Resoconto della seduta n.163 del 22/10/2024
SEDUTA N. 163 DEL 22 OTTOBRE 2024

La seduta inizia alle ore 10:55

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 163 del 22 ottobre 2024. Do per letto il processo verbale della seduta n. 162 del 14 ottobre 2024, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Informo, inoltre, che l'Ufficio di Presidenza, con deliberazione n. 489 del 14 ottobre 2024 ha modificato la precedente deliberazioni n. 478 del 1° ottobre 2024, relativa alla “Costituzione dei Gruppi consiliari”, prendendo atto della comunicazione della Consigliera Lindita Elezi ai sensi del comma 12 dell'articolo 19 del Regolamento interno.
Segnalo, inoltre, l’assenza giustificata del Presidente Acquaroli, impegnato a Bari per la Settimana delle Regioni.

Interrogazione n. 1282
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Casini, Minardi, Bora, Mangialardi. Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti
“Stato di attuazione della Risoluzione n. 32/21 e aggiornamento tariffe di assistenza residenziale e semiresidenziale per la salute mentale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1282 dei Consiglieri Vitri, Casini, Minardi, Bora, Mangialardi. Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema oggetto della presente interrogazione riguarda la spesa regionale per garantire la salute mentale nella nostra regione.
Si deve subito premettere che, in Italia, la spesa media relativa alla percentuale di questo trattamento sul Fondo sanitario nazionale è del 3%; nelle Marche la percentuale è del 3,6% del Fondo sanitario regionale. Peraltro, si è passati, rispetto a questo standard, da un meno 26,9% del 2017-2021, ad una quota nettamente superiore rispetto alla previgente politica sanitaria nella nostra Regione.
Inoltre, con la delibera di Giunta n. 1139 del 2023, con il Progetto Sollievo, la Regione Marche ha finanziato un aumento del budget di 480.000 euro per gli anni 2023-2024. Parimenti, con la delibera di Giunta regionale n. 1331 del 2024, è stato operato un adeguamento delle tariffe delle strutture residenziali, che trattano questa condizione, ad intero carico del bilancio regionale. Gli enti gestori delle strutture residenziali non hanno subito nessun incremento delle tariffe che è stato assegnato per intero a carico del bilancio regionale.
Si deve anche aggiungere, a questo riguardo, che sono stati finanziati anche i Tirocini di inclusione sociale. Per esempio, questa mattina, presso la Casa Rossa di Ancona, alcuni soggetti assistiti sono stati portati alla raccolta delle olive e, successivamente, parteciperanno alla molitura delle stesse con l'Università Politecnica delle Marche. Questi tipi di trattamenti, che risultano molto efficaci per queste persone, sono in via di rapida implementazione.
Rispetto all'aumento della domanda di questi trattamenti, la Regione Marche sta investendo di più rispetto al passato. Il tema dell'aumento di questi trattamenti è in costante incremento e, anche attraverso l'innovazione degli stessi, come ho già avuto modo di riferire per quanto riguarda i Tirocini di inclusione sociale, la strada intrapresa, anche con la cooperazione dell'Università Politecnica delle Marche e di altri centri di ricerca, farà sì che si raggiunga l'obiettivo di una copertura adeguata della domanda esistente in materia e la completa soddisfazione della stessa.
La Giunta regionale e l'Assessorato, che ho l'onore di rappresentare, sono impegnati su questo percorso e penso che i numeri e i dati che ho fornito possano adeguatamente dimostrare che l'impegno concreto della Regione Marche per assistere queste persone è superiore, in termini finanziari e progettuali, rispetto al passato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore Saltamartini, la ringrazio per la risposta. Mi fa piacere che abbia colto l'occasione, in questa interrogazione, per dire ciò che riteneva opportuno, ma le chiedo se vuole altro tempo per rispondere anche alle mie domande perché, magari, può dare un'occhiata; se il Presidente è d'accordo, a me farebbe piacere avere una risposta. Altrimenti commenterò quello che lei ha detto, ma non è la mia interrogazione.

PRESIDENTE. La risposta l'ha data l'Assessore, può commentare. Si chiama replica.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Non ha risposto. Tema libero e commenterò quello che lei ha detto.
Oggi ci dice, per la prima volta, di aver aumentato la spesa sanitaria per la salute mentale al 3,6%, rispetto alla media nazionale del 3,5%. Mi farebbe piacere sapere da cosa è supportato questo dato, visto che tutti i dati pubblici, e servirà anche qui un accesso agli atti, invece, dicono il contrario, cioè che nelle Marche la spesa sanitaria per la salute mentale è ancora sotto il 3%.
Quello che le avevo chiesto, a cui lei non ha risposto, è se è stato dato seguito ad una risoluzione che abbiamo approvato all'unanimità, tra l'altro proposta dai suoi colleghi di maggioranza, per l'aggiornamento delle tariffe di assistenza residenziale e semiresidenziale per la salute mentale.
Ci sono dei centri che si occupano di salute mentale che non riescono più a sostenere i costi perché è necessario un adeguamento delle tariffe. Non solo le chiedevo se è stato dato seguito a questa risoluzione, ma anche come. Le risorse sono passate all'AST? Le risorse le avete date direttamente alle strutture? Non si sa, non mi ha risposto.
Le chiedevo se avete stabilito che le risorse economiche necessarie a copertura del presente atto saranno ricomprese tra quelle annuali assegnate alle Aziende Sanitarie Territoriali e se, in questo caso, ciò non possa comportare la riduzione di altre voci di spesa e di altri servizi. Questo sarebbe importante saperlo perché chi lavora in questo campo deve capire se spostate dei soldi ai centri di salute mentale oppure se ne aggiungete altri. Io ancora, nonostante sia stato scritto chiaro, non ho risposta.
Volendo però intervenire, così come ha fatto lei, a piacere su un tema libero, parlando di salute mentale, le ricordo anche che abbiamo a Pesaro ancora il Centro di Salute Mentale nel complesso di Muraglia senza psichiatri.
L'ultima volta in cui io le ho presentato un'interrogazione, lei mi ha detto che ce n'erano sette, dall'ospedale, a disposizione del centro e, invece, ancora oggi, questa mattina, mi hanno chiamato delle famiglie dicendomi che sono in lista d'attesa e che non ci sono appuntamenti.
Ho parlato anche con delle persone che lavorano in ospedale e mi hanno confermato che la situazione è disperata. Non ci sono sette psichiatri, ce n'è uno che non può essere disponibile sette giorni su sette; gli altri non hanno avuto le ferie e ci sono ancora famiglie che non possono avere appuntamenti.
Assessore, la invito, per il bene delle persone che si rivolgono al Centro di Salute Mentale di Muraglia, ad avere un confronto con la dirigente, serio, corretto e rispettoso delle persone di quel territorio, perché non mi può...

Interrogazione n.1293
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Prevenzione sanitaria nella Regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1293 dei Consiglieri Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il diritto alla salute, come sappiamo, è un diritto fondamentale e interesse della collettività, così come recita l'articolo 32 della Costituzione, e trova nei Livelli Essenziali delle Prestazioni il principio attraverso cui lo Stato deve garantire a tutti i cittadini del nostro Paese una parità di condizioni.
In relazione a questo, nell'Accordo Stato-Regioni del 2019 è stato studiato il Nuovo Sistema di Garanzia, che prende in considerazione 88 indirizzi, di cui 33 indirizzi Core. Tra questi indirizzi Core, che sono valutati ai fini dell'adempimento da parte delle Regioni dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, vi rientrano l'attività specialistica, cioè i tempi di attesa, TAC, risonanze magnetiche, l'attività di ricovero in elezione e il monitoraggio del recupero delle liste d'attesa.
Diciamo che, sotto l'aspetto dell'attività di prevenzione, da questo punto di vista la Regione Marche risulta Regione adempiente. Per questa ragione, nel riparto del Fondo sanitario regionale da parte dello Stato, lo scorso anno ha ricevuto la quota premiale insieme a cinque Regioni benchmark. Sono: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Le misure che sono necessarie attivare da parte del Dipartimento di prevenzione per la valutazione di questi indicatori comprendono: il programma vaccinale, la sicurezza degli ambienti di lavoro, la salute animale e gli stili di vita con gli screening. Questi sono alcuni indicatori che sono presi in considerazione ai fini della valutazione dell'adempimento da parte della nostra Regione rispetto a questi criteri.
Dal 2019 al 2022, in particolare, la spesa sull'attività di prevenzione della nostra Regione è aumentata. Questo tipo di impegno, fino al 5% del finanziamento regionale, è previsto dal decreto legislativo n. 68 del 2011 e non è un'introduzione che arriva negli ultimi anni.
Dal rendiconto del 2023, la spesa per quanto riguarda l'attività di prevenzione si attesta in aumento. Citerò adesso alcune misure che porteranno questa spesa per la prevenzione ad aumentare:
- lo screening della mammella, che nella Regione Marche è aumentato di 5 anni in ingresso e 5 anni in uscita, lo screening mammografico viene eseguito nella Regione Marche dai 45 ai 74 anni. La deliberazione di Giunta regionale n. 393 del 2023 sta comportando un aumento della spesa sull'attività di prevenzione;
- l’aumento degli screening sul colon-retto, che passa dagli attuali 50-69 anni ai 45-74 anni, con l'aggiunta di 5 anni in anticipo e 5 anni in uscita, comporterà un aumento della spesa sanitaria in materia di prevenzione;
- l’aumento della spesa per i vaccini. E’ stato avviato il percorso, anche in questi giorni, del vaccino antimeningococco B per gli adolescenti e, in particolare, per la prevenzione del fuoco di Sant'Antonio, è stata avviata la vaccinazione per l'herpes zoster.
Inoltre, la Regione Marche ha avviato in questi giorni un'importante campagna vaccinale contro l'influenza stagionale e contro il Covid-19.
Lo stesso Piano socio-sanitario regionale, approvato da quest'Assemblea legislativa, prevede un potenziamento di questi strumenti di prevenzione e credo che, attraverso questi strumenti, la riforma sanitaria, che ha sostituito l'unica azienda regionale ASUR con cinque Aziende Sanitarie Territoriali. avrà come obiettivo il raggiungimento di un aumento delle misure di prevenzione.
Per quanto riguarda gli obiettivi da inserire ai Direttori generali, conterranno anche questo tipo di misure. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Saltamartini. Le chiederei di essere preciso; non lo è stato neppure oggi rispetto alle domande presentate, perché è in evidente difficoltà.
Voi avete esposto le Marche a un'umiliazione mortificante. Dopo aver letto i dati di AGENAS rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza per la prevenzione del 2022, l'ultimo dato disponibile, il risultato dell'area della prevenzione ha rischiato di farci risultare inadempienti. Come lei sa benissimo, risultiamo in quell'area a circa 60 punti su 100; a 59 saremmo stati inadempienti.
Ma quello che è più grave è che i dati del 2022 sono inferiori di 20 punti rispetto al 2021 e di 20 punti rispetto al 2020, ma soprattutto di 30 punti rispetto al 2019. Significa che avete peggiorato in maniera incredibile l'area della prevenzione. Siete tra i peggiori in Italia, diciassettesimi complessivamente.
Nella sostanza avete abbandonato l'area della prevenzione, quella primaria, secondaria e terziaria, e di fronte a quel pezzo di sanità abbandonato avete sbandierato nel G7, parlato a destra e a manca del sistema della prevenzione. Francamente, mi sarei vergognato di questo.
Soprattutto, voi avete bocciato un emendamento del Partito Democratico che vi chiedeva di inserire nelle linee di indirizzo degli atti aziendali il raggiungimento del 5% della spesa corrente da destinare alla prevenzione.
A me piace parlare di numeri, Assessore Saltamartini. Gliene dico un altro, perché sono pessimista per il 2023. Vi eravate impegnati sullo screening oncologico nel 2023 ad assorbirne il 96,35%; avete assorbito il 34,27%.
Le do un altro dato, ma lei lo sa: quanti medici ospedalieri sono abilitati al Fascicolo Sanitario Elettronico nelle Marche? Il 2%, 58 su 3.333, a fronte di una media nazionale del 74%.
E aggiungo: avete scaricato del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza solo il 3,8% e il Presidente Acquaroli dice che noi siamo la migliore Regione d'Italia. Una roba indecente.

Interrogazione n. 1196
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri
“Convenzione per i trasporti sanitari tra Regione Marche e reti associative”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1196 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi, Casini, Biancani, Bora, Carancini, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione verte su un provvedimento che non è stato ancora emanato, ma che è in via di emanazione, nel senso che è stato avviato il percorso istruttorio per la sua adozione. Non posso rispondere su atti che dovranno essere ancora emanati.
Devo solo aggiungere, a questa premessa, che esiste un vincolo costituzionale alla necessità di coinvolgere gli enti del Terzo settore e le associazioni che si occupano di questo settore, rappresentato dall'articolo 118 della Costituzione che, lo ricordo a me stesso naturalmente, prevede che la Repubblica, attraverso le sue articolazioni, Stato, Regioni, Province e Comuni, assicuri lo svolgimento di attività di interesse generale da parte dei privati, secondo il cosiddetto principio di sussidiarietà orizzontale.
D'altra parte, per il Servizio sanitario regionale e anche nazionale, se non ci fossero queste associazioni di volontariato e del Terzo settore, probabilmente molti servizi rimarrebbero scoperti, tenuto conto che il volontariato riveste un ruolo strategico e fondamentale. Questa è la ragione per cui, nel 2001, con la modifica del Titolo V della Costituzione, mediante la legge costituzionale n. 1 del 2001, è stato inserito questo principio di sussidiarietà orizzontale.
Solamente per completezza della risposta, devo aggiungere che questo percorso, attraverso cui la Costituzione prevede quale vincolo all'emanazione di atti normativi e anche di atti amministrativi da parte delle pubbliche amministrazioni… questo percorso sulla sussidiarietà orizzontale è un percorso storico che nasce da una lunga cultura di solidarietà e di carità del nostro Paese, soprattutto dalla cultura cattolica.
Il fatto stesso che il principio della sussidiarietà orizzontale vincoli lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici a garantire la partecipazione dei privati è un aspetto di cui l'iter avviato sul procedimento amministrativo oggetto dell'interrogazione dovrà necessariamente tener conto.
Tutte le associazioni che partecipano al percorso di aiuto e di sussidiarietà orizzontale nell'ambito del Servizio sanitario regionale sono al centro del procedimento e non c'è nessun pericolo che alcune di esse possano rimanere escluse.
La raccomandazione che è stata indirizzata agli organi, all'ARS in particolare, che è l'Agenzia Regionale Sanitaria che si sta occupando dell'iter istruttorio di questo procedimento, è che tutte le associazioni del Terzo settore siano inserite all'interno di questo accordo. È una preoccupazione che riguarda anche l'Assessorato alla sanità e le direttive che sono state impartite in materia sono chiare ed univoche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. È corretto quanto ci ha riferito e prendo atto che le indicazioni politiche che l'Assessorato ha fornito vanno nella direzione da noi auspicata in questo atto.
Un atto consapevole del fatto che state predisponendo tutto il percorso, tant'è che ne diamo atto nell'interrogazione. Perché noi l'abbiamo fatta? E vedo che comunque l'Assessore, su questo, ha messo una particolare attenzione. Perché sono pervenute al sottoscritto, poi l'interrogazione è stata condivisa perché io ho garantito questo a tutto il Gruppo, delle perplessità e delle preoccupazioni da parte di importanti associazioni di volontariato.
Vi sono preoccupazioni, ad esempio, circa una possibile futura mancanza di autonomia delle singole associazioni di volontariato, in quanto si asserisce che le convenzioni avverrebbero tra le singole AST e le reti associative riconosciute a livello nazionale. Questo può essere corretto, come ci dice l'Assessore, però l'autonomia delle singole e importanti associazioni di volontariato deve essere comunque salvaguardata.
Come pure si manifestavano delle perplessità sulle modalità di rendicontazione, amministrazione e controllo finanziario che dovrebbero passare, secondo quanto ci è stato riferito con una e-mail, non a voce, perché io ho preteso che mi venisse messo per iscritto…, e questa è un ulteriore preoccupazione.
Si lamenta una ipotetica, mortificante e defatigante centralizzazione delle competenze in capo alla rete associativa nazionale.
Oggi, quello che ci dice l'Assessore ci rassicura in parte. Chiedo che comunque il valore e l'autonomia delle singole associazioni che operano sul territorio siano salvaguardati il più possibile, pur nella consapevolezza dell'importanza della rete nazionale.

Interrogazione n.1247
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Gravi disagi dovuti a carenze strutturali al Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1247 della Consigliera Ruggeri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema che viene evocato qui è un tema di cui ci stiamo occupando ormai da qualche anno e, soprattutto, è caratterizzato dalla mancata formazione dei medici nel nostro Paese e dalla carenza di politiche di sostegno del territorio, politiche a cui stiamo sopperendo non solo con i fondi PNRR, con la costruzione di nuovi ospedali di comunità e di 29 Case della Salute, oltre alle COT, che sono già state realizzate, ma anche con l'aumento delle borse di specializzazione che la Regione Marche ha avviato sin dal 2021, con 150 borse di specializzazione in più.
Tutti questi interventi e tutte queste attività stanno portando, pian piano, i primi frutti per evitare l'affollamento dei Pronto Soccorso. Molto spesso, infatti, l'affollamento dei Pronto Soccorso è generato dalla carenza di servizi territoriali, che impongono o spingono le persone a rivolgersi direttamente ai Pronto Soccorso con codici bianchi e codici verdi, che costituiscono il 70% delle prestazioni.
L'ospedale di San Benedetto del Tronto è una delle strutture che, con il suo Pronto Soccorso, risulta tra le più oberate a livello regionale, proprio per la sua centralità, che determina anche un afflusso dall'Abruzzo e, soprattutto, per l'altissimo numero di persone che ogni anno, fortunatamente, godono delle bellezze del litorale.
Questa interrogazione, nella quale si fa rilevare che, a causa del sovraffollamento del Pronto Soccorso, venivano gestiti 54 pazienti tra quelli in attesa rispetto a quelli già in carico, costituisce espressione di questo tipo di problema.
Voglio anche ricordare a me stesso e ai presenti che quest'anno entreranno in servizio nel Servizio sanitario nazionale 10.000 medici, la cui formazione è stata decisa nel 2015. Di questi 10.000 medici, solo 6.000 sono specializzati, ma in pensione ne vanno 16.000.
Ho già detto, quindi, che le misure di aumento delle borse di specializzazione della Regione Marche, in aggiunta a quelle statali, stanno portando a un miglioramento delle condizioni di disponibilità dei medici, ma questo è un tema che dovremo affrontare ancora e successivamente.
Voglio anche ricordare che, per merito di questa maggioranza regionale e della Giunta, si sta avviando il percorso per la progettazione del nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto, accanto alla realizzazione dell'ospedale con DEA di primo livello e specializzazioni di secondo livello di Pesaro e di Macerata.
Questa condizione, che viene segnalata dalla Consigliera Ruggeri, è destinata ad essere mitigata e superata sia con nuove strutture ospedaliere sia con il nuovo numero di medici che stiamo formando. Si valuti che quest'anno verranno avviati ai corsi della Facoltà di Medicina 20.000 studenti; fra dieci anni in pensione ne andranno 6.000. Questi sono i dati del Ministero della Salute.
Contrariamente alle politiche precedenti, sia dei Governi regionali che nazionali, stiamo formando i medici necessari al Servizio sanitario nazionale, stiamo investendo sulle strutture ospedaliere per acuzie, stiamo investendo, grazie ai finanziamenti del PNRR, sulla sanità territoriale e stiamo organizzando, con la farmacia dei servizi e con i Punti Salute, tutte quelle risposte che finora sono mancate.
Il sistema che viene segnalato è destinato ad essere superato, ma richiama la responsabilità di scelte di politica sanitaria che hanno visto il taglio del Fondo sanitario nazionale, una carente programmazione della formazione dei medici e, soprattutto, criticità sul tema del diritto alla salute. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Comincio mutuando delle parole che non sono mie, ma che mi sembrano estremamente calzanti con la risposta dell'Assessore Saltamartini: una situazione da incubo mentre la propaganda della maggioranza magnifica le proprie capacità.
Purtroppo siamo ancora a questo modo di fare, mentre i cittadini si scontrano puntualmente e quotidianamente con le difficoltà di cui fin troppo spesso parliamo in quest'Aula.
Per quanto riguarda il nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto, mi preme sottolineare che per la progettazione ci sono 400.000 euro, sempre gli stessi da qualche anno, mentre ne servirebbero 3 milioni. Quindi, delle riforme di cui parla l'Assessore, troppo dovremo aspettare prima di avere gli effetti.
Questo mi spaventa perché l'Assessore fa finta di non averne coscienza, ma io immagino che lo sappia benissimo: tutto quello che ha elencato avrà effetti, se va bene, tra dieci anni. Quindi, da qui ai prossimi dieci anni, che cosa mettiamo in campo per risolvere i problemi? Questa era la mia domanda, alla quale non ho avuto risposta.
Ma quello che mi preoccupa maggiormente è che pare non averne coscienza il Presidente Acquaroli. A fronte di un servizio del TG3, andato in onda il 16 gennaio, in cui si denunciava che mancavano 9 medici su 18 al Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto, è stato in grado, il 27 marzo dello stesso anno, di dire che entro i mesi estivi gli effetti positivi della riforma sanitaria nell'AST Picena si sarebbero visti.
Esattamente il 7 luglio, invece, abbiamo visto che i problemi sono esplosi proprio nel Piceno, e non solo, ma stiamo parlando di quello, e proprio nel Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto, per il quale aveva annunciato, sempre in quella data, che erano in arrivo 5 nuovi medici.
Comunque, la situazione qual è? Ci sono tempi di attesa intollerabili che mettono in affanno sia gli operatori sanitari che gli utenti; c'è una carenza di posti letto, sostituiti da barelle, e ciò è inaccettabile; vi è l'ampliamento della rete territoriale in ritardo nella sua attuazione; c’è una carente organizzazione delle Potes infermierizzate e delle automediche.
Spero che finalmente sarà possibile discutere un'interrogazione e una mozione che sono all'ordine del giorno da non so da quanti mesi, ma alle quali puntualmente non arriviamo mai, e che riguardano proprio questo punto.
Poi c'è il famoso fast track, tanto annunciato a mezzo stampa, che però, guarda caso, nei fine settimana, compresi quelli estivi, non viene adottato. Sarebbe quel protocollo che consente alle persone in età geriatrica di saltare il triage e di essere indirizzate direttamente in reparto.
Il fatto che la popolazione...

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1249 viene rinviata.

Interrogazione n. 1277
a iniziativa del Consigliere Latini
“Esalazioni della Raffineria API e tutela della salute pubblica a Falconara Marittima”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1277 del Consigliere Latini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Presidente, intanto le dico che ho una relazione assai corposa, che poi le lascerò per intero. Ne leggerò solo alcuni spezzoni perché, altrimenti, non riuscirei a stare nei tempi.
Faccio presente che il Comune di Falconara Marittima ci avevo informato già dall'8 gennaio 2024 di questa situazione che si intravedeva nel suo territorio e portava a conoscenza della Regione Marche ed anche dell’ISPRA, il Ministero dell'Ambiente, il Ministero della Salute, i Vigili del Fuoco, l'AST, tutti i soggetti che, in qualche modo avrebbero intrapreso un percorso di approfondimento.
Pertanto, al fine di chiarire le posizioni del gestore rispetto alle segnalazioni raccolte, a suo tempo ISPRA, in qualità di autorità di controllo delle installazioni AIA statali, ha convocato un tavolo tecnico di confronto, invitando gli organi territorialmente competenti ed il gestore della raffineria.
Si è voluto proprio portare avanti anche un incontro con l'azienda stessa. Si è condivisa l'opportunità, alla luce delle numerose segnalazioni e denunce di molestie olfattive riscontrate nel periodo dicembre 2023 - febbraio 2024 e sulla base degli esiti di uno specifico studio condotto da ARPAM, contenente l'analisi integrata dei suddetti eventi odorigeni nel territorio di Falconara, di proporre al Ministero dell'Ambiente, in qualità di autorità competente, la modifica, e questo è molto importante, dell'AIA vigente tramite un riesame autorizzativo, con l'obiettivo di introdurre una specifica prescrizione per la quale il gestore possa implementare, in accordo con il Comune di Falconara e gli altri organi interessati, un protocollo operativo per la gestione e lo sviluppo, con oneri a carico del gestore, quindi, un maggior controllo e di un nuovo sistema di valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria mediante tecniche sperimentali e modellistica di diffusione degli inquinanti.
Il tutto dovrebbe costituire, quindi, un potenziamento delle vigenti disposizioni autorizzative, rappresentando un aggiuntivo presidio di sicurezza e di monitoraggio a garanzia dell'ambiente e della cittadinanza ricadente nelle porzioni di territorio interessate generalmente dal verificarsi e dal ripetersi dei fenomeni odorigeni.
Per tal motivo, con nota che tralascio, il 19 febbraio 2024, io come Assessore il Sindaco del Comune di Falconara Marittima abbiamo formalmente richiesto al Ministero di valutare e aggiornare le disposizioni gestionali, quelle riferite alle attività di manutenzione che possono essere associate a fenomeni odorigeni, di esalazioni industriali e ad altre emissioni diffuse e fuggitive, cosiddette, nell'aria.
Di conseguenza, infine, il Comune e la Regione Marche, nella suddetta richiesta, hanno rappresentato al Ministero la necessità che API, in linea con le analoghe realtà industriali diffuse sul territorio nazionale, dimostri una maggiore attenzione verso le necessità e i bisogni della città.
Tale attenzione può tradursi anche nel rendere noto il piano industriale che si auspica segni l'avvio di un graduale percorso virtuoso di riconversione, come le raffinerie ENI e SARPOM, che fanno capo alla stessa proprietà della raffineria di Falconara, hanno intrapreso in altre realtà del nostro Paese, in Piemonte in questo caso.
Come dicevo, ho preso alcuni spezzoni, Presidente, perché poi lei possa vedere meglio tutta la risposta tecnica molto dettagliata che mi hanno predisposto, ma la sostanza è che tutto è stato segnalato puntualmente, tutti gli organi competenti sono stati richiamati ad approfondire l'argomento e la situazione.
La stessa azienda è stata convocata nel mio ufficio insieme al Sindaco di Falconara per approfondire questa situazione. Al Ministero è arrivata la richiesta nostra e del Comune di approfondire e dettagliare maggiormente l'autorizzazione AIA, apportandovi anche alcune modifiche di approfondimento.
Il Ministero ha accettato di portare avanti questo percorso, che è tuttora in sviluppo attraverso gli organi competenti. Lei poi avrà tutta la risposta maggiormente dettagliata; io gliel'ho riassunta brevemente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Sarò brevissimo. Voglio ringraziare la Giunta regionale delle Marche e il Comune di Falconara per l'azione di controllo immediata che hanno posto in essere di fronte all'ennesimo allarme delle esalazioni per quanto riguarda la raffineria API.
L'intenzione dell'interrogazione non vuole essere un'ostruzione all'attività industriale dell'API, ma, invece, l'applicazione concreta di quello che da anni è l'intento della Regione Marche, cioè un costante controllo affinché un piano industriale possa essere completato nell'ambito del rispetto di uno sviluppo, o meglio, di un'attività industriale sostenibile e di un rientro nei limiti delle norme a tutela della salute dei cittadini della città di Falconara.
La ringrazio anche per il materiale documentale che mi fornirà, la ringrazio di cuore.
Passiamo adesso alle interrogazioni successive.
Vi comunico che l'Assessore Saltamartini ha lasciato temporaneamente l'Aula per una manifestazione alla quale doveva presenziare personalmente. Quando tornerà, riprenderemo le interrogazioni che sono a suo carico.

Interrogazione n.1314
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Riduzione dei servizi di Trasporto Pubblico Locale da/per Ascoli Piceno e modifica dei servizi per le linee Roma, a danno dei Comuni dell’area Montana dei Sibillini”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1314 dei Consiglieri Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.

Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Lo scrivente, sentito il settore competente, che ha acquisito informazioni anche dall'azienda di TPL del bacino di Ascoli Piceno, la START Plus, riferisce che, a partire dall'11 settembre ultimo scorso, data di inizio dell'anno scolastico 2024-2025, l'azienda ha effettuato delle modifiche al programma di esercizio in via sperimentale per meglio rispondere alle esigenze di collegamento dell'utenza del sopracitato territorio.
Nello specifico, si rappresenta che la corsa da Ascoli Piceno delle ore 10.30 era stata anticipata alle ore 7.45 per venire incontro all'utenza scolastica, rispetto al minor numero di utenti delle ore 10.30. La corsa delle ore 10.30 è stata però immediatamente ripristinata in data 23 settembre ultimo scorso, a seguito di una richiesta presentata all'azienda dai Comuni di Amandola e Comunanza. Di tale ripristino l'azienda ha informato tempestivamente detti Comuni il 20 settembre.
L'azienda ha altresì riferito che, rispetto alla modifica che aveva proposto, non aveva ricevuto lamentele da parte dell'utenza.
La corsa in partenza alle ore 15.20 da Ascoli per Amandola è stata soppressa per una razionalizzazione delle risorse, in quanto risultava in sovrapposizione con la corsa scolastica, sempre esercitata da START Plus, delle ore 15.30, senza recare alcuna penalizzazione all'utenza servita.
I chilometri risparmiati sono stati utilizzati per rispondere a nuove esigenze del trasporto scolastico nell'ambito del bacino del traffico ascolano.
In merito ai servizi cosiddetti “a chiamata”, non è corretto parlare di servizi precari, bensì di servizi che hanno una programmazione diversa e che necessitano di prenotazione. Ricordo: 24 ore prima. Sono comunque molto utili a garantire i collegamenti nelle aree a domanda debole e, contestualmente, a razionalizzare i costi.
Di fatto, questa modalità di servizio TPL permette di incrementare le coincidenze con le linee da e per Roma, portandole da 2 a 5 corse. Nello stesso tempo permette di servire tutti i Comuni dell'area montana: Roccafluvione, Montegallo, Montefortino, Montemonaco, Comunanza e Amandola.
In conclusione, da quanto riferisce l'azienda di TPL, da tale ristrutturazione dei servizi nel bacino di Ascoli Piceno, dall'inizio del mese di ottobre, si è osservato un aumento dell'utenza sulle linee da e per i Comuni interessati di Roccafluvione, Montegallo, Montefortino, Montemonaco, Comunanza e Amandola, seppur con numeri sempre molto contenuti, dell'ordine di 5-15 persone.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Molte delle cose che lei ha detto, Assessore, erano nelle premesse narrative dell'interrogazione. È chiaro che, avendo presentato l'interrogazione il 4 ottobre, le cose fatte la settimana dopo le conoscevamo e le abbiamo anche scritte nell'interrogazione.
Il problema è che, guarda caso, al 21 ottobre di quest'anno non mi pare che i Sindaci siano così contenti e, soprattutto, non mi pare che scrivano che ci siano state interlocuzioni, perché: “Modifiche agli orari non concordate hanno punito il territorio montano”.
Il territorio montano, guardi, poi se vuole glieli do… Non abbiamo parlato, per esempio, della problematica delle 16.30, non abbiamo parlato dei buchi e delle sovrapposizioni, perché… chi le risponde, le risponde come quando si chiede: “Come ti chiami?” e si risponde: “Ho mangiato pasta e fagioli a pranzo”.
I Comuni di Comunanza, Amandola, Roccafluvione, Montemonaco e Montefortino, io non ho assolutamente detto... Ho parlato della mia interrogazione e non ho criticato il servizio a chiamata, che comunque è cosa diversa. Quindi, excusatio non petita quella che è stata scritta per lei da chi l'ha redatta.
Le comunico, però, perché forse non lo saprà, che le aree montane vengono sempre più penalizzate e recentemente, con un decreto del dirigente del settore mobilità della START, sono stati stralciati 70.000 euro che erano stati inseriti nel TPL nel 2019 e non utilizzati, proprio per il Comune di Arquata e servivano per comunicare le corse e il servizio a chiamata. Sono state stralciate esattamente con il decreto del dirigente n. 571 del 15 ottobre, piuttosto recente.
La realtà delle aree interne è complessa. Non è vero, come si dice in questo decreto, che non sono percorribili le strade all'interno del cratere, perché ci sono soltanto alcune strade che non sono percorribili. Le altre, magari anche a senso alternato, sono percorribili.
Forse farebbero bene quelli che scrivono queste note ad andare qualche volta nelle aree interne per vedere le strade. Io che ci vado so che ci sono tante difficoltà, ma comunque sono pochissime le strade non percorribili.
La riduzione degli orari dei trasporti è evidente e ha impattato gravemente sul territorio montano. È chiaro che le corse non sono tante perché gli abitanti sono pochi, ma un servizio pubblico deve...

PRESIDENTE. Iscrizione mozione n. 502 . La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 489
a iniziativa del Consigliere Latini
“Sostegno ai lavoratori dello stabilimento Giano Fedrigoni di Fabriano”

Mozione n. 490
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Iniziative a sostegno dei lavoratori del gruppo Fedrigoni”

Mozione n. 495
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Cartiere di Fabriano”;

Mozione n. 498
a iniziativa dei Consiglieri Casini, Bora, Mangialardi, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Rilancio produttivo ed occupazionale della carta di Fabriano e in difesa del Distretto industriale Fabrianese”

Mozione n. 502
ad iniziativa dei Consiglieri Ausili, Battistoni, Livi, Assenti, Baiocchi, Borroni, Putzu, Marinelli, Marcozzi, Rossi, Santarelli, Marinangeli, Latini
“Annunciata chiusura stabilimento Fedrigoni a Fabriano”

Interrogazione n. 1301
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Prospettive occupazionali e produttive delle Cartiere di Fabriano – Richiesta chiarimenti”

Interrogazione n. 1315
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Licenziamento di 195 lavoratori da parte dell’azienda Fedrigoni
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 489 del Consigliere Latini, mozione n. 490 della Consigliera Ruggeri, mozione n. 495 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri, mozione n. 498 dei Consiglieri Casini, Bora, Mangialardi, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri, mozione n. 502 dei Consiglieri Ausili, Battistoni, Livi, Assenti, Baiocchi, Borroni, Putzu, Marinelli, Marcozzi, Rossi, Santarelli, Marinangeli, Latini, interrogazione n. 1301 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e interrogazione n. 1315 dei Consiglieri Mangialardi, Casini, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri.
Come voi sapete, la città di Fabriano è colpita da molti anni dalla destrutturazione economica e produttiva legata alla crisi del settore del bianco, a seguito anche della crisi dei più importanti siti produttivi della città e del suo comprensorio.
Questa volta, dopo l'allarme provocato dalla Beko e la paventata attività di licenziamento da parte della proprietà, nello stesso periodo è pervenuta la comunicazione effettiva da parte della Fedrigoni, che ha assunto la proprietà delle Cartiere di Fabriano, di un licenziamento collettivo di 195 persone addette alla produzione di carta per ufficio e alla manutenzione e gestione dei materiali.
Tale licenziamento collettivo colpisce, come tutti noi sappiamo, soprattutto il sito, l'unità produttiva di Rocchetta di Fabriano, e gli impiegati della Giano.
Dal punto di vista industriale, le azioni che sono state intraprese rispetto a una decisione che ha una sua finalità relativa all'attività e all'indirizzo della Fedrigoni sono quelle dell'impegno da parte di tutte le istituzioni, in particolare per quello che attiene alla competenza della Regione Marche, ad intervenire per - se non contrastare completamente - limitare, mitigare e tutelare l'impegno di coloro che sono all'interno dell'attività della Fedrigoni da moltissimo tempo e che vedono messo in pericolo il proprio futuro occupazionale, il proprio futuro personale e quello della propria famiglia.
L'impegno che si chiede attraverso questa mozione, nell'ambito di un'analisi che non tocca soltanto la crisi della Fedrigoni, è quello di sollecitare il Governo e le istituzioni competenti affinché, ancora una volta, intervengano per predisporre misure di sostegno ai lavoratori coinvolti, che rappresentano la priorità assoluta, e concorrere a realizzare quelle misure necessarie per una rimodulazione del piano industriale della società.
Il primo punto che chiede questa mozione è far sì che la società ripensi al proprio piano industriale, riveda l'intervento sul ramo produttivo di Fabriano non come un aspetto o profilo passivo, ma come una realtà in grado di continuare la propria attività già svolta o di ricollocarsi in un'attività di cui la Fedrigoni abbia complessivamente necessità.
In questo senso, si chiede di continuare quell'attività che è stata subito e immediatamente posta in essere di dialogo con l'azienda, in questo caso con la Fedrigoni, per esplorare e attivare qualsiasi altra opzione alternativa che possa consentire la continuità dello stabilimento e quindi evitare la chiusura dello stesso.
Infine, per quanto riguarda l'aspetto che sta a cuore alla mozione presentata, si chiede di avviare tutte quelle iniziative possibili per la tutela dei lavoratori interessati, allargando il campo alla comunità di Fabriano, ancora una volta, come dicevo, colpita da una crisi che sembra non avere fine e che tocca i suoi gangli vitali e le sue attività rinomate in tutto il mondo.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anche nel Gruppo del Movimento 5 Stelle ha destato grande, grandissima preoccupazione la notizia della volontà di procedere al licenziamento collettivo di 195 addetti alla produzione impiegati nei siti industriali di Fabriano e di Rocchetta, perché questo significa altrettante famiglie in gravissima difficoltà, in un quadro territoriale in cui è già in corso, come diceva giustamente lei, una crisi economica e sociale, acuita anche dal recente terremoto.
Motivo per cui abbiamo anche noi sottoscritto una mozione che impegna il Presidente e la Giunta regionale:
• a sostenere fattivamente le iniziative di lotta dei sindacati e dei lavoratori interessati dalla procedura di licenziamento collettivo;
• ad attivare con urgenza un'interlocuzione con la direzione aziendale per promuovere soluzioni di ristrutturazione aziendale alternative al licenziamento collettivo, che prevedano investimenti di riconversione dei siti produttivi e dei lavoratori su prodotti e processi produttivi in linea con gli obiettivi di equilibrio economico a medio termine del ramo d'azienda che si vorrebbe tagliare;
• ad attuare tutte le misure di competenza della Regione e a sollecitare quelle di competenza del Governo per la tutela e il sostegno economico dei lavoratori interessati dalla procedura di licenziamento.
A seguito della sua mozione e della mia sono intervenute anche altre mozioni: una che verrà presentata tra poco dal Consigliere Mastrovincenzo e un'altra a prima firma, mi sembra, della Capogruppo Casini, oltre al fatto che c'è una mozione sottoscritta, come diceva lei, dai Capigruppo di maggioranza, che non ho ancora avuto il tempo di leggere perché ci è stata fornita ora.
I dispositivi delle mozioni che ho avuto modo di approfondire mi sembrano tutti in linea e tutti condivisibili, motivo per cui immagino e spero che venga redatta una risoluzione che verrà firmata, quantomeno se non da tutti i Consiglieri, almeno dai Capigruppo, e votata all'unanimità. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 495, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Già molte cose sono state dette e non mi ripeto. È evidente che, come abbiamo già ascoltato nel Consiglio comunale aperto di Fabriano, la città è indissolubilmente legata alla carta e alla sua produzione, un'eccellenza nazionale e internazionale.
Ecco perché la decisione del Gruppo Fedrigoni è un atto inaccettabile, un colpo, dal punto di vista occupazionale, sociale ed economico, per tutto il territorio.
Per la verità, già il 31 luglio scorso il Corriere della Sera parlava della possibilità del Gruppo Fedrigoni di cedere parte della produzione degli stabilimenti di Fabriano e il perimetro dell'operazione avrebbe incluso anche Pioraco e Castelraimondo.
Poi c'è stata la smentita. Fedrigoni diceva che la cessione degli asset era altamente improbabile, ma poi, in realtà, è arrivata la lettera di licenziamento, un durissimo colpo con l'annuncio di 195 licenziamenti per quanto riguarda lo stabilimento di Fabriano.
Questo per indicare un po' l'affidabilità degli interlocutori, che è abbastanza esigua, per usare un eufemismo.
Come Gruppo del Partito Democratico avevamo chiesto già da tempo un intervento da parte della Giunta regionale affinché interloquisse con l'azienda per verificare quali fossero le reali intenzioni, che poi si sono manifestate in modo così drammatico con le lettere di licenziamento.
Bene hanno fatto i sindacati a rifiutare le prime proposte avanzate dall'azienda nel primo incontro di Verona. Bene hanno fatto le organizzazioni nazionali di categoria a richiedere, e lo abbiamo fatto anche noi, come è emerso nel Consiglio comunale aperto di Fabriano della scorsa settimana, un tavolo nazionale che si prendesse carico di questa importante vertenza e che coinvolgesse tutti gli interlocutori interessati.
Bene ha fatto il Comune di Fabriano a organizzare un Consiglio che ha dato il senso dell'unità di tutte le forze politiche e sociali del territorio su questa situazione e bene ha fatto la Sindaca a richiedere un incontro con la proprietà e a partecipare, come annunciato, al tavolo nazionale del 4 novembre.
In questo momento credo che la strada da percorrere sia quella di verificare eventuali manifestazioni di interesse da parte di possibili acquirenti e questo va fatto al più presto a livello nazionale.
Le nostre proposte più organiche le illustrerà la Capogruppo, Consigliera Casini, riprendendo la mozione, l'ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale aperto di Fabriano.
Questa mozione, nello specifico, sollecita la Giunta regionale affinché, a sua volta, intervenga presso il Governo per verificare la disponibilità dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ad acquisire la proprietà degli stabilimenti, per mantenere l'assetto produttivo e salvaguardare i livelli occupazionali. Ricordo che il Poligrafico dello Stato ha detenuto il 98% del pacchetto azionario fino al 2002 e aveva dimostrato interesse a rilevare gli stabilimenti anche nel 2017. Potrebbe essere interessato ancora all'acquisizione delle cartiere che hanno sempre prodotto carta filigranata per le banconote dello Stato e anche per altri Stati.
Chiediamo allora che la filiera istituzionale, Regione Marche-Governo, dimostri capacità operativa e incida in questo percorso, perché riteniamo fondamentale la prosecuzione dell'attività produttiva in tutti gli stabilimenti di Fabriano e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali, lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori cosiddetti somministrati.
Non possiamo permetterci un altro colpo durissimo per il territorio fabrianese, soprattutto dal punto di vista sociale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 498, la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Come Gruppo del Partito Democratico abbiamo partecipato al Consiglio aperto che è stato indetto a Fabriano. Abbiamo ascoltato tutti gli interventi dei rappresentanti dei Gruppi presenti in Consiglio, gli interventi delle rappresentanze sindacali e dei cittadini e abbiamo deciso di fare nostro, con le dovute modifiche, il documento, che è un ordine del giorno, votato all'unanimità da tutto il Consiglio comunale di Fabriano e che rappresenta un po' la richiesta di tutto il territorio.
Un territorio che diventa la punta dell'iceberg di molte aree interne e al quale mi sento vicina perché è un luogo terremotato, un luogo che ha goduto di grandi fabbriche e sa cosa significhi avere una ricchezza determinata da grandi gruppi industriali.
Anche da noi, ad Ascoli Piceno, c'era la Cartiera Mondadori, che ha chiuso ormai da venticinque anni, e c'è la Cartiera Papale del Cinquecento.
Conosciamo purtroppo, nelle aree interne, cosa significhi non avere infrastrutture e quanto sia difficile mantenere le aziende, soprattutto per le difficoltà legate ai trasporti.
Ci rendiamo conto che Fabriano ha un'importanza eccezionale nel Made in Italy, perché tutti noi abbiamo scritto, letto, preso appunti e guardato disegni realizzati sulla carta di Fabriano.
Io sono architetto e conosco la differenza tra le varie carte di Fabriano con il logo… da piccoli avere un album della carta di Fabriano era un orgoglio per tutti noi.
Questo è importante perché Fabriano produce carta dal XIII secolo, non da ieri.
Quel distretto diventa la punta dell'iceberg e la bandiera di tutti i distretti delle aree interne, dove, ahimè, c'è un forte spopolamento, difficoltà nei trasporti e nei servizi, e una situazione post-sisma che, pur meno grave rispetto al Maceratese, al Fermano e all'Ascolano, non è meno impegnativa per le amministrazioni.
Cosa si chiede con questa mozione, che ci auguriamo possa essere condivisa da questo Consiglio?
Si chiede alla Giunta regionale:
• di dare continuità e costanza al Tavolo regionale per il lavoro quale sede deputata al confronto e alla concertazione;
• di assumere la questione del distretto industriale fabrianese e del suo sviluppo come centrale per l'intera Regione. Io credo che sia centrale per tutta l'Italia centrale;
• di concorrere, insieme alle istituzioni locali, alla programmazione di interventi finalizzati al rilancio del distretto industriale.
Alla Fedrigoni si chiede una cosa che dovremmo chiedere tutti: fermarsi un attimo con la chiusura, perché non dà il tempo di ragionare.
Se la procedura inizierà il 18 dicembre e la chiusura dello stabilimento avverrà il 31 dicembre, non ci sarà alcuna possibilità di negoziare un'uscita diversa dai licenziamenti. E stiamo parlando di 195 dipendenti, più i lavoratori somministrati, più l'indotto. I somministrati sono ancora più fragili rispetto ai dipendenti.
Chiediamo inoltre al Governo nazionale che venga presentato un programma industriale. Non possono limitarsi a dire: “Noi chiudiamo”. Abbiamo anche Pioraco e Castelraimondo a rischio e rischiamo davvero di aprire una voragine rispetto alla quale non avremo armi. Si chiede al Governo nazionale di aprire quanto prima un tavolo. Purtroppo sappiamo che non ci sarà prima del 24 ottobre perché non si farà in tempo… Sappiamo che ci sarà l'incontro del 4 novembre e sono certa che l'Assessore riuscirà comunque a portare su quel tavolo le istanze della vertenza Giano.
Si propone inoltre alla proprietà e al Gruppo di procrastinare la chiusura e concedere più tempo per poter ragionare su una soluzione, assumendo questa vicenda del distretto industriale fabrianese come una questione nazionale.
L'ho detto prima: è una questione nazionale, perché altre realtà vivono la stessa situazione, ma questa rappresenta un emblema del Made in Italy. Se Fabriano non è Made in Italy dal punto di vista culturale… Sulla carta di Fabriano abbiamo scritto, letto, studiato e ci siamo formati, la carta di Fabriano è servita per tantissimi usi, oltre a quelli che immaginiamo.
Sarebbe inoltre importante l'estensione della ZES a quel territorio, cercare di convincere Fedrigoni a mantenere aperto lo stabilimento e pensare di realizzare altro, pensando a dei meccanismi di decontribuzione. Allargare a tutto il cratere sismico o almeno al fabrianese la Zes. Poi pensare insieme al Ministero degli investimenti che siano innovativi rispetto a questo settore che possano…
Si faceva prima l'esempio del Poligrafico dello Stato, non so se sia una soluzione percorribile o meno, ma ben venga. E’ già stato proprietario dello stabilimento, ben venga anche questa soluzione insieme ad altre, Anche se, da quello che so, potrebbe rappresentare una soluzione parziale. Sarebbe opportuno trovarne più di una.
Credo che abbiamo il dovere di ricordare che Fabriano è città della carta e della filigrana, non soltanto perché è scritto all'ingresso della città, ma perché è un patrimonio di tutti noi.
Mi auguro che oggi si esca da questo Consiglio con un documento condiviso che dia forza a chi dovrà sedere ai tavoli.
Ringrazio la Sindaca per il bellissimo intervento che ha fatto in apertura del Consiglio comunale di Fabriano, perché ha racchiuso tutto, il pathos e lo stato d'animo che i fabrianesi stanno vivendo in questo momento.
Per questo dobbiamo stare al loro fianco, non soltanto il 24 ottobre, non soltanto il 4 novembre, cercando di procrastinare le date del 18 dicembre e del 31 dicembre.
Fedrigoni, Assessore, ci deve ascoltare e deve spostare quelle date, come prima cosa, perché quelle date non consentono di attivare alcuna azione che possa essere risolutiva.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione il Consigliere Ausili.

Marco AUSILI. Grazie, Presidente. Una parola di gratitudine per il fatto che tanti colleghi Consiglieri, i Gruppi e l'Assemblea intera, oggi mettano a tema quello che sta accadendo nel territorio in oggetto.
Grazie per l'impegno di quest'Assemblea, che si svolgerà nelle prossime ore per dare un contributo utile all'argomentazione in oggetto. Oggi ci fa piacere, in qualche maniera, inquadrare retrospettivamente la questione. Questo ci aiuta ad avere piena contezza di quello che è stato il percorso che ha portato a questa evenienza, come ad altre situazioni che sono sotto gli occhi di tutti.
Un percorso che ha avuto alcuni punti nodali. Ricordo, ad esempio, quello che nella Regione Marche, nel territorio di Fabriano, è accaduto tra il 2013 e il 2015, quando la cosiddetta crisi dell'elettrodomestico ha coinvolto un'intera economia e tante persone. In quel momento non erano alcune centinaia, ma addirittura alcune migliaia, purtroppo, i lavoratori che erano messi in discussione.
Ricordo anche, negli stessi anni, quello che è accaduto a proposito del credito nella nostra regione, la questione Banca Marche e come quella vicenda fu trattata al tempo.
Ricordo anche la situazione infrastrutturale di quell'area, che negli anni ha manifestato necessità sempre maggiori e che andavano tenute in considerazione.
Non si possono non considerare anche una serie di fattori congiunturali che ci trascendono, come gli eventi calamitosi, che hanno portato la nostra Regione ad essere classificata come Regione in transizione.
È utile una retrospettiva per avere bene il quadro di ciò che è stato e comprendere da dove derivino alcuni fatti accaduti.
Nello specifico del tema riguardante la Fedrigoni, gli orientamenti, a nostro avviso, sono da un primo punto di vista l'attenzione alta, da subito, che su questo tema per fortuna c'è stata da parte di tutte le parti coinvolte nella questione. Ricordo, ad esempio, le iniziative del Presidente Acquaroli, dell'Assessore Aguzzi a questo riguardo, come pure quelle del Consiglio comunale di Fabriano e l'attivazione delle parti sociali e di tutte le parti portatrici di interesse in questa materia, e ricordo anche l'interesse manifestato da subito da parte del Ministero con le attività produttive che, per il 4 novembre prossimo, ha convocato, in tempi adeguati, a nostro avviso, il tavolo che permetterà di discutere in quella sede della situazione che si è sviluppata.
Una situazione che coinvolge sicuramente il tema occupazionale, il tema dello sviluppo economico dell'area, ma coinvolge, lo diceva la Consigliera, anche l'identità di un territorio e sappiamo quanto l'identità di un territorio sia qualche cosa da difendere e valorizzare sempre.
Il secondo orientamento è però quello del dialogo tra le parti. Il nostro punto di vista, sempre in casi del genere, è quello di spingere tutte le forze che sono mobilitate in vertenze simili ad intensificare un dialogo e mai ad irrigidirlo e mai ad aumentare quello che potrebbe essere lo scontro tra le parti stesse.
Terzo orientamento, quello di ricordare, insistere e magari valorizzare ancora di più quelle che sono le iniziative collaterali, perché è utile ed è fondamentale attivarsi nella vicenda specifica, quella in oggetto di cui parliamo, della Fedrigoni, ma è altrettanto utile per quel territorio, ma anche per tutta la regione, adottare una serie di iniziative collaterali che servono ad irrobustire la situazione economica, imprenditoriale del nostro territorio per evitare situazioni del genere. Penso, ad esempio, a iniziative collaterali come può essere quella del sistema della Pedemontana, sulla quale la Regione Marche è andata finalmente ad investire, sulla quale si potranno vedere dei risultati prossimamente.
La nostra mozione, che è firmata da tutti i Capigruppo del centrodestra, dalla Consigliera Battistoni, da me, da tutto il gruppo di mia appartenenza e da tutti gli altri gruppi di maggioranza, è una mozione che va più o meno in queste direzioni e quindi si propone di impegnare il Presidente e la Giunta a continuare l'opera di interlocuzione con il gruppo Fedrigoni, per valutare una ricomposizione della questione a vantaggio dell'economia del territorio, dell'occupazione dei soggetti coinvolti. Poi si impegna il Presidente e la Giunta a contribuire al tavolo di concertazione nazionale che è stato, come ricordavo, convocato per il 4 novembre presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con ipotesi di lavoro che permettano di perseguire l'obiettivo della piena difesa dell'economia del territorio e della relativa occupazione; ad attivarsi con tutte le misure di competenza per sostenere i lavoratori che potrebbero essere coinvolti da un'eventuale chiusura dello stabilimento in oggetto; a proseguire tutte le iniziative già attivate o programmate per lo sviluppo economico, infrastrutturale e sociale del territorio di Fabriano; a proseguire l'esplorazione di nuovi strumenti dedicati al rilancio di tutto quel comprensorio, come corsi di formazione per diffondere una nuova cultura di impresa e incentivi per la creazione di nuove imprese, al fine di non disperdere conoscenze e competenze ancora diffuse sul territorio; infine, a proseguire l'interlocuzione con il Governo centrale per l'intercettazione di fondi e risorse utili al territorio del comprensorio suddetto.
Sarebbe importante, utile anche agli occhi del territorio che ci guarda, continuare questa mattinata cercando di convergere questi testi in una risoluzione. Questa è un po' la richiesta che viene dalla nostra parte, una risoluzione che, è evidente, dovrà essere realistica, non ideologica, ma non mi sembra che sia questo l'atteggiamento pervenuto finora, e che sia una risoluzione complessiva, cioè che interessi il fatto specifico di cui stiamo parlando da giorni, ma che riguardi anche un intervento complessivo sul comprensorio. Una risoluzione, quindi, che cerchi in qualche modo di tenere in considerazione quegli orientamenti che ho sommariamente citato prima. Grazie e grazie per la collaborazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.

Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Se magari ci fossero alcune questioni da porre ci sarà anche il tempo adeguato.
Entro nel merito di questa situazione. Intanto mi aspettavo, ed è giusto così ed è fortunatamente così, un forte interesse da parte di tutti i Consiglieri regionali e di tutti i gruppi consiliari su questa vicenda.
Mi conforta anche perché un'azione che dobbiamo intraprendere come amministrazione regionale, se sostenuta da tutti i gruppi, da tutti i Consiglieri, aiuta anche ad affrontare situazioni difficili e complesse.
In questo caso mi aspettavo oggi di dover dibattere questa questione, perché era indiscutibile il fatto che, su una vicenda così delicata, particolare, rappresentativa per la nostra regione, ci fosse un atteggiamento ed un interesse da parte di tutti.
Hanno ragione, molti degli interventi che si sono susseguiti, nel ritenere che quando si parla di Fabriano non si parla di un luogo qualsiasi di questa regione, si parla un po' del cuore storico ,industriale e quando si parla di cartiere, come in questo caso, si parla del cuore storico delle cartiere a livello europeo. Non dico neanche italiano e non voglio neanche pensare cosa ci può essere in qualche altro continente. Parliamo di livelli indubbiamente nazionali, anche oltre il livello nazionale, perché Fabriano è stata da sempre, e lo veniva ricordato in diversi interventi, il cuore proprio storico, antico, della carta e di quanto si è sviluppato intorno a questo settore.
Un territorio che è stato toccato già diverse volte da attività di crisi. Ci sono situazioni aperte da molti anni che tutt'ora si stanno trascinando, ancora ci sono lavoratori sostenuti dalla cassa integrazione da oltre 10 anni su aree di crisi importante come quelle dell'elettrodomestico, come altre situazioni che tendono ad affacciarsi come potenziali, speriamo di no, nuove crisi.
Tant'è che un paio di giorni prima che fossero annunciati i licenziamenti da parte della Fedrigoni, eravamo proprio a Fabriano, ad una iniziativa concordata tra me e il Sindaco di Fabriano - alla quale hanno partecipato tutte le forze sociali e imprenditoriali di settore, anche molti Consiglieri regionali qui presenti, oltre a tanti sindaci del territorio – e l'avevamo incentrata più su un'attenzione al territorio complessivo, forse perché in quel momento la preoccupazione verteva maggiormente sui potenziali sviluppi della vertenza Beko.
In quell'occasione, due giorni prima, non parliamo di mesi prima, c'era nell'aria anche questa cosa della Fedrigoni, tant'è che in quella sede se ne parlò, però tra me e il Sindaco di Fabriano era stata concordata più come attività preventiva sulla Beko che sulla Fedrigoni. Non ci aspettavamo una cosa così repentina, ma soprattutto così drastica, solo dopo 48 ore da quell'incontro, e mi arrivarono immediatamente delle voci dall'ambito sindacale dicendo che c'era un incontro in quel momento con la ditta Fedrigoni. Anche qui, noi diciamo ditta, ma la Fedrigoni è un fondo ed è difficile anche l'interlocuzione, nel senso che noi abbiamo un’interlocuzione con il direttore amministrativo, con il responsabile del personale, con qualcuno che arriva col bigliettino da visita, ma di fatto nessuno di questi è il titolare di questa realtà. Non dico che non sia facile parlarci, dico che non è facile capire i potenziali sviluppi con queste interlocuzioni.
Dicevo, in quel momento sono stato avvisato in diretta da un esponente del sindacato che si stava tenendo una riunione con i rappresentanti della Fedrigoni e che si era arrivati a questi licenziamenti, prima ancora che arrivassero le lettere o in contemporanea, mentre stavano arrivando le lettere.
Non abbiamo perso minimamente tempo, questo lo rivendico, ma nessuno ha sollevato problemi in questo senso in questi documenti. Il giorno stesso dell'arrivo delle lettere noi abbiamo scritto, a firma mia e del Presidente Acquaroli, al Ministero, chiedendo che un tavolo così drammatico, difficile e particolare, per tutte le specificità legate a quel territorio, dovesse essere subito preso in considerazione nei livelli nazionali. Prima ancora di avere le convocazioni sull'ambito regionale, lo stesso giorno che stavano arrivando le lettere di licenziamento, io e il Presidente Acquaroli abbiamo scritto al Ministero, al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, per chiedere l'apertura di un tavolo nazionale e di un faro puntato su questa situazione.
Da lì a tre giorni ho convocato sia le parti sindacali che i rappresentanti dell'azienda e questa interlocuzione c'è stata immediatamente, prima con l'azienda e poi con i sindacati. Lo stesso giorno c'era una manifestazione ed io insieme a molti Consiglieri regionali presenti ho interloquito anche con i dipendenti, per prendere atto delle loro preoccupazioni, della gravità della situazione.
Tutto questo per dirvi che non è stata sottovalutata minimamente la situazione e ci rendiamo conto perfettamente dell'importanza, della drammaticità e anche della simbologia di questa realtà. Parliamo di una società che non è una semplice azienda, è qualcosa che porta il nome dell'Italia e delle Marche, non solo di Fabriano, in tutto il mondo.
Il tavolo nazionale è stato ottenuto, siamo stati convocati il 4. Da qui al 4 ci saranno altre interlocuzioni sindacali. Io ho detto anche al sindacato che non voglio che la presenza della Regione Marche scavalchi i tavoli sindacali. Ognuno faccia il proprio lavoro e il sindacato può riportare alla Regione Marche anche informazioni di quello che avviene in quelle interlocuzioni.
Rispetto al primo tavolo ho saputo informalmente sia dalla parte sindacale, ma anche dalla parte aziendale, gli sviluppi dell’incontro. La parte aziendale tende a minimizzare, a dire che ci sarà sicuramente un reimpiego di molte persone. Il sindacato, giustamente, invece è molto preoccupato di un potenziale effetto domino, come lo è ognuno di noi.,
Non c'è ancora un'ulteriore ufficialità di incontri da parte della Regione Marche, c'è un'attenzione rispetto a tutto quanto si sta muovendo.
Questa attenzione, in attesa del tavolo del 4, avviene con interlocuzioni, anche dirette, del nostro Presidente Acquaroli con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, per porre l'attenzione su quanto potrebbe essere preso in considerazione: un eventuale interessamento del Poligrafico dello Stato.
In vista di questo incontro di stamattina ieri ho sentito il Presidente Acquaroli e ha già sentito il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e non so chi altro al Ministero, informalmente, su questa eventualità, possibilità. Lui ieri poteva dare una risposta in questo senso più o meno positiva o con quali potenzialità di sviluppo, però c'è stata questa interlocuzione.
Come definisco il tutto? Tutte queste mozioni, prese una per una sui vari punti, sono condivisibili, dalla prima all'ultima. Indubbiamente chi mette in evidenza una sfaccettatura magari più precisa, più puntuale, chi la rappresenta un po' più in generale, ma credo che un po' tutte vertano su quello che è il nostro sentimento: una grande preoccupazione, un grande interesse e che ognuno, nei propri ruoli, si muova nel miglior modo possibile, anche ascoltando suggerimenti che provengono da quest'Aula, anche attraverso questi documenti, per fare ognuno il meglio per addivenire al fatto che questa crisi non avvenga o avvenga nel miglior modo possibile.
Di primo acchito, all'azienda abbiamo dato tutta la disponibilità come Regione per sostenere, non per riconvertire, che è una parola che non mi piace, sostenere anche rivisitazioni interne o formazioni, qualora ce ne siano esigenze, o trasformazioni di alcune attività in qualcos'altro, sul quale magari serve un approfondimento.
Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità, sia dal punto di vista del sostegno alle imprese da parte dell’Assessore Antonini, sia per quel che riguarda formazione e attività legate al mio Assessorato.
Secondo me auspicabile sarebbe un documento comune di tutti, che dia ancora più forza a quanto questa mattina sta emergendo.
Mi pare di aver più o meno risposto anche alle interrogazioni, contemplate un po' tutte in quest'alveo. Non so se mi sfugge qualcosa, semmai ci fosse qualche domanda o qualcosa, disponibilissimo a riprendere la parola, se necessario.
È stato concordato con me e il Sindaco di Fabriano un nuovo incontro aperto per martedì della prossima settimana a Fabriano. L'ha chiesto il Sindaco, io gli ho dato la mia disponibilità. So che c'è il Consiglio regionale, ma in quell'occasione mi recherò a Fabriano e non so bene se sarà un incontro simile a quello svolto, come ho detto, poche ore prima dello svolgersi di questa crisi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Faccio il punto della situazione visto che nel territorio ci vivo e ci sono degli stabilimenti, non solo a Fabriano, ma anche a Castelraimondo e Pioraco, una vicenda che si trascina… Ho fatto il Sindaco nel 1997, c'è stato sempre il problema delle cartiere, prima la proprietà era dell'INA, poi del Poligrafico dello Stato, Fedrigoni ed altro.
Ultimamente, posso dire, che da parte del gruppo Fedrigoni c'è stata la suddivisione in due gruppi, il gruppo Giano, che si occupa della carta per fotocopiatrici e il resto che riguarda le carte pregiate. E’ da un anno e mezzo che le richieste di carta per fotocopie stanno diminuendo, nel frattempo c’è stata la divisione del gruppo Fedrigoni in Giano e gruppo Fedrigoni.
E’ vero che non c'è una proprietà, ma c'è chi amministra e non si fa una suddivisione, si spendono 2 anni di lavoro, dei soldi e poi si chiude l’azienda, si poteva chiudere quel settore senza fare tutte queste operazioni. Voglio essere fiducioso e sperare che l'attività possa proseguire, andare avanti, altrimenti non avrebbe avuto senso aver fatto questa operazione. Poi quando uno chiude, chiude da oggi al domani, chiudere dopo 3 mesi può essere utile per fare una trattativa che possa portare alla prosecuzione dell'attività. Questo è qualcosa che vorrei mettere in più.
Vorrei dire ai nostri rappresentanti, il Presidente l'Assessore, di tentare in tutti i modi affinché questo tipo di attività, al di là di ulteriori riconversioni, possa seguitare e andare avanti.
C'è perplessità per gli stabilimenti di proprietà Fedrigoni che abbiamo a Pioraco, Castelraimondo, anche uno stabilimento a Fabriano, che sta andando avanti. Anche qui il problema è che la produzione non è eccessiva, gli stessi materiali vengono prodotti anche a Verona, gli stessi macchinari che abbiamo a Pioraco sono anche a Verona, quindi con gran forza occorre difendere i nostri posti di lavoro, le attività che oggi sono nel territorio marchigiano, altrimenti rischiamo che oggi chiudono a Fabriano e poi, visto che le produzioni magari non sono ingenti, portano tutto a Verona, dove c’è la sede. Tutto può essere più complicato.
Ben vengano le mozioni se riusciamo a mettere insieme, però metterei l'attenzione anche sugli altri siti che restano nelle Marche perché oggi abbiamo di Fabriano e di 195 posti, ma le associazioni sindacali stanno facendo un giro per le aziende che lavorano con il gruppo Fedrigoni e sono moltissimi quelli che, indirettamente, sono fornitori o lavorano con le cartiere, quindi, non parliamo di 195 posti, ma un indotto che può arrivare a 200, 300 posti, poi se non ci sono gli stipendi che girano a cascata ci si va di mezzo un po' tutti.
E’ importante mantenere l'attività, cerchiamo di fare in modo che vada avanti, secondo me è nelle loro intenzioni, vediamo quello che possiamo fare, altrimenti l’azienda non avrebbe fatto la scissione della società, avrebbe perso tempo, 2 anni, e risorse per non avere niente.
Sono fiducioso, in 20 anni abbiamo avuto delle crisi cicliche e ne siamo sempre venuti fuori. Andiamo a Roma cercando di ottenere tutto quello che possiamo, insieme alle forze sindacali.
E’ vero che non c'è una proprietà, ma i conti li fanno. Tutto sommato l’azienda non faceva deficit e alla fine, quando ha venduto, Fedrigoni ha toccato i limiti di redditività più alti possibili, poi c’è stato un ridimensionamento, però è un'attività che merita di andare avanti, che deve continuare a vivere in quel territorio, quindi, impegniamoci affinché possa continuare a esistere.
Ricordiamoci delle altre attività che oggi sono in funzione, mettiamo un puntello su queste per evitare che, magari, possano cadere nella discussione, anche se sono fiducioso che anche Fabriano potrà riprendere la sua attività. Grazie.

PRESIDENTE Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. È già intervenuto l'Assessore, che è stato molto esaustivo ed ho ascoltato anche il Consigliere, il Capogruppo della Lega, Consigliere Marinelli.
Fabriano è un'eccellenza per quanto riguarda la carta e, come ha detto l'Assessore Aguzzi, è il cuore storico della cartiera a livello europeo, non a livello nazionale.
Quello che è accaduto è increscioso e ha dell'incredibile perché, purtroppo, l'avvio della procedura di licenziamento collettivo di 195 addetti è stato messo in atto e comunicato alle organizzazioni sindacali senza un'interlocuzione per trovare soluzioni alternative al licenziamento, con una e-mail. Questo lo ritengo grave.
Quello che è stato fatto a livello regionale dal Presidente Acquaroli e dall'Assessore Aguzzi credo che sia stato lodevole, perché si sono attivati nell'immediato. Appena sono arrivate le lettere hanno chiesto al Ministero un tavolo per la discussione e hanno convocato le parti sindacali e aziendali.
Certo, come ha detto l'Assessore Aguzzi, non è semplice interloquire con la proprietà dell'azienda, ma noi siamo fiduciosi e lo vogliamo essere, Consigliere Marinelli, perché qui non c'è soltanto il licenziamento di 195 addetti, ma c'è anche l'indotto. È grave perché metterebbe in ginocchio un settore e questo non ce lo possiamo permettere.
La Consigliera Casini ha parlato di ZES per quella zona e, purtroppo, Consigliera, non si può, perché avevamo ottenuto l'estensione della ZES alle Marche il 22 luglio 2022, poi ci sono state le elezioni e chi aveva già istituito la ZES è andato avanti, mentre noi purtroppo siamo rimasti fuori perché non era stata ancora attivata, in quanto non si era completata la procedura.
Credo, però, che qualcosa di diverso, simile alla ZES, si possa attivare per la nostra Regione e noi ne abbiamo parlato come Gruppo regionale di Forza Italia a Roma, perché la Regione Marche è una Regione in transizione. Abbiamo dati economici simili a quelli delle Regioni del Sud, che hanno, badate bene, agevolazioni enormi.
All'epoca, per quanto riguarda la ZES, si trattava di microzone e la tassazione era ridotta della metà. C'era un credito d'imposta pari al 90% sugli investimenti effettuati. Oggi chi ha la ZES attivata sull'intero territorio dispone di minori agevolazioni, però voi capite che noi siamo penalizzati.
Ecco perché abbiamo fatto leva anche sul Governo nazionale per cercare una soluzione alternativa a quella che era la ZES, altrimenti, badate bene, molte aziende chiudono e se ne vanno di punto in bianco, trovando agevolazioni importanti in altre Regioni oppure in altri Paesi.
Questo non lo possiamo permettere e abbiamo tutti gli strumenti perché la Regione Marche è una Regione in transizione.
Noi, come Gruppo regionale di Forza Italia - la sottoscritta si è impegnata - abbiamo riportato a casa questo risultato, l'estensione, però il problema è che poi c'è stato un altro Governo e quando è entrato in carica, chi aveva già la ZES l'ha mantenuta, mentre noi non avevamo avuto il tempo necessario per attivarla. Però qualcosa di diverso e simile…no, qualcosa di diverso, ma bisogna avere anche le risorse perché qualcosa di diverso lo dobbiamo attivare per la nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Sono di Fabriano, quindi mi permetto di ringraziare tutta l'Assemblea per l'impegno in questa questione e per le parole spese riguardo al distretto industriale fabrianese.
Volevo fare solo una breve considerazione, anche in aggiunta a quanto ha detto il Consigliere Marinelli, cioè estendere la trattativa, durante il tavolo di lavoro fissato per il 4 novembre, a tutto l'asset Fedrigoni presente nella regione Marche e non soltanto alla Giano Srl, che riguarda gli stabilimenti di Fabriano e di Rocchetta di Fabriano per la produzione delle carte da fotocopie. Si tratta di una produzione isolata perché genera un valore aggiunto più basso rispetto agli altri asset, ma occorre prendere in considerazione anche quello che potrà avvenire negli stabilimenti di Pioraco, dove si producono carte da disegno, di Castelraimondo, dove si realizzano le carte speciali, e il reparto banconote di Fabriano. Infatti, è stata paventata la vendita da parte del Gruppo anche di tutti questi asset regionali, ad eccezione di Sassoferrato.
Tutto questo comprende anche il marchio Fabriano, per cui l'auspicio è che, oltre a tutti gli sforzi per poter mantenere la situazione da parte dell'attuale proprietà, ci sia comunque anche un impegno per un eventuale intervento dello Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, la Banca d'Italia e anche il Poligrafico dello Stato, magari soprattutto per quanto riguarda l'asset delle carte moneta.
Non parliamo solamente dei 195 dipendenti diretti della Giano Srl, di tutto l'indotto, ma parliamo di circa 840 occupati. Per questo è molto importante fare un'azione preventiva, un po' come ricordava prima l'Assessore Aguzzi richiamando che si è già iniziato a parlare della Beko, perché anche qui c'è il rischio di una delocalizzazione dallo stabilimento di Fabriano.
Fare, quindi, un’azione preventiva in occasione di questo tavolo e non concentrarsi solo sulla Giano, ma su tutti gli altri stabilimenti che occupano oltre 800 persone, perché l'impatto di una eventuale chiusura sarebbe grave anche per tutte le altre imprese che forniscono beni e servizi a questi stabilimenti principali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Replico all'Assessore rispetto all’interrogazione che il 23 settembre ha presentato il Gruppo consiliare del Partito Democratico, a prima firma della Consigliera Bora. In quel caso si metteva un po' in guardia la Regione rispetto ai possibili scenari che si stavano sviluppando.
Come accennavo, già il 31 luglio Il Corriere della Sera era uscito su questo tema e il 2 agosto avevo fatto un comunicato stampa in cui chiedevo l'intervento della Regione.
Mi rendo conto, e le do atto, Assessore, che è complicato interloquire con fondi di proporzioni internazionali, perché non è chiaro chi sia l'interlocutore di turno e troppo spesso i gruppi presenti sul territorio delegano a rappresentanti aziendali non di primaria importanza per trattare la situazione.
Ho appreso adesso da lei che la Sindaca di Fabriano ha convocato un altro incontro, un Consiglio aperto. Un plauso a lei e mi associo ai complimenti che la Capogruppo Casini le ha già rivolto, perché il giorno del Consiglio comunale aperto ha fatto davvero un intervento emozionante e particolarmente sentito.
Nel merito, come diceva lei, Assessore, ci sono tante mozioni e atti che più o meno vanno nella stessa direzione, però con alcuni distinguo.
A me sembra che l'atto presentato dalla Capogruppo Casini sia quello più omnicomprensivo di tutti, perché tiene dentro tutto. Anche perché è, di fatto, l'atto approvato dal Consiglio comunale di Fabriano e l'abbiamo copiato su mandato delle forze politiche che hanno approvato quell'atto nel Consiglio comunale.
Mi sembrerebbe assurdo deviare rispetto a quel testo che è stato condiviso da tutti, dalle forze politiche, dai Gruppi consiliari che l'hanno votato e dai sindacati presenti in sala che hanno apprezzato l'impegno dell'intero Consiglio comunale.
Andare a prendere un pezzettino, parlo anche della mia mozione, che è una parte di quel documento, o soltanto alcuni degli impegni contemplati nella mozione del centrodestra, mi sembrerebbe riduttivo.
Il nostro documento è omnicomprensivo, tanto più che ci sono aspetti che nella mozione presentata dal Consigliere Ausili non sono riportati. Ad esempio, la proposta all'azienda di procrastinare le decisioni assunte in merito alla chiusura. Questo è fondamentale. Lo metteva bene in evidenza la Capogruppo Casini ed è una richiesta esplicita delle organizzazioni sindacali. Non si può derogare a questa richiesta.
Io chiedo fin d'ora che questo punto sia inserito comunque nel testo definitivo. che spero andremo ad approvare all'unanimità.
Così come il punto in cui si dice di esperire tutte le opzioni che, vista l'importante storia cartaria di Fabriano, possano salvaguardare gli stabilimenti fabrianesi per i quali viene minacciata la chiusura, tramite l'interessamento di nuovi acquirenti, a partire dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e con il coinvolgimento della Banca d'Italia.
Non ultimo, è intervenuto l'Assessore su questo, ricordando che anche il Presidente Acquaroli sta interloquendo con il Ministero delle imprese e del made in Italy e con il Ministro verso questa… Consigliere Ausili, mi ascolti che sto facendo delle proposte operative sulla sua mozione. Su questo il Presidente si sta spendendo anche rispetto alle proposte che sono state avanzate dal nostro Gruppo, sia con la mozione sia durante il Consiglio comunale di Fabriano.
Credo che queste cose vadano riprese in un documento omnicomprensivo.
Bene il tavolo del 4 novembre, ma probabilmente tardivo. Andava fatto prima, come richiesto da noi e come richiesto dai sindacati, andava fatto prima dell'incontro del 24 ottobre prossimo.
Ben venga comunque. Speriamo che porti risultati apprezzabili in termini di tenuta dello sviluppo produttivo del territorio e, soprattutto, di tenuta occupazionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.

Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Poche parole per testimoniare alcuni aspetti e profili che voglio sottoporre all'Assessore Aguzzi, che ha preso una posizione molto puntuale su questa vicenda, il cui aggettivo più appropriato, mi pare, lo abbia usato proprio il Consigliere Marinelli circa la drammaticità dei fatti.
Sia il Consigliere Mastrovincenzo che la Capogruppo Casini hanno abbondantemente approfondito e, credo, correttamente inquadrato il tema centrale.
Io voglio sottolineare una sola cosa. Credo che, in questa fase, il passaggio più importante, quello più critico da sciogliere, siano i tempi.
Il tempo diventa un fattore decisivo per consentire all'azienda, ai dipendenti e alla stessa Regione, che ha un ruolo politico, non dimentichiamolo, di poter pianificare, ove possibile, una soluzione.
Farlo con una mannaia che incombe e che non consente di approfondire e verificare soluzioni alternative…, credo sia l'elemento più importante.
Questo è stato ben compreso, ma ritengo che debba essere, in particolare, il punto centrale sul quale la Regione può svolgere un ruolo: trovare il tempo del rinvio dei licenziamenti. In un periodo che può essere di sei mesi, un anno o anche più, per costruire una soluzione, credo che questo possa essere l'elemento più importante per iniziare a sciogliere, perché è l'elemento che consente approfondimento e confronto.
Non so se questo sia stato l'elemento caratterizzante, ma all'interno di una negoziazione così complessa e difficoltosa cercare di fare questo passo e, mi viene da dire, Assessore – ma non conosco i termini e i contenuti specifici - provare anche ad offrire all'azienda una disponibilità della Regione rispetto a situazioni che potrebbero invogliarla a rinviare di un anno, credo possa essere un elemento sul quale fare leva. I tempi, dunque: allungare e spostare il tempo del licenziamento.
È difficile dare soluzioni tecniche e non mi introduco in questo, però, Assessore, non posso non citare una cosa accaduta non più tardi di quindici giorni fa. Ravenna ha avuto la possibilità, attraverso un provvedimento del Governo, di attuare attorno a quel porto una ZLS, con semplificazioni amministrative, incentivi economici e spazi fiscali per undici nodi intermodali, venticinque aree produttive, nove province e ventotto Comuni.
Non so se è chiara questo tema: un territorio è riuscito ad ottenere dal Governo, sulla base di una serie di azioni strategico-industriali, una zona considerata favorevole alle attività d'impresa.
Al sud della ZLS c'è la ZES, dalla quale le Marche sono state ingiustificatamente escluse. Faccio una domanda non polemica, ma di stimolo alla Regione: è mai possibile che la Regione Marche resti schiacciata all'interno di scelte politiche nazionali tra una ZLS e una ZES, con svantaggi inaccettabili?
Mi verrebbe da dire: se io sono un'azienda e posso avere opportunità all'interno di una zona a nord delle Marche o addirittura a sud delle Marche, smobilito nelle Marche e disimpegno. Mai come in questo caso, Assessore Aguzzi, la tanto decantata filiera politica può avere un ruolo, perché dovreste far capire, e c'è speranza visto che c'è il Ministro delle imprese e del made in Italy, che non è accettabile, rispetto ad un quadro complessivo ed organico, che le Marche, i suoi territori e i suoi distretti industriali restino schiacciati tra queste due realtà. Oltretutto, schiacciati, mi verrebbe da dire atterrati dal terremoto.
In questo non ci sono soluzioni tecniche. C'è una spinta politica, una motivazione politica e una responsabilità politica che trasferisco alla Regione, non per fare polemica, ma perché penso che possa dire una parola, non solo all'azienda rispetto ai tempi, ma anche al Governo rispetto a questa inaccettabile situazione in cui purtroppo ci siamo trovati ad ottobre.
Ripeto, apprezzando anche la scelta fatta su Ravenna, ma le assicuro che alle Marche questo tipo di decisione non fa…

Presidenza del Presidente
Dino Latini

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. I temi che sono stati posti in quest’Aula sono di assoluta rilevanza e di grandissima importanza e mi fa piacere che ci sia, tutto sommato, da parte dei Gruppi consiliari, una condivisione su questo tipo di problematica. Condivisione che abbiamo anche noi rispetto alle tante sollecitazioni che sono venute dai banchi dell'opposizione.
Concordando anche con il Capogruppo della Lega, il Consigliere Marinelli, chiediamo, se fosse possibile, una sospensione di un quarto d'ora per ragionare su un testo unico, su una risoluzione che possa raccogliere le istanze delle varie mozioni presentate e che possa essere, come ricordava anche prima il Consigliere Ausili, una risoluzione che comprenda la necessità di tutti di portare avanti questa battaglia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Penso che dovremmo recuperare rapidamente il documento che è stato approvato nel Consiglio aperto di Fabriano, dove aggiungo i miei ringraziamenti alla Sindaca, perché è stato quanto mai opportuno, tempestivo e coinvolgente. Il documento che ne è uscito, votato all’unanimità, è stato raccolto dalla mozione presentata dal nostro Gruppo. Non lo abbiamo fatto con logiche di appartenenza sui temi del lavoro, non abbiamo messo bandierine, non abbiamo cercato di rilanciare posizioni di parte e penso che ci siano le condizioni per replicare l'atteggiamento che abbiamo avuto con Caterpillar o con Elica, in cui ci siamo approcciati all'unisono con l'idea di dare mano all'azione del Governo affinché si potesse arrivare ad una soluzione.
Qui la partita è oggettivamente complicata. Lo è stata nei modi ai quali, purtroppo, ormai ci dobbiamo abituare. Lo dico tragicamente, perché assistiamo ad una depersonalizzazione dei soggetti e degli interlocutori. Questi fondi investono e, magari, quando arrivano vengono salutati molto positivamente perché danno una spinta e un sostegno finanziario all'azienda. Poi, nelle stesse modalità, quando valutano, non che l’azienda sia in crisi, che il reddito non sia quello auspicato o programmato, dalla sera alla mattina decidono di chiudere un'azienda, senza tener conto di quello che determina nelle persone, nel territorio e nell'indotto.
L’Assessore Aguzzi dice che si presentano gli amministratori delegati con i biglietti da visita in mano, in maniera molto ossequiosa, fanno i cinesi, ma sappiamo che invece hanno un mandato molto preciso, determinato in altri contesti e da altri soggetti. Il fondo decide e gli altri eseguono.
Pensando alla prima interrogazione, quasi in tempi non sospetti, lo ricordava il Consigliere Mastrovincenzo, quella della Consigliera Bora del 20 settembre, appena uscito l'articolo del Corriere della Sera, ci siamo attivati e allarmati perché interessava un territorio già particolarmente compromesso, dove tanto c'era da fare e dove alcuni percorsi erano stati anche individuati.
La Consigliera Marcozzi ci dice: “Avevamo lavorato sulla ZES”, e allora lo traduco per i cittadini che ci ascoltano: c'era il Governo Draghi e poi è arrivato il Governo Meloni e non è stato portato avanti quel cardine sul quale avevamo individuato un'opportunità. Forza Italia sosteneva convintamente il Governo Draghi poi si è trovata a sostenere altrettanto convintamente il Governo Meloni, che però non ha avuto la stessa attenzione e lo stesso ascolto.
Il tema della ZES deve essere riproposto, così come le indicazioni che sono arrivate dal documento dal quale, ripeto, non vorrei scostare troppo. Poi, se serve per tenere dentro tutti, si trova il modo. Anzi, penso che ci sia un obbligo istituzionale di arrivare ad una risoluzione e aprire, come è accaduto, il tavolo regionale, su questo, l'attività della Sindaca di Fabriano mi sembra particolarmente attenta, così come il tavolo nazionale.
Ahimè, i tempi che non sono quelli che auspicavamo, perché trovarci con una risoluzione il 24 ottobre, speriamo positiva, potrebbe essere condizionante per il tavolo nazionale del 5 novembre, se non vado errato. Dentro questo quadro è ovvio che vi sia la necessità di trovare altri soggetti investitori, profili in grado di garantire continuità.
Noi abbiamo raccolto anche la sollecitazione contenuta nel documento circa un possibile intervento dello Stato. Lo diciamo in modo laico, senza fotografare ciò che è accaduto, senza leggere il passato, perché qualcuno potrebbe dire: ”Siete in contraddizione perché quella era già del Poligrafico dello Stato e non aveva dato bella mostra di capacità e di azioni di investimento”. Ma era un'altra epoca.
Oggi abbiamo la necessità di trovare un segnale da parte del Ministero del Made in Italy e occorrono anche segni importanti, davanti a fatti così clamorosi, che il Governo deve mettere in campo.
Lì c'è la storia non soltanto del Made in Italy, c'è il riferimento storico di una realtà territoriale che proietta nel mondo la carta di Fabriano, che ha una storia di 750 anni e non penso che sia riconducibile ad altre attività, con quel tipo di longevità.
Se il Poligrafico dello Stato intervenisse per riassorbire a sé, sarebbe un segno, che inevitabilmente non si dovrebbe fermare lì, perché oggi tocca alla Giano, ma domani, con le stesse modalità si potrebbe determinare in un altro comparto.
Ritengo che, se dovesse fallire qualsiasi intervento di ricollocazione adeguata sul mercato, lo Stato dovrebbe assumersi un impegno per quel territorio anche attraverso un'operazione di recupero.
Spero che vi siano le condizioni per arrivare ad una risoluzione. Partiamo dal documento nel quale eravamo già tutti rappresentati e che è stato tempestivamente ripreso nella mozione presentata dal Gruppo assembleare…

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Condivido la necessità che il Consiglio regionale pervenga ad una risoluzione unitaria, per dare maggiore forza all'azione politica che la Giunta regionale deve mettere in campo e perché abbia maggiore forza anche la filiera istituzionale che, mai come questa volta, deve funzionare per dare una risposta a questa realtà.
Uno dei motivi del mio intervento è che, nello scorcio finale della scorsa legislatura, in qualità di Assessore, avevo la delega alle aree di crisi e ricordo come Fabriano fosse area di crisi complessa, tra l'altro interregionale, perché era la crisi del bianco insieme all'Umbria, di cui mi sono occupato. Un territorio che ha avuto, oltre a quella crisi, la crisi del 2008 e del 2009, colpito pesantemente dal terremoto.
Oggi vediamo che in questo territorio c'è la decisione di licenziare 195 lavoratori, che sono 195 famiglie che vivono in quella realtà, che hanno programmato la loro vita in quella realtà e progettato il loro futuro.
Di fronte a questa decisione che cosa c'è? Non c'è un'azienda che è in perdita, no. È perché non si hanno abbastanza utili. Come ho avuto modo di dire in occasione di un incontro con i rappresentanti sindacali, che voglio ringraziare per il loro impegno e la loro opera, c'è un cinico disegno industriale dietro quella decisione, indifferente alle emozioni e alle commozioni, indifferente alla solidarietà, che a loro non serve, perché c'è il cinismo dietro la logica del profitto, non solo del profitto, ma di sempre maggiori utili.
A questo bisogna dare una risposta politica della Regione. Come rispondiamo? Anche noi con la solidarietà? No. Dobbiamo rispondere con atti concreti, una risoluzione magari unitaria che impegni il Governo regionale intorno a fatti e comportamenti precisi.
Allora, che cosa serve qui? Serve innanzitutto l'estensione della ZES, che è prevista nel Mezzogiorno, dall'Abruzzo in giù, estenderla a tutta l'area del cratere sismico, come noi, tra l'altro, più volte abbiamo chiesto in quest'Aula.
Poi serve la decontribuzione, che riguarda aree del sud confinanti con noi - pensiamo all'Abruzzo – che ho richiesto più volte, anche come Assessore e anche in polemica con esponenti del Governo di cui il PD faceva parte, perché se a pochi chilometri di distanza abbiamo la ZES, con tutti i vantaggi fiscali e amministrativi, e la decontribuzione, qual è l'imprenditore che viene qua ad investire o qual è l'imprenditore che non cerca di fuggire da un territorio meno favorevole rispetto ad un altro più favorevole? Noi l'avevamo chiesta da tempo e se ci fossero state la ZES estesa al cratere sismico e la decontribuzione, come più volte abbiamo chiesto, e non solo noi ma anche esponenti della maggioranza, che poi non sono riusciti a conseguire l'obiettivo, credo che oggi non saremmo arrivati a questa situazione.
Allora, lo dobbiamo recuperare. Questo bisogna fare da subito e c'è l'occasione perché funzioni la filiera istituzionale, perché c'è la legge di stabilità in discussione, o chiamatela finanziaria. Quella è l'occasione per inserire l'estensione della ZES alla zona del cratere sismico. Quella è l'occasione per prevedere la decontribuzione. Basta semplicemente un comma. Questo bisogna fare: chiedere al Governo. Il resto sono chiacchiere in libertà. O si fa o non si fa.
Nel contempo bisogna mettere le parti intorno ad un tavolo per condividere, con tutte le parti in causa, Governo, Regione e azienda, un nuovo piano industriale che sia decente e non indecente, che non vada solo a conseguire sempre maggiori utili a danno dei lavoratori.
Fare questo tavolo che coinvolga il Poligrafico e Zecca dello Stato e la Banca d'Italia, anche per recuperare quella lunga tradizione che è storia, cultura ed economia di quella realtà della carta di Fabriano. Però bisogna farlo intorno ad azioni concrete e l'occasione è la legge di stabilità di fine anno, la finanziaria, perché è ovvio che sono misure che hanno un costo. La decontribuzione è un costo, la ZES è un costo. Le zone del cratere sismico le vogliamo sostenere con i fatti o soltanto con le chiacchiere?
A cosa serve la ricostruzione post-sisma delle case, delle infrastrutture pubbliche e private, se poi desertifichiamo quei territori perché non c'è più lavoro, perché ci sono 195 licenziamenti? A cosa serve la ricostruzione se noi ricostruiamo le case e mandiamo via da quelle case gli uomini, le donne e i giovani che le devono abitare perché non hanno lavoro? Questa è la riflessione da fare. Il resto sono chiacchiere in libertà.
Allora facciamo questo, approviamo questa risoluzione, ma mettiamo il Governo e il Governo regionale dinanzi alle loro responsabilità, perché anche questo è il tema, il tema della ricostruzione.

PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare nel merito. La discussione termina qui.
Adesso, come giustamente è stato detto, ci mettiamo al lavoro per verificare, in 5-10 minuti, una risoluzione.
Nel frattempo, visto il ritorno in Aula dell'Assessore Saltamartini, se è d'accordo, potremmo riprendere le interrogazioni che abbiamo lasciato prima.

Interrogazione n. 1279
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Mangialardi, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sulla mancanza di medici pediatri nel Comune di Serra San Quirico”

Interrogazione n. 1317
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Carenza dei medici pediatri nel Comune di Fano”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1279 dei Consiglieri Bora, Casini, Mangialardi, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1317 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione verte in merito alla presenza del pediatra nel Comune di Serra San Quirico.
Si tratta, in quel Comune, di garantire l'assistenza pediatrica a 80 bambini. Ora, sappiamo che l'assistenza pediatrica è garantita in Italia per i bambini fino a 14 anni e, in alcuni casi, fino a 16 anni. Tuttavia, la normativa non prevede che in ogni Comune debba essere presente un pediatra.
L'accordo quadro sull'assistenza pediatrica è garantito nel Comune di Serra San Quirico con quattro pediatri presenti, in questo momento, a Fabriano, anche se questa previsione organica fotografa una situazione che oggi vede in servizio solo tre pediatri. A tal riguardo è stato pubblicato anche il bando per la copertura del quarto pediatra.
C'è da tener conto che l'Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona, proprio per garantire un'assistenza più immediata, ha pubblicato la possibilità di attivare almeno 16 ore di pediatria territoriale, che quindi potrebbe servire quel territorio, sempre nel distretto fabrianese, in modo tale da avviare questo rapporto di vicinanza tra il servizio di pediatria e la domanda che viene espressa con questa interrogazione.
Tuttavia, ben sapendo ciò che abbiamo più volte detto nel corso di questa lunga mattinata, incentrata ancora una volta, con un numero indefinito di interrogazioni sulla sanità, e cioè che i pediatri nella nostra Regione sono in via di formazione, si tratta di una professione che, come quella dei medici di medicina generale, risente di una grande carenza dovuta al fatto che né nella nostra Regione, precedentemente al nostro insediamento, né a livello nazionale era stata una programmazione adeguata del fabbisogno.
I pediatri, anche in questo caso, sono in via di formazione e, per sopperire alla loro carenza, sono state assegnate posizioni aggiuntive ai pediatri che possono assicurare l'assistenza sanitaria fino a 800 bambini, arrivando in alcuni casi fino ad un massimo di 880 assistiti. Anche attraverso questo strumento, aumentando il numero dei bambini assistiti, si può sopperire a questa carenza.
Il distretto di Fabriano ha una previsione di quattro pediatri, ne manca uno ed è stato pubblicato il relativo bando. Si stanno inoltre pubblicando le 16 ore per la pediatria territoriale e la ricerca delle figure professionali necessarie è continua da parte dell'Azienda Sanitaria Territoriale.
La Regione sta predisponendo, sin dal 2021, una formazione aggiuntiva di queste professionalità, che in passato non erano state adeguatamente formate, con fino a 150 borse di specializzazione l'anno.
Nel 2024 raggiungeremo un numero adeguato di specializzazioni necessarie al sistema e, progressivamente, il Servizio sanitario regionale delle Marche, avendo individuato questa soluzione attraverso le borse di specializzazione aggiuntive, garantirà il fabbisogno.
Questi sono fatti inequivocabili: c'è una politica regionale che si occupa delle figure professionali necessarie a garantire la copertura dell'assistenza sanitaria, soprattutto ai bambini. Prima non era stato fatto; noi stiamo provvedendo e la risposta è positiva, nel senso che riusciamo a garantire la copertura dei bambini che hanno questa necessità nel Comune di Serra San Quirico.
Fatta la stessa premessa per il Comune di Fano, le professionalità richieste per il Servizio sanitario sono formate con 150 borse aggiuntive nella Regione Marche, mentre prima erano 5 all’anno, quindi, stiamo provvedendo alla formazione di queste professionalità.
Nel distretto di Fano sono previsti in organico 11 pediatri; in questo momento ne mancano 2.
L'Azienda Sanitaria Territoriale di Fano sta provvedendo con l’aumento degli assistiti per pediatra. Questa mattina è stato adottato un provvedimento con un incremento di 120 bambini per pediatra e la pubblicazione delle vacanze per la copertura di queste due postazioni è stata avviata. Anche in questo caso, attraverso lo strumento dell'aumento degli assistiti in capo ai pediatri già in servizio a Fano, stiamo sopperendo a questo tipo di servizio
Si deve valutare che nelle città come Fano, dove c'è un presidio ospedaliero con DEA di primo livello e un insieme di specializzazioni sanitarie, i bambini e le famiglie dispongono comunque dell'assistenza sanitaria necessaria. Diversa è la situazione nei Comuni dell'entroterra, dove, se non c'è il pediatra e non vi sono strutture sanitarie ospedaliere e distrettuali vicine, è evidente che la carenza assistenziale è diversa.
Nel caso di Fano, mi sembra che, pur all'interno del sistema delle carenze pediatriche esistente, vi sia un'adeguata assistenza sanitaria.
Come ho già detto questa mattina, richiamare con una serie di interrogazioni la mancanza di medici, di operatori della continuità assistenziale e di pediatri rappresenta una linea argomentativa politica dell'opposizione che si comprende, ma che ritengo strumentale, visto che pediatri e medici non sono stati formati dai Governi sostenuti da quella che oggi è l'opposizione, sia nella Regione Marche sia a livello nazionale. Quindi, chiedete a noi di rispondere a problemi che voi avete creato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Riguardo ai dati di fatto, Assessore, lei citava la formazione. È un dato di fatto che fino al 1° gennaio 2021 il pediatra a Serra San Quirico c'era, adesso non c'è più.
Così come, prima dell'inizio di questa legislatura, c'era il medico a Serra de' Conti, a Staffolo e in tante altre località delle aree interne. Su questo abbiamo presentato atti ispettivi a ripetizione e questi medici e questi pediatri non sono stati sostituiti.
Lei metteva bene in evidenza che per le aree interne si tratta di una difficoltà aggiuntiva fare a meno di un medico o, in questo caso, di un pediatra.
Serra San Quirico può contare su circa 300 bambini e centinaia di famiglie si trovano in difficoltà e, quando un bambino è malato e ha bisogno di determinate cure, sono costrette a recarsi a Fabriano, che dista più di 26 chilometri da Serra San Quirico, con tutto il disagio che questo comporta.
A Fabriano si rivolgono ad altri pediatri che, peraltro, sono anch'essi in carenza, come ricordava lei stesso, perché ne sono previsti quattro e ce ne sono soltanto tre, adesso è stato aperto un bando, oppure si rivolgono al Pronto Soccorso, contribuendo ad intasare ulteriormente il Pronto Soccorso di Fabriano, che, come tutti i Pronto Soccorso, soffre di una grande affluenza di cittadini e di un intasamento eccessivo e costante.
Noi rinnoviamo l'invito a fare presto, a provvedere alla sostituzione di questi professionisti, in questo caso del pediatra di Serra San Quirico, ma lo stesso discorso vale per tante realtà, soprattutto dell'entroterra, che soffrono di questa grave mancanza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anche nella mia interrogazione, nelle premesse, ho dato atto a questa Giunta di aver aumentato le borse di specializzazione, perché mi sembra che sia comunque un'operazione corretta che avete fatto.
Le borse di pediatria, da quello che so, sono passate da tre a oltre una ventina. I primi pediatri termineranno la formazione tra qualche mese e, comunque, non saranno sufficienti a coprire tutti i pensionamenti.
Per un periodo che può andare da 3 a 5 anni avremo probabilmente ancora un deficit di pediatri di libera scelta. La problematica è regionale, come ha dimostrato anche l'interrogazione del Gruppo PD, ma per quanto riguarda la mia città, anche se costiera e lei ha minimizzato il problema, si tratta di una questione molto sentita dalle famiglie.
Il distretto di Fano avrebbe bisogno di 11 pediatri; ad oggi ne mancano 2 perché dal 1° ottobre sono andati in pensione due colonne portanti del sistema pediatrico della nostra città, che ringrazio per il lavoro svolto.
Presto andrà in pensione, nel giro di un paio di mesi al massimo, anche la dottoressa XY, quindi le mancanze diventeranno tre.
Non dico che l'AST non abbia messo in atto tutti i meccanismi previsti dall'Accordo collettivo nazionale, però il dato di fatto, Assessore, è che ad oggi non sono stati trovati sostituti.
Per questo è stata data la possibilità, come lei ricordava, di aumentare il massimale dei pediatri in attività provvisoria e poi è stata pubblicata una procedura che, da quello che so, porterà un pediatra da Fossombrone a lavorare a Fano. Si tratta di un pediatra già oberato di pazienti, che potrà prenderne in carico pochi altri e, in più, si scoprirà un altro servizio in una città confinante.
La coperta è corta: dove la si tira, da un'altra parte restano scoperti i piedi e non si dà un servizio adeguato ai bambini.
L'altro posto dovrebbe essere coperto, speriamo, entro i primi mesi del nuovo anno grazie alle nuove borse di specializzazione che dovrebbero essere portate a termine.
Per quanto riguarda la responsabilità nazionale dei Governi passati, lei è bravissimo a passare la palla, però non mi ha risposto alla terza e alla quarta domanda, che invece riguardavano competenze prettamente regionali, perché il servizio online che era previsto ed era incluso nella lettera che le famiglie si sono viste recapitare quando sono state informate, da un giorno all'altro, che...

Interpellanza n. 32
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mastrovincenzo, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Mangialardi, Vitri
“Realizzazione di un Centro di permanenza temporanea e il rimpatrio presso l’area in prossimità del sedime aeroportuale di Falconara Marittima. Come intende intervenire la Regione Marche”

Interrogazione n. 1312
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Istituzione di un Centro di permanenza per i rimpatri a Falconara”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 32 dei Consiglieri Bora, Mastrovincenzo, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Mangialardi, Vitri e l’interrogazione n. 1312 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. L'interpellanza prende le mosse dalla possibilità, sempre più concreta, dell'istituzione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri per migranti a Falconara, nella zona dell'aeroporto.
Dico subito che, per quanto ci riguarda, noi siamo contrari ai CPR a Falconara, nelle Marche e in tutto il resto del Paese, perché li riteniamo inadeguati e, soprattutto, luoghi detentivi quando luoghi detentivi non dovrebbero essere.
Sono sempre più numerose, a questo riguardo, le testimonianze di soprusi, violenze, situazioni di disagio, mancanza di assistenza sanitaria e assenza di servizi di base in queste strutture, con frequenti episodi di autolesionismo e anche di suicidio.
I CPR hanno dimostrato la loro inutilità e anche quanto siano dannosi. Peraltro sono strutture che non solo sono dannose e inutili, ma che anche altri Presidenti di Regione non vogliono nel loro territorio. Si sono già espressi, da questo punto di vista, i Presidenti di Emilia-Romagna, Veneto ed altri.
Abbiamo appreso che nella zona aeroportuale di Falconara si starebbe creando una struttura, uno dei centri che dovrebbe nascere nel nostro Paese. Ad oggi ne sono presenti dieci in Puglia, Sicilia, Lazio, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Lombardia, che ospitano circa 600 persone.
Chi è entrato in questi centri, mi riferisco ad esempio all'associazione Antigone, che si occupa proprio di queste situazioni e delle persone migranti, ha parlato di condizioni invivibili e della sensazione di trovarsi in un canile, parole riportate nei rapporti di Antigone. Così come chi ha potuto vedere le trasmissioni televisive che ripetutamente hanno mostrato le condizioni in cui vivono queste persone.
Aggiungo che, anche per coloro che sono favorevoli ai rimpatri, i CPR si sono rivelati fallimentari e inefficaci per la capacità di effettuare rimpatri. Non sono mai riusciti a rimpatriare più della metà delle persone trattenute. Lo ripeto: anche per chi è favorevole ai rimpatri.
In più c'è un tema di costi: 100 milioni di euro finora spesi per la costruzione dei CPR, oltre a un impegno massiccio di personale delle forze dell'ordine, già carente sul territorio per garantire la sicurezza dei nostri concittadini.
È evidente che questi CPR sollevano fortissime preoccupazioni, in quanto detengono individui privati della libertà personale senza che abbiano commesso alcun reato. Il fenomeno dell'immigrazione dovrebbe essere gestito in tutt'altra maniera, potenziando il sistema dell'accoglienza territoriale e garantendo il diritto d'asilo, non certo con misure espulsive e repressive.
Su questa vicenda specifica del CPR a Falconara, il Presidente Acquaroli si è detto sorpreso, dichiarando di non essere stato messo a conoscenza della decisione e di non condividere il metodo di comunicazione e di condivisione utilizzato.
La Sindaca del Comune di Falconara e la sua Giunta hanno dichiarato di non essere state coinvolte nel piano di sviluppo del progetto e hanno ribadito la loro ferma contrarietà. Ci chiediamo dove sia la famosa filiera istituzionale, da questo punto di vista.
Con l'interpellanza chiediamo se il Presidente abbia intenzione di protestare nei confronti del Governo per questo atto di arroganza istituzionale e quale posizione ufficiale intenda assumere, sia sul CPR di Falconara sia, più in generale, sui CPR nelle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.

Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Il tema dell’immigrazione è una materia che, nel riparto costituzionale delle competenze, appartiene in via esclusiva allo Stato, sia sotto il profilo legislativo sia sotto quello amministrativo.
Peraltro, i centri di identificazione, chiamiamoli con il loro nome, sono strutture istituite sulla base di leggi approvate anche da Governi di centrosinistra. Non è solo una prerogativa della destra, perché vi è il tema della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico che deve essere valutato.
Si consideri che la Caritas stima in Italia la presenza di circa 600.000 persone alle quali il nostro Paese non può garantire le condizioni di cui parlava il Consigliere Mastrovincenzo: una casa, un’abitazione, un lavoro, l’assistenza e i servizi necessari.
Purtroppo questo non è possibile garantirlo a tutti. Si assiste quindi, nelle grandi stazioni ferroviarie e nelle grandi aree metropolitane, a situazioni di bivacco che determinano allarme nella popolazione. Soprattutto, in un Paese come l'Italia, che presenta fenomeni di criminalità organizzata quali mafia, ’ndrangheta e camorra. Associazioni criminali che utilizzano anche per spaccio di stupefacenti, traffico di esseri umani, prostituzione e traffico di armi.
Molte delle persone che arrivano nel nostro Paese e alle quali l'Italia non riesce a garantire una sistemazione dignitosa finiscono nei circuiti criminali.
Le politiche del nostro Paese, così come quelle dell’Unione europea e delle altre nazioni occidentali, devono trovano nell’immigrazione clandestina l’opera di organizzazioni criminali, che portano in Italia queste persone, quindi non è solo il viaggio dei disperati attraverso il Mediterraneo, si tratta di organizzazioni che strutturano il passaggio, addirittura, dal Centro Africa fino al Nord Africa e successivamente verso le coste del nostro Paese.
Lo strumento dei CPR serve per l’identificazione di queste persone che sbarcano in Italia, nascondendo la loro identità e la loro nazionalità e solo attraverso il prelievo delle impronte digitali e il prelievo di… con cui si risale al DNA, è possibile accertarne l'identità ed eventualmente trasferirli nei Paesi di provenienza.
Dire che si tratta di centri di detenzione…, sfugge un elemento fondamentale: quando si restringere la libertà personale di un soggetto, fin dalla Magna Carta…, l’articolo 13 della Costituzione stabilisce che vi sia un’attività di convalida da parte di un organo giurisdizionale.
Nessuno può immaginare, anche alla luce di quello che è successo ieri, che gli organi del nostro Paese, la magistratura del nostro Paese, chiuda un occhio, addirittura tutte e due, se questi centri sono centri di detenzione, che violerebbero il principio contenuto nell'articolo 13 della Costituzione.
Sulla necessità che questi centri siano dignitosamente rispondenti per quanto riguarda il trattamento alimentare, le condizioni igienico-sanitarie, che rispondano a dei criteri di civiltà, credo che sia un problema che possiamo affrontare, perché lo Stato sopporta dei costi e le associazioni e gli enti che garantiscono questo tipo di trattamento devono garantire ciò che è previsto a livello contrattuale. Non mi spavento di questo, si faranno dei controlli e si farà esattamente tutto quello che serve.
Segnatamente al centro che viene ventilato nella provincia d'Ancona, di cui la Regione Marche non ha notizie, non ha informazioni, semplicemente perché è una competenza esclusiva dello Stato, è una competenza del Ministero dell'Interno e delle Prefetture, devo dire che dovrà rispondere chiaramente a dei criteri che tengano conto delle attività sociali, delle popolazioni, dei disagi che ci sono.
Io non so esattamente che cosa ha deciso il Ministero dell'Interno, non sono in grado di dare una risposta per conto della Regione Marche, perché è una materia di esclusiva competenza dello Stato. Posso impegnare la Giunta a far sì che queste informazioni siano attinte dal Ministero dell'Interno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, non sono e non siamo soddisfatti della risposta e non parlo a titolo personale, non lo siamo nemmeno come Partito Democratico. Penso che non sia soddisfatto l'intero territorio, il Comune di Falconara, la Provincia di Ancona e la nostra Regione.
Mi rivolgo in modo particolare all'Assessore Brandoni, che è stato anche Sindaco di Falconara, aveva nella sua Giunta come Assessora l'attuale Sindaca, che ha espresso immediatamente contrarietà all'ubicazione del CPR.
Assessore Brandoni, sulla attuale configurazione del CPR c'è una differenza abissale tra quello che pensiamo noi e la vostra posizione. Voi siete quelli che avete buttato un miliardo di euro, perché questa è la cifra, per la realizzazione di un centro definitivo in Albania, con temi che mettono in difficoltà tutti, anche a voi nello spiegare, non solo ai giudici ad impedirvelo.
Siete quelli che - lo diceva quasi e non lo voglio forzare, l'ha edulcorato, l’Assessore Saltamartini - pensate che quelli debbano essere prigioni, anzi, come diceva riportando Antigone il Consigliere Mastrovincenzo, quelli assomigliano più a canili che a luoghi di ospitalità e, tra l'altro, non hanno niente a che vedere coi centri di identificazione ed espulsione, mutati nel 2017.
Sono senza servizi, fatiscenti, sono raffazzonati, ma noi abbiamo un'idea completamente diversa, cioè che quelle persone debbano essere integrate nelle modalità che... e non possono essere punite perché spesso, anzi sempre, non hanno commesso nessun reato, forse solo di nascere in un posto sbagliato e di trovarsi anche in condizioni…
Faccio mia e nostra la presentazione all’interrogazione del Consigliere Mastrovincenzo, ma quello che è incredibile sul metodo è che il Presidente Acquaroli dice che se ne occuperà dopo il G7 perché non ne sapeva nulla. Non sapeva nulla il Presidente Acquaroli ed il Vicepresidente. La Presidente del Consiglio Meloni dispone e individua un luogo che, nell'idea vostra, anche se dovessero morire lì dentro, potrebbe andar bene ugualmente, . Quella è una zona esondabile, lo è stata, non viene individuata…, messi lì dentro in barba al PAI. Voglio solo pensare, se fosse un provvedimento di altro tipo… Assessore, so che siccome la filiera...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per precisare una cosa. Assessore, è vero che i centri sono stati istituiti con la legge Turco-Napolitano del '98. Si ricorderà, la citava lei, che allora i centri si chiamavano centri di permanenza temporanea e di assistenza, già il nome era totalmente differente.
Sul merito abbiamo già detto tutto, non c'è altro da aggiungere sennò che siamo contrarissimi. Non è che il Ministero non ha fatto sapere niente, ma voi non siete in grado di alzare il telefono.
A parte che il Ministero ha fatto sapere e noi sappiamo che ha fatto sapere, ma, al di là di questo, basterebbe alzare il telefono, avere la conferma o meno, perché anche se è una competenza statale la Regione e il Comune hanno comunque potere e soprattutto hanno il dovere di intervenire e dire la loro.
Ci auguriamo tutti che la vostra sia una opinione di contrarietà, seguendo anche quella che, peraltro, è la richiesta del Comune di Falconara. Da parte nostra c'è l'ulteriore richiesta affinché il Presidente e la Giunta tutta si spendano verso questa direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, il Consigliere Livi.

Simone LIVI. Grazie, Presidente. Avevo chiesto, se era possibile, di sospendere per 15 minuti per lavorare su questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. I Consiglieri che dovrebbero discutere nel merito la risoluzione sono impegnati in continuazione con gli atti ispettivi.
Se ci dà 10 minuti di tempo troviamo una risoluzione, tanto già ne abbiamo parlato e abbiamo raggiunto un'intesa, bisogna soltanto metterla giù. Grazie.

PRESIDENTE. Bene, sospendiamo per 10 minuti per la risoluzione sulla mozione relativa alla crisi di Fabriano Fedrigoni.

La seduta è sospesa alle ore 13,35.

La seduta riprende alle ore 14,35.

Presidenza del Presidente
Dino Latini.

PRESIDENTE. Prego i Consiglieri di riprendere posto in Aula.
È stata presentata una risoluzione che hanno sottoscritto tutti coloro che hanno presentato le mozioni, quindi i Consiglieri Casini, Acciarri, Baiocchi, Marcozzi, Marinelli, Livi, Mangialardi, Elezi, Cancellieri, Bora, Vitri, Cesetti, Marinangeli, Mastrovincenzo, Ausili, Lupini, Carancini, Ruggeri, Minardi, Borroni, Menghi, Battistoni, Bilò, Rossi, Santarelli, Putzu, Latini, Dallasta, Assenti
Vi chiedo di non farmi leggere le premesse, che costituiscono praticamente il sunto di tutte le premesse delle mozioni, mentre vi leggo il dispositivo.
“Impegna la Giunta regionale:
• a dare continuità e costanza al Tavolo regionale per il lavoro quale sede deputata al confronto e alla concertazione, oltreché finalizzato all’individuazione di tutti gli strumenti attivabili per accompagnare la vertenza in atto verso il miglior esito;
• ad assumere la questione del distretto industriale del Fabrianese e del suo sviluppo come centrale per l’intera Regione, fondamentale per la tenuta delle aree interne e montane delle Marche;
• a concorrere, insieme alle istituzioni locali, alla programmazione di interventi finalizzati al rilancio del distretto industriale e dei servizi essenziali ai cittadini;
• a chiedere alla proprietà di procrastinare le decisioni assunte in merito alla chiusura della società Giano Srl e di sospendere la procedura di licenziamento dei 195 lavoratori, in vista degli esiti del tavolo di lavoro con il Governo, la cui prima convocazione è prevista per il 4 novembre 2024, a cui sono invitate anche le istituzioni locali;
• a condividere questi passaggi con le istituzioni locali, regionali e nazionali e con le forze sindacali;
• a chiedere al Governo nazionale e al Ministero del Made in Italy di valutare tutte le opzioni che, vista l’importante storia cartaria di Fabriano, possano salvaguardare gli stabilimenti fabrianesi di cui viene minacciata la chiusura, tramite l’interessamento di nuovi acquirenti, a partire dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e il coinvolgimento della Banca d’Italia;
• ad assumere la questione del distretto industriale fabrianese come una questione nazionale, per la lunga storia che hanno le produzioni della carta e dell’elettrodomestico, che, nonostante le crisi, continuano a rappresentare settori resilienti e giacimenti di saper fare artigiano e industriale;
• a supportare un territorio profondamente ferito prima dalla crisi del 2008-2009, poi dal sisma 2016-2017, del cui cratere sismico Fabriano fa parte, e da una crisi industriale perdurante;
• a proseguire l’esplorazione di nuovi strumenti dedicati al rilancio del comprensorio, con oltre Fabriano, Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo e Pioraco, già area di crisi industriale complessa e area sisma, come corsi di formazione per diffondere una nuova cultura d’impresa e incentivi per la creazione di nuove imprese, compresa la ZES, al fine di non disperdere conoscenze e competenze ancora diffuse sul territorio;
• a proseguire l’interlocuzione con il Governo centrale per l’intercettazione di fondi e risorse utili al territorio del comprensorio suddetto”. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Comunicazioni ai sensi del comma 4 dell’articolo 55 del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie alla Conferenza dei Capigruppo che mi ha dato la possibilità di intervenire, sarò telegrafico.
Con questo breve intervento vorrei riportare all'attenzione di questa nostra Assemblea la triste vicenda del nostro cittadino XY, un caso di sottrazione internazionale di minore che riguarda due cittadini marchigiani di Sassoferrato, XY e la sua piccola figlia, per i quali noi tutti, vorrei ricordare che in data 19 ottobre 2021, abbiamo espresso la nostra solidarietà votando all'unanimità una mia mozione che chiedeva al Governo di occuparsi del caso.
Ritorno sulla questione perché giorni fa la Corte di Appello di Ancona ha dichiarato la nullità della condanna inflitta alla ex moglie di XY in primo grado per sottrazione e trattenimento di minore all'estero e lo ha fatto per un difetto di giurisdizione dei giudici italiani.
Una sentenza che, per carità, va rispettata, ma che ci lascia basiti e ci lascia anche molta perplessità, perché apre ad un pericoloso precedente giuridico. Chiunque, di fatto, da ora può andare all'estero, partorire o portare un minore all'estero e lì trattenerlo.
Rinnovo, quindi, l'appello a tutte le istituzioni governative e parlamentari ad occuparsi politicamente di questo caso che, come detto poc'anzi, riguarda due cittadini marchigiani e due Paesi non estranei, ma facenti parte dell'Unione Europea, l'Italia e la Grecia.
Mi appello a tutti i partiti a fare la propria parte perché, oramai, non servono più le buone intenzioni, ma servono i fatti.
Tiriamo fuori un po' di umanità e cerchiamo, ognuno per quello che può, di occuparci di questa questione, perché dura da 8 anni e ancora è irrisolta.
La politica deve fare la propria parte, come lo ha fatto per tanti casi analoghi, vedi il caso Eitan tra Italia e Israele. È necessario che ognuno di noi interpelli i propri rappresentanti parlamentari o governativi a Roma e si dia da fare.
Avremo anche un'ulteriore interlocuzione tramite un amico, il Ministro degli Esteri, speriamo che possa prendere a cuore definitivamente questa questione, perché XY non ha diritto di essere padre e sua figlia non ha ancora diritto, dopo 8 anni, ad avere un padre. Sono due cittadini marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Per condividere un fatto positivo che riguarda la nostra Regione. In particolare, ieri a Roma, presso l'Auditorium dell’Ara Pacis, si è tenuto un evento per presentare i risultati dell'Osservatorio sulla sicurezza della casa.
È stata conferita alla Regione Marche una targa di riconoscimento per l'eccellente impegno nella tutela della sicurezza domestica.
Per il secondo anno consecutivo, infatti, la Regione Marche si è posizionata al primo posto della classifica nazionale, dimostrando – questa è la motivazione - un impegno costante e lodevole nella tutela della sicurezza domestica dei suoi cittadini.

(interventi fuori microfono)

L'indice regionale della sicurezza domestica rilevato dal CENSIS consente di posizionare le regioni italiane in una scala che va dalla più sicura, dove è minore la probabilità di rimanere vittima di un reato, fino alla Regione meno sicura.
Ho avuto il piacere di prendere parte alla cerimonia di premiazione su delega del Presidente della Regione. Ho espresso il nostro orgoglio per questo prestigioso riconoscimento, che è un fatto molto significativo, considerando che, come è stato rilevato dalla ricerca del CENSIS, circa il 90% degli italiani considera la sicurezza una componente essenziale per la qualità della vita.
Sono intervenuta nel ricevere la targa dicendo che probabilmente questo risultato deriva dalla nostra bassa densità abitativa, una regione caratterizzata soprattutto da borghi storici, ma anche molto dall'impegno delle forze dell'ordine, che ringraziamo per la loro costante presenza nel garantire e monitorare la sicurezza pubblica.
Ho anche ricordato che sono stati stanziati circa 2 milioni di euro per potenziare l'apparato di sicurezza e che sono stati attivati patti per la sicurezza urbana e una rete regionale per la valorizzazione delle Marche come terra del benessere.
Speriamo, quindi ,di continuare a mantenere questo primato anche per i prossimi anni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.

Anna CASINI. Vorrei anch'io leggere una comunicazione, posso?

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. La norma che ho citato è l'ultimo comma dell'articolo 55, che dice che il Consigliere che intende fare delle dichiarazioni chiede preventivamente al Presidente se le può fare. Ed è giustissimo quello che è avvenuto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, dove il Consigliere Rossi ha chiesto preventivamente, a tutti i Presidenti dei Gruppi, di poter fare la dichiarazione in merito alla questione del padre separato con il figlio in Grecia.
Durante lo svolgimento dei lavori in Aula, anche la Consigliera Battistoni mi ha chiesto se poteva fare la dichiarazione che riguardava la consegna di un attestato, un encomio alla Regione Marche, con l’applicazione dello stesso comma, ed ho consentito a farla.
Consento anche a lei, pur non sapendo, mi fido, il contenuto. Mi fido della sua affidabilità istituzionale. I contenuti riguardano comunicazioni. Prego.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. I contenuti che leggerò sono pubblicati, non leggo nulla di strano, però, forse è qualcosa che i Consiglieri non conoscono.
Decreto del Direttore di ATIM n. 210 del 31 luglio 2024, data in cui è andato via, l'ultimo giorno, di approvare lo schema di addendum di contratto di cui al decreto precedente n. 69 del 19 giugno 2023, di disciplina del rapporto di cessione dell'utilizzo dei diritti di immagine, del nome della voce come VIP, tra il signor XX, ATIM e Camera di Commercio.
Nell'addendum i compensi concordati nel contratto, decorrenti dal 1° gennaio 2024, verranno devoluti ai seguenti enti del terzo settore: 100.000 euro alla Fondazione Ospedale Salesi, 50.000 euro alla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport e 150.000 euro alla Fondazione Bambino Gesù ONLUS, ubicata in Passeggiata del Gianicolo, a Roma.
Il signor XX autorizza ATIM e la Camera di Commercio delle Marche a corrispondere tali somme in via diretta ai due ETS, soltanto a due, il terzo non si sa, e di talché sarà onere e cura di ATIM prendere contatti con gli stessi per gli adempimenti necessari.
La Regione Marche fa 300.000 euro di beneficenza e questa è cosa buona e giusta, perché XX ha deciso che noi facessimo beneficenza, senza che il suo contratto sia stato interrotto.
Cogliamo l'occasione per renderlo noto e per chiedere, magari, se queste somme sono state devolute da ATIM ai tre ospedali, anzi sono due ospedali, due fondazioni e la Fondazione Vialli per la ricerca e lo sport. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Solo una precisazione rispetto al punto trattato precedentemente sui CPR.
La risposta dell'Assessore alle interpellanze e all’interrogazione non ci ha soddisfatto, l'abbiamo fatto ampiamente capire sia il Consigliere Mangialardi che il sottoscritto, quindi, su questo presenteremo per la prossima seduta, già da oggi, una mozione specifica.
Volevo annunciare il deposito della mozione legata all'interpellanza su cui non siamo stati soddisfatti. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione d’ordine anche per lei, Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. No, vorrei leggere anch’io un documento.

PRESIDENTE. La norma specifica...

Micaela VITRI. Articolo 55 del Regolamento, l'ho visto, l'ho letto. Avrei 15 minuti anch'io, Presidente.

PRESIDENTE. No, 3 minuti. Dovrei vederlo prima io.

Micaela VITRI. Posso, Presidente? Avrei un documento di cui vorrei rendere edotta tutta l'Aula e i cittadini, è un decreto di liquidazione di ATIM di due giorni fa. Secondo me può essere interessante anche questo, oltre alla classifica degli incidenti domestici.
Si tratta di un decreto di liquidazione, fattura PA08 del 15 settembre 2024, con cui si versano, senza bandi, senza gara, senza nulla, in affido diretto a Roma, 360.000 euro per una mostra a Castel Sant'Angelo, a Roma, alla società Core, una società privata.
La mostra, dal titolo “Papi Santi Marchigiani a Castel Sant'Angelo”, non ha previsto nessun tipo di bando, non ha previsto nessuna manifestazione di interesse da parte di chi lavora nelle Marche, ma è stata affidata direttamente.
Posso leggere tutti i 10 articoli di questo documento, firmato dalla Direttrice di ATIM, oppure invito a verificarlo a chi ci segue in streaming personalmente, così non rubo altro tempo all'Aula, che vedo piuttosto disinteressata. Grazie.

PRESIDENTE. Vi ricordo, fermando adesso un attimo le lancette dell'orologio, che l'applicazione di quel comma prevede che il documento venga presentato prima al Presidente dell'Assemblea e venga verificato, per evitare polemiche.
È stato fatto per evitare motivi di censura preventiva rispetto all'espressione democratica di coloro che sono in Aula, affidandomi al senso di responsabilità di voi colleghi, però per il futuro l'applicazione della norma è ben precisa: il documento deve essere sottoposto prima al Presidente, che decide se concedere o meno la parola per la comunicazione.
Non l'ho fatto, l'ho già spiegato, Consigliera, perché siamo nella situazione di una comunicazione che non era stata portata all'interno della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, rispetto alla prima comunicazione del Consigliere Rossi, che è stata portata, spiegata e sviluppata.
Dobbiamo rispettare tutti un principio che deve essere tradizionale. Adesso facciamo tutte quante le comunicazioni che volete, però siamo in una sede di un'Aula regionale.
Ha la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Giusto per rimettere un po' le regole, perché qualcuno è amante delle regole, per chiarire una questione.
Il Consigliere Rossi l'aveva chiesto in Conferenza dei Capigruppo, era giusto e lecito; la Consigliera Battistoni, da quello che so, tramite il mio Capogruppo, ha chiesto l'autorizzazione. È lecito anche questo, perché spetta al Presidente. Dispiace che il Partito Democratico, come sempre, ha poco di democratico, perché lo ha fatto non rispettando il Regolamento.
A prescindere da questo, mi fa molto piacere, perché il Partito Democratico ha bravissimi giocatori di calcio: sulle fasce a fare gli assist a noi per fare gol, questo è risaputo e mi fa molto piacere.
La Consigliera Casini parlava dell'ATIM che fa beneficenza. Ovviamente credo che sia giusto e lecito. Immagino che la Consigliera Casini sia dispiaciuta che non faccia beneficenza al Partito Democratico o a qualche ente vicino, come magari sono abituati quelli del PD, ma sulla questione della beneficienza non possiamo scegliere noi o lei.
Per quanto riguarda la Consigliera Vitri, non so se stava parlando di Pesaro, degli affidamenti, oppure stava parlando dell'ATIM, perché credo che si voglia mascherare un po' una questione di cui tutte le Marche stanno parlando, che è anche sulle cronache nazionali. Capisco il vostro imbarazzo politico, io non faccio mai politica del personale o sul personale, per la politica credo che sia fondamentale anche dibattere.
Se parlava di affidamenti diretti, visto che la Consigliera Vitri viene dal Comune di Pesaro, in cui in questo periodo il Partito Democratico ha il record degli affidamenti diretti, ma soprattutto di figuracce nazionali per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica, non è colpa del Presidente Acquaroli.
Ringrazio ancora la Consigliera Vitri che ha parlato di incarichi diretti, quando il Partito Democratico di Pesaro può insegnare moltissimo a quest'Aula sugli incarichi diretti, per darli ad associazioni amiche e, su questo, verremo a lezione da voi ovviamente per non ripeterci. Grazie.

PRESIDENTE. Vi prego di rimanere ancora in Aula, non si sono conclusi ancora i lavori, per ascoltare la ripetizione di quello che ho detto prima in merito alla norma che abbiamo applicato: “I Consiglieri che intendono fare dichiarazioni, comunicazioni o richieste all'Assemblea su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, debbono preventivamente informare il Presidente dell'oggetto dei loro interventi e possono parlare soltanto se abbiano ottenuto espressa autorizzazione e per un tempo non superiore a 3 minuti. Tali interventi, di norma, non danno luogo a dibattito e, se plurimi, comunque nel loro complesso non possono superare i 15 minuti”.
In futuro questa è l'applicazione della norma, ve lo dico in maniera chiara, così evitiamo... Oggi credo che la par condicio sia esistita per tutti, la possibilità di potere utilizzare l'applicazione di questo comma, che in futuro è in questo modo. Grazie.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14:55.