Resoconto della seduta n.11 del 18/02/2026
SEDUTA N. 11 DEL 18 FEBBRAIO 2026
La seduta inizia alle ore 11:00
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 11 del 18 febbraio 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 10 del 3 febbraio 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n. 51
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Criticità nella programmazione regionale degli Ospedali di Comunità e incoerenze con la rete della ‘long term care’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 51 dei Consiglieri Caporossi e Seri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i Consiglieri. Un'interrogazione molto articolata, cerco di esprimere quello che posso a partire dai vari punti.
“Quali misure si intende adottare per colmare l'assenza di uno strumento completo di ricognizione delle strutture e dei servizi ‘long term care’ operanti sul territorio regionale”. Innanzitutto dico che il Dipartimento effettua regolarmente le verifiche con i Comuni e le AST per aggiornare i database regionali delle strutture operative, autorizzate all'esercizio ed autorizzate alla realizzazione. Attualmente è in fase di predisposizione l'atto di fabbisogno dell'assistenza territoriale, che prevede una completa ricognizione delle strutture socio-sanitarie e che rappresenta lo strumento necessario per la verifica delle disponibilità. Insomma, questo sarà un passaggio molto importante che si avrà nelle prossime settimane, non parlo di mesi, ma di settimane, un passaggio con gli stakeholders, atteso in questa Regione dal 2017.
Andando al secondo quesito: “se si ritenga necessaria una revisione della distribuzione territoriale degli ospedali di comunità, affinché sia basata su criteri di omogeneità ed equità”. Voglio dire che oggi noi abbiamo una corsa contro il tempo per gli ospedali di comunità sul PNRR. Non siamo messi male sugli ospedali di comunità. Questo lo voglio dire.
Un aggiornamento per tutti credo che sia utile, la corsa per il PNRR non è della singola opera o della Regione Marche, è una corsa nazionale. Il target è nazionale e lo raggiunge l'intera Italia o non lo raggiunge l'intera Italia. Questo è quello che il Ministero della salute ed il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione hanno stabilito. Non c'è una regionalizzazione del target, è un target dell'intera d'Italia. Ma è giusto perché una Regione, che arriva al suo minimo target, potrebbe anche tirare i remi in barca e far andare avanti alcuni lavori. Così, invece, tutti devono dare il massimo in tutta la penisola.
Detto questo, ci sono altre strutture previste fuori dal PNRR e devo dire che, in giro per i vari territori, sto vedendo strutture territoriali a cui basterebbe davvero poco per diventare ospedali di comunità.
Su questo credo che il lavoro del prossimo anno, parliamo del 2027, magari 2027/2028, non dobbiamo farci prendere dalla fretta del momento, perché poi possiamo anche sbagliare, sia quello di andare a vedere, seguendo, tra virgolette, le lacune territoriali, dove con poco si può intervenire nuovamente e far ripartire posti sul territorio.
Credo che sia un lavoro possibile, che sia un impegno economico fattibile con il Fondo sanitario nazionale, che speriamo possa incrementarsi. Credo che sia una mappatura che possa colmare degli spazi, perché è evidente che non si può arrivare dappertutto, anche con la prima programmazione, e raggiungere magari zone che hanno bisogno di un riequilibrio territoriale e più che a sostegno, devo dire, ad argine della ospedalizzazione dei nostri ospedali di primo livello.
Detto questo, vado avanti: “se si ritenga indispensabile che la programmazione degli ospedali di comunità proceda in maniera coerente e contestuale con: la programmazione dei reparti ospedalieri di post acuzie; la lungodegenza; le cure intermedie già attive; l’offerta residenziale e la rete di assistenza domiciliare”.
Assolutamente. Noi dobbiamo far sì che ci sia un’offerta che possa scaricare i reparti per acuti, che in qualche caso possa scaricare i pronto soccorso per cercare di limitare il fenomeno odioso del boarding, che è odioso per tutti quanti, e lo dobbiamo fare in queste strutture territoriali, che devono essere il termine finale che riescono a sgravare …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente, grazie anche a nome del Consigliere Seri.
Abbiamo presentato questa interrogazione da parecchio tempo, ne abbiamo discusso anche in Commissione ed abbiamo lasciato delle memorie in merito alle questioni specifiche.
L’interrogazione è articolata e ruota attorno ad un problema fondamentale sul quale cercherò di fare il focus. L’Assessore dice che si sta preparando l’atto di fabbisogno per la residenzialità. Bene, ben venga, ma il problema è che la questione della programmazione della residenzialità è totalmente assente in questo momento da tutti gli atti che ci sono stati presentati. Vale a dire che si è provveduto a sfogliare la margherita attraverso ospedali di comunità da una parte, case di comunità e quante ne volete Sulle residenze sanitarie assistite c'è una querelle in merito alla questione delle rette, eccetera, rispetto alla quale speriamo che qualcosa di positivo si muova. Ma così non andiamo perché la confusione attorno alla finalizzazione di queste strutture è massima.
L'ospedale di comunità non serve a sgravare il pronto soccorso, c'è una lontanissima parentela con questo. Quindi, metterlo al centro di questa questione, tirando fuori argomenti come: “Avete chiuso 13 ospedali” - che sono stati trasformati in ospedali di comunità – sta a significare che il governo clinico della situazione è lontano. E non ne possiamo farne una colpa semplicemente all'Assessore, ma, evidentemente, a livello di board centrale regionale, su questa questione c'è una totale confusione.
In altri ospedali di comunità noi siamo già a 37% mila abitanti a fronte di uno standard nazionale di 20% mila abitanti, e ci sarà una ragione se c'è questo standard.
Per aprire queste strutture ci vogliono infermieri di comunità, ci vogliono altre figure professionali, ci vogliono medici di medicina generale, i veri attori di questa situazione che non sono stati coinvolti. Quindi, non c'entra niente col pronto soccorso o con altro perché è un troppo pieno gestito dal medico di medicina generale, il quale si occupa dei pazienti da questo punto di vista.
Le strutture individuate nella regione sono numerose qualche parte e pochissime da altre. Ne cito una per tutte. La città di Osimo che non ha 35 mila abitanti, ha zero strutture residenziali e nessuno provvede a fare qualcosa. Grazie.
Interrogazione n. 53
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Realizzazione della Ciclovia turistica del Foglia: tratto Pesaro Vallefoglia (Pian del Bruscolo)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 53 dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti,
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pantaloni (risponde in assenza dell’Assessore Baldelli).
Francesca PANTALONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti i Consiglieri.
In relazione all'interrogazione presentata, si sono sentiti gli uffici e si relaziona quanto segue.
La prima proposta di tracciato è stata inviata al Comune di Pesaro a maggio 2021. Il Comune di Pesaro, tuttavia, ha rilasciato, sottolineo, solo ad agosto del 2025 il proprio parere positivo al progetto definitivo per la realizzazione del lotto 1 della ciclovia del Foglia tra Pesaro e Vallefoglia, esclusivamente con riferimento allo Stralcio 1, tratta 1 tra la Bicipolitana di Pesaro e la Sider Rottami Adriatica srl e con riferimento allo stralcio 2 tra la ciclabile “Move on bike” e la ricongiunzione con il lotto 2 della medesima ciclovia del Foglia a Montecchio di Vallefoglia.
Il Comune di Pesaro ha poi restituito sottoscritta la convenzione per la realizzazione e gestione dell'opera soltanto lo scorso febbraio 2026, mentre ad oggi non ha dato seguito agli adempimenti necessari, nello specifico all'adeguamento dello strumento urbanistico comunale né agli atti necessari all'approvazione del vincolo preordinato all'esproprio. Nonostante ciò, in data 20 gennaio 2026 il Settore infrastrutture e viabilità della Regione Marche ha dato, comunque, avvio alla fase di progettazione esecutiva per le tratte del Lotto 1 della ciclovia del Foglia, come sono state descritte.
La Regione Marche ha, inoltre, dato avvio anche a tutte le procedure finalizzate alla riprogrammazione delle fonti di finanziamento resasi necessaria a causa della dilatazione delle tempistiche di realizzazione derivanti dalle circostanze, che poc'anzi ho descritto, in modo tale da poter garantire la copertura finanziaria dell'opera.
A conclusione, si fa presente che il Comune di Pesaro ha trasmesso la proposta di tracciato relativa allo Stralcio 1, tratta 2 tra la Sider Rottami Adriatica srl e la ciclabile “Move on bike” soltanto lo scorso 4 febbraio 2026 e il competente Settore infrastrutture e viabilità della Regione Marche sta verificando la compatibilità e la realizzabilità dell'opera. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie per la risposta, Assessora. Finalmente siete riusciti ad organizzarvi anche nel caso di assenza degli Assessori. Mi spiace che non ci sia l'Assessore Baldelli perché più volte sono intervenuta su questo tema, ricordando che i fondi erano già disponibili 5 anni fa e che abbiamo perso, purtroppo, 5 anni.
Nella sua risposta ha messo in evidenza anche alcuni ritardi dovuti all'attività del Comune di Pesaro e ne prendo atto, ma rimane il fatto che questi fondi erano già a bilancio 5 anni fa per intervenire, quindi andava portato avanti un lavoro congiunto.
In ogni caso voglio anche evidenziare che probabilmente questa mia interrogazione è servita, quantomeno, a mobilitare sia la Regione che il Comune, che proprio ieri si sono incontrati per definire l'avvio dei lavori e l'iter. E’ stato definito anche il tracciato in accordo con i rappresentanti del quartiere Borgo, che creava perplessità. Finalmente si è deciso quale sarà il passaggio nella zona industriale di Borgo Santa Maria, nella periferia di Pesaro. Quindi, mi auguro che da adesso in poi non si perda altro tempo e si possa procedere speditamente per questa pista ciclabile che per 5 anni è stata un’incompiuta della Giunta Acquaroli. Ricordo che dal 2019 era previsto l'intervento ed i fondi provengono dal Ministero, per cui non ci resta che ricordarvi che vigileremo, continueremo a tenere alta l'attenzione affinché si mantengano i tempi ed il cronoprogramma possa essere rispettato sia dal Comune che dalla Regione, sperando che magari entro l’anno possa essere inaugurato, visto che è partito il cantiere del tratto “Move on bike”, tutto il percorso da Pesaro a Vallefoglia. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 65 viene rinviata per l’assenza dell’Assessore Baldelli, viene rinviata anche l’interrogazione n. 67 perché non c’è l’Assessore Rossi.
Interrogazione n. 86
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Distribuzione farmaci ex Crass”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 86 dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Non c'è interrogazione senza di me. Questo è un dato di fatto
Ritorniamo sul tema dell’ex Crass. Probabilmente abbiamo già interloquito su questo, come mi pare di ricordare.
Devo dire che, nel frattempo, c'è stata un’estensione dell’orario, che è previsto dalle 9:30 alle 12:30, dal martedì al venerdì, anziché dalle 10:00 alle 12:30. Inoltre sono state stabilite due ulteriori aperture pomeridiane, rispettivamente il lunedì ed il mercoledì dalle 14:30 alle 16:30, che in precedenza non c'erano.
Era previsto ed è previsto l'arrivo di un nuovo farmacista, che potrà implementare ulteriormente il servizio. Addirittura la previsione era per l’1 febbraio 2026, ma l’Azienda dice che, purtroppo, dei due farmacisti che erano nella graduatoria INRCA (ultimi due nominativi disponibili in graduatoria), per non fare il concorso si attingeva a quella graduatoria, uno solo ha accettato per la sede di Fabriano, non per Ancona. Il secondo, che inizialmente sembrava interessato alla sede di Ancona, successivamente ha rifiutato. Quindi si è interpellata la graduatoria degli Ospedali riuniti, graduatoria che vede ancora ben 8 posti validi e proprio oggi ho avuto la conferma dal dirigente XY che l’Azienda accederà alla graduatoria, quindi in tempi brevi speriamo ci sia l'accettazione di una persona, anche perché il posto è in Ancona, che credo sia ben appetibile, per cui potremmo fare questo ulteriore passo avanti.
Voglio anche dire, questa è la soluzione di breve e medio termine, che qualche settimana fa ho inteso aprire, perché ho capito che si può migliorare su questo, un tavolo di lavoro tra Torrette, cioè gli Ospedali riuniti, l’ Ast 2 e l’INRCA per codificare anche alcune best practice perché potrebbero esserci alcune sinergie che potremmo anche recepire, addirittura con delibera di Giunta regionale, per cercare di migliorare alcuni aspetti.
Il primo aspetto su cui si sta lavorando è quello relativo alla farmaceutica, da una parte c’è la distribuzione, e ci può stare, magari, un pensiero ulteriore quando prossimamente ci saranno i nuovi locali a Torrette, dall'altra c’è la logistica dello stoccaggio che porterebbe un risparmio non indifferente a questi 3 enti, che oggi fanno ognuno per conto proprio. Questo è il lavoro di prospettiva, che come qualsiasi lavoro ha bisogno di tempo.
Sulle altre situazioni mi sono voluto sincerare questa mattina, che con Torrette non ci siano problemi per lo scorrimento della graduatoria e per l'implementazione del servizio. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Lo scopo dell'interrogazione era proprio questo, monitorare, diciamo così, lo stato di avanzamento delle misure, che pure erano state annunciate per risolvere il problema. Quindi bene, le notizie che ci dà in relazione all'ampliamento dell'orario del servizio, bene, la notizia in relazione all'assunzione di un altro farmacista,
Sono da approfondire i ragionamenti che ha fatto l’Assessore sulla prospettiva di medio e lungo termine. Manca però, Assessore, e su questo la prego di darci delle comunicazioni, anche fuori dall'Aula, se ritiene, sugli interventi sui locali, tanto per intenderci, perché è vero che l'allungamento dell'orario di servizio ed il farmacista in più possono in qualche modo aiutare a diminuire le code, diciamo così, di attesa, ma rimane comunque il problema dell’adeguatezza dei locali dal punto di vista logistico. Su questo erano state annunciate, anche sulla stampa, anche con dichiarazioni sue, se non ricordo male, misure di interventi sul piano dell'adeguamento dei locali (chiusura del porticato e cose varie). Quindi, chiediamo di avere risposte puntuali che questa mattina, se non vado errata, non ci sono state. Puntuali significa cosa si sta progettando di fare e i tempi di realistica realizzazione.
La risposta è parzialmente soddisfacente, ma continueremo a fare interrogazioni per conoscere lo stato concreto di avanzamento, anche sotto il profilo dell'adeguamento dei locali. Grazie.
Interrogazione n. 54
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Criticità nell’assistenza pediatrica territoriale nel Comune di Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 54 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado a leggere quanto fornitomi dall'AST di Pesaro-Urbino con una nota piuttosto recente, anche se non recentissima.
In riferimento all'interrogazione emarginata in oggetto, sentiti i servizi interessati, si rappresenta quanto segue.
In base ai dati demografici ed alla programmazione sanitaria regionale, il Comune di Urbino dispone di n. 2 pediatri di libera scelta, i quali occupano un numero di minori assistiti pari a circa 1.600 su un totale massimo assegnabile pari a 2.000. Alcuni pazienti, dei circa 1.600 sopraindicati, non sono residenti nel Comune di Urbino, ma in altri Comuni sia limitrofi che più distanti, ma per scelta della famiglia sono stati iscritti presso i due suddetti pediatri, che di solito vanno anche a forte intuitu personae. In data 15 settembre 2025, uno dei due pediatri, che aveva in carico circa 650 assistiti, ha presentato le proprie dimissioni volontarie, con decorrenza 1dicembre 2025.
L'AST di Pesaro-Urbino, già nel mese di ottobre 2025, aveva dato avvio alle procedure per un reclutamento di un nuovo pediatra da inserire nel comune di Urbino in sostituzione dimissionaria. Sono stati interpellati i medici inseriti nella graduatoria aziendale di settore, ma nessuna disponibilità è pervenuta. Veniva, quindi, pubblicato un avviso per il conferimento dell'incarico, anch'esso andato deserto.
Nel frattempo una parte degli assistiti della pediatra pensionata, circa 350, hanno trovato posto in parte presso il pediatra rimasto nel comune di Urbino, il quale ha completato il massimale, e in parte presso altri pediatri dei Comuni limitrofi con ancora posti disponibili (Fermignano, Urbania e Cagli). A seguito di ulteriori ricerche, si è provveduto ad attribuire il 22 dicembre 2025 un nuovo incarico al dottor XY, il quale ha preso in carico i restanti 300 pazienti. Pertanto, visto questo nuovo ingresso, si ritiene allo stato risolta la questione. ferma la possibilità di fare alcune mobilità per chi già si era spostato in altro ambito territoriale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. In parte avevamo saputo dell'esito felice della nomina del secondo pediatra perché lei stesso ha informato l'assemblea d'Area Vasta che si è tenuta Urbino qualche giorno fa. Quindi ad oggi posso dirmi soddisfatta, anche se le difficoltà di reperimento del secondo pediatra, che lei ha elencato chiaramente nella sua relazione, hanno fatto in modo che fosse trovato dopo…, insomma, c'è stato un lasso di una ventina di giorni in cui i genitori si sono trovati con una comunicazione tardiva.
La pregherei, magari, di impegnarsi affinché le comunicazioni siano più efficaci, perché il pediatra in proposito ha finito di lavorare il 30 novembre e la comunicazione è arrivata alle famiglie l’1 dicembre, che si sono trovate nella difficoltà di scoprire che l'altro pediatra in servizio ad Urbino non aveva più posti disponibili e si sono dovute rivolgere a pediatri fuori Urbino, creando dei disagi. Per fortuna è stato trovato il dottor XY, che così completa il quadro dei bambini che avevano bisogno del pediatra di libera scelta nel territorio urbinate.
Le mie raccomandazioni vertono su rendere, se possibile, ma penso di sì, una comunicazione più efficace per non allarmare in questi frangenti le famiglie.
Poi, purtroppo, c'è stata la difficoltà, anche se l'Ast si è mossa per tempo, di trovare i pediatri di libera scelta. Sappiamo che queste figure, come i medici di medicina generale e gli operatori del pronto soccorso, sono in grave carenza anche nella nostra regione, però di questo ne parleremo in altri momenti. Grazie.
PRESIDENTE. A questo punto, non essendoci l'Assessore Consoli, saltiamo l'interrogazione n. 94, ma anche l'interpellanza n. 10.
Interpellanza n. 14
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Campagna di sensibilizzazione e informazione sugli accessi ai pronto soccorso degli ospedali per acuti e valorizzazione delle Case della comunità e dei servizi territoriali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 14 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. In linea con quanto ha chiesto prima il Consigliere Caporossi, con la preoccupazione che le liste d’attesa, Assessore, saranno la sua angoscia per i prossimi 5 anni.
Vorrei aggiungere una premessa che non era scritta nell'interpellanza e che non riguarda le liste d'attesa, o comunque l'attesa che maturiamo presso il pronto soccorso, per il quale faccio l'interpellanza, ma la diagnostica.
Finalmente, Assessore, una buona notizia, il 15 febbraio Il Sole 24 Ore ha pubblicato i dati del monitoraggio nazionale riguardante gli esami diagnostici e le visite. Bene, per 8 tipologie di visite e di esami diagnostici non c'è nessuna struttura sanitaria delle Marche che risulti fra quelle peggiori, ma in ben 5 su 8 risulta fra le migliori, l'AST di Pesaro, l'AST di Macerata, poi, ancona, l'AST di Pesaro e l'AST di Macerata, spesso anche l’INRCA, quindi, qualche buona notizia, Assessore Calcinaro, ce l'abbiamo. Possiamo cominciare, non dico a vantare meriti, ma questo è un lavoro che riguarda molto la dirigenza e molto il personale sanitario, ma anche le linee che in questi 5 anni l'amministrazione Acquaroli ha messo in campo.
Buongiorno Presidente, stavo segnalando gli ottimi risultati delle liste d'attesa in almeno otto prestazioni sanitarie di primo livello.
L'interpellanza, Assessore, è molto semplice, abbiamo avuto anche modo di scambiarci qualcosa a voce, per questo ho voluto rendere pubblica questa indicazione. Nelle tante cose (atti, programmazioni, personale, migliore distribuzione territoriale) sono molte le indicazioni che diamo, ma un dato evidente è che presso il pronto soccorso, stiamo parlando di ospedali di base, primo e secondo livello, c’è un accesso “improprio” di circa il 50% degli utenti - il 50% e più degli accessi, 50% della media regionale. Se c'è un dato aggiornato me lo dica lei, Assessore - che riguarda i codici bianchi e i codici verdi, che possono essere trattati benissimo presso i punti di assistenza territoriale degli ospedali di comunità, ex ospedali minori, ed in futuro presso le Case della salute.
Se riuscissimo con un po' di pazienza a fare un'azione di prevenzione e spiegare ai nostri concittadini marchigiani che c'è la possibilità di evitare le lunghe file presso il pronto soccorso per cose più semplici e di minore importanza, di minore preoccupazione anche per l'utenza, si alleggerirebbe di molto il pronto soccorso. Non dimenticando che presso i PAT sono normalmente posizionate una o due ambulanze, spesso h24. Se l'accesso in un Pat è di maggiore gravità, difficilmente un rosso, ma un arancione, immediatamente l'utente, il cittadino, può essere trasferito presso l'ospedale di base, l'ospedale di primo o secondo livello più vicino.
Quello che sollecito, Assessore, è questo, sapere se da parte della Giunta o dell’Assessorato, del Dipartimento c'è una previsione di questo genere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Consigliere Marconi, mi fa piacere che le chiacchierate portino anche idee concrete qui dentro. Il fatto da cosa nasce? Nasce da una sensazione che sto avendo, che probabilmente può essere condivisa anche da molti di voi. Noi dibattiamo spesso, giustamente, sulla sanità, abbiamo incontri tecnici, istituzionali, però fuori il mondo è un po' diverso e la nostra ottica può essere deviata dal nostro lavoro istituzionale rispetto a quella del cittadino, del comune cittadino, di quello che ha bisogno di un accesso una volta ogni 5 anni.
Credo che in questi mesi, probabilmente un paio d'anni, andremo a costruire con le Case di comunità, con la visione globale della continuità assistenziale, con i PAT, i PPI, anche, come ha detto lei, il 118, una rete territoriale molto capillare che potrebbe essere sottovalutata se non riusciremo a portare a valle di questa costruzione - sperando che sia una costruzione coerente e ben gestita – un’informativa ai cittadini.
Non un'informativa con degli incontri, in cui vanno quelli che sono comunque interessati, ma una comunicazione che giunga a casa, nei telefonini, una informativa immediata, che possa dire al cittadino: “Guarda che se hai questa tipologia puoi non andare al pronto soccorso, puoi rivolgerti a questo o a quest'altro presidio”. Per cercare di andare alla radice dell’inadeguatezza del percorso e questo lo dobbiamo fare, lo dobbiamo ai nostri territori. Ogni territorio con la propria peculiarità, ovviamente ogni territorio con il proprio servizio, la propria gamma di servizi, ma noi rischiamo di parlare una lingua, dando per scontato che fuori il linguaggio venga compreso, invece non è nemmeno conosciuto, a volte. Lo vedo con i miei concittadini con cui inizio a parlare di queste tematiche, cosa che non avevo immaginato in precedenza. Manca la conoscenza delle possibilità che ci sono. Certo, è ovvio che queste possibilità devono poter essere di servizio, quindi dobbiamo capire quali potranno essere utilizzabili e quali no.
Sono assolutamente convinto ed anche fautore di questa campagna informativa che dovrà esserci, molto capillare. Quando saremo a valle, alla fine di un percorso, che sarà molto faticoso e molto impegnativo in questi mesi, se non in un paio d'anni, dovremmo far capire bene quali sono i percorsi per evitare le inadeguatezze, che possono portare a crisi del sistema. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Indubbiamente, Assessore, lo sforzo è grosso, ma il momento è quello giusto, perché siamo a circa 17/8 anni dalla Balduzzi, che è stato un punto di svolta. Eravamo tutti convinti – ripeto: ritorniamo ai cittadini, usciamo dalle carte, usciamo dai piani che servono e non servono - che l'unica risposta fossero gli ospedali e questo era ragionevole perché a quella data avevamo una rete di ospedali, circa 25-26 presidi in tutta la regione, quindi, uno ogni 50.000 abitanti, quindi, per qualsiasi cosa ci rivolgevamo all'ospedale.
Ora dobbiamo ritornare a pensare che il medico di medicina generale può fare quello che fa un codice bianco in un Pat, in un pronto soccorso. Dobbiamo rimodulare in termini meno burocratici quella parola magica che si chiama appropriatezza, che proviamo a spiegare dappertutto, ma che potremmo tradurre in non perdere tempo.
Certamente dobbiamo creare dei centri in cui l'informazione viene data in maniera adeguata e il primo centro sono i medici di medicina generale che dovrebbero aiutarci enormemente in questo percorso, indicando ai cittadini questa possibilità, banalizzo, anche loro risolvendo il problema di una puntura d'ape. Al pronto soccorso di Torrette la gente va per una puntura d'ape e questo è un fallimento dal punto di vista dell'organizzazione. Ma è un fallimento di natura culturale, non un fallimento di natura giuridica. E’ un fallimento di natura culturale, significa che qualcosa nei passaggi precedenti non ha funzionato. Non a caso in Ancona, per mentalità, l'ospedale di Torrette è l'ospedale della città. Ecco, questa mentalità va superata perché c'è Chiaravalle, Jesi, Senigallia ed Osimo. Dobbiamo far entrare nella testa dei nostri concittadini marchigiani l'idea che la struttura sanitaria più vicina e più immediata non è quella che meglio dà le risposte, ma è quella che forse fa perdere più tempo e inutilmente.
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Confido sul fatto che questa enorme operazione culturale venga fatta e lo slogan potrebbe essere proprio questo: “Non perdiamo più tempo”, sia noi come cittadini sia gli operatori sanitari, che spesso si trovano a dover affrontare in contemporanea un problema da codice rosso e un minuto dopo un problema da codice bianco. Grazie.
Proposta di legge n. 3 (Proposta di legge statutaria)
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Vitri, Piergallini
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Marche)”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 3 (proposta di legge statutaria) dei Consiglieri Ruggeri, Vitri, Piergallini.
La discussione è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Quello che oggi andiamo ad approvare in Aula riguarda una proposta di legge che modifica la legge statutaria della nostra Regione, la n. 1 del 2005 “Statuto della Regione Marche”.
Voglio ringraziare tutti coloro che fanno parte della Commissione perché questa proposta è stata condivisa e approvata all'unanimità. Dobbiamo anche dire grazie al nostro Presidente Acquaroli, che ha condiviso questa proposta di legge. C’è stata qualche modifica rispetto alla prima stesura, però siamo arrivati ad una approvazione unanime.
Questa proposta di legge va a modificare gli articoli 7 e 13 dello Statuto della nostra Regione. Questo per una più equilibrata rappresentanza di genere nella composizione della Giunta e dove è possibile anche dell'Ufficio di Presidenza. Perché dico dove è possibile? Perché la Giunta viene nominata, mentre l'Ufficio di Presidenza viene votato.
Questa legge modifica l'articolo 7, comma 2, ed individua una percentuale, la presenza di entrambi i sessi non può essere inferiore al 30%. Originariamente avevamo il 40%, poi con una discussione in Commissione siamo arrivati al 30%. Naturalmente questo è un requisito di quota minima, ma più cocente. La modifica dello Statuto andrà in vigore dalla prossima legislatura, non da quella in corso.
L’articolo 2 va a modificare l'articolo 13 della legge statutaria, relativo alla composizione dell'Ufficio di Presidenza. Come ho già detto, dove è possibile ci deve essere la presenza di entrambi i sessi.
L’articolato si compone di 4 articoli, l'articolo 3 è bis.
L'articolo 1 è una modifica dell'articolo 7, come ho già detto, della legge statutaria n. 1 del 2005. Nel comma 2 dell'articolo 7 della legge statutaria dell'8 marzo le parole: “la presenza di entrambi i sessi” sono sostituite dalle seguenti: “che nessuno dei due generi sia rappresentato in misura minore del 30%”. Naturalmente, come ho già detto, questa modifica riguarda la parità di genere, va nella direzione di una equilibrata rappresentanza di entrambi i generi, però andrà in vigore dalla prossima legislatura.
L'articolo 2 modifica l'articolo 13 della legge statutaria del 2005 e riguarda la composizione dell'Ufficio di Presidenza. Si indica, qualora sia possibile, di inserire sia il genere maschile che quello femminile.
L'articolo 3 è l'invarianza finanziaria perché da questa legge non derivano nuovi o maggiori costi.
L'articolo 3 bis afferma che le disposizioni degli articoli 1 e 2 di si applicano a decorrere dalla legislatura successiva a quella in corso.
Mi auguro che questa proposta di legge, che in Commissione abbiamo approvato all'unanimità con dei correttivi, sia approvata anche in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Per troppo tempo lo Statuto della nostra Regione si è limitato per i ruoli di vertice regionale ad una dicitura generica, richiedendo una semplice presenza di entrambi i sessi nella nomina della Giunta. Questa formula si è rivelata insufficiente: una presenza puramente simbolica non è partecipazione, ma una concessione che non rende giustizia al valore di ciascun genere, e nello specifico delle donne nella nostra società.
Per questo già nella scorsa legislatura il Movimento 5 Stelle con una propria proposta di legge e il Partito Democratico con una proposta di legge a prima firma della Consigliera XY avevano presentato proposte per fissare una soglia minima per genere nella composizione dell'esecutivo della nostra Regione.
Oggi con la proposta di legge, che andiamo a votare in prima lettura, pur senza raggiungere i numeri che avevamo previsto inizialmente come forze di opposizione, questo l'ha rimarcato bene la relatrice di maggioranza, che ringrazio, passiamo dalla forma alla sostanza.
Come recita l'articolo 1 della proposta, emendato in Commissione, introduciamo il requisito cogente del 30% come soglia minima per ciascun genere nella composizione della Giunta, comprendendo nel conteggio anche il Presidente della Giunta. Insomma, non ci affidiamo più alla discrezionalità del momento, ma fissiamo un criterio matematico chiaro.
Con l'articolo 2, invece, estendiamo a livello statutario, nei limiti del possibile, questo medesimo principio di dignità istituzionale all'Ufficio di Presidenza, prevedendo di garantire la presenza di entrambi i generi, come d'altronde già previsto dall'articolo 8 del Regolamento assembleare.
Ricordo a questo proposito che nel 2022 il Regolamento fu modificato all'unanimità dalla Giunta per il regolamento, di cui facevano parte tutti i rappresentanti dei principali partiti politici presenti in quest'Aula, recependo la proposta di modifica avanzata dal Movimento 5 Stelle, che al comma 2 bis recita testualmente: "Nella composizione dell'Ufficio di Presidenza è garantita, di norma, la presenza di entrambi i generi".
Detto questo, voglio essere chiara, la competenza non ha genere. Ma una politica che esclude o marginalizza il punto di vista femminile è una politica zoppa. È una politica che sceglie di guardare il mondo con un occhio solo, privandosi di visioni, sensibilità e capacità gestionali essenziali.
Il nostro riferimento è l'articolo 51 della Costituzione: “La Repubblica ha il compito di promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità”. Noi oggi stiamo attuando quel principio, stabilendo che la discrezionalità politica deve trovare un limite invalicabile nei canoni di legalità e uguaglianza reale.
In conclusione, ricordo all'Aula che questa legge non comporta oneri per il bilancio regionale. Costa zero, ma vale moltissimo in termini di progresso democratico.
Votando questa modifica facciamo sì che lo Statuto delle Marche sia sempre più lo specchio di una società moderna dove le donne non sono ospiti, ma protagoniste del governo del territorio.
Naturalmente per i ringraziamenti mi unisco a quelli già esplicitati dalla relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi. Mentre parlavo mi veniva da guardare la futura Assessora della Giunta, quindi un augurio a lei ed anche all’Assessora Pantaloni. Grazie. Anzi al maschile preferiscono. Scusate. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Credo che sia doveroso da parte mia intervenire perché si parla innanzitutto di una modifica statutaria, che io voterò convintamente in modo favorevole, come tra l'altro deciso dal mio gruppo ed indicato dal nostro Presidente di gruppo. È sicuramente una modifica giusta, opportuna, necessaria, coerente con il dettato costituzionale.
Ho presentato nella scorsa legislatura diverse proposte di legge di modifica del nostro Statuto per uniformarlo al dettato costituzionale, che via via è stato aggiornato nel tempo. Penso, ad esempio, alla nuova formulazione dell'articolo 9 (Principi generali), che mette tra i principi fondamentali della Repubblica la tutela dell'ambiente, che è stata approvata all'unanimità da questo consenso.
E’ una cosa giusta, non è una questione femminile, no, è un tema di uguaglianza e di pari opportunità, che sono questioni che racchiudono in loro la questione femminile come quella maschile, è una questione più alta. Per questo sono assolutamente favorevole.
Ringrazio la prima firmataria per averla presentata, però, colleghi e colleghe, questa proposta di legge tradisce la sua funzione principale che è, appunto, quella dell'uguaglianza e dell'opportunità, principi richiamati e sanciti dalla nostra Costituzione, che sono cogenti, urgenti. La loro affermazione è un fatto prioritario, come ci ricorda anche il massimo garante della Costituzione, il nostro Presidente della Repubblica. Allora perché rinviare alla prossima legislatura l'operatività di questa norma statutaria?
E’ sbagliato, tradisce l'intenzione, perché non immediatamente efficace come la modifica dello Statuto, che lo uniforma in quel caso ad una legge nazionale, che non è la Costituzione, quella del possibile aumento ad 8 del numero degli Assessori? L’aumento del numero degli Assessori a 8 doveva indurre ed imporre che anche questa modifica statutaria diventasse efficace di pari passo, contestualmente con la possibilità di aumento, che tra l'altro deve essere attuata ad invarianza finanziaria. Segno evidente che non è l'affermazione di un principio in quel caso, ma di una supposta necessità politica ed amministrativa, che mi pare molto meno stringente dell'affermazione dei principi di uguaglianza e di opportunità sanciti dalla nostra Carta costituzionale. Questa norma deve essere immediatamente efficace e io vi invito a rivederla, al limite anche in seconda lettura, altrimenti è una cosa … Certo, la si approva perché così si rende più forte l'altra modifica, quella che non interessa un principio costituzionale, ma il principio del famoso, ma mai desueto, manuale Cencelli. Questo è, ed è ancora più grave il fatto che da noi … ed è ancora più stringente perché? Tra l'altro qui non abbiamo una Giunta di eletti, o meglio, non possiamo avere soltanto una Giunta di eletti, ma, per una modifica che abbiamo fatto, noi abbiamo una Giunta di nominati, di esterni. Allora, si può spiegare perché uno dice: una Giunta dove … Come in Puglia dove ci sono soltanto due esterni ed il resto sono tutti eletti, uno potrebbe dire che la questione di genere collide con il principio elettivo.
Se i cittadini non eleggono un tot uomini o un tot donne come facciamo? Qui invece c'è, addirittura, e questo è un altro aspetto non sottile, è un dato oggettivo, perché nel momento in cui l'Assessore viene nominato dal Presidente, viene sospeso dalla carica elettiva, non è più Consigliere, tant'è che gli subentra il primo dei non eletti. Quindi, astrattamente, come poi è avvenuto, con la sola eccezione degli Assessori Calcinaro e Baldelli, di fatto gli Assessori - per la verità sono stati tutti eletti - non sono più Consiglieri. Cosa osta ad applicare subito questo principio? Cosa osta? Che cosa lo impedisce? Quali sono le ragioni per cui mandiamo alla prossima scadenza l'affermazione di questo principio statutario? Quali sono le ragioni? D'altra parte dovrebbero essere 3, così sono 2. E qual è il problema? Devono essere nominati altri 2 Assessori, anzi, si rafforzerebbe, se vogliamo, la possibilità di allargamento della Giunta. Magari potremmo dire al livello nazionale, che ci potrebbe fare giustamente le pulci sull'invarianza finanziaria, “Signori, forse abbiamo violato”, ma non vedo come si possa rispettare l’invarianza finanziaria, magari ci siamo disallineati, però affermiamo questo principio costituzionale e finalmente nominiamo 3 donne. Ripeto, non è più un tema elettivo. Capite?
Per concludere, la modifica di portare il numero degli Assessori da 6 a 8 è stata giustificata con l'urgenza e la necessità di una Giunta più numerosa, che si potesse occupare delle innumerevoli funzioni. Quindi, era una cosa urgente. Questa modifica, che come scrivete voi è in ossequio ai principi di uguaglianza e di pari opportunità sanciti dalla Costituzione, non è altrettanto urgente, è meno urgente dell'altra? Mi attendo una risposta, diciamo, non dalla ragione, perché non potrebbe mentire a se stessa, ma dalla vostra coscienza istituzionale, però voterò a favore. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare i relatori di questa proposta di legge, che è in linea con quella che abbiamo approvato lo scorso Consiglio, per avere l'opportunità di aumentare gli Assessori, ovviamente seguendo una legge nazionale.
Non so, non vorrei fare polemica, però ogni volta mi si servono degli assist per fare goal. Non so se il Consigliere che è appena intervenuto ha parlato con i colleghi che sono in I^ Commissione, dove ci sono io, la Presidente Marcozzi ed altri, in merito al fatto che questo testo è condiviso.
Voglio ringraziare la Consigliera Ruggeri per aver voluto fare questa proposta, che abbiamo accolto e sulla quale abbiamo trovato una soluzione insieme.
Mi fa sorridere, per chi come me ha un po' di memoria, che oggi il Consigliere regionale Cesetti sia diventato paladino della rappresentanza di genere. Non so se sapete che quando era Presidente della Provincia su 1, 2, 3, 4, 5 e 6 Assessori più il Presidente aveva solo una donna. Non so se si è dimenticato cosa è successo politicamente nel suo passato percorso, quando governava la Provincia. Adesso si è risvegliato ed è diventato il paladino dell’uguaglianza di genere, della rappresentanza massiccia tra uomini e donne, per cercare di bilanciarla. Quando era Presidente della Provincia il 90% erano uomini. Magari qualcuno può anche ripensarci, ci mancherebbe altro, però se oggi richiama la Costituzione, evidenzio che la Costituzione è stata fatta negli anni in cui è stata fondata la Repubblica Italiana e nel 2009 la Costituzione era in vigore, esisteva lo stesso principio. Chiedo: perché quando si governa si mette una donna e quando si è all'opposizione si chiede di sbrigarsi. Tra l'altro, non voglio infierire sul PD che in questo periodo sta vivendo un momento drammatico in provincia di Fermo ed il Consigliere Cesetti è intervenuto e ha giustamente fatto valere le proprie posizioni. Questo ovviamente non è il tema di dibattito di quest'Aula, però mi preme dire: “Mettetevi d'accordo” perché se in Commissione votiamo insieme … Posso parlare?
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. No, scusate, non credo di dover sottolineare che si parla uno alla volta.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Il Partito Democratico è ben rappresentato da due membri in Commissione, tra l'altro anche capaci, il Consigliere Piergallini e la Consigliera Vitri, c’è anche la proponente del Movimento 5 Stelle, anche lei persona capace, e sulla proposta di legge abbiamo trovato una convergenza. Mi dispiace, sembra che ogni volta si debba fare un favore a qualcuno. Consigliere Cesetti, se non è d'accordo voti contro. Qual è il problema? Non è questo il problema, siamo in democrazia ed ognuno è libero di esprimere il proprio voto. Io sto parlando ...
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore, sappiamo tutti che dobbiamo parlare uno alla volta. Gli interventi vengono programmati. Prego, Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Siccome si era trovato in Commissione un accordo tra maggioranza e opposizione, credo che su questo dovremmo andare, poi se qualcuno è contrario abbia il coraggio di votare contro il proprio gruppo. Si è tutti bravi a fare i leoni, ma poi si deve votare come dice il gruppo e su questo qualcuno si dovrà allineare.
Concludo dicendo che è giusto rimandarla alla prossima legislatura.
Prima si è parlato di Assessori che vengono nominati, della surroga e dell’ingresso di nuovi Consiglieri. Vorrei avvisare il Consigliere Cesetti che questo è frutto di una legge, non fatta dal Governo Acquaroli. Sa benissimo il Consigliere Cesetti che è stata fatta precedentemente, quando gli Assessori votavano in Aula e non c'erano mai. Quando è stata fatta la legge noi eravamo all'opposizione, anche qui dobbiamo ristabilire la memoria. C'è la canzone di una cantante molto brava, Fiorella Mannoia, che a volte dedico politicamente al Partito Democratico, che dice: “Come si cambia per non morire”, così state facendo voi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardilli.
Andrea CARDILLI. Grazie, Presidente. Sono un po' sconcertato perché in Commissione ero quello che non voleva andare avanti su questa proposta.
Non sono un maschilista, ma mi sono trovato in forte difficoltà in Consiglio, lo ribadisco anche qua, quando ero Sindaco, su una legge relativa all'obbligo di inserire il 40% di uno dei due sessi, che è un discorso che mette fortemente in difficoltà, poi ci siamo venuti incontro.
Quello che dispiace è vedere che, come ha detto chi mi ha preceduto, dopo una serie di soluzioni, soprattutto un accordo, comunque si sentono polemiche, si sentono discorsi che lasciano un po' perplessi.
Avevo scritto altre cose, ma preferisco non dirle perché sicuramente sarei strumentalizzato, ma mi asterrò su questa delibera. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Giusto per precisare alcune questioni perché insieme alla Consigliera Ruggeri ed alla Consigliera Vitri siamo nella Commissione che ha lavorato, devo dire, in un buon clima. Quindi, confermo quello che è stato già detto dalla Consigliera Marcozzi.
Sin dall'inizio su queste modifiche statutarie la minoranza è stata fortemente responsabile, lo voglio ricordare, altrimenti i toni del dibattito possono andare su un'altra strada e trasmettere all'esterno qualcosa che non è la realtà.
La minoranza è stata responsabile perché sulla modifica statutaria che porta la Giunta da 6 a 8 assessori, ripeto, avremmo potuto fare, come si è fatto altrove, le barricate, sollevando questioni di poltronifici, come è stato detto. Non l’abbiamo fatto perché siamo uomini delle istituzioni. Molti di noi hanno ricoperto altri ruoli esecutivi nei Comuni dove abitano, che hanno amministrato, e sappiamo che per la Regione Marche una Giunta a 6 Assessori crea sulle spalle di ciascun di loro un gravame di lavoro difficilmente sostenibile.
D'altra parte è assurdo che alcuni Comuni, che superano i 40 mila abitanti, hanno Giunte di 9/10 persone e la Regione Marche, invece, deve avere solo 6 Assessori. Abbiamo fatto un discorso di responsabilità e ci siamo astenuti senza andare sui giornali, senza fare polemiche, ma l’abbiamo incrociato a quest'altra battaglia che ci sta molto a cuore, cioè la presenza obbligatoria di una percentuale che garantisca le pari opportunità all'interno di un organo fondamentale come la Giunta. Guardate, c'è il dibattito se è legittimo o meno riservare percentuali alle donne, agli uomini. La modifica in Italia della riserva obbligatoria di una percentuale è stata fondamentale per consentire l'ingresso alle donne nelle istituzioni italiane, perché, diciamo, io lo dico, la politica tendenzialmente è stata ed è in parte, tuttora, maschilista. Quindi, una percentuale di legge che obblighi in questo caso il Presidente della Regione a riservare una quota alle donne o agli uomini, in caso in cui si rovesciassero i ruoli, è secondo me un ulteriore elemento che permette di fare un balzo in avanti nella qualità istituzionale della Regione Marche.
Voglio precisare che noi avremmo voluto che la modifica fosse immediatamente attiva, come ha ricordato perfettamente il Consigliere Cesetti. Ci sarebbe stata molto a cuore, ma abbiamo fatto e facciamo, anche in questo caso, un discorso di responsabilità. Perché mandare tutto all'aria e andare sui giornali a dire che la maggioranza di centro-destra non vuole le pari opportunità in Giunta perché non lo fa subito, piuttosto che accettare responsabilmente una modifica che sarà attiva nella prossima Giunta, ma comunque determinante. Anche in questo caso ci siamo posti una questione di responsabilità: arrivare a questo obiettivo che si realizzerà nel prossimo mandato, ma intanto è un obiettivo raggiunto, piuttosto che demagogicamente andare sui giornali, mandare anche in questo caso tutto in caciara e non portare a casa nessun risultato.
Oggi si porta a casa un risultato, il Presidente Acquaroli deve ancora ampliare la Giunta, seppure la modifica statutaria preveda che questa percentuale sia prevista per il prossimo mandato, non è detto che il Presidente Acquaroli non scelga già in questo mandato di rispettare questa percentuale. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo1. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Per i principi che sono previsti nello Statuto, che è la nostra carta fondamentale, non mi devo appellare alla bontà o alla benevolenza del Presidente, preferisco sottostare alle disposizioni della legge, Consigliere Piergallini. Questo mi hanno insegnato i percorsi istituzionali, anche perché sarebbe strano se dovessi confidare, con tutto il rispetto, sul Presidente del centro-destra.
Detto questo, io non ho fatto alcuna polemica e ho detto che voterò a favore, però credo che sia mio dovere, e lo è, affermare che questa modifica statutaria doveva entrare immediatamente in vigore, come l'altra, sulla quale, coerentemente con il gruppo, mi sono astenuto, che doveva di pari passo andare con questa modifica. Tutto qui.
Non c'entra nulla il fatto, sono stato chiamato in causa, di come e quando facevo il Presidente della provincia.
Qui non stiamo trattando le pari opportunità e di come siano giuste le uguaglianze, stiamo discutendo del perché - sennò siamo tutti d'accordo - una riforma così importante debba andare in vigore nella prossima legislatura. Questo mi dovete spiegare, tutto qui. Poi io voto a favore.
Non c'entra nulla che quando ero Presidente della Provincia non c'erano donne in Giunta. Il Consigliere Putzu faceva altro, no? A quel tempo stava all'opposizione, quindi posso capire, ma non c'entra nulla con questo. Noi stiamo parlando di una disposizione che doveva entrare in vigore rispetto, tra l'altro, ad un'altra che, per andare in vigore, deve rispettare il requisito dell'invarianza finanziaria e sul prossimo articolo, visto che quel requisito dovrà essere declinato prima della seconda lettura, vi dico perché.
Non chiamatemi in causa impropriamente perché io ho esordito dicendo che ero favorevole, ma sul resto penso e non c'è all'esterno … All'esterno si capisce da solo perché va, lì bisogna applicare il manuale Cencelli, qua invece la questione femminile può aspettare. Vicepresidente Piergallini, è questo il punto, lì può essere applicato in maniera …, qui invece la questione femminile può aspettare e il PD può, diciamo …
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Soltanto per ribadire al Consigliere Cesetti che abbiamo deciso all'unanimità che questa proposta di legge entri in vigore dalla prossima legislatura. E’ semplice, la Commissione ha votato all'unanimità. Grazie .
PRESIDENTE. Articolo1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ci ritorno, Presidente, senza alcuna polemica. Il fatto che sia stato votato all'unanimità, qual è il problema? Io ho detto che voto a favore e non perché la proposta di legge è stata votata all'unanimità dai membri della Commissione bilancio, ai quali non appalto la mia coscienza istituzionale. Non esiste. Figuriamoci. Io ho detto che voto favorevolmente perché così ha deciso il mio gruppo e così mi ha indicato il mio capogruppo, quindi su una questione di questo tipo ritengo di ubbidire perché è giusta e perché, finalmente, è sancita nel nostro Statuto. Ma, ripeto, ritengo sbagliato, e lo ribadisco, che venga portata la prossima volta. Voglio dire di più, lo voglio dire fin d'ora, ovviamente voterò a favore.
In seconda lettura quando andremo a votare l'altra modifica statutaria, lo dico ai membri della I^ Commissione, prima di votarla, e lo dico anche al mio gruppo, voglio il cosiddetto piano economico e finanziario, è un termine improprio, che dimostri l’invarianza finanziaria, altrimenti non soltanto voterò contro in seconda lettura, ma mi farò promotore di un referendum per abolire quella disposizione. Se il PD poi non lo vorrà sostenere sarà un suo problema, ma io lo faccio. Sia chiaro! Per dire che io non sto qui, forse non ha capito il capogruppo di Fratelli d'Italia, a fare polemiche, io sto qui a fare il mio dovere, ripeto, con disciplina e onore, come ci dice la Costituzione che voi richiamate. Sto qui a fare il mio dovere con disciplina e onore e lo faccio fino in fondo. Va bene? Chiaro? All'interno di questo opero coerentemente con le decisioni del mio gruppo, non di quelli che fanno parte della Commissione bilancio, che è cosa diversa. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3 bis. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Vorrei ricordare all’Aula e a me stesso che l'articolo 123 della Costituzione, che voi richiamate nell'ultimo capoverso, dice che lo Statuto è sottoposto al referendum popolare qualora entro 3 mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta 1/5 dei componenti il Consiglio regionale. Questa disposizione è applicabile anche alle modifiche statutarie secondo me.
Questo l'ho voluto dire per evidenziarvi che, quando tornerà in seconda lettura, dovrete portate il piano per garantire l'invarianza finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Replico al Consigliere Cesetti, semplicemente per dire che stiamo andiamo fuori argomento perché stiamo parlando di una proposta di legge che va a modificare lo Statuto della nostra Regione e nulla c'entra con la modifica che abbiamo portato in Aula due/tre settimane fa.
Dobbiamo discutere di questa proposta di legge, non di quella che abbiamo già portato in Aula e votato. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Come già preannunciato anche dal nostro Consigliere Cesetti, noi voteremo a favore di questa proposta di legge per le ragioni già dette perché, nonostante le criticità rilevate in ordine all’entrata in vigore ed all'applicazione della nuova normativa, siamo convinti che sia comunque un passo avanti. Siccome siamo convinti che quando è possibile fare un passo avanti bisogna concorrere per farlo, abbiamo dichiarato il nostro voto favorevole e voteremo a favore.
Voglio fare rapidissimamente una considerazione, salutando come positivo questo risultato. Io ho vissuto questo stesso dibattito anche nella esperienza concreta di amministrazione del Comune di Ancona. Avevamo una Giunta in cui c’era una presenza femminile, per 10 anni, del 40%, ma so bene quanta fatica abbiamo fatto. Ci tenevo in primo luogo ad avere quel 40% e l'ostacolo maggiore non era di carattere, come posso dire, culturale, non c'era un'obiezione di principio, che poteva essere una cosa presente negli anni 50-60, circa l'inadeguatezza del genere femminile ad avere ruoli pubblici, non era un problema culturale, il problema principale era avere donne di qualità - questo è richiesto ovviamente non solo agli uomini, ma anche alle donne - capacità e disponibili ad impegnarsi in un ruolo così impegnativo, in quanto il problema vero è che sulle donne carica, ancora oggi, gran parte del lavoro di cura, che oggi non è più solo verso i figli, ma verso i genitori, i suoceri, gli anziani, eccetera. E’ questo che impedisce alle donne che vorrebbero, che ne avrebbero tutte le qualità, di mettersi a disposizione come risorsa della cosa pubblica, della comunità. Questo è il problema vero. Quindi, la norma che riserva posti alle donne come minimo è importante, è utile, serve, ma non basta. Non basta, se non si interviene sul serio su quell'altro aspetto. Questa modifica rischia di diventare pura retorica e di rimanere sulla carta o di essere utilizzata per assolvere, solo formalisticamente, all'impegno con il fatto che si trova una persona il cui genere è anagraficamente femminile e si mette lì a prescindere, che è la cosa peggiore.
Detto questo, è anche vero, e lo dico per esperienza, che a volte a parità di capacità e di disponibilità c'è la tendenza a privilegiare la scelta di un componente maschile, piuttosto che di una componente femminile. C'è questo ed anche qui non per un fatto culturale, per il famoso manuale Cencelli e per le logiche di potere che in genere portano a privilegiare situazioni più forti. Ma, ripeto, sottolineo e concludo, se non si interviene sul vivaio, cioè sulla possibilità di avere una platea ampia di persone capaci e disponibili, che siano nelle condizioni di, tutto il resto rischia di essere soltanto una serie di grida manzoniane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Semplicemente per dire che questa storia ormai è diventata costume e va bene. L'idea che la regola modifichi la cultura è di natura positivista ed è tipica delle dittature. In campo cattolico si chiama clericalismo e io da cattolico popolare, anche un po' liberale, ho sempre diffidato di questo tipo di soluzioni che impongono scelte culturali attraverso le regole; le stesse con cui si manda in manicomio chi non la pensa come noi. E’ successo e succede ancora nel mondo.
Apprezzo, invece, l'intervento della Consigliera Mancinelli, capogruppo del PD, che ha detto che in effetti c'è un problema, ed è vero, quello della disponibilità delle donne ad accedere alla vita pubblica, stante il carico del lavoro di cura che dovrebbe essere più egualmente ripartito. Ma cosa ha prodotto questo tipo di mentalità, Consigliera Mancinelli? Abbiamo introdotto la regola che, non solo nelle candidature, non solo nelle Giunte, ma anche negli organismi di gestione, deve esserci per forza una componente diversa dei generi sessuali, che è una cosa incredibile. Dove non si sta più solo sul piano della rappresentanza, dove giustamente non deve arrivare la persona competente, io sono contrario a questa idea. Deve essere una persona di qualità e competente, e chi lo stabilisce? Il popolo vota chi gli pare e può votare un perfetto ignorante, non c'è nessun tipo di problema perché questo diventerebbe discriminatorio nei confronti di chi non vede, di chi non sente, di chi non può capire. Quindi, non è questo il punto. Il punto è che questa legge che voterò, caro Presidente, cari Assessori, cari colleghi di maggioranza, per disciplina di maggioranza, è profondamente discriminatoria nei confronti delle donne, perché dopo 60 anni di Giunte e di Consigli fatti da soli uomini, io nella mia città non posso presentare una lista di tutte donne perché questa regola impone di mettere una percentuale di uomini. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 3 (proposta di legge statutaria). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Proposta di legge n. 12 (Proposta di legge statutaria)
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mastrovincenzo, Seri, Nobili, Mangialardi, Caporossi
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Marche)”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 12 (proposta di legge statutaria) dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mastrovincenzo, Seri, Nobili, Mangialardi, Caporossi.
La discussione è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anche con questa proposta di legge andiamo a modificare la legge statutaria della nostra Regione Marche, la n. 1 del 2005.
Questo atto si pone l'obiettivo di rafforzare l'impegno della nostra Regione a sostegno della parità di genere in ogni ambito. Più precisamente riguarda il linguaggio inclusivo e consapevole.
Incentivare un linguaggio inclusivo e consapevole è fondamentale per stimolare un cambiamento culturale profondo, capace di superare stereotipi, discriminazioni e diseguaglianze, affermando concretamente la cultura del rispetto. È questo da sottolineare: la cultura del rispetto.
L'uso di parole attente non è solo una questione formale, ma un atto di responsabilità per rendere visibili tutte le soggettività e creare ambienti più accoglienti per tutti. Quindi, ringrazio la prima proponente Consigliera Ruggeri.
La modifica è stata votata all'unanimità in Commissione. Ripeto, questa interviene sull'articolo 3 - questa volta non sono gli articoli 7 e 13 - della legge statutaria del 2005 della nostra Regione in materia di pari opportunità.
Il comma 1, dell'articolo 1 della proposta di legge aggiunge un nuovo periodo al comma 1 dell'articolo 3: “Incentiva l'impegno di un linguaggio consapevole e inclusivo, al fine di stimolare un cambiamento culturale che contribuisca a superare le diseguaglianze e le discriminazioni, affermando la cultura del rispetto”.
L'articolo 2 riguarda l'invarianza finanziaria, da questa legge non possono derivare altri e maggiori costi per la nostra Regione.
In sintesi, l'uso di un linguaggio consapevole e inclusivo viene elevato a strumento strategico statutario per la prevenzione delle diseguaglianze. Quindi, mi auguro che l'Aula approvi all’unanimità questa proposta di legge, così come è stato fatto in Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Le parole non sono solo suoni o segni grafici. Le parole sono sostanza. Esse costruiscono la percezione che abbiamo del mondo e delle persone che lo abitano.
Lo Statuto della Regione Marche è a tutti gli effetti la costituzione dei marchigiani. Per tale motivo deve saper parlare a tutti e di tutti, affermando una cultura del rispetto che riconosca le differenze non come ostacoli, ma come ricchezza.
Per questo si è ritenuto necessario esprimere, fin dagli articoli che enunciano i principi fondamentali della nostra carta statutaria e precisamente nell'articolo 3, quello che nei fatti è a pieno titolo un mandato culturale. Inserire l'impegno solenne da parte della Regione a incentivare un linguaggio consapevole e inclusivo al fine di stimolare un cambiamento culturale che contribuisca a superare le diseguaglianze e le discriminazioni, affermando la cultura del rispetto. Non è un esercizio accademico, ma uno strumento strategico per stimolare un cambiamento culturale profondo, capace di superare pregiudizi e discriminazioni radicati, come indicato dall'articolo 2.
Infine, anche questa proposta non comporta alcun costo per le casse regionali, confermando che il progresso civile spesso non richiede nuove risorse economiche, ma solo il coraggio politico di cambiare mentalità. Un coraggio dimostrato in questo caso a metà, visto che alcune parti di questa proposta di legge sono state emendate, anche in questo caso, per raggiungere una mediazione con la maggioranza, ma rappresenta pur sempre un primo passo in avanti.
Oltre ai ringraziamenti, mi accodo a quelli già portati avanti dalla Consigliera Marcozzi, vorrei ringraziare l’ex Consigliera del PD, che era la prima firmataria di una proposta di questo tipo, che avevo sottoscritto anch’io nella passata legislatura. Oggi mi auguro che venga approvata all’unanimità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche su questa voterò a favore. Ringrazio la Consigliera Ruggeri quale prima firmataria.
Senza alcuna polemica, è indubbiamente un passo in avanti per il quale preferisco essere preso per mano dal mio gruppo, è questo il motivo per cui voterò a favore. Non certamente, senza alcuna polemica, un passo in avanti per gentile concessione del centro-destra che a me non …, senza alcuna polemica, che ad esempio ha pensato bene di togliere il comma 2, che sarebbe stato il passo giusto, mentre questo è un passo avanti. Sarebbe stato il passo giusto per un percorso statutario, infatti diceva: “Al fine di riconoscere e rispettare l’identità di genere, vengono identificati sia il soggetto femminile che il maschile in atti amministrativi e corrispondenza …”. Anche questa era una questione che atteneva ai principi di uguaglianza e di pari opportunità, che non è soltanto per il genere di essere nominato in Giunta, ma è pari opportunità, di uguaglianza, essere chiamato con il proprio genere: Assessore o Assessora. È così.
Siccome, lo dico alla Presidente Marcozzi, stiamo parlando di principi generali, perché parliamo di Statuto e sullo Statuto c'è il tema …, se non facciamo qui queste discussioni, quando le facciamo?
Da ultimo, ripeto, senza nessuna polemica, mi si deve spiegare - non ci sto a farmi prendere in giro - per quale motivo questa modifica statutaria va in vigore immediatamente, mentre quella precedente va in vigore la prossima legislatura e quella ancora precedente va in vigore immediatamente. Me lo dovete spiegare perché quelli sottostanti sono gli stessi principi. Allora, bisogna chiamare le cose con il loro cognome, con il loro genere, Consigliera Ruggeri, chiamarle con il loro genere.
La legge sulla modifica statutaria, che attiene al numero degli Assessori e che va in vigore immediatamente non è il prezzo della giusta mediazione per portare a casa queste modifiche statutarie giuste, che potevano essere portate a casa successivamente, in un'altra occasione, ma è, diciamo, il prezzo che bisogna pagare, e lo faccio anch'io, alla necessità dell'attuale maggioranza di praticare il manuale Cencelli. Questo è. C'è poco da fare.
Ed il fatto che io non faccia polemiche, non faccio nessuna polemica, l'ho detto anche l'altra volta, poi voto a favore, ribadisco, affinché non ci siano polemiche, Presidente Pasqui e lo dico al Presidente e ai componenti della I^ Commissione, che quando andremo in seconda lettura sulla modifica statutaria per il numero degli Assessori, portate il piano per l'invarianza finanziaria. Altrimenti, siccome quella è una disposizione di legge, che devo rispettare, la modifica statutaria in seconda battuta non la voto. A voi potrà interessare poco, non la voto, voto contro. No, lo dico …, perché mi interrompe? Siccome è coerente e pertinente, io parlo quando e come voglio e dico quello che ritengo, senza essere interrotto, perché è notorio che fate peggio.
Dico semplicemente che non si possono sbandierare le modifiche statutarie, giuste, per la necessità del manuale Cencelli da mettere in atto, perché voi dovete nominare due Assessori, che già hanno nome e cognome, giustamente, e lo meritano pure. Per questo motivo la norma che prevede il rispetto dell'identità di genere, di cui alla modifica statutaria, entrerà in vigore dalla prossima legislatura, a differenza di questa che entra in vigore adesso. Punto.
Vi dico che se non portate quel piano - mi asterrò, farò quello che dice il gruppo - voterò contro.
Non solo, ve lo voglio dire, così magari gli Assessori possono aspettare, l'articolo 123 prevede che lo Statuto è sottoposto al referendum, quindi anche le modifiche, qualora entro 3 mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori o un quinto dei componenti del Consiglio. Se i colleghi del mio gruppo non aderiranno alla mia richiesta di referendum non è un problema mi metto a raccogliere le firme (un cinquantesimo sono 30 mila), faccio campagna elettorale, se poi non ci riesco sarà sempre campagna elettorale.
Come sapete, per me tutto costituisce un'opportunità perché è un'opportunità la vita e questa è una manifestazione della vita istituzionale e politica. Questo è, tutto qui.
Se, anziché essere chiamato in causa impropriamente per aver detto di votare contro, si fosse taciuto u delle considerazioni, giuste dal mio punto di vista, ma che non inficiavano l'esito finale, probabilmente tutta questa discussione non ci sarebbe stata, ma è utile che ci sia stata. Regolatevi per il piano, altrimenti dovrete aspettare qualche mese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Quando si discute di linguaggio inclusivo spesso si sente dire che ci sono cose più importanti da fare, che non è una priorità. E’ un'obiezione che giustamente sembra di buon senso, ma nasconde anche un equivoco. Ciò che non viene nominato, infatti, tende a diventare invisibile e ciò che è invisibile nella realtà pubblica conta sempre meno.
Non è un'ideologia, questa è realtà. Se nei nostri atti fondamentali continuiamo a usare solo il maschile come forma universale, stiamo implicitamente trasmettendo un messaggio culturale che quella sia la forma naturale del potere, del ruolo istituzionale e della rappresentanza.
La realtà, però, fortunatamente, sta cambiando. Le donne oggi sono Sindache, Assessore, Direttrici, Consigliere regionali e quando 5 anni fa mi chiedevano continuamente perché io volessi farmi chiamare Consigliera invece che Consigliere rispondevo: "Chiedetelo alle infermiere. Che differenza c'è tra il mio ruolo e quello dell'infermiera?" La grammatica è la stessa. Perché un'infermiera può avere il femminile? Ebbene, provate a chiederlo anche voi oggi, semplicemente perché l'infermiera come ruolo è nato al femminile, perché le infermiere, le crocerossine inizialmente erano quasi tutte donne, mentre i Consiglieri inizialmente erano quasi tutti uomini. Ecco perché usiamo il maschile. Ecco perché il linguaggio è lo specchio della cultura che noi stessi vogliamo trasmettere.
Ancora oggi, purtroppo, i numeri parlano chiaro. Qua siamo pochissime, siamo in netta minoranza ancora oggi, nel 2026, e mi fa piacere che in Commissione si sia lavorato in modo costruttivo, collaborativo, senza appartenenze politiche in primo piano. Questa proposta, arrivata oggi dalla Consigliera Ruggeri, che ringrazio, arriva anche sulle orme di una che era stata presentata dalla mia collega della Giunta precedente ed era stata sostenuta anche dalle altre colleghe nella precedente legislatura, quindi sia dalla Consigliera XX che dalla Consigliera YY.
Arrivare oggi a questo risultato credo sia importante non solo per noi che siamo qui, ma anche per chi ci ha aperto la strada, per chi ha tracciato questo percorso, perché non stiamo semplicemente parlando di linguaggio, quindi di un tema secondario, ma stiamo parlando del messaggio che vogliamo trasmettere anche a chi non ha il privilegio di rappresentare i cittadini e le cittadine. Coerenza, quindi, non solo in ciò che facciamo, ma anche in ciò che diciamo.
Chi liquida il tema come secondario dovrebbe anche chiedersi perché tante amministrazioni pubbliche abbiano adottato linee guida sul linguaggio di genere sia in Italia che nel resto d'Europa, non per inseguire una moda, ma perché le parole, come ho detto, costituiscono cultura e la cultura costituisce le istituzioni.
Aggiornare lo Statuto regionale oggi significa anche aggiornare il nostro sguardo; significa riconoscere che la Regione rappresenta tutte e tutti anche nel modo in cui scrive. E se qualcuno teme che questo sia un cedimento ideologico, io invece credo che sia un atto di responsabilità istituzionale.
A questo proposito voglio ancora ricordare, come avevo già fatto in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, che il linguaggio non è mai neutro e lo dice benissimo in un monologo scritto da Stefano Bartezzaghi l’attrice e anche regista Paola Cortellesi, quando ricorda che ogni parola della nostra lingua sia impregnata di sessismo, di matrici patriarcali, perché alcune parole che hanno un certo significato spesso autorevole al maschile al femminile hanno sempre un secondo significato denigratorio. Chiedetevi perché. Vi invito a leggere questo monologo. Chiedetevi il significato di alcune parole al maschile come gentiluomo e gentildonna, come buon uomo e buona donna, come cortigiano e cortigiana, come uomo di mondo e donna di mondo. Chiedetevi come cambia il significato. Iniziate a chiedervi anche perché oggi essere Consigliera, essere Sindaca, essere Assessora deve avere lo stesso significato che ha avuto per decenni al maschile.
Ringrazio ancora per questa proposta di legge, chi ci ha lavorato in questi ultimi mesi, così come chi ci aveva lavorato negli anni precedenti. Ovviamente anch'io voterò a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 12 (proposta di legge statutaria). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Mozione n. 8
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti
“Rapporto sulla violenza di genere nella Regione Marche – anno 2024. Rafforzamento delle politiche regionali e impegno per la diffusione della cultura del consenso libero e consapevole”
Mozione n. 11
a iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Riconoscimento del reato di femminicidio e condanna di ogni tentativo volto a edulcorare o sminuire l’importanza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”
Mozione n. 16
a iniziativa dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi
“Violenza di genere: ulteriore rafforzamento delle politiche regionali di contrasto e prevenzione”
(abbinate)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 8 dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti mozione n. 11 del Consigliere Mangialardi, Mozione n. 16 dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi( abbinate).
Per correttezza dovrei precisare che si era parlato di fare su queste tre mozioni abbinate una risoluzione, che però non mi è giunta. Quindi, vorrei capire se devo andare avanti con i lavori.
La volta scorsa si era detto di fare sulle mozione nn. 8, 11 e 16, abbinate ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento interno, una risoluzione, se ben ricordo. Siccome non mi è giunta nessuna risoluzione, chiedo per correttezza se va rinviato il punto o se devo andare avanti con i lavori.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Se non ho malinteso, chiedo anche ai colleghi di minoranza, ci eravamo sentiti prima dell'inizio del Consiglio, l'ipotesi è di rinviare il punto nel tentativo di arrivare ad una risoluzione. Ovviamente non potremo arrivare a fine anno, quindi, diciamo che nell'arco delle prossime due sedute o si trova l'accordo per fare la risoluzione, sennò ognuno vota la sua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Su questo blocco di mozioni, su cui avevamo prospettato una risoluzione, inizio ad avere un po' di dubbi perché a livello nazionale rispetto a quel 25 novembre le cose sono cambiate di parecchio, il tema del consenso che ci vede politicamente molto distanti. Il 25 novembre, sinceramente, eravamo arrivati ad un testo condiviso alla Camera, dopodiché le cose si sono complicate enormemente con la presa di posizione della Lega, in particolare di una Senatrice. Tra l'altro, anche a livello regionale c'era una rigidità nell'accettare la questione dell’affettività all'interno delle scuole, nonostante io abbia tra i miei atti una relazione fatta dall'allora Assessora Biondi che dimostrava quanto la Regione Marche, anche nella scorsa legislatura, abbia lavorato su questo tema all'interno delle scuole marchigiane.
A questo punto sono anche disponibile ad aspettare altre due sedute per arrivare all'ennesimo tentativo di risoluzione, però mi sembra che rispetto a qualche settimana fa i margini siano enormemente ridotti. Se dobbiamo arrivare comunque, come stanno facendo altrove, ad esprimere posizioni divergenti su un tema su cui c'eravamo detti disponibili a trovare un'unità …, mi sembra che però le sensibilità siano estremamente differenti, quindi inizio ad avere dei dubbi.
Il 25 novembre, quando si è deciso di posticipare la discussione, avevo detto che saremmo arrivati a parlarne a carnevale. Il carnevale è concluso, ne parleremo, se va bene, a Pasqua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Ci sono certamente delle differenze sostanziali, di sensibilità ed anche ideologiche, però se ci vogliamo prendere una settimana di tempo per vedere se riusciamo ad addivenire ad un testo condiviso, che ovviamente rispetti entrambe le sensibilità perché, come immagino una determinata compagine politica voglia far salvi i propri principi, io personalmente, in base alla mia compagine politica, alla mia sensibilità - mia perché parlo io, ma ovviamente nostra - ho delle idee molto chiare sul tema.
Reputo da sempre che sia molto più utile non alzare i muri, ma dialogare, se di una settimana si tratta, prendiamocela. Se non riusciamo a trovare un accordo, che non significa non essere persone intelligenti, ma che magari non si riesce a travalicare determinate sensibilità, vorrà dire che ognuno presenterà la propria e ognuno farà il tipo di ragionamento che intende fare all'interno di quest'Aula. Lo dico con molta serenità. Va bene? Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio delle mozioni nn. 8, 11 e 16. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 6
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Nuovo impulso al Piano Regionale Amianto”
Interrogazione n. 77
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Interventi del Piano bonifica amianto”
(abbinate)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 6 della Consigliera Ruggeri e l’interrogazione n. 77 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Riguardo alla mozione n. 6, ho già espresso nella Conferenza dei Presidenti di gruppo alcune esigenze. Ho fatto un accesso agli atti e siccome la risposta sta tardando ad arrivare per vari motivi, ho presentato anche un'interrogazione, che più o meno ricalca quelle domande. Però è stata abbinata alla mozione, che non so se sia il caso di discutere, lo saprò quando avrò finalmente le risposte, per cui ho chiesto se è possibile separare la mozione dall’interrogazione, nel senso che se arriva la risposta all'accesso agli atti o in Aula la risposta all'interrogazione, avrò più elementi per dire se la mozione ha senso che sia discussa o meno.
Nella Conferenza dei Presidenti di gruppo questa proposta è stata accettata, secondo me bisognerebbe chiedere anche all'Aula se può essere rinviata e soprattutto se possono essere scorporati i due documenti. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 4
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Cesetti, Mancinelli, Catena, Piergallini, Vitri
“Sicurezza sul lavoro e prevenzione nelle Marche”
Mozione n. 12
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Istituzione della Procura nazionale del lavoro e misure di prevenzione da attuare nelle Marche”
Interpellanza n. 13
a iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Politiche regionali per la sicurezza sul lavoro”
(abbinate)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 4 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Cesetti, Mancinelli, Catena, Piergallini, Vitri, la mozione n. 12 della Consigliera Ruggeri e l’interpellanza n. 13 del Consigliere Mangialardi (abbinate).
Come ci siamo detti anche nella riunione dei Presidenti di gruppo, non c'è l'Assessore Consoli. Se non ci sono interventi, andiamo avanti con il Consigliere Mastrovincenzo.
Rinvio delle mozioni nn. 4 e 12 e dell’interpellanza n. 13. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 22
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri
“Misure urgenti relative al tratto autostradale Porto Sant’Elpidio - San Benedetto del Tronto”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 22 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri.
Deve rispondere l'Assessore Baldelli oggi assente.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori. Ricordo, lei c'era, quando la scorsa legislatura abbiamo fatto una modifica statutaria per prevedere la figura del Sottosegretario, addirittura poteva essere un esterno, per integrare la Giunta, ma soprattutto per dare la voce al Presidente e alla Giunta regionale qualora fossero presi da impegni istituzionali. Per questo credo che serva la figura del Sottosegretario.
Ma si può rinviare un'interrogazione perché non c'è l'Assessore? Risponde il Sottosegretario. Si può rinviare una mozione perché non c'è l'Assessore? Risponde il Sottosegretario. Anche perché, Presidente Pasqui, il responsabile della politica regionale è il Presidente e proprio nel momento degli atti politici per eccellenza, come le mozioni, attraverso chi fa sentire la propria voce? Attraverso l'Assessore, che inevitabilmente è relegato alle sue competenze oppure attraverso il Sottosegretario, che è la voce del Presidente, voce, quindi, della politica unitaria della Giunta, che non può essere garantita dal singolo Assessore schiacciato sotto il profilo istituzionale. Ma questo è l'abc.
Queste cose le abbiamo dette e condivise anche quando abbiamo fatto la modifica del Sottosegretario, altrimenti a cosa serve, per appendersi la medaglietta? Tra l'altro, abbiamo visto che il Sottosegretario Luconi diverse volte ha risposto alle interrogazioni o è intervenuta sulle mozioni. Non si capisce perché non lo si debba fare in questa circostanza, così l'Assemblea legislativa non è ostaggio dei lavori e degli impegni del Presidente e della Giunta, per carità, che pure ci sono, però ci sono non solo i nostri impegni, ma anche i nostri doveri di lavorare un minimo, perché siamo qui a prendere l'indennità, quindi dovremmo lavorare, non dico quanto i lavoratori comuni, ma forse qualcosa in più. Invece a me pare che facciamo qualcosa di meno. Non io, perché, ripeto, Presidente, io lavoro lo stesso.
PRESIDENTE. Quindi, possiamo andare avanti a meno che non ci sia una proposta di rinvio avanzata da tre Consiglieri.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Chiedo di rinviare le mozioni perché l'Assessore non è presente, quindi è inutile che qualcuno dica che risponde il Sottosegretario. Il Sottosegretario, immagino che il Consigliere Cesetti lo sappia, ha delle deleghe ben precise, può rispondere su delle deleghe ben precise che non riguardano il tema delle infrastrutture.
Capisco che il PD ormai si sia dimenticato un po' di tutto, quindi è normale.
Presidente, chiedo il rinvio delle mozioni per le quali non sono presenti gli Assessori competenti per un dibattito. Grazie.
PRESIDENTE. Per il rinvio, come ho detto, servono altri due Consiglieri che intervengono per chiederlo.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAOICCHI. Grazie, Presidente. Mi associo alla richiesta di rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Anch'io mi associo alla richiesta di rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Voterò contro al rinvio perché, oltre a ciò che è stato già detto perfettamente dal Consigliere Cesetti, aggiungo che la mozione è stata presentata mesi fa. Non è un'interrogazione, quindi non ci sono dati che devono essere sciorinati, ma un impegno politico nel dispositivo che i Consiglieri di questo consesso hanno tutte le caratteristiche per poter prendere.
Il dispositivo, l’avete letto, specifica soltanto alcuni passaggi politici, un tavolo di coordinamento, maggiore comunicazione, un percorso di partecipazione per conoscere le idee di questa Giunta regionale su cosa dobbiamo fare per l’A14.
Consiglieri, rinviare questo dibattito non si giustifica con l'assenza del Presidente, dell'Assessore, perché può esserci, ma rinvia un dibattito che spetta a noi, spetta all'Assemblea legislativa perché è un atto di indirizzo politico. Nessuno ci deve dare informazioni, le abbiamo tutte e abbiamo avuto il tempo per studiarlo per due mesi. Rinviarlo significa non avere assolutamente a cuore quello che sta accadendo, da anni, nel tratto dell’A14 a sud delle Marche, che è un problema regionale, non provinciale, ed interessa più regioni, non solo le Marche, dato che contamina anche l'Abruzzo.
Ci sono stati morti, feriti, ritardi continui degli autotrasportatori, enormi danni all'immagine turistica, è un quotidiano bollettino di guerra. Recentemente sono stati comunicati dei lavori imprevisti nella galleria Vinci di Cupra Marittima. per cui stanno dirottando quasi ogni notte il traffico sulla statale 16, che passa attraverso Grottammare, Cupra Marittima, Pedaso, con i danni che potete immaginare.
Secondo me questa mozione, per ragionare insieme su questo grande problema, va discussa. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 22. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:00.
La seduta inizia alle ore 11:00
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta n. 11 del 18 febbraio 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 10 del 3 febbraio 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n. 51
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Criticità nella programmazione regionale degli Ospedali di Comunità e incoerenze con la rete della ‘long term care’”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 51 dei Consiglieri Caporossi e Seri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i Consiglieri. Un'interrogazione molto articolata, cerco di esprimere quello che posso a partire dai vari punti.
“Quali misure si intende adottare per colmare l'assenza di uno strumento completo di ricognizione delle strutture e dei servizi ‘long term care’ operanti sul territorio regionale”. Innanzitutto dico che il Dipartimento effettua regolarmente le verifiche con i Comuni e le AST per aggiornare i database regionali delle strutture operative, autorizzate all'esercizio ed autorizzate alla realizzazione. Attualmente è in fase di predisposizione l'atto di fabbisogno dell'assistenza territoriale, che prevede una completa ricognizione delle strutture socio-sanitarie e che rappresenta lo strumento necessario per la verifica delle disponibilità. Insomma, questo sarà un passaggio molto importante che si avrà nelle prossime settimane, non parlo di mesi, ma di settimane, un passaggio con gli stakeholders, atteso in questa Regione dal 2017.
Andando al secondo quesito: “se si ritenga necessaria una revisione della distribuzione territoriale degli ospedali di comunità, affinché sia basata su criteri di omogeneità ed equità”. Voglio dire che oggi noi abbiamo una corsa contro il tempo per gli ospedali di comunità sul PNRR. Non siamo messi male sugli ospedali di comunità. Questo lo voglio dire.
Un aggiornamento per tutti credo che sia utile, la corsa per il PNRR non è della singola opera o della Regione Marche, è una corsa nazionale. Il target è nazionale e lo raggiunge l'intera Italia o non lo raggiunge l'intera Italia. Questo è quello che il Ministero della salute ed il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione hanno stabilito. Non c'è una regionalizzazione del target, è un target dell'intera d'Italia. Ma è giusto perché una Regione, che arriva al suo minimo target, potrebbe anche tirare i remi in barca e far andare avanti alcuni lavori. Così, invece, tutti devono dare il massimo in tutta la penisola.
Detto questo, ci sono altre strutture previste fuori dal PNRR e devo dire che, in giro per i vari territori, sto vedendo strutture territoriali a cui basterebbe davvero poco per diventare ospedali di comunità.
Su questo credo che il lavoro del prossimo anno, parliamo del 2027, magari 2027/2028, non dobbiamo farci prendere dalla fretta del momento, perché poi possiamo anche sbagliare, sia quello di andare a vedere, seguendo, tra virgolette, le lacune territoriali, dove con poco si può intervenire nuovamente e far ripartire posti sul territorio.
Credo che sia un lavoro possibile, che sia un impegno economico fattibile con il Fondo sanitario nazionale, che speriamo possa incrementarsi. Credo che sia una mappatura che possa colmare degli spazi, perché è evidente che non si può arrivare dappertutto, anche con la prima programmazione, e raggiungere magari zone che hanno bisogno di un riequilibrio territoriale e più che a sostegno, devo dire, ad argine della ospedalizzazione dei nostri ospedali di primo livello.
Detto questo, vado avanti: “se si ritenga indispensabile che la programmazione degli ospedali di comunità proceda in maniera coerente e contestuale con: la programmazione dei reparti ospedalieri di post acuzie; la lungodegenza; le cure intermedie già attive; l’offerta residenziale e la rete di assistenza domiciliare”.
Assolutamente. Noi dobbiamo far sì che ci sia un’offerta che possa scaricare i reparti per acuti, che in qualche caso possa scaricare i pronto soccorso per cercare di limitare il fenomeno odioso del boarding, che è odioso per tutti quanti, e lo dobbiamo fare in queste strutture territoriali, che devono essere il termine finale che riescono a sgravare …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente, grazie anche a nome del Consigliere Seri.
Abbiamo presentato questa interrogazione da parecchio tempo, ne abbiamo discusso anche in Commissione ed abbiamo lasciato delle memorie in merito alle questioni specifiche.
L’interrogazione è articolata e ruota attorno ad un problema fondamentale sul quale cercherò di fare il focus. L’Assessore dice che si sta preparando l’atto di fabbisogno per la residenzialità. Bene, ben venga, ma il problema è che la questione della programmazione della residenzialità è totalmente assente in questo momento da tutti gli atti che ci sono stati presentati. Vale a dire che si è provveduto a sfogliare la margherita attraverso ospedali di comunità da una parte, case di comunità e quante ne volete Sulle residenze sanitarie assistite c'è una querelle in merito alla questione delle rette, eccetera, rispetto alla quale speriamo che qualcosa di positivo si muova. Ma così non andiamo perché la confusione attorno alla finalizzazione di queste strutture è massima.
L'ospedale di comunità non serve a sgravare il pronto soccorso, c'è una lontanissima parentela con questo. Quindi, metterlo al centro di questa questione, tirando fuori argomenti come: “Avete chiuso 13 ospedali” - che sono stati trasformati in ospedali di comunità – sta a significare che il governo clinico della situazione è lontano. E non ne possiamo farne una colpa semplicemente all'Assessore, ma, evidentemente, a livello di board centrale regionale, su questa questione c'è una totale confusione.
In altri ospedali di comunità noi siamo già a 37% mila abitanti a fronte di uno standard nazionale di 20% mila abitanti, e ci sarà una ragione se c'è questo standard.
Per aprire queste strutture ci vogliono infermieri di comunità, ci vogliono altre figure professionali, ci vogliono medici di medicina generale, i veri attori di questa situazione che non sono stati coinvolti. Quindi, non c'entra niente col pronto soccorso o con altro perché è un troppo pieno gestito dal medico di medicina generale, il quale si occupa dei pazienti da questo punto di vista.
Le strutture individuate nella regione sono numerose qualche parte e pochissime da altre. Ne cito una per tutte. La città di Osimo che non ha 35 mila abitanti, ha zero strutture residenziali e nessuno provvede a fare qualcosa. Grazie.
Interrogazione n. 53
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Realizzazione della Ciclovia turistica del Foglia: tratto Pesaro Vallefoglia (Pian del Bruscolo)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 53 dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti,
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pantaloni (risponde in assenza dell’Assessore Baldelli).
Francesca PANTALONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti i Consiglieri.
In relazione all'interrogazione presentata, si sono sentiti gli uffici e si relaziona quanto segue.
La prima proposta di tracciato è stata inviata al Comune di Pesaro a maggio 2021. Il Comune di Pesaro, tuttavia, ha rilasciato, sottolineo, solo ad agosto del 2025 il proprio parere positivo al progetto definitivo per la realizzazione del lotto 1 della ciclovia del Foglia tra Pesaro e Vallefoglia, esclusivamente con riferimento allo Stralcio 1, tratta 1 tra la Bicipolitana di Pesaro e la Sider Rottami Adriatica srl e con riferimento allo stralcio 2 tra la ciclabile “Move on bike” e la ricongiunzione con il lotto 2 della medesima ciclovia del Foglia a Montecchio di Vallefoglia.
Il Comune di Pesaro ha poi restituito sottoscritta la convenzione per la realizzazione e gestione dell'opera soltanto lo scorso febbraio 2026, mentre ad oggi non ha dato seguito agli adempimenti necessari, nello specifico all'adeguamento dello strumento urbanistico comunale né agli atti necessari all'approvazione del vincolo preordinato all'esproprio. Nonostante ciò, in data 20 gennaio 2026 il Settore infrastrutture e viabilità della Regione Marche ha dato, comunque, avvio alla fase di progettazione esecutiva per le tratte del Lotto 1 della ciclovia del Foglia, come sono state descritte.
La Regione Marche ha, inoltre, dato avvio anche a tutte le procedure finalizzate alla riprogrammazione delle fonti di finanziamento resasi necessaria a causa della dilatazione delle tempistiche di realizzazione derivanti dalle circostanze, che poc'anzi ho descritto, in modo tale da poter garantire la copertura finanziaria dell'opera.
A conclusione, si fa presente che il Comune di Pesaro ha trasmesso la proposta di tracciato relativa allo Stralcio 1, tratta 2 tra la Sider Rottami Adriatica srl e la ciclabile “Move on bike” soltanto lo scorso 4 febbraio 2026 e il competente Settore infrastrutture e viabilità della Regione Marche sta verificando la compatibilità e la realizzabilità dell'opera. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie per la risposta, Assessora. Finalmente siete riusciti ad organizzarvi anche nel caso di assenza degli Assessori. Mi spiace che non ci sia l'Assessore Baldelli perché più volte sono intervenuta su questo tema, ricordando che i fondi erano già disponibili 5 anni fa e che abbiamo perso, purtroppo, 5 anni.
Nella sua risposta ha messo in evidenza anche alcuni ritardi dovuti all'attività del Comune di Pesaro e ne prendo atto, ma rimane il fatto che questi fondi erano già a bilancio 5 anni fa per intervenire, quindi andava portato avanti un lavoro congiunto.
In ogni caso voglio anche evidenziare che probabilmente questa mia interrogazione è servita, quantomeno, a mobilitare sia la Regione che il Comune, che proprio ieri si sono incontrati per definire l'avvio dei lavori e l'iter. E’ stato definito anche il tracciato in accordo con i rappresentanti del quartiere Borgo, che creava perplessità. Finalmente si è deciso quale sarà il passaggio nella zona industriale di Borgo Santa Maria, nella periferia di Pesaro. Quindi, mi auguro che da adesso in poi non si perda altro tempo e si possa procedere speditamente per questa pista ciclabile che per 5 anni è stata un’incompiuta della Giunta Acquaroli. Ricordo che dal 2019 era previsto l'intervento ed i fondi provengono dal Ministero, per cui non ci resta che ricordarvi che vigileremo, continueremo a tenere alta l'attenzione affinché si mantengano i tempi ed il cronoprogramma possa essere rispettato sia dal Comune che dalla Regione, sperando che magari entro l’anno possa essere inaugurato, visto che è partito il cantiere del tratto “Move on bike”, tutto il percorso da Pesaro a Vallefoglia. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 65 viene rinviata per l’assenza dell’Assessore Baldelli, viene rinviata anche l’interrogazione n. 67 perché non c’è l’Assessore Rossi.
Interrogazione n. 86
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Distribuzione farmaci ex Crass”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 86 dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Non c'è interrogazione senza di me. Questo è un dato di fatto
Ritorniamo sul tema dell’ex Crass. Probabilmente abbiamo già interloquito su questo, come mi pare di ricordare.
Devo dire che, nel frattempo, c'è stata un’estensione dell’orario, che è previsto dalle 9:30 alle 12:30, dal martedì al venerdì, anziché dalle 10:00 alle 12:30. Inoltre sono state stabilite due ulteriori aperture pomeridiane, rispettivamente il lunedì ed il mercoledì dalle 14:30 alle 16:30, che in precedenza non c'erano.
Era previsto ed è previsto l'arrivo di un nuovo farmacista, che potrà implementare ulteriormente il servizio. Addirittura la previsione era per l’1 febbraio 2026, ma l’Azienda dice che, purtroppo, dei due farmacisti che erano nella graduatoria INRCA (ultimi due nominativi disponibili in graduatoria), per non fare il concorso si attingeva a quella graduatoria, uno solo ha accettato per la sede di Fabriano, non per Ancona. Il secondo, che inizialmente sembrava interessato alla sede di Ancona, successivamente ha rifiutato. Quindi si è interpellata la graduatoria degli Ospedali riuniti, graduatoria che vede ancora ben 8 posti validi e proprio oggi ho avuto la conferma dal dirigente XY che l’Azienda accederà alla graduatoria, quindi in tempi brevi speriamo ci sia l'accettazione di una persona, anche perché il posto è in Ancona, che credo sia ben appetibile, per cui potremmo fare questo ulteriore passo avanti.
Voglio anche dire, questa è la soluzione di breve e medio termine, che qualche settimana fa ho inteso aprire, perché ho capito che si può migliorare su questo, un tavolo di lavoro tra Torrette, cioè gli Ospedali riuniti, l’ Ast 2 e l’INRCA per codificare anche alcune best practice perché potrebbero esserci alcune sinergie che potremmo anche recepire, addirittura con delibera di Giunta regionale, per cercare di migliorare alcuni aspetti.
Il primo aspetto su cui si sta lavorando è quello relativo alla farmaceutica, da una parte c’è la distribuzione, e ci può stare, magari, un pensiero ulteriore quando prossimamente ci saranno i nuovi locali a Torrette, dall'altra c’è la logistica dello stoccaggio che porterebbe un risparmio non indifferente a questi 3 enti, che oggi fanno ognuno per conto proprio. Questo è il lavoro di prospettiva, che come qualsiasi lavoro ha bisogno di tempo.
Sulle altre situazioni mi sono voluto sincerare questa mattina, che con Torrette non ci siano problemi per lo scorrimento della graduatoria e per l'implementazione del servizio. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Lo scopo dell'interrogazione era proprio questo, monitorare, diciamo così, lo stato di avanzamento delle misure, che pure erano state annunciate per risolvere il problema. Quindi bene, le notizie che ci dà in relazione all'ampliamento dell'orario del servizio, bene, la notizia in relazione all'assunzione di un altro farmacista,
Sono da approfondire i ragionamenti che ha fatto l’Assessore sulla prospettiva di medio e lungo termine. Manca però, Assessore, e su questo la prego di darci delle comunicazioni, anche fuori dall'Aula, se ritiene, sugli interventi sui locali, tanto per intenderci, perché è vero che l'allungamento dell'orario di servizio ed il farmacista in più possono in qualche modo aiutare a diminuire le code, diciamo così, di attesa, ma rimane comunque il problema dell’adeguatezza dei locali dal punto di vista logistico. Su questo erano state annunciate, anche sulla stampa, anche con dichiarazioni sue, se non ricordo male, misure di interventi sul piano dell'adeguamento dei locali (chiusura del porticato e cose varie). Quindi, chiediamo di avere risposte puntuali che questa mattina, se non vado errata, non ci sono state. Puntuali significa cosa si sta progettando di fare e i tempi di realistica realizzazione.
La risposta è parzialmente soddisfacente, ma continueremo a fare interrogazioni per conoscere lo stato concreto di avanzamento, anche sotto il profilo dell'adeguamento dei locali. Grazie.
Interrogazione n. 54
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Criticità nell’assistenza pediatrica territoriale nel Comune di Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 54 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado a leggere quanto fornitomi dall'AST di Pesaro-Urbino con una nota piuttosto recente, anche se non recentissima.
In riferimento all'interrogazione emarginata in oggetto, sentiti i servizi interessati, si rappresenta quanto segue.
In base ai dati demografici ed alla programmazione sanitaria regionale, il Comune di Urbino dispone di n. 2 pediatri di libera scelta, i quali occupano un numero di minori assistiti pari a circa 1.600 su un totale massimo assegnabile pari a 2.000. Alcuni pazienti, dei circa 1.600 sopraindicati, non sono residenti nel Comune di Urbino, ma in altri Comuni sia limitrofi che più distanti, ma per scelta della famiglia sono stati iscritti presso i due suddetti pediatri, che di solito vanno anche a forte intuitu personae. In data 15 settembre 2025, uno dei due pediatri, che aveva in carico circa 650 assistiti, ha presentato le proprie dimissioni volontarie, con decorrenza 1dicembre 2025.
L'AST di Pesaro-Urbino, già nel mese di ottobre 2025, aveva dato avvio alle procedure per un reclutamento di un nuovo pediatra da inserire nel comune di Urbino in sostituzione dimissionaria. Sono stati interpellati i medici inseriti nella graduatoria aziendale di settore, ma nessuna disponibilità è pervenuta. Veniva, quindi, pubblicato un avviso per il conferimento dell'incarico, anch'esso andato deserto.
Nel frattempo una parte degli assistiti della pediatra pensionata, circa 350, hanno trovato posto in parte presso il pediatra rimasto nel comune di Urbino, il quale ha completato il massimale, e in parte presso altri pediatri dei Comuni limitrofi con ancora posti disponibili (Fermignano, Urbania e Cagli). A seguito di ulteriori ricerche, si è provveduto ad attribuire il 22 dicembre 2025 un nuovo incarico al dottor XY, il quale ha preso in carico i restanti 300 pazienti. Pertanto, visto questo nuovo ingresso, si ritiene allo stato risolta la questione. ferma la possibilità di fare alcune mobilità per chi già si era spostato in altro ambito territoriale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. In parte avevamo saputo dell'esito felice della nomina del secondo pediatra perché lei stesso ha informato l'assemblea d'Area Vasta che si è tenuta Urbino qualche giorno fa. Quindi ad oggi posso dirmi soddisfatta, anche se le difficoltà di reperimento del secondo pediatra, che lei ha elencato chiaramente nella sua relazione, hanno fatto in modo che fosse trovato dopo…, insomma, c'è stato un lasso di una ventina di giorni in cui i genitori si sono trovati con una comunicazione tardiva.
La pregherei, magari, di impegnarsi affinché le comunicazioni siano più efficaci, perché il pediatra in proposito ha finito di lavorare il 30 novembre e la comunicazione è arrivata alle famiglie l’1 dicembre, che si sono trovate nella difficoltà di scoprire che l'altro pediatra in servizio ad Urbino non aveva più posti disponibili e si sono dovute rivolgere a pediatri fuori Urbino, creando dei disagi. Per fortuna è stato trovato il dottor XY, che così completa il quadro dei bambini che avevano bisogno del pediatra di libera scelta nel territorio urbinate.
Le mie raccomandazioni vertono su rendere, se possibile, ma penso di sì, una comunicazione più efficace per non allarmare in questi frangenti le famiglie.
Poi, purtroppo, c'è stata la difficoltà, anche se l'Ast si è mossa per tempo, di trovare i pediatri di libera scelta. Sappiamo che queste figure, come i medici di medicina generale e gli operatori del pronto soccorso, sono in grave carenza anche nella nostra regione, però di questo ne parleremo in altri momenti. Grazie.
PRESIDENTE. A questo punto, non essendoci l'Assessore Consoli, saltiamo l'interrogazione n. 94, ma anche l'interpellanza n. 10.
Interpellanza n. 14
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Campagna di sensibilizzazione e informazione sugli accessi ai pronto soccorso degli ospedali per acuti e valorizzazione delle Case della comunità e dei servizi territoriali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 14 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. In linea con quanto ha chiesto prima il Consigliere Caporossi, con la preoccupazione che le liste d’attesa, Assessore, saranno la sua angoscia per i prossimi 5 anni.
Vorrei aggiungere una premessa che non era scritta nell'interpellanza e che non riguarda le liste d'attesa, o comunque l'attesa che maturiamo presso il pronto soccorso, per il quale faccio l'interpellanza, ma la diagnostica.
Finalmente, Assessore, una buona notizia, il 15 febbraio Il Sole 24 Ore ha pubblicato i dati del monitoraggio nazionale riguardante gli esami diagnostici e le visite. Bene, per 8 tipologie di visite e di esami diagnostici non c'è nessuna struttura sanitaria delle Marche che risulti fra quelle peggiori, ma in ben 5 su 8 risulta fra le migliori, l'AST di Pesaro, l'AST di Macerata, poi, ancona, l'AST di Pesaro e l'AST di Macerata, spesso anche l’INRCA, quindi, qualche buona notizia, Assessore Calcinaro, ce l'abbiamo. Possiamo cominciare, non dico a vantare meriti, ma questo è un lavoro che riguarda molto la dirigenza e molto il personale sanitario, ma anche le linee che in questi 5 anni l'amministrazione Acquaroli ha messo in campo.
Buongiorno Presidente, stavo segnalando gli ottimi risultati delle liste d'attesa in almeno otto prestazioni sanitarie di primo livello.
L'interpellanza, Assessore, è molto semplice, abbiamo avuto anche modo di scambiarci qualcosa a voce, per questo ho voluto rendere pubblica questa indicazione. Nelle tante cose (atti, programmazioni, personale, migliore distribuzione territoriale) sono molte le indicazioni che diamo, ma un dato evidente è che presso il pronto soccorso, stiamo parlando di ospedali di base, primo e secondo livello, c’è un accesso “improprio” di circa il 50% degli utenti - il 50% e più degli accessi, 50% della media regionale. Se c'è un dato aggiornato me lo dica lei, Assessore - che riguarda i codici bianchi e i codici verdi, che possono essere trattati benissimo presso i punti di assistenza territoriale degli ospedali di comunità, ex ospedali minori, ed in futuro presso le Case della salute.
Se riuscissimo con un po' di pazienza a fare un'azione di prevenzione e spiegare ai nostri concittadini marchigiani che c'è la possibilità di evitare le lunghe file presso il pronto soccorso per cose più semplici e di minore importanza, di minore preoccupazione anche per l'utenza, si alleggerirebbe di molto il pronto soccorso. Non dimenticando che presso i PAT sono normalmente posizionate una o due ambulanze, spesso h24. Se l'accesso in un Pat è di maggiore gravità, difficilmente un rosso, ma un arancione, immediatamente l'utente, il cittadino, può essere trasferito presso l'ospedale di base, l'ospedale di primo o secondo livello più vicino.
Quello che sollecito, Assessore, è questo, sapere se da parte della Giunta o dell’Assessorato, del Dipartimento c'è una previsione di questo genere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Consigliere Marconi, mi fa piacere che le chiacchierate portino anche idee concrete qui dentro. Il fatto da cosa nasce? Nasce da una sensazione che sto avendo, che probabilmente può essere condivisa anche da molti di voi. Noi dibattiamo spesso, giustamente, sulla sanità, abbiamo incontri tecnici, istituzionali, però fuori il mondo è un po' diverso e la nostra ottica può essere deviata dal nostro lavoro istituzionale rispetto a quella del cittadino, del comune cittadino, di quello che ha bisogno di un accesso una volta ogni 5 anni.
Credo che in questi mesi, probabilmente un paio d'anni, andremo a costruire con le Case di comunità, con la visione globale della continuità assistenziale, con i PAT, i PPI, anche, come ha detto lei, il 118, una rete territoriale molto capillare che potrebbe essere sottovalutata se non riusciremo a portare a valle di questa costruzione - sperando che sia una costruzione coerente e ben gestita – un’informativa ai cittadini.
Non un'informativa con degli incontri, in cui vanno quelli che sono comunque interessati, ma una comunicazione che giunga a casa, nei telefonini, una informativa immediata, che possa dire al cittadino: “Guarda che se hai questa tipologia puoi non andare al pronto soccorso, puoi rivolgerti a questo o a quest'altro presidio”. Per cercare di andare alla radice dell’inadeguatezza del percorso e questo lo dobbiamo fare, lo dobbiamo ai nostri territori. Ogni territorio con la propria peculiarità, ovviamente ogni territorio con il proprio servizio, la propria gamma di servizi, ma noi rischiamo di parlare una lingua, dando per scontato che fuori il linguaggio venga compreso, invece non è nemmeno conosciuto, a volte. Lo vedo con i miei concittadini con cui inizio a parlare di queste tematiche, cosa che non avevo immaginato in precedenza. Manca la conoscenza delle possibilità che ci sono. Certo, è ovvio che queste possibilità devono poter essere di servizio, quindi dobbiamo capire quali potranno essere utilizzabili e quali no.
Sono assolutamente convinto ed anche fautore di questa campagna informativa che dovrà esserci, molto capillare. Quando saremo a valle, alla fine di un percorso, che sarà molto faticoso e molto impegnativo in questi mesi, se non in un paio d'anni, dovremmo far capire bene quali sono i percorsi per evitare le inadeguatezze, che possono portare a crisi del sistema. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Indubbiamente, Assessore, lo sforzo è grosso, ma il momento è quello giusto, perché siamo a circa 17/8 anni dalla Balduzzi, che è stato un punto di svolta. Eravamo tutti convinti – ripeto: ritorniamo ai cittadini, usciamo dalle carte, usciamo dai piani che servono e non servono - che l'unica risposta fossero gli ospedali e questo era ragionevole perché a quella data avevamo una rete di ospedali, circa 25-26 presidi in tutta la regione, quindi, uno ogni 50.000 abitanti, quindi, per qualsiasi cosa ci rivolgevamo all'ospedale.
Ora dobbiamo ritornare a pensare che il medico di medicina generale può fare quello che fa un codice bianco in un Pat, in un pronto soccorso. Dobbiamo rimodulare in termini meno burocratici quella parola magica che si chiama appropriatezza, che proviamo a spiegare dappertutto, ma che potremmo tradurre in non perdere tempo.
Certamente dobbiamo creare dei centri in cui l'informazione viene data in maniera adeguata e il primo centro sono i medici di medicina generale che dovrebbero aiutarci enormemente in questo percorso, indicando ai cittadini questa possibilità, banalizzo, anche loro risolvendo il problema di una puntura d'ape. Al pronto soccorso di Torrette la gente va per una puntura d'ape e questo è un fallimento dal punto di vista dell'organizzazione. Ma è un fallimento di natura culturale, non un fallimento di natura giuridica. E’ un fallimento di natura culturale, significa che qualcosa nei passaggi precedenti non ha funzionato. Non a caso in Ancona, per mentalità, l'ospedale di Torrette è l'ospedale della città. Ecco, questa mentalità va superata perché c'è Chiaravalle, Jesi, Senigallia ed Osimo. Dobbiamo far entrare nella testa dei nostri concittadini marchigiani l'idea che la struttura sanitaria più vicina e più immediata non è quella che meglio dà le risposte, ma è quella che forse fa perdere più tempo e inutilmente.
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Confido sul fatto che questa enorme operazione culturale venga fatta e lo slogan potrebbe essere proprio questo: “Non perdiamo più tempo”, sia noi come cittadini sia gli operatori sanitari, che spesso si trovano a dover affrontare in contemporanea un problema da codice rosso e un minuto dopo un problema da codice bianco. Grazie.
Proposta di legge n. 3 (Proposta di legge statutaria)
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Vitri, Piergallini
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Marche)”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 3 (proposta di legge statutaria) dei Consiglieri Ruggeri, Vitri, Piergallini.
La discussione è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Quello che oggi andiamo ad approvare in Aula riguarda una proposta di legge che modifica la legge statutaria della nostra Regione, la n. 1 del 2005 “Statuto della Regione Marche”.
Voglio ringraziare tutti coloro che fanno parte della Commissione perché questa proposta è stata condivisa e approvata all'unanimità. Dobbiamo anche dire grazie al nostro Presidente Acquaroli, che ha condiviso questa proposta di legge. C’è stata qualche modifica rispetto alla prima stesura, però siamo arrivati ad una approvazione unanime.
Questa proposta di legge va a modificare gli articoli 7 e 13 dello Statuto della nostra Regione. Questo per una più equilibrata rappresentanza di genere nella composizione della Giunta e dove è possibile anche dell'Ufficio di Presidenza. Perché dico dove è possibile? Perché la Giunta viene nominata, mentre l'Ufficio di Presidenza viene votato.
Questa legge modifica l'articolo 7, comma 2, ed individua una percentuale, la presenza di entrambi i sessi non può essere inferiore al 30%. Originariamente avevamo il 40%, poi con una discussione in Commissione siamo arrivati al 30%. Naturalmente questo è un requisito di quota minima, ma più cocente. La modifica dello Statuto andrà in vigore dalla prossima legislatura, non da quella in corso.
L’articolo 2 va a modificare l'articolo 13 della legge statutaria, relativo alla composizione dell'Ufficio di Presidenza. Come ho già detto, dove è possibile ci deve essere la presenza di entrambi i sessi.
L’articolato si compone di 4 articoli, l'articolo 3 è bis.
L'articolo 1 è una modifica dell'articolo 7, come ho già detto, della legge statutaria n. 1 del 2005. Nel comma 2 dell'articolo 7 della legge statutaria dell'8 marzo le parole: “la presenza di entrambi i sessi” sono sostituite dalle seguenti: “che nessuno dei due generi sia rappresentato in misura minore del 30%”. Naturalmente, come ho già detto, questa modifica riguarda la parità di genere, va nella direzione di una equilibrata rappresentanza di entrambi i generi, però andrà in vigore dalla prossima legislatura.
L'articolo 2 modifica l'articolo 13 della legge statutaria del 2005 e riguarda la composizione dell'Ufficio di Presidenza. Si indica, qualora sia possibile, di inserire sia il genere maschile che quello femminile.
L'articolo 3 è l'invarianza finanziaria perché da questa legge non derivano nuovi o maggiori costi.
L'articolo 3 bis afferma che le disposizioni degli articoli 1 e 2 di si applicano a decorrere dalla legislatura successiva a quella in corso.
Mi auguro che questa proposta di legge, che in Commissione abbiamo approvato all'unanimità con dei correttivi, sia approvata anche in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Per troppo tempo lo Statuto della nostra Regione si è limitato per i ruoli di vertice regionale ad una dicitura generica, richiedendo una semplice presenza di entrambi i sessi nella nomina della Giunta. Questa formula si è rivelata insufficiente: una presenza puramente simbolica non è partecipazione, ma una concessione che non rende giustizia al valore di ciascun genere, e nello specifico delle donne nella nostra società.
Per questo già nella scorsa legislatura il Movimento 5 Stelle con una propria proposta di legge e il Partito Democratico con una proposta di legge a prima firma della Consigliera XY avevano presentato proposte per fissare una soglia minima per genere nella composizione dell'esecutivo della nostra Regione.
Oggi con la proposta di legge, che andiamo a votare in prima lettura, pur senza raggiungere i numeri che avevamo previsto inizialmente come forze di opposizione, questo l'ha rimarcato bene la relatrice di maggioranza, che ringrazio, passiamo dalla forma alla sostanza.
Come recita l'articolo 1 della proposta, emendato in Commissione, introduciamo il requisito cogente del 30% come soglia minima per ciascun genere nella composizione della Giunta, comprendendo nel conteggio anche il Presidente della Giunta. Insomma, non ci affidiamo più alla discrezionalità del momento, ma fissiamo un criterio matematico chiaro.
Con l'articolo 2, invece, estendiamo a livello statutario, nei limiti del possibile, questo medesimo principio di dignità istituzionale all'Ufficio di Presidenza, prevedendo di garantire la presenza di entrambi i generi, come d'altronde già previsto dall'articolo 8 del Regolamento assembleare.
Ricordo a questo proposito che nel 2022 il Regolamento fu modificato all'unanimità dalla Giunta per il regolamento, di cui facevano parte tutti i rappresentanti dei principali partiti politici presenti in quest'Aula, recependo la proposta di modifica avanzata dal Movimento 5 Stelle, che al comma 2 bis recita testualmente: "Nella composizione dell'Ufficio di Presidenza è garantita, di norma, la presenza di entrambi i generi".
Detto questo, voglio essere chiara, la competenza non ha genere. Ma una politica che esclude o marginalizza il punto di vista femminile è una politica zoppa. È una politica che sceglie di guardare il mondo con un occhio solo, privandosi di visioni, sensibilità e capacità gestionali essenziali.
Il nostro riferimento è l'articolo 51 della Costituzione: “La Repubblica ha il compito di promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità”. Noi oggi stiamo attuando quel principio, stabilendo che la discrezionalità politica deve trovare un limite invalicabile nei canoni di legalità e uguaglianza reale.
In conclusione, ricordo all'Aula che questa legge non comporta oneri per il bilancio regionale. Costa zero, ma vale moltissimo in termini di progresso democratico.
Votando questa modifica facciamo sì che lo Statuto delle Marche sia sempre più lo specchio di una società moderna dove le donne non sono ospiti, ma protagoniste del governo del territorio.
Naturalmente per i ringraziamenti mi unisco a quelli già esplicitati dalla relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi. Mentre parlavo mi veniva da guardare la futura Assessora della Giunta, quindi un augurio a lei ed anche all’Assessora Pantaloni. Grazie. Anzi al maschile preferiscono. Scusate. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Credo che sia doveroso da parte mia intervenire perché si parla innanzitutto di una modifica statutaria, che io voterò convintamente in modo favorevole, come tra l'altro deciso dal mio gruppo ed indicato dal nostro Presidente di gruppo. È sicuramente una modifica giusta, opportuna, necessaria, coerente con il dettato costituzionale.
Ho presentato nella scorsa legislatura diverse proposte di legge di modifica del nostro Statuto per uniformarlo al dettato costituzionale, che via via è stato aggiornato nel tempo. Penso, ad esempio, alla nuova formulazione dell'articolo 9 (Principi generali), che mette tra i principi fondamentali della Repubblica la tutela dell'ambiente, che è stata approvata all'unanimità da questo consenso.
E’ una cosa giusta, non è una questione femminile, no, è un tema di uguaglianza e di pari opportunità, che sono questioni che racchiudono in loro la questione femminile come quella maschile, è una questione più alta. Per questo sono assolutamente favorevole.
Ringrazio la prima firmataria per averla presentata, però, colleghi e colleghe, questa proposta di legge tradisce la sua funzione principale che è, appunto, quella dell'uguaglianza e dell'opportunità, principi richiamati e sanciti dalla nostra Costituzione, che sono cogenti, urgenti. La loro affermazione è un fatto prioritario, come ci ricorda anche il massimo garante della Costituzione, il nostro Presidente della Repubblica. Allora perché rinviare alla prossima legislatura l'operatività di questa norma statutaria?
E’ sbagliato, tradisce l'intenzione, perché non immediatamente efficace come la modifica dello Statuto, che lo uniforma in quel caso ad una legge nazionale, che non è la Costituzione, quella del possibile aumento ad 8 del numero degli Assessori? L’aumento del numero degli Assessori a 8 doveva indurre ed imporre che anche questa modifica statutaria diventasse efficace di pari passo, contestualmente con la possibilità di aumento, che tra l'altro deve essere attuata ad invarianza finanziaria. Segno evidente che non è l'affermazione di un principio in quel caso, ma di una supposta necessità politica ed amministrativa, che mi pare molto meno stringente dell'affermazione dei principi di uguaglianza e di opportunità sanciti dalla nostra Carta costituzionale. Questa norma deve essere immediatamente efficace e io vi invito a rivederla, al limite anche in seconda lettura, altrimenti è una cosa … Certo, la si approva perché così si rende più forte l'altra modifica, quella che non interessa un principio costituzionale, ma il principio del famoso, ma mai desueto, manuale Cencelli. Questo è, ed è ancora più grave il fatto che da noi … ed è ancora più stringente perché? Tra l'altro qui non abbiamo una Giunta di eletti, o meglio, non possiamo avere soltanto una Giunta di eletti, ma, per una modifica che abbiamo fatto, noi abbiamo una Giunta di nominati, di esterni. Allora, si può spiegare perché uno dice: una Giunta dove … Come in Puglia dove ci sono soltanto due esterni ed il resto sono tutti eletti, uno potrebbe dire che la questione di genere collide con il principio elettivo.
Se i cittadini non eleggono un tot uomini o un tot donne come facciamo? Qui invece c'è, addirittura, e questo è un altro aspetto non sottile, è un dato oggettivo, perché nel momento in cui l'Assessore viene nominato dal Presidente, viene sospeso dalla carica elettiva, non è più Consigliere, tant'è che gli subentra il primo dei non eletti. Quindi, astrattamente, come poi è avvenuto, con la sola eccezione degli Assessori Calcinaro e Baldelli, di fatto gli Assessori - per la verità sono stati tutti eletti - non sono più Consiglieri. Cosa osta ad applicare subito questo principio? Cosa osta? Che cosa lo impedisce? Quali sono le ragioni per cui mandiamo alla prossima scadenza l'affermazione di questo principio statutario? Quali sono le ragioni? D'altra parte dovrebbero essere 3, così sono 2. E qual è il problema? Devono essere nominati altri 2 Assessori, anzi, si rafforzerebbe, se vogliamo, la possibilità di allargamento della Giunta. Magari potremmo dire al livello nazionale, che ci potrebbe fare giustamente le pulci sull'invarianza finanziaria, “Signori, forse abbiamo violato”, ma non vedo come si possa rispettare l’invarianza finanziaria, magari ci siamo disallineati, però affermiamo questo principio costituzionale e finalmente nominiamo 3 donne. Ripeto, non è più un tema elettivo. Capite?
Per concludere, la modifica di portare il numero degli Assessori da 6 a 8 è stata giustificata con l'urgenza e la necessità di una Giunta più numerosa, che si potesse occupare delle innumerevoli funzioni. Quindi, era una cosa urgente. Questa modifica, che come scrivete voi è in ossequio ai principi di uguaglianza e di pari opportunità sanciti dalla Costituzione, non è altrettanto urgente, è meno urgente dell'altra? Mi attendo una risposta, diciamo, non dalla ragione, perché non potrebbe mentire a se stessa, ma dalla vostra coscienza istituzionale, però voterò a favore. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare i relatori di questa proposta di legge, che è in linea con quella che abbiamo approvato lo scorso Consiglio, per avere l'opportunità di aumentare gli Assessori, ovviamente seguendo una legge nazionale.
Non so, non vorrei fare polemica, però ogni volta mi si servono degli assist per fare goal. Non so se il Consigliere che è appena intervenuto ha parlato con i colleghi che sono in I^ Commissione, dove ci sono io, la Presidente Marcozzi ed altri, in merito al fatto che questo testo è condiviso.
Voglio ringraziare la Consigliera Ruggeri per aver voluto fare questa proposta, che abbiamo accolto e sulla quale abbiamo trovato una soluzione insieme.
Mi fa sorridere, per chi come me ha un po' di memoria, che oggi il Consigliere regionale Cesetti sia diventato paladino della rappresentanza di genere. Non so se sapete che quando era Presidente della Provincia su 1, 2, 3, 4, 5 e 6 Assessori più il Presidente aveva solo una donna. Non so se si è dimenticato cosa è successo politicamente nel suo passato percorso, quando governava la Provincia. Adesso si è risvegliato ed è diventato il paladino dell’uguaglianza di genere, della rappresentanza massiccia tra uomini e donne, per cercare di bilanciarla. Quando era Presidente della Provincia il 90% erano uomini. Magari qualcuno può anche ripensarci, ci mancherebbe altro, però se oggi richiama la Costituzione, evidenzio che la Costituzione è stata fatta negli anni in cui è stata fondata la Repubblica Italiana e nel 2009 la Costituzione era in vigore, esisteva lo stesso principio. Chiedo: perché quando si governa si mette una donna e quando si è all'opposizione si chiede di sbrigarsi. Tra l'altro, non voglio infierire sul PD che in questo periodo sta vivendo un momento drammatico in provincia di Fermo ed il Consigliere Cesetti è intervenuto e ha giustamente fatto valere le proprie posizioni. Questo ovviamente non è il tema di dibattito di quest'Aula, però mi preme dire: “Mettetevi d'accordo” perché se in Commissione votiamo insieme … Posso parlare?
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. No, scusate, non credo di dover sottolineare che si parla uno alla volta.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Il Partito Democratico è ben rappresentato da due membri in Commissione, tra l'altro anche capaci, il Consigliere Piergallini e la Consigliera Vitri, c’è anche la proponente del Movimento 5 Stelle, anche lei persona capace, e sulla proposta di legge abbiamo trovato una convergenza. Mi dispiace, sembra che ogni volta si debba fare un favore a qualcuno. Consigliere Cesetti, se non è d'accordo voti contro. Qual è il problema? Non è questo il problema, siamo in democrazia ed ognuno è libero di esprimere il proprio voto. Io sto parlando ...
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore, sappiamo tutti che dobbiamo parlare uno alla volta. Gli interventi vengono programmati. Prego, Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Siccome si era trovato in Commissione un accordo tra maggioranza e opposizione, credo che su questo dovremmo andare, poi se qualcuno è contrario abbia il coraggio di votare contro il proprio gruppo. Si è tutti bravi a fare i leoni, ma poi si deve votare come dice il gruppo e su questo qualcuno si dovrà allineare.
Concludo dicendo che è giusto rimandarla alla prossima legislatura.
Prima si è parlato di Assessori che vengono nominati, della surroga e dell’ingresso di nuovi Consiglieri. Vorrei avvisare il Consigliere Cesetti che questo è frutto di una legge, non fatta dal Governo Acquaroli. Sa benissimo il Consigliere Cesetti che è stata fatta precedentemente, quando gli Assessori votavano in Aula e non c'erano mai. Quando è stata fatta la legge noi eravamo all'opposizione, anche qui dobbiamo ristabilire la memoria. C'è la canzone di una cantante molto brava, Fiorella Mannoia, che a volte dedico politicamente al Partito Democratico, che dice: “Come si cambia per non morire”, così state facendo voi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardilli.
Andrea CARDILLI. Grazie, Presidente. Sono un po' sconcertato perché in Commissione ero quello che non voleva andare avanti su questa proposta.
Non sono un maschilista, ma mi sono trovato in forte difficoltà in Consiglio, lo ribadisco anche qua, quando ero Sindaco, su una legge relativa all'obbligo di inserire il 40% di uno dei due sessi, che è un discorso che mette fortemente in difficoltà, poi ci siamo venuti incontro.
Quello che dispiace è vedere che, come ha detto chi mi ha preceduto, dopo una serie di soluzioni, soprattutto un accordo, comunque si sentono polemiche, si sentono discorsi che lasciano un po' perplessi.
Avevo scritto altre cose, ma preferisco non dirle perché sicuramente sarei strumentalizzato, ma mi asterrò su questa delibera. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Giusto per precisare alcune questioni perché insieme alla Consigliera Ruggeri ed alla Consigliera Vitri siamo nella Commissione che ha lavorato, devo dire, in un buon clima. Quindi, confermo quello che è stato già detto dalla Consigliera Marcozzi.
Sin dall'inizio su queste modifiche statutarie la minoranza è stata fortemente responsabile, lo voglio ricordare, altrimenti i toni del dibattito possono andare su un'altra strada e trasmettere all'esterno qualcosa che non è la realtà.
La minoranza è stata responsabile perché sulla modifica statutaria che porta la Giunta da 6 a 8 assessori, ripeto, avremmo potuto fare, come si è fatto altrove, le barricate, sollevando questioni di poltronifici, come è stato detto. Non l’abbiamo fatto perché siamo uomini delle istituzioni. Molti di noi hanno ricoperto altri ruoli esecutivi nei Comuni dove abitano, che hanno amministrato, e sappiamo che per la Regione Marche una Giunta a 6 Assessori crea sulle spalle di ciascun di loro un gravame di lavoro difficilmente sostenibile.
D'altra parte è assurdo che alcuni Comuni, che superano i 40 mila abitanti, hanno Giunte di 9/10 persone e la Regione Marche, invece, deve avere solo 6 Assessori. Abbiamo fatto un discorso di responsabilità e ci siamo astenuti senza andare sui giornali, senza fare polemiche, ma l’abbiamo incrociato a quest'altra battaglia che ci sta molto a cuore, cioè la presenza obbligatoria di una percentuale che garantisca le pari opportunità all'interno di un organo fondamentale come la Giunta. Guardate, c'è il dibattito se è legittimo o meno riservare percentuali alle donne, agli uomini. La modifica in Italia della riserva obbligatoria di una percentuale è stata fondamentale per consentire l'ingresso alle donne nelle istituzioni italiane, perché, diciamo, io lo dico, la politica tendenzialmente è stata ed è in parte, tuttora, maschilista. Quindi, una percentuale di legge che obblighi in questo caso il Presidente della Regione a riservare una quota alle donne o agli uomini, in caso in cui si rovesciassero i ruoli, è secondo me un ulteriore elemento che permette di fare un balzo in avanti nella qualità istituzionale della Regione Marche.
Voglio precisare che noi avremmo voluto che la modifica fosse immediatamente attiva, come ha ricordato perfettamente il Consigliere Cesetti. Ci sarebbe stata molto a cuore, ma abbiamo fatto e facciamo, anche in questo caso, un discorso di responsabilità. Perché mandare tutto all'aria e andare sui giornali a dire che la maggioranza di centro-destra non vuole le pari opportunità in Giunta perché non lo fa subito, piuttosto che accettare responsabilmente una modifica che sarà attiva nella prossima Giunta, ma comunque determinante. Anche in questo caso ci siamo posti una questione di responsabilità: arrivare a questo obiettivo che si realizzerà nel prossimo mandato, ma intanto è un obiettivo raggiunto, piuttosto che demagogicamente andare sui giornali, mandare anche in questo caso tutto in caciara e non portare a casa nessun risultato.
Oggi si porta a casa un risultato, il Presidente Acquaroli deve ancora ampliare la Giunta, seppure la modifica statutaria preveda che questa percentuale sia prevista per il prossimo mandato, non è detto che il Presidente Acquaroli non scelga già in questo mandato di rispettare questa percentuale. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo1. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Per i principi che sono previsti nello Statuto, che è la nostra carta fondamentale, non mi devo appellare alla bontà o alla benevolenza del Presidente, preferisco sottostare alle disposizioni della legge, Consigliere Piergallini. Questo mi hanno insegnato i percorsi istituzionali, anche perché sarebbe strano se dovessi confidare, con tutto il rispetto, sul Presidente del centro-destra.
Detto questo, io non ho fatto alcuna polemica e ho detto che voterò a favore, però credo che sia mio dovere, e lo è, affermare che questa modifica statutaria doveva entrare immediatamente in vigore, come l'altra, sulla quale, coerentemente con il gruppo, mi sono astenuto, che doveva di pari passo andare con questa modifica. Tutto qui.
Non c'entra nulla il fatto, sono stato chiamato in causa, di come e quando facevo il Presidente della provincia.
Qui non stiamo trattando le pari opportunità e di come siano giuste le uguaglianze, stiamo discutendo del perché - sennò siamo tutti d'accordo - una riforma così importante debba andare in vigore nella prossima legislatura. Questo mi dovete spiegare, tutto qui. Poi io voto a favore.
Non c'entra nulla che quando ero Presidente della Provincia non c'erano donne in Giunta. Il Consigliere Putzu faceva altro, no? A quel tempo stava all'opposizione, quindi posso capire, ma non c'entra nulla con questo. Noi stiamo parlando di una disposizione che doveva entrare in vigore rispetto, tra l'altro, ad un'altra che, per andare in vigore, deve rispettare il requisito dell'invarianza finanziaria e sul prossimo articolo, visto che quel requisito dovrà essere declinato prima della seconda lettura, vi dico perché.
Non chiamatemi in causa impropriamente perché io ho esordito dicendo che ero favorevole, ma sul resto penso e non c'è all'esterno … All'esterno si capisce da solo perché va, lì bisogna applicare il manuale Cencelli, qua invece la questione femminile può aspettare. Vicepresidente Piergallini, è questo il punto, lì può essere applicato in maniera …, qui invece la questione femminile può aspettare e il PD può, diciamo …
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Soltanto per ribadire al Consigliere Cesetti che abbiamo deciso all'unanimità che questa proposta di legge entri in vigore dalla prossima legislatura. E’ semplice, la Commissione ha votato all'unanimità. Grazie .
PRESIDENTE. Articolo1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ci ritorno, Presidente, senza alcuna polemica. Il fatto che sia stato votato all'unanimità, qual è il problema? Io ho detto che voto a favore e non perché la proposta di legge è stata votata all'unanimità dai membri della Commissione bilancio, ai quali non appalto la mia coscienza istituzionale. Non esiste. Figuriamoci. Io ho detto che voto favorevolmente perché così ha deciso il mio gruppo e così mi ha indicato il mio capogruppo, quindi su una questione di questo tipo ritengo di ubbidire perché è giusta e perché, finalmente, è sancita nel nostro Statuto. Ma, ripeto, ritengo sbagliato, e lo ribadisco, che venga portata la prossima volta. Voglio dire di più, lo voglio dire fin d'ora, ovviamente voterò a favore.
In seconda lettura quando andremo a votare l'altra modifica statutaria, lo dico ai membri della I^ Commissione, prima di votarla, e lo dico anche al mio gruppo, voglio il cosiddetto piano economico e finanziario, è un termine improprio, che dimostri l’invarianza finanziaria, altrimenti non soltanto voterò contro in seconda lettura, ma mi farò promotore di un referendum per abolire quella disposizione. Se il PD poi non lo vorrà sostenere sarà un suo problema, ma io lo faccio. Sia chiaro! Per dire che io non sto qui, forse non ha capito il capogruppo di Fratelli d'Italia, a fare polemiche, io sto qui a fare il mio dovere, ripeto, con disciplina e onore, come ci dice la Costituzione che voi richiamate. Sto qui a fare il mio dovere con disciplina e onore e lo faccio fino in fondo. Va bene? Chiaro? All'interno di questo opero coerentemente con le decisioni del mio gruppo, non di quelli che fanno parte della Commissione bilancio, che è cosa diversa. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3 bis. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Vorrei ricordare all’Aula e a me stesso che l'articolo 123 della Costituzione, che voi richiamate nell'ultimo capoverso, dice che lo Statuto è sottoposto al referendum popolare qualora entro 3 mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta 1/5 dei componenti il Consiglio regionale. Questa disposizione è applicabile anche alle modifiche statutarie secondo me.
Questo l'ho voluto dire per evidenziarvi che, quando tornerà in seconda lettura, dovrete portate il piano per garantire l'invarianza finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Replico al Consigliere Cesetti, semplicemente per dire che stiamo andiamo fuori argomento perché stiamo parlando di una proposta di legge che va a modificare lo Statuto della nostra Regione e nulla c'entra con la modifica che abbiamo portato in Aula due/tre settimane fa.
Dobbiamo discutere di questa proposta di legge, non di quella che abbiamo già portato in Aula e votato. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Come già preannunciato anche dal nostro Consigliere Cesetti, noi voteremo a favore di questa proposta di legge per le ragioni già dette perché, nonostante le criticità rilevate in ordine all’entrata in vigore ed all'applicazione della nuova normativa, siamo convinti che sia comunque un passo avanti. Siccome siamo convinti che quando è possibile fare un passo avanti bisogna concorrere per farlo, abbiamo dichiarato il nostro voto favorevole e voteremo a favore.
Voglio fare rapidissimamente una considerazione, salutando come positivo questo risultato. Io ho vissuto questo stesso dibattito anche nella esperienza concreta di amministrazione del Comune di Ancona. Avevamo una Giunta in cui c’era una presenza femminile, per 10 anni, del 40%, ma so bene quanta fatica abbiamo fatto. Ci tenevo in primo luogo ad avere quel 40% e l'ostacolo maggiore non era di carattere, come posso dire, culturale, non c'era un'obiezione di principio, che poteva essere una cosa presente negli anni 50-60, circa l'inadeguatezza del genere femminile ad avere ruoli pubblici, non era un problema culturale, il problema principale era avere donne di qualità - questo è richiesto ovviamente non solo agli uomini, ma anche alle donne - capacità e disponibili ad impegnarsi in un ruolo così impegnativo, in quanto il problema vero è che sulle donne carica, ancora oggi, gran parte del lavoro di cura, che oggi non è più solo verso i figli, ma verso i genitori, i suoceri, gli anziani, eccetera. E’ questo che impedisce alle donne che vorrebbero, che ne avrebbero tutte le qualità, di mettersi a disposizione come risorsa della cosa pubblica, della comunità. Questo è il problema vero. Quindi, la norma che riserva posti alle donne come minimo è importante, è utile, serve, ma non basta. Non basta, se non si interviene sul serio su quell'altro aspetto. Questa modifica rischia di diventare pura retorica e di rimanere sulla carta o di essere utilizzata per assolvere, solo formalisticamente, all'impegno con il fatto che si trova una persona il cui genere è anagraficamente femminile e si mette lì a prescindere, che è la cosa peggiore.
Detto questo, è anche vero, e lo dico per esperienza, che a volte a parità di capacità e di disponibilità c'è la tendenza a privilegiare la scelta di un componente maschile, piuttosto che di una componente femminile. C'è questo ed anche qui non per un fatto culturale, per il famoso manuale Cencelli e per le logiche di potere che in genere portano a privilegiare situazioni più forti. Ma, ripeto, sottolineo e concludo, se non si interviene sul vivaio, cioè sulla possibilità di avere una platea ampia di persone capaci e disponibili, che siano nelle condizioni di, tutto il resto rischia di essere soltanto una serie di grida manzoniane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Semplicemente per dire che questa storia ormai è diventata costume e va bene. L'idea che la regola modifichi la cultura è di natura positivista ed è tipica delle dittature. In campo cattolico si chiama clericalismo e io da cattolico popolare, anche un po' liberale, ho sempre diffidato di questo tipo di soluzioni che impongono scelte culturali attraverso le regole; le stesse con cui si manda in manicomio chi non la pensa come noi. E’ successo e succede ancora nel mondo.
Apprezzo, invece, l'intervento della Consigliera Mancinelli, capogruppo del PD, che ha detto che in effetti c'è un problema, ed è vero, quello della disponibilità delle donne ad accedere alla vita pubblica, stante il carico del lavoro di cura che dovrebbe essere più egualmente ripartito. Ma cosa ha prodotto questo tipo di mentalità, Consigliera Mancinelli? Abbiamo introdotto la regola che, non solo nelle candidature, non solo nelle Giunte, ma anche negli organismi di gestione, deve esserci per forza una componente diversa dei generi sessuali, che è una cosa incredibile. Dove non si sta più solo sul piano della rappresentanza, dove giustamente non deve arrivare la persona competente, io sono contrario a questa idea. Deve essere una persona di qualità e competente, e chi lo stabilisce? Il popolo vota chi gli pare e può votare un perfetto ignorante, non c'è nessun tipo di problema perché questo diventerebbe discriminatorio nei confronti di chi non vede, di chi non sente, di chi non può capire. Quindi, non è questo il punto. Il punto è che questa legge che voterò, caro Presidente, cari Assessori, cari colleghi di maggioranza, per disciplina di maggioranza, è profondamente discriminatoria nei confronti delle donne, perché dopo 60 anni di Giunte e di Consigli fatti da soli uomini, io nella mia città non posso presentare una lista di tutte donne perché questa regola impone di mettere una percentuale di uomini. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 3 (proposta di legge statutaria). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Proposta di legge n. 12 (Proposta di legge statutaria)
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mastrovincenzo, Seri, Nobili, Mangialardi, Caporossi
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Marche)”
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 12 (proposta di legge statutaria) dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mastrovincenzo, Seri, Nobili, Mangialardi, Caporossi.
La discussione è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Anche con questa proposta di legge andiamo a modificare la legge statutaria della nostra Regione Marche, la n. 1 del 2005.
Questo atto si pone l'obiettivo di rafforzare l'impegno della nostra Regione a sostegno della parità di genere in ogni ambito. Più precisamente riguarda il linguaggio inclusivo e consapevole.
Incentivare un linguaggio inclusivo e consapevole è fondamentale per stimolare un cambiamento culturale profondo, capace di superare stereotipi, discriminazioni e diseguaglianze, affermando concretamente la cultura del rispetto. È questo da sottolineare: la cultura del rispetto.
L'uso di parole attente non è solo una questione formale, ma un atto di responsabilità per rendere visibili tutte le soggettività e creare ambienti più accoglienti per tutti. Quindi, ringrazio la prima proponente Consigliera Ruggeri.
La modifica è stata votata all'unanimità in Commissione. Ripeto, questa interviene sull'articolo 3 - questa volta non sono gli articoli 7 e 13 - della legge statutaria del 2005 della nostra Regione in materia di pari opportunità.
Il comma 1, dell'articolo 1 della proposta di legge aggiunge un nuovo periodo al comma 1 dell'articolo 3: “Incentiva l'impegno di un linguaggio consapevole e inclusivo, al fine di stimolare un cambiamento culturale che contribuisca a superare le diseguaglianze e le discriminazioni, affermando la cultura del rispetto”.
L'articolo 2 riguarda l'invarianza finanziaria, da questa legge non possono derivare altri e maggiori costi per la nostra Regione.
In sintesi, l'uso di un linguaggio consapevole e inclusivo viene elevato a strumento strategico statutario per la prevenzione delle diseguaglianze. Quindi, mi auguro che l'Aula approvi all’unanimità questa proposta di legge, così come è stato fatto in Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Le parole non sono solo suoni o segni grafici. Le parole sono sostanza. Esse costruiscono la percezione che abbiamo del mondo e delle persone che lo abitano.
Lo Statuto della Regione Marche è a tutti gli effetti la costituzione dei marchigiani. Per tale motivo deve saper parlare a tutti e di tutti, affermando una cultura del rispetto che riconosca le differenze non come ostacoli, ma come ricchezza.
Per questo si è ritenuto necessario esprimere, fin dagli articoli che enunciano i principi fondamentali della nostra carta statutaria e precisamente nell'articolo 3, quello che nei fatti è a pieno titolo un mandato culturale. Inserire l'impegno solenne da parte della Regione a incentivare un linguaggio consapevole e inclusivo al fine di stimolare un cambiamento culturale che contribuisca a superare le diseguaglianze e le discriminazioni, affermando la cultura del rispetto. Non è un esercizio accademico, ma uno strumento strategico per stimolare un cambiamento culturale profondo, capace di superare pregiudizi e discriminazioni radicati, come indicato dall'articolo 2.
Infine, anche questa proposta non comporta alcun costo per le casse regionali, confermando che il progresso civile spesso non richiede nuove risorse economiche, ma solo il coraggio politico di cambiare mentalità. Un coraggio dimostrato in questo caso a metà, visto che alcune parti di questa proposta di legge sono state emendate, anche in questo caso, per raggiungere una mediazione con la maggioranza, ma rappresenta pur sempre un primo passo in avanti.
Oltre ai ringraziamenti, mi accodo a quelli già portati avanti dalla Consigliera Marcozzi, vorrei ringraziare l’ex Consigliera del PD, che era la prima firmataria di una proposta di questo tipo, che avevo sottoscritto anch’io nella passata legislatura. Oggi mi auguro che venga approvata all’unanimità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Anche su questa voterò a favore. Ringrazio la Consigliera Ruggeri quale prima firmataria.
Senza alcuna polemica, è indubbiamente un passo in avanti per il quale preferisco essere preso per mano dal mio gruppo, è questo il motivo per cui voterò a favore. Non certamente, senza alcuna polemica, un passo in avanti per gentile concessione del centro-destra che a me non …, senza alcuna polemica, che ad esempio ha pensato bene di togliere il comma 2, che sarebbe stato il passo giusto, mentre questo è un passo avanti. Sarebbe stato il passo giusto per un percorso statutario, infatti diceva: “Al fine di riconoscere e rispettare l’identità di genere, vengono identificati sia il soggetto femminile che il maschile in atti amministrativi e corrispondenza …”. Anche questa era una questione che atteneva ai principi di uguaglianza e di pari opportunità, che non è soltanto per il genere di essere nominato in Giunta, ma è pari opportunità, di uguaglianza, essere chiamato con il proprio genere: Assessore o Assessora. È così.
Siccome, lo dico alla Presidente Marcozzi, stiamo parlando di principi generali, perché parliamo di Statuto e sullo Statuto c'è il tema …, se non facciamo qui queste discussioni, quando le facciamo?
Da ultimo, ripeto, senza nessuna polemica, mi si deve spiegare - non ci sto a farmi prendere in giro - per quale motivo questa modifica statutaria va in vigore immediatamente, mentre quella precedente va in vigore la prossima legislatura e quella ancora precedente va in vigore immediatamente. Me lo dovete spiegare perché quelli sottostanti sono gli stessi principi. Allora, bisogna chiamare le cose con il loro cognome, con il loro genere, Consigliera Ruggeri, chiamarle con il loro genere.
La legge sulla modifica statutaria, che attiene al numero degli Assessori e che va in vigore immediatamente non è il prezzo della giusta mediazione per portare a casa queste modifiche statutarie giuste, che potevano essere portate a casa successivamente, in un'altra occasione, ma è, diciamo, il prezzo che bisogna pagare, e lo faccio anch'io, alla necessità dell'attuale maggioranza di praticare il manuale Cencelli. Questo è. C'è poco da fare.
Ed il fatto che io non faccia polemiche, non faccio nessuna polemica, l'ho detto anche l'altra volta, poi voto a favore, ribadisco, affinché non ci siano polemiche, Presidente Pasqui e lo dico al Presidente e ai componenti della I^ Commissione, che quando andremo in seconda lettura sulla modifica statutaria per il numero degli Assessori, portate il piano per l'invarianza finanziaria. Altrimenti, siccome quella è una disposizione di legge, che devo rispettare, la modifica statutaria in seconda battuta non la voto. A voi potrà interessare poco, non la voto, voto contro. No, lo dico …, perché mi interrompe? Siccome è coerente e pertinente, io parlo quando e come voglio e dico quello che ritengo, senza essere interrotto, perché è notorio che fate peggio.
Dico semplicemente che non si possono sbandierare le modifiche statutarie, giuste, per la necessità del manuale Cencelli da mettere in atto, perché voi dovete nominare due Assessori, che già hanno nome e cognome, giustamente, e lo meritano pure. Per questo motivo la norma che prevede il rispetto dell'identità di genere, di cui alla modifica statutaria, entrerà in vigore dalla prossima legislatura, a differenza di questa che entra in vigore adesso. Punto.
Vi dico che se non portate quel piano - mi asterrò, farò quello che dice il gruppo - voterò contro.
Non solo, ve lo voglio dire, così magari gli Assessori possono aspettare, l'articolo 123 prevede che lo Statuto è sottoposto al referendum, quindi anche le modifiche, qualora entro 3 mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori o un quinto dei componenti del Consiglio. Se i colleghi del mio gruppo non aderiranno alla mia richiesta di referendum non è un problema mi metto a raccogliere le firme (un cinquantesimo sono 30 mila), faccio campagna elettorale, se poi non ci riesco sarà sempre campagna elettorale.
Come sapete, per me tutto costituisce un'opportunità perché è un'opportunità la vita e questa è una manifestazione della vita istituzionale e politica. Questo è, tutto qui.
Se, anziché essere chiamato in causa impropriamente per aver detto di votare contro, si fosse taciuto u delle considerazioni, giuste dal mio punto di vista, ma che non inficiavano l'esito finale, probabilmente tutta questa discussione non ci sarebbe stata, ma è utile che ci sia stata. Regolatevi per il piano, altrimenti dovrete aspettare qualche mese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Quando si discute di linguaggio inclusivo spesso si sente dire che ci sono cose più importanti da fare, che non è una priorità. E’ un'obiezione che giustamente sembra di buon senso, ma nasconde anche un equivoco. Ciò che non viene nominato, infatti, tende a diventare invisibile e ciò che è invisibile nella realtà pubblica conta sempre meno.
Non è un'ideologia, questa è realtà. Se nei nostri atti fondamentali continuiamo a usare solo il maschile come forma universale, stiamo implicitamente trasmettendo un messaggio culturale che quella sia la forma naturale del potere, del ruolo istituzionale e della rappresentanza.
La realtà, però, fortunatamente, sta cambiando. Le donne oggi sono Sindache, Assessore, Direttrici, Consigliere regionali e quando 5 anni fa mi chiedevano continuamente perché io volessi farmi chiamare Consigliera invece che Consigliere rispondevo: "Chiedetelo alle infermiere. Che differenza c'è tra il mio ruolo e quello dell'infermiera?" La grammatica è la stessa. Perché un'infermiera può avere il femminile? Ebbene, provate a chiederlo anche voi oggi, semplicemente perché l'infermiera come ruolo è nato al femminile, perché le infermiere, le crocerossine inizialmente erano quasi tutte donne, mentre i Consiglieri inizialmente erano quasi tutti uomini. Ecco perché usiamo il maschile. Ecco perché il linguaggio è lo specchio della cultura che noi stessi vogliamo trasmettere.
Ancora oggi, purtroppo, i numeri parlano chiaro. Qua siamo pochissime, siamo in netta minoranza ancora oggi, nel 2026, e mi fa piacere che in Commissione si sia lavorato in modo costruttivo, collaborativo, senza appartenenze politiche in primo piano. Questa proposta, arrivata oggi dalla Consigliera Ruggeri, che ringrazio, arriva anche sulle orme di una che era stata presentata dalla mia collega della Giunta precedente ed era stata sostenuta anche dalle altre colleghe nella precedente legislatura, quindi sia dalla Consigliera XX che dalla Consigliera YY.
Arrivare oggi a questo risultato credo sia importante non solo per noi che siamo qui, ma anche per chi ci ha aperto la strada, per chi ha tracciato questo percorso, perché non stiamo semplicemente parlando di linguaggio, quindi di un tema secondario, ma stiamo parlando del messaggio che vogliamo trasmettere anche a chi non ha il privilegio di rappresentare i cittadini e le cittadine. Coerenza, quindi, non solo in ciò che facciamo, ma anche in ciò che diciamo.
Chi liquida il tema come secondario dovrebbe anche chiedersi perché tante amministrazioni pubbliche abbiano adottato linee guida sul linguaggio di genere sia in Italia che nel resto d'Europa, non per inseguire una moda, ma perché le parole, come ho detto, costituiscono cultura e la cultura costituisce le istituzioni.
Aggiornare lo Statuto regionale oggi significa anche aggiornare il nostro sguardo; significa riconoscere che la Regione rappresenta tutte e tutti anche nel modo in cui scrive. E se qualcuno teme che questo sia un cedimento ideologico, io invece credo che sia un atto di responsabilità istituzionale.
A questo proposito voglio ancora ricordare, come avevo già fatto in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, che il linguaggio non è mai neutro e lo dice benissimo in un monologo scritto da Stefano Bartezzaghi l’attrice e anche regista Paola Cortellesi, quando ricorda che ogni parola della nostra lingua sia impregnata di sessismo, di matrici patriarcali, perché alcune parole che hanno un certo significato spesso autorevole al maschile al femminile hanno sempre un secondo significato denigratorio. Chiedetevi perché. Vi invito a leggere questo monologo. Chiedetevi il significato di alcune parole al maschile come gentiluomo e gentildonna, come buon uomo e buona donna, come cortigiano e cortigiana, come uomo di mondo e donna di mondo. Chiedetevi come cambia il significato. Iniziate a chiedervi anche perché oggi essere Consigliera, essere Sindaca, essere Assessora deve avere lo stesso significato che ha avuto per decenni al maschile.
Ringrazio ancora per questa proposta di legge, chi ci ha lavorato in questi ultimi mesi, così come chi ci aveva lavorato negli anni precedenti. Ovviamente anch'io voterò a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 12 (proposta di legge statutaria). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
Mozione n. 8
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti
“Rapporto sulla violenza di genere nella Regione Marche – anno 2024. Rafforzamento delle politiche regionali e impegno per la diffusione della cultura del consenso libero e consapevole”
Mozione n. 11
a iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Riconoscimento del reato di femminicidio e condanna di ogni tentativo volto a edulcorare o sminuire l’importanza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”
Mozione n. 16
a iniziativa dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi
“Violenza di genere: ulteriore rafforzamento delle politiche regionali di contrasto e prevenzione”
(abbinate)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 8 dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Seri, Cesetti mozione n. 11 del Consigliere Mangialardi, Mozione n. 16 dei Consiglieri Luconi, Battistoni, Putzu, Cardilli, Borroni, Ausili, Assenti, Barbieri, Baiocchi, Marcozzi, Marconi, Sebastiani, Marinelli, Rossi( abbinate).
Per correttezza dovrei precisare che si era parlato di fare su queste tre mozioni abbinate una risoluzione, che però non mi è giunta. Quindi, vorrei capire se devo andare avanti con i lavori.
La volta scorsa si era detto di fare sulle mozione nn. 8, 11 e 16, abbinate ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento interno, una risoluzione, se ben ricordo. Siccome non mi è giunta nessuna risoluzione, chiedo per correttezza se va rinviato il punto o se devo andare avanti con i lavori.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Se non ho malinteso, chiedo anche ai colleghi di minoranza, ci eravamo sentiti prima dell'inizio del Consiglio, l'ipotesi è di rinviare il punto nel tentativo di arrivare ad una risoluzione. Ovviamente non potremo arrivare a fine anno, quindi, diciamo che nell'arco delle prossime due sedute o si trova l'accordo per fare la risoluzione, sennò ognuno vota la sua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Su questo blocco di mozioni, su cui avevamo prospettato una risoluzione, inizio ad avere un po' di dubbi perché a livello nazionale rispetto a quel 25 novembre le cose sono cambiate di parecchio, il tema del consenso che ci vede politicamente molto distanti. Il 25 novembre, sinceramente, eravamo arrivati ad un testo condiviso alla Camera, dopodiché le cose si sono complicate enormemente con la presa di posizione della Lega, in particolare di una Senatrice. Tra l'altro, anche a livello regionale c'era una rigidità nell'accettare la questione dell’affettività all'interno delle scuole, nonostante io abbia tra i miei atti una relazione fatta dall'allora Assessora Biondi che dimostrava quanto la Regione Marche, anche nella scorsa legislatura, abbia lavorato su questo tema all'interno delle scuole marchigiane.
A questo punto sono anche disponibile ad aspettare altre due sedute per arrivare all'ennesimo tentativo di risoluzione, però mi sembra che rispetto a qualche settimana fa i margini siano enormemente ridotti. Se dobbiamo arrivare comunque, come stanno facendo altrove, ad esprimere posizioni divergenti su un tema su cui c'eravamo detti disponibili a trovare un'unità …, mi sembra che però le sensibilità siano estremamente differenti, quindi inizio ad avere dei dubbi.
Il 25 novembre, quando si è deciso di posticipare la discussione, avevo detto che saremmo arrivati a parlarne a carnevale. Il carnevale è concluso, ne parleremo, se va bene, a Pasqua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Ci sono certamente delle differenze sostanziali, di sensibilità ed anche ideologiche, però se ci vogliamo prendere una settimana di tempo per vedere se riusciamo ad addivenire ad un testo condiviso, che ovviamente rispetti entrambe le sensibilità perché, come immagino una determinata compagine politica voglia far salvi i propri principi, io personalmente, in base alla mia compagine politica, alla mia sensibilità - mia perché parlo io, ma ovviamente nostra - ho delle idee molto chiare sul tema.
Reputo da sempre che sia molto più utile non alzare i muri, ma dialogare, se di una settimana si tratta, prendiamocela. Se non riusciamo a trovare un accordo, che non significa non essere persone intelligenti, ma che magari non si riesce a travalicare determinate sensibilità, vorrà dire che ognuno presenterà la propria e ognuno farà il tipo di ragionamento che intende fare all'interno di quest'Aula. Lo dico con molta serenità. Va bene? Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio delle mozioni nn. 8, 11 e 16. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 6
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Nuovo impulso al Piano Regionale Amianto”
Interrogazione n. 77
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Interventi del Piano bonifica amianto”
(abbinate)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 6 della Consigliera Ruggeri e l’interrogazione n. 77 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Riguardo alla mozione n. 6, ho già espresso nella Conferenza dei Presidenti di gruppo alcune esigenze. Ho fatto un accesso agli atti e siccome la risposta sta tardando ad arrivare per vari motivi, ho presentato anche un'interrogazione, che più o meno ricalca quelle domande. Però è stata abbinata alla mozione, che non so se sia il caso di discutere, lo saprò quando avrò finalmente le risposte, per cui ho chiesto se è possibile separare la mozione dall’interrogazione, nel senso che se arriva la risposta all'accesso agli atti o in Aula la risposta all'interrogazione, avrò più elementi per dire se la mozione ha senso che sia discussa o meno.
Nella Conferenza dei Presidenti di gruppo questa proposta è stata accettata, secondo me bisognerebbe chiedere anche all'Aula se può essere rinviata e soprattutto se possono essere scorporati i due documenti. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 4
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Cesetti, Mancinelli, Catena, Piergallini, Vitri
“Sicurezza sul lavoro e prevenzione nelle Marche”
Mozione n. 12
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Istituzione della Procura nazionale del lavoro e misure di prevenzione da attuare nelle Marche”
Interpellanza n. 13
a iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Politiche regionali per la sicurezza sul lavoro”
(abbinate)
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 4 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Cesetti, Mancinelli, Catena, Piergallini, Vitri, la mozione n. 12 della Consigliera Ruggeri e l’interpellanza n. 13 del Consigliere Mangialardi (abbinate).
Come ci siamo detti anche nella riunione dei Presidenti di gruppo, non c'è l'Assessore Consoli. Se non ci sono interventi, andiamo avanti con il Consigliere Mastrovincenzo.
Rinvio delle mozioni nn. 4 e 12 e dell’interpellanza n. 13. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 22
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri
“Misure urgenti relative al tratto autostradale Porto Sant’Elpidio - San Benedetto del Tronto”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 22 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri.
Deve rispondere l'Assessore Baldelli oggi assente.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori. Ricordo, lei c'era, quando la scorsa legislatura abbiamo fatto una modifica statutaria per prevedere la figura del Sottosegretario, addirittura poteva essere un esterno, per integrare la Giunta, ma soprattutto per dare la voce al Presidente e alla Giunta regionale qualora fossero presi da impegni istituzionali. Per questo credo che serva la figura del Sottosegretario.
Ma si può rinviare un'interrogazione perché non c'è l'Assessore? Risponde il Sottosegretario. Si può rinviare una mozione perché non c'è l'Assessore? Risponde il Sottosegretario. Anche perché, Presidente Pasqui, il responsabile della politica regionale è il Presidente e proprio nel momento degli atti politici per eccellenza, come le mozioni, attraverso chi fa sentire la propria voce? Attraverso l'Assessore, che inevitabilmente è relegato alle sue competenze oppure attraverso il Sottosegretario, che è la voce del Presidente, voce, quindi, della politica unitaria della Giunta, che non può essere garantita dal singolo Assessore schiacciato sotto il profilo istituzionale. Ma questo è l'abc.
Queste cose le abbiamo dette e condivise anche quando abbiamo fatto la modifica del Sottosegretario, altrimenti a cosa serve, per appendersi la medaglietta? Tra l'altro, abbiamo visto che il Sottosegretario Luconi diverse volte ha risposto alle interrogazioni o è intervenuta sulle mozioni. Non si capisce perché non lo si debba fare in questa circostanza, così l'Assemblea legislativa non è ostaggio dei lavori e degli impegni del Presidente e della Giunta, per carità, che pure ci sono, però ci sono non solo i nostri impegni, ma anche i nostri doveri di lavorare un minimo, perché siamo qui a prendere l'indennità, quindi dovremmo lavorare, non dico quanto i lavoratori comuni, ma forse qualcosa in più. Invece a me pare che facciamo qualcosa di meno. Non io, perché, ripeto, Presidente, io lavoro lo stesso.
PRESIDENTE. Quindi, possiamo andare avanti a meno che non ci sia una proposta di rinvio avanzata da tre Consiglieri.
Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Chiedo di rinviare le mozioni perché l'Assessore non è presente, quindi è inutile che qualcuno dica che risponde il Sottosegretario. Il Sottosegretario, immagino che il Consigliere Cesetti lo sappia, ha delle deleghe ben precise, può rispondere su delle deleghe ben precise che non riguardano il tema delle infrastrutture.
Capisco che il PD ormai si sia dimenticato un po' di tutto, quindi è normale.
Presidente, chiedo il rinvio delle mozioni per le quali non sono presenti gli Assessori competenti per un dibattito. Grazie.
PRESIDENTE. Per il rinvio, come ho detto, servono altri due Consiglieri che intervengono per chiederlo.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAOICCHI. Grazie, Presidente. Mi associo alla richiesta di rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Biondi.
Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Anch'io mi associo alla richiesta di rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Voterò contro al rinvio perché, oltre a ciò che è stato già detto perfettamente dal Consigliere Cesetti, aggiungo che la mozione è stata presentata mesi fa. Non è un'interrogazione, quindi non ci sono dati che devono essere sciorinati, ma un impegno politico nel dispositivo che i Consiglieri di questo consesso hanno tutte le caratteristiche per poter prendere.
Il dispositivo, l’avete letto, specifica soltanto alcuni passaggi politici, un tavolo di coordinamento, maggiore comunicazione, un percorso di partecipazione per conoscere le idee di questa Giunta regionale su cosa dobbiamo fare per l’A14.
Consiglieri, rinviare questo dibattito non si giustifica con l'assenza del Presidente, dell'Assessore, perché può esserci, ma rinvia un dibattito che spetta a noi, spetta all'Assemblea legislativa perché è un atto di indirizzo politico. Nessuno ci deve dare informazioni, le abbiamo tutte e abbiamo avuto il tempo per studiarlo per due mesi. Rinviarlo significa non avere assolutamente a cuore quello che sta accadendo, da anni, nel tratto dell’A14 a sud delle Marche, che è un problema regionale, non provinciale, ed interessa più regioni, non solo le Marche, dato che contamina anche l'Abruzzo.
Ci sono stati morti, feriti, ritardi continui degli autotrasportatori, enormi danni all'immagine turistica, è un quotidiano bollettino di guerra. Recentemente sono stati comunicati dei lavori imprevisti nella galleria Vinci di Cupra Marittima. per cui stanno dirottando quasi ogni notte il traffico sulla statale 16, che passa attraverso Grottammare, Cupra Marittima, Pedaso, con i danni che potete immaginare.
Secondo me questa mozione, per ragionare insieme su questo grande problema, va discussa. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 22. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:00.