Resoconto della seduta n.182 del 06/05/2025
SEDUTA N. 182 DEL 6 MAGGIO 2025
La seduta inizia alle ore 10:35
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 182 del 6 maggio 2025. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 180 del 1° aprile 2025 e n. 181 del 15 aprile 2025, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
SESSIONE EUROPEA
Rapporto n. 66/2024
ad iniziativa della Giunta regionale
“Stato di attuazione delle politiche comunitarie – Legge regionale n. 14 del 2006, articolo 8”
(Discussione generale)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca il Rapporto n. 66/2024 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Parliamo del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie della sessione europea del 2025.
Nell'ultimo anno di questa legislatura si è ritenuto necessario e utile fornire a questa Assemblea i dati d’attuazione degli interventi cofinanziati con fondi europei il più possibile aggiornati, tenendo anche conto delle ultime modifiche apportate ai programmi regionali, tese a massimizzarne gli effetti e a garantire il completo utilizzo delle risorse stanziate. Anche nel corso del 2024 le strutture della Giunta regionale si sono occupate sia della programmazione 2014-2021 che di quella relativa al 2021-2027. Permettetemi di ringraziare non solo gli Assessori competenti in materia, ma tutti i dipendenti, funzionari, dirigenti, capi dipartimento che hanno lavorato al raggiungimento di questo.
Prima di passare, però, all'illustrazione degli ultimi dati di attuazione finanziaria dei programmi cofinanziati, ci tengo a riepilogare brevemente l'attività di membro del Comitato delle Regioni che ho ricoperto fino alla fine del 2024 in rappresentanza della Regione Marche. Voglio ringraziare il Presidente Acquaroli, che mi ha sostituito con l'Assessore Castelli, ma voglio anche ringraziare il Presidente Acquaroli che è riuscito a tenere per le Marche il posto effettivo e questo credo che sia importante. Faccio gli auguri al Presidente per il grande lavoro che sta facendo, anche prima di iniziare a intraprendere i rapporti personali con le varie figure, con i vari commissari. Questo è importante per le Marche, a prescindere dal colore politico.
Per quanto riguarda la mia esperienza con il Comitato delle Regioni, ho avuto modo di partecipare alle commissioni COTER e SEDEC. La COTER, per chi non lo sa, è la Commissione della politica di coesione territoriale e del bilancio; la SEDEC è quella delle politiche sociali, istruzione, occupazione. Ho avuto anche l'opportunità di essere relatore di un parere sull'innovazione per quanto riguarda il territorio, che è stato votato all'unanimità al Comitato delle Regioni nel corso della seduta del 31 gennaio 2024.
Parliamo di un parere anche che ha dato l'opportunità alla Regione Marche, ringrazio la dottoressa XY per aver colto al volo l'occasione. Sul mio parere c'era l'opportunità di creare le valli dell'innovazione e, poco dopo, l'Unione Europea ha pensato, su nostro sollecito, di fare un bando con i fondi che già c'erano per quanto riguarda l'innovazione nelle Regioni. La Regione Marche è rientrata tra le 100 e passa regioni in questo bando per avere dei finanziamenti, anche questo credo che sia importante.
Per quanto riguarda la programmazione, quindi, parliamo dello stato di attuazione del programma FESR. Parliamo dei dati presentati nel corso del Comitato di sorveglianza del programma del 5 novembre.
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Prego, Consigliere.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la programmazione ordinaria 2014-2020, poi diventata 2021, il regolamento europeo n. 795 del 2024 ha prorogato di 12 mesi, dal 31 luglio 2024 al 31 luglio 2025, il termine per la presentazione delle domande finali di pagamento, prevedendo altresì la proroga di 12 mesi del termine per la presentazione della domanda finale di pagamento. Una correlata proroga di 12 mesi per il termine della presentazione dei documenti di chiusura, dal 15 febbraio 2025, si è prorogato al 15 febbraio 2026.
Al netto delle risorse trasferite al POC, il programma operativo FESR 2014-2020 ha avuto una dotazione finanziaria di 458,4 milioni. A fronte di questa cifra, l’ammontare complessivo della spesa certificata è di 465,3 milioni,, al quale corrispondono 3.334 progetti realizzati a valere sull'intero programma. Pertanto il POR FESR 2014-2020 fa registrare un pieno impiego delle risorse stanziate, al netto della rimodulazione a valere sul programma complementare.
Lo stato di attuazione del programma FSE 2014-2020 (parliamo sempre del Comitato di sorveglianza del 20 novembre 2024), c'è stata la proroga prevista a livello europeo per il POR FSE, che riguarda anche gli interventi del POR FSE 2014-2020 e anche questo programma ha trasferito al POC Marche una quota di risorse stanziate a inizio programmazione, che è passata da 288 milioni circa a 238,4 milioni. La quota di cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo è rimasta inalterata e il trasferimento al POC ha riguardato nei fatti il cofinanziamento statale e quello regionale.
Al pari del programma operativo FESR, anche il piano operativo FSE fa registrare il pieno impiego delle risorse stanziate. Come già sottolineato per il POR FESR, anche il POR FSE ha traslato quota delle risorse originarie al POC Marche. La dotazione finanziaria effettiva passa da 287 milioni a 238 milioni. La differenza viene utilizzata nell'ambito delle azioni POC ed è allocata su interventi che si pongono in coerenza e in continuità con quelli del POR attuale medesimo.
Parlando di cifre, il 31 luglio 2024 la spesa certificata era 241 milioni a fronte dei 238 milioni disponibili da piano finanziario. Si tratta di dati confermati nel rapporto del MEF indicato al monitoraggio delle politiche di coesione. Pertanto la Regione Marche ha integralmente utilizzato le risorse comunitarie della programmazione 2014-2020 senza restituire nulla alla Commissione Europea e questo credo che sia un dato importante.
Parliamo del programma complementare POC Marche 2014-2020. La Regione Marche ha aderito al POC, rispetto al quale ha potuto beneficiare di un tasso di cofinanziamento al 100% per gli anni contabili 2020, 2021, 2022. L'adesione al POC ha comportato la possibilità di traslare al 31 dicembre 2026 il termine per la realizzazione degli interventi che vengono fatti a valere sul POR FESR e POR FSE 2014-2020.
Il programma complementare mantiene per l'essenziale la stessa struttura dei POR da cui nei fatti si origina, replicandone la classificazione per assi tematici e azioni. In particolare gli interventi relativi agli aiuti urbani e alla strategia per le aree interne sono stati inseriti in un unico asse all'interno del POC, utile a garantire un’attuazione più efficace, veloce e più snella. Il settore al quale sono state destinate la maggior parte delle risorse è quello dell'inclusione sociale e della salute con il 31% delle risorse, seguito da quello della competitività delle imprese con il 19%, da quello dell'occupazione e del lavoro e dei servizi digitali con il 16% per ognuno di tali settori.
La dotazione complessiva del programma complementare è di circa 171 milioni. Il POC è stato adottato con la delibera CIPESS, come voi sapete, per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, del 21 marzo 2024. Alla data del Comitato di sorveglianza del 20 novembre 2024 sono stati impegnati oltre 20 milioni di euro e liquidati 14 milioni. Alla data invece del 28 febbraio 2025, sulla base dei dati pubblicati dal sito Opencoesione, che è un sito che continuamente viene aggiornato e offre i dati per consultarli, i pagamenti liquidati ammontano a 22,8 milioni di euro.
Parliamo adesso del FESR 2021-2027 (dati aggiornati al 31 dicembre 2024). Le risorse totali del FESR ammontano a 586 milioni. Di questi, 307,4 milioni vengono destinati agli interventi di Asse 1 - a sostegno della ricerca, innovazione, digitalizzazione, competitività del sistema produttivo marchigiano. Quasi 224 milioni di euro, 223,9 milioni, vengono destinati a interventi in materia di energia, clima, prevenzione, gestione dei rischi, gestione delle risorse idriche, tutela della biodiversità, mobilità urbana e sostenibile. Quasi 34 milioni sono destinati alla promozione dello sviluppo integrato. Infine, 20,5 milioni per l'assistenza tecnica del programma.
Per quanto riguarda l'avanzamento dello stato di attuazione, a due anni dall'approvazione del programma, che è avvenuto in Consiglio regionale…, se vi ricordate benissimo, con un voto all'unanimità. Colgo ancora l'occasione di ringraziare l'allora relatrice di minoranza, Consigliera Bora, l'attuale relatore di minoranza, Consigliere Mastrovincenzo, e tutti i Consiglieri per aver condiviso all'unanimità la programmazione europea con un voto unanime.
Parliamo anche di dati che ci collocano, per il FESR Marche, al terzo posto tra le Regioni italiane. Questo credo che sia un dato importante di cui tutti noi possiamo andarne fieri.
Da un punto di vista strettamente gestionale, nei primi mesi del 2025 l’Autorità di gestione, con le associazioni di categoria, che si erano confrontate grazie all'Osservatorio regionale sulla specializzazione intelligente, ha disposto uno scorrimento di graduatoria riguardante gli interventi dell’Asse 1, al fine di consentire l'erogazione dei contributi alle imprese le cui domande erano state istruite positivamente, ma che non erano state finanziate perché mancavano le risorse.
Questa operazione ha determinato una rimodulazione finanziaria all'interno dell'Asse, consentendo anche un rapido e mirato utilizzo delle risorse stesse.
Per quanto riguarda l’FSE Plus 2021-2027 (dati aggiornati a marzo 2025) ha una dotazione complessiva del programma che ammonta a 296 milioni, allocati come segue:
Asse 1 - Occupazione: 104,6 milioni;
Asse 2 - Istruzione e formazione: 44 milioni;
Asse 3 - Inclusione sociale: 91 milioni;
Asse 4 - Giovani: 44,7 milioni;
Assistenza tecnica: 11,8 milioni.
A seguito delle modifiche proposte e approvate dal Consiglio regionale lo scorso 18 marzo, la ripartizione delle risorse tra gli assi è la seguente:
Asse 1 - 113 milioni;
Asse 2 - 29 milioni;.
Asse 3 - 91 milioni;
Asse 4 - 51,2 milioni.
Com’è stato già sottolineato in occasione della modifica del programma operativo, l'incremento delle risorse all'Asse 1 è funzionale a sostenere la creazione d’impresa, le borse lavoro, le borse ricerca. Questo l'abbiamo votato in Consiglio regionale, se vi ricordate l'avevamo già spiegato, come è importante spiegare questo perché sono state rimpinguate le risorse da una parte e vengono tolte dall'altra. Però voglio anche essere chiaro su dove vengono tolte, perché ci sono già risorse nazionali, legate ad esempio al PNRR, che devono scadere entro il 2026, quindi si è pensato di trasferirle in altre parti, perché sul FESR e FSE possiamo arrivare fino al 2027. Ma credo che le risorse del PNRR dobbiamo sbrigarci un po' tutti a spenderle.
Parliamo dello spostamento di risorse. Gli interventi riguardanti la modernizzazione del mercato del lavoro trovano la propria giustificazione nel fatto che sono previste risorse ministeriali stanziate per questa finalità specifica. Parliamo anche della rimodulazione delle risorse previste per interventi concernenti le pari opportunità di genere, che è compensata dalle risorse del programma nazionale FSE Plus giovani, donne, lavoro, nell'ambito del quale sono stati stanziati per la nostra Regione 7,9 milioni di euro per azioni di sostegno alla partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne.
La riduzione dell'Asse 2 è giustificata, come dicevo prima, dagli stanziamenti previsti del PNRR, che dobbiamo utilizzarli entro i prossimi 2 anni. Infine, l'incremento di risorse dell'Asse 4, parliamo dei giovani, è giustificato dall'opportunità di attivare percorsi d’istruzione e formazione professionale, istruzione tecnica superiore, che rappresentano uno dei canali per assolvere il diritto-dovere dell'istruzione e della formazione, ma anche per l'inserimento, aggiungo io, nel mondo del lavoro. Anche questo credo sia fondamentale.
Parliamo di dati che vedono la Regione Marche al primo posto tra le Regioni italiane per l'avanzamento della spesa. La rilevazione contiene conto dei dati di attuazione (pagamenti) di tutte le Regioni e non solo delle Regioni in transizione, categoria alla quale, ahimè, la nostra Regione appartiene.
Dal punto di vista organizzativo e procedurale, il periodo di programmazione 2021-2027 si caratterizza per l’implementazione di alcuni interventi di semplificazione amministrativa, volti a rendere più semplice il contenuto dei bandi, programmare le finestre temporali di apertura degli stessi. Anche questo credo che sia importante, un tema su cui la politica deve riflettere, cercare di sburocratizzare il più possibile i bandi per l'accesso, semplificare per le imprese, le associazioni, i Comuni, perché penso che sia importante dare le opportunità e fare dei bandi più semplici. Poi sappiamo benissimo che, quando ci sono le risorse europee, dobbiamo attenerci a quelle regole, a quei paletti, ma credo che anche dal punto di vista della rendicontazione si possa andare più veloci con la collaborazione con SVEM. Anche questo credo che sia un punto di riferimento.
Per quanto riguarda, come ho detto prima, la finalità dell'Amministrazione regionale è quella, dove è possibile, di fare ricorso all’utilizzo delle opzioni di costo semplificate e di implementare un sistema di controlli non più generalizzato su tutte le domande di pagamento, bensì su base campionaria, tenendo conto della valutazione dei rischi svolta dall'Autorità di gestione.
La programmazione regionale in materia di sviluppo rurale, anche questo importante per il mondo dell'agricoltura. Parliamo dei programmi 2014-2020, con la proroga abbiamo fatto sì che i pagamenti possano essere eseguiti fino al 31 dicembre 2025. Anche questo è importante, ovviamente in base alla regola e questo è anche giusto.
Credo che, andando nel merito dell'attuazione finanziaria, per quanto riguarda la programmazione 2014-2020, a fronte di un livello di impegni giunto ormai ad oltre il 101% delle risorse stanziate, si registra un livello di pagamento pari all'83,7%.
Al 31 dicembre 2024 il programma aveva raggiunto i livelli di spesa previsti per evitare il disimpegno di risorse.
Per quanto riguarda l'ultima modifica, funzionale a garantire il pieno utilizzo delle risorse, risale a febbraio 2025, non so se vi ricordate, ed è stata sottoposta al parere della II Commissione. Per lo stesso motivo, vale a dire l’utilizzo di tutte le risorse stanziate. Il programma potrebbe subire un ulteriore e definitivo aggiustamento intorno al mese di ottobre di quest'anno.
Quanto alla nuova programmazione, come noto, questa copre il periodo 2023-2027 e si basa su un modello diverso da quello seguito fino ad ora; la nuova Politica agricola comune esce dal contesto della politica di coesione e si articola su un Piano strategico nazionale nel quale si innestano i Complementi di programmazione regionale, che attuano sul territorio gli interventi che meglio rispondono alle particolarità e alle specificità della Regione considerata.
Al pari dei precedenti periodi di programmazione, in analogia con tutti i programmi e i piani cofinanziati con risorse europee, anche il Complemento di sviluppo rurale, cosiddetto CSR, delle Marche, approvato da quest’Assemblea ad agosto del 2023, è stato poi oggetto, ovviamente, di due modifiche di natura tecnica e non sostanziale, a novembre 2023 e a novembre 2024.
Entrambe le modifiche, per la loro natura, non hanno reso necessaria la riapprovazione da parte dell'Assemblea legislativa e sono state sottoposte al parere della Commissione, che ha votato in base alla procedura prevista dalla legge regionale n. 14 del 2006.
Dal punto di vista finanziario, l'attuazione degli interventi del complemento fa registrare, a marzo 2025, un livello di impegni pari al 13% dei 390 milioni stanziati, corrispondente a circa 49 milioni di euro, ai quali corrisponde un primo livello di pagamenti che si attesta allo 0,40% del totale, vale a dire a circa 1,4 milioni. Si tratta di un primo dato del tutto compatibile con il recente avvio della programmazione.
Concludo con la programmazione delle risorse FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca), anche questo credo sia importante. Sia per la programmazione 2014-2020 che per quella del 2021-2027, la gestione del FEAMP è condivisa con l'Amministrazione centrale, rappresentata dal Ministero per le Politiche Agricole, la Sovranità alimentare e le Foreste, che riveste il ruolo di Autorità di gestione, e l'Amministrazione regionale, che svolge la funzione di organismo intermedio, al quale spetta l'attuazione di alcuni specifici interventi.
Il programma può considerarsi concluso, quello del 2014-2020, con il pieno impiego delle risorse che ammontavano a 35,4 milioni di euro. Per ciò che attiene la nuova programmazione, quella che è stata fatta 2021-2027, la dotazione complessiva del piano finanziario del programma, il cui nome da FEAMP diventa FEAMPA, se vi ricordate, ammonta a un totale di risorse pubbliche pari a 32,3 milioni di euro. Di questi, alla data di marzo 2025, sono già stati attivati i bandi per 11,6 milioni di euro. Tali bandi si sono chiusi il 31 gennaio 2025 ed ora sono in corso le procedure istruttorie per concedere i finanziamenti. Dobbiamo attendere la pubblicazione di un altro bando a sostegno delle misure della pesca che verrà aperto a luglio 2025, la cui dotazione è di 1 milione di euro.
Voglio ringraziare i colleghi tutti per aver dato un contributo in Commissione, sia nella programmazione europea…, ma permettetemi di dire che oggi la programmazione europea è sempre più importante per supportare e sostenere i nostri Comuni, le imprese, le associazioni e, su questo, credo che la politica tutta debba farne tesoro ma, soprattutto, deve cercare di garantire – chi governa, ma anche chi sta all'opposizione – il supporto a queste iniziative. Soprattutto, quello che dico sempre, la nuova sfida è sburocratizzare, perché oggi è importante fare bandi, spendere le risorse, ma è altrettanto importante che i fondi arrivino velocemente alle imprese che hanno partecipato e hanno vinto il bando.
Grazie di tutto, scusate se sono stato lungo. Di solito sono più breve. Chiedo scusa all'amico Consigliere Mastrovincenzo, che parlerà, credo, il 50% meno di me. Un abbraccio a tutti.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Il rapporto sullo stato d'attuazione delle politiche comunitarie per il periodo giugno 2023 - maggio 2024 è stato approvato, come diceva il Consigliere Putzu, dalla Giunta regionale il 17 giugno 2024 e trasmesso all'Assemblea legislativa, dove è stato codificato il 2 luglio 2024.
Non è stato però, inspiegabilmente, portato all'attenzione dell'Aula. Ho chiesto, pertanto, nelle settimane scorse un aggiornamento al 31 dicembre 2024, che poi è stato trasmesso a tutti i colleghi Consiglieri e proprio in questi giorni è in corso di predisposizione il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per il periodo giugno 2024 - maggio 2025. Un accavallamento di rapporti vecchi e nuovi, aggiornamenti vari, che si poteva e doveva evitare.
Eppure l'articolo 8 della legge 14 del 2006 prevede che il Consiglio regionale, a seguito della presentazione del rapporto sullo stato d'attuazione delle politiche comunitarie, venga convocato annualmente in sessione comunitaria per discutere ed eventualmente approvare gli atti di competenza e di indirizzo validi per l'attività della Regione.
A questa disposizione di legge non si è ottemperato e il rapporto viene portato all'attenzione dell'Aula dopo un anno, un fatto che noi riteniamo grave e inspiegabile. O forse una spiegazione c'è. Occorreva tempo per trasferire risorse dai programmi operativi FESR e FSE 2014-2020 al programma operativo complementare, approvato con delibera CIPESS il 21 marzo 2024.
Questo escamotage ha consentito lo spostamento di 170 milioni di euro nel POC, evitando sostanzialmente di perderli, visto che eravate in forte ritardo e non si sarebbe potuto rispettare la deadline prevista dall'Unione Europea. Ha permesso di chiudere la precedente programmazione e anche, da parte vostra, di schivare critiche sui ritardi che stavate accumulando.
Ricordo, a questo proposito, che al 31 dicembre 2021, dopo oltre un anno dall'avvio dell'amministrazione di centrodestra, c'erano ancora 340 milioni da spendere entro il 2023. Il POC vi è venuto in soccorso.
Per quanto riguarda il programma operativo FESR 2014-2020, il Comitato di sorveglianza del 5 novembre 2024 ha potuto approvare la conclusione del programma stesso con il pieno utilizzo delle risorse, pari a oltre 458 milioni di euro, dopo la decurtazione a favore del POC di 121 milioni dalla dotazione iniziale prevista di 580 milioni, mentre prosegue fino al 31 dicembre 2026 l'attuazione del POC 2014-2020.
I dati del programma FSE 2014-2020 sono stati invece approvati dal Comitato di sorveglianza il 20 novembre 2024. Anche nel caso del POR FSE 2014-2020 una quota del programma è stata trasferita al POC Marche. Si è ridotta a 238,4 milioni di euro. Con la certificazione finale di spesa, avvenuta il 31 luglio 2024, sono state rendicontate alla Commissione Europea risorse…
Presidente, Non è possibile. ...
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio.
Antonio MASTROVINCENZO. Può uscire dall’Aula per favore? Stiamo parlando di argomenti importanti, se non interessano, si va fuori.
PRESIDENTE. Prego.
Antonio MASTROVINCENZO. Con la certificazione finale di spesa avvenuta il 31 luglio 2024, sono state rendicontate alla Commissione Europea risorse per oltre 241 milioni di euro e, pertanto, anche in questo caso si è avuto l'assorbimento integrale delle risorse comunitarie e il programma è concluso.
Per quanto riguarda lo stato d'attuazione del programma FESR, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 sono questi: rispetto a una dotazione finanziaria iniziale di oltre 586 milioni di euro, sono stati impegnati 301 milioni, il 52% - anche grazie al finanziamento di progettualità su credito e innovazione che erano state avviate dalla precedente amministrazione di centrosinistra – e sono stati effettuati pagamenti per un totale di circa 58 milioni, il 10%.
Per quanto riguarda i pagamenti, se rispetto a Umbria e Abruzzo (le altre Regioni in transizione), le Marche hanno migliori risultati, rispetto alle Regioni più sviluppate sono ancora distaccate da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria.
Ricordo che per l'attuazione del programma sono rimasti 2 anni e 8 mesi, poiché si deve concludere nel 2027. Il 2028 e il 2029 saranno dedicati alla rendicontazione della spesa ed è la rendicontazione che fa la differenza. In quel momento si rischia di perdere risorse se non sono state utilizzate. Con questi livelli di scarsi pagamenti eseguiti per ora il rischio c'è. Ricordo anche che nel 2019 le Marche erano la seconda Regione italiana per rendicontazione, dopo l'Emilia-Romagna.
A seguito delle modifiche proposte con la revisione di medio termine, approvate dal Consiglio regionale lo scorso 18 marzo, per quanto riguarda l'FSE Plus 2021-2027, si sono incrementate le risorse sull'Asse 1 per sostenere ulteriormente la creazione di impresa, le borse di lavoro e le borse di ricerca e lo spostamento di risorse degli interventi riguardanti la modernizzazione del mercato del lavoro è stato giustificato con il fatto che sono previste risorse ministeriali stanziate per la stessa finalità.
Anche in questo caso il Consiglio regionale, al di là dell'approvazione formale - ricordo che il gruppo del Partito Democratico aveva abbandonato l'Aula - era stato completamente esautorato dal suo ruolo, perché era stata imposta una procedura d'urgenza ad un atto che sarebbe dovuto essere discusso e approfondito con i tempi necessari e invece è stato presentato e approvato in una sola settimana. Eppure si parlava di 15 milioni di euro spostati da un asse all'altro, di riduzione di risorse per servizi al lavoro e pari opportunità e non c'era nulla di tecnico, ma solo scelte politiche non condivise, frutto di mancata capacità programmatoria.
Per quanto riguarda lo stato di attuazione dell'FSE Plus, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, al 31 dicembre 2024, su uno stanziamento iniziale totale di 296 milioni, è stato programmato l'impegno di 164 milioni, sono stati impegnati 100 milioni, il 34%, ed effettuati i pagamenti per un totale di 50 milioni, il 17%.
Rispetto ai singoli assi, quello relativo all'istruzione e alla formazione ha una performance molto bassa. Sono stati effettuati pagamenti per soli 889.000 euro eppure i dati Excelsior di Unioncamere ci hanno mostrato impietosamente, pochi mesi fa, il totale disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, tra esigenze delle imprese e formazione professionale e questo rappresenta, per oltre il 50% delle aziende, un ostacolo rilevantissimo per attivare nuove assunzioni.
È evidente che su questo asse vanno potenziati gli interventi, a partire dagli ITS, Istituti Tecnici Superiori, che andrebbero valorizzati con un'adeguata campagna informativa tra i giovani, ampliandone l'offerta. Gli ITS rappresentano un'opportunità di assoluto rilievo e l'espressione di una strategia vincente di connessione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali.
Ma soprattutto va posta attenzione sulla qualità degli interventi e questo vale per tutte le misure finanziate. Non basta impegnare le risorse europee, ma bisogna impegnarle e utilizzarle con intelligenza, privilegiando soprattutto l'efficacia degli interventi in termini di risultati.
Solo ultimamente si è deciso, ad esempio, di investire maggiori risorse sugli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, cosa che richiedevamo con determinazione da anni. Peraltro il bando, scaduto il 3 aprile, ha avuto un buon riscontro e le risorse stanziate sono assolutamente insufficienti per far fronte alle domande pervenute.
Ma nel frattempo le Marche sono arrivate purtroppo in vetta alla classifica delle Regioni italiane per numero di lavoratori intermittenti, numero che tra l'altro cresce di anno in anno.
Nel 2024, poi, le aziende marchigiane hanno assunto meno. Solo il 10% delle assunzioni sono a tempo indeterminato, il 90% sono contratti a termine e intermittenti e le trasformazioni di contratti precari in rapporti a tempo indeterminato sono diminuite del 5,7% rispetto al 2023.
Altro esempio nell'Asse 3 Inclusione, che si rivolge specificatamente alle persone a rischio di esclusione sociale, che sono in condizioni di povertà o di grave deprivazione materiale, sono state spese circa il 20% delle risorse in dotazione, ma ancora non si vede alcun effetto positivo, perché nelle Marche aumenta costantemente la povertà relativa e gli ultimi dati disponibili ci indicavano come seconda Regione in Italia, in percentuale, per numero di accessi agli sportelli e ai centri di ascolto della Caritas.
L'11% delle famiglie è in condizione di povertà relativa, il 5,6% in povertà assoluta. Un marchigiano su 10 rinuncia a curarsi per mancanza di soldi. L'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha evidenziato come le Marche siano tra le Regioni che sono peggiorate su povertà e disuguaglianze sociali.
Lo stesso discorso vale per il FESR, di cui ho parlato prima. Sull'Asse 1, quello che attiene all'innovazione, digitalizzazione e competitività del sistema produttivo, sono stati effettuati pagamenti e messi a terra solo il 12% degli oltre 300 milioni in dotazione.
Se poi nelle Marche continuano a chiudere 1.000 aziende al mese, 3.207 sono le imprese cancellate dal registro del primo trimestre 2025, con un saldo negativo di 544 imprese, e sono dati ufficiali della Camera di Commercio, è evidente che qualche domanda sia opportuno farsela. Tanto più che in 6 anni si è perso l'11,8% delle imprese femminili esistenti. Occorrono adeguate risposte in termini di scelte politiche che, per ora, non ci sono state.
Passando agli interventi di sviluppo rurale, l'entrata in vigore di un regolamento europeo a fine 2020 ha determinato lo slittamento al 2022 della validità del programma 2014-2020. Questa proroga ha fatto sì che i pagamenti potranno essere eseguiti fino al 31 dicembre 2025, in applicazione della regola del cosiddetto N+3.
Scendendo nel merito dell'attuazione finanziaria, per quanto riguarda la programmazione 2014-2022, a fronte di un livello di impegni giunto ormai ad oltre il 101% delle risorse stanziate, si registra un livello di pagamenti pari all'83,7%.
Al 31 dicembre 2024 il programma aveva raggiunto i livelli di spesa previsti per evitare il disimpegno delle risorse.
Quanto alla nuova programmazione, come noto, questa copre il periodo 2023-2027 e si basa su un modello diverso da quello seguito fino ad ora. La nuova politica agricola comune esce dal contesto della politica di coesione e si articola su un piano strategico nazionale nel quale si innestano i complementi di programmazione regionale che attuano sul territorio regionale gli interventi che meglio rispondono alle particolarità e alle specificità della Regione considerata.
Al pari dei precedenti periodi di programmazione, in analogia con tutti i programmi e piani cofinanziati con risorse europee, anche il CSR delle Marche è stato approvato dall'Assemblea legislativa ad agosto del 2023.
Dal punto di vista finanziario, l'attuazione degli interventi del complemento fa registrare, a marzo 2025, un livello di impegni pari al 13% dei 390 milioni stanziati, corrispondente a circa 49 milioni di euro, ai quali corrisponde un primo livello di pagamenti che si attesta intorno allo 0,40% del totale, vale a dire 1,4 milioni di euro, un risultato sicuramente non particolarmente lusinghiero.
Rispetto alla programmazione delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca, sia per il periodo 2014-2020 sia per quello 2021-2027, la gestione del FEAMP è condivisa tra l'Amministrazione centrale, rappresentata dal Ministero per le Politiche Agricole, la Sovranità Alimentare e le Foreste, che riveste il ruolo di Autorità di gestione, e l'Amministrazione regionale che svolge la funzione di organismo intermedio, al quale spetta l'attuazione di alcuni interventi specifici.
Il programma FEAMP 2014-2020 può considerarsi concluso con il pieno impegno delle risorse che ammontavano a 35,4 milioni di euro.
Per ciò che attiene la programmazione 2021-2027, il piano finanziario del programma, approvato con delibera n. 1720 del 2023, ammonta a un totale di risorse pubbliche pari a oltre 32 milioni di euro. Di questi, alla data di marzo 2025, sono stati attivati bandi per 11 milioni di euro e questi bandi si sono chiusi il 31 gennaio 2025 e ora sono in corso le procedure istruttorie per la concessione dei finanziamenti.
In conclusione, mai come in questi anni le Marche hanno potuto contare su un plafond di risorse così ampio tra PNRR e fondi strutturali. Se l'impegno di risorse nei vari programmi ha raggiunto un livello apparentemente soddisfacente, i pagamenti effettuati sono ancora scarsi ma, soprattutto, in molti ambiti non si vedono minimamente riscontri positivi che permettano alle Marche un salto in avanti in termini di qualità del lavoro, lotta alle disuguaglianze sociali, crescita e sviluppo diffuso e sostenibile. Le cospicue risorse a disposizione vanno utilizzate tutte, presto e nel miglior modo possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Adesso si apre la discussione. Chi vuole intervenire? Vi ricordo che quest’argomento non prevede la votazione. Una risoluzione non è stata presentata da nessun gruppo consiliare, quindi, non ci sarà un voto.
Ha la parola il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Abbiamo ascoltato con attenzione le relazioni dei due relatori.
Credo che dall'accurata e puntuale relazione fatta dal relatore di maggioranza, Consigliere Putzu, emerga in maniera oggettivamente chiara come la Regione Marche, grazie alla Giunta regionale e al Presidente Acquaroli, abbia garantito il pieno utilizzo delle risorse della programmazione FESR e FSE 2014-2020, soprattutto abbia accertato un livello di attuazione del tutto eccellente per quanto riguarda la programmazione 2021-2027.
Stessa attenzione è stata posta per quanto riguarda i programmi di sviluppo rurale e il settore pesca, faccio riferimento ai bandi FEAMPA. C'è da sottolineare un grande sforzo di carattere politico, che ha sempre considerato prioritario concentrarsi sul pieno ed efficace utilizzo delle risorse europee, ed anche uno straordinario lavoro. E’ questa l'occasione per ringraziare le strutture tecniche della Giunta che hanno dimostrato professionalità, competenza e dedizione nell'attuare questi indirizzi, orientamenti di carattere politico.
Mi fa anche piacere, come componente della II Commissione, sottolineare come quest’Assemblea legislativa sia stata resa sempre partecipe di tutte le attività connesse con la programmazione europea, dal momento che i programmi, sappiamo, sono atti amministrativi approvati da quest’Assemblea e anche le modifiche non sostanziali sono comunque passate in quest’Aula.
Dal mio punto di vista, credo che si sia fatto un grande lavoro, soprattutto decidendo fin dall'inizio di dedicare risorse importanti nel bilancio. Parlo della quota del cofinanziamento che spetta alla Regione Marche, rispetto alla quota che mette lo Stato e al 50% messo in campo dalle risorse europee. Sin dall'inizio si è fatta questa scelta di destinare nei nostri bilanci queste quote per attivare, velocizzare e rendere concreto quello che, di fatto, è l'impatto economico positivo, aggiungo, sulla Regione Marche.
Credo che si tratti di un'attività politico-istituzionale doverosa, dal momento che le risorse della programmazione europea sono e fondamentali per la crescita del tessuto economico e produttivo marchigiano. Credo, mi consenta il Consigliere Mastrovincenzo, che dal nostro punto di vista siano stati fatti interventi efficaci, che hanno avuto un importante effetto economico e una ricaduta positiva sull'economia marchigiana. Che poi si possa fare sempre di più e meglio è evidente, lo spazio e il margine c’è sempre, molto e abbastanza. Però penso che questa scelta di destinare le risorse sin da subito… Il lavoro della Giunta, del Presidente Acquaroli e degli uffici della Giunta ha determinato questo risultato importante e, per queste ragioni, non possiamo che essere soddisfatti dell'azione di questa Giunta regionale. Quindi ,andiamo avanti, perché le Marche hanno bisogno di questi investimenti per tornare ad essere una Regione di riferimento nazionale.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Non posso non ringraziare il Presidente della II Commissione, il Consigliere Putzu, tutti i membri, il relatore di minoranza, il Consigliere Mastrovincenzo, ed anche la Giunta per il grande lavoro fatto, soprattutto le strutture che hanno lavorato moltissimo per raggiungere questi obiettivi.
Mi accodo a quello che ha detto poc'anzi anche il Consigliere Marinangeli, credo che si debba essere soddisfatti per quanto riguarda l'utilizzo dei fondi FESR, sia per quanto concerne il 2014-2020 - un utilizzo totale di questi fondi - sia per la strada intrapresa, diciamo, sui FESR 2021-2027.
Ritengo che questo sia stato un grandissimo lavoro dell'amministrazione del Presidente Acquaroli, che da subito ha dimostrato una certa sensibilità nell'andare a migliorare l'azione politica di quest’Amministrazione regionale rispetto ai fondi europei.
Credo che non sia da sottovalutare, come ha ricordato dal Consigliere Marinangeli poco fa, anche il fatto che questa Amministrazione abbia destinato ingenti somme dei fondi di bilancio per la compartecipazione e tutto ciò chiaramente ha portato a generare degli effetti positivi nella nostra economia regionale.
Credo che le tante aziende, ma anche i Comuni, che hanno potuto usufruire di questi fondi abbiano, come dire, apprezzato il lavoro svolto fino a questo momento.
Siamo soddisfatti, ci tenevo a dirlo a nome del gruppo di Fratelli d'Italia. Siamo convinti che la strada sia quella giusta e siamo altrettanto convinti che ci sarà tanto lavoro, anche in futuro, per continuare su questa strada, che continuerà a dare dei risultati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
La legge regionale 14/2006 prevede la presentazione del rapporto sull'attuazione delle politiche comunitarie che come Giunta abbiamo approvato il 17 giugno 2024, trasmesso al Consiglio, ed è il rapporto che è in discussione oggi, perché i dati del documento sopra citato sono relativi a maggio 2024. Di seguito vi aggiornerò sui dati attuali.
Come previsto all'articolo 8 della legge 14/2006, la struttura del rapporto, consolidata nel tempo, prevede la trattazione dei seguenti argomenti: avanzamento della programmazione regionale FESR di riferimento sia al periodo 2014-2020 che 2021-2027; avanzamento della programmazione regionale FSE, riferimento sia al periodo 2014-2020 che 2021-2027; avanzamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, FEASR, in riferimento sia al Piano di sviluppo rurale (PSR) Marche 2014-2020che al Complemento per lo sviluppo rurale 2023-2027; avanzamento del Fondo Europeo per gli affari marittimi e per la pesca sia in riferimento al periodo 2014-2020, il FEAMP, e al 2021-2027, FEAMPA; relazione agli aiuti di Stato; relazione sull'attività di cooperazione territoriale europea, Macroregione Adriatico-Ionica; attività di partecipazione e gestione dei programmi europei, con un focus sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; sull'attività del centro Europe Direct Regione Marche; relazione sull'attività dell'ufficio di Bruxelles; relazione sull'applicazione delle direttive comunitarie di competenza regionale.
Segnalo che è in corso di predisposizione proprio in questi giorni il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per il periodo giugno 2024 - maggio 2025, che verrà presentato dalla Giunta nei termini di legge.
Il Programma FESR 2014-2020 – i dati seguenti sono stati approvati dal Comitato di sorveglianza del programma il 5 novembre 2024, alla presenza della Commissione europea (poi parliamo del programma operativo FESR 2014-202) - al netto delle risorse trasferite alla programmazione complementare, il cosiddetto POC, approvato con delibera CIPESS n. 9 del 21 marzo 2024, il POR FESR 2014-2020 ha una dotazione finanziaria complessiva di 458,4 milioni di euro, a fronte della quale è stata certificata alla Commissione europea, ad ottobre 2024, una somma di 465,3 milioni di euro. Pensate, 7 milioni in più certificati, alla quale corrispondono 3.334 progetti realizzati.
Il programma comunitario è quindi concluso con il pieno utilizzo delle risorse stanziate, mentre prosegue fino al 31 dicembre 2026 l'attuazione del POC 2014-2020.
Programma FSE 2014-2020 (che non è Plus, perché Plus lo è diventato nella programmazione 2021-2027). I dati seguenti sono stati approvati dal Comitato di sorveglianza del programma il 20 novembre 2024, alla presenza della Commissione europea. Anche nel caso del POR FSE 2014-2020 una quota del programma è stata trasferita al POC Marche, per cui la dotazione originaria, pari a 288 milioni, si è ridotta a 238 milioni di euro.
Con la certificazione finale di spesa avvenuta a luglio 2024, sono state rendicontate alla Commissione europea risorse per oltre 241 milioni di euro, anche qui 3 milioni di euro in più rispetto alla dotazione del programma, superiori alla dotazione effettiva finale, e pertanto anche in questo caso si è avuto l'assorbimento integrale delle risorse comunitarie e il programma è concluso.
Programma FESR 2021-2027. Le risorse totali ammontano a circa 586 milioni. Di questi, 307,4 sono destinati agli interventi dell'Asse 1 a sostegno di ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività del sistema produttivo marchigiano; 223,9 milioni di euro sono destinati agli interventi in materia di energia, clima, prevenzione, gestione dei rischi, gestione delle risorse idriche, tutela della biodiversità, mobilità urbana sostenibile; 33,9 milioni di euro sono destinati alla promozione dello sviluppo integrato ed infine 20,5 milioni di euro all'assistenza tecnica del programma.
Si evidenzia preliminarmente che, con l'approvazione a dicembre 2024 della legge di bilancio 2025-2027, è stato garantito il cofinanziamento integrale della quota regionale per tutti i 7 anni della programmazione.
Per quanto riguarda lo stato di attuazione del POR FESR, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, i dati ufficiali vedono la Regione Marche al terzo posto per gli impegni di spesa FESR.
Programma FSE Plus 2021-2027. La dotazione complessiva del programma ammonta a 296 milioni di euro, distribuiti originariamente come segue:
Asse 1 - Occupazione: 104,6 milioni di euro;
Asse 2 - Istruzione e formazione: 44 milioni di euro;
Asse 3 - Inclusione sociale: 91 milioni di euro;
Asse 4 - Giovani: 44,7 milioni di euro;
Assistenza tecnica: 11,8 milioni di euro.
A seguito delle modifiche proposte con la Mid-Term Review (revisione di metà periodo) approvate dal Consiglio regionale lo scorso 18 marzo, si sono incrementate le risorse sull'Asse 1 per sostenere ulteriormente la creazione di impresa, le borse lavoro e le borse di ricerca.
Lo spostamento di risorse degli interventi riguardanti la modernizzazione del mercato del lavoro trova la propria giustificazione nel fatto che sono previste risorse ministeriali stanziate per questa finalità specifica.
Per quanto riguarda lo stato d'attuazione del POR FSE Plus, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, si rilevano i dati aggiornati. Si evidenzia che il dato colloca l'FSE Plus Marche al primo posto tra le Regioni italiane in termini di avanzamento della spesa.
Voglio ribadire, perché ho sentito già dal Consigliere Mastrovincenzo questi riferimenti, che indipendentemente dalle Regioni in transizione o no, può fare, Consigliere, il paragone con tutte le altre Regioni, ma noi siamo primi sull’FSE e terzi sul FESR. Questo a livello nazionale, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia.
Poi vorrei ricordarvi questo. La Commissione europea ha approvato la programmazione a novembre 2022. Noi l'abbiamo approvata in Consiglio regionale a gennaio del 2023, ma cosa abbiamo fatto nel bilancio 2022, approvato nel dicembre 2022? Abbiamo inserito le risorse, siamo stati una delle poche Regioni che hanno cofinanziato la programmazione europea. L'abbiamo fatto prima di fare il passaggio in Consiglio, subito, nel primo bilancio. Nel primo bilancio siamo stati tra le poche Regioni che hanno cofinanziato la programmazione europea 2021-2027. A dimostrazione, lo dico subito, nel primo bilancio avevamo messo il 40% dei 132 milioni che abbiamo cofinanziato; nel bilancio successivo, parliamo del bilancio 2023 per gli anni 2024-2025-2026, abbiamo messo il 70%; e nell'ultimo bilancio che abbiamo approvato il 23 dicembre, bilancio degli anni 2025-2026 e 2027, abbiamo coperto i 132 milioni di euro del cofinanziamento. Questo perché? Perché volevamo dare risposte alle imprese e alla comunità marchigiana. Questo è quello che… Siamo stati lungimiranti, tra i primi in Italia, e dovete dare atto di come ci siamo comportati sulla programmazione europea.
Un'altra cosa che volevo dirvi è che ci sono tantissime misure e come Assessore al bilancio, ho anche la delega al credito… Cosa abbiamo destinato, in un momento storico come questo, in una Regione manifatturiera come le Marche? Tantissime imprese... perché le abbiamo ascoltate, perché abbiamo ascoltato le associazioni di categoria e quant'altro. Abbiamo contattato e ci siamo interfacciati con tutti gli stakeholder, la problematica era: l'accesso al credito. Questo era il problema prioritario delle imprese: l'accesso al credito e la capitalizzazione.
Sull’accesso al credito cosa abbiamo fatto? Prima di tutto, all'inizio della programmazione, abbiamo destinato 91 milioni di euro alle micro, piccole e medie imprese. Siamo usciti con un bando a gennaio del 2024 di 20 milioni, dopo 40 giorni erano arrivate richieste per 25 milioni e siccome volevamo esaudire tutte le imprese che avevano fatto domanda, a giugno dell'anno 2024 siamo usciti con un nuovo bando di 9,7 milioni, sempre lordi, perché ci sono delle spese in ogni bando che esce, Quindi, siamo riusciti a finanziare i 5 milioni di euro che non erano stati finanziati col primo bando e il resto, i 4,5 milioni, l'abbiamo dato alle nuove richieste.
Poi è emerso dagli incontri, che la maggior parte delle imprese marchigiane era sottocapitalizzata e che bisognava trovare una misura per capitalizzarle. Cioè, se un'impresa aveva un capitale sociale di 50.000 euro e voleva aumentarlo di 30.000 euro…, noi le abbiamo consentito di aumentare il capitale di 30.000 euro, dando un contributo a fondo perduto e un abbattimento del costo degli interessi e delle garanzie. Però le abbiamo detto: “Con quei 30.000 euro devi fare degli investimenti”. Queste sono state tutte misure che noi abbiamo messo in atto per il credito.
Non solo. Adesso siamo usciti con dei bandi, che non riguardano il mio Assessorato, sull'energia. Pensate che ieri l'Assessore Aguzzi, che è qui presente, ha portato in Giunta, e l’abbiamo approvata, una delibera per un fondo credito per la creazione di nuove imprese, 5,7 milioni di euro.
Volevo rispondere al Consigliere Mastrovincenzo. Quando parlate della vecchia programmazione 2014-2020, ricordo che la Regione Marche di quella programmazione non ha restituito 1 euro all'Europa. Le responsabilità della scarsa programmazione europea 2014-2020…, le date lo dicono, 2014-2020. Poi era un N+3 che si è protratto fino al 2023, ma nel 2014-2020 non c'era l'amministrazione di centrodestra, mi sembra che ci fosse qualcun altro.
Consigliere Mastrovincenzo, il POC non è un'invenzione della Regione Marche, ma si tratta di una misura adottata dalla Commissione Europea per fronteggiare l'emergenza Covid, per consentire alle Regioni e ai Ministeri di poter utilizzare le risorse oltre il 31 dicembre 2023, che era la data di scadenza della programmazione 2014-2020. L'ho detto prima era N è diventata N+3. Non è vero quello che ha detto, che il 2028 e il 2029 possono essere utilizzati per fare interventi e spendere risorse. Se non le risulta, nel 2028 e nel 2029 i fondi possono essere utilizzati per fare interventi e spendere risorse.
Per quanto riguarda gli Istituti Tecnici Superiori, con la modifica che c'è stata dell'FSE Plus appena adottata, come Regione Marche e come Giunta abbiamo aggiunto risorse.
Lei parla di risorse basse FSE sull'istruzione. Solo perché l'istruzione fino al 2025 è stata pesantemente finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che scade, lo ricordo, il prossimo anno. Per noi le risorse dell'istruzione sono prioritarie perché garantiscono tassi di occupazione e per questo abbiamo aggiunto risorse.
Una precisazione. Ricordo che gli interlocutori dei bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sono i Comuni, i Ministeri, i Comuni. Non c'entra niente la Regione. Noi, per 500.000 euro, siamo sui 4 milioni… Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza cuba 4,6 miliardi, di cui 500 milioni sono gestiti, come ente attuatore, dalla Regione Marche per il sociale. Basta, non c'è nient'altro. Ok? Benissimo.
Concluderei con questo. Nella programmazione 2021-2027, quella che abbiamo portato avanti noi, che abbiamo approvato, c'è stata sempre da parte della Giunta la volontà di sostenere fortemente l'avanzamento della programmazione .
Ho finito, se ci sono altre domande che la minoranza vuole farmi, sono a disposizione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per mozione d'ordine, se potessi, lascerei la replica alla Consigliera Bora, così permetto a lei di parlare, visto che non è intervenuta. Grazie.
PRESIDENTE. Siamo fuori dalla disposizione perché la replica è del relatore che ha introdotto.
Antonio MASTROVINCENZO. Se non è un problema…
PRESIDENTE. Non è una scelta. Dobbiamo rispettare un attimo, altrimenti in ogni situazione rischiamo di fare così. Può magari leggere l'intervento della Consigliera Bora al suo posto, cioè facendolo apparire come una replica, perché l'intervento del relatore è in replica agli interventi che sono avvenuti nell'ambito della discussione, non è un'altra posizione.
Dobbiamo rispettare questa cosa, senza far apparire che voglio censurare interventi su una questione, tra l'altro, così importante.
Adesso siamo nell'ambito, e già siamo fuori dalla norma, delle repliche dei relatori, che devono avvenire prima dell'intervento dell'Assessore, che poi, se vorrà, potrà replicare alle repliche dei Consiglieri Putzu e Mastrovincenzo.
Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Dispiace perché il regolamento non lo consente, però potevamo fare un regolamento, Presidente…, alla fine potevamo ascoltare un po' tutti. Ci mancherebbe altro, non voglio insistere, se avete applicato questo, va bene così.
Intervengo per replica perché ho avuto modo di ascoltare il Consigliere Mastrovincenzo e ci tengo a fare chiarezza una volta per tutte.
Parliamo di imprese, di programmazione europea. Quando è uscita la grande bufala: "Nella Regione Marche muore un'impresa ogni 36 minuti", speravo che qualcuno del Partito Democratico non la cavalcasse. Ripeto, a scuola non ero bravissimo, però sono andato a scaricare tutte le determine della Camera di Commercio ed ho scoperto che sono state cancellate d'ufficio, quindi quella dichiarazione che è stata fatta era ovviamente fuorviante, facendo credere che grazie al Governo Acquaroli chiudeva un'impresa ogni 36 minuti.
Ascoltatemi bene tutti, perché è una notizia che dobbiamo dire chiaramente, invito l'opposizione a scaricare tutti gli atti, come ho fatto io, ho visto che sono state cancellate d'ufficio 21.010 imprese. Dall'esame di queste determine 13.500 imprese sono state cancellate per mancato compimento di atti di sezione per 3 anni consecutivi.
Se andate a vedere nelle determine, cari amici, ci sono imprese che hanno cessato l'attività negli anni '70, '80, '90 e 2000. Vi dico pure che nel 2022 e nel 2021 ci sono delle aziende che sono state cancellate per decesso dell'imprenditore. Quindi, udite udite, finalmente si scopre la bufala del secolo: che grazie alla Giunta Acquaroli vengono cancellate, o muore un'impresa ogni 36 minuti. Invece, scopriamo che tutte queste imprese che sono state cancellate d'ufficio, nessuna è dell'anno della gestione del Presidente Acquaroli.
Anzi, ci tengo… perché credo sia fondamentale. Ovviamente non me lo sto inventando, Consigliere Mastrovincenzo. Dopo le dono tutte queste…, gliele dono facendo le fotocopie, perché le vorrei tenere, perché è importante spiegarlo ai cittadini marchigiani. Ci sono anche le imprese che…, non so se vi ricordate bene, quando il vostro leader dell'opposizione, ormai leader del PD, era Presidente della Provincia di Pesaro, ci sono stati dei Comuni che sono scappati dalla Provincia di Pesaro e sono andati in Romagna. Quelle imprese sono state cancellate, guarda caso, dalla Camera di Commercio delle Marche e sono entrate nella Camera di Commercio dell'Emilia-Romagna. Altre 400 imprese sono state cancellate per irreperibilità dell'imprenditore, ovviamente molti extracomunitari che aprono l'impresa e poi non si trovano più; 2.600 imprese per decesso dell'imprenditore. Ricordatevelo bene, quello che mi fa sorridere è che, se voi andate a vedere, le cessazioni d'impresa sono tutte antecedenti al Governo Acquaroli.
Vi consiglio spassionatamente…, magari qualcuno di voi non è abituato a fare opposizione, si aggancia a una notizia che dà qualcuno per cercare di fare clamore. Ma vi consiglio di leggere e di scaricarvi tutte le determine che sono state fatte dalla Camera di Commercio delle Marche. Quello che mi dispiace è che ancora una volta viene fatta propaganda politica sulla pelle degli imprenditori. Ma permettetemi di dire che questa volta avete lanciato un boomerang impressionante contro di voi, contro le vostre gestioni, il vostro modo di fare politica, contro quella politica fallimentare che vi ha fatto perdere l'elezione nel 2020.
Credetemi, lo racconteremo ai tanti cittadini, ai tanti imprenditori, perché se sono state cancellate d'ufficio 21.000 imprese non perché muore un’impresa ogni 36 minuti nella regione Marche per la Giunta Acquaroli, ma sono morte con il crack di Banca Marche, perché siamo una Regione in transizione - non ci siamo stati noi – ma soprattutto vengono cancellate le imprese degli anni '70, '80 e '90 per la vostra incapacità, anche nella gestione dell’ex Presidente della Giunta Ceriscioli.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Leggerò almeno degli stralci, perché mi sembra corretto, dell'intervento della Consigliera Bora.
Due precisazioni. Una all'Assessore Brandoni: io non ho parlato assolutamente di cofinanziamenti e so bene che sui fondi PNRR la parte dedicata alle Regioni attiene al sociale. Ho portato i risultati devastanti sul sociale e dopo ne riparleremo più tardi. Cosa non avete fatto sul sociale in questa Regione con i soldi del PNRR. Pensate se non avevate neanche quelli.
Dopodiché, io non invento niente. Guardate bene, guardate bene tutti, a favore di telecamere, questo è un articolo uscito pochi giorni fa sul Corriere Adriatico: "Marche, chiuse 3.207 imprese". Non è il Consigliere Mastrovincenzo a dirlo, ma è il Presidente della Camera di Commercio - io non l'ho interrotta, Consigliere Putzu – ed è nel primo trimestre 2025, con un saldo negativo di 544 imprese, in meno. La nostra Regione porta questo dato.
Dopodiché diamo la colpa al 2015, al 2016, al 2017. Lo trovo un po' complicato, onestamente. Hai voglia a dire niente panico, il panico c'è. Andate a chiedere agli imprenditori, andate a raccontare quello che volete, dopodiché vi diranno com'è la situazione.
Detto ciò, leggo per correttezza alcuni passaggi dell'interessante intervento della Consigliera Bora.
"La Giunta regionale ha potuto contare su un pacchetto straordinario di fondi ereditato dall'amministrazione precedente, superiore del 66% rispetto alla programmazione 2014-2020. A questi si sono aggiunti 4,6 miliardi del Recovery Fund, è vera questa precisazione, Assessore Brandoni, e 154 milioni del POC, risorse che avrebbero dovuto favorire nuove progettualità integrative rispetto a quelle previste dalla programmazione europea.
Tuttavia, invece di essere impiegate per sviluppare interventi innovativi, sono state utilizzate per colmare ritardi e inefficienze nella gestione dei fondi comunitari, rischiando persino la restituzione delle somme all'Unione Europea.
Considerata questa ingente mole di risorse ed essendo ormai giunti a fine mandato, credo che sarebbe stato doveroso da parte vostra presentare un bilancio e una relazione innanzitutto aggiornati e soprattutto chiari e dettagliati, con un'indicazione delle attività svolte, l'analisi puntuale sia della tipologia che dell'efficacia degli interventi attivati, del loro impatto sul territorio – e di questo parlavo anche prima nel mio intervento - in termini di investimenti attivati e posti di lavoro creati (sono stati creati posti di lavoro a tempo determinato o intermittente) con particolare riferimento alle aree di crisi industriale del distretto pelli-calzature del Fermano-Maceratese, del distretto del bianco del Fabrianese, dell'Ascolano, o ancora di quello dell'automotive, oppure delle aree interne o di quelle colpite dal sisma.
Il dato reale è che oggi nessuno o pochissimi bandi programmati hanno portato pagamenti effettivi per le imprese. Il timore è che, con questo ritmo, le risorse saranno realmente accessibili solo nella metà del 2025. Se così sarà, a pagarne le conseguenze saranno soprattutto le piccole imprese e gli artigiani che invece hanno bisogno di liquidità immediata per innovare e migliorare la propria competitività.
La Giunta Acquaroli non riesce a gestire efficacemente le risorse disponibili, sensibilmente aumentate anche a seguito del passaggio della Regione Marche a Regione in transizione. Un passaggio che continuate a definire retrocessione, quando i fatti dimostrano il contrario.
Primo: il cambiamento è stato determinato da una revisione dei parametri stabilita dall'Unione Europea e non da un reale calo del PIL pro capite.
Secondo: lo status di regione in transizione non solo ha permesso alla Regione Marche di beneficiare di risorse aggiuntive rilevanti, ma anche di poter beneficiare dell'opportunità di vedersi inserire in programmi speciali di sostegno, come il finanziamento dei voli di continuità.
Terzo: se oggi la Regione fosse ancora classificata tra quelle sviluppate, come accadeva nella precedente amministrazione 2014-2020, occuperebbe esattamente le stesse posizioni nella graduatoria pubblicata oggi dalla Ragioneria Generale dello Stato, a dimostrazione che non state facendo assolutamente meglio di chi all'epoca continuavate ad accusare di scarsa competitività ed efficienza”.
A questo riguardo, Assessore, preciso che lei ha parlato di una classifica relativa alle risorse impegnate, su questo ho riconosciuto che c'è un discreto livello di impegno di risorse. Poi, se andiamo a vedere i pagamenti, in quella classifica, parliamo di soldi effettivamente arrivati a destinazione, non siete sicuramente tra i primissimi posti e vi ho elencato la nostra posizione in classifica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Per me i dati parlano da soli. Se siamo al terzo posto sugli impegni FESR e al primo posto sull'avanzamento della spesa del Fondo Sociale Europeo, non vedo, Consigliere Mastrovincenzo, queste grandi carenze dal punto di vista del sociale per quanto riguarda la programmazione. Se poi parla d'altro, che sul sociale non destiniamo fondi dal bilancio ordinario, questa è un'altra accusa a cui risponderà chi di dovere.
Mi meraviglia essere ripreso sulle imprese della nostra regione. Su una regione come la nostra, manifatturiera, come dicevo prima, siamo usciti con dei bandi da 20 milioni, da 9,7 milioni, da 8,2 milioni sulle capitalizzazioni sono 38 milioni. Entro la fine dell'anno sicuramente usciremo con bandi per 10-15 milioni per le piccole e medie imprese, siamo a 53 milioni di euro. Ne abbiamo 91 a disposizione.
Poi c'è una grande novità che non attiene alla programmazione europea. Mesi fa siamo stati contattati dalla Banca Europea degli Investimenti, la BEI, che ha destinato alle Marche, tra le poche regioni d'Italia, 60 milioni per dei bandi. Bisogna individuare adesso due banche a livello nazionale o un gruppo di banche locali per mettere altri 60 milioni. Quindi 60 milioni della BEI... Perché abbiamo scelto subito, ci siamo buttati su questa proposta della Banca Europea degli Investimenti? Perché il tasso della BEI è di un punto inferiore al tasso corrente.
60 milioni metterà la BEI, 60 milioni metteranno le banche o le due banche nazionali, sono 120 milioni, su 120 milioni metteremo 5 milioni e destineremo il 20% alle imprese del turismo, sempre per dare aiuti sul costo degli interessi e sul costo della garanzia. Se queste sono poche cose, rispetto a quello che stiamo facendo, non ho altre parole.
Interrogazione n. 1531 - a risposta immediata
a iniziativa della Consigliera Elezi
“Grave disfunzione del servizio di assistenza per disabili gravi nel Comune di Jesi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1531 - a risposta immediata - della Consigliera Elezi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Grazie anche alla Consigliera Elezi per questa importante interrogazione, che ha messo in luce la situazione di una persona disabile che dalla fine di dicembre dello scorso anno fino al 16 aprile ha visto mancare l'assistenza domiciliare.
Come in questo caso, la prestazione viene erogata dall'Ambito Sociale Territoriale di Jesi e la giustificazione che viene addotta è costituita dal fatto che la precedente persona che assisteva la persona disabile si sarebbe assentata per cause varie, tra cui una maternità.
Indipendentemente da questo e dal fatto che, come viene scritto nella comunicazione, l'Ambito Sociale Territoriale sarebbe stato d'accordo con la disabile a non fruire di questo servizio in attesa che l'assistente si fosse ripresentata in servizio al termine di questo periodo, nonostante questo problema, credo che l'Ambito Sociale Territoriale avrebbe dovuto, sin dal 1° gennaio, sostituire quella persona con un'altra idonea.
Mi dispiace che questo sia avvenuto e procederemo a sollecitare l'Azienda Sanitaria di Jesi ad evitare questo tipo di incongruenze. Peraltro, sono incongruenze che anch'io ho conosciuto direttamente durante il Covid.
È capitato che il direttore generale dell'ASP Ambito 9 di Jesi (Azienda Servizi alla Persona), che scrive questa memoria, che molto spesso appare sugli organi di stampa come un grande luminare tecnico della sanità e dei servizi sociali, quando dirige l'Azienda Sanitaria Territoriale dimostra qualche carenza.
Chiedo scusa a lei, alla disabile, per questo problema. È stato confermato che dal 16 aprile 2025 questa persona ha riottenuto l'assistenza a cui aveva diritto. La ringrazio per aver fatto questa interrogazione. Qui la Regione non ha nessun tipo di responsabilità, nessun tipo di potere in materia, però ritengo che gli Ambiti sociali territoriali, allorquando si verifica una vacanza, debbano tempestivamente sostituire il personale organico, perché le risorse sono state trasferite agli ambiti sociali territoriali con tempestività e soprattutto in misura congruente alla domanda di assistenza territoriale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per questa notizia, che mi spiace sia arrivata dopo una segnalazione a lei.
Sono 5 mesi in cui XY ha subito le conseguenze della superficialità con cui la direzione dei servizi sociali del Comune, nonché dell'AST n. 9, ha gestito questa vicenda.
L'assistenza domiciliare è un diritto fondamentale delle persone con disabilità grave ed è essenziale che vengano migliorati i processi e le procedure per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.
L'impegno e la programmazione sono ancora più doverosi quando si somma il ruolo dirigenziale nell'ASP anche a qualche incarico politico, come poc'anzi ha detto l'Assessore. Il direttore generale dell'ASP Ambito 9 di Jesi (Azienda Servizi alla Persona) ricopre qualche incarico politico significativo che presuppone un patto di rappresentanza dei cittadini.
Per questo la vicenda di XY è ancor più significativa, perché rappresenta un fallimento deplorevole della deontologia professionale e politico-amministrativa.
Mi auguro che sia l'ultima volta in cui siamo costretti a far diventare un diritto un caso umano e che l'impegno per la programmazione e la gestione dei servizi per la disabilità grave sia sempre concreto e tempestivo. È un obbligo che ci siamo assunti con il mandato elettorale e continueremo a vigilare e a lavorare per rispettarlo. Grazie.
Interrogazione n.1532 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Marcozzi, Pasqui, Bilò, Dallasta, Elezi
“Situazione delle strutture sanitarie regionali e in particolare le criticità dell'assistenza primaria”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1532 - a risposta immediata - dei Consiglieri Marcozzi, Pasqui, Bilò, Dallasta, Elezi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Grazie anche alla Consigliera Marcozzi per questa interrogazione che mette in luce, ancora una volta, non solo le carenze che la nostra Regione registra in materia di medici di medicina generale, ma ci dà anche la possibilità di spiegare esattamente qual è il percorso che è stato intrapreso in questa legislatura per lenire questa carenza.
Voglio subito dire che il numero di medici che entreranno in servizio quest'anno nel Servizio sanitario regionale fu deciso nel 2015 dal Governo Renzi e dalla ministra Lorenzin. Si decise di formare 10.000 medici, di cui solo 6.000 specializzati, ma in pensione quest'anno ne vanno 16.000.
Questa particolare carenza si registra principalmente nell'assistenza primaria, nei medici di medicina generale, i quali, a fronte di un organico di 1.148 medici nella nostra Regione, attualmente si registra una carenza di 212 unità.
Questa situazione, che deriva non da un piano regionale, ma da responsabilità precedenti, è stata notevolmente mitigata nella nostra Regione, non solo per la visione che il Consiglio regionale ha avuto, ma anche per la visione della Giunta regionale, allorquando nel 2021 furono finanziate 150 borse di specializzazione in più nella nostra Regione, che hanno consentito di formare nelle Marche ben 182 medici di famiglia aggiuntivi.
Il che significa che, se noi avessimo perseguito la stessa politica precedente, in cui venivano finanziate solo cinque borse di specializzazione per i medici di medicina generale, la carenza di oggi sarebbe stata di 350 medici.
Siamo una delle Regioni che sta mitigando questo problema e dico subito che da quest'anno il numero dei medici che entreranno in servizio sarà in misura superiore al turnover, cioè al numero dei medici che andranno in pensione.
Dal prossimo anno e dall'anno successivo avremo i medici a disposizione per il servizio, perché i Governi di centrodestra hanno avviato a Medicina 25.000 medici quest'anno, 21.000 lo scorso anno e 19.000 l'anno precedente.
Dico anche alla Consigliera Marcozzi che ieri abbiamo chiuso un importantissimo accordo con i sindacati dei medici di medicina generale sul fondo residui dei medici di medicina generale, con un particolare ringraziamento al Segretario della FIMMG e al segretario dello SNAMI, con i quali abbiamo concluso questo tipo di accordo. A breve chiuderemo l'accordo integrativo regionale, l'AIR, con i medici di medicina generale. È un rapporto veramente speciale e li ringrazio tutti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Saltamartini. Volevamo proprio questo, perché è urgente l'attuazione di un accordo integrativo regionale e lei ha citato il Presidente della FIMMG regionale e il Presidente dello SNAMI, per i medici di medicina generale.
L'AIR stesso dovrà offrire ai nuovi medici un ventaglio di attività orarie per lo svolgimento del ruolo unico, che prevede 38 ore e oggi, purtroppo, queste 38 ore dove vengono svolte? Principalmente nelle guardie mediche diurne e notturne.
Si prospetta una grande difficoltà sulla disponibilità di nuovi ingressi dei medici di famiglia, stante la scarsissima attrattività dell'attuale offerta oraria, con conseguenti gravi disagi assistenziali per tanti cittadini.
Ma, come lei ha detto, stiamo per stipulare questo accordo integrativo regionale. Benissimo la strada intrapresa dalla Regione Marche. Questo volevamo ascoltare. Grazie.
PRESIDENTE. Le due interrogazioni a risposta immediata, la n. 1536 e la n. 1538, devono essere rinviate per l'assenza giustificata dell'Assessore Antonini. L'interrogazione ordinaria n. 1353 la svolgiamo appena l'Assessore Biondi sarà in Aula.
Interrogazione n. 1114
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Possibile turbativa della concorrenza sul bando di gara per l’assegnazione delle rotte aeree assistite da contributi regionali e statali per la continuità territoriale, determinata dal contratto di marketing stipulato tra ATIM e Aeroitalia S.r.l. il 31.07.2023”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1114 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. In riferimento ai primi due punti dell'interrogazione n. 1114/2024, si comunica che non risulta alcun collegamento tra l'affidamento del servizio di trasporto aereo di continuità territoriale ad Aeroitalia S.r.l. e il contratto di marketing di 750.000 euro.
Si segnala, peraltro, che la gara di affidamento del servizio di trasporto aereo di continuità territoriale non è stata gestita dalla Regione Marche o dall'ATIM, bensì da ENAC.
Inoltre, in merito al punto relativo alla richiesta di dimissioni del direttore di ATIM si precisa che tale punto è superato dal fatto che non svolge più l'incarico di direttore dell'ATIM dal 31 luglio 2024.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Assessore, grazie per la risposta. Quest'interrogazione è parecchio datata, come aveva visto, perché è del 26 febbraio 2024. Era stata abbinata ad una mozione e ringrazio i Consiglieri capogruppo che mi hanno concesso di sradicarla da quell'atto e riuscire a discuterla in quest'Aula.
L'ho richiesto e avevo urgenza di farlo perché, come lei sa, gli atti su questo tema sono numerosi. Vorrei ricordare quello del Consigliere Cesetti, presentato nel febbraio 2023, a cui lei, Assessore, rispose esattamente con le parole di oggi, perché lesse quello che le aveva scritto il direttore di ATIM all'epoca (aveva anche citato la fonte): "Non esiste alcuna connessione tra il contratto di marketing sottoscritto tra ATIM e Aeroitalia ed il bando ENAC per le rotte di continuità, mai sono state legate le due posizioni ed è intollerabile che oggi ancora se ne discuta".
Dopo ci furono le interrogazioni abbinate del Consigliere Carancini e la mia e lei disse che la Giunta regionale e l'Assessore competente non erano al corrente del pieno contenuto del contratto di servizio di marketing, sottoscritto in data 31 luglio 2023, da ATIM ed Aeroitalia. Forse, all'epoca, disse più cose rispetto a quelle che ha detto oggi.
Perché ci ho tenuto a portare di nuovo questo tema in Aula? Perché è uscita la famosa relazione della commissione interna, in cui si legge che il gruppo di lavoro prende atto della pendenza del procedimento davanti al Tribunale Civile di Roma e ritiene di non potersi esprimere in merito.
Di questa questione del contratto non si riesce a parlare né dal punto di vista tecnico né da un punto di vista politico, mentre secondo me sarebbe molto importante che la Regione, la Giunta e, in primis, direi il Presidente Acquaroli facessero ammenda davanti a tutti i marchigiani, dicendo che c'è stato quantomeno un vizio di controllo.
Vorrei ricordare che ATIM è un'azienda che è stata creata dal Presidente Acquaroli, che si è tenuto anche la delega al turismo, e noi dovremmo dare degli indirizzi di ordine amministrativo. La Giunta ha anche scelto il direttore, che, come lei ha rilevato, è già andato in altri lidi.
Resta però il fatto che, a mio parere, una responsabilità politica c'è ed è bella grossa e la si può anche leggere dalle dichiarazioni che alla stampa, per esempio, la...
PRESIDENTE. Come avete visto, l'Assessore Saltamartini si è dovuto allontanare perché doveva ricevere una delegazione di rappresentanti di associazioni di portatori di handicap, che lo attendeva da tempo.
Proseguiamo dopo. Non possiamo che giustificare l'assenza, motivata, dell’Assessore Saltamartini.
Va bene, Consigliere Cesetti, altri?
Appena torna, interveniamo di nuovo e riprendiamo da dove abbiamo lasciato.
L'Assessore Aguzzi non è presente in Aula.
Interrogazione n. 1522
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Carancini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Bando voli di continuità – taglio rotazione voli”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1522 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Carancini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Nel nuovo bando per i voli di continuità non sono previsti collegamenti nel fine settimana per Roma e Milano, in quanto, nel rivedere il progetto della continuità territoriale, anche su indicazioni del MIT e dell'ENAC, è stato assolutamente necessario ricalibrare le frequenze dei voli per tener conto dell'andamento dei dati registrati sulle presenze di passeggeri a decorrere dall'avvio dei servizi onerati, il 1° ottobre 2023.
Si rammenta che la continuità territoriale deve assicurare, in primis, gli spostamenti per ragioni di lavoro, studio e salute e, in ragione delle caratteristiche della località di destinazione, si è ritenuto opportuno garantire la presenza delle frequenze nei giorni feriali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. La motivazione è comprensibile, ma è comprensibile perché, e lo dico nella premessa dell’interrogazione, i dati rispetto alla partecipazione e alla presenza nei voli sono scadenti, Assessore.
Avevo fatto un accesso agli atti recentemente e da qui parte anche l'interrogazione, perché dall'accesso agli atti si evidenzia che i numeri delle persone che giornalmente utilizzano i voli di continuità in partenza da Falconara sono ridicoli, visto che si contano sul palmo di una mano quelli dei voli per Roma e Napoli e poco di più quelli che vanno a Milano, mentre alcuni voli viaggiano completamente vuoti.
Questo è un dato innegabile, perché mi sono stati consegnati i tabulati - prima il Consigliere Putzu parlava di tabulati –con richiesta di accesso agli atti e parlano chiaro. Dal 1° aprile al 31 dicembre 2024 sono stati effettuati 1.808 voli. Per ben 155 volte, l'8,2% delle situazioni, gli aerei sono decollati senza alcun passeggero a bordo. 155 voli solo in quel periodo, è un dato devastante, a mio parere. È accaduto in 83 occasioni su 550, il 15%, per la rotta su Roma; 67% su 1.100 voli con rotta verso Milano e ritorno; 5% su 158 voli verso Napoli.
Rispetto alla rotta per Roma e rientro a Falconara, su 550 voli effettuati, in ben 200 occasioni l'aereo è partito con al massimo un passeggero. Non è bastato neanche il tentativo di anticipare l'orario del volo mattutino per Roma per renderlo più appetibile.
Periodicamente si sono anche presentati disservizi in fase di prenotazione dei voli da parte degli utenti, disagi che disincentivano ulteriormente i pochi che, tra aziende private e cittadini, utilizzano i voli di continuità.
Assessore, lei parlava di ricalibrare i voli, a mio parere sarà molto faticoso ricalibrarli. Credo che questa sia una gestione assolutamente fallimentare, un'organizzazione negativa, perché sono dati che comportano uno spreco di risorse enorme e, in realtà, una produttività minima, perché se le persone trasportate sono così poche evidentemente questi voli sono organizzati e strutturati male.
PRESIDENTE. Dobbiamo mettere in votazione il posticipo della proposta di legge n. 273, iniziativa della Giunta regionale, quella sul sistema della protezione civile, che andrà alla prossima seduta di Consiglio regionale.
L'Assessore è uscito, ha un impegno con una delegazione. Come rientra continuiamo, l'ho già detto prima.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. In qualità di relatore di minoranza chiedo: perché questo rinvio, questa posticipazione? L’atto è urgente.
PRESIDENTE. Sì, è vero. È stato spiegato nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, c'è la richiesta di rinvio per consentire di tenere distinte le due situazioni, in quanto la relazione della sessione europea ha un'importanza, anche dal punto di vista regolamentare, molto rilevante, sia formale che sostanziale, rispetto a questa legge.
Ecco il motivo per cui è stato accolto il rinvio, con parere favorevole dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, per cui l’atto va alla prossima seduta di Consiglio.
Fabrizio CESETTI. Mi sembra una motivazione assai bizzarra, molto bizzarra. Siccome è importante la relazione sulla sessione europea. Sono le 12:10, questo era il punto centrale della mattinata per parlare...
PRESIDENTE. L'Assemblea è sovrana. Il parere che esprime la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è un parere, non è una decisione, è solo una proposta che può essere rifiutata, come a volte è successo . L'Assemblea può assumere altre decisioni e anche trattare l’atto. Devo portare alla vostra attenzione...
Fabrizio CESETTI. La ringrazio per avermi dato la parola e personalmente voto contro al rinvio. Se ci fosse stata un'altra motivazione, non so, non c'è la relatrice di maggioranza, servono maggiori approfondimenti, ma questa è veramente bizzarra.
Siccome c’è la sessione europea, non facciamo la Protezione Civile, quando già siamo in grandissimo ritardo, perché sono passati anni dal Codice di Protezione Civile nazionale.
Non ho capito. La Commissione ha licenziato, dopo un grande lavoro, questo provvedimento da tempo. Tra l'altro, Presidente Latini, voglio dirlo, come saprà, la maggioranza, il Partito Democratico, ad esempio, si è determinato a votare favorevolmente questo provvedimento.
Fuori è atteso, pensiamo soltanto al volontariato di Protezione Civile, da quanto attende questa normativa regionale. Ma è veramente bizzarro… Votiamo contro noi.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. L'intervento è a favore del rinvio.
Vorrei provare a tranquillizzare il Consigliere Cesetti, perché le motivazioni sono state espresse questa mattina alla Conferenza dei Capigruppo. Tra l'altro, tutti i gruppi hanno votato all'unanimità per posticipare il punto ed è esattamente quello che ha ribadito poc'anzi il nostro Presidente.
È stato detto solo che, visto che c'era la sessione europea e c'erano altre cose, non sapevamo, con riferimento ai tempi… Considerato che la proposta di legge sulla Protezione Civile, il Consigliere Cesetti lo sa perché, tra l'altro, è relatore di minoranza, è corposa, necessita e merita, secondo me, proprio per i motivi che ha detto poc'anzi, una discussione seria ed approfondita, si è semplicemente detto di spostarla al prossimo Consiglio.
Si è deciso, tra l'altro, che il prossimo Consiglio non ci sarà martedì prossimo, ma il 20. Questo causa un ulteriore slittamento.
Ecco, non esiste nessun motivo particolare, anzi, apprezziamo la “benevolenza” rispetto a questa proposta di legge anche delle opposizioni.
Il motivo è questo e ribadisco che è stato votato all'unanimità nella Conferenza dei Capigruppo questa mattina.
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 273. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Interrogazione n. 1408
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sicurezza nella Provincia di Fermo”
Interrogazione n. 1465
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Emergenza sicurezza nella provincia di Fermo: potenziamento degli organici delle Forze dell’ordine e dei presìdi di sicurezza”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1408 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1465 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L’interrogazione del Consigliere Cesetti interviene in una materia per la quale anche lo stesso Presidente della Regione Acquaroli ha sollecitato il Governo a intervenire con più personale per le Forze dell'ordine. Ha incontrato personalmente il Ministro dell'Interno. È un tema presente nell'agenda politica della Giunta regionale e del Governo della nostra Regione.
In merito all’interrogazione – credo che questa sia la terza o la quarta interrogazione che il Consigliere Cesetti ha rivolto al Governo regionale - devo dire che, per la prima volta da tanti anni, nella nostra Regione, in materia di sicurezza locale e urbana, la Regione Marche ha investito oltre 2 milioni di euro per le tecnologie e il personale della Polizia locale e ci sono stati dei passi in avanti molto rilevanti, per il fatto che la sicurezza urbana, la sicurezza dei centri e delle città è un corollario della sicurezza generale, che è caratterizzata dalla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
In relazione anche alle sollecitazioni che sono giunte in quest'Assemblea legislativa, sono stati redatti due patti per la sicurezza, uno con la Prefettura di Fermo e uno con la Prefettura di Macerata e con i Comuni di Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche, Porto Recanati e Potenza Picena.
Abbiamo cercato di organizzare una risposta immediata con le risorse territoriali e con la polizia delle Regioni.
L'articolo 117 della Costituzione stabilisce che l'ordine e la sicurezza pubblica sono materie di esclusiva competenza dello Stato e della pubblica amministrazione statale, quindi: Questure, Prefetture, Corpi di polizia, mentre la polizia amministrativa e locale è una competenza regionale. Stiamo parlando di Polizia locale e di Comuni.
Attraverso questi patti sono state investite delle risorse molto significative. È aumentato il controllo del territorio e, conseguentemente, i livelli di sicurezza.
Vorrei anche aggiungere, a questo riguardo, che il Governo centrale, dopo i tagli che si sono verificati in Italia, non solo sul personale della sanità, ma anche sul personale delle Forze dell'ordine, con un provvedimento del dicembre 2024 ha incrementato l'organico dei Corpi di polizia dello Stato di 16.000 unità. Sono tanti 16.000 agenti, Carabinieri e Finanzieri, ma ancora non sufficienti a governare il turnover, perché il numero di pensionati è superiore addirittura a queste migliaia di unità e c'è un problema che deriva da carenze passate nelle politiche di sicurezza.
Vorrei anche aggiungere che la sicurezza non si fa solo con il personale, con i posti di polizia, con i protocolli. Io voglio dire al Consigliere Cesetti, alla sua parte politica, che in teoria abbiamo applicato le misure del Ministro dell'Interno Minniti. Sono misure approvate dalla legge del Ministro Minniti nel 2017, che adesso il PD disconosce perché è scomparso dalla scena politica, ma è stato uno dei migliori Ministri dell'Interno che abbiamo avuto.
Accanto a queste misure sono importanti anche il recente pacchetto sicurezza, che è stato approvato dal Governo, allorquando si prevedono delle misure repressive molto importanti sulla violenza nelle piazze, per i reati predatori, le truffe nei riguardi degli anziani, sulla flagranza differita, che consente misure precautelari per particolari reati che destano un allarme sociale.
Rispetto al passato, la Regione Marche e il Governo di centrodestra a livello nazionale curano molto attentamente i temi della sicurezza e dell'immigrazione, tenendo conto che comunque sulla sicurezza incide anche il fenomeno immigratorio e che 500 mila persone che vivono in Italia in modo illegale determinano anche un problema sui sistemi di sicurezza. Il tema è talmente lungo che il tempo non mi consente di esaurirlo completamente.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio dire al Vicepresidente Saltamartini che non ho mai disconosciuto i provvedimenti del Ministro Minniti, anzi ritengo che abbia fatto molto bene in materia di sicurezza e abbia fatto altrettanto bene, tra l'altro, per quanto riguarda la regolamentazione dell'immigrazione.
Credo anche, e l'ho sempre pensato e detto, che il centrosinistra in generale dovrebbe comprendere appieno e complessivamente che il tema della sicurezza è un tema di sinistra e di centrosinistra. Questo l'ho sempre detto.
Do atto all'Assessore Saltamartini, e a lui soltanto, dell'esercizio delle sue competenze e delle sue deleghe, nella consapevolezza che i poteri della Regione in materia di sicurezza sono assai limitati.
È vero, c'è stato un investimento importante sul tema della sicurezza. Però vorrei ricordare all'Assessore Saltamartini che questo investimento importante c'è stato all'esito di due risoluzioni in tal senso approvate in quest'Aula su proposta del gruppo PD, in particolare su mie mozioni, che l'Assessore Saltamartini prontamente, a quel tempo, aveva condiviso, tanto da provocare risoluzioni unitarie e unanimi di quest'Aula. All'esito delle quali l'Assessore Saltamartini è stato di parola e, per quanto riguardava le sue competenze, ha provveduto in tal senso. Rivendichiamo almeno l'idea.
Il tema, però, è il Governo nazionale che non fa abbastanza, anzi non fa nulla per quanto riguarda in particolare il territorio della provincia di Fermo in tema di sicurezza, rispetto al quale non ho presentato soltanto 4 atti, ma 10, addirittura, e li ho richiamati nell'interrogazione.
Governo nazionale che non ha fatto nulla, se è vero, com'è vero, che per quanto riguarda la sicurezza nel territorio della provincia di Fermo, i dati diffusi dal Ministero dell'Interno e riguardanti le statistiche dei fenomeni criminali al primo semestre 2024 mostrano il Fermano agli onori della cronaca nelle alte classifiche e viene accomunato a realtà molto diverse, tra l'altro, per questioni anche socioeconomiche, come Napoli, Palermo, Messina e Vibo Valentia.
Nel territorio della provincia di Fermo, Vicepresidente Saltamartini, reiteratamente si verificano fenomeni di violenza criminale, tant'è che le interrogazioni andavano in tal senso. Questa di cui discutiamo fa seguito a gravi episodi avvenuti a Porto Sant'Elpidio, in particolare lungo la costa. Ma è di oggi un articolo di giornale, non lo cito perché è riportato su diverse testate, dove in prima pagina si titola: "Notte di furti a Porto Sant'Elpidio". Notte di furti, raid di qua, raid di là. Tra l'altro, traspare evidente un senso di impunità di questi criminali e grande preoccupazione dell’opinione pubblica, per gli esercenti le attività commerciali. Addirittura, questo è avvenuto durante le festività del 1° maggio, che sappiamo a Porto Sant'Elpidio portano un'infinità di persone.
Di fronte a questo, che cosa fa il Governo ad oggi? Nulla. Tant'è vero che lo stesso Assessore Saltamartini, nel rispondere ad una delle mie tante interrogazioni, come ho citato nell'interrogazione presentata il 13 febbraio, riconosceva che da parte del Governo nazionale non erano arrivate risposte adeguate. Onestamente lo ha riconosciuto in quest'Aula.
D'altra parte, il Ministro Piantedosi viene in Ancona e non degna neanche di un passaggio la provincia di Fermo, dove sono stati diffusi quei dati allarmanti del Ministero.
A febbraio, all'indomani dell'ultima interrogazione, ho avuto modo di incontrare il nuovo Prefetto di Fermo, che ha tentato di dare un'inversione di tendenza, ma non c'è riuscito perché manca personale.
Quello che manca nella provincia di Fermo è un incremento dell'organico di tutte le Forze di polizia, che sono sottodimensionate rispetto alle esigenze di un territorio che, tra l'altro, è stato riconosciuto come provincia, con i Comandi provinciali, con la Prefettura, con la Questura, che però devono essere integrate per quanto riguarda il personale, per poter rispondere al meglio alle esigenze...
Interrogazione n.1458
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti
“Attuazione della L.R 11/2023 ‘Interventi regionali a tutela delle donne affette da endometriosi’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1458 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione verte sull'annoso problema di tante donne che sono affette da questa patologia, che è l'endometriosi.
In particolare, vengono chieste spiegazioni in merito all'applicazione della legge regionale n. 6 del 22 gennaio 2025, con cui quest’Assemblea regionale, in modo anche antesignano rispetto ad altre Regioni, ha legiferato in materia, dettando così una linea di azione del Sistema sanitario regionale che recentemente ha inserito questa patologia tra i livelli essenziali di assistenza.
L’oggetto dell'interrogazione riguarda la predisposizione del Comitato tecnico-scientifico dell'endometriosi e devo riferire al riguardo che si è insediato il 20 febbraio 2025, praticamente poco meno di un mese dopo l'approvazione della legge.
A tale Comitato, sancito dalla legge n. 11 del 2023, sono attribuiti i seguenti compiti: istituzione di una rete regionale dell'endometriosi, istituzione di un registro regionale dell'endometriosi, predisposizione di un PDTA sull'endometriosi, elaborazione di programmi di formazione del personale sanitario, organizzazione di programmi di informazione e sensibilizzazione della popolazione, istituzione della settimana regionale dell'endometriosi e redazione di una clausola valutativa, cioè una relazione annuale con cui si riportano i risultati a questo Consiglio regionale per verificare la congruità rispetto a quanto stabilito dalla legge.
Il Comitato è stato a sua volta articolato in sottogruppi di attività e questi sottogruppi afferiscono all'individuazione di criteri di complessità per l'accesso agli spoke e agli hub della rete, alle modalità di istituzione e alle caratteristiche del registro regionale, all'elaborazione di questo PDTA e all'elaborazione di programmi formativi del personale stesso.
A questo riguardo non posso sottacere alcuni elementi di marcata attualità sulla materia, nel senso che la nostra Regione sta predisponendo i terzi e quarti livelli LEA, in sostanza, sono quelle misurazioni della condizione patologica di alcune pazienti che possono giungere addirittura a manifestarsi come neoplasie. Quindi, diciamo che al III e al IV livello di questa patologia è necessario individuare la condizione patologica.
Devo aggiungere che nella predisposizione della rete sicuramente svetta il centro di Macerata, diretto dal dottor XY. Lo voglio qui dire ai Consiglieri regionali: ci sono state delle pazienti che addirittura dal Regno Unito hanno chiesto di essere curate direttamente a Macerata e questo ci ha fatto molto piacere, perché il livello e la caratura di quel reparto si stagliano addirittura a livello europeo e internazionale. Poi si sono stati molto potenziati i centri di Jesi, Senigallia, Fermo, Ascoli Piceno e Pesaro.
La delibera di Giunta regionale con cui si individua la rete regionale dell'endometriosi è giunta alla stesura finale. Stamani la dirigente, la dottoressa XX dell'Agenzia Regionale Sanitaria, mi ha comunicato che proprio ieri si sono riuniti per elaborare l'atto finale della rete.
Tengo a garantire agli interroganti e soprattutto ai cittadini e alle cittadine che questa patologia così grave trova nella nostra Regione una risposta di grande professionalità e adeguatezza.
Penso che sia giusto che questo percorso delle persone affette da queste patologie possa trovare anche una risposta in materia di assicurazioni sociali, perché sono patologie fortemente invalidanti e ritengo che lo Stato sociale, che noi abbiamo conosciuto, possa riconoscere anche all'endometriosi la disabilità secondo i criteri e i parametri medico-legali che possono essere applicati in materia.
Su questo punto voglio aggiungere che, nel recente incontro che c'è stato con la Ministra per la Disabilità, che è una Ministra della Lega, questo tema è stato affrontato, anche il Ministro dell'Economia Giorgetti e lo stesso Ministro della Salute Schillaci si sono impegnati a elaborare un progetto finanziario per sopperire a quella che in questo momento costituisce una carenza.
In ogni caso, la rete è molto importante, composta da grandi professionisti, e penso che si stiano dando delle risposte adeguate alla materia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Non ripercorro anch'io tutti i dettagli su questa sindrome che colpisce il 10% della popolazione femminile, anche se si tratta di una sottostima perché è molto difficile avere dati precisi - sono ancora parziali – ed occorre intervenire con approcci e trattamenti diversificati e personalizzati che sono ancora in corso di ricerca.
Devo dirle però, Assessore, che non sono pienamente soddisfatta della sua risposta. Da una parte mi fa piacere che, grazie anche ai nostri interventi e a questa interrogazione, finalmente qualcosa si sia mosso, perché lei mi ha detto che proprio ieri si è riunita finalmente la rete e siamo arrivati all'elaborazione dell'atto finale. Ciò non toglie che è stato perso tanto tempo e soprattutto che ieri è stato solo un incontro interlocutorio che non dà nessun risultato.
Mi preme mettere in evidenza che la legge del 2023, a cui si è arrivati grazie all'iniziativa della mia capogruppo Anna Casini e poi anche della Lega, prevede degli adempimenti precisi.
Il comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale del 2023 stabilisce che il Comitato tecnico andava costituito entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, cosa che non è stata fatta in tempo. Si è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale solo il 22 gennaio 2025.
Attualmente il Comitato non risulta essere operativo. Un Comitato così composto: un componente dell'Osservatorio epidemiologico della Regione Marche individuato dal responsabile dell'Osservatorio, dai membri generali dell'AST, da 3 rappresentanti di comprovata esperienza, da 2 rappresentanti, di cui 1 ospedaliero e 1 universitario, e da 1 rappresentante competente in materia di lavoro scelto tra i dirigenti regionali.
Non solo. Il comma 1 dell'articolo 11 stabilisce che entro 120 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge la Giunta doveva provvedere agli adempimenti contenuti anche all'articolo 3: l'approvazione delle linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare e per il controllo periodico delle pazienti affette da endometriosi. Questo controllo periodico, Assessore, viene fatto? Non mi risulta. Purtroppo no.
Non solo. Prevedeva la disciplina dell'organizzazione di questa rete regionale dell'endometriosi, a cui lei mi ha risposto, ma dicendomi che si sono riuniti ieri per la prima volta.
E non solo. Prevedeva anche l'adozione di un regolamento recante la disciplina del registro elettronico regionale dell'endometriosi.
Anche su questi aspetti siamo molto, molto in ritardo.
Aggiungo brevemente, se posso avere dieci secondi, che nelle Marche ci sono 2 centri specializzati, uno ad Ancona, al Salesi, e uno a Macerata, a cui lei faceva riferimento, Assessore, giustamente. Ha parlato anche di Ascoli Piceno e Pesaro, invece mi risulta che nella provincia di Pesaro e Urbino ci sia proprio la necessità di sostenere chi interviene, anche ad Ascoli Piceno, mi riferisce la mia capogruppo Consigliera Casini, e non è assolutamente vero che qui le donne trovano un riferimento. Mi spiace dirglielo, Assessore. Spero che lei si possa attivare per fare in modo che anche a Pesaro ed ad Ascoli Piceno le donne abbiano riferimenti per l'endometriosi.
Da ultimo, bene l'approvazione di questa legge, grazie, lo ripeto, a chi ha avuto l'iniziativa, come la mia capogruppo Consigliera Casini, che è stata la prima, ma c'è bisogno di un intervento della Giunta regionale per aumentare la dotazione finanziaria.
Nella confinante Emilia-Romagna vengono infatti erogate visite gratuite in maniera...
Interrogazione n. 1456
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Presidio INRCA di Appignano (MC)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1456 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la struttura che lei ha già citato, RSA INRCA di Appignano, questa mattina ho sentito gli uffici per quanto di loro competenza. Cerco, per restare anche nei termini, di indicare in sostanza quanto accaduto.
L’INRCA ha formalmente comunicato alla Regione Marche che, per quanto concerne la struttura, non era possibile utilizzare il fondo assegnatogli dalla Regione Marche a suo tempo, credo nel 2017.
"Conseguentemente, si rimette lo stesso a disposizione", leggo letteralmente le dichiarazioni in conferenza di servizi, "della Regione Marche, fermo restando che, qualora si ritenesse di riprogrammare l'intervento, sarà cura di questo Istituto procedere con una nuova richiesta".
Che cosa ha deciso la Regione? Di riservare al capitolo, di accantonare nel capitolo i 3 milioni di euro della stessa Regione per le finalità dell'intervento che era stato individuato dalla Giunta regionale e di chiedere al Ministero come potessero essere comunque salvaguardati i 3.596.000 e spiccioli di fondi ex articolo 20, destinati a istituti di ricerca, policlinici universitari e ad ospedali.
Il Ministero risponde che quelle risorse sono ancora a disposizione, quindi la Giunta regionale rimane in attesa delle indicazioni dello stesso INRCA, come segnala INRCA, di un possibile utilizzo di questi fondi. Quindi, vi è la disponibilità da parte della Regione Marche dell'intero ammontare del finanziamento destinato a RSA INRCA di Appignano.
Per quanto riguarda la domanda tecnica, il quesito tecnico sul perché si sia utilizzato lo strumento formale del decreto per formalizzare la revoca del contributo, vi leggo testualmente quanto il Dipartimento Ragioneria della nostra Regione ci ha comunicato: "Circa la motivazione per la quale si è utilizzato lo strumento formale del decreto per formalizzare la revoca del contributo di 3 milioni di euro ad INRCA, si rappresenta che, come peraltro correttamente evidenziato dagli stessi interroganti nelle premesse dell'atto che si riscontra, la distinzione tra gli atti di indirizzo di spettanza degli organi di Governo e gli atti di gestione tecnica, amministrativa e contabile di spettanza dei dirigenti assurge a principio generalissimo nell'organizzazione pubblica, e ciò sia nell'ordinamento generale sia nell'ordinamento regionale. In conseguenza di ciò, sulla base dell'atto di indirizzo costituito dalla delibera della Giunta regionale n. 820 del 2017, il dirigente competente ha assunto con proprio atto dapprima l'impegno di spesa, il decreto n. 187 del 2017, e successivamente la revoca del medesimo, decreto n. 33/2023. Trattasi evidentemente, entrambi, di atti afferenti alla gestione tecnica, amministrativa e contabile, di stretta competenza dirigenziale, il secondo dei quali, la revoca, adottata per le motivazioni rappresentate nel documento istruttorio, peraltro condivise in modo unanime in sede di conferenza dei servizi. La revoca, in altri termini, costituisce atto gestionale del dirigente, assunto oltre che in ottemperanza alle considerazioni in fatto e in diritto riassunte nella parte di motivazione, anche ai fini del perseguimento delle finalità di buona amministrazione. Sulla base delle considerazioni di sopra sarebbe, per converso, da considerarsi illegittimo per incompetenza un eventuale atto di revoca disposto con deliberazione della Giunta regionale".
Confermo, sentito anche l'Assessore Saltamartini, che quell'atto rimane in essere, nel senso che la disponibilità di 3 milioni di risorse regionali rimane accantonata per questa destinazione e i 3.596.000 euro dell'articolo 20 di origine statale comunque rimangono nella disponibilità, in attesa delle determinazioni di INRCA sull'utilizzo dei fondi stessi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. L'Assessore Saltamartini, il 21 maggio 2024, ha dichiarato su questo tema: "Non è posto in discussione l'impiego del contributo di 3 milioni di euro per la realizzazione di una RSA ad Appignano".
Sta di fatto che queste risorse sono state cancellate, revocate, e io, che conosco un po' il bilancio, non le ho viste da nessuna parte, quindi, la dichiarazione dell'Assessore Baldelli non corrisponde al vero, come gli capita spesso.
Qui siamo alla follia. Viene deciso un investimento di 7 milioni ad Appignano per una struttura INRCA, vengono iniziati i lavori, la società che doveva realizzare i lavori fallisce e che cosa succede? Su indicazione, priva di coraggio, della Giunta regionale, il Dipartimento decide di revocare 7 milioni. 3,5 milioni venivano dallo Stato.
Negli atti, Assessore Baldelli, c'è scritto che voi avete chiesto al Governo, allo Stato, di riprendere quei 3,6 milioni, quindi ci deve dire dove ha buttato quei 3 milioni, che invece sono rientrati nelle vostre casse.
Quello che è avvenuto è un fatto gravissimo. In realtà è stato un concerto diretto dal Presidente Acquaroli con l'attore Assessore Saltamartini, che oggi non ha il coraggio... Addirittura Assessore regionale del territorio.
Alla precedente interrogazione ha risposto l'Assessore Saltamartini. Come mai questa è passata a lei? Non si spiega. Si spiega nel fatto che non ha il coraggio di venire a dire quello che avete fatto ad Appignano.
Da questo punto di vista c'è lo zampino della mitica Direttrice generale dell’INRCA, la quale per 4 anni non si è accorta dei debiti dell'INRCA rispetto al presidio di Cosenza e qui, siccome aveva necessità di risorse, ha deciso di cancellare, ovviamente con il vostro benestare, 7 milioni di euro.
Voi avete rubato politicamente 7 milioni di euro ad Appignano. È inutile che sorride. Lei avrebbe dovuto dimostrare con gli atti – ma è un parolaio noto, non mi sorprende - che i 7 milioni li avete rimessi. Non c'è un solo atto amministrativo che dimostra questo.
È per questo, Assessore Baldelli, che quando andate in giro la gente non vi sopporta più. Non so se vincerete, ma siete davvero dei bugiardi e lei un parolaio nato.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1509 della Consigliera Ruggeri e interrogazione n. 1530 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, abbinate, sono rinviate su richiesta specifica del Consigliere Minardi.
Interrogazione n.1545
a iniziativa dei Consiglieri Baiocchi, Livi, Borroni
“Eventuali fondi, finanziamenti e/o contributi erogati dalla Regione Marche al Comune di Pesaro e/o alla ‘Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive’ di Pesaro e alla Fondazione ‘Rossini Opera Festival’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1545 dei Consiglieri Baiocchi, Livi, Borroni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. In merito a quest’interrogazione preciso che dal 2019 il Settore Beni e Attività Culturali, divenuto poi Settore Beni e Attività Culturali, ha erogato fondi e finanziamenti sia alla Fondazione Pescheria Centro Arti Visive sia alla Fondazione Rossini Opera Festival, essendo quest'ultimo un soggetto di primario interesse regionale riconosciuto dal Ministero della Cultura nell'ambito del finanziamento del FUS.
Per quanto riguarda la Fondazione Pescheria Centro Arti Visive, le risorse erogate ammontano complessivamente a 41.300 euro, con riferimento a contributi assegnati in risposta a bandi regionali riferiti al sostegno delle arti visive contemporanee e della valorizzazione della cultura fotografica.
I contributi assegnati sono stati regolarmente liquidati dagli uffici regionali dietro presentazione di adeguata, idonea e completa rendicontazione, costituita dagli atti di spesa e di pagamento riferiti alle spese ammissibili.
Per quanto riguarda, invece, la Fondazione Rossini Opera Festival, le risorse erogate ammontano complessivamente a 2.382.728 euro, con riferimento ai seguenti contributi:
• un cofinanziamento regionale al FUS erogato dal Ministero della Cultura, in quanto ente riconosciuto, per una quota annua pari a 300.000 euro. Tale cofinanziamento viene rendicontato con l'invio presso l'ente regionale della relazione a consuntivo redatta dalla ROF e trasmessa al Ministero della Cultura per la rendicontazione del Fondo FUS;
• il secondo e ultimo gruppo di contributi riguarda invece il finanziamento di progettualità speciali individuate tramite la partecipazione a bandi riservati ai soggetti marchigiani riconosciuti dal FUS o tramite la programmazione annuale della cultura. I suddetti contributi sono stati regolarmente liquidati dagli uffici regionali dietro presentazione di adeguata, idonea e completa rendicontazione.
Sono stati inoltre assegnati ulteriori fondi al Comune di Pesaro per la nomina di Capitale Italiana della Cultura 2024. Si tratta di un contributo totale pari a 1 milione di euro assegnato al Comune di Pesaro, per il quale lo stesso individua la Fondazione Pescheria quale soggetto attuatore.
Ad oggi sono stati liquidati complessivamente 750.000 euro tra anticipi e saldi, che sono stati regolarmente rendicontati dietro presentazione di adeguata, idonea e completa rendicontazione.
Per quanto riguarda le risorse ancora da trasferire, al momento risultano ancora da liquidare:
• il saldo del contributo FUS, annualità 2024, pari a 150.000 euro, a favore del Rossini Opera Festival, per il quale non è stata ancora trasmessa a questo ufficio la relazione a consuntivo redatta dalla ROF e trasmessa al Ministero della Cultura per la rendicontazione del contributo FUS;
• il saldo a favore del Comune di Pesaro, pari a 250.000 euro, relativo al contributo assegnato per la nomina di Pesaro a Capitale Italiana della Cultura 2024, che è stato cautelativamente sospeso dopo l'adozione della delibera di ANAC n. 119 del 26 marzo 2025.
Per quanto riguarda, infine, le azioni poste in essere da Regione Marche in via cautelativa, si rappresenta che, per quanto attiene alle liquidazioni sopra indicate, queste risultano al momento sospese a seguito dell'adozione della delibera ANAC n. 119/2025, in relazione agli accertamenti in capo alla Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta.
Penso che fosse necessario fare un quadro complessivo dei finanziamenti che la Regione Marche ha elargito al Comune di Pesaro e, di conseguenza, alla Fondazione Rossini Opera Festival e alla Fondazione Pescheria, anche in conseguenza della delibera ANAC, a tutti noi nota.
Era molto importante e necessario, visto che mi ha risposto, conoscere quali fossero stati i provvedimenti successivi necessari in ordine alle somme ancora da elargire. Terrò alta l'attenzione su queste tematiche. Sicuramente torneremo su questo tema. Grazie.
Interrogazione n. 1516
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Esplosione alla Raffineria API di Falconara Marittima”
Interrogazione n. 1520
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Ennesimo incidente alla Raffineria API di Falconara”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1516 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1520 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Sono abbinate, ma sono situazioni e richieste diverse. Io andrei in ordine. Rispondo innanzitutto alla n. 1516 che, in ordine, era la prima, poi vediamo se riusciamo ad accomunarle o se ci sono...
Le cause di questo ennesimo incidente, dalla corrispondenza intercorsa con le autorità competenti, sembrerebbero essere verosimilmente riconducibili ad una fuga di gasolio che ha interessato l'impianto dedicato alla desolforazione del combustibile. Tuttavia, si specifica che l'accertamento effettivo delle cause risulta essere tutt'ora al vaglio degli organi giudiziari competenti al controllo, i quali ci terranno informati, ma non c'è data ancora certezza in questo senso.
Per quel che riguarda, invece, quante volte sono state riunite…. Salto direttamente il punto due perché non mi risulta che il Comune di Falconara abbia avuto ritardi o situazioni di sofferenza per quel che riguarda gli allarmi, eccetera, che sono stati, secondo le normative, celeri e attenti, tant'è che a me il Sindaco mi ha svegliato a mezzanotte e dieci minuti, mi ha chiamato a casa. Ho avuto anche paura, non paura del Sindaco, paura che fosse successo qualcosa, che ne so, di personale o qualcosa di questo genere.
Quante volte è stato riunito il tavolo interistituzionale, elenco semplicemente le date degli ultimi anni: c’è stato un incontro il 7 maggio 2020, il 7 maggio 2021; un altro tavolo il 25 marzo 2022; poi un tavolo, che è forse uno dei più significativi, il 15 gennaio 2024. In questo caso, durante quest'ultimo incontro, si è condivisa, tra gli enti, la necessità di rafforzare il monitoraggio ambientale della qualità dell'aria nel territorio limitrofo. Era il periodo in cui la cittadinanza lamentava una serie di cattivi odori insistenti e altro. In quel caso è venuta fuori anche l'ipotesi di una compensazione ambientale in grado di garantire un controllo più approfondito del territorio.
In particolare, si è condivisa la necessità di implementare una rete di controllo della qualità dell'aria nelle aree potenzialmente interessate dalle ricadute degli inquinanti derivanti dalla raffineria, non prevista nell'allora decreto autorizzativo ministeriale. Per tali motivi, come Assessore, unitamente al Sindaco di Falconara, ho sollecitato le autorità competenti per valutare l'opportunità di revisionare il vigente atto autorizzativo ministeriale, proprio alla luce delle criticità evidenziate e discusse in sede di quel tavolo.
Si rappresenta che tale richiesta è stata accolta dal MASE, il quale ha positivamente avviato da luglio 2024 un procedimento di riesame parziale dell'AIA ministeriale, in modo da implementare queste situazioni, diciamo, di monitoraggio.
Un ulteriore tavolo è stato riunito, l'ultimo, il 17 aprile 2025, proprio a valle di questo ulteriore incidente che si è verificato, e in quel tavolo è emerso il fatto che tutte le situazioni erano state affrontate nella maniera più opportuna, tant'è che i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel giro di pochissimo tempo. Ma quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti, già, di fatto, la squadra interna, prevista secondo le norme di sicurezza istituite dalla gestione stessa della raffineria, aveva domato, spento e individuato anche le cause dell'incendio.
Durante la notte le centraline ARPAM, su questo il Sindaco mi ha sempre aggiornato, non avevano rilevato situazioni di sofferenza particolari e questa cosa è stata successivamente comprovata dalle verifiche ARPAM, che hanno evidenziato che non c'era stato un pericolo o una fase eccessivamente grave legata a questo incidente.
C'erano altre questioni che mi avevate chiesto: se c’è l’intenzione di sollecitare la proprietà API a presentare un radicale piano di riconversione. Rispetto a questo, proprio in occasione di uno di questi ultimi tavoli, mi pare quello del 2024, che prima ho descritto un po’ più dettagliatamente, avevamo avuto o un incontro con il nuovo direttore della raffineria che ci ha detto che avrebbero portato avanti dei percorsi di ammodernamento, uso questo termine, di adeguamento di una serie di impianti per quel che riguarda situazioni ambientalmente meglio gestibili e meno impattanti. Ci aveva portato anche degli esempi di quello che stanno facendo in una casistica simile, credo nella zona di Torino o provincia di Torino.
Questo è per quel che riguarda la prima interrogazione. Non so se passare direttamente all'altra e con quale tempistica.
PRESIDENTE. Abbiamo già aggiunto 2 minuti, quelli che servono. Prego.
Stefano AGUZZI. Cerco di andare velocemente. In questo caso, per quel che riguarda la prima domanda, se l'Assessore competente avrebbe detto cose non esatte, ribadisco, invece, quanto ho già risposto nell'interrogazione che mi aveva posto a suo tempo. Nulla da aggiungere, perché quelli erano gli elementi che a me erano stati dati. Li ho fedelmente riportati e non ho avuto comunicazioni successive diverse.
Poi, se l'Assessore, alla luce della documentazione ISPRA, intende almeno ora rettificare con un comunicato stampa, ripeto, non ho nulla da rettificare rispetto a quanto detto a suo tempo.
La terza domanda: se risponde a verità che per tutta la giornata del 21 il carico delle autobotti è stato sospeso in raffineria. Non ci risultano atti che ci abbiano informato di questo o che comprovino questo.
Se risponde a verità che l'impianto in cui si è verificato l'incidente era sottoposto a fermata di manutenzione, eccetera… Noi abbiamo queste note dalla raffineria dell'epoca. Con nota del 20 dicembre 2024 si comunicava l'avvio della fermata programmata per la manutenzione generale della raffineria; successivamente, con nota del 24 febbraio 2025, si comunicava che sarebbero iniziate le operazioni per il riavviamento degli impianti secondo le consolidate procedure previste dal sistema di gestione ambientale, con conclusione prevista il 10 marzo 2025, informando che in tale periodo si potevano presentare temporanei aumenti di visibilità della torcia…
PRESIDENTE. Possiamo dare un minuto all’Assessore. Prego.
Stefano AGUZZI. Le interrogazioni sono due, ci può anche stare, anche perché sono diverse tra loro.
Poi ci chiede se la Regione Marche intende presentare un esposto. La Regione Marche non presenta nessun esposto alla Procura, anche perché si è appreso che il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha già informato la Procura di Ancona sull'incidente in oggetto. Quindi, ognuno, come si dice, fa il lavoro suo.
E se ritenga necessario chiedere al Ministero dell'Ambiente e all'ISPRA un'ispezione straordinaria degli impianti. A tal proposito si rappresenta che il MASE e l'ISPRA, rispettivamente in qualità di autorità competente e autorità di controllo dell'installazione AIA in oggetto, risultano essere informati dell'evento incidentale. Si rimanda pertanto alle valutazioni delle suddette autorità in merito all'attuazione di specifiche ispezioni straordinarie presso la raffineria, anche a seguito dello sviluppo delle attività di controllo e indagini attualmente in corso per l'individuazione e la conferma delle cause dell'incidente, che oltretutto non sono ancora esattamente state chiarite ufficialmente. Non denunciamo nessuno, per capirci.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la prima domanda, ha detto giustamente che sono ancora in corso gli accertamenti. C'è una prima ipotesi, ma ancora le autorità competenti stanno verificando l'accaduto.
Sulla seconda richiesta che le ho fatto, effettivamente la sua risposta è stata un po' evasiva, perché io sono contento che il Sindaco l'abbia chiamata a mezzanotte e dieci di quella sera. Il problema è che, invece di chiamare lei, con tutto il rispetto per il suo ruolo, avrebbe dovuto avvisare la popolazione. Non a caso qui c'è un giornale locale che riporta il titolo: "Le prime reazioni, nessun allert ai cittadini. Perché?" Perché dopo si è saputo che la rilevanza, per quanto fosse importante, non aveva portato a feriti o ad altre situazioni gravi, però è evidente che tutta la popolazione è stata in allarme per ore e nessuno ha pensato di dare spiegazioni, di dire alla popolazione come dovesse comportarsi in quei momenti. La fiamma, ricordo, si vedeva da molto lontano. Era una cosa abbastanza impressionante e nessuno ha pensato di avvisare i cittadini su come dovessero comportarsi.
Per quanto riguarda il tavolo, lei mi ha dato le date di riunione del tavolo, va bene. Il tema è che non si può riunire un tavolo di una così grande importanza e di così grande rilevanza una volta all'anno, più o meno.
Credo che, visto che lì ci sono tutti i soggetti interessati, tutte le istituzioni interessate, peraltro questo tavolo era stato sostanzialmente istituito nella scorsa legislatura… Infatti la prima riunione c'è stata nel 2020, grazie a una risoluzione del Consiglio regionale approvata all'unanimità, che chiedeva la formazione di quel tavolo. Tutte le forze politiche avevano chiesto quello, così come tutte le forze politiche, centrosinistra e centrodestra, avevano chiesto all’allora amministrazione, che l’aveva fatto, di sollecitare la proprietà a presentare un radicale piano di riconversione del sito verso attività ambientalmente sostenibili.
Ora, non bastano fasi di ammodernamento di singoli macchinari o di singoli luoghi all'interno della raffineria, credo invece che serva un radicale cambiamento, una radicale riconversione della struttura, compatibile, tenendo insieme salute dei cittadini e mantenimento dei livelli occupazionali. Penso che si possa lavorare su questo e la invito, l'avevo già fatto nella replica della scorsa interrogazione, a provvedere in tal senso, perché non vorremmo che in futuro ci fossero situazioni molto più gravi...
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per la risposta.
Come sappiamo tutti, l'API di Falconara è considerata dai Ministeri competenti come un'azienda a rischio di incidente rilevante sopra soglia e, in effetti, negli ultimi 7 mesi ne sono già avvenuti due.
Abbiamo fatto diverse interrogazioni in questi anni di legislatura, sia noi che il resto dell'opposizione, e vorrei ricordare solo le ultime: quella che riguarda il 28 agosto 2024, in cui ci furono queste intense esalazioni; poi ci fu un'esplosione nel febbraio 2022 e l'11 aprile 2018 il tetto del serbatoio TK61 si inclinò provocando la fuoriuscita di consistenti esalazioni e su questo c'è in corso un'indagine penale con 17 imputati coinvolti; poi abbiamo, retrospettivamente, il 28 agosto 2016, incidenti analoghi.
Con carrellate di questo genere è chiaro che i cittadini non siano per nulla sereni e che si siano formati così tanti comitati. Vorrei ricordare anche i popolosi incontri che fanno sovente. Come istituzioni noi dovremmo fare tutti il massimo che possiamo per tranquillizzarli.
Anch'io mi accodo all'invito fatto dal Consigliere Mastrovincenzo: bisognerebbe convocare questo tavolo tra tutti i soggetti istituzionali e istituzionalmente coinvolti molto più soventemente.
Capisco che il Ministero dell'Ambiente e l'ISPRA siano informati dell'evento, ma forse che la Regione li inviti a fare un sopralluogo, da cui si evincerà quello che si evincerà, sarebbe bene farlo. E anche che la Procura, in questo caso, cerchi di fare chiarezza.
Per quanto riguarda, invece, la risposta alla scorsa interrogazione, in cui c'è discrepanza tra quello che mi ha detto in Aula l'Assessore, che era anche riportato nella relazione… Devo dire la verità, l'Assessore Aguzzi da sempre a noi dell'opposizione, quando la chiediamo, la fornisce, quindi gliela chiedo anche in base alla risposta data oggi.
C'è questa discrepanza tra quanto detto dall'Assessore, che gli hanno riferito chiaramente dagli uffici, e quello che invece leggiamo nella documentazione fornita dall'ISPRA.
Anche queste piccole cose, che sono piccole relativamente, creano nella popolazione allarme ed è nostro compito fare chiarezza con trasparenza e con il massimo della partecipazione possibile. Grazie.
Interrogazione n. 1353
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Ruggeri, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi
“Stato di attuazione risoluzione nn. 63/2022, 74/2023 e 79/2024 - richiesta aggiornamenti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1353 dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Ruggeri, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. La Regione Marche ha dato piena attuazione alle risoluzioni 63/2022, 74/2023 e 79/2024, in coerenza con gli impegni assunti dall'Assemblea legislativa e nel rispetto delle linee guida nazionali, rafforzando il sistema integrato di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
Per l'annualità 2023-2024 sono state impegnate risorse pari ad oltre 1.600.000 euro, di cui 420.000 fondi regionali, ulteriormente incrementate per l'anno 2024 con un'integrazione di 100.000 euro, destinate in particolare a iniziative educative rivolte alle scuole secondarie di secondo grado, incentrate sulla parità di genere, sulla cultura della legalità e percorsi di sostegno per minori vittime di violenza assistita.
Per quello che riguarda l'educazione e la prevenzione nelle scuole, sono stati attivati su tutto il territorio regionale numerosi progetti educativi e formativi rivolti agli studenti delle scuole primarie e secondarie, in collaborazione con associazioni, CAV e istituti scolastici, che hanno coinvolto migliaia di ragazzi e ragazze. Questi progetti hanno affrontato temi come l'affettività, la sessualità consapevole, la decostruzione degli stereotipi di genere e la prevenzione della violenza maschile contro le donne, con l'adozione di metodologie laboratoriali e approcci relazionali innovativi.
Per l'anno scolastico 2024-2025 sono già state programmate ulteriori progettualità in ogni provincia, estendendo le attività anche alle scuole primarie di secondo grado e agli istituti superiori, sempre con l'obiettivo di stimolare nei giovani una coscienza critica e relazionale.
Per quello che riguarda la formazione delle reti antiviolenza, è stato potenziato il sistema di formazione degli operatori delle reti territoriali antiviolenza, coinvolgendo figure professionali del settore sociale, sanitario, forze dell'ordine, magistratura e volontariato. In particolare, sono stati realizzati corsi specifici sul riconoscimento del rischio, sulla violenza assistita, sull'approccio interculturale e sulla comunicazione nei media.
Per quello che riguarda le campagne di sensibilizzazione e gli sportelli di ascolto, le azioni di informazione e sensibilizzazione sono state capillari in tutte le province, con eventi pubblici, attività nelle scuole, flash mob, spettacoli teatrali e iniziative condotte in collaborazione con enti locali, terzo settore e CAV.
In particolare, si segnala l'attivazione di uno sportello online dedicato alle studentesse dell'Università Politecnica delle Marche, nonché le numerose iniziative territoriali svolte in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.
Per quello che riguarda il sostegno ai CAV, alle Case rifugio e agli sportelli territoriali, la Regione ha confermato il proprio sostegno economico ai centri antiviolenza e alle Case rifugio presenti su tutto il territorio regionale. Sono attivi in ciascuna provincia sportelli collegati ai CAV, Case di prima accoglienza e strutture per la semiautonomia che garantiscono protezione e supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli.
Sono stati attivati interventi per minori vittime di violenza assistita. Con le risorse regionali aggiuntive è stato infatti possibile rafforzare e ampliare i progetti rivolti ai minori vittime di violenza assistita, come il progetto Voci nella provincia di Pesaro o le attività delle Case rifugio a Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Tali iniziative prevedono inoltre laboratori espressivi, supporto psicologico, attività educative ed interventi di sostegno alla genitorialità.
Le azioni future e le sinergie territoriali. La Regione continuerà a promuovere l'integrazione delle politiche sociali, sanitarie ed educative per offrire risposte sempre più efficaci e coordinate, con il coinvolgimento delle comunità locali e degli attori della rete antiviolenza.
È stata inoltre avviata un'interlocuzione con il Governo per l'istituzione di un fondo nazionale per il patrocinio legale, anche se i dati ad oggi non segnalano una reale emergenza in questo senso.
Quindi la Regione Marche conferma il proprio impegno nel contrasto alle violenze di genere, alla costruzione di una cultura del rispetto, dell'ascolto e della prevenzione, investendo in maniera strutturale su reti territoriali solide, percorsi educativi e tutela delle vittime. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessora. Le chiedo se è possibile farmi anche avere una copia di quello che lei ha letto.
Devo purtroppo dirle che sono del tutto insoddisfatta. Peraltro ha citato cose che avevamo fatto noi. Ci mancherebbe pure che non sosteniate i centri antiviolenza, non era quello il punto.
Sono 5 anni che vi dimostrate totalmente indifferenti rispetto al tema della violenza di genere, sono 5 anni in cui non facciamo altro che ascoltare dichiarazioni declinate al futuro. Posso anche non leggere niente, visto la... No, no, lo conferma il fatto che alla prima calendarizzazione di quest'atto, risalente allo scorso 15 aprile, non l'abbiamo potuto discutere perché, Assessora, non era pronta la risposta.
Assessora, sono passati 3 anni dalla prima risoluzione, oltre due dalla seconda, e lei non è mai stata in grado di fornire una risposta.
Sulle tre risoluzioni di cui abbiamo chiesto conto, sapevamo che c'era ben poco da rendicontare. Poi lei parla di iniziative capillari. Io parlo da genitore: queste iniziative, se le avete fatte, non se n'è accorto nessuno. Farò una richiesta d'accesso agli atti per vedere quando sono state fatte, dove e con chi.
Per noi quelle risoluzioni, dicevo, erano il frutto di un faticosissimo lavoro di dialogo con tutta la maggioranza ed eravamo molto orgogliosi del risultato ottenuto. Il problema è che poi dalla teoria occorre passare alla pratica, Assessora, ma evidentemente è troppo complicato e intellettualmente troppo onesto trasformare impegni, nei quali in realtà non si crede, in atti concreti.
Nelle Marche sussiste una vera emergenza per i femminicidi e le violenze di genere, e non sono io a dirlo, ma è lo stesso Procuratore generale per la Corte d'Appello di Ancona in vista dell'apertura dell'anno giudiziario nelle Marche.
Avevamo per questo deciso di puntare sulla prevenzione, prevenzione obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado, per favorire un diverso approccio culturale basato su concetti di rispetto e consenso, andando oltre l'inasprimento delle pene che da solo non basta ad arginare il problema.
Avevamo individuato la soluzione nell'inserimento dell'educazione all'emotività, all'affettività e alla sessualità in tutte le scuole di ordine e grado.
Avevamo chiesto maggiori finanziamenti per la formazione di coloro che entrano in contatto con le donne vittime di violenza, oltre che per i centri antiviolenza, senza dimenticare i minori vittime di violenza assistita e anche il reddito di libertà.
Ebbene, Assessora, che ci dice sul reddito di libertà? Niente di tutto questo è stato realizzato. Mentre i dati continuano a crescere in maniera preoccupante, la Giunta è sempre più inadempiente, mi chiedo: dov’è stata in tutto questo...
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Alla prima interpellanza, la n. 45, deve rispondere l'Assessore Saltamartini, che ci deve lasciare perché deve essere in collegamento con tutti gli altri Assessori regionali della sanità. Giusto, Assessore? Prego.
Filippo SALTAMARTINI. E’ la Commissione salute e la Regione Marche non può essere assente. È già cominciata da 5 minuti, mi dispiace...
PRESIDENTE. Quando rientra, se siamo ancora in Consiglio proseguiamo, altrimenti andrà alla prossima seduta del Consiglio.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Segnalo, l'Assessore è andato via, che è la quinta volta, Presidente, non è accettabile. Io non so più come dirlo. È la quinta volta che rifugge il tema delle politiche sociali in quest'Aula. Evidentemente l'Assessore non ha nulla da dire in replica alla nostra interpellanza. Credo che sia inaccettabile, come facciamo a far valere i nostri diritti di opposizione se, puntualmente, ogni volta, con una scusa diversa... L'altra volta, dopo 3 mesi, ancora non aveva la risposta, oggi ha una riunione, cosa si inventerà fra due settimane?
Le chiedo per favore di porre questo punto al primo punto all'ordine del giorno della prossima seduta perché non è più accettabile. È un’interpellanza, peraltro, non è una semplice interrogazione, ammette anche la replica e l’illustrazione precedente, attiene a tutto il tema delle politiche sociali, tema che è stato abbandonato da questa Giunta.
Interpellanza n. 47
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Istituzione di un ‘Tavolo regionale per le crisi industriali con imprese e sindacati’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 47 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, siamo qui per discutere un tema molto significativo per l'economia regionale. Mi riferisco all'istituzione di un tavolo regionale per le crisi industriali, che abbiamo depositato molte settimane fa.
L'impatto dei dazi USA sull'economia italiana ed europea si preannuncia significativo. Le Marche, da sempre terra di eccellenza per l'export, vedrebbero una riduzione di oltre 150 milioni di euro nel loro PIL regionale, solo per l'anno in corso. Settori strategici come quello farmaceutico, meccanico, metallurgico e manifatturiero subiranno inevitabili ripercussioni, con un possibile aumento di delocalizzazioni e procedure di crisi aziendale.
Già oggi la nostra regione sta affrontando situazioni delicate che riguardano aziende chiave per l'occupazione e la stabilità economica dei territori. L'intensificazione di cassa integrazione straordinaria, mobilità e licenziamenti rischia di colpire duramente i lavoratori e le comunità locali, aggravando il quadro sociale ed economico.
Di fronte a questa crisi non possiamo permetterci di restare immobili. Le istituzioni, le imprese, i sindacati devono agire insieme, adottando strategie efficaci per tutelare il lavoro e garantire la continuità delle attività produttive.
È necessario rafforzare il sistema di supporto alle aziende e ai lavoratori, con misure emergenziali che siano integrate in una visione di lungo periodo.
Il tavolo regionale per le crisi industriali è una soluzione concreta e un passo fondamentale. Questo strumento permetterà di individuare soluzioni tempestive ed efficaci per superare le difficoltà economiche, proteggere i lavoratori attraverso l'attivazione di ammortizzatori sociali e politiche di sostegno, facilitare un dialogo efficace tra sindacati, aziende e istituzioni, promuovendo trasparenza e condivisione delle informazioni e delle proposte.
Permetterà inoltre lo sviluppo di strategie per il rilancio economico, puntando su innovazione, sburocratizzazione e transizione energetica. Le imprese e i lavoratori non possono più attendere perché è in gioco un futuro di stabilità e crescita per la nostra Regione.
Crediamo sia arrivato il momento di agire. Ogni tentennamento significherà complicità rispetto alle diverse situazioni di crisi che feriscono la nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con attenzione, ma sono questioni che regolarmente affrontiamo come uffici ogni qualvolta ci sono situazioni di sofferenza, ma anche, spesso e ancor più opportunamente, situazioni da dover prevenire e pianificare.
Non è intenzione di questa Amministrazione regionale istituire un tavolo regionale per le crisi aziendali, perché non credo che la Regione Marche viva una situazione troppo differente o di maggior sofferenza rispetto a molti altri territori nazionali, perché la situazione che si ripercuote, in qualche modo, anche sulla nostra economia è spesso simile e non certo peggiore a quella di molte altre situazioni.
Le situazioni di maggior sofferenza che sono emerse in questi anni e negli ultimi periodi sono state sempre trattate puntualmente, correttamente, tempestivamente e compiutamente dalla Regione Marche, sempre con l'ausilio celere delle parti sindacali, coinvolgendo spesso anche i lavoratori stessi, coinvolgendo soprattutto le aziende e direttamente il Ministero quando è stato necessario, che ha risposto sempre puntualmente dando una forte mano a risolvere le situazioni.
Posso parlare di Elica, di Caterpillar, che anche in queste ore stiamo portando avanti. Proprio stamattina c'è stato un mio contatto diretto con il Ministero su questo. Per quel che riguarda la Fedrigoni, le cartiere di Fabriano, per quel che riguarda la Beko, non dico che sono situazioni che si sono poste in maniera positiva sui territori, perché ci sono ripercussioni comunque, certo, non positive.
Se prendiamo la Beko, io sono rimasto quasi meravigliato dagli elogi che la stessa CGIL, nel tavolo nazionale, ha rivolto alla Regione Marche e al Ministro Urso per come ha trattato la situazione. Io non sono così felice, ad esempio, di quella situazione, perché, comunque sia, per quanto non siano licenziamenti ma uscite volontarie, c'è indubbiamente un ridimensionamento delle attività operative sulla nostra regione. Però era un tavolo che sembrava drammatico e, grazie alla tempestività, lucidità e responsabilità della Regione, del Ministero, delle parti sindacali ed, in parte, se vogliamo, anche dell'azienda stessa, è stato ricondotto in termini di migliore accettazione.
Dette tutte queste situazioni, non vedo perché la Regione Marche si debba distinguere tra le tante Regioni come quella che ha bisogno di un tavolo apposito per affrontare le crisi, come se noi avessimo una crisi, qualcosa che ci cade addosso.
Nell'ultimo triennio abbiamo molte più aziende nate di quelle cessate, al contrario di quello che qualcuno diceva prima, quindi non vediamo assolutamente l'esigenza di drammatizzare una situazione che, seppur difficile, abbiamo sempre avuto la saggezza, la consapevolezza e la capacità di affrontare nel miglior modo possibile.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. È davvero difficile rispondere dopo aver ascoltato quello che l'Assessore al lavoro pensa di quello che sta succedendo alle nostre imprese, che esportano con gli Stati Uniti.
Vede, Assessore, lei non mi ha detto: non serve perché noi stiamo facendo questo, e ci poteva anche stare, era un vostro approccio diverso a risolvere il problema. No, no, lei ha proprio negato l'esistenza di un problema enorme che attanaglia le nostre imprese.
Siamo davanti a una situazione straordinaria, come straordinaria era, ad esempio, tutta la questione della moda, per la quale noi avevamo fatto un tavolo ad hoc e avevamo anche previsto dei bandi ad hoc, che poi hanno dato dei risultati, peraltro, molto positivi.
Non posso assolutamente dirmi soddisfatta della sua replica. Sono profondamente imbarazzata nel vedere che chi ci rappresenta, senza nessun tipo di difficoltà, ha dichiarato che non abbiamo bisogno di questo tavolo, di confrontarci con i sindacati e le associazioni di categoria per capire se possiamo fare qualcosa di più, perché la situazione non è grave.
Peraltro, lei dovrebbe sapere quello che accade nelle altre Regioni. Nelle altre Regioni questo tavolo già è stato istituito e mi risulta non solo dall'Emilia-Romagna, anche in altre. In Emilia-Romagna e comunque in Veneto, l'ha detto lei, e mi pare che lì ci sia una Giunta di centrodestra.
(interventi fuori microfono)
Manuela BORA. A differenza sua, mi metto la giacca della Regione Marche. Per cui non rassicura certo che la Giunta Acquaroli non abbia alcuna intenzione di valutare l'implementazione di una struttura simile, che permetterebbe di affrontare le criticità con strumenti adeguati di partecipazione e visione strategica, andando oltre la semplice gestione emergenziale e puntando su soluzioni strutturali.
Affrontare queste crisi, mi rendo molto bene conto, Assessore, richiede pragmatismo, realismo e anche una forte unità d'azione tra tutti gli attori coinvolti. Serve il coraggio di metterci la faccia, se serve andando anche contro la propria filiera, pur di stare dalla parte delle nostre imprese e dei lavoratori. Questo coraggio, che a voi, non adesso, ma in tutti questi anni, caro Assessore, è mancato.
PRESIDENTE. L’interpellanza n. 48 non la possiamo svolgere per l'assenza dell'Assessore Antonini. Il punto 5, come abbiamo detto in Conferenza dei Presidenti di gruppo, viene praticamente saltato.
Proposta di atto amministrativo n. 78
a iniziativa della Giunta regionale
“Deliberazione dell’Assemblea legislativa 9 novembre 2000, n. 19 (Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2000-2006 della Regione Marche redatto ai sensi del Reg. CE n. 1257/99), adeguamento delle procedure per gli impianti realizzati in attuazione della Misura H): imboschimento delle superfici agricole. Modifica termine impegni”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 78 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, se il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo è d'accordo possiamo capovolgere e fare prima la relazione di minoranza. Non credo che ci sia un contrasto così significativo da attendere. No, il primo intervento, giusto?
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Questo è un atto di adeguamento. La Regione Marche ha dato corso all'approvazione del Piano di sviluppo rurale del 2000, esattamente approvato dal Consiglio regionale il 9 novembre del 2000, relativamente alla misura H, imboschimento delle superfici agricole.
Ora si rende necessario un allineamento rispetto alle normative attuali, un adeguamento alla programmazione attuale. La vecchia programmazione non è più adeguata a quella attuale, serve un allineamento delle normative e, da questo punto di vista, c'è stato un disallineamento tra gli obblighi di mantenimento degli imboschimenti realizzati con la precedente normativa e quelli previsti con la normativa attuale, in particolare con la scheda di intervento n. 2 del CSR.
Di conseguenza, una non uniformità di comportamento nei confronti di coloro che hanno aderito alla precedente normativa, che risulterebbero penalizzati e, al fine di uniformare le procedure relative agli obblighi e agli impegni di mantenimento degli impianti, risulta necessario rivedere le condizioni previste a suo tempo, adeguandole e rendendole coerenti al modificato quadro normativo previsto dal vigente Complemento regionale per lo sviluppo rurale, dal Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027.
È più che altro un atto di adeguamento normativo. C'è stato anche spiegato dal dirigente in Commissione, che non vede particolari difficoltà.
Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Mi allaccio immediatamente all'ultimo passaggio del relatore di minoranza, Consigliere Mastrovincenzo, che si tratta sostanzialmente di un adeguamento normativo e con questa proposta di atto amministrativo sono apportate delle modifiche di carattere formale al Programma di sviluppo rurale del 2000, in particolare alla misura H riguardante il rimboschimento delle superfici agricole.
La misura H prevedeva aiuti per l'agricoltura da legno, per gli imboschimenti forestali, per la creazione di filari a diversa finalità, la coltivazione di specie a rapido accrescimento e gli impianti per produzione edule.
Gli impianti effettuati in base agli interventi previsti nella misura H hanno osservato tutti gli impegni previsti dal relativo Piano colturale pluriennale. Si pone la questione della disciplina del taglio per l'utilizzo finale e per la rimozione delle ceppaie, che la misura H non definiva.
Allo stesso modo è stato posto il problema degli imboschimenti realizzati con la misura H che hanno superato i 20 anni dalla fine dei lavori, disposti per il mantenimento degli impianti stessi, e che oggi dovrebbero poter essere di taglio anche se non hanno raggiunto il diametro di recidibilità indicato nei disciplinari attuativi della misura stessa.
Gli interventi attualmente previsti nell'ambito delle misure di sviluppo rurale prescrivono inoltre un periodo di mantenimento non inferiore ai 15 anni, non più a 20.
Si viene così a creare un disallineamento tra interventi di fatto analoghi previsti in due diversi periodi di programmazione, tale da rendere opportuna la modifica di cui stiamo discutendo oggi.
La proposta avanzata dalla Giunta regionale e che la II Commissione ha condiviso all'unanimità è stata quella di uniformare le procedure agli obblighi di mantenimento degli impianti, per renderle così coerenti ai contenuti del quadro normativo che disciplina attualmente lo sviluppo rurale, in particolare il Complemento regionale di programmazione 2023-2027.Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 78. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Rinvio la proposta di legge 20, abbinata alla proposta di legge 67. Come per la precedente sul sistema della Protezione Civile, in Conferenza dei Presidenti di gruppo abbiamo proposto e approvato il rinvio fra due Consigli, non al prossimo ma a quello successivo. Il prossimo Consiglio non sarà martedì prossimo, ma fra due martedì.
Rinvio del testo unificato delle proposte di legge n. 20 e n. 67. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Proposta di legge n. 266
a iniziativa dei Consiglieri Ciccioli, Ausili, Livi, Assenti, Baiocchi, Borroni, Putzu.
“Celebrazione dei quattrocento anni dalla nascita del pittore marchigiano Carlo Maratti”.
(Discussione generale e votazione).
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 266 dei Consiglieri Ciccioli, Ausili, Livi, Assenti, Baiocchi, Borroni, Putzu.
La discussione generale è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Dopo i rinvii delle altre leggi, portiamo stamattina la nostra proposta di legge per la celebrazione dei 400 anni dalla nascita del pittore marchigiano Carlo Maratti.
Celebrare Carlo Maratti significa riconoscere le radici artistiche e culturali delle Marche, rendendo omaggio a uno dei più grandi pittori del barocco italiano, nato nella nostra regione, a Camerano, il 15 maggio 1625, capace di lasciare un'impronta indelebile nel panorama artistico europeo.
Fin da giovane dimostrò un talento fuori dal comune che lo portò presto a trasferirsi a Roma, dove entrò nella bottega di Andrea Sacchi, uno dei principali pittori classicisti del tempo. Sacchi fu un maestro determinante per la formazione del Maratti, trasmettendogli la predilezione per la composizione armoniosa e la purezza delle forme, elementi che avrebbero caratterizzato la sua produzione pittorica.
L'affermazione di Maratti avvenne negli anni '40 del Seicento, quando, ancora giovane, ottenne importanti commissioni pubbliche e private nella capitale pontificia.
La sua arte, caratterizzata da un perfetto equilibrio tra il dinamismo barocco e la compostezza classica, gli permise di guadagnare rapidamente prestigio. Divenne il pittore di riferimento delle più importanti famiglie romane e del papato e per loro realizzò soprattutto ritratti, capaci di immortalare i soggetti nello splendore dei colori e del tratto dei suoi pennelli.
Non a caso è diventato, nelle cronache odierne, ancora più famoso dopo il celebre incontro, o meglio quella che sembrava quasi una confessione, tra Trump e Zelensky, dove alle spalle di Zelensky, appunto, c'è la famosa opera del Maratti, “Il battesimo di Gesù”, commissionata dal Pontefice Innocenzo XII per l'altare maggiore della cappella battesimale.
Parallelamente alla sua attività pittorica, Maratti si distinse anche come restauratore e collezionista, assumendo un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio artistico romano. La sua opera di tutela e valorizzazione dei capolavori del passato fu cruciale in un'epoca in cui l'arte stava vivendo profonde trasformazioni.
Nel 1674 fu nominato principe dell'Accademia di San Luca, prestigiosa istituzione romana che regolava l'attività artistica della città, consolidando così il suo ruolo di guida del mondo dell'arte seicentesco.
La figura di Maratti ha lasciato un'impronta duratura. Il suo stile e la sua costante ricerca della perfezione formale influenzarono generazioni di pittori e segnarono un punto di riferimento imprescindibile per la pittura tra Seicento e Settecento.
Anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1713, la sua fama rimase viva e la sua opera continuò a essere apprezzata e studiata.
Oggi l'eredità del suo genio è ben testimoniata nelle Marche attraverso molte opere di rilievo. Ad esempio, ad Ancona, la Pinacoteca civica Francesco Podesti ospita la Madonna col Bambino, i Santi Ambrogio, Francesco di Sales e Nicola, prova della sua maestria nel combinare devozione e raffinatezza. A Macerata, nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, è conservato un pregevole autoritratto dell'artista, che offre uno sguardo intimo sul suo volto e sulla sua personalità. Altri luoghi di prestigio che ospitano opere marattiane sono la chiesa di San Filippo Neri a Cingoli e il Museo Diocesano di Fermo. Nella sua Camerano, all'interno dell'antica chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione, è possibile ammirare la pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino, i Santi Monica, Agostino e Domenico.
Il Consiglio regionale oggi afferma con forza il valore dell'arte e della memoria e investe sulla cultura come leva identitaria e di sviluppo, dando un chiaro segnale di attenzione verso la nostra storia e le eccellenze che hanno reso grande questa terra.
Celebrare i 400 anni dalla nascita del Maratti è un'azione concreta per rafforzare l'identità culturale delle Marche e valorizzare un patrimonio artistico di portata internazionale.
L'impegno economico previsto dalla legge è di 15.000 euro, fondi destinati a rendere questa ricorrenza un'occasione non solo commemorativa, ma anche educativa, turistica e di promozione territoriale.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza, Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare il relatore di maggioranza, Consigliere Assenti, per la puntuale ricostruzione della figura dell'artista Carlo Maratti, certamente è una figura che meritava questa attenzione da parte della Regione Marche, e anticipo molto brevemente che il gruppo del Partito Democratico voterà favorevolmente.
Abbiamo discusso in Commissione, credo che vada ricordato, di una integrazione che a noi sembrava importante e che ha riguardato l'inclusione, nell'ambito del Comitato per gli interventi, del Sindaco del Comune di Ancona, ovviamente, o di un suo delegato, e anche del Sindaco del Comune di Camerano, città natale. Dopo un po' di fatica abbiamo trovato anche 15.000 euro da poter destinare alla celebrazione dei 400 anni.
È l'occasione, molto velocemente, per dire che è una proposta di legge meritevole di attenzione, ma lasciateci esprimere una grande insoddisfazione, una illogicità e una incomprensibilità rispetto a proposte di legge estemporanee, occasionali, che arrivano improvvisamente senza una programmazione.
Le celebrazioni di Carlo Maratti, così come altre leggi che abbiamo approvato sul sistema culturale di questa Regione, in particolare sulle figure che hanno contraddistinto e nobilitato questa terra, avrebbero dovuto essere inserite nell'ambito di una programmazione regionale.
Non è pensabile che, in maniera estemporanea, pochi mesi prima o addirittura nel corso dello stesso anno celebrativo, vengano approvate proposte di legge. Credo che non esista neanche in Burundi una cosa come questa. Diamo l'impressione di una estemporaneità, di un’improvvisazione, diamo l’impressione di un contentino.
La programmazione culturale…, lo dico all'Assessora, che ha un po' migliorato i tragici anni della precedente Assessora, che purtroppo non sono stati migliorati tantissimo, perché non c'è stato un cambio di passo, di visione del valore culturale di questa Regione in rapporto a tutte le conseguenze, cioè la crescita, la conoscenza, la consapevolezza dei marchigiani, ed in rapporto al turismo.
Noi abbiamo posto il turismo davanti a una cultura inesistente. Non parlate di cultura. Abbiamo approvato non so quanto tempo fa un programma di cui non sappiamo nulla, è l'occasione per dire questo.
Se le Marche perdono il valore culturale, il significato della propria natura e identità, significa che siamo allo sbando. Non è il turismo che deve fare da traino, è la cultura che deve fare da traino al turismo.
Purtroppo questo, dopo anni di grande attività illuminata da questo punto di vista, indipendentemente dall'appartenenza... Se non abbiamo ancora capito che i grandi marchigiani continuano ad essere, indispensabilmente, un punto di riferimento per la crescita regionale, credo che abbiamo davvero fallito.
Purtroppo, a Carlo Maratti destiniamo 15.000 euro, faranno alcune iniziative, ma poi che succederà? Ritornerà nel dimenticatoio, nessuno si ricorderà chi è. Invece, magari, con una visione ragionevole avrebbe potuto essere individuato dentro un orizzonte, per esempio, della stessa scuola a cui apparteneva, e questo è il modo di governare una Regione.
La cultura è stata, assieme ad altri, il fallimento, forse meno esplicitato, ma, guardate, è davvero una povertà alla quale ci avete costretto.
Comunque, riconoscendo in Maratti una figura importante, voteremo favorevolmente e con responsabilità.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 2 Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Coordinamento Tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per giustificare il mio voto d'astensione, che deriva dal fatto che ho già spiegato ai colleghi della I Commissione - non mi ricordo neanche che giorno siamo – che è il 6 di maggio e ancora non si vede all'orizzonte, purtroppo, Assessore, il Piano della cultura. L'avete licenziato ieri, non ne ero a conoscenza, secondo me sempre tardivamente, perché purtroppo sappiamo quanti problemi abbiamo con tutti gli eventi che andiamo a finanziare, soprattutto le rassegne e i festival. Adesso non so di che cifra stiamo parlando. Spero che sia congrua, che non sia un primo stralcio, come è avvenuto quasi sempre in tutti gli anni.
Questo per dire che questa proposta di legge si poteva anche evitare di fare, qualora si fosse fatto il Piano della cultura al momento opportuno, ad inizio anno, e nelle celebrazioni avremmo potuto mettere, come abbiamo quasi sempre fatto, o meglio, come non abbiamo sempre fatto, bisogna essere corretti…, però ci eravamo riproposti di lavorare da un certo momento in poi così e invece siamo venuti meno a una cosa che avevamo scelto insieme, come maggioranza ed opposizione.
Non ho nulla da ridire su questa legge nel merito, però secondo me nel metodo c'è qualcosa che non va, perché arrivare così in là con il Piano della cultura non va bene, crea tanti problemi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il relatore di maggioranza, Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Solo per esprimere favorevolmente la votazione, il nostro parere favorevole, anche per ringraziare chi, da buon cittadino di Camerano, ci ha pensato. Nelle nostre retrovie sentiamo sempre qualcuno che ci incita su come votare, quando votare, ci richiama al voto. Volevo ringraziare XY per la sua passione, per tutto il pathos che ci ha messo nella redazione di questo testo di legge, per ricordarci, così come oggi ricordiamo a tutti con questa legge, i 400 anni dalla nascita di Carlo Maratti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Non sapevo che fosse originario di Camerano, onoriamo anche XY, figura di collaborazione a cui vogliamo riconoscere molto, al di là della persona seria e corretta.
Votiamo favorevolmente, lo abbiamo detto, con le criticità che abbiamo segnalato. Per questo mi viene da dire che comprendo la posizione del Movimento 5 Stelle, la comprendo benissimo.
Noi abbiamo preferito, per certi aspetti, riconoscere alla comunità questo passaggio e ci siamo assunti la responsabilità di votare favorevolmente, credendo di fare un servizio alle comunità di appartenenza e anche alla Regione Marche, che purtroppo, però, destina solo 15.000 euro.
E non dimentichiamo anche XY, così resta agli atti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Ringrazio il mio capogruppo che mi ha delegato a dare anche il nostro contributo come Forza Italia.
Siamo convinti di questa proposta di legge. Tutto il sostegno a XY, ma anche a XX, che è di Camerano.
Va bene, a parte la battuta, siamo anche noi favorevoli.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Anch'io ringrazio il Consiglio, i Consiglieri, la Commissione, i relatori di questa legge ed esprimo il pieno sostegno della Giunta regionale a questa proposta che mira a celebrare i 400 anni della nascita di Carlo Maratti, che, come è stato ricordato, è stato un illustre pittore marchigiano, nato a Camerano nel 1625.
Sostenere questa proposta è un atto sicuramente dovuto alla memoria di uno dei più grandi artisti del nostro territorio e, soprattutto, è una scelta di visione, perché celebrare Maratti significa riconoscere che la cultura non è un passato da custodire, ma una risorsa viva, capace di generare identità, consapevolezza, bellezza e sviluppo.
La Regione Marche è da sempre una terra di arte, pensiero e creatività e non può che essere protagonista nella valorizzazione dei suoi figli più illustri. Carlo Maratti lo è a pieno titolo, in quanto, formatosi a Roma, è stato stimato, tra l'altro, da Papi e Cardinali e ha lasciato anche un'impronta profonda nel panorama artistico europeo.
Eppure, troppo spesso, è rimasto ai margini della narrazione culturale nazionale e questa proposta di legge ci offre un'opportunità importante: promuovere ricerche, eventi, mostre e anche percorsi educativi e turistici che possano restituire a Maratti il posto che merita, ma anche rafforzare la rete culturale marchigiana, coinvolgendo Comuni, scuole, istituzioni, università e associazioni.
Come Regione Marche siamo orgogliosi di sostenere questo cammino, perché la cultura è uno strumento potente di coesione, valorizzazione del territorio e di crescita delle nostre generazioni e perché celebrare Carlo Maratti significa, in fondo, celebrare le Marche stesse, la loro storia, arte e identità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Vorrei innanzitutto ringraziare i componenti della Commissione, i relatori di maggioranza e di minoranza, per aver portato avanti questo argomento.
Il Gruppo Lega è favorevole a quanto verrà deliberato. C'è un rammarico nel fatto che tanti altri artisti sono in attesa di finanziamento. Qui c'era la ricorrenza dei 400 anni, quindi abbiamo provveduto, però dovremmo fare in modo che altri cittadini illustri della Regione Marche possano essere celebrati.
Questo è un passo. Mi auguro che, prima della scadenza del mandato, si possa fare una legge che riconosca non solo quelli che sono di Camerano o di qualche altro Paese, ma di tutta la regione Marche.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 266. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Con questa votazione possiamo andare in pace a svolgere i nostri affari laici.
Ringrazio tutti voi per quanto riguarda la partecipazione, la collaborazione e lo svolgimento del Consiglio regionale.
Martedì prossimo non ci sarà seduta di Consiglio, ci sarà fra due martedì.
Grazie.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:00
La seduta inizia alle ore 10:35
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti, dichiaro aperta la seduta n. 182 del 6 maggio 2025. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 180 del 1° aprile 2025 e n. 181 del 15 aprile 2025, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi dell'articolo 53, comma 4, del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
SESSIONE EUROPEA
Rapporto n. 66/2024
ad iniziativa della Giunta regionale
“Stato di attuazione delle politiche comunitarie – Legge regionale n. 14 del 2006, articolo 8”
(Discussione generale)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca il Rapporto n. 66/2024 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Parliamo del rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie della sessione europea del 2025.
Nell'ultimo anno di questa legislatura si è ritenuto necessario e utile fornire a questa Assemblea i dati d’attuazione degli interventi cofinanziati con fondi europei il più possibile aggiornati, tenendo anche conto delle ultime modifiche apportate ai programmi regionali, tese a massimizzarne gli effetti e a garantire il completo utilizzo delle risorse stanziate. Anche nel corso del 2024 le strutture della Giunta regionale si sono occupate sia della programmazione 2014-2021 che di quella relativa al 2021-2027. Permettetemi di ringraziare non solo gli Assessori competenti in materia, ma tutti i dipendenti, funzionari, dirigenti, capi dipartimento che hanno lavorato al raggiungimento di questo.
Prima di passare, però, all'illustrazione degli ultimi dati di attuazione finanziaria dei programmi cofinanziati, ci tengo a riepilogare brevemente l'attività di membro del Comitato delle Regioni che ho ricoperto fino alla fine del 2024 in rappresentanza della Regione Marche. Voglio ringraziare il Presidente Acquaroli, che mi ha sostituito con l'Assessore Castelli, ma voglio anche ringraziare il Presidente Acquaroli che è riuscito a tenere per le Marche il posto effettivo e questo credo che sia importante. Faccio gli auguri al Presidente per il grande lavoro che sta facendo, anche prima di iniziare a intraprendere i rapporti personali con le varie figure, con i vari commissari. Questo è importante per le Marche, a prescindere dal colore politico.
Per quanto riguarda la mia esperienza con il Comitato delle Regioni, ho avuto modo di partecipare alle commissioni COTER e SEDEC. La COTER, per chi non lo sa, è la Commissione della politica di coesione territoriale e del bilancio; la SEDEC è quella delle politiche sociali, istruzione, occupazione. Ho avuto anche l'opportunità di essere relatore di un parere sull'innovazione per quanto riguarda il territorio, che è stato votato all'unanimità al Comitato delle Regioni nel corso della seduta del 31 gennaio 2024.
Parliamo di un parere anche che ha dato l'opportunità alla Regione Marche, ringrazio la dottoressa XY per aver colto al volo l'occasione. Sul mio parere c'era l'opportunità di creare le valli dell'innovazione e, poco dopo, l'Unione Europea ha pensato, su nostro sollecito, di fare un bando con i fondi che già c'erano per quanto riguarda l'innovazione nelle Regioni. La Regione Marche è rientrata tra le 100 e passa regioni in questo bando per avere dei finanziamenti, anche questo credo che sia importante.
Per quanto riguarda la programmazione, quindi, parliamo dello stato di attuazione del programma FESR. Parliamo dei dati presentati nel corso del Comitato di sorveglianza del programma del 5 novembre.
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio. Prego, Consigliere.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la programmazione ordinaria 2014-2020, poi diventata 2021, il regolamento europeo n. 795 del 2024 ha prorogato di 12 mesi, dal 31 luglio 2024 al 31 luglio 2025, il termine per la presentazione delle domande finali di pagamento, prevedendo altresì la proroga di 12 mesi del termine per la presentazione della domanda finale di pagamento. Una correlata proroga di 12 mesi per il termine della presentazione dei documenti di chiusura, dal 15 febbraio 2025, si è prorogato al 15 febbraio 2026.
Al netto delle risorse trasferite al POC, il programma operativo FESR 2014-2020 ha avuto una dotazione finanziaria di 458,4 milioni. A fronte di questa cifra, l’ammontare complessivo della spesa certificata è di 465,3 milioni,, al quale corrispondono 3.334 progetti realizzati a valere sull'intero programma. Pertanto il POR FESR 2014-2020 fa registrare un pieno impiego delle risorse stanziate, al netto della rimodulazione a valere sul programma complementare.
Lo stato di attuazione del programma FSE 2014-2020 (parliamo sempre del Comitato di sorveglianza del 20 novembre 2024), c'è stata la proroga prevista a livello europeo per il POR FSE, che riguarda anche gli interventi del POR FSE 2014-2020 e anche questo programma ha trasferito al POC Marche una quota di risorse stanziate a inizio programmazione, che è passata da 288 milioni circa a 238,4 milioni. La quota di cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo è rimasta inalterata e il trasferimento al POC ha riguardato nei fatti il cofinanziamento statale e quello regionale.
Al pari del programma operativo FESR, anche il piano operativo FSE fa registrare il pieno impiego delle risorse stanziate. Come già sottolineato per il POR FESR, anche il POR FSE ha traslato quota delle risorse originarie al POC Marche. La dotazione finanziaria effettiva passa da 287 milioni a 238 milioni. La differenza viene utilizzata nell'ambito delle azioni POC ed è allocata su interventi che si pongono in coerenza e in continuità con quelli del POR attuale medesimo.
Parlando di cifre, il 31 luglio 2024 la spesa certificata era 241 milioni a fronte dei 238 milioni disponibili da piano finanziario. Si tratta di dati confermati nel rapporto del MEF indicato al monitoraggio delle politiche di coesione. Pertanto la Regione Marche ha integralmente utilizzato le risorse comunitarie della programmazione 2014-2020 senza restituire nulla alla Commissione Europea e questo credo che sia un dato importante.
Parliamo del programma complementare POC Marche 2014-2020. La Regione Marche ha aderito al POC, rispetto al quale ha potuto beneficiare di un tasso di cofinanziamento al 100% per gli anni contabili 2020, 2021, 2022. L'adesione al POC ha comportato la possibilità di traslare al 31 dicembre 2026 il termine per la realizzazione degli interventi che vengono fatti a valere sul POR FESR e POR FSE 2014-2020.
Il programma complementare mantiene per l'essenziale la stessa struttura dei POR da cui nei fatti si origina, replicandone la classificazione per assi tematici e azioni. In particolare gli interventi relativi agli aiuti urbani e alla strategia per le aree interne sono stati inseriti in un unico asse all'interno del POC, utile a garantire un’attuazione più efficace, veloce e più snella. Il settore al quale sono state destinate la maggior parte delle risorse è quello dell'inclusione sociale e della salute con il 31% delle risorse, seguito da quello della competitività delle imprese con il 19%, da quello dell'occupazione e del lavoro e dei servizi digitali con il 16% per ognuno di tali settori.
La dotazione complessiva del programma complementare è di circa 171 milioni. Il POC è stato adottato con la delibera CIPESS, come voi sapete, per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, del 21 marzo 2024. Alla data del Comitato di sorveglianza del 20 novembre 2024 sono stati impegnati oltre 20 milioni di euro e liquidati 14 milioni. Alla data invece del 28 febbraio 2025, sulla base dei dati pubblicati dal sito Opencoesione, che è un sito che continuamente viene aggiornato e offre i dati per consultarli, i pagamenti liquidati ammontano a 22,8 milioni di euro.
Parliamo adesso del FESR 2021-2027 (dati aggiornati al 31 dicembre 2024). Le risorse totali del FESR ammontano a 586 milioni. Di questi, 307,4 milioni vengono destinati agli interventi di Asse 1 - a sostegno della ricerca, innovazione, digitalizzazione, competitività del sistema produttivo marchigiano. Quasi 224 milioni di euro, 223,9 milioni, vengono destinati a interventi in materia di energia, clima, prevenzione, gestione dei rischi, gestione delle risorse idriche, tutela della biodiversità, mobilità urbana e sostenibile. Quasi 34 milioni sono destinati alla promozione dello sviluppo integrato. Infine, 20,5 milioni per l'assistenza tecnica del programma.
Per quanto riguarda l'avanzamento dello stato di attuazione, a due anni dall'approvazione del programma, che è avvenuto in Consiglio regionale…, se vi ricordate benissimo, con un voto all'unanimità. Colgo ancora l'occasione di ringraziare l'allora relatrice di minoranza, Consigliera Bora, l'attuale relatore di minoranza, Consigliere Mastrovincenzo, e tutti i Consiglieri per aver condiviso all'unanimità la programmazione europea con un voto unanime.
Parliamo anche di dati che ci collocano, per il FESR Marche, al terzo posto tra le Regioni italiane. Questo credo che sia un dato importante di cui tutti noi possiamo andarne fieri.
Da un punto di vista strettamente gestionale, nei primi mesi del 2025 l’Autorità di gestione, con le associazioni di categoria, che si erano confrontate grazie all'Osservatorio regionale sulla specializzazione intelligente, ha disposto uno scorrimento di graduatoria riguardante gli interventi dell’Asse 1, al fine di consentire l'erogazione dei contributi alle imprese le cui domande erano state istruite positivamente, ma che non erano state finanziate perché mancavano le risorse.
Questa operazione ha determinato una rimodulazione finanziaria all'interno dell'Asse, consentendo anche un rapido e mirato utilizzo delle risorse stesse.
Per quanto riguarda l’FSE Plus 2021-2027 (dati aggiornati a marzo 2025) ha una dotazione complessiva del programma che ammonta a 296 milioni, allocati come segue:
Asse 1 - Occupazione: 104,6 milioni;
Asse 2 - Istruzione e formazione: 44 milioni;
Asse 3 - Inclusione sociale: 91 milioni;
Asse 4 - Giovani: 44,7 milioni;
Assistenza tecnica: 11,8 milioni.
A seguito delle modifiche proposte e approvate dal Consiglio regionale lo scorso 18 marzo, la ripartizione delle risorse tra gli assi è la seguente:
Asse 1 - 113 milioni;
Asse 2 - 29 milioni;.
Asse 3 - 91 milioni;
Asse 4 - 51,2 milioni.
Com’è stato già sottolineato in occasione della modifica del programma operativo, l'incremento delle risorse all'Asse 1 è funzionale a sostenere la creazione d’impresa, le borse lavoro, le borse ricerca. Questo l'abbiamo votato in Consiglio regionale, se vi ricordate l'avevamo già spiegato, come è importante spiegare questo perché sono state rimpinguate le risorse da una parte e vengono tolte dall'altra. Però voglio anche essere chiaro su dove vengono tolte, perché ci sono già risorse nazionali, legate ad esempio al PNRR, che devono scadere entro il 2026, quindi si è pensato di trasferirle in altre parti, perché sul FESR e FSE possiamo arrivare fino al 2027. Ma credo che le risorse del PNRR dobbiamo sbrigarci un po' tutti a spenderle.
Parliamo dello spostamento di risorse. Gli interventi riguardanti la modernizzazione del mercato del lavoro trovano la propria giustificazione nel fatto che sono previste risorse ministeriali stanziate per questa finalità specifica. Parliamo anche della rimodulazione delle risorse previste per interventi concernenti le pari opportunità di genere, che è compensata dalle risorse del programma nazionale FSE Plus giovani, donne, lavoro, nell'ambito del quale sono stati stanziati per la nostra Regione 7,9 milioni di euro per azioni di sostegno alla partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne.
La riduzione dell'Asse 2 è giustificata, come dicevo prima, dagli stanziamenti previsti del PNRR, che dobbiamo utilizzarli entro i prossimi 2 anni. Infine, l'incremento di risorse dell'Asse 4, parliamo dei giovani, è giustificato dall'opportunità di attivare percorsi d’istruzione e formazione professionale, istruzione tecnica superiore, che rappresentano uno dei canali per assolvere il diritto-dovere dell'istruzione e della formazione, ma anche per l'inserimento, aggiungo io, nel mondo del lavoro. Anche questo credo sia fondamentale.
Parliamo di dati che vedono la Regione Marche al primo posto tra le Regioni italiane per l'avanzamento della spesa. La rilevazione contiene conto dei dati di attuazione (pagamenti) di tutte le Regioni e non solo delle Regioni in transizione, categoria alla quale, ahimè, la nostra Regione appartiene.
Dal punto di vista organizzativo e procedurale, il periodo di programmazione 2021-2027 si caratterizza per l’implementazione di alcuni interventi di semplificazione amministrativa, volti a rendere più semplice il contenuto dei bandi, programmare le finestre temporali di apertura degli stessi. Anche questo credo che sia importante, un tema su cui la politica deve riflettere, cercare di sburocratizzare il più possibile i bandi per l'accesso, semplificare per le imprese, le associazioni, i Comuni, perché penso che sia importante dare le opportunità e fare dei bandi più semplici. Poi sappiamo benissimo che, quando ci sono le risorse europee, dobbiamo attenerci a quelle regole, a quei paletti, ma credo che anche dal punto di vista della rendicontazione si possa andare più veloci con la collaborazione con SVEM. Anche questo credo che sia un punto di riferimento.
Per quanto riguarda, come ho detto prima, la finalità dell'Amministrazione regionale è quella, dove è possibile, di fare ricorso all’utilizzo delle opzioni di costo semplificate e di implementare un sistema di controlli non più generalizzato su tutte le domande di pagamento, bensì su base campionaria, tenendo conto della valutazione dei rischi svolta dall'Autorità di gestione.
La programmazione regionale in materia di sviluppo rurale, anche questo importante per il mondo dell'agricoltura. Parliamo dei programmi 2014-2020, con la proroga abbiamo fatto sì che i pagamenti possano essere eseguiti fino al 31 dicembre 2025. Anche questo è importante, ovviamente in base alla regola e questo è anche giusto.
Credo che, andando nel merito dell'attuazione finanziaria, per quanto riguarda la programmazione 2014-2020, a fronte di un livello di impegni giunto ormai ad oltre il 101% delle risorse stanziate, si registra un livello di pagamento pari all'83,7%.
Al 31 dicembre 2024 il programma aveva raggiunto i livelli di spesa previsti per evitare il disimpegno di risorse.
Per quanto riguarda l'ultima modifica, funzionale a garantire il pieno utilizzo delle risorse, risale a febbraio 2025, non so se vi ricordate, ed è stata sottoposta al parere della II Commissione. Per lo stesso motivo, vale a dire l’utilizzo di tutte le risorse stanziate. Il programma potrebbe subire un ulteriore e definitivo aggiustamento intorno al mese di ottobre di quest'anno.
Quanto alla nuova programmazione, come noto, questa copre il periodo 2023-2027 e si basa su un modello diverso da quello seguito fino ad ora; la nuova Politica agricola comune esce dal contesto della politica di coesione e si articola su un Piano strategico nazionale nel quale si innestano i Complementi di programmazione regionale, che attuano sul territorio gli interventi che meglio rispondono alle particolarità e alle specificità della Regione considerata.
Al pari dei precedenti periodi di programmazione, in analogia con tutti i programmi e i piani cofinanziati con risorse europee, anche il Complemento di sviluppo rurale, cosiddetto CSR, delle Marche, approvato da quest’Assemblea ad agosto del 2023, è stato poi oggetto, ovviamente, di due modifiche di natura tecnica e non sostanziale, a novembre 2023 e a novembre 2024.
Entrambe le modifiche, per la loro natura, non hanno reso necessaria la riapprovazione da parte dell'Assemblea legislativa e sono state sottoposte al parere della Commissione, che ha votato in base alla procedura prevista dalla legge regionale n. 14 del 2006.
Dal punto di vista finanziario, l'attuazione degli interventi del complemento fa registrare, a marzo 2025, un livello di impegni pari al 13% dei 390 milioni stanziati, corrispondente a circa 49 milioni di euro, ai quali corrisponde un primo livello di pagamenti che si attesta allo 0,40% del totale, vale a dire a circa 1,4 milioni. Si tratta di un primo dato del tutto compatibile con il recente avvio della programmazione.
Concludo con la programmazione delle risorse FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca), anche questo credo sia importante. Sia per la programmazione 2014-2020 che per quella del 2021-2027, la gestione del FEAMP è condivisa con l'Amministrazione centrale, rappresentata dal Ministero per le Politiche Agricole, la Sovranità alimentare e le Foreste, che riveste il ruolo di Autorità di gestione, e l'Amministrazione regionale, che svolge la funzione di organismo intermedio, al quale spetta l'attuazione di alcuni specifici interventi.
Il programma può considerarsi concluso, quello del 2014-2020, con il pieno impiego delle risorse che ammontavano a 35,4 milioni di euro. Per ciò che attiene la nuova programmazione, quella che è stata fatta 2021-2027, la dotazione complessiva del piano finanziario del programma, il cui nome da FEAMP diventa FEAMPA, se vi ricordate, ammonta a un totale di risorse pubbliche pari a 32,3 milioni di euro. Di questi, alla data di marzo 2025, sono già stati attivati i bandi per 11,6 milioni di euro. Tali bandi si sono chiusi il 31 gennaio 2025 ed ora sono in corso le procedure istruttorie per concedere i finanziamenti. Dobbiamo attendere la pubblicazione di un altro bando a sostegno delle misure della pesca che verrà aperto a luglio 2025, la cui dotazione è di 1 milione di euro.
Voglio ringraziare i colleghi tutti per aver dato un contributo in Commissione, sia nella programmazione europea…, ma permettetemi di dire che oggi la programmazione europea è sempre più importante per supportare e sostenere i nostri Comuni, le imprese, le associazioni e, su questo, credo che la politica tutta debba farne tesoro ma, soprattutto, deve cercare di garantire – chi governa, ma anche chi sta all'opposizione – il supporto a queste iniziative. Soprattutto, quello che dico sempre, la nuova sfida è sburocratizzare, perché oggi è importante fare bandi, spendere le risorse, ma è altrettanto importante che i fondi arrivino velocemente alle imprese che hanno partecipato e hanno vinto il bando.
Grazie di tutto, scusate se sono stato lungo. Di solito sono più breve. Chiedo scusa all'amico Consigliere Mastrovincenzo, che parlerà, credo, il 50% meno di me. Un abbraccio a tutti.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Il rapporto sullo stato d'attuazione delle politiche comunitarie per il periodo giugno 2023 - maggio 2024 è stato approvato, come diceva il Consigliere Putzu, dalla Giunta regionale il 17 giugno 2024 e trasmesso all'Assemblea legislativa, dove è stato codificato il 2 luglio 2024.
Non è stato però, inspiegabilmente, portato all'attenzione dell'Aula. Ho chiesto, pertanto, nelle settimane scorse un aggiornamento al 31 dicembre 2024, che poi è stato trasmesso a tutti i colleghi Consiglieri e proprio in questi giorni è in corso di predisposizione il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per il periodo giugno 2024 - maggio 2025. Un accavallamento di rapporti vecchi e nuovi, aggiornamenti vari, che si poteva e doveva evitare.
Eppure l'articolo 8 della legge 14 del 2006 prevede che il Consiglio regionale, a seguito della presentazione del rapporto sullo stato d'attuazione delle politiche comunitarie, venga convocato annualmente in sessione comunitaria per discutere ed eventualmente approvare gli atti di competenza e di indirizzo validi per l'attività della Regione.
A questa disposizione di legge non si è ottemperato e il rapporto viene portato all'attenzione dell'Aula dopo un anno, un fatto che noi riteniamo grave e inspiegabile. O forse una spiegazione c'è. Occorreva tempo per trasferire risorse dai programmi operativi FESR e FSE 2014-2020 al programma operativo complementare, approvato con delibera CIPESS il 21 marzo 2024.
Questo escamotage ha consentito lo spostamento di 170 milioni di euro nel POC, evitando sostanzialmente di perderli, visto che eravate in forte ritardo e non si sarebbe potuto rispettare la deadline prevista dall'Unione Europea. Ha permesso di chiudere la precedente programmazione e anche, da parte vostra, di schivare critiche sui ritardi che stavate accumulando.
Ricordo, a questo proposito, che al 31 dicembre 2021, dopo oltre un anno dall'avvio dell'amministrazione di centrodestra, c'erano ancora 340 milioni da spendere entro il 2023. Il POC vi è venuto in soccorso.
Per quanto riguarda il programma operativo FESR 2014-2020, il Comitato di sorveglianza del 5 novembre 2024 ha potuto approvare la conclusione del programma stesso con il pieno utilizzo delle risorse, pari a oltre 458 milioni di euro, dopo la decurtazione a favore del POC di 121 milioni dalla dotazione iniziale prevista di 580 milioni, mentre prosegue fino al 31 dicembre 2026 l'attuazione del POC 2014-2020.
I dati del programma FSE 2014-2020 sono stati invece approvati dal Comitato di sorveglianza il 20 novembre 2024. Anche nel caso del POR FSE 2014-2020 una quota del programma è stata trasferita al POC Marche. Si è ridotta a 238,4 milioni di euro. Con la certificazione finale di spesa, avvenuta il 31 luglio 2024, sono state rendicontate alla Commissione Europea risorse…
Presidente, Non è possibile. ...
PRESIDENTE. Vi prego di fare silenzio.
Antonio MASTROVINCENZO. Può uscire dall’Aula per favore? Stiamo parlando di argomenti importanti, se non interessano, si va fuori.
PRESIDENTE. Prego.
Antonio MASTROVINCENZO. Con la certificazione finale di spesa avvenuta il 31 luglio 2024, sono state rendicontate alla Commissione Europea risorse per oltre 241 milioni di euro e, pertanto, anche in questo caso si è avuto l'assorbimento integrale delle risorse comunitarie e il programma è concluso.
Per quanto riguarda lo stato d'attuazione del programma FESR, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 sono questi: rispetto a una dotazione finanziaria iniziale di oltre 586 milioni di euro, sono stati impegnati 301 milioni, il 52% - anche grazie al finanziamento di progettualità su credito e innovazione che erano state avviate dalla precedente amministrazione di centrosinistra – e sono stati effettuati pagamenti per un totale di circa 58 milioni, il 10%.
Per quanto riguarda i pagamenti, se rispetto a Umbria e Abruzzo (le altre Regioni in transizione), le Marche hanno migliori risultati, rispetto alle Regioni più sviluppate sono ancora distaccate da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria.
Ricordo che per l'attuazione del programma sono rimasti 2 anni e 8 mesi, poiché si deve concludere nel 2027. Il 2028 e il 2029 saranno dedicati alla rendicontazione della spesa ed è la rendicontazione che fa la differenza. In quel momento si rischia di perdere risorse se non sono state utilizzate. Con questi livelli di scarsi pagamenti eseguiti per ora il rischio c'è. Ricordo anche che nel 2019 le Marche erano la seconda Regione italiana per rendicontazione, dopo l'Emilia-Romagna.
A seguito delle modifiche proposte con la revisione di medio termine, approvate dal Consiglio regionale lo scorso 18 marzo, per quanto riguarda l'FSE Plus 2021-2027, si sono incrementate le risorse sull'Asse 1 per sostenere ulteriormente la creazione di impresa, le borse di lavoro e le borse di ricerca e lo spostamento di risorse degli interventi riguardanti la modernizzazione del mercato del lavoro è stato giustificato con il fatto che sono previste risorse ministeriali stanziate per la stessa finalità.
Anche in questo caso il Consiglio regionale, al di là dell'approvazione formale - ricordo che il gruppo del Partito Democratico aveva abbandonato l'Aula - era stato completamente esautorato dal suo ruolo, perché era stata imposta una procedura d'urgenza ad un atto che sarebbe dovuto essere discusso e approfondito con i tempi necessari e invece è stato presentato e approvato in una sola settimana. Eppure si parlava di 15 milioni di euro spostati da un asse all'altro, di riduzione di risorse per servizi al lavoro e pari opportunità e non c'era nulla di tecnico, ma solo scelte politiche non condivise, frutto di mancata capacità programmatoria.
Per quanto riguarda lo stato di attuazione dell'FSE Plus, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, al 31 dicembre 2024, su uno stanziamento iniziale totale di 296 milioni, è stato programmato l'impegno di 164 milioni, sono stati impegnati 100 milioni, il 34%, ed effettuati i pagamenti per un totale di 50 milioni, il 17%.
Rispetto ai singoli assi, quello relativo all'istruzione e alla formazione ha una performance molto bassa. Sono stati effettuati pagamenti per soli 889.000 euro eppure i dati Excelsior di Unioncamere ci hanno mostrato impietosamente, pochi mesi fa, il totale disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, tra esigenze delle imprese e formazione professionale e questo rappresenta, per oltre il 50% delle aziende, un ostacolo rilevantissimo per attivare nuove assunzioni.
È evidente che su questo asse vanno potenziati gli interventi, a partire dagli ITS, Istituti Tecnici Superiori, che andrebbero valorizzati con un'adeguata campagna informativa tra i giovani, ampliandone l'offerta. Gli ITS rappresentano un'opportunità di assoluto rilievo e l'espressione di una strategia vincente di connessione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali.
Ma soprattutto va posta attenzione sulla qualità degli interventi e questo vale per tutte le misure finanziate. Non basta impegnare le risorse europee, ma bisogna impegnarle e utilizzarle con intelligenza, privilegiando soprattutto l'efficacia degli interventi in termini di risultati.
Solo ultimamente si è deciso, ad esempio, di investire maggiori risorse sugli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, cosa che richiedevamo con determinazione da anni. Peraltro il bando, scaduto il 3 aprile, ha avuto un buon riscontro e le risorse stanziate sono assolutamente insufficienti per far fronte alle domande pervenute.
Ma nel frattempo le Marche sono arrivate purtroppo in vetta alla classifica delle Regioni italiane per numero di lavoratori intermittenti, numero che tra l'altro cresce di anno in anno.
Nel 2024, poi, le aziende marchigiane hanno assunto meno. Solo il 10% delle assunzioni sono a tempo indeterminato, il 90% sono contratti a termine e intermittenti e le trasformazioni di contratti precari in rapporti a tempo indeterminato sono diminuite del 5,7% rispetto al 2023.
Altro esempio nell'Asse 3 Inclusione, che si rivolge specificatamente alle persone a rischio di esclusione sociale, che sono in condizioni di povertà o di grave deprivazione materiale, sono state spese circa il 20% delle risorse in dotazione, ma ancora non si vede alcun effetto positivo, perché nelle Marche aumenta costantemente la povertà relativa e gli ultimi dati disponibili ci indicavano come seconda Regione in Italia, in percentuale, per numero di accessi agli sportelli e ai centri di ascolto della Caritas.
L'11% delle famiglie è in condizione di povertà relativa, il 5,6% in povertà assoluta. Un marchigiano su 10 rinuncia a curarsi per mancanza di soldi. L'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha evidenziato come le Marche siano tra le Regioni che sono peggiorate su povertà e disuguaglianze sociali.
Lo stesso discorso vale per il FESR, di cui ho parlato prima. Sull'Asse 1, quello che attiene all'innovazione, digitalizzazione e competitività del sistema produttivo, sono stati effettuati pagamenti e messi a terra solo il 12% degli oltre 300 milioni in dotazione.
Se poi nelle Marche continuano a chiudere 1.000 aziende al mese, 3.207 sono le imprese cancellate dal registro del primo trimestre 2025, con un saldo negativo di 544 imprese, e sono dati ufficiali della Camera di Commercio, è evidente che qualche domanda sia opportuno farsela. Tanto più che in 6 anni si è perso l'11,8% delle imprese femminili esistenti. Occorrono adeguate risposte in termini di scelte politiche che, per ora, non ci sono state.
Passando agli interventi di sviluppo rurale, l'entrata in vigore di un regolamento europeo a fine 2020 ha determinato lo slittamento al 2022 della validità del programma 2014-2020. Questa proroga ha fatto sì che i pagamenti potranno essere eseguiti fino al 31 dicembre 2025, in applicazione della regola del cosiddetto N+3.
Scendendo nel merito dell'attuazione finanziaria, per quanto riguarda la programmazione 2014-2022, a fronte di un livello di impegni giunto ormai ad oltre il 101% delle risorse stanziate, si registra un livello di pagamenti pari all'83,7%.
Al 31 dicembre 2024 il programma aveva raggiunto i livelli di spesa previsti per evitare il disimpegno delle risorse.
Quanto alla nuova programmazione, come noto, questa copre il periodo 2023-2027 e si basa su un modello diverso da quello seguito fino ad ora. La nuova politica agricola comune esce dal contesto della politica di coesione e si articola su un piano strategico nazionale nel quale si innestano i complementi di programmazione regionale che attuano sul territorio regionale gli interventi che meglio rispondono alle particolarità e alle specificità della Regione considerata.
Al pari dei precedenti periodi di programmazione, in analogia con tutti i programmi e piani cofinanziati con risorse europee, anche il CSR delle Marche è stato approvato dall'Assemblea legislativa ad agosto del 2023.
Dal punto di vista finanziario, l'attuazione degli interventi del complemento fa registrare, a marzo 2025, un livello di impegni pari al 13% dei 390 milioni stanziati, corrispondente a circa 49 milioni di euro, ai quali corrisponde un primo livello di pagamenti che si attesta intorno allo 0,40% del totale, vale a dire 1,4 milioni di euro, un risultato sicuramente non particolarmente lusinghiero.
Rispetto alla programmazione delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca, sia per il periodo 2014-2020 sia per quello 2021-2027, la gestione del FEAMP è condivisa tra l'Amministrazione centrale, rappresentata dal Ministero per le Politiche Agricole, la Sovranità Alimentare e le Foreste, che riveste il ruolo di Autorità di gestione, e l'Amministrazione regionale che svolge la funzione di organismo intermedio, al quale spetta l'attuazione di alcuni interventi specifici.
Il programma FEAMP 2014-2020 può considerarsi concluso con il pieno impegno delle risorse che ammontavano a 35,4 milioni di euro.
Per ciò che attiene la programmazione 2021-2027, il piano finanziario del programma, approvato con delibera n. 1720 del 2023, ammonta a un totale di risorse pubbliche pari a oltre 32 milioni di euro. Di questi, alla data di marzo 2025, sono stati attivati bandi per 11 milioni di euro e questi bandi si sono chiusi il 31 gennaio 2025 e ora sono in corso le procedure istruttorie per la concessione dei finanziamenti.
In conclusione, mai come in questi anni le Marche hanno potuto contare su un plafond di risorse così ampio tra PNRR e fondi strutturali. Se l'impegno di risorse nei vari programmi ha raggiunto un livello apparentemente soddisfacente, i pagamenti effettuati sono ancora scarsi ma, soprattutto, in molti ambiti non si vedono minimamente riscontri positivi che permettano alle Marche un salto in avanti in termini di qualità del lavoro, lotta alle disuguaglianze sociali, crescita e sviluppo diffuso e sostenibile. Le cospicue risorse a disposizione vanno utilizzate tutte, presto e nel miglior modo possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Adesso si apre la discussione. Chi vuole intervenire? Vi ricordo che quest’argomento non prevede la votazione. Una risoluzione non è stata presentata da nessun gruppo consiliare, quindi, non ci sarà un voto.
Ha la parola il Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Abbiamo ascoltato con attenzione le relazioni dei due relatori.
Credo che dall'accurata e puntuale relazione fatta dal relatore di maggioranza, Consigliere Putzu, emerga in maniera oggettivamente chiara come la Regione Marche, grazie alla Giunta regionale e al Presidente Acquaroli, abbia garantito il pieno utilizzo delle risorse della programmazione FESR e FSE 2014-2020, soprattutto abbia accertato un livello di attuazione del tutto eccellente per quanto riguarda la programmazione 2021-2027.
Stessa attenzione è stata posta per quanto riguarda i programmi di sviluppo rurale e il settore pesca, faccio riferimento ai bandi FEAMPA. C'è da sottolineare un grande sforzo di carattere politico, che ha sempre considerato prioritario concentrarsi sul pieno ed efficace utilizzo delle risorse europee, ed anche uno straordinario lavoro. E’ questa l'occasione per ringraziare le strutture tecniche della Giunta che hanno dimostrato professionalità, competenza e dedizione nell'attuare questi indirizzi, orientamenti di carattere politico.
Mi fa anche piacere, come componente della II Commissione, sottolineare come quest’Assemblea legislativa sia stata resa sempre partecipe di tutte le attività connesse con la programmazione europea, dal momento che i programmi, sappiamo, sono atti amministrativi approvati da quest’Assemblea e anche le modifiche non sostanziali sono comunque passate in quest’Aula.
Dal mio punto di vista, credo che si sia fatto un grande lavoro, soprattutto decidendo fin dall'inizio di dedicare risorse importanti nel bilancio. Parlo della quota del cofinanziamento che spetta alla Regione Marche, rispetto alla quota che mette lo Stato e al 50% messo in campo dalle risorse europee. Sin dall'inizio si è fatta questa scelta di destinare nei nostri bilanci queste quote per attivare, velocizzare e rendere concreto quello che, di fatto, è l'impatto economico positivo, aggiungo, sulla Regione Marche.
Credo che si tratti di un'attività politico-istituzionale doverosa, dal momento che le risorse della programmazione europea sono e fondamentali per la crescita del tessuto economico e produttivo marchigiano. Credo, mi consenta il Consigliere Mastrovincenzo, che dal nostro punto di vista siano stati fatti interventi efficaci, che hanno avuto un importante effetto economico e una ricaduta positiva sull'economia marchigiana. Che poi si possa fare sempre di più e meglio è evidente, lo spazio e il margine c’è sempre, molto e abbastanza. Però penso che questa scelta di destinare le risorse sin da subito… Il lavoro della Giunta, del Presidente Acquaroli e degli uffici della Giunta ha determinato questo risultato importante e, per queste ragioni, non possiamo che essere soddisfatti dell'azione di questa Giunta regionale. Quindi ,andiamo avanti, perché le Marche hanno bisogno di questi investimenti per tornare ad essere una Regione di riferimento nazionale.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Non posso non ringraziare il Presidente della II Commissione, il Consigliere Putzu, tutti i membri, il relatore di minoranza, il Consigliere Mastrovincenzo, ed anche la Giunta per il grande lavoro fatto, soprattutto le strutture che hanno lavorato moltissimo per raggiungere questi obiettivi.
Mi accodo a quello che ha detto poc'anzi anche il Consigliere Marinangeli, credo che si debba essere soddisfatti per quanto riguarda l'utilizzo dei fondi FESR, sia per quanto concerne il 2014-2020 - un utilizzo totale di questi fondi - sia per la strada intrapresa, diciamo, sui FESR 2021-2027.
Ritengo che questo sia stato un grandissimo lavoro dell'amministrazione del Presidente Acquaroli, che da subito ha dimostrato una certa sensibilità nell'andare a migliorare l'azione politica di quest’Amministrazione regionale rispetto ai fondi europei.
Credo che non sia da sottovalutare, come ha ricordato dal Consigliere Marinangeli poco fa, anche il fatto che questa Amministrazione abbia destinato ingenti somme dei fondi di bilancio per la compartecipazione e tutto ciò chiaramente ha portato a generare degli effetti positivi nella nostra economia regionale.
Credo che le tante aziende, ma anche i Comuni, che hanno potuto usufruire di questi fondi abbiano, come dire, apprezzato il lavoro svolto fino a questo momento.
Siamo soddisfatti, ci tenevo a dirlo a nome del gruppo di Fratelli d'Italia. Siamo convinti che la strada sia quella giusta e siamo altrettanto convinti che ci sarà tanto lavoro, anche in futuro, per continuare su questa strada, che continuerà a dare dei risultati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
La legge regionale 14/2006 prevede la presentazione del rapporto sull'attuazione delle politiche comunitarie che come Giunta abbiamo approvato il 17 giugno 2024, trasmesso al Consiglio, ed è il rapporto che è in discussione oggi, perché i dati del documento sopra citato sono relativi a maggio 2024. Di seguito vi aggiornerò sui dati attuali.
Come previsto all'articolo 8 della legge 14/2006, la struttura del rapporto, consolidata nel tempo, prevede la trattazione dei seguenti argomenti: avanzamento della programmazione regionale FESR di riferimento sia al periodo 2014-2020 che 2021-2027; avanzamento della programmazione regionale FSE, riferimento sia al periodo 2014-2020 che 2021-2027; avanzamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, FEASR, in riferimento sia al Piano di sviluppo rurale (PSR) Marche 2014-2020che al Complemento per lo sviluppo rurale 2023-2027; avanzamento del Fondo Europeo per gli affari marittimi e per la pesca sia in riferimento al periodo 2014-2020, il FEAMP, e al 2021-2027, FEAMPA; relazione agli aiuti di Stato; relazione sull'attività di cooperazione territoriale europea, Macroregione Adriatico-Ionica; attività di partecipazione e gestione dei programmi europei, con un focus sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; sull'attività del centro Europe Direct Regione Marche; relazione sull'attività dell'ufficio di Bruxelles; relazione sull'applicazione delle direttive comunitarie di competenza regionale.
Segnalo che è in corso di predisposizione proprio in questi giorni il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per il periodo giugno 2024 - maggio 2025, che verrà presentato dalla Giunta nei termini di legge.
Il Programma FESR 2014-2020 – i dati seguenti sono stati approvati dal Comitato di sorveglianza del programma il 5 novembre 2024, alla presenza della Commissione europea (poi parliamo del programma operativo FESR 2014-202) - al netto delle risorse trasferite alla programmazione complementare, il cosiddetto POC, approvato con delibera CIPESS n. 9 del 21 marzo 2024, il POR FESR 2014-2020 ha una dotazione finanziaria complessiva di 458,4 milioni di euro, a fronte della quale è stata certificata alla Commissione europea, ad ottobre 2024, una somma di 465,3 milioni di euro. Pensate, 7 milioni in più certificati, alla quale corrispondono 3.334 progetti realizzati.
Il programma comunitario è quindi concluso con il pieno utilizzo delle risorse stanziate, mentre prosegue fino al 31 dicembre 2026 l'attuazione del POC 2014-2020.
Programma FSE 2014-2020 (che non è Plus, perché Plus lo è diventato nella programmazione 2021-2027). I dati seguenti sono stati approvati dal Comitato di sorveglianza del programma il 20 novembre 2024, alla presenza della Commissione europea. Anche nel caso del POR FSE 2014-2020 una quota del programma è stata trasferita al POC Marche, per cui la dotazione originaria, pari a 288 milioni, si è ridotta a 238 milioni di euro.
Con la certificazione finale di spesa avvenuta a luglio 2024, sono state rendicontate alla Commissione europea risorse per oltre 241 milioni di euro, anche qui 3 milioni di euro in più rispetto alla dotazione del programma, superiori alla dotazione effettiva finale, e pertanto anche in questo caso si è avuto l'assorbimento integrale delle risorse comunitarie e il programma è concluso.
Programma FESR 2021-2027. Le risorse totali ammontano a circa 586 milioni. Di questi, 307,4 sono destinati agli interventi dell'Asse 1 a sostegno di ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività del sistema produttivo marchigiano; 223,9 milioni di euro sono destinati agli interventi in materia di energia, clima, prevenzione, gestione dei rischi, gestione delle risorse idriche, tutela della biodiversità, mobilità urbana sostenibile; 33,9 milioni di euro sono destinati alla promozione dello sviluppo integrato ed infine 20,5 milioni di euro all'assistenza tecnica del programma.
Si evidenzia preliminarmente che, con l'approvazione a dicembre 2024 della legge di bilancio 2025-2027, è stato garantito il cofinanziamento integrale della quota regionale per tutti i 7 anni della programmazione.
Per quanto riguarda lo stato di attuazione del POR FESR, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, i dati ufficiali vedono la Regione Marche al terzo posto per gli impegni di spesa FESR.
Programma FSE Plus 2021-2027. La dotazione complessiva del programma ammonta a 296 milioni di euro, distribuiti originariamente come segue:
Asse 1 - Occupazione: 104,6 milioni di euro;
Asse 2 - Istruzione e formazione: 44 milioni di euro;
Asse 3 - Inclusione sociale: 91 milioni di euro;
Asse 4 - Giovani: 44,7 milioni di euro;
Assistenza tecnica: 11,8 milioni di euro.
A seguito delle modifiche proposte con la Mid-Term Review (revisione di metà periodo) approvate dal Consiglio regionale lo scorso 18 marzo, si sono incrementate le risorse sull'Asse 1 per sostenere ulteriormente la creazione di impresa, le borse lavoro e le borse di ricerca.
Lo spostamento di risorse degli interventi riguardanti la modernizzazione del mercato del lavoro trova la propria giustificazione nel fatto che sono previste risorse ministeriali stanziate per questa finalità specifica.
Per quanto riguarda lo stato d'attuazione del POR FSE Plus, a 2 anni dall'approvazione del programma, avvenuta in Consiglio regionale a gennaio 2023, si rilevano i dati aggiornati. Si evidenzia che il dato colloca l'FSE Plus Marche al primo posto tra le Regioni italiane in termini di avanzamento della spesa.
Voglio ribadire, perché ho sentito già dal Consigliere Mastrovincenzo questi riferimenti, che indipendentemente dalle Regioni in transizione o no, può fare, Consigliere, il paragone con tutte le altre Regioni, ma noi siamo primi sull’FSE e terzi sul FESR. Questo a livello nazionale, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia.
Poi vorrei ricordarvi questo. La Commissione europea ha approvato la programmazione a novembre 2022. Noi l'abbiamo approvata in Consiglio regionale a gennaio del 2023, ma cosa abbiamo fatto nel bilancio 2022, approvato nel dicembre 2022? Abbiamo inserito le risorse, siamo stati una delle poche Regioni che hanno cofinanziato la programmazione europea. L'abbiamo fatto prima di fare il passaggio in Consiglio, subito, nel primo bilancio. Nel primo bilancio siamo stati tra le poche Regioni che hanno cofinanziato la programmazione europea 2021-2027. A dimostrazione, lo dico subito, nel primo bilancio avevamo messo il 40% dei 132 milioni che abbiamo cofinanziato; nel bilancio successivo, parliamo del bilancio 2023 per gli anni 2024-2025-2026, abbiamo messo il 70%; e nell'ultimo bilancio che abbiamo approvato il 23 dicembre, bilancio degli anni 2025-2026 e 2027, abbiamo coperto i 132 milioni di euro del cofinanziamento. Questo perché? Perché volevamo dare risposte alle imprese e alla comunità marchigiana. Questo è quello che… Siamo stati lungimiranti, tra i primi in Italia, e dovete dare atto di come ci siamo comportati sulla programmazione europea.
Un'altra cosa che volevo dirvi è che ci sono tantissime misure e come Assessore al bilancio, ho anche la delega al credito… Cosa abbiamo destinato, in un momento storico come questo, in una Regione manifatturiera come le Marche? Tantissime imprese... perché le abbiamo ascoltate, perché abbiamo ascoltato le associazioni di categoria e quant'altro. Abbiamo contattato e ci siamo interfacciati con tutti gli stakeholder, la problematica era: l'accesso al credito. Questo era il problema prioritario delle imprese: l'accesso al credito e la capitalizzazione.
Sull’accesso al credito cosa abbiamo fatto? Prima di tutto, all'inizio della programmazione, abbiamo destinato 91 milioni di euro alle micro, piccole e medie imprese. Siamo usciti con un bando a gennaio del 2024 di 20 milioni, dopo 40 giorni erano arrivate richieste per 25 milioni e siccome volevamo esaudire tutte le imprese che avevano fatto domanda, a giugno dell'anno 2024 siamo usciti con un nuovo bando di 9,7 milioni, sempre lordi, perché ci sono delle spese in ogni bando che esce, Quindi, siamo riusciti a finanziare i 5 milioni di euro che non erano stati finanziati col primo bando e il resto, i 4,5 milioni, l'abbiamo dato alle nuove richieste.
Poi è emerso dagli incontri, che la maggior parte delle imprese marchigiane era sottocapitalizzata e che bisognava trovare una misura per capitalizzarle. Cioè, se un'impresa aveva un capitale sociale di 50.000 euro e voleva aumentarlo di 30.000 euro…, noi le abbiamo consentito di aumentare il capitale di 30.000 euro, dando un contributo a fondo perduto e un abbattimento del costo degli interessi e delle garanzie. Però le abbiamo detto: “Con quei 30.000 euro devi fare degli investimenti”. Queste sono state tutte misure che noi abbiamo messo in atto per il credito.
Non solo. Adesso siamo usciti con dei bandi, che non riguardano il mio Assessorato, sull'energia. Pensate che ieri l'Assessore Aguzzi, che è qui presente, ha portato in Giunta, e l’abbiamo approvata, una delibera per un fondo credito per la creazione di nuove imprese, 5,7 milioni di euro.
Volevo rispondere al Consigliere Mastrovincenzo. Quando parlate della vecchia programmazione 2014-2020, ricordo che la Regione Marche di quella programmazione non ha restituito 1 euro all'Europa. Le responsabilità della scarsa programmazione europea 2014-2020…, le date lo dicono, 2014-2020. Poi era un N+3 che si è protratto fino al 2023, ma nel 2014-2020 non c'era l'amministrazione di centrodestra, mi sembra che ci fosse qualcun altro.
Consigliere Mastrovincenzo, il POC non è un'invenzione della Regione Marche, ma si tratta di una misura adottata dalla Commissione Europea per fronteggiare l'emergenza Covid, per consentire alle Regioni e ai Ministeri di poter utilizzare le risorse oltre il 31 dicembre 2023, che era la data di scadenza della programmazione 2014-2020. L'ho detto prima era N è diventata N+3. Non è vero quello che ha detto, che il 2028 e il 2029 possono essere utilizzati per fare interventi e spendere risorse. Se non le risulta, nel 2028 e nel 2029 i fondi possono essere utilizzati per fare interventi e spendere risorse.
Per quanto riguarda gli Istituti Tecnici Superiori, con la modifica che c'è stata dell'FSE Plus appena adottata, come Regione Marche e come Giunta abbiamo aggiunto risorse.
Lei parla di risorse basse FSE sull'istruzione. Solo perché l'istruzione fino al 2025 è stata pesantemente finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che scade, lo ricordo, il prossimo anno. Per noi le risorse dell'istruzione sono prioritarie perché garantiscono tassi di occupazione e per questo abbiamo aggiunto risorse.
Una precisazione. Ricordo che gli interlocutori dei bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sono i Comuni, i Ministeri, i Comuni. Non c'entra niente la Regione. Noi, per 500.000 euro, siamo sui 4 milioni… Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza cuba 4,6 miliardi, di cui 500 milioni sono gestiti, come ente attuatore, dalla Regione Marche per il sociale. Basta, non c'è nient'altro. Ok? Benissimo.
Concluderei con questo. Nella programmazione 2021-2027, quella che abbiamo portato avanti noi, che abbiamo approvato, c'è stata sempre da parte della Giunta la volontà di sostenere fortemente l'avanzamento della programmazione .
Ho finito, se ci sono altre domande che la minoranza vuole farmi, sono a disposizione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per mozione d'ordine, se potessi, lascerei la replica alla Consigliera Bora, così permetto a lei di parlare, visto che non è intervenuta. Grazie.
PRESIDENTE. Siamo fuori dalla disposizione perché la replica è del relatore che ha introdotto.
Antonio MASTROVINCENZO. Se non è un problema…
PRESIDENTE. Non è una scelta. Dobbiamo rispettare un attimo, altrimenti in ogni situazione rischiamo di fare così. Può magari leggere l'intervento della Consigliera Bora al suo posto, cioè facendolo apparire come una replica, perché l'intervento del relatore è in replica agli interventi che sono avvenuti nell'ambito della discussione, non è un'altra posizione.
Dobbiamo rispettare questa cosa, senza far apparire che voglio censurare interventi su una questione, tra l'altro, così importante.
Adesso siamo nell'ambito, e già siamo fuori dalla norma, delle repliche dei relatori, che devono avvenire prima dell'intervento dell'Assessore, che poi, se vorrà, potrà replicare alle repliche dei Consiglieri Putzu e Mastrovincenzo.
Ha la parola, per replica, il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Dispiace perché il regolamento non lo consente, però potevamo fare un regolamento, Presidente…, alla fine potevamo ascoltare un po' tutti. Ci mancherebbe altro, non voglio insistere, se avete applicato questo, va bene così.
Intervengo per replica perché ho avuto modo di ascoltare il Consigliere Mastrovincenzo e ci tengo a fare chiarezza una volta per tutte.
Parliamo di imprese, di programmazione europea. Quando è uscita la grande bufala: "Nella Regione Marche muore un'impresa ogni 36 minuti", speravo che qualcuno del Partito Democratico non la cavalcasse. Ripeto, a scuola non ero bravissimo, però sono andato a scaricare tutte le determine della Camera di Commercio ed ho scoperto che sono state cancellate d'ufficio, quindi quella dichiarazione che è stata fatta era ovviamente fuorviante, facendo credere che grazie al Governo Acquaroli chiudeva un'impresa ogni 36 minuti.
Ascoltatemi bene tutti, perché è una notizia che dobbiamo dire chiaramente, invito l'opposizione a scaricare tutti gli atti, come ho fatto io, ho visto che sono state cancellate d'ufficio 21.010 imprese. Dall'esame di queste determine 13.500 imprese sono state cancellate per mancato compimento di atti di sezione per 3 anni consecutivi.
Se andate a vedere nelle determine, cari amici, ci sono imprese che hanno cessato l'attività negli anni '70, '80, '90 e 2000. Vi dico pure che nel 2022 e nel 2021 ci sono delle aziende che sono state cancellate per decesso dell'imprenditore. Quindi, udite udite, finalmente si scopre la bufala del secolo: che grazie alla Giunta Acquaroli vengono cancellate, o muore un'impresa ogni 36 minuti. Invece, scopriamo che tutte queste imprese che sono state cancellate d'ufficio, nessuna è dell'anno della gestione del Presidente Acquaroli.
Anzi, ci tengo… perché credo sia fondamentale. Ovviamente non me lo sto inventando, Consigliere Mastrovincenzo. Dopo le dono tutte queste…, gliele dono facendo le fotocopie, perché le vorrei tenere, perché è importante spiegarlo ai cittadini marchigiani. Ci sono anche le imprese che…, non so se vi ricordate bene, quando il vostro leader dell'opposizione, ormai leader del PD, era Presidente della Provincia di Pesaro, ci sono stati dei Comuni che sono scappati dalla Provincia di Pesaro e sono andati in Romagna. Quelle imprese sono state cancellate, guarda caso, dalla Camera di Commercio delle Marche e sono entrate nella Camera di Commercio dell'Emilia-Romagna. Altre 400 imprese sono state cancellate per irreperibilità dell'imprenditore, ovviamente molti extracomunitari che aprono l'impresa e poi non si trovano più; 2.600 imprese per decesso dell'imprenditore. Ricordatevelo bene, quello che mi fa sorridere è che, se voi andate a vedere, le cessazioni d'impresa sono tutte antecedenti al Governo Acquaroli.
Vi consiglio spassionatamente…, magari qualcuno di voi non è abituato a fare opposizione, si aggancia a una notizia che dà qualcuno per cercare di fare clamore. Ma vi consiglio di leggere e di scaricarvi tutte le determine che sono state fatte dalla Camera di Commercio delle Marche. Quello che mi dispiace è che ancora una volta viene fatta propaganda politica sulla pelle degli imprenditori. Ma permettetemi di dire che questa volta avete lanciato un boomerang impressionante contro di voi, contro le vostre gestioni, il vostro modo di fare politica, contro quella politica fallimentare che vi ha fatto perdere l'elezione nel 2020.
Credetemi, lo racconteremo ai tanti cittadini, ai tanti imprenditori, perché se sono state cancellate d'ufficio 21.000 imprese non perché muore un’impresa ogni 36 minuti nella regione Marche per la Giunta Acquaroli, ma sono morte con il crack di Banca Marche, perché siamo una Regione in transizione - non ci siamo stati noi – ma soprattutto vengono cancellate le imprese degli anni '70, '80 e '90 per la vostra incapacità, anche nella gestione dell’ex Presidente della Giunta Ceriscioli.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Leggerò almeno degli stralci, perché mi sembra corretto, dell'intervento della Consigliera Bora.
Due precisazioni. Una all'Assessore Brandoni: io non ho parlato assolutamente di cofinanziamenti e so bene che sui fondi PNRR la parte dedicata alle Regioni attiene al sociale. Ho portato i risultati devastanti sul sociale e dopo ne riparleremo più tardi. Cosa non avete fatto sul sociale in questa Regione con i soldi del PNRR. Pensate se non avevate neanche quelli.
Dopodiché, io non invento niente. Guardate bene, guardate bene tutti, a favore di telecamere, questo è un articolo uscito pochi giorni fa sul Corriere Adriatico: "Marche, chiuse 3.207 imprese". Non è il Consigliere Mastrovincenzo a dirlo, ma è il Presidente della Camera di Commercio - io non l'ho interrotta, Consigliere Putzu – ed è nel primo trimestre 2025, con un saldo negativo di 544 imprese, in meno. La nostra Regione porta questo dato.
Dopodiché diamo la colpa al 2015, al 2016, al 2017. Lo trovo un po' complicato, onestamente. Hai voglia a dire niente panico, il panico c'è. Andate a chiedere agli imprenditori, andate a raccontare quello che volete, dopodiché vi diranno com'è la situazione.
Detto ciò, leggo per correttezza alcuni passaggi dell'interessante intervento della Consigliera Bora.
"La Giunta regionale ha potuto contare su un pacchetto straordinario di fondi ereditato dall'amministrazione precedente, superiore del 66% rispetto alla programmazione 2014-2020. A questi si sono aggiunti 4,6 miliardi del Recovery Fund, è vera questa precisazione, Assessore Brandoni, e 154 milioni del POC, risorse che avrebbero dovuto favorire nuove progettualità integrative rispetto a quelle previste dalla programmazione europea.
Tuttavia, invece di essere impiegate per sviluppare interventi innovativi, sono state utilizzate per colmare ritardi e inefficienze nella gestione dei fondi comunitari, rischiando persino la restituzione delle somme all'Unione Europea.
Considerata questa ingente mole di risorse ed essendo ormai giunti a fine mandato, credo che sarebbe stato doveroso da parte vostra presentare un bilancio e una relazione innanzitutto aggiornati e soprattutto chiari e dettagliati, con un'indicazione delle attività svolte, l'analisi puntuale sia della tipologia che dell'efficacia degli interventi attivati, del loro impatto sul territorio – e di questo parlavo anche prima nel mio intervento - in termini di investimenti attivati e posti di lavoro creati (sono stati creati posti di lavoro a tempo determinato o intermittente) con particolare riferimento alle aree di crisi industriale del distretto pelli-calzature del Fermano-Maceratese, del distretto del bianco del Fabrianese, dell'Ascolano, o ancora di quello dell'automotive, oppure delle aree interne o di quelle colpite dal sisma.
Il dato reale è che oggi nessuno o pochissimi bandi programmati hanno portato pagamenti effettivi per le imprese. Il timore è che, con questo ritmo, le risorse saranno realmente accessibili solo nella metà del 2025. Se così sarà, a pagarne le conseguenze saranno soprattutto le piccole imprese e gli artigiani che invece hanno bisogno di liquidità immediata per innovare e migliorare la propria competitività.
La Giunta Acquaroli non riesce a gestire efficacemente le risorse disponibili, sensibilmente aumentate anche a seguito del passaggio della Regione Marche a Regione in transizione. Un passaggio che continuate a definire retrocessione, quando i fatti dimostrano il contrario.
Primo: il cambiamento è stato determinato da una revisione dei parametri stabilita dall'Unione Europea e non da un reale calo del PIL pro capite.
Secondo: lo status di regione in transizione non solo ha permesso alla Regione Marche di beneficiare di risorse aggiuntive rilevanti, ma anche di poter beneficiare dell'opportunità di vedersi inserire in programmi speciali di sostegno, come il finanziamento dei voli di continuità.
Terzo: se oggi la Regione fosse ancora classificata tra quelle sviluppate, come accadeva nella precedente amministrazione 2014-2020, occuperebbe esattamente le stesse posizioni nella graduatoria pubblicata oggi dalla Ragioneria Generale dello Stato, a dimostrazione che non state facendo assolutamente meglio di chi all'epoca continuavate ad accusare di scarsa competitività ed efficienza”.
A questo riguardo, Assessore, preciso che lei ha parlato di una classifica relativa alle risorse impegnate, su questo ho riconosciuto che c'è un discreto livello di impegno di risorse. Poi, se andiamo a vedere i pagamenti, in quella classifica, parliamo di soldi effettivamente arrivati a destinazione, non siete sicuramente tra i primissimi posti e vi ho elencato la nostra posizione in classifica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Per me i dati parlano da soli. Se siamo al terzo posto sugli impegni FESR e al primo posto sull'avanzamento della spesa del Fondo Sociale Europeo, non vedo, Consigliere Mastrovincenzo, queste grandi carenze dal punto di vista del sociale per quanto riguarda la programmazione. Se poi parla d'altro, che sul sociale non destiniamo fondi dal bilancio ordinario, questa è un'altra accusa a cui risponderà chi di dovere.
Mi meraviglia essere ripreso sulle imprese della nostra regione. Su una regione come la nostra, manifatturiera, come dicevo prima, siamo usciti con dei bandi da 20 milioni, da 9,7 milioni, da 8,2 milioni sulle capitalizzazioni sono 38 milioni. Entro la fine dell'anno sicuramente usciremo con bandi per 10-15 milioni per le piccole e medie imprese, siamo a 53 milioni di euro. Ne abbiamo 91 a disposizione.
Poi c'è una grande novità che non attiene alla programmazione europea. Mesi fa siamo stati contattati dalla Banca Europea degli Investimenti, la BEI, che ha destinato alle Marche, tra le poche regioni d'Italia, 60 milioni per dei bandi. Bisogna individuare adesso due banche a livello nazionale o un gruppo di banche locali per mettere altri 60 milioni. Quindi 60 milioni della BEI... Perché abbiamo scelto subito, ci siamo buttati su questa proposta della Banca Europea degli Investimenti? Perché il tasso della BEI è di un punto inferiore al tasso corrente.
60 milioni metterà la BEI, 60 milioni metteranno le banche o le due banche nazionali, sono 120 milioni, su 120 milioni metteremo 5 milioni e destineremo il 20% alle imprese del turismo, sempre per dare aiuti sul costo degli interessi e sul costo della garanzia. Se queste sono poche cose, rispetto a quello che stiamo facendo, non ho altre parole.
Interrogazione n. 1531 - a risposta immediata
a iniziativa della Consigliera Elezi
“Grave disfunzione del servizio di assistenza per disabili gravi nel Comune di Jesi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1531 - a risposta immediata - della Consigliera Elezi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Grazie anche alla Consigliera Elezi per questa importante interrogazione, che ha messo in luce la situazione di una persona disabile che dalla fine di dicembre dello scorso anno fino al 16 aprile ha visto mancare l'assistenza domiciliare.
Come in questo caso, la prestazione viene erogata dall'Ambito Sociale Territoriale di Jesi e la giustificazione che viene addotta è costituita dal fatto che la precedente persona che assisteva la persona disabile si sarebbe assentata per cause varie, tra cui una maternità.
Indipendentemente da questo e dal fatto che, come viene scritto nella comunicazione, l'Ambito Sociale Territoriale sarebbe stato d'accordo con la disabile a non fruire di questo servizio in attesa che l'assistente si fosse ripresentata in servizio al termine di questo periodo, nonostante questo problema, credo che l'Ambito Sociale Territoriale avrebbe dovuto, sin dal 1° gennaio, sostituire quella persona con un'altra idonea.
Mi dispiace che questo sia avvenuto e procederemo a sollecitare l'Azienda Sanitaria di Jesi ad evitare questo tipo di incongruenze. Peraltro, sono incongruenze che anch'io ho conosciuto direttamente durante il Covid.
È capitato che il direttore generale dell'ASP Ambito 9 di Jesi (Azienda Servizi alla Persona), che scrive questa memoria, che molto spesso appare sugli organi di stampa come un grande luminare tecnico della sanità e dei servizi sociali, quando dirige l'Azienda Sanitaria Territoriale dimostra qualche carenza.
Chiedo scusa a lei, alla disabile, per questo problema. È stato confermato che dal 16 aprile 2025 questa persona ha riottenuto l'assistenza a cui aveva diritto. La ringrazio per aver fatto questa interrogazione. Qui la Regione non ha nessun tipo di responsabilità, nessun tipo di potere in materia, però ritengo che gli Ambiti sociali territoriali, allorquando si verifica una vacanza, debbano tempestivamente sostituire il personale organico, perché le risorse sono state trasferite agli ambiti sociali territoriali con tempestività e soprattutto in misura congruente alla domanda di assistenza territoriale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per questa notizia, che mi spiace sia arrivata dopo una segnalazione a lei.
Sono 5 mesi in cui XY ha subito le conseguenze della superficialità con cui la direzione dei servizi sociali del Comune, nonché dell'AST n. 9, ha gestito questa vicenda.
L'assistenza domiciliare è un diritto fondamentale delle persone con disabilità grave ed è essenziale che vengano migliorati i processi e le procedure per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.
L'impegno e la programmazione sono ancora più doverosi quando si somma il ruolo dirigenziale nell'ASP anche a qualche incarico politico, come poc'anzi ha detto l'Assessore. Il direttore generale dell'ASP Ambito 9 di Jesi (Azienda Servizi alla Persona) ricopre qualche incarico politico significativo che presuppone un patto di rappresentanza dei cittadini.
Per questo la vicenda di XY è ancor più significativa, perché rappresenta un fallimento deplorevole della deontologia professionale e politico-amministrativa.
Mi auguro che sia l'ultima volta in cui siamo costretti a far diventare un diritto un caso umano e che l'impegno per la programmazione e la gestione dei servizi per la disabilità grave sia sempre concreto e tempestivo. È un obbligo che ci siamo assunti con il mandato elettorale e continueremo a vigilare e a lavorare per rispettarlo. Grazie.
Interrogazione n.1532 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Marcozzi, Pasqui, Bilò, Dallasta, Elezi
“Situazione delle strutture sanitarie regionali e in particolare le criticità dell'assistenza primaria”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1532 - a risposta immediata - dei Consiglieri Marcozzi, Pasqui, Bilò, Dallasta, Elezi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Grazie anche alla Consigliera Marcozzi per questa interrogazione che mette in luce, ancora una volta, non solo le carenze che la nostra Regione registra in materia di medici di medicina generale, ma ci dà anche la possibilità di spiegare esattamente qual è il percorso che è stato intrapreso in questa legislatura per lenire questa carenza.
Voglio subito dire che il numero di medici che entreranno in servizio quest'anno nel Servizio sanitario regionale fu deciso nel 2015 dal Governo Renzi e dalla ministra Lorenzin. Si decise di formare 10.000 medici, di cui solo 6.000 specializzati, ma in pensione quest'anno ne vanno 16.000.
Questa particolare carenza si registra principalmente nell'assistenza primaria, nei medici di medicina generale, i quali, a fronte di un organico di 1.148 medici nella nostra Regione, attualmente si registra una carenza di 212 unità.
Questa situazione, che deriva non da un piano regionale, ma da responsabilità precedenti, è stata notevolmente mitigata nella nostra Regione, non solo per la visione che il Consiglio regionale ha avuto, ma anche per la visione della Giunta regionale, allorquando nel 2021 furono finanziate 150 borse di specializzazione in più nella nostra Regione, che hanno consentito di formare nelle Marche ben 182 medici di famiglia aggiuntivi.
Il che significa che, se noi avessimo perseguito la stessa politica precedente, in cui venivano finanziate solo cinque borse di specializzazione per i medici di medicina generale, la carenza di oggi sarebbe stata di 350 medici.
Siamo una delle Regioni che sta mitigando questo problema e dico subito che da quest'anno il numero dei medici che entreranno in servizio sarà in misura superiore al turnover, cioè al numero dei medici che andranno in pensione.
Dal prossimo anno e dall'anno successivo avremo i medici a disposizione per il servizio, perché i Governi di centrodestra hanno avviato a Medicina 25.000 medici quest'anno, 21.000 lo scorso anno e 19.000 l'anno precedente.
Dico anche alla Consigliera Marcozzi che ieri abbiamo chiuso un importantissimo accordo con i sindacati dei medici di medicina generale sul fondo residui dei medici di medicina generale, con un particolare ringraziamento al Segretario della FIMMG e al segretario dello SNAMI, con i quali abbiamo concluso questo tipo di accordo. A breve chiuderemo l'accordo integrativo regionale, l'AIR, con i medici di medicina generale. È un rapporto veramente speciale e li ringrazio tutti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Saltamartini. Volevamo proprio questo, perché è urgente l'attuazione di un accordo integrativo regionale e lei ha citato il Presidente della FIMMG regionale e il Presidente dello SNAMI, per i medici di medicina generale.
L'AIR stesso dovrà offrire ai nuovi medici un ventaglio di attività orarie per lo svolgimento del ruolo unico, che prevede 38 ore e oggi, purtroppo, queste 38 ore dove vengono svolte? Principalmente nelle guardie mediche diurne e notturne.
Si prospetta una grande difficoltà sulla disponibilità di nuovi ingressi dei medici di famiglia, stante la scarsissima attrattività dell'attuale offerta oraria, con conseguenti gravi disagi assistenziali per tanti cittadini.
Ma, come lei ha detto, stiamo per stipulare questo accordo integrativo regionale. Benissimo la strada intrapresa dalla Regione Marche. Questo volevamo ascoltare. Grazie.
PRESIDENTE. Le due interrogazioni a risposta immediata, la n. 1536 e la n. 1538, devono essere rinviate per l'assenza giustificata dell'Assessore Antonini. L'interrogazione ordinaria n. 1353 la svolgiamo appena l'Assessore Biondi sarà in Aula.
Interrogazione n. 1114
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Possibile turbativa della concorrenza sul bando di gara per l’assegnazione delle rotte aeree assistite da contributi regionali e statali per la continuità territoriale, determinata dal contratto di marketing stipulato tra ATIM e Aeroitalia S.r.l. il 31.07.2023”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1114 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. In riferimento ai primi due punti dell'interrogazione n. 1114/2024, si comunica che non risulta alcun collegamento tra l'affidamento del servizio di trasporto aereo di continuità territoriale ad Aeroitalia S.r.l. e il contratto di marketing di 750.000 euro.
Si segnala, peraltro, che la gara di affidamento del servizio di trasporto aereo di continuità territoriale non è stata gestita dalla Regione Marche o dall'ATIM, bensì da ENAC.
Inoltre, in merito al punto relativo alla richiesta di dimissioni del direttore di ATIM si precisa che tale punto è superato dal fatto che non svolge più l'incarico di direttore dell'ATIM dal 31 luglio 2024.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Assessore, grazie per la risposta. Quest'interrogazione è parecchio datata, come aveva visto, perché è del 26 febbraio 2024. Era stata abbinata ad una mozione e ringrazio i Consiglieri capogruppo che mi hanno concesso di sradicarla da quell'atto e riuscire a discuterla in quest'Aula.
L'ho richiesto e avevo urgenza di farlo perché, come lei sa, gli atti su questo tema sono numerosi. Vorrei ricordare quello del Consigliere Cesetti, presentato nel febbraio 2023, a cui lei, Assessore, rispose esattamente con le parole di oggi, perché lesse quello che le aveva scritto il direttore di ATIM all'epoca (aveva anche citato la fonte): "Non esiste alcuna connessione tra il contratto di marketing sottoscritto tra ATIM e Aeroitalia ed il bando ENAC per le rotte di continuità, mai sono state legate le due posizioni ed è intollerabile che oggi ancora se ne discuta".
Dopo ci furono le interrogazioni abbinate del Consigliere Carancini e la mia e lei disse che la Giunta regionale e l'Assessore competente non erano al corrente del pieno contenuto del contratto di servizio di marketing, sottoscritto in data 31 luglio 2023, da ATIM ed Aeroitalia. Forse, all'epoca, disse più cose rispetto a quelle che ha detto oggi.
Perché ci ho tenuto a portare di nuovo questo tema in Aula? Perché è uscita la famosa relazione della commissione interna, in cui si legge che il gruppo di lavoro prende atto della pendenza del procedimento davanti al Tribunale Civile di Roma e ritiene di non potersi esprimere in merito.
Di questa questione del contratto non si riesce a parlare né dal punto di vista tecnico né da un punto di vista politico, mentre secondo me sarebbe molto importante che la Regione, la Giunta e, in primis, direi il Presidente Acquaroli facessero ammenda davanti a tutti i marchigiani, dicendo che c'è stato quantomeno un vizio di controllo.
Vorrei ricordare che ATIM è un'azienda che è stata creata dal Presidente Acquaroli, che si è tenuto anche la delega al turismo, e noi dovremmo dare degli indirizzi di ordine amministrativo. La Giunta ha anche scelto il direttore, che, come lei ha rilevato, è già andato in altri lidi.
Resta però il fatto che, a mio parere, una responsabilità politica c'è ed è bella grossa e la si può anche leggere dalle dichiarazioni che alla stampa, per esempio, la...
PRESIDENTE. Come avete visto, l'Assessore Saltamartini si è dovuto allontanare perché doveva ricevere una delegazione di rappresentanti di associazioni di portatori di handicap, che lo attendeva da tempo.
Proseguiamo dopo. Non possiamo che giustificare l'assenza, motivata, dell’Assessore Saltamartini.
Va bene, Consigliere Cesetti, altri?
Appena torna, interveniamo di nuovo e riprendiamo da dove abbiamo lasciato.
L'Assessore Aguzzi non è presente in Aula.
Interrogazione n. 1522
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Carancini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Bando voli di continuità – taglio rotazione voli”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1522 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Carancini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Nel nuovo bando per i voli di continuità non sono previsti collegamenti nel fine settimana per Roma e Milano, in quanto, nel rivedere il progetto della continuità territoriale, anche su indicazioni del MIT e dell'ENAC, è stato assolutamente necessario ricalibrare le frequenze dei voli per tener conto dell'andamento dei dati registrati sulle presenze di passeggeri a decorrere dall'avvio dei servizi onerati, il 1° ottobre 2023.
Si rammenta che la continuità territoriale deve assicurare, in primis, gli spostamenti per ragioni di lavoro, studio e salute e, in ragione delle caratteristiche della località di destinazione, si è ritenuto opportuno garantire la presenza delle frequenze nei giorni feriali.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. La motivazione è comprensibile, ma è comprensibile perché, e lo dico nella premessa dell’interrogazione, i dati rispetto alla partecipazione e alla presenza nei voli sono scadenti, Assessore.
Avevo fatto un accesso agli atti recentemente e da qui parte anche l'interrogazione, perché dall'accesso agli atti si evidenzia che i numeri delle persone che giornalmente utilizzano i voli di continuità in partenza da Falconara sono ridicoli, visto che si contano sul palmo di una mano quelli dei voli per Roma e Napoli e poco di più quelli che vanno a Milano, mentre alcuni voli viaggiano completamente vuoti.
Questo è un dato innegabile, perché mi sono stati consegnati i tabulati - prima il Consigliere Putzu parlava di tabulati –con richiesta di accesso agli atti e parlano chiaro. Dal 1° aprile al 31 dicembre 2024 sono stati effettuati 1.808 voli. Per ben 155 volte, l'8,2% delle situazioni, gli aerei sono decollati senza alcun passeggero a bordo. 155 voli solo in quel periodo, è un dato devastante, a mio parere. È accaduto in 83 occasioni su 550, il 15%, per la rotta su Roma; 67% su 1.100 voli con rotta verso Milano e ritorno; 5% su 158 voli verso Napoli.
Rispetto alla rotta per Roma e rientro a Falconara, su 550 voli effettuati, in ben 200 occasioni l'aereo è partito con al massimo un passeggero. Non è bastato neanche il tentativo di anticipare l'orario del volo mattutino per Roma per renderlo più appetibile.
Periodicamente si sono anche presentati disservizi in fase di prenotazione dei voli da parte degli utenti, disagi che disincentivano ulteriormente i pochi che, tra aziende private e cittadini, utilizzano i voli di continuità.
Assessore, lei parlava di ricalibrare i voli, a mio parere sarà molto faticoso ricalibrarli. Credo che questa sia una gestione assolutamente fallimentare, un'organizzazione negativa, perché sono dati che comportano uno spreco di risorse enorme e, in realtà, una produttività minima, perché se le persone trasportate sono così poche evidentemente questi voli sono organizzati e strutturati male.
PRESIDENTE. Dobbiamo mettere in votazione il posticipo della proposta di legge n. 273, iniziativa della Giunta regionale, quella sul sistema della protezione civile, che andrà alla prossima seduta di Consiglio regionale.
L'Assessore è uscito, ha un impegno con una delegazione. Come rientra continuiamo, l'ho già detto prima.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. In qualità di relatore di minoranza chiedo: perché questo rinvio, questa posticipazione? L’atto è urgente.
PRESIDENTE. Sì, è vero. È stato spiegato nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, c'è la richiesta di rinvio per consentire di tenere distinte le due situazioni, in quanto la relazione della sessione europea ha un'importanza, anche dal punto di vista regolamentare, molto rilevante, sia formale che sostanziale, rispetto a questa legge.
Ecco il motivo per cui è stato accolto il rinvio, con parere favorevole dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, per cui l’atto va alla prossima seduta di Consiglio.
Fabrizio CESETTI. Mi sembra una motivazione assai bizzarra, molto bizzarra. Siccome è importante la relazione sulla sessione europea. Sono le 12:10, questo era il punto centrale della mattinata per parlare...
PRESIDENTE. L'Assemblea è sovrana. Il parere che esprime la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è un parere, non è una decisione, è solo una proposta che può essere rifiutata, come a volte è successo . L'Assemblea può assumere altre decisioni e anche trattare l’atto. Devo portare alla vostra attenzione...
Fabrizio CESETTI. La ringrazio per avermi dato la parola e personalmente voto contro al rinvio. Se ci fosse stata un'altra motivazione, non so, non c'è la relatrice di maggioranza, servono maggiori approfondimenti, ma questa è veramente bizzarra.
Siccome c’è la sessione europea, non facciamo la Protezione Civile, quando già siamo in grandissimo ritardo, perché sono passati anni dal Codice di Protezione Civile nazionale.
Non ho capito. La Commissione ha licenziato, dopo un grande lavoro, questo provvedimento da tempo. Tra l'altro, Presidente Latini, voglio dirlo, come saprà, la maggioranza, il Partito Democratico, ad esempio, si è determinato a votare favorevolmente questo provvedimento.
Fuori è atteso, pensiamo soltanto al volontariato di Protezione Civile, da quanto attende questa normativa regionale. Ma è veramente bizzarro… Votiamo contro noi.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. L'intervento è a favore del rinvio.
Vorrei provare a tranquillizzare il Consigliere Cesetti, perché le motivazioni sono state espresse questa mattina alla Conferenza dei Capigruppo. Tra l'altro, tutti i gruppi hanno votato all'unanimità per posticipare il punto ed è esattamente quello che ha ribadito poc'anzi il nostro Presidente.
È stato detto solo che, visto che c'era la sessione europea e c'erano altre cose, non sapevamo, con riferimento ai tempi… Considerato che la proposta di legge sulla Protezione Civile, il Consigliere Cesetti lo sa perché, tra l'altro, è relatore di minoranza, è corposa, necessita e merita, secondo me, proprio per i motivi che ha detto poc'anzi, una discussione seria ed approfondita, si è semplicemente detto di spostarla al prossimo Consiglio.
Si è deciso, tra l'altro, che il prossimo Consiglio non ci sarà martedì prossimo, ma il 20. Questo causa un ulteriore slittamento.
Ecco, non esiste nessun motivo particolare, anzi, apprezziamo la “benevolenza” rispetto a questa proposta di legge anche delle opposizioni.
Il motivo è questo e ribadisco che è stato votato all'unanimità nella Conferenza dei Capigruppo questa mattina.
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 273. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Interrogazione n. 1408
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Sicurezza nella Provincia di Fermo”
Interrogazione n. 1465
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Emergenza sicurezza nella provincia di Fermo: potenziamento degli organici delle Forze dell’ordine e dei presìdi di sicurezza”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1408 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1465 dei Consiglieri Cesetti, Casini, Bora, Carancini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L’interrogazione del Consigliere Cesetti interviene in una materia per la quale anche lo stesso Presidente della Regione Acquaroli ha sollecitato il Governo a intervenire con più personale per le Forze dell'ordine. Ha incontrato personalmente il Ministro dell'Interno. È un tema presente nell'agenda politica della Giunta regionale e del Governo della nostra Regione.
In merito all’interrogazione – credo che questa sia la terza o la quarta interrogazione che il Consigliere Cesetti ha rivolto al Governo regionale - devo dire che, per la prima volta da tanti anni, nella nostra Regione, in materia di sicurezza locale e urbana, la Regione Marche ha investito oltre 2 milioni di euro per le tecnologie e il personale della Polizia locale e ci sono stati dei passi in avanti molto rilevanti, per il fatto che la sicurezza urbana, la sicurezza dei centri e delle città è un corollario della sicurezza generale, che è caratterizzata dalla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
In relazione anche alle sollecitazioni che sono giunte in quest'Assemblea legislativa, sono stati redatti due patti per la sicurezza, uno con la Prefettura di Fermo e uno con la Prefettura di Macerata e con i Comuni di Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche, Porto Recanati e Potenza Picena.
Abbiamo cercato di organizzare una risposta immediata con le risorse territoriali e con la polizia delle Regioni.
L'articolo 117 della Costituzione stabilisce che l'ordine e la sicurezza pubblica sono materie di esclusiva competenza dello Stato e della pubblica amministrazione statale, quindi: Questure, Prefetture, Corpi di polizia, mentre la polizia amministrativa e locale è una competenza regionale. Stiamo parlando di Polizia locale e di Comuni.
Attraverso questi patti sono state investite delle risorse molto significative. È aumentato il controllo del territorio e, conseguentemente, i livelli di sicurezza.
Vorrei anche aggiungere, a questo riguardo, che il Governo centrale, dopo i tagli che si sono verificati in Italia, non solo sul personale della sanità, ma anche sul personale delle Forze dell'ordine, con un provvedimento del dicembre 2024 ha incrementato l'organico dei Corpi di polizia dello Stato di 16.000 unità. Sono tanti 16.000 agenti, Carabinieri e Finanzieri, ma ancora non sufficienti a governare il turnover, perché il numero di pensionati è superiore addirittura a queste migliaia di unità e c'è un problema che deriva da carenze passate nelle politiche di sicurezza.
Vorrei anche aggiungere che la sicurezza non si fa solo con il personale, con i posti di polizia, con i protocolli. Io voglio dire al Consigliere Cesetti, alla sua parte politica, che in teoria abbiamo applicato le misure del Ministro dell'Interno Minniti. Sono misure approvate dalla legge del Ministro Minniti nel 2017, che adesso il PD disconosce perché è scomparso dalla scena politica, ma è stato uno dei migliori Ministri dell'Interno che abbiamo avuto.
Accanto a queste misure sono importanti anche il recente pacchetto sicurezza, che è stato approvato dal Governo, allorquando si prevedono delle misure repressive molto importanti sulla violenza nelle piazze, per i reati predatori, le truffe nei riguardi degli anziani, sulla flagranza differita, che consente misure precautelari per particolari reati che destano un allarme sociale.
Rispetto al passato, la Regione Marche e il Governo di centrodestra a livello nazionale curano molto attentamente i temi della sicurezza e dell'immigrazione, tenendo conto che comunque sulla sicurezza incide anche il fenomeno immigratorio e che 500 mila persone che vivono in Italia in modo illegale determinano anche un problema sui sistemi di sicurezza. Il tema è talmente lungo che il tempo non mi consente di esaurirlo completamente.
Presidenza del Vicepresidente
Maurizio Mangialardi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio dire al Vicepresidente Saltamartini che non ho mai disconosciuto i provvedimenti del Ministro Minniti, anzi ritengo che abbia fatto molto bene in materia di sicurezza e abbia fatto altrettanto bene, tra l'altro, per quanto riguarda la regolamentazione dell'immigrazione.
Credo anche, e l'ho sempre pensato e detto, che il centrosinistra in generale dovrebbe comprendere appieno e complessivamente che il tema della sicurezza è un tema di sinistra e di centrosinistra. Questo l'ho sempre detto.
Do atto all'Assessore Saltamartini, e a lui soltanto, dell'esercizio delle sue competenze e delle sue deleghe, nella consapevolezza che i poteri della Regione in materia di sicurezza sono assai limitati.
È vero, c'è stato un investimento importante sul tema della sicurezza. Però vorrei ricordare all'Assessore Saltamartini che questo investimento importante c'è stato all'esito di due risoluzioni in tal senso approvate in quest'Aula su proposta del gruppo PD, in particolare su mie mozioni, che l'Assessore Saltamartini prontamente, a quel tempo, aveva condiviso, tanto da provocare risoluzioni unitarie e unanimi di quest'Aula. All'esito delle quali l'Assessore Saltamartini è stato di parola e, per quanto riguardava le sue competenze, ha provveduto in tal senso. Rivendichiamo almeno l'idea.
Il tema, però, è il Governo nazionale che non fa abbastanza, anzi non fa nulla per quanto riguarda in particolare il territorio della provincia di Fermo in tema di sicurezza, rispetto al quale non ho presentato soltanto 4 atti, ma 10, addirittura, e li ho richiamati nell'interrogazione.
Governo nazionale che non ha fatto nulla, se è vero, com'è vero, che per quanto riguarda la sicurezza nel territorio della provincia di Fermo, i dati diffusi dal Ministero dell'Interno e riguardanti le statistiche dei fenomeni criminali al primo semestre 2024 mostrano il Fermano agli onori della cronaca nelle alte classifiche e viene accomunato a realtà molto diverse, tra l'altro, per questioni anche socioeconomiche, come Napoli, Palermo, Messina e Vibo Valentia.
Nel territorio della provincia di Fermo, Vicepresidente Saltamartini, reiteratamente si verificano fenomeni di violenza criminale, tant'è che le interrogazioni andavano in tal senso. Questa di cui discutiamo fa seguito a gravi episodi avvenuti a Porto Sant'Elpidio, in particolare lungo la costa. Ma è di oggi un articolo di giornale, non lo cito perché è riportato su diverse testate, dove in prima pagina si titola: "Notte di furti a Porto Sant'Elpidio". Notte di furti, raid di qua, raid di là. Tra l'altro, traspare evidente un senso di impunità di questi criminali e grande preoccupazione dell’opinione pubblica, per gli esercenti le attività commerciali. Addirittura, questo è avvenuto durante le festività del 1° maggio, che sappiamo a Porto Sant'Elpidio portano un'infinità di persone.
Di fronte a questo, che cosa fa il Governo ad oggi? Nulla. Tant'è vero che lo stesso Assessore Saltamartini, nel rispondere ad una delle mie tante interrogazioni, come ho citato nell'interrogazione presentata il 13 febbraio, riconosceva che da parte del Governo nazionale non erano arrivate risposte adeguate. Onestamente lo ha riconosciuto in quest'Aula.
D'altra parte, il Ministro Piantedosi viene in Ancona e non degna neanche di un passaggio la provincia di Fermo, dove sono stati diffusi quei dati allarmanti del Ministero.
A febbraio, all'indomani dell'ultima interrogazione, ho avuto modo di incontrare il nuovo Prefetto di Fermo, che ha tentato di dare un'inversione di tendenza, ma non c'è riuscito perché manca personale.
Quello che manca nella provincia di Fermo è un incremento dell'organico di tutte le Forze di polizia, che sono sottodimensionate rispetto alle esigenze di un territorio che, tra l'altro, è stato riconosciuto come provincia, con i Comandi provinciali, con la Prefettura, con la Questura, che però devono essere integrate per quanto riguarda il personale, per poter rispondere al meglio alle esigenze...
Interrogazione n.1458
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti
“Attuazione della L.R 11/2023 ‘Interventi regionali a tutela delle donne affette da endometriosi’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1458 dei Consiglieri Vitri, Minardi, Casini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Bora, Carancini, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. L'interrogazione verte sull'annoso problema di tante donne che sono affette da questa patologia, che è l'endometriosi.
In particolare, vengono chieste spiegazioni in merito all'applicazione della legge regionale n. 6 del 22 gennaio 2025, con cui quest’Assemblea regionale, in modo anche antesignano rispetto ad altre Regioni, ha legiferato in materia, dettando così una linea di azione del Sistema sanitario regionale che recentemente ha inserito questa patologia tra i livelli essenziali di assistenza.
L’oggetto dell'interrogazione riguarda la predisposizione del Comitato tecnico-scientifico dell'endometriosi e devo riferire al riguardo che si è insediato il 20 febbraio 2025, praticamente poco meno di un mese dopo l'approvazione della legge.
A tale Comitato, sancito dalla legge n. 11 del 2023, sono attribuiti i seguenti compiti: istituzione di una rete regionale dell'endometriosi, istituzione di un registro regionale dell'endometriosi, predisposizione di un PDTA sull'endometriosi, elaborazione di programmi di formazione del personale sanitario, organizzazione di programmi di informazione e sensibilizzazione della popolazione, istituzione della settimana regionale dell'endometriosi e redazione di una clausola valutativa, cioè una relazione annuale con cui si riportano i risultati a questo Consiglio regionale per verificare la congruità rispetto a quanto stabilito dalla legge.
Il Comitato è stato a sua volta articolato in sottogruppi di attività e questi sottogruppi afferiscono all'individuazione di criteri di complessità per l'accesso agli spoke e agli hub della rete, alle modalità di istituzione e alle caratteristiche del registro regionale, all'elaborazione di questo PDTA e all'elaborazione di programmi formativi del personale stesso.
A questo riguardo non posso sottacere alcuni elementi di marcata attualità sulla materia, nel senso che la nostra Regione sta predisponendo i terzi e quarti livelli LEA, in sostanza, sono quelle misurazioni della condizione patologica di alcune pazienti che possono giungere addirittura a manifestarsi come neoplasie. Quindi, diciamo che al III e al IV livello di questa patologia è necessario individuare la condizione patologica.
Devo aggiungere che nella predisposizione della rete sicuramente svetta il centro di Macerata, diretto dal dottor XY. Lo voglio qui dire ai Consiglieri regionali: ci sono state delle pazienti che addirittura dal Regno Unito hanno chiesto di essere curate direttamente a Macerata e questo ci ha fatto molto piacere, perché il livello e la caratura di quel reparto si stagliano addirittura a livello europeo e internazionale. Poi si sono stati molto potenziati i centri di Jesi, Senigallia, Fermo, Ascoli Piceno e Pesaro.
La delibera di Giunta regionale con cui si individua la rete regionale dell'endometriosi è giunta alla stesura finale. Stamani la dirigente, la dottoressa XX dell'Agenzia Regionale Sanitaria, mi ha comunicato che proprio ieri si sono riuniti per elaborare l'atto finale della rete.
Tengo a garantire agli interroganti e soprattutto ai cittadini e alle cittadine che questa patologia così grave trova nella nostra Regione una risposta di grande professionalità e adeguatezza.
Penso che sia giusto che questo percorso delle persone affette da queste patologie possa trovare anche una risposta in materia di assicurazioni sociali, perché sono patologie fortemente invalidanti e ritengo che lo Stato sociale, che noi abbiamo conosciuto, possa riconoscere anche all'endometriosi la disabilità secondo i criteri e i parametri medico-legali che possono essere applicati in materia.
Su questo punto voglio aggiungere che, nel recente incontro che c'è stato con la Ministra per la Disabilità, che è una Ministra della Lega, questo tema è stato affrontato, anche il Ministro dell'Economia Giorgetti e lo stesso Ministro della Salute Schillaci si sono impegnati a elaborare un progetto finanziario per sopperire a quella che in questo momento costituisce una carenza.
In ogni caso, la rete è molto importante, composta da grandi professionisti, e penso che si stiano dando delle risposte adeguate alla materia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Non ripercorro anch'io tutti i dettagli su questa sindrome che colpisce il 10% della popolazione femminile, anche se si tratta di una sottostima perché è molto difficile avere dati precisi - sono ancora parziali – ed occorre intervenire con approcci e trattamenti diversificati e personalizzati che sono ancora in corso di ricerca.
Devo dirle però, Assessore, che non sono pienamente soddisfatta della sua risposta. Da una parte mi fa piacere che, grazie anche ai nostri interventi e a questa interrogazione, finalmente qualcosa si sia mosso, perché lei mi ha detto che proprio ieri si è riunita finalmente la rete e siamo arrivati all'elaborazione dell'atto finale. Ciò non toglie che è stato perso tanto tempo e soprattutto che ieri è stato solo un incontro interlocutorio che non dà nessun risultato.
Mi preme mettere in evidenza che la legge del 2023, a cui si è arrivati grazie all'iniziativa della mia capogruppo Anna Casini e poi anche della Lega, prevede degli adempimenti precisi.
Il comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale del 2023 stabilisce che il Comitato tecnico andava costituito entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, cosa che non è stata fatta in tempo. Si è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale solo il 22 gennaio 2025.
Attualmente il Comitato non risulta essere operativo. Un Comitato così composto: un componente dell'Osservatorio epidemiologico della Regione Marche individuato dal responsabile dell'Osservatorio, dai membri generali dell'AST, da 3 rappresentanti di comprovata esperienza, da 2 rappresentanti, di cui 1 ospedaliero e 1 universitario, e da 1 rappresentante competente in materia di lavoro scelto tra i dirigenti regionali.
Non solo. Il comma 1 dell'articolo 11 stabilisce che entro 120 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge la Giunta doveva provvedere agli adempimenti contenuti anche all'articolo 3: l'approvazione delle linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare e per il controllo periodico delle pazienti affette da endometriosi. Questo controllo periodico, Assessore, viene fatto? Non mi risulta. Purtroppo no.
Non solo. Prevedeva la disciplina dell'organizzazione di questa rete regionale dell'endometriosi, a cui lei mi ha risposto, ma dicendomi che si sono riuniti ieri per la prima volta.
E non solo. Prevedeva anche l'adozione di un regolamento recante la disciplina del registro elettronico regionale dell'endometriosi.
Anche su questi aspetti siamo molto, molto in ritardo.
Aggiungo brevemente, se posso avere dieci secondi, che nelle Marche ci sono 2 centri specializzati, uno ad Ancona, al Salesi, e uno a Macerata, a cui lei faceva riferimento, Assessore, giustamente. Ha parlato anche di Ascoli Piceno e Pesaro, invece mi risulta che nella provincia di Pesaro e Urbino ci sia proprio la necessità di sostenere chi interviene, anche ad Ascoli Piceno, mi riferisce la mia capogruppo Consigliera Casini, e non è assolutamente vero che qui le donne trovano un riferimento. Mi spiace dirglielo, Assessore. Spero che lei si possa attivare per fare in modo che anche a Pesaro ed ad Ascoli Piceno le donne abbiano riferimenti per l'endometriosi.
Da ultimo, bene l'approvazione di questa legge, grazie, lo ripeto, a chi ha avuto l'iniziativa, come la mia capogruppo Consigliera Casini, che è stata la prima, ma c'è bisogno di un intervento della Giunta regionale per aumentare la dotazione finanziaria.
Nella confinante Emilia-Romagna vengono infatti erogate visite gratuite in maniera...
Interrogazione n. 1456
a iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Presidio INRCA di Appignano (MC)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1456 dei Consiglieri Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la struttura che lei ha già citato, RSA INRCA di Appignano, questa mattina ho sentito gli uffici per quanto di loro competenza. Cerco, per restare anche nei termini, di indicare in sostanza quanto accaduto.
L’INRCA ha formalmente comunicato alla Regione Marche che, per quanto concerne la struttura, non era possibile utilizzare il fondo assegnatogli dalla Regione Marche a suo tempo, credo nel 2017.
"Conseguentemente, si rimette lo stesso a disposizione", leggo letteralmente le dichiarazioni in conferenza di servizi, "della Regione Marche, fermo restando che, qualora si ritenesse di riprogrammare l'intervento, sarà cura di questo Istituto procedere con una nuova richiesta".
Che cosa ha deciso la Regione? Di riservare al capitolo, di accantonare nel capitolo i 3 milioni di euro della stessa Regione per le finalità dell'intervento che era stato individuato dalla Giunta regionale e di chiedere al Ministero come potessero essere comunque salvaguardati i 3.596.000 e spiccioli di fondi ex articolo 20, destinati a istituti di ricerca, policlinici universitari e ad ospedali.
Il Ministero risponde che quelle risorse sono ancora a disposizione, quindi la Giunta regionale rimane in attesa delle indicazioni dello stesso INRCA, come segnala INRCA, di un possibile utilizzo di questi fondi. Quindi, vi è la disponibilità da parte della Regione Marche dell'intero ammontare del finanziamento destinato a RSA INRCA di Appignano.
Per quanto riguarda la domanda tecnica, il quesito tecnico sul perché si sia utilizzato lo strumento formale del decreto per formalizzare la revoca del contributo, vi leggo testualmente quanto il Dipartimento Ragioneria della nostra Regione ci ha comunicato: "Circa la motivazione per la quale si è utilizzato lo strumento formale del decreto per formalizzare la revoca del contributo di 3 milioni di euro ad INRCA, si rappresenta che, come peraltro correttamente evidenziato dagli stessi interroganti nelle premesse dell'atto che si riscontra, la distinzione tra gli atti di indirizzo di spettanza degli organi di Governo e gli atti di gestione tecnica, amministrativa e contabile di spettanza dei dirigenti assurge a principio generalissimo nell'organizzazione pubblica, e ciò sia nell'ordinamento generale sia nell'ordinamento regionale. In conseguenza di ciò, sulla base dell'atto di indirizzo costituito dalla delibera della Giunta regionale n. 820 del 2017, il dirigente competente ha assunto con proprio atto dapprima l'impegno di spesa, il decreto n. 187 del 2017, e successivamente la revoca del medesimo, decreto n. 33/2023. Trattasi evidentemente, entrambi, di atti afferenti alla gestione tecnica, amministrativa e contabile, di stretta competenza dirigenziale, il secondo dei quali, la revoca, adottata per le motivazioni rappresentate nel documento istruttorio, peraltro condivise in modo unanime in sede di conferenza dei servizi. La revoca, in altri termini, costituisce atto gestionale del dirigente, assunto oltre che in ottemperanza alle considerazioni in fatto e in diritto riassunte nella parte di motivazione, anche ai fini del perseguimento delle finalità di buona amministrazione. Sulla base delle considerazioni di sopra sarebbe, per converso, da considerarsi illegittimo per incompetenza un eventuale atto di revoca disposto con deliberazione della Giunta regionale".
Confermo, sentito anche l'Assessore Saltamartini, che quell'atto rimane in essere, nel senso che la disponibilità di 3 milioni di risorse regionali rimane accantonata per questa destinazione e i 3.596.000 euro dell'articolo 20 di origine statale comunque rimangono nella disponibilità, in attesa delle determinazioni di INRCA sull'utilizzo dei fondi stessi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. L'Assessore Saltamartini, il 21 maggio 2024, ha dichiarato su questo tema: "Non è posto in discussione l'impiego del contributo di 3 milioni di euro per la realizzazione di una RSA ad Appignano".
Sta di fatto che queste risorse sono state cancellate, revocate, e io, che conosco un po' il bilancio, non le ho viste da nessuna parte, quindi, la dichiarazione dell'Assessore Baldelli non corrisponde al vero, come gli capita spesso.
Qui siamo alla follia. Viene deciso un investimento di 7 milioni ad Appignano per una struttura INRCA, vengono iniziati i lavori, la società che doveva realizzare i lavori fallisce e che cosa succede? Su indicazione, priva di coraggio, della Giunta regionale, il Dipartimento decide di revocare 7 milioni. 3,5 milioni venivano dallo Stato.
Negli atti, Assessore Baldelli, c'è scritto che voi avete chiesto al Governo, allo Stato, di riprendere quei 3,6 milioni, quindi ci deve dire dove ha buttato quei 3 milioni, che invece sono rientrati nelle vostre casse.
Quello che è avvenuto è un fatto gravissimo. In realtà è stato un concerto diretto dal Presidente Acquaroli con l'attore Assessore Saltamartini, che oggi non ha il coraggio... Addirittura Assessore regionale del territorio.
Alla precedente interrogazione ha risposto l'Assessore Saltamartini. Come mai questa è passata a lei? Non si spiega. Si spiega nel fatto che non ha il coraggio di venire a dire quello che avete fatto ad Appignano.
Da questo punto di vista c'è lo zampino della mitica Direttrice generale dell’INRCA, la quale per 4 anni non si è accorta dei debiti dell'INRCA rispetto al presidio di Cosenza e qui, siccome aveva necessità di risorse, ha deciso di cancellare, ovviamente con il vostro benestare, 7 milioni di euro.
Voi avete rubato politicamente 7 milioni di euro ad Appignano. È inutile che sorride. Lei avrebbe dovuto dimostrare con gli atti – ma è un parolaio noto, non mi sorprende - che i 7 milioni li avete rimessi. Non c'è un solo atto amministrativo che dimostra questo.
È per questo, Assessore Baldelli, che quando andate in giro la gente non vi sopporta più. Non so se vincerete, ma siete davvero dei bugiardi e lei un parolaio nato.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1509 della Consigliera Ruggeri e interrogazione n. 1530 dei Consiglieri Minardi, Vitri, Carancini, Casini, Bora, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, abbinate, sono rinviate su richiesta specifica del Consigliere Minardi.
Interrogazione n.1545
a iniziativa dei Consiglieri Baiocchi, Livi, Borroni
“Eventuali fondi, finanziamenti e/o contributi erogati dalla Regione Marche al Comune di Pesaro e/o alla ‘Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive’ di Pesaro e alla Fondazione ‘Rossini Opera Festival’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.1545 dei Consiglieri Baiocchi, Livi, Borroni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. In merito a quest’interrogazione preciso che dal 2019 il Settore Beni e Attività Culturali, divenuto poi Settore Beni e Attività Culturali, ha erogato fondi e finanziamenti sia alla Fondazione Pescheria Centro Arti Visive sia alla Fondazione Rossini Opera Festival, essendo quest'ultimo un soggetto di primario interesse regionale riconosciuto dal Ministero della Cultura nell'ambito del finanziamento del FUS.
Per quanto riguarda la Fondazione Pescheria Centro Arti Visive, le risorse erogate ammontano complessivamente a 41.300 euro, con riferimento a contributi assegnati in risposta a bandi regionali riferiti al sostegno delle arti visive contemporanee e della valorizzazione della cultura fotografica.
I contributi assegnati sono stati regolarmente liquidati dagli uffici regionali dietro presentazione di adeguata, idonea e completa rendicontazione, costituita dagli atti di spesa e di pagamento riferiti alle spese ammissibili.
Per quanto riguarda, invece, la Fondazione Rossini Opera Festival, le risorse erogate ammontano complessivamente a 2.382.728 euro, con riferimento ai seguenti contributi:
• un cofinanziamento regionale al FUS erogato dal Ministero della Cultura, in quanto ente riconosciuto, per una quota annua pari a 300.000 euro. Tale cofinanziamento viene rendicontato con l'invio presso l'ente regionale della relazione a consuntivo redatta dalla ROF e trasmessa al Ministero della Cultura per la rendicontazione del Fondo FUS;
• il secondo e ultimo gruppo di contributi riguarda invece il finanziamento di progettualità speciali individuate tramite la partecipazione a bandi riservati ai soggetti marchigiani riconosciuti dal FUS o tramite la programmazione annuale della cultura. I suddetti contributi sono stati regolarmente liquidati dagli uffici regionali dietro presentazione di adeguata, idonea e completa rendicontazione.
Sono stati inoltre assegnati ulteriori fondi al Comune di Pesaro per la nomina di Capitale Italiana della Cultura 2024. Si tratta di un contributo totale pari a 1 milione di euro assegnato al Comune di Pesaro, per il quale lo stesso individua la Fondazione Pescheria quale soggetto attuatore.
Ad oggi sono stati liquidati complessivamente 750.000 euro tra anticipi e saldi, che sono stati regolarmente rendicontati dietro presentazione di adeguata, idonea e completa rendicontazione.
Per quanto riguarda le risorse ancora da trasferire, al momento risultano ancora da liquidare:
• il saldo del contributo FUS, annualità 2024, pari a 150.000 euro, a favore del Rossini Opera Festival, per il quale non è stata ancora trasmessa a questo ufficio la relazione a consuntivo redatta dalla ROF e trasmessa al Ministero della Cultura per la rendicontazione del contributo FUS;
• il saldo a favore del Comune di Pesaro, pari a 250.000 euro, relativo al contributo assegnato per la nomina di Pesaro a Capitale Italiana della Cultura 2024, che è stato cautelativamente sospeso dopo l'adozione della delibera di ANAC n. 119 del 26 marzo 2025.
Per quanto riguarda, infine, le azioni poste in essere da Regione Marche in via cautelativa, si rappresenta che, per quanto attiene alle liquidazioni sopra indicate, queste risultano al momento sospese a seguito dell'adozione della delibera ANAC n. 119/2025, in relazione agli accertamenti in capo alla Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta.
Penso che fosse necessario fare un quadro complessivo dei finanziamenti che la Regione Marche ha elargito al Comune di Pesaro e, di conseguenza, alla Fondazione Rossini Opera Festival e alla Fondazione Pescheria, anche in conseguenza della delibera ANAC, a tutti noi nota.
Era molto importante e necessario, visto che mi ha risposto, conoscere quali fossero stati i provvedimenti successivi necessari in ordine alle somme ancora da elargire. Terrò alta l'attenzione su queste tematiche. Sicuramente torneremo su questo tema. Grazie.
Interrogazione n. 1516
a iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri
“Esplosione alla Raffineria API di Falconara Marittima”
Interrogazione n. 1520
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Ennesimo incidente alla Raffineria API di Falconara”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1516 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Casini, Bora, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Minardi, Vitri e l’interrogazione n. 1520 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Sono abbinate, ma sono situazioni e richieste diverse. Io andrei in ordine. Rispondo innanzitutto alla n. 1516 che, in ordine, era la prima, poi vediamo se riusciamo ad accomunarle o se ci sono...
Le cause di questo ennesimo incidente, dalla corrispondenza intercorsa con le autorità competenti, sembrerebbero essere verosimilmente riconducibili ad una fuga di gasolio che ha interessato l'impianto dedicato alla desolforazione del combustibile. Tuttavia, si specifica che l'accertamento effettivo delle cause risulta essere tutt'ora al vaglio degli organi giudiziari competenti al controllo, i quali ci terranno informati, ma non c'è data ancora certezza in questo senso.
Per quel che riguarda, invece, quante volte sono state riunite…. Salto direttamente il punto due perché non mi risulta che il Comune di Falconara abbia avuto ritardi o situazioni di sofferenza per quel che riguarda gli allarmi, eccetera, che sono stati, secondo le normative, celeri e attenti, tant'è che a me il Sindaco mi ha svegliato a mezzanotte e dieci minuti, mi ha chiamato a casa. Ho avuto anche paura, non paura del Sindaco, paura che fosse successo qualcosa, che ne so, di personale o qualcosa di questo genere.
Quante volte è stato riunito il tavolo interistituzionale, elenco semplicemente le date degli ultimi anni: c’è stato un incontro il 7 maggio 2020, il 7 maggio 2021; un altro tavolo il 25 marzo 2022; poi un tavolo, che è forse uno dei più significativi, il 15 gennaio 2024. In questo caso, durante quest'ultimo incontro, si è condivisa, tra gli enti, la necessità di rafforzare il monitoraggio ambientale della qualità dell'aria nel territorio limitrofo. Era il periodo in cui la cittadinanza lamentava una serie di cattivi odori insistenti e altro. In quel caso è venuta fuori anche l'ipotesi di una compensazione ambientale in grado di garantire un controllo più approfondito del territorio.
In particolare, si è condivisa la necessità di implementare una rete di controllo della qualità dell'aria nelle aree potenzialmente interessate dalle ricadute degli inquinanti derivanti dalla raffineria, non prevista nell'allora decreto autorizzativo ministeriale. Per tali motivi, come Assessore, unitamente al Sindaco di Falconara, ho sollecitato le autorità competenti per valutare l'opportunità di revisionare il vigente atto autorizzativo ministeriale, proprio alla luce delle criticità evidenziate e discusse in sede di quel tavolo.
Si rappresenta che tale richiesta è stata accolta dal MASE, il quale ha positivamente avviato da luglio 2024 un procedimento di riesame parziale dell'AIA ministeriale, in modo da implementare queste situazioni, diciamo, di monitoraggio.
Un ulteriore tavolo è stato riunito, l'ultimo, il 17 aprile 2025, proprio a valle di questo ulteriore incidente che si è verificato, e in quel tavolo è emerso il fatto che tutte le situazioni erano state affrontate nella maniera più opportuna, tant'è che i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel giro di pochissimo tempo. Ma quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti, già, di fatto, la squadra interna, prevista secondo le norme di sicurezza istituite dalla gestione stessa della raffineria, aveva domato, spento e individuato anche le cause dell'incendio.
Durante la notte le centraline ARPAM, su questo il Sindaco mi ha sempre aggiornato, non avevano rilevato situazioni di sofferenza particolari e questa cosa è stata successivamente comprovata dalle verifiche ARPAM, che hanno evidenziato che non c'era stato un pericolo o una fase eccessivamente grave legata a questo incidente.
C'erano altre questioni che mi avevate chiesto: se c’è l’intenzione di sollecitare la proprietà API a presentare un radicale piano di riconversione. Rispetto a questo, proprio in occasione di uno di questi ultimi tavoli, mi pare quello del 2024, che prima ho descritto un po’ più dettagliatamente, avevamo avuto o un incontro con il nuovo direttore della raffineria che ci ha detto che avrebbero portato avanti dei percorsi di ammodernamento, uso questo termine, di adeguamento di una serie di impianti per quel che riguarda situazioni ambientalmente meglio gestibili e meno impattanti. Ci aveva portato anche degli esempi di quello che stanno facendo in una casistica simile, credo nella zona di Torino o provincia di Torino.
Questo è per quel che riguarda la prima interrogazione. Non so se passare direttamente all'altra e con quale tempistica.
PRESIDENTE. Abbiamo già aggiunto 2 minuti, quelli che servono. Prego.
Stefano AGUZZI. Cerco di andare velocemente. In questo caso, per quel che riguarda la prima domanda, se l'Assessore competente avrebbe detto cose non esatte, ribadisco, invece, quanto ho già risposto nell'interrogazione che mi aveva posto a suo tempo. Nulla da aggiungere, perché quelli erano gli elementi che a me erano stati dati. Li ho fedelmente riportati e non ho avuto comunicazioni successive diverse.
Poi, se l'Assessore, alla luce della documentazione ISPRA, intende almeno ora rettificare con un comunicato stampa, ripeto, non ho nulla da rettificare rispetto a quanto detto a suo tempo.
La terza domanda: se risponde a verità che per tutta la giornata del 21 il carico delle autobotti è stato sospeso in raffineria. Non ci risultano atti che ci abbiano informato di questo o che comprovino questo.
Se risponde a verità che l'impianto in cui si è verificato l'incidente era sottoposto a fermata di manutenzione, eccetera… Noi abbiamo queste note dalla raffineria dell'epoca. Con nota del 20 dicembre 2024 si comunicava l'avvio della fermata programmata per la manutenzione generale della raffineria; successivamente, con nota del 24 febbraio 2025, si comunicava che sarebbero iniziate le operazioni per il riavviamento degli impianti secondo le consolidate procedure previste dal sistema di gestione ambientale, con conclusione prevista il 10 marzo 2025, informando che in tale periodo si potevano presentare temporanei aumenti di visibilità della torcia…
PRESIDENTE. Possiamo dare un minuto all’Assessore. Prego.
Stefano AGUZZI. Le interrogazioni sono due, ci può anche stare, anche perché sono diverse tra loro.
Poi ci chiede se la Regione Marche intende presentare un esposto. La Regione Marche non presenta nessun esposto alla Procura, anche perché si è appreso che il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha già informato la Procura di Ancona sull'incidente in oggetto. Quindi, ognuno, come si dice, fa il lavoro suo.
E se ritenga necessario chiedere al Ministero dell'Ambiente e all'ISPRA un'ispezione straordinaria degli impianti. A tal proposito si rappresenta che il MASE e l'ISPRA, rispettivamente in qualità di autorità competente e autorità di controllo dell'installazione AIA in oggetto, risultano essere informati dell'evento incidentale. Si rimanda pertanto alle valutazioni delle suddette autorità in merito all'attuazione di specifiche ispezioni straordinarie presso la raffineria, anche a seguito dello sviluppo delle attività di controllo e indagini attualmente in corso per l'individuazione e la conferma delle cause dell'incidente, che oltretutto non sono ancora esattamente state chiarite ufficialmente. Non denunciamo nessuno, per capirci.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la prima domanda, ha detto giustamente che sono ancora in corso gli accertamenti. C'è una prima ipotesi, ma ancora le autorità competenti stanno verificando l'accaduto.
Sulla seconda richiesta che le ho fatto, effettivamente la sua risposta è stata un po' evasiva, perché io sono contento che il Sindaco l'abbia chiamata a mezzanotte e dieci di quella sera. Il problema è che, invece di chiamare lei, con tutto il rispetto per il suo ruolo, avrebbe dovuto avvisare la popolazione. Non a caso qui c'è un giornale locale che riporta il titolo: "Le prime reazioni, nessun allert ai cittadini. Perché?" Perché dopo si è saputo che la rilevanza, per quanto fosse importante, non aveva portato a feriti o ad altre situazioni gravi, però è evidente che tutta la popolazione è stata in allarme per ore e nessuno ha pensato di dare spiegazioni, di dire alla popolazione come dovesse comportarsi in quei momenti. La fiamma, ricordo, si vedeva da molto lontano. Era una cosa abbastanza impressionante e nessuno ha pensato di avvisare i cittadini su come dovessero comportarsi.
Per quanto riguarda il tavolo, lei mi ha dato le date di riunione del tavolo, va bene. Il tema è che non si può riunire un tavolo di una così grande importanza e di così grande rilevanza una volta all'anno, più o meno.
Credo che, visto che lì ci sono tutti i soggetti interessati, tutte le istituzioni interessate, peraltro questo tavolo era stato sostanzialmente istituito nella scorsa legislatura… Infatti la prima riunione c'è stata nel 2020, grazie a una risoluzione del Consiglio regionale approvata all'unanimità, che chiedeva la formazione di quel tavolo. Tutte le forze politiche avevano chiesto quello, così come tutte le forze politiche, centrosinistra e centrodestra, avevano chiesto all’allora amministrazione, che l’aveva fatto, di sollecitare la proprietà a presentare un radicale piano di riconversione del sito verso attività ambientalmente sostenibili.
Ora, non bastano fasi di ammodernamento di singoli macchinari o di singoli luoghi all'interno della raffineria, credo invece che serva un radicale cambiamento, una radicale riconversione della struttura, compatibile, tenendo insieme salute dei cittadini e mantenimento dei livelli occupazionali. Penso che si possa lavorare su questo e la invito, l'avevo già fatto nella replica della scorsa interrogazione, a provvedere in tal senso, perché non vorremmo che in futuro ci fossero situazioni molto più gravi...
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per la risposta.
Come sappiamo tutti, l'API di Falconara è considerata dai Ministeri competenti come un'azienda a rischio di incidente rilevante sopra soglia e, in effetti, negli ultimi 7 mesi ne sono già avvenuti due.
Abbiamo fatto diverse interrogazioni in questi anni di legislatura, sia noi che il resto dell'opposizione, e vorrei ricordare solo le ultime: quella che riguarda il 28 agosto 2024, in cui ci furono queste intense esalazioni; poi ci fu un'esplosione nel febbraio 2022 e l'11 aprile 2018 il tetto del serbatoio TK61 si inclinò provocando la fuoriuscita di consistenti esalazioni e su questo c'è in corso un'indagine penale con 17 imputati coinvolti; poi abbiamo, retrospettivamente, il 28 agosto 2016, incidenti analoghi.
Con carrellate di questo genere è chiaro che i cittadini non siano per nulla sereni e che si siano formati così tanti comitati. Vorrei ricordare anche i popolosi incontri che fanno sovente. Come istituzioni noi dovremmo fare tutti il massimo che possiamo per tranquillizzarli.
Anch'io mi accodo all'invito fatto dal Consigliere Mastrovincenzo: bisognerebbe convocare questo tavolo tra tutti i soggetti istituzionali e istituzionalmente coinvolti molto più soventemente.
Capisco che il Ministero dell'Ambiente e l'ISPRA siano informati dell'evento, ma forse che la Regione li inviti a fare un sopralluogo, da cui si evincerà quello che si evincerà, sarebbe bene farlo. E anche che la Procura, in questo caso, cerchi di fare chiarezza.
Per quanto riguarda, invece, la risposta alla scorsa interrogazione, in cui c'è discrepanza tra quello che mi ha detto in Aula l'Assessore, che era anche riportato nella relazione… Devo dire la verità, l'Assessore Aguzzi da sempre a noi dell'opposizione, quando la chiediamo, la fornisce, quindi gliela chiedo anche in base alla risposta data oggi.
C'è questa discrepanza tra quanto detto dall'Assessore, che gli hanno riferito chiaramente dagli uffici, e quello che invece leggiamo nella documentazione fornita dall'ISPRA.
Anche queste piccole cose, che sono piccole relativamente, creano nella popolazione allarme ed è nostro compito fare chiarezza con trasparenza e con il massimo della partecipazione possibile. Grazie.
Interrogazione n. 1353
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Ruggeri, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi
“Stato di attuazione risoluzione nn. 63/2022, 74/2023 e 79/2024 - richiesta aggiornamenti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1353 dei Consiglieri Bora, Casini, Vitri, Ruggeri, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. La Regione Marche ha dato piena attuazione alle risoluzioni 63/2022, 74/2023 e 79/2024, in coerenza con gli impegni assunti dall'Assemblea legislativa e nel rispetto delle linee guida nazionali, rafforzando il sistema integrato di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
Per l'annualità 2023-2024 sono state impegnate risorse pari ad oltre 1.600.000 euro, di cui 420.000 fondi regionali, ulteriormente incrementate per l'anno 2024 con un'integrazione di 100.000 euro, destinate in particolare a iniziative educative rivolte alle scuole secondarie di secondo grado, incentrate sulla parità di genere, sulla cultura della legalità e percorsi di sostegno per minori vittime di violenza assistita.
Per quello che riguarda l'educazione e la prevenzione nelle scuole, sono stati attivati su tutto il territorio regionale numerosi progetti educativi e formativi rivolti agli studenti delle scuole primarie e secondarie, in collaborazione con associazioni, CAV e istituti scolastici, che hanno coinvolto migliaia di ragazzi e ragazze. Questi progetti hanno affrontato temi come l'affettività, la sessualità consapevole, la decostruzione degli stereotipi di genere e la prevenzione della violenza maschile contro le donne, con l'adozione di metodologie laboratoriali e approcci relazionali innovativi.
Per l'anno scolastico 2024-2025 sono già state programmate ulteriori progettualità in ogni provincia, estendendo le attività anche alle scuole primarie di secondo grado e agli istituti superiori, sempre con l'obiettivo di stimolare nei giovani una coscienza critica e relazionale.
Per quello che riguarda la formazione delle reti antiviolenza, è stato potenziato il sistema di formazione degli operatori delle reti territoriali antiviolenza, coinvolgendo figure professionali del settore sociale, sanitario, forze dell'ordine, magistratura e volontariato. In particolare, sono stati realizzati corsi specifici sul riconoscimento del rischio, sulla violenza assistita, sull'approccio interculturale e sulla comunicazione nei media.
Per quello che riguarda le campagne di sensibilizzazione e gli sportelli di ascolto, le azioni di informazione e sensibilizzazione sono state capillari in tutte le province, con eventi pubblici, attività nelle scuole, flash mob, spettacoli teatrali e iniziative condotte in collaborazione con enti locali, terzo settore e CAV.
In particolare, si segnala l'attivazione di uno sportello online dedicato alle studentesse dell'Università Politecnica delle Marche, nonché le numerose iniziative territoriali svolte in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.
Per quello che riguarda il sostegno ai CAV, alle Case rifugio e agli sportelli territoriali, la Regione ha confermato il proprio sostegno economico ai centri antiviolenza e alle Case rifugio presenti su tutto il territorio regionale. Sono attivi in ciascuna provincia sportelli collegati ai CAV, Case di prima accoglienza e strutture per la semiautonomia che garantiscono protezione e supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli.
Sono stati attivati interventi per minori vittime di violenza assistita. Con le risorse regionali aggiuntive è stato infatti possibile rafforzare e ampliare i progetti rivolti ai minori vittime di violenza assistita, come il progetto Voci nella provincia di Pesaro o le attività delle Case rifugio a Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Tali iniziative prevedono inoltre laboratori espressivi, supporto psicologico, attività educative ed interventi di sostegno alla genitorialità.
Le azioni future e le sinergie territoriali. La Regione continuerà a promuovere l'integrazione delle politiche sociali, sanitarie ed educative per offrire risposte sempre più efficaci e coordinate, con il coinvolgimento delle comunità locali e degli attori della rete antiviolenza.
È stata inoltre avviata un'interlocuzione con il Governo per l'istituzione di un fondo nazionale per il patrocinio legale, anche se i dati ad oggi non segnalano una reale emergenza in questo senso.
Quindi la Regione Marche conferma il proprio impegno nel contrasto alle violenze di genere, alla costruzione di una cultura del rispetto, dell'ascolto e della prevenzione, investendo in maniera strutturale su reti territoriali solide, percorsi educativi e tutela delle vittime. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessora. Le chiedo se è possibile farmi anche avere una copia di quello che lei ha letto.
Devo purtroppo dirle che sono del tutto insoddisfatta. Peraltro ha citato cose che avevamo fatto noi. Ci mancherebbe pure che non sosteniate i centri antiviolenza, non era quello il punto.
Sono 5 anni che vi dimostrate totalmente indifferenti rispetto al tema della violenza di genere, sono 5 anni in cui non facciamo altro che ascoltare dichiarazioni declinate al futuro. Posso anche non leggere niente, visto la... No, no, lo conferma il fatto che alla prima calendarizzazione di quest'atto, risalente allo scorso 15 aprile, non l'abbiamo potuto discutere perché, Assessora, non era pronta la risposta.
Assessora, sono passati 3 anni dalla prima risoluzione, oltre due dalla seconda, e lei non è mai stata in grado di fornire una risposta.
Sulle tre risoluzioni di cui abbiamo chiesto conto, sapevamo che c'era ben poco da rendicontare. Poi lei parla di iniziative capillari. Io parlo da genitore: queste iniziative, se le avete fatte, non se n'è accorto nessuno. Farò una richiesta d'accesso agli atti per vedere quando sono state fatte, dove e con chi.
Per noi quelle risoluzioni, dicevo, erano il frutto di un faticosissimo lavoro di dialogo con tutta la maggioranza ed eravamo molto orgogliosi del risultato ottenuto. Il problema è che poi dalla teoria occorre passare alla pratica, Assessora, ma evidentemente è troppo complicato e intellettualmente troppo onesto trasformare impegni, nei quali in realtà non si crede, in atti concreti.
Nelle Marche sussiste una vera emergenza per i femminicidi e le violenze di genere, e non sono io a dirlo, ma è lo stesso Procuratore generale per la Corte d'Appello di Ancona in vista dell'apertura dell'anno giudiziario nelle Marche.
Avevamo per questo deciso di puntare sulla prevenzione, prevenzione obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado, per favorire un diverso approccio culturale basato su concetti di rispetto e consenso, andando oltre l'inasprimento delle pene che da solo non basta ad arginare il problema.
Avevamo individuato la soluzione nell'inserimento dell'educazione all'emotività, all'affettività e alla sessualità in tutte le scuole di ordine e grado.
Avevamo chiesto maggiori finanziamenti per la formazione di coloro che entrano in contatto con le donne vittime di violenza, oltre che per i centri antiviolenza, senza dimenticare i minori vittime di violenza assistita e anche il reddito di libertà.
Ebbene, Assessora, che ci dice sul reddito di libertà? Niente di tutto questo è stato realizzato. Mentre i dati continuano a crescere in maniera preoccupante, la Giunta è sempre più inadempiente, mi chiedo: dov’è stata in tutto questo...
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Alla prima interpellanza, la n. 45, deve rispondere l'Assessore Saltamartini, che ci deve lasciare perché deve essere in collegamento con tutti gli altri Assessori regionali della sanità. Giusto, Assessore? Prego.
Filippo SALTAMARTINI. E’ la Commissione salute e la Regione Marche non può essere assente. È già cominciata da 5 minuti, mi dispiace...
PRESIDENTE. Quando rientra, se siamo ancora in Consiglio proseguiamo, altrimenti andrà alla prossima seduta del Consiglio.
Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Segnalo, l'Assessore è andato via, che è la quinta volta, Presidente, non è accettabile. Io non so più come dirlo. È la quinta volta che rifugge il tema delle politiche sociali in quest'Aula. Evidentemente l'Assessore non ha nulla da dire in replica alla nostra interpellanza. Credo che sia inaccettabile, come facciamo a far valere i nostri diritti di opposizione se, puntualmente, ogni volta, con una scusa diversa... L'altra volta, dopo 3 mesi, ancora non aveva la risposta, oggi ha una riunione, cosa si inventerà fra due settimane?
Le chiedo per favore di porre questo punto al primo punto all'ordine del giorno della prossima seduta perché non è più accettabile. È un’interpellanza, peraltro, non è una semplice interrogazione, ammette anche la replica e l’illustrazione precedente, attiene a tutto il tema delle politiche sociali, tema che è stato abbandonato da questa Giunta.
Interpellanza n. 47
a iniziativa dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri
“Istituzione di un ‘Tavolo regionale per le crisi industriali con imprese e sindacati’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 47 dei Consiglieri Bora, Casini, Carancini, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Minardi, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, siamo qui per discutere un tema molto significativo per l'economia regionale. Mi riferisco all'istituzione di un tavolo regionale per le crisi industriali, che abbiamo depositato molte settimane fa.
L'impatto dei dazi USA sull'economia italiana ed europea si preannuncia significativo. Le Marche, da sempre terra di eccellenza per l'export, vedrebbero una riduzione di oltre 150 milioni di euro nel loro PIL regionale, solo per l'anno in corso. Settori strategici come quello farmaceutico, meccanico, metallurgico e manifatturiero subiranno inevitabili ripercussioni, con un possibile aumento di delocalizzazioni e procedure di crisi aziendale.
Già oggi la nostra regione sta affrontando situazioni delicate che riguardano aziende chiave per l'occupazione e la stabilità economica dei territori. L'intensificazione di cassa integrazione straordinaria, mobilità e licenziamenti rischia di colpire duramente i lavoratori e le comunità locali, aggravando il quadro sociale ed economico.
Di fronte a questa crisi non possiamo permetterci di restare immobili. Le istituzioni, le imprese, i sindacati devono agire insieme, adottando strategie efficaci per tutelare il lavoro e garantire la continuità delle attività produttive.
È necessario rafforzare il sistema di supporto alle aziende e ai lavoratori, con misure emergenziali che siano integrate in una visione di lungo periodo.
Il tavolo regionale per le crisi industriali è una soluzione concreta e un passo fondamentale. Questo strumento permetterà di individuare soluzioni tempestive ed efficaci per superare le difficoltà economiche, proteggere i lavoratori attraverso l'attivazione di ammortizzatori sociali e politiche di sostegno, facilitare un dialogo efficace tra sindacati, aziende e istituzioni, promuovendo trasparenza e condivisione delle informazioni e delle proposte.
Permetterà inoltre lo sviluppo di strategie per il rilancio economico, puntando su innovazione, sburocratizzazione e transizione energetica. Le imprese e i lavoratori non possono più attendere perché è in gioco un futuro di stabilità e crescita per la nostra Regione.
Crediamo sia arrivato il momento di agire. Ogni tentennamento significherà complicità rispetto alle diverse situazioni di crisi che feriscono la nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con attenzione, ma sono questioni che regolarmente affrontiamo come uffici ogni qualvolta ci sono situazioni di sofferenza, ma anche, spesso e ancor più opportunamente, situazioni da dover prevenire e pianificare.
Non è intenzione di questa Amministrazione regionale istituire un tavolo regionale per le crisi aziendali, perché non credo che la Regione Marche viva una situazione troppo differente o di maggior sofferenza rispetto a molti altri territori nazionali, perché la situazione che si ripercuote, in qualche modo, anche sulla nostra economia è spesso simile e non certo peggiore a quella di molte altre situazioni.
Le situazioni di maggior sofferenza che sono emerse in questi anni e negli ultimi periodi sono state sempre trattate puntualmente, correttamente, tempestivamente e compiutamente dalla Regione Marche, sempre con l'ausilio celere delle parti sindacali, coinvolgendo spesso anche i lavoratori stessi, coinvolgendo soprattutto le aziende e direttamente il Ministero quando è stato necessario, che ha risposto sempre puntualmente dando una forte mano a risolvere le situazioni.
Posso parlare di Elica, di Caterpillar, che anche in queste ore stiamo portando avanti. Proprio stamattina c'è stato un mio contatto diretto con il Ministero su questo. Per quel che riguarda la Fedrigoni, le cartiere di Fabriano, per quel che riguarda la Beko, non dico che sono situazioni che si sono poste in maniera positiva sui territori, perché ci sono ripercussioni comunque, certo, non positive.
Se prendiamo la Beko, io sono rimasto quasi meravigliato dagli elogi che la stessa CGIL, nel tavolo nazionale, ha rivolto alla Regione Marche e al Ministro Urso per come ha trattato la situazione. Io non sono così felice, ad esempio, di quella situazione, perché, comunque sia, per quanto non siano licenziamenti ma uscite volontarie, c'è indubbiamente un ridimensionamento delle attività operative sulla nostra regione. Però era un tavolo che sembrava drammatico e, grazie alla tempestività, lucidità e responsabilità della Regione, del Ministero, delle parti sindacali ed, in parte, se vogliamo, anche dell'azienda stessa, è stato ricondotto in termini di migliore accettazione.
Dette tutte queste situazioni, non vedo perché la Regione Marche si debba distinguere tra le tante Regioni come quella che ha bisogno di un tavolo apposito per affrontare le crisi, come se noi avessimo una crisi, qualcosa che ci cade addosso.
Nell'ultimo triennio abbiamo molte più aziende nate di quelle cessate, al contrario di quello che qualcuno diceva prima, quindi non vediamo assolutamente l'esigenza di drammatizzare una situazione che, seppur difficile, abbiamo sempre avuto la saggezza, la consapevolezza e la capacità di affrontare nel miglior modo possibile.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. È davvero difficile rispondere dopo aver ascoltato quello che l'Assessore al lavoro pensa di quello che sta succedendo alle nostre imprese, che esportano con gli Stati Uniti.
Vede, Assessore, lei non mi ha detto: non serve perché noi stiamo facendo questo, e ci poteva anche stare, era un vostro approccio diverso a risolvere il problema. No, no, lei ha proprio negato l'esistenza di un problema enorme che attanaglia le nostre imprese.
Siamo davanti a una situazione straordinaria, come straordinaria era, ad esempio, tutta la questione della moda, per la quale noi avevamo fatto un tavolo ad hoc e avevamo anche previsto dei bandi ad hoc, che poi hanno dato dei risultati, peraltro, molto positivi.
Non posso assolutamente dirmi soddisfatta della sua replica. Sono profondamente imbarazzata nel vedere che chi ci rappresenta, senza nessun tipo di difficoltà, ha dichiarato che non abbiamo bisogno di questo tavolo, di confrontarci con i sindacati e le associazioni di categoria per capire se possiamo fare qualcosa di più, perché la situazione non è grave.
Peraltro, lei dovrebbe sapere quello che accade nelle altre Regioni. Nelle altre Regioni questo tavolo già è stato istituito e mi risulta non solo dall'Emilia-Romagna, anche in altre. In Emilia-Romagna e comunque in Veneto, l'ha detto lei, e mi pare che lì ci sia una Giunta di centrodestra.
(interventi fuori microfono)
Manuela BORA. A differenza sua, mi metto la giacca della Regione Marche. Per cui non rassicura certo che la Giunta Acquaroli non abbia alcuna intenzione di valutare l'implementazione di una struttura simile, che permetterebbe di affrontare le criticità con strumenti adeguati di partecipazione e visione strategica, andando oltre la semplice gestione emergenziale e puntando su soluzioni strutturali.
Affrontare queste crisi, mi rendo molto bene conto, Assessore, richiede pragmatismo, realismo e anche una forte unità d'azione tra tutti gli attori coinvolti. Serve il coraggio di metterci la faccia, se serve andando anche contro la propria filiera, pur di stare dalla parte delle nostre imprese e dei lavoratori. Questo coraggio, che a voi, non adesso, ma in tutti questi anni, caro Assessore, è mancato.
PRESIDENTE. L’interpellanza n. 48 non la possiamo svolgere per l'assenza dell'Assessore Antonini. Il punto 5, come abbiamo detto in Conferenza dei Presidenti di gruppo, viene praticamente saltato.
Proposta di atto amministrativo n. 78
a iniziativa della Giunta regionale
“Deliberazione dell’Assemblea legislativa 9 novembre 2000, n. 19 (Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2000-2006 della Regione Marche redatto ai sensi del Reg. CE n. 1257/99), adeguamento delle procedure per gli impianti realizzati in attuazione della Misura H): imboschimento delle superfici agricole. Modifica termine impegni”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 78 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, se il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo è d'accordo possiamo capovolgere e fare prima la relazione di minoranza. Non credo che ci sia un contrasto così significativo da attendere. No, il primo intervento, giusto?
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Questo è un atto di adeguamento. La Regione Marche ha dato corso all'approvazione del Piano di sviluppo rurale del 2000, esattamente approvato dal Consiglio regionale il 9 novembre del 2000, relativamente alla misura H, imboschimento delle superfici agricole.
Ora si rende necessario un allineamento rispetto alle normative attuali, un adeguamento alla programmazione attuale. La vecchia programmazione non è più adeguata a quella attuale, serve un allineamento delle normative e, da questo punto di vista, c'è stato un disallineamento tra gli obblighi di mantenimento degli imboschimenti realizzati con la precedente normativa e quelli previsti con la normativa attuale, in particolare con la scheda di intervento n. 2 del CSR.
Di conseguenza, una non uniformità di comportamento nei confronti di coloro che hanno aderito alla precedente normativa, che risulterebbero penalizzati e, al fine di uniformare le procedure relative agli obblighi e agli impegni di mantenimento degli impianti, risulta necessario rivedere le condizioni previste a suo tempo, adeguandole e rendendole coerenti al modificato quadro normativo previsto dal vigente Complemento regionale per lo sviluppo rurale, dal Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027.
È più che altro un atto di adeguamento normativo. C'è stato anche spiegato dal dirigente in Commissione, che non vede particolari difficoltà.
Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marinangeli.
Marco MARINANGELI. Grazie, Presidente. Mi allaccio immediatamente all'ultimo passaggio del relatore di minoranza, Consigliere Mastrovincenzo, che si tratta sostanzialmente di un adeguamento normativo e con questa proposta di atto amministrativo sono apportate delle modifiche di carattere formale al Programma di sviluppo rurale del 2000, in particolare alla misura H riguardante il rimboschimento delle superfici agricole.
La misura H prevedeva aiuti per l'agricoltura da legno, per gli imboschimenti forestali, per la creazione di filari a diversa finalità, la coltivazione di specie a rapido accrescimento e gli impianti per produzione edule.
Gli impianti effettuati in base agli interventi previsti nella misura H hanno osservato tutti gli impegni previsti dal relativo Piano colturale pluriennale. Si pone la questione della disciplina del taglio per l'utilizzo finale e per la rimozione delle ceppaie, che la misura H non definiva.
Allo stesso modo è stato posto il problema degli imboschimenti realizzati con la misura H che hanno superato i 20 anni dalla fine dei lavori, disposti per il mantenimento degli impianti stessi, e che oggi dovrebbero poter essere di taglio anche se non hanno raggiunto il diametro di recidibilità indicato nei disciplinari attuativi della misura stessa.
Gli interventi attualmente previsti nell'ambito delle misure di sviluppo rurale prescrivono inoltre un periodo di mantenimento non inferiore ai 15 anni, non più a 20.
Si viene così a creare un disallineamento tra interventi di fatto analoghi previsti in due diversi periodi di programmazione, tale da rendere opportuna la modifica di cui stiamo discutendo oggi.
La proposta avanzata dalla Giunta regionale e che la II Commissione ha condiviso all'unanimità è stata quella di uniformare le procedure agli obblighi di mantenimento degli impianti, per renderle così coerenti ai contenuti del quadro normativo che disciplina attualmente lo sviluppo rurale, in particolare il Complemento regionale di programmazione 2023-2027.Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di atto amministrativo n. 78. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Rinvio la proposta di legge 20, abbinata alla proposta di legge 67. Come per la precedente sul sistema della Protezione Civile, in Conferenza dei Presidenti di gruppo abbiamo proposto e approvato il rinvio fra due Consigli, non al prossimo ma a quello successivo. Il prossimo Consiglio non sarà martedì prossimo, ma fra due martedì.
Rinvio del testo unificato delle proposte di legge n. 20 e n. 67. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Proposta di legge n. 266
a iniziativa dei Consiglieri Ciccioli, Ausili, Livi, Assenti, Baiocchi, Borroni, Putzu.
“Celebrazione dei quattrocento anni dalla nascita del pittore marchigiano Carlo Maratti”.
(Discussione generale e votazione).
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 266 dei Consiglieri Ciccioli, Ausili, Livi, Assenti, Baiocchi, Borroni, Putzu.
La discussione generale è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Dopo i rinvii delle altre leggi, portiamo stamattina la nostra proposta di legge per la celebrazione dei 400 anni dalla nascita del pittore marchigiano Carlo Maratti.
Celebrare Carlo Maratti significa riconoscere le radici artistiche e culturali delle Marche, rendendo omaggio a uno dei più grandi pittori del barocco italiano, nato nella nostra regione, a Camerano, il 15 maggio 1625, capace di lasciare un'impronta indelebile nel panorama artistico europeo.
Fin da giovane dimostrò un talento fuori dal comune che lo portò presto a trasferirsi a Roma, dove entrò nella bottega di Andrea Sacchi, uno dei principali pittori classicisti del tempo. Sacchi fu un maestro determinante per la formazione del Maratti, trasmettendogli la predilezione per la composizione armoniosa e la purezza delle forme, elementi che avrebbero caratterizzato la sua produzione pittorica.
L'affermazione di Maratti avvenne negli anni '40 del Seicento, quando, ancora giovane, ottenne importanti commissioni pubbliche e private nella capitale pontificia.
La sua arte, caratterizzata da un perfetto equilibrio tra il dinamismo barocco e la compostezza classica, gli permise di guadagnare rapidamente prestigio. Divenne il pittore di riferimento delle più importanti famiglie romane e del papato e per loro realizzò soprattutto ritratti, capaci di immortalare i soggetti nello splendore dei colori e del tratto dei suoi pennelli.
Non a caso è diventato, nelle cronache odierne, ancora più famoso dopo il celebre incontro, o meglio quella che sembrava quasi una confessione, tra Trump e Zelensky, dove alle spalle di Zelensky, appunto, c'è la famosa opera del Maratti, “Il battesimo di Gesù”, commissionata dal Pontefice Innocenzo XII per l'altare maggiore della cappella battesimale.
Parallelamente alla sua attività pittorica, Maratti si distinse anche come restauratore e collezionista, assumendo un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio artistico romano. La sua opera di tutela e valorizzazione dei capolavori del passato fu cruciale in un'epoca in cui l'arte stava vivendo profonde trasformazioni.
Nel 1674 fu nominato principe dell'Accademia di San Luca, prestigiosa istituzione romana che regolava l'attività artistica della città, consolidando così il suo ruolo di guida del mondo dell'arte seicentesco.
La figura di Maratti ha lasciato un'impronta duratura. Il suo stile e la sua costante ricerca della perfezione formale influenzarono generazioni di pittori e segnarono un punto di riferimento imprescindibile per la pittura tra Seicento e Settecento.
Anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1713, la sua fama rimase viva e la sua opera continuò a essere apprezzata e studiata.
Oggi l'eredità del suo genio è ben testimoniata nelle Marche attraverso molte opere di rilievo. Ad esempio, ad Ancona, la Pinacoteca civica Francesco Podesti ospita la Madonna col Bambino, i Santi Ambrogio, Francesco di Sales e Nicola, prova della sua maestria nel combinare devozione e raffinatezza. A Macerata, nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, è conservato un pregevole autoritratto dell'artista, che offre uno sguardo intimo sul suo volto e sulla sua personalità. Altri luoghi di prestigio che ospitano opere marattiane sono la chiesa di San Filippo Neri a Cingoli e il Museo Diocesano di Fermo. Nella sua Camerano, all'interno dell'antica chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione, è possibile ammirare la pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino, i Santi Monica, Agostino e Domenico.
Il Consiglio regionale oggi afferma con forza il valore dell'arte e della memoria e investe sulla cultura come leva identitaria e di sviluppo, dando un chiaro segnale di attenzione verso la nostra storia e le eccellenze che hanno reso grande questa terra.
Celebrare i 400 anni dalla nascita del Maratti è un'azione concreta per rafforzare l'identità culturale delle Marche e valorizzare un patrimonio artistico di portata internazionale.
L'impegno economico previsto dalla legge è di 15.000 euro, fondi destinati a rendere questa ricorrenza un'occasione non solo commemorativa, ma anche educativa, turistica e di promozione territoriale.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza, Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare il relatore di maggioranza, Consigliere Assenti, per la puntuale ricostruzione della figura dell'artista Carlo Maratti, certamente è una figura che meritava questa attenzione da parte della Regione Marche, e anticipo molto brevemente che il gruppo del Partito Democratico voterà favorevolmente.
Abbiamo discusso in Commissione, credo che vada ricordato, di una integrazione che a noi sembrava importante e che ha riguardato l'inclusione, nell'ambito del Comitato per gli interventi, del Sindaco del Comune di Ancona, ovviamente, o di un suo delegato, e anche del Sindaco del Comune di Camerano, città natale. Dopo un po' di fatica abbiamo trovato anche 15.000 euro da poter destinare alla celebrazione dei 400 anni.
È l'occasione, molto velocemente, per dire che è una proposta di legge meritevole di attenzione, ma lasciateci esprimere una grande insoddisfazione, una illogicità e una incomprensibilità rispetto a proposte di legge estemporanee, occasionali, che arrivano improvvisamente senza una programmazione.
Le celebrazioni di Carlo Maratti, così come altre leggi che abbiamo approvato sul sistema culturale di questa Regione, in particolare sulle figure che hanno contraddistinto e nobilitato questa terra, avrebbero dovuto essere inserite nell'ambito di una programmazione regionale.
Non è pensabile che, in maniera estemporanea, pochi mesi prima o addirittura nel corso dello stesso anno celebrativo, vengano approvate proposte di legge. Credo che non esista neanche in Burundi una cosa come questa. Diamo l'impressione di una estemporaneità, di un’improvvisazione, diamo l’impressione di un contentino.
La programmazione culturale…, lo dico all'Assessora, che ha un po' migliorato i tragici anni della precedente Assessora, che purtroppo non sono stati migliorati tantissimo, perché non c'è stato un cambio di passo, di visione del valore culturale di questa Regione in rapporto a tutte le conseguenze, cioè la crescita, la conoscenza, la consapevolezza dei marchigiani, ed in rapporto al turismo.
Noi abbiamo posto il turismo davanti a una cultura inesistente. Non parlate di cultura. Abbiamo approvato non so quanto tempo fa un programma di cui non sappiamo nulla, è l'occasione per dire questo.
Se le Marche perdono il valore culturale, il significato della propria natura e identità, significa che siamo allo sbando. Non è il turismo che deve fare da traino, è la cultura che deve fare da traino al turismo.
Purtroppo questo, dopo anni di grande attività illuminata da questo punto di vista, indipendentemente dall'appartenenza... Se non abbiamo ancora capito che i grandi marchigiani continuano ad essere, indispensabilmente, un punto di riferimento per la crescita regionale, credo che abbiamo davvero fallito.
Purtroppo, a Carlo Maratti destiniamo 15.000 euro, faranno alcune iniziative, ma poi che succederà? Ritornerà nel dimenticatoio, nessuno si ricorderà chi è. Invece, magari, con una visione ragionevole avrebbe potuto essere individuato dentro un orizzonte, per esempio, della stessa scuola a cui apparteneva, e questo è il modo di governare una Regione.
La cultura è stata, assieme ad altri, il fallimento, forse meno esplicitato, ma, guardate, è davvero una povertà alla quale ci avete costretto.
Comunque, riconoscendo in Maratti una figura importante, voteremo favorevolmente e con responsabilità.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 2 Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
Coordinamento Tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva).
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per giustificare il mio voto d'astensione, che deriva dal fatto che ho già spiegato ai colleghi della I Commissione - non mi ricordo neanche che giorno siamo – che è il 6 di maggio e ancora non si vede all'orizzonte, purtroppo, Assessore, il Piano della cultura. L'avete licenziato ieri, non ne ero a conoscenza, secondo me sempre tardivamente, perché purtroppo sappiamo quanti problemi abbiamo con tutti gli eventi che andiamo a finanziare, soprattutto le rassegne e i festival. Adesso non so di che cifra stiamo parlando. Spero che sia congrua, che non sia un primo stralcio, come è avvenuto quasi sempre in tutti gli anni.
Questo per dire che questa proposta di legge si poteva anche evitare di fare, qualora si fosse fatto il Piano della cultura al momento opportuno, ad inizio anno, e nelle celebrazioni avremmo potuto mettere, come abbiamo quasi sempre fatto, o meglio, come non abbiamo sempre fatto, bisogna essere corretti…, però ci eravamo riproposti di lavorare da un certo momento in poi così e invece siamo venuti meno a una cosa che avevamo scelto insieme, come maggioranza ed opposizione.
Non ho nulla da ridire su questa legge nel merito, però secondo me nel metodo c'è qualcosa che non va, perché arrivare così in là con il Piano della cultura non va bene, crea tanti problemi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il relatore di maggioranza, Consigliere Assenti.
Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Solo per esprimere favorevolmente la votazione, il nostro parere favorevole, anche per ringraziare chi, da buon cittadino di Camerano, ci ha pensato. Nelle nostre retrovie sentiamo sempre qualcuno che ci incita su come votare, quando votare, ci richiama al voto. Volevo ringraziare XY per la sua passione, per tutto il pathos che ci ha messo nella redazione di questo testo di legge, per ricordarci, così come oggi ricordiamo a tutti con questa legge, i 400 anni dalla nascita di Carlo Maratti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Non sapevo che fosse originario di Camerano, onoriamo anche XY, figura di collaborazione a cui vogliamo riconoscere molto, al di là della persona seria e corretta.
Votiamo favorevolmente, lo abbiamo detto, con le criticità che abbiamo segnalato. Per questo mi viene da dire che comprendo la posizione del Movimento 5 Stelle, la comprendo benissimo.
Noi abbiamo preferito, per certi aspetti, riconoscere alla comunità questo passaggio e ci siamo assunti la responsabilità di votare favorevolmente, credendo di fare un servizio alle comunità di appartenenza e anche alla Regione Marche, che purtroppo, però, destina solo 15.000 euro.
E non dimentichiamo anche XY, così resta agli atti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Elezi.
Lindita ELEZI. Grazie, Presidente. Ringrazio il mio capogruppo che mi ha delegato a dare anche il nostro contributo come Forza Italia.
Siamo convinti di questa proposta di legge. Tutto il sostegno a XY, ma anche a XX, che è di Camerano.
Va bene, a parte la battuta, siamo anche noi favorevoli.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Anch'io ringrazio il Consiglio, i Consiglieri, la Commissione, i relatori di questa legge ed esprimo il pieno sostegno della Giunta regionale a questa proposta che mira a celebrare i 400 anni della nascita di Carlo Maratti, che, come è stato ricordato, è stato un illustre pittore marchigiano, nato a Camerano nel 1625.
Sostenere questa proposta è un atto sicuramente dovuto alla memoria di uno dei più grandi artisti del nostro territorio e, soprattutto, è una scelta di visione, perché celebrare Maratti significa riconoscere che la cultura non è un passato da custodire, ma una risorsa viva, capace di generare identità, consapevolezza, bellezza e sviluppo.
La Regione Marche è da sempre una terra di arte, pensiero e creatività e non può che essere protagonista nella valorizzazione dei suoi figli più illustri. Carlo Maratti lo è a pieno titolo, in quanto, formatosi a Roma, è stato stimato, tra l'altro, da Papi e Cardinali e ha lasciato anche un'impronta profonda nel panorama artistico europeo.
Eppure, troppo spesso, è rimasto ai margini della narrazione culturale nazionale e questa proposta di legge ci offre un'opportunità importante: promuovere ricerche, eventi, mostre e anche percorsi educativi e turistici che possano restituire a Maratti il posto che merita, ma anche rafforzare la rete culturale marchigiana, coinvolgendo Comuni, scuole, istituzioni, università e associazioni.
Come Regione Marche siamo orgogliosi di sostenere questo cammino, perché la cultura è uno strumento potente di coesione, valorizzazione del territorio e di crescita delle nostre generazioni e perché celebrare Carlo Maratti significa, in fondo, celebrare le Marche stesse, la loro storia, arte e identità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Vorrei innanzitutto ringraziare i componenti della Commissione, i relatori di maggioranza e di minoranza, per aver portato avanti questo argomento.
Il Gruppo Lega è favorevole a quanto verrà deliberato. C'è un rammarico nel fatto che tanti altri artisti sono in attesa di finanziamento. Qui c'era la ricorrenza dei 400 anni, quindi abbiamo provveduto, però dovremmo fare in modo che altri cittadini illustri della Regione Marche possano essere celebrati.
Questo è un passo. Mi auguro che, prima della scadenza del mandato, si possa fare una legge che riconosca non solo quelli che sono di Camerano o di qualche altro Paese, ma di tutta la regione Marche.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 266. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Con questa votazione possiamo andare in pace a svolgere i nostri affari laici.
Ringrazio tutti voi per quanto riguarda la partecipazione, la collaborazione e lo svolgimento del Consiglio regionale.
Martedì prossimo non ci sarà seduta di Consiglio, ci sarà fra due martedì.
Grazie.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:00