Resoconto della seduta n.165 del 05/11/2024
SEDUTA N. 165 DEL 5 NOVEMBRE 2024
La seduta inizia alle ore 10:50
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 165 del 5 novembre 2024. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 163 del 22 ottobre 2024 e n. 164 del 29 ottobre 2024, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Prima di svolgere l'ordine del giorno della seduta odierna, la n. 165, vi chiedo un minuto di silenzio in solidarietà alla popolazione della comunità di Valencia, Spagna, per i tragici fatti che l’ha vista coinvolta e che la vedono coinvolta anche in queste ore. Vi chiedo di fare un minuto di silenzio.
(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)
Comunicazioni della Giunta regionale in merito a “Alluvione del 2022”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le comunicazioni della Giunta regionale.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi chiedevo se fosse presente il Presidente Acquaroli oppure è assente, visto il tema. Grazie.
PRESIDENTE. Sta arrivando, intanto iniziamo con l'Assessore che ha la delega di competenza.
Ha la parola, per le comunicazioni, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Cercherò, nella maniera più sintetica possibile, di dare un resoconto il più puntuale possibile rispetto a questa situazione, che è assai complessa e tuttora in working progress sotto tanti punti di vista.
L'evento del 15 settembre 2022 è avvenuto, come ci ricorderemo, a valle di un periodo particolarmente siccitoso ed il terreno non era neanche in grado di assorbire le piogge torrenziali che poi sono seguite.
Dalla tarda mattinata del 15 settembre alcuni sistemi temporaleschi si sono formati sul versante tirrenico della penisola, favoriti dalla presenza di una forte umidità del Mar Tirreno, e successivamente si sono sviluppati dei fenomeni tra Umbria, Toscana e anche nel nord della Regione Marche.
A partire dal pomeriggio di giovedì 15, le precipitazioni hanno iniziato ad interessare le aree intorno al Catria, per poi estendersi nelle parti montane dei fiumi Cesano, Misa ed Esino. Nel corso della serata hanno poi interessato anche la zona del Monte San Vicino.
Nel tardo pomeriggio si è formato un sistema cosiddetto autorigenerante e stazionario, probabilmente un po' come quello che è avvenuto nelle scorse ore in Spagna, qualcosa di simile sicuramente, che ha interessato non solo le zone interne, ma anche la parte collinare della provincia di Ancona.
Sostanzialmente il fenomeno ha sprigionato la quasi totalità della sua energia nel tardo pomeriggio del 15 settembre, nel giro di 5 ore. Le cumulate più significative della pioggia in alcune località colpite, con la stima del tempo di ritorno, sono riportate in questa tabellina che brevemente vi leggo.
Se guardiamo, ad esempio, Cantiano, nelle 12 ore 419 mm, tempo di ritorno stimato 1000 anni. Quando vi dico 1000 anni è perché non voglio dirvi quello che ha dato il cervellone elettronico, perché non sarebbe credibile. Infatti, anche sulla stampa è uscito sempre 1000 anni. Il tempo di ritorno per questo evento su Cantiano era di 4000 anni. Noi abbiamo sempre riportato 1000 anni per essere, non dico credibili, ma per dare un'idea di qualcosa che abbiamo di fronte, altrimenti sembrerebbe qualcosa del tutto fuori luogo.
Su Monte Acuto del Catria, 384 mm, ugualmente 1000 anni di ritorno; Arcevia, fiume Misa, 128 mm nelle 12 ore, 910 anni; Barbara, Misa, 127 mm, sempre 1000 anni di ritorno; Colle del Misa, 204 mm, ugualmente 1000 anni. Monte San Vicino, Musone-Esino, 192 mm, 1000 anni; Cingoli, Musone, 247 mm, sempre tempo di ritorno valutato 1000 anni, per dire l'eccezionalità effettiva di quanto è avvenuto in quelle ore.
La particolarità ed eccezionalità degli eventi può essere riportata in questa ulteriore frase che vi rendo: alcuni idrometri sono passati, tendenzialmente un po' tutti quelli a monte, dal segnale verde di livello bassissimo all'improvvisa rottura e al passaggio della piena, che ha avuto caratteristiche anomale tipo tsunami, travolgendo anche i ponti dove erano installati gli idrometri stessi. Cioè da zero si vede l'idrometro che si impenna e poi sparisce il segnale. Non è stata una piena che è cresciuta poco a poco, ma è stato un evento del tutto improvviso.
Le piogge del 15 settembre, concentrate all'interno e pressoché assenti lungo la costa, hanno determinato un dilavamento eccezionale dei versanti collinari e montani, con conseguente sradicamento di alberi e crollo dei versanti, con innumerevoli frane di fango e ghiaia che hanno intasato parte del reticolo idraulico, ammassandosi in corrispondenza degli attraversamenti esistenti e occludendoli, a volte quasi sistematicamente.
Al riempirsi di questi invasi, i ponti hanno ceduto o sono stati sormontati, generando una cascata di onde di piena. Arrivati a valle, si sono avuti fortunatamente degli allagamenti meno dirompenti che hanno dato la possibilità di allertare la popolazione e procurato danni e, in questo caso, non morti come invece è avvenuto leggermente più a monte. Questo è il caso di Senigallia, ad esempio.
Successivamente, con deliberazione del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2022 - metto l'accento: all'epoca Governo Draghi - è avvenuta nelle 24 ore successive, nell'immediatezza degli eventi, la dichiarazione del primo stato di emergenza. Poi ci ritornerò, ma lo stato di emergenza è stato successivamente rinnovato nel 2023 e anche nel 2024 ed è tuttora in vigore fino al prossimo anno, nel 2025.
Con l'ordinanza del Capo Dipartimento di Protezione Civile n. 922 del 17 settembre 2022 veniva nominato il Presidente della Regione Marche come Commissario delegato e venivano stanziati i primi 5 milioni di euro per il soccorso alla popolazione e il ripristino dei servizi essenziali. Il famoso decreto Draghi, avvenuto nell'immediatezza dell'evento. C'era stata anche la visita dell’allora Presidente del Consiglio sui luoghi di questo disastro.
Con l'ordinanza del Capo Dipartimento di Protezione Civile n. 924 del 20 settembre 2022 veniva concessa la possibilità di nominare anche un Vicecommissario, che veniva poi scelto nella persona dell'ingegner XY, che ha effettuato la ricognizione del danno con la collaborazione della Direzione di Protezione Civile e Sicurezza del Territorio della Regione Marche.
Nell’immediatezza degli eventi il Genio Civile della Regione Marche, in questo caso non del Commissario straordinario, ha effettuato lavori di somma urgenza nelle primissime ore e nei primissimi giorni per 13 milioni di euro e - e su questo ci potrò anche tornare, volendo, se ci saranno domande più dettagliate. Ho proprio una relazione – ad oggi il Genio Civile Regione Marche, con fondi POR FESR e fondi regionali, è intervenuto dal 15 settembre 2022 al 30 ottobre 2024 con 25.721.000 euro. Questi non sono fondi eccezionali dati dai Governi, sui quali arriverò, ma sono fondi regionali e fondi POR FESR portati avanti dal Genio Civile della Regione Marche: 25 milioni ad oggi.
Con la proroga del 28 agosto 2023, di ulteriori 12 mesi, e la legge 8 agosto 2024 n. 111, è stato eccezionalmente prorogato fino al 17 settembre 2025 lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici.
I fondi stanziati dal Dipartimento di Protezione Civile per questa emergenza ancora in atto e dal Governo sono i seguenti: Fondi FEN del 2022: 5 milioni dati nell'immediatezza e riconosciuti dal Governo Draghi; 19 ottobre 2022, appena insediato il Governo Meloni, ulteriori 1,1 milioni di euro, sempre fondi FEN. Siamo quindi a 6,1 milioni di euro fino a quel momento.
Successivamente, con la legge 29 dicembre 2022, n. 197, sono stati affidati ulteriori 100 milioni di euro per ciascun anno 2023 e 2024 e poi, con legge del 13 gennaio 2023, ulteriori 200 milioni per l'anno 2023. I famosi 400 milioni dati dal Governo Meloni nei mesi successivi a questi eventi.
Tramite il portale regionale Cohesion Alluvione 2022 sono state presentate 2.651 richieste di intervento di soccorso, assistenza alla popolazione, ripristino delle funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale e delle terre e rocce da scavo prodotte dagli eventi, oltre alle misure volte a garantire la continuità amministrativa nei Comuni dei territori interessati.
Per farvi fronte sono stati approvati piani di Protezione Civile per 159.919.400 euro, per un totale di 1.483 interventi. Successivamente ulteriori 29 interventi, per un totale di altri 15.701.000 euro, richiesti dalla stessa struttura del Vicecommissario straordinario per la messa in sicurezza dell'area del Misa, Nevola e Cesano, indispensabili al fine di ridurre il rischio di nuove esondazioni e salvaguardare la sicurezza e la continuità delle infrastrutture presenti.
Perché abbiamo distinto queste due fasi? Perché una è la fase del ripristino dei luoghi e della rimozione dei materiali, l'altra è la fase degli ulteriori lavori, lavori strutturali, che tendono a mantenere, nel limite del possibile, in sicurezza questi territori in maniera più stabile e prospettica.
Questi interventi, eseguiti con urgenza ed in modo mirato, sono risultati fondamentali per assicurare la stabilità idraulica e la protezione del territorio maggiormente esposto agli effetti di fenomeni meteorologici estremi. In particolare, sul fiume Misa sono stati effettuati interventi di rimozione dei materiali litoidi depositati e di riapertura delle sezioni idrauliche per garantire un regolare deflusso delle acque. È stato inoltre eseguito il rinforzo delle arginature danneggiate al fine di prevenire ulteriori cedimenti strutturali e ridurre il rischio di esondazioni. Contestualmente è stato rimosso materiale legnoso depositato in corso d'acqua a seguito dell'alluvione.
Ugualmente al torrente Nevola, sono state riaperte le sezioni idrauliche mediante l'asportazione dei sedimenti accumulati, così da favorire il corretto flusso dell'acqua. Anche in questo caso è stato rimosso il materiale legnoso alluvionato che ostruiva parzialmente il corso d'acqua.
Ugualmente, sul fiume Cesano e sul fiume Burano, analogamente agli altri corsi d'acqua, si è proceduto con la rimozione dei materiali depositati, sia litoidi che legnosi, con il rinforzo delle arginature danneggiate dagli eventi alluvionali. Tale operazione ha avuto come obiettivo il ripristino delle sezioni idrauliche per garantire la sicurezza idraulica nei territori attraversati.
Nei 159.914.000 euro approvati rientrano anche il CAS, dal 16 settembre 2022 al 16 settembre 2024, per 3.762.000 euro; interessano 13 Comuni e ad oggi sono ancora fuori dalle abitazioni 194 nuclei familiari. Rientrano nella stessa cifra i ristori a imprese e famiglie, la cosiddetta fase dei 5.000 euro alle famiglie e 20.000 euro alle imprese. Per quel che riguarda le istanze pervenute da parte delle famiglie, sono 3.115, per le quali sono stati utilizzati 13.597.000 euro. Le imprese invece sono 142, i famosi 20.000 euro, istanze pervenute per un importo totale di 10.414.000 euro.
Per la seconda fase relativa ai ristori cosiddetti pesanti, quelli che devono avvicinarsi maggiormente alla realtà dei danni avuti, non tanto ai 5.000 o ai 10.000 euro indirizzati a imprese e famiglie, da una prima ricognizione si è proceduto ad impegnare una somma complessiva di 42.548.370 euro per 514 istanze, cumulativamente trasmesse dai Comuni, istruite attualmente sono 458, per un importo ammissibile a contributo di 11.418.000 euro. Le altre sono in fase di istruttoria, anche perché è un working in progress che sta andando avanti in questo momento. Ci sono anche da tenere in considerazione, sempre in questa cifra, 54 potenziali delocalizzazioni per 8.475.000 euro, che sono ancora in fase di istruttoria e di valutazione.
Danni alle imprese che si stanno ristorando. Sono 150 pratiche pervenute, di cui 129 ritenute ammissibili, per un importo stimato di 12.654.804 euro. Poi ci sono le pratiche relative alle aziende agricole, che sono state distinte: 101 pratiche pervenute, di cui 85 ammissibili, tre in fase istruttoria, per un importo ulteriore stimato di 2.415.000 euro.
Questa del ristoro e dell’agricoltura, secondo me, è una fase particolarmente importante, di cui non si era tenuto conto così puntualmente anche in passato. La ritengo particolarmente utile.
Nel corso dell'emergenza furono incaricate la Fondazione CIMA e l'Università di Firenze per fornire rispettivamente studi e analisi finalizzate all'aggiornamento della pianificazione di bacino dei fiumi Misa e Nevola e della rete del sistema di allerta in conseguenza del verificarsi di eventi estremi, e studio di eventi franosi.
Questo studio ha fatto sì che il ripristino degli idrometri lungo i corsi dei fiumi – precedentemente danneggiati – fosse anche modificato, valutando la differenza dello stato dei fiumi nel post-alluvione. Ad esempio, sono state adottate misure di maggior prudenza che non erano state valutate nel passato, poiché fenomeni di questo genere storicamente non si erano valutati.
Nel sistema di allertamento è cambiata, grazie a questo studio, anche la modalità di allertamento, che oggi si sta di nuovo rivalutando alla luce della messa in sicurezza di quei corsi d'acqua, che hanno visto anche una profondità rivisitata perché l'escavo è stato rivisitato di nuovo. Se noi mantenessimo gli idrometri con lo stesso… andrebbero in allarme più spesso o meno. Comunque è un working in progress. Si stanno continuando anche a modificare i sistemi di allertamento alla luce delle modifiche che stanno avvenendo sui territori grazie anche ai lavori che stiamo portando avanti.
Inoltre il Commissario delegato è stato autorizzato ad avvalersi dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Camerino per l'acquisizione degli elementi conoscitivi scientifici finalizzati alla definizione e realizzazione degli interventi più urgenti di riduzione del rischio residuo, il famoso piano del Commissario sul quale adesso arriviamo.
Gli studi di cui sopra sono stati propedeutici per l'approvazione del piano per la realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali del Commissario delegato, che consente una progressiva azione di riduzione del rischio sui territori colpiti dagli eventi citati in premessa, anche attraverso la realizzazione di opere di carattere strutturale e infrastrutturale.
Il Commissario delegato ha individuato, con proprio provvedimento, anche per stralci successivi, nel limite delle risorse finanziarie, d'intesa con l'Autorità Distrettuale di Bacino dell'Appennino Centrale, gli interventi più urgenti di ripristino delle strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate per un totale di 113.820.000 euro, per 29 interventi.
Inoltre lo stesso decreto approva anche il completamento del secondo stralcio di Bettolelle, l'ampliamento della cassa di espansione di Pancale e Lucerta, per ulteriori 16.688.000 euro, fondi 2023 finanziati dal MASE.
Degli interventi del predetto piano si trovano già in fase di affidamento lavori 20 di questi interventi per 89.591.000 euro. Inoltre è stato stipulato con SOGESID un accordo quadro per sviluppare progetti e gestire le procedure di affidamento ed esecuzione degli stessi per le vasche di laminazione a monte di Senigallia.
Venendo ai numeri sull'utilizzo di questi fondi, ad oggi i fondi relativi agli stanziamenti FEN, legge n. 6, quindi i 6.100.000 euro (5 milioni del Governo Draghi, più 1,1 milioni del Governo), più i 200 milioni inizialmente impegnati, sono stati così ripartiti e messi in campo:
- piani di Protezione Civile approvati, 159.919.000 euro;
- ristori concedibili a seguito di istruttoria, importo impegnato 42.548.000 euro;
per un totale di 202.460.000 euro.
La differenza di 3.632.000 euro è una rimodulazione presso il Dipartimento al fine di rimodulare interventi già approvati che hanno avuto una variazione di importo nel corso di questi periodi.
I fondi relativi, invece, alla legge n. 197, i 100 milioni per l'anno 2023 ed i 100 milioni per l'anno 2024, sono così ripartiti:
- per il piano del Commissario delegato, 113.820.000 euro;
- per la rimodulazione e integrazione del piano del Commissario di prossima approvazione, ulteriori 86.180.000 euro per lavori strutturali che sono messi in campo e previsti per la messa in sicurezza stabile del territorio anche in prospettiva.
I famosi lavori che si stanno facendo, non tanto per i ristori e la rimessa nell'immediata sicurezza e funzionalità dei territori, ma anche quelli per la messa in sicurezza più strutturata e più strutturale.
A queste cifre si aggiungono anche 20.939.000 euro, fondi europei, concessi alla Regione Marche con un contributo finanziario del Fondo di Solidarietà Europeo. Questi ultimi saranno investiti per ulteriori interventi strutturali che saranno allo studio, non sono attualmente ancora stati messi in campo.
A tutto questo vanno aggiunti anche 4 milioni di euro della Regione Marche dal fondo regionale, appunto, per ristori auto e mezzi, che sono andati a ristorare circa 1.000 automezzi danneggiati.
In questo periodo è stata portata anche a compimento, questo è un fondo a parte che era già stato stanziato da molti anni e non utilizzato, la vasca...
PRESIDENTE. Un attimo, Assessore. Siccome in questa fase non interverrà il Presidente, lasciando spazio al dibattito per ascoltare le proposte, le riflessioni che emergono, gli interventi e le esposizioni dei Consiglieri che vorranno prendere la parola, vi chiedo se possiamo concedere 3 minuti ulteriori per far concludere, assommando il tempo che sarebbe stato a disposizione del Presidente. Prego.
Stefano AGUZZI. Se avessi guardato l'orologio, magari sarei a chiudere senza questi ulteriori minuti.
È stata portata a compimento anche la vasca di Bettolelle in questi ultimi periodi, per 4.200.000 euro.
Quello che voglio mettere in evidenza, con pochissime considerazioni finali, dopo aver letto i dati tecnici per portare a conoscenza con esattezza il Consiglio regionale, per poi proseguire col dibattito, è l'eccezionalità dell'evento, perché effettivamente è stato un evento veramente eccezionale rispetto ad altri che si sono susseguiti anche negli ultimi giorni e nelle ultime settimane, con esondazioni e qualche rottura di argine.
Qui c'è stato qualcosa di particolare, più simile ad uno tsunami, come viene descritto. Io non ho tempo adesso, altrimenti vi avrei descritto quanto è avvenuto ad una persona mia carissima amica, che è il famoso imprenditore delle farine di Barbara, che mi ha descritto con esattezza quanto è avvenuto quel giorno davanti al suo piazzale e l'auto di quella povera donna con la figlia, che poi è stata ritrovata alle Isole Tremiti, che andò via sotto i suoi occhi. Ancora ho la pelle d'oca, usiamo questo termine. Non lo descriviamo qui, ma è stata una cosa terribile. Questa è l'eccezionalità dell'evento.
La seconda considerazione riguarda la risposta del Governo, che è stata molto forte e molto puntuale, fortunatamente. E dico fortunatamente, altrimenti non avremmo potuto far fronte a tanti lavori e anche a tanti ristori che abbiamo messo in campo e che stiamo mettendo in campo, in parte.
La cosa sulla quale va posta ugualmente l'attenzione, grazie a questi finanziamenti, è il fatto che, al di là di cercare di ristorare nel migliore modo possibile, per quanto sarà possibile, e di ripristinare i territori nella loro funzionalità - così come si è fatto, si sta facendo e si continuerà a fare - vi è anche la messa in sicurezza del territorio con opere strutturali: il rifacimento di ponti, eliminando le pile che sono all'interno degli alvei, il rifacimento degli argini e la pulizia di interi tratti fluviali, come è avvenuto sul Misa e sta avvenendo sul Burano, Candigliano e Nevola.
In modo che, per quanto sarà possibile, anche eventi abbastanza forti, come stanno purtroppo avvenendo in molte parti d'Italia e, come vediamo, anche in Europa, dovuti ai forti cambiamenti climatici, possano in qualche modo garantire quella sicurezza sufficiente perché queste situazioni non debbano più accadere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la relazione perché oggi non ha letto, come l'altra volta, il rapporto di evento, perché l'altra volta, non avendo contezza di quello che era accaduto, giustamente, si è dovuto ancorare agli atti ufficiali.
Intervengo perché il Presidente, pur avendo chiesto questo Consiglio come parte comunicativa, si riserva poi di intervenire successivamente, quindi, Presidente, avremo modo oggi di confrontarci su questo tema.
Ci sono i motivi per i quali il Consiglio è stato convocato, ci sono 10 atti ispettivi, qualcuno, come diceva la Consigliera Casini in Conferenza dei Capigruppo, anche datato, perché noi ci siamo mossi immediatamente e, come vedrete, ho intenzione, almeno i 7-8 che sono a mia prima firma, di illustrarli tutti, perché si vede il lavoro che abbiamo messo in campo come gruppo, che non è stato solo quello di critica, come potrebbe risultare oggi, ma fin da subito un approccio totalmente collaborativo e volto a dare indicazioni.
Oggi arriviamo qui perché la Consigliera Vitri, sommando gli atti, ha avanzato la proposta di discuterli tutti insieme e perché dopo due anni penso che ci fosse questa necessità.
Tutti sanno come le cose sono realmente andate, perché il Presidente ha ritenuto opportuno mettere in campo un’operazione sinottica rispetto a un’alluvione che, ahimè, voi non conoscevate per niente, se non per i fatti, ed è quella del 2014, sulla quale non torno, ma che ci dovrebbe insegnare tanto.
Ahimè, quello che è avvenuto a Valencia, non ci si mette le medaglie di chi è stato più bravo rispetto a quello che è accaduto in passato, non si fa. Lì hanno fatto un'operazione incredibile per la gestione del fiume, tanto da diventare un riferimento mondiale, hanno deviato il fiume, recuperato il vecchio alveo alla fruibilità della città e del Paese e, nonostante questa grande opera, dedizione e tante risorse messe a disposizione… Purtroppo, le giornate trascorse ci dicono che dobbiamo sempre continuare ad investire, guardando agli investimenti del passato, alle scelte del passato, continuando a lavorare, perché purtroppo questi fenomeni non smettono di accadere, purtroppo accadono.
Io soprassiedo…, lo dico per me e per tutti, perché nella relazione, quando si ricostruiscono i passaggi, dobbiamo anche evidenziare che cosa è successo in fase di allerta prima e di allarme poi. L'evento eccezionale, come lo abbiamo gestito.
Vi dico solo, per esempio, che la città di Senigallia è stata allertata per sbaglio. È successo un dramma sul piano dei danni, ma fortunatamente nulla alle persone. Non c'è stata una procedura. Senigallia è stata allertata per caso da un ex dipendente del Comune di Senigallia, tra l'altro oggi con responsabilità amministrative in un altro Comune, che casualmente, vedendo quello che stava accadendo a Serra de' Conti, ha chiamato una sua collaboratrice d'ufficio e, per fortuna, è stato attivato il COC. È partito il sistema, che funziona in quella città, dell'organizzazione della Protezione Civile. Un fatto che non c'entrava niente con le procedure in atto.
L’altra volta, Presidente, quando abbiamo parlato del 2014, ho detto che non avevate grande competenza e consapevolezza di quello che era accaduto. Non lo dicevo, Presidente, per scherno o per critica. Vi ricordavo che a dicembre del 2021 il Comune di Senigallia, per moto proprio, aveva deciso per Natale di mettere le lucine forando tutti gli argini. Martedì scorso l'Assessore non c'era, oggi sì. Il Comune era venuto qui, dopo che c'era stata una piena e aveva portato via tutto, per sollecitare il riposizionamento di quell’obbrobrio. Per fortuna la struttura e, penso, anche l'Assessore, con responsabilità, hanno evitato che ci fosse un ulteriore scempio nella città, proprio per parlare di consapevolezza delle situazioni.
Il percorso, Presidente, è riassunto, lo vedremo poi più avanti negli atti che abbiamo preparato, nati dal primo intervento del sottoscritto, martedì 20 settembre 2022. Il 22 avevamo preparato un'interrogazione a risposta immediata, con la quale davamo alcune indicazioni di quelle che erano le necessità. Le abbiamo date, quelle sì, sulla scorta di una tragica esperienza, perché abbiamo chiesto nell’assestamento di bilancio di stornare 8 milioni di euro nei confronti della comunità alluvionata, perché sapevamo che tra lo stato di emergenza, che è stato sì rapido e anche consistente, e la ricaduta di quelle risorse sul territorio ci sarebbe stato un arco temporale che non avrebbe permesso alla popolazione di risollevare in tempi brevi la testa. Con l'idea di acquistare tutto quello che era stato svuotato nelle case, da Cantiano a Senigallia. Quello sì, Assessore, è stato un evento incredibile anche sul piano della dimensione del territorio interessato. Ma le famiglie, immediatamente dopo, avevano bisogno di deumidificatori, di ripristinare al minimo l'impianto elettrico, di frigoriferi, di elettrodomestici minimi, e avreste potuto aiutarle e non demandare, come al solito, al lavoro encomiabile delle associazioni di volontariato, Caritas in primis, che hanno surrogato e supportato con i volontari quel tipo di percorso.
Dopodiché, le risorse, è vero, ce ne sono tante. Però anche le vostre dichiarazioni, che si sono articolate nel tempo, oggi non trovano un immediato riscontro.
Provo su temi, perché sono dentro le mozioni e le interrogazioni che abbiamo presentato. Un sistema, diceva l'Assessore, che ancora è in via di ricalibratura, il sistema di allerta dell'intero territorio. Parlo delle valli del Misa e del Nevola. C'era stata una dichiarazione, con il coinvolgimento dei Comuni, poi vengo all'altro tema, che entro un anno avremmo avuto un nuovo sistema di allertamento. Ad oggi sono passati oltre due anni e non c'è assolutamente nulla.
Al di là del tempo di ritorno di 1000 anni, che è stato prima ricordato, qualsiasi evento, anche nelle scorse settimane, ha visto il territorio muoversi con le modalità che ogni Comune pensa sia giusto attivare. Se lì non c'è quello che avevamo indicato, ahimè, rischiamo fortemente di ritrovarci nella stessa identica condizione.
Il tema degli interventi, Assessore, avremo modo di ritornarci nel dettaglio e le risorse…, mancando un elemento … Con il Consigliere Mastrovincenzo dal primo giorno avevamo chiesto il Comitato istituzionale, elemento indispensabile per programmare, progettare e intervenire con una consapevolezza complessiva del territorio. Per scelta politica non l’avete costituito. Per scelta politica non avete dato seguito ad un impegno di quest'Aula. Allora il Consigliere Ciccioli si metteva la medaglia dell'ufficio di fiume. Niente di tutto questo è accaduto e le risorse le avete, per il momento, utilizzate a gettone, a richiesta e senza una programmazione complessiva.
Faccio solo una battuta, avendo consumato tutto il mio tempo: gli incarichi dati per i rilievi sono dovuti per forza essere...
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Finisco quello che stava dicendo il Consigliere Mangialardi: i voli, le aerofotogrammetrie fatte prima degli interventi di somma urgenza, per far capire quanto in somma urgenza è stato cavato, scavato dal fiume, sono stati rifatti perché la morfologia dei terreni del bacino idrografico del Misa erano completamente modificati.
Per farvi capire che significa toccare un fiume. L'ho già detto l'altra volta, toccare l'alveo del fiume con interventi puntuali, che non sono stati stabiliti con un piano che individui l'intero bacino idrografico, è un pericolo, perché senza le vasche di espansione, di laminazione, accelerare la velocità dell'acqua è un pericolo per le zone a valle. E per questo non ci vuole un esperto di idraulica, basta farlo dentro casa, uno lo fa con la sabbia e riesce a capire che questo succede.
Martedì scorso il Presidente ha detto milioni di metri cubi e io mi sono terrorizzata, come mi sono terrorizzata quando ho visto la prima mozione presentata dal Consigliere Mangialardi, con la quale si impegnava a dare prosecuzione ai lavori di somma urgenza su tutto l'alveo per la rimozione degli arbusti e dei detriti. Ho detto: ma è impazzito, ancora oggi? E’ datata 30 dicembre 2022 la prima mozione che abbiamo presentato, che ancora non è stata discussa. Anche questo vorrei dire.
1000 anni di tempi di ritorno, i cambiamenti climatici finalmente cominciate tutti a vedere che esistono. Ripeto, l'Europa aveva cominciato negli anni '90 a scrivere nelle matrici ambientali la dicitura cambiamenti climatici come parametro, non si sapeva cosa fossero, oggi lo sappiamo bene. 1000 anni di ritorno, Assessore, con un'azione antropica assolutamente diversa. C'è un'antropizzazione del territorio che, presumo, immagino…, ma può essere verificata dall'atlante che una volta si aggiornava, oggi non si aggiorna più, delle Marche, proprio per vedere come cresce l'urbanizzazione rispetto alle zone che rimangono libere.
I FESR, Assessore, ogni 5 anni vengono dati, non è che siete stati bravi a trovare i fondi FESR per fare degli interventi rispetto al dissesto geologico. I FESR vengono dati ogni 5 anni e il peso è identico, con le stesse identiche misure più o meno, dalla Comunità Europea. Si prende e si postano le risorse sulle misure che interessano.
Mi piacerebbe sapere alcune cose, però, so che tutto il materiale che è stato tolto dall'alveo del fiume Misa è ancora bancato in una bella montagna, che non è stata mai caratterizzata, quindi non si sa se potrà essere usata, come si dice, per il ripascimento delle coste. Anche perché ci vuole una caratterizzazione, non è che noi possiamo prendere i materiali da un alveo e spostarli da un'altra parte. E questa è la prima cosa.
La somma urgenza l'abbiamo detto. La pianificazione, dicevamo prima, la pianificazione di bacino non c'è stata, anzi l’avete delegata ad una società che è una partecipata al 100% pubblica del Ministero dell'Ambiente, della quale poi parleranno i miei colleghi. Ma non è solo questo, vi volevo chiedere alcune cose alle quali non mi è stato risposto.
I Comuni non sono stati assistiti, come sempre succede, da squadre di rilevazione dei danni e, come sapete, i Comuni, specie quelli più piccoli, hanno sì e no un tecnico comunale, a volte anche a scavalco col Comune vicino, quindi, sono stati abbandonati.
Non è stato istituito un ufficio di piano. Questa è una cosa gravissima, perché questa Regione, mediante l'istituzione degli uffici di piano, ha formato personale che poi è stato utilizzato, valorizzato all'interno delle strutture e ha dato un supporto importantissimo a tutti gli uffici comunali.
Dopo 2 anni abbiamo deciso di mandare tutto a Roma, fatto un'associazione con ATIM. Ci piace proprio Roma, perché, evidentemente, non abbiamo tecnici bravi nelle Marche o non siamo fiduciosi della bravura dei tecnici delle Marche.
Per quanto riguarda la decisione delle priorità del piano, dicevamo prima che non è stato istituito il Comitato istituzionale, che il Consigliere Marinelli tanto si lamentava perché si riuniva ad Ancona. Certo, sarebbe stato molto difficile riunirsi ad Arquata del Tronto, a Montegallo, perché non c'era nulla in piedi, non era facile trovare nelle aree interne una sala dove mettere tutti i rappresentanti dei Comuni per poter discutere insieme la priorità degli interventi.
Presidente, chi l'ha decisa la priorità degli interventi? Perché sul fosso del Burano non si è pensato, per esempio, di fare uno studio sul bacino idrografico, che prende in parte anche la vicina Umbria? È una domanda che le faccio, magari se la fanno anche loro.
La priorità. Avete detto prima 13 milioni di euro in somma urgenza. A me risulta, ma potrei sbagliare, Assessore, e vorrei tanto sbagliare, che è stato realizzato un impianto fognario a Cagli di 7 milioni di euro in somma urgenza. Sicuramente è una bugia, sicuramente è sbagliato, sicuramente non sarà vero, ma qualora fosse vero, ricordo che un impianto fognario da 7 milioni di euro non può essere una somma urgenza, è molto lontano.
Per quale motivo gli alluvionati delle Marche hanno diritto soltanto al rimborso dell'80% per la ricostruzione dei loro alloggi, mentre i terremotati delle Marche hanno diritto al 100%? Oddio, stiamo perdendo anche quelli, perché sapete che non c'è più il 110, quindi ci saranno dei problemi. Ma perché l'Emilia-Romagna… a confine hanno diritto al 100% e noi invece nelle Marche non abbiamo diritto al 100%? Forse perché il Commissario lì è Figliuolo e qui è lei, Presidente? Facciamoci anche questa domanda.
Per quale motivo il tetto dei danni alle imprese…, faccio l'esempio di una vetreria che ha avuto 2,5 milioni di euro asseverati di danno ed ha ricevuto 400.000 euro e potrà ricevere solo un tetto massimo fino a 400.000 euro, perché? Perché nelle Marche del sud le ditte che hanno avuto dei danni sono state rimborsate totalmente? Perizie asseverate, verifiche, controlli, sono stati rimborsati persino i layout. Sono state rimborsate anche delle spese per delocalizzare le imprese e per spostare i layout quando non erano distrutti. Perché abbiamo cittadini di serie A e cittadini di serie B?
E per quale motivo, per esempio, non abbiamo tenuto conto, se non in un piccolo comma, dell'assetto di progetto della media e bassa valle del fiume Misa, che era stato adottato dal Comitato istituzionale nel 2016, che rappresentava, quello che dicevo prima, la necessità di un assetto che fosse perimetrato su un bacino molto più vasto, che vedesse anche tutti i corsi d'acqua minori.
Il Consigliere Rossi è arrabbiato con il Consorzio di bonifica, ma gli interventi sul Misa e sul bacino del Misa non glieli ha dati qualcun altro. C'è nome e cognome qui dentro di chi li ha dati, può facilmente verificarlo.
Il tavolo tecnico regionale permanente di coordinamento dei contratti di fiume: ne è stato tenuto conto? No. Eppure c'era sul Misa. I contratti di fiume, l'accordo agroambientale d'area.
Ora noi a breve approveremo, perché è all'ordine del giorno, una modifica del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) e toglieremo dei soldi che erano stati messi sugli accordi agroambientali d'area, proprio per ridurre il dissesto idrogeologico. Ma questi, signori miei, bisogna costruirli dal basso, andare in quelle zone, parlare con le imprese, i cittadini, i Sindaci. Costruire un accordo agroambientale d'area, dove le imprese sono un centinaio e gli ettari sono tantissimi, è faticoso. E allora che facciamo? I residui, Assessore Antonini, li diamo a misura, li diamo a ettaro, che pure è una cosa buona e giusta darli a ettaro, perché le imprese hanno bisogno. Però, invece di fare dei lavori strutturati, degli investimenti, li diamo a misura. Significa non a metro quadrato, ma a ettaro. Va bene lo stesso, ettaro di biologico e benessere animale, va bene lo stesso.
Abbiamo perso l'occasione di utilizzare, come dicevo prima, personale marchigiano, di formare personale marchigiano, affidando tutto ad una società partecipata al 100%, certo, dal Ministero dell'Ambiente. Nessuna questione rispetto alla legittimità di questo aspetto dal punto di vista amministrativo, ma sarebbe stato molto meglio aiutare gli uffici tecnici comunali. Voi sapete che nel cratere sismico sono stati anche stabilizzati negli anni scorsi…, non quest'anno perché viene prorogato il triennio, in cui hanno lavorato questi giovani, per un anno, quindi viene bloccata l'obbligatorietà di stabilizzarli, e viene venduta come una grandissima novità. Li manteniamo per un anno, ma non si dice che praticamente non li stabilizziamo, malgrado loro abbiano i requisiti per essere stabilizzati.
Sono state abbandonate quasi tutte le amministrazioni, devo dire, qualcuna è stata più abbandonata e qualcuna è stata meno abbandonata, perlomeno da quello che ho sentito raccontare da cittadini e Sindaci.
Ci piacerebbe che si rispondesse a queste domande e soprattutto credo che…, proprio perché siamo di fronte a degli eventi improvvisi, nell'ultimo caso non pioveva a Senigallia, pioveva nell'interno, finalmente dovremmo renderci conto che deve essere tutelato e sistemato il reticolo minore.
Per carità, non amo fare la Cassandra, ma non sono sicura che in questo momento, con i lavori che sono stati fatti sull'alveo, la situazione non sia peggiorata e non mi auguro di avere ragione. Mi auguro, invece, di avere torto, perché sarebbe brutto qualora questo fosse verificato. Ma quando si toccano e quando si usano le somme urgenze non per spalare fango, ma per fare degli interventi che andrebbero visti in maniera strutturale, si fa un danno permanente, che non viene valutato.
Noi diciamo che la gestione di questa alluvione non è stata fatta al meglio, che poteva essere fatta al meglio con un maggiore rispetto per le Marche.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare tutto il Consiglio anche per questa occasione di confronto aperto sull'alluvione del 2024, che era partita da una mia proposta, proprio perché, come ha già detto anche il Consigliere Mangialardi, avevamo numerosi atti presentati che si stavano accumulando senza avere risposta e oggi, nel modo più propositivo e collaborativo possibile, vorrei chiedere al Presidente Acquaroli, che è anche Commissario delegato per l'alluvione, di focalizzarsi su due aspetti diversi, su cui è necessario dare risposte e intervenire.
Innanzitutto, la messa a terra delle risorse: si continuano a sbandierare milioni, milioni e milioni, i soldi ci sono, ma non sono stati messi a terra e le dirò anche perché. Poi, il secondo fronte è quello dell'uguaglianza. La Costituzione ci dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma qua non sta avvenendo. Presidente, non sta avvenendo per diversi motivi, diversi, e in alcuni, in particolare, avete anche delle responsabilità.
Per essere sintetici, perché poi affronteremo nello specifico alcuni temi anche con le mie interrogazioni, che ho già depositato diversi mesi fa e mi auguro ci siano delle risposte, parto dal primo punto, quello delle risorse.
Abbiamo avuto 400 milioni in tre annualità dal Governo, più 5 milioni nell'immediata post alluvione dal Governo Draghi, ma il paradosso è proprio nell'avere queste risorse e non essere riusciti a metterle a terra. Perché lei pensi che, di tutte queste risorse, degli interventi ancora ne sono partiti solo due, ad esempio a Cantiano.
Il problema è proprio quello di non essere riusciti a confrontarsi con i Sindaci e gli amministratori del territorio. Una prima proposta era arrivata da alcuni Sindaci e le avevano chiesto di istituire già due anni fa dei tavoli tecnici, a cui lei, come Commissario del post alluvione, avrebbe potuto partecipare anche insieme all'Assessore Aguzzi e ai Sindaci, mi riferisco, in questo caso, alla mia provincia, della zona del Catria Nerone. Lei aveva accettato questa proposta, aveva dato la sua disponibilità ed era stata apprezzata. Di questi tavoli tecnici, in 2 anni, non è stato convocato nessuno, se non uno negli ultimi giorni, recentemente, dopo aver già deciso e concordato questo Consiglio monotematico. Ma per 2 anni non c'è stato alcun confronto.
Per quello che riguarda i lavori effettuati, noi abbiamo avuto una serie di schede tecniche che sono state presentate, ma c'è stato anche qui il paradosso del mancato coordinamento, che è pesato poi sul territorio, dove si sono avuti altri danni e conseguenze ingenti per il mancato intervento. Un caso emblematico, di cui vorrei portare solo l'esempio, è quello avvenuto a Cantiano, a Pian di Balbano, dove meno di un mese fa, il 10 ottobre, la frazione è stata nuovamente isolata e le abitazioni si sono ritrovate senz'acqua per la rottura di una condotta. Sa perché, Presidente? Perché qui non è stato ancora messo a terra nessun intervento, nonostante ci fossero tre schede ANAS che prevedevano l'intervento su precisi progetti: il ponte crollato per 1.365.970 euro, un ponte da rialzare per 682.000 euro, la strada in Pieve di Pian di Balbano per 6.488.360 euro.
Tre schede ANAS, quindi, che chiedevano l'intervento per queste cifre. Sa che fine hanno fatto queste tre schede dell'ANAS? Sono andate perse. Non si è potuto intervenire e proprio lì, dopo aver perso le schede dell'ANAS, un mese fa, guarda caso, la frazione è stata di nuovo isolata -non solo non si è fatto nulla, ma si sono avuti altri danni - per la rottura di una condotta, con due strade interrotte e le abitazioni rimaste isolate per diversi giorni. Questo è solo uno dei tanti esempi per ciò che riguarda la messa a terra delle risorse.
Per quello che riguarda, invece, la disparità a cui facevo riferimento, poi approfondirò nello specifico durante le mie interrogazioni. La disparità è avvenuta in diversi aspetti. Lo accennava poco fa la mia Capogruppo, Consigliera Casini, per le popolazioni, i cittadini che hanno subito il terremoto nel sud delle Marche, i risarcimenti sono avvenuti al 100%, nel caso dell'alluvione, invece, nel nord delle Marche, al massimo si potrà avere l'80%, ma ad oggi nemmeno questo.
Mi è stato detto in un'Assemblea pubblica a Cantiano che ciò dipende dai decreti governativi, perché il primo decreto assegnava il rimborso solo all'80%. Allora io chiedo: perché la famosa filiera che sbandierate sempre tra Giunta Acquaroli e Governo Meloni questa volta non è stata attuata? Perché avete lasciato i cittadini soli e, come nel caso dell'azienda di Cantiano, la vetreria che ha avuto più di 2 milioni di danni, non vi siete interessati per dare la possibilità di ottenere il 100% o almeno fino a risorse disponibili? Dato che ci sono le risorse, mettetele a disposizione. E invece no, questa azienda può avere solo 20.000 euro.
Non solo. La disparità è avvenuta anche sotto un altro punto di vista, che io considero particolarmente grave. Sono arrivati, in questi ultimi mesi, dai fondi messi a disposizione, al Comune di Pergola, 12 milioni di euro. Nel Comune di Pergola c'è stata una via che ha subito dei danni. Nella frazione di Cantiano, che è stata totalmente devastata, sono arrivati solo 2 milioni di euro. Come si spiega questa disparità? Un paese totalmente devastato, basta andare a vedere le immagini, comunque ci siete stati, a Cantiano 2 milioni, Pergola, vicina, 12 milioni. A cosa si deve? Due chiese dello stesso rilievo storico-architettonico, la Chiesa delle Tinte a Pergola, ha già avuto le risorse per poter essere ristrutturata per 2 milioni., la Chiesa della Collegiata, che è uno dei simboli di Cantiano, ancora inagibile, totalmente devastata, 0 euro. Questa è una disparità su cui lei, Presidente e Commissario, deve darci delle risposte, perché noi non riusciamo a darle. I cittadini che abitano in quel territorio devono avere queste risposte.
Poi un'altra grave disparità, che non è solo quella geografica, politica, comunale tra i vari Comuni del Catria e Nerone, è anche quella che riguarda i danni che hanno subito le attività economiche e i privati, e lo ribadisco. Ci sono attività che non hanno potuto nemmeno presentare la domanda, nemmeno chiedere il risarcimento, perché non avevano una conformità urbanistica regolare. Ma nella vicina Emilia-Romagna è bastato un intervento del Presidente che chiedeva di ammettere tutte quelle domande, che almeno avevano fatto richiesta di conformità urbanistica. Perché lei non l'ha fatto, Presidente Non parliamo di abusi edilizi. Parliamo di case e attività economiche che probabilmente hanno aggiunto un tramezzo, che sono state devastate, che non possono avere un euro.
In questo caso le porto l'esempio di un'attività economica di Cagli, un maneggio con quasi 20 cavalli aveva 2,70 metri di acqua nel vicino deposito degli attrezzi e non può accedere nemmeno a un contributo di 1 euro per poter ripartire. Il titolare, i soci, i dipendenti hanno messo in salvo i cavalli, sono riusciti a non avere per fortuna delle vittime, ma non possono avere 1 euro perché nelle Marche non possono fare la domanda se non c'è la conformità urbanistica. Ma che significa? Almeno fategli ammettere la richiesta di domanda e poi valuterete. Se c'è un abuso edilizio grave, per carità, sono la prima a dire che non ne ha diritto. Ma se riguarda una piccola modifica e la richiesta di conformità c'è, non ci spieghiamo perché si penalizza rispetto all'Emilia-Romagna, dove invece si ha diritto al risarcimento.
Sono tanti i motivi per cui non ci spieghiamo perché in questa Regione, purtroppo, la struttura non abbia funzionato, non abbia dato delle risposte e i cittadini siano stati quasi abbandonati a se stessi, così come gli amministratori e i tecnici.
Al di là delle richieste specifiche che ho presentato con le mie interrogazioni, mi auguro che oggi sia un'occasione per ripartire, per dare delle risposte ai privati e agli imprenditori, ma anche per mettere in sicurezza il territorio, per fare in modo che non avvenga mai più ciò che è avvenuto 20 giorni fa a Cantiano, nella frazione di Pian di Balbano, dove sono state addirittura smarrite le schede ANAS.
Per quello che riguarda i ristori, anche qui anticipo ciò di cui parleremo con una mia interrogazione, mi pare che la filiera non abbia funzionato, ma nemmeno la macchina organizzativa della struttura commissariale sia stata d'aiuto.
Vorrei capire perché, al di là dei primi 5.000 euro per i privati e dei 20.000 per le attività economiche, nella seconda fase - quella delle perizie asseverate – solo 15 aziende su 60, che hanno presentato i modelli C3 e B3, siano state ammesse, probabilmente per il motivo di conformità a cui ho fatto riferimento. E le altre 45 attività che non hanno avuto nulla? Le abbandonate a loro stesse? Oltretutto, quelle che sono state ammesse hanno avuto solo il 20%.
Per quello che riguarda i modelli B3, ancora peggio: sono state ammesse, pensate, su 143 pratiche, solo 25. Nel modello B3, tra i privati che potevano avere diritto a danni fino a 5.000 euro, il risarcimento è stato riconosciuto solo a 25 pratiche su 143, anche qui solo per un anticipo del 20%. Presidente Acquaroli, ciò significa che l'80% delle abitazioni a Cantiano, e parlo solo di Cantiano in questo caso, non ha potuto presentare il modello B3.
Ne approfitto per aggiungere solo una richiesta, che non riguarda i miei atti specifici, al Presidente Acquaroli. Oggi qua c'è una delegazione di rappresentanti di un comitato che si è costituito a Cagli, che interessa tutto il territorio del Catria e Nerone. C'è anche una delegazione di un comitato di Senigallia. Il comitato di Cagli le ha portato un documento con dei punti che le chiediamo di approfondire. Presidente, le chiedo anche se, a margine di questo Consiglio, potrà riceverli.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sono state dette tante cose e cercherò di non ripetermi perché, effettivamente, chi mi ha preceduto, i Consiglieri Mangialardi, Casini e Vitri, sono stati esaustivi.
Una riflessione, intanto, sulle risorse. Sono state stanziate 400 milioni di euro. L'Assessore, se ho capito bene, ha detto che sono stati impegnati 200 milioni, circa la metà, tra tutte le somme che ha detto, a noi risultavano cifre diverse rispetto ad un accesso agli atti che ha fatto la Consigliera Bora un mese e mezzo fa. La risposta del Vicecommissario è stata alquanto poco precisa, poco puntuale quantomeno, e risultava comunque un importo minore.
Fatto sta che molti interventi, troppi interventi, non sono partiti e l'altro giorno, in un'intervista al TGR, il Vicecommissario ha affermato che per la ricostruzione, messa in sicurezza e ristori servirebbero almeno 800 milioni, quindi il doppio di quello stanziato finora dal Governo.
Oggi sarebbe una bella occasione, visto che siamo riuniti tutti qui in Consiglio regionale a parlare di questo tema, se all'unisono chiedessimo al Governo di stanziare altri 400 milioni, richiesta peraltro avanzata da colui che si sta occupando principalmente del post alluvione.
Rispetto a quanto ho fatto finora non voglio ripetermi, ha detto benissimo la Capogruppo Casini rispetto ai continui interventi di somma urgenza che sono stati attivati. Erano importanti, infatti li chiedevamo nella mozione a ridosso dell'alluvione, del primo firmatario Consigliere Mangialardi, e dicevamo che servivano interventi di somma urgenza, ma servivano in quel momento. Dopodiché rischiano di seguire un approccio occasionale e sono caratterizzati da una minore trasparenza negli affidamenti dei lavori e c'è l’assenza di un progetto organico complessivo che sarebbe fondamentale.
Sono necessari interventi rapidi, bisogna fare presto, ma non bisogna fare in fretta, quindi serve un progetto complessivo che guardi avanti per tutto il territorio.
Però una domanda sorge spontanea: perché nelle Marche, così come in Emilia-Romagna, non è stato utilizzato il modello Ponte Morandi di Genova? Quando accadono eventi straordinari, estremi, servono procedure straordinarie. In quel caso le procedure attivate, molto snelle, con l'applicazione dell'articolo 32 del codice degli appalti, con l'utilizzazione di procedure che permettono di far partire tutti i lavori, i progetti in parallelo e non in sequenza, si è fatto presto e si poteva fare presto anche qui nella nostra Regione.
Diceva prima la Capogruppo Casini dei rischi dei lavori di somma urgenza e anche dei rischi dei lavori sull'alveo del fiume. Solo nella città di Senigallia, nel centro città, passano 300 metri cubi al secondo di acqua, quindi la gran parte di quantità d'acqua che può ospitare il fiume allargato… Diventa pericolosissimo laddove dovesse piovere all'interno e sulla costa. Finora, è stato già detto, non è mai accaduto che avesse piovuto fortemente sia nella costa che nell'interno, perché l'ultimo nubifragio ha visto coinvolto soprattutto il litorale e poco l'interno della nostra Regione.
È evidente, quindi, che senza casse d'espansione si creerebbero fortissimi pericoli per la popolazione. Al momento l'unica completata è quella di Bettolelle. Prima l'Assessore faceva riferimento a quelle di Pancaldo e Ponte Lucerta, che però sono ancora in fase di progettazione. Ancora non si sa bene, non si hanno notizie certe rispetto alle vasche di laminazione.
Sul reticolo idrografico minore, competenza specifica del Consorzio di bonifica, non si è fatto quello che si sarebbe dovuto fare. Il Consorzio si è occupato d'altro, non si è occupato dei fossi. Alcuni fossi, il Vallone del Cesano, della Cesanella, sono stati ad esempio dimenticati. E’ una grave dimenticanza.
Sulla viabilità, in particolar modo sui ponti, troppi sono quelli che non sono stati ripristinati e questo ha contribuito a marginalizzare aree interne della vallata a cui sono venuti meno collegamenti fondamentali.
Rispetto ai ponti, ancora non c'è chiarezza sul Ponte Garibaldi a Senigallia. Mi auguro che si facciano scelte giuste, ma al momento quelle che si stanno facendo rischiano di impattare fortemente sulla viabilità. Su questo sarebbe opportuno che si esprimesse la Soprintendenza dei beni architettonici, più volte sollecitata.
Che dire poi dell'assenza di ipotesi di lavoro su un tema strategico come quello dei terreni agricoli e forestali, affinché siano in grado di trattenere la maggiore quantità possibile di acqua possibile nei casi, sempre più frequenti, di piogge molto intense e in aree ristrette o sul tema dei rimboschimenti massicci, almeno a compensazione dei tagli effettuati.
C'è il tema dei 500.000 metri cubi di materiale scavato fino ad oggi, allocato al momento all'uscita del casello autostradale e nell'area ZIPA di Casine di Ostra, terreno quest'ultimo di proprietà di un privato che adesso lo ha richiesto indietro. Dove finiranno? Dove sarà stoccato tutto questo materiale d'ora in avanti? E che risultati hanno dato le analisi sul materiale di scavo eseguite sinora?
Consigliere Rossi, se non la interessa...
PRESIDENTE. La prego di fare silenzio. Ha ragione, chiedo scusa.
Antonio MASTROVINCENZO. Sarebbero state importanti altre scelte organizzative. Non mi ripeto. Diceva bene prima il Consigliere Mangialardi del comitato interistituzionale della Valle. L'avevamo chiesto all'inizio con una mozione, avevamo approvato anche l'ufficio speciale decentrato nella Valle Misa e Nevola, promesso e mai strutturato né tantomeno finanziato.
Sui ristori abbiamo già detto, non ci sentiamo Regione di serie B e i ristori devono essere dati al 100%.
Chiudo su un tema che oggi non è stato affrontato, quello della Protezione Civile. Un mese fa avevo presentato una interrogazione su questo. L'Assessore Aguzzi mi aveva risposto: “Una proposta di legge verrà portata in Aula molto presto, adesso al vaglio della Commissione”. L'articolo 3 di questa proposta di legge sul sistema Marche di Protezione Civile recita così: ‘Il sistema Marche esercita la funzione di Protezione Civile come definita dal codice, assicurando lo svolgimento delle attività di previsione, prevenzione, mitigazione dei rischi, di gestione e di superamento delle emergenze’”. Peccato che le buone intenzioni e i buoni propositi cozzino puntualmente con la realtà, che dice un'altra cosa: che l'organigramma definito dall'attuale Giunta regionale ha profondamente modificato l'assetto della struttura regionale di Protezione Civile, che in passato era un fiore all'occhiello della nostra Regione a livello nazionale e internazionale. Oggi la struttura fa parte del Dipartimento infrastrutture, turismo e Protezione Civile. Questa modifica dei settori operativi rappresenta un vero e proprio declassamento del livello, oltre che di considerazione e di autonomia, delle relative attività.
All'interno del Dipartimento è stata poi istituita la Direzione Protezione Civile e sicurezza sul territorio, con un unico dirigente che, oltre a seguire direttamente tutte le già delicate e complesse competenze della Protezione Civile, deve anche seguire le attività degli altri dirigenti che si occupano di sisma 2016, Genio Civile, rischio sismico. È evidente, quindi, che la struttura necessita di un ampliamento, di un potenziamento, a livello, in particolar modo, di personale.
Per quanto riguarda il Centro funzionale, bisogna rafforzare la Sala operativa unificata permanente, come peraltro emerge dal rapporto della fondazione CIMA, consegnato a luglio 2023, dove si sottolinea che “per garantire la necessaria efficacia della Sala operativa e del Centro funzionale regionale, le strutture dovranno essere potenziate nel personale dedicato, anche alla luce di modifiche strutturali della realtà strumentale di monitoraggio territoriale e della modalità per assicurare un adeguato flusso di informazioni con il territorio”.
È evidente che dopo gli eventi solo degli ultimi due anni - ricordo l'alluvione del settembre 2022, il sisma di novembre 2022, che ha colpito in particolar modo Ancona, ma anche Fano e Pesaro, per il quale i nostri concittadini ancora attendono risorse per la ricostruzione. Nella finanziaria in discussione in Commissione al Parlamento non c'è traccia di 1 euro, promesso nei mesi scorsi, negli anni scorsi, anche da questa amministrazione regionale; ricordo poi l'ondata di maltempo del 15 maggio 2023, gli ultimi nubifragi del settembre scorso - una delle priorità assolute di una Giunta seria, in una Regione come la nostra, dovrebbe essere quella di rafforzare la Protezione Civile in termini di dotazioni organiche, professionalità, strumentazione, mezzi adeguati, riportandola ai livelli di eccellenza nazionale che in un recente passato poteva vantare e che oggi purtroppo non può più. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.
Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Commissario per l'alluvione Francesco Acquaroli, ringrazio l'Assessore Aguzzi per il lavoro svolto e per gli aggiornamenti che ci ha fornito sulle misure intraprese.
L'alluvione del 15 settembre 2022, che ha colpito gravemente le province di Ancona e Pesaro-Urbino, è solo l'ultimo episodio di una serie di calamità che negli ultimi 60 anni hanno coinvolto il nostro territorio, con oltre 10 grandi inondazioni. Questo è un segno evidente della fragilità della nostra regione di fronte ai fenomeni idrogeologici e ai cambiamenti climatici in atto.
A differenza del passato, tuttavia, la risposta dell'attuale Governo regionale è stata immediata e mirata, non solo per affrontare l'emergenza, ma anche per introdurre interventi strutturali e duraturi necessari per proteggere il territorio, le comunità e le attività economiche. Un approccio nuovo, coraggioso, condiviso e con una nuova visione nella gestione del territorio.
Cito solo alcuni aspetti. Il primo: la capacità di attrarre risorse finanziarie. Parliamo di oltre 460 milioni di euro, di cui 400 milioni dal Consiglio dei Ministri, denotando una forte sinergia Stato-Regione, 20,9 milioni dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea, mai attivato in precedenza, e, per finire, 28 milioni dalla Regione Marche, somme mai così elevate stanziate in precedenza per questa finalità.
Poi aggiungo la tempistica con la quale sono stati stanziati i fondi e con la quale sono stati impegnati. Come ricordava l'Assessore Aguzzi, dei 400 milioni di euro stanziati dal Governo, l'80% è stato già impegnato e il 20% è in corso di impegno.
Aggiungo un'altra novità, che è l'anticipo del 20% per le opere di ricostruzione, che è stato concesso in deroga a quanto previsto dal Codice della Protezione Civile, secondo il quale le erogazioni devono avvenire a seguito della rendicontazione dei costi sostenuti.
Infatti, ricordiamo che questa alluvione è gestita dal Commissario delegato della Protezione Civile e non da un Commissario straordinario di Governo, come avviene nel caso del generale Figliuolo, che ha poteri straordinari per un'alluvione che coinvolge tre regioni. Per cui, in questo caso, il nostro Commissario delegato deve applicare le regole previste dal Codice della Protezione Civile e non stabilire liberamente l'entità dei ristori che possono essere riconosciuti.
Sono stati concessi risarcimenti per le auto, una novità replicata anche dalla regione Emilia-Romagna, ma la vera svolta è rappresentata dal piano delle opere strutturali e infrastrutturali, con il quale vengono destinati ulteriori 130 milioni di euro a 36 interventi essenziali, come vasche di laminazione, casse di espansione, ricostruzione di ponti, manutenzione straordinaria dei fiumi.
Un piano predisposto anche con la collaborazione dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Camerino, con lo scopo di ridurre il rischio nei territori colpiti da eventi calamitosi e che comprende la ricostruzione ex novo anche di opere non danneggiate dall'alluvione, come ad esempio ponti da mettere in sicurezza di fronte al rischio di eventi climatici eccezionali che si potranno verificare in futuro.
Un piano che esamina il rischio idrogeologico in tutta la regione e non solo nelle aree colpite dall'alluvione del 2022.
Per consentire la completa realizzazione di tale piano straordinario di interventi, è stata inoltre riconosciuta una proroga dello stato di emergenza fino al 17 settembre 2025, portando il termine a 3 anni dall'alluvione, quando di regola sono previsti al massimo 2 anni.
Questo consentirà di gestire in modo più agevole le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, spesso limitate da vincoli ambientalistici basati più su ideologie che non sull'equilibrio uomo-natura.
Un passo in avanti in questo senso è stato fatto di recente anche dal Governo Meloni, ad esempio nell'ampliare le aree dove il taglio degli alberi non richiede l'autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza. Questo, oltre a facilitare la pulizia degli argini fluviali, consente una migliore gestione dei boschi. Senza un'adeguata cura, i boschi invecchiati o abbandonati perdono, infatti, la capacità di trattenere l'acqua, aumentandone lo scorrimento a valle.
Ricordo in proposito che nelle aree del cratere sismico del 2016, duramente colpite dallo spopolamento, i boschi non gestiti sono in espansione e coprono ormai il 70% della superficie.
Mi congratulo con il Commissario per l'alluvione, l'Assessore Aguzzi e tutti i tecnici coinvolti per le azioni messe in atto, non solo per dare una risposta concreta alle emergenze, ma anche per avere introdotto una nuova visione di gestione del territorio, che si basa su un equilibrio tra la tutela dell'ambiente e la sicurezza della comunità.
Concludo dicendo che, a fronte di una tragedia di questo genere che ha coinvolto 60 Comuni, causato 13 vittime, 50 feriti e 150 sfollati, che meritano tutti il nostro rispetto e la nostra solidarietà, ogni suggerimento è utile, senz'altro, ma sarebbe anche preferibile evitare polemiche strumentali che rischiano solo di creare allarmismi e di minare la fiducia nelle istituzioni.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.
Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Capisco le preoccupazioni che si vogliono evidenziare con le relazioni delle recenti alluvioni del 2014 e del 2022, di cui oggi parliamo. Condivido tutta la frustrazione per le situazioni attuali, ma non condivido, o meglio non capisco, le polemiche di alcuni Consiglieri di opposizione intervenuti per l'occasione.
Siamo tutti bravi a criticare, per farsi sentire, da chi? I cittadini aspettano soluzioni e soprattutto unità di intenti nel risolvere i problemi della messa in sicurezza, che molto bene ha illustrato nella sua relazione l'Assessore Aguzzi e, suo tramite, voglio ringraziare tutta la Protezione Civile regionale per il suo impegno e tutto il gruppo del volontariato che in quei periodi, e anche in queste ultime situazioni, si è adoperato.
È vero, ci sono molte sfide da affrontare e problemi da risolvere, ma è importante mantenere la speranza e agire in modo responsabile per costruire un futuro migliore, utilizzando i tanti finanziamenti previsti per una visione a 360 gradi.
Possiamo contribuire al cambiamento partendo dalle piccole azioni quotidiane, rispettando l'ambiente, ma non in maniera esasperata, da non consentire la messa in sicurezza dei luoghi e dei fiumi e garantendo la dovuta manutenzione, sostenendo le comunità locali, promuovendo la responsabilità e la solidarietà. Serve il nostro impegno personale, che può fare la differenza nel promuovere un maggior equilibrio e sostenibilità.
È bene ricordarlo: il cambiamento richiede tempo, ma con pazienza, determinazione e collaborazione possiamo costruire un futuro migliore per tutti. Magari ci sentiamo sopraffatti e abbiamo bisogno del sostegno delle comunità e soprattutto delle persone che condividono i nostri valori e i nostri obiettivi. Se siamo tutti insieme in questo processo di cambiamento, forti dei nostri valori e obiettivi, allora possiamo fare la differenza verso un obiettivo comune per tutti e per i nostri cittadini. Questo mi sarei aspettato dall'opposizione, a parte qualche polemica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Gentile Presidente, Assessore alla Protezione Civile, Assessori, colleghe e colleghi Consiglieri qui presenti, noi di Rinasci Marche Civici e Solidali ringraziamo la Giunta per la dimostrazione fattiva del costante impegno e del suo operato tempestivo ed efficace che ha riguardato una delle catastrofi più dolorose della nostra comunità, per l'approfondimento che va a trattare un momento tra i più importanti di questa legislatura, cruciale per fornire risposte ai marchigiani e, in particolare, ai cittadini alluvionati per il grave evento del 15 settembre 2022, su un tema così tragico.
Situazioni che, purtroppo, ricorrono con sempre maggior frequenza, come di recente anche quest'anno nella provincia di Ancona, negli ultimi 2 anni in Emilia-Romagna, in Liguria e, in questi giorni, anche fuori dall'Italia, in un Paese vicino alla nostra cultura, come la Spagna, a Valencia, in una regione simile alla nostra, per cui ci uniamo tutti al cordoglio delle vittime.
Rinasci Marche, il gruppo consiliare che presiedo, l'unica forza realmente civica e solidale nella Regione, ci tiene a rimarcare l'importanza di una seduta straordinaria interamente dedicata a questa sciagura e lo fa riguardo ai fatti, al bilancio che il Presidente e la Giunta hanno qui presentato, lungi da polemiche politiche o, meglio, segnatamente partitiche, da rimpalli di responsabilità e accuse personali, perché siamo di fronte a una tematica per cui le distinzioni, le rivalità tra maggioranza e minoranza dovrebbero essere messe da parte. Il Consiglio regionale dovrebbe esprimere ad una sola voce, il contributo concreto alle popolazioni colpite da simili calamità. Come istituzione vogliamo e dobbiamo dare una risposta.
Rinasci Marche, nel proprio lavoro politico, e il sottoscritto Consigliere Luca Santarelli, che è innanzitutto cittadino di Senigallia, conoscono in prima persona i drammi di simili eventi alluvionali. Eletto in quest’Assemblea per dar voce ai senza voce e impegnato per dare un aiuto come uno di noi, come il vicino di casa, che scende in strada per fare tutto il possibile per risolvere queste situazioni terribili, che ho vissuto anche direttamente in parte, in passato. Rinasci Marche, da sempre civica e solidale, lavora per il bene comune.
Questa è una premessa necessaria per chiarire che in questo intervento mi riferisco a fatti già ampiamente verificati e già messi agli atti di quest'Aula, ma che è essenziale riassumere per dare contezza a noi tutti, che siamo chiamati qui a rappresentare, e all'intera popolazione marchigiana.
Presento una sintesi puntuale, vorrei ribadire, per tappe significative, a dimostrazione che l'impegno di Rinasci Marche risale ai tempi non sospetti, di chi ha agito per primo e non per opportunismo. Tengo a sottolinearlo come incipit. Reputiamo che ciò che hanno fatto e stanno compiendo il Presidente e la Giunta debba essere valutato con soddisfazione, certo con la riserva di verificare se ogni azione messa in campo dal Governo regionale andrà a beneficio degli alluvionati e dei Comuni colpiti, secondo un approccio condiviso e una dialettica costruttiva.
In primo luogo, partirei proprio dalla seduta numero 85 dell'11 ottobre 2022, dedicata e straordinaria anch'essa, quella che ci ha visto intervenire più a ridosso della catastrofe. Sono trascorsi due anni e i fatti testimoniano che il Presidente e la Giunta stanno mantenendo fede agli impegni descritti in quella data e menziono, tra le misure emergenziali, quelle più importanti: il fondo regionale per le imprese, la sospensione degli adempimenti, la sospensione dei mutui, l'attivazione degli ammortizzatori sociali.
Faccio un inciso utilizzando dati fondamentali, confermati anche dal Comitato tra i Due Fiumi, le Imprese per il Territorio. Lo sottolineo perché ci sono alcuni comitati, ma questo Comitato, il Comitato tra i Due Fiumi, le Imprese per il Territorio, vale a dire che ad oggi il CAS, il contributo per l'autonoma sistemazione, già ottenuto precedentemente e prorogato per il terzo anno, è stato effettivamente ricevuto dagli alluvionati e continuerà sino al termine dello stato di emergenza, a settembre 2025.
Risulta, poi, confermato il contributo che permette di ristorare singolarmente fino a 4.000 euro ogni automobile, già ottenuto precedentemente e prorogato per il terzo anno, e questo al di là delle prese di posizione dei vari partiti, perché questo resoconto ce lo fornisce il Comitato tra i Due Fiumi, le Imprese per il Territorio, ce lo fornisce chi si batte ogni giorno per difendere le popolazioni colpite.
Un secondo aspetto che ha specificato il Governo regionale in quella occasione riguarda gli assestamenti di bilancio destinati tra il 2022 e il 2024. Rileggendo il verbale, rappresentano uno sforzo enorme i 22 milioni di euro di risorse. Inoltre, il riferimento riguarda una criticità che continua a manifestarsi, specialmente nella Protezione Civile, oggetto di un'attenzione prioritaria per la Giunta per arrivare a una legge che ne determini il nuovo sistema.
Il Presidente Acquaroli aveva ricordato, cito le sue parole: “La Regione Marche ha riacquistato la competenza in merito alla gestione dei corsi d'acqua a partire dall'aprile 2016, in seguito alla legge Delrio 56/2014”. Reputiamo condivisibili le parole successive del Presidente quando ha specificato che la conseguenza del caotico avvicendarsi delle competenze ha fatto sì che la Regione, a partire dall'aprile 2016, abbia ereditato un significativo carico di lavoro arretrato, sia a nuovi investimenti che a manutenzioni da eseguire sui corsi d'acqua. Il concetto, al di là di cifre specifiche di programmazione finanziaria, è che nei 2 anni 2021-2022 il Governo regionale ha stanziato più risorse dell'intero quinquennio precedente, a conferma delle priorità assegnate alla sicurezza del territorio, alla pulizia dei fiumi, al contrasto del dissesto idrogeologico.
Parimenti condivisibile anche il riferimento al fatto che a fenomeni “fuori scala” come quello che ha colpito le Marche nel settembre 2022, sia necessaria una risposta complessiva attraverso uno specifico piano straordinario nazionale per la sicurezza ambientale, come per il passaggio, che precisa che tale Piano nazionale dovrebbe semplificare, soprattutto per evitare un'eccessiva frammentazione di competenze tra i diversi soggetti, in primis Comuni e Consorzio di Bonifica. Ci stiamo confrontando politicamente anche noi di Rinasci Marche per arrivare ad una riforma degli enti, che credo andrebbe nella direzione della razionalizzazione degli stessi, nell'ottica di un nuovo sistema di Protezione Civile che verrà implementato. Ricordo che sono Commissario della Commissione Ambiente e Territorio, guardando l'Assessore Aguzzi.
Penso che potremmo essere tutti d'accordo, anche oggi, quando il Presidente della Giunta ha fornito un dato problematico che testimonia quanto si fosse indietro in Italia su questo e, ossia, che è necessario operare un aggiornamento del Regio Decreto 523 del 1904, testo unico sulle opere idrauliche di oltre un secolo fa.
Già due anni fa, a livello legislativo nazionale, il Presidente Acquaroli concluse affermando che “è importante far prevalere le esigenze di sicurezza idraulica a tutela della popolazione rispetto ad altri tipi di interesse, seppur legittimi, di natura ambientale, accelerando le procedure di realizzazione degli interventi di messa in sicurezza di fiumi e territorio”, e qui il riferimento, ancor più attuale, è a quell'ambientalismo ideologico che ritengo anch'io dannoso, lo stesso approccio che ha creato ostacoli nella pulizia di alvei e argini dei fiumi.
Rinasci Marche era intervenuta così anche in quella seduta straordinaria, dove dicevamo che, esaurita la fase di emergenza, le istituzioni, quindi noi Consiglieri stessi, dovessimo farci carico della salvaguardia degli assetti idrogeologici e in casi simili, quando a repentaglio ci possono essere potenzialmente tantissime vite umane, dire no all'abbattimento di un albero non può essere un no a prescindere.
Sottolineammo, inoltre, per primi, misure che poi sono state concretizzate, a partire dal nostro impegno sul territorio: quei ristori economici immediati a famiglie e imprese, che oggi risultano ricevuti, il reperimento di alloggi per persone con casa inagibile, questione complessa ma su cui si è intervenuti e si sta intervenendo nella giusta direzione. Lo rimarcavo due anni fa e lo rafforzo anche oggi.
Ripeto le parole di due anni fa: “il coraggio di dire che il tempo dei ristori e del risarcimento è indispensabile”, aggiungo adesso che quel tempo è arrivato e il Governo regionale e il Vicecommissario, che ringrazio, oltre al Presidente e all'Assessore Aguzzi, per l'operato prezioso messo a servizio di noi tutti, stanno dimostrando fattivamente che interventi e risorse sono stati messi a terra.
Certo, quell'agire subito, fondamentale, non basta, perché è necessario andare oltre la logica della somma urgenza, di cui anche due anni fa riconoscevamo l'importanza, per far sentire alle popolazioni colpite che eravamo accanto a loro e che andava fatto soprattutto nei drammatici giorni immediatamente successivi all'evento.
Tuttavia, in questa fase siamo chiamati ad un passo ulteriore. Per questa serie di ragioni, difficilmente smentibili e controvertibili, noi di Rinasci Marche civici e solidali, nella seduta dell'ottobre 2022, per responsabilità ancora più istituzionale che politica, con convinzione abbiamo firmato insieme ai colleghi e alle colleghe di maggioranza una risoluzione, la 56 del 2022, che ha chiuso i lavori, ritirando la nostra mozione. Intendo dire la nostra mozione presentata per primi, la 275 del 2022, depositata, sottolineo, per chiedere un fondo di solidarietà per i cittadini e le imprese, motivandola con le seguenti parole, che sono le stesse messe a verbale e che oggi intendo riprendere anche per la nostra autenticità civica e solidale, radicata sul territorio, che agisce per il bene comune: “Forse noi, come gruppo consiliare di Rinasci Marche, non saremo bravi a parlare il politichese, ma riusciamo ad entrare nel cuore delle famiglie, delle persone, perché quando mandiamo gli interventi ai nostri amici in Consiglio regionale ci dicono che siamo nella strada giusta”.
Leggendo quella risoluzione, ci ritroviamo nell'impegno al Presidente della Giunta Acquaroli: “a compiere ogni iniziativa finalizzata a rilevare formalmente i danni; ad attivarsi nei confronti del Governo per il reperimento degli stanziamenti adeguati, a procedere prontamente e in modo diffuso negli interventi di ristoro delle famiglie e delle attività economiche; a favorire un'immediata ripartenza delle imprese colpite, per la realizzazione di interventi di somma urgenza e ripristino di infrastrutture e messa in sicurezza del territorio”.
Quello che abbiamo detto stamane è che noi, come gruppo Rinasci Marche, abbiamo delle priorità, che sono: i ristori economici immediati, le necessità di primo intervento per le aziende e per le famiglie, il reperimento di alloggi per le persone che hanno case inagibili, lo snellimento burocratico della modulistica per richieste degli aventi diritto. Quindi, oggettivamente, ascoltando la voce degli alluvionati, mi sembra che oggi il Presidente della Giunta...
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato attentamente gli interventi da parte dei colleghi Consiglieri di minoranza, ci sono state cose che condivido e altre un po' meno.
Condivido l'atteggiamento del Consigliere Mangialardi quando dice che avete svolto una lunga attività di sollecitazione, di suggerimenti; condivido il fatto che si sottolinei e si voglia dimostrare quel senso di appartenenza ad una comunità, come condivido il Consigliere Mastrovincenzo quando dice che c'è necessità di rafforzare la Protezione civile con mezzi, organizzazione da fare e da portare avanti, come condivido il fatto che l'Assemblea tutta abbia messo in evidenza che le risorse, questa volta, dal Governo centrale siano arrivate, anche in maniera congrua rispetto ai danni che ci sono stati.
Poi ci sono valutazioni diverse all'interno della minoranza sulla gestione di queste risorse, perché qualcuno sostiene che le risorse siano state utilizzate senza nessun criterio, a richiesta, a gettone, quando altri, come la Consigliera Vitri, dice che le risorse ci sono, ma non sono state messe a terra. Una delle due: o le abbiamo messe a terra, magari male, o non le abbiamo messe a terra
Per il resto, un'elencazione di inefficienze, sia sotto l'aspetto tecnico che politico, che onestamente non condivido e credo che siano ingenerose nei confronti, non voglio dire della maggioranza, ma di tutta quest’Assemblea, che aveva ed ha un'unità di intenti, che è quella di cercare soluzioni concrete di fronte a catastrofi naturali che purtroppo nessuno poteva prevederne la consistenza ed il relativo danno.
Ho sentito tante inefficienze: non è stata fatta una pianificazione di bacino, non è stato istituito l'ufficio di piano, il comitato istituzionale per stabilire le priorità di interventi, comuni addirittura abbandonati, non assistiti; quindi Comuni, Sindaci e comunità lasciati allo sbando, completamente abbandonati. Tanto che mi viene da pensare che se qualcuno oggi ascoltasse il Consiglio regionale penserebbe ad un'amministrazione non solo inefficace, inefficiente, ma anche sorda alle esigenze del territorio.
Credo che non sia così, non siamo a questo livello. Al contrario mi risulta un confronto costante che ha fatto l'Assessore Aguzzi, che ha fatto il Presidente Acquaroli, che ha fatto la struttura commissariale con i Sindaci del territorio. Ho altri tipi di informazioni e credo che, nella sostanza, perché questo è quello che conta, si sia fatto e si stia facendo moltissimo, cercando di sfruttare al meglio questo riconoscimento che è arrivato dal Governo centrale per oltre 400 milioni. Questo è quello che preme la nostra attenzione.
Voglio dire un'altra cosa. Purtroppo, a parte qualche elemento dell'opposizione, ci invitano sempre ad essere presenti, invitano il Presidente ad essere in prima linea e poi, quando discutiamo di problematiche, che tra l'altro interessano la collettività in maniera integrale, nei banchi dell'opposizione, a parte la Consigliera Ruggeri del Movimento 5 Stelle, non vedo nessun altro. Credo che comunque dobbiamo andare avanti, anche perché, mi risulta, il Consiglio è stato espressamente richiesto dalla minoranza. Anzi, approfitto e ringrazio la Giunta, tutto il Consiglio, che ha accettato di confrontarsi. Purtroppo il confronto in questo momento non c'è, perché è un monologo, però andiamo avanti lo stesso.
Ho sentito delle inesattezze, qualcosa di non condivisibile. Non è mio costume e mia volontà polemizzare, non lo voglio fare, ma alcune valutazioni politiche le dobbiamo fare.
Voglio ricordare, questi sono dei numeri… Purtroppo, ripeto, non è mia intenzione polemizzare, ma visto che dobbiamo anche fare delle valutazioni politiche, queste si fanno anche con dei numeri.
Nell’alluvione del 2014, purtroppo, il Governo Renzi, allora, a fronte di 366 milioni di euro di danni quantificati, si è avvicinato alla Regione Marche, ha sostenuto la Regione Marche per circa 36 milioni di euro, il 10%, non voglio dire altro su chi aveva la responsabilità partitica all'interno del PD in quegli anni, tra l'altro anche di questo territorio.
Ma quello che non posso accettare, lo dico, lo voglio dire sottovoce, andrebbe urlato, è quando sento dire che serviva maggior rispetto per le Marche. Credo che siamo completamente fuori strada, perché abbiamo avuto un Governo, al contrario, attentissimo, prontissimo anche nei tempi, non solo nella quantità. È intervenuto, è intervenuto in maniera importante, congrua e questo è quello che ci deve interessare, cioè la soluzione delle problematiche di queste emergenze.
Poi potremmo interrogarci sul perché accadono simili catastrofi: il cambiamento climatico, le opere urbanistiche dell'uomo. Sicuramente ci sono necessità di vasche di laminazione, ma io credo che sia fondamentale fare una cosa, che questa amministrazione sta facendo in maniera perentoria, cioè pulire i fiumi. Anzi, approfitto per ringraziare il Governo che in questa direzione ha semplificato le procedure che garantiscono questo indirizzo: in maniera veloce e snella pulire i fiumi.
Credo che sia nostro obiettivo, di tutti quelli che qui siedono, che hanno una responsabilità istituzionale, lavorare per creare le condizioni necessarie migliori per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e delle nostre imprese, anche davanti ad eventi atmosferici straordinari come quelli che purtroppo sono accaduti nel nord delle Marche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Faccio un breve preambolo. È chiaro, si poteva fare meglio e di più, per carità, se avessimo avuto la bacchetta magica; credo, allo stesso tempo che se avessimo operato così male sull'alluvione avremmo avuto fuori dalla Regione centinaia di persone a protestare o qua nel pubblico decine di persone a farsi sentire. Invece, non c'è nessuno, ci sono o quattro persone, poi ne parleremo.
Questa è già la dimostrazione che probabilmente così male la Regione non ha fatto, anche se, come ho ammesso nel preambolo, si può e si poteva fare meglio e non ci sono, tra l'altro, nemmeno i Sindaci dei Comuni, molti dei quali in quota PD, che a differenza di qualche Consigliere regionale qua dentro sono stati responsabili e non si sono presentati a strumentalizzare questa tragedia, e li ringrazio. Vorrei ringraziare da questo banco e da quest’Assemblea tutti i Sindaci.
La Consigliera Vitri continua inesorabilmente a dire che sono mancati i tavoli tecnici con la Regione, ma su questo l'ho sbugiardata nell'altro Consiglio regionale, ma continua e lasciamola continuare. Dice che ci sono comitati, comitati di Cagli, di Senigallia. Qua ci sono due persone a rappresentanza del comitato del Borgo Burano, che su Facebook dicevano che ci sarebbe stata la possibilità anche di organizzare un pullman, ma io questo pullman non lo vedo. È legittima, per carità, la loro presenza, ma io non vedo nessun pullman.
Per quanto riguarda i comitati di Senigallia, ben sappiamo anche dall'ultima assemblea pubblica cosa ne pensano della Regione e ben sappiamo che il comitato Misa e Nevola continua a lavorare in maniera costruttiva e seria insieme alla Regione.
Per quanto concerne questo comitato, mi preme citare uno dei promotori che oggi è sul giornale, il Resto del Carlino, XY, che, al di là degli insulti al sottoscritto sui social, è una persona in qualche maniera coinvolta, avendo presentato con modello B3 la sua domanda di delocalizzazione della casa.
Sono intercorsi dei contatti tra Comune di Cagli e la struttura commissariale e, in data 27 agosto 2024, il commissario Babini scrive a XY e gli chiede, visto che lui aveva chiesto di delocalizzare, di andare ad Acqualagna, “se sussistono o meno legami di parentela tra i soggetti che hanno stipulato la promessa di acquisto della nuova casa e, in caso affermativo, se la stessa possa ritenersi valida al fine dell’erogazione del contributo”, perché chiaramente la legge vieta di acquistare case dai parenti. Tra l'altro, nella promessa di acquisto risulta non l'acquisto di una casa, ma una casa con locali adibiti a negozio e il Commissario evidenzia che la normativa in vigore non consente di acquistare tipologie edilizie diverse da quella dell'immobile da delocalizzare, “per cui non pare ammissibile l'inclusione del lotto di superfici commerciali.” Di rimando, il Comune di Cagli tempestivamente scrive a XY per chiarire...
(interventi fuori microfono)
Giacomo ROSSI. Sto spiegando la situazione perché è stata data una lettera, presentata da una determinata persona e fate dichiarazioni pubbliche contro la Regione, riportate da una determinata persona. Io rispondo. Lei stia nel suo....
PRESIDENTE. Un attimo solo. Riportiamo tutti alla calma. Lei ha il diritto di svolgere il suo intervento con la responsabilità che assume nelle parole che dice e nelle persone che richiama. Se qualcuno ritiene di contestare e ritiene di dover svolgere poi il fatto personale, al termine del suo intervento può chiedere per fatto personale la parola. Prego.
Giacomo ROSSI. Risulta che il Comune di Cagli abbia chiesto alla stessa persona i chiarimenti e, a quanto pare, attualmente non vi è una risposta.
Prima di strumentalizzare sui giornali e dire che la Regione non interviene, non fa niente, bisogna che le questioni vengano chiarite. È per questo che rispondo con nomi e cognomi, perché non possiamo essere infamati a mezzo stampa con cose e con detti non veri e non possiamo nemmeno reagire. Io reagisco con tanto di documenti. Questo l’abbiamo chiarito.
Lo stesso comitato ci pone delle domande. Al punto uno: l'immediata equiparazione del credito con l'Emilia-Romagna. L'abbiamo già detto, non è possibile l'equiparazione tra le due emergenze alluvionali, in quanto l'alluvione di maggio, quella dell'Emilia-Romagna, ha ricompreso tre regioni e, data l'entità dell'evento, il Governo, a seguito del decreto-legge 61 del 1° giugno 2023, articolo 20-ter, ha nominato...
Chiedo, Presidente, di far tacere la Consigliera Casini, perché continua a disturbare il mio intervento, la faccia tacere...
PRESIDENTE. Lei continui.
Giacomo ROSSI. Ha nominato un Commissario straordinario che può emettere una o più ordinanze da adottare di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze con il visto della Corte dei conti.
Accelerare la tempistica. I tempi di erogazione dei fondi sono in funzione delle istruttorie inviate dai Comuni. Se l'istruttoria del Comune è completa, l'erogazione dei fondi da parte della struttura nei confronti del Comune di appartenenza del soggetto privato avviene in pochi giorni, ed è avvenuto e sono stati erogati. In caso di istruttorie non complete, si rinvia al Comune con richiesta di integrazione.
Punto tre: condividere con i cittadini interessati dalle calamità. Vengono coinvolti dalla struttura commissariale della Regione i Comuni, che possono a loro volta informare la cittadinanza, come avviene per esempio anche a Cantiano. In caso di delocalizzazioni, a seguito di ordinanza, nel corso del tempo si è provveduto ad incontrare comitati, cittadini e imprese. Io ho incontrato dei comitati con il Vicecommissario straordinario, il comitato del Misa e del Nevola. Il primo incontro che ho avuto con il Vicecommissario straordinario è stato promosso dal sottoscritto, quindi la volontà di vicinanza c'è.
Accelerare la progettualità e l'esecuzione delle opere di ripristino delle aree e delle aste fluviali, è volontà chiara del Commissario delegato e del Vicecommissario accelerare, per quanto possibile, le procedure. Si rammenta che, per ridurre al massimo il rischio nelle aree già fortemente colpite, si sono e si stanno eseguendo a tutt'oggi degli studi con i centri di competenza, come CIMA, ne abbiamo parlato, università regionali, questo per aumentare anche la percentuale di sicurezza.
Al punto 5: vanno date immediate risposte. Non risultano pervenute richieste di chiarimento, questo l'ho chiesto alla struttura commissariale, da parte di tecnici privati. Nel caso sono disponibili le e-mail messe a disposizione dalla struttura commissariale.
Rafforzare il supporto tecnico. Questo l'abbiamo detto e ridetto e rifritto: non è possibile assegnare risorse ai Comuni, in quanto la normativa di Protezione civile non lo prevede. Diciamolo un'altra volta: la normativa non lo prevede.
I Comuni e gli uffici tecnici sono stati sostenuti costantemente dalla struttura del vicecommissario delegato.
Per quanto riguarda le affermazioni della Consigliera Vitri, mi cadono le braccia nel sentire come lei riesca a parlare di questioni tecniche con tanta leggerezza.
Riguardo alle schede ANAS, non sono andate perse, a differenza di quello che lei ha detto, ma essendo estremamente costose sono state prese in carico dalla struttura commissariale nella figura dell'ingegner XX. Quindi dire che sono state perse è una cavolata, è un'affermazione non vera. Si sta occupando di rifare i tre ponti e parte della strada ad un costo nettamente inferiore dal preventivo iniziale di ANAS. C'è anche una gestione ottimale delle risorse pubbliche.
Il ponte provvisorio che, a causa della recente alluvione, è stato divelto a Pian di Balbano, è stato riparato in tempo record, in 4-5 giorni. Non so se questo è stato detto.
Passiamo al discorso della Collegiata. Le chiese di Cantiano non sono state oggetto di intervento, anche qui bisogna capire anche il perché. A Pergola, che è diocesi di Cagli, si è presentato un computo degli interventi da fare per la chiesa, costo accessibile. La diocesi si è proposta anche come soggetto attuatore. A Cantiano, diocesi di Gubbio, dopo numerosi tentativi di recuperare la documentazione sulla Collegiata, sono stati trasmessi alla struttura commissariale i computi di altri quattro interventi per 2,5 milioni di euro, con delle parcelle di tecnici che hanno redatto, per complessivi 100.000 euro, senza nessuna intesa preliminare. Quindi sarebbe meglio che ci fosse un dialogo maggiore. Questo ho anche cercato di facilitare. A Pergola, in sostanza, la cosa era semplice ed è stata fatta, a Cantiano si è incardinata di più e adesso si sta dipanando la matassa per cercare di risolvere anche questo problema.
Riguardo al discorso della vetreria, purtroppo l'ordinanza n. 932 del 2023 stabilisce dei limiti ben definiti e non si possono erogare più soldi del previsto. Ve la leggo così almeno spero che una volta per tutte non continuiate anche su questo: “il contributo è concesso entro il limite massimo complessivo di 450.000 euro per tutte le tipologie di contributi”.
Sul discorso dell'intervento sugli immobili e sul discorso della non conformità urbanistica si è già discusso e credo che sia abbastanza chiaro. Se poi volete continuare a fare polemiche, fatele pure.
Rimando, quindi, al mittente le accuse.
Tra l'altro, si è parlato di un maneggio a Cagli. Il sottoscritto, quando il maneggio era stato devastato, ha organizzato i volontari per poterlo pulire, ho sempre cercato di essere vicino ai soggetti in questione, ho i messaggi nel telefono, quindi non possono essere smentito.
Dire che la Regione non si è interessata degli alluvionati è assolutamente falso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Intervengo per mozione d'ordine perché ho trovato molto brutto che si siano fatti nomi e cognomi, indicati degli atti che non sono di questo ente, ma sono di altri, in particolare del Comune di Cagli, sono state indicate anche questioni personali, come finanziamenti erogati e non erogati e le motivazioni legate alla legittimità o meno di atti. Non credo che questo sia un argomento…, non so se legittimo, perché questo lo stabilisce lei insieme al Segretario generale, ma credo che non sia opportuno, perché la politica dovrebbe volare leggermente più alta.
Aggiungo che sappiamo bene che c'è una differenza tra il Commissario nominato per più Regioni e la legge di Protezione civile, ma visto che avete la filiera si poteva comunque modificare, mettere a capo di questo territorio un altro… Prego.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Lasciamo... è una mozione d’ordine, va bene, è comprensibile.
Anna CASINI. Tanto lui non parla mai quando parlano gli altri. Questo l'ho fatto giusto per sentirlo un po'.
PRESIDENTE. Un attimo, prima dell'intervento. Ho approfondito la situazione, il richiamo che ha fatto il Consigliere Rossi a persone estranee, diciamo così, al contesto dei fatti, ma comunque relativo ad attività che vengono svolte nell'ambito della pubblica amministrazione.
Non ci sono norme regolamentari che possono, come il fatto personale, essere richiamate da qualcuno a difesa dell'attività svolta dalle persone, a difesa della loro dignità e della loro professionalità.
Il Consigliere Rossi e qualunque altro Consigliere, che richiamino responsabilità di persone che non sono presenti e che si riferiscono ai fatti di cui si parla nel primo punto dell'ordine del giorno, si assumono la responsabilità se incolpati per frasi dette che non corrispondono a quanto è stato esposto nell'ambito dell'attuale Consiglio regionale, nell'attuale punto all'ordine del giorno.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ne approfitto anch'io, visto che siamo tutti, giustamente, ligi e dobbiamo attenerci al regolamento, per chiedere se è possibile che una Consigliera durante il Consiglio riprenda l'Aula e faccia un video. Se giustamente deve essere ripreso il Consigliere Rossi, se ci sono delle norme che lo vietano, mi piacerebbe sapere se è possibile che una Consigliera...
No, non parlo di lei, questo lo verifica il Presidente. Di chi sto parlando… lo verifichi lei, Presidente, nei modi più opportuni.
Ci tengo a precisare, e mi devo anche ricollegare ad alcune affermazioni del Consigliere Rossi, che quello che mi stupisce veramente è che in quest'Aula, fortunatamente non tutti i Consiglieri di minoranza, questo lo devo riconoscere e mi sembra di riconoscerlo anche molto spesso, non c'è mai un approccio costruttivo, cercare di dare un contributo fattivo e rilevante ad una tematica importante, come questa, ad esempio, ma c'è sempre una volontà di screditare, di additare tutte le colpe del mondo, come se quest’amministrazione non fosse mai riuscita a gestire in maniera appropriata, partiamo dalla sanità, le infrastrutture, l'alluvione, la pandemia e tutto ciò che è successo nell'arco di questi quattro anni. Tutta colpa di questa amministrazione e gli amministratori sono tutti incapaci e nessuno è in grado di svolgere il lavoro. Purtroppo per voi questa è una fantasia tutta vostra.
La ricostruzione dei fatti, sia in merito alle situazioni riportate dal Consigliere Rossi, sia in relazione alle schede ANAS, che la Consigliera Vitri asserisce essere andate perdute, richiede una precisazione che penso giuridicamente molto importante.
Continuate a paragonare l'emergenza della Regione Marche con quella dell'Emilia-Romagna, ma io sono certo che voi - in riferimento soprattutto anche alla questione della vetreria che, ho sentito, avete richiamato, chiaramente sono a conoscenza di quale vetreria si parla, ci sono stato nell'immediatezza dei fatti – sappiate che è giusto cercare di aiutare queste attività industriali che hanno avuto un grandissimo danno, però, l'ha accennato il Consigliere Rossi, c'è una differenza sostanziale, che è quella legata al fatto che in Emilia-Romagna c’è un commissario governativo, che ha il potere di emettere ordinanze proprie su questioni che sono differenti dall'ordinanza n. 932 del 2022, che è un'ordinanza nazionale di Protezione civile, che stabilisce degli obblighi. Quindi, non è che è cattivo il Presidente Acquaroli se non dà oltre 450.000 euro, ma esistono delle ordinanze che impongono all'Assessore, al Commissario e al Vicecommissario dei limiti entro i quali poter operare.
Tutte le altre vicende sono delle farneticazioni che dimostrano solamente il fatto che qualcuno non conosce neanche come funzionano queste normative. Andare a paragonare la questione dell'Emilia-Romagna con quella della Regione Marche mi pare assolutamente inappropriato.
Ma questo ormai mi sembra che sia una consuetudine, non è più il caso di trovarci a dover smentire e a andare a evidenziare le menzogne che vengono continuamente dette in quest'Aula. Questo sinceramente mi dispiace, ripeto, vale solo per alcuni, perché l’approccio di altri è talvolta positivo, e volto ad di evidenziare le cose che non vanno. Tuttavia quell’atteggiamento di certi altri sinceramente mi ha stancato. Grazie.
PRESIDENTE. Ho già ricordato in Conferenza dei Presidenti di gruppo, questa mattina, la questione del fatto personale. Chi si ritiene coinvolto nel fatto personale lo esponga; il Presidente decide poi di dare o meno la parola e, se dà la parola, tre minuti. Chi viene chiamato in causa come fatto personale ha diritto di replica per tre minuti.
Prego, Consigliera Vitri, esponga il fatto personale.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei dichiarare la mia colpevolezza perché ho registrato un video di 10 secondi per poter riascoltare il Consigliere Rossi. Lo cancellerò e questo è il mio mea culpa, visto che al Consigliere Baiocchi oggi interessa questo.
A noi interessa l'alluvione, a noi interessano i danni dell'alluvione, a noi interessa quello che ci state dicendo e ora, riascoltando tutto ciò che avete detto oggi, deduciamo che qua va tutto bene, fila tutto liscio, la Giunta sta facendo un lavoro eccellente. L'unica cosa che non va bene è che io abbia registrato un video di 10 secondi. Sono stata io. Ora mi metterò in ginocchio col capo cosparso di cenere. Grazie.
PRESIDENTE. Per fatto personale, ha precisato effettivamente un'azione compiuta e se n'è assunta la responsabilità.
Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Dall'Assessore Aguzzi mi sarei aspettato un intervento un po' più chiaro, che partisse dal decreto del Commissario delegato Francesco Acquaroli del 16 dicembre 2023.
In questo decreto sono individuati, in maniera puntuale, nell'allegata tabella A e nell'allegata tabella B, l'insieme degli interventi; rispetto alla tabella A, che presentano impatti sull'assetto idraulico dei territori colpiti dall'alluvione e, nella tabella B, gli interventi che hanno riguardato il solo ripristino di manutenzione straordinaria, che non modificano gli assetti idraulici colpiti dall'alluvione.
Perché parto da qui, Assessore? Io l'ho trovata un po' farraginosa, tutta tesa a non far capire esattamente a che punto siamo della programmazione, degli impegni e a che punto siamo rispetto alle opere. Perché questa…, e non sono polemico, rassicuro il Consigliere Bilò e anche il Consigliere Marinangeli, sto solo chiedendo delle informazioni, che a questo punto, dopo il suo intervento, non abbiamo avuto.
In questo decreto ci sono gli importi degli interventi, ma non sono indicati gli impegni e gli importi finanziati. Io non so se noi siamo soddisfatti. A me non me ne importa niente di essere soddisfatto o meno, devono essere soddisfatti gli alluvionati e, per rispettare il dovere nei confronti dei cittadini, occorre informarli in maniera chiara, trasparente, mi viene da dire semplice. Francamente, nonostante il tentativo di comprenderla, non ho capito fino in fondo, ma evidentemente è mia responsabilità.
Però partirei da questi. Questi sono atti semplici. Si elencano le 21, mi pare, più le 16 opere relative alla programmazione.
Devo dire che mi dispiace perché, se la maggioranza pretende che la minoranza non intervenga più in Consiglio regionale, noi stiamo zitti. Oggi non c'è stata nessuna polemica, lo dico al Consigliere Baiocchi. No, stiamo zitti. Se voi preferite, stiamo zitti!
Penso che un Consiglio regionale su questo sarebbe utile, sarebbe stato o dovrebbe essere utile per informare sullo stato dell'arte. Ora, francamente, con tutta la buona volontà del Consigliere Aguzzi, io non l'ho trovato.
Io provo a fare, e lo dico senza polemica, perché nessuno è intervenuto su questo. L’Assessore Aguzzi è andato come un jet supersonico su questo argomento, ma la Regione Marche sottoscrive il 25 settembre 2025, e credo che sarebbe stato un dovere spiegarlo, un accordo quadro con SOGESID. Francesco Acquaroli sottoscrive un accordo quadro con SOGESID riferito alla vicenda dell'alluvione.
Che cos'è SOGESID? È una società partecipata a intero capitale pubblico dal Ministero dell'Ambiente che, peraltro, ad oggi non ha ancora depositato il bilancio consuntivo del 2023, ma l'aggiornamento è arrivato negli ultimi giorni e, francamente, è un po' strano che sia una società pubblica, che perde 2 milioni e oltre negli ultimi due bilanci... Rispetto alla quale credo che l'Assessore Aguzzi avrebbe dovuto informarci, perché non riguarda il passato, non riguarda la confusione, riguarda il futuro, perché dentro questo accordo, lo dico per sorridere, è come se qualcuno avesse appaltato, esternalizzato, le opere di intervento sull'alluvione.
Se voi andate a vedere questo documento, in pochi articoli ci si drizzano i capelli. La domanda è: ma perché voi andate a esternalizzare a una società romana gran parte delle attività? Oggetto e ambito di intervento. “Articolo 2: SOGESID garantirà le attività di carattere tecnico-specialistico, ingegneristico, amministrativo e legale connesse alla progettazione”.
L'articolo 3 amplia questo accordo e fa riferimento non solo all'attività consulenziale di questa società romana, di cui poi qualcosa diremo, ma addirittura dice che tra le prestazioni assicurate vi sono la redazione di progetti, la redazione della progettazione esecutiva, la verifica della progettazione, tutta una serie di attività strane. Strane? Diciamo che alziamo bandiera bianca. Lasciamo alla società romana - guidata da un amministratore delegato, che nulla ha a che fare con le Marche, soprattutto chiacchieratissimo rispetto agli amici e agli amici degli amici del Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati - le attività. Diamo tutto lì.
Tenete conto che SOGESID non è laterale. Tra le altre cose l’accordo dice: “Titolo: esame delle offerte pervenute. Nei casi di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico-economico sarà affidata a una commissione giudicatrice nominata dal Commissario, su proposta dell'amministratore delegato della SOGESID”.
L'articolo 4 dice che noi pagheremo questa società in diversi modi: a parcella, ci saranno gli atti di attivazione. Adesso abbiamo poco tempo, ma insomma una roba abbastanza... Poi pagheremo a vacazione. Già stanziamo 3.800.000 euro, di cui il 30% già pagati o in corso di pagamento, perché questo è l'altro tema. Poi aggiungiamo che ci sono anche i costi indiretti, il 22,93% dei costi diretti saranno aggiunti all’attività e al corrispettivo.
Aggiungo: è una cosa strana. Ma la domanda più logica, almeno a un basico come me, è: scusate, sapete quando è fissata la data di questo accordo? Al 17 settembre 2025. Giustamente il Presidente mi dirà: sei uno stupido, il 17 settembre 2025 finisce l'emergenza. Ma scusate, si può affidare questo po' po' di roba a una società romana, degli amici degli amici? Si può appaltare la ricostruzione rispetto all'alluvione a un soggetto esterno?
Non entro nelle logiche puntuali, legittime osservazioni che hanno fatto i miei colleghi. Le hanno fatte benissimo il Consigliere Mastrovincenzo, la Consigliera Menghi e la Consigliera Vitri, e gli altri intervenuti, rispetto alla ricchezza e perché non abbiamo fatto un ufficio di piano? E perché non abbiamo coinvolto i professionisti marchigiani? Per quale ragione? Ma si può fare un accordo di questo tipo, che io penso possa valere circa 130 milioni o giù di lì, e regalarli ai romani, regalarli alla società degli amici degli amici? Io lo trovo scandaloso. Ma se dico una sciocchezza... però io leggo quello che ci sta scritto qui e vi assicuro che non mi invento le cose. Quindi, da questo punto di vista, a noi pare strano questo aspetto.
Non è chiaro perché esternalizzate. Mi chiedo: ma scusate, non abbiamo una struttura interna che avrebbe potuto svolgere questa attività? Perché le commissioni aggiudicatrici le decide il nostro amico romano? Perché l'articolo 7 dice che, per l'esecuzione dell'attività di cui all’articolo 3 - che sono tutte le attività che potrebbero astrattamente fare quelli di SOGESID - per far fronte a specifiche, documentate e particolari esigenze organizzative, potrà avvalersi di imprese terze. Noi abbiamo sostanzialmente delegato tutti i poteri a SOGESID.
Credo che sia una scelta sbagliata, che mortifica la Regione, le strutture, che mortifica il Consorzio di bonifica, che credo sia stato rafforzato da questo punto di vista per poter svolgere delle attività, penso io. Ma è una cosa inspiegabile. Oppure spiegatecela e noi su questo cercheremo di avere un approccio serio. Quello che stupisce è che nessuno ne abbia parlato. Questo è il futuro.
Consigliere Marinangeli, lei ancora una volta, con un fare da fermano, ci inocula in maniera leggera... Noi l'abbiamo detto che voi siete i migliori, ma ad oggi non ci avete ancora detto cosa avete fatto e oggi avete regalato la ricostruzione del territorio alluvionato a una società di Roma, a distanza di due anni. Ma perché non l'avete fatto dopo tre mesi? Ma perché non lo avete fatto? Spiegateci questa situazione.
PRESIDENTE. Prima di concedere la parola al Consigliere Putzu, che l'ha richiesta, senza entrare nel merito dell'intervento del Consigliere Carancini, ricordo e mi attengo all'articolo 122 della Costituzione circa l'insindacabilità delle opinioni espresse, l'unico appunto che faccio, in generale, per quanto mi riguarda come Presidente, trattandosi di una società pubblica, quella che lei ha citato, è di regolarci tenendo conto che siamo nell'ambito di un ordinamento di posizioni pubbliche per quanto riguarda il contesto delle parole utilizzate. Non vado oltre, non è una reprimenda e non è certamente una sindacabilità.
Aggiungo solo che si tratta di una società pubblica. Dovendoci rapportare con situazioni che riguardano il pubblico, sul pubblico, mi sono permesso di fare questa precisazione, nel principio di leale collaborazione.
Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Non so quale sia il principio di leale collaborazione. I fossi sono pieni di scandali delle aziende pubbliche. Ho detto che SOGESID è due anni...
PRESIDENTE. Non voglio andare oltre, sennò la provoco, la vorrei provocare a difendere la sua posizione.
Romano CARANCINI. Vorrei capire quali sono i miei giudizi negativi. Se il Direttore generale di SOGESID, che è l'amministratore delegato al quale abbiamo appaltato tutte le opere, è amico del Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, mica è colpa mia. Bisognerebbe chiedere ad Acquaroli perché ha nominato SOGESID, il cui amministratore delegato è un soggetto che si chiama…, amico...
PRESIDENTE. Non voglio ripetere una posizione che provocherebbe polemiche. Era il principio di leale collaborazione, nel rispetto dell'insindacabilità delle opinioni espresse dal Consigliere regionale, prevista proprio dalla nostra Carta costituzionale.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Non so se 12 minuti mi bastano però per rispondere un po' a qualche accusa.
Voglio ringraziare il Consigliere Carancini, che si è concentrato solo su questo fatto dimenticandosi, e non credo sia un errore voluto, ma credo sia demagogia politica.
Lo stesso Consigliere Carancini si dimentica che l'azienda è una S.p.A. interamente partecipata dallo Stato e ogni qualvolta c'è un Governo nazionale…, non è un'azienda romana, capisco che lei ami ripetere il suo nome anche al femminile, però è un'azienda partecipata dallo Stato e ogni Governo che vince nomina un amministratore delegato.
Mi dispiace per voi, eravate abituati a perdere le elezioni e a governare l'Italia e a nominare tutti. Questa volta avete perso le elezioni nazionali ed è giusto che il Governo nazionale nomini un amministratore delegato a lui vicino. Non c'è nulla di scandaloso, cari ragazzi. Forse per voi sì, perché, ripeto, eravate abituati a perdere le elezioni a livello nazionale e ad andare magicamente a governare, nominando la gente.
Mi dispiace, il Consigliere Carancini si è dimenticato di andare a vedere, ad esempio, che l'azienda SOGESID è andata a supportare la messa in sicurezza delle discariche in Campania, lì c'era il Governo di sinistra; è andata a supportare alcuni interventi legati al dissesto idrogeologico in Campania, come assistenza tecnica.
Tra l'altro non scopriamo l'acqua calda, è il lavoro che fa questa azienda in giro per l'Italia, a supporto, anche quando ci sono calamità naturali. Lo può vedere tranquillamente sul sito.
Non è che il Presidente Acquaroli, anche questo credo che sia un po' vergognoso…, accusare gli amici degli amici… Conosco benissimo il Presidente Acquaroli e credo che neanche lo conosca, a livello di amicizia. Se ha fatto la struttura commissariale, l'ha fatto per avere supporto, come è stato fatto in Puglia, in Campania, in Emilia-Romagna, però quando lo fa il Partito Democratico non sono amici, quando lo fa il centrodestra, che chiama in causa SOGESID a supporto della struttura commissariale, allora si parla degli amici degli amici.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi della Consigliera Casini e della Consigliera Vitri. Voglio ringraziare la Consigliera Vitri, sembrava che fosse in Consiglio comunale a Cantiano, che si lamentava con qualcuno, perché io vorrei evidenziare che i Comuni colpiti dall'alluvione sono 20.
Avete parlato di Cantiano e di qualche altro Comune amico, ci mancherebbe altro, oramai sono rimasti pochissimi i Comuni amici del PD, è normale che li difendiate, però è altrettanto vero che bisogna guardare in faccia la realtà.
Sono veramente dispiaciuto, perché la Consigliera Casini ha detto che è cresciuta l'urbanizzazione. Va bene, sì. Quando parlava della..,. io purtroppo sono uno che ascolta, sì, sì, sto ascoltando.
Io invece faccio un altro passaggio. È cresciuta l'urbanizzazione. Purtroppo, diciamoci anche la verità, qualche Sindaco vostro ha anche costruito, ha fatto costruire con i piani regolatori vicino ai fiumi, e lì di certo non c'eravamo noi. Ha permesso anche di far costruire garage sotto, dove purtroppo sono stati colpiti…, e questo mi dispiace perché a pagarne le conseguenze sono state le persone.
Ricordiamoci che la politica nazionale, regionale, ma soprattutto comunale degli anni '90 e 2000, quando i Comuni erano governati in grande maggioranza dal centrosinistra, sono riusciti... Tra l'altro qualcuno è stato anche Assessore all'urbanistica, dal 2000 in poi, dopo essere diventato Sindaco. Ovviamente potrà avere delle responsabilità politiche. Certo, qui non stiamo in un'Aula dove dobbiamo fare un processo a qualcuno, ma credo che le cose bisogna dirle.
Ho sentito dire dal Consigliere Mastrovincenzo che il Governo nazionale, Presidente, ci ha messo solo 400 milioni, ci doveva mettere 800 milioni, 1 miliardo, 1,2 miliardi, giochiamo i numeri del lotto. Invece, credo che dobbiamo ringraziare questo Governo nazionale che è intervenuto.
E qui lo dico ai Consiglieri che parlano di filiera: ma vi rendete conto che in poco tempo il Presidente Giorgia Meloni, il Consiglio dei ministri sono intervenuti con 400 milioni sulla Regione Marche? Regione sconosciuta fino a quando governavate voi.
Ricordatevi - ogni tanto ve lo ricordo - eravate talmente bravi sotto il Codiv, quando governavate, da avere il Ministro della Salute della vostra area politica, eppure, quando facevate un decreto, il Presidente un'ordinanza ed il Presidente del Consiglio ve la impugnava.
Voi venite a fare lezioni a noi della filiera, quando voi avevate il mondo sotto i piedi. Avete distrutto questo mondo, ma soprattutto non riuscivate neanche a mettervi in contatto con i vostri rappresentanti nazionali.
È vero, lo diciamo spesso, mi fa piacere che ancora una volta che il PD marchigiano riesca a guardare sempre all'Emilia-Romagna. Avete sempre un problema di inferiorità nei confronti del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna. Avete questo complesso, e a me fa sorridere.
Tra l'altro - e mi dispiace perché qualcuno è anche più preparato di me dal punto di vista tecnico – si dice che il Presidente Acquaroli non fa come il Commissario straordinario per la ricostruzione Figliuolo. Certo, qualsiasi laureato in legge, ma credo anche qualsiasi Consigliere regionale, può capire che un conto è un Commissario straordinario di Governo, così come è stato fatto per il ponte di Genova, un conto è il Presidente Acquaroli, che è Commissario delegato della Protezione civile, lì dovremo sempre andare a fare i conti, con la Protezione civile nazionale.
Permettetemi anche di ringraziare di cuore il Vicecommissario e tutta la struttura commissariale.
Consigliera Casini, quando lei dice: "Dovevate prendere quelli di fuori perché, i tecnici non sono bravi?” Di solito voi, quando avevate un problema, avevate commissari dell'Emilia-Romagna, subcommissari che venivano da fuori, l’abbiamo visto con la ricostruzione. Non siete stati capaci di indicare un commissario marchigiano.
Guarda caso, l'unico Commissario straordinario della ricostruzione marchigiano l’ha indicato il centrodestra, proprio grazie alla filiera istituzionale. Tra l'altro, voi avevate tutti quanti i commissari che venivano, giustamente, dal PD migliore, dall'Emilia-Romagna, perché voi eravate commissariati politicamente.
E ‘altrettanto vero che - anche questo mi dispiace - un architetto preparato come la Consigliera Casini… e questo per me è un dispiacere, ovviamente non sono un architetto e non posso dare lezioni su questo, però quando si parla dell’80% e del 100% dobbiamo anche raccontare la verità.
Quando si tratta del 100% parliamo sempre del Commissario Figliuolo, che ha pieni poteri. Il Presidente Acquaroli su questo non ha pieni poteri, per un semplice motivo, perché - lo ripeto ancora, voi lo dovreste sapere - è delegato della Protezione civile.
Consigliera Casini, parlate voi... ma io fossi stato in voi neanche sarei intervenuto.
Il Consigliere Carancini dice: "Non ci volete far parlare". Posso parlare? Posso?
PRESIDENTE. La prego di fare silenzio, Consigliera.
Andrea PUTZU. È un problema, dottoressa, per lei...
PRESIDENTE. Per favore, i Consiglieri devono rimanere in silenzio, compresa la Consigliera Casini.
Il Consigliere Putzu continui la sua esposizione senza che… Ha ragione che deve rimanere in silenzio. Continui senza farsi coinvolgere dagli intercalari della Consigliera Casini.
Andrea PUTZU. La Consigliera Casini è stata citata molto quando si arrabbiava contro qualcuno. Credo che se si agita qualcuno del centrodestra non succede nulla, però…e ancora parla!
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio, altrimenti devo sospendere la seduta. E’ l'ultima volta che vi chiedo di fare silenzio quando parla un altro collega. La sospensione sarebbe temporanea poi riprenderemo. Prego.
Andrea PUTZU. Il Consigliere Carancini dice che non li vogliamo far parlare. Noi siamo contentissimi se parlate, perché ogni volta che parlate i cittadini marchigiani ci chiamano - anche la gente che vi ha votato nel passato e dicono: "Questi non ci rappresentano più". Questo ci fa piacere perché voi, ancora una volta, non vi rendete conto della realtà, che è sotto gli occhi di tutti.
Credo che se avessimo fatto un Consiglio regionale aperto quando c’è stato il sisma…, non so, è stato fatto, Consigliera? Due, tre, c'era gente a protestare lì fuori? C’era? Non protestava nessuno. Io invece ricordo che qualcuno protestava. Oggi vedo persone presenti, che ringrazio, ma non vedo comitati che protestano. Questo non significa che tutto è stato fatto bene, preciso, perfetto, perché nessuno ha la bacchetta magica, ma significa che c’è una questione fondamentale, cara Consigliera Vitri: che la Giunta Acquaroli, a differenza degli altri, ha ascoltato tutti i Sindaci, è riuscita a parlare con tutti i Sindaci, sia di destra sia di sinistra, sia civici sia di coloro che non avevano un partito politico. La Giunta Acquaroli, a differenza vostra, tratta tutti i Sindaci alla stessa maniera.
Tra l'altro, mi permetta anche di dire che se alcune opere non sono partite… Lei parlava ad esempio di Pergola piuttosto che di Cantiano, la informo che la chiesa Le Tinte di Pergola è stata finanziata perché la Diocesi di Fano, non quella di Gubbio, che era il soggetto attuatore per quanto riguarda il Comune che ha citato, ha presentato per prima il computo metrico dei danni. Questo non significa che qualcuno vuole abbandonare qualcun altro. No.
Se vogliamo fare demagogia politica siete bravissimi e siamo contenti, continuate a farla. Ma se vogliamo essere seri, è giusto fare le critiche, perché l'opposizione deve criticare, ci mancherebbe altro, però da sparare cazzate e fare critiche, ce ne passa. A dire che gli amici degli amici... Fossi in voi non lo direi, perché l'amministratore delegato sotto il PD era una persona, ovviamente, legata al Partito Democratico, ma noi non abbiamo detto in quest'Aula che l'amministratore delegato di un ente nazionale compartecipato con lo Stato era l'amico degli amici. No perché la nomina è politica, Consigliere Carancini. Come quando governavate voi ed avete nominato cani e porci nelle vostre segreterie e vi dovevate vergognare.
Purtroppo, sono dispiaciuto perché quando si fa politica la si deve fare con la coscienza, non solo di fare polemica, perché è anche giusto, è normale, di portare un contributo al dibattito. Tra l'altro, l'avete voluto voi questo Consiglio regionale aperto ed io vi ringrazio: ogni volta che voi proponete un Consiglio regionale aperto, pensate di lanciare il boomerang che vi torna sempre indietro.
Non so se vi rendiate conto, ma se vi girate intorno… state perdendo sempre pezzi. Consiglieri che stavano con voi perdono pezzi. Però, se gli altri se ne vanno, voi siete i migliori e gli altri sono i peggiori, questo significa che non vi rendete conto. State perdendo giocatori in campo che avevano iniziato con la vostra squadra, vi hanno lasciato per approdare a un'altra squadra e credo che per voi siano traditori; per noi sono persone che hanno capito qual è il bene della collettività. E’ normale. Capisco che a voi, con la vostra spocchia, con il vostro modo di essere, davano fastidio, non portavano neanche quel quoziente intellettivo che serve al PD.
Credo che… Siccome qui si parla di elezioni e state facendo incontri in giro con il vostro candidato Presidente – tra l'altro sono contento perché è l'unico che avete e ci mancherebbe altro che non andaste in giro - vi consiglio di portare più gente a partecipare. Ho visto l'ultima assemblea e mi sono preoccupato: penso che il circolo ARCI di Porto Sant'Elpidio, se fa una riunione tra gli iscritti, porti più persone.
Questo vi deve far riflettere sul vostro modo di fare politica, di stare in mezzo alla gente, di coinvolgere la gente perché… Concludo, Presidente, chiedo scusa se sono stato più lungo, ma dopo essere stato interrotto me lo meritavo. Ringrazio anche i Consiglieri dell'opposizione che mi hanno dato qualche minuto in più.
Oggi come oggi la realtà sta nei fatti che la Giunta Acquaroli è riuscita a fare per dare delle risposte. Certo, ci vorrà molto altro tempo, ma vi chiedo di supportarci almeno sulle opere perché ovviamente noi…
PRESIDENTE. Richiamo tutti i Consiglieri e colui che l'ha espressa, in questo caso il Consigliere Putzu, a non usare parole che sono irrispettose. In particolare, non la pronuncio, quella che è stata usata nella affermazione a caldo di un concetto. È un invito ovviamente molto cordiale, ma necessario per mantenere i toni di un importante dibattito nel solco del confronto politico lineare, legittimo e rispettoso.
Ha la parola la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Se la domanda che ci assillava nel Consiglio regionale scorso, dedicato ai fatti dell'alluvione del 2014, era perché il Presidente Acquaroli avesse voluto quel Consiglio, la domanda di oggi che mi faccio personalmente è perché il Partito Democratico ha chiesto questo Consiglio aperto sull'alluvione del 2022.
Questa volta faccio i complimenti al Consigliere Carancini, che ha tentato in corner di salvare la situazione del Partito Democratico, che era partito lancia in resta con l'intervento del Vicepresidente Mangialardi, il quale ha lasciato intendere che in questo Consiglio regionale, a seguito anche dell'intervento della Capogruppo Casini, ce ne sarebbero state di cose da dire su come la Regione Marche aveva gestito l’alluvione del 2022.
Ascoltando gli interventi di tutti, in particolare del Consigliere Santarelli, che mi riportava alla memoria il Consiglio aperto del 2022, mi sono andata a rileggere l'intervento che feci quella volta, scritto nel 2022, nel quale il Partito Democratico, per bocca del Consigliere Carancini, parlava di responsabilità politiche già agli albori dell’alluvione, ed io dissi espressamente: "Mi chiedo cosa è stato fatto dal maggio 2014 al settembre 2020, perché l'attuale maggioranza governa da soli 2 anni e viene messa sotto accusa da un'opposizione che ha governato la Regione per oltre 25 anni, avendo a disposizione risorse e mezzi per mettere in sicurezza l'intera area molto prima che questa maggioranza si insediasse".
Su questi fatti è chiaro perché il Presidente Acquaroli abbia voluto chiedere il Consiglio della scorsa settimana, forse per focalizzare due eventi diversi, ma due eventi che fanno per certi versi riflettere su una visione o considerazione politica.
Questo è un consesso politico, lo dicevo anche nel Consiglio regionale scorso, nel quale non contano le competenze personali, conta l'approccio, la credibilità politica dei soggetti e, in particolare, di chi governa.
È chiaro che il Presidente Acquaroli ha molte colpe. Fatemene dire una: la pazienza, di cui è ben fornito, di mettere insieme un centrodestra, partendo dal 2015, e portandolo nel 2020, per la prima volta, al governo della Regione Marche. Il centrodestra non aveva mai avuto l'opportunità, dico io, di assumersi la responsabilità di governare la Regione Marche.
E allora voi capite che, di fronte a queste colpe politiche grandissime…, perché questa è una colpa politica grandissima, vedo l'Assessore Brandoni che sorride, che mi capisce, è una colpa gravissima.
Il Partito Democratico, fin da subito… Ricordo che oggi il Consigliere Carancini si è riscattato rispetto all’intervento, invece, molto più pesante che aveva fatto nel Consiglio aperto del 2022, perché una buona maggioranza la fa anche una buona opposizione. Questo è quello perlomeno che penso.
Il ruolo dell'opposizione è molto importante, delicato e soprattutto importante in occasioni di tragedie come quella che la Regione Marche ha subito sia nel 2014 che nel 2022.
Stamattina abbiamo sentito molte considerazioni su come è stata gestita questa alluvione e sulle modalità operative. È stata gestita, l’hanno ricordato i Consiglieri anche di maggioranza che mi hanno preceduto, con una gestione commissariale che ha mutuato le norme della Protezione Civile, norme che hanno una serie di limiti oggettivi che non hanno consentito al Subcommissario di poter intervenire, così come sta facendo il Commissario Figliuolo.
Accanto a questo voglio fare un'altra riflessione. Quando si governa, alla politica viene chiesta una visione ed una responsabilità propria, nonché la capacità di usare e di avere a disposizione tecnici competenti e capaci.
Sulla competenza del Vicecommissario non devo parlare io. Mi associo ai ringraziamenti che il Consigliere Putzu ha fatto; nello scorso Consiglio regionale ha tessuto le sue lodi anche il Consigliere Cesetti, che oggi ancora non mi pare sia intervenuto.
Questa gestione commissariale, che ha tentato di mettere insieme le esperienze del sisma e di avere una gestione tutta regionale, l’ha detto anche la Consigliera Battistoni, non si è avvalsa solo di SOGESID, ma anche delle collaborazioni di importanti università, anche dell’università di Firenze, su alcuni aspetti tecnici. Ma il Presidente Acquaroli, nel suo intervento conclusivo, ce lo specificherà, immagino.
Si è affidato e fidato anche del Subcommissario, le cui lodi sono state tessute da chi ha avuto responsabilità di governo in un altro evento alluvionale, accaduto quando il Consigliere Cesetti era Presidente della Provincia.
Su questo dico che il Partito Democratico, obiettivamente - non uso i termini forti del Consigliere Putzu- è oggettivamente in difficoltà. Ogni tanto fatemi fare una battuta, sennò stamattina sono troppo seria. Questo a volte mi preoccupa perché anche noi nel centrodestra qualche problemino ce l'abbiamo e se il Partito Democratico è troppo sfrangiato e diviso, ci lascia un po' in difficoltà, mentre noi avremmo bisogno di un'opposizione un po’ più forte, più credibile. Ma questi, vabbè, sono problemi nostri e ce ne occuperemo a tempo debito.
Voglio andare velocemente, il tempo scorre in maniera tiranna. Mi piace nell’occasione di questo intervento, sottolineare il lavoro della struttura commissariale, che ha fatto un grandissimo lavoro, perché le cifre le ha date l'Assessore.
Sulla seconda parte, a breve, immagino sarà pronto il piano di Protezione Civile regionale - quello che ha richiesto più tempo - il quale, fatti i conti con una situazione in continua evoluzione, probabilmente non presenterà un grande disallineamento.
Un'opposizione seria - consentitemi per un attimo, ho fatto 20 anni l'opposizione a Macerata, fatemi fare un po' la parte dell'opposizione- si sarebbe mossa in altra maniera, non certo in modo un po' confuso, come ha fatto stamattina il Partito Democratico.
Vedete, a me piace parlare con i numeri alla mano della visione più generale che il Governo Acquaroli ha messo in campo nei 4 anni di governo, stanziando per gli interventi contro il dissesto idrogeologico delle Marche ben 203.259.737 euro, a fronte i 98.952.221 euro stanziati negli anni in cui governavano sia il Consigliere Cesetti che la Consigliera Casini, non certo il Consigliere Carancini.
Qualcuno ci ha detto: "Perché non avete fatto l'Ufficio di piano?". Perché la gestione commissariale e il Subcommissario hanno deciso, con la normativa della Protezione Civile, al meglio per la situazione, avvalendosi di una serie di collaborazioni.
Mi avvio alla conclusione con una nota positiva. Come il Consigliere Marinangeli sottolineava, non tutti gli interventi del Partito Democratico sono stati negativi, amo sottolineare gli aspetti positivi degli esponenti del Partito Democratico, perché alla fine credo che siamo tutte brave persone, prese singolarmente. Le responsabilità politiche sono altra cosa e quelle e le lasciamo, diciamo, a chi dirige i partiti.
Mi piacerebbe che questo Consiglio regionale finisse con un ordine del giorno di impegno, da votare tutti insieme, nel quale, magari, potremmo chiedere, per quei famosi abusi edilizi, a cui qualcuno ha fatto riferimento, di sorvolare su quella normativa legata alla Protezione Civile, perché ci possono essere delle situazioni nelle quali c'è la necessità di superarla. Ma lì abbiamo bisogno di una norma di rango superiore.
Sarebbe bello, mi lasci sognare, Presidente, che tutti insieme potessimo votare un ordine del giorno con il quale - se andando avanti c'è uno scarto di finanziamento - chiedere le risorse mancanti e la modifica di una norma nazionale per cambiare quelle regole legate alla Protezione Civile, perché lì serve una norma di rango superiore. Sarebbe bello dare una prova di maturità della classe politica regionale, tutta, senza appartenenze, per un evento che credo richieda molto senso di responsabilità. Credo che i singoli Consiglieri, anche del Partito Democratico. l'abbiano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Vorrei iniziare anche questo mio intervento di oggi con i ringraziamenti perché mi sembrano doverosi. Qualcuno, di chi mi ha preceduto, lo ha riconosciuto, ci tengo a farlo anch’io, ringraziare per la grande attività svolta il nostro governatore Francesco Acquaroli, l'Assessore Aguzzi, ma direi più in generale la struttura commissariale, il Vicecommissario e i suoi collaboratori, che stanno dimostrando non solo una grande professionalità, ma una grandissima vicinanza ai territori che sono stati colpiti da questa tragedia, perché di tragedia si tratta, lo abbiamo detto.
Ritengo che le strumentalizzazioni, quando parliamo di una tragedia come quella che, purtroppo, ha colpito una parte del nostro territorio regionale quel maledetto 15 settembre 2022… Strumentalizzare o fare solo ed esclusivamente dei goffi tentativi, tra l'altro da parte di qualcuno della minoranza, di strumentalizzazione politica, credo che sia una cosa deprimente.
Vorrei in questo intervento anche citare dei numeri perché, Consigliere Mangialardi - è stato il primo ad intervenire, poi si sono susseguiti tantissimi interventi, e questo mi fa piacere - non si tratta di mettersi le medaglie, non è una questione di medaglie, ma far conoscere ai cittadini marchigiani quello che è successo nella precedente alluvione, ne abbiamo parlato la settimana scorsa, e quello che è successo e sta accadendo a livello pratico-operativo in questa.
Vorrei dare dei numeri, e chiedo già scusa se vi annoierò un pochino, però ci tengo che siano ben chiari a noi che siamo qui ed anche ai cittadini marchigiani che ci ascoltano. Non so se vi ricordate, c'era un gioco, "trovate le differenze" - non voglio fare pubblicità a quel settimanale, che a me piaceva moltissimo – e lo vorrei fare un attimo qui.
Interventi per dissesto idrogeologico, fondi di bilancio della Regione Marche:
- Governi di centrosinistra: 5 anni, dal 2016 al 2020, 98.900.000 euro (ora non vado a fare la specifica anno per anno);
- Governo a guida del Presidente Acquaroli, centrodestra, in 4 anni, 203.259.000 euro.
Parliamo di più del doppio rispetto ai 5 anni precedenti.
Sempre fondi di bilancio, somme urgenze. Partiamo dal 2017 e snoccioliamo tutte le cifre fino ad arrivare al 2024.
2017: 600.000, l'abbiamo detto, in quel periodo, a causa della legge Delrio, le competenze erano passate alle Province, poi tornate alla Regione, per cui è un dato che possiamo anche sottovalutare;
2018: 1.900.000;
2019: 2.697.000;
2020: 3.600.000;
2021: 4.573.000;
2022: 5.100.000;
2023: 11.430.300;
2024: 11.260.000.
Credo che le differenze siano ben chiare e non sia una questione di medaglia o non medaglia, occorre che noi capiamo che stiamo amministrando questa Regione e che facciamo capire anche ai nostri concittadini quello che accade e come lavora una Giunta rispetto ad un'altra.
Parliamo dei 400 milioni che il Governo Meloni, grazie all'interlocuzione del nostro Governatore e della Giunta, ha destinato subito, tout court, alla Regione Marche per poter realizzare tutti gli interventi che stiamo facendo.
Non solo, non mi pare sia stato ricordato prima, se sì chiedo scusa e mi ripeto, dobbiamo considerare che, grazie alla richiesta della Regione Marche, anche la Comunità Europea ha elargito un fondo di circa 21 milioni di euro, Fondo di Solidarietà Europeo.
Come vedete abbiamo messo in campo cifre importanti. Vorrei ricordare quello che fino ad oggi è stato fatto, tanto per dare altre cifre, altri numeri, per i CAS, dal 16 settembre 2022 al 16 settembre 2024, 3.762.000 per 13 Comuni; poi ristori a imprese e famiglie, i famosi 5.000 e 20.000 euro.
Abbiamo, per i privati, 3.115 istanze pervenute per un importo di 13.597.000 e, per le imprese, 642 domande per un importo di 10.414.000. Sono cifre importanti, stiamo parlando di cose di grande rilievo.
Per quanto riguarda la seconda fase, quella dei cosiddetti ristori pesanti, indirizzati sempre ad imprese e famiglie, da una prima ricognizione è stata impegnata la somma di 42.548.000. Anche qui vedete che stiamo, grazie alla gestione della struttura commissariale, dando quelle risposte che i cittadini vogliono ascoltare e soprattutto avere, al di là delle chiacchiere.
L’'avevo detto che sarei stato un po' noioso e questa volta continuo ad esserlo.
Altri numeri… 159.919.000 euro, piani di Protezione Civile, già impegnati - parliamo di fondi già impegnati - 42.548.000 euro per ristori concedibili a privati e imprese, quello di cui sopra. In fase di impegno: 3.632.000 euro per quanto riguarda la rimodulazione dei piani di Protezione Civile, 113.000.000 già impegnati; piano del Commissario delegato con decreto n. 6 del 2023, 86.180.000 da impegnare. Una rivalutazione e integrazione del piano del Commissario, prossimità e approvazione per 86.180.000.
Questi sono numeri importanti, così come è rilevante il fatto che siano state sostenute anche le aziende agricole. Una marea di numeri.
Al di là dei numeri, vorrei rispondere a tre o quattro cose che ho ascoltato in questo dibattito.
La Consigliera Casini ha parlato della pulizia degli alvei ed ha detto che fatta così non va bene. Vorrei ricordarle che le vasche di espansione e di laminazione sono state previste nel progetto del Commissario straordinario e con le vasche di espansione e di laminazione, secondo me, da quello che tecnicamente mi dicono, è utile andare avanti con la pulizia degli alvei, così come si diceva prima.
Dico che, al di là dell'ufficio di piano, la struttura commissariale, da quello che so, si sta dimostrando molto vicina a tutti i Comuni. Sta dando supporto a tutti i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, che magari non hanno strutture tecniche, come dire, adatte o comunque sufficientemente grandi per poter portare avanti questa grande mole di lavoro.
Vorrei rispondere anche alla Consigliera Vitri, ha parlato del Comune di Cantiano ma…, per andare avanti nelle progettazioni gli atti bisogna presentarli, le comunicazioni vanno fatte. Gli atti, che sono propedeutici ad andare avanti con un progetto piuttosto che con un altro, vanno presentati. Con questo non mi permetterei nemmeno di andare contro il Comune di Cantiano o contro qualsiasi altro Comune, però so che la struttura commissariale sta andando incontro a tutte le esigenze che i Comuni hanno prospettato, soprattutto quelli più piccoli che, torno a dire, mi ripeto, non hanno strutture idonee per poter portare avanti questa grandissima mole di lavoro.
Consigliera Vitri, ancora una volta, oggi sembra un remake della settimana scorsa, dobbiamo sentire dire che il Presidente o questa Giunta non sono stati e non sono vicini alle popolazioni colpite da questa catastrofe. È una cosa veramente inaudita. Non credo che si possano affermare queste cose in Aula, perché i fatti dimostrano esattamente il contrario.
Non mi ricordo chi ha parlato prima di un comitato dei due fiumi, forse il Consigliere Santarelli. Quel comitato, che raccoglie tantissimi cittadini, tantissime imprese e altro, si è dimostrato in più di un'occasione soddisfatto della gestione del Governatore Acquaroli e di questa Giunta.
Consigliere Mastrovincenzo, un piano complessivo, una visione rispetto a questo argomento, le posso garantire che c’è.
Mi sembra di aver chiarito alcuni aspetti che sono stati sollevati dalla minoranza, però tempus fugit, abbiamo pochi secondi.
Ringrazio tutti i Consiglieri che mi hanno preceduto e che si sono dimostrati contrari a strumentalizzare questo argomento perché, vedete, una tragedia di questa portata non merita di essere strumentalizzata, ma soprattutto non lo meritano quei territori, le famiglie, i cittadini e le imprese, che sono state, nel vero senso della parola, travolte dall’alluvione. Meritano rispetto e meritano il lavoro che questa Giunta, questa maggioranza, sta portando avanti con tanta dedizione e tanto impegno sin dal giorno dopo, anzi dal giorno stesso dell’alluvione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Non dirò i numeri, ne ha detti parecchi chi mi ha preceduto, il Capogruppo Livi e condivido quello che lui ha detto.
Vorrei fare una considerazione, non avevo neanche previsto di intervenire, però una riflessione mi sento di farla. Abbiamo speso due sedute per non fare neanche una proposta concreta, quando chiunque si trova a gestire delle calamità cerca di dare il massimo. Io ho vissuto tre calamità: due terremoti e una pandemia e in quelle situazioni si cerca sempre di fare il massimo, di essere vicino alle popolazioni e di trovare delle soluzioni. Ad esempio, nel caso del terremoto, non essendo prevedibile, si cerca di costruire delle case antisismiche in modo da evitare i danni.
Da questi due Consigli deve venir fuori la consapevolezza di quello che dovremmo fare, di come intervenire, di fare in modo che certi eventi non siano così pericolosi. Lo vediamo anche fuori dai nostri confini, tutti i giorni. Abbiamo visto quello che è successo in Spagna, eventi imprevedibili e eccessivamente potenti al quale è difficile far fronte, però se interveniamo con la pulizia dei fiumi, con la realizzazione di bacini ed altro forse si potrebbe attuare… magari vengono fatte delle azioni che possono, forse, essere anche criticate.
L'anno scorso in tabella E erano stati inseriti 200.000 euro per lo studio dei fiumi, per valutare dove fosse necessario fare gli invasi, magari sono passati inosservati o anche criticati.
Secondo me dobbiamo guardare avanti e investire su questo, non possiamo più permettere di trovarci impreparati di fronte a queste calamità perché è un qualcosa… poi dover rincorrere è sempre più difficile.
Ringrazio l'Assessore e il Presidente per la vicinanza e per l’impegno, per la vicinanza alle popolazioni, questo penso che sia un fattore fondamentale.
Io sono stato abbandonato, nel sisma 2016, forse la Giunta e gli amministratori sono stati poco presenti. L'ho detto tante volte, venire ad Ancona a fare le riunioni è stata la peggior cosa e la mancanza di vicinanza che si poteva avere nei confronti di quelle popolazioni.
Auspico che da questi due Consigli possa venir fuori una politica che salvaguardi soprattutto le aree interne perché con la salvaguardia delle aree interne potremmo contenere questi atti.
Poi diciamo che 400 milioni di euro sono pochi e ci vorrebbero 800 milioni di euro, forse ci vorrebbero 1,2 miliardi di euro, 2,5 miliardi di euro. Io dico che con 1 miliardo potremmo rifare gli invasi, tutti i corsi dei fiumi, tantissime cose.
Cerchiamo di prevenire, di mettere le risorse, sicuramente come Regione non ci riusciremo, dovremmo, dove possibile, investire prima per spendere meno dopo e non avere più di questi disastri, che sicuramente sono dannosi per tutta la comunità.
Mi auguro che questi due Consigli… Ringrazio anche il Presidente per aver voluto una seduta anche sul 2014 per dare una continuità a quegli eventi, capitati in una regione, senza dare responsabilità agli uni e agli altri. C'è stato chi ha tentato di accusare qualcuno, ma alla fine non è importante, l'importante è che l'insegnamento sia quello di investire, mettere le risorse per far sì che certi eventi, non dico non avvengano più, ma in qualche modo siano mitigati perché, soprattutto, creino meno vittime, che è la cosa più importante, la cosa che più ci dispiace, che ci fa male al cuore, poi per le altre cerchiamo di andare avanti.
Grazie a tutti i Consiglieri per l'apporto, però cerchiamo di guardare avanti. Le critiche devono essere costruttive, non c'è il Consigliere Carancini, gli dico che, da calciatore, quando uno perde una partita poi si chiude negli spogliatoi e cerca di valutare come poter fare meglio la partita successiva. E questo serve in tutte le situazioni, in ogni situazione c'è sempre qualcosa che non va, dobbiamo meditare per crescere e per dare dei servizi migliori ai nostri cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Molto brevemente su alcune questioni che sono emerse nel dibattito a mo' di domanda, una sul sistema di allertamento: si è detto che non è stato rifatto un nuovo sistema di allertamento. Non è così. Un nuovo sistema di allertamento è stato predisposto, studiato e allestito, non tanto per recuperare i danni avvenuti, ma per studiare nuovi idrometri in maniera, diciamo, adatta a questi tipi di cambiamenti.
Oltretutto c'è la cosa più importante, che gli idrometri significativi prima erano solo alcuni e solo quando andavano in allarme scattava l'allarme ai Comuni, stavolta gli idrometri sono tutti significativi e quando a monte scatta un primo allarme, questo viene subito riportato a tutti i Comuni lungo la vallata.
È stato rifatto un nuovo sistema di allertamento diverso da quello di prima, maggiormente prudente e più allineato a quelli che sono gli eventi sempre più estremi.
L’altra volta volevo rispondere ad una cosa, ma sono dovuto andare all'ultimo Consiglio a Fabriano e non ho potuto replicare. Voglio correggere con simpatia, non con spirito di contrasto o contraddizione, che la pulizia dei fiumi comporta un rischio maggiore perché l'acqua arriva più velocemente a valle, non è così. Nel senso che, se si prende una canalina di 2 cm di larghezza, la si posizione in diagonale e vi versa un bicchiere d'acqua a monte, l’acqua arriverà in fondo ad una certa velocità. Se invece la canalina è larga 4 cm, lo stesso bicchiere d'acqua si espanderà di più, arrivando a valle più limitatamente
Non sono un architetto né un professionista in questo senso, ma fino lì lo so anch'io. La pulizia del Misa, del Nevola, così come è avvenuta in questi mesi e in quest'ultimo anno, ha fatto sì che anche le piene forti che ci sono state negli ultimi giorni non causassero causato pericoli. Speriamo che si possano mantenere così anche in prospettiva. La situazione non è peggiorata con la pulizia degli alvei dei fiumi.
Una cosa che è emersa nel dibattito oggi, così come l'altra volta, è che saremmo insensibili, incapaci di capire e interpretare i cambiamenti climatici. Non è assolutamente così. Questo Consiglio regionale sarà investito, credo in una delle prossime sedute, da una discussione che secondo me sarà molto interessante e che porterà, se i Consiglieri lo decideranno, all’approvazione di un piano regionale di contrasto ai cambiamenti climatici. Si tratta di un piano che abbiamo elaborato in questi quattro anni con una serie di ascolti con gli stakeholder sui territori. Lo abbiamo proposto alla Giunta, che lo ha approvato ed inviato alla discussione del Consiglio regionale: è uno degli atti più importanti di questa legislatura e di questa amministrazione regionale, specificatamente vocato al contrasto ai cambiamenti climatici.
Oltretutto, le Marche sono la Regione che rappresentano l’Italia al Parlamento Europeo per quel che riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. L'Andalusia ha la Presidenza, le Marche hanno la Vicepresidenza. Con la nostra legge urbanistica e gli atti che stiamo mettendo in campo per il contrasto ai cambiamenti climatici, siamo stati presi ad esempio come Italia e la Regione Marche è stata nominata in rappresentanza al Parlamento Europeo. Mi pare che siamo addentro più che mai a questi argomenti molto importanti.
Sulla montagna dei detriti depositata attualmente a Pianello d'Ostra…, credo che sia meglio averli su una montagna che dentro l'alveo di un fiume, per quel che riguarda la sicurezza del territorio. Li stiamo caratterizzando con l'aiuto del Centro di Assistenza Ecologica e siamo a buon punto. L'80% dei detriti saranno inviati probabilmente alla riarginatura di una serie di attività, vasche di espansione che dovremmo costruire sul territorio. L'80% dei detriti non andrà a mare, ma sarà utilizzato per l’arginatura di tutti gli alvei che dovremmo costruire lungo il Misa e tutte le casse di espansione. Stiamo lavorando in quel senso. Faccio questa precisazione per quel che riguarda la montagna dei detriti.
Per quanto riguarda la SOGESID, voglio semplicemente dire che la convenzione è stata fatta anche per l'alluvione dell'Emilia-Romagna dal Generale Figliuolo. Non ci trovo niente di strano, anche nelle Marche abbiamo fatto qualcosa di simile.
Su Cantiano ogni volta ci si sofferma come se fosse abbandonato nel mondo. Gli interventi, però, sono stati fatti. C'è tutto il Burano che è stato ripulito fino alla frazione di Pontericcioli e Tranquillo, fino al confine con l'Umbria. Ho visto che proprio ieri, andando a Roma, anche in Umbria hanno ripulito il Burano per un tratto, non so fino a dove. Poi tutto il resto dell'altro corso d'acqua che va fino a Chiaserna è stato ripulito e lo si vede fisicamente. Il Candigliano, fino al ponte romano, giù fino a Cagli, è stato ripulito tutto.
Manca la zona di Pian Balbano della pulizia completa perché, adesso mi dispiace dire questa cosa, non solo sono amico del sindaco di Cantiano, ho stima di lui, ho conoscenza e tanto rispetto per una popolazione che ha pagato tanto anche questa alluvione, ma a Pian Balbano non partono i lavori di pulizia di quella parte perché non c'è ancora un'area individuata dove...
Volevo anche dire che l'unico ponte ricostruito, non programmando la ricostruzione, ma in somma urgenza, è quello di Pian Balbano. Per 230.000 euro è stato ricostruito nell'immediatezza dell'evento come somma urgenza. L'unico ponte, di tutti i 20 Comuni. ricostruito è quello di Pian Balbano.
Purtroppo, un mese fa, due mesi fa, c’è stata un'altra alluvione, tutta concentrata su quella zona, che ha rimesso in discussione quel ponte. Noi abbiamo immediatamente attivato la nostra Protezione Civile regionale. Sono andati sul posto, hanno ripulito il tutto, hanno messo in sicurezza la viabilità, che è stata ripristinata nel giro dei giorni successivi. Non ha portato via nessun ponte, non ha messo in discussione nulla di quanto era già stato realizzato.
Voglio solo dire che su Cantiano c'è stata un'attenzione, così come su tanti altri comuni. Se la società che è predisposta a fare quel tipo...
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.
Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Presidente, per avermi concesso la parola. Ringrazio anche l'Assessore Aguzzi, che ha magistralmente risposto alla maggior parte delle criticità segnalate dalla discussione in Aula.
Non c'è tantissimo da aggiungere rispetto a quello che abbiamo detto la settimana scorsa, anche perché, sinceramente, questo Consiglio regionale è stato esattamente come me lo aspettavo fin dall'inizio.
Ho cercato di scrivermi quelli che sono stati i tratti del dibattito: alcuni Comuni non sono stati assistiti, chi ha deciso le priorità degli interventi, per quale motivo gli alluvionati delle Marche hanno diritto all'80% rispetto all'Emilia-Romagna che ha il 100%, ci sono un'alluvione di serie A e cittadini di serie A e un'alluvione di serie B e cittadini di serie B e così via. Altre criticità: non ultimo il tema degli amici degli amici sulla progettazione degli interventi.
Penso che quest'Aula possa dare molto di più, perché si tratta di un'alluvione, di una calamità enorme, che ha toccato gran parte del nostro territorio regionale il 15 settembre 2022. Un evento drammatico sia dal punto di vista delle vite umane che dei danni subiti dalle persone, dalle cose, dalle abitazioni, dalle attività economiche. La paura che continua, purtroppo, nelle famiglie e nelle comunità di questi territori.
In due anni è stato fatto tutto? Non abbiamo la presunzione di dire che in due anni sia stato fatto tutto, perché il lavoro, la mole, la quantità e la tipologia di cose da fare sono enormi. Penso alla somma urgenza, alla progettazione e alla realizzazione delle infrastrutture danneggiate, alla sostituzione delle infrastrutture non danneggiate ma che, per opportunità, per mitigazione del rischio, dovevano essere rifatte. Penso ai ponti che hanno le campate in...
C’è un lavoro enorme in capo ai Comuni, e li voglio ringraziare perché, nella stragrande maggioranza, hanno lavorato in maniera egregia per la restituzione dei 5.000 e dei 20.000 euro, ma anche delle somme aggiuntive, oltre i 5.000 e i 20.000 euro, alle famiglie e alle imprese. Alcune famiglie sono rientrate, alcune imprese sono rientrate, altre rientreranno. Stiamo cercando di fare il massimo con questa enorme mole di lavoro per dare le risposte il prima possibile.
C'è un tema, che è quello della progettazione. Tra le accuse che ci sono state mosse c'è che non abbiamo una visione organica. Penso che il piano dei 130 milioni di euro sia rappresentativo della visione organica. …, le Università di Camerino, di Ancona e tutti gli altri soggetti autorevoli sono stati messi in campo per cercare di dare una risposta organica a un evento che il 15 settembre 2022 ha fatto registrare una criticità, che non aveva precedenti nel nostro territorio regionale, a livello di dissesto idrogeologico.
Voglio anche specificare un fatto. A chi dice che siamo indietro e che avremmo potuto fare diversamente, voglio ricordare che da settembre a dicembre 2022 non abbiamo fatto altro che rappresentare al Governo nazionale e alla Protezione Civile una criticità enorme, che purtroppo veniva registrata continuamente. Nel 2014 e nel 2022 con effetti evidenti, ma altre volte l'allarme in quei territori è stato altrettanto forte, pur non avendo prodotto esondazioni, ma paura sul territorio della nostra regione. È stato un viaggio continuo per cercare di rappresentare un'esigenza, che era quella di dare una risposta vera, seria e strutturale ad un'emergenza che purtroppo si protraeva da anni.
Forse sarà vero, Consigliere Mastrovincenzo, che serviranno altre risorse, ma penso che intanto dobbiamo utilizzare bene quelle che abbiamo. A distanza di un anno e mezzo, da quando le risorse sono state assegnate, parte dei 400 milioni di euro è stata di fatto accreditata e impegnata e altre risorse verranno accreditate e impegnate. Per correttezza istituzionale, penso che prima di andare a chiedere altre risorse al Governo si debbano impegnare e utilizzare quelle già assegnate. Diversamente mi sembrerebbe un atto di egoismo in un momento di grave crisi e di carenza di risorse, a fronte di altre emergenze - alcune delle quali da lei citate - a cui stiamo cercando di dare una risposta immediata, il prima possibile. C'è un fabbisogno complessivo e anche la necessità di avere il tempo a disposizione per fare il meglio e il più possibile.
In Aula questa mattina abbiamo sentito i timori perché la pulizia, con le somme urgenze dell'alveo del fiume, potrebbe creare un maggiore pericolo. Non siamo noi che possiamo dare una risposta, non sono un tecnico e mi affido alle strutture che hanno le competenze al riguardo. Dall'altra parte si dice: bisogna intervenire sul reticolo idrografico minore, altrimenti si possono creare pericoli.
Mettiamoci d'accordo, altrimenti, scusate se lo dico, sembra una discussione pretestuosa che cerca di creare quell'elemento critico a priori, a prescindere, nei confronti dell'operato di chi sta mettendo e gettando il cuore al di là dell'ostacolo per cercare di dare delle risposte, pure non semplici.
Mi permetto di dire che possiamo ricevere tutte le giuste critiche, perché sono legittime, ma, avete ragione voi, dovete e potete esprimere tutto quello che volete, però c'è una verità di fondo: le risorse, le opere che stiamo mettendo in campo, le soluzioni che sono state individuate, le progettazioni che sono state criticate, ci sono perché c'è una Regione e c'è un Governo che hanno deciso di intervenire in maniera sostanziale, come mai in precedenza, per un evento come quello che si è registrato il 15 settembre 2022.
Dopodiché, fra qualche settimana, fra qualche mese, fra un anno, un anno e mezzo, due anni vedremo quella che sarà la situazione complessiva, se le risorse saranno state utilizzate e magari non saranno state sufficienti, faremo le giuste richieste, come abbiamo detto fin dall'inizio di questa criticità, al Governo nazionale, o le farà chi, più bravo di noi, sarà in grado di gestirle.
Mi permetto di dire una cosa… Nei confronti dei Sindaci, ho molta stima, però venire qua a citare casi e fattispecie che sono stati trattati dalla struttura commissariale, che sono stati trattati continuamente dalla Protezione Civile nazionale, per capirci, in virtù di leggi che si è data la Protezione Civile nazionale…
Dobbiamo fare una semplice richiesta e fare chiarezza tra di noi: vogliamo smantellare la struttura commissariale, che risponde alla Protezione Civile, per andare sotto il Commissario Figliuolo, equiparare le due procedure e andare ad unire il cratere, chiamiamolo così, del 2022 con quello del 2023? Questa è un'altra discussione. Interrompere il lavoro che stiamo facendo per consegnarlo a un'altra struttura commissariale. Altrimenti, se la domanda non è questa, dovete darci il tempo con gli strumenti che abbiamo. Il tempo, nell'espletamento della nostra funzione, di cercare di dare quelle risposte che non sono previste dall'ordinamento, non che non vogliamo dare. Non sono previste dall'ordinamento.
Venire in quest'Aula e fare per l'ennesima volta questo tipo di annotazioni non è utile agli alluvionati, alla struttura commissariale, al Vicecommissario e a tutti coloro che lavorano. Non è utile neanche alle istituzioni, perché è un puntare il dito addosso quando sappiamo benissimo, almeno spero in quest'Aula, che, come è stato ampiamente detto, le due strutture commissariali sono diverse.
La scorsa settimana si è parlato di un'alluvione che era stata finanziata con il 10% del danno segnalato. Oggi, invece, parliamo di un'alluvione e - se quanto affermato dal Vicecommissario fosse vero, ma tutto va portato alla fine- se il danno non fosse di 800 milioni, tale cifra dovrebbe servire per la messa in sicurezza del territorio, per le opere aggiuntive rispetto a quelle che sono state fatte.
Abbiamo avuto un riconoscimento importante e il nostro compito è quello di continuare, e sfido chiunque a dire il contrario, nella concertazione con le amministrazioni comunali, nella concertazione con i territori, con le comunità, anche con i comitati, che ogni tanto ci vengono a trovare per garantire il loro contributo costruttivo. Il nostro compito è quello di cercare di risolvere o, almeno, al meglio di mitigare il rischio di un territorio fragile e cercare di mettere in sicurezza quel territorio con le risorse che ci sono state assegnate.
Se tutto non ha funzionato, non può passare neanche il messaggio opposto, perché io da questa minoranza non ho sentito una parola di plauso, una parola di ringraziamento, un'annotazione di natura positiva rispetto a quello che dal settembre 2022 ad oggi è stato fatto. Questo, a mio avviso, non solo non è possibile, ma non rispecchia neanche la verità dei fatti. Non rispecchia la verità dei fatti ed è ciò che ci ha portato a discutere in due Consigli regionali diversi, e qui confermo la scelta che è stata fatta.
Nel 2014 la risposta che è stata data era di natura forse politica, ma non strutturale, nel 2022 c’è stata una risposta più strutturale, più pragmatica e di natura progettuale, cercando di individuare la soluzione migliore per quel territorio.
Mi aspettavo qualcosa di diverso. Lo dico senza criticità, senza criticare, senza voler inasprire il dibattito. Mi aspettavo qualcosa di diverso.
Il Consigliere Marinelli ha detto nel suo intervento che non ha sentito una proposta. Io sono stato in Aula praticamente sempre, neanche io sono riuscito a sentire una proposta. Anch’io non ho sentito una proposta, ho sentito solo ed esclusivamente critiche rispetto a chi, nonostante tutte le difficoltà, sta cercando di utilizzare risorse e tempo per dare una prospettiva ad un territorio che viveva continuamente nell'incubo dell'alluvione e delle esondazioni.
È poco, forse, quello che stiamo facendo, ma è sicuramente molto di più rispetto a quello che si era visto prima.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Con l'intervento del Presidente della Giunta Regione Marche si conclude il primo punto all'ordine del giorno odierno.
Mozione n. 308
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Vitri, Biancani, Carancini, Cesetti, Casini
“Interventi urgenti per i territori colpiti dall'alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Mozione n. 419
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Biancani, Carancini, Cesetti, Vitri
“Ulteriori interventi urgenti per i territori colpiti dall'alluvione del 15 e 16 settembre 2022, con particolare riferimento alle aree interne della Val Misa e Val Nevola”
Mozione n. 469
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini Cesetti, Vitri
“Alluvione del 15 e 16 settembre 2022: risarcimenti e messa in sicurezza del territorio”
Mozione n. 507
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Provvedimenti in merito all’alluvione del 15 Settembre 2022”
Interrogazione n. 781
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini
“Contributi ai cittadini dei territori colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Interrogazione n. 791
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti
“Misure e provvedimenti per i Comuni delle Marche colpiti dalla alluvione del 15 e 16 settembre”
Interrogazione n. 836
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti
“Emergenza alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Interrogazione n. 909
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Vitri, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti
“Cosa è stato fatto a un anno dall’alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Interrogazione n. 1057
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini
“Piano per la realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali del Commissario”
Interrogazione n. 1351
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Alluvione 2022 – Piano interventi urgenti, tempi di conclusione dell’iter di approvazione. Interventi previsti, realizzati e finanziati con il fondo stanziato dal Consiglio dei Ministri. Richiesta di chiarimenti su tempi, importi ed esiti”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 308 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Vitri, Biancani, Carancini, Cesetti, Casini, la mozione n. 419 dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Biancani, Carancini, Cesetti, Vitri, la mozione n. 469 dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri, la mozione n. 507 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri, l’interrogazione n. 781 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini, l’interrogazione n. 791 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, l’interrogazione n. 836 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, l’interrogazione n. 909 dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Vitri, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, l’interrogazione n. 1057 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, l’interrogazione n. 1351dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Pensavo che alcune delle mozioni e delle interrogazioni presentate fossero datate e, anche ragionando tra noi, fosse opportuno ritirarle. Il dibattito di oggi, invece, mi impone di riportare all'attenzione di quest'Aula e dei pochi cittadini che ci stanno ascoltando la verità dei fatti. Non abbiamo avanzato proposte? Non ha sentito proposte dall'opposizione? Forse perché non ha mai letto nessuna nostra mozione, che andava letta, nell'interesse collettivo (era talmente ampio) e nel rispetto del lavoro.
Le sto riguardando e faccio difficoltà a risentire le parole del Presidente, che ha detto che è stato opportuno tenere aperti i due temi, del 2014… Non ho fatto nessun tipo di polemica e vi assicuro che sul 2014 di temi ce n'erano.
Do ragione al Presidente, le risorse sono tante e ne sono arrivate tante, forse mai così importanti. Si sono liberate le risorse del Piano del PNRR, sono state dirottare alle Regioni e noi siamo stati quelli che hanno fruito. Brava Presidente Meloni.
Il Governo Spacca nel 2014 aveva messo a disposizione per la manutenzione dei fiumi 80.000 euro per la provincia di Ancona. Abbiamo condannato? Certo che no. Sapevamo cos'era in quel momento l'economia, sapevamo quanto era difficile reperire le risorse e se decontestualizziamo, come abbiamo voluto fare, diventa gioco facile e non è pensabile.
Il 2014 ha prodotto uno strumento che si chiama assetto di progetto: se oggi siete in grado di progettare altre due vasche di espansione, è perché qualcuno allora, il Segretario dell'Autorità di bacino, a zero risorse, avviò un percorso di progettazione complessiva per le necessità del territorio, che ha permesso successivamente di intervenire e di intercettare le risorse.
Quello che scriviamo nella prima mozione, che poi ha un filo conduttore in tutte le altre, è la necessità di un assetto complessivo, ufficio di piano, per permettere a tutte le amministrazioni di stare dentro e conoscere esattamente quali sono le risorse, come vengono impegnate, quali sono le priorità di intervento, eventualmente anche quale personale potrebbe essere assegnato. L'avete fatto? No. Ve l'avevamo scritto. Più di così.
Non ci sarebbero state Cantiano, Ostra, Senigallia se, nella gestione complessiva, lo strumento di condivisione avesse prodotto, alla fine, un verbale e la sottoscrizione dello stesso. Quando partecipavamo alle riunioni infuocate per il terremoto, che non si può nemmeno richiamare, c'erano risorse per la prima casa, per la seconda e per tante altre e dentro quel percorso dire che era necessario un percorso di quel tipo... No? E invece lo ritengo ancora una volta… È scritto, Assessore, nelle mozioni, come un filo conduttore. Bastava leggerle.
In una mozione vi dicevamo che era necessario un sistema di allerta complessivo del territorio. Ve lo dicevamo dopo 20 giorni. Non è che non abbiamo fatto la proposta, non abbiamo detto: avete gestito da non guardare, non ve l'abbiamo detto. Vi abbiamo detto: progettate.
Il Presidente a Senigallia dice che a novembre 2023 il Ponte Garibaldi sarà realizzato. Non l'ho detto io. Non vi dobbiamo dire nulla? Vi siete sbagliati nella programmazione? Era più complicato di quello che sembrava? Senza dubbio. Però quello è il dato. Non ve lo dobbiamo dire o possiamo ... Siamo arroganti perché vi diciamo che avevamo suggerito dei percorsi che non avete preso per niente in considerazione.
Avete incaricato ANAS da una parte e il Consorzio di bonifica dall'altra. Lasciamo perdere SOGESID, non mi interessa nulla. Ma decidete voi, dopo 2 anni, alzate bandiera bianca, con siete stati in grado di progettare... Era complicato, era difficile, era tutto quello che sappiamo, disastrato... Non è stato fatto nulla. Avete dato l'incarico a SOGESID, una società a capitale interamente pubblico. Magari ce ne fossero se funzionano. Dovevate farlo prima, se serviva per aiutarvi.
Invece avete delegittimato l’ANAS da una parte, per fortuna, perché vi invito tutti a vedere il render del Ponte Garibaldi di fronte ai Portici Ercolani. Che cosa ha prodotto? Per fortuna che avete cambiato progettisti, per fortuna! Lo diceva il Consigliere Mastrovincenzo: un mostro, nell'idea che il Sindaco non debba assumersi responsabilità perché tocca alla Regione. La Regione mette come priorità assoluta non so cosa e intanto lo ha fatto ANAS e adesso forse lo farà SOGESID e forse gli verrà anche meglio.
In tutte le mozioni ci sono le proposte che il Presidente chiedeva, non altro, le proposte. Allora, se le andate ad elencare, a leggere, lo dico per il Presidente e per gli alluvionati, è complicato andare fuori e dire - se non lo devo dire non lo faccio - che purtroppo ci sono due Commissari diversi. Uno di serie A, quello dell'Emilia-Romagna per cui io, purtroppo, più di così non posso fare. Allora, gli alluvionati delle Marche possono avere un risarcimento inferiore a quello dell'Emilia-Romagna, che tra l'altro è venuto dopo. Ma come lo potete raccontare? Trovate un'altra scusa, perché sennò non è adesso... Perché il vetraio di Cantiano – con il limite della riconoscibilità del danno a 450.000 euro - o il gommista di Sassoferrato più di quella cifra non possono prendere, a differenza di quelle dell'Emilia-Romagna. Di chi è la colpa? Non ve lo dobbiamo dire. Se non lo dobbiamo dire, non lo diciamo.
Non cambia nulla. Lo dovrete dire ai cittadini che ancora hanno visto…, come avevo preventivato tra l'altro, perché di dichiarazioni ne ho viste tante, anche molto curiose devo dire. Non l'ho scritto nella mozione.
Il Viceministro Rixi è venuto in tour nel territorio, è passato davanti al ponte del corso di Senigallia e ha detto che quel ponte è sbagliato. Lui, da Roma - forse gli hanno messo il GPS per arrivare a Senigallia - sapeva che il ponte rifatto dalla stessa struttura regionale, anzi dal Consorzio che utilizzate voi, era fatto male. Poi si sono accorti che non lo potevano attribuire a Mangialardi e allora hanno fatto un concorso di idee per progettare il ponte, che è stato rifatto l'altra volta. Non bisogna darlo a SOGESID, ma bisogna fare anche un concorso di idee, ma quello rimane lì, anche se è sbagliato come ha detto il Viceministro, ed intanto dobbiamo fare anche il concorso di idee.
Nelle mozioni presentate… Mi sono accorto che avevo fatto, insieme alla Consigliera Vitri e a tutto il gruppo, anche interrogazioni a risposta scritta, tanto era l'intenzione di non strumentalizzare niente. Mi sono permesso, qualche settimana fa, anche dopo gli incontri che abbiamo avuto con i comitati, di evidenziare, per esempio, la possibilità di ricomprendere nei danni anche le corti esterne - le recinzioni costano - i garage e altri accessori che non sono oggi ricomprendibili. L'abbiamo scritto. Suggerimento.
Abbiamo chiesto a che punto fossero le progettazioni e la ricognizione dei ponti. Non vi faccio vedere la risposta, che è arrivata, se non ci fosse stato il Consiglio sul 2014 non l'avrei detta: è complicato fare la ricognizione, la lettura del territorio è molto ampia e le evoluzioni delle necessità del bacino idrografico, soprattutto del Misa e del Nevola, sono soggette a valutazioni dei soggetti ai quali abbiamo dato lo studio, e pertanto non sappiamo quali sono i punti che devono essere rifatti e quelli che possono essere mantenuti. Ve l'ho sintetizzata. Non si può dire che forse non è questo il modo di progettare un territorio? Non si può dire che dopo 2 anni la CIMA ha difficoltà? Perché, come ricordava la Consigliera Casini, avete escavato. Lo dico da Sindaco: un lavoro importante l'escavo del fiume. Ma se non lo programmate dentro un assetto complessivo di quel territorio… Lo dico così rimane anche a verbale e lo chiedo all'Assessore Aguzzi: lei pensa che un evento come quello, non T4.000, quello del 2014, dopo i lavori che sono stati fatti, può rappresentare una situazione di pericolo per Senigallia? Vi rispondo io: sì. Perché nel 2014 si è rotto un argine, che oggi non si rompe più. Perché…
PRESIDENTE. Lei è il presentatore di più mozioni, le concedo altri minuti.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Se l'avessimo avute prima, se fossero state distribuite nell'arco di questi due anni, forse qualche errore in meno l'avremmo pure commesso. Perché, alla fine, gli errori li commettiamo tutti. Perché quel territorio non è di chi lo governa, è di chi lo vive, è di chi si interfaccia, è di chi ha difficoltà a spiegare perché un intervento a Ostra si può fare e a Serra de' Conti finora non era stato fatto. È complicato.
L'evento del 2014 rompe un argine. Oggi quegli argini non si rompono più, anzi li avete anche allargati e rafforzati. Ma quella quantità di acqua - nel 2014 a Senigallia non era piovuto, come non è piovuto nel 2022 - con l'idrometro di Bettolelle a 685 oggi arriva, senza nessuna interferenza, dentro il centro storico della città. E quell'evento, e rispondo io, con i lavori che avete fatto… non conta nemmeno la vasca d'espansione di Bettolelle, perché, come lei sa, l'ha ricordato nell'ultimo Consiglio, ha funzionato anche quando non c'era, perché il fiume ha portato via addirittura un escavatore, quando è entrato nel bacino che era già disegnato.
Quel fenomeno, se non è supportato dalle vasche d'espansione, che è vero che state progettando, forse realizzando… ma l'evento del 2014 oggi, invece di allagare tutta la parte destra, la riva destra del fiume Misa, allagherebbe di nuovo la città di Senigallia. Così almeno rimane a futura memoria, sperando che mai accada. Ma i 900 metri cubi al secondo che passano al vallone, non in città, sono 300 metri cubi, non passano e i 600 escono per forza dal ponte.
Invito, e non le ritiro, a votare tutte le mozioni, anche se alcune sono datate, hanno quel consiglio che il Presidente richiedeva e che forse, se fosse stato accolto e non letto semplicemente come polemica sterile... La polemica sterile non la fa il Consigliere Mangialardi, non la fa il gruppo assembleare del Partito Democratico, non la fa la Consigliera Ruggeri, solo per non trovare soluzioni.
In occasione degli eventi e delle iniziative a due anni dall'alluvione, si è accorto che non c'era tutto questo afflato… E io capisco che può innervosire, perché sembra, come controparte, che voi abbiate fatto tanto. Erano arrivate tante risorse, meno di quelle che arrivano in Emilia-Romagna, le percentuali sono inferiori, ma spiegherete voi perché non si può fare diversamente, dato che ci sono due commissari con poteri diversi. Ma questa è quella burocrazia che avete tanto contrastato e che, sul piano della filiera, poteva essere modificata in maniera diversa.
Le mozioni hanno un filo conduttore. Devo ringraziare, questo sì, in modo particolare i molti comitati che hanno dato il loro contributo, che hanno permesso a noi di confrontarci e cogliere sistematicamente le sollecitazioni che arrivano. E vi assicuro che non avevano niente di politico, perché lì il problema era le famiglie che hanno perso tutto, le strade che sono state devastate, le attività che si sono perse nel tempo e nelle modalità, i ristori che non sono arrivati e i lavori che, è vero, esistono e sono stati realizzati, ma senza una visione complessiva, che per quel territorio può essere solo un evento peggiorativo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. A nome della maggioranza, considerato che queste quattro mozioni sono datate 2022 e che anche nelle premesse - questa del 30 dicembre 2022 - non sono accomodanti nei confronti dell’operato della Regione, che è stato importante, ne chiedo il ritiro.
Eventualmente limandole nelle parti dove la Regione ha già operato ed è già intervenuta si potrebbe pensare di presentare un provvedimento più snello e anche più attuale.
A nome della maggioranza chiedo il ritiro. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta è una risoluzione. Grazie della proposta che ha avanzato.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ringraziamo il Consigliere per la proposta che non riteniamo di poter accogliere, probabilmente, poi ci sentiremo con il gruppo, manterremo l'ultima mozione presentata in ordine temporale, anche perché la prima è del 2022 e contiene dei dati non corretti.
Ora, c'è stato detto che non abbiamo fatto proposte. Mi spiace che non ci sia il Presidente, che si è molto piccato, ma credo che noi le proposte le abbiamo fatte.
Prima questione, le funzioni del Commissario. Non ho scelto io e non ha scelto il Partito Democratico che lui fosse Commissario di Protezione Civile e non Commissario straordinario, che quindi avesse una normativa di riferimento diversa da quella che ha il Commissario Figliuolo o che ha il Commissario Castelli. Non abbiamo deciso noi, noi decidemmo di avere un Commissario straordinario, ben sapendo che il Commissario non avremmo potuto sceglierlo noi, ma non ci importava, perché noi abbiamo avuto per il terremoto il 100% dei danni rimborsati, anche alle imprese, fin anche a 3, 4, 5 milioni di euro di danni, rimborsati tutti.
Abbiamo fatto una scelta all'epoca, avete fatto una scelta. La scelta è quella di prendere meno danari, di non avere la possibilità di emanare delle ordinanze speciali, come può il Commissario straordinario, e di avere però il Presidente Acquaroli. Avete fatto una scelta che, secondo noi, è sbagliata e si dovrebbe tornare indietro, proprio per avere situazione diversa.
Ora mi direte perché l'area era più bassa? Vi ricordo che Legnini è Commissario straordinario di Ischia, che è un Comune, pertanto non è vero che il Commissario straordinario è legato alla grandezza del territorio, ma è legato a delle scelte che vengono decise anche a livello governativo.
Che il Presidente dica che ha fatto la spola per Roma per far capire alla Presidente del Consiglio Meloni che eravamo in gravi condizioni mi lascia basita, perché pensavo che lei, visto che portava gli stivaletti in Emilia-Romagna, fosse venuta anche qui a capire, o avesse capito dalle foto aeree, evidentemente no.
Abbiamo detto che volevamo rivedere le funzioni del Commissario, rivedere anche le potenzialità, decidere le priorità perché io vedo che a Pergola ci sono 12 milioni di euro e a Cantiano 2 milioni di euro. Mi chiedo dove sia l’Assessore Baldelli, perché… Mi scusi. Assessore Aguzzi, lei c'è ed è stato chiarissimo in quello che ha detto, quindi non possiamo lamentarci della sua presenza, che ha onorato il suo Assessorato, certamente, ma che non ci sia qui l’Assessore Baldelli, che tra lui e il fratello non fanno altro che parlare di ricostruzione e tagliare nastri a destra e manca… Ci avrebbe fatto molto piacere. Pare che sia a Pergola, forse per un ponte, gli avrei chiesto perché per Cantiano, nel piano, ci sono 2 milioni di euro e per Pergola 12 milioni. Così tanto!
Perché non è stato creato il Comitato istituzionale? Se ci fosse stato il Comitato istituzionale, come avevamo fatto noi col terremoto, lì c'erano tutti i Sindaci che votavano e alla fine abbiamo visto... ma nessuno si è lamentato delle risorse. Non c'è stato un Sindaco che si sia lamentato delle risorse, perché sono state fatte delle scelte tutti insieme. Abbiamo perso le elezioni con onore.
Accelerare, altra proposta, la realizzazione delle vasche di laminazione e di espansione sul Misa. Dico che questa deve essere una priorità assoluta, che fa il paio con quello che ho detto prima, una cosa che noi abbiamo chiesto si faccia velocemente. Ma se affidiamo tutto ad una società romana, alla quale diamo - seppure partecipata al 100% dal Ministero dell'Ambiente – all'atto della firma 3 milioni di euro per un contratto che dura un anno, non credo che per quanto siano i più bravi del mondo, possano riuscire a far iniziare i lavori, perché noi li paghiamo per pianificare, progettare, appaltare, tutto il pacchetto. Dubito che riusciranno a realizzare in un anno le vasche di colmata. Magari, noi somari marchigiani, con gli uffici della Regione, saremmo riusciti almeno a fare quelle.
Rivedere, e di questo ne parlerà dopo il Consigliere Carancini, l'accordo capestro con SOGESID. Leggetelo, non so se l'avete fatto, ma, in maniera onesta intellettualmente dico: si può lasciare tutto in mano ad una società senza che ci sia un controllo vero e proprio? Facciamo ATIM due, la vendetta?
Ci deve essere un controllo e, soprattutto, ci deve essere un cronoprogramma. Poiché non stato stabilito nell'accordo, invece di dare 3 milioni alla firma così, senza avere un feedback, per quale motivo non si è stabilito un cronoprogramma che prevedesse: “Entro i primi 6 mesi facciamo una pianificazione, per esempio - che è la mia fissa - del bacino idrografico del Misa e del Nevola?” Perché non ci abbiamo scritto che bisogna appaltare in un anno, almeno arrivare all'appalto?
Noi spendiamo 3 milioni di euro in più. I soldi a vacazione, vi comunico, andatelo a vedere, che per ogni quadro sono 350 euro al giorno. Noi paghiamo 350 euro al giorno a queste persone e a vacazione. Voi sapete che basta che vengano nelle Marche per fare due rilievi, che sono tanti soldi: vitto, alloggio e tutto il resto.
Siamo seri. Il Presidente l'ha fatto, sarà stato consigliato, però si può rivedere. Rivediamolo e cerchiamo di dare dei tempi e di renderlo efficace, perché in questo momento quell'accordo… Mi scusi se mi sono allargata su un tema che avrebbe dovuto essere il suo, però fatto dopo 2 anni dimostra, tra l'altro - mi dispiace che se ne sia andato il Presidente – che se il Presidente, come Commissario, fosse stato efficace non avremmo avuto bisogno di andare a Roma. In questi due anni avremmo fatto da soli qui.
PRESIDENTE. Devo chiarire che l'assenza dell'Assessore Francesco Baldelli è giustificata, è a casa ammalato, non l'ho comunicata prima. Mi ha comunicato che se fosse stato presente, avrebbe partecipato alla discussione esprimendo il proprio punto di vista, la posizione anche del ruolo di Assessore. Il Presidente è uscito per riprendere, rifocillarsi, ma è in zona, me l'ha comunicato prima di lasciare l'Aula.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che le parole del Consigliere Mangialardi e anche della Capogruppo Casini, poco fa, abbiano ristabilito un minimo di verità nei rapporti e nei contenuti dei nostri interventi e soprattutto degli atti.
Devo dire che si resta abbastanza sorpresi dall’intervento del Presidente Acquaroli, non perché non avesse il senso istituzionale, al contrario. Giustamente il Presidente Acquaroli fa riferimento a una serie di fatti, primo fra questi il finanziamento del Governo, peraltro, forse, è stato disattento perché già nello scorso Consiglio regionale più d'uno di noi Consiglieri ha riconosciuto che c'è stato un impegno finanziario da parte dell'attuale Governo.
Lo ribadisco, lo abbiamo detto, va detto. Peraltro, lo dico al Consigliere Putzu, che però non risponde, così come non ha risposto il Presidente, ma ci arrivo, in realtà chi amministra sa prima di me che la qualità delle risorse impiegate ha la stessa importanza della quantità, se noi riceviamo 400 milioni dal Governo è bene che vengano spesi bene e, direi, quanto più tempestivamente.
Ora, plaudo il Presidente Acquaroli rispetto a questo e il Governo, però né il Consigliere Putzu né il Presidente Acquaroli mi hanno risposto: perché siete andati a chiedere a SOGESID la gestione delle alluvioni? Scusate, c'è stato qualcuno che mi ha detto perché? Poteva intervenire prima, ma l’ascolto volentieri perché ci deve essere una ragione per questo.
La seconda domanda: perché dopo due anni e oltre, Consigliere Dallasta, perché? È evidente che il Consigliere Dallasta non li legge gli atti, perché se li avesse letti avrebbe capito che in quel documento non si parla di progettazioni o di attività che sono propedeutiche. In quel contratto si parla di possibile progettazione, nomina di RUP, gestione delle commissioni. Io mi chiedo quale sia la ragione economica e perché non siamo stati in grado, nelle Marche, di mettere a disposizione una struttura regionale per destinare tutte quelle risorse all'interno della nostra Regione.
È evidente che c'è dell'amichettismo. Presidente, mi consentirà, io che sono un povero ragazzo di campagna, l’ha introdotto la nostra buona Presidente Meloni nel Parlamento italiano il concetto di amichettismo, o mi sbaglio? E allora, sarà consentito a questo povero ragazzo dire che è incomprensibile questa scelta.
Anche nell'intervento il Consigliere Putzu, che ascolto sempre perché ho tanto da imparare da lui, non mi ha risposto: come mai siete andati a cercare SOGESID? Come mai siete andati a cercarli dopo 2 anni? Come mai fate un accordo, addirittura, parlando di canali di finanziamento a vacazione o a parcella o con costi indiretti o addirittura con altre fonti?
La cosa normale che gli alluvionati, non io, desiderano sapere è perché. Sono domande alle quali si deve rispondere.
Credo che questo Consiglio regionale, con un atto di condivisione, possa inserire, nell'unica mozione lasciata dal Consigliere Mangialardi, il fatto che la Regione Marche può decidere di fare un passo indietro con SOGESID. Vi ricordo che quell'accordo non è ancora esecutivo, scade il 10 di novembre del 2024, perché tra la firma dell'atto e l’efficacia esecutiva debbono trascorrere, secondo gli accordi, 45 giorni. Anche questa è una cosa non chiarissima, ma, insomma, proveranno a spiegarcela. Ma la Corte dei Conti già era intervenuta nei rapporti con SOGESID e, da questo punto di vista, non è chiaro. Comunque non è l'elemento centrale.
Credo che il Presidente Acquaroli e voi che siete Consiglieri regionali potreste fermare tutte quelle attività, facendole fare all'interno della struttura regionale, all'interno del sistema regionale dei professionisti, sarebbe più logico.
Penso che le parole del Presidente Acquaroli, sul fatto che applaude per alcune cose e su altre, invece, fa finta di niente, o meglio non risponde, riguardino le regole di ingaggio. È chiaro che è la politica che porta a ragionare e il Partito Democratico in 4 anni, volete sapere quante proposte ha messo in campo? Ve le ricordo io. Sulla sanità, tutte proposte alle quali siete stati completamente disinteressati. C'è stata una prima legge sull'ERAP, se non vado errato, in cui avevamo presentato degli emendamenti ragionevoli. Ve ne siete infischiati totalmente. Sono quattro anni che ve ne fregate delle proposte dell'opposizione, non del Consigliere Santarelli, che è passato con voi, ma dell'opposizione. Ve ne siete fregati, questa è la realtà. È evidente che ancora noi continuiamo a farlo, ma ho l'impressione...
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Dallasta.
Giovanna DALLASTA. Grazie, Presidente. Per chiarire quanto asseriva il Consigliere Carancini. La Regione Marche ha fatto una convenzione con CIMA per avere un aggiornamento costante sull'assetto idrogeologico della Regione in base agli interventi che man mano venivano fatti nei vari territori. Questo l'ha fatto per avere una programmazione, non l'ha fatto… per evitare di fare opere che fossero in contrasto con altre in corso sul territorio.
Inoltre, ha fatto anche una convenzione con l'Università di Camerino, con il Politecnico, questo per avere uno studio complesso e completo su tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza i corsi dei fiumi e eventuali problemi di dissesto idrogeologico.
A fronte di questi incarichi è scaturito un programma di interventi da 230 milioni di euro, ecco perché è stato necessario affidarsi a una società in house dello Stato, perché quella che lei chiama amici degli amici è una società dello Stato, che è stata istituita con un decreto ministeriale nel 1994, e fa parte del Ministero delle Infrastrutture e dell'Ambiente. Non stiamo parlando di un incarico dato a una società così, è una SPA dello Stato e questa serve perché con l'accordo quadro… cioè la Regione vorrebbe fare una gara unica di tutti i progetti previsti da questo programma. Questo è il motivo dell’incarico a SOGESID. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho preso un po' di appunti sul telefono. Ho sentito il Consigliere Mangialardi parlare di Borgo Bicchia. Non so se si ricorda il Consigliere Mangialardi, il 27 settembre 2018, in un post sui social, non sulla sua pagina, ma su quella del Comune di Senigallia, di cui era Sindaco, incontrando nel cantiere degli argini del Misa di Borgo Bicchia, il Consorzio Bonifica, ringraziava la Regione per gli interventi risolutivi in corso.
Eccolo qua, le chiedo scusa, ma io amo andare a cercare sulle questioni politiche, perché è giusto essere coerenti politicamente. Da lei non mi aspettavo una provocazione del genere, perché c’è passato da Sindaco e si è reso conto dei danni che ha fatto l’alluvione e si è reso conto, nel 2014, che il suo partito, a livello nazionale, vi ha abbandonato. In quest'Aula non l'ha detto. Nel 2022 il Governo nazionale, grazie alla filiera istituzionale, non ha abbandonato la Regione Marche.
Prima il Consigliere Carancini ha detto: “La Presidente Meloni non è venuta con gli stivali nelle Marche”. Ci è venuta dopo, è andata a Senigallia, è andata in altri Comuni – l’ha detto la Consigliera Casini, chiedo scusa - sicuramente non è venuta a fare le passerelle come ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi e come hanno fatto gli esponenti nazionali del Partito Democratico a Senigallia. Il Consigliere Mangialardi se lo ricorda benissimo e questo mi fa riflettere, perché quando si fa politica bisogna ricordare le cose.
Ho ascoltato anche la questione del Ponte 2 Giugno. Lì c'è un'indagine e bisogna attendere gli esiti, questo lo sappiamo tutti.
Diciamo pure che sulla questione della Fondazione CIMA ha ben risposto il Consigliere Dallasta, anche se mi dispiace che ancora una volta si parli dell'accordo con la SOGESID. Basta andare sui siti come Wikipedia e vedere che questa azienda, che è nata nel 1994, in Campania, non dal Governo Meloni e dagli amici del Presidente Acquaroli, svolge circa 200 commesse dislocate in varie parti d'Italia: attività di progettazione, direzione lavori, stazione appaltante, soggetto attuatore degli interventi e fornisce assistenza tecnica specialistica alle Direzioni generali del Ministero dell'ambiente e tutela del territorio e del mare.
Prima del Presidente Acquaroli, questo ente partecipato dallo Stato.., e non come si vuol far credere una società amica di qualche amico, perché non è una società privata di un amico, è una società partecipata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e questo è importante spiegarlo. Prima di venire nelle Marche già aveva commesse importantissime in giro per le varie Regioni d'Italia, tanto che dal 1994 ad oggi, tantissime Regioni erano governate dal centrosinistra. Perché non andate a dire ai Governatori di centrosinistra, vostri amici: perché avete chiamato questa ditta? Ed è quello che a me fa sorridere.
E’ stato fatto due anni dopo? Perché era importante concludere lo studio idrologico-idraulico su scala del bacino, come è stato chiesto all'Autorità di bacino. Voi sapete benissimo i tempi tecnici che ci vogliono, non credo che in 20 giorni, in un anno, si riesca a fare tutto. D'altronde, per la ricostruzione del terremoto, come si diceva, voi ci avete perso elezioni perché pochissimo è stato fatto da voi. Per farvi capire. E ho fatto un complimento nel dire pochissimo, quello che voglio dire… Io cerco di essere sempre buono, anche se poi si dice che mi arrabbio.
Per far capire: quando c'è un problema sismico o un'alluvione e ci mettete le mani voi, non se ne viene fuori, e va bene tutto, ma quando c'è il centrodestra in un anno si devono risolvere tutti i problemi. Ma è impossibile, ci vogliono anni. È quello che mi preoccupa.
Si diceva della disparità di trattamento tra Pergola e Cantiano. Questo si vuole far capire: a Pergola, oggi, è in corso di progettazione solo un intervento che riguarda la mitigazione del rischio idrogeologico nel quartiere Le Tinte, per un importo preventivato di 6 milioni di euro, di 3,9 milioni di euro la prima parte; per Cantiano ci sono 5,7 milioni di euro per interventi di progettazione. r farvi capire che non è perché è Pergola o perché è Cantiano o altro.
Sulle mozioni, poi concludo, voglio fare una proposta a tutti voi. Chiedo di sospendere l'Aula, di convocare la Conferenza dei Capigruppo per trovare…, se volete, altrimenti, ringrazio il Capogruppo che mi ha dato l'opportunità di parlare a nome del gruppo, bocceremo queste mozioni pretestuose, anche perché alcune cose scritte nelle premesse noi le abbiamo fatte. È inutile votare cose che abbiamo già fatto.
Vi diamo un'opportunità: se volete, sospendiamo l'Aula, i Capigruppo si riuniscono per provare a fare una risoluzione condivisa. Altrimenti, fate le vostre proposte, come giusto che sia, ma è anche giusto che noi portiamo avanti il nostro programma, le nostre proposte, che già sono state spiegate dall'Assessore Aguzzi e dal Presidente Acquaroli relative a questo tema. Quindi, saremo costretti a bocciare le vostre mozioni.
Poi potrete tornare nei vostri circoli e raccontare che abbiamo bocciato le vostre mozioni, ma è altrettanto vero che noi vi rispondiamo con i fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. A proposito delle mozioni che abbiamo presentato, vorrei evidenziare alcuni aspetti, intervenire proprio nel merito delle proposte.
Sono molto delusa dall'intervento del Presidente Acquaroli, che ha esordito dicendo che noi non avremmo presentato proposte. Mi pare grave che non abbia letto nulla di ciò che c'è scritto negli atti presentati, a partire dal 30 dicembre 2022 fino ad oggi. La prima mozione, di cui è primo firmatario il Consigliere Mangialardi, aveva ben nove proposte e io vorrei chiedere quanti dei Consiglieri di maggioranza le abbiano lette.
È grave, non solo che il Presidente della Regione non le abbia nemmeno lette, ma che non sia arrivata nessuna risposta fino ad oggi alla maggior parte di queste, tanto che siamo stati costretti a ,presentare altre mozioni per avere delle risposte. Ed è grave perché non è solo una mancanza e una leggerezza nei nostri confronti di Consiglieri regionali, ma perché oggi si vuole far credere che vada tutto bene, visto che non ci sono pullman di persone fuori a protestare.
Non è così, perché abbiamo qua i rappresentanti di ben due comitati che il Presidente fino ad oggi ha ignorato, uno del Catria e Nerone, nella provincia di Pesaro Urbino. e uno della provincia di Ancona.
Il fatto che i rappresentanti di questi comitati continuino ad essere sbeffeggiati mi pare poco rispettoso, parliamo di persone che in alcuni casi hanno perso l'attività economica, in altri hanno perso la casa e sono qua con la massima dignità, in silenzio. Se non hanno avuto il coraggio di protestare pubblicamente qua fuori con i cartelli è perché, probabilmente, non ne hanno nemmeno la forza. Andate tra loro a chiedere.
Vi riporto qualche dato particolare che riguarda queste persone che voi volevate qua fuori con i pullman.
Gli interventi del piano da 130 milioni di euro nelle Marche sono stati suddivisi in due categorie: tabella A, per gli interventi che presentano impatti sull'assetto idraulico, e tabella B, per quelli di ripristino e manutenzione.
Solo per farvi capire, sulla tabella A erano previsti 21 interventi e un servizio di rilievo nel terreno per un importo complessivo di 86.185.000 euro nella provincia di Pesaro Urbino. Porto l'esempio della mia provincia per farvi capire nel dettaglio i dati. 86.000.000 di euro per 21 interventi nella provincia di Pesaro-Urbino, sapete in due anni quanti ne sono stati stanziati? Solo 14.000.000 su 86.000.000, per due interventi. Due interventi su quattordici. E venite qua a dire: perché non protestano?
Per quello che riguarda la tabella B, per la manutenzione nella mia provincia erano previsti 43 milioni per 14 interventi. Prima l'Assessore Aguzzi ha detto 42 milioni, mi pare, noi abbiamo un dato leggermente diverso, ma non cambia. Di questi 14 interventi più un servizio, ne sono stati previsti solo 7, anche qui non tutti.
La cosa più grave riguarda proprio i contributi che hanno avuto i privati e in questo caso voglio tornare all’esempio di Cantiano. Il Consigliere Putzu ci ha chiesto perché parliamo di Cantiano. Perché qui abbiamo avuto i dati, gli altri comuni non ce li hanno forniti. Qui, per fortuna, si sono tenute assemblee pubbliche a cui eravate tutti e tutte invitati, anche i Consiglieri di maggioranza. C'era solo il Consigliere Rossi, lo riconosco, quindi, anche lui come me dovrebbe avere questi dati, che voglio riportare esattamente.
Nei modelli per 5.000 euro ad abitazione, 90 cittadini hanno ricevuto il contributo, ma ne sono stati fatti fuori, cioè non sono stati ammessi, più della metà. Nella seconda fase, solo 15 attività su 60 sono state ristorate. Infine, nella fase della perizia asseverata, quando si mostravano i danni ottenuti, solo 25 modelli B3 sono stati ammessi su 143 pratiche con danni superiori a 5.000 euro.
Il malcontento e la delusione dei cittadini sono dimostrati, consolidati, accertati dai dati, dalle richieste e voi volevate un pullman qua fuori di persone, che in alcuni casi sono disperate, sono in ginocchio, ma cosa pretendete? Avete i rappresentanti di due comitati e li state sbeffeggiando, dicendo che qua va tutto bene, che il Presidente non ha avuto poteri straordinari e noi non avremmo presentato proposte.
Nel poco tempo che mi è rimasto voglio elencarvi solo alcune delle otto proposte inserite nella prima mozione presentata, a cui dal 2022 non avete mai risposto. In due anni. Tra le proposte, ad esempio, chiedevamo: “se siano incluse le pertinenze esterne non connesse nei rimborsi, evitando di penalizzare chi ha subito danni anche fuori dall'abitazione principale.” Su questo non abbiamo avuto una risposta precisa.
Poi, più volte, abbiamo chiesto al Presidente Acquaroli, alla Giunta, di supportare la cessione del credito alle banche per tutti gli alluvionati. Anche su questo non c'è stata una risposta. Per due anni abbiamo dovuto continuare a chiederlo, tanto che persino nella nostra ultima mozione abbiamo, di nuovo, avanzato questa proposta.
Abbiamo chiesto di utilizzare il valore della perizia asseverata come riferimento, anziché il valore più basso tra quello richiesto nel modello B1 e quello periziato. Vengono chiesti tre preventivi almeno per avere il rimborso. Anche su questo non abbiamo avuto risposte.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Mi sembra di trovarmi a Scherzi a parte, una cosa di questo genere.
Continuiamo a portare l'esempio di Cantiano, per carità, l'ho detto nel mio precedente intervento, nel primo punto dell'ordine del giorno, noi abbiamo il massimo rispetto di tutti i Comuni, però, guarda caso, lei cita ancora Cantiano, che è l'unico dei venti comuni coinvolti dall'alluvione di cui lei dice di avere i dati. Si faccia una domanda: perché gli altri 19 non le hanno fornito i dati o non si lamentano per il lavoro che è stato svolto?
Ci tengo a precisare che il Governatore Acquaroli prima non ha detto che voi non avete fatto una proposta. Ha detto che in quest'Aula, stamattina, non ha sentito una parola positiva o una cosa del genere da parte dell'opposizione. Questo è quello che ha detto il Governatore Acquaroli prima. Quello che ha detto è che oggi in questa discussione non ha sentito una parola positiva, che fosse una, da parte dell'opposizione. Non credo che su tutto quello che sta facendo l'amministrazione non ci sia una cosa positiva, come dice il Partito Democratico.
Noi andiamo avanti su questa strada e siamo convinti che sia quella giusta e ringrazio ancora, adesso, la struttura commissariale, quindi il Vicecommissario Babini e tutti i suoi collaboratori, perché il lavoro che si sta facendo è enorme, in collaborazione con tutti i Comuni e gli enti coinvolti da questa situazione.
Noi siamo convinti del nostro lavoro. L'ha anticipato prima il Consigliere Putzu: se volete possiamo anche sospendere e riunirci nella Conferenza dei Capigruppo per capire se c'è la possibilità di una risoluzione, altrimenti annuncio che Fratelli d'Italia voterà contro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Da parte mia sarebbe impossibile far di più, entrare nel merito, perché queste mozioni... Non entro nel merito del perché non siano state discusse prima, a suo tempo. Prendo atto del fatto che vengano discusse oggi e siano, in parte o in buona parte, anche condivisibili se prese a sé. Ma, nel fare un puzzle complessivo di tutti questi spezzoni, spizzichi e bocconi, ci sono cose che sono già state realizzate, ci sono cose realizzate in maniera diversa, ci sono cose che sono state già applicate, magari in maniera diversa da come viene qui indicato.
Voi dite ristori all'80 piuttosto che al 100%, ma sono già attivati così. Se facciamo una mozione che dice una cosa diversa da quello che abbiamo già, come ci rapportiamo? Secondo me rischia di non funzionare questa cosa. Se inizialmente fossero state prese una per una e approvate tutte, potevano avere una loro logica, più o meno condivisibile, ognuno di noi ha una propria visione, ma oggi, al di là di come ognuno di noi la pensa, avessimo anche tutti ragione o fossero tutte giuste, prese così rischiano di non avere una consequenzialità, non hanno una logica, perché diversi punti di quelli elencati sono stati già realizzati, altrettanti punti sono stati realizzati in maniera diversa da come qui viene richiesto o indicato. Li annulliamo per rifarli in maniera diversa?
Altre questioni ancora, diverse le impostazioni a seconda di come si stanno sviluppando. Inoltre, sto leggendo alcuni passaggi in cui si dice che queste cose qui devono essere fatte in un modo più che in un altro, quando sono situazioni che la SOGEDIS o altri stanno studiando, stanno approfondendo. Non si può intervenire su un'opera solo perché ci sono i soldi, se prima non c'è uno studio che dica come realizzarla.
I soldi sono arrivati - tante situazioni sono state già affrontate - in parte sono stati spesi, impegnati, ma se si deve ricostruire un argine, un ponte, un alveo ci vuole uno studio per realizzarlo. Non è che, avendo le risorse, si possono spendere se non c'è un progetto approvato.
Occorre mettere una consequenzialità di atti e di situazioni. Andare ad approvare quattro mozioni in questo senso… o facciamo finta che non siano state approvate, le accantoniamo lì e non ne parliamo più, oppure le andiamo a riprendere una per una? Complichiamo la vita a tutti gli alluvionati, ai Comuni e a tutti coloro che in qualche modo sono parti in causa di questo percorso, perché si andrebbe a discutere in maniera diversa da come fino ad oggi siamo intervenuti in tutte le questioni. Quindi rischiamo di fare un grosso dispetto a chi ha subito danni, un grosso dispetto ai Comuni, alla struttura commissariale che sta operando, a SOGEDIS o a chi altro sta operando per progettualità che qui vengono messe in discussione.
Ma davvero pensiamo che oggi sia opportuno ridiscutere da capo tutto il sistema che, nel bene o nel male, sta dando delle risposte? Casomai potremmo, questo sì, come è stato proposto da alcuni, ritirare le quattro mozioni, sedersi un attimo insieme ai Capigruppo e valutare cosa oggi può essere opportuno proporre in continuità o anche parzialmente in sostituzione di quello che si sta facendo, ma partendo da una linearità e da una logica che ci sono già sui territori. Altrimenti partiamo da situazioni che sono in parte superate, cambiate, risolte, magari in maniera diversa da quella che qui viene indicata. È un pour parler che non porterebbe da nessuna parte, se non a complicare ulteriormente le situazioni che già di per sé sono difficili. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come ricordava prima la Consigliera Vitri, se qualcuno avesse avuto la compiacenza di leggere le mozioni, che erano state presentate, sincrone rispetto alle necessità del territorio, forse si sarebbero colti dei suggerimenti importanti che oggi non verrebbero letti come provocazioni o come semplice critica.
Sono d'accordo con l'intervento dell'Assessore Aguzzi, che oggi ringrazio perché è stato calibrato, ha messo a disposizione dei dati, ha messo a disposizione dei percorsi, che spero si possano concretizzare. Però il lavoro che abbiamo fatto non può essere gettato con il semplice ritiro.
Pertanto, l'unica mozione asincrona, Assessore, è la prima, mentre ho predisposto una risoluzione sulle restanti, dalle quali abbiamo estrapolato tutti i temi che per noi rappresentano un contributo, ancora una volta importante, che la Giunta, il Commissario, la struttura commissariale e i collaboratori che vi siete scelti possono utilizzare.
Capisco pure che non ci sarà un voto favorevole, ma questo qualche volta non interessa. Ma non per quello che ha detto il Consigliere Putzu prima: che andremo a raccontare nei circoli, nelle nostre sezioni, quanto siete stati cattivi perché non l'avete approvato. A me non interessa. Mi interessano le possibili conseguenze delle scelte che si stanno facendo e che hanno bisogno di una ricalibratura. Pertanto, sottoporremo al Consiglio una risoluzione sulle rimanenti mozioni. Ritiro, quindi, la prima mozione e spero che ci sia una convergenza.
Ho tolto, e ve ne devo dare atto, il punto relativo al rimborso per i mezzi e le auto che sono state... E devo dire che, siccome l'altra volta si profilava quasi un danno erariale, che la Regione non avrebbe potuto... Ci sono lettere del Presidente dell’ANCI che dicono di rimborsare, ma se non sono previste dalla Protezione Civile, la Regione non lo poteva fare. Voi siete stati bravi a farlo. Su questo devo dire che il numero delle auto e dei mezzi non è comparabile rispetto a quello che è accaduto nel 2014, perché lì un'intera città era stata travolta.
Non ascoltano, ma non fa niente, non hanno letto. Noi le abbiamo presentate, lo dico per i cittadini, e la curiosità è che ci accusano di non aver dato un contributo. Le abbiamo presentate per tempo, tutte, con un indirizzo volto a risolvere i temi. Arriviamo dopo 2 anni a discutere le nostre mozioni. Tra qualche minuto l'Assessore risponderà alle nostre interrogazioni che hanno la stessa data. Assessore, non so cosa ci dirà, anche lì sono passati 2 anni. E la colpa nostra è che abbiamo fatto troppo presto, abbiamo dato il contributo e non abbiamo discusso, in Aula, il tema a pezzi.
PRESIDENTE. Attendiamo la risoluzione. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 781, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. L’interrogazione n. 781 chiede se le famiglie che hanno beneficiato del contributo di 5.000 euro possono ricevere anche il CAS in caso di danni di entità superiore. Sì, se l'entità del danno è superiore a 5.000, possono ricevere anche il CAS. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Aguzzi. Finalmente abbiamo la risposta, sembrava banale, adesso anche facile, in realtà abbiamo atteso questa risposta per più di un anno.
Ho partecipato ad alcune riunioni a Cantiano. Le famiglie non sapevano cosa aspettarsi perché hanno avuto risposte ambigue, talvolta è stato detto loro che non avrebbero potuto avere sia i 5.000 euro per i danni che il contributo di autonoma sistemazione; altre volte è stato detto di sì, ma non è stato mai messo nero su bianco. Siccome queste risorse sono state anticipate dai Comuni, che hanno dato subito le somme alle famiglie che erano rimaste fuori casa, si chiedevano come recuperarle. Finalmente, dopo un anno e mezzo, abbiamo avuto la risposta e la ringrazio, Assessore Aguzzi, e mi fa molto piacere che la risposta sia positiva. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 791, l’Assessore AGUZZI.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Su questa chiedo anticipatamente scusa, nel senso che ho un assetto qui scritto e lo leggo per intero. Solitamente mi soffermo un po' sulle questioni, ma in questo momento non riuscirei a dare una mia libera interpretazione a tutto.
Leggo le risposte che mi avevano all'epoca prodotto. “L'assetto di progetto del 2026 era un buono studio ed infatti è stato ripreso per le attuali valutazioni finalizzate a ridurre il rischio idrogeologico.
I fondi per gli interventi di somma urgenza provengono dai 300.000 euro versati dal Governo sulla contabilità speciale.
L'erosione delle sponde causata da piene moderate che si verificarono nel 2023 è superata dagli attuali lavori. Gli alberi caduti in alveo nella zona di Arcevia sono stati quasi totalmente rimossi. Gli interventi di piantumazione potranno essere previsti al termine dei lavori. Per il ripristino della officiosità idraulica dei fiumi non sono necessari tavoli di coordinamento tra i Comuni per i criteri di riparto dei fondi, poiché non si tratta di gestire un bando per la distribuzione di risorse, ma di prendere atto di quanto individuato e segnalato dai Comuni, sia per quanto riguarda i danni al territorio e alle infrastrutture che ai privati ed imprese.
I danni a privati ed imprese sono stati raccolti mediante i modelli appositi e portano ad un fabbisogno di circa 155 milioni di euro, che furono accantonati nella programmazione delle risorse erogate dal Governo, anche se potranno essere liquidati poco meno di un quinto a causa delle restrizioni imposte, più volte citate, dal decreto n. 932 del 2022.
Per le infrastrutture di collegamento, ANAS, individuato quale principale soggetto attuatore, presentò un piano di interventi di 160 milioni di euro, di cui si richiedeva la preventiva erogazione”.
Qui c’è una serie di risposte alle domande che erano state messe in fila, che adesso non sto a specificare l'una dall'altra, ma leggo quanto mi è stato prodotto.
“Fattispecie che avrebbero permesso la programmazione di altre attività indispensabili. Pertanto fu richiesto ai Comuni di individuare le priorità che furono inserite nei piani di emergenza inviati dal decreto per l'approvazione. Le risorse sono disponibili per i Comuni. Nominati i soggetti attuatori, progettazione e programmazione dei lavori sono in capo ai soggetti attuatori, che la struttura commissariale non può che sollecitare.
La struttura del vicecommissario si è avvalsa di personale messo a disposizione dalla Regione e dei consulenti esterni in qualità di professionisti. Non è stato possibile assegnare personale ai Comuni, cui è stato comunque fornito ogni possibile supporto dalla struttura commissariale. Tutto il CAS richiesto dai Comuni è stato attualmente pagato”. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Posso immaginare quanto sia stato complicato perché anche qui, Assessore, è passato più di un anno e le domande erano allora sincrone, mentre oggi sono un po' datate.
Mi rispondo da solo perché, per esempio, la vasca di espansione di Bettolelle - forse non le hanno fatto l'appunto - è stata completata e adesso è funzionante. Qui c'era la richiesta dei tempi di progettazione della vasca di Pancaldo e la vasca di Ponte Lucerta, e non abbiamo avuto elementi, ma so che per quella che riguarda Pancaldo è partito il procedimento per gli espropri, quindi qualcosa dal punto di vista progettuale è accaduto.
Ringrazio per tutte le altre risposte. Non sono soddisfatto per nulla, ma questa è stata una scelta politica, perché noi chiedevamo, ancora una volta, la costituzione del comitato istituzionale, in cui ci dovevano essere i soggetti interessati, compresi i comitati. Avete deciso di non attivarlo. Per me è un errore perché avrebbe facilitato i compiti anche vostri rispetto alla gestione di quel territorio delimitato. Non doveva essere esteso oltre la valle del Misa e del Nevola, non è stato fatto, quindi, da parte mia c'è insoddisfazione, ma lo riproporremo nella risoluzione che tra qualche attimo arriverà in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 836, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Si richiede la necessità della proroga dello stato di emergenza. La risposta qui, stavolta, è semplice: la proroga dello stato di emergenza è stata richiesta. La relativa nuova scadenza è stata fissata al 15 settembre 2024. Oggi sappiamo bene che è stata ulteriormente prorogata al 17 settembre 2025. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore, l’interrogazione è datata. Sono d'accordo sul provvedimento che è stato assunto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 909, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Le darò questa relazione, che è di 5 o 6 pagine, che risparmio nel rispondere.
Risponderò all'appunto che mi hanno fatto: “Nella fase di erogazione delle prime misure di sostegno alle famiglie e alle imprese furono decretati circa 24 milioni di euro”.
Sull'ulteriore richiesta che mi fa: “I fiumi sono tutt'ora interessati da interventi urgenti per il ripristino dell’ufficiosità idraulica, propedeutici a qualsiasi altro intervento successivo”.
Potrei integrare il tutto con una risposta molto lunga, che non potrei, neanche se avessi approfondito ulteriormente, dare in pochissimi minuti. La do direttamente al richiedente.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Anche qui capisco, prendo atto della relazione che mi è stata consegnata.
Siamo a oltre un anno e mezzo. Questo tempo ha tolto un po' delle indicazioni che arrivavano dall'interrogazione, quindi leggerò con attenzione il documento che mi è stato consegnato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1057, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Si chiede quali criteri siano stati utilizzati per la ripartizione dei fondi del Piano di realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali del commissario. La risposta è che sono state inserite nel Piano delle opere strutturali e infrastrutturali, finalizzate alla riduzione del rischio mediante interventi di prevenzione, non altrimenti assentibili dal decreto che finanzia esclusivamente il ripristino di opere danneggiate dall'evento. Tutte le necessità sono state comunque puntualmente concordate con le amministrazioni interessate, con i Comuni o con gli enti erogatori di servizi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questa era un'interrogazione che mi stava particolarmente a cuore.
Assessore, sinceramente, non mi risulta ciò che lei ha dichiarato, perché mi sono confrontata con gli amministratori del territorio - Sindaci, Assessori, Consiglieri che lavorano nei Comuni colpiti nella zona del Catria e Nerone- e non mi è stato detto che voi avete concordato con loro gli interventi. Su questo, mi duole dirglielo, abbiamo due visioni totalmente diverse. Anche perché se lei avesse concordato gli interventi, probabilmente non avremmo avuto questo risultato: 12,5 milioni di euro a Pergola per interventi sul fiume Cesano e sul quartiere delle Tinte e 2 milioni di euro divisi tra Cantiano, Cagli, Frontone, Serra Sant’Abbondio, più Pesaro per la cassa di espansione sul fiume Foglia, Ginestreto, altri 8 milioni.
Al Comune di Cantiano sono stati destinati 2,1 milioni di euro per il ripristino dell'argine a ridosso del torrente Burano, con sistemazione, rinforzo e rialzo della spalletta arginale in muratura, oltre ad altri interventi di sistemazione degli argini del fiume, ma null'altro rispetto ai 70 milioni di danni subiti.
La ripartizione dei fondi non ci risulta sia stata concordata con gli amministratori dei territori interessati, ma ancora più grave, secondo me, è ciò che è emerso nel Consiglio regionale di oggi, perché, tra gli interventi dei Consiglieri di maggioranza c'è stata un'insinuazione pesante, è stato detto che si sono prediletti alcuni interventi, come, ad esempio, quello nella chiesa delle Tinte di Pergola, perché lì la diocesi di Fano era pronta a intervenire, mentre a Cantiano la diocesi di Gubbio non si era presa in carico l'intervento, oppure che un Comune era più svelto dell'altro.
A me sembra grave questa illazione per due motivi. Primo, un Comune che ha subito un danno è ovvio che sia più rapido di un Comune che ha subito 100 danni, e questo dovete tenerlo presente. Secondo, il decreto Draghi dava 5 milioni di euro, dei quali 200.000 destinati all'assunzione di nuovi tecnici e personale che potessero supportare i Comuni. Un Comune che ha un solo geometra come fa a prevedere progetti, studi di fattibilità, interventi. Come può presentarvi il piano con un geometra che è alluvionato, ha tutto il paese devastato ed è preoccupato della somma urgenza? Deve preoccuparsi pure di farvi le proposte! Quello che è emerso oggi è molto grave, quindi i criteri di cui lei parla vanno rivisti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1351, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Con quest’interrogazione si chiede quando terminerà l'iter di approvazione generale del piano degli interventi urgenti, ora al vaglio del Dipartimento Protezione Civile, e quali saranno gli interventi che verranno finanziati con le somme restanti assegnate dal Consiglio dei Ministri nel triennio 2022-2024.
Il termine dello stato di emergenza è fissato al 17 settembre 2025. Fino a quella data potranno essere trasmesse modifiche e rimodulazioni del piano, attualmente in fase di esame, per cui non è possibile definire date di approvazione del piano che, per sua natura, è uno strumento aperto e flessibile.
Per quel che riguarda, invece, i fondi finanziati per il triennio, sono stati impegnati come segue: i fondi ex legge n. 6 . pari a 200 milioni iniziali e i 6,1 milioni stabiliti in parte dal Governo Draghi e successivamente dal Governo Meloni, - comprendono i piani di Protezione Civile approvati per 159.919.400 euro e i ristori concedibili a seguito dei danni, importo impegnato 42.548.370 euro. Queste cifre le avevo elencate anche prima nella mia introduzione al dibattito, per un totale di 202.467.771 euro.
La differenza di 3.632.000 euro è una rimodulazione di interventi già approvati che hanno avuto poi una variazione di importo, un po' per i periodi trascorsi e l'aumento anche di qualche costo di materia prima.
C’è poi il piano del Commissario delegato, decreto 6 del 2023, per 113.820.000 euro e, all'interno di questo, una rimodulazione e integrazione del piano del Commissario di prossima approvazione per 86.180.000 euro, per ulteriori opere strutturali ai fini della mitigazione del rischio idrogeologico evidenziati dagli sviluppi degli studi in corso da parte della Fondazione CIMA e dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Camerino.
Questa è quello che ho detto anche in una risposta precedente: è difficile dare attuazione a un programma che è in fase di studio, di approfondimento, di progettazione. Anche se il soldo c'è, occorre sempre un progetto per poterlo mettere in campo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Approfitto per specificare che né io né gli altri componenti del gruppo del Partito Democratico abbiamo mai inteso criticare il Vicecommissario e il suo piccolissimo, minuscolo staff. Lo conosco da una vita, è stato mio collega, lo stimo dal punto di vista personale. Non era rivolta all'ufficio, semmai avremmo voluto che fosse implementato quell'ufficio e che diventasse un ufficio di piano molto più consistente.
Ci ha detto, Assessore Aguzzi, il contrario di quello che ha affermato poco fa il Consigliere Dallasta. Lei ci dice che CIMA e Camerino stanno ancora facendo gli studi, mentre il Consigliere Dallasta ci ha detto che era stata assegnata a SOGESID la progettazione proprio perché erano finiti gli studi preliminari. Mi pare che ci sia una contraddizione non da poco da questo punto di vista, visto che si parla di 113 milioni di euro e non di sciocchezze.
Delle due l'una: o CIMA e Camerino hanno finito gli studi ed è stato dato successivamente l'incarico… Chiaritevi tra di voi, perché per noi è comunque grave, sia che ci sia uno studio preliminare, sia che non ci sia, lasciare 113 milioni di euro alla gestione di qualcuno che non è marchigiano.
Tendo a dar retta a quello che dice lei, Assessore, perché mi sembra che ci abbia chiarito delle cose. L'unica cosa che non ho capito: lei aveva già elencato gli interventi fatti con i 200 milioni iniziali del Governo Draghi, poi del Governo Meloni, ed ora dice che ci sono circa 100 milioni di euro per i piani di Protezione Civile, ed io non capisco che significhi. Poi, magari, me lo dice in camera caritatis, non è un problema. Non ho capito cosa significhi: piani di Protezione Civile, se siano costi per i piani di Protezione Civile dei Comuni, visto che stiamo approvando la nuova legge, oppure interventi di Protezione Civile.
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. Ci siamo chiariti. Ci tengo a ribadire, se non fosse chiaro, che noi non abbiamo mai attaccato l'ufficio di piano, che riteniamo abbia fatto un grandissimo lavoro. Abbiamo detto, e l’ho riferito nell'ultima seduta, che i Sindaci dicevano che il Vicecommissario Babini era stato sempre presente, gentile e bravo, però poi non riuscivano a fare le cose perché non c’erano né le risorse né gli strumenti. Ci tenevo a sottolineare quest’aspetto.
PRESIDENTE. Sulle mozioni è stata fatta una risoluzione, tolto che la prima mozione è stata ritirata, e riguarda le mozioni n. 419, n. 469 e n. 507.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri: “Premesso che l'alluvione del 15 settembre 2022 ha colpito molti Comuni delle province di Ancona e Pesaro, provocando ingenti danni e tredici vittime; preso atto che:
- il sistema di allerta non è stato adeguato con attrezzature, procedure e mezzi idonei le mutate condizioni climatiche;
- le operazioni di mitigazioni del rischio non sono state ancora realizzate;
verificato che si ritiene necessario modificare adeguare le procedure per i rimborsi perché il sistema vigente e penalizzante soprattutto per i più danneggiati;
impegna il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi affinché
- per tutti gli alluvionati, eliminando la disparità tra gli alluvionati del 2022 (80%) e quelli del 2023 (100%);
- sia incrementato il massimale per arredi e elettrodomestici elevando il massimo rimborsabile rispetto a quanto contenuto nel decreto legge n. 76/2024, da 6.000 a 18.000 euro, per coprire maggiormente le spese di chi ha perso tutti gli arredi e gli elettrodomestici:
- siano incluse le pertinenze esterne non connesse (recinzioni, garage, lavanderie, cantine) nei rimborsi, evitando di penalizzare chi ha subito danni significativi anche al di fuori dell'abitazione principale;
- sia rivista la norma sul valore rimborsabile, utilizzando sempre il valore della perizia asseverata come riferimento, anziché il valore più basso tra quello richiesto nel modello B1 e quello periziato;
- sia costituito un comitato interistituzionale della valle, sostenuto da una segretaria tecnico-scientifico, organo fondamentale di trasparenza e partecipazione attiva, soprattutto dei Comuni;
- sia rafforzata urgentemente la struttura tecnico-regionale pluridisciplinare, specialmente in termini di dotazione del personale:
- siano uniformati i massimali dei rimborsi per autoveicoli, elevandoli e rendendoli uguali per tutti, superando sensibilmente i 4.000 euro per le Marche e i 5.000 euro per la Romagna, includendo i motocicli,
- siano adeguatamente finanziati i dispositivi anti-alluvione per la protezione delle abitazioni;
- sia supportata la cessione del credito alle banche per tutti gli alluvionati;
- siano accelerati i lavori delle opere progettate da CIMA e dalle Università di Ancona, Camerino e Firenze, con procedure straordinarie simili a quelle adottate per il Ponte Morandi a Genova;
- l'ufficio speciale dei fiumi si è dotato di mezzi e personale, accorpando per convenzione tutte le competenze attualmente frammentate tra decine di enti sull'intero bacino imbrifero:
- ottenere interventi legislativi ad hoc, come per esempio un alluvione bonus analogo al sisma bonus, il quale oltre a finanziare il ripristino di beni danneggiati dovrà includere l'inserimento di protezioni da prossime esondazioni, come porte e infissi a tenuta stagna, paratie automatiche, valvole di non ritorno e muri di protezione;
- il Consorzio di Bonifica sia ricondotto ai propri ruoli statutari e dunque a iniziative di gestione, non di programmazione:
- sia implementato un sistema di allerta sicuro, efficace, veloce e innovativo, potenziando il controllo tramite l'incremento della rete di pluviometri e idrometri, sviluppando algoritmi di analisi dei dati gestiti da enti sovracomunali, It-Alert e sistema di sirene, nonché formando adeguatamente i cittadini per affrontare situazioni di emergenza, anche con esercitazioni per le popolazioni che vivono nelle aree a rischio esondazione, per i comportamenti da tenere in caso di allarme;
- sia revocato ovvero rimodulato l'accordo quadro con SOGESID.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. Direi che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Avevamo detto che le quattro mozioni erano irricevibili così formulate, in quanto creavano confusione nelle norme, nei provvedimenti e negli interventi. Abbiamo chiesto una risoluzione, che non vuol dire una risoluzione del PD. Risoluzione vuol dire sospendere la seduta, incontrarsi maggioranza e opposizione e, semmai, vedere di trovare una soluzione condivisa.
Oltretutto questa risoluzione è ancora peggio delle quattro mozioni presentate, addirittura c'è una cosa gravissima: "sia rimodulato l'accordo quadro", una roba che danneggerebbe tutti i territori della Regione e le procedure in atto. Danneggerebbe. Ci vuole una bella faccia a scrivere "sia revocato", dopo che abbiamo chiesto di fare un accordo insieme.
Forza Italia voterà contro. Grazie.
PRESIDENTE. Qui siamo per gruppi consiliari. Se vuole fare la discussione... Sì, sono andato alle dichiarazioni di voto perché si era entrato nel merito delle mozioni. Consideriamo l'intervento di Forza Italia come intervento, non come dichiarazione, anche se contiene la dichiarazione.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Siamo ancora nel dibattito. Se devo dire, sono molto soddisfatto del dibattito che c'è stato e non mi permetto di valutare, schernendo le posizioni degli altri. Penso che la risoluzione che mettiamo a disposizione dell'Aula tenga conto del tempo che è trascorso, sicuramente non per responsabilità nostra. Al di là di un termine, questa la potrebbero votare e l'appello che faccio è quello di aderire alla risoluzione che proponiamo.
In due anni abbiamo prodotto decine di atti, da parte della maggioranza, non voglio fare una critica perché ho capito che siete tutti schiacciati sulla posizione del Governo, non c'è stata un'interrogazione, non c'è una mozione che avrebbe permesso, a quel punto, di arrivare ad una risoluzione condivisa.
Voglio ringraziare il Consigliere Putzu perché, con un lavoro dettagliato di ricerca, è andato a trovare sul profilo del Sindaco di Senigallia un intervento relativo ad un ringraziamento, che lui però ha letto male, intervento risolutore delle questioni di Borgo Bicchia. Non era così e lo ringrazio perché me l'ha inviato, c'era tutt'altra cosa: ringrazio per quel lavoro, ma contemporaneamente li riconvoco perché voglio sapere esattamente che cosa hanno programmato e cosa devono fare per mettere in sicurezza, in quelle condizioni, la città. Evidentemente non è stato fatto, ma la posizione del Sindaco, in quella fattispecie, con il tempo che è passato, era molto determinata, esattamente come adesso. Ringrazio per la ricerca dettagliata che il Consigliere Putzu ha voluto mettere a disposizione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Le dichiarazioni del Consigliere Dallasta lasciano stupefatti; dice che è scandaloso che si chieda la revoca, ovvero la rimodulazione, dell'accordo con SOGESID.
Io mi rivolgo a lei in ginocchio, Assessore Aguzzi: è in grado di dirmi perché avete firmato un accordo quadro con SOGESID, visto che non me l'ha detto il Consigliere Dallasta?
Il Consigliere Dallasta ha detto una cosa: l'hanno firmato perché avevano i progetti del piano. Il piano non porta progetti, è un piano, è chiaro, quindi non ha progetti e, ammesso ma non concesso che ci fossero stati progetti, chiedo a lei per quale ragione abbiamo affidato a SOGESID, se non abbiamo più bisogno delle attività di consulenza o tutte le altre attività.
Addirittura mi pare che il Consigliere Putzu, o non so chi, abbia detto: "Noi vogliamo fare un bando per tutto unico". Ma non avete la SUAM regionale che è in grado di fare tutto questo?
Mi spiega per quale ragione? Perché non ho avuto risposta. Il Presidente è scappato dopo averci fatto la lezione, non ha risposto su SOGESID. Glielo chiedo perché è un fatto rilevante. Noi svendiamo i lavori dell'alluvione a una società di Roma, a me non importa se è pubblica, glieli svendiamo, e noi cancelliamo il sistema Regione di carattere pubblico, professionistico, per tutto quello. Non siamo capaci? Siete in grado di spiegarci per quale ragione… e per quale ragione l'amministratore delegato di SOGESID sceglie le commissioni, sceglie il RUP, fa i progetti, fanno tutto loro?
Perché invece di SOGESID, visto che il Consigliere Putzu... non serve Wikipedia, forse, è sufficiente leggere il registro delle imprese, la Camera di Commercio, si trova tutto. Per esempio, si trova cosa che non ha detto, che quella società pubblica perde da due anni 2 milioni all'anno, ma lei questo non l'ha letto, perché non ha letto la visura. Legga di meno Wikipedia e legga la Camera di Commercio.
Abbiamo deciso di far scegliere a SOGESID tutte quante le cose, ma per quale ragione? Andatelo a dire agli alluvionati che voi ritirate le mani, non ve le volete sporcare sugli impegni. Questa è la realtà, perché altrimenti non si spiega.
Consigliere Assenti, chiedo a lei, che è una persona illuminata, ma è in grado di dirmi perché SOGESID e non il sistema Marche? Consigliere Bilò ci ha detto che critichiamo. È legittimo fare queste domande oppure no? Perché solo a noi? Siete in grado di dirci, in maniera convincente, per quali ragioni?
Ma l’Amministratore delegato di SOGESID è così condizionante?
Mi rivolgo a lei, Assessore Brandoni, dia una risposta.
Noi investiamo risorse per regalarle alla SOGESID, regaliamo 3 milioni per quanto riguarda le vacazioni, gli regaliamo soldi per quanto riguarda le parcelle in rapporto alle attività che svolgono, i costi indiretti pari al 22,93%.
Voi non siete facoltizzati a rispondere, non a me, io non ci faccio niente, ma dite agli alluvionati perché avete deciso di appaltare, esternalizzare, i lavori dell'alluvione sulla base del decreto del 16 dicembre, con le tabelle A e B, alla SOGESID.
Ci volete convincere? Ci dite che quelli sono bravissimi e quindi saranno efficacissimi? Ce lo volete dire? Lo volete dire agli organi di stampa? Lo volete dire agli alluvionati o non ve ne importa niente? Siete in grado solamente di non accettare le legittime domande.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la società romana, come dice il Consigliere Carancini, ringrazio per la visura camerale. Non lo sapevo, ammetto che non avevo visto tutto, anche perché credo che il ruolo dell'opposizione sia anche quello di andare a fare le pulci su alcune questioni. È una società partecipata dello Stato, quindi che giusto… Il Consigliere Carancini fa il suo lavoro, ma si dimentica, quando accusa la Giunta Acquaroli di aver dato l’incarico a una ditta romana, che il capo della comunicazione del PD, da Roma, è dovuto venire con il Presidente della Giunta Ceriscioli, questo per far capire da che pulpito ci venite a dire che diamo consulenze alle aziende romane. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Ma dirò di più, prima di andare nello specifico, ho visto la vostra risoluzione e voglio farvi i complimenti perché siete riusciti anche a far firmare gli assenti. Non so come avete fatto, forse sono venuti in Aula e non li ho visti, oppure c'è qualcosa che non riporta - questa è una domanda che voglio fare a voi – i Consiglieri regionali che non sono in Aula. Se andate a vedere, cari Consiglieri di maggioranza, ci sono due Consiglieri regionali, che non sono in Aula, che hanno firmato la risoluzione. Non so come abbiano fatto. Non so se voi del PD avete il teletrasporto, venite qui e tornate subito a casa.
Tra l'altro, questo mi preoccupa, visto che siete i paladini della legalità, del rispetto, siete i paladini di coloro che volete difendere nella tutela degli interessi di tutti. Chiedo al Presidente dell'Aula, all'Ufficio di Presidenza, a chi di competenza, di valutare questo, altrimenti penso che, oltre a far dirigere l'Aula a qualcuno del PD... Presidente, chiedo scusa, non vorrei che qui ci fosse qualche errore, magari era una mozione già firmata, poi tagliata e incollata, non lo so. Questo lo dico per ridere, però mi preoccupa che in un'Aula… mi aspettavo che lo facesse il Gruppo del Movimento 5 Stelle, che è per la legalità e l'onestà. Mi aspettavo che qualcuno sollevasse la questione. L'ho dovuto fare io.
Chiedo scusa alla Capogruppo Casini se l'alunno Putzu supera la professoressa. Non studio bilanci, però su questo qualcosina posso studiare. Vi chiedo chiarimenti su questo. Chiedo chiarimenti pubblicamente alla Capogruppo del PD, se magari è riuscita a far venire colleghi per far firmare la risoluzione. Su tutto questo credo ci voglia una risposta.
Avete citato più volte il Presidente Acquaroli. Siete così innamorati di lui che noi vi ringraziamo; vorreste che fosse sempre in Aula ad ascoltarvi, ma è anche giusto che abbia i suoi impegni istituzionali e li debba adempiere
Su questa mozione/risoluzione…, tra l'altro è una copia della vostra mozione e di certo non ci sono presupposti per votarla. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Putzu è un campione nel lanciare la palla in tribuna. Se avesse giocato con una squadra qualunque e se si vinceva non ci sarebbe stata più partita per nessuno: non si gioca più, la palla va in tribuna.
Consigliere Putzu, lei è molto più esperto di me in queste materie. La firma può essere disconosciuta solo da chi l'apposta, non doveva necessariamente essere apposta in data odierna, perché la risoluzione era stata predisposta da qualche giorno, quindi, i Consiglieri l’hanno firmata sapendo bene che l’avremmo portata in Aula e che voi non l'avreste approvata.
Le firme le abbiamo prese come e quando volevamo noi.
Se poi la Consigliera Bora e il Consigliere Minardi vorranno disconoscere ufficialmente le firme, lo faranno nei modi che la legge prevede. Sbaglio, Consigliere Assenti? Sbaglio, Consigliere Baiocchi? Non è certo il Consigliere Putzu che può decidere… Nessuno di noi, peraltro, può decidere se la firma dei due Consiglieri è vera o no.
PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. In questa risoluzione ci sono una serie di situazioni che non risolvono i problemi che ho posto prima e che sono contraddittorie tra loro.
Per rispondere esattamente al Consigliere Carancini, sul perché c'è stato questo incarico, evidente il Commissario-Vicecommissario lo avrà ritenuto opportuno in quanto vuole portare a compimento celermente tutte le attività per le quali abbiamo i finanziamenti erogati e non vuole far trascorrere i tempi previsti e necessari per andare incontro alle popolazioni alluvionate.
Questa società, che è capace di fare questo tipo di attività, di fare questa progettualità, di fare proposte e proporre risoluzioni, è stata incaricata per avere un risultato rapido, univoco e funzionale. Deduco che sia questo, non c'è un'altra risposta che le posso dare. Grazie.
PRESIDENTE. Prima di passare alle dichiarazioni di voto, tengo a precisare che le firme dei Consiglieri, fino a querela di falso, sono ritenute vere. Non vi è un procedimento di procedura civile che permetta di disconoscerle. Ci dobbiamo accontentare e mettiamo in votazione la risoluzione così come è stata presentata da tutti i firmatari.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Tante volte qualcuno pensasse male, anche il Gruppo Lega voterò contro questa risoluzione. Non so il termine risoluzione vuol significare che è un atto fatto in Aula oppure precedentemente? La risoluzione in genere presuppone che l’atto scaturisca dalla discussione in Aula, quindi la firma dovrebbe essere apposta in Aula, no due giorni prima, altrimenti non è una risoluzione. Fino ad oggi, in 4 anni che siamo qui, alla conclusione della discussione si è andati a una risoluzione, dopodiché chi è d'accordo la firma. Qui abbiamo un atto che è stato preparato prima, quindi non lo non si può chiamare risoluzione. Secondo me è una mozione, firmata da otto persone, sta bene, secondo me non è una risoluzione, ma, al di là di questo, votiamo contro. Grazie.
PRESIDENTE. Ai fini di un piccolo chiarimento, per la risoluzione ci dobbiamo rifare all’articolo 146 del Regolamento, che ci dice come vengono organizzate, redatte e presentate le risoluzioni. Questo consente, anche in termini temporali, di specificare che la risoluzione può essere predisposta prima o formulata all'ultimo istante.
In questo caso, giusta la considerazione del Consigliere Marinelli, ma la dobbiamo inquadrare per forza nell'ambito della risoluzione, perché nasce dalla sintesi di quattro mozioni. La quinta è stata stralciata.
Su questo il voto del Gruppo Lega è negativo, è contrario.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Nella risoluzione c'è scritto, visto che loro l'hanno fatta prima: "viste le mozioni n. 419, n. 469, n. 507, discusse nella seduta dell'Assemblea legislativa del 5 novembre 2024". Già loro sapevano che sarebbero state discusse le mozioni. Questo vuol dire prevedere il futuro. Vi devo fare i complimenti perché siete riusciti a prevedere il futuro, è quello che mi piace di questo Partito Democratico.
Ho letto questo e mi sono permesso di sollevare un dubbio, perché fino a quando le mozioni non vengono discusse... Tra l'altro le mozioni devono essere discusse nella seduta e voi siete riusciti a prevedere che le avremmo discusse tutte.
Voglio farvi i complimenti su questo. Quando c’è da attaccarvi vi attacco, ma su questo…, il prossimo Consiglio regionale, porterò una palla di vetro, la metterò al centro, perché le vostre previsioni sulle questioni legislative di quest'Aula sono tutte azzeccate. Complimenti!.
Fratelli d'Italia voterà contro perché di certo non accettiamo lezioni dal Partito Democratico, ma ognuno fa la propria parte. Però, ripeto, è giusto che il regolamento…
Il Partito Democratico ha dimostrato, finalmente, per la prima volta in questa legislatura, l'esperienza acquisita in quest'Aula di prevedere il futuro. Ci state insegnando qualcosa, noi da persone umili lo accettiamo e lo metteremo in pratica prossimamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Per quanto la preveggenza sia una nostra capacità nota, in questo caso non l'abbiamo applicata, Consigliere Putzu, semplicemente perché avevamo l'ordine del giorno, era già stato convocato il Consiglio, per cui abbiamo scritto. Come, ad esempio, alcuni Consiglieri, che quando iniziano a leggere i foglietti già pronti, dicono: "Il Partito Democratico ci ha attaccato", e magari noi non abbiamo ancora parlato. Succede spesso.
Accade anche a noi di preparare delle premesse narrative che dicono che ci sarà un Consiglio o che c'è stato un Consiglio, semplicemente perché abbiamo l'ordine del giorno inviato dal Presidente. Sappiamo che in quella data si discuterà quella questione e prepariamo gli atti in anticipo. Non è preveggenza - magari potessimo, ne sarei ben lieta – purtroppo non ce la facciamo. Non siamo illuminati come il Consigliere Assenti.
Quando si prepara un atto, nelle premesse narrative ci si mette quello che si sa e noi sapevamo già dalla scorsa settimana…, certo, l'abbiamo fatta prima. Grazie.
PRESIDENTE. Abbiamo fatto un dibattito molto alto, che è durato tante ore, su un tema fondamentale per tutti noi. Abbiamo espresso le considerazioni in modo pieno e tutte le parti hanno avuto modo di esporre i propri punti di vista, portando dati, documenti e posizioni rilevanti.
Adesso non dobbiamo sciupare questo risultato, stringendolo in qualcosa che alla fine potrebbe rendere meno importante lo sforzo che abbiamo fatto e anche l'impegno che tutti insieme ci siamo presi, esponendo le nostre posizioni.
Proposta di risoluzione sulle mozioni n. 419 n. 469 n. 507. La metto in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Andando a quanto deliberato nella Conferenza dei Presidenti di gruppo, la proposta è quella di anticipare il punto 6, la proposta di legge n. 268, a iniziativa della Giunta regionale, “Rendiconto generale della Regione per l'anno 2023”
Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Siamo arrivati lunghi, abbiamo trattato un argomento molto importante. Chiedo il rinvio e spiego perché. Non c'è nessuna limitazione dei tempi prevista dalla legge. Volendo, anche l'articolo di un decreto legislativo… Volendo, potremmo approvare prima l'assestamento e poi il rendiconto.
Domani ho degli impegni, quindi non è possibile fare Consiglio regionale. Quindi lo dico in Aula ad alta voce, approveremo prima il rendiconto nel primo Consiglio utile, che sarà il 19, e poi approveremo l'assestamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Come relatrice di minoranza dell'atto, dico che sembra di stare in un teatro, il teatro dell'assurdo, perché c'è la maggioranza che non vuole mettere in sicurezza un atto importante come il rendiconto, a cui è agganciato l'assestamento, poi il bilancio di fine anno, compresa la legge di stabilità, e l’opposizione, tutta, dai relatori ai Consiglieri del PD, che sono pronti a discutere l'atto.
L’Assessore non mi ha dato una giustificazione, che sia una, del motivo di questo rinvio, anche perché abbiamo votato in Capigruppo, all'unanimità, il fatto che, se non avessimo fatto in tempo a discuterlo oggi, ci saremmo riconvocati domani. Testimoni tutti i Capigruppo: Fratelli d'Italia, Lega, Gruppo Misto, Forza Italia.
Tra l'altro abbiamo anche votato il cronoprogramma dell'assestamento che prevede…, e io qui avrei dovuto votare contro perché avevo la sensazione che sarebbe successo proprio quello che è successo, invece mi sono astenuta e vi ho dato quel minimo di fiducia che d'ora in poi non vi darò più.
Nel cronoprogramma che avete approvato voi di maggioranza, l'opposizione si è astenuta, avete previsto per l'11 novembre la presentazione della proposta di assestamento, mercoledì 13 l'inizio dell'esame in Commissione, per arrivare il 28 novembre all'approvazione in Aula.
Questa cosa non si può fare, Assessore, perché l'11 non può essere presentata la proposta se approviamo il rendiconto il 19.
Chiedo serietà al Presidente, di non convocare la I Commissione prima dell'approvazione del rendiconto, perché così è. L'assestamento parte dall'approvazione del rendiconto. No, lei non ha detto proprio questo, lei ha detto: lo approveremo dopo l'approvazione del rendiconto. Io invece dico: lo studio dell'atto in Commissione deve iniziare dopo l'approvazione del rendiconto in Aula, il che vuol dire che arriveremo al 31 dicembre a discutere il bilancio.
Per me va bene, per carità, però non mi sembra un atteggiamento serio da parte di questa maggioranza. Anche perché, per l'ennesima volta, la Capigruppo si rivela, Presidente, lo dico a lei, un luogo inutile, perché per l'ennesima volta ci esprimiamo all'unanimità e poi invece in Aula si fa il contrario, senza specificare.
Vorrei che mi si spiegasse non che si può fare, e quindi facciamo così, ma perché oggi non dobbiamo approvare il rendiconto. Che cosa è successo da quando, per 10 volte, ho chiesto se il Consiglio monotematico sull'alluvione… hanno cambiato idea!
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Riprendo quanto detto nella Conferenza dei Capigruppo, ci eravamo lasciati dicendo che alle 16:00 ci saremmo rivisti per vedere a che punto erano i lavori.
Sono le ore 16:30, siamo oltre, si era detto semmai di farlo domani, ma l'Assessore Brandoni ha detto che domani non ci sarà, quindi, a questo punto, se facciamo il rendiconto e le altre leggi che sono indispensabili da approvare…, una è in scadenza e va approvata entro l'11, la variazione, mentre quella sul PSR va approvata per motivi di opportunità, altrimenti non si riescono a erogare i fondi.
La proposta che era stata fatta alla Conferenza dei Capigruppo era di verificare, se non possiamo cominciare la valutazione dell'assestamento, non c'è nessuna norma che lo vieta, per cui possiamo procedere regolarmente.
Visto l'ora e visto che il rendiconto, fino a prova contraria, è un atto importante, liquidarlo in mezz'ora mi sembra... Stamattina, nei Capigruppo, avevamo detto che alle 16:00 ci saremmo visti per vedere a che punto eravamo.
Come maggioranza propongo di fare il punto 7 e il punto 11 e di rinviare al 19, visto che domani l'Assessore non può essere presente, l'approvazione del rendiconto.
Questa è la proposta della maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Chiederei, per favore, che mi sia messo per iscritto dal Segretario generale che quello che dice il Presidente della Commissione è così, perché oggi in Capigruppo abbiamo detto altre cose, ovvero che prima si deve approvare il rendiconto e poi si può lavorare sull'assestamento.
Se non è così, vorrei che qualcuno di autorevole me lo mettesse per iscritto, per favore, prendendosi la responsabilità.
Vorrei sapere quali impegni istituzionali, anche questo messo per iscritto, ha l’Assessore domani. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 268. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Sempre in forza di quanto abbiamo deciso questa mattina nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo propongo l'anticipazione della proposta di legge n. 279.
Ha la parola il Consigliere Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Stiamo parlando del punto 7, della proposta di legge n. 279, l’ha illustro?
PRESIDENTE. No dobbiamo fare la votazione dell'anticipazione.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Se mi consente una mozione d'ordine. Noi avevamo deciso che martedì 10 non avremmo svolto il Consiglio regionale, propongo invece di discutere il rendiconto martedì 12, che ce l'abbiamo libero. Penso che questo consenta, se siete tutti d'accordo, anche dei tempi meno stringenti per la Consigliera, che è relatrice di minoranza. È una proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Scusi, sulla proposta di anticipazione del punto, come si esprime? Perché ha preso la parola, è contraria?
Anna CASINI. Sull'anticipazione del punto all'ordine del giorno, quello sulla variazione di bilancio, sono favorevole, anche su quello del PSR, che avevamo già discusso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Sono favorevole ad anticipare questo punto e accetterei anche la proposta di fare il Consiglio il 12 per poter fare il rendiconto. Mi sembra più che ragionevole come proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Anticipazione della proposta di legge n. 279, al punto 2 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Svolgimento di una seduta supplementare del Consiglio regionale martedì 12 novembre 2024 (ora canonica, con partenza alle ore 10, anticipazione 9,30). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 279
ad iniziativa della Giunta regionale
“Iscrizione per l'anno 2024 del Fondo per il contributo alla finanza pubblica. Attuazione dell'articolo 1, comma 527-ter, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 279 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 279 è importante approvarla per assolvere al contributo delle Regioni alla finanza pubblica che, in questo caso, la Regione Marche deve assicurare per l'anno 2024, ai sensi dell'articolo 1, comma 527 e successivi.
Il comma 527 della legge di bilancio 2024 ha previsto, per il concorso alla finanza pubblica per le Regioni a statuto ordinario, il contributo di 350 milioni di euro annui per ciascuna annualità 2024, 2025. Successivamente, con legge n. 18 del 23 febbraio 2024, il contributo a carico delle Regioni a statuto ordinario è stato ridotto da 350 milioni a 305 milioni.
I commi da 527 bis a 527quinquies stabiliscono le modalità di assolvimento da parte delle Regioni del contributo della finanza pubblica per l'anno 2024 e il riparto del contributo dovuto da ciascuna Regione secondo gli importi indicati nella tabella allegato 6 bis. Per la Regione Marche il contributo per l'anno 2024 è pari a 10.621.223,69 euro, circa il 3,48% dell'intero contributo.
Su questo fondo, ai sensi del comma 527 ter, non è assolutamente possibile disporre impegni e con questa proposta di legge si autorizza, ai fini dell'assolvimento al contributo di finanza pubblica, l'iscrizione di un fondo nella parte corrente del primo esercizio finanziario del bilancio 2024-2026 di 10.621.223,69 euro.
Questa proposta di legge n. 279 consta di quattro articoli.
L'articolo 1 autorizza l'iscrizione del fondo per il contributo alla finanza pubblica dovuta per l'anno 2024, a carico della missione 20, programma 3, Titolo 1, di euro 10.621.223,69. Il comma 2 attesta che questa copertura finanziaria del fondo è garantita dalla contestuale ed equivalente riduzione dello stanziamento, che però non riguarda i redditi di lavoro autonomo, dipendente, sanità e trasferimenti agli enti locali, già iscritto nell'annualità 2024 del bilancio vigente. Il comma 3 dispone l'applicazione delle disposizioni statali previste dai commi 527 bis, ter e quater dell'articolo 1 della legge 213 del 2023 al fondo istituito al comma 1.
L'articolo 2 riduce l'autorizzazione per l'anno 2024 dell'importo per il concorso dovuto alla finanza pubblica della tabella E “Autorizzazione di spesa” allegata alla legge regionale del 28 dicembre 2023 n. 25, prevista a carico della missione 1 "Servizi istituzionali, generali e di gestione", programma 4 "Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali", titolo corrente; aumenta il fondo di riserva di cassa a seguito della riduzione dello stanziamento di cassa del capitolo.
L'articolo 3 approva gli allegati a questa legge e l'articolo 4 dichiara l'urgenza.
Mi auguro che questa proposta di legge, che è importante, sia votata all'unanimità da tutti i Consiglieri, anche di minoranza, perché è necessario. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 279, “Iscrizione per l'anno 2024 del fondo per il contributo alla finanza pubblica”, autorizza l'iscrizione nel bilancio regionale, nell'annualità 2024, di un fondo di accantonamento di euro 10.621.223, in ottemperanza alle prescrizioni previste nella legge di bilancio dello Stato relativa all'anno 2024, ovvero la legge 213 del 2023.
Si tratta di un provvedimento rivolto a soddisfare esigenze di contenimento della spesa pubblica, ovvero a imporre alle Regioni un contributo finanziato con il taglio della spesa corrente per un totale di 305 milioni di euro nel 2024 e di 350 milioni di euro negli anni successivi, dal 2025 al 2028.
Per le Regioni in disavanzo, come lo è la Regione Marche, solo nel 2024 il suddetto contributo può essere assolto mediante l'accantonamento in un fondo da utilizzare per il ripiano del disavanzo di amministrazione in sede di rendiconto. Si tratta pertanto di risorse sottratte alla spesa per servizi a favore dei cittadini.
La copertura del suddetto accantonamento è garantita dalla contestuale riduzione di pari importo dello stanziamento di spesa corrente che è stato già iscritto per lo stesso scopo nel bilancio regionale, annualità 2024, originariamente pari ad euro 11.723.300. La differenza positiva di circa 1.100.000 euro è stata in parte già utilizzata, per euro 465.000, in occasione della variazione generale di bilancio effettuata con la legge regionale n. 16 del 2024, con destinazione ad un contributo straordinario alla quota sociale della retta per i servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali per le persone con disabilità. Rimane la disponibilità residua di circa 637.000 euro da destinare e impegnare entro la fine dell'anno. A questo proposito ricordo che il CREL aveva io chiesto di sapere con quale finalità volessimo utilizzare questa disponibilità residua, ma non abbiamo avuto risposte da dargli.
L'oggetto di questa proposta di legge, pertanto, è l'attuazione di una norma dello Stato, ovvero un passaggio tecnico dovuto.
Nel merito politico, però, non posso esimermi dal tornare a stigmatizzare il taglio pluriennale di spesa che il Governo ha imposto alle Regioni nella legge di bilancio dello scorso anno, in attesa di sapere con precisione a quanto ammonta l'ulteriore obolo che certamente gli enti locali e territoriali saranno chiamati a pagare nella legge di bilancio di quest'anno.
Alla politica di supina condiscendenza all'austerità del nuovo patto di stabilità europeo sottoscritto dall'accoppiata Giorgetti-Meloni, al di là della propaganda nazionalista e patriottica del Governo.
Tagli alla spesa corrente delle Regioni che si risolvono in minori servizi ai cittadini e che fanno il paio con la riduzione della spesa sanitaria al netto dell'inflazione.
Come relatrice di minoranza, senza tornare a intervenire dopo, propongo di votare contrariamente a quest'atto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Ritengo che aver calendarizzato il rendiconto al 12 novembre soddisfi tutti…, forse lei un po' meno. Comunque spostiamo di una settimana.
Poi ricordo l'ordine dei lavori, la calendarizzazione è questa: nei giorni seguenti, 13 e 14, inizieranno chiaramente le discussioni in Commissione e il 28 prevediamo l’approvazione dell'assestamento in Consiglio.
Ritorno immediatamente a questa proposta di legge che, ricordo, è la prima volta che si fa. Voi che avete più esperienza di me, in quanto sedete nei banchi dal 2020…, ma questo è il primo anno che c'è una proposta di legge di questo genere.
La proposta di legge viene presentata per adempiere all'obbligo previsto dalla normativa statale di garantire allo Stato il contributo di finanza pubblica per l'anno 2024. Tale obbligo è stato dapprima disciplinato dalla legge di bilancio dello Stato 2024, con legge 213 del 2023, ed è stato poi parzialmente modificato dal decreto-legge n. 113 del 2024, convertito con modificazioni nella legge n. 143 del 7 ottobre 2024, un mese fa.
A seguito delle modifiche, le suddette disposizioni prevedono che le Regioni, ai fini dell'assolvimento dell'obbligo, debbano autorizzare con legge l'iscrizione nel bilancio regionale di un fondo di accantonamento per l’annualità 2024, su cui non è possibile assumere atti di impegno.
Per la Regione Marche l'importo di tale fondo è stabilito in euro 10.621.223,69. La copertura finanziaria per la costituzione del fondo è garantita da risorse già stanziate nel bilancio di previsione che, ricordo, abbiamo approvato nel dicembre scorso per il triennio 2024, 2025 e 2026, per far fronte al contributo in argomento.
Tali risorse erano già state stanziate nel bilancio regionale sulla base delle disposizioni originarie della legge di bilancio dello Stato 2024, che prevedevano che il contributo dovesse essere erogato, cioè trasferito per cassa, a favore dello Stato.
Con il successivo decreto-legge n. 113 del 2024, convertito con modificazioni dalla legge n. 143 del 7 ottobre 2024, è stato invece stabilito di trasformare questo trasferimento in un fondo di accantonamento. Risulta conseguentemente necessario modificare la collocazione contabile dello stanziamento da missione 1 a missione 20. È qui il nocciolo, il cuore della proposta di legge.
Con questa legge si effettua, in sostanza, una variazione compensativa dello stanziamento di spesa di 10.621.223,69 euro dall'attuale missione 1 alla missione 20, relativa ai fondi di accantonamento, con invarianza dei saldi di bilancio.
Consigliera Ruggeri, lei nel suo intervento ha chiaramente letto la cifra di oltre 11.000.000, quando invece qui parliamo di 10.621.000 euro, le ricordo che la parte residua verrà utilizzata in assestamento. Quella cifra che aveva letto di 11.000.000 e qualcosa che non ricordo, invece, adesso diamo per la finanza pubblica 10.621.000 di euro, la differenza sarà utilizzata in assestamento per il complesso delle spese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. La domanda sorge spontanea, in quello che, lo dico bonariamente, la Consigliera Ruggeri ha definito un atto dovuto, e giustamente il buon Assessore al bilancio non ha sottolineato.
Domanda: è un atto dovuto la votazione di questa norma? No, assolutamente no. Perché, se voi andate a leggere la norma…, per provare a spiegare a chi ci ascolta, semmai ce ne fosse e avesse avuto la pazienza. Lo Stato richiede a tutte le Regioni la partecipazione a un obolo fiscale che ovviamente serve a far sì che lo Stato, nell'ambito della programmazione e del rispetto dei vincoli europei, partecipi e non spenda risorse o le accantoni, come vedremo, per poter contribuire alla finanza pubblica, al disavanzo.
Si decide che la contribuzione è di oltre 300 milioni. C'è una prima norma che stabilisce che deve essere un accantonamento fatto in una certa maniera e oggi viene modificata e sostanzialmente ci dice: “Spostate quelle risorse che passano da 11.000.000 a 10.000.000” per una serie di aspetti tecnici non rilevanti
Ma la domanda che credo noi ci dovremmo fare e che faccio alla Consigliera Marcozzi, che ci potrà rispondere il 12 novembre quando parleremo di rendiconto. Quelli sono soldi di spesa corrente che noi non possiamo più spendere. Avevamo 10.000.000 da poter spendere…, tanto che l'Assessore oggi dice che quel milione in più lo utilizzeremo in assestamento.
Noi abbiamo 10.000.000 di spesa corrente, che purtroppo viene bloccata. È un inevitabile destino? No. Perché la norma, Assessore Brandoni, lei avrebbe dovuto dirlo, presuppone che contribuiscano solo le Regioni che sono in disavanzo.
Anche il disavanzo buono. Noi siamo in disavanzo, mi pare di ricordare, vado a memoria, di circa 50.000.000,che non si riferiscono a un disavanzo effettivo, ma a debito autorizzato e non contratto, perché la Regione all'inizio del bilancio autorizza una certa cifra per poter contrarre debito, che alla fine dell'anno non è contratto.
Ma attenzione, Assessore, se la Regione Marche non fosse stata in disavanzo, quei 10.000.000 noi li avremmo potuti utilizzare. È chiaro, e questo è un dato oggettivo. Significa che non è un dato tecnico, è un dato politico, è un dato amministrativo.
È evidente che, da questo punto di vista, si debbano fare delle critiche. Noi abbiamo un disavanzo autorizzato e non contratto, neppure utilizzato. Uno potrebbe dire. “Sai ho fatto un mutuo per poter fare un investimento…, però, oltre al danno, la beffa”. Noi 10.000.000 non li possiamo spendere.
È un dato negativo, fortemente negativo, Assessore Brandoni, e credo che vada detto ai cittadini. Vi siete giocati, grazie al Governo delle destre, 10.000.000 sulle spalle dei cittadini.
Per esempio, 10.000.000 avremmo potuto destinarli, Assessore Brandoni, a tutte le strutture residenziali sanitarie che hanno bisogno, come l'acqua, di poter… e non lo possono fare. E noi ce li siamo giocati con il debito autorizzato e non contratto.
Non è un atto dovuto, è un atto che sancisce il fallimento rispetto a queste risorse. Se fossero stati 10 euro, o 10.000 euro, o 100.000 euro…, no, sono 10.000.000 di euro, soldi che potevano essere spesi dal punto di vista della spesa corrente e destinati alle situazioni più gravi, ma che noi non possiamo utilizzare. Anzi, vengono accantonati per poter contribuire alla finanza pubblica.
Chiedo all'Assessore Brandoni se è un dato positivo. La nostra Capogruppo deciderà il voto, ma mi sembra un atto grave. Quello che si vuol far passare come un atto dovuto è un atto gravissimo. Non si regalano 10.000.000.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Consigliere Carancini, lei è sempre attento, forse si è perso un attimo quando leggevo il mio intervento.
Tali risorse erano già state stanziate nel bilancio regionale sulla base delle disposizioni originarie della legge di bilancio dello Stato 2024, che prevedevano che il contributo doveva essere erogato, cioè trasferito per cassa, a favore dello Stato. Lo diceva lo Stato, questo.
Con il successivo decreto legislativo n. 113 del 2024, convertito con modificazione di legge n. 143 del 7 ottobre 2024, è stato invece stabilito di trasformare questo trasferimento in un fondo di accantonamento, e l'abbiamo dovuto fare, lo imponeva la legge. Io la leggo così, poi, se lei dà un'altra interpretazione. Risulta conseguentemente necessario modificare la collocazione contabile dello stanziamento da missione 1 a missione 20, quello che ho detto io. Bisogna vedere cosa c'è nella missione 1 e nella missione 20, questo è. Io la intendo così, poi magari posso sbagliarmi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. L'atto dovuto, Assessore, è perché ce lo impone una legge dello Stato, come detto prima, però la legge dello Stato poteva anche non essere questa e non andare a chiedere soldi - né accantonarli né restituirli - alle Regioni o agli enti locali, perché questo è successo. Quindi, come Movimento 5 Stelle, contestiamo questa scelta del Governo Meloni. È un dato politico. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4 (dichiarazione d’urgenza)
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Il mio voto, sulla votazione precedente, è contrario e non astenuto.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la relatrice di maggioranza, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Il nostro è un voto favorevole. Voglio dire alla Consigliera Ruggeri che ha dichiarato di votare contro, perché è contraria a quanto è avvenuto a livello nazionale. quindi, non dovremmo, a questo punto, votare questa legge perché il Movimento 5 Stelle è contrario, a livello nazionale, a quello che ha fatto il Governo Meloni. Ma noi stiamo ottemperando ad un obbligo di legge, assolviamo al contributo delle Regioni alla finanza pubblica, stiamo facendo il nostro dovere e non si può dire: andiamo contro perché non va bene quello che ha fatto il Governo nazionale. Molte volte, quando governava il PD…, però bisogna ottemperare a quello che dice il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Il silenzio di tutti i Consiglieri regionali su questo tema è abbastanza imbarazzante, lo dico anche alla Consigliera Marcozzi. Non era un atto dovuto e obbligatorio, non è corretto raccontarlo in questo modo, bisogna su questo siamo corretti.
Non era un atto dovuto, Assessore, e non è per colpa del Governo Meloni. Va detto, con onestà intellettuale, che tutti i Governi hanno chiesto la partecipazione al disavanzo, anche nel passato, tutti, ma per poter partecipare al disavanzo pubblico, in base alle norme della legge, la condizione è una sola: che la Regione sia in disavanzo. Se la Regione non è in disavanzo, quelle risorse possono essere utilizzate liberamente.
Il tema non va sguicciato, cambiato, facendo credere altro. Se la Regione Marche non era stata in disavanzo, quei 10.000.000 ce li saremmo potuti spendere. È chiaro, se lei mette in discussione questo, significa che di quello che leggo non capisco niente. Non c'entra niente il Governo Meloni.
Significa che la Regione Marche è in disavanzo e quei 10.000.000, che noi avremmo potuto utilizzare, non a caso lei, ribadisco, dice che 1.500.000, fino alla concorrenza degli 11.000.000, che era la norma precedente, oggi 1.500.000 …la differenza con i 10.621.000 sarà utilizzata.
La Regione è in disavanzo, quindi la Regione Marche, a causa del disavanzo - che è un disavanzo, anche qui per correttezza, di un debito autorizzato e non contratto, ma è comunque disavanzo - è costretta ad accantonare 10.000.000. Una norma differente da quella precedente, che chiedeva il prelievo, cioè la Regione Marche, o tutte le Regioni, avrebbe dovuto bonificare le risorse. Ma qui è la stessa cosa, perché le accantoniamo, sono nella missione 20, quindi è una sorta di fondo vincolato, non scalfibile.
Ribadisco, il presupposto è che vi è un debito. Lo ripeto fino all'eternità, Consigliere Marinelli, lo so che è un po' fastidioso: immaginate se quei 10.000.000 li aveste potuti destinare alle marchette oppure alle strutture sanitarie residenziali, che soffrono. Se il Consigliere Marinelli è contento, come esponente di spicco della Lega, o il Consigliere Rossi è contento di accantonarli e non destinarli ai marchigiani, noi ne prendiamo atto. Invece di dire, con onestà intellettuale, che forse avremmo potuto evitare il disavanzo autorizzato di 50.000 euro...
(interventi fuori microfono=
PRESIDENTE. Chiedo scusa, silenzio per favore. Siamo nelle battute finali del Consiglio. Prego.
Romano CARANCINI. 10.000.000, che sono in questo mondo? 10.000.000 li chiediamo come emendamenti da 4 anni per le strutture residenziali sanitarie. Mi concentro lì, ma potrei farlo per altre 10 situazioni. Capisco che è indifferente per voi, però va detto che la Regione Marche regala 10.000.000 di euro allo Stato, con la gioia del Consigliere Marinelli, del Consigliere Putzu, che è indifferente, e anche – con un’interpretazione che gli abboniamo perché è un uomo buono - dell’Assessore Brandoni. 10.000.000 sono tanti, io non sorriderei, perché è veramente…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per ringraziare i relatori di questa proposta di legge, che è passata in Commissione. Ringrazio gli uffici e l’Assessore per aver apportato questa variazione, che possiamo chiamare come vogliamo.
E’ anche vero che il congelamento della spesa c'è sempre stata da parte dello Stato sulle Regioni, non è il Governo Meloni. Vorrei far sapere a tutti che non è solo la Regione Marche l'unica ad essere in disavanzo, ma tutte le Regioni italiane lo sono. Penso che sia un problema, non è mal comune e mezzo gaudio.
Se non fossimo stati in disavanzo ci avreste detto che eravamo tonti perché non avevamo sfruttato la possibilità di poter attingere ad altre risorse, vedo il Consigliere Cesetti un po' dubbioso, ma su questa materia è molto più esperto e potrebbe dire che, forse, bene come adesso non siamo mai stati.
Il voto è favorevole, un atto dovuto o non dovuto, tutte le Regioni italiane hanno fatto questo, per di più ci sono delle Regioni che hanno dei disavanzi effettivi, non come il nostro che è un disavanzo buono. Siamo messi meglio di tutte le altre.
Il voto della Lega è favorevole e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questa proposta di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 279. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Anticipazione della proposta di amministrativo n. 66. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 66
ad iniziativa della Giunta regionale
“Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2014 - 2022 in attuazione del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2017”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 66 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola, il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. La proposta di modifica del Piano di sviluppo rurale 2014-2022 è finalizzata a fare in modo che tutte le risorse disponibili possano essere utilizzate, in quanto, ricordo, il 31 dicembre 2025 è il termine perentorio per la rendicontazione. Ci sono alcune poste, soprattutto basate sugli investimenti, che necessiterebbero di un tempo, di una tempistica più lunga e, magari, l'impossibilità di rendicontare entro il termine perentorio del 31 dicembre 2025 porterebbe alla perdita, di fatto, di risorse.
In questo caso andiamo a fare queste modifiche che, ricordo, sono state concordate nell'ultimo Comitato di sorveglianza del giugno 2024. Sono modifiche condivise, approvate dalle categorie.
Entrando un po' nel merito degli ultimi dati disponibili, ricordiamo che a fronte di 882 milioni di euro stanziati, siamo riusciti ad avere impegni per quasi il 98% e per il 75% degli impegni. Parliamo di una modifica che riguarda appena qualcosa meno del 5% di tutte le somme, esattamente sono 44 milioni di euro che destiniamo, modifichiamo esattamente portandole… Vi ricordo velocemente gli spostamenti che sono:
- nella misura dell'agricoltura biologica per 18,8 milioni,
- nella misura della gestione dei pascoli per 1,9 milioni,
- indennità per le zone agricole Natura 2000 175 mila euro,
- indennità compensative in zona montana per 19,03 milioni;
- nella misura 14.1 del benessere animale per 4,045 milioni.
La dotazione finanziaria, soprattutto del biologico, passa a quasi 176 milioni di euro, che sottolinea quanto questa Giunta abbia voluto prestare attenzione al mondo biologico. Colgo l'occasione anche per ringraziare non solo il lavoro dell'Assessore Antonini, ma di chi ha iniziato questo percorso, l'onorevole Carloni.
Alla luce di queste considerazioni, si tratta di una modifica di carattere tecnico e finanziario, quindi funzionale a consentire il pieno impiego delle risorse in questo periodo di programmazione, limitando pertanto lo spostamento sulla programmazione successiva 2023-2027. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Ha già detto tutto il Consigliere Marinangeli. Le modifiche rispondono all'esigenza di garantire il completo impiego delle risorse stanziate entro il 31 dicembre 2025, che è la data prevista per completare gli interventi del Piano, per questo si rende necessaria la riprogrammazione.
È evidente che questa riprogrammazione punta a passare le risorse da misure strutturali a misure a superficie. È una scelta, chiamiamola scelta di necessità, ma è evidente che serve per spendere risorse il più rapidamente possibile.
44 milioni di rimodulazione, quindi una rimodulazione piuttosto consistente, che va a toccare i settori e gli ambiti, le misure di cui ha parlato il Consigliere Marinangeli, dall'agricoltura biologica, alla gestione dei pascoli, all'indennità per le zone agricole, all'indennità compensativa in zona montana e al benessere animale.
A questi spostamenti di risorse corrispondono modifiche di carattere tecnico riguardanti gli indicatori di performance, che sono stati adeguati di conseguenza. Altra modifica di carattere tecnico apportata al programma, specificatamente richiesta dai servizi della Commissione europea, riguarda l'aggiornamento, per ciascuna misura, dei dati relativi alla quota di risorse destinati agli aiuti di Stato.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. È molto semplice descrivere questa modifica e sicuramente non possiamo che essere d'accordo, anche se non nel merito.
Siamo d'accordo a fine programmazione, nel senso che stiamo parlando di una programmazione ormai terminata e questi 44 milioni vengono messi nelle misure a superficie e vengono tolti dagli investimenti. Mi dispiace molto che vengano tolti, per esempio, dagli accordi ambientali d'area. Ne abbiamo parlato prima, soprattutto quelli che riguardano il dissesto idrogeologico, che mostrano il fallimento di una bandiera che l'Assessore ha portato e ha tanto sbandierato, che è quella della filiera legno-energia, anche perché noi dicevamo che bisognava seguirla ed essere e consapevoli che queste misure andavano costruite dal basso. Ci vuole molta fatica, gli uffici lo sanno, non può essere solo un lavoro degli uffici, ci vuole anche un grande lavoro politico per mettere insieme tutti gli stakeholder.
È chiaro che siamo alla vigilia dell'N+3, per cui è molto più semplice, molto più utile, per rendicontare, mettere le risorse sulle misure a superficie, calcolarle, come dicevamo prima, ad ettaro, piuttosto che con gli investimenti, su rendicontazioni e stati d'avanzamento. È chiaro che è più semplice, è più lineare. Sono 44 milioni che cubano circa il 5%, perché noi abbiamo 538 milioni più i 160 milioni delle aree terremotate, che ci furono dati dalle altre Regioni.
Il peso di questo Piano di sviluppo rurale, la cui coda stiamo esaminando, era piuttosto importante.
Credo che, al posto dell'Assessore, avrei fatto la stessa scelta. Non avrei rischiato di perdere delle risorse per degli investimenti che sono importanti.
Nelle relazioni, però, ci sono scritte delle cose che invito tutti a guardare con attenzione, perché si dice che, per esempio, il bando giovani - che oggi si chiama in maniera diversa nel nuovo PSR, ma comunque il pacchetto giovani, gli investimenti - specie nelle aree interne, non tira più come tirava prima. Forse dovremmo cominciare a ragionare su un aiuto, e questo lo è in parte, un aiuto da dare a quelle aziende che si sono insediate magari 5, 6, 3, 7 anni fa e che oggi forse hanno bisogno di essere sostenute, perché essere agricoltore, allevatore in quelle aree … Parlo delle zone interne perché l'obiettivo principale è quello di mantenere questo tipo di agricoltura, che noi abbiamo pensato e che mi pare venga riproposto, che è quello del biologico, del benessere animale, dell'attenzione alla qualità del territorio.
Credo che sia importante che la Regione sostenga anche queste imprese, perché non basta il premio giovani per il primo insediamento, non basta comunque il 60%, il 40% o il 50% di PSR, ma serve un sostegno quotidiano. Fosse per me, sopra un'isoipsa, che ne so, di 600 metri, metterei addirittura una compensazione ad ogni giovane o meno giovane che fa l'agricoltore e l'allevatore lì, perché di fatto fa un lavoro di tutela del territorio che serve anche a noi e non soltanto per mangiare cibi buoni, ma anche per monitorare, tutelare e valorizzare il territorio.
Assolutamente d'accordo perché questi soldi saranno sì utilizzati in maniera furba, con le misure a superficie, che è più facile, nel senso che non c'è l'investimento, ci sono tot ettari si do tot, però hanno l'obiettivo di rinsaldare, mi auguro, di aiutare le imprese insediate soprattutto nelle aree interne.
Il Partito Democratico voterà a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Mi fa piacere che la Consigliera Casini faccia anche delle proposte che potrebbero essere utili, però evidentemente tutti abbiamo compreso che qui c'è l'esigenza di intervenire subito per sfruttare al massimo tutte le possibilità che abbiamo.
Tra l'altro, con un Comitato di sorveglianza che ha dato parere favorevole, con la condivisione delle categorie. In questa fase, è la situazione migliore e l'opportunità migliore. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo numero 66. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 17:15.
La seduta inizia alle ore 10:50
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 165 del 5 novembre 2024. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 163 del 22 ottobre 2024 e n. 164 del 29 ottobre 2024, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Prima di svolgere l'ordine del giorno della seduta odierna, la n. 165, vi chiedo un minuto di silenzio in solidarietà alla popolazione della comunità di Valencia, Spagna, per i tragici fatti che l’ha vista coinvolta e che la vedono coinvolta anche in queste ore. Vi chiedo di fare un minuto di silenzio.
(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)
Comunicazioni della Giunta regionale in merito a “Alluvione del 2022”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le comunicazioni della Giunta regionale.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Mi chiedevo se fosse presente il Presidente Acquaroli oppure è assente, visto il tema. Grazie.
PRESIDENTE. Sta arrivando, intanto iniziamo con l'Assessore che ha la delega di competenza.
Ha la parola, per le comunicazioni, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Cercherò, nella maniera più sintetica possibile, di dare un resoconto il più puntuale possibile rispetto a questa situazione, che è assai complessa e tuttora in working progress sotto tanti punti di vista.
L'evento del 15 settembre 2022 è avvenuto, come ci ricorderemo, a valle di un periodo particolarmente siccitoso ed il terreno non era neanche in grado di assorbire le piogge torrenziali che poi sono seguite.
Dalla tarda mattinata del 15 settembre alcuni sistemi temporaleschi si sono formati sul versante tirrenico della penisola, favoriti dalla presenza di una forte umidità del Mar Tirreno, e successivamente si sono sviluppati dei fenomeni tra Umbria, Toscana e anche nel nord della Regione Marche.
A partire dal pomeriggio di giovedì 15, le precipitazioni hanno iniziato ad interessare le aree intorno al Catria, per poi estendersi nelle parti montane dei fiumi Cesano, Misa ed Esino. Nel corso della serata hanno poi interessato anche la zona del Monte San Vicino.
Nel tardo pomeriggio si è formato un sistema cosiddetto autorigenerante e stazionario, probabilmente un po' come quello che è avvenuto nelle scorse ore in Spagna, qualcosa di simile sicuramente, che ha interessato non solo le zone interne, ma anche la parte collinare della provincia di Ancona.
Sostanzialmente il fenomeno ha sprigionato la quasi totalità della sua energia nel tardo pomeriggio del 15 settembre, nel giro di 5 ore. Le cumulate più significative della pioggia in alcune località colpite, con la stima del tempo di ritorno, sono riportate in questa tabellina che brevemente vi leggo.
Se guardiamo, ad esempio, Cantiano, nelle 12 ore 419 mm, tempo di ritorno stimato 1000 anni. Quando vi dico 1000 anni è perché non voglio dirvi quello che ha dato il cervellone elettronico, perché non sarebbe credibile. Infatti, anche sulla stampa è uscito sempre 1000 anni. Il tempo di ritorno per questo evento su Cantiano era di 4000 anni. Noi abbiamo sempre riportato 1000 anni per essere, non dico credibili, ma per dare un'idea di qualcosa che abbiamo di fronte, altrimenti sembrerebbe qualcosa del tutto fuori luogo.
Su Monte Acuto del Catria, 384 mm, ugualmente 1000 anni di ritorno; Arcevia, fiume Misa, 128 mm nelle 12 ore, 910 anni; Barbara, Misa, 127 mm, sempre 1000 anni di ritorno; Colle del Misa, 204 mm, ugualmente 1000 anni. Monte San Vicino, Musone-Esino, 192 mm, 1000 anni; Cingoli, Musone, 247 mm, sempre tempo di ritorno valutato 1000 anni, per dire l'eccezionalità effettiva di quanto è avvenuto in quelle ore.
La particolarità ed eccezionalità degli eventi può essere riportata in questa ulteriore frase che vi rendo: alcuni idrometri sono passati, tendenzialmente un po' tutti quelli a monte, dal segnale verde di livello bassissimo all'improvvisa rottura e al passaggio della piena, che ha avuto caratteristiche anomale tipo tsunami, travolgendo anche i ponti dove erano installati gli idrometri stessi. Cioè da zero si vede l'idrometro che si impenna e poi sparisce il segnale. Non è stata una piena che è cresciuta poco a poco, ma è stato un evento del tutto improvviso.
Le piogge del 15 settembre, concentrate all'interno e pressoché assenti lungo la costa, hanno determinato un dilavamento eccezionale dei versanti collinari e montani, con conseguente sradicamento di alberi e crollo dei versanti, con innumerevoli frane di fango e ghiaia che hanno intasato parte del reticolo idraulico, ammassandosi in corrispondenza degli attraversamenti esistenti e occludendoli, a volte quasi sistematicamente.
Al riempirsi di questi invasi, i ponti hanno ceduto o sono stati sormontati, generando una cascata di onde di piena. Arrivati a valle, si sono avuti fortunatamente degli allagamenti meno dirompenti che hanno dato la possibilità di allertare la popolazione e procurato danni e, in questo caso, non morti come invece è avvenuto leggermente più a monte. Questo è il caso di Senigallia, ad esempio.
Successivamente, con deliberazione del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2022 - metto l'accento: all'epoca Governo Draghi - è avvenuta nelle 24 ore successive, nell'immediatezza degli eventi, la dichiarazione del primo stato di emergenza. Poi ci ritornerò, ma lo stato di emergenza è stato successivamente rinnovato nel 2023 e anche nel 2024 ed è tuttora in vigore fino al prossimo anno, nel 2025.
Con l'ordinanza del Capo Dipartimento di Protezione Civile n. 922 del 17 settembre 2022 veniva nominato il Presidente della Regione Marche come Commissario delegato e venivano stanziati i primi 5 milioni di euro per il soccorso alla popolazione e il ripristino dei servizi essenziali. Il famoso decreto Draghi, avvenuto nell'immediatezza dell'evento. C'era stata anche la visita dell’allora Presidente del Consiglio sui luoghi di questo disastro.
Con l'ordinanza del Capo Dipartimento di Protezione Civile n. 924 del 20 settembre 2022 veniva concessa la possibilità di nominare anche un Vicecommissario, che veniva poi scelto nella persona dell'ingegner XY, che ha effettuato la ricognizione del danno con la collaborazione della Direzione di Protezione Civile e Sicurezza del Territorio della Regione Marche.
Nell’immediatezza degli eventi il Genio Civile della Regione Marche, in questo caso non del Commissario straordinario, ha effettuato lavori di somma urgenza nelle primissime ore e nei primissimi giorni per 13 milioni di euro e - e su questo ci potrò anche tornare, volendo, se ci saranno domande più dettagliate. Ho proprio una relazione – ad oggi il Genio Civile Regione Marche, con fondi POR FESR e fondi regionali, è intervenuto dal 15 settembre 2022 al 30 ottobre 2024 con 25.721.000 euro. Questi non sono fondi eccezionali dati dai Governi, sui quali arriverò, ma sono fondi regionali e fondi POR FESR portati avanti dal Genio Civile della Regione Marche: 25 milioni ad oggi.
Con la proroga del 28 agosto 2023, di ulteriori 12 mesi, e la legge 8 agosto 2024 n. 111, è stato eccezionalmente prorogato fino al 17 settembre 2025 lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici.
I fondi stanziati dal Dipartimento di Protezione Civile per questa emergenza ancora in atto e dal Governo sono i seguenti: Fondi FEN del 2022: 5 milioni dati nell'immediatezza e riconosciuti dal Governo Draghi; 19 ottobre 2022, appena insediato il Governo Meloni, ulteriori 1,1 milioni di euro, sempre fondi FEN. Siamo quindi a 6,1 milioni di euro fino a quel momento.
Successivamente, con la legge 29 dicembre 2022, n. 197, sono stati affidati ulteriori 100 milioni di euro per ciascun anno 2023 e 2024 e poi, con legge del 13 gennaio 2023, ulteriori 200 milioni per l'anno 2023. I famosi 400 milioni dati dal Governo Meloni nei mesi successivi a questi eventi.
Tramite il portale regionale Cohesion Alluvione 2022 sono state presentate 2.651 richieste di intervento di soccorso, assistenza alla popolazione, ripristino delle funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale e delle terre e rocce da scavo prodotte dagli eventi, oltre alle misure volte a garantire la continuità amministrativa nei Comuni dei territori interessati.
Per farvi fronte sono stati approvati piani di Protezione Civile per 159.919.400 euro, per un totale di 1.483 interventi. Successivamente ulteriori 29 interventi, per un totale di altri 15.701.000 euro, richiesti dalla stessa struttura del Vicecommissario straordinario per la messa in sicurezza dell'area del Misa, Nevola e Cesano, indispensabili al fine di ridurre il rischio di nuove esondazioni e salvaguardare la sicurezza e la continuità delle infrastrutture presenti.
Perché abbiamo distinto queste due fasi? Perché una è la fase del ripristino dei luoghi e della rimozione dei materiali, l'altra è la fase degli ulteriori lavori, lavori strutturali, che tendono a mantenere, nel limite del possibile, in sicurezza questi territori in maniera più stabile e prospettica.
Questi interventi, eseguiti con urgenza ed in modo mirato, sono risultati fondamentali per assicurare la stabilità idraulica e la protezione del territorio maggiormente esposto agli effetti di fenomeni meteorologici estremi. In particolare, sul fiume Misa sono stati effettuati interventi di rimozione dei materiali litoidi depositati e di riapertura delle sezioni idrauliche per garantire un regolare deflusso delle acque. È stato inoltre eseguito il rinforzo delle arginature danneggiate al fine di prevenire ulteriori cedimenti strutturali e ridurre il rischio di esondazioni. Contestualmente è stato rimosso materiale legnoso depositato in corso d'acqua a seguito dell'alluvione.
Ugualmente al torrente Nevola, sono state riaperte le sezioni idrauliche mediante l'asportazione dei sedimenti accumulati, così da favorire il corretto flusso dell'acqua. Anche in questo caso è stato rimosso il materiale legnoso alluvionato che ostruiva parzialmente il corso d'acqua.
Ugualmente, sul fiume Cesano e sul fiume Burano, analogamente agli altri corsi d'acqua, si è proceduto con la rimozione dei materiali depositati, sia litoidi che legnosi, con il rinforzo delle arginature danneggiate dagli eventi alluvionali. Tale operazione ha avuto come obiettivo il ripristino delle sezioni idrauliche per garantire la sicurezza idraulica nei territori attraversati.
Nei 159.914.000 euro approvati rientrano anche il CAS, dal 16 settembre 2022 al 16 settembre 2024, per 3.762.000 euro; interessano 13 Comuni e ad oggi sono ancora fuori dalle abitazioni 194 nuclei familiari. Rientrano nella stessa cifra i ristori a imprese e famiglie, la cosiddetta fase dei 5.000 euro alle famiglie e 20.000 euro alle imprese. Per quel che riguarda le istanze pervenute da parte delle famiglie, sono 3.115, per le quali sono stati utilizzati 13.597.000 euro. Le imprese invece sono 142, i famosi 20.000 euro, istanze pervenute per un importo totale di 10.414.000 euro.
Per la seconda fase relativa ai ristori cosiddetti pesanti, quelli che devono avvicinarsi maggiormente alla realtà dei danni avuti, non tanto ai 5.000 o ai 10.000 euro indirizzati a imprese e famiglie, da una prima ricognizione si è proceduto ad impegnare una somma complessiva di 42.548.370 euro per 514 istanze, cumulativamente trasmesse dai Comuni, istruite attualmente sono 458, per un importo ammissibile a contributo di 11.418.000 euro. Le altre sono in fase di istruttoria, anche perché è un working in progress che sta andando avanti in questo momento. Ci sono anche da tenere in considerazione, sempre in questa cifra, 54 potenziali delocalizzazioni per 8.475.000 euro, che sono ancora in fase di istruttoria e di valutazione.
Danni alle imprese che si stanno ristorando. Sono 150 pratiche pervenute, di cui 129 ritenute ammissibili, per un importo stimato di 12.654.804 euro. Poi ci sono le pratiche relative alle aziende agricole, che sono state distinte: 101 pratiche pervenute, di cui 85 ammissibili, tre in fase istruttoria, per un importo ulteriore stimato di 2.415.000 euro.
Questa del ristoro e dell’agricoltura, secondo me, è una fase particolarmente importante, di cui non si era tenuto conto così puntualmente anche in passato. La ritengo particolarmente utile.
Nel corso dell'emergenza furono incaricate la Fondazione CIMA e l'Università di Firenze per fornire rispettivamente studi e analisi finalizzate all'aggiornamento della pianificazione di bacino dei fiumi Misa e Nevola e della rete del sistema di allerta in conseguenza del verificarsi di eventi estremi, e studio di eventi franosi.
Questo studio ha fatto sì che il ripristino degli idrometri lungo i corsi dei fiumi – precedentemente danneggiati – fosse anche modificato, valutando la differenza dello stato dei fiumi nel post-alluvione. Ad esempio, sono state adottate misure di maggior prudenza che non erano state valutate nel passato, poiché fenomeni di questo genere storicamente non si erano valutati.
Nel sistema di allertamento è cambiata, grazie a questo studio, anche la modalità di allertamento, che oggi si sta di nuovo rivalutando alla luce della messa in sicurezza di quei corsi d'acqua, che hanno visto anche una profondità rivisitata perché l'escavo è stato rivisitato di nuovo. Se noi mantenessimo gli idrometri con lo stesso… andrebbero in allarme più spesso o meno. Comunque è un working in progress. Si stanno continuando anche a modificare i sistemi di allertamento alla luce delle modifiche che stanno avvenendo sui territori grazie anche ai lavori che stiamo portando avanti.
Inoltre il Commissario delegato è stato autorizzato ad avvalersi dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Camerino per l'acquisizione degli elementi conoscitivi scientifici finalizzati alla definizione e realizzazione degli interventi più urgenti di riduzione del rischio residuo, il famoso piano del Commissario sul quale adesso arriviamo.
Gli studi di cui sopra sono stati propedeutici per l'approvazione del piano per la realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali del Commissario delegato, che consente una progressiva azione di riduzione del rischio sui territori colpiti dagli eventi citati in premessa, anche attraverso la realizzazione di opere di carattere strutturale e infrastrutturale.
Il Commissario delegato ha individuato, con proprio provvedimento, anche per stralci successivi, nel limite delle risorse finanziarie, d'intesa con l'Autorità Distrettuale di Bacino dell'Appennino Centrale, gli interventi più urgenti di ripristino delle strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate per un totale di 113.820.000 euro, per 29 interventi.
Inoltre lo stesso decreto approva anche il completamento del secondo stralcio di Bettolelle, l'ampliamento della cassa di espansione di Pancale e Lucerta, per ulteriori 16.688.000 euro, fondi 2023 finanziati dal MASE.
Degli interventi del predetto piano si trovano già in fase di affidamento lavori 20 di questi interventi per 89.591.000 euro. Inoltre è stato stipulato con SOGESID un accordo quadro per sviluppare progetti e gestire le procedure di affidamento ed esecuzione degli stessi per le vasche di laminazione a monte di Senigallia.
Venendo ai numeri sull'utilizzo di questi fondi, ad oggi i fondi relativi agli stanziamenti FEN, legge n. 6, quindi i 6.100.000 euro (5 milioni del Governo Draghi, più 1,1 milioni del Governo), più i 200 milioni inizialmente impegnati, sono stati così ripartiti e messi in campo:
- piani di Protezione Civile approvati, 159.919.000 euro;
- ristori concedibili a seguito di istruttoria, importo impegnato 42.548.000 euro;
per un totale di 202.460.000 euro.
La differenza di 3.632.000 euro è una rimodulazione presso il Dipartimento al fine di rimodulare interventi già approvati che hanno avuto una variazione di importo nel corso di questi periodi.
I fondi relativi, invece, alla legge n. 197, i 100 milioni per l'anno 2023 ed i 100 milioni per l'anno 2024, sono così ripartiti:
- per il piano del Commissario delegato, 113.820.000 euro;
- per la rimodulazione e integrazione del piano del Commissario di prossima approvazione, ulteriori 86.180.000 euro per lavori strutturali che sono messi in campo e previsti per la messa in sicurezza stabile del territorio anche in prospettiva.
I famosi lavori che si stanno facendo, non tanto per i ristori e la rimessa nell'immediata sicurezza e funzionalità dei territori, ma anche quelli per la messa in sicurezza più strutturata e più strutturale.
A queste cifre si aggiungono anche 20.939.000 euro, fondi europei, concessi alla Regione Marche con un contributo finanziario del Fondo di Solidarietà Europeo. Questi ultimi saranno investiti per ulteriori interventi strutturali che saranno allo studio, non sono attualmente ancora stati messi in campo.
A tutto questo vanno aggiunti anche 4 milioni di euro della Regione Marche dal fondo regionale, appunto, per ristori auto e mezzi, che sono andati a ristorare circa 1.000 automezzi danneggiati.
In questo periodo è stata portata anche a compimento, questo è un fondo a parte che era già stato stanziato da molti anni e non utilizzato, la vasca...
PRESIDENTE. Un attimo, Assessore. Siccome in questa fase non interverrà il Presidente, lasciando spazio al dibattito per ascoltare le proposte, le riflessioni che emergono, gli interventi e le esposizioni dei Consiglieri che vorranno prendere la parola, vi chiedo se possiamo concedere 3 minuti ulteriori per far concludere, assommando il tempo che sarebbe stato a disposizione del Presidente. Prego.
Stefano AGUZZI. Se avessi guardato l'orologio, magari sarei a chiudere senza questi ulteriori minuti.
È stata portata a compimento anche la vasca di Bettolelle in questi ultimi periodi, per 4.200.000 euro.
Quello che voglio mettere in evidenza, con pochissime considerazioni finali, dopo aver letto i dati tecnici per portare a conoscenza con esattezza il Consiglio regionale, per poi proseguire col dibattito, è l'eccezionalità dell'evento, perché effettivamente è stato un evento veramente eccezionale rispetto ad altri che si sono susseguiti anche negli ultimi giorni e nelle ultime settimane, con esondazioni e qualche rottura di argine.
Qui c'è stato qualcosa di particolare, più simile ad uno tsunami, come viene descritto. Io non ho tempo adesso, altrimenti vi avrei descritto quanto è avvenuto ad una persona mia carissima amica, che è il famoso imprenditore delle farine di Barbara, che mi ha descritto con esattezza quanto è avvenuto quel giorno davanti al suo piazzale e l'auto di quella povera donna con la figlia, che poi è stata ritrovata alle Isole Tremiti, che andò via sotto i suoi occhi. Ancora ho la pelle d'oca, usiamo questo termine. Non lo descriviamo qui, ma è stata una cosa terribile. Questa è l'eccezionalità dell'evento.
La seconda considerazione riguarda la risposta del Governo, che è stata molto forte e molto puntuale, fortunatamente. E dico fortunatamente, altrimenti non avremmo potuto far fronte a tanti lavori e anche a tanti ristori che abbiamo messo in campo e che stiamo mettendo in campo, in parte.
La cosa sulla quale va posta ugualmente l'attenzione, grazie a questi finanziamenti, è il fatto che, al di là di cercare di ristorare nel migliore modo possibile, per quanto sarà possibile, e di ripristinare i territori nella loro funzionalità - così come si è fatto, si sta facendo e si continuerà a fare - vi è anche la messa in sicurezza del territorio con opere strutturali: il rifacimento di ponti, eliminando le pile che sono all'interno degli alvei, il rifacimento degli argini e la pulizia di interi tratti fluviali, come è avvenuto sul Misa e sta avvenendo sul Burano, Candigliano e Nevola.
In modo che, per quanto sarà possibile, anche eventi abbastanza forti, come stanno purtroppo avvenendo in molte parti d'Italia e, come vediamo, anche in Europa, dovuti ai forti cambiamenti climatici, possano in qualche modo garantire quella sicurezza sufficiente perché queste situazioni non debbano più accadere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la relazione perché oggi non ha letto, come l'altra volta, il rapporto di evento, perché l'altra volta, non avendo contezza di quello che era accaduto, giustamente, si è dovuto ancorare agli atti ufficiali.
Intervengo perché il Presidente, pur avendo chiesto questo Consiglio come parte comunicativa, si riserva poi di intervenire successivamente, quindi, Presidente, avremo modo oggi di confrontarci su questo tema.
Ci sono i motivi per i quali il Consiglio è stato convocato, ci sono 10 atti ispettivi, qualcuno, come diceva la Consigliera Casini in Conferenza dei Capigruppo, anche datato, perché noi ci siamo mossi immediatamente e, come vedrete, ho intenzione, almeno i 7-8 che sono a mia prima firma, di illustrarli tutti, perché si vede il lavoro che abbiamo messo in campo come gruppo, che non è stato solo quello di critica, come potrebbe risultare oggi, ma fin da subito un approccio totalmente collaborativo e volto a dare indicazioni.
Oggi arriviamo qui perché la Consigliera Vitri, sommando gli atti, ha avanzato la proposta di discuterli tutti insieme e perché dopo due anni penso che ci fosse questa necessità.
Tutti sanno come le cose sono realmente andate, perché il Presidente ha ritenuto opportuno mettere in campo un’operazione sinottica rispetto a un’alluvione che, ahimè, voi non conoscevate per niente, se non per i fatti, ed è quella del 2014, sulla quale non torno, ma che ci dovrebbe insegnare tanto.
Ahimè, quello che è avvenuto a Valencia, non ci si mette le medaglie di chi è stato più bravo rispetto a quello che è accaduto in passato, non si fa. Lì hanno fatto un'operazione incredibile per la gestione del fiume, tanto da diventare un riferimento mondiale, hanno deviato il fiume, recuperato il vecchio alveo alla fruibilità della città e del Paese e, nonostante questa grande opera, dedizione e tante risorse messe a disposizione… Purtroppo, le giornate trascorse ci dicono che dobbiamo sempre continuare ad investire, guardando agli investimenti del passato, alle scelte del passato, continuando a lavorare, perché purtroppo questi fenomeni non smettono di accadere, purtroppo accadono.
Io soprassiedo…, lo dico per me e per tutti, perché nella relazione, quando si ricostruiscono i passaggi, dobbiamo anche evidenziare che cosa è successo in fase di allerta prima e di allarme poi. L'evento eccezionale, come lo abbiamo gestito.
Vi dico solo, per esempio, che la città di Senigallia è stata allertata per sbaglio. È successo un dramma sul piano dei danni, ma fortunatamente nulla alle persone. Non c'è stata una procedura. Senigallia è stata allertata per caso da un ex dipendente del Comune di Senigallia, tra l'altro oggi con responsabilità amministrative in un altro Comune, che casualmente, vedendo quello che stava accadendo a Serra de' Conti, ha chiamato una sua collaboratrice d'ufficio e, per fortuna, è stato attivato il COC. È partito il sistema, che funziona in quella città, dell'organizzazione della Protezione Civile. Un fatto che non c'entrava niente con le procedure in atto.
L’altra volta, Presidente, quando abbiamo parlato del 2014, ho detto che non avevate grande competenza e consapevolezza di quello che era accaduto. Non lo dicevo, Presidente, per scherno o per critica. Vi ricordavo che a dicembre del 2021 il Comune di Senigallia, per moto proprio, aveva deciso per Natale di mettere le lucine forando tutti gli argini. Martedì scorso l'Assessore non c'era, oggi sì. Il Comune era venuto qui, dopo che c'era stata una piena e aveva portato via tutto, per sollecitare il riposizionamento di quell’obbrobrio. Per fortuna la struttura e, penso, anche l'Assessore, con responsabilità, hanno evitato che ci fosse un ulteriore scempio nella città, proprio per parlare di consapevolezza delle situazioni.
Il percorso, Presidente, è riassunto, lo vedremo poi più avanti negli atti che abbiamo preparato, nati dal primo intervento del sottoscritto, martedì 20 settembre 2022. Il 22 avevamo preparato un'interrogazione a risposta immediata, con la quale davamo alcune indicazioni di quelle che erano le necessità. Le abbiamo date, quelle sì, sulla scorta di una tragica esperienza, perché abbiamo chiesto nell’assestamento di bilancio di stornare 8 milioni di euro nei confronti della comunità alluvionata, perché sapevamo che tra lo stato di emergenza, che è stato sì rapido e anche consistente, e la ricaduta di quelle risorse sul territorio ci sarebbe stato un arco temporale che non avrebbe permesso alla popolazione di risollevare in tempi brevi la testa. Con l'idea di acquistare tutto quello che era stato svuotato nelle case, da Cantiano a Senigallia. Quello sì, Assessore, è stato un evento incredibile anche sul piano della dimensione del territorio interessato. Ma le famiglie, immediatamente dopo, avevano bisogno di deumidificatori, di ripristinare al minimo l'impianto elettrico, di frigoriferi, di elettrodomestici minimi, e avreste potuto aiutarle e non demandare, come al solito, al lavoro encomiabile delle associazioni di volontariato, Caritas in primis, che hanno surrogato e supportato con i volontari quel tipo di percorso.
Dopodiché, le risorse, è vero, ce ne sono tante. Però anche le vostre dichiarazioni, che si sono articolate nel tempo, oggi non trovano un immediato riscontro.
Provo su temi, perché sono dentro le mozioni e le interrogazioni che abbiamo presentato. Un sistema, diceva l'Assessore, che ancora è in via di ricalibratura, il sistema di allerta dell'intero territorio. Parlo delle valli del Misa e del Nevola. C'era stata una dichiarazione, con il coinvolgimento dei Comuni, poi vengo all'altro tema, che entro un anno avremmo avuto un nuovo sistema di allertamento. Ad oggi sono passati oltre due anni e non c'è assolutamente nulla.
Al di là del tempo di ritorno di 1000 anni, che è stato prima ricordato, qualsiasi evento, anche nelle scorse settimane, ha visto il territorio muoversi con le modalità che ogni Comune pensa sia giusto attivare. Se lì non c'è quello che avevamo indicato, ahimè, rischiamo fortemente di ritrovarci nella stessa identica condizione.
Il tema degli interventi, Assessore, avremo modo di ritornarci nel dettaglio e le risorse…, mancando un elemento … Con il Consigliere Mastrovincenzo dal primo giorno avevamo chiesto il Comitato istituzionale, elemento indispensabile per programmare, progettare e intervenire con una consapevolezza complessiva del territorio. Per scelta politica non l’avete costituito. Per scelta politica non avete dato seguito ad un impegno di quest'Aula. Allora il Consigliere Ciccioli si metteva la medaglia dell'ufficio di fiume. Niente di tutto questo è accaduto e le risorse le avete, per il momento, utilizzate a gettone, a richiesta e senza una programmazione complessiva.
Faccio solo una battuta, avendo consumato tutto il mio tempo: gli incarichi dati per i rilievi sono dovuti per forza essere...
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Finisco quello che stava dicendo il Consigliere Mangialardi: i voli, le aerofotogrammetrie fatte prima degli interventi di somma urgenza, per far capire quanto in somma urgenza è stato cavato, scavato dal fiume, sono stati rifatti perché la morfologia dei terreni del bacino idrografico del Misa erano completamente modificati.
Per farvi capire che significa toccare un fiume. L'ho già detto l'altra volta, toccare l'alveo del fiume con interventi puntuali, che non sono stati stabiliti con un piano che individui l'intero bacino idrografico, è un pericolo, perché senza le vasche di espansione, di laminazione, accelerare la velocità dell'acqua è un pericolo per le zone a valle. E per questo non ci vuole un esperto di idraulica, basta farlo dentro casa, uno lo fa con la sabbia e riesce a capire che questo succede.
Martedì scorso il Presidente ha detto milioni di metri cubi e io mi sono terrorizzata, come mi sono terrorizzata quando ho visto la prima mozione presentata dal Consigliere Mangialardi, con la quale si impegnava a dare prosecuzione ai lavori di somma urgenza su tutto l'alveo per la rimozione degli arbusti e dei detriti. Ho detto: ma è impazzito, ancora oggi? E’ datata 30 dicembre 2022 la prima mozione che abbiamo presentato, che ancora non è stata discussa. Anche questo vorrei dire.
1000 anni di tempi di ritorno, i cambiamenti climatici finalmente cominciate tutti a vedere che esistono. Ripeto, l'Europa aveva cominciato negli anni '90 a scrivere nelle matrici ambientali la dicitura cambiamenti climatici come parametro, non si sapeva cosa fossero, oggi lo sappiamo bene. 1000 anni di ritorno, Assessore, con un'azione antropica assolutamente diversa. C'è un'antropizzazione del territorio che, presumo, immagino…, ma può essere verificata dall'atlante che una volta si aggiornava, oggi non si aggiorna più, delle Marche, proprio per vedere come cresce l'urbanizzazione rispetto alle zone che rimangono libere.
I FESR, Assessore, ogni 5 anni vengono dati, non è che siete stati bravi a trovare i fondi FESR per fare degli interventi rispetto al dissesto geologico. I FESR vengono dati ogni 5 anni e il peso è identico, con le stesse identiche misure più o meno, dalla Comunità Europea. Si prende e si postano le risorse sulle misure che interessano.
Mi piacerebbe sapere alcune cose, però, so che tutto il materiale che è stato tolto dall'alveo del fiume Misa è ancora bancato in una bella montagna, che non è stata mai caratterizzata, quindi non si sa se potrà essere usata, come si dice, per il ripascimento delle coste. Anche perché ci vuole una caratterizzazione, non è che noi possiamo prendere i materiali da un alveo e spostarli da un'altra parte. E questa è la prima cosa.
La somma urgenza l'abbiamo detto. La pianificazione, dicevamo prima, la pianificazione di bacino non c'è stata, anzi l’avete delegata ad una società che è una partecipata al 100% pubblica del Ministero dell'Ambiente, della quale poi parleranno i miei colleghi. Ma non è solo questo, vi volevo chiedere alcune cose alle quali non mi è stato risposto.
I Comuni non sono stati assistiti, come sempre succede, da squadre di rilevazione dei danni e, come sapete, i Comuni, specie quelli più piccoli, hanno sì e no un tecnico comunale, a volte anche a scavalco col Comune vicino, quindi, sono stati abbandonati.
Non è stato istituito un ufficio di piano. Questa è una cosa gravissima, perché questa Regione, mediante l'istituzione degli uffici di piano, ha formato personale che poi è stato utilizzato, valorizzato all'interno delle strutture e ha dato un supporto importantissimo a tutti gli uffici comunali.
Dopo 2 anni abbiamo deciso di mandare tutto a Roma, fatto un'associazione con ATIM. Ci piace proprio Roma, perché, evidentemente, non abbiamo tecnici bravi nelle Marche o non siamo fiduciosi della bravura dei tecnici delle Marche.
Per quanto riguarda la decisione delle priorità del piano, dicevamo prima che non è stato istituito il Comitato istituzionale, che il Consigliere Marinelli tanto si lamentava perché si riuniva ad Ancona. Certo, sarebbe stato molto difficile riunirsi ad Arquata del Tronto, a Montegallo, perché non c'era nulla in piedi, non era facile trovare nelle aree interne una sala dove mettere tutti i rappresentanti dei Comuni per poter discutere insieme la priorità degli interventi.
Presidente, chi l'ha decisa la priorità degli interventi? Perché sul fosso del Burano non si è pensato, per esempio, di fare uno studio sul bacino idrografico, che prende in parte anche la vicina Umbria? È una domanda che le faccio, magari se la fanno anche loro.
La priorità. Avete detto prima 13 milioni di euro in somma urgenza. A me risulta, ma potrei sbagliare, Assessore, e vorrei tanto sbagliare, che è stato realizzato un impianto fognario a Cagli di 7 milioni di euro in somma urgenza. Sicuramente è una bugia, sicuramente è sbagliato, sicuramente non sarà vero, ma qualora fosse vero, ricordo che un impianto fognario da 7 milioni di euro non può essere una somma urgenza, è molto lontano.
Per quale motivo gli alluvionati delle Marche hanno diritto soltanto al rimborso dell'80% per la ricostruzione dei loro alloggi, mentre i terremotati delle Marche hanno diritto al 100%? Oddio, stiamo perdendo anche quelli, perché sapete che non c'è più il 110, quindi ci saranno dei problemi. Ma perché l'Emilia-Romagna… a confine hanno diritto al 100% e noi invece nelle Marche non abbiamo diritto al 100%? Forse perché il Commissario lì è Figliuolo e qui è lei, Presidente? Facciamoci anche questa domanda.
Per quale motivo il tetto dei danni alle imprese…, faccio l'esempio di una vetreria che ha avuto 2,5 milioni di euro asseverati di danno ed ha ricevuto 400.000 euro e potrà ricevere solo un tetto massimo fino a 400.000 euro, perché? Perché nelle Marche del sud le ditte che hanno avuto dei danni sono state rimborsate totalmente? Perizie asseverate, verifiche, controlli, sono stati rimborsati persino i layout. Sono state rimborsate anche delle spese per delocalizzare le imprese e per spostare i layout quando non erano distrutti. Perché abbiamo cittadini di serie A e cittadini di serie B?
E per quale motivo, per esempio, non abbiamo tenuto conto, se non in un piccolo comma, dell'assetto di progetto della media e bassa valle del fiume Misa, che era stato adottato dal Comitato istituzionale nel 2016, che rappresentava, quello che dicevo prima, la necessità di un assetto che fosse perimetrato su un bacino molto più vasto, che vedesse anche tutti i corsi d'acqua minori.
Il Consigliere Rossi è arrabbiato con il Consorzio di bonifica, ma gli interventi sul Misa e sul bacino del Misa non glieli ha dati qualcun altro. C'è nome e cognome qui dentro di chi li ha dati, può facilmente verificarlo.
Il tavolo tecnico regionale permanente di coordinamento dei contratti di fiume: ne è stato tenuto conto? No. Eppure c'era sul Misa. I contratti di fiume, l'accordo agroambientale d'area.
Ora noi a breve approveremo, perché è all'ordine del giorno, una modifica del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) e toglieremo dei soldi che erano stati messi sugli accordi agroambientali d'area, proprio per ridurre il dissesto idrogeologico. Ma questi, signori miei, bisogna costruirli dal basso, andare in quelle zone, parlare con le imprese, i cittadini, i Sindaci. Costruire un accordo agroambientale d'area, dove le imprese sono un centinaio e gli ettari sono tantissimi, è faticoso. E allora che facciamo? I residui, Assessore Antonini, li diamo a misura, li diamo a ettaro, che pure è una cosa buona e giusta darli a ettaro, perché le imprese hanno bisogno. Però, invece di fare dei lavori strutturati, degli investimenti, li diamo a misura. Significa non a metro quadrato, ma a ettaro. Va bene lo stesso, ettaro di biologico e benessere animale, va bene lo stesso.
Abbiamo perso l'occasione di utilizzare, come dicevo prima, personale marchigiano, di formare personale marchigiano, affidando tutto ad una società partecipata al 100%, certo, dal Ministero dell'Ambiente. Nessuna questione rispetto alla legittimità di questo aspetto dal punto di vista amministrativo, ma sarebbe stato molto meglio aiutare gli uffici tecnici comunali. Voi sapete che nel cratere sismico sono stati anche stabilizzati negli anni scorsi…, non quest'anno perché viene prorogato il triennio, in cui hanno lavorato questi giovani, per un anno, quindi viene bloccata l'obbligatorietà di stabilizzarli, e viene venduta come una grandissima novità. Li manteniamo per un anno, ma non si dice che praticamente non li stabilizziamo, malgrado loro abbiano i requisiti per essere stabilizzati.
Sono state abbandonate quasi tutte le amministrazioni, devo dire, qualcuna è stata più abbandonata e qualcuna è stata meno abbandonata, perlomeno da quello che ho sentito raccontare da cittadini e Sindaci.
Ci piacerebbe che si rispondesse a queste domande e soprattutto credo che…, proprio perché siamo di fronte a degli eventi improvvisi, nell'ultimo caso non pioveva a Senigallia, pioveva nell'interno, finalmente dovremmo renderci conto che deve essere tutelato e sistemato il reticolo minore.
Per carità, non amo fare la Cassandra, ma non sono sicura che in questo momento, con i lavori che sono stati fatti sull'alveo, la situazione non sia peggiorata e non mi auguro di avere ragione. Mi auguro, invece, di avere torto, perché sarebbe brutto qualora questo fosse verificato. Ma quando si toccano e quando si usano le somme urgenze non per spalare fango, ma per fare degli interventi che andrebbero visti in maniera strutturale, si fa un danno permanente, che non viene valutato.
Noi diciamo che la gestione di questa alluvione non è stata fatta al meglio, che poteva essere fatta al meglio con un maggiore rispetto per le Marche.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei ringraziare tutto il Consiglio anche per questa occasione di confronto aperto sull'alluvione del 2024, che era partita da una mia proposta, proprio perché, come ha già detto anche il Consigliere Mangialardi, avevamo numerosi atti presentati che si stavano accumulando senza avere risposta e oggi, nel modo più propositivo e collaborativo possibile, vorrei chiedere al Presidente Acquaroli, che è anche Commissario delegato per l'alluvione, di focalizzarsi su due aspetti diversi, su cui è necessario dare risposte e intervenire.
Innanzitutto, la messa a terra delle risorse: si continuano a sbandierare milioni, milioni e milioni, i soldi ci sono, ma non sono stati messi a terra e le dirò anche perché. Poi, il secondo fronte è quello dell'uguaglianza. La Costituzione ci dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma qua non sta avvenendo. Presidente, non sta avvenendo per diversi motivi, diversi, e in alcuni, in particolare, avete anche delle responsabilità.
Per essere sintetici, perché poi affronteremo nello specifico alcuni temi anche con le mie interrogazioni, che ho già depositato diversi mesi fa e mi auguro ci siano delle risposte, parto dal primo punto, quello delle risorse.
Abbiamo avuto 400 milioni in tre annualità dal Governo, più 5 milioni nell'immediata post alluvione dal Governo Draghi, ma il paradosso è proprio nell'avere queste risorse e non essere riusciti a metterle a terra. Perché lei pensi che, di tutte queste risorse, degli interventi ancora ne sono partiti solo due, ad esempio a Cantiano.
Il problema è proprio quello di non essere riusciti a confrontarsi con i Sindaci e gli amministratori del territorio. Una prima proposta era arrivata da alcuni Sindaci e le avevano chiesto di istituire già due anni fa dei tavoli tecnici, a cui lei, come Commissario del post alluvione, avrebbe potuto partecipare anche insieme all'Assessore Aguzzi e ai Sindaci, mi riferisco, in questo caso, alla mia provincia, della zona del Catria Nerone. Lei aveva accettato questa proposta, aveva dato la sua disponibilità ed era stata apprezzata. Di questi tavoli tecnici, in 2 anni, non è stato convocato nessuno, se non uno negli ultimi giorni, recentemente, dopo aver già deciso e concordato questo Consiglio monotematico. Ma per 2 anni non c'è stato alcun confronto.
Per quello che riguarda i lavori effettuati, noi abbiamo avuto una serie di schede tecniche che sono state presentate, ma c'è stato anche qui il paradosso del mancato coordinamento, che è pesato poi sul territorio, dove si sono avuti altri danni e conseguenze ingenti per il mancato intervento. Un caso emblematico, di cui vorrei portare solo l'esempio, è quello avvenuto a Cantiano, a Pian di Balbano, dove meno di un mese fa, il 10 ottobre, la frazione è stata nuovamente isolata e le abitazioni si sono ritrovate senz'acqua per la rottura di una condotta. Sa perché, Presidente? Perché qui non è stato ancora messo a terra nessun intervento, nonostante ci fossero tre schede ANAS che prevedevano l'intervento su precisi progetti: il ponte crollato per 1.365.970 euro, un ponte da rialzare per 682.000 euro, la strada in Pieve di Pian di Balbano per 6.488.360 euro.
Tre schede ANAS, quindi, che chiedevano l'intervento per queste cifre. Sa che fine hanno fatto queste tre schede dell'ANAS? Sono andate perse. Non si è potuto intervenire e proprio lì, dopo aver perso le schede dell'ANAS, un mese fa, guarda caso, la frazione è stata di nuovo isolata -non solo non si è fatto nulla, ma si sono avuti altri danni - per la rottura di una condotta, con due strade interrotte e le abitazioni rimaste isolate per diversi giorni. Questo è solo uno dei tanti esempi per ciò che riguarda la messa a terra delle risorse.
Per quello che riguarda, invece, la disparità a cui facevo riferimento, poi approfondirò nello specifico durante le mie interrogazioni. La disparità è avvenuta in diversi aspetti. Lo accennava poco fa la mia Capogruppo, Consigliera Casini, per le popolazioni, i cittadini che hanno subito il terremoto nel sud delle Marche, i risarcimenti sono avvenuti al 100%, nel caso dell'alluvione, invece, nel nord delle Marche, al massimo si potrà avere l'80%, ma ad oggi nemmeno questo.
Mi è stato detto in un'Assemblea pubblica a Cantiano che ciò dipende dai decreti governativi, perché il primo decreto assegnava il rimborso solo all'80%. Allora io chiedo: perché la famosa filiera che sbandierate sempre tra Giunta Acquaroli e Governo Meloni questa volta non è stata attuata? Perché avete lasciato i cittadini soli e, come nel caso dell'azienda di Cantiano, la vetreria che ha avuto più di 2 milioni di danni, non vi siete interessati per dare la possibilità di ottenere il 100% o almeno fino a risorse disponibili? Dato che ci sono le risorse, mettetele a disposizione. E invece no, questa azienda può avere solo 20.000 euro.
Non solo. La disparità è avvenuta anche sotto un altro punto di vista, che io considero particolarmente grave. Sono arrivati, in questi ultimi mesi, dai fondi messi a disposizione, al Comune di Pergola, 12 milioni di euro. Nel Comune di Pergola c'è stata una via che ha subito dei danni. Nella frazione di Cantiano, che è stata totalmente devastata, sono arrivati solo 2 milioni di euro. Come si spiega questa disparità? Un paese totalmente devastato, basta andare a vedere le immagini, comunque ci siete stati, a Cantiano 2 milioni, Pergola, vicina, 12 milioni. A cosa si deve? Due chiese dello stesso rilievo storico-architettonico, la Chiesa delle Tinte a Pergola, ha già avuto le risorse per poter essere ristrutturata per 2 milioni., la Chiesa della Collegiata, che è uno dei simboli di Cantiano, ancora inagibile, totalmente devastata, 0 euro. Questa è una disparità su cui lei, Presidente e Commissario, deve darci delle risposte, perché noi non riusciamo a darle. I cittadini che abitano in quel territorio devono avere queste risposte.
Poi un'altra grave disparità, che non è solo quella geografica, politica, comunale tra i vari Comuni del Catria e Nerone, è anche quella che riguarda i danni che hanno subito le attività economiche e i privati, e lo ribadisco. Ci sono attività che non hanno potuto nemmeno presentare la domanda, nemmeno chiedere il risarcimento, perché non avevano una conformità urbanistica regolare. Ma nella vicina Emilia-Romagna è bastato un intervento del Presidente che chiedeva di ammettere tutte quelle domande, che almeno avevano fatto richiesta di conformità urbanistica. Perché lei non l'ha fatto, Presidente Non parliamo di abusi edilizi. Parliamo di case e attività economiche che probabilmente hanno aggiunto un tramezzo, che sono state devastate, che non possono avere un euro.
In questo caso le porto l'esempio di un'attività economica di Cagli, un maneggio con quasi 20 cavalli aveva 2,70 metri di acqua nel vicino deposito degli attrezzi e non può accedere nemmeno a un contributo di 1 euro per poter ripartire. Il titolare, i soci, i dipendenti hanno messo in salvo i cavalli, sono riusciti a non avere per fortuna delle vittime, ma non possono avere 1 euro perché nelle Marche non possono fare la domanda se non c'è la conformità urbanistica. Ma che significa? Almeno fategli ammettere la richiesta di domanda e poi valuterete. Se c'è un abuso edilizio grave, per carità, sono la prima a dire che non ne ha diritto. Ma se riguarda una piccola modifica e la richiesta di conformità c'è, non ci spieghiamo perché si penalizza rispetto all'Emilia-Romagna, dove invece si ha diritto al risarcimento.
Sono tanti i motivi per cui non ci spieghiamo perché in questa Regione, purtroppo, la struttura non abbia funzionato, non abbia dato delle risposte e i cittadini siano stati quasi abbandonati a se stessi, così come gli amministratori e i tecnici.
Al di là delle richieste specifiche che ho presentato con le mie interrogazioni, mi auguro che oggi sia un'occasione per ripartire, per dare delle risposte ai privati e agli imprenditori, ma anche per mettere in sicurezza il territorio, per fare in modo che non avvenga mai più ciò che è avvenuto 20 giorni fa a Cantiano, nella frazione di Pian di Balbano, dove sono state addirittura smarrite le schede ANAS.
Per quello che riguarda i ristori, anche qui anticipo ciò di cui parleremo con una mia interrogazione, mi pare che la filiera non abbia funzionato, ma nemmeno la macchina organizzativa della struttura commissariale sia stata d'aiuto.
Vorrei capire perché, al di là dei primi 5.000 euro per i privati e dei 20.000 per le attività economiche, nella seconda fase - quella delle perizie asseverate – solo 15 aziende su 60, che hanno presentato i modelli C3 e B3, siano state ammesse, probabilmente per il motivo di conformità a cui ho fatto riferimento. E le altre 45 attività che non hanno avuto nulla? Le abbandonate a loro stesse? Oltretutto, quelle che sono state ammesse hanno avuto solo il 20%.
Per quello che riguarda i modelli B3, ancora peggio: sono state ammesse, pensate, su 143 pratiche, solo 25. Nel modello B3, tra i privati che potevano avere diritto a danni fino a 5.000 euro, il risarcimento è stato riconosciuto solo a 25 pratiche su 143, anche qui solo per un anticipo del 20%. Presidente Acquaroli, ciò significa che l'80% delle abitazioni a Cantiano, e parlo solo di Cantiano in questo caso, non ha potuto presentare il modello B3.
Ne approfitto per aggiungere solo una richiesta, che non riguarda i miei atti specifici, al Presidente Acquaroli. Oggi qua c'è una delegazione di rappresentanti di un comitato che si è costituito a Cagli, che interessa tutto il territorio del Catria e Nerone. C'è anche una delegazione di un comitato di Senigallia. Il comitato di Cagli le ha portato un documento con dei punti che le chiediamo di approfondire. Presidente, le chiedo anche se, a margine di questo Consiglio, potrà riceverli.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sono state dette tante cose e cercherò di non ripetermi perché, effettivamente, chi mi ha preceduto, i Consiglieri Mangialardi, Casini e Vitri, sono stati esaustivi.
Una riflessione, intanto, sulle risorse. Sono state stanziate 400 milioni di euro. L'Assessore, se ho capito bene, ha detto che sono stati impegnati 200 milioni, circa la metà, tra tutte le somme che ha detto, a noi risultavano cifre diverse rispetto ad un accesso agli atti che ha fatto la Consigliera Bora un mese e mezzo fa. La risposta del Vicecommissario è stata alquanto poco precisa, poco puntuale quantomeno, e risultava comunque un importo minore.
Fatto sta che molti interventi, troppi interventi, non sono partiti e l'altro giorno, in un'intervista al TGR, il Vicecommissario ha affermato che per la ricostruzione, messa in sicurezza e ristori servirebbero almeno 800 milioni, quindi il doppio di quello stanziato finora dal Governo.
Oggi sarebbe una bella occasione, visto che siamo riuniti tutti qui in Consiglio regionale a parlare di questo tema, se all'unisono chiedessimo al Governo di stanziare altri 400 milioni, richiesta peraltro avanzata da colui che si sta occupando principalmente del post alluvione.
Rispetto a quanto ho fatto finora non voglio ripetermi, ha detto benissimo la Capogruppo Casini rispetto ai continui interventi di somma urgenza che sono stati attivati. Erano importanti, infatti li chiedevamo nella mozione a ridosso dell'alluvione, del primo firmatario Consigliere Mangialardi, e dicevamo che servivano interventi di somma urgenza, ma servivano in quel momento. Dopodiché rischiano di seguire un approccio occasionale e sono caratterizzati da una minore trasparenza negli affidamenti dei lavori e c'è l’assenza di un progetto organico complessivo che sarebbe fondamentale.
Sono necessari interventi rapidi, bisogna fare presto, ma non bisogna fare in fretta, quindi serve un progetto complessivo che guardi avanti per tutto il territorio.
Però una domanda sorge spontanea: perché nelle Marche, così come in Emilia-Romagna, non è stato utilizzato il modello Ponte Morandi di Genova? Quando accadono eventi straordinari, estremi, servono procedure straordinarie. In quel caso le procedure attivate, molto snelle, con l'applicazione dell'articolo 32 del codice degli appalti, con l'utilizzazione di procedure che permettono di far partire tutti i lavori, i progetti in parallelo e non in sequenza, si è fatto presto e si poteva fare presto anche qui nella nostra Regione.
Diceva prima la Capogruppo Casini dei rischi dei lavori di somma urgenza e anche dei rischi dei lavori sull'alveo del fiume. Solo nella città di Senigallia, nel centro città, passano 300 metri cubi al secondo di acqua, quindi la gran parte di quantità d'acqua che può ospitare il fiume allargato… Diventa pericolosissimo laddove dovesse piovere all'interno e sulla costa. Finora, è stato già detto, non è mai accaduto che avesse piovuto fortemente sia nella costa che nell'interno, perché l'ultimo nubifragio ha visto coinvolto soprattutto il litorale e poco l'interno della nostra Regione.
È evidente, quindi, che senza casse d'espansione si creerebbero fortissimi pericoli per la popolazione. Al momento l'unica completata è quella di Bettolelle. Prima l'Assessore faceva riferimento a quelle di Pancaldo e Ponte Lucerta, che però sono ancora in fase di progettazione. Ancora non si sa bene, non si hanno notizie certe rispetto alle vasche di laminazione.
Sul reticolo idrografico minore, competenza specifica del Consorzio di bonifica, non si è fatto quello che si sarebbe dovuto fare. Il Consorzio si è occupato d'altro, non si è occupato dei fossi. Alcuni fossi, il Vallone del Cesano, della Cesanella, sono stati ad esempio dimenticati. E’ una grave dimenticanza.
Sulla viabilità, in particolar modo sui ponti, troppi sono quelli che non sono stati ripristinati e questo ha contribuito a marginalizzare aree interne della vallata a cui sono venuti meno collegamenti fondamentali.
Rispetto ai ponti, ancora non c'è chiarezza sul Ponte Garibaldi a Senigallia. Mi auguro che si facciano scelte giuste, ma al momento quelle che si stanno facendo rischiano di impattare fortemente sulla viabilità. Su questo sarebbe opportuno che si esprimesse la Soprintendenza dei beni architettonici, più volte sollecitata.
Che dire poi dell'assenza di ipotesi di lavoro su un tema strategico come quello dei terreni agricoli e forestali, affinché siano in grado di trattenere la maggiore quantità possibile di acqua possibile nei casi, sempre più frequenti, di piogge molto intense e in aree ristrette o sul tema dei rimboschimenti massicci, almeno a compensazione dei tagli effettuati.
C'è il tema dei 500.000 metri cubi di materiale scavato fino ad oggi, allocato al momento all'uscita del casello autostradale e nell'area ZIPA di Casine di Ostra, terreno quest'ultimo di proprietà di un privato che adesso lo ha richiesto indietro. Dove finiranno? Dove sarà stoccato tutto questo materiale d'ora in avanti? E che risultati hanno dato le analisi sul materiale di scavo eseguite sinora?
Consigliere Rossi, se non la interessa...
PRESIDENTE. La prego di fare silenzio. Ha ragione, chiedo scusa.
Antonio MASTROVINCENZO. Sarebbero state importanti altre scelte organizzative. Non mi ripeto. Diceva bene prima il Consigliere Mangialardi del comitato interistituzionale della Valle. L'avevamo chiesto all'inizio con una mozione, avevamo approvato anche l'ufficio speciale decentrato nella Valle Misa e Nevola, promesso e mai strutturato né tantomeno finanziato.
Sui ristori abbiamo già detto, non ci sentiamo Regione di serie B e i ristori devono essere dati al 100%.
Chiudo su un tema che oggi non è stato affrontato, quello della Protezione Civile. Un mese fa avevo presentato una interrogazione su questo. L'Assessore Aguzzi mi aveva risposto: “Una proposta di legge verrà portata in Aula molto presto, adesso al vaglio della Commissione”. L'articolo 3 di questa proposta di legge sul sistema Marche di Protezione Civile recita così: ‘Il sistema Marche esercita la funzione di Protezione Civile come definita dal codice, assicurando lo svolgimento delle attività di previsione, prevenzione, mitigazione dei rischi, di gestione e di superamento delle emergenze’”. Peccato che le buone intenzioni e i buoni propositi cozzino puntualmente con la realtà, che dice un'altra cosa: che l'organigramma definito dall'attuale Giunta regionale ha profondamente modificato l'assetto della struttura regionale di Protezione Civile, che in passato era un fiore all'occhiello della nostra Regione a livello nazionale e internazionale. Oggi la struttura fa parte del Dipartimento infrastrutture, turismo e Protezione Civile. Questa modifica dei settori operativi rappresenta un vero e proprio declassamento del livello, oltre che di considerazione e di autonomia, delle relative attività.
All'interno del Dipartimento è stata poi istituita la Direzione Protezione Civile e sicurezza sul territorio, con un unico dirigente che, oltre a seguire direttamente tutte le già delicate e complesse competenze della Protezione Civile, deve anche seguire le attività degli altri dirigenti che si occupano di sisma 2016, Genio Civile, rischio sismico. È evidente, quindi, che la struttura necessita di un ampliamento, di un potenziamento, a livello, in particolar modo, di personale.
Per quanto riguarda il Centro funzionale, bisogna rafforzare la Sala operativa unificata permanente, come peraltro emerge dal rapporto della fondazione CIMA, consegnato a luglio 2023, dove si sottolinea che “per garantire la necessaria efficacia della Sala operativa e del Centro funzionale regionale, le strutture dovranno essere potenziate nel personale dedicato, anche alla luce di modifiche strutturali della realtà strumentale di monitoraggio territoriale e della modalità per assicurare un adeguato flusso di informazioni con il territorio”.
È evidente che dopo gli eventi solo degli ultimi due anni - ricordo l'alluvione del settembre 2022, il sisma di novembre 2022, che ha colpito in particolar modo Ancona, ma anche Fano e Pesaro, per il quale i nostri concittadini ancora attendono risorse per la ricostruzione. Nella finanziaria in discussione in Commissione al Parlamento non c'è traccia di 1 euro, promesso nei mesi scorsi, negli anni scorsi, anche da questa amministrazione regionale; ricordo poi l'ondata di maltempo del 15 maggio 2023, gli ultimi nubifragi del settembre scorso - una delle priorità assolute di una Giunta seria, in una Regione come la nostra, dovrebbe essere quella di rafforzare la Protezione Civile in termini di dotazioni organiche, professionalità, strumentazione, mezzi adeguati, riportandola ai livelli di eccellenza nazionale che in un recente passato poteva vantare e che oggi purtroppo non può più. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.
Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Commissario per l'alluvione Francesco Acquaroli, ringrazio l'Assessore Aguzzi per il lavoro svolto e per gli aggiornamenti che ci ha fornito sulle misure intraprese.
L'alluvione del 15 settembre 2022, che ha colpito gravemente le province di Ancona e Pesaro-Urbino, è solo l'ultimo episodio di una serie di calamità che negli ultimi 60 anni hanno coinvolto il nostro territorio, con oltre 10 grandi inondazioni. Questo è un segno evidente della fragilità della nostra regione di fronte ai fenomeni idrogeologici e ai cambiamenti climatici in atto.
A differenza del passato, tuttavia, la risposta dell'attuale Governo regionale è stata immediata e mirata, non solo per affrontare l'emergenza, ma anche per introdurre interventi strutturali e duraturi necessari per proteggere il territorio, le comunità e le attività economiche. Un approccio nuovo, coraggioso, condiviso e con una nuova visione nella gestione del territorio.
Cito solo alcuni aspetti. Il primo: la capacità di attrarre risorse finanziarie. Parliamo di oltre 460 milioni di euro, di cui 400 milioni dal Consiglio dei Ministri, denotando una forte sinergia Stato-Regione, 20,9 milioni dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea, mai attivato in precedenza, e, per finire, 28 milioni dalla Regione Marche, somme mai così elevate stanziate in precedenza per questa finalità.
Poi aggiungo la tempistica con la quale sono stati stanziati i fondi e con la quale sono stati impegnati. Come ricordava l'Assessore Aguzzi, dei 400 milioni di euro stanziati dal Governo, l'80% è stato già impegnato e il 20% è in corso di impegno.
Aggiungo un'altra novità, che è l'anticipo del 20% per le opere di ricostruzione, che è stato concesso in deroga a quanto previsto dal Codice della Protezione Civile, secondo il quale le erogazioni devono avvenire a seguito della rendicontazione dei costi sostenuti.
Infatti, ricordiamo che questa alluvione è gestita dal Commissario delegato della Protezione Civile e non da un Commissario straordinario di Governo, come avviene nel caso del generale Figliuolo, che ha poteri straordinari per un'alluvione che coinvolge tre regioni. Per cui, in questo caso, il nostro Commissario delegato deve applicare le regole previste dal Codice della Protezione Civile e non stabilire liberamente l'entità dei ristori che possono essere riconosciuti.
Sono stati concessi risarcimenti per le auto, una novità replicata anche dalla regione Emilia-Romagna, ma la vera svolta è rappresentata dal piano delle opere strutturali e infrastrutturali, con il quale vengono destinati ulteriori 130 milioni di euro a 36 interventi essenziali, come vasche di laminazione, casse di espansione, ricostruzione di ponti, manutenzione straordinaria dei fiumi.
Un piano predisposto anche con la collaborazione dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Camerino, con lo scopo di ridurre il rischio nei territori colpiti da eventi calamitosi e che comprende la ricostruzione ex novo anche di opere non danneggiate dall'alluvione, come ad esempio ponti da mettere in sicurezza di fronte al rischio di eventi climatici eccezionali che si potranno verificare in futuro.
Un piano che esamina il rischio idrogeologico in tutta la regione e non solo nelle aree colpite dall'alluvione del 2022.
Per consentire la completa realizzazione di tale piano straordinario di interventi, è stata inoltre riconosciuta una proroga dello stato di emergenza fino al 17 settembre 2025, portando il termine a 3 anni dall'alluvione, quando di regola sono previsti al massimo 2 anni.
Questo consentirà di gestire in modo più agevole le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, spesso limitate da vincoli ambientalistici basati più su ideologie che non sull'equilibrio uomo-natura.
Un passo in avanti in questo senso è stato fatto di recente anche dal Governo Meloni, ad esempio nell'ampliare le aree dove il taglio degli alberi non richiede l'autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza. Questo, oltre a facilitare la pulizia degli argini fluviali, consente una migliore gestione dei boschi. Senza un'adeguata cura, i boschi invecchiati o abbandonati perdono, infatti, la capacità di trattenere l'acqua, aumentandone lo scorrimento a valle.
Ricordo in proposito che nelle aree del cratere sismico del 2016, duramente colpite dallo spopolamento, i boschi non gestiti sono in espansione e coprono ormai il 70% della superficie.
Mi congratulo con il Commissario per l'alluvione, l'Assessore Aguzzi e tutti i tecnici coinvolti per le azioni messe in atto, non solo per dare una risposta concreta alle emergenze, ma anche per avere introdotto una nuova visione di gestione del territorio, che si basa su un equilibrio tra la tutela dell'ambiente e la sicurezza della comunità.
Concludo dicendo che, a fronte di una tragedia di questo genere che ha coinvolto 60 Comuni, causato 13 vittime, 50 feriti e 150 sfollati, che meritano tutti il nostro rispetto e la nostra solidarietà, ogni suggerimento è utile, senz'altro, ma sarebbe anche preferibile evitare polemiche strumentali che rischiano solo di creare allarmismi e di minare la fiducia nelle istituzioni.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bilò.
Mirko BILÒ. Grazie, Presidente. Capisco le preoccupazioni che si vogliono evidenziare con le relazioni delle recenti alluvioni del 2014 e del 2022, di cui oggi parliamo. Condivido tutta la frustrazione per le situazioni attuali, ma non condivido, o meglio non capisco, le polemiche di alcuni Consiglieri di opposizione intervenuti per l'occasione.
Siamo tutti bravi a criticare, per farsi sentire, da chi? I cittadini aspettano soluzioni e soprattutto unità di intenti nel risolvere i problemi della messa in sicurezza, che molto bene ha illustrato nella sua relazione l'Assessore Aguzzi e, suo tramite, voglio ringraziare tutta la Protezione Civile regionale per il suo impegno e tutto il gruppo del volontariato che in quei periodi, e anche in queste ultime situazioni, si è adoperato.
È vero, ci sono molte sfide da affrontare e problemi da risolvere, ma è importante mantenere la speranza e agire in modo responsabile per costruire un futuro migliore, utilizzando i tanti finanziamenti previsti per una visione a 360 gradi.
Possiamo contribuire al cambiamento partendo dalle piccole azioni quotidiane, rispettando l'ambiente, ma non in maniera esasperata, da non consentire la messa in sicurezza dei luoghi e dei fiumi e garantendo la dovuta manutenzione, sostenendo le comunità locali, promuovendo la responsabilità e la solidarietà. Serve il nostro impegno personale, che può fare la differenza nel promuovere un maggior equilibrio e sostenibilità.
È bene ricordarlo: il cambiamento richiede tempo, ma con pazienza, determinazione e collaborazione possiamo costruire un futuro migliore per tutti. Magari ci sentiamo sopraffatti e abbiamo bisogno del sostegno delle comunità e soprattutto delle persone che condividono i nostri valori e i nostri obiettivi. Se siamo tutti insieme in questo processo di cambiamento, forti dei nostri valori e obiettivi, allora possiamo fare la differenza verso un obiettivo comune per tutti e per i nostri cittadini. Questo mi sarei aspettato dall'opposizione, a parte qualche polemica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Gentile Presidente, Assessore alla Protezione Civile, Assessori, colleghe e colleghi Consiglieri qui presenti, noi di Rinasci Marche Civici e Solidali ringraziamo la Giunta per la dimostrazione fattiva del costante impegno e del suo operato tempestivo ed efficace che ha riguardato una delle catastrofi più dolorose della nostra comunità, per l'approfondimento che va a trattare un momento tra i più importanti di questa legislatura, cruciale per fornire risposte ai marchigiani e, in particolare, ai cittadini alluvionati per il grave evento del 15 settembre 2022, su un tema così tragico.
Situazioni che, purtroppo, ricorrono con sempre maggior frequenza, come di recente anche quest'anno nella provincia di Ancona, negli ultimi 2 anni in Emilia-Romagna, in Liguria e, in questi giorni, anche fuori dall'Italia, in un Paese vicino alla nostra cultura, come la Spagna, a Valencia, in una regione simile alla nostra, per cui ci uniamo tutti al cordoglio delle vittime.
Rinasci Marche, il gruppo consiliare che presiedo, l'unica forza realmente civica e solidale nella Regione, ci tiene a rimarcare l'importanza di una seduta straordinaria interamente dedicata a questa sciagura e lo fa riguardo ai fatti, al bilancio che il Presidente e la Giunta hanno qui presentato, lungi da polemiche politiche o, meglio, segnatamente partitiche, da rimpalli di responsabilità e accuse personali, perché siamo di fronte a una tematica per cui le distinzioni, le rivalità tra maggioranza e minoranza dovrebbero essere messe da parte. Il Consiglio regionale dovrebbe esprimere ad una sola voce, il contributo concreto alle popolazioni colpite da simili calamità. Come istituzione vogliamo e dobbiamo dare una risposta.
Rinasci Marche, nel proprio lavoro politico, e il sottoscritto Consigliere Luca Santarelli, che è innanzitutto cittadino di Senigallia, conoscono in prima persona i drammi di simili eventi alluvionali. Eletto in quest’Assemblea per dar voce ai senza voce e impegnato per dare un aiuto come uno di noi, come il vicino di casa, che scende in strada per fare tutto il possibile per risolvere queste situazioni terribili, che ho vissuto anche direttamente in parte, in passato. Rinasci Marche, da sempre civica e solidale, lavora per il bene comune.
Questa è una premessa necessaria per chiarire che in questo intervento mi riferisco a fatti già ampiamente verificati e già messi agli atti di quest'Aula, ma che è essenziale riassumere per dare contezza a noi tutti, che siamo chiamati qui a rappresentare, e all'intera popolazione marchigiana.
Presento una sintesi puntuale, vorrei ribadire, per tappe significative, a dimostrazione che l'impegno di Rinasci Marche risale ai tempi non sospetti, di chi ha agito per primo e non per opportunismo. Tengo a sottolinearlo come incipit. Reputiamo che ciò che hanno fatto e stanno compiendo il Presidente e la Giunta debba essere valutato con soddisfazione, certo con la riserva di verificare se ogni azione messa in campo dal Governo regionale andrà a beneficio degli alluvionati e dei Comuni colpiti, secondo un approccio condiviso e una dialettica costruttiva.
In primo luogo, partirei proprio dalla seduta numero 85 dell'11 ottobre 2022, dedicata e straordinaria anch'essa, quella che ci ha visto intervenire più a ridosso della catastrofe. Sono trascorsi due anni e i fatti testimoniano che il Presidente e la Giunta stanno mantenendo fede agli impegni descritti in quella data e menziono, tra le misure emergenziali, quelle più importanti: il fondo regionale per le imprese, la sospensione degli adempimenti, la sospensione dei mutui, l'attivazione degli ammortizzatori sociali.
Faccio un inciso utilizzando dati fondamentali, confermati anche dal Comitato tra i Due Fiumi, le Imprese per il Territorio. Lo sottolineo perché ci sono alcuni comitati, ma questo Comitato, il Comitato tra i Due Fiumi, le Imprese per il Territorio, vale a dire che ad oggi il CAS, il contributo per l'autonoma sistemazione, già ottenuto precedentemente e prorogato per il terzo anno, è stato effettivamente ricevuto dagli alluvionati e continuerà sino al termine dello stato di emergenza, a settembre 2025.
Risulta, poi, confermato il contributo che permette di ristorare singolarmente fino a 4.000 euro ogni automobile, già ottenuto precedentemente e prorogato per il terzo anno, e questo al di là delle prese di posizione dei vari partiti, perché questo resoconto ce lo fornisce il Comitato tra i Due Fiumi, le Imprese per il Territorio, ce lo fornisce chi si batte ogni giorno per difendere le popolazioni colpite.
Un secondo aspetto che ha specificato il Governo regionale in quella occasione riguarda gli assestamenti di bilancio destinati tra il 2022 e il 2024. Rileggendo il verbale, rappresentano uno sforzo enorme i 22 milioni di euro di risorse. Inoltre, il riferimento riguarda una criticità che continua a manifestarsi, specialmente nella Protezione Civile, oggetto di un'attenzione prioritaria per la Giunta per arrivare a una legge che ne determini il nuovo sistema.
Il Presidente Acquaroli aveva ricordato, cito le sue parole: “La Regione Marche ha riacquistato la competenza in merito alla gestione dei corsi d'acqua a partire dall'aprile 2016, in seguito alla legge Delrio 56/2014”. Reputiamo condivisibili le parole successive del Presidente quando ha specificato che la conseguenza del caotico avvicendarsi delle competenze ha fatto sì che la Regione, a partire dall'aprile 2016, abbia ereditato un significativo carico di lavoro arretrato, sia a nuovi investimenti che a manutenzioni da eseguire sui corsi d'acqua. Il concetto, al di là di cifre specifiche di programmazione finanziaria, è che nei 2 anni 2021-2022 il Governo regionale ha stanziato più risorse dell'intero quinquennio precedente, a conferma delle priorità assegnate alla sicurezza del territorio, alla pulizia dei fiumi, al contrasto del dissesto idrogeologico.
Parimenti condivisibile anche il riferimento al fatto che a fenomeni “fuori scala” come quello che ha colpito le Marche nel settembre 2022, sia necessaria una risposta complessiva attraverso uno specifico piano straordinario nazionale per la sicurezza ambientale, come per il passaggio, che precisa che tale Piano nazionale dovrebbe semplificare, soprattutto per evitare un'eccessiva frammentazione di competenze tra i diversi soggetti, in primis Comuni e Consorzio di Bonifica. Ci stiamo confrontando politicamente anche noi di Rinasci Marche per arrivare ad una riforma degli enti, che credo andrebbe nella direzione della razionalizzazione degli stessi, nell'ottica di un nuovo sistema di Protezione Civile che verrà implementato. Ricordo che sono Commissario della Commissione Ambiente e Territorio, guardando l'Assessore Aguzzi.
Penso che potremmo essere tutti d'accordo, anche oggi, quando il Presidente della Giunta ha fornito un dato problematico che testimonia quanto si fosse indietro in Italia su questo e, ossia, che è necessario operare un aggiornamento del Regio Decreto 523 del 1904, testo unico sulle opere idrauliche di oltre un secolo fa.
Già due anni fa, a livello legislativo nazionale, il Presidente Acquaroli concluse affermando che “è importante far prevalere le esigenze di sicurezza idraulica a tutela della popolazione rispetto ad altri tipi di interesse, seppur legittimi, di natura ambientale, accelerando le procedure di realizzazione degli interventi di messa in sicurezza di fiumi e territorio”, e qui il riferimento, ancor più attuale, è a quell'ambientalismo ideologico che ritengo anch'io dannoso, lo stesso approccio che ha creato ostacoli nella pulizia di alvei e argini dei fiumi.
Rinasci Marche era intervenuta così anche in quella seduta straordinaria, dove dicevamo che, esaurita la fase di emergenza, le istituzioni, quindi noi Consiglieri stessi, dovessimo farci carico della salvaguardia degli assetti idrogeologici e in casi simili, quando a repentaglio ci possono essere potenzialmente tantissime vite umane, dire no all'abbattimento di un albero non può essere un no a prescindere.
Sottolineammo, inoltre, per primi, misure che poi sono state concretizzate, a partire dal nostro impegno sul territorio: quei ristori economici immediati a famiglie e imprese, che oggi risultano ricevuti, il reperimento di alloggi per persone con casa inagibile, questione complessa ma su cui si è intervenuti e si sta intervenendo nella giusta direzione. Lo rimarcavo due anni fa e lo rafforzo anche oggi.
Ripeto le parole di due anni fa: “il coraggio di dire che il tempo dei ristori e del risarcimento è indispensabile”, aggiungo adesso che quel tempo è arrivato e il Governo regionale e il Vicecommissario, che ringrazio, oltre al Presidente e all'Assessore Aguzzi, per l'operato prezioso messo a servizio di noi tutti, stanno dimostrando fattivamente che interventi e risorse sono stati messi a terra.
Certo, quell'agire subito, fondamentale, non basta, perché è necessario andare oltre la logica della somma urgenza, di cui anche due anni fa riconoscevamo l'importanza, per far sentire alle popolazioni colpite che eravamo accanto a loro e che andava fatto soprattutto nei drammatici giorni immediatamente successivi all'evento.
Tuttavia, in questa fase siamo chiamati ad un passo ulteriore. Per questa serie di ragioni, difficilmente smentibili e controvertibili, noi di Rinasci Marche civici e solidali, nella seduta dell'ottobre 2022, per responsabilità ancora più istituzionale che politica, con convinzione abbiamo firmato insieme ai colleghi e alle colleghe di maggioranza una risoluzione, la 56 del 2022, che ha chiuso i lavori, ritirando la nostra mozione. Intendo dire la nostra mozione presentata per primi, la 275 del 2022, depositata, sottolineo, per chiedere un fondo di solidarietà per i cittadini e le imprese, motivandola con le seguenti parole, che sono le stesse messe a verbale e che oggi intendo riprendere anche per la nostra autenticità civica e solidale, radicata sul territorio, che agisce per il bene comune: “Forse noi, come gruppo consiliare di Rinasci Marche, non saremo bravi a parlare il politichese, ma riusciamo ad entrare nel cuore delle famiglie, delle persone, perché quando mandiamo gli interventi ai nostri amici in Consiglio regionale ci dicono che siamo nella strada giusta”.
Leggendo quella risoluzione, ci ritroviamo nell'impegno al Presidente della Giunta Acquaroli: “a compiere ogni iniziativa finalizzata a rilevare formalmente i danni; ad attivarsi nei confronti del Governo per il reperimento degli stanziamenti adeguati, a procedere prontamente e in modo diffuso negli interventi di ristoro delle famiglie e delle attività economiche; a favorire un'immediata ripartenza delle imprese colpite, per la realizzazione di interventi di somma urgenza e ripristino di infrastrutture e messa in sicurezza del territorio”.
Quello che abbiamo detto stamane è che noi, come gruppo Rinasci Marche, abbiamo delle priorità, che sono: i ristori economici immediati, le necessità di primo intervento per le aziende e per le famiglie, il reperimento di alloggi per le persone che hanno case inagibili, lo snellimento burocratico della modulistica per richieste degli aventi diritto. Quindi, oggettivamente, ascoltando la voce degli alluvionati, mi sembra che oggi il Presidente della Giunta...
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato attentamente gli interventi da parte dei colleghi Consiglieri di minoranza, ci sono state cose che condivido e altre un po' meno.
Condivido l'atteggiamento del Consigliere Mangialardi quando dice che avete svolto una lunga attività di sollecitazione, di suggerimenti; condivido il fatto che si sottolinei e si voglia dimostrare quel senso di appartenenza ad una comunità, come condivido il Consigliere Mastrovincenzo quando dice che c'è necessità di rafforzare la Protezione civile con mezzi, organizzazione da fare e da portare avanti, come condivido il fatto che l'Assemblea tutta abbia messo in evidenza che le risorse, questa volta, dal Governo centrale siano arrivate, anche in maniera congrua rispetto ai danni che ci sono stati.
Poi ci sono valutazioni diverse all'interno della minoranza sulla gestione di queste risorse, perché qualcuno sostiene che le risorse siano state utilizzate senza nessun criterio, a richiesta, a gettone, quando altri, come la Consigliera Vitri, dice che le risorse ci sono, ma non sono state messe a terra. Una delle due: o le abbiamo messe a terra, magari male, o non le abbiamo messe a terra
Per il resto, un'elencazione di inefficienze, sia sotto l'aspetto tecnico che politico, che onestamente non condivido e credo che siano ingenerose nei confronti, non voglio dire della maggioranza, ma di tutta quest’Assemblea, che aveva ed ha un'unità di intenti, che è quella di cercare soluzioni concrete di fronte a catastrofi naturali che purtroppo nessuno poteva prevederne la consistenza ed il relativo danno.
Ho sentito tante inefficienze: non è stata fatta una pianificazione di bacino, non è stato istituito l'ufficio di piano, il comitato istituzionale per stabilire le priorità di interventi, comuni addirittura abbandonati, non assistiti; quindi Comuni, Sindaci e comunità lasciati allo sbando, completamente abbandonati. Tanto che mi viene da pensare che se qualcuno oggi ascoltasse il Consiglio regionale penserebbe ad un'amministrazione non solo inefficace, inefficiente, ma anche sorda alle esigenze del territorio.
Credo che non sia così, non siamo a questo livello. Al contrario mi risulta un confronto costante che ha fatto l'Assessore Aguzzi, che ha fatto il Presidente Acquaroli, che ha fatto la struttura commissariale con i Sindaci del territorio. Ho altri tipi di informazioni e credo che, nella sostanza, perché questo è quello che conta, si sia fatto e si stia facendo moltissimo, cercando di sfruttare al meglio questo riconoscimento che è arrivato dal Governo centrale per oltre 400 milioni. Questo è quello che preme la nostra attenzione.
Voglio dire un'altra cosa. Purtroppo, a parte qualche elemento dell'opposizione, ci invitano sempre ad essere presenti, invitano il Presidente ad essere in prima linea e poi, quando discutiamo di problematiche, che tra l'altro interessano la collettività in maniera integrale, nei banchi dell'opposizione, a parte la Consigliera Ruggeri del Movimento 5 Stelle, non vedo nessun altro. Credo che comunque dobbiamo andare avanti, anche perché, mi risulta, il Consiglio è stato espressamente richiesto dalla minoranza. Anzi, approfitto e ringrazio la Giunta, tutto il Consiglio, che ha accettato di confrontarsi. Purtroppo il confronto in questo momento non c'è, perché è un monologo, però andiamo avanti lo stesso.
Ho sentito delle inesattezze, qualcosa di non condivisibile. Non è mio costume e mia volontà polemizzare, non lo voglio fare, ma alcune valutazioni politiche le dobbiamo fare.
Voglio ricordare, questi sono dei numeri… Purtroppo, ripeto, non è mia intenzione polemizzare, ma visto che dobbiamo anche fare delle valutazioni politiche, queste si fanno anche con dei numeri.
Nell’alluvione del 2014, purtroppo, il Governo Renzi, allora, a fronte di 366 milioni di euro di danni quantificati, si è avvicinato alla Regione Marche, ha sostenuto la Regione Marche per circa 36 milioni di euro, il 10%, non voglio dire altro su chi aveva la responsabilità partitica all'interno del PD in quegli anni, tra l'altro anche di questo territorio.
Ma quello che non posso accettare, lo dico, lo voglio dire sottovoce, andrebbe urlato, è quando sento dire che serviva maggior rispetto per le Marche. Credo che siamo completamente fuori strada, perché abbiamo avuto un Governo, al contrario, attentissimo, prontissimo anche nei tempi, non solo nella quantità. È intervenuto, è intervenuto in maniera importante, congrua e questo è quello che ci deve interessare, cioè la soluzione delle problematiche di queste emergenze.
Poi potremmo interrogarci sul perché accadono simili catastrofi: il cambiamento climatico, le opere urbanistiche dell'uomo. Sicuramente ci sono necessità di vasche di laminazione, ma io credo che sia fondamentale fare una cosa, che questa amministrazione sta facendo in maniera perentoria, cioè pulire i fiumi. Anzi, approfitto per ringraziare il Governo che in questa direzione ha semplificato le procedure che garantiscono questo indirizzo: in maniera veloce e snella pulire i fiumi.
Credo che sia nostro obiettivo, di tutti quelli che qui siedono, che hanno una responsabilità istituzionale, lavorare per creare le condizioni necessarie migliori per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e delle nostre imprese, anche davanti ad eventi atmosferici straordinari come quelli che purtroppo sono accaduti nel nord delle Marche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Faccio un breve preambolo. È chiaro, si poteva fare meglio e di più, per carità, se avessimo avuto la bacchetta magica; credo, allo stesso tempo che se avessimo operato così male sull'alluvione avremmo avuto fuori dalla Regione centinaia di persone a protestare o qua nel pubblico decine di persone a farsi sentire. Invece, non c'è nessuno, ci sono o quattro persone, poi ne parleremo.
Questa è già la dimostrazione che probabilmente così male la Regione non ha fatto, anche se, come ho ammesso nel preambolo, si può e si poteva fare meglio e non ci sono, tra l'altro, nemmeno i Sindaci dei Comuni, molti dei quali in quota PD, che a differenza di qualche Consigliere regionale qua dentro sono stati responsabili e non si sono presentati a strumentalizzare questa tragedia, e li ringrazio. Vorrei ringraziare da questo banco e da quest’Assemblea tutti i Sindaci.
La Consigliera Vitri continua inesorabilmente a dire che sono mancati i tavoli tecnici con la Regione, ma su questo l'ho sbugiardata nell'altro Consiglio regionale, ma continua e lasciamola continuare. Dice che ci sono comitati, comitati di Cagli, di Senigallia. Qua ci sono due persone a rappresentanza del comitato del Borgo Burano, che su Facebook dicevano che ci sarebbe stata la possibilità anche di organizzare un pullman, ma io questo pullman non lo vedo. È legittima, per carità, la loro presenza, ma io non vedo nessun pullman.
Per quanto riguarda i comitati di Senigallia, ben sappiamo anche dall'ultima assemblea pubblica cosa ne pensano della Regione e ben sappiamo che il comitato Misa e Nevola continua a lavorare in maniera costruttiva e seria insieme alla Regione.
Per quanto concerne questo comitato, mi preme citare uno dei promotori che oggi è sul giornale, il Resto del Carlino, XY, che, al di là degli insulti al sottoscritto sui social, è una persona in qualche maniera coinvolta, avendo presentato con modello B3 la sua domanda di delocalizzazione della casa.
Sono intercorsi dei contatti tra Comune di Cagli e la struttura commissariale e, in data 27 agosto 2024, il commissario Babini scrive a XY e gli chiede, visto che lui aveva chiesto di delocalizzare, di andare ad Acqualagna, “se sussistono o meno legami di parentela tra i soggetti che hanno stipulato la promessa di acquisto della nuova casa e, in caso affermativo, se la stessa possa ritenersi valida al fine dell’erogazione del contributo”, perché chiaramente la legge vieta di acquistare case dai parenti. Tra l'altro, nella promessa di acquisto risulta non l'acquisto di una casa, ma una casa con locali adibiti a negozio e il Commissario evidenzia che la normativa in vigore non consente di acquistare tipologie edilizie diverse da quella dell'immobile da delocalizzare, “per cui non pare ammissibile l'inclusione del lotto di superfici commerciali.” Di rimando, il Comune di Cagli tempestivamente scrive a XY per chiarire...
(interventi fuori microfono)
Giacomo ROSSI. Sto spiegando la situazione perché è stata data una lettera, presentata da una determinata persona e fate dichiarazioni pubbliche contro la Regione, riportate da una determinata persona. Io rispondo. Lei stia nel suo....
PRESIDENTE. Un attimo solo. Riportiamo tutti alla calma. Lei ha il diritto di svolgere il suo intervento con la responsabilità che assume nelle parole che dice e nelle persone che richiama. Se qualcuno ritiene di contestare e ritiene di dover svolgere poi il fatto personale, al termine del suo intervento può chiedere per fatto personale la parola. Prego.
Giacomo ROSSI. Risulta che il Comune di Cagli abbia chiesto alla stessa persona i chiarimenti e, a quanto pare, attualmente non vi è una risposta.
Prima di strumentalizzare sui giornali e dire che la Regione non interviene, non fa niente, bisogna che le questioni vengano chiarite. È per questo che rispondo con nomi e cognomi, perché non possiamo essere infamati a mezzo stampa con cose e con detti non veri e non possiamo nemmeno reagire. Io reagisco con tanto di documenti. Questo l’abbiamo chiarito.
Lo stesso comitato ci pone delle domande. Al punto uno: l'immediata equiparazione del credito con l'Emilia-Romagna. L'abbiamo già detto, non è possibile l'equiparazione tra le due emergenze alluvionali, in quanto l'alluvione di maggio, quella dell'Emilia-Romagna, ha ricompreso tre regioni e, data l'entità dell'evento, il Governo, a seguito del decreto-legge 61 del 1° giugno 2023, articolo 20-ter, ha nominato...
Chiedo, Presidente, di far tacere la Consigliera Casini, perché continua a disturbare il mio intervento, la faccia tacere...
PRESIDENTE. Lei continui.
Giacomo ROSSI. Ha nominato un Commissario straordinario che può emettere una o più ordinanze da adottare di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze con il visto della Corte dei conti.
Accelerare la tempistica. I tempi di erogazione dei fondi sono in funzione delle istruttorie inviate dai Comuni. Se l'istruttoria del Comune è completa, l'erogazione dei fondi da parte della struttura nei confronti del Comune di appartenenza del soggetto privato avviene in pochi giorni, ed è avvenuto e sono stati erogati. In caso di istruttorie non complete, si rinvia al Comune con richiesta di integrazione.
Punto tre: condividere con i cittadini interessati dalle calamità. Vengono coinvolti dalla struttura commissariale della Regione i Comuni, che possono a loro volta informare la cittadinanza, come avviene per esempio anche a Cantiano. In caso di delocalizzazioni, a seguito di ordinanza, nel corso del tempo si è provveduto ad incontrare comitati, cittadini e imprese. Io ho incontrato dei comitati con il Vicecommissario straordinario, il comitato del Misa e del Nevola. Il primo incontro che ho avuto con il Vicecommissario straordinario è stato promosso dal sottoscritto, quindi la volontà di vicinanza c'è.
Accelerare la progettualità e l'esecuzione delle opere di ripristino delle aree e delle aste fluviali, è volontà chiara del Commissario delegato e del Vicecommissario accelerare, per quanto possibile, le procedure. Si rammenta che, per ridurre al massimo il rischio nelle aree già fortemente colpite, si sono e si stanno eseguendo a tutt'oggi degli studi con i centri di competenza, come CIMA, ne abbiamo parlato, università regionali, questo per aumentare anche la percentuale di sicurezza.
Al punto 5: vanno date immediate risposte. Non risultano pervenute richieste di chiarimento, questo l'ho chiesto alla struttura commissariale, da parte di tecnici privati. Nel caso sono disponibili le e-mail messe a disposizione dalla struttura commissariale.
Rafforzare il supporto tecnico. Questo l'abbiamo detto e ridetto e rifritto: non è possibile assegnare risorse ai Comuni, in quanto la normativa di Protezione civile non lo prevede. Diciamolo un'altra volta: la normativa non lo prevede.
I Comuni e gli uffici tecnici sono stati sostenuti costantemente dalla struttura del vicecommissario delegato.
Per quanto riguarda le affermazioni della Consigliera Vitri, mi cadono le braccia nel sentire come lei riesca a parlare di questioni tecniche con tanta leggerezza.
Riguardo alle schede ANAS, non sono andate perse, a differenza di quello che lei ha detto, ma essendo estremamente costose sono state prese in carico dalla struttura commissariale nella figura dell'ingegner XX. Quindi dire che sono state perse è una cavolata, è un'affermazione non vera. Si sta occupando di rifare i tre ponti e parte della strada ad un costo nettamente inferiore dal preventivo iniziale di ANAS. C'è anche una gestione ottimale delle risorse pubbliche.
Il ponte provvisorio che, a causa della recente alluvione, è stato divelto a Pian di Balbano, è stato riparato in tempo record, in 4-5 giorni. Non so se questo è stato detto.
Passiamo al discorso della Collegiata. Le chiese di Cantiano non sono state oggetto di intervento, anche qui bisogna capire anche il perché. A Pergola, che è diocesi di Cagli, si è presentato un computo degli interventi da fare per la chiesa, costo accessibile. La diocesi si è proposta anche come soggetto attuatore. A Cantiano, diocesi di Gubbio, dopo numerosi tentativi di recuperare la documentazione sulla Collegiata, sono stati trasmessi alla struttura commissariale i computi di altri quattro interventi per 2,5 milioni di euro, con delle parcelle di tecnici che hanno redatto, per complessivi 100.000 euro, senza nessuna intesa preliminare. Quindi sarebbe meglio che ci fosse un dialogo maggiore. Questo ho anche cercato di facilitare. A Pergola, in sostanza, la cosa era semplice ed è stata fatta, a Cantiano si è incardinata di più e adesso si sta dipanando la matassa per cercare di risolvere anche questo problema.
Riguardo al discorso della vetreria, purtroppo l'ordinanza n. 932 del 2023 stabilisce dei limiti ben definiti e non si possono erogare più soldi del previsto. Ve la leggo così almeno spero che una volta per tutte non continuiate anche su questo: “il contributo è concesso entro il limite massimo complessivo di 450.000 euro per tutte le tipologie di contributi”.
Sul discorso dell'intervento sugli immobili e sul discorso della non conformità urbanistica si è già discusso e credo che sia abbastanza chiaro. Se poi volete continuare a fare polemiche, fatele pure.
Rimando, quindi, al mittente le accuse.
Tra l'altro, si è parlato di un maneggio a Cagli. Il sottoscritto, quando il maneggio era stato devastato, ha organizzato i volontari per poterlo pulire, ho sempre cercato di essere vicino ai soggetti in questione, ho i messaggi nel telefono, quindi non possono essere smentito.
Dire che la Regione non si è interessata degli alluvionati è assolutamente falso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Intervengo per mozione d'ordine perché ho trovato molto brutto che si siano fatti nomi e cognomi, indicati degli atti che non sono di questo ente, ma sono di altri, in particolare del Comune di Cagli, sono state indicate anche questioni personali, come finanziamenti erogati e non erogati e le motivazioni legate alla legittimità o meno di atti. Non credo che questo sia un argomento…, non so se legittimo, perché questo lo stabilisce lei insieme al Segretario generale, ma credo che non sia opportuno, perché la politica dovrebbe volare leggermente più alta.
Aggiungo che sappiamo bene che c'è una differenza tra il Commissario nominato per più Regioni e la legge di Protezione civile, ma visto che avete la filiera si poteva comunque modificare, mettere a capo di questo territorio un altro… Prego.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Lasciamo... è una mozione d’ordine, va bene, è comprensibile.
Anna CASINI. Tanto lui non parla mai quando parlano gli altri. Questo l'ho fatto giusto per sentirlo un po'.
PRESIDENTE. Un attimo, prima dell'intervento. Ho approfondito la situazione, il richiamo che ha fatto il Consigliere Rossi a persone estranee, diciamo così, al contesto dei fatti, ma comunque relativo ad attività che vengono svolte nell'ambito della pubblica amministrazione.
Non ci sono norme regolamentari che possono, come il fatto personale, essere richiamate da qualcuno a difesa dell'attività svolta dalle persone, a difesa della loro dignità e della loro professionalità.
Il Consigliere Rossi e qualunque altro Consigliere, che richiamino responsabilità di persone che non sono presenti e che si riferiscono ai fatti di cui si parla nel primo punto dell'ordine del giorno, si assumono la responsabilità se incolpati per frasi dette che non corrispondono a quanto è stato esposto nell'ambito dell'attuale Consiglio regionale, nell'attuale punto all'ordine del giorno.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Ne approfitto anch'io, visto che siamo tutti, giustamente, ligi e dobbiamo attenerci al regolamento, per chiedere se è possibile che una Consigliera durante il Consiglio riprenda l'Aula e faccia un video. Se giustamente deve essere ripreso il Consigliere Rossi, se ci sono delle norme che lo vietano, mi piacerebbe sapere se è possibile che una Consigliera...
No, non parlo di lei, questo lo verifica il Presidente. Di chi sto parlando… lo verifichi lei, Presidente, nei modi più opportuni.
Ci tengo a precisare, e mi devo anche ricollegare ad alcune affermazioni del Consigliere Rossi, che quello che mi stupisce veramente è che in quest'Aula, fortunatamente non tutti i Consiglieri di minoranza, questo lo devo riconoscere e mi sembra di riconoscerlo anche molto spesso, non c'è mai un approccio costruttivo, cercare di dare un contributo fattivo e rilevante ad una tematica importante, come questa, ad esempio, ma c'è sempre una volontà di screditare, di additare tutte le colpe del mondo, come se quest’amministrazione non fosse mai riuscita a gestire in maniera appropriata, partiamo dalla sanità, le infrastrutture, l'alluvione, la pandemia e tutto ciò che è successo nell'arco di questi quattro anni. Tutta colpa di questa amministrazione e gli amministratori sono tutti incapaci e nessuno è in grado di svolgere il lavoro. Purtroppo per voi questa è una fantasia tutta vostra.
La ricostruzione dei fatti, sia in merito alle situazioni riportate dal Consigliere Rossi, sia in relazione alle schede ANAS, che la Consigliera Vitri asserisce essere andate perdute, richiede una precisazione che penso giuridicamente molto importante.
Continuate a paragonare l'emergenza della Regione Marche con quella dell'Emilia-Romagna, ma io sono certo che voi - in riferimento soprattutto anche alla questione della vetreria che, ho sentito, avete richiamato, chiaramente sono a conoscenza di quale vetreria si parla, ci sono stato nell'immediatezza dei fatti – sappiate che è giusto cercare di aiutare queste attività industriali che hanno avuto un grandissimo danno, però, l'ha accennato il Consigliere Rossi, c'è una differenza sostanziale, che è quella legata al fatto che in Emilia-Romagna c’è un commissario governativo, che ha il potere di emettere ordinanze proprie su questioni che sono differenti dall'ordinanza n. 932 del 2022, che è un'ordinanza nazionale di Protezione civile, che stabilisce degli obblighi. Quindi, non è che è cattivo il Presidente Acquaroli se non dà oltre 450.000 euro, ma esistono delle ordinanze che impongono all'Assessore, al Commissario e al Vicecommissario dei limiti entro i quali poter operare.
Tutte le altre vicende sono delle farneticazioni che dimostrano solamente il fatto che qualcuno non conosce neanche come funzionano queste normative. Andare a paragonare la questione dell'Emilia-Romagna con quella della Regione Marche mi pare assolutamente inappropriato.
Ma questo ormai mi sembra che sia una consuetudine, non è più il caso di trovarci a dover smentire e a andare a evidenziare le menzogne che vengono continuamente dette in quest'Aula. Questo sinceramente mi dispiace, ripeto, vale solo per alcuni, perché l’approccio di altri è talvolta positivo, e volto ad di evidenziare le cose che non vanno. Tuttavia quell’atteggiamento di certi altri sinceramente mi ha stancato. Grazie.
PRESIDENTE. Ho già ricordato in Conferenza dei Presidenti di gruppo, questa mattina, la questione del fatto personale. Chi si ritiene coinvolto nel fatto personale lo esponga; il Presidente decide poi di dare o meno la parola e, se dà la parola, tre minuti. Chi viene chiamato in causa come fatto personale ha diritto di replica per tre minuti.
Prego, Consigliera Vitri, esponga il fatto personale.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei dichiarare la mia colpevolezza perché ho registrato un video di 10 secondi per poter riascoltare il Consigliere Rossi. Lo cancellerò e questo è il mio mea culpa, visto che al Consigliere Baiocchi oggi interessa questo.
A noi interessa l'alluvione, a noi interessano i danni dell'alluvione, a noi interessa quello che ci state dicendo e ora, riascoltando tutto ciò che avete detto oggi, deduciamo che qua va tutto bene, fila tutto liscio, la Giunta sta facendo un lavoro eccellente. L'unica cosa che non va bene è che io abbia registrato un video di 10 secondi. Sono stata io. Ora mi metterò in ginocchio col capo cosparso di cenere. Grazie.
PRESIDENTE. Per fatto personale, ha precisato effettivamente un'azione compiuta e se n'è assunta la responsabilità.
Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Dall'Assessore Aguzzi mi sarei aspettato un intervento un po' più chiaro, che partisse dal decreto del Commissario delegato Francesco Acquaroli del 16 dicembre 2023.
In questo decreto sono individuati, in maniera puntuale, nell'allegata tabella A e nell'allegata tabella B, l'insieme degli interventi; rispetto alla tabella A, che presentano impatti sull'assetto idraulico dei territori colpiti dall'alluvione e, nella tabella B, gli interventi che hanno riguardato il solo ripristino di manutenzione straordinaria, che non modificano gli assetti idraulici colpiti dall'alluvione.
Perché parto da qui, Assessore? Io l'ho trovata un po' farraginosa, tutta tesa a non far capire esattamente a che punto siamo della programmazione, degli impegni e a che punto siamo rispetto alle opere. Perché questa…, e non sono polemico, rassicuro il Consigliere Bilò e anche il Consigliere Marinangeli, sto solo chiedendo delle informazioni, che a questo punto, dopo il suo intervento, non abbiamo avuto.
In questo decreto ci sono gli importi degli interventi, ma non sono indicati gli impegni e gli importi finanziati. Io non so se noi siamo soddisfatti. A me non me ne importa niente di essere soddisfatto o meno, devono essere soddisfatti gli alluvionati e, per rispettare il dovere nei confronti dei cittadini, occorre informarli in maniera chiara, trasparente, mi viene da dire semplice. Francamente, nonostante il tentativo di comprenderla, non ho capito fino in fondo, ma evidentemente è mia responsabilità.
Però partirei da questi. Questi sono atti semplici. Si elencano le 21, mi pare, più le 16 opere relative alla programmazione.
Devo dire che mi dispiace perché, se la maggioranza pretende che la minoranza non intervenga più in Consiglio regionale, noi stiamo zitti. Oggi non c'è stata nessuna polemica, lo dico al Consigliere Baiocchi. No, stiamo zitti. Se voi preferite, stiamo zitti!
Penso che un Consiglio regionale su questo sarebbe utile, sarebbe stato o dovrebbe essere utile per informare sullo stato dell'arte. Ora, francamente, con tutta la buona volontà del Consigliere Aguzzi, io non l'ho trovato.
Io provo a fare, e lo dico senza polemica, perché nessuno è intervenuto su questo. L’Assessore Aguzzi è andato come un jet supersonico su questo argomento, ma la Regione Marche sottoscrive il 25 settembre 2025, e credo che sarebbe stato un dovere spiegarlo, un accordo quadro con SOGESID. Francesco Acquaroli sottoscrive un accordo quadro con SOGESID riferito alla vicenda dell'alluvione.
Che cos'è SOGESID? È una società partecipata a intero capitale pubblico dal Ministero dell'Ambiente che, peraltro, ad oggi non ha ancora depositato il bilancio consuntivo del 2023, ma l'aggiornamento è arrivato negli ultimi giorni e, francamente, è un po' strano che sia una società pubblica, che perde 2 milioni e oltre negli ultimi due bilanci... Rispetto alla quale credo che l'Assessore Aguzzi avrebbe dovuto informarci, perché non riguarda il passato, non riguarda la confusione, riguarda il futuro, perché dentro questo accordo, lo dico per sorridere, è come se qualcuno avesse appaltato, esternalizzato, le opere di intervento sull'alluvione.
Se voi andate a vedere questo documento, in pochi articoli ci si drizzano i capelli. La domanda è: ma perché voi andate a esternalizzare a una società romana gran parte delle attività? Oggetto e ambito di intervento. “Articolo 2: SOGESID garantirà le attività di carattere tecnico-specialistico, ingegneristico, amministrativo e legale connesse alla progettazione”.
L'articolo 3 amplia questo accordo e fa riferimento non solo all'attività consulenziale di questa società romana, di cui poi qualcosa diremo, ma addirittura dice che tra le prestazioni assicurate vi sono la redazione di progetti, la redazione della progettazione esecutiva, la verifica della progettazione, tutta una serie di attività strane. Strane? Diciamo che alziamo bandiera bianca. Lasciamo alla società romana - guidata da un amministratore delegato, che nulla ha a che fare con le Marche, soprattutto chiacchieratissimo rispetto agli amici e agli amici degli amici del Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati - le attività. Diamo tutto lì.
Tenete conto che SOGESID non è laterale. Tra le altre cose l’accordo dice: “Titolo: esame delle offerte pervenute. Nei casi di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico-economico sarà affidata a una commissione giudicatrice nominata dal Commissario, su proposta dell'amministratore delegato della SOGESID”.
L'articolo 4 dice che noi pagheremo questa società in diversi modi: a parcella, ci saranno gli atti di attivazione. Adesso abbiamo poco tempo, ma insomma una roba abbastanza... Poi pagheremo a vacazione. Già stanziamo 3.800.000 euro, di cui il 30% già pagati o in corso di pagamento, perché questo è l'altro tema. Poi aggiungiamo che ci sono anche i costi indiretti, il 22,93% dei costi diretti saranno aggiunti all’attività e al corrispettivo.
Aggiungo: è una cosa strana. Ma la domanda più logica, almeno a un basico come me, è: scusate, sapete quando è fissata la data di questo accordo? Al 17 settembre 2025. Giustamente il Presidente mi dirà: sei uno stupido, il 17 settembre 2025 finisce l'emergenza. Ma scusate, si può affidare questo po' po' di roba a una società romana, degli amici degli amici? Si può appaltare la ricostruzione rispetto all'alluvione a un soggetto esterno?
Non entro nelle logiche puntuali, legittime osservazioni che hanno fatto i miei colleghi. Le hanno fatte benissimo il Consigliere Mastrovincenzo, la Consigliera Menghi e la Consigliera Vitri, e gli altri intervenuti, rispetto alla ricchezza e perché non abbiamo fatto un ufficio di piano? E perché non abbiamo coinvolto i professionisti marchigiani? Per quale ragione? Ma si può fare un accordo di questo tipo, che io penso possa valere circa 130 milioni o giù di lì, e regalarli ai romani, regalarli alla società degli amici degli amici? Io lo trovo scandaloso. Ma se dico una sciocchezza... però io leggo quello che ci sta scritto qui e vi assicuro che non mi invento le cose. Quindi, da questo punto di vista, a noi pare strano questo aspetto.
Non è chiaro perché esternalizzate. Mi chiedo: ma scusate, non abbiamo una struttura interna che avrebbe potuto svolgere questa attività? Perché le commissioni aggiudicatrici le decide il nostro amico romano? Perché l'articolo 7 dice che, per l'esecuzione dell'attività di cui all’articolo 3 - che sono tutte le attività che potrebbero astrattamente fare quelli di SOGESID - per far fronte a specifiche, documentate e particolari esigenze organizzative, potrà avvalersi di imprese terze. Noi abbiamo sostanzialmente delegato tutti i poteri a SOGESID.
Credo che sia una scelta sbagliata, che mortifica la Regione, le strutture, che mortifica il Consorzio di bonifica, che credo sia stato rafforzato da questo punto di vista per poter svolgere delle attività, penso io. Ma è una cosa inspiegabile. Oppure spiegatecela e noi su questo cercheremo di avere un approccio serio. Quello che stupisce è che nessuno ne abbia parlato. Questo è il futuro.
Consigliere Marinangeli, lei ancora una volta, con un fare da fermano, ci inocula in maniera leggera... Noi l'abbiamo detto che voi siete i migliori, ma ad oggi non ci avete ancora detto cosa avete fatto e oggi avete regalato la ricostruzione del territorio alluvionato a una società di Roma, a distanza di due anni. Ma perché non l'avete fatto dopo tre mesi? Ma perché non lo avete fatto? Spiegateci questa situazione.
PRESIDENTE. Prima di concedere la parola al Consigliere Putzu, che l'ha richiesta, senza entrare nel merito dell'intervento del Consigliere Carancini, ricordo e mi attengo all'articolo 122 della Costituzione circa l'insindacabilità delle opinioni espresse, l'unico appunto che faccio, in generale, per quanto mi riguarda come Presidente, trattandosi di una società pubblica, quella che lei ha citato, è di regolarci tenendo conto che siamo nell'ambito di un ordinamento di posizioni pubbliche per quanto riguarda il contesto delle parole utilizzate. Non vado oltre, non è una reprimenda e non è certamente una sindacabilità.
Aggiungo solo che si tratta di una società pubblica. Dovendoci rapportare con situazioni che riguardano il pubblico, sul pubblico, mi sono permesso di fare questa precisazione, nel principio di leale collaborazione.
Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Non so quale sia il principio di leale collaborazione. I fossi sono pieni di scandali delle aziende pubbliche. Ho detto che SOGESID è due anni...
PRESIDENTE. Non voglio andare oltre, sennò la provoco, la vorrei provocare a difendere la sua posizione.
Romano CARANCINI. Vorrei capire quali sono i miei giudizi negativi. Se il Direttore generale di SOGESID, che è l'amministratore delegato al quale abbiamo appaltato tutte le opere, è amico del Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, mica è colpa mia. Bisognerebbe chiedere ad Acquaroli perché ha nominato SOGESID, il cui amministratore delegato è un soggetto che si chiama…, amico...
PRESIDENTE. Non voglio ripetere una posizione che provocherebbe polemiche. Era il principio di leale collaborazione, nel rispetto dell'insindacabilità delle opinioni espresse dal Consigliere regionale, prevista proprio dalla nostra Carta costituzionale.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Non so se 12 minuti mi bastano però per rispondere un po' a qualche accusa.
Voglio ringraziare il Consigliere Carancini, che si è concentrato solo su questo fatto dimenticandosi, e non credo sia un errore voluto, ma credo sia demagogia politica.
Lo stesso Consigliere Carancini si dimentica che l'azienda è una S.p.A. interamente partecipata dallo Stato e ogni qualvolta c'è un Governo nazionale…, non è un'azienda romana, capisco che lei ami ripetere il suo nome anche al femminile, però è un'azienda partecipata dallo Stato e ogni Governo che vince nomina un amministratore delegato.
Mi dispiace per voi, eravate abituati a perdere le elezioni e a governare l'Italia e a nominare tutti. Questa volta avete perso le elezioni nazionali ed è giusto che il Governo nazionale nomini un amministratore delegato a lui vicino. Non c'è nulla di scandaloso, cari ragazzi. Forse per voi sì, perché, ripeto, eravate abituati a perdere le elezioni a livello nazionale e ad andare magicamente a governare, nominando la gente.
Mi dispiace, il Consigliere Carancini si è dimenticato di andare a vedere, ad esempio, che l'azienda SOGESID è andata a supportare la messa in sicurezza delle discariche in Campania, lì c'era il Governo di sinistra; è andata a supportare alcuni interventi legati al dissesto idrogeologico in Campania, come assistenza tecnica.
Tra l'altro non scopriamo l'acqua calda, è il lavoro che fa questa azienda in giro per l'Italia, a supporto, anche quando ci sono calamità naturali. Lo può vedere tranquillamente sul sito.
Non è che il Presidente Acquaroli, anche questo credo che sia un po' vergognoso…, accusare gli amici degli amici… Conosco benissimo il Presidente Acquaroli e credo che neanche lo conosca, a livello di amicizia. Se ha fatto la struttura commissariale, l'ha fatto per avere supporto, come è stato fatto in Puglia, in Campania, in Emilia-Romagna, però quando lo fa il Partito Democratico non sono amici, quando lo fa il centrodestra, che chiama in causa SOGESID a supporto della struttura commissariale, allora si parla degli amici degli amici.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi della Consigliera Casini e della Consigliera Vitri. Voglio ringraziare la Consigliera Vitri, sembrava che fosse in Consiglio comunale a Cantiano, che si lamentava con qualcuno, perché io vorrei evidenziare che i Comuni colpiti dall'alluvione sono 20.
Avete parlato di Cantiano e di qualche altro Comune amico, ci mancherebbe altro, oramai sono rimasti pochissimi i Comuni amici del PD, è normale che li difendiate, però è altrettanto vero che bisogna guardare in faccia la realtà.
Sono veramente dispiaciuto, perché la Consigliera Casini ha detto che è cresciuta l'urbanizzazione. Va bene, sì. Quando parlava della..,. io purtroppo sono uno che ascolta, sì, sì, sto ascoltando.
Io invece faccio un altro passaggio. È cresciuta l'urbanizzazione. Purtroppo, diciamoci anche la verità, qualche Sindaco vostro ha anche costruito, ha fatto costruire con i piani regolatori vicino ai fiumi, e lì di certo non c'eravamo noi. Ha permesso anche di far costruire garage sotto, dove purtroppo sono stati colpiti…, e questo mi dispiace perché a pagarne le conseguenze sono state le persone.
Ricordiamoci che la politica nazionale, regionale, ma soprattutto comunale degli anni '90 e 2000, quando i Comuni erano governati in grande maggioranza dal centrosinistra, sono riusciti... Tra l'altro qualcuno è stato anche Assessore all'urbanistica, dal 2000 in poi, dopo essere diventato Sindaco. Ovviamente potrà avere delle responsabilità politiche. Certo, qui non stiamo in un'Aula dove dobbiamo fare un processo a qualcuno, ma credo che le cose bisogna dirle.
Ho sentito dire dal Consigliere Mastrovincenzo che il Governo nazionale, Presidente, ci ha messo solo 400 milioni, ci doveva mettere 800 milioni, 1 miliardo, 1,2 miliardi, giochiamo i numeri del lotto. Invece, credo che dobbiamo ringraziare questo Governo nazionale che è intervenuto.
E qui lo dico ai Consiglieri che parlano di filiera: ma vi rendete conto che in poco tempo il Presidente Giorgia Meloni, il Consiglio dei ministri sono intervenuti con 400 milioni sulla Regione Marche? Regione sconosciuta fino a quando governavate voi.
Ricordatevi - ogni tanto ve lo ricordo - eravate talmente bravi sotto il Codiv, quando governavate, da avere il Ministro della Salute della vostra area politica, eppure, quando facevate un decreto, il Presidente un'ordinanza ed il Presidente del Consiglio ve la impugnava.
Voi venite a fare lezioni a noi della filiera, quando voi avevate il mondo sotto i piedi. Avete distrutto questo mondo, ma soprattutto non riuscivate neanche a mettervi in contatto con i vostri rappresentanti nazionali.
È vero, lo diciamo spesso, mi fa piacere che ancora una volta che il PD marchigiano riesca a guardare sempre all'Emilia-Romagna. Avete sempre un problema di inferiorità nei confronti del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna. Avete questo complesso, e a me fa sorridere.
Tra l'altro - e mi dispiace perché qualcuno è anche più preparato di me dal punto di vista tecnico – si dice che il Presidente Acquaroli non fa come il Commissario straordinario per la ricostruzione Figliuolo. Certo, qualsiasi laureato in legge, ma credo anche qualsiasi Consigliere regionale, può capire che un conto è un Commissario straordinario di Governo, così come è stato fatto per il ponte di Genova, un conto è il Presidente Acquaroli, che è Commissario delegato della Protezione civile, lì dovremo sempre andare a fare i conti, con la Protezione civile nazionale.
Permettetemi anche di ringraziare di cuore il Vicecommissario e tutta la struttura commissariale.
Consigliera Casini, quando lei dice: "Dovevate prendere quelli di fuori perché, i tecnici non sono bravi?” Di solito voi, quando avevate un problema, avevate commissari dell'Emilia-Romagna, subcommissari che venivano da fuori, l’abbiamo visto con la ricostruzione. Non siete stati capaci di indicare un commissario marchigiano.
Guarda caso, l'unico Commissario straordinario della ricostruzione marchigiano l’ha indicato il centrodestra, proprio grazie alla filiera istituzionale. Tra l'altro, voi avevate tutti quanti i commissari che venivano, giustamente, dal PD migliore, dall'Emilia-Romagna, perché voi eravate commissariati politicamente.
E ‘altrettanto vero che - anche questo mi dispiace - un architetto preparato come la Consigliera Casini… e questo per me è un dispiacere, ovviamente non sono un architetto e non posso dare lezioni su questo, però quando si parla dell’80% e del 100% dobbiamo anche raccontare la verità.
Quando si tratta del 100% parliamo sempre del Commissario Figliuolo, che ha pieni poteri. Il Presidente Acquaroli su questo non ha pieni poteri, per un semplice motivo, perché - lo ripeto ancora, voi lo dovreste sapere - è delegato della Protezione civile.
Consigliera Casini, parlate voi... ma io fossi stato in voi neanche sarei intervenuto.
Il Consigliere Carancini dice: "Non ci volete far parlare". Posso parlare? Posso?
PRESIDENTE. La prego di fare silenzio, Consigliera.
Andrea PUTZU. È un problema, dottoressa, per lei...
PRESIDENTE. Per favore, i Consiglieri devono rimanere in silenzio, compresa la Consigliera Casini.
Il Consigliere Putzu continui la sua esposizione senza che… Ha ragione che deve rimanere in silenzio. Continui senza farsi coinvolgere dagli intercalari della Consigliera Casini.
Andrea PUTZU. La Consigliera Casini è stata citata molto quando si arrabbiava contro qualcuno. Credo che se si agita qualcuno del centrodestra non succede nulla, però…e ancora parla!
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio, altrimenti devo sospendere la seduta. E’ l'ultima volta che vi chiedo di fare silenzio quando parla un altro collega. La sospensione sarebbe temporanea poi riprenderemo. Prego.
Andrea PUTZU. Il Consigliere Carancini dice che non li vogliamo far parlare. Noi siamo contentissimi se parlate, perché ogni volta che parlate i cittadini marchigiani ci chiamano - anche la gente che vi ha votato nel passato e dicono: "Questi non ci rappresentano più". Questo ci fa piacere perché voi, ancora una volta, non vi rendete conto della realtà, che è sotto gli occhi di tutti.
Credo che se avessimo fatto un Consiglio regionale aperto quando c’è stato il sisma…, non so, è stato fatto, Consigliera? Due, tre, c'era gente a protestare lì fuori? C’era? Non protestava nessuno. Io invece ricordo che qualcuno protestava. Oggi vedo persone presenti, che ringrazio, ma non vedo comitati che protestano. Questo non significa che tutto è stato fatto bene, preciso, perfetto, perché nessuno ha la bacchetta magica, ma significa che c’è una questione fondamentale, cara Consigliera Vitri: che la Giunta Acquaroli, a differenza degli altri, ha ascoltato tutti i Sindaci, è riuscita a parlare con tutti i Sindaci, sia di destra sia di sinistra, sia civici sia di coloro che non avevano un partito politico. La Giunta Acquaroli, a differenza vostra, tratta tutti i Sindaci alla stessa maniera.
Tra l'altro, mi permetta anche di dire che se alcune opere non sono partite… Lei parlava ad esempio di Pergola piuttosto che di Cantiano, la informo che la chiesa Le Tinte di Pergola è stata finanziata perché la Diocesi di Fano, non quella di Gubbio, che era il soggetto attuatore per quanto riguarda il Comune che ha citato, ha presentato per prima il computo metrico dei danni. Questo non significa che qualcuno vuole abbandonare qualcun altro. No.
Se vogliamo fare demagogia politica siete bravissimi e siamo contenti, continuate a farla. Ma se vogliamo essere seri, è giusto fare le critiche, perché l'opposizione deve criticare, ci mancherebbe altro, però da sparare cazzate e fare critiche, ce ne passa. A dire che gli amici degli amici... Fossi in voi non lo direi, perché l'amministratore delegato sotto il PD era una persona, ovviamente, legata al Partito Democratico, ma noi non abbiamo detto in quest'Aula che l'amministratore delegato di un ente nazionale compartecipato con lo Stato era l'amico degli amici. No perché la nomina è politica, Consigliere Carancini. Come quando governavate voi ed avete nominato cani e porci nelle vostre segreterie e vi dovevate vergognare.
Purtroppo, sono dispiaciuto perché quando si fa politica la si deve fare con la coscienza, non solo di fare polemica, perché è anche giusto, è normale, di portare un contributo al dibattito. Tra l'altro, l'avete voluto voi questo Consiglio regionale aperto ed io vi ringrazio: ogni volta che voi proponete un Consiglio regionale aperto, pensate di lanciare il boomerang che vi torna sempre indietro.
Non so se vi rendiate conto, ma se vi girate intorno… state perdendo sempre pezzi. Consiglieri che stavano con voi perdono pezzi. Però, se gli altri se ne vanno, voi siete i migliori e gli altri sono i peggiori, questo significa che non vi rendete conto. State perdendo giocatori in campo che avevano iniziato con la vostra squadra, vi hanno lasciato per approdare a un'altra squadra e credo che per voi siano traditori; per noi sono persone che hanno capito qual è il bene della collettività. E’ normale. Capisco che a voi, con la vostra spocchia, con il vostro modo di essere, davano fastidio, non portavano neanche quel quoziente intellettivo che serve al PD.
Credo che… Siccome qui si parla di elezioni e state facendo incontri in giro con il vostro candidato Presidente – tra l'altro sono contento perché è l'unico che avete e ci mancherebbe altro che non andaste in giro - vi consiglio di portare più gente a partecipare. Ho visto l'ultima assemblea e mi sono preoccupato: penso che il circolo ARCI di Porto Sant'Elpidio, se fa una riunione tra gli iscritti, porti più persone.
Questo vi deve far riflettere sul vostro modo di fare politica, di stare in mezzo alla gente, di coinvolgere la gente perché… Concludo, Presidente, chiedo scusa se sono stato più lungo, ma dopo essere stato interrotto me lo meritavo. Ringrazio anche i Consiglieri dell'opposizione che mi hanno dato qualche minuto in più.
Oggi come oggi la realtà sta nei fatti che la Giunta Acquaroli è riuscita a fare per dare delle risposte. Certo, ci vorrà molto altro tempo, ma vi chiedo di supportarci almeno sulle opere perché ovviamente noi…
PRESIDENTE. Richiamo tutti i Consiglieri e colui che l'ha espressa, in questo caso il Consigliere Putzu, a non usare parole che sono irrispettose. In particolare, non la pronuncio, quella che è stata usata nella affermazione a caldo di un concetto. È un invito ovviamente molto cordiale, ma necessario per mantenere i toni di un importante dibattito nel solco del confronto politico lineare, legittimo e rispettoso.
Ha la parola la Consigliera Menghi.
Anna MENGHI. Grazie, Presidente. Se la domanda che ci assillava nel Consiglio regionale scorso, dedicato ai fatti dell'alluvione del 2014, era perché il Presidente Acquaroli avesse voluto quel Consiglio, la domanda di oggi che mi faccio personalmente è perché il Partito Democratico ha chiesto questo Consiglio aperto sull'alluvione del 2022.
Questa volta faccio i complimenti al Consigliere Carancini, che ha tentato in corner di salvare la situazione del Partito Democratico, che era partito lancia in resta con l'intervento del Vicepresidente Mangialardi, il quale ha lasciato intendere che in questo Consiglio regionale, a seguito anche dell'intervento della Capogruppo Casini, ce ne sarebbero state di cose da dire su come la Regione Marche aveva gestito l’alluvione del 2022.
Ascoltando gli interventi di tutti, in particolare del Consigliere Santarelli, che mi riportava alla memoria il Consiglio aperto del 2022, mi sono andata a rileggere l'intervento che feci quella volta, scritto nel 2022, nel quale il Partito Democratico, per bocca del Consigliere Carancini, parlava di responsabilità politiche già agli albori dell’alluvione, ed io dissi espressamente: "Mi chiedo cosa è stato fatto dal maggio 2014 al settembre 2020, perché l'attuale maggioranza governa da soli 2 anni e viene messa sotto accusa da un'opposizione che ha governato la Regione per oltre 25 anni, avendo a disposizione risorse e mezzi per mettere in sicurezza l'intera area molto prima che questa maggioranza si insediasse".
Su questi fatti è chiaro perché il Presidente Acquaroli abbia voluto chiedere il Consiglio della scorsa settimana, forse per focalizzare due eventi diversi, ma due eventi che fanno per certi versi riflettere su una visione o considerazione politica.
Questo è un consesso politico, lo dicevo anche nel Consiglio regionale scorso, nel quale non contano le competenze personali, conta l'approccio, la credibilità politica dei soggetti e, in particolare, di chi governa.
È chiaro che il Presidente Acquaroli ha molte colpe. Fatemene dire una: la pazienza, di cui è ben fornito, di mettere insieme un centrodestra, partendo dal 2015, e portandolo nel 2020, per la prima volta, al governo della Regione Marche. Il centrodestra non aveva mai avuto l'opportunità, dico io, di assumersi la responsabilità di governare la Regione Marche.
E allora voi capite che, di fronte a queste colpe politiche grandissime…, perché questa è una colpa politica grandissima, vedo l'Assessore Brandoni che sorride, che mi capisce, è una colpa gravissima.
Il Partito Democratico, fin da subito… Ricordo che oggi il Consigliere Carancini si è riscattato rispetto all’intervento, invece, molto più pesante che aveva fatto nel Consiglio aperto del 2022, perché una buona maggioranza la fa anche una buona opposizione. Questo è quello perlomeno che penso.
Il ruolo dell'opposizione è molto importante, delicato e soprattutto importante in occasioni di tragedie come quella che la Regione Marche ha subito sia nel 2014 che nel 2022.
Stamattina abbiamo sentito molte considerazioni su come è stata gestita questa alluvione e sulle modalità operative. È stata gestita, l’hanno ricordato i Consiglieri anche di maggioranza che mi hanno preceduto, con una gestione commissariale che ha mutuato le norme della Protezione Civile, norme che hanno una serie di limiti oggettivi che non hanno consentito al Subcommissario di poter intervenire, così come sta facendo il Commissario Figliuolo.
Accanto a questo voglio fare un'altra riflessione. Quando si governa, alla politica viene chiesta una visione ed una responsabilità propria, nonché la capacità di usare e di avere a disposizione tecnici competenti e capaci.
Sulla competenza del Vicecommissario non devo parlare io. Mi associo ai ringraziamenti che il Consigliere Putzu ha fatto; nello scorso Consiglio regionale ha tessuto le sue lodi anche il Consigliere Cesetti, che oggi ancora non mi pare sia intervenuto.
Questa gestione commissariale, che ha tentato di mettere insieme le esperienze del sisma e di avere una gestione tutta regionale, l’ha detto anche la Consigliera Battistoni, non si è avvalsa solo di SOGESID, ma anche delle collaborazioni di importanti università, anche dell’università di Firenze, su alcuni aspetti tecnici. Ma il Presidente Acquaroli, nel suo intervento conclusivo, ce lo specificherà, immagino.
Si è affidato e fidato anche del Subcommissario, le cui lodi sono state tessute da chi ha avuto responsabilità di governo in un altro evento alluvionale, accaduto quando il Consigliere Cesetti era Presidente della Provincia.
Su questo dico che il Partito Democratico, obiettivamente - non uso i termini forti del Consigliere Putzu- è oggettivamente in difficoltà. Ogni tanto fatemi fare una battuta, sennò stamattina sono troppo seria. Questo a volte mi preoccupa perché anche noi nel centrodestra qualche problemino ce l'abbiamo e se il Partito Democratico è troppo sfrangiato e diviso, ci lascia un po' in difficoltà, mentre noi avremmo bisogno di un'opposizione un po’ più forte, più credibile. Ma questi, vabbè, sono problemi nostri e ce ne occuperemo a tempo debito.
Voglio andare velocemente, il tempo scorre in maniera tiranna. Mi piace nell’occasione di questo intervento, sottolineare il lavoro della struttura commissariale, che ha fatto un grandissimo lavoro, perché le cifre le ha date l'Assessore.
Sulla seconda parte, a breve, immagino sarà pronto il piano di Protezione Civile regionale - quello che ha richiesto più tempo - il quale, fatti i conti con una situazione in continua evoluzione, probabilmente non presenterà un grande disallineamento.
Un'opposizione seria - consentitemi per un attimo, ho fatto 20 anni l'opposizione a Macerata, fatemi fare un po' la parte dell'opposizione- si sarebbe mossa in altra maniera, non certo in modo un po' confuso, come ha fatto stamattina il Partito Democratico.
Vedete, a me piace parlare con i numeri alla mano della visione più generale che il Governo Acquaroli ha messo in campo nei 4 anni di governo, stanziando per gli interventi contro il dissesto idrogeologico delle Marche ben 203.259.737 euro, a fronte i 98.952.221 euro stanziati negli anni in cui governavano sia il Consigliere Cesetti che la Consigliera Casini, non certo il Consigliere Carancini.
Qualcuno ci ha detto: "Perché non avete fatto l'Ufficio di piano?". Perché la gestione commissariale e il Subcommissario hanno deciso, con la normativa della Protezione Civile, al meglio per la situazione, avvalendosi di una serie di collaborazioni.
Mi avvio alla conclusione con una nota positiva. Come il Consigliere Marinangeli sottolineava, non tutti gli interventi del Partito Democratico sono stati negativi, amo sottolineare gli aspetti positivi degli esponenti del Partito Democratico, perché alla fine credo che siamo tutte brave persone, prese singolarmente. Le responsabilità politiche sono altra cosa e quelle e le lasciamo, diciamo, a chi dirige i partiti.
Mi piacerebbe che questo Consiglio regionale finisse con un ordine del giorno di impegno, da votare tutti insieme, nel quale, magari, potremmo chiedere, per quei famosi abusi edilizi, a cui qualcuno ha fatto riferimento, di sorvolare su quella normativa legata alla Protezione Civile, perché ci possono essere delle situazioni nelle quali c'è la necessità di superarla. Ma lì abbiamo bisogno di una norma di rango superiore.
Sarebbe bello, mi lasci sognare, Presidente, che tutti insieme potessimo votare un ordine del giorno con il quale - se andando avanti c'è uno scarto di finanziamento - chiedere le risorse mancanti e la modifica di una norma nazionale per cambiare quelle regole legate alla Protezione Civile, perché lì serve una norma di rango superiore. Sarebbe bello dare una prova di maturità della classe politica regionale, tutta, senza appartenenze, per un evento che credo richieda molto senso di responsabilità. Credo che i singoli Consiglieri, anche del Partito Democratico. l'abbiano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Vorrei iniziare anche questo mio intervento di oggi con i ringraziamenti perché mi sembrano doverosi. Qualcuno, di chi mi ha preceduto, lo ha riconosciuto, ci tengo a farlo anch’io, ringraziare per la grande attività svolta il nostro governatore Francesco Acquaroli, l'Assessore Aguzzi, ma direi più in generale la struttura commissariale, il Vicecommissario e i suoi collaboratori, che stanno dimostrando non solo una grande professionalità, ma una grandissima vicinanza ai territori che sono stati colpiti da questa tragedia, perché di tragedia si tratta, lo abbiamo detto.
Ritengo che le strumentalizzazioni, quando parliamo di una tragedia come quella che, purtroppo, ha colpito una parte del nostro territorio regionale quel maledetto 15 settembre 2022… Strumentalizzare o fare solo ed esclusivamente dei goffi tentativi, tra l'altro da parte di qualcuno della minoranza, di strumentalizzazione politica, credo che sia una cosa deprimente.
Vorrei in questo intervento anche citare dei numeri perché, Consigliere Mangialardi - è stato il primo ad intervenire, poi si sono susseguiti tantissimi interventi, e questo mi fa piacere - non si tratta di mettersi le medaglie, non è una questione di medaglie, ma far conoscere ai cittadini marchigiani quello che è successo nella precedente alluvione, ne abbiamo parlato la settimana scorsa, e quello che è successo e sta accadendo a livello pratico-operativo in questa.
Vorrei dare dei numeri, e chiedo già scusa se vi annoierò un pochino, però ci tengo che siano ben chiari a noi che siamo qui ed anche ai cittadini marchigiani che ci ascoltano. Non so se vi ricordate, c'era un gioco, "trovate le differenze" - non voglio fare pubblicità a quel settimanale, che a me piaceva moltissimo – e lo vorrei fare un attimo qui.
Interventi per dissesto idrogeologico, fondi di bilancio della Regione Marche:
- Governi di centrosinistra: 5 anni, dal 2016 al 2020, 98.900.000 euro (ora non vado a fare la specifica anno per anno);
- Governo a guida del Presidente Acquaroli, centrodestra, in 4 anni, 203.259.000 euro.
Parliamo di più del doppio rispetto ai 5 anni precedenti.
Sempre fondi di bilancio, somme urgenze. Partiamo dal 2017 e snoccioliamo tutte le cifre fino ad arrivare al 2024.
2017: 600.000, l'abbiamo detto, in quel periodo, a causa della legge Delrio, le competenze erano passate alle Province, poi tornate alla Regione, per cui è un dato che possiamo anche sottovalutare;
2018: 1.900.000;
2019: 2.697.000;
2020: 3.600.000;
2021: 4.573.000;
2022: 5.100.000;
2023: 11.430.300;
2024: 11.260.000.
Credo che le differenze siano ben chiare e non sia una questione di medaglia o non medaglia, occorre che noi capiamo che stiamo amministrando questa Regione e che facciamo capire anche ai nostri concittadini quello che accade e come lavora una Giunta rispetto ad un'altra.
Parliamo dei 400 milioni che il Governo Meloni, grazie all'interlocuzione del nostro Governatore e della Giunta, ha destinato subito, tout court, alla Regione Marche per poter realizzare tutti gli interventi che stiamo facendo.
Non solo, non mi pare sia stato ricordato prima, se sì chiedo scusa e mi ripeto, dobbiamo considerare che, grazie alla richiesta della Regione Marche, anche la Comunità Europea ha elargito un fondo di circa 21 milioni di euro, Fondo di Solidarietà Europeo.
Come vedete abbiamo messo in campo cifre importanti. Vorrei ricordare quello che fino ad oggi è stato fatto, tanto per dare altre cifre, altri numeri, per i CAS, dal 16 settembre 2022 al 16 settembre 2024, 3.762.000 per 13 Comuni; poi ristori a imprese e famiglie, i famosi 5.000 e 20.000 euro.
Abbiamo, per i privati, 3.115 istanze pervenute per un importo di 13.597.000 e, per le imprese, 642 domande per un importo di 10.414.000. Sono cifre importanti, stiamo parlando di cose di grande rilievo.
Per quanto riguarda la seconda fase, quella dei cosiddetti ristori pesanti, indirizzati sempre ad imprese e famiglie, da una prima ricognizione è stata impegnata la somma di 42.548.000. Anche qui vedete che stiamo, grazie alla gestione della struttura commissariale, dando quelle risposte che i cittadini vogliono ascoltare e soprattutto avere, al di là delle chiacchiere.
L’'avevo detto che sarei stato un po' noioso e questa volta continuo ad esserlo.
Altri numeri… 159.919.000 euro, piani di Protezione Civile, già impegnati - parliamo di fondi già impegnati - 42.548.000 euro per ristori concedibili a privati e imprese, quello di cui sopra. In fase di impegno: 3.632.000 euro per quanto riguarda la rimodulazione dei piani di Protezione Civile, 113.000.000 già impegnati; piano del Commissario delegato con decreto n. 6 del 2023, 86.180.000 da impegnare. Una rivalutazione e integrazione del piano del Commissario, prossimità e approvazione per 86.180.000.
Questi sono numeri importanti, così come è rilevante il fatto che siano state sostenute anche le aziende agricole. Una marea di numeri.
Al di là dei numeri, vorrei rispondere a tre o quattro cose che ho ascoltato in questo dibattito.
La Consigliera Casini ha parlato della pulizia degli alvei ed ha detto che fatta così non va bene. Vorrei ricordarle che le vasche di espansione e di laminazione sono state previste nel progetto del Commissario straordinario e con le vasche di espansione e di laminazione, secondo me, da quello che tecnicamente mi dicono, è utile andare avanti con la pulizia degli alvei, così come si diceva prima.
Dico che, al di là dell'ufficio di piano, la struttura commissariale, da quello che so, si sta dimostrando molto vicina a tutti i Comuni. Sta dando supporto a tutti i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, che magari non hanno strutture tecniche, come dire, adatte o comunque sufficientemente grandi per poter portare avanti questa grande mole di lavoro.
Vorrei rispondere anche alla Consigliera Vitri, ha parlato del Comune di Cantiano ma…, per andare avanti nelle progettazioni gli atti bisogna presentarli, le comunicazioni vanno fatte. Gli atti, che sono propedeutici ad andare avanti con un progetto piuttosto che con un altro, vanno presentati. Con questo non mi permetterei nemmeno di andare contro il Comune di Cantiano o contro qualsiasi altro Comune, però so che la struttura commissariale sta andando incontro a tutte le esigenze che i Comuni hanno prospettato, soprattutto quelli più piccoli che, torno a dire, mi ripeto, non hanno strutture idonee per poter portare avanti questa grandissima mole di lavoro.
Consigliera Vitri, ancora una volta, oggi sembra un remake della settimana scorsa, dobbiamo sentire dire che il Presidente o questa Giunta non sono stati e non sono vicini alle popolazioni colpite da questa catastrofe. È una cosa veramente inaudita. Non credo che si possano affermare queste cose in Aula, perché i fatti dimostrano esattamente il contrario.
Non mi ricordo chi ha parlato prima di un comitato dei due fiumi, forse il Consigliere Santarelli. Quel comitato, che raccoglie tantissimi cittadini, tantissime imprese e altro, si è dimostrato in più di un'occasione soddisfatto della gestione del Governatore Acquaroli e di questa Giunta.
Consigliere Mastrovincenzo, un piano complessivo, una visione rispetto a questo argomento, le posso garantire che c’è.
Mi sembra di aver chiarito alcuni aspetti che sono stati sollevati dalla minoranza, però tempus fugit, abbiamo pochi secondi.
Ringrazio tutti i Consiglieri che mi hanno preceduto e che si sono dimostrati contrari a strumentalizzare questo argomento perché, vedete, una tragedia di questa portata non merita di essere strumentalizzata, ma soprattutto non lo meritano quei territori, le famiglie, i cittadini e le imprese, che sono state, nel vero senso della parola, travolte dall’alluvione. Meritano rispetto e meritano il lavoro che questa Giunta, questa maggioranza, sta portando avanti con tanta dedizione e tanto impegno sin dal giorno dopo, anzi dal giorno stesso dell’alluvione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Non dirò i numeri, ne ha detti parecchi chi mi ha preceduto, il Capogruppo Livi e condivido quello che lui ha detto.
Vorrei fare una considerazione, non avevo neanche previsto di intervenire, però una riflessione mi sento di farla. Abbiamo speso due sedute per non fare neanche una proposta concreta, quando chiunque si trova a gestire delle calamità cerca di dare il massimo. Io ho vissuto tre calamità: due terremoti e una pandemia e in quelle situazioni si cerca sempre di fare il massimo, di essere vicino alle popolazioni e di trovare delle soluzioni. Ad esempio, nel caso del terremoto, non essendo prevedibile, si cerca di costruire delle case antisismiche in modo da evitare i danni.
Da questi due Consigli deve venir fuori la consapevolezza di quello che dovremmo fare, di come intervenire, di fare in modo che certi eventi non siano così pericolosi. Lo vediamo anche fuori dai nostri confini, tutti i giorni. Abbiamo visto quello che è successo in Spagna, eventi imprevedibili e eccessivamente potenti al quale è difficile far fronte, però se interveniamo con la pulizia dei fiumi, con la realizzazione di bacini ed altro forse si potrebbe attuare… magari vengono fatte delle azioni che possono, forse, essere anche criticate.
L'anno scorso in tabella E erano stati inseriti 200.000 euro per lo studio dei fiumi, per valutare dove fosse necessario fare gli invasi, magari sono passati inosservati o anche criticati.
Secondo me dobbiamo guardare avanti e investire su questo, non possiamo più permettere di trovarci impreparati di fronte a queste calamità perché è un qualcosa… poi dover rincorrere è sempre più difficile.
Ringrazio l'Assessore e il Presidente per la vicinanza e per l’impegno, per la vicinanza alle popolazioni, questo penso che sia un fattore fondamentale.
Io sono stato abbandonato, nel sisma 2016, forse la Giunta e gli amministratori sono stati poco presenti. L'ho detto tante volte, venire ad Ancona a fare le riunioni è stata la peggior cosa e la mancanza di vicinanza che si poteva avere nei confronti di quelle popolazioni.
Auspico che da questi due Consigli possa venir fuori una politica che salvaguardi soprattutto le aree interne perché con la salvaguardia delle aree interne potremmo contenere questi atti.
Poi diciamo che 400 milioni di euro sono pochi e ci vorrebbero 800 milioni di euro, forse ci vorrebbero 1,2 miliardi di euro, 2,5 miliardi di euro. Io dico che con 1 miliardo potremmo rifare gli invasi, tutti i corsi dei fiumi, tantissime cose.
Cerchiamo di prevenire, di mettere le risorse, sicuramente come Regione non ci riusciremo, dovremmo, dove possibile, investire prima per spendere meno dopo e non avere più di questi disastri, che sicuramente sono dannosi per tutta la comunità.
Mi auguro che questi due Consigli… Ringrazio anche il Presidente per aver voluto una seduta anche sul 2014 per dare una continuità a quegli eventi, capitati in una regione, senza dare responsabilità agli uni e agli altri. C'è stato chi ha tentato di accusare qualcuno, ma alla fine non è importante, l'importante è che l'insegnamento sia quello di investire, mettere le risorse per far sì che certi eventi, non dico non avvengano più, ma in qualche modo siano mitigati perché, soprattutto, creino meno vittime, che è la cosa più importante, la cosa che più ci dispiace, che ci fa male al cuore, poi per le altre cerchiamo di andare avanti.
Grazie a tutti i Consiglieri per l'apporto, però cerchiamo di guardare avanti. Le critiche devono essere costruttive, non c'è il Consigliere Carancini, gli dico che, da calciatore, quando uno perde una partita poi si chiude negli spogliatoi e cerca di valutare come poter fare meglio la partita successiva. E questo serve in tutte le situazioni, in ogni situazione c'è sempre qualcosa che non va, dobbiamo meditare per crescere e per dare dei servizi migliori ai nostri cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Molto brevemente su alcune questioni che sono emerse nel dibattito a mo' di domanda, una sul sistema di allertamento: si è detto che non è stato rifatto un nuovo sistema di allertamento. Non è così. Un nuovo sistema di allertamento è stato predisposto, studiato e allestito, non tanto per recuperare i danni avvenuti, ma per studiare nuovi idrometri in maniera, diciamo, adatta a questi tipi di cambiamenti.
Oltretutto c'è la cosa più importante, che gli idrometri significativi prima erano solo alcuni e solo quando andavano in allarme scattava l'allarme ai Comuni, stavolta gli idrometri sono tutti significativi e quando a monte scatta un primo allarme, questo viene subito riportato a tutti i Comuni lungo la vallata.
È stato rifatto un nuovo sistema di allertamento diverso da quello di prima, maggiormente prudente e più allineato a quelli che sono gli eventi sempre più estremi.
L’altra volta volevo rispondere ad una cosa, ma sono dovuto andare all'ultimo Consiglio a Fabriano e non ho potuto replicare. Voglio correggere con simpatia, non con spirito di contrasto o contraddizione, che la pulizia dei fiumi comporta un rischio maggiore perché l'acqua arriva più velocemente a valle, non è così. Nel senso che, se si prende una canalina di 2 cm di larghezza, la si posizione in diagonale e vi versa un bicchiere d'acqua a monte, l’acqua arriverà in fondo ad una certa velocità. Se invece la canalina è larga 4 cm, lo stesso bicchiere d'acqua si espanderà di più, arrivando a valle più limitatamente
Non sono un architetto né un professionista in questo senso, ma fino lì lo so anch'io. La pulizia del Misa, del Nevola, così come è avvenuta in questi mesi e in quest'ultimo anno, ha fatto sì che anche le piene forti che ci sono state negli ultimi giorni non causassero causato pericoli. Speriamo che si possano mantenere così anche in prospettiva. La situazione non è peggiorata con la pulizia degli alvei dei fiumi.
Una cosa che è emersa nel dibattito oggi, così come l'altra volta, è che saremmo insensibili, incapaci di capire e interpretare i cambiamenti climatici. Non è assolutamente così. Questo Consiglio regionale sarà investito, credo in una delle prossime sedute, da una discussione che secondo me sarà molto interessante e che porterà, se i Consiglieri lo decideranno, all’approvazione di un piano regionale di contrasto ai cambiamenti climatici. Si tratta di un piano che abbiamo elaborato in questi quattro anni con una serie di ascolti con gli stakeholder sui territori. Lo abbiamo proposto alla Giunta, che lo ha approvato ed inviato alla discussione del Consiglio regionale: è uno degli atti più importanti di questa legislatura e di questa amministrazione regionale, specificatamente vocato al contrasto ai cambiamenti climatici.
Oltretutto, le Marche sono la Regione che rappresentano l’Italia al Parlamento Europeo per quel che riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. L'Andalusia ha la Presidenza, le Marche hanno la Vicepresidenza. Con la nostra legge urbanistica e gli atti che stiamo mettendo in campo per il contrasto ai cambiamenti climatici, siamo stati presi ad esempio come Italia e la Regione Marche è stata nominata in rappresentanza al Parlamento Europeo. Mi pare che siamo addentro più che mai a questi argomenti molto importanti.
Sulla montagna dei detriti depositata attualmente a Pianello d'Ostra…, credo che sia meglio averli su una montagna che dentro l'alveo di un fiume, per quel che riguarda la sicurezza del territorio. Li stiamo caratterizzando con l'aiuto del Centro di Assistenza Ecologica e siamo a buon punto. L'80% dei detriti saranno inviati probabilmente alla riarginatura di una serie di attività, vasche di espansione che dovremmo costruire sul territorio. L'80% dei detriti non andrà a mare, ma sarà utilizzato per l’arginatura di tutti gli alvei che dovremmo costruire lungo il Misa e tutte le casse di espansione. Stiamo lavorando in quel senso. Faccio questa precisazione per quel che riguarda la montagna dei detriti.
Per quanto riguarda la SOGESID, voglio semplicemente dire che la convenzione è stata fatta anche per l'alluvione dell'Emilia-Romagna dal Generale Figliuolo. Non ci trovo niente di strano, anche nelle Marche abbiamo fatto qualcosa di simile.
Su Cantiano ogni volta ci si sofferma come se fosse abbandonato nel mondo. Gli interventi, però, sono stati fatti. C'è tutto il Burano che è stato ripulito fino alla frazione di Pontericcioli e Tranquillo, fino al confine con l'Umbria. Ho visto che proprio ieri, andando a Roma, anche in Umbria hanno ripulito il Burano per un tratto, non so fino a dove. Poi tutto il resto dell'altro corso d'acqua che va fino a Chiaserna è stato ripulito e lo si vede fisicamente. Il Candigliano, fino al ponte romano, giù fino a Cagli, è stato ripulito tutto.
Manca la zona di Pian Balbano della pulizia completa perché, adesso mi dispiace dire questa cosa, non solo sono amico del sindaco di Cantiano, ho stima di lui, ho conoscenza e tanto rispetto per una popolazione che ha pagato tanto anche questa alluvione, ma a Pian Balbano non partono i lavori di pulizia di quella parte perché non c'è ancora un'area individuata dove...
Volevo anche dire che l'unico ponte ricostruito, non programmando la ricostruzione, ma in somma urgenza, è quello di Pian Balbano. Per 230.000 euro è stato ricostruito nell'immediatezza dell'evento come somma urgenza. L'unico ponte, di tutti i 20 Comuni. ricostruito è quello di Pian Balbano.
Purtroppo, un mese fa, due mesi fa, c’è stata un'altra alluvione, tutta concentrata su quella zona, che ha rimesso in discussione quel ponte. Noi abbiamo immediatamente attivato la nostra Protezione Civile regionale. Sono andati sul posto, hanno ripulito il tutto, hanno messo in sicurezza la viabilità, che è stata ripristinata nel giro dei giorni successivi. Non ha portato via nessun ponte, non ha messo in discussione nulla di quanto era già stato realizzato.
Voglio solo dire che su Cantiano c'è stata un'attenzione, così come su tanti altri comuni. Se la società che è predisposta a fare quel tipo...
Presidenza del Vicepresidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Acquaroli.
Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Presidente, per avermi concesso la parola. Ringrazio anche l'Assessore Aguzzi, che ha magistralmente risposto alla maggior parte delle criticità segnalate dalla discussione in Aula.
Non c'è tantissimo da aggiungere rispetto a quello che abbiamo detto la settimana scorsa, anche perché, sinceramente, questo Consiglio regionale è stato esattamente come me lo aspettavo fin dall'inizio.
Ho cercato di scrivermi quelli che sono stati i tratti del dibattito: alcuni Comuni non sono stati assistiti, chi ha deciso le priorità degli interventi, per quale motivo gli alluvionati delle Marche hanno diritto all'80% rispetto all'Emilia-Romagna che ha il 100%, ci sono un'alluvione di serie A e cittadini di serie A e un'alluvione di serie B e cittadini di serie B e così via. Altre criticità: non ultimo il tema degli amici degli amici sulla progettazione degli interventi.
Penso che quest'Aula possa dare molto di più, perché si tratta di un'alluvione, di una calamità enorme, che ha toccato gran parte del nostro territorio regionale il 15 settembre 2022. Un evento drammatico sia dal punto di vista delle vite umane che dei danni subiti dalle persone, dalle cose, dalle abitazioni, dalle attività economiche. La paura che continua, purtroppo, nelle famiglie e nelle comunità di questi territori.
In due anni è stato fatto tutto? Non abbiamo la presunzione di dire che in due anni sia stato fatto tutto, perché il lavoro, la mole, la quantità e la tipologia di cose da fare sono enormi. Penso alla somma urgenza, alla progettazione e alla realizzazione delle infrastrutture danneggiate, alla sostituzione delle infrastrutture non danneggiate ma che, per opportunità, per mitigazione del rischio, dovevano essere rifatte. Penso ai ponti che hanno le campate in...
C’è un lavoro enorme in capo ai Comuni, e li voglio ringraziare perché, nella stragrande maggioranza, hanno lavorato in maniera egregia per la restituzione dei 5.000 e dei 20.000 euro, ma anche delle somme aggiuntive, oltre i 5.000 e i 20.000 euro, alle famiglie e alle imprese. Alcune famiglie sono rientrate, alcune imprese sono rientrate, altre rientreranno. Stiamo cercando di fare il massimo con questa enorme mole di lavoro per dare le risposte il prima possibile.
C'è un tema, che è quello della progettazione. Tra le accuse che ci sono state mosse c'è che non abbiamo una visione organica. Penso che il piano dei 130 milioni di euro sia rappresentativo della visione organica. …, le Università di Camerino, di Ancona e tutti gli altri soggetti autorevoli sono stati messi in campo per cercare di dare una risposta organica a un evento che il 15 settembre 2022 ha fatto registrare una criticità, che non aveva precedenti nel nostro territorio regionale, a livello di dissesto idrogeologico.
Voglio anche specificare un fatto. A chi dice che siamo indietro e che avremmo potuto fare diversamente, voglio ricordare che da settembre a dicembre 2022 non abbiamo fatto altro che rappresentare al Governo nazionale e alla Protezione Civile una criticità enorme, che purtroppo veniva registrata continuamente. Nel 2014 e nel 2022 con effetti evidenti, ma altre volte l'allarme in quei territori è stato altrettanto forte, pur non avendo prodotto esondazioni, ma paura sul territorio della nostra regione. È stato un viaggio continuo per cercare di rappresentare un'esigenza, che era quella di dare una risposta vera, seria e strutturale ad un'emergenza che purtroppo si protraeva da anni.
Forse sarà vero, Consigliere Mastrovincenzo, che serviranno altre risorse, ma penso che intanto dobbiamo utilizzare bene quelle che abbiamo. A distanza di un anno e mezzo, da quando le risorse sono state assegnate, parte dei 400 milioni di euro è stata di fatto accreditata e impegnata e altre risorse verranno accreditate e impegnate. Per correttezza istituzionale, penso che prima di andare a chiedere altre risorse al Governo si debbano impegnare e utilizzare quelle già assegnate. Diversamente mi sembrerebbe un atto di egoismo in un momento di grave crisi e di carenza di risorse, a fronte di altre emergenze - alcune delle quali da lei citate - a cui stiamo cercando di dare una risposta immediata, il prima possibile. C'è un fabbisogno complessivo e anche la necessità di avere il tempo a disposizione per fare il meglio e il più possibile.
In Aula questa mattina abbiamo sentito i timori perché la pulizia, con le somme urgenze dell'alveo del fiume, potrebbe creare un maggiore pericolo. Non siamo noi che possiamo dare una risposta, non sono un tecnico e mi affido alle strutture che hanno le competenze al riguardo. Dall'altra parte si dice: bisogna intervenire sul reticolo idrografico minore, altrimenti si possono creare pericoli.
Mettiamoci d'accordo, altrimenti, scusate se lo dico, sembra una discussione pretestuosa che cerca di creare quell'elemento critico a priori, a prescindere, nei confronti dell'operato di chi sta mettendo e gettando il cuore al di là dell'ostacolo per cercare di dare delle risposte, pure non semplici.
Mi permetto di dire che possiamo ricevere tutte le giuste critiche, perché sono legittime, ma, avete ragione voi, dovete e potete esprimere tutto quello che volete, però c'è una verità di fondo: le risorse, le opere che stiamo mettendo in campo, le soluzioni che sono state individuate, le progettazioni che sono state criticate, ci sono perché c'è una Regione e c'è un Governo che hanno deciso di intervenire in maniera sostanziale, come mai in precedenza, per un evento come quello che si è registrato il 15 settembre 2022.
Dopodiché, fra qualche settimana, fra qualche mese, fra un anno, un anno e mezzo, due anni vedremo quella che sarà la situazione complessiva, se le risorse saranno state utilizzate e magari non saranno state sufficienti, faremo le giuste richieste, come abbiamo detto fin dall'inizio di questa criticità, al Governo nazionale, o le farà chi, più bravo di noi, sarà in grado di gestirle.
Mi permetto di dire una cosa… Nei confronti dei Sindaci, ho molta stima, però venire qua a citare casi e fattispecie che sono stati trattati dalla struttura commissariale, che sono stati trattati continuamente dalla Protezione Civile nazionale, per capirci, in virtù di leggi che si è data la Protezione Civile nazionale…
Dobbiamo fare una semplice richiesta e fare chiarezza tra di noi: vogliamo smantellare la struttura commissariale, che risponde alla Protezione Civile, per andare sotto il Commissario Figliuolo, equiparare le due procedure e andare ad unire il cratere, chiamiamolo così, del 2022 con quello del 2023? Questa è un'altra discussione. Interrompere il lavoro che stiamo facendo per consegnarlo a un'altra struttura commissariale. Altrimenti, se la domanda non è questa, dovete darci il tempo con gli strumenti che abbiamo. Il tempo, nell'espletamento della nostra funzione, di cercare di dare quelle risposte che non sono previste dall'ordinamento, non che non vogliamo dare. Non sono previste dall'ordinamento.
Venire in quest'Aula e fare per l'ennesima volta questo tipo di annotazioni non è utile agli alluvionati, alla struttura commissariale, al Vicecommissario e a tutti coloro che lavorano. Non è utile neanche alle istituzioni, perché è un puntare il dito addosso quando sappiamo benissimo, almeno spero in quest'Aula, che, come è stato ampiamente detto, le due strutture commissariali sono diverse.
La scorsa settimana si è parlato di un'alluvione che era stata finanziata con il 10% del danno segnalato. Oggi, invece, parliamo di un'alluvione e - se quanto affermato dal Vicecommissario fosse vero, ma tutto va portato alla fine- se il danno non fosse di 800 milioni, tale cifra dovrebbe servire per la messa in sicurezza del territorio, per le opere aggiuntive rispetto a quelle che sono state fatte.
Abbiamo avuto un riconoscimento importante e il nostro compito è quello di continuare, e sfido chiunque a dire il contrario, nella concertazione con le amministrazioni comunali, nella concertazione con i territori, con le comunità, anche con i comitati, che ogni tanto ci vengono a trovare per garantire il loro contributo costruttivo. Il nostro compito è quello di cercare di risolvere o, almeno, al meglio di mitigare il rischio di un territorio fragile e cercare di mettere in sicurezza quel territorio con le risorse che ci sono state assegnate.
Se tutto non ha funzionato, non può passare neanche il messaggio opposto, perché io da questa minoranza non ho sentito una parola di plauso, una parola di ringraziamento, un'annotazione di natura positiva rispetto a quello che dal settembre 2022 ad oggi è stato fatto. Questo, a mio avviso, non solo non è possibile, ma non rispecchia neanche la verità dei fatti. Non rispecchia la verità dei fatti ed è ciò che ci ha portato a discutere in due Consigli regionali diversi, e qui confermo la scelta che è stata fatta.
Nel 2014 la risposta che è stata data era di natura forse politica, ma non strutturale, nel 2022 c’è stata una risposta più strutturale, più pragmatica e di natura progettuale, cercando di individuare la soluzione migliore per quel territorio.
Mi aspettavo qualcosa di diverso. Lo dico senza criticità, senza criticare, senza voler inasprire il dibattito. Mi aspettavo qualcosa di diverso.
Il Consigliere Marinelli ha detto nel suo intervento che non ha sentito una proposta. Io sono stato in Aula praticamente sempre, neanche io sono riuscito a sentire una proposta. Anch’io non ho sentito una proposta, ho sentito solo ed esclusivamente critiche rispetto a chi, nonostante tutte le difficoltà, sta cercando di utilizzare risorse e tempo per dare una prospettiva ad un territorio che viveva continuamente nell'incubo dell'alluvione e delle esondazioni.
È poco, forse, quello che stiamo facendo, ma è sicuramente molto di più rispetto a quello che si era visto prima.
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Con l'intervento del Presidente della Giunta Regione Marche si conclude il primo punto all'ordine del giorno odierno.
Mozione n. 308
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Vitri, Biancani, Carancini, Cesetti, Casini
“Interventi urgenti per i territori colpiti dall'alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Mozione n. 419
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Biancani, Carancini, Cesetti, Vitri
“Ulteriori interventi urgenti per i territori colpiti dall'alluvione del 15 e 16 settembre 2022, con particolare riferimento alle aree interne della Val Misa e Val Nevola”
Mozione n. 469
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini Cesetti, Vitri
“Alluvione del 15 e 16 settembre 2022: risarcimenti e messa in sicurezza del territorio”
Mozione n. 507
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri
“Provvedimenti in merito all’alluvione del 15 Settembre 2022”
Interrogazione n. 781
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini
“Contributi ai cittadini dei territori colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Interrogazione n. 791
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti
“Misure e provvedimenti per i Comuni delle Marche colpiti dalla alluvione del 15 e 16 settembre”
Interrogazione n. 836
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti
“Emergenza alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Interrogazione n. 909
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Vitri, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti
“Cosa è stato fatto a un anno dall’alluvione del 15 e 16 settembre 2022”
Interrogazione n. 1057
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini
“Piano per la realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali del Commissario”
Interrogazione n. 1351
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Alluvione 2022 – Piano interventi urgenti, tempi di conclusione dell’iter di approvazione. Interventi previsti, realizzati e finanziati con il fondo stanziato dal Consiglio dei Ministri. Richiesta di chiarimenti su tempi, importi ed esiti”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 308 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Vitri, Biancani, Carancini, Cesetti, Casini, la mozione n. 419 dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Biancani, Carancini, Cesetti, Vitri, la mozione n. 469 dei Consiglieri Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri, la mozione n. 507 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri, l’interrogazione n. 781 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini, l’interrogazione n. 791 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, l’interrogazione n. 836 dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Biancani, Vitri, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, l’interrogazione n. 909 dei Consiglieri Mangialardi, Biancani, Vitri, Bora, Casini, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, l’interrogazione n. 1057 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, l’interrogazione n. 1351dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Pensavo che alcune delle mozioni e delle interrogazioni presentate fossero datate e, anche ragionando tra noi, fosse opportuno ritirarle. Il dibattito di oggi, invece, mi impone di riportare all'attenzione di quest'Aula e dei pochi cittadini che ci stanno ascoltando la verità dei fatti. Non abbiamo avanzato proposte? Non ha sentito proposte dall'opposizione? Forse perché non ha mai letto nessuna nostra mozione, che andava letta, nell'interesse collettivo (era talmente ampio) e nel rispetto del lavoro.
Le sto riguardando e faccio difficoltà a risentire le parole del Presidente, che ha detto che è stato opportuno tenere aperti i due temi, del 2014… Non ho fatto nessun tipo di polemica e vi assicuro che sul 2014 di temi ce n'erano.
Do ragione al Presidente, le risorse sono tante e ne sono arrivate tante, forse mai così importanti. Si sono liberate le risorse del Piano del PNRR, sono state dirottare alle Regioni e noi siamo stati quelli che hanno fruito. Brava Presidente Meloni.
Il Governo Spacca nel 2014 aveva messo a disposizione per la manutenzione dei fiumi 80.000 euro per la provincia di Ancona. Abbiamo condannato? Certo che no. Sapevamo cos'era in quel momento l'economia, sapevamo quanto era difficile reperire le risorse e se decontestualizziamo, come abbiamo voluto fare, diventa gioco facile e non è pensabile.
Il 2014 ha prodotto uno strumento che si chiama assetto di progetto: se oggi siete in grado di progettare altre due vasche di espansione, è perché qualcuno allora, il Segretario dell'Autorità di bacino, a zero risorse, avviò un percorso di progettazione complessiva per le necessità del territorio, che ha permesso successivamente di intervenire e di intercettare le risorse.
Quello che scriviamo nella prima mozione, che poi ha un filo conduttore in tutte le altre, è la necessità di un assetto complessivo, ufficio di piano, per permettere a tutte le amministrazioni di stare dentro e conoscere esattamente quali sono le risorse, come vengono impegnate, quali sono le priorità di intervento, eventualmente anche quale personale potrebbe essere assegnato. L'avete fatto? No. Ve l'avevamo scritto. Più di così.
Non ci sarebbero state Cantiano, Ostra, Senigallia se, nella gestione complessiva, lo strumento di condivisione avesse prodotto, alla fine, un verbale e la sottoscrizione dello stesso. Quando partecipavamo alle riunioni infuocate per il terremoto, che non si può nemmeno richiamare, c'erano risorse per la prima casa, per la seconda e per tante altre e dentro quel percorso dire che era necessario un percorso di quel tipo... No? E invece lo ritengo ancora una volta… È scritto, Assessore, nelle mozioni, come un filo conduttore. Bastava leggerle.
In una mozione vi dicevamo che era necessario un sistema di allerta complessivo del territorio. Ve lo dicevamo dopo 20 giorni. Non è che non abbiamo fatto la proposta, non abbiamo detto: avete gestito da non guardare, non ve l'abbiamo detto. Vi abbiamo detto: progettate.
Il Presidente a Senigallia dice che a novembre 2023 il Ponte Garibaldi sarà realizzato. Non l'ho detto io. Non vi dobbiamo dire nulla? Vi siete sbagliati nella programmazione? Era più complicato di quello che sembrava? Senza dubbio. Però quello è il dato. Non ve lo dobbiamo dire o possiamo ... Siamo arroganti perché vi diciamo che avevamo suggerito dei percorsi che non avete preso per niente in considerazione.
Avete incaricato ANAS da una parte e il Consorzio di bonifica dall'altra. Lasciamo perdere SOGESID, non mi interessa nulla. Ma decidete voi, dopo 2 anni, alzate bandiera bianca, con siete stati in grado di progettare... Era complicato, era difficile, era tutto quello che sappiamo, disastrato... Non è stato fatto nulla. Avete dato l'incarico a SOGESID, una società a capitale interamente pubblico. Magari ce ne fossero se funzionano. Dovevate farlo prima, se serviva per aiutarvi.
Invece avete delegittimato l’ANAS da una parte, per fortuna, perché vi invito tutti a vedere il render del Ponte Garibaldi di fronte ai Portici Ercolani. Che cosa ha prodotto? Per fortuna che avete cambiato progettisti, per fortuna! Lo diceva il Consigliere Mastrovincenzo: un mostro, nell'idea che il Sindaco non debba assumersi responsabilità perché tocca alla Regione. La Regione mette come priorità assoluta non so cosa e intanto lo ha fatto ANAS e adesso forse lo farà SOGESID e forse gli verrà anche meglio.
In tutte le mozioni ci sono le proposte che il Presidente chiedeva, non altro, le proposte. Allora, se le andate ad elencare, a leggere, lo dico per il Presidente e per gli alluvionati, è complicato andare fuori e dire - se non lo devo dire non lo faccio - che purtroppo ci sono due Commissari diversi. Uno di serie A, quello dell'Emilia-Romagna per cui io, purtroppo, più di così non posso fare. Allora, gli alluvionati delle Marche possono avere un risarcimento inferiore a quello dell'Emilia-Romagna, che tra l'altro è venuto dopo. Ma come lo potete raccontare? Trovate un'altra scusa, perché sennò non è adesso... Perché il vetraio di Cantiano – con il limite della riconoscibilità del danno a 450.000 euro - o il gommista di Sassoferrato più di quella cifra non possono prendere, a differenza di quelle dell'Emilia-Romagna. Di chi è la colpa? Non ve lo dobbiamo dire. Se non lo dobbiamo dire, non lo diciamo.
Non cambia nulla. Lo dovrete dire ai cittadini che ancora hanno visto…, come avevo preventivato tra l'altro, perché di dichiarazioni ne ho viste tante, anche molto curiose devo dire. Non l'ho scritto nella mozione.
Il Viceministro Rixi è venuto in tour nel territorio, è passato davanti al ponte del corso di Senigallia e ha detto che quel ponte è sbagliato. Lui, da Roma - forse gli hanno messo il GPS per arrivare a Senigallia - sapeva che il ponte rifatto dalla stessa struttura regionale, anzi dal Consorzio che utilizzate voi, era fatto male. Poi si sono accorti che non lo potevano attribuire a Mangialardi e allora hanno fatto un concorso di idee per progettare il ponte, che è stato rifatto l'altra volta. Non bisogna darlo a SOGESID, ma bisogna fare anche un concorso di idee, ma quello rimane lì, anche se è sbagliato come ha detto il Viceministro, ed intanto dobbiamo fare anche il concorso di idee.
Nelle mozioni presentate… Mi sono accorto che avevo fatto, insieme alla Consigliera Vitri e a tutto il gruppo, anche interrogazioni a risposta scritta, tanto era l'intenzione di non strumentalizzare niente. Mi sono permesso, qualche settimana fa, anche dopo gli incontri che abbiamo avuto con i comitati, di evidenziare, per esempio, la possibilità di ricomprendere nei danni anche le corti esterne - le recinzioni costano - i garage e altri accessori che non sono oggi ricomprendibili. L'abbiamo scritto. Suggerimento.
Abbiamo chiesto a che punto fossero le progettazioni e la ricognizione dei ponti. Non vi faccio vedere la risposta, che è arrivata, se non ci fosse stato il Consiglio sul 2014 non l'avrei detta: è complicato fare la ricognizione, la lettura del territorio è molto ampia e le evoluzioni delle necessità del bacino idrografico, soprattutto del Misa e del Nevola, sono soggette a valutazioni dei soggetti ai quali abbiamo dato lo studio, e pertanto non sappiamo quali sono i punti che devono essere rifatti e quelli che possono essere mantenuti. Ve l'ho sintetizzata. Non si può dire che forse non è questo il modo di progettare un territorio? Non si può dire che dopo 2 anni la CIMA ha difficoltà? Perché, come ricordava la Consigliera Casini, avete escavato. Lo dico da Sindaco: un lavoro importante l'escavo del fiume. Ma se non lo programmate dentro un assetto complessivo di quel territorio… Lo dico così rimane anche a verbale e lo chiedo all'Assessore Aguzzi: lei pensa che un evento come quello, non T4.000, quello del 2014, dopo i lavori che sono stati fatti, può rappresentare una situazione di pericolo per Senigallia? Vi rispondo io: sì. Perché nel 2014 si è rotto un argine, che oggi non si rompe più. Perché…
PRESIDENTE. Lei è il presentatore di più mozioni, le concedo altri minuti.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Se l'avessimo avute prima, se fossero state distribuite nell'arco di questi due anni, forse qualche errore in meno l'avremmo pure commesso. Perché, alla fine, gli errori li commettiamo tutti. Perché quel territorio non è di chi lo governa, è di chi lo vive, è di chi si interfaccia, è di chi ha difficoltà a spiegare perché un intervento a Ostra si può fare e a Serra de' Conti finora non era stato fatto. È complicato.
L'evento del 2014 rompe un argine. Oggi quegli argini non si rompono più, anzi li avete anche allargati e rafforzati. Ma quella quantità di acqua - nel 2014 a Senigallia non era piovuto, come non è piovuto nel 2022 - con l'idrometro di Bettolelle a 685 oggi arriva, senza nessuna interferenza, dentro il centro storico della città. E quell'evento, e rispondo io, con i lavori che avete fatto… non conta nemmeno la vasca d'espansione di Bettolelle, perché, come lei sa, l'ha ricordato nell'ultimo Consiglio, ha funzionato anche quando non c'era, perché il fiume ha portato via addirittura un escavatore, quando è entrato nel bacino che era già disegnato.
Quel fenomeno, se non è supportato dalle vasche d'espansione, che è vero che state progettando, forse realizzando… ma l'evento del 2014 oggi, invece di allagare tutta la parte destra, la riva destra del fiume Misa, allagherebbe di nuovo la città di Senigallia. Così almeno rimane a futura memoria, sperando che mai accada. Ma i 900 metri cubi al secondo che passano al vallone, non in città, sono 300 metri cubi, non passano e i 600 escono per forza dal ponte.
Invito, e non le ritiro, a votare tutte le mozioni, anche se alcune sono datate, hanno quel consiglio che il Presidente richiedeva e che forse, se fosse stato accolto e non letto semplicemente come polemica sterile... La polemica sterile non la fa il Consigliere Mangialardi, non la fa il gruppo assembleare del Partito Democratico, non la fa la Consigliera Ruggeri, solo per non trovare soluzioni.
In occasione degli eventi e delle iniziative a due anni dall'alluvione, si è accorto che non c'era tutto questo afflato… E io capisco che può innervosire, perché sembra, come controparte, che voi abbiate fatto tanto. Erano arrivate tante risorse, meno di quelle che arrivano in Emilia-Romagna, le percentuali sono inferiori, ma spiegherete voi perché non si può fare diversamente, dato che ci sono due commissari con poteri diversi. Ma questa è quella burocrazia che avete tanto contrastato e che, sul piano della filiera, poteva essere modificata in maniera diversa.
Le mozioni hanno un filo conduttore. Devo ringraziare, questo sì, in modo particolare i molti comitati che hanno dato il loro contributo, che hanno permesso a noi di confrontarci e cogliere sistematicamente le sollecitazioni che arrivano. E vi assicuro che non avevano niente di politico, perché lì il problema era le famiglie che hanno perso tutto, le strade che sono state devastate, le attività che si sono perse nel tempo e nelle modalità, i ristori che non sono arrivati e i lavori che, è vero, esistono e sono stati realizzati, ma senza una visione complessiva, che per quel territorio può essere solo un evento peggiorativo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. A nome della maggioranza, considerato che queste quattro mozioni sono datate 2022 e che anche nelle premesse - questa del 30 dicembre 2022 - non sono accomodanti nei confronti dell’operato della Regione, che è stato importante, ne chiedo il ritiro.
Eventualmente limandole nelle parti dove la Regione ha già operato ed è già intervenuta si potrebbe pensare di presentare un provvedimento più snello e anche più attuale.
A nome della maggioranza chiedo il ritiro. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta è una risoluzione. Grazie della proposta che ha avanzato.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Ringraziamo il Consigliere per la proposta che non riteniamo di poter accogliere, probabilmente, poi ci sentiremo con il gruppo, manterremo l'ultima mozione presentata in ordine temporale, anche perché la prima è del 2022 e contiene dei dati non corretti.
Ora, c'è stato detto che non abbiamo fatto proposte. Mi spiace che non ci sia il Presidente, che si è molto piccato, ma credo che noi le proposte le abbiamo fatte.
Prima questione, le funzioni del Commissario. Non ho scelto io e non ha scelto il Partito Democratico che lui fosse Commissario di Protezione Civile e non Commissario straordinario, che quindi avesse una normativa di riferimento diversa da quella che ha il Commissario Figliuolo o che ha il Commissario Castelli. Non abbiamo deciso noi, noi decidemmo di avere un Commissario straordinario, ben sapendo che il Commissario non avremmo potuto sceglierlo noi, ma non ci importava, perché noi abbiamo avuto per il terremoto il 100% dei danni rimborsati, anche alle imprese, fin anche a 3, 4, 5 milioni di euro di danni, rimborsati tutti.
Abbiamo fatto una scelta all'epoca, avete fatto una scelta. La scelta è quella di prendere meno danari, di non avere la possibilità di emanare delle ordinanze speciali, come può il Commissario straordinario, e di avere però il Presidente Acquaroli. Avete fatto una scelta che, secondo noi, è sbagliata e si dovrebbe tornare indietro, proprio per avere situazione diversa.
Ora mi direte perché l'area era più bassa? Vi ricordo che Legnini è Commissario straordinario di Ischia, che è un Comune, pertanto non è vero che il Commissario straordinario è legato alla grandezza del territorio, ma è legato a delle scelte che vengono decise anche a livello governativo.
Che il Presidente dica che ha fatto la spola per Roma per far capire alla Presidente del Consiglio Meloni che eravamo in gravi condizioni mi lascia basita, perché pensavo che lei, visto che portava gli stivaletti in Emilia-Romagna, fosse venuta anche qui a capire, o avesse capito dalle foto aeree, evidentemente no.
Abbiamo detto che volevamo rivedere le funzioni del Commissario, rivedere anche le potenzialità, decidere le priorità perché io vedo che a Pergola ci sono 12 milioni di euro e a Cantiano 2 milioni di euro. Mi chiedo dove sia l’Assessore Baldelli, perché… Mi scusi. Assessore Aguzzi, lei c'è ed è stato chiarissimo in quello che ha detto, quindi non possiamo lamentarci della sua presenza, che ha onorato il suo Assessorato, certamente, ma che non ci sia qui l’Assessore Baldelli, che tra lui e il fratello non fanno altro che parlare di ricostruzione e tagliare nastri a destra e manca… Ci avrebbe fatto molto piacere. Pare che sia a Pergola, forse per un ponte, gli avrei chiesto perché per Cantiano, nel piano, ci sono 2 milioni di euro e per Pergola 12 milioni. Così tanto!
Perché non è stato creato il Comitato istituzionale? Se ci fosse stato il Comitato istituzionale, come avevamo fatto noi col terremoto, lì c'erano tutti i Sindaci che votavano e alla fine abbiamo visto... ma nessuno si è lamentato delle risorse. Non c'è stato un Sindaco che si sia lamentato delle risorse, perché sono state fatte delle scelte tutti insieme. Abbiamo perso le elezioni con onore.
Accelerare, altra proposta, la realizzazione delle vasche di laminazione e di espansione sul Misa. Dico che questa deve essere una priorità assoluta, che fa il paio con quello che ho detto prima, una cosa che noi abbiamo chiesto si faccia velocemente. Ma se affidiamo tutto ad una società romana, alla quale diamo - seppure partecipata al 100% dal Ministero dell'Ambiente – all'atto della firma 3 milioni di euro per un contratto che dura un anno, non credo che per quanto siano i più bravi del mondo, possano riuscire a far iniziare i lavori, perché noi li paghiamo per pianificare, progettare, appaltare, tutto il pacchetto. Dubito che riusciranno a realizzare in un anno le vasche di colmata. Magari, noi somari marchigiani, con gli uffici della Regione, saremmo riusciti almeno a fare quelle.
Rivedere, e di questo ne parlerà dopo il Consigliere Carancini, l'accordo capestro con SOGESID. Leggetelo, non so se l'avete fatto, ma, in maniera onesta intellettualmente dico: si può lasciare tutto in mano ad una società senza che ci sia un controllo vero e proprio? Facciamo ATIM due, la vendetta?
Ci deve essere un controllo e, soprattutto, ci deve essere un cronoprogramma. Poiché non stato stabilito nell'accordo, invece di dare 3 milioni alla firma così, senza avere un feedback, per quale motivo non si è stabilito un cronoprogramma che prevedesse: “Entro i primi 6 mesi facciamo una pianificazione, per esempio - che è la mia fissa - del bacino idrografico del Misa e del Nevola?” Perché non ci abbiamo scritto che bisogna appaltare in un anno, almeno arrivare all'appalto?
Noi spendiamo 3 milioni di euro in più. I soldi a vacazione, vi comunico, andatelo a vedere, che per ogni quadro sono 350 euro al giorno. Noi paghiamo 350 euro al giorno a queste persone e a vacazione. Voi sapete che basta che vengano nelle Marche per fare due rilievi, che sono tanti soldi: vitto, alloggio e tutto il resto.
Siamo seri. Il Presidente l'ha fatto, sarà stato consigliato, però si può rivedere. Rivediamolo e cerchiamo di dare dei tempi e di renderlo efficace, perché in questo momento quell'accordo… Mi scusi se mi sono allargata su un tema che avrebbe dovuto essere il suo, però fatto dopo 2 anni dimostra, tra l'altro - mi dispiace che se ne sia andato il Presidente – che se il Presidente, come Commissario, fosse stato efficace non avremmo avuto bisogno di andare a Roma. In questi due anni avremmo fatto da soli qui.
PRESIDENTE. Devo chiarire che l'assenza dell'Assessore Francesco Baldelli è giustificata, è a casa ammalato, non l'ho comunicata prima. Mi ha comunicato che se fosse stato presente, avrebbe partecipato alla discussione esprimendo il proprio punto di vista, la posizione anche del ruolo di Assessore. Il Presidente è uscito per riprendere, rifocillarsi, ma è in zona, me l'ha comunicato prima di lasciare l'Aula.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Credo che le parole del Consigliere Mangialardi e anche della Capogruppo Casini, poco fa, abbiano ristabilito un minimo di verità nei rapporti e nei contenuti dei nostri interventi e soprattutto degli atti.
Devo dire che si resta abbastanza sorpresi dall’intervento del Presidente Acquaroli, non perché non avesse il senso istituzionale, al contrario. Giustamente il Presidente Acquaroli fa riferimento a una serie di fatti, primo fra questi il finanziamento del Governo, peraltro, forse, è stato disattento perché già nello scorso Consiglio regionale più d'uno di noi Consiglieri ha riconosciuto che c'è stato un impegno finanziario da parte dell'attuale Governo.
Lo ribadisco, lo abbiamo detto, va detto. Peraltro, lo dico al Consigliere Putzu, che però non risponde, così come non ha risposto il Presidente, ma ci arrivo, in realtà chi amministra sa prima di me che la qualità delle risorse impiegate ha la stessa importanza della quantità, se noi riceviamo 400 milioni dal Governo è bene che vengano spesi bene e, direi, quanto più tempestivamente.
Ora, plaudo il Presidente Acquaroli rispetto a questo e il Governo, però né il Consigliere Putzu né il Presidente Acquaroli mi hanno risposto: perché siete andati a chiedere a SOGESID la gestione delle alluvioni? Scusate, c'è stato qualcuno che mi ha detto perché? Poteva intervenire prima, ma l’ascolto volentieri perché ci deve essere una ragione per questo.
La seconda domanda: perché dopo due anni e oltre, Consigliere Dallasta, perché? È evidente che il Consigliere Dallasta non li legge gli atti, perché se li avesse letti avrebbe capito che in quel documento non si parla di progettazioni o di attività che sono propedeutiche. In quel contratto si parla di possibile progettazione, nomina di RUP, gestione delle commissioni. Io mi chiedo quale sia la ragione economica e perché non siamo stati in grado, nelle Marche, di mettere a disposizione una struttura regionale per destinare tutte quelle risorse all'interno della nostra Regione.
È evidente che c'è dell'amichettismo. Presidente, mi consentirà, io che sono un povero ragazzo di campagna, l’ha introdotto la nostra buona Presidente Meloni nel Parlamento italiano il concetto di amichettismo, o mi sbaglio? E allora, sarà consentito a questo povero ragazzo dire che è incomprensibile questa scelta.
Anche nell'intervento il Consigliere Putzu, che ascolto sempre perché ho tanto da imparare da lui, non mi ha risposto: come mai siete andati a cercare SOGESID? Come mai siete andati a cercarli dopo 2 anni? Come mai fate un accordo, addirittura, parlando di canali di finanziamento a vacazione o a parcella o con costi indiretti o addirittura con altre fonti?
La cosa normale che gli alluvionati, non io, desiderano sapere è perché. Sono domande alle quali si deve rispondere.
Credo che questo Consiglio regionale, con un atto di condivisione, possa inserire, nell'unica mozione lasciata dal Consigliere Mangialardi, il fatto che la Regione Marche può decidere di fare un passo indietro con SOGESID. Vi ricordo che quell'accordo non è ancora esecutivo, scade il 10 di novembre del 2024, perché tra la firma dell'atto e l’efficacia esecutiva debbono trascorrere, secondo gli accordi, 45 giorni. Anche questa è una cosa non chiarissima, ma, insomma, proveranno a spiegarcela. Ma la Corte dei Conti già era intervenuta nei rapporti con SOGESID e, da questo punto di vista, non è chiaro. Comunque non è l'elemento centrale.
Credo che il Presidente Acquaroli e voi che siete Consiglieri regionali potreste fermare tutte quelle attività, facendole fare all'interno della struttura regionale, all'interno del sistema regionale dei professionisti, sarebbe più logico.
Penso che le parole del Presidente Acquaroli, sul fatto che applaude per alcune cose e su altre, invece, fa finta di niente, o meglio non risponde, riguardino le regole di ingaggio. È chiaro che è la politica che porta a ragionare e il Partito Democratico in 4 anni, volete sapere quante proposte ha messo in campo? Ve le ricordo io. Sulla sanità, tutte proposte alle quali siete stati completamente disinteressati. C'è stata una prima legge sull'ERAP, se non vado errato, in cui avevamo presentato degli emendamenti ragionevoli. Ve ne siete infischiati totalmente. Sono quattro anni che ve ne fregate delle proposte dell'opposizione, non del Consigliere Santarelli, che è passato con voi, ma dell'opposizione. Ve ne siete fregati, questa è la realtà. È evidente che ancora noi continuiamo a farlo, ma ho l'impressione...
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Dallasta.
Giovanna DALLASTA. Grazie, Presidente. Per chiarire quanto asseriva il Consigliere Carancini. La Regione Marche ha fatto una convenzione con CIMA per avere un aggiornamento costante sull'assetto idrogeologico della Regione in base agli interventi che man mano venivano fatti nei vari territori. Questo l'ha fatto per avere una programmazione, non l'ha fatto… per evitare di fare opere che fossero in contrasto con altre in corso sul territorio.
Inoltre, ha fatto anche una convenzione con l'Università di Camerino, con il Politecnico, questo per avere uno studio complesso e completo su tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza i corsi dei fiumi e eventuali problemi di dissesto idrogeologico.
A fronte di questi incarichi è scaturito un programma di interventi da 230 milioni di euro, ecco perché è stato necessario affidarsi a una società in house dello Stato, perché quella che lei chiama amici degli amici è una società dello Stato, che è stata istituita con un decreto ministeriale nel 1994, e fa parte del Ministero delle Infrastrutture e dell'Ambiente. Non stiamo parlando di un incarico dato a una società così, è una SPA dello Stato e questa serve perché con l'accordo quadro… cioè la Regione vorrebbe fare una gara unica di tutti i progetti previsti da questo programma. Questo è il motivo dell’incarico a SOGESID. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho preso un po' di appunti sul telefono. Ho sentito il Consigliere Mangialardi parlare di Borgo Bicchia. Non so se si ricorda il Consigliere Mangialardi, il 27 settembre 2018, in un post sui social, non sulla sua pagina, ma su quella del Comune di Senigallia, di cui era Sindaco, incontrando nel cantiere degli argini del Misa di Borgo Bicchia, il Consorzio Bonifica, ringraziava la Regione per gli interventi risolutivi in corso.
Eccolo qua, le chiedo scusa, ma io amo andare a cercare sulle questioni politiche, perché è giusto essere coerenti politicamente. Da lei non mi aspettavo una provocazione del genere, perché c’è passato da Sindaco e si è reso conto dei danni che ha fatto l’alluvione e si è reso conto, nel 2014, che il suo partito, a livello nazionale, vi ha abbandonato. In quest'Aula non l'ha detto. Nel 2022 il Governo nazionale, grazie alla filiera istituzionale, non ha abbandonato la Regione Marche.
Prima il Consigliere Carancini ha detto: “La Presidente Meloni non è venuta con gli stivali nelle Marche”. Ci è venuta dopo, è andata a Senigallia, è andata in altri Comuni – l’ha detto la Consigliera Casini, chiedo scusa - sicuramente non è venuta a fare le passerelle come ha fatto il Presidente del Consiglio Renzi e come hanno fatto gli esponenti nazionali del Partito Democratico a Senigallia. Il Consigliere Mangialardi se lo ricorda benissimo e questo mi fa riflettere, perché quando si fa politica bisogna ricordare le cose.
Ho ascoltato anche la questione del Ponte 2 Giugno. Lì c'è un'indagine e bisogna attendere gli esiti, questo lo sappiamo tutti.
Diciamo pure che sulla questione della Fondazione CIMA ha ben risposto il Consigliere Dallasta, anche se mi dispiace che ancora una volta si parli dell'accordo con la SOGESID. Basta andare sui siti come Wikipedia e vedere che questa azienda, che è nata nel 1994, in Campania, non dal Governo Meloni e dagli amici del Presidente Acquaroli, svolge circa 200 commesse dislocate in varie parti d'Italia: attività di progettazione, direzione lavori, stazione appaltante, soggetto attuatore degli interventi e fornisce assistenza tecnica specialistica alle Direzioni generali del Ministero dell'ambiente e tutela del territorio e del mare.
Prima del Presidente Acquaroli, questo ente partecipato dallo Stato.., e non come si vuol far credere una società amica di qualche amico, perché non è una società privata di un amico, è una società partecipata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e questo è importante spiegarlo. Prima di venire nelle Marche già aveva commesse importantissime in giro per le varie Regioni d'Italia, tanto che dal 1994 ad oggi, tantissime Regioni erano governate dal centrosinistra. Perché non andate a dire ai Governatori di centrosinistra, vostri amici: perché avete chiamato questa ditta? Ed è quello che a me fa sorridere.
E’ stato fatto due anni dopo? Perché era importante concludere lo studio idrologico-idraulico su scala del bacino, come è stato chiesto all'Autorità di bacino. Voi sapete benissimo i tempi tecnici che ci vogliono, non credo che in 20 giorni, in un anno, si riesca a fare tutto. D'altronde, per la ricostruzione del terremoto, come si diceva, voi ci avete perso elezioni perché pochissimo è stato fatto da voi. Per farvi capire. E ho fatto un complimento nel dire pochissimo, quello che voglio dire… Io cerco di essere sempre buono, anche se poi si dice che mi arrabbio.
Per far capire: quando c'è un problema sismico o un'alluvione e ci mettete le mani voi, non se ne viene fuori, e va bene tutto, ma quando c'è il centrodestra in un anno si devono risolvere tutti i problemi. Ma è impossibile, ci vogliono anni. È quello che mi preoccupa.
Si diceva della disparità di trattamento tra Pergola e Cantiano. Questo si vuole far capire: a Pergola, oggi, è in corso di progettazione solo un intervento che riguarda la mitigazione del rischio idrogeologico nel quartiere Le Tinte, per un importo preventivato di 6 milioni di euro, di 3,9 milioni di euro la prima parte; per Cantiano ci sono 5,7 milioni di euro per interventi di progettazione. r farvi capire che non è perché è Pergola o perché è Cantiano o altro.
Sulle mozioni, poi concludo, voglio fare una proposta a tutti voi. Chiedo di sospendere l'Aula, di convocare la Conferenza dei Capigruppo per trovare…, se volete, altrimenti, ringrazio il Capogruppo che mi ha dato l'opportunità di parlare a nome del gruppo, bocceremo queste mozioni pretestuose, anche perché alcune cose scritte nelle premesse noi le abbiamo fatte. È inutile votare cose che abbiamo già fatto.
Vi diamo un'opportunità: se volete, sospendiamo l'Aula, i Capigruppo si riuniscono per provare a fare una risoluzione condivisa. Altrimenti, fate le vostre proposte, come giusto che sia, ma è anche giusto che noi portiamo avanti il nostro programma, le nostre proposte, che già sono state spiegate dall'Assessore Aguzzi e dal Presidente Acquaroli relative a questo tema. Quindi, saremo costretti a bocciare le vostre mozioni.
Poi potrete tornare nei vostri circoli e raccontare che abbiamo bocciato le vostre mozioni, ma è altrettanto vero che noi vi rispondiamo con i fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. A proposito delle mozioni che abbiamo presentato, vorrei evidenziare alcuni aspetti, intervenire proprio nel merito delle proposte.
Sono molto delusa dall'intervento del Presidente Acquaroli, che ha esordito dicendo che noi non avremmo presentato proposte. Mi pare grave che non abbia letto nulla di ciò che c'è scritto negli atti presentati, a partire dal 30 dicembre 2022 fino ad oggi. La prima mozione, di cui è primo firmatario il Consigliere Mangialardi, aveva ben nove proposte e io vorrei chiedere quanti dei Consiglieri di maggioranza le abbiano lette.
È grave, non solo che il Presidente della Regione non le abbia nemmeno lette, ma che non sia arrivata nessuna risposta fino ad oggi alla maggior parte di queste, tanto che siamo stati costretti a ,presentare altre mozioni per avere delle risposte. Ed è grave perché non è solo una mancanza e una leggerezza nei nostri confronti di Consiglieri regionali, ma perché oggi si vuole far credere che vada tutto bene, visto che non ci sono pullman di persone fuori a protestare.
Non è così, perché abbiamo qua i rappresentanti di ben due comitati che il Presidente fino ad oggi ha ignorato, uno del Catria e Nerone, nella provincia di Pesaro Urbino. e uno della provincia di Ancona.
Il fatto che i rappresentanti di questi comitati continuino ad essere sbeffeggiati mi pare poco rispettoso, parliamo di persone che in alcuni casi hanno perso l'attività economica, in altri hanno perso la casa e sono qua con la massima dignità, in silenzio. Se non hanno avuto il coraggio di protestare pubblicamente qua fuori con i cartelli è perché, probabilmente, non ne hanno nemmeno la forza. Andate tra loro a chiedere.
Vi riporto qualche dato particolare che riguarda queste persone che voi volevate qua fuori con i pullman.
Gli interventi del piano da 130 milioni di euro nelle Marche sono stati suddivisi in due categorie: tabella A, per gli interventi che presentano impatti sull'assetto idraulico, e tabella B, per quelli di ripristino e manutenzione.
Solo per farvi capire, sulla tabella A erano previsti 21 interventi e un servizio di rilievo nel terreno per un importo complessivo di 86.185.000 euro nella provincia di Pesaro Urbino. Porto l'esempio della mia provincia per farvi capire nel dettaglio i dati. 86.000.000 di euro per 21 interventi nella provincia di Pesaro-Urbino, sapete in due anni quanti ne sono stati stanziati? Solo 14.000.000 su 86.000.000, per due interventi. Due interventi su quattordici. E venite qua a dire: perché non protestano?
Per quello che riguarda la tabella B, per la manutenzione nella mia provincia erano previsti 43 milioni per 14 interventi. Prima l'Assessore Aguzzi ha detto 42 milioni, mi pare, noi abbiamo un dato leggermente diverso, ma non cambia. Di questi 14 interventi più un servizio, ne sono stati previsti solo 7, anche qui non tutti.
La cosa più grave riguarda proprio i contributi che hanno avuto i privati e in questo caso voglio tornare all’esempio di Cantiano. Il Consigliere Putzu ci ha chiesto perché parliamo di Cantiano. Perché qui abbiamo avuto i dati, gli altri comuni non ce li hanno forniti. Qui, per fortuna, si sono tenute assemblee pubbliche a cui eravate tutti e tutte invitati, anche i Consiglieri di maggioranza. C'era solo il Consigliere Rossi, lo riconosco, quindi, anche lui come me dovrebbe avere questi dati, che voglio riportare esattamente.
Nei modelli per 5.000 euro ad abitazione, 90 cittadini hanno ricevuto il contributo, ma ne sono stati fatti fuori, cioè non sono stati ammessi, più della metà. Nella seconda fase, solo 15 attività su 60 sono state ristorate. Infine, nella fase della perizia asseverata, quando si mostravano i danni ottenuti, solo 25 modelli B3 sono stati ammessi su 143 pratiche con danni superiori a 5.000 euro.
Il malcontento e la delusione dei cittadini sono dimostrati, consolidati, accertati dai dati, dalle richieste e voi volevate un pullman qua fuori di persone, che in alcuni casi sono disperate, sono in ginocchio, ma cosa pretendete? Avete i rappresentanti di due comitati e li state sbeffeggiando, dicendo che qua va tutto bene, che il Presidente non ha avuto poteri straordinari e noi non avremmo presentato proposte.
Nel poco tempo che mi è rimasto voglio elencarvi solo alcune delle otto proposte inserite nella prima mozione presentata, a cui dal 2022 non avete mai risposto. In due anni. Tra le proposte, ad esempio, chiedevamo: “se siano incluse le pertinenze esterne non connesse nei rimborsi, evitando di penalizzare chi ha subito danni anche fuori dall'abitazione principale.” Su questo non abbiamo avuto una risposta precisa.
Poi, più volte, abbiamo chiesto al Presidente Acquaroli, alla Giunta, di supportare la cessione del credito alle banche per tutti gli alluvionati. Anche su questo non c'è stata una risposta. Per due anni abbiamo dovuto continuare a chiederlo, tanto che persino nella nostra ultima mozione abbiamo, di nuovo, avanzato questa proposta.
Abbiamo chiesto di utilizzare il valore della perizia asseverata come riferimento, anziché il valore più basso tra quello richiesto nel modello B1 e quello periziato. Vengono chiesti tre preventivi almeno per avere il rimborso. Anche su questo non abbiamo avuto risposte.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Mi sembra di trovarmi a Scherzi a parte, una cosa di questo genere.
Continuiamo a portare l'esempio di Cantiano, per carità, l'ho detto nel mio precedente intervento, nel primo punto dell'ordine del giorno, noi abbiamo il massimo rispetto di tutti i Comuni, però, guarda caso, lei cita ancora Cantiano, che è l'unico dei venti comuni coinvolti dall'alluvione di cui lei dice di avere i dati. Si faccia una domanda: perché gli altri 19 non le hanno fornito i dati o non si lamentano per il lavoro che è stato svolto?
Ci tengo a precisare che il Governatore Acquaroli prima non ha detto che voi non avete fatto una proposta. Ha detto che in quest'Aula, stamattina, non ha sentito una parola positiva o una cosa del genere da parte dell'opposizione. Questo è quello che ha detto il Governatore Acquaroli prima. Quello che ha detto è che oggi in questa discussione non ha sentito una parola positiva, che fosse una, da parte dell'opposizione. Non credo che su tutto quello che sta facendo l'amministrazione non ci sia una cosa positiva, come dice il Partito Democratico.
Noi andiamo avanti su questa strada e siamo convinti che sia quella giusta e ringrazio ancora, adesso, la struttura commissariale, quindi il Vicecommissario Babini e tutti i suoi collaboratori, perché il lavoro che si sta facendo è enorme, in collaborazione con tutti i Comuni e gli enti coinvolti da questa situazione.
Noi siamo convinti del nostro lavoro. L'ha anticipato prima il Consigliere Putzu: se volete possiamo anche sospendere e riunirci nella Conferenza dei Capigruppo per capire se c'è la possibilità di una risoluzione, altrimenti annuncio che Fratelli d'Italia voterà contro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Da parte mia sarebbe impossibile far di più, entrare nel merito, perché queste mozioni... Non entro nel merito del perché non siano state discusse prima, a suo tempo. Prendo atto del fatto che vengano discusse oggi e siano, in parte o in buona parte, anche condivisibili se prese a sé. Ma, nel fare un puzzle complessivo di tutti questi spezzoni, spizzichi e bocconi, ci sono cose che sono già state realizzate, ci sono cose realizzate in maniera diversa, ci sono cose che sono state già applicate, magari in maniera diversa da come viene qui indicato.
Voi dite ristori all'80 piuttosto che al 100%, ma sono già attivati così. Se facciamo una mozione che dice una cosa diversa da quello che abbiamo già, come ci rapportiamo? Secondo me rischia di non funzionare questa cosa. Se inizialmente fossero state prese una per una e approvate tutte, potevano avere una loro logica, più o meno condivisibile, ognuno di noi ha una propria visione, ma oggi, al di là di come ognuno di noi la pensa, avessimo anche tutti ragione o fossero tutte giuste, prese così rischiano di non avere una consequenzialità, non hanno una logica, perché diversi punti di quelli elencati sono stati già realizzati, altrettanti punti sono stati realizzati in maniera diversa da come qui viene richiesto o indicato. Li annulliamo per rifarli in maniera diversa?
Altre questioni ancora, diverse le impostazioni a seconda di come si stanno sviluppando. Inoltre, sto leggendo alcuni passaggi in cui si dice che queste cose qui devono essere fatte in un modo più che in un altro, quando sono situazioni che la SOGEDIS o altri stanno studiando, stanno approfondendo. Non si può intervenire su un'opera solo perché ci sono i soldi, se prima non c'è uno studio che dica come realizzarla.
I soldi sono arrivati - tante situazioni sono state già affrontate - in parte sono stati spesi, impegnati, ma se si deve ricostruire un argine, un ponte, un alveo ci vuole uno studio per realizzarlo. Non è che, avendo le risorse, si possono spendere se non c'è un progetto approvato.
Occorre mettere una consequenzialità di atti e di situazioni. Andare ad approvare quattro mozioni in questo senso… o facciamo finta che non siano state approvate, le accantoniamo lì e non ne parliamo più, oppure le andiamo a riprendere una per una? Complichiamo la vita a tutti gli alluvionati, ai Comuni e a tutti coloro che in qualche modo sono parti in causa di questo percorso, perché si andrebbe a discutere in maniera diversa da come fino ad oggi siamo intervenuti in tutte le questioni. Quindi rischiamo di fare un grosso dispetto a chi ha subito danni, un grosso dispetto ai Comuni, alla struttura commissariale che sta operando, a SOGEDIS o a chi altro sta operando per progettualità che qui vengono messe in discussione.
Ma davvero pensiamo che oggi sia opportuno ridiscutere da capo tutto il sistema che, nel bene o nel male, sta dando delle risposte? Casomai potremmo, questo sì, come è stato proposto da alcuni, ritirare le quattro mozioni, sedersi un attimo insieme ai Capigruppo e valutare cosa oggi può essere opportuno proporre in continuità o anche parzialmente in sostituzione di quello che si sta facendo, ma partendo da una linearità e da una logica che ci sono già sui territori. Altrimenti partiamo da situazioni che sono in parte superate, cambiate, risolte, magari in maniera diversa da quella che qui viene indicata. È un pour parler che non porterebbe da nessuna parte, se non a complicare ulteriormente le situazioni che già di per sé sono difficili. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Come ricordava prima la Consigliera Vitri, se qualcuno avesse avuto la compiacenza di leggere le mozioni, che erano state presentate, sincrone rispetto alle necessità del territorio, forse si sarebbero colti dei suggerimenti importanti che oggi non verrebbero letti come provocazioni o come semplice critica.
Sono d'accordo con l'intervento dell'Assessore Aguzzi, che oggi ringrazio perché è stato calibrato, ha messo a disposizione dei dati, ha messo a disposizione dei percorsi, che spero si possano concretizzare. Però il lavoro che abbiamo fatto non può essere gettato con il semplice ritiro.
Pertanto, l'unica mozione asincrona, Assessore, è la prima, mentre ho predisposto una risoluzione sulle restanti, dalle quali abbiamo estrapolato tutti i temi che per noi rappresentano un contributo, ancora una volta importante, che la Giunta, il Commissario, la struttura commissariale e i collaboratori che vi siete scelti possono utilizzare.
Capisco pure che non ci sarà un voto favorevole, ma questo qualche volta non interessa. Ma non per quello che ha detto il Consigliere Putzu prima: che andremo a raccontare nei circoli, nelle nostre sezioni, quanto siete stati cattivi perché non l'avete approvato. A me non interessa. Mi interessano le possibili conseguenze delle scelte che si stanno facendo e che hanno bisogno di una ricalibratura. Pertanto, sottoporremo al Consiglio una risoluzione sulle rimanenti mozioni. Ritiro, quindi, la prima mozione e spero che ci sia una convergenza.
Ho tolto, e ve ne devo dare atto, il punto relativo al rimborso per i mezzi e le auto che sono state... E devo dire che, siccome l'altra volta si profilava quasi un danno erariale, che la Regione non avrebbe potuto... Ci sono lettere del Presidente dell’ANCI che dicono di rimborsare, ma se non sono previste dalla Protezione Civile, la Regione non lo poteva fare. Voi siete stati bravi a farlo. Su questo devo dire che il numero delle auto e dei mezzi non è comparabile rispetto a quello che è accaduto nel 2014, perché lì un'intera città era stata travolta.
Non ascoltano, ma non fa niente, non hanno letto. Noi le abbiamo presentate, lo dico per i cittadini, e la curiosità è che ci accusano di non aver dato un contributo. Le abbiamo presentate per tempo, tutte, con un indirizzo volto a risolvere i temi. Arriviamo dopo 2 anni a discutere le nostre mozioni. Tra qualche minuto l'Assessore risponderà alle nostre interrogazioni che hanno la stessa data. Assessore, non so cosa ci dirà, anche lì sono passati 2 anni. E la colpa nostra è che abbiamo fatto troppo presto, abbiamo dato il contributo e non abbiamo discusso, in Aula, il tema a pezzi.
PRESIDENTE. Attendiamo la risoluzione. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 781, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. L’interrogazione n. 781 chiede se le famiglie che hanno beneficiato del contributo di 5.000 euro possono ricevere anche il CAS in caso di danni di entità superiore. Sì, se l'entità del danno è superiore a 5.000, possono ricevere anche il CAS. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Aguzzi. Finalmente abbiamo la risposta, sembrava banale, adesso anche facile, in realtà abbiamo atteso questa risposta per più di un anno.
Ho partecipato ad alcune riunioni a Cantiano. Le famiglie non sapevano cosa aspettarsi perché hanno avuto risposte ambigue, talvolta è stato detto loro che non avrebbero potuto avere sia i 5.000 euro per i danni che il contributo di autonoma sistemazione; altre volte è stato detto di sì, ma non è stato mai messo nero su bianco. Siccome queste risorse sono state anticipate dai Comuni, che hanno dato subito le somme alle famiglie che erano rimaste fuori casa, si chiedevano come recuperarle. Finalmente, dopo un anno e mezzo, abbiamo avuto la risposta e la ringrazio, Assessore Aguzzi, e mi fa molto piacere che la risposta sia positiva. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 791, l’Assessore AGUZZI.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Su questa chiedo anticipatamente scusa, nel senso che ho un assetto qui scritto e lo leggo per intero. Solitamente mi soffermo un po' sulle questioni, ma in questo momento non riuscirei a dare una mia libera interpretazione a tutto.
Leggo le risposte che mi avevano all'epoca prodotto. “L'assetto di progetto del 2026 era un buono studio ed infatti è stato ripreso per le attuali valutazioni finalizzate a ridurre il rischio idrogeologico.
I fondi per gli interventi di somma urgenza provengono dai 300.000 euro versati dal Governo sulla contabilità speciale.
L'erosione delle sponde causata da piene moderate che si verificarono nel 2023 è superata dagli attuali lavori. Gli alberi caduti in alveo nella zona di Arcevia sono stati quasi totalmente rimossi. Gli interventi di piantumazione potranno essere previsti al termine dei lavori. Per il ripristino della officiosità idraulica dei fiumi non sono necessari tavoli di coordinamento tra i Comuni per i criteri di riparto dei fondi, poiché non si tratta di gestire un bando per la distribuzione di risorse, ma di prendere atto di quanto individuato e segnalato dai Comuni, sia per quanto riguarda i danni al territorio e alle infrastrutture che ai privati ed imprese.
I danni a privati ed imprese sono stati raccolti mediante i modelli appositi e portano ad un fabbisogno di circa 155 milioni di euro, che furono accantonati nella programmazione delle risorse erogate dal Governo, anche se potranno essere liquidati poco meno di un quinto a causa delle restrizioni imposte, più volte citate, dal decreto n. 932 del 2022.
Per le infrastrutture di collegamento, ANAS, individuato quale principale soggetto attuatore, presentò un piano di interventi di 160 milioni di euro, di cui si richiedeva la preventiva erogazione”.
Qui c’è una serie di risposte alle domande che erano state messe in fila, che adesso non sto a specificare l'una dall'altra, ma leggo quanto mi è stato prodotto.
“Fattispecie che avrebbero permesso la programmazione di altre attività indispensabili. Pertanto fu richiesto ai Comuni di individuare le priorità che furono inserite nei piani di emergenza inviati dal decreto per l'approvazione. Le risorse sono disponibili per i Comuni. Nominati i soggetti attuatori, progettazione e programmazione dei lavori sono in capo ai soggetti attuatori, che la struttura commissariale non può che sollecitare.
La struttura del vicecommissario si è avvalsa di personale messo a disposizione dalla Regione e dei consulenti esterni in qualità di professionisti. Non è stato possibile assegnare personale ai Comuni, cui è stato comunque fornito ogni possibile supporto dalla struttura commissariale. Tutto il CAS richiesto dai Comuni è stato attualmente pagato”. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Posso immaginare quanto sia stato complicato perché anche qui, Assessore, è passato più di un anno e le domande erano allora sincrone, mentre oggi sono un po' datate.
Mi rispondo da solo perché, per esempio, la vasca di espansione di Bettolelle - forse non le hanno fatto l'appunto - è stata completata e adesso è funzionante. Qui c'era la richiesta dei tempi di progettazione della vasca di Pancaldo e la vasca di Ponte Lucerta, e non abbiamo avuto elementi, ma so che per quella che riguarda Pancaldo è partito il procedimento per gli espropri, quindi qualcosa dal punto di vista progettuale è accaduto.
Ringrazio per tutte le altre risposte. Non sono soddisfatto per nulla, ma questa è stata una scelta politica, perché noi chiedevamo, ancora una volta, la costituzione del comitato istituzionale, in cui ci dovevano essere i soggetti interessati, compresi i comitati. Avete deciso di non attivarlo. Per me è un errore perché avrebbe facilitato i compiti anche vostri rispetto alla gestione di quel territorio delimitato. Non doveva essere esteso oltre la valle del Misa e del Nevola, non è stato fatto, quindi, da parte mia c'è insoddisfazione, ma lo riproporremo nella risoluzione che tra qualche attimo arriverà in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 836, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Si richiede la necessità della proroga dello stato di emergenza. La risposta qui, stavolta, è semplice: la proroga dello stato di emergenza è stata richiesta. La relativa nuova scadenza è stata fissata al 15 settembre 2024. Oggi sappiamo bene che è stata ulteriormente prorogata al 17 settembre 2025. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore, l’interrogazione è datata. Sono d'accordo sul provvedimento che è stato assunto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 909, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Le darò questa relazione, che è di 5 o 6 pagine, che risparmio nel rispondere.
Risponderò all'appunto che mi hanno fatto: “Nella fase di erogazione delle prime misure di sostegno alle famiglie e alle imprese furono decretati circa 24 milioni di euro”.
Sull'ulteriore richiesta che mi fa: “I fiumi sono tutt'ora interessati da interventi urgenti per il ripristino dell’ufficiosità idraulica, propedeutici a qualsiasi altro intervento successivo”.
Potrei integrare il tutto con una risposta molto lunga, che non potrei, neanche se avessi approfondito ulteriormente, dare in pochissimi minuti. La do direttamente al richiedente.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Anche qui capisco, prendo atto della relazione che mi è stata consegnata.
Siamo a oltre un anno e mezzo. Questo tempo ha tolto un po' delle indicazioni che arrivavano dall'interrogazione, quindi leggerò con attenzione il documento che mi è stato consegnato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1057, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Si chiede quali criteri siano stati utilizzati per la ripartizione dei fondi del Piano di realizzazione delle opere strutturali ed infrastrutturali del commissario. La risposta è che sono state inserite nel Piano delle opere strutturali e infrastrutturali, finalizzate alla riduzione del rischio mediante interventi di prevenzione, non altrimenti assentibili dal decreto che finanzia esclusivamente il ripristino di opere danneggiate dall'evento. Tutte le necessità sono state comunque puntualmente concordate con le amministrazioni interessate, con i Comuni o con gli enti erogatori di servizi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questa era un'interrogazione che mi stava particolarmente a cuore.
Assessore, sinceramente, non mi risulta ciò che lei ha dichiarato, perché mi sono confrontata con gli amministratori del territorio - Sindaci, Assessori, Consiglieri che lavorano nei Comuni colpiti nella zona del Catria e Nerone- e non mi è stato detto che voi avete concordato con loro gli interventi. Su questo, mi duole dirglielo, abbiamo due visioni totalmente diverse. Anche perché se lei avesse concordato gli interventi, probabilmente non avremmo avuto questo risultato: 12,5 milioni di euro a Pergola per interventi sul fiume Cesano e sul quartiere delle Tinte e 2 milioni di euro divisi tra Cantiano, Cagli, Frontone, Serra Sant’Abbondio, più Pesaro per la cassa di espansione sul fiume Foglia, Ginestreto, altri 8 milioni.
Al Comune di Cantiano sono stati destinati 2,1 milioni di euro per il ripristino dell'argine a ridosso del torrente Burano, con sistemazione, rinforzo e rialzo della spalletta arginale in muratura, oltre ad altri interventi di sistemazione degli argini del fiume, ma null'altro rispetto ai 70 milioni di danni subiti.
La ripartizione dei fondi non ci risulta sia stata concordata con gli amministratori dei territori interessati, ma ancora più grave, secondo me, è ciò che è emerso nel Consiglio regionale di oggi, perché, tra gli interventi dei Consiglieri di maggioranza c'è stata un'insinuazione pesante, è stato detto che si sono prediletti alcuni interventi, come, ad esempio, quello nella chiesa delle Tinte di Pergola, perché lì la diocesi di Fano era pronta a intervenire, mentre a Cantiano la diocesi di Gubbio non si era presa in carico l'intervento, oppure che un Comune era più svelto dell'altro.
A me sembra grave questa illazione per due motivi. Primo, un Comune che ha subito un danno è ovvio che sia più rapido di un Comune che ha subito 100 danni, e questo dovete tenerlo presente. Secondo, il decreto Draghi dava 5 milioni di euro, dei quali 200.000 destinati all'assunzione di nuovi tecnici e personale che potessero supportare i Comuni. Un Comune che ha un solo geometra come fa a prevedere progetti, studi di fattibilità, interventi. Come può presentarvi il piano con un geometra che è alluvionato, ha tutto il paese devastato ed è preoccupato della somma urgenza? Deve preoccuparsi pure di farvi le proposte! Quello che è emerso oggi è molto grave, quindi i criteri di cui lei parla vanno rivisti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 1351, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Con quest’interrogazione si chiede quando terminerà l'iter di approvazione generale del piano degli interventi urgenti, ora al vaglio del Dipartimento Protezione Civile, e quali saranno gli interventi che verranno finanziati con le somme restanti assegnate dal Consiglio dei Ministri nel triennio 2022-2024.
Il termine dello stato di emergenza è fissato al 17 settembre 2025. Fino a quella data potranno essere trasmesse modifiche e rimodulazioni del piano, attualmente in fase di esame, per cui non è possibile definire date di approvazione del piano che, per sua natura, è uno strumento aperto e flessibile.
Per quel che riguarda, invece, i fondi finanziati per il triennio, sono stati impegnati come segue: i fondi ex legge n. 6 . pari a 200 milioni iniziali e i 6,1 milioni stabiliti in parte dal Governo Draghi e successivamente dal Governo Meloni, - comprendono i piani di Protezione Civile approvati per 159.919.400 euro e i ristori concedibili a seguito dei danni, importo impegnato 42.548.370 euro. Queste cifre le avevo elencate anche prima nella mia introduzione al dibattito, per un totale di 202.467.771 euro.
La differenza di 3.632.000 euro è una rimodulazione di interventi già approvati che hanno avuto poi una variazione di importo, un po' per i periodi trascorsi e l'aumento anche di qualche costo di materia prima.
C’è poi il piano del Commissario delegato, decreto 6 del 2023, per 113.820.000 euro e, all'interno di questo, una rimodulazione e integrazione del piano del Commissario di prossima approvazione per 86.180.000 euro, per ulteriori opere strutturali ai fini della mitigazione del rischio idrogeologico evidenziati dagli sviluppi degli studi in corso da parte della Fondazione CIMA e dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Camerino.
Questa è quello che ho detto anche in una risposta precedente: è difficile dare attuazione a un programma che è in fase di studio, di approfondimento, di progettazione. Anche se il soldo c'è, occorre sempre un progetto per poterlo mettere in campo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Approfitto per specificare che né io né gli altri componenti del gruppo del Partito Democratico abbiamo mai inteso criticare il Vicecommissario e il suo piccolissimo, minuscolo staff. Lo conosco da una vita, è stato mio collega, lo stimo dal punto di vista personale. Non era rivolta all'ufficio, semmai avremmo voluto che fosse implementato quell'ufficio e che diventasse un ufficio di piano molto più consistente.
Ci ha detto, Assessore Aguzzi, il contrario di quello che ha affermato poco fa il Consigliere Dallasta. Lei ci dice che CIMA e Camerino stanno ancora facendo gli studi, mentre il Consigliere Dallasta ci ha detto che era stata assegnata a SOGESID la progettazione proprio perché erano finiti gli studi preliminari. Mi pare che ci sia una contraddizione non da poco da questo punto di vista, visto che si parla di 113 milioni di euro e non di sciocchezze.
Delle due l'una: o CIMA e Camerino hanno finito gli studi ed è stato dato successivamente l'incarico… Chiaritevi tra di voi, perché per noi è comunque grave, sia che ci sia uno studio preliminare, sia che non ci sia, lasciare 113 milioni di euro alla gestione di qualcuno che non è marchigiano.
Tendo a dar retta a quello che dice lei, Assessore, perché mi sembra che ci abbia chiarito delle cose. L'unica cosa che non ho capito: lei aveva già elencato gli interventi fatti con i 200 milioni iniziali del Governo Draghi, poi del Governo Meloni, ed ora dice che ci sono circa 100 milioni di euro per i piani di Protezione Civile, ed io non capisco che significhi. Poi, magari, me lo dice in camera caritatis, non è un problema. Non ho capito cosa significhi: piani di Protezione Civile, se siano costi per i piani di Protezione Civile dei Comuni, visto che stiamo approvando la nuova legge, oppure interventi di Protezione Civile.
(interventi fuori microfono)
Anna CASINI. Ci siamo chiariti. Ci tengo a ribadire, se non fosse chiaro, che noi non abbiamo mai attaccato l'ufficio di piano, che riteniamo abbia fatto un grandissimo lavoro. Abbiamo detto, e l’ho riferito nell'ultima seduta, che i Sindaci dicevano che il Vicecommissario Babini era stato sempre presente, gentile e bravo, però poi non riuscivano a fare le cose perché non c’erano né le risorse né gli strumenti. Ci tenevo a sottolineare quest’aspetto.
PRESIDENTE. Sulle mozioni è stata fatta una risoluzione, tolto che la prima mozione è stata ritirata, e riguarda le mozioni n. 419, n. 469 e n. 507.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Minardi, Vitri: “Premesso che l'alluvione del 15 settembre 2022 ha colpito molti Comuni delle province di Ancona e Pesaro, provocando ingenti danni e tredici vittime; preso atto che:
- il sistema di allerta non è stato adeguato con attrezzature, procedure e mezzi idonei le mutate condizioni climatiche;
- le operazioni di mitigazioni del rischio non sono state ancora realizzate;
verificato che si ritiene necessario modificare adeguare le procedure per i rimborsi perché il sistema vigente e penalizzante soprattutto per i più danneggiati;
impegna il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi affinché
- per tutti gli alluvionati, eliminando la disparità tra gli alluvionati del 2022 (80%) e quelli del 2023 (100%);
- sia incrementato il massimale per arredi e elettrodomestici elevando il massimo rimborsabile rispetto a quanto contenuto nel decreto legge n. 76/2024, da 6.000 a 18.000 euro, per coprire maggiormente le spese di chi ha perso tutti gli arredi e gli elettrodomestici:
- siano incluse le pertinenze esterne non connesse (recinzioni, garage, lavanderie, cantine) nei rimborsi, evitando di penalizzare chi ha subito danni significativi anche al di fuori dell'abitazione principale;
- sia rivista la norma sul valore rimborsabile, utilizzando sempre il valore della perizia asseverata come riferimento, anziché il valore più basso tra quello richiesto nel modello B1 e quello periziato;
- sia costituito un comitato interistituzionale della valle, sostenuto da una segretaria tecnico-scientifico, organo fondamentale di trasparenza e partecipazione attiva, soprattutto dei Comuni;
- sia rafforzata urgentemente la struttura tecnico-regionale pluridisciplinare, specialmente in termini di dotazione del personale:
- siano uniformati i massimali dei rimborsi per autoveicoli, elevandoli e rendendoli uguali per tutti, superando sensibilmente i 4.000 euro per le Marche e i 5.000 euro per la Romagna, includendo i motocicli,
- siano adeguatamente finanziati i dispositivi anti-alluvione per la protezione delle abitazioni;
- sia supportata la cessione del credito alle banche per tutti gli alluvionati;
- siano accelerati i lavori delle opere progettate da CIMA e dalle Università di Ancona, Camerino e Firenze, con procedure straordinarie simili a quelle adottate per il Ponte Morandi a Genova;
- l'ufficio speciale dei fiumi si è dotato di mezzi e personale, accorpando per convenzione tutte le competenze attualmente frammentate tra decine di enti sull'intero bacino imbrifero:
- ottenere interventi legislativi ad hoc, come per esempio un alluvione bonus analogo al sisma bonus, il quale oltre a finanziare il ripristino di beni danneggiati dovrà includere l'inserimento di protezioni da prossime esondazioni, come porte e infissi a tenuta stagna, paratie automatiche, valvole di non ritorno e muri di protezione;
- il Consorzio di Bonifica sia ricondotto ai propri ruoli statutari e dunque a iniziative di gestione, non di programmazione:
- sia implementato un sistema di allerta sicuro, efficace, veloce e innovativo, potenziando il controllo tramite l'incremento della rete di pluviometri e idrometri, sviluppando algoritmi di analisi dei dati gestiti da enti sovracomunali, It-Alert e sistema di sirene, nonché formando adeguatamente i cittadini per affrontare situazioni di emergenza, anche con esercitazioni per le popolazioni che vivono nelle aree a rischio esondazione, per i comportamenti da tenere in caso di allarme;
- sia revocato ovvero rimodulato l'accordo quadro con SOGESID.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Dallasta.
Giovanni DALLASTA. Grazie, Presidente. Direi che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Avevamo detto che le quattro mozioni erano irricevibili così formulate, in quanto creavano confusione nelle norme, nei provvedimenti e negli interventi. Abbiamo chiesto una risoluzione, che non vuol dire una risoluzione del PD. Risoluzione vuol dire sospendere la seduta, incontrarsi maggioranza e opposizione e, semmai, vedere di trovare una soluzione condivisa.
Oltretutto questa risoluzione è ancora peggio delle quattro mozioni presentate, addirittura c'è una cosa gravissima: "sia rimodulato l'accordo quadro", una roba che danneggerebbe tutti i territori della Regione e le procedure in atto. Danneggerebbe. Ci vuole una bella faccia a scrivere "sia revocato", dopo che abbiamo chiesto di fare un accordo insieme.
Forza Italia voterà contro. Grazie.
PRESIDENTE. Qui siamo per gruppi consiliari. Se vuole fare la discussione... Sì, sono andato alle dichiarazioni di voto perché si era entrato nel merito delle mozioni. Consideriamo l'intervento di Forza Italia come intervento, non come dichiarazione, anche se contiene la dichiarazione.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Siamo ancora nel dibattito. Se devo dire, sono molto soddisfatto del dibattito che c'è stato e non mi permetto di valutare, schernendo le posizioni degli altri. Penso che la risoluzione che mettiamo a disposizione dell'Aula tenga conto del tempo che è trascorso, sicuramente non per responsabilità nostra. Al di là di un termine, questa la potrebbero votare e l'appello che faccio è quello di aderire alla risoluzione che proponiamo.
In due anni abbiamo prodotto decine di atti, da parte della maggioranza, non voglio fare una critica perché ho capito che siete tutti schiacciati sulla posizione del Governo, non c'è stata un'interrogazione, non c'è una mozione che avrebbe permesso, a quel punto, di arrivare ad una risoluzione condivisa.
Voglio ringraziare il Consigliere Putzu perché, con un lavoro dettagliato di ricerca, è andato a trovare sul profilo del Sindaco di Senigallia un intervento relativo ad un ringraziamento, che lui però ha letto male, intervento risolutore delle questioni di Borgo Bicchia. Non era così e lo ringrazio perché me l'ha inviato, c'era tutt'altra cosa: ringrazio per quel lavoro, ma contemporaneamente li riconvoco perché voglio sapere esattamente che cosa hanno programmato e cosa devono fare per mettere in sicurezza, in quelle condizioni, la città. Evidentemente non è stato fatto, ma la posizione del Sindaco, in quella fattispecie, con il tempo che è passato, era molto determinata, esattamente come adesso. Ringrazio per la ricerca dettagliata che il Consigliere Putzu ha voluto mettere a disposizione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Le dichiarazioni del Consigliere Dallasta lasciano stupefatti; dice che è scandaloso che si chieda la revoca, ovvero la rimodulazione, dell'accordo con SOGESID.
Io mi rivolgo a lei in ginocchio, Assessore Aguzzi: è in grado di dirmi perché avete firmato un accordo quadro con SOGESID, visto che non me l'ha detto il Consigliere Dallasta?
Il Consigliere Dallasta ha detto una cosa: l'hanno firmato perché avevano i progetti del piano. Il piano non porta progetti, è un piano, è chiaro, quindi non ha progetti e, ammesso ma non concesso che ci fossero stati progetti, chiedo a lei per quale ragione abbiamo affidato a SOGESID, se non abbiamo più bisogno delle attività di consulenza o tutte le altre attività.
Addirittura mi pare che il Consigliere Putzu, o non so chi, abbia detto: "Noi vogliamo fare un bando per tutto unico". Ma non avete la SUAM regionale che è in grado di fare tutto questo?
Mi spiega per quale ragione? Perché non ho avuto risposta. Il Presidente è scappato dopo averci fatto la lezione, non ha risposto su SOGESID. Glielo chiedo perché è un fatto rilevante. Noi svendiamo i lavori dell'alluvione a una società di Roma, a me non importa se è pubblica, glieli svendiamo, e noi cancelliamo il sistema Regione di carattere pubblico, professionistico, per tutto quello. Non siamo capaci? Siete in grado di spiegarci per quale ragione… e per quale ragione l'amministratore delegato di SOGESID sceglie le commissioni, sceglie il RUP, fa i progetti, fanno tutto loro?
Perché invece di SOGESID, visto che il Consigliere Putzu... non serve Wikipedia, forse, è sufficiente leggere il registro delle imprese, la Camera di Commercio, si trova tutto. Per esempio, si trova cosa che non ha detto, che quella società pubblica perde da due anni 2 milioni all'anno, ma lei questo non l'ha letto, perché non ha letto la visura. Legga di meno Wikipedia e legga la Camera di Commercio.
Abbiamo deciso di far scegliere a SOGESID tutte quante le cose, ma per quale ragione? Andatelo a dire agli alluvionati che voi ritirate le mani, non ve le volete sporcare sugli impegni. Questa è la realtà, perché altrimenti non si spiega.
Consigliere Assenti, chiedo a lei, che è una persona illuminata, ma è in grado di dirmi perché SOGESID e non il sistema Marche? Consigliere Bilò ci ha detto che critichiamo. È legittimo fare queste domande oppure no? Perché solo a noi? Siete in grado di dirci, in maniera convincente, per quali ragioni?
Ma l’Amministratore delegato di SOGESID è così condizionante?
Mi rivolgo a lei, Assessore Brandoni, dia una risposta.
Noi investiamo risorse per regalarle alla SOGESID, regaliamo 3 milioni per quanto riguarda le vacazioni, gli regaliamo soldi per quanto riguarda le parcelle in rapporto alle attività che svolgono, i costi indiretti pari al 22,93%.
Voi non siete facoltizzati a rispondere, non a me, io non ci faccio niente, ma dite agli alluvionati perché avete deciso di appaltare, esternalizzare, i lavori dell'alluvione sulla base del decreto del 16 dicembre, con le tabelle A e B, alla SOGESID.
Ci volete convincere? Ci dite che quelli sono bravissimi e quindi saranno efficacissimi? Ce lo volete dire? Lo volete dire agli organi di stampa? Lo volete dire agli alluvionati o non ve ne importa niente? Siete in grado solamente di non accettare le legittime domande.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la società romana, come dice il Consigliere Carancini, ringrazio per la visura camerale. Non lo sapevo, ammetto che non avevo visto tutto, anche perché credo che il ruolo dell'opposizione sia anche quello di andare a fare le pulci su alcune questioni. È una società partecipata dello Stato, quindi che giusto… Il Consigliere Carancini fa il suo lavoro, ma si dimentica, quando accusa la Giunta Acquaroli di aver dato l’incarico a una ditta romana, che il capo della comunicazione del PD, da Roma, è dovuto venire con il Presidente della Giunta Ceriscioli, questo per far capire da che pulpito ci venite a dire che diamo consulenze alle aziende romane. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Ma dirò di più, prima di andare nello specifico, ho visto la vostra risoluzione e voglio farvi i complimenti perché siete riusciti anche a far firmare gli assenti. Non so come avete fatto, forse sono venuti in Aula e non li ho visti, oppure c'è qualcosa che non riporta - questa è una domanda che voglio fare a voi – i Consiglieri regionali che non sono in Aula. Se andate a vedere, cari Consiglieri di maggioranza, ci sono due Consiglieri regionali, che non sono in Aula, che hanno firmato la risoluzione. Non so come abbiano fatto. Non so se voi del PD avete il teletrasporto, venite qui e tornate subito a casa.
Tra l'altro, questo mi preoccupa, visto che siete i paladini della legalità, del rispetto, siete i paladini di coloro che volete difendere nella tutela degli interessi di tutti. Chiedo al Presidente dell'Aula, all'Ufficio di Presidenza, a chi di competenza, di valutare questo, altrimenti penso che, oltre a far dirigere l'Aula a qualcuno del PD... Presidente, chiedo scusa, non vorrei che qui ci fosse qualche errore, magari era una mozione già firmata, poi tagliata e incollata, non lo so. Questo lo dico per ridere, però mi preoccupa che in un'Aula… mi aspettavo che lo facesse il Gruppo del Movimento 5 Stelle, che è per la legalità e l'onestà. Mi aspettavo che qualcuno sollevasse la questione. L'ho dovuto fare io.
Chiedo scusa alla Capogruppo Casini se l'alunno Putzu supera la professoressa. Non studio bilanci, però su questo qualcosina posso studiare. Vi chiedo chiarimenti su questo. Chiedo chiarimenti pubblicamente alla Capogruppo del PD, se magari è riuscita a far venire colleghi per far firmare la risoluzione. Su tutto questo credo ci voglia una risposta.
Avete citato più volte il Presidente Acquaroli. Siete così innamorati di lui che noi vi ringraziamo; vorreste che fosse sempre in Aula ad ascoltarvi, ma è anche giusto che abbia i suoi impegni istituzionali e li debba adempiere
Su questa mozione/risoluzione…, tra l'altro è una copia della vostra mozione e di certo non ci sono presupposti per votarla. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Putzu è un campione nel lanciare la palla in tribuna. Se avesse giocato con una squadra qualunque e se si vinceva non ci sarebbe stata più partita per nessuno: non si gioca più, la palla va in tribuna.
Consigliere Putzu, lei è molto più esperto di me in queste materie. La firma può essere disconosciuta solo da chi l'apposta, non doveva necessariamente essere apposta in data odierna, perché la risoluzione era stata predisposta da qualche giorno, quindi, i Consiglieri l’hanno firmata sapendo bene che l’avremmo portata in Aula e che voi non l'avreste approvata.
Le firme le abbiamo prese come e quando volevamo noi.
Se poi la Consigliera Bora e il Consigliere Minardi vorranno disconoscere ufficialmente le firme, lo faranno nei modi che la legge prevede. Sbaglio, Consigliere Assenti? Sbaglio, Consigliere Baiocchi? Non è certo il Consigliere Putzu che può decidere… Nessuno di noi, peraltro, può decidere se la firma dei due Consiglieri è vera o no.
PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. In questa risoluzione ci sono una serie di situazioni che non risolvono i problemi che ho posto prima e che sono contraddittorie tra loro.
Per rispondere esattamente al Consigliere Carancini, sul perché c'è stato questo incarico, evidente il Commissario-Vicecommissario lo avrà ritenuto opportuno in quanto vuole portare a compimento celermente tutte le attività per le quali abbiamo i finanziamenti erogati e non vuole far trascorrere i tempi previsti e necessari per andare incontro alle popolazioni alluvionate.
Questa società, che è capace di fare questo tipo di attività, di fare questa progettualità, di fare proposte e proporre risoluzioni, è stata incaricata per avere un risultato rapido, univoco e funzionale. Deduco che sia questo, non c'è un'altra risposta che le posso dare. Grazie.
PRESIDENTE. Prima di passare alle dichiarazioni di voto, tengo a precisare che le firme dei Consiglieri, fino a querela di falso, sono ritenute vere. Non vi è un procedimento di procedura civile che permetta di disconoscerle. Ci dobbiamo accontentare e mettiamo in votazione la risoluzione così come è stata presentata da tutti i firmatari.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Tante volte qualcuno pensasse male, anche il Gruppo Lega voterò contro questa risoluzione. Non so il termine risoluzione vuol significare che è un atto fatto in Aula oppure precedentemente? La risoluzione in genere presuppone che l’atto scaturisca dalla discussione in Aula, quindi la firma dovrebbe essere apposta in Aula, no due giorni prima, altrimenti non è una risoluzione. Fino ad oggi, in 4 anni che siamo qui, alla conclusione della discussione si è andati a una risoluzione, dopodiché chi è d'accordo la firma. Qui abbiamo un atto che è stato preparato prima, quindi non lo non si può chiamare risoluzione. Secondo me è una mozione, firmata da otto persone, sta bene, secondo me non è una risoluzione, ma, al di là di questo, votiamo contro. Grazie.
PRESIDENTE. Ai fini di un piccolo chiarimento, per la risoluzione ci dobbiamo rifare all’articolo 146 del Regolamento, che ci dice come vengono organizzate, redatte e presentate le risoluzioni. Questo consente, anche in termini temporali, di specificare che la risoluzione può essere predisposta prima o formulata all'ultimo istante.
In questo caso, giusta la considerazione del Consigliere Marinelli, ma la dobbiamo inquadrare per forza nell'ambito della risoluzione, perché nasce dalla sintesi di quattro mozioni. La quinta è stata stralciata.
Su questo il voto del Gruppo Lega è negativo, è contrario.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Nella risoluzione c'è scritto, visto che loro l'hanno fatta prima: "viste le mozioni n. 419, n. 469, n. 507, discusse nella seduta dell'Assemblea legislativa del 5 novembre 2024". Già loro sapevano che sarebbero state discusse le mozioni. Questo vuol dire prevedere il futuro. Vi devo fare i complimenti perché siete riusciti a prevedere il futuro, è quello che mi piace di questo Partito Democratico.
Ho letto questo e mi sono permesso di sollevare un dubbio, perché fino a quando le mozioni non vengono discusse... Tra l'altro le mozioni devono essere discusse nella seduta e voi siete riusciti a prevedere che le avremmo discusse tutte.
Voglio farvi i complimenti su questo. Quando c’è da attaccarvi vi attacco, ma su questo…, il prossimo Consiglio regionale, porterò una palla di vetro, la metterò al centro, perché le vostre previsioni sulle questioni legislative di quest'Aula sono tutte azzeccate. Complimenti!.
Fratelli d'Italia voterà contro perché di certo non accettiamo lezioni dal Partito Democratico, ma ognuno fa la propria parte. Però, ripeto, è giusto che il regolamento…
Il Partito Democratico ha dimostrato, finalmente, per la prima volta in questa legislatura, l'esperienza acquisita in quest'Aula di prevedere il futuro. Ci state insegnando qualcosa, noi da persone umili lo accettiamo e lo metteremo in pratica prossimamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Per quanto la preveggenza sia una nostra capacità nota, in questo caso non l'abbiamo applicata, Consigliere Putzu, semplicemente perché avevamo l'ordine del giorno, era già stato convocato il Consiglio, per cui abbiamo scritto. Come, ad esempio, alcuni Consiglieri, che quando iniziano a leggere i foglietti già pronti, dicono: "Il Partito Democratico ci ha attaccato", e magari noi non abbiamo ancora parlato. Succede spesso.
Accade anche a noi di preparare delle premesse narrative che dicono che ci sarà un Consiglio o che c'è stato un Consiglio, semplicemente perché abbiamo l'ordine del giorno inviato dal Presidente. Sappiamo che in quella data si discuterà quella questione e prepariamo gli atti in anticipo. Non è preveggenza - magari potessimo, ne sarei ben lieta – purtroppo non ce la facciamo. Non siamo illuminati come il Consigliere Assenti.
Quando si prepara un atto, nelle premesse narrative ci si mette quello che si sa e noi sapevamo già dalla scorsa settimana…, certo, l'abbiamo fatta prima. Grazie.
PRESIDENTE. Abbiamo fatto un dibattito molto alto, che è durato tante ore, su un tema fondamentale per tutti noi. Abbiamo espresso le considerazioni in modo pieno e tutte le parti hanno avuto modo di esporre i propri punti di vista, portando dati, documenti e posizioni rilevanti.
Adesso non dobbiamo sciupare questo risultato, stringendolo in qualcosa che alla fine potrebbe rendere meno importante lo sforzo che abbiamo fatto e anche l'impegno che tutti insieme ci siamo presi, esponendo le nostre posizioni.
Proposta di risoluzione sulle mozioni n. 419 n. 469 n. 507. La metto in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Andando a quanto deliberato nella Conferenza dei Presidenti di gruppo, la proposta è quella di anticipare il punto 6, la proposta di legge n. 268, a iniziativa della Giunta regionale, “Rendiconto generale della Regione per l'anno 2023”
Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Siamo arrivati lunghi, abbiamo trattato un argomento molto importante. Chiedo il rinvio e spiego perché. Non c'è nessuna limitazione dei tempi prevista dalla legge. Volendo, anche l'articolo di un decreto legislativo… Volendo, potremmo approvare prima l'assestamento e poi il rendiconto.
Domani ho degli impegni, quindi non è possibile fare Consiglio regionale. Quindi lo dico in Aula ad alta voce, approveremo prima il rendiconto nel primo Consiglio utile, che sarà il 19, e poi approveremo l'assestamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Come relatrice di minoranza dell'atto, dico che sembra di stare in un teatro, il teatro dell'assurdo, perché c'è la maggioranza che non vuole mettere in sicurezza un atto importante come il rendiconto, a cui è agganciato l'assestamento, poi il bilancio di fine anno, compresa la legge di stabilità, e l’opposizione, tutta, dai relatori ai Consiglieri del PD, che sono pronti a discutere l'atto.
L’Assessore non mi ha dato una giustificazione, che sia una, del motivo di questo rinvio, anche perché abbiamo votato in Capigruppo, all'unanimità, il fatto che, se non avessimo fatto in tempo a discuterlo oggi, ci saremmo riconvocati domani. Testimoni tutti i Capigruppo: Fratelli d'Italia, Lega, Gruppo Misto, Forza Italia.
Tra l'altro abbiamo anche votato il cronoprogramma dell'assestamento che prevede…, e io qui avrei dovuto votare contro perché avevo la sensazione che sarebbe successo proprio quello che è successo, invece mi sono astenuta e vi ho dato quel minimo di fiducia che d'ora in poi non vi darò più.
Nel cronoprogramma che avete approvato voi di maggioranza, l'opposizione si è astenuta, avete previsto per l'11 novembre la presentazione della proposta di assestamento, mercoledì 13 l'inizio dell'esame in Commissione, per arrivare il 28 novembre all'approvazione in Aula.
Questa cosa non si può fare, Assessore, perché l'11 non può essere presentata la proposta se approviamo il rendiconto il 19.
Chiedo serietà al Presidente, di non convocare la I Commissione prima dell'approvazione del rendiconto, perché così è. L'assestamento parte dall'approvazione del rendiconto. No, lei non ha detto proprio questo, lei ha detto: lo approveremo dopo l'approvazione del rendiconto. Io invece dico: lo studio dell'atto in Commissione deve iniziare dopo l'approvazione del rendiconto in Aula, il che vuol dire che arriveremo al 31 dicembre a discutere il bilancio.
Per me va bene, per carità, però non mi sembra un atteggiamento serio da parte di questa maggioranza. Anche perché, per l'ennesima volta, la Capigruppo si rivela, Presidente, lo dico a lei, un luogo inutile, perché per l'ennesima volta ci esprimiamo all'unanimità e poi invece in Aula si fa il contrario, senza specificare.
Vorrei che mi si spiegasse non che si può fare, e quindi facciamo così, ma perché oggi non dobbiamo approvare il rendiconto. Che cosa è successo da quando, per 10 volte, ho chiesto se il Consiglio monotematico sull'alluvione… hanno cambiato idea!
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Riprendo quanto detto nella Conferenza dei Capigruppo, ci eravamo lasciati dicendo che alle 16:00 ci saremmo rivisti per vedere a che punto erano i lavori.
Sono le ore 16:30, siamo oltre, si era detto semmai di farlo domani, ma l'Assessore Brandoni ha detto che domani non ci sarà, quindi, a questo punto, se facciamo il rendiconto e le altre leggi che sono indispensabili da approvare…, una è in scadenza e va approvata entro l'11, la variazione, mentre quella sul PSR va approvata per motivi di opportunità, altrimenti non si riescono a erogare i fondi.
La proposta che era stata fatta alla Conferenza dei Capigruppo era di verificare, se non possiamo cominciare la valutazione dell'assestamento, non c'è nessuna norma che lo vieta, per cui possiamo procedere regolarmente.
Visto l'ora e visto che il rendiconto, fino a prova contraria, è un atto importante, liquidarlo in mezz'ora mi sembra... Stamattina, nei Capigruppo, avevamo detto che alle 16:00 ci saremmo visti per vedere a che punto eravamo.
Come maggioranza propongo di fare il punto 7 e il punto 11 e di rinviare al 19, visto che domani l'Assessore non può essere presente, l'approvazione del rendiconto.
Questa è la proposta della maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Chiederei, per favore, che mi sia messo per iscritto dal Segretario generale che quello che dice il Presidente della Commissione è così, perché oggi in Capigruppo abbiamo detto altre cose, ovvero che prima si deve approvare il rendiconto e poi si può lavorare sull'assestamento.
Se non è così, vorrei che qualcuno di autorevole me lo mettesse per iscritto, per favore, prendendosi la responsabilità.
Vorrei sapere quali impegni istituzionali, anche questo messo per iscritto, ha l’Assessore domani. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 268. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Sempre in forza di quanto abbiamo deciso questa mattina nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo propongo l'anticipazione della proposta di legge n. 279.
Ha la parola il Consigliere Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Stiamo parlando del punto 7, della proposta di legge n. 279, l’ha illustro?
PRESIDENTE. No dobbiamo fare la votazione dell'anticipazione.
Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Se mi consente una mozione d'ordine. Noi avevamo deciso che martedì 10 non avremmo svolto il Consiglio regionale, propongo invece di discutere il rendiconto martedì 12, che ce l'abbiamo libero. Penso che questo consenta, se siete tutti d'accordo, anche dei tempi meno stringenti per la Consigliera, che è relatrice di minoranza. È una proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Scusi, sulla proposta di anticipazione del punto, come si esprime? Perché ha preso la parola, è contraria?
Anna CASINI. Sull'anticipazione del punto all'ordine del giorno, quello sulla variazione di bilancio, sono favorevole, anche su quello del PSR, che avevamo già discusso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Sono favorevole ad anticipare questo punto e accetterei anche la proposta di fare il Consiglio il 12 per poter fare il rendiconto. Mi sembra più che ragionevole come proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Anticipazione della proposta di legge n. 279, al punto 2 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Svolgimento di una seduta supplementare del Consiglio regionale martedì 12 novembre 2024 (ora canonica, con partenza alle ore 10, anticipazione 9,30). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 279
ad iniziativa della Giunta regionale
“Iscrizione per l'anno 2024 del Fondo per il contributo alla finanza pubblica. Attuazione dell'articolo 1, comma 527-ter, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 279 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 279 è importante approvarla per assolvere al contributo delle Regioni alla finanza pubblica che, in questo caso, la Regione Marche deve assicurare per l'anno 2024, ai sensi dell'articolo 1, comma 527 e successivi.
Il comma 527 della legge di bilancio 2024 ha previsto, per il concorso alla finanza pubblica per le Regioni a statuto ordinario, il contributo di 350 milioni di euro annui per ciascuna annualità 2024, 2025. Successivamente, con legge n. 18 del 23 febbraio 2024, il contributo a carico delle Regioni a statuto ordinario è stato ridotto da 350 milioni a 305 milioni.
I commi da 527 bis a 527quinquies stabiliscono le modalità di assolvimento da parte delle Regioni del contributo della finanza pubblica per l'anno 2024 e il riparto del contributo dovuto da ciascuna Regione secondo gli importi indicati nella tabella allegato 6 bis. Per la Regione Marche il contributo per l'anno 2024 è pari a 10.621.223,69 euro, circa il 3,48% dell'intero contributo.
Su questo fondo, ai sensi del comma 527 ter, non è assolutamente possibile disporre impegni e con questa proposta di legge si autorizza, ai fini dell'assolvimento al contributo di finanza pubblica, l'iscrizione di un fondo nella parte corrente del primo esercizio finanziario del bilancio 2024-2026 di 10.621.223,69 euro.
Questa proposta di legge n. 279 consta di quattro articoli.
L'articolo 1 autorizza l'iscrizione del fondo per il contributo alla finanza pubblica dovuta per l'anno 2024, a carico della missione 20, programma 3, Titolo 1, di euro 10.621.223,69. Il comma 2 attesta che questa copertura finanziaria del fondo è garantita dalla contestuale ed equivalente riduzione dello stanziamento, che però non riguarda i redditi di lavoro autonomo, dipendente, sanità e trasferimenti agli enti locali, già iscritto nell'annualità 2024 del bilancio vigente. Il comma 3 dispone l'applicazione delle disposizioni statali previste dai commi 527 bis, ter e quater dell'articolo 1 della legge 213 del 2023 al fondo istituito al comma 1.
L'articolo 2 riduce l'autorizzazione per l'anno 2024 dell'importo per il concorso dovuto alla finanza pubblica della tabella E “Autorizzazione di spesa” allegata alla legge regionale del 28 dicembre 2023 n. 25, prevista a carico della missione 1 "Servizi istituzionali, generali e di gestione", programma 4 "Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali", titolo corrente; aumenta il fondo di riserva di cassa a seguito della riduzione dello stanziamento di cassa del capitolo.
L'articolo 3 approva gli allegati a questa legge e l'articolo 4 dichiara l'urgenza.
Mi auguro che questa proposta di legge, che è importante, sia votata all'unanimità da tutti i Consiglieri, anche di minoranza, perché è necessario. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 279, “Iscrizione per l'anno 2024 del fondo per il contributo alla finanza pubblica”, autorizza l'iscrizione nel bilancio regionale, nell'annualità 2024, di un fondo di accantonamento di euro 10.621.223, in ottemperanza alle prescrizioni previste nella legge di bilancio dello Stato relativa all'anno 2024, ovvero la legge 213 del 2023.
Si tratta di un provvedimento rivolto a soddisfare esigenze di contenimento della spesa pubblica, ovvero a imporre alle Regioni un contributo finanziato con il taglio della spesa corrente per un totale di 305 milioni di euro nel 2024 e di 350 milioni di euro negli anni successivi, dal 2025 al 2028.
Per le Regioni in disavanzo, come lo è la Regione Marche, solo nel 2024 il suddetto contributo può essere assolto mediante l'accantonamento in un fondo da utilizzare per il ripiano del disavanzo di amministrazione in sede di rendiconto. Si tratta pertanto di risorse sottratte alla spesa per servizi a favore dei cittadini.
La copertura del suddetto accantonamento è garantita dalla contestuale riduzione di pari importo dello stanziamento di spesa corrente che è stato già iscritto per lo stesso scopo nel bilancio regionale, annualità 2024, originariamente pari ad euro 11.723.300. La differenza positiva di circa 1.100.000 euro è stata in parte già utilizzata, per euro 465.000, in occasione della variazione generale di bilancio effettuata con la legge regionale n. 16 del 2024, con destinazione ad un contributo straordinario alla quota sociale della retta per i servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali per le persone con disabilità. Rimane la disponibilità residua di circa 637.000 euro da destinare e impegnare entro la fine dell'anno. A questo proposito ricordo che il CREL aveva io chiesto di sapere con quale finalità volessimo utilizzare questa disponibilità residua, ma non abbiamo avuto risposte da dargli.
L'oggetto di questa proposta di legge, pertanto, è l'attuazione di una norma dello Stato, ovvero un passaggio tecnico dovuto.
Nel merito politico, però, non posso esimermi dal tornare a stigmatizzare il taglio pluriennale di spesa che il Governo ha imposto alle Regioni nella legge di bilancio dello scorso anno, in attesa di sapere con precisione a quanto ammonta l'ulteriore obolo che certamente gli enti locali e territoriali saranno chiamati a pagare nella legge di bilancio di quest'anno.
Alla politica di supina condiscendenza all'austerità del nuovo patto di stabilità europeo sottoscritto dall'accoppiata Giorgetti-Meloni, al di là della propaganda nazionalista e patriottica del Governo.
Tagli alla spesa corrente delle Regioni che si risolvono in minori servizi ai cittadini e che fanno il paio con la riduzione della spesa sanitaria al netto dell'inflazione.
Come relatrice di minoranza, senza tornare a intervenire dopo, propongo di votare contrariamente a quest'atto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Ritengo che aver calendarizzato il rendiconto al 12 novembre soddisfi tutti…, forse lei un po' meno. Comunque spostiamo di una settimana.
Poi ricordo l'ordine dei lavori, la calendarizzazione è questa: nei giorni seguenti, 13 e 14, inizieranno chiaramente le discussioni in Commissione e il 28 prevediamo l’approvazione dell'assestamento in Consiglio.
Ritorno immediatamente a questa proposta di legge che, ricordo, è la prima volta che si fa. Voi che avete più esperienza di me, in quanto sedete nei banchi dal 2020…, ma questo è il primo anno che c'è una proposta di legge di questo genere.
La proposta di legge viene presentata per adempiere all'obbligo previsto dalla normativa statale di garantire allo Stato il contributo di finanza pubblica per l'anno 2024. Tale obbligo è stato dapprima disciplinato dalla legge di bilancio dello Stato 2024, con legge 213 del 2023, ed è stato poi parzialmente modificato dal decreto-legge n. 113 del 2024, convertito con modificazioni nella legge n. 143 del 7 ottobre 2024, un mese fa.
A seguito delle modifiche, le suddette disposizioni prevedono che le Regioni, ai fini dell'assolvimento dell'obbligo, debbano autorizzare con legge l'iscrizione nel bilancio regionale di un fondo di accantonamento per l’annualità 2024, su cui non è possibile assumere atti di impegno.
Per la Regione Marche l'importo di tale fondo è stabilito in euro 10.621.223,69. La copertura finanziaria per la costituzione del fondo è garantita da risorse già stanziate nel bilancio di previsione che, ricordo, abbiamo approvato nel dicembre scorso per il triennio 2024, 2025 e 2026, per far fronte al contributo in argomento.
Tali risorse erano già state stanziate nel bilancio regionale sulla base delle disposizioni originarie della legge di bilancio dello Stato 2024, che prevedevano che il contributo dovesse essere erogato, cioè trasferito per cassa, a favore dello Stato.
Con il successivo decreto-legge n. 113 del 2024, convertito con modificazioni dalla legge n. 143 del 7 ottobre 2024, è stato invece stabilito di trasformare questo trasferimento in un fondo di accantonamento. Risulta conseguentemente necessario modificare la collocazione contabile dello stanziamento da missione 1 a missione 20. È qui il nocciolo, il cuore della proposta di legge.
Con questa legge si effettua, in sostanza, una variazione compensativa dello stanziamento di spesa di 10.621.223,69 euro dall'attuale missione 1 alla missione 20, relativa ai fondi di accantonamento, con invarianza dei saldi di bilancio.
Consigliera Ruggeri, lei nel suo intervento ha chiaramente letto la cifra di oltre 11.000.000, quando invece qui parliamo di 10.621.000 euro, le ricordo che la parte residua verrà utilizzata in assestamento. Quella cifra che aveva letto di 11.000.000 e qualcosa che non ricordo, invece, adesso diamo per la finanza pubblica 10.621.000 di euro, la differenza sarà utilizzata in assestamento per il complesso delle spese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. La domanda sorge spontanea, in quello che, lo dico bonariamente, la Consigliera Ruggeri ha definito un atto dovuto, e giustamente il buon Assessore al bilancio non ha sottolineato.
Domanda: è un atto dovuto la votazione di questa norma? No, assolutamente no. Perché, se voi andate a leggere la norma…, per provare a spiegare a chi ci ascolta, semmai ce ne fosse e avesse avuto la pazienza. Lo Stato richiede a tutte le Regioni la partecipazione a un obolo fiscale che ovviamente serve a far sì che lo Stato, nell'ambito della programmazione e del rispetto dei vincoli europei, partecipi e non spenda risorse o le accantoni, come vedremo, per poter contribuire alla finanza pubblica, al disavanzo.
Si decide che la contribuzione è di oltre 300 milioni. C'è una prima norma che stabilisce che deve essere un accantonamento fatto in una certa maniera e oggi viene modificata e sostanzialmente ci dice: “Spostate quelle risorse che passano da 11.000.000 a 10.000.000” per una serie di aspetti tecnici non rilevanti
Ma la domanda che credo noi ci dovremmo fare e che faccio alla Consigliera Marcozzi, che ci potrà rispondere il 12 novembre quando parleremo di rendiconto. Quelli sono soldi di spesa corrente che noi non possiamo più spendere. Avevamo 10.000.000 da poter spendere…, tanto che l'Assessore oggi dice che quel milione in più lo utilizzeremo in assestamento.
Noi abbiamo 10.000.000 di spesa corrente, che purtroppo viene bloccata. È un inevitabile destino? No. Perché la norma, Assessore Brandoni, lei avrebbe dovuto dirlo, presuppone che contribuiscano solo le Regioni che sono in disavanzo.
Anche il disavanzo buono. Noi siamo in disavanzo, mi pare di ricordare, vado a memoria, di circa 50.000.000,che non si riferiscono a un disavanzo effettivo, ma a debito autorizzato e non contratto, perché la Regione all'inizio del bilancio autorizza una certa cifra per poter contrarre debito, che alla fine dell'anno non è contratto.
Ma attenzione, Assessore, se la Regione Marche non fosse stata in disavanzo, quei 10.000.000 noi li avremmo potuti utilizzare. È chiaro, e questo è un dato oggettivo. Significa che non è un dato tecnico, è un dato politico, è un dato amministrativo.
È evidente che, da questo punto di vista, si debbano fare delle critiche. Noi abbiamo un disavanzo autorizzato e non contratto, neppure utilizzato. Uno potrebbe dire. “Sai ho fatto un mutuo per poter fare un investimento…, però, oltre al danno, la beffa”. Noi 10.000.000 non li possiamo spendere.
È un dato negativo, fortemente negativo, Assessore Brandoni, e credo che vada detto ai cittadini. Vi siete giocati, grazie al Governo delle destre, 10.000.000 sulle spalle dei cittadini.
Per esempio, 10.000.000 avremmo potuto destinarli, Assessore Brandoni, a tutte le strutture residenziali sanitarie che hanno bisogno, come l'acqua, di poter… e non lo possono fare. E noi ce li siamo giocati con il debito autorizzato e non contratto.
Non è un atto dovuto, è un atto che sancisce il fallimento rispetto a queste risorse. Se fossero stati 10 euro, o 10.000 euro, o 100.000 euro…, no, sono 10.000.000 di euro, soldi che potevano essere spesi dal punto di vista della spesa corrente e destinati alle situazioni più gravi, ma che noi non possiamo utilizzare. Anzi, vengono accantonati per poter contribuire alla finanza pubblica.
Chiedo all'Assessore Brandoni se è un dato positivo. La nostra Capogruppo deciderà il voto, ma mi sembra un atto grave. Quello che si vuol far passare come un atto dovuto è un atto gravissimo. Non si regalano 10.000.000.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Consigliere Carancini, lei è sempre attento, forse si è perso un attimo quando leggevo il mio intervento.
Tali risorse erano già state stanziate nel bilancio regionale sulla base delle disposizioni originarie della legge di bilancio dello Stato 2024, che prevedevano che il contributo doveva essere erogato, cioè trasferito per cassa, a favore dello Stato. Lo diceva lo Stato, questo.
Con il successivo decreto legislativo n. 113 del 2024, convertito con modificazione di legge n. 143 del 7 ottobre 2024, è stato invece stabilito di trasformare questo trasferimento in un fondo di accantonamento, e l'abbiamo dovuto fare, lo imponeva la legge. Io la leggo così, poi, se lei dà un'altra interpretazione. Risulta conseguentemente necessario modificare la collocazione contabile dello stanziamento da missione 1 a missione 20, quello che ho detto io. Bisogna vedere cosa c'è nella missione 1 e nella missione 20, questo è. Io la intendo così, poi magari posso sbagliarmi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. L'atto dovuto, Assessore, è perché ce lo impone una legge dello Stato, come detto prima, però la legge dello Stato poteva anche non essere questa e non andare a chiedere soldi - né accantonarli né restituirli - alle Regioni o agli enti locali, perché questo è successo. Quindi, come Movimento 5 Stelle, contestiamo questa scelta del Governo Meloni. È un dato politico. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4 (dichiarazione d’urgenza)
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Il mio voto, sulla votazione precedente, è contrario e non astenuto.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la relatrice di maggioranza, Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Il nostro è un voto favorevole. Voglio dire alla Consigliera Ruggeri che ha dichiarato di votare contro, perché è contraria a quanto è avvenuto a livello nazionale. quindi, non dovremmo, a questo punto, votare questa legge perché il Movimento 5 Stelle è contrario, a livello nazionale, a quello che ha fatto il Governo Meloni. Ma noi stiamo ottemperando ad un obbligo di legge, assolviamo al contributo delle Regioni alla finanza pubblica, stiamo facendo il nostro dovere e non si può dire: andiamo contro perché non va bene quello che ha fatto il Governo nazionale. Molte volte, quando governava il PD…, però bisogna ottemperare a quello che dice il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Il silenzio di tutti i Consiglieri regionali su questo tema è abbastanza imbarazzante, lo dico anche alla Consigliera Marcozzi. Non era un atto dovuto e obbligatorio, non è corretto raccontarlo in questo modo, bisogna su questo siamo corretti.
Non era un atto dovuto, Assessore, e non è per colpa del Governo Meloni. Va detto, con onestà intellettuale, che tutti i Governi hanno chiesto la partecipazione al disavanzo, anche nel passato, tutti, ma per poter partecipare al disavanzo pubblico, in base alle norme della legge, la condizione è una sola: che la Regione sia in disavanzo. Se la Regione non è in disavanzo, quelle risorse possono essere utilizzate liberamente.
Il tema non va sguicciato, cambiato, facendo credere altro. Se la Regione Marche non era stata in disavanzo, quei 10.000.000 ce li saremmo potuti spendere. È chiaro, se lei mette in discussione questo, significa che di quello che leggo non capisco niente. Non c'entra niente il Governo Meloni.
Significa che la Regione Marche è in disavanzo e quei 10.000.000, che noi avremmo potuto utilizzare, non a caso lei, ribadisco, dice che 1.500.000, fino alla concorrenza degli 11.000.000, che era la norma precedente, oggi 1.500.000 …la differenza con i 10.621.000 sarà utilizzata.
La Regione è in disavanzo, quindi la Regione Marche, a causa del disavanzo - che è un disavanzo, anche qui per correttezza, di un debito autorizzato e non contratto, ma è comunque disavanzo - è costretta ad accantonare 10.000.000. Una norma differente da quella precedente, che chiedeva il prelievo, cioè la Regione Marche, o tutte le Regioni, avrebbe dovuto bonificare le risorse. Ma qui è la stessa cosa, perché le accantoniamo, sono nella missione 20, quindi è una sorta di fondo vincolato, non scalfibile.
Ribadisco, il presupposto è che vi è un debito. Lo ripeto fino all'eternità, Consigliere Marinelli, lo so che è un po' fastidioso: immaginate se quei 10.000.000 li aveste potuti destinare alle marchette oppure alle strutture sanitarie residenziali, che soffrono. Se il Consigliere Marinelli è contento, come esponente di spicco della Lega, o il Consigliere Rossi è contento di accantonarli e non destinarli ai marchigiani, noi ne prendiamo atto. Invece di dire, con onestà intellettuale, che forse avremmo potuto evitare il disavanzo autorizzato di 50.000 euro...
(interventi fuori microfono=
PRESIDENTE. Chiedo scusa, silenzio per favore. Siamo nelle battute finali del Consiglio. Prego.
Romano CARANCINI. 10.000.000, che sono in questo mondo? 10.000.000 li chiediamo come emendamenti da 4 anni per le strutture residenziali sanitarie. Mi concentro lì, ma potrei farlo per altre 10 situazioni. Capisco che è indifferente per voi, però va detto che la Regione Marche regala 10.000.000 di euro allo Stato, con la gioia del Consigliere Marinelli, del Consigliere Putzu, che è indifferente, e anche – con un’interpretazione che gli abboniamo perché è un uomo buono - dell’Assessore Brandoni. 10.000.000 sono tanti, io non sorriderei, perché è veramente…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per ringraziare i relatori di questa proposta di legge, che è passata in Commissione. Ringrazio gli uffici e l’Assessore per aver apportato questa variazione, che possiamo chiamare come vogliamo.
E’ anche vero che il congelamento della spesa c'è sempre stata da parte dello Stato sulle Regioni, non è il Governo Meloni. Vorrei far sapere a tutti che non è solo la Regione Marche l'unica ad essere in disavanzo, ma tutte le Regioni italiane lo sono. Penso che sia un problema, non è mal comune e mezzo gaudio.
Se non fossimo stati in disavanzo ci avreste detto che eravamo tonti perché non avevamo sfruttato la possibilità di poter attingere ad altre risorse, vedo il Consigliere Cesetti un po' dubbioso, ma su questa materia è molto più esperto e potrebbe dire che, forse, bene come adesso non siamo mai stati.
Il voto è favorevole, un atto dovuto o non dovuto, tutte le Regioni italiane hanno fatto questo, per di più ci sono delle Regioni che hanno dei disavanzi effettivi, non come il nostro che è un disavanzo buono. Siamo messi meglio di tutte le altre.
Il voto della Lega è favorevole e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questa proposta di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 279. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Anticipazione della proposta di amministrativo n. 66. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 66
ad iniziativa della Giunta regionale
“Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2014 - 2022 in attuazione del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2017”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 66 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola, il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. La proposta di modifica del Piano di sviluppo rurale 2014-2022 è finalizzata a fare in modo che tutte le risorse disponibili possano essere utilizzate, in quanto, ricordo, il 31 dicembre 2025 è il termine perentorio per la rendicontazione. Ci sono alcune poste, soprattutto basate sugli investimenti, che necessiterebbero di un tempo, di una tempistica più lunga e, magari, l'impossibilità di rendicontare entro il termine perentorio del 31 dicembre 2025 porterebbe alla perdita, di fatto, di risorse.
In questo caso andiamo a fare queste modifiche che, ricordo, sono state concordate nell'ultimo Comitato di sorveglianza del giugno 2024. Sono modifiche condivise, approvate dalle categorie.
Entrando un po' nel merito degli ultimi dati disponibili, ricordiamo che a fronte di 882 milioni di euro stanziati, siamo riusciti ad avere impegni per quasi il 98% e per il 75% degli impegni. Parliamo di una modifica che riguarda appena qualcosa meno del 5% di tutte le somme, esattamente sono 44 milioni di euro che destiniamo, modifichiamo esattamente portandole… Vi ricordo velocemente gli spostamenti che sono:
- nella misura dell'agricoltura biologica per 18,8 milioni,
- nella misura della gestione dei pascoli per 1,9 milioni,
- indennità per le zone agricole Natura 2000 175 mila euro,
- indennità compensative in zona montana per 19,03 milioni;
- nella misura 14.1 del benessere animale per 4,045 milioni.
La dotazione finanziaria, soprattutto del biologico, passa a quasi 176 milioni di euro, che sottolinea quanto questa Giunta abbia voluto prestare attenzione al mondo biologico. Colgo l'occasione anche per ringraziare non solo il lavoro dell'Assessore Antonini, ma di chi ha iniziato questo percorso, l'onorevole Carloni.
Alla luce di queste considerazioni, si tratta di una modifica di carattere tecnico e finanziario, quindi funzionale a consentire il pieno impiego delle risorse in questo periodo di programmazione, limitando pertanto lo spostamento sulla programmazione successiva 2023-2027. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Ha già detto tutto il Consigliere Marinangeli. Le modifiche rispondono all'esigenza di garantire il completo impiego delle risorse stanziate entro il 31 dicembre 2025, che è la data prevista per completare gli interventi del Piano, per questo si rende necessaria la riprogrammazione.
È evidente che questa riprogrammazione punta a passare le risorse da misure strutturali a misure a superficie. È una scelta, chiamiamola scelta di necessità, ma è evidente che serve per spendere risorse il più rapidamente possibile.
44 milioni di rimodulazione, quindi una rimodulazione piuttosto consistente, che va a toccare i settori e gli ambiti, le misure di cui ha parlato il Consigliere Marinangeli, dall'agricoltura biologica, alla gestione dei pascoli, all'indennità per le zone agricole, all'indennità compensativa in zona montana e al benessere animale.
A questi spostamenti di risorse corrispondono modifiche di carattere tecnico riguardanti gli indicatori di performance, che sono stati adeguati di conseguenza. Altra modifica di carattere tecnico apportata al programma, specificatamente richiesta dai servizi della Commissione europea, riguarda l'aggiornamento, per ciascuna misura, dei dati relativi alla quota di risorse destinati agli aiuti di Stato.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. È molto semplice descrivere questa modifica e sicuramente non possiamo che essere d'accordo, anche se non nel merito.
Siamo d'accordo a fine programmazione, nel senso che stiamo parlando di una programmazione ormai terminata e questi 44 milioni vengono messi nelle misure a superficie e vengono tolti dagli investimenti. Mi dispiace molto che vengano tolti, per esempio, dagli accordi ambientali d'area. Ne abbiamo parlato prima, soprattutto quelli che riguardano il dissesto idrogeologico, che mostrano il fallimento di una bandiera che l'Assessore ha portato e ha tanto sbandierato, che è quella della filiera legno-energia, anche perché noi dicevamo che bisognava seguirla ed essere e consapevoli che queste misure andavano costruite dal basso. Ci vuole molta fatica, gli uffici lo sanno, non può essere solo un lavoro degli uffici, ci vuole anche un grande lavoro politico per mettere insieme tutti gli stakeholder.
È chiaro che siamo alla vigilia dell'N+3, per cui è molto più semplice, molto più utile, per rendicontare, mettere le risorse sulle misure a superficie, calcolarle, come dicevamo prima, ad ettaro, piuttosto che con gli investimenti, su rendicontazioni e stati d'avanzamento. È chiaro che è più semplice, è più lineare. Sono 44 milioni che cubano circa il 5%, perché noi abbiamo 538 milioni più i 160 milioni delle aree terremotate, che ci furono dati dalle altre Regioni.
Il peso di questo Piano di sviluppo rurale, la cui coda stiamo esaminando, era piuttosto importante.
Credo che, al posto dell'Assessore, avrei fatto la stessa scelta. Non avrei rischiato di perdere delle risorse per degli investimenti che sono importanti.
Nelle relazioni, però, ci sono scritte delle cose che invito tutti a guardare con attenzione, perché si dice che, per esempio, il bando giovani - che oggi si chiama in maniera diversa nel nuovo PSR, ma comunque il pacchetto giovani, gli investimenti - specie nelle aree interne, non tira più come tirava prima. Forse dovremmo cominciare a ragionare su un aiuto, e questo lo è in parte, un aiuto da dare a quelle aziende che si sono insediate magari 5, 6, 3, 7 anni fa e che oggi forse hanno bisogno di essere sostenute, perché essere agricoltore, allevatore in quelle aree … Parlo delle zone interne perché l'obiettivo principale è quello di mantenere questo tipo di agricoltura, che noi abbiamo pensato e che mi pare venga riproposto, che è quello del biologico, del benessere animale, dell'attenzione alla qualità del territorio.
Credo che sia importante che la Regione sostenga anche queste imprese, perché non basta il premio giovani per il primo insediamento, non basta comunque il 60%, il 40% o il 50% di PSR, ma serve un sostegno quotidiano. Fosse per me, sopra un'isoipsa, che ne so, di 600 metri, metterei addirittura una compensazione ad ogni giovane o meno giovane che fa l'agricoltore e l'allevatore lì, perché di fatto fa un lavoro di tutela del territorio che serve anche a noi e non soltanto per mangiare cibi buoni, ma anche per monitorare, tutelare e valorizzare il territorio.
Assolutamente d'accordo perché questi soldi saranno sì utilizzati in maniera furba, con le misure a superficie, che è più facile, nel senso che non c'è l'investimento, ci sono tot ettari si do tot, però hanno l'obiettivo di rinsaldare, mi auguro, di aiutare le imprese insediate soprattutto nelle aree interne.
Il Partito Democratico voterà a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Mi fa piacere che la Consigliera Casini faccia anche delle proposte che potrebbero essere utili, però evidentemente tutti abbiamo compreso che qui c'è l'esigenza di intervenire subito per sfruttare al massimo tutte le possibilità che abbiamo.
Tra l'altro, con un Comitato di sorveglianza che ha dato parere favorevole, con la condivisione delle categorie. In questa fase, è la situazione migliore e l'opportunità migliore. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo numero 66. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 17:15.