Resoconto della seduta n.23 del 09/06/2026
SEDUTA N. 23 DEL 9 GIUGNO 2026

La seduta inizia alle ore 11:20

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 23 del 9 giugno 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 22 del 26 maggio 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento intero.
Hanno comunicato la propria assenza l'Assessore Giacomo Bugaro e il Consigliere Luca Marconi.
Desidero rivolgere un saluto agli oltre 60 lavoratori dell'Electrolux presenti oggi in Aula. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari ha votato all'unanimità l’inserimento al primo punto dell'ordine del giorno della mozione inerente “Vertenza Electrolux”, firmata da tutti i capigruppo e sostenuta anche dal Consigliere Nobili, che per motivi professionali ci raggiungerà più tardi e ovviamente la firmerà mozione. Pertanto chiedo all'Aula di votare l'iscrizione della predetta mozione come primo punto dell'ordine del giorno.

Iscrizione della mozione n. 89. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Mozione n. 89
a iniziativa dei Consiglieri Putzu, Pasqui, Biondi, Sebastiani, Marinelli, Mancinelli, Caporossi, Seri, Ruggeri, G. Rossi, Nobili
“Vertenza Electrolux”
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 89 dei Consiglieri Putzu, Pasqui, Biondi, Sebastiani, Marinelli, Mancinelli, Caporossi, Seri, Ruggeri, G. Rossi, Nobili.
La discussione generale è aperta, ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare le organizzazioni sindacali per aver sollecitato l'intero Consiglio regionale. Ringrazio tutti i capigruppo, in particolare quelli di opposizione, per aver condiviso questa mozione, di cui do lettura per chi non era presente.
Permettetemi di dire che il piano Electrolux non è accettabile. Credo che questa sia una voce che rappresenta non la maggioranza, ma tutti i Consiglieri regionali, a prescindere dal colore politico, dall'appartenenza politica.
Oggi siamo qui, su questo tema, a manifestare non solo vicinanza ai lavoratori, ma anche alle tante famiglie.
Soprattutto dobbiamo far capire all’azienda, con un gesto forte, che non è accettabile cercare di abbandonare la produzione in Italia e chiudere lo stabilimento a Cerreto d’Esi.
La mozione della vertenza Electrolux dice: “Premesso che l'Assemblea legislativa delle Marche esprime profonda preoccupazione per le intenzioni della multinazionale Electrolux, manifestate con la presentazione del piano industriale; Ritenuto che l'Assemblea legislativa delle Marche condivide la posizione espressa dalla Regione Marche al MIMIT nell'incontro del 25 maggio …”. Permettetemi di ringraziare il Presidente Acquaroli per aver subito, nell'incontro del 25 maggio, supportato le iniziative delle organizzazioni sindacali, soprattutto a tutela e a difesa della nostra regione, dei lavoratori e delle loro famiglie. “Electrolux deve ritirare il piano industriale e sedersi al tavolo con la volontà di individuare soluzioni condivise per la prosecuzione di tutte le produzioni in tutti i siti italiani, quindi, senza licenziamenti e senza chiusura; Confermato il pieno supporto e sostegno alle posizioni delle lavoratrici e dei lavoratori espresse a tutti i livelli dalle rappresentanze sindacali unitariamente - che ringrazio ancora - impegna la Giunta regionale a proseguire le azioni rivolte a sollecitare l'azienda affinché ritiri il piano industriale”
Concludo, ovviamente sono certo che ci sarà un voto unanime, ma soprattutto sarà un grande segnale nei confronti dei lavoratori e dell'azienda per far capire che su questo tema tutti noi siamo uniti a tutela delle imprese che investono, ma che devono continuare a far crescere le nostre terre, soprattutto a tutelare i tantissimi lavoratori che ancora oggi credono nell'Electrolux, credono nell'azienda e non è giusto che questa azienda riesca a chiudere gli stabilimenti in Italia, soprattutto quello nostro, per poi scappare all'estero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo del PD e credo anche degli altri componenti della minoranza, esprimo il nostro sostegno convinto alla mozione che abbiamo condiviso in Conferenza di capigruppo, così come ha detto il capogruppo Consigliere Putzu, perché di fronte a questa situazione si è realizzata, questa volta, una cosa giusta. È bene che di fronte a questa situazione ci sia una posizione unanime, forte, chiara, senza distinzioni da parte dell'intero Consiglio regionale, quindi di tutte le forze politiche, di tutti i rappresentanti dei cittadini marchigiani. Ovviamente questo dà forza al Presidente della Giunta regionale quando parteciperà, come ha già fatto, ai tavoli a livello nazionale, dà forza al Governo nazionale perché possa nei confronti della multinazionale esercitare tutta la pressione necessaria affinché si realizzi l'obiettivo che la mozione indica e cioè che la Electrolux ritiri il piano industriale, si sieda a un tavolo di possibile ricerca delle soluzioni, che non siano la chiusura degli stabilimenti e i licenziamenti.
Bene che questa volta noi tutti, la politica tutta, in questa sede si assuma le proprie responsabilità, faccia il proprio mestiere, dunque sostegno all'iniziativa che la Regione Marche porta avanti su questo tema.
E’ bene che sia così e non per generica retorica, ma perché sull'obiettivo chiaro, indicato nella mozione, c'è una convinzione reale di tutti gli schieramenti politici e questo, appunto, è un fatto positivo. Ciò, però, non potrà esimerci, nei giorni e nelle settimane prossime, da una riflessione altrettanto generale che dovrà riguardare la classe dirigente di questo Paese e di questa Regione, quindi anche il pezzo di classe dirigente che siede in questo Consiglio regionale. Dobbiamo interrogarci non per cercare colpevoli o capri espiatori, ma per cercare le cause e trovare le soluzioni ad un fenomeno preoccupante che ormai da anni interessa il nostro Paese e le Marche in particolare: il sistematico calo del manifatturiero del settore produttivo industriale che colpisce, ormai da anni, diversi importanti settori, non solo il bianco, di cui l'Electrolux è oggi un esempio, ma anche il settore della moda e tanti altri.
Ora bene che crescano altri comparti produttivi, ma il calo del manifatturiero, sistematico da anni in tutto il Paese, nelle Marche in modo assolutamente forte, purtroppo, e assai significativo, dovrà essere al centro della riflessione, dell'attenzione dell'iniziativa di Governo a livello nazionale, regionale e non solo, anche a livello europeo. Non possiamo semplicemente continuare a raccontarci che tutto va bene, che siamo un'eccellenza e poi perdere pezzi dell'industria e della manifattura ogni giorno. Oggi, però, è il giorno dell'unità e del sostegno sulla vertenza Electrolux. Quindi, grazie a tutti i Consiglieri che hanno sottoscritto la mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per confermare che il Gruppo Lega è pienamente d'accordo sulla mozione che è stata presentata.
Condividiamo le preoccupazioni. Vorrei far notare che parliamo di uno stabilimento che è nelle aree interne, nelle aree colpite dal sisma. Quando parliamo di Zes che devono essere orientate verso i territori che sono in difficoltà e qui, spesso, c'è qualche divisione; ancora una volta ci troviamo di fronte a situazioni in cui non c’è quell’attenzione per le aree interne, magari per quelle colpite dal sisma.
Questo non è per il nostro Presidente, per la nostra Giunta, che hanno subito abbracciato questa iniziativa, sperando che si possa arrivare ad una conclusione, però io dico di stare attenti perché, soprattutto nelle aree interne, nelle aree in cui si hanno più difficoltà, abbiamo questi rischi. Dovremmo prevedere per questi territori delle misure di sostegno oltre alla Zes. è quello che si sta facendo, anche con il piano infrastrutturale. Abbiamo bisogno di tutto questo per non trovarci in queste situazioni.
La mia solidarietà e quella del gruppo va a tutti i dipendenti.
Io sono del territorio, sono appena a 10 chilometri di distanza, capisco le perplessità e le difficoltà non solo dell'Electrolux, ma di tutto l'indotto che va a essere colpito. Quindi l'incoraggiamento e cerchiamo tutti insieme…
L’atto di oggi è fondamentale affinché il Presidente, l'Assessore, tutta la Giunta, ma anche tutti noi Consiglieri diamo quel supporto necessario per evitare che ci siano, non voglio parlare, fatti spiacevoli per i nostri lavoratori, per i nostri dipendenti e per le aziende del nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. A nome del Gruppo e del movimento Civici Marche ho sottoscritto e voto convintamente questa mozione unitaria, che dà forza al lavoro già intrapreso dal nostro Presidente Acquaroli.
Invito, tra l'altro, i partiti presenti a far pressione il più possibile sui loro referenti romani, inclusi quelli all'interno del Parlamento europeo, perché credo che qui l'Europa abbia delle responsabilità. L'Europa ha delle responsabilità e, come diceva poc'anzi il collega Marinelli, non è che da una parte si possono concedere contributi per aiutare determinate aree e dall’altra si lasciano soli lavoratori e realtà già strutturate nei territori. Per questo votiamo in maniera convinta questa mozione.
Siamo vicini con il cuore e con gli atti. Spero che ognuno possa, al di là di questo atto, continuare a fare pressing, come ho detto prima, sulla propria rappresentanza perché questa situazione è totalmente intollerabile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Intervengo naturalmente a sostegno della mozione presentata e sottoscritta da tutti i capigruppo perché venga ritirato il piano industriale di Electrolux assolutamente inaccettabile. Vorrei sottolineare che il gruppo Electrolux ha annunciato la chiusura del sito produttivo di Cerreto d’Esi nelle Marche, 1700 esuberi in tutta Italia, dopo aver beneficiato negli ultimi anni, negli ultimi 10 anni, di milioni di euro di contributi pubblici, nazionali ed europei, destinati a ricerca, innovazione, occupazione e transizione ecologica.
Solo negli ultimi 10 anni il gruppo ha beneficiato di oltre 12,7 milioni di euro di aiuti di Stato dall'Italia; nel novembre 2020 1,6 milioni di euro dal MIMIT a valere sul Fondo per la crescita sostenibile; nel febbraio 2024 quasi 3 milioni di euro dal MIMIT per un accordo di innovazione; tra novembre 2022 e febbraio 2026 Electrolux ha beneficiato di circa 1,4 milioni di euro di agevolazioni contributive per nuove assunzioni e stabilizzazioni. Inoltre, nel dicembre 2024 ha ottenuto oltre 200 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti per attività di ricerca e sviluppo anche negli stabilimenti italiani.
Allora la domanda è semplice: com'è possibile che appena scadono i termini, i vincoli temporali per il mantenimento degli investimenti e delle assunzioni agevolate si chiudono gli stabilimenti e si licenziano migliaia di lavoratori?
Le norme europee vietano di utilizzare i fondi comunitari per finanziare delocalizzazioni tra gli Stati membri, eppure assistiamo troppo spesso a un meccanismo diverso, ma con lo stesso risultato. Si chiude in Italia e si apre dove il costo del lavoro è più basso, spesso in territori che ricevono importanti fondi di coesione europea, come Polonia. Questo non è sviluppo europeo. L'Europa deve scegliere da che parte stare, dalla parte della speculazione finanziaria o dalla parte del lavoro, delle comunità produttive e delle imprese realmente radicate nei territori.
Per questo chiediamo non solamente che venga ritirato il piano industriale, assolutamente inaccettabile per Cerreto d’Esi, per la Regione Marche e per l'Italia, ma che si arrivi anche a una discussione a livello europeo, ad una revisione delle regole sugli aiuti pubblici europei, perché chi riceve fondi pubblici europei non può licenziare in massa, chiudere i siti produttivi e trasferire capacità industriale in altri Paesi senza quantomeno restituire quello che ha ricevuto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Stamattina la politica dà un segnale molto importante di unità, di solidarietà nei confronti di voi tutti lavoratori che chiedete sostegno, chiedete lavoro, chiedete un futuro.
La politica ha questo tipo di onere e, al tempo stesso, ha la necessità di guardare alla programmazione anche a livello regionale, oltre che - come ha detto la Consigliera Battistoni - a livello europeo e nazionale, ad una programmazione a lungo termine.
Il piano industriale è semplicemente lo specchio di comportamenti opportunistici legati a visioni miopi, nonché dell’incapacità di cogliere quello che, da parte delle basi produttive delle singole aziende, in particolare aziende come questa, è un grande capitale da sviluppare.
In questa regione abbiamo la necessità di un piano strategico a lungo termine e su questo continueremo a batterci perché, in caso contrario, dovremmo assistere allo sfogliare della margherita, del fatto che, giorno dopo giorno, la manifattura e non solo venga meno, avendo di fronte una situazione rispetto alla quale nessun aiuto di Stato potrà intervenire. Quindi, con questi auspici noi vi siamo vicini, vi saremo vicini, faremo in modo che si superi questa brutta pagina e nello stesso tempo che si possano riporre le basi per un futuro migliore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico perché poi rischiamo di ripeterci, però una considerazione voglio portarla anch'io e mi rifaccio un po' anche a quanto detto.
Nei momenti di emergenza bisogna essere uniti nell’affrontare il problema, non si può lasciare solo chi si trova a subire queste scelte, queste situazioni.
Questa oggi è una bella risposta, però non può essere una semplice risposta. Vanno fatte delle analisi, che si faranno anche in un secondo momento, perché se accadono determinate situazioni ci sono sempre delle cause e non sono improvvise.
Il problema vero è che non si può sempre inseguire l'emergenza, l'emergenza a volte va prevenuta, va prevenuta con delle strategie. Lo ha ricordato prima, questa è una multinazionale che ha avuto contributi e aiuti molto consistenti sia dal nostro Paese sia dall'Unione Europea, dalla Banca europea, anche aiuti per incentivare le assunzioni, per tutelarle, quindi, diventa una doppia presa in giro questa situazione. Allora, qualche problema ce lo dovevamo porre.
Quando ci sono questi aiuti, determinati vincoli dovrebbero essere chiari e precisi sin dall'origine, non fare in modo che, un minuto dopo che queste cose decadono, ci sia la fuga, l'assalto alla dirigenza.
Queste sono riflessioni vere, ma vanno accompagnate, come si diceva. Non inseguire sempre l'emergenza, ma prevenire con delle strategie perché determinate situazioni non arrivano all'improvviso, sono date da un percorso, da situazioni contingenti, molto spesso annunciate.
Questa è una riflessione che va fatta, va messa a terra dopo aver risolto questo problema. E qui, ovviamente, l'intervento del Governo, del Ministero, come è stato richiesto, diventa fondamentale e importante; deve essere una posizione determinata e dura proprio per le ragioni che sono state dette perché hanno avuto tanto, quindi diventano anche immorali comportamenti come questi.
Una riflessione anche sul piano europeo, questo è un altro elemento vero. Quando ognuno cammina nella divisione e non si è uniti, poi questi aspetti emergono perché nelle scelte e nelle condizioni gli aiuti, se arrivano in Italia o in un altro Paese, devono avere le stesse condizioni, gli stessi vincoli. E’ troppo comodo per una parte poi trasferire i benefici in un altro Paese, europeista come sono. Anche questi sono temi del lavoro.
Tornando a noi, unità, determinazione, decisione assieme a chi ci rappresenterà in questi tavoli, ma parallelamente fare un ragionamento vero su quella che deve essere una vera strategia per questo territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anch’io ci tenevo ad intervenire per portare il saluto ai lavoratori di Electrolux, che sono qui, mio personale e anche del gruppo a cui appartengo, che è il Movimento 5 Stelle. Saluti, solidarietà e la promessa immancabile di un impegno affinché, non tanto oggi, si pervenga alla sottoscrizione, all'unanimità, di questa mozione ed anche alla sua votazione, ma soprattutto - quello che è stato detto in quasi tutti gli interventi che mi hanno preceduto - l'impegno da domani a lavorare, individuare le cause e trovare soluzioni che siano strategiche e strutturate sul nostro territorio, sulle inefficienze che sono state dette.
Un sistema che ci porta troppo spesso a trattare di queste crisi, negli anni passati ne abbiamo già affrontate altre, alcune con successo, altre un po’ meno. Mi auguro che la vostra situazione venga risolta il prima possibile.
Il nostro partito, il mio partito è sicuramente insieme a tutto il Consiglio regionale dalla vostra parte e farà quello che è possibile. Su questo vorrei tranquillizzare anche chi ha chiesto che i parlamentari si impegnino. So che è così e so che continueranno a farlo tutti nei propri ruoli perché c'è chi è al governo e c'è chi è all'opposizione, sia a Roma, sia qui in Regione, ma anche in Europa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Biondi.

Chiara BIONDI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, saluto i lavoratori, le lavoratrici oggi presenti e le organizzazioni sindacali. Intervengo con una profonda convinzione a sostegno di questa mozione. che ho sottoscritto, perché la vicenda Electrolux non riguarda soltanto uno stabilimento produttivo o un piano industriale, ma riguarda persone, famiglie, comunità e il futuro di un intero territorio.
Parlo anche da fabrianese, da persona che conosce bene cosa significhi convivere con le crisi industriali e con l'incertezza che esse portano nelle case dei lavoratori. Negli ultimi anni il nostro comprensorio ha pagato un prezzo altissimo. Abbiamo vissuto situazioni difficili che hanno coinvolto importanti realtà produttive del territorio, penso alle vicende che hanno interessato Fedrigoni, penso alla crisi che ancora oggi coinvolge Beko e penso a tutte quelle famiglie che hanno affrontato mesi, a volte anni, di preoccupazione per il proprio posto di lavoro.
Per questo la situazione di Electrolux non può essere considerata una questione isolata. Cerreto d’Esi e Fabriano condividono la stessa storia industriale, lo stesso tessuto economico e sociale, le stesse speranze e le stesse preoccupazioni. Quando un'azienda strategica entra in crisi a Cerreto d’Esi, l'intero comprensorio ne avverte le conseguenze. Dietro ai numeri ci sono persone, ci sono lavoratori che ogni giorno hanno contribuito con professionalità, sacrificio e competenza alla crescita dell'azienda. Ci sono famiglie che chiedono semplicemente una prospettiva, una certezza, la possibilità di continuare a costruire il proprio futuro nel territorio in cui vivono.
Per questo, ritengo importante e doveroso sottolineare la posizione assunta dalla Regione Marche attraverso il nostro Presidente Francesco Acquaroli con l'Assessore Tiziano Consoli. Un momento che ha espresso con chiarezza la propria contrarietà al piano industriale presentato dall'azienda e ha chiesto con fermezza il ritiro di una proposta che rischia di avere conseguenze pesantissime sul piano occupazionale e sociale. Una posizione netta, responsabile e condivisa che mette al centro la tutela del lavoro e la salvaguardia di un patrimonio produttivo che rappresenta un valore non solo per Cerreto d’Esi, ma per l'intera regione Marche.
Oggi dobbiamo mandare un messaggio chiaro. Le Marche non possono permettersi di perdere ulteriori presidi industriali. Non possiamo accettare che territori, che hanno già affrontato profonde ferite economiche e occupazionali, siano chiamati ancora una volta a pagare il prezzo di strategie industriali che non tengono conto delle persone e delle comunità.
Serve unità istituzionale, serve la capacità di far fronte comune al di là delle appartenenze politiche. Perché quando sono in gioco il lavoro, la dignità delle persone e il futuro delle nostre comunità non esistono maggioranza e opposizione, esiste soltanto il dovere di difendere il territorio.
Per questo ringrazio tutti i colleghi. A tutti i lavoratori di Electrolux, alle loro famiglie e alle amministrazioni locali coinvolte, voglio rivolgere un messaggio di vicinanza e di sostegno. Le istituzioni marchigiane sono al vostro fianco e continueranno a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità. affinché vengano salvaguardati l'occupazione, la produzione e il futuro di questo importante sito industriale.
Per queste ragioni, a nome del gruppo Forza Italia, dichiaro un voto convinto a favore di questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Canafoglia.

Corrado CANAFOGLIA Grazie, Presidente. Innanzitutto un pieno sostegno ai lavoratori, alle lavoratrici dell'Electrolux che sono qua, che ci stanno guardando e sperano di trovare un ulteriore aiuto da quello che è il problema.
Oggi la politica ha dato un esempio positivo, estremamente positivo, perché siamo uniti e abbiamo dato una risposta importante e unita, non ci siamo divisi, però dobbiamo muoverci su due linee importanti perché mi metto nei panni di questi signori e di queste signore che oggi sono qui, ci stanno guardando e usciti da quest’Aula si diranno: “E adesso? Abbiamo incamerato anche dalla Regione dai Consiglieri regionali, dalla Giunta e dal Presidente il loro appoggio, ma usciti da quest’Aula dobbiamo avere qualcosa di concreto perché siamo giustamente preoccupati”.
Ricordo, anni fa, quando un'analoga crisi del fabrianese fece arrivare a Senigallia – io sono di Senigallia - tanti lavoratori a cercare lavoro, in alternativa a quello che era il loro stabilimento, e chiaramente il settore turistico riuscì ad assorbirne alcuni, ma chiaramente in maniera stagionale.
Due sono le direttive, non voglio tediare ulteriormente, non è questo, non c'è da fare niente, demagogia, ma essere soltanto preoccupati per loro, perché se loro stanno male, ricordatevi, stiamo male tutti perché la difficoltà che hanno tutte queste famiglie è un problema che abbiamo su tutto il territorio. So che il nostro Presidente, il nostro Governatore Acquaroli, la Giunta e il nostro governo nazionale si devono impegnare e devono usare tutto quello che è nelle loro possibilità per fermare l'ennesimo scempio che questi “prenditori”, non imprenditori, prenditori di contributi fanno in questi territori: arrivano, prendono i contributi, poi vanno in un altro Paese dove il prodotto chiaramente costa meno.
Per quanto riguarda la prima linea, la prima azione, chiaramente per quanto ci riguarda, la politica cosa deve fare? Deve stare lì a fare le barricate, deve cercare di far capire a questi signori…, come diceva appunto la collega Battistoni, che ha fatto un'analisi molto chiara e precisa sui numeri, perché il problema sono i numeri.
Questi signori hanno portato a casa tanto denaro, poi improvvisamente dicono: "Adesso non lo prendiamo più, ciao, arrivederci e grazie". Ma questo è un problema che ci dobbiamo porre e vado avanti.
Abbiamo più volte sentito il nostro Governatore parlare: dobbiamo fare una politica industriale seria, concreta e dobbiamo cercare di stare in guardia da queste imprese. Non sono imprenditori, sono dei finanzieri. Purtroppo, le nostre aziende vengono vendute ai fondi pensando di crescere, ma in realtà non si cresce in questa maniera. perché questi fondi fanno solo operazioni finanziarie, non fanno più impresa. Ricordatevi che all'interno della Costituzione si dice che l'impresa deve avere una funzione sociale, va bene il denaro per l'imprenditore, ma deve avere anche un'attenzione per i dipendenti, per il territorio. Bene, queste situazioni, purtroppo, portano al caso dell'Electrolux, quindi, aiutiamo queste persone che oggi sono questi nostri corregionali, che sono in difficoltà, con tutte le forze per non lasciarne a casa neanche uno.
Chiaramente non è una resa questa, ma laddove ci fosse una difficoltà, dobbiamo trovare il modo di far sì che queste persone possano avere una loro occupazione perché possano pagare i figli, avere il denaro per i loro figli, per i loro mutui, per i loro affitti e va via dicendo.
Quindi, non li dobbiamo abbandonare. Ma quello che dobbiamo fare, credo, è una politica industriale seria, ci dobbiamo porre un problema perché - l’hanno detto anche la capogruppo del PD Consigliera Mancinelli ed il Consigliere Seri - non possiamo più attendere ogni tanto crisi come queste. “Vediamo, gli aiutiamo, facciamo un po' di cassa integrazione”. Non è questa la politica industriale di un territorio.
Il sistema è entrato in crisi, prima avevamo il metalmezzadro, oggi abbiamo questi grandi gruppi che arrivano, comprano, prendono il know how, le fette di mercato e poi ci mandano perché trasferiscono in Turchia o in altri posti le nostre lavorazioni. Questo non lo dobbiamo più permettere. Noi dobbiamo trovare un modo, dobbiamo far sì che la nostra politica industriale eviti casi di questo genere perché non riusciamo ad assorbire continuamente crisi analoghe, perché oggi ricollochiamo, dobbiamo trovare il modo di sistemare i dipendenti dell'Electrolux, ma non ce lo possiamo permettere continuamente.
Ecco, l'impegno che quest’Assise, che questo consenso - parlo politico - deve porsi, che è quello di inquadrare e qui occorre un'attività bipartisan perché non c'è né destra né sinistra. Dobbiamo far sì che ci sia una politica realmente industriale, ma direi realmente imprenditoriale, possibilmente favorendo le persone del territorio ed evitando che arrivino da fuori soggetti che creano i capannoni e, dopo aver preso i contributi, non si vedono più.
Concludo, un abbraccio e un pensiero forte a voi, soprattutto alle vostre famiglie. Non vi abbandoneremo, le vostre difficoltà riguardano per primo voi, ma se voi state male il problema ricade su ognuno di noi indirettamente, quindi non possiamo assolutamente abbandonarvi. Forza perché insieme possiamo farcela. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie Presidente. Ho ascoltato il contributo di tutti i Consiglieri. Credo che oggi sia una buona pagina politica che si rivolge ad una situazione particolarmente complessa, che stanno affrontando tutti i lavoratori di Electrolux. Quando ci sono unità di intenti e la valutazione complessiva di intervenire e prendere cognizione di una problematica che riguarda i lavoratori, un sito produttivo del nostro territorio regionale, credo che vada segnalato e penso che sia un aspetto molto importante.
E’ un segnale di vicinanza a tutti i lavoratori, che saluto. Con loro abbiamo parlato più volte, con le sigle sindacali ci siamo incontrati. Noi siamo vicini a voi in questa battaglia, non vi lasceremo soli in questo cammino che dovremo percorrere assieme.
È chiaro che con il Presidente Acquaroli si è svolta un'attività complessa, che ha portato avanti con serietà, con consapevolezza anche intervenendo in maniera importante sul Ministro. Il Ministro Urso ha dichiarato il piano non ricevibile, inaccettabile ed ha richiesto la ridisegnazione di una programmazione finanziaria di un nuovo sviluppo delle attività di impresa di Electrolux.
Tra l'altro stridono in maniera evidente anche i numeri che ci ha mostrato al MIMIT Electrolux, dove la stessa società per il sito di Cerreto d’Esi ha previsto un incremento di produzione di attività, a conferma, evidentemente, che non c’è un problema di natura finanziaria, posto che la holding di Electrolux ha avuto nell'ultimo bilancio di 800-900 milioni di euro di utile, che ha ridistribuito, così ci hanno spiegato. Ma evidentemente questo fa sorgere un problema che è ancora un po’ più complesso, quello della strategicità dell'investimento sui siti produttivi e sui marchi che l'Electrolux ha a disposizione.
Quindi, credo che la Regione Marche debba sostenere in maniera convinta le iniziative dei lavoratori e delle sigle sindacali, chiedendo e confermando naturalmente il ritiro e l'inaccettabilità di questo piano industriale, Naturalmente chiederemo questo con forza anche nell'incontro che faremo il 15. Dopo il primo incontro il Ministro è stato lapidario nel chiedere a Electrolux una rivisitazione dell’intero assetto documentale del piano industriale, che era stato testé descritto.
Ci auguriamo che le sorti di questa vertenza, se unite assieme e confermate da una volontà comune anche in Consiglio regionale, possano determinare una soluzione positiva e, soprattutto, tutelare la realtà economica, industriale e produttiva di un territorio che non può essere cancellata dalle mosse di alcune multinazionali che stanno collocandosi sul mercato, smembrando determinate aziende e poi chiudere i siti industriali.
Su questo dovremmo tutti quanti fare una battaglia comune ed impedire che per poche percentuali di punti di perdita o di riduzione delle capacità produttive, come Electrolux ci ha dimostrato a Roma al tavolo del MIMIT, si verifichino altre parallele ipotesi di questo genere, con crisi aziendali che potrebbero moltiplicarsi nel corso del tempo.
È chiaro che va fatta una politica di settore, secondo me, specifica, sia sul bianco che sull'automotive, e la presa di cognizione dovrà essere fatta sia dall'Europa sia dal Governo nazionale, naturalmente oltre alla battaglia che continueremo a fare nell'interesse di tutti i lavoratori e del sito produttivo, che rappresenta una realtà importante della nostra produzione marchigiana, in una comunità che ha già avuto difficoltà, tra il fabrianese e Cerreto d’Esi, per queste problematiche aziendali, industriali che dovremmo cercare di risolvere una volta per tutte.
Ci auguriamo che la forza e la spinta che questo Consiglio regionale può dare alla Giunta esecutiva, al Presidente Acquaroli e al sottoscritto sia confermabile attraverso delle azioni che potremmo congiuntamente fare nell'interesse delle nostre comunità. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, chiudo la discussione.
Ha la parola il Presidente Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Un saluto all'Aula, ai rappresentanti dei lavoratori di Electrolux, presenti qui, ai Sindacati. Il mio, chiaramente, sarà un voto positivo. Apprezzo l'approvazione di questa mozione che è un po' il succo della nostra volontà, ma della volontà, del sentimento che raccogliamo in maniera diffusa, se non unanime, in tutta la nostra regione. È un atto dovuto l'approvazione di questa mozione. È un atto dovuto la difesa di Electrolux del sito di Cerreto d'Esi, del sito e di tutti gli altri siti, di tutti gli altri lavoratori. Vedete, quando abbiamo fatto la riunione al Ministero abbiamo potuto anche ascoltare le motivazioni che hanno portato, secondo alcuni esponenti, alcuni manager, alcuni rappresentanti dell'azienda, alla presentazione di quel piano industriale di cui noi chiediamo assolutamente il ritiro. E le motivazioni mi hanno lasciato particolarmente basito. Chi mi conosce sa che io non sono in questi casi, in maniera particolare, prolisso, cerco sempre di limitarmi alla valutazione nella fattispecie. Ma in quell'occasione ho valutato veramente motivazioni che porterebbero all'estinzione di ogni tipo di attività produttiva presente sul nostro territorio regionale e nazionale. Perché quando, davanti a un piano industriale, si dice “noi agiamo perché c'è la concorrenza del mercato asiatico, perché c'è la questione dei rincari dell'energia e delle materie prime” significa che ogni azienda, ogni artigiano, ogni operatore del nostro settore manifatturiero italiano e europeo potrebbe, da un giorno all'altro, presentarsi alle istituzioni e dire: “Siccome c'è la concorrenza e c'è un rincaro di energia - che non vanno sottovalutati e banalizzati - potremmo addirittura arrivare alla chiusura di uno stabilimento”. Ora, questo è concettualmente inaccettabile. È concettualmente inaccettabile perché se c'è un problema, ed è un problema di sistema, è giusto che ci questo si affronti. Si affronti nella sede regionale, si affronti nella sede del Governo nazionale, si affronti anche nella sede europea. Ho apprezzato molto quello che sta facendo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e il Governo per cercare dei provvedimenti che mettono in salvaguardia asset che, altrimenti, rischierebbero veramente di compromettere la loro valenza, la loro capacità di produrre in Europa, soprattutto rispetto al bianco e all'elettrodomestico. Però, un conto è lavorare insieme a difesa della competitività, altro conto è andare nei territori, fare investimenti, per poi andarsene al primo problema serio che ci si presenta davanti. E, vedete, dico questo perché, mentre ci raccontavano il piano industriale e le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di quel piano industriale, ci mostravano pure i risultati delle annualità pregresse. E nei risultati buoni delle annualità pregresse c'era, in maniera indiscussa, il contributo di tutte quelle persone che oggi loro vorrebbero licenziare, di tutti quegli stabilimenti, in particolare il nostro di Cerreto d'Esi, che essi vorrebbero chiudere. Questo è inaccettabile concettualmente perché è un'offesa alle istituzioni, è un'offesa a quei tavoli, è un'offesa alla dignità dei lavoratori, delle loro famiglie, dei nostri territori. Per questo noi abbiamo chiesto, e continueremo a chiedere, il ritiro di quel piano e la possibilità di discutere in maniera seria, approfondita e strutturata di una crisi che non è di un'azienda, ma è di un settore, di un’azienda come quella di cui discutiamo oggi, che è un'azienda leader e deve dare un contributo al rilancio e non fare altre scelte che, invece, offenderebbero di molto i nostri territori, i lavoratori dell'azienda stessa, ma anche e soprattutto le istituzioni e le organizzazioni riunite al tavolo. In questo senso, come abbiamo fatto già nelle occasioni che abbiamo avuto, ufficiali e non ufficiali, continueremo a ribadire questo concetto in maniera imprescindibile. Chiaramente anch'io voglio ribadire la vicinanza della nostra Regione ai lavoratori. Tra l'altro, il sito di Cerreto d'Esi non deve diventare il pretesto, perché il rischio c’è ed è inaccettabile pensare che la chiusura del sito di Cerreto d'Esi possa essere la panacea di tutti i mali.
Questo non può passare, non deve passare. Quindi, insieme a tutte le forze sindacali, ai lavoratori e a tutti coloro che possono dare un contributo di idee, di relazioni, un contributo, una proposta, noi cercheremo di fare il possibile per scongiurare la chiusura del sito e lavorare a soluzioni concrete, pragmatiche ed efficaci per la salvaguardia e il rilancio di settori che hanno fatto la storia della manifattura marchigiana e nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 89. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazioni n. 295 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Ordinanza divieto attività lavorativa all'aperto nelle ore più calde”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 295 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. In relazione all'interrogazione in oggetto, si comunica che, a seguito della nota trasmessa dalle Organizzazioni Sindacali in data 28 maggio 2026, assunta al protocollo n. 0732555, il sottoscritto, congiuntamente all'Assessore Paolo Calcinaro, ha convocato, con nota a protocollo dell'8 giugno 2026 n. 0787776 un incontro con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni di Categoria, fissato per il prossimo 12 giugno. L'iniziativa ha l'obiettivo di condividere un quadro aggiornato dei rischi connessi allo stress termico e di individuare, attraverso il confronto con tutti i soggetti interessati, le misure più efficaci per garantire la tutela dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle ondate di calore. L'eventuale adozione di un provvedimento contingibile e urgente volto a limitare o sospendere determinate attività lavorative nelle fasce orarie caratterizzate da maggior rischio sarà valutata all'esito del tavolo convocato, tenendo conto delle indicazioni tecniche che emergeranno dal confronto delle specificità dei diversi comparti produttivi e dell’esigenza di assicurare misure realmente efficaci e concretamente applicabili sul territorio regionale. La Regione sta, pertanto, affrontando il tema con la massima attenzione e responsabilità, attraverso un percorso di concertazione che consenta di assumere decisioni tempestive, condivise e pienamente orientate alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Mi fa piacere che abbiate risposto alla sollecitazione dei Sindacati decidendo di incontrarli nei prossimi giorni. È evidente che, però, nel merito la risposta oggi non c'è, perché non c'è una data. Ricordo che Lazio, Toscana, Piemonte, Puglia, Liguria ed Emilia hanno già emanato un'ordinanza per vietare il lavoro nelle ore più calde, le attività lavorative nelle ore più calde. In questa Regione l’ordinanza è stata fatta l'anno scorso, dopo ripetute sollecitazioni da parte dei Gruppi di opposizione, dopo una mozione approvata all'unanimità in Aula, troppo tardi, ad agosto. Quest'anno ci auguriamo che sia emanata molto, molto prima. Il caldo già è molto intenso. La tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori deve essere una priorità assoluta. Già adesso l'umidità e la prolungata esposizione al sole possono rappresentare un concreto pericolo per i lavoratori che lavorano, appunto, in determinati settori, dall'agricoltura all'edilizia, al florovivaismo. Mi auguro anche che sia allargata la platea dei lavoratori che possono usufruire di questo provvedimento. Penso a coloro che lavorano al porto, penso ai rider e penso anche ai lavoratori dell'edilizia che, ovviamente, sono nell'elenco, ma per cui, probabilmente, occorrerebbe anche un ampliamento dell'orario di divieto delle attività lavorative. Quindi la mia richiesta è che già venerdì, dopo l'incontro con le Organizzazioni Sindacali, possiate prendere provvedimenti urgenti e immediati per far fronte a questa situazione. Grazie.

Interrogazione n. 296 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mangialardi, Caporossi, Cesetti, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Seri
“Soppressione o limitazione del Frecciargento Pesaro-Roma fino a luglio e richiesta urgente di agevolazioni tariffarie e ristori per i pendolari marchigiani”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 296 - a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Mangialardi, Caporossi, Cesetti, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Seri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In relazione all'interrogazione dei Consiglieri interroganti, ho sentito gli uffici competenti della società Trenitalia in relazione a quanto segue. La Regione Marche ha tenuto costanti interlocuzioni con Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia per la gestione dei lavori di raddoppio della linea Orte-Falconara, chiedendo l'attivazione di agevolazioni e la riduzione dei tempi di interruzione della linea, come prospettato inizialmente da Ferrovie. La Regione Marche ha così ottenuto, nel tavolo di confronto, la riduzione dei tempi di interruzione della linea in questo periodo a tutela dell'utenza marchigiana dai 180 giorni, inizialmente comunicati, a poco più di 30 giorni. Capite che sei mesi di interruzione non sarebbero in alcun modo stati sopportati dalla nostra utenza anche di fronte a lavori così importanti di raddoppio della linea ferroviaria. In particolar modo il Frecciargento 8852 Roma-Ravenna tornerà in servizio a partire dal prossimo 26 giugno 2026 con orario di fermata a Pesaro confermato per le ore 21:07 e il treno Frecciargento 8851 Ravenna-Roma tornerà in servizio a partire dal prossimo 27 giugno 2026. Con riferimento alle tariffe, invece, Trenitalia ha specificato che i servizi Frecciargento e Frecciarossa sono servizi a mercato nell'esclusiva disponibilità dell'impresa ferroviaria, ma, comunque, ha confermato che, in conseguenza delle indisponibilità infrastrutturali, è stata attivata la procedura di rimborso prevista, anche parziale, per la quota non fruibile degli abbonamenti di alta velocità. Sostanzialmente questi sono treni che non ricevono la contribuzione pubblica e, quindi, sono considerati esclusivamente a mercato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi fa piacere apprendere che avete chiesto delle agevolazioni tariffarie per utenti marchigiani che utilizzano il trasporto ferroviario. Rispetto, però, a quanto mi ha riferito non mi tornano tutti i dati, perché lei mi ha detto che avete concordato un'interruzione di 30 giorni, invece che 180 giorni, invece che 6 mesi. Benissimo, ma, in realtà, sono superati questi 30 giorni, perché, per esempio, il Frecciargento è stato interrotto dal 18 maggio, se viene riattivato, come ha detto lei poco fa, dal 26 giugno sono più di 30 giorni. Quindi mi risulta che non avendo rispettato l'accordo Trenitalia… poco più di 30 giorni è un po' approssimativo, adesso precisa che sono poco più di 30 giorni, un po' approssimativo. So che lei fa gli interessi dei marchigiani e non di Trenitalia - che possono anche coincidere, in questo caso no – e, quindi, dovrebbe stare a lei chiedere agevolazioni tariffarie, riduzioni, sconti non solo per il Frecciargento annullato per non poco più, ma molto più di 30 giorni, ma anche per i treni regionali. Perché le faccio presente che i biglietti sui treni regionali continuano ad avere lo stesso prezzo, ma chi viaggia dalle Marche verso Roma deve utilizzare in alcuni tratti il bus. Ma può costare un bus lo stesso prezzo del biglietto del trasporto ferroviario? Ad esempio, se si prende un treno che passa per Foligno, poi da Terni-Spoleto è interrotto e deve utilizzare il bus. Stessa cosa per esempio con l'Intercity che arriva a Falconara-Ancona, sostituito in molti casi dal bus. Secondo lei può essere accettabile che abbia lo stesso prezzo del biglietto del treno? Anche perché, poi, chi utilizza il trasporto portando una bicicletta o una bicicletta elettrica o un monopattino non può trasportarla nel bus. Quindi…

Interrogazione n. 297 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Sostegno alla marineria marchigiana”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 297 - a risposta immediata - dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. La Regione Marche segue con la massima attenzione e continuità le difficoltà che stanno interessando il settore della pesca e dell'acquacultura, in particolare a seguito dell'aumento dei costi energetici e del carburante, determinato dalle persistenti tensioni geopolitiche internazionali e dalla crisi in Medio Oriente. Per domani, peraltro, 10 giugno, è convocata la neocostituita Consulta per l'Economia ittica nell'intento di confrontarsi con gli operatori di settore, le associazioni di categoria, La circostanza, ovviamente, sarà utile per affrontare il tema con il comparto ittico regionale, monitorare l'andamento della situazione e individuare eventuali misure di sostegno. In riferimento alle misure già adottate in passato, in occasione dell'inizio del conflitto Russo-Ucraino, si evidenzia che, nel corso della crisi energetica, a seguito delle modifiche regolamentari intervenute, la Regione Marche ha potuto attivare la misura 5.68 lettera g) con risorse FEAMPA che ha consentito l'erogazione di indennizzi per oltre 10 milioni di euro alle imprese della pesca e dell'acquacultura, collocando le Marche tra le Regioni più virtuose a livello nazionale, sia per volume di interventi sia per capacità di spesa. Anche con riferimento all'attuale crisi determinata dalle tensioni in Medio Oriente, che è oggetto ovviamente dell'interrogazione, gli uffici regionali stanno partecipando attivamente ai tavoli tecnici nazionali coordinati dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste finalizzati alla definizione di una misura straordinaria e omogenea di sostegno per le marinerie maggiormente colpite dall'incremento dei costi di servizio. A seguito dei primi confronti, il MASAF ha già predisposto una bozza di bando nazionale che consentirà l'erogazione di indennizzi a valere sulle risorse FEAMPA con una metodologia analoga a quella adottata in occasione della crisi ucraina. L'ammontare delle risorse sarà definito in sede di Conferenza delle politiche agricole e sarà commisurato alle dimensioni e alle caratteristiche dei singoli comparti regionali, tenendo conto anche delle comprovate capacità di attuazione e spesa già, peraltro, ampiamente concretamente dimostrate dalla Regione Marche. L'attivazione di tale misura consentirà di fornire un sostegno concreto, tempestivo ed efficace alle imprese della pesca e dell’acquacultura marchigiane, valorizzando appieno le opportunità offerte dalla programmazione FEAMPA e confermando l'impegno della Regione Marche a tutela di un settore strategico per l'economia e l'identità del territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Sono parzialmente soddisfatto perché attualmente è ancora tutto da fare. Mi auguro che l'incontro di domani sarà un incontro proficuo in questo senso. Non devo ricordare io a tutti voi, lo sapete sicuramente meglio di me, che la pesca è un settore strategico per la nostra regione, infrastrutture su 180 chilometri di costa, il quarto mercato ittico nazionale, oltre 110 milioni di produzione e oltre 1.000 imbarcazioni superiori ai 12 metri. Quindi un comparto strategico. Il caro gasolio grava, come criticità, su altre, perché si è ridotta la redditività per le uscite in mare, le flotte sono invecchiate, c'è difficoltà nel ricambio generazionale e c'è una pressione molto alta della normativa. La nostra Regione è un po' indietro, perché altre Regioni hanno agito in maniera più rapida. Perché, per esempio, la Sicilia ha emesso un aiuto straordinario di circa 5 milioni di euro, il Lazio ha rifinanziato la legge n. 16/2022 per un contributo straordinario alla marineria laziale, la Liguria ha fatto più di tutti, perché ha approvato un Piano 2026-2028 con investimenti strategici che guardano l'ammodernamento dei pescherecci, il sostegno alla piccola pesca e gli investimenti diretti per aumentare la competitività delle imprese. Quindi noi siamo indietro, altre Regioni hanno fatto un po' di più. Il grido degli operatori del settore è altissimo. Anche oggi, come tante altre volte già in passato, le dichiarazioni sono molto pericolose, perché la Cooperativa Produttori Pesca di Ancona ha affermato che, con questi prezzi, le barche cominciano ad essere in crisi di liquidità e il costo del gasolio a questi livelli non è più sostenibile. Non possiamo non esservi accanto. Grazie.

Interrogazione n. 298 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Chiusura dei Cup di Chiaravalle e Falconara Marittima”

Interrogazione n.299 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Sospensione temporanea degli sportelli CUP nei comuni di Chiaravalle, Falconara Marittima e Monte San Vito”
(Abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 298 - a risposta immediata - dei Consiglieri Caporossi, Seri e l’interrogazione n. 299 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Vado alla risposta così come riferitomi da AST Ancona. In ordine alle interrogazioni emarginate, sull'argomento si significa che l'articolazione oraria degli sportelli front office presso le strutture oggetto d'attenzione, temporaneamente adottata, in fase derogatoria alla programmazione piano ferie 2026 per indisponibilità sopravvenute del personale e nelle more dell'attivazione delle procedure di reclutamento delle risorse programmate anno 2026, è stata rimodulata, d’intesa con i professionisti coinvolti, come segue. Sede di Falconara Marittima: l'ufficio anagrafe CUP cassa di via Rosselli sarà aperto per i servizi cassa e CUP al pubblico nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8:00 alle ore 12:30 e per il servizio CUP limitatamente alle urgenze U e B riportate nelle impegnative. Lo sportello anagrafe sarà aperto nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 8:00 alle ore 12:00. Sede di Chiaravalle: l'ufficio anagrafe CUP cassa radiologia di via Rosselli sarà aperto per i servizi CUP nei giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 8:00 alle 12:30. Lo sportello radiologia sarà aperto tutte le mattine dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 13:00. Il servizio cassa sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 12:30 e il lunedì anche dalle 14:00 alle 17:00. L'ufficio anagrafe, invece, osserverà l'apertura il lunedì dalle 14:00 alle 17:00 e il mercoledì e il sabato dalle 8:00 alle 12:30. Corre l'obbligo di evidenziale, tuttavia, che l'erogazione ordinaria dei servizi in argomento, in attuazione delle direttive regionali in materia (ultima delle quali disposta con circolare ARS del 10 novembre 2025) è assicurata, ai fini dell'attività di prenotazione e cancellazione delle prestazioni sanitarie, avvalendosi delle procedure telematiche o telefoniche in appresso richiamate, sarebbero il numero unico e l'App SaluteMarche. In ordine al pagamento delle prestazioni sanitarie, preme, oltretutto, riaffermare che, per effetto dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 82 del 2025, come declinato dalla delibera della Giunta della Regione Marche del 30 settembre 2024, il pagamento presso le strutture della pubblica amministrazione, incluse quelle sanitarie, è eseguito, di regola, attraverso modalità informatiche semplificate che consentono la semplificazione… insomma, per dire che ci sono comunque anche altri canali, quello telefonico e quello telematico. Ciò detto, in ossequio al predetto quadro normativo… nella specie di cassa, CUP e anagrafe debbono necessariamente effettuarsi tramite le predette…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Assessore, la risposta data dall’AST Ancona ci conferma una scarsissima propensione, ovvero, orientamento della direzione aziendale, ai cittadini. Ci conferma, invece, una spiccata propensione alla gestione burocratica, come in altri casi, ci ricordiamo quello che accadde alla fine dell'anno per quanto riguarda, appunto, ugualmente le guardie mediche che erano state chiuse. Ci conferma il fatto che la Regione è ora che metta mano al fatto di imporre e controllare che le direzioni aziendali, specialmente nel momento in cui ancora devono imboccare la strada della messa a regime delle cinque Aziende provinciali dopo la gestione unitaria dell'ASUR, debbano assolutamente cambiare registro. Abbiamo molti dubbi che ciò possa avvenire all'interno del tipo di comportamenti e di atteggiamenti che le direzioni aziendali tengono e continuano a tenere. Abbiamo più volte denunciato questo, lo continuiamo a fare. In questo caso è accaduto pure che i cittadini siano stati indirizzati allo sportello salute, cioè vale a dire a un'organizzazione volontaria dei cittadini di Chiaravalle, dicendogli “Sono loro che vi devono dare la risposta”, oppure siano stati indirizzati all'ospedale di Torrette. Bene, tutto ciò è assolutamente inaccettabile. Un sistema inaccessibile come questo… e non si può dire che parliamo della parte telematica come la risposta di tutti i mali, perché molti non ci riescono ad entrare… un sistema inaccessibile non è più un sistema pubblico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Rapidissimo intervento, Presidente. Assessore, soddisfatta a metà della risposta, nel senso che, evidentemente, le interrogazioni che sono state fatte, come diceva prima il collega Caporossi, qualche riflessione in più, diciamo così, l'hanno provocata non tanto e non solo a lei, ovviamente, ma all'organizzazione del servizio, tanto che qualcosa è stato modificato e, almeno parzialmente, è stata organizzata la riapertura dello sportello. Quindi, da questo punto di vista, bene, però, solo parzialmente e non è francamente accettabile la risposta che continua a dire “C'erano però altri mezzi, quelli telematici…” eccetera, compresi quelli di pagamento, perché sappiamo tutti noi che non tutti gli utenti del servizio sono in grado di accedere autonomamente a quegli altri mezzi. Quindi, bene in parte il ripristino del servizio, male il fatto che sia avvenuto solo dopo una necessaria sollecitazione come quella delle interrogazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Si rinvia l’interrogazione n. 300 – a risposta immediata -, la mia, in quanto non c’è l’Assessore.

Interrogazione n. 301 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Riduzione della presenza del medico di medicina generale presso il poliambulatorio di Serra de’ Conti”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 301 - a risposta immediata - del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Sempre da AST Ancona ricevo. Per cui mi viene detto che, attualmente, nel Comune di Serra de’ Conti risultano operativi due medici di medicina generale a ciclo di scelta, titolari a tempo indeterminato. La dottoressa XY, il cui ambulatorio principale è situato nel comune di Arcevia, sede presso la quale ha esercitato l'opzione e ha aderito, insieme a altri due medici, alla forma associativa denominata Modulo A. La stessa dispone di un ambulatorio secondario nel comune di Serra de’ Conti, presso il quale garantisce un accesso settimanale nella giornata di venerdì. Attualmente la dottoressa XY ha in carico 1.667 assistiti, di cui 741 di Serra de’ Conti. E poi c'è la dottoressa YZ, titolare con massimale ridotto e autolimitato a 1.300 assistiti. Alla data odierna, la stessa ha in carico 1.301 pazienti, di cui 1.023 nel comune di Serra de’ Conti. La dottoressa YZ ha attivato due ambulatori, entrambi ubicati a Serra de’ Conti. Inoltre, per il Comune di Serra de’ Conti è stata pubblicata n. 1 zona carente nel BUR Marche del 26 marzo 2026. Però, per tale carenza non sono pervenute istanze relative al suddetto comune. Si ritiene necessario precisare, con riguardo la posizione della dottoressa XY, che la stessa è titolare di convenzione quale medico di medicina generale presso il comune di Arcevia, ove è ubicato l'ambulatorio principale, e non presso quello di Serra de’ Conti, dove invece è attivo l'ambulatorio secondario. L'apertura di un secondo ambulatorio rientra infatti nelle facoltà e nella libera scelta del medico di medicina generale, nell'ambito della AFT di appartenenza, anche con riferimento al numero di accessi e alla distribuzione di fasce orarie. Resta fermo che il medico è contrattualmente tenuto a garantire le fasce orarie previste in via prioritaria presso l'ambulatorio principale, che costituisce il luogo di riferimento del rapporto convenzionale con il Servizio sanitario regionale. Si precisa, altresì, che con l'entrata in vigore del nuovo AIR dell'agosto 2025, la quasi totalità dei medici di medicina generale, compresa la dottoressa XY, ha aderito alla forma associativa denominata, appunto, AFT. Alla luce di quanto sopra esposto, la riduzione della presenza della dottoressa XY presso il poliambulatorio di Serra de’ Conti non è riconducibile a una modifica arbitraria dell'organizzazione del servizio, bensì al quadro convenzionale e organizzativo vigente, che individua nel comune di Arcevia la sede principale dell'attività della professionista e impone alla stessa, in ragione dell'adesione al Modulo di base di AFT, di assicurare prioritariamente in tale sede la propria disponibilità oraria. Comunque, rimane il fatto, appunto, che è garantita la presenza anche nel laboratorio secondario…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, prendo atto della sua relazione, ma che conferma la grande criticità, invece, che ha quel territorio, parlo di Serra de’ Conti. Non sono stato solo io con un atto ispettivo… ma è uscita dal Sindaco, uscita dalle associazioni, anche dai partiti di quel territorio, perché sottolineano una grave e profonda preoccupazione. Già, come lei sa, per quanto riguarda la medicina del territorio, la Valle del Misa e del Nevola è stata particolarmente inficiata con i passaggi della programmazione, ovviamente non dipendono sicuramente da lei, ma nella lettura delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, è stata fatta tanta confusione e non solo, se, poi, quindi, alla mancata programmazione ci sommiamo anche dei ritardi impressionanti. Quella di Corinaldo continua a brandirla, ma è un fatto. Lei, ogni volta, giustamente, ci rassicura, perché rassicurare qui significa anche farlo fuori, ma crea un grandissimo disagio. Ma, come dire, è tutta una Serra de’ Conti, perché l'elemento che fa scuola rispetto all’organizzazione in AFT che lei ha citato… c'è un problema di carattere nazionale che ricade, ahimè, anche nella nostra regione. Le tensioni che si sono determinate dentro il Consiglio dei Ministri tra il Ministro della Salute e la Presidente portano a un blocco…

Interrogazione n. 302 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Potenziamento dei presidi di sicurezza nella Provincia di Fermo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 302 - a risposta immediata - del Consigliere Cesetti.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Nel condividere le preoccupazioni espresse per gli episodi verificatisi di recente in provincia di Fermo, e più specificatamente a Porto San Giorgio, condannando in modo fermo ciascun tentativo di intimidazione dei rappresentanti istituzionali e di ostacolare in qualche modo le azioni di contrasto della microcriminalità da parte di queste ultime, la Giunta regionale conferma convintamente il proprio impegno nel voler porre in essere quanto di propria competenza al fine di rafforzare i presidi di pubblica sicurezza nella provincia di Fermo. La Regione, riconoscendo l'impegno e il valore di tutti i soggetti istituzionalmente preposti al presidio della sicurezza del territorio, ribadisce, ovviamente, la volontà di rappresentare tale istanza nelle sedi istituzionali di competenza, definendo, peraltro, anche un contesto, considerato l'andamento della criminalità della provincia di Fermo, perché l'interrogazione richiama alcuni dati relativi ai delitti commessi e denunciati nelle 106 province italiane. Corre l'obbligo - pur, ovviamente, non sminuendo l'accaduto - nonostante l'aumento dei reati registrati nella provincia di Fermo, di evidenziare che il quarto rapporto dell'Osservatorio Censis, realizzato con il supporto del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, colloca le Marche come la Regione più sicura d'Italia per il terzo anno consecutivo. Non sminuendo, come dicevo prima, le criticità locali, anche alla luce del fatto che, come sappiamo bene, poi c'è sempre la distinzione tra la sicurezza reale e percepita. Peraltro questo è definito anche nel quadro normativo regionale di riferimento, in cui sappiamo che vi è la legge regionale n. 1 del 2014 “Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale”. Un quadro normativo attraverso il quale alla Provincia di Fermo sono andati 224.310 euro per il potenziamento delle dotazioni strumentali della polizia locale, in cui si è sottoscritto anche il Patto per la sicurezza urbana integrata con i Comuni di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio per 110.000 euro. Peraltro è un patto per la sicurezza urbana integrata che è già in discussione in queste settimane non soltanto con i Comuni, ma con la stessa Prefettura. Poi c'è il quadro, invece, di carattere nazionale, perché con il DPCM del 7 maggio 2026 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha autorizzato un piano complessivo di ulteriori 16.137 nuove assunzioni nelle Forze Armate e di Polizia per l'anno 2026. Questo piano rappresenta un'opportunità e la Giunta regionale delle Marche potrà richiedere una quota adeguata alle assegnazioni della Polizia di Stato orientata alla Questura di Fermo e ai presidi in generale del territorio fermano a supporto anche dell'istanza della interrogazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. I dati che poc'anzi ci citava confermano che la situazione nella provincia di Fermo è assai grave, proprio in rapporto, anche, ai dati regionali, perché è un dato oggettivo che sia la provincia più insicura delle Marche e questo risulta, appunto, dai dati elaborati dal Ministero degli Interni. Nonostante questo, però, ad oggi, nella provincia di Fermo non risultano assunte le necessarie iniziative. In quest'Aula, nella scorsa legislatura, vennero approvate su mia proposta delle risoluzioni all'unanimità che prevedevano, ad esempio, oltre al presidio fisso di polizia a Tre Archi, l'aumento dell'organico delle Forze dell'Ordine e, nonostante gli interventi presso il Governo, il Vicepresidente della precedente legislatura qui ci disse che non erano stati ottenuti i risultati auspicati. Tant’è vero che lo scorso anno, nel piano di potenziamento estivo delle Forze dell'Ordine, la provincia di Fermo, la più insicura delle Marche, fu l'unica che venne esclusa dal potenziamento estivo. Quindi le chiedo di intervenire presso il Ministro dell'Interno, anche insieme al Presidente, perché, almeno quest'estate, ci sia un potenziamento. Leggo un post di un operatore delle Forze dell'Ordine che ci dice: “Ognuno di noi ha il diritto di passeggiare liberamente con figli e nipoti senza avere il timore che possa accadere qualcosa di irreparabile. Cosa aspettiamo?” Lo scrive un carabiniere fuori, ovviamente, dal servizio. Grazie.

Interrogazione n. 303 -a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Carenza di Pediatri di libera scelta nelle Marche e copertura degli ambiti territoriali carenti”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 303 - a risposta immediata - del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. In relazione all'interrogazione si rappresenta quanto segue. In data 27 maggio l'AST di Ancona ha svolto un incontro finalizzato all'assegnazione delle carenze di pediatria di libera scelta per la pubblicazione, poi, sul BUR Marche. A fronte di 22 domande presentate da medici aspiranti agli incarichi, solo cinque professionisti si sono effettivamente presentati all'incontro. Tra questi, un medico ha formalizzato la rinuncia, avendo preferito optare per altro incarico di pediatria presso l'AST Pesaro Urbino. Pertanto, sono stati assegnati a livello provinciale quattro incarichi di pediatria di libera scelta a tempo indeterminato come di seguito specificato. Un incarico per trasferimento, il medico già titolare a tempo indeterminato di incarico presso l'AST di Ancona nella AFT del distretto di Senigallia, Comune di Corinaldo, ha ottenuto il trasferimento presso l’AST di Urbino, distretto di Fano, Comune di Cartoceto. In conseguenza di tale trasferimento, l'AST ha provveduto alla predisposizione di apposito avviso finalizzato al reclutamento di un pediatra con incarico provvisorio al fine di garantire la continuità dell'assistenza. Un incarico per titoli, il medico attualmente dipendente con incarico a tempo indeterminato di pediatria di libera scelta presso l'Ospedale di Urbino, ha ottenuto l'incarico di pediatria di libera scelta presso l'AST Pesaro Urbino, distretto di Pesaro, Comune di Pesaro. Un incarico per titoli, il medico attualmente dipendente con incarico a tempo indeterminato di pediatria di libera scelta presso l'Ospedale di Macerata, ha ottenuto l'incarico di pediatria di libera scelta presso l'AST di Ancona AFT Distretto di Jesi, Comune di Filottrano, che era carente. Numero un incarico per titoli, il medico attualmente titolare di incarico provvisorio di pediatria di libera scelta presso l'AST di Ancona AFT distretto di Ancona, Comune di Osimo, ha ottenuto l'incarico a tempo indeterminato presso la medesima AST di Ancona, distretto di Ancona, con riferimento ai Comuni di Osimo e Sirolo. L’AST di Ancona ha posto in essere tutte le attività di competenza volte a garantire la copertura degli ambiti carenti e la continuità assistenziale pediatrica sul territorio, assicurando l'espletamento delle procedure previste, procedendo alle assegnazioni possibili e attivando, ove necessario, ulteriori strumenti organizzativi, tra cui il reclutamento con incarichi provvisori, al fine di contenere gli effetti delle carenze e garantire la continuità dell'assistenza pediatrica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. La sua risposta, purtroppo, conferma la gravità della situazione di uno dei presidi sanitari più importanti, che è quello che riguarda la pediatria di libera scelta. Quindi, un servizio particolarmente rilevante, perché si tratta dell'assistenza nei confronti dei più piccoli, della possibilità di prevenire l'insorgenza di problematiche particolari. Quindi, davvero, si spera che, di fronte a una situazione così complessa, la Regione Marche metta mano a un piano specifico. Perché i numeri che lei ha letto oggi sono numeri non confortanti, in quanto dalle relazioni approfondite che ha fatto Gimbe emerge che i pediatri che mancano nel nostro territorio regionale sono 13, ma ciò che preoccupa di più è che nel giro di 3 anni, entro il 2029, andranno in pensione 48 pediatri. Allora, rispetto a questo, credo che noi dobbiamo avere la consapevolezza che l'allarme ha un colore specifico, cioè è un allarme rosso. È necessario mettere seriamente le mani su questo problema. Non bastano le comunicazioni formali dell'AST di Ancona. Occorre un intervento molto più preciso, molto più mirato e tenendo conto, anche, che il dato formale non è un dato rassicurante, bisogna anche avere consapevolezza che il servizio, affinché sia un servizio effettivo, deve rispondere a una serie di criteri come quello della vicinanza dei presidi rispetto ai luoghi in cui vivono le persone che hanno bisogno. Quindi invito la Regione a fare di più. Grazie.

Interrogazione n. 66
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“La nuova inchiesta sugli ordigni bellici, risalenti alla seconda guerra mondiale, inabissati davanti alla costa pesarese”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 66 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Il 19 maggio 2026, con l'approvazione da parte dell'Assemblea Legislativa delle Marche, all'unanimità, della risoluzione numero 5, credo che sia un po' cessata la materia del contendere, ovvero, quantomeno, la risposta in termini consiliari su una valutazione di questi rifiuti bellici presenti al largo delle coste del pesarese. Ad ogni modo posso aggiungere, rispetto alla risoluzione approvata, che, dal mandato assembleare che il sottoscritto ha avuto, il Dipartimento Infrastrutture e territorio – Settore Valutazioni e autorizzazione ambientali della Regione Marche ha provveduto all'invio di una nota ufficiale in data 28 maggio 2026. Nota che è giunta al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Direzione Marittima di Ancona - Capitaneria di Porto, allo Stato Maggiore della Marina Militare, all’ISPRA ed ARPA Marche, alla Prefettura di Pesaro e Urbino e al Comune di Pesaro. Attraverso questa formale interlocuzione, la Regione ha formalizzato la richiesta di attivazione di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale interprovinciale e interdisciplinare. Gli obiettivi prioritari condivisi con i Ministeri e gli enti di massima competenza vertono su: ricognizione e condivisione dei dati e della documentazione storica o scientifica già disponibile presso questi enti; la verifica sul campo e la mappatura sistematica dei residuati bellici e degli ordigni nei fondali interessati; valutazione scientifica dei potenziali rischi di natura ambientale e sanitaria; definizione delle attività operative, caratterizzazioni e monitoraggi qualora emergessero effettive criticità o fenomeni di corrosione e rilascio dei materiali; valutazione tecnico-economica preliminare per quantificare i costi degli interventi di messa in sicurezza o bonifica strutturale, individuando le idonee fonti di finanziamento nazionali ed europee. Quindi penso che attenderemo naturalmente la risposta da parte di questi enti, cercheremo di sollecitarla. Ad ogni modo la Regione Marche ha confermato la disponibilità a svolgere il ruolo di raccordo istituzionale con le comunità locali e i territori coinvolti. Le risultanze del costituendo tavolo tecnico-istituzionale forniranno il quadro conoscitivo definitivo per l'adozione di eventuali e successive misure di tutela della salute pubblica, dell'ecosistema marino e delle attività economiche della costa, comprese la pesca ed il turismo. Confermo quello che già precedentemente era stato detto, che i livelli di rilascio di sostanze da questi ordigni bellici presenti al largo delle coste del pesarese non hanno prodotto innalzamenti delle soglie degli inquinanti. Quindi questo è già un dato positivo, però, ciò non toglie che approfondiremo naturalmente la questione nelle sedi opportune con l'intervento a livello interistituzionale e interdisciplinare con i soggetti che abbiamo chiamato nella nota che è stata inviata dal Dipartimento Infrastrutture e Territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ci tengo a ringraziare anche l'Assessore, la cui risposta mi ha soddisfatta. Non ho ritirato questa interrogazione perché lei, giustamente, ricordava che il 19 maggio è stata approvata all'unanimità da questa Aula una risoluzione. A quella seduta, purtroppo, non sono potuta essere presente, quindi, ci tenevo, comunque, a dire che quella risoluzione l'avrei sicuramente sottoscritta ed approvata, se fossi stata in Aula, anche perché, come lei saprà, la prima mozione che è stata presentata in Consiglio regionale era a firma del mio predecessore. Era il lontano 2016, c'erano più o meno le stesse richieste della risoluzione approvata a maggio, però, in quella occasione, la mozione fu respinta. Nello stesso tempo lei ci dà un aggiornamento che mi sembra molto utile e, soprattutto, mi sembra utile il passaggio che lei ha fatto in cui dice che chiederà risposte al Ministero. Questo glielo dico, Assessore, perché in Parlamento sono state recentemente presentate due interrogazioni da Parlamentari del Movimento 5 Stelle. La prima è del 24 luglio del 2025, presentata dall’Onorevole YZ. Questa interrogazione, ad oggi, non ha avuto ancora risposta e il 7 maggio del 2026 è stata ripresentata un'altra interrogazione dall'Onorevole ZJ a risposta scritta. Su questo, devo dire la verità, non ho conferma della risposta o meno, ma, dato il fatto che è stata presentata solo un mese fa, dubito che ci sia pervenuta risposta. Quindi è molto importante il ruolo che la Regione può giocare in questa situazione, visto che si è assunta ufficialmente il ruolo, anche, di regia e di raccordo. Poi, invece, a livello comunale, vorrei ricordare che l’unanimità è stata raggiunta anche nei Consigli comunali di Pesaro e di Fano. Saprete che è stata approvata all'unanimità anche lì una mozione presentata dai colleghi del Movimento 5 Stelle. Quindi, Assessore, mi considero soddisfatta e la ringrazio. Grazie.

Interrogazione n. 179
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Situazione della falesia di San Michele – Sassi Neri nel Comune di Sirolo e stato di avanzamento delle attività di progettazione degli interventi di difesa costiera”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 179 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Spero di avere il tempo necessario per dare una risposta, perché le richieste che sono state avanzate nell'interrogazione sono abbastanza articolate. Due riguardano la richiesta di studio di fattibilità su progetti a difesa della costa relativi alla spiaggia San Michele - Sassi Neri e se su questi sono stati fatti dei piani tecnici-economici per la progettazione e le fasi realizzative. Allora, innanzitutto mi occorre ricordare che la situazione della falesia e del litorale di Sirolo è stata seguita direttamente dalla Giunta regionale, dal sottoscritto. In data 4 marzo ho effettuato, insieme all'Assessore Giacomo Bugaro, un sopralluogo nel territorio comunale di Sirolo, alla presenza dell'Amministrazione comunale e degli altri soggetti istituzionali coinvolti, per verificare direttamente gli effetti delle recenti mareggiate e le criticità che interessano la spiaggia di San Michele, la falesia sovrastante e il centro abitato. In quell'occasione è stato possibile acquisire ulteriori elementi conoscitivi e condividere con gli enti interessati la necessità di proseguire più rapidamente il percorso finalizzato all'individuazione di risorse necessarie e alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio. A seguito dell'Accordo sottoscritto nel novembre 2022 tra il Comune di Sirolo, il Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura dell'Università Politecnica delle Marche, il CNR-IRBIM di Ancona, finalizzato allo studio della falesia e delle spiagge di San Michele, Sassi Neri e Urbani, il Comune di Sirolo ha trasmesso alla Regione tre diverse ipotesi progettuali. Tra queste è stata selezionata una strategia basata su interventi di protezione stagionale del litorale e ripascimento. Tale attività si è tradotta, nell'aprile 2025, nella predisposizione di un progetto preliminare denominato “Interventi di mitigazione del rischio erosione nella spiaggia di San Michele Comune di Sirolo”, dell'importo complessivo di 4 milioni e mezzo di euro all'incirca, che prevede un ripascimento di circa 55.000 metri cubi di materiale ghiaioso-sabbioso proveniente da cave di prestito compatibili con i sedimenti esistenti e la realizzazione di una duna protettiva mediante geocontenitori. In riferimento, appunto, ai quesiti uno e due, il progetto è stato inserito su RENDIS di ISPRA, al fine di consentire l'accesso ai finanziamenti del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica destinati alla mitigazione del rischio. Successivamente, nel febbraio 2026, il Comune di Sirolo ha chiesto alla Regione un finanziamento pari a euro 142.000 per la redazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica, evidenziando l'impossibilità di utilizzare a tale scopo le ordinarie risorse assegnate ai Comuni costieri per la manutenzione degli arenili. La richiesta è attualmente all'attenzione delle strutture competenti, che stanno valutando le possibili soluzioni per individuare la necessaria copertura finanziaria. Sulla base dell'esperienza maturata in interventi analoghi, si stima che, una volta reperite le risorse per la progettazione, possano essere necessari circa 9-12 mesi per giungere all'affidamento dei lavori e circa 2 anni per il completamento delle opere. Allora, 9-12 mesi, è necessaria naturalmente la valutazione di incidenza ambientale, la VIncA, per l’opera infrastrutturale minore, che potrebbe essere un ripascimento, mentre per le opere che potrebbero riguardare interventi di natura più complessa, come la realizzazione di barriere soffolte o semi-soffolte, si richiederebbe, appunto, un termine un po' più lungo di circa 2 anni. Con riferimento al quesito tre, ovvero la falesia, dalle verifiche effettuate… perché, poi, lì l'intervento… proteggere la costa significa difendere anche il piede della falesia che è sovrastante, appunto, l'area di Sirolo. Dalle verifiche, appunto, effettuate dalle strutture regionali non risulta attualmente attivo un sistema di monitoraggio strumentale continuo della falesia finalizzato alla rilevazione dei movimenti del versante e all’analisi dell'evoluzione del fenomeno. Comunque la Regione continuerà a valutare, in raccordo con gli enti competenti, eventuali ulteriori strumenti di controllo e monitoraggio qualora emergano specifiche esigenze tecniche. L’azione regionale si sta sviluppando, in relazione al quesito quattro, su due fronti complementari. Quindi, uno, difesa della costa, e dove il Comune di Sirolo ha ottenuto il parere favorevole dall'AUBAC l'8 aprile 2026 ed è presente nella Graduatoria regionale delle richieste di finanziamento della piattaforma RENDIS. Due, sulla sicurezza del versante soprastante la spiaggia. Anche qui è stata avviata la predisposizione di un progetto tecnico da inserirsi sulla piattaforma RENDIS al fine ridurre significativamente la pericolosità del versante. La Regione Marche non si limita alla sola difesa alla costa, ma affronta in maniera…

PRESIDENTE. Diamo un minuto in più per concludere. Grazie. L’ho faccio anche per il Consigliere Nobili.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente, almeno posso concludere. Ho saltato delle parti, ma, insomma, potrei fornire bene la risposta. Ad ogni modo l'azione della Regione Marche non si limita alla sola difesa, ma affronta in maniera integrata sia il tema dell'erosione marina sia quello della stabilità del versante sovrastante, nella consapevolezza che solo una strategia complessiva multilivello, come in questo caso, può garantire una tutela efficace del territorio e della sicurezza pubblica e di uno dei tratti costieri più significativi dell'intera Riviera del Conero. Quindi la Giunta continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione, sostenendo ogni percorso utile al reperimento delle risorse necessarie e alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio. Aggiungo che sugli interventi dovrà essere chiesto, naturalmente, il parere del Parco e che vi sono delle specie protette all'interno dell'area soggetta al Parco e, quindi, dovremo coniugare naturalmente gli interventi anche alla protezione ambientale e alla difesa della costa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore, ma, anche in questo caso, credo che la Regione debba fare molto di più. Perché la risposta dell'Assessore è una risposta che non soddisfa, in quanto si parla di tempi e risorse incerte e non si prende atto che, invece, è necessario un intervento che vada oltre il dato emergenziale e che si ponga seriamente la questione di un'emergenza climatica che, come ha evidenziato l'ISPRA nei suoi studi, tende a intensificare nel corso del tempo la questione dell'erosione della costa. Il problema della falesia non è un problema che riguarda soltanto il tratto di costa tra Sirolo e Sassi Neri, riguarda l'intera costa del Conero e, rispetto a questo, la risposta del dell'Assessore, purtroppo, non è una risposta soddisfacente. Perché il fatto che la Regione non abbia posto in essere un piano di monitoraggio rispetto a quello che è l'andamento problematico dell'erosione della costa del Conero è qualcosa che lascia decisamente perplessi. Quindi, pensare che ci si possa affidare ad interventi a lunga scadenza e frammentati ritengo sia un qualcosa davvero insufficiente. E, allora, mi domando se non è arrivato il momento che, invece, la Regione Marche ponga in essere un piano strutturato che consenta di ragionare con tempistiche certe, ma che, alla base, abbia un percorso di conoscenza e di monitoraggio della situazione, che attualmente non c'è. Anche in questo caso la Regione interviene rincorrendo l'emergenza su sollecitazioni dei Comuni e senza riuscire neanche a mettere a disposizione quelle minime risorse che i Comuni chiedono per salvare la stagione balneare. La stagione di quest'anno è andata, ma dalla risposta dell'Assessore abbiamo capito che anche la stagione dell'anno prossimo è a rischio. Ma, soprattutto, questa risposta è insufficiente per la sua frammentarietà. E, allora, credo che su questo tema, che riguarda tanti profili che stanno insieme, davvero, la Regione debba impegnarsi più a fondo, perché c'è la questione del turismo, ma c'è, anche, la questione della sicurezza e la questione serissima di quali interventi possano essere fatti a livello di sostenibilità ambientale. Ogni intervento di contrasto all'erosione della costa ha una sua specificità. C'è bisogno, davvero, di un piano articolato, approfondito e strutturato. Grazie

Interrogazione n. 178
ad iniziativa dei Consiglieri Marcozzi, Biondi, Pasqui
“Aggiornamento in merito al parere legale annunciato relativamente all'intervento finanziato nel Comune di Appignano del Tronto - PSR Marche 2014-2020”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 178 dei Consiglieri Marcozzi, Biondi, Pasqui.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Sarò davvero telegrafico, perché, con riferimento all'interrogazione in oggetto, esaminati nuovamente gli atti da parte della Direzione Agricoltura, ovviamente, si è confermato l'esito istruttorio positivo della domanda e del contributo concesso. La verifica della domanda di pagamento dell'intervento di cui trattasi ha accertato, infatti, che le opere del progetto sono state realizzate interamente su area di proprietà del Comune di Appignano del Tronto e, quindi, per tale motivo non si è provveduto a richiedere il previsto parere legale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Soddisfatta della risposta. Le chiederei semplicemente di averla per iscritto. Grazie.

Interrogazione n. 230
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Prove selettive per l’accesso al corso di formazione per maestri di sci alpino - scelta della sede di svolgimento e impatto sui candidati marchigiani”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 230 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. In riferimento all’interrogazione in oggetto, desidero precisare che la scelta di svolgere le prove selettive di accesso al corso per maestri di sci alpino a Solda è stata assunta dal Collegio regionale dei maestri di sci delle Marche, organismo tecnico competente ai sensi della normativa vigente. La Regione Marche esercita funzioni di indirizzo e vigilanza, ma non interviene nelle valutazioni tecniche relative all'organizzazione delle prove. La scelta di Solda è stata determinata dalla necessità di garantire standard tecnici elevati e conformi ai criteri nazionali. Per la prova di slalom gigante sono infatti richieste piste con caratteristiche specifiche, tra cui un dislivello minimo di 250 metri e condizioni di innevamento stabili e uniformi. Nelle Marche le piste potenzialmente idonee presentano criticità oggettive. La pista di Castel Manardo, pur disponendo del dislivello richiesto, soffre frequentemente di insufficiente innevamento, forte esposizione al vento e assenza di un sistema di innevamento artificiale in grado di garantire uniformità del fondo. La pista del Cornaccione di destra, invece, ha l'omologazione scaduta dal 2022 e l'impianto di risalita a servizio è ancora in fase di realizzazione. Tra l'altro occorre precisare che non sono mancati episodi in cui anche i Campionati Allievi e Ragazzi previsti tra Ovindoli e Campo Felice furono annullati per mancanza di neve e che una prova organizzata dal Collegio Maestri di Sci Abruzzo a Roccaraso dovette essere recuperata successivamente a Cervinia. La scelta di Solda consente invece di operare a quote prossime ai 3.000 metri, garantendo condizioni tecniche affidabili e riducendo il rischio di annullamento delle prove, circostanza che comporterebbe rilevanti disagi organizzativi e economici per tutti i partecipanti. Per quanto riguarda il periodo di svolgimento, il mese di aprile risponde a precise esigenze organizzative. Per la prova è infatti necessaria la presenza dei cosiddetti “parametratori”, figure tecniche altamente specializzate che a livello nazionale sono circa quindici. Inoltre tale periodo consente di assicurare la disponibilità degli istruttori nazionali e delle commissioni tecniche coinvolte. Sotto il profilo economico, occorre evidenziare che il sistema adottato nelle Marche risulta tra più accessibili a livello nazionale. La quota prevista per la selezione è pari a 300 euro, mentre in altre Regioni può arrivare a 500 euro. Anche il costo del corso risulta contenuto, con quote comprese tra 4.900 e 5.900 euro in funzione del numero dei partecipanti, a fronte di importi che in altre realtà possono attestarsi intorno ai 6.500 euro. Desidero inoltre sottolineare che il successivo percorso formativo valorizza ampiamente il territorio marchigiano. Le attività teoriche si svolgono in sedi regionali quali Amandola, Sarnano, Ascoli Piceno e Camerino, mentre le attività tecnico-didattiche e gli esami finali vengono organizzati nelle stazioni sciistiche regionali o limitrofe compatibilmente con le condizioni di innevamento. Concludo ribadendo che è volontà della Regione Marca e del Collegio valorizzare il territorio regionale. Qualora le condizioni tecniche, infrastrutturali e di innevamento lo consentano, sarà valutata con priorità la possibilità di organizzare future attività formative e selettive direttamente nelle Marche. Quindi quello che è possibile fare nelle Marche a livello formativo, didattico, viene fatto e regolarmente svolto. Ciò che non è possibile, a seguito della mancanza di neve nel nostro territorio, viene fatto nel mese di aprile in altre regioni per permettere delle prove tecniche specifiche valutate da alcuni parametratori, che sono disponibili in quei mesi. Naturalmente in sedi più opportune, dove le condizioni di innevamento e di uniformità del manto nevoso siano tali da garantire la possibilità dell'espletamento di queste prove tecniche, che sono prove specifiche di slalom e interventi precisi dove, naturalmente, le condizioni meteorologiche e di innevamento sono fondamentali e preordinanti al rilascio della conformità dell'attestazione da maestro di sci. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, della risposta. Questa interrogazione nasce da una sollecitazione arrivata da alcune persone interessate a prendere parte a queste prove selettive per diventare maestro di sci. Sappiamo che la montagna e lo sci possono rappresentare una risorsa importante anche per la nostra regione. Quindi ho voluto chiedere quale ruolo avesse giocato la nostra Regione per l'individuazione della sede dove si sono svolte qualche settimana fa queste prove selettive. Da questo bando sono interessati… capisco bene che non interessano migliaia di marchigiani, ma alcune decine di marchigiani ogni anno sono interessati a partecipare a questo evento e, ovviamente, dover partecipare in Alto Adige per loro, per molti di loro, rappresenta un costo alto e non facilmente sostenibile: viaggio, alloggio e tutte le spese del caso. Pertanto ho interrogato per capire se la Regione… visto che in passato queste prove sono state svolte a Sarnano o anche in altre località sciistiche dall'Appennino, se si potesse con una moral suasion suggerire al Collegio dei maestri di sci di individuare delle sedi più vicine alla nostra regione o, se possibile, addirittura, ancora meglio, nella nostra regione. Comunque si tratta di prove che interessano alcune centinaia di persone da tutta l'Italia e, chiaramente, creano anche un micro indotto quando si spostano per andare a fare questo tipo di selezioni. Visto che parliamo spesso di opportunità, di sviluppo economico per la montagna, di creare condizioni di lavoro, parliamo di lotta allo spopolamento, avvicinare il più possibile questo tipo di attività ai nostri territori credo che sia qualcosa di importante nei limiti, ovviamente, tecnici e delle possibilità di tempo in cui è possibile organizzare questo genere di iniziative. Vi chiedo, da qui in avanti, magari, di aprire un confronto con il Collegio e di capire se in futuro ci sarà di nuovo l'occasione di organizzarle nella nostra regione o, comunque, in località appenniniche più facilmente raggiungibili per i candidati marchigiani, che devono avere parità di accesso a prescindere dalle condizioni economiche a quella che può rappresentare per loro una opportunità futura di investimento, di lavoro e di crescita personale e professionale. Grazie.

Interrogazione n. 142
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Cardiochirurgia Pediatrica nelle Marche – garanzia della continuità assistenziale e gestione delle emergenze”

Interrogazione n. 239
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Criticità presso la SOD Chirurgia Pediatrica e delle Specialità chirurgiche presso il Presidio Ospedaliero ‘Salesi’”
(Abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 142 della Consigliera Ruggeri e l’interrogazione n. 239 del Consigliere Mangialardi (abbinate).

Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, la temporanea riduzione dell'attività Cardiochirurgica Pediatrica è conseguente alle improvvise dimissioni per ragioni personali del dottor XY dall'incarico di direttore di struttura complessa. L'Azienda ospedaliera universitaria delle Marche ha bandito il concorso per la copertura del posto di direttore il 23 marzo. Il bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno 8 maggio del 2026, come era da impegno anche politico preso da questo Assessorato e da questa Giunta. L'individuazione del nuovo direttore di struttura, tramite procedura concorsuale, è un tassello fondamentale, ovviamente, per il rilancio dell'attività chirurgica. A tale riguardo si precisa che l'attività di presa in carico di pazienti pediatrici con patologie complesse (pericardite, miocardite, malattia di Kawasaki, malattia Reumatica, aritmie in età neonatale e altre) è proseguita in modo analogo a quanto è sempre avvenuto. Anche l'attività interventistica e chirurgica in effetti non si è mai interrotta. Infatti, per pazienti selezionati in base a semplici criteri clinici, si è continuato ad effettuare per le seguenti procedure: emodinamica strutturale, interventi di elettrofisiologia, interventi correttivi su pazienti per patologie congenite, quali DIA, stenosi/insufficienze valvolari, aneurismi, re-interventi valvolari, con garanzia dell'impegno diretto e dello stand-by cardiochirurgico della Cardiochirurgia adulti. Successivamente alla nomina del nuovo direttore, selezionato come da normativa in base a titoli e colloquio, saranno progressivamente effettuate procedure concorsuali per l'assunzione del numero dei chirurghi previsti dalla dotazione organica e per consolidare le strutture assistenziali della degenza. Vado anche sull'altra. Per rispondere al primo quesito si precisa che gli interventi eseguiti presso il Blocco Operatorio del Salesi sono molteplici, pertanto è necessario che venga specificato a quali tipologie di intervento si fa riferimento e le rispettive classi di priorità assegnate al momento dell'inserimento in lista d’attesa. La degenza media pre-operatoria della Clinica Pediatrica e delle Specialità Chirurgiche è riportata nella seguente tabella, che ho qui se si vuole consultare. Le sale operatorie dedicate all'attività chirurgica sono due: una riservata all’urgenza, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, una riservata alla chirurgia elettiva, attiva dal lunedì al venerdì per 12 ore e il sabato con orario 8:00 – 14:00. Il tasso di occupazione della sala operatoria dedicata all'elezione è circa del 100%. Infine un appello: spero si possa abbassare l'aria condizionata, sennò l’assenza in Aula è anche spiegabile. Grazie.

PRESIDENTE. Su questo interverremo. Aspettiamo il Presidente Pasqui.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Sono sorpresa dalla sua risposta, perché quello che lei ha detto a me non torna. Perché ho preso anche informazioni sul funzionamento del reparto proprio ieri pomeriggio e mi hanno detto che non è vero che il reparto in questi mesi, ma manco ieri, faceva tutte le funzioni che lei ha elencato, come se il primario non si fosse dimesso e non avesse cessato l'incarico il 15 gennaio di quest'anno, ma è ridotto a luogo di attesa di un posto letto di un paziente adulto proveniente dal pronto soccorso. Quindi fa quella funzione di cui parla sempre la Capogruppo del PD che dice: "Non abbiamo posti nei reparti, non abbiamo posto neanche nel pronto soccorso, mettiamo gli adulti in attesa di un posto letto non più nei corridoi ma in questi luoghi”. Tra l'altro manca completamente la pianificazione del personale, dei posti letto della terapia intensiva e dei protocolli di sicurezza. Oltre al fatto che il bando di cui lei ha parlato è scaduto il 4 di giugno, quindi mi sembrava che anche a livello temporale lei oggi ci potesse dare qualche informazione in più: in quanti hanno partecipato, quanti sono risultati idonei, se avete fatto già una scelta e che tipo di scelta ci sarà. Di fatto, praticamente, lei ha solo tranquillizzato sul fatto che il reparto è uguale a prima e fa le stesse funzioni, ma sappiamo bene che non è così, perché basta leggere i giornali. Questa interrogazione l'ho fatta a febbraio, Assessore, per non ricadere sempre nell'ennesima interrogazione a lei, l'avevo fatta in forma scritta, non ho avuto risposte e, quindi, l'ho dovuta trasformare in forma orale. Ma lei si ricorderà perfettamente che a febbraio c'è stato il caso di quella bambina di tre mesi di Ascoli che è stata trasferita d'urgenza in ambulanza perché l'eliambulanza non poteva atterrare a Bologna per le condizioni meteo. Ha subito questo trasporto molto delicato per ore perché a Torrette non le potevano fare la procedura di cui aveva bisogno che è l'ECMO. Partendo da questo caso, ho fatto l'interrogazione, purtroppo, ad oggi, ancora non ho avuto risposte, quindi tornerò di nuovo ad interrogarla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Ho visto l'abbinamento, devo dire mi ha fatto piacere, perché il tema posto dalla collega Ruggeri era stato oggetto, da parte mia e da parte del Consiglio, di tante altre interrogazioni nella precedente legislatura anche con un interessamento diretto e un confronto diretto con l'associazione “Un battito di ali” che ci ragguagliava, da una parte, su tutte le vicissitudini e, dall'altra, anche tante speranze che, poi, in qualche maniera, sono state sempre un po' disattese. Penso a un'eccellenza eccezionale che c'era in questa regione. Ricordo la conclusione del rapporto con l'allora primario dottor YZ e la mobilità attiva, Assessore, che c'era verso la nostra regione. Poi, ovviamente, la Cardiochirurgia ha avuto delle vicissitudini, diminuiscono le prestazioni, diminuisce, ahimè, anche l'appetibilità dei professionisti che possono interessarsi ai nostri servizi. Per quanto riguarda la chirurgia infantile, anche questa è un'altra eccellenza gestita anche molto bene, ci arrivano delle sollecitazioni di tempi di attesa e della poca disponibilità delle sale chirurgiche. L'Assessore ci ha messo a disposizione, invece, dei dati completamente diversi. Ovviamente approfondiremo e saremo attenti a verificare che i dati che ci sono corrispondono, poi, invece, con le sollecitazioni che quotidianamente e sistematicamente ci arrivano e che noi dobbiamo con puntualità mettere a disposizione dell'Aula e mettere nelle condizioni l'Assessore Calcinaro di fornirci aggiornamenti in grado di rassicurare… quello è un altro elemento di eccellenza della nostra struttura sanitaria che non può essere inficiato semplicemente, magari, per motivi organizzativi sulle disponibilità delle sale operatorie che, tra l'altro, non attengono nemmeno a…

Interrogazione n. 151
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Riapertura termini Avviso pubblico per n. 1 Dirigente Amministrativo da assegnare alla S.O. Affari Legali e Contenzioso presso l’AOU delle Marche”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 151 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Chiedo cortesemente all'Assessore Calcinaro se possiamo farla un'altra volta, tanto non è urgente, perché nella mia postazione è impossibile stare con l'aria, che non può essere così. Non è il mandante l’Assessore Calcinaro, anzi, una volta tanto…

PRESIDENTE. Scusi, a caldo o a freddo? No, perché non l'ho capito. Uno sente caldo, uno sente freddo.

Fabrizio CESETTI. È freddo. Il freddo è un dato oggettivo. Il caldo è una sensazione. Il caldo è una sensazione, quando c'è freddo... Chiedo il rinvio.

PRESIDENTE. Chiede il rinvio per freddo. Quando torna il Presidente Pasqui porremo alla sua attenzione la questione. Se qualche addetto d'Aula lo va a cercare, se si è liberato, Credo che non sia qui perché ha un impegno, però magari sollecitiamo subito la questione.

Interrogazione n. 171
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Cesetti, Piergallini
“Iniziative urgenti a tutela della sanità pubblica marchigiana e chiarimenti in merito alla direzione dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali San Salvatore di Pesaro e Santa Croce di Fano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 171 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Cesetti, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

(in fase di completamento)

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, così mi riferisce l'AST Pesaro Urbino, il dottor XY, ad oggi, riveste la qualifica di Direttore della Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia di Pesaro e Fano, nonché di Direttore del nuovo Dipartimento Materno Infantile, istituito con atto aziendale AST Pesaro Urbino del primo agosto 2025. Lo stesso professionista, oltre all'attività istituzionale, ha optato per la libera professione extramuraria, esercitata con rapporto di lavoro non esclusivo, senza limiti di volumi né di condizioni, con partita IVA. L'incarico di Direttore di Dipartimento gli è stato attribuito a decorrere dal primo gennaio 2026. Il regolamento aziendale sul conferimento degli incarichi, citato nell'interrogazione, il quale prevedeva il criterio preferenziale dell'essere collocato in regime di esclusività, non poteva essere applicato per la suddetta nomina, dal momento che riguardava solo il personale della ex Azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord” ed ha cessato la propria operatività con l’approvazione, in data 1° agosto 2025, del nuovo atto aziendale. In assenza di una nuova regolamentazione aziendale, sopperisce la normativa vigente, l'articolo 15 del decreto legislativo n. 165 del 2001, nonché le disposizioni contrattuali del settore, come l'articolo 22 del Contratto collettivo nazionale del 2024, le quali, nell'assegnazione degli incarichi, compresa la Direzione del Dipartimento, non prevedono alcuna differenza tra extramoenia ed intramoenia, privilegiando, nella scelta, la necessità di assegnare l'incarico a colui che meglio di altri sia in grado di assumersi la responsabilità professionale, anche di tipo gestionale, in ordine alla razionale e corretta programmazione e gestione delle risorse assegnate per la realizzazione degli obiettivi attribuiti. Tale criterio è stato adottato nella scelta del dottor XY come Direttore del Dipartimento. Il Dottor XY, inoltre, così come riportato nell'interrogazione, ha effettuato, sulle piattaforme social, una pubblicità alla propria attività professionale privata in regime di extramoenia ed il video è stato, dicono, rimosso dopo poche ore dalla pubblicazione. Relativamente all'individuazione delle iniziative che si intendono adottare per valorizzare e promuovere le eccellenze dei reparti materno-infantili pubblici della provincia di Pesaro e Urbino, va sottolineato come l'AST stessa abbia previsto azioni importanti dirette a evitare che le donne vadano a partorire fuori regione. Tra le più importanti: il potenziamento degli ambulatori per la presa in carico delle donne in stato di gravidanza con particolare riferimento all'incremento delle prestazioni eco-ostetriche e visite; potenziamento degli ambulatori per le pazienti sottoposte a intervento chirurgico senza necessità di ripassare al CUP, quindi con la presa in carico; l'istituzione del Coordinamento ostetrico ospedale-territorio, affidato al dottor YZ, il quale, in collaborazione con i Direttori del distretto, i medici del territorio e le ostetriche, si sta occupando della presa in carico, sin dai primi mesi, delle donne in gravidanza, affinché le stesse partoriscano presso i punti nascita della provincia di Pesaro e Urbino. Tali azioni - e questo credo che sia il dato più importante - hanno avuto risvolti positivi con una diminuzione consistente delle donne che dalla provincia di Pesaro e Urbino sono andate a partorire in Emilia-Romagna, passando dalle 457 del 2022, alle 289 del 2023 e alle 223 del 2024, numeri significativi che non possono coincidere con il calo demografico. Per quanto riguarda l'anno 2025 il dato non è stato ancora consolidato, ma ci si aspetta una ulteriore riduzione. Allora, ecco, sempre le suddette azioni, già nell'anno 2025 hanno registrato, rispetto al 2024, pur in presenza di una riduzione delle nascite nella regione Marche pari all'8%, una riduzione inferiore all'1% nella provincia di Pesaro e Urbino. Nel restare a disposizione… quindi, i dati ci confortano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Questa interrogazione mi dà modo di fare chiarezza su un tema che sui giornali locali ha avuto molta attenzione per giorni con titoli come: “Bufera sul primario XY, sponsorizza su Facebook la sua attività da privato”. Anche perché qui la questione - lo voglio chiarire una volta per tutte - non riguarda un medico - come qualcuno ha provato a far credere - stimatissimo che svolge da anni la sua attività in modo encomiabile. Non a caso è Direttore di unità complessa, ci mancherebbe altro, amatissimo da tutte le sue pazienti. Quindi, chi ha voluto farlo apparire come un attacco personale, può sapere che in realtà è tutt'altro. Qui stiamo parlando di sanità pubblica e sanità privata. Da un medico che è Direttore di unità complessa, non un medico qualunque, e che, quindi, rappresenta la nostra sanità pubblica, mi aspetto che sui social vada a pubblicizzare il suo reparto, la sua attività come medico Direttore di un’unità complessa come quella del Materno Infantile, che voglio ricordare, purtroppo, invece, dal 2020 al 2024 ha fatto mobilità passiva. Perché sono state 1.411 le donne residenti nella provincia di Pesaro e Urbino che hanno scelto di partorire a Rimini, leggermente diminuite. Grazie alla presa in carico attivata dal Primario di Urbino, lo ribadisco, XX? Sì, benissimo, i complimenti al Primario XX. Ma questo non attenua le responsabilità dell'altro Direttore, cioè XYi, che fa pubblicità al centro in cui lavora privatamente. Anche questo non significa che i medici non possano fare attività in extramoenia, ci mancherebbe. Abbiamo i medici meno pagati d'Europa, nel loro tempo libero devono fare ciò che possono, assolutamente, ma significa che devono dare la priorità al pubblico. Significa, in particolare, che nel reparto Materno Infantile Pesaro e Fano, di cui è responsabile quel Direttore che promuove il privato, non c'è ancora il riconoscimento della attività come struttura dipartimentale. È l'unica, nonostante siano stati fatti i concorsi, ci siano state le assunzioni. Perché Pesaro non ha ancora la sua autonomia, come riconosciuto dal Piano Socio Sanitario, come struttura dipartimentale? Perché dipende ancora da Fano? E non solo, mi aspetto che questo medico promuova il pubblico chiedendo una patologia neonatale funzionante dalla 32ª settimana, quindi dalle donne in gravidanza dall'ottavo mese, come avviene negli ospedali del Sud delle Marche. Questo deve chiedere il dottor XY, deve valorizzare il suo reparto e chiedere la patologia neonatale dalla 32ª settimana invece che dalla 34ª, come adesso. Questo deve fare per aiutare le donne a rimanere a partorire a Pesaro, invece che fare attività e promuovere il privato. Grazie.

Interrogazione n. 207
ad iniziativa dei Consiglieri Rossi, Sebastiani
“Legge Regionale n. 52 del 27/04/1990 ‘Abbattimento delle barriere architettoniche in edifici pubblici o privati aperti al pubblico e modifica alla L.R. 3 marzo 1990, n. 9 (Norme in materia di assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 207 dei Consiglieri Rossi, Sebastiani.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Allora, in riferimento all'interrogazione n. 207, desidero specificare che si tratta di un tema sul quale questa Amministrazione regionale ha scelto di intervenire concretamente, non limitandosi ad una mera attività di monitoraggio, ma mettendo a disposizione risorse economiche e strumenti operativi per supportare gli enti locali nell'adozione dei Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Sulla base di queste valutazioni e in relazione, naturalmente, alla legge regionale n. 52 del 1990 e sullo stato di adozione dei piani, preliminarmente all'avvio della programmazione delle risorse dedicate, è stata svolta una specifica indagine conoscitiva volta a mappare accuratamente lo stato di adozione dei P.E.B.A. nel territorio regionale. I riscontri formali emersi da tale indagine hanno evidenziato il seguente scenario su un totale di 225 Comuni marchigiani: solo 148 Comuni hanno fornito una risposta; di questi, appena 10 Comuni avevano già formalmente adottato il P.E.B.A. prima degli interventi regionali di finanziamento; 14 Comuni si trovano in fase di stesura del Piano; 124 Comuni non lo avevano adottato. A seguito di questa ricognizione e per imprimere un'accelerazione decisiva, la Giunta regionale ha attivato importanti linee di finanziamento attingendo alle risorse statali (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 ottobre 2022 e successivi stanziamenti aggiuntivi della Presidenza del Consiglio dei Ministri) veicolate attraverso due successivi bandi pubblici, la delibera di Giunta regionale n. 320 del 2023 e la delibera di Giunta regionale n. 1420 del 2024. Grazie all'effetto incentivante di questi provvedimenti e a seguito dell'acquisizione delle relative delibere comunali di Consiglio o di Giunta e della documentazione di spesa, la situazione attuale regista un significativo avanzamento: 60 Comuni totali dispongono oggi di un P.E.B.A. adottato. Nello specifico, si tratta dei 10 Comuni storicamente adempienti prima dei bandi e di ulteriori 50 Comuni che hanno completato l'adozione partecipando al primo o al secondo bando regionale; 24 Comuni hanno l'adozione del P.E.B.A. attualmente in itinere, avendo beneficiato delle risorse e avviato le procedure di progettazione. Il dato più significativo è che i Comuni dotati di P.E.B.A. sono passati da 10 a 60. Un incremento di sei volte rispetto alla situazione rilevata all'avvio della ricognizione regionale, risultato ottenuto grazie all'azione di sostegno economico e amministrativo promosso alla Giunta. Si tratta di un risultato concreto che testimonia l'efficacia dell'intervento regionale nel promuovere una maggiore accessibilità e inclusione sui territori. In merito alla nomina dei commissari nei casi di inadempimento, la scelta della Giunta è stata quella di favorire la collaborazione istituzionale e la costruzione di percorsi amministrativi virtuosi, riservando gli strumenti sostitutivi a casi estremamente necessari. I risultati raggiunti dimostrano come l'approccio fondato sul supporto e sugli incentivi abbia prodotto effetti concreti e misurabili, privilegiando una logica di forte sostegno finanziario e accompagnamento amministrativo verso i Comuni piuttosto che l'attivazione immediata di procedure sostitutive o sanzionatorie. I bandi regionali hanno previsto rigorosi meccanismi di controllo sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Ad esempio, in relazione al primo bando, si è provveduto ad avviare le procedure di recupero e re-iscrizione in bilancio di complessivi 25.000 euro nei confronti di sei Amministrazioni comunali che non hanno portato a termine l'adozione del Piano. Tali economie di recupero verranno riutilizzate per lo scorrimento della seconda graduatoria a beneficio degli enti locali. Ad ogni modo, gli impieghi degli importi per le annualità 2023 e 2024 si attestano ad euro 224.972 e 108.550,55 euro finanziati, appunto, in 30 Comuni su 34 domande presentate. L'obiettivo prioritario dell'Amministrazione regionale rimane la copertura totale del territorio. Una volta consolidata l'azione dei Piani da parte della totalità dei Comuni, anche attraverso il completamento dei procedimenti attualmente in itinere, la Giunta valuterà le modalità più opportune per richiedere e monitorare il periodico aggiornamento dei Piani stessi, al fine di adeguarli costantemente alle trasformazioni urbanistiche e alle linee guida nazionali vigenti in materia di accessibilità universale. Significo anche che, naturalmente, i capitoli di bilancio non sono a mia diretta disposizione, sono a disposizione della parte socio-assistenziale e, quindi, dell'Assessore Calcinaro. Pertanto, non è importante questo, è di poco conto, l’importante è raggiungere comunque gli obiettivi comuni per ottenere i maggiori raggiungimenti sui Piani di eliminazione delle barriere architettoniche e rendere una regione anche più fruibile in sede di strutturazione di locali oppure attività con fruizione permessa naturalmente a tutti quanti. Di questo naturalmente….

PRESIDENTE. Intervengo ma mia postazione. Ringrazio l'Assessore per il quadro che ci ha fatto, che evidenzia, purtroppo, un grave ritardo. Un grave ritardo nell'adozione di questi Piani per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Se ho capito bene, solo 60 Comuni su 225 sono in regola. Ci sono stati dei finanziamenti, dei finanziamenti sono in corso per l'adozione e la regolamentazione di questi Piani. Io, per carità, non sono per il pugno duro, però c'è bisogno che la Regione non solo riproponga una verifica, ma faccia una vera e propria convocazione di tutti i Comuni per cercare di farli adeguare alla legge. Perché la legge dà la possibilità anche di nominare dei Commissari per l'adozione dei P.E.B.A. in caso di mancato adempimento degli stessi. Quindi non dico di arrivare ai commissariamenti, però, in qualche maniera, dobbiamo intervenire con più forza. Dobbiamo intervenire perché ancora, purtroppo, i nostri disabili non hanno la piena accessibilità nemmeno agli spazi pubblici. Ci sono dei Comuni - e ne ho testimonianza diretta - non “Comunelli”, Comuni di 10.000 abitanti, in cui non si riesce ad accedere all'ufficio del Sindaco o in Comune, cioè nemmeno un semplice montascale, niente, è preclusa l'accessibilità e tutto questo è vergognoso. Questo è un tema che sta a cuore a noi Civici Marche, l'abbiamo portato anche in campagna elettorale, abbiamo detto che ci saremmo occupati della questione. lo stiamo facendo, ma, visti i numeri, dobbiamo andare ancora avanti e chiedo veramente che ci sia unanimemente l'interesse anche di tutti i Gruppi politici per stimolare i Comuni ad adempiere a tutto ciò, visto che ci sono stati anche dei contributi per l'adozione… Quindi 60 Comuni in regola su 225. Non è possibile che nel 2026 un disabile non abbia il diritto di recarsi in maniera normale e accessibile in un Comune e non parliamo poi, dell'altro tipo di edilizia, dell'urbanistica, eccetera. Grazie.

Interpellanza n. 27
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri
“Politiche regionali in materia di contrasto del gioco d'azzardo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 27 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Questa interpellanza riguarda un tema già trattato più volte in questa Aula, sia in questa legislatura che nelle legislature passate. I dati ufficiali del Ministero dell'Economia elaborati da Libera ci dicono che nel 2025 si è giocato d'azzardo nelle Marche una cifra di oltre 4 miliardi di euro, con un incremento del 7% sul 2024, quando la cifra era di 3,8 miliardi di euro. In media nelle Marche si spendono per il gioco d'azzardo 2.699 euro l'anno per abitante, bambini compresi. La provincia di Ancona è quella in cui si è giocato di più con un miliardo e 89 milioni di euro, seguita da quella di Macerata con 881 milioni di euro e da quella della provincia di Pesaro con 851 milioni di euro. Secondo Libera “ogni euro speso in azzardo è un euro sottratto alla dignità, alla cura, all'educazione, alla possibilità di costruire futuro. Quando lo Stato registra questi numeri senza intervenire con decisione, non è spettatore, è corresponsabile. Serve una svolta immediata e radicale… e anche la Regione deve fare la sua parte rivedendo la legge del 2023 e difendendo le persone a rischio dipendenza. Non è accettabile che interi quartieri diventino casinò a cielo aperto. Non è accettabile che la disperazione diventi un modello di business. Non è accettabile che lo Stato consideri l'azzardo una voce di bilancio”. Queste sono parole, appunto, di Libera. Nel corso di questi ultimi anni medici e associazioni hanno lanciato più volte l'allarme sulla diffusione preoccupante della ludopatia nella nostra Regione. I pilastri della legge regionale n. 3 del 2017 erano prevenzione e contrasto. Questa normativa era caratterizzata da una forte valenza socio-sanitaria e presa a riferimento in tutta Italia. Con le modifiche apportate dalla legge n. 13 del 2023 si sono minate le basi di questi pilastri. La legge ha, infatti, ridotto, immotivatamente, le distanze tra nuove attività e luoghi sensibili, dai 500 metri ai 300 metri nei Comuni con più di 5.000 abitanti, da 300 a 200 metri nei Comuni con meno di 5.000 abitanti. Questa modifica illogica, tra l'altro non richiesta, e anzi criticata, da alcune associazioni datoriali, ha prodotto il rischio di una proliferazione pericolosa di apparecchi da gioco e rappresenta un grande passo indietro che penalizza ancora una volta le persone più fragili e le loro famiglie. Si è anche sottratta ai Comuni la possibilità di individuare in autonomia altri, cosiddetti, luoghi sensibili come strutture per minori, giovani e anziani. Nel bilancio di previsione 2026 sono state azzerate le risorse che finanziavano gli interventi previsti dalla legge n. 3 del 2017. E con questa interpellanza chiediamo: quali sono le politiche e gli interventi che la Giunta e l'Assessore competente intendono mettere in atto per contrastare questo gravissimo fenomeno, limitando l'offerta, sostenendo chi è caduto nella dipendenza e restituendo centralità alla salute pubblica; se si ha intenzione di modificare la legge regionale n. 13 del 2023 ripristinando quanto previsto la legge n. 3 del 2017, in particolare per quanto riguarda le distanze tra apparecchiature delle sale giochi ai luoghi sensibili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Innanzitutto, personalmente sono particolarmente d'accordo… poi ricordiamo che, tra le province delle Marche, quella di Fermo è quella dove la piaga incide di più e, insomma, è anche, purtroppo, patrimonio comunitario in senso ovviamente negativo, avere a conoscenza di situazioni in cui questa piaga veramente va a lacerare situazioni personali o familiari. Vado a rispondere alle varie… questo era un plauso per l'interesse rispetto a questa significativa tematica. La legge regionale, comunque, prevede la predisposizione di un Piano regionale approvato dall'Assemblea legislativa con deliberazione n. 53 del 2023. Il Piano 2023-2025 regolamenta la programmazione territoriale delle attività in capo ai Dipartimenti per le Dipendenze Patologiche delle Aziende Sanitarie Territoriali al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d'azzardo patologico, il cosiddetto GAP, e dalle dipendenze dalle nuove tecnologie, che pur si affacciano in questa nostra società. La Giunta regionale, con delibera di Giunta regionale n. 1288 del 2023, in attuazione della succitata delibera di Consiglio, ha approvato i criteri di ripartizione e di gestione delle risorse economiche. Per l'attuazione del Piano regionale sono stati stanziati 4.790.000 euro di cui 2.400.000 euro con Fondi regionali, fondi comunque importanti. E sono stati attivati 89 progetti territoriali e 2 progetti regionali. Con decreti successivi è stato liquidato il 70% dei finanziamenti assegnati ed in seguito alla rendicontazione 2025, presentata dagli Enti attuatori, con decreto ARS n. 55 del 2026 è stato liquidato l'ulteriore saldo parziale. Con delibera di Giunta regionale n. 1401/2025 è stato prorogato il termine per la presentazione della rendicontazione al 30 giungo 2027. Con delibera di Giunta regionale n. 1914 del 30 dicembre 2025 è stata approvata l'integrazione del Piano regionale per le annualità 2026-2027 destinando alla realizzazione di attività per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del GAP e delle nuove tecnologie e social network ulteriori 2.242.000 euro. La programmazione si era detto… avevamo già dibattuto nei primi Consigli della mancanza di fondi, ma, probabilmente, era un Consiglio appena precedente a questa delibera, avevo detto che erano in arrivo questi ulteriori fondi. La programmazione triennale 2026-2028 della Regione Marche di contrasto alle dipendenze da sostanze e comportamenti e al disturbo dal gioco d'azzardo si colloca all'interno del nuovo assetto istituzionale e finanziario introdotto dalla legge di bilancio dello Stato 2025, che ha istituito il Fondo Nazionale, proprio, per le Dipendenze patologiche ed in continuità con le precedenti programmazioni della Regione. La proposta del nuovo Piano triennale è stata valutata positivamente dal Ministero della Salute - questa credo che sia la notizia importante - e prevede per il contrasto al GAP 5.316.000 euro di cui 2.916.000 euro con Fondi ministeriali e 2.400.000 con Fondi regionali. Quindi siamo anche in incremento di circa 600.000 euro rispetto al precedente. Si stanno predisponendo gli atti di approvazione del Piano regionale integrato sulle dipendenze 2026-2028. Allora, altro tema è, invece, per quanto riguarda la legge regionale n. 13 del 2023 che è andata a sostituirsi o a integrarsi con la legge n. 3 del 2017. L'Assessore, in questo caso, a cui è stata assegnata, ovviamente, si occupa di tutta la parte a valle di queste scelte. Certo, bisogna sempre essere molto…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei parlava di finanziamenti. Quando parla di finanziamenti regionali, però… non risulta agli atti del bilancio. Questo voglio precisarlo, perché sulla legge del 2023, la legge n. 13, risultano fondi zero. Questo l'ultimo bilancio regionale. Quando mi parla, poi, di risorse regionali inserite a finanziamento di alcuni interventi, non so se sono risorse pregresse, ma è un dato di fatto che nel bilancio regionale a finanziare quella legge non ci sono risorse. Stava completando la risposta rispetto alla legge, alla modifica della legge del 2023. È vero che lei fa interventi a valle, però, spesso e volentieri in quest'Aula noi discutiamo e, poi, si approvano proposte di legge della Giunta. Quindi se la Giunta pensa che una normativa sia sbagliata, la Giunta la può anche modificare portando una proposta di legge in Aula che, poi, l'Aula è tenuta a prendere in considerazione e a votare. Ricordo che, a livello nazionale, nell'ultima finanziaria è stato inserito un nuovo gioco, il “Win for Italia Team”, che viene associato al finanziamento dello sport, veicolando, peraltro, un messaggio culturale profondamente sbagliato. Quindi si va in direzione totalmente opposta anche a livello nazionale. Il rapporto Caritas 2025 evidenzia con grande chiarezza il legame tra gioco d'azzardo, indebitamento cronico e nuove forme di povertà. E anche nelle Marche, purtroppo, le povertà e le disuguaglianze sociali stanno crescendo di anno in anno, ma, evidentemente, ancora di questo dramma non c'è piena consapevolezza. Grazie.

Interpellanza n. 28
ad iniziativa dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri
“Personale e strumentazione incompleta ed insufficiente nei consultori familiari marchigiani”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 28 dei Consiglieri Seri, Caporossi, Ruggeri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Insieme ai colleghi… Presidente, se poi, magari, per il prossimo Consiglio riuscite a sistemarmi il microfono. Dicevo, insieme ai colleghi Caporossi e Ruggeri abbiamo presentato questa interpellanza in merito a personale e strumentazione incompleta…

PRESIDENTE. Scusi, Consigliere, anche la questione dei microfoni l'abbiamo già detta/affrontata due volte, quindi, è diritto di ogni Consigliere esprimersi in maniera adeguata. Prendiamo nota, sistemiamo i microfoni. Grazie. Prego, Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Dicevo, in merito al personale e alla strumentazione incompleta nei consultori familiari. Premesso che i consultori familiari, istituiti con legge n. 405 del 29 luglio 1975, prestano un servizio di assistenza socio-sanitaria alle famiglie, integrato e multidisciplinare, di grande importanza. Rilevato che: da una recente indagine prodotta dalla CGIL Marche e Spi CGIL nella regione marchigiana, con dati aggiornati al 2023, risultano esserci 66 sedi di consultori pubblici, una ogni 22.533 abitanti, ma solamente in 24 di queste sedi sono presenti tutte le figure professionali di cui la completa operatività del servizio necessita, ovvero ginecologo, ostetrica, assistente sociale, psicologo; e che solo in circa la metà dei Consultori sono presenti ambulatori e strumenti sanitari per visite ginecologiche ed in nessuna sede viene effettuata l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica, poiché la Regione Marche non ha ancora recepito la circolare del Ministero della Salute del 2020. Considerato che questa carenza di personale addetto e di strumentazione consona mette in difficoltà il pieno e completo svolgimento di tutte quelle attività che si competono ad un consultorio familiare che dovrebbe prestare un servizio efficace ed indispensabile alle comunità. Interpelliamo la Giunta regionale per conoscere la politica del Governo regionale in merito al recepimento della circolare del Ministro della Salute del 2020 e all'integrazione in termini di personale e strumentale degli altri 22 consultori marchigiani con sedi carenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Il tema è, comunque, molto importante. Personalmente mi impegnerò anche a fare un recap rispetto a tutti i territori per vedere a che punto sono. Ho fatto fare un giro molto veloce, proprio per questa incombenza, non sono arrivati tutti, quindi, per questo cercherò di impegnarmi successivamente. Comunque dall'AST di Ancona, dall'AST di Fermo e dall'AST di Pesaro Urbino, dicono che non registrano difficoltà sotto questo punto di vista sia di risorse umane che di strumentazioni. Però, vista anche l'importanza del tema, mi riservo di fare proprio un recap rispetto alla tematica e alle forniture, appunto, a livello di risorse del personale che di strumentazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Intanto collega, avevo apprezzato le sue parole tempo addietro in merito a questo tema, che oggi, non lo ha detto apertamente, ma, sotto certi aspetti, ha richiamato come interesse e come impegno. E questo mi fa piacere. È chiaro che i consultori familiari sono servizi, come veniva richiamato nella interpellanza, socio-sanitari integrati di base con competenze multidisciplinari. Questi sono una risorsa importante nei distretti. C'è il tema della tutela della salute della donna, intesa nell'arco della propria vita, nella salute evolutiva dell'adolescenza e nelle relazioni familiari e di coppia, necessitano della messa in rete dei Consultori con gli altri servizi, quindi, andrebbero anche potenziati per l'importanza che hanno assunto negli anni. Anzi, devo dire che in questa fase dovremmo ulteriormente potenziarli. Infatti ci sono anche dei colleghi che hanno presentato delle proposte di legge che vanno in questa direzione.
Avere dei Consultori che funzionano significa anche alleggerire la parte sanitaria, perché fanno da filtro, danno delle risposte sui territori, ma sono anche una risposta verso delle fragilità, verso quelle categorie che non sempre hanno quel canale, penso agli immigrati, penso agli adolescenti, a maggior ragione anche per quello che riguarda l'educazione, viste anche certe scelte fatte recentemente anche sull'educazione sessuale nella scuola. Allora, c'è una necessità di una presenza forte e accessibile. Tant'è che la proposta di legge nostra parla di accessibilità. Accessibilità non è solo quella fisica, è anche quell’accessibilità di apertura, di accoglienza, di accompagnamento e di farsi carico, anche con quella sensibilità… non è un caso che sia importante la presenza anche di un sociologo e di uno psicologo. E c'è un tema… adesso, al di là della verifica, perché, in alcuni casi, non è solo l'apertura e la presenza, ma è anche la risposta vera che si offre. E su questo ci sono dei temi, delle carenze, e sono evidenziati anche da questo censimento, da questa nota a cui ho fatto riferimento, sul tema dell'interruzione farmacologica, sulla quale c'è una nota ministeriale a cui la nostra Regione non si è ancora adeguata. C'è un tema delle obiezioni. Allora, il tema vero e lo scopo era proprio quello di sollecitare una maggior presenza e la messa in condizione di poter lavorare. Allora, dico semplicemente questo, mi rendo conto che è sempre difficile dare risposte complete al 100%...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Assessore, è giunto il momento di dare una svolta nei confronti di questa questione. Noi abbiamo apprezzato moltissimo la fine del periodo oscurantista che l'ha preceduto e che ha visto, purtroppo, delle amenità, chiamiamole così, con un eufemismo, che, ovviamente, hanno accompagnato, poi, la programmazione di questi servizi. E quello che ci aspettiamo, come diceva il collega Massimo Seri, è il fatto che le sedi, che sono 66, debbano essere presidiate secondo la presa in carico dei casi trattati, ma secondo anche l'intercettazione a priori di quelli che sono i motivi per i quali le persone si possono e si debbono rivolgere a queste strutture. E da questo punto di vista, la presenza sporadica e, in qualche maniera, non organizzata di un servizio di psicologia deve essere assolutamente presidiata in maniera completamente diversa. Questo in quanto pensiamo sempre alla figura dello psicologo come ad una figura che debba fare degli atti di carattere valutativo e sanitario, ma la figura dello psicologo oggi deve essere, invece, una figura che ha la capacità di intercettazione a priori, come dicevo, del disagio, dei problemi possibili e del fatto di tracciare una roadmap, cioè una vera e propria presa in carico delle persone all'interno di un discorso che, poi, deve articolarsi secondo necessità che non sono definibili prima. Non parliamo solo di atti medici o di atti di presa in carico. Non parliamo solo, chiaramente, di interruzione di gravidanza, ovvero di governo del diritto alla maternità. Parliamo esattamente del fatto di recepire fino in fondo quali sono in questo momento gli ostacoli che le persone hanno, per esempio, per portare avanti una situazione familiare molto più articolata del passato. Portare avanti una situazione per la quale possano, in qualche maniera, intervenire anche sul disagio che ci può essere all'interno della coppia o all'interno della famiglia. E tutto ciò ha necessità che la figura dello psicologo debba essere considerata in maniera totalmente diversa a partire dalle dotazioni organiche che ne sono assolutamente carenti. In questo senso ci aspettiamo una risposta positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 27, per il quale la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi ha espresso parere favorevole. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Iscrizione della proposta di atto amministrativo n. 14. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Proposta di atto amministrativo n. 14
ad iniziativa della Giunta regionale
“Programma degli interventi regionali a favore degli emigrati marchigiani (XII legislatura). Legge regionale 30 giugno 1997, n. 39, articolo 3, commi 1, 2 e 3”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 14 della Giunta regionale.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Con il programma degli interventi regionali a favore degli emigrati marchigiani siamo chiamati ad approvare un atto che, oltre alla valenza amministrativa e programmatica, attiene alla nostra storia, al nostro futuro di comunità marchigiana, intesa nel senso più ampio del termine. Siamo tutti consapevoli che la comunità dei marchigiani nel mondo rappresenta una risorsa straordinaria per la Regione Marche. Non solo perché custodisce una storia di emigrazione, sacrificio, lavoro e successo che ha contribuito a costruire un patrimonio di relazioni internazionale unico nel suo genere, ma anche perché, con questo sacrificio e questo lavoro, abbiamo contribuito negli anni alla crescita di nazioni che sono leader del mondo. La programmazione 2026-2030 nasce dalla crescente consapevolezza che il fenomeno migratorio marchigiano non appartiene soltanto al passato, ma è alla base di una catena di valore globale che è fatta di competenze, professionalità, imprenditorialità e valori, che può e deve contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico della nostra Regione. Il nuovo programma intende rafforzare questo patrimonio attraverso una strategia fondata su innovazione, partecipazione e internazionalizzazione. In questo percorso le Marche possono contare su una presenza organizzata di Associazioni e Federazioni diffuse nei diversi Continenti, capaci non più solo di mantenere vivo il legame con la terra d'origine e di promuovere il mondo, l'identità marchigiana, ma anche di essere il primo motore di un nuovo approccio nella programmazione e nella comunicazione del brand Marche nel suo complesso. Le linee strategiche della programmazione si sviluppano attorno a quattro obiettivi fondamentali. Rafforzare l'identità dei marchigiani nel mondo come comunità globale, valorizzando le competenze professionali, culturali e imprenditoriali maturate nei Paesi di residenza. Potenziare la comunicazione, la connessione digitale tra la Regione, Associazioni e comunità all'estero attraverso strumenti innovativi, piattaforme social e reti collaborative permanenti. Sviluppare una presenza internazionale più strutturata mediante conferenze continentali, incontri tematici e momenti di confronto finalizzati alla costruzione di progetti condivisi e opportunità utili alla cooperazione. Coinvolgere le nuove generazioni, i discendenti dei marchigiani emigrati, favorendo la conoscenza delle proprie radici, la partecipazione ai programmi regionali, gli scambi culturali, la formazione e l'opportunità di collaborazione con il sistema produttivo ed universitario delle Marche. Ed è proprio sui giovani, che sono al centro delle strategie di questa nuova legislatura del Presidente Acquaroli, che si concentreranno azioni specifiche anche nel campo della nuova emigrazione. Le nuove generazioni rappresentano il ponte tra la storia e l'emigrazione marchigiana e anche le sfide del futuro. Con la programmazione 2026-2030 vogliamo anche valorizzare la nuova emigrazione promuovendo strumenti di partecipazione che consentano ai giovani marchigiani all'estero di diventare protagonisti, che siano anche dei protagonisti attivi delle politiche regionali, ambasciatori delle eccellenze delle Marche nel mondo. La mobilità internazionale made in Marche è caratterizzata da elevati livelli di formazione e specializzazione personale. Anche questo credo sia importante. Ad esempio molti giovani marchigiani operano oggi in Università, Centri di ricerca, imprese innovative, organizzazioni internazionali e settori ad alta qualificazione, contribuendo con il proprio lavoro alla crescita dei Paesi di residenza, ma mantenendo, allo stesso tempo, un forte legame con le proprie origini. L'obiettivo è, quindi, costruire una comunità globale capace di coniugare appartenenza, competenze e sviluppo. Per questo diventa fondamentale rafforzare i legami identitari e culturali tra le nuove generazioni e la terra di origine, favorendo occasioni di incontro, di scambio, collaborazione con il sistema regionale della formazione, della ricerca, dell'innovazione e dell'impresa. All'interno di questa comunità, magari, c'è anche chi avrà un ruolo fondamentale, come sono i marchigiani che ricoprono ruoli di responsabilità e prestigio in ambito scientifico, tecnologico, imprenditoriale, accademico e professionale, riconoscendone il valore come risorsa strategica per la proiezione internazionale della nostra regione. Tra le priorità della programmazione rientra la creazione di reti permanenti di collaborazione con professionisti, ricercatori, innovatori marchigiani operanti all'estero con la specifica attenzione ai settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) che rappresentano oggi uno dei principali motori dello sviluppo economico e sociale a livello mondiale. Attraverso il coinvolgimento di queste figure potremmo favorire la diffusione della cultura dell'innovazione promuovendo il trasferimento di conoscenze e competenze, sostenere percorsi di internazionalizzazione delle imprese marchigiane e creare nuove opportunità per gli studenti, per i ricercatori e anche per giovani professionisti. L'investimento della Regione Marche è indirizzato alla costruzione di una rete internazionale delle competenze marchigiane capace di mettere in relazione il patrimonio di esperienze maturate all'estero con le esigenze di crescita del nostro territorio regionale. Una rete, però, che non si limita solo alla conservazione della memoria dell'emigrazione, ma che sappia trasformare il capitale umano dei marchigiani nel mondo in una leva concreta per l'innovazione, la competitività, lo sviluppo sostenibile delle Marche. Per farlo ci si avvale anche di una comunicazione, di una promozione in linea con le nuove tecnologie, che sempre più prevedono l'interazione, il coinvolgimento dell'utenza in un'esperienza a tutto tondo, in un campo di esperienza. La programmazione, quindi, propone anche di favorire l'incontro tra il sistema economico regionale e gli imprenditori di origine marchigiana che sono presenti e residenti all'estero, sostenendo percorsi di internazionalizzazione, di promozione territoriale, attrazione di investimenti e valorizzazione delle eccellenze marchigiane, di cui noi tutti andiamo orgogliosi. In questo contesto assume particolare rilievo il ruolo delle Associazioni dei Marchigiani nel mondo e permettetemi di ringraziarli tutti. Abbiamo una concentrazione importante in Sud America, in America, in alcune parti d'Europa, in Asia, un po' dappertutto. E questo, permettetemi di dire, anche grazie a loro, che ogni giorno portano la marchigianità nel mondo. Addirittura abbiamo professionisti. Penso, ad esempio, a un mio amico che è il referente dei marchigiani nel mondo a New York, un ricercatore scientifico importante, una persona che continuamente cerca di far crescere il nome delle Marche di cui noi andiamo orgogliosi. Ovviamente dobbiamo continuare con il principale punto di riferimento per la diffusione della cultura marchigiana e il mantenimento delle relazioni istituzionali e promuovere delle attività regionali nei diversi Paesi. La sfida dei prossimi anni sarà quella di trasformare una grande comunità di origine in una moderna rete globale di relazioni capaci di generare valore per le Marche e per i marchigiani residenti all'estero. Con questa programmazione, che mi auguro approveremo all'unanimità nel segno delle Marche e dei Marchigiani nel mondo, si avvia una nuova stagione di collaborazione internazionale, sviluppo e crescita condivisa che contribuiranno a portare alle Marche nuova linfa per il loro sviluppo. Permettetemi anche di ringraziare l'Assessore Baldelli, il Presidente Acquaroli, anche per aver intrapreso un percorso importante. Ma anche credo nella scorsa legislatura con il Comitato dei Consiglieri regionali per i Marchigiani nel mondo che hanno l'opportunità… sono stati colleghi, che magari oggi non sono stati rieletti, ma già hanno avuto modo di partecipare, ad esempio, al Columbus Day. Anche questo credo sia importante per dimostrare la vicinanza delle istituzioni marchigiane all'Associazione dei Marchigiani, in questo caso era a New York, ma anche in giro per il mondo. Perché credo che sia fondamentale dare un'opportunità per far conoscere ancora di più le Marche ai discendenti dei marchigiani, che conoscendole possono tornare a promuoverle e ad innamorarsi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questo atto dà attuazione alla legge regionale n. 39 del 1997 e definisce il programma degli interventi a favore dei marchigiani all'estero per la XII legislatura. Il documento valorizza una comunità molto ampia, composta da oltre 191.000 marchigiani iscritti all'AIRE, e riconosce il ruolo fondamentale delle Associazioni che nel mondo mantengono vivo il legame con la nostra regione. Parliamo di una presenza particolarmente significativa in Argentina, dove risiede quasi la metà dei marchigiani all'estero, con oltre 87.000 persone originarie delle Marche, ma anche in altri Stati. Ad esempio in Canada c'è una rete associativa storica e consolidata che continua a rappresentare un punto di riferimento. E proprio qui, in questi giorni, era programmata una missione guidata dall'Assessore Baldelli e dal Consigliere regionale Massimo Seri che, purtroppo, non so per quali motivi sia stata annullata. Sono realtà che testimoniano quanto il legame con le Marche sia ancora vivo e rappresenti una risorsa culturale, sociale ed economica per la nostra Regione. Condivido in particolare l'attenzione in questo Piano rivolta ai giovani, al turismo delle radici, agli educational tour, alle esperienze formative nelle imprese marchigiane e al rafforzamento degli strumenti digitali per coinvolgere le nuove generazioni. Sono obiettivi importanti e coerenti con l'esigenza di mantenere un rapporto vivo tra le Marche e i corregionali all'estero. Va detto, però, che andrebbe valorizzata anche la componente dei giovani che sono costretti a vivere all'estero, la componente delle persone che sono costrette a rimanere all'estero, perché qui non trovano le opportunità per tornare. E si tratta di circa 4.000 giovani all'anno, cervelli in fuga che sono costretti ad abbandonare le Marche, perché il nostro tessuto economico non offre le opportunità che meritano. Poco fa si è parlato del ricercatore marchigiano, rappresentante dei marchigiani a New York. Ebbene, ne conosco anch'io tanti, alcuni, addirittura, della mia provincia, costretti a rimanere a vivere negli Stati Uniti, alcuni in California, dove nelle università statunitensi guadagnano 20.000 euro al mese per lavorare come ricercatori e che qui non trovano nessuna opportunità di tornare nemmeno a compensi molto più bassi. Cosa fa questo piano su questo fronte? Mi pare ben poco. Apprezzo, comunque, il coinvolgimento del Consiglio dei Marchigiani all'estero, che ha espresso parere favorevole sulla proposta. Proprio perché condividiamo le finalità del provvedimento, riteniamo, però, che non vi fossero le condizioni per attribuirgli carattere di urgenza. E allora una domanda è legittima: quale sarebbe la ragione concreta di questa urgenza? Quale interesse pubblico verrebbe compromesso da una discussione ordinaria in Aula? Il programma precedente, va evidenziato, resta efficace fino all'approvazione di quello nuovo e nessuna delle misure previste presenta caratteri emergenziali tali da giustificare una compressione dei tempi di esame del Consiglio. Per questo il dubbio rimane. Ci chiediamo se l'urgenza sia stata dettata da esigenze amministrative reali oppure dall'esigenza di attivare eventualmente e rapidamente l'approvazione di un programma per consentire alla Giunta Acquaroli e all'Assessore competente Baldelli, che aveva appunto previsto, come già detto, una missione in Canada, poi annullata… quindi l'esigenza di incontrare le comunità marchigiane, presentando come già disponibili gli indirizzi e le risorse previste da questo atto. Se così fosse, sarebbe una motivazione rispettabile sul piano politico, ma certamente non sufficiente a giustificare una procedura d'urgenza che riduce gli spazi di approfondimento e confronto dell'Assemblea legislativa, anche perché molti dei miei colleghi, che non sono relatori e relatrici di quest'atto, potrebbero averlo visto oggi stesso. Parliamo di un programma di legislatura, previsto dalla normativa vigente e destinato a orientare l'azione regionale per l'intero quinquennio, quindi, fondamentale per la programmazione dei prossimi cinque anni. Non si tratta di una misura emergenziale né di un atto che richieda un'approvazione accelerata per evitare conseguenze immediate. Inoltre, la stessa normativa prevede, come già anticipato, che il programma precedente continui a produrre i suoi effetti fino all'approvazione di quello nuovo. Avremmo, quindi, preferito tempi ordinari di esame, che consentissero all'Aula e ai Gruppi consiliari un approfondimento ampio su priorità, strumenti e risorse, anche alla luce delle sfide evidenziate da questo documento stesso, come il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rafforzamento dell'associazionismo e la necessità di adeguati finanziamenti. E, ribadisco, non possiamo ignorare 4.000 giovani all'anno che devono scappare dalle Marche, che sono costretti a scegliere di lavorare all'estero. Per queste ragioni esprimo un giudizio favorevole sulle finalità e sugli obiettivi del programma, ma non condivido la scelta di ricorrere alla procedura d'urgenza che, a mio avviso, non era necessaria. Grazie.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Vado un po' a memoria e un po' a braccio perché, essendo stata anticipata, non ho la documentazione dell'atto amministrativo e, quindi, non è semplicissimo. Però è un tema che a me sta molto a cuore, anche per ovvie ragioni, la mia carta d’identità lo spiega molto bene, essendo figlio di una famiglia che ha vissuto il fenomeno della migrazione del secolo scorso. E sono consapevole del valore e della portata di questo rapporto con i marchigiani all'estero, ma, degli italiani all'estero nella loro declinazione regione per regione. Perché, poi, specialmente se andiamo al di là dell'acqua - come veniva detto una volta quando si andava oltre Continente - c'è un legame fortissimo, quella cosiddetta nostalgia che si va poi… nell'America Latina è ancora molto forte questo aspetto. Ma è importante per tante ragioni e, se vogliamo capire i suoi effetti, la sua portata, è importante capire anche la trasformazione che c'è stata nei decenni. Nasce, ovviamente, come un'esigenza di coloro che erano immigrati di avere una comunità, un appunto d'appoggio, di aiuto, di informazione e di autotutela, di mutuo soccorso. Poi c'è stata la fase della affermazione della presenza delle nostre comunità nei luoghi dove si erano insediate, avevano creato famiglie, lavoro, alcuni con successo, altri un po' meno, ma sempre mantenendo questo forte legame e questa presenza italiana e del nostro territorio nei vari Paesi. Poi vi è stato un… e questo lo dico perché ci è utile anche per capire l'immigrazione. Perché se guardate - anche io l'ho visto amministrando, qui ci sono colleghi che lo potranno confermare - le comunità presenti e organizzate nei nostri territori, nei nostri Comuni si comportano come si comportavano i nostri emigrati, con le stesse modalità, con le stesse mutualità che, lasciatemelo dire, in alcuni casi mi hanno anche commosso. Potrei raccontare delle storie molto, molto belle. Poi c'è stata un'evoluzione ulteriore, perché passiamo alle seconde, terze generazioni, ovviamente con un maggior radicamento nella nuova terra. Il fenomeno ha assunto una dimensione più culturale di contaminazione e di estensione, anche tra i loro associati delle nostre associazioni, coinvolgendo persone che, magari, non erano neanche italiane, ma partecipavano alle nostre attività e alle nostre iniziative.
Su questo un altro elemento che ci dà un valore è che abbiamo un'altra regione in giro per il mondo. Non è solo l'elemento dell'iscrizione all'AIRE che, forse, è un dato minore, ma se consideriamo i discendenti… qualcuno lo diceva prima, se si va in Argentina, uno ogni due è di origine italiana. Sono stato, fra l'altro, quando ero Assessore in Provincia… proprio perché anche noi avevamo fatto la scelta di tenere questo rapporto forte, radicato con, allora lì in quel caso, i pesaresi nel mondo e devo dire con soddisfazione e con grande ritorno. Perché questo rapporto… in particolare se andiamo oltre Europa, perché già se parliamo dell'Europa la cosa è un po' più scemata, ovviamente sono più vicini, i rapporti sono più facili da tenere, anche per le condizioni di viaggio e i chilometri da percorrere. Oggi si aprono nuove opportunità e nuove occasioni. Ho apprezzato la volontà di mettere risorse maggiori rispetto al passato. Poi, io vengo da una cultura politica che ha sempre tenuto… anche coloro che erano seduti in questi scranni nei decenni precedenti hanno sempre dato una importanza e una attenzione forte, perché qui si aprono nuove occasioni e nuove possibilità. Si è parlato prima, il Consigliere Putzu nella sua relazione parlava di innovazione e internazionalizzazione. Sono convinto di questo, penso che sia veramente un'occasione, però bisogna lavorarci, bisogna metterci un po' di risorse, bisogna mettere nelle condizioni queste Federazioni di poter fare questo lavoro da ponte, stimolarli, incentivarli, mantenere un rapporto costante. E penso… mi ero permesso anche… ringraziando il Consiglio, anche i colleghi della minoranza per avermi concesso la possibilità di essere componente del Consiglio dei Marchigiani, mi sono permesso di avanzare anche una proposta nell'esprimere il parere al piano di legislatura, quella di cogliere anche l'opportunità delle intelligenze e competenze che ci sono sparse, che possono essere messe in una piattaforma, in un network. Sono tante le formule che possono aiutarci a leggere e affrontare anche le sfide che abbiamo collegate anche ai temi che dicevamo prima, di internazionalizzazione, di rapporti. Per non parlare anche di nuove occasioni, come sul piano del turismo, il turismo delle radici, come chiamato e di questo vi do conferma. Nei dieci anni in cui sono stato Sindaco, specialmente nell'estate, nei periodi di ferie, tornavano eredi alla ricerca delle loro origini, dei rapporti, venivano alla nostra anagrafe per fare delle… e creano un numero consistente. E qui, ecco, un'altra cosa che andrebbe rafforzata, anche il rapporto e il coinvolgimento dei nostri enti locali. Vi porto un esempio recentissimo. Insieme all'Assessore siamo stati chiamati nel Comune di Fano… c'è una bellissima realtà in Canada, dove c'era una miniera. In quella città la presenza italiana è composta per oltre la metà da marchigiani. E adesso, al di là di questo, ormai sono passati veramente 50 anni, 60 anni da allora, ma a una piccola iniziativa con la presenza di uno, senza tanta pubblicità, c'è stata una partecipazione di concittadini straordinaria. La dice lunga sull’interesse e sulla potenzialità che c’è nel recuperare anche certe relazioni, che hanno anche un effetto, poi, economico, hanno un effetto anche moltiplicatore di tanti altri aspetti. Su questo va rafforzato il rapporto con le nostre Federazioni. È vero, in alcuni casi si può dire… c'è sempre questa attenzione alla spesa, però posso garantirvi che il rapporto costante - senza esagerare ovviamente - porta benefici. Ahimè, prima si è fatto riferimento alla mancata presenza di una delegazione, posso assicurarvi che questo ha deluso un po' e ha lasciato rammarico… c’era la Conferenza continentale, hanno partecipato i rappresentanti di tutte le Federazioni dell'America Latina e America del Nord. Era anche l’occasione per i festeggiamenti di 50 anni della presenza delle Federazioni canadesi. Posso dirvi che questo, insomma, ha lasciato un po' di delusione e di rammarico, però, c'è tempo per recuperare. Spero che l'Assessore faccia anche un intervento, magari possa mandare un messaggio spiegando le ragioni che hanno portato alla non presenza. Però, ve lo posso garantire, alcune volte un'attenzione in più può fare la differenza, perché, poi, sono i nostri… alcuni lo sono a tutti gli effetti perché iscritti all’AIRE… la cittadinanza. Ma anche coloro che sono discendenti sono un potenziale straordinario, rappresentano la nostra identità, rappresentano la nostra storia, ma rappresentano anche un'opportunità per noi, per il futuro. L'altro … si è parlato di giovani. Ecco, c'è un tema nuovo che va anche questo seguito, il tema delle nuove emigrazioni. Venivano citati alcuni numeri, sono numeri significativi. C'è un servizio su un giornale europeo, adesso mi sfugge quale sia, che proprio faceva un riferimento su questo qualche giorno fa e portava i numeri della nostra emigrazione di giovani e i numeri di quelli che entravano con caratteristiche completamente diverse e numeri inferiori. Quindi noi avremmo bisogno anche di una maggiore presenza, abbiamo un gap negativo anche in questo senso. E. allora, questa storia, queste presenze sono utili anche per i nostri nuovi emigrati. E concludo dicendo che è utile anche per capire la nostra emigrazione. L'ultimissima che mi stava sfuggendo, pensare anche a iniziative che possano favorire un ritorno, un ritorno di quelli che sono andati, ma anche accendere un interesse in coloro che, magari, sono di seconda, terza generazione, che tutte quelle soddisfazioni nel Paese dove sono non ce l'hanno e potremmo favorirli per un ritorno. Ma qui occorre un lavoro intelligente, approfondito, con proposte serie e lungimiranti che non si possono improvvisare. Però può diventare una sfida interessante, unita anche al coinvolgimento e al dialogo con le nostre intelligenze e competenze. E concludo veramente. Lo dico perché l'ho sperimentato, quando ero Sindaco del Comune di Fano feci proprio una piattaforma dove periodicamente mi sentivo con i nostri giovani e meno giovani che avevano ruoli chiave in diversi Paesi e ci hanno dato molti suggerimenti, anche qualche idea che, poi, abbiamo messo a terra su alcune iniziative per il nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Proposta di atto amministrativo n. 14. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 41
ad iniziativa del Consigliere Antonini
“Modifiche alla legge regionale 22 ottobre 2001, n. 22 (Disciplina degli impianti di trasporto a fune in servizio pubblico, delle piste da sci e dei sistemi di innevamento programmato)”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 41 del Consigliere Antonini.
La discussione generale è aperta, ha la parola, il relatore di maggioranza, Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Questa proposta di legge apporta alcune modifiche alla legge regionale n. 22 del 2001 relativa alla “Disciplina degli impianti di trasporto a fune in servizio pubblico, delle piste da sci e dei sistemi di innevamento programmato”. Nella legge regionale n. 22 del 2001 è, infatti, inserita la disciplina relativa agli impianti da sci, agli obblighi dei gestori del soccorso da prestare sulle piste. In virtù di quanto già previsto dai commi 1 e 2 dell'articolo 18 della legge regionale, i gestori debbono istituire un apposito servizio dotato della necessaria attrezzatura. Il servizio può essere svolto o dal personale dipendente in servizio presso le piste o presso gli impianti e/o da enti e associazioni già operanti nel settore dotati di professionalità specifica. Le modifiche sono finalizzate a introdurre alcune norme specifiche riguardanti i soggetti che svolgono servizio di primo soccorso sulle piste da sci nell'ottica di precisare il contesto normativo all'interno del quale inserire la figura professionale dell'operatore di primo soccorso sulle piste del quale…

PRESIDENTE. Per favore, chiedo scusa Consigliere, se possiamo gentilmente fare silenzio in Aula.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. … si avvale il soggetto gestore delle piste stesse. Si tratta, quindi, di un intervento normativo che ha lo scopo di aumentare la sicurezza degli utenti delle piste da sci e di coadiuvare il gestore delle aree sciabili attrezzate nell'attività di vigilanza e controllo alla luce delle specifiche responsabilità poste in capo al gestore medesimo. Per espressa previsione della normativa statale, infatti, il gestore incorre nella responsabilità civile riconnessa alla mancata regolarità e sicurezza dell'esercizio delle piste e al mancato rispetto dell'obbligo di stipula, prima dell'apertura al pubblico della pista, di apposito contratto di assicurazione per i danni derivabili agli utenti ed ai terzi per fatti derivanti da responsabilità dello stesso gestore in relazione all'uso di dette aree. Nel merito, quindi, l'articolo 1 della proposta introduce all'articolo 18 della legge regionale n. 22/2001 i commi 2 bis e 2 ter per disciplinare, rispettivamente, il riconoscimento degli operatori di primo soccorso sulle piste da sci ed istituire il relativo elenco. Viene inoltre precisato che gli operatori di primo soccorso sulle piste da sci che hanno svolto l'intervento di soccorso effettuano anche la comunicazione dell'elenco analitico degli infortuni verificatisi sulle piste stesse, sulla base di quanto previsto dalla normativa statale. L'articolo 2 della proposta istituisce l'Elenco regionale degli operatori di primo soccorso sulle piste da sci, demandando ad una apposita delibera di Giunta regionale, adottata previo parere della competente Commissione assembleare, il compito di stabilire le disposizioni attuative per l'iscrizione, la cancellazione e l'aggiornamento dell'elenco. Infine, l'articolo 3 contiene le disposizioni attuative riguardanti il termine entro il quale la Giunta regionale è tenuta ad adottare la delibera relativa all'Elenco regionale degli operatori di primo soccorso sulle piste da sci. L’articolo 4 disciplina l'invarianza finanziaria. Ricordo e ringrazio, adesso non c'è, mi dispiace, il Presidente della III Commissione, Consigliere Marconi, perché, comunque, la proposta di legge è passata alla III Commissione che ne ha ben analizzato la proposta, tant'è che, poi, nel corpo della proposta di legge ci sono stati degli emendamenti inseriti dalla Commissione stessa che hanno certamente migliorato la proposta di delibera. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 41 interviene sulla legge regionale n. 22 del 2001 introducendo il riconoscimento, sarebbe stato meglio dire la disciplina, però, il riconoscimento dell'attività svolta dagli operatori di primo soccorso sulle piste da sci nella prevenzione, soccorso e sicurezza delle persone infortunate. Nel contempo istituisce un apposito elenco. L'iniziativa risponde a un'esigenza reale di valorizzazione degli operatori di primo soccorso e di garanzia qualitativa dell'intervento di soccorso stesso. Si tratta di una finalità certamente apprezzabile ed anche coerente con la crescente attenzione che il legislatore nazionale ha dedicato negli ultimi anni alla sicurezza della pratica sciistica. In questa prospettiva la proposta si inserisce nel quadro delineato dal decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 40 ed il raccordo con la normativa statale appare rispettoso della competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordine pubblico e sicurezza, articolo 117, quella concorrente in materia di tutela della salute, nonché la competenza legislativa residuale della Regione in materia di formazione professionale. A tal proposito, la Corte Costituzionale ha costantemente affermato che le Regioni possono disciplinare aspetti organizzativi ed amministrativi, purché non introducano nuove figure professionali né nuovi profili professionali riservati alla competenza statale, come è osservato, peraltro, nella relazione della proposta di legge redatta dagli uffici e, sotto questo aspetto, riteniamo che sia ben coordinata. Sotto questo profilo, la proposta deve essere interpretata, quindi, come misura di natura organizzativa e ricognitiva e non come istituzione di una nuova professione. In questa prospettiva appare corretta ed opportuna l'esclusione dall'applicazione delle disposizioni sull'elenco regionale di cui all'inserito articolo 18 bis dei soggetti di cui all'articolo 29 del decreto legislativo 40 del 2021 che ho citato poc'anzi, ai maestri di sci alpino, alle guide alpine-maestri di alpinismo, agli istruttori di sci alpinismo del Club alpino italiano, al Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico. Tale elencazione, pur apprezzabile, come detto, nella sua finalità di delimitazione dell'ambito applicativo, pone interrogativi circa la completezza e la correttezza con la disciplina statale che potrebbe prevedere ulteriori figure o diversi criteri di esclusione. In questa prospettiva sarebbe stato, forse, più utile prevedere il rinvio, appunto, alla riserva statale in siffatta materia. È, pertanto, fondamentale che l'elenco regionale non venga considerato come albo professionale né come titolo abilitante all'esercizio di attività professionali riservate. Va anche scongiurato il rischio che l'istituzione dell'elenco possa generare incertezza interpretativa circa il ruolo effettivo degli operatori iscritti e di correlati rapporti con le figure già esistenti e di cui si è detto, perché l'iscrizione non può attribuire alcuna competenza ulteriore rispetto a quelle derivanti dalla formazione ricevuta. Altro punto di criticità è, ancora una volta, l'eccessivo rinvio alla Giunta regionale per la disciplina delle modalità di iscrizione, cancellazione, aggiornamento e pubblicazione dell'elenco. Sarebbe stato più, opportuno, e forse anche più significativo, prevederlo nella stessa disposizione legislativa. Da ultimo e non da ultimo, altra criticità riguarda la clausola dell'invarianza finanziaria, perché l'istituzione, la gestione e l'aggiornamento dell'elenco regionale, il rilascio dei tesserini, l'attività di pubblicazione, come i controlli amministrativi richiederanno, comunque, un impiego di risorse umane e organizzative e non si comprende come può essere fatto ad invarianza finanziaria. Ma questa, purtroppo, vediamo che è una costante nelle proposte di legge sia della maggioranza e, ahimè, purtroppo, anche su quelle di minoranza. Noi sappiamo bene che la clausola di invarianza finanziaria è una mera clausola di stile che, però, non ci può essere in una proposta di legge che, come in questo caso, mette in campo misure organizzative. Il nostro voto sarà favorevole, perché l'impianto generale appare coerente con le competenze regionali in materia di organizzazione dei servizi connessi alla funzione delle aree sciistiche. Auspichiamo, lo dico al proponente, Consigliere Antonini, che, in sede di applicazione, vengano apportati i necessari correttivi, così come declinati in questa breve relazione, e che vengano previste, soprattutto, le necessarie risorse, perché, in effetti, questa proposta di legge, una volta legge, possa realmente dispiegare i suoi effetti verso quegli obiettivi assolutamente condivisibili che la stessa vuole perseguire. Quindi la proposta del relatore di minoranza, d’intesa con la Capogruppo del mio partito, è il voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 41.La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14:40.