Resoconto della seduta n.13 del 03/03/2026
SEDUTA N. 13 DEL 3 MARZO 2026

La seduta inizia alle ore 11:05

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 13 del 3 marzo 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 12 del 24 febbraio 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Comunicazioni del Presidente

Prima di iniziare i lavori del Consiglio desidero rivolgere un saluto alle studentesse e agli studenti della classe V A della scuola primaria dell’Istituto Omnicomprensivo “Leopardi – Frau – De Magistris" di Sarnano oggi presenti in Aula. Un saluto particolare alle insegnanti e alla Consigliera comunale XY, che vi accompagnano in questa esperienza di conoscenza e partecipazione.
Essere qui oggi significa avvicinarsi alle istituzioni, capire come nascono le decisioni che riguardano la nostra comunità e scoprire quanto sia importante il confronto tra idee diverse. La democrazia vive anche grazie alla curiosità e all'impegno delle nuove generazioni.
Vi auguro una giornata interessante e formativa con l'auspicio che questa visita vi aiuti a sentirvi parte attiva del futuro della nostra Regione.

Interrogazione n. 161 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Immediata e definitiva sospensione in tutte le strutture ospedaliere marchigiane del sistema informatico ‘Dedalus’ con contestuale rescissione del contratto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 161 – a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i Consiglieri. Allora, vado sul tema Dedalus, sul quale oggi ci sono due interrogazioni.
Dedalus è un sistema selezionato dalla Regione Marche nello scorso anno, credo, all'inizio dell'estate, finanziato con i fondi del PNRR - questo ci tengo a precisarlo perché è importante per quello che dirò - che ha come obiettivo di far dialogare tutti i presidi ospedalieri marchigiani con lo stesso linguaggio informatico, che è un passo molto richiesto anche tra i nostri professionisti.
All’epoca fu scelta una sperimentazione su sette presidi, uno per Azienda. La sperimentazione cominciò intorno a settembre e piano piano si è arrivati al numero di sette con gli ultimi ingressi, mi sembra che l'ultimo entrato fosse Ascoli, Ascoli e Fano.
Questo sistema ha portato dei disguidi importanti, che noi non ci aspettiamo da uno strumento finalizzato all’implementazione del sistema informatico, che dovrebbe essere un investimento.
Su questo punto c'è oggi una posizione negativa del Dipartimento, della Regione e della sanità, quindi, ci stiamo confrontando, a volte anche duramente, con l'azienda. Azienda che, tuttavia, ha termini contrattuali ancora ampi per risolvere le criticità che noi correttamente ogni volta, supportati ovviamente dai vari presidi, abbiamo manifestato e manifestato formalmente. Questo può essere un percorso che potrà portare, se non verranno risolti i problemi più gravi, alla risoluzione del contratto. È ovvio, non si può fare in corso, quando l'azienda ha tutti i termini, ancora, per poter correggere o implementare il prodotto, perché, a questo punto, saremmo noi in una condizione critica dal punto di vista giuridico.
È ovvio che non faremo degli sconti, soprattutto sulle problematiche di base, di rete e di tenuta del programma perché, a volte, ci sono state delle vere e proprie interruzioni. Mi riservo di continuare sulle prossime interrogazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La risposta dell'Assessore, per la quale non potevo attendermi qualcosa di diverso, non è per niente soddisfacente, pur non avendo l'Assessore alcuna responsabilità sull’installazione di questo sistema
Questa fu una scelta - che io definisco con le parole di un dirigente regionale - scellerata dell'allora Giunta, quando, dico testualmente: “si decise di frantumare il livello di governance a livello centrale”, questo me lo scrive un dirigente.
Il tema è un altro, la questione non è se la ditta abbia o no tempo per sistemare Dedalus. Il tema è che Dedalus sta creando una situazione di pericolo, mette in pericolo le cure, la salute dei cittadini e, quindi, viola il diritto costituzionale per eccellenza, la tutela della salute quale diritto inviolabile dell'individuo e interesse della collettività. Per questo chiamo in causa il Presidente della Giunta regionale.
Questo non lo diciamo noi, lo dicono i medici. Richiamo nell'interrogazione una sottoscrizione di tutti i primari dell'AST di Fermo. Nella provincia di Ascoli, una questione denunciata dal Consigliere Piergallini per primo, vi sono addirittura dei medici che si sono rivolti al Procuratore della Repubblica, per chiedere cosa fare e dicendo che la situazione mette in pericolo la salute dei cittadini.
Se si mette in pericolo la salute dei cittadini con un sistema Dedalus, quel sistema si sospende immediatamente e si rescinde il contratto. Punto. Non ci sono storie. Grazie.

Interrogazione n. 165 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Esercizio della Golden Power da parte del Governo sulla vendita della raffineria API di Falconara”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 165 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Mi viene chiesto a che punto è l'istruttoria del Golden Power da parte del Governo. Il Governo ha esercitato il Golden Power. Grazie.

(dissenso del pubblico)

PRESIDENTE. Chiedo cortesemente di intervenire e di far uscire dall'Aula …, per favore chiedo silenzio in Aula. Cortesemente, chiedo silenzio in Aula.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, prendo atto che il Governo ha esercitato il Golden Power, l'avevamo appreso dal suo comunicato stampa in settimana.
È evidente che la risposta, però, non è assolutamente soddisfacente, perché a che punto è il procedimento ce lo doveva dire lei.
C’è un decreto che ancora non conosciamo e quali prescrizioni contenga il Golden Power, questo era il tema dell’interrogazione.
Lei nel suo comunicato … sì, a che punto è? Lei mi risponde che c'è stato, però, è evidente che una risposta così non è assolutamente soddisfacente, Io volevo sapere in cosa consiste questo Golden Power. Farò un'altra interrogazione per la prossima volta. E’ evidente che, se il Golden Power non contiene quello che abbiamo sempre chiesto - e che anche lei spero si auguri - ovvero prescrizioni chiare dal punto di vista occupazionale, della tutela ambientale, della tutela dei cittadini di Falconara e dei Comuni limitrofi, nonché della tutela del sito, attraverso delle bonifiche che da tanto tempo si attendono …
Va bene quello che dice lei, ad esempio, nel comunicato - prendo quello, perché oggi ha dato una risposta molto sintetica - quando dice che l'obiettivo della Regione è tutelare i lavoratori, difendere l'interesse delle Marche e rafforzare lo sviluppo. Va bene, lo sviluppo deve essere sostenibile, ambientalmente sostenibile; Falconara, purtroppo, non è mai stata tutelata da questo punto di vista.
La Regione deve fare molto di più e monitorare sia il procedimento del Golden Power, sia, poi, il rispetto delle prescrizioni che saranno messe all'interno di questo procedimento. Grazie.

Interrogazione n. 72
ad iniziativa del Consigliere Caporossi
“Grave disorganizzazione del servizio di guardia medica e gestione dell'emergenza influenzale nel bacino di Jesi, criticità comunicative e dichiarazioni pubbliche del Direttore Generale dell'Azienda sanitaria territoriale di Ancona (AST) - richieste di chiarimento e indirizzo politico”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 72 del Consigliere Caporossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado subito alle risposte, che mi vengono fornite. Alla domanda: "Quali azioni intende adottare la Giunta regionale per garantire che, sulle emergenze sanitarie previste, vengano predisposti piani di comunicazione tempestivi ed efficaci relativamente ai servizi di guardia medica?”, si specifica che l'accorpamento delle sedi viene sempre comunicato come da regolamento a mezzo PEC a tutti i servizi e gli Enti interessati, compresi i Carabinieri e anche i Sindaci, e viene obbligatoriamente affisso il cartello presso la sede chiusa con indicazione agli assistiti delle sedi aperte.
“Se è stato sviluppato un piano regionale di coordinamento tra AST, Comuni e Regione per la gestione dei turni e delle sedi delle guardie mediche, al fine di assicurare la continuità assistenziale e di minimizzare i disservizi”, il servizio di continuità assistenziale è operativamente gestito dalle AST e, quindi, le AST lo esplicano attraverso: la pubblicazione periodica e sistematica dei bandi per il reclutamento dei medici; le riunioni periodiche con i coordinatori dei servizi di continuità assistenziale, medici di medicina generale, Settore Emergenza Territoriale – 118; costante monitoraggio di eventuali turni scoperti presso sedi spoke per procedere, ove si renda necessario, con le necessarie misure di accorpamento; l'invio della comunicazione all'Ordine dei medici con richiesta di sensibilizzare i nuovi iscritti per le offerte occupazionali.
Su questo voglio dire una cosa: abbiamo fatto di recente una riunione, provincia per provincia, per vedere lo stato di presenza della continuità assistenziale. Si rileva sul territorio una buona presenza nei giorni feriali, addirittura con province che sfiorano il 100% di presenza annuale e si rilevano alcune carenze spesso nel sabato e domenica pomeriggio. Questo è quello che esce fuori. Le criticità maggiori sono nella provincia di Fermo e nel distretto di Fano. Il resto, devo dire … Tra l'altro, anche nella zona di Jesi, dopo una lunga carenza, finalmente è stata trovata di recente la Guardia medica a Maiolati Spontini.
Vado avanti con i quesiti puntuali. “In considerazione delle criticità emerse nel bacino di Jesi, quali misure specifiche e urgenti si ritiene di proporre o attivare”: a partire dall’1 febbraio 2026 sarà garantita - anzi, voglio ringraziare il dottor XY che ha trovato personalmente questa possibilità, ci tengo - la copertura della sede di continuità assistenziale di Moie di Maiolati Spontini sita presso il Distretto sanitario in via Trieste. Capisco che questa è una interrogazione di qualche tempo fa, quando ancora questa misura non era stata trovata.

Tra l'altro, ho visto anche che hanno colto l'occasione per fare un volantino informativo - secondo me, corretto, anzi, su questo ci si dovrà lavorare maggiormente in futuro - che indica per quali motivazioni si può andare alla guardia medica e per quali, invece, evidentemente no.
I medici, quindi, saranno operativi dalle ore 8:00 alle ore 20:00 nei giorni festivi e dalle ore 8:00 alle ore 20:00 nella giornata di sabato, mentre nei prefestivi, non sabato, ma gli altri prefestivi, quando ci sono le festività rosse, dalle 12:00 alle 20:00, mentre dalle 20:00 alle 8:00 tutte le altre giornate. Questo risultato è il frutto della caparbietà - vi dico che è veramente così - della Direzione e dei collaboratori che con costanza si sono sempre attivati nel tentativo di reclutare i medici disponibili. Va bene, salto questo passaggio.
Andando avanti nei quesiti: “Se si conferma la necessità che i Direttori generali garantiscano effettivamente la funzione tecnica e gestionale senza interferire con i compiti di indirizzo e controllo politico”. Io non ho trovato le dichiarazioni a cui si riferiva, poi, magari potrà …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Intanto faccio notare che questa interrogazione si riferisce a problemi molto gravi che si sono verificati nel periodo natalizio, in particolare nell'ultimo giorno dell'anno, in cui a me sono arrivate più segnalazioni. Fra queste ne cito solo una: una signora che aveva problemi respiratori - perché poi le è stata diagnosticata una polmonite - si è rivolta alla guardia medica, non le ha risposto nessuno, alla fine ha chiesto al 112 che cosa fare e le hanno detto che poteva rivolgersi a Cingoli, dove avrebbero risposto, a Cingoli non c'è stata nessuna risposta. La signora durante la notte ha avuto bisogno ed ha avuto la possibilità di curarsi grazie ad un farmacista che le ha dato una bombola d'ossigeno. E’ andata avanti in questo modo perché, anche a livello di pronto soccorso, non aveva la possibilità di avere risposte quella notte.
Per dire che le carenze sono chiaramente molto importanti. Io sono contento che il dottor XY ci abbia messo le mani, è un uomo di grande esperienza e presente a tutte le cose e dall’1 febbraio le cose sono andate meglio.
Però, caro Assessore, ribadiamo il fatto che se la Regione non monitora centralmente tutto, attraverso un cruscotto di monitoraggio - che è quello che noi definiamo, poi ne parleremo, unità di crisi - queste cose continueranno a ripetere ed il malcapitato di turno è nelle mani di una situazione senza controllo.
In merito all'ultima questione, quella del Direttore generale, che ha apostrofato la mia interrogazione, che è stata annunciata sul giornale, dicendo "Ma come si permette?” “Ma in che modo, lui che era Direttore generale si mette a interloquire su questa cosa?”. Cioè si è messo a fare politica. Questa cosa è inaccettabile. Tant'è che ho chiesto all'Assessore che cosa intendesse fare nei confronti di un Direttore generale che - cosa che né io né i miei colleghi all'epoca ci siamo mai permessi di fare - entra nel merito di questioni di questa natura, come se fosse stato delegato da qualcuno a parlare di politica. Lo stesso discorso vale per i Direttori generali che partecipano a riunioni indette da qualche Parlamentare in giro per la regione e si schierano apertamente all'interno di situazioni. Poi, può essere di destra o di sinistra, quello che volete, ma è inaccettabile. Grazie.

Interrogazione n. 77
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Interventi del Piano bonifica amianto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 77 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Il Settore edilizia sanitaria e ospedaliera - un altro Assessorato - ha relazionato quanto segue: il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 467 del 6 dicembre 2019 ha dato attuazione a quanto previsto dal secondo addendum del piano operativo ambientale, il sotto-piano “Interventi per la tutela del territorio e delle acque”, di cui alla delibera CIPE n. 11 del 28 febbraio 2018, definendo il “Piano di bonifica da amianto” con cui vengono finanziati gli interventi di rimozione e smaltimento dello stesso dagli edifici scolastici e ospedalieri.
Alla Regione Marche sono stati assegnati complessivamente 4.766.000 euro per la realizzazione di interventi di bonifica da amianto negli edifici pubblici scolastici ed ospedalieri. Con nota del 23 luglio 2020 il settore competente ha provveduto ad effettuare una ricognizione delle esigenze di smaltimento dell’amianto tra le Aziende sanitarie presenti sul territorio marchigiano. A seguito della ricognizione effettuata è emerso che le richieste presentate dalle Aziende sanitarie superano le risorse a disposizione. Data l'impossibilità di finanziare con le risorse di assegnazione statale tutte le richieste, si è ritenuto privilegiare gli interventi su strutture sanitarie che prevedono la degenza h24 dell'utenza. Ad oggi sono stati avviati tutti gli interventi a cui è stato concesso il contributo, secondo i criteri della delibera di Giunta regionale n. 76 del 2021, e completati i lavori per un totale di 3,6 milioni sulla quota assegnata, di cui 2,6 milioni già rendicontati.
Il Settore rifiuti e bonifiche evidenzia che la legge regionale 14/2020, modificata, con legge n. 17/2025, prevede il finanziamento fino a 3.000 euro a fondo perduto per la copertura fino al 60% delle spese sostenute per il solo smaltimento di piccole quantità di amianto ed è rivolto a soggetti privati. Gli uffici competenti provvederanno, nei tempi possibili, ad emanare un avviso per l'erogazione dei contributi per lo smaltimento rivolto a soggetti privati. È comunque chiaro che tali disponibilità non potranno essere indirizzate per lo smaltimento di edifici pubblici.
Do ora lettura di alcuni degli interventi che sono ancora in corso di realizzazione e già finanziati, perché ci sono i livelli di progettazione: rimozione presso l'Ospedale di Comunità di Sassoferrato, e qui siamo al progetto preliminare; rimozione presso il Presidio ospedaliero di Senigallia, progetto preliminare; rimozione presso l'Ospedale di Comunità di Arcevia, progetto preliminare. Tutti i seguenti sono al progetto preliminare fin quando non dirò il progetto esecutivo: rimozione presso il Presidio Ospedaliero di Fabriano; sostituzione pavimentazione reparto Chirurgia Ospedale di Macerata; bonifica isolamenti tubazioni Ospedale di Matelica; sostituzione pavimento in vinil amianto e rimozione canne fumarie presso l'Ospedale Civitanova Marche; bonifica isolamenti tubazioni e distribuzione acqua calda presso l'Ospedale di Fermo; sostituzione della pavimentazione area radiologica struttura di Sant'Elpidio a Mare; sostituzione pavimentazione area radiologica struttura di Petritoli, come Montegranaro e di Montegiorgio sempre per la pavimentazione; bonifica presso l'Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, del MCA del Mazzoni di Ascoli; bonifica MCA dell’Ospedale Madonna del Soccorso.
Siamo all'esecutivo, la bonifica manufatti contenenti amianto presso il Presidio ospedaliero San Salvatore di Pesaro, compresa la falegnameria e in zona …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Capisco che lei si senta accerchiato, però, mi aspettavo che la risposta arrivasse da un altro suo collega, viste le dichiarazioni entusiaste sul fatto che era inaccettabile che nel 2021 ancora ci fossero nosocomi con tracce di amianto. “Non possono esistere elementi potenzialmente nocivi per la salute dei cittadini, anche se adeguatamente trattati, proprio nelle principali strutture deputate alla cura della salute”. E giù tutta una serie di questioni che potremmo rilanciare brillantemente oggi cambiando la data. Siamo nel 2026 ed ho chiesto: dopo tutta la propaganda fatta sui giornali, dopo che cinque anni fa è stato detto che 21 ospedali, distribuiti in tutto il nostro territorio regionale, tramite le risorse, i 4.766.000, di cui lei ha parlato, che sono state messe dall'ex Ministro 5 Stelle per la bonifica dell'amianto dagli ospedali e dalle scuole …, volevo sapere in cinque anni che cosa si è fatto.
Spero che lei mi voglia dare, per favore, la lista che ha letto, perché mi sembra che nella maggior parte dei casi siamo ancora indietro, ai progetti preliminari. Mi sembra che, nella lista che lei ha letto, siano quasi tutti in quella fase lì e l'unico progetto esecutivo sia quello che riguarda il San Salvatore di Pesaro e Muraglia.
Su Muraglia, poi, c'era una domanda che lei ha bypassato ampiamente e, anche qui, fa riferimento non a lei, ma all'Assessore Baldelli, Assessore all'Edilizia sanitaria, perché, da un accesso agli atti che ha fatto, l'associazione ONA nel 2021 è stata rassicurata sul fatto che all'Ospedale di Muraglia non c'era amianto. Nel momento in cui si è cominciato a parlare del nuovo ospedale di Pesaro, abbiamo appreso, invece - noi tutti, i cittadini, ma anche l'associazione - che la prima cosa da fare sarebbe stata quella di bonificare la struttura dall'amianto.
Voglio dire, un accesso agli atti indirizzato all'allora Azienda sanitaria ha avuto una risposta categorica sul fatto che l'amianto non era presente, risposta che non è stata confermata anni dopo. Io le chiedevo com'è la situazione. Hanno valenza gli accessi agli atti che fanno i cittadini, che facciamo noi? Perché sulla questione amianto non sarei neanche arrivata in Aula, in quanto ho fatto diversi accessi agli atti di cui ancora non ho risposta.
Vorrei sapere, rispetto alla propaganda che è stata fatta nel 2021, quali sono le strutture in cui l'amianto è stato rimosso…

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

Interrogazione n. 67
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Emergenza abitativa studentesca ad Ancona – studentato “Libertas”, ruolo del soggetto privato JHS s.r.l., canoni calmierati, vincoli temporali e responsabilità della Regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 67 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Enrico Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. In merito a quanto contenuto nell'interrogazione consiliare n. 67/2026, premesso che le Marche sono considerate la Regione a statuto ordinario più virtuosa nel panorama nazionale per disponibilità di offerta residenziale destinata a coloro a cui viene assegnata una borsa di studio di livello universitario, attirando studenti provenienti da altre regioni e anche dall'estero, si specifica quanto segue.
A fronte del trend delle richieste di strutture abitative destinate a studenti, negli ultimi anni l’ERDIS ha presentato una serie di progetti nell'ambito dei bandi ministeriali, ottenendo importanti finanziamenti. Molti edifici sono stati, e saranno, oggetto di profondi interventi che garantiranno agli studenti un adeguato livello di sicurezza e riqualificazione energetica. Tali iniziative miglioreranno sensibilmente il sistema di accoglienza per gli studenti e le studentesse nella regione Marche, rendendo gli Atenei marchigiani ancora più attrattivi e competitivi. Le principali fonti di risorse pubbliche al momento sono disponibili per implementare tali progettualità, oltre che quelle di natura propria di Erdis e di provenienza regionale. Sono quelle rappresentate dalla legge n. 338 del 2000 che vengono declinate in diversi decreti attuativi e quelle che si riferiscono all'housing universitario che si riferiscono all'avviso pubblico, di cui al decreto ministeriale del MUR n. 481 del 2024, che attua la Riforma 1.7, Missione 4, Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è rivolto a soggetti pubblici e privati che intendono svolgere attività di gestione di residenze o alloggi per studenti universitari. La riforma intende incoraggiare la realizzazione, da parte di soggetti pubblici e privati, di residenze universitarie, prevedendo la copertura di una parte dei costi di gestione per i primi tre anni di messa in esercizio delle strutture stesse. Tale intervento è finalizzato a creare studentati partendo dal cambio di destinazione d'uso di immobili già esistenti che detengono particolari caratteristiche, la cui proprietà può essere in capo a soggetti pubblici ma, anche e soprattutto, a soggetti privati. La finalità sociale di questo intervento risiede nel fatto che almeno il 30% dei posti letto deve essere assegnato a studenti provenienti da graduatorie predisposte dagli Enti per il diritto allo studio. Pertanto, in risposta ai quesiti posti dall'interrogazione, si rileva specificatamente quanto segue. Come per tutti gli interventi che rispondono all'avviso dell'housing universitario su iniziative rivolte ai privati, il rafforzamento del sistema del diritto allo studio pubblico è rappresentato dal numero di posti che sono destinati ai capaci e meritevoli ma privi di mezzi e che vengono gestiti dagli Enti regionali per il diritto allo studio.
Nel caso di specie dello studentato “Libertas” di Ancona, il rafforzamento è rappresentato dal numero di sei posti letto, laddove questi ultimi non ci sarebbero stati senza l'adesione all'avviso pubblico da parte del soggetto privato JHS s.r.l. Ad oggi, il numero di posti letto disponibili ad Ancona, che vengono gestiti da ERDIS e destinati a borsisti, sono pari a 532, di cui 20 convenzionati, in virtù dell'housing universitario e, precisamente, n. 6 dello studentato “Libertas” in Piazzale della Libertà, n. 8 dello studentato di via XXV Aprile e n. 6 dello studentato di Piazzale della Libertà.
Al contempo per n. 374 borsisti fuori sede non è stato possibile offrire un posto letto e, pertanto, viene riconosciuto loro un contributo alloggio finanziario secondo le modalità indicate dal bando ERDIS.
Per il presidio di Ancona, a fronte degli attuali n. 374 borsisti fuori sede - questo è il dato rilevante – ai quali non è stato possibile offrire un posto letto, sono 433, tramite risorse derivanti dalla legge n. 338 del 2000 e dal decreto ministeriale n. 481 del 2024, i posti letto di prossima e futura costruzione, che saranno destinati a studenti capaci e meritevoli.
Il rapporto tra ERDIS e JHS è regolato da un rapporto convenzionale, sulla scorta di quanto stabilito dal decreto ministeriale di cui sopra; il valore di mercato è determinato, come valore massimale, da un algoritmo ministeriale, che tiene conto della città e della zona in cui insiste lo studentato; le tariffe applicate vengono dichiarate dal soggetto privato in sede di presentazione della domanda di finanziamento e controllate in sede di istruttoria della domanda da parte del Ministero; le condizioni di accesso degli studenti nella quota di posti letto convenzionata con ERDIS sono determinate dal bando e dalla graduatoria ERDIS, mentre, per la quota restante, il cui controllo è in capo al MUR, vigono le regole di cui al decreto ministeriale n. 481 del 2024, che sancisce che per la parte degli alloggi non coperta dagli accordi con gli enti per il diritto allo studio, i soggetti gestori hanno l'obbligo di applicare agli studenti tariffe ridotte almeno del 15% rispetto al valore medio di mercato. Riduzione che rappresenta un'opportunità importante per gli studenti, visti i numeri delle richieste e degli idonei aventi diritto ad un alloggio a prezzo calmierato. Non compete ad ERDIS né alla Regione effettuare il controllo quantitativo degli importi dei canoni calmierati, ma al MUR, che lo effettua in sede di istruttoria della domanda di finanziamento attraverso i valori determinati dal proprio algoritmo.
L'attuale strategia regionale per l’housing universitario prevede un investimento pubblico finalizzato alla creazione di n. 933 nuovi posti letto e il recupero di n. 690 posti letto già esistenti ma non disponibili. Mentre l'investimento privato incide per n. 1350 posti letto, di cui n. 415 da convenzionare, che non esisterebbero senza l'iniziativa privata stessa che rappresenta la finalità sociale fondamentale perseguita con le risorse PNRR e che portano al raggiungimento di nuovi 1348 (933 + 415) posti letto in ambito pubblico, per i prossimi 2 o 3 anni, nel territorio della nostra regione.
La Regione Marche, dunque, continuerà a cogliere ogni opportunità di aumento dei posti letto destinati a studenti sul proprio territorio, rispondendo ad avvisi pubblici finanziati attraverso risorse nazionali od europee e supportando l'iniziativa privata che possa originare nuovi posti letto da convenzionare e gestire a favore dei soggetti capaci e meritevoli ma privi di mezzi, che verranno a studiare presso gli atenei o gli istituti superiori di grado universitario della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Assessore, tuttavia, non posso considerarmi soddisfatto. Intanto perché rappresenta una realtà che non corrisponde effettivamente a quello che vivono gli studenti universitari fuori sede nella città di Ancona. L'emergenza abitativa per quanto riguarda gli studenti fuorisede è, purtroppo, un dato cronico ed oggettivo. Faccio fatica a immaginare che il nostro territorio sia il più virtuoso in Italia, faccio veramente fatica. Peraltro, dal documento che lei stesso ha letto si evincono evidenti contraddizioni, perché stiamo parlando, come è stato riconosciuto da chi le ha predisposto il documento, di circa 400 studenti fuori sede nella città di Ancona che sono in attesa di vedersi assegnato un alloggio.
Il cuore della mia interrogazione, in realtà, era un altro, era quello di comprendere se questi interventi, specificamente legati alla realizzazione dei tre blocchi dello studentato “Libertas” ad Ancona, vanno effettivamente nella direzione di tutelare il diritto allo studio, oppure, in qualche misura, sono operazioni che sottendono a un intervento del privato nel settore dell'edilizia universitaria con evidenti vantaggi. Questo perché stiamo parlando di una quota minima di posti letto che vengono effettivamente assegnati agli studenti meritevoli individuati dall'ERDIS, perché su 66 posti letto realizzati nell'ambito dei tre blocchi “Libertas”, solo 20 vanno agli studenti che rientrano nei bandi fatti dall'ERDIS, gli altri 46 vedono una riduzione della locazione di circa il 15% rispetto a dei parametri che sono particolarmente alti.
Parliamo di studenti che si trovano costretti a pagare circa 400 euro al mese per una stanza, un posto letto. In più c'è un altro aspetto, i criteri di erogazione di finanziamento non sono chiari, ma soprattutto la durata di questo intervento è limitata a 12 anni, tra 12 anni questi posti letto realizzati negli studentati verranno rimessi nel mercato privato. Quindi, siamo di fronte ad un'operazione che ha evidentemente dei chiaroscuri, perché è una risposta insufficiente numericamente, ma che ha tratti di opacità, che ci fa pensare che questi interventi da parte del privato - e lei non ha chiarito bene i rapporti che ci sono tra i soggetti pubblici e il privato - rispondano non sul lungo periodo, ma sul medio periodo, a un obiettivo di vera e propria speculazione nel settore dell’edilizia abitativa.

Interrogazione n. 81
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Sorti future del Presidio Ospedaliero ‘Bartolomeo Eustachio’ di San Severino Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 81 ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Cerco di dare alcune indicazioni più precise possibili e vado reparto per reparto. Sull'oculistica è stato già assunto il nuovo dirigente medico oculista nel mese di dicembre per la struttura ospedaliera di San Severino, mentre l'attività del reparto è assicurata dal facente funzioni dottor XY nelle more dell'espletamento del concorso per Direttore dell'Unità operativa complessa; un medico in più è stato assunto ed è in corso il concorso per il dirigente. Mentre le attività ambulatoriali e chirurgiche sono rimaste invariate, incluse la continuità assistenziale ed operatoria, i trapianti di cornea e i percorsi di riferimento insieme al numero di posti letto a loro dedicati.
Sull'ematologia: tutte le attività ambulatoriali e di day hospital in essere a San Severino sono state temporaneamente garantite a Civitanova Marche, grazie anche alla costante collaborazione con l'Unità operativa complessa di medicina interna. Dal 1° febbraio, invece, è già garantita l'attività ematologica proprio nella sede di San Severino, a cadenza settimanale, e con possibilità di implementazione attraverso l'assunzione a breve di personale medico specialistico, essendo in atto le procedure concorsuali per l'assunzione di ematologi. Su questo voglio dire che il bando per il nuovo primario è già aperto, mi sembra che le domande scadano il 13 marzo. Quindi, c'è questo importante passo, perché è molto atteso in varie sedi, tra cui, appunto, San Severino Marche e Civitanova Marche
Sulla sospensione di interventi chirurgici programmati dal 1° dicembre 2025: come ogni anno, nel mese di dicembre in occasione delle festività natalizie è stata riorganizzata l'attività chirurgica nei quattro presidi ospedalieri dell'AST garantendo le urgenze e gli interventi ad alta priorità clinica per permettere al personale di fruire delle ferie, ma anche per la scarsa adesione dell'utenza durante questo particolare periodo festivo. Sono stati rimandati e riprogrammati nel mese di gennaio otto interventi a bassa priorità clinica e nessuna criticità si è verificata a riguardo. L'attività di chirurgia programmata in regime di day/week surgery sarà mantenuta e garantita nell'ambito dell'organizzazione del Dipartimento chirurgico previsto nell'atto aziendale, mantenendo, quindi, invariata la vocazione riguardo all'Ospedale di San Severino nel sistema sanitario regionale per quegli interventi, appunto, di day surgery che lo caratterizzano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Non sono, come dire, del tutto soddisfatto, anche se ringrazio l'Assessore per la risposta.
Il Presidio ospedaliero di San Severino Marche rappresenta un punto di riferimento, non solo per la città di San Severino Marche, ma anche per i Comuni limitrofi; ha due vocazioni particolari che consentono a questo presidio di attrarre pazienti, di fare interventi non solo a marchigiani, che vengono dalle altre AST, ma anche da fuori regione, come quello dell'oculistica o della day surgery o della week surgery.
La mia interrogazione non è nata da un allarmismo di carattere politico, ma da fatti concreti che sono il pensionamento del Direttore dell'Unità complessa di oculistica - sappiamo dell'eccellenza che rappresenta quel centro - il pensionamento del Direttore di ematologia e quella che è stata la sospensione… L'Assessore ha detto che a dicembre gli interventi di chirurgia sono stati sempre riprogrammati; da quello che risulta a me, è la prima volta che questi interventi vengono sospesi in maniera improvvisa a fine novembre sono stati chiamati tutti coloro che erano in lista per essere chiamati a dicembre, dicendo che quegli interventi sarebbero stati rinviati a data da destinarsi. Ecco, credo che lì sia successo qualcosa fuori dall'ordinario, perché, in genere, quell'attività chirurgica si protraeva fino al periodo delle festività natalizie; quest'anno è stata anticipata di alcune settimane senza dare con un congruo anticipo le informazioni ai soggetti interessati.
In questi anni abbiamo sentito spesso utilizzare il tema della chiusura degli ospedali a mo’ di propaganda, pur sapendo che quei Presidi sono stati trasformati in base a un decreto legge voluto dal Governo Monti, che era un Governo tecnico sostenuto anche dalle forze di centro-destra. Oggi mi chiedo se una volta finita la propaganda questa Giunta vorrà dare seguito alle cose annunciate in campagna elettorale, quindi rafforzare e potenziare la sanità anche dei Presidi ospedalieri delle aree interne; oppure non sarà coerente con la campagna elettorale che ha insistito su questo punto a lungo, ripeto, ingannando gli elettori. Perché quel decreto, il famoso decreto Balduzzi approvato dal Governo Monti, fu approvato con i voti anche del centro-destra e non mi pare che in questi sei anni - in cui governa il Presidente Acquaroli - siano stati aperti i 13 Presidi che una volta erano ospedali, che poi sono stati trasformati in Ospedali di comunità o in Case della comunità. Grazie.

Interrogazione n. 101
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri
“Gravi disservizi nelle strutture ospedaliere marchigiane causati dal sistema informatico Dedalus”

Interrogazione n. 114
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Disfunzioni della cartella clinica elettronica negli ospedali delle Marche: sicurezza delle cure, continuità assistenziale e governance dei sistemi informativi sanitari”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 101 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Vitri, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri e l’interrogazione n. 114 del Consigliere Nobili (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Direi che, se l'interrogante è d'accordo, proseguo il discorso riallacciandomi in parte a quanto già detto.
Dedalus comporta oggi due tipi di problematiche: da una parte quelle che sono “più gravi e intense”, quelle dell'interruzione dei flussi, su cui si sta lavorando prioritariamente e che mi pare - almeno da notizie che mi arrivano da alcuni ospedali in cui sono andato fisicamente, quindi, non per sentito dire, non tramite intermediari, ma andando sul posto o parlando con chi lavora sul posto - stiano comunque migliorando. L'altra parte è l'interfaccia, che mi viene evidenziato sia un aspetto più complicato, un layout di più complicata natura; però questo non è ovviamente un tema essenziale, che può essere ricondotto a un recesso del contratto. Il primo aspetto sì, e su questo non dobbiamo avere alcun scrupolo, però, siccome qualche segnale positivo inizia ad esserci, vogliamo sperare che nei tempi contrattuali si possa arrivare a un prodotto che sia…
D’altronde Dedalus ha anche il sistema in Lombardia, voglio dire, quindi non è un “passante” dell'informatica. Sul resto capisco che, a volte, ci possono essere dei disallineamenti tra operatori, anche lì, stanno aprendo dei ticket, cosiddetti “ticket”, per cercare di fare delle modifiche. Gli stessi che mi dicono che sta andando meglio da una parte, si lamentano, fanno presente delle migliorie sull'interfaccia, però aprono questi ticket, che qualche volta vengono presi in carico e portati alla fine ed altre volte no. Ripeto, il layout non è oggi il problema maggiore, lo può essere, per carità, perché la velocità di intervento passa anche tramite la funzionalità del layout. Questo è quello che voglio dire su un quadro che come Dipartimento e come ARS stiamo seguendo da vicino, anche con contestazioni puntuali che sono state fatte all'azienda, la quale, devo dire, si sta dimostrando più collaborativa.
In ultimo, la prosecuzione del momento di verifica rispetto al passaggio a San Benedetto del Tronto che, poi, geograficamente è molto vicino all'interrogante.
Ecco, questo a compendio di quello che ho detto prima e che riporto anche in questa risposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Sono parzialmente soddisfatto e le spiego anche il perché.
Bene l'interruzione della sperimentazione a San Benedetto del Tronto e negli altri ospedali in cui era prevista, perché sarebbe stato un grave rischio al quale avremmo esposto sia i medici, sia gli infermieri, sia i pazienti, per le criticità che sono state sollevate. Bene l'interruzione, è segno, comunque, della comprensione del problema e di non ostinarsi ad andare a sbattere, magari, con l'auto.



Le dico, però, perché non sono soddisfatto. Nei documenti che sono riuscito a recuperare, il primo risale al 4 dicembre 2025, siamo a fine febbraio, quindi sono tre mesi che venivano costantemente segnalate problematiche, non dalla politica, ma da soggetti - l’ha ricordato, per esempio, il Consigliere Cesetti – come i medici ed anche dal segretario degli infermieri.
Una rapida carrellata: “il sistema è complesso”, “si ritorni a sistemi più semplici ma più affidabili, “è necessario riesumare penna e fax” - sono tutte citazioni dirette - “restano gli infermieri a gestire l'ennesimo caos”, “un nuovo sistema deve sostenere il lavoro e non intralciarlo”; si parla anche di “disorganizzazione travestita da progresso”. Vado velocissimo, le cose più importanti: “scompaiono le terapie precedentemente caricate nel programma”, “il programma genera ripercussioni gravi sulla gestione dei pazienti” e anche “l'assistenza da remoto, quando richiesta, non risulta efficiente”. Quindi non parliamo di un problema di layout che, come lei ha detto, è secondario. Il sistema di fatto complica gravemente la gestione della situazione quotidiana e si va ad aggiungere a delle criticità che il sistema sanitario purtroppo ha in termini di personale, di strutture e di organizzazione. È un problema gravissimo che noi abbiamo, che penalizza la nostra sanità. Aggiungo che non sono soddisfatto perché nell'interrogazione si chiedeva anche una questione fondamentale: a quanto ammonta realmente l'investimento, perché, dai documenti che abbiamo consultato, pare si parli di 10 milioni in prima tranche ed altri 10 milioni successivi, in due tranche. Parliamo di 20 milioni di euro per un’innovazione tecnologica che fino ad ora non c'è stata, finanziati con fondi PNRR che, come voi sapete, sono un debito che mettiamo sulle spalle dei nostri figli e che speriamo sia un debito ben contratto e ben ottimizzato. Farlo sarà una sfida vostra per i prossimi mesi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Assessore, io faccio fatica a replicarle, perché devo riconoscere che lei ha l'onestà intellettuale di ammettere i tanti problemi che investono il settore sanità. Il problema è che non ci si può fermare all'ammissione delle criticità, è necessario ragionare in termini di governance e dare delle risposte.
Io, davvero, le esprimo la mia solidarietà per tutte le questioni che è costretto ad affrontare, ma il tema della cartella clinica elettronica e del sistema “Dedalus” che non funziona è un tema incredibilmente serio.
Rimango un po' colpito quando sento, nella sua risposta all'interrogazione, l'utilizzo di espressioni come speranza, cioè come se affidassimo la soluzione nella nostra Regione di problemi serissimi alla fatalità, al caso. Ecco, quello che a noi sembra manchi nella sua azione di Governo è un calarsi effettivo in una dimensione che riguarda la governance del sistema sanitario. Davvero rinnovo la mia solidarietà nei suoi confronti, però è arrivato il momento che si faccia un salto di qualità, altrimenti saremmo costretti a essere molto più incisivi e a passare da un una posizione di solidarietà a una di critica molto più forte, perché il tempo del rodaggio sta per scadere. Grazie.

Interrogazione n. 159 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Esclusione di Comuni montani marchigiani dalla nuova classificazione dei “Comuni montani” (L. 131/2025) – iniziative urgenti della Regione”

Interrogazione n. 162 - a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Iniziative urgenti della Giunta a tutela dei Comuni marchigiani esclusi dalla nuova Legge sulla Montagna (L. 131/2025)”

Interrogazione n. 163 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Legge n. 131/2025 - Revisione dei criteri di classificazione dei Comuni Montani ed esclusione di diversi Comuni marchigiani, in particolare della provincia di Pesaro e Urbino”

Interrogazione n. 164 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Esclusione di numerosi Comuni della nostra regione dalla classificazione di ‘Comune montano’”

Interrogazione n. 166 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mastrovincenzo, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Esclusione di Comuni montani marchigiani, in particolare delle province di Macerata e Ancona, dalla classificazione montana ai sensi della L. 131/2025 – iniziative della Regione per il reintegro e la tutela dell’equità territoriale”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 159 – a risposta immediata - del Consigliere Nobili, l’interrogazione n. 162 - a risposta immediata - della Consigliera Ruggeri, l’interrogazione n. 163 - a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, l’interrogazione n. 164 – a risposta immediata - dei Consiglieri Caporossi, Seri, e l’interrogazione n. 166 - a risposta immediata - dei Consiglieri Catena, Mastrovincenzo, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri (abbinate).
Ha la parola per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Rispondo congiuntamente alle interrogazioni presentate dai Consiglieri Rossi, Nobili, Ruggeri, Vitri, Caporossi, Catena e ai vari firmatari.
Le istanze, pur provenendo da sensibilità politiche differenti, sollevano un quesito comune: l'impatto della nuova legge n. 131 del 2025 sulla realtà dell'Appennino marchigiano, sui servizi essenziali e sulla tenuta dei nostri territori più fragili.
Tengo fin da subito a precisare che la Regione Marche non ha mai assunto una posizione attendista. La battaglia l'abbiamo fatta io e l'Assessore Baldelli. La Regione Marche non ha assunto né una posizione attendista né si è limitata a recepire passivamente le scelte nazionali. Fin dal primo schema del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che prevedeva una soglia altimetrica fissata a 600 metri e che avrebbe ridotto i Comuni montani marchigiani a soli 50, abbiamo ritenuto quella impostazione non coerente con la morfologia e le realtà dell'Appennino marchigiano, sollevandone per la prima volta la questione. Per questo, in sede di confronto istituzionale, la Regione Marche ha avanzato una proposta ancora più aderente alla nostra specificità territoriale: abbassare la soglia media altimetrica a 300 metri. Una proposta chiara, motivata e fondata sulla struttura geografica e amministrativa dei nostri Comuni, spesso caratterizzati da territori molto estesi in cui la presenza di aree pianeggianti abbassa la quota media pure in presenza di nuclei montani fragili. Quella proposta è stata discussa in Conferenza Stato-Regioni, ma non ha trovato accoglimento. Il confronto, tuttavia, non si è fermato. Attraverso un lavoro negoziale costante si è riusciti almeno a ridurre la soglia da 600 metri a 350 metri, portando il numero dei Comuni classificati come montani da 50 a 78. Un risultato che non risolve integralmente il problema, ma che evita una penalizzazione ben più significativa per il nostro territorio.
In sede di Conferenza Unificata del 5 febbraio 2026 è stata formalizzata la mancata intesa sullo schema di decreto, ed è stato contestualmente sancito che la normativa regionale vigente in materia di Unioni Montane non venisse abrogata, con sospensione dell'applicazione del nuovo ordinamento delle agevolazioni fino all'esercizio della delega governativa. Parallelamente, la Regione Marche ha inserito, nel documento unitario per l'audizione parlamentare sulle aree interne e montane, la richiesta di estendere i benefici analoghi anche ai Comuni classificati come ultra-periferici, periferici e intermedi nelle cosiddette aree SNAI. È inoltre in atto un'interlocuzione con il Ministero per valutare soluzioni che consentano, nel rispetto del quadro normativo, di tenere conto delle peculiarità territoriali regionali su specifiche questioni, come la pubblica istruzione. Sono ancora in fase di attivazione dei tavoli di confronto per evitare effetti indiretti sui servizi scolastici.
È chiaro dunque come la Regione non abbia subìto questo processo.
Vorrei anche proseguire con chiarezza necessaria sugli aspetti del quadro normativo. La legge n. 131 del 2025, all'articolo 2, comma 1, stabilisce che la classificazione dei Comuni montani avvenga sulla base di parametri altimetrici e di pendenza. I criteri socio-economici - quali lo spopolamento, l'isolamento geografico, la fragilità territoriale - non possono essere utilizzati ai fini della classificazione. Possono essere impiegati per individuare le misure di sostegno nell'ambito dei Comuni già classificati come montani. E questo è un punto fondamentale. L'inserimento diretto di parametri socio-economici nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri attuativo non sarebbe giuridicamente possibile senza una modifica legislativa. Per questo il confronto con il Governo non può essere ridotto a una semplice richiesta tecnica, richiede un percorso normativo coerente. Desidero anche richiamare l'articolo 3 della legge n. 131 del 2025, che disciplina le misure di sostegno e di valorizzazione delle aree montane, orientando le politiche verso: lo sviluppo economico, il contrasto allo spopolamento, il rafforzamento dei servizi pubblici essenziali, il sostegno a scuole, sanità, agricoltura e infrastrutture. E, soprattutto, e dico soprattutto, riconosce alle Regioni un ruolo attivo nell'attuazione e nella definizione dei criteri di riparto delle risorse. È proprio sulla base dell'articolo 3 che la Regione Marche ha chiesto formalmente che misure analoghe siano estese anche ai Comuni classificati come ultra-periferici, periferici e intermedi nella mappatura nazionale delle aree interne, nonché ai Comuni appartenenti alle aree SNAI.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è stato adottato dal Governo, ma nell'ambito di un accordo che prevede gradualità applicativa e ulteriori momenti di verifica. Il numero dei Comuni che non rientrano nella nuova classificazione varia a seconda dell'elenco storico preso a riferimento: rispetto all'elenco DARA 2022 risultano esclusi 13 Comuni; rispetto all'elenco ISTAT 2027, che comprende anche i parzialmente montani, il numero sale a 27.
E’ importante sottolineare che l'esclusione dei 13 Comuni deriva dall'applicazione di un criterio di media altimetrica su territori molto estesi, e non da una valutazione sulla fragilità o identità montana. Per quanto riguarda il cratere del sisma: su 85 Comuni, 67 mantengono la qualifica di Comuni montani. E in ogni caso, le misure relative al sisma seguono una disciplina autonoma e non sono subordinate esclusivamente alla nuova classificazione. È fondamentale chiarire che non esiste alcun vuoto normativo né finanziario in materia. Restano quindi confermati: gli ambiti territoriali montani di cui alla legge regionale n. 18/2008; le funzioni conferite alle Unioni Montane ai sensi della legge regionale n. 35/2013; il fondo regionale per la montagna, pari a 2,1 milioni di euro annui, interamente liquidati alle 9 Unioni Montane nel mese di gennaio. Per quanto riguarda il Fondo nazionale FOSMIT: le annualità 2022, 2023 e 2024 risultano impegnate al 100%, con liquidazioni in corso; il FOSMIT 2025 non è ancora stato erogato alle Regioni.
Non vi è stata sospensione di servizi né interruzione di funzioni regionali. Il tema che stiamo affrontando oggi non è una questione di semplice semplificazione o classificazione amministrativa. Non è solo un elenco. È il futuro dei nostri borghi, dei nostri servizi, delle scuole nei piccoli Comuni, delle comunità che resistono lungo l'Appennino marchigiano. È proprio questo che la Regione oggi porta avanti come battaglia e non si è limitata solo ad osservare quello che è intervenuto in seno alle Conferenze. La Regione Marche ha negoziato, ha formalizzato la mancata intesa, ha migliorato una proposta iniziale che sarebbe stata ben più penalizzante, ha garantito continuità normativa e finanziaria, ha attivato strumenti correttivi e richiesto l'estensione delle misure alle aree interne. E voglio sottolinearlo con chiarezza: il confronto non si è fermato. Anche oggi il Presidente Acquaroli è impegnato in interlocuzioni con il Governo proprio su questo tema, per continuare a rappresentare con determinazione le esigenze dell'Appennino marchigiano. Questo dimostra che non stiamo subendo una decisione, stiamo presidiando un processo.
La montagna marchigiana non è un parametro altimetrico, è una realtà sociale, economica e identitaria. Ed è nostra responsabilità far sì che le politiche nazionali tengano conto di questa specificità. Lo faremo con fermezza, con competenza nei luoghi istituzionali appropriati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Sì, una replica veloce. Io sono convinto che all'Assessore Consoli stia a cuore, come a tutti i componenti di quest’Assemblea legislativa, la vita dei Comuni che rientravano nella classificazione di Comuni montani, però non possiamo non registrare che questa filiera istituzionale, tanto decantata in campagna elettorale dal centro-destra, mostra qualche scricchiolio. Ho come la sensazione che nella replica dell'Assessore Consoli si richiami il principio della riduzione del danno: “Più di questo non siamo riusciti a fare, ce l'abbiamo messa tutta, siamo consapevoli che il problema c'è, ma oltre a questo risultato non riusciamo ad andare”.
Credo che non ci sia bisogno di ricordare quali sono le conseguenze particolarmente pesanti per una serie di Comuni, che noi a parole diciamo di voler aiutare, perché vogliamo aiutare le aree interne, vogliamo contrastare i fenomeni di spopolamento, ma, poi, una legge, e la declinazione di questa legge, va in una direzione assolutamente contraria.
Siamo contenti che il Presidente della Giunta Acquaroli oggi sia a Roma e stia cercando di fare il possibile per ottenere una modifica in corsa di questo impianto normativo; non so se è possibile. Se dovesse tornare a mani vuote, noi non potremmo che prendere atto per l'ennesima volta che la filiera istituzionale, su cui voi avete costruito una narrazione e avete fatto credere ai cittadini delle Marche che avrebbe dato delle risposte incredibilmente positive per il nostro territorio, in realtà non funziona e quella di oggi è la prova concreta…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore per la risposta. Aderisco alle parole del Consigliere Nobili e aggiungo un pezzettino, un'altra considerazione politica. Ascoltando le parole misurate dell'Assessore Consoli e anche le dichiarazioni recenti del Presidente Acquaroli - oggi abbiamo scoperto che addirittura è a Roma per portare avanti le istanze di tutti i Comuni che sono rimasti fuori da questo elenco dei Comuni montani - devo rilevare che, rispetto ai toni trionfalistici di qualche Assessore che, come al solito, rilascia grandi dichiarazioni alla stampa, c'è stato un bel passaggio. Solo un mese fa avevo letto che la Giunta Acquaroli aveva ridato dignità all'Appennino, oppure che erano stati sconsiderati quegli Assessori regionali di centro-sinistra cattivi, che non avevano accolto l'emendamento Marche e Calabria, mi sono interrogata se le cose dette da questo Assessore fossero vere e ci fosse stata una strumentalizzazione politica. Poi scopriamo che tanti Comuni… addirittura il Comune di Urbino, che è amministrato da una Giunta di centro-destra, è capofila di una “rivolta”.
E’ evidente che, come ha detto il Consigliere Nobili, non esiste una filiera, nessuno ha chiesto a questi Comuni se cambiando quei parametri si sarebbe riusciti a portare avanti le loro istanze che sono di vario tipo: economiche, contro lo spopolamento, contro la denatalità, per permettere che ci siano le deroghe scolastiche, per permettere che ci siano…

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Ovviamente mi unisco anch'io alle altre considerazioni, provo ad aggiungere qualche elemento. Nella Regione Marche sono stati declassati circa 29 Comuni ed io mi concentro, nella nostra interrogazione, sui 5 di Ancona ed i 7 della provincia di Macerata - Cupramontana, Arcevia, Rosora, Mergo, Staffolo e Cingoli, Treia, Belforte del Chienti, Colmurano, Loro Piceno, Sant'Angelo in Pontano e Tolentino - che sono Comuni delle aree interne che presentano le stesse fragilità strutturali, di carenza di servizi, di spopolamento, di difficoltà di crescita economica e di accessibilità ai servizi e, molti di loro, fanno parte anche del cratere sismico, aggravando ulteriormente il contesto e il quadro. Ad essere penalizzato da questa riforma è maggiormente l'Appennino rispetto alle Alpi. Riporto una dichiarazione del Ministro degli Affari regionali che dice che con questa legge avrebbero voluto riconoscere e promuovere la “vera montagna”. Quindi, secondo il Ministro, questi Comuni non sono vera montagna, c’è una montagna vera e una falsa.
Perdere questo status comporta cose molto gravi da un punto di vista di agevolazioni fiscali, di aiuti finanziari, di agevolazioni sui mutui per la prima casa per le giovani coppie, eccetera. Mi concentro su un punto in particolare, la deroga sul numero minimo di alunni per garantire una classe, che è concessa ai Comuni che hanno lo status di Comune di montagna, da 15 a 10 alunni con il rischio che, se questa situazione rimanesse così invariata, aprirebbe la strada ad accorpamenti di classi o chiusure di plessi.
Finisco dicendo che non si capisce per quale motivo alcune Regioni, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna hanno votato contro, il Lazio si è astenuto e le Marche, invece, sono state a favore di questa riforma…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Sottoscrivo quanto detto dai colleghi in precedenza, ma vorrei evidenziare anche un altro aspetto che emerge dalle parole chiarissime dell'Assessore Consoli: “Questa battaglia - ha detto - è stata portata avanti da me e da un altro Assessore della Giunta”, ma mi stupisce non sia stata portata avanti anche dall'Assessore all'agricoltura, perché a pagare le spese di questa riforma, della riforma del Ministero per gli affari regionali, è anche la nostra agricoltura. Pochi giorni fa ho assistito all'Assemblea provinciale della CIA e sono rimasta esterrefatta di fronte alle parole dell'attuale Assessore all'agricoltura che si è profuso nel difendere questa legge. Quindi vi chiedo, mettetevi d'accordo, parlate di filiera e poi non riuscite a portare a casa nessun risultato per le Marche. Dite che questa battaglia è stata portata avanti da due Assessori della Giunta, ma non dal partito che ha - lo ricordo - il Presidente della Commissione agricoltura della nostra regione. Nelle Marche abbiamo il Presidente della Commissione agricoltura, e non ha detto una parola su questa riforma. Allora, decidetevi cosa volete dire agli agricoltori. Siete a favore, come ha detto l'Assessore Rossi, che ha provato all'Assemblea CIA - e per fortuna c’è la registrazione - a difendere questa riforma, o siete contrari? Fate finta di voler ottenere un risultato o lo volete davvero? Sinceramente anche stamattina non l'ho capito e l'ha ammesso l'Assessore Consoli dicendo che la battaglia l'avete fatta solo in due. Oggi il Presidente Acquaroli è di nuovo a Roma, vogliamo sapere, oggi o domani, cosa otterrà. Mi auguro che possa ottenere il ripristino dello status quo, e – anche se ho solo otto secondi - invito tutti a leggere autonomamente la legge che ha istituito i Comuni montani in Italia…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato alcuni Sindaci dei Comuni esclusi dopo 74 anni dalla classificazione di Comuni montani. Sono stati rassicurati fino all'ultimo dal Presidente Acquaroli, come da diversi amministratori della destra, Assessori e Consiglieri. C'è stato anche un incontro con il Ministro dell’agricoltura. “Tranquilli, il testo prima di essere approvato subirà modifiche, le vostre richieste saranno soddisfatte, state tranquilli”. Invece cornuti e mazziati, gliel'avete fatta sotto al naso. Speriamo che qualcosa da Roma di buono arrivi stasera. Vedremo.
Ecco, il Ministro per gli affari regionali ha privilegiato le Alpi, il potente nord. Gli Appennini per il Ministro sono di serie b, la periferia dell'impero. Comunque, mentre si penalizzano 29 Comuni, qualcuno si è fatto infilare nell'elenco. Prima non c'era, adesso c'è, mentre Cingoli, il balcone delle Marche, o Arcevia escono e, guarda caso, chi entra ricopre i ruoli apicali nella destra, utilizza le istituzioni per ottenere vantaggi a prezzo del silenzio e dell'immobilismo.
Sono molto amareggiato per come sono state trattate le istituzioni, queste comunità e la loro storia che è anche storia sociale, economia, tutela ambientale, di resistenza alle avversità, di orgoglio e di identità. Il Ministro per gli affari istituzionali riesce a fare peggio del terremoto e delle alluvioni. Chiediamo il rispetto di questa storia.
La Regione finora è stata complice, ha votato a favore della soppressione a differenza di altre Regioni appenniniche che si sono opposte. Quelle fasce consegnate in segno di protesta ai Prefetti e all’Anci Marche vanno riportate al loro posto, indossate dai Sindaci, modificando questa legge iniqua.
Caro Assessore Consoli, non sono soddisfatto della risposta, auspichiamo che qualcosa di meglio accada. Grazie.

Interrogazione n. 160 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Eventuale nomina di nuovo Commissario Straordinario della Fondazione ‘Città di Senigallia’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 160 – a risosta immediata - del Consigliere Mangialardi. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Rispondo all'interrogazione n. 160 del 2026 (a risposta immediata) del Consiglieri Mangialardi sulla nomina di un nuovo Commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia. A riguardo, posso comunicare quanto segue. Con delibera di Giunta regionale n. 169 del 28 febbraio 2022 la Giunta regionale ha nominato quale Commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia l'avvocato Corrado Canafoglia, per la durata di un anno. Tale incarico è stato rinnovato con successive delibere di Giunta regionale: la n. 445 del 2023, la n. 1852 del 2024, rettificata dalla delibera di Giunta regionale n. 1923 dell’11 dicembre 2024. Questa ultima delibera fissava la data di scadenza dell'incarico alla data di approvazione del bilancio consuntivo al 31 dicembre 2025. In seguito alle elezioni regionali che si sono svolte a settembre 2025 l'avvocato Canafoglia è stato eletto quale Consigliere regionale ed ha quindi rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico di Commissario in data 13 gennaio 2026. Lo stesso Commissario ha presentato in data 3 febbraio 2026 la relazione finale sull'attività svolta alla data delle dimissioni.
Alla luce del contenuto della relazione presentata, con nota del 16 febbraio 2026 il Dirigente della Direzione Vicesegreteria e Segreteria di Giunta ha contattato il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale di Senigallia, al fine di conoscere la posizione dell'Amministrazione comunale in merito all'eventuale nomina del nuovo Commissario. Con nota a protocollo n. 279597 il 23 febbraio 2026 il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale hanno dato riscontro alla nota, ritenendo opportuno rinnovare la gestione commissariale, anche alla luce della prossima scadenza dell'Amministrazione comunale di Senigallia. Pertanto, in data 26 febbraio 2026 la Giunta regionale ha adottato la delibera di Giunta regionale n. 184 di nomina di un nuovo Commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia nella persona dell'avvocato XY, che resterà in carica fino alla nomina del nuovo CdA da parte del Comune di Senigallia e comunque non oltre il 28 febbraio 2027. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie Assessore per la risposta rispetto alla quale ovviamente non sono soddisfatto. Il giorno successivo al deposito di questa interrogazione è stata pubblicata su Norme Marche la delibera di Giunta regionale n. 184, alla quale lei ha fatto riferimento, nella quale la Giunta regionale ha articolato le motivazioni che hanno portato alla decisione di proseguire il commissariamento della Fondazione Città di Senigallia anche dopo la decadenza per incompatibilità del Commissario che ha gestito - come lei ha ricordato - dal 2022 quell'Ente.
Com’è noto, infatti, l'Ufficio di Presidenza di questa Assemblea aveva avviato dal novembre 2025 con delibera n. 27 il procedimento di contestazione della causa di incompatibilità nei confronti del Commissario, poi decaduto, il quale aveva a seguito presentato delle controdeduzioni, in data 5 dicembre 2025, ritenute totalmente infondate dal parere legale ad hoc espresso dal Comitato consiliare per la legislazione in data 8 gennaio 2026. È stato anche questo parere, redatto da tre autorevoli avvocati, a costringere alla decadenza il Commissario posto di fronte alla necessità di scegliere tra i due ruoli sanciti come incompatibili.
Assessore, quello che oggi stupisce è la base sulla quale voi andate ad incaricare il nuovo Commissario. Lo fate su una relazione di un Commissario decaduto che presenta una relazione dopo che non aveva più quel ruolo e capite che…

Interrogazione n. 65
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Chiarimenti sullo stato dell’iter e sull’avvio dei lavori del nuovo Polo scolastico di Tolentino”

Interrogazione n. 146
ad iniziativa della Consigliera Luconi
“Nuovo Polo scolastico di Tolentino”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 65 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri e l’interrogazione n. 146 della Consigliera Luconi (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In relazione alle interrogazioni presentate - che lei, Presidente, ha anticipato - per avere un aggiornamento da parte del Consiglio sullo stato dell'arte della realizzazione del nuovo Polo scolastico di Tolentino, sentiti gli uffici competenti, si fa presente… ovviamente questo il Consiglio sa che la Regione Marche non ha competenze dirette con riferimento all'intervento oggetto dell'interrogazione, però, ad ogni buon conto, al fine di poter fornire una risposta compiuta ai Consiglieri interroganti, abbiamo richiesto all'Ufficio speciale per la ricostruzione e alla Provincia di Macerata risposte agli interrogativi che sono stati posti dai Consiglieri.
L'Ufficio speciale per la ricostruzione ha comunicato che l'intervento relativo al nuovo Polo scolastico di Tolentino (liceo classico e scientifico e altri istituti) è finalizzato nell'ambito della ricostruzione post-sisma 2016, ai sensi dell'Ordinanza speciale del Commissario straordinario n. 31/2021, Allegato 2 e che il soggetto attuatore dell'intervento è la Provincia di Macerata, a cui competono: le procedure di gara, la stipula dei contratti, la direzione dei lavori, l'esecuzione materiale dell'opera e l'apertura del cantiere. La Provincia di Macerata ha altresì comunicato: che sono state attivate da settembre 2025 le attività di pre-canterizzazione ed eliminazione delle interferenze che impedivano l'effettiva consegna dei lavori.
In data 17 dicembre 2025 è pervenuta la comunicazione di ultimazione dei lavori per la risoluzione dell'interferenza della linea di media tensione da parte dell'Azienda specializzata settore Multiservizi di Tolentino che rendeva, il lotto del nuovo Polo scolastico, libero da vincoli e intralci che impedivano l'effettivo inizio dei lavori; nel frattempo era stata installata la recinzione del lotto e realizzata la pavimentazione dell'area su cui sono state installate le baraccature di cantiere; il verbale di consegna dei lavori è stato regolarmente sottoscritto in data 7 gennaio 2026 e le operazioni di scavo del corpo centrale sono concluse e si stanno predisponendo le casseforme e le armature per il getto dei plinti e delle travi di fondazione. Proseguono contestualmente gli scavi degli altri corpi della struttura come l’ala est, l'ala ovest, la palestra e l'officina.
Con riferimento ai punti terzo e quarto dell'interrogazione n. 65, la Provincia di Macerata ha comunicato che è stato previsto contrattualmente l'aggiornamento periodico alla comunità scolastica circa lo stato dell'arte e che sono state avviate le prime interlocuzioni con il personale docente.
Grazie, Consiglieri, questo è quanto ci è stato comunicato in riferimento ai punti delle interrogazioni presentate da più esponenti del Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non sono del tutto soddisfatto della risposta dell'Assessore perché questa opera ha un valore strategico non solo per la città di Tolentino, ma anche per i Comuni limitrofi, è attesa, da tanti anni oramai, da studenti, famiglie e personale scolastico.
Una brevissima cronistoria, cerco di essere rapido, visto il tempo contingentato. Nel febbraio 2023 la Conferenza dei Servizi regionali approva il progetto del Polo scolastico e indica come obiettivo la posa della prima pietra nel mese di febbraio 2024, un progetto da 31 milioni di euro. A maggio 2023 la Regione Marche rendeva noto che il Commissario straordinario aveva confermato questa somma e che l'Ufficio speciale per la ricostruzione aveva approvato il progetto definitivo. A settembre 2024 un raggruppamento di imprese si era aggiudicato l'appalto integrato per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori, fissando la consegna del cantiere a febbraio 2025. A maggio 2025 il Commissario straordinario annunciava l'avvio dei lavori del nuovo campus, a settembre 2025, il 9 settembre 2025, il Vicepresidente della Provincia di Macerata si faceva fotografare a bordo di una ruspa indicando l'avvio del cantiere. Sennonché veniamo a conoscenza del fatto - nel frattempo la struttura commissariale ha liquidato il 20% dei 31 milioni, quindi 4,7 milioni di euro all'impresa che si era giudicata l'appalto - che le ultime integrazioni al progetto sono state fatte il 25 novembre 2025. Quindi è difficile capire come fosse possibile fare le foto per l'avvio del cantiere quando il progetto esecutivo non era stato ancora completato e consegnato. Evidentemente eravamo in campagna elettorale, quindi tutto era consentito.
Ora, al di là delle difficoltà procedurali, amministrative - il tempo è poco - che, quando si realizza un'opera complessa, si possono incontrare, la cosa che è sgradevole in questa vicenda è la lontananza, la discrepanza tra gli annunci pubblici fatti a più riprese, in particolare nell'approssimarsi delle scadenze elettorali, e quelli che sono poi i fatti concreti. I fatti concreti dicono che il cantiere è stato avviato da alcune settimane, fino a due o tre settimane fa c'era soltanto la recinzione e nelle ultime settimane sono iniziati i primi scavi. Il tutto ha generato disorientamento nella comunità scolastica, gli istituti superiori di Tolentino stanno perdendo studenti e l'Amministrazione comunale ha cercato di mettere in campo un intervento per trattenere gli studenti, ma oramai il danno è fatto e mi auguro che…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Ovviamente non sono impazzita per fare un'interrogazione alla mia maggioranza, ma perché conosco e ringrazio, tra l'altro, l'Assessore Baldelli per aver risposto ad una tematica che non afferisce minimamente alla Regione Marche, ma viene utilizzata anche in questa Assise per continuare a fare politica su una situazione che conosco e conosciamo, come mio territorio, ormai da dieci anni.
Il Consigliere Catena, in questo caso, e con lui coloro che hanno firmato l'interrogazione continuano la saga di voler fare politica sul campus di Tolentino, quasi a non sapere che un'opera così complessa e anche così importante in termini di finanziamento - parliamo di 32 milioni di euro - ha delle necessità, delle oggettività e anche delle esigenze in tutto l'iter di progettazione, di finanziamento e di avvio del cantiere, che chi dice di aver amministrato per tanti anni dovrebbe sapere, invece di essere fazioso.
Condanno con forza e fermamente - come ho già avuto modo, tra l'altro, di fare nello scorso Consiglio comunale della mia città, perché questa, come dicevo già, è una saga che continua - tutti coloro che hanno demonizzato il Campus negli anni o il Polo scolastico che dir si voglia.
Continuo anche ad essere fermamente convinta che su tematiche di questo tipo non si debba fare politica perché il danno non viene fatto alla maggioranza, in questo caso, che governa, semmai viene fatto all'Istituto che viene dato in pasto a giornali dicendo che è in crisi. Gli istituti scolastici si difendono, sugli istituti scolastici si deve cercare di limitare di mettere becco a livello politico, perché il danno lo facciamo al territorio, agli alunni, agli insegnanti che quotidianamente da dieci anni…
Me lo consenta, Consigliere Catena, il mio territorio lo conosco e lo conosco bene, se vuole lo accompagno anche al cantiere che ha iniziato, che lavora di gran lena. Non è vero che fino a tre settimane fa aveva soltanto il recinto, perché questa foto che io ho qui è di almeno un mese fa, se me l'avesse chiesta, gliela avrei data e le avrei anche risparmiato di fare l'interrogazione e di portare in pasto a giornali e Consiglio regionale, ancora una volta, non una tematica politica, ma alunni, insegnanti e famiglie. Il mio territorio questo non lo chiede. Grazie.

PRESIDENTE. Allora, mettiamo in votazione il rinvio del punto 4.
Rinvio delle mozioni nn. 8, 11 e 16 (punto 4). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all’unanimità)

Interpellanza n. 15
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Politiche regionali per le Unità Multidisciplinari Età Evolutiva (UMEE)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 15 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri. Ha la parola, per l’illustrazione il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Questa interpellanza verte, appunto, sulle politiche regionali rispetto alle Unità Multidisciplinari dell'Età Evolutiva che sono organismi istituiti con legge regionale n. 18 del 1996 che titolava “Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore delle persone in condizione di disabilità” e l'articolo 10, al comma 1, specifica bene cosa sono le UMEE.
L'Unità multidisciplinare dell'età evolutiva è composta da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo, un pedagogista, un assistente sociale, uno o più tecnici della riabilitazione come logopedisti, fisioterapisti, psicomotricisti, musicoterapisti, uno o più consulenti nella patologia segnalata. All'interno dell’Unità multidisciplinare è individuato un coordinatore e le funzioni dell’Unità multidisciplinare sono specificate dalla normativa, hanno la funzione: di informare, educare dal punto di vista sanitario e rispetto all'attività di prevenzione; di consulenza e sostegno, anche psicologico, della famiglia; di collaborazione con enti e istituzioni; di interventi per la cura e la riabilitazione precoce della persona in situazione di handicap; individuazione dell'handicap e compilazione della diagnosi funzionale; collaborazione con gli operatori della scuola e i genitori per l'elaborazione del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato; verifica del progetto educativo; controlli periodici per una valutazione globale in itinere sull'andamento del soggetto nelle fasi evolutive dal punto di vista clinico, relazionale, delle capacità residue e delle potenzialità di apprendimento.
Successivamente la Regione Marche ha indicato i criteri per la costituzione e la dotazione di personale delle UMEE. Per quanto riguarda il percorso scolastico dei minori con disabilità le figure professionali delle UMEE sono indicate nelle norme nazionali, che le Aziende sanitarie devono rispettare.
Nella nostra regione, analizzando i dati emersi da uno specifico accesso agli atti, che ho presentato di recente, emerge in maniera plastica la disomogeneità territoriale in termini di figure professionali e di dotazione oraria; una disomogeneità causata dalla mancata definizione di una dotazione minima delle figure professionali di ciascuna UMEE, che deve essere adeguata alle funzioni assegnate.
Da questo accesso agli atti, emergono lunghi tempi di attesa, lunghe liste di attesa. Con questa interpellanza chiediamo alla Giunta regionale, al Presidente e all'Assessore competente quali interventi intendano mettere in atto urgentemente per potenziare e assicurare la piena operatività alle UMEE nella nostra regione, vista, soprattutto, la pessima situazione attuale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. L'articolo 9 della legge n. 18 del 1996 sulla “Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore delle persone in condizione di disabilità” prevede, al comma 5, che per l'espletamento delle funzioni di UMEE, cioè le Unità Multidisciplinari dell'Età Evolutiva e dell'età adulta come UMEA, ciascuna Azienda sanitaria istituisce nel proprio ambito una o più Unità Multidisciplinari in relazione al numero di abitanti e alla configurazione del territorio. Al comma 6 del medesimo articolo 9 si prevede che la Giunta regionale definisca i criteri per la costituzione e per la dotazione del personale delle Unità Multidisciplinari e le modalità della collaborazione delle stesse con le Commissioni di cui alla legge n. 104/1992, che conosciamo tutti, e della legge n. 68/1999, appunto, anche questa molto nota a tutti quanti. Successivamente con la delibera di Giunta regionale n. 1965 del 2002 sono stati definiti i criteri per la costituzione e per la dotazione di personale delle Unità Multidisciplinari.
Le Aziende, nella predisposizione delle piante organiche, devono prevedere, appunto, le seguenti figure professionali: l'assistente sociale, il neuropsichiatra infantile, gli operatori della riabilitazione, lo psicologo e il pedagogista; inoltre gli specialisti ed operatori non strutturati che possono essere il fisiatra, gli specialisti consulenti per la patologia segnalata e altri tecnici della riabilitazione. Pertanto costituzione e dotazione organica dell'unità sono definite da ogni singola Azienda. La consistenza della dotazione organica, che deve in ogni caso essere basata sull'analisi dei bisogni della popolazione di riferimento e sulla programmazione annuale e pluriennale delle attività, deve essere definita in ambito aziendale dai Direttori generali.
La delibera di Giunta regionale n. 1965 del 2002, tutt'ora vigente, prevede che per lo svolgimento delle funzioni attribuite alle unità multidisciplinari, le Aziende, mediante accordi, possono avvalersi dei centri e presidi di riabilitazione funzionale, autorizzati e accreditati, operanti nell'ambito aziendale.
Il Tavolo permanente della consultazione degli enti gestori, Sottotavolo Disabili, istituito con decreto del 27 marzo 2025, costituisce un tavolo permanente di confronto volto a standardizzare, come priorità di lavoro, ed uniformare a livello regionale il ruolo di UMEE e UMEA.
Questo è un passo importante, effettuato nel marzo 2025, per dare delle direttive e delle prassi in tutti i territori, all'interno dei distretti sanitari di riferimento, al fine di avere in ogni territorio attività e prestazioni sanitarie e socio-sanitarie comparabili con i vari livelli territoriali.
L'Agenzia regionale sanitaria ha effettuato due ricognizioni, una relativa all'anno 2024 e una relativa all'anno 2025, sulle UMEE presenti nel territorio marchigiano, richiedendo anche la dotazione di personale ed i tempi di attesa per la presa in carico degli utenti. Importante è sottolineare come i risultati del monitoraggio effettuato per l'anno 2025 dimostrino un miglioramento rispetto a quelli dell'anno 2024. Comunque, l’ARS continuerà il monitoraggio anche per l'anno 2026 per vedere la tendenza rispetto alla richiesta annuale. Sono previsti due monitoraggi, uno nel mese di giugno e l'altro a dicembre. Inoltre sono stati calendarizzati anche momenti di incontro specifici con le singole AST al fine di analizzare i dati riscontrati e definire le specifiche azioni di miglioramento da mettere in atto nell'anno 2026.
Voglio anche ricordare che nelle assunzioni che sono state fatte per il territorio, quelle straordinarie, fuori tetto, sono rientrati anche nelle varie AST, educatori, assistenti sociali, psicologi, quindi, anche per rafforzare parte del servizio territoriale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, non sono soddisfatto della sua risposta. Nella prima parte ha citato leggi e atti amministrativi, che erano già contenuti nella nostra interpellanza, quindi, di fatto, cose che tutti conoscono e che dovrebbero essere la premessa per atti concreti da parte della Giunta regionale per migliorare la situazione. Non bastano tavoli e monitoraggi. Monitoraggi spesso indotti dai nostri accessi agli atti, per cui poi ci si muove e si fanno queste verifiche.
Ci sono stati dei lievi miglioramenti, ma sono assolutamente insufficienti, visto anche l'esito dell'ultimo accesso agli atti, oggetto di questa interpellanza.
Solo due figure, assistenti sociali e psicologi, sono presenti in ogni territorio. L'educatore professionale è presente solo nei distretti di Pesaro e Fano. Il terapista della neuropsicomotricità dell'età evolutiva è totalmente assente nelle province di Ancona e Macerata. Il neuropsichiatra infantile, unica figura dell'equipe che può redigere una diagnosi medica, è assente nel distretto di Fabriano e svolge solo 4 ore in quello di Camerino. Il logopedista è presente in 10 distretti su 13 e i fisioterapisti o fisioterapiste solo in 6 su 13.
Manca un costante monitoraggio, in realtà è mancato finora, ben venga se ci sarà in futuro sul funzionamento di questi organismi e della loro capacità di poter adempiere alle funzioni assegnate che sono anche di livello essenziale. La media dei tempi di attesa per la prima valutazione è di 6 mesi e c'è una lista di circa 870 minori, tra questi, ce ne sono alcuni potenzialmente in condizioni di disabilità, per i quali gli interventi educativi e riabilitativi di sostegno scolastico possono arrivare in forte ritardo o, addirittura, nemmeno essere attivati. I ritardi possono anche procrastinare il riconoscimento della condizione di disabilità.
Questo ha ricadute pesantissime sulla qualità della vita dei minori, delle loro famiglie e configura, in alcuni casi, anche la negazione del pieno diritto all'inclusione scolastica. Parliamo di bambini, bambini molto fragili e questo deve essere una priorità, una priorità assoluta per l'Amministrazione regionale. Grazie.

Interrogazione n. 89
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Finanziamento della L.R. 14/2020 ‘Incentivi per lo smaltimento di piccoli quantitativi di rifiuti contenenti amianto’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 89 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Allora, rispetto agli esiti della prima attuazione della legge regionale n. 14/2020 si sono evidenziate delle criticità operative abbastanza significative. A fronte di una disponibilità finanziaria pari a 200 mila euro sono state presentate richieste per 135 mila euro e sono stati finanziati interventi per 72 mila euro. Ne deriva che oltre il 60% delle risorse disponibili non è stato utilizzato, non per carenza di fondi, ma per limiti applicativi della misura.
Le principali criticità riscontrate dall'istruttoria tecnica sono emerse nei seguenti termini: numerosi interventi non sono finanziabili perché i manufatti non risultavano adibiti ad uso residenziale o non rientravano nelle categorie previste dall'articolo 3 della legge; le procedure formalmente semplificate, ma di fatto onerose per i beneficiari, spesso richiedenti il supporto tecnico di professionisti, non venivano portate in essere; il massimale di contributo non era sempre adeguato a compensare gli oneri amministrativi e vi era un elevato impegno di risorse umane regionali con un ritorno limitato in termini di efficacia amministrativa. È stato effettuato un intervento correttivo nel 2025 con la legge regionale n. 17/2025 dove sono stati introdotti correttivi sostanziali: la semplificazione delle procedure amministrative; è stato ricondotto l'ambito di attuazione alla struttura competente per il ciclo integrato dei rifiuti; è stata riallineata la copertura finanziaria alla Missione 13 - Tutela della salute, Programma 07, in coerenza con la natura sanitaria dell'intervento.
Il tema dell'amianto è, infatti, primariamente connesso alla tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro. Sulla situazione finanziaria attuale, alla tipologia di spesa prevista dalla legge non risulta correlata una fonte di entrata a destinazione vincolata. Nella legge di bilancio non risultano attualmente disponibilità sui capitoli dedicati. La spesa, come previsto alla normativa, deve essere autorizzata annualmente con la legge di bilancio. Pur in assenza di stanziamenti dedicati nell'attuale esercizio, si ritiene opportuno valutare, in raccordo con l'Assessore alla sanità, eventuali iniziative per consentire una nuova attivazione della misura. Il Settore competente sta predisponendo gli atti amministrativi necessari all'attuazione della legge, nei limiti delle risorse operative disponibili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie Presidente. Assessore, mi perdoni, ammetto che sono molto delusa, sinceramente, perché questo è un tema che abbiamo trattato per anni con il suo predecessore, che era del suo stesso partito, che ha fatto tante promesse in campagna elettorale e non ne ha mantenuta nemmeno mezza.
Lei oggi mi dice, addirittura, di non sapere nemmeno se ci sono le risorse, se ci saranno le risorse. Mi ha detto che nella legge di bilancio non c'erano, quindi, non ha potuto finanziare la legge. Mi ha fatto un excursus su quello che abbiamo fatto negli ultimi anni, lo conosco benissimo, perché l'avevo proposta io la modifica di legge e, per non darmi la soddisfazione di approvarla, l'ha fatta correggere da un Consigliere regionale del suo stesso partito, peggiorandola, perché io chiedevo di dare contributi parametrandoli alla spesa sostenuta nella rimozione e nello smaltimento amianto. Invece, l'ex collega Consigliere regionale di Forza Italia aveva voluto mettere un limite di 3 mila euro a contributo; un limite inutile e inconcepibile, perché, se una persona spende mille euro per smaltire, ovvio che dovrà avere un contributo parametrato. Se spende 300 mila euro con 3 mila euro non è nemmeno incentivata a farlo.
Ci siamo confrontati in Aula, non sono stata ascoltata, ho comunque votato la legge, perché era importante intervenire per dare dei contributi, legge che abbiamo votato in quest'Aula all'unanimità, d'accordo con i rappresentanti del suo partito, ma che non è stata nemmeno finanziata nella legge di bilancio e lei oggi viene, addirittura, a dirmi che non sa se ci saranno le risorse nella prossima perché ancora gli uffici ci stanno lavorando. Secondo me è umiliante per tutte le persone che sono affette da mesotelioma, che hanno malattie croniche invalidanti a causa degli incidenti sul lavoro perché hanno respirato amianto sul lavoro. Le ricordo che, addirittura, si ammalano le persone che lavano le tute da lavoro macchiate o che hanno assorbito micro-particelle di amianto, e oggi è una delle principali cause di morte. Nelle Marche addirittura si calcolano più di 30 mila persone. Quindi non sottovaluterei questo tema. Tra l'altro, prima mi avevano detto che doveva rispondere l'Assessore alla Sanità, poi mi risponde lei dicendo che deve chiedere all'Assessore alla sanità, mettetevi d'accordo anche su questo. Mi ha detto che dovrà chiedere se ci sono le risorse sui capitoli della sanità, allora mi poteva rispondere l'Assessore alla sanità, almeno avrei saputo dove avevate intenzione di trovare i soldi.
Al di là della critica alla vostra organizzazione interna, mi auguro che nella variazione di bilancio questi 200 mila euro per finanziare la legge, anzi dovrebbero essere 300 mila, ci siano, vengano stanziati in fretta ed esca il bando subito, perché è un bando che l'Assessore precedente del suo stesso partito aveva promesso già da un anno e, quindi, non vogliamo aspettare un…

Interpellanza n. 10
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Profili di legittimità, coerenza programmatoria e competenze territoriali in relazione alle dichiarazioni sulla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nelle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 10 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Questa interpellanza che vado a illustrare è stata depositata in una fase precedente all'avvio formale dell'iter di aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti. È un'interpellanza che nasceva da dichiarazioni pubbliche rese dall'Assessore competente, Consoli, che prospettavano la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione come soluzione ritenuta necessaria per il sistema regionale dei rifiuti. Questa interpellanza non aveva - e non ha - una finalità ideologica, ma pone una questione di metodo istituzionale e di legittimità programmatoria. Scelte strutturali e permanenti, destinate a incidere sull'assetto impiantistico regionale, sui piani d'ambito e sulle tariffe applicate ai cittadini, che, francamente, non possono essere anticipate attraverso dichiarazioni politiche, ma devono discendere da precisi atti di pianificazione formalmente adottati, coerenti con il Piano regionale di gestione dei rifiuti e sottoposti alle procedure di valutazione ambientale previste dalla legge.
Dopo il deposito di questa interpellanza, come è noto, la Giunta regionale ha avviato l'iter di aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti e il Piano è oggi all'esame dell'Assemblea legislativa. Tutto questo, però, non rende superata l'interpellanza perché rispetto a una serie di questioni è bene che ci si interroghi da subito. Noi sappiamo che il Piano regionale di gestione dei rifiuti non nega il termovalorizzatore, ma lo prefigura concretamente. Ma tra il prefigurare una tecnologia negli scenari e il decidere politicamente di realizzarla esiste una differenza sostanziale, che si chiama responsabilità programmatoria del Consiglio regionale.
Allora, la prima domanda che pongo all'Assessore è: “La Giunta conferma davvero che la scelta del recupero energetico e del termovalorizzatore è parte integrante del Piano regionale di gestione dei rifiuti?”. Perché nel Piano regionale questa posizione sembra una tesi descrittiva, ma poi viene raccontata come indirizzo vincolante. Le domando, Assessore: “Esiste oggi un atto della Giunta che impegna la Regione a realizzare un termovalorizzatore? Sì o no?
Altra questione, criteri di localizzazione. Il Piano richiama criteri e ipotesi localizzative, ma non individua una scelta definita e, quindi, è necessario chiarire come e quando tali criteri diventeranno decisione concreta e con quale percorso di concertazione istituzionale. Quali saranno gli ambiti interessati dall'eventuale impianto e secondo quali effettivi criteri? Perché nella documentazione e nelle rappresentazioni che circolano compaiono contesti territoriali indicati come aree idonee: Fano/Tavullia, Corinaldo, Tolentino, area fermana, area ascolana. Questa è una rosa di aree idonee? Sì o no? Poi c'è un altro aspetto che attiene alla razionalità tecnica della scelta. Il Piano analizza diverse modalità di recupero energetico del rifiuto residuo, ma chiedo se effettivamente siano state effettuate e rese pubbliche valutazioni comparative documentate anche rispetto ad alternative fondate su prevenzione, riduzione della produzione dei rifiuti, miglioramento della qualità del riciclo, impiantistica di recupero di materia e soluzioni cosiddette “a freddo”. La comparazione non può limitarsi a confrontare diverse modalità di incenerimento, ma deve riguardare tutte le opzioni coerenti con la gerarchia dei rifiuti. E per quanto riguarda la gerarchia dei rifiuti, un impianto come quello che si prefigura richiede flussi costanti e pluriennali di rifiuto urbano residuo. Ma questo tipo di impianto può generare meccanismi di dipendenza strutturale dal rifiuto stesso. Allora, mi rendo conto che il tema è estremamente complesso, ma dall'Amministrazione regionale ci attendiamo maggiore chiarezza e, possibilmente, che si evitino dichiarazioni pubbliche che anticipino gli iter che sono previsti dalla legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. L'occasione dovuta per far chiarezza su un argomento importante quale quello della gestione dei rifiuti. Chiaro e indiscutibile, credo a tutti i Consiglieri, che la Regione Marche debba arrivare ad una propria autosufficienza nella gestione dei rifiuti nel nostro territorio.
Le dichiarazioni del sottoscritto non si basano su un fumo o su una valutazione così personalistica dell'argomento, ma sono oggetto di una pianificazione che era stata già approvata nel maggio del 2025 che prevedeva, nell'aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti, la possibilità di introduzione del sistema della termovalorizzazione. Tant'è che il Piano regionale dei rifiuti è stato adottato con delibera di Giunta regionale n. 1556 del 2024 e trasmesso all'Assemblea legislativa con delibera di Giunta regionale n. 646 del 2025. Il percorso di aggiornamento è stato avviato invece con delibera di Giunta regionale n. 160 del 2021, nel rispetto dell'articolo 199 del decreto ambientale n. 152 del 2006.
Le valutazioni espresse trovano quindi fondamento in atti formali della programmazione regionale e non costituiscono decisioni attuative o localizzative. Il sottoscritto non si è inventato nulla. L'aggiornamento del PRGR è stato condotto nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa statale e regionale. È stata fatta una Valutazione Ambientale Strategica. Sono stati coinvolti gli Enti di governo, gli EGATO e i soggetti competenti in materia ambientale. Con delibera di Giunta regionale n. 13 del 19 gennaio 2026, il procedimento è stato riattivato, mantenendo invariati i contenuti della proposta già trasmessa. Il PRGR individua criteri generali di localizzazione e aree non idonee in base naturalmente alla vincolistica. Non è prevista alcuna individuazione di un sito puntuale per un eventuale impianto di recupero energetico, semmai si fa riferimento a dei criteri di vocazionalità. Ogni eventuale scelta localizzativa sarà sottoposta a una procedura attuativa di VAS, VIA, AIA, che sarà necessaria coinvolgendo, naturalmente, gli enti territoriali di competenza nel rispetto della normativa vigente.
Il recupero energetico è previsto esclusivamente come fase residuale e alternativa alla discarica. Sapete tutti quanti benissimo che nel 2035 dovremo raggiungere l'obiettivo di portare in discarica solamente il 10% dei rifiuti solidi urbani e addirittura arrivare, sempre nella stessa data, a recupero del 65% netto del rifiuto organico. Quindi, ci sono delle tappe che l'Europa ci impone. La programmazione regionale conferma la priorità della prevenzione, dell'incremento della raccolta differenziata e del recupero della materia. Lo scenario pianificatorio è coerente con la gerarchia europea dei rifiuti. Non risulta allo stato attuale alcuna determinazione attuativa né previsione di spesa riferita a uno specifico impianto. Eventuali investimenti saranno oggetto di successive valutazioni tecnico-economiche e di compatibilità finanziaria, nel rispetto della normativa sugli investimenti pubblici.
In merito al coinvolgimento degli enti territoriali: la pianificazione regionale si fonda sul principio di leale collaborazione istituzionale e già di una VAS che è stata attuata per la presentazione della pianificazione regionale. Gli enti locali e gli EGATO sono stati coinvolti nel procedimento pianificatorio; le eventuali fasi attuative prevedranno ulteriori momenti di confronto istituzionale.
In merito alla legittimità amministrativa: le dichiarazioni rese dal sottoscritto rientrano nelle competenze di indirizzo politico-amministrativo proprie dell'Assessore; non risulta alcuna violazione procedurale né anticipazione di atti non ancora adottati.
La Giunta regionale conferma che ogni scelta in materia impiantistica sarà assunta esclusivamente nell'ambito degli strumenti di pianificazione approvati e nel rispetto delle procedure ambientali e partecipative previste dal nostro ordinamento.
Dobbiamo tener conto delle tempistiche che sono molto veloci e, soprattutto, del traguardo che riguarderà l'autosufficienza nella gestione dei rifiuti nella nostra Regione, perché, se non raggiungeremo questi obiettivi, rischieremo di far aumentare, sì in quel caso, le tariffe della TARI a tutti i Comuni della nostra regione. Per quanto mi sia di competenza, tutta la natura sulla differenziazione dei prodotti avviene anche con atti programmatori delle ATA territoriali, quindi la Regione entra sul fine ciclo. Tutte le ATA territoriali intervengono sulle programmazioni in base anche alle raccolte differenziate e questo è un punto significativo per capire che la programmazione non si fa solo a livello regionale ma anche negli…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta che evidentemente non poteva che essere succinta, così come l'interpellanza presentata dal sottoscritto. Parliamo di una materia estremamente complessa che richiede un approfondimento serio, come stiamo facendo, nell'ambito dei lavori della III Commissione, ottimamente presieduta dal Consigliere Marconi.
Quello che era il cuore dell'interpellanza riguardava il fatto che sull'opzione termovalorizzazione si nascondono delle ambiguità da parte di questa Amministrazione regionale, perché ci si fa, in qualche modo, credere a livello di lavori di Commissione che la scelta legata alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione non sia definita, ma una possibilità, poi, nei fatti, quando ci andiamo a confrontare con le posizioni più manifeste rappresentate dalla Giunta regionale dall'Assessore, questa scelta legata al termovalorizzatore la si dà ormai per assodata. Rimangono tutta una serie di ambiguità che forse andrebbero definite e affrontate sin d’ora. Non si può rimandare il tutto a un secondo tempo, magari delegando ad altri organismi, ad altre istituzioni scelte che invece spettano alla politica. P
E’ troppo facile, caro Assessore, troppo facile limitarsi al disegnetto di una cornice e poi passare la palla ad altri. La politica deve assumersi le sue responsabilità. Ci si deve far capire un impianto di termovalorizzazione quanto sia effettivamente sostenibile; sostenibile sul piano ambientale, ma sostenibile anche sul piano economico, perché va detto, non c'è nessuna possibilità che un impianto di termovalorizzazione possa essere realizzato dal pubblico e questo bisogna avere il coraggio e l'onestà intellettuale di dirlo sin d'ora.
Ci sono una serie di questioni legate al Piano regionale di gestione dei rifiuti che devono essere apertamente rappresentate. Questo era il cuore della mia interpellanza. Ma avremo sicuramente modo di tornarci. Comunque la ringrazio per la risposta, Assessore. Siamo di fronte a un tema centrale. Spero che l'opinione pubblica si renda conto, anche grazie al lavoro che dovrebbero fare i media, di cosa stiamo parlando. Grazie.

Mozione n. 6
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Nuovo impulso al Piano regionale Amianto”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 6 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Assessore, praticamente continuiamo il discorso iniziato prima con l'interrogazione riguardante il Piano regionale amianto. Di fatto, anche dalla risposta che lei ha dato precedentemente in Aula, si evince che ancora parecchio dobbiamo fare, anche se la Regione Marche è per alcuni aspetti una regione virtuosa.
Approvato nel 1997 il Piano regionale amianto prevede quattro obiettivi: la formazione del personale, il censimento delle situazioni di presenza e/o esposizione all'amianto, l'archivio delle situazioni a rischio e la sorveglianza regime. Dopodiché è anche vero che le Marche e il Piemonte sono le due Regioni che hanno fatto una mappatura più accurata delle altre. Questo ha reso possibile che circa il 55% dei 108.000 siti censiti si trova proprio in queste due Regioni, quindi, gli interventi di bonifica che dovremmo fare sono tanti, anche perché siamo stati virtuosi nel mapparli.
L'amianto, come è stato detto prima in diversi interventi, è un materiale altamente pericoloso per la salute umana, soprattutto se si degrada, se si sgretola, se viene danneggiato e le fibre rilasciate possono essere inalate aumentando il rischio non solo per i lavoratori, ma anche per la popolazione in generale. E questo è causa del tumore del polmone.
Anche nella nostra regione è presente il Centro operativo regionale che ha il compito di identificare e analizzare i casi di mesotelioma maligno insorti nel territorio, contribuendo alla sorveglianza epidemiologica del tumore all'interno del sistema di sorveglianza del Registro nazionale dei mesoteliomi.
Premesso questo, arriviamo al punto che abbiamo trattato anche prima nell'interrogazione, ovvero che dal 2019 alla nostra Regione, tramite il CIPE per volontà dell'ex Ministro del Movimento 5 Stesse, sono stati stanziati un ammontare di 4.766.000 euro per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto negli edifici scolastici ed ospedalieri. Lei prima ha letto un elenco di opere realizzate, di progetti esecutivi e, soprattutto, una lunga schiera di progetti in corso di realizzazione tramite il progetto preliminare. Adesso nella sua risposta, di cui ho chiesto la fotocopia, questo elenco non l'ho trovato, però, sicuramente non è esaustivo di tutti gli interventi che dovremmo fare, perché lei stesso nella risposta ha detto che i fondi non sono sufficienti. Motivo per cui ha avvalorato la mia idea che questa mozione sia ancora valida e che si possa portare in votazione in quest’Aula riconoscendo meriti e riconoscendo anche che tanto lavoro ancora resta da fare.
Gli impegni che prevedo e che ho previsto ad inizio legislatura, perché questa è una mozione che era rimasta in sospeso dalla fine della legislatura scorsa, sono questi: procedere tempestivamente nella prosecuzione dell'iter di bonifica e smaltimento, almeno sui manufatti deteriorati degli edifici pubblici, prevedendo i necessari finanziamenti, visto che anche secondo l'Assessore non sono sufficienti i circa 4 milioni di cui abbiamo parlato prima; a sollecitare il Governo nazionale affinché siano previsti consistenti incentivi per la bonifica di tetti e coperture in amianto, nonché delle condotte acquedottistiche interessate; potenziare il Registro nazionale mesoteliomi alimentato dal Centro operativo regionale delle Marche, anche coinvolgendo l'INAIL regionale. Questi, naturalmente, sono tutti interventi che vertono sugli edifici pubblici, mentre in quest'Aula abbiamo parlato spesso della rimozione dei piccoli quantitativi di amianto dagli edifici privati. Tant'è che vorrei ricordare che il nostro ex Consigliere Giorgini, per il quale abbiamo fatto anche un minuto di silenzio qualche seduta fa, era riuscito a fare approvare, durante la legislatura precedente, questa sua proposta di legge. Proposta di legge che la Consigliera Vitri ha tentato di migliorare con l'intervento anche di qualche Consigliere di maggioranza. Purtroppo non ci siamo riusciti, però pur essendo sullo stesso tema, riguardano ambiti differenti.
Questa mozione parla degli edifici pubblici, quindi, principalmente di scuole e di ospedali. Non sto a rileggervi, perché l'ho fatto prima, le dichiarazioni dell'Assessore Baldelli quando ha annunciato questo intervento, però vi vorrei ricordare la data, ha annunciato questi interventi oltre cinque anni fa. Quindi, secondo me, come Consiglio oggi dovremmo dare mandato alla nuova Giunta, che si è insediata, di fare queste cose, farle velocemente per proseguire con la bonifica dell'amianto e, soprattutto, chiedendo al Governo ulteriori risorse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Consigliera Ruggeri, ho ascoltato sia l'interrogazione, che aveva fatto precedentemente, sia la mozione. Lei ha detto una cosa molto semplice: che le Marche sono una regione virtuosa per lo smaltimento dei rifiuti. Molto è stato fatto, molto dobbiamo ancora fare e di questo ne siamo consapevoli, ma dobbiamo dire, e lo ha detto proprio lei, che molte cose sono state fatte.
L'Assessore Calcinaro ha messo in evidenza quello che è stato fatto, ha citato il decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 467 del 2019, definendo il “Piano di bonifica da amianto” con cui vengono finanziati gli interventi di rimozione e smaltimenti dello stesso dagli edifici scolastici, quindi pubblici. Alla Regione Marche sono stati assegnati 4.766.000 euro. Naturalmente, data l'impossibilità di finanziare con le risorse di assegnazione statale tutte le richieste, come ha già detto l'Assessore Calcinaro, si è ritenuto di privilegiare gli interventi su strutture sanitarie che prevedono la degenza h24. Inoltre, come ha già detto lei e ricordato dall'Assessore Calcinaro, la legge regionale del 2020, la n. 14, modificata con la legge regionale n. 17 del 2025, prevede il finanziamento fino a 3.000 euro a fondo perduto per la copertura fino al 60% delle spese sostenute per il solo smaltimento di piccole quantità di amianto ed è rivolto a soggetti privati. Oltretutto, come ha già detto lei e ripetuto anche dall'Assessore Calcinaro, la Regione Marche finanzia annualmente il funzionamento del Centro operativo regionale mesoteliomi delle Marche con l'importo di 30.000 euro.
Cosa si è proposta questa Amministrazione regionale nel 2026? Una riunione tecnica programmatoria con il responsabile del registro. In quell'occasione si potrà discutere anche con l’INAIL del potenziamento della struttura. Quindi è vero che molto è stato fatto, è vero che molto dovremo fare, ma lo stiamo facendo, perché la legislatura del 2025 è iniziata adesso. Ci siamo già organizzati per una riunione tecnica con il responsabile del registro e, in quell'occasione, sarà presente anche l'INAIL. Non ci siamo fermati, alla ripresa della legislatura, questa Amministrazione si è subito attivata, perché il tema dello smaltimento dell'amianto è tanto caro anche a noi e non solo a voi dell'opposizione. Stiamo lavorando in questo senso, e l’ha già ripetuto lei, perché le Marche insieme al Piemonte risultano delle Regioni virtuose con una mappatura, quindi, stiamo avanti.
Questa mozione, naturalmente, vuole rimarcare ancora di più quello che abbiamo fatto, stiamo facendo e abbiamo programmato. Lo stiamo programmando e lo stiamo portando avanti. Bene quello che ha già detto l'Assessore Calcinaro, che ci siamo subito attivati in questo senso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio la collega, la Consigliera Ruggeri per questa proposta che apprezzo moltissimo.
E’ un tema su cui, purtroppo, in passato noi dell'opposizione non abbiamo avuto la dovuta attenzione, l'ho messo in evidenza poco fa parlando di contributi per la rimozione e lo smaltimento di amianto ai privati.
Ora, con questa mozione si parla, invece, del vero e proprio Piano regionale amianto che è stato totalmente dimenticato negli ultimi anni. Vorrei anche evidenziare alla collega Marcozzi che non è esattamente così rispetto a quello che ha detto poco fa. Le Marche e il Piemonte non sono due Regioni virtuose come lei ha detto e la invito a leggere ciò che è stato scritto correttamente nella mozione. Le Marche e il Piemonte sono tra le Regioni che in passato hanno condotto una mappatura più accurata rispetto ad altre, ma se consideriamo che in Italia ci sono 108.000 siti censiti, il 55% di tutta Italia si trova in queste due regioni, cioè metà dei siti contenenti amianto sono in due regioni su 20, Piemonte e Marche. La invito a rileggere la mozione dov’è scritto correttamente. Sono tra le Regioni in cui negli ultimi anni si è fatto di meno, anzi, non si è fatto niente, non meno. Addirittura, insieme al Piemonte, più della metà dei siti inquinati si trovano in questo territorio. Per cui credo sia indispensabile procedere tempestivamente alla prosecuzione dell'iter di bonifica e smaltimento almeno sui manufatti deteriorati degli edifici pubblici, prevedendo anche nella variazione di bilancio i necessari finanziamenti.
Avete annunciato la variazione di bilancio per marzo, tra l'altro, ma ancora non abbiamo visto nulla. Marzo è già iniziato, io sono Vicepresidente della Commissione bilancio, mi auguro che vengano rispettati i tempi che avete annunciato voi della Giunta. Entro un paio di settimane dovrebbe arrivare questa variazione di bilancio e spero di vedere i fondi previsti, appunto, per lo smaltimento dell'amianto nei manufatti degli edifici pubblici, scuole e ospedali in primis.
Seconda giusta richiesta della mozione: sollecitare il Governo nazionale affinché siano previsti consistenti incentivi per la bonifica di tetti e coperture in amianto, nonché delle condotte acquedottistiche interessate. E su questo ribadisco ciò che avevo chiesto poco fa con la mia interrogazione: siamo in attesa del bando che l'ex Assessore di Forza Italia ha promesso più volte sia in campagna elettorale che quando era ancora in carica, dicendo a tutti che il bando sarebbe uscito. Tanto più che qui abbiamo approvato all'unanimità la legge che prevedeva questo bando con contributi a chi decide di rimuovere e smaltire amianto, comprese tettoie, garage e altri piccoli manufatti dei privati.
Terza richiesta che sottoscrivo in pieno, per cui ringrazio ancora la proponente, la Consigliera Ruggeri: potenziare il Registro nazionale mesoteliomi alimentato dal Centro operativo regionale delle Marche, anche coinvolgendo l'INAIL regionale. Ricordiamo, su questo punto, che l'INAIL da anni chiede alla Regione di intervenire e non è mai stato ascoltato. Lo ha fatto anche quest'anno nell'ultima Assemblea regionale e ancora in Giunta non si è mobilitato nessuno per dare risposte. Quindi, confermo che voterò volentieri questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. In modo telegrafico perché poi rischiamo di ripeterci, però, ci tengo ad esprimere il ringraziamento per questo documento, perché tocca un tema fortissimo, in modo particolare, anche richiamando l'aspetto delle strutture pubbliche.
Non dimentichiamo che c'è stato un periodo della nostra storia dove tutte le realizzazioni pubbliche venivano realizzate con l'amianto. Fra l'altro lo comprendo bene, anche perché una delle prime attività che ho svolto da Sindaco è stata proprio quella di amianto zero negli edifici pubblici del Comune che ho amministrato. Lo dico perché ci devono essere incentivi, ma ci deve essere anche una scelta di priorità, sapendo che questo è un valore e finché non interveniamo in modo drastico e completo, mettiamo a repentaglio e a rischio la salute. Non dimenticando che molte di queste strutture sono frequentate da ragazzi, penso alle scuole, alle piscine, alle palestre.
È urgente - anche qui concordo con chi mi ha preceduto - che il bando richiamato in passato venga attivato, perché le condotte acquedottistiche arrivano in tutte le case; è veramente pericoloso se pensiamo anche al deterioramento delle tubazioni e sappiamo che il pericolo dell'amianto è proprio quando c'è deterioramento della struttura. Quindi, voterò a favore di questa mozione, ma, soprattutto, grazie, anche perché certi temi vanno sempre pungolati e messi al centro dell'attenzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. A me spiace che, a parte l'intervento della Consigliera Marcozzi, non ci sia stato un vero e proprio dibattito su questo tema da parte dei Consiglieri di maggioranza. Per me è peggio non discutere che il voto che, immagino, sarà contrario al testo. Perché quest'Aula, se non serve per confrontarsi su tematiche così, a che cosa deve servire? Inviterei, anche chi è indirizzato a bocciare questo atto, a prendere la parola, a dire la sua posizione. Vi inviterei anche a leggere il testo, perché non c'è nulla di polemico, è semplicemente un invito, tant'è che è ho messo “procedere tempestivamente nella prosecuzione dell'iter per la bonifica e lo smaltimento”. Quindi, arrivare a bocciare un testo che è posto così… tra l'altro, è stato realizzato con accesso agli atti ed interrogazioni. Io stessa ho chiesto più volte il rinvio, perché volevo arrivare a discutere la mozione avendo tutti gli elementi, per me stessa ed anche per voi, per esprimersi con contezza. Oggi l'Assessore ce li ha dati e siamo arrivati, dopo tanti rinvii, a discutere questo atto in Aula.
Se sarà bocciato, mi dispiacerebbe, soprattutto perché è la dimostrazione che quest'Aula sottovaluta il problema. Perché a me non basta che i Consiglieri mi dicano: "La Giunta sta già facendo, ha iniziato a fare, finirà di fare". Perché potremmo applicare a qualsiasi argomento, all'amianto, alla sanità, alle infrastrutture: “La Giunta sta facendo”. Se è così, se noi non abbiamo la possibilità di portare una proposta, di discuterne nel merito, se dobbiamo rinviare tutto alle decisioni dell'esecutivo, mi dite cosa ci stiamo a fare? Solo a fare le interrogazioni per occupare il tempo. Non abbiamo più neanche i fondi per approvare le leggi, fondi che sono stati tutti e negli anni sempre utilizzati per andare a finanziare altro. E’ lo svilimento completo di quest'Aula.
A me dispiace perché se l'Assessore sta già facendo io gli dico bravo, diamogli più forza e approviamo un testo di questo tipo che non vi mette in difficoltà o lo mette in difficoltà. È un testo propositivo, neutro, su cui non convergere è agghiacciante, a meno che non ci sia la volontà politica di umiliare sempre e comunque l'opposizione e da qui in avanti, o meglio, dalla prima seduta in avanti, bocciare qualsiasi proposta. Bocciare questa mozione vuol dire bocciarle tutte per cinque anni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. L'ultimo intervento della Consigliera Ruggeri pone una questione di metodo di carattere generale, che esula dall'argomento. Lo pone in maniera corretta, cioè dice: “come dovremmo comportarci in futuro se di fronte ad ogni richiesta di questo tipo, su questo o su altri cento argomenti possibili, la risposta sarà sempre ‘stiamo facendo, ci stiamo impegnando, stiamo vedendo’?” Per carità, nessuno vuole umiliare nessuno, cara Consigliera; nessuno ama l'amianto, nessuno di questa maggioranza ama l'amianto. Nessuno vuole fare colazione con sopra un tetto d'amianto o grattugiare l'amianto su un piatto come se fosse tartufo. Non c'è questo tipo di problema. C'è un altro tipo di problema per il quale faccio anch'io un intervento una tantum, Consigliera Ruggeri, poi non lo farò più. E’ un intervento di metodo che lei ha sollecitato riguardo alla nostra capacità come Consiglio regionale di essere presente sugli argomenti.
Io non ho fatto questa riforma, sono un proporzionalista puro e sono per l'elezione della Giunta all'interno dei Consigli, quindi sono l'unico …, a differenza di tutti voi, maggioranza e minoranza, che avete creduto in questo sistema maggioritario. Se nel sistema maggioritario il Presidente viene eletto e la Giunta viene nominata, non lamentiamoci poi se quest’ultima sia il riferimento di tutto: questo è quanto.
Che cosa può fare il Consiglio? Il Consiglio può fare quello che faceva il Parlamento inglese quando ha deciso di essere Parlamento, cioè decide riguardo alla spesa, all'impiego delle tasse che i cittadini pagano. E’ su questo che manca una maturità in termini assoluti, Consigliera, perché l'elenco della spesa che voi della minoranza, come a suo tempo forse un'altra minoranza, ha prodotto, è sconfinato. E siccome io sono un po' autistico, mi piace mettere in fila i numeri, facendo un'ipotesi di questi primi cinque mesi di legislatura, avete messo insieme un'ipotesi di spesa intorno agli 80-90 milioni. C'è la possibilità di trovarli? Abbiate il coraggio di dirlo. Vi voto tutte le riforme - il mio voto non conta niente, è uno - basta che abbiate il coraggio di dire che troveremo 100 milioni in più per tutte le cose che avete chiesto in sanità, nell'amianto, nei trasporti… li fate attraverso l'imposizione fiscale? Altrimenti, c'è un'altra alternativa, su un bilancio di 350/400 milioni significa rinunciare a 1/4 delle spese storiche in soli cinque mesi. Quindi, basta con questa ipocrisia, non se ne può più.
Adesso manca l'ex collega parlamentare, non ci sono il Presidente Acquaroli e il Consigliere Cesetti, c’è qualche altro collega? No, non lo vedo, però ricordiamo che il Ministro nominato prima, quello della Lega, quando presiedeva il Senato e qualcuno osava intervenire su una mozione, diceva sempre: "Ma accidenti, colleghi Senatori, una mozione non si nega a nessuno". Le approvavamo tutte, caro Presidente Pasqui, alla fine della seduta senza neanche discutere, perché questa ipocrisia, almeno lì, era superata, almeno ci si rendeva conto che le mozioni servivano per dire: "Mi sono interessato di questa cosa, ci faccio il mio bravo comunicato stampa" e finiva lì. Non facciamola troppo seria rispetto al fatto che qui c'è scritto una cosa precisa.
Al punto 3) è già stato risposto e questo è quello che, da un punto di vista amministrativo, la Giunta sta facendo. “A sollecitare il Governo nazionale”, ma facciamo ridere, anche qui stiamo sollecitando il Governo nazionale per altre centinaia di miliardi di spesa. Invece, qui c'è una cosa precisa: “prevedendo i necessari finanziamenti”. Quindi, non è un'assunzione di responsabilità, cari Consiglieri di minoranza, è prevedere da parte della Giunta i necessari finanziamenti, cioè altri devono decidere per questo.
Diventiamo seri, ci mettiamo 5 milioni sull'amianto? Bene. Io ho una richiesta di 20 milioni per il dissesto idrogeologico. Consiglieri Nobili, che ne dice? 20 milioni da tirare fuori con le tasse, con l'aumento delle imposte dell'addizionale IRPEF. Voglio vedere chi la sottoscrive.
Cominciamo a essere seri su tutti questi argomenti e non continuiamo a farci prediche di tipo moralista assolutamente inaccettabili.
L’amianto non lo amo, non mi piace, come non mi piace il termovalorizzatore, se sarò costretto a farlo, lo faremo, ma sarà una costrizione. Però questa mozione non la voto, ma non la voto nella sostanza perché, ripeto, a me l’amianto non piace a colazione, né a pranzo, né a cena, non la voto perché i presupposti da un punto di vista amministrativo non ci sono. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Marconi, anche la Consigliera Marcozzi, oltre i Consiglieri di opposizione che sono intervenuti nel dibattito. Naturalmente la loro posizione non la condivido, perché qui non si parla né di cifre né di quando devono essere stanziate, ma si chiede sinceramente di prendere a cuore un problema. Un problema che il nostro ex Ministro 5 Stelle, torno a dire, ha preso a cuore, tant'è che ha dato queste risorse a tutte le Regioni, comprese le Marche. La Regione Marche le sta utilizzando, Consigliere Marconi, perché un Ministro 5 Stelle ha pensato che questa fosse una priorità. Adesso la Regione Marche, che ha i Ministri della stessa sua filiera, che priorità ha? Ha quella dell'amianto? Bocciando questa mozione voi mi state dicendo che non ha questa priorità, quindi ne prendo atto.
Mi dispiace per i cittadini marchigiani, mi dispiace perché non hanno capito l'importanza di scegliere un'alternativa. Adesso che avete tutta la filiera vedremo quali saranno le vostre priorità. L'ambiente? Non lo è di sicuro e i due esempi che lei Consigliera ha fatto lo dimostrano ampiamente. Quindi da qui iniziamo le nostre battaglie. Grazie.

PRESIDENE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Voterò a favore della mozione convintamente. Ci sono solo due correlazioni statistiche accertate in medicina che riguardano i tumori. Una è il microcitoma polmonare che è correlato al fumo delle sigarette, l’altra è il mesotelioma pleurico che è correlato all’asbesto. Questo significa che non dare priorità assoluta alle due cose che uniche e sole sono conclamatamente all'origine di una malattia, perché c'è un nesso eziologico certo, significa fare una pesante sottovalutazione. Credo che proprio dal punto di vista della prevenzione, che è purtroppo una parola stra-abusata e non agita, votare questa mozione sia molto importante.
Per come è stata confezionata dalla Consigliera Ruggeri, la mozione non implica alcunché se non il fatto di dire che ci sia una priorità, ovviamente anche nelle risorse, lì dove ci sono delle questioni certe, l'abbiamo già detto, ci sono… l'amianto sta nei pavimenti degli ospedali, finché non si tocca, si pensa che non sia nocivo. L'amianto sta in tutti gli edifici pubblici, l'amianto sta nelle condutture d'acqua, eccetera.
Il fatto che lue Regioni, Piemonte e Marche, abbiano la maggior parte dei siti scoperti, è la dimostrazione che è stato fatto in queste regioni un censimento. In molte altre non è stato fatto, che non significa che non c'è l'amianto, significa semplicemente che la situazione è tale e non è stata censita.
Penso che una cultura di governo, che dovremmo avere, presupporrebbe il fatto che, da questo punto di vista, alcune opzioni specifiche come questa la prendiamo e tutti insieme l’approviamo. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 6. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Interrogazione n. 94
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Gestione delle opere di ricostruzione post alluvione 2022 una volta terminata la fase dell’emergenza”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'interrogazione n. 94 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. La gestione delle opere di ricostruzione post alluvione 2022, l'argomento è incentrato sulla questione relativa alla fase di emergenza e alla struttura commissariale. Lo stato di emergenza in relazione agli eventi alluvionali che si sono verificati nel settembre 2022 è formalmente cessato il 31 dicembre 2025. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 25, comma 7, del decreto legislativo n. 1 del 2018 non è stata ancora emanata l'ordinanza di rientro da parte del Dipartimento nazionale di Protezione civile. L'ordinanza di rientro è l'atto necessario per il trasferimento formale delle competenze dalla struttura commissariale alla gestione ordinaria e regionale. Conseguenza: la struttura commissariale non è cessata automaticamente, ma opera in regime transitorio fino al completamento del passaggio formale.
Con deliberazione del Consiglio dei Ministri è stato dichiarato lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale per i territori colpiti. Il provvedimento attualmente è al vaglio della Corte dei Conti. È prevista la successiva nomina del Commissario straordinario alla ricostruzione che subentrerà nelle competenze. Si sta passando, quindi, dalla fase emergenziale alla fase di ricostruzione strutturata di rilievo nazionale.
Riguardo alle opere già avviate, nel rispetto del principio di continuità amministrativa, proseguono tutte le attività relative agli interventi già progettati e appaltati. È in corso la finalizzazione del secondo accordo quadro per l'affidamento dei lavori residui. Non si registra interruzione delle opere in corso.
Elemento fondamentale è che la cessazione dello stato di emergenza non blocca i cantieri già avviati. Per quanto riguarda la gestione delle opere non ancora avviate, opere per le quali non verranno assunti nuovi impegni di spesa o nuovi interventi in questa fase transitoria le ulteriori attività saranno coordinate dal futuro Commissario straordinario alla ricostruzione, una volta formalmente nominato. Si evita, quindi, una sovrapposizione di competenze e si garantisce coerenza istituzionale nel passaggio della fase. Quindi non ci sono problemi nella gestione degli appalti, delle procedure, dei lavori in essere. Ci sarà un passaggio che dovrà essere formalizzato dalla fase alluvione alla fase ricostruzione con i visti, i sigilli che sono naturalmente deputati ad essere emessi dalla Corte dei Conti. Quindi, tutto è in un quadro di continuità e di rispetto della normativa vigente. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Avevo depositato questa interrogazione a gennaio, nei giorni immediatamente dopo il termine dello stato di emergenza legato all'alluvione del 15 settembre 2022; è durato, come lei ha ricordato, oltre tre anni, ma penso che sia legittimo e giusto che sia arrivato alla sua conclusione con la gestione ordinaria che si andrà a concretizzare con lo stato di ricostruzione.
Un passaggio però, Assessore, delicato e le dico… tra l'altro, sollecitato anche da diversi Sindaci, come quello di Cantiano, che ha voluto porre il tema, come tanti di noi, rispetto alle prospettive future della ricostruzione e, in modo particolare, quelle delle opere che, come lei ha ricordato, non hanno avuto delle interruzioni.
La preoccupazione le assicuro che non è la mia, perché il presentatore dell'emendamento al decreto milleproroghe, è che l'Onorevole XY, dice che lo stato di emergenza ha bloccato l'operatività della struttura. Quindi c'è oggi uno stallo, perché passiamo dallo stato di emergenza allo stato di ricostruzione e, inevitabilmente, alcuni passaggi si fermeranno e questo territorio non se lo può permettere.
Tra l'altro, da parte mia e da parte del nostro gruppo, nella precedente legislatura avevamo lavorato per l'Ufficio speciale della ricostruzione che negli anni - non è un'offesa, non è una sottolineatura a caso - è rimasto poco più che un cartello vuoto messo su una porta. Questa forse era l'occasione per renderlo operativo dotandolo di personale e, soprattutto, dandogli stabilità.
La Valle del Misa e del Nevola è quella particolarmente attenzionata. Le dico, Assessore, solo per farle un esempio, che oggi non c'è un sistema di allerta che coinvolga da Arcevia fino a Senigallia. Sono passati quasi quattro anni, non abbiamo fatto nulla su questo tema. L'Assessore che era seduto al suo posto ci aveva garantito che tutto sarebbe accaduto in poco tempo. Oggi ancora andiamo a spot e quel sistema è veramente…

Mozione n. 4
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Cesetti, Mancinelli, Catena, Piergallini, Vitri
“Sicurezza sul lavoro e prevenzione nelle Marche”

Mozione n. 12
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Istituzione della Procura nazionale del lavoro e misure di prevenzione da attuare nelle Marche”

Interpellanza n. 13
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Politiche regionali per la sicurezza sul lavoro”;
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 4 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Cesetti, Mancinelli, Catena, Piergallini, Vitri, la mozione n. 12 della Consigliera Ruggeri, Interpellanza n. 13 del Consigliere Mangialardi (abbinate).
La discussione generale è aperta, ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. La mozione verte sul tema della sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione nelle Marche. La tutela della salute e la sicurezza sul lavoro sono un'emergenza anche nella nostra regione.
La mozione che avevamo presentato a novembre, ormai 3 mesi e mezzo fa, verteva su dati aggiornati al mese di agosto 2025. Oggi abbiamo dei dati peggiori rispetto a quanto avevamo riportato in quell’atto.
Ci sono state nel 2025 31 persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro e rispetto alle 22 del 2024 c’è stato un aumento del 40%, purtroppo,. delle morti sul lavoro. 17 mila infortuni denunciati, +1,3% rispetto all'anno precedente, un aumento delle malattie professionali, +3,4% rispetto al 2024, che colpiscono soprattutto le fasce d'età di ultra cinquantenni. I settori più interessati sono quello dell'industria e dei servizi.
Nella nostra Regione solo il 2,8% della spesa sanitaria è destinata alla prevenzione rispetto al 5% previsto dal Piano nazionale della sicurezza.
Gli organici dedicati alle attività di prevenzione e vigilanza sono assolutamente carenti e inadeguati.
Su questo tema riteniamo che sia indispensabile l'impegno di tutti a partire da istituzioni, imprese, investendo in sicurezza, prevenzione, formazione, lavoro stabile e di qualità.
La mozione impegna il Presidente e la Giunta regionale: ad aumentare le risorse per il finanziamento nelle attività di prevenzione; ad incrementare il numero degli addetti alle attività di prevenzione, sorveglianza sanitaria e protezione dai rischi in ambito lavorativo; a potenziare il coordinamento tra ispettorato del lavoro e le AST; ad investire sulla formazione continua per i lavoratori e a promuovere una cultura della sicurezza tra lavoratori, datori di lavoro attraverso campagne di sensibilizzazione, così come peraltro previsto dalla legge regionale dall’articolo 33 della legge 2 del 2005.
Faccio presente, in conclusione, che questa era una mozione approvata nel 2021 all'unanimità dall'Aula. Peccato che poi non le sia stato dato seguito. Mi auguro che abbia lo stesso consenso oggi e che abbia l'attenzione dovuta nei mesi a venire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche il Consigliere Mastrovincenzo per avere enunciato tutti i dati aggiornati sullo stato degli incidenti mortali, sulla situazione delle malattie, sugli infortuni. Come ha detto giustamente lui, gli ultimi dati dimostrano che c'è un aumento in tutti i settori, il che è veramente preoccupante e ci pone davanti, anche qui, ad una scelta. O diciamo che comunque la Giunta sta già facendo tutto quello che deve fare, per cui evitiamo di esprimerci, anzi ci esprimiamo con un voto negativo, oppure come Aula riconosciamo le problematiche, dimostriamo di fare un bel dibattito tra di noi e magari si arriva all'approvazione di qualche atto, senza cestinarli tutti senza discussione.
La mozione che ho presentato l’avevo già proposta nella scorsa legislatura, mozione che è stata all'ordine del giorno delle sedute per non so quanti mesi, forse parliamo di anni - oggi riesco finalmente a parlarne in Aula - mai discussa.
Ho deciso di ripresentarla non per masochismo, ma semplicemente perché durante la celebrazione della 75ª Giornata nazionale della sicurezza sul lavoro, a cui ho partecipato, c'erano anche Consiglieri regionali di opposizione e qualcuno pure di maggioranza, il Presidente dell'Associazione ANMIL ha lanciato un appello, che è quello dell'istituzione della Procura nazionale del lavoro, che è esattamente il tema della vecchia mozione, che oggi ripresento in quest'Aula. Quindi faccio miei, non solo i lavori che a livello parlamentare si sono arenati, quindi spererei che la Regione Marche prendesse in questo senso posizione, ma anche le richieste di un'associazione che spesso abbiamo audito anche nella Conferenza dei Presidenti di gruppo, che invitiamo spesso ai nostri eventi, che sostiene posizioni indiscutibilmente importanti.
Andando velocemente agli impegni, il primo chiede al Presidente e all'Assessore competente di attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento, affinché venga istituita quanto prima una Procura nazionale del lavoro, questo, ripeto, è un impegno che mi ha ricordato il Presidente ANMIL; a promuovere una cultura della sicurezza anche attraverso iniziative tese al sostegno economico delle imprese, attraverso premi o incentivi che intendano migliorare la sicurezza nell'ambiente di lavoro attraverso bandi per finanziare sistemi innovativi di prevenzione; ad attuare programmi di educazione alla sicurezza nelle scuole in coordinamento con l'Ispettorato nazionale del lavoro, l'INAIL e i Vigili del Fuoco.
Forse la prima audizione a cui ho partecipato quando sono stata eletta 5 anni e mezzo fa è stata proprio con ANMIL. Abbiamo fatto una bella Conferenza dei Presidenti di gruppo, abbiamo preso solennemente degli impegni, che però, e questo ce lo dicono tristemente i numeri, non hanno sortito effetto.
Anche su questo grosso problema, che non abbiamo trovato modo di risolverlo, dovremmo prendere una posizione perché i numeri che ha citato il Consigliere Mastrovincenzo non sono numeri vuoti, ma sono la vita di persone stroncate, il dolore di famiglie che dal giorno dell'incidente, che sia mortale o no, hanno una vita completamente diversa, nei confronti delle quali non possiamo essere indifferenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Non sono preoccupato della mancanza di dibattito in Aula, l'Assessore ci risponderà e spero, come ha detto la Consigliera Ruggeri, che si prenda atto dei dati terrificanti che abbiamo messo a disposizione.
Terrificanti, chi governa deve analizzare che le morti sul lavoro sono incrementate del 50% rispetto all'anno precedente, che gli infortuni hanno un trend fortemente negativo, come le malattie professionali.
Non stiamo qui a sottolineare i numeri né tantomeno ad auspicare il dibattito in Aula, vorremmo capire quali sono le soluzioni, perché, l'abbiamo già detto, significano maggiore risorse e personale, che è inadeguato rispetto al tema della prevenzione. Quindi, se le mozioni non creano difficoltà, possono essere un elemento di risoluzione per arrivare ad un impegno, Consigliera Ruggeri, lo ha detto il Consigliere Mastrovincenzo, identico a quello del 2022, dove abbiamo trovato una convergenza totale dell'Aula, ma poi ci sono, ahimè, questi dati terrificanti.
Nella mia interpellanza, che è di gennaio, i dati non erano aggiornati o meglio lo erano in quel momento, ma continuando in questo percorso fortemente negativo, chiedevo quali politiche la Giunta intendesse mettere in campo in materia di sicurezza sul lavoro per contrastare il forte aumento degli infortuni e morti che si sono registrati nell'ultimo anno in questa regione.
La domanda è semplice, capisco che la risposta è complicata, ma l'unica cosa che non può accadere è il silenzio, non dell'Aula, ma delle attività della Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Sì, purtroppo i dati più recenti sugli infortuni sul lavoro nelle Marche ci impongono una riflessione seria e responsabile. Il bollettino INAIL relativo all'anno 2025, come veniva ricordato, evidenzia un aumento delle denunce di infortunio dell'1,3% rispetto al 2024. Certo, in linea con la media nazionale, però non è un dato confortante, ma il dato più preoccupante è quello degli incidenti mortali.
Ci sono state nelle Marche 31 vittime nel 2025 rispetto alle 22 del 2024, 27 in occasione di lavoro e 4 in itinere. I settori più colpiti sono stati quelli delle costruzioni e della meccanica. Anche per quanto riguarda le malattie professionali, nel 2025 le denunce sono aumentate del 3,4%, di meno rispetto alla media italiana che è stata del 10,24%, ma comunque in crescita.
Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, comunità che soffrono, quindi è una responsabilità che riguarda tutti noi. Per questo la Regione Marche continua a rafforzare l'impegno congiunto tra istituzioni, imprese e parti sociali, per promuovere la cultura della prevenzione e anche per superare definitivamente l'idea, ancora purtroppo troppo diffusa, che la sicurezza sia un costo e non un investimento.
Tra le misure di prevenzione attivate nelle Marche è strategica, per esempio, la collaborazione tra la Regione e l'INAIL che negli ultimi anni si è consolidata con ben sette protocolli d’intesa, l'ultimo sottoscritto l'11 dicembre 2023 dal Presidente Acquaroli. Un protocollo triennale finalizzato alla promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I settori prioritari sono agricoltura, edilizia, manifatturiero, pesca, sanità e scuola e nel 2026 con il nuovo piano regionale n. 26/2030 si proporrà il rinnovo del protocollo, individuando anche nuove priorità condivise.
INAIL Marche partecipa, inoltre, ai piani mirati di prevenzione delle AST, delle Aziende sanitarie territoriali. Ricordo anche che sono state fatte dalla Regione Marche delle ordinanze specifiche per vietare, in estate e nelle ore calde, il lavoro all'aperto nei settori più a rischio, come quello dell’edilizia, dell'agricoltura della logistica.
Sul fronte anche della formazione delle della informazione sono importanti le iniziative, come, per esempio, il progetto Sinimpresa, che vede la presenza di unità mobili per la formazione nei settori a rischio. La prima tappa nazionale è stata fatta proprio ad Ancona l'11-12 novembre 2025. Nel 2026 è prevista un'altra tappa nelle Marche. Inoltre è stato introdotto l'Osservatorio Olympus in collaborazione con l'Università di Urbino, la Regione Marche e l'INAIL. La formazione e l'informazione sono strumenti fondamentali per portare la prevenzione direttamente nei luoghi di lavoro, come ad esempio nei cantieri edili, dove almeno il 70% dei lavoratori sono stranieri e la lingua rappresenta certamente un limite da superare per apprendere correttamente tutte le norme e le regole sulla sicurezza. Ma accanto alla formazione è decisivo anche il sostegno economico alle imprese, per esempio: con le agevolazioni OT23 alle aziende che investono in sicurezza sul lavoro, oltre agli obblighi minimi di legge, con il bando Easy INAIL che nel 2024 ha destinato alle Marche quasi 28 milioni di euro finanziando 400 aziende; con il bando 2026 che è già pubblicato, attivo, le risorse per le Marche sono aumentate di 5 milioni portandole a 33 milioni di euro,. Questo bando prevede anche, tra l'altro, la misura per lo smaltimento dell'amianto, oltre naturalmente alle misure per la sicurezza sul lavoro.
L'INAIL, inoltre, sta investendo nelle Marche anche nella costruzione e riqualificazione di scuole innovative, sicure. come quelle di Morrovalle e Monteprandone, e nella rigenerazione urbana con una nuova sede ad Ancona.
Voglio ricordare anche a livello nazionale le novità introdotte dal decreto 159 del 2025, che rafforza ulteriormente le misure di prevenzione, per esempio con incentivi alle imprese virtuose, il rafforzamento della vigilanza sugli appalti e subappalti, il badge elettronico di cantiere, il raddoppio delle sezioni, il potenziamento delle forze ispettive e l'estensione della tutela INAIL anche agli studenti. Dal 2026 sono attivi i contributi per programmi di screening sanitario e per l'acquisto di defibrillatori aziendali. Le politiche adottate, quindi, a livello nazionale e regionale hanno mostrato, anche in passato, efficacia perché ricordo che i dati sono altalenanti. Negli anni 2024 e 2023 gli infortuni erano diminuiti, purtroppo il 2025 ha visto un aumento nella regione Marche, forse anche a causa dei tanti cantieri aperti e di subappalti di piccole imprese, che probabilmente hanno inciso sul aumento di alcuni infortuni. Per cui è sempre più importante concentrare l'attenzione sulle piccole imprese per diffondere di più il principio che la sicurezza non è un...

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Consigliere Mastrovincenzo che innanzitutto mi ha consentito di sottoscrivere la mozione dopo la sua firma, dato che insieme ci siamo occupati anche la scorsa legislatura di questo tema.
La sicurezza sul lavoro è un tema di tutela di un diritto fondamentale dell'uomo e della donna: la tutela alla salute, come diritto fondamentale ed inviolabile dell'individuo e tutela della collettività. E? da qui che nasce in primo luogo, a maggior ragione poi nel luogo del lavoro, che è un altro diritto dell'uomo e della donna, non solo diritto del lavoro, ma della sicurezza nel lavoro. E queste sono prioritarie competenze regionali. La sanità è una prioritaria competenza regionale; la sicurezza del lavoro è una prioritaria competenza regionale, che la esercita attraverso le proprie strutture sanitarie e organizzative nella regione. Su questo voglio citare l'articolo 34, comma1, della legge regionale n. 19 del 2022 approvata da questa maggioranza, la maggioranza del Presidente Acquaroli, che recita: "Il Dipartimento di prevenzione è la struttura dell'Azienda sanitaria territoriale preposta all’organizzazione, alla promozione della tutela della salute della popolazione e al miglioramento delle qualità della vita, attraverso azioni tendenti a conoscere, prevedere e prevenire gli infortuni, le malattie e le disabilità, in particolare nei luoghi di lavoro”. Articolo 34 della legge regionale. Non è un'opzione, non è una gentile concessione, è un dovere. È un dovere previsto dalla legge nazionale, dalla legge regionale e su tutto dalla nostra Costituzione.
Quando il Consigliere Mastrovincenzo ci dice nella mozione, nel suo intervento, ma lo dice anche la Consigliera Battistoni, che la situazione si è aggravata in questa regione, c'è il fallimento delle politiche regionali in tema di sicurezza del lavoro ed in tema di sanità. È questa la dimostrazione ed è ancora più grave quello che ci ha ricordato la Consigliera Battistoni, perché non sono soltanto queste leggi, ma, badate bene, io me ne sono occupato insieme al Consigliere Mastrovincenzo, con numerosi atti nella scorsa legislatura. Ne voglio citare uno, già il 7 febbraio 2022 chiedevo dello stato di attuazione dell'articolo 35 “tutela dei lavoratori” del decreto legge n. 189/2016, che ci ha ricordato la Consigliera Battistoni, e dell'accordo per la legalità nella ricostruzione del Centro Italia, esercizio funzione di vigilanza sui cantieri. Questo è il mio atto, il n. 378.
Cosa dicevano quelle norme? In data 30 aprile 2021 veniva firmato a Roma un accordo di collaborazione per la definizione dei protocolli di legalità con le Prefetture per i controlli sui cantieri nella ricostruzione post sisma. L'articolo 5 dell’accordo prevedeva che il commissario vigilava, anche tramite i Presidenti di Regione, in qualità di vice commissari, affinché le imprese affidatarie esecutrici dei lavori rispettassero il protocollo sottoscritto a livello nazionale. Evidentemente nulla di questo è stato fatto se la situazione oggi si è aggravata notevolmente e questi sono dati oggettivi.
Com’è un dato oggettivo che in un'altra mia interrogazione, la n. 446, firmata anche dai Consiglieri Mangialardi e Mastrovincenzo del 12 aprile 2022, si denunciava la violazione delle Linee guida nazionali su identificazione, protezione e assistenza delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura, il cosiddetto caporalato. Sappiamo quanto questo fenomeno sia correlato e connesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Di sicuro al lavoratore che viene sfruttato attraverso il caporalato non danno i protocolli o le misure di prevenzione. L'accordo sulle linee guida nazionali è stato sottoscritto in data 7 ottobre 2021 nella Conferenza unificata, che è stato fatto fino ad oggi? Nulla. Allora, dobbiamo dire le cose, chiamarle con il loro cognome. Non è stato fatto nulla se la situazione si è aggravata. E qui ci sono, diciamo, responsabilità politiche precise. Addirittura chiedevo l'intervento del Dipartimento e per tutta risposta all'AST di Fermo c’è stato il crollo della porzione di controsoffitto del Dipartimento di prevenzione, sopra la testa dei lavoratori. Questa è la prova del…

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Grazie, colleghi Consiglieri.
Questo è un argomento importante, la sicurezza sul lavoro e la prevenzione rappresentano l'obiettivo fondamentale per garantire ambienti lavorativi sani, riducendo a zero infortuni e malattie professionali, tramite valutazione dei rischi, formazione continua e misure tecniche.
Questo argomento non ha colore politico, è un tema importante e su questo sia la maggioranza che l'opposizione sono concordi.
Ho qui la mozione che è stata presentata dai Consigliere Mastrovincenzo, Cesetti, dalla minoranza, con la quale chiedete di aumentare le risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione. Allora, facciamo un po' di chiarezza, anche per capire quello che abbiamo fatto, quello che quest’Amministrazione regionale ha fatto in passato e andrà a fare.
Per quanto riguarda la nostra Regione, dal 2024 è stato introdotto un indicatore specifico negli obiettivi assegnati ai Direttori delle AST, finalizzato all'aumento della spesa per la prevenzione, quindi stiamo andando in questa direzione.
La minoranza chiede anche di incrementare il numero degli addetti alle attività di prevenzione, sorveglianza sanitaria e protezione dei rischi in ambito lavorativo. Andiamo a vedere perché è importante che nel tempo si concretizzi un rafforzamento degli organici dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro attraverso nuove assunzioni di tecnici della prevenzione, assistenti sanitari e medici del lavoro, quantomeno per garantire il turnover. Si ritiene che questa sia una condizione essenziale per rendere più incisiva l'azione di vigilanza e assistenza alle imprese, e qui siamo tutti d'accordo. Quindi, in questo senso anche il decreto legge n. 159 del 2025 consentirà alle Regioni di impiegare risorse dedicate.
Al punto 3, chiedete di potenziare il coordinamento tra l’Ispettorato del lavoro e le AST. Il coordinamento tra ispettorato del lavoro, INAIL e altri soggetti istituzionali è attivo nell'ambito del Comitato regionale di coordinamento, ex articolo n. 7 del decreto legislativo n. 81 del 2008, e dell’Ufficio operativo per la vigilanza. Queste sedi rappresentano lo strumento stabile di programmazione integrata delle attività di prevenzione e controllo.
Ancora, nell'ambito del Piano regionale della prevenzione 2020/2025 sono stati attivati otto piani mirati di prevenzione, basati su un modello integrato di assistenza e vigilanza sulle aziende. Le imprese coinvolte partecipano, su invito, ai seminari di assistenza, quindi, effettuano un'autovalutazione strutturata tramite piattaforma regionale che mostra loro il livello di adeguatezza dell'azienda alla norma ed alla buona tecnica che viene poi verificata dai servizi. Prevista, infine, una vigilanza classica per le aziende che non partecipano a nessuna fase.
Al punto 4, chiedete di investire sulla formazione continua per il lavoratore. Bene, il nuovo accordo Stato-Regione del 17 aprile 2025 ha riorganizzato contenuti e modalità della formazione obbligatoria.
La Regione ha attivato un tavolo tecnico con il settore formazione professionale, le parti sociali e il Dipartimento di giurisprudenza dell'Università di Urbino per definire gli indirizzi operativi. È questo quello che abbiamo attivato a livello regionale.
Sono stati, inoltre, pubblicati bandi finanziati per un importo di 300.000 euro, risorse per la formazione aggiuntiva non obbligatoria e per il sostegno alle imprese nell'adozione di sistemi di sicurezza.
A me non sembra che questa Regione non abbia fatto nulla, tutt'altro. Oltretutto, il Piano regionale della prevenzione si è concluso nel 2025 e per il 2026 sono previsti il recepimento del nuovo piano nazionale 2026-2031 e la declinazione su scala regionale. È previsto il consolidamento della strategia dei piani mirati di prevenzione con attenzione ai rischi emergenti, formazione, attrezzature di lavoro e cambiamento climatico, violenza sugli operatori sanitari, sempre con la logica di agire contrastando le disuguaglianze in ambito occupazionale.
Con il recepimento della Strategia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2026/2030 e del nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 la Regione, uno, procederà alla stesura del nuovo piano regionale con l'obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione e vigilanza; due, consoliderà il coordinamento interistituzionale; tre, promuoverà stabilmente la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e nel sistema scolastico, così come voi chiedete.
La Regione sta facendo molto, certo, i dati non sono così positivi, ma noi stiamo andando nella giusta direzione, non siamo fermi, non siamo statici, ma siamo attivi, perché questo argomento, voglio ricordarlo, non ha colore politico ed è caro alla maggioranza ed anche alla minoranza.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. E’ un argomento importante, che merita attenzione, anche unità di intenti e di valutazione da parte di tutti,.
Vi darò dei dati che non suppliranno mai le carenze, le scomparse di tante persone per causa di lavoro. Ad ogni modo posso darvi dei dati che, secondo me, sono del tutto confortanti ed in linea anche con l'intervento che la Consigliera Marcozzi ha fatto, che ha evidenziato un certo equilibrio anche nella sistemazione degli interventi e delle azioni che la Regione Marche sta compiendo in materia di sicurezza sul lavoro.
Innanzitutto, dico che la media nazionale pro-capite per la sicurezza in materia lavorativa si attesta a 109,6 euro pro-capite. La Regione Marche spende 136,1 euro pro-capite, quindi, siamo molto al di sopra della media, anche se ci attestiamo tra 2023 e 2024 all'incirca sul 4% della spesa rispetto ai costi totali del sistema sanitario regionale. Ci attestiamo insieme ad altre Regioni che sono comunque importanti, come il Piemonte e la Toscana, e molte altre Regioni non raggiungono l'obiettivo del 5%.
Come è stato già detto, la Regione riconosce prioritario il rafforzamento degli organici per rendere le azioni più efficaci e mirate a beneficio di imprese e lavoratori. In questa direzione si collocano, come è stato ricordato:
- il decreto legge n. 159 del 2025, attualmente in discussione, che prevede risorse aggiuntive in termini economici e di investimento per l'implementazione degli organici e il potenziamento delle attività dei servizi di prevenzione e di sicurezza sul lavoro delle AST;
- il coordinamento è già attivo e viene svolto attraverso due livelli, come si è detto, il Comitato regionale di coordinamento, che è sede di definizione di strategie comuni e priorità territoriali, con tutti i soggetti competenti, e l'Ufficio operativo per la vigilanza che è un tavolo ristretto tra gli enti titolati alle attività di vigilanza e prevenzione. Entrambi gli organismi sono di competenza sanitaria ARS e il coordinamento sarà ulteriormente potenziato;
- la formazione continua dei lavoratori in materia di salute e sicurezza resta un obbligo del datore di lavoro, ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 2008.
Il nuovo accordo Stato-Regioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 aprile 2025, ha organizzato contenuti, modalità, erogazione, monitoraggio e controlli.
La Regione Marche si è attivata subito con un tavolo congiunto nel settore della formazione professionale nel Dipartimento della salute e dell'ARS, con il coinvolgimento delle parti sociali, le associazioni datoriali e l'Osservatorio Olympus, per definire gli indirizzi operativi per gli enti formatori accreditati in materia del lavoro.
In attuazione la delibera di Giunta regionale n. 521/24, accordo quadro INAIL Regioni, la Regione ha pubblicato un bando per la formazione aggiuntiva non obbligatoria finanziata da INAIL con oltre 300.000 euro. Pertanto, la mozione intende impegnare il Consiglio su questioni trattate a livello nazionale o su azioni già poste in essere.
Come vi ho anticipato, do risposta anche all'altro argomento in abbinamento con le altre mozioni, l'istituzione di una Procura nazionale del lavoro. La materia, naturalmente, almeno per ciò che mi rimane, è di competenza esclusivamente statale. Il disegno di legge è attualmente in fase di esame parlamentare e non risulta approvato (disegno n. 53593). Tuttavia, mi occorre ricordare anche i contenuti della Costituzione, gli articoli 107, 108 e 111, che costituiscono i fondamenti, i capi saldi sull'ordinamento giudiziario rispetto al regio decreto 12 del 1941, che stabilisce la norma sull'ordinamento giudiziario. Proprio l'articolo 102 della Costituzione stabilisce che non possono essere introdotti giudici pubblici o di pubblico ministero, nuovi giudici speciali, tutto ciò deve essere assolto mediante l'applicazione dell'articolo 138, ovvero la procedura rafforzata nell'ambito di una modifica costituzionale, per cui la materia è molto, ma molto borderline.
Ad ogni modo, la Regione concretamente è impegnata su questo fronte. Sul bando della sicurezza per le imprese: un contributo a fondo perduto pari al 40% della spesa ammissibile, è già una misura che è stata applicata con la legge regionale 22 del 2021, con contributi fino a 5.000 euro destinati a micro e piccole imprese commerciali per l'acquisto di dispositivi e di sistemi di sicurezza nei luoghi di lavoro; con la delibera di Giunta regionale n. 268 del 2024 sull'accordo quadro INAIL Conferenza Regioni, sugli avvisi pubblici e progetti aggiuntivi rispetto alla formazione obbligatoria; con il Protocollo della Regione Marche INAIL dell'11 dicembre 2023 e sull'educazione alla sicurezza nelle scuole. La Regione opera già attraverso un piano regionale di prevenzione 2025 su programmi predefiniti su salute e sicurezza in coerenza con il piano nazionale della prevenzione.
Il Comitato regionale di coordinamento, ex articolo 7 del decreto legislativo 81/2008, assurge a ruolo importante, sinergico per la prevenzione della sicurezza sul luogo del lavoro.
Il tema dell'educazione alla sicurezza è già strutturato, inserito nella programmazione regionale e sarà ulteriormente rafforzato nel nuovo ciclo 2026/2031. Anche qui, viene chiesto di impegnarsi su questioni extra ordinarie di rilievo costituzionale o su azioni che la Regione Marche sta promuovendo.
In ultimo, rispetto anche all'interpellanza, occorre aggiungere che la Regione sta programmando le attività di prevenzione 2025, che includono tre programmi predefiniti, il 6, il 7 e l'8, dedicati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, tramite otto piani mirati di prevenzione e con il coordinamento affidato all'Agenzia regionale sanitaria.
Il modello operativo dei Piani mirati di prevenzione prevede: integrazione di assistenza alle imprese, autovalutazione strutturata, attività di vigilanza, nonché utilizzo di una piattaforma regionale dedicata e verifica a cura dei servizi SAL e delle AST territorialmente competenti, con controlli a campione su aziende non aderenti.
Il coordinamento istituzionale consta dell'attività condivisa nel comitato regionale di coordinamento. Nel 2025 si è riunito due volte con il coinvolgimento stabile di parti sociali, associazioni datoriali, enti di vigilanza e istituzioni sanitarie. Le azioni..

PRESIDENTE. Assessore, vuole qualche secondo per chiudere? Per chiudere l'intervento un minuto. Prego.

Tiziano CONSOLI. Solo per chiudere l'intervento. Le azioni previste per il 2026 devono tenere in considerazione il controllo del trend infortunistico, il rafforzamento e il coordinamento della vigilanza, le riunioni dell'Ufficio operativo tra tutti gli enti competenti, le nuove convocazioni del comitato regionale e il recepimento della strategia nazionale sulla salute e sulla sicurezza 2030. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Prendo atto delle cose fatte, elencate dall'Assessore e dalle Consigliere regionali. È evidente che le cose fatte a livello nazionale (protocolli, decreti) vanno poi calate sul territorio con atti concreti. Evidentemente anche le misure messe in campo dalla Giunta regionale rispetto a questo tema non sono sufficienti.
Nessuno dice nelle mozioni che abbiamo presentato o nell'interpellanza che non si sta facendo niente, ma i dati evidenziano che la situazione è gravemente peggiorata ed è evidente che bisogna fare molto di più.
L'Assessore ha parlato del 4% di risorse investite rispetto alla sicurezza sulla spesa sanitaria. Ribadisco che il piano nazionale prevede il 5%.
Nessuno dice che non si fa niente sul coordinamento ispettorati e AST, però è evidente che si deve fare di più, così per quanto riguarda l'aumento del numero degli addetti alla prevenzione e alla sorveglianza sanitaria.
Infine, l'ultimo punto della mozione: promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro, prevista dal dettato normativo della nostra Regione, la legge 2 del 2005, è evidente che, purtroppo, questo punto non è seguito perché di fatto su questo tema, a partire dai giovani, dalle scuole, dalle imprese, non si sta facendo abbastanza.
Rimangono validissime le ragioni per votare sì a questa mozione se l'intento da parte di tutti è quello di fare qualcosa di più su questo tema così importante per la nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto, non se non ci sono altri interventi, chiudiamo la discussione e passiamo alla votazione ed alle eventuali dichiarazioni di voto.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo solo perché il Consigliere Mastrovincenzo mi ha invitato in questo senso. Spero che la mozione venga votata, l’ha detto poc'anzi il collega.
Che ci sia la necessità di aumentare le risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione va da sé perché, come ho ricordato poc'anzi, l'articolo 34 della legge regionale n. 19/2022 dice che i Dipartimenti di prevenzione, insediati in ogni Azienda sanitaria territoriale, sono la struttura preposta all'organizzazione, alla promozione della tutela della salute della popolazione, al miglioramento della qualità della vita, attraverso azioni tendenti a conoscere, prevedere, prevenire gli infortuni, le malattie e le disabilità, in particolare nei luoghi di lavoro.
Sappiamo, ad esempio, che nella scorsa legislatura, i cosiddetti atti aziendali, che dovrebbero delineare l'organizzazione anche dei Dipartimenti e prevedere il piano economico e finanziario, sono stati approvati soltanto alla fine perché non erano stati finanziati, oppure sappiamo bene che i Direttori delle singole Aziende sanitarie territoriali lavoravano con i budget provvisori. Si può organizzare…, quindi c'è la necessità di aumentare le risorse per il finanziamento di questa attività di prevenzione, hai voglia se c'è, cosa che finora non è stata fatta. Così come potenziare il coordinamento, l’ho citato prima, ci sono addirittura protocolli d’intesa, che sono stati sottoscritti anche dal Presidente della Regione, o attività che deve porre in essere come vice commissario alla ricostruzione, come l'aumento del numero degli addetti. Sappiamo benissimo quali sono le carenze di organico dei Dipartimenti stessi. Poi, ugualmente, promuovere la cultura della sicurezza tra lavoratori e datori di lavoro. Qui addirittura non c'è neanche la relazione della Consulta della legalità. È vero, Consigliere Mastrovincenzo, che era stata insediata con il preciso scopo di fare delle relazioni e degli esami su questa materia: la sicurezza del lavoro, il caporalato, ad esempio, in agricoltura, il cosiddetto lavoro nero e via dicendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per dire che come Movimento 5 Stelle sosterremo entrambe le mozioni, non intervengo dopo, quindi voteremo favorevolmente entrambi i testi. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 4. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 12. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 9
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini
“Impegno della Giunta regionale delle Marche per la revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani e il sostegno all'Appennino marchigiano, in relazione alla legge nazionale n. 131/2025”

Interrogazione n. 14
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Nuova legge n. 131/2025 ‘Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane’”
(abbinate)
(Discussione generale e rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 9 dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini e I ‘interrogazione n. 14 del Consigliere Rossi (abbinate).

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Nella Conferenza dei Presidenti di gruppo ho avvisato che la mozione n. 9, a mia prima firma e ringrazio il Consigliere Piergallini per averla sottoscritta, ormai è da ritenersi superata, anche in base alla lunga discussione che c'è stata prima sulla questione dei Comuni montani, per cui abbiamo preparato una risoluzione che tiene conto delle richieste che sono arrivate dai 29 Sindaci di tutte le province marchigiane, distribuite in maniera differente in base alle province, sono più numerosi naturalmente quelli della provincia di Pesaro-Urbino.
Queste richieste, molto documentate, sono arrivate questa mattina verso le 9:30 a tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione. Immagino che tutti ne abbiate preso visione. Gli impegni non sono stati trascritti esattamente così com'erano, ma li abbiamo semplificati anche perché, come avete visto, il testo è estremamente articolato, ma restano cogenti.
Sulla parte delle premesse eviterei di soffermarmi troppo perché ne abbiamo a lungo parlato, ma passerei agli impegni.
Vi chiederei un attimo di attenzione perché non so se tutti li avete letti: “Impegna la Giunta ad agire attivamente ed efficacemente in tutte le sedi istituzionali competenti, Governo e Parlamento, per sollecitare una sospensione immediata della procedura di riclassificazione e una radicale revisione complessiva dei criteri che integri ai parametri altimetrici morfologici indicatori di natura socio-economica, demografica, infrastrutturale e di accessibilità ai servizi, che tengano conto delle specificità dell'Appennino centrale, evitando anche la logica potenzialmente fragile, quindi rischiosa, specie nel lungo periodo, della deroga”.
Il secondo impegno: a promuovere l'apertura di un tavolo di confronto con i Sindaci dei 29 Comuni.
Terzo punto: a garantire la possibilità di accedere al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, alle misure previste dalla legge n. 131 del 2025 e all'esenzione dell'IMU per i terreni agricoli, anche per i Comuni eventualmente esclusi dalla nuova classificazione, attraverso l'istituzione di un fondo montagna regionale integrativo, come già fatto dalla Regione Emilia-Romagna, che l'ha aumentato del 60%; ad adottare ogni iniziativa utile, anche in raccordo con le altre regioni appenniniche, per richiedere al Governo l'assegnazione di nuove e aggiuntive risorse finanziarie per le politiche della montagna.
Sarebbe bello se tutto questo fosse portato avanti insieme.
Ho predisposto la risoluzione senza una riga di polemica, ma semplicemente facendo mie le richieste dei Sindaci, che, ripeto, sono sia di centro-destra che di centro-sinistra. Sindaci che, alcuni in particolare, hanno riconosciuto l'attivismo del Presidente Acquaroli e hanno fiducia che porterà avanti queste richieste.
Tornando alla questione di prima, per dare forza anche al Presidente sarebbe bene che questo testo fosse sottoscritto da tutti i gruppi che siedono in quest'Aula e votato all'unanimità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Intervengo sulla questione, su cui prima abbiamo fatto una discussione abbastanza ampia, che è la legge sulla montagna.
E’ necessario distinguere quello che è politicamente auspicabile rispetto a ciò che è giuridicamente possibile. La legge 131 stabilisce i criteri dell'altimetria e di pendenza. I criteri socio-economici non possono essere oggetto di un atto normativo, ma possono essere utilizzati per definire le misure di sostegno. Questo è un limite normativo oggettivo.
Detto questo, la Regione Marche, come ho già anticipato, non è rimasta ferma rispetto a tutte le critiche che sono state mosse dai Consiglieri di opposizione. Se la Regione Marche non fosse intervenuta, per dare contezza della tutela dell'Appenino, nessun altro sarebbe intervenuto in questa fase. E questo mi occorre dirlo perché è stato oggetto di una battaglia complessa che ci ha portato da prima a presentare una richiesta alla Conferenza Stato-Regioni per l'abbassamento della soglia a 300 metri, poi giustamente, a seguito di una concertazione che si è sviluppata, è stata definita a 350 metri con 78 Comuni classificati come montani. Ne avremmo persi più della metà e forse oggi l'opposizione ci avrebbe detto: perché siete stati silenti? Perché non avete lottato? Ma questo lo stiamo ancora facendo. Lo stiamo facendo cercando di definire gli aspetti di estensione dei benefici ai Comuni montani in base ai criteri socio-economici, che è un secondo passo che dovrà essere fatto, abbastanza complesso, e che richiederà molta attenzione anche in attuazione delle normative tecniche e delle Conferenze Stato-Regioni che verranno fatte a livello politico.
Per questo ritengo che la risoluzione sia inappropriata, non nel senso di una battaglia, che è giusto fare negli interessi di tutti i Comuni che devono dichiararsi montani o che vogliono ritenersi montani, ma anche rispetto ad un quadro che è in completa evoluzione a livello normativo, dove stiamo affrontando le politiche sugli incentivi socio-economici per l'estensione dei benefici ai Comuni montani, soprattutto per dotarci di un apparato normativo sulle aree interne che sarà oggetto di una valutazione specifica molto importante.
L'interrogazione n. 14 chiede se la Giunta intende intervenire sui decreti attuativi della legge 131 del 2025. È importante chiarire un punto fondamentale, l'articolo 2 della legge 131 stabilisce che la classificazione dei Comuni montani deve avvenire solo sulla base di criteri morfologici di altimetria e pendenza. Pertanto l'inserimento di tali criteri nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non è giuridicamente possibile senza una modifica legislativa, e su quello ci si può ragionare, ci si sta ragionando.
C'è l'impegno della Giunta esecutiva della Regione Marche e del Presidente in primo luogo, che sta discutendo le questioni in diversi colloqui, in diverse azioni che sta facendo con il Governo centrale, con il Ministro per gli affari regionali.
Riusciremo a trovare una formula che possa essere correttiva, che possa essere estensiva dei benefici che vengono erogati ai Comuni, che non vengono più dichiarati montani? Auspico di sì, perché questo è il lavoro che stiamo facendo, però occorre anche dire che tutti i benefici, anche per i Comuni non montani, che stanno nelle Unioni dei Comuni, sono estendibili.
L'unico difetto che potrebbe essere rappresentato è il dimensionamento scolastico. Tutti gli incentivi riguardo all'agricoltura, alle accise, alle altre misure, che sono estese attualmente ai Comuni montani, vengono sistematicamente estesi anche ai Comuni che non lo sono più, in forza dell'articolo 3 della legge 131 del 2025, che rafforza il concetto delle Regioni, in attuazione delle rispettive normative, di dare dignità anche ai Comuni che non sono più dichiarati montani, ma lo sono per l'effetto della legge regionale stessa.
Per questo, credo che l'impegno della Regione… Le polemiche, che in alcune circostanze possono risultare un po’ ideologiche o sterili - o comunque attive nei confronti dei 28 Comuni che sono rimasti fuori anche dalla classificazione “parzialmente montani’ - sarebbero legittime nei limiti in cui la Regione non faccia determinate cose. Ma nel caso in cui la Regione le stia facendo, si stia battendo per la tutela degli Appennini e per l'estensione dei benefici socio-economici ai Comuni che non vengono più considerati montani, nonché per la tutela delle aree interne del nostro territorio, credo che la battaglia che si sta facendo, in maniera molto seria ed impegnativa, richieda risorse, volontà e soprattutto risposte dal Governo centrale.
Per cui la Regione Marche su questi punti c'è, dice la sua, l'ha fatto valutando e facendo rispettare l'Appennino nel territorio nazionale.
Ritengo inoltre che determinate Regioni avrebbero dovuto fare sintesi per ottenere dei risultati migliori, piuttosto che votare sulla base di presupposti ideologici, che hanno impedito di far raggiungere l'intesa sulla programmazione dell'intervento normativo, che sarebbe stato più diretto a fare una sinergia complessiva di aree, soprattutto quelle del sistema appenninico, come la Regione Marche. Parlo dell'Umbria, dell'Emilia Romagna e delle altre Regioni che insistono nel nostro territorio.
Tuto quello che è oggetto della risoluzione è già un impegno forte, costante della nostra Regione e di quello che stiamo facendo in questo senso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Ho presentato uno dei primi atti sull'argomento che si discute oggi e che è stato abbinato con la mozione.
Ringrazio l'Assessore Consoli perché finalmente ha fatto chiarezza a fronte di tante polemiche, anche pretestuose. È chiaro, come Civici Marche non possiamo essere contenti di com’è e di com'è stata strutturata la riforma Calderoli, ma va riconosciuto, appunto, che la nostra Regione ha fatto la propria parte, è intervenuta cercando di far inserire altri Comuni. Non basta, c'è un'interlocuzione in corso.
Credo che questo sia chiaro e forse è chiaro anche che alcuni Comuni, che lo rivendicano, debbano entrare nei Comuni montani. Allo stesso tempo si sta assistendo un po' ad un teatrino e alla rivendicazione di Comuni che di montano non hanno nulla. Ecco, rivendicazioni che sembrano piuttosto politiche, passi per Urbino e Sassocorvaro, ma vedo nella mia provincia Comuni che si chiamano valle e che rivendicano lo status di Comune montano, che se è tale è perché ha delle caratteristiche e soprattutto ha degli impedimenti e dei vulnus.
Chiedo ai colleghi di stare di stare tranquilli. Presidente, lo faccio come Vicepresidente. Fatemi finire la mia argomentazione. Grazie.
Se un Comune è montano lo è in virtù anche di alcuni disagi. Adesso c'è la fila a diventare e a richiedere di essere Comune montano. Da noi ci sono rimasti solo Fano, Pesaro, Mondolfo e Marotta, perché alla fine, più o meno, l'hanno richiesto tutti. Tutti rivendicano questo status. Credo che non sia un tema di serie A, di serie B o di territorio, è una questione di riequilibrio anche territoriale. Quindi, inviterei a venire in montagna per capire cosa significa essere di montagna, io che vengo da un Comune montano.
Ringrazio, e concludo il mio intervento, il Presidente Acquaroli, l'Assessore Consoli per quello che hanno fatto e per quello che stanno continuando a fare perché sono consapevoli che qualche altra manovra può essere fatta, qualche altro Comune, realmente montano, può essere inserito. Per carità, smettiamola di rivendicare la montanità dappertutto, è ingeneroso con le popolazioni montane, che purtroppo vivono non solo un isolamento storico, ma anche condizioni di disagio, tali da poter essere considerati cittadine, Comuni e paesi montani.
Ringrazio ancora l’Assessore, speriamo che il Presidente Acquaroli e la Giunta possano portare a casa un ulteriore risultato oltre quello conseguito. Grazie.

PRESIDENTE. E’ stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Nobili, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Seri, sulla quale dichiaro aperta la discussione generale.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Sarò rapidissimo perché il dibattito è stato ampiamente lungo, però vorrei aggiungere qualcosa. Apprezzo molto lo sforzo per giustificare l'azione di un Governo del quale siete parte politica. Lo apprezzo tanto perché vedo come cercate di giustificare qualcosa che, secondo me, molti di voi accettano con grande difficoltà. Che bisogno c'era di inserire la questione altimetrica, tenendo fuori prima la metà dei Comuni marchigiani, adesso 29, rispetto ad un iter legislativo che va avanti da 70 anni e sul quale i Comuni, che oggi sono stati esclusi, si erano organizzati? Questa legge era entrata nelle midolla dei Comuni. nei bilanci dei Comuni, nelle abitudini dei Comuni, si interviene una nuova riclassificazione per apportare quale beneficio, quale vantaggio? Che cosa porta il criterio altimetrico? Lo dico, molti di voi l'avranno letto, ma secondo me la questione è netta. Nel Piceno, per esempio, due Comuni sono esclusi dall'elenco, Castignano e Appignano del Tronto. Faccio una domanda: negli ultimi decenni Appignano del Tronto e Castignano sono esplosi demograficamente? No. Il Pil pro-capite dei residenti è aumentato? No. Sono paesi nei quali si sono insediate molte più attività? Assolutamente no. I due Comuni rimangono realtà che hanno bisogno della vicinanza dello Stato perché sono Comuni montani, “se con montano intendiamo Comuni che sono lontani dai servizi principali e nei quali i residenti hanno più difficoltà di vivere rispetto ad altre zone”.
Il Comune di Cortina d'Ampezzo, che è nell'elenco, ha avuto una diminuzione di Pil pro-capite? Ha avuto uno spopolamento? Il prezzo al metro quadro si è ridotto? Assolutamente no. Quindi, vedete come il criterio altimetrico non ha ragione di esistere, soprattutto negli Appennini. Non a caso, appena la legge è uscita si è parlato di una norma leghista, centrata sul nord. Io non voglio essere guerrafondaio, superficiale, ma che gli Appennini ne risentono particolarmente è inevitabile.
E’ stato detto giustamente che la Regione ha fatto un'opera di forte persuasione per modificare i criteri, ci mancherebbe che non lo riconosciamo.
La risoluzione non fa altro che dire quello che già l'Assessore ha detto, cioè continuare la battaglia, continuare a dire al Governo che i criteri non vanno bene, che i Comuni marchigiani esclusi non possono restare tali, che non è una questione solo di carattere economico. Molti Sindaci, al di là dello svantaggio economico che avranno non essendo inseriti nell'elenco, hanno puntato sulla scuola, sulla riduzione dei parametri per il mantenimento delle classi, uno degli elementi centrali che potrebbe aumentare ulteriormente lo spopolamento di realtà che già vivono un fortissimo inverno demografico, un frequente spopolamento.
Perché votare tutti insieme questa risoluzione? Magari anche verificando degli emendamenti, se ne avete intenzione, perché è tanto lo spazio per emendare, per continuare, come è stato già detto dall'Assessore, una battaglia giusta per fare in modo che dei Comuni marchigiani, che non hanno bisogno di un cambiamento e che in questi anni non hanno avuto miglioramenti drastici delle loro condizioni, siano inclusi nell'elenco. Altrimenti questo tentativo di difendere l'indifendibile apparirebbe ancora più straniante. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pierini.

Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. Bene, un argomento interessante a cui tengo.
Vengo da un piccolo paese a 5 minuti da Carpegna, quindi è un tema molto sentito e importante.
Legge sulla montagna. Bisogna anche capire perché avviene questa riforma, che, secondo me, è necessaria. Ci sono alcune correzioni da poter applicare e concordare.
Oggi il Presidente, come abbiamo capito, è a Roma a parlare direttamente con il Ministro. Anche come gruppo Lega ci siamo mossi direttamente chiedendo un incontro al Ministro, ma ringrazio lo stesso la Giunta per il lavoro che sta portando avanti.
Vorrei ricordare che fino a poco tempo fa all'interno della legge sulla montagna c'era Roma e Bologna, Taranto anche. Secondo voi era giusto? È giusta questa cosa, che all'interno della legge sulla montagna ci siano città come Roma, Bologna e Taranto. Ecco, secondo me, una riforma, una modifica serviva.
Che ci siano delle problematiche, assolutamente plausibile, ma i problemi servono per essere corretti. C'è il lavoro di tutti per cercare di far comprendere queste problematiche qua, ma ogni volta capita che il Partito Democratico sta tutto il giorno sui giornali, come il Sindaco di Vallefoglia che chiede la montaneità, anche se dista 5 minuti dall'autostrada.
La legge sulla montagna è stata fatta per tutelare e garantire servizi e per agevolare paesi come Carpegna, Apecchio, Piobbico. Non so se sapete dove sono. Io faccio tutti i giorni un'ora di strada per raggiungere il primo casello dell'autostrada, a Fano o Pesaro. Un'ora ci metto. Quindi, secondo me, un intervento serve per dare sostegno a questi paesi che vivono e sono realmente montani.
Il mio ringraziamento va alla Giunta che sta portando avanti una pressione per far capire come alcuni paesi del Montefeltro, come Sassocorvaro, ma lo stesso Urbino, devono essere integrati e riconosciuti come Comuni montani per una serie di attività e di sostegno di cui hanno bisogno. Ma occorre dire che parliamo di interventi sul sostegno, sulle agevolazioni per medici, insegnanti.
Si parla sempre di entroterra e via dicendo e quando qualcuno vuole intervenire per sostenere ed agevolare questi territori, si crea solo ed esclusivamente polemica. Per una volta siamo uniti, tutti insieme, per risolvere nel miglior modo possibile. Questa legge, secondo me, è assolutamente necessaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per contribuire ad un dibattito, altrimenti diciamo che non lo facciamo, ma devo essere sincero, rispetto all'altro questo è poco appassionante per una ragione di fondo. I metri non fanno la differenza sullo sviluppo, e penso a degli esempi concreti. Quando avremo, spero presto, il nuovo ospedale della Val di Chienti, ospedale provinciale maceratese, da Recanati impiegheremo quasi 40 minuti a raggiungerlo, da Muccia 20 minuti. Quindi Recanati entra per quanto riguarda la sanità in un contesto di area depressa. Il Presidente Pasqui arriverà subito, anche se spero che non dovrà mai utilizzarlo. Ce l'ha anche a Camerino, mentre io non ce l'ho più. Voglio dire che i criteri mutano a seconda delle circostanze.
Purtroppo questa bella Italia è diversa perché l'Appennino non ha valichi nazionali, ha solo valichi internazionali e anche pochi. L'Appennino ha tanti valichi nazionali, quindi è per alcuni aspetti frequentato fino ai fondovalle, ma ci sono dei fondovalle, tipo quello del Consigliere al mio fianco di Pian di Meleto, che non ha il passaggio e chi non c'è l’ha è chiaro che è molto più isolato di chi lo ha, addirittura se ha una superstrada come le A76, la A77, quindi i criteri sono differenti.
Vorrei porre all’attenzione della Giunta, vista l'occasione, un'altra questione, che poi è del 2016, immediatamente dopo il terremoto, ma che non abbiamo risolto, Nel 2016, cari colleghi, non è stata risolta perché abbiamo ricostruito seguendo neanche i criteri che qualcuno aveva indicato: prima le attività produttive poi le strutture pubbliche, poi le case e le chiese. Pensate, a chiedere questi criteri sono stati i vescovi marchigiani, che hanno messo le chiese per ultimo, molto onestamente.
Il problema è che non abbiamo le attività produttive ed immaginare che da qui a 20 anni continueremo con la logica delle piccole elemosine e delle piccole distinzioni sulle aree montane rispetto alla pianura non funziona. Funziona invece mettere in moto dei meccanismi di solidarietà oggettivi. Faccio un esempio per tutti perché poi ci toccherà nel Piano regionale per la gestione dei rifiuti: un conto è raccogliere i rifiuti a Muccia o a Camerino, sede del nostro Presidente, un conto è raccoglierli a Civitanova Marche. È chiaro che il costo di raccolta rifiuti a Civitanova Marche è enormemente inferiore rispetto a chi ha un vasto territorio, è tutto sparso ed ha oggettivamente dei costi maggiori. Quindi, su questo pezzo andrebbe fatto un ragionamento per dire chi oggettivamente ha maggiori condizioni di difficoltà, lasciamo perdere la neve che ormai non nevica più. Oggettive difficoltà relative alle distanze, alla dispersione della popolazione sul territorio, al deperimento demografico, che colpisce particolarmente le aree interne. È chiaro che lì deve scattare un meccanismo di solidarietà. Non è una questione di metraggio, è una questione di monitoraggio, cioè andare a vedere caso per caso quello che succede.
Alla legge sulla montagna dovremmo immaginare la legge delle aree interne o ancora meglio delle aree emarginate da tutti i contesti produttivi e di viabilità. Questa è la raccomandazione che mi permetto di fare alla Giunta, sperando che da qui a qualche anno muti questo tipo di ragionamento, che mi sembra oggettivamente vecchio. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Credo di poter essere rapidissima perché già hanno detto benissimo i colleghi della minoranza che hanno parlato prima di me. Mi permetto però di segnalare che mai quanto in questa occasione sarebbe utile un pronunciamento, anche con degli emendamenti rispetto alla risoluzione presentata, unanime di tutto il Consiglio.
Vedete, qui nessuno chiede di reinserire, ammesso che ci fossero, non ho idea, ma non dubito, tra i Comuni montani Bologna o Parma. Qui si chiede quello che stanno chiedendo i Comuni marchigiani di ogni orientamento politico, che erano già qualificati Comuni montani e che ora sono stati esclusi. Questo si chiede,. L'hanno chiesto in modo unitario e in modo, credo, intelligente, Comuni amministrati dai più diversi orientamenti politici, da Cupramontana di centro-sinistra ad Urbino di centro-destra. Possiamo essere noi per una volta, noi Consiglio regionale, altrettanto maturi e saggi, almeno quanto i Sindaci di destra, di centro e di sinistra che hanno chiesto una cosa precisa? Facciamo una risoluzione con la quale chiediamo la stessa identica cosa che ha chiesto quel gruppo di Sindaci, identica, senza cambiare neanche una virgola, che non riporta una polemica politica, pure legittima, su chi ha fatto la legge, come non l'ha fatta, eccetera. Queste sono tutte opinioni che ovviamente sono più che legittime ed è giusto che, come dire, animino il dibattito pubblico, almeno per provare a risolvere, come le ha chiamate il collega, le criticità, gli errori che sono stati fatti, lasciando perdere per un momento chi li ha fatti. Vogliamo provare a farla o no? Sennò dovremmo dire a quei Sindaci di tutti gli orientamenti politici che questo Consiglio regionale, o meglio una parte di questo Consiglio regionale non è riuscita neanche a condividere quello che loro hanno condiviso e non mi sembrerebbe una grande prova di maturità, di intelligenza politica, di capacità di Governo e di leadership dell'intero Consiglio regionale.
Chiedo ai colleghi della maggioranza, buttiamo giù anche rapidamente un emendamento o degli emendamenti che ricopino “paro, paro”, detto in anconetano, quello che hanno scritto i Sindaci, tutti, da quello di Urbino a quello di Cupramontana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. In merito a questa proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, ci tengo a fare alcune precisazioni perché credo che sia importante ristabilire la verità dei fatti.
Voglio ringraziare in primis il Presidente Acquaroli, l'Assessore Consoli, l’Assessore Baldelli per aver fatto una battaglia importante, perché nella vita politica si deve fare distinzioni tra le chiacchiere e i fatti. Ricordo, infatti, quando era uscita la prima proposta di legge del Ministro agli affari regionali, che ovviamente non soddisfaceva moltissime Regioni, moltissimi Comuni, ed hanno abbassato la quota dei metri. Quindi, grazie all’Assessore Consoli, all’Assessore Baldelli, al Presidente Acquaroli, che sono riusciti a dare una prima risposta.
Prima in una interrogazione un collega della minoranza ha detto: "Ma dov'è la vostra filiera istituzionale?" Beh, diciamo che già la prima risposta è stata data perché molti Comuni sono rientrati, già un senso di giustizia è stato dato a questa legge. Poi, capisco che ci sono delle risposte ulteriori da dare, com’è normale. Tanto che annuncio, non so se lo sapete, che il Presidente Acquaroli oggi è a Roma anche per discutere di questa questione.
Credo che sia importante il ruolo che il Presidente Acquaroli sta svolgendo, anche come mediatore, per trovare le soluzioni ulteriori ed accontentare altri Comuni.
Capisco che quando non si governa bisogna fare polemica a prescindere, capisco che quando non si governa si vuole attaccare piuttosto che dire troviamo una soluzione insieme.
Accolgo l'appello della Consigliera Mancinelli per fare una risoluzione insieme, magari potremmo anche rinviare il punto e farla insieme il prossimo Consiglio regionale, insieme all'Assessore e al Presidente Acquaroli.
Aveva ragione la collega Mancinelli, ci sono Sindaci di centro-destra, Sindaci di centro-sinistra, magari qualcuno si aspettava di essere inserito nell'elenco, magari alcuni proveranno sapendo di non avere requisiti per entrarvi. Qui dobbiamo essere sinceri.
Parlo ad esempio della mia piccola provincia perché immagino che qui le questioni siano provinciali, battaglie provinciali, non di partito, territoriali. Se andiamo a vedere i Comuni montani inseriti nelle regioni grandi, come Veneto, Lombardia, sono località sciistiche. Nelle Marche non abbiamo una vera e propria cultura, ovviamente neanche dal punto di vista del dislivello, però io posso dire che dobbiamo trovare una soluzione che sia condivisa. Perché dico questo? Perché ho apprezzato e ho colto l'appello della Consigliera Mancinelli, perché a fare propaganda siamo bravi tutti, ma creiamo delle false aspirazioni a dei Sindaci che magari non possono entrare in quell’elenco. Dobbiamo essere seri, corretti.
Vi dico pure che dobbiamo anche rispettare i passaggi istituzionali e bisogna avere rispetto del lavoro che stanno facendo l'Assessore Acquaroli, l’Assessore Consoli e l’Assessore Baldelli, tutti insieme per provare a trovare una soluzione.
Certo, non credo che tutte le soluzioni riusciremo a trovarle, non credo che riusciremo ad accontentare tutti i Comuni, però ricordo benissimo che quando è uscita la prima bozza - Assessore Consoli - che conteneva i 600 metri, il Partito Democratico ha detto: "Ma il Presidente Acquaroli non fa nulla, ma questa maggioranza sta zitta?" Me lo ricordo, Consigliere Antonini, però poi succede che la maggioranza, in questo caso non tanto la maggioranza come Consiglieri, ma il Presidente con gli Assessori, ha lavorato intelligentemente insieme alle altre Regioni ed è riuscita a far rientrare altri Comuni. Adesso capisco che vi trovate in difficoltà perché noi la prima battaglia l'abbiamo vinta, poi è ovvio che si vuole provare a dire: "Adesso occorre inserire anche gli altri". Ma certo, ci proveranno, ci sta provando oggi il Presidente Acquaroli, ci proveranno gli Assessori, ma dobbiamo provare tutti noi a fare una battaglia condivisa perché, credetemi, è una battaglia, concludo, Presidente, che riguarda la maggioranza, ma riguarda l'opposizione, le Marche, così come tantissimi altri Comuni in giro per la nostra nazione.
Su questo credo che come Regione Marche - come quando è stata fatta la proposta iniziale nella Conferenza Stato-Regioni, nel rapporto anche con il Ministro per gli affari regionali, con le varie proposte fatte dagli Assessori - oggi potremmo dimostrare di essere un Consiglio regionale non che si attacca, ma che prova a dare una soluzione nel rispetto del ruolo istituzionale, così come il Presidente Acquaroli e gli Assessori stanno facendo nei confronti di un Ministero che, tra l'altro, ha ascoltato le nostre proposte perché ha modificato la legge, sperando che possa accogliere anche quest'altra proposta.
Dico che siamo pronti, se vogliamo potremmo farla il prossimo Consiglio regionale con intelligenza, perché non credo che servano due minuti e mezzo per fare una risoluzione condivisa. Dico anche questo, Consigliera Mancinelli, condividiamola anche con l'Assessore Consoli, che magari ci può dare qualche consiglio in più. Con una risoluzione fatta insieme all'Assessore, tutti quanti insieme, potremmo avere un risultato omogeneo per dare delle risposte ai Comuni affinché… Ripeto, il Presidente Acquaroli ancora una volta cerca di accogliere le proposte, di portarle avanti, di andare nelle sedi istituzionali competenti per provare a trovare le soluzioni, a noi del Consiglio regionale spetta di supportare questa iniziativa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi permetto di chiedere una sospensione di 5 minuti, non di più, perché la proposta che vorrei sottoporre a tutti - non ne ho parlato neanche con i capigruppo di minoranza, lo dico apertamente, ne discuteremo tranquillamente – è di fare una risoluzione di cinque righe in cui scrivere:” Il Consiglio regionale delle Marche fa proprio l'appello/documento firmato dai 29 Sindaci marchigiani”. Abbiamo quello firmato da tutti, da centro-destra, centro… Facciamo proprio quell'appello, quindi non c'è tanto da arzigogolare ed è sicuramente un appello bipartisan perché è firmato da 29 Sindaci di tutte le Marche, di tutti gli orientamenti politici.
Vorrei sottoporre ai capigruppo questa proposta in 5 minuti. Grazie.

PRESIDENTE. Accolgo la sospensione. Per correttezza, dico anche che alla risoluzione sono state aggiunte le firme dei Consiglieri Nobili, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi e Catena.
Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per rispondere alla Consigliere Mancinelli, non so se mi sono spiegato, il Presidente Acquaroli è a Roma proprio per parlare di questa questione, piuttosto che fare una risoluzione che dice che supportiamo i 29 Comuni, attendiamo che torni il Presidente Acquaroli e nel prossimo Consiglio avremmo notizie maggiori sulle quali muoverci tutti, altrimenti voi fate propaganda e continuerete a perdere e noi ovviamente saremo contenti.
Ripeto, Consigliera Mancinelli, non ho mai fatto l'insegnante, ero un alunno a volte anche distratto, però un consiglio mi permetto di darlo dal punto di vista istituzionale, siccome abbiamo un Presidente della Regione, votato dalla maggioranza di coloro che hanno votato alle elezioni regionali, dobbiamo avere rispetto del lavoro che sta facendo. Quando torna, nel prossimo Consiglio regionale, insieme all'Assessore, studieremo una mozione tutti insieme per supportare la sua iniziativa. Se oggi facciamo una mozione e magari, per sbaglio, il Presidente domani annuncia che ha risolto il problema, l’atto sarebbe carta igienica. Vorrei evitare questo, vorrei che si possa trovare una soluzione condivisa senza fare demagogia, perché, ripeto, la demagogia a volte fa male. Se voi volete votare la vostra, votatela perché è un vostro diritto/dovere farlo, ma credo che in questo momento la responsabilità debba prevalere sulla voglia politica di uscire sulla stampa. Grazie.

PRESIDENTE. La Consigliera ha ritirato la richiesta di sospensione.
Ha la parola la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ero già prenotata, riprendo l'intervento da dove eravamo rimasti, perché questo documento che ci è arrivato questa mattina da 29 Sindaci, ne comprende 15 della mia provincia, che per l'ennesima volta è la più penalizzata a livello regionale. La metà dei Comuni esclusi sono nella provincia di Pesaro-Urbino e mi spiace notare dai Consiglieri di maggioranza un atteggiamento discriminatorio, anche perché la proposta di sottoscrivere l'atto dei Sindaci dovrebbe toccare tutti, da destra a sinistra, a prescindere dalle appartenenze politiche. Evidentemente non tutti conoscono il territorio provinciale di Pesaro-Urbino e si permettono oggi di fare battute ed illazioni in questo contesto, senza probabilmente essere mai stati in alcune zone di questo territorio. Mi riferisco in particolare al Consigliere Pierini, che forse non è mai stato a Vallefoglia, che si permette anche di criticare il Sindaco che è intervenuto, ha sottoscritto il documento con gli altri 29 Sindaci ed ha annunciato che riconsegnerà la fascia perché Vallefoglia comprende un bosco confinante con il Comune di Urbino, alla stessa altezza. Lo invito a visitare Montefabbri che è tra i borghi più belli d'Italia e probabilmente se ne renderà conto. I criteri sono gli stessi, è un territorio molto esteso, ha requisiti identici ad altri Comuni…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, Consigliera. Silenzio in aula, per favore. Grazie.

Micaela VITRI. Credo che i 15 Sindaci della provincia di Pesaro-Urbino, che hanno inviato questa mattina a tutti questo documento, meritino tutti lo stesso rispetto, la stessa dignità e lo stesso diritto di protestare. Se non è d'accordo si vada a leggere i criteri, si faccia un giro in macchina nelle zone che non conosce della nostra provincia. Lei viene da un Comune bellissimo, un Comune montano, splendido, ma non le dà il diritto di criticare, insultare gli altri territori della nostra provincia, che hanno gli stessi diritti, anche perché questa mozione, che io ho sottoscritto, è importante per dei motivi precisi che non dobbiamo dimenticare.

PRESIDENTE. Scusi, Consigliera. Chiedo, per favore, di fare silenzio e di rispettare la collega che sta parlando.
Prego.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. C'è un atteggiamento evidentemente campanilistico, che chi sta in quest'Aula non dovrebbe avere perché tutto il nostro territorio regionale va difeso allo stesso modo. Che un Consigliere sia di Pian di Meleto o di Pesaro dovrebbe comunque avere a cuore allo stesso modo il territorio regionale.
Aggiungo che questa mozione è particolarmente importante perché si andrebbero a perdere dei benefici che toccano tutto il territorio provinciale, come la possibilità di concorrere ai bandi +del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, come gli incentivi fiscali previsti dalla stessa legge n. 131, i requisiti agevolati per le autonomie scolastiche e la già notevole carenza di servizi potrebbe aumentare se questi Comuni venissero esclusi.
L'Unione dei Comuni montani ha rivolto già un esplicito appello alla Regione Marche affinché in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni tutti questi Comuni vengano reinseriti, non solo qualcuno, quello in cui abita un Consigliere regionale o quello che piace di più a un altro, ma tutti quei Comuni esclusi. L'ha detto l'UNCEM, non lo dice la Consigliera Vitri, quindi vi invito a votare questa mozione se avete a cuore tutta la regione Marche e tutto il territorio regionale, a prescindere dai campanilismi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Trovo la richiesta del Consigliere Putzu, che per fortuna mi ascolta, spero, o comunque è presente in Aula, irricevibile.
Dire che quest'Aula deve aspettare le interlocuzioni del Presidente della Regione con il Ministero per poi adattarsi al suo ritorno con la borsa piena o vuota, è calpestare il nostro ruolo, che è propositivo.
Oggi non si è parlato solo del tema della montagna, che è appassionante ed importante per la Regione Marche, si sono affrontati un sacco di temi, tutti rimandati al mittente, così come state facendo anche su questo.
Credo che, invece, bisognerebbe portare avanti le richieste dei Sindaci perché sono loro che vivono sul territorio e sanno perfettamente quali sono i problemi a cui i Comuni montani vanno incontro. E’ stato detto più volte della questione della sanità, delle scuole, delle infrastrutture, degli incentivi per l'impresa, per le giovani coppie, per l'agricoltura. Tutte queste cose forse un Sindaco di un piccolo o grande Comune, medio grande, le conosce perfettamente e oggi è arrivato a tutti noi un appello. Un appello che abbiamo fatto nostro, semplificato all'interno della mozione, della risoluzione, ma possono andare bene anche le sette pagine dei Sindaci, riprendendo anche le virgole, va benissimo ugualmente perché alla fine quello che conta è il segnale.
L'Assemblea legislativa è vicina ai Sindaci, a tutti, quelli di destra e quelli di sinistra. Poi, che il Presidente Acquaroli sia a Roma a me fa molto piacere, però non è vero che la Regione Marche, fino ad oggi, ha fatto tutto quello che poteva fare, perché vorrei ricordare che le Marche hanno votato a favore di questi criteri e qualcuno li ha anche decantati sulla stampa, non ho detto io: “Grande soddisfazione e dignità per l'Appennino”. Questa è una dichiarazione dell'Assessore Baldelli, rilasciata il 6 febbraio. Evidentemente c'è una parte di questa maggioranza, anzi una parte di questa Giunta, che è d'accordo con quei criteri e siccome alcuni Comuni, quelli più vicini, rientravano, è chiaro che andava bene.
Un mese dopo, la grandissima operazione fatta da questi Sindaci - a cui dovremmo mostrare solidarietà e vicinanza - ha portato ad una presa di coscienza da parte della Giunta, a tal punto che oggi il Presidente Acquaroli è a Roma. Ma a Roma chiedere cosa? Non si è parlato di contenuti, il Presidente Acquaroli a Roma cosa sta chiedendo? Sta chiedendo le cose che chiedono i Sindaci? Se la risposta è sì, facciamo nostra la risoluzione, è nostra, e diamo forza al Presidente Acquaroli. Sta facendo altre richieste? Che altre richieste sta facendo? Ce lo dite voi della maggioranza, che forse, ma non ne sono neanche sicura, siete stati aggiornati su cosa fa oggi il Presidente Acquaroli a Roma? Qualcuno ha detto che avete fatto una gran battaglia, tant'è che siamo passati dai 600 metri sul livello del mare a 350. Per me un voto a favore non è una gran battaglia. Il voto poteva essere di astensione, visto che siete della stessa parte politica, poteva essere contrario, come hanno avuto il coraggio di fare altre amministrazioni. Qual è il presupposto ideologico? Condivisione del presupposto ideologico, ma il presupposto ideologico è banale, è semplice, lo si capisce: vogliono agevolare le Alpi e se ne sono infischiati delle nostre aree appenniniche. Va bene a tutti? Guardo il Consigliere Pierini perché ce l'ho proprio davanti, ma forse anche perché il suo intervento non l'ho compreso, visto che è un Sindaco di un piccolo Comune delle aree disagiate, di cui stiamo parlando oggi, quindi dovrebbe essere il primo a guidare tutti noi al riconoscimento di quello che ci chiedono i Sindaci, non a decantare questa riforma. Tra l'altro invitando all'unità, ma se dobbiamo fare qualcosa uniti, ragazzi, facciamo un atto condiviso e votiamolo all'unanimità. Come si fa ad essere uniti bocciando quest'atto? Voi oggi avete bocciato tutto, tutto, qualsiasi cosa.
I 29 Comuni che sono stati esclusi erano inclusi da 74 anni, quindi, se permettete, almeno quelli della Regione Marche, mi viene da dire, meriterebbero di essere ancora in quell'elenco, ma non a livello nominale, ma per tutti quei vantaggi di cui abbiamo parlato fino adesso.
Sinceramente, penso che se volete fare…, anzi il Consigliere Piergallini ha già presentato e scritto un emendamento a questa risoluzione, che dice: “si condivide il documento congiunto dei Sindaci dei 29 Comuni marchigiani esclusi dalla nuova classificazione dei Comuni montani; a fare proprie le richieste formali ed urgenti espresse nel documento”. Quello che ha detto la Consigliera Mancinelli: prendere tutto, comprese le virgole, di quello che hanno detto i Sindaci. Si mette questo in calce alla risoluzione, allora, perché non votarla tutti? Se voterete contro, andrete voi a spiegare, Sindaco per Sindaco, Comune per Comune, a quelli che vogliono restituire le fasce, a quelli che vogliono fare il ricorso al TAR, a quelli che hanno detto che verranno sia in Regione che fuori dal Ministero a manifestare, il motivo di questo gran rifiuto, che non è un rifiuto all'opposizione, ma un rifiuto alle istanze più che legittime di questi Comuni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Canafoglia.

Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. Flaiano, di fronte a questa discussione, direbbe che il problema è serio, ma non è grave. In questo senso è serio perché riguarda la qualità del problema. Merita attenzione, avete ragione voi della minoranza, non va sottovalutato. Bisogna ascoltare i Sindaci, le popolazioni, perché sento parlare di Sindaci, ma non di popolazioni. Punto.
Grave, quando Flaiano fa riferimento all'aggettivo grave, fa riferimento a un concetto molto semplice, si guarda alle conseguenze, ovverosia, non è tale da distruggere o travolgere, ma rende impossibile andare avanti. Cosa vuol dire tutto questo? Quando si affronta un problema…, in questo caso mi fa molto piacere l'assenza di interesse di tutti, ma va bene così.
In questo momento abbiamo il Governatore di questa Regione che sta parlando nei posti deputati e se siamo, tutti quanti, interessati al problema dei Comuni montani, al loro inserimento o alla loro esclusione, credo che sia molto efficace ascoltare le risultanze dei colloqui intercorsi, delle interlocuzioni intercorse, perché il Governatore non rappresenta il centro-destra, ma rappresenta la Regione Marche. Successivamente, laddove non dovesse apportare alcun risultato o risultati positivi, è chiaro che per dar forza ulteriore al Presidente Acquaroli e a tutta l'azione della Regione, faremo una risoluzione, un atto comune tenendo presente che se c'è l'interesse a risolvere questo problema, a non fare semplice demagogia, in realtà ci si mette intorno al tavolo, lo si studia tutti quanti insieme, i rappresentanti di tutte le varie forze politiche, e si butta giù un documento.
Sto vedendo che ogni 2 secondi viene fuori un documento, ma questo non è una forma concreta e seria per affrontare un problema di questo genere. E’ una modalità e chi sta guardando in streaming dice: "Ma questi cosa stanno facendo? Ogni 5 secondi buttano fuori un documento per giocare a ping pong”.
Signori, torno a ripetere, il problema è serio, ma non grave, quindi, vi invito in questo momento a mettere da parte i rispettivi tentativi di far emergere chissà quali situazioni di disinteresse da parte dell'azione di governo di questa Regione, che non c'è. Non c'è, perché tutti ne stanno parlando, se ne stanno occupando, tanto è vero che il Presidente Acquaroli oggi non è presente in questo consenso, ma è a Roma, a parlare anche di questo, come di tanti altri argomenti importanti.
Non bisogna far passare il messaggio, come si vuole far passare, che la maggioranza, l'amministrazione, il Governatore e la Giunta di questa Regione siano totalmente disinteressati ai Comuni, perché così non è, assolutamente no.
Questo messaggio non c'è, quindi oggi, visto che qualcuno parla di ostaggi, direi che è il caso di non essere ostaggi della demagogia, cerchiamo di andare a risolvere i problemi delle popolazioni. Tutti insieme. Quindi, attendiamo quello che il Presidente Acquaroli ci porterà come risultanze da quel lavoro. Dobbiamo avere rispetto per il fatto che il Governatore sta lavorando per la popolazione, non per il centro-destra o per i Sindaci, sta lavorando per le popolazioni, per tutto il territorio marchigiano.
Anche perché, per quanto riguarda questa legge, guardate nei suoi meandri, vi ricordo che è stato uno degli argomenti del famoso libro “La casta”, che parlava delle comunità montane, non so se ve lo ricordate, richiamo la Consigliera Vitri, e delle distorsioni che c'erano nei Comuni montani.
Detto tutto questo, con molta calma, riconoscendo ad entrambi – io ve lo riconosco, noi lo riconosciamo a voi - l'interesse nei confronti delle popolazioni e dei Comuni. Fate la stessa cosa con noi. Quindi, appena abbiamo notizie delle interlocuzioni romane del nostro Governatore, che non è soltanto di centro-destra, ma è il Governatore di tutta la Regione, a quel punto ci metteremo intorno in tavolo, ma cortesemente. Non adesso, magari arriva il terzo atto perché così si fa a scuola quando si copia, ma per arrivare bene ad un'interrogazione si studia, si conosce l'argomento e, se vogliamo, ci si mette insieme e lo si firma senza problemi, sennò qui giochiamo a chi è più bravo, a chi è più capace, ma in realtà diamo un pessimo spettacolo all'esterno.
Sono d'accordo con voi che il problema c'è, ma affrontiamolo bene perché una risoluzione di questo genere non sposta in un modo né in un altro. Se invece riusciamo ad avere conoscenza di quelle che sono le ultime notizie, forse arriveremo magari un po' più mirati e magari la dotta indicazione contenuta in questa risoluzione è superata o è inutile oppure va integrata. Vediamo di non fare risoluzioni su risoluzione e documenti su documenti. Andiamo mirati insieme su un problema che ci riguarda tutti, non spingiamo sulle perplessità, i dubbi o i momenti di difficoltà che può avere un Sindaco di un piccolo Comune montano. Non alimentiamo queste proteste, che sono in questo momento inutili perché la situazione è in fieri.
Vi chiedo la cortesia di passare in maniera seria, come diceva…, e ricordiamoci ogni tanto un po' di cultura. Vado dietro al Consigliere Piergallini che me l’ha ricordato in uno dei miei primi interventi, la cultura ci deve portare. Quindi, Flaiano siccome è un grande, seguiamolo. Grazie.

PRESIDENTE E’ stato presentato un emendamento alla risoluzione a firma dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Nobili, Mangialardi, Cesetti, Catena, Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Seri, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. E’ stato già introdotto dalla Consigliera Ruggeri, quindi, l'integrazione recita così: “Impegna la Giunta regionale a condividere il documento congiunto dei Sindaci dei 29 Comuni marchigiani, esclusi dalla nuova classificazione dei Comuni montani e a fare proprie le richieste formali e urgenti espresse nel documento”. Richieste che voi avete visto, sono nelle ultime pagine del documento.
Giusto per dire la mia e contribuire al dibattito. L'integrazione è necessaria perché in questa maniera, come abbiamo detto, teniamo conto delle richieste dei Sindaci che sono sul fronte della politica ogni giorno. Molti di voi sono stati Sindaci, di sinistra e di destra, quindi il fatto che arrivi questa richiesta è già una conferma che non stiamo affrontando un argomento demagogico. Ho sentito qualche intervento un po' pericoloso: “Quando non si governa si fanno critiche a prescindere”, “Si fa solo demagogia”, “Ogni 2 minuti viene fuori un documento”, attenzione, sono discorsi pericolosi questi, perché il dibattito in Assemblea legislativa è la base della democrazia e le democrazie sono tali se rispettano il ruolo delle minoranze, svilirlo o ridicolizzarlo è un problema molto grave perché bisogna governare affinché quando si sarà in minoranza, potrà accadere, dovrà accadere, storicamente uno ha i diritti salvaguardati e garantiti.
La fatica a difendere l'indifendibile si sente anche dagli argomenti utilizzati.
Concludo, se Roma e Bologna - Taranto non è mai stata nell'elenco dei Comuni montani, ho verificato - stavano dentro, si tireranno fuori. Non si cacciano fuori 29 Comuni delle Marche e altri in Italia.
La nostra bella Italia è diversa. Certo che è diversa, ma c'è il governo apposta che deve fare leggi che siano capaci di capire le differenze, quindi fare una legge per gli Appennini ed una per le Alpi. Qualcuno ha detto giustamente che il Presidente ha lavorato per ridare senso di giustizia ad una legge, riconoscendo implicitamente che la legge, così come è stata scritta, è ingiusta e va riequilibrata.
Per concludere, si è detto più volte che in questa battaglia il governo delle Marche è attivo, in questa battaglia il Governatore Acquaroli è attivo, ma le battaglie si fanno contro i nemici e in questo caso il nemico è il Governo, del quale voi fate parte. Penso che far arrivare un segnale unitario dalle Marche non sia una cosa vergognosa, ma una cosa che dimostra il funzionamento della politica. Grazie.

PRESIDENTE. Allora, per ricapitolare la risoluzione è stata firmata dai Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Nobili, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Seri. Gli stessi sottoscrittori della risoluzione hanno presentato l'emendamento appena illustrato dal Vicepresidente Piergallini. Consigliere Pierini può intervenire sull'emendamento in quanto è già intervenuto sulla risoluzione. Qual è il fatto personale? Prego.

Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. Prima la collega ha detto che ho insultato il Sindaco. Voglio chiarire che non ho insultato il Sindaco di Vallefoglia ed invito la collega a non dire queste cose, considerato che sono stato Sindaco e capisco la battaglia che sta portando avanti il Sindaco di Vallefoglia, anche se, secondo me, è del tutto fuori luogo, considerato che Vallefoglia Montecchio non c'entra assolutamente niente con un Comune montano. Tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Sì, voterò favorevolmente la risoluzione, però qui è inutile che ci prendiamo in giro. La Regione Marche ha votato favorevolmente, a quanto è dato sapere, alla legge 12 settembre 2025 n. 131 in Conferenza Stato-Regioni. Quando, invece, poteva impugnare quella legge dinanzi alla Corte Costituzionale, ai sensi dell'articolo 127, comma secondo, della Costituzione. Capite che poteva fare? Consigliere Assenti, parlo con lei perché in questa materia dovrebbe avere dimestichezza. Non solo ha votato, ha dato parere favorevole alla Conferenza delle Regioni, tagliandosi i ponti alle spalle per l'impugnativa davanti alla Corte Costituzionale. Lo poteva fare perché la Regione, leggo testualmente, è legittimata a proporre l'impugnativa non solo per la lesione diretta subita dalle norme contestate, ma anche per la lesione delle prerogative costituzionali degli enti locali e per le loro attribuzioni (Enti locali, articolo 114 della Costituzione), laddove ne derivi una compressione dei poteri regionali. E qui c'è una compressione dell'autonomia dei Comuni che si ripercuote sui poteri delle Regioni. E ce lo dice questo, Presidente Pasqui, la legge regionale n. 4 del 10 aprile 2017, la quale all'articolo 11, comma 7, statuisce che il Consiglio delle autonomie locali può segnalare al Presidente della Giunta regionale eventuali lesioni dell'autonomia locale da parte di legge e provvedimenti statali, anche ai fini della promozione di questioni di legittimità o di conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, nel rispetto di quanto stabilito dall'articolo 134 della Costituzione. Questo, ad esempio, lo feci fare al CAL quando ero Presidente della Provincia perché avevo norme statali che limitavano l'autonomia delle Province. Quindi, questo è quello che poteva fare la Regione. Credo che i 60 giorni, ahimè, siano scaduti, quindi è inutile che ci giriamo intorno. Mi dispiace che ai Sindaci sia sfuggito questo particolare perché potevano chiedere...

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardilli.

Andrea CARDILLI. Grazie, Presidente. Volevo chiedere se un attimino…, ho preso tempo per leggermi il provvedimento che hanno mandato i Sindaci e non credo che la maggioranza li stia trascurando, come è stato detto, perché se già c'è stato un primo risultato, abbiamo portato da 600 a 350 metri, questo è un segnale chiaro di quest’amministrazione.
Se oggi devo aderire, come gruppo consiliare, come gruppo di maggioranza, ad un provvedimento, nel quale… a parte che si legge 29 Comuni abruzzesi, credo che i nostri siano marchigiani, non abruzzesi, poi da una parte si parla di 28 e da un’altra di 29, insomma ci sono una serie di errori formali in questa lettera.
Leggendo i provvedimenti, le richieste che dovremmo approvare sono: la sospensione della procedura, e credo che non sia possibile; un tavolo di confronto istituzionale, potrebbe essere possibile avviare un tavolo di confronto; adozione di criteri multidimensionali. Si chiede che la classificazione dei Comuni montani sia fondata su criteri multidimensionali (questi vanno considerati in base alle direttive che ha dato il Governo); mantenimento transitorio dello status montano, al momento questo non possiamo deciderlo noi; salvaguardia delle autonomie scolastiche, al momento, in base ai criteri adottati ad oggi non siamo noi a doverlo affrontare. Vado avanti per tante altre cose perché basta guardare ogni punto: intervento del Consiglio regionale o verifica delle compatibilità costituzionali, questo di fatto è possibile farlo in ogni momento.
Dico che non siamo d’accordo come maggioranza a votare un provvedimento solo per dire ai Sindaci che l'abbiamo votato. Noi siamo d'accordo a metterci mano, a chiedere il rinvio di una settimana per costruire insieme un documento che sia fattibile e sotto l’aspetto formale individui bene i criteri che abbiamo detto finora. Ma soprattutto che possa essere un documento condiviso, che andremo a votare perché possiamo dire che l’abbiamo votato per risolvere il problema, non solo per dire che l’abbiamo votato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ci tengo a fare chiarezza su una questione. Non so se qualcuno sa che la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento sulle aree interne, proposto dalla Commissione Agricoltura, dalla Commissione Affari istituzionali, dalla Commissione Politiche europee internazionali e su questo documento la Regione Marche ha chiesto lo stanziamento di fondi destinati ai Comuni delle aree interne, nell’ambito della Strategia nazionale delle aree interne, chiedendo che tali risorse vengano utilizzate per supportare i Comuni esclusi dalla legge sulla montagna.
Non so se lo sapete, la legge sulla montagna parla di 200 milioni di euro, mentre le risorse per la Strategia nazionale delle aree interne ammontano a circa 1 miliardo di euro, e questo è giusto. Quindi, anche qui dobbiamo capire fino a dove vuole arrivare la demagogia. Io vorrei farvi riflettere perché poi voi siete liberi di votare ciò che avete approvato.
Tra l'altro, mi fa sorridere che vi emendiate le risoluzioni da soli. Questo è un emendamento alla vostra risoluzione.
Chiedo il rinvio del punto al prossimo Consiglio regionale per trovare una soluzione univoca, visto che oggi il Presidente è a Roma a parlare di questa questione. Poi se voi lo volete votare lo stesso, non dite che siamo contrari, perché noi facciamo i fatti e a voi vi rimangono le vostre proposte che, tra l'altro, vi emendate da soli. Questo è un atto che vi correggete da soli. Su questo credo che ci voglia senso di responsabilità, quindi, Presidente Pasqui, chiedo di votare il rinvio di questo punto al prossimo Consiglio regionale, così avremo modo di concordare una risoluzione insieme al Presidente Acquaroli e agli Assessori competenti. Grazie.

PRESIDENTE. Il rinvio va chiesto da tre Consiglieri.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Chiediamo anche noi il rinvio alla prossima seduta. Grazie.

PRESIDENTE. I Consiglieri che hanno chiesto il rinvio sono: Cardilli, Putzu e Marcozzi. Un Consigliere a favore e uno contro.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. A nome di tutti i Consiglieri di minoranza, siamo contrari al rinvio, anche perché, e chiudo veramente, nulla vieta oggi di votare insieme, condividendo l'appello dei Sindaci, non di quattro demagoghi che girano per le strade, magari veterocomunisti.
Condividiamo l'appello dei Sindaci, dopodiché quando torna il Presidente Acquaroli da Roma, se ci fossero novità ulteriori, vedremo il da farsi, ma intanto in questo modo credo che daremo forza al Presidente Acquaroli, a chi rappresenta le Marche, in una trattativa che non deve essere proprio facilissima, sennò si sarebbe risolta prima. Per questo ci sembra inopportuno rinviare, dopodiché avete i numeri per deliberare di rinviare. Ovviamente noi siamo contrari. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Brevemente, solo per dire che non è che non si è a favore di un appello accorato a livello politico, che proviene da chi vestiva un abito ed oggi rischia di vestirne un altro. Non è quello, è che quanto viene detto in quel documento va a inficiare la sostanza normativa di cui oggi si sta discutendo in una Commissione bicamerale in Parlamento, sulla base delle segnalazioni che la Regione Marche ha fatto in Conferenza Stato-Regioni, facendo una sintesi delle osservazioni che la Regione Marche ha fatto: l'estendimento delle tutele anche a quei Comuni che non sono montani. Quindi, l'interesse a valutare tutte le questioni inerenti i criteri socio-economici ai fini dell'estensione dei benefici ai Comuni che non sono più considerati montani e una valutazione complessiva su un apparato normativo legislativo che possa andare ad intaccare la problematica inerente le aree svantaggiate, le aree interne.
Diciamo che è in corso un’ interlocuzione della Regione, ma non solo, perché quello che sta succedendo sta succedendo in tutta Italia, dove ci sono Comuni che più o meno rischiano, non rischiano. Siamo in una fase molto delicata, in cui si discute di queste questioni a livello politico, quindi buona conoscenza, come si dice, vuole eventualmente valutare e fare un documento anche congiunto. Adesso non lo so, potrà essere un impegno dell'Assemblea legislativa nel quale si potranno concertare eventuali situazioni, ma andare oggi in maniera veloce, repentina ad accogliere delle richieste che potrebbero inficiare, incidere sulla sostanza di alcuni provvedimenti che sono in discussione, sia in Parlamento sia in Conferenza Stato-Regioni, credo che sia abbastanza complesso perché il quadro è complicato, difficile. Le osservazioni vengono da tutte le Regioni, per cui secondo me quello che buona conoscenza vuole è eventualmente valutare in una sessione complessiva, sentiti tutti i Capigruppo, se si può e in che misura accogliere quelle richieste che vengono da un appello accorato dei Comuni, che oggi hanno un abito diverso rispetto a quello montano.
Secondo me, la soluzione migliore per evitare conflittualità o problematicità sul dire hai fatto, non hai fatto, è quella di poter valutare oggettivamente con serietà, professionalità e competenza, ma anche con obiettività. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola per mozione d'ordine la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Capisco la posizione espressa dalla maggioranza, che si trova da un lato in difficoltà a presentare qualche emendamento per far passare questa risoluzione, dall’altro a bocciarla perché diventa difficilmente sostenibile all'interno dei territori.
Con un Regolamento scritto così, volendo, noi dell'opposizione potremmo non discutere nessun atto, perché la maggioranza può dire: “Questo atto lo rinviamo alla prossima seduta”, “Lo rinviamo alla prossima”, “Lo rinviamo alla prossima.” Non è mai successo quanto in quest'ultimo inizio legislatura, perché ricorderei che nella scorsa non si è abusato di questa possibilità, invece in questa avete cominciato a utilizzare questa formula, viene rinviato, viene rinviato, quindi viene vanificato il fatto che l'opposizione possa proporre dei temi e sapere cosa la maggioranza pensa. E’ un vulnus democratico grave, state attenti a non abusarne perché personalmente farò tutto quello che è nelle mie possibilità per indicare che non va bene. Partendo dalla correzione di questo Regolamento, studierò se è così anche nelle altre Regioni, perché non può essere una prassi stare al buon cuore della maggioranza far discutere e far esprimere il Consiglio. Non è possibile che sia così. Già abbiamo poca possibilità di incidere perché voi avete la propensione a dire che ci pensa e fa tutto la Giunta, ci pensa la Giunta, ma, addirittura, non possiamo discutere né chiedere di votare gli atti scomodi. Alla fine converrebbe fare lo sciopero dei Consigli, non fare più niente perché tanto è lì che ci volete portare. Oggi ho presentato 3, 4 mozioni, che non sono state costruite in 25 minuti, Consigliere Canafoglia, dietro ci sono mesi di lavoro e di studio perché nessuno viene qua con un fogliettino di quattro stupidaggini. Dietro c'è lo studio dei nostri assistenti e spesso neanche solo loro. In tutto questo quadro va finire che non so cosa ci veniamo a fare. Bocciate tutto e noi lo stipendio, visto che questo è un tema caro a qualche Assessore di Giunta, lo prendiamo lo stesso, anche se non presentiamo niente, nessun atto, né interrogazioni, né mozioni, né proposte di legge. Lo prendiamo lo stesso a fine mese. Ma vi sembra questo il modo di garantire i diritti dell'opposizione? Per me è scandaloso. Grazie.

PRESIDETNE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la richiesta di rinvio, non è per censurare le proposte dell'opposizione. Tra l'altro, oggi è stato fatto un Consiglio regionale per ascoltare interrogazioni, interpellanze e mozioni delle opposizioni.
Faccio un appello alla Consigliera del Movimento 5 Stelle che anche in Sardegna, soprattutto in Sardegna, più volte viene chiesto il rinvio degli atti, non so, mettetevi d'accordo. Quando siete all'opposizione gridate alla mancanza di opportunità, ma oggi ovviamente … E lo può trovare anche negli atti, guardi, ho un'Ansa, che parla addirittura di una richiesta di rinvio da parte anche dell'opposizione.
Per farvi capire, capisco che il Movimento 5 Stelle non è abituato ad un dibattito parlamentare o ad un dibattito in Consiglio, sia in Consiglio comunale che in Consiglio regionale, dove sia maggioranza ed opposizione.
Ricordo alla Consigliera Ruggeri che, in tantissimi anni in cui il centro-destra era all'opposizione, non si è mai preoccupata quando il Partito Democratico, allora Democratici di Sinistra, chiedeva e votava il rinvio. C’è anche il Consigliere Marconi, che è un decano dell'Assemblea ed è stato anche Assessore.

PRESIDENTE. Scusate, uno alla volta,

Andrea PUTZU. Credo che questo sia normale nel dibattito del Consiglio, quindi è un Regolamento... Poi, se il Movimento 5 Stelle vuole cambiare il Regolamento, come ha cambiato la regola dei due mandati, come ha cambiato l'alleanza, andavano da soli ed oggi vanno col PD, può fare tutto, però c'è una democrazia e credo che la si debba rispettare e farsene una ragione.
Chiudo il mio intervento dicendo che sono a favore del rinvio che abbiamo proposto, utile per trovare una soluzione condivisa. Se il Movimento 5 Stelle vuole fare di tutto, riparte dalle proprie basi, dalla propria storia, era da solo e oggi si ritrova a fare il vagone del Partito Democratico. Grazie .

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Assenti.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. Noi dobbiamo ristabilire la verità storica di questo Consiglio. E’ impossibile, le dichiarazioni rilasciate dalla Consigliera Ruggeri, non sono assolutamente verità. Questo va dichiarato con forza, me ne dia la possibilità.

PRESIDENTE. Consigliere Assenti, per favore, può intervenire sulla mozione d'ordine della Consigliera Ruggeri, quello sì. Prego.

Andrea ASSENTI. Grazie, Presidente. A questo punto grazie anche alla Consigliera Ruggeri, che mi dà la possibilità di dire la verità, cosa che non è stata detta da lei nel suo intervento.
Non è vero che questo Consiglio si sia sottratto nei 5 anni precedenti ed in questo inizio di XII^ legislatura al Consiglio dell'Aula, mai sottratto alla valutazione politica di ogni singolo atto, dai carnevali storici, che abbiamo fatto ed abbiamo fatto un anno di rinvii per fare un documento unito. Ricordatevi soprattutto, cosa più seria del carnevale storico, il caso Beko, quando stavate tutti i giorni sui giornali cercando di trovare una soluzione sul caso, sfido ognuno di voi a dire il contrario. Quando abbiamo fatto interventi ministeriali e non solo, c'era qualcuno che volava in Turchia all'epoca, invece abbiamo fatto interventi nazionali con il consenso di tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione e siamo arrivati ad una risoluzione unica. E fortunatamente è andato benissimo il caso Beko.
Non ci siamo mai sottratti, né mai ci sottrarremo, mai! Perché noi andremo a votazione di ogni singolo atto, che presenterete, o di mozione che sia, la voteremo sempre. Viva Dio, visto che abbiamo un Presidente sensibile a queste argomentazioni, sia stata pure una Conferenza Stato- Regioni, chiamiamola così, da rivalutare? Chiamiamola come volete voi, però se ci porta la buona novella e affrontiamo il ragionamento in una settimana, non ci sottrarremo alla votazione tra 7 giorni. Non ci sottraiamo, stiamo semplicemente dicendo che vi arroccate dietro alla proposta di una risoluzione, fatta e firmata da due organi politici o dai due gruppi di minoranza, PD e Movimento 5 Stelle. Non mi sembra che sia una risoluzione unitaria, non mi sembra che l'emendamento sia stato condiviso con gli altri. La proposta, per carità, è lodevole, però aspettiamo la buona novella e speriamo che sia tale. Dopodiché vediamo quello che succederà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per ricordare che io non ho fatto il paladino del centro-destra da quando sono nata fino all'altro ieri, quindi, quando amministrava il PD se il centro-destra aveva qualcosa da recriminare, penso che avesse persone che potevano farlo senza aspettare che ci fossi io.
All'epoca facevo opposizione al Sindaco Seri, quindi le considerazioni che ha fatto il Consigliere Putzu non so proprio da dove arrivino. Il Movimento 5 Stelle nella sua storia ha avuto dei passaggi, ma sempre prima i temi. Se si è fatta questa coalizione, che a voi sta qui, perché avete rischiato e rischierete ancora, è proprio perché abbiamo trovato convergenza sui temi, come stiamo dimostrando giorno per giorno in quest'Aula. E’ un po’ più scricchiolante l'unità nel centro-destra, e questo è il motivo dei continui rinvii e delle mancate votazioni su dati complessi come questo. Grazie.

PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15:55