 2023 e, in tutto questo tempo, è successo molto altro, un periodo in cui avete provato a confondere e a intorbidire le acque, con un atteggiamento, peraltro, che fa il paio con la vostra abitudine a non rispondere in maniera chiara, trasparente e, soprattutto, sincera ai nostri quesiti, ai nostri atti ispettivi, alle nostre richieste di accesso agli atti. Ma di questo ne discuteremo dopo.
Una quasi totale mancanza di trasparenza e di rispetto istituzionale, non solo nei confronti dell'Assemblea legislativa, ma soprattutto nei confronti dei marchigiani e delle imprese del nostro territorio.
Ma tutto questo non ci impedisce di studiare e, soprattutto, di provare a dare una lettura oggettiva ai documenti che ci avete trasmesso.
Iniziamo quindi dal tasto più dolente, ovvero la programmazione POR FESR 2014-2020, e mi vorrei in particolare soffermare sulla capacità di spesa della nostra Regione.
Ebbene, dai dati del rapporto alla Camera dei deputati al 30 giugno 2023, ovvero lo stato di attuazione dei fondi strutturali del ciclo 2014-2020, si evidenzia che la Regione Marche non ha recuperato la distanza che la connotava rispetto alle altre Regioni. L'avanzamento della spesa e. quindi, gli investimenti realizzati risultano, a 6 mesi dalla chiusura del programma, pari al 60,97% delle risorse stanziate, il valore più basso non solo nel novero delle Regioni più sviluppate e di quelle in transizione, ma anche di quelle meno sviluppate.
Il Friuli Venezia Giulia aveva registrato al 30 giugno il 108,80%, l'Emilia-Romagna il 103,28%, il Veneto il 78,08%, l'Umbria il 73,79% e la Puglia ben il 95%, per fare qualche esempio. Soltanto la Calabria presenta un valore percentuale più basso di noi, il 51,47%, ma va sottolineato che la dotazione della Calabria ammonta a ben 2.260 milioni di euro, ovvero più del quadruplo delle Marche, con una dotazione di 585 milioni di euro. Quindi le Marche, a gestione Acquaroli, continuano ad essere il fanalino di coda, anche in confronto a Regioni meno sviluppate. Basti pensare che la spesa effettuata dalla Sicilia, a giugno 2023, aveva raggiunto il 61,73% delle risorse messe a disposizione, che ammontano, udite bene, a 5.093,14 milioni di euro, quindi quasi 10 volte le Marche.
E anche l'FSE non brilla per capacità di spesa. Sempre a giugno del 2023 ci attestiamo al 75,89%, a fronte di una media delle Regioni più sviluppate pari al 93,96%, con l'Emilia-Romagna che presenta un valore del 111,47% e la Lombardia quasi il 91%.
Ci avviciniamo quindi, anche in questo caso, alla media delle Regioni meno sviluppate, che è pari al 70,25% e ciò nonostante sull'FSE, come sappiamo, siano state rendicontate molte spese Covid e, tra queste, anche straordinarie di personale, quasi snaturando in parte la finalità del fondo.
Questa è, insomma, la fotografia a giugno 2023, quando non avevate fretta di venire qui in Aula ad illustrare questo rapporto.
Ad agosto, guarda caso, dopo due mesi si registra un'accelerazione. Un'accelerazione, per modo di dire, perché, secondo i dati forniti dall'Autorità di gestione, la capacità di spesa della Regione Marche ha registrato in due mesi un aumento, un incremento, di circa 7 punti percentuali, passando quindi dal 60,97% al 68% dello stanziamento messo a disposizione.
Un'accelerazione che, se da una parte rassicura, dall'altra è spiegata dal fatto che il POR attuale prevede uno stanziamento ridotto in virtù del trasferimento di progetti al POC, una scelta operata esclusivamente in relazione a quanto si era speso e si era in procinto di spendere, o a quanto non si sarebbe riuscito a spendere, certamente non per finanziare progetti nuovi e utili per il territorio, come invece hanno fatto Regioni più virtuose. Inutile citare l'Emilia-Romagna.
In soldoni, il POC lo hanno avuto tantissime Regioni, quasi tutte, ma mentre le altre, più virtuose, lo hanno utilizzato per nuovi progetti, qui nella nostra Regione siamo stati costretti a spostarci quei progetti che non siamo riusciti, per vostra incapacità, a chiudere, perdendo tante opportunità preziose per le nostre imprese e per i nostri territori.
E se a fine agosto rimanevano ancora da spendere ben 180 milioni di euro, al netto dell'assistenza tecnica, oggi capiamo molto bene com'è stato possibile, in così poco tempo, recuperare il tempo perduto.
Oggi finalmente sveliamo qui, davanti ai marchigiani, il vero motivo per cui la Regione Marche ha deciso di aderire al POC, utilizzando il tasso di cofinanziamento al 100% per le annualità 2020-2021 e 2021-2022, spostando ben 121,6 milioni di euro dalla programmazione 2014-2020 su questo programma complementare, che prevede come data di scadenza per l'ammissibilità della spesa il 31 dicembre 2026. Si è riusciti ad ovviare al problema della certificazione richiesta dalla Commissione europea al 31 dicembre di quest'anno. Ed ecco dove sta l'inganno ai danni dei cittadini marchigiani.
Infatti, se è pur vero che lo spostamento di gran parte delle risorse della programmazione 2014-2020 sul POC consentirà di fatto alla Regione di non perderle, questa operazione non fa altro che rinviare di altri 3 anni l'attuazione e la chiusura di investimenti importanti e strategici per la nostra regione.
I progetti inseriti nel POC riguardano infatti prevalentemente interventi strutturali, investimenti territoriali integrati delle strategie di sviluppo urbano, ovvero gli ITI urbani, la Strategia nazionale delle aree interne, gli ITI aree interne.
Si tratta, in breve, di opere pubbliche di cui il nostro territorio ha estremamente bisogno: ristrutturazione e riqualificazione di ospedali e strutture sanitarie, infrastrutture e mobilità dolce, quindi ciclovie, restauro e riqualificazione di musei, teatri, pinacoteche, transizione digitale e informatica, turismo, e la cui realizzazione verrà ulteriormente procrastinata.
Se a questo aggiungiamo tutti i progetti che rischiano di non essere realizzati a causa dei tagli al PNRR, che avranno seguito alla richiesta di rimodulazione proposta dal Governo Meloni alla Commissione europea, direi che il quadro generale rispetto ai danni che verranno arrecati a imprese ed enti è, a dir poco, preoccupante.
Vorrei ricordare, inoltre, che l'aver spostato progetti che sarebbero potuti essere finanziati con la programmazione comunitaria 2014-2020 sul POC ha significato che parte di queste risorse, invece che essere utilizzate per progetti aggiuntivi e nuovi, sono state utilizzate per ovviare e sopperire all'inadeguatezza e all'inefficienza della vostra Giunta.
A questo vanno ad aggiungersi altri problemi di non semplice soluzione: i tempi per la realizzazione delle opere pubbliche, che si allungheranno inevitabilmente; la mancata semplificazione dei procedimenti, che oltretutto è stato il vostro cavallo di battaglia in campagna elettorale.
Io ricordo che da quando si è insediata questa Giunta non vengono più trasmessi, non su Telegram ma tramite PEC, i bandi alle imprese, come avveniva in precedenza. È stata cancellata la newsletter che invece c'era prima e a cui era facilmente possibile iscriversi sul sito marche.europa.it e, soprattutto, il mancato coordinamento con gli enti locali respirabili nell'attuazione degli interventi, come invece avveniva prima con un cruscotto ad hoc dedicato, con un alert che si attivava ogni 15 giorni.
Altro aspetto importantissimo da segnalare è che le risorse confluite nel POC provengono per il 55,3%, ovvero per 67,3 milioni di euro, dal POR originario, quindi dagli assi da 1 a 6 e, per il restante 44,7%, quindi meno della metà, dall'asse 8, ovvero dalle risorse sisma, per un totale di 54,3 milioni di euro. C'è, a questo punto, qualcosa che stride con le vostre precedenti dichiarazioni.
Ed ecco quindi che, nuovamente, i fatti smentiscono la Giunta Acquaroli e le dichiarazioni dell'Assessore Brandoni. Non eravate forse voi, infatti, a sostenere che il ritardo nello stato di attuazione del FESR 2014-2020 fosse imputabile alla tempistica ristretta per l'impegno e il pagamento degli interventi pro-terremoto, le cui risorse aggiuntive, i famosi 243 milioni di euro, sono state assegnate dalla Commissione europea nel 2017, per l'esattezza il 19 dicembre 2017?
Eppure gli ITI urbani, gli ITI aree interne e gli interventi infrastrutturali, tranne che per qualche piccola integrazione, afferiscono alla programmazione originaria del POR FESR 2014-2020 e non al sisma. E sono stati proprio questi progetti, e non quelli del sisma, ad essere stati inseriti nel POC, proprio perché non sareste stati in grado di completarli e pagarli entro i tempi previsti dal POR.
Quindi questo dimostra che i ritardi accumulati non sono imputabili ad una tempistica di gestione delle risorse ridotte per le Marche rispetto ad altre Regioni, come più volte avete provato a farci credere. Piuttosto, sono imputabili all'inefficienza di questa Giunta e al mancato coordinamento con le amministrazioni responsabili dell'attuazione degli ITI e delle altre opere infrastrutturali.
Un mancato coordinamento che rivela tutta la vostra inadeguatezza rispetto al tema, perché, se vi foste più preoccupati di mantenere un raccordo costante con le amministrazioni locali, piuttosto che sedervi sugli allori della vittoria elettorale, avreste potuto attivare quel monitoraggio costante e necessario che avrebbe evitato tanti inutili e dannosi ritardi.
In altre parole, la gestione delle risorse comunitarie dimostra che avete fallito in quello che eravate chiamati a fare e per il quale avevate tanto sbandierato che sarebbe stato più semplice essere migliori della Giunta Ceriscioli. È la completa assenza dell'attività di monitoraggio, quindi, ad aver causato ritardi.
La Giunta precedente, ad esempio, come ho citato prima, esercitava la sua funzione di controllo con l'attivazione del cosiddetto cruscotto, cosa che voi avete smesso di fare. E allora vi chiedo: come state monitorando lo stato di attuazione delle politiche che oggi noi andiamo a valutare?
Ve lo dico io: c'è poco da stare tranquilli, perché la sensazione è che la gestione delle risorse comunitarie rappresenti per voi un problema piuttosto che un'opportunità. Un'opportunità, tra l'altro, che fate proprio fatica a cogliere e che, di fatto, non meraviglia, considerata la scarsissima capacità di programmazione che state dimostrando di avere.
In tutto questo, però, il vero tema è il danno e il disservizio che state recando ai cittadini marchigiani a causa della mancata realizzazione di opere potenzialmente importantissime per la riqualificazione e lo sviluppo dei nostri territori.
E, a quanto pare, dovremo abituarci a questo, perché, considerata la gestione del POR abbinata a quella del PNRR a livello centrale, è evidente che questo è il vostro modo di fare, o meglio di non fare politica.
Sarebbe stato necessario solamente accelerare le procedure di spesa di una programmazione ottimamente avviata e generosamente lasciata in eredità.
Vorrei inoltre spendere alcune parole sulla programmazione 2021-2027, perché è vero che abbiamo votato a favore all'unanimità, ma questo non deve sorprendere, perché quelle risorse, se sono arrivate, è grazie al Partito Democratico e non certo grazie a Fratelli d'Italia, che invece ha sempre sparato a zero sull'Europa.
Ma quella non era una delega in bianco e, come state chiudendo questa programmazione, su cui torneremo, ci preoccupa e non poco.
Solo il 25 novembre 2022, quindi un anno fa, è stata confermata l'approvazione definitiva del programma da parte della Commissione europea e, nonostante questo, non possiamo fare a meno di registrare i primi ritardi, quantomeno rispetto alle previsioni inserite nelle schede MAPO approvate nel marzo scorso.
Dei 47 bandi previsti per il 2023 ne risultano conclusi soltanto 4, mentre altri 4 sono ancora attivi e in fase di scadenza. Di questi, nessuno attiene all'aspetto ambientale, ovvero la mobilità dolce e sostenibile, l'efficientamento energetico. Così come nulla è stato fatto in tema di efficientamento idrico, difesa della costa, miglioramento sismico. Eppure la stessa Giunta, nel comunicato del 15 dicembre 2022, un anno fa, aveva dichiarato che uno dei temi centrali della nuova programmazione 2021-2027, uno dei temi centrali, sarebbe stato proprio il contrasto ai cambiamenti climatici.
Cito dal vostro comunicato: “Proprio nella nostra regione, come nel resto d'Italia, si sono recentemente manifestati eventi estremi. Senigallia e il suo entroterra, come la costa adriatica soggetta ad erosione, sono gli ultimi esempi che pongono come priorità investimenti sulla mitigazione del rischio idrogeologico, il miglioramento del reticolo idrico e della qualità dei corsi d'acqua, la protezione del litorale”. Come al solito si è trattato di parole vuote, forse per rassicurare gli animi e ottenere un po' di consenso, visto che da soli tre mesi si era consumata la tragedia di Senigallia. Insomma, ancora un po' di propaganda, ma poi dove sono i fatti? Perché i bandi non sono ancora usciti?
A proposito, mi preme evidenziare, come tra l'altro ho già fatto in sede di approvazione del programma, che, seppur significative, perché parliamo di 89 milioni di euro, le risorse dedicate agli interventi strutturali idraulici per la gestione dei bacini idrografici, per contrastare l'erosione costiera e per la messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici, sono largamente insufficienti per avere un impatto rilevante sul territorio.
Inoltre, continuiamo a registrare ritardi rispetto agli interventi dedicati al credito, che nella scorsa programmazione è stato uno degli aspetti nodali nella strategia complessiva di rafforzamento della competitività regionale. Insomma, appare già oggi evidentissimo che c'è ancora moltissimo da fare.
Non vogliamo creare allarmismi, come avete fatto voi, ma la sensazione è che non si stia prestando la dovuta attenzione al tema.
Vigileremo e controlleremo il vostro operato, in particolare sulla programmazione 2021-2027, affinché possiamo evitare in futuro sprechi e ritardi sulla gestione delle risorse.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Poche battute, perché vedo che, devo dire ingiustamente, questo atto è sottovalutato, soprattutto dalla maggioranza. Invece merita grande rispetto, perché si parla, come sottolineava bene la Consigliera Bora, della gestione delle risorse europee, cioè di centinaia e centinaia di milioni di euro. In particolare mi soffermo con poche parole, quello che è … Presidente …
PRESIDENTE. Chiedo di fare silenzio. Ha ragione. Chiedo di fare silenzio, finché non c’è silenzio il Consigliere Mastrovincenzo non continuerà la terapia. Prego tutti, quelli che sono in Aula, sugli spalti o nelle sedie laterali di non parlare. Prego. Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Sono particolarmente ingenti le risorse del Fondo sociale europeo, quindi della programmazione del Programma operativo regionale di questo periodo 2021-2027, molte di più di quelle che avevamo a disposizione nella precedente programmazione.
Aggiungo che, oltre ai fondi relativi al POR, ci sono i fondi del Fondo sociale europeo relativi al PON, per quanto riguarda il programma Donne, Giovani e Lavoro, così come ci sono ulteriori risorse di cui abbiamo parlato altre volte per quanto riguarda, ad esempio, il PNRR o altre diverse misure su interventi formativi, sistema duale, ITS ed altro ancora.
Dico, ad esempio, che le risorse di cui potrà avvalersi il Piano triennale per le politiche del lavoro, che stiamo discutendo in Commissione e che andrà in Aula, penso, nelle prossime settimane, sono risorse superiori, addirittura, e parliamo di risorse triennali, a quelle dell'intero periodo di programmazione del Fondo sociale dello scorso periodo: circa 350 milioni contro i 329 milioni circa della scorsa programmazione di un intero periodo.
Credo che sia ingiustificabile quanto si afferma a pagina 18 di questo atto, dove si dice che l'avvio della programmazione 2021-2027 è avvenuto con un certo ritardo a causa del fatto che il regolamento generale 2021-2027 è stato approvato solo a giugno 2021 e a causa dei tempi tecnici necessari per la conclusione del negoziato con la Commissione europea. A causa del ritardo registrato in fase di avvio, alla data del 30 aprile 2023, parliamo ormai di 7-8 mesi fa, non risulta ancora approvato nessun intervento e non si registra l'assunzione di impegni di spesa giuridicamente vincolanti. Credo che questo sia un fatto abbastanza grave.
Ha sottolineato benissimo i ritardi della precedente programmazione e dell'attuale la Consigliera Bora, e credo anche che vada ricordato come in altre Regioni siano invece partiti decine e decine di bandi in attuazione, almeno, del Fondo sociale europeo.
Lo stesso atto dice che sono state adottate le linee guida relative al sostegno alla creazione di impresa, all'erogazione di borse lavoro e ricerca, ai percorsi IFTS, alla formazione Occupazione Garantita, aggiungo io, in fotocopia rispetto alla precedente programmazione.
Credo allora che sia indispensabile un cambio di passo radicale, attivando da subito interventi per i NEET, per l'occupazione dei giovani in generale e, parlo soprattutto, di sostegno alle assunzioni stabili, visto che solo il 34% dei giovani marchigiani ha un contratto a tempo indeterminato e che è in aumento il numero dei lavoratori intermittenti e somministrati.
Si devono riattivare progetti per giovani ricercatori attraverso una collaborazione sempre più stringente tra università e imprese, proprio attraverso un forte investimento del Fondo sociale europeo.
Occorre subito investire per un orientamento che sappia fornire ai giovani il supporto per affrontare il loro percorso formativo e il passaggio al mondo del lavoro.
L'orientamento è uno dei fattori strategici per uno sviluppo inclusivo. L'educazione alle scelte, la conoscenza delle proprie vocazioni, delle opportunità lavorative del proprio territorio e delle nuove professioni sono fondamentali per garantire le migliori opportunità ai giovani.
Vanno attivate misure di sostegno alle crisi aziendali e di settore, attraverso interventi complessivi che accompagnino le imprese in processi di ristrutturazione e riposizionamento strategico, con formazione specifica finalizzata a rafforzare e ad aggiornare le competenze dei lavoratori, in modo da garantire loro la conservazione del posto di lavoro.
Bisogna agire subito per sostenere l'occupazione femminile, visti gli ultimi dati dell'Osservatorio regionale del mercato del lavoro che evidenziano una forte contrazione.
Poi occorre lavorare fin da subito per il potenziamento dei Centri per l'impiego, per rilanciare gli ITS e tanto altro ancora.
Noi abbiamo chiare quelle che sono le priorità, che rilanceremo in occasione della discussione del Piano triennale per le politiche del lavoro, che spero sarà approvato al più presto. Da lì vedremo quanto riuscirete poi a spendere negli anni a venire, con quali priorità, con quale intensità e con quali tempistiche. Quelle attuali sono completamente da rivedere e questi ritardi sono assolutamente inaccettabili. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Siamo alla relazione conclusiva sulla programmazione europea.
Alcuni dati, non so dove li ha presi, Consigliera Bora, adesso glieli dirò, forse le rinfresco la memoria. Non cominci a contestare appena dico le prime due parole, sennò alla fine come ci arriviamo? Se lei mi contesta sulla prima frase, mi dica cosa devo fare? Me lo dica. Se vuole che non vado avanti, non vado avanti. Se dopo la prima frase già mi contesta... ho detto solo il titolo.
Capisco che ha una antipatia nei miei confronti, forse per la vicinanza geografica, mica si può essere simpatici a tutti.
Quindi relazionerò sulla relazione conclusiva. Ripeterò i dati della programmazione 2014-2020, della programmazione 2021-2027, la quale, ricordo, è stata approvata dalla Commissione europea a novembre del 2022 e noi l'abbiamo approvata in Consiglio regionale a gennaio 2023, quest'anno. Ha un ammontare di 882 milioni, perché vi ricordo che il 55% lo mette la Commissione europea, il 35% lo Stato e il 15% la Regione. Quindi, i 132 milioni di euro che abbiamo cofinanziato hanno prodotto altri 752 milioni.
Ricordo che c'è stata una sessione tematica dedicata al Piano nazionale di ripresa e resilienza e poi darò anche i dati sull'Accordo di coesione sottoscritto ad Acqualagna, alla fine del mese di ottobre, tra il Presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è stato diviso in due, ve lo ricordo: FSC e Fondo di rotazione.
Il Fondo di rotazione perché il Ministero e il Ministro hanno sostituito i POC, quindi stiamo parlando degli ex POC, del nuovo Fondo di rotazione.
Vado a leggere. Poi, dopo, risponderò anche a tutte le sue domande, Consigliera Bora.
L'articolo 8 della legge regionale 14/2006, “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Marche al processo normativo comunitario e sulle procedure relative all'attuazione delle politiche comunitarie”, prevede che ogni anno venga inviato all'Assemblea legislativa regionale il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie, per poi procedere alla relativa discussione nella sessione comunitaria dedicata.
La Giunta regionale, con deliberazione n. 807 del 12 luglio 2023, ha trasmesso al Consiglio regionale il previsto rapporto, con i dati riferiti al periodo che va da giugno 2022 a maggio 2023 e, con questa relazione che sto leggendo noi la stiamo aggiornando.
Ai fini della sua predisposizione, la Direzione programmazione integrata risorse comunitarie e nazionali ha richiesto ed acquisito, oltre al proprio rapporto sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e Fondo sociale europeo (FSE), i rapporti redatti da:
• Direzione Agricoltura e sviluppo rurale per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
• Direzione Attività produttive e imprese per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP);
• Settore Programmazione delle risorse nazionali e aiuti di Stato per gli aiuti di Stato;
• Settore Innovazione e cooperazione internazionale per le attività di cooperazione territoriale europea e per la Macroregione Adriatico-Ionica;
• Segreteria generale per le attività della sede di Bruxelles;
• Settore Attività legislativa e consulenza giuridica per l'applicazione delle direttive comunitarie di competenza regionale.
La II Commissione assembleare permanente, come ha ricordato prima il Consigliere Putzu, ha poi convocato il Dirigente della Direzione programmazione integrata risorse comunitarie e nazionali il 14 settembre 2023 per un'audizione sul rapporto n. 39/23 sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per la sessione comunitaria del Consiglio.
In quell'occasione sono stati forniti ai Consiglieri componenti della II Commissione gli aggiornamenti sullo stato di attuazione della programmazione a settembre 2023, assieme ad una sintesi sulla riprogrammazione degli stessi programmi FESR e FSE che era in corso in quel momento.
Voglio qui fornire un aggiornamento sui dati di avanzamento della programmazione comunitaria, tenendo conto che il 2023 è l'ultimo anno di ammissibilità della spesa per i POR FESR e FSE 2014-2020, con il 30 giugno 2024 che rappresenta la data ultima per la certificazione della spesa alla Commissione europea.
Per quanto riguarda il POR FESR 2014-2020, i dati riferiti all'ultimo Comitato di sorveglianza del 21 settembre evidenziano un avanzamento degli impegni del programma pari al 124% della dotazione, calcolata al netto della programmazione complementare.
Il dato riferito ai pagamenti vede invece una situazione dell'87% pagato rispetto alla dotazione del programma.
Con riferimento, invece, al POR FSE 2014-2020, il Comitato di sorveglianza dello scorso 16 novembre ha evidenziato un valore degli impegni del programma pari al 102% della dotazione, calcolata sempre al netto della programmazione complementare, mentre i pagamenti sono al 98% della dotazione del programma.
I dati di avanzamento evidenziati ci consentono di guardare con tranquillità alla chiusura della programmazione 2014-2020, che avverrà con il completo assorbimento delle risorse.
Guardando avanti alla programmazione 2021-2027, evidenzio che i due programmi regionali FESR e FSE Plus – sapete che nella programmazione 2014-2020 erano FESR e FSE, nella programmazione 2021-2027 il FESR è rimasto FESR e l'FSE è diventato FSE Plus - sono stati avviati immediatamente dopo la loro approvazione in Consiglio regionale, avvenuta a fine 2022 per l'FSE e all'inizio del 2023 per il FESR. Nelle prime settimane del 2023 sono stati definiti i documenti attuativi e le linee guida per le strutture regionali, necessari all'emanazione dei bandi.
Ricordo inoltre che la dotazione complessiva del POR FESR-FSE Plus Marche 2021-2027 è pari a 882 milioni, l'avevo detto prima.
Per attivare queste risorse era necessario garantire il cofinanziamento regionale di competenza. Siamo stati, e lo ripeto, una delle poche Regioni d'Italia ad aver cofinanziato una quota del 15%, corrispondente ad un importo di circa 132 milioni di euro.
Con le leggi di bilancio è stato già coperto, per le annualità che vanno dal 2023 al 2025, circa il 66% della quota regionale prevista, anticipando quindi il fabbisogno complessivo delle risorse necessarie per l'intero periodo di programmazione.
Questa priorità che la Giunta ha dato alla programmazione comunitaria, tutt'altro che scontata e che poche Regioni sono state in grado di garantire, ha consentito l'avvio immediato della programmazione comunitaria subito a valle dell'approvazione del programma da parte della Commissione europea. Nei primi 10 mesi del 2023 sono stati già infatti attivati interventi e bandi per oltre 270 milioni di euro e, nello specifico:
• 110 milioni di euro nel POR FSE Plus, corrispondenti al 37% della dotazione complessiva del programma;
• 160 milioni di euro sul POR FESR, corrispondenti al 28% della dotazione complessiva del programma.
Visto che il PNRR è già stato oggetto di una sessione tematica dedicata lo scorso 17 ottobre in Consiglio, voglio soffermarmi rapidamente sull'ultimo strumento che è stato recentemente attivato e che completa il quadro delle risorse ordinarie e straordinarie messe a disposizione della Regione Marche per i prossimi anni.
Il 28 ottobre scorso, come ho accennato prima, ad Acqualagna, con la firma del Presidente Acquaroli e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stato firmato l'Accordo per la coesione ed è stata attivata, ricordo, seconda Regione in Italia, la dotazione delle risorse dello Stato per la Regione Marche, che comprende due importanti fonti finanziarie.
Come sono divisi i 532 milioni di euro dell'Accordo di coesione? Sono così divisi:
• 333,6 milioni di euro di risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2021-2027;
• 154,3 milioni di euro di risorse del Fondo di rotazione, che, come ho detto prima, sono gli ex POC 2021-2027, denominati così dal Ministero.
L'attività di confronto con il Governo ha garantito la necessaria complementarietà con le altre risorse già attive sul territorio, quelle della nuova programmazione comunitaria FESR-FSE Plus, ma anche quelle del PNRR.
La scelta strategica della Regione Marche, in riferimento ai fondi FSC 2021-2027, pari a 333,6 milioni di euro, è stata quella di puntare prevalentemente sulle reti di trasporto, con una concentrazione di circa il 68% delle risorse destinate alla razionalizzazione e al completamento delle strade e sulla piena utilizzabilità dei porti.
Il tutto concentrando le risorse su 16 interventi di importo significativo, evitando la dispersione a pioggia su piccole opere di scarso impatto.
Per quanto riguarda la dotazione del Fondo di rotazione, 154,3 milioni di euro, che corrispondono alle somme previste per i POC 2021-2027, sono stati previsti interventi riferiti ad obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale, ma non previsti nella tradizionale programmazione FESR-FSE Plus. Quali, ad esempio, gli interventi per sostenere un turismo di qualità inclusivo o per il sostegno al settore cultura, elementi che la Giunta regionale considera strategici per il rilancio e il potenziamento del territorio, oltre ad interventi di sostegno al tessuto imprenditoriale e di salvaguardia dell'occupazione.
La rapidità con cui si è giunti alla firma dell'accordo con il Governo ci consente di avviare sin dall'inizio del 2024, quindi fra un mese, i primi interventi previsti nell'Accordo per la coesione, in un'ottica di complementarietà con le attività in corso della programmazione ordinaria FESR-FSE Plus e di quella straordinaria del PNRR.
Consigliera, io mi sono preso un appunto sulle domande che lei mi ha fatto e le rispondo. Sui tempi, le ricordo che la Giunta ha trasmesso il rapporto, quello da lei criticato, il 12 giugno.
Sulla programmazione 2014-2020, le torno a dire che i suoi dati sono rimasti all'estate. Lei non si è aggiornata al passaggio dell'estate, è entrato l'autunno e adesso fra poco entreremo nella stagione invernale, con il solstizio d'inverno il 21 dicembre. Quindi, i suoi dati sono vecchi, di giugno. Non tengono conto del POC, che fa passare la dotazione da 580 milioni di euro… Adesso parlo dei POC. Le ridico i dati, me li sono scritti e li ho appena letti, del 2014-2020 sono quelli indicati nel rapporto: abbiamo fatto il 124% degli impegni e l'87% dei pagamenti. Dati inconfutabili.
Non è la Regione Marche che ha deciso di aderire al POC. Lo hanno fatto tutte le Regioni d'Italia. Le altre Regioni non hanno inserito nuovi interventi nel POC, ma hanno fatto come noi: hanno inserito gli interventi che si concluderanno dopo, come noi.
Lei mi ha chiesto dell'assenza di attività di monitoraggio e come monitoriamo. Per quanto riguarda gli ITI urbani, pensi che, siccome uno non si dimentica di aver fatto il Sindaco, quando sono usciti gli ITI urbani io ho convocato tutti e cinque i Sindaci capoluoghi di provincia, dicendo: "Prossimamente usciranno gli ITI urbani che riguardano i cinque capoluoghi di provincia", prima che uscisse il bando. Questo era il mio modo di lavorare da Sindaco e ho cercato di portarlo avanti. Prima che uscisse il bando io li ho convocati dicendo: "Avrete a disposizione 25 milioni. Diviso cinque, sono 5 milioni per ciascuno. Più avrete a disposizione altri 3 milioni. Diviso cinque, sono 600.000 euro. Più avrete a disposizione una cifra per mettere delle professionalità all'interno per portare avanti gli ITI urbani". Vuol dire che ogni Comune capoluogo di provincia avrà delle persone che chiaramente collaboreranno con i dipendenti comunali.
Poi cosa è successo? Che c'è stato un ritardo. Guarda caso, quali erano le due province in ritardo? Sapete che sono cinque i capoluoghi di provincia, ma una provincia ha due Comuni, Pesaro e Fano, da sempre, dalla vecchia programmazione 2014-2020. Quali sono le due province che hanno rallentato? Pesaro e Fano e Ancona. Ma ad Ancona non amministrava l’attuale Sindaco quando sono partiti gli ITI. Amministrava forse un'amministrazione di sinistra.
Siccome lei ha fatto l'attacco a Fratelli d'Italia, io le rispondo che le uniche due province in ritardo, guarda caso, erano della vostra parte. Le altre tre province del centrodestra erano avanti. Mi sbaglio? Dopo me lo dirà, replicherà, perché sicuramente ritiene che questo sia un fatto personale. Erano città da voi amministrate. Le altre sono rimaste nel POR perché hanno finito in tempo. Quindi, le altre tre province, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo, sono rimaste nel POR.
L'ultima questione è questa: non è la Regione Marche che ha deciso di aderire al POC. Lo hanno fatto tutte le Regioni d'Italia. Le altre Regioni non hanno inserito nuovi interventi nel POC, ma hanno fatto come noi, hanno inserito gli interventi che si concluderanno dopo, come noi.
Per quanto riguarda il credito, Consigliera, fra poco usciremo con un bando sul credito.
Dopo un anno, la programmazione 2021-2027 l'abbiamo approvata in Consiglio regionale a gennaio. Le rileggo i dati che ho letto prima.
Nei primi 10 mesi del 2023 sono stati attivati interventi e bandi per 270 milioni di euro, quindi 110 milioni sul POR FSE e 160 milioni sul POR FESR.
Allora, se mi critica sui ritardi della vecchia programmazione 2014-2020, ha senso, ma criticare la nostra amministrazione per la programmazione 2021-2027...Le sto dando dei dati: 37%, 28% di una programmazione che è partita 10 mesi fa. Ritengo che più veloce di così non si potesse andare.
Usciamo sul credito? Lo sapete bene. Ci saranno 91 milioni di euro sul credito e c'è un bando pronto, ma non abbiamo avuto il tempo di esporlo agli altri, perché il Presidente Acquaroli ha avuto sempre 3.000 impegni. Siamo pronti per uscire con un bando da 20 milioni alle imprese, dove abbatteremo i tassi di interesse, ci accolleremo i costi della garanzia e quant'altro.
Pensate che su prestiti da 50.000 euro un'impresa risparmierà 8.100 euro; su prestiti da 100.000 euro un'impresa risparmierà 14.000 euro.
Ecco, questo è quello che mi sentivo di dire. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Non ho mai fatto domande. Come al solito ha fatto tutto da solo l’Assessore Brandoni, ma a un certo punto ha detto che arriverà il momento in cui lui mi farà stare seria, quindi, vorrei capire a cosa si riferisce, visto che, insomma, messa così… Non è che mi lascio intimorire da nessuno, figuriamoci dall’Assessore Brandoni. Insomma, sarebbe giusto chiarire a cosa si riferiva.
Poi voglio tranquillizzare l'Assessore Brandoni perché vedo che lui prova una sorta di inadeguatezza rispetto alla mia presunta antipatia nei suoi confronti. Non solo mi sta molto simpatico, ma mi fa anche tanta tenerezza. Se un paio di volte fa, quando mi ha risposto all'interrogazione su ATIM, io le ho detto che si nascondeva dietro un dito, ascoltando oggi il suo intervento, dove, peraltro, mi contestava cose che avevo detto prima di lei, non posso che dirle che provo tanta tenerezza nei suoi confronti perché ho la sensazione di avere davanti, glielo dico, una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti e orali per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità.
Le chiedo di avere copia di questo testo che lei ha scritto. Le farò ovviamente avere anche copia del documento che è stato presentato alla Camera dei deputati il 30 giugno, quindi non prima del 12, ma dopo il 12 giugno. Se lei sarà in grado di rielaborare quello che legge, sempre se sarà in grado di farlo … Però stia tranquillo, perché io provo tanta simpatia e tenerezza nei suoi confronti.
PRESIDENTE. Il punto 1 dell'ordine del giorno, il rapporto 39/23 ad iniziativa della Giunta regionale, sullo stato d'attuazione delle politiche comunitarie della sessione comunitaria del Consiglio anno 2023, termina qua.
Interrogazione n. 1015 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche - Torrette, un ospedale nel caos”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1015 - a risposta immediata - del Consigliere Cesetti. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Sono molto dispiaciuto di questa interrogazione con la quale si denigra il sistema sanitario della nostra regione, in particolare l'Ospedale di Torrette, che è stato considerato, per il secondo anno consecutivo, il primo ospedale d'Italia.
La rivista settimanale Gente, tra i plessi ospedalieri in Italia che consiglia agli italiani per curarsi, ha individuato Torrette.
Che si possa poi presentare un'interrogazione rubricata “Azienda ospedaliera universitaria delle Marche - Torrette: un ospedale nel caos” è veramente inverosimile.
Penso che questo modo di fare politica, attraverso il conflitto tra i partiti e tra gli esponenti che sono qui rappresentati, costituisca il sale della democrazia. Prendere un titolo di giornale semplicemente per stigmatizzare addirittura il più importante ospedale delle Marche, il più importante ospedale d'Italia, non va a denigrare l'attività della politica o degli organi di indirizzo politico, ma quella dei tanti professionisti che a Torrette si misurano ogni giorno con patologie che curano e che consentono di salvare la vita ai marchigiani.
Come sappiamo, e lo voglio dire qui perché si apra il dibattito, la Regione Marche ha investito su Torrette risorse significative e importanti. Tant'è vero che, a seguito dei provvedimenti della legge Madia, quando sono stati leggermente ritoccati i tetti di spesa del personale, tutte le risorse che la Regione Marche ha visto incrementate sono state investite sull'Ospedale regionale di Torrette. I risultati sono venuti, non per caso.
Torrette è risultata, secondo gli organi ministeriali, il primo ospedale d'Italia. Che poi ci siano condizioni del personale che deve essere assunto e che deve essere assestato, questo dipende, come sappiamo, dai processi della finanza pubblica che prevedono un tetto di spesa per l'assunzione del personale. Quindi l'Azienda, in queste settimane, legittimamente porta avanti un'attività di indirizzo che la Regione Marche ha emanato per trattenere il più possibile il maggior numero dei suoi dipendenti che sono stati assunti durante il Covid e che, chiaramente, genera una conflittualità con le organizzazioni sindacali, le quali sostengono la necessità della loro stabilizzazione.
Ciò premesso, sottolineo come l'Ospedale di Torrette sia il primo ospedale delle Marche e d'Italia.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non è il nostro modo di fare opposizione, che è assolutamente corretto, ma è il suo modo di amministrare, il vostro modo di amministrare, che grida vendetta al cospetto degli uomini e dei cittadini che hanno bisogno del servizio sanitario regionale.
Io, Assessore Saltamartini, non uso i titoli dei giornali. Li utilizzo, semmai, perché fanno il loro mestiere, e lo fanno bene tutti, tra l'altro, non uno solo, per “proteggere” e dare voce a cittadini e operatori che mi segnalano questioni.
Ad esempio, oggi le deposito un'interrogazione. Ho qui un messaggio WhatsApp di un cittadino del Fermano che mi scrive: "Segnalo che all'Oncologia di Fermo hanno sospeso le visite per mancanza di medici. Oggi avrei dovuto avere una visita fissata tre mesi fa, ma circa due settimane fa mi hanno comunicato il rinvio e ancora non si sa niente”. Parliamo di una visita oncologica, Assessore.
Questa cosa non dipende dallo sciopero di oggi. Mi è arrivata qualche giorno fa. Oggi ho depositato l'interrogazione, ma la segnalazione è di qualche giorno fa.
Allora, nel caso specifico di Torrette, però, abbiamo finito il tempo e ci torneremo sopra.
Questi non sono titoli di giornali. Sono le dichiarazioni dei sindacati e la dichiarazione del Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, che dice che siamo in un momento di grande cambiamento dopo la riforma che ha creato le cinque AST. Ma questo non nega il disastro che voi state facendo a Torrette perché non gli date le risorse.
Lo dice il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, caro Assessore.
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 1017 è rinviata a causa dell'assenza dell'Assessore Antonini, doveva rispondere, ma è impegnato a Roma su delega del Presidente, che lo ha giustificato ufficialmente.
Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Presidente, questo è un modo di fare inaccettabile.
Era già capitato in altre situazioni. Si prende tempo su interrogazioni evidentemente delicate, come lo è quella relativa alla questione dei molluschi bivalvi, ed è inaccettabile.
Noi abbiamo un Vicepresidente in Aula, abbiamo l'Assessore al Bilancio. on siamo stati in grado di preparare una risposta a un'interrogazione che chiedeva semplicemente cosa si intendesse fare, visto che il 31 dicembre 2023 scade la proroga relativa...
Presidente, se il Vicepresidente non ha voglia di ascoltare, potrebbe anche uscire, direi io. È una cosa vergognosa che la Giunta faccia questo.
Presidente, io la prego per l'ennesima volta, e non è la prima volta, di non prenderci in giro. Qui se ne stanno infischiando sulla pelle di tantissime famiglie che, a 20 o 30 giorni dalla scadenza, non sanno che cosa devono fare.
È una vergogna. Non hanno il coraggio. È finito il tempo delle mele, Vicepresidente Saltamartini, è il tempo delle vongole.
Ha bisogno di rispondere. Prenda coraggio, lei e i suoi amici di Giunta. Non è più accettabile.
Presidente, la prego di tutelare le opposizioni.
PRESIDENTE. Prendo atto. Però, sul caso dell'Assessore Antonini, che per tutta la settimana, dall'ultimo Consiglio regionale, ha cercato di rimanere in Aula... È l'Assessore che ha la delega che in genere risponde.
Il Presidente in questo momento non c'è, ma apro una parentesi e la chiudo subito.
L'interrogazione è rinviata al prossimo Consiglio, nel quale sarà sicuramente presente l'Assessore Antonini. Per giustificare ancora di più la sua assenza, ricordo che per tutta la settimana ha cercato di essere presente. E’ anche l'Assessore competente per la proposta di legge che chiede di poter discutere e portare al voto.
L'impedimento che oggi lo trattiene fuori e gli impedisce di essere presente in Aula è legato soltanto a un impegno istituzionale cui non ha potuto sottrarsi, in quanto delegato dal Presidente della Giunta regionale.
Posso assicurare che anche questa mattina, nell'ambito della Conferenza dei Presidenti di gruppo, ho parlato un paio di volte telefonicamente con l'Assessore, che si scusa. Non si tratta certamente di un tentativo di rinviare questa interrogazione, ma di un impedimento di natura urgente e improrogabile.
Questa interrogazione, ovviamente, verrà inserita all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale.
Interrogazione n. 1018 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini
“Farmaco Ranexa salvavita solo a pagamento. Irreperibilità nelle Marche del farmaco generico”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1018 – a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Colleghi Consiglieri, l'interrogazione della Consigliera Vitri riguarda il trattamento dei pazienti con angina pectoris stabile.
L'AIFA ha stabilito che questo trattamento debba essere eseguito con un farmaco equivalente, il Ranozec, ed esso è stato inserito nella lista aggiornata dell'AIFA del 15 novembre 2023.
Il problema che si è posto è caratterizzato dal fatto che questo farmaco equivalente, il Ranozec, non è più risultato reperibile nelle farmacie.
Da una comunicazione fatta dai nostri servizi del Dipartimento Salute dell'Agenzia Regionale Sanitaria, abbiamo appreso che la ditta farmaceutica che lo produce, la Adamed, ha distribuito verso i grossisti delle Marche, in questi giorni, questo farmaco che, ripeto, è il farmaco generico equivalente e gratuito.
Alcune persone non hanno trovato il farmaco gratuito nelle farmacie ed hanno dovuto acquistare il più costoso Ranexa, che costa 36 euro, sostenendo una spesa di 22,79 euro a confezione.
Quindi, il farmaco gratuito è il Ranozec. Le farmacie sono state rifornite di questo farmaco generico e, secondo quanto riferisce l'Agenzia Sanitaria Regionale, non c’è la necessità di acquistare l'altro farmaco.
Naturalmente il Servizio sanitario della Regione Marche si attiene alle indicazioni dell'AIFA che, come sappiamo, è l'Agenzia nazionale che si occupa della farmaceutica e di stabilire quali sono i farmaci gratuiti per i cittadini della nostra regione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Il problema, Assessore Saltamartini, parte da un provvedimento del Governo Meloni, perché non riguarda solo ed esclusivamente il caso del 63enne cardiopatico che, fortunatamente, è stato risolto due giorni fa grazie proprio all'appello disperato che aveva lanciato sui giornali.
Vorrei farle presente che proprio il 24 novembre su Altroconsumo è uscita la lista dei farmaci presentata dall'Agenzia Italiana del Farmaco, l'AIFA, che sono stati completamente tagliati dall'elenco dei farmaci mutuabili. Mancano circa 3.500 farmaci in questa lista che prima, invece, erano mutuabili e quindi potevano essere ottenuti gratuitamente da tutti coloro che ne avevano bisogno.
Tra questi, in particolare, ci sono due farmaci che stanno creando molti problemi ai pazienti: il Glamidolo e il Ranexa, di cui abbiamo appena parlato, che è un farmaco indispensabile per chi soffre di problemi cardiologici, tanto che il 63enne che si è rivolto ai giornali rischiava la vita perché affetto da una cardiopatia ischemica.
Il problema, quindi, vorrei farle presente, Assessore, è proprio che a luglio 2023 il Governo Meloni ha tagliato risorse alla sanità pubblica e quindi anche ai farmaci mutuabili. Mentre altre Regioni hanno provveduto autonomamente mettendo a disposizione delle farmacie farmaci generici, in questo caso come il Ranozec, nelle Marche non era stato fatto nulla finché non è intervenuto questo 63enne disperato, perché rischiava la vita per problemi cardiologici.
Interrogazione n. 1022 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo
“Disponibilità effettiva nel corrente mese di dicembre di tutti i posti letto di cure intermedie e riabilitative ed RSA previsti nell’Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1022 – a risposta immediata – dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Mi avvalgo delle norme del Regolamento, l'amministrazione non ha fornito la risposta, quindi chiedo che sia rinviato l'esame di questa interrogazione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Assessore, la risposta era semplice, il tema è quello che è in qualche modo è finito il budget e quindi la continuità assistenziale non viene garantita.
A me sembra gravissimo che le persone siano costrette ad occupare i posti letto in maniera inappropriata, parliamo di soggetti che potrebbero andare nelle strutture che si occupano di cure intermedie, riabilitative, e RSA. Abbiamo decine di posti letto liberi che non possiamo utilizzare perché il budget è finito e l'Azienda sanitaria non può mandare queste persone, che hanno bisogno della riabilitazione o di cure intermedie. in queste strutture.
A me sembra gravissimo, anche perché questa Giunta regionale ha sempre detto che avrebbe rafforzato le strutture a livello territoriale per garantire che le attività legate agli interventi, in questo caso ortopedici o chirurgici, potessero essere fatte. In realtà questo non è, ne prendo atto.
Ovviamente questa è un'interrogazione urgente, la prossima settimana siamo già il 12, dovevano mettere i soldi ieri o tutto il resto risulterà inutile.
Mi sembra grave che non vengano garantite le risorse per le cure intermedie. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1023 a causa dell’assenza dell'Assessore Antonini, per le stesse motivazioni di prima, viene rinviata.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi auguro che l'Assessore stia anche discutendo di questo, che è un fatto gravissimo per l'economia delle Marche, nel senso che, come molti di voi sapranno, per esempio la DOCG del Rosso Piceno Superiore ha l'obbligo ampelografico di avere l'85% della percentuale del Montepulciano. Se invece della dicitura "Montepulciano" nella retro etichetta saremo, come saremo, costretti a scrivere "Cordisco", voi capite che il danno è grandissimo, perché il Cordisco non è conosciuto da nessuno.
È dal 2016 che si fa una battaglia per mantenere la dicitura del Montepulciano nella retro bottiglia, che rappresenta, tra l'altro, una percentuale altissima sia nella DOC che nella DOCG, rispettivamente il 70 e l'85%. Credo che qualcosa bisognerebbe fare, visto che questa volta la filiera ha funzionato al contrario, perché è una filiera che non funziona, a cominciare dal Ministro dell’agricoltura, passando per XY, arrivando all’Assessore Antonini. Ci facciamo sfilare dall'Abruzzo il Montepulciano. Credo che la responsabilità sia facilissima da individuare in questo caso, non c'è un anello che non sia conseguente.
Il Montepulciano d'Abruzzo sarà messo nelle etichette dei vini abruzzesi, nei vini marchigiani dovrà essere cassata la dicitura e sostituita con "Cordisco". Voi ditemi se non è un danno economico gravissimo per tutte le aziende marchigiane che producono i rossi, una cosa veramente fuori dall'ordinario che passa in cavalleria e nel disinteresse totale, mi sembra di percepire, della Giunta.
PRESIDENTE. Per l’interrogazione n. 1024 al momento non è in Aula l’Assessore Baldelli, lo stiamo cercando, quindi la rinviamo in attesa di sapere se viene in Aula oppure no.
Interrogazione n. 1025 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Interruzione servizio di Trasporto pubblico della società Adriabus”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1025 – a risposta immediata – della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Occorre anzitutto precisare che, alla data odierna, le corse indicate dalla Consigliera non risultano soppresse. A tal riguardo, la società Adriabus Scarl ha trasmesso una nota indirizzata alla Regione Marche per il trasporto pubblico locale extraurbano e ai Comuni interessati per il trasporto pubblico locale urbano, acquisita al protocollo regionale n. 1421914 del 21 novembre 2023, quindi una settimana fa, nella quale comunica che ritiene indispensabile procedere alla sospensione del servizio di trasporto pubblico locale nei giorni festivi 24, 25, 26 e 31 dicembre 2023, nonché dall'1 al 6 gennaio 2024, in quanto sono giorni in cui, storicamente, l'utilizzo del trasporto pubblico locale risulta notevolmente ridotto.
La motivazione addotta attiene principalmente al problema del reclutamento dei conducenti, che ormai non consente più il normale turnover per la copertura delle numerose dimissioni per pensionamenti. Adriabus riferisce che, al fine di garantire la corretta erogazione dei servizi nei giorni scolastici, ha dovuto limitare la possibilità di far fruire le ferie durante la prima parte dell'anno al proprio personale e, per tale ragione, durante il periodo delle sospensioni delle lezioni per la pausa natalizia dovrà colmare tale lacuna.
In generale, il servizio di trasporto pubblico locale, come previsto dal contratto di servizio vigente, non può essere interrotto o sospeso, fatti salvi motivi di ordine e interesse pubblico, eventi meteorologici eccezionali o calamità naturali.
La richiesta del gestore non è stata autorizzata dagli uffici e, in relazione sia alle esigenze espresse dall'azienda che alla bassa domanda di mobilità del periodo indicato, si è intenzionati ad autorizzare esclusivamente le singole giornate. Noi autorizziamo il giorno di Natale, prossimo venturo, ed il 1° gennaio. Questa è l'autorizzazione che daremo come servizio di trasporto pubblico locale della Regione; nelle restanti giornate resterà valido il programma di esercizio del festivo invernale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono parzialmente soddisfatta, Assessore, della risposta, perché, dopo un inizio in cui mi stavo preoccupando - forse non ho capito bene o non ho seguito bene, dove sembrava che non fossero in forse queste sospensioni – lei, purtroppo, mi conferma che è così, però chiederete la riduzione della sospensione di quelle quattro giornate e ne rimarranno solo due.
Sinceramente mi sento parzialmente soddisfatta, anche perché la ricaduta che ci sarebbe, soprattutto sulle zone interne, sarebbe notevole, sia dal punto di vista economico per i pendolari, ma anche e soprattutto per i turisti, visto che, come sappiamo, Urbino è città UNESCO e attira molti turisti.
Tra l'altro, non dimentichiamoci che l'altra fermata è Pesaro, dove sta partendo tutta la questione della Capitale italiana della cultura.
Quindi, in un territorio che è già penalizzato da corse che non coprono tutta la giornata…, perché sappiamo che da Pesaro l'ultimo autobus che parte per Urbino è poco dopo le 20:00, la riattivazione della ferrovia, tanto sbandierata in campagna elettorale, è azzerata; addirittura non compare più nemmeno nei documenti ufficiali.
Quello delle infrastrutture e della mobilità è un tema che a noi sta particolarmente a cuore, anche perché, se vogliamo parlare di rilancio delle zone interne, non si può prescindere dall'affrontare queste tematiche.
Quindi, per il momento, Assessore, la ringrazio ed io sarei, se possibile, curiosa di avere la nota che ha letto, anche quella di Adriabus, se è allegata. Grazie.
Interrogazione n. 1026 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Integrazione dei fondi PNRR tagliati ai Comuni”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1026 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Biancani, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Con il documento "Proposte per la revisione del PNRR e capitolo REPowerEU", presentato il 27 luglio scorso dal Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, il Governo italiano ha avviato con la Commissione europea il negoziato per la revisione del PNRR.
Tra le motivazioni alla base della necessità di rivedere il PNRR, il Governo evidenzia la presenza di migliaia di investimenti di piccola dimensione che richiedono uno sforzo di rendicontazione gestionale talvolta al di sopra delle possibilità dei singoli soggetti attuatori. A questo si aggiunge che alcuni interventi risultano non più in linea con gli obiettivi del Piano, alla luce degli eventi eccezionali e non prevedibili verificatisi dopo la sua adozione.
Per questi motivi, la proposta di modifica ha individuato nove misure componenti che valgono complessivamente 15,9 miliardi di euro, per le quali si prevede la sostituzione della copertura finanziaria dal PNRR ad altre fonti di finanziamento.
Per valutare l'impatto sul territorio regionale della sostituzione del finanziamento, è stata fatta una stima sulla base dell'estrazione dei dati dal portale Easy PNRR alla data del 2 novembre scorso. Le misure componenti coinvolte che impattano sul territorio regionale sono elencate di seguito:
- Missione 2, Componente 4, Investimento 2.2, relativa a interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni, interessa 1.455 progetti sul territorio regionale, con un costo ammesso al finanziamento PNRR di 268.164.000 euro;
- Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1, relativa a investimenti in progetti di rigenerazione urbana rivolti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, interessa 84 progetti sul territorio regionale, con un costo ammesso a finanziamento PNRR di 170 milioni di euro. A tutt'oggi, la Commissione specifica che 170 milioni in parte rimarranno nel PNRR;
- Missione 5, Componente 3, Investimento 1.1.1, relativa alle aree interne e al potenziamento dei servizi infrastrutturali sociali di comunità, interessa 42 progetti del territorio, con un costo ammesso al finanziamento di 17.238.000 euro.
La modifica proposta dal Governo interessa quindi potenzialmente 1.581 progetti sul territorio regionale, nella titolarità dei Comuni marchigiani e, in alcuni casi, delle Unioni montane. L'importo del finanziamento PNRR potenzialmente interessato alla sostituzione della copertura è pari complessivamente a 456 milioni di euro.
Il 24 novembre scorso la Commissione europea ha espresso una valutazione positiva del PNRR modificato dall'Italia ed ha trasmesso la proposta di decisione in esecuzione al Consiglio, che dispone ora di quattro settimane di tempo per approvare la valutazione della Commissione.
La valutazione della Commissione del 24 novembre ha in parte modificato la proposta di revisione del PNRR presentata a luglio scorso dal Governo italiano. In particolare, nella versione ad oggi disponibile a questi uffici, risulta confermata la decisione di eliminare dal finanziamento PNRR i progetti ricadenti nelle misure Missione 2, Componente 4, Investimento 2.2 e Missione 5, Componente 3, Investimento 1.1.1, corrispondenti alla prima e alla terza indicate in precedenza.
Per quanto riguarda, invece, i progetti che ricadono nella seconda misura, Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1, relativa ai progetti di rigenerazione urbana, circa 2 miliardi di euro rispetto ai 3,3 miliardi di dotazione complessiva dovrebbero restare a copertura invariata sul PNRR.
È importante quindi evidenziare due elementi: i 1.581 progetti per un valore di 456 milioni di euro, individuati inizialmente a rischio sostituzione della copertura finanziaria, sono destinati a ridursi perché una quota di progetti rimarrà nel PNRR.
L'iter istruttorio della proposta di modifica non è concluso ed è ora al vaglio del Consiglio europeo, per cui non si escludono ulteriori modifiche.
Si ribadisce comunque quanto più volte confermato dal Governo e che, ad oggi e fino alla decisione conclusiva del Consiglio europeo, rimane valida la copertura degli interventi garantita con le risorse del PNRR e che sarà assicurato il rispetto delle obbligazioni assunte nei confronti dei soggetti attuatori e degli operatori economici, attraverso la sostituzione della copertura PNRR con quella riveniente da altri strumenti: Fondo di sviluppo e coesione, Piano nazionale complementare al PNRR, fondi strutturali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, poteva occupare meno tempo, perché la risposta è analoga a quella che ha dato in questo Consiglio il 17 ottobre, dove aveva presentato le proposte di taglio al fondo del PNRR ai Comuni, perché mi riferisco esattamente a quelle.
Tagli significativi che riguardavano e riguardano più di 1.581 progetti, per una cifra complessiva di oltre 450 milioni di euro. Tagli che si riferiscono a gran parte di opere che, in questa regione, grazie all'attività dei Comuni tutti, sono state già realizzate e collaudate e che a noi, già da allora, creavano tanta preoccupazione, che oggi si è incrementata. Per questo dicevo che forse poteva occupare meno tempo.
Ad ottobre ci dicevate che erano solo ipotesi e oggi avete quasi replicato, dicendo che sono solo ipotesi e che avreste provveduto ad individuare risorse sostitutive e integrative di quelle mancanti. Adesso però c'è una data, quella del 24 novembre, in cui la Commissione europea ha approvato, anche con soddisfazione del nostro Presidente del Consiglio, la proposta di revisione del PNRR italiano.
Il problema vero, però, è che nel frattempo nessuno ha individuato le risorse integrative e sostitutive, lasciando, secondo noi in maniera colpevole, i Comuni nell'incertezza e in una fase, tra l'altro, molto sensibile, quale quella dell'approvazione dei bilanci.
Oggi un Comune che va ad approvare il bilancio si trova di fronte ad un atteggiamento che noi riteniamo assolutamente irresponsabile, che scarica sugli enti locali problemi e criticità che per noi sono sormontabili. Come ha detto il Presidente dell’ANCI mancano ai Comuni quasi 10 miliardi di euro e, per le Marche, ce lo ha ricordato l'Assessore, sono 456 milioni di euro.
Io voglio vedere, tra qualche giorno, forse prima di Natale, che cosa metterete voi e che cosa metterà il Governo per consentire ai Comuni di chiudere i propri bilanci.
Le nostre preoccupazioni del 17 ottobre sono rimaste invariate, anzi si sono incrementate, perché nel frattempo, sbandierando la soddisfazione per le modifiche al PNRR che avete proposto, mettete, solo nelle Marche, 1.581 progetti a rischio di non avere le coperture.
Le ipotesi che possono arrivare con atti successivi non consentiranno però, ahimè, ai Sindaci di arrivare all'approvazione del bilancio di previsione con certezze, e questa è l'unica cosa che non vi potevate permettere.
Interrogazione n. 1027 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Vitri
“Futuro utilizzo della ‘Casa del Mutilato’ ad Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1027 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. L'immobile oggetto dell'atto ispettivo risulta essere ricompreso nel patrimonio disponibile regionale da alienare ai sensi della deliberazione di Giunta regionale n. 1625 del 3 dicembre 2022, "Piano delle alienazioni immobiliari".
Tale scelta scaturisce dalla mancata attuazione dell'accordo del 30 dicembre 2019, sottoscritto tra Regione Marche ed ASUR, per la permuta del medesimo immobile con padiglioni di proprietà ASUR nell'area ex CRASS di Ancona. Pertanto, si è ritenuto opportuno ricomprendere nuovamente il bene tra quelli da alienare, come da precedente indicazione per la gestione, vedi deliberazione di Giunta regionale n. 34 del 22 gennaio 2019.
Premesso quanto sopra, dal momento che l'asta di vendita pubblica si è conclusa con il terzo tentativo andato deserto, si è proceduto alla trattativa privata del bene secondo la previsione dell'articolo 6 del regolamento regionale n. 4 del 3 aprile 2015. Ai sensi della citata normativa, infatti, in caso di precedenti tentativi di vendita infruttuosi, è possibile procedere alla vendita di un bene a trattativa privata.
Pertanto, si conferma che in data 5 novembre 2023 è stato stipulato il preliminare di compravendita del bene in oggetto con imprenditori privati.
SIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sono soddisfatto per quanto riguarda l'esaustività della risposta, che per una volta è stata puntuale e chiara. Dopodiché, evidentemente, non sono soddisfatto nel merito, perché ricordo a tutti che la Casa del Mutilato è un patrimonio storico per Ancona, ma non solo per Ancona, bensì per tutta la nostra regione.
Ricordo che su questo il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato in questi anni due interrogazioni, a prima firma Consigliere Cesetti, proprio per ribadire il fatto che c'era quell'accordo, a cui l'Assessore ha fatto riferimento, con l’allora ASUR.
Nella risposta l'Assessore dice che l’accordo non è stato rispettato, però io ricordo all'Aula e a tutti noi che prima l'ex Assessore al bilancio e poi lei, nel 2022, avevate rassicurato tutti noi relativamente al fatto che comunque l'edificio storico avrebbe continuato ad avere una valenza e una fruibilità pubblica.
L'ex Assessore al bilancio aveva rassicurato sul fatto che probabilmente si sarebbe continuato a percorrere il binario dell'accordo con l'ASUR e lei, qui in quest'Aula, nel 2022 disse chiaramente che era stata modificata un po' la prospettiva, ma che comunque la Casa del Mutilato doveva diventare la cittadella della cultura, che adesso è al piano terra del palazzo di Piazza Cavour. Doveva diventare la cittadella della cultura che avesse al suo interno tutte le istituzioni culturali più importanti della Regione.
Oggi abbiamo la conferma di questa vendita. Devo dire che questo dispiace a me, ma credo che dispiaccia a tanti cittadini anconetani e marchigiani, perché il patrimonio che rappresenta la Casa del Mutilato è noto a tutti.
Penso e spero che la Soprintendenza abbia dato il benestare alla vendita, perché c'è un vincolo da questo punto di vista, e temo che non sarà rispettato quanto diceva la Soprintendenza, cioè che deve essere assicurata la fruibilità pubblica delle parti dell'edificio particolarmente rappresentative. Con questa prospettiva, questo aspetto penso che non sarà possibile.
Interrogazione n. 1028 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Bora
“Contratto ATIM e Aeroitalia. Mancato riscontro all’accesso agli atti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1028 – a risposta immediata – della Consigliera Bora. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. La Consigliera Bora ha già ricevuto una PEC con la risposta all'interrogazione. Se vuole, gliela leggo. Prima di leggere la risposta all'interrogazione, ad integrazione, le faccio presente quanto segue. Innanzitutto una premessa.
In ottemperanza all’istanza di accesso agli atti, protocollo n. 1372110 dell'8 novembre 2023, a firma della Consigliera Bora, il Segretario generale, con nota protocollo n. 1373423 di pari data, ha inviato per competenza tale richiesta al Direttore generale dell’ATIM ed al Dipartimento Sviluppo economico.
In data 10 novembre 2023, il Direttore del Dipartimento Sviluppo economico, con nota protocollo n. 1380210 del 10 novembre 2023, nel riscontrare la citata istanza, ha evidenziato alla Consigliera Bora di non avere agli atti del Dipartimento la documentazione richiesta.
Nell'occasione, lo stesso Direttore del Dipartimento ha, a sua volta, inoltrato l'originaria richiesta di accesso agli atti, protocollo n. 1372110 dell'8 novembre 2023, al Direttore dell'ATIM, affinché vi provvedesse.
In data 15 novembre 2023, quindi entro il termine previsto dall'articolo 148 del Regolamento interno del Consiglio regionale, il Direttore dell'ATIM, con protocollo n. 1374, ha rappresentato direttamente alla Consigliera Bora la necessità di una proroga, così come previsto dal comma 4 del citato articolo 148 del Regolamento interno del Consiglio.
In data 28 novembre 2023, il Direttore dell'ATIM ha inviato alla Consigliera Bora la nota protocollo n. 1481, con la quale comunicava di aver richiesto alla compagnia Aeroitalia l'autorizzazione alla divulgazione di eventuali accordi, stante le clausole di riservatezza sottoscritte.
Con la medesima nota, il Direttore dell'ATIM, in ragione del mancato riscontro da parte di Aeroitalia alle istanze di autorizzazione, chiedeva un'ulteriore proroga di due settimane.
In data 4 dicembre 2023, con nota protocollo n. 1471066, il Segretario generale ha inviato, per i provvedimenti di competenza, la diffida alla Consigliera Bora, al Direttore dell'ATIM ed ha fornito, con nota protocollo n. 1476618, la dovuta informazione alla Consigliera.
Adesso passo a leggere la risposta all'interrogazione, ma ripeto…
A seguito dell'interrogazione a risposta immediata avente ad oggetto "Contratto ATIM - Aeroitalia, mancato riscontro all'accesso agli atti", rispondo, come al solito, leggendo testualmente la cognizione fornitami direttamente da ATIM.
Mi sta scadendo il tempo, ma la Consigliera Bora ha avuto questa risposta, però, se tutti la vogliono conoscere, mi dovete concedere più tempo.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Cosa c'è, Assessore Brandoni, dietro a tutta questa storia? Perché ha del surreale quello che è successo.
Io ho chiesto copia del contratto, ma in realtà anche tutta un'altra serie di cose, della corrispondenza, e non ho ricevuto niente di tutto questo.
Cosa fa il Direttore di ATIM? Chiede ad Aeroitalia l'autorizzazione a mandarmi copia del contratto e questa mattina mi dice che, in realtà, questo contratto non è mai stato sottoscritto da Aeroitalia. Cosa c'è dietro questa storia?
Voi avete voluto un'agenzia per il turismo e, per dirigerla, avete chiamato un fenomeno da Roma perché nessun marchigiano era all'altezza. Peraltro un genio che, anziché mandare a voi la risposta all'interrogazione, la manda direttamente a me tramite PEC.
Lei, Assessore Brandoni, si è fatto una foto con l'aeroplano e non sapeva che non c'era nessun contratto sottoscritto? Ma la Regione Marche non si è mai sentita con l'ATIM su un tema così delicato come lo sviluppo del nostro aeroporto, dopo le grandi fatiche fatte dalla Giunta Ceriscioli per metterlo in sicurezza? Fatiche che lei, Assessore Brandoni, conosce bene, perché lei è fuggito appena ha potuto.
Così facendo state anche mettendo in imbarazzo non solo il Presidente Acquaroli, che è quello che detiene la delega al turismo, ma anche il Segretario generale, che, se mi ascolta, dovrebbe però sapere che non può pendere solo da una parte.
È ora che prenda carta e penna, insieme al Presidente Acquaroli, che non perde occasione per difendere l'operato del Direttore di ATIM, altrimenti tutti quanti voi ne diventate complici.
E tutto questo, ammesso e non concesso che sia vero che il contratto non è stato firmato da Aeroitalia, perché io ho fatto una richiesta di accesso agli atti che non è stata ancora evasa.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 931 è rinviata al prossimo Consiglio per l’assenza dell'Assessore Antonini.
Interrogazione n. 997
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Attuazione della risoluzione n. 32/21 “Salute mentale nelle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 997 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Questa interrogazione è particolarmente ampia e naturalmente articolata. Non credo che ce la faremo, con i tempi stabiliti dall'interrogazione, ad esplicitare tutti i contenuti e a dare tutta la risposta, quindi, ove questo dovesse avvenire, consegnerò all'interrogante la risposta che è stata fornita dall'Amministrazione.
La risposta è così articolata. La Consulta regionale per la salute mentale è stata convocata il 9 febbraio 2023 e il 14 giugno 2023. Alla luce delle risultanze emerse dall'ultima seduta, si stanno programmando per l'anno 2024 cinque convegni provinciali rispetto allo stato della salute mentale nei diversi territori, per una loro mappatura più dettagliata e per dare uno spazio più attento e specifico alle realtà presenti a livello locale.
All'incontro sono stati invitati i coordinatori degli Ambiti territoriali sociali, i Comitati dei sindaci con capofila i capoluoghi di provincia, in quanto maggiormente rappresentativi delle diverse istanze dei Comuni da loro coordinati.
Circa l'adeguamento della spesa destinata alla salute mentale, almeno rispetto alla media nazionale del 3,5%, sulla base del bilancio ASUR per il 2022 si può rilevare che la spesa distrettuale per la salute mentale territoriale si attesta su una percentuale del 3,6% a livello regionale, cioè lo 0,1% in più della media nazionale. La Giunta, altresì, si è impegnata a raggiungere il 5% del Fondo sanitario regionale da dedicare complessivamente alla salute mentale nelle sue diverse forme di assistenza nel corso del triennio 2023-2025.
In merito alla revisione della delibera di Giunta regionale n. 1331 del 2014, recante l'accordo sulle tariffe dell'assistenza residenziale e semiresidenziale tra Regione Marche ed enti gestori, il Piano socio-sanitario regionale sottolinea come sia indicazione prioritaria la revisione della residenzialità e l'individuazione di meccanismi più flessibili e centrati sui percorsi, che possano ripristinare l'asse di intervento sulla territorialità.
È stato avviato il percorso di rivisitazione della delibera di Giunta regionale n. 1331 del 2014 attraverso l'adeguamento ISTAT per la quota sanitaria delle tariffe riguardanti le strutture residenziali per anziani e anziani con demenze; si procederà, per le fasi successive, anche alla rivisitazione delle tariffe per le strutture della salute mentale.
Rispetto agli impegni relativi alla presa in carico dell'utenza compresa tra i 16 ed i 25 anni, con la costituzione di équipe territoriali, si è proceduto anche all'implementazione di centri diurni sui territori per ogni Centro di igiene mentale. Il Piano socio-sanitario sottolinea la necessità di riorganizzare i centri di salute mentale, rafforzandone le competenze, differenziando i percorsi e l'organizzazione anche a seconda della tipologia di pazienti che vi accedono.
Viene inoltre indicata come obiettivo prioritario a medio termine una puntuale attenzione al tema della continuità assistenziale nel delicato passaggio alla maggiore età dei minori presi in carico, anche attraverso strutture finalizzate.
Il modello organizzativo dei centri diurni è previsto nei nuovi manuali di autorizzazione e accreditamento, mentre dalla revisione dell'atto di fabbisogno si potrà potenziare l'attuale offerta dei centri diurni con le effettive nuove esigenze da soddisfare.
Circa la previsione di appositi tirocini di inclusione sociale, si premette che questi sono stati potenziati dalla nuova programmazione comunitaria FSE Plus. Con la delibera di Giunta regionale n. 1139 del 31 luglio 2023, nell'ambito della programmazione degli interventi inerenti al progetto "Servizi di sollievo", per il biennio 2023-2024 i TIS sono stati confermati quali strumenti essenziali nel processo di recovery dei pazienti in carico ai servizi di salute mentale, prevedendo la possibilità di finanziarli anche con i fondi del progetto stesso, per i quali la partecipazione economica regionale risulta incrementata rispetto al biennio precedente.
In merito all'attivazione di specifiche iniziative volte a completare la pianta organica relativa agli operatori specialisti della salute mentale, i nuovi manuali di autorizzazione e accreditamento correggono ed aggiornano gli standard di personale inderogabili per l'operatività dei centri residenziali e semiresidenziali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, questo è un tema che il gruppo del Partito Democratico ha affrontato sin dall'inizio di questa legislatura e lo abbiamo affrontato con proposte precise e puntuali, perché ci sono, secondo noi, delle carenze gravissime; c'erano e sono riconfermate. Io dico con insoddisfazione, Assessore, oggi.
Non l'abbiamo fatto solo noi, mi permetto di citare anche la Consigliera Ruggeri, che ha sollecitato la Giunta in questa materia.
Proposte chiarissime che lei oggi ha ripercorso, perché i sette temi, tra cui quello di aumentare la spesa destinata alla salute mentale portandola almeno alla media nazionale…, oggi lei ci dice che improvvisamente è arrivata al 3,6%; poi magari ce lo documenterà, noi abbiamo dati completamente diversi sulla spesa sanitaria complessiva.
Completare la pianta organica relativa agli operatori e specialisti della salute mentale, come previsto dalla delibera 331, e convocare la Consulta, lei ci dice: “L'abbiamo convocata nel 2023, due volte, fino a quel momento non era mai stato fatto”. Insieme alla Consulta, il coinvolgimento dell'ANCI, dei direttori territoriali, questa è la nostra proposta, alla quale vedo che si sta dando seguito, si sta concretizzando – ha detto – con cinque convegni da svolgere nelle province.
Rivedere l'accordo sulle tariffe di assistenza residenziale e semiresidenziale con la modifica della 1331: questo non è accaduto, non c'è stato niente. Sappiamo le difficoltà in cui si trovano gli enti gestori.
Prevedere specifici fondi destinati agli interventi relativi alla spesa e alla presa in carico da parte del servizio di salute mentale, soprattutto per l'utenza compresa tra i 16 e i 25 anni, e tutta l'articolazione che lei ha ripercorso.
Sono state, lo dico Assessore, iniziative anche vostre, anche perché c'è stata una risoluzione su una nostra mozione. Risoluzione presentata dal capogruppo di Fratelli d'Italia, sulla quale - devo dire - si è impegnato molto, come si diceva a scuola, ma con risultati pessimi, perché ritengo che sia stato fatto poco e nulla. Nel frattempo, le famiglie sono in estrema difficoltà e mi sembra che prevalga la rabbia.
Interrogazione n. 998
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Voli di continuità territoriale da Ancona per Roma Fiumicino, Milano Linate e Napoli”
Interrogazione n. 1000
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti e Vitri
“Rotte estere Aeroporto di Ancona: protocollo di intesa con Ryanair”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 998 dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1000 dei Consiglieri dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti e Vitri, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Consiglieri, ho diviso le quattro domande in quattro punti, quindi alla prima rispondo: il vettore Aereoitalia non ha offerto ribassi rispetto agli importi di gara relativi ai tre bandi in oggetto.
Alla seconda domanda: l'ente titolare dell'affidamento e dell'esecuzione del contratto è l'ENAC e, ad oggi, l'ENAC non ha ancora effettuato liquidazioni a favore di Aereoitalia ed è in corso la validazione dei dati. Ai sensi della convenzione stipulata tra ENAC ed Aereoitalia. Per le tratte di cui all'oggetto viene liquidato un importo pari all'80% delle singole mensilità per ciascuna rotta, indipendentemente dal numero di voli effettuati o dei passeggeri trasportati sugli stessi; la verifica e l'eventuale conguaglio delle somme dovute avvengono al termine di ogni anno di svolgimento dei voli.
La terza domanda era sul volume del traffico, ve la vado a dire. Terzo e quarto punto, e li elenco.
Il volume del traffico dei voli per la tratta Ancona-Roma Fiumicino e viceversa ammonta ad un totale di passeggeri pari a 1.697, con una percentuale media di riempimento pari al 20%.
Di seguito i dettagli:
• voli Aereoitalia tratta Ancona-Roma: totale passeggeri 897, percentuale di riempimento 21%;
• voli Aereoitalia tratta Roma Fiumicino-Ancona: totale passeggeri 800, riempimento 19%.
Il volume di traffico dei voli per la tratta Ancona-Milano Linate e viceversa ammonta ad un totale di passeggeri di 1.492, con una percentuale media di riempimento pari al 21%.
Di seguito i dettagli:
• voli Aereoitalia tra Ancona e Milano: totale passeggeri 794, riempimento 22%;
• voli Aereoitalia tratta Milano-Ancona: totale passeggeri 698, riempimento 20%.
Il volume del traffico dei voli per la tratta Ancona-Napoli e viceversa ammonta ad un totale di passeggeri pari a 913, con una percentuale media di riempimento pari al 22%.
Di seguito i dettagli:
• voli Aereoitalia tratta Ancona-Napoli: totale passeggeri 481, riempimento 22%;
• voli Aereoitalia tratta Napoli-Ancona: totale passeggeri 432, riempimento 22%.
Ricordo che, mentre gli altri due sono due voli giornalieri per Roma e due voli giornalieri per Milano, per Napoli è previsto un volo giornaliero.
C'è una premessa, come in altre risposte alle interrogazioni. Rileggo testualmente la comunicazione fornitami direttamente da ATIM e la relazione del Direttore del Dipartimento Infrastrutture, Territorio e Protezione civile.
L'Assemblea dei soci di AIA S.p.A. del 12 ottobre 2023 ha approvato il Piano quadriennale degli interventi 2024-2027, in cui vengono riproposti tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza dell'operatività aeroportuale e la conformità alla regolamentazione di riferimento che non hanno trovato compimento nelle procedure del piano.
In generale, si è confermata la volontà di garantire la ristrutturazione aziendale e il ripristino della redditività attraverso l'aumento del traffico passeggeri e merci e la riqualificazione delle infrastrutture esistenti, riprogrammando opportunamente gli interventi proposti negli anni precedenti.
In considerazione del supporto finanziario assicurato dal socio privato, tutte le opere proposte all'interno del Piano sono economicamente sostenibili dalla società di gestione con fondi propri.
La società punta alla definizione dell'attività di investimento per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'infrastruttura. In particolare, si fa riferimento agli investimenti che hanno una spiccata importanza anche nella cornice normativa ESG (Environment, Social & Governance), fattori fondamentali per verificare, misurare e sostenere l'impegno in termini di sostenibilità di un'impresa o di un'organizzazione, cioè attività legate all'energia sostenibile.
Tali investimenti consentiranno di incrementare le tariffe aeroportuali di circa il 30% già dalla prossima estate.
Inoltre, il budget 2024 prevede di raggiungere 678.385 passeggeri, con un incremento del 29% rispetto all'anno precedente. Anche in questo caso risulta fondamentale il traffico dei voli OSP, circa 148.000 passeggeri in un anno.
È altresì previsto l'inizio di voli charter legati alle operazioni di Costa Crociere sul porto di Ancona, circa 5.000 passeggeri, che, come indicato ufficiosamente dalla compagnia crocieristica, diventerà home port per la stessa.
Questa è la risposta di ATIM, che leggo testualmente.
Per quanto di competenza, si comunica che non esiste alcun accordo o protocollo vigente sottoscritto con compagnie aeree per incentivare le rotte, mentre prosegue l'attività di ATIM per la promozione del territorio.
A tal fine, sono attualmente in corso le procedure amministrative per l'individuazione di operatori economici finalizzate all'affidamento di servizi di marketing per la promozione della Regione Marche sui canali digitali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio Mangialardi. Grazie, Presidente. Stranamente sono soddisfatto da una parte e imbarazzato dall'altra. Molto soddisfatto, però, perché noi chiedevamo i dati e lei oggi ci mette a disposizione dei numeri che sono impressionanti.
Io non parlo dei disagi, li raccontavamo prima. L'invito è a verificare cosa è successo questa settimana nel volo Napoli-Ancona. Verificatelo e poi ne riparleremo la prossima volta. Un ritardo di 4 ore, sembra che un veicolo sia addirittura incendiato.
Io penso che i dati siano impressionanti, perché la copertura del 20%, al di là che si tratti di continuità territoriale, deve essere sommata e moltiplicata per i mesi e per i 3 anni di contratto. Dividete i 20 milioni che ci abbiamo messo e vi rendete conto di quanto, in questo momento, stiamo pagando noi il servizio. Perché, Assessore, questo è un numero vero.
La copertura del 20% significa che ci sono giorni in cui gli aerei vanno via vuoti. La settimana scorsa, Ancona-Roma con tre passeggeri, e quelli li paghiamo noi.
Quindi o si cambia e si fa un investimento diverso…, e vogliamo sapere qual è il piano industriale, perché, rispondendo prima alla Consigliera Bora, continuate a non fornirci l'accordo tra Aereoitalia e ATIM.
E poi questa gliela dico, Assessore: le risposte non prendiamole da ATIM. Voi siete il Governo di questa Regione, cioè fate le vostre. Non potete prendere e fare i passacarte di ATIM, perché io non la voglio quella cosa lì. Io voglio vedere il contratto.
Non appellatevi, ve lo ricordo, alla clausola di riservatezza, perché siamo enti pubblici e quindi la clausola di riservatezza noi Consiglieri vogliamo vederla. Vogliamo vedere il contenuto delle tre offerte presentate da Aereoitalia perché, per esercitare bene la nostra funzione, dobbiamo avere le carte in regola e voi ce le dovete mettere a disposizione.
Oggi prendo atto dei numeri che sono stati forniti. Sono imbarazzanti. O si cambia passo o quel servizio non è sicuramente un servizio di continuità territoriale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Io, Assessore, sono soddisfattissimo della risposta perché, ancora una volta, si prova che raccontate un sacco di fandonie. Oggettivamente è imbarazzante.
C'è una dichiarazione riportata sulla pagina Facebook e ascoltata alle televisioni, e anche riportata dall'ANSA, del Presidente Acquaroli, che il 28 ottobre, a seguito dell'interruzione dei voli che aveva annunciato Aereoitalia sulle rotte estere, ha detto chiaramente: "Per le rotte estere vogliamo annunciare che, nelle scorse settimane, è stato firmato un protocollo d'intesa con Ryanair per la promozione del territorio marchigiano nei prossimi anni".
Oggi lei legge una dichiarazione del direttore di ATIM - convengo con il capogruppo Mangialardi, è tempo che facciate almeno vostre le parole di altri - che dice che non c'è nessun accordo.
Vabbè che gli è entrato in testa il "non c'è nessun accordo", perché ad ogni nostro accesso agli atti ha ripetuto sempre questa frase. Probabilmente ha sbagliato risposta, perché forse non si è reso conto che smentisce le parole del Presidente della Regione, il suo datore di lavoro, che lo paga 350.000 euro per 2 anni.
Allora, delle due l'una: o il Presidente Acquaroli, che ho visto prima, racconta cose che non sono vere, oppure il direttore di ATIM non sa qual è il suo mestiere e allora dovrebbe cambiare lavoro. Grazie.
Interrogazione n. 967
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Mancata apertura del reparto detentivo ospedaliero di Torrette di Ancona”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 967 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In questa regione le persone che sono ristrette per l'esecuzione di pene detentive ricevono un trattamento adeguato alla loro dignità e alla loro condizione. Il Dipartimento Salute e l’Agenzia Regionale Sanitaria, insieme alle autorità, ai direttori degli istituti penitenziari, al Corpo della Polizia penitenziaria, ma anche alla sanità territoriale, hanno più volte organizzato incontri per garantire questo tipo di trattamento.
Tenuto conto del fatto che delle persone sono state condannate e sono ristrette in istituti penitenziari in esecuzione di pene detentive a seguito della commissione di reati, non toglie la necessità di tutelare la loro dignità e soprattutto la loro salute.
A seguito della carenza di organico nel Corpo della Polizia penitenziaria, siamo stati più volte sollecitati all'apertura di una struttura presso l'Ospedale di Torrette, ma naturalmente questa richiesta si scontra con la carenza di organico e, come sappiamo, con la carenza di servizi, necessari per garantire, non solo ai detenuti, ma a tutti i cittadini della nostra regione, le prestazioni di cui hanno bisogno.
Cionondimeno, l'Azienda ospedaliera di Torrette ha già fatto gli investimenti necessari, le modifiche strutturali e anche impiantistiche per garantire la funzionalità di un reparto detentivo. Ma questa fase, in cui si sta riorganizzando l'Azienda e in cui devono essere redatti il nuovo atto costitutivo e l'atto aziendale, non permette di aprire questo reparto detentivo in tempi immediati.
Voglio però ricordare che queste persone ricevono un trattamento adeguato alle loro condizioni di salute, anche senza questo reparto, poiché sono garantiti dal sistema sanitario che vale per tutti i cittadini della nostra regione.
L'esigenza, ripeto, di aprire un reparto detentivo ospedaliero a Torrette è tenuta in considerazione e sarà soddisfatta pienamente allorquando il servizio sanitario avrà tutte quelle risorse umane e strumentali capaci di renderlo efficace ed effettivo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. La ringrazio per la risposta che ha dato, che condivido ovviamente in pieno nelle premesse valoriali e normative.
Il diritto alla salute si realizza garantendo a tutti i cittadini l'accesso alle cure e alle terapie, senza distinzione e senza creare alcuna situazione di svantaggio o di pericolo per i pazienti e, in questo senso, l'assistenza sanitaria detentiva, che è a carico del sistema sanitario regionale, va nella direzione di tenere in considerazione sia le cure per il paziente detenuto, sia il rispetto di coloro che sono impegnati nella Polizia penitenziaria.
Ho proposto questa interrogazione perché, come Presidente del Consiglio, ho ricevuto molto spesso i rappresentanti dei sindacati della Polizia penitenziaria che hanno, a più riprese, segnalato le criticità operative e le problematiche relative all'assenza del reparto detentivo.
Prendo atto dell'impegno costante della Regione, insieme all'Azienda ospedaliero-universitaria di Torrette, per aprire il reparto e superare questa difficoltà, raggiungendo un obiettivo che è consono sia agli assistiti detenuti sia alla Polizia penitenziaria. Grazie.
Interrogazione n. 980
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Stato di attuazione della risoluzione n.75/23 Payback dispositivi medici rischi per la continuità delle forniture di dispositivi medici anche salvavita nella rete ospedaliera regionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 980 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Giunge di nuovo in quest'Aula il tema del Payback, quel procedimento che è stato individuato da una legge del 2015 in forza del quale le aziende che abbiano somministrato prestazioni e tecnologia ai Servizi sanitari della nostra regione in forza di contratti e che abbiano esorbitato il finanziamento previsto dovrebbero restituire la quota parte del finanziamento ricevuto, del prezzo ricevuto in cambio delle prestazioni che sono state garantite al Servizio sanitario regionale, violando a mio giudizio, l'ho già detto più volte, il principio fondamentale del pacta sunt servanda, io ricevo la prestazione, garantisco una prestazione al Servizio sanitario regionale in forza di un contratto, ricevo un compenso che poi la legge del 2015 richiede che sia restituito.
La novità che abbiamo è questa materia, dopo tutta una serie di atti e provvedimenti normativi e legislativi che hanno previsto la dilatazione dell'esecuzione del pagamento dei famosi Payback, è giunta ad una svolta dal momento che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha rinviato gli atti alla Corte Costituzionale, quindi gli atti con cui si chiedeva il pagamento dei Payback, che sono stati impugnati dalle varie aziende, trovano il dubbio di costituzionalità da parte del giudice amministrativo, il quale ritiene che quella legge sia non manifestamente infondata per le premesse che io ho svolto e naturalmente per altre considerazioni che sono state compiutamente sviluppate dal giudice amministrativo.
La palla a questo punto passa alla Corte Costituzionale la quale dovrà valutare se la legge del 2015, che impone, ripeto, la restituzione di somme percepite in esecuzione di contratti di fornitura …, se questa legge sarà dichiarata incostituzionale, naturalmente sarà annullata e quindi espunta dall'ordinamento e verranno meno tutte le obbligazioni, se la Corte Costituzionale invece riterrà che la pretesa possa essere fondata e quindi i dubbi di costituzionalità avanzati di al Tar possano essere ritenuti infondati a quel punto si apre la partita per l'adempimento contrattuale e il pagamento dei Payback.
Mi auguro sinceramente che la culla del diritto, che è il nostro Paese, che si basa appunto, come ho richiamato prima, sul brocardo latino appunto il pacta sunt servanda possa essere naturalmente adempiuta, mi permetto di ricordare senza essere censurato che obligatio est iuris vinculum, quo necessitate adstringimur alicuius solvendae rei, secundum nostrae civitatis iura, il principio del contratto di ordine romanistico. per cui le parti devono garantire l'adempimento per le prestazioni. è uno dei pilastri fondamentali del nostro sistema giuridico, quindi il fatto che una legge richieda a chi ha ricevuto dei fondi per aver prestato delle attività mi sembra che sia qualcosa di cui il nostro Paese non può andare fiero.
Spero che la Corte Costituzionale possa annullare questa legge anche se bisognerà poi ripianare i bilanci del Servizio sanitario regionale perché questi fondi figurano come crediti, che però sono crediti, diciamo, che finora non siamo riusciti ad esigere, quindi si tratta di crediti che chiaramente mettono in difficoltà il sistema produttivo del nostro Paese.
Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatti o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Il TAR del Lazio, come è noto, nei giorni scorsi ha dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della normativa Payback, rilevando che le scelte legislative potrebbero risultare irragionevoli sotto molteplici profili, rinviando gli atti alla Corte costituzionale affinché si pronunci sulla predetta questione.
Nel frattempo, però, Assessore, i pagamenti restano sospesi e il limbo evidentemente continua. Inutile ripetere ancora una volta che la Giunta Acquaroli, per quanto riguarda le Marche, preferisce la strategia dell'attesa a quella dell'impegno. Senza risposte gli operatori del settore rimangono legati alla produzione e vendita di dispositivi medici e, ancora più grave, senza risposte rimane il Sistema sanitario regionale e i suoi conti.
Voglio ricordare che lo scorso 18 luglio questa Assemblea, con una risoluzione condivisa tra maggioranza e minoranza, grazie anche all'impegno del nostro capogruppo Mangialardi e del mio collega Cesetti, ha votato all'unanimità un atto ispettivo, una risoluzione che indicava all'esecutivo una via chiara da percorrere. Impegnava, tra le altre cose, la Giunta al ricalcolo esatto della spesa sostenuta dagli enti del Servizio sanitario regionale per l'acquisto dei dispositivi medici, ricalcolo che, ad oggi, dobbiamo prendere atto non è stato fatto. Impegnava la Giunta a promuovere un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni capace di evitare la decisione del TAR del Lazio, tentativo evidentemente fallito, come provano i fatti, ma di cui resterà solo il dubbio se sia mai stato davvero esperito.
La Giunta Acquaroli, quindi, non solo è sorda alle richieste che vengono dalla minoranza, ma dobbiamo evidenziare che lo è anche verso quelle della sua stessa maggioranza, vero Consigliere Ciccioli?
Volendo parlare di filiera istituzionale, il Governo Meloni finora non si è dimostrato in grado di offrire soluzioni definitive. Il tavolo tecnico annunciato per risolvere le sorti del Payback dei dispositivi medici, che doveva riunire esecutivo, Regioni e associazioni industriali, non è stato ancora convocato.
È un segnale chiaro che, su alcuni argomenti di particolare valenza sociale ed economica, la strategia...
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Consigliere Ciccioli, non interrompa la Consigliera.
Manuela BORA. La strategia del fingersi morti è l'unica condivisa e applicata dalla vostra filiera.
È opportuno evidenziare che, qualora la Corte costituzionale si pronunciasse nel senso di ritenere legittima la normativa Payback, le aziende fornitrici saranno tenute a pagare quanto richiesto dalla Regione, con conseguenze devastanti per l'intero settore. Prima fra tutte l'inevitabile blocco delle forniture, conseguente alla messa in liquidazione di molte aziende fornitrici, soprattutto medie e piccole, a cui farà eco il licenziamento dei loro dipendenti e lo stato di crisi per le famiglie dei lavoratori. Consideriamo che solo nelle Marche le imprese coinvolte sono oltre 1.500.
La seconda conseguenza è legata al rischio per i pazienti di non vedere più garantite le prestazioni sanitarie previste nei LEA. Le conseguenze più gravi, inutile dirlo, ricadranno soprattutto sulle classi sociali più deboli, che solo nel nostro Servizio sanitario pubblico trovano risposte ai loro bisogni di salute.
Ora la domanda che scotta è: in attesa della pronuncia della Corte costituzionale, chi pagherà gli oltre...
Presidenza del Presidente
Dino Latini
Interrogazione n. 994
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Chiarimenti in merito alla mancata erogazione dei rimborsi alle famiglie con a carico disabili gravissimi per spese sostenute nel 2022”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 994 della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Signor Presidente, colleghi del Consiglio regionale, con questa interrogazione la Consigliera Ruggeri pone un tema che ha visto protagonisti atti della nostra Regione, ma anche una discussione che si è sviluppata in quest'Aula del Consiglio regionale con delle interrogazioni. Si tratta del Fondo nazionale per i non autosufficienti, un fondo molto cospicuo di 11 milioni di euro.
L'interrogazione presentata dalla Consigliera Ruggeri è stata depositata il 14 novembre, quando la stessa non era a conoscenza del fatto che solamente tre giorni prima era stata approvata la delibera di Giunta regionale con cui questi fondi sono stati trasmessi agli Ambiti territoriali sociali.
Voglio solo dire che questo ritardo, riferito a fondi del 2022 che vengono erogati alla fine del 2023, è dovuto a questioni di finanza pubblica e di contabilità pubblica. Queste somme sono state poste a disposizione dal Ministero del Lavoro il 13 ottobre 2023, quindi il 13 ottobre sono state rese disponibili alla Regione Marche e, un mese dopo, la Regione le ha trasferite, con gli atti di cui ho parlato prima, agli Ambiti territoriali sociali.
Si tratta naturalmente di un ritardo che speriamo non si ripeta, perché riguarda persone che evidentemente hanno bisogno di questo sostegno.
Voglio ricordare che le somme messe a disposizione sono importanti e per questo ringrazio tutti i dirigenti del servizio sociale della nostra Regione che, alacremente, in un mese hanno predisposto tutti gli atti.
Devo dire che la nostra Regione è stata una delle prime ad interloquire con il Ministero del Lavoro per concordare le modalità operative con cui queste somme dovevano essere messe a disposizione dei rispettivi beneficiari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore e mi dichiaro parzialmente soddisfatta. Parzialmente perché questi fondi, l'Assessore non l'ha ricordato, ma fino a qualche anno fa venivano erogati molto prima, perché la Regione li anticipava e le famiglie riuscivano ad averli anche nel mese di agosto, mentre quest'anno siamo andati, così come l'anno scorso, molto più lunghi del previsto.
Quello che mi sta a cuore, come diceva l'Assessore, è che si tratta di persone che hanno il peso di essere caregiver di persone con grandi disabilità: persone in coma, anziani con demenza, immobilizzati in carrozzina per lesioni spinali, ciechi o ipovedenti, casi di autismo in stadio avanzato, bambini con ritardo mentale recuperabile.
Capiamo benissimo in quali difficoltà si trovino queste famiglie, anche dal punto di vista psicologico, e gravarle ulteriormente con l'incognita di quando arriveranno i soldi per recuperare le spese sostenute, con un anno e mezzo di ritardo, secondo me è qualcosa che, come istituzione, dovremmo assolutamente evitare.
Mi auguro vivamente che i prossimi contributi vengano erogati in tempi più congrui e più celeri. Grazie.
Interrogazione n. 1008
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Finanziamento L.R. n. 32/18 "Prevenzione e contrasto del bullismo, cyberbullismo, sexting e cyberpedofilia”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1008 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. In riscontro all'interrogazione n. 1008/2023, di cui in oggetto, si evidenzia che nell'anno 2023 le finalità della legge n. 32/2018 sono state perseguite attraverso il finanziamento di attività progettuali con il Fondo nazionale delle politiche giovanili e con i fondi afferenti alla legge n. 23/2021 sul servizio di psicologia scolastica.
Più precisamente, con il bando “Facciamo parte” e con il bando “Interscambio” sono stati finanziati rispettivamente il progetto “Feeling Marche, riscoprire il territorio con uno sguardo giovane” e il progetto “Disconnect to Better Connect, giovani attivi nella scoperta delle Marche”, presentati dall'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, GAP e cyberbullismo di Senigallia, che da anni collabora con molti istituti scolastici superiori della provincia di Ancona in interventi formativi e preventivi, soprattutto in ambito psicologico, sul tema delle dipendenze tecnologiche, del disagio e del malessere psicologico giovanile.
Con tali progetti vengono proposti momenti formativi sui rischi e sulle dipendenze da internet; si promuovono momenti di disconnessione al fine di accrescere la consapevolezza digitale per raggiungere un migliore benessere psicofisico, con l'incentivo a dedicare tale tempo ad attività creative, artistiche, di socializzazione e di conoscenza del proprio territorio.
Più precisamente, il progetto “Feeling Marche, riscoprire il territorio con uno sguardo giovane”, che si è svolto dal 26 settembre 2022 al 26 luglio 2023, ha coinvolto 120 giovani tra i 14 e i 35 anni, tra studenti di tre scuole, il Liceo Medi di Senigallia, l'Istituto superiore Polo 3 di Fano e il CPIA di Ancona, oltre ai giovani appartenenti alle associazioni giovanili, ed ha svolto le attività progettuali in cinque Comuni, almeno due per ciascuna provincia delle Marche, tra cui Fano, Senigallia, Ancona, Arcevia, Castelletta, Fabriano e Apecchio.
Il progetto “Disconnect to Better Connect, giovani attivi nella scoperta delle Marche” ha ottenuto recentemente un finanziamento di 42.521,20 euro. Le attività si svolgeranno dal 2 ottobre 2023 al 2 agosto 2024 e prevedono di coinvolgere 122 giovani, tra studenti delle scuole Podesti-Calzecchi Onesti di Chiaravalle, dell'Istituto Panzini di Senigallia e ragazzi delle associazioni giovanili coinvolte nel partenariato.
Nelle scuole verranno realizzate 90 ore di attività formative sui temi del benessere psicologico e sui rischi dell'iperconnessione, sulla consapevolezza delle dipendenze tecnologiche, quindi, incluso il tema del bullismo e del cyberbullismo, dei rischi legati all'utilizzo di internet e dei social media, delle identità fittizie, del grooming, del sexting, eccetera. Saranno inoltre sviluppati percorsi sulle emozioni e sull'impatto dell'iperconnessione sullo sviluppo emotivo e relazionale dei nativi digitali, sul benessere digitale e sulla comunicazione efficace ed empatica tra adulti significativi e ragazzi.
Al termine della formazione verrà consegnato un patentino sul benessere digitale a ciascun partecipante. Inoltre verranno realizzati sei disconnect time in sei Comuni, con la conduzione di un facilitatore che organizzerà le attività in modo da favorire la partecipazione attiva degli studenti per dar loro il ruolo da protagonisti.
Inoltre, con la legge regionale n. 23/2021, la Regione Marche, d'intesa con le istituzioni scolastiche, ha istituito un servizio di psicologia scolastica finalizzato alla promozione della salute e del benessere psicofisico di allievi, genitori, insegnanti, dirigenti, personale ATA ed educativo che opera nell'ambito scolastico.
Le 41 progettualità finanziate negli anni 2021-2022 e 2022-2023 hanno previsto il coinvolgimento di uno psicologo esperto in psicologia scolastica, iscritto all'Ordine, e sono intervenute con azioni mirate verso gli allievi da una parte e con azioni rivolte agli insegnanti, dirigenti, personale ATA ed educativo dall'altra.
Gli istituti scolastici finanziati hanno potuto attivare, totalmente o in parte, azioni così articolate.
Interventi rivolti agli allievi:
• funzionamento dello sportello di ascolto;
• attività di sostegno all'orientamento;
• sviluppo di competenze chiave sociali e civiche;
• sostegno allo sviluppo cognitivo, affettivo ed emotivo;
• sviluppo del senso di autostima e autoefficacia;
• contrasto al bullismo, al cyberbullismo e alla diffusione delle dipendenze;
• prevenzione di comportamenti a rischio per la salute psicologica;
• iniziative finalizzate ad affrontare eventuali situazioni di emergenza.
Interventi rivolti invece agli insegnanti, dirigenti, personale ATA ed educativo:
• promozione e valorizzazione del ruolo e della professione;
• supporto nella gestione dei bisogni educativi speciali;
• sostegno nell'affrontare le diverse funzioni e nella gestione del gruppo classe;
• collaborazione nella gestione del dialogo tra culture.
Nella realizzazione delle sopraddette attività, gli istituti coinvolti hanno agevolato la partecipazione dei destinatari degli interventi, garantendo un'adeguata informazione all'interno degli istituti, sempre nel rispetto della privacy, ed adoperandosi per una presa in carico dei casi complessi e, in particolare, valutando come poter garantire una continuità agli interventi anche una volta conclusa l'azione progettuale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Assessore. Prendo atto della sua risposta dettagliata, ma di fondo non ha risposto alla domanda dell'interrogazione, che chiedeva se sarà finanziata la legge.
Questi due progetti che lei ha elencato, e che considero validi, non lo metto in dubbio, in particolar modo quello dell'associazione Di.Te., che conosco e che svolge un ruolo fondamentale nella nostra regione e non solo, sono sicuramente importanti. Però è evidente che i dati attuali sul cyberbullismo nelle Marche, che ho riportato nella premessa dell'interrogazione, sono preoccupanti.
Il 14,3% degli adolescenti tra gli 11 e i 13 anni è vittima, nella nostra regione, di atti di cyberbullismo e le Marche sono seconde in Italia e sono, insieme a Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria, tra le regioni in cui il fenomeno è più diffuso.
Ora, non credo che possano bastare due progetti, per quanto significativi e validi, a coprire il fabbisogno che purtroppo esiste nella nostra regione.
Ricordo che quella legge, e lo dico in ogni occasione, ad ogni bilancio di previsione di fine anno, come ricorda anche la Consigliera Ruggeri, con la quale abbiamo presentato diversi emendamenti in questi anni, è stata apprezzata da tutti gli operatori del territorio.
E’ stata frutto di un lungo lavoro di confronto aperto e costruttivo con le associazioni, l'Ordine degli psicologi, il Tribunale per i minorenni, la Polizia postale, tutti i servizi sociosanitari e il mondo della scuola.
Lasciare nel cassetto quella normativa è un gravissimo errore, perché quella normativa puntava sulla prevenzione, sulla sensibilizzazione, sulla formazione e sull'informazione. Va assolutamente finanziata. Se non troveremo il finanziamento nel bilancio, annuncio fin d'ora che presenteremo, d'accordo con la Consigliera Ruggeri, emendamenti anche a questo bilancio di previsione. Grazie.
Interrogazione n. 1011
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Finanziamento degli interventi connessi ai danni provocati dal sisma del 9 novembre 2022 nei Comuni di Ancona, Fano e Pesaro”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1011 dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa interrogazione, ricordiamo che, a seguito degli eventi sismici del 9 novembre, il Consiglio dei Ministri, con la deliberazione dell'11 aprile 2023, ha dichiarato lo stato di emergenza per la durata di 12 mesi.
Successivamente è stato nominato Commissario straordinario il Presidente Acquaroli che, a sua volta, in qualità di Commissario delegato, con decreto del 19 maggio 2023 ha nominato il Direttore del Dipartimento Ufficio speciale per la ricostruzione quale soggetto attuatore dell'emergenza sisma 2022.
A seguito dell'incarico assegnato dal Commissario delegato con decreto del 2023, il soggetto attuatore, al fine di attuare quanto previsto dal Piano degli interventi, si è attivato per predisporre gli atti necessari per l'apertura della contabilità speciale intestata al Commissario delegato.
Per arrivare alle richieste che mi sono state poste con questa interrogazione, allo stato attuale il soggetto attuatore per il sisma 2022 sta lavorando a stretto contatto con gli enti locali coinvolti per il rimborso delle spese già sostenute per l'organizzazione e l'effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza, compresa l'assistenza alla popolazione interessata dagli eventi, il contributo di autonoma sistemazione, nonché gli interventi necessari e urgenti volti alla rimozione delle situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità e per il ripristino, anche con procedura di somma urgenza, della funzionalità dei servizi pubblici.
Sono inoltre previste misure volte a garantire la continuità amministrativa con interventi di natura temporanea.
Tutte le spese oggetto delle procedure di rimborso sono riferite al primo Piano degli interventi fin qui esposto e finanziato con la somma inizialmente stanziata di 4.860.000 euro con la deliberazione dell'11 aprile 2023.
Per quel che riguarda invece la domanda più specifica, relativa alla ricognizione dei fabbisogni ulteriori facenti parte del secondo Piano degli interventi, di cui all'articolo 3, è stato presentato al Dipartimento della Protezione civile un elenco comprendente 147 interventi su edifici di proprietà dei Comuni di Ancona, Fano e Pesaro, nonché delle Province di Ancona e Pesaro e Urbino, per un totale di 62 milioni di euro. Questa è la risposta ad uno dei quesiti che mi sono stati posti.
Gli uffici stanno lavorando, in concerto con i Comuni e le Province interessate, per rispondere alle richieste di integrazione pervenute dal Dipartimento della Protezione civile sotto il coordinamento del soggetto attuatore.
Quindi, per capirci, questi 62 milioni sono stati finanziati, ma non ancora utilizzati, perché si attende di delineare meglio alcuni aspetti. Tuttavia, la domanda era se siano stati finanziati e la risposta è: sì, sono stati finanziati.
Venendo invece all'altro quesito, ad oggi, oltre agli atti richiamati dal Consiglio dei Ministri e dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, per quanto di competenza si evidenzia che non sono state emanate altre normative che dispongano direttive in merito alla fase della ricostruzione.
Per quanto ci è dato capire, al momento non ci sono previsioni per agevolare i soggetti privati, così come richiesto nella seconda domanda dell'interrogazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ringrazio ovviamente l'Assessore per la risposta, anche se devo dire che, per quanto riguarda il secondo Piano, cioè quello dei 62 milioni di euro, il decreto con cui sono stati assegnati i 62 milioni era già pubblico, perché è da luglio 2023 che queste risorse sono previste.
Quello che chiedevo era quando verranno rese effettivamente disponibili. Lei mi ha detto che ci sono ancora richieste di integrazione, però sarebbe importante accelerare il più possibile, perché se siamo ancora nella fase delle integrazioni…
Ricordo che il Presidente Acquaroli è stato nominato Commissario, quindi dovrebbe fare di tutto per accelerare il riconoscimento e l'erogazione di queste risorse.
Dall'altra parte, inizialmente, quando si era verificato l'evento sismico, era stata paventata la possibilità di rimborsare anche i soggetti privati che avevano subito danni importanti e dalla risposta ho capito che, invece, per quanto riguarda i privati, non è previsto alcun tipo di finanziamento pubblico né alcuna agevolazione fiscale.
Quindi, in qualche modo, i privati rimarranno senza risorse e a bocca asciutta e dovranno provvedere con fondi propri alla sistemazione dei danni subiti.
Questo è molto negativo, perché ritengo che ogni tipo di emergenza abbia la sua dignità. C'è stata l'emergenza alluvionale, per la quale giustamente sono state previste risorse per far fronte anche ai danni subiti dai privati, ovviamente siamo in ritardo anche su quello, ma adesso sto parlando di altro.
Mi sembra giusto che anche i privati che hanno subito danni, a seguito di un riconoscimento dello stato di emergenza arrivato comunque già cinque mesi dopo rispetto alla prima fase, potessero ottenere un sostegno.
Ricordo che anche il Consigliere Mastrovincenzo aveva presentato interrogazioni in questo senso.
Ripeto: il Presidente è il Commissario e penso che sia, quantomeno, distratto perché questa questione va affrontata con maggiore forza e maggiore determinazione.
Tra gli edifici interessati vi sono infatti molti edifici pubblici, in particolare scuole. Lasciare le scuole senza la possibilità di interventi rapidi...
(interventi fuori microfono)
Andrea BIANCANI. No, le scuole sono rientrate, ma nel secondo Piano, non nei 4,8 milioni, bensì nei 62 milioni.
Al Piano da 62 milioni, però, ancora non è stato dato seguito, nel senso, Assessore, che le risorse in realtà alle Province e ai Comuni non sono ancora arrivate.
Quello che chiedevo è di accelerare l'assegnazione delle risorse perché, appunto, si tratta in gran parte di scuole e, in parte, anche di chiese importanti.
Interrogazione n. 1009
ad iniziativa del Consigliere Santarelli
“ Riqualificazione area ex Sacelit-Italcementi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1009 del Consigliere Santarelli. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere. Innanzitutto preciso subito che non ci sono dirette competenze del Dipartimento regionale su questo procedimento. L'area è disciplinata e gestita direttamente dal Comune di Senigallia. Comunque sia, abbiamo acquisito alcune informazioni per poter rispondere a questa interrogazione.
Attualmente le aree afferenti all’ex stabilimento industriale della Sacelit Italcementi ricadono nelle previsioni del Piano regolatore generale vigente e attuato nel Comune di Senigallia.
Uno studio preliminare d'area relativo a tale ambito era già stato approvato con deliberazione consiliare del 12 gennaio 2005 e, successivamente, coerentemente con lo stesso, con deliberazione consiliare n. 97 del 18 novembre 2009 è stato approvato il Piano di lottizzazione convenzionato Polo turistico Sacelit Italcementi.
Il Piano è stato convenzionato in data 4 ottobre 2010 con atto stipulato tra il soggetto attuatore La Fortezza S.r.l. e il Comune di Senigallia. Il programma costruttivo privato è stato attivato dal soggetto attuatore nel 2010 ed iniziato nel 2011, per la parte privata a nord ricadente nell'ex Sacelit, mentre il programma delle opere pubbliche non è mai stato avviato.
In data 2 marzo 2015 veniva purtroppo dichiarato il fallimento della società La Fortezza S.r.l.. Con determina dirigenziale n. 447 dell'8 maggio 2015 veniva disposta la risoluzione della convenzione urbanistica.
In seguito alla richiesta dell'escussione dei titoli di garanzia da parte del dirigente dell'Area tecnica e alla risoluzione della convenzione di cui alla determina n. 447/2015, si sono innescati ricorsi e contenziosi sia tra il Comune e il soggetto attuatore, sia tra il Comune e la società fideiussoria.
I ricorsi con le società assicurative si sono conclusi a favore del Comune nel 2019, mentre quelli promossi da La Fortezza S.r.l., pendenti al TAR Marche, si sono estinti con rinuncia ai ricorsi da parte del curatore fallimentare nel 2023, molto recentemente. Ad oggi la convenzione risulta pertanto decaduta.
Con la variante al PRG "Città resiliente", approvata con deliberazione consiliare n. 95 del 2021, è stata stralciata dall'ambito del polo turistico una piccola porzione dell'area funzionale alla realizzazione di una nuova viabilità volta a consentire la pedonalizzazione di piazzale Bixio.
Recentemente è stato rilasciato un permesso di costruire convenzionato per la realizzazione della nuova strada di Piano regolatore e la ristrutturazione degli edifici privati che costituivano le cosiddette "casette del porto", da sempre esterne al perimetro dell'area direttamente richiamata, quest'ultima vincolata da apposito piano d'area e piano attuativo.
Queste sono, Consigliere, le novità che posso riferirle, ma che lei magari già conosce, essendo anche di Senigallia, probabilmente meglio di me.
Per il resto non ho particolari novità rispetto al restante comparto dell'area, che non è di diretta competenza della Regione, a meno che non intervengano atti successivi che possano coinvolgerci per eventuali bonifiche o questioni di questo genere. Al momento, però, non siamo in questa situazione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Sono contento che il collega Mangialardi, Presidente del Partito Democratico, annuisca, perché conosce come me questa vicenda.
Ringrazio anche l'Assessore Aguzzi.
Siamo parzialmente soddisfatti.
Perché siamo parzialmente soddisfatti? Perché in questa vicenda, che l'Assessore insieme agli uffici ha studiato e ricostruito con attenzione, c'è la storia di Senigallia e, in un certo senso, anche quello che è accaduto nel tempo.
Gli uffici hanno ripercorso passaggi che anch'io, per alcuni aspetti, non conoscevo, perché non sono stato amministratore nel periodo di riferimento.
Premesso che questa è una vicenda logorante, la Sacelit rappresenta anche la storia di Senigallia, perché lì hanno lavorato le nostre famiglie, lì molte persone sono state esposte all'amianto e molte delle nostre famiglie oggi non ci sono più proprio a causa delle conseguenze di quell'esposizione.
È quindi doveroso, innanzitutto, che il curatore fallimentare riesca a chiudere un contenzioso che da tanti anni grava su una delle principali aree industriali dismesse della città.
Per quanto riguarda l'Italcementi, esiste un progetto di restyling e di ristrutturazione di alcune abitazioni che, come ricordava l'Assessore, dovrebbe contribuire a definire una nuova piazza pedonale e una nuova area portuale.
Oggi quell'area va tutelata e difesa anche dalle aste al ribasso, che finirebbero per deprimere ulteriormente una zona che rappresenta una parte importante della storia industriale e del tessuto economico di Senigallia.
Vado a concludere dicendo che ringrazio l'Assessore, perché abbiamo rimesso una lente di ingrandimento sulla storia di Senigallia e sull'area Sacelit, affinché anche la Regione, di concerto con l'Amministrazione comunale, possa assicurare una riqualificazione urbana adeguata dell'area Sacelit Italcementi, tenendo conto delle conseguenze dell'inquinamento ambientale.
Noi abbiamo interrogato l'Assessore con delega al paesaggio anche in relazione al danno che questi stabilimenti industriali hanno rappresentato nel tempo.
Abbiamo inoltre chiamato in causa l'Assessore competente per l'edilizia pubblica e l'edilizia residenziale pubblica, perché questi siti, i cosiddetti "ecomostri", possono essere recuperati e valorizzati.
Anche a Senigallia questi luoghi possono tornare a generare bellezza, non solo attraverso l'edilizia residenziale pubblica, ma anche mediante interventi di edilizia popolare e di housing sociale.
L'Assessore ha competenza su queste deleghe e, per questo, siamo soddisfatti dell'approfondimento contenuto nella risposta. Grazie.
Proposta di legge n. 212
ad iniziativa della Giunta regionale
“Iniziative finalizzate alla valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 212 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Oggi siamo a presentare questa proposta di legge, la n. 212. Mi preme subito puntualizzare che l'Assessore purtroppo oggi non è con noi. Questa, sapete, è una proposta di legge che arriva dalla Giunta. L'Assessore Antonini è stato convocato, insieme agli altri Assessori regionali dell'agricoltura, dal Ministro, quindi la necessità comunque di procedere con l'approvazione di questa legge ci porta oggi ad andare avanti. L'Assessore Antonini se ne scusa, ma purtroppo impegni istituzionali lo portano lontano da quest'Aula.
Detto questo, procedo con la relazione, un po' la sintesi degli obiettivi con i quali vogliamo procedere e scegliere di approvare la proposta di legge n. 212 del 2023.
Questa legge intende rispondere all'obiettivo di migliorare la qualità della vita e il benessere dei nostri cittadini, dei cittadini delle Marche, attraverso iniziative realizzate secondo l'approccio integrato, già promosso a livello europeo, statale e dalla strategia One Health, che appunto considera la salute come un risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell'essere umano, quindi della natura e dell'ambiente.
In tale concezione intersettoriale, che coinvolge diversi settori, si inserisce in modo funzionale il settore agroalimentare che, anche attraverso la strategia From farm to fork, viene individuato come un settore indispensabile, necessario, se vogliamo, per accelerare la transizione verso un sistema globale sostenibile e per creare quell'ambiente alimentare favorevole che faciliti la scelta di diete sane e sostenibili, che vanno nella direzione di questa proposta di legge, cioè migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Per queste finalità, il territorio delle Marche può contare su alcuni elementi oggettivi importanti che possiamo spendere, come il ricco patrimonio della biodiversità, con un'altissima, sapete, incidenza di superfici agricole che vengono coltivate con il metodo biologico, considerando quello delle Marche il più grande distretto nazionale.
Altro elemento importante è il fatto che ci sia un contesto, un collegamento, una vicinanza tra i luoghi di produzione e i luoghi di consumo del cibo, quella che definiamo la filiera corta.
Questo metodo, l’applicazione di questo approccio multidisciplinare e intersettoriale, facilita chiaramente la realizzazione di alleanze tra i diversi settori, introducendo il principio della salute in politica, condivisa anche dal Piano nazionale di prevenzione 2020-2025 del Ministero della Salute e del Programma regionale delle Marche.
Quindi, con la presente proposta di legge, facendo leva, come abbiamo appena detto, sul settore agroalimentare nell'ottica di interdisciplinarità e integrazione tra i settori quali, oltre a quello agricolo, la salute, il welfare, l'industria e l'artigianato, quindi, gli ambiti produttivi e lavorativi, l'ambiente, il territorio e settori come turismo, cultura, sport, tempo libero e quella che è un po' la parte, chiamiamola, scuola, istruzione e formazione...
Questo rapporto vedrà chiaramente la collaborazione di diversi soggetti che saranno: enti pubblici, università, enti di ricerca, istituti scolastici, associazioni di rappresentanza delle categorie produttive (agricole, commerciali e industriali), le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali. Quindi il tema sarà il benessere e i corretti stili di vita.
La proposta di legge intende dare ampio spazio ad iniziative di sensibilizzazione, educazione e formazione in tema di stili di vita corretti.
La proposta si compone di otto articoli che illustro brevemente.
L'articolo 1 individua i principi e le finalità della legge, attraverso la quale si intende valorizzare le Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
L'articolo 2 descrive le linee strategiche attraverso le quali verranno sostenute le iniziative da questa legge. In particolare, nel comma 1 si richiama l'approccio interdisciplinare e i settori coinvolti; nel comma 2 viene ribadito il principio della partecipazione e del coinvolgimento di vari soggetti che già operano nei settori di interesse della legge; nel comma 3 si riprende il principio dell'integrazione degli strumenti di programmazione regionale dei vari ambiti settoriali con le finalità della legge.
L'articolo 3 istituisce, e qui parliamo quindi di partecipazione attiva, la rete regionale per la valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e indica le categorie di soggetti che possono parteciparvi.
Alla Giunta sarà attribuito il compito di definirne il funzionamento e i criteri per la partecipazione. Si tratta di una rete composta da soggetti già impegnati sul territorio regionale sui temi oggetto della presente legge e l'articolo prevede anche la realizzazione di un logo identificativo.
L'articolo 4 istituisce il Tavolo multisettoriale per la promozione delle Marche come terra del benessere e ne definisce le modalità e i tempi di costituzione, nonché la sua composizione e le funzioni. Al comma 4 viene stabilito che la partecipazione ai lavori del tavolo è a titolo assolutamente gratuito e quindi non sono previsti né compensi né rimborsi spese.
L'articolo 5, ai commi 1 e 2, definisce le modalità e le tempistiche di adozione del Programma regionale triennale, nel quale sono indicate le iniziative e gli interventi che potranno essere realizzati. Il comma 4 prevede le azioni che potranno essere attivate dalla Regione nelle more dell'istituzione del Tavolo multisettoriale. Il comma 5 stabilisce infine che alcune delle finalità di cui alla legge siano in capo all'AMAP, la nostra Agenzia Marche Agricoltura Pesca.
L'articolo 6 prevede la promozione, con il possibile coinvolgimento della rete regionale che abbiamo sopra menzionato, attraverso delle giornate del benessere, quindi tutto per stimolare e sensibilizzare una conduzione e uno stile di vita sano.
L'articolo 7 definisce le modalità di informazione al Consiglio regionale delle Marche dell'attuazione di questa legge.
L'articolo 8 stabilisce le disposizioni finanziarie di questa legge, che prevede una somma già definita di 400.000 euro per l'anno 2025, 314.000 euro per l'anno 2024 e 6.000 euro per l'anno 2023, che saranno indirizzati in quello che sarà un primo passo, che è quello dell'identificazione di un logo.
Colgo l'occasione, e chiudo, per ringraziare la Giunta, l'Assessore Antonini, che ha proposto questa legge di cui sono relatore, la II Commissione, nonché tutti i suoi componenti e i tecnici, a cominciare dalla dottoressa XY, dalla dottoressa XX e i tecnici che hanno lavorato su questa proposta di legge. Cito la dottoressa YY, nonché tutte le associazioni che sono state audite nel corso delle audizioni e che, ognuno di loro, ha portato il proprio contributo che, in buona parte, se non in maniera integrale, abbiamo comunque accolto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Innanzitutto mi dispiace evidenziare, anzi sottolineare, l'assenza dell'Assessore Antonini in una votazione di una proposta di legge che parte proprio da lui; mi dispiace perché, sebbene non fosse poi così difficile fare meglio del suo predecessore, a lui avevo riconosciuto una serietà maggiore dell'ex Vicepresidente e non vorrei che, invece, stia prendendo la sua stessa malattia, quella di collezionare atti, proposte di legge senza un senso, come quella che oggi andiamo ad approvare.
È grave, non solo perché la dice lunga su quanto ci tenga a questa proposta di legge. Qualcuno mi dovrà spiegare cosa cambi nell'approvare una proposta di legge oggi o nella prossima sessione utile, anche se non sarà quella della settimana prossima. E’ una grave mancanza di rispetto, considerato che tutte le interrogazioni presentate dal Partito Democratico – comprese le mie e quelle del collega Carancini ha rivolto all’Assessore Antonini - non hanno avuto risposta, eppure, questa proposta di legge va avanti lo stesso. Non lo ritengo, Presidente, un comportamento serio e rispettoso.
Ad ogni buon conto, devo riconoscere che di questa proposta di legge è possibile apprezzare il tentativo di interdisciplinarietà che ha guidato la mano del legislatore regionale, che prova a coinvolgere diversi settori, tra cui l'alimentazione, la filiera agroalimentare, la salute, il welfare, l'industria, l'ambiente, il turismo, la cultura, lo sport, l'istruzione e la formazione.
Nonostante questo, il limite che si evidenzia è che questa proposta di legge non rappresenta affatto uno strumento capace di incidere concretamente sul miglioramento delle condizioni effettive di vita dei marchigiani e rischia di ridursi all'ennesimo marchio registrato, un bollino utile solo alla propaganda politica, una bandierina che sventola sul nulla, proprio come faceva il precedente Assessore.
Il limite più grande è la convinzione che sorregge tutto l'impianto della proposta, e cioè che basti creare un logo ad hoc e istituire una giornata di celebrazione per vedere immediatamente raggiunto, senza alcuna fatica o impegno, l'obiettivo delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
In una terra che ha fatto e fa dell'impegno, del duro lavoro, il suo biglietto da visita, una regione che è riconosciuta per la serietà dei suoi artigiani e dei suoi imprenditori, proporre una simile amenità rischia quasi di essere offensivo.
Volendo essere più precisa, è evidente che il benessere e la qualità della vita sono due traguardi da raggiungere e non certo da imporre con un logo: un lavoro stabile, dignitoso e in sicurezza; un ambiente non inquinato, tutelato da speculazioni selvagge; azioni concrete per prevenire il dissesto idrogeologico e per favorire l'adattamento ai cambiamenti climatici; la garanzia di una sanità di qualità e gratuita, come peraltro previsto anche nella nostra Costituzione, di cui al momento nelle Marche non è possibile avere certezza; interventi per favorire la presenza delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro; politiche efficaci in tema di contrasto alla violenza di genere, piaga di cui non possiamo limitarci a parlare solo nel mese di novembre.
Insomma, per noi il benessere deve essere un diritto, ma da che mondo è mondo i diritti non cadono dal cielo nè tantomeno vengono calati dall'alto; i diritti si conquistano.
Per questo diciamo che mettere tutto il nostro impegno per riempire di contenuti una scatola che altrimenti rischierebbe di rimanere vuota, è il minimo indispensabile per poter definire un atto come questo, un atto che abbia la dignità di essere considerato una proposta di legge.
Questo perché, per noi, le Marche terra del benessere e della qualità della vita sono una meta da raggiungere, alla quale lavorare giorno per giorno con grande impegno, attraverso politiche chiare e possibilmente condivise.
Un lavoro che non inizia e non finisce con questa legge e che non può certo ridursi all'approvazione di questa legge, che peraltro non brilla per contenuti e concretezza.
Entrerò poi nel merito dei singoli articoli quando andremo a discuterli, ma la propaganda non basta e soprattutto non basta diffondere un'immagine più positiva della nostra regione, come invece ha affermato l'Assessore Antonini, per poter parlare automaticamente delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
In questi anni ci avete abituato ad una serie di leggi propaganda che, quando non si sono rivelate inutili, sono state dannose, come quella della controriforma sanitaria, per non parlare di quella con cui avete approvato il Piano sociosanitario, fino ad arrivare a quella più recente sull'urbanistica.
Se proprio vogliamo parlare di una norma da cui far discendere azioni concrete capaci di migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone, dei marchigiani, la Giunta, nello scrivere questa legge, doveva essere quantomeno più attenta e concreta. Avrebbe dovuto inserire contenuti chiari e ben definiti e non creare altre scatole o pacchi vuoti che neanche a Natale verrebbero apprezzati.
E, visto che questa maggioranza apprezza così tanto le metafore culinarie, chiediamo di ripensarci ed evitare di servire ai marchigiani una tavola solo apparecchiata ma priva di pietanze.
In considerazione di tutto quanto premesso, il Gruppo consiliare del Partito Democratico, grazie al lavoro del Consigliere Cesetti, che ringrazio, ha predisposto e proporrà una serie di emendamenti capaci di migliorare i contenuti della proposta di legge e rimanderemo al termine della discussione ogni valutazione in sede di dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Devo dire che, dopo 3 anni di questo nuovo governo regionale, una legge di questo tipo, secondo me, non l'avrebbe presentata neppure un Consigliere, perché è astrusa, fuori da ogni logica, fuori da ogni normalità, proprio senza senso, e addirittura viene presentata dalla Giunta.
Gli obiettivi di questa legge sono valorizzare le Marche come terra del benessere e della qualità della vita, come se ci fosse bisogno di una legge che valorizzi il benessere e la qualità della vita. Già il primo obiettivo fa capire che non è una roba seria.
L'altro obiettivo è promuovere la tutela di uno stile di vita sano, consapevole ed equilibrato, considerato sotto il profilo ambientale, psicofisico e alimentare.
Praticamente dice che bisogna correre, bisogna camminare, dopo aver mangiato, almeno tre volte a settimana, bisogna evitare di mangiare il fritto... Ma ragazzi, ancora con questa roba qui, nel 2023, prossimi al 2024, ancora dobbiamo dire alla gente che per non avere un infarto deve evitare di mangiare i grassi, deve cercare di muoversi, evitare di prendere l'ascensore e fare due passi in più? Facciamo una legge?
Vi ricordo che noi abbiamo il Piano della prevenzione. Sapete quanti soldi ha il Piano della prevenzione? Andatelo a vedere: praticamente zero. Noi abbiamo già un Piano della prevenzione che deve migliorare la qualità della vita dei cittadini. Su quello l'Assessore Saltamartini, che è praticamente il mio Assessore perché faccio riferimento a lui per molte delle interrogazioni, non ha un soldo. Gli uffici della prevenzione sono infuriati perché, pur avendo personale qualificato, in grado di fare tutta una serie di cose, non possono fare niente perché non hanno un becco di quattrino.
Noi andiamo a mettere 400.000 euro per dire alla gente che deve camminare e non deve mangiare il fritto.
Scusate un attimo, se l'avesse proposta il Consigliere Cancellieri, essendo un Consigliere ci sta, ai Consiglieri è ammesso tutto perché hanno la funzione legislativa; se lui è fissato con la salute è giusto che la presenti, ma addirittura l'Assessore all'agricoltura, alle attività economiche, che invece di mettere i soldi per promuovere gli agricoltori, per finanziare e sostenere i prodotti locali, per aiutare le imprese che assumono persone e ragazzi…, vedrà come si vive bene qui nelle Marche.
Non abbiamo i soldi per il Piano della prevenzione, il sociale è sottofinanziato e, se andrà bene, arriveranno i soldi a dicembre, se va bene. Non c'è un soldo.
Le famiglie fanno difficoltà a trovare posti negli asili nido e negli altri servizi educativi, perché il Governo non ha più rifinanziato, la Regione non ha messo ancora quei quattro spiccioli e non aiuta i Comuni. Quindi, sugli asili niente, sulle scuole è meglio che non dica niente. Sull'ambiente e la sostenibilità siamo ultimi per quanto riguarda il trasporto pubblico ed ancora devono uscire tutti i bandi legati alla sostenibilità, quindi alle piste ciclabili.
Questo significa migliorare la qualità della vita e fare in modo che chi viene nelle Marche capisca che siamo una Regione virtuosa da questo punto di vista, che puntiamo alla salute dei cittadini e diamo i servizi, ma non solo a chi viene nelle Marche, anche agli stessi cittadini.
Allora, non c'è un soldo per fare niente, nemmeno per ridurre le liste d'attesa, non nella sanità, ma neanche per i nidi. La Regione non mette un soldo, mette quello che deve mettere da 20 anni, quindi ne mettevamo pochi prima e se ne mettono pochi adesso. E noi mettiamo 400.000 euro per promuovere cose scontate. Ma io dico: è uno scherzo?
Non voglio farla troppo lunga, ma con tutto quello che abbiamo da fare, con tutto quello che manca, noi promuoviamo il "vietato il fritto" e poi dopodomani mattina daremo 50.000 euro al Fritto Misto ad Ascoli, giustamente, per l'oliva all'ascolana. Invece dovremmo dire: ragazzi, non mangiate le olive all'ascolana perché fanno male alla salute. Da una parte diamo 400.000 euro per dire di non mangiare il fritto...
Questa è l'inconsistenza. Da parte della Giunta regionale non arriva una legge. Se non c'è una legge che inventa qualche Consigliere ogni tanto, qui non facciamo leggi. La Giunta regionale dovrebbe fare le leggi. La legge che fa è sul corretto stile di vita. Ma, ripeto, io mi vergognerei; poi, se per voi è normale, fate voi.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi devo complimentare con il collega Biancani perché ha praticamente detto, in forma sicuramente più simpatica, non in latino, quello che avrei detto anch'io.
400.000 euro sono tanti. Stamattina siamo stati a discutere per trovare una somma analoga per aiutare i bambini malati di malattie rare che devono andare a curarsi fuori dalle Marche, le quali non hanno la possibilità di curarli dal punto di vista socio-sanitario. No, facciamo anche questo, però, se mi permettete, critico queste cose.
In questa stessa Aula, pochi giorni fa, abbiamo approvato una legge urbanistica - voi direte: che c'entra? con la quale la qualità della vita e il benessere dei cittadini sono stati cancellati e quando noi abbiamo provato ad inserirli, non ci è stato neanche consentito.
Ma il benessere e la qualità della vita dei cittadini non passano solo attraverso il cibo. Passano anche attraverso il tipo di cibo, attraverso delle politiche che sono quelle che da tempo il Servizio agricoltura... Se può evitare di registrarmi, per cortesia.
PRESIDENTE. Chi la sta registrando? La ammonisco a non registrare!
Anna CASINI. Il Consiglio viene registrato dal Consiglio o da chi è autorizzato. Io non l'ho autorizzata, non voglio essere registrata. Mi meraviglio di lei, Presidente.
PRESIDENTE. Comunque c'è lo streaming...
Anna CASINI. Non mi interessa. Lo streaming è un'altra cosa perché viene usato come finalità. Se mi voglio far riprendere, lo faccio e lo uso sui miei social così come meglio credo.
Non mi va bene che chiunque altro possa filmare me o altri mentre intervengo, perché è una cosa vietata.
Allora, in quest'Aula si fanno le cose che si possono fare per Regolamento oppure mi dica lei dove siamo. Non siamo in un'Aula?
PRESIDENTE. Io sono in un'Aula ed ho già ammonito...
Anna CASINI. Sono inorridita!
PRESIDENTE. No, guardi, di fronte a questa cosa, diciamo, le parole hanno un peso. I poteri di polizia del Presidente sono ben chiariti dalla norma...
Anna CASINI. Allora lo chieda al Segretario.
PRESIDENTE. No, non lo chiedo al Segretario perché mi erudisco da solo su questo aspetto specifico, non sono in grado...
Anna CASINI. Andiamo avanti?
PRESIDENTE. No, ascolti, dico io quando andare avanti adesso, perché non è un Consigliere che decide cosa, come, quando. Lei, giustamente, secondo la procedura, doveva segnalarlo, come ha fatto, ma invece di rivolgersi alla terza persona… Si è rivolta al Presidente, che non ha gli occhi in tutte le parti della testa...
Anna CASINI. Tanto meno ce li devo avere io gli occhi.
PRESIDENTE. Mi faccia parlare adesso, per favore.
Anna CASINI. Mi sta interrompendo lei!
PRESIDENTE. Io la interrompo perché, proprio i poteri di polizia che invoca, adesso li applico per cercare di chiarire la situazione. Quando lei mi ha indicato la persona, ho chiesto alla stessa, che ha annuito ammettendo che stava riprendendo, e l'ho ammonita. Questo è quello che posso fare, come previsto dai poteri di polizia.
Anna CASINI. La sta tirando per le lunghe, secondo me, perché non sono in torto io. Io dalla parte del torto non ci passo per lei, sia chiaro.
PRESIDENTE. Sto tirando per le lunghe perché lei ha continuato dopo la situazione, ha continuato dopo questa posizione ben chiara che era di ammonimento...
Anna CASINI. Io faccio quello che credo, faccia un ammonimento a me allora.
PRESIDENTE. No, io non faccio nessun ammonimento perché lei vuole la provocazione e nella provocazione non ci cado. Però è mio dovere dire come stanno le cose e, al richiamo che ha fatto il Consigliere Biancani…, mi consenta di parlare però...
Anna CASINI. Non mi faccio richiamare da lei.
PRESIDENTE. Io non l’ho richiamata e non cado nella provocazione, proprio perché non la metto nella condizione di diventare vittima di una situazione che sta creando volutamente.
Dopo il richiamo che ha fatto il Consigliere Biancani, che neanche lui voleva essere ripreso, ho confermato questa situazione. Al terzo richiamo che lei ha fatto, che sembrava una condizione di anarchia, ho detto che noi siamo tutti in streaming e tutti ci vedono. Poi, differentemente da questo, che un telefonino di una persona che sta nei banchi, nelle seggiole fuori dall'Aula, non debba riprenderla, su questo ha perfettamente ragione e sono già intervenuto.
La prego di continuare e, ovviamente, il tempo che abbiamo perso le viene ridato.
Anna CASINI. A lei sembra semplice ricominciare? Non siamo delle marionette.
Presidente, non mi va di pensare a delle cose che non sono un mio compito. Io me ne sono soltanto accorta, quindi la prossima volta se ne accorga lei e vigili lei insieme al Segretario, perché io non sono stata eletta e non ho questo ruolo per vigilare. Chi lo deve fare, lo faccia, visto che ogni volta succede qualcosa di simile.
Tornando all’argomento, credo che questa legge sia inutile, che le risorse possano essere utilizzate in altro modo, certamente opportuno oltre che utile, l'ho già detto prima.
Inoltre, spendiamo ancora soldi per realizzare l'ennesimo logo. Abbiamo il QM Marche, abbiamo tutta la filiera del biologico, abbiamo tutti i loghetti che ogni tanto qualcuno si inventa per le sagre di Pinco Pallo, per quelle che vengono finanziate dalla Regione, credo che il consumatore non ne possa più di tutte queste cose.
Nel frattempo che facciamo questa leggina, noi cassiamo dai vini delle Marche la parola Montepulciano, la dicitura Montepulciano, che non è una passeggiata, e ci mettiamo Cordisco, che, come sapete tutti, è famoso come vitigno, veramente conosciuto. Mentre in Abruzzo potranno continuare a mantenere la dicitura sui loro rossi del Montepulciano, noi no. Però questo ci interessa poco e parliamo del benessere.
Mi piacerebbe parlare del benessere di quelle imprese che dovranno togliere dalle etichette la scritta Montepulciano e vedere se la bottiglia avrà lo stesso appeal che ha nei Paesi orientali come ce l'ha in questo momento.
Poi facciamo l'ennesimo Tavolo multisettoriale. Inoltre, quello che dice il Consigliere Biancani è esatto, per quale motivo l'Assessore competente è l'Assessore all'agricoltura e all'alimentazione e non l'Assessore alla sanità?
Se noi parliamo di benessere e di qualità della vita, non credo che sia una competenza esclusivamente agricola. L'alimentazione certo sì, ma dal punto di vista complessivo è una questione socio-sanitaria e questo non lo dico io, insomma, credo che sia in re ipsa, direbbero quelli bravi.
Credo che tutte queste agenzie regionali… Inoltre, molte delle attività che vengono descritte da questa legge già le faceva l'Assam e le faceva anche bene. Non c'era bisogno di duplicare, non c'è bisogno di duplicare delle attività che già si fanno e si fanno in maniera egregia, come per esempio la formazione, sia nelle scuole sia negli asili, come gli orti nelle scuole per spiegare ai bambini cos'è buono e che cos'è fatto bene. L'esempio più eclatante è quello della Nutella. La Nutella è buona? Sì, certamente sì. È fatta bene? No, nel senso che non è un alimento che ci può aiutare a mantenere un livello di salute alto.
Quindi, dico che questa legge…, che non so perché la Giunta abbia deciso di presentare, visto che ha tante cose su cui legiferare e non mi pare che questa Assemblea sia molto occupata in questo lavoro perché prevalentemente si discutono nostre mozioni o nostre interrogazioni. Di leggi ne abbiamo viste molto poche in tutto questo anno. Presentare a fine anno una proposta di legge della quale non sentiamo assolutamente la necessità… Consiglio fortemente all'Assessorato, e in particolare all'Assessore, di impegnarsi molto più nel cercare di non danneggiare le imprese che in questi anni sono cresciute e si sono impegnate, oppure nel promuovere, per esempio, la dieta mediterranea, visto che abbiamo anche delle esperienze locali, esperienze in Comuni dove è stata verificata la dieta mediterranea.
Abbiamo già delle norme che parlano di questo, abbiamo già dei protocolli. Continuare a scrivere roba che poi appesantisce non porta nessun risultato.
Mettere l'ennesimo bollino, mentre le Marche stanno crescendo nella qualità, assolutamente, ma anche nella reputazione che hanno a livello nazionale e internazionale, per confondere le idee non serve assolutamente a nulla, tantomeno al benessere dei cittadini.
Quando sono stata interrotta stavo dicendo, appunto, che abbiamo approvato in quest'Aula una legge che riduce ai piccoli Comuni, alla metà, gli standard urbanistici. Ciò significa che nei Comuni sotto i 3.000 abitanti non avranno 18 metri quadri pro capite di verde, parcheggi e scuole, ma ne avremo 9. Questa è la qualità della vita verso la quale questa Giunta ci porta.
Almeno non siate schizofrenici, perché la qualità della vita è tutto, a cominciare dalla sanità, a cui è stato accennato prima, e avremmo preferito, per esempio, che nella qualità della vita ci fossero inserite anche le prestazioni sanitarie e le liste d'attesa da recuperare.
Ci sarebbe piaciuto che quei soldi fossero spesi, invece di utilizzarli per acquistare farmaci, perché noi non facciamo la prevenzione né le indagini preliminari, curiamo dopo, capito?
Questo è un altro atteggiamento di questa Giunta e questo credo che sia la ciliegina sulla torta, che rappresenti perfettamente quello che questa Giunta fa e dice.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Volevo semplicemente ringraziare l'Assessore Antonini che, come è stato detto dal relatore di maggioranza, oggi aveva un impegno importante al Ministero, quindi credo che sia strumentale polemizzare sul fatto che sia assente.
Ringrazio anche la Giunta per aver presentato questa proposta di legge e ringrazio i relatori, i Consiglieri Marinangeli e Bora.
Vorrei iniziare con un pensiero: ma com'è possibile polemizzare anche su questa proposta di legge? Consigliere Biancani, glielo dico con tutta la simpatia che nutro per lei e glielo posso garantire, credo che, al di là dello show che lei ha voluto fare sul fritto misto e su altre cose, questa legge sia importante. E’ sicuramente “generica”, sulla quale dovranno essere inseriti dei contenuti, su questo non ci piove, ma è proprio questo lo scopo.
Mi dispiace che si possa fare polemica su una proposta di legge, che, secondo me, va nella direzione giusta perché, l'abbiamo detto tante volte, questa è una Regione …e dall'estero questo lo notano e me lo fanno notare.
Ho la fortuna, come tutti voi, di conoscere tante famiglie che dall'estero, sia dall'Europa che da fuori, si sono stabilizzate nella nostra regione, e quando la conoscono, la ritengono incredibile, bella, vivibile, una regione in cui non ci sono metropoli, ma c'è un paesaggio, da nord a sud, vivibile al 100%. Ed è proprio in questo senso che vuole andare la norma, proprio in questa direzione, cioè dare l'opportunità a questa regione di essere considerata … Al di là di tutti gli aspetti che conosciamo benissimo, perché noi siamo ricchi di arte, cultura, natura, ambiente, enogastronomia. Dare, quindi, un segnale tangibile del fatto che nella nostra regione si può vivere bene, una regione del benessere.
Credo che dare questa impronta non sia solo, come diceva anche la Consigliera Casini, mettere in piedi l'ennesimo logo, ma, al di là della formalità del logo, che secondo me è importante, dietro c’è il lavoro di tutti gli enti, di tutte le istituzioni, associazioni di categoria, eccetera. C'è la possibilità di creare dei progetti che possano andare in questo senso.
Abbiamo detto che gli obiettivi sono salute e turismo e sono due cose che in questa proposta di legge sono chiarite molto bene e bene hanno fatto l'Assessore e la Giunta a presentarla.
Torno a dire che sono rimasto un po’ meravigliato dalle polemiche che sono venute dai banchi dell'opposizione.
Come al solito, anche su questa discussione, riusciamo a mettere il discorso della sanità, riusciamo a mettere anche cose che, secondo me, poco c'entrano con il dibattito che stiamo facendo.
Anzi, ripeto, penso che una proposta di questo genere possa essere apprezzata da tutti, maggioranza e opposizione, con il contributo di tutti, perché secondo me l’idea è molto buona, va nella direzione giusta, un'idea che può essere importante anche per come ci vedono dall'estero.
Bene ha fatto l'Assessore. Mi piacerebbe che questa discussione possa continuare magari con meno polemiche.
Capisco le battutine o i sorrisini sarcastici di qualcuno, però, ritengo che questa sia una buona norma che possiamo portare avanti, ripeto, insieme, con la quale possiamo caratterizzare la nostra Regione come recita il titolo di questa proposta di legge: “Regione Marche, terra del benessere e della qualità della vita”. Quindi l'invito a tutto il Consiglio è di approvarla e di portarla avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Nel merito mi riporto a quanto dichiarato dalla relatrice di minoranza e condivido totalmente le sue osservazioni.
Parlare di questa legge, di cui capisco la finalità, che si inserisce nella strategia europea “Dal produttore al consumatore”, di cui quella è la filosofia di fondo, significa riflettere sul fatto che, quando noi parliamo di iniziative finalizzate alla valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita, deve esserci una terra adeguata a garantire tutto questo e ad accogliere il perseguimento delle finalità che la legge si prefigge.
Allora, ad esempio, è difficile non pensare alla maratona di una settimana fa, quando abbiamo parlato della legge sul governo del territorio e di quanto quella legge sia importante per mantenere, rafforzare, preservare, curare, se vogliamo, una terra che dovrebbe essere la terra del benessere, dove vive la comunità, dove noi possiamo ospitare anche altre comunità.
Abbiamo visto che in quella pessima legge non sono stati raccolti i nostri inviti, che poi consacrati in emendamenti legislativi non sono stati accolti. Ad esempio, quando parlavamo di preservare il territorio, quando dicevamo, tra i principi, che bisognava individuare le aree idonee e non idonee per le cosiddette energie rinnovabili o gli impianti fotovoltaici. Anche quelli fanno parte di una strategia europea, come questa che giustamente viene richiamata, allora è evidente che queste strategie non possono collidere tra di loro come due treni in corsa, ma devono, se vogliamo, camminare, prendersi per mano. Poi la più importante, quella, deve prendere quest’altra.
Come non pensare, ad esempio, che alcuni obiettivi e alcune strategie dovevano essere inseriti all'interno della legge sui borghi. Ricordo che venne accolto un mio emendamento - per volontà espressa del Presidente Acquaroli ed anche del Presidente Putzu - sullo “Smart Village” per l'assistenza agli anziani autosufficienti. L’obiettivo era farli rimanere all'interno delle loro abitazioni e delle loro comunità, affinché potessero dispiegare al meglio quella resilienza di cui tutti noi abbiamo bisogno, specialmente in una terra martoriata da tante calamità, a partire dal terremoto che ha portato spopolamento e divisioni delle comunità. Perché poi lì bisogna portare i servizi e noi sappiamo che se lì non ci sono i servizi e le comunità non vengono ripopolate, passatemi questa espressione poco elegante, è difficile individuarla come terra del benessere. Dico questo in modo molto generale, perché il tutto si dovrebbe tenere insieme, si deve tenere insieme.
Allora, per tornare a questa proposta di legge, ad esempio un aspetto positivo, è ovvio che anche questa è una legge manifesto, perché certo questi obiettivi sono assolutamente condivisibili, ma poi bisogna vedere se sono concretamente perseguibili e realizzabili e non mi pare che questa proposta di legge vada in questa direzione.
Però c'è un punto che voglio evidenziare, e qui mi rivolgo al Presidente Putzu, al relatore di maggioranza e alla relatrice di minoranza. Questa, pur essendo una proposta di legge che viene all'esame dell'Aula non molto rilevante, e su questo dovremmo essere tutti d'accordo, rispetto ad esempio all'altra, quella sul governo del territorio, è scritta bene.
Questa legge, al di là del contenuto, è scritta molto bene e dimostra una cosa. L’altra volta il Consigliere Serfilippi diceva che alcuni miei emendamenti avrebbero, addirittura, creato danni alla legge, sostenendo che glielo avevano detto gli uffici legislativi. Vi ricordate quando sono stato poco tenero con gli uffici legislativi, dicendo che era impossibile che avessero una cosa simile? Infatti, non era possibile. Perché su questa legge l'ufficio legislativo scrive bene.
Ad esempio, questa legge, all'articolo 1, voglio dirlo, antepone, e siccome è stata scritta prima non è che l'hanno copiato da me, io ho presentato la settimana scorsa un emendamento, la nostra Costituzione e il nostro Statuto alla normativa europea e a quella statale. C'era un emendamento ad hoc che è stato respinto. Ebbene, questa legge li richiama e prevede: “La Regione, nel rispetto dei principi costituzionali, dello Statuto, della vigente normativa comunitaria e statale e in conformità...”, mette in campo un piano d'azione. Vedete come lo richiama? Allora avevo ragione io.
Ma perché sull'altra, su quella del governo del territorio, non venivano richiamati? Immagino che sia lo stesso ufficio legislativo. Qui magari ci sarà la mano del Dipartimento Agricoltura, per carità, complimenti, sotto questo aspetto ha scritto bene. Perché lì non sono stati anteposti la Costituzione e lo Statuto regionale? Probabilmente perché lo aveva vietato il Ministero della Cultura, che ha voluto scrivere quella legge? Magari, se avessimo scritto quello, avremmo dovuto scrivere, ad esempio, di preservare il territorio dalle speculazioni sulle energie rinnovabili, il tema degli impianti fotovoltaici. Perché qui li hanno messi, giustamente, sulla terra del benessere e lì no?
Questa legge sarà inutile ed anche, ripeto, se ben scritta, la legge sul governo del territorio, che è pessima, non creerà la terra del benessere.
Questa è una proposta di legge che nasce morta, perché per realizzare la terra del benessere ci vuole un ottimo governo del territorio che lo valorizzi, che lo preservi, che lo metta in sicurezza. Un territorio, tra l'altro, come dicevo prima, martoriato dalle tante calamità.
Quindi, ripeto, è una legge per questo… Condivido quello che ha detto la Consigliera Bora, leggermente meno quello che ha detto il Consigliere Biancani, che ha una sua verità, perché, ripeto, questa legge, se fosse stata coordinata con l'altra..., ma non lo è, quindi, nasce morta. E siccome nasce morta, produce solo gli effetti indicati dal Consigliere Biancani. Voi gli date ragione - cosa che non vorrei fare, anche se la sintesi finale sarà identica, la mia e quella del Consigliere Biancani. – ma siete voi a dargli ragione, proprio perché nasce morta.
Che cosa ho fatto? L'ho letta e ho preso atto con soddisfazione dei richiami che avevo fatto alla legge sul governo del territorio e che voi non avete accettato.
Ho presentato degli emendamenti, pochi, 15, 17 al massimo, sui quali interverrò telegraficamente o li darò per letti, quindi sarò molto veloce. Perché li ho presentati? Se voi andate a vedere, ovviamente in modo diverso, ho rievocato ancora una volta i principi che volevo inserire all'interno della legge sul governo del territorio e li ho messi anche qua.
Se parliamo di terra del benessere, i principi, che dovevano essere nel testo del governo del territorio, li ho inseriti qui con degli emendamenti che, ovviamente, vanno a migliorare, come potranno constatare il relatore di maggioranza, la relatrice di minoranza e il Presidente della Commissione, la legge. La rendono coerente con se stessa. Se questi emendamenti verranno approvati, sarà un'opportunità per voi. Se non verranno approvati - qualcuno forse lo potrò anche ritirare -a me non ne verrà nulla, perché io, ogni volta, come ho detto, le promesse le mantengo.
Io ho detto che quei principi li avrei ripresentati sempre e ovunque. Ovviamente questi sono principi rapportati a questa proposta di legge, se andate a vedere sono gli stessi. Ad esempio, sul rispetto delle norme antinfortunistiche. Quando voi prendete gli operatori in agricoltura e promuovete questo, questo e quell'altro, non vogliamo promuovere la formazione sulle norme antinfortunistiche? Lo dobbiamo fare. Oppure valorizzare il territorio e le peculiarità del territorio. Lo vogliamo mettere questo principio?
Ho presentato degli emendamenti che credo siano del tutto coerenti, oltre che con la mia idea sull'ambiente…, come il richiamo agli articoli 9 e 41 della Costituzione, perché ci dicono che la Repubblica tutela l'ambiente e che l'attività economica, tra cui agricola, non deve svolgersi in modo da recare danno all'ambiente. Magari così avremo, forse, qualche impianto fotovoltaico in meno, anche grazie a questa legge.
Il voto finale farò in modo che sia disciplinato a quello che dirà la Consigliera Bora, perché condivido quello che lei ha detto.
Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Io, invece, vedo al di là di quello che ha detto il Consigliere Biancani, che ha parlato di fritture, eccetera, da infermiera non posso che dire che fa male sempre, comunque, alla fine, vedo una legge molto di buon senso e con una visione futura.
Ultimamente ho avuto la fortuna di andare in missione a Parigi, dove abbiamo portato - l'Assessore con gli uffici, anche io e la Consigliera Menghi eravamo presenti - i nostri imprenditori d'eccellenza marchigiana. Il tema era proprio “Tipicità delle Marche e la “Terra del benessere”.
Lì abbiamo recepito che le grandi imprese che abbiamo portato, soprattutto e grazie alla presenza dei sindaci francesi che erano con noi nei diversi incontri che abbiamo fatto, hanno suscitato grande interesse e questo ha fatto molto piacere ai nostri imprenditori perché finalmente stiamo portando le nostre eccellenze anche fuori della Regione, fuori dall'Italia, all'estero.
Tant'è vero che abbiamo dato ai Sindaci l'occasione di spiegare perché venire in Italia, permettendo ad ogni Comune di illustrare quello che ha di bello, quali sono i propri punti di forza e le proprie eccellenze.
È stato incredibilmente interessante. Poi hanno preso la parola i sindaci dei vari Comuni intorno a Parigi, i quali si sono resi disponibili e hanno scritto direttamente a me. Un sindaco, che era anche Consigliere provinciale, ha chiesto come poteva venire qua, incontrare l'Assessore alla sanità insieme all'Assessore all’agricoltura e allo sviluppo economico, perché vedeva in questo connubio tra salute, alimentazione e terra del benessere una strategia per fare rete anche fuori dall'Italia.
Chi ha una visione, credo che consideri una cosa di buon senso e un'opportunità per le nostre terre e per la nostra regione portare fuori la nostra tipicità e questa cultura del benessere.
Ero presente e non posso che portare la mia testimonianza di quello che ho visto con i miei occhi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Un minimo di commenti su quanto abbiamo ascoltato. Partirei dalle indicazioni positive che sono arrivate dalla minoranza. Dal Consigliere Cesetti che parla di una legge scritta bene, quindi diamo merito ai nostri tecnici che stavolta hanno lavorato bene, perché in passato si è anche puntualizzato sul lavoro fatto male.
Detto questo, la Consigliera Bora ha apprezzato il fatto che ci sia un'interdisciplinarità tra i vari settori, quindi ha colto uno degli aspetti fondamentali di questa legge.
Poi è chiaro, capisco che ci sia un vostro interesse a demolire tutto, ma anche il modo con cui si demolisce è altrettanto importante.
Qui qualcuno parlava di mancanza di rispetto per le nostre imprese. Io credo che, se c'è stata mancanza di rispetto, questa sia venuta soprattutto da parte vostra, perché banalizzare, ridicolizzare una legge, parlando di una legge che insegna come bisogna camminare e non mangiare il fritto, è evidente che sia quantomeno offensivo, oltre che banale.
Il suo, Consigliere Biancani, è un atteggiamento provocatorio, sì, ma soprattutto un atteggiamento che tende a ridicolizzare una legge che il Consigliere Cesetti definisce manifesto.
In questa fase ci può stare. In questa fase è una legge manifesto, in quanto è una legge che si pone l'obiettivo di arrivare a portare la Regione Marche come terra del benessere, con una serie di elementi significativi, positivi, di ricaduta sul territorio, e lo vuole fare in maniera sinergica, coinvolgendo tutti quei settori che abbiamo rappresentato prima: dalle scuole, all'università, ai settori dell'agricoltura, del commercio, alle associazioni, eccetera.
Ed è un manifesto in questa fase, certo. Io mi aspetterei, al contrario, una verifica da qui a breve, perché la legge, in questa fase, ha l'obiettivo e l'intenzione, attraverso un metodo che è quello della sensibilizzazione, di creare e favorire una cultura e soprattutto di mettere in rete attività che già gli operatori autonomamente fanno.
Non stiamo scoprendo qualcosa di innovativo e che non esiste., anzi, considerando l'attivismo dei nostri operatori, e parlo dalle associazioni alle imprese, eccetera…, perché quando parliamo di welfare e di benessere sul lavoro è evidente che molte aziende lo stanno già facendo.
Ecco, il ruolo nostro è quello di mettere in rete, coordinare tutte queste attività, ottimizzarle attraverso un esercizio che vogliamo fare costituendo, ad esempio, un tavolo regionale che vedrà partecipi, poi lo deciderà la Giunta, questo lo spiega la legge, tutti i vari attori sociali.
State sminuendo quella volontà di stimolare, di sensibilizzare, di far crescere un sistema tutto, in maniera coordinata, organica e integrata.
E parlare di legge astrusa, parlare di legge senza senso, poi giustamente ognuno fa le proprie valutazioni, e ci mancherebbe, ma è offensivo parlare in questo senso.
Se mi consente, Consigliere Biancani, è completamente fuori tema, perché mi parla di trasporto pubblico locale, parla di cose che sicuramente, come diceva il Consigliere Cesetti, rappresentano un tema importante. Ci deve essere una terra pronta ad accogliere questo sistema, ma sono due elementi che non sono in contrasto.
Non è che con questa legge noi andiamo a contrastare quel principio, anzi, sono assolutamente complementari e cerchiamo di farli prendere per mano, di unirli.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Bora.
Manuela BORA. In realtà voglio ringraziare i miei colleghi del Partito Democratico per gli interventi molto interessanti che hanno fatto, li condivido e non ho niente da aggiungere rispetto a quello che hanno ben esposto.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Ci sono 11 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, Presidente, il primo è un emendamento identico a quello che avevamo fatto sul governo del territorio. È quasi formale. Ovviamente sostituisce la parola “armonia” con “coerenza”, perché “armonia” non si scrive in una legge.
L'altro è subordinato, però, se dovesse essere accolto questo, lo ritiro.
Il terzo indica in questa legge quello che ho dimenticato prima in discussione generale, ossia di rendere il testo, quando parla di ambiente sano, coerente con la dieta mediterranea, perché non dobbiamo dimenticarci che noi abbiamo approvato, nella scorsa legislatura, una legge sulla dieta mediterranea, che è legge di questa Regione. Quindi, ovviamente, un richiamo almeno alla coerenza con la dieta mediterranea deve essere fatto, è il minimo.
Il quarto è volto a individuare, ai sensi dell’articolo 41 della Costituzione, il principio secondo cui ogni tipo di attività, dopo la riforma costituzionale del 2022, deve essere esercitata in modo da non recare danno all'ambiente. Faccio un esempio: se si autorizza un impianto, ad esempio agrifotovoltaico, quella è un'iniziativa economica che, secondo me, reca danno all'ambiente. Allora io, che sono lì vicino, che ho l'agriturismo e che, in base a questa legge, esercito la mia attività, come vengo disciplinato? In base a questa legge posso promuovere un ricorso al TAR contro l'autorizzazione di quell'impianto.
Per questo lo scrivo, non è che lo scrivo perché mi piace scrivere. Lo scrivo perché resti e perché è utile all'efficacia della legge, altrimenti risulta del tutto inutile. Perché, se non mettiamo questo, è totalmente, come diceva il Consigliere Biancani, priva di efficacia.
L’altro, valorizzare la centralità dell’alimentazione sana, secondo me può essere accolto, ma è un principio generale che però può essere anche ricompreso in altri aspetti della legge. Vediamo che dice il relatore, ma non avrei difficoltà a ritirarlo.
L'altro ancora, l'emendamento 1/6, dice: “preservare le aree agricole di pregio contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, vocati alle produzioni tipiche”. Questo lo vogliamo mettere? Perché, se non mettiamo questo, come facciamo a fare la legge per la terra del benessere e della qualità della vita se noi non preserviamo le aree agricole di pregio contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, vocati alle produzioni tipiche? Pensiamo al Piantone di Falerone, dove, tra l'altro, c'è anche il teatro romano e quella è la terra della dieta mediterranea.
L’emendamento 1/7 tende ad assicurare la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle norme antinfortunistiche. Se voi prendete la legge, all'articolo 1, comma 1, lettera e), dice: “Valorizzare iniziative aziendali finalizzate al benessere dei lavoratori e dei loro familiari”. Ma tra gli elementi del benessere del lavoratore l'esigenza primaria è la sicurezza sul lavoro. Quello che va nei campi o nell'agriturismo a coltivare i prodotti ci deve andare in sicurezza o no? Quindi è un principio che dobbiamo tutelare.
Se questo venisse approvato, l’1/8 lo ritiro. Poi, ce n'è un altro che allo stesso modo è un principio generale che posso ugualmente ritirare.
Poi c'è un subemendamento condivisibile del Consigliere Marinangeli.
PRESIDENTE. Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Cesetti. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Nella sostanza il Consigliere Cesetti li ha già esposti. Diciamo che li troviamo condivisibili. In alcuni casi riteniamo che siano pleonastici, alcuni aspetti che il Consigliere Cesetti magari vuole puntualizzare.
Questo non vuol dire che votiamo contro, li accettiamo. Come, ad esempio, quando parliamo di rispetto delle norme antinfortunistiche e di assicurare la sicurezza sul lavoro: è evidente che è qualcosa che già altre leggi impongono e prevedono, quindi riteniamo che sia pleonastico in questo senso, condividendo pienamente il contenuto e il concetto. Poi, se lo vogliamo approvare per renderlo ancora più evidente, quasi evidenziato, lo possiamo fare tranquillamente. Questo è un po' il senso.
Sul discorso della dieta mediterranea, faccio anche una puntualizzazione, dicendo che noi abbiamo presentato una proposta di legge di rettifica della legge fatta nel 2018, la legge n. 14, dove sostanzialmente andiamo a puntualizzare alcuni elementi oggettivi che riteniamo importanti proprio per la loro storicità, concretezza e realtà.
Laddove parliamo di Comuni che si sono contraddistinti in particolare su questo tema, penso ad esempio al Comune di Magliano di Tenna - e non ne faccio una questione territoriale, attenzione, ma di vanto per la Regione Marche, perché sono dati veri e oggettivi - dove è nato il professor Fidanza, che è stato il braccio destro di Ancel Keys, che ha lavorato sul discorso della dieta mediterranea, ed al Comune di Montegiorgio, dove abbiamo la possibilità di mostrare un monitoraggio effettuato su circa 900 soggetti in un arco di tempo abbastanza lungo sulla bontà della dieta mediterranea e soprattutto sullo stile di vita di questo territorio.
Ecco, partendo da questi elementi, abbiamo ritenuto di inserirli in quel contesto per rendere ancora più credibile e collegare questa legge che facciamo oggi.
Ecco l'ulteriore organicità e connessione tra le varie cose.
Lo facciamo, tra l'altro, anche qui cercando di accelerare. La legge la porteremo, credo, nel prossimo ordine del giorno del Consiglio della prossima settimana, inserendola nel milleproroghe, quindi come integrazione della legge fatta nel 2018.
Quindi lo possiamo votare integralmente.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 1, come ha detto il Consigliere Marinangeli, che voglio ringraziare pubblicamente per l'apertura e la disponibilità dimostrate anche nell'accogliere gli emendamenti del Consigliere Cesetti, ha ben illustrato quelli che sono i principi e le finalità della legge.
Ma le tre strategie citate, ovvero la From farm to fork, One Health e il Piano nazionale della prevenzione, partono dalla consapevolezza che la salute è il bene primario da tutelare e che, per farlo al meglio, bisogna essere consapevoli di tutta una serie di cose che non sto qui a ripetere. Però quelli enunciati sono sì principi condivisibili.
Quello che lamentiamo è l’assenza di un collegamento esplicito tra la garanzia della salute pubblica e l'obiettivo dichiarato della valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita.
L'elemento principale da cui si doveva partire era quello di garantire, come ha detto giustamente anche il Consigliere Biancani, il personale, i mezzi e le attrezzature a tutti gli enti del Servizio sanitario regionale.
Per tutti questi motivi, anche se gli emendamenti dovessero essere accolti, e questo comunque rimane un gesto positivo di cui do atto pubblicamente, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/2 a firma del Consigliere Cesetti. Decaduto.
Emendamento 1/3 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/4 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/5 a firma del Consigliere Cesetti. Ritirato.
Emendamento 1/6 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. L'altro è evidente che diventava pleonastico se erano approvati quelli di prima e probabilmente…, quindi ha una sua coerenza. È ovvio che qualche volta sono a scalare.
Questo invece è importantissimo perché è il principio di preservare le aree agricole di pregio contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, vocati alle produzioni agricole.
PRESIDENTE. Emendamento 1/6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/7 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Questo ci tengo, Presidente, perché ha detto il Consigliere Marinangeli, in questo caso sbagliando, che è pleonastico e ridondante.
Qui si dice: valorizzare le iniziative aziendali finalizzate al benessere dei lavoratori e dei loro familiari, nonché ad assicurare la loro sicurezza sul lavoro ed il rispetto delle norme antinfortunistiche.
Questo è un emendamento centrale in un Paese come il nostro, dove ci sono centinaia, migliaia, ahimè, di morti sul lavoro, anche in agricoltura purtroppo, e di infortuni.
Allora, mettere questo principio significa investire in quella direzione, significa investire nella formazione degli stessi lavoratori, nella formazione delle aziende; significa, ad esempio, non dare finanziamenti a quelle aziende che non rispettano quelle norme antinfortunistiche o che magari non fanno la formazione antiinfortunistica.
Significa, quando si destinano delle risorse, poter dire: io vi do delle risorse per il benessere dei lavoratori. Immaginiamo il rapporto tra l'ambiente di vita e di lavoro, per le donne, le donne che hanno figli piccoli, tutte queste cose qua. Gli diciamo che una parte di quelle risorse deve andare verso la formazione.
Questo è fondamentale. Un emendamento di questo tipo è importante per dare un'importanza anche al testo normativo ed è importante anche alla luce del fatto che un identico emendamento non è stato approvato in quell'altra legge.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Velocemente, per dire che lo accogliamo, per sottolineare ancora di più l'importanza del discorso legato alla prevenzione e a quelle che sono le norme antinfortunistiche.
Approfitto, perché parliamo anche qui di prevenzione, per rispondere al Consigliere Biancani. Poi non ho avuto il tempo, ma parliamo di prevenzione, quindi è congruo rispetto a questo emendamento.
Volevo precisare, quando parlava di uffici di prevenzione senza soldi, eccetera, che gli uffici si sono confrontati preventivamente sulla proposta di legge. Ribadisco un altro aspetto importante: tutti i colleghi dei vari settori che sono stati coinvolti in questa multisettorialità hanno integralmente condiviso e convenuto sull'utilità di una proposta di legge di questo tipo. A ribadire che il concetto estensivo e di coinvolgimento dei vari settori è stato efficace sin dal primo momento.
PRESIDENTE. Emendamento 1/7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/8 a firma del Consigliere Cesetti. Ritirato.
Emendamento 1/9 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Subemendamento 1/10/1 a firma del Consigliere Marinangeli, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Marco MARINANGELI. Il subemendamento, considerando la condivisione della proposta emendativa del Consigliere Cesetti, lo condividiamo e facciamo, se vogliamo, questa variazione, sostituire la parola “morale” con “sociale” perché pensiamo che questa dicitura, che è stata apposta in questo comma, sia una citazione dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) in cui effettivamente si parla di questo benessere, con il quale si intende l'insieme degli elementi connotanti la qualità della vita umana, ovvero il benessere fisico, mentale e sociale e non morale, quindi ci conformiamo alle indicazioni dell'Oms e votiamo favorevolmente.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Per anticipare il voto favorevole, visto che il Consigliere Marinangeli ha votato favorevolmente l'emendamento del Consigliere Cesetti. Ci sembra giusto ed intellettualmente onesto votare favorevolmente anche il subemendamento.
PRESIDENTE. Subemendamento 1/10/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/10 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Telegrafico. E’ appunto un principio dell'Oms che come tale va inserito.
Tra l'altro voglio dire che sono d’accordo sul suo emendamento che chiarisce meglio. L’emendamento l’ho tratto dalla identica legge della Regione Abruzzo.
PRESIDENTE. Emendamento 1/10. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Emendamento 1/11 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Abbiamo 2 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Telegraficamente. Richiamo sull’articolo 2, visto che molto opportunamente la legge all'articolo 1 richiama la Costituzione, gli articoli 9 e 41 della Costituzione all'esito della riforma della legge costituzionale del 2022, che mette la tutela dell'ambiente tra i principi generali all'articolo 9 e la richiama anche nell'articolo 41, che dice che l'attività economica non si può svolgere in contrasto con l'ambiente. Quindi corre l'obbligo di ribadirlo anche nell’articolo 2.
L'altro emendamento, coerente in parte con quanto già in precedenza approvato, prevede che si promuova lo sviluppo sostenibile e si assicuri la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Questa non è altro che la dicitura del terzo comma dell'attuale articolo 9 della Costituzione, così come modificata dalla legge costituzionale del 2022.
Credo che, come c'è il richiamo all'OMS, il richiamo al dettato costituzionale sia assolutamente utile perché, ovviamente, la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è un aspetto centrale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Per ribadire che accettiamo e condividiamo gli emendamenti, ma anche per sottolineare che, alla fine dei conti, mi sembra di capire che questa non sia una legge vuota come qualcuno l’ha definita.
PRESIDENTE. Emendamento 2/1 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Aggiungere il voto favorevole del Consigliere Cancellieri.
Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Ovviamente la legge viene resa accettabile dai miei emendamenti. per farvi fare una discreta figura, diciamo, non come la figuraccia che ha fatto la legge Giunta/Serfilippi. Anche stamattina ho ricevuto quattro telefonate di architetti, ingegneri, una roba che non si guarda. Quindi, almeno questa sotto l'aspetto formale viene resa accettabile, ma resta il fatto che nella sostanza è accettabile, ma non è condivisibile.
PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 2, di fatto, descrive le linee strategiche attraverso le quali verranno realizzate le iniziative sostenute dalla legge.
In particolare, al comma 1 si richiama l'approccio interdisciplinare e i settori coinvolti; nel comma 2 viene ribadito il principio della partecipazione e del coinvolgimento dei vari soggetti che già operano nei settori di interesse della legge; nel comma 3 si riprende il principio dell'integrazione degli strumenti di programmazione regionale nei diversi ambiti settoriali con le finalità della legge.
Ma il nostro voto sarà, anche in questo caso, contrario perché, anche se l'approccio partecipativo, integrato e interdisciplinare è condivisibile, risulta assente la parte legata al mondo del lavoro, in termini di dignità e stabilità del lavoro, garanzie di sicurezza per i lavoratori, misure per favorire l'accesso di giovani e donne, tanto per citarne alcuni.
Tutti questi aspetti, a nostro avviso, non devono essere assolutamente esclusi.
PRESIDENTE. Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3.
Emendamento 3/1 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 3 “istituisce la rete regionale per la valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e indica le categorie di soggetti che possono parteciparvi. Alla Giunta è attribuito il compito di definirne il funzionamento e i criteri per la partecipazione. Si tratta di una rete composta da soggetti già impegnati sul territorio regionale sui temi oggetto della presente legge”. L'articolo prevede inoltre la realizzazione di un logo identificativo.
Questo articolo ci lascia perplessi sotto diversi punti di vista.
Allo stato attuale non si conoscono le modalità di funzionamento e i criteri di partecipazione alla rete, perché verranno definiti con un successivo atto di Giunta. La natura degli accordi promossi e stipulati dai soggetti aderenti, la natura e i contenuti degli obiettivi dichiarati, anche questi, non ci convincono.
Non è chiaro, inoltre, l'iter che seguirà la creazione e le successive modalità di concessione del logo, perché il tutto viene rimandato ad un futuro regolamento di Giunta. Sappiamo solo che ci costerà caro, tanto caro: 400.000 euro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Allora, Presidente, in merito a questo punto, sarà la Giunta a definire nel dettaglio il regolamento, ma vogliamo subito ribadire ed evidenziare che sarà un tavolo aperto, perché l'obiettivo è quello di mettere attorno a questo tavolo più attori possibili che possano dare un contributo all’obiettivo che deve accomunare, cioè l'individuazione e la definizione della Regione Marche come terra del benessere.
Questo non vuol dire solo ed esclusivamente benessere, miglioramento della qualità della vita dei cittadini, miglioramento della qualità del lavoro e quindi della produttività del lavoro, sviluppo economico di comparti importanti come quello agricolo e quello commerciale, ma vuol dire anche turismo.
Vuol dire anche offrire la possibilità, attraverso il logo che qualcuno all'inizio ha definito, non mi ricordo come, ma in maniera direi abbastanza offensiva, riducendo la legge ad un logo, di avere un elemento identificativo che possa trascinare, veicolare e promuovere la nostra Regione per sviluppare anche e soprattutto il comparto turistico.
Non ultimo, il fatto che soggetti residenti in altre regioni possano decidere di venire a lavorare nelle Marche.
Ultimo, e chiudo, il discorso delle risorse. Ci imputate sempre il fatto che facciamo delle leggi senza contributo economico, senza stanziamento di risorse finanziarie, oggi che mettiamo in campo delle risorse per un'operazione di sensibilizzazione, dove coinvolgiamo tutti, e noi su questo dovremmo essere tutti d'accordo, ci contestate una cifra ritenuta troppo alta.
PRESIDENTE. Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma del Consigliere Cesetti, ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Fabrizio CESETTI. Presidente, siccome nella scorsa legislatura quest'Aula ha approvato la legge sulla dieta mediterranea e voi qui istituite un tavolo multisettoriale per la definizione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e ci sono un'infinità di soggetti all'interno di questo tavolo, istituito entro 60 giorni con decreto del Presidente della Giunta regionale, di cui fanno parte l'Assessore competente, il dirigente, i rappresentanti delle strutture, eccetera, io inserisco anche un rappresentante del Comitato regionale per la tutela e la valorizzazione della dieta mediterranea, già previsto dalla legge regionale 17 maggio 2018, n. 14.
Credo che sia un'opportunità. Il Consigliere Marinangeli se ne era dimenticato, io glielo ricordo con l'emendamento. Lui, intelligentemente e opportunamente, più del Consigliere Serfilippi, che fa valere la ragione della forza dei numeri, accoglie questi emendamenti perché sa che rappresentano un’opportunità, fermo restando che, alla fine, io voto contro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Puntualizzo che non mi sono dimenticato, ma l'articolo è talmente aperto che oggi diamo la possibilità di aderire a quel tavolo ai soggetti che non menzioniamo.
Quindi, se questo serve ulteriormente per precisare e mettere in evidenza la presenza del Laboratorio Piceno della dieta mediterranea, mi trova assolutamente d'accordo, a tal punto che, nella variazione di cui parlavo precedentemente, abbiamo già inserito la presenza nel tavolo di un esponente del Comune di Montegiorgio, di un esponente del Comune di Magliano di Tenna e di un esponente del Laboratorio Piceno della dieta mediterranea.
Quindi, a ribadire che è un percorso che abbiamo già fatto. Lo vogliamo ribadire? Mettiamolo anche qui.
PRESIDENTE. Emendamento 4/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L'articolo 4, come hanno già detto i Consiglieri Cesetti e Marinangeli, istituisce il tavolo multisettoriale per la promozione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita e ne definisce le modalità, i tempi di costituzione, la composizione e le funzioni.
Al comma 4 viene stabilito che la partecipazione ai lavori del tavolo è a titolo gratuito e che non sono previsti né compensi né rimborsi spese.
Ora, analizzando questo articolo, viene subito da segnalare che le linee guida per promuovere le Marche come terra del benessere e qualità della vita potevano, anzi dovevano, essere già inserite in questa proposta di legge e rimesse alle valutazioni dell'Assemblea legislativa, che per sua natura è chiamata a legiferare e a predisporre la cornice normativa entro la quale poi i tecnici sono chiamati a muoversi.
In questo caso succede proprio il contrario, quindi non ce ne abbia la Giunta, ma non condividiamo la scelta di delegare un argomento così delicato e strategico a un tavolo tecnico e non politico, un tavolo, peraltro, dove i commensali sono tutti componenti della Giunta o interni alle strutture tecniche interessate ai temi della legge.
Quindi qui, proprio su questo articolo, cade, a mio avviso, tutta l'impostazione di condivisione, multisettorialità e interdisciplinarità che questa proposta di legge contiene nelle sue promesse; quindi, quando si tratta di dettare le linee guida, assicurare l'integrazione, il coordinamento delle politiche e degli strumenti di programmazione, esprimere un parere sul programma elaborato dalla Giunta, individuare una metodologia di valutazione integrata con i sistemi di sorveglianza, la Giunta Acquaroli vuole fare da sola, non se ne abbiano le università, gli enti di ricerca, gli istituti scolastici, le varie associazioni di rappresentanza delle categorie produttive, le organizzazioni sindacali...
PRESIDENTE. Articolo 4, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Ci sono 2 emendamenti. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, Presidente, uno riguarda la soppressione della parola “considerato”, credo che migliori il testo, però lo ritiro, l’altro, il 5/2, dice che dopo le parole “equo, sano” sono inserite le seguenti: “coerente con la dieta mediterranea”, anche questo è una conseguenza dell'altro, precedente, quindi lo mantengo.
PRESIDENTE. Emendamento 5/1 a firma del Consigliere Cesetti. Ritirato.
Emendamento 5/2 a firma del Consigliere Cesetti. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. L’articolo 5, ai commi 1 e 2, definisce le modalità e le tempistiche di adozione del programma regionale triennale, nel quale sono indicate le iniziative e gli interventi che potranno essere realizzati.
Il comma 4 prevede le azioni che potranno essere attivate dalla Regione nelle more dell'istituzione del tavolo multisettoriale.
Il comma 5 stabilisce, infine, che alcune delle finalità di cui alla legge siano in capo all'Agenzia per l'innovazione nel settore agroalimentare e per la pesca.
Ora, anche qui, manca l'indicazione delle forme, dei contenuti e delle modalità con cui si dovrebbe realizzare il coinvolgimento dei soggetti della rete regionale prevista al precedente articolo 3 e quindi, anche per questo motivo, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE. Articolo 5, così come emendato. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Su questo mi delega la relatrice. Vede, Consigliere Serfilippi, lei riesce a prendere il treno grazie al Consigliere Marinangeli, che, siccome ha capito, ha migliorato la legge e, come si dice, ha evitato di portarla per le lunghe, quindi lei il treno lo prende grazie a lui, mentre lei ci ha messo 10 giorni per fare una legge.
Questo articolo andrebbe estrapolato, perché che facciamo? Tra le tante giornate delle Marche pure la Giornata del benessere e della qualità della vita? Mi sembra esagerato.
Presidente, va a finire che tutti i giorni c’è una ricorrenza. Alla fine non ce la facciamo più, ogni giorno diventa una ricorrenza. Ci stanno i santi, le feste, adesso pure la Giornata del benessere e della qualità della vita, dopo ci dobbiamo andare!
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Questo passaggio va sottolineato. C'è la secolarizzazione della società. Una volta ci si affidava effettivamente ai santi, ogni giornata aveva un santo e un santo proteggeva una particolare condizione di vita. Nella secolarizzazione i santi sopravvivono nell'immaginario collettivo, però sono un po' messi a latere e ci sono tutti i santi civili, le giornate civili.
Sono d'accordo con lei, stiamo esagerando. A parte queste, dove ci possono essere occasioni per comunicare una particolare condizione, un particolare stato, eccetera, però a questo punto ogni seduta sarebbe intralciata da una particolare giornata, ogni Commissione dovrebbe cominciare con una “santificazione”.
A parte questa legge, che è stata approvata in Commissione e deve andare avanti, dico a me stesso e a tutti gli altri: le giornate scegliamone solo alcune, sennò troppi santi e troppe celebrazioni.
PRESIDENTE. Articolo 6. Lo metto in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Anche qui, velocemente, perché lo voglio dire, non perché ho voglia di parlare.
La clausola valutativa: la Giunta regionale informa il Consiglio-Assemblea legislativa regionale sull'attuazione di questa legge e sui risultati da essa ottenuti. Non ho mai visto una volta in cui l’Assemblea, in 3 anni, sia stata informata sull'attuazione delle leggi. Siamo stati informati, ad esempio, stamattina, però ci torneremo, sulla legge di riordino del Sistema sanitario regionale, sui danni che ha fatto. Lo dice il quella legge di riordino. Lo dice in un articolo di oggi il Direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, il DEG di Torrette, lui che ha scritto quella legge.
Voi dite: che c'entra? C'entra questo perché se mettete questa clausola, poi la dobbiamo rispettare. Siccome voi non la rispettate, è inutile inserirla e noi votiamo contro.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Che noi non la portiamo in Consiglio sarà tutto da vedere, però credo che sia un atto di democrazia, un sistema per monitorare un percorso ed eventualmente per dare dei giudizi e migliorare la strada intrapresa.
PRESIDENTE. Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 8. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Trattandosi di un importo consistente, molto consistente mi verrebbe da dire, sarebbe stato opportuno declinare meglio gli impegni, magari anche con un allegato tecnico di dettaglio, cosa che non è stata fatta e che reputiamo molto grave.
Venire in Aula con una copertura di legge è più che auspicabile, quindi non è che vi diciamo bravi perché l'avete prevista. Dopodiché, sono risorse che appartengono ai contribuenti marchigiani e non devono essere sprecate.
Personalmente ho fatto dei loghi, ho visto imprese che si sono registrate, ma mi chiedo: di che razza di logo parliamo, se l'importo a carico di Regione Marche è di 800.000 euro in 2 anni?
Magari mi si può rispondere che verranno destinate ad iniziative promozionali, alla giornata dedicata, però a questo punto rispondo: va anche bene, ma che cosa rimarrà per gli interventi del programma triennale?
In genere, la domanda che vi facciamo è: cosa rimarrà di concreto per garantire ai marchigiani la salute, il lavoro, la sicurezza, un ambiente in cui vivere bene e a lungo, i diritti, con questa proposta di legge? Quindi, anche in quest'ultimo articolo, il nostro voto non può che essere contrario.
PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo metto in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bilò.
Mirco BILO’. Grazie, Presidente. Con questa legge creiamo le condizioni per far sì che la Regione Marche diventi la regione del benessere e della qualità della vita, con evidenti vantaggi sotto il profilo sociale, lavorativo, economico e culturale.
La proposta di legge promossa dall'Assessore all'agricoltura Antonini vuole incoraggiare uno sviluppo armonico e sostenibile dell'essere umano, della natura e dell'ambiente, promuovendo stili di vita sani e consapevoli.
Si è avuto un approccio culturale che abbraccia conoscenze e competenze, coinvolgendo diversi settori, tra cui l'alimentazione, la filiera agroalimentare, la salute, il welfare, l'industria e la formazione, con l'obiettivo di certificare le Marche come regione antistress, dove si vive bene e a lungo, favorendo l'educazione alimentare attraverso la prevenzione nel campo sanitario.
Chiaramente ci aspetta un grande lavoro e sarà importante fare questo tutti insieme.
Ringrazio tutte le associazioni di categoria e tutti gli attori coinvolti nelle audizioni in Commissione e per questo voglio ringraziare il Presidente Putzu, i Commissari tutti, il relatore di maggioranza e quello di minoranza, i dirigenti, i funzionari che hanno portato il loro contributo, fatto di professionalità e competenza.
Concludo ringraziando l'Assessore all'agricoltura Antonini per aver dato ascolto alle diverse sensibilità nella nostra regione, perché si accolgano alcune finalità europee che rafforzano le nostre strategie turistiche e promozionali.
Il voto del gruppo Lega è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Ringrazio il capogruppo Mangialardi che mi ha delegato a intervenire sul voto finale.
Come ho più volte ribadito nel corso dei miei interventi, come lo hanno fatto anche i miei colleghi, il limite che il gruppo del Partito Democratico evidenzia è che questa proposta di legge non rappresenta affatto uno strumento capace di incidere concretamente sul miglioramento delle condizioni effettive di vita dei marchigiani e che si riduce quindi all'ennesimo marchio registrato, un bollino utile solo alla propaganda politica.
Questo è stato ancora più evidente, lo dico, dopo aver ascoltato gli interventi di tutti. La dichiarazione “Marche regione antistress”, secondo me, è una delle più clamorose.
Insomma, è una bandierina che sventola sul nulla questa proposta di legge, quindi il nostro voto non può che essere convintamente contrario.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Grazie al relatore di maggioranza, Consigliere Marinangeli, grazie alla relatrice di minoranza, Consigliera Bora, per il lavoro che hanno svolto, ma soprattutto grazie al Presidente Putzu, che è sempre inclusivo e, come gruppo Rinasci Marche, ci informa e ci dà tutte le comunicazioni di Commissione che permettono anche a un gruppo piccolo come il nostro di poter essere presente e di poter fare anche un intervento.
A questo titolo, noi che siamo sensibili alla politica del fare, noi che ci uniamo a volte alle forze anche di maggioranza su una legge che può rappresentare un ulteriore intervento per valorizzare l'agroalimentare, come dal testo riporta la proposta, per agevolare la promozione di diete sane, che migliorano quella che è la qualità della vita, riteniamo che già le Marche rappresentino un’eccellenza a livello mondiale.
Questa regione può dire la sua anche a livello nazionale. Questo l'ha dimostrato recentemente, qui ad Ancona, alla presentazione dei vini della nostra regione, che hanno avuto risultati eccellenti, con una qualità eccellente.
Il nostro gruppo esprimerà un voto di astensione che guarda anche al futuro., sostenendo una posizione che va nella giusta direzione, perché il voto di astensione guarda a quello che accadrà nei prossimi mesi. Sarà uno stimolo per creare un sinergia tra il pubblico e il privato, in termini di educazione, sensibilizzazione, formazione e implementazione delle linee guida strategiche, secondo un approccio multidimensionale e integrato anche con la nostra salute.
Perché il benessere che abbiamo dalla nostra alimentazione ci porta a prevenire. Purtroppo, abbiamo una sanità che deve ancora migliorare, quindi, attraverso l'alimentazione possiamo essere noi partecipi della prevenzione di problematiche che spesso non riusciamo a prevenire.
Questa legge va anche incontro al lavoro, all'agricoltura, al turismo, alla cultura e allo sport.
Concludendo, ben venga l'istituzione della rete regionale delle Marche come terra del benessere e la realizzazione di un tavolo multisettoriale che, come previsto dagli articoli 3 e 4, riguarda questo tema.
Infine, la programmazione triennale, le competenze e le finalità in capo all'Agenzia per l'innovazione del settore agroalimentare, per l'agricoltura e la pesca, l'AMAP, che ci ha visto protagonisti in Commissione in alcuni emendamenti e anche nel sostegno di quel tipo di legge. Sono specifiche le funzioni più pertinenti dell'Agenzia e l'Agenzia può essere anche a sostegno di questa legge.
Sarà nostro compito verificare che il Consiglio di amministrazione dell'AMAP vada nella giusta direzione. Sarà nostro compito, come Rinasci Marche, verificare che questa legge vada nella giusta direzione e, per questo motivo e per tutti i motivi che abbiamo detto, oltre a ringraziare il relatore e la relatrice e chi ha lavorato su questa legge forse più di noi, ringrazio anche il gruppo consiliare che mi dà la possibilità di parlare perché comunque il nostro gruppo, su questi temi, non si tirerà mai indietro e guarderà sempre al futuro. Guarderà alle azioni corrette , guardo il Presidente Acquaroli, che farà questa amministrazione e se andranno nella giusta direzione, vedranno, come in questo caso, il nostro voto di astensione che guarda al futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. La legge ci convince. Le iniziative finalizzate alla valorizzazione delle Marche come terra del benessere e della qualità della vita sono già un titolo suggestivo, perché le cose accadono per emozioni e suggestioni. Se noi riusciamo a far passare nella comunicazione questa legge…, che è fatta bene, che guarda al futuro, alla transizione verso un sistema alimentare ecosostenibile, sano e rispettoso dell'ambiente, e a dei modelli produttivi innovativi e sostenibili, a partire dal settore primario, nonché alla qualità della vita.
Tra le tante cose che ho fatto un po' strane nella mia vita, 25 anni fa insegnai al CET (Centro Europeo di Toscolano di Mogol) e diventai amico di Mogol, che è un salutista. Qualche giorno fa - lo dico al Consigliere Cesetti - sono andato al Teatro di Montegiorgio perché Mogol presentava un libro sulla salute e sugli stili di vita, con due testimonial famosi.
Mogol, ha scritto un libro per dire a tutti che il cibo nutre la salute, a tavola- poi siamo andati nel suo ristorante preferito, penso che sia della sua zona, e mi ha detto: “Ricordati che io ho parlato col professor XY, che è un luminare di gastroenterologia, una persona molto importante, la quale sostiene che la nostra salute sia condizionata dall'ambiente (fatto assolutamente ormai accertato), dal cibo (ormai accertato) e da come ci comportiamo noi fisicamente.
Questi tre elementi, secondo Mogol, che recepisce informazioni da persone a cui lui ha accesso - ovviamente lo vanno a salutare persone importanti - diminuirebbero la spesa sanitaria del 70%. Mi sembra un po' alta come percentuale, ma secondo me, in effetti, cibo, ambiente e attività fisica non dico che dimezzerebbero la spesa sanitaria, ma certamente la ridurrebbero. Il dottor Cancellieri, che è qui, forse lo può asserire, considerato che vede la sanità di base. Cambierebbero molto e farebbero anche risparmiare tanto.
Questa legge, secondo me, è opportuna. Non è vero, Consigliere Biancani, che è l'acqua calda, che è la legge dell’ovvio. Sarà anche la legge dell'ovvio, ma intanto l'abbiamo fatta. È come quando dite: "Le opere pubbliche noi del PD le abbiamo pensate tutte". Forse è vero, però non le avete fatte, gli altri le hanno pensate.
Questa legge, che poi probabilmente sarà da rivedere, come tutte le cose, non è una santità, però è una legge che crea un tavolo, coinvolge le organizzazioni, le filiere alimentari, le organizzazioni turistiche, quelle del commercio e della distribuzione. Ha un obiettivo giusto.
Anzi, visto che ci siamo, poi, quando sarà il momento, chiameremo Mogol che, quando gli farò vedere questa legge, dirà: “Vedi che non siamo solo qui a chiacchierare, le facciamo le cose”. È una cosa fatta bene. Il libro sta per uscire nelle librerie, ancora non è uscito, ed è molto interessante.
Cito sempre Repubblica, che dice: “500 consigli per stare bene in salute, parola di Giulio Rapetti”.
Non è il titolo di una canzone, ma il tema del libro che, a 86 anni, sta scrivendo e parla soprattutto delle condizioni che ti mantengono bene in vita.
Che lui fosse particolare… Quando insegnavo, alla fine degli anni Novanta, nel suo centro, alla scuola dei 20, che era a numero chiuso, 20 per anno, ho conosciuto vari cantautori e alcuni sono diventati famosi. Lui, per mantenere fede al suo principio di vita, aveva in ristrutturazione un pezzo di un castello che aveva comprato, a un certo momento bloccava tutti i muratori, dovevano smettere di lavorare e dovevano fare un'ora di calcetto con lui.
A parte queste cose che sono anche un po' curiose, credo che sia buona la legge che questa Regione ha fatto.
L'Assessore Antonini, lo voglio citare, l'ha presentata ed ha rinunciato ad essere presente e a conquistare il suo momento di gloria. Ringrazio il relatore di maggioranza Marinangeli ed il Presidente Putzu, che ha portato avanti la legge, che oggi approviamo.
Sono stupito, e concludo, dell'atteggiamento del PD: abbiamo approvato tutti i suoi emendamenti e adesso vota contro. Boh!
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 212, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 163
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Disposizioni regionali per la promozione e la valorizzazione dei viaggi della memoria
(iscritta ai sensi del comma 13 dell'articolo 86 del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 163 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Siccome questa legge è stata iscritta ai sensi del comma 13 dell'articolo 86 del Regolamento, chiedo al Consigliere se vogliamo svolgerla o se torna in Commissione, come è stato detto questa mattina nella Conferenza dei Presidenti di gruppo. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Presidente, c'è questa e ce n'è anche un'altra, la proposta di legge alle Camere. Ne parlavo stamattina col Presidente Marinelli.
Noi spesso siamo costretti a fare queste richieste, mentre le leggi della maggioranza vengono addirittura iscritte d'urgenza, l'abbiamo visto, quella del Sottosegretario ed altre. Altre vengono portate legittimamente, ma io credo che debbano essere esaminate anche le leggi dell'opposizione e io sono un esponente dell'opposizione. Poi, ovviamente, mica devono essere votate, a me, ripeto, non me ne viene nulla se vengono votate o meno.
Allora, noi abbiamo fatto la richiesta di iscrizione per questo, perché si decida su questa legge. Ne parlavo stamattina con il Presidente Marinelli, che se mi assicura che queste due proposte di legge, sia questa che l'altra, verranno esaminate in Commissione...
No, Consigliere Putzu, non mi deve dire sì per farmi contento, perché dopo la rifaccio. E dopo, Consigliere Putzu, che succede? Succede che quando si discuterà la legge omnibus, faccio storie, nel senso che le metto lì, le inserisco lì, faccio gli emendamenti e perdiamo tempo. Se mi dite di no, a me non interessa, a me interessa il principio.
Il Partito Democratico, in questo caso, ha presentato due proposte di legge, una sui viaggi della memoria, che mi sembra anche abbastanza importante, e l’altra, di invio alle Camere, sulla sospensione dei termini processuali, che non possiamo fare noi, ma possono fare le Camere. Mi è stata sollecitata molto tempo fa da molti avvocati ed anche da Consigli dell'Ordine e per questo l'ho fatta.
Su questo noi vogliamo sapere che cosa pensa la maggioranza. Se la maggioranza dice di no, va bene, però lo vogliamo sapere a tempo debito.
Per concludere, se il Presidente Marinelli mi assicura, senza ulteriori richieste, non adesso, che c'è la sessione di bilancio, ma a gennaio, alla ripresa, che queste due proposte di legge verranno esaminate dalla Commissione e licenziate - poi possono essere licenziate anche con il voto contrario, qual è il problema? – le rimandiamo in Commissione. Sono d'accordo perché se il Consigliere Marinelli mi dice di sì, io so che è di parola, quindi mi va bene.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Solo per confermare quanto detto dal Consigliere Cesetti. Quindi c'è l'impegno di portarla appena riprenderanno i lavori dopo la pausa.
Quello che dico al Consigliere, e l'ho già detto anche stamattina, è che, per tranquillità, nella prima Commissione che facciamo, o al più tardi nella seconda, se me ne parla, la inseriamo. Se mi dovessi dimenticare, l'impegno è anche da parte sua di sollecitarmi e noi la iscriveremo.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Va bene, Presidente. Come ricordava il mio capogruppo, sono sicuro che con il Consigliere Marinelli questa legge non farà la fine di quella sul fotovoltaico, che sta ferma lì.
PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 165. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di deliberazione n. 10
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Proposta di legge alle Camere concernente: Modifica all’articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 ‘Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale’”
(iscritta ai sensi del comma 13 dell'articolo 86 del Regolamento interno)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 10 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Rinvio in Commissione della proposta di deliberazione n. 10. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:50