Resoconto della seduta n.162 del 14/10/2024
SEDUTA N. 162 DEL 14 OTTOBRE 2024

La seduta inizia alle ore 10:,55

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 162 del 14 ottobre 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 161 dell’1 ottobre 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Informo, inoltre, che l'Ufficio di Presidenza, con deliberazione n. 478 del 1° ottobre 2024, ha modificato la precedente deliberazione n. 469 del 17 settembre 2024, relativa alla “Costituzione dei Gruppi consiliari” prendendo atto della comunicazione del Consigliere Giovanni Dallasta ai sensi del comma 12 dell'articolo 19 del Regolamento interno.
Segnalo le assenze giustificate delle Consigliere Bora e Menghi, quest’ultima per la partecipazione al G7 Disabilità.

Interrogazione n. 1307 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo
“Problematiche caccia al cinghiale nella Provincia di Ascoli Piceno”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1307 - a risposta immediata - dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. È vero che l'incremento di un mese di caccia, che abbiamo approvato in Giunta accogliendo la richiesta, di fatto…, un articolo del decreto agricoltura, può comportare un aggravio di costi per i cacciatori, derivanti da spese di varia natura. Considerando che, comunque, è una scelta facoltativa, sempre per sottolineare che sarebbe opportuno andare a caccia un mese in più, tanto più che è una cosa che è sempre stata richiesta dai cacciatori e poi, vista la preoccupazione derivante dalla PSA (Peste Suina Africana), è un'opportunità, da un certo punto di vista un servizio che si dà alla comunità in generale, il contenimento dei cinghiali.
È vero che ci possono essere delle spese in più, però non risponde al vero che si determina una situazione di iniquità rispetto a quei cacciatori che esercitano il controllo del cinghiale in prossimità di terreni privati, come scritto nell'interrogazione, considerazione che riteniamo anche confusa e che può essere forse riferita al controllo in autodifesa nei territori degli agricoltori.
Infatti, tutti i cacciatori che abbattono il cinghiale, indifferentemente in esercizio venatorio o in attività di controllo, devono sempre autonomamente provvedere allo smaltimento dei resti di macellazione. I cinghiali abbattuti, sia in caccia che in controllo, sono sempre nella disponibilità di chi li abbatte, senza alcun onere aggiuntivo.
Tale agevolazione è stata adottata già a marzo 2022 con la delibera di Giunta regionale n. 281, subito dopo l'insorgenza dei focolai di PSA, a cui facevo riferimento prima, proprio con l'intento di promuovere strategie di contrasto all'epidemia, quando è stata azzerata la tariffa per il riscatto delle carni degli animali abbattuti. Già un intervento è stato fatto sui costi due anni fa.
Per quanto riguarda le spese per le indagini sanitarie, a cui tutti gli animali prelevati sono sottoposti per garantire un consumo senza rischi per la salute pubblica, queste sono state azzerate per gli animali abbattuti in controllo e ridotte a cifre simboliche per quelli prelevati in caccia, grazie al sostegno di 30.000 euro annui concessi dal settore caccia e previsti dalla delibera di Giunta regionale n. 1720/2023, meno di un anno fa, e reinseriti anche nel 2024.
Ciò premesso, in risposta specifica all'interrogazione, si evidenzia che la Regione pone particolare attenzione al problema sanitario che vede implicata la fauna selvatica, così come alle esigenze degli agricoltori e dei cacciatori, cercando di individuare strategie che possano fornire soluzioni equilibrate alle categorie interessate.
Pertanto, si è deciso, di concerto tra gli Assessorati caccia e sanità, di fornire sostegno ai cacciatori di cinghiale, azzerando qualsiasi tariffa prevista per le necessarie ispezioni sanitarie e analisi di laboratorio a cui devono essere sottoposti gli animali abbattuti per il consumo delle carni.
Inoltre, vista la presenza di un focolaio di tubercolosi bovina, grave malattia che può contagiare anche l'uomo, oltre agli animali domestici e agli ungulati selvatici, che interessa alcune porzioni del territorio di Macerata, in espansione verso Ancona, e considerato che, all'esito delle indagini sanitarie, gli animali infetti devono essere conferiti in centri di smaltimento, la Regione si farà carico di tali oneri, che fino ad oggi gravavano sui cacciatori.
Queste azioni mirano a contrastare la diffusione delle epidemie, anche attraverso un incremento degli abbattimenti dei cinghiali, fornendo un sostegno ai cacciatori, come prospettato nell'interrogazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Io mi aspetto di vedere, però, un atto nel quale c'è scritto che verranno azzerati i costi per le “corate”, per esempio, per lo smaltimento delle pelli.
Innanzitutto una chiosa sul fatto che sia stata criticata l'apertura anticipata soltanto per i costi, non è vero, perché, per esempio, la contrarietà è dovuta alla sovrapposizione con l'esercizio di altre forme di caccia e, inoltre, anche perché la vegetazione è molto più fitta e i boschi e le campagne sono molto più frequentati ancora rispetto, invece, all'inverno, e questo è un tema.
L'altro tema, che lei ha parzialmente svolto, perché ha detto che saranno ridotti i costi, ma io, finché non vedo... perché ho letto messaggini che sono stati inviati, ho letto dichiarazioni, ma mi piacerebbe vedere degli atti, perché la differenza tra il cacciatore e il controllore è ben diversa. Lei prima faceva riferimento al controllore che va nei campi quando viene chiamato, quello è un controllore e il controllore ha anche dei relativi fascicoli aziendali rispetto ai quali si può recare in una o più aziende per abbattere i capi qualora chiamato.
Diversa cosa è, invece, il selecacciatore, che si può muovere soltanto in squadra, deve prenotare il perimetro nel quale svolge la sua attività insieme alla squadra.
Il pagamento delle spese non è risibile, è di 5 euro a corata, a salire, ma il problema fondamentale non è tanto la spesa, che pure è elevata, ma se vogliamo abbattere il cinghiale dobbiamo rendere questa caccia anche più interessante perché è un problema sanitario, anche legato ai danni all’agricoltura e non solo. Il problema è, per esempio, quello dei tempi necessari per poter pagare queste cifre, perché ci voleva il bonifico, la mattina bisognava andare all'AST a portare la carcassa, una serie di complicazioni che rischiavano di allontanare il cacciatore, sia esso selecacciatore che cacciatore normale, dall'attività di caccia al cinghiale.
La cosa importante da fare, anche nella prenotazione delle uscite, sarebbe quella di uniformare le agevolazioni che hanno i controllori, magari creando la figura, che le è stata anche proposta nello Statuto e nel regolamento, del cacciatore formato, che può operare anche da solo, senza essere in squadra.
Se noi vogliamo davvero, nelle zone C, eradicare il cinghiale, così come è necessario e opportuno, dobbiamo impegnarci tutti ad agevolare questo tipo di …

Interrogazione n.1270
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Grave crisi della Società Moncaro”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1270 del Consigliere Latini.
La questione è veramente nota a tutti, nasce dall'esigenza di porre all'attenzione del Consiglio regionale la dinamica che ha portato la società Moncaro, una delle aziende più rappresentative della Regione Marche, al serio degrado in cui versa e che compromette anche l'aspetto di natura produttiva delle attività agricole, come viene in qualche modo evidenziato anche negli atti che sono stati portati all'attenzione dell'Autorità giudiziaria competente.
Quindi, occorre prendere in considerazione la problematica dal punto di vista delle precisazioni che possono essere date dalla nostra Regione e, in questo senso, è l’interrogazione che presento.
Mi sono sbagliato, non farò la replica. Grazie.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Non farò tutta la cronistoria della recente questione Moncaro, anche perché ha radici lontane che conosciamo molto bene, con anni di attività sul territorio, e sappiamo che quando ci sono dei momenti di crisi, questa non arriva improvvisamente: sono dei percorsi che hanno delle dinamiche abbastanza lunghe e spesso controverse.
Io mi limito a rispondere a quelli che sono i due punti, le due domande specifiche dell'interrogazione.
La prima: dal mese di luglio ci sono stati diversi incontri a cui ho partecipato, anche con alcuni funzionari e dirigenti della Regione, con il management della Cooperativa, oltre che con le associazioni di categoria, sia agricole che della cooperazione, interessate più o meno direttamente alla questione Moncaro.
Nel corso di questi incontri, soprattutto con il management della Cooperativa, sono stati esaminati aspetti economici e sono state affrontate le problematiche più urgenti per quanto riguardava il periodo pre-vendemmia. In particolare, è stato esaminato lo stato di attività dei siti produttivi e la capacità degli stessi di garantire il ritiro delle uve.
Su questo aspetto, da parte del nuovo CDA della Cooperativa sono arrivate assicurazioni rispetto alla capacità di ritirare le uve nei propri stabilimenti e trasformarle, anche in considerazione della flessione dei quantitativi prevista per la vendemmia del 2024, in parte fisiologica, dovuta alla particolare siccità che ha contraddistinto la corrente annata, in parte per la riduzione del numero di soci e di fornitori.
Quello che preoccupava la Regione, oltre a questo aspetto, tra l'altro sono usciti anche più articoli nei giornali regionali, era la questione lavorativa della Cooperativa Moderna, rispetto ai rapporti avuti con la Cooperativa.
Da un lato, la nostra preoccupazione, e per questo avevamo chiesto garanzie al nuovo CDA, era la raccolta delle uve e il mantenimento, almeno il più possibile, della produttività e della produzione vitivinicola. Sappiamo quanto Moncaro incida, soprattutto nelle aree del Verdicchio, rispetto alla produzione regionale del vino. Poi c'era la garanzia dei posti di lavoro, sia dei dipendenti che del rapporto con la Cooperativa Moderna.
A livello strategico, l'uscita di Moncaro dalla crisi gestionale nella quale è caduta dipende anche dalla capacità del suo management di aderire agli interventi e alle misure delle politiche agricole di sviluppo rurale che la Regione sviluppa nella sua azione, oltre che di attivare tutte le iniziative a tutela dell'occupazione.
Rispondo alla seconda parte dell’interrogazione.
In particolare, serve la promozione delle pratiche agricole con un uso anche consapevole delle risorse naturali, attraverso gli obiettivi dell'agricoltura sostenibile.
La Regione, da questo punto di vista, sia con la PAC, sia con OCM Vino, con le leggi che sono state fatte a sostegno della diversificazione delle attività delle aziende agricole, come l'enoturismo, ad esempio, dà delle possibilità importanti per cercare di ripensare uno sviluppo dell'area in generale dove insiste, tra l'altro, in questo caso Moncaro.
Si dovrebbe mettere in tutto ciò anche al centro l'innovazione, per avere uno sviluppo dell'area dove insiste, con le nuove tecnologie emergenti che possono anche arrivare a svolgere un ruolo di primo piano, a partire dalla cosiddetta agricoltura 4.0, dove connettività e intelligenza artificiale sono alla base di un cambiamento delle pratiche e dei processi agricoli, improntato a garantire il migliore…

Interrogazione n.1176
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri
“Relazione Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per le Marche sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relativi alle leggi pubblicate nell’anno 2023”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1176 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Premesso che le osservazioni formulate dalla Corte dei conti svolgono sempre una funzione di stimolo al miglioramento per l'operato della Giunta, compresa anche l'azione di proposta legislativa.
In riferimento a quanto specificatamente evidenziato nell'interrogazione per le proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale, si illustra quanto segue.
Con riferimento all'osservazione circa l'inosservanza del termine del 30 giugno – 30 giugno Giunta e 31 luglio Consiglio - previsto dalla normativa contabile per l'approvazione della proposta di legge di assestamento del bilancio 2023-2025, legge regionale n. 6/2023, si precisa che ciò è stato determinato dal fatto che la proposta di legge ha compreso, oltre ai necessari contenuti tecnici dell'assestamento stabiliti dalla legge, anche variazioni di bilancio derivanti dalla rimodulazione delle risorse richieste dalle strutture regionali competenti.
La data di presentazione della proposta di legge ha pertanto risentito del fatto che tali variazioni erano finalizzate a reimpiegare i minori utilizzi degli stanziamenti che si manifestano con maggiore probabilità e con importi più consistenti nella fase più avanzata dell'esercizio.
Con riferimento all'osservazione circa l'inosservanza del termine previsto dalla normativa contabile per la presentazione al Consiglio regionale della proposta di legge di stabilità 2024-2026, con legge regionale n. 25 del 2023, si precisa che tale proposta di legge è stata presentata in data 11 dicembre 2023, superando di un periodo limitato il termine previsto dei 30 giorni dalla presentazione del disegno di legge di bilancio dello Stato, avvenuta in data 30 ottobre 2023.
Relativamente all'inosservanza dei predetti termini, inoltre, si evidenzia che trattasi di termini non perentori.
Con riferimento all'osservazione circa l'omessa indicazione legislativa delle modalità di copertura degli oneri derivanti dall'aumento del fondo di riserva di cassa previsto dall'articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 16/2023, legge di assestamento di bilancio 2023-2025, si precisa che la copertura degli oneri è dimostrata dall'allegato 8 della stessa legge, che recepisce l'esito di tutte le variazioni di cassa e attesta l'equilibrio complessivo del bilancio di cassa.
Con riferimento all'osservazione circa la mancata quantificazione degli oneri nella legge regionale n. 22 del 2023, si evidenzia che, trattandosi di legge di variazione di bilancio, le disposizioni e gli allegati riportano tutte le variazioni allo stato di previsione delle entrate e delle spese; pertanto, le variazioni in aumento delle spese rappresentano esse stesse le quantificazioni complessive delle spese autorizzate per ciascuna finalità.
Per quanto riguarda il non corretto utilizzo dei fondi speciali, le osservazioni della Corte riguardano il fatto che tale utilizzo è avvenuto senza che siano stati preventivamente indicati, al momento della costituzione di detti fondi, i provvedimenti legislativi che si prevedeva di approvare e da coprire con i fondi stessi.
A riguardo, si precisa che ciò è avvenuto perché la normativa contabile non prevede in modo significativo l'obbligatorietà dell'elenco dettagliato dei procedimenti legislativi tra gli allegati delle leggi regionali.
Per quanto riguarda il non corretto utilizzo dei fondi di riserva, si evidenzia che tale osservazione riguarda proposte di legge di iniziativa del Consiglio regionale.
Per quanto riguarda l'assenza di elementi richiesti in presenza di clausola di invarianza finanziaria, si precisa che tali elementi, pur sussistendo effettivamente, talvolta non sono stati dettagliatamente rappresentati nella relazione tecnico-finanziaria della legge. Ci impegneremo, pertanto, a migliorare il contenuto della relazione.
Per quanto riguarda la clausola di invarianza finanziaria della proposta di legge n. 211/2023, poi divenuta legge regionale n. 8/2024, si evidenzia che trattasi di proposta di legge di iniziativa del Consiglio regionale.
Preme inoltre sottolineare come non vi sia alcuna resistenza da parte della Giunta regionale nel reperimento delle coperture ordinarie. Le coperture vanno infatti individuate, in via ordinaria, nei suddetti fondi speciali che, nelle proposte di legge approvate dalla Giunta, hanno generalmente una specifica quantificazione.
Alla luce di quanto sopra, si precisa che, per quanto riguarda le osservazioni della Corte dei conti, la Giunta regionale continuerà il percorso di miglioramento dei propri atti al fine di adeguarsi alle indicazioni ricevute.
Per quanto riguarda i provvedimenti di propria competenza…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Assessore Brandoni, nessun dubbio che, sotto il profilo formale o tecnico, la risposta sarebbe stata ineccepibile, perché conosciamo tutti l'abilità del Dipartimento Bilancio nel rispondere alle osservazioni, ma il tema è politico, anche se di queste osservazioni è evidente che l'Assessore non porta alcuna responsabilità.
C'è stata una prima interrogazione a risposta immediata, la cui risposta poi venne rinviata perché bisognava prima interloquire con la Corte dei conti ed aspettare la parifica e c’è un'altra interrogazione, quella di cui discutiamo oggi, che viene portata dopo la parifica.
Il tema sono le osservazioni della Corte dei conti, trasmesse al Presidente del Consiglio regionale e al Segretario generale dell'Assemblea legislativa, concernenti 26 schede contenenti tutte osservazioni. Identica richiesta poi è stata inviata alla Giunta regionale.
L'Assessore ci dice che tante osservazioni riguardano proposte di legge di iniziativa dei Consiglieri regionali, come se questo non riguardasse la Giunta.
Il tema è proprio questo, invece, perché il tema che noi abbiamo posto in quest'Aula, con questa interrogazione, e poi ne parleremo in sede di rendiconto, è quello della copertura delle leggi.
Noi vediamo che ci sono sempre proposte di legge, addirittura anche della Giunta, ma in particolare dei singoli Consiglieri, che non hanno la copertura. Talvolta si mette la clausola di invarianza finanziaria, quindi c'è una resistenza della Giunta regionale a reperire le coperture ordinarie alle proposte di legge dei Consiglieri.
Il tema è politico, non è tecnico, di quella risposta. Tanto è vero che molto spesso noi abbiamo posto questo tema della mancanza di copertura e della necessità di ricorrere spesso a clausole di stile.
Il tema che noi vogliamo sottoporre è questo: noi registriamo un'assoluta difficoltà, che le potrà essere confermata anche dai Consiglieri di maggioranza, quando ci sono proposte di legge ad iniziativa dei Consiglieri a trovare le necessarie coperture.
Il tema è politico. La Giunta deve garantire che il Consiglio regionale possa dispiegare la sua attività legislativa. Esatto. Ma quel fondo spesso non garantisce… assolutamente! Però ci torneremo sopra quando discuteremo del rendiconto.

Interrogazione n.1248
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Impianti a fonti rinnovabili – Decreto Aree idonee – Modalità e tempi di recepimento”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1248 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 21 giugno 2024, entrato in vigore il 2 luglio 2024 con la pubblicazione, prevede che le Regioni individuino, entro 180 giorni dall'entrata in vigore dello stesso, le aree non idonee e le aree idonee all'installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili secondo i criteri nazionali, al fine di perseguire l'obiettivo di incremento di potenza in esercizio delle fonti rinnovabili al 2030 rispetto al 2020, pari, per la Regione Marche, a 2,3 GW. Parlo di incremento e non di totale, cioè quello è un incremento di 2,3.
La mancata adozione della legge entro i termini previsti comporta l'attivazione della procedura di commissariamento.
A seguito dell'approvazione del decreto ministeriale, il settore competente ha commissionato all'Università Politecnica delle Marche, affidataria del servizio di elaborazione del Piano Energia e Clima 2030, la necessaria analisi tecnica delle potenzialità di sviluppo delle fonti rinnovabili sul territorio regionale sulla base dell'obiettivo attribuito dal decreto ministeriale in oggetto.
Diversamente dalla precedente legge, infatti, la Regione Marche dovrà individuare aree idonee in superficie tali da poter dimostrare di essere in grado di raggiungere l'obiettivo assegnato di cui sopra.
L'Università ha consegnato recentemente una bozza di elaborato che individua le potenzialità di sviluppo delle fonti e stima la superficie necessaria all'installazione delle fonti rinnovabili, ripartendola per tipologia di area.
Acquisite le valutazioni tecniche necessarie, il settore energia ha avviato l'elaborazione del testo normativo richiesto, che sarà oggetto di confronto in un tavolo intersettoriale appena disponibile, prima della trasmissione della proposta alla Giunta. In sostanza, si riunirà un tavolo che analizzerà la proposta dell'ufficio derivante dallo studio della Politecnica. L'elaborazione del testo richiede competenze trasversali in più direzioni e settori regionali.
L'individuazione delle aree idonee e non idonee dovrà tener conto della tutela delle risorse e dei beni ambientali, paesaggistici e culturali e della relativa vincolistica, oltreché della compatibilità con le attività agricole. Anche la delega all'agricoltura può essere un buon motivo per intervenire in un certo modo.
Per la seconda domanda: se sia efficace e, in caso affermativo, fino a quanto resterà tale l'attuale normativa regionale. La legge regionale n. 4 del 2024, articolo 4, comma 2, prevede che le norme di questa legge si applichino, nelle more dell'adozione dei decreti di cui al comma 1 dell'articolo 20 del decreto legislativo, agli impianti fotovoltaici, agrivoltaici e flottanti o galleggianti, come definiti dalla normativa statale vigente in materia.
Pertanto, essendo entrato in vigore il decreto ministeriale attuativo previsto dal primo comma dell'articolo 20 del decreto sopra richiamato, la legge regionale non è più applicabile.
Terza ed ultima domanda: se è intenzione della Giunta confermare come non idonee le aree presuntivamente non idonee previste dalla legge regionale n. 4 del 2024.
La nuova legge regionale dovrà seguire i criteri previsti dal nuovo decreto ministeriale, che prevede la seguente nuova articolazione:
• individuazione delle aree idonee;
• individuazione delle aree non idonee ai sensi del decreto ministeriale 10;
• individuazione delle aree vietate.
Le aree non idonee e idonee individuate dalla precedente legge dovranno, pertanto, essere riviste al fine di renderle conformi a quanto stabilito dal nuovo decreto ministeriale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi fa piacere che sia lei a seguire questa procedura. Forse ho fatto confusione, perché di solito viene discussa in III Commissione e non in II; l'agricoltura la metto mentalmente in II Commissione.
Lei ci ha risposto una cosa molto grave: che non si applica la legge regionale e non si applicano neanche le norme stabilite a livello nazionale, perché le norme nazionali ci dicono sì quali sono, in generale, le aree non idonee, ma la norma dà 180 giorni alla Regione per individuare le proprie aree idonee, non idonee e vietate.
Lei sa bene che noi siamo fortunati a vivere nella Regione Marche, dove c'è un paesaggio e abbiamo delle bellezze architettoniche, paesaggistiche, storico-culturali, botanico-vegetazionali di grandissimo pregio.
Siccome la legge prevede che si possano lasciare fino a 7 chilometri di distanza dagli oggetti più preziosi, a seconda dei punti di vista, io credo che sia indispensabile…, e lo dico a nome della Consigliera Bora, che ha preparato questa interrogazione, che io sostituisco perché, come sapete, è in maternità, e che ha evidenziato un tema molto importante.
Colgo l'occasione per chiedere alla Consigliera Acciarri di mettere in calendario almeno una bozza, di iniziare a parlare di questo tema, perché in questo momento siamo nudi.
Se in questo momento qualcuno volesse mettere un fotovoltaico, un agrivoltaico, nelle Marche, noi non abbiamo né i divieti, che avevamo introdotto, saggiamente a mio avviso, con la legge regionale, né abbiamo la possibilità di difenderci applicando le norme della legge nazionale, rischiando anche dei contenziosi.
Io non vorrei che in questo momento si scatenassero gli interessi di persone... Faccio l'esempio delle aree agricole, che sono più tutelate, ma noi abbiamo tante aree industriali, penso, per esempio, all'alta Valle dell'Aso, dove ci sono perimetrazioni di zone industriali ex CASMEZ che sono, in realtà, zone agricole, ma che hanno una destinazione urbanistica ad area industriale.
Mettere lì impianti fotovoltaici molto grandi, che non portano neanche lavoro, se l'impianto fotovoltaico producesse lavoro e producesse economia per il territorio, potremmo anche sopportare lo schiaffo ambientale, ma da questo punto di vista, invece, il pericolo è grande: rovinare l'ambiente e non avere una contropartita economica.
Io chiedo di accelerare.

Interrogazione n. 1297
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Casini, Bora, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Emergenza chiusura di sportelli bancari nelle Marche, in particolare nelle aree interne”

Interrogazione n. 1298
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri “Chiusura di sportelli bancari e postali nei piccoli Comuni della regione Marche”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1297 dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Casini, Bora, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1298 della Consigliera Ruggeri (abbinate.)
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Visto che sono due, un pochino di tempo in più. Grazie.
In proposito, occorre premettere che quella della riduzione del numero degli sportelli bancari è una tendenza esistente a livello internazionale, difficile da contenere, perché ogni accordo per ottenere una netta inversione della tendenza dovrebbe prevedere contributi pubblici alle banche in forma permanente e significativa, contravvenendo, però, tra l'altro, all'ordinamento in materia di aiuti di Stato.
Gli istituti di credito stanno ristrutturando la rete degli sportelli e, a farne le spese, sono specialmente i Comuni montani delle aree interne delle Marche, che restano senza una banca. A questo contribuisce anche l'aumento dell'attività di home banking, che però non coinvolge i risparmiatori delle fasce più deboli.
Nell'ultimo rapporto della Banca d'Italia, il numero 11, presentato il 19 giugno ultimo scorso, si afferma che nel sistema bancario regionale delle Marche è proseguito il ridimensionamento della rete degli sportelli bancari, soprattutto ad opera dei grandi intermediari nazionali. Ciò nonostante, la diffusione degli sportelli in rapporto alla popolazione rimane ancora elevata.
Nel confronto con il resto d'Italia, la situazione delle Marche è descritta come migliore rispetto ad altre regioni, ma con il rischio di subire processi di razionalizzazione.
Secondo un'indagine del Centro Studi della CNA Marche sui dati della Camera di Commercio, sono 66 su 225 i Comuni marchigiani senza sportelli bancari. In 34 casi lo sportello c'è, ma solo con il bancomat e senza addetti. Ad essere scoperti sono 18 Comuni in provincia di Fermo, 17 Comuni in provincia di Macerata, 13 in provincia di Pesaro e Urbino, 10 nell'Anconetano e 8 nell'Ascolano.
Per quanto attiene alle azioni intraprese dalla Regione, esse sono di seguito descritte.
Abbiamo il Tavolo regionale del credito, attivato e convocato già una volta. Il Tavolo regionale del credito è stato istituito a luglio 2024, con la presenza di ABI Marche, per condividere strategie e sostegni possibili alle imprese, anche con il supporto di ABI.
Il Tavolo sarà coinvolto per l'individuazione di possibili strategie innovative per ridurre l'abbandono degli sportelli bancari. È difficile imporre scelte alle grandi banche, che seguono logiche di efficienza e redditività, per cui si dovranno studiare soluzioni organizzative in grado di sopperire alla difficoltà di tenere aperti gli sportelli, sia bancari che postali.
Per quanto riguarda i protocolli di collaborazione con le banche, nel 2022 la Regione ha stipulato protocolli di collaborazione con le grandi banche nazionali presenti sul territorio e ormai dominanti sul mercato creditizio regionale (Banca Intesa, UniCredit, BPER e altre), per azioni convergenti finalizzate a favorire l'accesso al credito e ai servizi finanziari.
In questa fase tali accordi sono in scadenza, ma si possono rinnovare ponendo, tra gli altri impegni specifici, anche quello di valutare adeguate soluzioni all'assenza degli sportelli nei piccoli centri e nelle aree marginali.
Per quanto riguarda il Tavolo nazionale sulla desertificazione bancaria, la Regione Piemonte sta lavorando su una proposta per costituire un Tavolo nazionale sul contrasto alla desertificazione bancaria. La Regione ha chiesto di partecipare al Tavolo e sarebbe importante inserirlo all'interno della Conferenza delle Regioni, dove le Marche hanno il coordinamento della relativa Commissione.
Patto etico con ABI Marche. La Regione sta definendo un'intesa con la Commissione regionale di ABI Marche, con la partecipazione della Banca d'Italia, finalizzata a scongiurare disservizi determinati dalla chiusura delle filiali, che costituiscono un grande danno per le comunità delle aree interne.
Per puntare al rilancio delle aree periferiche bisogna garantire la qualità della vita a tutti i cittadini, per cui è stato proposto un patto etico che impegni le banche a trovare una soluzione alternativa alla chiusura che permetta di mantenere il servizio attivo.
Per quanto riguarda Poste Italiane, la Regione si è attivata con Poste Italiane per un progetto volto a considerare e organizzare alcuni uffici postali, rendendoli operativi come sportelli finanziari, fornendo un'ulteriore possibilità di collaborazione condivisa con gli istituti di credito.
La Regione sta attivando con ABI Marche e Poste Italiane una mappatura costantemente aggiornata degli sportelli presenti nei Comuni periferici.
Anche grazie alle iniziative promosse nei confronti di Poste Italiane, è stato possibile mantenere attivi, pur con orari differenziati, 11 sportelli postali che altrimenti sarebbero stati a rischio di chiusura.
Azioni di supporto da parte dei Confidi regionali. La Regione sostiene l'azione del Confidi Unico, che è impegnato a svolgere un ruolo attivo per il supporto alle piccole e medie imprese nei territori non provvisti di servizi di intermediazione finanziaria, in collaborazione con gli enti locali e con le imprese che formano il tessuto imprenditoriale locale, che ricevono servizi di consulenza per l'accesso al credito e alle fideiussioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabrizio Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Assessore, anche qui il tema è di carattere politico. L'Assessore ha anche la delega al credito.
Questo Consiglio regionale ha approvato: la mozione n. 113/21 “Mantenimento dello sportello bancario nell'entroterra maceratese”, la risoluzione n. 53, all'unanimità, “Mantenimento degli sportelli bancari nelle aree interne”, la mozione n. 295/22 “Organizzazione e potenziamento degli uffici postali nelle Marche”, approvata all'unanimità nella seduta n. 103 del 7 marzo 2023, poi l'interrogazione n. 750 e un mare di atti.
Qual è stata la conseguenza di questo mare di atti approvati da questo Consiglio regionale? Che non si arresta l'emorragia degli sportelli bancari, che colpisce soprattutto le aree interne e montane della nostra Regione.
Come abbiamo indicato nell'interrogazione: 66 Comuni su 225: 18 nella provincia di Fermo, praticamente la metà dei 40 Comuni; 17 nella provincia di Macerata, 13 in quella di Pesaro e Urbino, 10 nell'Anconetano e 8 nell'Ascolano.
Caso vuole, in particolare, che si vada a chiudere proprio nelle aree interne, dove invece dovrebbe essere implementato il servizio. E questo è legato, quello degli uffici bancari, agli uffici postali, come l'Assessore ha citato poc'anzi. Tra l'altro questi uffici svolgono un ruolo importante di pubblico interesse, perché la gente ci paga le tasse.
Allora, le aree interne come le ripopoliamo, se portiamo via servizi basilari come gli sportelli bancari e le Poste? Come fanno gli anziani ad andare sull'home banking, come fanno a pagare la TARI e l'IMU? Questo è il tema.
Questa questione io l'ho sollevata quando ero Presidente della Provincia, nel 2011. Tredici anni fa. Scrivevo a Poste Italiane sui tagli e le chiusure degli uffici postali nel territorio fermano il 26 luglio 2011.
La conseguenza è questa: mentre prima nel Fermano c'era almeno un servizio in tutti e 40 i Comuni, oggi 18 Comuni sono senza servizi.
Bisogna fare qualcosa. Ho un articolo di giornale dove, in Toscana, vicino a Firenze, il Sindaco di Londa ha occupato una banca che chiudeva e i cittadini non avevano più servizi.
Assessore, bisogna quantomeno intervenire. Capisco che è difficile nei confronti delle banche, ma con l'ente Poste, che è partecipato da Cassa Depositi e Prestiti e dal Ministero dell'Economia, bisogna intervenire all'interno della Conferenza delle Regioni e pretendere dall'ente Poste…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono d'accordo con il Consigliere Cesetti, perché qui il tema è politico.
È evidente che le decisioni, o molte decisioni, che vengono assunte da quest'Assemblea, spesso all'unanimità…, perché abbiamo votato all'unanimità su questi temi mozioni e risoluzioni, abbiamo cominciato a farlo nel lontano 2021, tra un po' siete a scadenza e ancora non mi sembra che sia stato fatto nulla.
È questo il problema: insieme, politicamente, la Giunta dovrebbe fare certe azioni, che poi non fa.
Per quanto riguarda le questioni delle banche, lei dice che avete aperto un Tavolo regionale del credito nel 2024, quando il primo atto era del 2021. È passato parecchio tempo.
Protocolli di collaborazione: potremmo inserire una clausola per chiedere che ci sia la presenza degli sportelli nei piccoli centri. Forse era il caso di farlo prima.
Il Tavolo nazionale è stato chiesto dal Piemonte, non dalle Marche. Non siamo visti, subiamo decisioni prese altrove.
Un pochino meglio sulla questione di Poste Italiane, su questo gliene devo dare atto.
Però il problema è questo: non abbiamo trovato soluzioni, o meglio, non le abbiamo trovate come Giunta e lei come Assessore. Oggi lei è l'Assessore di riferimento, non lo è stato prima, però chi aveva questo compito non ha per niente portato avanti quelli che erano, a nostro avviso, i nostri suggerimenti.
Quello che sta succedendo, che anche la CNA, a livello regionale e anche a livello provinciale, io sono della provincia di Pesaro e Urbino, ha dichiarato è che purtroppo c'è un impoverimento molto forte, perché un terzo dei Comuni della nostra Regione non ha uno sportello bancario, soprattutto nelle aree interne, nelle aree pedemontane e nelle aree collinari, dove vivono gli anziani, che sono i soggetti più fragili e a cui dovremmo garantire questi servizi, perché non sono in grado di usare quelli online. Grazie.

Interrogazione n.1235
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Completamento della ciclovia Adriatica, tratto ricadente nel Comune di Castelfidardo”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1235 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Si chiede al Presidente della Giunta regionale e alla Giunta regionale se intendano impegnarsi al fine di valutare una nuova progettualità, cercare nuove soluzioni, con relativo stanziamento economico, anche alla luce del nuovo stanziamento da parte della Conferenza Stato-Regioni, al fine di completare un'opera di collegamento e di sviluppo turistico di fondamentale importanza per tutta la Regione. Si tratta del tratto di ciclovia ricadente nel Comune di Castelfidardo.
Ho cercato di ricostruire un po' quello che era accaduto nel passato, ho chiesto anche agli uffici, in quanto era stata assegnata al Comune di Castelfidardo una risorsa pari a oltre 85.500 euro a valere sul POR FESR Marche 2014-2020 per la realizzazione del tratto della Ciclovia Adriatica ricadente nel territorio comunale di Castelfidardo.
In data 8 febbraio 2023, il Comune di Castelfidardo ha comunicato alla Regione Marche di rinunciare al finanziamento per motivazioni tecnico-amministrative.
Ad ogni buon conto, stante l'interesse al completamento della Ciclovia Adriatica nell'intero itinerario regionale, la Regione Marche si assumerà l'onere di procedere anche con riferimento al tratto ricadente nel territorio del Comune di Castelfidardo.
Nel corso di quest'anno, la Regione ha infatti richiesto e ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture uno dei finanziamenti più consistenti fra tutte le Regioni italiane per il completamento di itinerari ciclabili di interesse nazionale, ossia 27.500.000 euro per la realizzazione di 67 chilometri di Ciclovia Adriatica ad oggi mancanti. Tra questi, vi è l'intenzione anche di inserire il tratto di Castelfidardo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta, mi sembra esaustiva. Sono soddisfatta.
Da quando ho presentato l'interrogazione, c'è anche un nuovo elemento che mi è stato portato all'attenzione proprio dal Sindaco di Castelfidardo, quello della possibilità che il Comune di Castelfidardo rientri nel Parco del Conero.
Mi è stato detto che il Parco del Conero sta anch'esso studiando una ciclabile che attraversi Numana, Sirolo e che arrivi a Castelfidardo.
Chiederei che questa volontà sia gestita, valorizzata e portata a termine anche dal suo Assessorato. Grazie.

Interrogazione n. 1299
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Richiesta stato di emergenza e interventi a sostegno dei territori colpiti dal nubifragio del 18 e 19 settembre”.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1299 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispondo, anche se i due quesiti, così esattamente come sono stati posti, sono già superati dalle situazioni, perché ci si chiede se noi chiederemo lo stato d'emergenza e lo stato d'emergenza è stato richiesto. Su questo c'è stata anche una risposta quasi immediata del Governo nazionale.
I fatti avvengono il 18 e 19 settembre; il 21 il Governo ha riconosciuto lo stato d'emergenza da noi richiesto immediatamente. Quindi è stato proclamato lo stato d'emergenza in occasione di questa pioggia, alluvione, definiamola alluvione, anche se io sono un po' cauto su questo, anche se ci sono delle zone che hanno sofferto una vera e propria alluvione. Tendo un attimo non a sminuire, ma ad inserire nel giusto contesto.
Comunque, i forti disagi legati a questo stato calamitoso del 18 settembre - su questo c’è anche la seconda domanda - hanno avuto uno stanziamento di primi 4 milioni da parte del Governo. Queste sono le due cose che venivano richieste.
Voglio andare anche un attimo oltre, per informare il Consiglio, in questi pochi minuti che ho a disposizione, che questi primi 4 milioni vanno per la lettera A e la lettera B, cioè sarebbero per:
- l'assistenza alle popolazioni fuori casa. In questo caso ci sono poche situazioni, mi pare una famiglia sia ancora fuori casa, se non sbaglio, ma fortunatamente questo tipo di esigenza è stato minimale, con pochi soggetti e famiglie, in parte già rientrate;
- le attività legate alla messa in sicurezza, possono essere reti idriche o servizi primari che sono stati compromessi. Mi pare che grosse cose, in questo senso, non ci siano state, oppure la stabilità delle strade o frane che possono compromettere civili abitazioni e quant'altro. Anche in questo caso ci sono dei disagi, ma non delle situazioni di estrema gravità.
Questo primo stanziamento era mirato a queste situazioni particolari.
Noi cosa abbiamo fatto però nell'immediatezza dell'evento? Abbiamo chiesto a tutti i Comuni di farci una ricognizione, la più precisa possibile, per quanto era possibile fare in quelle ore, per poter sostenere lo stato di emergenza che noi avevamo già anticipato nella giornata dell'alluvione.
I Comuni ci hanno riportato tutta una serie di situazioni, sia di attività legate ai pubblici servizi, come danni alle strade o compromissioni di beni di proprietà comunale o pubblica, ma ci hanno anche fatto presente una serie di danni e disagi che venivano segnalati dai privati, sia per le case sia per le attività economiche. Noi abbiamo raccolto tutte queste istanze e abbiamo fatto un report abbastanza preciso.
Abbiamo visto che i Comuni richiedenti sono molti, io oserei dire tanti, forse troppi, nel senso che abbiamo visto che ci sono molti Comuni anche in zone dove, di fatto, la pioggia è stata abbastanza residuale.
Su questo stiamo facendo, proprio in queste ore, un report preciso, perché a questo punto avviene la seconda fase, quella del post emergenza, quella dell'eventuale ristoro, sia per il pubblico che per il privato, qualora necessitasse, e sicuramente necessita in alcuni casi.
Di conseguenza, noi intendiamo, e ne parleremo proprio oggi in Giunta, anticipo una proposta, lo faccio, non dando per scontato che sia esattamente così.
Abbiamo preso in considerazione tutta la fascia costiera e tutti quei Comuni che fanno parte della fascia costiera interessata dall'emergenza. La Regione Marche è divisa in sei fasce: 1, 2, 3, 4, 5 e 6; le fasce 1, 2 e 3 sono quelle montane e le fasce 4, 5 e 6 quelle costiere. Spero di non aver invertito l'ordine, ma credo di aver detto giusto.
Abbiamo preso in considerazione le fasce costiere, quindi 4, 5 e 6, quelle che vanno dai Comuni che toccano direttamente il mare fino alle fasce collinari. Le abbiamo sovrapposte al volume di pioggia caduta per capire se rimanevano delle zone scoperte, segnalando questi Comuni. Abbiamo visto che quasi millimetricamente coincidono le maggiori precipitazioni con le zone che abbiamo allertato.
La nostra proposta al Governo e alla Protezione Civile nazionale sarà quella di prendere in considerazione i danni subiti da questi Comuni delle fasce 2, 4 e 6, che rappresentano un po' tutta la fascia costiera e collinare, che di fatto è dove è piovuto di più e dove sono arrivate le maggiori richieste di danni.
Tutte le richieste di danni ammontano a solo un milione in più di quelle che sono racchiuse in questa …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta.
Sono parzialmente soddisfatto, è evidente che alla prima domanda la risposta era ovvia. Noi abbiamo presentato questa interrogazione nell'immediatezza dell'alluvione, quando ancora non c'erano né la richiesta formalizzata da parte della Regione né, tantomeno, la certezza da parte del Governo della formalizzazione dello stato d'emergenza.
Il Governo ha certificato lo stato di emergenza e ne siamo lieti, ma è evidente che le risorse stanziate per ora - Assessore, lei ha definito il perimetro a cui sono destinate queste risorse - riteniamo che siano una goccia nell'oceano.
Lei sa bene, ad esempio, per citare un centro come Falconara, che già nei primissimi giorni dopo l'alluvione i danni...

(intervento fuori microfono)

Antonio MASTROVINCENZO. Già nei primi giorni, infatti, mi risultava che solo su Falconara le richieste fossero di 15 milioni di euro.
Immagino che, considerando tutti i centri che sono stati colpiti, dalla provincia di Macerata fino alla provincia di Pesaro e Urbino, passando per la provincia di Ancona, sia evidente che i danni sono molto, molto maggiori dei 4 milioni stanziati. È evidente e fin d'ora le chiediamo, e vi chiediamo, di sollecitare il Governo affinché queste risorse, molto più ingenti e molto più cospicue, arrivino al più presto nella nostra Regione, appena ci sarà un calcolo definitivo dei danni subiti dai vari territori.
La seconda domanda, ecco perché mi sono dichiarato parzialmente soddisfatto, era rivolta alla Giunta, non al Governo. Se nell'immediatezza dell'alluvione e in attesa di ulteriori fondi dello Stato, che ripeto sono finora particolarmente esigui, la Giunta potesse stanziare fondi per alcune situazioni immediatamente urgenti, perché credo che la popolazione e le imprese chiedessero, in quel momento specifico, questo tipo di intervento.
Le risorse magari arriveranno, però arriveranno, temo, in tempi che non sono evidentemente adeguati alle esigenze della situazione che stanno vivendo imprese e famiglie del nostro territorio, duramente colpite da questo evento calamitoso. Grazie.

PRESIDENTE. Rimangono due interrogazioni a risposta dell'Assessore Saltamartini. Abbiamo concordato per le vie brevi in questo modo: le farà nel corso della seduta, perché non ha ancora raccolto tutta la documentazione. Le facciamo comunque entro la seduta odierna, però non le facciamo adesso.

Proposta di atto amministrativo n. 65
ad iniziativa della Giunta regionale
“Approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione relativi al triennio 2024/2025/2026 ed elenco annuale 2024”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 65 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Partiamo con l'approvazione di questo atto amministrativo riguardante il Programma triennale dei lavori pubblici 2024-2026 e l'elenco annuale 2024.
L'articolo 37 del decreto legislativo 36 del 31 marzo 2023, il nuovo Codice dei contratti pubblici, dispone che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottino il Programma triennale dei lavori pubblici, nonché i relativi aggiornamenti annuali.
Il Programma triennale dei lavori pubblici e i relativi aggiornamenti annuali contengono i lavori il cui importo si stima pari o superiore a euro 150.000, primo elemento di novità introdotto dal nuovo Codice degli appalti, proprio perché prima la soglia minima era pari o superiore a 100.000 euro, mentre ora viene innalzata a 150.000 euro.
L'articolo 3 del decreto legislativo 36/2023 specifica quali schede debbano essere inserite nel Programma triennale dei lavori pubblici al fine di perfezionare gli schemi tipo previsti dalla legge.
Gli schemi tipo per la programmazione triennale sono costituiti dalle seguenti schede:
• quadro delle risorse necessarie alla realizzazione dei lavori previsti dal programma, articolate per annualità e fonte di finanziamento;
• elenco delle opere pubbliche incompiute;
• elenco degli immobili disponibili che possono essere oggetto di cessione;
• elenco dei lavori del programma con indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione;
• lavori che compongono l'elenco annuale con indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione;
• elenco dei lavori presenti nel precedente elenco annuale, nei casi previsti dall'articolo 3, comma 3, e dall'articolo 5, ovvero lavori non avviati e non riproposti nell'aggiornamento del programma, per i quali si è rinunciato all'attuazione.
In particolare, con riferimento al Programma triennale dei lavori pubblici della Regione Marche relativo all'annualità 2024-2026, si significa che, innanzitutto, la scheda B, relativa alle opere incompiute, non è stata compilata in quanto non risultano esserci interventi di cui al decreto ministeriale n. 42 del 2013, recante le modalità di redazione dell'elenco anagrafe delle opere incompiute.
La scheda C, inerente agli immobili disponibili, non è stata compilata poiché non risultano esserci immobili disponibili che, tramite la vendita o la cessione di diritti di godimento a titolo di contributo, possano contribuire alla copertura finanziaria di un intervento ricompreso nel programma.
Da un confronto con i precedenti programmi emerge un costante e significativo incremento dell'importo complessivo per le opere da realizzare nel corso degli anni.
Infatti, viene confermato che il trend di crescita degli investimenti in infrastrutture passa da 124,6 milioni di euro per il triennio 2021-2023, agli oltre 139 milioni del triennio 2022-2024 e a oltre 343 milioni di euro per il triennio 2023-2025, fino ad arrivare a quello odierno pari a 411.885.867,86 euro di investimenti in infrastrutture del Programma triennale 2024-2026.
Se si guarda al Programma triennale 2019-2021, quello che abbiamo trovato. prevedeva interventi per 46.695.453 euro.
Il Programma triennale 2024-2026 registra un incremento degli investimenti addirittura del 782%.
Indicativo anche il trend di crescita degli interventi messi a terra dall'attuale programmazione triennale: escono opere avviate nella programmazione 2023-2025 per oltre 165 milioni di euro.
Per quanto riguarda i temi e le categorie dei lavori che oggi riportiamo in questo Programma triennale delle opere pubbliche, le principali categorie appartengono:
• all'edilizia sanitaria, pari al 51% dei 411 milioni;
• alle infrastrutture stradali, 24%;
• alle opere marittime, fluviali e di difesa del suolo, 17%.
Sostanzialmente:
• beni culturali: oltre 3,8 milioni di euro;
• interventi stradali: oltre 99 milioni di euro;
• opere marittime e fluviali: 42,5 milioni di euro;
• difesa del suolo: oltre 29 milioni di euro;
• protezione civile: 2 milioni di euro;
• direzioni amministrative: 24 milioni di euro;
• edilizia sanitaria: oltre 211.361.000 euro.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale di quello che stiamo per accingerci a votare, essa viene suddivisa per provincia:
• 27,09% attribuibile alla provincia di Ancona, per oltre 111,5 milioni di euro;
• 17,86% alla provincia di Ascoli Piceno, pari a 73.628.000 euro;
• 6,97% alla provincia di Fermo; pari a 28.728.000 euro;
• 35,43% alla provincia di Macerata, pari a oltre 145,9 milioni di euro;
• 26,43% alla provincia di Pesaro e Urbino, pari a oltre 108,8 milioni di euro.
L'entità degli interventi previsti nei vari territori provinciali è strettamente collegata alla tipologia delle opere inserite nella programmazione.
L'eventuale sbilanciamento tra le varie province risulta infatti necessariamente dovuto all'introduzione nel programma di opere ospedaliere di rilevante valore economico, come ad esempio gli ospedali di Pesaro e Macerata.
Il cambio di proporzione relativo all'entità degli interventi nelle varie province risulta quindi fisiologico quando vengono introdotte opere così importanti.
Come disposto dalle vigenti normative, il Programma triennale dei lavori pubblici della Regione Marche contiene soltanto gli interventi di diretta realizzazione da parte della Regione Marche.
Non sono quindi indicate le opere comunque finanziate, in tutto o in parte, dalla Regione Marche, ma il cui soggetto attuatore sia un Comune, una Provincia ovvero società dello Stato come ANAS, RFI o ASPI.
Non sono inoltre ricompresi gli investimenti del Sisma 2016 e quelli del Commissario per l'alluvione 2022.
Inoltre, vengono riproposti dall'annualità 2023 oltre 22 interventi, per un importo complessivo sul triennio di oltre 59 milioni di euro, mentre gli interventi nuovi nell'annualità 2024 sono 11, per un totale complessivo di 26.747.550 euro.
Tra i principali interventi vi sono:
• il parcheggio a servizio dell'ospedale regionale di Torrette;
• l'intervento di sistemazione idraulica del torrente Tesino nel tratto ricompreso dalla foce al ponte sul Tesino;
• l'avvio del cantiere con demolizione, bonifica bellica e opere propedeutiche alla realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Pesaro;
• la Rocca della Cittadella di Ancona, con intervento di restauro e miglioramento sismico del terzo lotto;
• il completamento della sistemazione idraulica del bacino idrografico del fosso Rigo nel Comune di Castelfidardo.
Per tutti questi interventi, sia del programma annuale sia del Programma triennale delle opere pubbliche 2024-2026, ne chiediamo l'approvazione.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Sia l'Assessore che il Consigliere Assenti, nel presentare il Programma annuale e triennale delle opere pubbliche, hanno fatto riferimento al Programma triennale delle opere pubbliche del 2019 e hanno detto che c'erano cifre inferiori. Per forza, le avevamo messe a terra e avevamo messo a terra non cosette piccole, ma avevamo realizzato, per esempio, l'INRCA, il Salesi, l'Ospedale di Fermo, l'Ospedale di Amandola, avevamo messo a terra la quasi totalità o comunque la metà, dei 60 milioni di euro previsti per le piste ciclabili che voi avete inaugurato, compresi i ponti sulle aste principali. È questo il motivo per cui non erano nel Piano.
Oltretutto, discutere di un Piano annuale e triennale che arriva ad ottobre, quando è stato approvato in Giunta per la prima volta a maggio, mi pare risibile, visto che l'annualità 2024 è finita, è agli sgoccioli. Quindi dubito che i 59 interventi, che ha detto essere riproposti dal 2023, che non sono stati realizzati e che non hanno una progettazione di livello tale da poter essere appaltati entro l'anno, possano essere realizzati e saranno spostati nella prossima annualità, cioè nel 2025.
Nella modifica del triennale 2023-2025 che abbiamo fatto a febbraio 2024, faccio un esempio sui mutui da contrarre, perché non so se i cittadini lo sanno, erano pari a 52 milioni, mutui importanti, tutti da contrarre, guarda caso, nel 2025. All'epoca si faceva 2023-2024-2025, tutti nel 2025 si contraevano questi mutui.
A maggio, improvvisamente, dopo due mesi, diventano 75 milioni e quando vengono contratti questi mutui, secondo il Piano triennale? Ad Ascoli si dice: "a babbo morto", nel senso che non vengono contratti neanche nell'annualità 2026, l'ultimo anno nel quale voi, qualora vinceste le elezioni, sareste qui al Governo, cosa di cui dubitiamo e ci auguriamo di no. Ma dopo il 2026, perché questo Piano annuale e triennale, signore e signori, contiene una fattispecie che sono le annualità ulteriori rispetto al 2026. È un triennale più un N non determinato di anni nei quali si può fare un sacco di roba.
Gli stanziamenti di bilancio, per esempio, passano da 1,3 milioni di euro nella modifica approvata nel febbraio 2024 a 25 milioni, due mesi dopo arrivano a 25 milioni, la cifra aumenta di venti volte in due mesi. Il miracolo dei pani e dei pesci fa ridere rispetto a questo, va rivisto il Vangelo.
Comunque stiamo tranquilli, perché questi 20 milioni vengono postati sulle annualità successive al 2026 o al 2026, quando nessuno di noi sarà qui o la maggior parte di noi non sarà qui e nessuno potrà controllarlo.
Ma il miracolo non finisce qui, perché alla voce "altra tipologia", quindi non si sa bene quale sia questa tipologia, a febbraio c'erano 85 milioni di euro, che non mi pare poco, mi pare una cifra abbastanza consistente. Due mesi dopo diventano 237 milioni di euro. Però soltanto 10 di questi 237 milioni di euro potranno essere spesi nell'annualità 2024, mentre gli altri 227 milioni sono postati sulle annualità 2026 e altre annualità da definirsi, quelle N di cui parlavo prima.
Nel triennale sono 145 milioni di euro inseriti negli anni successivi al triennio. Già la maggior parte di questi mutui e di questi finanziamenti sono stati messi oltre il triennio … Capisco che al Presidente Acquaroli il Programma annuale delle opere pubbliche non interessi, ma a noi sì. Ci interesserebbe parlarne e io, Presidente, mi fermo finché il Presidente non esce dall'Aula o si mette seduto.

PRESIDENTE. Consigliera, la invito ad andare avanti nel discorso e a prendere posto.

Anna CASINI. Lei dica al Presidente di tacere.

PRESIDENTE. Lei mi faccia finire, gentilmente. Chiede rispetto, ma lo dia pure. Sto parlando, la ringrazio. Chiedo di riprendere posto ai Consiglieri.

Anna CASINI. Rimango così e andiamo su tutti i giornali oggi, perché io pretendo, su una cosa così seria, che i Consiglieri siano seduti e che partecipino.

PRESIDENTE. Prego i Consiglieri di prendere posto o di uscire dall’Aula, per favore.

Anna CASINI. Non è che io e il Consigliere Assenti non abbiamo studiato questa materia e non ci siamo preparati per oggi, quindi ci vuole rispetto. Chi non ne sa nulla, tra l'altro, perché la maggior parte non sa neanche di che cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Lasciamo le opinioni personali…

Anna CASINI. E’ la mia, non è la sua

PRESIDENTE. Lasciamo le opinioni personali e andiamo avanti.

Anna CASINI. Nel triennale ben 145 milioni di euro sono stati inseriti negli anni successivi al triennio, proprio quelli di cui non abbiamo assolutamente notizia, fuori dal programma e fuori dalla competenza della Giunta, perché questa Giunta, bene che vada, non sarà più la stessa nel 2026, posto che si voterà nel 2025. Bene che vada, avremo una Giunta diversa.
Passando ai nuovi interventi inseriti, per un totale di 464 milioni di euro, addirittura quelli che vengono inseriti come nuovi pesano 464 milioni di euro, una cifra maggiore dell'intero triennale. Ma le somme successive, quelle di cui non abbiamo contezza e che verranno postate in quale annualità, sono ben 233 milioni.
Noi abbiamo lasciato opere finanziate e con i cantieri aperti, è per questo che non stavano nell'annuale e nel triennale, tantomeno negli anni successivi. Abbiamo lasciato un programma scolastico da 500 milioni di euro, abbiamo lasciato un FSC da 128 milioni di euro, abbiamo lasciato circa la metà di 60 milioni di euro di ciclabili finanziate e molte anche in realizzazione.
Passiamo, invece, a quello che si diceva prima, che non sono state spese le risorse, soprattutto quelle postate, per esempio, nell'annualità 2020. Faccio un caso su tutti, che qualcuno conoscerà: l'Aspio. Vi ricorda qualcosa l'Aspio?
Sull'Aspio c'erano postati dal 2020 2 milioni di euro, che sono stati rinviati al 2021, poi al 2022, poi al 2023, poi al 2024 e sappiamo tutti che l'Aspio è esondato. Ergo, quei lavori, se sono ancora qui, non sono stati realizzati. E questo è soltanto un esempio.
Ne faccio un altro sul mio territorio. Nel 2017 furono messe delle risorse per il Poliambulatorio di Offida. Ora, non solo non sono stati realizzati i lavori, ma adesso sono state inserite zero risorse per il 2024 e zero risorse per il 2025. Probabilmente, dopo quasi dieci anni, si saprà qualcosa di questo poliambulatorio.
Faccio un esempio del triennale di Macerata, perché è uno di quelli che, se non fosse risibile, sarebbe drammatico. Poi approfondiranno i colleghi dal punto di vista territoriale.
Nel triennale di Macerata vengono previsti 20 interventi, di cui 12 con zero euro nell'annualità, 8 con zero euro nel 2025, però, negli anni successivi, quelli oltre il triennio di cui noi non ci dovremmo minimamente occupare, vengono finanziati ben 148 milioni di euro.
E ci credo che avete un Piano annuale pieno di numeri. È fuffa, non ci stanno numeri reali, perché i numeri reali sono quelli del triennio fino al 2026.
Questa invenzione degli anni successivi, nella quale mettete tantissimi soldi e tantissimi mutui…, immagino quanto possa essere contento il Direttore della Direzione Bilancio, Ragioneria e Finanze e come possa aver detto che questa è una cosa possibile.
A che cosa servono questi 148 milioni a Macerata? Servono per la bretella di collegamento, tanto sbandierata e per la quale avete fatto tanta pubblicità, tra la SS 77 e la SS 16 a Porto Sant’Elpidio, per il collegamento Macerata-Villa Potenza e anche per il nuovo ospedale.
Tutto questo è finanziato dal 2026 in poi e 148 milioni di euro, per realizzare queste opere, compreso l'ospedale, sono nella voce "altre annualità". Ripeto, fino ad essere noiosa, sono annualità successive al 2026.
Questo Piano, oltre ad essere tardivo…, voi direte che anche noi lo avevamo approvato tardi, ma noi siamo somari, voi siete bravi. Avete detto che avete vinto la Regione perché siete più bravi. Mia nonna diceva: "Mai essere il più bravo dei somari". Quindi io, di fronte ad una Giunta e ad Assessori ritenuti più bravi dai cittadini, mi aspetto cose migliori di quelle che sono state fatte prima.
Gli investimenti sono divisi nelle cinque province marchigiane, è stato detto. Nel 2024 la maggior parte degli interventi non ha un livello di progettazione che possa addivenire ad una gara d'appalto per l'individuazione del contraente. Non si realizzeranno entro il 2024, per cui ci sarà l'ennesima traslazione dal 2022, 2023, 2024, al 2025 e agli altri anni… Non so se li vedremo nel 2027. Magari qualcuno di questi investimenti previsti nelle altre annualità sarà inserito nel 2027, ma questo probabilmente lo sapremo un altro anno. Ripeto, non so se quando approveremo il Piano annuale triennale ci saremo. Probabilmente molti di noi non ci saranno, a prescindere dalla battuta su chi vince e chi perde.
Ma sarebbe stato opportuno fare un Piano annuale triennale con delle voci per le quali ci fosse la possibilità concreta di mettere a terra i lavori, cosa che facemmo noi nel 2019 in maniera più assennata, ma meno populista.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Acciarri.

Monica ACCIARRI. Grazie, Presidente. Ringrazio il relatore di maggioranza e la relatrice di minoranza, ringrazio gli uffici per il lavoro che hanno fatto, i lavori pubblici e l'Assessore, perché portiamo a casa un buon Piano triennale.
A partire dalla sanità, che è il tema dei temi, che ha la sua percentuale maggiore in questo Piano, quindi, da questo punto di vista, dobbiamo essere contenti di quello che abbiamo fatto.
Poi è chiaro che comprendiamo anche le sfumature che sono state dette, perché non tutto è sempre fattibile subito. I tempi delle amministrazioni sono sempre più lunghi del previsto; però, intanto, l'importante è aver previsto qualcosa di importante, con un equilibrio territoriale che, secondo me, ha una sua valenza.
Perché poi, negli anni, a volte è stato fatto di più per una provincia, a volte per un'altra, al di là di chi ha amministrato. Anche gli uffici stessi, poi, nel tempo amministrativo, creano degli equilibri, perché non è solo la politica, ma è anche un equilibrio che si trova nel tempo e una certa continuità amministrativa c'è, indipendentemente da chi governa prima o da chi governa dopo.
Credo che questo lavoro sia stato equilibrato con delle scelte politiche precise, a partire dalla sanità.
Ringrazio tutti e auspico che la minoranza voglia votare questo Piano. Noi li invitiamo, come sempre, a collaborare e a votare con noi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Interverrò brevemente perché sono il Vicepresidente della Commissione competente, altrimenti non lo avrei fatto, perché non ritengo di dover aggiungere quasi nulla rispetto a quello che puntualmente ci ha detto in quest'Aula la relatrice di minoranza, Consigliera Casini.
Lo dicevo prima, a margine, Consigliere Assenti, riguarda alle risorse che lei ci dice e ci declina in quest'Aula, attraverso le quali vorreste dimostrare che c'è un Piano più corposo rispetto ai precedenti, non è così. Ve lo ha spiegato la Consigliera Casini.
Questo è il Piano del nulla, perché è stato spostato tutto in avanti, addirittura oltre il Piano triennale previsto, oltre al 2026 la realizzazione di queste opere, spostati in avanti, addirittura, interventi che noi avevamo programmato e finanziato. D'altra parte, lo mettete nero su bianco, perché quando si dice che ci sono 41 milioni soltanto nel 2024, sappiamo bene che di questi 41 milioni nulla verrà realizzato, perché il 2024 è quasi finito. Ma credo che neanche le opere previste per l'annualità successiva, quindi, tutto viene spostato in avanti.
C’è però un punto che è un dato oggettivo, è un fatto, e come dico sempre i fatti sono argomenti testardi: a oltre quattro anni dall'insediamento di questa Giunta regionale, oggi non c'è un'opera pubblica infrastrutturale, un intervento di lavori pubblici, che sia stato, non dico realizzato, ma avviato e che sia patrimonio di questa Amministrazione. Non c'è nulla. Sono passati quattro anni.
Tant'è vero che tutte le opere, tutti i cantieri in essere, quelli appaltati e quelli ultimati, sono opera della vecchia Amministrazione regionale. Ad esempio, se noi citiamo la provincia di Fermo, tutti gli interventi iniziati e conclusi sono opera della precedente Giunta regionale.
Lasciamo perdere gli ospedali realizzati, quello di Fermo e quello di Amandola, portati avanti con risorse che avevamo stanziato noi. Su quello di Fermo, nel 2019, con l'ultimo bilancio, nell'annualità 2022, poi spostata in avanti. Quell'ospedale è stato seguito, e qui ne do atto, con attenzione dall'Assessore all'edilizia sanitaria, le risorse erano state stanziate, il progetto era stato approvato e l'opera appaltata.
Vorrei citare, tra l'altro, che per l'Ospedale di Fermo, che è la più grande opera pubblica realizzata da qualche mezzo secolo a questa parte nella Regione Marche, l'unico ospedale nuovo, più volte decantato dal Vicepresidente Saltamartini, che lo ha definito un ospedale che guarda oltre sé stesso, di rilevanza non solo regionale ma nazionale, sono parole dell'Assessore Saltamartini, non ha scritto un avvocato, non c'è un contenzioso, segno evidente che le cose sono state fatte bene. Tra l'altro, l'Assessore Baldelli dispone di un Dipartimento di grande qualità, che gli abbiamo lasciato noi, tant'è vero che il direttore del Dipartimento era stato nominato dalla precedente Giunta.
Non c'è un'opera finanziata da questa Amministrazione che sia stata realizzata.
Due ospedali, l'Ospedale di Fermo, la viabilità di adduzione, le rotatorie, la Lungo Tenna, le opere di adduzione intorno all'ospedale, la Corte di Torre San Patrizio, tutta roba programmata da noi, finanziata da noi, appaltata da noi.
Questo Piano è un compito formale. Cita l'articolo 37 del decreto legislativo 36 del 2023, che impone questo Piano, ma sulla base di programmi. E questo è un altro punto che vorrei evidenziare, per non ripetere quello che diceva la Consigliera Casini che lo do per acquisito, però vorrei evidenziare un altro aspetto.
Prima, o almeno contestualmente all'approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici 2024-2026, e considerato che tante progettualità vengono spostate oltre il 2026, non sarebbe stato utile portare all'attenzione di questo Consiglio il Piano Regionale delle Infrastrutture 2032, annunciato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1536 del 25 ottobre 2023? Ve lo ricordate il Piano Regionale delle Infrastrutture, presentato con deliberazione della Giunta regionale n. 1536?
Un Piano definito dal Presidente Acquaroli uno strumento indispensabile per intervenire trasversalmente sul territorio regionale e finanziato, si diceva in quel comunicato del 2023, con un mix di fondi: risorse proprie regionali, quindi quelle del Piano triennale, fondi ministeriali, fondi PNRR, fondi europei, con una disponibilità dichiarata di 4 miliardi di euro fino al 2032. Queste sono parole vostre. Questo è il Piano 25/10/2023. Che fine ha fatto il Piano, approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 1536?
È rimasto lì.
Credo che non sia stato neanche adottato il rapporto di Valutazione Ambientale Strategica, che pure era previsto in quella delibera. Mi rivolgo alla Consigliera Casini, che è architetto, quindi ne capisce, mentre io sono obbligato a prendere a prestito, sotto il profilo tecnico… Sono un avvocato!
Diceva, di stabilire i rapporti con la Valutazione Ambientale Strategica, neanche questo è stato fatto. E questo è il Piano infrastrutturale di cui il Piano triennale delle opere pubbliche dovrebbe essere una componente essenziale, perché è attraverso il Piano triennale delle opere pubbliche che si realizza il Piano Regionale delle Infrastrutture 2032. Anche perché nello stesso Piano si rimanda a interventi successivi al 2026, affacciati sul 2032.
E va da sé che questi due strumenti… Consigliere Assenti, questo è uno strumento di programmazione per eccellenza, sulla base di leggi regionali e siccome l'articolo 37 che lei richiamava parla di programmazione, come si fa a non discutere di questo? Invece non c'è traccia, nessuno ne ha parlato.
Ma ne devo parlare io?
È noto che io disponga di un'eccellente memoria, che tengo allenata attraverso lo studio e l'impegno. Allora mi sono andato a riprendere quest'atto, che ricordavo bene perché era stato annunciato con grande pompa magna. E allora va da sé che questo doveva essere contenuto perché è il Piano delle infrastrutture, figuriamoci! Questo è fondamentale perché, ad esempio, in questo Piano non c'è nulla per il sud delle Marche.
Lo dice il Consigliere Assenti: 16 milioni per Fermo, che poi sono quelli che ci abbiamo messo noi, e 4 milioni per Ascoli. Il resto è dispiegato sulle province di Macerata, Pesaro e Ancona. Non ci sarebbe nulla di male, per carità, ma il sud delle Marche non poteva essere dimenticato. Proprio per questo avrebbe dovuto essere portato anche il Piano triennale, perché nel sud delle Marche c'è la necessità della più grande opera infrastrutturale, che è la terza corsia dell'autostrada, da Porto Sant’Elpidio in avanti.
E siccome questo è contenuto nel Piano infrastrutturale, a pagina 2, “ampliamento dell'autostrada A14 dal casello di Porto Sant’Elpidio fino a Pedaso a tre corsie”, e poi “ampliamento della A14 da Pedaso fino a San Benedetto”, c'è scritto chiaramente.
Noi abbiamo visto che venerdì è stato addirittura organizzato un convegno nel quale si rimette in discussione tutto questo, e la Regione non dice nulla? E quando approviamo un Piano triennale su questo non diciamo nulla? Ma noi non siamo qui soltanto a declinare numeri.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Signori Consiglieri, io mi immagino il Presidente Acquaroli e il nostro Assessore alle infrastrutture a giocare al gioco del Monopoli.
Il Piano delle opere pubbliche che oggi discutiamo in Aula è come il gioco del Monopoli: non costa niente, fantamiliardi, e tutto questo non è altro che un grande imbroglio per i cittadini.
Ma non un grande imbroglio, perché il Piano delle opere pubbliche è previsto dalle norme, ma perché voi non lo raccontate come andrebbe raccontato. Anche la sua relazione di maggioranza è un po' deludente nei contenuti rispetto a quello che andrebbe detto e raccontato ai cittadini marchigiani, e cioè come stanno esattamente le cose.
Francamente, aggiungo, ma non è obbligatorio, un tempo, quando si amministrava, chi faceva il Sindaco o anche l'Assessore illustrava, al di là dei numeri. Il nostro Assessore, ancora una volta, è silenzioso. Farà la batteria finale, quando racconterà dei miliardi e miliardi che ha vinto al Monopoli con il Presidente Acquaroli.
Andrebbe raccontata la verità. Che c'è di impegno di spesa nel Piano delle opere pubbliche triennale e annuale? Mi dia una risposta, Consigliere Assenti. Nel Piano delle opere pubbliche che avete presentato, per cortesia, ci dite quali sono gli impegni di spesa? Perché è l'impegno di spesa che traccia la soglia oltre la quale l'impegno diventa un'obbligazione passiva, non lo stanziamento, perché lo stanziamento è la somma massima prevista nell'anno finanziario relativo da spendere.
Ho letto anche molti giornali oggi che sparavano i botti: milioni di qua, quattro sezioni, però, guardate, non c'è un impegno di spesa. Mi sembrava di essere alla notte di Capodanno. Va detto questo: non c'è un impegno di spesa. Poi faccio qualche esempio su questa strepitosa, incredibile bretella fra Civitanova e Porto Sant’Elpidio.
Sapete, su 49 milioni di euro, quanti sono gli impegni di spesa? 1.135.000 mila euro.
Programmazione? Non si sa.
C'è un altro tema che non toccate, non in riferimento a noi ma ai cittadini: quali sono le fonti di finanziamento della spesa che voi spostate in avanti, come puntualmente hanno individuato sia la Consigliera Casini che il Consigliere Cesetti? È un elemento fondamentale.
Lo dico per quella fantasmagorica previsione dell'Ospedale di Macerata. Siamo al quarto anno. Adesso faremo l'ultimo bilancio. C'erano già circa 60 milioni, tutti provenienti dalla precedente Amministrazione.
Voi prima prevedete 150 milioni… Presidente, capisco che il Consigliere Marinelli sia un po’…

PRESIDENTE. Prego di fare silenzio.
Romano CARANCINI. Al quarto anno scrivete che ci vogliono 185 milioni per fare le mura, perché poi dentro qualcuno ci dovrà andare, occorreranno strumenti sanitari. Non si sa quale sia la fonte di finanziamento. Mutui non ne fate.
Andate a chiedere al vostro servizio finanziario. dove prendete i soldi per i 411 milioni che farete oltre il 2027? Non c'è niente in questo Piano delle opere pubbliche che vi possa contraddistinguere.
L'Ospedale di Pesaro credo che sia stato finanziato in epoca precedente; i 60 milioni dell'Ospedale di Macerata… Per l'Ospedale di Macerata non avete trovato un euro per poterlo finanziare. Lo dovevate finire nel 2022, poi nel 2023 e oggi siamo a ottobre 2024 e deve essere avviato il Piano di fattibilità tecnico-economica, poi dovrà essere messo a bando, aggiudicato e validato. Avete riportato indietro, rispetto al mio territorio, le lancette. Avete creato un danno enorme all'Ospedale di Macerata. Era pronto per poter essere aggiudicato. Avete trascinato al 2030 la realizzazione dell'Ospedale di Macerata, però, nel frattempo, abbiamo fatto la Val Potenza.
No, mi sono sbagliato: sulla Val Potenza avete fatto un convegno al Lauro Rossi di Macerata, dicendo che sarebbe partita. Però, ad oggi, non c'è niente. Che c'è, Presidente, sulla Val Potenza? Zero. Parlo del mio territorio.
Nel frattempo è stato mandato avanti il casello autostradale di Porto Potenza Picena, un'opera strategica per la Val Potenza. Un'opera strategica per la Val Potenza, figuriamoci se un Presidente di Potenza Picena non fa il casello autostradale. Però il collegamento da Porto Potenza alle aree interne? Zero assoluto, nisba.
Andiamo a guardare questa faccenda della bretella di cui vi siete riempiti la bocca tra Civitanova e Porto Sant’Elpidio. Consigliere Putzu, ma lei lo sa di quando è la delibera di Giunta regionale che scrive che quella è un'opera prioritaria? Del 2021, sono passati tre anni e mezzo e avevate detto che era un'opera strategica, determinante e prioritaria. Siamo al 2024. Avete fatto un impegno di spesa di 1.165.000 euro.
Tutti gli altri sono soldi scritti sulla sabbia. Avete giocato a Monopoli. Questa è la pura realtà.
Mi verrebbe da dire, ma non so quanto c'entri, forse un po’ c'entra perché l'ha citato il Consigliere Assenti, che sulla vicenda dell'alluvione del 2022 non si può parlare.
La vicenda dell'alluvione del 2022 forse l'avete appaltata alla società Sogesid S.p.A. Per chi non lo sapesse, nella Regione Marche tutti i 130 milioni - e credo anche gli altri 40 milioni - li abbiamo appaltati per le opere finanziate dallo Stato. Riguardano la progettazione, i progetti di fattibilità tecnico-economica, le questioni relative alla progettazione, le attività ingegneristiche, tutte le spese legali. Abbiamo messo tutto dentro un cassetto e, siccome alla Sogesid ci sono gli amichetti - oggi c'è un Presidente amico di Fratelli d'Italia, ben individuato e peraltro soggetto a tutta una serie di problematiche negli anni scorsi - noi abbiamo impacchettato i 170 milioni e li abbiamo regalati a Sogesid. Ci sarà da spiegarsi perché, in base all'accordo quadro firmato dalla Giunta regionale, Sogesid pagherà parcella. Ci sarà da chiarire questo aspetto. Insomma, vedremo quello che sarà. Lo dico perché va raccontato ai cittadini marchigiani che, su questo, siete sicuramente peggio di chi c'era prima. Non so prima quale fosse il livello di serietà.
A mio parere, per esempio, la Giunta che c'era in precedenza è arrivata nel 2015 ed ha completato l'Ospedale di Fermo, oltre ad altre opere.
La realtà è che non avete concluso nulla. Comprensibili difficoltà, incapacità, io non lo so. Da questo punto di vista, continuate a giocare a Monopoli ed io sono contento.
Adesso ci risponderà il Consigliere Marinelli. Un Consiglio regionale serio non discute a seconda di chi interviene o non interviene. Ci saremmo aspettati un intervento dell'Assessore, silenzioso. Lo farà alla fine, sparerà i botti alla fine, miliardi di miliardi. Ma la discussione va fatta seriamente sugli atti e sui documenti.
Non vanno raccontate cose scorrette ai cittadini. Continuate a giocare al gioco da tavolo, a Monopoli. Vedrete che andrete bene.

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Prendo la parola per dire che questo è un Piano che va a soddisfare le esigenze dei cittadini Marchigiani. Io penso che se qualcuno ha giocato a Monopoli. continui a giocarci, a noi non interessa.
Capisco lo stato d'animo del Consigliere Carancini, dopo tante chiacchiere di chi giocava a Monopoli, stanno iniziando i lavori per l'Ospedale di Macerata. Stiamo andando avanti e presto inizieranno i lavori, inizieranno fra un anno, però stiamo andando avanti con la progettazione, che è propedeutica. Non so quanti soldi avevate stanziato, parlate di cifre, ma un conto è metterli, scriverli è semplice, un conto è impegnarli. Quanto aveva impegnato la precedente amministrazione sulla Val Potenza, sull'Ospedale di Macerata? E’ vero, non era stato impegnato niente ed è normale per noi oggi andare a prevedere degli stanziamenti. Penso che sia normale. Per poter procedere agli impegni bisogna prima stanziare le risorse. Penso che sia così, quando siamo arrivati c'era qualcosa che era stato impegnato, noi siamo andati avanti e se guardiamo avanti, al futuro, non vuol dire che giochiamo a Monopoli, abbiamo la visione della nostra Regione, di come vogliamo costruirla, delle infrastrutture e di quello che vogliamo fare. Non è, come è stato detto, fate quello che riuscite a fare l'ultimo anno per farvi vedere che siete belli. No, andiamo oltre, programmiamo perché da qui ai prossimi anni cercheremo di vedere le esigenze del territorio e della popolazione marchigiana.
Sono sicuro che il Piano che è stato redatto è stato fatto con attenzione, guardando alle esigenze, poi, se qualcuno vuole giocare a Monopoli, non so se qualcuno c’era abituato, io non ci ho mai giocato, come penso nessun componente della Giunta e tantomeno il Presidente.
Lavoriamo con serietà, onestà, guardiamo avanti e non ci fermiamo a quello che possiamo fare l'ultimo anno di legislatura per far vedere quanto siamo bravi, vorremo amministrare anche per il futuro e portare a termine le cose che qui sono scritte.
Da parte mia e del Gruppo siamo favorevoli a questa impostazione del Piano delle opere pubbliche. Grazie.

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Io non sarei intervenuta perché il Consigliere di maggioranza ha fatto una relazione esaustiva, però ho ascoltato molte critiche da parte della minoranza. Il Consigliere Cesetti parla di spostamento delle risorse in avanti ed il Consigliere Carancini dice che noi giochiamo a Monopoli.
Sono stata dal 2015 al 2020 Consigliera di minoranza, quando sedemmo lì in quei banchi, dicemmo che le infrastrutture erano importanti perché rappresentavano il volano per l'economia marchigiana; dissi anche che l'unica opera infrastrutturale importante realizzata fino a quel momento era la Quadrilatero.
La sottoscritta ha fatto una battaglia, quando era in minoranza: per la Monti Mare e la terza corsia, poi dalla Regione in transizione, nel 2019, a quando abbiamo vinto le elezioni, mi sono chiesta: tra queste tre, quali posso portare subito a casa? Era una vita che si parlava della Monti-Mare, 30 anni, 20 anni, ed ho fatto interrogazioni e mozioni.
Le voglio ricordare che siamo qui da 4 anni. Nel 2015, alla Sala dei Ritratti a Fermo, l'ex Presidente della Regione presentò l'Ospedale di Fermo, che dovevamo inaugurare nel 2019. Perché non è stato inaugurato? Perché ci sono state delle problematiche, ma nessuno ha attaccato. Doveva essere inaugurato nel 2019, mi ricordo bene, Consigliere Cesetti, non è stato fatto, abbiamo...

(interventi fuori microfono)

Jessica MARCOZZI. C’è stato il COVID, noi no, invece, siamo arrivati e abbiamo avuto altri problemi. Avete rispettato tutto, certo, dopo 40-50 anni che parlavate di Monti Mare, terza corsia e dell’Ospedale di Fermo che doveva vedere la luce nel 2019. Non l'avete fatto, non l'avete fatto. Noi in 4 anni dobbiamo fare tutto ed è matematicamente impossibile questo.
Vi dico anche un'altra cosa: lo spostamento delle risorse in avanti, quante volte lo avete fatto? Tantissime volte. Noi in 4 anni dovevamo fare tutto.
La bretella, la Conferenza dei servizi preliminare per la realizzazione della bretella di collegamento tra la Strada Statale 77, all'altezza di Civitanova Marche, e la Strada Statale 16 di Porto Sant’Elpidio, è stata fatta la scorsa settimana. Sapete perché ci abbiamo messo tempo? Perché a Sant’Elpidio a Mare, un anno e mezzo, c'è stato un comitato - ho seguito direttamente questo progetto - che ha voluto modificare il progetto e qui un grazie va all'Assessore Baldelli, al Presidente, perché il progetto è stato spostato. Sono venuti i tecnici della Regione a fine dicembre, con ingenti risorse in più, per soddisfare le esigenze della popolazione.
Se per questa bretella…, ci abbiamo messo più tempo? Certo, ci abbiamo messo un anno e mezzo, l'Assessore Baldelli lo sa, con i tecnici della Regione a diretto contatto con i cittadini del comitato per modificare il progetto, il tracciato. Lo abbiamo fatto con 4-5 milioni in più, è normale. Siamo arrivati a giugno, l'ultimo incontro, Assessore, lo abbiamo fatto da XY, vi dico nomi e cognomi, se avessimo fatto l'opera come volevamo noi, sarebbe già partita. Non lo abbiamo fatta perché abbiamo ascoltato il comitato.
Oggi, lo sa l'Assessore Baldelli, il comitato ed il Presidente, due persone, due famiglie. Noi cerchiamo di stare a contatto con la popolazione e di soddisfare le esigenze anche di queste due famiglie, perché la bretella, l'infrastruttura, sarebbe passata a ridosso delle abitazioni. Certo che abbiamo spostato. Voi l'ospedale perché non l'avete realizzato nel 2019? Perché ci sono state delle problematiche, la stessa cosa per noi.
Il ponte sull'Ete Morto, tutte queste polemiche. A Sant’Elpidio a Mare un anno e mezzo, ci sono stati due morti nel 2011, lo avete fatto? No. Ci sono state delle problematiche, Presidente, un anno di ritardo sui lavori, per la pioggia e perché abbiamo fatto una delibera che durante le ore calde non si poteva lavorare. Ma noi dobbiamo essere puntuali, magari arriva il dirigente della Regione e dice che entro la fine settembre aprirà, ma se poi scavalca di un mese, di un mese e mezzo, per cause non imputabili all'amministrazione regionale… No, noi dobbiamo rispettare alla lettera quanto detto. Se ci sono delle controversie, delle difficoltà non imputabili alla Giunta, la colpa è sempre della Giunta.
Ero in minoranza e quando c'è stato il rallentamento sull'Ospedale, non ho detto nulla. Andate a vedere se c'è un articolo. Ho fatto le interrogazioni, mozioni, ho girato il territorio per la Monti-Mare, la terza corsia, l'ho fatto, ma sapevo che i tempi sarebbero stati lunghi e quando siamo diventati maggioranza ho portato avanti la Zona Economica Speciale, poi ci sono state le elezioni. Sapevo che i tempi erano lunghi e noi in 4 anni le opere...
Il ponte, sì, nel 2011 a Sant’Elpidio a mare ci sono stati due morti, lei se lo ricorda. Avete avuto 10 anni e non l'avete fatto. Intervenite, Consigliere Cesetti, intervenite, io dico i fatti, la realtà. E sulla bretella, se ci sono state delle problematiche, ci assumiamo la responsabilità perché abbiamo ottemperato alle esigenze dei cittadini.
Oggi ho già parlato con il comitato, verrà su per due famiglie, però noi lo ascoltiamo per quelle due famiglie ed è stato cambiato il progetto con 4-5 milioni. Ringrazio il Presidente e ringrazio l’Assessore Baldelli, perché ogni mese stavamo lì e a giugno da XX0, da YY. Noi ci abbiamo lavorato, ma se ci vuole il tempo, ci vuole il tempo.
A Sant’Elpidio a Mare un'opera così importante, il ponte, la bretella, dico chapeau, e noi siamo orgogliosi di questo. Poi voi fate la minoranza e giustamente dovete dire le cose, ma noi ribadiamo la nostra verità, la pura verità, perché è questo. Se c'è un ritardo sulla bretella, è perché siamo stati vicini alla popolazione. Chiedete a XX, ogni mese l'ex Sindaco era qui.
Quindi, colleghi Consiglieri, mi dispiace che avete fatto tutte queste polemiche. Giochiamo a Monopoli? Voi avete giocato tanti anni a Monopoli.
Io ero Consigliere comunale a Sant’Elpidio a Mare. Ogni anno, sul bilancio di previsione, si allungavano gli anni per quanto riguarda le opere, era un copia e incolla con allungamento. Qui li abbiamo realizzati in 4 anni. La bretella vedrà la luce ed il ponte… Io parlo per il Fermano. Dite che per il Fermano non c'è nulla. Ci sono le risorse perché questa bretella è stata caricata sul Maceratese ma, in effetti, è sul Fermano.
Sono orgogliosa di questo, ringrazio il Presidente che ci ha fatto modificare il tracciato con ingenti risorse in più. Più di questo non posso dire. Poi ognuno racconta la propria verità, ma la verità è questa: che noi passiamo dalle parole ai fatti. Non abbiamo governato per 30 anni, sono 4 anni. È difficile che un'opera così importante possa vedere la luce in 4 anni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Inizio subito con una battuta, perché il Consigliere Carancini parlava di un gioco, il Monopoli, a cui io non ho mai giocato. È un gioco che, credo, faccia parte delle riunioni del PD e ci fa molto piacere che siate così esperti. Noi preferiamo giocare a Risiko!, visto che abbiamo visto negli ultimi periodi i vostri territori, che erano delle armate rosse, che sono scappate via e sempre più quelli del centrodestra vanno nei territori.
Faccio una battuta proprio perché il popolo sceglie, come liberazione. Questo è il gioco del Risiko, della liberazione, i popoli chiedono alle armate del centrodestra di venire lì e liberarli dalle armate rosse, ormai non siete più armate rosse, non si sa più che cosa siete. A prescindere da questo, credo che abbiamo dimostrato di essere più bravi.
Ho ascoltato gli interventi con molta attenzione e ho anche ascoltato e obbedito all'ordine della Consigliera Casini di stare al mio posto, ascoltandola attentamente.
La Consigliera Casini ha fatto un intervento come se fosse entrata per la prima volta in quest'Aula, quando poi sono andato a vedere e ho visto che ha fatto l'Assessore.
Si ricorderà benissimo che se il centrodestra ha vinto è perché, a livello infrastrutturale, avevamo un gap impressionante, di certo non creato dal Presidente Acquaroli, dall'Assessore Baldelli o da questa Giunta, ma dal suo partito che, ahimè, da troppi anni governava questa Regione. E se ….
Presidente, chiedo di non essere interrotto, come la Consigliera Casini quando interviene Voglio essere trattato allo stesso modo. Anche se capisco che la mentalità della sinistra intellettuale sia quella di sentirsi superiore agli altri, credo che ogni tanto sia importante guardarsi alla pari. Poi saranno i cittadini a scegliere chi è più bravo e chi è meno bravo. Come dice lei, "mai essere più bravi dei somari". Ci mancherebbe altro. Io non ho mai dato del somaro al mio avversario politico perché, tra l'altro, ognuno fa politica in base alle proprie scelte, ognuno fa politica in base … Presidente, ancora interrompono, come facciamo?

PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio.

Andrea PUTZU. A meno che la Consigliera Casini non abbia un patentino speciale in quest'Aula che le consenta di sostituirsi a lei, Presidente, e poi fare come vuole. Se è così, me lo faccia sapere e magari ci organizziamo di conseguenza.

PRESIDENTE. Vi prego di continuare e gli altri di fare silenzio.

Andrea PUTZU. Non mi permetto di dire chi è somaro e chi no, ma sono i cittadini marchigiani ad aver espresso più volte, ancora una volta, la loro opinione su di voi. Noi non vogliamo continuare ad inferire.
Vorrei rispondere ad alcune accuse, dico anche ridicole, perché leggo il Consigliere Cesetti, che ho preso degli appunti, parlava dell'ospedale di Fermo. Ma chi dice che non è merito anche vostro, soprattutto vostro, l'ospedale di Fermo? C'è una differenza tra noi e voi: che noi le cose buone vostre le diciamo. Voi, invece, vi vergognate di dire le cose buone nostre, perché sull'ospedale di Fermo, per primo, dico che è stata un'opera giusta, voluta anche da lei, ma è altrettanto vero che l'Assessore Baldelli ha dovuto metterci altri soldi.
Vi dico un'altra cosa. Parliamo di infrastrutture. Nell'ospedale di Fermo siete stati tanto bravi a fare l'ospedale lì a Campiglione, avete parlato di viabilità, di Lungo Tenna, ma vi siete dimenticati di fare un'opera che dall'ospedale di Fermo vi porta in una zona della nostra provincia che è la Val d'Aso, dove lì avete fatto zero spaccato, non ve ne siete resi conto.
Io vi capisco, è normale. Voi siete chiusi sempre di più nelle vostre segreterie di partito e distanti dai cittadini, lo abbiamo visto nelle pubbliche amministrazioni, e mi rendo conto che adesso siete bravissimi a criticare, ma quando governavate non siete neanche riusciti a collegare tutta la provincia con un ospedale così importante qual è quello di Fermo.
Questo mi dispiace, perché oggi noi dobbiamo essere seri, dobbiamo essere bravi.
Consigliera Casini, lei si rende conto che era Assessore insieme all'Assessore Cesetti e appena siamo arrivati abbiamo dovuto mettere più di un milione di euro per il Ponte di Rubbianello, che collega le due province, per dare i soldi alla Provincia di Ascoli Piceno? Voi in cinque anni non c'eravate riusciti. E che cosa vi costava mettere un milione di euro lì, in cinque anni, per aprire una viabilità importantissima per la nostra provincia? Eppure, tra l'altro, coinvolgeva anche la sua provincia, Consigliera Casini, visto che lei si atteggia a professoressa della politica.
Mi dispiace, ovviamente, vedere che purtroppo non siete riusciti neanche a metterci un milione. Noi, appena arrivati, l'abbiamo messo e, non a caso, il ponte, grazie alla Giunta Acquaroli, è stato inaugurato ed è fruibile. Ci passi, Consigliera Casini, è bellissimo passarci. A noi dà grande soddisfazione perché anche lì siamo riusciti, con poco, ad accontentare due territori: la Vallata dell'Aso della Provincia di Fermo e la Vallata dell'Aso della Provincia di Ascoli.
Quando il Consigliere Cesetti dice che manca un investimento importantissimo, che è la terza corsia, ma la terza corsia, Consigliere Cesetti…, intanto le voglio fare una battuta: mettetevi d'accordo nel PD, perché noi ci abbiamo vinto la campagna elettorale e stiamo facendo tutte interlocuzioni utili… Posso parlare, Consigliere Cesetti? Poi mi risponde.
Mettetevi d'accordo, perché una parte del PD vuole l'arretramento e una parte del PD, lei, vuole la terza corsia. Ce lo dovrebbe dire anche il vostro futuro candidato se vuole la terza corsia o vuole l'arretramento. Mi sembra che qualcuno voglia l'arretramento, sbaglio?
Ho letto sul giornale che l'ex sindaco di Porto San Giorgio vuole l'arretramento e di certo non è di Fratelli d'Italia. Abbiamo visto dei convegni in cui anche il PD è per l'arretramento. Il Consigliere Cesetti è favorevole alla terza corsia, ci fa piacere, può sempre venire con noi, non è un problema. Questo non è un invito a cambiare casacca, ma a cambiare programma, perché nel programma elettorale del PD di certo non ci sarà la terza corsia.
A prescindere da questo, credo che il Presidente Acquaroli e l'Assessore Baldelli abbiano voluto fare ulteriori passaggi con i sindaci per trovare la sintesi migliore. Questo significa governare in armonia con i territori e non governare in modo dittatoriale, come è stato fatto fino a poco tempo fa, e questo credo che sia importante.
Volevo anche rispondere al Consigliere Carancini, che giustamente parlava di questa bretella da 40 milioni. Se non era per voi, quando voi avete governato questa bretella neanche stava sulle carte di Monopoli, neanche con il telescopio si vedeva, perché era inesistente. Voi non siete riusciti neanche a prevederla questa bretella. Fossi in lei, non ne avrei parlato. Mi creda Consigliere Carancini, la stimo, ma questo mi fa sorridere.
Criticare una bretella, per la quale la Consigliera Marcozzi ha già spiegato il perché dei ritardi, mi dispiace, perché la Giunta Ceriscioli non sapeva che esistesse questa bretella, forse perché l’ex Presidente per venire nella nostra provincia utilizzava il navigatore, mentre il Presidente Acquaroli ci viene tranquillamente, senza problemi. Questo lo sa benissimo e mi fa sorridere quando si dice che per il sud non c'è nulla. No!
Vi ricordo che c'è anche un'altra opera di cui da tanti anni si parla, ma voi non avete avuto neanche il coraggio di farla. Parliamo della Pedemontana, perché tutti ci riempiamo la bocca di ripopolare i nostri borghi, di supportare l'entroterra, ma la Pedemontana, se non era per il Presidente Acquaroli, l'Assessore Baldelli e l'attuale Commissario straordinario non si faceva. Perché, se vi ricordate bene, con il Governo del PD c'era un certo ministro, che si chiamava Giovannini, lo posso dire pubblicamente, che non ci voleva dare tutti i fondi del PNRR legati al terremoto per fare questa opera pubblica. Smentitemi, ma così è stato, lo può anche confermare l'Assessore Baldelli.
Questo è un impegno che il Presidente Acquaroli e questa Giunta hanno voluto prendere e parliamo di opere, per più della metà, già appaltate. Questo, certo, voi non lo dite perché vi vergognate. È normale, vi capisco. Un miliardo di euro tra Macerata e Fermo, per far capire e rendere conto di quale investimento parliamo. Voi, però, non ne siete a conoscenza perché all'interno delle vostre segreterie di partito non sapete che esiste un entroterra da tutelare – lo potete dire – ma quando avete governato non l'avete tutelato, mentre questa Giunta regionale ha voluto investire con grande coraggio sui fondi della Pedemontana.
In più, ultimo, il Consigliere Cesetti parla della Lungo Tenna. Noi siamo riusciti, con la Provincia di Fermo, in cui lei è stato Presidente, sulla Lungo Tenna…, perché poi c'è anche l'altra bretella che da Porto Sant'Elpidio va sulla Lungo Tenna, che neanche era prevista. Mi corregga se sbaglio: voi avevate previsto questa bretella o l’avevate finanziata, anche solo pensandola... Neanche quello e lei rivendica la Lungo Tenna?
Avete dato 5 milioni di euro alla Provincia di Fermo per la Lungo Tenna. I lavori sono partiti adesso, sotto la Giunta Acquaroli, perché voi- ex Presidente della Provincia Cesetti - quando governavate avete trovato i soldi, ma la gara non l'avete fatta partire. I lavori si stanno facendo adesso. Vuol dire che questa Giunta non sposta i fondi: quando li mette a disposizione realizza.
Ricordo anche, Consigliere Cesetti, che la Giunta Acquaroli ha messo altri 10 milioni di euro per completare la bretella, però non ho sentito questa cosa da lei, perché manca l'onestà intellettuale. Tra l'altro, è proprio una caratteristica della sinistra e questo è un dispiacere per tutti noi.
Perché chi dice che ad Amandola non ha lavorato anche per l'ospedale? Nessuno l'ha mai negato. Qualcuno qui è uscito dicendo che è tutto merito del Presidente Acquaroli e della Giunta? No, perché erano opere di prima.
Così come le ciclovie che partiranno: le avevate previste voi, ma poi bisogna appaltarle. Tra l'altro, voi non avete governato solo cinque anni, ne avete governati cinquanta e, se noi oggi abbiamo vinto, non è di certo solo per merito del nostro programma elettorale, ma anche un po' per demerito vostro.
Un consiglio: guardatevi allo specchio, piuttosto che criticare, tornate tra la gente, perché, tra l'altro, vi fa anche bene. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Dopo l'intervento del Consigliere Putzu faccio molta fatica a cercare di spiegare quello che volevo dire.
Grazie ai relatori di maggioranza e di minoranza, all'Assessore, per il lavoro importante su questo atto, un lavoro complesso, articolato, di divisione tra le province.
Mi vorrei concentrare, in relazione alla Presidenza della Commissione Sanità e Politiche Sociali, che ho l'onore di ricoprire, esclusivamente sulle opere dell'edilizia sanitaria e ospedaliera.
Concordo con l'intervento precedente nel momento in cui il Consigliere Putzu sostiene che, purtroppo, in tante occasioni non c'è quell'onestà intellettuale di riconoscere che queste opere sono storiche, che vedranno le nostre famiglie, i nostri figli, le future generazioni, e si cerca di concentrare sempre tutto sull'immediato.
Invece, la Giunta del Presidente Acquaroli, l'Assessore Baldelli e tutti noi pensiamo che la bontà di certe opere non debba necessariamente essere finalizzata nel brevissimo periodo, essere in grado di inaugurarle o meno, ma cercare di dare un futuro infrastrutturale, in questo caso, all'edilizia ospedaliera.
Basta ricordare l'Ospedale di Pesaro, a cui io tengo particolarmente perché è la mia città, un ospedale che aspettavamo da 70 anni. Solamente qualche giorno fa abbiamo firmato l'accordo per la progettazione.
Chiaramente, i Consiglieri comunali di Pesaro, tantissimi, hanno ancora il coraggio di protestare per il presunto ritardo di qualche mese, pur sapendo benissimo che c'era un ricorso al TAR e che la giustizia amministrativa doveva fare necessariamente il suo corso.
Un ospedale che aspettiamo da tantissimo tempo. E ancora c’è il coraggio di contestare l'esclusione dei project financing che erano stati fatti su Macerata e su Pesaro, progetti faraonici che sarebbero costati in maniera pazzesca alle casse del servizio sanitario per i prossimi 30 anni e che, sì, avrebbero inciso in maniera determinante sulle nostre amministrazioni e sulla spesa sanitaria.
Ricordo il nuovo Ospedale di Pesaro, quello di Macerata, il parcheggio a servizio dell'Ospedale regionale di Torrette, l'Hospice Pediatrico di Fano, un'altra opera che riteniamo molto importante. So che l'Assessore Baldelli sta lavorando in maniera importante con il Comune di Fano per arrivare subito alla definizione di questi progetti.
È un Piano, a livello complessivo, ottimo, che cerca di dare una visione infrastrutturale complessiva per la nostra Regione e quindi mi dispiace che non si riesca, pur con tutte le differenze di ideologia politica, ad avere ogni tanto un sussulto di onestà intellettuale e riconoscere la volontà di questo progetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sarò brevissimo, con tre puntualizzazioni.
La prima è sull'Ospedale di Fermo. Do atto al Consigliere Putzu di aver riconosciuto il merito di quest'opera alla precedente Amministrazione, in particolar modo all'allora Assessore al Bilancio, Consigliere Cesetti, ma è un dato di fatto che, se quest'opera è stata realizzata e poi è rimasta lì senza essere inaugurata, è perché mancano arredi e strumentazioni, dato che questa Giunta regionale non ha più messo un euro su quell'opera e tutto è rimasto fermo.
La seconda puntualizzazione è invece relativa a un argomento che poco fa abbiamo trattato con l'Assessore Aguzzi, rispetto alla recente alluvione.
La Capogruppo Casini faceva riferimento prima ai fondi stanziati e spalmati per quanto riguarda l'Aspio; io faccio un altro riferimento, invece, ai fossi di Castelferretti e Falconara, che sono state altre delle zone più colpite dalla recente alluvione.
Mi dispiace che non ci sia l'Assessore Aguzzi, ma ne riparleremo, perché ho intenzione di presentare su questo un atto ispettivo. Cinque mesi fa l'Assessore Aguzzi è andato, in pompa magna, insieme alla Sindaca di Falconara, ad inaugurare una cassa di espansione di due fossi, in particolar modo quelli di Falconara. Casse di espansione finanziate nelle precedenti legislature. Aveva annunciato che quelle casse sarebbero state risolutive, addirittura che avrebbero potuto salvaguardare l'intero territorio per 200 anni. Purtroppo sono passati cinque mesi e abbiamo visto quello che è successo.
Cinque mesi fa, casualmente, anche il Genio Civile ha stanziato delle risorse e previsto delle opere in loco, ma dandosi un tempo di 24 mesi. Sono passati cinque mesi e nulla è stato fatto.
Uno potrebbe dire: “Va bene, vedremo sul Piano delle opere pubbliche. Sicuramente, dopo quanto avvenuto, ci saranno nuovi stanziamenti e questi lavori si faranno al più presto”. Invece andiamo a leggere il Piano e vediamo che i 3.800.000 euro previsti nel 2022 per quei fossi, tutti concentrati nel 2022, lentamente, nel 2023, sono stati spalmati in tre anni e questa operazione viene confermata, nonostante quanto è successo anche nel 2024, con 1 milione, 1 milione e 1.800.000 euro stanziati rispettivamente nel 2024, 2025 e 2026. Non c'è proprio l'intenzione di provvedere e di dare risposte alle popolazioni e alle comunità travolte da questi eventi calamitosi.
L'ultima puntualizzazione la faccio su un argomento sul quale più volte sia il sottoscritto che i Consiglieri Mangialardi e Bora siamo intervenuti: l'Ospedale Profili di Fabriano, la famosa palazzina funzionale alle emergenze sanitarie, i cui costi sono lievitati da 12 milioni nel 2020 e nel 2021, a 14 milioni nel 2022, a 19 milioni nel 2023 e oggi siamo arrivati a oltre 21 milioni di euro. Tenendo conto che quest'opera era stata programmata dall'allora Giunta Ceriscioli, approvata in questo Consiglio regionale nel 2020 e ogni anno c'è un annuncio. L'ultimo è stato fatto nel recente Consiglio comunale aperto di Fabriano sulla sanità e sull'edilizia sanitaria, ad aprile scorso, e puntualmente ancora non si vede niente.
Intanto i costi continuano a lievitare, non si è fatto nulla su questa struttura che la comunità fabrianese, colpita da altre vicende purtroppo gravi negli ultimi mesi, dal punto di vista lavorativo e sociale, attende con ansia.
Ci auguriamo che in campagna elettorale non ci direte che la farete nella prossima legislatura, perché sarebbe l'ennesima presa in giro per tutti i cittadini marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.

Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. L’intervento vuole essere moderato, ma alcune accuse che purtroppo ho sentito da parte della minoranza non meriterebbero una risposta adeguatamente moderata.
Io credo che ci stia, da parte di un’opposizione, il tentativo di rivendicare delle scelte fatte, dei programmi portati avanti e penso che ci stia che vengano ricordati ed evidenziati. È altrettanto importante dire che alla programmazione magari fatta da altri, segua un’attuazione. Questo significa che quelle scelte fatte allora non solo erano condivise, ma erano giuste e prioritarie, guardando all'interesse dei cittadini.
Mi aspetterei anche da parte delle opposizioni un apprezzamento della continuità e dell'attuazione di programmi che magari altri hanno deciso, cosa che onestamente non vedo. Contrariamente al nostro atteggiamento quando ricordiamo Fermo e le diverse opere, in primis, l'ospedale e ricordiamo chi è stato l'embrione che ha portato a quella scelta. Lo ricordiamo costantemente, cosa che purtroppo non vedo...
Quello che non condivido…, se io fossi stato un ascoltatore di questo Consiglio oggi, sarebbero emersi due elementi. Sarebbero emersi, in merito a quelle che sono state le vostre osservazioni, che non sono state osservazioni di critica costruttiva, di non condivisione di una scelta politica e magari della rappresentazione di un'altra, ma ho sentito due elementi: in primis l'evanescenza, il Piano del nulla, del niente, il Monopoli. Credo che non sia giusto, non sia corretto, soprattutto guardando i numeri, perché i numeri parlano, anche se distribuiti su tre anni e successivi. Parlano di investimenti per 411 milioni di euro, non sono poca cosa.
Non voglio portare il paragone del 2019-2021, dove i numeri parlavano non di 411 ma di 46 milioni. Non voglio mettere in evidenza questa cifra aumentata di dieci volte, non voglio fare questo, però mi aspetterei qualcosa di diverso. Come non posso accettare, Consigliere Carancini, l'idea di avere davanti una Giunta, un Consiglio, un'Amministrazione regionale di imbroglioni. Non è così, non è corretto dire questo.
Poi ci sta che da parte vostra non ci sia condivisione, che vediate le priorità in modo diverso dalle nostre, ci mancherebbe, però credo che occorra tornare a fare una politica più costruttiva, che metta in evidenza l'interesse pubblico della collettività marchigiana e poi, sì, ci possiamo scontrare sulla diversità di approccio, sull'atteggiamento e magari sulle scelte che possono essere diverse rispetto a chi oggi sta governando.
Oltre a condividere questo Piano 2024-2026, credo che questa Giunta, questa Amministrazione abbia dimostrato in questi anni tante cose: dinamismo, visione, concretezza.
Poi le cose non bastano mai, le sollecitazioni e le problematiche da risolvere sono talmente vaste che le risorse e l'impegno non sono mai sufficienti a garantire una copertura integrale delle problematiche, ci mancherebbe. Ma per fare questo ci vogliono dialogo, ascolto e il tempo necessario. Noi siamo qui da quattro anni e in questi quattro anni tante cose si stanno facendo.
Consentitemi però di mettere in evidenza un aspetto, che è quello del riequilibrio che questa maggioranza sta predisponendo su tutto il territorio delle Marche. Un riequilibrio che restituisce dignità a tutti i marchigiani. Voi sapete che in passato gli investimenti tendevano più verso alcune province della nostra Regione rispetto ad altre. Questo stiamo facendo e questo mi piace sottolineare, perché i lavori sono tanti.
Poi chiudo con un flash su Fermo. Consigliere Cesetti, parlare di investimenti zero quando abbiamo una bretella per la quale abbiamo inserito 49 milioni di euro, che poi ci sono, perché ci sono 2 milioni sul 2024, 12 milioni sul 2025, 12 milioni sul 2026, oltre ad investimenti incrementati e aumentati, giustamente, sulla proiezione della Lungo Tenna, dove voi in passato avete fatto investimenti importanti, ma noi abbiamo dimostrato l'importanza di quel territorio incrementando ulteriori investimenti oltre a quelli che voi avevate pianificato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. A me pare che, come ogni volta, qualcuno oltrepassi il segno con supponenza e arroganza. Libero di farlo, per carità.
Il problema è che si arriva a un tal punto di confusione tra atti di gestione e di programmazione, confusione tra diverse programmazioni, confusione addirittura tra l'articolazione normale di una procedura amministrativa e un gioco da tavolo, confusione tra realtà e finzione, in buona sostanza.
Proviamo un attimo però a ricordarci quello che avevamo davanti nel 2020. Guardiamo un attimo alla provincia di Ancona, che ha poi riflessi su tutta la Regione.
Sul Porto di Ancona c'era uno stallo pesante. Ricordo anche che, sulla ripartizione di quei 2,5 miliardi del PNRR, il Porto di Ancona, in base ai progetti presentati, era arrivato a chiedere solamente 20 milioni di euro, una cifra ridicola che non avrebbe portato a nulla.
Ricordo il Salesi e l'INRCA, procedure iniziate, è vero, certo, lo riconosciamo, però c'erano delle voragini su quei pezzi di terra.
Per quanto riguarda Fabriano, Consigliere Mastrovincenzo, è vero, c'è stato un aumento delle risorse necessarie, ma questo aumento è dovuto al fatto che quel progetto è stato rivisto. Il progetto che ci era stato lasciato è risultato poi bocciato dai verificatori. Un aumento di risorse reso necessario da una revisione del progetto ma anche, come lei ben sa, da congiunture economiche che sono andate a cambiare.
Sul rischio idrogeologico tocchiamo il fondo, perché erano davvero irrisorie le risorse che negli anni erano state spese a questo riguardo. Tra l'altro, sono accadute anche cose terribili. Sono accadute, per carità, per evenienze che ci trascendono in qualche modo, però, come dice il Consigliere Cesetti, i fatti restano. E i fatti sono quei numeri, i numeri irrisori che nelle programmazioni passate le Giunte precedenti avevano impegnato sul rischio idrogeologico.
Il parcheggio di Torrette. Sul parcheggio dell'Ospedale di Torrette si avanzava un passetto alla volta, programmando poche decine di posti in più, cosa che non avrebbe mai risolto definitivamente il problema, che incombeva su un ospedale che vuole essere di rilevanza regionale e nazionale.
Cosa è accaduto poi? È accaduto che queste procedure sono andate avanti.
Sul porto sono state intercettate risorse molto più importanti di quei 20 milioni di euro iniziali. Si sono fatti i dragaggi, opera che per un porto è la più elementare possibile e che mancava da vent'anni sul porto di Ancona, mentre si parte, come avete visto, con la banchina 27 e con tanti altri interventi che io giudicherei storici per un porto che ha alzato nuovamente la testa, per fortuna. Finalmente si può pensare anche in maniera dignitosa all'uscita del porto, alla quale ha lavorato questa Giunta, con l'individuazione di un commissario ad hoc e con l'intercettazione di nuove risorse. Un'uscita dal Porto che sta camminando, come stanno camminando finalmente quei progetti per il nuovo Salesi, ad esempio.
Io ricordo che il progetto da cui si veniva era un progetto di ospedale a cinque piani con 119 posti letto. Questo progetto è stato implementato, migliorato ed è stato anche rifinanziato, come i grandi progetti che provenivano da lontano. Si arriva a sei piani con 211 posti letto.
Per quanto riguarda l'INRCA, al posto di quella voragine vedo pilastri e vedo un lavoro che continua a crescere.
Per quanto riguarda Fabriano, questa nuova palazzina costa di più del passato. Io sono orgoglioso che questa Giunta regionale sia riuscita a intercettare quelle risorse necessarie in più, perché questo significherà finalmente realizzarla. Risorse necessarie in più che sono dovute alla revisione di quel progetto che ci avete lasciato, un progetto che poi è risultato bocciato, risorse in più dovute a una congiuntura economica di cui tener conto. Ma per fortuna che se ne tiene conto e che si riescano a intercettare nuove risorse.
Sul rischio idrogeologico la somma è storica: più di 20 milioni di euro, che questa Giunta regionale riesce finalmente a impegnare queste risorse su questo fronte.
Si sta riscrivendo un territorio tra la Val Misa e la Val Nevola. Ci sono delle opere dovute anche al buon funzionamento di quella filiera istituzionale, perché ricordiamo sempre i 400 milioni di euro che il Governo ha garantito a questo territorio. C'è un territorio lì che si sta veramente rimodellando virtuosamente.
Il parcheggio di Torrette: basta avanzare di 10, 20 o 30 unità. Questa Giunta regionale arriva a finanziare 1.500 posti auto. L'iter, come sapete, nei giorni scorsi è partito, ci sono 7 milioni di euro e finalmente si arriverà a una soluzione che è veramente degna di quell'ospedale e di questa Regione.
Dico che ci sono diversi modi di interpretare l'attività politica.
È vero, le procedure possono venire anche da lontano, lo diceva prima qualcuno; le amministrazioni pubbliche procedono in continuità e in opposizione rispetto al passato. Però questo va tenuto in considerazione. Negli interventi del Partito Democratico questo non l'ho sentito. Ho sentito solamente dire che qui non si fa nulla e che si faceva tutto prima.
Questo atteggiamento che ci porta a dire che le amministrazioni procedono in continuità e opposizione nel tempo è un atteggiamento che ritengo più utile. Si basa però su una convinzione: mettere al centro il territorio, la propria terra, le Marche in questo caso. Se tu metti al centro il territorio, sei anche disponibile a dire che alcune procedure sono in continuità rispetto al passato. Se invece tu metti al centro il tuo partito, non sei nelle condizioni di fare questo.
Noi mettiamo al centro le Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho provato ad approfondire i numeri di questo Piano triennale delle opere pubbliche e, in particolare, mi sono focalizzata sugli interventi previsti nella mia provincia di Pesaro e Urbino.
Riprendendo l'ultima dichiarazione di un Consigliere, che ha detto: “Noi proviamo a mettere al centro le Marche”, mi verrebbe da rispondere: sicuramente non la provincia di Pesaro e Urbino.
Innanzitutto, per quello che riguarda le somme previste, ci sono 108.841.736 euro, molto meno della provincia di Macerata e di quella di Ancona, ma sono convinta che a fare la differenza non sia il quantum, ma il cosa e il come. È per questo che ho voluto vedere poi come vengono suddivisi, nei prossimi tre anni compreso il 2024, questi fondi.
Sono rimasta stupita nel vedere che per il 2024 ci sono per la mia provincia solo 6.219.921 euro. Da questi vanno tolti i 4 milioni che saranno necessari per la demolizione dell'attuale struttura a Muraglia, per ricostruire il nuovo ospedale. Che cosa rimane? Due briciole per tutta la provincia rispetto agli interventi necessari.
Risultano ancora meno rispetto agli annunci fatti in campagna elettorale quattro anni fa. E non fatemi ricordare le foto e i video del Presidente Acquaroli con il Presidente Meloni davanti all'ospedale di Fossombrone, perché l'ho già fatto più volte.
Non interrompete e provo ad andare avanti.
In merito a questi 2.219.000 euro per il 2024, poiché voglio essere ottimista e non sempre polemica e critica, inizio evidenziando alcuni interventi che mi fa piacere sottolineare.
Benissimo che, grazie ai fondi di Casa Italia, del Governo, si preveda di mettere in sicurezza un'area sulla quale non si era ancora fatto nulla e che il Comune di Vallefoglia chiede da diverso tempo, perché ci si è accorti che in questi ultimi anni la situazione di alcune aree fluviali è degenerata. Sono stati previsti 900.000 euro per il sistema idraulico-ambientale del torrente Taccone, che riguarda i Comuni di Vallefoglia, Montelabbate e Tavullia.
Se dovesse esserci un'alluvione pesante, come è accaduto negli ultimi anni in questa zona, non esagero dicendo che tutto il primo tratto del borgo abitato di Montecchio potrebbe essere allagato e completamente travolto dalle piogge.
Mi spiace però mettere in evidenza che questi 900.000 euro sono suddivisi in 100.000 euro nel 2024, 100.000 euro nel 2025 e 700.000 euro nel 2026.
I latini dicevano omnia tempus habent, ma qui i cittadini di Vallefoglia non so se avranno tempo per aspettare, tempo permettendo che non ci siano alluvioni pesanti.
Altro intervento importante che mi fa piacere evidenziare, che più volte in Aula, con alcuni atti, avevo messo in evidenza l'esigenza di intervenire nel Comune di Vallefoglia sul dissesto idrogeologico. Sono previsti altri 2.400.000 euro per la realizzazione dell'area di laminazione nella zona di Talacchio e, anche in questo caso, benissimo che finalmente siano previsti 480.000 euro nel 2024, 1 milione nel 2025 e 920.000 euro nel 2026. Questi sono interventi che mi fa piacere citare. Anche il Sindaco di Vallefoglia aveva messo in evidenza questa necessità, emersa in questi ultimi anni.
Non solo: nel Comune confinante di Montecalvo in Foglia sono previsti 900.000 euro per la realizzazione dell'area di laminazione in località Badia, che era stata colpita pesantemente anche la settimana scorsa dalle forti piogge.
Devo però rilevare alcune note dolenti. Nel Comune di Urbino, nonostante sia un Comune amico, arrivano solo 260.000 euro per intervenire nell'alveo del torrente Apsa, in località Fornaci a Casa Concordia. Ancora una volta, però, l'Assessore Aguzzi si è dimenticato di segnalare ai suoi colleghi di Giunta la frana di Ca’ Vagnino, che io ricordo da quattro anni.
Questa è una zona di confine nel comune di Urbino, che non interessava il Sindaco - nessuno dei tecnici della Regione ne aveva mai sentito parlare – che non aveva mai fatto una chiamata, ma cinque giorni prima delle elezioni ha pensato bene di mandare ad asfaltare per far stare tutti zitti. Non è un asfalto fatto cinque giorni della prima delle elezioni che cambia, perché lì c'è un'area di dissesto idrogeologico gravissima, servono 500.000 euro e anche stavolta ve ne siete dimenticati.
Passando dal dissesto idrogeologico ad altri interventi… A no, ne dimenticavo uno. A Pesaro, nella rupe di Fiorenzuola di Focara, avete avuto un'altra linea: non volevate dimenticarvene. L'avete messa nel Piano, dopo tutte le insistenze dell'attuale Sindaco, ma, si sorride per non piangere, l’avete messa con zero nel 2024, zero nel 2025, 610.000 euro nel 2026 e 3 milioni di euro negli anni successivi. Poi si vedrà. E non riporto il detto latino, ma quello più popolare di mia nonna: "chi vivrà, vedrà". Perché rimandate tutto, Anche qui il motto è rimandare, rimandare, intanto promettere.
Sull'edilizia sanitaria, che giustamente assorbe la parte principale del Piano triennale delle opere pubbliche, non mi basterebbero cinque minuti, ma proverò a sintetizzare.
Ho visto che per quest'anno, il 2024, ci sono i 4 milioni previsti per la demolizione dell'attuale struttura e per poter poi iniziare nuovamente i lavori. È dell'altro ieri la notizia che si andrà avanti con il progetto perché il ricorso al TAR della seconda ditta in graduatoria è stato bocciato. Quindi voi, secondo gli annunci euforici, pensate di mantenere i tempi. 4 milioni per demolire e poi si dovrà iniziare.
Ma mi viene da dire, e vi invito anche a fare una riflessione ed eviterei toni troppo euforici, che state facendo l'ospedale più piccolo di come era previsto prima. Pur avendo dieci volte più risorse grazie al PNRR, lo fate più piccolo lo stesso, nello stesso posto dove tutti lo volevano, ma avete speso soldi per rifare il progetto. C'è poco da brindare, poco da festeggiare, ma dire: “Scusate, pesaresi, lo facciamo, ma più piccolo e in ritardo di dieci anni”. Potevate già iniziare con il progetto che c’era, che avevate trovato pronto. Non sbandierate ancora questa storia del project financing, perché cinque anni fa non c'erano i fondi che avete adesso grazie al PNRR.
Secondo me l'unica cosa da dire è: sì, lo faremo perché abbiamo fondi a palate grazie al PNRR, che non volevamo, ma lo faremo più piccolo, con 200 posti letto in meno, e lo faremo nove anni dopo. Questi sono i tempi che avete dato voi.
A proposito di edilizia sanitaria, non posso tacere di fronte alla grande incompiuta di Pesaro. Noi abbiamo uno stabile in stato di degrado, che era uno degli edifici più noti della città ed è ormai diventato archeologia industriale: il San Benedetto, che ospitava l'ex ospedale psichiatrico.
Questo edificio è per una parte di proprietà del Comune di Pesaro, che ha partecipato al PNRR e riesce ora a intervenire e a ristrutturare - sul sito del Comune è stato pubblicato anche il bando - grazie ai fondi del PNRR.
Smettetela di fare paragoni con il passato. Avete fondi che non ha mai visto nessuno nella storia delle Marche e non li state neanche usando.
Il San Benedetto ne è la dimostrazione, perché ora vedrà l'inizio dei lavori nella parte del Comune di Pesaro e il degrado totale nella parte di proprietà della Regione. Avevate mille opportunità e avete perso la grande occasione del PNRR, lasciando metà della struttura in stato di degrado.
In un accordo tra la Regione, l'Assessore Aguzzi, il Comune di Pesaro, mi pare ci fosse anche il Consigliere Baiocchi, un paio di anni fa l'Assessore Aguzzi aveva detto: "Tranquilli, ci penso io, metteremo noi i fondi senza accedere al PNRR." Io ancora non li vedo. Non c'è neanche un euro per il San Benedetto!
Potrei andare avanti con altre incompiute, perché allo stesso modo non avete messo niente per gli ospedali di Sassocorvaro, Fossombrone e Cagli. Dubito che tutte queste strutture, che io voglio ancora chiamare ospedali nonostante non siano più tali, possano rientrare tutte nei fondi dell'AST, perché l'AST avrà comunque un bilancio limitato.
Poi, se come per il San Benedetto a Pesaro volete dire: "tranquilli, ci pensiamo noi", vi ricordo che ogni cosa ha il suo tempo, ma fino a un certo punto, perché il tempo stringe.
Voi avete già fatto quattro anni di annunci e promesse che, in questo Piano, a quanto pare, non vengono mantenute.
L'ultimo minuto lo voglio tenere per un riferimento a un'altra parte degli investimenti previsti, quelli relativi al patrimonio pubblico di proprietà della Regione.
Si interverrà anche in alcuni edifici a Pesaro. L'immobile di via della Robbia, che ospita il Job, per 259.000 euro. Benissimo. Ma la capacità progettuale e la capacità di fare azioni concrete, mettendo a terra le decisioni della Giunta, emerge anche qui. Ovvero: quest’anno che cosa è stato fatto? Alla voce 2024: zero.
Anche qui, zero. Rimandare.
La palazzina ex IAT di via Mazzolari, un bellissimo edificio nel centro di Pesaro, poco distante da Casa Rossini, per manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico. Avete spostato uffici e dipendenti. Anche qui, che capacità ha avuto la Giunta Acquaroli di intervenire dopo aver spostato gli uffici? Nel 2024: zero. Ma qui andiamo ancora peggio, perché c'è zero anche nel 2025. Però l'avete voluta mettere comunque nel Piano triennale, perché nel 2026 volete mettere 600.000 euro.
E ribadisco il motto: omnia tempus habent, ma chissà poi che cosa ne sarà.
Non solo, non basta perché

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.

Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Riguardo al Programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione per il triennio 2024-2025-2026, non voglio fare polemiche, io, diversamente da alcuni colleghi che mi hanno preceduto, ma esprimere un grazie alla determinazione della Giunta Acquaroli, che sta dando un'accelerazione agli interventi che erano stati trascurati in passato, dimostrando una visione lungimirante e responsabile nel gestire le risorse e le priorità del territorio, con una visione politica e amministrativa della nostra Regione.
È molto positivo vedere che vengono messi in atto importanti investimenti per migliorare la sicurezza idrogeologica, l'offerta sanitaria e turistica nel nostro territorio, dove sono stati impegnati 2 milioni di euro per il 2025, per raggiungere nel triennio una spesa complessiva di 7 milioni. Parlo, in particolar modo, della mia provincia.
Per quel che riguarda la messa in sicurezza dei fiumi nel 2025 sono previsti 770.000 euro per le nuove casse di espansione sul Misa e sul Nevola e 3,5 milioni di euro per altre sistemazioni idrauliche nella Val Misa e tra Osimo, Castelfidardo e Falconara.
Oggi abbiamo sentito l'Assessore Baldelli, rispondendo alla Consigliera Ruggeri, assicurare l'impegno di spesa e il completamento della ciclovia nel tratto ricadente nel Comune di Castelfidardo e della Riviera del Conero.
La prevenzione del rischio idrogeologico è fondamentale per la protezione delle persone e dell'ambiente circostante, mentre l'attenzione all'offerta sanitaria e turistica contribuisce al benessere e alla crescita economica della nostra zona.
La risoluzione della questione dei parcheggi all'Ospedale di Torrette di Ancona, come ricordava anche il Consigliere Ausili, con il nuovo parcheggio da 1.500 posti auto a monte dell'ospedale, per risolvere una volta per tutte il problema dell'accesso e della sosta presso la nostra struttura ospedaliera regionale, riconosciuta tra le prime in Italia, è un passo significativo per migliorare l'accessibilità e la fruibilità dei servizi sanitari, garantendo un'esperienza migliore per i pazienti e per i visitatori.
Si stanno facendo passi concreti verso lo sviluppo sostenibile e il benessere della comunità locale, tenendo conto delle esigenze presenti e future.
È incoraggiante vedere progetti che integrano la protezione ambientale con lo sviluppo sociale ed economico.
Importantissimo, per tutti gli anconetani, il fatto che si continui ad investire sulla Cittadella di Ancona, con 800.000 euro nel 2025, creando un equilibrio importante per il benessere di tutti i cittadini.
A Fabriano si confermano gli investimenti per la nuova palazzina dell'ospedale e per la messa in sicurezza della strada dell'Eremo di Val di Ermita.
Sono questi alcuni dei principali impegni che riguardano il nostro territorio nel Piano delle opere pubbliche per l'annualità 2025 che andremo ad approvare oggi e che sicuramente i cittadini marchigiani sapranno apprezzare.
Credo che questi siano i fatti, le priorità, con una visione a 360 gradi della nostra Regione e non finalizzata ad accontentare il singolo Comune o la singola Provincia.
Grazie alla Giunta Acquaroli per il buon lavoro, alla Commissione territorio e ai relatori di maggioranza e di minoranza, Consiglieri Assenti e Casini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, non ho nemmeno uno spirito adeguato, però il dibattito per forza ci tira in questo agone, che mi impedisce di sottrarmi e mi obbliga a dire qualcosa rispetto alla democrazia.
La democrazia è una cosa molto bella perché uno degli elementi importanti, che si verifica con la partecipazione dei cittadini, è decidere chi avrà, nel passaggio successivo, la possibilità di governare i vari livelli istituzionali. Per fortuna il 2025 sta arrivando.
Tutte le scelte che sono state fatte, i percorsi che sono stati messi in campo, le promesse che sono state avviate trovano un limite, e il Piano triennale delle opere pubbliche, ringraziando in modo particolare la mia Capogruppo nonché relatrice di minoranza, lo fotografa: fotografa la difficoltà a governare.
Vedete, il paradigma della Presidente Meloni, che va dal benzinaio e ci racconta che le accise sono facili da togliere e che, quindi, quella operazione, appena arrivati al Governo, l'avrebbero messa in campo. Oggi ci accorgiamo invece che sono costretti a rimodularle e non lo fanno, dopo aver raccolto le istanze dei cittadini, proprio per evitare la figura più barbina.
Il Piano triennale delle opere pubbliche 2024-2026 sta in quello: quando si sta all'opposizione si prendono una serie di facili percorsi e poi, invece, come ricordava la Consigliera Marcozzi prima, le cose sono molto più complicate.
I cittadini forse sono anche stanchi della banalizzazione che la politica mette in campo, e anche oggi lo abbiamo dimostrato.
Consigliere Ausili, sulla palazzina di Fabriano mica l'abbiamo detto noi che la finivate nel dicembre 2022. Lo ha detto il Consigliere Ciccioli e, se non ricordo male, anche la Consigliera Lupini, quando in quella conferenza stampa dell'aprile 2022 a Fabriano, in pompa magna, hanno detto: "Abbiamo recuperato tutti i danni che avete fatto, ritrovato le risorse, rivisto il progetto nonostante siano aumentati i prezzi”. Non l’ha detto il Consigliere Mangialardi o il Consigliere Mastrovincenzo.
Noi abbiamo detto timidamente che c'era un progetto prima, con delle risorse. I Consiglieri Bora, Mastrovincenzo e Mangialardi dicevano semplicemente: date seguito, comprendendo anche quali fossero le difficoltà.
Voi invece, ai cittadini e in campagna elettorale, la cosa peggiore, avete detto: "A dicembre avremo quella struttura." Il 2025 arriva per tutti. Farete la campagna elettorale vendendo quello che hanno programmato quelli di prima, quelli cattivi. Andrete lì con il Salesi, con il raddoppio della variante, con l'INRCA, con Amandola, con l'intervento del Consigliere Cesetti, che ricorda sempre di essere stato Assessore al Bilancio per fare l'Ospedale di Fermo, una delle poche cose che è riuscito a fare bene. È inevitabile, è così.
Quello che avete programmato, purtroppo, è inciampato in quell'otre dalla pancia larga e dalla bocca stretta di cui parlava Ariosto, da cui tutto esce a goccia a goccia e con difficoltà. È inevitabile.
Se vi prendete degli impegni e poi non riuscite a mantenerli, non ve la dovete prendere con noi. Perché se il Presidente va ad un incontro a Senigallia e dice: "Per il prossimo anno - eravamo nel 2022 - avrete il Ponte Garibaldi nuovo, rifatto", non è che poi, se non accade, la colpa è nostra.
Per fortuna non è accaduto, e lo diremo in un altro momento.
Le vasche d'espansione sono ancora nella mente di Dio, nonostante, come diceva la Consigliera Vitri prima, ci sia una messe immane di denaro arrivata con il PNRR, che anche quando non è destinata a quelle opere, libera comunque risorse da poter spostare altrove.
La vasca di espansione di Brugnetto, partita quarant'anni fa per colpa degli altri, perché poi ci sono gli espropri, i ricorsi e tutte quelle cose lì, ha rischiato, come quelle di Falconara, perché nel 2022, anche se la vasca non era ancora finita, ha funzionato come se ci fosse stata, ossia non ha funzionato.
Dobbiamo essere prudenti, perché il rischio complessivo è quello di fare figuracce ed il 2025 arriva e dovrete vendere ciò che gli altri avevano sbagliato e che invece voi andrete, forse, ad inaugurare.
L'Assessore Baldelli ce lo racconterà. Ricominceremo con la storia degli ospedali che noi facevamo come era previsto dal decreto Balduzzi e che voi invece fate come volete voi. Ma qualcuno vi permette davvero di farlo oppure, quando arriverà il filo del 2030, ci racconterete per quali motivi non si sono fatti ospedali di primo livello quando la legge lo imponeva. Penso a Macerata. Diceva prima il Consigliere Carancini: non vendete… Non c'è l'Ospedale di Macerata, non c'è nulla. Anche se tutto dovesse filare per filo e per segno da domani, per dieci anni non si vedrà nulla.
È così. Non è colpa vostra, magari abbiamo sbagliato noi.
Io dico che i Governi precedenti hanno sbagliato tanto, non nell'effetto annuncio, magari hanno fatto anche scelte sbagliate, ma non nell'effetto annuncio che invece qui è imbarazzante, perché poi diventa propaganda, anche facile da verificare. E quando si verifica, il 2025 arriva.
Ad oggi, un bilancio che il Consigliere Cesetti tutte le volte vi ricorda.
Dovevamo fare, dopo la prima variazione di bilancio, quanto detto dall'allora Assessore al bilancio, ossia rendere il bilancio 2021 strategico. Invece tutte le volte siamo arrivati qui e l'ultimo, quello di dicembre, sarà il bilancio della propaganda, esattamente come questo Piano triennale. E io non ve ne faccio una colpa. Abbiamo amministrato tutti. È ovvio che, per gli impegni che avete preso, dovete mettere le opere nel 2026, perché non c'è capienza fino a quella data e non potete cancellarle.
Dovrete andare in campagna elettorale a raccontare che nel prossimo quinquennio sarete bravi a realizzare tutto quello che avevate preso come impegno nel 2020 e che non avete mantenuto di un solo segno. Questo è ciò che accade.
Poi, in questa partita, chi fa che cosa e quanto siete bravi…. Per esempio, ve lo ricordo io: l'intervento che si sta facendo e che si dovrebbe realizzare a Marina di Montemarciano era un vecchio progetto che non trovava capienza finanziaria, è stato rimpinguato e può produrre un risultato importante. Era un progetto pensato il 5 novembre, un assetto di progetto realizzato da quelli di prima, prima, pensando alle cose da fare per quelli che sarebbero venuti dopo, dopo. Perché chi amministra e chi governa deve avere così la testa, non sul contingente.
Sull'assetto progettuale del Misa e del Nevola, se oggi qualcosa si può fare e vi permette di impegnare qualche risorsa, è perché qualcuno prima, invece di muoversi a macchia di leopardo, come state facendo voi mettendo una toppa da una parte e un escavo dall'altra, aveva pensato che, per guardare alle future generazioni, ci fosse la necessità di progettare.
Il 2025 arriva. Sarò curioso di vedere quella campagna elettorale. E forse chi è stato da questa parte avrà anche qualche bell'argomento, compreso quello…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. A nome del Gruppo vorrei ringraziare per il lavoro che hanno svolto la Presidente della Commissione, Consigliera Acciarri, i due relatori, il Consigliere Assenti e la Consigliera Casini. Vorrei ringraziare anche per il lavoro di infrastrutture e opere pubbliche, sta portando avanti con grandi meriti, secondo me, sia l'Assessore Baldelli, ma direi in generale la Giunta e questa maggioranza.
Il Partito Democratico ha una certa sfortuna, perché dopo aver governato per 25 anni tante soluzioni arrivano come se fossero caramelle che fioccano dal cielo, arrivano tutte in questo momento. Addirittura, prima la Consigliera Vitri parlava di 10 anni di ritardo. Se la matematica non è un'opinione, magari 6 e 4 fa 10, eventualmente noi ne abbiamo due ancora di abbuono per poter raggiungere il ritardo che avete accumulato voi.
Battute a parte, ritengo, invece, che questo Piano triennale delle opere pubbliche sia ottimo. Certo, il migliore possibile? Non lo so, non credo, penso di no.
Il Consigliere Carancini, che ha fatto il Sindaco in una città importante come Macerata, capoluogo di provincia, sa benissimo che il Piano triennale delle opere pubbliche è certamente un indirizzo politico importante, che nell'idea è quello di rispettare e portare avanti, fermo restando che, come è stato detto da tantissimi altri Consiglieri, strada facendo le difficoltà si possono incontrare, soprattutto difficoltà di natura tecnica o burocratica.
Come diceva il Consigliere Assenti nella presentazione del Piano, c'è un trend di crescita per quanto riguarda gli investimenti sulle infrastrutture, c'è un incremento notevole per quanto riguarda gli investimenti.
Poi questa differenza che si fa tra Regioni. Io parto dal presupposto che provengo dalla provincia di Macerata, sono qui e rappresento tutto il territorio regionale, perché io sono Consigliere regionale, non sono Consigliere della provincia di Macerata.
Credo che il Piano debba avere una visione generale. Poi possiamo fare la suddivisione percentuale per provincia, ma la visione, secondo me, deve essere generale, perché se c'è bisogno di investire di più su Pesaro o su Macerata, è giusto che così si faccia, sempre per quella che è la visione politica di chi governa in quel momento.
Per esempio, non a caso citavo le province di Pesaro e Macerata, perché comunque è stato detto da qualcuno che mi ha preceduto che la percentuale di investimento in queste province è più alta perché c'è la realizzazione degli ospedali. Ovvio che la cifra va ad aumentare anche per questo motivo, così come per tutti gli altri investimenti di cui parlava prima anche il Consigliere Ausili sul capoluogo Ancona.
Io non credo che dobbiamo fare una battaglia su chi ha la percentuale più alta, il 2% in più o il 3% in più. Credo che la visione debba essere complessiva e credo che un'amministrazione seria debba avere una visione.
Quanto detto prima dal Consigliere Putzu sull'onestà intellettuale, ribadisco un po' le parole del Consigliere: non abbiamo mai negato, dal momento in cui siamo subentrati a governare questa Regione, gli eventuali meriti di chi ci aveva preceduti, perché sarebbe sciocco.
L'Ospedale di Fermo è chiaro che è partito con la vostra amministrazione. Ovvio che noi lo abbiamo portato avanti, stiamo portando avanti questi lavori. Non è vero che non ci abbiamo reinvestito, ma poi sulle questioni tecniche l'Assessore Baldelli sarà molto più chiaro ed esplicito di me.
Però l'onestà intellettuale deve esserci anche da parte vostra nel dire che tutti questi investimenti e questi grandi finanziamenti che sono arrivati oggi, e non solo per merito del PNRR ma anche di altri fondi, non hanno precedenti nella nostra Regione.
Poi ci sono le difficoltà nel realizzare le opere, assolutamente sì. Lo abbiamo detto e lo possiamo ripetere all'infinito, ce lo possiamo dire fino al 2025, che arriverà, e tutti siamo curiosi di vedere gli effetti che porterà. Però l'onestà intellettuale sta anche in questo.
Vi faccio anche un piccolo esempio, scusate se vi annoio con queste cose. Io ho fatto il Sindaco di un Comune di 1.500 abitanti e sono ricordato, grazie a Dio, come il Sindaco che ha ristrutturato e riaperto un teatro storico dopo 40 anni.
Sapete cosa ho detto all'assemblea, all'inaugurazione, dove erano invitati tutti i cittadini, le istituzioni e quant'altro? Ho detto: “È vero che ho portato avanti questo progetto, ma devo ringraziare il Sindaco che mi ha preceduto, che politicamente non era della mia parte, perché era stato lui ad avviare questo processo. Io ho continuato su questa strada e siamo riusciti a raggiungere il risultato”.
Questa è l'onestà intellettuale a cui faceva prima riferimento il Consigliere Putzu, perché non c'è niente di male, così come nell'ammettere quando uno sbaglia. Qual è il problema? Chi non sbaglia? Ma figuriamoci chi amministra, perché ogni giorno si deve confrontare con quella che è la realtà.
Non credo che ci sia niente di male nell'ammettere questo, ammettere quando l'avversario politico fa una cosa buona, o criticarlo quando non la si condivide.
Credo che questo sia un ragionamento serio. I cittadini non hanno più voglia di ascoltare le bugie della politica, non hanno più voglia di sentire tante cose talmente ripetitive che fanno parte del gioco delle parti. Dobbiamo essere molto chiari.
Avevo qualche appunto, la programmazione lungimirante, che va anche oltre il triennale, non penso che possa rappresentare un disvalore. Certamente poi le cose vanno messe a terra, ci deve essere qualcosa di concreto per dare quelle risposte che i cittadini chiedono.
Le previsioni fantasmagoriche sugli ospedali. Mi risulta che il progetto dell'Ospedale di Macerata fosse un progetto che, con il project financing, avrebbe comportato una cifra esorbitante. Oggi noi stiamo portando avanti un progetto che, con circa 200 milioni di euro, ci darà la possibilità di realizzare il nuovo ospedale a Macerata, che non è più l'ospedale unico. Lo abbiamo detto mille volte. È un ospedale di primo livello, ma noi abbiamo fatto una scelta ben precisa. Ogni volta credo sia opportuno ricordarlo: abbiamo fatto la scelta di mantenere i servizi del territorio e fare un ospedale di primo livello che sarà importante per Macerata, così come lo sarà quello di Pesaro.
È un Piano, secondo me, molto importante: 411 milioni di euro di investimenti, dove andiamo a toccare diversi settori. Credo che sia stato fatto un buon lavoro, così come si sta facendo un buon lavoro da quando questa amministrazione si è insediata.
Qualcuno prima, dai banchi dell'opposizione, ricordava che la precedente amministrazione aveva dovuto combattere con il Covid, ci ha dovuto combattere anche questa amministrazione, anche questo dobbiamo sempre ricordarlo: credo che un anno e mezzo o due siano stati impegnativi per questa amministrazione, per stare dietro al Covid, alle vaccinazioni e quant'altro.
Ritengo che stiamo facendo la nostra parte.
Torno a dire: 411 milioni di euro di investimenti. Cercheremo di accelerare laddove è possibile accelerare, però ritengo che ci sia una visione ben chiara da parte di questa amministrazione, quindi una strada tracciata verso dove vogliamo arrivare, mettendo al centro, come diceva prima il Consigliere Ausili, solo ed esclusivamente le Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molta attenzione il dibattito fino ad ora, sia da parte dei Consiglieri della minoranza che dei Consiglieri della maggioranza.
È chiaro che fare un Piano delle opere pubbliche è importante e anch'io sono d'accordo nel mettere al centro le Marche, perché un Piano delle opere pubbliche si può fare soltanto tenendo conto degli interessi della comunità marchigiana, mantenendo però un equilibrio sulle cinque province delle Marche, da nord a sud. Questo equilibrio, fondamentalmente, in alcuni passaggi non lo abbiamo trovato.
La prima cosa che volevo rilevare è questa: il Piano delle opere pubbliche viene portato in Consiglio regionale ad ottobre. Mancano 76 giorni dalla fine dell'anno. Il Piano delle opere pubbliche viene portato all'attenzione del Consiglio regionale per essere approvato in zona Cesarini e questo credo che sia un disvalore, nel senso che, se il Piano serve per pianificare, programmare, fare investimenti, guardare al futuro, avere una visione del futuro, come è stato anche detto, credo che debba essere portato all'attenzione degli organismi che lo devono approvare con un po' più di anticipo e non a 75-76 giorni dalla scadenza dell'anno.
Una cosa che vorrei mettere in evidenza è il concetto della continuità sulla programmazione ed anche sulle progettazioni. Lo ricordava prima il Consigliere Livi quando riportava la sua esperienza sul teatro della città che amministrava.
Certamente il problema della continuità deve essere un concetto fondamentale nel passaggio tra amministrazioni. Certo, è anche giusto e opportuno che ci siano visioni diverse, ma la continuità dà risposte più veloci, maggiore celerità, maggiore concretezza e risposte ai cittadini. Già le opere pubbliche, per essere realizzate, hanno bisogno a volte di tempi lunghi, se poi quando si arriva all'obiettivo di partire con un'opera pubblica, arriva un'altra amministrazione, che cambia il progetto e riparte da capo, quell'opera non si realizzerà in tempi brevi.
Una dimostrazione è il progetto dell'ospedale di Pesaro. Quando era tutto pronto per partire, è stata fatta un'altra scelta, è stato modificato il percorso ed oggi vediamo come la Giunta regionale, in data 9 agosto, abbia approvato una delibera che prevede, ed è stato oggetto anche di una discussione e di un'interrogazione nella scorsa seduta, un accordo di programma che ancora deve essere firmato e trasmesso al Ministero, mentre il contratto con chi deve fare il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato firmato pochi giorni fa.
Quattro anni sono intercorsi dal settembre 2020 all'ottobre 2024, quattro anni abbondanti, probabilmente se si fosse andati avanti con il percorso che era già stato impostato e tracciato, si sarebbe già in parte realizzata l'opera.
Su questo voglio dire una cosa. E’ stato richiamato da diversi Consiglieri il concetto dei project financing di Pesaro e Macerata, io non sono un appassionato di project financing, lo premetto, però non si vadano a raccontare favole ai cittadini. I project financing, che erano stati impostati, prevedevano nel canone tutta una serie di costi di gestione, che comunque rimarranno a carico della sanità, perché la parte del project prevedeva non solo la costruzione dell'edificio ospedaliero, ma anche tutta una serie di gestioni di servizi non sanitari: mense, pulizie, lavanderie, gestione del verde, parcheggi e altro.
Non mi dilungo su questo, ma quando si dicono le cose bisogna essere corretti fino in fondo. Il project financing non riguardava soltanto l'edilizia, ma tutta una serie di servizi che rimarranno sul bilancio della Regione e sull'Assessorato alla sanità.
Una cosa che vorrei rilevare, e la pongo come domanda, non in tono polemico, è questa: il masterplan di edilizia ospedaliera, che è stato presentato all'inizio di questa legislatura e che prevedeva investimenti per circa un miliardo di euro, quante opere sono state realizzate e quante ne sono partite? Per esempio, nella nostra provincia non mi pare che ne sia partita nessuna, se non quella relativa all'ospedale di Pesaro, per il quale deve essere ancora firmato l'accordo di programma e il contratto con la ditta incaricata della progettazione è stato firmato soltanto nei giorni scorsi.
L'altra questione che vorrei rilevare riguarda i cambiamenti climatici. Qui non è un problema di giocare o non giocare a Monopoli, come ha detto il Consigliere Carancini. Il tema dei cambiamenti climatici riguarderà tutti: destra, centro e sinistra.
I cambiamenti climatici sono un tema sul quale dovremmo misurarci tutti quanti, non da domani ma da ieri, perché quello che sta accadendo in questi ultimi anni non è mai accaduto nella storia del nostro Paese. Accadeva forse nel sud degli Stati Uniti, nelle zone dove, anche qualche giorno fa, è passato un tornado.
Il tema dei cambiamenti climatici è un tema sul quale dovremmo prestare grande attenzione, soprattutto facendo investimenti sul dissesto idrogeologico e sulla manutenzione delle aste fluviali, dei fossi e dei torrenti, perché sarà un problema, comunque, a prescindere da chi governerà questa Regione.
Sarà un tema per l'agricoltura, per le popolazioni, per i danni e per le vittime, perché poi quegli investimenti che si dovranno fare, a mio avviso con maggiore celerità, ed in questo Piano ne trovo troppo pochi, verranno ripagati per N volte. Quello che oggi investiamo sul dissesto idrogeologico, sulle manutenzioni o sugli investimenti per far sì che non accadano più le alluvioni, viene ripagato in danni con cifre estremamente più alte.
Credo che non solo dobbiamo avere al centro le Marche, ma dobbiamo avere una visione, un dinamismo e guardare con grande attenzione agli interessi dei cittadini.
Non posso non rilevare che il Piano delle opere pubbliche arrivi ad ottobre e dei 411 milioni di investimenti programmati, in larga parte negli anni a venire, soltanto 41 siano previsti nell'anno in corso, mentre 219 milioni sono previsti nel 2025 e 151 milioni nel 2026.
Nel 2026, comunque, non ci sarà più questa amministrazione regionale; vedremo cosa decideranno i cittadini marchigiani l'anno prossimo quando ci saranno le elezioni.
Una cosa è certa: anche se dovesse rivincere chi governa oggi la Regione, comunque, dovrà passare al vaglio elettorale.
Anche questa programmazione, che spalma cifre per oltre 300 milioni, addirittura, oltre il 2026, parlando del 2027, 2028 e 2029, mi sembra eccessiva.
Si scavalca un periodo elettorale e mi sembra ci sia quasi la volontà di dire ai cittadini marchigiani: faremo, faremo, faremo.
Dopodiché riprendo le parole del Consigliere Carancini quando dice che quello che conta sono gli impegni di spesa, i mattoni e le opere che si mettono a terra, perché i cittadini possano vederli.
Concludo, facendo un ultimo appello sulla questione dell'hospice pediatrico di Fano, che è stata una battaglia elettorale sulla quale ci siamo ritrovati tutti, centrodestra e centrosinistra. È stata anche una battaglia dell'ex Consigliere, oggi Sindaco di Fano, sulla quale ancora non vediamo alcuna concretezza per la partenza di questa opera. Di fatto sarebbe opportuno che quest'opera, che è stata promessa, decantata e sulla quale si è ragionato trovando anche un consenso unanime, possa partire nel più breve tempo possibile, perché credo sia interesse di tutti che venga realizzata nei tempi più rapidi possibili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Borroni.

Pierpaolo BORRONI. Grazie, Presidente. Ho l'onore di chiudere questa sessione di dibattito molto interessante.
Devo fare i miei complimenti a tutta la III Commissione, dove fino a poco tempo fa, prima di passare in IV Commissione, ho rivestito il ruolo di componente insieme al Consigliere Assenti e a tutti gli altri membri.
Devo dire che questo è l'ennesimo passaggio importante che la Giunta Acquaroli compie verso un cambiamento che sta andando nella direzione che avevamo proposto all'inizio del nostro mandato.
Abbiamo messo le mani, come Amministrazione regionale, in ogni tipo di argomento: dalla sanità al turismo, all'aeroporto. Oggi parliamo di infrastrutture ed è oggettivo, davanti a tutti noi, che prima di questa Giunta nelle Marche vi fosse un ritardo infrastrutturale incredibile. Tant'è vero che il Governo Meloni ci ha riconosciuto addirittura la continuità territoriale con l'aeroporto, dovuta anche alle carenze infrastrutturali.
Sfortuna o fortuna vuole che, come tanti di voi, io appartenga alla classe politica già da diversi anni. Sono entrato in Consiglio comunale a Civitanova Marche nel 2000, all'età di 24 anni, e all'epoca conoscevo le problematiche della nostra terra. Al contempo, in quegli anni vivevo la stagione del Governo Berlusconi, in particolare il 2001, in cui, con la legge obiettivo del Governo Berlusconi, si andò a finanziare quella che allora era ritenuta una follia, la Quadrilatero, l'unica vera grande opera pubblica e infrastrutturale che nelle Marche...
Io, essendo di Civitanova Marche, ne so qualcosa da vicino: prima dell’apertura della SS 77 - che da Civitanova Marche va oltre Camerino - era quasi impossibile raggiungere l'Umbria se non con un'ora e mezza di traffico incredibile.
Quella superstrada ha aperto un mondo alla mia Civitanova Marche e a tutta la provincia di Macerata e questo è stato l'unico vero cambiamento che nelle Marche è avvenuto negli ultimi vent'anni.
Oggi, con gli impegni presi dal Presidente Acquaroli, dalla Giunta e con l'aiuto del Governo centrale Meloni, abbiamo la possibilità di mettere a terra tante opportunità e lo stiamo facendo con fatti concreti.
Prima qualcuno ha parlato del casello autostradale della Val Potenza a Potenza Picena. È un'opera sacrosanta, perché su quella vallata, su quella strada, che è comunemente nota come "la Regina", insistono tante imprese importanti di calibro internazionale che hanno difficoltà logistiche.
Quindi, quel casello risponde a una necessità reale di quella vallata e noi stiamo mantenendo una promessa fatta, senza dimenticare l'importantissima opera pubblica che è la Pedemontana, che fino a poco tempo fa era solamente un sogno.
Noi stiamo cambiando completamente la visione stradale e infrastrutturale delle Marche: da bellissime vallate che dall'Appennino vanno al mare con le proprie superstrade fino alla SS 16 e all'autostrada A14, a un sistema a rete in cui avremo un'alternativa all'autostrada A14 e alla SS 16 nell'entroterra, dando sbocco a tutte le risorse umane, industriali e civili dell'interno, mettendo a rete tutto il nostro territorio e colmando quel gap di cui ho parlato all'inizio, in maniera importante.
Questa è un'opera che in gran parte, se non totalmente, è finanziata e i cantieri sono in procinto di partire. Un cambiamento che sarà totale rispetto alla realtà di cui ho parlato prima, quando ero un amministratore ventiquattrenne nel 2000 a Civitanova Marche.
Nessuno nega che prima di noi ci siano state opere avviate e portate avanti anche grazie al lavoro iniziato precedentemente. Parlo dell'Ospedale di Fermo o dell'INRCA qui ad Ancona, che sono opere che oggi hanno avuto un'accelerazione importante grazie a questa Giunta, ma che sono partite negli anni precedenti. Questo nessuno lo nega. È un percorso che è iniziato e che sta andando avanti nella maniera più spedita possibile.
Voglio spendere due parole su Civitanova Marche, che è una città che, vista l'apertura della SS 77 e grazie anche alle ottime amministrazioni di cui ha goduto in tutti gli anni dal 2000 in avanti, con il Sindaco XX, con il Sindaco YY e poi grazie anche alla continuità data dal Sindaco XY, ha avuto un'esplosione sia demografica che industriale molto importante.
Noi abbiamo una zona industriale, che è una delle più grandi delle Marche, probabilmente, enorme, con tante realtà produttive e tantissime attività, e abbiamo investimenti importanti che si stanno mettendo a terra sul territorio, promessi dal Presidente Acquaroli e da tutta la Giunta, che oggi stanno andando verso l'apertura dei cantieri.
Proprio in questi giorni, parlando di sanità, siamo in procinto di cantierare la nuova ala dell'Ospedale di Civitanova Marche, un'opera da circa 26-28 milioni di euro, neanche ricordo bene l'importo preciso, magari dopo l'Assessore Baldelli sarà più preciso di me.
Un'opera importante, su quattro piani, 1.700 metri quadrati, quattro sale operatorie e un nuovo pronto soccorso. Una promessa che diventa concreta e che sarà cantierata a giorni.
Una risposta reale e concreta al nostro territorio e alle esigenze di Civitanova Marche, perché d'estate, come altre città della costa, penso a San Benedetto del Tronto, il fenomeno turistico ne raddoppia la popolazione, quindi l'emergenza-urgenza per Civitanova Marche è imprescindibile e la stiamo affrontando, come promesso.
Ultimo appunto che voglio fare è riferito alle parole del Consigliere Carancini, che parlava della bretella di Civitanova Marche come di una chimera, una bugia scritta su un foglio, oppure che la promozione dell'accordo fra i Comuni e la Regione fosse solamente uno specchietto elettorale. Invece no. Quella bretella è stata disegnata sul Piano regolatore di Civitanova Marche nel 1998 ed è stata inserita effettivamente nel PRG in variante generale. All'epoca ero Presidente della Commissione urbanistica, nel 2000, con il Sindaco YY, il miglior Sindaco di Civitanova Marche per ben dodici anni di fila.
Quell'opera, se fosse stata realizzata negli anni in cui il centrosinistra ha governato per vent'anni, dal momento in cui fui eletto la prima volta ad oggi, avrebbe consentito a Civitanova Marche uno sviluppo migliore e accompagnato dall'ente regionale, cosa che all'epoca non successe. Ci fu una grande esplosione demografica e una grandissima esplosione economica, non supportata da una Regione che era completamente assente sul territorio.
Oggi la Giunta Acquaroli, con questo investimento di 48 milioni di euro, va a porre rimedio a quella mancanza sul territorio maceratese della Regione a guida Partito Democratico. Lo stiamo facendo con fatti concreti, non con tante chiacchiere e con il Monopoli.
Sta di fatto che oggi abbiamo questo Piano delle opere pubbliche che rappresenta uno spaccato importante del lavoro fatto dalla Giunta Acquaroli, che va nella direzione giusta e che segna uno spartiacque tra il fare e il non fare degli anni precedenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Penso che la replica da fare sia in sé: ci sono stati undici interventi dei Consiglieri di maggioranza e sette di minoranza. Parliamo di un Piano delle opere pubbliche completamente diverso, opposto. Per undici persone esiste, per gli altri sette non esiste.
Stiamo parlando neanche di un vizio o di una “mandrakata”, come direbbe l’agnostico Consigliere Carancini, ma di due realtà diverse, due entità diverse, due mentalità opposte. Si arriva addirittura a negare l'evidenza di tutto. Non c'è una buona volontà, non c'è una partecipazione attiva dall'altra parte nel riconoscere un qualcosa di buono.
Non c'è nulla di buono, perché l'agnostico? Perché l’agnostico, soprattutto in materia religiosa, è quello che nega addirittura l'esistenza. Anzi, non è che la nega, proprio non esiste, è umanamente impossibile credere. E così voi state facendo sul Piano delle opere pubbliche.
Per voi non ci sono opere pubbliche appaltabili, non ci sono progetti prevedibili. Passatemi il termine, se parliamo di un triennale 2024-2026, è normale che la programmazione e la progettazione siano triennali, anche perché di concerto con l'annualità 2024. Per voi è proprio impossibile.
Ma è talmente impossibile però… perché agnostico? Perché non arrivate a contestare punto per punto l'opera che non vi piace, perché sarebbe pensabile e credibile dire: questa opera è sbagliata, vi siete allungati, l'avete fatta male, la Pedemontana non mi piace, pensavo a qualcos'altro. No. Voi contestate in sé, voi contestate tutto. Quindi questo Piano, tamquam non esset, non esiste, non è mai esistito. Quindi, di che cosa parliamo? Del nulla. Non è così e questo non vi fa onore, perché l'aggiustamento, l'opera pubblica, la costruzione, oggi la definiamo "Monopoli". Eppure quel Monopoli aveva uno scopo nel gioco: costruire, comprare case, alberghi, costruire e quindi fare opere pubbliche.
Invece anche in questo caso l'abbiamo traslato nell'accezione negativa di un gioco ludico che, tra l'altro, posso consigliare. C'è un importante evento europeo sui giochi da tavolo, che penso si terrà a Copenaghen, molto seguito in tutta Europa. Lo consiglio perché potrebbe essere un esercizio interessante dell'applicazione del gioco.
Per tornare alle cose politiche, si evidenzia anche oggi una differenza di verità e di ragioni. Abbiamo capito che in politica esistono sempre due verità: quella della maggioranza e quella dell'opposizione.
Anche con i numeri, che sono tassonomici, concreti, reali, sugli investimenti e sulle opere, riusciamo a dividerci e a non dare il minimo segno di assenso ad una maggioranza che, invece, quattro anni fa, quando è entrata in carica, e la Consigliera Casini lo ricorda, traslò il vostro Piano delle opere pubbliche sia per assenza di tempo sia per assenza di risorse. Ma comunque lo traslammo e fu buona prassi riconoscere questo atteggiamento.
L'unica volta che l'avete fatto, e non era per le opere pubbliche, è stato quando, sulla prima variazione di bilancio, abbiamo reinserito i 6 milioni di euro tolti per le cure ai malati oncologici. Solo su quello ci avete dato un cenno. L'allora Capogruppo Mangialardi riconobbe questa apertura nei confronti della maggioranza. Per il resto avete avuto questo atteggiamento completamente contrario.
È quasi come se vi dessimo fastidio nel dire e nel fare le cose. Vi creiamo un urto, una questione politica e personale che riesce addirittura a negare l'evidenza.
Spero in una differenza di atteggiamento anche in questo ultimo anno, dove per fortuna è tornata la campagna elettorale e tornerà il confronto politico. Mi auguro che ci sia un atteggiamento migliore, capace di riconoscere ciò che di buono è stato fatto, così come ciò che è stato sbagliato.
Voi evidenziate soltanto alcune lacune e non evidenziate ciò che questa maggioranza, la Giunta e il Presidente Acquaroli stanno facendo con grande laboriosità, interesse, capacità ad esclusivo interesse delle Marche, dei marchigiani e delle nostre opere pubbliche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Giusto per chiarire che il Consigliere Carancini, da agnostico, sospende il giudizio e non dà un giudizio negativo. L'agnostico ha una sospensione di giudizio perché si trova di fronte ad una realtà talmente più grande di lui che non giudica e dice: “Non comprendo e non capisco”. Quindi, da questo punto di vista, sono convinta che la definizione sia corretta, quella del Consigliere Assenti. Non la definizione che ha dato lui, ma è appropriata rispetto all'atteggiamento del Consigliere Carancini: mi sento di dire che è stupefatto e rimane privo di giudizio.
Ho sentito tante cose: presuntuosi, arroganti, falliti. Ne ho sentite tante, anche con nomi e cognomi, il che è fastidioso. Nel senso che finché si gioca o si scherza va bene, ma quando si comincia a dare degli arroganti, dei presuntuosi, addirittura io avrei detto “somari”... Ho citato, tra l'altro a voce bassa, un detto di mia nonna, che era una maestra, che diceva: “Non dovete mai essere i primi dei somari”, che non significa dare dei somari alle persone. Questo è tanto per capire che, quando si discute, sarebbe importante anche capire quello che l'altro dice. invece di prepararsi ad emettere il giudizio.
Queste nelle premesse.
Sì, abbiamo una visione diversa, la nostra è più pragmatica. Non a caso nel nostro Piano del 2019 c'erano delle opere finanziate, alcune di quelle opere non c'erano perché erano state messe a terra, ma le avete citate.
Mi stupisco di chi ancora sostenga che ci sono 48 milioni di euro per la famosa bretella, perché basta prendere la delibera e andare a vedere il Piano triennale per scoprire che i soldi non ci sono, che non ci sono impegni di spesa. Qui nessuno è nato privo di un minimo di esperienza amministrativa.
Esistono delle opere che sono state più volte trasferite e ho fatto l'esempio dell'Aspio, ma ne potrei fare altri. Ho fatto l'esempio dell'Aspio perché è macroscopico, le risorse sono state trasferite nelle varie annualità.
Una chiosa: chi parla, per esempio, di un trend di crescita sulle annualità. Certo che c'è stato un trend di crescita, soprattutto nel 2026 e nella tabella, nella colonna “altre annualità”, perché quella è la colonna più importante di tutte, quella che ha maggiori somme a disposizione. È quella delle “altre annualità”, come ho tradotto in volgare: “a babbo morto”, si dice nel Piceno.
Sugli impegni di spesa, vorrei ricordare a chi è intervenuto e adesso non c'è, che sull'Ospedale di Macerata, erano stati impegnati 60 milioni di euro, erano iscritti a bilancio e oggi non sono più iscritti a bilancio e avevano una loro annualità. Le cose vanno dette e vanno dette come sono.
Il project financing non è una bestemmia, è una modalità stabilita dal Codice degli appalti. È ora di finirla nel dire che c'era un project financing. Nel Piceno, per esempio, c'era un rent to buy che durava vent'anni e una parte era invece in gestione per alcune funzioni.
Prima di terrorizzarsi, se lo Stato italiano prevede, e non solo l'Europa, che esista la fattispecie del project financing, significa che è una possibilità. Oltretutto, all'epoca io ero Presidente di ITACA, l'Istituto per la tutela degli appalti, e avevamo considerate queste cose.
Ho sentito dire tante volte la parola “mettere a terra”. Mettere a terra significa aprire il cantiere, cominciare a portare i mezzi, fare la recinzione del cantiere, mettere la tabella. E questo non si è visto, se non per opere che avevamo già iniziato noi o finanziato noi. Io vorrei che oggi mi fosse indicata un'opera che è stata fatta.
Ricordo al Consigliere Ausili, che parla del fatto che non siano mai stati fatti dragaggi nel Porto di Ancona, che mi rifiuto anche di rispondere. Gli ricordo che l'Autorità Portuale di Sistema, che doveva essere a Ravenna o a Ortona, è stata portata ad Ancona dalla precedente Giunta. Quando si parla di Autorità Portuale bisognerebbe sapere di che cosa si sta parlando.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Cercherò di riassumere nel più breve tempo possibile l'intervento, ma lei sa che, dopo ore di discussione, poter replicare richiede del tempo.
Innanzitutto, al di là di alcuni interventi molto qualificati e appropriati, che dimostrano anche la conoscenza di ciò che stiamo discutendo, devo dire che forse sarebbe il caso di rivedere anche la modalità di approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche. Questo perché mi sembra che a volte si discuta di altri atti e non del Piano triennale delle opere pubbliche.
Ad esempio, quando sento che alcuni impegni di spesa non sono indicati nel Piano delle opere pubbliche, oppure quando ascolto che mancherebbero nel Piano delle opere pubbliche interventi come quello sul Palazzo del Genio Civile di Pesaro, i cui lavori sono iniziati un anno fa, è evidente che non sono nel Piano delle opere pubbliche perché sono già usciti dal Piano delle opere pubbliche.
La Consigliera Casini lo sa bene, perché l'ho ascoltata con attenzione. Ha fatto degli interventi comunque precisi, con idee diverse, ma molto puntuali.
Se noi facessimo, e lo dico al relatore di maggioranza, un aggiornamento domani del Piano delle opere pubbliche, non ci sarebbe più nemmeno l'Ospedale di Pesaro e sparirebbero le risorse dell'Ospedale di Pesaro, perché abbiamo firmato un contratto, formalmente è partita la progettazione, sono partiti gli impegni e non deve essere reinserito nel Piano triennale delle opere pubbliche. Funziona così un Piano triennale.
Forse, lo dico ai relatori di maggioranza e opposizione, dovremmo fare un Piano che, una volta approvato a marzo dalla Giunta Acquaroli, venga discusso in Commissione e, qualora vi fossero delle modifiche, torni in Giunta.
Purtroppo non possiamo trascorrere ore e creare confusione tra i Consiglieri e nell'opinione pubblica all'esterno dicendo cose che sono completamente inesatte. Non uso altri termini gravi che ho sentito anche in quest’Aula consiliare.
Ed è anche vero, partendo dai numeri, che ci sono centinaia di milioni che vengono spalmati su anni successivi rispetto al Piano che oggi noi licenziamo in maniera definitiva per questo triennio, in quest’Aula, perché partono lavori che non possono concludersi in tre anni.
L'Ospedale di Pesaro non può concludersi in tre anni. Si concluderà, se tutto andrà bene e non avremo difficoltà nella realizzazione dell'opera per variabili che oggi non possiamo conoscere, almeno in cinque anni. Lo abbiamo dimostrato con l'INRCA di Ancona, dal 2020 all'incirca al 2025 diamo un'opera pressoché completata. Questi sono i termini, se non si hanno inciampi nelle procedure.
Ecco perché non ci sono gli impegni di spesa, che si avranno dopo la progettazione, con stralci successivi, anno per anno, durante l'avanzamento dei lavori.
Non dobbiamo sorprenderci se nel Piano delle opere pubbliche troviamo 1,5 milioni per la realizzazione di una bretella quest'anno o il prossimo anno. È la progettazione che poi va a terra, con appalto integrato o meno, e negli anni successivi si pagheranno le ditte secondo l'avanzamento dell'opera.
Ecco perché abbiamo perso decine di minuti, se non ore, a volte, a parlare del nulla. Lo dico per evitare qualsiasi tipo di offesa ad altri colleghi del Consiglio: a volte bisogna studiarli gli atti, Consigliere Assenti, altrimenti rischiamo di dire che a Cagli non c'è alcun investimento per l'edilizia sanitaria ospedaliera. Oibò, il cantiere è già partito, la rete rossa è già stata realizzata, il cantiere è già stato recintato.
Fuori ne ho sentite di tutti i colori: su questi cantieri che cambiano tracciato, Pedemontane che, in alcuni territori, a seconda di dove abita un Consigliere o un Assessore, diventano a quattro corsie, Pedemontane che da C1, così come fortemente voluto dal Presidente Acquaroli, diventano C2. Io credo che si giochi un po' al lotto e che, quando si dica C1 o C2, non si sappia nemmeno di che cosa si stia parlando.
Questo accade spesso nelle discussioni che potremmo fare all'osteria davanti a un buon vino bianco, ma non possiamo farle in un Consiglio regionale.
“Non c'è nulla di avviato da questa amministrazione e avete riproposto i programmi del centrosinistra”. Se parliamo di programmi, è presumibile che nella fantasia o nella mente di qualsiasi Consigliere regionale di questa Assise, o di qualsiasi Assessore regionale di questa Giunta o della Giunta precedente, ci fossero stati slanci in avanti per cambiare le Marche. Ma gli slanci in avanti devono essere negli atti amministrativi, nelle leggi di questa Regione, penso al Piano sanitario, o negli atti amministrativi, penso al Piano triennale delle opere pubbliche. Se le risorse non vengono stanziate dal bilancio regionale e se non vengono poi inserite nei piani triennali, rimangono fantasie e non programmazione e visione di sviluppo della nostra Regione.
Alcuni numeri. È vero o non è vero che nel 2019, l'ultimo Piano approvato dalla Giunta precedente, gli interventi previsti nel Piano delle opere pubbliche erano 46 milioni di euro?
È vero o non è vero che nel 2023 quei 46 milioni di euro sono diventati 343 milioni di euro?
È vero o non è vero che nel 2024, nell'atto che, Consiglieri, oggi state licenziando, i milioni di euro sono diventati 411.885.000 euro, tutte risorse già disponibili, altrimenti non potevano entrare in questo Piano? Abbiamo fatto una scelta precisa insieme al Presidente Acquaroli e a tutti gli altri colleghi di Giunta.
Ma vi dico di più. Se vi spaventate delle cifre che il Presidente Acquaroli è riuscito a intercettare insieme ai suoi Assessori, vi dico che questo Piano, negli anni a seguire, già con gli interventi previsti, che ancora non abbiamo inserito, conterrà 720 milioni di euro.
Perché l'Ospedale di Pesaro, come quello di Macerata, non lo troviamo tutto in questo Piano. C'è stata solo una persona che ha distrutto il Tempio e l'ha ricostruito in tre giorni e non credo che il Presidente Acquaroli possa essere paragonato a chi ha distrutto il Tempio e l'ha ricostruito in tre giorni.
Al Presidente Acquaroli servono cinque anni per costruire un ospedale, al netto di altre variabili. Ci vogliono tre o quattro anni per costruire una palazzina ospedaliera.
Al Presidente Acquaroli …la bretella di Porto Sant'Elpidio. Parliamo di Lungo Tenna. Mi va di parlarne perché ho sentito prima la corretta ricostruzione della Consigliera Marcozzi e l'intervento del Consigliere Putzu. Io ho trovato, e sono contento di averli trovati, 5 milioni di euro sulla Lungo Tenna. Il problema è che noi ce ne abbiamo messi 50 milioni di euro da Porto Sant'Elpidio, dal casello Lungo Tenna, fino ad arrivare, nelle nostre intenzioni, al nuovo Ospedale di Fermo.
Sul nuovo Ospedale di Fermo, il Consigliere Cesetti ha fatto un buon lavoro, lo dico e lo sottolineo. Ha avuto il coraggio di abbattere strutture vecchie e vetuste che abbiamo in tutta la nostra Regione. Lo ha fatto nella sua provincia. Da ottimo rappresentante del territorio ha messo circa 100 milioni di euro. Noi ne abbiamo aggiunti e ne stiamo aggiungendo altri 59, perché i prezzi lievitano.
Sono stato al Ministero pochi giorni fa, veniamo segnalati come una Regione molto virtuosa dal punto di vista della spesa per l'edilizia sanitaria ospedaliera perché abbiamo costi più bassi rispetto ad altre realtà per posto letto nella costruzione degli ospedali.
E questo, me lo consenta il Consigliere Mastrovincenzo, di cui ho stima per i toni e per i contenuti delle sue argomentazioni, era sottostimato il lavoro della palazzina ospedaliera di Fabriano. È vero, l'unica opera che è in ritardo, in grave ritardo. E’ vero era stata progettata dall’amministrazione precedente – a cui non ho mai dato la colpa – che probabilmente è incappata in una progettazione che non è venuta come si voleva Era sottostimata di circa il 50% dei costi, al netto degli aumenti dovuti alle contingenze che viviamo in questi anni, dal Covid alle guerre. Quel progetto era sbagliato e l'abbiamo dovuto riproporre perché non aveva superato la verifica. Ecco perché, al nostro insediamento, quando rispondemmo su quando si poteva cantierare quell'opera, dicemmo sei mesi, o un anno, adesso non ricordo esattamente.
Purtroppo quel progetto non ha superato la verifica e abbiamo dovuto ricominciare da capo con tutte le integrazioni necessarie.
Vogliamo parlare di tutto il nostro entroterra?
Mi piace parlare proprio di Fabriano, partendo dalla palazzina ospedaliera. 100 milioni di euro per l'avvio della Pedemontana Fabriano-Cagli, la Pedemontana Nord, su cui nessuno aveva messo le mani. Anzi, devo dire, e questo mi dispiace per alcuni Consiglieri presenti che erano Assessori al tempo, che la Giunta Ceriscioli tolse le uniche risorse disponibili, stralciandole e investendole in altre strade, per la Pedemontana Nord nella provincia di Pesaro e Urbino, a cavallo con la provincia di Ancona. 100 milioni di euro per Fabriano Est-Fabriano Ovest.
Poi abbiamo fatto un'altra scelta: Cagli Est-Cagli Ovest, con altri 40 milioni di euro, perché vogliamo iniziare dalle due estremità della Pedemontana, a seconda che la si voglia individuare da nord a sud…

Presidenza del Vicepresidente
Gianluca PASQUI

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Voto favorevole al Piano da parte del Gruppo consiliare Civici Marche.
Non sto qui a ripetere le cose già dette dai colleghi di maggioranza, ma consentitemi una cosa.
Il Consigliere Minardi richiamava giustamente l'attenzione sul cambiamento climatico e sul dissesto idrogeologico. Detto da voi, che avete autorizzato spese milionarie per lo scempio delle nuove piste da sci sul Monte Catria, mi fa restare un po' basito.
Credo che almeno su questo argomento sia doveroso un buon silenzio catartico. Credo che possa essere utile ed essere un toccasana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Mi rivolgo in particolare al relatore di maggioranza che, alla domanda che era stata fatta: al di là dell'indicazione del Piano delle opere pubbliche a quanto ammonta l'impegno di spesa? Non ha dato risposta.
Così come la fantasmagorica risposta del nostro Assessore alle mega-galattiche opere pubbliche, quando dice: “Abbiamo tutti i soldi in tasca”. Gli chiedo direttamente, non può più parlare, o forse ce lo dirà: qual è la fonte di finanziamento dell'Ospedale di Macerata? Ce lo dica, glielo stiamo chiedendo da anni. Quali sono le fonti di finanziamento? I mutui? Non li potete fare in quelle dimensioni, ve lo dice il decreto legislativo n. 118 del 2011. Andate a chiederle al Commissario straordinario? Non so se quelle siano le risorse che possono essere messe lì.
Pensando di mettermi in difficoltà o di indicare un intervento negativo, Consigliere Assenti, le dico: sì, sono agnostico, perché non avete dato risposte. Non ci sono risposte.
Quando il vostro Assessore dice: “Ma scusate, ma non li vedete i numeri sul Piano delle opere pubbliche? Ma quelli sono numeri che naturalmente non hanno un riferimento rispetto agli impegni di spesa.
L'80% dei numeri sono scritti a caso. Non ci sono neanche i documenti di indirizzo progettuale su gran parte delle opere. Ma di che parla l'Assessore?
Da questo punto di vista non può esserci un voto positivo. Avreste potuto raccontarci, e credo che questo sarebbe stato un onere non obbligatorio, ma serio da parte di chi amministra, esattamente quali sono state le opere che ad oggi hanno un impegno di spesa. Sono certo che ci sono, ma perché non sono state indicate?
Ancora parlate di 411 milioni di euro, credo che ci voglia un minimo di decenza. Così come, mi rivolgo sempre al relatore di maggioranza che ha...
Si dice, da questo punto di vista, rispetto alla vicenda delle opere: avete criticato, ma non avete messo in discussione le opere pubbliche indicate. Non si mettono in discussione. Quello è il vostro programma, non c’è una discussione sulle opere pubbliche, state governando ed è normale che vi sia una linea della maggioranza. Il vero tema è il rapporto fra quello che dichiarate e quello che mettete a terra.
Poi qualche critica si potrà fare, spero.
Quando la Regione Marche fa una scelta e dice che realizza un bypass sulla SS 16, tra la valle del Tenna, Porto Sant'Elpidio e Civitanova Marche, e racconta in giro che ci sono le risorse per la Val Potenza, quella è una scelta. Si potrà criticare un'opera di questo tipo? Penso di sì.
Voi pensate che quella sia l'emergenza. Noi crediamo, e lo dico facendo autocritica nel centrosinistra, che andare a raccontare che dovevate fare la Val Potenza e non l'avete fatta… Non ci avete messo un euro. Avete programmato qualche milione di euro che si ferma in mezzo alla campagna.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Lungi da noi il diritto di critica, anzi, ahimè, ahinoi, per carità, il problema è quando sono solo critiche. Quando sono solo critiche, a un certo punto, il sospetto ti viene e il sospetto piano piano diventa quasi una semicertezza, fino a che diventa monumentale. Il diritto di critica è sacrosanto. Quando poi non c'è nulla di buono, dalla critica passiamo a non si sa che, lo lascio intendere a voi.
A nome del Gruppo di Fratelli d'Italia, per la possibilità che mi è stata data dal nostro Capogruppo di fare la dichiarazione di voto, penso che sia evidente a tutti la nostra volontà di votare favorevolmente questo atto, così come è stato pensato, strutturato, concepito, addirittura per come è stato approntato e approcciato anche con la Commissione e con tutti i vari organi e dipendenti dell'ufficio regionale.
È stata fatta un'ampia discussione, anche in maggioranza, sui progetti e i programmi, anche in virtù del nuovo Codice degli appalti, dove prevede un DIP obbligatorio per gli importi superiori a 5 milioni, cioè passiamo da un importo inferiore al milione a, mi sembra, un DIP superiore ai 5 milioni di euro e rotti, vado per l'esattezza: 5,383.000.
Penso di non aggiungere altro, se non ringraziare la III Commissione per il lavoro che è stato fatto, ringraziare tutti i Consiglieri che ne hanno preso parte, che con il proprio contributo hanno arricchito il contenuto che oggi andiamo ad approvare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Innanzitutto grazie Presidente per la parola, un saluto a tutta l'Aula.
Ho cercato di seguire il dibattito il più possibile e devo dire che, in determinati momenti, mi è veramente venuta voglia di intervenire, ma non l'ho fatto perché sarei dovuto scendere un po' in polemica e non volevo togliere spazio, non portare un contributo di alcun tipo al dibattito e scendere in una polemica che sarebbe stata infruttuosa.
Devo però esprimere una soddisfazione di fondo per l'approvazione di questo atto amministrativo importante. La soddisfazione di fondo è quella di chi sa che sta lavorando a risolvere tanti piccoli e grandi problemi che i nostri territori avevano da decenni, con cui erano ormai destinati a convivere e che oggi invece vedono una possibilità concreta di soluzione.
Ho sentito citare la bretella di via Einaudi, da Civitanova Marche verso Sant’Elpidio a Mare, che va a decongestionare la Statale 16 tra Civitanova Marche e Porto Sant'Elpidio, dove, completata la SS77, modificato il progetto della SS 77, che sarebbe dovuto arrivare fino all'antistadio, invece è terminato su un semaforo che da pochi mesi, grazie ad un investimento dell'Amministrazione comunale di Civitanova Marche, è diventato una rotatoria,. Capite che la superstrada si bloccava, si partiva da Foligno, si arrivava a Civitanova Marche e, per andare a Porto Sant'Elpidio, a Civitanova Marche, a Porto Potenza o in qualsiasi altra parte, bisognava restare incolonnati per ore.
Sarà retorica quella di cui siamo accusati, ma noi sappiamo che c'è un progetto, uno stanziamento in corso per le competenze dell'anno 2024 e nell'anno 2025 speriamo che questo progetto possa essere cantierato. Non lo sarà nel 2025 perché i problemi che si incontrano sono tanti? Sarà nel 2026. Di fatto c'è uno stanziamento e una procedura in essere che, a mio avviso, è difficilmente smentibile.
Come è difficilmente smentibile la stessa opera, quella della Mare-Monti, che deve collegare l'uscita dell'autostrada di Porto Sant'Elpidio, che, tra l'altro, è iniziata con i 5 milioni di euro stanziati dall'Amministrazione precedente e che sarà non solo completata, ma dovrà essere l'infrastruttura di collegamento tra la zona di Porto Sant’Elpidio Sud e Porto San Giorgio con il nuovo ospedale di Campiglione. È un'opera prioritaria perché l'ospedale è ormai arrivato a definizione, fra un po' potrà essere anche inaugurato.
Credo che intorno a un nuovo ospedale bisogna anche accompagnare la viabilità, che non è solo per l'ospedale, ma è anche per una vallata e per un territorio che chiedeva questa risposta da tantissimo tempo.
Potrei andare avanti. Penso a Macerata. È stata citata più volte la Valle del Potenza, che è sotto gli occhi di tutti, c'è uno stanziamento per completare l'attraversamento che, dopo il CIPESS, diventerà, con la progettazione esecutiva, un cantiere, speriamo nel più breve tempo possibile. Quindi si passerà dalla Valle del Chienti alla Valle del Potenza. Sulla Valle del Potenza vale quello che valeva per la SS 77, praticamente una strada a quattro corsie che finisce in un incrocio sul giardino di una casa.
Abbiamo stanziato molti milioni di euro per arrivare a Villa Potenza, se non sbaglio oltre 20 milioni di euro e da Villa Potenza è prevista la prosecuzione con 30 milioni di euro verso Sambucheto. C'è un percorso in essere per l'apertura del casello autostradale sulla Val Potenza, che era atteso da tantissimi anni.
Potrei andare avanti. Penso al Porto di Ancona.
Nella maniera più breve possibile, ho detto e dico che, dato che è l'epoca della tecnologia e del digitale, basterebbe prendere una cartina della nostra Regione del 1970, sovrapporre la fotografia attuale e capire e comprendere che, in 50 anni, in 40 anni, la nostra Regione, se togliamo la Quadrilatero, è di fatto rimasta immutata. Solo che intorno alla staticità delle opere pubbliche si sono sviluppate zone industriali, commerciali, nuove zone residenziali. È cambiato il mondo in 50 anni. Ora noi stiamo cercando di dare queste risposte e di farlo anche con una visione.
Devo vedere con dispiacere anche critiche sulla Pedemontana, un'infrastruttura che nell’ultima campagna elettorale non era neanche immaginabile. Oggi è finanziata con centinaia di milioni di euro.
È facile realizzarla in tre anni? Io le critiche le accetto da tutti e mi piace anche, forse chi ha governato negli ultimi 25-30 anni questa Regione, e non ha neanche accennato alla realizzazione di una Pedemontana seria per il nostro entroterra, dovrebbe magari fare un atto di coscienza e guardare a quegli stanziamenti e a quelle procedure in essere.
Ci sono valutazioni di impatto ambientale in corso al Ministero e credo che sarebbe più utile entrare nel merito e capire perché quella infrastruttura non è partita, dove passa, come passa. Ci sono atti ufficiali che smentiscono la stragrande maggioranza del dibattito che io oggi ho ascoltato.
Parliamo del Porto di Ancona: quando era stata realizzata l'ultima opera sull'ultima banchina? Il dragaggio? Basta dare queste risposte per comprendere quale fosse lo stato di avanzamento.
L'ultimo miglio? Anche qui è vero: c'è il principio che le opere si finanziano a livello nazionale, c'è un accantonamento di risorse, ma quelle opere, se non arrivano al CIPESS, che decide di dare il via libera, restano opere con un finanziamento accantonato, ma non partono. E l'ultimo miglio, che piaccia o non piaccia, è partito e diventerà infrastruttura, o meglio, diventerà cantiere fra poche settimane.
Penso alla Galleria della Guinza, che è un'altra opera che era stata accantonata.
Io mi aspetto di avere critiche su tanti aspetti: l'ospedale di Pesaro, di Macerata, poi alla fine consegnerò il foglio, ma c'è un impegno concreto. Noi non vogliamo prendere in giro i cittadini. Noi ci abitiamo, come ci abitate voi, e pensate che noi avremmo fatto partire delle procedure per una progettazione di un ospedale se non c'è una copertura? Come si può pensare una cosa del genere? Come si può pensare, come si è pensato in passato, che con il project financing si possa fare una cosa del genere? Pensate veramente che gli uffici siano tutti piegati alle nostre volontà politiche?
Torniamo al fatto degli ospedali e del project financing. Ho visto un project financing in cui un'opera che sarebbe dovuta costare 200 milioni, prevedeva altri 200 milioni circa, posso sbagliarmi di qualche milione, di copertura per oneri finanziari.
Vi faccio una domanda: chi di voi acquisterebbe una casa sobbarcandosi un mutuo che duplica il costo? E ancora parliamo dei project financing? I servizi venivano acquistati, per i prossimi vent’anni, nel momento in cui il project financing veniva approvato, quando siamo nell'epoca della tecnologia, della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale.
Si può bloccare il procedimento per la realizzazione di un ospedale ad un anno, quando sappiamo che i servizi e il modo in cui si gestiscono possono cambiare tanti aspetti e possono anche vedere efficientati i costi?
Io credo che, con una somma che è quasi la totalità disponibile per la realizzazione dell'opera, pensare ad un project financing sia veramente una follia. Tra l'altro, se quel project financing era la soluzione, perché non l'avete approvato voi? Era pronto da tanto tempo. Potevate approvarlo voi, potevate voi appaltarlo. Evidentemente così pronto non era o qualche dubbio c'era sugli aspetti che ho appena citato.
In quattro anni noi abbiamo speso tutte le nostre energie per velocizzare l'individuazione di risposte strutturali alla competitività del nostro territorio. Lo abbiamo fatto magari parzialmente rispetto a quello che volevamo fare, però c'è sempre la cartina del 1970 e la cartina del 2020, dove nulla era cambiato praticamente in oltre 50 anni.
Invece di puntare il dito nei confronti di chi è riuscito a intercettare i finanziamenti e sta cercando di realizzare progetti, magari si poteva entrare, e questa era l'occasione, nel merito, dopo la discussione in Commissione, per criticare le scelte politiche piuttosto che le scelte tecniche di soluzione che abbiamo messo in campo. Io questo non l'ho sentito.
Ho sentito una indiscriminata voglia di attaccare tutto e tutti alla luce del nulla che è capitato in 50 anni nella nostra Regione.
Questa è un'opportunità per dare delle risposte. Su questo la maggioranza e la Giunta hanno lavorato.
Le risorse non sono mai sufficienti, proprio perché viviamo in una Regione che ha visto, purtroppo, in maniera chiara la carenza infrastrutturale, che è una delle più grandi penalità che vive il nostro territorio.
Lo dico anche quando sento criticare l'aeroporto e l'interporto. L'interporto stava fallendo, l'aeroporto non è più a governance pubblica e quest'anno rischiamo di fare il record dei passeggeri e quando vedo i commenti, se ne parla come se fosse in balia di chissà quale sventura.
Credo che dobbiamo apprezzare le cose che si stanno facendo, orgogliosi di un fatto: quello che noi riusciamo a fare oggi, al di là di chi amministrerà questa Regione nella prossima legislatura o in quella successiva, sarà un patrimonio che lasciamo fatto di infrastrutture, cantieri e progetti avviati.
Come noi abbiamo fatto con l'Ospedale di Fermo. E cito l'INRCA, perché l'INRCA era fermo da dieci anni.
I costi dell'INRCA sono raddoppiati rispetto al progetto iniziale.
Nessuno vuole disconoscere il finanziamento dell'allora Giunta guidata dal Presidente Spacca, credo di 80 milioni di euro, ma non potete neanche disconoscere il fatto che, per arrivare alla definizione dell'INRCA, i costi sono raddoppiati.
Sarebbe utile che questi dibattiti venissero utilizzati in maniera costruttiva per individuare le vere criticità che il Piano potrebbe avere, ma che non sono state evidenziate. Invece c'è stata una volontà di condanna totale di un atto che - la verità è quella che sto per dire - quando sarà calato cambierà tante parti del nostro territorio regionale, rendendole adeguate ai tempi, competitive e conferendo risposte che le Marche non avevano mai, ripeto mai, avuto.

PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 65. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. La mozione n. 484, sentito anche il Consigliere Mangialardi, che è il primo firmatario… Chiudiamo qui i lavori della seduta odierna.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15:10.