Resoconto della seduta n.138 del 21/12/2023
SEDUTA N. 138 DEL 21 DICEMBRE 2023

La seduta inizia alle ore 10:15

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 138 del 21 dicembre 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 137 del 12 dicembre 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Comunico ai Consiglieri che, a breve, faremo la votazione per l'iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 61, il bilancio dell'Assemblea del Consiglio regionale, che abbiamo votato alla Conferenza dei Presidenti di gruppo.
Per quanto riguarda il DEFR, i relatori avranno 20 minuti e 12 minuti gli altri Consiglieri.
Per quanto riguarda, invece, la proposta di legge n. 238, la legge di stabilità, e la proposta di legge n. 239, bilancio di previsione, ai sensi dell'articolo 115 del Regolamento interno faremo una discussione unica. Si è deciso alla Conferenza dei Presidenti di gruppo di assegnare 30 minuti per i relatori e i soliti 12 minuti per i Consiglieri.
Voglio segnalare che il Consigliere Cesetti, che è relatore del DEFR, mi ha chiesto cortesemente, se è possibile, di dargli 25 minuti al posto di 20, rinunciando alla replica. Quindi, mi sento di concedere al Consigliere Cesetti 5 minuti in più, se servono, ovviamente.
Voglio ricordare a tutti i Consiglieri che la scadenza per la presentazione degli emendamenti è alle ore 11:00, quindi, attenzione, chi ha degli emendamenti li deve presentare entro le ore 11,00.
Ricordo che, per motivi di salute, sia il Presidente Latini che il Vicepresidente Pasqui sono assenti.
Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 61 al primo punto dell'ordine del giorno. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Proposta di atto amministrativo n. 61
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Bilancio di previsione finanziario 2024/2026 dell’Assemblea legislativa regionale. Programma annuale e triennale di attività e di gestione 2024/2026 dell’Assemblea legislativa regionale”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 61 dell’Ufficio di Presidenza. La discussione è aperta, ha la parola la relatrice Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, lo Statuto della Regione Marche afferma il principio di autonomia organizzativa, finanziaria e contabile del Consiglio regionale. La legge regionale 30 giugno 2003, n. 14, "Riorganizzazione della struttura organizzativa del Consiglio regionale", ha dato attuazione a tali principi.
L'autonomia del bilancio consiliare è altresì riconosciuta dalla normativa nazionale ad opera del decreto legislativo 118/2011, che ha introdotto l'armonizzazione dei bilanci pubblici e, con particolare riferimento ai bilanci consiliari, ha sostituito nelle fonti la legge n. 853/1973 con decorrenza dal 1° gennaio 2015 e, all'articolo 67, ha stabilito che l'autonomia contabile del Consiglio regionale deve essere assicurata dalle Regioni sulla base delle disposizioni statutarie.
Se da un lato la riforma conferma espressamente l'autonomia contabile e di bilancio dei Consigli regionali, dall'altro impone l'adozione di determinati schemi di bilancio e il rispetto di specifici principi e regole contabili, al fine di garantire il consolidamento e la trasparenza dei bilanci pubblici e l'omogeneizzazione dei sistemi contabili.
In particolare, ai sensi del comma 2 del succitato articolo 67, il Consiglio adotta il medesimo sistema contabile e gli schemi di bilancio e rendiconto della Regione, adeguandosi ai principi generali applicati allegati al decreto legislativo 118/2011. Pertanto, il Consiglio regionale delle Marche approva il bilancio di previsione finanziario 2024-2026 secondo lo schema uniforme previsto per tutte le Regioni, ossia con le previsioni di entrate per titoli, secondo la fonte di provenienza e tipologie in base alla natura, e le previsioni di spesa per missioni, funzioni, principali obiettivi strategici perseguiti dall’ente e programmi aggregati ed omogenei di attività volti a perseguire gli obiettivi definiti nell’ambito delle missioni.
Le previsioni finanziarie di durata triennale, con carattere autorizzatorio e aggiornamento annuale, rappresentano il quadro delle risorse che il Consiglio regionale prevede di acquisire e del relativo impiego in base al principio generale della competenza finanziaria potenziata, punto 16 dell'allegato 1 del decreto legislativo 118/2011, secondo le missioni, programmi e attività che l'amministrazione intende realizzare, in coerenza con quanto previsto nella relazione programmatica del triennio.
L’Ufficio di Presidenza approva il documento tecnico di accompagnamento al bilancio, costituito, per ciascun esercizio finanziario del triennio, dalla ripartizione delle unità di voto del bilancio in categorie e macroaggregati e il bilancio finanziario gestionale, consistente nella ripartizione per ciascun esercizio delle categorie e dei macroaggregati in capitoli, ai fini della gestione e della rendicontazione.
Si precisa che l'Assemblea legislativa delle Marche non costituisce il fondo crediti di dubbia esigibilità in sede di bilancio di previsione, poiché le entrate sono costituite per il 99% da trasferimenti della Regione Marche.
In particolare, nel bilancio assembleare sono state individuate quattro missioni: Missione 1, Servizi istituzionali, generali e di gestione; Missione 5, Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali; Missione 20, Fondi e accantonamenti; Missione 99, che riguarda le partite di giro.
La Missione 1 contiene le spese inerenti il funzionamento e il supporto delle attività istituzionali proprie dell'Assemblea legislativa regionale, dei suoi organismi interni nonché degli organismi regionali di garanzia.
La Missione 5, Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali, comprende le spese relative alla biblioteca dell'Assemblea legislativa, intesa come polo di promozione della cultura e conservazione del patrimonio bibliotecario.
La Missione 20 contiene i fondi di riserva istituiti secondo le disposizioni del decreto legislativo 118/2011.
La Missione 99, che riguarda le partite di giro, contiene le somme trattenute e pagate per conto terzi in virtù di disposizioni di legge.
Le missioni sono poi suddivise in programmi, i quali rappresentano gli aggregati omogenei delle attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle missioni medesime.
Nell'impostazione della proposta di previsione del bilancio finanziario 2024-2026 si è cercato di razionalizzare la spesa, riqualificandola in relazione alle reali esigenze funzionali e agli obiettivi concretamente realizzabili, tenuto conto del programma annuale e triennale di attività, nel rispetto delle norme della legislazione nazionale e regionale, orientata ai principi di prudenza che mirano al giusto equilibrio tra l'obiettivo di fornire le risorse necessarie al funzionamento dell'organo consiliare e la volontà di non aumentare il fabbisogno consiliare. Ad eccezione del 2022 assestato, la spesa si presenta stabile negli anni, grazie a una politica di razionalizzazione delle risorse comprimibili a favore di quelle incomprimibili.
Si evidenzia che circa il 90% delle spese sono obbligatorie, in quanto si riferiscono a indennità dei Consiglieri, vitalizi agli ex Consiglieri, retribuzioni del personale dirigente assegnato agli uffici consiliari, personale dei gruppi consiliari e delle segreterie dell'Ufficio di Presidenza.
Nell'elaborare il bilancio di previsione 2024-2026 si è poi tenuto conto dell’andamento della spesa consiliare, del contesto regionale di finanza pubblica, dell'aumento delle spese consiliari obbligatorie derivanti principalmente dai rinnovi contrattuali al personale del comparto e dirigenti, dall'adeguamento ISTAT dei vitalizi erogati agli ex Consiglieri regionali. Quindi, il quadro generale ha portato l'Ufficio di Presidenza ad assumere un approccio comunque improntato a criteri di particolare prudenza ed essenzialità, soprattutto per quanto riguarda le spese di funzionamento.
Questo criterio, già utilizzato nell'esercizio 2023, permette di monitorare il fabbisogno consiliare anche al fine di non generare avanzi di amministrazione. Quindi, il bilancio pluriennale 2024-2026 aumenta rispetto alla previsione 2023 del 4,89%, del 3,86% rispetto all'assestato 2023.
Il bilancio pluriennale del Consiglio per il triennio 2024-2026 presenta alcune variazioni necessarie nelle spese di funzionamento, non essendo più alcune di esse soggette alle norme di riduzione della spesa contenuta nel decreto-legge 78/2011.
Si ricorda, a questo proposito, che in base al principio di autonomia delle Regioni e, nello specifico, dell'Assemblea legislativa, ribadito con l'articolo 2 bis della legge regionale 14/2003 ed in base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 182 del 2011, il contenimento della spesa di funzionamento dell'Assemblea non avviene con riferimento alle singole voci di spesa, ma sul totale del fabbisogno consiliare.
Le spese di competenza previste per l'annualità 2024 ammontano a 23.096.282, di cui 22.814.000 provenienti dal bilancio regionale e 104.000 quali contributi dell’AGCOM, 40.000 euro quali somme da restituire alla Regione a seguito di entrate proprie ed infine 138.240 quale fondo di accantonamento per il fine mandato, alimentato dalle ritenute effettuate mensilmente ai Consiglieri sull'indennità di carica.
Le spese per il funzionamento del Consiglio, al netto degli organismi di garanzia, ammontano a 22.314.000 euro. È opportuno sottolineare che, nonostante l'articolo 18 della legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1, riconosca al fabbisogno dell'Assemblea legislativa regionale carattere di spesa obbligatoria nell'ambito del bilancio della Regione, comma 3, gli uffici competenti hanno provveduto ad analizzare i capitoli di spesa incomprimibili, in quanto riferiti a pagamenti fissi e ricorrenti a favore di Consiglieri ed ex Consiglieri, personale assegnato alle strutture, ai gruppi consiliari e alle segreterie dell'Ufficio di Presidenza, tasse e tributi derivanti da leggi e contratti, operando una previsione molto contenuta per le spese di funzionamento, in modo da limitare l'aumento alle sole spese obbligatorie.
Passando all'esame analitico della ripartizione delle somme complessive del bilancio tra le missioni e i programmi nei quali si articola la spesa assembleare, si evidenzia che lo stanziamento previsto ammonta a 22.707.000 euro, al lordo degli organismi di garanzia, e corrisponde alla quasi totalità delle spese assembleari.
Al suo interno, il Programma 1, Organi istituzionali, prevede una spesa totale per il 2024 pari a 13.900.000. In tale programma è opportuno fare una distinzione tra il fabbisogno per il funzionamento dell'Assemblea, 13.296.000 euro, e quello degli organismi regionali di garanzia, 604.000 euro. Relativamente a questo programma, rispetto allo stanziamento assestato del 2023, si registra una diminuzione complessiva delle spese, esclusi gli organismi di garanzia, del 3,14%.
L'economia si declina principalmente nella seguente voce: 708.944 euro, somma trasferita in assestamento per far fronte alla restituzione delle trattenute per il trattamento previdenziale, articolo 7-ter della legge regionale 23/1995, agli ex Consiglieri che hanno fatto richiesta. La spesa non è ripetibile negli esercizi futuri. In ogni caso, il fondo è iscritto nel bilancio regionale.
Le autorità di garanzia, secondo il programma presentato, hanno richiesto un fabbisogno totale di 604.000 euro. Il CORECOM, per l'esercizio delle funzioni delegate, ha proposto la somma di 104.000 euro, poiché finanziato dall’AGCOM per quell'importo. Si segnala, a tale proposito, che in assestamento il totale dei capitoli di riferimento ammontava a 660.000 euro, in quanto si è provveduto a riscrivere in bilancio la quota vincolata, come indicato dalla relazione sul rendiconto del Consiglio regionale per l'anno finanziario 2019, rilasciata dal Collegio dei Revisori in data 13 giugno 2020.
Le spese relative alle funzioni proprie del CORECOM, finanziate dal bilancio regionale, ammontano per il 2024 a 100.000 euro e si riferiscono principalmente alle spese per il funzionamento del Comitato e per il programma di attività del Comitato stesso.
Per quanto riguarda poi il Garante regionale dei diritti della persona, lo stanziamento per il 2024 è pari a 250.000 euro. Lo stanziamento per il 2024 di 150.000 euro per l'attività della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna è connesso alla programmazione delle iniziative da svolgere durante l'esercizio. La spesa per il 2024 ammonta a 57.000 euro, in diminuzione rispetto al 2023 di 3.000 euro.
Nel programma sono confermati i contratti in essere con il medico competente per le visite mediche rivolte a dipendenti esposti a rischio, le convenzioni SUAM per il servizio di disinfestazione, l'affidamento pluriennale per i presìdi antincendio e il servizio di verifica periodica biennale degli impianti elevatori e della messa a terra, con il responsabile del servizio prevenzione e protezione per il nuovo.
Il suddetto programma prevede per l'annualità 2024 uno stanziamento totale di 1.058.000 euro, in aumento rispetto al 2023 di 182.000 euro.
Il programma che accoglie la quasi totalità delle spese di funzionamento registra incrementi nelle seguenti voci: nuovi affidamenti per il progetto di manutenzione dell'atrio relativamente all'illuminazione e tinteggiatura, per complessivi 30.000 euro; la manutenzione degli impianti elevatori e antincendio per altri 66.600 euro, allo scopo di attivare un nuovo contratto che assicuri il regolare funzionamento degli impianti garantendo un maggior livello di sicurezza, affidabilità e funzionalità; servizi di vigilanza e pulizia delle sedi consiliari per complessivi 57.000 euro, considerando la scadenza dei contratti in essere e la stipula dei nuovi, che si presume abbiano costi più elevati, viene stanziata una somma maggiore in via prudenziale; manutenzione degli impianti antincendio, delle fotocopiatrici, dei macchinari del centro stampa, pari a 36.000 euro, per l'affidamento dei servizi programmati con canoni aggiornati; rinnovo della Sala Pino Ricci, prevedendo l'acquisto di un nuovo tavolo riunioni e impianto di amplificazione, in modo da consentire l'utilizzo in presenza e da remoto con attrezzature efficienti.
La maggiore spesa è quantificata in 37.000 euro ed è finanziata con le minori spese nei capitoli residuali. La spesa per il 2024 ammonta a 7.434.000 euro, in aumento rispetto ai dati del 2023 assestati del 4,6%, quindi 324.603 euro in più. La maggiore spesa per il personale del comparto per l'anno 2024 deriva dalle assunzioni previste in attuazione del piano triennale del fabbisogno del personale.
Si ricorda, però, che a carico di questo programma sono iscritte, dal 2019, le risorse relative al trattamento economico fondamentale del personale del comparto, del personale dirigente e del personale delle segreterie particolari dell'Ufficio di Presidenza, nonché i relativi oneri.
Infine, è istituito un fondo per spese impreviste, quantificato in 100.000 euro nel triennio, per far fronte a spese durante l'esercizio non prevedibili e quindi non ricorrenti, per questo straordinarie, e il fondo per spese obbligatorie per 110.000 euro.
Da ultimo, si precisa che sulla proposta di bilancio di previsione 2024-2026 del Consiglio regionale il Collegio dei Revisori ha espresso all'unanimità parere favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ora intervengo io, intervengo direttamente. Gentili Consiglieri, anche in occasione dell'approvazione di questo bilancio di previsione del Consiglio per il 2024, mi limito a fare qualche osservazione, omettendo i dati già riportati dalla Consigliera Marcozzi.
Il bilancio che votiamo oggi presenta un incremento di trasferimenti dalla Giunta di circa 200.000 euro rispetto agli importi assegnati del 2023 e circa 1,1 milioni di euro rispetto alla previsione iniziale del 2023, che comunque sono attribuibili in gran parte agli oneri di natura obbligatoria. Mi riferisco ai vitalizi e all'incremento del fondo del salario accessorio del personale per l'adeguamento del nuovo contratto.
Noto che gli stanziamenti relativi alle compartecipazioni del Consiglio regionale ad iniziative e manifestazioni organizzate da altri enti sono circa gli stessi dello scorso bilancio di previsione. Mi chiedo se succederà come nel 2023, quando, con alcune variazioni e con l'assestamento, queste risorse sono lievitate, stornando le risorse da altri capitoli, in particolare dalle iniziative dirette del Consiglio regionale.
Ribadisco anche in questa sede, come detto in precedenti occasioni, che sembra quasi che questa Assemblea voglia sostituirsi alla Giunta regionale nel sostenere iniziative e manifestazioni culturali. Sembra che questo intervento del Consiglio regionale sia diventato un ripiego per le iniziative non finanziate dalla Giunta regionale, tra l'altro utilizzando criteri di selezione troppo discrezionali, troppo poco collegati a criteri oggettivi relativi al reale valore delle manifestazioni.
Quanto alle iniziative dell'Ufficio di Presidenza, mi auguro che lo stanziamento di 113.000 euro per progetti dell'Ufficio di Presidenza, a fronte dello stanziamento iniziale dello scorso anno di 40.000 euro, quindi quasi triplicato, anche per far fronte all'iniziativa in collaborazione con altri Consigli regionali relativa alla mostra fotografica itinerante su San Francesco, possa essere utilizzato per iniziative programmate fin dall'inizio dell'anno in modo condiviso e trasparente, in un'ottica di rappresentanza di tutti, proprio come il Consiglio rappresenta tutti i cittadini marchigiani.
Confido anche che, in particolare, le giornate celebrative vengano pianificate per tempo, per permettere un coinvolgimento attivo e consapevole della società civile. Mi riferisco alle scuole, alle associazioni e all'intera cittadinanza.
Come ormai rilevo da diverso tempo, si conferma anche quest'anno una progressiva crescita delle risorse a favore delle Autorità di garanzia, con un aumento, ad esempio, delle risorse a favore della Commissione pari opportunità di 50.000 euro rispetto allo stanziamento iniziale dello scorso anno.
In particolare, aumentano, rispetto al bilancio di previsione dello scorso anno, gli stanziamenti per compartecipazioni ed iniziative e manifestazioni, che costituiscono più della metà dello stanziamento a disposizione della Commissione.
Rinnovo la mia osservazione fatta in precedenza, o meglio una perplessità, nel senso che non metto in dubbio ovviamente la validità delle iniziative alle quali la Commissione partecipa finanziariamente, ma rilevo l'ampia discrezionalità con cui l'organismo può gestire tali risorse.
In pratica, oltre all’Ufficio di Presidenza, c'è anche la Commissione pari opportunità che dà contributi, Commissione che, ricordo, non è stata eletta dai cittadini, ma è stata nominata dal Consiglio regionale e, quindi, non condividiamo questa possibilità di poter dare contributi come l'Ufficio di Presidenza o qualsiasi altro organismo che sia stato eletto dai cittadini.
Rilevo, invece, un aspetto positivo nel fatto che si proseguirà il potenziamento dell'apparato amministrativo con l'espletamento di nuove procedure assunzionali, così come descritto nella relazione illustrativa in riferimento al Programma 10, Risorse umane.
Spero anche che le procedure selettive in corso possano essere accelerate e concluse a breve e che il nuovo personale possa essere messo a disposizione delle Commissioni. Questa è una cosa che ho già detto altre volte, per supportare i Consiglieri nello svolgimento di quella che dovrebbe essere l'attività principale dell'Assemblea legislativa e, quindi, dei Consiglieri, cioè svolgere nel proprio mandato l'attività legislativa.
Inoltre, oggi ritengo, e questa è un'osservazione critica, che non tutto il personale a disposizione dell'Assemblea legislativa venga utilizzato al massimo delle proprie potenzialità.
Mi spiace constatare che anche quest'anno nessuna risorsa verrà riservata ad un progetto avviato nella scorsa legislatura che avrebbe contribuito a mantenere viva la memoria della storia recente della comunità marchigiana, vale a dire il censimento dei marchigiani che furono deportati nei campi di sterminio.
Questo censimento avrebbe permesso di avviare un percorso di posa di pietre d'inciampo in varie località della regione, in un'ottica unitaria di conservazione della memoria storica complessiva delle Marche, una sorta di sentiero marchigiano con delle tappe in tutti i luoghi significativi di questo tragico passato.
Purtroppo, si è scelto di demandare tutto alla Giunta regionale che, con un bando, finanzierà solo i singoli Comuni che potranno presentare varie iniziative per preservare la memoria storica del popolo ebraico nelle varie località, fra cui, ovviamente, anche le pietre d’inciampo.
Tra l'altro, per il 2024 la Giunta ha stanziato solo 10.000 euro e, con le tempistiche del bando e quindi delle varie procedure, sicuramente il bando non consentirà di far sì che i progetti siano realizzati entro la Giornata della Memoria del 2024.
Quindi, mi ritengo doppiamente deluso, sia per aver sconfessato la validità di un progetto unitario che avevamo proposto in Ufficio di Presidenza, sia per le tempistiche e per l’esiguità delle risorse dedicate a questo intervento.
Sulla base delle osservazioni sopra evidenziate, dichiaro, ovviamente mi sono confrontato con il mio gruppo, il nostro voto contrario perché, in particolare, dalla programmazione delle risorse per le attività definite dall'Ufficio di Presidenza emerge l'assenza di una visione progettuale complessiva che valorizzi il ruolo del Consiglio quale organo di rappresentanza e di promozione di un dibattito nella comunità marchigiana, enfatizzando invece la compartecipazione ad iniziative singole promosse da altri e slegate fra loro.
Grazie.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Solo per dire che condivido totalmente il suo intervento come relatore di minoranza, quindi non ho altro da aggiungere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come anticipato adesso dal Consigliere Mastrovincenzo, c'è da parte nostra, e ritengo anche da parte del gruppo del Movimento 5 Stelle, una contrarietà manifestata rispetto all'approvazione di quest'atto, sui temi che il Vicepresidente, come relatore di minoranza, ha toccato.
Penso a questa surroga che si è assunta l'Ufficio di Presidenza rispetto all'attività culturale della Giunta, che dovrebbe essere meritoria, ma certifica di fatto l'incapacità della Giunta stessa di programmare e di pianificare in un ambito così delicato. Come il tentativo, dico pure mal riuscito, da parte dell'Ufficio di Presidenza di colmare un vuoto con percorsi che portano ad elargire risorse a pioggia senza nessun tipo di criterio assunto antecedentemente.
Il tema il Consigliere lo ha posto in diverse occasioni, come le risorse destinate alla Commissione pari opportunità, che, se fossero dentro progetti sarebbero meritorie, ma l'incremento di risorse anche lì è orientato a indirizzare risorse per quella o quell'altra iniziativa sul territorio, senza mai una pianificazione, e capiamo quali siano le finalità.
Quindi, per questi elementi e per quelli che il relatore di minoranza ha messo a disposizione, c'è un voto contrario del gruppo assembleare del Partito Democratico, insieme a quello del Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che oltre al Presidente, in questo caso il sottoscritto, debbano essere presenti i Consiglieri segretari. La Consigliera Vitri mi ha scritto che sta arrivando, però per la votazione è necessario che siano nominati in via temporanea e provvisoria due Consiglieri segretari, uno della minoranza e uno della maggioranza. Per quanto riguarda la maggioranza nomino il Consigliere Bilò e per l’opposizione la Consigliera Ruggeri.
Proposta di atto amministrativo n. 61. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 60
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2024-2026 della Regione Marche”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 60 della Giunta regionale. La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ciccioli.

CARLO CICCIOLI. Buona giornata a tutti. Oggi sarà una giornata intensa perché gli atti di bilancio sono indubbiamente gli atti più importanti della legislatura. Parliamo, ovviamente, del bilancio preventivo dell'anno che verrà, 2024, ma con uno sguardo lungo del Documento di economia e finanza regionale, uno sguardo lungo nel triennio.
Quando uno è a metà legislatura, questa è la mia esperienza politica avendo fatto più volte il Consigliere regionale, è un tracciato fondamentale perché i primi anni si cerca di mettere insieme le cose, le politiche che si vogliono sviluppare, ma non partono; gli ultimi anni è già deciso tutto. Quindi siamo a metà del cammino della nostra vita legislativa regionale, di questo quinquennio, e ritengo questo bilancio particolarmente significativo.
Oggi siamo al tempo dell'accelerazione, della velocità. La società è veloce perché si sono accorciati i tempi di mobilità, del trasporto, le notizie si sanno in pochi secondi da un posto all'altro del mondo. È anche il tempo della velocità nella spesa pubblica, che purtroppo spesso arranca e che quindi ci obbliga, in corso d'opera, nell'arco dell'anno, a una serie di atti ulteriori, le variazioni di bilancio e gli assestamenti di bilancio, che diventano quasi fondamentali, perché il documento di fine anno, che è un documento programmatorio, deve fare i conti con le realtà successive che non sono più di lungo periodo, ma sono veloci, rapide. Succedono cose e la finanza pubblica, la governance degli enti, delle istituzioni, dai Comuni alle Regioni allo Stato, necessitano continuamente di correttivi.
Questo Documento di economia e finanza regionale, ovviamente, non rappresenta tutte le voci di spesa. Poi sarà la relatrice Jessica Marcozzi ad entrare nel vivo degli aspetti di spesa, ma il Documento di economia e finanza è, in realtà, l'architrave di tutta la spesa. Ovviamente, le Regioni risentono delle impostazioni centrali dello Stato, che risente delle impostazioni centrali dell'Unione europea, che risente degli andamenti del mondo.
Il documento, ovviamente, è esaustivo. Sono 168 pagine: 160 sono esplicative ed una decina di tabelle. Il solo approfondimento di questo documento è uno sforzo intenso che viene anche dai servizi. È un documento scritto a più mani, di cui una parte centrale, ovviamente, è il messaggio, ma poi tutti i capitoli si attribuiscono ai singoli Assessori ed ai singoli servizi.
Come ho detto prima, la situazione risente delle vicende internazionali. Ormai non è più possibile che una Regione, un territorio, non risenta di ciò che succede in tutto il mondo. Ovviamente, a cerchi concentrici, risente di più delle cose che avvengono nei territori limitrofi e poi nei territori nazionali e poi in quelli internazionali.
Non potevamo non risentire, anche se ormai siamo alla coda, dei due anni terribili del Covid, che hanno compromesso tutte le linee guida di gestione economica del mondo. Se noi pensiamo alla sanità, fino al 2020 era stata programmata pensando a una sanità che non avrebbe fatto più i conti con le epidemie e ci siamo trovati, invece, con una pandemia globale che ovviamente ci ha obbligato a rivedere tutti i problemi di spesa perché, faccio l'esempio solo dei luoghi di cura, si pensava alla progressiva riduzione dei posti letto e degli ospedali. Questa era l'indicazione. Poi ci siamo trovati nelle Marche ad aprire addirittura una struttura, chiamiamola ospedaliera provvisoria, che è stata quella di Civitanova Marche, che ha funzionato per un certo periodo di tempo, perché i letti e i luoghi di accoglienza erano assolutamente insufficienti alle necessità.

PRESIDENTE. Io ho già richiamato, vi deve parlare, esca. La giornata è lunga, mi raccomando di rispettare i Consiglieri che intervengono.

Carlo CICCIOLI. Grazie, Presidente. Io vi chiedo scusa, parlate tranquillamente, ma non vicino a me.

PRESIDENTE. Non devono parlare proprio, perché il brusio da fastidio da qualunque parte viene. Mi raccomando rispetto.

Carlo CICCIOLI. Mi sento di sottolineare anche un aspetto, perché io sono sempre un po' curioso e un po' così. Oggi è il giorno del Presidente Biancani, che con la sua continuità alla fine ha conquistato il seggio più alto di questa Assemblea legislativa. Dopo aver azzerato Presidenti e Vicepresidenti, oggi è il vero padrone dell'Assemblea, assoluto e indiscusso.
Dicevo, il Covid ha rappresentato 2 anni di interruzione della vita ordinaria. Questo è stato, non è contestabile da nessuno.
Poi ci sono una serie di altre vicende. Noi risentiamo ancora della coda del terremoto 2016. Solo adesso, e solo parzialmente, sono partite oggettivamente le fasi calde della ricostruzione perché, tra smaltimento dei rifiuti, programmazione e quant'altro, non è stato possibile, ovviamente, fare di più.
Siamo stati colpiti da due vicende internazionali in cui non c'entriamo niente, neanche l'Italia c'entra niente, che sono il conflitto russo-ucraino, che era nell'aria da anni ma che è esploso nella sua gravità. Pensate che ci sono stati, ad oggi, dalle cifre ufficiali, quasi 400.000 morti tra militari e tra i 40.000 e i 60.000 civili. Significa che ognuna delle parti in conflitto ha perso intorno ai 100-120.000 uomini. Un’ecatombe incredibile. Nessuno pensava che tra il 2022 e il 2023 accadesse un nuovo conflitto nel cuore d'Europa.
E’ periferico rispetto a noi, ma comunque turbano l'equilibrio economico, sociale, internazionale le vicende di Gaza, quindi l'aggressione a Israele con i suoi 1.200-1.300 morti in una notte per un attentato terroristico incredibile, a carico soprattutto di famiglie, di persone, di civili inermi, con una risposta violentissima che ha portato, sembra, intorno ai 10.000 morti alla data di oggi. Quindi una logica che, nella cultura e nella comunicazione del mondo oggi sarebbe inaccettabile, ma invece succede.
In questo si inseriscono anche gli eventi meteorologici che un prezzo ed un costo ce l'hanno, sia in vite umane - di tanto in tanto, per fortuna poche, ma è drammatico, perché la morte anche di una sola persona è drammatica – che in guasti per quanto riguarda frane, esondazioni, alluvioni e crisi. A tutto questo va data una risposta.
Qual è la risposta per le Marche? Qui brevemente parlerò di cosa le Marche avevano bisogno più di ogni altra cosa.
Innanzitutto, di infrastrutture. Noi abbiamo ereditato una regione che, nell’arco dei decenni, quindi dal dopoguerra in poi, non si capisce perché, rispetto al resto d'Italia, ha avuto difficoltà a sviluppare infrastrutture che potessero essere all'altezza dei tempi in cui viviamo.
La cosa più importante in questa fase è dotare la regione Marche di accessibilità, cioè di infrastrutture che la possano sostenere da nord a sud, attraverso un'implementazione delle attuali strutture che ci sono, sia ferroviarie che stradali, il miglioramento dell'autostrada, l'alta velocità nella linea ferroviaria. Ancora nelle Marche non c'è l'alta velocità se non minimamente e l'alta velocità, dalla Cina agli Stati Uniti, sta diventando una delle linee chiave dello sviluppo.
E poi tutti gli interventi a pettine, cioè intervallivi, dall'Appennino alla costa, la cui percorribilità avevano criticità insostenibili per i tempi attuali.
Questo è stato l'investimento, insieme a una misura strategica che è l'asse porto, interporto, aeroporto, che rappresenta il cuore dello sviluppo regionale. In questo, con soddisfazione, l'anno scorso c'è stata la firma del contratto con Amazon, non perché sia l'unico vettore del mondo, ce ne sono altri molto importanti, però il fatto che Amazon abbia scelto le Marche e finalmente sia arrivata a conclusione una vicenda lunga è una cosa molto importante.
Oggi è in corso di ultimazione, a primavera sarà inaugurato – poi per strutturarlo forse arriveremo all'autunno- un edificio logistico che darà lavoro inizialmente a 700 persone. Saranno costruiti altri due edifici gemelli, per cui, a regime, se i piani economici - tutti i "se" che sempre accompagnano l'economia - si realizzeranno, si darà lavoro a 2.100 persone nel cuore di Jesi e sostituirà, in qualche modo, la crisi del manifatturiero che sta attanagliando l'Italia. Perché oggi, l'ho ripetuto altre volte, il 25% dell'economia del mondo è logistica e lo spostamento di persone e cose diventa un fattore economico quasi più importante della produzione. Questo è il primo nodo.
Il secondo. Il bilancio, e questo va detto, risente delle contrazioni di spesa, ma abbiamo la fortuna, anche nel quadro del post pandemia, della crisi economica, , dei fondi europei, che nella nostra regione, con l'Accordo di coesione, sviluppano circa 500 milioni, mezzo miliardo, che viene ovviamente spalmato negli anni 2021-2027, di cui 333 milioni sono il PNRR, cioè lo strumento finanziario europeo per mantenere gli attuali livelli di produzione, 154 milioni sono i fondi di rotazione che sono stabili più o meno tutti gli anni. La somma di questi è poco meno di 500 milioni, mezzo miliardo in più nel bilancio, è una cosa fondamentale. Di questo noi dobbiamo ovviamente dare ai fondi europei il 20% della spesa, ma il 20% della spesa, di fronte all'80% che c'è e che ci permette l'Europa di spendere, è una cifra notevolissima.
Voglio ricordare che l'Accordo per la coesione, che sono risorse, coordinamento delle risorse, eccetera, è stato firmato ad Acqualagna lo scorso 28 ottobre e siamo stati la seconda Regione italiana a portare al traguardo il Patto per la coesione, in cui sono intervenuti il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro per le Politiche comunitarie.
Sulla sanità, e qui mi fermo un attimo… Tutti sanno che la sanità rappresenta circa 3,5 miliardi di spesa, più o meno, perché sono 3,4 miliardi più 150 milioni messi dal bilancio ordinario della Regione perché non bastavano, è sottostimata a livello nazionale, ovunque, non da noi. Noi abbiamo messo 150 milioni; la Toscana, l'Emilia-Romagna e la Lombardia, che sono considerate Regioni leader nella sanità con modelli diversi, ma comunque Regioni leader, hanno dovuto trovare ancora più fondi di quelli che ha dovuto trovare le Marche per riuscire ad andare a saldo.
La sanità riguarda i tre quarti del bilancio ed è il centro di interesse fondamentale della Regione insieme alle infrastrutture.
Qui, se dovessi dire che sono soddisfatto, la mia risposta è no. Ma se fossi cittadino della Toscana la mia risposta sarebbe no a quella sanità, se fossi cittadino della Lombardia la risposta sarebbe no. Perché? Perché ci troviamo in mezzo alle criticità. Regione Lombardia, gestita dal centrodestra; Toscana, dal centrosinistra; Emilia-Romagna, peggio di tutte. La Romagna sta diventando una delle Regioni peggiori italiane nello sbilancio di spesa, non me l'aspettavo, invece è così, nelle cifre, nei numeri, perché non ce la fa. Quando la quota sanitaria nazionale è sottostimata, non ci arrivi, anche se, perché poi le critiche sono facili, questo Governo ha aumentato di 3,6 miliardi la spesa sanitaria, cioè in tutta Italia andranno 3,6 miliardi in più, di cui solo una parte serve per cercare di far fronte ai maggiori costi, come i contratti. di lavoro. Circa 2,4 miliardi sono nuovi costi: bolletta energetica e contratti di lavoro, ma 1,2 miliardi sono soldi freschi, cioè soldi di nuova spesa. Malgrado tutto, però, non basta, ma lo Stato non può spremere ancora di più i cittadini. Una delle preoccupazioni del Direttore generale del Ministero del Tesoro è quella di non andare oltre con la tassazione. La tassazione ai professionisti ha raggiunto il 43%, nelle aziende siamo molto sopra il 50%, con questa pressione fiscale è difficile fare economia.
Per quanto riguarda le politiche comunitarie, chiedo scusa, Presidente, ma avrò bisogno anch’io di 5 minuti in più. Pensavo di farcela, invece no, magari mi lascio un minuto per la replica.
La programmazione 2021-2027 è un quadro economico-finanziario. Ormai siamo sempre più interconnessi con l'Europa. L'Europa dà 1.074 miliardi, ovviamente a tutta l'Italia, per le politiche di coesione, le politiche comunitarie, e 750 miliardi per la Next Generation EU, che sarebbe tutto il PNRR. Quindi ci troviamo di fronte ad un impatto di 1.800 miliardi che l'Europa mette a disposizione, parte dei quali sono fondi che gli Stati versano, perché poi l'Europa ci dà i soldi, ma i 27 Stati versano. Però c'è una quota a parte, invece, di aumento di spesa che l'Europa ci permette di spendere in più. È come uno sbilancio tecnico, che però ci permette di fare investimenti sui vari assi.
La Regione Marche ha puntato sulle agenzie. Siccome la velocità di spesa degli Assessorati e delle istituzioni regionali è lenta, noi abbiamo puntato, come amministrazione Acquaroli, sulle agenzie: l'Agenzia per il turismo, che rappresenta il cuore dello sviluppo futuro; la SVEM, cioè lo Sviluppo Europa, che significa l'acquisizione soprattutto di fondi, quindi la gestione rapida di fondi e di possibilità di spesa; e l'AMAP, che è per le politiche agroalimentari, in cui la Regione Marche è, per certi settori, leader.
Ora queste 168 pagine non le illustro, non le approfondisco, non saprei proprio dove prendere i tempi. Cito solo tre cose.
Le infrastrutture. Per qualunque Governo ci fosse, centrodestra, centrosinistra o altro, le infrastrutture per le Marche sono un nodo essenziale. A quello si deve guardare, perché l'accessibilità, l'arrivo nelle Marche delle persone e delle merci, è fondamentale.
L'altro aspetto sono i giovani. Ascoltavo tempo fa una relazione del Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, che la formazione sta diventando un tema centrale della modernità, cioè chi riesce a formare, fare sviluppo, creare quadri dirigenti, è vincente.
In questo senso, spreco una parola sola. Le Marche stanno formando persone che stanno diventando quadri dirigenti nel mondo. Non è una cosa da poco avere marchigiani al vertice di centri americani, inglesi, olandesi.
Penso, ad esempio, a delle persone. In Olanda c'è una giovane regista che sta in un centro di produzione ed è marchigiana. Mi viene in mente che in Inghilterra ci sono varie persone che sono in luoghi importanti delle decisioni della politica finanziaria del mondo. Negli Stati Uniti abbiamo premiato una ricercatrice marchigiana di Falconara che è al vertice di uno dei settori chiave dello sviluppo dell’IBM. C'è un marchigiano di Fermo che sta al vertice della Fincantieri, che tratta con le Forze armate americane per la produzione di navi, e cinque navi di Fincantieri negli USA sono progettate e costruite da Fincantieri. Sono cinque grandi navi militari.
Avere tutto questo non è poco. Nel mio piccolo, una figlia sta a Dublino alla Bank of America e sviluppa movimenti finanziari imponenti nei mercati. È giovanissima, ma avere marchigiani di riferimento in tutto il mondo è un valore aggiunto.
Dobbiamo creare una rete con queste persone. È giusto mantenere la rete con gli emigrati di vecchia generazione, ma è giusto creare una rete anche con queste persone. Se noi abbiamo un ingegnere di Porto Sant'Elpidio che sta progettando macchine per prestazioni di risonanza magnetica nucleare e TAC per la sanità di tutto il mondo, che riducono i temi, che da 40 minuti diventeranno 3-5 minuti, un ingegnere marchigiano formato qua, se abbiamo una ragazza di Ancona che sviluppa tessuti che si autoriproducono per il corpo umano, dico che noi stiamo formando molto, ma, e parlo dei giovani, dobbiamo anche trattenerli e fare delle Marche un centro di ricerca, un centro sensibile. Questa cosa non è stata molto sviluppata, invece ci credo.
Diceva il Rettore dell'Università Politecnica delle Marche che se le persone, gli studenti universitari che vengono dalla periferia marchigiana ad Ancona, ma vengono anche da altre regioni e da altre zone d'Italia, si fermano qui, mettono su casa qui, fanno economia qui, è un valore aggiunto molto importante.
Se le Marche si spogliano di giovani, pensate al nostro patrimonio. Quasi tutti noi, è una caratteristica dei marchigiani, abbiamo una casa, che ha un valore oggi, ma se le Marche si spopolano avrà un valore dimezzato. Le case dell'Appennino, dove la popolazione se n'è andata, hanno perso valore e noi dobbiamo invece pensare all'insediamento di nuovi cittadini, di nuovi marchigiani.
L'altro aspetto è che noi dobbiamo investire sui giovani, sulle nuove generazioni. Dobbiamo investire sulle risorse umane, sul nostro personale.
Oggi, nelle aziende private, sempre di più, non si guarda al capitale dell'azienda, alla capitalizzazione, a quanti soldi ha, perché i soldi si trovano, paradossalmente, quello che vale oggi dentro un'azienda privata, me l'hanno spiegato vari industriali e vari consulenti, sono le risorse umane.
Anche le banche guardano i finanziamenti in base al progetto e a chi lo gestisce. Quindi la formazione delle risorse umane è essenziale anche all'interno della nostra Regione. Vorrei che ci fosse un'acquisizione di nuovo personale. Siamo in un passaggio forte, in cui molti dirigenti storici sono andati o stanno andando in pensione e noi possiamo acquisire nuove competenze.
Su questo direi che è importante riuscire ad arrivare ad acquisire…, l'ente pubblico una volta era un posto di lavoro, oggi non è solo un posto, è un lavoro importante, di grande prestigio.
Se noi andiamo a Roma, i manager che stanno al vertice della pubblica amministrazione sono addirittura contesi dalle imprese private. Non è poco. È un cambio di passo incredibile che un'impresa privata vada a prendere un amministratore e un dirigente dal pubblico, perché quello del pubblico porta in un'impresa privata un'esperienza che l'impresa privata non ha.
Altro punto essenziale: le Marche sono un giacimento storico, culturale, monumentale incredibile che noi, negli anni, nei decenni, non abbiamo valorizzato abbastanza.
Su questo sono ovviamente critico. Mi chiedo perché la Toscana - è evidente, la Toscana ha Firenze, la Toscana ha Siena - è riuscita a valorizzare al massimo il giacimento di beni storici, tanto che ha il sold out, il tutto esaurito, sempre, e le Marche, che hanno altrettanti beni di grande valore...
Le Marche sono stupende. Quando uno porta un non marchigiano in giro per le Marche, da Urbino a Pesaro, ad Ancona, ad Ascoli Piceno, a Fabriano, a Jesi, a Fermo, rimane entusiasta...

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Prevedendo la consueta abilità del Consigliere Ciccioli, dove lui, sapendo che dietro al Documento di economia e finanza regionale c'è il nulla, ha parlato d'altro, o meglio ha parlato di argomenti che possono entrare nel DEFR, de relato, ma solo de relato, e lui abilmente ha spostato il terreno del dibattito.
Io, per non incorrere nell'errore e per non farmi trascinare, ho scritto una traccia scritta che poi, Presidente, consegnerò agli uffici perché, appunto, è un atto importante il Documento di economia e finanza. Esso è un fondamentale ed obbligatorio atto della programmazione regionale, nel quale le Regioni espongono il proprio programma di governo per quanto riguarda la legislatura di riferimento, nel rispetto del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio di cui all'allegato 4/1 del decreto legislativo 118/2011. Cioè è un adempimento previsto dalla legge.
Il DEFR, in sostanza, è chiamato dalla legge a definire, all'interno di un processo di analisi comparata e ordinata delle politiche e dei piani per il governo del territorio, che non è quello che dice il Consigliere Ciccioli, le linee strategiche dell'amministrazione e precede il bilancio di previsione, che invece, all'interno del perimetro programmatico disegnato dal Documento di economia e finanza, ne costituisce lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario.
Esso costituisce, o meglio dovrebbe costituire, il momento più alto e significativo della programmazione regionale, che invece, nel documento oggi alla nostra attenzione, è ancora una volta assente, anche perché, e per l'ennesima volta, nella correlata previsione finanziaria del triennio 2024-2026 non vi è alcuna corrispondenza tra il bilancio e il Documento di economia e finanza che, anche per questo, viene derubricato ad un orpello formale: bisogna farlo e quindi lo facciamo.
E pensare, Consigliere Ciccioli, che sono trascorsi 3 anni dall'insediamento del Governo regionale e questo è il quarto Documento di economia e finanza regionale e tra poco parleremo del quarto bilancio e della quarta legge di stabilità, che vengono presentati a questa Assemblea e, ancora una volta, ci viene presentato un bilancio tecnico che rinvia ad una prossima manovra – lo diceva il Consigliere Ciccioli prima - che come sempre poi non si farà mai.
Si dimentica, tra l'altro, una cosa: che non è vero che poi ci sono necessari aggiustamenti, proprio perché il bilancio di previsione regionale si chiama bilancio triennale, vero Consigliera Marcozzi, autorizzatorio e, come tale consente appunto di dispiegare e programmare le risorse nell'arco del triennio.
Della serie: non è vero che sono necessari aggiustamenti, perché se oggi io metto una posta di bilancio, una spesa, una risorsa nel 2026, da subito posso avviare, ad esempio, la progettazione, posso dare un incarico, posso fare una gara, perché posso impegnare nel 2026. Quindi è proprio il contrario, ma questo evidentemente non viene ancora…, non è che non viene capito, non se ne vuole cogliere l’opportunità.
È un DEFR copia-incolla con i precedenti, con il quale il Governo regionale, privo di qualsiasi strategia e visione di futuro, si presenta – e qui voglio parafrasare la Presidente del Consiglio Meloni - si presenta con la schiena curva, la testa declinata, le scarpe per niente consumate a causa del poco lavoro, con le mani alzate e sporche delle inefficienze e delle ingiustizie, degli sprechi e delle solite mance, marchette.
Vi ricordate quando la Presidente del Consiglio Meloni ad Atreju ha detto: "La schiena dritta, le mani..."? Ecco, io ho voluto parafrasare la Presidente Meloni, perché si ammette in questo DEFR che la manovra finanziaria regionale 2024-2026 si ispira alla prudenza nella programmazione, per la verità insussistente, ed allocazione della spesa corrente, anche considerando la necessità di assicurare la copertura dell'incremento di alcune spese obbligatorie.
Dopo aver evidenziato nel DEFR, di questo sto parlando, infatti virgolettato, che la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi, di cui tre quarti impegnati in sanità, si deduce che i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi. Io direi che sono nulli questi margini di discrezionalità, vero Presidente Marinelli, con la sola eccezione delle mance, per l'esigenza, dice, di assicurare le spese obbligatorie.
Tanto che si ammette, come peraltro preannunciato dal Consigliere Ciccioli in Commissione ed in quest'Aula, che l'articolazione degli interventi nel prossimo bilancio di previsione per il triennio 2024-2026 sarà in coerenza con il recente assestamento del bilancio 2023-2025.
Ma vi rendete conto? E questa sarebbe una manovra? È scritto nel DEFR, Presidente Marinelli. Un assestamento che non aveva nulla di strategico, contenendo esso soltanto la necessaria e, per di più, insufficiente risposta alle esigenze degli uffici per far fronte alle spese obbligatorie inderogabili, oltreché una rimodulazione e ricollocazione delle solite mance e, appunto, marchette.
Dicevo, questa è la quarta finanziaria del Governo regionale e ancora una volta si arrende alle ragioni della burocrazia regionale che, legittimamente, persegue la finalità, Assessore Brandoni, dell'equilibrio di bilancio e del pareggio di bilancio. Ma l'equilibrio di bilancio e il pareggio di bilancio non possono essere un fine, ma sono un mezzo. Devono essere il mezzo per individuare le politiche da adottare al fine di conseguire gli obiettivi strategici individuati dalla Regione, del tutto inesistenti.
Attraverso le missioni e i programmi il Documento di economia e finanza dovrebbe esporre proprio le linee strategiche che la Regione si prefigge per conseguire gli obiettivi stessi nell'orizzonte temporale triennale ed in coerenza con gli indirizzi della legislatura.
Questo è il Documento di economia e finanza che ci dice la legge, non è un orpello formale.
Nessuna risposta, quindi, alle tante esigenze che pure emergono nel riconosciuto momento così difficile per tutto il territorio e la comunità regionale. Voi scrivete, questo, che è un momento difficile.
In una Regione che, dopo 3 anni di governo del centrodestra, vede tutti gli indicatori sanitari, sociali, economici e di benessere drammaticamente crollati e, mentre si vede bene il fallimento di tutte le politiche, non si scorge alcuna prospettiva su quelle che dovrebbero essere le priorità programmatiche per invertire il declino in atto: sanità, sociale, scuola, lavoro, infrastrutture, sostegno alle imprese, alle famiglie, ai giovani e alle donne. Questi dovrebbero essere i titoli delle missioni, dei programmi e delle risorse allocate.
Eppure è la stessa Giunta Acquaroli ad ammettere che nel 2024 e negli anni successivi la dinamica attesa per l'economia marchigiana si attesterà su livelli inferiori a quelli nazionali -lo scrivete voi. Consigliera Marcozzi, lo scrivono nel DEFR. Io l'ho virgolettato – ed è a certificare, come già ha evidenziato il capogruppo Mangialardi, il fallimento delle proprie politiche economiche se è vero, come riportato nel documento, che il PIL delle Marche crescerà nel 2023 solo dello 0,3 a fronte di una media nazionale dello 0,7. Un dato preoccupante che fa precipitare le Marche tra le regioni con la minore crescita in Italia. Ed ancora peggiori sono le previsioni per il 2024, che sarà caratterizzato da crescita zero, con un misero +1.
E ricordate invece quando il PIL, nel 2018, in questa Regione era cresciuto con un non significativo +3,1%? Era il 2018, c'era il Governo di centrosinistra in questa Regione.
Dagli elementi di lettura del contesto economico e sociale delle Marche tratti dal rapporto della Banca d'Italia del novembre, che voi citate, che secondo voi costituisce una lettura autorevole, indipendente, puntuale e approfondita degli andamenti più recenti della situazione economica e sociale regionale, lo dite voi che è attendibile, sapete cosa dice la Banca d'Italia? “Si evince un quadro di poco preoccupante. Nell'industria l'attività si è affievolita, si registra un peggioramento della dinamica delle vendite, con le esportazioni che hanno ristagnato. Ha perso slancio l'attività legata alla riqualificazione del patrimonio abitativo ed il settore delle costruzioni ha rallentato, tanto che registra una diminuzione degli investimenti. Il terziario ha risentito dell'indebolimento della spesa delle famiglie. Nel comparto del turismo gli arrivi sono stati inferiori a quelli dello scorso anno,” con buona pace dell'ATIM che voi avete insediato. Queste cose non le dice il Consigliere Cesetti, questo è scritto nel rapporto della Banca d'Italia che voi citate come autorevole.
Sempre secondo il rapporto della Banca d'Italia, presentato appunto il 7 novembre, nella nostra Regione la fase di espansione dell'occupazione si è interrotta e, dico, nonostante il 110, nonostante la ricostruzione.
Nella media del primo semestre il numero dei lavoratori è diminuito a fronte di un aumento in Italia, tanto che la dinamica dei consumi si è considerevolmente indebolita, risentendo dell'erosione del potere d'acquisto delle famiglie determinata dall'inflazione.
Una regione, quindi, il cui contesto economico di riferimento è notevolmente peggiorato, con buona pace del tanto decantato, ma poco praticato, modello Marche ed a dispetto della cosiddetta filiera istituzionale con un Governo nazionale sovrapponibile. Tanto che le dedotte giustificazioni circa la particolare complessità, a livello economico e sociale, del contesto generale internazionale, nazionale e regionale, che pure ricordava il Consigliere Ciccioli, se possono essere utili alla resa, per alzare le mani, appunto, non assolvono il Governo regionale dalla grave responsabilità di non essere stato capace, a distanza di oltre 3 anni e alla quarta manovra finanziaria, di mettere in campo una pur minima strategia proprio per far fronte alle tante difficoltà economiche e sociali della nostra regione. Nulla, non c'è nulla nella quarta manovra che voi fate, dopo 3 anni dal vostro insediamento.
Difficoltà economiche e sociali e del mondo produttivo che, nonostante l'avvenuto riconoscimento di ben tre aree di crisi complessa, hanno portato all'esclusione della nostra regione dalla ZES Mezzogiorno e nonostante la filiera politica ed istituzionale tra gli esponenti del centrodestra che, mentre qui predicavano la castità della ZES, a Roma ne assassinavano la gloria, dicendo magari che non era possibile e neanche necessaria.
E neanche assolvono il Governo regionale gli sbandierati proficui contatti con il Governo nazionale che dovrebbero consentire, a suo dire, di promuovere alcune grandi partite, su tutte l'isolamento delle infrastrutture di trasporto, se è vero che il Piano regionale delle infrastrutture, denominato non a caso "Marche 2032", che dovrà essere integrato, tra l'altro, dal rapporto ambientale ai fini della VAS e poi portato a questa Assemblea legislativa, sarà utile soltanto per la prossima campagna elettorale, perché si chiama 2032.
Un piano, tra l'altro, che taglia incomprensibilmente alcune parti dei territori e in altri crea buchi ed imbuti incomprensibili. È vero, Consigliere Marinangeli? Il buco della Mare-Monti, il buco del Ponte a Molini, quello è. Tant'è che molti imprenditori, molti Sindaci, si sono rivolti anche a lei.
Ed intanto, Consigliere Marinangeli, le uniche opere pubbliche che si stanno realizzando sono quelle programmate e finanziate dalla Giunta regionale di centrosinistra, della quale io facevo parte.
Ci sono parti del territorio regionale dove è un proliferare di cantieri. Lo dicevo al Consigliere Ciccioli in Commissione. Il rumore degli uomini e dei mezzi sovrasta, ovviamente, le chiacchiere di questa Giunta regionale che fa solo chiacchiere.
Se voi andate, ad esempio, nella mia provincia, che conosciamo bene, c'è anche il Consigliere Marinangeli, basta andare lì. È un proliferare di cantieri, neanche si cammina. Dappertutto. Sono tutte opere programmate da noi, finanziate da noi e che si stanno realizzando grazie a noi. Il resto sono chiacchiere.
In sostanza, proprio la complessità del contesto generale a livello regionale, nazionale e internazionale, anziché giustificare un DEFR incolore e svincolato dallo stesso programma di governo e una manovra di bilancio assolutamente tecnica, che riduce e taglia su tutto, priva di qualsiasi visione di futuro e della pur minima strategia, avrebbe dovuto indurre la Giunta regionale a varare una manovra per dare una pur minima risposta ad un contesto difficile ed aggravato dal suo non governo e invertire la rotta, indicando la strada per superarlo e attenuarne le conseguenze.
È il contrario. Non si può dire: "Oddio, io non posso fare nulla perché abbiamo un contesto nazionale e internazionale difficile". Bisogna dire: "Dio, dammi il coraggio per mettere in campo le iniziative per superare queste difficoltà, per dare una mano". Consigliere Ciccioli, non rivolgersi alla situazione di crisi nazionale e internazionale con le mani dietro la schiena. Chi si arrende porta le mani dietro la schiena, va bene?
Questo è il punto. Questa è la differenza tra quello che noi pensiamo, quello che noi abbiamo fatto e quello che fate voi.
Tant'è che quando c'ero io, Assessore al bilancio, di fronte al Covid, non è che mi sono arreso a quella tragedia. Io ci misi 210 milioni, feci una manovra eccezionale. Questa è la differenza.
Quindi, se è vero che il DEFR costituisce il documento in cui viene esposta l'articolazione del programma di governo ed ovviamente per attuarla, appare utile ricordare che il Presidente Acquaroli - Consigliere Mangialardi, lei era il suo antagonista - nell’esporre il suo programma di governo "Marche 2020-2025" in quest'Aula, nella seduta del 19 ottobre 2020, lamentava che “tutte le ricerche e i principali indicatori, dal PIL al lavoro, all'export, confermano l'inesorabile declino e scivolamento economico-sociale delle Marche e gli effetti nefasti sia sul benessere e sulla qualità della vita di cittadini e famiglie, sia sulla competitività e capacità di produzione di lavoro, reddito e investimenti delle imprese marchigiane”. Questo diceva in quest'Aula il Presidente Acquaroli.
Il DEFR è l'atto di programmazione dove devono convergere queste cose, il programma di governo. Se non lo sapete, ve lo ribadisco io.
Allora oggi, come può ritenere, a distanza di 3 anni, di aver attuato il suo programma di governo se tutte le ricerche e tutti i principali indicatori ci dicono, come riportato nel DEFR stesso, lo ammettete voi, che la situazione e lo scenario economico, finanziario e sociale sono notevolmente peggiorati proprio in questi tre anni.
Ho ancora il tempo per parlare di sanità, come ha fatto il Consigliere Ciccioli, perché la sanità è tre quarti del bilancio regionale, lo dite voi. Pensiamo appunto alle politiche per la sanità. Costituisce i tre quarti del bilancio regionale, il 77%, secondo la Corte dei conti, del totale degli impegni di spesa.
Allora, qui si dice soltanto questo. Pensate che si dice nel DEFR sulla sanità: "Nel triennio 2024-2026 l'attività regionale in tema di sanità sarà focalizzata, tra l'altro, sulla piena realizzazione del PNRR, in particolare dei progetti compresi nella Missione 6 dedicata alla salute". Quindi, risorse del PNRR. Non ci si mette nulla. Ma se il DEFR è un fondamentale ed obbligatorio atto della programmazione regionale e se le politiche per la sanità regionale attengono ai tre quarti del bilancio, è di tutta evidenza che esso non assolve alle funzioni attribuite dalla legge, perché nessuna strategia, nessuna programmazione viene messa in campo per porre rimedio alle disastrose politiche di questi anni che hanno disarticolato il Servizio sanitario regionale.
Nessun provvedimento urgente viene messo in campo per porre rimedio alla carenza di risorse umane e finanziarie, per garantire ai cittadini marchigiani l'erogazione puntuale dei servizi e delle prestazioni sanitarie. Se non ci mettete questo, l’Saltamartini non può fare nulla. Ci vogliono le risorse finanziarie.
Eppure, qui mi rivolgo al Consigliere Mangialardi, sempre il Presidente Acquaroli, nel suo programma elettorale declinato in quest'Aula, diceva che il suo progetto di ricostruzione delle Marche si basava su un piano di azioni e 10 priorità operative in aree e settori vitali per il nuovo sviluppo della comunità marchigiana e, su tutte, "sanità e sociale di qualità per tutti, nessuno resti solo".
Sanità che, appunto, costituisce i tre quarti del bilancio e sulla quale il Consigliere Ciccioli dice che non è soddisfatto, con l'onestà intellettuale che gli riconosco.
Oggi, dopo oltre 3 anni, al quarto DEFR e al quarto bilancio, come può ritenere il Presidente Acquaroli di aver realizzato il proprio programma di governo per quanto riguarda la sanità e il sociale, se la situazione è drammaticamente peggiorata, tanto che quotidianamente assistiamo al disastro dell'organizzazione del Servizio sanitario regionale, nonostante l’abnegazione e la generosità di tutti gli operatori sociosanitari?
Un disastro aggravato dalla legge di riordino del Servizio sanitario regionale che, senza le necessarie risorse aggiuntive, ha aumentato le disuguaglianze nei territori ai quali, con l'attribuzione della personalità giuridica, sono state attribuite le responsabilità mentre sono stati accentrati i poteri.
Basta dire che le singole AST sono partite con i commissariamenti e con budget provvisori, dai quali devono rientrare.
Un disastro che ha aggravato le liste di attesa e al quale il Governo regionale non è riuscito a porre rimedio proprio a causa della disarticolazione del sistema. Tant'è che, ci dice la Corte dei conti, le percentuali di recupero delle prestazioni sono nettamente inferiori a quelle registrate dalla media nazionale, atteso che le prestazioni programmate nel piano per il recupero sono state effettuate dagli enti del Servizio sanitario regionale solo per il 30% circa.
Un disastro che riguarda anche i ricoveri programmati, per i quali era previsto un recupero del 75%. Invece, nelle Marche, soltanto il 32%, a fronte di un dato nazionale del 54%.
Un disastro certificato dal comunicato del gruppo dei capi dipartimento dell'Ospedale regionale, i quali rappresentano l'allarmante degrado – sono parole loro - degli standard assistenziali e della sicurezza delle cure, diffuso in tutti i dipartimenti e in tutte le discipline chirurgiche e mediche dei servizi, per evidenziare il depotenziamento dell'Azienda ospedaliera e per chiedere un tavolo tecnico per risolvere la crisi, perché evidentemente l'autorità regionale non è riconosciuta come tale, non è vista come affidabile.
Un disastro certificato dalla richiesta del suo partito di riferimento di rimozione dell'Assessore alla sanità …

PRESIDENTE. Consiglieri, non potete parlare tra voi. Consigliera Elezi, per favore.

Fabrizio CESETTI Abbiamo detto che, dopo la lettera dei capi dipartimento, nulla potrà essere come prima.
Noi crediamo che il Presidente debba assumere su di sé la delega alla sanità. Io, tra l'altro, lo dicevo già 3 anni fa, perché non è possibile più che fugga dalle sue responsabilità e lasci tutto nelle mani dell’Assessore Saltamartini, il quale può soltanto contemplare il disastro, perché se non gli date le risorse, che cosa può fare Saltamartini senza risorse umane e finanziarie? Questo è il punto.
Quindi, quando il Presidente parlava di sanità e sociale, “perché nessuno restasse”, dico semplicemente questo e chiudo, Presidente.
Cosa risponde il Presidente, che voleva una sanità per tutti affinché nessuno restasse solo, all'organo di revisione? Non al Consigliere Cesetti, ma all'organo di revisione che, nel dare parere sulla proposta di bilancio, dice e raccomanda che “le liste di attesa in sanità, con dati non tollerabili, portano a pensare che la sanità marchigiana, tutt'altro che universale, sia per pochi privilegiati, facoltosi, raccomandati, fortunati. In sostanza, nelle Marche il diritto universale alla salute, sancito dalla Costituzione, non esiste più”. Non lo dice il Consigliere Cesetti, non lo dice il gruppo PD, lo dicono i Revisori dei conti, che scrivono che non è più universale ma è solo per pochi privilegiati, facoltosi, raccomandati, fortunati.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato le relazioni puntuali e precise sia del Consigliere Ciccioli che quella del Consigliere Cesetti. Ho ascoltato una lettura, Consigliere Cesetti, in cui lei definisce il DEFR, il Documento di economia e finanza regionale, privo di qualsiasi visione, incolore, una manovra tecnica, un copia e incolla di quello fatto l'anno precedente.
In Commissione le ho detto che le stesse cose, cioè il copia e incolla, le ho dette anch'io quando ero nei banchi dell'opposizione, dove una volta avete anche sbagliato a scrivere l'anno, era l'anno 2018 e avete lasciato l'anno 2017. Adesso non mi ricordo bene, però questo è.
Io ho letto il Documento di economia e finanza e do una lettura molto diversa da quella del Consigliere Cesetti.
Il Documento di economia e finanza 2024-2026, nel suo impianto strategico, si rileva come un manifesto illuminato per la crescita ed il rinnovamento delle Marche. Gli obiettivi qui delineati sono l'epitome di una visione progressista e lungimirante, che intende posizionare la Regione all'avanguardia nel panorama nazionale ed internazionale.
È vero, il Consigliere Ciccioli, Consigliere Cesetti, ha messo in evidenza le difficoltà nazionali e regionali. Noi le difficoltà ne abbiamo avute più del nazionale perché, oltre alla pandemia, oltre alla guerra ucraino-russa, dobbiamo ricordare anche i problemi che abbiamo avuto lo scorso anno con l'alluvione. Queste sono considerazioni da mettere in evidenza, giustamente come ha fatto il Consigliere di maggioranza.
Ma al cuore di questo piano si trova l'ambizione di rafforzare l'economia locale, puntando su un modello di sviluppo che sia sostenibile ed inclusivo. La Regione si impegna, Consiglieri, a promuovere l'innovazione attraverso il sostegno delle piccole e medie imprese, ritenute vere e proprie fucine di creatività e motore di crescita economica. Voglio ricordare che le Marche, il famoso modello Marche che ci ha contraddistinto a livello nazionale e internazionale.
Parallelamente, si pone l'accento sulla necessità di una transizione ecologica che vede l'ambiente non come un limite, ma come un'opportunità per uno sviluppo consapevole e responsabile.
Inoltre, il Documento di economia e finanza si prefigge di tessere una rete sociale più forte e coesa, dove l'attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione e l'investimento in cultura e istruzione diventano pilastri per una comunità più informata, equa e partecipativa.
Il documento 2024-2026 pone un’enfasi significativa sui suoi obiettivi economici, mirando ad un rafforzamento complessivo dell'economia locale. Questa strategia si articola in un approccio multiplo, che mira a coltivare un ambiente economico robusto e resiliente, capace di affrontare le sfide contemporanee e di sfruttare le opportunità emergenti.
Questo è quello che io ho letto nel Documento di economia e finanza 2024-2026.
Sostegno alle piccole e medie imprese e innovazione. Al centro degli obiettivi economici vi è il potenziamento delle piccole e medie imprese, riconosciute come pilastri vitali dell'economia locale. Il documento, quindi, prevede iniziative per incrementare l'accesso al credito, facilitare processi di digitalizzazione e incoraggiare l'innovazione.
Questo sostegno è cruciale per stimolare la crescita economica, creare posti di lavoro e promuovere un tessuto imprenditoriale dinamico e competitivo.
Investimento in ricerca e sviluppo. Un altro aspetto fondamentale è l'investimento in ricerca e sviluppo, con l'intento di favorire l'innovazione tecnologica e sostenere la transizione verso un'economia basata sulla conoscenza.
Queste azioni sono volte a posizionare la Regione Marche come un hub di eccellenza in ambiti chiave come la tecnologia, l'energia rinnovabile e la sostenibilità.
Creazione di un ambiente favorevole al business. Il DEFR si impegna a creare un ambiente favorevole per gli affari che include la semplificazione burocratica, l'incremento dell'efficienza amministrativa e la promozione di un clima favorevole agli investimenti, su cui si punta anche nel bilancio di previsione.
Questo approccio mira a rendere la Regione più attrattiva per gli investitori e a stimolare l'attività economica.
Nel Documento di economia e finanza la promozione dell'innovazione è un aspetto centrale, con una particolare attenzione rivolta, come già accennato e come ripeteremo più volte, alle piccole e medie imprese e agli investimenti in ricerca e sviluppo.
Questa politica riconosce il ruolo cruciale delle piccole e medie imprese come motore di crescita economica e di innovazione a livello regionale.
Per sostenere questo settore vitale, il documento prevede una serie di misure che includono:
• incentivi per la ricerca e sviluppo. L'intensificazione degli investimenti in ricerca e sviluppo è fondamentale per stimolare l'innovazione. Quindi il documento propone incentivi e sovvenzioni per progetti di ricerca, soprattutto in settori ad alto potenziale di crescita e innovazione;
• il supporto alla digitalizzazione. Un focus particolare è posto sulla digitalizzazione delle piccole e medie imprese, considerata essenziale per migliorare la competitività e l'efficienza. Programmi specifici sono destinati a facilitare l'adozione di nuove tecnologie digitali nelle operazioni aziendali;
• creazione di ecosistemi innovativi. La promozione di ecosistemi che favoriscano l'innovazione attraverso la collaborazione tra Università, centri di ricerca, imprese e settore pubblico è un'altra chiave della strategia. Questo approccio mira a creare sinergie e accelerare il trasferimento di conoscenze e tecnologie dal mondo della ricerca al tessuto produttivo.
Nel Documento di economia e finanza 2024-2026 le iniziative per la sostenibilità ambientale occupano un ruolo di primo piano, riflettendo un impegno significativo per la salvaguardia e il miglioramento dell'ambiente.
Le azioni per la creazione di ecosistemi innovativi comprendono le energie rinnovabili. Un focus strategico è posto sullo sviluppo e l'incremento dell'uso di fonti di energia rinnovabile. Ciò include non solo la promozione dell'energia solare ed eolica, ma anche il sostegno a progetti innovativi in ambito di energia geotermica e biomasse.
Questi sforzi mirano a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e a diminuire l'impronta carbonica della Regione.
Gestione sostenibile delle risorse. La gestione sostenibile delle risorse naturali è un altro aspetto fondamentale. Questo implica il supporto a pratiche agricole ecocompatibili, la promozione dell'economia circolare e la gestione efficiente delle risorse idriche. L'obiettivo è quello di preservare la biodiversità, proteggere gli ecosistemi e assicurare l'uso responsabile delle risorse per le generazioni future.
Il documento prevede iniziative per aumentare la consapevolezza ambientale tra i cittadini e le imprese. Questo include programmi educativi e campagne di sensibilizzazione per promuovere stili di vita sostenibili e pratiche aziendali rispettose dell'ambiente.
Ancora, all'interno del documento, la coesione sociale è un tema di grande rilevanza, con un forte impegno verso il miglioramento dell'istruzione, della cultura e del benessere sociale.
La strategia per la coesione sociale comprende:
• potenziamento dell'istruzione, con una focalizzazione sull'istruzione come strumento di crescita e inclusione sociale. Questo include l'investimento in infrastrutture scolastiche, l'aggiornamento dei programmi didattici per rispondere alle esigenze di un'economia in evoluzione e il sostegno a iniziative per ridurre la dispersione scolastica;
• promozione della cultura. Riconoscendo il ruolo centrale della cultura nel tessuto sociale, il Documento di economia e finanza propone iniziative per valorizzare il patrimonio culturale, sostenere le arti e promuovere eventi culturali. Questo approccio mira a rafforzare l'identità regionale e a stimolare la partecipazione culturale;
• programmi di benessere sociale. Investimenti in servizi sociali per garantire supporto alle fasce più vulnerabili della popolazione, inclusi anziani, giovani e famiglie in difficoltà. Questi programmi sono essenziali per costruire una società più equa ed inclusiva.
In sintesi, queste politiche dimostrano un impegno profondo della Regione Marche verso una società più coesa e solidale, dove l'istruzione, la cultura e il benessere sociale sono visti come pilastri fondamentali per lo sviluppo di una comunità forte e resiliente.
Concludo dicendo che la Regione Marche si proietta, con questo Documento di economia e finanza, verso un futuro caratterizzato da crescita sostenibile, innovazione e coesione sociale. Questo è quello che ho letto nel Documento di economia e finanza e ho fatto una sintesi. Un documento che si proietta al futuro. Quindi io vi ringrazio…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Oggi ci troviamo a discutere un documento di particolare rilevanza, un testo ad ampio spettro che però, come gli scorsi anni, come ben sottolineava il Consigliere Cesetti, non ha strategia, non ha visione finanziaria, senza un corpo e senza un’anima, perché si tratta, nonostante quello che diceva poco fa la Consigliera Marcozzi, dell’ennesimo taglia e incolla.
Un documento che alterna elenchi di meri buoni propositi e carenze e dimenticanze imbarazzanti, che la dicono lunga sull'importanza che in realtà gli attribuite.
Nel testo non si affronta un tema importantissimo come quello della lotta alle disuguaglianze, a proposito di società equa e coesa, Consigliera Marcozzi, a partire da quelle economiche.
Dall'ultimo rapporto Caritas emerge che sono 15.000 le famiglie assistite nella nostra regione e che è la seconda in Italia, dopo la Liguria, nella triste classifica del numero di famiglie assistite rispetto a quelle residenti.
Su questo, come su tanti altri temi, purtroppo agli annunci non avete fatto seguire i fatti.
Ma è tutto il settore del welfare che non è stato governato in questi anni. Il sistema è andato avanti per inerzia, senza una strategia complessiva da parte della Giunta regionale, senza un confronto con gli ambiti e con il terzo settore.
Non si capisce in che direzione vogliate andare per quanto riguarda il coordinamento sul territorio tra distretti sanitari, Ambiti territoriali sociali e Centri per l'impiego.
Sull'infanzia è stata richiesta una linea guida che promuova un'integrazione socio-sanitaria corretta tra consultori e ambiti. È contenuta nel Piano socio-sanitario, ma qui non c'è traccia.
Sugli asili nido vi affidate solo ai finanziamenti dello Stato. Voi non prevedete alcuna forma di sostegno.
Sulla disabilità, nel 2019 è stata approvata la riforma sull'integrazione scolastica dei ragazzi disabili. Sono passati 4 anni e la Regione Marche non ha fatto ancora nulla, non ha dato alcuna disposizione su come dare attuazione alle AST e ai Comuni.
Nell'ultimo anno diversi fondi regionali afferenti le politiche sociali sono stati interamente o quasi finanziati con risorse europee che hanno sostituito quelle regionali.
Sarebbe fondamentale, invece, aumentare le quote di finanziamento complessivo per potenziare i servizi e dare risposta ad un più ampio numero di persone e famiglie marchigiane in condizioni di difficoltà. È quindi grave e incomprensibile dirottare altrove 6 milioni di euro, penalizzando il settore delle politiche sociali.
Sulle politiche sanitarie non aggiungo molto rispetto a quanto ha già detto il Consigliere Cesetti. Tre rapidi flash.
Promettete di rafforzare l'area della prevenzione quando già l'avete, nei fatti, declassata e continua ad essere costantemente sottofinanziata.
Di salute mentale, consultori, neuropsichiatria infantile, dipendenze patologiche e demenze praticamente non si parla affatto e sono tutti servizi essenziali per cui si dovrebbe potenziare, e di molto, la dotazione di personale e di risorse finanziarie.
Liquidate il tanto decantato Piano socio-sanitario in 30 righe a pagina 85, ma l'incredibile è che a pagina 77 dite che il Piano è ancora in corso di predisposizione, dimostrazione ulteriore della sciatteria con cui avete elaborato questo testo e del fatto che dell'esistenza di un Piano non vi siete accorti neanche voi.
Che dire sull'edilizia sanitaria? Siete davvero sconfortanti. Nuovo Ospedale Salesi, nuovo INRCA: copiate e incollate le stesse date di conclusione dei lavori dei due precedenti documenti, 2024-2025, mentre, dopo nostre continue sollecitazioni, avete dovuto ammettere che per il Salesi, ad esempio, il termine dei lavori slitterà al 2026.Intanto i costi sono passati a 56,84 milioni e il vecchio ospedale per bambini è in condizioni di sempre maggior degrado e totale assenza di manutenzione.
Nuovo INRCA: da un lato nel Piano socio-sanitario dedicate pochissime righe nell'appendice statistica, dall'altro la Corte dei conti lo segnala per il fortissimo ritardo nei lavori che sta portando a una levitazione impressionante dei costi, da 70 milioni a più di 140, più che raddoppiati. Citate la Palazzina dell'emergenza dell'Ospedale Profili di Fabriano. Tutto è rimasto fermo, nonostante i vostri annunci propagandistici, e i costi sono saliti da 12 a 20 milioni.
Per quanto riguarda la Missione 15, dedicata alle politiche per il lavoro e la formazione professionale, si fa... Presidente, basta.

PRESIDENTE. Facciamo così, 10 minuti di sospensione, poi le ridò la parola. Basta.

La seduta è sospesa alle ore 11:55

La seduta riprende alle ore 12:00

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, stava parlando il Consigliere Mastrovincenzo, mi raccomando chi deve parlare è invitato ad uscire dall’Aula, se continuate a parlare sospendo la seduta.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la Missione 15, dedicata alle politiche per il lavoro e la formazione professionale, si fa riferimento opportunamente al Piano triennale che a gennaio sarà discusso in Aula, anche se in realtà sarà finanziato completamente da risorse europee.
350 milioni di euro da utilizzare per il lavoro e la formazione delle Marche, per il prossimo triennio, rappresentano un'opportunità unica, forse irripetibile, che non può essere assolutamente sprecata.
Su questo presenteremo degli emendamenti e ci auguriamo fin d'ora che si possa arrivare all'approvazione di un testo condiviso, arricchito dai nostri contributi.
Il DEFR presenta poi grandi lacune anche sul tema dell'istruzione e del diritto allo studio.
Nella Missione 4 si parla di edilizia scolastica, di IFTS, di ITS, sostanzialmente in fotocopia rispetto agli altri anni. Non si spende una parola sulla dispersione scolastica.
Nelle Marche il 35% della popolazione tra 25 e 64 anni ha un basso livello di istruzione. Questo comporta evidentemente un maggior rischio di inoccupazione e disoccupazione.
Sulla cultura si citano le attività già svolte, si indicano in modo sommario e non analitico gli obiettivi che si intendono perseguire, senza fare riferimento a dati e statistiche che l'Osservatorio della cultura avrebbe dovuto fornire per orientare le scelte.
Sul fronte spettacolo non si indicano interventi per il comparto, sotto il profilo normativo e di valorizzazione della filiera attraverso bandi che potrebbero essere più innovativi e di carattere pluriennale.
Per quanto riguarda le attività culturali, poi, si elencano una serie di anniversari, talvolta in modo maldestro e con inesattezze, senza indicare le priorità o quali di questi saranno oggetto di azioni a regia regionale per essere promossi come eventi di sistema, con ricadute reali a livello nazionale.
Che in questo documento poi ad ATIM, la tanto attesa e decantata agenzia del turismo che doveva cambiare le sorti della programmazione turistica delle Marche, siano dedicate solo quattro righe che non dicono un bel nulla sui suoi obiettivi, è la dimostrazione del fallimento dell'agenzia, che si è finora distinta per scivoloni clamorosi e per l'approssimazione dell'azione del suo direttore.
L’ATIM, tra l'altro, è anche il segno di come il Presidente Acquaroli abbia voluto delegare ad altri la mancanza di una capacità di esercitare la delega al turismo.
Nel documento si ricorda che al momento ci sono due contratti legati a due testimonial, un vero e proprio record per una Regione come la nostra, sostenere due budget così importanti. Vorremmo sapere se si intende proseguire in questa follia e come mai, dopo aver difeso il rapporto con il Commissario tecnico Roberto Mancini anche dopo le dimissioni dalla Nazionale di calcio, non c'è traccia di campagne di comunicazione che lo vedono protagonista.
Nel testo nulla si dice delle strategie di digital marketing che hanno caratterizzato un'eccellenza per la Regione fino alla scorsa legislatura.
Sappiamo quanto oggi il turista utilizzi le attività digitali per scegliere la propria vacanza e vedere andare in rovina le attività denominate Marche Turismo ci sembra davvero un'assurdità.
Sul trasporto pubblico locale, che purtroppo viene utilizzato da meno dell'1% dei lavoratori della nostra regione e che invece, oltre a essere un volano per tutto il sistema economico e produttivo, rappresenta a tutti gli effetti un servizio pubblico a forte valenza sociale, è evidente che ci troviamo davanti a un costante sottofinanziamento da parte dello Stato.
La Regione, però, ha un ruolo assolutamente rilevante anche su questa materia. Servono innanzitutto maggiori risorse, come bene hanno evidenziato CAL e CREL, ed è indispensabile un suo intervento che superi l'attuale frammentazione, che riorganizzi la rete, aggiorni le tratte, riduca il costo per gli utenti, oltre ad investire, ovviamente, sull’ammodernamento del parco mezzi.
Infine, avete pensato a distribuire mance di ogni tipo in giro per il territorio, ma dolosamente non avete finanziato una legge importantissima come la 34/2001 sulla cooperazione sociale e il CREL ve l'ha sottolineato, e continuate a non attuare leggi che avevamo approvato tutti insieme nella scorsa legislatura su tematiche come il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, il contrasto alla ludopatia e al gioco d'azzardo e il Parlamento degli studenti qui in Consiglio regionale.
In queste 168 pagine di parole e promesse vuote, senza alcun disegno complessivo, non c'è traccia della famigerata filiera istituzionale, una filiera che in realtà non esiste e che è un grande bluff.
Ne abbiamo avuto un'altra prova in questi giorni: nella finanziaria del Governo Meloni neanche un euro per i cittadini di Ancona le cui abitazioni, il 9 novembre 2022, sono state colpite e danneggiate dal terremoto. Centinaia di famiglie rimangono senza risposta e molte di loro senza casa. Un fatto grave, dopo che questi cittadini erano stati rassicurati da esponenti politici del centrodestra sul positivo evolversi della situazione. Invece, dopo più di un anno dal terremoto, non ci sono risorse finanziarie e ad aprile poi scadrà anche lo stato d'emergenza, dichiarato 8 mesi fa, che va invece assolutamente prorogato.
Poco fa il Presidente Acquaroli ha incontrato i cittadini colpiti dal terremoto presenti in Aula. Mi auguro che dalle sue rassicurazioni, dalle sue parole, questa volta si passi ai fatti. Noi continueremo a vigilare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Un saluto ai colleghi Consiglieri.
Chiunque guardi il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2024-2026 della Regione Marche in discussione oggi, senza preconcetti e senza volerlo strumentalizzare per polemica politica, può vedere che la Giunta e la maggioranza stanno procedendo con coerenza e dinamismo all’attuazione di quanto promesso in campagna elettorale.
Lo stiamo facendo in un contesto storico ed economico complesso, senza precedenti, che fin dal primo giorno di legislatura non ci ha reso facile il compito e l’impegno che ci siamo assunti. La lista delle criticità è lunga e va dall'elenco cospicuo di criticità ereditate da governi e Giunte di sinistra, dalla pandemia, fino alle conseguenze macroeconomiche provocate dalle guerre e dai conflitti aperti nel contesto europeo, che bloccano o rallentano approvvigionamenti ed esportazioni.
Non ci è stato risparmiato nulla, nemmeno la guerra del credito che, dalla crisi di Banca Marche in poi, è diventata un problema strutturale per il territorio. Però avevamo promesso che ci saremmo rimboccati le maniche per rilanciare questa regione e lo confermiamo con questo DEFR e il bilancio incentrato su sviluppo, infrastrutture e protezione sociale e sanitaria.
Lavorando sul combinato disposto tra bilanci regionali e programmazione europea, di cui abbiamo ampiamente discusso nello scorso Consiglio regionale, vogliamo recuperare quella competitività che sola può generare benessere a tutto campo.
È evidente il massiccio piano di intervento nel settore dell'economia, della digitalizzazione e della formazione, per sostenere le imprese nel difficile percorso di adeguamento ai nuovi standard e mercati e per recuperare investimenti e forza lavoro giovane e qualificata, che altrimenti si rivolgerebbe ad altri mercati.
Un quadro completato con il sostegno a vecchie e nuove forme di impresa agricola, al sostegno ai giovani agricoltori, al settore del biologico, che rappresentano non solo le radici dell'economia marchigiana, ma anche un asset della filiera Marche nel suo complesso. Una filiera sempre più protagonista nello scenario nazionale e che sta facendo conoscere sempre di più le sue eccellenze produttive.
Una filiera per cui era ed è fondamentale invertire la rotta rispetto al passato e investire nelle infrastrutture, forti anche del filo diretto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per salvare le Marche da un isolamento atavico che rischiava di essere mortale.
Il Piano triennale delle infrastrutture recentemente approvato, così come il potenziamento di porto, aeroporto e interporto, che stanno già dando frutti, è determinante nella scelta del territorio su cui investire, soggiornare o vivere stabilmente.
Infrastrutture sostanziali dal nord al sud, anche per fare dell'economia della cultura e del territorio un volano capace di generare nuovo PIL.
La costituzione dell’ATIM è strumentale a questo percorso, che ci vede favoriti, sulla carta, da un territorio che dispone, come pochi, di asset ambientali e culturali da mettere in filiera e capaci di generare competitività e unicità per il turismo regionale. Molto è stato fatto e tanto altro ancora dobbiamo fare.
Infine, continuiamo ad investire tutto quanto possibile e consentito dai tetti di spesa nel potenziamento della sanità territoriale.
Abbiamo cambiato la legge 13, approvato il Piano socio-sanitario, abbiamo redatto il piano di edilizia sanitaria. Un progetto razionale e coerente che ci permetterà di mettere a regime una strategia che siamo riusciti a portare avanti nonostante per due anni abbiamo fronteggiato la pandemia.
Anche in questo settore non ci mancano le eccellenze per recuperare la necessaria competitività. I medici mancano e sono Il nodo cruciale dell'intero apparato sanitario. Non si creano con la bacchetta magica, ma è nostro dovere concorrere con il Governo e determinare le condizioni perché si restringa al massimo il delta delle criticità.
Questo DEFR, come il bilancio di previsione 2024, si inserisce in questo percorso, in questa strategia. Lo fa collocando risorse economiche e pianificando investimenti.
Coerenti con il mandato che ci hanno dato gli elettori, andiamo avanti sempre più convinti di essere sulla giusta strada.
Colgo l'occasione per ringraziare, per l'impegno e la serietà professionale nel predisporre questo Documento di economia e finanza regionale, oltre al bilancio 2024-2026 della Regione Marche, la Dirigente al bilancio e tutti i suoi collaboratori, l’Assessore al bilancio Brandoni, il Presidente della I Commissione, Consigliere Marinelli, tutti i componenti della Commissione, la Dirigente del Servizio affari legislativi e coordinamento Commissioni assembleari e i collaboratori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, in assenza del Presidente Acquaroli, è il bilancio del tradimento. Assessore, con questo bilancio tutto e tutti, tradite le istituzioni, tradite gli impegni elettorali assunti con i vostri cittadini, tradite le fasce più deboli della comunità marchigiana, tradite le persone più anziane, tradite alcuni principi contenuti nello Statuto della Regione Marche, in primis quello della partecipazione.
E’ il bilancio del tradimento come fu l'atto dell'inganno il Piano socio-sanitario. Oggi tradite i vostri cittadini elettori. In genere il bilancio di previsione è l'atto attraverso il quale si programma, in realtà oggi segnate una svolta determinante per quello che non avete saputo fare.
Apro un inciso, l'intervento del Consigliere Ciccioli è l'emblema, è il riconoscimento, di quello che sto dicendo, lui utilizza una serie di argomenti all'interno del proprio intervento che davvero appaiono evidenti, lo segnerei come l'intervento giustificazionista. Lui ha giustificato quello che non avete saputo fare perché c'è stato il Covid, perché c'è una coda del terremoto, perché ci sono gli eventi meteorologici, perché c'è l'Italia, c'è l'Europa, ci sono le questioni internazionali. Insomma un intervento che vi condanna rispetto a quello che non avete saputo fare ma soprattutto, lo dimostra, l'affermazione l'asserzione secondo la quale nel corso dell'anno qualcosa migliorerà.
Qualche volta delle parole del Consigliere Ciccioli si resta stupiti, parla di giovani e risorse, non so se il parametro dei giovani e delle risorse possano essere le esperienze familiari o personali, certo è che quello che si vede nell'ambito delle politiche giovanili… Le risorse di questo bilancio sono inferiori a quelle dell'anno scorso e sono assolutamente inidonee a immaginare delle politiche.
Ho detto tradimento delle istituzioni, guardi, Assessore Brandoni, non so se lei o qualche altro Assessore in un passaggio pochi giorni fa di un atto amministrativo recente, ha preso l'impegno di rispettare i tempi di discussione in Aula degli atti legislativi. I primi ad essere traditi sono i Consiglieri regionali, ma seppure ai componenti di maggioranza può apparire inutile, trattare un bilancio significa rispettare i tempi per poterlo esaminare, studiare, approfondire, voi avete ancora una volta negato il diritto di partecipazione dei Consiglieri regionali in questo passaggio, ed è un fatto grave che sia passato fin qui sotto silenzio.
Secondo elemento, tradite le istituzioni, più avanti ci sarà la discussione di un provvedimento che riguarda l'ambito territoriale 6 di Fano con un atto proditorio negate i diritti di una comunità, che attraverso i Consiglieri comunali ha espresso una volontà chiara. Un atto indecente, indecoroso, anche in questo caso tradite le istituzioni.
Tradite le istituzioni perché questo anno erano previsti 12 milioni da impiegare per le liste di attesa e voi indifferenti alle problematiche delle persone non li spendete. Un fatto di una gravità inaudita, non avete speso le risorse che lo Stato vi ha messo a disposizione per poter curare le persone e recuperare dopo la questione del Covid.
Tradite le istituzioni Assessore Brandoni, quando presentate una tabella E come quella che abbiamo visto. Mi chiedo come si possa arrivare ad un aspetto così impunito. Decidete di dare risorse ad alcuni Comuni, Comuni amici, senza un criterio generale ed astratto, poi ci torneremo.
E’ davvero un atto proditorio, è un atto di tradimento, diciamo di umiliazione dell'insieme dei Comuni, guarda caso di quelli che non vengono naturalmente beneficiati.
E’ un fatto di una gravità assoluta e mi verrebbe da dire che agite rispetto alla tabella E con fare massonico, utilizzate delle consorterie e gli esempi sono chiari: si destinano risorse ad personam, pensate, e ne parleremo, alle risorse arrivate a Pieve Torina, pensate alle risorse arrivate a Castelraimondo, e cito solo due aspetti.
Sostanzialmente un tradimento delle istituzioni impressionante, tradite la vostra parola d'ordine: filiera politica. Non siete stati in grado in 3 anni di recuperare dalla filiera politica di cui vi vantate un solo euro in più sul trasporto pubblico locale, un investimento necessario su cui vi sareste potuti impegnare e oggi, a 3 anni, la vostra filiera politica non ha funzionato.
Non ha funzionato neanche sulla sanità, non siete stati in grado di far mettere al vostro Presidente del Consiglio risorse in più, e non è vero quello che racconta il Consigliere Ciccioli, le risorse in più rispetto a quelle previste sono 3 miliardi, 2,4 miliardi a livello nazionale destinato esclusivamente alla firma dei contratti.
Aggiungo, c'era l'occasione, rispetto alla filiera, di realizzare, includere, la regione Marche nell'ambito della Zes, anche lì condannati alla emarginazione. In realtà non siete stati in grado di mettere a disposizione una opportunità fondamentale in termini fiscali, in termini di agevolazioni di investimento.
Tradite gli impegni elettorali attraverso il modello organizzativo, ad oggi, a 18 mesi dall'approvazione della legge 19, non c'è un atto aziendale che indichi una strada.
Una situazione inaccettabile, un Piano socio-sanitario indefinito, date una miseria con una delibera di pochi giorni fa, in vista del bilancio, alle strutture residenziali extra ospedaliere, una miseria, non arrivate neanche a 4 euro in più rispetto al previsto, una miseria che non è in grado di risolvere e certamente di aiutare quelle strutture.
Voglio ricordare, rispetto alle vicende del territorio, la questione di Macerata, è curioso quello che è avvenuto rispetto all’edilizia sanitaria, siamo arrivati alla fine del 2023 e praticamente non c'è un solo elemento che faccia immaginare la realizzazione del nuovo Ospedale di Macerata. Pochi giorni fa il povero Sindaco ha affermato che entro il 2024 metterà la prima pietra, Assessore Saltamartini lo informi per favore, lo informi che non ci sarà la prima pietra entro il 2024, non avete scelto neanche, in questo momento, il progettista che deve realizzare il progetto. Non avete le risorse, non avete anche in questo bilancio messo un solo euro per l'Ospedale di Macerata, restano 60 milioni, 55 dei quali trovati dalla Giunta precedente, avvisate il povero Sindaco di Macerata che nel 2024 dovrete fare l'espropriazione delle aree, dovrete fare le gare, dovrete finire il progetto con i progettisti e con la ditta che verrà considerata assegnataria. Da questo punto di vista è davvero uno scandalo quello che è avvenuto.
Chiudo rispetto a Macerata con la governance, siete riusciti a trovare un direttore generale in Lombardia, in cui non ha superato il passaggio per diventare direttore generale. Siamo andati a cercarlo lì e oggi andiamo a nominare un nuovo direttore socio-sanitario, che di quella competenza non sa nulla.
Una mortificazione per le Marche, Assessore Saltamartini, un atto di vergogna come se in questo territorio mancassero le professionalità. Alzate bandiera bianca, il re è nudo, non sarete in grado di realizzare nulla.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ho sentito gli interventi dei colleghi di maggioranza e ho pensato di aver letto un altro documento, perché il documento che ho letto io è pieno di belle parole ma che, nella sostanza, contiene molto poco. Quindi, le belle parole, sì, ci sono sicuramente. Siccome c'è tanta roba e i tempi sono stretti, punterò e mi focalizzerò soltanto su alcuni aspetti.
Pianificazione. Allora, sulla pianificazione si parla soltanto del PAI. Credo che una Regione, quando parla di pianificazione, la debba declinare in tutti i suoi aspetti, a cominciare, per esempio, dal fatto che non è indifferente che sia stata approvata la legge 19 sul governo del territorio e, quindi, mi aspettavo di trovare, sotto il titolo pianificazione, per esempio il PPAR, di cui tanto si parla, che è già pronto e che sarà approvato immediatamente, o il PTR, del quale si parla ed è pronto, sarà pronto immediatamente, nei neanche prossimi due anni, per consentire poi, a cascata, ai Comuni di poter adeguare i loro strumenti urbanistici comunali, con gli acronimi cambiati. Questo, come sapete, ha ingenerato anche delle complessità.
Si parla delle aree protette indicando soltanto quali sono, ma nel frattempo delle aree protette, in particolare dei parchi regionali, ci si è interessati soltanto per aumentare il numero delle poltrone, dei componenti i CDA, ma non mi pare che ci siano risorse.
Ho fatto un piccolo focus sugli interventi per gli anziani. Sono circa 20 righe nelle quali non c'è alcuna contestualizzazione, non c'è alcun legame, per esempio, con i servizi socio-sanitari che agli anziani servono, ma neanche, per esempio, indicate, che so, le panchine, un finanziamento per le panchine per gli anziani. Nulla, gli anziani stanno lì.
Edilizia sanitaria. Prima il Consigliere Mastrovincenzo ha detto che vengono ripetute pedissequamente le cose che erano scritte lo scorso anno, ma questo non sarebbe niente se non fosse che sono opere da noi finanziate e da noi iniziate. Viene ripetuto Fermo, viene ripetuto il Salesi e viene ripetuto l'INRCA, però ci sono anche delle gravi omissioni di tempi. Guardo, per esempio, Offida, dove ci sono 3 milioni di euro, l'intervento è stato finanziato nel 2017 e se n'è persa completamente ogni traccia e quindi questi soldi, che sono soldi della ricostruzione, sono fermi. Come sono ferme le ciclovie, perché da quello che si dice c'è uno stato d'avanzamento delle ciclovie. Ma non è affatto vero, perché, ripeto, quando ce ne siamo andati noi c'erano 60 milioni di interventi già programmati e finanziati e non mi pare che se ne vedano a terra tanti. Quindi, in 3 anni, poco si è fatto e molto è bloccato.
Ora, la chiosa che tutti mettete ad inizio di intervento, che siete stati flagellati dal Covid, flagellati dalle alluvioni, è, secondo me, una barzelletta, perché la precedente Giunta, non per fare a gara, ha avuto un anno di terremoto, con scosse di magnitudo 7, le più alte mai registrate nel Centro Italia, continue. Non vi dico migliaia perché potrei sbagliare, ma erano una quantità enorme. Noi abbiamo avuto 12.000 sfollati il 30 ottobre, 12.000 persone sfollate, le quali hanno dormito tutte negli alberghi della costa la domenica 30, cioè la scossa c'è stata alle 7 del mattino, la sera hanno dormito tutti e 12.000 sulla costa.
Noi abbiamo iniziato il Covid quando non aveva delle procedure, quando non si sapeva cosa fosse, quando si facevano 24 tamponi al giorno in tutta la regione Marche e si mandavano allo Spallanzani per farli certificare, quando non c'erano i respiratori, quando non c'erano le mascherine. Oggi, invece, non c'è più il Covid, affermate che non c'è più il Covid, malgrado gli ospedali siano pieni. Peccato che una signora a me molto cara è morta esattamente ieri di Covid ad Ascoli Piceno, quindi non credo che non ci sia più il Covid, però apparentemente non c'è. Non è stata fatta una campagna. Per vaccinare mia madre, che ha 92 anni, ho dovuto fare non si sa quali peripezie, perché tutti mi dicevano: "Sì, si può vaccinare, ma a fine gennaio". A fine gennaio mia madre sarebbe morta perché durante le feste natalizie le persone, che non hanno il Covid, non fanno i tamponi e non si mettono le mascherine, vanno girando. È molto rischioso per un anziano o per un immunodepresso. Il Covid non c'è più, quindi che non si dica che avete avuto il Covid, che c'è, perché per questa amministrazione non c'è.
Poi voglio parlare del PNRR perché abbiamo dei bei grafici che basta leggere e, leggendo i grafici degli stati di avanzamento dei fondi del PNRR, scopriamo che l'84% degli interventi non è iniziato, perché è in esecuzione il 16% delle opere; collaudate lo 0,48. Queste sono opere di competenza territoriale, dove non è la Regione soggetto attuatore.
Allora mi direte: ma dove la Regione è soggetto attuatore le percentuali saranno sicuramente più alte. Infatti, in esecuzione abbiamo ben il 6% delle opere, tutto il resto è ancora in aggiudicazione. Significa che vedremo consegnati i lavori a babbo morto, come si dice da me, non so se da voi si dice la stessa cosa.
Per quello che riguarda l'energia, prima la Consigliera Marcozzi ha fatto un intervento sulla geotermia. Io ho detto: ma va', c'è anche la geotermia? Finalmente si è capito che la geotermia non è né il fotovoltaico, che impatta, sul quale la Regione nulla ha detto – il Consigliere Cesetti ha presentato delle norme, che sono ferme nei cassetti, per evitare che vengano devastate le zone agricole, ma a me non pare che ci sia stato qualche progetto sulla geotermia, ne sarei ben felice visto che la geotermia non è impattante - né l'eolico, che, non avendo vento, potrebbe essere fatto soltanto in mare. O abbiamo i parchi dove c'è il vento, perché c'è la montagna e quindi abbiamo le zone tutelate, oppure non abbiamo vento, quindi rimane il fotovoltaico. Voi capite l'idrologico l’abbiamo già fatto praticamente tutto, quindi, magari ci fosse la geotermia, però io non l'ho trovata, come non ho trovato il Piano dei rifiuti. È inutile che parliamo di ambiente, e parliamo di economia circolare, e parliamo di raccolte differenziate. Il Piano dei rifiuti non è stato fatto e il Piano dei rifiuti non è neanche ancora andato a VAS, cioè significa che ancora non c'è neanche il progetto preliminare ed in Commissione abbiamo visto delle slide nelle quali non c'è assolutamente nulla.
Quindi, anche lì, non mi pare che ci sia la volontà di gestire l'ambiente in qualche modo. Che cos'è l'ambiente se non è pianificazione? Che cos'è l'ambiente? Ma se uno non mette neanche la REM all'interno della legge sulla pianificazione territoriale e il governo del territorio, se non ci mette la Rete ecologica marchigiana, figuriamoci che interesse può avere l'ambiente. Sembra una stupidaggine, ma così è. Se non si finanziano le aree protette, se all'interno della legge regionale urbanistica non si mette neanche il parere dei parchi e delle aree protette, e se non facciamo il Piano dei rifiuti… L'Assessore Aguzzi dice: "Io aspetto che lo facciano le Province", allora che pianificazione è? La presa d'atto dei piani provinciali?
L’Assessore Aguzzi quando si è insediata la Giunta ha detto: "Faremo il Piano dei rifiuti in tempi brevi...". Tra un po' se ne va a fare il candidato a Fano e chi lo fa il Piano rifiuti? Nessuno, e non si farà più.
Quindi, non credo che ci sia da essere..., ma non entro nel merito delle ripetizioni, perché quelle ci possono stare. Il problema è che la maggior parte dei finanziamenti dei quali voi parlate e le opere pubbliche delle quali vi vantate non sono farina del vostro sacco, perché non c'è un'opera pubblica che sia stata iniziata da voi. Cioè, dire che l'obiettivo è che la Regione Marche non sia più isolata, dire che ci saranno degli sforzi per i trasporti…, quando ci saranno? Perché tra un po' approveremo il bilancio e vedremo, come ha detto poco fa il Consigliere Carancini, che non c'è una lira sul trasporto, perché la filiera con noi non ha funzionato sulla percentuale di riparto del trasporto, che come sapete è storica. Non c'è l’Assessore Brandoni, che comunque questa cosa la conosce bene.
Non c’è nessuno della Giunta. Io, per carità, vado avanti, facciamo finta di niente, ma parliamo al vento, nel senso che… Non dico tanto per una questione procedurale, Presidente, perché a nessuno interessa interrompere la seduta, però in bagno ci andiamo tutti e magari se lui va in bagno si fa sostituire da qualcuno. E’ vero, sono soltanto sette con il Presidente, ma anche noi eravamo sette, però mi pare, la Consigliera Marcozzi c'era, che eravamo sempre seduti al nostro posto.
Non solo, il Sottosegretario che fine ha fatto? È stato nominato? Perché questo, tra l'altro, ha cominciato a fare il Sottosegretario, anzi l'Assessore alla sanità prima di essere nominato. È stato nominato, Presidente? Perché non l'ho letto. No, però continua ad incontrare, a fare riunioni, mi raccontano, magari sono solo voci di corridoio, ma fa riunioni con i primari. Insomma, lui gestisce già la sanità, quindi almeno potrebbe partecipare come auditore, magari lo vediamo. Si è autonominato ben prima che la Giunta decidesse, evidentemente, perché sono mesi che è sui giornali.
Assessore Brandoni, grazie per essere tornato. Non me la prendo con lei, avremmo gradito che un suo collega le fosse di fianco per consentirle almeno i bisogni primari.
Comunque, io credo che non ci sia da stare contenti e da stare allegri. È veramente un DEFR pieno di parole, solo parole.

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione e votazione degli emendamenti. Ne sono stati depositati tredici e non devono passare in Commissione. Sono stati presentati anche tre ordini del giorno.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo perché non ho avuto il tempo di poterlo dire nel corso del mio intervento, che ho consegnato.
Non ho presentato emendamenti al Documento di economia e finanza regionale, non li ho presentati, e questo l'ho condiviso anche con il capogruppo perché, essendo relatore, è evidente che io avevo anche una responsabilità per il gruppo.
E’ un documento che, come dicevo prima, andava riscritto completamente, totalmente, quindi gli emendamenti sarebbero stati decine, forse qualche centinaio, perché, ripeto, è un documento dove non c'è nulla, come tra l'altro risulta evidente anche dalla relazione del relatore di maggioranza, che ha dovuto parlare di altro.
Non perché non siano argomenti che interessano il DEFR, ma sono argomenti ai quali il DEFR dovrebbe dare una risposta e non essere utilizzati, invece, per giustificare. È stato un intervento che andava a giustificare il nulla che c'era, con l’onesta ammissione sulla sanità, sulla quale il Consigliere Ciccioli ha detto: "Non sono assolutamente soddisfatto".
Ma che sulla sanità non ci sia la soddisfazione del Consigliere Ciccioli…, ci mancherebbe altro, ma ce lo dice la Corte dei conti, ce lo dice addirittura il Collegio dei revisori. Guardate che la sanità, lo scrive la maggioranza, è i tre quarti del bilancio regionale, sono 3,5 miliardi. Allora, in sanità…, a parte che ad oggi non ho visto un investimento, Consigliere Marinangeli, gli unici investimenti in sanità sono quelli sul fermano che ha fatto il governo del centrosinistra e ci sono qui tre Consiglieri che all'epoca erano Assessori, tra cui il Vicepresidente. Lì ci stanno due ospedali, il resto è zero. Gli Ospedali di comunità, lo stesso, li stanno ristrutturando con le risorse che abbiamo destinato noi. Questo è un fatto. Di là le chiacchiere.
Sono i tre quarti del bilancio e non c'è nulla, non si scorge il minimo progetto, mentre si vedono bene le inefficienze in sanità. Non lo dice il Consigliere Cesetti o il gruppo PD, lo dice il Collegio dei revisori.
Lo ripeto ancora una volta: le risorse messe a disposizione dal Governo nazionale, 12 milioni di euro, sono state spese, Assessore Brandoni, per il 30%. Per quanto riguarda i ricoveri programmati, la percentuale è del 32% rispetto a quella nazionale che è del 52%, e così per quanto riguarda la situazione degli screening, che riguardano sia gli esami che le prestazioni. Addirittura è stato segnalato in quest’Aula che nella provincia di Fermo sono state rinviate sine die le visite oncologiche dei malati di cancro.
Questa è la situazione, e la sanità è tre quarti del bilancio. È quello che dice l'organo di revisione. L'organo di revisione è un organismo terzo.
Ovviamente sto parlando sugli emendamenti e dico che non li ho presentati perché andava riscritto tutto.
Sapete che dice l'organo dei revisori? È scritto qua a pagina 46, 48 del parere: "Le liste di attesa in sanità, vero banco di prova di questa amministrazione. Reiteratamente abbiamo segnalato dati non tollerabili che portano a pensare che la sanità marchigiana, tutt'altro che universale, sia per pochi privilegiati, facoltosi, raccomandati, fortunati".
È un atto di accusa implacabile perché è di un organismo terzo. È il Collegio dei revisori che dà il parere sul bilancio. Dice che la sanità in questa Regione non è universale, quindi viola la Costituzione, ed è solo per facoltosi, raccomandati e fortunati.
Credo che un governo regionale, sul quale il Collegio dice questo, si dovrebbe solo vergognare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Per mozione d'ordine, interveniamo 5 minuti in generale, poi successivamente per ogni emendamento?

PRESIDENTE. No, lei ha 5 minuti per tutti gli emendamenti, poi ogni volta può intervenire per dichiarazione di voto.

Romano CARANCINI. Chiedo scusa, Presidente, 5 minuti per 16 emendamenti, che non sono 150, ma sono 20, a me pare anche una mortificazione del Consigliere regionale.

PRESIDENTE. Consigliere, devo applicare il Regolamento il quale all'articolo 101 prevede che sugli emendamenti ci sono 5 minuti.

Romano CARANCINI. Nel regolamento c'è scritto 5 minuti per ogni emendamento. È un'interpretazione libera, perché se uno presenta 150 emendamenti, come è capitato, parlare solo 5 minuti è una compressione non democratica del diritto del Consigliere regionale. Poi lasciamo perdere, si può anche non presentarli, a me va bene, non mi importa, però oggettivamente non mi sembra...

PRESIDENTE. Il comma 2 e il comma 3 lo dicono chiaramente, che per più emendamenti si interviene 5 minuti. Dopodiché, ovviamente, come abbiamo fatto l'altra volta, se la Capigruppo avesse chiesto di modificare i tempi io avrei potuto modificarli, ma i tempi sono questi.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Parte del gruppo ha presentato alcuni emendamenti, a mia prima firma, che riguardano un po' il quadro generale, cercando di apportare qualche miglioramento o comunque qualche segnale importante sui temi principali. Certo che, da questo punto di vista, un DEFR, un Documento di economia e finanza come quello presentato, è davvero difficilmente emendabile alle origini.
C'è un emendamento originario sulla cultura, ci sono due emendamenti sul trasporto, c'è un emendamento che riguarda una correzione. Lo dico alla Consigliera Marcozzi, che diceva che nel passato c'erano stati dei copia e incolla: qui addirittura non vi siete accorti che il Piano socio-sanitario è stato approvato, lo avete scritto nei vostri atti e io, nell'emendamento che ho preparato, l'ho inserito.
C'è un emendamento di riconoscimento nei confronti delle Università, tutte, sul tema del sistema sanitario.
Ci sono degli emendamenti sulla capacità della Regione, lo dico in particolare all'Assessore Brandoni, di poter effettuare un controllo di gestione della spesa - non c'è l’Assessore Saltamartini - non so se lei è al corrente. Voi lo sapete che una parte dei cittadini marchigiani che sono esenti dal pagamento delle prestazioni, in questi ultimi mesi, sono costretti a pagare? Questo lo sapete? È di una gravità assoluta questo fatto. Malati oncologici, malati che hanno diritto all'esenzione, sono costretti a pagare nelle strutture convenzionate.
Capisco che per voi non c'è vergogna, ma credo che il sistema debba essere in grado di controllare questo aspetto. Non a caso ci sono degli emendamenti fatti non certamente per creare problemi, ma che vi consentirebbero, attraverso l’istituzione della semestrale delle Aziende, di poter controllare, in tempo reale, semestralmente in questo caso, la gestione delle spese.
Poi c'è un emendamento di carattere generale che riguarda in particolare la capacità di individuare in maniera chiara le grandi macroaree della sanità. Il decreto legislativo 502/92, sulla base del quale avete imperniato la riforma del vostro modello organizzativo, tantissime delle norme fanno riferimento a quel decreto legislativo, individua una serie di percentuali, seppure indicative, delle tre macroaree: quella della sanità distrettuale, quella della sanità ospedaliera e quella della sanità della prevenzione.
In questi 4 anni la Regione Marche non è riuscita evidentemente a dare una linea a questo. Lo diceva molto puntualmente il Consigliere Mastrovincenzo, in particolare per la sanità della prevenzione, che è uno degli elementi, peraltro, fondamentali rispetto all'attività amministrativa, perché la prevenzione consentirebbe un utilizzo efficiente della spesa. La spesa sulla prevenzione consentirebbe un utilizzo efficiente delle risorse e consentirebbe di risparmiare risorse che riguardano in particolare l'altra sanità, quella territoriale e quella ospedaliera.
Attraverso un emendamento si individua un impegno, ovviamente articolato in due esercizi, a raggiungere quelle percentuali che sarebbero in linea con le indicazioni programmatiche statali e naturalmente nel rispetto della gestione della spesa.
Questo è il quadro generale degli emendamenti, non potendo andare avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anche io ho fatto pochi emendamenti al DEFR che, però, secondo me, dal punto di vista politico, sono molto importanti.
Sono i primi tre relativi a delle modifiche a pagina 53, missione 9, programma 03, relativo ai rifiuti, e ho inserito tre modifiche: la prima per escludere qualunque forma di incenerimento; la seconda per ricordare che sono stati esclusi dagli interventi finanziabili attraverso il PNRR gli impianti di smaltimento TMB e anche gli inceneritori; la terza per incentivare la riduzione a monte dei rifiuti.
Tutto ciò rientra nell’economia circolare che, secondo noi, sarebbe molto importante che questa amministrazione regionale portasse avanti, piuttosto che strizzare l'occhio ad altre forme di smaltimento dei rifiuti, che è quello che sollecita Confindustria, che però erano state escluse proprio dall'Assessore all'Ambiente in quest'Aula su mia espressa richiesta. L'Assessore Aguzzi, oggi mi dispiace che non sia in Aula, ma ci sono i verbali a testimoniarlo, mi aveva detto che nelle Marche non c'era assoluto bisogno di pensare a un termovalorizzatore, più comunemente detto inceneritore, perché si capisce molto meglio il senso di quello di cui stiamo parlando.
Purtroppo, invece, dagli ultimi movimenti che ho visto fare, soprattutto in Commissione Ambiente, mi sembra che la direzione che si sta prendendo sia un'altra e quindi mi aspetto che nel Piano regionale dei rifiuti, purtroppo, compaia questa forma. Per cui ci tenevo e ci tengo moltissimo che nel DEFR sia scritto a lettere chiare che siamo contrari all'inceneritore e questo potrebbe essere una garanzia anche perché nell'altro atto non appaia. L’emendamento è stato sottoscritto dal Capogruppo del PD e lo ringrazio.
L'altra tematica che voglio affrontare riguarda un emendamento, che è stato sottoscritto anche dal Consigliere Rossi, dei Civici Marche. È un emendamento che presento per la quarta volta. Ricordo perfettamente che 4 anni fa, quando lo presentai, mi fu detto che l'elenco delle acque strategiche era già stato fatto, cosa che a me, ad oggi, non risulta, anche perché ho fatto solleciti a mezzo stampa, ma anche tanti accessi agli atti, e questa battaglia l'ho condivisa con il Consigliere Rossi, che si è speso non solo in Aula, ma anche pubblicamente affinché questa mappatura, questo elenco, venga fatto. Consigliere, purtroppo ancora non ci siamo riusciti e io ripropongo, con il suo aiuto, un'altra volta questo emendamento, che spero finalmente passi e, soprattutto, spero che questo elenco sia definito, perché è fondamentale ed importantissimo farlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Intervengo per illustrare un emendamento che noi riteniamo molto importante, viste anche le sollecitazioni che sono arrivate dall'Aula questa mattina, a livelli diversi e dalla presenza, per esempio, dei terremotati del 9 novembre che erano qui e che poi hanno incontrato anche il Presidente Acquaroli.
Va a precisare l'impegno che è inserito nel DEFR, nell'ambito del capitolo, forse quello che riteniamo più importante: le tematiche prioritarie dell'amministrazione.
La Giunta ritiene prioritario, e io penso che non potrebbe essere diversamente, continuare a sostenere le comunità locali duramente colpite dagli eventi naturali, dallo sciame sismico alle alluvioni. Benissimo, penso che sia scontato, tautologico. Solo che inserire due righe così ci sembra assolutamente generico, vedendo i fatti e vedendo le sollecitazioni che ci arrivano. Perché se poi andiamo a vedere la realtà dei fatti…, e penso ahimè ai miei territori, alla valle del Misa e del Nevola, rispetto, tra l'altro, alle numerose interrogazioni e atti che abbiamo presentato, che purtroppo ancora non abbiamo discusso in quest'Aula, e ai terremotati del 9 novembre.
In Parlamento - così lo rimettiamo in fila pensando alla filiera e a come funziona, perché qui c'è la filiera nazionale, c'è quella regionale e poi ci sarà anche un passaggio su quella comunale, che di poca rilevanza non è, almeno in alcune situazioni - gli emendamenti del Partito Democratico che chiedevano la copertura dei ristori al 100% sono stati bocciati, quindi ricordo le battaglie di XY, che sono finite nel tritacarne dell’antifiliera, che è presente. Ed i giornali di questi giorni ci parlano delle 400 famiglie completamente abbandonate, poi la colpa la scarichiamo ai livelli della filiera, ma intanto le famiglie sono abbandonate.
Dico pure che erano state abbandonate fin dall'inizio. Ricordo che feci una interrogazione immediatamente dopo per sollecitare la dichiarazione dello stato d'emergenza. Sembrava una cosa scontata, invece ci dissero che lo stato di emergenza non doveva essere fatto, tant'è che ci abbiamo messo talmente tanto tempo che addirittura pezzi del territorio sono rimasti fuori.
E la filiera istituzionale non funziona perché, per esempio, lo faccio parlando di casa mia, forse l'amministrazione comunale non sa nemmeno che noi abbiamo il Duomo, la Cattedrale di Senigallia, chiusa da allora, e nessuno se ne occupa perché non è il tassello quello che serve. Forse il Sindaco è poco capo cantiere, come mi ha definito, ma è talmente poco che nemmeno sa che il Duomo è chiuso dal 10 novembre 2022.
Noi torniamo su questo tema. Penso che il Presidente Acquaroli abbia visto la disperazione oggi del comitato che è qui e che non ha avuto nessun tipo di risposta, quindi, almeno l'impegno chiaro e serio che chiediamo è di garantire la copertura del 100% e vedervi impegnati in maniera strutturata, appellandovi veramente a quella filiera che deve essere almeno efficace nel consentire agli sfollati di Ancona di rientrare a casa e avere una copertura del CAS adeguata, capendo quale tipo di percorso debba essere messo in campo, perché oggi non sanno nemmeno quello. Spero che almeno su questo ci sia disponibilità.
Chiudo recuperando, poi interverrò in dichiarazione di voto. Sottoscrivo fortemente gli emendamenti presentati dalla Consigliera Ruggeri.

Emendamento 1 a firma del Consigliere Mangialardi. Ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Maurizio MANGIALARDI. Raccomando l'approvazione di questo emendamento, per le motivazioni che a più voci abbiamo risottolineato e che penso siano anche gli impegni del Presidente Acquaroli con i terremotati di Ancona.
Penso agli alluvionati della Valle del Misa, del Nevola e del Pesarese, che ad oggi si stanno arrabattando dietro ancora le schede ed i risarcimenti che non coprono, in questo momento, nemmeno il 30% delle spese che hanno sostenuto.
L'impegno è, ahimè, quasi di carattere politico e vi assicuro che la nostra parte l'abbiamo fatta tutti, l’ho ricordata sul piano istituzionale, per quanto non sia incisiva perché non la prendete nemmeno in considerazione.
Sono stati presentati ordini del giorno in tutti i Comuni, sono stati risollecitati con interrogazioni e mozioni all'interno del Consiglio, ricordo la mia, ricordo quella del Consigliere Mastrovincenzo e del nostro gruppo, sul tema del sisma e ricordo cosa abbiamo fatto per l'alluvione, che sembra un po' caduta nel dimenticatoio.
Quindi la nostra raccomandazione all'Aula, visto che non ha nemmeno un impegno gravoso sul piano della ricaduta economico-finanziaria, è di votare questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva).

Emendamento 2 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che riguarda la vicenda di Potenza Picena, in particolare di Villa Buonaccorsi.
La Regione Marche, dopo una serie di sollecitazioni e di impulso da parte, in particolare, dell'ex Onorevole XX, ma anche, direi, dell'intera comunità cittadina ed in particolare di un'associazione che si è occupata per anni di Villa Buonaccorsi, ha avuto l'attenzione da parte della Regione Marche e anche del Presidente Acquaroli, che naturalmente, abitando in quel Comune, ha raccolto questa iniziativa.
Dentro questa iniziativa, già nel 2022, Villa Buonaccorsi è stata considerata uno dei luoghi che avrebbero dovuto essere acquistati. Veniva, ovviamente, da una proprietà privata poi sottoposta a fallimento e, da questo punto di vista, nella previsione della scheda culturale si fa riferimento a Villa Buonaccorsi.
L'emendamento tende sostanzialmente a sottolineare due punti e quindi ad integrare quel passaggio. Il primo è far sì che vi sia una conclusione del principio del federalismo demaniale, cioè la compartecipazione rispetto a questo progetto anche, naturalmente, degli enti territoriali. Il secondo è quello della governance, che è un aspetto molto importante e che tende evidentemente a definire una governance che tenga conto del coinvolgimento dell'ente e quindi del Comune di Potenza Picena e della comunità locale.
È un contributo integrativo che io spero venga raccolto. Non c'è niente di polemico o critico nei confronti del contenuto, tende solamente a completare un impegno assunto, dichiarato, che peraltro fin qui è rimasto disatteso.
La comunità provinciale e la cittadina di Potenza Picena, su questo, purtroppo non è stata coinvolta come ci si era impegnati a fare e come è accaduto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Al volo solo per rispondere al Consigliere Carancini che giustamente ha fatto bene ad evidenziare questa questione, che non solo già è stata annunciata, ma c'è già un’interlocuzione tra i vari livelli per la governance. Quindi, ovviamente, questo emendamento, con rispetto, sarebbe già superato perché già si sta facendo. Ecco tutto, solo per chiarire e per essere precisi.

PRESIDENTE. Emendamento 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 3 a firma dei Consiglieri Ruggeri e Mangialardi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 4 a firma dei Consiglieri Ruggeri, Rossi. Lo pongo in votazione. Ripetiamo la votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Modifichiamo il voto del Consigliere Bilò, che è a favore.

Emendamento 5 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo è il primo dei due emendamenti che anticipavo e che riguarda il settore del trasporto. Il settore del trasporto pubblico su gomma è una delle ferite più gravi e, direi, anche una delle mancanze più gravi che questa Giunta regionale purtroppo non ha saputo affrontare in questi 3 anni, in spregio anche, ovviamente, alla spendita della filiera.
Oggi la Regione Marche è l'ultima, desolata, tra le Regioni a ricevere le risorse per quanto riguarda il fondo nazionale relativo al trasporto. Per fare un esempio, in particolare, il corrispettivo chilometrico alla Regione Marche per l'extraurbano- tutto quel sistema di servizi che in particolare è a beneficio delle fasce più deboli della nostra comunità, perché è evidente che i soggetti che usufruiscono in prevalenza del trasporto pubblico sono le persone che hanno maggiore difficoltà - ammonta a 1,58 euro a chilometro, contro oltre 2 euro dell’Umbria.
Credo che occorrerebbe impallidire rispetto a questa vicenda, Assessore Brandoni, non avete mosso un braccio, non avete fatto nulla. È una mortificazione. Noi siamo dietro l'Umbria, ma siamo dietro al Molise. Il rapporto al chilometro è veramente una cosa inaccettabile. Certo, ci sono quelli che dicono: “Ma voi eravate uguali”, io non lo so, mi pare che sia stato già detto in una certa maniera, anche riconosciuto questo limite. Ma voi non eravate stati eletti per poter migliorare le situazioni e, in particolare, quelle situazioni sulle quali potete inserirvi?
Tenete conto che il fondo nazionale sul trasporto è definito in particolare da un accordo Stato-Regioni e oggi le Regioni in Italia sono in prevalenza di centrodestra, allora, è evidente che manca la volontà politica di affrontare questo tema, manca soprattutto la sensibilità nei confronti dei tanti soggetti e delle imprese di trasporto che oggi boccheggiano e che rischiano di non riuscire più a offrire il servizio necessario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l'Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Faccio presente al Consigliere Carancini che noi siamo al 2,17%, siamo il fanalino di coda nel riparto dei fondi del trasporto pubblico locale. Lo siamo, Consigliere Carancini, dal 2013. Dal 2013 al 2020 non mi sembra che in Regione abbia governato il centrodestra. Noi governiamo dal 2020.
Cosa c'è stato in questi anni? C'è stato il Covid e il caro carburanti. In una Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in un riparto del caro carburanti, il sottoscritto, come Assessore ai trasporti della Regione Marche, non ha dato l'intesa. Quando non si dà l'intesa si blocca il fondo nella sua totalità e quella volta, dal 2,17%, ci hanno dato il 3%. Erano 75 milioni, poca cosa, ma per le Marche qualche centinaio di migliaia di euro sono importanti.
Siamo arrivati ultimamente alla discussione nella Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta dal Presidente, al riparto del fondo 2024. Lo sapete quali Regioni non hanno dato l'intesa? Nella penultima Conferenza le Marche e la Puglia. Nell'ultima Conferenza siamo rimasti soli.
Cosa vuole dire rimanere da soli? Il fondo nazionale trasporti, che ammonta a circa 5 miliardi, viene trasferito alle Regioni: l'80% a inizio anno e il 20% a fine anno. Se una Regione non dà l'intesa, si bloccano i fondi di tutte le altre Regioni.
Ecco perché è stata convocata una Conferenza delle Regioni straordinaria, sulla quale il Presidente, chiaramente dietro nostra sollecitazione, perché noi avremmo continuato a non dare l'intesa e quindi avremmo bloccato le risorse di tutte le aziende consortili e pubbliche d'Italia, ha fatto inserire nel verbale di quel giorno che sarebbe stata rivista entro il primo quadrimestre del 2024 la situazione del riparto dei fondi per l'anno 2024.
Riuscirà la Regione Marche a venir fuori dalle paludi dell'ultimo posto? Chi vivrà vedrà.
Non è una nostra responsabilità, noi ci siamo...

PRESIDENTE. Emendamento 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 6 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Ovviamente un DEFR come questo, senza impegni, senza tempificazioni e senza risorse, credo abbia bisogno di un qualche intervento.
In questo emendamento, Assessore Brandoni, continuando il dialogo, si indicano le potenziali azioni che voi potreste mettere in campo: l'incremento delle risorse nazionali, ce l'ha già detto, lei non ha nessuna colpa e sta cercando eventualmente di tenere ferma questa linea. Peraltro, va detto che nel 2024 ci sono 300 milioni rispetto alla previsione della norma del 2021.
La seconda linea di azione è l'incremento delle risorse regionali. Assessore, quando lei si toglie la responsabilità, nonostante siano trascorsi 3 anni, di non essere riuscito, nella filiera istituzionale, a recepire 1 euro, lei viene smentito dal punto di vista delle scelte regionali. Lei lo sa che la Regione Marche integra con il proprio bilancio per soli 8 milioni? La Regione Umbria l'integra con risorse proprie per 19 milioni, la Liguria, che è più o meno come noi, l’integra con 55 milioni, la Regione Molise con 17 milioni, la Basilicata con 22 milioni. Lei è smentito, cioè non si può… In questo caso, perché lei è l'Assessore al bilancio, avrebbe potuto inserire nel bilancio regionale le risorse necessarie. Noi, in un emendamento, questo lo proveremo. Tentare di scappare, svicolare, rispetto al tema del trasporto, facendone una bandiera di appartenenza, quindi è tutta colpa di quelli che c'erano prima e non la nostra, non tiene. Non tiene perché lei è smentito da quello che voi mettete in bilancio per quanto riguarda le risorse regionali. Ecco perché dico che l'emendamento tenta di dare un'indicazione sulle azioni necessarie.
La terza linea riguarda l'adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico. Il trasporto pubblico è fermo, le tariffe sono ferme al 2015.
Senza considerare la quarta linea di azione, che è quella del riequilibrio fra i sistemi. Ma lei è al corrente che sul trasporto urbano c’è un euro al chilometro di differenza fra Ancona, Macerata, Urbino e gli altri capoluoghi di provincia? È uno scandalo, Assessore! Questo vuol dire maggiori risorse, ma gli stipendi e i chilometri sono gli stessi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Lei ha visto quello che abbiamo messo a bilancio, Consigliere, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale. Le ricordo che, nell'anno in corso, nel 2023, noi abbiamo distribuito circa 1,8 milioni, ma abbiamo, con l'assestamento, inserito e stanziato 4 milioni più 1.386.000 euro. Parliamo di 5.386.000 euro destinati al trasporto pubblico locale e le cinque aziende di trasporto pubblico, alla fine del mese, avranno i mandati, perché abbiamo chiesto anche una dichiarazione liberatoria su questo.
I soldi non sono stati distribuiti in base alla percentuale delle province, ma in funzione delle rendicontazioni che hanno fatto le cinque aziende di trasporto, perché ATMA, Consigliere Carancini, ad Ancona viaggia esclusivamente a metano e, nel periodo del caro carburanti, il metano è aumentato del 400% rispetto al 25% che è aumentato il gasolio.
Lei dice: non c’entra niente. No, c’entra...

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Assessore Brandoni, lei non si può rivolgere al Consigliere Carancini, si rivolga all’Aula.

Goffredo BRANDONI. Voglio dire, ATMA Urbano Ancona è tutto a metano, invece a Macerata forse non è tutto a metano, ecco perché...

(intervento fuori microfono)

Goffredo BRANDONI. Non è così, Consigliere, glielo dimostro... e allora c'è una preclusione nei confronti di Macerata.
Io ho avuto queste lamentele da parte della Provincia di Macerata riguardo a questo argomento. Adesso mi ha fatto dimenticare l'altra cosa che volevo dire...
E niente, alla fine del mese noi abbiamo fatto già i mandati. La Provincia di Macerata ancora non ci ha mandato una dichiarazione di liberatoria, ma siccome la Provincia di Macerata deve prendere 21.000 euro, non è una cifra che cambierà le sorti del bilancio dell'azienda pubblica di Macerata, ma aveva avuto di più e a gennaio prenderà di più.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Solo per dire che seguo l'andamento, ovviamente, di questi emendamenti che sono stati presentati dal Partito Democratico e rifletto. Spesso sono cose assolutamente ovvie: che ci sia un aumento da parte dello Stato delle sovvenzioni sui costi del trasporto pubblico locale. Tra l'altro abbiamo anche approvato, sulle acque, l'elenco delle riserve strategiche. Sono tutte cose abbastanza ovvie e qui siamo veramente alla fiera dell'ovvio.
Lo vedo anche negli ordini del giorno, ci si fa memoria di quello che dobbiamo tenere presente. È ovvio che lo teniamo presente sugli ordini del giorno, sui tagli che cerchiamo di… Un altro mi aveva colpito molto: sostenere gli enti gestori e le strutture residenziali extraospedaliere.
Noi dobbiamo tenere presente che la pubblica amministrazione, questa Giunta, non è smemorata. Mi viene in mente il libro Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, che è un libro interessantissimo, un libro della nostra gioventù, e Cacasenno ripete sempre le cose ovvie.
Secondo me perdiamo un po' di tempo. È chiaro che sono tutte cose da tenere in testa e da valutare, ma questo deve farlo la pubblica amministrazione, maggioranza e opposizione, tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Siccome è stato citato l'emendamento che è stato approvato, quello delle acque strategiche, come un emendamento superfluo, io ci tengo a dire al Consigliere Ciccioli che è talmente superfluo che me l'avete sempre bocciato fino ad oggi e, in più, questo elenco non è stato fatto.
Quindi mi fa piacere, a prescindere dal fatto che sia superfluo o meno secondo voi, per me invece è molto importante, che sia stato inserito nel DEFR, perché converrà anche il Consigliere Rossi che è ora di fare questo elenco, insomma.
E poi terrete conto di tutti i nostri emendamenti. Io adesso confido che sia così anche per quello contro l'inceneritore, ma sinceramente ne dubito assai. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 7 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo è l'emendamento che riguarda sostanzialmente l'errore contenuto nel DEFR, il quale riporta che il Piano socio-sanitario non è stato approvato.
Capisco la senilità delle persone, insomma, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, diceva il Consigliere Ciccioli…, già ce lo aveva raccontato. In realtà lui purtroppo non era presente, perché lui ha giustificato solamente nel corso del suo intervento da relatore di maggioranza.
Ma anche sul trasporto, caro Consigliere Ciccioli, tradite. Certo che lo ripetiamo, perché siete dei traditori su questo, traditori politici, perché non mettete in condizioni le società del trasporto di avere la giusta remunerazione.
All’Assessore Brandoni voglio ricordare che Macerata, oramai da 8 anni, viaggia a metano con tutti i suoi autotrasporti, però, nonostante viaggi a metano, che, come ha detto lei, è aumentato del 400%, continua a prendere 1,56 euro a chilometro rispetto ai 2,38 di Ancona. Me lo sa spiegare per quale ragione oppure no? È in grado di spiegare perché gli autotrasporti urbani in questa Regione hanno questa differenza e questa disuguaglianza?
Ci sono dei salotti all'interno dei mezzi di Ancona piuttosto che in quelli di Urbino, di Ascoli Piceno, di Fermo, o si offrono colazioni? Ce lo spiega?
In 3 anni siete stati in grado... capito, Consigliere Ciccioli? Tradimento politico, Consigliere Ciccioli, la ripetizione è naturale perché si è candidato...

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Consigliere Ciccioli, per cortesia. Prego. Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI Lascio perdere, Presidente, perché questo ovviamente non è il modo. Varrà la stessa regola quando parlerà il Consigliere Ciccioli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Mi permetta di dirle, Consigliere Carancini, una volta ogni tanto, che la nostra amicizia è datata. Siccome è una questione tecnica che non ritengo interessi l'Aula, la invito una mattina a venire con me, con la struttura le dimostriamo che tutto quello che dice forse è sbagliato.
Se vuol perdere una mattina, un paio d'ore con me e con la struttura regionale, che ha fatto i conti e sa qual è la situazione di chi viaggia a metano, di chi viaggia a gasolio e dei pochissimi che viaggiano a benzina, le dimostro che quello che dice non è vero.
Poi, se dalla riunione viene fuori che ha ragione lei, la prossima volta che parliamo del TPL dirò: "Cari Consiglieri, il Consigliere Carancini aveva ragione". Ma gradirei che, se fosse il contrario, lo dicesse lei.

PRESIDENTE. Emendamento 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 8 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo riguarda le Università e il fatto che in questa regione, rispetto al sistema sanitario, non sono tutte considerate allo stesso modo e quindi, attraverso questo emendamento, si tenta di introdurre la possibilità che sia l'Università di Urbino che l'Università di Camerino, in particolare queste due Università, oltre a quella di Macerata per quanto riguarda l'aspetto più sociale, possano essere considerate interlocutori istituzionali importanti.
Mi piace ricordare, da questo punto di vista, che accanto alla Politecnica delle Marche, che avvia i percorsi in medicina e chirurgia, ci sono percorsi paralleli nelle altre Università di scienza e tecnologia, bioscienze, medicina veterinaria, farmacia ospedaliera, scienza del farmaco e prodotti della salute. Cioè, sono tutte facoltà funzionali che possono entrare all'interno dell'organizzazione sanitaria che, fino ad oggi, sono state completamente bypassate. In questo senso, per esempio, le Università di Camerino e di Urbino potrebbero svolgere un ruolo fondamentale. Cito solo il sistema del farmaco e la ricerca. Su questo la Regione Marche, in questi anni, non ha prodotto alcun risultato, salvo affermare, ancora lo ricordo, che avrebbe fatto produrre il vaccino, e sappiamo tutti come andò a finire.
Questa è, ovviamente, un'indicazione che andrebbe inserita all'interno del DEFR per provare a dare, seppur nel quarto bilancio di previsione, una linea abbastanza chiara, senza ovviamente dimenticare le altre Università, oltre quella di Ancona.

PRESIDENTE. Emendamento 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 9 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Anche questo, come i successivi due, è un contributo fattivo rispetto al DEFR, allo spirito del DEFR, che naturalmente potrebbe essere accolto e soprattutto avere un atto di indirizzo rispetto al tema della sanità.
La sanità, come i Consiglieri di maggioranza sanno, e credo anche l'Assessore alla Sanità, assente stamattina, soffre di una serie di problematiche relative al bilancio. Ho appena accennato alla vergogna di dover costringere persone anziane… Consigliere Ciccioli, lei che si occupa di sanità, le sembra normale che oggi le persone anziane esenti, nel caso di erogazione delle prestazioni, siano costrette a pagare nelle strutture a causa del completamento del budget? Penso di sì o è una domanda retorica?
Purtroppo questo sta avvenendo, con ovviamente la protesta di tantissime persone che sono costrette a tirar fuori risorse per poter fare un esame, una visita o addirittura un prelievo di sangue.
Ecco, questi emendamenti tendono sostanzialmente a introdurre, nell'ambito dell'organizzazione del sistema di controllo di gestione, la cosiddetta relazione contabile o, se vogliamo, il bilancio infrannuale. Sostanzialmente è una fotografia, è una sorta di check-up a metà dell'esercizio finanziario; è un'azione evidentemente di carattere amministrativo, tecnicamente riconosciuta addirittura dal Codice Civile rispetto ad alcuni tipi di aziende che certamente potrebbero essere assimilabili a quelle sanitarie.
Sostanzialmente, nella relazione al bilancio, nella relazione infrannuale, ci si informa circa l'evoluzione e la prospettiva in vista del bilancio definitivo e, in particolare, si segnalano eventuali potenziali scostamenti dall'equilibrio di bilancio, secondo le direttive della Giunta regionale.
La Giunta regionale, all'inizio, dà degli indirizzi; avere da parte dei direttori generali e dei direttori amministrativi una fotografia e un'indicazione esatta dello stato dell'arte è fondamentale per evitare e scongiurare questi fatti così gravi.

PRESIDENTE. Emendamento 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 10 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Abbiamo visto una discussione in Consiglio regionale sul DEFR: nulla. Cioè, i Consiglieri di maggioranza sono disinteressati.
Leggevo poco fa una citazione di Calamandrei su questo comportamento: “Queste forme di sprezzante rifiuto con le quali la maggioranza ostenta di non degnarsi neppure di discutere gli argomenti dell’opposizione mi sembrano, per la sorte del sistema parlamentare, più pericolose delle reazioni violente; è una specie di ostruzionismo a rovescio con cui la maggioranza, mirando a screditare l'opposizione, viene in realtà a tradire la ragion d'essere del Parlamento, nel quale il voto dovrebbe essere in ogni caso la conclusione di una discussione e non il mezzo brutale per soffocarla”.
Questo è il senso dell'atteggiamento della maggioranza, di una Giunta inesistente, di un Presidente regionale che non è in Aula ad ascoltare e delle mancate risposte del Consigliere Ciccioli, in assenza dell'Assessore alla Sanità, il quale cita Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, ma non dà risposte agli anziani che sono costretti a pagare prestazioni esenti, ai malati oncologici, sostanzialmente se ne frega.
Voi potreste vincere per altri 10 anni, ma restate dei traditori politici nei confronti dei cittadini, ecco qua. Abbiamo sollecitato il Consigliere Ciccioli sul tradimento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. La parola traditore è globale, il traditore è globale, non è solo politico. Il traditore è uno che tradisce e quindi rompe il patto di stima e di fiducia con l'altro. Detto questo, ovviamente la prendo come una cosa ininfluente.
Quando uno dice che bisogna monitorare, io sono assolutamente d'accordo. Anzi, io sono uno di quelli che spesso va a controllare, faccio forse un po' più del dovuto, perché il controllo dovrebbe essere istituzionale; il controllo personale, insomma, è un po' più discutibile.
Detto questo, noi stiamo seguendo queste questioni con un impegno incredibile e, come traditore, parlo a titolo personale, potevo essere oggetto di denuncia per stalking nei confronti del Dirigente Sanità e integrazione sociosanitaria, della Dirigente del dipartimento per la programmazione integrata, l'Unione Europea e le risorse finanziarie, umane e strumentali e del direttore del Dipartimento Salute, per la pesantezza delle mie pressioni per arrivare alla delibera, perlomeno di recupero delle annualità ISTAT dal 2014, per gli enti erogatori che, ovviamente, strozzati dalla spesa, devono aumentare le rette o devono far pagare dei servizi alle persone che sono ospiti delle case di riposo e delle altre strutture sociosanitarie.
Ho premuto al massimo e di questo si è fatto anche garante il Presidente della Giunta Acquaroli. L’Assessore Brandoni, poveretto, è un altro che secondo me poteva fare una denuncia ai Carabinieri contro di me, perché ogni giorno, ogni giorno...
Abbiamo ben presente quali sono queste esigenze. Dobbiamo fare i conti con le risorse, tant'è che per riuscire ad arrivare a questa delibera, che dà quasi 8 milioni alle case di riposo, è stato raschiato il barile per riuscire a trovare i fondi.
Quindi non c’è un atteggiamento di disinteresse, un far finta di niente, tutt'altro. Io sono angosciato, per esempio, dal fatto che tutt'oggi non diamo i soldi, anche se è una piccola quota rispetto al numero massiccio delle case di riposo, al settore della disabilità e della salute mentale, che rappresenta una quantità economica modesta rispetto a quella complessiva delle case di riposo. Sarà 1 milione e più di euro rispetto agli 8 milioni che invece abbiamo dato alle case di riposo, perché non ci sono ancora i fondi, ma saranno assolutamente trovati.

PRESIDENTE. Emendamento 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 11 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intanto ringrazio il Consigliere Ciccioli, sinceramente, senza ipocrisia, perché prova a dialogare.
Allora, dentro questo livello di dialogo, siccome comprendo che cosa vuol dire, perché chi ha fatto l'amministratore comprende bene che cosa vuol dire, faccio un passo in avanti e lo precipito rispetto alla vicenda, ripeto, secondo me scandalosa, di persone che sono esenti, malati oncologici, che negli ultimi mesi del 2023 sono costretti a pagare la prescrizione.
Il passo ulteriore, Consigliere Ciccioli, è quello di capire il perché. La prima risposta, che non dà il Consigliere Carancini, è il fatto che non c'è un controllo gestionale della spesa. Cioè, se le risorse sono 10 e si programma per i 12 mesi, è evidente che quelle risorse 10 debbono bastare per i 12 mesi. Questo è un dato di fatto e, se per caso quelle risorse non bastano, è evidente che quelle risorse debbono andare alle persone che hanno diritto a quello.
Allora, seguendo il suo discorso e, in una qualche maniera, accettandolo, le dico, ed è l'oggetto dell'emendamento: “Ma scusate, mettete in campo, rispetto ai direttori generali, uno strumento di controllo di gestione semestrale che non vi costringa, a fine anno, a farci fare questa figura di merda”. Questa è la realtà. Perché i soggetti che sono costretti a pagare, quando ti incontrano, parlano a tutti i Consiglieri regionali, non solo a quelli della maggioranza, quindi le figuracce le facciamo pure noi.
Il contributo qual è? Ma perché non mettete in campo uno strumento di controllo infrannuale che vi fa dire ai direttori generali: siamo in grado di mantenere quel budget? Non siamo in grado di mantenerlo? E, se non siamo in grado di mantenerlo, occorre metterci mano.
Questo è il dialogo necessario fra maggioranza e opposizione. Non c'è nessun atto ostruzionistico, c'è in realtà un contributo che, in questo caso, non è critico, ma serve a far sì che le ragioni del Consigliere Ciccioli…, che dice che le risorse sono quelle, quindi a noi dei malati oncologici non ce ne importa niente, perché è evidente che, se ci fosse un'azione positiva, quel rischio non si correrebbe. Questo è il senso dell'emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 12 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Questo documento di economia e finanza regionale dovrebbe segnare le strategie, ma in assenza, in questi 3 anni, di alcuna indicazione puntuale circa gli obiettivi specifici, le risorse e i tempi… Tornando al ragionamento quasi autistico che in quest'Aula si sta facendo, ma raccogliendo il contributo del Consigliere Ciccioli, è evidente che, a risorse contingentate, tutti gli obiettivi che noi vorremmo raggiungere non li possiamo raggiungere. Quindi gli obiettivi debbono essere selezionati anche in relazione alle risorse, soprattutto va data un'indicazione sui tempi.
Ecco, questo emendamento fa riferimento alla necessità di introdurre all'interno del DEFR e della scheda relativa alla sanità, alla missione 13, l'indicazione preventiva rispetto alle percentuali della spesa del Fondo Sanitario Nazionale indistinto, della prevenzione sanitaria, della sanità territoriale e di quella ospedaliera.
Secondo le indicazioni più significative, occorrerebbe investire almeno il 5% nella prevenzione sanitaria, il 51% in quella territoriale, il 44% nella sanità ospedaliera.
Ad oggi, Assessore Brandoni, che certamente è coinvolto perché è l'Assessore al Bilancio, dovrebbe sapere, per esempio, i dati su questo, così come i dati a cui ha fatto riferimento sul trasporto. Non è che io debba venire, io ci vengo, ma lei come Assessore al Bilancio dovrebbe dirci esattamente i numeri del costo a chilometro del trasporto urbano. Non mi deve invitare sull'autobus, lei deve snocciolare i numeri e smentirmi, questa è la realtà. Ma siccome non può smentirmi sui numeri, perché i dati che indico sono ufficiali …, non per fare un giro sull'autobus.
Da questo punto di vista, Consigliere Ciccioli e Assessore Brandoni, sarebbe interessante capire a che livello sta, per esempio, l'investimento sulla sanità della prevenzione, cioè quanto la Regione Marche destina alla prevenzione. Se non lo sa, glielo dico io: il 2,8%.
Sarebbe interessante se lei dicesse gli altri numeri, così ci facciamo un'idea.
In realtà, questo contributo, non polemico, serve proprio a dare un indirizzo, serve a trasmettere una volontà politica, in particolare sulla sanità della prevenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Io rimango sempre nello stesso filone. A me il 5% alla prevenzione sanitaria, il 51% alla sanità distrettuale... Qui c'è da capire se quel 51% e quel 44% alla sanità ospedaliera siano realistici o meno,. Sono tutte cose che, come prospettiva, mi piacciono. Anzi, per dirla alla Cetto La Qualunque, non il 5% alla prevenzione sanitaria, 10; non il 51% alla sanità distrettuale, 61. Però Cetto La Qualunque diceva: più per tutti. Ma più per tutti come?
Ho fatto in Commissione Sanità un ragionamento serio, cioè: la sanità possiamo gestirla in maniera flessibile solo sulle marginalità perché praticamente è tutto già speso. Però c’è, nei concetti di spesa, nei rendiconti, eccetera, sempre un certo scollamento, perché avvengono, ovviamente, degli scostamenti. Il bilancio si chiama preventivo perché sono delle previsioni che poi normalmente si discostano.
Allora, noi dobbiamo lavorare in termini il più coerenti possibili e il più rapidamente possibile su quegli scostamenti che avvengono: una spesa non fatta, dei dipendenti che sono cessati in maniera imprevedibile perché hanno vinto altri concorsi e si sono dimessi. Occorre lavorare su quelle marginalità, che rappresentano una piccola percentuale, per cercare di sanare, ovviamente, le difficoltà che ci sono oggettivamente su tutto: sull'ospedaliera, sulla farmaceutica, sulla distrettuale, sulla prevenzione sanitaria, sul piano assunzioni, dove siamo sempre sotto.
I bisogni delle persone sono infiniti- teoricamente, ognuno vorrebbe il meglio di tutto - invece abbiamo capacità finite e spesso non solo finite, ma al di sotto dei livelli essenziali di assistenza.
Non sempre lo Stato garantisce i livelli essenziali di assistenza. Lo Stato italiano? Leggevo pochi giorni fa un rapporto sulla sanità in Spagna, che non è una cattiva sanità, in cui si dice che è insufficiente il trattamento delle cure oncologiche, che sono insufficienti i tempi di attesa delle strutture chirurgiche, che non riescono a comprare dall'estero tutti i farmaci che servono. Quindi il problema è ubiquitario: negli Stati Uniti, dove la sanità è tutta privatizzata con le assicurazioni, in Germania, dove c'è un'abbondanza rispetto a noi, ovviamente di bilancio; e nel resto del mondo.

PRESIDENTE. Emendamento 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 13 a firma dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Intanto ringrazio del contributo sugli emendamenti. Provo a introdurre un altro tema, che è quello denunciato più volte dai lavoratori della sanità privata accreditata. Il personale che svolge le stesse mansioni del personale che opera nel settore pubblico è parte integrante di strutture sanitarie private accreditate, ma da questo punto di vista non si vede riconoscere alcuna dignità di equivalenza, con ripercussioni drammatiche sul tema dello stipendio, del salario, del corrispettivo per le prestazioni.
Con questo emendamento si tenta di proporre alla Regione Marche di mettere in campo, nel 2024, due azioni, due comportamenti, che possono, in una qualche maniera, avviare un percorso di attenzione verso questo personale.
Il primo impegno è l'effettuazione di una ricognizione generale dei contratti nazionali di lavoro applicati alle strutture private accreditate. È un primo elemento di conoscenza e di comprensione dello stato, ovviamente tenendo conto anche della rappresentatività sindacale.
Il secondo elemento, invece, riguarda un impegno che si propone al Governo regionale di formalizzare, entro il 31 dicembre 2024, un protocollo d'intesa tra la Regione Marche e le associazioni di categoria dei dipendenti della sanità privata accreditata, per la regolamentazione dei rapporti finalizzati alla fornitura di prestazioni del servizio sanitario, ovviamente ivi compresa, in particolare, l'equiparazione del trattamento salariale, con la previsione dell'utilizzo del contratto nazionale ARIS AIOP Sanità Privata quale requisito per l'accreditamento delle strutture.
Perché si è citato questo passaggio? Perché c'è stata l'introduzione, all'articolo 8-quinquies del Decreto legislativo 502 del 1992, di una norma, il comma 1 bis, che viene citata nel DEFR.

PRESIDENTE. Emendamento 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione dell'atto, ci sono tre ordini del giorno: due a firma dei Consiglieri Mangialardi e Ruggeri e il terzo ordine è a firma dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Ruggeri, Bora, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo.
I tre ordini del giorno non sono abbinabili perché riguardano questioni differenti, quindi verranno votati in maniera separata. La discussione è separata, ovviamente sta ai Consiglieri: se vogliono farla unica la fanno unica, sennò la fanno separata.
Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Mangialardi e Ruggeri. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Questa è, come tutto il resto, lo dico per il Consigliere Ciccioli, una proposta che non nasce dal nulla. Noi non facciamo atti che nascono dal nulla, hanno dei percorsi coerenti, che riprendono anche gli impegni vostri, non solo i nostri, quelli che sono di carattere programmatico e poi ci ritorneremo, rispetto ai quali vi siete presentati ai cittadini marchigiani ottenendo un risultato vincente, quindi dovete rispettare quel tipo di impegno, oppure sono atti d'Aula.
Vedete, rispetto al sostegno del settore dell'edilizia, questo gruppo e il gruppo rappresentato dalla Consigliera Ruggeri sono stati molto coerenti perché, quando parlate del settore dell'edilizia oggi, superata la difficoltà della crisi iniziale e gli incipit importanti che sono stati dati dallo strumento che i vari governi hanno messo in campo, come quello del 110%..., ci sembra uno strumento ineludibile, almeno per chi ha avuto l'accesso e l'ha attivato.
Lo dico per me, ma lo ricordo a tutti, perché in questa disinformazione di massa che sta strisciando ad ogni livello, il 110%, che oggi è etichettato dal Primo Ministro come un sistema fatto solo di truffe, di macchinazioni e che sarebbe costato all’intera comunità 140 miliardi, che dentro quelle risorse ci sono almeno 20 miliardi che provengono dal PNRR, cosa che non si dice e di cui non parla nessuno.
Guardo e mi riferisco adesso alla capogruppo di Forza Italia, che forse ha studiato un po' più gli atti rispetto agli altri e si accorge che, lasciando perdere tutta la valutazione di tipo economico, ha determinato la ripresa, la crescita, gli investimenti, l'occupazione, le risposte, il consumo zero di territorio, la rigenerazione urbana. tanto cara alla Consigliera Casini, perché se ricostruiamo bene e meglio forse è un bel segnale.
Ma oggi c'è un elemento contingente rispetto al quale, tra 10 giorni, avremo solo nelle Marche qualche migliaia di famiglie in mezzo a una strada, perché non potranno concludere i lavori che hanno avviato e, lo dico anche a chi ha dubbi rispetto alla norma, lì sì c'è l'ulteriore tradimento dello Stato, Consigliere Carancini, perché ha consentito di avviare un percorso e poi, per mille ragioni, anche propagandistiche ….
Penso al Ministro dell’economia e delle finanze, che era e sosteneva il Governo Draghi, che improvvisamente si è accorto che quel tema è diventato un elemento da non prendere in considerazione.
Noi vi diciamo di votare questo ordine del giorno per impegnare e impegnarvi a risolvere le difficoltà di 11.489, solo nelle Marche, case che hanno avuto la possibilità di accedere al beneficio e che rimarranno in mezzo a una strada.
Forse questo è il sostegno vero che si può fare all'economia e il sostegno vero che possiamo fare al settore dell'edilizia.
Spero poi che avremo modo per quanto riguarda le due nostre proposte di legge, Consigliera Ruggeri, di portarle in Aula e votarle, come hanno fatto altre Regioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Anche qui, brevissimo. Francamente, l’impostazione che nei prossimi bilanci si possa riuscire a recuperare qualcosa è nelle nostre corde, però in questo momento il quadro economico è questo.
Poi cercare nelle variazioni di bilancio di mettere qualcosa… L’abbiamo fatto, per esempio, nella cultura, nell'assestamento di bilancio votato il 24 ottobre 2023, abbiamo dato alla cultura una serie di soldi in più per finanziare i bandi e le iniziative rimaste fuori.
Lo faremo durante l'anno sicuramente, cercando di…, non voglio dire rincorrere perché poi la parola giusta è rincorrere, di buttare il cappello dove non siamo arrivati, ma è nell'ordine di questa amministrazione, nel pensiero dell'Assessore Brandoni e, ovviamente, del Presidente Acquaroli, riuscire a dare ulteriori fondi per le buone politiche, tra cui quelle del diritto allo studio, in questo caso.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Mi riferisco al Consigliere Ciccioli perché ho visto che pensa che con questo emendamento si chiedano delle risorse. In realtà, questo emendamento è finalizzato a tutelare i cosiddetti esodati del 110, a sbloccare anche i crediti incagliati, e questo non deve necessariamente pesare sul bilancio della Regione, perché basta autorizzare la cessione del credito di alcuni soggetti.
Ora, ci sono delle norme, delle proposte di legge, che sono state presentate finalizzate a questo scopo e che, se noi avessimo avuto la possibilità di discuterle prima del 31 dicembre, avrebbero, Consigliere Ciccioli, aiutato i famosi esodati.
Chi sono i cosiddetti esodati del 110? Sono quelli che ha ben definito il nostro capogruppo, persone che hanno avuto accesso al Superbonus 110% e le cui imprese, però, a un certo punto non hanno avuto più capienza e sono rimaste senza la possibilità di cedere i crediti.
Allora, la cessione dei crediti non poteva essere autorizzata fino ad un certo punto, ma altre Regioni, come per esempio, se non sbaglio, la Basilicata, hanno adottato e approvato una legge che consente a determinati soggetti di acquisire i crediti dei cittadini che sono rimasti, invece, con i crediti incagliati.
Ora, se fosse possibile approvare questo ordine del giorno, noi potremmo prendere queste norme, queste proposte normative, che sono ferme, penso, in I Commissione, se non sbaglio, e magari guardarle per vedere se anche nella Regione Marche ci sono soggetti, penso alle partecipate, che possono acquisire questi crediti che sono rimasti nei cassetti fiscali delle imprese e che impediscono ai cittadini di poter ultimare i lavori.
Perché se noi non avessimo, oltre al terremoto, oltre all'alluvione, oltre alla neve, oltre al secondo terremoto, anche gli esodati del 110, che non hanno la possibilità di rientrare nelle case perché le imprese hanno abbandonato il cantiere, ma non per loro volontà, bensì perché non si possono permettere di continuare i lavori… questo è un problema ulteriore rispetto agli altri, ma è nella nostra possibilità politica risolvere.
Questo è un invito a tutti, non è un carico sul bilancio. Prima si parlava di carichi sul bilancio. Questo è un ordine del giorno che dice: facciamo un focus e guardiamo che succede rispetto a questi soggetti, che sono cittadini delle Marche e che sono penalizzati da un atteggiamento schizofrenico.
Ora, che il Superbonus 110% sia diventato il capro espiatorio di tutti i mali mi pare esagerato, anche perché non è vero. Gli obiettivi erano importanti; probabilmente si poteva rivedere, si poteva aggiustare il tiro. Quando abbiamo approvato l'ultima volta la legge urbanistica, molti dei vostri interventi sono stati proprio così: va bene, non è forse perfetta, ma nel corso del tempo magari aggiusteremo il tiro.
La stessa cosa si poteva fare col Superbonus 110%, ma evidentemente dal Governo è stato destinato ad essere il capro espiatorio e per ogni cosa o è colpa della guerra, o è colpa del 110, o è colpa della coda del terremoto.
Quindi il Superbonus 110% è stato destinato ad essere il capro espiatorio e non si è andati a vedere cosa, invece, di buono ha prodotto. E ha prodotto tanto, e il settore dell'edilizia lo sa.
Ha prodotto anche queste anomalie che io credo un buon governo dovrebbe tentare di risolvere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Naturalmente voterò a favore di quest'ordine del giorno, però vorrei anche sottolineare che, a differenza dell'altro ordine del giorno, il numero 2, che ho anche sottoscritto e ringrazio il capogruppo del PD per avermelo reso possibile, non prevede un impegno di spesa e nessun aumento del contributo regionale, se non sostenere il settore dell'edilizia implementando politiche specifiche per contrastare gli effetti negativi paventati dalle associazioni di categoria. Questo è il punto uno dell'impegno.
Punto due: sollecitare il Governo nazionale e i parlamentari marchigiani affinché siano prorogati di almeno 3 mesi i tempi per portare a termine gli interventi del Superbonus 110%.
Il punto tre, che è quello che più ci interessa, è intervenire a livello regionale con una proposta di legge specifica volta a disincagliare i crediti edilizi, seguendo l'esempio di quanto già fatto da altre Regioni. E non sono poche le Regioni che hanno già legiferato in tal senso: Basilicata, Lazio, Puglia, Abruzzo, Sardegna e Piemonte.
Vorrei ricordare che la proposta di legge che ho proposto era una delle prime presentate in una Regione ed è ancora lì, ferma in I Commissione. Poi è arrivata anche quella del PD. Mesi fa, ci eravamo detti: aspettiamo di vedere se le altre leggi di altre Regioni saranno impugnate. Sono già leggi regionali e nessuna è stata impugnata.
Poi ci siamo detti: ma quanti crediti possiamo liberare? Le partecipate delle Marche quanto possono essere utili? Abbiamo dato mandato agli uffici di fare una verifica. Ecco, di questa verifica ad oggi ancora non abbiamo saputo nulla, non abbiamo gli esiti.
Quindi, secondo me, questo ordine del giorno è doveroso anche per tentare di sbloccare le proposte di legge che immotivatamente sono ferme, anche perché, ripeto, il Governo Meloni le rende possibili, quindi non sono vietate, mentre la prima proposta di legge che avevamo fatto, anche quella allineata Movimento 5 Stelle - PD, è stata bloccata dai provvedimenti della Presidente Meloni. Quest'altra no, quindi sinceramente non si capisce perché non possiamo andare avanti e, soprattutto, perché non possiamo avere gli elementi per comprendere l'impatto che avrebbe sui nostri esodati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Io ne raccomando l'approvazione perché non c'è nessun tipo di impegno di spesa.
Capisco che c'è una questione politica nazionale che inevitabilmente si riverbera anche nella nostra sede e nel nostro dibattito. Fin dall'inizio ho difeso fortemente il provvedimento, tant'è che nella prima legge di bilancio il Governo Meloni lo aveva riconfermato. Poi si sono accorti, invece, a marzo, che tutti gli impegni che avevano assunto dovevano trovare un capro espiatorio e, guarda caso, è stato facile individuare il Superbonus 110% come il responsabile.
Ma, tra l'altro, tra tutte le agevolazioni fiscali che sono state messe in campo in questi anni nell'ambito edilizio, era quello che, a differenza per esempio del bonus facciate, aveva avuto meno difficoltà rispetto all’individuazione degli obiettivi e anche a quella coda di truffe e di articolazioni che invece hanno caratterizzato altri strumenti.
Vi invito, perché abbiamo parlato del DEFR, ad andare a vedere come ha inciso sul PIL delle Marche quello che oggi ricordava il Consigliere Cesetti nella sua relazione. Un PIL da stagnazione e il contributo che è arrivato dal Superbonus 110% è abnorme. Parliamo dell'1,5% sul PIL regionale. Dicevo prima: 11.500 sono le case che sono state interessate, 3.145 sono state le agevolazioni che hanno interessato i condomìni; le prime per 2,5 miliardi, le seconde per 1,5 miliardi. Parliamo di cifre abnormi.
Un Governo serio non avrebbe nessun tipo di dubbio, e continuo a dire che un pezzo del Governo ci sta ponendo un tema, forse anche un freno, rispetto ai provvedimenti di chiusura. L'altra parte, invece, continua in maniera imbarazzante a brandire questa bandierina della responsabilità dei 140 miliardi che impedirebbero tutto e che sarebbero i responsabili delle nostre catastrofi e delle nostre incapacità di chiudere il bilancio.
Io farei un salto in avanti vero, perché noi dobbiamo aiutare, come hanno ricordato bene le Consigliere Casini e Ruggeri, i soggetti ai quali ci riferiamo, quelli che sono, ahimè, gli esodati del 110, che hanno i crediti incagliati. Nell'indecisione del Governo, le banche, che erano già restie di loro, per mille ragioni facili anche da intuire, hanno ulteriormente frenato.
Quindi noi ci troviamo con tanti cantieri aperti, non chiusi. Vi invito sempre a interloquire con i cittadini interessati. Non parliamo di numeri, sono persone in carne ed ossa che sono state qui sotto per dirvi: guardate che io non ho più la casa, l'ho demolita, ho fatto quello che lo Stato mi ha chiesto di fare e l'ho fatto in maniera seria, ho progettato, sono partito con i lavori e oggi non ho più né la casa né i finanziamenti.
Cosa abbiamo pensato? Abbiamo pensato di avviare una norma che, come dicevamo, ancora non abbiamo discusso, che dà la possibilità di accedere al credito con percorsi diversi. Questo era e non è nient'altro, Consigliere Ciccioli. Quindi, ne raccomando l’approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Semplicemente per ribadire che, per quanto riguarda il 110%, non c'è una chiusura totale. Lo sapete benissimo. Il Vicepremier lo ha detto anche ieri in un'intervista. Per gli esodati, per coloro che non hanno ancora terminato i lavori a fine anno, c'è anche il Milleproroghe, su cui naturalmente si sta lavorando, e io sono fiduciosa che riusciremo a portare a termine questo impegno che si è preso il Vicepremier.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Mangialardi e Ruggeri. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Mangialardi, Ruggeri. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Cerco di essere ancora più veloce. Se abbiamo votato l'ordine del giorno sul 110, che non ci impegnava nulla, solo un impegno morale nei confronti dei cittadini e delle imprese… Capisco bene che quando parliamo di strutture residenziali extrasanitarie e degli enti gestori e vi chiediamo di impegnarvi in maniera strutturata e concreta, il nostro ordine del giorno, e non parliamo di emendamenti, sono sicuro che non verrà approvato. Tristemente, dico tristemente, perché continuiamo a parlare del nulla.
Lo dico per il Consigliere Ciccioli, abbiamo votato sugli enti gestori, abbiamo portato emendamenti, li abbiamo votati, avete bocciato anche quello a prima firma del Consigliere Carancini, abbiamo sempre fatto una grande battaglia, perché gli enti gestori delle strutture extrasanitarie sono determinanti per il funzionamento di un sistema che è in grande difficoltà e loro lo sono ancora di più. Non sto qui a ripeterlo, non mi appartiene: dal caro energia, al post Covid, alla riduzione dei posti letto per riorganizzare, dopo la pandemia, i luoghi e gli spazi; quello che si è determinato nelle difficoltà del convenzionamento, ulteriore rispetto ai numeri che avevamo già a disposizione.
Oggi vi chiediamo, nella prossima variazione, stando dentro anche al ragionamento che faceva il Consigliere Ciccioli, di adeguare le cifre alle altre Regioni. Non è che stiamo parlando... Avete incrementato di 4,09 euro, non è stato dato un segnale, un segnale che nel 2023 non è più adeguato. Poteva andar bene, me lo dirà l’Assessore Brandoni, dicendo: "Ma quando c'eravate voi...". Quando c'eravamo noi non c'era nemmeno il Covid, non è che l'avete preso solo voi, e mi fermo.
Li stiamo mettendo con le ginocchia a terra. Ho avuto modo di confrontarmi anche con il coordinatore degli enti gestori, i 4,09 euro sono assolutamente insufficienti. Vi avevano chiesto per questo esercizio 7 euro. Hanno trattato con l'Assessore al bilancio, è stato fatto uno sforzo che non è adeguato, perché i tempi sono totalmente cambiati, i costi dell'energia incidono in modo marcato e i 4,09 euro non compensano.
Vale la stessa impronta che ha dato la Presidente Meloni al bilancio per la sanità: raccontano storie, ma sono risorse che servono solo per quello. Se poi arriva il maxi-emendamento della Sottosegretario, non lo so. Spero che ci siano risorse adeguate.
Quindi, con un po' di tristezza, non vi chiedo nemmeno di votarlo, perché tanto so che non avete a cuore questo tema e non fate lo sforzo per metterlo nel vostro programma per questo quinquennio. L'avete dichiarato fin dall'inizio e poi, quando finirà, e siamo quasi arrivati, l'ultimo atto è vicino, ci confronteremo sui vostri impegni e su quelli che non avete mantenuto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Brevemente, le polemiche sono polemiche, i numeri sono numeri.
Noi abbiamo, nell'ultima seduta di Giunta, mi sembra dell'11 dicembre, approvato il conguaglio del recupero di tutti i dati ISTAT dal 2014 fino al 2022. Che significa questo? Che chi ha governato prima non aveva mai aggiornato l'ISTAT.
Quei soldi non sono molti, però alla fine qualche milione di euro sono. Veramente, non voglio dire una goccia, sono troppo pochi rispetto alle esigenze, ma abbastanza per dare un po' d'ossigeno ai bilanci di questi enti.
Pensiamoci un attimo: per 8 anni non sono state adeguate le tariffe di ogni singolo soggetto ospite in queste strutture. Noi abbiamo recuperato tutti gli 8 anni fino al 2022. Non è molto? Intanto abbiamo fatto questo e abbiamo sanato quello che le Giunte precedenti non avevano fatto.
Adesso ci poniamo il problema di sanare le stesse tariffe per quanto riguarda un numero molto più piccolo di persone, che sono i disabili e i pazienti della salute mentale. Lo faremo sicuramente.
L'abbiamo dovuto prendere nel bilancio della sanità, perché queste cose devono essere prese nel bilancio sanitario, non possono essere prese extra bilancio. C’è una serie di norme e di vincoli imposti dalle leggi dello Stato, molti dei quali, tra l'altro, approvati dai Governi Renzi, Conte I, Conte II e l'ultimo Draghi.
Quindi, in questo mare difficile, stiamo cercando di navigare nel migliore dei modi. Si può fare un pochino meglio? Il miglioramento è sempre dietro l'angolo.
Rispetto ai rappresentanti, c'è un piccolo comitato di cinque persone degli enti erogatori che mi hanno personalmente ringraziato per iscritto. All'Assessore hanno mandato ugualmente una lettera scritta. Quindi, c'è il riconoscimento del nostro impegno che, secondo me, vorremmo noi stessi fosse superiore, ma fin lì arriviamo.
Sono sicuro che, nell'arco del 2024, daremo un altro contributo importante alle strutture residenziali extraospedaliere per permettere un minimo di serenità nell'approvazione dei bilanci.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Mangialardi e Ruggeri. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Proposta di ordine del giorno 3 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Ruggeri, Bora, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ero convinto prima, non per puntualizzare, ma sicuramente mi sono sbagliato, di aver illustrato l'ordine del giorno e che poi mi aspettasse la dichiarazione di voto, ma molto probabilmente le ho fatte tutte e due. Non ne sono proprio convinto, però non cambia nulla.
Guardate, questa proposta di ordine del giorno l'ho presentata proprio all'ultimo momento perché mi aveva incuriosito, con grande attenzione, l’intervento dei Consiglieri Ciccioli e Marcozzi rispetto alla formazione e all'istruzione, il grande impegno, con grande enfasi, di questa Giunta e di come si siano dedicati a questi temi. Però parlano i numeri.
Allora, sul diritto allo studio ho presentato un ordine del giorno perché forse - come ho sbagliato e non mi sono reso conto di aver già fatto la dichiarazione di voto prima, che non ho fatto - non vi siete resi conto che nel bilancio 2024-2026 i tagli, adesso poi li andrete a recuperare con la variazione di bilancio, se la facciamo, al netto di tutte le luminarie, di tutti i tagliaerba e di tutto il resto, sono di 4 milioni di euro per il 2024 e di 7 milioni di euro per il 2025. Dico che per me questa è una cosa imbarazzante. Oggi c'erano gli studenti del Gulliver che ci hanno detto: "Guardate che questo è il tema".
Il Consigliere Ciccioli, adesso non so se farà la dichiarazione di voto o farà l'intervento, perché c'è la fase dove si può intervenire, Presidente, e c'è anche la fase della dichiarazione di voto, interverrà nel dibattito generale e dirà: "Non abbiamo le risorse", e quindi gli studenti, al pari degli esodati, li lasciate fuori casa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ciccioli.

Carlo CICCIOLI. Non per fare pendant con il Consigliere Mangialardi, però qualcosa dobbiamo dire ed io sono soddisfatto. Non perché non ci siano le risorse, eccetera. Le cose stanno come stanno e su questo c'è un vecchio detto: quello che deve venire avviene. E i soldi che ci sono i soldi che ci sono.
Questo documento finanziario è un buon documento, scritto bene, che tiene conto di tutto. Non solo perché è di 168 pagine, ma perché è intenso. Dentro c’è la visione. Quello che è mancato, secondo me, nelle Marche negli anni è la visione e anche noi, nel corso di questi primi tre anni di legislatura, abbiamo dovuto mettere a punto la visione.
Ricordo che il primo anno noi siamo saliti su un treno in corsa. Nel 2020 fummo eletti a settembre, insediati a ottobre, con un bilancio già scritto. Facemmo pochi ritocchi a quel bilancio, che era della vecchia Giunta, poi abbiamo migliorato nel corso di questi anni, anche attraverso una governance un po' più gestita e costruita da noi, perché non è che l'istituzione non abbia una sua continuità. C'è continuità di dirigenti, di voci di spesa, di spese che si spalmano negli anni e via di seguito.
Adesso, per la prima volta, noi diamo un'impostazione strategica, le Marche che vogliamo: le infrastrutture, le risorse.
Abbiamo avuto grande sfortuna e grande fortuna contemporaneamente. La sfortuna di avere Covid, guerre, alluvioni, gestione del vecchio terremoto che non era stato gestito; la fortuna del PNRR, con delle grandi risorse che non aveva avuto nessuna Giunta precedente. Nei guai, abbiamo avuto anche dei vantaggi e noi stiamo cominciando a realizzare le cose che si dovevano realizzare.
Io ho ascoltato una cosa prima. Delle volte, quando uno parla - capiterà anche a me, mi sottopongo a questo martirio - non sa neanche quello che dice, perché pensa di dire una cosa e gliene scappa fuori un'altra.
Quando il Consigliere Carancini mi faceva l'elenco dei ritardi degli ospedali, pensavo che in effetti a Fermo ci vuole un po' di più, che là siamo un po' indietro, che per la famosa palazzina di Fabriano, di cui mi sono tanto occupato, finalmente il progetto definitivo sarà depositato a fine gennaio, quindi nei tempi dell'appalto, eccetera. Però si fa.
Allora, mi è venuto in mente l'INRCA dell'Aspio, dove i lavori sono partiti 15 anni fa, dal 2010. Porca miseria, l'INRCA, dal 2010, riusciamo a malapena a finirlo, grazie a Dio, ora. Chi passa lì vede che addirittura stanno transennando per fare il nuovo svincolo dell'uscita sud dell'autostrada, stanno realizzando un'ulteriore palazzina, non prevista, per i servizi alle spalle dell'attuale. Allora dico: santo Dio, quanto siamo stati bravi. Dal 2010 al 2023 sono passati 13 anni, e noi in 2 anni stiamo realizzando quello che è stato fermo per 11 anni.
Allora sì, un po' anch'io mi voglio autofrustare perché avrei voluto farlo subito, ma tra due anni, prima delle prossime elezioni, noi l'INRCA non solo l'avremo finito, che quello è nei fatti, nei contratti, eccetera, ma l'avremo anche arredato, dotato delle strumentazioni tecnologiche e via di seguito. Un miracolo in tre anni e mezzo contro gli undici anni precedenti. Siamo bravissimi, me lo dico da solo.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno 3 a firma dei Consiglieri Mangialardi, Cesetti, Casini, Ruggeri, Bora, Biancani, Carancini, Mastrovincenzo. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto sulla proposta di atto amministrativo n. 60, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. La Giunta regionale, con dgr n. 1881 del 10 dicembre 2023, ha presentato per la valutazione ed approvazione da parte dell'Assemblea legislativa regionale il Documento di economia e finanza regionale, DEFR, per il periodo 2024-2026. Tale atto si inquadra ed è coerente con il complesso di atti relativi al bilancio 2024-2026 e, in particolare, con il bilancio di previsione e con la legge di stabilità.
Il DEFR si innesta sul programma di governo della legislatura 2020-2025 e ne delinea lo sviluppo, in quanto è il documento chiamato a definire, nella sua prima sezione, le linee strategiche delle varie missioni in cui si articola l'attività dell'amministrazione regionale, nonché, nella seconda sezione, i principali indirizzi di politica finanziaria.
Il DEFR si riferisce al periodo 2024-2026 e, pertanto, costituisce la cornice programmatica per la seconda fase della legislatura, a seguito delle elezioni regionali tenutesi nel settembre 2020. Il programma di governo della Regione Marche 2020-2025, "Ricostruiamo le Marche", esprime con forza l'esigenza di una visione innovativa per rispondere alle numerose emergenze che si sono succedute nel periodo e per ribadire una strategia di medio e lungo termine, espressione di un progetto politico.
Il DEFR si inserisce, pertanto, in una struttura a rete, mettendo a sistema e assicurando la coerenza delle ingenti risorse comunitarie e nazionali che sono state assegnate alla nostra regione. Si evidenzia, a questo proposito, il significativo contributo regionale assicurato già con il bilancio 2023-2025, poi confermato con questo bilancio 2024-2026, che ha consentito l'avvio immediato della programmazione 2021-2027, che vale complessivamente oltre 1 miliardo di euro.
Viene quindi approfondito nel DEFR il ruolo degli elementi centrali dell'azione regionale in questo momento storico. Sto parlando della programmazione europea, però in questo intervento sul DEFR non vado ad elencare tutti i vari passaggi e gli aggiornamenti sulla programmazione europea, perché lo farò quando metteremo in discussione il bilancio, l'approvazione del bilancio 2024-2026.
Nel presente DEFR, secondo noi, c'è la visione strategica, c'è la descrizione di tutti gli strumenti che la Regione sta mettendo in campo: programmazione comunitaria, Accordo di coesione e PNRR.
Il contesto generale, a livello internazionale, nazionale e regionale, si mantiene particolarmente complesso. A livello economico e sociale questa situazione si riflette inevitabilmente anche sulle scelte finanziarie dell'amministrazione.
La manovra finanziaria regionale 2024-2026 si ispira alla prudenza nella programmazione ed allocazione delle risorse, anche considerando la necessità di assicurare la copertura all'incremento di alcune spese obbligatorie strategiche.
Si conferma quindi la volontà di non incidere sulla pressione fiscale, anche al fine di sostenere e incoraggiare la ripresa economica e di non aggravare la situazione delle famiglie.
La manovra di bilancio agirà quindi sull'ottimizzazione della spesa corrente, utilizzando invece al meglio le ingenti risorse comunitarie e quelle nazionali per attivare gli investimenti necessari per il rilancio della nostra regione.
Poi vorrei rispondere, adesso non li vedo, ai Consiglieri Casini, Carancini e Mastrovincenzo, ai loro interventi, su dei chiarimenti che mi avevano chiesto.
Alla Consigliera Casini dico che il PNRR finisce nel 2026 e quest'anno era il limite per l'aggiudicazione dei lavori, quindi i dati di avanzamento, quelli che lei diceva, 0, o 3, sono perfettamente in linea con gli obiettivi e con i dati nazionali.
Il Consigliere Mastrovincenzo, secondo me, ha anticipato il suo...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare in modo particolare il relatore di minoranza, Consigliere Cesetti. Il suo documento era già esaustivo dei giudizi che il gruppo assembleare del Partito Democratico e della Consigliera Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, hanno dato sul DEFR.
Ne abbiamo apprezzato l'acutezza, come al solito, ed anche la grande esperienza che ha messo a disposizione, ricordando con grande eleganza i percorsi che nei precedenti atti erano stati fatti e che cosa noi tutti ci aspettavamo dalla vostra Giunta, dalla vostra azione, dalle prospettive e dall'illusione che avevate dato ai marchigiani.
Ringrazio anche il relatore di maggioranza perché ci mette tanta passione e ci mette anche uno spirito guascone che va ben oltre la reale lettura del documento. Non è che il documento viene pesato o ci dobbiamo fare la carta da parati, e siccome è di 170 pagine riusciamo a coprire meglio. Qui ci dovrebbe essere disegnato il futuro e di quello non abbiamo visto assolutamente nulla.
È pieno di copia e incolla che raccontava la Consigliera Marcozzi degli anni precedenti, dove invece doveva essere fatto un percorso completamente differente.
Il Consigliere Cesetti diceva, brandendolo: “Questo era il vostro programma elettorale, sul quale avevate investito tanto, sui dati della crescita; per voi era l'elemento forse più importante che avevate inserito, perché poi il resto era tutto glissato”. Sapendo che, a parte Acquaroli – a cui riconosco di non aver mai dichiarato l'apertura dei 13 ospedali - tutti loro e tutti gli altri invece lo facevano.
Io avrò fatto decine di incontri pubblici e mi ritrovavo questo Giano bifronte, mentre l'eco delle liste tutte andava in tutt'altra direzione: faremo tutto meglio, torneremo a crescere, torneremo a correre. Proclami che inevitabilmente sono caduti con questo quarto DEFR che andiamo ad approvare e, ahimè, è una prova provata della difficoltà che ha inevitabilmente questa Giunta, che non è solo un problema di gestione, ma forse un problema anche di carattere politico.
Vedete, nei primi periodi, che ne dica il Consigliere Ciccioli, che lo vende quasi come un fatto negativo, siete stati costretti ad andare dietro alle scelte che fatte precedentemente e avete avuto anche il coraggio di reiterare, penso alla Consigliera Bora, la legge 13 per ben due volte, perché quella era la modalità. Voto ovviamente contrario del gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Sono già intervenuta su questo atto importante. Non voglio cadere nelle provocazioni della minoranza, perché già ho detto molto nel mio intervento.
Mi permetto di affermare che il Documento di economia e finanza regionale 2024-2026, più che una mera esposizione di dati e linee guida, si configura come una lucida interpretazione strategica, volta a delineare il cammino che la Regione intende seguire nel prossimo triennio.
L'obiettivo, quindi, è duplice: da un lato fornire una chiara comprensione dei piani e delle politiche regionali, dall'altro evidenziare la visione e l'ambizione che sottendono a tali piani.
Ho illustrato in precedenza non solo le direttive, ma anche l'ethos che anima queste scelte strategiche, mettendo in luce come esse si propongano di rispondere efficacemente alle sfide contemporanee e di indirizzare la Regione verso un futuro di crescita equilibrata e sostenibile.
In tal senso, il DEFR si erge come ponte fra la documentazione tecnica e la sua applicazione pratica, mirando, come ho già detto nel mio precedente intervento, a trasmettere agli stakeholder regionali, politici, imprenditori, cittadini, un quadro chiaro e motivante delle prospettive future della nostra Regione.
Quindi il gruppo di Forza Italia vota convintamente a favore di questo Documento di economia e finanza, come ha già detto la minoranza, il quarto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Annuncio ovviamente che il gruppo di Fratelli d'Italia voterà convintamente a favore del DEFR, non lo facciamo solo per spirito di maggioranza, ma perché abbiamo qui dentro, e magari qualcosa è sfuggito alla minoranza, a cui vorrei anche ricordare… Dispiace che qualcuno non sia in Aula e non possa ascoltare alcune precisazioni.
Si parlava del PNRR. Tutti quanti noi sappiamo che il PNRR finisce nel 2026. Quest'anno era il limite per l'aggiudicazione dei lavori, quindi i dati di avanzamento sono perfettamente in linea con gli obiettivi e con i dati nazionali. Questo ovviamente lo potrete verificare, non è qualcosa di inventato.
Si parlava del DEFR e qualcuno ha detto che ci si è dimenticati delle politiche per l'infanzia, la disabilità e gli anziani. Dispiace dover dire che nel DEFR, parliamo di pagine che tra l'altro sono tutte e tre vicine, 70, 71 e 72, ci sono proprio le politiche che questo Governo va a ridefinire sull'aspetto dell'infanzia, della disabilità e degli anziani.
Non vorrei ovviamente fare il professore, però non vorrei che qualcuno, mentre parlava, abbia saltato queste tre pagine, può capitare. Speriamo riesca a chiedere scusa.
Infine, della questione ZES, ne parlavamo con il Consigliere Cesetti in un dibattito. Quando si vuole fare demagogia noi ascoltiamo, però quando bisogna dare delle risposte pratiche è giusto darle chiaramente.
Prima cosa: ricordiamoci tutti che oggi il Partito Democratico viene a fare la morale sulla ZES al Governo regionale, quando esso stesso, governando le Marche, ha regalato all'Abruzzo il porto di Ancona per fare la ZES.
Seconda cosa: quando al Governo nazionale c'era il Partito Democratico, il Sottosegretario, credo che il Consigliere Biancani la conosca benissimo, invece di pensare alla ZES, è riuscito a fare un decreto denominato "Decreto Agosto", che fu contestato all'interno del partito solo dal Consigliere Cesetti, lo ricordo bene e lo devo riconoscere, perché all'interno di quel decreto si erano dimenticati di inserire la zona delle Marche.
È stato fatto un decreto solo ed esclusivamente per favorire il sud, quindi dall'Abruzzo in giù, tanto che questo decreto, si può dire tranquillamente, prevedeva lo sgravio del 30% per le assunzioni a coloro che andavano ad investire nel sud d'Italia. Era un decreto che creava una concorrenza sleale tra il sud e una regione produttiva come le Marche.
In più, permettetemi di dire che la ZES è stata istituita…, qui in pochi forse l'hanno capito, il Presidente Acquaroli lo sa benissimo, così come la Giunta e il Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, che non ha creato nuove ZES: è stata data la ZES, la Zona Economica Speciale, alle regioni del sud che già ce l'avevano.
Non ci risulta che le Marche siano una regione del sud. Le Marche sono una regione in transizione e sfido voi a indicare una regione in transizione che abbia la Zona Economica Speciale.
Con questo vi dico che, piuttosto che fare demagogia politica, potevate farla tranquillamente voi quando eravate al Governo. Ovviamente vi svegliate ora, ma neanche sapevate cosa fosse la ZES, ma, a prescindere da questo, noi vi perdoniamo.
Concludo, ringraziando non solo l'Assessore, la Giunta e i tecnici, ma voglio ringraziare la Giunta per aver continuato a perseguire gli obiettivi e l'aspetto programmatico della campagna elettorale con cui i cittadini delle Marche ci hanno dato fiducia.
Si parla tanto da una parte, si fa molto dall'altra. Lo ripeto sempre, oggi noi stiamo realizzando i vostri sogni. Anche con questo Documento di economia e finanza i sogni che voi pensavate di realizzare in tanti anni li stiamo realizzando noi. Proprio per questo voteremo favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per affermare che il gruppo Lega è convintamente favorevole al Documento di economia e finanza che è stato presentato.
Vorrei innanzitutto ringraziare l'Assessore, la Giunta, i tecnici e i funzionari che hanno messo a punto un piano che sicuramente risponde alle esigenze per le quali ci siamo presentati agli elettori e che stiamo portando avanti.
Non c'è il Consigliere Carancini, che prima ha detto che chi ha fatto l'amministratore deve sapere come vanno le cose. Quindi, sapendo come vanno le cose, i bilanci devono quadrare. Se ogni volta mettiamo 10 milioni in più, 20 milioni, 30 milioni, per finanziare qualcuno, è solo per fare demagogia e non serve a niente.
Il problema degli enti gestori: fino a 15 giorni fa contestavate il fatto che non erano stati erogati i fondi, oggi che abbiamo dato i fondi ci dite che sono insufficienti, quando per 20 anni non sono mai stati erogati.
Penso che bisogna essere un po' più attenti prima di fare delle affermazioni. Chi ha amministrato sa quanto è difficile far quadrare i conti, quanto è difficile stare dietro alle esigenze di tutti. Si chiedono 10 milioni in più per il trasporto pubblico locale, 12 milioni in più per gli enti gestori, su ogni voce chiediamo di più, quando si sa che le voci del bilancio sono quelle.
Il lavoro è stato fatto in un momento complicato come questo, e siamo riusciti a cofinanziare tutti i fondi della Comunità Europea, quindi diamo la possibilità di fare grossi investimenti sulle infrastrutture e su tutto quello che si può realizzare. Dico che la Giunta e il Presidente stanno andando avanti nella direzione giusta.
E noi, come ho detto all'inizio, voteremo convintamente questo atto, confermando che si sta andando nella direzione giusta, che gli atti che fino ad oggi sono stati fatti vanno nel verso giusto e che la direzione intrapresa è quella che tutti vogliamo.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 60, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

PRESIDENTE. Adesso ci fermiamo un attimo per fare la I Commissione. Vi chiedo di non andare troppo lontano, in maniera tale che, appena avremo finito la I Commissione, potremo ripartire.
Vi voglio informare che è stato messo nelle cassette postali esterne un calendario realizzato dall'Assemblea legislativa per tutti i Consiglieri. Chiunque lo voglia ritirare, è lì a disposizione.
Ci rivediamo appena finita la I Commissione.

La seduta è sospesa alle ore 14:55

La seduta riprende alle ore 15:05

Presidenza del Vicepresidente
Andrea Biancani.

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Proposta di legge n. 238
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni per la formazione del Bilancio 2024/2026 della Regione Marche (legge di stabilità 2024)”

Proposta di legge n. 239
ad iniziativa della Giunta regionale
“Bilancio di previsione 2024/2026”
(Discussione generale congiunta)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede la proposta di legge n. 238 e la proposta di legge n. 239 entrambe della Giunta regionale. Vi comunico, come ho già fatto in precedenza, che ci sarà una relazione unica ai sensi dell'articolo 115 del Regolamento interno.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 239 che andiamo ad approvare oggi in Aula riguarda il bilancio di previsione 2024-2026, così come previsto dal decreto legislativo n. 118/2011, recante “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi”, e dalla legge regionale 11 dicembre 2001, n. 31.
Mi permetto di fare un quadro generale del bilancio di previsione e della legge di stabilità.
Questa manovra di bilancio per il triennio 2024-2026 si inserisce in un contesto complesso che ha richiesto la massima prudenza nella programmazione e nell'allocazione della spesa corrente. Perché parlo di contesto complesso? Lo abbiamo già detto anche quando abbiamo parlato del Documento di economia e finanza: la crisi pandemica e la guerra russo-ucraina hanno posto il continente europeo di fronte a sfide di proporzioni storiche, alle quali l'Unione europea e i suoi Stati membri stanno tentando di fornire le risposte più appropriate, anche adeguando gli strumenti esistenti alle mutate condizioni, con l'obiettivo di preservare la salute dei cittadini e impedire il collasso dell'economia.
Questa manovra di bilancio è coadiuvata dalle risorse comunitarie 2021-2027, al fine di creare le sinergie necessarie per il perseguimento delle politiche strategiche regionali e liberare risorse per proseguire il percorso di forte sostegno agli investimenti, così come è stato messo in evidenza nel Documento di economia e finanza 2024-2026.
Soddisfazione per non aver aumentato la pressione fiscale. Questa maggioranza, con senso di responsabilità, ha deciso di non aumentare la pressione fiscale per tutte le motivazioni che abbiamo già illustrato in precedenza, sia sul Documento di economia e finanza, sia in relazione alla guerra, alla pandemia e quindi al caro bollette di luce e gas, all'aumento dei tassi di interesse e quindi all'aumento delle rate del mutuo.
Ci siamo resi conto delle difficoltà delle famiglie. Quindi, per noi, è stato un momento importante perché altre Regioni hanno aumentato la pressione fiscale, mentre questa amministrazione ha deciso di non farlo, di mettersi con senso di responsabilità vicino alle famiglie marchigiane.
Non solo non abbiamo aumentato la pressione fiscale, ma abbiamo mantenuto le agevolazioni fiscali e potenziato la spesa per investimenti a sostegno dello sviluppo regionale, anche in considerazione delle opportunità derivanti dall'inquadramento delle Marche fra le regioni in transizione e dall'utilizzo del PNRR.
Qui vorrei fare una precisazione, già fatta dal Consigliere Putzu quando è intervenuto sul Documento di economia e finanza: Marche, regione in transizione. Voglio ricordare a tutti quelli che si riempiono la bocca per quanto riguarda la ZES, che nel 2021, con il Governo Draghi, Forza Italia, noi come gruppo regionale di Forza Italia e i parlamentari, abbiamo chiesto l'estensione della ZES anche alle Marche. L'ex Ministro aveva dato l'ok. Il 22 luglio 2022 c'è stato l'ok all'accordo di partenariato.
Che cosa è successo però, cari Consiglieri della minoranza? È successo che ci sono state le elezioni e successivamente si è deciso di attuare la ZES, con le varie agevolazioni, solo per chi l'aveva già attivata in precedenza. Le Marche erano arrivate al limite, ma non avevano ancora attivato la ZES. Tutta la procedura non era stata completata.
Allora, chiedo ai Consiglieri di minoranza: quando la sottoscritta, insieme ai Consiglieri regionali e ai parlamentari, è andata a Roma, ed è intervenuto l'ex Ministro, dove eravate? Nessuno ha detto nulla. Io non ho mai sentito sulla stampa dire: bene la battaglia che sta portando avanti Forza Italia a livello nazionale. Nessuno di voi è intervenuto a riguardo.
Quindi oggi parlare di ZES, da parte vostra della minoranza…, lo fate, ma all'epoca, quando nel 2021 Forza Italia si è attivata nel vero senso della parola e abbiamo ottenuto l'estensione della ZES anche alle Marche, con l'accordo di partenariato del 22 luglio 2022, nessuno dai banchi dell'opposizione ha detto nulla in merito. Comunque, l'estensione della ZES l'abbiamo ottenuta; si è interrotta per le motivazioni che abbiamo più volte detto.
Grande soddisfazione per questo documento di bilancio di previsione, così come avevo già detto nella relazione sul Documento di economia e finanza 2024-2026.
Vado all'articolato. Gli articoli del bilancio, sono 12.
Andiamo con l'articolo 1, che approva la previsione delle entrate e delle spese per il 2024, 2025 e 2026. Sono previste entrate di competenza per 5.909.277.000 euro, di cassa per 9.090.972.000 euro e sono autorizzati impegni di spesa per 5.909.000.000 euro e pagamenti per 8.356.000.000 euro, secondo gli stati di previsione delle entrate e delle spese allegati a questa legge.
Per l'esercizio 2025 sono previste entrate di competenza per 5.090.724.000 euro e sono autorizzati impegni di spesa per 5.090.724.000 euro, secondo gli stati di previsione delle entrate e delle spese allegati a questa legge.
Per l'esercizio 2026 sono previste, invece, entrate di competenza per 4.697.180.733 euro e sono autorizzati impegni di spesa per 4.697.180.000 euro, secondo gli stati di previsione delle entrate e delle spese allegati a questa legge.
L'articolo 2 approva gli allegati al bilancio, secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo n. 118/2011:
• Allegato 1: prospetto delle entrate per titoli e tipologie;
• Allegato 2: prospetto delle spese per missioni, programmi e titoli;
• Allegato 3: riepilogo generale delle entrate per titoli;
• Allegato 4: riepilogo generale delle spese per titoli;
• Allegato 5: riepilogo generale delle spese per missioni;
• Allegato 6: quadro generale riassuntivo;
• Allegato 7: equilibri di bilancio;
• Allegato 8: tabella dimostrativa del risultato di amministrazione presunto;
• Allegato 9: prospetti riguardanti la composizione per missioni e programmi del fondo pluriennale vincolato;
• Allegato 10: composizione dell'accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione;
• Allegato 11: prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento;
• Allegato 12: elenco dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie;
• Allegato 13: elenco delle spese che possono essere finanziate con il fondo di riserva per spese impreviste;
• Allegato 14: tabella dimostrativa del disavanzo presunto derivante da debito autorizzato e non contratto;
• Allegato 15: elenco delle spese autorizzate con il bilancio 2024-2026, quantificate annualmente con la legge di approvazione del bilancio, tabella A, c’è una modifica;
• Allegato 16: elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato di amministrazione presunto;
• Allegato 17: elenco analitico delle risorse vincolate nel risultato di amministrazione presunto;
• Allegato 18: elenco dei beni immobili;
• Allegato 19: nota integrativa;
• Allegato 20: allegato di interesse del tesoriere.
Per quanto riguarda l'articolo 3, approva l'elenco aggiornato dei beni immobili che appartengono al patrimonio disponibile della Regione. Infatti, nell'allegato 18 di questa legge è riportato l'elenco dei beni immobili che appartengono al patrimonio disponibile della nostra Regione, redatto secondo l'articolo 58 del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008.
L'articolo 4 contiene le disposizioni generali per la gestione degli stanziamenti di entrata, con riferimento all'accertamento delle entrate negli anni 2024, 2025 e 2026 e alla riscossione nell'esercizio finanziario 2024. Quindi la disposizione ha natura ordinamentale.
L'articolo 5 dispone in merito allo stato di previsione della spesa per la gestione degli stanziamenti di spesa. In particolare, autorizza l'impegno nel limite massimo degli stanziamenti iscritti in ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026 e il pagamento nell'anno 2024.
Inoltre autorizza la Giunta regionale ad assumere gli atti necessari alla salvaguardia degli equilibri di bilancio e al pieno rispetto dei vincoli di pareggio previsti dalla normativa statale, salvaguardando naturalmente gli stanziamenti necessari alla copertura delle obbligazioni giuridicamente perfezionate in scadenza e degli oneri inderogabili, Tabella A.
Infine, approva la Tabella A, recante le autorizzazioni di spesa relative alle leggi regionali che prevedono spese a carattere continuativo e ricorrente, la cui copertura è garantita dagli stanziamenti iscritti nello stato di previsione del bilancio medesimo.
L'articolo 6 dispone in merito all'avanzato applicato al bilancio di previsione. Questo articolo disciplina l'utilizzo anticipato delle quote di avanzo vincolato dell'esercizio 2023, così come previsto dal decreto legislativo 118/2011 e dettagliatamente disciplinato al punto a 92 dell'allegato 42, principio contabile applicato della contabilità finanziaria. Il comma 1 dispone in merito all'iscrizione nello stato di previsione della spesa delle quote di avanzo vincolato richiesto dalle strutture regionali competenti per complessivi 4.550.000 che trovano evidenza nell'elenco analitico delle quote vincolate del risultato presunto di amministrazione e sono ricomprese nell'allegato 9 tabella …
L'articolo 7 dispone in merito ai fondi di riserva. Il fondo di riserva per sopperire ad eventuali deficienze degli stanziamenti di cassa viene incrementato nel 2024 di 480 milioni, il fondo di riserva per le spese obbligatorie, articolo 20 legge regionale 11 dicembre 2001 n. 31, viene incrementato per il 2024 di 361.448, nel 2025 di 415.186, nel 2026 di 460.457. Il fondo di riserva per le spese impreviste viene incrementato nel 2024 per 200.000, nel 2025 per 200.000 e lo stesso identico importo nel 2026.
L'articolo 8 autorizza il ricorso al debito per la copertura del disavanzo e rinnova le autorizzazioni alla contrazione dei mutui già autorizzati in anni precedenti, infatti ha autorizzato per l'anno 2024 il ricorso al debito per far fronte ad effettive esigenze di cassa, copertura del disavanzo di amministrazione, relativo al debito autorizzato in un contratto per spesa di investimento pari ad 141.151.172 euro.
L'articolo 9 autorizza l'indebitamento per nuovi investimenti, gli stanziamenti sono iscritti nel titolo 6 dello stato di previsione dell'entrata a carico dei capitoli, ricavo di un mutuo passivo da contrarsi per le spese di investimento autorizzate nell'anno 2024 120.143.520 iscritto con questa legge; ricavo di un mutuo passivo da contrasti per le spese di investimento autorizzate per l'anno 2025, iscritto con questa legge, 216.248.957; mutuo passivo da contrasti per le spese di investimento autorizzato per l'anno 2026, sempre iscritto con questa legge, 38.675.010.
L'articolo 10 definisce le modalità e condizioni per la contrazione dei mutui, cioè è la Giunta regionale che è autorizzata a provvedere alla contrazione di mutui, all'emissione di prestiti obbligazionari e al ricorso a nuove forme di finanziamento simili sul mercato internazionale dei capitali fino all'importo massimo di 516.218.660. La Giunta è ancora autorizzata a ristrutturare l'esistente debito, sia per la parte capitale sia per la parte di interessi, nel rispetto della normativa statale vigente; determina le condizioni e le modalità delle forme di finanziamento di cui a questo comma.
Per quanto riguarda invece l'articolo 11, autorizza la Giunta regionale ad effettuare le variazioni di bilancio secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 118/2011. Il comma 1 prevede che le variazioni di bilancio di previsione, al documento tecnico di accompagnamento e al bilancio gestionale, siano apportate secondo le modalità previste dal Decreto Legislativo 118. La Giunta regionale è anche autorizzata alle variazioni di cui al comma degli articoli 16, comma 1, e 51 del Decreto Legislativo 118.
L'articolo 12 dispone in merito all'entrata in vigore della legge. Questa legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione e si applica dal 1° gennaio 2024.
Per quanto riguarda la legge di stabilità, la proposta di legge 238 contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione. Con la delibera n. 1882 del 10 dicembre 2023, la Giunta ha approvato la proposta di legge recante “Disposizioni per la formazione del bilancio 2024-2025 della Regione Marche- legge di stabilità”, che provvede ad autorizzare le spese, sia di parte corrente che di investimento, necessarie per realizzare gli obiettivi individuati in sede di programmazione. La proposta di legge contiene norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato dal bilancio di previsione e si compone di 15 articoli, dei quali l'ultimo definisce l'entrata in vigore, ed è accompagnata dalla relazione illustrativa e dalla relazione tecnico-finanziaria.
La legge di stabilità provvede sia a rifinanziare le leggi regionali di settore, sia ad autorizzare nuove spese, anche oltre il triennio, garantendone la copertura finanziaria nell'ambito delle complessive operazioni di equilibrio di bilancio e nel rispetto dei principi contabili generali. In particolare, l'articolo 1 contiene il quadro finanziario del triennio di riferimento.
L'articolo 2 contiene le autorizzazioni di spesa e di finanziamento di interventi previsti dalle leggi regionali elencate nella tabella B, i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1, i cofinanziamenti regionali ai programmi comunitari indicati nella tabella D2 e le spese per la realizzazione di interventi nella tabella E.
Andiamo all'articolato. L'articolo 1 definisce il quadro finanziario di riferimento 2024, 2025 e 2026: previsione entrate anno 2024, 5.909.277.000; per l'anno 2025, 5.090.724.000; per il 2026 sono previste entrate per 4.697.180.000.
L'articolo 2, l'ho già detto in precedenza, contiene le autorizzazioni di spesa, il rifinanziamento di interventi previsti dalle leggi speciali e i cofinanziamenti regionali.
L'articolo 3 stabilisce gli importi relativi ai fondi speciali per il finanziamento degli oneri derivanti da nuovi provvedimenti legislativi. Quali sono? Fondo speciale per il finanziamento degli oneri correnti derivanti da nuovi provvedimenti legislativi: 1.275.000 euro, stanziamento iscritto nello stato di previsione per l'anno 2024; fondo speciale per il finanziamento degli oneri di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi: 313.000 euro.
L'articolo 4, capo II, per il triennio 2024-2026 autorizza il cofinanziamento regionale a titolo di compensazione degli oneri di servizio pubblico su servizi aerei di linea da e per l’aeroporto di Ancona verso i principali aeroporti. La disposizione autorizza il cofinanziamento della Regione Marche per il triennio 2024-2026 fino all'importo di 11.708.000 euro. Al fine di superare la scarsa accessibilità che caratterizza la Regione Marche e per promuovere il processo di superamento dell'attuale situazione di isolamento, è stato definito con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un progetto di continuità territoriale di detta area volto a connettere l'aeroporto di Ancona con i principali aeroporti nazionali. Il quadro finanziario complessivo del cofinanziamento regionale che attua le disposizioni statali viene ripartito come segue: per l'anno 2023, 1.000.000 di euro; per l'anno 2024, 3.177.000 euro; per l'anno 2025, 3.177.000 euro; per l'anno 2026, 5.354.000 euro. La copertura degli oneri derivanti dalla disposizione è garantita dalle risorse iscritte a carico del capitolo missione 10, programma 4, titolo 1: stanziamento anno 2024, 3.177.000 euro; così nel 2025; nel 2026, 5.354.000 euro. Per l'annualità 2024, però, lo stanziamento è già iscritto a bilancio. Con la presente legge, gli stanziamenti per gli anni 2025 e 2026 sono rideterminati come indicato e completato il quadro finanziario di cofinanziamento regionale previsto dalle leggi 234/2021 e 197/2022.
L'articolo 5 modifica ed integra le disposizioni regionali in materia di tributi regionali, articolo 16 della Legge Regionale 14/2007, al fine di dare più completa disciplina alla gestione dei tributi la cui attività è svolta direttamente dalla Regione, in linea con le previsioni normative statali di riferimento. Il comma 1 aggiunge il comma 2-bis dell'articolo 16, recando nuove disposizioni più chiare e precise nell'ambito dello svolgimento dell'attività di recupero dei tributi regionali da parte della Regione. Per l'accertamento, la contestazione e l'irrogazione delle sanzioni di cui al comma 1, fatte salve le specifiche disposizioni che disciplinano i singoli tributi, si applicano a carico del destinatario gli interessi moratori pari all'1,375% per ogni semestre, nonché le spese di notifica pari a 7,83 euro, per quelle effettuate mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento 11,55 euro ed euro 2 per le notifiche effettuate tramite posta elettronica. Naturalmente il comma 2 dell'articolo 16 è abrogato.
L'articolo 6 estende l'esenzione del bollo auto per i nuovi autoveicoli con potenza massima non superiore a 66 kW, con alimentazione ibrida benzina-elettrica. Per questa esenzione si stima una perdita di gettito a livello di tassa automobilistica regionale di 400.000 euro per ogni annualità agevolata, calcolata sulla base dei veicoli ibridi presenti nell'archivio regionale delle tasse automobilistiche, tenendo conto del trend delle immatricolazioni per le auto ibride con potenza non superiore a 66 kW. La riduzione di gettito computata nello stato di previsione 2024-2026 è compensata nello stato di previsione della spesa 2024-2026. Tassa automobilistica regionale stimata: meno 400.000 euro nel 2024, nel 2025 e nel 2026.

L'articolo 7 apporta modifiche all'agevolazione IRAP di cui alla lettera c) dell'articolo 1 della legge regionale n. 35/2001, prevista nei confronti delle ONLUS, al fine di garantire il mantenimento del beneficio fiscale in favore di quegli enti che hanno perso o non possono più avere la qualifica di ONLUS per effetto dell'iscrizione nel RUNTS, comprese le organizzazioni di volontariato di nuova costituzione a seguito delle novità introdotte dalla riforma del Codice del Terzo Settore.
Il comma 1 del presente articolo apporta modifiche all'agevolazione IRAP. Un'IRAP che, generalizzata, è al 4,73%; per le ONLUS viene mantenuta l'aliquota al 3,9% in favore di quegli enti che hanno perso o non possono più avere la qualifica di ONLUS per effetto dell'iscrizione, come ho detto, nel RUNTS, comprese le organizzazioni di volontariato di nuova costituzione a seguito delle novità introdotte dalla riforma del Codice del Terzo Settore.
Ai fini del mantenimento dell'agevolazione IRAP, non è più possibile fare riferimento al previgente quadro normativo ed ai registri previsti dalla legge n. 266/1991, come per le altre organizzazioni che sono migrate o già iscritte nel registro del RUNTS, che automaticamente perdono la qualifica di ONLUS ed acquisiscono quella di enti del Terzo Settore.
Il comma 2 prevede, nel rispetto delle disposizioni dettate dall'articolo 88 del Codice del Terzo Settore, che le agevolazioni IRAP previste per le ex ONLUS rimangano all'aliquota agevolata del 3,9% rispetto all'aliquota ordinaria del 4,73%.
Ciascuna agevolazione fiscale deve essere registrata come misura di aiuto di Stato automatico, nel rispetto di quanto prescritto dal regolamento recante la disciplina per il funzionamento del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.
Il comma 3 ascrive prudenzialmente gli effetti finanziari della misura agevolativa a carico del bilancio regionale 2024-2026 e l’analisi degli effetti sul gettito è stata effettuata mediante l'elaborazione dei dati delle dichiarazioni IRAP presentate negli anni 2018-2021. Si prevede un minor gettito nel 2024 di 179.000 euro, così come nel 2025 e nel 2026 di 65.445.921.
L’articolo 8 adegua la normativa regionale in materia di tariffa fitosanitaria, legge regionale n. 18/2009, articolo 25, alle disposizioni statali vigenti in materia.
La disposizione sostituisce l'articolo 25 della legge regionale n. 18 per adeguare le disposizioni regionali in materia di tariffa fitosanitaria alla normativa statale. I diritti obbligatori per controlli ufficiali, ex tariffa fitosanitaria, gettito derivante dall'attività di verifica, per il 2024, 2025 e 2026 sono iscritti in questo bilancio 10.000 euro, 10.000 euro e 10.000 euro.
L'articolo 9 riguarda le entrate relative alla redditività del patrimonio indisponibile della Regione, riguardante i beni minerali e termali, con riferimento in particolare all'importo dei diritti dovuti in relazione a questi beni. L'articolo comporta, dal 1° gennaio 2024, l'incremento del diritto annuo disposto dalla legge del 30%. Questo è un adeguamento ISTAT.
L'incremento del diritto annuo relativo al quantitativo di acqua imbottigliata viene fissato in 1,60 euro, dato che la legge regionale n. 32/1982, all'articolo 19, comma 3, indicava un aumento graduale per il triennio 2008-2010, ripartito sugli anni 2008, 2009 e 2010.
Viene inoltre introdotto un diritto superficiario minimo pari a 750 euro, da applicarsi alle concessioni di acque minerali ad uso termale, importo prima inesistente, nonché la maggiorazione degli importi minimi dei canoni già fissati dalla norma, incrementati sempre del 30%, come da variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo registrati nel periodo 2008-2023. Quindi l'incremento degli introiti è del 30% rispetto ai valori attuali.
Il dettaglio è il seguente: le entrate derivanti da ricerca e sfruttamento delle acque minerali e termali, per le quali la legge regionale n. 32/1982 prevede uno stanziamento già iscritto di 683.000 euro per il 2024, uguale per il 2025; la quota di stanziamento iscritta con questa legge, commisurata alla maggiore entrata, è di 310.000 euro per il 2024 e il 2025 e di 993.000 euro per il 2026.
L'articolo 10 modifica la legge regionale n. 5/2006 riguardante la disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio.
Questo articolo modifica la legge regionale n. 5 del 9 giugno 2006, recante la disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico.
All'articolo 15, comma 6, comporta un'entrata per il bilancio regionale in termini di durata del relativo introito, che passa da 15 a 30 anni.
Le concessioni per l'utilizzo di acque pubbliche sono soggette al pagamento di un canone annuo alla Regione Marche, da stabilire in base all'articolo 46 della legge regionale n. 5/2006.
L’aggiornamento dei proventi derivanti dall’utilizzazione del demanio idrico, canoni grandi derivazioni è pari a...

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ci tenevo a ringraziare anche la relatrice di maggioranza, che è stata molto accurata nella sua relazione. Ha di fatto spiegato nei dettagli la proposta di legge n. 239, per cui io lì andrò molto più rapida e riprenderei invece la proposta di legge n. 238, perché la sua illustrazione è rimasta sospesa nella parte finale, quindi mi permetto, anche se in maniera più agile, di procedere io.
La proposta di legge n. 238, come diceva la Consigliera Marcozzi, concernente “Disposizioni per la formazione del bilancio 2024-2026 della Regione Marche”, costituisce la legge di stabilità regionale ai sensi del decreto legislativo 118/2011, che disciplina la contabilità armonizzata della pubblica amministrazione in conformità all'ordinamento contabile della Regione Marche. Essa contiene il quadro finanziario di riferimento previsto per il periodo compreso nel bilancio di previsione e le principali norme che realizzano effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio di previsione.
In particolare, nell'articolo 1 si definisce il quadro finanziario di riferimento per il triennio 2024-2026, ovvero le previsioni delle entrate su cui l'ente fa affidamento per il prossimo triennio.
Nell'articolo 2 si autorizzano il rifinanziamento di alcuni interventi previsti dalle leggi regionali elencati nella tabella B, i cofinanziamenti regionali di programmi statali indicati nella tabella D1, i cofinanziamenti regionali di programmi comunitari indicati nella tabella D2 e le autorizzazioni di spesa per la realizzazione di interventi al di fuori delle previsioni legislative indicati nella tabella E.
Nell'articolo 3 sono previsti due fondi speciali per il finanziamento degli oneri correnti ed investimenti derivanti da nuovi provvedimenti legislativi, peraltro già quasi completamente utilizzati per la copertura finanziaria degli emendamenti presentati in Commissione dagli esponenti della maggioranza, che incrementano le autorizzazioni di spesa della tabella E. Questi fondi, originariamente pari a 1.588.000 euro, cui sono stati aggiunti altri 296.500 euro nel passaggio in Commissione, anche quest'anno sono stati esautorati dalla loro funzione di finanziare le nuove leggi, ma sono stati interamente utilizzati per le varie elargizioni dei Consiglieri di maggioranza a favore dei territori che costituiscono il loro collegio elettorale.
Scorrendo gli emendamenti si fanno presto i conti: sono circa 50.000 euro per ogni Consigliere di maggioranza. Alcuni, sinceramente, ne hanno avuti un po' di più. Un utilizzo di risorse pubbliche censurabile e discriminatorio, la pratica delle cosiddette "mancette", tanto criticata dagli stessi attuali esponenti della maggioranza quando erano all'opposizione, ma che oggi non si fanno scrupolo di utilizzare per coltivare il proprio collegio elettorale.
Una pratica odiosa, soprattutto in un momento di ristrettezze di fondi pubblici come questo, in cui ci si lamenta che i fondi a disposizione della Regione sono stati tagliati, ricordo i 105 milioni in 3 anni di cui parlava l'Assessore Brandoni in Commissione, ma non si rinuncia ad utilizzare 1,5 milioni per favorire le proprie clientele invece di aiutare i cittadini più deboli e le piccole imprese ad attraversare una crisi epocale, scatenata dall'aumento dei prezzi causato dal caro energia e dall'inflazione che mettono in ginocchio il Paese e impoveriscono la classe media.
Nell'articolo 4 si autorizza il cofinanziamento regionale per l'aeroporto di Ancona a titolo di compensazione degli oneri di servizio pubblico sui servizi aerei di linea per alcune rotte nazionali.
L'articolo 5 modifica alcune disposizioni in materia di contributi regionali in linea con le previsioni di legge statali di riferimento.
Con l'articolo 6 si proroga a tutto il 2024 l'esenzione quinquennale del bollo per le auto ibride con potenza del motore fino a 66 kW di nuova immatricolazione. Anche quest'anno non possiamo esimerci dal criticare la scelta di aver stabilito l'agevolazione sulla base della potenza del motore e non sulla base della quantità delle emissioni di anidride carbonica prodotta dai motori, in palese contraddizione con gli obiettivi europei di riduzione dei gas climalteranti e dello spirito che avrebbe dovuto ispirare tale previsione agevolativa.
Così facendo, infatti, vengono esclusi dalle agevolazioni i motori ibridi a maggiore componente elettrica, premiando quindi le autovetture più inquinanti tra quelle ibride, ovvero quelle in cui è minore la potenza elettrica aggiuntiva nel motore ibrido. Ricordo che su questo punto avevo presentato l'anno scorso un emendamento che ho evitato di ripresentare quest'anno, anche perché era stato discusso approfonditamente sia in Commissione che in Aula e mi sono resa conto che la distanza tra la posizione della maggioranza e quella espressa dal Movimento 5 Stelle era tale che sicuramente avrebbe avuto la sorte dell'anno scorso, cioè una bocciatura sonora.
Nell'articolo 7 si apportano modifiche alla disciplina dell'IRAP allo scopo di mantenere l'agevolazione a favore di quelle associazioni che avrebbero perso il beneficio fiscale garantito alle ONLUS per effetto della loro iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
L'articolo 8 adegua alle disposizioni statali la normativa regionale in materia di tariffa fitosanitaria e, negli articoli 9 e 10, si apportano modifiche alle leggi regionali 32/1982, disciplina della ricerca, coltivazione ed utilizzazione delle acque minerali e termali nella Regione Marche, e 5/2006, disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico, nell'intento di adeguare le tariffe e dando una scadenza trentennale alla durata massima delle concessioni e a quelle a tempo indeterminato.
Osservo che anche in questi casi, come in quasi tutte le concessioni pubbliche, le tariffe stabilite per la concessione dei beni pubblici continuano ad essere di gran lunga inferiori ai valori economici derivanti dal loro sfruttamento.
Con l'articolo 11 si modifica l'articolo 40 della legge regionale 18/2021 allo scopo di disciplinare l'assunzione e la retribuzione del segretario generale della Giunta, tanto caro al Consigliere Cesetti. Su tale figura esterna alla pianta organica dell'amministrazione regionale non possiamo che condividere il giudizio critico dato dalla Corte dei Conti in occasione della parifica del rendiconto della Regione.
Questa amministrazione regionale continua ad utilizzare i fondi pubblici per moltiplicare le poltrone messe a disposizione dei loro uomini più fedeli, senza una procedura concorsuale e, nel contempo, a tagliare le risorse dedicate ai servizi per i cittadini, che sono sempre più carenti e scadenti.
In Commissione bilancio sono stati aggiunti degli articoli: l'articolo 11 bis che modifica la legge regionale 24/2011 in materia di politiche giovanili; l'articolo 11 ter che modifica la legge 33/2012 in materia di apicoltura, l'articolo 11 quater che modifica la legge 7/2021 in materia di rimborso spese per le cure oncologiche; l'articolo 11 quinquies che modifica la legge 4/2017 in materia di diritto allo studio; l'articolo 11 sexies che introduce dal 30 giugno 2024 la possibilità di pagare le prestazioni del servizio sanitario regionale e delle strutture sanitarie accreditate mediante lo strumento PagoPA. Su questo c'era stata una mozione approvata all'unanimità il cui primo firmatario, il Presidente del Consiglio Latini.
Con l'articolo 12 si rinvia al 30 giugno 2024, anche se poi sarà presentato un emendamento in proposito, il cui primo firmatario è il Presidente della Commissione sanità, che ringrazio per avermi dato la possibilità di sottoscriverlo, quindi verrà procrastinata questa approvazione addirittura al 31 dicembre nel caso venisse poi approvato. Quindi con l’articolo 12, si rinvia al 31 dicembre 2024 l'approvazione degli Statuti delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP) che intendono qualificarsi come soggetti competenti a svolgere le funzioni di ambito territoriale sociale. Un rinvio che sinceramente reputo opportuno in considerazione delle imminenti elezioni amministrative, della necessità di modificare le delimitazioni degli ambiti territoriali sociali per farli coincidere con i distretti sanitari. Questa è una battaglia storica del Movimento 5 Stelle, ancora non ci siamo, però speriamo di arrivarci. Non ultimo, dall'accoglimento molto critico da parte degli operatori di alcuni territori sulla sostituzione degli ambiti territoriali con le AST, che indurrebbe ad ulteriori riflessioni. Di fatto concordo con il Consigliere Baiocchi che serve tempo per un adeguato iter partecipativo in proposito.
Con l'articolo 13 si abroga la legge regionale 19/2013 su richiesta della struttura competente, in quanto superata e foriera di contrasto tra fonte statale e regionale in materia di contrattualistica pubblica dopo l'entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici.
Con l'articolo 14 si attesta il rispetto degli equilibri di bilancio e la copertura finanziaria; nell'articolo 15 è contenuta la dichiarazione di urgenza.
La legge di stabilità è oggi sottoposta all'approvazione dell'Assemblea legislativa insieme alla proposta di legge n. 239 che approva il bilancio regionale 2024-2026, ovvero l'atto fondamentale di programmazione finanziaria dell'ente, contenente le stesse previsioni delle entrate, l'allocazione delle risorse negli stanziamenti di spesa, la dimostrazione del mantenimento a preventivo degli equilibri finanziari ed i prospetti obbligatori previsti dal decreto 118/2011.
Non mi dilungherò, come dicevo prima, sulla descrizione dell'articolato perché l'ha fatto in maniera esaustiva la Consigliera Marcozzi. Il bilancio non è solamente uno strumento tecnico, questo ce lo siamo detti molte volte, molto spesso, ma ha una fondamentale valenza politica in quanto dovrebbe essere la coerente esplicitazione, in termini di allocazione di risorse, delle linee programmatiche di governo esposte dal Presidente Acquaroli ad inizio mandato e delle linee strategiche dei programmi operativi previsti dalla Giunta nel Documento di economia e finanza regionale che è appena stato approvato.
Ho già detto a proposito della persistente cattiva abitudine di stanziare importi a disposizione dei Consiglieri di maggioranza per contributi discrezionali e rispondenti alle richieste provenienti dai referenti politici del proprio collegio elettorale, piuttosto che finanziare adeguatamente le leggi approvate dall'Assemblea legislativa che in molti casi rimangono lettera morta per l'assenza dei fondi necessari alla loro attuazione.
Anche questo è un tema che abbiamo spesso affrontato in quest'Aula. Addirittura anche i Consiglieri che sono stati promotori e primi firmatari di alcune leggi regionali si sono guardati bene dallo stanziare fondi per dare adeguata applicazione alle leggi da loro stessi volute, ma hanno preferito farsi approvare i soliti emendamenti-mancetta: il campetto parrocchiale, il tagliaerba, l'enoteca, il murales nel cimitero, il presepe vivente, il campo di tiro a volo, il gioco delle bocce, il minigolf, la gara di moto d'epoca. Queste solo per indicarne alcune, che sinceramente non ci fanno rimpiangere la rete del ruzzodromo per 8.000 euro del Consigliere Pasqui, discussa qualche anno fa.
Al di là del discutibile modus operandi, se entriamo nel merito delle politiche che il bilancio esprime, dobbiamo evidenziare che questo bilancio contiene ben poco oltre agli stanziamenti di spesa obbligatori ed ai cofinanziamenti degli investimenti finanziati con risorse nazionali ed europee.
Al di là dei 105 milioni di euro in 3 anni di trasferimenti tagliati dal Governo-amico Meloni, la programmazione in questo strumento di bilancio manca del tutto. Le previsioni delle spese discrezionali, che rappresentano le scelte politiche di concreta attuazione del programma di mandato della Giunta, sono state pesantemente tagliate rispetto alla spesa consuntiva del 2023.
Qui vado a fare qualche esempio:
• missione 4, istruzione e diritto allo studio: prevede stanziamenti diminuiti del 65% rispetto alle previsioni definitive relative all’anno 2023;
• missione 5, tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali: meno 38%;
• missione 6, politiche giovanili, sport e tempo libero: meno 43%;
• missione 7, sviluppo e valorizzazione del turismo: meno 63%;
• missione 8, assetto del territorio ed edilizia abitativa: meno 35%;
• missione 9, sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente: meno 18%;
• missione 10, trasporti e diritto alla mobilità: meno 27%;
• missione 12, diritti sociali, politiche sociali e famiglia: meno 63%.
Questi tagli drastici non sono certo dovuti a maggiori fondi stanziati per la sanità, che dipendono da entrate vincolate ed autonome e che sono rimasti pressoché costanti nella misura di circa 3,5 miliardi.
Non resta pertanto che sperare che nel corso del prossimo anno la Giunta sia in grado di intercettare nuove risorse nazionali ed europee e di metterle a disposizione della spesa mediante opportune variazioni, altrimenti andremo incontro ad una drastica riduzione sia dei servizi che degli investimenti.
Non posso esimermi dal rilevare, per ultimo, le pesantissime critiche inserite dai Revisori dei Conti nella loro relazione: una gestione delle fideiussioni ricevute a garanzia dalla Regione definita, e leggo testualmente, "non conforme a regole di buona e sana amministrazione" per oltre 170 milioni di euro; accantonamenti al fondo contenzioso legale fatti a forfait e non, come indica la legge, sulla base delle valutazioni professionali del rischio di soccombenza da parte dei legali incaricati delle pratiche. Un rilievo, peraltro, più volte avanzato anche dalla Corte dei Conti nei giudizi di parificazione del rendiconto.
Molto pesante il giudizio dei Revisori sulla incredibile risposta degli uffici di negare ai revisori l'indicazione delle controparti e dei legali incaricati delle pratiche di contenzioso per asserite esigenze di privacy, impedendo di fatto ai revisori stessi di eseguire le procedure di revisione imposte dai processi professionali e quindi di adempiere al loro obbligo di legge. Tutto ciò è verificabile perché basta leggere le pagine 45 e 46.
Poi l'altro problema è la gestione e risoluzione delle liste d'attesa sui vari servizi sanitari. Ne abbiamo parlato molto spesso e i Revisori indicano questa gestione delle liste d'attesa come un vero banco di prova di questa amministrazione, i cui dati intollerabili portano a pensare che la sanità marchigiana, tutt'altro che universale, sia per pochi privilegiati, facoltosi, raccomandati o semplicemente fortunati. Un banco di prova fallimentare.
Attento, costante e aggiornato il controllo degli organismi partecipati, un capitolo che ho più volte sottolineato nei miei interventi e poi, come ultimo punto, il monitoraggio costante dell'andamento patrimoniale ed economico degli enti destinatari di contributi.
Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ritengo di intervenire brevemente. Come dicevo prima, ho assunto la decisione di non presentare emendamenti anche alla manovra vera e propria finanziaria perché, comunque, andava riscritta completamente.
La relatrice di minoranza ha evidenziato i tagli drastici e, diciamo, senza alcuna logica. Anche nei tagli si denota la mancanza di strategia e di visione, perché anche lì si possono fare e si debbono fare delle scelte.
Questa è la dimostrazione di quello che io dicevo nel mio intervento precedente: che la legge di bilancio e la legge di stabilità non danno attuazione al Documento di economia e finanza regionale, anzi sono totalmente slegate da quegli obiettivi che pure lì sono stati declinati, sebbene in una sorta di copia e incolla.
Su questo voglio rispondere alla Consigliera Marcozzi, che, a parti invertite, era in quest'Aula nella scorsa legislatura quando io ero Assessore al bilancio. È vero, l'ho detto in Commissione, che anche nei documenti di economia e finanza che io portavo c'erano dei copia e incolla rispetto all'anno precedente, ma quello, Consigliera Marcozzi, era il segno, se vogliamo, e il simbolo della continuità di una strategia politica e amministrativa.
Vede, io non ho mai portato bilanci tecnici. Questo è un report che io ho, Consigliera Marcozzi, della mia attività di Assessore al bilancio nei 5 anni e 3 mesi in cui io ho occupato quella sedia. Ci i sono le mie dichiarazioni e ci sono gli atti, la sostanza delle manovre finanziarie che portavo in quest'Aula, ed erano una cosa molto diversa. Lo dicevo prima.
Ricordo bene quando noi abbiamo fatto una manovra, dopo la pandemia, di 210 milioni di euro per le famiglie, per le imprese, per gli uomini e le donne di questa nostra comunità.
Vedete, quando si porta una manovra economica, quindi un DEFR, una legge di stabilità, la legge di bilancio, e si è a 3 anni e oltre dall'inizio del mandato, si è verso la fine, si è superato il tempo del bilancio centrale, che era quello dell'anno scorso, essendo questo il quarto bilancio e la quarta manovra deve essere anche l'occasione, se vogliamo, non solo per guardare al futuro. E non guarda al futuro, perché, come diceva prima la Consigliera Ruggeri, come si fa a guardare al futuro con questi tagli così drastici, lineari, senza alcuna strategia? Ma è anche un po' la sintesi di quello che si è fatto negli anni precedenti. E allora qui c'è il nulla.
Io vorrei che qualcuno dicesse in quest'Aula, da parte della maggioranza, cosa è stato realizzato in questi 3 anni e 2 mesi dall'insediamento del Governo Acquaroli. Quale opera pubblica è stata realizzata? Quale progettualità è stata messa in campo? Niente.
Anche qui, a me piace parlare non per sentito dire o, così, Assessore Brandoni, per proclami; a me piace parlare sulla base degli atti, di quello che è scritto.
Allora io leggo sempre il programma di Acquaroli, declinato in quest'Aula perché, ripeto ancora una volta, se non si sa, ma si dovrebbe sapere, e non potete far finta di non saperlo, una manovra economica è il momento in cui deve trovare attuazione il programma di governo, è un obbligo.
E allora si diceva, in quel 19 ottobre, in quest'Aula, che bisognava, tra l'altro, ovviamente non ho tempo di leggere tutto, garantire servizi regionali efficaci, efficienti e semplici in ogni settore per una Regione realmente amica e vicina ai cittadini, alle famiglie, alle imprese, a partire dalla sanità, anche per prepararsi ad affrontare un eventuale ritorno della crisi pandemica e via dicendo; puntare sul lavoro, sanità, imprenditorialità, innovazione, transizione digitale, ambiente, infrastrutture e competitività.
E allora, se i dati sono quelli che ho riportato prima nel mio intervento sul DEFR, che ho consegnato e che non ripeto, che sono riportati dalla Banca d'Italia delle Marche, che voi definite fonte autorevole, dove tutti questi parametri sono notevolmente peggiorati a distanza di 3 anni ed in questa manovra economica non c'è nulla, non c'è un progetto, non c'è una visione, non ci sono risorse, ma solo tagli per dare una risposta in questa direzione. Questo è il punto. Questo è il segno del fallimento.
Ma vedete la sanità? Ma se la sanità è i tre quarti del bilancio regionale, adesso parliamo di bilancio, come potete dire che voi avete attuato il programma? Come potete non ammettere che la situazione è peggiorata e avete fallito su tutto?
Se il Collegio dei revisori dei conti, se l'organo di revisione vi dice quelle parole che io ho riportato poc'anzi, che per quanto riguarda le liste d'attesa in sanità evidenzia che reiteratamente ha invitato la Giunta…, perché quello è il vero banco di prova, certo che è il vero banco di prova, perché riguarda i tre quarti del bilancio regionale, perché il diritto alla salute è un diritto universale garantito dalla Costituzione.
E allora ci dice che cosa? Che la situazione è drammatica, che questo diritto universale non viene garantito, perché nelle Marche la sanità è riservata ai facoltosi, ai raccomandati e ai fortunati.
Vi rendete conto? Queste parole non le hanno scritte i Consiglieri Ruggeri, Mangialardi, Casini, Cesetti. Le ha scritte il Collegio dei revisori. Voi non potete far finta di nulla.
Quello è un atto d'accusa e, se vogliamo, è un marchio di inefficienza, di incapacità, di resa, che voi vi portate addosso.
E rispetto a questo qui vedo... Il Presidente Acquaroli sa bene, per quanto non condivida nulla con il Presidenta Acquaroli, che ho con lui un rapporto molto leale. Allora, non può il Presidente Acquaroli non occuparsi di questo e si deve chiedere il perché di quel giudizio dell'organo di revisione.
Deve assumere una consapevolezza: c'è bisogno di un intervento straordinario e non possono essere i tagli al sociale, alla famiglia o alla sanità. C'è bisogno di un intervento straordinario. Ad esempio, si può ricorrere al debito in una Regione dove il debito, grazie alla precedente Giunta, quando ero Assessore al bilancio, è stato ridotto del 31% in 5 anni e 3 mesi. Non lo dico perché io debba rivendicare qualcosa. Le elezioni le abbiamo perse. Ma significa che questo vi dà l'opportunità, ad esempio, di ricorrere all'indebitamento. E si può e si deve fare in un momento straordinario per dare una risposta alla sanità, alle liste d'attesa, alla carenza dei medici e delle risorse.
Si dice: c'è il tetto di spesa. E allora? Forse le Regioni non partecipano alla Conferenza Stato-Regioni? Non è forse quella la sede per il superamento del limite al tetto di spesa per il personale? È una cosa iniqua, fatta e messa in campo anche da governi cui ha partecipato la mia forza politica, ma hanno sbagliato, e io dissi anche allora che avevano sbagliato, come hanno sbagliato tante altre volte. Chi non commette errori? Però oggi è tempo di cambiare dopo la pandemia. Lì si può e si deve fare, in quella sede, anche perché avete un Governo amico che vi ha preso come modello.
Ma potete essere il modello Marche se il Collegio dei revisori vi dice quelle parole? Che nella nostra Regione è messo in discussione il diritto universale alla salute sancito dalla Costituzione, perché qui si possono curare solo i facoltosi, i raccomandati e i fortunati, mentre chi non ha condizioni economiche, chi è povero, chi vive situazioni difficili, magari rinuncia a curarsi. Questo è il tema.
Il diritto alla salute non è soltanto un diritto dell'individuo, ma è nell'interesse della comunità, come ci dice la nostra Carta costituzionale. Questa è la consapevolezza che dovete avere.
E allora si abbattono i tetti di spesa, perché c'è anche un altro limite: se non si abbattono, potete impugnare le leggi nazionali.
Sapete che la Costituzione dà questa possibilità alle Regioni, di impugnare le leggi nazionali laddove vadano a violare la loro competenza. Quando una legge nazionale mette il tetto di spesa sul personale e non fa esercitare una delega come la sanità, che è legislazione concorrente, per la quale devo garantire quei livelli essenziali di prestazione, io non posso impugnare quell'atto? E che si fa qui? Si è sempre silenti, tutti zitti.
Questo è il tema: che cos'altro deve succedere in questa Regione perché voi possiate ammettere il vostro fallimento? Non perché dobbiate andare a casa, anche se magari sarebbe una fortuna per la nostra comunità regionale, ma nessuno vi chiede questo, anche perché non lo farete. Almeno, invertire la tendenza. Perché ci vuole coraggio in questi momenti, Assessore Brandoni.
È vero che c'è una situazione drammatica a livello nazionale e internazionale, ma non possiamo prenderla come scusa per non fare nulla. Dobbiamo fare la nostra parte per superare quelle difficoltà, perché gli uomini e le donne, i giovani e gli anziani di questa nostra comunità non possono, oltre ai problemi nazionali, avere anche problemi regionali. E la sanità è il problema dei problemi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Quello in discussione oggi potremmo definirlo un documento economico-finanziario senza visione e senza programmazione, una proposta portata in Aula in fretta e furia, con un passaggio molto veloce in Commissione, che dovrebbe invece essere il luogo deputato all'approfondimento tecnico e alla ricerca di una collaborazione e condivisione con le minoranze.
Quella che ci presentate è una manovra totalmente inadeguata, che prevede diversi tagli, ma non affronta, ad esempio, il tema delle liste d'attesa in sanità. E proprio da qui voglio partire, perché sappiamo bene quanto la sanità sia “il tema”, in termini di impatto sull'opinione pubblica, in termini economici nonché di equità sociale.
Dal momento che nella vostra campagna elettorale permanente avete usato e continuate ad usare la sanità come un cavallo di battaglia per criticare l'operato della precedente legislatura, che certamente perfetto non era, credo che sia giunto il momento di rinfrescarvi un po' la memoria con qualche numero.
Parliamo, ad esempio, dei dati AGENAS relativi alle liste di attesa per interventi chirurgici nelle Marche. Questi dati restituiscono una fotografia di una Regione decisamente indietro sul recupero degli interventi chirurgici sospesi a causa del Covid.
Analizzando i tempi di attesa per alcune prestazioni chirurgico-interventistiche dell'area cardiovascolare, vediamo come nel 2019, nelle Marche, il 71,61% dei pazienti effettuava l'intervento entro un mese. Nel 2022 questa percentuale scende al 67% e a livello nazionale le percentuali erano state dell'84,67% nel 2019 e dell'82,31% nel 2022.
Ma continuiamo e analizziamo lo stesso andamento dei tempi di attesa per la chirurgia oncologica: interventi per melanoma, tumore al colon, tumore al retto, tumore al polmone, tumore alla mammella, tumore alla prostata, tumore alla tiroide e tumore all'utero, calcolati anche in questo caso come percentuale di casi trattati entro un mese.
Bene, anche in questo caso si evidenzia come la Regione Marche sia al quarto posto tra quelle che tra il 2021 e il 2022 sono peggiorate di più. Se passiamo al confronto tra il 2022 e il 2019, le Marche sono al sesto peggior posto.
In pratica, nel 2019 nelle Marche il 70,64% dei pazienti in quest'area effettuava l'intervento entro un mese; nel 2022 questa percentuale è scesa al 62,73%.
La stessa storia potrei raccontarla per le prestazioni ambulatoriali. Non dimentichiamoci poi che la Regione Marche ha rinunciato a spendere nel 2022 una parte consistente del fondo messo a disposizione per il recupero delle prestazioni perse durante la pandemia, sia chirurgiche sia ambulatoriali e di screening oncologico.
La Fondazione GIMBE informa che nelle Marche è stato recuperato solo il 20% degli esami di screening oncologici, quart’ultimo posto in Italia, e solo il 32% degli interventi chirurgici, ottavo posto tra le regioni peggiori, e solo il 31% delle prestazioni ambulatoriali, sesto peggior posto.
Questi pessimi risultati sono legati a doppio filo con delle scelte di politica sanitaria improntate al populismo e alla ricerca di un consenso elettorale.
Ad oggi, la creazione di cinque nuove Aziende sanitarie territoriali e la soppressione dell'Azienda sanitaria unica regionale hanno aumentato i costi e paralizzato il sistema, che ancora, a distanza di un anno, non mostra segnali incoraggianti sulla strada del miglioramento del servizio. Anzi, siamo passati dall'avere liste di attesa lunghe, va ammesso, nel passato, ad avere liste di attesa chiuse anche per i malati oncologici.
La successiva approvazione del Piano socio-sanitario e di un programma di edilizia sanitaria, lontani dalle indicazioni contenute nel Decreto ministeriale n. 70 e nel Decreto ministeriale n. 77, non garantisce al paziente una risposta socio-sanitaria pronta, specializzata e territoriale che, 3 anni fa, avevate promesso di realizzare. E non lo fa perché mancano risorse economiche e personale dedicato.
Le lamentele dei pazienti si sommano a quelle del personale in servizio. Agli infermieri si aggiungono gli operatori socio-sanitari e i primari di Torrette, personale ormai ridotto allo stremo.
Oggi, nelle Marche, il diritto alla salute, come ha detto giustamente il Consigliere Cesetti, è messo a rischio. Anzi, meglio, non è più garantito. Soprattutto non lo è per quella fascia di cittadini fragili, in difficoltà economica, che non possono permettersi di rivolgersi al privato per soddisfare i loro bisogni e, aggiungo, il loro diritto alla salute.
Ma lasciamo il tema della sanità per passare ad un'altra emergenza. Mi riferisco alla violenza contro le donne.
Come temevo e come prendo purtroppo atto, questa manovra lascia inalterate le risorse dedicate al contrasto della violenza di genere. In un momento storico in cui questo odioso fenomeno non cessa di mietere vittime, la Giunta non reputa necessario un incremento degli stanziamenti per provare a prevenire l'ennesimo femminicidio e mettere in campo tutte quelle misure a sostegno delle donne.
Nel 2024 è prevista una spesa di 420.000 euro, sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti, mentre è del tutto evidente che occorrono maggiori risorse per intervenire in maniera più incisiva nel contrasto di questo fenomeno.
E allora, quando discuteremo ad esempio la proposta di legge sull'istituzione del reddito di libertà regionale, a prima firma del Consigliere Cesetti, che noi abbiamo sollecitato, presenteremo un emendamento specifico. E voi invece che cosa state facendo?
In questa manovra avrei voluto anche leggere dell'incremento del fondo per conciliare i tempi vita-lavoro, bonus baby-sitting e caregiver, di quello dedicato a sostenere l'imprenditoria femminile, ma niente.
La verità è che da Roma alle Marche la filiera è compatta e lavora contro le donne.
Da tempo lo diciamo: non basta essere donna per essere femminista. Proprio per questo una Presidente del Consiglio donna non è garanzia, in politica, di un approccio femminista, come invece avrei auspicato e sarei stata la prima a riconoscere.
Se il modello di potere che si incarna è quello maschile, piramidale, poco ha di femminista, che invece privilegia la circolarità delle responsabilità e la condivisione delle scelte.
Ricordiamoci tutti che una società costruita a misura di donna è garanzia di una società migliore per tutti.
Voi, che avete fatto della vostra idea di famiglia tradizionale un'icona sacra da difendere con le unghie e con i denti, voi che non perdete occasione di disprezzare con incomprensibile violenza tutte le altre tipologie di famiglie, cosa di concreto avete fatto in questa manovra di bilancio? Quali provvedimenti e quali risorse aggiuntive avete previsto per rispondere ai bisogni dei genitori, delle donne sole, per favorire l'occupazione giovanile e femminile?
Perché, al di là di quello che vi confidate ad Atreju, per fare figli bisogna avere una garanzia di lavoro stabile e dignitoso, e bisogna averla presto, non a 40 anni. Quindi, quali sono le vostre politiche a sostegno delle famiglie e della natalità? La risposta è semplice: nessuna.
Le famiglie e il loro benessere non rientrano nelle vostre priorità di governo. Anzi, mi correggo, lo fanno solo quando con belle parole promettete interventi che poi puntualmente non si realizzano.
Rimaniamo sul tema dei giovani, giovani universitari in particolare. Lo ha già fatto il Consigliere Mangialardi, ma anch'io mi chiedo cosa avete fatto, state facendo, per garantire il diritto allo studio, perché ci risulta un taglio importante al fondo di circa 4 milioni di euro.
Perché lo avete fatto? Per incapacità oppure perché non reputate importanti cittadini giovani e istruiti?
E mi sarebbe anche piaciuto molto sentir parlare della possibilità di usufruire del trasporto pubblico regionale in maniera gratuita per gli studenti universitari, ma mi sarei anche accontentata della previsione di abbonamenti agevolati. Ebbene, in questa manovra non ne trovo traccia. Anzi, scopro che nemmeno vi presentate ai tavoli dove siete stati invitati per discuterne.
Un ulteriore problema è legato alla carenza cronica di posti letto convenzionati per studenti universitari, un problema che dicevate di voler risolvere ma che, a distanza di 3 anni, è ancora ben presente e mina le iscrizioni universitarie, soprattutto per quegli studenti che non hanno possibilità economiche.
Se non vogliamo arrenderci ad un Paese, ad una Regione, composta principalmente da over 65, la quale sempre più spesso i nostri giovani scelgono di lasciare per trovare prospettive altrove, non possiamo non considerare questo taglio gravissimo.
Risparmiare sui giovani significa risparmiare sul futuro e risparmiare sul futuro significa solo accettare di vivere un eterno presente, con tutto quello che comporta uno sguardo corto, emergenziale, improvvisato, che non si addice ad una politica seria.
Questo è solo l'ennesimo episodio della filiera che non funziona: le Marche in linea con Roma, entrambi concordi sulla scelta di penalizzare i giovani e gli universitari.
A livello regionale le Marche tagliano 4 milioni e a livello nazionale nel 2026 si prospetta un taglio di ben 250 milioni, pari al 25% del totale dei fondi.
Lo diciamo al Presidente Acquaroli affinché la Presidenta Meloni senta: se il diritto allo studio è davvero una priorità per la destra, non può, come sta facendo, finanziare le scuole private e ridimensionare quelle pubbliche.
Tante altre le cose da dire, ma mi avvio alla conclusione portando alla vostra attenzione un tema essenziale e urgentissimo, cioè la tutela dell'ambiente. La piena consapevolezza di un clima mutato rappresenta una priorità per tutti noi che facciamo politica, che abbiamo la possibilità concreta di agire. Noi siamo pronti a discuterne, voi?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. In questo intervento credo sia utile rafforzare alcuni interventi che sono stati fatti prima dalla relatrice di minoranza e soprattutto dai Consiglieri Cesetti e Bora, che sono condivisibili.
Voglio richiamare i tre temi che proverò a trattare. Il primo riguarda il parere dell'organo di revisione, io non so se vi è consapevolezza di ciò che hanno scritto, Assessore Brandoni. Un parere come questo presupporrebbe…, non voglio arrivare alle dimissioni, ma sono affermazioni di una gravità incredibile. Va detto ai cittadini che l'organo di controllo di un'Assemblea legislativa, di una Regione, afferma, rispetto all'utilizzo del denaro pubblico, situazioni di una gravità inaudita. L'organo di revisione vi dice sostanzialmente tre cose: voi gestite fidejussioni attive senza avere attenzione rispetto ai contenuti delle stesse, vuol dire che forme di garanzia, di soggetti che operano con voi o con le vostre partecipate, rischiano di non essere affidabili; vi chiede un regolamento che detti precise norme rispetto al quale voi siete silenti; vi dice sostanzialmente sulle liste d'attesa, oltre al fatto che non avete speso i soldi che lo Stato vi ha dato, quindi a danno dei cittadini… Mi pare che gli interventi precedenti siano stati più che sufficienti. Vi chiede, ancora una volta, una costante e attenta rendicontazione degli organi di partecipazione. Voi non mettete in condizione l'Aula, l'Assemblea legislativa, di sapere che cosa succede all'interno delle vostre società operative, che fine fanno i soldi, ma vi rendete conto? Quelli sono soldi pubblici, non solo, nel parere del revisore c'è un problema sul fondo crediti di dubbia esigibilità. Leggete a pagina 8 cosa vi scrive: “Il fondo crediti di dubbia esigibilità è stato quantificato in 334 milioni, essendo dei dati previsionali ancora da verificare, il Collegio si riserva di confermare la quantificazione del fondo crediti”. Poi i residui attivi, ma sapete cosa vi ha detto la Corte dei Conti? Voi incanalate nel contesto dei residui attivi, delle somme che non sono più . credibili, somme che addirittura voi richiamate rispetto ad anni, a decenni precedenti, con i quali preparate il bilancio. Io non so è chiaro, è un argomento tecnico, i cittadini forse su questo possono essere confusi, ma voi costruite il bilancio su residui attivi, su somme che voi supponete di dover incassare che non ci stanno più, e non parliamo di migliaia di euro, parliamo di milioni di euro. Assessore Brandoni, o voi ci fate o ci siete. Ma come fate a non cospargervi il capo di cenere di fronte a un parere come questo? Normalmente ci si dimetterebbe dopo tutto ciò.
Il secondo argomento, Assessore Brandoni, è la tabella E, la famosa tabella con la quale in sede di bilancio si afferma che si fanno le marchette, ora il prode ex Assessore al bilancio, in una storica dichiarazione parlò di gestione ottriata, che solo lui sapeva cosa volesse dire. Probabilmente, noi piegavamo chi c’era prima, che gestiva il consenso. Ma vi rendete conto di quello che state facendo? Prima parlavo di consorteria, di amici degli amici, ovviamente parlo solo della provincia di Macerata, che conosco analiticamente, quindi credo di sapere almeno dal mio punto di vista… 15 Comuni su 17 hanno una chiara appartenenza politica, quindi voi date risorse a 15 Comuni di destra su 17, una roba indecente, non solo, lo fate ad personam. Pensate al contributo di 100.000 euro a Pieve Torina, quello che doveva arrivare, secondo il Consigliere Marinelli, a Macereto è un impianto di sollevamento dell'acqua. Dice il Consigliere Marinelli che arriverà a Macereto, non è vero niente, quell'impianto di sollevamento dell'acqua serve per un allevatore e non per l'insieme degli allevatori di quella zona. Voi lasciate dietro allevatori del vissano, di Ussita, decine di allevatori, però date i soldi al Comune di Pieve Torina per aiutare un allevatore. Pieve Torina è un Comune vicino. Guardate, è una cosa che non si guarda! Quello che vi suggerisco, Assessore Brandoni, è di individuare dei criteri generali astratti, fate le marchette, ma fatele con intelligenza.
Individuare criteri generali astratti vuol dire quantità, qualità, spesa corrente o spesa di investimento, in modo che possano partecipare tutti, anche gli altri Comuni di destra che sono stati esclusi da questo marchettificio che avete fatto. Mi chiedo: gli altri sono brutti, sporchi e cattivi? Fateci capire, sono gli amici degli amici, praticamente io non leggo quelli di Macerata, date un contributo di 6.000 euro ad un'associazione fatta di tre persone, ma, guardate, c'è da indignarsi.
Ultimo tema, mi dispiacciono, ovviamente le rispetto, le affermazioni della relatrice di maggioranza sull'articolo 12 della legge stabilità - non so se vi rendete conto che cosa state facendo - nove Consigli comunali hanno deciso di rispettare la legge, rispetto alla questione di un'aggregazione, praticamente viene bloccata un'azione, viene violata la volontà popolare di nove Consigli comunali che avevano deciso di aggregarsi, anche in vista dell’impegno che si era preso questa Giunta, che peraltro ha già tradito, perché entro il 31 dicembre 2023 avrebbe dovuto far coincidere gli ambiti territoriali sociali con i distretti, ma è stato rinviato. Vedrete che non lo faranno neanche nel 2024 e nel 2025 perché hanno paura di fare questa scelta, non la sanno fare, guarda caso, hanno rinviato al 31 dicembre 2024. C'è da preoccuparsi perché ci sono le elezioni a Fano e noi che facciamo, tradiamo le istituzioni? Come avevo anticipato, ci sono le elezioni a Fano e che ci importa che il Consiglio comunale abbia deciso, che ci importa degli altri otto Consigli comunali, decidiamo di far sì che la Giunta regionale non rispetti la legge 5/2008, che andava verso le aggregazioni. Guardate, è una vergogna quello che state facendo, piegate ai vostri interessi personali il diritto dei cittadini di aggregarsi, e solo chi ha fatto il Sindaco può capire quanto sia importante aggregare i servizi sociali dei comuni. Però che vi importa? Il Consigliere Serfilippi ha paura, ve lo dico in anticipo, il Consigliere Serfilippi è un po' l'anima di tutta questa scelta, di che cosa ha paura? Ha paura perché pensa: “Se per caso lo fanno adesso, dato che l'ambito territoriale ha già approvato tutto - -quanto c'è lo Statuto da approvare si è in fondo, dopo c’è la nomina degli organi (Consiglio di amministrazione, Dirigente, Amministratore, Collegio revisori) - si rischia di rimanere 5 anni senza aver fatto noi la scelta”. Non so se capite la diabolicità di questa vicenda e non dica di no Consigliere Serfilippi, lo ha raccontato al mondo, di questo si è vantato. Lei è Consigliere regionale, si dovrebbe vergognare di aver ispirato …

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Intervengo in merito a queste due proposte di legge che sono di fondamentale importanza perché, come tutti voi sapete, per i Consiglieri esperti ma anche per quelli meno esperti, oggi abbiamo l'opportunità di vedere la nostra Regione, all'interno dei conti, non solo crescere ma soprattutto capire qual è la fotografia attuale, perché credo che, prima di urlare vergogna, prima di dire qualsiasi altra cosa, come sempre, dobbiamo politicamente fare una fotografia sul nostro stato attuale.
Non ci dimentichiamo che, capisco, è normale, l'opposizione deve criticare, ci mancherebbe altro. Ho visto, però, che dall'opposizione ci sono state delle proposte di emendamento, anche accolte, ed è importante perché penso che si governi nell’interesse generale di tutti. E’ normale che un'opposizione critichi; capisco che alcuni Consiglieri si debbano attaccare sul parere non totale, perché vanno a guardare solo 4 righe su 48 pagine. Ovviamente su questo possiamo anche discutere, perché quando il parere dei Revisori dei Conti parla di gestione e risoluzione delle liste d'attesa, vero banco di prova di questa amministrazione, sapete benissimo che, questo nessuno lo può negare, questa amministrazione regionale non governa da tanti anni.
Soprattutto abbiamo avuto, ad oggi, delle riforme importanti anche sul settore della sanità, la riforma è nata per dare più forza agli enti territoriali, alle Aziende sanitarie territoriali. Anche lì ricordiamoci bene che, purtroppo, precedentemente qualcuno del Partito Democratico, parlo dell'ultima legislatura, voleva togliere l'ASUR e mettere le Aziende sanitarie locali. Non c'è riuscito, noi ci siamo riusciti.
Ovviamente mi rendo conto di questa tematica…, ma se uno legge la politica, Consigliere Carancini, perché lei è una persona che sa leggere la politica, quando si parla di gestione e risoluzione delle liste d'attesa, vero banco di prova di questa amministrazione, noi lo sappiamo, non è che non lo sappiamo.
Il deficit dei conti della sanità delle Regioni che avete sempre preso come spunto, come esempio… Sapete, ad esempio, quali sono le vostre Regioni modello? L'Emilia-Romagna, che ha un buco di un miliardo di euro sulla sanità. La Regione Lazio, oggi governata dal centro-destra, ma fino all'altro ieri governata dal Partito Democratico, ha dei bilanci importanti sulla sanità. Prima quei modelli pagavano a breve termine, ma poi a lungo termine e dopo non pagavano più.
Ho sentito anche dei vostri Parlamentari che hanno avuto il coraggio di attaccare il Governo Meloni sui tagli attuali. Vi voglio ricordare una cosa importante, che poi sarà utile per il prossimo bilancio, voi lo sapete bene, di anno in anno approviamo il bilancio.
C'è il primo dato di fatto: oggi il Governo Meloni, purtroppo, ha dovuto tagliare delle risorse a causa di un buco di bilancio, di fondi spesi e fatti a debito da qualcuno, ovviamente non noi, sulla questione del cosiddetto Superbonus. Qualcuno veniva come salvatore della patria: "fate tutto, tanto paga lo Stato". Abbiamo visto che oggi chi deve pagare, e vergognosamente aggiungo, riprendendo le parole del Consigliere Carancini, sono i cittadini italiani e purtroppo ci troviamo dei tagli.
Sono sicuro che qualcuno di voi la condivida, perché è stata un'operazione a debito, questo me lo ricordo benissimo. Lo voglio citare perché quando si parlava di dare l'opportunità alle Regioni di prendere i crediti per il Superbonus, non per quelle cose di cui parlavamo prima, Consigliera Casini, che condivido in pieno, andai al Servizio ragioneria perché arrivavano degli imprenditori che dicevano che la Regione Marche, come altre Regioni, poteva comprare i crediti per il 110. Andai dal Servizio Ragioneria - voglio ringraziare di cuore le Dirigenti e i dipendenti, a chiedere informazioni, a chiedere se fosse una cosa fattibile, perché si diceva che le altre Regioni lo facevano, e mi venne risposto: "Consigliere, guardi, stia attento perché questa è un'operazione a debito". Lo riportai ad alcuni amici miei a livello nazionale nel mondo dell'imprenditoria, che mi dissero: "Ma che dici? Sei matto? È un'opportunità". Oggi abbiamo visto che quella Dirigente, che ci aveva consigliato di non farlo, aveva ragione, quella era una vera e propria operazione a debito e, ovviamente, i debiti poi si pagano. Non prima, dopo.
Ma ricordiamoci anche un'altra cosa. Fino a marzo 2020 in Europa c'era il cosiddetto Patto di stabilità europeo. La fortuna ha voluto che quando andarono a governare Conte prima e Draghi dopo, il Patto di stabilità fosse sospeso, se ve lo ricordate bene. Tanto che viene ratificato proprio in questi giorni dal Ministro dell’economia e delle finanze, insieme a tutti i Ministri, che ovviamente metteranno dei vincoli.
Pensate che cavolo di sfortuna ha questo Governo: vince le elezioni e viene rimesso il Patto di stabilità. Ricordiamocelo tutti, perché è di fondamentale importanza. Ancora una volta avremo altri paletti e, nonostante dobbiamo pagare i debiti continui, dovremo avere nei prossimi bilanci ulteriori vincoli dovuti al Patto di stabilità dell'Unione europea.
Quando qualcuno mi viene a dire: noi abbiamo fatto questo e quell'altro, ci credo, non occorreva rispettare il Patto di stabilità, perché dal Covid fino a qualche giorno fa, non parlo a livello regionale, ma a livello nazionale, poi anche a livello regionale… Sapete meglio di me che il bilancio 2025 potrebbe avere delle difficoltà a causa di questo Patto di stabilità, che negli anni 2021 e 2022 non è stato applicato.
Su questo vorrei fare una riflessione, anche sulla questione legata agli investimenti. Credo che facciate benissimo il vostro lavoro, capisco che si debba cercare di prendere in mano qualche frase, estrapolarla e farci politica, ma è normale. Però, mi vorrei confrontare di più sugli investimenti. Soprattutto, credetemi, in un momento come questo, dove siamo in grande difficoltà economica. Lo sappiamo tutti, l'abbiamo visto tutti.
Questa Regione, voglio ringraziare la Giunta, gli Assessori, l'Assessore Brandoni e gli uffici, ha spinto moltissimo sulla programmazione europea ed oggi è su quello che ci dobbiamo confrontare tutti. Sono fondi che abbiamo ottenuto grazie al fatto di essere una regione in transizione. E’ vero che abbiamo preso più fondi, ma è altrettanto vero che noi, come Regione Marche, mi corregga se sbaglio, Assessore Brandoni, abbiamo dovuto mettere un cofinanziamento maggiore, e anche questo ci ha sfavorito.
Devo aggiungere, e per questo voglio ringraziare gli uffici e la Giunta, che la Regione Marche è una delle poche che ha messo subito il cofinanziamento, che dà l'opportunità, se avete visto e se ci avete fatto caso, di partire immediatamente con i bandi. Ovviamente non lo vedete sui conti del bilancio perché non sono risorse che, in parte, sono legate agli investimenti e alla spesa corrente per quanto riguarda i bandi, ma altre risorse sono state intercettate dal FESR e dal FSE.
Vorrei fare una riflessione con voi perché ho ascoltato anche il Consigliere Carancini, che giustamente parla di fare favori agli amici. Dico la verità, è inutile girarci intorno, secondo me non si è cercato di fare favori agli amici, si è cercato di fare degli emendamenti perché tutti noi veniamo dal territorio. È normale. Noi siamo ancora quelli che prendono le preferenze, tutti noi, quindi dobbiamo rispondere al territorio.
Qui non vedo marchette legate, che ne so, magari come era prima, alla bocciofila o altro. Ci sono delle richieste del territorio legate ai Comuni, per la maggior parte. Voi le potete vedere. Anche voi, magari, avete fatto degli emendamenti: qualcuno è stato approvato, qualcuno no, però, credo che su questo ci voglia buon senso. Capisco che quando si dice che la tabella E è come la tabella C lo si dica per fare politica, ma è altrettanto vero che qui ci sono finanziamenti utili a dare delle risposte ai piccoli Comuni.
Non so se il Consigliere Carancini ci abbia fatto caso, ma qui ci sono moltissimi piccoli Comuni che da soli non riescono. Pesaro, lo dico ai Consiglieri del pesarese, ha preso 500.000 euro per la Capitale italiana della Cultura; ci sono comuni come Jesi che giustamente hanno preso dei fondi. Sono Comuni grandi ed è giusto che prendano dei fondi.
Non è che un Comune di centrodestra deve prendere i fondi ed uno di centrosinistra non li deve prendere. Noi oggi siamo qui a governare nell’interesse dei marchigiani. Consigliere Carancini, se fosse stato sindaco di Macerata e le fosse servita una mano, gliel'avremmo data sicuramente, così come è stata data a Pesaro, Capitale italiana della Cultura.
E quando si parla di campagna elettorale…, allora non dovevamo finanziare Pesaro perché c'è la campagna elettorale? Invece no. Il Presidente Acquaroli, l'Assessore Brandoni e i Consiglieri hanno pensato che quella fosse una priorità. Più che parlare di contributi ai Comuni amici, direi che c'è stato un grande contributo ai piccoli Comuni e questo, secondo me, nella tabella E, per chi legge la politica, è un'operazione importante. Perché oggi non ci sono più fondi ma, nonostante tutto, i piccoli Comuni vengono finanziati.
Per non parlare di alcuni bandi che sono stati fatti, come il bando strade, anche quello è importante. Perché alcuni fondi vengono dati con la tabella E, molti altri con i bandi, dove i Comuni più capaci riescono a ottenere risorse.
Voglio fare un appello all'opposizione, capisco che è normale ed apprezzo che questa volta non avete fatto ostruzionismo. Lo dico pubblicamente: vi apprezzo perché non fate ostruzionismo. Dico che è normale, non potete votare a favore, ci mancherebbe altro, ma quando facciamo le critiche, cerchiamo di capire perché che a volte potrebbero essere un boomerang.
Proprio per questo vi invito a riflettere. Noi andremo in giro a raccontare la legge di bilancio, voi potrete fare la contro-legge di bilancio, è normale, ma noi andremo a dire che proprio con la tabella E molte risposte sono state date a quei Comuni che a volte non riescono neanche a pagare un tagliaerba o altre necessità di base. Credo che questa sia un'opportunità.
Per quanto riguarda la questione degli investimenti infrastrutturali, ci sono i fondi del FESR; per quanto riguarda i grandi investimenti sulle strade, ci sono dei bandi e proprio per questo noi oggi andiamo spediti a dare risposte con una legge di bilancio che, secondo me, non solo rispetta la stabilità ma la...

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho provato ad analizzare le diverse voci di questo bilancio di previsione e ammetto di essere molto preoccupata. Ho presentato alcuni emendamenti che prevedono un finanziamento delle battaglie che io ho portato avanti in questo anno e che, in alcuni casi, sono state condivise dalla maggioranza a parole, perché a parole sono state quasi sempre condivise, ma poi, nei fatti, guardando il bilancio, non c'è un euro.
Vorrei partire da una delle preoccupazioni che mi sta più a cuore, quella legata ai posti negli asili nido. Dal PNRR il Governo Meloni ha tagliato 100.000 posti negli asili nido d'Italia, proprio il Governo della famiglia va a tagliare posti negli asili nido.
Mi aspettavo che su questo la nostra Regione fosse più coerente, più attenta e più sensibile e invece, con grande stupore, ho cercato, anche insieme ai miei collaboratori e alla mia collaboratrice: non c'è un euro, per la prima volta nella storia delle Marche, sui nidi d'infanzia.
Lo ribadisco: non c'è un euro, zero.
Se fino all'anno scorso c'era almeno 1,5 milioni, come avveniva con la precedente Giunta, che purtroppo erano pochi, ma allora bastavano. Oggi le esigenze sono cambiate. È aumentata la richiesta da parte delle famiglie, a causa anche della mutazione e del cambiamento dei ritmi di vita, delle esigenze lavorative delle donne. Sono aumentate terribilmente, enormemente, pesantemente le richieste di posti nei nidi d'infanzia, mettendo in difficoltà molto spesso le amministrazioni comunali.
Io mi aspettavo che la Regione Marche seguisse questa esigenza, aumentando lo stanziamento di 1,5 milioni e invece purtroppo c'è zero euro.
Me l'ha confermato poco fa anche l'Assessore Biondi, che ringrazio per la disponibilità. Mi ha garantito che interverranno, che prima o poi arriveranno quelli dell'Unione europea e mi fa piacere, ringrazio l'Assessore, ma il problema rimane.
Come potranno i Comuni programmare l'aumento di posti nei nidi? Come faranno ad aumentare quei posti che tutt'oggi sono insufficienti?
Voglio ricordare che ad oggi, nella fascia 0-2 anni, nelle Marche ci sono più di 30.000 bambini e bambine. Ripercorrerò poi il dato esattamente quando presenterò l'emendamento, ma le Marche riescono ad offrire posti solo al 25% di questi bambini e bambine in tutta la regione.
Nel Comune di Pesaro, ad esempio, si stanno facendo passi avanti importanti perché il Comune mette dieci volte di più di quello che mette la Regione.
Era necessario quindi che già da oggi la Regione aiutasse i Comuni ad aumentare e programmare questi posti e invece c'è esattamente zero. Va bene, aspetteremo i fondi europei, ma ad oggi è impossibile programmarli, è impossibile fare in modo che i Comuni possano intervenire.
Ricordo che per legge è previsto un cofinanziamento del 25% da parte della Regione rispetto al fondo statale. Ciò significa che, se l’anno scorso il fondo statale era di 6 milioni di euro, le Marche hanno dato 1,5 milioni di euro per tutti i nidi d'infanzia delle Marche. Lo ribadisco: 1,5 milioni per tutti. E non sono bastati. Oggi guardiamo questo bilancio di previsione e vediamo che c'è zero.
Quindi, non solo il Governo Meloni ha tagliato sulle pensioni, ma ha tagliato anche sui nidi e le Marche della Giunta Acquaroli non ci hanno messo nemmeno una toppa. Questa è l'unica cosa che ad oggi possiamo dire, perché i numeri parlano.
Mi dispiace moltissimo perché questo doveva essere uno dei temi principali per chi dice che la famiglia viene prima di tutto. Ma non solo.
Dalla famiglia e dai nidi d'infanzia voglio passare anch'io alla sanità, perché anche sulle liste d'attesa purtroppo non ho trovato nessuna risposta in questo bilancio.
Mi spiace, lo ribadisco: la Corte dei conti, io ho voluto partecipare al giudizio di parificazione del rendiconto generale, lo ha detto in quell’occasione ed è scritto nero su bianco a pagina 24: forte ritardo nell'attuazione del piano per la riduzione delle liste d'attesa. C'è scritto esplicitamente, non lo dico io, lo dice la Corte dei conti.
Sempre rilevante è risultato l'ammontare delle risorse statali finalizzate alla riduzione delle liste d'attesa non utilizzate. Esattamente: alle Marche sono spettate risorse per circa 12 milioni e ne hanno utilizzato un terzo, per sintetizzare. Ciò significa che i soldi c'erano, ma che la nostra Regione non li ha utilizzati per la riduzione delle liste d'attesa.
Lo dimostra anche una classifica, perché c'è una classifica statale delle Regioni in base alla capacità di recuperare le liste d'attesa nel 2022. Le Marche sono quart’ultime.
Mi spiace, non penso dipenda solo ed esclusivamente dall'Assessore Saltamartini, ma da una serie di scelte di tutta la Giunta.
Della sanità ci sarebbe tanto da dire, ma voglio passare anche ad alcuni temi che io ho definito vere e proprie battaglie, che ho portato in quest'Aula nell'ultimo anno e su cui ho presentato degli emendamenti, studiando e dedicando parecchio tempo. Per questo mi permetto di evidenziarli e ribadirli.
Non solo presenterò un emendamento sui nidi d'infanzia, in cui sono riuscita a reperire qualche risorsa tra le pieghe del bilancio, lo presenterò nel dettaglio più tardi, chiedo di mettere almeno qualche risorsa, ritenendo prioritari i nidi d'infanzia rispetto, ad esempio, ai 50.000 euro previsti a Camerino per quattro giorni del Vintage Trophy Enduro delle moto d'epoca.
Entrerò nello specifico quando sarà il momento degli emendamenti.
Elencando le battaglie principali, chiedo davvero ai Consiglieri di maggioranza di venirci incontro, perché ci sono temi su cui non devono esserci divisioni, non deve esserci scontro, ma devono essere battaglie condivise. Ad esempio, quello che riguarda l'impegno per lo smaltimento dell'amianto negli edifici privati.
Vedo che il Presidente Acquaroli è impegnato a discutere d'altro, o magari di quello che sto dicendo io, ma mi piacerebbe che ascoltasse, perché immagino che se il Presidente Acquaroli sapesse che la sua Regione non ha messo un euro quest'anno, quindi è fuori legge sullo smaltimento dell'amianto, probabilmente chiederebbe di votare il mio emendamento. Questa Regione, lo ribadisco, è fuori legge. C'è una legge del 2019 che impone di mettere delle risorse per smaltire piccoli quantitativi di amianto. Come mi aveva anche consigliato l'Assessore Aguzzi, ho fatto una modifica di legge chiedendo di mettere contributi non solo per smaltire piccoli quantitativi, ma anche grandi quantità di amianto. Non l'ho detto io, l'aveva chiesto l'Assessore Aguzzi. Non l'ha fatto lui, l'ha solo detto, quindi, l'ho proposto io e se oggi non voterete ciò che ha proposto l'Assessore Aguzzi, mi sembra preoccupante e grave. Dite e poi non fate. È ancora peggio che lamentarsi dopo.
Per lo smaltimento dell'amianto, in particolare, ho proposto un emendamento di 600.000 euro per contributi straordinari alle piccole e medie imprese per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto. Sarebbe un intervento minimo rispetto, lo volevo dire apposta al Presidente Acquaroli, a quello che ha fatto l'Emilia-Romagna, che invece ha messo nel mese di novembre 4 milioni con un bando. Io chiedo almeno di approvare questi 600.000 euro che ho trovato nelle pieghe del bilancio.
Sempre sullo smaltimento dell'amianto, non solo per le imprese, ho presentato anche un emendamento che riguarda gli edifici privati, che quest'anno non hanno avuto nemmeno i soliti 2.000 euro per smaltire l'amianto dalla tettoia del garage di casa. Nemmeno quelli ci sono in questo bilancio, che è il minimo previsto da una legge regionale. Nemmeno quelli.
La fibromialgia è un altro tema di cui abbiamo parlato e su cui a parole eravamo tutti d'accordo. Tutti bravi. Addirittura un Consigliere di Pesaro, il Presidente della Commissione sanità Baiocchi, è andato ad aprire l'incontro sulla fibromialgia della Commissione pari opportunità. Ma non c'è un euro nel bilancio. Allora le chiedo, Consigliere Baiocchi, oggi voti almeno il mio emendamento, sia coerente, la prego.
Per fortuna l'Assessore Saltamartini è stato attento, ha dimostrato attenzione e sensibilità, ha fatto convocare per la prima volta il tavolo tecnico, però non ci avete messo un euro. Mentre le altre Regioni fanno il bonus fibromialgia, mentre altri mettono risorse per la ricerca, qua si parla semplicemente di dare un incarico in più all'Ospedale di Torrette, creare un reparto a Torrette per la sensibilità chimica multipla, depotenziando probabilmente quello che c'è già a Jesi. Quindi c'è anche preoccupazione.
Tornando al bilancio, Assessore Saltamartini, ho fatto un emendamento e spero che lei lo faccia votare, perché sono anche promesse sue, non solo mie.
Sulla parità di genere arriva un tasto dolente e non volevo credere a quello che vedevo nel bilancio.
Abbiamo votato una risoluzione tutti assieme, da una mia mozione abbiamo votato una risoluzione. Tutti bravi, abbiamo chiuso con un applauso. Tanto che nel sito del Consiglio regionale, ma anche sull'ANSA, si titolava il 4 luglio 2023: “Sostegno alla petizione UNICEF per l'insegnamento a scuola della parità di genere. Unanimità del Consiglio regionale per la risoluzione che ha preso le mosse da una mozione presentata dal gruppo PD, prima firmataria Micaela Vitri”. Complimenti a tutti, perché tutti erano d'accordo, ma non c'è un euro e l'Ufficio scolastico regionale non è nemmeno partito con questi progetti.
Ribadisco che avviare progetti di insegnamento della parità di genere e di educazione all'affettività nelle scuole non è una cosa da poco, ma deve essere una priorità. Perché l'età dei giovani in cui la violenza di genere incide e impatta in maniera pesante purtroppo è sempre più bassa. Lo dimostra il caso di Giulia Cecchettin, in cui tutti sono stati bravissimi a parole a dire "facciamo qualcosa", ma poi, quando si va a vedere il bilancio della Regione Marche, non c'è un euro, nonostante la risoluzione approvata all'unanimità il 4 luglio.
Potrei andare avanti ancora, ma il mio tempo è finito.
Cannabis terapeutica: anche questo. C'è una legge che lo impone, ma la Regione Marche continua a non metterci un euro, pensando che siano stupefacenti. Il Ministero della Salute insieme al Ministero della Difesa hanno a Firenze uno stabilimento in cui si produce cannabis per uso terapeutico, quindi informatevi.
Non è uno stupefacente, è un elemento presente in natura che viene utilizzato anche per uso terapeutico. Altrimenti dovremmo vietare moltissime sostanze che si utilizzano in ospedale. Non sto a citare le principali, ma ovviamente la cannabis è una di quelle che si utilizza in tutto il mondo e che solo nelle Marche ancora viene considerata semplicemente uno stupefacente.
Ho finito il tempo, purtroppo, ma mi auguro che quando avrò modo di presentare i miei emendamenti alle promesse di questa Giunta seguano anche i fatti.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Vorrei tranquillizzare pubblicamente la Consigliera Vitri, ovviamente anche tutti i marchigiani, per quello che riguarda il cofinanziamento del Fondo nazionale dello 0-6. Per legge siamo obbligati a cofinanziare il 25% del Fondo nazionale e quest'anno, di concerto ovviamente con il Presidente Acquaroli e con tutti i miei colleghi di Giunta, assolutamente sensibili a quelli che sono i temi relativi alla famiglia, quindi a dare sostegno a tutte quelle famiglie che hanno dei bambini e per esigenze anche lavorative devono portarli nei nostri nidi, abbiamo deciso di aumentare al 50%, quindi con un consistente intervento finanziario, la retta e questo lo faremo proprio in questi giorni con una delibera di Giunta, andando a modificare le nostre schede MAPO, prevedendo un intervento specifico proprio in questo settore. Quindi, in questi giorni arriverà una delibera con la quale andremo a destinare importanti risorse per garantire il 50% del cofinanziamento del Fondo nazionale per lo 0-6. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Non entro in merito al DEFR, bilancio di previsione e legge di stabilità, perché sono stata relatrice di maggioranza e ho fatto le mie considerazioni; entro in merito al parere dell'Organo di revisione. È innegabile quello che ha detto la minoranza, c'è scritto.
Lunedì scorso, quando è arrivato il parere dei Revisori in Commissione, la sottoscritta è andata a guardare subito le criticità, perché le pagine iniziali sono un riassunto del bilancio di previsione e di quello di stabilità. Se voi andate a vedere, colleghi Consiglieri, a pagina 47 il Collegio dei revisori esprime all'unanimità parere favorevole al bilancio di previsione ed alla legge di stabilità, ma io ritengo che sia inaccettabile e inconcepibile l'utilizzo di certe parole da parte di un Organo di revisione e qui c'è anche l'Assessore Saltamartini, ex ispettore, su tre argomenti.
Parliamo delle liste di attesa, vero banco di prova di questa amministrazione. Scrivono: “i cui dati non tollerabili portano a pensare che la sanità marchigiana, tutt'altro che universale, sia per pochi privilegiati, raccomandati, facoltosi e fortunati”. Sentite che parola: raccomandati.
Lunedì, dopo aver letto queste pagine, ho chiamato l'Assessore Brandoni, ho chiamato altri Consiglieri, i capigruppo, ho detto: come può un Organo di revisione, a pagina 48, esprimere all'unanimità parere favorevole e poi utilizzare un termine scandaloso, un linguaggio scandaloso? Ma non solo per quanto riguarda la sanità e le liste di attesa. Come si può dire che ci sono raccomandati e privilegiati?
Adesso, con i capigruppo, faremo una riunione, chiameremo l'Organo di revisione che ci deve spiegare e mi dispiace, colleghi Consiglieri, perché i Revisori non sono qui. Io ho fatto la Consigliera comunale, provinciale ed i Revisori quando c'era il bilancio in Provincia erano presenti. Avendo scritto queste cose, e loro lo sanno, anch'io ho fatto il revisore in enti locali… Non si possono utilizzare i termini come “raccomandati” e “privilegiati”, e adesso ci dovranno spiegare quali sono questi raccomandati e privilegiati.
E non solo. Hanno detto che gli uffici mancano di professionalità per quanto riguarda la gestione del contenzioso. Sappiamo benissimo che i Revisori fanno un controllo a campione. Bene, guardate che cosa scrivono: “Risulta inaccettabile che la risposta pervenuta dall'Ufficio legale in merito alle richieste del Collegio, avente ad oggetto l'elenco completo del contenzioso dell'Ente Regione contenente controparte e oggetto della causa, opponga la privacy per non rispondere all'Organo di revisione”. L'ufficio che trasmette un documento privo di data e firma dimostra mancanza di professionalità. I nostri uffici, Assessore Saltamartini, non sono dei professionisti? Guardate, io una cosa del genere non l'ho mai vista.
No, colleghi della minoranza, scrivere “raccomandati e privilegiati” è un fatto gravissimo e poi ci dovranno dire chi sono questi raccomandati e privilegiati. E poi scrivono parere favorevole? Ma stiamo scherzando?
Per quanto riguarda le fideiussioni, le forme di garanzia che operano con questa amministrazione rischiano di non essere affidabili. Ma allora perché danno parere favorevole? Di fronte a fatti così gravi enunciati dall'Organo di revisione, gravissimo, inaccettabile, inconcepibile.
Allora si possono fare le critiche, noi le accettiamo, ma, ripeto, la prima cosa che ho visto, e l'abbiamo detto anche con il Consigliere Cesetti, grida vendetta, vendetta politica, perché non è possibile...

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Io sono allibita dal fatto che, mi sembra, in quest’Aula nessuno della maggioranza abbia letto la relazione dei Revisori dei Conti, perché io ho letto la mia relazione, vi ho indicato testualmente tutte le criticità che emergevano. Nessuno dei Consiglieri, a parte che non mi ha ascoltato nessuno, tra l'altro neanche la relatrice di maggioranza ha fatto un passaggio su questo e adesso scoppia la bagarre, con tanto di accuse pesantissime, queste sì, nei confronti dei Revisori dei Conti.
Voglio dire le cose che ci sono scritte qui. La maggior parte delle cose che ci sono scritte qui sono quelle che l'opposizione vi addebita da 3 anni, quantomeno. La questione delle liste di attesa l'abbiamo sollevata anche in maniera molto forte quest'estate per il mancato utilizzo dei fondi derivanti dalla finanziaria del 2020, che per 2 anni li avete tenuti fermi senza utilizzarli per lo scopo per cui erano stati stanziati.
Questo ha portato anche i Revisori dei Conti a scrivere queste cose e ne dovete prendere atto. Invece di arrabbiarvi, dovete cercare di risolvere i problemi e non dovete offendervi, risentirvi o gridare vendetta quando i Revisori dei Conti scrivono queste cose.
Veramente, come opposizioni tutte, abbiamo sollevato queste questioni che potevano essere affrontate diversamente mesi fa. Però in quest’Aula c'è l'abitudine di non confrontarsi, di non ascoltare e spesso di agire per partito preso, e questo non va bene, perché poi i risultati sono questi.
A me non preoccupa cosa hanno scritto i Revisori dei Conti, mi preoccupa lo stato delle liste d'attesa, perché voi continuate a dire che va tutto bene, quando la maggior parte di coloro che chiamano il CUP rinunciano e non entrano dentro le classifiche che poi sventolate qui in Aula. Chi può va direttamente dal privato e chi non può non si cura. Hai voglia con le ricette con la P e con le varie letterine. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto chiudiamo la discussione e fermiamo il Consiglio regionale per consentire di poter fare la I Commissione e verificare l'ammissibilità degli emendamenti che sono stati presentati.
Nel frattempo pensiamo a come andare avanti perché sono le 17.00, da quello che ho capito qualcuno deve andare via. Cerchiamo di capirci: chiedo ai capigruppo di confrontarsi senza fare un'altra Conferenza dei Capigruppo. Parlatevi tra di voi e definiamo un attimo come procedere.
Se non parlate tra di voi, sono costretto a convocare la Conferenza dei Capigruppo e a perdere altro tempo.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17:05


Allegato A
Testo dell’intervento del Consigliere Cesetti, di cui è stata richiesta e autorizzata la pubblicazione in allegato al resoconto della seduta odierna, ai sensi dell’articolo 55, comma 2 del Regolamento interno.

Fabrizio CESETTI (relatore di minoranza della proposta di atto amministrativo n. 60)
Il DEFR è un fondamentale ed obbligatorio atto della programmazione generale per le Regioni nel quale queste espongono il proprio programma di Governo, per quanto riguarda la legislatura di riferimento, nel rispetto del “Principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio” di cui all’allegato 4/1 del decreto legislativo 118/2011.
Il DEFR, in sostanza, è chiamato dalla legge a definire - all’interno di un processo di analisi, comparata e ordinata, delle politiche e dei piani per il governo del territorio - le linee strategiche dell’Amministrazione e precede il Bilancio di previsione che invece, all’interno del perimetro programmatico disegnato dal DEFR, ne costituisce lo strumento concretamente operativo dal punto di vista finanziario.
Esso costituisce, o meglio dovrebbe costituire, il momento più alto e significativo della programmazione regionale che invece, nel Documento oggi alla nostra attenzione, è ancora una volta del tutto assente anche perché, e per l’ennesima volta, nella correlata previsione finanziaria del triennio 2024-2026 non vi è alcuna corrispondenza tra il bilancio ed il DEFR che anche per questo viene derubricato ad un orpello formale.
E pensare che sono trascorsi oltre 3 anni dall’insediamento del Governo regionale ed è il 4° DEFR ed il 4° bilancio che viene presentato a questa Assemblea Legislativa ed ancora una volta ci viene presentato un bilancio tecnico che rinvia ad una prossima manovra che, come sempre, non si farà mai.
E’, ancora una volta, un DEFR, copia e incolla con i precedenti, con il quale il Governo regionale privo di qualsiasi strategia e visione di futuro si presenta, parafrasando la Meloni, con la schiena curva, la testa declinata, con le scarpe per niente consumate a causa del poco lavoro e con le mani alzate e sporche delle inefficienze e delle ingiustizie degli sprechi e delle solite mance e marchette.
Invero, si ammette che “la manovra finanziaria regionale 2024-2026 si ispira alla prudenza nella programmazione (per la verità del tutto insussistente) ed allocazione della spesa corrente, anche considerando la necessità di assicurare la copertura dell’incremento di alcune spese obbligatorie”.
Dopo aver evidenziato che “la manovra di bilancio regionale si aggira su un ammontare di 5 miliardi”, di cui ¾ impegnato in sanità, si deduce che “i margini di flessibilità lasciati alla discrezionalità non sono ampi (per la verità sono nulli con la sola eccezione delle mance), per l’esigenza di assicurare le spese obbligatorie”, tanto che, si ammette - come peraltro preannunciato dal capogruppo Ciccioli in questa Aula – “l’articolazione degli interventi nel prossimo bilancio di previsione per il triennio 2024-2026 sarà in coerenza con il recente assestamento del bilancio 2023-2025” che non aveva nulla di strategico contenendo esso soltanto la necessaria, e pur insufficiente, risposta alle esigenze degli uffici per far fronte alle spese obbligatorie ed inderogabili, oltreché una rimodulazione e ricollocazione delle mance e marchette.
Anche in occasione della sua 4° finanziaria il Governo regionale si arrende ancora una volta alle ragioni della burocrazia regionale che - dopo aver pensato bene di trovare le risorse per la tabella E al fine di placare i Consiglieri di maggioranza - legittimamente persegue come fine il pareggio e l’equilibrio di bilancio, mentre questi dovrebbero essere il mezzo per individuare le politiche da adottare al fine di conseguire gli obiettivi strategici individuati dalla Regione. Ed attraverso le Missioni e i Programmi il DEFR dovrebbe esporre proprio le linee strategiche che la Regione si prefigge per conseguire gli obiettivi stessi, nell’orizzonte temporale triennale ed in coerenza con gli indirizzi di legislatura.
Nessuna risposta, quindi, alle tante esigenze che pure emergono nel riconosciuto “momento così difficile per tutto il territorio e la comunità regionale” in una Regione dove, dopo 3 anni di governo del centrodestra, tutti gli indicatori: sanitari, sociali, economici e di benessere sono drammaticamente crollati e, mentre si vede bene il fallimento di tutte le politiche, non si scorge alcuna prospettiva su quelle che dovrebbero essere le priorità programmatiche per invertire il declino in atto: sanità, sociale, scuola, lavoro, infrastrutture, sostegno alle imprese, alle famiglie ai giovani ed alle donne.
Eppure è la stessa Giunta Acquaroli ad ammettere che “ nel 2024 e negli anni successivi la dinamica attesa per l’economia marchigiana” si attesterà “ su livelli inferiori a quelli nazionali” ed a certificare - come già evidenziato dal Capogruppo Mangialardi - il fallimento delle proprie politiche economiche se è vero, come riportato nel DEFR, che il PIL delle Marche crescerà nel 2023 solo dello 0,3% a fronte di una media nazionale del + 0,7%.
Un dato preoccupante anche se comparato con altre regioni visto che le Marche sono la Regione con la crescita più bassa d’Italia ed ancora peggiori sono le previsioni per il 2024 che sarà caratterizzato da crescita zero visto che la stessa Giunta regionale pone come obbiettivo un misero +0,1. E pensare che la nostra Regione vedeva nel 2018 il PIL crescere con un significativo + 3,1 attestandosi tra le regioni più performanti.
Dagli elementi di lettura sul contesto economico e sociale delle Marche - tratti dal “Rapporto sull’economia delle Marche elaborato dalla sede di Ancona della Banca d’Italia” che, secondo il DEFR, “costituisce una lettura autorevole, indipendente, puntuale ed approfondita degli andamenti più recenti della situazione economica e sociale regionale” – si evince un quadro a dir poco preoccupante: “nell’industria l’attività si è affievolita”; si registra “un peggioramento della dinamica delle vendite” con le esportazioni che “hanno ristagnato”; “ ha perso slancio l’attività legata alla riqualificazione del patrimonio abitativo” ed “il settore delle costruzioni ha rallentato” tanto che si registra una diminuzione degli investimenti; “il terziario ha risentito dell’indebolimento della spesa delle famiglie”; “nel comparto del turismo gli arrivi sono stati...inferiori a quelli dello scorso anno”.
Sempre secondo il rapporto Banca d’Italia, presentato lo scorso 7 novembre, nella nostra Regione “la fase di espansione dell’occupazione….si è interrotta: nella media del primo semestre il numero dei lavoratori è diminuito, a fronte di un aumento in Italia”, tanto che “la dinamica dei consumi si è considerevolmente indebolita, risentendo dell’erosione del potere d’acquisto delle famiglie determinata dall’inflazione”.
Una Regione, quindi, il cui contesto economico di riferimento è notevolmente peggiorato con buona pace del tanto decantato, ma assai poco praticato, modello Marche ed a dispetto della cosiddetta filiera istituzionale con un Governo nazionale sovrapponibile, tanto che le dedotte giustificazioni circa la particolare complessità, a livello economico e sociale, del “contesto generale a livello internazionale, nazionale e regionale”, se possono essere utili alla resa, non assolvono il Governo regionale dalla grave responsabilità di non essere stato capace, a distanza di oltre 3 anni ed alla 4° manovra, di mettere in campo un pur minima strategia proprio per far fronte alle tante difficoltà economiche e sociali della nostra Regione.
Difficoltà economiche e sociali e del mondo produttivo che, nonostante l’avvenuto riconoscimento di ben 3 aree di crisi complessa, hanno portato alla esclusione della nostra Regione dalla ZES mezzogiorno e nonostante la filiera politica ed istituzionale tra gli esponenti del centro destra che mentre da noi invocavano la ZES a Roma dicevano che non era possibile e neanche necessaria.
E neanche assolvono il Governo regionale gli sbandierati proficui contatti con il governo nazionale che dovrebbero consentire, a suo dire, di “promuovere alcune grandi partite” e su tutte l’ “isolamento nelle infrastrutture di trasporto” se è vero che il Piano regionale delle infrastrutture, denominato non a caso “Marche 2032”, che dovrà essere integrato dal Rapporto ambientale ai fini della VAS per poi giungere all’approvazione finale da parte di questa Assemblea legislativa, sarà utile soltanto per la prossima campagna elettorale. Un Piano, tra l’altro che taglia incomprensibilmente alcune parti dei territori ed in altri crea buchi ed imbuti incomprensibili.
Ed, intanto, le uniche opere che si stanno realizzando sono quelle programmate e finanziate dalla Giunta regionale di centro-sinistra della quale facevo parte. Ci sono parti del territorio regionale dove è un proliferare di cantieri ed il rumore degli uomini e di mezzi a lavoro sovrasta le sole chiacchiere di questa Giunta regionale.
In sostanza proprio la complessità del contesto generale a livello regionale, nazionale ed internazionale - anziché giustificare un DEFR incolore e svincolato dallo stesso programma di governo e una manovra di bilancio assolutamente tecnica che riduce e taglia su tutto e priva di qualsiasi visione di futuro e della pur minima strategia - avrebbe dovuto indurre la Giunta regionale a varare una manovra per dare una pur minima risposta ad un contesto difficile ed aggravato dal suo non governo ed invertire la rotta indicando la strada per superarlo o attenuarne le conseguenze.
Se è vero che il DEFR costituisce il documento in cui viene esposta l’articolazione del Programma di Governo ed ovviamente per attuarla, appare utile ricordare che il Presidente Acquaroli nell’esporre il suo “Programma di Governo Regione Marche 2020-2025”, in questa Aula nella seduta di insediamento del 19/10/2020, lamentava che “tutte le ricerche ed i principali indicatori – dal Pil al lavoro all’export” confermavano l’”inesorabile declino e scivolamento economico sociale” delle Marche con “effetti nefasti sia sul benessere e sulla qualità della vita di cittadini e famiglie, sia sulla competitività e capacità dii produzione di lavoro, reddito e investimenti delle imprese marchigiane”.
Come può ritenere, oggi a distanza di 3 anni, di aver attuato il suo programma di governo se tutte le ricerche e tutti i principali indicatori ci dicono, come riportato nel DEFR stesso, che la situazione e lo scenario economico-finanziario e sociale è notevolmente peggiorato e proprio in questi 3 anni. Pensiamo alle “politiche per la SANITA’” regionale che costituisce i ¾ del bilancio regionale (77% sul totale degli impegni di spesa secondo la Corte dei Conti), alla quale nel DEFR vengono, invece dedicate poche righe per dire soltanto che “nel triennio 2024-2026 l’attività regionale in tema di sanità sarà focalizzata, tra l’altro, sulla piena realizzazione del PNNR e, in particolare, dei progetti compresi nella Missione 6 dedicata alla salute”.
E se il DEFR è un fondamentale ed obbligatorio atto della programmazione regionale e se le politiche per la sanità regionale attengono ai ¾ del Bilancio è di tutta evidenza che esso non assolve alle funzioni attribuitegli dalla legge perché nessuna strategia, nessuna programmazione viene messa in campo per porre rimedio alle disastrose politiche di questi anni che hanno disarticolato il SSR.
Nessun provvedimento urgente per porre rimedio alla carenza di risorse umane e finanziarie e per garantire ai cittadini marchigiani l’erogazione puntuale dei servizi e delle prestazioni sanitarie.
Eppure diceva sempre Acquaroli che il suo “progetto di ricostruzione delle Marche si basava su di un Piano di Azione di 10 priorità operative in aree e settori vitali per il nuovo sviluppo della Comunità marchigiana” e su tutte “Sanità e sociale di qualità per tutti: nessuno resti solo”; sanità che appunto costituisce i ¾ del bilancio regionale (77% sul totale degli impegni di spesa secondo la Corte dei Conti).
Oggi, dopo oltre 3 anni ed al 4° DEFR ed il 4° Bilancio come può ritenere il Presidente Acquaroli di aver realizzato il proprio programma di Governo per quanto riguarda la Sanità e Sociale se la situazione è drammaticamente peggiorata tanto che quotidianamente assistiamo al disastro nella organizzazione del SSR nonostante l’abnegazione e la generosità di tutti gli operatori socio-sanitari.
Un disastro aggravato dalla legge di riordino del SSR che, senza le necessarie risorse aggiuntive, ha aumentato le diseguaglianze nei territori ai quali con l’attribuzione della personalità giuridica sono state attribuite le sole responsabilità, mentre sono stati accentrati i poteri.
Basti dire che le singole AST sono partite con i commissariamenti e con i budget provvisori dai quali addirittura dovevano rientrare.
E la oggettiva difficoltà di reperire le risorse necessarie per il settore sanitario non ha impedito una riforma in sanità che ha determinato maggiori e notevoli costi – varata ad invarianza finanziaria fortemente censurata dallo stesso governo - oltreché i disservizi quotidianamente denunciati.
Una riforma del Servizio Sanitario Regionale che doveva essere preceduta, e non seguita come è stato, dall’adozione del Piano socio-sanitario regionale - che contenesse anche un piano economico-finanziario - per un necessario riequilibrio in tutto il territorio regionale in termini di posti letto, risorse umane e strumentali, reti cliniche per superare e porre rimedio alle disuguaglianze sociali e territoriali esistenti.
Un disastro che ha aggravato le liste d’attesa ed al quale il Governo regionale non è riuscito a porre rimedio, proprio a causa della disarticolazione del sistema, tanto che “il monitoraggio dell’avanzamento dell’attività di recupero restituisce, tuttavia, nella Regione Marche un quadro in gran parte ancora insoddisfacente con percentuali di recupero delle prestazioni nettamente inferiori a quelle registrate nella media nazionale, atteso che le prestazioni programmate nel Piano per il recupero sono state effettuate dagli enti del SSR solo per il 30% circa” (cfr. Corte dei Conti).
Un disastro che riguarda anche i “ricoveri programmati” per il quali era previsto un recupero nel 2022 di circa il75% ed invece nelle Marche “il livello complessivo di recupero si è tuttavia attestato al 32% ponendosi nettamente al di sotto della media nazionale che, pur insoddisfacente, si è attestata ad un valore superiore pari al 54%” (Corte dei Conti).
“Non migliore appare la situazione con riferimento ai risultati sul fronte delle liste d’attesa per gli screening sia guardando agli ‘inviti’ che alle ‘prestazioni’ “( Corte dei Conti), tanto che sono state addirittura sospese le visite presso alcuni reparti di Oncologia per mancanza di medici come da noi denunciato anche in questa Aula.
Un disastro in Sanità certificato da un Gruppo di Capi Dipartimento dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche i quali con una lettera aperta hanno voluto “rappresentare l’allarmante degrado degli standard assistenziali e di sicurezza delle cure omogeneamente diffusa in tutti i Dipartimenti e in tutte le discipline chirurgiche e mediche e dei servizi…” per evidenziare che “il depotenziamento dell’azienda ospedaliera, perno su cui ruota tutta la sanità regionale, determinerebbe inevitabilmente l’implosione di tutta la rete sanitaria regionale” a causa del “disallineamento delle posizioni espresse dalle autorità sanitarie regionali nei confronti delle richieste legittime della Direzione Generale di questo Ospedale..” ed in fine arrivando a chiedere “un tavolo tecnico di emergenza finalizzato alla risoluzione delle problematiche esposte” segno evidente, questo, che le Autorità regionale neanche vengono più percepite come interlocutori.
Un disastro in Sanità certificato dalla richiesta di rimozione dell’assessore alla Sanità da patte del suo stesso Partito e dalla conseguente resistenza del Presidente per intestare il disastro a quella parte politica; e l’annunciata nomina del sottosegretario oltre a commissariare l’Assessore è utile al Presidente per schermarsi dalle responsabilità.
Ma dopo la lettera dei qualificati operatori di Torrette il Presidente non potrà continuare a sottrarsi dalle sue responsabilità e dovrà avocare a sé la delega alla Sanità.
Come pensa, infatti, sulla base di tutto quanto accaduto di aver mantenuto fede agli impegni assunti in questa Aula quando metteva al primo punto del suo programma di governo “Sanità e Sociale per Gruppo assembleare Partito Democratico tutti: nessuno resti solo”.
Non pensa il Presidente di aver lasciato soli le donne e gli uomini che in questa Regione hanno reclamano il diritto di curarsi e di essere curati; non pensa di aver lasciati soli gli uomini e le donne malati di cancro ai quali sono state sospese le visite per mancanza di medici; non pensa di aver lasciato soli tutti coloro che per condizioni economiche precarie rinunciano a curarsi non potendosi permettere il privato.
Cosa risponde il Presidente, che voleva una sanità per tutti affinché nessuno restasse solo, all’Organo di Revisione quando nel dare il parere sulla proposta di Bilancio, che deve dare attuazione agli indirizzi del DEFR, denuncia, tra l’altro, per quanto riguarda le liste attesa in sanità i “dati non tollerabili portano a pensare che la sanità marchigiana tutt’altro che universale sia per pochi privilegiati (facoltosi, raccomandati, fortunati, eccetera)”.
In sostanza nelle Marche il diritto universale alla Salute, sancito dalla Costituzione, non esiste più.
Noi lo dicevamo mesi fa ed oggi lo conferma l’Organo di Revisione.
Che altro deve succedere perché questo Governo regionale prenda atto del proprio fallimento.
Ha pure dimenticato la Giunta regionale che il processo di programmazione del DEFR richiede il coinvolgimento dei portatori di interesse, tanto che le Organizzazioni sindacali, a dispetto della annunciata quanto inesistente “applicazione della modalità strutturale della concertazione: un’apertura sistematica al dialogo con le rappresentanze economiche e sociali della Regione” denunciano “il persistente mancato confronto sindacale sulle politiche di bilancio da parte della Giunta regionale, protrattosi per tre anni, e l’assenza di interesse nell’affrontare tematiche di cruciale importanza per la popolazione”.
Ed è evidente che il confronto si nega quando non si hanno argomenti per mettere in campo una strategia oppure quando non si hanno gli strumenti per metterla a terra.
In sostanza è del tutto assente la visione e la proposta programmatica rispetto alle opportunità che nella nostra Regione devono essere colte ed anche rispetto ai problemi che devono essere risolti.
Una assenza di visione, di strategia e di proposta programmatica che si deduce anche dalla incapacità di cogliere tempestivamente le opportunità derivanti dalla gestione e conclusione dei programmi comunitari del periodo di programmazione 2014-2024 in relazione ai quali, come più volte osservato dalla collega Bora, le Marche a gestione Acquaroli continuano ad essere il fanalino di coda, tanto che sono state costrette a trasferire 121,6 milioni di euro dei progetti FESR 2014/2020 sul Programma Operativo Complementare (POC) proprio per rimandare di 3 anni la certificazione della relativa spesa altrimenti attesa al 31/12/2023 e, quindi impossibile da onorare.
Il prezzo di tanta inefficienza e conclamata inadeguatezza è stato pagato con parte delle risorse del Programma Operativo Complementare altrimenti invece utilizzabili per nuovi progetti.
Anche per quanto riguarda “il ruolo della programmazione comunitaria 2021-2027 e del PNNR” nel DEFR non si scorge la pur minima strategia, mentre già, come denunziato sempre dalla collega Bora si vedono bene i primi ritardi almeno rispetto alle previsioni inserite nelle schede Mapo approvate nel marzo scorso e sono pochissimi i bandi approvati, attivi o conclusi.
Di questi, a dimostrazione dell’assenza di strategia e visione d’insieme, nessuno attiene l’aspetto ambientale, la mobilità dolce e sostenibile, l’efficientamento energetico, come nulla è stato fatto in tema di efficientamento idrico, difesa della costa e miglioramento sismico.
Mancanza di strategia ed anche della consapevolezza delle opportunità da cogliere anche per quanto riguarda il PNNR se è vero, come è vero, che nella Regione Marche, come pure mi evidenziava la collega Bora, sono previsti tagli pari a oltre 450 milioni di euro per oltre 1500 progetti dedicati alla lotta al dissesto idrogeologico, all’efficientamento energetico e alla rigenerazione urbana e che rischiano di non avere più le coperture necessarie per la loro attuazione.
Ad oggi, in attesa del responso della Commissione Europea, il governo regionale non è stato ancora in grado di fornire notizie né in merito ai progetti esclusi con certezza dal finanziamento, né ai fondi sostitutivi che verrebbero utilizzati per finanziarli.
Come anche osservato dalle organizzazioni sindacali sarebbe stato necessario legare le politiche di bilancio della Regione Marche, in forma coerente e coordinata, “in generale alle risorse esogene di origine comunitaria, compresi i Fondi complementari ex-Sisma 2016 e, in particolare, a quelle del PNRR”, con la conseguente previsione nel Bilancio 2024 “in via prioritaria, di specifiche somme nei seguenti ambiti di attività: Tpl, Politiche fiscali, Istruzione, formazione e Politiche del lavoro, Prevenzione, integrazione socio-sanitaria, politiche abitative, politiche sociali, accordo benessere organizzativo, Violenza di genere.”
Quante volte abbiamo detto in questa Aula e scritto in atti istituzionali e politici delle emergenze della nostra Regione e di come esse abbiano determinato un peggioramento delle condizioni lavorative e delle condizioni economico organizzative delle nostre imprese (molte delle quali a conduzione familiare con la particolare, ma assai diffusa, figura del proprietario lavoratore) con uno scivolamento di tante famiglie marchigiane in una situazione di crescente disagio sociale.
I dati Istat mettono in rilievo nella nostra Regione “la scarsa propensione delle imprese marchigiane a migliorare il benessere lavorativo, promuovere iniziative a beneficio dell’ambiente, del territorio e delle comunità, mentre gli indici di vulnerabilità sociale nelle Marche evidenziano criticità crescenti soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne”.
Nel DEFR era necessario programmare, come chiesto in tanti nostri atti ispettivi e dalle OOSS, “criteri di premialità per le imprese che promuovono processi di miglioramento delle condizioni di lavoro, di sostenibilità ambientale e di welfare territoriale, attraverso patti e accordi con i lavoratori.”
Dinanzi ai rischi di inoccupazione e disoccupazione in uno alla scarsa partecipazione ad attività formative sarebbe stato necessario prevedere misure per valorizzare “le capacità delle persone, migliorandone le conoscenze e le competenze attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione, recuperando i ritardi, riducendo la dispersione scolastica e promuovendo la riqualificazione dei lavoratori e l’apprendimento permanente degli adulti” (cfr. Doc. OOSS Dicembre 2022).
Almeno in questo DEFR, proprio perché si rivolge alla fase finale della legislatura, sarebbe stato necessario declinare le finalità strategiche perseguite dalla Giunta regionale in questo ultimo biennio ed indicare puntualmente i programmi da realizzare all’interno delle singole missioni, le relative previsioni di spesa e le relative modalità di finanziamento insieme agli indirizzi operativi per la messa a terra delle azioni concrete e con l’assegnazione degli obbiettivi per il conseguimento dei risultati attesi dei programmi.
Questo documento doveva assumere l’obiettivo necessario di proporre uno sviluppo sostenibile della nostra regione, in grado di ridurre le disuguaglianze a partire da quelle di genere, generazionali, territoriali (con un’attenzione particolare alle aree interne) e di incrementare gli interventi a tutela dell’ambiente, lavorando per la messa in sicurezza di edifici e territori e con particolare attenzione a: sanità - welfare; lavoro di qualità (sicuro, stabile e adeguatamente retribuito); investimenti pubblici per una rinnovata politica economica industriale.
E come i 3 precedenti DEFR non vi è in quello odierno alcuna strategia finanziaria tanto che non è altro che un copia ed incolla del DEFR 2023/2025 e come tale appare chiuso a qualsiasi contributo tanto che ho risparmiato alla fatica degli uffici in questo fine anno proposte emendative che per avere una qualche efficacia avrebbe dovuto comportare una totale riscrittura del documento di programmazione e della stessa correlata manovra finanziaria.
In definitiva anche in questo anno la totale assenza di programmazione ci consegna un Documento senza un’anima, senza una visione, senza la pur minima idea di come si vuole che sia la nostra Regione domani.