Resoconto della seduta n.17 del 14/04/2026
SEDUTA N. 17 DEL 14 APRILE 2026
La seduta inizia alle ore 12:05
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 17 del 14 aprile 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 16 del 31 marzo 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n. 216 - a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Distruzione di sacche di plasma presso l’Officina del sangue dell’Ospedale di Torrette e apertura di istruttoria della Corte dei Conti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 216 – a risposta immediata – della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Buongiorno Presidente, buongiorno a tutti. Riguardo all’interrogazione posso assolutamente “rassicurare”, adesso attendiamo l'esito dell'atto ufficiale della Commissione nominata e, ovviamente, le eventuali responsabilità, che, penso, debbano, comunque, essere evidenziate. Poi, se non c'è effettivamente già un procedimento in atto, saremo noi a predisporre nota alla Corte dei Conti, perché nel numero di 323 sacche non utilizzate, il danno può esserci per la nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta alquanto stringata, anche se il tema è particolarmente complicato, sul quale bisognerebbe fare un'azione di trasparenza quanto prima.
Da qui è nata la nostra richiesta di fare una Commissione speciale di cui parleremo domani in Ufficio di Presidenza e spero che la maggioranza sia disponibile ad attivarla.
Assessore, ho un grossissimo dubbio, mentre la Procura della Repubblica farà le proprie indagini dal punto di vista penale e la Corte dei Conti, come lei dice, sicuramente troverà qualcosa che non va - perché un danno erariale c'è e farà il suo corso -, dal punto di vista politico è indispensabile che noi Consiglieri ci attiviamo.
Ho fatto un accesso agli atti - vado per punti velocissimi, perché ho molto poco tempo - da cui si evince che c'è stato un mancato controllo da parte della Regione. Il 18 marzo alle ore 14:28 il Direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ha chiesto all’allora Direttore del Dipartimento interaziendale regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT), una relazione in merito a eventuali e presunti disservizi. Due ore dopo il Direttore del DIRMT ha risposto testualmente, dicendo: “La possibilità di dismissione di sacche di plasma era stata già manifestata dal sottoscritto sia al momento della richiesta di riduzione della raccolta, sia in forma più concreta alla riunione dell'11/03”. Quindi non è tanto vero che non si fosse parlato concretamente della dismissione delle sacche, che poi da lì si evince il danno erariale. Il 19 marzo sappiamo che il Direttore del DIRMT ha chiesto di fermare o ridurre le donazioni. Scopriamo che il 23 marzo abbiamo questa mail in cui si parla dell'eliminazione di 323 unità di plasma, ma, soprattutto, che il 23 marzo si avvia una…
Interrogazione n. 217 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Persistenza dei ritardi nei referti istologici, gravi conseguenze in ambito oncologico e violazione del diritto alla salute (art. 32 Cost.)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 217 – a risposta immediata – del Consigliere Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Innanzitutto sono a rispondere all'interrogazione con le note arrivate dalle cinque AST, quindi, dalle Aziende territoriali. Nessuno ha notizia, quantomeno da quanto scrivono nero su bianco, di azioni da quel punto di vista, da quanto richiesto nell’interrogazione.
Voglio aggiungere anche un aggiornamento, che spero possa essere utile, nelle due AST dove si sono registrate più problematiche, AST 2, AST 4 (aggiornamento in data di ieri). All'AST 2 è stato avviato un incarico esterno, un'esternalizzazione da questa settimana per andare in pari con l'arretrato, mentre in AST 4 dal mese di aprile si arriverà a tre unità di anatomopatologi in maniera anche superiore rispetto a quella che era stata in precedenza. Voglio anche dire questa cosa: in entrambe le AST si è riscontrata la presenza di un medico pensionato che, nella mancata emanazione del decreto Milleproroghe, con la possibilità di proroga per la presenza dei medici pensionati… si è trovata in entrambi i casi una difficoltà. Poi, in conversione è stata rimessa questa norma, che era “scomparsa” anche dalla bozza presentata all'inizio in Consiglio dei Ministri. Perché? L'approvazione della norma presupposta di carattere finanziario, relativa alla finanziaria, è stata successiva all'emanazione del decreto del Milleproroghe, quindi, queste due AST hanno rilevato la problematica. Su questo diciamo che, nel giro di pochi giorni, si dovrebbe arrivare a una normalizzazione, anche se entrambe riferiscono che le urgenze sono state sempre trattate, ovviamente, con preponderanza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Ci volevano le nostre interrogazioni per far smuovere le attività dell'AST 2 e dell'AST 4, con i casi che noi abbiamo segnalato e non come riportato dal giornale, che il vaso di Pandora è stato scoperchiato il primo aprile.
Noi fin dal 5 febbraio abbiamo denunciato i ritardi nella refertazione istologica, poi, lo abbiamo ripetuto il 18 marzo e, infine, il 3 aprile e denunciato in quest'Aula più volte. Doveva essere fatto prima quello che è stato fatto oggi. Su questo, ovviamente, l'Assessore non ha alcuna responsabilità, perché, qui è vero, è arrivato da cinque mesi. Però io lo invito… e prego l'Assessore di non giustificare l'ingiustificabile, ma di dare precise disposizioni, affinché questi ritardi non si verifichino più, anzi, vengano assolutamente rimossi, perché determinano un gravissimo danno alla salute dei cittadini.
La domanda sui NAS è ovviamente retorica, per affermare una necessità. Vorrei dire ai NAS, rispetto a questi ritardi in violazione di un diritto costituzionalmente previsto… Vorrei usare le parole di Cicerone a Catilina, fino a quando i NAS abuseranno della nostra pazienza, fino a quando non andranno a controllare quello che sta succedendo all'interno di questi uffici? Grazie.
Interrogazione n. 220 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini
“Insufficienza di fondi per l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità visiva e sensoriale. Richiesta di chiarimenti e interventi urgenti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 220 – a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, una cosa la voglio immediatamente sgombrare da quanto emerge dall'interrogazione. Il fondo, sicuramente, come anche altri fondi - pensiamo a quello relativo ad altre disabilità, per esempio, pensiamo a quello dell'autismo – viene spezzato a metà tra preventivo e assestamento. Quindi, il resto del fondo sarà inserito in assestamento, ma in maniera programmata secondo le logiche di bilancio, che conoscete, a volte, anche meglio di me.
Voglio dire una cosa, anche, di recente ho incontrato, per la seconda volta l’Ente Nazionale Sordi (ENS) e per la prima volta l'Unione italiana ciechi. La vera sfida, a seguito del cambio di normativa che c'è stato… normativa statale di due anni fa. Due anni fa c'era il milione che veniva dato per l'assistenza scolastica da legge statale, veniva dato all'inizio dell'anno, quindi, veniva inserito velocemente nei bilanci. Questo consentiva la distribuzione dei fondi in tempo utile per l'inizio dell'anno scolastico a settembre. Su specifica nazionale, il fondo è rimasto di un milione, ma può essere dedicato solamente all’educativa scolastica, quindi non alle attività di assistenza scolastica per chi ha disabilità visiva o sensoriale.
La Regione ha impegnato fondi propri, che vanno con le diverse regole del bilancio per i fondi propri regionali. La vera sfida sarà - su questo cercheremo di essere… quest'anno, ma soprattutto il prossimo anno, il prossimo anno in cui si potrà mettere una visione sulla risoluzione di questo problema - la tempistica di erogazione, affinché le somme possano essere erogate in tempo con l'apertura dell'anno scolastico. Questo è oggi il grande problema anche, lo dico tranquillamente, della divisione, come oggi c'è, in due tranche dello stesso importo, che, lo ribadisco, verrà garantito. Dovremo essere in grado di assicurare, già dal prossimo bilancio preventivo, se non l'intera somma, diciamo, arriva…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Bene la promessa per l'anno prossimo, mi fa piacere, la ringrazio. Male, che non ci dica nulla per quest'anno, perché non stiamo parlando, come ha detto facendo riferimento all'autismo, del 50% di fondi nel bilancio preventivo e dell’altro 50% dei fondi nel consuntivo. Qui stiamo parlando, addirittura, di 20% e 80%, perché a fronte di 1 milione necessario, nel bilancio preventivo sono stati messi solo 200.000 euro quest'anno; 200.000 euro non è una cifra che ho inventato io, ma che hanno reso nota direttamente il Presidente della Unione ciechi e dell'Unione sordi, i quali sono intervenuti direttamente per dire che a bilancio ci sono, per non vedenti e non udenti, 200.000 euro l'anno, mentre il fabbisogno è di 1 milione. Per cui le famiglie sono costrette ad anticipare 600 euro al mese e non tutte le famiglie possono permettersi di anticipare questa cifra. Sapete benissimo qual è uno stipendio medio, considerando che si devono anticipare 600 euro al mese per un bambino o una bambina non vedente o non udente, che altrimenti non potrebbe assolutamente seguire le lezioni in maniera adeguata, anche a scuola…
Questi contributi, lo ricordiamo, sono indispensabili anche per l'adattamento dei testi scolastici, per la frequenza di istituti specializzati, per l’assistenza all'autonomia e alla comunicazione dei giovani anche in ambito domiciliare. Quindi, ciò che le chiedo non è una promessa per l'anno prossimo, e mi fa piacere, la ringrazio, ma è un intervento immediato anche per questo anno, perché le famiglie, come hanno chiesto anche in un appello lanciato sul Corriere Adriatico, vogliono sapere ora se avranno questi fondi…
Interrogazione n. 221 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Conferimento incarico alla responsabile del Centro Regionale Sangue quale referente dell’Officina Trasfusionale – profili di compatibilità e corretto esercizio delle funzioni di vigilanza”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 221 – a risposta immediata – del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Dico immediatamente una cosa, Consigliere Nobili, che l'Azienda Ospedaliera di Torrette, nella sua precisa e perfetta autonomia, ha inteso, in presenza di una evidente difficoltà ed emergenza anche nella gestione di quanto accaduto, dare questo incarico di referente dell'Officina del sangue. È un incarico, evidentemente - ce lo dice con nota l’Azienda Ospedaliera di Torrette - temporaneo, ma è un incarico che – noi dobbiamo vedere anche questo, non solo la forma, la sostanza - ha portato subito a rimettere in carreggiata, pur con le stesse forze che c'erano in precedenza, il livello di lavorazione, soprattutto ha un'interlocuzione con l'Istituto Superiore di Sanità per l'accoglimento di ben 932 sacche di plasma a fini sperimentali e di ricerca, evitando così la dispersione o la distruzione di queste altre sacche.
Questa, credo che sia una cosa a cui teniamo tutti quanti, prima ancora dei livelli formali,. Livelli che, ci dice l’Azienda Ospedaliera di Torrette, sono stati vagliati come referente (inteso non come gestore della struttura), come punto di riferimento tecnico-istituzionale. Il rapporto con l’Istituto Superiore di Sanità ha funzionato bene in questo caso, con funzione di raccordo temporaneo, circoscritto e straordinario, limitato alla fase emergenziale proprio in ragione del profilo di garanzia e della competenza di sistema del CRS richiamato nell’interrogazione.
Credo che questa sia una garanzia temporanea per tutti quanti, fermo restando che noi dobbiamo assolutamente lavorare, anche tramite un nuovo regolamento del DIRMT, per cercare di inquadrare in una maniera migliore e migliorativa l'Officina del sangue. Questo è un obiettivo, questo sì, di coordinamento e “politico” e questo sarà un obiettivo da portare avanti nei prossimi mesi, se non nelle prossime settimane.
In questo momento, voglio ringraziare la dottoressa XY per il grande impegno profuso fino ad aiutare anche materialmente. Credo, non lo so, che lo abbia già fatto in precedenza, me lo hanno riferito i dipendenti, in relazione alle mansioni ordinarie a supporto…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non posso ritenermi soddisfatto della sua risposta, perché, in realtà, lei non risponde alla questione che io le ho sottoposto con l'interrogazione a risposta immediata.
Prendo atto che lei in qualche modo si dichiara estraneo alle scelte dell'Azienda sanitaria di Torrette, come se non avesse voce in capitolo. Così come prendo atto che, evidentemente, consapevoli del fatto che questa nomina, questo incarico sia inopportuno, è un incarico di natura temporanea.
Ma qui siamo di fronte a un cortocircuito istituzionale. C'è una situazione di incompatibilità vera, perché stiamo parlando di una persona che, sicuramente, ha competenze, ma che aveva l'incarico come responsabile del Centro Regionale Sangue, l'articolazione territoriale preposta al monitoraggio e al controllo, che, quindi, non può, in qualche misura, non essere coinvolta nella mancata attenzione alle procedure adottate dall'Officina territoriale. Credo che assegnare l'incarico di referente dell'Officina Trasfusionale proprio alla persona che era chiamata, era deputata ad attivare i controlli, sia assolutamente inopportuno e spero che vogliate al più presto provvedere ad intervenire in modo serio rispetto a questa situazione.
Il controllore non può essere il controllato, non può coincidere nella stessa figura un doppio ruolo di controllore e controllato. Lei fa l'avvocato e sa bene…
Interrogazione n. 222 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Commissione di verifica vicenda plasma”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 222 – a risposta immediata – dei Consiglieri Caporossi, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ricordiamo come la Giunta ha dato indirizzo al Dipartimento di formare una Commissione straordinaria, prevista dalla legge regionale del 6 febbraio 2020, che disciplina, nell'ambito delle funzioni di vigilanza e controllo attribuite alla Giunta regionale, l'esercizio dell'attività ispettiva sugli enti del Servizio sanitario regionale e su tutte le strutture esercenti attività sanitarie e socio-sanitarie. In particolare, l'articolo 2, comma 3, prevede che “l’attività ispettiva straordinaria - straordinaria e questo è il differenziale - riguarda situazioni particolari per gravità e urgenza - e ci siamo e su questo siamo tutti d'accordo - ed è attivata d'ufficio anche a seguito di denuncia o segnalazione ovvero su richiesta della Giunta regionale o dei Consiglieri regionali”.
La Giunta regionale, inoltre, ha disposto che, per lo svolgimento di tale ispezione straordinaria, il Direttore del Dipartimento Salute si sarebbe avvalso del nucleo ispettivo di cui all'articolo 5, comma 1, il quale prevede che per lo svolgimento dell'attività ispettiva la struttura organizzativa regionale competente si avvale di un Nucleo ispettivo di composizione varia in base alle specifiche competenze richieste, alla natura e alla complessità degli adempimenti da svolgere.
Questo per far capire come noi parliamo di natura diversa rispetto alla Commissione di verifica attivata, mentre quella del decreto del novembre 2021 riguarda l'istituzione e le modalità di funzionamento del sistema nazionale di verifica, controllo e certificazione di conformità delle attività e dei prodotti dei servizi trasfusionali. Qui parliamo straordinariamente di un fatto accaduto e andiamo, quindi, a far riferimento alla legge regionale sulle possibilità di intervento ispettivo da parte della Giunta o anche di ufficio. Mentre, in questo caso, si parla di attività di normale esecuzione, di attività molto importanti e anche delicate sempre relative ai servizi trasfusionali. Questa è la differenza rispetto alle due azioni e su questo si continuerà rispetto a questa Commissione, che ringrazio per i lavori e di cui attendiamo l'esito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Assessore, l'articolo 5 del decreto 5 novembre 2021 così recita: "Le Regioni e le Province autonome, per la costituzione dei team di verifica ispettiva dei servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta, si avvalgono anche dei valutatori del sistema trasfusionale inseriti nell'elenco nazionale di cui al decreto del Ministero della Salute del 2011”. È un elenco nazionale che ricomprende oltre 300 valutatori. Allora, il problema è che… poi si parla di competenza tecnica, imparzialità, omogeneità, trasparenza e terzietà e questa attività esclusiva è normata da una fonte di diritto superiore nei confronti della legge regionale, che va seguita anche in questo caso. La nostra preoccupazione, mia e del Consigliere Seri, è stata quella di dire: “Non andate avanti con un lavoro che, poi, può essere invalido, perché se si vuole… ”. Noi abbiamo offerto la strada, come intera minoranza, attraverso la richiesta di una Commissione di inchiesta, che è la via maestra rispetto a queste cose. Ma, in ogni caso, questa Commissione, per un ruolo che può transitorio, che non esclude l'altro, che, a nostro parere, è il ruolo fondamentale, è una Commissione che rischia di essere invalida per questo motivo. Per cui abbiamo dato semplicemente il suggerimento non di barricarsi dietro a una visione delle cose, bensì di valutare il fatto di integrare la Commissione attraverso i valutatori che sono previsti all'interno dell’apposito elenco ministeriale. Grazie.
Interrogazione n. 223 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini “Tariffe e rette per le residenze per anziani e demenze”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 223 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. La circolare del 6 marzo 2026 non ha, ovviamente, una forza a sé stante, una forza di atto amministrativo cogente, ma riflette e ribadisce quello che era presente nella delibera di Giunta regionale n. 1403 del 2025, cercando di dare una omogenea applicazione a tutti gli ambiti territoriali, che è quello, appunto, il contenuto della delibera di Giunta regionale all'epoca espressa da questa Regione, mi sembra nell’agosto, se non sbaglio, del 2025, credo che sia una cosa del genere. Ma la cosa veramente importante, per cui all'epoca è stato dato quell'anno di differenza, che poteva anche incidere sulla quota sociale, è che a breve uscirà il progetto “Multileva” anche, soprattutto anzi, in questo caso, per le famiglie, per poter sostenere l'aumento di spesa. D'altronde sappiamo benissimo che c'è stata un'inflazione galoppante negli ultimi anni, parliamo di quote a doppia cifra. Quindi l'anno di differenza, che, tra l'altro, viene anche mal digerito da alcuni enti gestori - che, ovviamente devono comprendere sia la lettera che la ratio della norma - sarà quello, appunto, di far entrare… Credo che l'azione “Multileva” la potremo sdoganare nelle prossime due o tre settimane, siamo ormai all'arrivo, per dar sostegno a centinaia, se non anche migliaia, di famiglie. Perché ricordiamo che, complessivamente, l'effetto “Multileva”, tra sostegno agli enti gestori e alle famiglie, questa Regione lo ha cubato in 30 milioni di euro. Quindi, sarà un’azione combinata che potrà portare al sostegno di molte famiglie e questo dovremmo essere bravi tutti quanti a saperlo diffondere nella nostra regione e nella nostra comunità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei dice che è in continuità con la delibera, in realtà, la circolare del 6 marzo stravolge quello che era il senso della delibera n. 1238 del 2025, che aveva stralciato questa previsione che, invece, la circolare ripresenta.
La circolare, lo ricordo, stabilisce che le residenze protette per anziani, per ottenere l'incremento tariffario, devono ottenere l'accreditamento da parte della Regione, ma, in realtà, le Marche è l'unica Regione, al momento, a non aver reso pienamente operativo il sistema di accreditamento delle residenze protette, perché parliamo di questo. Ed è paradossale che l'accreditamento non sia necessario per mantenere il convenzionamento col Servizio Sanitario Regionale e per ottenere la gran parte della quota sanitaria, ma è, invece, indispensabile per ottenere l'incremento tariffario. Quindi, la circolare del 6 marzo dispone qualcosa di diverso rispetto alla delibera, perché quella formulazione, prevista dalla circolare del 6 marzo, era presente nella prima stesura della delibera che era stata sottoposta al parere preventivo della IV Commissione consiliare, che aveva esplicitamente richiesto di eliminare questo vincolo.
La delibera di Giunta regionale n. 1403/2025, nel documento istruttorio, cita esplicitamente questa richiesta della Commissione che, poi, effettivamente era stata accolta. E’ davvero, a mio parere, grave che una circolare cambi il testo di una delibera, di una fonte superiore.
I costi sono aumentati in tutta Italia. Se manca il riconoscimento dell'incremento regionale della quota sanitaria già stabilita a copertura di questi costi, le strutture saranno obbligate ad aumentare le rette a carico dell'utenza per poter proseguire l'attività. Grazie.
Interrogazione n. 225 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri
“Riduzione del 50% dell'attività dell'U.O. Medicina Riabilitativa presso l’Ospedale Santa Croce di Fano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 225 – a risposta immediata – dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ricevo dall'AST 1 e riferisco che in riferimento all'interrogazione marginata in oggetto, sentiti i servizi interessati, si rappresenta e comunica quanto segue. La Commissione medica locale .... Un attimo solo, Presidente mi si è sfalsata la risposta.
PRESIDENTE. È l’interrogazione n. 225.
Paolo CALCINARO. Un attimo, non ne ho poche.
PRESIDENTE. Sì, attendiamo, altrimenti passo alla mia interrogazione.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Eccola ce l'ho. L'intervento attualmente in corso presso il Presidio ospedaliero Santa Croce di Fano riguarda lavori indispensabili e non rinviabili di bonifica dell'amianto e riqualificazione degli ambienti finalizzati a garantire condizioni di sicurezza più elevate per pazienti, operatori e cittadini. Tali attività sono svolte sotto il costante monitoraggio dello SPSAL che ha validato il piano operativo e ne ha supervisione di tutte le fasi. Per consentire lo svolgimento dei lavori è stata predisposta una riorganizzazione temporanea degli spazi e dei servizi, compresa la medicina riabilitativa, che utilizza in modo alternato gli ambulatori disponibili. Riorganizzazione che rimodula, ma non riduce le attività, in quanto la totalità delle prestazioni che vengono erogate non subiscono modifiche.
In definitiva, l'attività oggi garantita nei locali messi a disposizione della riabilitazione, parti dei quali non erano utilizzate in precedenza, consente di garantire le prestazioni senza pesare sull'attività presente presso il centro ubicato nel quartiere di San Lazzaro di Fano.
Qualsiasi altra soluzione differente rispetto a quella adottata avrebbe determinato un disagio per i pazienti, costretti a raggiungere sedi dislocate fuori dallo stabilimento ospedaliero di Fano. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Una piccola precisazione, non ci sono più i numeri davanti alla denominazione AST, non è più Ast 1, ma Pesaro Urbino. Piccolo peccato veniale.
Ho ascoltato le parole dell'Assessore che mi tranquillizzano, nel senso che mi garantisce che l'attività rimane al 100% per quello che riguarda l'utenza. Ovviamente, se un Consigliere presenta un'interrogazione di questo tipo, a risposta immediata, è perché è stata sollecitata da alcuni disservizi, da alcuni pazienti che non hanno trovato risposta. Se le cose sono risolte, questo, come ho detto, mi rincuora, nella speranza di non incontrare altre persone che mi manifestino ulteriormente questo disagio.
L'altro elemento a cui non è stata data risposta: che gli spazi utilizzati nella zona di San Lazzaro, a cui si fa riferimento, siano in una situazione critica, umidi e insalubri, quindi, se già parliamo di situazioni critiche, non è l'habitat migliore.
Detto questo, l'intervento di ristrutturazione, di bonifica dell'amianto era una cosa necessaria, quindi, nessuno ha nulla da obiettare in questo senso, ma quando ci sono programmazioni di questo tipo, ovviamente si programmano anche le risposte dei servizi nella riorganizzazione.
Prendo atto con favore di questa risposta con l'auspicio che corrisponda a realtà. Grazie.
Interrogazione n. 224 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giacomo Rossi
“Tempi di ripristino ponte romano Cagli-Cantiano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 224 – a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. La risposta deriva dalla nota pervenutami dal Vice Commissario delegato eventi meteorologici settembre 2022, il Commissario straordinario, oggi, alla ricostruzione.
Il Consigliere Rossi, nell'interrogazione a risposta immediata, chiede di conoscere come si intenda procedere per ripristinare la situazione ante alluvione del ponte romano sul fiume Burano tra i Comuni di Cagli e Cantiano.
Si comunica in risposta che il progetto predisposto mira a coniugare, da un lato, la conservazione del valore storico-monumentale del manufatto con la necessità, anche, di garantire la sicurezza idraulica del sito, limitando le probabilità che possa essere nuovamente danneggiato da eventi di piena eccezionali.
L'intervento, viste le condizioni del manufatto, non potrà dare priorità alla riapertura del ponte al traffico veicolare ordinario, per ragioni di sicurezza e di rispetto delle norme tecniche, che comporterebbero rimaneggiamenti dell'opera incompatibili con la natura storico ambientale del bene. Per tali motivi le decisioni conclusive sull'impiego del ponte dovranno essere rimandate all'esito delle verifiche strutturali ed all'interlocuzione con la Soprintendenza, poiché al monumento è possibile prevedere solo volumi di traffico limitati ed un suo utilizzo prevalentemente ciclopedonale.
Il progetto prevede il recupero e la ricollocazione dei materiali originari asportati dalla piena del settembre 2022 e il miglioramento della capacità di deflusso delle portate eccezionali del fiume Burano, realizzando nella parte più recente e non originale del ponte una terza arcata in acciaio Cor-ten, scelto per la sua durabilità e il basso impatto estetico nel contesto paesaggistico, che fungerà da bypass di sicurezza, attivandosi esclusivamente in caso di piena. Il percorso del progetto, i cui lavori sono stati appaltati mediante un primo accordo quadro, è attualmente in fase di confronto con la Soprintendenza per l'acquisizione dei pareri vincolanti e delle prescrizioni necessarie, data la natura storica del bene. Qualora non subentrino imprevisti o potenziali ritardi correlati all'esigenza di concludere i procedimenti amministrativi dello stato di ricostruzione, si prevede l'apertura del cantiere entro l'estate del 2026. L'intervento, in sostanza, non si limita a una mera ricostruzione, ma restituisce alla comunità una testimonianza storica fruibile sia pure al momento con le limitazioni di cui si è premesso e, soprattutto, meno vulnerabile nei confronti dei nuovi scenari climatici e degli eventi meteorologici estremi.
L'investimento complessivo previsto per la realizzazione dell'opera ammonta a 1.230.000 euro. Tale cifra copre integralmente le operazioni di consolidamento strutturale, il restauro lapideo, la fornitura e posa in opera della nuova struttura in Cor-ten e le opere di sistemazione idraulica complementari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Innanzitutto accogliamo con piacere della riconferma del Commissario, che ringrazio. Con soddisfazione, dopo quattro mesi, fortunatamente, nell’ultimo Consiglio dei Ministri è avvenuta la sua nomina, quindi potrà continuare a fare il suo lavoro.
Si tratta di una questione sulla quale sono intervenuto diverse volte, l'opera è stata finanziata per 800.000 euro ed ha visto entro l'estate 2025 il progetto definitivo, attualmente si attendono i pareri e le prescrizioni dalla Soprintendenza. Allora mi chiedo cosa aspetti a dare questi pareri, queste prescrizioni. Va bene che il ponte non è pregiudicato nella sua stabilità e non è previsto il ripristino della carrabilità automobilistica, però è scandaloso che dopo tre anni e mezzo, per dei pareri mancanti, il ponte sia ancora in uno stato di abbandono e di indecorosità alle porte di Cagli e anche di Cantiano.
E’ bene che la Soprintendenza intervenga, rilasci questi pareri e si inizi finalmente il restauro di questo ponte, che è lì da 2000 anni e che, purtroppo, sta subendo un'indecenza burocratica dovuta ai dei rallentamenti e a dei rimpalli. Che la Soprintendenza faccia la propria parte subito e si intervenga immediatamente per restaurare il ponte. Grazie.
Interrogazione n. 99
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Caratterizzazione ambientale completa del sito Fox Petroli SpA nell'area industriale della Tombaccia (Comune di Pesaro)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 99 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie Presidente. La questione del sito Fox Petroli è seguita con la massima attenzione dagli uffici regionali e dagli enti tecnici. È però doveroso premettere un dato normativo invalicabile: ai sensi, appunto, dell'articolo 242 del decreto legislativo n. 152 del 2006, ovvero l'obbligo di procedere a una caratterizzazione ambientale strutturata scatta solo in presenza di un evento potenzialmente inquinante o del superamento accertato delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione. Ad oggi, per il sito in oggetto, tale presupposto giuridico non sussiste.
A seguito delle segnalazioni del Comune di Pesaro, l'ARPAM ha effettuato una specifica campagna di monitoraggio nei mesi di luglio e agosto del 2025. I campionamenti sono stati eseguiti sulla matrice acque sotterranee tramite piezometri. Risultato: tutti i parametri analizzati sono risultati inferiori alle soglie di legge. Sulla profondità dei sondaggi: si è scelto tecnicamente di monitorare la falda tramite piezometri e non tramite sondaggi a 50 metri per una precisa ragione di sicurezza ambientale, perché perforare fino alla falda profonda in assenza di contaminazione superficiale (risultata pulita a circa 4 metri) esporrebbe il sito a rischio di creare un ponte idraulico, trascinando eventuali impurità superficiali verso il basso. La scelta tecnica è dunque improntata al massimo principio di precauzione.
Il Consigliere Nobili cita il caso della ditta Mariani per lamentare una disparità di trattamento. La realtà tecnica è differente. La ditta Mariani nel 2015 ha presentato una comunicazione di potenziale contaminazione ai sensi dell'articolo 242, attivando autonomamente l'iter di legge. Nel caso Fox Petroli, i monitoraggi d'ufficio di ARPAM (agosto 2025) hanno dato esito negativo. Non vi è dunque discrezionalità: la legge si applica laddove c'è l'evidenza di un rischio, evidenza che per Fox Petroli le analisi scientifiche oggi escludono.
In merito alla nota del Comune di Pesaro del 2023 che definiva la situazione “altamente pericolosa”, occorre distinguere tra rischio ambientale e rischio industriale. Proprio a tutela della sicurezza, il Comitato Tecnico Regionale, il CTR, in data 12 giugno 2025, ha espresso parere negativo sul Nulla Osta di Fattibilità per il progetto GNL, rilevando criticità proprio in materia di sicurezza e rischio incidenti. Questo dimostra che la Regione non è inerte, ma interviene con rigore laddove i progetti non garantiscono gli standard assoluti.
Infine, voglio rassicurare l'Aula sulla nostra totale trasparenza. Non vi è alcuna carenza di risorse, le attività di ARPAM procedono regolarmente e i costi sono, per legge, a carico del soggetto privato per il principio “chi inquina paga”.
In data 23 marzo 2026 la Regione ha risposto formalmente al Ministro della Salute - che chiedeva lumi a seguito di una interpellanza parlamentare - trasmettendo tutti gli esiti dei monitoraggi e confermando che il sito è classificato come non contaminato. Tutti i dati sono consultabili attraverso il sistema S.I.R.S.I., cioè il Sistema informativo regionale dei siti inquinati.
In conclusione, la Giunta monitora il sito tramite gli enti proposti, ma non può imporre per legge carotaggi profondi o caratterizzazioni forzate in assenza di superamento delle soglie chimiche, rischio, che - lo ribadisco - sarebbe tecnicamente controproducente per la tutela della falda profonda. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Sono parzialmente soddisfatto della risposta che ha dato all'interrogazione perché evidenzia in qualche misura l'attenzione, la preoccupazione che ha l'ente territoriale rispetto alla realizzazione di questo impianto da parte della Fox Petroli, che evidentemente ha una caratterizzazione fortemente impattante. Questo non lo dicono solo i Comitati e i cittadini più avvertiti che seguono la questione sul territorio, ma ce lo dicono anche gli enti preposti. Peraltro non può non tenersi conto che il Comitato tecnico regionale dei Vigili del Fuoco - lei richiamava una determinazione del giugno – nell’aprile 2025 si era espresso sottolineando come nel terreno, in cui dovrebbe realizzarsi questo impianto, si trovano delle cisterne che sono da considerare rifiuto e che devono essere assolutamente rimosse.
Credo che la bonifica di quel territorio sia un atto dovuto che l'Ente Regione Marche fa bene a seguire, ma forse farebbe ancor meglio se solleticasse gli enti preposti affinché diano indicazioni forti e vincolanti al soggetto che gestisce quel terreno e quell’attività produttiva, che si trova in quel terreno delle cisterne, che sono considerate rifiuti che devono essere rimosse.
Peraltro è lo stesso Comitato Tecnico Regionale che con le sue determinazioni richiama espressamente un ruolo in capo alla Regione Marche. Per cui sono convinto che la vicenda Fox Petroli debba continuare ad essere seguita con la massima attenzione e si debba far in modo che l'ARPAM effettui in modo particolarmente significativo i controlli necessari, affinché quella zona venga effettivamente bonificata. Grazie.
Interrogazione n. 100
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Rinnovo della patente di guida per i soggetti fragili: richiesta di intervento su liste d’attesa del SSR, costi a carico dei cittadini e necessità di semplificazione dell’iter”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 100 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, vado velocemente a dare i riscontri delle varie AST. Per quanto riguarda l'AST Pesaro Urbino, vado a dire come la Commissione Medica Locale per le patenti, istituita presso le Aziende Sanitarie, è regolata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale nomina sia il Presidente che i medici che ne fanno parte. Essa accerta l'idoneità fisica e psichica alla guida per i conducenti. La visita valuta la capacità di guida e richiede documenti specifici. Le prestazioni della Commissione Medica Locale non sono ricomprese nei LEA, nei Livelli Essenziali di Assistenza, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017, per cui ai sensi dell'articolo 330 comma 6 del vigente regolamento di attuazione del Codice della Strada tutti i relativi accertamenti sono a totale carico dell'interessato. Quindi, nessuna disparità di trattamento tra chi può permettersi di sostenere i costi del privato e chi, non potendolo fare, rischia di perdere temporaneamente la patente, pur in assenza di un peggioramento delle proprie condizioni di salute, in quanto a tutti i cittadini è indicato il medesimo onere. Comunque, al fine di agevolare gli utenti, il Presidente della Commissione Medica Locale istituita presso la AST Pesaro Urbino ha ritenuto di riservare una attenzione particolare ai cittadini che si sottopongono periodicamente ai controlli necessari per la tutela della loro salute (e non esplicitamente per l'idoneità alla guida) assumendo come validi, in sede di rinnovo della idoneità della guida, i controlli clinici periodici già previsti ed eseguiti a carico del Servizio Sanitario Regionale, con ciò riducendo gli oneri a carico di quei cittadini che periodicamente si sottopongono ai necessari controlli e che spesso sono gli stessi che hanno a che fare con il Servizio Sanitario Regionale in maniera ripetuta.
Da ultimo, va sottolineato come in merito ai tempi di attesa, di circa tre mesi, la norma prevede, in caso di rinnovo, la possibilità di un permesso provvisorio di guida che non può superare la durata del rinnovo precedente, ma permette, nel frattempo, di poter guidare. Voglio anche accennare come per le difficoltà economiche - lo dico da Sindaco da poco cessato - spesso e volentieri, laddove sapevamo che c'era una difficoltà economica e che quella patente di guida era necessaria per proseguire un lavoro o per cercare di trovarlo, intervenivano, ovviamente, come parte sociale i Servizi sociali dei singoli Comuni.
Sull'AST Ancona andiamo a dire che tutte le procedure inerenti gli accertamenti di idoneità alla guida sono semplificate grazie all'esistenza di una piattaforma informatica che è PRENOWEB di cui si avvale l’AST Ancona dal primo gennaio 2025. Relativamente agli accertamenti specialistici richiesti obbligatoriamente della normativa vigente per la conferma della idoneità alla guida, la Commissione Medica Locale di Ancona si avvale, generalmente, per non comportare costi economici aggiuntivi per gli utenti, della documentazione specialistica in possesso degli stessi. La stessa cosa che ci dice anche AST 1. Laddove i richiedenti non disponessero dei sopra citati accertamenti specialistici è possibile rilasciare permessi alla guida relativi al periodo che intercorre tra la data di presentazione dell'istanza di accertamento collegiale e la data fissata per la visita medico-legale. Anche in questo caso, non ci sono ritardi che compromettono la possibilità di guida. Ciò consente ai richiedenti di effettuare gli accertamenti specialistici necessari il cui costo economico si ricorda, ai sensi della normativa vigente, è a loro totale carico, con i distinguo che ho fatto in precedenza.
Per evitare disagi all'utenza vulnerabile l'attività medico-legale della Commissione Provinciale Patenti dal mese di gennaio 2025 si svolge presso i quattro hub costituiti nella provincia di Ancona che sono presso le sedi di Ancona, Fabriano, Jesi e Senigallia. Ciò grazie alla disponibilità della Commissione Medica Locale di espletare accertamenti periferici presso le sedi territoriali in cui sono residenti i richiedenti. La procedura ha riscontrato apprezzamento favorevole da parte degli utenti i quali, dopo aver prenotato la visita (per patologia) sia telematicamente, utilizzando la nuova modalità della piattaforma PRENOWEB, sia in presenza presso la segreteria della Commissione Medica Locale sita in Ancona, hanno effettuato gli accertamenti presso la sede più vicina alla propria residenza. Vado avanti, saltando, con Macerata. Si rappresenta che, ai fini del rinnovo o della revisione - anzi questo è Fermo - della patente…
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Temo da questa risposta che non abbiate colto il senso della richiesta. Mi ha ripetuto più volte che le visite mediche sono a carico dell'utente, ci mancherebbe, nessuno chiede di non pagare, ma c'è una bella differenza tra fare una visita medica al costo del sistema sanitario pubblico, con la sanità pubblica, e farla privatamente, è questo il senso.
Soprattutto stiamo parlando di persone fragili, persone che sono obbligate a rinnovare la patente più frequentemente delle altre, talvolta, come persone affette da diabete ogni 18 mesi e che, quindi, devono presentare un certificato medico ogni 18 mesi. Se questo certificato medico non lo possono presentare dopo una visita effettuata con il sistema sanitario pubblico, ma sono costretti ad effettuarla privatamente, lei può immaginare quanto questo incida sui costi di una persona fragile. Perché le ricordo che il rinnovo della patente di guida per i soggetti fragili, ovvero persone affette da patologie croniche, per esempio mutilati o minorati fisici, malattie cardiovascolari, come ad esempio una persona che ha un pacemaker, diabete con complicanza, malattie neurologiche, apnee notturne, deficit visivi e uditivi… Sono una serie di persone che hanno il rinnovo della patente, obbligatoriamente, più frequentemente delle altre e, in questi casi, ultimamente nelle Marche queste persone non riescono più a prenotare le dovute visite mediche con il servizio sanitario pubblico. Il ricorso di fatto forzato avviene alla sanità privata che comporta un esborso economico rilevante per esami e visite specialistiche che grava interamente sui cittadini lavoratori. Per questo nella mia interrogazione…, Assessore, la invito anche a rileggerla nell'ottica di dare ai marchigiani, alle marchigiane un servizio adeguato alle situazioni che sono costretti a subire. La mia interrogazione, se la va a rileggere, ha quattro punti nel dispositivo e l'ultimo è una proposta costruttiva proprio nella massima ottica della collaborazione. Le chiedo se non ritenga opportuno valutare la necessità di fornire alle Aziende Sanitarie Territoriali specifiche direttive volte a organizzare dei veri e propri punti rinnovo patente presso le strutture sanitarie ospedaliere regionali, così da agevolare il rinnovo patente alle persone fragili, permettendo di effettuare in un unico posto gli esami necessari a presentarsi di fronte alla Commissione Medica Locale.
Ultimamente la procedura, tra l'altro, per le persone anche più anziane è stata appesantita, perché è necessario avviare la procedura sul sito www.ilportaledellautomobilista.it con accesso tramite SPID o CIE…
Interrogazione n. 115
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Criticità dei centri di riabilitazione accreditati nelle Marche – revisione delle tariffe, dei budget e degli accordi regionali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 115 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado per singoli punti: “Se la Giunta regionale intenda procedere alla revisione delle tariffe delle prestazioni riabilitative extraospedaliere e dei relativi budget”. A seguito all'analisi comparativa delle tariffe di remunerazione delle residenze sanitarie riabilitative intensive ed estensive per disabili svolta a livello nazionale, è emerso che quelle applicate dalla Regione Marche, a parità di livello assistenziale stabilito, ovviamente, sono tendenzialmente allineate a quelle delle altre Regioni. Pertanto al momento non si avverte l'esigenza di procedere a una revisione tariffaria. Specularmente non risulta necessario un incremento di budget a sostegno dell'incremento tariffario. Preferirei farlo per aumentare le possibilità di accesso, questo sì e questo è stato ribadito spesso, come credo tutti quanti qui dentro. Se dobbiamo mettere un chip non sarebbe per aumentare quello che già diamo come servizio, ma per aumentare i posti di accesso. Credo che questo sia un obiettivo comune. Anche in quest'Aula non vorrei si difendesse il contrario, cioè: noi dobbiamo mettere un chip per remunerare di più quello che già abbiamo. Su questo spero che ci possiamo intendere tutti quanti.
Vado avanti. La revisione dei budget assegnati ai centri di riabilitazione accreditati non può prescindere, comunque, da una preventiva analisi dei trend dei pazienti complessi e in età evolutiva nelle liste di attesa. In ogni caso il predetto budget dovrà garantire sia il rispetto dell'equilibrio economico-finanziario, con risorse del Fondo sanitario nazionale 2026, che al momento non sono ancora state assegnate definitivamente, sia la conformità con i vincoli
“Per quali motivazioni siano stati ridotti i budget storici ante-Covid per alcune strutture e se la Regione intenda ripristinarli”. Su questo posso dire che il lavoro ci sarà. Parliamo soprattutto di due strutture che hanno avuto questa difficoltà e di cui sono a conoscenza. Due strutture che hanno avuto un forte ridimensionamento.
Gli accordi ARIS sono sul tavolo, insieme a molti altri accordi. Ci stiamo lavorando, ci siamo incontrati, ci si rincontrerà anche a breve, quindi, può tranquillizzare il referente, che, magari, ha posto questa preoccupazione, dato che siamo in contatto piuttosto stretto.
“Se non ritenga opportuno ripristinare la possibilità di fatturazione delle degenze riabilitative che superano l'anno solare, evitando rilevanti anticipazioni finanziarie a carico delle strutture”.
Questa è una risposta chiaramente tecnica, di politico ha ben poco. Potrà capire, Consigliere, che, ad oggi, non risulta possibile ripristinare la precedente modalità di fatturazione. Difatti la chiusura della cartella clinica e della SDO rappresenta un elemento imprescindibile al fine del riconoscimento dell'attività svolta dalla struttura erogante. Capisco che sia una difficoltà non economica ma finanziaria. La nuova modalità di fatturazione, prevista dalla delibera di Giunta regionale n. 4 del 2024, risulta conforme con le regole di fatturazione di tutte le strutture ospedaliere private accreditate.
Dal punto di vista finanziario, il mancato pagamento dei ricoveri dei pazienti ammessi nell'esercizio attuale, ma dimessi in quello futuro, è bilanciato dai pagamenti legati ai ricoveri dei pazienti ammessi nell’esercizio precedente e dimessi in quello attuale, garantendo così costantemente dei flussi di cassa coerenti con il valore della produzione al netto delle note di credito. Ad ogni buon conto tale disposizione rientra in uno schema di accordo quadro che le singole strutture sanitarie private accreditate hanno sottoscritto e che, al fine della sua elaborazione, in un'ottica di leale collaborazione, ha richiesto numerosi incontri con le stesse. Un prossimo incontro è previsto nei prossimi giorni.
“Se la Giunta regionale intenda equiparare i termini di proroga”, ad oggi non ci sono differenze sulla valutazione sismica tra strutture pubbliche e private dei termini di valutazione di sismicità, quindi, come noto, c'è stata la proroga a…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Nell’interrogazione c'erano alcune questioni tecniche, ma la maggior parte delle riflessioni era di carattere politico. È su quelle chiedevo una risposta.
Il sistema della riabilitazione accreditata nelle Marche sta attraversando oggettivamente una fase di forte difficoltà, che rischia di tradursi in una riduzione dell'offerta e in un peggioramento dei servizi per i cittadini. Stiamo parlando di prestazioni riabilitative ospedaliere ed extraospedaliere e la riabilitazione rappresenta un livello essenziale dell'assistenza, così come riconosciuto all'aggiornamento dei Lea, che le Regioni sono tenute a garantire in modo uniforme, continuativo e appropriato sull'intero territorio regionale.
Il tema politico era principalmente quello delle tariffe che sono ferme da oltre dieci anni, a fronte di aumenti significativi dei costi energetici, di adeguamenti contrattuali degli operatori e di costi organizzativi. Su questo punto non mi è arrivata una risposta favorevole. Mi pare che non ci sia la volontà di andare incontro a questa esigenza. Non credo che aumentare le tariffe debba essere in opposizione all'aumentare il numero delle prestazioni, basterebbe stanziare più risorse. Allo stesso modo, abbiamo richiamato il tema dei budget insufficienti e in alcuni casi ridotti rispetto al periodo pre-Covid. Su questo abbiamo avuto delle rassicurazioni, importanti anche per evitare che ci sia un ulteriore allungamento delle liste di attesa.
Sappiamo che ci sono stati degli incontri con l'ARIS, che è l'Associazione che rappresenta gli Istituti socio-sanitari, e con i soggetti del settore, però, avremmo auspicato che ci fosse l'istituzione di un tavolo permanente per confrontarsi su queste problematiche.
Altre tematiche dell'interrogazione erano quelle relative agli accordi contrattuali scaduti. Mi auguro che su questo si voglia lavorare.
Ho recepito la risposta sull'impossibilità di prevedere la fatturazione delle degenze oltre l'anno solare.
Resta un tema che, purtroppo, forse per mancanza di tempo, non è stato affrontato nella risposta, che è quello della carenza di personale infermieristico, in particolare, la possibilità di adottare un modello organizzativo più flessibile che consenta l'utilizzo di OSS a supporto delle attività infermieristiche secondo quanto previsto dalla normativa.
Infine, una forte preoccupazione che i soggetti avanzano è quella della sospensione dei Corsi di Laurea per Educatori Professionali, che già oggi sono insufficienti rispetto al fabbisogno. Quindi mi auguro che ci siano impegni concreti per dare…
Interrogazione n. 130
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri “Conferimento delle funzioni di Avvocato interno presso l’AST di Fermo – verifica di legittimità, trasparenza delle procedure e richiesta di indizione di un concorso pubblico aggregato per Avvocati degli Enti del SSR”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 130 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. In riferimento all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue.
Questo è dall'AST Fermo. 1. L’iscrizione di un dipendente pubblico nell'elenco speciale degli avvocati pubblici non costituisce una procedura concorsuale, ma è un procedimento attivato su domanda del dipendente; che interessa le scelte del datore di lavoro pubblico; che è disposto dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati provinciale di riferimento.
Nel caso di specie è stata presentata una formale istanza di iscrizione all'Ordine, all'esito della quale la dipendente è risultata in possesso di tutti i requisiti richiesti dall'Ordinamento forense.
Riguardo all'iscrizione indicata, la posizione dell'AST Fermo è stata improntata a trasparenza e correttezza. Merita precisare che questa iscrizione non incide sul profilo contrattuale (che resta di collaboratore amministrativo professionale categoria D) e non integra un affidamento di incarico professionale ai sensi degli articoli 15 e 19 del decreto legislativo n. 33 del 2013. Invero, la fattispecie in questione si colloca nell'ambito della gestione del rapporto di lavoro pubblico. Più in particolare viene in rilievo l'articolo 5 del decreto legislativo n. 165 del 2001, secondo cui le pubbliche amministrazioni, nella gestione dei rapporti di lavoro, operano con i poteri del privato datore di lavoro. I poteri datoriali esercitati costituiscono espressione di autonomia gestionale riconosciuta in generale dall'ordinamento specialmente nelle Aziende sanitarie a seguito dei noti processi di aziendalizzazione. Tali poteri di natura gestionale sono finalizzati al perseguimento dell'interesse pubblico secondo criteri di efficienza ed economicità e rientrano nella sfera della discrezionalità organizzativa propria del datore di lavoro pubblico che non risulta sindacabile sul piano dell'opportunità delle scelte.
Il percorso seguito dall'AST di Fermo trova riscontro anche nella giurisprudenza amministrativa sul fronte della legittimità dell'iscrizione di collaboratori amministrativi delle Aziende sanitarie. In particolare, la giurisprudenza ha affermato che: l'iscrizione nell'elenco speciale degli avvocati pubblici può riguardare anche dipendenti inquadrati come collaboratori amministrativi nelle Aziende sanitarie purché l'ente disponga di un ufficio legale; l'attività forense sia esercitata in via esclusiva per l'Amministrazione; il dipendente sia in possesso dell’abilitazione professionale; l'attività sia svolta con autonomia tecnica e indipendenza. Sul punto si è espresso, comunque, il TAR Lazio - questo fa capire meglio - con sentenza del 12 maggio 2016, n. 2021 riconoscendo la legittimità della scelta di un'Azienda sanitaria di concedere la possibilità di iscrizione nell'elenco speciale ad un collaboratore amministrativo, inquadrato nell'area legale, senza necessità di modifica del profilo professionale. La pronuncia ha chiarito che: l'ordinamento forense non impone la creazione di uno specifico profilo contrattuale di avvocato nel comparto sanità; la qualifica formale rivestita dal dipendente non costituisce un elemento ostativo, ove le mansioni assegnate siano coerenti con l'area legare; la decisione di acconsentire all'iscrizione presso l'albo avvocati pubblici rientra nella discrezionalità organizzativa dell'Ente.
Punto 6. Ogni attività svolta alla proposta di concorso aggregato per Avvocati del Servizio sanitario regionale costituisce iniziativa di natura programmatica, che non può costituire parametro di legittimità dell'operato dell'Ente, né giustificare contestazioni nei confronti di un dipendente che ha legittimamente ottenuto un'autorizzazione nel rispetto di quanto richiesto dall'ordinamento e che quindi gode della tutela di quest'ultimo.
Punto 7. La valorizzazione di professionalità interne abilitate all'esercizio della professione forense consente di ridurre il ricorso di incarichi esterni (questo è sempre un bene per il bilancio); contenere le spese per consulenze e patrocinio; garantire maggiore continuità e conoscenza delle dinamiche aziendali nella gestione del contenzioso.
L'operazione si inserisce in una logica di razionalizzazione della spesa pubblica, coerente con i principi di economicità ed efficienza di cui all'articolo 97 della Costituzione. E su questo credo che siamo tutti d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non siamo d'accordo, Assessore, e dirò perché. Eccome se sono sindacabili le decisioni della Direzione di un'Azienda Sanitaria Territoriale. Questa interrogazione nasce, guarda caso, il giorno dopo dell'interrogazione n. 129 del 5 febbraio 2026, che iniziava a porre la questione dei ritardi nella refertazione degli esami istologici. Perché? Perché, siccome io opero sempre sulla base di segnalazioni scritte, mi veniva segnalato che cosa? Da una parte c'è un cittadino operato per un tumore che deve attendere oltre tre mesi per un esame istologico, dall'altra Anatomia patologica ha bisogno di personale, che poi è stato ovviato in parte con misure organizzative e, nel contempo, che cosa fa l'Azienda sanitaria? Assume un avvocato, prima ancora bandisce un concorso, addirittura, per giornalista. Una assunzione, tra l'altro, che - voglio dirlo - è illegittima, perché, nel caso di specie, la persona che è stata iscritta è arrivata in mobilità volontaria esterna con un profilo di collaboratore amministrativo e non con il profilo professionale di avvocato. Dopodiché, appena fatta la mobilità, è stata iscritta all'Ordine. Allora, qualora anche questo comportamento fosse possibile, ma perché non è stata data l'opportunità, ad esempio, a tutti gli altri, che pure sono in possesso del titolo di avvocato e non è stato promosso un bando interno affinché tutti lo potessero fare. Perché? Perché bisognava dare l'incarico a questa precisa persona! E questo non è possibile, perché questo è contro i principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza di cui all’articolo 97 della Costituzione. Chi opera in questo modo non opera con disciplina e onore, la disciplina e il rispetto delle regole, l'onore alla fedeltà alla Repubblica e ai principi costituzionali della Repubblica, tra cui buon andamento, imparzialità, efficacia ed efficienza. Questo è il punto.
Glieli metterò in fila, Assessore Calcinaro, i comportamenti del Direttore generale dell'AST di Fermo, che deve essere rimosso dal suo incarico, perché lei non si può assumere responsabilità che non le competono, lei non c'entra nulla su questo, ma deve far cessare questo modo irregolare di procedere a Fermo. Grazie.
Interrogazione n.152
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Assunzioni operatori socio-sanitari presso l’I.N.R.C.A. – strutture Regione Marche - attingendo dalla graduatoria esistente derivata da concorso indetto con determina n. 12 del 12/01/2024 del Direttore Generale dell’AST Ancona Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 152 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. In riferimento all'interrogazione avanzata - questo mi scrive INRCA - dal Consigliere Mangialardi - non ripeto il tema - si fa presente quanto segue. La graduatoria INRCA di cui alla determina richiamata è data da 63 candidati. L'istituto ha provveduto ad assumerne 16 a tempo indeterminato e sono in corso chiamate per assumerne 4 a tempo determinato. A breve si procederà anche con 2 ulteriori assunzioni a tempo indeterminato a fronte delle note cessazioni. Con riferimento specifico ai 10 OSS previsti nel PIAO si specifica che tali nuove figure sono di nuova istituzione, quindi, aggiuntivi rispetto agli attuali 125 posti. Laddove tali assunzioni fossero approvate dal Dipartimento - è una questione di poche settimane credo – e, quindi, si dovessero coprire i nuovi 10 posti di OSS, occorrerebbe utilizzare graduatorie approvate successivamente alla data di creazione del nuovo posto. Ciò in applicazione di quanto previsto nel Testo unico del pubblico impiego, articolo 35 comma 5 del decreto legislativo n. 165/2001 che prevede che le graduatorie dei concorsi pubblici per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono valide per un termine di 2 anni - e quindi saremmo già fuori - dalla data di approvazione e che per posti nuovi non previsti nel bando originario, la graduatoria non può essere automaticamente utilizzata. Tuttavia l'istituto, prima di provvedere in tal senso, perseguirà la strada della stabilizzazione di coloro che ne hanno i requisiti, come ha sempre fatto in questi anni per combattere il precariato. Resta, infine, da precisare che la graduatoria di cui alla determina n. 12 del 12/01/2024, in corso di scorrimento anche in questo periodo, sarà utilizzata per coprire il turnover e anche per eventuali esigenze straordinarie che dovessero manifestarsi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, capisco che il Direttore formuli, in coerenza con gli atteggiamenti, le risposte, ma io le vorrei sul piano politico e, ovviamente, non sono e non siamo per nulla soddisfatti. Anche perché, Assessore, questa riguarda un bando di concorso per l'assunzione di OSS presso l'INRCA, ma è un tema che posi nella undicesima legislatura in altre occasioni e, ahimè, anche il suo predecessore, leggendo le note, mi rispose con le stesse modalità. Assistiamo a percorsi dove i concorsi diventano situazioni tutte paradossali, ma lo dico per me, per lei e, soprattutto, per chi le subisce. Vengono indetti i concorsi, si richiede sempre un impegno importante per svolgerli, ci sono investimenti economici, si fanno accurate selezioni, si individuano profili idonei, si stila una graduatoria che, come spesso accade, giustamente è più abbondante rispetto alle necessità occupazionali. Siccome queste graduatorie hanno validità biennale - come lei ha ricordato – poi, accade che i profili già individuati, come in questo caso, decadono insieme alle graduatorie, magari, dopo due anni e mezzo, come poi mi sta dicendo, avete accelerato… ma da oltre 60 a 20, c'è quel delta di 40 che è quello che vorremmo affrontare, forse, dovremmo affrontare con intelligenza. Dicevo, due anni e mezzo e dobbiamo ripartire un'altra volta con i concorsi.
Secondo me, si tratta di un meccanismo inconcepibile e nella fattispecie quello dell'INRCA ancora di più, perché avevamo detto che i lavori si sarebbero conclusi entro il 2026, che avremmo avuto una necessità ulteriore, invece, il 2026 non è nemmeno nell’orizzonte, quindi, avremo tante altre situazioni come queste. Dico che, invece, dovremmo procedere per una proroga temporale almeno di un anno e, soprattutto, Assessore, dare la possibilità ad altre AST o alla stessa Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche di Torrette di accedere a quella graduatoria, che andrebbe a compensare le situazioni che abbiamo carenti nelle altre strutture…
Interrogazione n. 173
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Accesso alle cure intermedie tramite i medici di medicina generale, Punti di Assistenza Territoriale e Centrale Operativa Territoriale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 173 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. L’accesso alle cure intermedie avviene direttamente, senza passare dal pronto soccorso, con richiesta alla COT da parte del Medico di Medicina Generale curante il soggetto o da parte dell'ospedale per acuti tramite il percorso di dimissione protetta, nel caso in cui il paziente risulti ricoverato. La COT attiva l'UVI che è l'unità di valutazione individuale del Distretto che valuta l'appropriatezza del setting assistenziale proposto per la situazione clinico-assistenziale del paziente e ne comunica i risultati alla COT, che successivamente procede ad attivare l'accesso del paziente in Cure Intermedie, tenendo conto anche delle preferenze logistiche di quest'ultimo, magari la vicinanza rispetto alla residenza dei figli o dei parenti.
La suddetta procedura è stabilita dalla delibera di Giunta regionale n. 1412 del 2023 e dalla delibera di Giunta regionale n. 858 del 2024.
Questa è la risposta che mi segnala il Dipartimento. Procedure che sono ad oggi utilizzate e conosciute. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non sarà una replica, ma una dichiarazione. Le chiedo cortesemente, Assessore, di avere la risposta scritta, perché vorrei, per quello che è possibile, incorniciarla e farla girare presso tutte le Aziende Territoriali delle Marche. Spero che questo che lei ha detto formalmente, ufficialmente… mi è chiara la procedura della COT, mi è chiaro il passaggio attraverso l’ospedale per acuti che, a mia conoscenza, è l'unica procedura in effetti attuata. Molto bene avere alle spalle, addirittura, due delibere di Giunta, del 2023 e del 2024. Non mi è ancora chiaro il fatto che il Medico di Medicina Generale possa direttamente disporre la cosa, sempre tramite la COT, questo era per capire Quindi è proprio con l'arrivo della COT, che stiamo applicando adesso, che si può arrivare a questo risultato. Questo è quanto mai confortante, perché questo livello intermedio fra medicina del territorio e ospedale per acuti, che è quello che immaginiamo nelle Case della salute, Case di comunità - qui sui termini… ne sento tanti, poi, finalmente avremo uno schemetto con cui capire esattamente cos'è l'una e cos'è l'altra -, è un passaggio fondamentale dentro la logica dell'appropriatezza.
Ripeto, il mio augurio è che questa cosa sia immediatamente realizzata ovunque e l'altra cosa è che ci sia, nel corso del tempo, grazie alla presenza dei Medici di Medicina Generale nelle Cure Intermedie a un aumento significativo dei posti letto. Perché purtroppo, Assessore - ma è inutile che lo dica a lei, lei lo sa prima di tutti - ormai l'appropriatezza in Cure Intermedie non c'è più, è diventato un prolungamento delle Residenze Protette e delle RSA, perché quando non sappiamo dove mettere una persona in condizione di cronicità, la piazziamo in Cure Intermedie e non la tiriamo più fuori, anche perché lì è gratis, invece, dalle altre parti, magari, si deve pagare e, quindi, il problema è quello.
Gli auspici vanno bene, ma la certezza che viene formulata in questa sede ci conforta in maniera adeguata. Opereremo di conseguenza. Grazie, Assessore.
Interrogazione n. 174
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Fondazione Marche Cultura, conferimento ad interim dell’incarico di Direttore al Presidente della Fondazione e relativo trattamento economico”
Interrogazione n. 180
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Assetto degli incarichi e governance della Fondazione Marche Cultura”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 174 del Consigliere Nobili e l’interrogazione n. 180 del Consigliere Mangialardi (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Vicepresidente, rispondo insieme a tutti e due?
PRESIDENTE. Sì, sono abbinate.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Vado in ordine, interrogazione n. 174 prima e interrogazione n. 180 dopo.C’erano dei riferimenti anche alle domande, ma li lascio, perché almeno andiamo via veloci e do la risposta il più esaustiva possibile.
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marche Cultura, con verbale del 18 settembre 2025, trasmesso alla Regione Marche con nota acquisita al protocollo n. 1206082 del 23 settembre 2025, ha disposto l'attribuzione ad interim delle funzioni vicarie di Direttore della Fondazione Marche Cultura in capo al Presidente fino alla scadenza naturale del contratto del precedente Direttore prevista per il 14 aprile 2026. A fronte di tale incarico, è stato riconosciuto al Presidente della Fondazione il trattamento economico equivalente a quello previsto per il Direttore che, attesa la differente natura del trattamento fiscale (collaboratore co.co.co. per l'ex Direttore, professionista titolare di partita IVA per l'attuale Presidente) è stato pari a 4.396 euro lordi mensili che, al netto delle spese accessorie e previdenziali, risulta di 6.414,30 euro, di fatto equivalente a quello riconosciuto al precedente Direttore pari ad euro 6.414,72. L'importo è stato erogato in favore del Presidente a seguito di presentazione di fatturazione elettronica rilasciata a cadenza mensile. A queste spese non possono essere aggiunte ulteriori voci economiche percepite a qualsiasi titolo in quanto, ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto della Fondazione, le cariche sociali non hanno diritto a compenso, ad eccezione del Direttore. La Regione Marche ha preso quindi atto delle attribuzioni vicarie in capo al Presidente della Fondazione Marche Cultura e sta monitorando affinché tale assetto sia temporaneo, solo per il periodo strettamente necessario all'individuazione e nomina di un nuovo Direttore e comunque al massimo fino alla scadenza naturale dell'incarico del precedente Direttore, continuando a svolgere le opportune verifiche formali sulla legittimità e sulla congruità economica delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marche Cultura, anche per mezzo della procedura per il controllo analogo congiunto ai sensi della delibera di Giunta n. 916 del 19 luglio 2021. Proprio il Comitato per il controllo analogo congiunto sulla Fondazione Marche Cultura, con nota al protocollo n. 446436 del 30 marzo 2026, ha ricordato al Presidente della Fondazione la necessità di procedere all'individuazione di un nuovo Direttore.
Poi, l’interrogazione n. 180 del 2026. La Regione Marche è a conoscenza dell'assetto organizzativo della Fondazione Marche Cultura e sta monitorando, anche per mezzo delle funzioni di controllo analogo congiunto esercitate su tale ente ai sensi della delibera di Giunta regionale n. 916 del 21 luglio 2021, affinché tale assetto sia temporaneo, e quindi solo per il periodo strettamente necessario all'individuazione e nomina di un nuovo Direttore e comunque al massimo fino alla scadenza naturale dell'incarico del precedente Direttore. Con le medesime funzioni di controllo la Regione Marche vigila sul rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e adeguata motivazione degli affidamenti, formulando raccomandazioni in merito al rispetto dei principi appena detti, ricordando al contempo che Fondazione Marche Cultura è un organismo autonomo dotato di un proprio Consiglio di Amministrazione. La questione relativa alla sostituzione del Direttore di Fondazione Marche Cultura è stata comunque presa in esame dal Comitato del controllo analogo congiunto nella seduta del 13 ottobre 2025 ed è stata raccomandata la temporaneità dell'incarico esclusivamente per il periodo strettamente necessario all'individuazione e nomina di un nuovo Direttore. Con successivo verbale del 25 marzo 2026 il Presidente è stato sollecitato affinché provvedesse quanto prima all'individuazione del nuovo Direttore. Con riferimento alla concentrazione, in capo al medesimo soggetto, delle funzioni di Presidente della Fondazione, di titolare delle funzioni direttoriali e di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, si rappresenta che, attualmente, fra il personale della Fondazione Marche Cultura non ci sono dirigenti o personale formato e l'ANAC espressamente consente, in circostanze eccezionali, che il RPCT possa coincidere con un amministratore, purché privo di deleghe gestionali. Ciò è accaduto nel caso di specie, dove l'assunzione di urgenza ad interim da parte del Presidente delle funzioni di Direttore - entrambi privi di deleghe gestionali, in quanto ordinaria e straordinaria amministrazione competono esclusivamente al CDA - e di RPCT è stata dovuta alla necessità di evitare la paralisi della struttura con conseguente esposizione della Fondazione a danno verso terzi. La Regione Marche continuerà comunque a svolgere le opportune verifiche formali sulla legittimità e sulla congruità economica delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione e adotterà ogni ulteriore iniziativa, per quanto di competenza, al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e corretta amministrazione nella gestione degli enti partecipati che operano con risorse pubbliche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretaria. A parte che a me, prima o poi, piacerebbe vedere qualcuno che si occupa di cultura sedere tra i banchi della Giunta dando alla cultura l'attenzione e il rispetto che merita. Magari lei stessa, Sottosegretaria.
La risposta che ha dato a questa interrogazione, purtroppo, rivela l'insufficienza e la inadeguatezza della decisione presa dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marche Cultura. Siamo di fronte a una grave torsione dei principi di buona amministrazione e questo traspare chiaramente dalla sua risposta. Non è sufficiente invocare il principio della temporaneità né richiamare il criterio dell'assenza di un ruolo gestionale, perché, allora, cosa è stato nominato a fare il Presidente come Direttore se non ha ruolo gestionale? Davvero non si spiega questo tipo di indicazione. Siamo di fronte a una situazione che è insostenibile su un piano giuridico e amministrativo, una situazione che non mancheremo di segnalare all'ANAC, rispetto alla quale l'ente Regione Marche ha un compito di vigilanza molto serio nei confronti della Fondazione Marche Cultura. Non è un ente qualsiasi che si occupa di cultura, è uno strumento fondamentale della Regione Marche nei confronti del quale la Regione Marche ha precise responsabilità. Quindi, questo tipo di situazione è assolutamente insostenibile, ma mi faccia dire che, forse, questa è solo la punta dell'iceberg di una sommatoria di criticità riconducibili all'attività della Fondazione Marche Cultura, i cui risultati sono assolutamente insoddisfacenti, e che io, con altre interrogazioni, ho già avuto modo di segnalare l'opacità con cui vengono gestiti i criteri di finanziamento per le attività legate alla produzione cinematografica. Sappiamo perfettamente che ci sono soggetti che in tre anni hanno ottenuto 1 milione di euro per la produzione di film che non si sa neanche se hanno avuto distribuzione. Quindi la Regione Marche si deve porre seriamente il problema del controllo e della verifica delle attività poste in essere dalla Fondazione Marche Cultura e inizi a rispettare le procedure e a individuare un Direttore…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Insieme al collega Nobili abbiamo presentato una interrogazione in merito ad una vicenda, come diceva poc'anzi, che è delicata ed è relativa alla Fondazione Marche Cultura.
Grazie, Sottosegretaria, per la risposta che, forse, ha imbarazzato anche lei che l’ha letta e noi che l'abbiamo ascoltata, perché, considerate le motivazioni che sono addotte rispetto a un profilo di incompatibilità evidente, mascherato, giustificato e, forse, anche protetto dalla temporaneità del provvedimento, riteniamo che sia un percorso sicuramente non idoneo.
Vi dico che in questi anni ho visto delle cose strane e dico pure che non riesco a capire perché dobbiate mettervi in periglio di quel tipo, quando invece si potevano fare cose molto più lineari, che non avrebbero creato questo tipo di difficoltà.
Non penso che il Presidente l'abbia fatto perché da Direttore gli viene riconosciuto un emolumento che da Presidente non avrebbe percepito. Non lo so, non penso.
Ho visto delle cose strane, anche recenti. Ho visto dei Presidenti nominati che si sono dimessi e sono diventati Commissari, che, decaduti, hanno continuato ad esercitare il proprio ruolo senza colpo ferire, ma - ripeto - lo diceva bene il collega Nobili, poi saranno altri soggetti che andranno a verificare se questi percorsi sono così lineari e trasparenti.
Vedete, l'esempio lo dico per tutti noi, la normativa prevede che il Responsabile della prevenzione della corruzione debba essere collocato…, ovviamente non andrei in una posizione terza.
Se, invece, il Responsabile dell'anticorruzione, che può coincidere con il Direttore è il Direttore stesso, capite che andiamo non solo in torsione, ma creiamo le condizioni per non avere la verifica rispetto, per esempio, a strumenti utilizzati dalla parte amministrativa, penso agli incarichi in cui è prevista la rotazione e se non c'è un soggetto che controlla e se il soggetto che controlla è quello che si è autonominato, capite che è impossibile. Ma avremo modo con il collega Nobili di ritornare su questo tema…
PRESIDENTE. Passiamo ora alle interpellanze. L’interpellanza n. 11 è rinviata per l’assenza dell’Assessore Rossi.
Interpellanza n. 19
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Politiche ambientali per la tutela dell'ecosistema marino e costiero”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 19 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Parliamo di salute dell'ecosistema marino e costiero. Le Marche, come tutti sappiamo, è una Regione che vive in simbiosi con il mare. Dal mare dipende la salute di noi cittadini, ma dipende anche la salute dell'economia marchigiana. Quindi l'interpellanza punta all'attenzione su questo tema molto importante partendo da un'opera, il cui iter è stato avviato dall'Autorità portuale un po' di tempo fa, che è stata molto contestata, che è la costruzione di una cassa di colmata nel porto di San Benedetto del Tronto. Le casse di colmata, come sapete, sono strutture di cemento che servono a stoccare il materiale di dragaggio dei porti. Questa vasca di colmata prevista nel Comune di San Benedetto del Tronto, pensate, è di 23 mila metri quadrati, quindi, parliamo di tre campi di calcio, che scende ad una profondità di 8 metri. Quindi una struttura enorme, fortemente impattante, molto grande - direi troppo grande per le esigenze del dragaggio del porto di San Benedetto del Tronto - con un forte impatto paesaggistico sull'economia turistica, perché, pensate, è prevista nel nodo di scambio tra Grottammare e San Benedetto del Tronto all'altezza, più o meno, dello stadio Ballarin. Per giunta il discorso si è anche complicato perché recentemente il dibattito si è articolato anche con il terzo braccio del porto, cioè si è ipotizzata la possibilità che la cassa di colmata costituisse le fondamenta del terzo braccio del porto previsto dal Piano regolatore del porto. Come potete immaginare, si è aperto un enorme dibattito tra gli enti e le associazioni del territorio. Per esempio, il Comune di San Benedetto del Tronto, più recentemente, in agosto 2025, si è dichiarato contrario all'opera. Contrarietà anche di carattere tecnico. Vi dico quello che ha dichiarato il Dirigente del Settore gestione del territorio: “La vasca di colmata non solo modifica sostanzialmente i riferimenti geometrici indicati nel piano regolatore portuale, ma rappresenta il luogo di un'attività non prevista di stoccaggio di sabbie con carattere non riciclabile di entità consistente pari a circa 193 mila metri cubi”, prosegue, non voglio farla troppo lunga.
Tenete conto che anche su questo tema si è sviluppata l'attività di comitati, di associazioni, che hanno organizzato convegni, incontri, ma non immaginiamo solo le associazioni ambientaliste, di queste potremmo prevedere la loro posizione, ma anche associazioni di categoria.
Tre sono i punti che l'interpellanza solleva. Il primo, un punto sul modello di sviluppo. Esistono possibilità alternative per riutilizzare il materiale dragato delle sabbie, depurato, sistemato e utilizzato per il ripascimento. All'interno di questo Consiglio si è già discussa una mozione a favore delle nuove tecnologie dell'ecodragaggio che fu presentata dal Consigliere Giorgini - un modo anche per ricordarlo - e approvata all'unanimità il 2 aprile 2019. Il tema è trasformare quello che è un costo ambientale in un investimento per il territorio, quindi dragare i porti e utilizzare il materiale per i ripascimenti.
Il secondo tema riguarda il metodo, perché questo progetto non è stato discusso tra i cittadini e non ha avuto nessun percorso partecipativo, anzi, ha costretto il Comune di Grottammare ad approvare una mozione che sollevava questo tema della partecipazione. Come dice Norberto Bobbio, la democrazia vive di procedure, ma soprattutto vive di partecipazione.
Il terzo tema è il contesto, che vi ho o già descritto. Siamo nel cuore di San Benedetto del Tronto, siamo in un punto paesaggisticamente bellissimo, confinante con molti chalet. La vasca di colmata comprometterebbe fortemente la vita del porto di San Benedetto del Tronto. Dunque, tre sono le questioni che solleviamo oggi in Consiglio con l'interpellanza: conoscere l'orientamento del governo regionale sulla realizzazione della vasca di colmata; le politiche ambientali che la Regione vuole adottare, soprattutto riguardanti le tecnologie nuove come l'ecodragaggio e vedere quali sono le interlocuzioni aperte con l'Autorità portuale sul tema. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Leggerò il contributo che il Dipartimento ha dato sul punto. Cercherò di essere breve, però, eventualmente, Consigliere, se non riuscissi a leggere tutto il contributo, che è abbastanza articolato, le darò, magari, una copia. Innanzitutto la prima considerazione è che le vasche di colmata non sono strutture destinate a smaltire materiali di dragaggio. Se così fosse, sarebbero rifiuti e le vasche di colmata dovrebbero essere qualificate come impianti di smaltimento rifiuti. Vanno, al contrario, annoverate come tecniche costruttive di porzione di infrastrutture portuali - ad esempio, nuovi piazzali, darsene e banchine - che consentono di impiegare il materiale di scavo come materiale da costruzione. Questo approccio consente di ridurre i costi di realizzazione delle stesse e di prevenire la produzione di rifiuti in coerenza con i criteri di cui l'articolo 179 del decreto legislativo n. 152 del 2006. I materiali di scavo sono originati da processi che costituiscono parte integrante, ma il cui scopo primario non è la loro produzione.
Lo scopo dei dragaggi è l'ottenimento o il mantenimento di batimetrie funzionali all'operatività portuale in sicurezza. Tralascio tutta una parte abbastanza tecnica che, poi, magari, potrà leggere privatamente. Ciò premesso, le vasche di colmata costruite con tecnica tradizionale non costituiscono una modalità obsoleta, tanto che si continuano a realizzare sia in Italia sia nel mondo, né si ritiene di poter affermare che i loro impatti sull'ambiente marino e costiero comportino rischi di compromettere delicati ecosistemi. A riguardo si rimanda alla lettura del capitolo 3 dell'allegato tecnico del decreto ministeriale n. 173/2016, laddove vengono definiti stringenti criteri per la costruzione, la gestione, il monitoraggio delle cosiddette strutture contaminate, le quali, peraltro, devono necessariamente garantire un diverso grado di trattenimento dei materiali in essi immersi in relazione alla qualità degli ultimi.
Gli studi scientifici e tecnici del CNR IRBIM e dell'Università Politecnica delle Marche, di ARPA Marche e di ISPRA, che includono anche i monitoraggi eseguiti in attuazione delle prescrizioni delle numerose autorizzazioni rilasciate dalla Regione Marche, indicano che le operazioni di dragaggio eseguite con tecniche idonee, quali l'impiego di benne ambientali, non hanno evidenziato criticità ambientali significative e le autorizzazioni vengono rilasciate solo dopo aver verificato la qualità ambientale dei sedimenti attraverso le approfondite analisi chimiche ed ecotossicologiche, nonché l'attribuzione di una specifica classe di qualità. I materiali dragati possono costituire una risorsa preziosa per ripascimento degli arenili e innegabile è che questa, da sempre, rappresenta un'opzione preferenziale da considerare. Tuttavia, ai fini di tutela dell'ambiente, delle risorse alieutiche e di tutti i legittimi usi del mare, la effettiva possibilità di utilizzarli a tal fine dipende sia dalla classe di qualità ambientale sia dalle caratteristiche granulometriche della frazione sabbiosa.
Tralasciamo tutta questa parte. Sulla scorta, quindi, delle previsioni del PRP, che include l'ampliamento del porto tramite una struttura cava con funzione anche di vasca di colmata, l'Autorità di Sistema Portuale ha redatto il Progetto di fattibilità tecnica, il cosiddetto PFTE, xche costituisce anche Adeguamento tecnico funzionale, il cosiddetto ATF, della previsione in quanto prevede un ampliamento del piazzale di retrobanchina per massimizzare la funzionalità. Il PFTE è stato approvato con voto favorevole dalla seconda sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2024. A seguito dell’ottenimento di tale parere, su istanza del Comune di San Benedetto del Tronto, sono stati avviati da parte dell'Autorità di Sistema confronti strutturali sulle prospettive di sviluppo del porto a partire dal 5 agosto 2025. In tale occasione è stato presentato il documento proposto dal Comune “Contributo al tavolo tecnico Comune - Autorità di Sistema - Definizione delle linee guida elaborate a seguito del confronto con operatori portuali, cantieristici, , nautici e associazioni”, tale documento propone l'avvio di un aggiornamento del PRP coerente con il DPSS che è il ocumento di Programmazione Strategica di Sistema, che tutte le Autorità portuali devono fare, e segnala una diffusa contrarietà alla realizzazione della nuova vasca di colmata con opera autonoma non inserita in una visione strategica di porto - città, evidenziando al contempo la necessità di interventi di riqualificazione del porto esistente. Nella seduta dell'11 novembre 2025, non essendo emersa una soluzione condivisa, è stata prospettata la costruzione di sottogruppi tematici…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Apprezzo la valutazione sul riuso dei materiali dragati che è, ovviamente, subordinata a tutta una serie di indagini. Accettiamo il fatto che, per una parte di letteratura scientifica, le casse di colmata possano essere non considerate obsolete e che non siano inquinanti. Assolutamente sì. Rimane il tema di un'opera spropositata per un territorio che ha, comunque, un grande impatto, se non ecologico, paesaggistico e turistico, sulla vita di una cittadina. Mi ha confermato che la contrarietà alla vasca di colmata è stata ampia e che, purtroppo, il tema si è innestato in una questione che potrebbe sembrare futuristica, cioè il fatto che la vasca di colmata non possa essere applicata se non in una revisione e rilancio del porto, che è tutto da vedere e che è tutto da finanziare.
Il rischio, in sostanza, è che la vasca di colmata venga costruita all'interno di un futuro possibile, ma di questo futuro però non c’è sostanza. È questo proprio quello che preoccupa le associazioni ambientaliste e le altre associazioni che contro quest'opera stanno discutendo. La questione non è, infatti, tecnica, la questione è più politica: come la Regione intende affrontare questo tema per una città importante per le Marche come San Benedetto del Tronto; per quale motivo il porto di San Benedetto del Tronto deve diventare area di stoccaggio per una quantità di materiali sproporzionata rispetto alle esigenze di dragaggio dello stesso; se la Regione intende affiancare gli enti locali in un percorso di partecipazione e trasparenza, affinché i cittadini conoscano tutti i passaggi che lei ha ricordato. Insomma, non si tratta di dire no a tutto, si tratta di dire sì alle soluzioni migliori, più nuove e più efficaci, perché le soluzioni migliori esistono, sta naturalmente alla politica, anche regionale, di sceglierle insieme ai cittadini. Grazie.
Interpellanza n. 23
ad iniziativa dei Consiglieri Seri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Vitri, Mangialardi
“Situazione di emergenza della raccolta di plasma attraverso le AVIS marchigiane”
Interrogazione n. 203
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini
“Gravi problematiche utilizzo plasma”
Interrogazione n. 204
ad iniziativa del Consigliere Canafoglia
“Interventi messi in atto per evitare malfunzionamenti trattamento plasma presso il sistema sanitario regionale”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 23 dei Consiglieri Seri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Vitri, Mangialardi, l’interrogazione n. 203 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini e l’interrogazione n. 204 del Consigliere Canafoglia (abbinate).
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Intanto vorrei precisare che questa interpellanza arriva prima dello scandalo del plasma, perché, come avete visto, è datata 18 marzo. Però è significativa, perché già c'era un malessere, una preoccupazione all'interno della struttura, ma, soprattutto, all'esterno, perché raccolgo, con questa interpellanza, un malessere dell'esterno, proprio dall'organizzazione per eccellenza che lavora per la raccolta che è l’Avis. Come sappiamo l’Avis rappresenta uno dei più validi supporti al Servizio Sanitario Nazionale per quanto concerne il sistema trasfusionale di sangue e plasma, gratuitamente fornito dai suoi donatori. Considerato che nella nostra regione attualmente stiamo assistendo ad una crisi della gestione delle sacche, in particolare quelle di plasma, che rischiano di non venire tempestivamente ed adeguatamente lavorate, questo lo dicevamo prima a sottolineare quanto appena affermato.
Rilevato che ad oggi la regione Marche non è autosufficiente in termini di plasma raccolto, tant'è che si riesce a soddisfare l'86% dell'attuale esigenza e questo comporta che la parte restante deve essere reperita all'estero, spesso di scarsa qualità, attraverso l'acquisto di farmaci plasmaderivati che si estraggono dal plasma. Sottolineato che il costo per la regione Marche è del 14% mancante, quello che acquistiamo all'estero, è di 3,5 milioni, quando sarebbe opportuno e più conveniente raggiungere uno stato di autosufficienza, lavorando ed investendo nella raccolta, nei centri trasfusionali e nell'officina della lavorazione del sangue. Quindi, con questa interpellanza si chiedeva - poi l’interrogazione successiva entrerà più nel merito - alla Giunta regionale di conoscere la politica del Governo regionale su azioni che possano essere messe in campo per il raggiungimento di questa autosufficienza, in particolare sostenendo la preziosa attività di raccolta da parte delle Avis marchigiane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Facciamo una risposta generale. Sicuramente per quanto riguarda le azioni da porre per un miglioramento sono evidenti e sono in corso, come il nuovo regolamento sul DIRMT che possa portare anche una maggiore coesione tra l'Officina del sangue e il Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale. Questo credo che sia la base di partenza per cercare il coordinamento migliore possibile rispetto a tutti i cortocircuiti che ci possono essere su questa tematica.
Credo che un'altra tematica molto importante sia quella, Consigliere Seri, della trasparenza. Riengo che la vicenda sia su questo ad un punto di non ritorno. Dobbiamo cogliere questa occasione affinché dal punto di vista informatico ci sia la possibilità, in questo caso, di trasmettere direttamente, giornata per giornata, i flussi, quanti flussi sono arrivati e quali sono le strade che hanno preso (farmaceutica, utilizzo clinico), anche per quegli errori o le non conformità che si possono registrare su varie donazioni.
Penso che sia un passo su cui dobbiamo assolutamente lavorare. Per quanto riguarda le interrogazioni, voglio, per assoluta onestà, attendere comunque il termine della Commissione di valutazione che è stata posta immediatamente da questa Regione. Però alcuni dati, che sono oggettivi, vanno assolutamente detti. Il numero delle sacche eliminate sono n. 323; n. 932, come ho detto in precedenza, sono quelle che sono state prese in carico dall’Istituto Superiore di Sanità, mentre altre 300 sono andate a uso farmaceutico, 300 e qualcosa, come ci ha certificato anche l’Azienda ospedaliero-universitaria di Torrette di recente. Voglio dire anche che nel primo trimestre - questo è evidente - rispetto al 2025 c'è una differenza negativa sul sangue intero dello 0,8%, sulle plasmaferesi dello 0,1%, mentre c’è una differenza positiva dell’8,6% nelle donazioni di plasma da aferesi, con un complessivo calo dello 0,5% su 27.087 donazioni.
Altri dati oggettivi, che voglio assolutamente fare emergere… ma, ripeto, poi, sarà una Commissione terza a parlare su questo. Quelli sono i numeri che sono stati dati. La possibilità del rischio - attenzione - di dismettere le sacche è stata denunciata alla Regione in data 28 febbraio del 2026 con una e-mail dell'allora Direttore del DIRMT e dell'Officina del sangue, a cui è seguito… il 28 febbraio era un sabato, sabato sera, il lunedì c'è stata la convocazione del Direttore del Dipartimento Salute di una riunione che poteva essere fatta in data 4, se non sbaglio 4…
PRESIDENTE. Do altro tempo, prego Assessore.
Paolo CALCINARO. Per impossibilità di presenza fisica, comunicata dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Torrette, del Primario del trasfusionale e del Responsabile dell'officina, per legittimissime ferie dal 2 al 10, è stata fissata al giorno 11. L'11 sono stati fatti tutti i passaggi per cercare di andare a colmare una situazione. Quello che voglio dire è che in quell’occasione, ovviamente, non si è parlato di una singola sacca, di una singola sacca che era stata dismessa. Questo è un fatto. Sono un garantista sempre, sempre. Quindi aspetterò quello che uscirà fuori, che uscirà fuori dalla Commissione d’inchiesta, che uscirà fuori da qualsiasi altra eventuale prosecuzione che ci sarà. Però è evidente che qualcosa non ha funzionato e lo dico anche sulla scorta di quello che, invece, ha funzionato dopo, in condizioni molto simili a quelle date nel periodo di dismissione. Una cosa non ha funzionato, e su questo non dovremmo essere contenti nessuno, perché dal non avere informazioni su una sacca eliminata dal sistema - da quello che posso dire, su questo mi attengo alle comunicazioni che mi sono state fatte, ovviamente su quella del Dipartimento ne sono certo, ma di Torrette – arrivare a martedì con un numero di 6 quintali su un sito esterno - che ha fatto il suo, fatto che non sto a colpevolizzare, sicuramente avrà ricevuto delle informazioni, informazioni interne è evidente… Su questo, certo, è altrettanto evidente che qualcosa non ha funzionato, qualcuno non ha comunicato a chi di dovere, ma questo lo vedremo, secondo me, con i vari accertamenti che, dal punto di vista tecnico e, magari, anche dal punto di vista giudiziario, sono partiti e stanno proseguendo, spero nel miglior modo possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Intanto, Assessore, lei ha risposto, per quanto riguarda la mia interrogazione, solo alla prima domanda, cioè quante sono le sacche rimaste inutilizzate. Dopodiché, Assessore, questa vicenda parte da molto lontano. Purtroppo l’eliminazione delle sacche è solo la punta dell'iceberg, ma è una vicenda che parte da anni addietro. Quindi non è che si può dire, come ha detto lei, le difficoltà sono state temporanee degli ultimi giorni. L'esito è stato diverso rispetto al passato, ma le difficoltà si conoscevano già dal 2023, quando la precedente Direttrice del DIRMT aveva evidenziato i problemi, aveva prospettato una soluzione e il Direttore del Dipartimento Salute e l'allora Assessore alla Sanità avevano snobbato completamente le sue richieste. Primo punto. Secondo punto, nel 2024 c'è stata la nostra interrogazione, l'allora Assessore alla Sanità Giunta Acquaroli, non di un'altra Giunta, aveva assicurato in quest'Aula che avrebbe trovato soluzioni a questo problema di personale e al tema della riorganizzazione della struttura. Nulla è stato fatto. Nel 2025 l'allarme viene lanciato dal Presidente dell'Avis con una nota scritta, un comunicato. Anche lui rimasto totalmente inascoltato. Poi negli anni gli appelli dei sindacati per potenziare le strutture, totalmente inascoltati. All’inizio del 2026 - questa è la novità dell'altro giorno, Assessore - il Presidente dell'Avis illustra a lei alcune difficoltà e mette in evidenza, tra le altre, la grossa difficoltà di carenza di personale alla struttura dell'Officina del sangue. Poi, a febbraio 2026 le varie e-mail del Dirigente Direttore del DIRMT. È vero che nella e-mail del 28 febbraio paventa il rischio dell'eliminazione delle sacche, ma prima, Assessore, aveva evidenziato come i congelatori fossero pieni, saturi e, quindi, non potevano più ricevere le sacche per poter conservare le sacche a temperatura adeguata, e tengo a sottolinearlo. Il 27 febbraio - su questo lei non mi ha risposto - perché il Direttore del Dipartimento Salute dice di implementare e potenziare la raccolta del plasma? Trovo questa e-mail scandalosa e ne deve rispondere, perché, rispetto a questa situazione, non si può chiedere di potenziare la raccolta del plasma. È una e-mail vergognosa e ci sono precise responsabilità tecnico-gestionali su questo aspetto. Dopodiché lei ha anche detto: “Appena giunta la richiesta, ci siamo subito attivati”. Quando? La richiesta d'aiuto veniva da molto lontano, gliel'ho dimostrato adesso. Solo alla fine, quando stava per esplodere il disastro, avete mandato alcune persone in soccorso. Ma il 16 marzo sono arrivate quattro persone, peraltro a mezzo servizio, dalle altre AST. Persone, peraltro, che dovevano essere anche formate per quella tipologia di servizio. Ma il danno era già stato fatto, perché le sacche erano state eliminate dal giorno 11, è tutto registrato dal report. Lei forse non è stato informato, Assessore, che è tutto tracciato e il report che ho chiesto io dice chiaramente che le sacche sono state eliminate dal giorno 11 marzo. Lei parla di tracciabilità, di una cosa che già esiste, è questo il problema. Mi lasci continuare, per favore, io non l'ho interrotta. Dopodiché lei dà la responsabilità, anche giusta in questo, all'Ospedale di Torrette per aver potenziato le risorse, parla di 2,5 milioni in più per il personale. Ma guardate che l'Ospedale di Torrette ha un Direttore che non abbiamo nominato noi, lo avete nominato voi, che ancora mi deve risposta a un accesso agli atti del primo aprile e su questo ho sollecitato il Presidente Pasqui e anche lei; da lei non ha avuto alcuna risposta. Primo aprile, violando le regole, lo Statuto regionale, ancora mi deve dare risposta, perché in quella e-mail, in quell'accesso agli atti, chiedo dove sono state conservate le sacche. Qui arriva l'ultimo mistero. Le sacche dove sono state conservate? Quando c'è una e-mail del 27 febbraio che parla di sacche conservate a quattro gradi. Come possono essere utilizzate sacche a quattro gradi per la ricerca o per l'industria? Ci sono 780 sacche conservate a quattro gradi. Questo lo dice una e-mail interna, ma non saremo noi a indagare, saranno gli organi preposti, poi, vedremo quale sarà la verità.
Questa è una vicenda molto opaca, un mix clamoroso di incompetenza, irresponsabilità e sciatteria che ha precise responsabilità politiche, tecnico-amministrative e gestionali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere il Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Mi ritrovo molto nelle considerazioni appena portate dal Consigliere Mastrovincenzo.
Da cosa parte l'interpellanza che ho presentato in tempi non sospetti, se possiamo dire, prima che scoppiasse lo scandalo? Parte da un'attività straordinaria. Non dimentichiamo che le Marche erano una eccellenza nella raccolta del sangue, non solo erano autosufficienti, ma andavano in soccorso a quelle Regioni che non raggiungevano l'autosufficienza. C'era un'Officina, quindi, c'è stato anche un investimento, e va riconosciuto, verso l'Officina del sangue con l'acquisto di un macchinario di eccellenza assoluta. Mi sembra che ce ne siano due, tre, quattro in Europa, non dico in Italia Questo ha fatto onore per questa capacità, per questa tradizione, questa storia e per questa grande organizzazione diffusa sul territorio, che sono le Avis. Dico questo perché le ho toccate con mano, nel mio impegno di restituzione alla comunità c'è stato in prima persona un impegno all'interno di Avis, ricordo ai tempi dell’allora Direttore del DIRMT, una figura straordinaria che fece un lavoro altrettanto straordinario. Poi alcuni malesseri, alcuni malumori si sono diffusi, preoccupazioni, alcune volte vox populi porta degli elementi di verità e i dati ci hanno dato ragione. Si registrava questa preoccupazione nell’incapacità di trattare e lavorare tutte le sacche di sangue. Girava questa voce all'interno dell'organizzazione. Non è un caso che lo stesso Presidente regionale fece anche una dichiarazione pubblica, oltre che nelle assemblee interne, che poi sono sempre pubbliche, partecipate anche dalle rappresentanze delle istituzioni. In più occasioni ci sono state grida d'allarme, oggettivamente inascoltate, partite da lontano, dal 2023. Quindi, oggi è una grande occasione, poi c'è il momento delle responsabilità. Una grande occasione per capire cosa non ha funzionato, chi ha responsabilità, per riportare alla giusta organizzazione, alla giusta risposta che va data. Perché per un donatore è inaccettabile disperdere una sacca, figuriamoci un numero, al di là… cento più, cento meno, è sempre inaccettabile.
Devo dire che le stesse fonti di corridoio annunciavano che, anche in precedenza - al di là di quelle emerse oggi -, ci fossero state delle sacche non utilizzate e buttate come rifiuti speciali. Quindi, che dire? Auspico che il lavoro che verrà fatto porti veramente all'individuare cosa non abbia funzionato e alle responsabilità, perché non si può tollerare lo scaricabarile da una responsabilità all'altra. Quando si svolgono ruoli apicali, ruoli di responsabilità, è necessario che si arrivi ad assumere, anche nei momenti come questi, tutte le conseguenze del caso.
L'auspicio è quello che si possa tornare ad una organizzazione capillare e a non mortificare il lavoro delle organizzazioni sul territorio, e mi riferisco ad Avis, perché, l’ha detto anche lei, se non sbaglio, c'è un calo delle donazioni e ovviamente questi episodi non aiutano. Personalmente il giorno dopo sono andato a donare, essendo un donatore, perché quando accadono queste cose c'è sempre una parte buona che rimane e non possiamo correre il rischio che ci siano una disaffezione e un allontanamento.
E’ necessario, oltre al tema organizzativo, oltre al tema dell’individuazione delle responsabilità, aiutare per un ritorno, veramente, per una autosufficienza complessiva e, perché no, anche di sussidiarietà nei confronti di quelle Regioni che per altre ragioni - penso alla Sardegna per esempio - non potranno mai raggiungere l’autosufficienza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Non ripeterò quanto affermato dal Consigliere Seri e dal Consigliere Mastrovincenzo, ma, semplicemente, cerco di fare alcune chiose aggiuntive rispetto a questo.
Primo, Assessore, ribadisco quello che abbiamo detto in precedenza, che si vada a vedere la legittimità dell'insediamento di quella Commissione, perché una fonte di diritto superiore, che è il decreto del 5 novembre del 2021, obbliga al fatto di avere dei valutatori iscritti all'albo all'interno delle commissioni ai fini di conferire terzietà alle stesse. Quindi questa è una questione rispetto alla quale non si possono fare spallucce, perché tutto il lavoro che si sta facendo rischia di essere invalido.
Ovviamente ribadisco il fatto che la Commissione d’inchiesta è una richiesta non politica, ma è una richiesta dovuta all'interno dell'ordinamento che ha questa Assemblea legislativa.
Terzo ragionamento, vorrei che si conferisse una particolare attenzione alla governance che abbiamo nella nostra Regione. Ho sentito in una intervista il Presidente Acquaroli affermare, per esempio, che l'Officina trasfusionale è in capo alle Aziende sanitarie. Facciamo chiarezza su questo. Il Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale, Assessore, il DIRMT, è una struttura autonoma della regione Marche, non ha niente a che fare con le Aziende, è localizzato per una questione logistica presso l'Ospedale regionale di Torrette, però è dotato di autonomia, che è stata ribadita dalla legge n. 19 del 2022. A quell’autonomia non è seguito, però, quello che deve essere fatto immediatamente, vale a dire una dotazione organica, il fatto di avere un budget dedicato, che non è, semplicemente, quello assegnato con spesa storica a Torrette, poi, riversato in parte sul DIRMT.
Possiamo capire le deleghe, dal punto di vista gestionale, a un'Azienda, e queste sono assolutamente legittime e anche dovute per evitare sovrapposizioni e per avere sostanzialmente dei servizi condivisi, quello che non possiamo capire è che, dopo tre anni e mezzo da quella legge, non si sia messo mano… Le proposte ripetute della dottoressa XY, che era il direttore del DIRMT fino al 31 dicembre 2024, di avere una dotazione organica, di avere un budget e un regolamento, sono stagnate sul tavolo dell'Assessore precedente dal luglio del 2023.
Allora, Assessore, auspichiamo che, immediatamente, con un atto decisivo e di imperio, si metta mano al completamento di questa autonomia, perché questo è l'atto preliminare, propedeutico prima di iniziare quel duro lavoro che ci aspetta, che è rimettere insieme una forma, in qualche maniera, di reputazione di sistema che tutti si aspettano, perché il sistema della donazione è basato esattamente sulla reputazione, sull'indice di reputazione. Da questo punto di vista la nostra proposta - vedremo i modi con i quali portarla avanti - di conferire il Picchio d'oro all'Avis, poi, ovviamente, sarà questo Consiglio a doverla affrontare. Non abbiamo problemi a dire: "Me la intesto io" o altro. È una proposta che deve essere all'interno di un quadro di proposte e di collaborazioni, insieme con Avis, che a mio parere - visto che l'Avis è l'unico interlocutore in questa Regione, in altre ce ne sono altri – deve essere messo in piedi complessivamente. Queste questioni non vanno fatte nel tempo, vanno fatte subito con una unità di crisi che si occupi direttamente di questa questione, governance e…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta e grazie anche per ai colleghi per gli atti che hanno sottoposto anche alla nostra firma e per gli interventi che hanno fatto fino adesso, a cui aderisco nella maniera più completa. Lei, Assessore, ha detto una parola importante prima nel suo intervento. Lei come secondo tema ha parlato di quello della trasparenza. Di trasparente, secondo me, in tutta questa faccenda c'è veramente molto poco. Perché dalle prime dichiarazioni che sono state fatte in quest'Aula il giorno in cui è emerso il caso con l'inchiesta di Fanpage - eravamo qui e stavamo celebrando la seduta monotematica sulla sanità - ad oggi, se ne sono susseguite tante che hanno tentato di minimizzare e a volte di correggere ciò che era stato detto prima. Di trasparente c'è molto poco.
È per questo motivo che, oltre alle numerose interrogazioni che abbiamo fatto quest'oggi, che continueremo a fare e che abbiamo fatto anche in passato, abbiamo fatto una serie, come opposizione, di accessi agli atti. Noi come Movimento 5 Stelle ne abbiamo fatto uno talmente corposo che ci abbiamo messo due giorni per mettere in fila tutti i documenti che ci sono stati dati.
Da questi documenti, che sarebbe il caso fossero analizzati dalla Commissione d’inchiesta che, come opposizione, abbiamo chiesto di attivare - e, ripeto, domani spero che l'Ufficio di Presidenza inizierà le prime pratiche per farlo - emerge che, sinceramente, guardando solo l'ultimo periodo, già il 19 febbraio l'ARS, dopo essere stata informata della carenza di personale presso l'Azienda ospedalierio-universitaria delle Marche, ha monitorato la situazione, ha sollecitato l'attuazione di strategie eccezionali nella rete trasfusionale per sopperire alla mancanza di organico. Quindi, quando leggiamo sui giornali che qualcuno mette in dubbio che l'organico fosse sufficiente, leggiamo anche atti, e ce ne sono tanti, che dimostrano che effettivamente non era per nulla così. Il 13 marzo il Responsabile del Centro Regionale Sangue ha chiesto la convocazione urgente di una riunione del Comitato di Dipartimento e questa richiesta è rimasta inascoltata. Siamo al 13 marzo. Il 18 marzo è il giorno in cui è arrivata quella e-mail anonima con la foto del plasma nel bidone e sempre in quel giorno è arrivata la richiesta del Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche per avere una relazione in merito ad eventuali e presunti disservizi. In questa relazione il Direttore del DIRMT risponde al Direttore Generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche, dettagliando diversi punti. Spiega che dalla foto è impossibile confermare se quelle sacche provengono davvero dall'Officina di Ancona. Viene ammesso che il disservizio presso l'Officina è reale e ancora attuale. Viene affermato che il plasma fresco congelato è stato trasferito verso l'unica sede che ha dato disponibilità, cioè l'AST di Ancona, ma, soprattutto, scrive la frase che prima ho letto, cioè: “C'è la possibilità di dismissione di sacche di plasma e questa possibilità era stata già manifestata dal sottoscritto sia al momento della richiesta di riduzione della raccolta sia in forma più concreta alla riunione dell'11 marzo” a cui lei, Assessore, era presente. Il 19 marzo il Direttore del DIRMT chiede ai centri di raccolta sangue di fermare o ridurre le donazioni. Il 21 marzo il Direttore del Dipartimento Salute, invece, prima di bloccare le donazioni, chiede dei chiarimenti su diversi punti, poi viene fissato un incontro tecnico da farsi il 23 marzo. Il 23 marzo, come vi ho detto prima, il referente dell'Officina trasfusionale comunica di avere eliminato le famose 323 unità di plasma perché non erano state lavorate o erano state lavorate oltre le 24 ore. Ma la cosa più sorprendente è che proprio il 23 marzo – cioè dopo che i buoi erano già scappati - si avvia una procedura per l'acquisto di un congelatore da allocare presso la stanza dei congelatori dell'Officina trasfusionale. E, tra l'altro, si legge che durante questo incontro l'AST ha chiesto di potenziare: uno, il reclutamento del personale; due, aumentare la capacità di stoccaggio del plasma. Questa mi sembra che possa essere vera trasparenza e credo che di questo ci dovremmo occupare in una Commissione di indagine fatta e voluta da…
PRESIDENTE. A questo punto non ci sono altri interventi. Proseguiamo con il punto 4, la proposta di legge n. 38. Qui bisogna votare il rinvio.
(interventi fuori microfono)
Quale altre interrogazioni? Le interrogazioni erano abbinate. Consigliere, ho chiesto chi voleva intervenire perché erano abbinate. Ecco, fate fare il Presidente al Presidente pro-tempore, che lo fa anche bene qualche volta.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Canafoglia.
Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. Sono profondamente amareggiato da questa situazione perché è veramente brutta, che del plasma venga disperso. Allora leggo: “Il sangue buttato come la tragedia del bimbo morto” - si sta parlando di Domenico e del Monaldi di Napoli – “Bastavano due telefonate: una all'Avis per rallentare la raccolta, come si fa, per esempio, a Natale, perché è una cosa normale; una al Centro nazionale per dirottare le sacche verso altre Regioni. In 24 ore era fattibilissimo ed è già stato fatto in passato”. Sapete chi dice queste cose? Non il Consigliere Canafoglia. Lo dice l’ex Presidente regionale dell'Avis, nonché ex Assessore del centro-sinistra, con alcuni di voi, collega all'interno di quest’Aula nelle passate legislature. Che cosa dice? Lo prendo a riferimento perché è un politico esimio e estremamente acuto. Dice: “Guardate che era molto semplice, con due telefonate, tempo venti minuti, mezz'ora, si risolveva il problema”. Questo è il problema. Ma chi doveva fare queste telefonate? Chiedo a voi del centro-sinistra: “Chi le doveva fare?” Nel dubbio - vedete, la politica molte volte parla, ci combattiamo, in maniera pacifica, ma con opposte fazioni - mi hanno sempre insegnato che c'è la norma, la legge, non le chiacchiere. C'è una legge, una norma che da nessuno di voi del centro-sinistra ho sentito citare, l'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che è una norma cardine che dice che la politica non deve entrare dentro i reparti, la politica si deve preoccupare di porre obiettivi e fini, parla di visioni - come chiamate voi… vi piace tanto questo termine politico – e chi deve materialmente gestire sono i dirigenti. Questo è il concetto che deve essere chiaro. Se il centro-sinistra, invece, ha una visione un po' strana del rapporto con la sanità: entra nei reparti, si preoccupa dei turni, si preoccupa di nominare i primari, questo è un atteggiamento che a noi del centro-destra non piace. È qui la differenza tra noi e voi. Voi pensate ancora che si possa gestire un primario, e non va fatta questa cosa, perché con questa situazione si è distrutta la sanità. Questa è la verità.
Caro Assessore Calcinaro, le dico una cosa, questa cosa è molto brutta per chi ha donato, è molto brutta per chi doveva ricevere quel plasma, è molto brutta per i vari operatori che tutti i giorni stanno lì. Ma le posso dire una cosa, Assessore Calcinaro? Non ho capito se il centro-sinistra sia convinto che lei sia responsabile di ogni fatto che accade, anche di malasanità all'interno della sanità marchigiana. Allora vi chiedo, chiedo a voi: “Perché non fate un'analoga segnalazione al Governatore della Regione Campania per il caso del piccolo Domenico? Non lo fate perché non va fatta questa cosa, perché un problema che accade all'interno di un ospedale, purtroppo, la politica non ha la forza di fermarlo. Allora è giusto quello che ha fatto l'Assessore. C'è una Commissione di verifica immediata, perché non accada mai più una cosa di questo genere. Laddove ci saranno le responsabilità accertate da questa Commissione, andremo a fare le denunce in tutte le sedi e costituiamoci parte civile, laddove ci sia qualcuno che ha sbagliato. Perché, ricordatevi, tutto quello che state facendo, sapete a chi porta danno? Al sistema trasfusionale. State buttando discredito nei loro confronti. Assessore, non ti curar di lor, ma guarda e passa, diceva Dante. Chiaro? E, soprattutto, lei non ha bisogno di un avvocato, lei ha bisogno della lavanderia, di una buona lavanderia. Sa perché? Perché la macchina del fango del centro-sinistra nei suoi confronti da tempo è partita e qui pensano di fare chissà che cosa. Ma tenga sempre presente la norma, l'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001…
PRESIDENTE. Continuiamo la discussione, prima ho chiesto se c'erano altri interventi e nessuno mi ha risposto, invece ci sono.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non sarei intervenuto, Presidente Rossi, ma mi ha chiamato l'intervento il collega, il doppio collega Canafoglia, citando il mio amico ex Assessore del centro-sinistra, che, certo, ha detto: “Bastava fare una telefonata”. Perché se l'Officina del sangue non è in grado di processarlo e di conservarlo bisogna interrompere il flusso, per l'emergenza, per la struttura. Il tema qui non è…
PRESIDENTE. Consigliere, mi dicono che, in base al Regolamento, è già intervenuto un Consigliere del suo stesso gruppo.
(interventi fuori microfono)
Fabrizio CESETTI. Io intervengo sull'interpellanza…
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Quindi, è unico, il Regolamento è questo. Possiamo eventualmente concedere i 3 minuti.
Fabrizio CESETTI. No, parlo solo se mi spetta
PRESIDENTE. Secondo il Regolamento non può. Però una cosa, quando ho chiesto se c’erano altri interventi, non mi ha risposto nessuno, poi qualcuno mi ha risposto facendo contusione.
Fabrizio CESETTI. Io rispondo dopo. Se è intervenuto il Consigliere Caporossi, perché non posso intervenire io?
PRESIDENTE. Perché è di un altro gruppo consiliare.
Fabrizio CESETTI. Ma per il Gruppo Partito Democratico non è intervenuto nessuno.
PRESIDENTE. È intervenuto il Consigliere Mastrovincenzo.
Fabrizio CESETTI. Sull'interrogazione.
PRESIDENTE. Ma sono abbinate ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento interno.
Proposta di legge n. 38
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 30 novembre 2023, n. 19 (Norme della pianificazione per il governo del territorio)”
(iscritta ai sensi del comma 2 dell’articolo 88 del R.I.)
(Rinvio)
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 38.
(interventi fuori microfono)
Ne abbiamo parlato all'interno dei capigruppo, quindi credevo che fosse una cosa scontata.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. I capigruppo consiliari, Presidente, per quanto potenti, non possono sostituirsi al Consigliere. Intervengo perché sono favorevole al rinvio che è stato anche chiesto dal nostro gruppo, come mi ha detto la mia Presidente del Gruppo, perché ci sono degli emendamenti. Si è chiesto se la Giunta volesse finanziare quella legge che prevede l'assegnazione alle Province di specifiche funzioni in materia urbanistica, inizialmente date attraverso un atto amministrativo, cosa non possibile. Ovviamente non ci voleva il ricorso al TAR per capire questo - segno evidente dell'approssimazione con cui si opera - che dice che si deve fare con legge.
Benissimo, ma la legge deve essere finanziata, infatti le Province dicono: “Va bene, ma noi chiediamo il finanziamento in materia". D'altra parte non lo dicono soltanto le Province, ma il CAL, il Consiglio delle autonomie locali dà un parere favorevole subordinato all'assegnazione delle risorse finanziarie. Mi pare questa una cosa ovvia, giusta, che la Giunta deve fare, altrimenti, non solo ci sono quegli emendamenti da discutere, ma ce ne saranno altri, perché questo è un impegno che ha preso il Presidente all'atto della declinazione delle solenni linee di mandato, In quest'Aula, il Presidente Acquaroli ha detto,- leggo testualmente: “Negli scorsi cinque anni abbiamo approvato la legge del governo del territorio. Sappiamo che quella legge va rivista” - e questo è un modo per rivederla - “è un impegno che abbiamo preso e che dovremmo portare fino in fondo perché tramite la revisione di quella legge e tramite l'aggiornamento del piano socio-sanitario, noi dovremmo essere pienamente in grado di accompagnare e valorizzare il territorio e lo sviluppo della nostra comunità regionale…
PRESIDENTE. Scusi, Consigliere, lei deve pronunciarsi a favore o contro il rinvio, non può fare un intervento, parlare di tutto.
Fabrizio CESETTI. Presidente, io sto spiegando perché sono favorevole al rinvio.
PRESIDENTE. Si mantenga calmo, non c'è bisogno che urli, ha il microfono.
Fabrizio CESETTI. Presidente, lei deve stare calmo.
PRESIDENTE. Io non urlo, lei sta urlando.
Fabrizio CESETTI. E lei non mi interrompa.
PRESIDENTE. Lei non urli, prima cosa, perché c'è una disciplina dell’Aula, lei la conosce meglio di me, quindi non urli.
Fabrizio CESETTI. Io urlo perché è il mio modo di parlare.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Non è previsto dal Regolamento. A posto.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. No, il mio udito…, guardi, sono anche un discreto suonatore, ho orecchio, non si preoccupi.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Naturalmente contro il rinvio, sennò non potrei parlare. Non urlerò, anche se sono un po' sordo sull'orecchio sinistro, ci ho sempre sentito poco e cercherò di ululare, sarà un'altra… So che c’è un accordo generale di tutti, maggioranza e minoranza, per il rinvio, quindi non sto impegnando nessuno della mia parte politica, ma siccome coerentemente ho votato contro il rinvio …, perché sono contro. Consigliere Cesetti, ogni volta che parlo si agita. Consigliere Cesetti, sono contrario, ho votato così, da solo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi e da solo dico che sono contrario al rinvio per un motivo molto semplice.
Non c'è dentro la motivazione del rinvio tutto quello che ha detto il Consigliere Cesetti, c'è, semplicemente, una ragione di opportunità, visto che - se ho ben capito - la seduta deve chiudere alle 15:00 e, quindi, sarebbe praticamente impossibile aprire una discussione su una legge in cui sono previsti circa 38 emendamenti, tutti, 30/38, non so, a firma del Consigliere Cesetti, del Gruppo Partito Democratico nel suo complesso, grazie Consigliere Cesetti.
Dico pure che questo atto necessitava di una particolare urgenza, urgenza che era stata raccomandata dalla Giunta che ha fatto una delibera per risolvere questo problema.
La delibera è stata impugnata davanti al TAR, quindi, si è passati alla legge. Non c'è nessuna possibilità, almeno all'oggi, da quanto mi risulta, né nessuna volontà di andare a questa variazione di bilancio, anche perché, informo con l’occasione il Consiglio - è la mia motivazione - che al momento gli uffici ci hanno fatto sapere in Commissione che le pratiche, che dovrebbero essere assegnate alle cinque Province delle Marche, sono un numero stratosferico, otto. Il nostro contenzioso oggi qui, 38 emendamenti, per decidere se faranno o no in cinque Province otto atti. Non mi sembra una questione così dirimente e così pesante da necessitare ancora tempo, ma, ripeto, per ragioni di opportunità e perché oggi la seduta già cominciava tardi…
PRESIDENTE. Procediamo con la votazione, sennò sarebbe la stessa trafila del Consigliere Cesetti, io sono imparziale.
Assessore Consoli perché si è prenotato? Votiamo il rinvio, non è prevista la dichiarazione della Giunta. Procediamo.
Rinvio della proposta di legge n. 38. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 8
a iniziativa della Giunta regionale
“Programma regionale (PR) FESR 2021/2027. Approvazione della seconda modifica del PR FESR. Regolamenti 2021/1060 e 2025/1914. Modifica della d.g.r. 1828/202”
Nuova titolazione: “Programma regionale (PR) FESR 2021/2027. Approvazione della seconda modifica del PR FESR. Regolamenti 2021/1060 e 2025/1914”;
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 8 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha parola il relatore di maggioranza Consigliere Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. E’ passata in Commissione questa proposta di atto amministrativo, con il voto favorevole della Commissione.
Le modifiche al regolamento del 2021 sono state dettate dalla necessità di orientare il riesame intermedio dei programmi, previsto nel 2025, verso obiettivi e linee di azione in grado di rispondere in maniera più efficace alle nuove sfide ed incertezze connesse con le dinamiche geopolitiche, incertezze che sono aumentate in modo preoccupante nei primi mesi del 2026.
Va da sé che quando si fa una programmazione di qualsiasi genere, come questa di medio lungo termine, nel frattempo possano cambiare un po' le priorità. Ci sono dei grandi cambiamenti e stravolgimenti, se pensiamo solamente che negli ultimi 5/6 anni della nostra esistenza abbiamo incontrato una pandemia devastante e siamo di fronte a un paio di guerre, che ci vedono, purtroppo, molto vicini, soprattutto geograficamente. Pensiamo anche all'aumento dei costi delle energie; pensiamo al problema delle aziende (export, internazionalizzazione), alla ricerca, quindi anche a nuove soluzioni.
Nel frattempo, se possibile, che cosa ha fatto questa Giunta? Ha approfittato di uno strumento che gli è stato concesso, ovvero quello di rimodulare. Alla fine è una rimodulazione interna, sono dei fondi che già la Regione aveva a disposizione, ma ha cambiato un po' le prospettive, le priorità e quindi gli obiettivi.
Grazie a questa riprogrammazione, rimodulazione, c'è stata tecnicamente la possibilità di avere dei vantaggi. Innanzitutto, è stato previsto un prefinanziamento eccezionale, una tantum, del 20% della dotazione finanziaria relativamente alla quota FESR delle priorità che sono state oggetto della revisione di metà periodo.
In più è stata introdotta, grazie a questa riprogrammazione, una proroga di un anno per la certificazione delle spese, dal 31 dicembre 2029 al 31 dicembre 2030. Proroga che rende tutto più agevole per quanto riguarda l'attuazione degli interventi.
Andiamo alle cifre: è una rimodulazione di 78 milioni di euro, pari al 13,4% della dotazione complessiva del programma. Si tratta, come vi ho detto prima, di risorse rimodulate, ovvero di risorse interne.
Entrando nel merito, le proposte in discussione ed in votazione riguardano in primo luogo l'adesione all'iniziativa STEP, che comporta un sostegno agli investimenti in materia di tecnologie strategiche, quali: le tecnologie digitali, tra cui la microelettronica, l'intelligenza artificiale, cloud computing, le tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse.
L'iniziativa STEP si applica inoltre a tutto il campo delle biotecnologie, ai prodotti farmaceutici e alle tecnologie mediche, nella consapevolezza che le biotecnologie siano essenziali per la modernizzazione di settori fondamentali, quali la sanità e in generale il comparto delle produzioni primarie dell'agricoltura. Si tratta di esempi che non esauriscono gli ambiti di operatività dell'iniziativa, ma che danno il senso di un impegno che la Regione intende continuare a promuovere nei confronti dell'imprenditoria marchigiana per consolidarne la competitività, anche nell'ottica dell'attrazione di investimenti e della possibilità di promuovere un'offerta di lavoro altamente qualificata.
Questa nuova priorità, la 6, ha una dotazione di 42 milioni di euro, quindi di fatto va a coinvolgere oltre la metà di tutte le risorse della rimodulazione in merito a due obiettivi strategici, che sono già presenti nel programma operativo, relativi al sostegno alla ricerca, all’innovazione e alla crescita sostenibile delle PMI. A questi fondi si aggiungono le risorse riguardanti le 6 aree della strategia per le aree interne, che saranno utilizzate per attivare progetti di investimento e di riconversione produttiva in tale aree, anche in collaborazione con le università marchigiane, oltre al sostegno a laboratori di ricerca finalizzato a valorizzare le filiere locali.
Poi abbiamo la priorità n. 7 con una dotazione di 12,4 milioni di euro, che ha lo scopo di sostenere la realizzazione e l'integrazione di infrastrutture di ricarica elettrica per mezzi del trasporto pubblico locale e la contestuale previsione di interventi per l'alimentazione di tali mezzi attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Anche qui, in coerenza con le nuove esigenze di recupero anche di energia proveniente dalle sostenibili, dalle rinnovabili.
Priorità n. 8, dotazione di 5,6 milioni di euro con lo scopo di accelerare l'attuazione di interventi necessari per mettere a norma i sistemi di depurazione, di collettamento delle acque reflue urbane, anche al fine di rispondere ai rilievi oggetto di procedura di infrazione (ce ne sono due) da parte della Commissione europea, attualmente aperta nei confronti di diverse Regioni italiane.
C’è poi la novità dell'ultima priorità introdotta, inserita in un secondo tempo, nel momento di un accordo avvenuto a livello di Conferenza Stato-Regioni circa la possibilità di cofinanziare interventi di housing sociale. Intesa del fine anno del 2025. Per questo è stata poi ripresentata una nuova modifica del programma FESR, in quanto avevamo già messo mano ad a una prima modifica.
Questa nuova linea costituisce l'applicazione delle modifiche introdotte dal regolamento UE 2025/1914, che risponde all'esigenza di promuovere l'accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili a fronte del rischio crescente di deprivazione abitativa che colpisce le fasce sociali più vulnerabili.
L'intervento riguarda anche gli studentati universitari e si pone come una risposta alla carenza di questa tipologia di alloggi a prezzi accessibili nelle città marchigiane sedi di università.
La dotazione finanziaria prevista per questa priorità, la n. 9, è di 17,8 milioni di euro, frutto della rimodulazione delle risorse di più obiettivi specifici riguardanti interventi non ancora attivati o con difficoltà attuative, la cui realizzazione potrebbe compromettere il pieno impiego delle risorse entro i tempi previsti dalla programmazione europea. Come sapete, spesso, quando si arriva alla fine, ci sono delle azioni che non sono state attivate, quindi, si fanno delle scelte, come questa per alloggi abitativi e interventi per gli studentati.
Io ho concluso, dico solamente che la Commissione, relativamente a questa ultima nuova linea di intervento, ha condiviso di presentare un ordine del giorno. Non so, ditemi se devo leggerlo alla fine o presentarlo… Un ordine del giorno che raccomanda alla Giunta regionale, nell'ambito delle procedure attuative, che saranno successive a questa approvazione, l'attribuzione di priorità specifiche agli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti, recuperando quella parte del patrimonio edilizio che necessita di interventi di riattamento. Questa è una battaglia storica che questa Giunta, anche il Consiglio regionale, da un po' di anni sta facendo.
Sappiamo che ci sono tantissimi alloggi che nel tempo non sono stati interessati da interventi, certe volte anche minimi, che rimangono inutilizzati, inagibili, mentre potrebbero e dovrebbero essere messi nella disponibilità dei Comuni per le varie graduatorie dell'assegnazione delle case popolari.
Concludo, nell'ordine del giorno si richiede di sostenere politiche abitative per lo sviluppo delle aree interne e dei borghi montani, al fine di incentivare la residenza e di concorrere a frenare lo spopolamento di tali aree, che rappresentano un patrimonio economico e sociale di grande pregio per la nostra regione, in linea, anche qui, con le politiche regionali rispetto alla legge sui borghi e a tutte le riserve che sono state messe nei vari bandi a favore sia delle aziende che dei Comuni all'interno delle aree interne e montane. Grazie.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno l'ha già illustrato, Procediamo così: adesso diamo la parola al relatore di minoranza, poi alla Giunta, poi verrà presentato il suo ordine del giorno che sostanzialmente è già stato illustrato.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Nell'introduzione del suo intervento il Consigliere Antonini ha richiamato le programmazioni di lungo periodo che inevitabilmente portano a delle modifiche strada facendo, delle priorità che tengano conto dell'evoluzione della società, di quello che ci circonda. Quindi, il riesame intermedio rappresenta un momento di verifica e di riallineamento delle strategie di utilizzo del FESR, tenendo conto dell'evoluzione e del cambiamento del quadro economico, sociale, geopolitico, europeo, oggi potremmo dire anche mondiale, perché gli effetti di quanto sta accadendo ricadono anche sul nostro territorio.
Se ben colta questa occasione può essere un'opportunità, purché si sappiano leggere realmente i cambiamenti in atto, i nuovi bisogni e capire come indirizzare le risorse per affrontare le sfide in atto, sia quelle in corso che quelle future. Nello stesso tempo avere capacità di flessibilità che consenta di affrontare i cambiamenti anche repentini in atto.
Su questo l'Unione Europea ci aiuta con l'inserimento delle nuove priorità, che vanno anche incontro a quelle che sono le esigenze nazionali e regionali. Pur sgangherata che sia, l'Europa nei momenti difficili ci ha sempre aiutato, ha sempre messo in campo azioni che sono andate incontro… Potrei fare un lungo elenco nei 40-50 anni che ci hanno preceduto, non ultima quella della pandemia, nella quale è intervenuta pesantemente dando risposte in soccorso.
Per onestà politica intellettuale va detto che il riesame intermedio è condizionato dalle scelte della programmazione esistente, quella 2021/2027 approvata qualche anno fa, che ora è in piena applicazione, scelte, ovviamente, assunte dalla precedente Assemblea legislativa.
Il riesame può incidere in maniera limitata, però, se azzecca le innovazioni e sa interpretare le nuove opportunità, può dare nuovo impulso e quindi risposte.
È chiaro che il lavoro deve tener conto da una parte delle strategie e dall'altra della praticabilità, cosiddetto pragmatismo, cioè capacità di spesa e rispetto delle tempistiche per il raggiungimento degli obiettivi. Su questo va ricordato – giustamente, io dico – che l'UE è severa rispetto alle scadenze, che possono portare alla perdita delle risorse. Non si tratta di tempi biblici, come spesso siamo abituati o come accadeva con la nostra cultura politica-amministrativa.
In questo momento ci confrontiamo con una maggiore complessità, anche perché sono in campo le risorse PNRR, lo abbiamo detto anche in Commissione. Si tratta di strumenti che devono in qualche modo integrarsi affinché siano forieri di maggiore sviluppo, modernizzazione ed emancipazione. Forse può essere una parola forte, ma in alcuni casi è appropriata.
Sarà il tempo a dire se queste risorse nel Paese e nei territori siano state ben investite o siano state delle occasioni perse. Quindi, capacità di integrazione tra gli strumenti di finanziamento, investimenti regionali, nazionali ed europei. Sono occasioni per sostenere la competitività dell'economia marchigiana, servizi di qualità e favorire infrastrutture che aiutino la crescita complessiva e la qualità della vita. Così come per la difesa dell'ambiente che ci circonda e per la prevenzione alle calamità. Lo dico perché sono temi ripresi o esclusi dalle priorità e dalle scelte. Soprattutto sostenere le aree più marginali, che con maggior difficoltà cercando di ricreare un equilibrio tra le aree interne e quelle urbane. Quindi una sfida complessa, non semplice, ma stimolante.
Quali sono le scelte effettuate in base ai nuovi pilastri? I pilastri erano cinque: competitività, resilienza idrica e transizione energetica, ai quali sono state inserite queste nuove priorità: difesa, sicurezza e preparazione civile, alloggi sostenibili ai prezzi accessibili. Prima nota dolente, che poi si è trasformata in positiva. L’ha ricordato prima nel suo intervento il Consigliere Antonini sulla nuova priorità a cui si è aderito. Come abbiamo detto le priorità erano due, quella della difesa. ovviamente non se n'è fatta carico, la Regione non vuole entrare in guerra, non deve difendersi, non aveva alcun senso; l'altra, invece, straordinaria occasione, quella degli alloggi sostenibili, poiché stiamo vivendo in un’emergenza continua, da più parti richiamata.
Qui va detta la verità, perché quando è stata presentata la prima proposta non è stata colta questa occasione e nella revisione non veniva in alcun modo destinata alcuna risorsa a questa priorità. Poi alcune volte la provvidenza porta bene e l'accordo Stato-Regioni del 29 dicembre, se non sbaglio, obbliga le Regioni ad includere la priorità dell'abitare, quindi, si è intervenuti rimodulando e ripresentando la proposta in Commissione. Questo è un fatto che noi abbiamo colto. In Commissione, con i colleghi, ho avanzato la critica principale che era quella di non cogliere questa occasione ed oggi troviamo inserita la priorità n. 9, non sbaglio, no? Sì, la 9.
Le priorità sono la n. 6, la n. 7, la n. 8 e la n. 9, che andrò a declinare.
La priorità n. 6 è quella a supporto di nuove tecnologie per l'Europa, mediante l’introduzione di una nuova priorità dedicata proprio a questo. Qui devo dire una buona cosa l'adesione al programma STEP, che consente di integrarsi nel nuovo quadro europeo dedicato al consolidamento della leadership tecnologica in settori caratterizzati da elevata novità e a favore della competitività, in particolare per le piccole e medie imprese che sono quelle che soffrono maggiormente. Quindi, questa è una scelta positiva.
Lasciano perplessi, invece, alcune scelte fatte all'interno di questa priorità che cuba 42.667.000 euro circa, di cui 26 milioni di euro già impegnati. Di fatto si cambia solo l'etichetta per la rendicontazione, ma rimane tutto inalterato, come di fatto era.
Per 7 milioni di euro c'è già un bando, anche qui niente di nuovo, mentre 8 milioni, quasi 9 milioni, sono quelli disponibili. Sono stati ripresi dalle risorse SNAI, giustificando il fatto che parte di queste risorse sono quelle che si possono utilizzare attraverso le risorse destinate al cratere del terremoto, che è un altro tipo di canale, però ci pone un problema: quelli che non stanno dentro il cratere perdono una opportunità, perdono una occasione.
La priorità n. 7 è legata ad una nuova azione relativa alla creazione di una infrastruttura di ricarica per i mezzi TPL. Qui sono 12,4 milioni di euro. Sono tutti liberi perché sono stati rimodulati e sono destinati alle ricariche elettriche per i mezzi TPL. Non si comprende se c'è un'analisi del bisogno reale sulla dislocazione e anche sulla capacità, perché noi parliamo di strutture per autoricarica, che devono essere abbinate anche ai mezzi macchine, sennò rischiamo di avere delle infrastrutture e di non avere i mezzi. Qui non si capisce se c'è un…, bisogna dire le cose per quelle che sono, c’è un altro finanziamento a cui collegarsi per l'acquisto e il rinnovo di mezzi. Di solito bisognerebbe metterle assieme, perché poi cosa succede? Lo so perché mi è capitato come Sindaco, avevo colto un'occasione per finanziare un auto di rappresentanza, anche quello è un servizio pubblico. Allora, la buona la cosa sono le risorse da destinare, ma lascia un po' perplessi la mancanza di un equilibrio e di una visione strategia complessiva che possa consentire un buon utilizzo delle risorse e non un disequilibrio, col rischio di sprecare finanziamenti, magari creare infrastrutture, che poi non vengono utilizzate. Da cosa sono stati tolti? Ovviamente sono liberi, ma si tolgono ad altro, all'illuminazione pubblica dei territori. Questo da una parte dispiace perché si può chiudere un corso, qui c'è un reale risparmio, anche questo l'ho toccato con mano, l'ho visto nei miei bilanci. È vero, c'è una complessità delle ESCO che devono essere abbinate per far questo tipo di lavoro, però toglierle tutte…, forse qualche realtà poteva approfittarne perché questa è un'emergenza. Secondo me è uno di quei cicli che devono finire, sono partiti, riuscire a chiudere il cerchio sarebbe una buona cosa. 1,8 milioni di euro dal residuo l'efficienza energetica, mentre 2,2 milioni vengono tolti dalle comunità energetiche. Ecco, su questo una riflessione vorrei farla – io non ero presente – perché le comunità energetiche quando ci troviamo in crisi diventano uno strumento importante. Sono sempre state valorizzate da più parti, anche nell'Assemblea precedente ci fu, se non sbaglio, mi dicevano i colleghi, una proposta di legge del Consigliere Antonini, che non fu finanziata. Ecco, questa potrebbe anche essere un'occasione per metterci delle risorse. In realtà, può darsi, avevano un senso per accompagnare quella proposta, però le andiamo a togliere e questo è un punto dolente che viene meno.
La priorità n. 8, 5,6 milioni per la messa a norma di sistemi di depurazione e collettazione delle acque reflue. Sappiamo benissimo che in alcune realtà si rischiano le infrazioni, appesantimenti nei bilanci, quindi, è una opportunità giusta che si deve mettere a disposizione… Scusate, sono andato negli appunti sotto, in realtà mi riferivo alle comunità energetiche. Anche su questo non si capisce bene quale sia il contesto reale, quanti siano realmente a rischio di infrazioni, o lo siano già, oppure è una misura messa così, non dico per sentito dire, senza una pianificazione precisa.
La priorità n. 9, come già detto, fortunatamente con obbligo è stata inserita e qui, lasciatemelo dire, c'è il minimo sindacale perché andavano messi, almeno con le percentuali delle nostre risorse, 17,6 milioni, ne abbiamo messi 17,8 milioni. Il minimo sindacale, però è importante, è una risorsa che si mette a disposizione. Vengono tolti 8 milioni dalle ciclabili. Anche qui c'è il progetto della ciclovia Adriatica, ma se andiamo ogni volta a togliere non riusciremo mai a concluderla, però la priorità è oggettivamente vera, posso anche comprenderla, anche se dispiace non riuscire mai a chiudere un tema. Anche qui se c'è un'analisi vera delle esigenze… L'ordine del giorno, che non è stato letto, che ha presentato il Presidente di Commissione, è condivisibile, è intelligente perché in qualche modo dice di andare a recuperare l'esistente, tenendo conto anche delle tempistiche, altrimenti il rischio è che si proceda a qualcosa di nuovo e rimane là.
Personalmente condivido questo aspetto, però che ci sia una risposta reale verso l’ERDIS, gli studenti ed ERAP, dove ci sono liste d'attesa lunghe. Effettivamente è un dramma che si sta vivendo un po' in tutti i territori.
Concludendo, capisco i vantaggi che porta questa revisione: un anno in più di scadenza, e questo è oro; il 20% di auto-anticipazione del finanziamento è una buona cosa, quindi anch'io avrei colto l'occasione a prescindere e la motivazione della prima proposta andava in quella direzione più su un'analisi vera di progettazione.
Oggi con l'inclusione della priorità n. 9, priorità nuova, ha una nuova dimensione, però è mancata una vera e propria revisione strategica, lasciata forse…, e lo dico perché ho fatto l'amministratore e quando ero in Provincia avevo la delega su questi temi.
È chiaro che la parte tecnica svolge un ruolo importante, fuori discussione, però occorre capire quando è la parte tecnica che fa la parte del leone o quando la fa l'indirizzo della politica.
E’ evidente che c'è stata una prima fase in cui c’è stato più un lavoro tecnico, anche perché non c’era un impulso politico nel dire di cogliere la priorità n. 9, che invece c'è stata imposta.
L'altro elemento, e mi avvio veramente alla conclusione, è che dei 60 milioni di euro della variazione solo 42 milioni in realtà sono già stanziati, sono già vincolati, non sono una vera rimodulazione, sono più una rimodulazione tecnica, che cambia in qualche modo il titolo e che ci aiuta ad avere riconoscimento per i benefit, in particolare giusti ed opportuni.
E’ vero, anche questo va detto, che alcuni vengono trasferiti in altri fondi che allungano, perché magari si è parlato anche di progetti che rischiavano di non stare nelle tempistiche.
In conclusione, mi sarei aspettato più un'indicazione politica agli uffici, che hanno fatto un buon lavoro, l'hanno dovuto fare doppio perché avevano presentato la prima bozza e l'hanno dovuta rimodulare nuovamente. So benissimo che è complesso, complicato, quindi vanno ringraziati perché sono dei professionisti, fanno bene il loro lavoro.
Dico anche che posso comprendere, Assessore, che siete entrati da poco, nell'incontro che abbiamo avuto in Commissione, quindi la disponibilità dei ragionamenti… Partendo da questo ci si aspettava qualcosa di più, ma cogliamo in prospettiva, anche con inserimento di strategie, di visioni riferite alla nostra Regione, che in certi settori è in sofferenza e ha bisogno di qualche iniezione che possa creare quel meccanismo di valore aggiunto e di strategia, di sinergia, cogliendo le opportunità, gli strumenti che abbiamo a disposizione, che, pur nelle difficoltà, alcune volte possono fare la differenza. Grazie
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione diamo la parola alla Giunta, all'Assessore, perché poi deve assentarsi.
Ha la parola l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Chiedo scusa, ma devo scappare a Spoleto per un impegno organizzato dalla Presidente della Regione Umbria. Alla fine del mio intervento, visto che l'Assessore non vota, vi dovrò lasciare, di questo mi dispiace perché avrei voluto assistere a tutta la discussione.
Come voi sapete il programma 2021-2027 del FESR è stato approvato definitivamente nel novembre 2022, poi il Consiglio regionale lo ha recepito.
Nel frattempo è accaduto tutto quello che voi sapete nel quadro geopolitico internazionale, a iniziare dalla guerra russo-ucraina, che ha determinato nelle volontà della Commissione europea una rideterminazione delle linee di indirizzo e di impiego dei fondi FESR e con il Regolamento 1914 dello scorso anno sono state date cinque priorità: competitività alle imprese, transizione energetica, resilienza idrica, difesa e sicurezza e preparazione civile, housing sociale sostenibile.
Benché il programma FESR delle Marche sia in uno stato particolarmente avanzato, voglio ricordare a quest'Aula che siamo terzi a livello nazionale per avanzamento degli impegni, si è ritenuto utile cogliere l'opportunità offerta dal nuovo regolamento per rafforzare la capacità di risposta rispetto alle priorità emergenti. Quindi, oggi andiamo a rimodulare una rilocazione di 78.486.000 euro corrispondente al 13,4% di tutta la dotazione del FESR.
Non c'è bisogno che vado a ripercorrere le priorità 6, 7, 8, 9 e via dicendo, perché il relatore di maggioranza e il relatore di minoranza le hanno già illustrate nel dettaglio. Voglio però precisare alcuni aspetti.
La collocazione delle cifre non è una scelta politica, ma è frutto di un indirizzo che la Commissione europea ha dato. Prendo ad esempio la priorità 9, per la quale ho partecipato alla negoziazione con il Governo, sono direttrici che la Commissione europea ci dà e che vanno poi negoziate. Quindi la scelta non è meramente politica. Lo spazio di manovra è estremamente ristretto. Certo è che noi abbiamo fatto alcune scelte, tipo quella di non dare i soldi per gli armamenti e per le aziende che hanno direttamente o indirettamente a che fare con la difesa. Ci sono di aziende che nelle Marche fanno questo tipo di attività e noi avremmo potuto includerle perché il regolamento lo prevede e avremmo conseguentemente emesso dei bandi.
C'è la scelta politica di dirottare le due somme sulla priorità 6, 42 milioni per le nuove tecnologie per le nostre aziende, il programma STEP, e 17,8 milioni sull'housing sociale.
Colgo anche l'occasione per dare un parere favorevole sull'ordine del giorno presentato dal relatore di maggioranza Consigliere Antonini, che contiene esattamente quello che la Giunta ha intenzione di fare nell'impiego prossimo di questi fondi.
Colleghi, è l'ultimo atto della programmazione 2021-2027. Dal prossimo semestre inizierà la negoziazione del programma 2028-2034. Voi sapete, siete persone che vivono la vita politico istituzionale, respirate il clima di grande difficoltà generale, soprattutto quello che sta avvenendo, che potremmo trovarci nella prossima programmaione con una difficoltà ben superiore perché la Commissione europea sta decidendo, ma non voglio anticipare nulla che non sia stato ancora ufficialmente trattato, di adottare delle forme diverse rispetto al programma 2021-2027, sia nei meccanismi di trasferimento delle somme, sia nella magnitudine, nella dimensione dei due fondi principali, il FESR e l'FSE, ma ci sarà tempo per trattare questi aspetti.
Termino qui, ritengo che questo atto sia fondamentale, caratterizzerà i prossimi 20 mesi di legislatura e saranno denari determinanti per poter sorreggere in questo momento estremamente complesso l'economia della nostra regione, nostra quota parte.
Vi ringrazio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Parliamo della riprogrammazione del FESR, del piano regionale di 78 milioni di euro, che è una cifra piuttosto significativa in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo attraversando. Corrisponde a circa il 13% del programma complessivo.
La riallocazione consistente di queste risorse si basa sulla sottrazione di fondi da alcune priorità già definite: innovazione, energia, mobilità, sviluppo territoriale.
Questa proposta di modifica non risponde totalmente ai reali fabbisogni economici, sociali e territoriali della nostra Regione. Sembra quasi più l'esigenza di rispettare un vincolo formale europeo. E’ un modo che ci convince poco di gestire ingenti risorse che possono essere fondamentali e strategiche per lo sviluppo della nostra regione, in quanto risorse che possono essere destinate alle imprese, all'innovazione, all'energia, alla mobilità e all'ambiente.
Ripercorrendo rapidamente, come hanno già fatto il Consigliere Antonini e il Consigliere Seri, le risorse stanziate per le singole priorità: 47 milioni finanziati destinati alla priorità 6, ossia la tecnologia strategica europea (STEP); 12 milioni circa destinati alla priorità 7 per le infrastrutture di ricarica elettrica per il trasporto pubblico locale, premetto che per questi 12 milioni sono stati sottratti 5 milioni, che provengono dall'illuminazione pubblica efficiente. La trovo una scelta abbastanza bizzarra, chi ha fatto l'amministratore locale sa quanto sia complicato fare investimenti importanti in questo settore e quanto incida l'illuminazione pubblica sui bilanci comunali. Quindi, andiamo a sottrarre 5 milioni che sarebbero serviti all’efficientamento dell'illuminazione pubblica delle amministrazioni locali per destinarli alle infrastrutture di ricarica elettrica per il trasporto pubblico locale, senza però - come ha detto bene prima il Consigliere Seri - avere un quadro chiaro, almeno non a nostra disposizione, di quanti siano i mezzi pubblici elettrici, di quale sia il programma di investimento dell'azienda di trasporto pubblico locale in tale direzione nei prossimi anni, dove verranno dislocati gli impianti di ricarica, in quali città, quali città saranno escluse, quale sarà la programmazione e quanti punti di ricarica avremmo a disposizione. Mi sembra una cifra buttata là, alle spalle non c'è una programmazione seria e precisa di quello che ci aspetta.
Per quanto riguarda la priorità n. 8, vengono trasferite 5,6 milioni di euro per interventi di depurazione legati a procedure di infrazioni europee. E’ chiaro che è importante fare interventi di depurazione, peccato che vengano sottratte risorse alla biodiversità, al clima, all'energia pulita. Si sottraggono: 1,6 milioni di euro agli investimenti per Natura 2000 e infrastrutture verdi, 1,8 milioni di euro alla riduzione dei consumi energetici delle imprese e ben 2,2 milioni di euro alle comunità energetiche rinnovabili.
Per quanto riguarda l'ultima priorità… Apro una piccola parentesi sulla depurazione, molte aziende che si occupano della gestione del servizio idrico hanno fatto degli investimenti per favorire la depurazione, scaricando questi investimenti sulle tariffe, che poi pagano i cittadini. In questo caso non si capisce bene per quale tipo di interventi sarebbero destinati questi 5 milioni. Sono ad hoc per qualcuno? Saranno messi a bando, potranno partecipare tutte le aziende, anche chi ha già partecipato? I soldi sono stati scaricati sulle tariffe che pagano i cittadini, per capire, perché altre aziende… sono interventi che negli anni precedenti hanno già fatto.
La priorità n. 9, 17,8 milioni di euro dedicati all'housing. Bene che ci siano questi stanziamenti. Ritengo tuttavia che siano ampiamente insufficienti rispetto alle esigenze che hanno sia l'ERAP che l'Erdis, per quanto riguarda sia l'edilizia popolare che gli alloggi destinati agli studenti universitari. Di questi 18 milioni: 8,5 milioni provengono dalla promozione dell'adattamento ai cambiamenti climatici, dalla prevenzione del rischio di catastrofi; 2 milioni dalla protezione e preservazione della natura; 8 milioni dalla mobilità urbana sostenibile, alla faccia delle piste ciclabili che tanto vengono sbandierate; 1 milione di finanziamento che doveva essere stato utilizzato per la bigliettazione elettronica.
Di fatto, in sintesi, si toglie alla prevenzione per cercare di porre rimedio a situazioni di emergenza, scaricando su ambiente e transizione ecologica il prezzo di scelte sbagliate del passato. Fra l'altro, queste decisioni risultano in aperta e forte contraddizione con il Piano regionale energia e clima, che individua, invece, proprio nelle comunità energetiche, nell'autoconsumo e nell'efficienza energetica, i pilastri della transizione.
Il valutatore indipendente del programma evidenzia che il FESR delle Marche ha un asse in ritardo, che è quello della mobilità urbana sostenibile. Eppure l'83% dei marchigiani utilizza l'auto privata per andare al lavoro, il 30% delle famiglie ha difficoltà di accesso al trasporto pubblico locale e solo il 30% degli studenti utilizza i mezzi pubblici. Nonostante questi dati la Regione non investe a sufficienza sulla mobilità integrata, sui servizi e sull'accessibilità.
Sorvolo sul sottofinanziamento cronico delle città marchigiane, che potrebbero essere un filone di finanziamento attraverso i fondi del FESR, ma dico che queste risorse che noi andiamo a spostare e a rimodulare si inseriscono in un quadro economico regionale tutt'altro che roseo.
La Regione Marche vede un calo del 4% della produzione manifatturiera e l'arresto della spesa per ricerca e sviluppo, che è circa la metà rispetto alla media nazionale in percentuale sul PIL. Si prevede una crescita in proiezione del PIL regionale più bassa della media italiana, con un calo degli investimenti fissi e un aumento della disoccupazione.
Temo che questa rimodulazione serva a concentrare risorse su pochi soggetti senza effetti sistemici e non andiamo ad affrontare, come dire, i temi centrali rispetto alle debolezze strutturali che sono della nostra regione.
Non riconosciamo i nuovi bisogni sociali, le peculiarità del nostro tessuto produttivo e facciamo questa modifica per dare una risposta alle difficoltà di spesa, per riuscire a rendicontare nei tempi che l'Europa europea ci chiede. Ma credo che la nostra regione e le Marche meritino una strategia di sviluppo vera, non un'operazione contabile di facciata e che serva una nuova visione di sviluppo per il futuro della nostra regione.
L'indebolimento delle politiche ambientali e climatiche, alla luce della riduzione delle risorse su efficienza energetica, difesa del suolo, mobilità sostenibile, monitoraggio ambientale, contrasta fortemente con la realtà della nostra regione, che è fortemente esposta a rischio idrogeologico e climatico. Basta vedere i fenomeni preoccupanti e costanti di alluvioni, frane, erosione costiera.
Credo che abbiamo perso un'occasione e andiamo ad approvare un documento - ovviamente saremo contrari all'approvazione di questa modifica - che sarebbe potuto servire per una riprogrammazione strategica, coerente e orientata a uno sviluppo della nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Collegi Consiglieri, come ha già detto chi mi ha preceduto, sia il relatore di maggioranza Consigliere Antonini che il relatore di minoranza, la proposta di atto amministrativo n. 8 riguarda la revisione del piano FESR Marche 2021-2027.
Questo intervento si inserisce nel quadro del riesame intermedio previsto dalla normativa europea, che disciplina la programmazione dei fondi strutturali, che ha ridefinito gli obiettivi strategici di medio periodo, rendendo necessario un aggiornamento degli strumenti di programmazione.
Questa modifica del piano si configura come una rimodulazione delle priorità e delle articolazioni interne, finalizzata ad adeguare la programmazione alle nuove sfide economiche, sociali e territoriali, nonché al mutato contesto di riferimento.
Si evidenzia che la revisione proposta non comporta alcuna variazione complessiva delle risorse finanziarie assegnate. Si tratta, infatti, di una redistribuzione interna delle stesse, senza incremento della spesa né nuovi oneri a carico del bilancio regionale, garantendo l'invarianza economica dell'intervento.
Ho ascoltato il Consigliere Catena, il quale ha affermato che questa riallocazione non risponde ai bisogni della nostra regione, serve per pochi soggetti e non affronta i temi centrali. Capisco che l'opposizione deve fare l'opposizione, però credo che debba anche avere una visione più corretta nei nostri confronti, perché, lo ha spiegato anche l'Assessore Bugaro, è una riallocazione in base agli eventi che abbiamo avuto negli ultimi anni, in questi ultimi periodi.
L'atto, quindi, rappresenta un aggiornamento tecnico strategico necessario per mantenere l'efficacia e la coerenza del piano FESR rispetto agli indirizzi europei.
La proposta è accompagnata da una relazione articolata in quattro parti principali. In primo luogo vengono richiamate le raccomandazioni del Consiglio dell'Unione europea del 21 ottobre 2024 relative alla capacità di gestione e all'accelerazione nell'utilizzo dei fondi europei. In secondo luogo si analizzano la situazione e i progressi compiuti nell'ambito dei piani energetici e climatici, evidenziando gli sviluppi più recenti. La terza parte è dedicata alla descrizione della situazione economica, socio-economica attuale, con particolare riferimento al contesto regionale, infine, vengono presentati i risultati delle valutazioni in corso che restituiscono una fotografia dello stato di avanzamento degli obiettivi in questa fase intermedia.
Quindi, sulla base di queste evidenze, si procede alla rimodulazione delle risorse per procedere con interventi necessari e con tempi di realizzazione certi e sostenibili alla proposta di assegnazione definitiva. La dotazione complessiva rimane la stessa, 585 milioni di euro, e non subisce variazioni, mentre viene redistribuita tra le priorità del piano.
Le modifiche comportano una riallocazione complessiva, come hanno già detto, di 78 milioni di euro, pari al 13,4%, come ha detto il Consigliere Catena, della dotazione del programma, ma in particolare le originarie cinque priorità del FESR vengono riorganizzate in nove, come ha già detto chi mi ha preceduto, anche l'Assessore.
Le priorità iniziali erano: prima, ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività; seconda, energia, clima, gestione dei rischi, risorse idriche; terza, mobilità urbana sostenibile; quarta, coesione, sviluppo territoriale; quinta, assistenza tecnica, che rimane invariata. A partire da queste vengono riallocate alcune risorse per introdurre quattro nuove priorità: sesta, che come ha già detto l'Assessore è importantissima, piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP), 42.667.000; settima, sviluppo delle infrastrutture di ricarica, 12.400.000; ottava, gestione sostenibile e resilienza delle risorse idriche, incluso l'accesso sicuro all'acqua, 5.619.000; nona, accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, sulla quale abbiamo anche un ordine del giorno del Consigliere Antonini, che naturalmente appoggiamo e che voteremo all'unanimità.
L'allocazione delle risorse segue l'indirizzo che la Commissione europea ha dato. Lo spazio di manovra, come già è stato detto, è ristretto, ma le scelte sono state fatte, Consigliere Catena, come la scelta che riguarda la priorità 6, adesione alla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP), che consente alla Regione di integrarsi nel nuovo quadro europeo di consolidamento della leadership tecnologica dell'Unione in settori caratterizzati da elevata intensità innovativa e rilevanti esternalità di competitività, e la priorità 9, che riguarda l'accesso ad alloggi sostenibili, accesso ad alloggi sostenibili housing, nonché promuovere la costruzione, l'ampliamento e la riqualificazione del patrimonio immobiliare destinato a finalità sociali, quali alloggi per nuclei a basso reddito, soggetti vulnerabili e svantaggiati.
Noi siamo andati a guardare le priorità e questa è una rimodulazione. Non ci sono costi aggiuntivi, vengono rimodulati 78 milioni di euro e secondo noi questa è una rimodulazione importante per il nostro territorio, per le esigenze del nostro territorio.
Come gruppo Forza Italia abbiamo valutato questo atto amministrativo favorevolmente e voteremo favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare i relatori di maggioranza e di minoranza per questo parere e l’Assessore Bugaro.
Ho ascoltato le parole del Consigliere Catena che sembra che non sia del Partito Democratico, che a volte è a targhe alterne. Dico perché. La Commissione europea introduce degli aggiustamenti per quanto riguarda le priorità strategiche emergenti e il Consigliere Catena le contesta. Qui parliamo di 42 milioni di euro per la piattaforma, per le tecnologie strategiche per l'Europa, utili alle nostre imprese per fare dei bandi per le nostre imprese e mi meraviglia che il collega le contesti. Penso, ad esempio, ai 17,8 milioni di euro, fondi per promuovere l'accesso agli alloggi sostenibili a prezzi accessibili, una battaglia storica della sinistra. C'è un problema serio per quanto riguarda l'emergenza abitativa, che credo che il PD conosca, ed il Governo nazionale chiede un supporto in più, d'intesa con le Regioni.
La Regione Marche investe 17,8 milioni di euro e qui c'è chi ci critica. Nonostante ci sia un’emergenza nazionale troviamo i fondi utili a supportare questa emergenza della nostra Regione ed, ovviamente si critica anche questo. Così come i fondi, 5 milioni di euro, per l'accesso sicuro all'acqua, la gestione sostenibile, utile magari ai Comuni, che riguarda il tema del mondo idrico, delle risorse idriche per la residenza idrica. Anche qui, non so se poi si ha il coraggio di andare nei Comuni a dire: “Abbiamo votato contro qualcosa che può supportare anche l'emergenza idrica nei vostri Comuni”. Anche questo credo che vada in questa direzione
Sono un po' preoccupato perché anche qui, “promuovere la realizzazione di infrastrutture di ricarica”, vorrei ricordare ai colleghi che, purtroppo, ci siamo trovati nella scorsa Commissione europea, una Commissione europea che ha voluto il green, ed il Partito Democratico era tra i più grandi sostenitori del green, della ricarica, dell'elettrico e oggi ovviamente dobbiamo proseguire perché, ancora una volta, è stato chiesto questo.
Mi auguro che l'Assessore Bugaro, di cui apprezzo non solo le sue capacità, ma anche la voglia di essere pragmatico, oltre alle colonnine che verranno messe per la fonte rinnovabile, darà qualcosa in più per le imprese. Anche questo molto importante.
Quindi, io un po' mi meraviglio perché credo che, nonostante sia un periodo di crisi internazionale…, anche su questo tema capisco che l'Unione europea voglia dare delle priorità, ma quello più importante credo che sia quello dell'emergenza casa, un tema che dovremmo affrontare un po' tutti insieme.
Mi aspettavo, ci mancherebbe altro, un voto a favore da parte dell’opposizione, ci mancherebbe, che almeno su questo tema, sul tema degli alloggi, sul tema dell'housing sociale, sul tema di aiutare le persone in difficoltà …, perché credo che una parte dei 17,8 milioni di euro andranno per l'edilizia residenziale pubblica.
Capisco che siano cambiate un po' la priorità: la destra tutela le persone in difficoltà, che sono all'interno delle liste residenziali pubbliche, mentre, magari, la sinistra supporta coloro che hanno le ville. Si è un po' rovesciato il mondo, si sono un po' rovesciate le priorità. Prima la sinistra era per i poveri, per i proletari, per gli operai, oggi è la destra che difende chi è in difficoltà su questo tema.
Mi rendo conto e voglio ringraziare l'Assessore Bugaro per aver, nonostante le difficoltà che ci sono … Permettetemi di ringraziare il Consigliere Antonini, che oggi è Presidente di Commissione e prima era Assessore, perchè la Regione Marche è tra le prime Regioni d'Italia per la spesa sul FESR. Questo significa che i fondi della programmazione europea si stanno spendendo in fretta e bene. Molte imprese anche su alcuni temi sono riuscite a prendere finanziamenti, molti bandi ancora devono essere fatti ed altri si stanno facendo.
Credo che sia fondamentale approvare questo atto anche per le imprese perché 42.667.000 euro, per quanto riguarda le tecnologie strategiche per l'Europa, sono utili anche per fare bandi per le nostre imprese che vogliono continuare ad investire. Credo che sia importante approvarlo. Mi auguro e auspico che si vada in questa direzione. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno ad iniziativa della II Commissione.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Sull'ordine del giorno. Giusto. Vista la proposta che abbiamo appena discusso, l'Assemblea legislativa delle Marche valuta positivamente la modifica del programma regionale FESR 2021-2027 volta all'inserimento della nuova priorità strategica che risponde ad una richiesta di alloggi di edilizia abitativa pubblica, sostenibile e a prezzi accessibili; promuove la scelta della Giunta regionale circa la possibilità di rivolgere la nuova priorità strategica anche ad interventi di edilizia universitaria, in considerazione delle carenze riguardanti il settore, che possono compromettere la scelta di iscriversi in uno degli atenei della regione; raccomanda alla Giunta regionale, nell'ambito delle procedure di attuazione della priorità strategica soprarichiamata, di attribuire priorità specifiche agli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti, recuperando quella parte del patrimonio edilizio che necessita di interventi di riattamento; richiede, inoltre, di sostenere politiche abitative per lo sviluppo delle aree interne e dei borghi montani.
Ringrazio l'Assessore Bugaro per la dichiarazione di approvazione della proposta di ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Noi voteremo contro quest’ordine del giorno, pur condividendo nel merito gli aspetti relativi al secondo, terzo e quarto punto, è evidente.
Non possiamo valutare positivamente la modifica del programma regionale, l'abbiamo appena detto, l’hanno detto bene i Consiglieri Seri e Catena, quindi, nostro malgrado voteremo contro, altrimenti gli altri punti sarebbero stati assolutamente condivisibili. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno. La pongo in votazione.
(
L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:42.
La seduta inizia alle ore 12:05
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 17 del 14 aprile 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 16 del 31 marzo 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Interrogazione n. 216 - a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Distruzione di sacche di plasma presso l’Officina del sangue dell’Ospedale di Torrette e apertura di istruttoria della Corte dei Conti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 216 – a risposta immediata – della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Buongiorno Presidente, buongiorno a tutti. Riguardo all’interrogazione posso assolutamente “rassicurare”, adesso attendiamo l'esito dell'atto ufficiale della Commissione nominata e, ovviamente, le eventuali responsabilità, che, penso, debbano, comunque, essere evidenziate. Poi, se non c'è effettivamente già un procedimento in atto, saremo noi a predisporre nota alla Corte dei Conti, perché nel numero di 323 sacche non utilizzate, il danno può esserci per la nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta alquanto stringata, anche se il tema è particolarmente complicato, sul quale bisognerebbe fare un'azione di trasparenza quanto prima.
Da qui è nata la nostra richiesta di fare una Commissione speciale di cui parleremo domani in Ufficio di Presidenza e spero che la maggioranza sia disponibile ad attivarla.
Assessore, ho un grossissimo dubbio, mentre la Procura della Repubblica farà le proprie indagini dal punto di vista penale e la Corte dei Conti, come lei dice, sicuramente troverà qualcosa che non va - perché un danno erariale c'è e farà il suo corso -, dal punto di vista politico è indispensabile che noi Consiglieri ci attiviamo.
Ho fatto un accesso agli atti - vado per punti velocissimi, perché ho molto poco tempo - da cui si evince che c'è stato un mancato controllo da parte della Regione. Il 18 marzo alle ore 14:28 il Direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ha chiesto all’allora Direttore del Dipartimento interaziendale regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT), una relazione in merito a eventuali e presunti disservizi. Due ore dopo il Direttore del DIRMT ha risposto testualmente, dicendo: “La possibilità di dismissione di sacche di plasma era stata già manifestata dal sottoscritto sia al momento della richiesta di riduzione della raccolta, sia in forma più concreta alla riunione dell'11/03”. Quindi non è tanto vero che non si fosse parlato concretamente della dismissione delle sacche, che poi da lì si evince il danno erariale. Il 19 marzo sappiamo che il Direttore del DIRMT ha chiesto di fermare o ridurre le donazioni. Scopriamo che il 23 marzo abbiamo questa mail in cui si parla dell'eliminazione di 323 unità di plasma, ma, soprattutto, che il 23 marzo si avvia una…
Interrogazione n. 217 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Persistenza dei ritardi nei referti istologici, gravi conseguenze in ambito oncologico e violazione del diritto alla salute (art. 32 Cost.)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 217 – a risposta immediata – del Consigliere Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Innanzitutto sono a rispondere all'interrogazione con le note arrivate dalle cinque AST, quindi, dalle Aziende territoriali. Nessuno ha notizia, quantomeno da quanto scrivono nero su bianco, di azioni da quel punto di vista, da quanto richiesto nell’interrogazione.
Voglio aggiungere anche un aggiornamento, che spero possa essere utile, nelle due AST dove si sono registrate più problematiche, AST 2, AST 4 (aggiornamento in data di ieri). All'AST 2 è stato avviato un incarico esterno, un'esternalizzazione da questa settimana per andare in pari con l'arretrato, mentre in AST 4 dal mese di aprile si arriverà a tre unità di anatomopatologi in maniera anche superiore rispetto a quella che era stata in precedenza. Voglio anche dire questa cosa: in entrambe le AST si è riscontrata la presenza di un medico pensionato che, nella mancata emanazione del decreto Milleproroghe, con la possibilità di proroga per la presenza dei medici pensionati… si è trovata in entrambi i casi una difficoltà. Poi, in conversione è stata rimessa questa norma, che era “scomparsa” anche dalla bozza presentata all'inizio in Consiglio dei Ministri. Perché? L'approvazione della norma presupposta di carattere finanziario, relativa alla finanziaria, è stata successiva all'emanazione del decreto del Milleproroghe, quindi, queste due AST hanno rilevato la problematica. Su questo diciamo che, nel giro di pochi giorni, si dovrebbe arrivare a una normalizzazione, anche se entrambe riferiscono che le urgenze sono state sempre trattate, ovviamente, con preponderanza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Ci volevano le nostre interrogazioni per far smuovere le attività dell'AST 2 e dell'AST 4, con i casi che noi abbiamo segnalato e non come riportato dal giornale, che il vaso di Pandora è stato scoperchiato il primo aprile.
Noi fin dal 5 febbraio abbiamo denunciato i ritardi nella refertazione istologica, poi, lo abbiamo ripetuto il 18 marzo e, infine, il 3 aprile e denunciato in quest'Aula più volte. Doveva essere fatto prima quello che è stato fatto oggi. Su questo, ovviamente, l'Assessore non ha alcuna responsabilità, perché, qui è vero, è arrivato da cinque mesi. Però io lo invito… e prego l'Assessore di non giustificare l'ingiustificabile, ma di dare precise disposizioni, affinché questi ritardi non si verifichino più, anzi, vengano assolutamente rimossi, perché determinano un gravissimo danno alla salute dei cittadini.
La domanda sui NAS è ovviamente retorica, per affermare una necessità. Vorrei dire ai NAS, rispetto a questi ritardi in violazione di un diritto costituzionalmente previsto… Vorrei usare le parole di Cicerone a Catilina, fino a quando i NAS abuseranno della nostra pazienza, fino a quando non andranno a controllare quello che sta succedendo all'interno di questi uffici? Grazie.
Interrogazione n. 220 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini
“Insufficienza di fondi per l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità visiva e sensoriale. Richiesta di chiarimenti e interventi urgenti”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 220 – a risposta immediata – dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, una cosa la voglio immediatamente sgombrare da quanto emerge dall'interrogazione. Il fondo, sicuramente, come anche altri fondi - pensiamo a quello relativo ad altre disabilità, per esempio, pensiamo a quello dell'autismo – viene spezzato a metà tra preventivo e assestamento. Quindi, il resto del fondo sarà inserito in assestamento, ma in maniera programmata secondo le logiche di bilancio, che conoscete, a volte, anche meglio di me.
Voglio dire una cosa, anche, di recente ho incontrato, per la seconda volta l’Ente Nazionale Sordi (ENS) e per la prima volta l'Unione italiana ciechi. La vera sfida, a seguito del cambio di normativa che c'è stato… normativa statale di due anni fa. Due anni fa c'era il milione che veniva dato per l'assistenza scolastica da legge statale, veniva dato all'inizio dell'anno, quindi, veniva inserito velocemente nei bilanci. Questo consentiva la distribuzione dei fondi in tempo utile per l'inizio dell'anno scolastico a settembre. Su specifica nazionale, il fondo è rimasto di un milione, ma può essere dedicato solamente all’educativa scolastica, quindi non alle attività di assistenza scolastica per chi ha disabilità visiva o sensoriale.
La Regione ha impegnato fondi propri, che vanno con le diverse regole del bilancio per i fondi propri regionali. La vera sfida sarà - su questo cercheremo di essere… quest'anno, ma soprattutto il prossimo anno, il prossimo anno in cui si potrà mettere una visione sulla risoluzione di questo problema - la tempistica di erogazione, affinché le somme possano essere erogate in tempo con l'apertura dell'anno scolastico. Questo è oggi il grande problema anche, lo dico tranquillamente, della divisione, come oggi c'è, in due tranche dello stesso importo, che, lo ribadisco, verrà garantito. Dovremo essere in grado di assicurare, già dal prossimo bilancio preventivo, se non l'intera somma, diciamo, arriva…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Bene la promessa per l'anno prossimo, mi fa piacere, la ringrazio. Male, che non ci dica nulla per quest'anno, perché non stiamo parlando, come ha detto facendo riferimento all'autismo, del 50% di fondi nel bilancio preventivo e dell’altro 50% dei fondi nel consuntivo. Qui stiamo parlando, addirittura, di 20% e 80%, perché a fronte di 1 milione necessario, nel bilancio preventivo sono stati messi solo 200.000 euro quest'anno; 200.000 euro non è una cifra che ho inventato io, ma che hanno reso nota direttamente il Presidente della Unione ciechi e dell'Unione sordi, i quali sono intervenuti direttamente per dire che a bilancio ci sono, per non vedenti e non udenti, 200.000 euro l'anno, mentre il fabbisogno è di 1 milione. Per cui le famiglie sono costrette ad anticipare 600 euro al mese e non tutte le famiglie possono permettersi di anticipare questa cifra. Sapete benissimo qual è uno stipendio medio, considerando che si devono anticipare 600 euro al mese per un bambino o una bambina non vedente o non udente, che altrimenti non potrebbe assolutamente seguire le lezioni in maniera adeguata, anche a scuola…
Questi contributi, lo ricordiamo, sono indispensabili anche per l'adattamento dei testi scolastici, per la frequenza di istituti specializzati, per l’assistenza all'autonomia e alla comunicazione dei giovani anche in ambito domiciliare. Quindi, ciò che le chiedo non è una promessa per l'anno prossimo, e mi fa piacere, la ringrazio, ma è un intervento immediato anche per questo anno, perché le famiglie, come hanno chiesto anche in un appello lanciato sul Corriere Adriatico, vogliono sapere ora se avranno questi fondi…
Interrogazione n. 221 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Conferimento incarico alla responsabile del Centro Regionale Sangue quale referente dell’Officina Trasfusionale – profili di compatibilità e corretto esercizio delle funzioni di vigilanza”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 221 – a risposta immediata – del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Dico immediatamente una cosa, Consigliere Nobili, che l'Azienda Ospedaliera di Torrette, nella sua precisa e perfetta autonomia, ha inteso, in presenza di una evidente difficoltà ed emergenza anche nella gestione di quanto accaduto, dare questo incarico di referente dell'Officina del sangue. È un incarico, evidentemente - ce lo dice con nota l’Azienda Ospedaliera di Torrette - temporaneo, ma è un incarico che – noi dobbiamo vedere anche questo, non solo la forma, la sostanza - ha portato subito a rimettere in carreggiata, pur con le stesse forze che c'erano in precedenza, il livello di lavorazione, soprattutto ha un'interlocuzione con l'Istituto Superiore di Sanità per l'accoglimento di ben 932 sacche di plasma a fini sperimentali e di ricerca, evitando così la dispersione o la distruzione di queste altre sacche.
Questa, credo che sia una cosa a cui teniamo tutti quanti, prima ancora dei livelli formali,. Livelli che, ci dice l’Azienda Ospedaliera di Torrette, sono stati vagliati come referente (inteso non come gestore della struttura), come punto di riferimento tecnico-istituzionale. Il rapporto con l’Istituto Superiore di Sanità ha funzionato bene in questo caso, con funzione di raccordo temporaneo, circoscritto e straordinario, limitato alla fase emergenziale proprio in ragione del profilo di garanzia e della competenza di sistema del CRS richiamato nell’interrogazione.
Credo che questa sia una garanzia temporanea per tutti quanti, fermo restando che noi dobbiamo assolutamente lavorare, anche tramite un nuovo regolamento del DIRMT, per cercare di inquadrare in una maniera migliore e migliorativa l'Officina del sangue. Questo è un obiettivo, questo sì, di coordinamento e “politico” e questo sarà un obiettivo da portare avanti nei prossimi mesi, se non nelle prossime settimane.
In questo momento, voglio ringraziare la dottoressa XY per il grande impegno profuso fino ad aiutare anche materialmente. Credo, non lo so, che lo abbia già fatto in precedenza, me lo hanno riferito i dipendenti, in relazione alle mansioni ordinarie a supporto…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non posso ritenermi soddisfatto della sua risposta, perché, in realtà, lei non risponde alla questione che io le ho sottoposto con l'interrogazione a risposta immediata.
Prendo atto che lei in qualche modo si dichiara estraneo alle scelte dell'Azienda sanitaria di Torrette, come se non avesse voce in capitolo. Così come prendo atto che, evidentemente, consapevoli del fatto che questa nomina, questo incarico sia inopportuno, è un incarico di natura temporanea.
Ma qui siamo di fronte a un cortocircuito istituzionale. C'è una situazione di incompatibilità vera, perché stiamo parlando di una persona che, sicuramente, ha competenze, ma che aveva l'incarico come responsabile del Centro Regionale Sangue, l'articolazione territoriale preposta al monitoraggio e al controllo, che, quindi, non può, in qualche misura, non essere coinvolta nella mancata attenzione alle procedure adottate dall'Officina territoriale. Credo che assegnare l'incarico di referente dell'Officina Trasfusionale proprio alla persona che era chiamata, era deputata ad attivare i controlli, sia assolutamente inopportuno e spero che vogliate al più presto provvedere ad intervenire in modo serio rispetto a questa situazione.
Il controllore non può essere il controllato, non può coincidere nella stessa figura un doppio ruolo di controllore e controllato. Lei fa l'avvocato e sa bene…
Interrogazione n. 222 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Commissione di verifica vicenda plasma”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 222 – a risposta immediata – dei Consiglieri Caporossi, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ricordiamo come la Giunta ha dato indirizzo al Dipartimento di formare una Commissione straordinaria, prevista dalla legge regionale del 6 febbraio 2020, che disciplina, nell'ambito delle funzioni di vigilanza e controllo attribuite alla Giunta regionale, l'esercizio dell'attività ispettiva sugli enti del Servizio sanitario regionale e su tutte le strutture esercenti attività sanitarie e socio-sanitarie. In particolare, l'articolo 2, comma 3, prevede che “l’attività ispettiva straordinaria - straordinaria e questo è il differenziale - riguarda situazioni particolari per gravità e urgenza - e ci siamo e su questo siamo tutti d'accordo - ed è attivata d'ufficio anche a seguito di denuncia o segnalazione ovvero su richiesta della Giunta regionale o dei Consiglieri regionali”.
La Giunta regionale, inoltre, ha disposto che, per lo svolgimento di tale ispezione straordinaria, il Direttore del Dipartimento Salute si sarebbe avvalso del nucleo ispettivo di cui all'articolo 5, comma 1, il quale prevede che per lo svolgimento dell'attività ispettiva la struttura organizzativa regionale competente si avvale di un Nucleo ispettivo di composizione varia in base alle specifiche competenze richieste, alla natura e alla complessità degli adempimenti da svolgere.
Questo per far capire come noi parliamo di natura diversa rispetto alla Commissione di verifica attivata, mentre quella del decreto del novembre 2021 riguarda l'istituzione e le modalità di funzionamento del sistema nazionale di verifica, controllo e certificazione di conformità delle attività e dei prodotti dei servizi trasfusionali. Qui parliamo straordinariamente di un fatto accaduto e andiamo, quindi, a far riferimento alla legge regionale sulle possibilità di intervento ispettivo da parte della Giunta o anche di ufficio. Mentre, in questo caso, si parla di attività di normale esecuzione, di attività molto importanti e anche delicate sempre relative ai servizi trasfusionali. Questa è la differenza rispetto alle due azioni e su questo si continuerà rispetto a questa Commissione, che ringrazio per i lavori e di cui attendiamo l'esito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Assessore, l'articolo 5 del decreto 5 novembre 2021 così recita: "Le Regioni e le Province autonome, per la costituzione dei team di verifica ispettiva dei servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta, si avvalgono anche dei valutatori del sistema trasfusionale inseriti nell'elenco nazionale di cui al decreto del Ministero della Salute del 2011”. È un elenco nazionale che ricomprende oltre 300 valutatori. Allora, il problema è che… poi si parla di competenza tecnica, imparzialità, omogeneità, trasparenza e terzietà e questa attività esclusiva è normata da una fonte di diritto superiore nei confronti della legge regionale, che va seguita anche in questo caso. La nostra preoccupazione, mia e del Consigliere Seri, è stata quella di dire: “Non andate avanti con un lavoro che, poi, può essere invalido, perché se si vuole… ”. Noi abbiamo offerto la strada, come intera minoranza, attraverso la richiesta di una Commissione di inchiesta, che è la via maestra rispetto a queste cose. Ma, in ogni caso, questa Commissione, per un ruolo che può transitorio, che non esclude l'altro, che, a nostro parere, è il ruolo fondamentale, è una Commissione che rischia di essere invalida per questo motivo. Per cui abbiamo dato semplicemente il suggerimento non di barricarsi dietro a una visione delle cose, bensì di valutare il fatto di integrare la Commissione attraverso i valutatori che sono previsti all'interno dell’apposito elenco ministeriale. Grazie.
Interrogazione n. 223 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini “Tariffe e rette per le residenze per anziani e demenze”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 223 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. La circolare del 6 marzo 2026 non ha, ovviamente, una forza a sé stante, una forza di atto amministrativo cogente, ma riflette e ribadisce quello che era presente nella delibera di Giunta regionale n. 1403 del 2025, cercando di dare una omogenea applicazione a tutti gli ambiti territoriali, che è quello, appunto, il contenuto della delibera di Giunta regionale all'epoca espressa da questa Regione, mi sembra nell’agosto, se non sbaglio, del 2025, credo che sia una cosa del genere. Ma la cosa veramente importante, per cui all'epoca è stato dato quell'anno di differenza, che poteva anche incidere sulla quota sociale, è che a breve uscirà il progetto “Multileva” anche, soprattutto anzi, in questo caso, per le famiglie, per poter sostenere l'aumento di spesa. D'altronde sappiamo benissimo che c'è stata un'inflazione galoppante negli ultimi anni, parliamo di quote a doppia cifra. Quindi l'anno di differenza, che, tra l'altro, viene anche mal digerito da alcuni enti gestori - che, ovviamente devono comprendere sia la lettera che la ratio della norma - sarà quello, appunto, di far entrare… Credo che l'azione “Multileva” la potremo sdoganare nelle prossime due o tre settimane, siamo ormai all'arrivo, per dar sostegno a centinaia, se non anche migliaia, di famiglie. Perché ricordiamo che, complessivamente, l'effetto “Multileva”, tra sostegno agli enti gestori e alle famiglie, questa Regione lo ha cubato in 30 milioni di euro. Quindi, sarà un’azione combinata che potrà portare al sostegno di molte famiglie e questo dovremmo essere bravi tutti quanti a saperlo diffondere nella nostra regione e nella nostra comunità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei dice che è in continuità con la delibera, in realtà, la circolare del 6 marzo stravolge quello che era il senso della delibera n. 1238 del 2025, che aveva stralciato questa previsione che, invece, la circolare ripresenta.
La circolare, lo ricordo, stabilisce che le residenze protette per anziani, per ottenere l'incremento tariffario, devono ottenere l'accreditamento da parte della Regione, ma, in realtà, le Marche è l'unica Regione, al momento, a non aver reso pienamente operativo il sistema di accreditamento delle residenze protette, perché parliamo di questo. Ed è paradossale che l'accreditamento non sia necessario per mantenere il convenzionamento col Servizio Sanitario Regionale e per ottenere la gran parte della quota sanitaria, ma è, invece, indispensabile per ottenere l'incremento tariffario. Quindi, la circolare del 6 marzo dispone qualcosa di diverso rispetto alla delibera, perché quella formulazione, prevista dalla circolare del 6 marzo, era presente nella prima stesura della delibera che era stata sottoposta al parere preventivo della IV Commissione consiliare, che aveva esplicitamente richiesto di eliminare questo vincolo.
La delibera di Giunta regionale n. 1403/2025, nel documento istruttorio, cita esplicitamente questa richiesta della Commissione che, poi, effettivamente era stata accolta. E’ davvero, a mio parere, grave che una circolare cambi il testo di una delibera, di una fonte superiore.
I costi sono aumentati in tutta Italia. Se manca il riconoscimento dell'incremento regionale della quota sanitaria già stabilita a copertura di questi costi, le strutture saranno obbligate ad aumentare le rette a carico dell'utenza per poter proseguire l'attività. Grazie.
Interrogazione n. 225 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri
“Riduzione del 50% dell'attività dell'U.O. Medicina Riabilitativa presso l’Ospedale Santa Croce di Fano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 225 – a risposta immediata – dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ricevo dall'AST 1 e riferisco che in riferimento all'interrogazione marginata in oggetto, sentiti i servizi interessati, si rappresenta e comunica quanto segue. La Commissione medica locale .... Un attimo solo, Presidente mi si è sfalsata la risposta.
PRESIDENTE. È l’interrogazione n. 225.
Paolo CALCINARO. Un attimo, non ne ho poche.
PRESIDENTE. Sì, attendiamo, altrimenti passo alla mia interrogazione.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Eccola ce l'ho. L'intervento attualmente in corso presso il Presidio ospedaliero Santa Croce di Fano riguarda lavori indispensabili e non rinviabili di bonifica dell'amianto e riqualificazione degli ambienti finalizzati a garantire condizioni di sicurezza più elevate per pazienti, operatori e cittadini. Tali attività sono svolte sotto il costante monitoraggio dello SPSAL che ha validato il piano operativo e ne ha supervisione di tutte le fasi. Per consentire lo svolgimento dei lavori è stata predisposta una riorganizzazione temporanea degli spazi e dei servizi, compresa la medicina riabilitativa, che utilizza in modo alternato gli ambulatori disponibili. Riorganizzazione che rimodula, ma non riduce le attività, in quanto la totalità delle prestazioni che vengono erogate non subiscono modifiche.
In definitiva, l'attività oggi garantita nei locali messi a disposizione della riabilitazione, parti dei quali non erano utilizzate in precedenza, consente di garantire le prestazioni senza pesare sull'attività presente presso il centro ubicato nel quartiere di San Lazzaro di Fano.
Qualsiasi altra soluzione differente rispetto a quella adottata avrebbe determinato un disagio per i pazienti, costretti a raggiungere sedi dislocate fuori dallo stabilimento ospedaliero di Fano. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Una piccola precisazione, non ci sono più i numeri davanti alla denominazione AST, non è più Ast 1, ma Pesaro Urbino. Piccolo peccato veniale.
Ho ascoltato le parole dell'Assessore che mi tranquillizzano, nel senso che mi garantisce che l'attività rimane al 100% per quello che riguarda l'utenza. Ovviamente, se un Consigliere presenta un'interrogazione di questo tipo, a risposta immediata, è perché è stata sollecitata da alcuni disservizi, da alcuni pazienti che non hanno trovato risposta. Se le cose sono risolte, questo, come ho detto, mi rincuora, nella speranza di non incontrare altre persone che mi manifestino ulteriormente questo disagio.
L'altro elemento a cui non è stata data risposta: che gli spazi utilizzati nella zona di San Lazzaro, a cui si fa riferimento, siano in una situazione critica, umidi e insalubri, quindi, se già parliamo di situazioni critiche, non è l'habitat migliore.
Detto questo, l'intervento di ristrutturazione, di bonifica dell'amianto era una cosa necessaria, quindi, nessuno ha nulla da obiettare in questo senso, ma quando ci sono programmazioni di questo tipo, ovviamente si programmano anche le risposte dei servizi nella riorganizzazione.
Prendo atto con favore di questa risposta con l'auspicio che corrisponda a realtà. Grazie.
Interrogazione n. 224 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giacomo Rossi
“Tempi di ripristino ponte romano Cagli-Cantiano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 224 – a risposta immediata – del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. La risposta deriva dalla nota pervenutami dal Vice Commissario delegato eventi meteorologici settembre 2022, il Commissario straordinario, oggi, alla ricostruzione.
Il Consigliere Rossi, nell'interrogazione a risposta immediata, chiede di conoscere come si intenda procedere per ripristinare la situazione ante alluvione del ponte romano sul fiume Burano tra i Comuni di Cagli e Cantiano.
Si comunica in risposta che il progetto predisposto mira a coniugare, da un lato, la conservazione del valore storico-monumentale del manufatto con la necessità, anche, di garantire la sicurezza idraulica del sito, limitando le probabilità che possa essere nuovamente danneggiato da eventi di piena eccezionali.
L'intervento, viste le condizioni del manufatto, non potrà dare priorità alla riapertura del ponte al traffico veicolare ordinario, per ragioni di sicurezza e di rispetto delle norme tecniche, che comporterebbero rimaneggiamenti dell'opera incompatibili con la natura storico ambientale del bene. Per tali motivi le decisioni conclusive sull'impiego del ponte dovranno essere rimandate all'esito delle verifiche strutturali ed all'interlocuzione con la Soprintendenza, poiché al monumento è possibile prevedere solo volumi di traffico limitati ed un suo utilizzo prevalentemente ciclopedonale.
Il progetto prevede il recupero e la ricollocazione dei materiali originari asportati dalla piena del settembre 2022 e il miglioramento della capacità di deflusso delle portate eccezionali del fiume Burano, realizzando nella parte più recente e non originale del ponte una terza arcata in acciaio Cor-ten, scelto per la sua durabilità e il basso impatto estetico nel contesto paesaggistico, che fungerà da bypass di sicurezza, attivandosi esclusivamente in caso di piena. Il percorso del progetto, i cui lavori sono stati appaltati mediante un primo accordo quadro, è attualmente in fase di confronto con la Soprintendenza per l'acquisizione dei pareri vincolanti e delle prescrizioni necessarie, data la natura storica del bene. Qualora non subentrino imprevisti o potenziali ritardi correlati all'esigenza di concludere i procedimenti amministrativi dello stato di ricostruzione, si prevede l'apertura del cantiere entro l'estate del 2026. L'intervento, in sostanza, non si limita a una mera ricostruzione, ma restituisce alla comunità una testimonianza storica fruibile sia pure al momento con le limitazioni di cui si è premesso e, soprattutto, meno vulnerabile nei confronti dei nuovi scenari climatici e degli eventi meteorologici estremi.
L'investimento complessivo previsto per la realizzazione dell'opera ammonta a 1.230.000 euro. Tale cifra copre integralmente le operazioni di consolidamento strutturale, il restauro lapideo, la fornitura e posa in opera della nuova struttura in Cor-ten e le opere di sistemazione idraulica complementari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Innanzitutto accogliamo con piacere della riconferma del Commissario, che ringrazio. Con soddisfazione, dopo quattro mesi, fortunatamente, nell’ultimo Consiglio dei Ministri è avvenuta la sua nomina, quindi potrà continuare a fare il suo lavoro.
Si tratta di una questione sulla quale sono intervenuto diverse volte, l'opera è stata finanziata per 800.000 euro ed ha visto entro l'estate 2025 il progetto definitivo, attualmente si attendono i pareri e le prescrizioni dalla Soprintendenza. Allora mi chiedo cosa aspetti a dare questi pareri, queste prescrizioni. Va bene che il ponte non è pregiudicato nella sua stabilità e non è previsto il ripristino della carrabilità automobilistica, però è scandaloso che dopo tre anni e mezzo, per dei pareri mancanti, il ponte sia ancora in uno stato di abbandono e di indecorosità alle porte di Cagli e anche di Cantiano.
E’ bene che la Soprintendenza intervenga, rilasci questi pareri e si inizi finalmente il restauro di questo ponte, che è lì da 2000 anni e che, purtroppo, sta subendo un'indecenza burocratica dovuta ai dei rallentamenti e a dei rimpalli. Che la Soprintendenza faccia la propria parte subito e si intervenga immediatamente per restaurare il ponte. Grazie.
Interrogazione n. 99
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Caratterizzazione ambientale completa del sito Fox Petroli SpA nell'area industriale della Tombaccia (Comune di Pesaro)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 99 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie Presidente. La questione del sito Fox Petroli è seguita con la massima attenzione dagli uffici regionali e dagli enti tecnici. È però doveroso premettere un dato normativo invalicabile: ai sensi, appunto, dell'articolo 242 del decreto legislativo n. 152 del 2006, ovvero l'obbligo di procedere a una caratterizzazione ambientale strutturata scatta solo in presenza di un evento potenzialmente inquinante o del superamento accertato delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione. Ad oggi, per il sito in oggetto, tale presupposto giuridico non sussiste.
A seguito delle segnalazioni del Comune di Pesaro, l'ARPAM ha effettuato una specifica campagna di monitoraggio nei mesi di luglio e agosto del 2025. I campionamenti sono stati eseguiti sulla matrice acque sotterranee tramite piezometri. Risultato: tutti i parametri analizzati sono risultati inferiori alle soglie di legge. Sulla profondità dei sondaggi: si è scelto tecnicamente di monitorare la falda tramite piezometri e non tramite sondaggi a 50 metri per una precisa ragione di sicurezza ambientale, perché perforare fino alla falda profonda in assenza di contaminazione superficiale (risultata pulita a circa 4 metri) esporrebbe il sito a rischio di creare un ponte idraulico, trascinando eventuali impurità superficiali verso il basso. La scelta tecnica è dunque improntata al massimo principio di precauzione.
Il Consigliere Nobili cita il caso della ditta Mariani per lamentare una disparità di trattamento. La realtà tecnica è differente. La ditta Mariani nel 2015 ha presentato una comunicazione di potenziale contaminazione ai sensi dell'articolo 242, attivando autonomamente l'iter di legge. Nel caso Fox Petroli, i monitoraggi d'ufficio di ARPAM (agosto 2025) hanno dato esito negativo. Non vi è dunque discrezionalità: la legge si applica laddove c'è l'evidenza di un rischio, evidenza che per Fox Petroli le analisi scientifiche oggi escludono.
In merito alla nota del Comune di Pesaro del 2023 che definiva la situazione “altamente pericolosa”, occorre distinguere tra rischio ambientale e rischio industriale. Proprio a tutela della sicurezza, il Comitato Tecnico Regionale, il CTR, in data 12 giugno 2025, ha espresso parere negativo sul Nulla Osta di Fattibilità per il progetto GNL, rilevando criticità proprio in materia di sicurezza e rischio incidenti. Questo dimostra che la Regione non è inerte, ma interviene con rigore laddove i progetti non garantiscono gli standard assoluti.
Infine, voglio rassicurare l'Aula sulla nostra totale trasparenza. Non vi è alcuna carenza di risorse, le attività di ARPAM procedono regolarmente e i costi sono, per legge, a carico del soggetto privato per il principio “chi inquina paga”.
In data 23 marzo 2026 la Regione ha risposto formalmente al Ministro della Salute - che chiedeva lumi a seguito di una interpellanza parlamentare - trasmettendo tutti gli esiti dei monitoraggi e confermando che il sito è classificato come non contaminato. Tutti i dati sono consultabili attraverso il sistema S.I.R.S.I., cioè il Sistema informativo regionale dei siti inquinati.
In conclusione, la Giunta monitora il sito tramite gli enti proposti, ma non può imporre per legge carotaggi profondi o caratterizzazioni forzate in assenza di superamento delle soglie chimiche, rischio, che - lo ribadisco - sarebbe tecnicamente controproducente per la tutela della falda profonda. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Sono parzialmente soddisfatto della risposta che ha dato all'interrogazione perché evidenzia in qualche misura l'attenzione, la preoccupazione che ha l'ente territoriale rispetto alla realizzazione di questo impianto da parte della Fox Petroli, che evidentemente ha una caratterizzazione fortemente impattante. Questo non lo dicono solo i Comitati e i cittadini più avvertiti che seguono la questione sul territorio, ma ce lo dicono anche gli enti preposti. Peraltro non può non tenersi conto che il Comitato tecnico regionale dei Vigili del Fuoco - lei richiamava una determinazione del giugno – nell’aprile 2025 si era espresso sottolineando come nel terreno, in cui dovrebbe realizzarsi questo impianto, si trovano delle cisterne che sono da considerare rifiuto e che devono essere assolutamente rimosse.
Credo che la bonifica di quel territorio sia un atto dovuto che l'Ente Regione Marche fa bene a seguire, ma forse farebbe ancor meglio se solleticasse gli enti preposti affinché diano indicazioni forti e vincolanti al soggetto che gestisce quel terreno e quell’attività produttiva, che si trova in quel terreno delle cisterne, che sono considerate rifiuti che devono essere rimosse.
Peraltro è lo stesso Comitato Tecnico Regionale che con le sue determinazioni richiama espressamente un ruolo in capo alla Regione Marche. Per cui sono convinto che la vicenda Fox Petroli debba continuare ad essere seguita con la massima attenzione e si debba far in modo che l'ARPAM effettui in modo particolarmente significativo i controlli necessari, affinché quella zona venga effettivamente bonificata. Grazie.
Interrogazione n. 100
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Rinnovo della patente di guida per i soggetti fragili: richiesta di intervento su liste d’attesa del SSR, costi a carico dei cittadini e necessità di semplificazione dell’iter”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 100 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, vado velocemente a dare i riscontri delle varie AST. Per quanto riguarda l'AST Pesaro Urbino, vado a dire come la Commissione Medica Locale per le patenti, istituita presso le Aziende Sanitarie, è regolata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale nomina sia il Presidente che i medici che ne fanno parte. Essa accerta l'idoneità fisica e psichica alla guida per i conducenti. La visita valuta la capacità di guida e richiede documenti specifici. Le prestazioni della Commissione Medica Locale non sono ricomprese nei LEA, nei Livelli Essenziali di Assistenza, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017, per cui ai sensi dell'articolo 330 comma 6 del vigente regolamento di attuazione del Codice della Strada tutti i relativi accertamenti sono a totale carico dell'interessato. Quindi, nessuna disparità di trattamento tra chi può permettersi di sostenere i costi del privato e chi, non potendolo fare, rischia di perdere temporaneamente la patente, pur in assenza di un peggioramento delle proprie condizioni di salute, in quanto a tutti i cittadini è indicato il medesimo onere. Comunque, al fine di agevolare gli utenti, il Presidente della Commissione Medica Locale istituita presso la AST Pesaro Urbino ha ritenuto di riservare una attenzione particolare ai cittadini che si sottopongono periodicamente ai controlli necessari per la tutela della loro salute (e non esplicitamente per l'idoneità alla guida) assumendo come validi, in sede di rinnovo della idoneità della guida, i controlli clinici periodici già previsti ed eseguiti a carico del Servizio Sanitario Regionale, con ciò riducendo gli oneri a carico di quei cittadini che periodicamente si sottopongono ai necessari controlli e che spesso sono gli stessi che hanno a che fare con il Servizio Sanitario Regionale in maniera ripetuta.
Da ultimo, va sottolineato come in merito ai tempi di attesa, di circa tre mesi, la norma prevede, in caso di rinnovo, la possibilità di un permesso provvisorio di guida che non può superare la durata del rinnovo precedente, ma permette, nel frattempo, di poter guidare. Voglio anche accennare come per le difficoltà economiche - lo dico da Sindaco da poco cessato - spesso e volentieri, laddove sapevamo che c'era una difficoltà economica e che quella patente di guida era necessaria per proseguire un lavoro o per cercare di trovarlo, intervenivano, ovviamente, come parte sociale i Servizi sociali dei singoli Comuni.
Sull'AST Ancona andiamo a dire che tutte le procedure inerenti gli accertamenti di idoneità alla guida sono semplificate grazie all'esistenza di una piattaforma informatica che è PRENOWEB di cui si avvale l’AST Ancona dal primo gennaio 2025. Relativamente agli accertamenti specialistici richiesti obbligatoriamente della normativa vigente per la conferma della idoneità alla guida, la Commissione Medica Locale di Ancona si avvale, generalmente, per non comportare costi economici aggiuntivi per gli utenti, della documentazione specialistica in possesso degli stessi. La stessa cosa che ci dice anche AST 1. Laddove i richiedenti non disponessero dei sopra citati accertamenti specialistici è possibile rilasciare permessi alla guida relativi al periodo che intercorre tra la data di presentazione dell'istanza di accertamento collegiale e la data fissata per la visita medico-legale. Anche in questo caso, non ci sono ritardi che compromettono la possibilità di guida. Ciò consente ai richiedenti di effettuare gli accertamenti specialistici necessari il cui costo economico si ricorda, ai sensi della normativa vigente, è a loro totale carico, con i distinguo che ho fatto in precedenza.
Per evitare disagi all'utenza vulnerabile l'attività medico-legale della Commissione Provinciale Patenti dal mese di gennaio 2025 si svolge presso i quattro hub costituiti nella provincia di Ancona che sono presso le sedi di Ancona, Fabriano, Jesi e Senigallia. Ciò grazie alla disponibilità della Commissione Medica Locale di espletare accertamenti periferici presso le sedi territoriali in cui sono residenti i richiedenti. La procedura ha riscontrato apprezzamento favorevole da parte degli utenti i quali, dopo aver prenotato la visita (per patologia) sia telematicamente, utilizzando la nuova modalità della piattaforma PRENOWEB, sia in presenza presso la segreteria della Commissione Medica Locale sita in Ancona, hanno effettuato gli accertamenti presso la sede più vicina alla propria residenza. Vado avanti, saltando, con Macerata. Si rappresenta che, ai fini del rinnovo o della revisione - anzi questo è Fermo - della patente…
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Temo da questa risposta che non abbiate colto il senso della richiesta. Mi ha ripetuto più volte che le visite mediche sono a carico dell'utente, ci mancherebbe, nessuno chiede di non pagare, ma c'è una bella differenza tra fare una visita medica al costo del sistema sanitario pubblico, con la sanità pubblica, e farla privatamente, è questo il senso.
Soprattutto stiamo parlando di persone fragili, persone che sono obbligate a rinnovare la patente più frequentemente delle altre, talvolta, come persone affette da diabete ogni 18 mesi e che, quindi, devono presentare un certificato medico ogni 18 mesi. Se questo certificato medico non lo possono presentare dopo una visita effettuata con il sistema sanitario pubblico, ma sono costretti ad effettuarla privatamente, lei può immaginare quanto questo incida sui costi di una persona fragile. Perché le ricordo che il rinnovo della patente di guida per i soggetti fragili, ovvero persone affette da patologie croniche, per esempio mutilati o minorati fisici, malattie cardiovascolari, come ad esempio una persona che ha un pacemaker, diabete con complicanza, malattie neurologiche, apnee notturne, deficit visivi e uditivi… Sono una serie di persone che hanno il rinnovo della patente, obbligatoriamente, più frequentemente delle altre e, in questi casi, ultimamente nelle Marche queste persone non riescono più a prenotare le dovute visite mediche con il servizio sanitario pubblico. Il ricorso di fatto forzato avviene alla sanità privata che comporta un esborso economico rilevante per esami e visite specialistiche che grava interamente sui cittadini lavoratori. Per questo nella mia interrogazione…, Assessore, la invito anche a rileggerla nell'ottica di dare ai marchigiani, alle marchigiane un servizio adeguato alle situazioni che sono costretti a subire. La mia interrogazione, se la va a rileggere, ha quattro punti nel dispositivo e l'ultimo è una proposta costruttiva proprio nella massima ottica della collaborazione. Le chiedo se non ritenga opportuno valutare la necessità di fornire alle Aziende Sanitarie Territoriali specifiche direttive volte a organizzare dei veri e propri punti rinnovo patente presso le strutture sanitarie ospedaliere regionali, così da agevolare il rinnovo patente alle persone fragili, permettendo di effettuare in un unico posto gli esami necessari a presentarsi di fronte alla Commissione Medica Locale.
Ultimamente la procedura, tra l'altro, per le persone anche più anziane è stata appesantita, perché è necessario avviare la procedura sul sito www.ilportaledellautomobilista.it con accesso tramite SPID o CIE…
Interrogazione n. 115
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Criticità dei centri di riabilitazione accreditati nelle Marche – revisione delle tariffe, dei budget e degli accordi regionali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 115 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado per singoli punti: “Se la Giunta regionale intenda procedere alla revisione delle tariffe delle prestazioni riabilitative extraospedaliere e dei relativi budget”. A seguito all'analisi comparativa delle tariffe di remunerazione delle residenze sanitarie riabilitative intensive ed estensive per disabili svolta a livello nazionale, è emerso che quelle applicate dalla Regione Marche, a parità di livello assistenziale stabilito, ovviamente, sono tendenzialmente allineate a quelle delle altre Regioni. Pertanto al momento non si avverte l'esigenza di procedere a una revisione tariffaria. Specularmente non risulta necessario un incremento di budget a sostegno dell'incremento tariffario. Preferirei farlo per aumentare le possibilità di accesso, questo sì e questo è stato ribadito spesso, come credo tutti quanti qui dentro. Se dobbiamo mettere un chip non sarebbe per aumentare quello che già diamo come servizio, ma per aumentare i posti di accesso. Credo che questo sia un obiettivo comune. Anche in quest'Aula non vorrei si difendesse il contrario, cioè: noi dobbiamo mettere un chip per remunerare di più quello che già abbiamo. Su questo spero che ci possiamo intendere tutti quanti.
Vado avanti. La revisione dei budget assegnati ai centri di riabilitazione accreditati non può prescindere, comunque, da una preventiva analisi dei trend dei pazienti complessi e in età evolutiva nelle liste di attesa. In ogni caso il predetto budget dovrà garantire sia il rispetto dell'equilibrio economico-finanziario, con risorse del Fondo sanitario nazionale 2026, che al momento non sono ancora state assegnate definitivamente, sia la conformità con i vincoli
“Per quali motivazioni siano stati ridotti i budget storici ante-Covid per alcune strutture e se la Regione intenda ripristinarli”. Su questo posso dire che il lavoro ci sarà. Parliamo soprattutto di due strutture che hanno avuto questa difficoltà e di cui sono a conoscenza. Due strutture che hanno avuto un forte ridimensionamento.
Gli accordi ARIS sono sul tavolo, insieme a molti altri accordi. Ci stiamo lavorando, ci siamo incontrati, ci si rincontrerà anche a breve, quindi, può tranquillizzare il referente, che, magari, ha posto questa preoccupazione, dato che siamo in contatto piuttosto stretto.
“Se non ritenga opportuno ripristinare la possibilità di fatturazione delle degenze riabilitative che superano l'anno solare, evitando rilevanti anticipazioni finanziarie a carico delle strutture”.
Questa è una risposta chiaramente tecnica, di politico ha ben poco. Potrà capire, Consigliere, che, ad oggi, non risulta possibile ripristinare la precedente modalità di fatturazione. Difatti la chiusura della cartella clinica e della SDO rappresenta un elemento imprescindibile al fine del riconoscimento dell'attività svolta dalla struttura erogante. Capisco che sia una difficoltà non economica ma finanziaria. La nuova modalità di fatturazione, prevista dalla delibera di Giunta regionale n. 4 del 2024, risulta conforme con le regole di fatturazione di tutte le strutture ospedaliere private accreditate.
Dal punto di vista finanziario, il mancato pagamento dei ricoveri dei pazienti ammessi nell'esercizio attuale, ma dimessi in quello futuro, è bilanciato dai pagamenti legati ai ricoveri dei pazienti ammessi nell’esercizio precedente e dimessi in quello attuale, garantendo così costantemente dei flussi di cassa coerenti con il valore della produzione al netto delle note di credito. Ad ogni buon conto tale disposizione rientra in uno schema di accordo quadro che le singole strutture sanitarie private accreditate hanno sottoscritto e che, al fine della sua elaborazione, in un'ottica di leale collaborazione, ha richiesto numerosi incontri con le stesse. Un prossimo incontro è previsto nei prossimi giorni.
“Se la Giunta regionale intenda equiparare i termini di proroga”, ad oggi non ci sono differenze sulla valutazione sismica tra strutture pubbliche e private dei termini di valutazione di sismicità, quindi, come noto, c'è stata la proroga a…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Nell’interrogazione c'erano alcune questioni tecniche, ma la maggior parte delle riflessioni era di carattere politico. È su quelle chiedevo una risposta.
Il sistema della riabilitazione accreditata nelle Marche sta attraversando oggettivamente una fase di forte difficoltà, che rischia di tradursi in una riduzione dell'offerta e in un peggioramento dei servizi per i cittadini. Stiamo parlando di prestazioni riabilitative ospedaliere ed extraospedaliere e la riabilitazione rappresenta un livello essenziale dell'assistenza, così come riconosciuto all'aggiornamento dei Lea, che le Regioni sono tenute a garantire in modo uniforme, continuativo e appropriato sull'intero territorio regionale.
Il tema politico era principalmente quello delle tariffe che sono ferme da oltre dieci anni, a fronte di aumenti significativi dei costi energetici, di adeguamenti contrattuali degli operatori e di costi organizzativi. Su questo punto non mi è arrivata una risposta favorevole. Mi pare che non ci sia la volontà di andare incontro a questa esigenza. Non credo che aumentare le tariffe debba essere in opposizione all'aumentare il numero delle prestazioni, basterebbe stanziare più risorse. Allo stesso modo, abbiamo richiamato il tema dei budget insufficienti e in alcuni casi ridotti rispetto al periodo pre-Covid. Su questo abbiamo avuto delle rassicurazioni, importanti anche per evitare che ci sia un ulteriore allungamento delle liste di attesa.
Sappiamo che ci sono stati degli incontri con l'ARIS, che è l'Associazione che rappresenta gli Istituti socio-sanitari, e con i soggetti del settore, però, avremmo auspicato che ci fosse l'istituzione di un tavolo permanente per confrontarsi su queste problematiche.
Altre tematiche dell'interrogazione erano quelle relative agli accordi contrattuali scaduti. Mi auguro che su questo si voglia lavorare.
Ho recepito la risposta sull'impossibilità di prevedere la fatturazione delle degenze oltre l'anno solare.
Resta un tema che, purtroppo, forse per mancanza di tempo, non è stato affrontato nella risposta, che è quello della carenza di personale infermieristico, in particolare, la possibilità di adottare un modello organizzativo più flessibile che consenta l'utilizzo di OSS a supporto delle attività infermieristiche secondo quanto previsto dalla normativa.
Infine, una forte preoccupazione che i soggetti avanzano è quella della sospensione dei Corsi di Laurea per Educatori Professionali, che già oggi sono insufficienti rispetto al fabbisogno. Quindi mi auguro che ci siano impegni concreti per dare…
Interrogazione n. 130
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri “Conferimento delle funzioni di Avvocato interno presso l’AST di Fermo – verifica di legittimità, trasparenza delle procedure e richiesta di indizione di un concorso pubblico aggregato per Avvocati degli Enti del SSR”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 130 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. In riferimento all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue.
Questo è dall'AST Fermo. 1. L’iscrizione di un dipendente pubblico nell'elenco speciale degli avvocati pubblici non costituisce una procedura concorsuale, ma è un procedimento attivato su domanda del dipendente; che interessa le scelte del datore di lavoro pubblico; che è disposto dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati provinciale di riferimento.
Nel caso di specie è stata presentata una formale istanza di iscrizione all'Ordine, all'esito della quale la dipendente è risultata in possesso di tutti i requisiti richiesti dall'Ordinamento forense.
Riguardo all'iscrizione indicata, la posizione dell'AST Fermo è stata improntata a trasparenza e correttezza. Merita precisare che questa iscrizione non incide sul profilo contrattuale (che resta di collaboratore amministrativo professionale categoria D) e non integra un affidamento di incarico professionale ai sensi degli articoli 15 e 19 del decreto legislativo n. 33 del 2013. Invero, la fattispecie in questione si colloca nell'ambito della gestione del rapporto di lavoro pubblico. Più in particolare viene in rilievo l'articolo 5 del decreto legislativo n. 165 del 2001, secondo cui le pubbliche amministrazioni, nella gestione dei rapporti di lavoro, operano con i poteri del privato datore di lavoro. I poteri datoriali esercitati costituiscono espressione di autonomia gestionale riconosciuta in generale dall'ordinamento specialmente nelle Aziende sanitarie a seguito dei noti processi di aziendalizzazione. Tali poteri di natura gestionale sono finalizzati al perseguimento dell'interesse pubblico secondo criteri di efficienza ed economicità e rientrano nella sfera della discrezionalità organizzativa propria del datore di lavoro pubblico che non risulta sindacabile sul piano dell'opportunità delle scelte.
Il percorso seguito dall'AST di Fermo trova riscontro anche nella giurisprudenza amministrativa sul fronte della legittimità dell'iscrizione di collaboratori amministrativi delle Aziende sanitarie. In particolare, la giurisprudenza ha affermato che: l'iscrizione nell'elenco speciale degli avvocati pubblici può riguardare anche dipendenti inquadrati come collaboratori amministrativi nelle Aziende sanitarie purché l'ente disponga di un ufficio legale; l'attività forense sia esercitata in via esclusiva per l'Amministrazione; il dipendente sia in possesso dell’abilitazione professionale; l'attività sia svolta con autonomia tecnica e indipendenza. Sul punto si è espresso, comunque, il TAR Lazio - questo fa capire meglio - con sentenza del 12 maggio 2016, n. 2021 riconoscendo la legittimità della scelta di un'Azienda sanitaria di concedere la possibilità di iscrizione nell'elenco speciale ad un collaboratore amministrativo, inquadrato nell'area legale, senza necessità di modifica del profilo professionale. La pronuncia ha chiarito che: l'ordinamento forense non impone la creazione di uno specifico profilo contrattuale di avvocato nel comparto sanità; la qualifica formale rivestita dal dipendente non costituisce un elemento ostativo, ove le mansioni assegnate siano coerenti con l'area legare; la decisione di acconsentire all'iscrizione presso l'albo avvocati pubblici rientra nella discrezionalità organizzativa dell'Ente.
Punto 6. Ogni attività svolta alla proposta di concorso aggregato per Avvocati del Servizio sanitario regionale costituisce iniziativa di natura programmatica, che non può costituire parametro di legittimità dell'operato dell'Ente, né giustificare contestazioni nei confronti di un dipendente che ha legittimamente ottenuto un'autorizzazione nel rispetto di quanto richiesto dall'ordinamento e che quindi gode della tutela di quest'ultimo.
Punto 7. La valorizzazione di professionalità interne abilitate all'esercizio della professione forense consente di ridurre il ricorso di incarichi esterni (questo è sempre un bene per il bilancio); contenere le spese per consulenze e patrocinio; garantire maggiore continuità e conoscenza delle dinamiche aziendali nella gestione del contenzioso.
L'operazione si inserisce in una logica di razionalizzazione della spesa pubblica, coerente con i principi di economicità ed efficienza di cui all'articolo 97 della Costituzione. E su questo credo che siamo tutti d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non siamo d'accordo, Assessore, e dirò perché. Eccome se sono sindacabili le decisioni della Direzione di un'Azienda Sanitaria Territoriale. Questa interrogazione nasce, guarda caso, il giorno dopo dell'interrogazione n. 129 del 5 febbraio 2026, che iniziava a porre la questione dei ritardi nella refertazione degli esami istologici. Perché? Perché, siccome io opero sempre sulla base di segnalazioni scritte, mi veniva segnalato che cosa? Da una parte c'è un cittadino operato per un tumore che deve attendere oltre tre mesi per un esame istologico, dall'altra Anatomia patologica ha bisogno di personale, che poi è stato ovviato in parte con misure organizzative e, nel contempo, che cosa fa l'Azienda sanitaria? Assume un avvocato, prima ancora bandisce un concorso, addirittura, per giornalista. Una assunzione, tra l'altro, che - voglio dirlo - è illegittima, perché, nel caso di specie, la persona che è stata iscritta è arrivata in mobilità volontaria esterna con un profilo di collaboratore amministrativo e non con il profilo professionale di avvocato. Dopodiché, appena fatta la mobilità, è stata iscritta all'Ordine. Allora, qualora anche questo comportamento fosse possibile, ma perché non è stata data l'opportunità, ad esempio, a tutti gli altri, che pure sono in possesso del titolo di avvocato e non è stato promosso un bando interno affinché tutti lo potessero fare. Perché? Perché bisognava dare l'incarico a questa precisa persona! E questo non è possibile, perché questo è contro i principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza di cui all’articolo 97 della Costituzione. Chi opera in questo modo non opera con disciplina e onore, la disciplina e il rispetto delle regole, l'onore alla fedeltà alla Repubblica e ai principi costituzionali della Repubblica, tra cui buon andamento, imparzialità, efficacia ed efficienza. Questo è il punto.
Glieli metterò in fila, Assessore Calcinaro, i comportamenti del Direttore generale dell'AST di Fermo, che deve essere rimosso dal suo incarico, perché lei non si può assumere responsabilità che non le competono, lei non c'entra nulla su questo, ma deve far cessare questo modo irregolare di procedere a Fermo. Grazie.
Interrogazione n.152
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Assunzioni operatori socio-sanitari presso l’I.N.R.C.A. – strutture Regione Marche - attingendo dalla graduatoria esistente derivata da concorso indetto con determina n. 12 del 12/01/2024 del Direttore Generale dell’AST Ancona Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 152 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. In riferimento all'interrogazione avanzata - questo mi scrive INRCA - dal Consigliere Mangialardi - non ripeto il tema - si fa presente quanto segue. La graduatoria INRCA di cui alla determina richiamata è data da 63 candidati. L'istituto ha provveduto ad assumerne 16 a tempo indeterminato e sono in corso chiamate per assumerne 4 a tempo determinato. A breve si procederà anche con 2 ulteriori assunzioni a tempo indeterminato a fronte delle note cessazioni. Con riferimento specifico ai 10 OSS previsti nel PIAO si specifica che tali nuove figure sono di nuova istituzione, quindi, aggiuntivi rispetto agli attuali 125 posti. Laddove tali assunzioni fossero approvate dal Dipartimento - è una questione di poche settimane credo – e, quindi, si dovessero coprire i nuovi 10 posti di OSS, occorrerebbe utilizzare graduatorie approvate successivamente alla data di creazione del nuovo posto. Ciò in applicazione di quanto previsto nel Testo unico del pubblico impiego, articolo 35 comma 5 del decreto legislativo n. 165/2001 che prevede che le graduatorie dei concorsi pubblici per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono valide per un termine di 2 anni - e quindi saremmo già fuori - dalla data di approvazione e che per posti nuovi non previsti nel bando originario, la graduatoria non può essere automaticamente utilizzata. Tuttavia l'istituto, prima di provvedere in tal senso, perseguirà la strada della stabilizzazione di coloro che ne hanno i requisiti, come ha sempre fatto in questi anni per combattere il precariato. Resta, infine, da precisare che la graduatoria di cui alla determina n. 12 del 12/01/2024, in corso di scorrimento anche in questo periodo, sarà utilizzata per coprire il turnover e anche per eventuali esigenze straordinarie che dovessero manifestarsi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, capisco che il Direttore formuli, in coerenza con gli atteggiamenti, le risposte, ma io le vorrei sul piano politico e, ovviamente, non sono e non siamo per nulla soddisfatti. Anche perché, Assessore, questa riguarda un bando di concorso per l'assunzione di OSS presso l'INRCA, ma è un tema che posi nella undicesima legislatura in altre occasioni e, ahimè, anche il suo predecessore, leggendo le note, mi rispose con le stesse modalità. Assistiamo a percorsi dove i concorsi diventano situazioni tutte paradossali, ma lo dico per me, per lei e, soprattutto, per chi le subisce. Vengono indetti i concorsi, si richiede sempre un impegno importante per svolgerli, ci sono investimenti economici, si fanno accurate selezioni, si individuano profili idonei, si stila una graduatoria che, come spesso accade, giustamente è più abbondante rispetto alle necessità occupazionali. Siccome queste graduatorie hanno validità biennale - come lei ha ricordato – poi, accade che i profili già individuati, come in questo caso, decadono insieme alle graduatorie, magari, dopo due anni e mezzo, come poi mi sta dicendo, avete accelerato… ma da oltre 60 a 20, c'è quel delta di 40 che è quello che vorremmo affrontare, forse, dovremmo affrontare con intelligenza. Dicevo, due anni e mezzo e dobbiamo ripartire un'altra volta con i concorsi.
Secondo me, si tratta di un meccanismo inconcepibile e nella fattispecie quello dell'INRCA ancora di più, perché avevamo detto che i lavori si sarebbero conclusi entro il 2026, che avremmo avuto una necessità ulteriore, invece, il 2026 non è nemmeno nell’orizzonte, quindi, avremo tante altre situazioni come queste. Dico che, invece, dovremmo procedere per una proroga temporale almeno di un anno e, soprattutto, Assessore, dare la possibilità ad altre AST o alla stessa Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche di Torrette di accedere a quella graduatoria, che andrebbe a compensare le situazioni che abbiamo carenti nelle altre strutture…
Interrogazione n. 173
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Accesso alle cure intermedie tramite i medici di medicina generale, Punti di Assistenza Territoriale e Centrale Operativa Territoriale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 173 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. L’accesso alle cure intermedie avviene direttamente, senza passare dal pronto soccorso, con richiesta alla COT da parte del Medico di Medicina Generale curante il soggetto o da parte dell'ospedale per acuti tramite il percorso di dimissione protetta, nel caso in cui il paziente risulti ricoverato. La COT attiva l'UVI che è l'unità di valutazione individuale del Distretto che valuta l'appropriatezza del setting assistenziale proposto per la situazione clinico-assistenziale del paziente e ne comunica i risultati alla COT, che successivamente procede ad attivare l'accesso del paziente in Cure Intermedie, tenendo conto anche delle preferenze logistiche di quest'ultimo, magari la vicinanza rispetto alla residenza dei figli o dei parenti.
La suddetta procedura è stabilita dalla delibera di Giunta regionale n. 1412 del 2023 e dalla delibera di Giunta regionale n. 858 del 2024.
Questa è la risposta che mi segnala il Dipartimento. Procedure che sono ad oggi utilizzate e conosciute. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non sarà una replica, ma una dichiarazione. Le chiedo cortesemente, Assessore, di avere la risposta scritta, perché vorrei, per quello che è possibile, incorniciarla e farla girare presso tutte le Aziende Territoriali delle Marche. Spero che questo che lei ha detto formalmente, ufficialmente… mi è chiara la procedura della COT, mi è chiaro il passaggio attraverso l’ospedale per acuti che, a mia conoscenza, è l'unica procedura in effetti attuata. Molto bene avere alle spalle, addirittura, due delibere di Giunta, del 2023 e del 2024. Non mi è ancora chiaro il fatto che il Medico di Medicina Generale possa direttamente disporre la cosa, sempre tramite la COT, questo era per capire Quindi è proprio con l'arrivo della COT, che stiamo applicando adesso, che si può arrivare a questo risultato. Questo è quanto mai confortante, perché questo livello intermedio fra medicina del territorio e ospedale per acuti, che è quello che immaginiamo nelle Case della salute, Case di comunità - qui sui termini… ne sento tanti, poi, finalmente avremo uno schemetto con cui capire esattamente cos'è l'una e cos'è l'altra -, è un passaggio fondamentale dentro la logica dell'appropriatezza.
Ripeto, il mio augurio è che questa cosa sia immediatamente realizzata ovunque e l'altra cosa è che ci sia, nel corso del tempo, grazie alla presenza dei Medici di Medicina Generale nelle Cure Intermedie a un aumento significativo dei posti letto. Perché purtroppo, Assessore - ma è inutile che lo dica a lei, lei lo sa prima di tutti - ormai l'appropriatezza in Cure Intermedie non c'è più, è diventato un prolungamento delle Residenze Protette e delle RSA, perché quando non sappiamo dove mettere una persona in condizione di cronicità, la piazziamo in Cure Intermedie e non la tiriamo più fuori, anche perché lì è gratis, invece, dalle altre parti, magari, si deve pagare e, quindi, il problema è quello.
Gli auspici vanno bene, ma la certezza che viene formulata in questa sede ci conforta in maniera adeguata. Opereremo di conseguenza. Grazie, Assessore.
Interrogazione n. 174
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Fondazione Marche Cultura, conferimento ad interim dell’incarico di Direttore al Presidente della Fondazione e relativo trattamento economico”
Interrogazione n. 180
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Assetto degli incarichi e governance della Fondazione Marche Cultura”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 174 del Consigliere Nobili e l’interrogazione n. 180 del Consigliere Mangialardi (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Vicepresidente, rispondo insieme a tutti e due?
PRESIDENTE. Sì, sono abbinate.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Vado in ordine, interrogazione n. 174 prima e interrogazione n. 180 dopo.C’erano dei riferimenti anche alle domande, ma li lascio, perché almeno andiamo via veloci e do la risposta il più esaustiva possibile.
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marche Cultura, con verbale del 18 settembre 2025, trasmesso alla Regione Marche con nota acquisita al protocollo n. 1206082 del 23 settembre 2025, ha disposto l'attribuzione ad interim delle funzioni vicarie di Direttore della Fondazione Marche Cultura in capo al Presidente fino alla scadenza naturale del contratto del precedente Direttore prevista per il 14 aprile 2026. A fronte di tale incarico, è stato riconosciuto al Presidente della Fondazione il trattamento economico equivalente a quello previsto per il Direttore che, attesa la differente natura del trattamento fiscale (collaboratore co.co.co. per l'ex Direttore, professionista titolare di partita IVA per l'attuale Presidente) è stato pari a 4.396 euro lordi mensili che, al netto delle spese accessorie e previdenziali, risulta di 6.414,30 euro, di fatto equivalente a quello riconosciuto al precedente Direttore pari ad euro 6.414,72. L'importo è stato erogato in favore del Presidente a seguito di presentazione di fatturazione elettronica rilasciata a cadenza mensile. A queste spese non possono essere aggiunte ulteriori voci economiche percepite a qualsiasi titolo in quanto, ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto della Fondazione, le cariche sociali non hanno diritto a compenso, ad eccezione del Direttore. La Regione Marche ha preso quindi atto delle attribuzioni vicarie in capo al Presidente della Fondazione Marche Cultura e sta monitorando affinché tale assetto sia temporaneo, solo per il periodo strettamente necessario all'individuazione e nomina di un nuovo Direttore e comunque al massimo fino alla scadenza naturale dell'incarico del precedente Direttore, continuando a svolgere le opportune verifiche formali sulla legittimità e sulla congruità economica delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marche Cultura, anche per mezzo della procedura per il controllo analogo congiunto ai sensi della delibera di Giunta n. 916 del 19 luglio 2021. Proprio il Comitato per il controllo analogo congiunto sulla Fondazione Marche Cultura, con nota al protocollo n. 446436 del 30 marzo 2026, ha ricordato al Presidente della Fondazione la necessità di procedere all'individuazione di un nuovo Direttore.
Poi, l’interrogazione n. 180 del 2026. La Regione Marche è a conoscenza dell'assetto organizzativo della Fondazione Marche Cultura e sta monitorando, anche per mezzo delle funzioni di controllo analogo congiunto esercitate su tale ente ai sensi della delibera di Giunta regionale n. 916 del 21 luglio 2021, affinché tale assetto sia temporaneo, e quindi solo per il periodo strettamente necessario all'individuazione e nomina di un nuovo Direttore e comunque al massimo fino alla scadenza naturale dell'incarico del precedente Direttore. Con le medesime funzioni di controllo la Regione Marche vigila sul rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e adeguata motivazione degli affidamenti, formulando raccomandazioni in merito al rispetto dei principi appena detti, ricordando al contempo che Fondazione Marche Cultura è un organismo autonomo dotato di un proprio Consiglio di Amministrazione. La questione relativa alla sostituzione del Direttore di Fondazione Marche Cultura è stata comunque presa in esame dal Comitato del controllo analogo congiunto nella seduta del 13 ottobre 2025 ed è stata raccomandata la temporaneità dell'incarico esclusivamente per il periodo strettamente necessario all'individuazione e nomina di un nuovo Direttore. Con successivo verbale del 25 marzo 2026 il Presidente è stato sollecitato affinché provvedesse quanto prima all'individuazione del nuovo Direttore. Con riferimento alla concentrazione, in capo al medesimo soggetto, delle funzioni di Presidente della Fondazione, di titolare delle funzioni direttoriali e di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, si rappresenta che, attualmente, fra il personale della Fondazione Marche Cultura non ci sono dirigenti o personale formato e l'ANAC espressamente consente, in circostanze eccezionali, che il RPCT possa coincidere con un amministratore, purché privo di deleghe gestionali. Ciò è accaduto nel caso di specie, dove l'assunzione di urgenza ad interim da parte del Presidente delle funzioni di Direttore - entrambi privi di deleghe gestionali, in quanto ordinaria e straordinaria amministrazione competono esclusivamente al CDA - e di RPCT è stata dovuta alla necessità di evitare la paralisi della struttura con conseguente esposizione della Fondazione a danno verso terzi. La Regione Marche continuerà comunque a svolgere le opportune verifiche formali sulla legittimità e sulla congruità economica delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione e adotterà ogni ulteriore iniziativa, per quanto di competenza, al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e corretta amministrazione nella gestione degli enti partecipati che operano con risorse pubbliche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretaria. A parte che a me, prima o poi, piacerebbe vedere qualcuno che si occupa di cultura sedere tra i banchi della Giunta dando alla cultura l'attenzione e il rispetto che merita. Magari lei stessa, Sottosegretaria.
La risposta che ha dato a questa interrogazione, purtroppo, rivela l'insufficienza e la inadeguatezza della decisione presa dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marche Cultura. Siamo di fronte a una grave torsione dei principi di buona amministrazione e questo traspare chiaramente dalla sua risposta. Non è sufficiente invocare il principio della temporaneità né richiamare il criterio dell'assenza di un ruolo gestionale, perché, allora, cosa è stato nominato a fare il Presidente come Direttore se non ha ruolo gestionale? Davvero non si spiega questo tipo di indicazione. Siamo di fronte a una situazione che è insostenibile su un piano giuridico e amministrativo, una situazione che non mancheremo di segnalare all'ANAC, rispetto alla quale l'ente Regione Marche ha un compito di vigilanza molto serio nei confronti della Fondazione Marche Cultura. Non è un ente qualsiasi che si occupa di cultura, è uno strumento fondamentale della Regione Marche nei confronti del quale la Regione Marche ha precise responsabilità. Quindi, questo tipo di situazione è assolutamente insostenibile, ma mi faccia dire che, forse, questa è solo la punta dell'iceberg di una sommatoria di criticità riconducibili all'attività della Fondazione Marche Cultura, i cui risultati sono assolutamente insoddisfacenti, e che io, con altre interrogazioni, ho già avuto modo di segnalare l'opacità con cui vengono gestiti i criteri di finanziamento per le attività legate alla produzione cinematografica. Sappiamo perfettamente che ci sono soggetti che in tre anni hanno ottenuto 1 milione di euro per la produzione di film che non si sa neanche se hanno avuto distribuzione. Quindi la Regione Marche si deve porre seriamente il problema del controllo e della verifica delle attività poste in essere dalla Fondazione Marche Cultura e inizi a rispettare le procedure e a individuare un Direttore…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Insieme al collega Nobili abbiamo presentato una interrogazione in merito ad una vicenda, come diceva poc'anzi, che è delicata ed è relativa alla Fondazione Marche Cultura.
Grazie, Sottosegretaria, per la risposta che, forse, ha imbarazzato anche lei che l’ha letta e noi che l'abbiamo ascoltata, perché, considerate le motivazioni che sono addotte rispetto a un profilo di incompatibilità evidente, mascherato, giustificato e, forse, anche protetto dalla temporaneità del provvedimento, riteniamo che sia un percorso sicuramente non idoneo.
Vi dico che in questi anni ho visto delle cose strane e dico pure che non riesco a capire perché dobbiate mettervi in periglio di quel tipo, quando invece si potevano fare cose molto più lineari, che non avrebbero creato questo tipo di difficoltà.
Non penso che il Presidente l'abbia fatto perché da Direttore gli viene riconosciuto un emolumento che da Presidente non avrebbe percepito. Non lo so, non penso.
Ho visto delle cose strane, anche recenti. Ho visto dei Presidenti nominati che si sono dimessi e sono diventati Commissari, che, decaduti, hanno continuato ad esercitare il proprio ruolo senza colpo ferire, ma - ripeto - lo diceva bene il collega Nobili, poi saranno altri soggetti che andranno a verificare se questi percorsi sono così lineari e trasparenti.
Vedete, l'esempio lo dico per tutti noi, la normativa prevede che il Responsabile della prevenzione della corruzione debba essere collocato…, ovviamente non andrei in una posizione terza.
Se, invece, il Responsabile dell'anticorruzione, che può coincidere con il Direttore è il Direttore stesso, capite che andiamo non solo in torsione, ma creiamo le condizioni per non avere la verifica rispetto, per esempio, a strumenti utilizzati dalla parte amministrativa, penso agli incarichi in cui è prevista la rotazione e se non c'è un soggetto che controlla e se il soggetto che controlla è quello che si è autonominato, capite che è impossibile. Ma avremo modo con il collega Nobili di ritornare su questo tema…
PRESIDENTE. Passiamo ora alle interpellanze. L’interpellanza n. 11 è rinviata per l’assenza dell’Assessore Rossi.
Interpellanza n. 19
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Politiche ambientali per la tutela dell'ecosistema marino e costiero”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 19 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Parliamo di salute dell'ecosistema marino e costiero. Le Marche, come tutti sappiamo, è una Regione che vive in simbiosi con il mare. Dal mare dipende la salute di noi cittadini, ma dipende anche la salute dell'economia marchigiana. Quindi l'interpellanza punta all'attenzione su questo tema molto importante partendo da un'opera, il cui iter è stato avviato dall'Autorità portuale un po' di tempo fa, che è stata molto contestata, che è la costruzione di una cassa di colmata nel porto di San Benedetto del Tronto. Le casse di colmata, come sapete, sono strutture di cemento che servono a stoccare il materiale di dragaggio dei porti. Questa vasca di colmata prevista nel Comune di San Benedetto del Tronto, pensate, è di 23 mila metri quadrati, quindi, parliamo di tre campi di calcio, che scende ad una profondità di 8 metri. Quindi una struttura enorme, fortemente impattante, molto grande - direi troppo grande per le esigenze del dragaggio del porto di San Benedetto del Tronto - con un forte impatto paesaggistico sull'economia turistica, perché, pensate, è prevista nel nodo di scambio tra Grottammare e San Benedetto del Tronto all'altezza, più o meno, dello stadio Ballarin. Per giunta il discorso si è anche complicato perché recentemente il dibattito si è articolato anche con il terzo braccio del porto, cioè si è ipotizzata la possibilità che la cassa di colmata costituisse le fondamenta del terzo braccio del porto previsto dal Piano regolatore del porto. Come potete immaginare, si è aperto un enorme dibattito tra gli enti e le associazioni del territorio. Per esempio, il Comune di San Benedetto del Tronto, più recentemente, in agosto 2025, si è dichiarato contrario all'opera. Contrarietà anche di carattere tecnico. Vi dico quello che ha dichiarato il Dirigente del Settore gestione del territorio: “La vasca di colmata non solo modifica sostanzialmente i riferimenti geometrici indicati nel piano regolatore portuale, ma rappresenta il luogo di un'attività non prevista di stoccaggio di sabbie con carattere non riciclabile di entità consistente pari a circa 193 mila metri cubi”, prosegue, non voglio farla troppo lunga.
Tenete conto che anche su questo tema si è sviluppata l'attività di comitati, di associazioni, che hanno organizzato convegni, incontri, ma non immaginiamo solo le associazioni ambientaliste, di queste potremmo prevedere la loro posizione, ma anche associazioni di categoria.
Tre sono i punti che l'interpellanza solleva. Il primo, un punto sul modello di sviluppo. Esistono possibilità alternative per riutilizzare il materiale dragato delle sabbie, depurato, sistemato e utilizzato per il ripascimento. All'interno di questo Consiglio si è già discussa una mozione a favore delle nuove tecnologie dell'ecodragaggio che fu presentata dal Consigliere Giorgini - un modo anche per ricordarlo - e approvata all'unanimità il 2 aprile 2019. Il tema è trasformare quello che è un costo ambientale in un investimento per il territorio, quindi dragare i porti e utilizzare il materiale per i ripascimenti.
Il secondo tema riguarda il metodo, perché questo progetto non è stato discusso tra i cittadini e non ha avuto nessun percorso partecipativo, anzi, ha costretto il Comune di Grottammare ad approvare una mozione che sollevava questo tema della partecipazione. Come dice Norberto Bobbio, la democrazia vive di procedure, ma soprattutto vive di partecipazione.
Il terzo tema è il contesto, che vi ho o già descritto. Siamo nel cuore di San Benedetto del Tronto, siamo in un punto paesaggisticamente bellissimo, confinante con molti chalet. La vasca di colmata comprometterebbe fortemente la vita del porto di San Benedetto del Tronto. Dunque, tre sono le questioni che solleviamo oggi in Consiglio con l'interpellanza: conoscere l'orientamento del governo regionale sulla realizzazione della vasca di colmata; le politiche ambientali che la Regione vuole adottare, soprattutto riguardanti le tecnologie nuove come l'ecodragaggio e vedere quali sono le interlocuzioni aperte con l'Autorità portuale sul tema. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Leggerò il contributo che il Dipartimento ha dato sul punto. Cercherò di essere breve, però, eventualmente, Consigliere, se non riuscissi a leggere tutto il contributo, che è abbastanza articolato, le darò, magari, una copia. Innanzitutto la prima considerazione è che le vasche di colmata non sono strutture destinate a smaltire materiali di dragaggio. Se così fosse, sarebbero rifiuti e le vasche di colmata dovrebbero essere qualificate come impianti di smaltimento rifiuti. Vanno, al contrario, annoverate come tecniche costruttive di porzione di infrastrutture portuali - ad esempio, nuovi piazzali, darsene e banchine - che consentono di impiegare il materiale di scavo come materiale da costruzione. Questo approccio consente di ridurre i costi di realizzazione delle stesse e di prevenire la produzione di rifiuti in coerenza con i criteri di cui l'articolo 179 del decreto legislativo n. 152 del 2006. I materiali di scavo sono originati da processi che costituiscono parte integrante, ma il cui scopo primario non è la loro produzione.
Lo scopo dei dragaggi è l'ottenimento o il mantenimento di batimetrie funzionali all'operatività portuale in sicurezza. Tralascio tutta una parte abbastanza tecnica che, poi, magari, potrà leggere privatamente. Ciò premesso, le vasche di colmata costruite con tecnica tradizionale non costituiscono una modalità obsoleta, tanto che si continuano a realizzare sia in Italia sia nel mondo, né si ritiene di poter affermare che i loro impatti sull'ambiente marino e costiero comportino rischi di compromettere delicati ecosistemi. A riguardo si rimanda alla lettura del capitolo 3 dell'allegato tecnico del decreto ministeriale n. 173/2016, laddove vengono definiti stringenti criteri per la costruzione, la gestione, il monitoraggio delle cosiddette strutture contaminate, le quali, peraltro, devono necessariamente garantire un diverso grado di trattenimento dei materiali in essi immersi in relazione alla qualità degli ultimi.
Gli studi scientifici e tecnici del CNR IRBIM e dell'Università Politecnica delle Marche, di ARPA Marche e di ISPRA, che includono anche i monitoraggi eseguiti in attuazione delle prescrizioni delle numerose autorizzazioni rilasciate dalla Regione Marche, indicano che le operazioni di dragaggio eseguite con tecniche idonee, quali l'impiego di benne ambientali, non hanno evidenziato criticità ambientali significative e le autorizzazioni vengono rilasciate solo dopo aver verificato la qualità ambientale dei sedimenti attraverso le approfondite analisi chimiche ed ecotossicologiche, nonché l'attribuzione di una specifica classe di qualità. I materiali dragati possono costituire una risorsa preziosa per ripascimento degli arenili e innegabile è che questa, da sempre, rappresenta un'opzione preferenziale da considerare. Tuttavia, ai fini di tutela dell'ambiente, delle risorse alieutiche e di tutti i legittimi usi del mare, la effettiva possibilità di utilizzarli a tal fine dipende sia dalla classe di qualità ambientale sia dalle caratteristiche granulometriche della frazione sabbiosa.
Tralasciamo tutta questa parte. Sulla scorta, quindi, delle previsioni del PRP, che include l'ampliamento del porto tramite una struttura cava con funzione anche di vasca di colmata, l'Autorità di Sistema Portuale ha redatto il Progetto di fattibilità tecnica, il cosiddetto PFTE, xche costituisce anche Adeguamento tecnico funzionale, il cosiddetto ATF, della previsione in quanto prevede un ampliamento del piazzale di retrobanchina per massimizzare la funzionalità. Il PFTE è stato approvato con voto favorevole dalla seconda sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2024. A seguito dell’ottenimento di tale parere, su istanza del Comune di San Benedetto del Tronto, sono stati avviati da parte dell'Autorità di Sistema confronti strutturali sulle prospettive di sviluppo del porto a partire dal 5 agosto 2025. In tale occasione è stato presentato il documento proposto dal Comune “Contributo al tavolo tecnico Comune - Autorità di Sistema - Definizione delle linee guida elaborate a seguito del confronto con operatori portuali, cantieristici, , nautici e associazioni”, tale documento propone l'avvio di un aggiornamento del PRP coerente con il DPSS che è il ocumento di Programmazione Strategica di Sistema, che tutte le Autorità portuali devono fare, e segnala una diffusa contrarietà alla realizzazione della nuova vasca di colmata con opera autonoma non inserita in una visione strategica di porto - città, evidenziando al contempo la necessità di interventi di riqualificazione del porto esistente. Nella seduta dell'11 novembre 2025, non essendo emersa una soluzione condivisa, è stata prospettata la costruzione di sottogruppi tematici…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Apprezzo la valutazione sul riuso dei materiali dragati che è, ovviamente, subordinata a tutta una serie di indagini. Accettiamo il fatto che, per una parte di letteratura scientifica, le casse di colmata possano essere non considerate obsolete e che non siano inquinanti. Assolutamente sì. Rimane il tema di un'opera spropositata per un territorio che ha, comunque, un grande impatto, se non ecologico, paesaggistico e turistico, sulla vita di una cittadina. Mi ha confermato che la contrarietà alla vasca di colmata è stata ampia e che, purtroppo, il tema si è innestato in una questione che potrebbe sembrare futuristica, cioè il fatto che la vasca di colmata non possa essere applicata se non in una revisione e rilancio del porto, che è tutto da vedere e che è tutto da finanziare.
Il rischio, in sostanza, è che la vasca di colmata venga costruita all'interno di un futuro possibile, ma di questo futuro però non c’è sostanza. È questo proprio quello che preoccupa le associazioni ambientaliste e le altre associazioni che contro quest'opera stanno discutendo. La questione non è, infatti, tecnica, la questione è più politica: come la Regione intende affrontare questo tema per una città importante per le Marche come San Benedetto del Tronto; per quale motivo il porto di San Benedetto del Tronto deve diventare area di stoccaggio per una quantità di materiali sproporzionata rispetto alle esigenze di dragaggio dello stesso; se la Regione intende affiancare gli enti locali in un percorso di partecipazione e trasparenza, affinché i cittadini conoscano tutti i passaggi che lei ha ricordato. Insomma, non si tratta di dire no a tutto, si tratta di dire sì alle soluzioni migliori, più nuove e più efficaci, perché le soluzioni migliori esistono, sta naturalmente alla politica, anche regionale, di sceglierle insieme ai cittadini. Grazie.
Interpellanza n. 23
ad iniziativa dei Consiglieri Seri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Vitri, Mangialardi
“Situazione di emergenza della raccolta di plasma attraverso le AVIS marchigiane”
Interrogazione n. 203
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini
“Gravi problematiche utilizzo plasma”
Interrogazione n. 204
ad iniziativa del Consigliere Canafoglia
“Interventi messi in atto per evitare malfunzionamenti trattamento plasma presso il sistema sanitario regionale”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 23 dei Consiglieri Seri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Vitri, Mangialardi, l’interrogazione n. 203 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini e l’interrogazione n. 204 del Consigliere Canafoglia (abbinate).
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Intanto vorrei precisare che questa interpellanza arriva prima dello scandalo del plasma, perché, come avete visto, è datata 18 marzo. Però è significativa, perché già c'era un malessere, una preoccupazione all'interno della struttura, ma, soprattutto, all'esterno, perché raccolgo, con questa interpellanza, un malessere dell'esterno, proprio dall'organizzazione per eccellenza che lavora per la raccolta che è l’Avis. Come sappiamo l’Avis rappresenta uno dei più validi supporti al Servizio Sanitario Nazionale per quanto concerne il sistema trasfusionale di sangue e plasma, gratuitamente fornito dai suoi donatori. Considerato che nella nostra regione attualmente stiamo assistendo ad una crisi della gestione delle sacche, in particolare quelle di plasma, che rischiano di non venire tempestivamente ed adeguatamente lavorate, questo lo dicevamo prima a sottolineare quanto appena affermato.
Rilevato che ad oggi la regione Marche non è autosufficiente in termini di plasma raccolto, tant'è che si riesce a soddisfare l'86% dell'attuale esigenza e questo comporta che la parte restante deve essere reperita all'estero, spesso di scarsa qualità, attraverso l'acquisto di farmaci plasmaderivati che si estraggono dal plasma. Sottolineato che il costo per la regione Marche è del 14% mancante, quello che acquistiamo all'estero, è di 3,5 milioni, quando sarebbe opportuno e più conveniente raggiungere uno stato di autosufficienza, lavorando ed investendo nella raccolta, nei centri trasfusionali e nell'officina della lavorazione del sangue. Quindi, con questa interpellanza si chiedeva - poi l’interrogazione successiva entrerà più nel merito - alla Giunta regionale di conoscere la politica del Governo regionale su azioni che possano essere messe in campo per il raggiungimento di questa autosufficienza, in particolare sostenendo la preziosa attività di raccolta da parte delle Avis marchigiane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Facciamo una risposta generale. Sicuramente per quanto riguarda le azioni da porre per un miglioramento sono evidenti e sono in corso, come il nuovo regolamento sul DIRMT che possa portare anche una maggiore coesione tra l'Officina del sangue e il Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale. Questo credo che sia la base di partenza per cercare il coordinamento migliore possibile rispetto a tutti i cortocircuiti che ci possono essere su questa tematica.
Credo che un'altra tematica molto importante sia quella, Consigliere Seri, della trasparenza. Riengo che la vicenda sia su questo ad un punto di non ritorno. Dobbiamo cogliere questa occasione affinché dal punto di vista informatico ci sia la possibilità, in questo caso, di trasmettere direttamente, giornata per giornata, i flussi, quanti flussi sono arrivati e quali sono le strade che hanno preso (farmaceutica, utilizzo clinico), anche per quegli errori o le non conformità che si possono registrare su varie donazioni.
Penso che sia un passo su cui dobbiamo assolutamente lavorare. Per quanto riguarda le interrogazioni, voglio, per assoluta onestà, attendere comunque il termine della Commissione di valutazione che è stata posta immediatamente da questa Regione. Però alcuni dati, che sono oggettivi, vanno assolutamente detti. Il numero delle sacche eliminate sono n. 323; n. 932, come ho detto in precedenza, sono quelle che sono state prese in carico dall’Istituto Superiore di Sanità, mentre altre 300 sono andate a uso farmaceutico, 300 e qualcosa, come ci ha certificato anche l’Azienda ospedaliero-universitaria di Torrette di recente. Voglio dire anche che nel primo trimestre - questo è evidente - rispetto al 2025 c'è una differenza negativa sul sangue intero dello 0,8%, sulle plasmaferesi dello 0,1%, mentre c’è una differenza positiva dell’8,6% nelle donazioni di plasma da aferesi, con un complessivo calo dello 0,5% su 27.087 donazioni.
Altri dati oggettivi, che voglio assolutamente fare emergere… ma, ripeto, poi, sarà una Commissione terza a parlare su questo. Quelli sono i numeri che sono stati dati. La possibilità del rischio - attenzione - di dismettere le sacche è stata denunciata alla Regione in data 28 febbraio del 2026 con una e-mail dell'allora Direttore del DIRMT e dell'Officina del sangue, a cui è seguito… il 28 febbraio era un sabato, sabato sera, il lunedì c'è stata la convocazione del Direttore del Dipartimento Salute di una riunione che poteva essere fatta in data 4, se non sbaglio 4…
PRESIDENTE. Do altro tempo, prego Assessore.
Paolo CALCINARO. Per impossibilità di presenza fisica, comunicata dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Torrette, del Primario del trasfusionale e del Responsabile dell'officina, per legittimissime ferie dal 2 al 10, è stata fissata al giorno 11. L'11 sono stati fatti tutti i passaggi per cercare di andare a colmare una situazione. Quello che voglio dire è che in quell’occasione, ovviamente, non si è parlato di una singola sacca, di una singola sacca che era stata dismessa. Questo è un fatto. Sono un garantista sempre, sempre. Quindi aspetterò quello che uscirà fuori, che uscirà fuori dalla Commissione d’inchiesta, che uscirà fuori da qualsiasi altra eventuale prosecuzione che ci sarà. Però è evidente che qualcosa non ha funzionato e lo dico anche sulla scorta di quello che, invece, ha funzionato dopo, in condizioni molto simili a quelle date nel periodo di dismissione. Una cosa non ha funzionato, e su questo non dovremmo essere contenti nessuno, perché dal non avere informazioni su una sacca eliminata dal sistema - da quello che posso dire, su questo mi attengo alle comunicazioni che mi sono state fatte, ovviamente su quella del Dipartimento ne sono certo, ma di Torrette – arrivare a martedì con un numero di 6 quintali su un sito esterno - che ha fatto il suo, fatto che non sto a colpevolizzare, sicuramente avrà ricevuto delle informazioni, informazioni interne è evidente… Su questo, certo, è altrettanto evidente che qualcosa non ha funzionato, qualcuno non ha comunicato a chi di dovere, ma questo lo vedremo, secondo me, con i vari accertamenti che, dal punto di vista tecnico e, magari, anche dal punto di vista giudiziario, sono partiti e stanno proseguendo, spero nel miglior modo possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Intanto, Assessore, lei ha risposto, per quanto riguarda la mia interrogazione, solo alla prima domanda, cioè quante sono le sacche rimaste inutilizzate. Dopodiché, Assessore, questa vicenda parte da molto lontano. Purtroppo l’eliminazione delle sacche è solo la punta dell'iceberg, ma è una vicenda che parte da anni addietro. Quindi non è che si può dire, come ha detto lei, le difficoltà sono state temporanee degli ultimi giorni. L'esito è stato diverso rispetto al passato, ma le difficoltà si conoscevano già dal 2023, quando la precedente Direttrice del DIRMT aveva evidenziato i problemi, aveva prospettato una soluzione e il Direttore del Dipartimento Salute e l'allora Assessore alla Sanità avevano snobbato completamente le sue richieste. Primo punto. Secondo punto, nel 2024 c'è stata la nostra interrogazione, l'allora Assessore alla Sanità Giunta Acquaroli, non di un'altra Giunta, aveva assicurato in quest'Aula che avrebbe trovato soluzioni a questo problema di personale e al tema della riorganizzazione della struttura. Nulla è stato fatto. Nel 2025 l'allarme viene lanciato dal Presidente dell'Avis con una nota scritta, un comunicato. Anche lui rimasto totalmente inascoltato. Poi negli anni gli appelli dei sindacati per potenziare le strutture, totalmente inascoltati. All’inizio del 2026 - questa è la novità dell'altro giorno, Assessore - il Presidente dell'Avis illustra a lei alcune difficoltà e mette in evidenza, tra le altre, la grossa difficoltà di carenza di personale alla struttura dell'Officina del sangue. Poi, a febbraio 2026 le varie e-mail del Dirigente Direttore del DIRMT. È vero che nella e-mail del 28 febbraio paventa il rischio dell'eliminazione delle sacche, ma prima, Assessore, aveva evidenziato come i congelatori fossero pieni, saturi e, quindi, non potevano più ricevere le sacche per poter conservare le sacche a temperatura adeguata, e tengo a sottolinearlo. Il 27 febbraio - su questo lei non mi ha risposto - perché il Direttore del Dipartimento Salute dice di implementare e potenziare la raccolta del plasma? Trovo questa e-mail scandalosa e ne deve rispondere, perché, rispetto a questa situazione, non si può chiedere di potenziare la raccolta del plasma. È una e-mail vergognosa e ci sono precise responsabilità tecnico-gestionali su questo aspetto. Dopodiché lei ha anche detto: “Appena giunta la richiesta, ci siamo subito attivati”. Quando? La richiesta d'aiuto veniva da molto lontano, gliel'ho dimostrato adesso. Solo alla fine, quando stava per esplodere il disastro, avete mandato alcune persone in soccorso. Ma il 16 marzo sono arrivate quattro persone, peraltro a mezzo servizio, dalle altre AST. Persone, peraltro, che dovevano essere anche formate per quella tipologia di servizio. Ma il danno era già stato fatto, perché le sacche erano state eliminate dal giorno 11, è tutto registrato dal report. Lei forse non è stato informato, Assessore, che è tutto tracciato e il report che ho chiesto io dice chiaramente che le sacche sono state eliminate dal giorno 11 marzo. Lei parla di tracciabilità, di una cosa che già esiste, è questo il problema. Mi lasci continuare, per favore, io non l'ho interrotta. Dopodiché lei dà la responsabilità, anche giusta in questo, all'Ospedale di Torrette per aver potenziato le risorse, parla di 2,5 milioni in più per il personale. Ma guardate che l'Ospedale di Torrette ha un Direttore che non abbiamo nominato noi, lo avete nominato voi, che ancora mi deve risposta a un accesso agli atti del primo aprile e su questo ho sollecitato il Presidente Pasqui e anche lei; da lei non ha avuto alcuna risposta. Primo aprile, violando le regole, lo Statuto regionale, ancora mi deve dare risposta, perché in quella e-mail, in quell'accesso agli atti, chiedo dove sono state conservate le sacche. Qui arriva l'ultimo mistero. Le sacche dove sono state conservate? Quando c'è una e-mail del 27 febbraio che parla di sacche conservate a quattro gradi. Come possono essere utilizzate sacche a quattro gradi per la ricerca o per l'industria? Ci sono 780 sacche conservate a quattro gradi. Questo lo dice una e-mail interna, ma non saremo noi a indagare, saranno gli organi preposti, poi, vedremo quale sarà la verità.
Questa è una vicenda molto opaca, un mix clamoroso di incompetenza, irresponsabilità e sciatteria che ha precise responsabilità politiche, tecnico-amministrative e gestionali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere il Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Mi ritrovo molto nelle considerazioni appena portate dal Consigliere Mastrovincenzo.
Da cosa parte l'interpellanza che ho presentato in tempi non sospetti, se possiamo dire, prima che scoppiasse lo scandalo? Parte da un'attività straordinaria. Non dimentichiamo che le Marche erano una eccellenza nella raccolta del sangue, non solo erano autosufficienti, ma andavano in soccorso a quelle Regioni che non raggiungevano l'autosufficienza. C'era un'Officina, quindi, c'è stato anche un investimento, e va riconosciuto, verso l'Officina del sangue con l'acquisto di un macchinario di eccellenza assoluta. Mi sembra che ce ne siano due, tre, quattro in Europa, non dico in Italia Questo ha fatto onore per questa capacità, per questa tradizione, questa storia e per questa grande organizzazione diffusa sul territorio, che sono le Avis. Dico questo perché le ho toccate con mano, nel mio impegno di restituzione alla comunità c'è stato in prima persona un impegno all'interno di Avis, ricordo ai tempi dell’allora Direttore del DIRMT, una figura straordinaria che fece un lavoro altrettanto straordinario. Poi alcuni malesseri, alcuni malumori si sono diffusi, preoccupazioni, alcune volte vox populi porta degli elementi di verità e i dati ci hanno dato ragione. Si registrava questa preoccupazione nell’incapacità di trattare e lavorare tutte le sacche di sangue. Girava questa voce all'interno dell'organizzazione. Non è un caso che lo stesso Presidente regionale fece anche una dichiarazione pubblica, oltre che nelle assemblee interne, che poi sono sempre pubbliche, partecipate anche dalle rappresentanze delle istituzioni. In più occasioni ci sono state grida d'allarme, oggettivamente inascoltate, partite da lontano, dal 2023. Quindi, oggi è una grande occasione, poi c'è il momento delle responsabilità. Una grande occasione per capire cosa non ha funzionato, chi ha responsabilità, per riportare alla giusta organizzazione, alla giusta risposta che va data. Perché per un donatore è inaccettabile disperdere una sacca, figuriamoci un numero, al di là… cento più, cento meno, è sempre inaccettabile.
Devo dire che le stesse fonti di corridoio annunciavano che, anche in precedenza - al di là di quelle emerse oggi -, ci fossero state delle sacche non utilizzate e buttate come rifiuti speciali. Quindi, che dire? Auspico che il lavoro che verrà fatto porti veramente all'individuare cosa non abbia funzionato e alle responsabilità, perché non si può tollerare lo scaricabarile da una responsabilità all'altra. Quando si svolgono ruoli apicali, ruoli di responsabilità, è necessario che si arrivi ad assumere, anche nei momenti come questi, tutte le conseguenze del caso.
L'auspicio è quello che si possa tornare ad una organizzazione capillare e a non mortificare il lavoro delle organizzazioni sul territorio, e mi riferisco ad Avis, perché, l’ha detto anche lei, se non sbaglio, c'è un calo delle donazioni e ovviamente questi episodi non aiutano. Personalmente il giorno dopo sono andato a donare, essendo un donatore, perché quando accadono queste cose c'è sempre una parte buona che rimane e non possiamo correre il rischio che ci siano una disaffezione e un allontanamento.
E’ necessario, oltre al tema organizzativo, oltre al tema dell’individuazione delle responsabilità, aiutare per un ritorno, veramente, per una autosufficienza complessiva e, perché no, anche di sussidiarietà nei confronti di quelle Regioni che per altre ragioni - penso alla Sardegna per esempio - non potranno mai raggiungere l’autosufficienza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Non ripeterò quanto affermato dal Consigliere Seri e dal Consigliere Mastrovincenzo, ma, semplicemente, cerco di fare alcune chiose aggiuntive rispetto a questo.
Primo, Assessore, ribadisco quello che abbiamo detto in precedenza, che si vada a vedere la legittimità dell'insediamento di quella Commissione, perché una fonte di diritto superiore, che è il decreto del 5 novembre del 2021, obbliga al fatto di avere dei valutatori iscritti all'albo all'interno delle commissioni ai fini di conferire terzietà alle stesse. Quindi questa è una questione rispetto alla quale non si possono fare spallucce, perché tutto il lavoro che si sta facendo rischia di essere invalido.
Ovviamente ribadisco il fatto che la Commissione d’inchiesta è una richiesta non politica, ma è una richiesta dovuta all'interno dell'ordinamento che ha questa Assemblea legislativa.
Terzo ragionamento, vorrei che si conferisse una particolare attenzione alla governance che abbiamo nella nostra Regione. Ho sentito in una intervista il Presidente Acquaroli affermare, per esempio, che l'Officina trasfusionale è in capo alle Aziende sanitarie. Facciamo chiarezza su questo. Il Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale, Assessore, il DIRMT, è una struttura autonoma della regione Marche, non ha niente a che fare con le Aziende, è localizzato per una questione logistica presso l'Ospedale regionale di Torrette, però è dotato di autonomia, che è stata ribadita dalla legge n. 19 del 2022. A quell’autonomia non è seguito, però, quello che deve essere fatto immediatamente, vale a dire una dotazione organica, il fatto di avere un budget dedicato, che non è, semplicemente, quello assegnato con spesa storica a Torrette, poi, riversato in parte sul DIRMT.
Possiamo capire le deleghe, dal punto di vista gestionale, a un'Azienda, e queste sono assolutamente legittime e anche dovute per evitare sovrapposizioni e per avere sostanzialmente dei servizi condivisi, quello che non possiamo capire è che, dopo tre anni e mezzo da quella legge, non si sia messo mano… Le proposte ripetute della dottoressa XY, che era il direttore del DIRMT fino al 31 dicembre 2024, di avere una dotazione organica, di avere un budget e un regolamento, sono stagnate sul tavolo dell'Assessore precedente dal luglio del 2023.
Allora, Assessore, auspichiamo che, immediatamente, con un atto decisivo e di imperio, si metta mano al completamento di questa autonomia, perché questo è l'atto preliminare, propedeutico prima di iniziare quel duro lavoro che ci aspetta, che è rimettere insieme una forma, in qualche maniera, di reputazione di sistema che tutti si aspettano, perché il sistema della donazione è basato esattamente sulla reputazione, sull'indice di reputazione. Da questo punto di vista la nostra proposta - vedremo i modi con i quali portarla avanti - di conferire il Picchio d'oro all'Avis, poi, ovviamente, sarà questo Consiglio a doverla affrontare. Non abbiamo problemi a dire: "Me la intesto io" o altro. È una proposta che deve essere all'interno di un quadro di proposte e di collaborazioni, insieme con Avis, che a mio parere - visto che l'Avis è l'unico interlocutore in questa Regione, in altre ce ne sono altri – deve essere messo in piedi complessivamente. Queste questioni non vanno fatte nel tempo, vanno fatte subito con una unità di crisi che si occupi direttamente di questa questione, governance e…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta e grazie anche per ai colleghi per gli atti che hanno sottoposto anche alla nostra firma e per gli interventi che hanno fatto fino adesso, a cui aderisco nella maniera più completa. Lei, Assessore, ha detto una parola importante prima nel suo intervento. Lei come secondo tema ha parlato di quello della trasparenza. Di trasparente, secondo me, in tutta questa faccenda c'è veramente molto poco. Perché dalle prime dichiarazioni che sono state fatte in quest'Aula il giorno in cui è emerso il caso con l'inchiesta di Fanpage - eravamo qui e stavamo celebrando la seduta monotematica sulla sanità - ad oggi, se ne sono susseguite tante che hanno tentato di minimizzare e a volte di correggere ciò che era stato detto prima. Di trasparente c'è molto poco.
È per questo motivo che, oltre alle numerose interrogazioni che abbiamo fatto quest'oggi, che continueremo a fare e che abbiamo fatto anche in passato, abbiamo fatto una serie, come opposizione, di accessi agli atti. Noi come Movimento 5 Stelle ne abbiamo fatto uno talmente corposo che ci abbiamo messo due giorni per mettere in fila tutti i documenti che ci sono stati dati.
Da questi documenti, che sarebbe il caso fossero analizzati dalla Commissione d’inchiesta che, come opposizione, abbiamo chiesto di attivare - e, ripeto, domani spero che l'Ufficio di Presidenza inizierà le prime pratiche per farlo - emerge che, sinceramente, guardando solo l'ultimo periodo, già il 19 febbraio l'ARS, dopo essere stata informata della carenza di personale presso l'Azienda ospedalierio-universitaria delle Marche, ha monitorato la situazione, ha sollecitato l'attuazione di strategie eccezionali nella rete trasfusionale per sopperire alla mancanza di organico. Quindi, quando leggiamo sui giornali che qualcuno mette in dubbio che l'organico fosse sufficiente, leggiamo anche atti, e ce ne sono tanti, che dimostrano che effettivamente non era per nulla così. Il 13 marzo il Responsabile del Centro Regionale Sangue ha chiesto la convocazione urgente di una riunione del Comitato di Dipartimento e questa richiesta è rimasta inascoltata. Siamo al 13 marzo. Il 18 marzo è il giorno in cui è arrivata quella e-mail anonima con la foto del plasma nel bidone e sempre in quel giorno è arrivata la richiesta del Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche per avere una relazione in merito ad eventuali e presunti disservizi. In questa relazione il Direttore del DIRMT risponde al Direttore Generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche, dettagliando diversi punti. Spiega che dalla foto è impossibile confermare se quelle sacche provengono davvero dall'Officina di Ancona. Viene ammesso che il disservizio presso l'Officina è reale e ancora attuale. Viene affermato che il plasma fresco congelato è stato trasferito verso l'unica sede che ha dato disponibilità, cioè l'AST di Ancona, ma, soprattutto, scrive la frase che prima ho letto, cioè: “C'è la possibilità di dismissione di sacche di plasma e questa possibilità era stata già manifestata dal sottoscritto sia al momento della richiesta di riduzione della raccolta sia in forma più concreta alla riunione dell'11 marzo” a cui lei, Assessore, era presente. Il 19 marzo il Direttore del DIRMT chiede ai centri di raccolta sangue di fermare o ridurre le donazioni. Il 21 marzo il Direttore del Dipartimento Salute, invece, prima di bloccare le donazioni, chiede dei chiarimenti su diversi punti, poi viene fissato un incontro tecnico da farsi il 23 marzo. Il 23 marzo, come vi ho detto prima, il referente dell'Officina trasfusionale comunica di avere eliminato le famose 323 unità di plasma perché non erano state lavorate o erano state lavorate oltre le 24 ore. Ma la cosa più sorprendente è che proprio il 23 marzo – cioè dopo che i buoi erano già scappati - si avvia una procedura per l'acquisto di un congelatore da allocare presso la stanza dei congelatori dell'Officina trasfusionale. E, tra l'altro, si legge che durante questo incontro l'AST ha chiesto di potenziare: uno, il reclutamento del personale; due, aumentare la capacità di stoccaggio del plasma. Questa mi sembra che possa essere vera trasparenza e credo che di questo ci dovremmo occupare in una Commissione di indagine fatta e voluta da…
PRESIDENTE. A questo punto non ci sono altri interventi. Proseguiamo con il punto 4, la proposta di legge n. 38. Qui bisogna votare il rinvio.
(interventi fuori microfono)
Quale altre interrogazioni? Le interrogazioni erano abbinate. Consigliere, ho chiesto chi voleva intervenire perché erano abbinate. Ecco, fate fare il Presidente al Presidente pro-tempore, che lo fa anche bene qualche volta.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Canafoglia.
Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. Sono profondamente amareggiato da questa situazione perché è veramente brutta, che del plasma venga disperso. Allora leggo: “Il sangue buttato come la tragedia del bimbo morto” - si sta parlando di Domenico e del Monaldi di Napoli – “Bastavano due telefonate: una all'Avis per rallentare la raccolta, come si fa, per esempio, a Natale, perché è una cosa normale; una al Centro nazionale per dirottare le sacche verso altre Regioni. In 24 ore era fattibilissimo ed è già stato fatto in passato”. Sapete chi dice queste cose? Non il Consigliere Canafoglia. Lo dice l’ex Presidente regionale dell'Avis, nonché ex Assessore del centro-sinistra, con alcuni di voi, collega all'interno di quest’Aula nelle passate legislature. Che cosa dice? Lo prendo a riferimento perché è un politico esimio e estremamente acuto. Dice: “Guardate che era molto semplice, con due telefonate, tempo venti minuti, mezz'ora, si risolveva il problema”. Questo è il problema. Ma chi doveva fare queste telefonate? Chiedo a voi del centro-sinistra: “Chi le doveva fare?” Nel dubbio - vedete, la politica molte volte parla, ci combattiamo, in maniera pacifica, ma con opposte fazioni - mi hanno sempre insegnato che c'è la norma, la legge, non le chiacchiere. C'è una legge, una norma che da nessuno di voi del centro-sinistra ho sentito citare, l'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che è una norma cardine che dice che la politica non deve entrare dentro i reparti, la politica si deve preoccupare di porre obiettivi e fini, parla di visioni - come chiamate voi… vi piace tanto questo termine politico – e chi deve materialmente gestire sono i dirigenti. Questo è il concetto che deve essere chiaro. Se il centro-sinistra, invece, ha una visione un po' strana del rapporto con la sanità: entra nei reparti, si preoccupa dei turni, si preoccupa di nominare i primari, questo è un atteggiamento che a noi del centro-destra non piace. È qui la differenza tra noi e voi. Voi pensate ancora che si possa gestire un primario, e non va fatta questa cosa, perché con questa situazione si è distrutta la sanità. Questa è la verità.
Caro Assessore Calcinaro, le dico una cosa, questa cosa è molto brutta per chi ha donato, è molto brutta per chi doveva ricevere quel plasma, è molto brutta per i vari operatori che tutti i giorni stanno lì. Ma le posso dire una cosa, Assessore Calcinaro? Non ho capito se il centro-sinistra sia convinto che lei sia responsabile di ogni fatto che accade, anche di malasanità all'interno della sanità marchigiana. Allora vi chiedo, chiedo a voi: “Perché non fate un'analoga segnalazione al Governatore della Regione Campania per il caso del piccolo Domenico? Non lo fate perché non va fatta questa cosa, perché un problema che accade all'interno di un ospedale, purtroppo, la politica non ha la forza di fermarlo. Allora è giusto quello che ha fatto l'Assessore. C'è una Commissione di verifica immediata, perché non accada mai più una cosa di questo genere. Laddove ci saranno le responsabilità accertate da questa Commissione, andremo a fare le denunce in tutte le sedi e costituiamoci parte civile, laddove ci sia qualcuno che ha sbagliato. Perché, ricordatevi, tutto quello che state facendo, sapete a chi porta danno? Al sistema trasfusionale. State buttando discredito nei loro confronti. Assessore, non ti curar di lor, ma guarda e passa, diceva Dante. Chiaro? E, soprattutto, lei non ha bisogno di un avvocato, lei ha bisogno della lavanderia, di una buona lavanderia. Sa perché? Perché la macchina del fango del centro-sinistra nei suoi confronti da tempo è partita e qui pensano di fare chissà che cosa. Ma tenga sempre presente la norma, l'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001…
PRESIDENTE. Continuiamo la discussione, prima ho chiesto se c'erano altri interventi e nessuno mi ha risposto, invece ci sono.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non sarei intervenuto, Presidente Rossi, ma mi ha chiamato l'intervento il collega, il doppio collega Canafoglia, citando il mio amico ex Assessore del centro-sinistra, che, certo, ha detto: “Bastava fare una telefonata”. Perché se l'Officina del sangue non è in grado di processarlo e di conservarlo bisogna interrompere il flusso, per l'emergenza, per la struttura. Il tema qui non è…
PRESIDENTE. Consigliere, mi dicono che, in base al Regolamento, è già intervenuto un Consigliere del suo stesso gruppo.
(interventi fuori microfono)
Fabrizio CESETTI. Io intervengo sull'interpellanza…
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Quindi, è unico, il Regolamento è questo. Possiamo eventualmente concedere i 3 minuti.
Fabrizio CESETTI. No, parlo solo se mi spetta
PRESIDENTE. Secondo il Regolamento non può. Però una cosa, quando ho chiesto se c’erano altri interventi, non mi ha risposto nessuno, poi qualcuno mi ha risposto facendo contusione.
Fabrizio CESETTI. Io rispondo dopo. Se è intervenuto il Consigliere Caporossi, perché non posso intervenire io?
PRESIDENTE. Perché è di un altro gruppo consiliare.
Fabrizio CESETTI. Ma per il Gruppo Partito Democratico non è intervenuto nessuno.
PRESIDENTE. È intervenuto il Consigliere Mastrovincenzo.
Fabrizio CESETTI. Sull'interrogazione.
PRESIDENTE. Ma sono abbinate ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento interno.
Proposta di legge n. 38
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 30 novembre 2023, n. 19 (Norme della pianificazione per il governo del territorio)”
(iscritta ai sensi del comma 2 dell’articolo 88 del R.I.)
(Rinvio)
PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 38.
(interventi fuori microfono)
Ne abbiamo parlato all'interno dei capigruppo, quindi credevo che fosse una cosa scontata.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. I capigruppo consiliari, Presidente, per quanto potenti, non possono sostituirsi al Consigliere. Intervengo perché sono favorevole al rinvio che è stato anche chiesto dal nostro gruppo, come mi ha detto la mia Presidente del Gruppo, perché ci sono degli emendamenti. Si è chiesto se la Giunta volesse finanziare quella legge che prevede l'assegnazione alle Province di specifiche funzioni in materia urbanistica, inizialmente date attraverso un atto amministrativo, cosa non possibile. Ovviamente non ci voleva il ricorso al TAR per capire questo - segno evidente dell'approssimazione con cui si opera - che dice che si deve fare con legge.
Benissimo, ma la legge deve essere finanziata, infatti le Province dicono: “Va bene, ma noi chiediamo il finanziamento in materia". D'altra parte non lo dicono soltanto le Province, ma il CAL, il Consiglio delle autonomie locali dà un parere favorevole subordinato all'assegnazione delle risorse finanziarie. Mi pare questa una cosa ovvia, giusta, che la Giunta deve fare, altrimenti, non solo ci sono quegli emendamenti da discutere, ma ce ne saranno altri, perché questo è un impegno che ha preso il Presidente all'atto della declinazione delle solenni linee di mandato, In quest'Aula, il Presidente Acquaroli ha detto,- leggo testualmente: “Negli scorsi cinque anni abbiamo approvato la legge del governo del territorio. Sappiamo che quella legge va rivista” - e questo è un modo per rivederla - “è un impegno che abbiamo preso e che dovremmo portare fino in fondo perché tramite la revisione di quella legge e tramite l'aggiornamento del piano socio-sanitario, noi dovremmo essere pienamente in grado di accompagnare e valorizzare il territorio e lo sviluppo della nostra comunità regionale…
PRESIDENTE. Scusi, Consigliere, lei deve pronunciarsi a favore o contro il rinvio, non può fare un intervento, parlare di tutto.
Fabrizio CESETTI. Presidente, io sto spiegando perché sono favorevole al rinvio.
PRESIDENTE. Si mantenga calmo, non c'è bisogno che urli, ha il microfono.
Fabrizio CESETTI. Presidente, lei deve stare calmo.
PRESIDENTE. Io non urlo, lei sta urlando.
Fabrizio CESETTI. E lei non mi interrompa.
PRESIDENTE. Lei non urli, prima cosa, perché c'è una disciplina dell’Aula, lei la conosce meglio di me, quindi non urli.
Fabrizio CESETTI. Io urlo perché è il mio modo di parlare.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Non è previsto dal Regolamento. A posto.
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. No, il mio udito…, guardi, sono anche un discreto suonatore, ho orecchio, non si preoccupi.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Naturalmente contro il rinvio, sennò non potrei parlare. Non urlerò, anche se sono un po' sordo sull'orecchio sinistro, ci ho sempre sentito poco e cercherò di ululare, sarà un'altra… So che c’è un accordo generale di tutti, maggioranza e minoranza, per il rinvio, quindi non sto impegnando nessuno della mia parte politica, ma siccome coerentemente ho votato contro il rinvio …, perché sono contro. Consigliere Cesetti, ogni volta che parlo si agita. Consigliere Cesetti, sono contrario, ho votato così, da solo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi e da solo dico che sono contrario al rinvio per un motivo molto semplice.
Non c'è dentro la motivazione del rinvio tutto quello che ha detto il Consigliere Cesetti, c'è, semplicemente, una ragione di opportunità, visto che - se ho ben capito - la seduta deve chiudere alle 15:00 e, quindi, sarebbe praticamente impossibile aprire una discussione su una legge in cui sono previsti circa 38 emendamenti, tutti, 30/38, non so, a firma del Consigliere Cesetti, del Gruppo Partito Democratico nel suo complesso, grazie Consigliere Cesetti.
Dico pure che questo atto necessitava di una particolare urgenza, urgenza che era stata raccomandata dalla Giunta che ha fatto una delibera per risolvere questo problema.
La delibera è stata impugnata davanti al TAR, quindi, si è passati alla legge. Non c'è nessuna possibilità, almeno all'oggi, da quanto mi risulta, né nessuna volontà di andare a questa variazione di bilancio, anche perché, informo con l’occasione il Consiglio - è la mia motivazione - che al momento gli uffici ci hanno fatto sapere in Commissione che le pratiche, che dovrebbero essere assegnate alle cinque Province delle Marche, sono un numero stratosferico, otto. Il nostro contenzioso oggi qui, 38 emendamenti, per decidere se faranno o no in cinque Province otto atti. Non mi sembra una questione così dirimente e così pesante da necessitare ancora tempo, ma, ripeto, per ragioni di opportunità e perché oggi la seduta già cominciava tardi…
PRESIDENTE. Procediamo con la votazione, sennò sarebbe la stessa trafila del Consigliere Cesetti, io sono imparziale.
Assessore Consoli perché si è prenotato? Votiamo il rinvio, non è prevista la dichiarazione della Giunta. Procediamo.
Rinvio della proposta di legge n. 38. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 8
a iniziativa della Giunta regionale
“Programma regionale (PR) FESR 2021/2027. Approvazione della seconda modifica del PR FESR. Regolamenti 2021/1060 e 2025/1914. Modifica della d.g.r. 1828/202”
Nuova titolazione: “Programma regionale (PR) FESR 2021/2027. Approvazione della seconda modifica del PR FESR. Regolamenti 2021/1060 e 2025/1914”;
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 8 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha parola il relatore di maggioranza Consigliere Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. E’ passata in Commissione questa proposta di atto amministrativo, con il voto favorevole della Commissione.
Le modifiche al regolamento del 2021 sono state dettate dalla necessità di orientare il riesame intermedio dei programmi, previsto nel 2025, verso obiettivi e linee di azione in grado di rispondere in maniera più efficace alle nuove sfide ed incertezze connesse con le dinamiche geopolitiche, incertezze che sono aumentate in modo preoccupante nei primi mesi del 2026.
Va da sé che quando si fa una programmazione di qualsiasi genere, come questa di medio lungo termine, nel frattempo possano cambiare un po' le priorità. Ci sono dei grandi cambiamenti e stravolgimenti, se pensiamo solamente che negli ultimi 5/6 anni della nostra esistenza abbiamo incontrato una pandemia devastante e siamo di fronte a un paio di guerre, che ci vedono, purtroppo, molto vicini, soprattutto geograficamente. Pensiamo anche all'aumento dei costi delle energie; pensiamo al problema delle aziende (export, internazionalizzazione), alla ricerca, quindi anche a nuove soluzioni.
Nel frattempo, se possibile, che cosa ha fatto questa Giunta? Ha approfittato di uno strumento che gli è stato concesso, ovvero quello di rimodulare. Alla fine è una rimodulazione interna, sono dei fondi che già la Regione aveva a disposizione, ma ha cambiato un po' le prospettive, le priorità e quindi gli obiettivi.
Grazie a questa riprogrammazione, rimodulazione, c'è stata tecnicamente la possibilità di avere dei vantaggi. Innanzitutto, è stato previsto un prefinanziamento eccezionale, una tantum, del 20% della dotazione finanziaria relativamente alla quota FESR delle priorità che sono state oggetto della revisione di metà periodo.
In più è stata introdotta, grazie a questa riprogrammazione, una proroga di un anno per la certificazione delle spese, dal 31 dicembre 2029 al 31 dicembre 2030. Proroga che rende tutto più agevole per quanto riguarda l'attuazione degli interventi.
Andiamo alle cifre: è una rimodulazione di 78 milioni di euro, pari al 13,4% della dotazione complessiva del programma. Si tratta, come vi ho detto prima, di risorse rimodulate, ovvero di risorse interne.
Entrando nel merito, le proposte in discussione ed in votazione riguardano in primo luogo l'adesione all'iniziativa STEP, che comporta un sostegno agli investimenti in materia di tecnologie strategiche, quali: le tecnologie digitali, tra cui la microelettronica, l'intelligenza artificiale, cloud computing, le tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse.
L'iniziativa STEP si applica inoltre a tutto il campo delle biotecnologie, ai prodotti farmaceutici e alle tecnologie mediche, nella consapevolezza che le biotecnologie siano essenziali per la modernizzazione di settori fondamentali, quali la sanità e in generale il comparto delle produzioni primarie dell'agricoltura. Si tratta di esempi che non esauriscono gli ambiti di operatività dell'iniziativa, ma che danno il senso di un impegno che la Regione intende continuare a promuovere nei confronti dell'imprenditoria marchigiana per consolidarne la competitività, anche nell'ottica dell'attrazione di investimenti e della possibilità di promuovere un'offerta di lavoro altamente qualificata.
Questa nuova priorità, la 6, ha una dotazione di 42 milioni di euro, quindi di fatto va a coinvolgere oltre la metà di tutte le risorse della rimodulazione in merito a due obiettivi strategici, che sono già presenti nel programma operativo, relativi al sostegno alla ricerca, all’innovazione e alla crescita sostenibile delle PMI. A questi fondi si aggiungono le risorse riguardanti le 6 aree della strategia per le aree interne, che saranno utilizzate per attivare progetti di investimento e di riconversione produttiva in tale aree, anche in collaborazione con le università marchigiane, oltre al sostegno a laboratori di ricerca finalizzato a valorizzare le filiere locali.
Poi abbiamo la priorità n. 7 con una dotazione di 12,4 milioni di euro, che ha lo scopo di sostenere la realizzazione e l'integrazione di infrastrutture di ricarica elettrica per mezzi del trasporto pubblico locale e la contestuale previsione di interventi per l'alimentazione di tali mezzi attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Anche qui, in coerenza con le nuove esigenze di recupero anche di energia proveniente dalle sostenibili, dalle rinnovabili.
Priorità n. 8, dotazione di 5,6 milioni di euro con lo scopo di accelerare l'attuazione di interventi necessari per mettere a norma i sistemi di depurazione, di collettamento delle acque reflue urbane, anche al fine di rispondere ai rilievi oggetto di procedura di infrazione (ce ne sono due) da parte della Commissione europea, attualmente aperta nei confronti di diverse Regioni italiane.
C’è poi la novità dell'ultima priorità introdotta, inserita in un secondo tempo, nel momento di un accordo avvenuto a livello di Conferenza Stato-Regioni circa la possibilità di cofinanziare interventi di housing sociale. Intesa del fine anno del 2025. Per questo è stata poi ripresentata una nuova modifica del programma FESR, in quanto avevamo già messo mano ad a una prima modifica.
Questa nuova linea costituisce l'applicazione delle modifiche introdotte dal regolamento UE 2025/1914, che risponde all'esigenza di promuovere l'accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili a fronte del rischio crescente di deprivazione abitativa che colpisce le fasce sociali più vulnerabili.
L'intervento riguarda anche gli studentati universitari e si pone come una risposta alla carenza di questa tipologia di alloggi a prezzi accessibili nelle città marchigiane sedi di università.
La dotazione finanziaria prevista per questa priorità, la n. 9, è di 17,8 milioni di euro, frutto della rimodulazione delle risorse di più obiettivi specifici riguardanti interventi non ancora attivati o con difficoltà attuative, la cui realizzazione potrebbe compromettere il pieno impiego delle risorse entro i tempi previsti dalla programmazione europea. Come sapete, spesso, quando si arriva alla fine, ci sono delle azioni che non sono state attivate, quindi, si fanno delle scelte, come questa per alloggi abitativi e interventi per gli studentati.
Io ho concluso, dico solamente che la Commissione, relativamente a questa ultima nuova linea di intervento, ha condiviso di presentare un ordine del giorno. Non so, ditemi se devo leggerlo alla fine o presentarlo… Un ordine del giorno che raccomanda alla Giunta regionale, nell'ambito delle procedure attuative, che saranno successive a questa approvazione, l'attribuzione di priorità specifiche agli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti, recuperando quella parte del patrimonio edilizio che necessita di interventi di riattamento. Questa è una battaglia storica che questa Giunta, anche il Consiglio regionale, da un po' di anni sta facendo.
Sappiamo che ci sono tantissimi alloggi che nel tempo non sono stati interessati da interventi, certe volte anche minimi, che rimangono inutilizzati, inagibili, mentre potrebbero e dovrebbero essere messi nella disponibilità dei Comuni per le varie graduatorie dell'assegnazione delle case popolari.
Concludo, nell'ordine del giorno si richiede di sostenere politiche abitative per lo sviluppo delle aree interne e dei borghi montani, al fine di incentivare la residenza e di concorrere a frenare lo spopolamento di tali aree, che rappresentano un patrimonio economico e sociale di grande pregio per la nostra regione, in linea, anche qui, con le politiche regionali rispetto alla legge sui borghi e a tutte le riserve che sono state messe nei vari bandi a favore sia delle aziende che dei Comuni all'interno delle aree interne e montane. Grazie.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno l'ha già illustrato, Procediamo così: adesso diamo la parola al relatore di minoranza, poi alla Giunta, poi verrà presentato il suo ordine del giorno che sostanzialmente è già stato illustrato.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Seri.
Massimo SERI. Grazie, Presidente. Nell'introduzione del suo intervento il Consigliere Antonini ha richiamato le programmazioni di lungo periodo che inevitabilmente portano a delle modifiche strada facendo, delle priorità che tengano conto dell'evoluzione della società, di quello che ci circonda. Quindi, il riesame intermedio rappresenta un momento di verifica e di riallineamento delle strategie di utilizzo del FESR, tenendo conto dell'evoluzione e del cambiamento del quadro economico, sociale, geopolitico, europeo, oggi potremmo dire anche mondiale, perché gli effetti di quanto sta accadendo ricadono anche sul nostro territorio.
Se ben colta questa occasione può essere un'opportunità, purché si sappiano leggere realmente i cambiamenti in atto, i nuovi bisogni e capire come indirizzare le risorse per affrontare le sfide in atto, sia quelle in corso che quelle future. Nello stesso tempo avere capacità di flessibilità che consenta di affrontare i cambiamenti anche repentini in atto.
Su questo l'Unione Europea ci aiuta con l'inserimento delle nuove priorità, che vanno anche incontro a quelle che sono le esigenze nazionali e regionali. Pur sgangherata che sia, l'Europa nei momenti difficili ci ha sempre aiutato, ha sempre messo in campo azioni che sono andate incontro… Potrei fare un lungo elenco nei 40-50 anni che ci hanno preceduto, non ultima quella della pandemia, nella quale è intervenuta pesantemente dando risposte in soccorso.
Per onestà politica intellettuale va detto che il riesame intermedio è condizionato dalle scelte della programmazione esistente, quella 2021/2027 approvata qualche anno fa, che ora è in piena applicazione, scelte, ovviamente, assunte dalla precedente Assemblea legislativa.
Il riesame può incidere in maniera limitata, però, se azzecca le innovazioni e sa interpretare le nuove opportunità, può dare nuovo impulso e quindi risposte.
È chiaro che il lavoro deve tener conto da una parte delle strategie e dall'altra della praticabilità, cosiddetto pragmatismo, cioè capacità di spesa e rispetto delle tempistiche per il raggiungimento degli obiettivi. Su questo va ricordato – giustamente, io dico – che l'UE è severa rispetto alle scadenze, che possono portare alla perdita delle risorse. Non si tratta di tempi biblici, come spesso siamo abituati o come accadeva con la nostra cultura politica-amministrativa.
In questo momento ci confrontiamo con una maggiore complessità, anche perché sono in campo le risorse PNRR, lo abbiamo detto anche in Commissione. Si tratta di strumenti che devono in qualche modo integrarsi affinché siano forieri di maggiore sviluppo, modernizzazione ed emancipazione. Forse può essere una parola forte, ma in alcuni casi è appropriata.
Sarà il tempo a dire se queste risorse nel Paese e nei territori siano state ben investite o siano state delle occasioni perse. Quindi, capacità di integrazione tra gli strumenti di finanziamento, investimenti regionali, nazionali ed europei. Sono occasioni per sostenere la competitività dell'economia marchigiana, servizi di qualità e favorire infrastrutture che aiutino la crescita complessiva e la qualità della vita. Così come per la difesa dell'ambiente che ci circonda e per la prevenzione alle calamità. Lo dico perché sono temi ripresi o esclusi dalle priorità e dalle scelte. Soprattutto sostenere le aree più marginali, che con maggior difficoltà cercando di ricreare un equilibrio tra le aree interne e quelle urbane. Quindi una sfida complessa, non semplice, ma stimolante.
Quali sono le scelte effettuate in base ai nuovi pilastri? I pilastri erano cinque: competitività, resilienza idrica e transizione energetica, ai quali sono state inserite queste nuove priorità: difesa, sicurezza e preparazione civile, alloggi sostenibili ai prezzi accessibili. Prima nota dolente, che poi si è trasformata in positiva. L’ha ricordato prima nel suo intervento il Consigliere Antonini sulla nuova priorità a cui si è aderito. Come abbiamo detto le priorità erano due, quella della difesa. ovviamente non se n'è fatta carico, la Regione non vuole entrare in guerra, non deve difendersi, non aveva alcun senso; l'altra, invece, straordinaria occasione, quella degli alloggi sostenibili, poiché stiamo vivendo in un’emergenza continua, da più parti richiamata.
Qui va detta la verità, perché quando è stata presentata la prima proposta non è stata colta questa occasione e nella revisione non veniva in alcun modo destinata alcuna risorsa a questa priorità. Poi alcune volte la provvidenza porta bene e l'accordo Stato-Regioni del 29 dicembre, se non sbaglio, obbliga le Regioni ad includere la priorità dell'abitare, quindi, si è intervenuti rimodulando e ripresentando la proposta in Commissione. Questo è un fatto che noi abbiamo colto. In Commissione, con i colleghi, ho avanzato la critica principale che era quella di non cogliere questa occasione ed oggi troviamo inserita la priorità n. 9, non sbaglio, no? Sì, la 9.
Le priorità sono la n. 6, la n. 7, la n. 8 e la n. 9, che andrò a declinare.
La priorità n. 6 è quella a supporto di nuove tecnologie per l'Europa, mediante l’introduzione di una nuova priorità dedicata proprio a questo. Qui devo dire una buona cosa l'adesione al programma STEP, che consente di integrarsi nel nuovo quadro europeo dedicato al consolidamento della leadership tecnologica in settori caratterizzati da elevata novità e a favore della competitività, in particolare per le piccole e medie imprese che sono quelle che soffrono maggiormente. Quindi, questa è una scelta positiva.
Lasciano perplessi, invece, alcune scelte fatte all'interno di questa priorità che cuba 42.667.000 euro circa, di cui 26 milioni di euro già impegnati. Di fatto si cambia solo l'etichetta per la rendicontazione, ma rimane tutto inalterato, come di fatto era.
Per 7 milioni di euro c'è già un bando, anche qui niente di nuovo, mentre 8 milioni, quasi 9 milioni, sono quelli disponibili. Sono stati ripresi dalle risorse SNAI, giustificando il fatto che parte di queste risorse sono quelle che si possono utilizzare attraverso le risorse destinate al cratere del terremoto, che è un altro tipo di canale, però ci pone un problema: quelli che non stanno dentro il cratere perdono una opportunità, perdono una occasione.
La priorità n. 7 è legata ad una nuova azione relativa alla creazione di una infrastruttura di ricarica per i mezzi TPL. Qui sono 12,4 milioni di euro. Sono tutti liberi perché sono stati rimodulati e sono destinati alle ricariche elettriche per i mezzi TPL. Non si comprende se c'è un'analisi del bisogno reale sulla dislocazione e anche sulla capacità, perché noi parliamo di strutture per autoricarica, che devono essere abbinate anche ai mezzi macchine, sennò rischiamo di avere delle infrastrutture e di non avere i mezzi. Qui non si capisce se c'è un…, bisogna dire le cose per quelle che sono, c’è un altro finanziamento a cui collegarsi per l'acquisto e il rinnovo di mezzi. Di solito bisognerebbe metterle assieme, perché poi cosa succede? Lo so perché mi è capitato come Sindaco, avevo colto un'occasione per finanziare un auto di rappresentanza, anche quello è un servizio pubblico. Allora, la buona la cosa sono le risorse da destinare, ma lascia un po' perplessi la mancanza di un equilibrio e di una visione strategia complessiva che possa consentire un buon utilizzo delle risorse e non un disequilibrio, col rischio di sprecare finanziamenti, magari creare infrastrutture, che poi non vengono utilizzate. Da cosa sono stati tolti? Ovviamente sono liberi, ma si tolgono ad altro, all'illuminazione pubblica dei territori. Questo da una parte dispiace perché si può chiudere un corso, qui c'è un reale risparmio, anche questo l'ho toccato con mano, l'ho visto nei miei bilanci. È vero, c'è una complessità delle ESCO che devono essere abbinate per far questo tipo di lavoro, però toglierle tutte…, forse qualche realtà poteva approfittarne perché questa è un'emergenza. Secondo me è uno di quei cicli che devono finire, sono partiti, riuscire a chiudere il cerchio sarebbe una buona cosa. 1,8 milioni di euro dal residuo l'efficienza energetica, mentre 2,2 milioni vengono tolti dalle comunità energetiche. Ecco, su questo una riflessione vorrei farla – io non ero presente – perché le comunità energetiche quando ci troviamo in crisi diventano uno strumento importante. Sono sempre state valorizzate da più parti, anche nell'Assemblea precedente ci fu, se non sbaglio, mi dicevano i colleghi, una proposta di legge del Consigliere Antonini, che non fu finanziata. Ecco, questa potrebbe anche essere un'occasione per metterci delle risorse. In realtà, può darsi, avevano un senso per accompagnare quella proposta, però le andiamo a togliere e questo è un punto dolente che viene meno.
La priorità n. 8, 5,6 milioni per la messa a norma di sistemi di depurazione e collettazione delle acque reflue. Sappiamo benissimo che in alcune realtà si rischiano le infrazioni, appesantimenti nei bilanci, quindi, è una opportunità giusta che si deve mettere a disposizione… Scusate, sono andato negli appunti sotto, in realtà mi riferivo alle comunità energetiche. Anche su questo non si capisce bene quale sia il contesto reale, quanti siano realmente a rischio di infrazioni, o lo siano già, oppure è una misura messa così, non dico per sentito dire, senza una pianificazione precisa.
La priorità n. 9, come già detto, fortunatamente con obbligo è stata inserita e qui, lasciatemelo dire, c'è il minimo sindacale perché andavano messi, almeno con le percentuali delle nostre risorse, 17,6 milioni, ne abbiamo messi 17,8 milioni. Il minimo sindacale, però è importante, è una risorsa che si mette a disposizione. Vengono tolti 8 milioni dalle ciclabili. Anche qui c'è il progetto della ciclovia Adriatica, ma se andiamo ogni volta a togliere non riusciremo mai a concluderla, però la priorità è oggettivamente vera, posso anche comprenderla, anche se dispiace non riuscire mai a chiudere un tema. Anche qui se c'è un'analisi vera delle esigenze… L'ordine del giorno, che non è stato letto, che ha presentato il Presidente di Commissione, è condivisibile, è intelligente perché in qualche modo dice di andare a recuperare l'esistente, tenendo conto anche delle tempistiche, altrimenti il rischio è che si proceda a qualcosa di nuovo e rimane là.
Personalmente condivido questo aspetto, però che ci sia una risposta reale verso l’ERDIS, gli studenti ed ERAP, dove ci sono liste d'attesa lunghe. Effettivamente è un dramma che si sta vivendo un po' in tutti i territori.
Concludendo, capisco i vantaggi che porta questa revisione: un anno in più di scadenza, e questo è oro; il 20% di auto-anticipazione del finanziamento è una buona cosa, quindi anch'io avrei colto l'occasione a prescindere e la motivazione della prima proposta andava in quella direzione più su un'analisi vera di progettazione.
Oggi con l'inclusione della priorità n. 9, priorità nuova, ha una nuova dimensione, però è mancata una vera e propria revisione strategica, lasciata forse…, e lo dico perché ho fatto l'amministratore e quando ero in Provincia avevo la delega su questi temi.
È chiaro che la parte tecnica svolge un ruolo importante, fuori discussione, però occorre capire quando è la parte tecnica che fa la parte del leone o quando la fa l'indirizzo della politica.
E’ evidente che c'è stata una prima fase in cui c’è stato più un lavoro tecnico, anche perché non c’era un impulso politico nel dire di cogliere la priorità n. 9, che invece c'è stata imposta.
L'altro elemento, e mi avvio veramente alla conclusione, è che dei 60 milioni di euro della variazione solo 42 milioni in realtà sono già stanziati, sono già vincolati, non sono una vera rimodulazione, sono più una rimodulazione tecnica, che cambia in qualche modo il titolo e che ci aiuta ad avere riconoscimento per i benefit, in particolare giusti ed opportuni.
E’ vero, anche questo va detto, che alcuni vengono trasferiti in altri fondi che allungano, perché magari si è parlato anche di progetti che rischiavano di non stare nelle tempistiche.
In conclusione, mi sarei aspettato più un'indicazione politica agli uffici, che hanno fatto un buon lavoro, l'hanno dovuto fare doppio perché avevano presentato la prima bozza e l'hanno dovuta rimodulare nuovamente. So benissimo che è complesso, complicato, quindi vanno ringraziati perché sono dei professionisti, fanno bene il loro lavoro.
Dico anche che posso comprendere, Assessore, che siete entrati da poco, nell'incontro che abbiamo avuto in Commissione, quindi la disponibilità dei ragionamenti… Partendo da questo ci si aspettava qualcosa di più, ma cogliamo in prospettiva, anche con inserimento di strategie, di visioni riferite alla nostra Regione, che in certi settori è in sofferenza e ha bisogno di qualche iniezione che possa creare quel meccanismo di valore aggiunto e di strategia, di sinergia, cogliendo le opportunità, gli strumenti che abbiamo a disposizione, che, pur nelle difficoltà, alcune volte possono fare la differenza. Grazie
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione diamo la parola alla Giunta, all'Assessore, perché poi deve assentarsi.
Ha la parola l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Chiedo scusa, ma devo scappare a Spoleto per un impegno organizzato dalla Presidente della Regione Umbria. Alla fine del mio intervento, visto che l'Assessore non vota, vi dovrò lasciare, di questo mi dispiace perché avrei voluto assistere a tutta la discussione.
Come voi sapete il programma 2021-2027 del FESR è stato approvato definitivamente nel novembre 2022, poi il Consiglio regionale lo ha recepito.
Nel frattempo è accaduto tutto quello che voi sapete nel quadro geopolitico internazionale, a iniziare dalla guerra russo-ucraina, che ha determinato nelle volontà della Commissione europea una rideterminazione delle linee di indirizzo e di impiego dei fondi FESR e con il Regolamento 1914 dello scorso anno sono state date cinque priorità: competitività alle imprese, transizione energetica, resilienza idrica, difesa e sicurezza e preparazione civile, housing sociale sostenibile.
Benché il programma FESR delle Marche sia in uno stato particolarmente avanzato, voglio ricordare a quest'Aula che siamo terzi a livello nazionale per avanzamento degli impegni, si è ritenuto utile cogliere l'opportunità offerta dal nuovo regolamento per rafforzare la capacità di risposta rispetto alle priorità emergenti. Quindi, oggi andiamo a rimodulare una rilocazione di 78.486.000 euro corrispondente al 13,4% di tutta la dotazione del FESR.
Non c'è bisogno che vado a ripercorrere le priorità 6, 7, 8, 9 e via dicendo, perché il relatore di maggioranza e il relatore di minoranza le hanno già illustrate nel dettaglio. Voglio però precisare alcuni aspetti.
La collocazione delle cifre non è una scelta politica, ma è frutto di un indirizzo che la Commissione europea ha dato. Prendo ad esempio la priorità 9, per la quale ho partecipato alla negoziazione con il Governo, sono direttrici che la Commissione europea ci dà e che vanno poi negoziate. Quindi la scelta non è meramente politica. Lo spazio di manovra è estremamente ristretto. Certo è che noi abbiamo fatto alcune scelte, tipo quella di non dare i soldi per gli armamenti e per le aziende che hanno direttamente o indirettamente a che fare con la difesa. Ci sono di aziende che nelle Marche fanno questo tipo di attività e noi avremmo potuto includerle perché il regolamento lo prevede e avremmo conseguentemente emesso dei bandi.
C'è la scelta politica di dirottare le due somme sulla priorità 6, 42 milioni per le nuove tecnologie per le nostre aziende, il programma STEP, e 17,8 milioni sull'housing sociale.
Colgo anche l'occasione per dare un parere favorevole sull'ordine del giorno presentato dal relatore di maggioranza Consigliere Antonini, che contiene esattamente quello che la Giunta ha intenzione di fare nell'impiego prossimo di questi fondi.
Colleghi, è l'ultimo atto della programmazione 2021-2027. Dal prossimo semestre inizierà la negoziazione del programma 2028-2034. Voi sapete, siete persone che vivono la vita politico istituzionale, respirate il clima di grande difficoltà generale, soprattutto quello che sta avvenendo, che potremmo trovarci nella prossima programmaione con una difficoltà ben superiore perché la Commissione europea sta decidendo, ma non voglio anticipare nulla che non sia stato ancora ufficialmente trattato, di adottare delle forme diverse rispetto al programma 2021-2027, sia nei meccanismi di trasferimento delle somme, sia nella magnitudine, nella dimensione dei due fondi principali, il FESR e l'FSE, ma ci sarà tempo per trattare questi aspetti.
Termino qui, ritengo che questo atto sia fondamentale, caratterizzerà i prossimi 20 mesi di legislatura e saranno denari determinanti per poter sorreggere in questo momento estremamente complesso l'economia della nostra regione, nostra quota parte.
Vi ringrazio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Parliamo della riprogrammazione del FESR, del piano regionale di 78 milioni di euro, che è una cifra piuttosto significativa in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo attraversando. Corrisponde a circa il 13% del programma complessivo.
La riallocazione consistente di queste risorse si basa sulla sottrazione di fondi da alcune priorità già definite: innovazione, energia, mobilità, sviluppo territoriale.
Questa proposta di modifica non risponde totalmente ai reali fabbisogni economici, sociali e territoriali della nostra Regione. Sembra quasi più l'esigenza di rispettare un vincolo formale europeo. E’ un modo che ci convince poco di gestire ingenti risorse che possono essere fondamentali e strategiche per lo sviluppo della nostra regione, in quanto risorse che possono essere destinate alle imprese, all'innovazione, all'energia, alla mobilità e all'ambiente.
Ripercorrendo rapidamente, come hanno già fatto il Consigliere Antonini e il Consigliere Seri, le risorse stanziate per le singole priorità: 47 milioni finanziati destinati alla priorità 6, ossia la tecnologia strategica europea (STEP); 12 milioni circa destinati alla priorità 7 per le infrastrutture di ricarica elettrica per il trasporto pubblico locale, premetto che per questi 12 milioni sono stati sottratti 5 milioni, che provengono dall'illuminazione pubblica efficiente. La trovo una scelta abbastanza bizzarra, chi ha fatto l'amministratore locale sa quanto sia complicato fare investimenti importanti in questo settore e quanto incida l'illuminazione pubblica sui bilanci comunali. Quindi, andiamo a sottrarre 5 milioni che sarebbero serviti all’efficientamento dell'illuminazione pubblica delle amministrazioni locali per destinarli alle infrastrutture di ricarica elettrica per il trasporto pubblico locale, senza però - come ha detto bene prima il Consigliere Seri - avere un quadro chiaro, almeno non a nostra disposizione, di quanti siano i mezzi pubblici elettrici, di quale sia il programma di investimento dell'azienda di trasporto pubblico locale in tale direzione nei prossimi anni, dove verranno dislocati gli impianti di ricarica, in quali città, quali città saranno escluse, quale sarà la programmazione e quanti punti di ricarica avremmo a disposizione. Mi sembra una cifra buttata là, alle spalle non c'è una programmazione seria e precisa di quello che ci aspetta.
Per quanto riguarda la priorità n. 8, vengono trasferite 5,6 milioni di euro per interventi di depurazione legati a procedure di infrazioni europee. E’ chiaro che è importante fare interventi di depurazione, peccato che vengano sottratte risorse alla biodiversità, al clima, all'energia pulita. Si sottraggono: 1,6 milioni di euro agli investimenti per Natura 2000 e infrastrutture verdi, 1,8 milioni di euro alla riduzione dei consumi energetici delle imprese e ben 2,2 milioni di euro alle comunità energetiche rinnovabili.
Per quanto riguarda l'ultima priorità… Apro una piccola parentesi sulla depurazione, molte aziende che si occupano della gestione del servizio idrico hanno fatto degli investimenti per favorire la depurazione, scaricando questi investimenti sulle tariffe, che poi pagano i cittadini. In questo caso non si capisce bene per quale tipo di interventi sarebbero destinati questi 5 milioni. Sono ad hoc per qualcuno? Saranno messi a bando, potranno partecipare tutte le aziende, anche chi ha già partecipato? I soldi sono stati scaricati sulle tariffe che pagano i cittadini, per capire, perché altre aziende… sono interventi che negli anni precedenti hanno già fatto.
La priorità n. 9, 17,8 milioni di euro dedicati all'housing. Bene che ci siano questi stanziamenti. Ritengo tuttavia che siano ampiamente insufficienti rispetto alle esigenze che hanno sia l'ERAP che l'Erdis, per quanto riguarda sia l'edilizia popolare che gli alloggi destinati agli studenti universitari. Di questi 18 milioni: 8,5 milioni provengono dalla promozione dell'adattamento ai cambiamenti climatici, dalla prevenzione del rischio di catastrofi; 2 milioni dalla protezione e preservazione della natura; 8 milioni dalla mobilità urbana sostenibile, alla faccia delle piste ciclabili che tanto vengono sbandierate; 1 milione di finanziamento che doveva essere stato utilizzato per la bigliettazione elettronica.
Di fatto, in sintesi, si toglie alla prevenzione per cercare di porre rimedio a situazioni di emergenza, scaricando su ambiente e transizione ecologica il prezzo di scelte sbagliate del passato. Fra l'altro, queste decisioni risultano in aperta e forte contraddizione con il Piano regionale energia e clima, che individua, invece, proprio nelle comunità energetiche, nell'autoconsumo e nell'efficienza energetica, i pilastri della transizione.
Il valutatore indipendente del programma evidenzia che il FESR delle Marche ha un asse in ritardo, che è quello della mobilità urbana sostenibile. Eppure l'83% dei marchigiani utilizza l'auto privata per andare al lavoro, il 30% delle famiglie ha difficoltà di accesso al trasporto pubblico locale e solo il 30% degli studenti utilizza i mezzi pubblici. Nonostante questi dati la Regione non investe a sufficienza sulla mobilità integrata, sui servizi e sull'accessibilità.
Sorvolo sul sottofinanziamento cronico delle città marchigiane, che potrebbero essere un filone di finanziamento attraverso i fondi del FESR, ma dico che queste risorse che noi andiamo a spostare e a rimodulare si inseriscono in un quadro economico regionale tutt'altro che roseo.
La Regione Marche vede un calo del 4% della produzione manifatturiera e l'arresto della spesa per ricerca e sviluppo, che è circa la metà rispetto alla media nazionale in percentuale sul PIL. Si prevede una crescita in proiezione del PIL regionale più bassa della media italiana, con un calo degli investimenti fissi e un aumento della disoccupazione.
Temo che questa rimodulazione serva a concentrare risorse su pochi soggetti senza effetti sistemici e non andiamo ad affrontare, come dire, i temi centrali rispetto alle debolezze strutturali che sono della nostra regione.
Non riconosciamo i nuovi bisogni sociali, le peculiarità del nostro tessuto produttivo e facciamo questa modifica per dare una risposta alle difficoltà di spesa, per riuscire a rendicontare nei tempi che l'Europa europea ci chiede. Ma credo che la nostra regione e le Marche meritino una strategia di sviluppo vera, non un'operazione contabile di facciata e che serva una nuova visione di sviluppo per il futuro della nostra regione.
L'indebolimento delle politiche ambientali e climatiche, alla luce della riduzione delle risorse su efficienza energetica, difesa del suolo, mobilità sostenibile, monitoraggio ambientale, contrasta fortemente con la realtà della nostra regione, che è fortemente esposta a rischio idrogeologico e climatico. Basta vedere i fenomeni preoccupanti e costanti di alluvioni, frane, erosione costiera.
Credo che abbiamo perso un'occasione e andiamo ad approvare un documento - ovviamente saremo contrari all'approvazione di questa modifica - che sarebbe potuto servire per una riprogrammazione strategica, coerente e orientata a uno sviluppo della nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Collegi Consiglieri, come ha già detto chi mi ha preceduto, sia il relatore di maggioranza Consigliere Antonini che il relatore di minoranza, la proposta di atto amministrativo n. 8 riguarda la revisione del piano FESR Marche 2021-2027.
Questo intervento si inserisce nel quadro del riesame intermedio previsto dalla normativa europea, che disciplina la programmazione dei fondi strutturali, che ha ridefinito gli obiettivi strategici di medio periodo, rendendo necessario un aggiornamento degli strumenti di programmazione.
Questa modifica del piano si configura come una rimodulazione delle priorità e delle articolazioni interne, finalizzata ad adeguare la programmazione alle nuove sfide economiche, sociali e territoriali, nonché al mutato contesto di riferimento.
Si evidenzia che la revisione proposta non comporta alcuna variazione complessiva delle risorse finanziarie assegnate. Si tratta, infatti, di una redistribuzione interna delle stesse, senza incremento della spesa né nuovi oneri a carico del bilancio regionale, garantendo l'invarianza economica dell'intervento.
Ho ascoltato il Consigliere Catena, il quale ha affermato che questa riallocazione non risponde ai bisogni della nostra regione, serve per pochi soggetti e non affronta i temi centrali. Capisco che l'opposizione deve fare l'opposizione, però credo che debba anche avere una visione più corretta nei nostri confronti, perché, lo ha spiegato anche l'Assessore Bugaro, è una riallocazione in base agli eventi che abbiamo avuto negli ultimi anni, in questi ultimi periodi.
L'atto, quindi, rappresenta un aggiornamento tecnico strategico necessario per mantenere l'efficacia e la coerenza del piano FESR rispetto agli indirizzi europei.
La proposta è accompagnata da una relazione articolata in quattro parti principali. In primo luogo vengono richiamate le raccomandazioni del Consiglio dell'Unione europea del 21 ottobre 2024 relative alla capacità di gestione e all'accelerazione nell'utilizzo dei fondi europei. In secondo luogo si analizzano la situazione e i progressi compiuti nell'ambito dei piani energetici e climatici, evidenziando gli sviluppi più recenti. La terza parte è dedicata alla descrizione della situazione economica, socio-economica attuale, con particolare riferimento al contesto regionale, infine, vengono presentati i risultati delle valutazioni in corso che restituiscono una fotografia dello stato di avanzamento degli obiettivi in questa fase intermedia.
Quindi, sulla base di queste evidenze, si procede alla rimodulazione delle risorse per procedere con interventi necessari e con tempi di realizzazione certi e sostenibili alla proposta di assegnazione definitiva. La dotazione complessiva rimane la stessa, 585 milioni di euro, e non subisce variazioni, mentre viene redistribuita tra le priorità del piano.
Le modifiche comportano una riallocazione complessiva, come hanno già detto, di 78 milioni di euro, pari al 13,4%, come ha detto il Consigliere Catena, della dotazione del programma, ma in particolare le originarie cinque priorità del FESR vengono riorganizzate in nove, come ha già detto chi mi ha preceduto, anche l'Assessore.
Le priorità iniziali erano: prima, ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività; seconda, energia, clima, gestione dei rischi, risorse idriche; terza, mobilità urbana sostenibile; quarta, coesione, sviluppo territoriale; quinta, assistenza tecnica, che rimane invariata. A partire da queste vengono riallocate alcune risorse per introdurre quattro nuove priorità: sesta, che come ha già detto l'Assessore è importantissima, piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP), 42.667.000; settima, sviluppo delle infrastrutture di ricarica, 12.400.000; ottava, gestione sostenibile e resilienza delle risorse idriche, incluso l'accesso sicuro all'acqua, 5.619.000; nona, accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, sulla quale abbiamo anche un ordine del giorno del Consigliere Antonini, che naturalmente appoggiamo e che voteremo all'unanimità.
L'allocazione delle risorse segue l'indirizzo che la Commissione europea ha dato. Lo spazio di manovra, come già è stato detto, è ristretto, ma le scelte sono state fatte, Consigliere Catena, come la scelta che riguarda la priorità 6, adesione alla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP), che consente alla Regione di integrarsi nel nuovo quadro europeo di consolidamento della leadership tecnologica dell'Unione in settori caratterizzati da elevata intensità innovativa e rilevanti esternalità di competitività, e la priorità 9, che riguarda l'accesso ad alloggi sostenibili, accesso ad alloggi sostenibili housing, nonché promuovere la costruzione, l'ampliamento e la riqualificazione del patrimonio immobiliare destinato a finalità sociali, quali alloggi per nuclei a basso reddito, soggetti vulnerabili e svantaggiati.
Noi siamo andati a guardare le priorità e questa è una rimodulazione. Non ci sono costi aggiuntivi, vengono rimodulati 78 milioni di euro e secondo noi questa è una rimodulazione importante per il nostro territorio, per le esigenze del nostro territorio.
Come gruppo Forza Italia abbiamo valutato questo atto amministrativo favorevolmente e voteremo favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare i relatori di maggioranza e di minoranza per questo parere e l’Assessore Bugaro.
Ho ascoltato le parole del Consigliere Catena che sembra che non sia del Partito Democratico, che a volte è a targhe alterne. Dico perché. La Commissione europea introduce degli aggiustamenti per quanto riguarda le priorità strategiche emergenti e il Consigliere Catena le contesta. Qui parliamo di 42 milioni di euro per la piattaforma, per le tecnologie strategiche per l'Europa, utili alle nostre imprese per fare dei bandi per le nostre imprese e mi meraviglia che il collega le contesti. Penso, ad esempio, ai 17,8 milioni di euro, fondi per promuovere l'accesso agli alloggi sostenibili a prezzi accessibili, una battaglia storica della sinistra. C'è un problema serio per quanto riguarda l'emergenza abitativa, che credo che il PD conosca, ed il Governo nazionale chiede un supporto in più, d'intesa con le Regioni.
La Regione Marche investe 17,8 milioni di euro e qui c'è chi ci critica. Nonostante ci sia un’emergenza nazionale troviamo i fondi utili a supportare questa emergenza della nostra Regione ed, ovviamente si critica anche questo. Così come i fondi, 5 milioni di euro, per l'accesso sicuro all'acqua, la gestione sostenibile, utile magari ai Comuni, che riguarda il tema del mondo idrico, delle risorse idriche per la residenza idrica. Anche qui, non so se poi si ha il coraggio di andare nei Comuni a dire: “Abbiamo votato contro qualcosa che può supportare anche l'emergenza idrica nei vostri Comuni”. Anche questo credo che vada in questa direzione
Sono un po' preoccupato perché anche qui, “promuovere la realizzazione di infrastrutture di ricarica”, vorrei ricordare ai colleghi che, purtroppo, ci siamo trovati nella scorsa Commissione europea, una Commissione europea che ha voluto il green, ed il Partito Democratico era tra i più grandi sostenitori del green, della ricarica, dell'elettrico e oggi ovviamente dobbiamo proseguire perché, ancora una volta, è stato chiesto questo.
Mi auguro che l'Assessore Bugaro, di cui apprezzo non solo le sue capacità, ma anche la voglia di essere pragmatico, oltre alle colonnine che verranno messe per la fonte rinnovabile, darà qualcosa in più per le imprese. Anche questo molto importante.
Quindi, io un po' mi meraviglio perché credo che, nonostante sia un periodo di crisi internazionale…, anche su questo tema capisco che l'Unione europea voglia dare delle priorità, ma quello più importante credo che sia quello dell'emergenza casa, un tema che dovremmo affrontare un po' tutti insieme.
Mi aspettavo, ci mancherebbe altro, un voto a favore da parte dell’opposizione, ci mancherebbe, che almeno su questo tema, sul tema degli alloggi, sul tema dell'housing sociale, sul tema di aiutare le persone in difficoltà …, perché credo che una parte dei 17,8 milioni di euro andranno per l'edilizia residenziale pubblica.
Capisco che siano cambiate un po' la priorità: la destra tutela le persone in difficoltà, che sono all'interno delle liste residenziali pubbliche, mentre, magari, la sinistra supporta coloro che hanno le ville. Si è un po' rovesciato il mondo, si sono un po' rovesciate le priorità. Prima la sinistra era per i poveri, per i proletari, per gli operai, oggi è la destra che difende chi è in difficoltà su questo tema.
Mi rendo conto e voglio ringraziare l'Assessore Bugaro per aver, nonostante le difficoltà che ci sono … Permettetemi di ringraziare il Consigliere Antonini, che oggi è Presidente di Commissione e prima era Assessore, perchè la Regione Marche è tra le prime Regioni d'Italia per la spesa sul FESR. Questo significa che i fondi della programmazione europea si stanno spendendo in fretta e bene. Molte imprese anche su alcuni temi sono riuscite a prendere finanziamenti, molti bandi ancora devono essere fatti ed altri si stanno facendo.
Credo che sia fondamentale approvare questo atto anche per le imprese perché 42.667.000 euro, per quanto riguarda le tecnologie strategiche per l'Europa, sono utili anche per fare bandi per le nostre imprese che vogliono continuare ad investire. Credo che sia importante approvarlo. Mi auguro e auspico che si vada in questa direzione. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno ad iniziativa della II Commissione.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Sull'ordine del giorno. Giusto. Vista la proposta che abbiamo appena discusso, l'Assemblea legislativa delle Marche valuta positivamente la modifica del programma regionale FESR 2021-2027 volta all'inserimento della nuova priorità strategica che risponde ad una richiesta di alloggi di edilizia abitativa pubblica, sostenibile e a prezzi accessibili; promuove la scelta della Giunta regionale circa la possibilità di rivolgere la nuova priorità strategica anche ad interventi di edilizia universitaria, in considerazione delle carenze riguardanti il settore, che possono compromettere la scelta di iscriversi in uno degli atenei della regione; raccomanda alla Giunta regionale, nell'ambito delle procedure di attuazione della priorità strategica soprarichiamata, di attribuire priorità specifiche agli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti, recuperando quella parte del patrimonio edilizio che necessita di interventi di riattamento; richiede, inoltre, di sostenere politiche abitative per lo sviluppo delle aree interne e dei borghi montani.
Ringrazio l'Assessore Bugaro per la dichiarazione di approvazione della proposta di ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Noi voteremo contro quest’ordine del giorno, pur condividendo nel merito gli aspetti relativi al secondo, terzo e quarto punto, è evidente.
Non possiamo valutare positivamente la modifica del programma regionale, l'abbiamo appena detto, l’hanno detto bene i Consiglieri Seri e Catena, quindi, nostro malgrado voteremo contro, altrimenti gli altri punti sarebbero stati assolutamente condivisibili. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno. La pongo in votazione.
(
L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 8. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:42.