Resoconto della seduta n.159 del 17/09/2024
SEDUTA N. 159 DEL 17 SETTEMBRE 2024
La seduta inizia alle ore 11,05
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 159 del 17 settembre 2024.
Do per letto il processo verbale della seduta n. 158 del 9 settembre 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Vi comunico che hanno chiesto congedo i Consiglieri Bora, Putzu, Acciarri e il Presidente della Giunta Acquaroli.
La Consigliera Bora è divenuta mamma di uno splendido bambino e, quindi, se tutti insieme facciamo un applauso, giunga a lei ed al neonato i nostri affettuosi auguri.
(applausi)
Prima di iniziare l'ordine del giorno con l'interrogazione a risposta immediata, a seguito dei lavori della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, vi sottopongo l'inserimento di due mozioni come punto 2 bis, dopo lo svolgimento delle interrogazioni a risposta ordinaria. Mozioni relative alla questione dei lavoratori di Beko Europe presso lo stabilimento di Fabriano. Sono le mozioni n. 481 e n. 478. La proposta è di inserire il punto 2 bis per la trattazione di queste due mozioni, a seguito dell'interrogazione a risposta immediata n. 1287, che tratta dello stesso problema.
Iscrizione, al punto 2 bis, delle mozioni n. 481 e n. 478. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Interrogazione n. 1286 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Rotatoria intersezione tra la S.P. 224 ‘Paludi’ e la S.S. 16 ‘Adriatica’ - cd. rotatoria di San Tommaso/San Marco alle Paludi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1286, a risposta immediata, dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Con l'interrogazione in oggetto i Consiglieri interrogano il Presidente della Giunta regionale per conoscere se si intende incaricare immediatamente il competente Dipartimento per effettuare un sopralluogo presso la rotatoria San Tommaso-San Marco alle Paludi, per richiedere, all'esito, all'ANAS, alla Provincia di Fermo e al Comune di Fermo i necessari provvedimenti per garantire la sicurezza della circolazione nella rotatoria di cui all'oggetto.
In relazione all'interrogazione presentata, sentiti gli uffici e gli enti competenti, si significa quanto segue. La Regione Marche sta dando corso alla convenzione sottoscritta con la Provincia di Fermo per disciplinare la realizzazione dell'opera in oggetto, attraverso la destinazione di risorse di cui al Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020.
Ad ogni buon conto, la Regione Marche, pur non avendo diretta competenza sull'infrastruttura viaria in oggetto, attraverso il Settore Infrastrutture e Viabilità provvederà a trasferire la segnalazione di cui al presente atto ispettivo alla Provincia di Fermo, soggetto attuatore dell'intervento, e ad ANAS, proprietaria dell'arteria, al fine di verificare la conformità di quanto realizzato rispetto al progetto approvato in sede di Conferenza di servizi e per gli approfondimenti necessari, che verranno quindi compiuti anche su sollecitazione dei nostri uffici, perché sia garantita la circolazione in sicurezza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Assessore Baldelli, mi dichiaro soddisfatto della sua risposta perché, se invierà l'atto ispettivo, come ha detto, alla Provincia di Fermo, ente attuatore, e al Comune di Fermo, significa che l'interrogazione ha una base di fondatezza, perché in effetti quella rotatoria, che è un'opera strategica finanziata dalla Regione Marche nella scorsa legislatura per 800.000 euro con i fondi del Fondo di Sviluppo e Coesione, sotto il titolo “Opere di adduzione per il nuovo Ospedale di Fermo”, è un'infrastruttura strategica in un punto della Provincia dove c'è un'alta densità di traffico, se pensiamo che da lì, a qualche centinaio di metri, c'è il casello autostradale di Porto Sant'Elpidio.
Questa rotatoria, tra l'altro lei ha fatto anche un sopralluogo di recente, realizzata però, lo vedo anche passandoci, ha delle caratteristiche di pericolosità che spero che l'ufficio, il Dipartimento, voglia verificare attraverso la Provincia e il Comune.
È vero che la Regione Marche non ha una competenza, però ha il diritto e il dovere di verificare se un'opera, da essa finanziata e realizzata, risponda a tutti i requisiti di sicurezza per la circolazione e soprattutto per i residenti, in un punto in cui c'è un'alta densità di traffico, ma anche densità di…
PRESIDENTE. Il Consigliere Mastrovincenzo non è presente. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. La voglio ringraziare perché il Consigliere Mastrovincenzo arriverà con qualche minuto di ritardo quindi magari l’interrogazione la facciamo dopo.
Interrogazione n.1288 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Esalazioni all’Api di Falconara Marittima, corsi e ricorsi storici”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1228 – a risposta immediata - della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa vicenda, i fatti erano ben noti fin dal primo momento, perché sono stato sollecitato spesso dal Sindaco di Falconara. e l’ho incontrato più volte. Anche un mio consulente che mi segue, mi ha cercato più volte ed anche lui vive a Falconara.
In esito a questa interrogazione, noi abbiamo trasmesso ad ARPAM la richiesta di un resoconto preciso sui fatti accaduti il 28, anche per i periodi successivi, perché per più giorni sono state segnalate queste situazioni.
Ad oggi non abbiamo avuto un riscontro scritto da parte di ARPAM. Comunque, la struttura competente, fin dal primo episodio occorso, era a conoscenza del fatto che il Comune di Falconara avesse chiesto specifiche informazioni ai componenti degli enti di vigilanza. Infatti, è pervenuta una nota dell'AST di Ancona, che ha monitorato la situazione e ha concluso comunque, rilevando quanto segue:. In sintesi, alla luce di quanto esposto, al momento non ci sono particolari evidenze che possono suggerire problematiche di carattere sanitario, in quanto l'andamento delle concentrazioni di tali inquinanti non ha evidenziato il superamento dei limiti normativi, qualora previsti, e dei valori di riferimento individuati dalla consultazione della letteratura di settore. Ci ha rassicurato sul fatto che non ci sarebbero pericoli per la salute.
Non nascondiamo che in quelle ore un cattivo odore c'era, altrimenti non avremmo avuto queste segnalazioni.
Ho incontrato il Sindaco più volte, ho incontrato i vertici API insieme anche al Sindaco e ci hanno parlato di una situazione che stavano cercando di risolvere. Non mi chiedete cosa sia, non lo so. È un impianto di catrame, mi dicono, che hanno all'interno. Non mi chiedete di più, perché tecnicamente non saprei minimamente descrivervi. Mi parlano di bitume, dal quale questi cattivi odori potrebbero essere esalati.
Di conseguenza, su questo loro stavano intervenendo per ammodernizzare la struttura ed eliminare questo inconveniente. Questo risale ai giorni successivi alla segnalazione.
Oltretutto, non ci siamo fermati a questo. Sempre in accordo col Sindaco di Falconara, abbiamo chiesto al Ministero di riesaminare da capo le autorizzazioni AIA, proprio sulla questione degli odori e, su questo, il Ministero ha avviato una procedura. Abbiamo segnalato anche al Ministero questa questione. I vertici aziendali ci dicono che sarebbero comunque intervenuti su questi impianti, che sono quelli che darebbero maggiori fastidi. Noi abbiamo interessato anche il Ministero, che ha riaperto le procedure.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta, che in parte mi trova soddisfatta perché, comunque, questa relazione è stata richiesta dalla Regione e, da tutto quello che ha detto, mi sembra che vi siate mossi con celerità per rassicurare la popolazione, perché in effetti questi sono incidenti che capitano spesso.
Infatti, nella mia interrogazione parlo di corsi e ricorsi storici, perché ho trovato un'interrogazione della mia collega del Gruppo del Movimento 5 Stelle che risale al 2016.
Tutti noi conosciamo l'inchiesta che ha portato a 18 indagati per reati ambientali. Ho letto anche la stampa locale, ci sono i comitati molto agguerriti e soprattutto molto preoccupati per l'ennesimo incidente avvenuto, per cui il centro storico e il mare, per diverse ore, sono stati invasi da questo cattivo odore, acre, tanto che molte famiglie hanno pensato di portare i bambini a casa.
Ho letto anche gli interventi della Sindaca a cui lei si stava riferendo, che chiede tutele dalla raffineria. Non chiederei alla raffineria le tutele, ma le chiederei in primis agli enti di vigilanza.
Sono soddisfatta. Non conoscevo quanto ha detto l'AST di Ancona, che è in parte tranquillizzante. Chiedo però, soprattutto qui in Aula, poi se serve, faremo un accesso agli atti, di poter leggere la relazione di ARPAM, che immagino verrà consegnata quanto prima.
La popolazione deve essere tranquillizzata con una comunicazione che parta dagli enti vigilanti e che sia la più trasparente possibile.
Interrogazione n.1290 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Problematiche UMA”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1290 – a risposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Non ho dati alla mano, nel senso che c'è stata una richiesta da parte di un'associazione, mi sembra Liberi Agricoltori, del 1° agosto scorso. Non abbiamo avuto, onestamente, altre richieste o segnalazioni da parte delle varie associazioni. Però, a breve, faremo un giro di tavolo delle politiche strategiche dell'agricoltura e chiederò l'opinione di tutti i rappresentanti del tavolo perché, nel caso ci sia questa necessità, come abbiamo fatto anche negli anni passati, si può autorizzare un incremento dell'UMA. Se fosse realmente una necessità, non avremmo alcun motivo per non autorizzarlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta e per la volontà di far fronte a questa problematica che mi è stata sollecitata da alcuni agricoltori. Ho sentito anche le associazioni di categoria e solo una ha presentato quest’istanza, però anche loro sono concordi nel ritenere che, comunque, le aziende agricole, a causa della siccità, hanno dovuto fare più passaggi nei terreni a causa del compattamento e, di conseguenza, anche il consumo di carburante dei mezzi agricoli è aumentato.
Purtroppo, ci sono alcune aziende agricole che attualmente devono andare alla pompa a fare rifornimento, con tutto quello che ne consegue. Ho chiesto se c’era l’intenzione di aumentare la quantità di carburante agricolo, per permettere alle aziende di terminare le lavorazioni e sanare questo gap di carburante. C'è questa volontà, grazie Assessore.
Speriamo che questo tavolo venga convocato il prima possibile per capire se c'è una reale esigenza rispetto a quanto sto presentando con questa interrogazione. La ringrazio perché dimostra di essere sempre vicino alle nostre aziende agricole. Grazie.
Interrogazione n. 1291- a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Quale futuro per i blocchi materno-infantile degli ospedali di Pesaro, Fano e Urbino a seguito della imminente trasmissione alla Regione Marche dell’atto aziendale dell’AST1”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1291 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A seguito della riforma della sanità della nostra Regione e dell'accorpamento dell’ex Azienda Sanitaria Marche Nord e dell'Area Vasta 1 di Pesaro, è in corso, in questi giorni, la redazione dell'atto aziendale. Non posso anticipare, in risposta a quest’interrogazione, che cosa avverrà, perché il Direttore generale è stato incaricato di valutare tutte le opzioni possibili sulla base della domanda sanitaria esistente in quella provincia e, soprattutto, sulla base delle argomentazioni che verranno esplicitate dai primari degli ospedali che, in questi giorni, sono stati interpellati e sono stati riuniti per valutare la risposta maggiormente congruente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Sono per la prima volta spiazzata, Assessore Saltamartini. Mi perdoni, ma quest'atto aziendale è un segreto? Doveva essere pronto a fine mese, ora sembra un segreto di Stato, su cui lei non ci può anticipare nulla.
Invece, è l'atto più importante che riguarda l'attività lavorativa di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Oggi, 17 settembre, le chiedo che cosa è previsto per il blocco materno-infantile degli ospedali di Pesaro, Fano e Urbino perché, in base a quello che avete promesso, faccio l'esempio più semplice che possono capire tutti, dovremmo avere tre primari: un primario a Pesaro, uno a Fano e uno a Urbino. Attualmente ce ne sono solo due e vorrei solo sapere, senza giudicare, che cosa prevedete. Anche questo non me lo sa dire e scarica la responsabilità sul Direttore.
Mi sembra un po' troppo comodo nascondere la volontà politica della gestione sanitaria dietro al dirigente. Non ho sentito cosa ha dicendo, Assessore: ha avuto il suo tempo e non l'ha usato, mi spiace. Ora io ho il mio.
In ogni caso, siete voi a dover decidere e a dare le indicazioni al Direttore generale e a chi scrive l'atto aziendale. Ho recuperato, ad esempio, all'articolo 24 della legge 19, "Indirizzi e criteri per l'adozione dell'atto aziendale", cosa è previsto al capitolo 5, "Le funzioni trasversali. Politiche delle risorse umane" (pagina 30). Purtroppo sta finendo il mio tempo e invito tutti a leggerlo. Lo farò in un'altra occasione, ma siamo molto preoccupati perché ancora oggi non ci sono risposte e, devo dire, che in alcuni ospedali, come quello di Urbino, il personale non ha potuto avere nemmeno i giorni di ferie.
Interrogazione n.1292 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Manifestazione di interesse al cambiamento di sede lavorativa nell’ambito della U.O.C. di Radiologia dell’AST di Ascoli Piceno”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1292 – a risposta immediata - dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Ascoli Piceno ha pubblicato un bando per l'assunzione, in mobilità, di quattro tecnici di radiologia e di altre figure professionali. Per questi quattro tecnici di radiologia, che appartengono all'Unità Operativa Complessa di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto, la necessità di reintegrazione del personale era fondata sul personale che era andato in quiescenza.
Successivamente all’emanazione di questo bando è stato pubblicato un interpello relativo al personale in servizio presso la stessa unità operativa, non sono diverse unità operative. Con questo interpello è stato chiesto ai dipendenti se fossero interessati a cambiare sede di servizio. Mi sembra che sia una modalità assolutamente congruente per garantire che i nuovi arrivati possano essere inseriti nelle strutture dove il personale con maggiore anzianità chiede il trasferimento.
Condivido, nel merito dell'interrogazione, che questa opportunità debba essere garantita a tutte le altre unità operative. Questo è un primo passo che riguarda solamente l'Unità di radiologia, ma la stessa procedura dovrà essere applicata per tutte le altre unità operative. Questo è stato l'indirizzo che io stesso, stamattina, ho fornito all'AST di Ascoli Piceno.
Non si è trattato di un provvedimento di mobilità, che è legato a norme che coinvolgono le organizzazioni sindacali, ma riguarda il fatto che, giungendo ad Ascoli Piceno quattro dipendenti assunti con mobilità, il personale che in questo momento è in servizio può scegliere di modificare la propria sede di servizio, in relazione a un interesse volto a vedere riconosciute le istanze personali e quelle legate alla propria condizione familiare.
Concludo ripetendo che la stessa condizione, la parità di trattamento, dovrà essere garantita a tutte le altre unità operative allorquando arriverà personale assunto per mobilità o per concorso. Prima di allocare il nuovo personale nelle nuove sedi, dovrà essere garantita al personale già in servizio la possibilità di cambiare la propria sede di servizio. Questo avviene, come criterio generale, in tutte le pubbliche amministrazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio per la sua attenzione rispetto alla nostra AST, che ne ha davvero bisogno.
Forse non le è stato descritto bene quello che è successo, perché la selezione era per un solo dipendente e poi è stata allargata a sei. Questa circostanza lei l'ha omessa, probabilmente perché non le è stata riportata nella relazione. Sarebbe bene che lei si informasse anche su questo.
Con la determina del 13 agosto sono stati ammessi, con relativa graduatoria, all'avviso di mobilità 19 richiedenti. In data 5 settembre, il Dirigente delle Professioni Sanitarie ha invitato i tecnici sanitari di radiologia a presentare una manifestazione di interesse al cambiamento di sede lavorativa per coprire i posti vacanti: quattro presso la Radiologia di Ascoli Piceno e due presso la Radiologia di San Benedetto del Tronto. Nella missiva si precisava che, nel caso in cui le domande fossero state superiori ai posti disponibili, le assegnazioni sarebbero avvenute in base all'anzianità di servizio maturata presso la sede di assegnazione.
In data 11 settembre 2024, con determina del Dirigente delle Risorse Umane, è stato dato assenso alla mobilità di sei tecnici sanitari di radiologia medica, a partire dal 2024, sulla base del programma triennale. Quindi non sulla base della selezione che era avvenuta. Si sarebbe dovuto provvedere a fare un bando e non una lettera, una missiva non ha le caratteristiche per attivare una mobilità interna.
Inoltre, la cosa grave è che non c'è stato il coinvolgimento, come lei stesso ha sottolineato, delle organizzazioni sindacali. Si è proceduto alla richiesta di una mobilità interna esclusivamente per il profilo dei tecnici di radiologia, e quindi si è ingenerata una differenza di trattamento tra questa categoria e gli altri profili professionali. Grazie.
Interrogazione n.1287 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Vertenza Beko ex Whirlpool di Fabriano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1287 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. A marzo del 2024, come è noto, la società Whirlpool e la turca Arçelik hanno portato avanti un'operazione che ha dato vita a Beko Europe, che ambisce a sviluppare un giro d'affari di oltre 6 miliardi di euro.
Tutto questo ha provocato una serie di preoccupazioni tra tutti gli addetti ai lavori, che sono molti anche nella nostra regione, sia a Fabriano sia a Comunanza. Su questo tema si è tenuto un incontro il 25 giugno a Roma, presso il Ministero, tra i vertici dell'azienda, i sindacati e le Regioni che ospitano i maggiori siti legati a questa nuova società. Ho partecipato personalmente a quell'incontro perché tengo molto, come Assessore e come Regione Marche, a seguire questa vicenda, che è particolarmente delicata e riguarda un territorio più volte colpito in passato da crisi aziendali e da repentini cambi di proprietà.
In quell'incontro, che non dico sia stato deludente, ma un po' sui generis, non c'è stata alcuna decisione presa e non c'è stata nessuna fuga in avanti da parte dell'azienda né di altri. I vertici di questa nuova società sono, di fatto, quelli che già si conoscevano, che erano legati alla precedente realtà aziendale.
Ci eravamo lasciati con l'impegno di rivederci a settembre, quindi proprio in questo periodo, per verificare come le situazioni fossero evolute. È notizia di questi giorni, purtroppo, dei 1.800 licenziamenti da parte di Beko in Polonia. Anche se lo stabilimento in questione non rientra nel perimetro operativo nel quale sono inseriti gli stabilimenti italiani, la notizia ci preoccupa ugualmente. Pur non toccandoci direttamente, ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni.
Per quanto riguarda la Regione Marche, possiamo affermare di aver sempre seguito con grande attenzione questa vicenda. Per quel che riguarda la richiesta contenuta nell'interrogazione, la condivido pienamente. Tant'è vero che si parlava di settembre e, ad oggi, non ho novità. Pensavo di interloquire con il Ministero e di richiedere e sollecitare un incontro di questo genere.
Lei fa bene a sottopormi questa questione. La condivido pienamente e aggiungo che, nel frattempo, d'accordo con il Sindaco di Fabriano e con quello di Comunanza, ho convocato una riunione per il 26 settembre a Fabriano con tutte le parti sindacali, le associazioni di categoria dei territori interessati e i Sindaci del territorio, per fare il punto sull'andamento complessivo di questo settore e anche di altri settori produttivi locali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Bene, Assessore, che abbia convocato questo tavolo. Sapevo della convocazione, che poi è stata rinviata, che doveva tenersi in questi giorni.
È evidente, però, che il tavolo locale non basta. Lei si è assunto l'impegno di sollecitare il Ministero, che a settembre avrebbe dovuto riconvocarvi e, in quell'occasione, l'azienda avrebbe dovuto dire cosa intendeva fare.
È vero che Fabriano non rientra in questo momento nel perimetro interessato, però è anche vero che sembrerebbe rientrarvi lo stabilimento di Comunanza e, comunque, la situazione crea, come sottolineava lei, preoccupazione tra tutti i lavoratori di Fabriano, di Comunanza e, immagino, di tutti i lavoratori dei siti presenti in Italia.
L'azienda deve dare risposte, predisponendo un piano industriale che si dice arriverà, ma del quale ancora non c'è traccia. Questo piano industriale dovrà chiarire quali sono le sue intenzioni e mi auguro che, da parte vostra, l'impegno che oggi ha assicurato si traduca nel far sentire, a Roma, la voce dell'intera Regione Marche e della Giunta, con adeguate sollecitazioni affinché Beko non intacchi il patrimonio occupazionale, già più volte indebolito nel territorio marchigiano e, in particolar modo, nel comparto dell'elettrodomestico del territorio fabrianese.
Mi auguro inoltre che il tavolo convocato per i prossimi giorni possa rappresentare uno stimolo sia per il Ministero sia, soprattutto, per l'azienda, affinché vengano fornite risposte celeri. Grazie.
Interrogazione n.1289 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Drastico calo export regione Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1289 – a risposta immediata - dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Per fare un'analisi corretta del calo dell'export, soprattutto dal momento che nell’interrogazione sono stati identificati i cali anomali verso la Cina e il Belgio, bisogna fare riferimento al dato del settore farmaceutico e, in modo particolare, alla Pfizer di Ascoli Piceno, che ha drogato tutti i dati: all'inizio in eccesso e adesso in difetto, comunque sia un eccesso positivo che negativo.
I due mercati unici destinatari delle esportazioni della Pfizer, nel settore farmaceutico durante il periodo del Covid, erano proprio il Belgio e la Cina. È lì che il dato va analizzato in maniera oggettiva.
Ci sono anche altre situazioni problematiche, in primis il settore della moda, in cui, da un certo punto di vista, la situazione è un po' nazionale. C'è una contrazione dei consumi e determinati prodotti, soprattutto del manifatturiero, registrano una tendenza alla diminuzione dell'export.
Ora, come ben sapete, con la nuova programmazione europea abbiamo avuto dei finanziamenti anche maggiorati perché siamo una Regione in transizione. Purtroppo abbiamo subito un declassamento da parte della Comunità Europea per un discorso legato al PIL pro capite degli anni precedenti. In realtà c'è una tendenza, purtroppo, e questi sono dati innegabili e ineccepibili, che porta l'ecosistema imprenditoriale e la produzione industriale marchigiana a non avere dati esaltanti negli ultimi anni. Tant'è che, lo ripeto, con la nuova programmazione, dal 2021 noi abbiamo avuto un declassamento che ci ha portato in una situazione non favorevole.
Che cosa stiamo facendo? Una serie di strumenti, soprattutto bandi. Oggi, siamo tra le Regioni, se non la Regione, che ha impegnato più risorse, soprattutto nel POR FESR e nel FSE, quindi lavoro e sviluppo economico. Attraverso anche il credito stiamo costituendo quelle basi necessarie per strutturare le PMI. Le piccole imprese che, oggi, in un sistema di mercati nel quale, purtroppo, c'è una grande precarietà e le crisi sono molto più veloci nel tempo, hanno bisogno di consolidarsi e rafforzarsi.
Questo si può fare aumentando la capacità competitiva e le competenze delle singole imprese, stando vicino a quelle più piccole, che rappresentano la struttura portante della nostra regione. Lo stiamo facendo attraverso una serie di bandi su innovazione, transizione digitale, ricerca, innovazione ed energia. I risultati li vedremo a breve, però questa è la strategia chiara. Inoltre, stiamo cercando di aiutare il sistema produttivo attraverso specifici bandi sul credito.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La ringrazio per un senso di onestà politica rispetto ad alcune cose che lei ha detto. Però non posso non partire dal fatto che il Governo di Francesco Acquaroli ci sta trascinando a fondo anche nel fondamentale settore della crescita economica.
Gli ultimi dati ISTAT sono particolarmente indicativi e preoccupanti. Assessore, lei non li ha citati. È vero che la farmaceutica è diminuita, ma ricordo a lei, anzi a chi l'ha preceduta, che nel 2021 e nel 2022 la farmaceutica fu motivo di vanto per un'economia marchigiana che cresceva. Se il suo predecessore fosse stato intellettualmente onesto avrebbe valutato meglio.
Aggiungo alcuni dati: il mobile fa -9,9%, il tessile -5,9%, i macchinari -5,5%, la gomma -8,5%, i prodotti chimici -58,7% e l'agricoltura -21%. Sono dati preoccupanti e fanno il paio con tutti gli altri settori: sanità, trasporti e lavoro.
Purtroppo, quello a cui andiamo incontro, Assessore, è una Regione Marche che sta calando a picco.
Le rivolgo una critica, ma c'è un motivo per questo? Il motivo è chiaro, Assessore: manca una strategia. Voi non avete lavorato a una scelta intelligente, nel senso più ampio e più alto del termine, su quali settori produttivi andassero aiutati. Non solo: non siete stati in grado di individuare una capacità relazionale rispetto al credito. Voi litigate con le banche, invece di mettere in contatto le aziende con il sistema bancario; l'ultima volta è capitato al Presidente Acquaroli.
Voglio aggiungere che il reddito delle famiglie marchigiane è cresciuto in termini nominali, ma il potere d'acquisto, a causa dell'inflazione, è stato completamente cancellato.
Assessore, i prestiti erogati ai marchigiani si sono fortemente ridotti, e questo al di sotto della media nazionale. Anche i depositi bancari di famiglie e imprese sono diminuiti.
Questo dipinge un quadro drammatico. Noi arriveremo... basta leggere il Rapporto della Banca d'Italia, n. 11 del 2024, e avrete le risposte.
Interrogazione n. 1190
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Cambiamenti climatici: rialzo termico e crisi idrica – Provvedimenti”
Interrogazione n. 1272
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Inerzia della Giunta sulla crisi idrica regionale”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1190 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1272 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1272, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa questione, Consigliera, lei mi ha chiesto una situazione sulla quale, se vuole, le consegnerò la documentazione, che è talmente ampia, al contrario di quello che lei dice nell'interrogazione, cioè che sono state fatte poche cose. Non riesco a leggere le cinque pagine di interventi che sono stati realizzati in questi anni a favore delle situazioni di criticità idrica nel nostro territorio.
Le posso solo citare, molto brevemente, alcune questioni, le più importanti. Ad esempio, sull’ATO 1, non è poca cosa il fatto che, dopo tantissimi anni che se ne parlava, abbiamo ottenuto le autorizzazioni per iniziare lo sfangamento del bacino del Furlo. Quest'anno la ditta era già stata incaricata, perché c'era stata la gara d'appalto, per scelta nostra, su richiesta dell'ATO, non si è intervenuti su quel bacino perché, non avendo mai nevicato durante l'inverno, ci si aspettava una forte crisi idrica estiva e, se quella diga, a causa dei lavori, fosse stata svuotata anticipatamente, noi saremmo rimasti probabilmente senza acqua nel Fanese, nel Pesarese e lungo la costa. I lavori sono stati posticipati a marzo del prossimo anno, ma sono già appaltati.
Ugualmente, c'è questa iniziativa per la quale ho convocato una riunione a Pesaro con una serie di enti per il 27, mi pare, di questo mese, per iniziare a usufruire del bacino del Mercatale, che è molto capiente, ma che non viene utilizzato minimamente per quel che riguarda la potabilità idrica. Questo per l’ATO 1, ma ce ne sono molte altre.
L’ATO 2: valutazioni sullo studio del nuovo campo pozzi in località Sant’Emiliano, nel Comune di Sassoferrato.
L’ATO 3: lì l'acqua ce n'è. Hanno un problema di gestione della diga di Castriccioni, con la presenza di alga rossa. Si sta intervenendo fortemente per porre rimedio a questa situazione che, ogni tanto, mette in crisi i potabilizzatori.
Potrei farle un elenco incredibile, infinito, che poi le passerò. Guardi, le faccio questo esempio: per una serie di interventi compresi nel piano degli investimenti infrastrutturali per la sicurezza del sistema idrico, il Consorzio di Bonifica delle Marche ha previsto diverse attività:
- la pulizia dell'invaso di Mercatale: 8.600.000 euro, con gare d'appalto già attivate;
- progetto della diga di Castriccioni: 641.000 euro,
- impianto irriguo della Val d'Aso, in questo caso parliamo dell'Anello dei Sibillini: 60 milioni di euro.
Le attività legate alla ricerca di soluzioni per quanto riguarda la carenza idrica oggi nelle Marche ammontano, a livello di progettualità, a 608 milioni di euro, compreso l'Anello dei Sibillini, sulle quali sono attivate una serie di finanziamenti, progettualità e richieste ai Ministeri di copertura finanziaria, soprattutto per l'Anello dei Sibillini, che da solo riguarda 462 milioni di euro.
Non è che non si stia facendo nulla, anzi, si fa molto.
Faccio un altro esempio: interventi gestiti e realizzati a seguito della dichiarazione dello stato d'emergenza. C'è tutta una serie di opere qui ben elencate, per 900.700 euro, già realizzate dallo scorso anno a quest'anno.
Interventi finanziati dagli EGATO, sarebbero gli ATO, con fondi PNRR, che in questo momento sono in attività per 88.971.000 euro a livello regionale.
Ci sono tutta una serie di situazioni. Ad esempio, per quel che riguarda la nostra provincia, 19 milioni di euro dati a Marche Multiservizi per il risanamento delle reti idriche e la sostituzione di quelle in cemento-amianto. È brutto anche dirla questa parola, ma si tratta di reti obsolete che vanno sostituite. Sarebbe il tubo che da Tavernelle va verso Fano e poi verso Pesaro, dove passa tutta l'acqua che beviamo regolarmente. Ma ce ne sono molti altri.
Per quel che riguarda, invece, l'altra questione che lei mi ha posto, quella dei laghetti, le dico soltanto la conclusione di quello che è un rapporto: sembra più concretamente percorribile analizzare e concordare un uso plurimo degli invasi esistenti, dotandoli dell'impiantistica necessaria all'adduzione e prevedendo attività di sfangamento. La rete dei laghetti è qualcosa che, secondo me, è molto fuori luogo e che non si riesce a realizzare. Sarebbe un costo incredibile per ottenere qualcosa che è un controsenso perché, di solito, dai laghi l'acqua scende ai fiumi, mentre in questo caso voi proponete di inviare, tramite pompe, l'acqua dai fiumi ai laghi. Mi sembra un po' un controsenso. Ci sono soluzioni molto più facili, abbordabili e a portata di mano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Anche sulla stampa ho ripetuto spesso che la Giunta sulla questione della crisi idrica è in stato di inerzia, perché le cinque mozioni approvate il 5 luglio 2022 all'unanimità indicavano una via abbastanza chiara all'Assessore e a questa Giunta.
Il primo impegno parlava dello sfangamento degli invasi. L'Assessore, giustamente, dice che è stato siglato un accordo, la prima volta che viene fatto, tra la Regione ed ENEL. Si doveva partire in primavera e poi si è deciso di non farlo perché non c'erano state nevicate e si sarebbe andati incontro a una crisi idrica.
Assessore, io le chiedo: l'anno prossimo non saremo di nuovo in crisi idrica? E l'anno dopo ancora? La mia preoccupazione è proprio questa: se ogni volta l'intervento non si fa, anche se ci sono stanziati i soldi...
Vorrei poi ricordare che l'intervento prevede uno sfangamento di 75.000 metri cubi, che corrisponde a un giorno di consumo d'acqua della nostra provincia. È poco, se non nulla. Non è, a mio avviso, un intervento risolutivo, sia perché non è detto che verrà fatto, sia per la fragilità dei numeri su cui si appoggia.
È chiaro che bisogna trovare altre soluzioni. Può essere quella del grande invaso? Io non credo. Per noi del gruppo del Movimento 5 Stelle è sicuramente no.
Ho visto che anche il Sindaco di Urbino sta abbandonando questa ipotesi, che ha portato avanti con grande convinzione fino a poco tempo fa, perché ultimamente ha proposto un'altra idea: collegare l'acquedotto di Urbino al Burano.
Vorrei sapere, a questo proposito, che cosa ne pensano i Consiglieri dell'entroterra. Non decidono loro, però sono stati eletti anche perché hanno portato avanti queste battaglie e quindi, adesso, che credibilità c'è se verrà scelta questa strada?
Per quanto riguarda la sua idea, che ha annunciato, quella di collegare il potabilizzatore per sfruttare l'acqua della diga di Mercatale di Sassocorvaro, lei dice che l'avete fatto. Non ho motivo di non fidarmi, però da Consigliera ho saputo poco o niente, se non quello che lei ha dichiarato sulla stampa.
La ringrazio per questi documenti, almeno potrò approfondire e verificare che cosa avete portato avanti su questo progetto, che potrebbe essere un progetto sostenibile. Bisogna vedere se è fattibile e quanto costa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1190, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Ci sono delle domande molto precise e tecniche. Cercherò di rispondere e di leggere velocemente.
Sappiamo che il PSR 2014-2020 è stato prorogato di due anni, quindi fino al 2022. Questa Amministrazione ha lavorato su una parte del precedente PSR.
Il PSR Marche 2014-2022 ha attribuito una rilevanza strategica alle misure cosiddette agro-climatico-ambientali, che hanno l'obiettivo di favorire l'adattamento al cambiamento climatico e accrescere la resilienza dei sistemi agricoli, contribuendo al contempo alla mitigazione dei suoi effetti.
Tra queste si annoverano, in particolare, la misura 10.1.A, che finanzia tecniche di produzione integrata che, oltre a ridurre l'inquinamento di suoli e acque e le emissioni causate dai fertilizzanti di sintesi e dai fitofarmaci, con le azioni di inerbimento e i margini erbosi multifunzionali previene l'erosione e contribuisce allo shock di carbonio organico nei suoli; e la misura 11, che sostiene il metodo di produzione biologico, migliorando la salute del suolo e dell'acqua, assicurando un impiego responsabile delle risorse naturali e un migliore adattamento ai cicli naturali.
Oltre a queste, vi sono una serie di altre sottomisure che concorrono al raggiungimento di tali obiettivi: la 8.1, imboschimento di terreni agricoli; la 14.1, benessere animale; la 10.1, gestione dei pascoli con riduzione delle emissioni di ammoniaca; oltre a misure di informazione e formazione rivolte agli agricoltori su tematiche quali l'ottimizzazione dell'uso delle risorse naturali.
Ho partecipato alla realizzazione e alla presentazione di alcuni dei progetti previsti all'interno di queste misure. Inoltre, sono state attivate azioni informative su tematiche ambientali che finanziano le attività svolte da AMAP per l'informazione agli agricoltori.
Queste misure sono state confermate nella nuova programmazione 2023-2027, con i corrispondenti interventi. Sappiamo che sono cambiati i nomi, come ad esempio SRA 01, con relativa dotazione prevista dal CSR Marche.
La Regione Marche, fin dai primi passi, ha creduto e investito nello sviluppo di un'agricoltura sostenibile e nella tutela del suolo, garantendo servizi informativi per la conoscenza dei suoli e consolidando una capacità interna di monitoraggio, formazione e divulgazione.
Un esempio è rappresentato dall'attivazione, nell'ambito del Programma di sviluppo rurale, degli accordi agroambientali d'area per la tutela del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico, che hanno l'obiettivo di affrontare la tutela del suolo con un approccio territoriale di area e non puntiforme e individuale.
Un insieme di soggetti, agricoltori ma anche Comuni, si impegnano congiuntamente, sottoscrivendo un accordo, ad adottare determinate tecniche e a svolgere azioni per la risoluzione di problemi di micro-dissesto idrogeologico influenzati dalle attività agricole o dall'erosione di una specifica area. Per tali attività vengono compensati aderendo alle relative misure, in particolare alla misura di cooperazione, alle azioni collettive, alle attività di informazione e al sostegno agli investimenti.
Nella programmazione 2023-2027 sono stati inoltre attivati due nuovi interventi sperimentali.
SRA 03 - Tecniche di lavorazione ridotta dei suoli, sostiene il passaggio dalle abituali lavorazioni profonde del terreno a tecniche di lavorazione a minore profondità o di non lavorazione, favorendo la conservazione del suolo e il miglioramento della sua fertilità, migliorandone la struttura, la resistenza all'erosione e al compattamento e contrastando la riduzione della sostanza organica. Al contempo, questo intervento consente di aumentare la capacità del terreno di assorbire e trattenere l'acqua.
SRA 06 - Introduzione delle colture di copertura e della bulatura, che, diminuendo il periodo in cui il terreno viene lasciato nudo, riduce il rischio di erosione del suolo. Le colture di copertura utilizzano, per la loro crescita, l'azoto e altri elementi nutritivi.
Per quanto riguarda la tutela della risorsa acqua, la misura 4.3.B sostiene la modernizzazione delle infrastrutture irrigue, convertendo i sistemi di canali a cielo aperto di vecchia concezione in condotte chiuse dotate di misuratori, anche mediante l’ottimizzazione dell'uso dell'acqua. Questa misura viene attivata anche nella programmazione 2023-2027 con l'intervento SRD 08.
Considerata la crescente siccità nel cratere sismico e lo spostamento delle faglie che ha reso sempre più complesso l'approvvigionamento idrico dei pascoli, abbiamo messo in campo diverse misure di sostegno per la realizzazione e il miglioramento di impianti e strutture per la captazione, la raccolta, la conservazione, la distribuzione e l'utilizzo delle acque, compreso l'abbeveraggio. Tra queste rientrano micro-invasi, punti d'acqua, fontanili e abbeveratoi. Gli interventi sono destinati...
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio MANGIALARDI
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, molte delle cose che lei ha elencato le conosco molto bene, come gli accordi agroambientali e le misure 10, 11 e 8.1. Le conosco molto bene perché sono le stesse misure che avevamo introdotto noi.
Assessore, però è cambiato il mondo. Allora io mi chiedo, a prescindere dalla pulitura dell'invaso del Furlo, per la quale ha già risposto l'Assessore Aguzzi, se la proposta di istituzione dell'Osservatorio sui cambiamenti climatici, presentata dal PD e che fa parte di quelle proposte di legge che giacciono nei cassetti, non possa essere ripresa e approvata.
Mi chiedo inoltre, se lo chiede anche la Consigliera Bora, che saluto in questo momento, che fine abbiano fatto i 78 milioni di euro che nel 2022 il PNRR ha destinato alle Marche per gli interventi volti alla riduzione delle perdite. Questa non è una questione che riguarda lei, ma l'Assessore Aguzzi.
Per quanto riguarda l'emergenza idrica che ha danneggiato l'Ascolano, il Fermano e il Pesarese, e che in alcuni casi ha comportato un dimezzamento delle portate… Molto bene quanto lei ha detto, molto bene i rimboschimenti, ma, attenzione ai rimboschimenti, perché rischiamo di aumentare il bosco nelle aree interne e di ridurre il prato-pascolo, che assorbe; il bosco, invece, come noto, riduce la permeabilità. Inoltre, i boschi vanno comunque curati. Questo è un intervento che chiedo da tempo e che sarebbe opportuno inserire tra quelli finanziati dai Programmi di sviluppo rurale.
Per quanto riguarda l'Ascolano, sappiamo bene che le falde si sono spostate con il terremoto. Sono passati otto anni. Guardo l'Assessore Aguzzi: avremmo dovuto cercare nuove sorgenti. C'erano anche le risorse, ma in quel caso la CIIP si rifiutò di cercarle. Non mi risulta, a tutt'oggi, che l'ente gestore abbia avviato la ricerca di nuove sorgenti con la problematica , secondo me spettro, del Parco, che non consentirebbe sondaggi e la possibilità di cercare, trovare e utilizzare nuove sorgenti. Questa è una leggenda metropolitana, perché, come sapete, l'acqua è un bene primario e una condotta idrica o una nuova sorgente è di interesse generale.
Abbiamo i rubinetti chiusi in diversi Comuni, ma tutt'oggi non si vedono politiche mirate a risolvere il problema.
Devo dire che, in agricoltura, il tema è stato affrontato in tempi non sospetti e che l'Assessore sta continuando a percorrere quella strada, aumentando gli invasi, i piccoli invasi, i fontanili e gli abbeveratoi. Ritengo questa un'azione virtuosa, anche se non totalmente completa e sufficiente.
Interrogazione n.1188
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Pericoli derivanti dalla presenza di cinghiali nel territorio regionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1188 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. La Regione ha prorogato, nel mese di dicembre 2023, il piano di controllo del cinghiale su tutto il territorio regionale, piano questo che ha permesso, in questi anni, il contenimento della specie e dei suoi danni rispetto a qualcosa che poteva essere ancora più pericoloso rispetto a quello che è successo.
Va precisato che le misure operative previste nel piano di controllo vigente sono massimamente orientate alla semplificazione degli interventi di abbattimento e cattura, delegando direttamente anche gli agricoltori o loro collaboratori in questa attività, i famosi fascicoli aziendali, che ogni agricoltore, nel proprio terreno, può anche contenere e abbattere la fauna selvatica.
In ottemperanza alle recenti modifiche della legge nazionale 157/92 del mese di luglio, che hanno disposto cambiamenti alla disciplina del controllo e della caccia al cinghiale, la Regione Marche ha adottato il nuovo piano di controllo regionale della specie cinghiale - a fine luglio - , il primo piano regionale per interventi urgenti per il contrasto alla peste suina e le modifiche alla disciplina regionale sulla caccia hanno introdotto l'estensione di un mese della caccia in braccata, l'estensione a mezzanotte della caccia di selezione e l'introduzione degli strumenti termici a infrarossi per la caccia al cinghiale. In pratica, abbiamo prolungato di un mese, anticipando la caccia al cinghiale: dai primi di novembre l'abbiamo anticipata ai primi di ottobre. Siamo stati la prima Regione che l'ha fatto in Italia.
Questa piattaforma di atti enormi e cospicui confidiamo che ci permetterà di affrontare il problema del cinghiale in modo più risolutivo di quanto fatto anche nel recente passato.
Ringrazio il Consigliere Cesetti, soprattutto per la segnalazione dei problemi relativi alla presenza diffusa di ungulati nel Comune di Montegiorgio e di Monte Vidon Corrado. Ho avuto già modo di informare gli uffici e di segnalare ai soggetti preposti, che sono l'ATC e la Polizia Provinciale, la presenza del problema e di dare immediato riscontro con soluzioni concrete e risolutive.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Antonini. L'osservazione iniziale mi ha colto di sorpresa quando ha detto che passiamo da questioni macroeconomiche ai cinghiali. Assessore, è proprio questo il punto, perché sulle questioni macroeconomiche non toccate palla, è inutile che ne parliamo; invece, questa è una questione economica, quella dei cinghiali, oltre che di sicurezza, e qui potete fare qualcosa, se volete.
Ad esempio, la ringrazio perché è intervenuto nella fattispecie per quanto riguarda la segnalazione relativa ai Comuni di Montegiorgio e di Monte Vidon Corrado, dalla quale ha preso avvio la mia interrogazione, perché ho verificato personalmente che tra il territorio dei Comuni di Montegiorgio e Monte Vidon Corrado, a ridosso del centro abitato, c'era questa presenza "massiccia" di cinghiali grandi, con i cuccioli, che rappresenta un evidente problema.
Però ho posto, in quest'interrogazione firmata da tutto il Gruppo, la questione più generale della presenza dei cinghiali sul territorio regionale e delle conseguenze che da questo ne derivano.
Quest'interrogazione, Assessore, l'abbiamo presentata il 30 aprile 2024 e c'è scritto quello che Coldiretti Marche ha detto alla Regione Marche. Ho qui un articolo di giornale del 14 settembre 2024, l'altro ieri, e un altro ancora del 13 settembre 2024: “Più di 40.000 cinghiali, basta, misure urgenti”. Coldiretti Marche chiede alla Regione interventi tutto l'anno, anche nelle aree urbane. Intanto Palazzo Raffaello si è impegnato a semplificare l'iter dei risarcimenti.
Io sono arrivato cinque mesi in anticipo rispetto alla stessa Coldiretti, segno evidente che abbiamo posto un problema serio e che deve essere risolto con misure adeguate, perché i cinghiali sono un problema di sicurezza per le persone, innanzitutto, oltre che per i danni all'agricoltura.
Capisco che c'è chi vorrebbe tutelare i cinghiali, però, se vogliono farlo, li possono sempre portare e ospitare nel giardino di casa loro. Non possono stare in mezzo ai centri abitati e rappresentare un pericolo per le persone. Bisogna intervenire in modo drastico. Grazie.
Interrogazione n. 1245
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Servizio treno turistico Ancona-Fabriano-Pergola”
Interrogazione n. 1256
a iniziativa del Consigliere Ausili
“Programma turistico della linea ferroviaria Subappennina Italica - Redditività dell'iniziativa e benefici per i territori”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1245 dei Consiglieri Carancini, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1256 del Consigliere Ausili (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Sarà una risposta unica per le due interrogazioni che sono abbinate.
La riapertura della linea ferroviaria Subappennina Italica, operata dalla Regione Marche, Fondazione FS Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, ha generato, con riferimento alla sola infrastruttura ferroviaria, investimenti già messi a terra da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato per 26.615.000 euro, investimenti finalizzati anche a una futura riattivazione del traffico commerciale della tratta.
In conformità agli obiettivi della Regione di estendere la rete ferroviaria come modalità di trasporto green e sostenibile, in questo e in altri territori interni della Regione Marche, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha potuto realizzare parte di questi investimenti anche grazie all'iniziativa del Ministero della Cultura del Governo Draghi, che ha ricompreso nel Piano grandi attrattori culturali, finanziato con fondi PNC, anche il potenziamento delle linee ferroviarie cosiddette storiche, dallo stesso definite fondamentali per lo sviluppo e la valorizzazione, in chiave culturale, delle aree interne.
Rete Ferroviaria Italiana ha realizzato le opere necessarie alla riattivazione della linea nel 2021, al ripristino a seguito degli eventi alluvionali del 2022 e all'automazione di alcuni passaggi a livello, prevedendone il completamento per fasi con risorse già programmate.
La Fondazione FS Italiane ha avviato un'opera di riqualificazione di alcuni spazi della stazione di Fabriano. La trasformazione dell'ex deposito locomotive in un museo ferroviario è in fase di completamento e, contestualmente, si sta procedendo alla ristrutturazione dei locali per la riattivazione del servizio di officina del materiale rotabile, anche storico.
A tale ultimo proposito, la Regione Marche sta studiando con la Fondazione FS Italiane il potenziamento dell'offerta turistica ferroviaria, promuovendo la messa in rete dell'esperienza della Subappennina Italica, del museo di Fabriano e del museo tematico che verrà realizzato nel Comune di Falconara Marittima per l'ex Squadra Rialzo.
Per quanto concerne i dati relativi ai passeggeri, come richiesti dagli atti ispettivi, si significa che, con riferimento alle prime 20 corse effettuate tra il 26 settembre 2021 e il 28 gennaio 2024, i turisti che hanno partecipato all'iniziativa sono stati complessivamente 5.494, di questi, 4.882 sono partiti dalla stazione di Ancona, mentre 612 sono saliti alla stazione di Fabriano.
Il controvalore dei biglietti venduti per le prime 20 corse, avendo a riferimento tutte le tipologie di tariffazione applicate, è stato pari a 228.000 euro, al netto dell'IVA.
Ad oggi, il numero di turisti che ha partecipato all'iniziativa è aggiornato a quasi 10.000, di cui quasi 3.000 provenienti da fuori regione e dall'estero, con una previsione di 14.000 turisti che avranno partecipato all'iniziativa al 31 dicembre 2024. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, dei dati, anche se non si dà risposta ad alcune domande. Le considerazioni che derivano da questo progetto regionale fanno riflettere abbondantemente sul fatto che, in realtà, la Regione Marche investe, o meglio, destina a questo progetto 32.500 euro per ogni corsa. Noi, per ogni corsa da Ancona a Pergola, destiniamo 32.500 euro.
Non è in discussione il tema della valorizzazione delle aree interne, ma quello che davvero lascia stupiti è il fatto che questo investimento così importante non si spieghi a cosa è destinato.
Voi spendete, per il 2021 e il 2022, poi con la vicenda dell'alluvione, 500.000 euro, nel 2023 600.000 euro e nel 2024 altri 600.000 euro. Noi affittiamo, se ho ben compreso, perché questo non è stato chiarito, dei macchinari, delle vecchie locomotive e carrozze a questo prezzo. A me sembra una follia. È evidente che abbiamo necessità di programmare una scelta strategica di investimento culturale nelle aree interne, ma spendere oltre 30.000 euro per ogni corsa mi sembra una follia, anche se potrei sbagliarmi.
C'è un secondo elemento, Assessore, che le voglio sottolineare. Voi fate questa scelta su Pergola e solo i malpensanti pensano male, perché noi vogliamo bene a Pergola, ma mi chiedo: le altre aree interne, con quale tipo di programmazione e strategia intendete far emergere la loro bellezza e le infrastrutture esistenti?
Come mai questo investimento così puntuale e tempestivo su Pergola? Ripeto: 30.000 euro per ogni corsa. A questo aggiungiamo anche un investimento rispetto alla cooperativa che si occupa…, che ovviamente fa pagare il biglietto. Mi pare che il pacchetto valga complessivamente 200 euro.
Io credo che su questo dobbiate...
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. La risposta relativa alle altre aree interne deriva, a ben guardare, dalla strategia complessiva del Governo Acquaroli, se ricordiamo tutti che la strategia dei borghi sta per portare circa 100 milioni di euro nei borghi della nostra regione. Se guardiamo allo sviluppo della progettazione della Pedemontana e al fatto che non chiuderemo gli stabilimenti ospedalieri minori situati nell'entroterra, a ben guardare credo che tutte le aree interne siano rispettate.
Su questa fattispecie siamo, invece, soddisfatti della risposta dell'Assessore Brandoni, perché emergono dati importanti che ci raccontano quanto quest'operazione sia stata intelligente.
Anzitutto perché ha una rilevanza storico-culturale e noi sappiamo quanti, in particolare giovani, si siano avvicinati a questa cosa e riteniamo di aver trasmesso loro un'esperienza memorabile. Ma il valore è anche turistico. L'operazione destagionalizza, mette in rete diverse località e, soprattutto, rappresenta plasticamente quel tentativo che noi vogliamo fare di connettere la costa con l'entroterra.
I numeri parlano chiaro. Se diciamo che al 31 dicembre di quest'anno si prevede di raggiungere i 14.000 passeggeri, è evidente che siamo di fronte a un'operazione che funziona. E funziona anche perché ha collateralmente mosso investimenti, come ricordava l'Assessore, pari a 26,6 milioni di euro, che riguardano lo sviluppo infrastrutturale di quei luoghi.
Noi crediamo che questo sia un tassello all'interno di una strategia più complessiva che guarda in un certo modo al nostro entroterra, cercando di bilanciare costa ed entroterra, grandi città e borghi, nord e sud delle Marche, la visione del Governatore Acquaroli.
Interrogazione n. 1246
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sulla presenza di mucillagini nel litorale costiero marchigiano: chiarimenti sulle intenzioni della Giunta”
Interrogazione n. 1273
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Mucillagine nelle acque dell’alto e medio Adriatico”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1246 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e interrogazione n.1273 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda il discorso della mucillagine, non riesco a trovare la risposta, però l'argomento lo conosco. Noi, nei primi giorni di agosto, abbiamo convocato il tavolo regionale della pesca, che è un tavolo al quale siedono tutte le associazioni di categoria, i sindacati, tutti i portatori di interesse rispetto alla pesca marittima, parlando del tema delle mucillagini perché già, di fatto, avevamo i primi importanti segnali.
In quell'occasione noi abbiamo chiesto alle associazioni di categoria che cosa potevamo fare insieme e abbiamo condiviso la strategia di monitorare costantemente i danni che …, le mucillagini si sono estese a macchia di leopardo, alcune zone sono state più colpite, altre in maniera minore. se non addirittura nulla. Un monitoraggio costante dei danni provocati.
Abbiamo scritto al CNR per chiedere un monitoraggio più scientifico e, anche qui, ci è stato risposto che alla fine della stagione sarebbero arrivati i dati.
Noi stiamo affrontando un problema che era comunque, fino a poco tempo fa, in corso, quindi non si possono quantificare, nel momento in cui il fenomeno è in corso, i danni causati.
Ora, tra le varie ipotesi, si parla anche di chiedere lo stato di calamità, che però prevede dei danni certificati del 30% in meno del fatturato sull'anno precedente. Anche qui è ovvio che una situazione del genere può essere esclusivamente verificata a fine stagione.
Come scritto dall'interrogante, anche il Comune di Pesaro ci ha chiesto un intervento e gli abbiamo risposto che è dal 1° agosto che stiamo monitorando la situazione. Tra l'altro, le associazioni della pesca sono tutte rappresentate sia nelle varie forme ed espressioni sindacali che territoriali; anche con la Capitaneria di Porto e con la parte scientifica c’è un assoluto controllo della situazione.
In più, rispetto anche all'interrogazione, si è creato il problema del mosciolo di Ancona, che effettivamente, oltre alla parte generale dei mitili e dei molluschi, risente direttamente del fenomeno delle mucillagini e più in generale dell'alzamento della temperatura.
Domattina abbiamo convocato qui, in Regione, una riunione con le associazioni; in questo caso abbiamo chiamato Slow Food perché il mosciolo di Ancona è un presidio Slow Food, proprio per affrontare direttamente questa problematica.
Nel frattempo ho dato come scadenza al CNR e a tutte le associazioni, per acquisire i dati dei danni entro il 20 settembre perché il 24 settembre sarò a Ortigia durante il G7 Agricoltura e tutti gli Assessori regionali all'agricoltura e alla pesca marittima avremo un incontro con il Ministro e, in quella circostanza, avendo acquisiti i dati economici e scientifici, farò una richiesta di intervento e di sostegno al Ministro.
Concludo dicendo, in generale, che le imprese della pesca della Regione Marche sono state, per altri motivi, ma in maniera importante, sostenute soprattutto in quest'anno con 6 milioni più 6 milioni, ovvero 12 milioni di euro, rispetto al sostegno per la crisi russo-ucraina. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Antonini. Ho apprezzato la sua risposta per quello che riguarda due dei quesiti che abbiamo posto, in realtà erano quattro. Mi fa piacere che sia stata avviata una ricognizione e sia stato chiesto al CNR di verificare esattamente l'impatto delle mucillagini nella costa adriatica. Questa era la prima domanda.
Mi fa piacere che si sia valutato lo stato di calamità, anche su questo mi ha risposto. Ho visto addirittura che, prima di quanto lei abbia dichiarato, il 2 luglio, il Presidente Acquaroli aveva già riferito sui media a proposito di un summit con le categorie della pesca, di un tavolo in Regione per decidere le azioni, e parlava però di diverse difficoltà, definendo prematuro lo stato di calamità.
Non mi è stata data però nessuna risposta su altri due punti. In particolare, uno che ci sta molto a cuore, quello che riguarda gli indennizzi. Chiedevamo infatti, con questo atto, di cui prima firmataria è la Consigliera Bora, che ringrazio, oltre a tutto il Gruppo del Partito Democratico, se la Giunta prevedesse particolari indennizzi per i lavoratori del comparto, visto che non solo sono stati completamente bloccati a causa della mucillagine per oltre due mesi, ma hanno subito anche danni ingenti. Penso alle eliche, ai motori rotti, ai costi della benzina che hanno dovuto sostenere quando sono usciti in mare senza poter pescare e con le reti da buttare sono dovuti rientrare. Una situazione di grave crisi che va valutata e per la quale vanno previsti ristori.
Noi abbiamo pensato anche a un suggerimento su come provvedere a questi ristori. Penso, ad esempio, a ciò che è stato messo in campo durante la pandemia. Le due situazioni non sono paragonabili, ma durante la pandemia, con la piattaforma 210, c'era una lista di codici ATECO delle attività che avevano diritto ai ristori e, in brevissimo tempo, hanno potuto accedere a quei ristori che mettevano in campo 210 milioni di euro.
Pur non essendo paragonabile la gravità, al tempo stesso il metodo e la misura possono essere attuati anche in questo caso, perché vi ricordo che nell'allegato 13 del bilancio di previsione 2024-2026 ci sono fondi che possono essere spesi proprio per calamità naturali, emergenze e per oneri indifferibili e urgenti, non già prevedibili in sede di programmazione di bilancio e che non impegneranno i bilanci futuri con carattere di continuità. Si tratta quindi di quello che possiamo definire un fondo per le emergenze, per cui avreste già tutti i codici ATECO.
Il mio tempo sta finendo, ma su questo non ho avuto nessuna risposta e torneremo a chiederlo.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca PASQUI
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta e ringrazio anche per la replica la Consigliera Vitri, con la quale mi trovo d'accordo.
L'idea di fare quest'interrogazione non nasce solo dagli articoli di stampa che abbiamo letto, ma dal fatto che il primo tavolo con il comparto della pesca l'ha attivato l'Assessora del Movimento 5 Stelle del Comune di Pesaro. Tra l'altro, abbiamo anche il Presidente della Commissione Ambiente, che è un Consigliere sempre del Movimento 5 Stelle e, dal mio modesto parere, hanno fatto un ottimo lavoro perché hanno trattato tutti gli argomenti, dalla richiesta di ristori, di cui parzialmente ci ha risposto oggi l'Assessore, per la pesca, ma anche per il turismo.
Sulle pagine della nostra provincia, proprio oggi, c'è un articolo che parla delle problematiche che hanno riscontrato gli albergatori e anche i ristoratori nella città di Pesaro, ma non solo. Estenderei il problema anche dove si è verificato, a macchia di leopardo, il fenomeno delle mucillagini un po' lungo tutta la costa marchigiana.
I ristoranti sulle spiagge hanno avuto un calo importante di persone che si sono lì recate. Anche gli alberghi hanno avuto un calo di prenotazioni e qualche disdetta, perché i turisti hanno fatto un turismo "mordi e fuggi", non si sono fermati a dormire nelle città interessate dal fenomeno delle mucillagini, ma hanno preferito recarsi in altre mete e magari andare a Pesaro in occasione di eventi: Pesaro Capitale della Cultura e Rossini Opera Festival.
L'altro tema importantissimo è quello della salvaguardia dell'ambiente marino.
L'unica cosa che mi viene da dire, Assessore, in riferimento alla sua relazione che ha tenuto oggi, è che mi aspettavo che questo incontro e confronto con il Ministero e con gli altri Assessori fosse già avvenuto. Magari è già avvenuto, perché il 24 settembre mi sembra parecchio là; magari un'interlocuzione in una fase intermedia o iniziale sarebbe stata utile.
Ci aspettiamo tutti che ci porti presto delle buone notizie da questo incontro con il Ministro, soprattutto per quanto riguarda la questione dei ristori e degli indennizzi. Grazie.
Interrogazione n. 1210
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Sistemi di allerta rivolti alla popolazione in caso di emergenze – Richiesta d informazioni”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1210 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione è volta all'It-Alert, che è un sistema nazionale di allarme pubblico per l'informazione diretta alla popolazione, che dirama ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso.
Il messaggio It-Alert, una volta trasmesso, viene ricevuto da chiunque si trovi nella zona interessata dall'emergenza e abbia un telefono cellulare acceso o agganciato alle celle telefoniche.
Il sistema nazionale di allarme pubblico integra le modalità di informazione e comunicazione esistenti per diversi scenari di rischio, ma non le sostituisce. Questo deve essere molto chiaro.
L'8 febbraio 2024, la Conferenza Unificata ha sancito l'intesa sull'entrata in operatività del sistema di allarme pubblico It-Alert per alcune tipologie di rischio, tra cui: incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti a discipline di particolare attenzione, collasso di una grande diga oppure attività vulcaniche nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell'Isola di Vulcano.
Inoltre, è stata approvata la proroga della sperimentazione per un ulteriore anno, fino al 12 febbraio 2025, per i seguenti rischi: maremoto generato da un sisma e attività vulcanica dello Stromboli.
È da sapere che è stato, invece, temporaneamente escluso, perlomeno, il rischio connesso alle precipitazioni intense, che sono quelle che potrebbero toccarci più da vicino, e ciò è già accaduto.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile ha ritenuto utile continuare questa sperimentazione anche per i rischi per i quali il sistema It-Alert è entrato in operatività e, come Regione Marche, stiamo continuando a parteciparvi. Pertanto, con il supporto della Commissione Protezione Civile della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, è stato predisposto un programma esercitativo per lo svolgimento dei test che si terranno tra maggio e novembre 2024 in numerose Regioni.
La Regione Marche ha aderito al suddetto programma esercitativo con due test nel mese di ottobre 2024. I test in programma vanno ad aggiungersi all'esercitazione sul rischio specifico di collasso diga, già svolta dalla Regione Marche lo scorso 1° gennaio 2024, simulando lo scenario del collasso della diga di Rio Canale.
Pertanto, si conferma che la Regione Marche proseguirà la fase di sperimentazione del sistema It-Alert e che, al momento, sono previste due esercitazioni nel mese di ottobre 2024.
Spesso è poco chiaro che questo sistema nazionale non sostituisce gli attuali sistemi vigenti per quanto riguarda le allerte (gialle, rosse), perché se qualcuno aspetta che l'It-Alert dica se stanotte pioverà, verrà tratto in inganno.
Ho voluto elencare con esattezza quelle che sono le peculiarità di questo tipo di allerta, mantenendo invece tutte le altre modalità di comunicazione già esistenti.
Ci tengo anche a ribadire, cosa che ho detto già prima, che attualmente l'It-Alert non riguarda le emergenze dal punto di vista meteorologico, che sono quelle che magari ci toccano più direttamente e più frequentemente.
Ho voluto chiarire questo perché, altrimenti, si potrebbe essere tratti in inganno, pensando che l'allerta non ci sia, mentre invece l'allerta può esserci ed essere quella riconosciuta tradizionalmente attraverso gli altri sistemi già sperimentati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La ringrazio per la risposta e anche per qualche chiarimento. Può capire che non c'è una soddisfazione completa da parte nostra.
Ringrazio la Consigliera BORA, invece, per aver messo a disposizione del nostro Gruppo e di quest'Aula questo passaggio.
Il tema della sicurezza nella nostra regione è di particolare importanza e non va sottovalutato. Ha ragione quando dice che l'It-Alert deve essere implementato e questa è una funzione nostra, vostra, dell’intero asse istituzionale.
Quando dico che non sono soddisfatto, Assessore, è perché ripenso alle sue parole di un anno e mezzo fa, quando, rassicurando i Comuni della Valle del Misa e della Valle del Nevola, la Regione si era assunta l'impegno di strutturare un sistema di allarme adeguato, recuperando anche i ritardi del passato proprio per quelle due vallate. C'era la garanzia che quel sistema sarebbe stato attivato nell'ottobre 2023 e sarebbe andato a implementare quello dell'It-Alert. Questo non è accaduto.
Oggi, partendo, ahimè, dalla terribile ricorrenza del 15 settembre, c'è una tensione enorme da parte di tutti gli amministratori e di tutti i soggetti interessati perché, di fatto, siamo al punto di partenza, esattamente come due anni fa, quando il sistema di allarme era lasciato alla buona interpretazione e alla buona volontà dei singoli amministratori, senza un processo legato all'intero territorio.
Quello che noi chiediamo…, e su questo siamo disponibili come Gruppo a metterci a disposizione per trovare le soluzioni migliori, la tecnologia oggi ci mette a disposizione strumenti importantissimi. La sicurezza non è di parte e non è di partito. Se avete bisogno, noi ci siamo, però cerchiamo di fare in fretta.
Interrogazione n.1250
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Minardi, Vitri
“Conerobus, limitazioni e cancellazioni relative alle linee del trasporto urbano ed extraurbano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1250 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Prima dell'inizio dell'estate, l'azienda di TPL ha incontrato gli enti locali concedenti i servizi di TPL, rappresentando loro la necessità di dover ridurre il servizio di linea estivo perché stava incontrando notevoli difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro ulteriori autisti rispetto a quelli già in servizio.
Fatemi fare una parentesi. Pensate che, nella Commissione delle Regioni e delle Province Autonome, un punto della Commissione IMGT ha riguardato il problema nazionale del reperimento degli autisti. L'Italia non ha più autisti pubblici. Purtroppo, questo è un problema importante e, come ricaduta, tutte le aziende ne soffrono. Un'azienda marchigiana, senza fare nomi, ha fatto un bando ultimamente e hanno partecipato pochissime persone.
Agli autisti già presenti in azienda, infatti, andava garantita la fruizione delle ferie programmate estive e di un certo numero di ferie ordinarie e, pertanto, per l'erogazione dei servizi di TPL sarebbe stato necessario trovare altri autisti.
Il periodo in cui tale carenza di personale sarebbe stata più impattante era già stato individuato tra il 1° luglio e la metà di settembre 2024.
Gli enti interessati hanno dato un loro assenso informale e l'azienda riferisce di aver pubblicato sul proprio sito web i nuovi orari estivi per informare la clientela.
Questi orari contenevano già le cancellazioni di alcune corse o la riduzione dei volumi di alcune linee, che erano invece in vigore nelle estati precedenti.
Purtroppo, a tale prima limitazione dei servizi, regolarmente pubblicata, successivamente si sono aggiunte altre cancellazioni di corse non preventivabili, legate essenzialmente ai seguenti fattori: aumento non prevedibile del numero delle assenze per motivazioni varie da parte del personale; indisponibilità del personale conducente all'effettuazione del lavoro straordinario, che avrebbe consentito di recuperare alcune assenze; il perdurare dell'estrema difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro personale conducente aggiuntivo.
L'azienda riferisce quindi di aver pubblicato sul proprio sito web un avviso per la clientela, nel quale si scusava per i disagi che si sarebbero potuti verificare sulle linee urbane Y, YE8, YE10, 1, 1/4, 6, 10, 12, 33, 41 e 94 e sulla linea extraurbana MR24 JEH, a causa delle cancellazioni non prevedibili a priori di alcune corse per sopravvenute esigenze tecniche.
Le cancellazioni in oggetto hanno carattere di assoluta temporaneità e non rappresentano tagli strutturali al servizio. Le corse sono state ripristinate e il disagio si è protratto per circa due settimane.
Per superare la problematica dovuta alla carenza di personale conducente, il Consiglio di amministrazione dell'azienda ha indetto una selezione pubblica per la formazione di una graduatoria per operatori. Da tale graduatoria definitiva si attingerà per reclutare nuovo personale conducente, in modo da ripristinare il corretto livello del fabbisogno organico.
In aggiunta a ciò, l'azienda ha sollecitato sin da subito l'agenzia di lavoro interinale a ricercare sul mercato del lavoro ulteriori conducenti di linea, al fine di poter stipulare contratti di lavoro tipo…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. L'interrogazione della quale stiamo discutendo è di luglio, come ha ricordato, ma penso che, rispetto al quadro generale, sia indubbiamente e purtroppo ancora particolarmente attuale, soprattutto se teniamo conto che venerdì 20 settembre è stato indetto un ulteriore sciopero nazionale degli autisti, che interesserà inevitabilmente anche il nostro territorio.
I lavoratori del settore protestano, giustamente, per chiedere il salario minimo a 10 euro, contro la precarietà, l'incertezza delle prospettive occupazionali e le privatizzazioni. Temi che, Assessore, condividiamo totalmente e sui quali siamo al fianco dei lavoratori.
Le risposte, purtroppo, del Governo e della Regione le riteniamo in questo momento non sufficienti e non trovano soluzioni anche per i temi che ci ha messo a disposizione.
Per quanto riguarda il tema dell'interrogazione, che riguarda Conerobus, la carenza di personale è marcata. Bene l'avviso pubblico per la formazione della graduatoria, ma rimangono momenti di grande incertezza rispetto ai numeri, alle modalità e ai tempi delle assunzioni, che sono indispensabili per evitare di ritrovarci nelle condizioni di quest'estate. È proprio la carenza di personale, come lei ha ricordato, il principale problema.
Continuiamo quella battaglia che ha annunciato diverse volte di voler portare alla Conferenza delle Regioni, perché non è più tollerabile, e lo dico anche scontando le scelte del passato, che la nostra Regione sia considerata una Cenerentola nella ripartizione del Fondo nazionale.
Un consiglio: evitiamo gli errori che abbiamo commesso per i ruoli, abbiamo un Vicepresidente della Commissione europea dei trasporti, forse incontrarlo e coinvolgerlo potrebbe permettere …
Mozione n. 478
a iniziativa del Consigliere Latini
Tutela dei lavoratori Beko Europe presso stabilimento produttivo di Fabriano
Mozione n. 481
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Prospettive occupazionali e produttive per gli stabilimento Beko Europe delle Marche”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 478 del Consigliere Latini e la mozione n. 481 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri.
Il mio intervento sarà brevissimo. È la naturale prosecuzione dell'interrogazione a risposta immediata del Consigliere Mastrovincenzo.
Come sapete, la Beko è un'importante realtà industriale del territorio marchigiano, che rappresenta la continuità della grande tradizione del settore del bianco nel Fabrianese e della comunità marchigiana nel suo complesso.
Negli stabilimenti di Fabriano sono occupati oltre 1.000 dipendenti e questa situazione rischia di essere incrinata per quanto riguarda l'aspetto produttivo degli ultimi mesi e per le ripercussioni che potrebbero esserci in termini occupazionali, soprattutto dopo l'acquisizione della società da parte di un gruppo turco.
A ciò si aggiunge la situazione polacca, che ha visto recentemente la messa in disoccupazione di oltre 1.700 lavoratori e che porta a ritenere che la sfida che intende intraprendere la proprietà della Beko possa passare anche attraverso una riduzione del personale impiegato negli stabilimenti di Fabriano.
La misura che si intende porre in essere attraverso la mozione del gruppo PD è quella di un'azione preventiva molto forte, molto solida e anche molto incisiva, per salvaguardare i lavoratori interessati.
L'intento è impegnare la Giunta regionale a garantire ciò che è mancato nelle precedenti situazioni nelle quali vi è stato un drastico calo e una drastica dismissione delle forze produttive: un dialogo costante con Beko, attraverso le rappresentanze sindacali e mediante il ruolo che la Regione può svolgere per affrontare le problematiche occupazionali e tutelare i diritti dei lavoratori con un piano che tenga conto della necessità di mantenere costante l'impegno delle pubbliche amministrazioni, delle forze istituzionali e delle forze politiche, affinché non si crei un altro vulnus in un territorio che è già stato colpito, negli ultimi dodici anni, dal venir meno di quelli che erano i tradizionali presìdi di garanzia per l'occupazione.
Per un altro verso, la mozione tende a promuovere tutti quegli aspetti e quelle finalità di sostegno economico e di formazione professionale per i lavoratori, al fine di far sì che, anche attraverso il miglioramento professionale, si possa sostanzialmente mantenere l'occupazione negli stabilimenti della Beko. Questo è l'intento della mozione a firma del sottoscritto.
Lascio la parola ai presentatori dell'altra mozione, la n. 481.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. La mozione del Partito Democratico, che si aggiunge all'interrogazione a risposta immediata a prima firma del Consigliere Mastrovincenzo, vuole porre la consueta attenzione alle questioni occupazionali del nostro territorio.
Lo dico presentando la mozione perché, ogni volta che questo Consiglio ha trovato, insieme alla Giunta, una modalità per muoversi all'unisono, qualche risultato importante, Presidente, è stato raggiunto. Penso alle questioni che hanno riguardato Elica prima e Caterpillar poi, dove non ci sono state né sfumature né strumentalizzazioni.
Penso che il nostro intento debba andare sempre in quella direzione, tenendo conto che il quadro generale internazionale, come ha ricordato il Presidente, è di grande preoccupazione, perché il gruppo ha licenziato 1.800 lavoratori nei due stabilimenti polacchi, con modalità che potrebbero essere riprodotte, senza particolari ostacoli, anche per quanto riguarda i cinque stabilimenti italiani, dove parliamo di circa 5.000 addetti.
È una questione che riguarda direttamente il nostro territorio, in particolare gli stabilimenti di Melano e Comunanza.
Si tratta di un approccio che raccoglie le preoccupazioni del sindacato e dei lavoratori, che si sono già mobilitati la scorsa settimana e hanno immediatamente raccolto la disponibilità e l'affiancamento del nostro gruppo - spero dell'intero Consiglio regionale - per scongiurare preoccupazioni che sono legittime, soprattutto alla luce del percorso che è stato avviato per le 30 unità di personale degli stabilimenti di Fabriano.
La nostra mozione, che spero possa poi sfociare in una risoluzione, perché mi sembra che vi siano le condizioni per una condivisione completa, chiede un impegno vero da parte dell'amministrazione regionale.
Lo dico all'Assessore Aguzzi: è necessario, innanzitutto, un confronto immediato con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Abbiamo sentito parlare di un incontro con i due Sindaci dei territori interessati, ma serve un coinvolgimento e un confronto diretto.
Inoltre, occorre attivare un tavolo a livello ministeriale e con la proprietà, perché il tema è talmente importante e, come è successo in Polonia, il Governo deve intervenire immediatamente e non attendere che i provvedimenti vengano assunti. Dopo, infatti, diventa complicato, come è già accaduto in passato, recuperare.
L'impegno che chiediamo a lei, Assessore, e all'intera Giunta è in questa direzione, con un sistema di allerta rispetto a ciò che è già accaduto e a ciò che potrebbe accadere.
Poiché abbiamo i riverberi degli atri territori, abbiamo la possibilità non di rincorrere, ma di guidare il processo di attenzione.
La nostra mozione ha questo contenuto. Spero che vi sia una condivisione dell'intera Assemblea per dare forza, e non soltanto vicinanza, ai lavoratori che sono particolarmente preoccupati.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. E’ soltanto per una questione di organizzazione dei lavori. Dopo che avrà parlato l'Assessore Aguzzi, che peraltro ha già parlato sull'interrogazione, vogliamo proporre una risoluzione? Se i colleghi dell'Aula sono d'accordo.
PRESIDENTE. Vediamo se siamo disponibili a lavorare sulla risoluzione delle due mozioni. Ha la parola l'Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Se questa proposta è discussa dall'Aula, io non incoraggio né voglio entrare nel merito, ma potrebbe essere saggio.
Queste due mozioni, che non erano all'ordine del giorno oggi, le avevo valutate perché immaginavo che sarebbero state in qualche modo trattate e, adesso, leggo punto per punto le questioni poste. Il mio intervento è molto sereno, nel senso che una delle due chiede al Presidente della Giunta regionale di sostenere la battaglia dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. L'ho detto anche prima, rispondendo all'interrogazione: abbiamo sempre seguito questa vicenda ed è della massima attenzione e del massimo interesse.
Poi seguono alcuni altri punti della seconda mozione, che è un pochino più articolata. Quando si chiede alla Giunta e al Presidente di garantire un dialogo costante con Beko Europe e i rappresentanti sindacali, su questo noi abbiamo già convocato una riunione il 26 di questo mese - anticipatamente a questa mozione, non avevo idea che sarebbe stata presentata – con i Sindaci di Fabriano e Comunanza, ma anche del territorio intorno a Fabriano, ci saranno diversi Sindaci, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, per fare un po' il punto, non tanto solo su questa situazione, ma anche più in generale sull'economia di questi territori dell'entroterra.
Siamo perfettamente in linea nel promuovere interventi a sostegno economico e di formazione professionale. Sono interventi che noi facciamo regolarmente, normalmente.
Voglio ricordare che la crisi di Elica, che riguardava il Fabrianese, è stata ricondotta, in buona parte, proprio anche grazie agli interventi cospicui dell'Amministrazione regionale, tramite l'Assessorato alla formazione, per quel che riguarda un fondo assist, che è la formazione interna per riconvertire alcune attività che necessitavano, in quel momento.
Abbiamo avuto un'interlocuzione positiva, a suo tempo, con questa impresa. Nulla toglie che potremmo, qualora dovesse servire, farlo anche in questa occasione, ma dipenderà da come le situazioni evolveranno, ammesso che ce ne sia bisogno. Voglio sperare che non ce ne sia neanche bisogno e che tutto continui nel miglior modo possibile. Però noi abbiamo gli strumenti a disposizione per attivare iniziative di questo genere.
Attivare i tavoli di lavoro con le associazioni datoriali e sindacali - intanto un primo tavolo è già convocato per il 26 – e a sensibilizzare il Governo centrale sull'importanza di misure mirate. Questa è una cosa sulla quale io avevo già preso un impegno, rispondendo all'interrogazione.
Nelle prossime ore predisporremo una lettera, molto tranquillamente, chiedendo al Ministero di portare avanti, di propria iniziativa, l'impegno preso a suo tempo, a giugno, quando ci eravamo visti con le parti interessate, e di promuovere un eventuale incontro, viste le novità emerse nel frattempo. Qualche riga in fila la mettiamo e la mandiamo al Ministero domani o nelle prossime ore.
Dovessi dare un giudizio, senza entrare nel merito di come vorranno porsi i Consiglieri, io personalmente non avrei problemi a votare queste due mozioni o a farne anche una che ne possa racchiudere entrambe, poi sta all'Assemblea.
PRESIDENTE. Comunico che sulla proposta della Consigliera Casini ero d'accordo, ma, per l'assenza di diversi Consiglieri firmatari, non possiamo raccogliere la risoluzione, perché serve la sottoscrizione di tutti, quindi, dobbiamo votare per forza le due mozioni separatamente, anche se è chiaro che il fine è congiunto. Le votiamo separatamente.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Ho visto le mozioni e ho ascoltato anche l'intervento dell’Assessore Aguzzi, sono attività che già si stanno portando avanti, quindi, metterei di far sì che la Giunta e il Presidente continuino nell'attività iniziata in modo da non… Sembra che sia un qualcosa di nuovo, ma già sono stati fatti atti e magari verranno anche individuate le cose da fare per far sì che attuino le attività necessarie per dare più possibilità al Presidente e la Giunta di essere più ampi nella valutazione e nel portare avanti le esigenze dei lavoratori e della comunità tutta perché poi tutto si riflette.
Mi rivolgo ai due sottoscrittori, il dispositivo della mozione della Consigliera Casini, che impegna a sostenere, vorrei mettere: “a continuare a sostenere la battaglia”. Potrebbe essere una dicitura, se è possibile.
Per quanto riguarda la mozione del Consigliere Latini: “di porre in essere tutti quegli atti necessari affinché si possa arrivare alla soluzione del problema”. Queste sono le indicazioni, avendo anche ascoltato quello che ha detto l'Assessore Aguzzi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Per ribadire quanto detto dal Consigliere Marinelli, come Gruppo di Fratelli d'Italia saremo favorevoli. Nessun problema a votare queste due mozioni separatamente perché, come si ricordava, non c'è la possibilità di fare una risoluzione, vista l'assenza di alcuni Consiglieri firmatari.
Vorrei, inoltre, rimarcare quanto ha detto il Consigliere Marinelli sul dispositivo della mozione n. 481: "impegna il Presidente della Giunta regionale a continuare a sostenere...".
Ribadisco quello che ha detto il Consigliere Marinelli.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda gli emendamenti, possono essere presentati solo quelli relativi alla mia mozione, perché sono l'unico sottoscrittore. Nell'altra ci sono diversi Consiglieri assenti e, pertanto, dobbiamo lasciarla così com'è.
A verbale resta la posizione di plauso verso l'attività dell'Amministrazione regionale e il fatto che, come ha ricordato dal Consigliere Marinelli, essa prosegua la sua attività di sostegno alle imprese in crisi.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Va bene che non possa essere modificata, però, se chi è presente dichiara di condividere questa impostazione, in modo che rimanga agli atti che l'Amministrazione, il Presidente e l'Assessore si sono già occupati della questione e che si tratta di continuare il lavoro già avviato, lo diciamo a voce e a quel punto la votiamo.
Se cancelliamo tutto quello che la Giunta ha fatto finora, mi sembra un po' difficile da votare.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Credo che sarebbe assurdo rinviare la discussione di una settimana, perché l'Assessore ci ha già detto che ha messo in campo delle azioni e che ha iniziato adesso.
Diciamo che queste mozioni procedono in parallelo rispetto all'azione dell'Assessore e della Giunta e certamente non indietro, Consigliere Marinelli.
Se lei ritiene opportuno inserire questa dicitura come dichiarazione, va benissimo. Tuttavia sappiamo che non possiamo modificare le mozioni, per la stessa ragione per cui non possiamo procedere con una risoluzione, dal punto di vista tecnico.
Votarle tra una settimana sarebbe anacronistico rispetto a ciò che si sta facendo, rispetto allo sciopero che c'è stato dei lavoratori e all'incertezza che gli stessi stanno vivendo.
Se vogliamo dare un segnale, penso che vada dato oggi. Se il Consigliere Marinelli ritiene necessaria questa dichiarazione, credo che possa rappresentare una soluzione.
PRESIDENTE. Il Consigliere Marinelli chiedeva, però, che nelle dichiarazioni dei sottoscrittori della mozione n. 481 ci fosse il riconoscimento di quanto ha chiesto, cioè che il Presidente della Giunta continui a sostenere la battaglia dei lavoratori, nel senso che è già in corso l'impegno dell'Amministrazione regionale.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Era solo per ribadire questo. Noi non pensiamo di rinviarla, basta che venga esplicitata la volontà. Non possiamo modificarla, sennò l'avremmo fatto, dicendo di inserire il fatto che c'è già un'attività iniziata da parte della Giunta e del Presidente.
Non il rinvio, ma solo il recepimento di questo concetto, che poi non può essere modificato.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda la mozione del sottoscritto, si propone, prendendo spunto da quanto ha detto il Consigliere Marinelli: "Impegna il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente a proseguire il percorso avviato per garantire un dialogo costante con Beko Europe e la rappresentanza sindacale, per affrontare le problematiche".
Questo è l'emendamento che io posso fare, lo sottoscrivo, e questo è il dispositivo della mozione.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Mi sembra che la Capogruppo del Partito Democratico sia stata molto chiara e come primo firmatario sono d'accordo sull'impostazione.
Prendiamo atto del lavoro che si sta facendo e impegniamo sui temi così come li abbiamo esposti. Mi sembra che si possa trovare una sintesi.
Lo ribadiamo: non possiamo arrivare a una risoluzione per l'assenza di alcuni Consiglieri, in modo particolare della Consigliera Bora, che ci teneva. Siamo nelle condizioni di poter assumere questo tipo di impegno.
Ribadisco, come ha ricordato la Consigliera Casini, che chiediamo il voto all'intera Aula.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Visto che è stata accettata quest'impostazione lanciata prima dal Consigliere Marinelli, dichiaro il voto favorevole ad entrambe le mozioni da parte del Gruppo di Fratelli d'Italia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per confermare quanto detto dal Consigliere Livi, dichiaro che siamo favorevoli, come Gruppo Lega, a votare entrambe le mozioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Confermiamo anche noi il nostro voto favorevole, rafforzando l'auspicio che già prima avevamo espresso all'Assessore, di sollecitare al più presto questo tavolo e questo incontro con il Ministero, da svolgere entro settembre, per dare risposte chiare ai lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Confermo anch’io il voto favorevole ad entrambi i testi. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Latini (Moz.478/em.1) “prima della parola ‘garantire’ inserisce le seguenti parole: ‘a proseguire il percorso avviato per’”. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione 478, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione 481. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Elezione di un Consigliere regionale componente della Commissione per il conferimento della onorificenza denominata ‘”Picchio d’oro” - sostituzione di un componente dimissionario”
(Articolo 2, comma 3, della l.r. 1° dicembre 2005, n. 26) – Voto limitato a uno.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere Componente della Commissione per il conferimento della onorificenza denominata “Picchio d’oro”. Voto limitato ad uno.
Ricordo che, ai sensi dell’articolo 67 del Regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche, ciascun Consigliere può scrivere sulla scheda un solo nominativo. La votazione è a scrutinio segreto.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Le comunico che i membri del Partito Democratico non ritireranno la scheda, visto che è una sostituzione di un membro di maggioranza.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. A nome del Gruppo Fratelli d'Italia e dei Gruppi di maggioranza indico la Consigliera Mirella Battistoni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Non entro nel merito della votazione, ma entro nel merito di questa Commissione.
Se i Consiglieri di questa Commissione hanno un ruolo - parlo perché sono all'interno di questa Commissione e c'è anche il Consigliere Carancini - altrimenti è bene che questa Commissione la si sciolga. O abbiamo un ruolo come previsto dalla legge, altrimenti, se dobbiamo fare una riunione all'anno per approvare cose già decise, dico da ora che dovremmo andare ad un'altra votazione perché il sottoscritto si dimetterà.
Vedremo quest'anno, se avremo voce in capitolo, come si suol dire, come previsto dalla legge, bene, altrimenti il prossimo anno non ci sarà e mi dimetterò in diretta.
Al di là delle battute è bene che questa Commissione si riappropri del ruolo per la quale è stata istituita ai sensi di questa legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Intervengo in questo caso in veste di Vicepresidente della Commissione Picchio D'Oro e, non essendoci il Presidente, sarei io a farne le veci e ad assumerne il ruolo in attesa che venga nominata la nuova Presidente.
Stranamente mi sento in piena sintonia con il Consigliere Giacomo Rossi, oggi. Come Vicepresidente a nome non solo mio. ma anche del mio Gruppo, spero, vorrei chiedere a chiunque sarà la nuova Presidente o il nuovo Presidente che verrà incaricata al posto del Consigliere Ciccioli di dare una dignità nuova a questo comitato perché il premio Picchio d’oro che viene assegnato al Marchigiano dell'anno è un premio di prestigio, assegnato a personalità di spicco che hanno segnato la storia delle Marche e non è giusto che venga scelto autonomamente dalla Giunta e che la Commissione che viene creata e istituita per questo scopo sia relegata al semplice ruolo di esecutrice materiale, perché non c'era rimasto altro che votare il nome che veniva riferito.
Vedo anche il Consigliere Carancini che qua con me fa parte della stessa Commissione e sia lui che altri Consiglieri avevano avanzato nell'ultima riunione alcune proposte, alcuni nomi validi, che non sono stati nemmeno presi in considerazione. Come rappresentante della minoranza avevo proposto alcune personalità di ambiti e settori diversi che potevano ambire a questo prestigioso riconoscimento, ma non sono stati presi nemmeno in considerazione. Il Consigliere Carancini in particolare aveva fatto alcuni nomi, che potrebbe anche riproporre penso nella prossima edizione, così come tutti gli altri Consiglieri, quindi, chiediamo, prima che venga nominata e votata la nuova o il nuovo Presidente della Commissione Picchio d’oro, di fare in modo che il metodo sia quello adeguato al rilievo che il premio ha. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Dal momento che hanno parlato quasi tutti, vorrei un po' riportare le cose nella normalità. È vero che qualche volta c'è stato, però è anche vero che l'ultima volta la decisione è stata presa all'unanimità e siamo stati tutti...
Questo richiamo erano stato fatto prima e ultimamente era stato recepito. Già la situazione si era sistemata. Poi, se ognuno fa un nome, dobbiamo decidere su uno e prevale la maggioranza, penso la maggioranza, non politica, ma la maggioranza dei rappresentanti della Commissione, e l'ultimo anno mi sembra che anche il Consigliere Carancini…, anzi, era stata portata avanti anche da lui questa candidatura.
Non so se posso fare il nome, penso di sì, di chi vorremmo sostituire, oppure rimane segreto nell'urna. Noi voteremo la Consigliera Battistoni.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto. Distribuire le schede.
(Il Consigliere Segretario Borroni effettua la chiama)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Non ritiro la scheda, però le volevo dare atto che finalmente si è convertito alla mia richiesta sull’espletamento del voto segreto. Ma lo voglio dire non per la sua conversione, ma perché questa, Consigliere Bilò, è la migliore risposta a qualche intervento sguaiato, anche sulla stampa o su Facebook, di qualche statista che diceva che la questione da me posta era una cosa di poco conto.
Invece, mi pare che sia di conto rilevante, visto che il Presidente si è convertito a questa necessità, che è garanzia dell’espletamento della democrazia.
Capisco che per qualcuno sono cose di poco conto, ma non lo sono per noi. Grazie.
(Il Consigliere Segretario Borroni prosegue la chiama)
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 18
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 17
Hanno ricevuto voti:
Battistoni Mirella n. 16
Rossi Giacomo n. 1
Proclamo eletta componente della Commissione per il conferimento della onorificenza denominata “Picchio d’oro” la Consigliera Mirella Battistoni.
Elezione di un Consigliere regionale nel Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la pace” - sostituzione
(Articolo 15, comma 5 della l.r. 18 giugno 2002, n. 9 – articolo 12, dello Statuto Ente – deliberazioni amministrative nn. 23/2011 e 36/2011) - (Voto limitato ad uno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere regionale nel Consiglio direttivo dell’associazione “Università per la pace” – sostituzione.
Ricordo che ai sensi dell’articolo 67 del Regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche, ciascun Consigliere può scrivere nella scheda un solo nominativo.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Visto che la dimissionaria sono io, noi chiediamo di sostituirmi con il Consigliere Mangialardi, quindi la candidatura è di Maurizio Mangialardi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie Presidente. Parlo a nome della maggioranza: non ritiriamo la scheda.
PRESIDENTE. La votazione è a scrutinio segreto. Prego distribuire le schede.
(II Consigliere Segretario Borroni effettua la chiama)
Votanti n. 10
Schede bianche n. 1
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 8
Ha ricevuto voti:
Mangialardi Maurizio n. 8
Proclamo eletto componente nel Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la Pace” il Consigliere Maurizio Mangialardi.
Interrogazione n.1231
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Personale per case e ospedali di comunità”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1231 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la risposta a questa interrogazione, vale quello che abbiamo detto anche in precedenti interrogazioni a riguardo. Il PNRR, che troverà attuazione ed applicazione con la realizzazione di tutte le strutture (COT, Case di comunità e Ospedali di comunità) sta procedendo secondo la tabella ministeriale.
Per quanto riguarda le COT, sono state tutte realizzate e in funzione sin dal mese di giugno; invece, il personale, sulla base delle esigenze previste, è in fase di realizzazione la prevista assunzione di personale per gli Ospedali di Comunità e per le Case di comunità, che non sono state ancora strutturate, e fino ad oggi è stato assunto il personale per le Centrali operative territoriali.
Devo aggiungere che il personale che dovrà essere individuato per le Case di comunità e per gli Ospedali di Comunità, che attendono la realizzazione, è finanziato con fondi aggiuntivi rispetto al tetto di spesa; quindi, c'è la ragionevole considerazione che tutto questo personale, si parla prevalentemente di professioni sanitarie con qualche medico, sarà tutto assunto.
Per il momento, la risposta a quest'interrogazione è che le COT, che sono già in funzione, tutte dal mese di giugno, vedono il personale che lavora all'interno assunto con le risorse del PNRR; tutto il restante personale sarà assunto all'atto dell'apertura delle Case di comunità e degli Ospedali di Comunità.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Forse c'è stato uno scambio delle due interrogazioni rimanenti, perché la Consigliera Casini ha fatto due interrogazioni insieme anche alla Consigliera Bora sulle COT, e la mia era più specifica sul personale per le Case e gli Ospedali di comunità.
Comunque sia, l'Assessore mi sembra molto sereno nel dire che entro il 2026 troverà risposta l'assunzione di tutto il personale sanitario, e stiamo parlando di oltre 2.000 unità, e la sua serenità non è tanto condivisa dal Movimento 5 Stelle perché, purtroppo, sappiamo che, soprattutto in alcuni ambiti, c'è una grande carenza di personale, sia sanitario che infermieristico.
La domanda che nasce spontanea un po' a tutti i cittadini è: queste Case di comunità e questi Ospedali di comunità… Ricordiamo, ne sono previste 29 Case di comunità e 9 Ospedali di comunità, in cui serviranno, per le Case di comunità, dai 7 agli 11 infermieri, un assistente sociale, da 5 a 8 unità di personale sociosanitario e amministrativo, per gli Ospedali di comunità, 7-9 infermieri, 4 OSS, da 1 a 2 unità di personale sanitario con funzione riabilitativa, un medico per almeno 4 ore al giorno, 6 giorni su sette; e lascio perdere le COT, perché su questo tema interverrà la Capogruppo del Partito Democratico.
Il totale di questi numeri dà 2.272 figure aggiuntive e non siamo così sicuri che per il 2026 avremo tutto questo personale assunto, perché l'Assessore ha parlato di assunzione.
Io mi auguro che lei abbia ragione, comunque saremo qui a verificare e svolgeremo la nostra funzione anche a livello parlamentare.
Lei ritiene, perché la seconda domanda era questa, fattibile che entro il 1° gennaio 2027 tutte queste strutture saranno operative con l'intera pianta organica? Magari.
Interrogazione n.1255
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“AST Ascoli Piceno - Entrata in funzione delle 2 Centrali Operative Territoriali – chiarimenti”
Interrogazione n. 1234
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“AST 2 AN - Entrata in funzione delle 5 Centrali Operative Territoriali – chiarimenti”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1255 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1234 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In ordine all'interrogazione n. 1255 della Consigliera Casini, informo la stessa che, come previsto dal Piano triennale del personale, che è inserito, come sappiamo, all'interno del PIAO, il Piano integrato di amministrazione e organizzazione, è stato formalizzato l'incremento di dotazione organica degli infermieri di 15 unità dal 2023, verso il 2024. Questo proprio perché era previsto, come nella precedente interrogazione, il reclutamento di questo personale che serve per le Centrali operative territoriali.
Risponde sempre l'Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno, che ad oggi sono stati assunti già 25 infermieri, oltre alle stabilizzazioni, e in questo modo il personale per il funzionamento delle COT risulta congruente con le esigenze di questa Centrale operativa territoriale.
In merito all’interrogazione n. 1234, riferisce l'Azienda sanitaria territoriale, in questo caso di Ancona, che le Centrali operative previste sono tutte in funzione, così come ho detto precedentemente, dal mese di giugno; che le unità di personale necessarie all'interno della COT di Ancona sono state reclutate tutte con mobilità interna e altre figure dovranno essere assunte con la graduatoria del concorso pubblico in forma aggregata, che è prevista per tutti gli enti del Servizio sanitario regionale.
Qui l'Azienda sanitaria territoriale fa presente, comunque, che le Centrali operative sono perfettamente funzionanti e l'organico è a pieno regime, non ci sono esigenze aggiuntive.
Per entrambe le interrogazioni, e replicando anche, precisando quello che ho detto nell’interrogazione della Consigliera Ruggeri, l'assunzione di personale, soprattutto infermieristico, per le Case di comunità e gli Ospedali di comunità è prevista progressivamente dal finanziamento pubblico, in relazione all'entrata in funzione di queste Case di comunità e Ospedali di comunità, con finanziamenti aggiuntivi che potranno essere utilizzati negli anni 2025, 2026 e 2027. Fino ad oggi, noi abbiamo assunto il personale per cui siamo stati autorizzati, per il funzionamento delle Centrali operative territoriali.
Devo anche dire, per fugare eventuali dubbi sulla disponibilità di personale, che, mentre per il personale sanitario, e stiamo parlando dei medici, alcuni concorsi risultano, in alcune zone disagiate, ancora non appetibili, ci sono dei concorsi che sono banditi e non ci sono stati medici che hanno partecipato alla selezione; per quanto riguarda gli infermieri, la nostra Regione che ha autosufficienza, perché il numero dei corsi di formazione per infermieri è superiore alla domanda di infermieri che possiamo assumere. Questo per merito delle aziende e anche per merito dell'Università Politecnica delle Marche.
C'è la ragionevole supposizione, previsione, che i concorsi banditi nella nostra Regione, almeno per il profilo degli infermieri, troveranno soddisfazione di candidati. Questo è il motivo per cui mi sono espresso in modo positivo.
Sappiamo perfettamente che in tutta Italia questa figura, soprattutto quella degli infermieri del Servizio sanitario pubblico, è carente, tant'è vero che ci sono altre Regioni che hanno previsto il reclutamento addirittura all'estero, in Argentina o in altri Paesi, o a Cuba, come è avvenuto, per esempio, per Lombardia, Campania e Calabria; ma devo sottolineare che, nella Regione Marche, il numero di persone che partecipa a queste selezioni è ancora oggi nettamente superiore alla domanda regionale. C'è la ragionevole previsione che i concorsi che verranno banditi per mettere il personale all'interno delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità soddisferanno la domanda.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, a lei danno notizie dal territorio che non sono corrispondenti alla realtà. Non è stato assunto nessuno per le COT né di Ascoli Piceno né di San Benedetto del Tronto. È stato trasferito personale che lavorava in altri servizi e, addirittura, c'è personale che lavora sia alla COT che in altri servizi.
Avrà letto sui giornali il caso della revoca dell'autorizzazione ad effettuare il lavoro agile di una mamma, madre di un figlio disabile, che è stata trasferita nella COT. Lei lavorava da tutt'altra parte e aveva anche il lavoro agile.
È la seconda inesattezza che le fanno dire. Io mi confido e mi fido di lei, ma lei si dovrebbe fidare un po' di meno delle cose che le dicono.
Per quello che riguarda il coordinatore della COT, non esiste il coordinatore della COT di Ascoli Piceno e non esiste il coordinatore della COT di San Benedetto del Tronto, e il personale è stato preso dai PUA. Tant’è vero che la mia segreteria ha verificato personalmente e quando è stata aperta la COT, il PUA di Ascoli Piceno capoluogo non funzionava. E non è un caso, perché, se il personale era stato tolto dal PUA ed era stato messo nella COT, è evidente che il PUA non funzionava. Se vuole, Assessore, le do anche le date di riferimento, che non ho qui.
È stato attivato un servizio aggiungendo funzioni senza aggiungere gli operatori. Si diceva prima che in tutte le Marche serviranno oltre 2.000 nuove assunzioni.
Non a caso, nei giorni successivi all'apertura della COT, la Direttrice dell'AST di Ascoli Piceno, meglio nota per essere stata a Sanremo, come molti sanno, emanò una nota stampa nella quale furono comunicati proprio i nuovi orari del Punto unico di accesso, perché il personale era stato tolto.
La COT, inoltre, viene aperta 6 giorni su 7 e non 7 giorni su 7, come dovrebbe essere.
Nella determina con la quale è stato autorizzato il regolamento della COT, lei sa che deve essere comprovato il raggiungimento di due obiettivi, A e B. Il certificato A è stato determinato dal Direttore generale con l'approvazione del certificato di regolare esecuzione; invece, non è stata approvata la relazione dell'ingegnere, che è il requisito B. Approvare delle determine che mancano di dichiarazioni è discutibile. Fossi in lei, verificherei.
PRESIDENTE. La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:55.
La seduta inizia alle ore 11,05
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 159 del 17 settembre 2024.
Do per letto il processo verbale della seduta n. 158 del 9 settembre 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Vi comunico che hanno chiesto congedo i Consiglieri Bora, Putzu, Acciarri e il Presidente della Giunta Acquaroli.
La Consigliera Bora è divenuta mamma di uno splendido bambino e, quindi, se tutti insieme facciamo un applauso, giunga a lei ed al neonato i nostri affettuosi auguri.
(applausi)
Prima di iniziare l'ordine del giorno con l'interrogazione a risposta immediata, a seguito dei lavori della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, vi sottopongo l'inserimento di due mozioni come punto 2 bis, dopo lo svolgimento delle interrogazioni a risposta ordinaria. Mozioni relative alla questione dei lavoratori di Beko Europe presso lo stabilimento di Fabriano. Sono le mozioni n. 481 e n. 478. La proposta è di inserire il punto 2 bis per la trattazione di queste due mozioni, a seguito dell'interrogazione a risposta immediata n. 1287, che tratta dello stesso problema.
Iscrizione, al punto 2 bis, delle mozioni n. 481 e n. 478. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Interrogazione n. 1286 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Rotatoria intersezione tra la S.P. 224 ‘Paludi’ e la S.S. 16 ‘Adriatica’ - cd. rotatoria di San Tommaso/San Marco alle Paludi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1286, a risposta immediata, dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Con l'interrogazione in oggetto i Consiglieri interrogano il Presidente della Giunta regionale per conoscere se si intende incaricare immediatamente il competente Dipartimento per effettuare un sopralluogo presso la rotatoria San Tommaso-San Marco alle Paludi, per richiedere, all'esito, all'ANAS, alla Provincia di Fermo e al Comune di Fermo i necessari provvedimenti per garantire la sicurezza della circolazione nella rotatoria di cui all'oggetto.
In relazione all'interrogazione presentata, sentiti gli uffici e gli enti competenti, si significa quanto segue. La Regione Marche sta dando corso alla convenzione sottoscritta con la Provincia di Fermo per disciplinare la realizzazione dell'opera in oggetto, attraverso la destinazione di risorse di cui al Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020.
Ad ogni buon conto, la Regione Marche, pur non avendo diretta competenza sull'infrastruttura viaria in oggetto, attraverso il Settore Infrastrutture e Viabilità provvederà a trasferire la segnalazione di cui al presente atto ispettivo alla Provincia di Fermo, soggetto attuatore dell'intervento, e ad ANAS, proprietaria dell'arteria, al fine di verificare la conformità di quanto realizzato rispetto al progetto approvato in sede di Conferenza di servizi e per gli approfondimenti necessari, che verranno quindi compiuti anche su sollecitazione dei nostri uffici, perché sia garantita la circolazione in sicurezza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Assessore Baldelli, mi dichiaro soddisfatto della sua risposta perché, se invierà l'atto ispettivo, come ha detto, alla Provincia di Fermo, ente attuatore, e al Comune di Fermo, significa che l'interrogazione ha una base di fondatezza, perché in effetti quella rotatoria, che è un'opera strategica finanziata dalla Regione Marche nella scorsa legislatura per 800.000 euro con i fondi del Fondo di Sviluppo e Coesione, sotto il titolo “Opere di adduzione per il nuovo Ospedale di Fermo”, è un'infrastruttura strategica in un punto della Provincia dove c'è un'alta densità di traffico, se pensiamo che da lì, a qualche centinaio di metri, c'è il casello autostradale di Porto Sant'Elpidio.
Questa rotatoria, tra l'altro lei ha fatto anche un sopralluogo di recente, realizzata però, lo vedo anche passandoci, ha delle caratteristiche di pericolosità che spero che l'ufficio, il Dipartimento, voglia verificare attraverso la Provincia e il Comune.
È vero che la Regione Marche non ha una competenza, però ha il diritto e il dovere di verificare se un'opera, da essa finanziata e realizzata, risponda a tutti i requisiti di sicurezza per la circolazione e soprattutto per i residenti, in un punto in cui c'è un'alta densità di traffico, ma anche densità di…
PRESIDENTE. Il Consigliere Mastrovincenzo non è presente. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. La voglio ringraziare perché il Consigliere Mastrovincenzo arriverà con qualche minuto di ritardo quindi magari l’interrogazione la facciamo dopo.
Interrogazione n.1288 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Esalazioni all’Api di Falconara Marittima, corsi e ricorsi storici”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1228 – a risposta immediata - della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa vicenda, i fatti erano ben noti fin dal primo momento, perché sono stato sollecitato spesso dal Sindaco di Falconara. e l’ho incontrato più volte. Anche un mio consulente che mi segue, mi ha cercato più volte ed anche lui vive a Falconara.
In esito a questa interrogazione, noi abbiamo trasmesso ad ARPAM la richiesta di un resoconto preciso sui fatti accaduti il 28, anche per i periodi successivi, perché per più giorni sono state segnalate queste situazioni.
Ad oggi non abbiamo avuto un riscontro scritto da parte di ARPAM. Comunque, la struttura competente, fin dal primo episodio occorso, era a conoscenza del fatto che il Comune di Falconara avesse chiesto specifiche informazioni ai componenti degli enti di vigilanza. Infatti, è pervenuta una nota dell'AST di Ancona, che ha monitorato la situazione e ha concluso comunque, rilevando quanto segue:. In sintesi, alla luce di quanto esposto, al momento non ci sono particolari evidenze che possono suggerire problematiche di carattere sanitario, in quanto l'andamento delle concentrazioni di tali inquinanti non ha evidenziato il superamento dei limiti normativi, qualora previsti, e dei valori di riferimento individuati dalla consultazione della letteratura di settore. Ci ha rassicurato sul fatto che non ci sarebbero pericoli per la salute.
Non nascondiamo che in quelle ore un cattivo odore c'era, altrimenti non avremmo avuto queste segnalazioni.
Ho incontrato il Sindaco più volte, ho incontrato i vertici API insieme anche al Sindaco e ci hanno parlato di una situazione che stavano cercando di risolvere. Non mi chiedete cosa sia, non lo so. È un impianto di catrame, mi dicono, che hanno all'interno. Non mi chiedete di più, perché tecnicamente non saprei minimamente descrivervi. Mi parlano di bitume, dal quale questi cattivi odori potrebbero essere esalati.
Di conseguenza, su questo loro stavano intervenendo per ammodernizzare la struttura ed eliminare questo inconveniente. Questo risale ai giorni successivi alla segnalazione.
Oltretutto, non ci siamo fermati a questo. Sempre in accordo col Sindaco di Falconara, abbiamo chiesto al Ministero di riesaminare da capo le autorizzazioni AIA, proprio sulla questione degli odori e, su questo, il Ministero ha avviato una procedura. Abbiamo segnalato anche al Ministero questa questione. I vertici aziendali ci dicono che sarebbero comunque intervenuti su questi impianti, che sono quelli che darebbero maggiori fastidi. Noi abbiamo interessato anche il Ministero, che ha riaperto le procedure.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta, che in parte mi trova soddisfatta perché, comunque, questa relazione è stata richiesta dalla Regione e, da tutto quello che ha detto, mi sembra che vi siate mossi con celerità per rassicurare la popolazione, perché in effetti questi sono incidenti che capitano spesso.
Infatti, nella mia interrogazione parlo di corsi e ricorsi storici, perché ho trovato un'interrogazione della mia collega del Gruppo del Movimento 5 Stelle che risale al 2016.
Tutti noi conosciamo l'inchiesta che ha portato a 18 indagati per reati ambientali. Ho letto anche la stampa locale, ci sono i comitati molto agguerriti e soprattutto molto preoccupati per l'ennesimo incidente avvenuto, per cui il centro storico e il mare, per diverse ore, sono stati invasi da questo cattivo odore, acre, tanto che molte famiglie hanno pensato di portare i bambini a casa.
Ho letto anche gli interventi della Sindaca a cui lei si stava riferendo, che chiede tutele dalla raffineria. Non chiederei alla raffineria le tutele, ma le chiederei in primis agli enti di vigilanza.
Sono soddisfatta. Non conoscevo quanto ha detto l'AST di Ancona, che è in parte tranquillizzante. Chiedo però, soprattutto qui in Aula, poi se serve, faremo un accesso agli atti, di poter leggere la relazione di ARPAM, che immagino verrà consegnata quanto prima.
La popolazione deve essere tranquillizzata con una comunicazione che parta dagli enti vigilanti e che sia la più trasparente possibile.
Interrogazione n.1290 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Problematiche UMA”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1290 – a risposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Non ho dati alla mano, nel senso che c'è stata una richiesta da parte di un'associazione, mi sembra Liberi Agricoltori, del 1° agosto scorso. Non abbiamo avuto, onestamente, altre richieste o segnalazioni da parte delle varie associazioni. Però, a breve, faremo un giro di tavolo delle politiche strategiche dell'agricoltura e chiederò l'opinione di tutti i rappresentanti del tavolo perché, nel caso ci sia questa necessità, come abbiamo fatto anche negli anni passati, si può autorizzare un incremento dell'UMA. Se fosse realmente una necessità, non avremmo alcun motivo per non autorizzarlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta e per la volontà di far fronte a questa problematica che mi è stata sollecitata da alcuni agricoltori. Ho sentito anche le associazioni di categoria e solo una ha presentato quest’istanza, però anche loro sono concordi nel ritenere che, comunque, le aziende agricole, a causa della siccità, hanno dovuto fare più passaggi nei terreni a causa del compattamento e, di conseguenza, anche il consumo di carburante dei mezzi agricoli è aumentato.
Purtroppo, ci sono alcune aziende agricole che attualmente devono andare alla pompa a fare rifornimento, con tutto quello che ne consegue. Ho chiesto se c’era l’intenzione di aumentare la quantità di carburante agricolo, per permettere alle aziende di terminare le lavorazioni e sanare questo gap di carburante. C'è questa volontà, grazie Assessore.
Speriamo che questo tavolo venga convocato il prima possibile per capire se c'è una reale esigenza rispetto a quanto sto presentando con questa interrogazione. La ringrazio perché dimostra di essere sempre vicino alle nostre aziende agricole. Grazie.
Interrogazione n. 1291- a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Quale futuro per i blocchi materno-infantile degli ospedali di Pesaro, Fano e Urbino a seguito della imminente trasmissione alla Regione Marche dell’atto aziendale dell’AST1”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1291 – a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. A seguito della riforma della sanità della nostra Regione e dell'accorpamento dell’ex Azienda Sanitaria Marche Nord e dell'Area Vasta 1 di Pesaro, è in corso, in questi giorni, la redazione dell'atto aziendale. Non posso anticipare, in risposta a quest’interrogazione, che cosa avverrà, perché il Direttore generale è stato incaricato di valutare tutte le opzioni possibili sulla base della domanda sanitaria esistente in quella provincia e, soprattutto, sulla base delle argomentazioni che verranno esplicitate dai primari degli ospedali che, in questi giorni, sono stati interpellati e sono stati riuniti per valutare la risposta maggiormente congruente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Sono per la prima volta spiazzata, Assessore Saltamartini. Mi perdoni, ma quest'atto aziendale è un segreto? Doveva essere pronto a fine mese, ora sembra un segreto di Stato, su cui lei non ci può anticipare nulla.
Invece, è l'atto più importante che riguarda l'attività lavorativa di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Oggi, 17 settembre, le chiedo che cosa è previsto per il blocco materno-infantile degli ospedali di Pesaro, Fano e Urbino perché, in base a quello che avete promesso, faccio l'esempio più semplice che possono capire tutti, dovremmo avere tre primari: un primario a Pesaro, uno a Fano e uno a Urbino. Attualmente ce ne sono solo due e vorrei solo sapere, senza giudicare, che cosa prevedete. Anche questo non me lo sa dire e scarica la responsabilità sul Direttore.
Mi sembra un po' troppo comodo nascondere la volontà politica della gestione sanitaria dietro al dirigente. Non ho sentito cosa ha dicendo, Assessore: ha avuto il suo tempo e non l'ha usato, mi spiace. Ora io ho il mio.
In ogni caso, siete voi a dover decidere e a dare le indicazioni al Direttore generale e a chi scrive l'atto aziendale. Ho recuperato, ad esempio, all'articolo 24 della legge 19, "Indirizzi e criteri per l'adozione dell'atto aziendale", cosa è previsto al capitolo 5, "Le funzioni trasversali. Politiche delle risorse umane" (pagina 30). Purtroppo sta finendo il mio tempo e invito tutti a leggerlo. Lo farò in un'altra occasione, ma siamo molto preoccupati perché ancora oggi non ci sono risposte e, devo dire, che in alcuni ospedali, come quello di Urbino, il personale non ha potuto avere nemmeno i giorni di ferie.
Interrogazione n.1292 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Manifestazione di interesse al cambiamento di sede lavorativa nell’ambito della U.O.C. di Radiologia dell’AST di Ascoli Piceno”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1292 – a risposta immediata - dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Ascoli Piceno ha pubblicato un bando per l'assunzione, in mobilità, di quattro tecnici di radiologia e di altre figure professionali. Per questi quattro tecnici di radiologia, che appartengono all'Unità Operativa Complessa di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto, la necessità di reintegrazione del personale era fondata sul personale che era andato in quiescenza.
Successivamente all’emanazione di questo bando è stato pubblicato un interpello relativo al personale in servizio presso la stessa unità operativa, non sono diverse unità operative. Con questo interpello è stato chiesto ai dipendenti se fossero interessati a cambiare sede di servizio. Mi sembra che sia una modalità assolutamente congruente per garantire che i nuovi arrivati possano essere inseriti nelle strutture dove il personale con maggiore anzianità chiede il trasferimento.
Condivido, nel merito dell'interrogazione, che questa opportunità debba essere garantita a tutte le altre unità operative. Questo è un primo passo che riguarda solamente l'Unità di radiologia, ma la stessa procedura dovrà essere applicata per tutte le altre unità operative. Questo è stato l'indirizzo che io stesso, stamattina, ho fornito all'AST di Ascoli Piceno.
Non si è trattato di un provvedimento di mobilità, che è legato a norme che coinvolgono le organizzazioni sindacali, ma riguarda il fatto che, giungendo ad Ascoli Piceno quattro dipendenti assunti con mobilità, il personale che in questo momento è in servizio può scegliere di modificare la propria sede di servizio, in relazione a un interesse volto a vedere riconosciute le istanze personali e quelle legate alla propria condizione familiare.
Concludo ripetendo che la stessa condizione, la parità di trattamento, dovrà essere garantita a tutte le altre unità operative allorquando arriverà personale assunto per mobilità o per concorso. Prima di allocare il nuovo personale nelle nuove sedi, dovrà essere garantita al personale già in servizio la possibilità di cambiare la propria sede di servizio. Questo avviene, come criterio generale, in tutte le pubbliche amministrazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio per la sua attenzione rispetto alla nostra AST, che ne ha davvero bisogno.
Forse non le è stato descritto bene quello che è successo, perché la selezione era per un solo dipendente e poi è stata allargata a sei. Questa circostanza lei l'ha omessa, probabilmente perché non le è stata riportata nella relazione. Sarebbe bene che lei si informasse anche su questo.
Con la determina del 13 agosto sono stati ammessi, con relativa graduatoria, all'avviso di mobilità 19 richiedenti. In data 5 settembre, il Dirigente delle Professioni Sanitarie ha invitato i tecnici sanitari di radiologia a presentare una manifestazione di interesse al cambiamento di sede lavorativa per coprire i posti vacanti: quattro presso la Radiologia di Ascoli Piceno e due presso la Radiologia di San Benedetto del Tronto. Nella missiva si precisava che, nel caso in cui le domande fossero state superiori ai posti disponibili, le assegnazioni sarebbero avvenute in base all'anzianità di servizio maturata presso la sede di assegnazione.
In data 11 settembre 2024, con determina del Dirigente delle Risorse Umane, è stato dato assenso alla mobilità di sei tecnici sanitari di radiologia medica, a partire dal 2024, sulla base del programma triennale. Quindi non sulla base della selezione che era avvenuta. Si sarebbe dovuto provvedere a fare un bando e non una lettera, una missiva non ha le caratteristiche per attivare una mobilità interna.
Inoltre, la cosa grave è che non c'è stato il coinvolgimento, come lei stesso ha sottolineato, delle organizzazioni sindacali. Si è proceduto alla richiesta di una mobilità interna esclusivamente per il profilo dei tecnici di radiologia, e quindi si è ingenerata una differenza di trattamento tra questa categoria e gli altri profili professionali. Grazie.
Interrogazione n.1287 - a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Vertenza Beko ex Whirlpool di Fabriano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1287 – a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. A marzo del 2024, come è noto, la società Whirlpool e la turca Arçelik hanno portato avanti un'operazione che ha dato vita a Beko Europe, che ambisce a sviluppare un giro d'affari di oltre 6 miliardi di euro.
Tutto questo ha provocato una serie di preoccupazioni tra tutti gli addetti ai lavori, che sono molti anche nella nostra regione, sia a Fabriano sia a Comunanza. Su questo tema si è tenuto un incontro il 25 giugno a Roma, presso il Ministero, tra i vertici dell'azienda, i sindacati e le Regioni che ospitano i maggiori siti legati a questa nuova società. Ho partecipato personalmente a quell'incontro perché tengo molto, come Assessore e come Regione Marche, a seguire questa vicenda, che è particolarmente delicata e riguarda un territorio più volte colpito in passato da crisi aziendali e da repentini cambi di proprietà.
In quell'incontro, che non dico sia stato deludente, ma un po' sui generis, non c'è stata alcuna decisione presa e non c'è stata nessuna fuga in avanti da parte dell'azienda né di altri. I vertici di questa nuova società sono, di fatto, quelli che già si conoscevano, che erano legati alla precedente realtà aziendale.
Ci eravamo lasciati con l'impegno di rivederci a settembre, quindi proprio in questo periodo, per verificare come le situazioni fossero evolute. È notizia di questi giorni, purtroppo, dei 1.800 licenziamenti da parte di Beko in Polonia. Anche se lo stabilimento in questione non rientra nel perimetro operativo nel quale sono inseriti gli stabilimenti italiani, la notizia ci preoccupa ugualmente. Pur non toccandoci direttamente, ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni.
Per quanto riguarda la Regione Marche, possiamo affermare di aver sempre seguito con grande attenzione questa vicenda. Per quel che riguarda la richiesta contenuta nell'interrogazione, la condivido pienamente. Tant'è vero che si parlava di settembre e, ad oggi, non ho novità. Pensavo di interloquire con il Ministero e di richiedere e sollecitare un incontro di questo genere.
Lei fa bene a sottopormi questa questione. La condivido pienamente e aggiungo che, nel frattempo, d'accordo con il Sindaco di Fabriano e con quello di Comunanza, ho convocato una riunione per il 26 settembre a Fabriano con tutte le parti sindacali, le associazioni di categoria dei territori interessati e i Sindaci del territorio, per fare il punto sull'andamento complessivo di questo settore e anche di altri settori produttivi locali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Bene, Assessore, che abbia convocato questo tavolo. Sapevo della convocazione, che poi è stata rinviata, che doveva tenersi in questi giorni.
È evidente, però, che il tavolo locale non basta. Lei si è assunto l'impegno di sollecitare il Ministero, che a settembre avrebbe dovuto riconvocarvi e, in quell'occasione, l'azienda avrebbe dovuto dire cosa intendeva fare.
È vero che Fabriano non rientra in questo momento nel perimetro interessato, però è anche vero che sembrerebbe rientrarvi lo stabilimento di Comunanza e, comunque, la situazione crea, come sottolineava lei, preoccupazione tra tutti i lavoratori di Fabriano, di Comunanza e, immagino, di tutti i lavoratori dei siti presenti in Italia.
L'azienda deve dare risposte, predisponendo un piano industriale che si dice arriverà, ma del quale ancora non c'è traccia. Questo piano industriale dovrà chiarire quali sono le sue intenzioni e mi auguro che, da parte vostra, l'impegno che oggi ha assicurato si traduca nel far sentire, a Roma, la voce dell'intera Regione Marche e della Giunta, con adeguate sollecitazioni affinché Beko non intacchi il patrimonio occupazionale, già più volte indebolito nel territorio marchigiano e, in particolar modo, nel comparto dell'elettrodomestico del territorio fabrianese.
Mi auguro inoltre che il tavolo convocato per i prossimi giorni possa rappresentare uno stimolo sia per il Ministero sia, soprattutto, per l'azienda, affinché vengano fornite risposte celeri. Grazie.
Interrogazione n.1289 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Drastico calo export regione Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1289 – a risposta immediata - dei Consiglieri Carancini, Mastrovincenzo, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Per fare un'analisi corretta del calo dell'export, soprattutto dal momento che nell’interrogazione sono stati identificati i cali anomali verso la Cina e il Belgio, bisogna fare riferimento al dato del settore farmaceutico e, in modo particolare, alla Pfizer di Ascoli Piceno, che ha drogato tutti i dati: all'inizio in eccesso e adesso in difetto, comunque sia un eccesso positivo che negativo.
I due mercati unici destinatari delle esportazioni della Pfizer, nel settore farmaceutico durante il periodo del Covid, erano proprio il Belgio e la Cina. È lì che il dato va analizzato in maniera oggettiva.
Ci sono anche altre situazioni problematiche, in primis il settore della moda, in cui, da un certo punto di vista, la situazione è un po' nazionale. C'è una contrazione dei consumi e determinati prodotti, soprattutto del manifatturiero, registrano una tendenza alla diminuzione dell'export.
Ora, come ben sapete, con la nuova programmazione europea abbiamo avuto dei finanziamenti anche maggiorati perché siamo una Regione in transizione. Purtroppo abbiamo subito un declassamento da parte della Comunità Europea per un discorso legato al PIL pro capite degli anni precedenti. In realtà c'è una tendenza, purtroppo, e questi sono dati innegabili e ineccepibili, che porta l'ecosistema imprenditoriale e la produzione industriale marchigiana a non avere dati esaltanti negli ultimi anni. Tant'è che, lo ripeto, con la nuova programmazione, dal 2021 noi abbiamo avuto un declassamento che ci ha portato in una situazione non favorevole.
Che cosa stiamo facendo? Una serie di strumenti, soprattutto bandi. Oggi, siamo tra le Regioni, se non la Regione, che ha impegnato più risorse, soprattutto nel POR FESR e nel FSE, quindi lavoro e sviluppo economico. Attraverso anche il credito stiamo costituendo quelle basi necessarie per strutturare le PMI. Le piccole imprese che, oggi, in un sistema di mercati nel quale, purtroppo, c'è una grande precarietà e le crisi sono molto più veloci nel tempo, hanno bisogno di consolidarsi e rafforzarsi.
Questo si può fare aumentando la capacità competitiva e le competenze delle singole imprese, stando vicino a quelle più piccole, che rappresentano la struttura portante della nostra regione. Lo stiamo facendo attraverso una serie di bandi su innovazione, transizione digitale, ricerca, innovazione ed energia. I risultati li vedremo a breve, però questa è la strategia chiara. Inoltre, stiamo cercando di aiutare il sistema produttivo attraverso specifici bandi sul credito.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La ringrazio per un senso di onestà politica rispetto ad alcune cose che lei ha detto. Però non posso non partire dal fatto che il Governo di Francesco Acquaroli ci sta trascinando a fondo anche nel fondamentale settore della crescita economica.
Gli ultimi dati ISTAT sono particolarmente indicativi e preoccupanti. Assessore, lei non li ha citati. È vero che la farmaceutica è diminuita, ma ricordo a lei, anzi a chi l'ha preceduta, che nel 2021 e nel 2022 la farmaceutica fu motivo di vanto per un'economia marchigiana che cresceva. Se il suo predecessore fosse stato intellettualmente onesto avrebbe valutato meglio.
Aggiungo alcuni dati: il mobile fa -9,9%, il tessile -5,9%, i macchinari -5,5%, la gomma -8,5%, i prodotti chimici -58,7% e l'agricoltura -21%. Sono dati preoccupanti e fanno il paio con tutti gli altri settori: sanità, trasporti e lavoro.
Purtroppo, quello a cui andiamo incontro, Assessore, è una Regione Marche che sta calando a picco.
Le rivolgo una critica, ma c'è un motivo per questo? Il motivo è chiaro, Assessore: manca una strategia. Voi non avete lavorato a una scelta intelligente, nel senso più ampio e più alto del termine, su quali settori produttivi andassero aiutati. Non solo: non siete stati in grado di individuare una capacità relazionale rispetto al credito. Voi litigate con le banche, invece di mettere in contatto le aziende con il sistema bancario; l'ultima volta è capitato al Presidente Acquaroli.
Voglio aggiungere che il reddito delle famiglie marchigiane è cresciuto in termini nominali, ma il potere d'acquisto, a causa dell'inflazione, è stato completamente cancellato.
Assessore, i prestiti erogati ai marchigiani si sono fortemente ridotti, e questo al di sotto della media nazionale. Anche i depositi bancari di famiglie e imprese sono diminuiti.
Questo dipinge un quadro drammatico. Noi arriveremo... basta leggere il Rapporto della Banca d'Italia, n. 11 del 2024, e avrete le risposte.
Interrogazione n. 1190
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Cambiamenti climatici: rialzo termico e crisi idrica – Provvedimenti”
Interrogazione n. 1272
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Inerzia della Giunta sulla crisi idrica regionale”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1190 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1272 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1272, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa questione, Consigliera, lei mi ha chiesto una situazione sulla quale, se vuole, le consegnerò la documentazione, che è talmente ampia, al contrario di quello che lei dice nell'interrogazione, cioè che sono state fatte poche cose. Non riesco a leggere le cinque pagine di interventi che sono stati realizzati in questi anni a favore delle situazioni di criticità idrica nel nostro territorio.
Le posso solo citare, molto brevemente, alcune questioni, le più importanti. Ad esempio, sull’ATO 1, non è poca cosa il fatto che, dopo tantissimi anni che se ne parlava, abbiamo ottenuto le autorizzazioni per iniziare lo sfangamento del bacino del Furlo. Quest'anno la ditta era già stata incaricata, perché c'era stata la gara d'appalto, per scelta nostra, su richiesta dell'ATO, non si è intervenuti su quel bacino perché, non avendo mai nevicato durante l'inverno, ci si aspettava una forte crisi idrica estiva e, se quella diga, a causa dei lavori, fosse stata svuotata anticipatamente, noi saremmo rimasti probabilmente senza acqua nel Fanese, nel Pesarese e lungo la costa. I lavori sono stati posticipati a marzo del prossimo anno, ma sono già appaltati.
Ugualmente, c'è questa iniziativa per la quale ho convocato una riunione a Pesaro con una serie di enti per il 27, mi pare, di questo mese, per iniziare a usufruire del bacino del Mercatale, che è molto capiente, ma che non viene utilizzato minimamente per quel che riguarda la potabilità idrica. Questo per l’ATO 1, ma ce ne sono molte altre.
L’ATO 2: valutazioni sullo studio del nuovo campo pozzi in località Sant’Emiliano, nel Comune di Sassoferrato.
L’ATO 3: lì l'acqua ce n'è. Hanno un problema di gestione della diga di Castriccioni, con la presenza di alga rossa. Si sta intervenendo fortemente per porre rimedio a questa situazione che, ogni tanto, mette in crisi i potabilizzatori.
Potrei farle un elenco incredibile, infinito, che poi le passerò. Guardi, le faccio questo esempio: per una serie di interventi compresi nel piano degli investimenti infrastrutturali per la sicurezza del sistema idrico, il Consorzio di Bonifica delle Marche ha previsto diverse attività:
- la pulizia dell'invaso di Mercatale: 8.600.000 euro, con gare d'appalto già attivate;
- progetto della diga di Castriccioni: 641.000 euro,
- impianto irriguo della Val d'Aso, in questo caso parliamo dell'Anello dei Sibillini: 60 milioni di euro.
Le attività legate alla ricerca di soluzioni per quanto riguarda la carenza idrica oggi nelle Marche ammontano, a livello di progettualità, a 608 milioni di euro, compreso l'Anello dei Sibillini, sulle quali sono attivate una serie di finanziamenti, progettualità e richieste ai Ministeri di copertura finanziaria, soprattutto per l'Anello dei Sibillini, che da solo riguarda 462 milioni di euro.
Non è che non si stia facendo nulla, anzi, si fa molto.
Faccio un altro esempio: interventi gestiti e realizzati a seguito della dichiarazione dello stato d'emergenza. C'è tutta una serie di opere qui ben elencate, per 900.700 euro, già realizzate dallo scorso anno a quest'anno.
Interventi finanziati dagli EGATO, sarebbero gli ATO, con fondi PNRR, che in questo momento sono in attività per 88.971.000 euro a livello regionale.
Ci sono tutta una serie di situazioni. Ad esempio, per quel che riguarda la nostra provincia, 19 milioni di euro dati a Marche Multiservizi per il risanamento delle reti idriche e la sostituzione di quelle in cemento-amianto. È brutto anche dirla questa parola, ma si tratta di reti obsolete che vanno sostituite. Sarebbe il tubo che da Tavernelle va verso Fano e poi verso Pesaro, dove passa tutta l'acqua che beviamo regolarmente. Ma ce ne sono molti altri.
Per quel che riguarda, invece, l'altra questione che lei mi ha posto, quella dei laghetti, le dico soltanto la conclusione di quello che è un rapporto: sembra più concretamente percorribile analizzare e concordare un uso plurimo degli invasi esistenti, dotandoli dell'impiantistica necessaria all'adduzione e prevedendo attività di sfangamento. La rete dei laghetti è qualcosa che, secondo me, è molto fuori luogo e che non si riesce a realizzare. Sarebbe un costo incredibile per ottenere qualcosa che è un controsenso perché, di solito, dai laghi l'acqua scende ai fiumi, mentre in questo caso voi proponete di inviare, tramite pompe, l'acqua dai fiumi ai laghi. Mi sembra un po' un controsenso. Ci sono soluzioni molto più facili, abbordabili e a portata di mano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Anche sulla stampa ho ripetuto spesso che la Giunta sulla questione della crisi idrica è in stato di inerzia, perché le cinque mozioni approvate il 5 luglio 2022 all'unanimità indicavano una via abbastanza chiara all'Assessore e a questa Giunta.
Il primo impegno parlava dello sfangamento degli invasi. L'Assessore, giustamente, dice che è stato siglato un accordo, la prima volta che viene fatto, tra la Regione ed ENEL. Si doveva partire in primavera e poi si è deciso di non farlo perché non c'erano state nevicate e si sarebbe andati incontro a una crisi idrica.
Assessore, io le chiedo: l'anno prossimo non saremo di nuovo in crisi idrica? E l'anno dopo ancora? La mia preoccupazione è proprio questa: se ogni volta l'intervento non si fa, anche se ci sono stanziati i soldi...
Vorrei poi ricordare che l'intervento prevede uno sfangamento di 75.000 metri cubi, che corrisponde a un giorno di consumo d'acqua della nostra provincia. È poco, se non nulla. Non è, a mio avviso, un intervento risolutivo, sia perché non è detto che verrà fatto, sia per la fragilità dei numeri su cui si appoggia.
È chiaro che bisogna trovare altre soluzioni. Può essere quella del grande invaso? Io non credo. Per noi del gruppo del Movimento 5 Stelle è sicuramente no.
Ho visto che anche il Sindaco di Urbino sta abbandonando questa ipotesi, che ha portato avanti con grande convinzione fino a poco tempo fa, perché ultimamente ha proposto un'altra idea: collegare l'acquedotto di Urbino al Burano.
Vorrei sapere, a questo proposito, che cosa ne pensano i Consiglieri dell'entroterra. Non decidono loro, però sono stati eletti anche perché hanno portato avanti queste battaglie e quindi, adesso, che credibilità c'è se verrà scelta questa strada?
Per quanto riguarda la sua idea, che ha annunciato, quella di collegare il potabilizzatore per sfruttare l'acqua della diga di Mercatale di Sassocorvaro, lei dice che l'avete fatto. Non ho motivo di non fidarmi, però da Consigliera ho saputo poco o niente, se non quello che lei ha dichiarato sulla stampa.
La ringrazio per questi documenti, almeno potrò approfondire e verificare che cosa avete portato avanti su questo progetto, che potrebbe essere un progetto sostenibile. Bisogna vedere se è fattibile e quanto costa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1190, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Ci sono delle domande molto precise e tecniche. Cercherò di rispondere e di leggere velocemente.
Sappiamo che il PSR 2014-2020 è stato prorogato di due anni, quindi fino al 2022. Questa Amministrazione ha lavorato su una parte del precedente PSR.
Il PSR Marche 2014-2022 ha attribuito una rilevanza strategica alle misure cosiddette agro-climatico-ambientali, che hanno l'obiettivo di favorire l'adattamento al cambiamento climatico e accrescere la resilienza dei sistemi agricoli, contribuendo al contempo alla mitigazione dei suoi effetti.
Tra queste si annoverano, in particolare, la misura 10.1.A, che finanzia tecniche di produzione integrata che, oltre a ridurre l'inquinamento di suoli e acque e le emissioni causate dai fertilizzanti di sintesi e dai fitofarmaci, con le azioni di inerbimento e i margini erbosi multifunzionali previene l'erosione e contribuisce allo shock di carbonio organico nei suoli; e la misura 11, che sostiene il metodo di produzione biologico, migliorando la salute del suolo e dell'acqua, assicurando un impiego responsabile delle risorse naturali e un migliore adattamento ai cicli naturali.
Oltre a queste, vi sono una serie di altre sottomisure che concorrono al raggiungimento di tali obiettivi: la 8.1, imboschimento di terreni agricoli; la 14.1, benessere animale; la 10.1, gestione dei pascoli con riduzione delle emissioni di ammoniaca; oltre a misure di informazione e formazione rivolte agli agricoltori su tematiche quali l'ottimizzazione dell'uso delle risorse naturali.
Ho partecipato alla realizzazione e alla presentazione di alcuni dei progetti previsti all'interno di queste misure. Inoltre, sono state attivate azioni informative su tematiche ambientali che finanziano le attività svolte da AMAP per l'informazione agli agricoltori.
Queste misure sono state confermate nella nuova programmazione 2023-2027, con i corrispondenti interventi. Sappiamo che sono cambiati i nomi, come ad esempio SRA 01, con relativa dotazione prevista dal CSR Marche.
La Regione Marche, fin dai primi passi, ha creduto e investito nello sviluppo di un'agricoltura sostenibile e nella tutela del suolo, garantendo servizi informativi per la conoscenza dei suoli e consolidando una capacità interna di monitoraggio, formazione e divulgazione.
Un esempio è rappresentato dall'attivazione, nell'ambito del Programma di sviluppo rurale, degli accordi agroambientali d'area per la tutela del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico, che hanno l'obiettivo di affrontare la tutela del suolo con un approccio territoriale di area e non puntiforme e individuale.
Un insieme di soggetti, agricoltori ma anche Comuni, si impegnano congiuntamente, sottoscrivendo un accordo, ad adottare determinate tecniche e a svolgere azioni per la risoluzione di problemi di micro-dissesto idrogeologico influenzati dalle attività agricole o dall'erosione di una specifica area. Per tali attività vengono compensati aderendo alle relative misure, in particolare alla misura di cooperazione, alle azioni collettive, alle attività di informazione e al sostegno agli investimenti.
Nella programmazione 2023-2027 sono stati inoltre attivati due nuovi interventi sperimentali.
SRA 03 - Tecniche di lavorazione ridotta dei suoli, sostiene il passaggio dalle abituali lavorazioni profonde del terreno a tecniche di lavorazione a minore profondità o di non lavorazione, favorendo la conservazione del suolo e il miglioramento della sua fertilità, migliorandone la struttura, la resistenza all'erosione e al compattamento e contrastando la riduzione della sostanza organica. Al contempo, questo intervento consente di aumentare la capacità del terreno di assorbire e trattenere l'acqua.
SRA 06 - Introduzione delle colture di copertura e della bulatura, che, diminuendo il periodo in cui il terreno viene lasciato nudo, riduce il rischio di erosione del suolo. Le colture di copertura utilizzano, per la loro crescita, l'azoto e altri elementi nutritivi.
Per quanto riguarda la tutela della risorsa acqua, la misura 4.3.B sostiene la modernizzazione delle infrastrutture irrigue, convertendo i sistemi di canali a cielo aperto di vecchia concezione in condotte chiuse dotate di misuratori, anche mediante l’ottimizzazione dell'uso dell'acqua. Questa misura viene attivata anche nella programmazione 2023-2027 con l'intervento SRD 08.
Considerata la crescente siccità nel cratere sismico e lo spostamento delle faglie che ha reso sempre più complesso l'approvvigionamento idrico dei pascoli, abbiamo messo in campo diverse misure di sostegno per la realizzazione e il miglioramento di impianti e strutture per la captazione, la raccolta, la conservazione, la distribuzione e l'utilizzo delle acque, compreso l'abbeveraggio. Tra queste rientrano micro-invasi, punti d'acqua, fontanili e abbeveratoi. Gli interventi sono destinati...
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio MANGIALARDI
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, molte delle cose che lei ha elencato le conosco molto bene, come gli accordi agroambientali e le misure 10, 11 e 8.1. Le conosco molto bene perché sono le stesse misure che avevamo introdotto noi.
Assessore, però è cambiato il mondo. Allora io mi chiedo, a prescindere dalla pulitura dell'invaso del Furlo, per la quale ha già risposto l'Assessore Aguzzi, se la proposta di istituzione dell'Osservatorio sui cambiamenti climatici, presentata dal PD e che fa parte di quelle proposte di legge che giacciono nei cassetti, non possa essere ripresa e approvata.
Mi chiedo inoltre, se lo chiede anche la Consigliera Bora, che saluto in questo momento, che fine abbiano fatto i 78 milioni di euro che nel 2022 il PNRR ha destinato alle Marche per gli interventi volti alla riduzione delle perdite. Questa non è una questione che riguarda lei, ma l'Assessore Aguzzi.
Per quanto riguarda l'emergenza idrica che ha danneggiato l'Ascolano, il Fermano e il Pesarese, e che in alcuni casi ha comportato un dimezzamento delle portate… Molto bene quanto lei ha detto, molto bene i rimboschimenti, ma, attenzione ai rimboschimenti, perché rischiamo di aumentare il bosco nelle aree interne e di ridurre il prato-pascolo, che assorbe; il bosco, invece, come noto, riduce la permeabilità. Inoltre, i boschi vanno comunque curati. Questo è un intervento che chiedo da tempo e che sarebbe opportuno inserire tra quelli finanziati dai Programmi di sviluppo rurale.
Per quanto riguarda l'Ascolano, sappiamo bene che le falde si sono spostate con il terremoto. Sono passati otto anni. Guardo l'Assessore Aguzzi: avremmo dovuto cercare nuove sorgenti. C'erano anche le risorse, ma in quel caso la CIIP si rifiutò di cercarle. Non mi risulta, a tutt'oggi, che l'ente gestore abbia avviato la ricerca di nuove sorgenti con la problematica , secondo me spettro, del Parco, che non consentirebbe sondaggi e la possibilità di cercare, trovare e utilizzare nuove sorgenti. Questa è una leggenda metropolitana, perché, come sapete, l'acqua è un bene primario e una condotta idrica o una nuova sorgente è di interesse generale.
Abbiamo i rubinetti chiusi in diversi Comuni, ma tutt'oggi non si vedono politiche mirate a risolvere il problema.
Devo dire che, in agricoltura, il tema è stato affrontato in tempi non sospetti e che l'Assessore sta continuando a percorrere quella strada, aumentando gli invasi, i piccoli invasi, i fontanili e gli abbeveratoi. Ritengo questa un'azione virtuosa, anche se non totalmente completa e sufficiente.
Interrogazione n.1188
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Pericoli derivanti dalla presenza di cinghiali nel territorio regionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1188 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. La Regione ha prorogato, nel mese di dicembre 2023, il piano di controllo del cinghiale su tutto il territorio regionale, piano questo che ha permesso, in questi anni, il contenimento della specie e dei suoi danni rispetto a qualcosa che poteva essere ancora più pericoloso rispetto a quello che è successo.
Va precisato che le misure operative previste nel piano di controllo vigente sono massimamente orientate alla semplificazione degli interventi di abbattimento e cattura, delegando direttamente anche gli agricoltori o loro collaboratori in questa attività, i famosi fascicoli aziendali, che ogni agricoltore, nel proprio terreno, può anche contenere e abbattere la fauna selvatica.
In ottemperanza alle recenti modifiche della legge nazionale 157/92 del mese di luglio, che hanno disposto cambiamenti alla disciplina del controllo e della caccia al cinghiale, la Regione Marche ha adottato il nuovo piano di controllo regionale della specie cinghiale - a fine luglio - , il primo piano regionale per interventi urgenti per il contrasto alla peste suina e le modifiche alla disciplina regionale sulla caccia hanno introdotto l'estensione di un mese della caccia in braccata, l'estensione a mezzanotte della caccia di selezione e l'introduzione degli strumenti termici a infrarossi per la caccia al cinghiale. In pratica, abbiamo prolungato di un mese, anticipando la caccia al cinghiale: dai primi di novembre l'abbiamo anticipata ai primi di ottobre. Siamo stati la prima Regione che l'ha fatto in Italia.
Questa piattaforma di atti enormi e cospicui confidiamo che ci permetterà di affrontare il problema del cinghiale in modo più risolutivo di quanto fatto anche nel recente passato.
Ringrazio il Consigliere Cesetti, soprattutto per la segnalazione dei problemi relativi alla presenza diffusa di ungulati nel Comune di Montegiorgio e di Monte Vidon Corrado. Ho avuto già modo di informare gli uffici e di segnalare ai soggetti preposti, che sono l'ATC e la Polizia Provinciale, la presenza del problema e di dare immediato riscontro con soluzioni concrete e risolutive.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Antonini. L'osservazione iniziale mi ha colto di sorpresa quando ha detto che passiamo da questioni macroeconomiche ai cinghiali. Assessore, è proprio questo il punto, perché sulle questioni macroeconomiche non toccate palla, è inutile che ne parliamo; invece, questa è una questione economica, quella dei cinghiali, oltre che di sicurezza, e qui potete fare qualcosa, se volete.
Ad esempio, la ringrazio perché è intervenuto nella fattispecie per quanto riguarda la segnalazione relativa ai Comuni di Montegiorgio e di Monte Vidon Corrado, dalla quale ha preso avvio la mia interrogazione, perché ho verificato personalmente che tra il territorio dei Comuni di Montegiorgio e Monte Vidon Corrado, a ridosso del centro abitato, c'era questa presenza "massiccia" di cinghiali grandi, con i cuccioli, che rappresenta un evidente problema.
Però ho posto, in quest'interrogazione firmata da tutto il Gruppo, la questione più generale della presenza dei cinghiali sul territorio regionale e delle conseguenze che da questo ne derivano.
Quest'interrogazione, Assessore, l'abbiamo presentata il 30 aprile 2024 e c'è scritto quello che Coldiretti Marche ha detto alla Regione Marche. Ho qui un articolo di giornale del 14 settembre 2024, l'altro ieri, e un altro ancora del 13 settembre 2024: “Più di 40.000 cinghiali, basta, misure urgenti”. Coldiretti Marche chiede alla Regione interventi tutto l'anno, anche nelle aree urbane. Intanto Palazzo Raffaello si è impegnato a semplificare l'iter dei risarcimenti.
Io sono arrivato cinque mesi in anticipo rispetto alla stessa Coldiretti, segno evidente che abbiamo posto un problema serio e che deve essere risolto con misure adeguate, perché i cinghiali sono un problema di sicurezza per le persone, innanzitutto, oltre che per i danni all'agricoltura.
Capisco che c'è chi vorrebbe tutelare i cinghiali, però, se vogliono farlo, li possono sempre portare e ospitare nel giardino di casa loro. Non possono stare in mezzo ai centri abitati e rappresentare un pericolo per le persone. Bisogna intervenire in modo drastico. Grazie.
Interrogazione n. 1245
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Servizio treno turistico Ancona-Fabriano-Pergola”
Interrogazione n. 1256
a iniziativa del Consigliere Ausili
“Programma turistico della linea ferroviaria Subappennina Italica - Redditività dell'iniziativa e benefici per i territori”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1245 dei Consiglieri Carancini, Bora, Casini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri e l’interrogazione n. 1256 del Consigliere Ausili (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Sarà una risposta unica per le due interrogazioni che sono abbinate.
La riapertura della linea ferroviaria Subappennina Italica, operata dalla Regione Marche, Fondazione FS Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, ha generato, con riferimento alla sola infrastruttura ferroviaria, investimenti già messi a terra da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato per 26.615.000 euro, investimenti finalizzati anche a una futura riattivazione del traffico commerciale della tratta.
In conformità agli obiettivi della Regione di estendere la rete ferroviaria come modalità di trasporto green e sostenibile, in questo e in altri territori interni della Regione Marche, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha potuto realizzare parte di questi investimenti anche grazie all'iniziativa del Ministero della Cultura del Governo Draghi, che ha ricompreso nel Piano grandi attrattori culturali, finanziato con fondi PNC, anche il potenziamento delle linee ferroviarie cosiddette storiche, dallo stesso definite fondamentali per lo sviluppo e la valorizzazione, in chiave culturale, delle aree interne.
Rete Ferroviaria Italiana ha realizzato le opere necessarie alla riattivazione della linea nel 2021, al ripristino a seguito degli eventi alluvionali del 2022 e all'automazione di alcuni passaggi a livello, prevedendone il completamento per fasi con risorse già programmate.
La Fondazione FS Italiane ha avviato un'opera di riqualificazione di alcuni spazi della stazione di Fabriano. La trasformazione dell'ex deposito locomotive in un museo ferroviario è in fase di completamento e, contestualmente, si sta procedendo alla ristrutturazione dei locali per la riattivazione del servizio di officina del materiale rotabile, anche storico.
A tale ultimo proposito, la Regione Marche sta studiando con la Fondazione FS Italiane il potenziamento dell'offerta turistica ferroviaria, promuovendo la messa in rete dell'esperienza della Subappennina Italica, del museo di Fabriano e del museo tematico che verrà realizzato nel Comune di Falconara Marittima per l'ex Squadra Rialzo.
Per quanto concerne i dati relativi ai passeggeri, come richiesti dagli atti ispettivi, si significa che, con riferimento alle prime 20 corse effettuate tra il 26 settembre 2021 e il 28 gennaio 2024, i turisti che hanno partecipato all'iniziativa sono stati complessivamente 5.494, di questi, 4.882 sono partiti dalla stazione di Ancona, mentre 612 sono saliti alla stazione di Fabriano.
Il controvalore dei biglietti venduti per le prime 20 corse, avendo a riferimento tutte le tipologie di tariffazione applicate, è stato pari a 228.000 euro, al netto dell'IVA.
Ad oggi, il numero di turisti che ha partecipato all'iniziativa è aggiornato a quasi 10.000, di cui quasi 3.000 provenienti da fuori regione e dall'estero, con una previsione di 14.000 turisti che avranno partecipato all'iniziativa al 31 dicembre 2024. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, dei dati, anche se non si dà risposta ad alcune domande. Le considerazioni che derivano da questo progetto regionale fanno riflettere abbondantemente sul fatto che, in realtà, la Regione Marche investe, o meglio, destina a questo progetto 32.500 euro per ogni corsa. Noi, per ogni corsa da Ancona a Pergola, destiniamo 32.500 euro.
Non è in discussione il tema della valorizzazione delle aree interne, ma quello che davvero lascia stupiti è il fatto che questo investimento così importante non si spieghi a cosa è destinato.
Voi spendete, per il 2021 e il 2022, poi con la vicenda dell'alluvione, 500.000 euro, nel 2023 600.000 euro e nel 2024 altri 600.000 euro. Noi affittiamo, se ho ben compreso, perché questo non è stato chiarito, dei macchinari, delle vecchie locomotive e carrozze a questo prezzo. A me sembra una follia. È evidente che abbiamo necessità di programmare una scelta strategica di investimento culturale nelle aree interne, ma spendere oltre 30.000 euro per ogni corsa mi sembra una follia, anche se potrei sbagliarmi.
C'è un secondo elemento, Assessore, che le voglio sottolineare. Voi fate questa scelta su Pergola e solo i malpensanti pensano male, perché noi vogliamo bene a Pergola, ma mi chiedo: le altre aree interne, con quale tipo di programmazione e strategia intendete far emergere la loro bellezza e le infrastrutture esistenti?
Come mai questo investimento così puntuale e tempestivo su Pergola? Ripeto: 30.000 euro per ogni corsa. A questo aggiungiamo anche un investimento rispetto alla cooperativa che si occupa…, che ovviamente fa pagare il biglietto. Mi pare che il pacchetto valga complessivamente 200 euro.
Io credo che su questo dobbiate...
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Ausili.
Marco AUSILI. Grazie, Presidente. La risposta relativa alle altre aree interne deriva, a ben guardare, dalla strategia complessiva del Governo Acquaroli, se ricordiamo tutti che la strategia dei borghi sta per portare circa 100 milioni di euro nei borghi della nostra regione. Se guardiamo allo sviluppo della progettazione della Pedemontana e al fatto che non chiuderemo gli stabilimenti ospedalieri minori situati nell'entroterra, a ben guardare credo che tutte le aree interne siano rispettate.
Su questa fattispecie siamo, invece, soddisfatti della risposta dell'Assessore Brandoni, perché emergono dati importanti che ci raccontano quanto quest'operazione sia stata intelligente.
Anzitutto perché ha una rilevanza storico-culturale e noi sappiamo quanti, in particolare giovani, si siano avvicinati a questa cosa e riteniamo di aver trasmesso loro un'esperienza memorabile. Ma il valore è anche turistico. L'operazione destagionalizza, mette in rete diverse località e, soprattutto, rappresenta plasticamente quel tentativo che noi vogliamo fare di connettere la costa con l'entroterra.
I numeri parlano chiaro. Se diciamo che al 31 dicembre di quest'anno si prevede di raggiungere i 14.000 passeggeri, è evidente che siamo di fronte a un'operazione che funziona. E funziona anche perché ha collateralmente mosso investimenti, come ricordava l'Assessore, pari a 26,6 milioni di euro, che riguardano lo sviluppo infrastrutturale di quei luoghi.
Noi crediamo che questo sia un tassello all'interno di una strategia più complessiva che guarda in un certo modo al nostro entroterra, cercando di bilanciare costa ed entroterra, grandi città e borghi, nord e sud delle Marche, la visione del Governatore Acquaroli.
Interrogazione n. 1246
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sulla presenza di mucillagini nel litorale costiero marchigiano: chiarimenti sulle intenzioni della Giunta”
Interrogazione n. 1273
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Mucillagine nelle acque dell’alto e medio Adriatico”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1246 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e interrogazione n.1273 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda il discorso della mucillagine, non riesco a trovare la risposta, però l'argomento lo conosco. Noi, nei primi giorni di agosto, abbiamo convocato il tavolo regionale della pesca, che è un tavolo al quale siedono tutte le associazioni di categoria, i sindacati, tutti i portatori di interesse rispetto alla pesca marittima, parlando del tema delle mucillagini perché già, di fatto, avevamo i primi importanti segnali.
In quell'occasione noi abbiamo chiesto alle associazioni di categoria che cosa potevamo fare insieme e abbiamo condiviso la strategia di monitorare costantemente i danni che …, le mucillagini si sono estese a macchia di leopardo, alcune zone sono state più colpite, altre in maniera minore. se non addirittura nulla. Un monitoraggio costante dei danni provocati.
Abbiamo scritto al CNR per chiedere un monitoraggio più scientifico e, anche qui, ci è stato risposto che alla fine della stagione sarebbero arrivati i dati.
Noi stiamo affrontando un problema che era comunque, fino a poco tempo fa, in corso, quindi non si possono quantificare, nel momento in cui il fenomeno è in corso, i danni causati.
Ora, tra le varie ipotesi, si parla anche di chiedere lo stato di calamità, che però prevede dei danni certificati del 30% in meno del fatturato sull'anno precedente. Anche qui è ovvio che una situazione del genere può essere esclusivamente verificata a fine stagione.
Come scritto dall'interrogante, anche il Comune di Pesaro ci ha chiesto un intervento e gli abbiamo risposto che è dal 1° agosto che stiamo monitorando la situazione. Tra l'altro, le associazioni della pesca sono tutte rappresentate sia nelle varie forme ed espressioni sindacali che territoriali; anche con la Capitaneria di Porto e con la parte scientifica c’è un assoluto controllo della situazione.
In più, rispetto anche all'interrogazione, si è creato il problema del mosciolo di Ancona, che effettivamente, oltre alla parte generale dei mitili e dei molluschi, risente direttamente del fenomeno delle mucillagini e più in generale dell'alzamento della temperatura.
Domattina abbiamo convocato qui, in Regione, una riunione con le associazioni; in questo caso abbiamo chiamato Slow Food perché il mosciolo di Ancona è un presidio Slow Food, proprio per affrontare direttamente questa problematica.
Nel frattempo ho dato come scadenza al CNR e a tutte le associazioni, per acquisire i dati dei danni entro il 20 settembre perché il 24 settembre sarò a Ortigia durante il G7 Agricoltura e tutti gli Assessori regionali all'agricoltura e alla pesca marittima avremo un incontro con il Ministro e, in quella circostanza, avendo acquisiti i dati economici e scientifici, farò una richiesta di intervento e di sostegno al Ministro.
Concludo dicendo, in generale, che le imprese della pesca della Regione Marche sono state, per altri motivi, ma in maniera importante, sostenute soprattutto in quest'anno con 6 milioni più 6 milioni, ovvero 12 milioni di euro, rispetto al sostegno per la crisi russo-ucraina. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Antonini. Ho apprezzato la sua risposta per quello che riguarda due dei quesiti che abbiamo posto, in realtà erano quattro. Mi fa piacere che sia stata avviata una ricognizione e sia stato chiesto al CNR di verificare esattamente l'impatto delle mucillagini nella costa adriatica. Questa era la prima domanda.
Mi fa piacere che si sia valutato lo stato di calamità, anche su questo mi ha risposto. Ho visto addirittura che, prima di quanto lei abbia dichiarato, il 2 luglio, il Presidente Acquaroli aveva già riferito sui media a proposito di un summit con le categorie della pesca, di un tavolo in Regione per decidere le azioni, e parlava però di diverse difficoltà, definendo prematuro lo stato di calamità.
Non mi è stata data però nessuna risposta su altri due punti. In particolare, uno che ci sta molto a cuore, quello che riguarda gli indennizzi. Chiedevamo infatti, con questo atto, di cui prima firmataria è la Consigliera Bora, che ringrazio, oltre a tutto il Gruppo del Partito Democratico, se la Giunta prevedesse particolari indennizzi per i lavoratori del comparto, visto che non solo sono stati completamente bloccati a causa della mucillagine per oltre due mesi, ma hanno subito anche danni ingenti. Penso alle eliche, ai motori rotti, ai costi della benzina che hanno dovuto sostenere quando sono usciti in mare senza poter pescare e con le reti da buttare sono dovuti rientrare. Una situazione di grave crisi che va valutata e per la quale vanno previsti ristori.
Noi abbiamo pensato anche a un suggerimento su come provvedere a questi ristori. Penso, ad esempio, a ciò che è stato messo in campo durante la pandemia. Le due situazioni non sono paragonabili, ma durante la pandemia, con la piattaforma 210, c'era una lista di codici ATECO delle attività che avevano diritto ai ristori e, in brevissimo tempo, hanno potuto accedere a quei ristori che mettevano in campo 210 milioni di euro.
Pur non essendo paragonabile la gravità, al tempo stesso il metodo e la misura possono essere attuati anche in questo caso, perché vi ricordo che nell'allegato 13 del bilancio di previsione 2024-2026 ci sono fondi che possono essere spesi proprio per calamità naturali, emergenze e per oneri indifferibili e urgenti, non già prevedibili in sede di programmazione di bilancio e che non impegneranno i bilanci futuri con carattere di continuità. Si tratta quindi di quello che possiamo definire un fondo per le emergenze, per cui avreste già tutti i codici ATECO.
Il mio tempo sta finendo, ma su questo non ho avuto nessuna risposta e torneremo a chiederlo.
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca PASQUI
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta e ringrazio anche per la replica la Consigliera Vitri, con la quale mi trovo d'accordo.
L'idea di fare quest'interrogazione non nasce solo dagli articoli di stampa che abbiamo letto, ma dal fatto che il primo tavolo con il comparto della pesca l'ha attivato l'Assessora del Movimento 5 Stelle del Comune di Pesaro. Tra l'altro, abbiamo anche il Presidente della Commissione Ambiente, che è un Consigliere sempre del Movimento 5 Stelle e, dal mio modesto parere, hanno fatto un ottimo lavoro perché hanno trattato tutti gli argomenti, dalla richiesta di ristori, di cui parzialmente ci ha risposto oggi l'Assessore, per la pesca, ma anche per il turismo.
Sulle pagine della nostra provincia, proprio oggi, c'è un articolo che parla delle problematiche che hanno riscontrato gli albergatori e anche i ristoratori nella città di Pesaro, ma non solo. Estenderei il problema anche dove si è verificato, a macchia di leopardo, il fenomeno delle mucillagini un po' lungo tutta la costa marchigiana.
I ristoranti sulle spiagge hanno avuto un calo importante di persone che si sono lì recate. Anche gli alberghi hanno avuto un calo di prenotazioni e qualche disdetta, perché i turisti hanno fatto un turismo "mordi e fuggi", non si sono fermati a dormire nelle città interessate dal fenomeno delle mucillagini, ma hanno preferito recarsi in altre mete e magari andare a Pesaro in occasione di eventi: Pesaro Capitale della Cultura e Rossini Opera Festival.
L'altro tema importantissimo è quello della salvaguardia dell'ambiente marino.
L'unica cosa che mi viene da dire, Assessore, in riferimento alla sua relazione che ha tenuto oggi, è che mi aspettavo che questo incontro e confronto con il Ministero e con gli altri Assessori fosse già avvenuto. Magari è già avvenuto, perché il 24 settembre mi sembra parecchio là; magari un'interlocuzione in una fase intermedia o iniziale sarebbe stata utile.
Ci aspettiamo tutti che ci porti presto delle buone notizie da questo incontro con il Ministro, soprattutto per quanto riguarda la questione dei ristori e degli indennizzi. Grazie.
Interrogazione n. 1210
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Sistemi di allerta rivolti alla popolazione in caso di emergenze – Richiesta d informazioni”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1210 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione è volta all'It-Alert, che è un sistema nazionale di allarme pubblico per l'informazione diretta alla popolazione, che dirama ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso.
Il messaggio It-Alert, una volta trasmesso, viene ricevuto da chiunque si trovi nella zona interessata dall'emergenza e abbia un telefono cellulare acceso o agganciato alle celle telefoniche.
Il sistema nazionale di allarme pubblico integra le modalità di informazione e comunicazione esistenti per diversi scenari di rischio, ma non le sostituisce. Questo deve essere molto chiaro.
L'8 febbraio 2024, la Conferenza Unificata ha sancito l'intesa sull'entrata in operatività del sistema di allarme pubblico It-Alert per alcune tipologie di rischio, tra cui: incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti a discipline di particolare attenzione, collasso di una grande diga oppure attività vulcaniche nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell'Isola di Vulcano.
Inoltre, è stata approvata la proroga della sperimentazione per un ulteriore anno, fino al 12 febbraio 2025, per i seguenti rischi: maremoto generato da un sisma e attività vulcanica dello Stromboli.
È da sapere che è stato, invece, temporaneamente escluso, perlomeno, il rischio connesso alle precipitazioni intense, che sono quelle che potrebbero toccarci più da vicino, e ciò è già accaduto.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile ha ritenuto utile continuare questa sperimentazione anche per i rischi per i quali il sistema It-Alert è entrato in operatività e, come Regione Marche, stiamo continuando a parteciparvi. Pertanto, con il supporto della Commissione Protezione Civile della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, è stato predisposto un programma esercitativo per lo svolgimento dei test che si terranno tra maggio e novembre 2024 in numerose Regioni.
La Regione Marche ha aderito al suddetto programma esercitativo con due test nel mese di ottobre 2024. I test in programma vanno ad aggiungersi all'esercitazione sul rischio specifico di collasso diga, già svolta dalla Regione Marche lo scorso 1° gennaio 2024, simulando lo scenario del collasso della diga di Rio Canale.
Pertanto, si conferma che la Regione Marche proseguirà la fase di sperimentazione del sistema It-Alert e che, al momento, sono previste due esercitazioni nel mese di ottobre 2024.
Spesso è poco chiaro che questo sistema nazionale non sostituisce gli attuali sistemi vigenti per quanto riguarda le allerte (gialle, rosse), perché se qualcuno aspetta che l'It-Alert dica se stanotte pioverà, verrà tratto in inganno.
Ho voluto elencare con esattezza quelle che sono le peculiarità di questo tipo di allerta, mantenendo invece tutte le altre modalità di comunicazione già esistenti.
Ci tengo anche a ribadire, cosa che ho detto già prima, che attualmente l'It-Alert non riguarda le emergenze dal punto di vista meteorologico, che sono quelle che magari ci toccano più direttamente e più frequentemente.
Ho voluto chiarire questo perché, altrimenti, si potrebbe essere tratti in inganno, pensando che l'allerta non ci sia, mentre invece l'allerta può esserci ed essere quella riconosciuta tradizionalmente attraverso gli altri sistemi già sperimentati.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La ringrazio per la risposta e anche per qualche chiarimento. Può capire che non c'è una soddisfazione completa da parte nostra.
Ringrazio la Consigliera BORA, invece, per aver messo a disposizione del nostro Gruppo e di quest'Aula questo passaggio.
Il tema della sicurezza nella nostra regione è di particolare importanza e non va sottovalutato. Ha ragione quando dice che l'It-Alert deve essere implementato e questa è una funzione nostra, vostra, dell’intero asse istituzionale.
Quando dico che non sono soddisfatto, Assessore, è perché ripenso alle sue parole di un anno e mezzo fa, quando, rassicurando i Comuni della Valle del Misa e della Valle del Nevola, la Regione si era assunta l'impegno di strutturare un sistema di allarme adeguato, recuperando anche i ritardi del passato proprio per quelle due vallate. C'era la garanzia che quel sistema sarebbe stato attivato nell'ottobre 2023 e sarebbe andato a implementare quello dell'It-Alert. Questo non è accaduto.
Oggi, partendo, ahimè, dalla terribile ricorrenza del 15 settembre, c'è una tensione enorme da parte di tutti gli amministratori e di tutti i soggetti interessati perché, di fatto, siamo al punto di partenza, esattamente come due anni fa, quando il sistema di allarme era lasciato alla buona interpretazione e alla buona volontà dei singoli amministratori, senza un processo legato all'intero territorio.
Quello che noi chiediamo…, e su questo siamo disponibili come Gruppo a metterci a disposizione per trovare le soluzioni migliori, la tecnologia oggi ci mette a disposizione strumenti importantissimi. La sicurezza non è di parte e non è di partito. Se avete bisogno, noi ci siamo, però cerchiamo di fare in fretta.
Interrogazione n.1250
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Minardi, Vitri
“Conerobus, limitazioni e cancellazioni relative alle linee del trasporto urbano ed extraurbano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1250 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Prima dell'inizio dell'estate, l'azienda di TPL ha incontrato gli enti locali concedenti i servizi di TPL, rappresentando loro la necessità di dover ridurre il servizio di linea estivo perché stava incontrando notevoli difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro ulteriori autisti rispetto a quelli già in servizio.
Fatemi fare una parentesi. Pensate che, nella Commissione delle Regioni e delle Province Autonome, un punto della Commissione IMGT ha riguardato il problema nazionale del reperimento degli autisti. L'Italia non ha più autisti pubblici. Purtroppo, questo è un problema importante e, come ricaduta, tutte le aziende ne soffrono. Un'azienda marchigiana, senza fare nomi, ha fatto un bando ultimamente e hanno partecipato pochissime persone.
Agli autisti già presenti in azienda, infatti, andava garantita la fruizione delle ferie programmate estive e di un certo numero di ferie ordinarie e, pertanto, per l'erogazione dei servizi di TPL sarebbe stato necessario trovare altri autisti.
Il periodo in cui tale carenza di personale sarebbe stata più impattante era già stato individuato tra il 1° luglio e la metà di settembre 2024.
Gli enti interessati hanno dato un loro assenso informale e l'azienda riferisce di aver pubblicato sul proprio sito web i nuovi orari estivi per informare la clientela.
Questi orari contenevano già le cancellazioni di alcune corse o la riduzione dei volumi di alcune linee, che erano invece in vigore nelle estati precedenti.
Purtroppo, a tale prima limitazione dei servizi, regolarmente pubblicata, successivamente si sono aggiunte altre cancellazioni di corse non preventivabili, legate essenzialmente ai seguenti fattori: aumento non prevedibile del numero delle assenze per motivazioni varie da parte del personale; indisponibilità del personale conducente all'effettuazione del lavoro straordinario, che avrebbe consentito di recuperare alcune assenze; il perdurare dell'estrema difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro personale conducente aggiuntivo.
L'azienda riferisce quindi di aver pubblicato sul proprio sito web un avviso per la clientela, nel quale si scusava per i disagi che si sarebbero potuti verificare sulle linee urbane Y, YE8, YE10, 1, 1/4, 6, 10, 12, 33, 41 e 94 e sulla linea extraurbana MR24 JEH, a causa delle cancellazioni non prevedibili a priori di alcune corse per sopravvenute esigenze tecniche.
Le cancellazioni in oggetto hanno carattere di assoluta temporaneità e non rappresentano tagli strutturali al servizio. Le corse sono state ripristinate e il disagio si è protratto per circa due settimane.
Per superare la problematica dovuta alla carenza di personale conducente, il Consiglio di amministrazione dell'azienda ha indetto una selezione pubblica per la formazione di una graduatoria per operatori. Da tale graduatoria definitiva si attingerà per reclutare nuovo personale conducente, in modo da ripristinare il corretto livello del fabbisogno organico.
In aggiunta a ciò, l'azienda ha sollecitato sin da subito l'agenzia di lavoro interinale a ricercare sul mercato del lavoro ulteriori conducenti di linea, al fine di poter stipulare contratti di lavoro tipo…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. L'interrogazione della quale stiamo discutendo è di luglio, come ha ricordato, ma penso che, rispetto al quadro generale, sia indubbiamente e purtroppo ancora particolarmente attuale, soprattutto se teniamo conto che venerdì 20 settembre è stato indetto un ulteriore sciopero nazionale degli autisti, che interesserà inevitabilmente anche il nostro territorio.
I lavoratori del settore protestano, giustamente, per chiedere il salario minimo a 10 euro, contro la precarietà, l'incertezza delle prospettive occupazionali e le privatizzazioni. Temi che, Assessore, condividiamo totalmente e sui quali siamo al fianco dei lavoratori.
Le risposte, purtroppo, del Governo e della Regione le riteniamo in questo momento non sufficienti e non trovano soluzioni anche per i temi che ci ha messo a disposizione.
Per quanto riguarda il tema dell'interrogazione, che riguarda Conerobus, la carenza di personale è marcata. Bene l'avviso pubblico per la formazione della graduatoria, ma rimangono momenti di grande incertezza rispetto ai numeri, alle modalità e ai tempi delle assunzioni, che sono indispensabili per evitare di ritrovarci nelle condizioni di quest'estate. È proprio la carenza di personale, come lei ha ricordato, il principale problema.
Continuiamo quella battaglia che ha annunciato diverse volte di voler portare alla Conferenza delle Regioni, perché non è più tollerabile, e lo dico anche scontando le scelte del passato, che la nostra Regione sia considerata una Cenerentola nella ripartizione del Fondo nazionale.
Un consiglio: evitiamo gli errori che abbiamo commesso per i ruoli, abbiamo un Vicepresidente della Commissione europea dei trasporti, forse incontrarlo e coinvolgerlo potrebbe permettere …
Mozione n. 478
a iniziativa del Consigliere Latini
Tutela dei lavoratori Beko Europe presso stabilimento produttivo di Fabriano
Mozione n. 481
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Prospettive occupazionali e produttive per gli stabilimento Beko Europe delle Marche”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 478 del Consigliere Latini e la mozione n. 481 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi e Vitri.
Il mio intervento sarà brevissimo. È la naturale prosecuzione dell'interrogazione a risposta immediata del Consigliere Mastrovincenzo.
Come sapete, la Beko è un'importante realtà industriale del territorio marchigiano, che rappresenta la continuità della grande tradizione del settore del bianco nel Fabrianese e della comunità marchigiana nel suo complesso.
Negli stabilimenti di Fabriano sono occupati oltre 1.000 dipendenti e questa situazione rischia di essere incrinata per quanto riguarda l'aspetto produttivo degli ultimi mesi e per le ripercussioni che potrebbero esserci in termini occupazionali, soprattutto dopo l'acquisizione della società da parte di un gruppo turco.
A ciò si aggiunge la situazione polacca, che ha visto recentemente la messa in disoccupazione di oltre 1.700 lavoratori e che porta a ritenere che la sfida che intende intraprendere la proprietà della Beko possa passare anche attraverso una riduzione del personale impiegato negli stabilimenti di Fabriano.
La misura che si intende porre in essere attraverso la mozione del gruppo PD è quella di un'azione preventiva molto forte, molto solida e anche molto incisiva, per salvaguardare i lavoratori interessati.
L'intento è impegnare la Giunta regionale a garantire ciò che è mancato nelle precedenti situazioni nelle quali vi è stato un drastico calo e una drastica dismissione delle forze produttive: un dialogo costante con Beko, attraverso le rappresentanze sindacali e mediante il ruolo che la Regione può svolgere per affrontare le problematiche occupazionali e tutelare i diritti dei lavoratori con un piano che tenga conto della necessità di mantenere costante l'impegno delle pubbliche amministrazioni, delle forze istituzionali e delle forze politiche, affinché non si crei un altro vulnus in un territorio che è già stato colpito, negli ultimi dodici anni, dal venir meno di quelli che erano i tradizionali presìdi di garanzia per l'occupazione.
Per un altro verso, la mozione tende a promuovere tutti quegli aspetti e quelle finalità di sostegno economico e di formazione professionale per i lavoratori, al fine di far sì che, anche attraverso il miglioramento professionale, si possa sostanzialmente mantenere l'occupazione negli stabilimenti della Beko. Questo è l'intento della mozione a firma del sottoscritto.
Lascio la parola ai presentatori dell'altra mozione, la n. 481.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. La mozione del Partito Democratico, che si aggiunge all'interrogazione a risposta immediata a prima firma del Consigliere Mastrovincenzo, vuole porre la consueta attenzione alle questioni occupazionali del nostro territorio.
Lo dico presentando la mozione perché, ogni volta che questo Consiglio ha trovato, insieme alla Giunta, una modalità per muoversi all'unisono, qualche risultato importante, Presidente, è stato raggiunto. Penso alle questioni che hanno riguardato Elica prima e Caterpillar poi, dove non ci sono state né sfumature né strumentalizzazioni.
Penso che il nostro intento debba andare sempre in quella direzione, tenendo conto che il quadro generale internazionale, come ha ricordato il Presidente, è di grande preoccupazione, perché il gruppo ha licenziato 1.800 lavoratori nei due stabilimenti polacchi, con modalità che potrebbero essere riprodotte, senza particolari ostacoli, anche per quanto riguarda i cinque stabilimenti italiani, dove parliamo di circa 5.000 addetti.
È una questione che riguarda direttamente il nostro territorio, in particolare gli stabilimenti di Melano e Comunanza.
Si tratta di un approccio che raccoglie le preoccupazioni del sindacato e dei lavoratori, che si sono già mobilitati la scorsa settimana e hanno immediatamente raccolto la disponibilità e l'affiancamento del nostro gruppo - spero dell'intero Consiglio regionale - per scongiurare preoccupazioni che sono legittime, soprattutto alla luce del percorso che è stato avviato per le 30 unità di personale degli stabilimenti di Fabriano.
La nostra mozione, che spero possa poi sfociare in una risoluzione, perché mi sembra che vi siano le condizioni per una condivisione completa, chiede un impegno vero da parte dell'amministrazione regionale.
Lo dico all'Assessore Aguzzi: è necessario, innanzitutto, un confronto immediato con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Abbiamo sentito parlare di un incontro con i due Sindaci dei territori interessati, ma serve un coinvolgimento e un confronto diretto.
Inoltre, occorre attivare un tavolo a livello ministeriale e con la proprietà, perché il tema è talmente importante e, come è successo in Polonia, il Governo deve intervenire immediatamente e non attendere che i provvedimenti vengano assunti. Dopo, infatti, diventa complicato, come è già accaduto in passato, recuperare.
L'impegno che chiediamo a lei, Assessore, e all'intera Giunta è in questa direzione, con un sistema di allerta rispetto a ciò che è già accaduto e a ciò che potrebbe accadere.
Poiché abbiamo i riverberi degli atri territori, abbiamo la possibilità non di rincorrere, ma di guidare il processo di attenzione.
La nostra mozione ha questo contenuto. Spero che vi sia una condivisione dell'intera Assemblea per dare forza, e non soltanto vicinanza, ai lavoratori che sono particolarmente preoccupati.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. E’ soltanto per una questione di organizzazione dei lavori. Dopo che avrà parlato l'Assessore Aguzzi, che peraltro ha già parlato sull'interrogazione, vogliamo proporre una risoluzione? Se i colleghi dell'Aula sono d'accordo.
PRESIDENTE. Vediamo se siamo disponibili a lavorare sulla risoluzione delle due mozioni. Ha la parola l'Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Se questa proposta è discussa dall'Aula, io non incoraggio né voglio entrare nel merito, ma potrebbe essere saggio.
Queste due mozioni, che non erano all'ordine del giorno oggi, le avevo valutate perché immaginavo che sarebbero state in qualche modo trattate e, adesso, leggo punto per punto le questioni poste. Il mio intervento è molto sereno, nel senso che una delle due chiede al Presidente della Giunta regionale di sostenere la battaglia dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. L'ho detto anche prima, rispondendo all'interrogazione: abbiamo sempre seguito questa vicenda ed è della massima attenzione e del massimo interesse.
Poi seguono alcuni altri punti della seconda mozione, che è un pochino più articolata. Quando si chiede alla Giunta e al Presidente di garantire un dialogo costante con Beko Europe e i rappresentanti sindacali, su questo noi abbiamo già convocato una riunione il 26 di questo mese - anticipatamente a questa mozione, non avevo idea che sarebbe stata presentata – con i Sindaci di Fabriano e Comunanza, ma anche del territorio intorno a Fabriano, ci saranno diversi Sindaci, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, per fare un po' il punto, non tanto solo su questa situazione, ma anche più in generale sull'economia di questi territori dell'entroterra.
Siamo perfettamente in linea nel promuovere interventi a sostegno economico e di formazione professionale. Sono interventi che noi facciamo regolarmente, normalmente.
Voglio ricordare che la crisi di Elica, che riguardava il Fabrianese, è stata ricondotta, in buona parte, proprio anche grazie agli interventi cospicui dell'Amministrazione regionale, tramite l'Assessorato alla formazione, per quel che riguarda un fondo assist, che è la formazione interna per riconvertire alcune attività che necessitavano, in quel momento.
Abbiamo avuto un'interlocuzione positiva, a suo tempo, con questa impresa. Nulla toglie che potremmo, qualora dovesse servire, farlo anche in questa occasione, ma dipenderà da come le situazioni evolveranno, ammesso che ce ne sia bisogno. Voglio sperare che non ce ne sia neanche bisogno e che tutto continui nel miglior modo possibile. Però noi abbiamo gli strumenti a disposizione per attivare iniziative di questo genere.
Attivare i tavoli di lavoro con le associazioni datoriali e sindacali - intanto un primo tavolo è già convocato per il 26 – e a sensibilizzare il Governo centrale sull'importanza di misure mirate. Questa è una cosa sulla quale io avevo già preso un impegno, rispondendo all'interrogazione.
Nelle prossime ore predisporremo una lettera, molto tranquillamente, chiedendo al Ministero di portare avanti, di propria iniziativa, l'impegno preso a suo tempo, a giugno, quando ci eravamo visti con le parti interessate, e di promuovere un eventuale incontro, viste le novità emerse nel frattempo. Qualche riga in fila la mettiamo e la mandiamo al Ministero domani o nelle prossime ore.
Dovessi dare un giudizio, senza entrare nel merito di come vorranno porsi i Consiglieri, io personalmente non avrei problemi a votare queste due mozioni o a farne anche una che ne possa racchiudere entrambe, poi sta all'Assemblea.
PRESIDENTE. Comunico che sulla proposta della Consigliera Casini ero d'accordo, ma, per l'assenza di diversi Consiglieri firmatari, non possiamo raccogliere la risoluzione, perché serve la sottoscrizione di tutti, quindi, dobbiamo votare per forza le due mozioni separatamente, anche se è chiaro che il fine è congiunto. Le votiamo separatamente.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Ho visto le mozioni e ho ascoltato anche l'intervento dell’Assessore Aguzzi, sono attività che già si stanno portando avanti, quindi, metterei di far sì che la Giunta e il Presidente continuino nell'attività iniziata in modo da non… Sembra che sia un qualcosa di nuovo, ma già sono stati fatti atti e magari verranno anche individuate le cose da fare per far sì che attuino le attività necessarie per dare più possibilità al Presidente e la Giunta di essere più ampi nella valutazione e nel portare avanti le esigenze dei lavoratori e della comunità tutta perché poi tutto si riflette.
Mi rivolgo ai due sottoscrittori, il dispositivo della mozione della Consigliera Casini, che impegna a sostenere, vorrei mettere: “a continuare a sostenere la battaglia”. Potrebbe essere una dicitura, se è possibile.
Per quanto riguarda la mozione del Consigliere Latini: “di porre in essere tutti quegli atti necessari affinché si possa arrivare alla soluzione del problema”. Queste sono le indicazioni, avendo anche ascoltato quello che ha detto l'Assessore Aguzzi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Per ribadire quanto detto dal Consigliere Marinelli, come Gruppo di Fratelli d'Italia saremo favorevoli. Nessun problema a votare queste due mozioni separatamente perché, come si ricordava, non c'è la possibilità di fare una risoluzione, vista l'assenza di alcuni Consiglieri firmatari.
Vorrei, inoltre, rimarcare quanto ha detto il Consigliere Marinelli sul dispositivo della mozione n. 481: "impegna il Presidente della Giunta regionale a continuare a sostenere...".
Ribadisco quello che ha detto il Consigliere Marinelli.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda gli emendamenti, possono essere presentati solo quelli relativi alla mia mozione, perché sono l'unico sottoscrittore. Nell'altra ci sono diversi Consiglieri assenti e, pertanto, dobbiamo lasciarla così com'è.
A verbale resta la posizione di plauso verso l'attività dell'Amministrazione regionale e il fatto che, come ha ricordato dal Consigliere Marinelli, essa prosegua la sua attività di sostegno alle imprese in crisi.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Va bene che non possa essere modificata, però, se chi è presente dichiara di condividere questa impostazione, in modo che rimanga agli atti che l'Amministrazione, il Presidente e l'Assessore si sono già occupati della questione e che si tratta di continuare il lavoro già avviato, lo diciamo a voce e a quel punto la votiamo.
Se cancelliamo tutto quello che la Giunta ha fatto finora, mi sembra un po' difficile da votare.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Credo che sarebbe assurdo rinviare la discussione di una settimana, perché l'Assessore ci ha già detto che ha messo in campo delle azioni e che ha iniziato adesso.
Diciamo che queste mozioni procedono in parallelo rispetto all'azione dell'Assessore e della Giunta e certamente non indietro, Consigliere Marinelli.
Se lei ritiene opportuno inserire questa dicitura come dichiarazione, va benissimo. Tuttavia sappiamo che non possiamo modificare le mozioni, per la stessa ragione per cui non possiamo procedere con una risoluzione, dal punto di vista tecnico.
Votarle tra una settimana sarebbe anacronistico rispetto a ciò che si sta facendo, rispetto allo sciopero che c'è stato dei lavoratori e all'incertezza che gli stessi stanno vivendo.
Se vogliamo dare un segnale, penso che vada dato oggi. Se il Consigliere Marinelli ritiene necessaria questa dichiarazione, credo che possa rappresentare una soluzione.
PRESIDENTE. Il Consigliere Marinelli chiedeva, però, che nelle dichiarazioni dei sottoscrittori della mozione n. 481 ci fosse il riconoscimento di quanto ha chiesto, cioè che il Presidente della Giunta continui a sostenere la battaglia dei lavoratori, nel senso che è già in corso l'impegno dell'Amministrazione regionale.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Era solo per ribadire questo. Noi non pensiamo di rinviarla, basta che venga esplicitata la volontà. Non possiamo modificarla, sennò l'avremmo fatto, dicendo di inserire il fatto che c'è già un'attività iniziata da parte della Giunta e del Presidente.
Non il rinvio, ma solo il recepimento di questo concetto, che poi non può essere modificato.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda la mozione del sottoscritto, si propone, prendendo spunto da quanto ha detto il Consigliere Marinelli: "Impegna il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente a proseguire il percorso avviato per garantire un dialogo costante con Beko Europe e la rappresentanza sindacale, per affrontare le problematiche".
Questo è l'emendamento che io posso fare, lo sottoscrivo, e questo è il dispositivo della mozione.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Mi sembra che la Capogruppo del Partito Democratico sia stata molto chiara e come primo firmatario sono d'accordo sull'impostazione.
Prendiamo atto del lavoro che si sta facendo e impegniamo sui temi così come li abbiamo esposti. Mi sembra che si possa trovare una sintesi.
Lo ribadiamo: non possiamo arrivare a una risoluzione per l'assenza di alcuni Consiglieri, in modo particolare della Consigliera Bora, che ci teneva. Siamo nelle condizioni di poter assumere questo tipo di impegno.
Ribadisco, come ha ricordato la Consigliera Casini, che chiediamo il voto all'intera Aula.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Visto che è stata accettata quest'impostazione lanciata prima dal Consigliere Marinelli, dichiaro il voto favorevole ad entrambe le mozioni da parte del Gruppo di Fratelli d'Italia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per confermare quanto detto dal Consigliere Livi, dichiaro che siamo favorevoli, come Gruppo Lega, a votare entrambe le mozioni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Confermiamo anche noi il nostro voto favorevole, rafforzando l'auspicio che già prima avevamo espresso all'Assessore, di sollecitare al più presto questo tavolo e questo incontro con il Ministero, da svolgere entro settembre, per dare risposte chiare ai lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Confermo anch’io il voto favorevole ad entrambi i testi. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Latini (Moz.478/em.1) “prima della parola ‘garantire’ inserisce le seguenti parole: ‘a proseguire il percorso avviato per’”. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione 478, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione 481. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Elezione di un Consigliere regionale componente della Commissione per il conferimento della onorificenza denominata ‘”Picchio d’oro” - sostituzione di un componente dimissionario”
(Articolo 2, comma 3, della l.r. 1° dicembre 2005, n. 26) – Voto limitato a uno.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere Componente della Commissione per il conferimento della onorificenza denominata “Picchio d’oro”. Voto limitato ad uno.
Ricordo che, ai sensi dell’articolo 67 del Regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche, ciascun Consigliere può scrivere sulla scheda un solo nominativo. La votazione è a scrutinio segreto.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Le comunico che i membri del Partito Democratico non ritireranno la scheda, visto che è una sostituzione di un membro di maggioranza.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. A nome del Gruppo Fratelli d'Italia e dei Gruppi di maggioranza indico la Consigliera Mirella Battistoni. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Non entro nel merito della votazione, ma entro nel merito di questa Commissione.
Se i Consiglieri di questa Commissione hanno un ruolo - parlo perché sono all'interno di questa Commissione e c'è anche il Consigliere Carancini - altrimenti è bene che questa Commissione la si sciolga. O abbiamo un ruolo come previsto dalla legge, altrimenti, se dobbiamo fare una riunione all'anno per approvare cose già decise, dico da ora che dovremmo andare ad un'altra votazione perché il sottoscritto si dimetterà.
Vedremo quest'anno, se avremo voce in capitolo, come si suol dire, come previsto dalla legge, bene, altrimenti il prossimo anno non ci sarà e mi dimetterò in diretta.
Al di là delle battute è bene che questa Commissione si riappropri del ruolo per la quale è stata istituita ai sensi di questa legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Intervengo in questo caso in veste di Vicepresidente della Commissione Picchio D'Oro e, non essendoci il Presidente, sarei io a farne le veci e ad assumerne il ruolo in attesa che venga nominata la nuova Presidente.
Stranamente mi sento in piena sintonia con il Consigliere Giacomo Rossi, oggi. Come Vicepresidente a nome non solo mio. ma anche del mio Gruppo, spero, vorrei chiedere a chiunque sarà la nuova Presidente o il nuovo Presidente che verrà incaricata al posto del Consigliere Ciccioli di dare una dignità nuova a questo comitato perché il premio Picchio d’oro che viene assegnato al Marchigiano dell'anno è un premio di prestigio, assegnato a personalità di spicco che hanno segnato la storia delle Marche e non è giusto che venga scelto autonomamente dalla Giunta e che la Commissione che viene creata e istituita per questo scopo sia relegata al semplice ruolo di esecutrice materiale, perché non c'era rimasto altro che votare il nome che veniva riferito.
Vedo anche il Consigliere Carancini che qua con me fa parte della stessa Commissione e sia lui che altri Consiglieri avevano avanzato nell'ultima riunione alcune proposte, alcuni nomi validi, che non sono stati nemmeno presi in considerazione. Come rappresentante della minoranza avevo proposto alcune personalità di ambiti e settori diversi che potevano ambire a questo prestigioso riconoscimento, ma non sono stati presi nemmeno in considerazione. Il Consigliere Carancini in particolare aveva fatto alcuni nomi, che potrebbe anche riproporre penso nella prossima edizione, così come tutti gli altri Consiglieri, quindi, chiediamo, prima che venga nominata e votata la nuova o il nuovo Presidente della Commissione Picchio d’oro, di fare in modo che il metodo sia quello adeguato al rilievo che il premio ha. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Dal momento che hanno parlato quasi tutti, vorrei un po' riportare le cose nella normalità. È vero che qualche volta c'è stato, però è anche vero che l'ultima volta la decisione è stata presa all'unanimità e siamo stati tutti...
Questo richiamo erano stato fatto prima e ultimamente era stato recepito. Già la situazione si era sistemata. Poi, se ognuno fa un nome, dobbiamo decidere su uno e prevale la maggioranza, penso la maggioranza, non politica, ma la maggioranza dei rappresentanti della Commissione, e l'ultimo anno mi sembra che anche il Consigliere Carancini…, anzi, era stata portata avanti anche da lui questa candidatura.
Non so se posso fare il nome, penso di sì, di chi vorremmo sostituire, oppure rimane segreto nell'urna. Noi voteremo la Consigliera Battistoni.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto. Distribuire le schede.
(Il Consigliere Segretario Borroni effettua la chiama)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Non ritiro la scheda, però le volevo dare atto che finalmente si è convertito alla mia richiesta sull’espletamento del voto segreto. Ma lo voglio dire non per la sua conversione, ma perché questa, Consigliere Bilò, è la migliore risposta a qualche intervento sguaiato, anche sulla stampa o su Facebook, di qualche statista che diceva che la questione da me posta era una cosa di poco conto.
Invece, mi pare che sia di conto rilevante, visto che il Presidente si è convertito a questa necessità, che è garanzia dell’espletamento della democrazia.
Capisco che per qualcuno sono cose di poco conto, ma non lo sono per noi. Grazie.
(Il Consigliere Segretario Borroni prosegue la chiama)
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 18
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 17
Hanno ricevuto voti:
Battistoni Mirella n. 16
Rossi Giacomo n. 1
Proclamo eletta componente della Commissione per il conferimento della onorificenza denominata “Picchio d’oro” la Consigliera Mirella Battistoni.
Elezione di un Consigliere regionale nel Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la pace” - sostituzione
(Articolo 15, comma 5 della l.r. 18 giugno 2002, n. 9 – articolo 12, dello Statuto Ente – deliberazioni amministrative nn. 23/2011 e 36/2011) - (Voto limitato ad uno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere regionale nel Consiglio direttivo dell’associazione “Università per la pace” – sostituzione.
Ricordo che ai sensi dell’articolo 67 del Regolamento interno di organizzazione e funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche, ciascun Consigliere può scrivere nella scheda un solo nominativo.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Visto che la dimissionaria sono io, noi chiediamo di sostituirmi con il Consigliere Mangialardi, quindi la candidatura è di Maurizio Mangialardi.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie Presidente. Parlo a nome della maggioranza: non ritiriamo la scheda.
PRESIDENTE. La votazione è a scrutinio segreto. Prego distribuire le schede.
(II Consigliere Segretario Borroni effettua la chiama)
Votanti n. 10
Schede bianche n. 1
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 8
Ha ricevuto voti:
Mangialardi Maurizio n. 8
Proclamo eletto componente nel Consiglio direttivo dell’Associazione “Università per la Pace” il Consigliere Maurizio Mangialardi.
Interrogazione n.1231
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Personale per case e ospedali di comunità”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1231 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la risposta a questa interrogazione, vale quello che abbiamo detto anche in precedenti interrogazioni a riguardo. Il PNRR, che troverà attuazione ed applicazione con la realizzazione di tutte le strutture (COT, Case di comunità e Ospedali di comunità) sta procedendo secondo la tabella ministeriale.
Per quanto riguarda le COT, sono state tutte realizzate e in funzione sin dal mese di giugno; invece, il personale, sulla base delle esigenze previste, è in fase di realizzazione la prevista assunzione di personale per gli Ospedali di Comunità e per le Case di comunità, che non sono state ancora strutturate, e fino ad oggi è stato assunto il personale per le Centrali operative territoriali.
Devo aggiungere che il personale che dovrà essere individuato per le Case di comunità e per gli Ospedali di Comunità, che attendono la realizzazione, è finanziato con fondi aggiuntivi rispetto al tetto di spesa; quindi, c'è la ragionevole considerazione che tutto questo personale, si parla prevalentemente di professioni sanitarie con qualche medico, sarà tutto assunto.
Per il momento, la risposta a quest'interrogazione è che le COT, che sono già in funzione, tutte dal mese di giugno, vedono il personale che lavora all'interno assunto con le risorse del PNRR; tutto il restante personale sarà assunto all'atto dell'apertura delle Case di comunità e degli Ospedali di Comunità.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Forse c'è stato uno scambio delle due interrogazioni rimanenti, perché la Consigliera Casini ha fatto due interrogazioni insieme anche alla Consigliera Bora sulle COT, e la mia era più specifica sul personale per le Case e gli Ospedali di comunità.
Comunque sia, l'Assessore mi sembra molto sereno nel dire che entro il 2026 troverà risposta l'assunzione di tutto il personale sanitario, e stiamo parlando di oltre 2.000 unità, e la sua serenità non è tanto condivisa dal Movimento 5 Stelle perché, purtroppo, sappiamo che, soprattutto in alcuni ambiti, c'è una grande carenza di personale, sia sanitario che infermieristico.
La domanda che nasce spontanea un po' a tutti i cittadini è: queste Case di comunità e questi Ospedali di comunità… Ricordiamo, ne sono previste 29 Case di comunità e 9 Ospedali di comunità, in cui serviranno, per le Case di comunità, dai 7 agli 11 infermieri, un assistente sociale, da 5 a 8 unità di personale sociosanitario e amministrativo, per gli Ospedali di comunità, 7-9 infermieri, 4 OSS, da 1 a 2 unità di personale sanitario con funzione riabilitativa, un medico per almeno 4 ore al giorno, 6 giorni su sette; e lascio perdere le COT, perché su questo tema interverrà la Capogruppo del Partito Democratico.
Il totale di questi numeri dà 2.272 figure aggiuntive e non siamo così sicuri che per il 2026 avremo tutto questo personale assunto, perché l'Assessore ha parlato di assunzione.
Io mi auguro che lei abbia ragione, comunque saremo qui a verificare e svolgeremo la nostra funzione anche a livello parlamentare.
Lei ritiene, perché la seconda domanda era questa, fattibile che entro il 1° gennaio 2027 tutte queste strutture saranno operative con l'intera pianta organica? Magari.
Interrogazione n.1255
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“AST Ascoli Piceno - Entrata in funzione delle 2 Centrali Operative Territoriali – chiarimenti”
Interrogazione n. 1234
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“AST 2 AN - Entrata in funzione delle 5 Centrali Operative Territoriali – chiarimenti”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1255 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1234 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In ordine all'interrogazione n. 1255 della Consigliera Casini, informo la stessa che, come previsto dal Piano triennale del personale, che è inserito, come sappiamo, all'interno del PIAO, il Piano integrato di amministrazione e organizzazione, è stato formalizzato l'incremento di dotazione organica degli infermieri di 15 unità dal 2023, verso il 2024. Questo proprio perché era previsto, come nella precedente interrogazione, il reclutamento di questo personale che serve per le Centrali operative territoriali.
Risponde sempre l'Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno, che ad oggi sono stati assunti già 25 infermieri, oltre alle stabilizzazioni, e in questo modo il personale per il funzionamento delle COT risulta congruente con le esigenze di questa Centrale operativa territoriale.
In merito all’interrogazione n. 1234, riferisce l'Azienda sanitaria territoriale, in questo caso di Ancona, che le Centrali operative previste sono tutte in funzione, così come ho detto precedentemente, dal mese di giugno; che le unità di personale necessarie all'interno della COT di Ancona sono state reclutate tutte con mobilità interna e altre figure dovranno essere assunte con la graduatoria del concorso pubblico in forma aggregata, che è prevista per tutti gli enti del Servizio sanitario regionale.
Qui l'Azienda sanitaria territoriale fa presente, comunque, che le Centrali operative sono perfettamente funzionanti e l'organico è a pieno regime, non ci sono esigenze aggiuntive.
Per entrambe le interrogazioni, e replicando anche, precisando quello che ho detto nell’interrogazione della Consigliera Ruggeri, l'assunzione di personale, soprattutto infermieristico, per le Case di comunità e gli Ospedali di comunità è prevista progressivamente dal finanziamento pubblico, in relazione all'entrata in funzione di queste Case di comunità e Ospedali di comunità, con finanziamenti aggiuntivi che potranno essere utilizzati negli anni 2025, 2026 e 2027. Fino ad oggi, noi abbiamo assunto il personale per cui siamo stati autorizzati, per il funzionamento delle Centrali operative territoriali.
Devo anche dire, per fugare eventuali dubbi sulla disponibilità di personale, che, mentre per il personale sanitario, e stiamo parlando dei medici, alcuni concorsi risultano, in alcune zone disagiate, ancora non appetibili, ci sono dei concorsi che sono banditi e non ci sono stati medici che hanno partecipato alla selezione; per quanto riguarda gli infermieri, la nostra Regione che ha autosufficienza, perché il numero dei corsi di formazione per infermieri è superiore alla domanda di infermieri che possiamo assumere. Questo per merito delle aziende e anche per merito dell'Università Politecnica delle Marche.
C'è la ragionevole supposizione, previsione, che i concorsi banditi nella nostra Regione, almeno per il profilo degli infermieri, troveranno soddisfazione di candidati. Questo è il motivo per cui mi sono espresso in modo positivo.
Sappiamo perfettamente che in tutta Italia questa figura, soprattutto quella degli infermieri del Servizio sanitario pubblico, è carente, tant'è vero che ci sono altre Regioni che hanno previsto il reclutamento addirittura all'estero, in Argentina o in altri Paesi, o a Cuba, come è avvenuto, per esempio, per Lombardia, Campania e Calabria; ma devo sottolineare che, nella Regione Marche, il numero di persone che partecipa a queste selezioni è ancora oggi nettamente superiore alla domanda regionale. C'è la ragionevole previsione che i concorsi che verranno banditi per mettere il personale all'interno delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità soddisferanno la domanda.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, a lei danno notizie dal territorio che non sono corrispondenti alla realtà. Non è stato assunto nessuno per le COT né di Ascoli Piceno né di San Benedetto del Tronto. È stato trasferito personale che lavorava in altri servizi e, addirittura, c'è personale che lavora sia alla COT che in altri servizi.
Avrà letto sui giornali il caso della revoca dell'autorizzazione ad effettuare il lavoro agile di una mamma, madre di un figlio disabile, che è stata trasferita nella COT. Lei lavorava da tutt'altra parte e aveva anche il lavoro agile.
È la seconda inesattezza che le fanno dire. Io mi confido e mi fido di lei, ma lei si dovrebbe fidare un po' di meno delle cose che le dicono.
Per quello che riguarda il coordinatore della COT, non esiste il coordinatore della COT di Ascoli Piceno e non esiste il coordinatore della COT di San Benedetto del Tronto, e il personale è stato preso dai PUA. Tant’è vero che la mia segreteria ha verificato personalmente e quando è stata aperta la COT, il PUA di Ascoli Piceno capoluogo non funzionava. E non è un caso, perché, se il personale era stato tolto dal PUA ed era stato messo nella COT, è evidente che il PUA non funzionava. Se vuole, Assessore, le do anche le date di riferimento, che non ho qui.
È stato attivato un servizio aggiungendo funzioni senza aggiungere gli operatori. Si diceva prima che in tutte le Marche serviranno oltre 2.000 nuove assunzioni.
Non a caso, nei giorni successivi all'apertura della COT, la Direttrice dell'AST di Ascoli Piceno, meglio nota per essere stata a Sanremo, come molti sanno, emanò una nota stampa nella quale furono comunicati proprio i nuovi orari del Punto unico di accesso, perché il personale era stato tolto.
La COT, inoltre, viene aperta 6 giorni su 7 e non 7 giorni su 7, come dovrebbe essere.
Nella determina con la quale è stato autorizzato il regolamento della COT, lei sa che deve essere comprovato il raggiungimento di due obiettivi, A e B. Il certificato A è stato determinato dal Direttore generale con l'approvazione del certificato di regolare esecuzione; invece, non è stata approvata la relazione dell'ingegnere, che è il requisito B. Approvare delle determine che mancano di dichiarazioni è discutibile. Fossi in lei, verificherei.
PRESIDENTE. La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:55.