Resoconto della seduta n.137 del 12/12/2023

SEDUTA N. 137 DEL 12 NOVEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 11:35

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 137 del 12 dicembre 2023. Do per letto i processi verbali delle sedute n. 133 del 27 novembre 2023, n. 134 del 28 novembre 2023, n. 135 del 29 novembre 2023 e n. 136 del 5 dicembre 2023, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
È assente giustificato il Consigliere Cesetti.
Prima di iniziare la discussione dei punti all'ordine del giorno, chiedo l'inserimento in via d'urgenza, al punto 5 bis, della proposta di legge n. 15, abbinata alla proposta di legge n. 13.
Iscrizione delle proposte di legge nn. 13 e 15 (abbinate). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti scade alle ore 12:00.
Vi comunico l'assenza giustificata dell'Assessore Aguzzi e l'assenza temporanea del Consigliere Putzu.

Interrogazione n. 1022 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo
“Disponibilità effettiva nel corrente mese di dicembre di tutti i posti letto di cure intermedie e riabilitative ed RSA previsti nell’Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1022 – a risposta immediata – dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Colleghi Consiglieri, con questa interrogazione il Consigliere Biancani solleva il tema dei servizi post acuzie nelle RSA, nelle residenze protette, nella AST di Pesaro. Al di là di ogni risposta che si può fornire sull'argomento, è necessario tener conto dei dati e dei servizi che sono preordinati in quell'area.
I dati sono questi: nella RSA di Sant’Angelo in Vado, su 20 posti letto, 17 sono occupati; nella RSA di Urbania, su 20 posti letto, 17 sono occupati; nella RSA di Macerata Feltria, su 20 posti letto, 20 sono occupati; nella residenza protetta di Sant'Angelo in Vado, su 20 posti letto, 19 sono occupati; nella RSA di Mombaroccio, su 10 posti letto, 10 sono occupati; nella RSA di Galantara, su 20 posti letto, 18 sono occupati.
Il tema delle strutture residenziali è particolarmente rilevante. La Regione ancora non ha redatto il Piano della programmazione di questi posti che, evidentemente, è un atto successivo alla riorganizzazione delle Aziende, in applicazione sia della legge di riforma che del Piano socio-sanitario.
Sappiamo perfettamente che l'invecchiamento della popolazione, l'espandersi di patologie croniche e l'incapacità delle famiglie di assistere le persone hanno fatto aumentare la domanda di questi servizi e, quindi, la Regione dovrà assolutamente programmare degli interventi di allargamento degli stessi.
Tenuto conto di tutto questo, ecco la risposta all'interrogazione: a seguito dell'applicazione della riforma e della redazione del Piano socio-sanitario, in questo periodo si stanno nominando i direttori sociosanitari delle Aziende, che è un'innovazione apportata dalla riforma sanitaria. Attraverso queste figure e attraverso la revisione del percorso che dovrebbe portare gli ambiti territoriali sociali ad avere lo stesso numero dei distretti, misure che sono la conseguenza, il corollario, delle riforme che abbiamo attuato, dovremo avviare l'atto di programmazione di queste strutture.
Su questo tema possiamo anche aggiungere che è di decisiva importanza il problema del tetto di spesa per il personale sanitario che viene impiegato anche in queste strutture e la compatibilità di questi servizi con i temi noti della sanità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ovviamente, come sempre, ringrazio l'Assessore per la risposta. Le segnalo, Assessore, che questa mia interrogazione è nata da un fatto che mi è stato segnalato, che ci sono persone che non vengono fatte uscire dalla struttura per acuti, quindi da Pesaro in particolare, perché non ci sono posti nelle cure intermedie, nella riabilitazione o nelle RSA.
I dati che mi ha dato sono sicuramente importanti. Non mi ha dato, non so se le è sfuggito o non ce l'ha, il dato di Villa Fastiggi, che è importante, perché la gran parte della popolazione pesarese, nel momento in cui è piena Galantara, va a Villa Fastiggi. A Villa Fastiggi mi segnalano che, in realtà, i posti letto sono quasi tutti vuoti, ma ovviamente aspettavo il suo dato.
Ritengo che questi servizi siano importanti e vadano rafforzati perché nella politica della nuova sanità è stato annunciato che sarebbero stati rafforzati i servizi territoriali, quindi quelli legati alle cure intermedie, alla riabilitazione, alle RSA.
Comunque, i dati che mi ha dato dimostrano il contrario, cioè che le strutture, esclusa Villa Fastiggi, sono piene, quindi, da una parte, probabilmente non è per la mancanza di risorse, ma probabilmente le persone rimangono in ospedale per mancanza di posti letto. Il problema, comunque, rimane.
Il tema è che noi non possiamo tenere le persone all'interno dei reparti, allungando le operazioni principalmente legate all'ortopedia o alla neurologia, perché o non ci sono posti letto - e in questo caso sembra che non ci siano perché lei mi ha detto che sono pieni - oppure, come nel caso che mi è stato denunciato, non ci sono le risorse per mandare, in particolare, le persone a Villa Fastiggi, una struttura nuova.

Interrogazione n. 971
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Allarme legionella presso la residenza per anziani ’Collegio Pergolesi di Jesi’"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 971 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, l’assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Nella struttura di Jesi, residenza per anziani Collegio Pergolesi, si è verificato, come raramente accade, ma accade, un fenomeno di esposizione degli utenti e dei lavoratori al batterio della legionella.
A seguito della scoperta di questo fatto, la struttura, che è gestita ed è di proprietà del Comune di Jesi, ha adottato tutte le misure sanitarie necessarie a frenare l'espandersi di questo fenomeno, di questo batterio, ed è stato immediatamente adottato un provvedimento d'urgenza da parte del Sindaco di Jesi, ex articolo 50 del Testo unico degli enti locali.
Il Sindaco di Jesi ha disposto la sospensione momentanea dell'attività della struttura residenziale per anziani fino al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie.
Gli ospiti sono stati trasferiti dal 27 ottobre, in parte presso la Casa di riposo San Biagio di Fabriano e in parte presso la Casa Albergo Le Muse, adiacente alla struttura di San Biagio.
Tra il 21, 22 e 23 novembre si sono svolti i trattamenti sanitari agli impianti idrici e la campionatura delle risultanze. A tutt'oggi si stanno attendendo i risultati di queste operazioni che, naturalmente, richiedono del tempo.
Questi interventi verranno ripetuti e, in attesa di questo trattamento continuo, teso a verificare la sussistenza del batterio, termineranno il 15 dicembre e, naturalmente, a quella data, se dovessero sussistere le condizioni igienico-sanitarie per il ripristino della struttura, questo sarà fatto.
Devo dire che c'è stata una piena cooperazione tra le amministrazioni, quindi tra l'Amministrazione comunale di Jesi e le amministrazioni sanitarie e si è impedito che questo fenomeno potesse portare ad ulteriori conseguenze. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. La ringrazio per la sua risposta, soprattutto per quanto riguarda una data che è previsionale, una data molto vicina, quella del 15 dicembre, come rientro alla normalità per gli ospiti della residenza per anziani Collegio Pergolesi di Jesi.
Come ha detto lei, la presenza della legionella è un caso fra i più imprevedibili e imprevisti per quanto riguarda i nosocomi e le strutture socio-sanitarie, ma ovviamente è un'imprevedibilità che rientra nelle possibilità o probabilità, date le condizioni delle prestazioni che vengono svolte nei nosocomi e nelle strutture socio-sanitarie.
La richiesta dell'interrogazione è avvenuta perché, accanto alla sussistenza delle condizioni di tutela della salute degli ospiti, vi erano anche le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici circa l'espletamento delle loro prestazioni nelle due strutture in cui sono stati trasferiti sia gli ospiti sia gli stessi dipendenti.
A fronte delle difficoltà della riorganizzazione e dell'attuazione delle misure di sicurezza, di controllo e di monitoraggio anche nelle strutture temporanee - come ha detto lei, sono pienamente d'accordo - la collaborazione leale e corretta fra tutti gli enti interessati ha permesso, o sta permettendo, un rapido superamento della difficoltà che si è sviluppata a seguito dell'allarme legionella presso la residenza suddetta, cioè la residenza per anziani Collegio Pergolesi di Jesi.

Interrogazione n. 1024 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Informazioni urgenti sullo stato dei lavori nel ponte all’uscita Galleria del Furlo direzione Fano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1024 – a risposta immediata – del Consigliere Rossi. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Grazie al Consigliere Rossi per questa interrogazione che riguarda un'arteria strategica della provincia di Pesaro e Urbino, in merito ai lavori sul ponte all'uscita della galleria del Furlo, direzione Fano, e alla conseguente riapertura a due corsie della canna Monti-Mare.
Consigliere, ho chiesto ovviamente ad ANAS le informazioni che interessavano la sua interrogazione e ANAS ci riferisce che, come è noto, lungo la Strada Statale 3 Flaminia, nel tratto a quattro corsie, sono in corso i lavori di risanamento del viadotto Pagino, ubicato nelle immediate vicinanze dell'imbocco lato mare della galleria del Furlo.
In dipendenza dell'avanzamento di detti lavori, per ragioni di sicurezza, la segnalazione del cantiere coinvolge anche la tratta della galleria del Furlo, secondo i dettami previsti dal disciplinare tecnico del decreto ministeriale del 10 luglio 2002.
In particolare, allo stato attuale, sono in corso i lavori di risanamento al viadotto Pagino lungo la carreggiata destra, che comportano inevitabilmente l'interdizione della corsia di marcia del limitrofo tratto della galleria del Furlo, con scambio di carreggiata attraverso il bypass presente all'uscita della medesima galleria.
Nell'immediato allestimento di detto cantiere si è accertato il verificarsi di un sinistro che avrebbe potuto avere un esito più gravoso, conseguente all'eccessiva velocità di percorrenza. Detto evento, d'intesa con la Polizia Stradale, ha comportato l'installazione, in prossimità dell'uscita della galleria in direzione Fano, di un rilevatore di velocità e del contestuale box per l'alloggiamento dell'autovelox, che hanno indotto l'utenza stradale ad un comportamento rispettoso dell'attuale limite massimo di velocità, pari a 40 chilometri orari.
In merito alla segnalazione relativa alla segnaletica luminosa d'urgenza all'interno della galleria del Furlo, si precisa che è stata avanzata una richiesta per appositi ulteriori finanziamenti che riguarderanno anche l'adeguamento degli impianti tecnologici, secondo le linee guida ANAS 2009 per la sicurezza delle gallerie.
In merito, invece, alla domanda specifica, ho chiesto, Consigliere Rossi, che ci dessero una risposta un po' più ampia, prendendo in considerazione anche una serie di sue argomentazioni inserite nell'interrogazione.
Per quanto riguarda la tempistica dei lavori sul viadotto Pagino, per gli stessi il termine è previsto per la primavera 2024, in ragione anche della tipologia delle lavorazioni che verranno eseguite.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta.
Sono stato costretto a fare un'interrogazione consiliare perché ANAS, una partecipata pubblica, risponde a un Consigliere regionale che può essere contattata solo tramite il suo addetto stampa e credo che questo sia veramente vergognoso.
Quindi, tramite una PEC, segnalerò questo al Ministero delle Infrastrutture. È assurdo, anche perché da ANAS aspetto altre tre risposte riguardanti il ponte del Candigliano e la pulizia delle cunette sulla SP 257. Qui mi ha risposto, e ho sollecitato di nuovo, perché c’è una convenzione con la Regione, quindi invito l'Assessore Baldelli a far rispettare la convenzione, perché la Regione versa 10.000 euro a chilometro.
È bene che ANAS pulisca le cunette e le mantenga in buono stato, oltre a dare riscontro a una richiesta relativa ad alcuni accessi sempre sulla SP 257. Ecco, non ho ricevuto nessuna risposta.
Questa è un'interrogazione che, come ha detto lei, riguarda i lavori infiniti su questo viadotto. Hanno messo il dissuasore nella galleria e il limite di 40 km/h, pericolosissimo, provoca improvvise frenate. Tra l'altro, nella galleria non vi è la segnaletica luminosa d'emergenza, il che è altrettanto assurdo.
Su questo viadotto, a tutt'oggi, lavorano due persone. Ecco perché i lavori sono eterni e finiranno a primavera 2024.
Se ANAS non mi risponde, io ad ogni Consiglio farò un'interrogazione e porterò a conoscenza le negligenze che vengono commesse e i lavori che non vengono fatti o che vengono fatti male.

Interrogazione n. 1001
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Scuola infermieri di Pesaro quale futuro ci aspetta”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1001 della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In attuazione dei provvedimenti che sono ben noti in quest'Aula per la realizzazione del nuovo Ospedale di Pesaro, sono in corso dei traslochi e dei trasferimenti di servizi e reparti dal complesso che sarà oggetto di lavori.
In particolare, nella palazzina deputata alla formazione degli studenti universitari di infermieristica di Muraglia dovrà essere allocata la struttura che prepara i farmaci oncologici del polo oncologico di Pesaro.
Conseguentemente, da maggio, l'AST ha avviato una procedura ad evidenza pubblica per l'individuazione di locali dove trasferire le aule didattiche. Si tratta esattamente di tre aule didattiche e, conseguentemente, la formazione successiva si svolgerà, in attesa della realizzazione del nuovo plesso ospedaliero, in questi locali che l'Azienda sta individuando attraverso un procedimento ad evidenza pubblica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Noi abbiamo fatto questa interrogazione perché siamo preoccupati, sostanzialmente per tre punti.
Innanzitutto, la scuola, come lei sa, anche durante il Covid, è stata spostata perché lì si dovevano fare le vaccinazioni, quindi ci sono stati già dei disagi per gli studenti. Poi c'è stato un lavoro molto serio da parte dell'amministrazione per agevolare l'utilizzo del trasporto pubblico: sono stati modificati orari e linee per andare incontro alle esigenze degli studenti, c'è una mensa lì vicino, è stata fatta una rete di agevolazioni con gli esercenti della zona. Tutto questo per agevolare gli studenti che, come lei ben sa, hanno bisogno di stare vicino a una sede ospedaliera e soprattutto di utilizzare dei laboratori.
L'ennesimo spostamento ci preoccupa, Assessore, anche perché potrebbe mettere in crisi il sistema formativo che invece sta funzionando bene. Poi, non sappiamo ancora, ad oggi, dove saranno spostati gli studenti che seguono la scuola di infermieristica.
Quindi, sinceramente, non sono soddisfatta. Spero che la soluzione che troverete terrà conto del fatto che devono rimanere lì vicino e che non devono essere spostati troppo distanti dall'ospedale di Muraglia. Grazie.

Elezione di un componente, in sostituzione del dimissionario eletto in rappresentanza delle minoranze assembleari, nel Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica delle Marche (Erap Marche)
(articolo 23, comma 6, della legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un componente, in sostituzione del dimissionario eletto in rappresentanza delle minoranze assembleari, nel Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica delle Marche (Erap Marche). Voto limitato ad uno.
Ricordo che l’Assemblea legislativa nel votare prende atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati.

(Il Consigliere segretario Borroni e la Consigliera Vitri effettuano la chiamata)

Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 29
Schede bianche n. 18
Schede nulle n. 1
Schede calide n. 10

Ha ricevuto voti: Capriotti Giulietta n. 10.

Proclamo eletta componente, in sostituzione del dimissionario eletto in rappresentanza delle minoranze assembleari, nel Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica delle Marche (Erap Marche) Capriotti Giulietta.

Prima di riprendere l'ordine del giorno, comunico che al termine dei lavori invito tutti i Presidenti dei gruppi a riunirsi per valutare l'ipotesi di una diversa data della prossima seduta, la seduta di bilancio. Quindi, al termine della seduta odierna convoco la Conferenza dei Presidenti di gruppo e chiedo la presenza dei Presidenti di gruppo.

Interrogazione n. 1020
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri
“Impatto della revisione PNRR sulle strutture sanitarie programmate nella Regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1020 dei Consiglieri Carancini, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Come ho avuto più volte modo di ripetere in quest'Aula, tutti gli interventi che sono stati deliberati dalla nostra Regione per il PNRR sono stati interamente finanziati, anche con le somme aggiuntive necessarie per far fronte alle maggiori spese che si sono verificate in questi due anni per i materiali da costruzione e i materiali edili.
In particolare, risultano completamente finanziati e si stanno avviando le procedure ad evidenza pubblica per l'assegnazione e la progettazione dei lavori per gli Ospedali di Comunità di Mombaroccio, Cagli, Jesi, Loreto, Chiaravalle, Corridonia, Treia, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto; per la realizzazione delle Centrali operative territoriali di Pesaro, Fano, Urbino, Ancona, Jesi, Senigallia, Fabriano, Macerata, San Severino, Civitanova Marche, Montegranaro, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno; e per le Case della Comunità di Corridonia, Macerata, Petritoli, Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro, Porto San Giorgio, Comunanza, Offida, Ascoli Piceno, Acquasanta Terme e San Benedetto del Tronto.
Voglio aggiungere che non risultano scoperte né strutture né interventi. Voglio ancora una volta sottolineare che le notizie che spesso troviamo sui mass media sono assolutamente infondate.
Ringrazio per questa importante capacità della nostra Regione di coprire tutte le spese, anche con fondi regionali e fondi comunitari, che garantiscono di non eliminare alcun tipo di intervento, valutata l'importanza che le strutture territoriali hanno conseguentemente all'applicazione e all'approvazione del decreto ministeriale 77.
Sappiamo perfettamente che tra le cause endemiche che riguardano la nostra sanità rientra l'accesso improprio ai pronto soccorso, proprio per la carenza di servizi territoriali.
Sempre per la carenza dei servizi territoriali e per la mancata programmazione dei medici, la nostra Regione è stata costretta a finanziare con fondi propri i corsi di specializzazione per tutta una serie di discipline, comprese quelle dei medici di medicina generale.
Ebbene, tutte queste attività e tutti questi investimenti del PNRR sono deputati a potenziare la prossimità della sanità della nostra regione nei confronti di tutta la popolazione.
Quindi, nonostante quanto si è letto sulla stampa nazionale, secondo cui alcune strutture avrebbero dovuto essere riviste nella nostra Regione, questo non è avvenuto.
Voglio anche aggiungere, a questo riguardo, che la revisione e il rapporto che in questo momento il Governo sta tenendo con la Commissione europea riguardano semplicemente i tempi di consegna dei lavori, che anche nella nostra Regione non sono mutati.
Quindi: pieno finanziamento per tutte le strutture, non ne è stata eliminata neppure una, compensazione dell'aumento dei costi dei materiali rispetto al primo progetto ed esecuzione di tutte le opere nei tempi precedentemente stabiliti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Voglio anche aggiungere che, se una sola Regione, per una sola opera o un solo ente pubblico, dovesse rimanere indietro, le condizioni del PNRR farebbero rischiare al nostro Paese addirittura il mancato finanziamento di queste opere, che sono assolutamente indispensabili.
Come dicevo poco fa, ringrazio tutti i dirigenti che si sono alacremente impegnati nella nostra Regione e che hanno consentito questo percorso molto importante, che garantirà alle Aziende di progettare, finanziare e realizzare tutte le opere, ripeto, con tutte le risorse necessarie, anche relativamente all'aumento dei costi dei materiali verificatosi per le note conseguenze derivanti dalla guerra in Ucraina e dalle altre condizioni che il mercato edilizio, anche con il 110%, ha determinato.
C'è stato, per esempio, un aumento del prezzo del ferro del 300-400% e noi abbiamo rifinanziato integralmente tutte le opere. Nessuna di queste strutture verrà tagliata.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare l'Assessore per la precisazione, se ho interpretato bene, che nessuna delle Case della Comunità, nessuno degli Ospedali di Comunità, nessuna COT sarà tagliata rispetto a quanto previsto negli atti deliberativi della Regione Marche da febbraio 2022 a dicembre 2022.
Questo è certamente un dato positivo, una conferma importante. Nonostante ciò, glielo dico, Assessore, non è che i giornali si svegliano al mattino e si inventano le notizie.
Il dato di fatto è che il Governo italiano ha chiesto un ridimensionamento quantitativo delle strutture territoriali, segnatamente Case della Comunità, Ospedali di Comunità e COT. Oggi, oggettivamente, la Commissione europea ha autorizzato, rispetto all'Italia, un ridimensionamento da 1.350 Case della Comunità a 1.038, da 400 Ospedali di Comunità a 307 e da 600 Centri operativi territoriali a 480.
Lei stamattina ci dice e ci conferma che quelli previsti nelle Marche resteranno tali. Per quanto ci riguarda, questa è sicuramente un'informazione positiva, di cui prendiamo atto.
Certo, però, che stamattina avrebbe dovuto anche aggiungere, oltre alle vicende a cui lei ha fatto esplicito riferimento, quali saranno le risorse per mettere in campo i 2.272 operatori sanitari che dovranno lavorare nelle strutture territoriali a cui ha fatto riferimento. Questo è stato oggetto più volte di nostre interrogazioni. Non è chiaro dove verranno reperiti, non è chiaro dove verranno trovate le risorse.
La realtà è che nel 2026, quando scadranno i termini per realizzare queste infrastrutture territoriali, cioè le infrastrutture fisiche, noi rischieremo di lasciarle ferme senza avere la certezza che possano operare in maniera efficiente per i cittadini.
Ecco, questo potrebbe essere oggetto di un suo ulteriore chiarimento che, però, ad oggi, nonostante siano trascorsi molti mesi, ancora non è arrivato. Grazie.

Interrogazione n. 1017 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Biancani, Bora, Casini, Vitri, Ruggeri
“Regolamentazione regionale della pesca dei molluschi bivalvi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1017 – a risposta immediata – dei Consiglieri Carancini, Biancani, Bora, Casini, Vitri, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Buongiorno a tutti. Solamente per dire che sull'argomento sottoposto, oggetto dell'interrogazione, c’è una discussione ormai ventennale e credo che, come è già stato accennato e dichiarato dal Presidente Acquaroli in tempi recenti, abbia assolutamente bisogno di una conclusione.
È nostra intenzione, è nostra volontà, come abbiamo sempre dichiarato, arrivare ad una definizione di ciò che chi ci ha preceduto non è mai riuscito a fare. Sappiamo bene che è un argomento, purtroppo, oggettivamente complesso, che riguarda una parte importante e produttiva della nostra pesca e interessa anche diversi ambiti territoriali. Pertanto, deve essere affrontato con molta attenzione, cercando di raggiungere una decisione il più possibile giusta e compatibile con tutto il sistema normativo che, nel frattempo, si è sviluppato intorno all'argomento.
Ci sono state, come sapete bene, delle sentenze del TAR e ci sono stati anche dei monitoraggi che la stessa Regione ha definito.
Ora manca solo un aspetto, che è quello del Comitato di coordinamento previsto dall'articolo 8, anch'esso ormai, da quasi 20 anni, non attivato. Noi abbiamo questa necessità e questo dovere. Si tratta di un Comitato di coordinamento del quale fanno parte anche i soggetti direttamente interessati alla questione della pesca dei molluschi bivalvi.
Quindi sarà nostra intenzione chiedere e condividere, e su questo siamo già d'accordo con il Presidente della II Commissione, Andrea Putzu, una proroga di almeno 6 mesi da approvare in Consiglio, per costituire il Comitato che doveva essere costituito, che è durato un anno nel 2011, ricostituirlo e arrivare ad una conclusione definitiva della questione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Assessore Antonini, non la riconosco per la sua concretezza. Stamattina, a fine intervento, ci dice che arriverà un'altra proroga. Abbia pazienza, ma non può essere accettato questo tipo di scelta.
Le stesse parole sono state utilizzate lo scorso anno e mi fa specie che lei addirittura additi le amministrazioni precedenti. Voi siete qui da 3 anni e non siete stati in grado di assumere una decisione su una materia così delicata. Avete tutti gli strumenti necessari e non siete in grado di prendere una decisione.
Ma la cosa negativa è che questa è una risposta in politichese, Assessore Antonini. Ribadisco che, dopo 3 anni, avreste dovuto raggiungere tempestivamente una decisione e fare una scelta con gli strumenti a disposizione. Questo, soprattutto, nel rispetto delle tantissime aziende, prevalentemente familiari, che non possono investire, né programmare e non riescono a scegliere neppure il proprio futuro, ammesso che vogliano, al limite, anche vendere.
Questa ulteriore proroga è inaccettabile. Ribadisco, delle due l'una: o non sapete cosa fare oppure continuate a mortificare le tante aziende che lavorano in questo settore. Decidete, prendete il coraggio di decidere.

Interrogazione n. 1023 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“ Inserimento del Cordisco nel Registro Nazionale della Vite”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1023 – a risposta immediata – dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Questo è un argomento molto attuale, però, devo dire, se l'intenzione da parte del gruppo del PD e della Consigliera Casini, di cui riconosco lo stimolo nell'affrontare l'argomento, è di reale sostegno alla discussione, mi trova assolutamente aperto a qualsiasi tipo di confronto, come sempre, anche se fermo e dialetticamente movimentato.
Se, invece, deve essere un modo per strumentalizzare qualcosa che attualmente non ha assolutamente alcun tipo di fondamento, da nessun punto di vista, allora non mi trova d'accordo, perché ad oggi noi abbiamo, proprio per rispetto di un'informazione autentica da dare anche ai produttori e ai consorzi con i quali sono costantemente in contatto, ai viticoltori e ai due consorzi di tutela dei nostri vini, solamente un decreto che dice che è stato riconosciuto come sinonimo del Montepulciano il Cordisco, punto. Non c'è altro. Io leggo che è stato vietato, che verrà vietato, ma non c'è assolutamente nulla. Anzi, vi dico che, al contrario, in Abruzzo lo stesso PD, cinque giorni fa, a firma del vicecapogruppo XY, ha fatto votare una mozione all'unanimità, ripeto, a firma del PD, per la tutela del settore, esprimendo preoccupazione. Loro sono preoccupati perché dicono: va bene il Cordisco, però allo stesso tempo il decreto sull'etichettatura rischia di mettere in serio pericolo il settore vitivinicolo abruzzese.
Quindi, le preoccupazioni in Abruzzo ci sono da una parte del PD, che chiede una cosa, mentre qui da noi si sostiene l'esatto contrario.
Ripeto, non c'è assolutamente nessuna conclusione. Noi stiamo monitorando attentamente la situazione. Non siamo stati coinvolti, come Regione Marche, ma come nessun'altra Regione, in un decreto che rappresenta solamente l'indicazione di un sinonimo, appunto Cordisco, insieme a Montepulciano, che tra l'altro era un vecchio sinonimo, rispolverato, già in uso qualche tempo fa.
Non ci sono assolutamente segnali preoccupanti di alcun genere. Siamo presenti e vigili, però è importante sottolineare e dare serenità e tranquillità alla nostra produzione vitivinicola marchigiana, perché ad oggi non c'è alcun tipo di paura né di pericolo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non mi pare di aver strumentalizzato la questione. Infatti, ho soltanto fatto una chiosa rispetto alla filiera istituzionale di cui tanto vi vantate e questa volta vorrei dire che addirittura il Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, mi permetta di dirlo, ha confuso il Montepulciano con il Montepulciano d'Abruzzo nel rispondermi sul mio profilo Facebook, facendo un po' sorridere tutti i viticoltori che hanno letto quel commento.
Io, quindi, confido in lei. Qual è il pericolo? Il pericolo è che il decreto sull'etichettatura che sta per entrare in vigore … , a quel punto, visto che c'è stata questa levata d'ingegno da parte degli abruzzesi, se io fossi il collega XY starei molto più tranquilla, posto che esistono il Montepulciano e il Montepulciano d'Abruzzo.
Montepulciano riguarda l'areale di Montepulciano, se parliamo di geografia, quindi l'indicazione geografica è Montepulciano; l'altra è Montepulciano d'Abruzzo.
Noi dobbiamo stare molto attenti, Assessore, affinché ai nostri produttori non venga compromessa la possibilità di inserire il nome Montepulciano nell'etichettatura, perché Cordisco non lo conosce nessuno.
C'è anche un'altra questione: i consumatori. Da un lato, l'etichetta serve a far comprendere loro il prodotto, è sinonimo di trasparenza ciò che viene scritto in etichetta; dall'altro, rappresenta un veicolo importante non solo per l'Italia, ma anche per l'Europa e per i Paesi terzi, che guardano alle etichette perché li abbiamo abituati a riconoscere la qualità attraverso i nostri marchi e le nostre denominazioni.
Confido in lei e credo che si debba fare un lavoro tutti insieme, perché il comparto del vino è importantissimo per le Marche ed è cresciuto anche sotto il profilo della qualità.

Interrogazione n. 931
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Iniziative per il monitoraggio e la gestione della presenza del granchio blu nel tratto costiero marchigiano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 931 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Non spiego che cosa sia il granchio blu perché penso che ormai sia noto a tutti.
Il Ministero dell'agricoltura, Masaf, l'8 agosto ha chiesto a tutte le Regioni italiane di inviare notizie in merito all'eventuale diffusione sulle coste italiane, a fronte delle segnalazioni degli operatori della pesca e acquacultura, visto soprattutto quello che è successo in Veneto.
La Regione Marche, in data 10 agosto, quindi immediatamente dopo, ha chiesto al CNR Irbim di Ancona, quale ente di riferimento per la ricerca e monitoraggio della risorsa ittica, un resoconto sullo stato dell'arte in merito a rilevazioni e monitoraggi riferiti alla specie granchio blu. Con propria nota ha riscontrato che per la Regione Marche la specie ad oggi non costituisce una vera emergenza, ma in accordo con il Ministero di riferimento si sta predisponendo un’apposita azione di monitoraggio volta alla valutazione degli incrementi di possibili criticità future.
Contemporaneamente alla richiesta per il CNR, la Regione Marche ha chiesto ai membri delle rappresentanze, mi sono fatto portatore personalmente di questa richiesta, presenti in Consulta regionale per l'economia ittica di riferire su eventuali segnalazioni provenienti dal comparto, a tale proposito il settore della pesca professionale ha fatto presente che seppur in misura molto minore rispetto al nord Adriatico anche nelle Marche la presenza della specie era gradualmente in aumento.
A fronte di tali risultanze la Regione ha riscontrato la nota ministeriale sottolineando quindi la necessità di un monitoraggio a livello nazionale che consenta di tenere sotto controllo la diffusione della specie, in particolare è stato messo in evidenza come un piano di gestione del granchio blu dovrebbe prevedere sia procedure di smaltimento che implementazione di linee di trasformazione e commercializzazione, che possano portare allo sfruttamento di una risorsa che risulta particolarmente apprezzata anche a livello culinario, ed è una cosa abbastanza diffusa.
In conclusione, non rappresenta allo stato attuale un'emergenza seppur dei segnali timidi di aumento della presenza, della diffusione, ci sono, però ci sono stretti contatti ed interlocuzione con il Ministero per tutte le azioni poi eventualmente da intraprendere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Innanzitutto il granchio blu è una specie aliena che rischia di invadere il Mare Adriatico e di mettere a repentaglio la biodiversità e l'attività economica di un intero comparto e questo dovrebbe far riflettere tutti sulla realtà dei cambiamenti climatici.
L’innalzamento delle temperature, infatti, ha reso i nostri mari culle ottimali per l'esistenza di specie di cui solo pochi anni fa non conoscevamo neppure l'esistenza.
Quindi, colgo l'occasione per informarvi che giusto lo scorso lunedì ho chiesto il rinvio in III Commissione della proposta di legge presentata dal gruppo del Partito Democratico sull'istituzione dell’Osservatorio sui cambiamenti climatici, che a distanza di mesi attende una qualche attenzione da parte di questa maggioranza.
Tornando al tema, una parziale risposta alla nostra interrogazione è arrivata a fine ottobre con il decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, a cui lei, Assessore, prima ha accennato nella sua risposta, ma la politica ha chiesto non solo di intervenire nell'immediato, anche di saper programmare interventi con un orizzonte di medio e lungo periodo, e visto che i cambiamenti climatici sono già in atto non possiamo più limitarci a parlare di contrasto del fenomeno.
Oggi siamo qui a chiedere all'esecutivo interventi capaci di garantire la convivenza di questi animali con la flora, la fauna e le attività economiche dei nostri territori e la tutela della biodiversità.
Su questo verremo giudicati dai nostri figli, dai nostri nipoti e personalmente non potrei perdonarmi di non averglielo evidenziato.
Le domande poste nell'interrogazione, Assessore, erano molto precise e lei alcune ha preferito evaderle, ma io per sua fortuna sono sempre qui a ricordargliele, volevamo sapere: se questa Giunta ritiene il granchio blu una minaccia per l'ecosistema, lei ha detto di no, ma non ha nemmeno escluso che in futuro lo possa diventare; soprattutto quello che volevamo sapere è se intendete prevedere degli specifici stanziamenti a favore delle aziende ittiche, come ad esempio ha fatto l'Emilia-Romagna che ha previsto 1 milione di euro per indennizzare gli acquacoltori.
Siamo consapevoli che ad oggi nelle Marche il granchio blu non è un'emergenza, glielo ribadisco anche io, però siamo anche consapevoli che già si sono riscontrati danni nella produzione di vongole e cozze e che il settore ittico è già particolarmente esposto. Quindi, non può permettersi di trovarsi impreparato e scoperto di fronte ad un eventuale rapido peggioramento delle condizioni attuali, per questo motivo non posso dirmi completamente soddisfatta dalla sua replica, anzi mi preoccupa e per questo le assicuro che continueremo a vigilare.

Interrogazione n. 1006
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini
“Rifinanziamento immediato del Bonus Energia rimborso costi aggiuntivi bollette 2022”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1006 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. In premessa, voglio dire che l’interrogazione rispetto al rifinanziamento del bonus energia riguarda comunque una novità assoluta. Si è trattato di un’iniziativa aggiuntiva rispetto ad altre azioni di sostegno che stiamo portando avanti, a vari livelli, nei confronti delle imprese.
Mi preme anche sottolineare il fatto che, ad oggi, e questi saranno dati che vi sottoporrò a breve, prima della fine dell'anno, la nostra Regione risulta tra le primissime in Italia per bandi a sostegno delle imprese.
Questo per dire che noi, per il momento, abbiamo finanziato, come sapete, 5,4 milioni di euro. Questa era la dotazione iniziale, in quanto derivante da economie della programmazione 2014-2020 del FESR. Dobbiamo chiudere entro il 31 dicembre, anche se possiamo continuare a liquidare e a pagare le imprese anche successivamente, purché rientrino nel primo semestre del 2024.
Esiste, però, un limite massimo allo scorrimento della graduatoria perché, come sottolineato, si è trattato di un'azione, di una misura molto azzeccata, permettetemi questo termine, tanto da registrare un eccesso di domande. Questo sta a significare che l'intervento era stato ben individuato.
Ora, purtroppo, per il bonus energia, essendoci un asse tematico specifico, ovvero l'asse 9, possiamo arrivare ad un incremento di risorse pari solamente a 810.000 euro, che comunque non rappresenta una cifra trascurabile.
Entro il limite di questa dotazione possiamo decidere anche il riparto tra le due graduatorie, perché, come ricorderete, c'era una graduatoria sisma e una graduatoria ordinaria.
Credo che, mentre inizialmente i bandi partivano con una dotazione uguale di 2,7 milioni di euro ciascuna, sia per il bando ordinario sia per quello relativo al sisma, l'idea sia quella di ripartire questi ulteriori 810.000 euro mantenendo la stessa proporzione, ovvero 405.000 euro per l'area del bando ordinario e 405.000 euro per l'area del sisma.
Quindi, in sostanza, andremo a finanziare complessivamente 396 pratiche per il sisma e 300 pratiche ordinarie, grazie allo scorrimento della graduatoria.
Voglio sottolineare anche l'importante sforzo organizzativo della struttura che ha erogato, in soli 4 mesi, 5,4 milioni di euro destinati a quasi 700 beneficiari.
Questo intervento si somma a tutti gli altri che abbiamo attivato. Abbiamo appena chiuso il bonus energia per le famiglie, un altro importante bando, e siamo impegnati in ulteriori verifiche e procedure relative ad altri bandi. Ne approfitto per ringraziare la struttura per l'importante lavoro che sta svolgendo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Antonini per la risposta, che mi vede in parte soddisfatta.
Mi fa molto piacere che l'Assessore definisca questa misura del bonus energia una misura azzeccata e apprezzata dalle imprese perché, anche se non lo può dire, le ricordo che questa misura è nata dopo numerosi miei solleciti, miei e di tutto il gruppo PD, nonché a seguito di due interrogazioni che avevo presentato, prima al precedente Assessore e poi a lei.
Purtroppo, inizialmente le mie richieste erano cadute nel vuoto. Finalmente è arrivato questo bando energia che, però, mi aveva soddisfatta solo parzialmente perché dei 5,4 milioni di euro stanziati, soltanto la metà era destinata a tutte le piccole e medie imprese del nord delle Marche.
Capisco i vincoli dovuti al FESR, quindi ai fondi europei, che imponevano di destinare metà delle risorse all'area sisma, ma, come le avevo già detto, Assessore Antonini, ritenevo necessario trovare una forma di compensazione per destinare maggiori risorse anche al nord delle Marche, che, pur non facendo parte dell'area sisma, ha attraversato un periodo molto difficile, prima a causa della pandemia, come tutte le imprese, e poi dell'alluvione che ha colpito alcune zone.
Comunque, sono rimasti 2,7 milioni di euro di bonus energia per le piccole, medie e grandi imprese del nostro territorio, che hanno potuto beneficiare di contributi pari a 8.500 euro fino al 50% delle spese aggiuntive per le microimprese, 15.000 euro per le piccole imprese e 20.000 euro per le medie imprese.
Con questa interrogazione le ho chiesto lo scorrimento della graduatoria. Oggi la sua risposta mi soddisfa perché ci comunica che i contributi saranno incrementati di 810.000 euro, ma ancora una volta soltanto la metà di queste risorse sarà destinata a tutte le imprese del nord delle Marche, quindi delle province di Ancona e Pesaro Urbino, mentre l'altra metà sarà riservata esclusivamente all'area sisma.
Mi auguro che si possa trovare anche questa volta una forma di compensazione perché, se da una parte è positivo aumentare il numero delle pratiche finanziate, dall'altra si arriverà a 396 pratiche per l'area sisma e a circa 300 pratiche soltanto per due province che rappresentano l'area con il maggior numero di imprese della nostra Regione. Si crea, quindi, una disparità concorrenziale e una disparità di trattamento, dovuta a quello che io non esito a definire un privilegio per l'area sisma. Assessore, mi spiace dirlo.
La ringrazio comunque per essere venuto incontro a questa richiesta e mi auguro che lo scorrimento della graduatoria avvenga nel più breve tempo possibile, perché si tratta effettivamente di risorse urgenti e necessarie.

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Sono terminate le interrogazioni che avevamo iscritte all'ordine del giorno, al di là di quelle che non siamo riusciti a fare per l'assenza dell'Assessore Aguzzi.
Procediamo con l'ordine del giorno, la proposta di legge n. 179, sulle celebrazioni dei Frati Cappuccini, non è possibile farla in quando sono previste risorse a bilancio e siamo entrati nella sessione di bilancio, avendo la Giunta già approvato il bilancio. Non si può fare, quindi, rinviamo il punto 4 e passiamo direttamente al punto 5.

Proposta di legge n. 216
ad iniziativa dei Consiglieri Ausili, Putzu, Assenti, Baiocchi, Borroni, Ciccioli, Livi, Rossi, Bilò, Marinangeli, Elezi
“Ulteriori disposizioni di adeguamento della legislazione regionale”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 216 dei Consiglieri Ausili, Putzu, Assenti, Baiocchi, Borroni, Ciccioli, Livi, Rossi, Bilò, Marinangeli, Elezi. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Si tratta, colleghi Consiglieri, di una proposta di legge cosiddetta omnibus, all'interno della quale troviamo un sistema variegato di modifiche alle leggi regionali attualmente vigenti.
Questa proposta testimonia, semmai ce ne fosse bisogno, il lavoro dei gruppi consiliari a livello legislativo. Ringrazio, quindi, tutti i gruppi consiliari per aver in qualche modo contribuito ad arricchire questa proposta, sia con articoli sia con emendamenti.
Si tratta di un articolato che propone una manutenzione di alcune leggi regionali affinché possano essere sempre più rispondenti alle reali esigenze della nostra comunità e del nostro territorio, esigenze che nel tempo sono anch'esse cambiate.
Vado ad elencare rapidamente alcuni di questi articoli.
Il primo articolo riguarda un intervento a favore dei marchigiani all'estero. La legge regionale n. 39 del 1997 viene così modificata introducendo alcune misure che potranno permettere e agevolare il rientro dei giovani marchigiani attualmente residenti all'estero.
Il tema del rientro è un tema importante. Lo vogliamo mettere sul tavolo perché crediamo che, attraverso i giovani residenti all'estero, possano rientrare nelle Marche anche tante competenze, un bagaglio formativo e un bagaglio di esperienza che questi giovani hanno acquisito all'estero.
Ci proponiamo di sostenere questo rientro, coinvolgendo questi giovani nella vita del nostro territorio e cercando di trasmettere loro quelle che sono le opportunità sociali ed economiche che nel frattempo si sono sviluppate nella nostra regione. Una Regione Marche in cui, tra l'altro, si stanno operando importanti scelte sul tema dell'innovazione, delle start-up e del turismo, visto come una importante leva economica in grado di generare ricchezza e occupazione.
Il successivo articolo riguarda la modifica alla legge regionale n. 6 del 2005, la legge forestale regionale.
Il tema dei piccoli tagli boschivi è un tema che finora ha determinato una disparità di trattamento tra le diverse comunità della nostra regione, perché la legge vigente parla di un'autorizzazione che può essere sostituita da una più semplice dichiarazione di inizio lavori quando si tratta di effettuare piccoli tagli boschivi.
Una delibera attuativa del 2018 affermava che la dichiarazione di inizio lavori è preferibile rispetto al percorso autorizzativo.
Questo stato di cose andava semplificato e andava in qualche modo affermato anche il principio della parità di trattamento. Con questa modifica apriamo la strada alla dichiarazione di inizio lavori quando si tratta di piccoli tagli boschivi, a beneficio soprattutto delle comunità che vivono nel nostro entroterra.
La successiva modifica riguarda la legge regionale n. 9 del 2006, Testo unico del turismo.
Il mondo dello scoutismo è un mondo importante. Questa proposta è nata dalle reali esigenze delle organizzazioni scout marchigiane. A questo scopo ringrazio anche il Consigliere Baiocchi, che ha veicolato per primo queste esigenze.
Si tratta di contemperare le irrinunciabili esigenze sanitarie con la necessità di una semplificazione normativa a vantaggio delle organizzazioni scout, delle famiglie che aderiscono ai campi scout e delle strutture competenti al rilascio dei certificati medici che, ad oggi, in una situazione che ci vede forse unica regione in Italia, costituiscono la conditio sine qua non per partecipare a tali attività.
Con questa modifica andiamo a semplificare il quadro normativo, affermando che sarà sufficiente, per la partecipazione ai campi scout, la presentazione di una scheda sanitaria da parte delle famiglie dei ragazzi interessati.
Una successiva modifica riguarda la legge regionale n. 18 del 2009. Si tratta dell'assestamento di bilancio di quell'anno. In quell'occasione fu compiuta un'operazione importante, dando in comodato d'uso l'Eremo di Valle Eremita ai Frati Minori, un comodato che prevedeva l'utilizzo della struttura e di alcune aree adiacenti.
Con questa proposta di modifica andiamo a completare quella previsione normativa, estendendo il comodato anche ad alcune aree boschive limitrofe.
Altre modifiche, veicolate principalmente dal Consigliere Rossi, riguardano la raccolta e la coltivazione dei tartufi, la valorizzazione della birra artigianale, la tutela del cavallo del Catria, la raccolta e la commercializzazione dei funghi.
Si tratta di limature prevalentemente di carattere tecnico che, però, serviranno a favorire la semplificazione e l'attuazione del principio della programmazione.
Una successiva modifica riguarda la legge regionale n. 13 del 2018 sulla tutela e la valorizzazione della dieta mediterranea. Questa proposta, tra le altre, è stata portata all'attenzione del Consiglio dal Consigliere Marinangeli.
Il tema della dieta mediterranea è un tema da sviluppare sempre di più perché è coerente con il programma di questa maggioranza regionale. Penso anche ad altre leggi collegate a questa, come quelle sul benessere, sul sostegno alle tipicità e alle tradizioni locali.
Con questa proposta di modifica andiamo semplicemente ad ampliare il numero dei soggetti portatori di interesse relativi alla materia, soggetti che potranno attivarsi sempre di più per favorire la più ampia applicazione della legge.
Si parla di due Comuni che sono intrinsecamente caratterizzati dalla vicinanza ai principi della dieta mediterranea.
Inoltre, con la modifica alle disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica, si recepisce una recente sentenza della Corte Costituzionale, sentenza che viene tenuta in considerazione, fermo restando il principio di valorizzare l'anzianità di residenza ai fini dell'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Ringrazio l'Assessore Antonini, che ha supervisionato queste operazioni, ringrazio il Presidente Putzu, che ha coordinato i lavori della Commissione, e ringrazio tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza, il relatore di minoranza Mastrovincenzo in primis, che ha collaborato affinché questa proposta potesse arrivare in Aula nella migliore forma possibile.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Come diceva già il Consigliere Ausili, relatore di maggioranza, questa proposta di legge è diretta a introdurre alcune modifiche alle vigenti leggi regionali.
Non possiamo non sottolineare come questa proposta vada a modificare ben quattro leggi approvate appena lo scorso anno, sintomo evidente di carenze e di approssimazione nel redigere e formulare testi normativi da parte di questa amministrazione, alcuni dei quali ancora persino inapplicati.
L'articolo 1 inserisce nella legge regionale n. 39/97, "Interventi a favore dei marchigiani all'estero", specifiche disposizioni per promuovere l'inserimento sociale, economico e formativo dei giovani marchigiani migrati all'estero che stabiliscono la propria residenza nel territorio regionale, il contatto con questi giovani e la loro adeguata informazione sulle opportunità sociali, economiche e formative presenti nel territorio marchigiano e la valorizzazione, nel territorio regionale, delle conoscenze e delle professionalità acquisite.
È un articolo, lo dicevamo stamattina, migliorato da diversi emendamenti del gruppo del Partito Democratico, primo firmatario il Consigliere Carancini, approvati in Commissione all'unanimità. Tra gli altri, l'inserimento della clausola valutativa per verificare gli effetti proposti dalla legge.
L'articolato affida, tra l'altro, alla Regione il compito di promuovere, sentito il Consiglio dei Marchigiani all'Estero, la costituzione di un soggetto associativo tra i giovani marchigiani emigrati.
L'articolo 2 modifica la legge regionale n. 9/2006, prevedendo, per la partecipazione dei giovani, lo accennava il Consigliere Ausili, di età inferiore a 18 anni ai campeggi, la presentazione di una scheda sanitaria in cui sono indicati lo stato di salute del giovane e le vaccinazioni a cui è stato sottoposto.
L'articolo 3 estende alle aree adiacenti l'autorizzazione relativa alla concessione in comodato d'uso dell'Eremo di Val Sasso, che è nel Comune di Fabriano.
Sono stati poi approvati emendamenti in Commissione che hanno introdotto l'articolo 3 bis, che modifica la legge regionale n. 5 del 2013, quella in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi, con cui sostanzialmente si sostituisce il termine “autorizzazione” con “concessione”, e l'articolo 3 ter, con cui si modifica la legge regionale n. 14/2018 sulla tutela e valorizzazione della dieta mediterranea.
L'articolo 4 modifica la legge regionale n. 6/2020, quella sulla promozione e la valorizzazione della birra artigianale agricola nella Regione Marche, introducendo un programma triennale degli interventi di sostegno alla promozione della produzione di birra artigianale e agricola.
L'articolo 5 e l'articolo 6 sono stati soppressi in Commissione.
L'articolo 7 modifica la legge regionale n. 8/2022 sulla tutela e valorizzazione del cavallo del Catria, sostituendo il programma annuale delle iniziative con il programma triennale di promozione del cavallo del Catria.
Con emendamento approvato in Commissione è stato introdotto l'articolo 7 bis, che modifica la legge regionale n. 11/2022, una delle quattro a cui accennavo all'inizio, che nello specifico riguarda la trasformazione dell'ASSAM in Agenzia Marche Agricoltura Pesca.
L'articolo 8 modifica la legge regionale 28 luglio 2022, n. 18, quella in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei spontanei, prevedendo un adeguamento terminologico. Con un successivo emendamento in Commissione sono state introdotte ulteriori modifiche ad una legge approvata poco più di un anno fa.
Sono stati poi introdotti nuovi articoli con emendamenti. In particolar modo, lo diceva anche il Consigliere Ausili, con l'articolo 8 bis si modifica la legge regionale n. 36/2005 in materia di riordino del sistema regionale delle politiche abitative.
Ci sono poi una serie di emendamenti che vanno proprio a riguardare questo articolo 8.
Concludo, ricordando che la proposta contiene anche la dichiarazione di invarianza finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Intervengo ringraziando innanzitutto la Commissione, soprattutto il Consigliere Ausili, per questa proposta di legge che, appunto, va a migliorare alcune carenze e va incontro a esigenze pratiche.
Se si va a migliorare qualcosa, anche se la legge è stata fatta poco tempo fa, e si riscontra che c'è bisogno di intervenire, credo che sia qualcosa di positivo.
Faccio l'esempio dell'articolo 8, per quanto riguarda la legge sulla disciplina della raccolta dei funghi: si è sostituita una parola ma, di fatto, si è ravvisata l'esigenza di passare dal colloquio al test. Questo è stato anche sollecitato da alcune associazioni di micologi, oltre che dagli uffici, quindi si è intervenuti.
Oppure si va a ridurre gli adempimenti, o meglio si vanno ad allungare i tempi dei programmi per non gravare sugli uffici ogni anno, per quanto riguarda gli interventi finalizzati a porre in atto la programmazione.
Penso, quindi, che questa legge vada di fatto a migliorare la realtà. Ce ne vorrebbero tante altre di queste leggi perché qui abbiamo bisogno di sburocratizzare, abbiamo bisogno di rendere il lavoro molto più snello anche per gli uffici, altrimenti stiamo dietro alle carte e non alla realtà.
Ecco, questa legge sta dietro alla realtà, adegua la legge alla realtà. La realtà ha maturato delle esigenze e questa legge va appunto a normarle. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Per fare un'integrazione a quello che è l'articolo 3 ter, che parla di dieta mediterranea, e per ribadire, un po' in linea con quanto già espresso dal Consigliere Ausili, che con questo articolo andiamo ad integrare, a completare la legge n. 14 del 2018, partendo sostanzialmente da un aspetto prioritario, cioè la valenza della dieta mediterranea. Tra l'altro, brand UNESCO.
Sappiamo quale importanza abbia non solo nell'orientare verso uno stile di alimentazione corretto, ma anche e soprattutto verso uno stile di vita che porta assolutamente a dei benefici. Non ultimo, il discorso legato alla promozione turistica.
È un concetto che va ad inserirsi in una serie di scelte che questa Amministrazione e questa Giunta hanno portato avanti, non ultima la legge sul benessere, laddove parliamo anche di quel contesto di dieta mediterranea.
Ma il senso di questa modifica, quando diciamo che andiamo a migliorarla e ad integrarla, è legato al fatto che noi introduciamo degli elementi oggettivi che caratterizzano alcuni Paesi e che li legano al brand della dieta mediterranea. Quindi, inseriamo due Comuni, menzioniamo due Comuni ai quali diamo risalto. Ci tengo a dire che non è un discorso territoriale o premiante per alcuni Comuni. No, la logica è utilizzare alcuni dati certi, alcuni dati oggettivi, per poter veicolare ancora meglio, più concretamente, questo brand che ci aiuta anche ad attrarre i turisti.
Parliamo di due Comuni della provincia di Fermo: Magliano di Tenna, perché lì è nato ed è tumulato il professor Fidanza, che è stato il braccio destro di Ancel Keys, colui che ha orientato e ideato la dieta mediterranea; e di Montegiorgio perché lì c'è uno studio che è stato testato, un monitoraggio effettuato su circa 1.000 persone nell'arco di un periodo importante, di quasi 40 anni.
Questo a conferma del valore di un'area geografica e vogliamo, e questo deve essere l'obiettivo, partendo da questi dati, ripeto, reali e oggettivi, fare in modo che si possa promuovere un'intera regione, non una provincia, non due Comuni, ma la regione Marche come la terra della dieta mediterranea, la terra del benessere.
Questo è il senso di questa integrazione, modifica, che facciamo alla legge n. 14 e la facciamo anche con l'obiettivo di coinvolgere, attorno ad un tavolo, tutti i soggetti che già stanno lavorando e hanno lavorato nel corso degli anni precedenti alla promozione di questa iniziativa, per intraprendere azioni che siano il più efficaci possibile.
Lo vogliamo fare, però, in maniera organica, puntuale e tale da garantire quell'efficacia che tutti auspichiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 01 (articolo aggiuntivo).
Emendamento 01/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Di questo emendamento ne ho parlato anche nella Conferenza dei Capigruppo e mi è sembrato di cogliere la volontà comune di votarlo a favore.
Riguarda il personale pubblico, dipendente della pubblica amministrazione, che lavora presso i gruppi del Consiglio regionale ed è legato al fatto che, qualora un dipendente abbia una progressione verticale, il riconoscimento della progressione verticale, dal punto di vista economico, può avvenire tramite le risorse che i gruppi hanno a disposizione e che possono utilizzare per garantire il passaggio di livello e quindi l'aumento del relativo stipendio.
Ad oggi c'è il rischio di una disparità di trattamento tra i dipendenti pubblici del Consiglio regionale che lavorano per i gruppi e gli altri. Questa norma va quindi, in qualche modo, a sanare tale situazione, consentendo di riconoscere, qualora vi sia una progressione di tipo verticale, anche ai dipendenti pubblici che lavorano attualmente nei gruppi il relativo adeguamento economico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Dopo che questo tema era stato sottoposto alla Commissione, è avvenuto un opportuno passaggio tra i Capigruppo di maggioranza e di minoranza, a questo punto possiamo affermare che il voto potrà essere favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Mi sembra opportuno questo emendamento, quindi anche da parte nostra ci sarà un voto favorevole, ovviamente.

PRESIDENTE. Emendamento 01/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Questi articoli fanno riferimento a un miglioramento dell'importante legge relativa ai marchigiani all'estero, che è stata, diciamo, migliorata, aggiornata e approfondita rispetto ad alcuni degli argomenti che l'articolo pone in relazione agli impegni previsti.
Credo che sia giusto sottolineare come, sui marchigiani all'estero, grazie ad un'attività congiunta e alla consapevolezza che essi costituiscano un valore, in particolare per questa Assemblea legislativa, che ha il dovere di interpretarne i sentimenti e, in qualche maniera, anche di raccoglierne le istanze, per cui si è sviluppata una particolare attenzione.
Tutti sappiamo quanto, purtroppo, il tempo costituisca un elemento inversamente proporzionale al mantenimento della memoria e, quindi, questo articolo, questo aggiornamento della legge, con gli emendamenti che poi verranno presentati, credo possa contribuire a rispondere positivamente alle sollecitazioni che il Consiglio dei Marchigiani all'estero, così sapientemente guidato dal Presidente, ha voluto proporci.
Per questo aspetto, credo che vadano sottolineati due particolari elementi.
Il primo è che si testimonia in maniera concreta, verso i giovani, la capacità, la possibilità e le opportunità del mantenimento di una correlazione con il territorio e, soprattutto, la possibilità di poter svolgere nelle Marche, nelle tante agenzie formative esistenti, parlo di università, di accademie o addirittura di conservatori, percorsi di studio e formazione, anche attraverso corsi specializzati. È dovere dell'Assemblea legislativa e della Regione, più in generale come istituzione, contribuire a questo aspetto.
Il secondo elemento riguarda la parte della previsione di bilancio destinata alle attività dei marchigiani all'estero. Per tutto questo, in relazione alla formazione dei giovani e al mantenimento della memoria, credo che l'aumento della percentuale che oggi, con gli emendamenti che andremo a presentare, già sostanzialmente pronti, circa un terzo del finanziamento complessivo, rappresenti una risorsa significativa che naturalmente deve essere valorizzata.
Naturalmente ci sono anche altre piccole modifiche, ma penso che, complessivamente, l'impianto modificativo della legge originaria sui marchigiani all'estero possa oggi subire un miglioramento certamente a vantaggio di coloro che ci guardano e ci osservano da lontano e che magari hanno interesse, piacere e amore di ritornare, con le nuove generazioni, a vivere o a svolgere esperienze nelle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Ovviamente, nell'affermare il nostro voto favorevole, aggiungo che da parte di tutto il Consiglio regionale va un ringraziamento al Consiglio dei Marchigiani all'estero, al Presidente e a tutti coloro i quali collaborano affinché questa materia possa essere trattata al meglio.
Aggiungo anche che questa maggioranza sta provvedendo alla valutazione di un aumento del budget a carico di questo Consiglio affinché si possa, appunto, fare sempre di più e sempre meglio in questo campo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Volevo dire che il tema dei marchigiani all'estero è un tema che ha più rilevanza rispetto a quello che possa apparire perché, visto dall'esterno, è semplicemente un'associazione a fini comunitari di coloro che sono residenti all'estero, pur avendo radici nelle Marche di prima, seconda o addirittura terza generazione.
In questa fase della vita sociale ed economica, nel mondo della globalizzazione, avere una relazione importante con persone che abitano, operano e hanno attività economiche, intellettuali o professionali all'estero diventa una grande risorsa.
Quindi, se prima era un aspetto, diciamo, di affettività, adesso invece è un aspetto quasi di investimento, perché quelli dell'attuale generazione che vanno all'estero non lo fanno semplicemente perché hanno un'esigenza di sopravvivenza, come purtroppo è stato all'inizio del '900, con tanti marchigiani che sono andati nel Sud America o nell'America del Nord, oppure successivamente, nel secondo dopoguerra, a svolgere lavori anche difficili nelle miniere in Belgio, in Germania e altrove.
I nuovi emigrati sono persone al vertice del loro percorso professionale e vanno ad occupare incarichi o ruoli di vertice nel mondo. Pertanto, una relazione con le Marche diventa addirittura strategica per la nostra regione.
Ritengo importante andare in questa direzione, anche in seguito con altri provvedimenti e altre progettualità che potremo realizzare.
Io sono soddisfatto di questo provvedimento e non c'è dubbio che vi sia, da parte mia come persona e come gruppo, un parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Anch'io mi associo a quanti mi hanno preceduto in merito all'associazione dei marchigiani all'estero, al Consiglio e al Presidente che rappresenta il Consiglio dei Marchigiani all'Estero.
Credo che oggi, nella conferenza stampa che abbiamo tenuto con il relatore di maggioranza Ausili, che ringrazio, con i Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo e altri, sia emerso il fatto che la Regione Marche e l'Assessore Antonini, con la delega ai Marchigiani all'Estero, credono fortemente in questa associazione e nei nostri emigrati che vivono all'estero.
È importante anche l'impegno che stanno mettendo in campo e le eccellenze che, giorno dopo giorno e anno dopo anno, riusciamo a conoscere. Ci sono professionalità di altissimo livello, scienziati in vari settori e figure di grande rilievo.
È quindi giusto investire su questa realtà, come stiamo facendo come Regione, e starle vicini, perché credo che ci sia un ritorno importante non solo a livello di immagine, identità e relazioni, ma anche di supporto a ciò che può rappresentare un valore per la nostra regione in termini di turismo e internazionalizzazione.
Abbiamo degli ambasciatori all'estero che ci sono vicini, che credono nelle Marche, hanno a cuore la loro identità e sanno comunicarla e raccontarla bene nei luoghi in cui vivono, sparsi in tutto il mondo.
Per questo, personalmente, sono convinto, così come tutto il gruppo LEGA, di esprimere un voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 bis. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Questo comma mi piace molto poco perché, praticamente, sostituisce l'autorizzazione per i tagli boschivi in zone soggette a vincolo idrogeologico.
Innanzitutto, questo tipo di vincolo riguarda sì le aree boscate, ma anche il loro taglio, in relazione al dissesto geologico e, quindi, è molto importante acquisire le autorizzazioni.
Non solo. Le autorizzazioni, oltre ad essere previste dal Regio Decreto, sono previste anche da linee guida che la Regione ha approvato il 21 dicembre 2020 e quindi sarebbe importante che questa modifica fosse coerente rispetto alla delibera approvata da questa stessa Giunta.
Qual è il problema? È che normalmente le aree boscate e le aree boscate sottoposte a vincolo idrogeologico sono sottoposte anche alla tutela integrale del Piano Paesaggistico Regionale, che tanto ha interessato quest'Aula in questi ultimi tempi, e normalmente c'è un'obbligatoria autorizzazione paesaggistica preliminare al rilascio dell'autorizzazione al taglio del bosco, perché, dal punto di vista paesaggistico, il bosco ha una sua valenza e spesso e volentieri costituisce un'area tutelata. Tra l'altro, sopra i 1.000 metri sono tutte aree tutelate.
Quindi, direi che è inopportuno utilizzare il silenzio-assenso in questo caso… Si tratta di tagli di boschi che sono sì necessari, e lo ripetiamo, perché il taglio dei boschi nelle nostre zone, soprattutto interne, è quanto mai utile, anzi utilissimo, se il bosco si infittisce e non viene manutenuto crea gravissimi problemi di impermeabilizzazione, equivalenti a quelli del cemento. Cementare un'area o lasciare un bosco incolto produce gli stessi identici problemi.
Però ci vogliono anche dei piani forestali rispetto ai quali può essere consentito o meno il taglio degli alberi. Dipende dalla specie, dipende dal luogo, dipende dal vincolo esistente, appunto, se è soltanto paesaggistico oppure anche idrogeologico, o se vi sono ulteriori tutele derivanti dalla sovrapposizione di questi vincoli.
Direi inoltre che il concetto di taglio boschivo di dimensione limitata è piuttosto ambiguo. Voi siete soliti scrivere queste cose che poi, quando arrivano al tecnico comunale o al tecnico incaricato, lasciano margini di interpretazione.
La definizione di “dimensione limitata” può significare cose molto diverse. Se io vado nella foresta amazzonica, due ettari, tre ettari o dieci ettari fanno quasi sorridere. Nelle nostre zone, invece, un ettaro rappresenta un'estensione considerevole. Noi veniamo dalla mezzadria e anche nelle aree montane esiste questo problema.
Tra l'altro, chi controlla gli usi civici? Perché in questo momento queste autorizzazioni sono state individuate in capo alle Unioni Montane, dato che i tagli boschivi generalmente si effettuano nelle aree montane, con qualche raro caso più in basso.
Le Unioni Montane controllano anche gli usi civici, perché non è affatto detto che chi taglia il bosco ne sia il proprietario. Anzi, ve lo dico per esperienza personale. Poggio d'Api si trova nel Lazio, ma il proprietario quasi mai taglia direttamente il bosco. C'è sempre qualcuno che interviene dicendo che è scaduto il turno di rotazione, che sono passati 25 anni e che esiste un piano di taglio. Perlomeno nel Lazio esiste un piano specifico. Per questo vengono richieste tutte le autorizzazioni, sia forestali sia paesaggistiche.
Lasciare tutto alla dichiarazione di inizio lavori, e quindi al Comune che dovrebbe verificare tutte queste condizioni, mi sembra problematico, perché presumo che poi sia il piccolo Comune montano a dover effettuare tutti questi controlli.
Non credo che questa rappresenti una semplificazione. Credo piuttosto che costituisca una complicazione per enti che non hanno nemmeno i mezzi per farlo. La dichiarazione di inizio lavori a chi viene presentata? Rimane la delega alle Unioni Montane oppure si attribuisce ai Comuni territorialmente competenti la verifica dei requisiti?
I Comuni delle aree interne non svolgono più queste attività da tempo. Non controllano più questi requisiti, non sono neppure abituati a farlo e spesso non dispongono del personale necessario. Pertanto, vi invito a rinunciare a questa modifica perché, a mio avviso, crea soltanto problemi ai Comuni e rischia, tra l'altro, di attivare contenziosi. E c'è anche il penale quando si parla di vincolo idrogeologico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Ma, Consigliera, mi pare di vedere che sul merito siamo d'accordo. Siamo d'accordo sul fatto che questi piccoli tagli boschivi debbano essere considerati interventi che contribuiscono al benessere dello stesso bosco, che ne trae vantaggio. Oltretutto, attraverso i piccoli tagli boschivi si sostengono anche alcune comunanze e alcune comunità che vivono nel nostro entroterra.
L'espressione “piccoli tagli boschivi”, in realtà, era già presente nella legge forestale regionale del 2005 ed era inoltre confermata dalle delibere attuative del 2018.
Quindi, se vogliamo parlare di una formulazione inesatta e individuare dei responsabili di tale formulazione, forse il bersaglio è sbagliato.
Qual era il problema? Il problema era che la legge vigente produceva una disparità di trattamento nei diversi territori, perché le varie Unioni Montane finivano per gestire questa materia in maniera difforme.
Inoltre, una conferma della preferibilità della dichiarazione di inizio lavori rispetto all'autorizzazione era contenuta nella delibera attuativa del 2018, quindi della precedente Giunta regionale.
Mi riferisco alla delibera n. 1732/2018, la quale affermava espressamente che, per i tagli limitati, fosse preferibile la procedura della dichiarazione di inizio lavori rispetto all'autorizzazione.
Noi ci limitiamo, in realtà, ad assecondare quella che era stata la posizione della precedente Giunta.
Ma, oltre a questo, ci proponiamo di rendere stabile nella normativa l'utilizzo di questo strumento, cioè della dichiarazione di inizio lavori, rispetto allo strumento dell'autorizzazione, convinti che così facendo si realizzi, oltre ad una semplificazione, anche un'affermazione del principio della parità di trattamento. Quindi, voteremo favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Ci si riferisce a fattispecie diverse. Io dicevo i tagli di bosco soggetti a vincolo idrogeologico e quindi facevo riferimento a una fattispecie diversa rispetto al taglio di bosco normale.
Comunque, errare humanum est, perseverare diabolicum e quindi, Consigliere Ausili, se noi avessimo pure sbagliato, oggi potreste migliorare. Qual è il problema? Se noi avessimo sbagliato ad usare una dicitura non chiara, che non si riferisce ad un numero preciso, ad una quantità precisa di superficie, il problema è che non c'è nessuno che controlla.
Le ho spiegato che i controlli venivano fatti e le autorizzazioni venivano rilasciate dalle Unioni montane, delegate a questo compito. Partiamo dal Regio Decreto, quindi partiamo, mi pare, dal 1923, perché la legge madre è un Regio Decreto, rendiamoci conto un po'.
In tutto questo, le Unioni montane avevano competenze e si erano ormai abituate a rilasciare le autorizzazioni e, tra l'altro, c'era anche un'omogeneità all'interno dei Comuni della stessa Unione montana. Non è vero che c’è disomogeneità. Non so da voi, ma da noi non è disomogenea, è anche molto veloce, quindi è un problema, semmai, dell'Unione montana e di come lavora.
Certamente il fatto di ricondurre tutto in capo ai Comuni... Perché non scrivete diversamente? Il controllo della comunicazione di inizio lavori viene fatto dai singoli Comuni, a meno che non ci sia un altro soggetto che lo fa, ma normalmente è il singolo Comune. Non è più l'Unione montana, quindi dover controllare a posteriori la documentazione in zone dove …, ripeto, c'è quasi sempre il vincolo del D.Lgs. 42/2004, per cui c'è anche il rilievo penale, significa operare in aree molto delicate anche dal punto di vista amministrativo.
Visto che voi siete stati così attenti nella legge urbanistica da evidenziare la necessità del Ministero della Cultura, da evidenziare che la tutela paesaggistica va rispettata e garantita, mi pare, come dire, non proprio conforme a quello che voi avete asserito per quattro giorni, cinque giorni, non mi ricordo neanche più quanti, consecutivi, e dire qui: "tana libera tutti".
Ma non è una tana libera tutti che agevola qualcuno, perché lo stesso tagliatore di legna, e ne conosco più di uno, anche quelli che fanno il carbone, è rassicurato dal sapere di essere autorizzato, di sapere dove intervenire e di avere consegnata l'indicazione degli alberi che possono essere tagliati, individuati dalla Forestale e dall'Unione montana.
Loro sono ben contenti di avere un'autorizzazione che possono esporre anche, per esempio, nei Parchi, perché non dimentichiamoci che molte di queste aree sono all'interno di Parchi nazionali, che hanno una propria normativa.

PRESIDENTE. Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Presidenza del Presidente
Dino Latini

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3 bis. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. La mia domanda è questa e mi piacerebbe che chi ha presentato l'emendamento mi spiegasse perché viene sostituita la parola “autorizzazione” con “concessione”. Perché andiamo a toccare il mondo della tartuficoltura, che è molto delicato? E perché si parla di concessione? Qual è la motivazione per cui andiamo a chiedere una concessione invece di un'autorizzazione, che viene normalmente rilasciata?
Mi sembra che una concessione sia molto più complessa. Poi, concessione di che cosa?
Non si tratta né di un'acqua minerale né di un minerale. Chi è che concede? Chi è il concedente? Se la proprietà è privata, il tartufo di chi è? Chi è che può concedere? Credo, quindi, che questa norma non sia di facile percorribilità.

PRESIDENTE. Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione. Annulliamo e ripetiamo la votazione dell’articolo 3 bis.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 bis (articolo aggiuntivo)
Emendamento 4 bis/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento, dal mio punto di vista, molto semplice ma che darebbe una grandissima opportunità, in particolar modo agli esercizi di vicinato. Tra gli esercizi di vicinato, ovviamente, ci sono anche quelli che vendono prodotti alimentari.
Questo emendamento va a modificare la legge regionale n. 22 del 2021, in particolar modo l'articolo 23, comma 3, e dà la possibilità…, ovviamente parlando di esercizi di vicinato, che sono quelli in cui non è possibile la somministrazione, non è possibile che il cameriere vada al tavolo e serva, ma sono quegli esercizi dove è possibile la consumazione diretta.
In pratica, tu compri e consumi direttamente, senza che venga il cameriere a portarti quanto ordinato o a sparecchiarti il tavolo. Devi essere tu a portare quello che avanza direttamente nel bidone.
Oggi è possibile consumare all'interno di queste attività, quindi dentro i negozi di alimentari, Io compro un panino con la mortadella e lo posso mangiare all'interno dell'attività; lo stesso panino con la mortadella, invece, non lo posso mangiare all'esterno.
Siccome, secondo me, queste attività, piccole attività commerciali, hanno una grandissima difficoltà ad andare avanti, in particolar modo mi riferisco a quelle località dell'entroterra, nei piccoli borghi, ma anche ai piccoli borghi lungo la costa, cioè i piccoli borghi vicini alle città, consentire la possibilità che un cliente possa fermarsi e consumare direttamente anche fuori da questo esercizio, soprattutto nelle stagioni primaverili ed estive, rappresenta una grande opportunità.
Ovviamente, se votate contro, a me dispiace, ma mi dispiace soprattutto per queste tantissime attività. La posateria, ovviamente, potrebbe essere solamente usa e getta, non sarebbe possibile utilizzare il piatto di ceramica.
Secondo me è un'opportunità importante.
Ovviamente sarà mia cura fare un po' di informazione, perché per me questa è una grandissima opportunità per le piccole attività. Sono attività che hanno bisogno di aiuto. Ormai i supermercati hanno inondato le città, ma sono arrivati anche in tutti i piccoli paesi. I piccoli negozi di alimentari fanno veramente fatica ad andare avanti.
Questo, secondo me, è un modo vero e concreto, al di là degli slogan e delle parole, per aiutare le piccole attività di vicinato.
L'emendamento prevede quindi la possibilità di consumare all'esterno, nelle aree di proprietà oppure chiedendo al Comune la possibilità di avere delle aree in concessione dove, lo voglio sottolineare, non si possono mettere tavolini tradizionali, ma, come è possibile all'interno, tavolini con la seduta rialzata, proprio per consumare un panino con la mortadella e una birra. A me sembra importante, un riconoscimento importante.
Ma non è solamente importante. Devo dire la verità, mi piace perché l'idea di poter entrare in un negozio di alimentari, in un paesino, sedermi e consumare un panino oppure bere una birra con serenità, mi sembra il minimo che possiamo concedere a queste attività che fanno veramente grandissimi sacrifici per mantenersi aperte.
E non mi riferisco soltanto a Pesaro, Fano o Ancona, perché anche un negozio di alimentari fa fatica a restare aperto in queste città, dove la concorrenza è tale.
Inoltre, non va a sottrarre clienti ai ristoranti, perché chi vuole mangiare un panino con la mortadella non sarebbe comunque andato a mangiare un primo allo scoglio oppure una bistecca. Si tratta veramente di un'altra tipologia di consumo. Lo fanno dappertutto.
Io vado spesso, con il Consigliere Baiocchi e la Consigliera Vitri, in Romagna. A Cattolica i negozi di alimentari mettono tranquillamente fuori una seduta o una panchina per consumare un panino.
Secondo me questo identifica anche le attività italiane. Un turista che trova un negozio di alimentari e può sedersi fuori a consumare un panino in tranquillità trova un valore aggiunto. È un servizio che possiamo dare.
Queste attività lo chiedono e, soprattutto, lo chiedono per poter continuare a restare aperte. Fate voi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Guardi, Presidente, a differenza di quello che lei dice, io sono stata molto attenta e se avessi ascoltato soltanto le parole del Consigliere Biancani, probabilmente non l'avrei neanche sottoscritto.
Il Consigliere lo sa, ne abbiamo parlato più volte e abbiamo idee diverse rispetto a questo concetto. Se avessi ascoltato soltanto quello che ha detto, l'avrei votato. Peccato che io abbia letto il testo dell'emendamento.
Detto questo, il partito lo ha sottoscritto e quindi lo voterà. Io, invece, voglio spiegare la mia motivazione al Consigliere.
Primo: non c'è scritto che si tratta di piccoli esercizi di vicinato; secondo: non è detto che siano ubicati nei piccoli Comuni; terzo: credo che, per quanto l'idea sia giusta, si possano innescare forme di concorrenza con chi gestisce un piccolo bar o una paninoteca, che sostengono costi diversi rispetto a un esercizio di generi alimentari.
Voglio dire: io vado a comprare pane e mortadella, ma poi il pane e mortadella può diventare tanto altro. Magari vendo la pizza, magari vendo la pizza ripiena, insomma la famosa ricottina di mio padre, e quindi l'offerta può ampliarsi notevolmente.
A quel punto si entra in competizione con chi sostiene costi maggiori, cioè chi ha una rivendita con somministrazione di alimenti e bevande e deve affrontare controlli sanitari differenti.
Allora, l'idea mi piace molto, però se fosse stata circoscritta ad un determinato ambito, a delle frazioni o a dei Comuni dove esiste soltanto il negozio di alimentari, allora sarebbe stato molto bello che questo esercizio possa fungere anche da piccolo bar. Questo lo condivido pienamente e credo sarebbe molto utile. Però faccio un esempio: potrebbe essere applicato anche nella mia città, dove ci sono piccole botteghe di vicinato nel centro storico, però è il centro storico di una città è di quasi 50.000 abitanti.
In quel caso si creerebbe una competizione con piccoli supermercati o con attività appartenenti a soggetti economicamente più forti. Si rischierebbe di costruire una rete concorrenziale che potrebbe strangolare chi gestisce un bar, una friggitoria o una pizzeria.
Questo è il mio pensiero. Ripeto: l'idea mi piace molto, ma temo che possa creare problemi ad altri soggetti. Mi dispiace.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Consigliere Biancani, sicuramente è un tema importante, interessante, ma anche molto complesso e articolato, da non banalizzare, perché c'è da mettere insieme esigenze diverse, di categorie diverse, di territori diversi e di produttori diversi.
L'intervento della Consigliera Casini dimostra quanto complesso e articolato sia questo tema e, davanti a tale complessità, è stata la stessa Commissione, in qualche modo, a scontrarcisi.
Ringrazio il Consigliere Borroni e il Consigliere Putzu, che hanno alimentato una riflessione condivisa già in Commissione e già allora si optò per condurre un approfondimento più ampio su questo tema così delicato, coinvolgendo le categorie, l'Assessore e tutti i soggetti portatori di interesse.
Prossimamente, potremo mettere mano a questo tema, ma lo faremo non prima di aver condotto un approfondimento adeguato con tutte le categorie, con tutte le forze politiche rappresentate in questa Assise regionale e, ovviamente, con l'Assessore e il Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ovviamente noi voteremo a favore.
Voglio dire che, ripeto, la Consigliera Casini è brava come me, nel senso che nella realtà si parla di esercizi di vicinato. Il supermercato non può fare questa cosa.
Ma, a parte questo, il passaggio con le associazioni di categoria del commercio l'ho fatto. Ho sentito tutte le associazioni di categoria e tutte sono favorevoli perché, come sanno benissimo la Consigliera Vitri ed anche il Consigliere Baiocchi, non mi muovo prima di aver ascoltato gli interessati.
Quindi ho già sentito tutti. Le associazioni del commercio sono tutte favorevoli, tanto è vero che c'è una proposta di legge ferma da mesi nella II Commissione. Io ho approfittato della legge omnibus per riproporre la stessa cosa.
La proposta di legge è ferma in Commissione ed è stata firmata da tutti noi del PD, tranne la Consigliera Bora, che mi aveva chiamato per dirmi che non l'avrebbe firmata.
Dico: ragazzi, non avete un minimo di coraggio. Il mondo va in quella direzione.
Abbiamo fatto arrivare Amazon nelle Marche. Amazon aiuta i piccoli commercianti? Fate voi. Ovviamente il mondo cambia.
Siccome Amazon probabilmente farà chiudere migliaia di piccoli negozi di alimentari… ovviamente lo abbiamo votato tutti, mi ci metto anch'io per primo. Dare la possibilità a un negozio di alimentari che fa fatica, ripeto, a sopravvivere, parliamo di esercizi di vicinato dove non è possibile servire al tavolo, consentire a un turista tedesco di mangiare un panino con la mortadella o con il salame all'esterno del negozio di alimentari, al sole, secondo me è un valore aggiunto per il nostro Paese.
Se il turista tedesco, o il Consigliere Biancani, vuole andare a mangiare uno spaghetto con le vongole, con l'astice o qualsiasi altro piatto, non va nel negozio di alimentari dove può acquistare soltanto un panino.
La pizza? Certo che te la danno, ma non è la pizza al taglio della pizzeria. Ti danno una pizza bianca alta due centimetri e mezzo. È un'altra cosa.
Continuo a dire che, secondo me, state sbagliando e, ovviamente, sta sbagliando anche la mia collega Casini, alla quale voglio non bene, ma benissimo.
Ragazzi, vi dico che, secondo me, state completamente sbagliando e sbaglia anche la mia carissima amica Casini, perché questa è una cosa che andrebbe approvata.
Chiedo la votazione per appello nominale a nome dei Consiglieri Biancani, Vitri e Mangialardi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Capisco che il Consigliere Biancani, da candidato Sindaco in pectore a Pesaro, debba iniziare la campagna elettorale sin da subito, è giusto, ed immagino che questo intervento verrà veicolato tra tutti i commercianti del Comune di Pesaro, proprio per fare demagogia.
Ma voglio ricordare, non so chi sarà il suo avversario come candidato Sindaco del centrodestra, che negli ultimi 5 anni il Consigliere Biancani è stato Consigliere di maggioranza, se non sbaglio, e questa norma la poteva prevedere già allora. Non ci è riuscito quando era in maggioranza, figuriamoci all'opposizione.
A prescindere da questo, vorrei precisare che è vero che c'è una proposta di legge da parte del Partito Democratico, non firmata da un Consigliere, perché manca la firma di un Consigliere che, tra l'altro, era un importante Assessore della precedente Giunta e si occupava proprio di questi temi. Permettetemi di dire che si tratta anche di una persona preparata su questa materia e, a prescindere da questo, credo che su tali questioni concordi pienamente con la Consigliera Casini. Soprattutto, ritengo che questo tema debba essere oggetto di una riflessione tra le categorie e la Giunta e non, mi permetta di dirglielo con simpatia, di una marchetta meramente politica in vista della campagna elettorale per la città di Pesaro.
Lo capisco, è normale, però credo che su questo tema dobbiamo lavorare insieme, coinvolgere le categorie e dare mandato, in primo luogo, alla Giunta, che ha la possibilità ma soprattutto l'onere di farlo, per trovare una soluzione condivisa. Proprio per questo noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Ho ascoltato con molto fascino l'intervento del Consigliere Biancani. Credo che dovrà essere scritturato per andare a Uomini e Donne, dove può destreggiarsi nel migliore dei modi.
Le affermazioni sono accattivanti e, oggettivamente, hanno anche un barlume di verità, ma a me sembra che qui, come Assemblea legislativa, non dobbiamo fare gli imbonitori. Noi dobbiamo guardare come stanno le cose.
Mi riferisco, per esempio, a un'affermazione relativa ad Amazon. Si dice: "Mettiamo Amazon nelle Marche e così uccidiamo i piccoli esercizi". Ma se Amazon non è nelle Marche, sarà in Umbria. Anzi, a Pescara hanno fatto i ponti d'oro per portarla lì.
Allora facciamola lavorare da noi, dove comunque ci sono assunzioni, c'è un indotto, c'è un movimento economico. Perché dovrebbe insediarsi da un'altra parte?
La globalizzazione, che non è poi così bella, però alcuni vantaggi ce li ha, porta anche queste opportunità.
Quindi, qual è la risposta vera? È quella di offrire eccellenze, qualità, cose molto particolari e specifiche, che sostituiscono quelle che ormai vanno fuori corso. Perché in tutte le epoche della storia c'è stato ciò che va fuori corso.
Pensate a quando c'erano le carrozze e, a un certo momento, nel giro di pochi anni, quelli che avevano le carrozze e portavano in giro la gente, i cocchieri, sono andati tutti fuori mercato perché erano arrivate le automobili. Ci furono anche scioperi imponenti nelle grandi città da parte di quelli che avevano le carrozze e perdevano il lavoro.
Ma il mondo cambia. Quindi, noi dobbiamo dare delle suggestioni, delle opportunità che possano essere molto attrattive.
Del resto ci sono luoghi in cui c'è un locale che guadagna tantissimo e vicino un altro locale che non incassa nulla e dopo un po' chiude, perché? Perché l'offerta è specifica.
Nella creatività italiana, e in quella marchigiana in particolare, io ci credo. Ritengo che riuscirà a dare risposte innovative che sostituiranno attività che pian piano non saranno più sul mercato, non funzionano più, non sono più attrattive o non servono più.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Il fatto personale è per Uomini e Donne, ma ovviamente non parlerò di Uomini e Donne, anche perché la mia era una battuta simpatica, almeno dal mio punto di vista.
Volevo solamente dire che la legge originaria, la omnibus, prevedeva l'articolo 5 e l'articolo 6, che non erano una proposta del Consigliere Biancani, ma una proposta della maggioranza che prevedeva le stesse cose, in parte nelle aree del sisma e in parte, in via sperimentale, in altre aree.
Il sottoscritto, siccome aveva già presentato una proposta di legge e, avendo visto che nella omnibus portata avanti dalla II Commissione si stavano trattando gli stessi argomenti che aveva trattato il Consigliere Biancani con il gruppo PD, si è sentito in dovere, o autorizzato, a presentare gli stessi articoli.
Anzi, ne avevo parlato anche con il vostro primo firmatario, che mi aveva detto che era tendenzialmente d'accordo rispetto a questa proposta.
Quindi, la mia proposta di legge l'ho presentata qui dentro solamente perché c'erano già degli articoli che poi, in Commissione, il Consigliere Putzu e il Consigliere Ausili hanno stralciato. In realtà questa pdl già prevedeva questo tipo di intervento.
La mia osservazione rispetto ad Amazon era legata al fatto che qualcuno ha detto che questa possibilità avrebbe tolto lavoro alle piccole attività. È per quello che ho fatto riferimento ad Amazon, perché se si sostiene il fatto che un negozio di alimentari, mettendo una panchina fuori, possa portare via lavoro alle piccole attività, pensate a cosa può fare Amazon.
Rispetto ad Amazon, quindi, il mio non era un intervento contrario, ma era legato al fatto che si sosteneva che il negozio di alimentari avrebbe potuto portare via lavoro ad altre attività. Tesi che ovviamente non condivido, perché si tratta di attività differenti. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4 bis/1. Lo pongo in votazione per appello nominale.

Favorevoli: Biancani, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Contrari: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Astenuti: Santarelli.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 5. Soppresso.

Articolo 6. Soppresso.

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7 bis. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Sull'ASSAM non è bella per niente questa modifica.
Non si capisce per quale motivo, innanzitutto, venga sostituito "agrario" con "tecnico di scuola tecnica e professionale". Io mi chiedo: uno che ha studiato per fare l'elettricista, va a controllare e verificare questioni che sono agronomiche? Quindi non capisco per quale motivo inseriate questa dicitura. C'è una motivazione? Capisco che possa esserci, ma certamente non è finalizzata a far funzionare la macchina.
E poi, finalmente è arrivata pure questa: l'ASSAM che cosa fa? Cura la partecipazione agli eventi. Era una funzione che era sempre rimasta esterna alla Regione, perché la Regione non si era mai impegnata, neanche con i suoi bracci operativi, a organizzare le fiere che nell'agroalimentare sono molto appetibili, costose, prestigiose e nelle quali la Regione Marche ha sempre fatto una gran figura, per le quali ha una grande reputazione.
Inserire queste attività all'interno dell'ASSAM, quando esistono bandi specifici che finanziano le aziende e i consorzi delle aziende, e che vengono finanziati anche dalla Comunità europea per questo obiettivo, mi sembra una duplicazione pericolosa.
Anche qui mi piacerebbe il voto nominale, se qualcuno lo chiede con me.
Oltretutto, invece di trasferimenti e contributi, praticamente l'attuale Agenzia può essere finanziata da chiunque, e non soltanto attraverso contributi della Regione, della Comunità europea o del Ministero dell'agricoltura.
Quindi mi domando se questi contributi, tra virgolette, siano finalizzati a prestazioni oppure a somme volontariamente versate da qualche soggetto al fine della partecipazione ad eventi.
Questo articolo e queste modifiche non mi piacciono per niente. Non ne capisco l'obiettivo e, soprattutto, quello che intuisco non mi piace.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Una brevissima risposta per dire, a questo proposito, ma anche a proposito degli altri articoli che riguardano modifiche a leggi recenti, come il relatore di minoranza giustamente ha indicato, che nel percorso attuativo di una legge, anche se recente, si possono verificare spazi di manovra per migliorare quella stessa legge.
Dopo che il percorso di attuazione inizia, non vediamo nulla di male nell'apportare quegli aggiustamenti e quei miglioramenti che soltanto il percorso attuativo poteva evidenziare nei fatti.
Questo è uno di quei casi, soprattutto quando le modifiche apportate, come in questo caso, sono di natura del tutto tecnica, sorte da necessità degli uffici.
Altri aspetti di questa modifica riguardano, invece, il tentativo di far funzionare sempre meglio questa Agenzia.
Con la nostra legge n. 11/2022 abbiamo deciso di investire sull'AMAP, attribuendole funzioni e una struttura specifica.
Noi riteniamo che, con queste modifiche, andiamo ad allinearci sempre di più a quello che era l'obiettivo iniziale, cioè creare un'Agenzia che abbia forza, autonomia ed efficacia.

PRESIDENTE. Articolo 7 bis. Lo pongo in votazione per appello nominale a nome dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo.

Favorevoli: Acciarri, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Elezi, Latini, Livi, Lupini, Marcozzi, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi.
Contrari: Bora, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8.
Emendamento 8/1 a firma del Consigliere Rossi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Aggiungiamo il voto favorevole del Consigliere Rossi sull’emendamento 8/1.

PRESIDENTE. Articolo 8, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8.1 (articolo aggiuntivo)
Emendamento 8.1/1 ad iniziativa della III Commissione. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Un semplice adeguamento normativo.
Ovviamente, nel primo caso, lo spiego al volo per evitare fraintendimenti: parliamo del riferimento, contenuto nella versione vigente, al comma 3 dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 517/1999, che prevedeva che il collegio delle aziende fosse composto da cinque membri. Successivamente è arrivata una nuova normativa che ne ha previsti tre. Ovviamente noi ci adeguiamo.
Di questi tre componenti, uno è nominato dalla Giunta, uno è nominato dal Ministero dell'Economia e uno dal Ministero delle Finanze. Tutto qua.
L'altro intervento, invece, riguarda una questione di privacy, niente di particolare. Si tratta soltanto di una modifica tecnica. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 8.1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Contrario il voto della Consigliera Ruggeri.

Articolo 8 bis.
Emendamento 8 bis/1 a firma del Consigliere Ciccioli, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Carlo CICCIOLI. Solo per dire che abbiamo discusso nel gruppo e in maggioranza, lo ritiro perché dobbiamo fare una proposta organica che riguarda l'Erap e la gestione delle case.

PRESIDENTE. Emendamento 8 bis/1. Ritirato.

Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Volevo un chiarimento, abbiamo votato prima l'emendamento 8.1/1, ma poi l'articolo … Ok era un articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Articolo 8 bis. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione dell'articolo 8 bis.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8 ter
Emendamento 8 ter/1 a firma dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Questo emendamento riprende, in gran parte, l'emendamento che è stato bocciato prima. Riguarda sempre gli esercizi di vicinato, però – avendo previsto la bocciatura in quanto avete bocciato da soli la stessa proposta di legge, stralciato i vostri stessi articoli - questo prevede quanto dicevo prima, ma in via sperimentale fino al 31 dicembre 2025.
Quindi questa attività degli esercizi di vicinato, la possibilità di poter consumare, senza essere serviti al tavolo, all'esterno dell'attività, potrebbe essere sperimentata. Ho fatto l'esempio del negozio alimentari e del panino, ma si possono fare tantissimi altri esempi.
Non è una norma definitiva, bensì una norma transitoria per vedere come funziona in via sperimentale, anche rispetto all'interazione con le altre attività presenti.
A mio avviso potrebbe essere una sperimentazione. Ripeto, le altre Regioni lo fanno già da anni, quindi non è una novità sconvolgente. È un tipo di attività già presente altrove e che viene concessa perché il cliente è l'ultimo decisore; una persona non sceglie in base al fatto che ci sia o meno il tavolino fuori, ma in base a ciò che vuole mangiare. Se vuole mangiare una certa cosa va in un genere alimentari, se vuole mangiarne un'altra va in un altro tipo di attività.
Ovviamente un negozio di alimentari non può fare una pizza al piatto, non può fare un primo, ma può solamente offrire al proprio cliente il cibo legato all'attività del negozio di alimentari.
A me sembra una buona proposta, che dà un'opportunità ulteriore a queste attività che, più di altre, subiscono la concorrenza. Ad esempio, una pizzeria non teme la concorrenza del grande supermercato. Io vado in pizzeria, mi metto a sedere al tavolo e prendo una pizza; non vado certo a mangiare la pizza in un supermercato.
Invece, un supermercato crea difficoltà al piccolo negozio di alimentari, perché uno va a comprare l'affettato lì, va a comprare il pane nel grande supermercato. L'esercizio di vicinato è quello che più di altri ha subito la concorrenza rispetto alle altre attività.
A mio avviso, quindi, si va incontro a un'esigenza reale. L'alternativa è che probabilmente qualcuno riesca a restare aperto, perché ovviamente non sarà questa misura a stravolgere gli incassi di un'attività, ma per quelle piccole realtà che sono al limite può fare la differenza.
Ripeto, non mi riferisco soltanto ai borghi. Ho fatto l'esempio dei borghi, ma guardate che chi ha un negozio di alimentari a Pesaro è spesso più in difficoltà di chi ha un genere alimentari in un piccolo paese, perché nel piccolo paese magari è l'unico punto vendita, mentre a Pesaro la concorrenza è con una molteplicità di attività.
Purtroppo, anche a causa di una normativa ormai datata, non ricordo di quale Governo, ma alla quale sono comunque contrario, si è concessa la possibilità di aprire grandi strutture praticamente dappertutto, con le amministrazioni comunali che fanno fatica a limitarne l'apertura.
Quindi, a mio avviso, nei borghi questa è un'ulteriore opportunità di servizio, perché spesso manca quasi tutto; nelle zone lungo il mare e lungo la costa rappresenta un'opportunità per vivere meglio queste attività che, realmente, subiscono la concorrenza delle strutture più grandi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Consigliere, lei ripete e quindi anch'io devo ripeter, o ci vuole far venire fame parlando di pizze e pizze al trancio oppure ci vuole portare all'esaurimento.
Devo quindi ripetere quello che ho detto prima: è un tema delicato, complesso e articolato.
Il fatto che alcuni emendamenti presentati in Commissione dal suo gruppo non riportassero tutte le firme del gruppo e il fatto che il voto appena espresso in Aula su un articolo molto simile a questo abbia evidenziato una non totale condivisione anche all'interno del vostro gruppo, significa semplicemente che si tratta di una materia complessa e articolata. Come tutti i temi complessi, necessita di un approfondimento adeguato alla sua complessità.
Le categorie, la maggioranza e le varie forze politiche di questa Assemblea si sono impegnate a svolgere questa ulteriore riflessione e questo ulteriore approfondimento.
Oltretutto, il tema della sperimentalità che lei introduce era già uno degli aspetti discussi in Commissione e faceva parte degli argomenti sui quali vogliamo confrontarci insieme alle categorie, insieme a voi e insieme alla maggioranza, per arrivare a una soluzione precisa e rispondente alle reali esigenze di tutti.

PRESIDENTE. Emendamento 8 ter/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 8 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinangeli

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Il voto del gruppo Lega è chiaramente favorevole, ribadendo che le scelte sono ricadute sul miglioramento di alcune leggi e questo conferma quanto queste non siano state fatte male.
Come diceva il Consigliere Biancani, "dopo poco tempo le correggete". No, questo è l'atteggiamento di chi effettua un costante monitoraggio, un costante confronto e, successivamente, migliora le norme, andando ad integrarle e a perfezionarle. Quindi il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Intervengo brevemente come relatore di minoranza, su delega del capogruppo, e voglio semplicemente dire che il nostro sarà un voto contrario, perché questa legge modifica, sì, sostanzialmente e positivamente la legge sui marchigiani all'estero, che abbiamo contribuito, rispetto all'articolo 1, a migliorare.
Per quanto riguarda, invece, altre modifiche legislative, non condividiamo l'impostazione. Lo diceva bene la Consigliera Casini nel merito: alcune modifiche le riteniamo dannose, altre sono superflue e, comunque, denotano, come dicevo in apertura, una certa superficialità nel legiferare da parte di questa maggioranza.
Se diverse normative vengono riviste a distanza di un anno, in particolar modo due, quella relativa all'Agenzia Marche Agricoltura Pesca e quella relativa alla legge n. 19/2022 sull'organizzazione del servizio sanitario regionale, denota qualcosa.
Sulla prima ci eravamo già espressi in modo contrario lo scorso anno, quando era stata approvata.
Per quanto riguarda l'ultimo emendamento di oggi, relativo alla legge n. 19/2022 sull'organizzazione del servizio sanitario regionale, visto che si è andati a toccare il collegio sindacale delle aziende territoriali e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, mi chiedo perché ancora non avete messo mano a questa normativa. Perché oggi andiamo a rivisitare questi organismi importantissimi e, a distanza di un anno e mezzo, intervenite su una normativa alla quale noi ci siamo drasticamente opposti? Quindi il nostro sarà un voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Noi, come gruppo regionale di Forza Italia, voteremo favorevolmente questa proposta di legge, perché va a modificare una serie di disposizioni normative regionali già in vigore.
Ogni singolo articolo di questa proposta di legge introduce una o più modifiche all'interno di leggi regionali esistenti e l'obiettivo è quello di adeguare una serie di norme regionali, al fine di raggiungere una maggiore rispondenza alle esigenze della comunità regionale. Pertanto, il nostro è un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie a tutti i gruppi consiliari che hanno partecipato a questo dibattito.
Attraverso questa legge introduciamo sicuramente elementi innovativi e interessanti. Penso ai Marchigiani all'Estero, penso a quello che questa norma rappresenterà per le comunanze agrarie e per le comunità che abitano il nostro entroterra, penso alla valorizzazione di alcuni Comuni in relazione alla dieta mediterranea.
Inoltre, andiamo a produrre delle limature, una manutenzione delle leggi, che è una cosa importante e che andrebbe fatta sempre più e sempre meglio, perché le esigenze della comunità e del territorio sono mutevoli e i percorsi di attuazione delle leggi dimostrano che i testi possono essere migliorati.
Introduciamo anche alcuni principi che sono propri della buona amministrazione: la semplificazione, la parità di trattamento e il principio della programmazione.
Riteniamo, quindi, che questo lavoro sia stato svolto bene.
Grazie a tutti coloro che hanno compartecipato alla realizzazione di questo testo e al dibattito in Aula.

PRESIDENTE. Proposta di legge 216, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di deliberazione n. 15 (testo base)
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Lupini, Menghi, Pasqui
“Proposta di legge alle Camere concernente: ‘Sostegno finanziario al Sistema sanitario nazionale a decorrere dal 2023’”

Proposta di deliberazione n. 13
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Biancani, Cesetti, Vitri, Carancini, Mastrovincenzo
“Proposta di legge alle Camere concernente: ‘Modifica al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421)’”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 15 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Baiocchi, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Lupini, Menghi, Pasqui e la proposta di deliberazione n. 13 dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Biancani, Cesetti, Vitri, Carancini, Mastrovincenzo, abbinate.
La discussone generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente per dire che questa è una proposta di legge che noi facciamo alle Camere.
Erano stati presentati due testi, il testo n. 13 e il testo n. 15. Noi abbiamo deciso di adottare il testo n. 15, in quanto è quello presentato ed adottato dalle Regioni Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna. È un testo più completo.
Ringrazio il Partito Democratico per aver posto all'attenzione questo tema che, in realtà, nelle discussioni di questo Consiglio è già emerso più volte, cioè quello di finanziare in maniera superiore rispetto a quanto si stia facendo adesso il Servizio sanitario nazionale, cioè il Servizio sanitario pubblico che vive sul principio di universalità, il quale significa che tutti i cittadini italiani hanno diritto ad avere un Servizio sanitario sostanzialmente a spese dello Stato.
Ora, che cosa significa questa proposta di legge, su che cosa insiste?
Considerando che il servizio sanitario pubblico è già attualmente sottofinanziato, anche in conseguenza dell'invecchiamento della popolazione, dell'aumento dei costi dell'energia, dell'inflazione e dei costi contrattuali, il nostro servizio sanitario pubblico ha bisogno di un maggiore investimento. Questa è un po' la sostanza.
Noi, quindi, sollecitiamo le Camere ad adottare quello che proponiamo. Attualmente, ciò che viene investito rispetto al PIL in questo Paese corrisponde a una percentuale del 6,9%; circa 130 miliardi di euro vengono investiti in sanità.
Noi proponiamo, con questa proposta di legge, di aumentare tale quota dello 0,21% del PIL, che corrisponde sostanzialmente a 4 miliardi di euro all'anno da qui al 2027: quindi 4 miliardi per il 2023, 8 miliardi per il 2024, 12 miliardi per il 2025, 16 miliardi per il 2026 e 20 miliardi di euro in più nel 2027, per portare sostanzialmente l'investimento sul servizio sanitario pubblico al 7,5% del PIL.
Considerando che attualmente siamo al 6,9% e che la media europea dell'investimento del PIL nel servizio sanitario pubblico è dell'8%, con Paesi come la Germania e il Regno Unito, in particolare, che investono circa il 10%, anche noi dobbiamo investire di più se vogliamo garantire servizi e rispondere alle aspettative degli italiani.
Se vogliamo garantire un Servizio sanitario pubblico efficiente, dobbiamo considerare che oggi una fetta cospicua della popolazione, per ottenere risposte in termini di servizi sanitari, deve rivolgersi al privato.
Non mi riferisco soltanto al privato accreditato, che svolge comunque una funzione fondamentale a supporto di ciò che può garantire il Servizio sanitario pubblico, ma proprio al privato puro. C'è una parte dei nostri cittadini che è costretta a pagarsi visite specialistiche e diagnostica strumentale per riuscire ad ottenere un esame in tempi dignitosi.
È evidente, quindi, che il nostro Paese debba portare il proprio investimento a livelli assolutamente superiori rispetto a quelli attuali.
La sostanza di questa proposta di legge è proprio questa. Dobbiamo superare anche alcuni tetti di spesa relativi al costo del personale.
La proposta di legge alle Camere prevede che le risorse vengano reperite attraverso l'aumento del PIL, qualora si realizzi nei prossimi anni, oppure mediante misure aggiuntive di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale e contributiva.
La proposta è composta da tre articoli che, comunque, ho già illustrato nei suoi capisaldi fondamentali.
Ringrazio per questo il lavoro della Commissione, il Presidente della Commissione Sanità, ringrazio il Partito Democratico che ha presentato i testi e ringrazio, ripeto, anche la Commissione per aver lavorato su queste due proposte, decidendo, insieme all'Assessore Saltamartini, quale fosse il testo migliore.
Ricordo, come dicevo all'inizio, che questo testo è già stato presentato alle Camere anche da altre tre Regioni: Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Intanto, un ringraziamento formale a lei, alla Conferenza dei Presidenti, all'intero Consiglio per aver consentito di iscrivere d'urgenza questo atto, che noi riteniamo molto importante perché, attraverso questa proposta di legge alle Camere, come stava dicendo il Consigliere Cancellieri, sollecitiamo il Governo nazionale a perseguire, con politiche e azioni precise, un obiettivo molto chiaro: il rafforzamento del Servizio sanitario pubblico, con una dotazione adeguata di risorse e di personale, che è stato oggetto di tanto dibattito anche all'interno di questa Assise.
L'articolo 32 della Costituzione sancisce il diritto alla salute, qualificandolo come fondamentale, e garantisce altresì le cure gratuite a tutti gli indigenti. Per attuare questo diritto costituzionale, nel 1978 è stato creato il Servizio sanitario nazionale, con una riforma epocale messa in campo dall'allora Ministra Tina Anselmi, attraverso la quale, per 45 anni, il nostro Paese, pur tra le difficoltà, pur tra le carenze, pur tra gli squilibri territoriali che si sono manifestati e, dico pure, che il Titolo V della Costituzione ha acuito, è riuscito a rispondere alle crescenti esigenze di cura dei cittadini italiani, tra l'altro risultando, alla fine, uno dei sistemi sanitari più avanzati e meglio giudicati nell'intero pianeta. Forse ha contribuito anche a questo dato importante che può essere riscontrato in Italia sulla longevità della popolazione.
Io andrei a riprendere quel testo dell'8 marzo 1978, l'articolo 1: il Servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinate alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione, senza distinzione di condizioni individuali e sociali e secondo modalità che assicurano l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.
Sono tre i principi che rappresentano i pilastri, che ha anche citato il relatore di maggioranza prima: l'universalità, l'uguaglianza e l'equità nell'accesso alle prestazioni e ai servizi.
Noi crediamo che questo cardine sia ancora fondamentale e che quindi la sanità pubblica sia la sola in grado e capace di aiutare gli indigenti. La privatizzazione che, ahimè, come abbiamo ricordato, interessa il servizio sanitario, esclude una parte della popolazione che non può accedere alle prestazioni sanitarie, anche quelle più banali, come operazioni, esami e persino il servizio del medico di base.
Ovviamente il servizio privato non va demonizzato, anzi fornisce un'integrazione preziosa, ma ha un obiettivo intrinseco diverso, che è quello del profitto. Quindi quel delta tra il pubblico, che garantisce un diritto, e il privato, che deve invece rispondere ad altre esigenze, è molto importante.
Ma se l'obiezione che viene posta qualche volta rispetto all'efficacia del servizio pubblico è quella della presunta inefficienza, spesso amplificata dai media, dall'altra parte c'è invece una grande permeabilità del pubblico rispetto all'innovazione, alla valorizzazione delle competenze e anche alla creazione di strutture nuove.
Lo dico guardando al nostro territorio. Se penso a quello che si sta facendo oggi a Fermo, a quello che si fa all'Aspio, a quello che stiamo realizzando ad Amandola, abbiamo esempi abbastanza marcati e rilevanti.
Dicevo delle inefficienze che vengono evidenziate, ma io mi chiedo che cosa sarebbe accaduto se non avessimo avuto questo tipo di impostazione.
In nome della presunta inefficienza del Servizio sanitario nazionale, abbiamo vissuto anni e stagioni di grandi tagli che hanno colpito innanzitutto la spesa e poi bloccato il turnover del personale. Ne parleremo all'articolo 3 di questa proposta. Ciò ha portato inevitabilmente alla riduzione del personale medico, infermieristico, paramedico e degli OSS, con una contrazione complessiva dei servizi.
Solo per dare qualche numero…, e passando anche attraverso valutazioni, lo dico per il Capogruppo di Fratelli d'Italia, al quale dicevo che forse su questo tema nessuno può puntare il dito contro qualcun altro. Lui lo ha fatto, ma oggi mettiamo a disposizione una piattaforma diversa.
Tutti i Governi, di destra, di centro e di centrosinistra, in questi anni, penso ai Governi Letta, Renzi, Gentiloni e anche al Governo Monti, hanno adottato provvedimenti di contenimento della spesa. Lo dico decontestualizzando le responsabilità, perché sappiamo bene in quali condizioni venivano assunte certe decisioni: i conti pubblici erano particolarmente gravati e il sistema sanitario rappresentava una delle principali voci di spesa. Non nascondo che la stessa identica cosa la sta facendo anche questo Governo. Allora noi vogliamo dare una mano.
Dicevo qualche numero: dal 2010 il Servizio sanitario nazionale ha perso 25.000 operatori e 37 miliardi di risorse non destinate al sistema sanitario. Una cifra che corrisponde, più o meno, al 2% - lo dico senza fare battute - quel 2% che ci darebbe il MES, ma qui ovviamente mi fermo.
Adesso permettetemi una valutazione molto personale.
Io penso che questa sia una grande proposta che, come diceva prima il Consigliere Cancellieri, è stata già assunta da altre Regioni e che sancisce la necessità di avere una spinta dal basso verso questo tema.
Lo dico con grande orgoglio perché quella spinta è partita anche dal sottoscritto. Sono stato a un incontro con i Capigruppo delle altre Regioni e ho detto: perché dobbiamo continuare a macinare acqua nel mortaio quando, se non vengono messe le risorse necessarie, nulla accade e nulla può accadere? Penso che questo possa rappresentare veramente un cambio di rotta e lo facciamo anche in un momento opportuno.
Guardo il Consigliere Cancellieri e lo voglio ringraziare, perché chi è nella doppia veste di medico sa, dal punto di vista deontologico, cosa voglia dire lavorare per il pubblico e farlo con coscienza e competenza, a servizio dei cittadini e non in modo speculativo, ripeto, senza togliere nulla a nessuno.
Ringrazio anche, anche se non lo vedo in Aula, il Presidente della Commissione. Lo faccio in maniera molto netta perché ha preso in mano una proposta che era ferma, l'ha portata in Commissione e c'è stato, anche grazie al relatore di maggioranza, un percorso decisamente accelerato.
Ringrazio quindi tutti i componenti della Commissione, come ovviamente ringrazio i primi firmatari, anche se vi assicuro che non sono mancate perplessità, da tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, sul percorso che stavamo mettendo in campo, perché ognuno doveva rivendicare chissà quale scelta fatta o non fatta nel passato.
Poi ringrazio l'intero Consiglio, perché la nostra proposta, subito condivisa dalla Consigliera del Movimento 5 Stelle, è arrivata ad essere sottoscritta praticamente da tutti. Penso quindi che sia un passaggio molto importante.
La inseriamo, dal punto di vista temporale, in un momento determinante. Siamo nella fase dell'approvazione del bilancio e una spinta di questo tipo - anche se oggi il Consigliere Ciccioli ci diceva che stanno presentando il maxi-emendamento nelle mani della Senatrice XY, che soltanto lei ne conosce i contenuti - potrebbe risultare particolarmente significativa.
Se così fosse, una spinta così importante, che può venire anche da questo Consiglio, ricordando che la Senatrice è marchigiana, potrebbe diventare veramente determinante.
Cosa dice la legge? Lo ha ricordato il relatore di maggioranza.
L'articolo 3 non fa altro che incrementare il Fondo Sanitario Nazionale, articolandolo nei vari anni: 4 miliardi per quest'anno, poi 8 miliardi il prossimo, 12 miliardi per il 2025, 16 miliardi per il 2026 e 20 miliardi per il 2027, per ottenere quell'obiettivo che avevamo indicato, cioè raggiungere il 7,5% del PIL.
Una percentuale importante che assume come riferimento un incremento graduale.
Perché se dovessimo guardare cosa accade in Germania, che si attesta sul 10,9%, oppure in sistemi come quelli degli Stati Uniti, del Regno Unito, del Giappone e dell'Olanda, che presentano valori completamente diversi, capiremmo che nella proposta non siamo stati populisti.
Ci siamo resi conto che dovevamo fare una proposta sostenibile per la nostra nazione e allora il 7,5% rappresenta davvero il minimo sindacale.
Il NADEF, pubblicato il 27 settembre, ci dice che purtroppo l'investimento è in continuo calo. Al di là dei numeri che vengono forniti da questo o da quel Governo, siamo al 6,1% per il 2026. Stiamo ritornando addirittura indietro rispetto ai dati del 2019.
Avevamo raggiunto, e lo abbiamo preso come riferimento, guardo l'Assessore, l'anno del Covid, quando l'investimento complessivo era arrivato intorno a quella percentuale che, purtroppo, successivamente è stata ridimensionata.
Dove prendiamo i soldi? Questo non è un tema nostro e non è nemmeno il tema dell'Assessore, che ringrazio perché la maggioranza si è mossa, lo devo dire, dopo essersi confrontata con l'Assessore Saltamartini, che ha detto: anch'io faccio questa battaglia. Quindi sa benissimo che non sto mettendo in campo un'operazione velleitaria, perché nella Conferenza delle Regioni questo tema è forte, è pressante.
Ogni tanto uno può anche riparlare a sé stesso, visto che oggi tocca a me. Noi l'avevamo scritto nel nostro programma elettorale: o il sistema veniva modificato, pensando a rimodulare il decreto Balduzzi e la spesa sanitaria, oppure chiunque si fosse seduto lì avrebbe avuto le stesse difficoltà che oggi emergono. Non poteva essere diversamente. E dicevo: non tocca a noi.
Anche qui faccio una considerazione personale, ma sono convinto di condividerla almeno con una parte del mio gruppo: se dovessi pensare a dove reperire le risorse, cancellerei immediatamente il ponte sullo Stretto di Messina e le risorse destinate al rifinanziamento delle armi. Mi sembra un tema importante, ma mi fermo perché non spetta a me.
L'articolo 2, tornando invece a parlare della legge, ha per me un altro grandissimo valore: l'abolizione delle restrizioni esistenti rispetto agli impegni di spesa per il personale. Un personale martoriato, lo abbiamo detto dai numeri illustrati in apertura, che non trova mai una stabilizzazione, una soluzione se non precaria. Qualche volta, addirittura, come avviene e lo dico in maniera laica, non soltanto nella nostra Regione, anzi forse la nostra Regione è arrivata per ultima o tra le ultime, si ricorre all'utilizzo di cooperative o di servizi professionali esterni, con costi imbarazzanti e situazioni mortificanti per chi opera in prima linea, a fronte di stipendi e modalità completamente diverse.
La legge ha avuto il parere del CAL e del CREL, espresso in tempi molto rapidi.
Ci aggiungiamo alle altre Regioni che hanno già adottato questo provvedimento.
Allora dico, Assessore, che questo forse ci dà un po' di forza e forse mette nelle condizioni il Governo di rendersi conto delle necessità dei territori.
La spinta, questa volta, viene dal basso. E confido, ma oggi non ho dubbi, che da questo provvedimento possa uscire un voto unanime.
Sarebbe un grande gesto, forse il primo grande gesto che facciamo insieme sulla sanità e che potrebbe aiutare il Governo a dare delle risposte, partendo dalla sollecitazione di questo Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Prendo la parola perché devo rilevare, e lo dico soprattutto ai colleghi di maggioranza, che questo è un atto di grande coraggio che la maggioranza assume oggi con questa iniziativa, che può apparire marginale, ma che è di particolare pregio e rilevanza.
Non fosse altro per il fatto che l'iniziativa legislativa, come sappiamo, è di competenza di ciascun parlamentare. Abbiamo, quindi, 200 Senatori e 400 Deputati che dovrebbero occuparsi di questo tema, ma allo stato attuale ci sono pochissime possibilità che un disegno di legge parlamentare possa essere approvato. Pertanto, il coraggio che il Consiglio regionale delle Marche assume approvando questa iniziativa è di particolare rilevanza, proprio perché negli ultimi vent'anni la normazione in materia sanitaria, soprattutto attraverso la legge di bilancio, è stata approvata con voti di fiducia da parte del Governo.
In questi giorni basta leggere i giornali per accorgersi che non è stato neppure ancora fissato, perché i partiti di maggioranza devono ancora trovare un accordo, il tema dei cosiddetti capitoli di spesa, fermo restando l'ammontare complessivo.
Dico questo perché, chiaramente, questo atto ha una sua rilevanza se c'è l'unanimità dell'Assemblea. È il Consiglio regionale delle Marche, è una Regione che dà una sollecitazione, un "pizzicotto" all'esecutivo.
Devo anche aggiungere che, molto spesso, se vi fossero iniziative analoghe da parte di tutte le altre Regioni, probabilmente il risultato potrebbe essere diverso. Il nostro sistema istituzionale, come sappiamo, sconta il problema della rappresentanza delle Regioni in Parlamento. Io stavo dall'altra parte, ma ricordo perfettamente la riforma Renzi, che non è andata a buon fine. Tuttavia, nei sistemi federali di altri Paesi, come quello tedesco, esiste una Camera che rappresenta i territori, il Bundesrat, il Senato delle Regioni.
La riforma costituzionale approvata nel 2001 prevedeva inoltre che le Commissioni parlamentari, che si occupano di temi regionali, dovessero riunirsi anche con i Consiglieri regionali. Questo non è mai avvenuto e, ripeto, esiste una previsione costituzionale rimasta inattuata.
Quindi, se da un lato si rivendicano maggiori risorse per la fruizione dell'unico diritto definito fondamentale dalla Costituzione, cioè il diritto alla salute di cui all'articolo 32, e non è evidentemente un caso, questa iniziativa rappresenta anche una sollecitazione.
Vedete, il sistema Stato-Regioni, per cui lo Stato acquisisce tutte le risorse tramite la fiscalità generale e attribuisce poi alla Conferenza delle Regioni il compito di confrontarsi su questi temi, è un sistema fallace, un sistema che non funziona.
Come è avvenuto l'anno scorso con il decreto ministeriale n. 77 del Governo Draghi, quando le Regioni bocciarono una proposta che prevedeva investimenti senza risorse aggiuntive e senza modificare il tetto di spesa. Questo è un tema politico, perché noi ci occupiamo di politica e delle istituzioni del Paese.
Io vi ringrazio perché, se mi permettete, questo è un momento molto qualificante rispetto a tante altre iniziative che assumiamo nell'ambito della nostra attività legislativa.
È un tema importante: come riusciamo a garantire il diritto fondamentale alla salute, che è il corollario del diritto all'uguaglianza. Perché i ricchi possono curarsi anche senza il servizio pubblico; il tema vero è la tutela delle popolazioni indigenti, sostanzialmente. Pensiamo, inoltre, a tutto il tema del confine tra servizio sanitario e servizi sociali.
La seconda questione è che i problemi sono drammatici. Nel momento in cui il Regno Unito finanzia il sistema sanitario con circa l'11% del PIL, la Germania e la Francia con il 10% e la Spagna con una percentuale superiore alla nostra, noi investiamo molto meno. Capite che correre con risorse inferiori significa sostanzialmente avere servizi inferiori, con tutto ciò che si collega ai trattamenti del personale.
Anche il fatto che noi formiamo 20.000 medici per poi vederli andare a lavorare in Svizzera, in Germania o in Francia rappresenta un danno gravissimo per l'economia e per il nostro Paese, perché la loro formazione avviene a carico della fiscalità generale e del finanziamento pubblico. Vedete, dunque, come tutte queste materie si intreccino.
Spero, quindi, che, siccome la nostra Regione è rappresentata da Parlamentari, Deputati e Senatori, sia interessante che queste sollecitazioni provenienti dal Consiglio regionale delle Marche, che per Costituzione esercita competenze in materia sanitaria, trovino un corrispondente impegno anche presso la rappresentanza parlamentare.
In questi tre anni da Assessore alla Sanità ho sentito parlare molto spesso di questi temi, ma non ho mai visto neppure un emendamento presentato nelle leggi di bilancio, né sulle borse di specializzazione, né sulla carenza dei medici di medicina generale sul territorio.
È quindi necessario che vi sia una sollecitazione da parte del Consiglio regionale verso la rappresentanza parlamentare, perché, come è stato ripetuto più volte, la Repubblica è composta da Stato, Regioni, Province e Comuni, con pari dignità istituzionale.
Non esiste un organo che si stagli al di sopra delle Regioni. Pari dignità significa che lo Stato ha le proprie competenze e la Regione ha le sue, secondo il principio di sussidiarietà, cioè di vicinanza e prossimità ai bisogni dei cittadini. Come potrebbe lo Stato sapere quali sono i bisogni sanitari di Fossombrone, piuttosto che di Camerino o di Fermo?
A fronte di queste modifiche costituzionali, giunte dopo molti decenni di dibattito, abbiamo creato istituzioni e normative la cui piena attuazione non è mai arrivata.
Alla fine dell'anno assisteremo all'ennesimo maxi-emendamento del Governo, finalizzato a dimostrare all'Europa che i nostri conti sono in ordine. Molto spesso, però, non sono in ordine i servizi e non è adeguatamente garantito il fondamentale diritto alla salute, che è prodromico alla tutela della vita.
Mi piaceva sollecitare i colleghi presenti sull'importanza di quest'atto, sul ruolo che il Consiglio regionale assume con esso e sul ruolo che la nostra Regione assume nei confronti dei partiti e del Governo nazionale.
C'è una coerenza di fondo in tutto questo, perché le stesse rivendicazioni le avanzavo quando ero dall'altra parte e me ne assumo la piena responsabilità.
Se è vero che esiste un tetto di spesa, imposto anche dai principi costituzionali del pareggio di bilancio e dagli obblighi derivanti dai trattati europei, è altrettanto vero che esiste un tema legato agli investimenti nella sanità.
Abbiamo trascorso due anni di pandemia parlando degli "eroi della sanità", ma poi a quelle parole non sono seguiti adeguati provvedimenti.
Ora, dobbiamo riconoscere che il Governo ha stanziato 3 miliardi in più nel bilancio in discussione alla Camera, ma 2,6 miliardi servono per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro.
Credo che non dobbiamo avere paura di rappresentare agli italiani la verità. Ritengo che il compito di chi assume una responsabilità così importante nelle istituzioni sia quello di raccontare la realtà dei fatti, le difficoltà che affrontiamo.
Cionondimeno, credo che possano esistere altri capitoli di spesa su cui intervenire. Per esempio, sugli armamenti. Se mi permettete, fra una diminuzione degli investimenti in sanità e una lieve riduzione delle spese per armamenti, ritengo preferibile la seconda opzione.
Sono quindi convinto che questo Consiglio regionale, vivendo un momento così importante, possa dimostrare la maturità di una classe dirigente e di una Regione che in questi anni ha prodotto molto per il Paese.
Abbiamo esportato circa 12 miliardi di euro di beni, contribuendo ad aumentare le entrate dello Stato. Siamo dunque autorizzati a rivendicare per i marchigiani maggiori finanziamenti per la sanità, perché nella nostra Regione è cresciuta la produzione di ricchezza che ha generato maggiori entrate fiscali per il Paese.
Credo quindi che sia assolutamente legittimo rivendicare maggiori finanziamenti per la sanità della nostra Regione, perché i marchigiani hanno fatto fino in fondo il loro dovere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente perché ho sentito delle cose molto coraggiose dette dall'Assessore alla sanità Saltamartini.
Questo Paese deve mettere la sanità tra le priorità e, se mette la sanità tra le priorità, è evidente che va finanziata in maniera superiore e che si deve guardare a dove sia possibile destinare finanziamenti inferiori. Certamente, per quanto riguarda le guerre, si apre una porta aperta.
Finanziamo di più la salute e la vita e meno ciò che toglie la salute e la vita.
Dopodiché, lo dirà il Consigliere Mangialardi, condivido anche quello che ha detto lei, adesso non lo dico, lo dirà lui, io condivido anche quella posizione.
Secondo me, una parte del Servizio sanitario nazionale, oltre a tante altre infrastrutture di questo Paese, ha bisogno di maggiori risorse. Noi, nella nostra valle, abbiamo bisogno di quella strada. Per esempio, la Fano-Grosseto continua a rimanere ferma e forse andrebbero sottratti finanziamenti che vanno in altre direzioni per essere destinati maggiormente alle nostre infrastrutture e alla nostra sanità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di minoranza Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Il riferimento del Consigliere Cancellieri non era sul piano temporale.
Devo dire che ho apprezzato in modo particolare la relazione del Consigliere Cancellieri, ma conoscevo già la sua posizione perché è stata quella che ha orientato anche il dibattito all'interno della nostra Commissione.
Adesso non è presente, ma anche il Capogruppo di Fratelli d'Italia aveva aderito alle due proposte di legge che avevo proposto.
Devo dire che oggi sono rassicurato e un po' sorpreso dall'atteggiamento dell'Assessore Saltamartini, che ringrazio. La stima personale è antica e i ruoli, a parti inverse, ci portano sempre a fare ciò che serve per migliorare tutti noi.
Oggi, però, ritrovarci quasi nella stessa identica posizione, sia rispetto all'analisi sia rispetto alle soluzioni, mi sembra un grande gesto di riconoscimento reciproco dei nostri ruoli.
Lo dico, guardate, senza nessun tipo di filtro, perché questi problemi, ahimè, c'erano anche prima, nel quinquennio precedente. Anzi, in alcuni aspetti era anche peggio, perché almeno il Covid, oltre alle terribili difficoltà che ha determinato, qualche boccata d'ossigeno sul piano dei limiti alle assunzioni l'ha consentita.
Ma quelli di prima, che sono stati sempre vituperati rispetto alla sanità, anche con valutazioni che ritengo abbiano prodotto un disastro sul piano della comunicazione e della condivisione, sul piano delle scelte, erano spesso davanti a decisioni inevitabili. Perché quando le risorse sono quelle che racconta l'Assessore, quando quelle assegnate non coincidono con le necessità del territorio, la coperta è quella. È quella che vedete adesso.
Però, ripeto, oggi non è il momento delle polemiche, altrimenti dovrei tornare a parlare del Piano socio-sanitario e di altro ancora. Invece non voglio nemmeno toccare questi temi, perché state operando nelle condizioni date.
Oggi vogliamo cambiare e questo è un grande gesto.
Ha ragione l'Assessore rispetto all'impegno dei parlamentari e, guardate, non l'ho detto prima come battuta, anche se può essere sembrato tale, perché questa proposta di legge non era così condivisa né dai partiti né dai parlamentari, quasi a voler dire: "Ci pensiamo noi". No, voi non ci avete pensato finora. Questa è una cosa diversa. Per parti separate e tutti insieme, non ci avete pensato. Perché questo è il momento delle scelte.
E allora trovare qui 51 miliardi, Assessore, al di là del MES, che è un altro tema e lasciamolo da parte, significa fare 17 miliardi più 34 miliardi e arrivare a 51 miliardi.
17 miliardi sono quelli del Ponte sullo Stretto di Messina, allo stato attuale del progetto, e l'altro pezzo riguarda le armi.
Dobbiamo smetterla di essere ipocriti in questa nazione. Dobbiamo smetterla di far finta di non sapere quante armi abbiamo distribuito, quante risorse abbiamo destinato alla difesa o quanto abbiamo contribuito ai conflitti, perché questo è il tema.
Allora bisogna agire in questo modo: trovare le risorse.
Speriamo che i nostri parlamentari, e lo dico ovviamente per il Presidente, ricevano questa proposta. Noi la invieremo a tutti i parlamentari marchigiani e mostreremo loro che siamo pronti per una nuova sfida.
Poi, se ci fossero le risorse, probabilmente avremmo idee diverse su come gestirle, ma su questo continueremo sempre, in maniera democratica e nel rispetto reciproco dei ruoli, a confrontarci. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Relazione illustrativa. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Relazione tecnica finanziaria. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Per dire, ovviamente, che rispetto a questo testo, che è stato giacente a lungo nella Commissione, i cui orientamenti sono stati chiari sia dal voto sugli articoli sia dal dibattito svolto in precedenza in Commissione, non posso che esprimere assoluto consenso a nome del gruppo.
Le esigenze del settore sanità sono note a tutti e abbiamo delle circostanze. Prima il Presidente ha citato questa proposta di legge alle Camere. Anche in sanità abbiamo un combinato disposto. Il combinato disposto è il seguente. Le buone notizie sono l'aumento della vita media delle persone che, rispetto all'inizio del secolo, è cresciuta notevolmente. Solo poco tempo fa era quasi di 15 anni inferiore a quella attuale. Oggi siamo arrivati addirittura a 84-86 anni nel nostro Paese, 84 anni e qualcosa per gli uomini e 86 anni e qualcosa per le donne, e il dato è progressivamente in miglioramento.
Ci sono stati dati negativi sulla vita media all'epoca del Covid, ma non erano legati al miglioramento delle condizioni o degli stili di vita, bensì a un agente esterno che, per qualche tempo, ha abbassato in maniera modesta l'aspettativa di vita.
Questo si accompagna a risorse strumentali incredibili, delle quali fino a poco tempo fa non avevamo assolutamente cognizione.
Se pensiamo che negli Stati Uniti si stanno mettendo a punto nuove macchine radiologiche e nuovi modelli di risonanza magnetica nucleare che da 40 minuti a 3 e 5 minuti consentiranno di effettuare una risonanza completa del corpo umano, ci rendiamo conto di ciò che si profila all'orizzonte?
Così come i nuovi farmaci molecolari, che spesso offrono soluzioni impensabili fino a poco tempo fa, arrivando addirittura a sconfiggere malattie che una volta venivano definite, purtroppo, malattie inguaribili.
Tutte queste cose, l'aumento della vita media, la ricerca scientifica e tecnologica, i nuovi farmaci e così via, impattano sulla spesa sanitaria in maniera fortissima, anche in relazione agli investimenti nella ricerca scientifica e farmacologica che, ovviamente, ricadono sull'acquisizione di beni e servizi da parte delle aziende sanitarie.
Quindi il fatto che l'Italia riesca a ottenere il massimo con una delle quantità di risorse più basse del mondo occidentale è un dato estremamente positivo.
È stato detto che il 7,5% del PIL dovrebbe essere investito nella sanità e che si tratterebbe comunque di una percentuale inferiore rispetto a quella di altri Paesi europei. Questa è una proposta che condivido assolutamente.
Invece, dal punto di vista dell'amministrazione dello Stato, emergono delle perplessità perché il Consigliere Mangialardi ha detto che non è nostro compito trovare le risorse. In realtà, questo problema, se lo spostiamo dalla Regione allo Stato e dagli organi dello Stato agli uffici del Ministero dell'Economia e delle Finanze, deve comunque trovare una soluzione. Ed è qui che nasce il problema.
Noi facciamo un atto assolutamente condivisibile, anzi, se avessimo scritto un atto che prevedesse un incremento di spesa ancora maggiore, sarebbe stato ugualmente condivisibile.
Poi, però, dobbiamo trovare una soluzione a un problema che tutti i Governi, di centrodestra, di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle hanno affrontato. Spesso questi Governi hanno progressivamente ridotto le risorse, salvo poi aggiungerne di straordinarie per riuscire a far quadrare i conti a fine anno.
Quindi c'è questa stranezza: togliere soldi durante l'anno e poi reintegrarli alla fine, altrimenti il sistema andrebbe in default. Insomma, è un problema grosso che va affrontato.
Su questo disegno siamo d'accordo, ma, ahimè, la soluzione non la vedo ancora bene all'orizzonte...
Voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Mi volevo congratulare e volevo ringraziare il Capogruppo del Partito Democratico che, sinceramente, mi ha coinvolto subito quando ha deciso di presentare questa proposta di legge e ci tengo a ringraziarlo per questo.
Ero un po' scettica, avevo delle perplessità sul fatto che potesse diventare un testo condiviso, invece mi fa piacere che i miei pregiudizi siano stati azzerati, perché oggi stiamo scrivendo insieme una buona pagina di politica regionale.
Mi è piaciuto molto anche l'intervento dell'Assessore Saltamartini, con cui, come sapete bene, spesso sul tema della sanità mi battibecco, perché fondamentalmente questo atto tocca tutti i problemi che abbiamo sviscerato da 3 anni a questa parte, dando delle soluzioni che però devono essere trovate non qui, ma a Roma.
Quindi, quando il Consigliere Ciccioli dice: "dobbiamo trovare le soluzioni", capisco che lui usi il "noi" perché esiste questa filiera istituzionale, però con questo atto, e con le parole molto forti che ha pronunciato l'Assessore, è chiaro che noi diamo un mandato al Governo, al vostro Governo più che al nostro, anche se le risorse sono comunque di tutti noi, quelle che vengono governate e amministrate. Date un mandato assolutamente chiaro.
Mi viene solo da correggere in parte il tiro del Capogruppo di Fratelli d'Italia, perché in effetti l'unico Governo che ha dato più risorse alla sanità, anche perché eravamo in tempi di Covid, è stato il Governo Conte I e soprattutto il Governo Conte II. Quindi non è vero che nessun altro Governo l'ha fatto, perché questo è avvenuto.
L'altra considerazione riguarda l'allentamento dei vincoli sul personale. Su questo aveva provato a lavorare la nostra Ministra della salute, che però, come sappiamo, dopo la caduta del Governo Conte I e la nascita del Governo Conte II, non ha avuto più spazio nel nuovo esecutivo e quindi il progetto è rimasto un po' sospeso.
Però, voglio dire, il coraggio di farlo, sentendo anche l'Assessore Saltamartini, bisogna assolutamente trovarlo e cercare di risolvere entrambi questi problemi, che sono enormi e riguardano naturalmente tutto il Paese e non solo la nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Semplicemente per esprimere il voto favorevole.
Condivido pienamente questa proposta di legge alle Camere, così come condivido l'intervento dei due relatori, di maggioranza e di minoranza, ma soprattutto condivido l'intervento dell'Assessore Saltamartini.
Con questa proposta di legge alle Camere ci auguriamo che il Governo centrale prenda in considerazione quanto è stato detto in questa Assise. Quindi il nostro voto è sicuramente favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente per rimarcare un dato. Attualmente il costo sostenuto dagli italiani, quindi non coperto dal Servizio sanitario nazionale, in termini di visite specialistiche, diagnostica strumentale e servizi sanitari, è di circa 40 miliardi di euro.
Gli italiani spendono circa 40 miliardi per pagarsi la sanità.
Ovviamente c'è, al suo interno, una fetta di popolazione che non si cura perché non ha le possibilità economiche e c'è invece una fetta che può curarsi e che si cura, ma spende qualcosa come il 2% del PIL, cioè 40 miliardi.
Se pensiamo che con la sanità pubblica investiamo circa il 6,9% del PIL, quel 2% del PIL pagato direttamente dalle tasche degli italiani rappresenta un valore molto alto.
Rientra nel concetto che la sanità, in questo Paese, si paga due volte. Prima con le trattenute e poi, per farsi curare, bisogna tirare fuori nuovamente i soldi e rivolgersi al privato. E già questa riflessione basta per essere d'accordo con questa proposta di legge.
Quindi il gruppo LEGA è assolutamente favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Prima della dichiarazione di voto, ovviamente favorevole, del nostro gruppo, devo condividere con voi una grande soddisfazione, perché ho ascoltato le dichiarazioni e si profila un voto unanime.
Vi assicuro che nelle altre Regioni non è stato così, perché in Emilia-Romagna e in Toscana hanno votato a maggioranza, peraltro nemmeno completa. Quindi si tratta di un atto di grande responsabilità da parte nostra e, forse, nemmeno atteso.
Siccome vedo che è rientrato il Presidente Baiocchi, l'ho ringraziato prima, ma lo rifaccio, perché potevamo arrivare tranquillamente dopo il bilancio, c'erano tutte le condizioni. Lo dico per i cittadini: abbiamo licenziato questa mattina il testo in IV Commissione e l'iscrizione d'urgenza. Quindi c'è stata una precisa volontà politica e il fatto che sia stata colta questa opportunità e che, insieme, partendo ovviamente da un testo proposto dal Partito Democratico e condiviso dal Movimento 5 Stelle, siamo arrivati a questo risultato, è importante.
Qui un piccolo inciso: ha ragione la Consigliera Ruggeri quando dice che, negli ultimi vent'anni, l'unico Governo che ha incrementato significativamente le risorse è stato quello Conte, certamente per effetto della congiuntura del COVID e della necessità di implementare risorse che erano già state coraggiosamente anticipate con fondi propri e che sarebbero poi diventate battaglie di grandissimo profilo, come quelle legate al PNRR. È stata una scelta determinante perché non tutti l'hanno fatta e non tutti hanno avuto quella capacità.
Oggi facciamo il nostro dovere qui rispetto al Parlamento. Lo dico al Consigliere Ciccioli: non ci siamo fermati e lo ribadisco, a dire che la partita passa e che la palla è nell'altra metà del campo. No. Abbiamo anche dato qualche indicazione su dove reperire le risorse.
Capire che anche all'interno della maggioranza politica di questa Assise ci siano valutazioni diverse rispetto all'uniformità di pensiero e alla filiera istituzionale è un bel segnale.
E guardate, non mi voglio incuneare nella normale diatriba tra forze politiche, non mi interessa. Devo già pensare abbastanza alle mie, potete immaginare se ho voglia di intraprendere quel percorso. Però, con il passare del tempo, iniziamo tutti a riflettere sul fatto che gli impegni che si assumono vadano ripensati, perché quelli populisti qualche volta non pagano nel lungo periodo e perché c'è bisogno di visione, c'è bisogno di leggere i fenomeni.
Sul Servizio sanitario nazionale, meraviglioso sistema che abbiamo, non dobbiamo guardare agli Stati Uniti e a come si muore per strada se non si possiede l'assicurazione adeguata, perché non è una cosa che vediamo solo nei film, è qualcosa che accade realmente. Negli Stati Uniti si muore per strada se non si ha la tessera giusta.
Penso che oggi abbiamo dato un bel segnale. Sono convinto che i nostri Parlamentari lo possono cogliere e che si possono occupare ancora di più di questo tema, proprio perché è difficile e delicato. Scegliere di mettere risorse sulla sanità significa necessariamente toglierle da altre parti.
Quando alzano la mano per rifinanziare le guerre in giro per il mondo, forse bisogna essere un po' più attenti. Tutti insieme, non soltanto chi lo propone, sul Ponte sullo Stretto di Messina non abbiamo il coraggio di dire no perché, comunque, anche lì ci sono interessi e consenso elettorale, mi sembra che noi oggi diamo il coraggio che serve.
Il voto del gruppo del Partito Democratico è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Chiedo scusa se non sono intervenuto prima, ma mi è sfuggito il momento opportuno.
Volevo solo ricordare ai Consiglieri, al mio Capogruppo e quindi anche al Consigliere Carancini, che siedono in IV Commissione, ma anche al Presidente Baiocchi, e mi rivolgo pure all'Assessore Saltamartini, che questa proposta è sicuramente importante, come diceva l'Assessore. Però ricordo che il Partito Democratico ha presentato anche un'altra proposta di legge che, dal mio punto di vista, e io sono sempre un po' megalomane rispetto a me, addirittura farebbe risparmiare soldi allo Stato.
Abbiamo infatti presentato una proposta di legge che prevede che - qualsiasi professione ha un tariffario - quando la sanità chiede una consulenza a uno psichiatra o a qualsiasi altro specialista, il professionista venga pagato sulla base di un tariffario definito.
Ancora non capisco come mai, probabilmente perché paga Pantalone, quindi tutti noi, si continui a pagare quattro volte tanto le società o le cooperative attraverso questi bandi di gara che vengono fatti dalle Aziende sanitarie, non solo nelle Marche ma in tutta Italia.
La nostra proposta, che vede come primo firmatario il Consigliere Biancani, prevede che lo Stato fissi un tetto ai compensi dei cosiddetti gettonisti. Noi proponiamo che il tetto sia quello corrispondente alla retribuzione di un medico neoassunto. Questo eviterebbe che i medici si licenzino per andare a fare i gettonisti, perché guadagnerebbero solo leggermente di più, e consentirebbe alla sanità pubblica di valorizzare il lavoro di chi è già all'interno rispetto a chi arriva dall'esterno e spesso non possiede neppure le stesse competenze.
L'invito è di portare avanti anche questa proposta di legge del Consigliere Biancani - che come sapete riesce sempre ad avere una certa concretezza - perché, mentre quella che abbiamo appena approvato è ottima, ma richiede miliardi di euro per essere realizzata, quell’altra parte da una domanda molto semplice: dove sta scritto che bisogna pagarli quattro volte di più? Non sta scritto da nessuna parte.
Basterebbe che lo Stato approvasse una legge che stabilisse che i gettonisti possano percepire al massimo lo stipendio di un medico neoassunto. Vedrete che non si licenzierebbe più nessuno, vedrete che i gettonisti diminuirebbero e si restituirebbe, questo è il mio intento, dignità al personale medico che oggi lavora stabilmente e che si vede pagato quattro volte meno rispetto a chi viene pagato quattro volte di più, senza avere neppure gli stessi titoli.
Chiedo quindi alla Commissione di accelerare l'esame di questo atto. Capogruppo Mangialardi, faccia di tutto per accelerarlo, perché questa proposta, abbinata a quella che abbiamo appena approvato, secondo me può diventare un riferimento per l'intera nazione.

PRESIDENTE. Proposta di deliberazione n. 15 (testo base). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 376
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi, Vitri, Biancani, Cesetti, Casini, Mastrovincenzo, Bora, Carancini
“Miglioramento delle condizioni lavorative degli educatori professionali nelle Marche”
(Votazione - Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 376 dei Consiglieri Ruggeri, Mangialardi, Vitri, Biancani, Cesetti, Casini, Mastrovincenzo, Bora, Carancini. Manca l’Assessore competente, possiamo votarla anche in sua assenza, però se volete accogliere l’invito della Giunta, per l’assenza giustificata dell'Assessore competente, credo che sia giusto rinviarla. Tutte le altre le abbiamo fatte in presenza dell'Assessore, quindi, la facciamo la prossima volta.

Mozione n. 373
ad iniziativa dei Consiglieri Rossi, Latini
“Richiesta di rifinanziamento legge 05/04/1993 n. 103 ‘Interventi per il patrimonio culturale e artistico dell'antico ducato di Urbino e del Montefeltro’”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 373 dei Consiglieri Rossi, Latini. La discussione generale è aperta, ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Cerco di essere telegrafico.
Innanzitutto ringrazio la Conferenza dei Capigruppo per avermi dato la possibilità di anticipare questa mozione, che è del 26 giugno e che doveva essere votata inevitabilmente ora, perché parla del rifinanziamento di una legge statale. Ci sono ancora, seppur in maniera ristretta, i tempi per intervenire, quindi ha senso votarla ed approvarla adesso.
Si tratta della richiesta di rifinanziamento della legge n. 103, "Interventi per il patrimonio culturale e artistico dell'Antico Ducato di Urbino e del Montefeltro". Una legge promossa dal Senatore XY, che ringrazio, e sostenuta dall'associazione Urbino e Montefeltro, un'associazione del territorio che conta 2.600 iscritti, oltre che dagli amici Consiglieri XX e YY.
È una legge che nacque dal fatto che Urbino risulta essere un capoluogo oggettivamente svantaggiato e, pertanto, queste risorse andrebbero a coprire il gap infrastrutturale e logistico che il nostro co-capoluogo di provincia presenta.
Consideriamo che ancora oggi Urbino soffre di gravi strozzature a livello viario che rendono sempre difficili gli scambi e i collegamenti con le zone limitrofe.
Urbino è l'unico capoluogo di provincia della regione e forse uno dei pochissimi in Italia che non ha più una stazione ferroviaria; non dispone di una superstrada, perché il tratto Santo Stefano di Gaifa-Fermignano non è stato ancora completato, così come la bretella di collegamento con Urbino.
Visto che Urbino è sede universitaria e patrimonio mondiale dell'UNESCO, in virtù del grande patrimonio artistico e culturale che possiede, questa legge andava a sanare questo gap, come dicevo prima.
Considerato, inoltre, che tale legge ha prodotto una ricaduta molto importante sul territorio e che fu estesa anche agli altri luoghi del Montefeltro, che condividono con Urbino questa disparità infrastrutturale maturata nel tempo, e visto che ancora oggi può rappresentare un ottimo strumento per affrontare le problematiche che frenano lo sviluppo del nostro co-capoluogo, noi andiamo ad impegnare il Presidente e la Giunta regionale a richiedere al Parlamento e al Governo il rifinanziamento della legge n. 103/1993, denominata "Interventi per il patrimonio culturale e artistico dell'Antico Ducato di Urbino e del Montefeltro".
Tra l'altro, il Consigliere Ciccioli ci diceva che la Sottosegretaria XY è custode, come ha riferito ai Capigruppo, di questo maxi-emendamento. Sollecitiamo innanzitutto lei affinché possa, in extremis, recepire la volontà di questo Consiglio regionale che, spero, sia unanime nel chiedere questo rifinanziamento.
Il Capogruppo Mangialardi diceva: "Tu sollecita la Sottosegretaria che io sollecito Romina". Questa è una battuta, però significa che tutti i partiti presenti in quest'Aula, che hanno rappresentanti a Roma, devono porre la questione ai propri referenti istituzionali.
Dopo che questa mozione, come spero, sarà votata, la manderemo immediatamente ai Parlamentari e ai Senatori marchigiani affinché facciano la loro parte.
Io, fin da adesso, sollecito gli uffici a trasmettere in tempo reale questa mozione al Governo e al Parlamento. Non tra una settimana, ma subito, oggi stesso, in maniera immediata. Si vota e si invia, altrimenti la sua presentazione perderebbe gran parte del proprio significato.
Ognuno faccia la propria parte: chi con la Sottosegretaria, chi con Romina, chi con qualcun altro. L'importante è che questa legge venga rifinanziata.
Con tanto o con poco, non lo so, dipenderà dalle risorse disponibili, ma Urbino ha bisogno di una risposta importante dal Governo centrale per far fronte ai gravi gap infrastrutturali e di servizi che, purtroppo, nel tempo ha sempre dovuto registrare.
Mi affido quindi alla sensibilità di tutti voi affinché venga finanziata questa legge, che è ben vista da Urbino e da tutto il Montefeltro, non solo dal proponente Senatore XY.
Spero vivamente che questa mozione possa essere votata e che ciascuno di noi, tra un'ora, possa contattare il proprio Parlamentare di riferimento affinché questa legge e il

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Mi fa piacere che ci sia questa mozione. Devo dire che, per questa volta, io e il Consigliere Rossi siamo d'accordo.
È una legge che anche noi del Partito Democratico avevamo chiesto di rifinanziare, attraverso un appello e non con un atto ufficiale. L’abbiamo chiesto perché crediamo che sia stata un'opportunità importante per la città di Urbino, visto che aveva consentito di restaurare diversi affreschi che fanno parte del nostro patrimonio pubblico. Quindi, rifinanziarla deve essere un impegno comune che accolgo con favore.
Ovviamente siete voi che governate e spetta a voi portare avanti questo impegno. Noi non possiamo che sottoscriverlo ed essere d'accordo.
Mi permetto, però, di aggiungere che, al di là del consenso all'appello lanciato dal Senatore XY, che anch'io accolgo favorevolmente, sarebbe stato importante, anche in occasione del 25° anniversario dell'inserimento di Urbino tra le città UNESCO, che sarà celebrato proprio questo giovedì, avere un impegno più significativo da parte della nostra Regione.
L'anniversario sarà celebrato nell'arco di due giornate con una serie di iniziative e credo che, in questo caso, la Regione avrebbe potuto fare molto di più per Urbino.
Ad ogni modo, questo mi sembra un atto che rappresenta già un segnale di vicinanza importante nei confronti della città di Urbino.
Oggi ho letto un'intervista al Sindaco; l quale dichiara che inizierà finalmente un percorso di impegno per la candidatura a Capitale europea della cultura 2033.
Fino ad oggi, devo ammetterlo con un po' di rammarico, purtroppo non solo la città di Urbino non ha fatto molto per questo percorso, ma ha compiuto addirittura dei passi indietro rispetto a Pesaro, che invece aveva teso una mano cercando di portare avanti questo progetto insieme.
Mi auguro, invece, che anche questo atto, la sottoscrizione di questa mozione, possa rappresentare l'inizio di un percorso condiviso e comune verso la candidatura di Urbino a Capitale europea della cultura 2033, insieme a Pesaro.
Quindi, ben venga questo atto; ora andiamo avanti insieme per fare in modo che possa essere rifinanziata questa legge del 1993.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. L'obiettivo della mozione è assolutamente condivisibile. Oggettivamente, il problema è sempre quello del reperimento delle risorse.
Per le Marche, il Ducato di Urbino, la sua storia e il Rinascimento marchigiano, che passa soprattutto attraverso la figura di Federico da Montefeltro, rappresentano un patrimonio straordinario.
In quell'area insistono tanti elementi di interesse storico, monumentale e culturale che costituiscono sicuramente un grande giacimento culturale, prima ancora che artistico e turistico.
Per questo motivo non si può non appoggiare questo documento, questa mozione.
Poi il problema vero è il passaggio dall'auspicio all'atto concreto, cioè il rifinanziamento, che è la questione realmente importante e non soltanto una dichiarazione di intenti. Quindi il voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Condivido, anche perché nel Montefeltro c'è una parte delle mie origini e quindi non posso che essere d'accordo: Urbino, effettivamente, è un gioiello di tutte le Marche, per cui nel merito sono d'accordo.
Guardando la legge n. 103, essa finanziava un'area ben più ampia del Montefeltro, perché finanziava anche Gubbio, Senigallia e la Santa Casa di Loreto.
Forse andrebbe, e lo propongo al Consigliere Rossi, poi sentirò anche cosa dirà il capogruppo in merito, ridimensionata, cioè dovremmo dire che vogliamo delle risorse per quell'area. Le motivazioni le ha ben spiegate il Consigliere Rossi e, secondo me, anche la Consigliera Vitri le ha illustrate molto bene. Sono motivazioni condivisibili.
Però, onestamente, e lo dico anche da persona un po' campanilista, Gubbio e altre parti del territorio magari possono avere altre risorse in altro modo.
Mi focalizzerei, quindi, più che sull'area del Montefeltro e di Urbino, specificando che per Montefeltro intendiamo non il Ducato, ma il Montefeltro, che è una cosa diversa rispetto al Ducato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cancellieri.

Giorgio CANCELLIERI. Semplicemente per dire che non si può non essere d'accordo sul rifinanziamento di quella legge, che darebbe un ulteriore respiro a uno dei territori e a una delle città più belle d'Italia.
Dopodiché, secondo me, se quella legge verrà rifinanziata, ci sarà una ricaduta positiva anche a livello dell'intera Regione.
Stavo dicendo prima con i Consiglieri Casini e Rossi, che in realtà Senigallia e Gubbio facevano parte del Ducato di Urbino. Loreto no, però nella legge era previsto il finanziamento anche per Loreto.
Lo dico semplicemente per ribadire che il gruppo Lega e io stesso come cittadino di quel territorio siamo d'accordo sul fatto che questo Consiglio dia una spinta al rifinanziamento di quella legge.
Bravo al Consigliere Giacomo Rossi che l'ha proposta e grazie anche al Senatore XY per quello che fece a suo tempo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Ringrazio naturalmente tutti per la disponibilità. Questa non è un'iniziativa propriamente mia. Parte da me, ma è un'iniziativa dell'intero territorio e, quindi, di tutto il Consiglio regionale.
La legge, Consigliera Casini, prevedeva anche l'inclusione di Gubbio, Senigallia e Loreto. Di conseguenza, se noi andiamo a chiederne il rifinanziamento, la legge comprende anche queste altre città.
Pertanto, chiedere un rifinanziamento escludendo città che ne fanno già parte, sinceramente, potrebbe essere visto come un torto nei confronti di quei territori.
Anzi, il fatto che questa legge vada a rifinanziare anche Gubbio, Senigallia e Loreto può rappresentare un elemento di rafforzamento. Magari, essendoci dentro anche Gubbio, lo stesso impulso potrebbe arrivare anche da qualche collega umbro e qui mi riferisco, naturalmente, a qualche altro Sottosegretario e Romina, per rimanere sempre in tema.
Credo che se c'è la vostra disponibilità qui in Aula, ci sarà anche fuori da quest'Aula. Speriamo che il Governo possa darci una mano, anche considerando che non si trattava di risorse straordinarie, ma di risorse importanti per il territorio.
Quindi, se ci sarà uno sforzo da parte del Governo, sarà tutto di guadagnato non solo per Urbino e il Montefeltro, ma anche, nel nostro caso, per Loreto e Senigallia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Per esprimere il voto favorevole del nostro gruppo, lo faccio in modo irrituale, richiamando un mio vecchio ruolo, perché da Sindaco della città ho potuto constatare come questa legge abbia permesso di finanziare tanti interventi nel passato, ormai non più recente.
“Gli amministratori si dimenticano e non spingono abbastanza”, vorrei vedere quante sollecitazioni sono venute dal Sindaco di Senigallia per fare in modo che questa legge venga rifinanziata, in quanto ha consentito, nel periodo 2010-2020, di ottenere finanziamenti per iniziative culturali legate al territorio.
Ad esempio, la Madonna di Senigallia, ospitata a Urbino, è stata finanziata attraverso questa legge, così come la realizzazione di piste ciclabili di collegamento tra il territorio anconetano e quello pesarese.
È vero che coinvolge Urbino e l'intera provincia, quindi anche Pesaro, e ha ragione la Consigliera Vitri quando dice che dobbiamo approfittare di Pesaro Capitale italiana della Cultura, non come elemento frenante, ma come opportunità, perché può aiutare questo processo.
Pesaro non ha limitato il proprio obiettivo alla città, ma ha reso determinante il coinvolgimento del territorio. Quale piattaforma migliore di questa legge?
Quindi, grazie Consigliere Rossi, perché io non mi sarei permesso, per mille ragioni, di mettere il territorio nelle condizioni di trovare una fonte di finanziamento importante come questa. Può essere un'occasione determinante per il nostro territorio.
Non considererei l'elemento umbro come un fattore frenante, anzi. Impegniamo il Presidente a prendere contatto con la Presidente dell'Umbria, in modo che quel pezzo di territorio legato a Gubbio possa spingere analogamente a noi per trovare le risorse necessarie e facilitare, anche attraverso le sollecitazioni dei nostri parlamentari, il rifinanziamento della legge, non solo per le Marche ma anche per l‘Umbria, visto che quel territorio era ricompreso.
Quindi, con acutezza, abbiamo fatto bene a discuterla oggi. Grazie, Presidente, per aver permesso questa anticipazione che avevamo deciso in Conferenza dei Presidenti.
Il nostro voto, ovviamente, è favorevole, come ha già anticipato la Consigliera Casini.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Chiaramente ringrazio il Consigliere Rossi per la tempestività di questa richiesta.
Il gruppo Fratelli d'Italia è favorevole per i motivi già espressi anche dal mio capogruppo Ciccioli e per tutte le argomentazioni illustrate dai Consiglieri sia della nostra provincia sia delle altre province, che hanno giustamente sottolineato l'importanza di rifinanziare questa legge.
Si tratta di una norma che avrebbe un impatto, come diceva il Consigliere Cancellieri, sull'intero territorio. Quindi, ben venga uno sforzo da parte di tutti noi. Ci muoveremo fin da oggi per cercare di dare il nostro contributo a questa giusta proposta e a questo atto di indirizzo politico che sicuramente Fratelli d'Italia voterà favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 373. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15:40