Resoconto della seduta n.24 del 16/06/2026
SEDUTA N. 24 DEL 16 GIUGNO 2026
La seduta inizia alle ore 10:55
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE Buongiorno a tutti Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n, 24 del 16 giugno 2026 Do per letto il processo verbale della seduta n. 23 del 9 giugno 2026, il quale ove non vi siano opposizioni si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento intero.
Preciso anche che è giunta ora la comunicazione che ha chiesto congedo l'Assessore Rossi e per questo non verrà trattate le interrogazione n. 241 e n. 242 (abbinate), la n. 250 e la mozione n. 33 (punto 11).
PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Se posso mettere a verbale che ritiro l'interrogazione n. 199, in quanto la ritengo superata dagli eventi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Consigliere, mi scusi, non l'avevo comunicato in quanto l’avevamo già detto nella Conferenza dei Presidenti di gruppo.
Interrogazione n.300 - a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Interventi per mitigare la crisi relativa al caro dei costi energetici”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n.300 - a risposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Mi dispiace che il Consigliere Nobili ritiri l’interrogazione n. 199 perché c'erano delle notizie molto positive sui traffici del Porto di Ancona, che sono in estremo aumento sia per quanto riguarda i traffici petroliferi che le merci solide, ma tant'è…
Per quanto riguarda invece l'interrogazione del Vicepresidente Rossi, la Regione Marche segue con attenzione l'evoluzione della situazione determinata dalle tensioni internazionali e dai conseguenti effetti sui costi energetici e dei carburanti. consapevole delle ricadute che tali aumenti possono avere su alcuni settori produttivi, in particolare quelli dell'agricoltura, dell'autotrasporto e della pesca.
Su questo tema vi sono state interlocuzioni informali con il Governo, finalizzate a rappresentare le preoccupazioni espresse dalle categorie economiche e a monitorare l'eventuale adozione di misure di sostegno a livello nazionale.
Va tuttavia ricordato che gli strumenti in grado di incidere direttamente sul costo dei carburanti, a partire dalla leva fiscale delle accise, rientrano nelle competenze dello Stato. In tale ambito il Governo è già intervenuto in più occasioni con misure volte a contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi.
Vale la pena ricordare che gli eventi internazionali in queste ore hanno fatto scendere sotto la soglia psicologica di 1,8 euro al litro per la benzina e sotto i 2 euro per il gasolio.
Gli economisti definiscono questi eventi come Rockets and feathers i prezzi che aumentano con la velocità dei razzi e diminuiscono, quando aumenta il prezzo del greggio, diminuiscono con la lentezza delle piume. Quindi Rockets and feathers è una definizione tipica di chi ha a che fare con i prezzi dei carburanti.
La Regione comunque continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione della situazione e a rappresentare al Governo eventuali esigenze che il territorio marchigiano e le categorie produttive, maggiormente esposte per gli effetti degli aumenti dei prezzi, ci rappresenteranno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore con il quale ho avuto anche negli scorsi giorni un'interlocuzione riguardo alla questione ed mi ha esposto l'interlocuzione che la Regione ha avuto con il Governo sugli interventi di mitigazione dei costi energetici, in particolar modo del carburante.
Tra l'altro alcune azioni dal Governo sono state già messe in atto. Adesso, fortunatamente, come ha già detto l'Assessore, pare che i prezzi scendano. E’ chiaro che speriamo che la piuma diventi sempre più pesante e arrivi a dei livelli chiaramente accettabili perché la situazione sta, non dico mettendo i ginocchio, ma sta pesando tanto sul trasporto pubblico locale, sugli autotrasportatori, sui pescatori ed agricoltori.
Pare che le notizie siano positive ed auspichiamo che qualora questa situazione permanga la sollecitazione nei confronti del Governo affinché intervenga.
Capisco che intervenire non è semplice, già qualcosa è stato fatto ed auspichiamo che la situazione vada per la migliore…
Interrogazione n. 151
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Riapertura termini Avviso pubblico per n. 1 Dirigente Amministrativo da assegnare alla S.O. Affari Legali e Contenzioso presso l’AOU delle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 151 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Sono a rispondere all'interrogazione n. 151. Con riferimento alla richiesta in oggetto si comunica quanto segue.
In data 30 marzo 2026 si sono svolti i colloqui relativi alla procedura selettiva in argomento. Successivamente, con determina n. 134 del 31 marzo 2026, è stato disposto il conferimento dell'incarico a tempo determinato di Dirigente amministrativo presso la Struttura Affari legali e contenzioso. L'incarico ha avuto decorrenza dal 5 maggio 2026 per una durata di 6 mesi, fatta salva l'eventuale proroga nei termini previsti dalla normativa vigente.
Andiamo anche a parlare in riferimento alla compatibilità tra la riapertura dei termini e il riscontro fornito a questa interrogazione.
La riapertura dei termini si è resa necessaria in relazione a un errore materiale contenuto nel bando indetto con determina n. 968 del 3 novembre 2025. In tale atto, infatti, era stato erroneamente indicato che i termini per la presentazione delle domande dovessero decorrere dalla data di pubblicazione dell'estratto in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, tale adempimento non è prescritto dalla normativa vigente per le procedure di reclutamento a tempo determinato, per le quali è invece sufficiente e corretta la pubblicazione nell'Albo pretorio aziendale.
Pur avendo l'Azienda provveduto alla regolare pubblicazione secondo le prassi consolidate e nel rispetto alla normativa applicabile, l'incongruenza formale contenuta nel testo del bando avrebbe potuto generare incertezze interpretative in ordine alla decorrenza dei termini di scadenza, si sarebbe aspettato la Gazzetta Ufficiale che non sarebbe mai uscita. Per tale ragione si è ritenuto doveroso intervenire in autotutela rettificando lo specifico punto del bando.
Si precisa che non si è trattato della pubblicazione di un nuovo avviso, bensì della rettifica dell'avviso originario, resa necessaria esclusivamente per correggere l'errore materiale sopradescritto.
La riapertura dei termini costituisce, pertanto, una conseguenza tecnica e giuridica della rettifica operata.
Come espressamente indicato nella determina n. 46/2026, le motivazioni dell’intervento risiedono esclusivamente nella correzione dell'errore materiale e nella conseguente esigenza di garantire certezza giuridica dell'azione amministrativa.
Tale condotta non contraddice quanto indicato nel riscontro dell'interrogazione n. 5 del 2025, bensì si pone in piena coerenza con esso, configurandosi come un atto necessario a tutela della legittimità della procedura e volto a evitare eventuali ricorsi fondati sull'incertezza della tempistica
Motivi del mancato avvio immediato del concorso a tempo indeterminato. Con riferimento al presente punto si richiama integralmente quanto già comunicato nella nota del 13 novembre 2025, nel riscontro all’interrogazione n. 5, in cui si rinvia ogni ulteriore elemento di dettaglio e chiarimento in ordine alle motivazioni organizzative e normative sottese alla scelta di procedere mediante avviso a tempo determinato, nelle more di poter indire un pubblico concorso.
Funzionalità della Struttura Affari legali e contenzioso. Si precisa che le funzioni di direzione della struttura sono attualmente assicurate dal direttore amministrativo. Tale assetto organizzativo rende tuttavia opportuna e funzionalmente necessaria la presenza di una figura dirigenziale dedicata alla struttura, coerente con la complessità delle attività proprie dell'area Affari legali e contenzioso.
Scaduto il termine ultimo per la presentazione delle domande, fissato al 13 febbraio 2026, si è proceduto all'avvio…, e qui riprendiamo la prima parte della risposta. Parallelamente la Commissione esaminatrice ha effettuato…, ma abbiamo già detto che il conferimento dell'incarico è avvenuto il 31 marzo 2026.
Al Consigliere Cesetti chiedo anche un'espressione su quello che ci accomuna, il freddo da area condizionata, se può far presente anche in questa seduta che l'aria condizionata, che insiste su di me, non so se insiste anche su di lei… Avete già…, quindi l’hanno concentrata tutta qui. Niente, ancora non è risolto. Va bene, ci rivediamo alla prossima interrogazione con i pinguini. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Chiedo clemenza e quindi la concessione di qualche minuto in più, come ha avuto l’Assessore Calcinaro.
L’Assessore Calcinaro vorrebbe farmi parlare della temperatura per sviarmi dall'oggetto dell'interrogazione. Lui in queste cose è un esperto surfista della politica.
Caro Assessore Calcinaro, il tema che abbiamo posto con questa interrogazione è molto più semplice e complesso allo stesso tempo della risposta che l'Assessore ha letto e che ovviamente è stata scritta dai chiamati in causa.
Tutto nasce dall'interrogazione n. 5 del 10 novembre 2025, nella quale si contestava che cosa? Che l'Azienda ospedaliera universitaria delle Marche aveva emanato un avviso pubblico per un dirigente amministrativo da assegnare agli Affari legali, a tempo determinato, quando questo prefigurava la necessità di un'assunzione a tempo indeterminato. Non solo, ma c'era un bando aperto a Macerata dal quale si poteva attingere.
L'Assessore nel rispondere a questa interrogazione deduce l’urgenza di provvedere a tempo determinato. Poi, guarda caso, quel bando a tempo determinato viene addirittura prorogato, rinnovato, quindi non c'era più l'urgenza o l'urgenza è stata contraddetta dalla risposta a quella interrogazione.
Oggi ci dice che il dirigente è stato assunto, bene, in attesa di fare un concorso a tempo determinato, tant'è che il servizio viene dato ad interim ad un dirigente amministrativo. E allora? Qual è il punto, Assessore? Evidentemente con questo bando si è voluto prefigurare un'assunzione, che poi verrà fatta a tempo determinato all'evidenza, dal nostro punto di vista, per favorire qualcuno. Allora, il tema qual è? Che nelle risposte all'interrogazione non ci si può limitare a leggere, questo non riguarda solo l’Assessore Calcinaro, per carità, non ci si può limitare a leggere esclusivamente il compitino che viene scritto da quelli che sono chiamati in causa, ma tutti gli Assessori devono verificare se siano stati rispettati i principi di legalità, imparzialità e trasparenza e soprattutto dirci qualcosa in ordine ai loro doveri di controllo. Grazie.
Interrogazione n. 238
a iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Iniziative di Regione Marche in vista della Presidenza italiana EUSAIR 2026–2027 e finanziamento della Legge regionale n. 15/2024”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 238 del Consigliere Mangialardi
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Tralascio, poi consegnerò all'interrogante le premesse di che cos'è e come si sta muovendo l'EUSAIR.
Vado alle domande. La prima è: l'attività che la Regione Marche intende attuare in coordinamento con il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Attualmente la Regione sta operando in stretta connessione con il DIPE e il DipCOES per: avviare un dialogo ed una condivisione continui che le Regioni, attraverso riunioni di coordinamento, stanno portando avanti; contribuire alla definizione delle priorità e del programma della Presidenza che tenga conto delle istanze dei territori, in particolare in collaborazione con i tre FORA che rappresentano i principali portatori di interesse, candidandosi ad ospitare alcuni tra gli eventi più importanti del programma.
Parallelamente, la Regione sta attuando le politiche EUSAIR mediante le progettualità già avviate, orientandole nella prospettiva della Presidenza italiana EUSAIR.
Particolare valore assume il progetto StEP, programma strategico volto a supportare la governance di EUSAIR nel periodo 2023-2027, finanziato dal programma IPA-ADRION 2021-2027. Il progetto in particolare prevede azioni specifiche per: il coinvolgimento e l'interazione con gli Stakeholders EUSAIR, anche attraverso la piattaforma ESP (USAIR Stakolders Plattfor), attualmente in fase di integrazione ed aggiornamento, prevedendo anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale come strumento mirato di analisi e approfondimento dei dati per supportare e accelerare i processi decisionali; il sostegno al dialogo finanziario e creazione e coordinamento di una rete tra le autorità di gestione dei fondi di coesione.
La seconda domanda: quali sono le dotazioni finanziarie? Ad oggi sono disponibili risorse allocate nei seguenti strumenti programmatori: 80.000 euro per il 2026 allocati nella legge 15/2024; progetto StEP, che finanzia il dialogo finanziario, il coinvolgimento dei portatori di interesse e la piattaforma ESP, può contare sulla somma di 2.160.000 euro nel periodo fino a dicembre 2027; progetti europei di cooperazione territoriale, che interessano l'area EUSAIR, concorrono alle finalità strategiche dell'attuazione delle politiche dell'iniziativa, con risorse aggiuntive orientabili alle finalità della strategia.
In coerenza con la natura della strategia EUSAIR non è previsto un fondo dedicato specifico.
Il sostegno alle attività si inserisce nel quadro della governance multilivello della strategia, fondata sulla regola dei tre no (no fondi dedicati, no nuove istituzioni, no nuova legislazione), che richiede l’ottimale utilizzo e coordinamento delle risorse esistenti.
Terza domanda: richieste destinate in tabella A dalla legge n. 15/2024. Le attività a supporto della strategia EUSAIR sono state supportate anche con la dotazione assicurata sulla legge regionale n. 15/2024, che nel triennio ha visto le seguenti stanziamenti (tramite una serie di delibere che poi le consegno): annualità 2024: 100.000 euro, annualità 2025; 80.000 euro (abbiamo anche la rendicontazione di come sono state impiegate), annualità 2026: 80.000 euro.
Punti 4 e 5: valutazione della legge 15/2021 e necessità di ridefinire il quadro normativo regionale sulla Macroregione Adriatico-Ionica. La normativa regionale vigente è stata costruita nel rispetto del quadro della strategia EUSAIR e delle competenze regionali. E’ una legge di supporto operativo e organizzativo, che le norme statali ed europei riconoscono alla Regione Marche. Peraltro, la legge si inserisce nel solco delle competenze regionali in materia di cooperazione territoriale e internazionalizzazione, configurandosi come strumento di supporto operativo alla partecipazione della Regione alla strategia EUSAIR, nel rispetto del quadro di coordinamento regionale.
Pertanto, pur essendo allo studio possibili revisioni di alcuni aspetti della norma, non si ravvisano profili di interferenza con competenze statali, anche in considerazione del fatto che la legge non è stata oggetto di impugnativa da parte del Governo.
L'intervento regionale si collega, infatti, nell'ambito del riparto di competenze delineato dal quadro costituzionale, fermo restando il necessario raccordo con le competenze statali nei settori interessati.
Consegno agli uffici la risposta che è un po’ più articolata, per brevità ho saltato alcuni aspetti, così la possono consegnare all'interrogante. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare l'Assessore Bugaro per la risposta rispetto alla quale mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
L'interrogazione, Assessore, aveva un duplice aspetto, che lei ha affrontato in maniera molto puntuale, quello di condividere con il Consiglio questo evento, che è partito qualche giorno fa e rispetto al quale la nostra Regione ha un ruolo di grande prestigio e di onore: la Presidenza della Strategia dell'Unione Europea per la Macroregione Adriatico-Ionica. Un onore, ma anche dico pure una grande responsabilità in termini di capacità organizzativa e di leadership nel guidare le politiche di coesione macroregionali.
I temi, che magari affronteremo meglio quando avrò modo di vedere la documentazione, sono quelli che ritengo importanti. Sono sempre stato un grande sostenitore della Macroregione, anche quando è partita. Lei non era in Consiglio, ma è stata oggetto anche di un voto contrario del nostro gruppo allora, perché c'era un tema importantissimo, con un’azione nemmeno troppo concordata con l'intera maggioranza si era inserito un articolo che voleva cancellare l'Università per la Pace della nostra Regione - approfitto per salutare i nostri rappresentanti - che invece è un elemento di grande riconoscibilità, di orgoglio nazionale e internazionale. Poi ci fu una grande mobilitazione e per fortuna quell'articolo venne cancellato e la legge Trenta, in omaggio al suo principale ispiratore, cioè la legge regionale 15, trovò la sua approvazione, ahimè, però lo dico, approfittando delle risorse che lei oggi dice essere a disposizione...
Le leggi, come spesso capitano, le possiamo fare, ma vanno finanziate. Assessore, confido davvero su un impegno perché l'Università per la Pace in questo momento non svolge solo un'azione di collante, di divulgazione, di coordinamento, ma su questi temi, su quelli che coinvolgono sul piano internazionale, è determinante.
Prendo atto delle somme che ci sono, verificheremo che quella legge venga finanziata in modo adeguato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per una precisazione, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Voglio segnalare che sono in corso le riunioni organizzative e a breve potremo fornire a tutti i Consiglieri il calendario delle iniziative che questo anno di Presidenza intende organizzare. Non appena sarà pronto sarà a beneficio di tutti. Grazie.
Interrogazione n. 122
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Criticità del servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) nelle Marche e ipotesi di riduzione delle postazioni”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 122 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Parto da una premessa, Consigliera, non c'è nessun disegno per ridurre le guardie mediche, razionalizzare, ottimizzare, eccetera, questo ci tengo a dirlo. Ecco, teniamo questo punto fermo nella difficoltà generale che si può trovare.
Devo dire che ho fatto un'intera giornata, territorio per territorio, per vedere le fotografie delle guardie mediche. Purtroppo, ci sono alcune criticità, soprattutto il sabato pomeriggio e la domenica pomeriggio. Negli altri giorni siamo messi piuttosto bene. Sono criticità nel fermano, nel distretto di Fano, nel pesarese, per il resto abbiamo una fotografia abbastanza supportante.
Se posso fare un ragionamento politico, che però andrà agli inizi del prossimo anno e sarà una tematica da vedere insieme, vedremo magari cosa succederà quando inizieranno a funzionare a pieno regime le Case di comunità. Dovremmo un attimo capire come intersecare le funzioni della continuità assistenziale con quelli che speriamo possano essere gli interventi fatti sui bisogni non differibili dai medici di medicina generale. Qui c’è un'interpellanza del Consigliere Mangialardi e altri, su cui mi piacerà un attimo ragionare, per illustrare, anche più ampiamente, il piano di lavoro nei prossimi mesi.
Quello che voglio dire è che non ci sono studi, piani e orizzonti per gli accorpamenti, anzi, ho voluto fare proprio una giornata per avere il riassunto del territorio. Laddove è possibile, lo posso dire anche adesso, andremo a fortificare, per esempio, tutta la rete delle ipotesi dell'emergenza-urgenza, laddove possibile, aprendone anche qualcuna strategica. Diciamo che da questo punto di vista il cielo è sgombro da nubi. Questo ci tengo a dirlo e forse era anche l'obiettivo di questa interrogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente per la parola e grazie Assessore per la risposta che in effetti è tranquillizzante rispetto alle notizie che erano uscite a febbraio.
Assessore, anche in questo caso avevo fatto un'interrogazione a risposta scritta all'indomani di questo articolo da cui avevo appreso le notizie, che vedevano una proposta del Segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia che prendeva in considerazione il fatto che ci sono pochi medici di medicina generale (abbiamo 93 postazioni di guardie mediche, ex guardie mediche, con solo 15 medici titolari). Secondo il conteggio che veniva fatto ci sarebbe un fabbisogno complessivo di 372 medici, cosa che non abbiamo sicuramente. Quindi, essendoci la carenza di medici, essendoci tutti quei problemi di cui lei ha parlato e non li ha nascosti, che prevedono chiusura e funzionamenti ridotti e frequenti scoperture dei turni in alcuni distretti, lei ha nominato quello del fermano e quello di Fano, ma non sono sicuramente gli unici, si annunciava la possibilità della soppressione di 33 postazioni, passando da 93 a 60.
Lei ha detto che questa proposta non è ricevibile, anche perché avrebbe privato i territori di presidi sanitari molto importanti, soprattutto per alleggerire il pronto soccorso, proprio nelle aree interne, in quelle meno popolate e nelle aree montane.
Assessore, aspettiamo di sapere quale sarà la sua proposta, che adesso ha appena annunciato. Ha detto che ci tornerà su parlando delle funzioni delle Case di comunità e soprattutto ha detto che sarà una riforma trasparente e partecipata, per cui spero anche come Movimento 5 Stelle di potere dare le nostre idee per far funzionare al meglio le Case di comunità e intersecare anche le funzioni della continuità assistenziale.
Assessore, la ringrazio e mi dispiace solo di dover rilevare che se avessi avuto la risposta scritta nel giro del tempo che il Regolamento prevede, non sarei tornata anche questa settimana a presentarvi un'interrogazione, che è abbastanza datata perché oggi siamo il 16 giugno, non mi ricordo neanche, e questa è un'interrogazione del 4 febbraio, questo è avvenuto la settimana scorsa e anche nella prossima succederà la stessa cosa, che in Aula discuteremo di atti…
Interrogazione n. 176
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Intervento urgente sulla strada provinciale 66 nel Comune di Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 176 a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. L'intervento di stabilizzazione del versante insistente sulla SP66 in Ca’ La Lagia, in località Ca’ Vagnino nel Comune di Urbino, dell'importo complessivo di 525.505,81 e già dotato di progetto esecutivo, è stato ufficialmente ammesso a finanziamento da parte del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica di concerto con il Ministro per la Protezione Civile e le politiche del mare, con decreto interministeriale n. 390 del 28 ottobre 2025.
Direi che si tratta di un risultato ottenuto grazie all'attività istruttoria e alla candidatura che la Regione Marche ha presentato riguardo a questo progetto il 9 settembre 2025 nell'ambito del piano degli interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. Questo è stato un percorso che ha consentito di assicurare al territorio le risorse necessarie per affrontare in modo strutturale una criticità nota e attesa da tempo.
È opportuno evidenziare che il finanziamento ministeriale è stato formalizzato soltanto alla fine del 2025 e che tutte le successive attività amministrative necessarie all'attivazione dell'intervento sono state avviate e completate nei primi mesi del 2026, consentendo di passare rapidamente alla fase di finanziamento e a quella attuativa.
In particolare:
- il Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella persona del Presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli, con decreto n. 1 del 26 febbraio 2026, ha individuato la Provincia di Pesaro e Urbino quale soggetto attuatore dell'opera;
- il decreto è stato notificato alla Provincia in data 10 marzo 26:
- in data 18 marzo 2026 è stata sottoscritta la convenzione di avvalimento che disciplina i rapporti tra la struttura commissariale e l'ente attuatore.
Per quanto riguarda il cronoprogramma richiesto dagli interroganti, il decreto di finanziamento stabilisce termini precisi e vincolanti che ricorrono dalla notifica del decreto commissariale alla Provincia.
Nello specifico:
- l'aggiudicazione dei lavori dovrà avvenire entro 6 mesi dalla notifica, quindi entro il mese di settembre 2026;
- l'esecuzione dell'intervento è prevista nei successivi 12 mesi.
Pertanto, in assenza di imprevisti tecnici o amministrativi, il completamento dell'opera è previsto entro il secondo semestre del 2027.
La Regione Marche continuerà a monitorare costantemente l'avanzamento dell'intervento in collaborazione con la provincia di Pesaro e Urbino, affinché il cronoprogramma venga rispettato e l'opera possa essere realizzata nei tempi previsti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatta o meno la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Devo ammettere di essere soddisfatta di questa risposta, soddisfatta perché la considero anche una vittoria personale. Mi arrogo la presunzione di ammetterlo perché quando sono arrivata qua, 6 anni fa, nessuno aveva mai sentito parlare di questa frana, nemmeno l'Assessore suo predecessore, addirittura negli uffici non risultava in nessuna carta, tanto che ancora è catalogata, come lei ha detto, con il nome sbagliato, Ca’ La Lagia invece che Ca’ Vagnino. Ma il nome non fa la differenza perché dopo 5 anni di insistenza con l'Assessore Aguzzi - visto che il Comune di Urbino non aveva mai chiesto nulla e che la Provincia continuava ogni anno, da 30 anni, ad asfaltare quella strada, spendendo risorse anche inutili in quanto era necessario un intervento radicale - con i fondi della piattaforma nazionale Rendis, che destina risorse per il dissesto idrogeologico… Finalmente, dopo 5 anni di insistenza, durante la campagna elettorale, probabilmente per pura coincidenza, a settembre 2025, l'intervento è stato formalizzato dal Presidente Acquaroli, che a febbraio, come lei ha detto, con proprio decreto ha affidato alla Provincia di Pesaro Urbino l'esecuzione dei lavori.
Lei oggi mi ha confermato il cronoprogramma, che sapevo, in questo momento dovrebbe uscire il bando di gara, se ho capito bene, entro qualche giorno, mi auguro entro breve, poi l'aggiudicazione dei lavori entro settembre, quindi entro un anno dovranno essere conclusi i lavori.
Mi auguro di essere lì insieme anche a lei, spero, a inaugurare finalmente questo intervento atteso da 30 anni, entro 12 mesi (nel 2027), perché si tratta di una strada di periferia, ma fondamentale per collegare la frazione urbinate di Pieve di Cagna a tutta la vallata del Foglia, in cui ci sono anche diverse aziende agricole che percorrono quella strada con mezzi agricoli pesanti (trattori). La strada ha subito un restringimento della carreggiata durante le ultime pesanti piogge, alluvioni, di circa 200 metri, quindi è indispensabile intervenire, per cui mi auguro che il cronoprogramma sia confermato. Grazie.
Interrogazione n. 208
a iniziativa dei Consiglieri G. Rossi, Sebastiani
“Valutazione di inclusione delle Parafarmacie delle Marche tra i soggetti abilitati al servizio di prenotazione CUP, al ritiro di referti e al pagamento di ticket”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 208 dei Consiglieri Rossi, Sebastiani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Prendo questa sollecitazione sicuramente in modo stimolante. È ovvio che più arriviamo, più possiamo distribuire alcuni tipologie di attività e meglio è.
Tuttavia, dobbiamo anche pensare che abbiamo un percorso che si sta svolgendo, un percorso virtuoso con la farmacia dei servizi. Quindi, dobbiamo far sì che questo percorso diventi un punto di riferimento, anche qui, con una certa stabilizzazione dei flussi finanziari sulla farmacia dei servizi da parte dello Stato, attraverso le Regioni, sennò rischiamo di andare a disorientare la nostra utenza.
La prima cosa è far diventare la farmacia dei servizi un punto di riferimento ancora più importante ed evidente per la nostra cittadinanza. Dopodiché, magari dovremmo mappare, anche per non creare dei doppioni, delle concorrenze, eccetera, le farmacie laddove siano distanti, non immediatamente recepibili e vedere un percorso con eventuali e ulteriori punti aperti.
In questo momento impegniamoci tutti sulla stratificazione importante della farmacia dei servizi, con le nostre farmacie che stanno facendo un lavoro egregio, ma è un percorso che deve essere consolidato in maniera importante per renderlo patrimonio comune della nostra cittadinanza.
Non c'è assolutamente una chiusura a qualsiasi modalità implementativa, però prima dobbiamo consolidare, sennò iniziare un'azione schizofrenica potrebbe anche disorientare il cittadino.
Ringrazio per questa interrogazione che pone un focus su un mondo comunque importante, ma che oggi è successiva rispetto al percorso già intrapreso, che ha bisogno di arrivare a dei traguardi ben solidi, ancora più solidi, perché vediamo che c'è una risposta, c'è una fidelizzazione importante da parte dei marchigiani, dei cittadini marchigiani, ma dobbiamo rendere ancora più funzionante la farmacia di servizi, anche grazie a una collaborazione più stabile, ancora più stabile rispetto ai finanziamenti ministeriali.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, per la risposta che apre eventualmente questa possibilità o meglio non la esclude.
Giusto migliorare il discorso della farmacia dei servizi, ma io auspicherei che entro la fine del mandato, magari, la possibilità di includere le parafarmacie delle Marche, tra i soggetti abilitati al servizio di prenotazione CUP, al ritiro dei referti, al pagamento di ticket, possa in qualche maniera concretizzarsi.
Ho citato nelle premesse l’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha fornito al governo raccomandazioni di riforma del settore farmacie e parafarmacie, invitando a consentire anche alle parafarmacie l'accesso al CUP per visite ed esami. Le linee guida nazionali CUP fissano l'obiettivo di realizzare un'offerta più ampia possibile di canali di accesso per garantire maggior fruibilità al cittadino.
L’articolo 1 del decreto legge 233/2006 risponde all'esigenza di rafforzare la libertà di scelta del cittadino consumatore promuovendo assetti di mercato maggiormente concorrenziali .
Il decreto legislativo 153/2009 non prevede preclusioni a carico delle parafarmacie. Quindi dare la possibilità di questo servizio significa dare più servizio ai cittadini, anche perché le farmacie spesso sono ubicate in piccoli Comuni, in aree marginali e dove non è presente una farmacia le parafarmacie sono assoggettate per legge all'obbligo della presenza di un farmacista abilitato. Le parafarmacie sono titolari degli stessi obblighi delle farmacie, collegate alla stessa banca dati utilizzata dalle farmacie. Questo è motivo di affidabilità e di sicurezza.
Parimenti ad altre Regioni, potremmo iniziare questo percorso che secondo il sottoscritto e secondo Civici Marche potrebbe essere una possibilità in più per i cittadini.
Facciamo in modo, questo è il mio invito, di iniziare a promuovere l'estensione del servizio CUP e del ritiro dei referti anche presso le parafarmacie, è qualcosa su cui lavorare. Sono sicuro che l'Assessore Calcinaro ci potrà mettere mano dopo il ragionamento che ha fatto del miglioramento della farmacia dei servizi, che potrebbe essere una cosa sicuramente valida e positiva per il nostro territorio e soprattutto per quei territori marginali in cui non ci sono farmacie e c'è la presenza di parafarmacie Grazie.
PRESIDENTE. Saltiamo le interrogazioni: n. 241 e n. 242 (abbinate) e 250 per l'assenza dell'Assessore Enrico Rossi.
Interrogazione n. 267
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Grave crisi del gruppo Electrolux, annuncio della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e salvaguardia dei livelli occupazionali nel distretto fabrianese”
Interrogazione n. 270
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini
“Iniziative urgenti della Giunta regionale a seguito dell'annuncio della chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (AN)”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 267 della Consigliera Ruggeri e l’interrogazione n. 270 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini .
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Tanto è stato detto e tanto è stato fatto finora e tanto sanno un po' tutti dalla lettura, dalla disponibilità dimostrata verso i lavoratori dal Presidente e dal sottoscritto, soprattutto la mia partecipazione all'ultima commissione che è stata fatta pochi giorni, la settimana scorsa.
Ieri abbiamo partecipato, il Presidente Acquaroli ed io, al secondo tavolo nazionale presso il MIMIT per la questione Electrolux, alla presenza del Governo, dell'azienda e di tutte le organizzazioni sindacali. Da questo confronto è emerso, io direi, un risultato molto positivo. Direi di vedere, almeno in questa fase, il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, anche in ragione del fatto che è stato “impedito” alla Electrolux l'esercizio di attività unilaterali corrispondenti alla dislocazione delle attività produttive e, soprattutto, l'attivazione delle procedure di licenziamento collettivo. Tant'è che il Ministro ha dato il termine di 50 giorni per rivedere il piano industriale e renderlo ricevibile, accettabile e soprattutto sostenibile sotto l'aspetto socio-economico dell'intervento che dovrà essere fatto su un piano che non aveva queste caratteristiche.
Non consideriamo tutto questo una condizione definitiva, ma rappresenta, secondo me, secondo quello che si è verificato ieri, un passaggio importante che consente di mantenere aperto il confronto e di continuare a lavorare per individuare soluzioni alternative alla chiusura del sito produttivo.
Fin dall'inizio la Regione Marche, come ho anticipato prima, ha seguito con la massima attenzione l'evolversi dell'intera situazione, attivandosi direttamente al sostegno dei lavoratori con la presenza del Presidente e del sottoscritto presso il sito produttivo di Cerreto d’Esi, con le forze sindacali ricevute per più volte.
Il Governo e tutti i soggetti coinvolti sono stati tutti oggetto di concertazione da parte della Regione Marche per quello che riguarda lo sviluppo di una sinergia, di una strategia che porti a dichiarare la non accettabilità di questo piano industriale.
La posizione della Regione è stata sempre chiara: la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi non rappresenta una soluzione praticabile e accettabile. Parliamo di un presidio produttivo strategico per l'entroterra marchigiano, di centinaia di lavoratori, di altrettante famiglie che meritano certezze e prospettive.
Siamo consapevoli delle trasformazioni che stanno interessando il settore industriale a livello internazionale e le difficoltà che molte imprese stanno affrontando in un mercato sempre più competitivo, come quello dell'automotive e del settore del bianco, che richiede degli interventi anche di natura europea sulle politiche di settore.
Tuttavia, le strategie industriali non possono prescindere dalla responsabilità sociale verso i lavoratori e verso i territori che per decenni hanno contribuito alla crescita e al successo di queste aziende, dandone degna memoria nella prosecuzione di questa attività.
Per questa amministrazione esistono due principi non negoziabili, che sono la salvaguardia, come diceva il Presidente Acquaroli nell'intervento che ha fatto ieri, dell'occupazione e la tutela della capacità produttiva industriale, che questo stabilimento rappresenta per le Marche. In tale contesto la Regione continuerà a sostenere ogni iniziativa utile al mantenimento delle attività produttive, partecipando attivamente ai tavoli istituzionali e mettendo a disposizione tutti gli strumenti regionali e nazionali disponibili per la tutela dei lavoratori.
Parallelamente, sono stati già attivati i servizi regionali competenti per predisporre ogni misura necessaria in materie di politiche attive del lavoro, formazione professionale e riqualificazione delle competenze, qualora se ne rendesse necessario l'utilizzo.
Dovranno essere fatti dei tavoli interistituzionali, che dovranno essere programmati dal MIMIT, per il raggiungimento dell'obiettivo di rinegoziazione del piano industriale.
La strada da percorrere, naturalmente, è ancora lunga. Oggi non possiamo dichiarare conclusa questa vertenza, siamo solo all'avvio di una fase iniziale complessa. Tuttavia, il risultato ottenuto al tavolo ministeriale ed il lavoro svolto in queste settimane dalle istituzioni sono stati positivi e non sono stati vani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta, di cui mi dichiaro soddisfatta perché mi sembra che il lavoro che abbiamo impostato anche con la mozione comune che abbiamo approvato la settimana scorsa stia andando avanti con cautela - cautela dovuta per la delicatezza della situazione – ed anche con determinazione. Sicuramente c'è ancora tanto lavoro da fare.
Mi sembra che gli obiettivi che si è posta questa Giunta, cioè la salvaguardia dell'occupazione, la tutela della capacità produttiva di un sito così importante come quello di Cerreto d’Esi, siano fondamentali. Li abbiamo condiviso. Adesso non possiamo ancora gridare vittoria perché, come lei diceva, la strada è ancora lunga, ma sicuramente dobbiamo salutare con favore questa sospensione di 50 giorni perché non era scontato il raggiungimento di questo obiettivo.
Lei ha ragione, se ne parla tanto, però credo che il tema sia talmente rilevante che occorrerà ritrattarlo ancora, spero presto in quest'Aula, augurandomi che arrivino ancora più notizie consolanti sia per tutti i lavoratori interessati, giustamente, più di un centinaio, che per le loro famiglie ed anche per il tessuto produttivo della nostra regione che, come abbiamo detto più volte, è in crisi e sotto pressione.
Questo è uno dei tanti settori e delle tante vertenze che purtroppo in questi anni abbiamo visto aprirsi. Alcune si sono chiuse con successo, altre sono ancora da chiudere, come questa.
Insomma, mi sembra che l'impegno da parte sua ci sia, Assessore, e le vada riconosciuto.
Se posso, in questi pochi secondi, direi che abbiamo perso un'occasione, Assessore, per fare un'azione congiunta, per esempio, sui Comuni montani esclusi dal famoso elenco, perché anche in quel caso, secondo me, se si fosse intrapreso un percorso comune in quest'Aula, invece di alzare un muro contro muro, visto che i sindaci coinvolti sono di tutti gli schieramenti politici, avremmo fatto un servizio migliore alla regione perché ci sono delle tematiche sulle quali dovremmo procedere affiancati, dato che l'unione a volte fa la forza anche nella diversità delle posizioni dei partiti, le diversità politiche. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. In questa, come in tante altre occasioni di vertenze, come quelle di Elica, Caterpillar, Fedrigoni, Beko, il Consiglio regionale ha avuto la capacità di muoversi all'unisono, lo devo dire, l’ha ricordato la collega, anche con risultati alterni, ma non c'è stato mai nessun tipo di speculazione, c'è stata una condivisione di intenti e di obiettivi.
Apprezzo il lavoro fatto e l'aggiornamento, Assessore. E’ vero, ne parliamo tanto, ma lo dobbiamo fare, non ci possiamo permettere di non tenere la tensione alta su questo tema, quindi, oggi, abbiamo ottenuto un piccolo grande risultato.
Noi chiedevamo il ritiro del piano industriale, invece abbiamo ottenuto una tregua, in questi giorni, ahimè, va di moda, però abbiamo bisogno, come lei ha detto, di concretizzarla. La dobbiamo concretizzare, pensando di salvaguardare intanto i lavoratori. Era l'obiettivo della mozione che abbiamo votato insieme, anche lì un altro bel segno, senza nemmeno troppe discussioni, senza nessun tipo di distinguo, senza nessuna bandierina da mettere. Devo dire che ho apprezzato anche l'approccio odierno, Assessore, perché si elencano, i percorsi condivisi che abbiamo fatto, se ne sottolineano i ritardi e si mettono, come dire, al centro le possibilità.
Attendiamo fiduciosi, come si dice in questo caso, ma tenendo sempre la tensione alta. Lo dico non solo per l'esecutivo che si muove, ma questo passaggio riguarda il territorio, anche grazie, purtroppo, a delle debolezze alle quali abbiamo partecipato tutti e che abbiamo anche incrementato perché le scelte del passato hanno prodotto questo risultato. Scelte attuali, come ricordava la collega prima, come quelle sulle aree interne.
So che c'è stato anche un bel dibattito su questo anche all'interno della Giunta e non solo a livello governativo, ma il tema delle aree interne si affronta cercando di recuperare queste situazioni, quindi, continueremo a tenere il tono. Grazie.
Interpellanza n. 29
a iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Caporossi, Nobili, Seri, Ruggeri
“Andamento della cassa integrazione nelle Marche e iniziative della Giunta regionale per la tutela del lavoro e il sostegno al sistema produttivo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 29 dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Caporossi, Nobili, Seri, Ruggeri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Il dibattito precedente ci introduce in questo aspetto perché le crisi industriali, che sono state ricordate, hanno poi inevitabilmente un impatto sui lavoratori.
L'interpellanza, dopo l'interrogazione, per giunta a risposta scritta della Consigliera Ruggeri, riporta al centro un report che tutti abbiamo letto, che conosciamo bene e che vale la pena rapidamente di ricordare, giusto per rendere intelligibile il dibattito.
I dati INPS elaborati dall'Istituto di ricerche economico-sociali della CGIL Marche hanno fotografato una situazione drammatica. Parliamo di 1,4 milioni di ore di cassa integrazione e di fondo integrazione salariale così divisi: 1,3 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria/straordinaria in deroga e circa 109 mila ore di fondo di integrazione salariale. Un disastro per tantissimi lavoratori marchigiani, un disastro per tante famiglie.
Il confronto col primo trimestre del 2025 è impietoso perché siamo al 61% in più nel ricorso alla cassa integrazione, in forte controtendenza rispetto ai dati del centro Italia, dove si riduce il ricorso alla cassa integrazione dell'11,3% e rispetto alle tendenze nazionali dove il ricorso alla cassa integrazione si riduce al 23,9%.
Inoltre, altra percentuale drammatica, il 49,2% del totale delle ore di cassa integrazione del centro Italia è stato utilizzato dalla regione Marche. Non a caso il Segretario generale della CGIL Marche ha analizzato così la situazione. “Questi dati evidenziano – cito - un problema strutturale del sistema manifatturiero e una inevitabile perdita del potere d'acquisto di lavoratori e lavoratrici”. La cosa è particolarmente grave nella mia provincia, la provincia del Piceno, dove a ciò, a questi dati, si aggiunge anche una forte crisi delle imprese commerciali e dove per giunta, recentemente, voi lo sapete, l'interruzione del cantiere di rifacimento della Salaria - galleria Trisungo ha comportato la messa in cassa integrazione di oltre 70 dipendenti.
L'interpellanza chiede questo, chiede: quali siano le azioni messe in campo dalla Regione Marche, soprattutto relative alla crisi del settore manifatturiero; quale sia l'attività del tavolo per la politica industriale e manifatturiera, previsto dall'articolo 15 della legge regionale 19/2005; quali interlocuzioni la Regione abbia aperto con le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione e al FIS; quali siano le azioni che la Regione ha adottato per intervenire, ovviamente all'interno delle proprie competenze, sullo sblocco del cantiere sulla Salaria - galleria di Trisungo, che non solo consentirebbe il completamento di questa opera infrastrutturale fondamentale, ma metterebbe al sicuro anche i lavoratori; quali risorse la Regione intende attivare per le politiche attive del lavoro.
Le nostre risposte sono essenziali per i cittadini marchigiani, essenziali per il periodo storico che stiamo vivendo. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.
Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Mi occorre fare una premessa perché lo stato di cassa integrazione non può essere l'esclusivo punto di riferimento del sistema produttivo o del sistema delle politiche attive del lavoro, ammesso e non concesso che comunque è un indice importante su cui si basano naturalmente le politiche attive del lavoro e quanto una regione può sviluppare la propria capacità produttiva.
L'incremento del ricorso agli ammortizzatori sociali rappresenta comunque un elemento che richiede attenzione e monitoraggio costante, ma la cassa integrazione non può essere interpretata esclusivamente come indicatore di crisi. Essa costituisce uno strumento di tutela del reddito e di salvaguardia dell'occupazione che consente alle imprese di affrontare anche fasi congiunturali difficili senza ricorrere immediatamente ai licenziamenti.
Se la sola crescita della cassa integrazione fosse la prova del fallimento delle politiche attive del lavoro su quelle industriali - non è il mio Assessorato di competenza che può stabilirne la validità - allora qualcuno dovrebbe spiegare come mai negli anni in cui la cassa integrazione era molto più elevata di quella attuale si registrava contemporaneamente una disoccupazione quasi doppia rispetto ad oggi.
Infatti, i dati storici mostrano che tra il 2012 e il 2016, durante le amministrazioni regionali di centro-sinistra, che si sono succedute alla guida delle Marche, si registravano tra i 31 e i 50 milioni di ore di cassa integrazione all'anno, mentre il tasso di disoccupazione oscillava tra l'8 e l'11%.
Oggi, pure in presenza di criticità che interessano alcuni comparti produttivi, il tasso di disoccupazione regionale si attesta al 5%, circa un punto al di sotto della media nazionale. Nello stesso periodo registriamo una crescita dell'occupazione dello 0,2% e un aumento del tasso di partecipazione dello 0,3%.
Questo significa che il dato che misura realmente l'efficacia delle politiche del lavoro non è soltanto il numero di ore di cassa integrazione autorizzate, ma quanti lavoratori riescono a mantenere il proprio posto di lavoro o a rientrare rapidamente nel mercato occupazionale.
Naturalmente non ignoriamo le difficoltà, è chiaro, è passata anche la fase complessa del Covid, le Marche stanno attraversando una situazione non semplice che interessa particolari comparti manufatturieri, come il sistema della moda, la meccanica, il settore del bianco ed altri settori maggiormente esposti alle tensioni internazionali, all'aumento dei costi energetici, alla contrazione della domanda e all'avanzamento dei mercati asiatici. Proprio per questo la Regione ha scelto di non limitarsi alla gestione delle emergenze, ma di rafforzare gli strumenti di accompagnamento delle imprese e dei lavoratori.
Sul fronte delle politiche attive del lavoro abbiamo introdotto strumenti innovativi e concreti, tra questi il fondo Assist, uno strumento regionale permanente destinato alle aziende con più di 15 dipendenti coinvolte in processi di crisi, riorganizzazione o riconversione produttiva che finanzia percorsi di formazione, riqualificazione professionale, accompagnamento al lavoro, incentivi all'assunzione e sostegno all'autoimprenditorialità.
I risultati sono già significativi: per Elica la Regione Marche ha finanziato interventi per oltre 1.672.000 euro che hanno coinvolto 1052 lavoratori per oltre 14.000 ore di formazione specialistica; per Fedrigoni sono stati finanziati interventi per oltre 45.000 euro rivolti a 82 lavoratori e la crisi aziendale si sta parzialmente, quasi totalmente, riassorbendo. Accanto ad Assist abbiamo attivato il Percorso 5 del programma GOL, dedicato specificatamente ai lavoratori provenienti da imprese in crisi. Attraverso questo strumento vengono erogati servizi di orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro, aggiornamento professionale, riqualificazione delle competenze, supporto all'incrocio tra la domanda e offerte di lavoro, percorsi di autoimpiego e tirocini finalizzati all'inserimento lavorativo. Su questo stiamo investendo oltre 24 milioni di euro a cui si sommano ulteriori 50 milioni che metteremo a disposizione per gli obiettivi GOL, posto che abbiamo raggiunto tutti quanti gli obiettivi che la legge ci imponeva.
Per quanto concerne i comparti maggiormente in sofferenza, desidero ricordare il lavoro svolto insieme alle organizzazioni sindacali, alle associazioni di categoria e al Governo nazionale.
Con riferimento alle situazioni del cantiere della galleria di Trisungo, pur non essendo la Regione il soggetto titolare dell'appalto, stiamo seguendo con attenzione l'evoluzione della vicenda. L'obiettivo prioritario resta il completamento dell'opera e la tutela dei lavoratori coinvolti.
Dalle interlocuzioni effettuate emerge, inoltre, una significativa richiesta di manodopera specializzata nell'area del cratere, elemento che lascia intravedere concrete opportunità occupazionali per i lavoratori interessati.
Parallelamente stiamo rafforzando il ruolo…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. L'Assessore non ha completato la relazione, mi spiace, magari la prenderò in forma scritta.
La parte che ho ascoltato dall'Assessore sulle politiche attive del lavoro coincide in buona sostanza con quella già fornita 3 mesi fa in forma scritta alla Consigliera Ruggeri e il limite di quella risposta riguardava il fatto che le politiche attive erano nella dimensione esclusiva della formazione e del ricollocamento, cioè della politica che cerca di arginare la crisi governando l'esistente.
Quello che mancava in quella risposta e che in parte manca a questa è un ambizioso progetto, un ambizioso piano di rilancio industriale della nostra regione che è per giunta…, quello che, per esempio, è stato dichiarato nel programma di mandato, che attendiamo, comunque, cioè un patto per la nuova manifattura marchigiana, che è molto ambizioso. Io ho letto con grande attenzione il programma del Presidente Acquaroli e sarò ben disposto al termine dei 5 anni a riconoscerne la realizzazione se sarà realizzato.
Non sono soddisfatto della risposta per quanto riguarda il tavolo per la politica industriale manifatturiera. Sarei molto lieto di sapere come è stato attivato e quali sono i risultati e quali azioni, quali interlocuzioni si sono aperte con le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, che sì, non sarà l'unico dato, ma ci fotografa la carne viva del tessuto sociale marchigiano.
Parliamo di persone che hanno timore del futuro, che hanno difficoltà a pianificare la loro vita e che vivono nella paura di perdere il lavoro che, come voi sapete, dà dignità agli individui. Se li mettiamo in relazione con altri dati non possiamo non tenerne conto e capire, come è stato per giunta ricordando, che è una priorità.
Infine, abbiamo una grande sfida di fronte a noi, anche scegliere quale mondo vogliamo a livello internazionale. Il porto di Ancona ha ripreso a lavorare perché si è risolta, si sta risolvendo una questione molto grave a livello internazionale, la riapertura dello Stretto di Hormuz che tutti conosciamo. Anche nella piccola regione Marche la politica deve scegliere a livello internazionale i rappresentanti politici che garantiscano pace e benessere nei territori, perché se sosteniamo leader belligeranti, che pensano solo agli interessi delle loro nazioni, non facciamo gli interessi del mondo, non facciamo gli interessi della nostra regione. Grazie.
Interpellanza n. 30
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini
“Missione 6 PNRR – verifica dello stato di attuazione in vista della scadenza del 30 giugno 2026 e delle rassicurazioni formali sul raggiungimento degli obiettivi nazionali e regionali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 30 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. l'Assessore Calcinaro sa che in questi anni ho presentato numerosi atti ispettivi volti a sollecitare la Giunta regionale sia in questa fase, ahimè, che in quella precedente, per verificare i tempi e il rispetto degli impegni previsti dal PNRR, soprattutto per quanto riguarda la Missione 6 salute.
Siamo finalmente giunti alla fine di questo percorso, siamo all'atto finale che possiamo discutere, visto che i tempi tecnici chiudono il 30 giugno e siamo inevitabilmente in fase di bilancio. Questi sono stati anni per il nostro Paese e per la nostra Regione ricchi di risorse, di grandi opportunità, come forse non avevamo mai visto prima. Il PNRR ha rappresentato qualcosa di simile al Piano Marshall. Guardandoci, ci sono tanti Sindaci qui dentro che avrebbero voluto esercitare la propria azione in questo periodo perché è eccezionalmente positivo dal punto di vista della realizzazione delle opere materiali e immateriali utili alla crescita della nostra società e della nostra comunità. Parlo con l'Assessore Calcinaro, si ricorderà quando era Sindaco cos'era il patto di stabilità, i tetti di spesa e i vincoli di bilancio, che erano corde stringenti all'azione delle amministrazioni. Come noto, è stato il PNRR a sostenere l'economia italiana, se non ci fosse stato questo le nazioni sarebbero con grande probabilità precipitate in situazioni di recessione, la nostra in modo particolare.
Grazie al PNRR l'Italia ha potuto conoscere una stagione, seppur debole, di sviluppo dal punto di vista del PIL. La nostra Regione ha potuto limitarsi ad affrontare una stagnazione che avrebbe potuto e potrebbe ora trasformarsi addirittura in decrescita.
Oggi chiediamo con puntualità alla Giunta di presentarci un rendiconto esaustivo, completo in ogni sua parte su quello che è riuscita a fare. Vista la fase è finito il tempo del vedremo e del faremo. Chiediamo anche di avviare un'indispensabile riflessione, ovviamente non riguarda solo l'Assessorato alla sanità, su come può essere affrontata questa fine, cercando di capire quali saranno le ricadute, ahimè che ci saranno e quali potrebbero essere i percorsi da avviare per mantenere i livelli dell'economia che il PNRR ha determinato.
Assessore, per quanto riguarda il crucio di sempre, Case di comunità, Ospedali di comunità, è finita la fase dell'edilizia sanitaria, lei ci metterà a disposizione un resoconto dettagliato, ne sono certo, di quello che è partito, di quello che è in ritardo, di quello che forse dovremmo cancellare e di quello che dovrà essere reintegrato con le risorse. Non faccio polemiche sul come è stato impostato. Lei non c'era.
Sulle Case di comunità non abbiamo analizzato e fotografato nulla, le abbiamo sparse e spesso ci sono sovrapposizioni e carenze importanti nel territorio. Oggi, però, l'Unione europea non ci chiede solo l'edilizia sanitaria, ci chiede di attivarle e, ahimè, su questo posso dire, anche qui senza polemica, che nemmeno il Governo vi sta dando, ci sta dando una mano perché per attivare h24, come previsto, alcune Case di comunità, occorre la collaborazione dei medici di famiglia, dei medici di medicina generale e sappiamo la tensione che c'è dentro il Ministero. Quindi, è l’occasione non per me, ma per l'intero Consiglio e la comunità di aggiornarci su questo tema. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Colgo favorevolmente quest’interrogazione anche in questo momento, a due settimane dalla conclusione, dall'arrivo dell'Armageddon del finanziamento questo 30 giugno. Ci tengo a ringraziare un po' tutta la struttura e tutte le AST per il grande lavoro svolto.
Una premessa la faccio, l'ho fatta anche in altre occasioni, noi parliamo di un target che è nazionale, questo va ribadito, l'Italia deve garantire il raggiungimento delle 1038 strutture sulle 1401 o 1042, mi pare, o 10, non mi ricordo, finanziate. Questo che significa? Che nel momento in cui vengono realizzate 1038 Case di comunità, il finanziamento PNRR è garantito per tutte le 1400 case. Questo perché? Chi è sindaco, è stato sindaco lo sa, da quando è stato immaginato il progetto a quando si è andato in fase d'appalto, la Russia ha invaso l'Ucraina, speculazioni sull'energia, caro materiali ovunque, ovviamente non era più possibile con gli stessi soldi fare 1410 Case comunità, quindi si è rimodulato tra Europa e Ministero 1038. Questa rimodulazione è complessiva, non ha un passaggio sulle singole Regioni, quindi non è che fanno il rapporto tra le 1400 e le 1038 per poi dire: “Care Marche, di 29 case comunità ne dovevate fare almeno 23”. Non solo, questo è stato anche un altro passo in avanti che il Ministero ha ottenuto con l'Europa. Se ci fossero stati dei problemi, come possono accadere, alcuni appalti valevano ai fini del completamento del target, vale l'overbooking, rispetto alle Case della comunità o agli Ospedali di comunità, che non erano inizialmente tra quelli del PNRR, ma che, con il ribasso dei finanziamenti o con i finanziamenti propri delle Regioni, sono entrati nel frattempo nel piano delle case della comunità e sono entrati in funzione. Quindi, diciamo una cosa, che se so, anche a Filottrano, dove c'è stato il ritrovamento di cisterne d'epoca, la situazione avrebbe shiftato non di mesi, ma di anni, la Casa di comunità può essere sostituita con una struttura in overbooking.
Ci troviamo in queste settimane ad aver predisposto un piano per cui possiamo dire che le Marche raggiungeranno il 100% del target, anche se manca una struttura, grazie all'overbooking.
Pensiamo per esempio all'area del pesarese, laddove quella di Pesaro Galantara, che comunque sarà messa in opera nel corso dei prossimi mesi, è passata in overbooking con la Casa di comunità di Vallefoglia; dove sapevamo che c'erano particolari criticità, quindi nell'anconetano, per quell’appalto iniziale fatto tramite Invitalia, che ha reso piuttosto vischiosa la procedura, quindi: Filottrano, Ancona ex Crass, Corinaldo, Chiaravalle e le strutture di Jesi - tra l'altro le strutture di Jesi le voglio differenziare assolutamente dalle altre perché sono in dirittura d'arrivo, se non riusciranno, riusciranno nel giro di un ulteriore mese rispetto al termine del 30 giugno - saranno sostituite in overbooking con quelle di Arcevia e c'è anche l’impegno dell'AST a portare nella stessa Casa di comunità, anzi riportare, la radiologia che mancava da tempo. Cupramontana è appena partita e ci sono stati…, anzi, il ringraziamento dell'amministrazione per la partenza di questa Casa di comunità…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Questa interpellanza ad iniziativa del Consigliere Mangialardi è fondamentale per inquadrare il problema di questa fase.
Noi abbiamo vissuto un quinquennio nel quale le provvidenze del PNRR, definite un nuovo Piano Marshall dal Consigliere Mangialardi, giustamente, sono calate sulla nostra comunità, inizialmente con molta difficoltà a comprendere quale potesse essere una dimensione strategica nella quale collocarle.
Tant'è che, un po' la fretta, un po' la necessità di stare all'interno di canoni prefissati, la Mission 6 ha assunto le sembianze di un progetto strutturalista, passatemi questo termine - la filosofia strutturale funzionalista del ‘900 era quella che pensava che fosse salvifico il fatto di avere degli spazi fisici perché l'umanità potesse risolvere i propri problemi – ed è all'origine di tutti i problemi che abbiamo di fronte.
Caro Assessore, non abbiamo la voglia né la necessità di andare a fare un ragionamento che riguarda la quantità e la localizzazione di queste strutture, perché oggi ce le abbiamo ed è arrivato il tempo di disegnare un progetto assistenziale e clinico complesso intorno a questo che non parli semplicemente del fatto che le strutture sono state realizzate, ancora ovviamente abbiamo molta strada da fare, ma del fatto che all'interno del nuovo disegno che si va a prospettare con la Mission 6, che è un disegno con il quale, si dice volgarmente, si passa dall'ospedale al territorio. Io non ho mai creduto nella parola territorio perché è un termine indefinito, si passa da una situazione nella quale il welfare copriva tutte le necessità ad una situazione nella quale abbiamo di fronte un nuovo scenario dal punto di vista, in particolare, epidemiologico.
Il 50% dei cittadini fra 10 anni avranno almeno una cronicità. La parola d’ordine è presa in carico. La parola d'ordine è linee nelle quali i percorsi vengono messi in carico. In questo nessun overbooking e nessuna struttura possono essere salvifici in sé per sé.
Ripetiamo, è necessario che in questa fase, Assessore, e vorremmo che questo si realizzasse, ci sia un progetto nel quale, a partire da tutto ciò che si può fare, attraverso la tecnologia, la presa in carico dei cittadini sia un fatto reale e compiuto. Questo è il vero senso con il quale la Mission 6 assumerà un'efficacia pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, grazie. Aspetto la documentazione perché non ho capito se non ha avuto la possibilità di argomentare perché sono convinto che c'erano elementi da mettere a disposizione di tutti, in quanto, come ha detto, il 30 di giugno è arrivato.
C'è una fotografia chiarissima ed ha spiegato anche, come dire, la questione della partecipazione marchigiana all'obiettivo di carattere nazionale, ma a questo punto vogliamo sapere che cosa succede a livello nazionale rispetto all'obiettivo delle 1048 Case di comunità. Alcune del nostro territorio sono in ritardo, abbiamo capito qual è il meccanismo, però sappiamo anche che ci sono Regioni che non hanno attivato e non hanno raggiunto, non so se poi sarebbe una catastrofe a livello nazionale, il numero minimo perché a quel punto significherebbe togliere le risorse.
Dall'altra parte, però, sono atti, Assessore, che la Regione ha fatto che sono compensativi della programmazione - non ho paura di essere smentito - non adeguata per la distribuzione regionale delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità, che sono stati integrati di volta in volta con atti e che fanno difficoltà ad essere concretizzati.
Capisco pure, perché se ancora non abbiamo certezza della certificazione nazionale rispetto alle 1048, quindi le 29 nostre incrementate…, non so più, lei ha detto che le Case di comunità pianificate sono 4038, non mi ricordo più, anche se ho visto questo dato tante volte in Commissione.
Soprattutto, il tema che ponevamo, Assessore, è che ci sia un percorso chiaro che ci metta nelle condizioni di capire come riempire quei contenitori. Questo è il grande tema. A livello nazionale c'era stata una proposta, il Ministro era partito in maniera garibaldina, e nemmeno troppo, con le condivisioni che servivano e i medici di medicina generale hanno posto dei temi. Oggi c'è un conflitto all'interno del…
Proposta di legge n. 27
a iniziativa dei Consiglieri Pasqui, Marcozzi, Marconi
“Realizzazione di tettoie in zone agricole per il deposito di prodotti derivanti dall'esercizio dei diritti di uso civico e delle relative attrezzature”
(Rinvio in Commissione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 27 dei Consiglieri Pasqui, Marcozzi, Marconi.
La discussione generale è aperta.
Desidero innanzitutto ringraziare la Commissione per la fiducia accordatemi con la nomina al relatore di maggioranza su questa proposta di legge, che considero particolarmente significativa per i nostri territori.
Si tratta di una proposta che avevo già presentato nel maggio del 2025, nel corso della precedente legislatura, e che oggi giunge all'esame dell'Assemblea con l'obiettivo di portare a compimento un percorso condiviso. Un percorso che ha visto il via libera della III Commissione “governo del territorio, ambiente e paesaggio”, nonché il parere favorevole del CAL e del CREL, con “la raccomandazione di individuare una soluzione equilibrata sotto il profilo delle dimensioni, dei materiali e delle prescrizioni normative definite dalla Giunta regionale. L'introduzione di questa agevolazione deve essere concepita come uno strumento volto a favorire il miglioramento del territorio”.
Quella che oggi discutiamo è una proposta semplice nella sua struttura, ma di grande valore concreto per le nostre comunità, in particolare per quelle dell'entroterra e delle aree montane che continuano a fare i conti con lo spopolamento, la carenza di servizi e le difficoltà economiche, spesso aggravate dagli effetti del sisma.
La proposta interviene disciplinando, nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali, la possibilità di realizzare tettoie in zone agricole per il deposito dei prodotti derivanti dall'esercizio dei diritti di uso civico e delle relative attrezzature.
Un'esigenza pratica reale che nasce dall'ascolto dei territori e delle comunità. Sarà poi la Giunta regionale a definire nel dettaglio le caratteristiche tecniche degli interventi, garantendo un'applicazione adeguata e coerente delle disposizioni.
La scelta di affidare alla Giunta regionale la disciplina di dettaglio è determinata dall'esigenza di assicurare la flessibilità indispensabile per far fronte alla specificità dei singoli contesti.
È inoltre previsto il principio di invarianza finanziaria, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.
Non siamo di fronte, come hanno impropriamente ritenuto alcuni, ad una disciplina in materia di edilizia sul territorio agricolo, che è contenuta nella legge regionale n. 13 del 1990. Non siamo neppure di fronte ad una disciplina in materia di usi civici, che pure rappresentano ancora oggi una risorsa vitale per molte famiglie: dalla raccolta della legna al pascolo, fino alla gestione dei piccoli apprezzamenti agricoli. Attività che non sono solo tradizione, ma anche presidio del territorio e forma concreta di economia locale.
Gli usi civici sono semplicemente richiamati come elemento da cui derivano i prodotti da depositare.
Si tratta, piuttosto, di una proposta che concorre ad assicurare le condizioni minime per il sostentamento di chi vive nelle aree interne più disagiate.
Attualmente proprio l'articolo 3 della legge regionale 13 del 1990 consente a chi è imprenditore agricolo di realizzare non solo tettoie, ma anche le abitazioni necessarie per l'esercizio dell'attività agricola: ampliamento o ricostruzione di abitazioni preesistenti; attrezzature e infrastrutture necessarie per il diretto svolgimento dell'attività agricola, come silos, serbatoi idrici, depositi per attrezzi, macchine fertilizzanti, sementi e antiparassitari, ricoveri per bestiame, edifici per l'allevamenti zootecnici di tipo industriale, lagoni di accumulo per la raccolta dei liquami di origine zootecnica, serre; costruzioni da adibire alla lavorazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Se la realizzazione delle tettoie è consentita per chi è imprenditore agricolo, non si comprende perché ciò non dovrebbe essere consentito a chi abita in tali aree, anche se non è imprenditore agricolo, e se la tettoia ha una destinazione circoscritta al sostentamento. Chi raccoglie la legna da ardere per scaldarsi d'inverno deve avere un luogo coperto dove accatastarla, per evitare che le avverse condizioni meteorologiche, come la neve in montagna, la rendano inutilizzabile.
Per sgombrare il campo da equivoci, deve essere chiarita anche la definizione di tettoia. Ai sensi della legge regionale n. 8 del 2018, concernente il recepimento dello schema edilizio tipo in attuazione dell'intesa tra Governo, Regioni e Comuni raggiunta in sede di Conferenza unificata, tale definizione è contenuta nella deliberazione di Giunta regionale n. 873 del 2021, nella quale si afferma che per tettoia si intende un elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali.
Al riguardo, mi sembra eccessiva anche la preoccupazione di chi prefigura un uso distorto della facoltà prevista dalla proposta. Come per altri interventi, le preoccupazioni non possono giustificare l'inerzia. I necessari controlli dovranno assicurare l'esercizio per le specifiche finalità.
Tengo a sottolineare anche il valore della condivisione istituzionale su questo provvedimento.
Ringrazio, in particolare, il Capogruppo dell'UDC e Presidente della Commissione, Consigliere Luca Marconi, per aver scelto di sottoscrivere la proposta: è un segnale importante che va nella direzione di un lavoro comune su temi che riguardano direttamente la vita delle nostre comunità.
Quando si parla di aree interne e territori montani, credo fermamente che non debbano esistere bandiere politiche. Esiste, invece, una responsabilità condivisa: quella di garantire dignità, servizi e opportunità a chi sceglie di restare, vivere e lavorare nelle Marche.
Con questo spirito ho assunto il ruolo di relatore, auspicando un confronto costruttivo che ci consenta di arrivare rapidamente all'approvazione di una norma attesa e utile per il nostro territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza, Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La proposta di legge intende consentire la realizzazione, nelle zone agricole, anche ricadenti all'interno di aree naturali protette, di strutture di deposito a beneficio dei soggetti residenti che esercitano diritti di uso civico.
Pur comprendendo e riconoscendo le finalità perseguite dai proponenti e riconoscendo il valore storico, sociale e culturale degli usi civici nelle comunità marchigiane, o meglio nella comunità marchigiana, ed il loro correlato esercizio, che indubbiamente la proposta di legge vuole agevolare e sostenere, con la presente relazione sono costretto ad esprimere motivata contrarietà, ma, nel contempo, la disponibilità a riconsiderare il giudizio, se avverrà quanto poi dirò in conclusione.
Contrarietà perché, in vero, la proposta di legge presenta allo stato un quadro particolarmente vulnerabile, non tanto sotto il profilo della finalità perseguita, come detto assolutamente condivisibile, quanto sotto quello della compatibilità con il quadro costituzionale delle competenze legislative, della disciplina urbanistico-edilizia di cui alla normativa statale vigente, oltre che della tutela paesaggistica ed ambientale.
Vulnerabilità, tra l'altro, maggiore nel testo licenziato dalla III Commissione rispetto alla stessa proposta iniziale: materie, queste, nelle quali la giurisprudenza costituzionale è particolarmente rigorosa, come più volte ci è stato ricordato dagli uffici anche in occasione dell'esame e dell'approvazione della legge regionale n. 19 del 2023, "Norme della pianificazione per il governo del territorio". Lo ricorderanno i colleghi che erano nella scorsa legislatura.
La materia oggetto della proposta non può essere ricondotta agli usi civici, essendo invece quella del governo del territorio, come puntualmente osservato nella relazione tecnica, e su quella legge regionale si doveva intervenire.
Tra l'altro, la disciplina introdotta concernente la realizzazione di manufatti edilizi in territorio agricolo e in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica interferisce con materie che l'articolo 117 della Costituzione attribuisce alla competenza esclusiva dello Stato e, per quanto concerne la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali - articolo 117, comma II, lettera s - alla competenza concorrente in materia di governo del territorio (articolo 117, comma III).
La Corte costituzionale ha più volte affermato che le Regioni non possono introdurre discipline che, anche indirettamente, come all'evidenza nel caso della proposta di legge in esame, comportino un abbassamento del livello di tutela ambientale e paesaggistica garantito dalla legislazione statale.
Questa maggioranza ha dimostrato di essere fin troppo consapevole di ciò, in quanto, di fatto, si è fatta scrivere la legge 19/2023, la legge urbanistica, dal Ministero della Cultura, per il quale è stata prevista, in quella legge regionale 19, all'articolo 2, comma 6 e seguenti, una partecipazione, a dir poco invasiva, ai processi di pianificazione per il governo del territorio.
Vi ricorderete le mie reprimende nei miei confronti del Ministero della Cultura, sovraesposto rispetto a quella proposta di legge. La Consigliera Marcozzi lo ricorderà. Di fatto scrisse la legge urbanistica e oggi, su questo provvedimento che interviene nelle aree paesaggistiche di tutela, il Ministero dell'Ambiente neanche viene, tra virgolette, citato.
Ne è un'ulteriore prova il continuo rinvio di quella legge, la 19, al Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Ed infine va ricordato che questa proposta di legge, che ripeto nelle sue finalità noi condividiamo, è la riproposizione di un'identica proposta di legge della scorsa legislatura che proprio non venne esaminata ed approvata perché in evidente contraddizione con quella legge.
L'assetto del territorio e la tutela dell'ambiente costituiscono un valore unitario e trasversale e rappresentano, come abbiamo detto, un limite alla potestà legislativa regionale; mentre la proposta di legge in esame, pur richiamando genericamente il rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali, introduce una previsione legislativa di carattere generale che di sicuro andrà ad incidere su ambiti sottoposti a tutela statale senza definirne adeguatamente le condizioni, i limiti e le procedure necessarie, così violando non solo la potestà legislativa statale, ma gli stessi principi fondamentali della nostra Costituzione.
In vero, e lo ricordavo proprio in occasione della legge sull'assetto del territorio, l'articolo 9 della Costituzione, così come integrato ed emendato dalla legge costituzionale n. 1 del 2022, impone alla Repubblica di tutelare il paesaggio, l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni.
E la Repubblica, appunto, è costituita dallo Stato, dalla Regione, dalle Province, dalle Città metropolitane e dai Comuni, che tutti sono obbligati a rispettare questo principio.
Si tratta di un vero e proprio parametro costituzionale che deve orientare ogni scelta legislativa. Quindi non si può dire genericamente, in una proposta di legge, "nel rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali” la legge deve prefigurare le condizioni perché quel rispetto sia garantito.
In questo caso, invece, il legislatore regionale rinuncia addirittura ai suoi poteri e doveri.
Infatti, il comma 2 dell'articolo 1 del testo modificato dalla Commissione delega integralmente alla Giunta regionale la determinazione delle caratteristiche delle tettoie di cui al comma 1, senza peraltro stabilire alcun criterio direttivo, alcun limite dimensionale, alcun parametro edilizio-urbanistico, alcun riferimento alle tipologie costruttive ammesse, né alcuna indicazione circa la compatibilità con i vincoli paesaggistici e ambientali, pure richiamati all'articolo 1, comma 1.
In questa prospettiva, gli emendamenti presentati, puntuali e precisi, dal Consigliere Nobili in Commissione andavano in questa direzione, per ovviare a questo evidente vulnus legislativo e costituzionale. Sono stati respinti, ma sono stati ripresentati e quindi possono costituire un'occasione utile ed importante, molto competente, tra l'altro, per cercare di rimediare a quanto fatto.
Tale previsione costituisce di fatto una delega in bianco alla Giunta regionale, in dispregio della necessità che la norma primaria debba indicare e contenere i criteri e i limiti entro i quali l'organo esecutivo può esercitare la propria potestà regolamentare.
Questa sostanziale delegificazione ed indeterminatezza della norma primaria, oltre a costituire un'evidente violazione del principio di separazione tra funzione legislativa e funzione esecutiva, la rende suscettibile di censura costituzionale, Presidente, non è possibile delegare ad un atto amministrativo quello che invece deve prevedere la legge.
Questo è un principio fondamentale, se vogliamo anche elementare. Tra l'altro, non è sufficiente il parere della Commissione assembleare, peraltro neanche vincolante. Se vogliamo, proprio la previsione di questo parere aggrava la situazione, perché non può il legislatore regionale sostituire il proprio diritto/dovere e la propria prerogativa legislativa limitandosi ad un parere, peraltro neanche vincolante, su un atto amministrativo che deve essere emanato in esecuzione della legge e nel rispetto della legge. Pena, ad esempio, l’impugnativa di quell'atto, la legge stessa viene, tra l'altro, ricondotta, io non sono un esperto in materia, di fatto ad un atto/provvedimento, diventa un atto/provvedimento, e questo non può essere.
Quindi, ecco, sarebbe stato necessario prevedere, come fanno d'altra parte gli emendamenti Consigliere Nobili, che le caratteristiche … di cui al comma 1, fossero determinate con atto deliberativo del Consiglio regionale, ovvero, al limite, che il regolamento della Giunta fosse soggetto ad approvazione assembleare. Almeno questo: ad approvazione assembleare.
Come si fa, ad esempio, guardate, per il Piano dei rifiuti. È un atto amministrativo, ma, come tale, siccome deve essere compatibile con la legge che predetermina, in questo caso, la normativa europea, nazionale, eccetera, deve essere compatibile con quello. E chi è che lo deve stabilire? Il legislatore, che non può limitarsi a dare un parere, ma approva l'atto amministrativo. E questa è la differenza tra atto amministrativo, parere ed atto legislativo.
E poi c'è la violazione della normativa statale in materia di governo del territorio e di tutela del paesaggio.
La proposta di legge interviene in una materia oggetto di legislazione concorrente Stato-Regioni, con il primo che determina i principi fondamentali, mentre alle seconde è riservata la potestà legislativa nel rispetto dei suddetti principi.
Il comma 1 dell'articolo 1 riconosce, e non potrebbe essere diversamente, che la realizzazione della tettoia deve essere compatibile con la normativa statale in materia di tutela del paesaggio, ci mancherebbe altro; ma non si prevede alcun raccordo con le procedure autorizzative statali, con le competenze della Soprintendenza, diversamente da quello che è scritto nella legge urbanistica, e l'avete scritta voi, in materia di autorizzazione paesaggistica.
Diversamente da quanto viene previsto, ad esempio, con la legge regionale 19 del 2023, che l'avete modificata voi. La legge 19 del 2023, io ho il pessimo vizio di studiare, parla di norme per la pianificazione del territorio. Poi, andiamo avanti, l'assenza di qualsiasi riferimento alle procedure di incidenza ambientale ed alle autorizzazioni degli enti gestori delle aree protette rende la normativa non solo inapplicabile, ma suscettibile di generare, Presidente, anziché avvantaggiare le comunità delle aree interne, conflitti interpretativi e contenziosi amministrativi e di carattere costituzionale, per questioni che potrebbero essere sollevate anche in via incidentale.
Perché non è sufficiente che il Governo, vostro amico per la filiera, non impugni questa legge davanti alla Corte costituzionale. Ma immaginiamo un cittadino confinante del richiedente, o immaginiamo l'ente parco, o chi che sia, a cui non vada bene quella decisione: impugna l'atto davanti al Tribunale amministrativo regionale ed, in via incidentale, solleva la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte, dinanzi al giudice adito.
In quel caso, se la ritiene rilevante e non manifestamente infondata, la rimette alla Corte e la Corte si pronuncia. Quindi, capite, diventerebbe un danno.
Insufficienza del regime edilizio applicabile alla tettoia.
Si demanda, appunto, alla Giunta di stabilire le caratteristiche delle tettoie, senza che neanche si statuisca quale debba essere il regime edilizio applicabile a tali manufatti.
Non si specifica se il soggetto debba avere il permesso di costruire, la SCIA, non si dice, non si dice, oppure se si tratti di attività di edilizia libera, trattandosi, voi dite, di una pertinenza.
Se le tettoie debbano essere considerate pertinenze agricole ai fini urbanistici e, in caso affermativo, quali siano i limiti dimensionali entro cui tale qualificazione è, diciamo, ammissibile e ravvisabile.
La proposta di legge neanche specifica se tali manufatti siano soggetti a vincoli di destinazione d'uso, operando un generico richiamo all'uso di deposito di non meglio specificati prodotti derivanti dall'esercizio di diritti di uso civico, salvo il riferimento particolare al deposito della legna.
Perché si fa riferimento particolare alla legna e non a tutto il resto? Che significa? Che tutto il resto non è possibile? Allora non si doveva dire "in particolare". Non si capisce.
È generica, non è puntuale e, quando si demanda alla Giunta di stabilire le caratteristiche senza indicarle — dimensioni, altezza, superficie coperta, materiali, distanze, modalità costruttive — si trasferisce, come dicevo prima, di fatto una competenza che appartiene al legislatore regionale.
Una legge che autorizza nuove strutture nelle zone agricole e persino nelle aree naturali protette dovrebbe stabilire direttamente i criteri fondamentali e i limiti entro i quali tali opere possono essere realizzate e quindi autorizzate.
In questa direzione deve essere intesa la raccomandazione del CREL, ma soprattutto gli emendamenti puntuali del collega Nobili.
Si confronti, a questo proposito, la proposta di legge n. 21 del 2011. La n. 21 del 2011, modificata sul finire della scorsa legislatura, recante “Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità delle aziende agricole e diversificazione in agricoltura”, all'articolo 17, "Recupero del patrimonio edilizio", dice che negli edifici utilizzati per le attività agrituristiche sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione; sono consentiti aumenti volumetrici previsti dall'urbanistica comunale. Insomma, specifica quello che diciamo noi in questa legge, dove, tra l'altro, poteva essere inserita questa normativa, se non nella 19.
L'assenza di tali indicazioni nel testo normativo determinerà una grave incertezza applicativa che non potrà essere sanata dall'intervento della Giunta, incompetente a disciplinare siffatta materia e tantomeno a derogare alla normativa statale e regionale in materia edilizia.
Sotto questo aspetto avete evidenziato, oltre all'assenza di un minimo raccordo della proposta di legge in esame con il quadro normativo vigente, in particolare con la legge regionale 19/2023 urbanistica e con la legge regionale 21/2011, recante “Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità dell'azienda agricola e diversificazione in agricoltura”, che citavo poc'anzi… Non c'è alcun raccordo su questo.
Da ultimo, si osserva che nella proposta di legge non vi è alcun raccordo con la disciplina degli usi civici, né con le competenze degli organi preposti alla gestione e alla tutela dei beni collettivi.
Non viene detto se la realizzazione delle tettoie sui terreni gravati da usi civici richieda la previa autorizzazione degli organi competenti in materia di usi civici, né se tali manufatti possano essere considerati compatibili con la destinazione collettiva dei terreni.
Inoltre, in materia di usi civici è necessario operare una distinzione tra utilità di uso civico su terre private gravate e terre civiche, proprietà collettive assimilate al demanio.
Mi dicono, e io mi sono informato, che nella nostra regione, ad esempio in località Montefortino, il riferimento è alle proprietà collettive.
Pertanto, l'eventuale realizzazione della tettoia non sarebbe in capo al singolo residente, bensì al rappresentante legale dell'ente esponenziale.
In sostanza, questa proposta di legge interviene in una materia assai complessa che interseca diverse competenze legislative statali e regionali, ed il tutto non può essere definito con un articolo così insufficiente.
Basta leggerlo, basta leggerlo, aggravato, tra l'altro, dalla disposizione della Commissione.
Si è dimenticato che la Regione Marche, nell'esercizio della propria potestà legislativa concorrente in materia di governo del territorio, ha adottato appunto una nuova legge urbanistica, la n. 19 del 2023, ed è lì che doveva trovare ingresso.
Inoltre, è stato adottato il quadro di quell'ulteriore legge.
Allora, Presidente, ho appena un minuto, quindi non faccio neanche in tempo a leggere tutta la mia relazione.
In sostanza, questa legge, così approvata, espone l'atto all'impugnativa del Governo, ma non solo. E questo è ancora più grave: sarebbe un danno per i cittadini, perché esporrebbe la legge ad un'impugnativa in via incidentale dinanzi alla Corte costituzionale.
Noi condividiamo le finalità. Per questo , Presidente, in qualità di relatore di minoranza la invito a rinviare l’atto in Commissione, affinché la Commissione, attraverso un parziale accoglimento degli emendamenti del Consigliere Nobili, o magari anche rivisitati d'accordo con il Consigliere Nobili, inserisca nella legge le caratteristiche di queste pertinenze, nonché il regime autorizzatorio, rendendola compatibile con la legislazione regionale in siffatta materia, noi non avremmo nessuna difficoltà. Come relatore di minoranza, proporrò alla mia minoranza di esprimere parere favorevole. In questo senso mi pare che già tutti i colleghi di minoranza siano, Presidente, orientati a votare favorevolmente, purché una legge possa essere considerata tale.
Questa non è una legge che può essere considerata tale.
Quindi, rinviamola in Commissione, aggiustiamola all'articolo 2, togliamo la delega alla Giunta, lo facciamo noi direttamente e tutti i gruppi di minoranza voteranno favorevolmente; altrimenti il voto sarà contrario.
Questa è la mia proposta. Grazie.
RESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Su quest'ultima proposta del relatore di minoranza, chiaramente non mi pronuncio perché non sono il relatore di maggioranza di questa proposta di legge, ma un semplice firmatario che ha seguito con attenzione il lavoro che è stato fatto in Commissione. Questa è una valutazione che lascio al Presidente Pasqui e al resto della maggioranza.
E’ evidente che dalla relazione del collega Cesetti emergono sostanzialmente due scuole di pensiero, una estremamente rigorosa, non voglio dire avvocatizia, ma legislativa. Quello che ci ha detto il Consigliere Cesetti oggi può essere un argomento interessante presso altra sede. Non so, al TAR, presso il Governo, presso il Ministero dell'Ambiente. Non ho disprezzato la profondità giuridica e argomentativa della sua relazione, Consigliere Cesetti.
Io sposo una scuola un po' più semplice perché sono un uomo semplice, motivo per cui ho ascoltato tutte le osservazioni che avete posto in sede di Commissione, poi ho visto i pareri e, salvo quando ero ammalato, la valutazione del parere del Crel. Il CAL ha dato un parere favorevole.
Mi sposto sulla sostanza del problema. La sostanza del problema è che essendo un frequentatore assiduo delle aree montane, perché sono appassionato di camminate montane anche a una certa quota, finché il ginocchio sinistro me lo consente, noto tante tettoie, ma ne vedo tante, Presidente Pasqui. Allora, mi chiedo; tutte queste tettoie che ci sono nelle zone agricole delle aree montane, come ci stanno? Da chi sono state autorizzate? Dentro quale normativa? Visto che questa è la prima che facciamo.
Sposterei il problema in una situazione più fattuale, immaginando quale può essere - ed è il problema di tutte le leggi - non la perfezione di una norma, una norma è per sua natura imperfetta, ma la perfezione o qualcosa che ci si avvicini ai controlli. E parlo delle due aree montane più significative delle Marche, cioè quella della provincia di Pesaro Urbino e quella della provincia di Macerata, anche se è stato citato un Comune che penso sia della provincia di Fermo.
Questo è il problema e di fronte a questo problema l'opportunità che viene data…, vedremo che dice il Governo a questo proposito, se la legge che liquidiamo oggi sarà esattamente la stessa che abbiamo liquidato in Commissione. Vediamo se il Governo sarà attento a tutte le osservazioni che ha posto il Consigliere Cesetti o le riterrà tutto sommato non così decisive ai fini di qualche tettoia in più rispetto all'esistente, magari tettoie che verranno fatte in un regime autorizzatorio e con un preventivo controllo.
Spero che le amministrazioni locali si sentano stimolate da questo tipo d’investimento legislativo che stiamo realizzando oggi, perché, ripeto, sul piano dei fatti quello che vedo in giro è questo. Sul piano della finalità, io abito in una zona collinare a Recanati, non ho gli usi civici, potrei essere anche interessato all'acquisto di un'abitazione, purtroppo ce ne sono migliaia abbandonate, anche ristrutturate con i fondi del terremoto, ma non abitate, certamente non vado a comprare una casa a Bolognola, a Pievetorina o a Montecavallo per il semplice motivo che un domani lì potrò fare la tettoia, pur diventando come proprietario di quella casa titolare dell'uso civico. Quindi, non penso che sia tanto uno stimolo a nuovi insediamenti o a nuove proprietà su quell'area, tantomeno a nuove costruzioni, quanto piuttosto un obiettivo legale per tenere sul territorio coloro che magari nel tempo trovano 1, 2, 3, 5 argomenti... Ripeto, non vivo quella zona, la frequento da turista, quindi non mi approprio di argomentazioni che non possono essere mie perché uno deve parlare delle cose che vive, argomentazioni che possono invece scoraggiare una presenza su quei territori. Cerchiamo di aiutarli in quella direzione, ma ripeto, neanche questo penso sia nell'intenzione del proponente del Presidente Pasqui e degli altri che hanno firmato la proposta di legge, che possa essere la motivazione centrale e dirimente.
Chiudo ribadendo il concetto. Il concetto non è tanto la perfezione della legge che dovremmo perseguire e comunque, Consigliere Cesetti, nulla impedirà, e mi sembra che sia anche un percorso legittimo, di arrivare anche alla Corte Costituzionale. Dubito che il Governo…, però potrebbe essere possibile che il Ministero faccia delle osservazioni al riguardo. Non è normale che lo faccia su leggi minori.
Mi sono trovato una volta con un'osservazione su una legge per la quale prevedevamo il servizio di vigilanza dei Comuni davanti alle scuole. Non so se sapete di questo servizio, forse non è conosciuto nel resto della regione, però a Recanati succede da alcuni decenni che c’è il servizio di vigilanza davanti alle scuole, ci sono delle persone che fanno questo tipo di cose. Forse in qualche altro Comune della regione viene fatta la stessa cosa. Bene, arriva al Ministero dell'Interno questa legge in cui è scritto: servizio di vicinanza davanti alle scuole, ha eccepito dicendo che questa non è una competenza dei Comuni. Quindi i 200 Comuni delle Marche che mandano volontari convenzionati a fare servizi di vigilanza, non lo possono fare. Abbiamo dovuto respingere questo tipo di osservazione. Diciamo che da parte dei funzionari del Ministero arrivano osservazioni a volte veramente sconfortanti.
Ripeto, con grande intelligenza …, ho ascoltato tutte le osservazioni, ma dico che una cosa per un percorso semplice, che possa arrivare alla definizione della legge, possa essere fatta. Poi ripeto, rinvio al relatore di maggioranza eventuali osservazioni in merito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Molto brevemente, io credo che ci siano tutti i presupposti per arrivare ad un'approvazione condivisa di questa proposta di legge, in quanto ne condividiamo le finalità.
Mi associo all'ottimo intervento che ha fatto il Consigliere Cesetti a nome dell'intera minoranza, perché quello che abbiamo cercato di fare in Commissione, con la proposizione di una serie di emendamenti, andava nella direzione di ricondurre il testo in un perimetro più prudente, più coerente con la tutela del paesaggio, con il principio di reversibilità degli interventi, con l'esigenza di evitare usi impropri e nuove strutture stabili o possibili interpretazioni estensive della norma.
Comprendo le osservazioni del Consigliere Marconi, che suggerisce una semplificazione dei testi normativi, ma attenzione, perché poi le semplificazioni qualche volta si traducono in gravi superficialità. E allora, anche il fatto di assegnare una delega così rilevante alla Giunta per la definizione delle caratteristiche degli interventi, mi si consenta di dire , in qualche modo svilisce anche il ruolo del Consiglio regionale, che invece è chiamato a essere puntuale e a dare indicazioni precise.
Allora, caro Presidente, lei sa che io apprezzo molto la sua serietà e il suo rigore istituzionale e, in quanto proponente di questa proposta di legge, di cui, ripeto, condividiamo e comprendiamo le finalità, perché a tutti noi sta a cuore il sostegno alle aree interne e il sostegno a quelle comunità che hanno elementi di fragilità sociale… Allora, se lo spirito è davvero quello di aiutare questi territori, cerchiamo di farlo in modo bipartisan.
Cerchiamo di capire se almeno una parte di quegli emendamenti, che sono stati bocciati in modo, mi si consenta, un po' troppo inerziale, possa produrre un miglioramento del testo normativo. Ne guadagneremmo in termini di qualità normativa e anche in termini di condivisione politica.
Quindi, concludo questo breve intervento ribadendo con forza le ottime ragioni che sono alla base della proposta del Consigliere Cesetti di rimandare il testo in Commissione.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Anch'io, come il Consigliere Marconi, sono una persona, perlomeno provo a essere una persona pratica, la considerazione che voglio ulteriormente sottoporre al Consiglio e, in particolar modo, al relatore/presentatore della proposta, Presidente Pasqui, riguarda non solo i rischi di eccezione di incostituzionalità della norma, a cui ha fatto chiaro riferimento il Consigliere Cesetti e, adesso, anche il Consigliere Nobili, ma rischi ancora più pratici nel momento in cui una norma così confezionata, confessa che c'è necessità di indicare, diciamo così, limiti, caratteristiche, cioè che la norma non è completa, tanto che delega questa funzione a un provvedimento amministrativo successivo demandato alla Giunta. Questa confessione esplicita contenuta nella norma della sua incompletezza la espone, a parte i profili di eccezione di incostituzionalità, anche a problemi nel momento in cui dovrà trovare applicazione. La norma è un attrezzo, è uno strumento che poi dovrà essere usato. Lo dovranno usare i geometri di quei Comuni. Dico i geometri in senso concreto, perché quei Comuni, spesso, non hanno neanche la disponibilità di un ingegnere, figuriamoci di un ufficio legale interno. La dovranno applicare delle ottime persone che sono spesso geometri responsabili dell'ufficio, con inquadramento nemmeno D, ma C, delle vecchie categorie di inquadramento pubblico, i quali si troveranno a dover risolvere loro, passatemi il termine, le rogne che questo tipo di norma produrrà.
E non solo. Si caricheranno di responsabilità i singoli funzionari, dovendo usare un attrezzo, cioè una norma, non perfetta, ma vistosamente malfunzionante. Quindi, nonostante il loro impegno, quello che ne uscirà, utilizzando un attrezzo mal concepito e mal costruito, sarà oggetto di possibili contestazioni di tutti i tipi. Senza neanche arrivare alla Corte costituzionale, ma con un contenzioso più che prevedibile, i cui primi alimentatori saranno, come normalmente avviene e come l'esperienza, Consigliere Marconi, insegna, i vicini, i confinanti di casa, i componenti della comunità dell'uso civico che hanno magari - scusate il termine anconetano – “cagnare” da plurigenerazioni con quello che aveva la casa, eccetera. Le famose liti sul muretto sono cause che durano decenni in certe situazioni ambientali.
In situazioni di questo tipo offrire uno strumento a un'esigenza sacrosanta, ma fornirle uno strumento molto malfatto, malfunzionante, non è un favore. Al di là della Corte costituzionale, dell'impugnativa o meno da parte del Governo, non gli si fa un favore, perché si alimenterà un contenzioso e un'incertezza applicativa che graveranno sui destinatari, su quelli che dovrebbero essere i beneficiari di questa norma e su quei poveri funzionari comunali che dovranno applicarla, scusate il termine, in un casino normativo piuttosto rilevante.
Quindi, per queste ragioni anche molto pratiche, relative all'efficacia reale di quello che vogliamo fare, la proposta avanzata prima dal Consigliere Cesetti e poi ripercorsa dal Consigliere Nobili, di tornare in Commissione, integrare la norma con quelle stesse indicazioni che poi dovrebbe fare, secondo la norma attuale, la Giunta, è una proposta sensata.
La Giunta ci ragioni pure, predisponga insieme alla Commissione queste specificazioni e mettiamole nella norma. Semplifica la vita a tutti, se le vogliamo far davvero queste tettoie e non vogliamo fare soltanto propaganda.
Comunque, se la norma rimane così, ringrazio a nome dell'Associazione degli avvocati amministrativisti, perché ricorsi al TAR così, ragazzi. Grazie mille. Io non ne farò, ovviamente, per conflitto di interessi, ma a nome dei colleghi ringrazio.
PRESIDENTE. Dopo aver ascoltato gli interventi, anche se mi sento estremamente convinto della bontà di questo atto, mi sono anche confrontato con il Presidente di Commissione, con il quale ci siamo detti alcune cose, per cui, nel grande spirito collaborativo, anche mio, credo che quest'Aula debba lavorare senza divisioni ideologiche e che le diversità di pensiero debbano portare al miglior risultato per il cittadino. Proprio per tutta questa serie di cose, pur sottolineando ancora la bontà dell'atto, chiedo al Presidente di Commissione Marconi di richiedere a sua volta, gentilmente, il rinvio in Commissione, per far sì che questo diventi un atto compiuto e che ci sia un lavoro unanime che porti al risultato sperato.
Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Certamente un ulteriore passaggio di riflessione aiuta. L'unica cosa sulla quale ci eravamo lasciati un po' così, non bene, in Commissione era l'eventuale effetto limitativo. Ecco, io vorrei semplicemente che quello che è l'obiettivo fondamentale della legge, cioè che si possano fare le tettoie senza finire in un ginepraio legislativo impossibile, si realizzi e, al tempo stesso, che si sollevi la norma da quelle indecisioni e incertezze che, al rovescio, potrebbero determinare l'inapplicabilità della stessa. Quindi, trovare in mezzo a questo percorso un punto di equilibrio.
Propongo formalmente all'Aula il rinvio dell'atto, secondo la richiesta fatta sia dal relatore di minoranza sia dal relatore di maggioranza, con l'impegno di una verifica preventiva fra i due relatori relativamente alla nuova composizione dell'atto.
Visto che la Commissione l'aveva già esaminato in questo modo, sarebbe opportuno che i due relatori, me presente naturalmente, non mi sottraggo, insieme ai funzionari, possano incontrarsi per una verifica puntuale e tecnica di quello che possiamo e non possiamo fare e poi andare in Commissione per formalizzarla. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Va bene questa decisione. Me ne rallegro perché, appunto, noi vogliamo votare favorevolmente questa legge, però vogliamo essere messi nella condizione di farlo.
Raccolgo l'invito del Presidente di Commissione Marconi e voglio dire a lui e al relatore, nonché proponente di maggioranza, che da parte nostra vi è la totale e più completa disponibilità.
Anzi, per accelerare, il Presidente già può dare mandato agli uffici, perché il senso qual è? Molto semplice. Nella legge, il comma 2, come modificato dalla Commissione, dice: «La Giunta regionale, entro 90 giorni, stabilisce le caratteristiche delle tettoie di cui al comma 1, previo parere della Commissione». Quindi si conviene già che cosa? Si conviene già che queste caratteristiche debbano essere predeterminate. Se questo è, lo deve fare la legge. Quello che dovrebbe fare la Giunta domani con atto amministrativo, lo facciano noi oggi con gli uffici; lo mettiamo in modo tecnicamente ammissibile sotto il profilo legislativo e chiaro, lo mettiamo lì e poi noi approveremo l'atto.
Il legislatore non deve dire altro quello che vorrebbe demandare alla Giunta, perché è lui che lo deve dire e non limitarsi a pareri.
Ci siamo capiti su questo. Io credo che sia, secondo me, la soluzione giusta.
Tra una settimana possiamo tornare qua. Nel frattempo gli uffici possono lavorare fin da subito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo come informativa, la Segretaria della III Commissione è presente e ha ascoltato.
Noi ci riuniremo per un parere, quindi è prevista una convocazione rapida della III Commissione appena finita la seduta.
Avremo anche modo di precisare quanto il Consigliere Cesetti ha chiesto. Grazie.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, rinvio della proposta di legge n. 27. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 52 (testo base)
a iniziativa dei Consiglieri Marcozzi, Marconi, G. Rossi, Marinelli, Sebastiani, Putzu
"Interventi per la conoscenza dei marchigiani illustri e la celebrazione dei relativi anniversari”
Proposta di legge n. 30
a iniziativa dei Consiglieri Biondi, Pasqui, Marcozzi
"Celebrazioni del VI centenario della morte di Gentile da Fabriano e valorizzazione della sua eredità artistica e culturale”
Proposta di legge n. 34
a iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Pierini
"Interventi per la promozione della conoscenza della figura e dell'attività di Enrico Mattei in occasione dei centoventi anni dalla nascita (1906-2026)”
Proposta di legge n. 35
a iniziativa del Consigliere Marinelli
"Interventi per promuovere la conoscenza della figura e dell’attività di Nazzareno Strampelli in occasione dei centosessanta anni dalla nascita (1866-2026)”
Proposta di legge n. 44
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri
"Interventi per la valorizzazione di Gioachino Rossini come testimonial della regione Marche”
Proposta di legge n. 45
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri
“Interventi per la valorizzazione di Raffaello Sanzio come testimonial della regione Marche”
Proposta di legge n. 47 a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mancinelli, Nobili, Seri, Caporossi, Mastrovincenzo, Mangialardi, Cesetti, Catena
"Interventi per la promozione della figura e dell’opera di Giacomo Leopardi come testimonianza illustre delle Marche”
Proposta di legge n. 48
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mancinelli, Nobili, Seri, Caporossi, Mastrovincenzo, Mangialardi, Cesetti, Catena
"Interventi per la promozione della figura e delle opere di Padre Matteo Ricci come testimonianza illustre delle Marche”
Proposta di legge n. 49
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Seri, Nobili, Caporossi, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
"Interventi per la promozione e la valorizzazione dei marchigiani illustri”
Proposta di legge n. 53
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini
"Celebrazioni del centenario della nascita di Renzo Paci (1928-2028)”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca Proposta di legge n. 52 (testo base) dei Consiglieri Marcozzi, Marconi, G. Rossi, Marinelli, Sebastiani, Putzu, la proposta di legge n. 30 dei Consiglieri Biondi, Pasqui, Marcozzi, la proposta di legge n. 34 dei Consiglieri Marinelli, Pierini, la proposta di legge n. 35 del Consigliere Marinelli, la proposta di legge n. 44 dei Consiglieri Vitri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri, la proposta di legge n. 45 dei Consiglieri Vitri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri, la proposta di legge n. 47 dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mancinelli, Nobili, Seri, Caporossi, Mastrovincenzo, Mangialardi, Cesetti, Catena, la proposta di legge n. 48 dei Consiglieri Ruggeri, Piergallini, Vitri, Mancinelli, Nobili, Seri, Caporossi, Mastrovincenzo, Mangialardi, Cesetti, Catena, la proposta di legge n. 49 dei Consiglieri Ruggeri, Mancinelli, Seri, Nobili, Caporossi, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri e la proposta di legge n. 53 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini (abbinate).
La discussione generale è aperta, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, questa proposta di legge va nella direzione di celebrare e di far conoscere i nostri marchigiani illustri, cioè i marchigiani che si sono distinti in diversi ambiti: dall'arte all'architettura, dalla letteratura alla filosofia, dalla medicina alla scienza.
Qual è l'obiettivo di questa legge? Questa legge è stata presentata non solo per far conoscere e celebrare, ma per cercare di collegare quel personaggio illustre al territorio. Faccio un esempio: quando parliamo di Giacomo Leopardi ci viene in mente Recanati; parlando di Recanati ci viene in mente Leopardi. Quindi c'è un rapporto di reciprocità.
Che significa questo? Significa che quel personaggio illustre è legato a quel territorio e quel territorio naturalmente viene messo in rilievo. Questo è anche turismo ed economia.
Voglio ricordare che le Marche hanno dato i natali a personaggi di eccezionale rilievo, ma accanto a questi personaggi ce ne sono altri meno conosciuti, ma non di minore importanza, e l'obiettivo è proprio questo: farli conoscere non solo a livello regionale, ma andare fuori dai confini regionali e nazionali, cioè a livello internazionale.
Perché abbiamo presentato questa proposta di legge? Nelle passate legislature, e anche nell'ultima e nella penultima legislatura, erano state presentate dai vari Consiglieri, ma anche dai gruppi politici, proposte di legge volte a celebrare questo o quel personaggio illustre.
Si era detto già alla fine della legislatura, poi non abbiamo avuto i tempi tecnici, di formulare una proposta di legge che raccogliesse, o che facesse una programmazione annuale dedicata all'individuazione delle iniziative volte alla conoscenza di questi personaggi illustri.
Perché c'è stata questa divisione in Commissione? Perché sono state presentate tante proposte di legge? Voglio ricordare che a gennaio, in Commissione, avevo detto di aspettare a presentare altre proposte di legge perché ne avremmo fatta una che usciva dalla I Commissione. Il Consigliere Marconi ne aveva presentata una simile a questa che andiamo a presentare, la n. 52. Ho detto di non presentarla perché ne avremmo fatta una. Ma perché ho atteso come Presidente della Commissione? Per le risorse. Avevamo fatto il bilancio di previsione a dicembre e presentare una proposta in quel momento non era possibile perché non avevamo le risorse.
Poi è arrivata la Consigliera Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una proposta di legge, quindi, con il Consigliere Marconi e i componenti della Commissione abbiamo presentato questa proposta.
Una proposta che secondo noi è importante perché valorizza le nostre eccellenze, ma ricordo che c'è una programmazione.
La proposta di legge si compone di sette articoli.
L'articolo 1 indica le finalità della legge relative alla conoscenza e alla valorizzazione dei marchigiani illustri, oltre che alla celebrazione dei relativi anniversari. Che cosa fa la Regione? La Regione, in attuazione del comma 3 dell'articolo 5 della legge statutaria dell'8 marzo 2005, promuove la conoscenza e la valorizzazione dei marchigiani illustri quali testimoni del contributo della Regione Marche al progresso e all'innovazione a livello nazionale e internazionale.
Le celebrazioni dei relativi anniversari sono intese come la ricorrenza della nascita, della morte e di ogni altro evento significativo di rilevanza storica.
Qui mi fermo perché proprio nel 2023 avevo presentato una proposta di legge per valorizzare Andrea Bacci a Sant'Elpidio a Mare. L'obiettivo non era solo quello di una celebrazione per il 2023-2024, ma portare a conoscenza della cittadinanza, anche a livello regionale e oltre i confini regionali, quel personaggio illustre e legarlo a Sant'Elpidio a Mare. Come Leopardi è uguale a Recanati e Recanati è uguale a Leopardi. Io volevo fare questo.
L'obiettivo di questa legge è questo: non fare una celebrazione per un anno, ma promuovere e far conoscere le nostre eccellenze a livello nazionale e internazionale.
L'articolo 2 definisce la figura del marchigiano illustre, che viene individuato in base agli ambiti in cui si è distinto, al luogo di nascita e al tempo trascorso dalla sua morte.
Perché questo? Perché sono considerati marchigiani illustri i soggetti nati nella nostra regione che si sono distinti a livello nazionale e internazionale nel campo della letteratura, delle arti, della musica, della scienza, della cultura e dell'educazione, nonché i soggetti che, pur non essendo nati nella regione, abbiano operato stabilmente nel territorio regionale, lasciando un contributo significativo, indelebile e documentato nei campi della scienza, della cultura, eccetera.
Per accedere agli interventi previsti dall'articolo 3 devono essere decorsi almeno 50 anni dalla data di decesso del soggetto che andiamo a celebrare.
L'articolo 3 elenca la tipologia di interventi che la Regione può realizzare per la valorizzazione dei marchigiani illustri, rinviando al programma annuale la definizione puntuale degli stessi.
Quindi, per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, la Regione promuove iniziative editoriali, convegni, mostre, eventi, progetti educativi nelle scuole di ogni ordine e grado per far conoscere quel personaggio illustre, percorsi turistico-culturali tematici, attività di ricerca storica e scientifica, valorizzazione dei luoghi, degli archivi, delle case natali e dei siti legati a quel marchigiano.
La Giunta regionale, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge regionale di approvazione del bilancio di previsione, approva il programma annuale degli interventi per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione di quel personaggio.
L'articolo 4 istituisce il Comitato per valorizzare i marchigiani illustri, indicando, oltre alla funzione consultiva, la sua composizione e la partecipazione gratuita.
Quindi, all'articolo 4, che cosa fa la Regione? Istituisce il Comitato per la valorizzazione dei marchigiani illustri, il quale procede annualmente, con cadenza annuale, alla definizione della proposta di programma degli interventi.
Il Comitato è composto dal Presidente della Giunta regionale o dall'Assessore regionale competente, dal Presidente e dal Vicepresidente della Commissione assembleare e da un Consigliere regionale della Commissione assembleare competente in materia di cultura indicato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi assembleari.
Il Comitato può essere integrato con un massimo di tre esperti nel campo della letteratura, delle arti, della musica, della scienza, della cultura e dell'educazione, nonché da rappresentanti di soggetti pubblici e privati che collaborano alla realizzazione degli interventi.
L'articolo 5 stabilisce i primi adempimenti della Giunta regionale.
La Giunta, infatti, definisce i criteri, i destinatari e le modalità di concessione dei contributi per gli interventi di cui al comma 1 dell'articolo 3; definisce le modalità di individuazione dei soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 3 dell'articolo 4; e approva, sulla base della proposta di cui al comma 1 dell'articolo 4, il primo programma annuale degli interventi entro 60 giorni successivi alla costituzione del Comitato.
L'articolo 6 riguarda la clausola valutativa, cioè la Giunta regionale presenta al Consiglio-Assemblea legislativa regionale, con cadenza biennale, una relazione sull'attuazione e sugli effetti prodotti da questa legge.
L’'articolo 7 contiene le disposizioni finanziarie.
C'è la copertura finanziaria perché, per gli interventi previsti al comma 1 dell'articolo 3, è istituito il Fondo per la conoscenza e le celebrazioni dei marchigiani illustri, da iscrivere a carico della Missione 5 "Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali", Programma 2 "Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale", Titolo 1 "Spese correnti" dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028, con uno stanziamento di 40.000 euro.
La copertura della spesa autorizzata al comma 1 è garantita per l'anno 2026 mediante equivalente riduzione dello stanziamento iscritto a carico della Missione 1 "Servizi istituzionali, generali e di gestione", Programma 2 "Segreteria generale", Titolo 1 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028. Per ciascuno degli anni 2027 e 2028, mediante equivalente riduzione dello stanziamento iscritto a carico della Missione 1, Programma 1 "Organi istituzionali", Titolo 1 dello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione 2026-2028.
Mi auguro che questa proposta di legge, sulla quale in Commissione la minoranza si è astenuta, possa trovare convergenza anche in Aula.
Era intenzione della sottoscritta, della Presidente della Commissione, arrivare ad una proposta unitaria. Così non è stato, perché avevo chiesto di aspettare, dovendo giustamente trovare le risorse.
Mi auguro, però, che in Aula ci possa essere convergenza. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Enrico Piergallini
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza, Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche la relatrice di maggioranza per la relazione.
Prima di cominciare la mia, vorrei solo chiarire una cosa, perché da quello che ha detto non mi sembra che sia tutto preciso.
La prima proposta di legge sui marchigiani illustri non è stata della Consigliera Ruggeri, ovvero mia, ma è stata presentata il 19 febbraio e la prima firmataria è la Consigliera Biondi. Da lì si sono susseguite molte proposte di legge di questo tipo. Ce ne sono due del Consigliere Marinelli del 26 febbraio. Poi c'è la proposta di legge n. 44 della Consigliera VITRI, che fa coppia con la n. 45. Una era su Gioachino Rossini e l'altra su Raffaello Sanzio. Poi arrivano le mie, ma siamo già al 26 marzo. Quindi, guardando la cronologia, direi che non è affatto vero che le proposte della Consigliera Ruggeri sono arrivate per prime. Tant'è che io non avevo intenzione di presentarle, ma, visto che i colleghi l'hanno fatto, anch'io ho presentato due proposte di legge: una su Giacomo Leopardi e l'altra su padre Matteo Ricci. Poi sì, il 30 marzo ho presentato come prima firmataria una proposta di legge, sottoscritta da tutti i capigruppo e anche dai Consiglieri di minoranza, che ringrazio, per la promozione e la valorizzazione dei marchigiani illustri, con un'impostazione diversa sia da quella dell'ex Presidente della I Commissione, Consigliere Marinelli, nella scorsa legislatura, sia da quella presentata questa volta dalla Presidente della I Commissione, Consigliera Marcozzi.
Riprendendo il filo della mia relazione, come relatrice di minoranza esprimo un giudizio profondamente critico nei confronti della proposta di legge presentata, anzi, vorrei dire imposta da questa maggioranza.
Se l'intento dichiarato, ovvero quello di valorizzare le figure che hanno dato lustro alla nostra terra, è condivisibile nel principio - tanto che fin dalla scorsa legislatura si è tentato di arrivare a una proposta trasversale e mi riferisco a tutta quella miriade, anzi erano anche di più, di proposte di legge sui marchigiani illustri che avevamo cercato di riunire attraverso la proposta del Consigliere Marinelli, che ho citato prima - lo strumento legislativo che ci viene sottoposto oggi è estremamente debole, privo di coraggio e politicamente sbiadito.
L'approvazione a maggioranza di questo testo svela plasticamente il modus operandi di questa destra regionale: una costante rincorsa a piantare bandierine ideologiche a colpi di maggioranza, a scapito dell'efficacia legislativa e della reale utilità per i cittadini.
Le opposizioni hanno tentato, attraverso una proposta alternativa organica e puntuale, quella di cui ho parlato prima, sottoscritta da tutti, e attraverso diversi emendamenti in Commissione a prima firma della collega Vitri, di dare sostanza a questo progetto.
Purtroppo, il muro alzato dalla maggioranza ha impedito di trasformare questa legge in un vero volano di promozione internazionale, riducendola all'ennesima occasione mancata.
Gli emendamenti della Consigliera Vitri, sottoscritti anche dal collega Piergallini, sono stati di fatto bocciati e della proposta di legge di cui sono stata prima firmataria non c'è stato modo di affrontare neanche una riga in Commissione, perché è stata subito messa da parte per portare avanti unicamente quella della maggioranza.
È un'impostazione veramente differente e io penso che qualcosa della nostra si poteva anche recuperare, se la volontà era quella di fare un testo condiviso. Quindi ci troviamo di fronte, dal nostro punto di vista, a un cortocircuito imbarazzante, politico ed anche amministrativo.
Sempre in I Commissione, da un lato stiamo discutendo proposte di legge finalizzate allo snellimento burocratico e alla semplificazione amministrativa, come la proposta di legge n. 58 presentata dalla Giunta, e dall'altro la maggioranza decide di imporre una legge del tutto pleonastica e ridondante.
Questo testo sui marchigiani illustri non fornisce alcun indirizzo reale alla Giunta regionale, non aggiunge nulla di nuovo e si riduce a una mera fotocopia di quanto la Regione Marche già fa, o meglio, dovrebbe fare, perché ancora non si vedono arrivare i piani della cultura.
Ci troviamo, insomma, davanti all'ennesima scatola vuota legislativa, creata solo per esigenze di visibilità politica.
Il primo limite strutturale, forse il più grave, risiede nell'articolo 2. La maggioranza ha scelto una definizione talmente generica di marchigiano illustre da esporre l'individuazione delle figure a criteri puramente opportunistici e localistici.
La nostra proposta, al contrario, era chiara e, dal nostro punto di vista, alta. Volevamo incidere e scolpire nella legge, come testimonial permanenti e indiscutibili delle Marche nel mondo, quattro figure universalmente note a livello internazionale, ovvero: Raffaello Sanzio e Gioachino Rossini, le cui proposte di legge sono state presentate come prima firmataria dalla Consigliera Vitri, e Giacomo Leopardi e padre Matteo Ricci, proposte di legge presentate da me come prima firmataria.
Questi, indiscutibilmente, sono i quattro marchigiani che sono conosciuti in tutto il mondo e che parlano delle nostre eccellenze. Sono i quattro pilastri della nostra identità, figure talmente identitarie che a loro sono già intitolati i palazzi delle nostre istituzioni regionali e, infatti, oggi discutiamo di questa proposta di legge a Palazzo Leopardi.
Quindi, secondo noi, c'era anche un quadro che avrebbe tenuto tranquillamente dentro queste quattro figure.
Indicare questi nomi come testimonial permanenti significava dare un'impronta forte, chiara e strategica alla legge. Scegliere di non nominarli affatto significa svuotare il provvedimento di qualsiasi traiettoria strategica.
Resta un elenco potenziale, un contenitore vuoto che non parla al cuore, all'intelligenza dei cittadini e neanche dei turisti.
I nodi critici del provvedimento emergono in tutta la loro gravità anche sul fronte economico e finanziario, considerata l'esiguità delle risorse economiche previste.
Infatti, è stato istituito un fondo di appena 40.000 euro annui per l'intera Regione. Questa è una scelta irrisoria, quasi offensiva, se parametrata all'ambizione di voler promuovere le nostre eccellenze su scala internazionale.
Risorse economiche così esigue per una legge che ambisce a essere rappresentativa di un'intera regione e volano per la sua conoscenza all'estero significano solo una cosa: che questa legge, passati i suoi tre anni di finanziamento, sarà poi accantonata, come d'altronde è già accaduto con altre leggi approvate da questa maggioranza nella scorsa legislatura, come, solo per fare qualche esempio, la legge sul saltarello o quella sulle infiorate, leggine approvate con poche risorse, tante quanto quelle di questa legge, e poi non più finanziate.
E, a questo proposito, devo dire che da legislatori non c'è nulla di più svilente che vedere le proprie proposte legislative, divenute legge, non essere poi finanziate nel corso del tempo.
Questo lo dico anche da legislatrice, in quanto, per esempio, la legge sugli ecomusei, che avevamo approvato all'unanimità e che ha portato nei territori qualcosa di positivo, sono anni che non viene finanziata, sempre perché il famoso fondo per le nuove leggi o per le leggi in vigore viene depredato per altri scopi dai Consiglieri di maggioranza.
Quindi è svilente, a maggior ragione se si tratta di una legge che vuole essere emblematica, come è nelle finalità di questa legge e come dovrebbe, appunto, essere questa sui marchigiani illustri. Invece di creare una struttura strategica e dotarla di gambe finanziarie per far competere le Marche all'estero, si è preferito fare cassa comune con una cifra che, divisa per l'intero territorio regionale, è poco più che una mancia, svilendo la vera programmazione culturale.
Gli interventi previsti all'articolo 3, si parla di convegni, di mostre, di pubblicazioni. Questi interventi replicano strumenti già esistenti nei piani della cultura senza, nei fatti, potenziarli, perché questa legge, che di fatto non fa scelte strategiche e non mette neanche le risorse, poteva benissimo essere assorbita dai piani della cultura, sempre che questi prima o poi arrivino in Commissione.
In conclusione, questa legge è la testimonianza di una politica di piccolo cabotaggio, fatta per soddisfare ambizioni locali e permettere una bandierina, piuttosto che per costruire un progetto serio.
Il Movimento 5 Stelle, e immagino anche le altre opposizioni con cui mi sono confrontata durante l'iter di analisi di questo testo, non possono avallare un testo così limitato e privo di visione.
Le Marche meritano di più. Meritano che personaggi di caratura mondiale come Rossini, Leopardi, Raffaello e padre Matteo Ricci siano i veri capofila di una strategia di rilancio coraggiosa, non i grandi assenti o i figuranti di un testo senz'anima.
I marchigiani meritano percorsi legislativi che conducano a risultati autenticamente trasversali e una visione culturale più ampia, strutturata e veramente proiettata a livello internazionale.
Insomma, i motivi di critica penso di averli affrontati in maniera chiara e, su questa proposta di legge, abbiamo tanti punti interrogativi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Sebastiani.
Milena SEBASTIANI. Grazie, Presidente. Saluto i colleghi Consiglieri, i membri della Giunta e prendo la parola oggi per sostenere la proposta di legge n. 52, di cui sono cofirmataria.
Questa norma nasce da una consapevolezza profonda e condivisa da questa maggioranza: l'identità culturale del nostro territorio si fonda innanzitutto sulla memoria delle figure che ne hanno segnato la storia, ponendo le basi della nostra identità regionale.
Le Marche hanno dato i natali a personaggi di eccezionale rilievo, veri e propri geni che hanno raggiunto traguardi straordinari e una fama indiscutibile nell'arte, nella scienza, nella cultura e nella filosofia.
Tuttavia, accanto a questi giganti vi sono altri personaggi meno conosciuti al grande pubblico, ma ugualmente meritevoli della nostra massima attenzione.
Fino a oggi, purtroppo, la valorizzazione di queste figure ha sofferto di un approccio troppo spesso frammentario e discontinuo.
Con questa proposta di legge vogliamo invertire la rotta.
Il nostro non vuole essere un semplice omaggio formale alla memoria, ma una vera e propria strategia culturale ed economica a vantaggio di tutto il territorio.
Per i marchigiani illustri, come ha detto la collega Marcozzi, abbiamo voluto dare una definizione chiara ed equa.
Per accedere agli interventi previsti dovranno essere trascorsi almeno 50 anni dalla scomparsa della persona e rientreranno in questa legge i soggetti nati nella nostra Regione che si siano distinti a livello nazionale e internazionale in molteplici campi; coloro che, pur non essendo nati nelle Marche, hanno scelto la nostra terra per operarvi stabilmente, lasciando un contributo documentato e significativo; le figure religiose canonizzate o beatificate che hanno un forte legame storico con il nostro territorio.
Per conseguire queste finalità, la Regione non si limiterà a patrocinare, ma si farà promotrice attiva di iniziative editoriali, mostre e convegni, progetti educativi da portare all'interno delle scuole per trasmettere ai ragazzi il valore delle proprie radici, percorsi turistico-culturali tematici per generare un indotto reale, azioni di valorizzazione fisica dei luoghi, come le case natali, gli archivi legati a questi illustri personaggi.
Per garantire operatività e metodo a questa visione, la Giunta definirà ogni anno un programma degli interventi.
Ad affiancare le istituzioni ci sarà un comitato consultivo che potrà avvalersi anche della competenza di esperti; sarà chiaramente un comitato che opererà a titolo gratuito.
Infine, abbiamo dotato questa legge di gambe solide per camminare, perché è stato istituito un fondo specifico con uno stanziamento certo di 40.000 euro per ciascuno degli anni del triennio 2026-2028.
Quindi, approvare questa legge, cari colleghi, significa dare alle Marche uno strumento strutturale per onorare il proprio passato e trasformarlo in un motore di sviluppo, turismo e identità per il nostro futuro.
Vi invito, pertanto, ad esprimere un parere favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Sarei stata curiosa di ascoltare la Consigliera Vitri, che è rientrata. Potrei cederle anche la parola, visto che si era prenotata prima di me, per correttezza. Quindi mi siedo, magari può parlare la collega Vitri, Mi prenoto dopo.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Lo apprezzo. Intervengo volentieri prima della Consigliera Luconi, anche se, per dovere di verità, era prenotata, poi si è cancellata per aspettare di ascoltarmi e replicare. Mi fa piacere, tanto è tutto trasparente, registrato sotto gli occhi di tutti, per cui mi fa piacere ascoltarla in conseguenza a quello che sto per dire.
Questa proposta di legge nasce dalla precedente legislatura, quando il Presidente del Consiglio aveva depositato in I Commissione una prima proposta di legge, insieme all'ex Assessore Biondi, simile, sulla valorizzazione dei marchigiani illustri e dopo questo percorso, mi pare che fosse l'ex Presidente ad aver proposto la proposta di legge sulla valorizzazione di Giacomo Leopardi, ne sono arrivate tante altre.
Due, in particolare, erano mie, come ha ricordato la relatrice di minoranza, Consigliera Ruggeri: una per la valorizzazione di Gioachino Rossini e una di Raffaello.
Ho presentato queste due proposte di legge anche per colmare un vulnus, perché non potevamo consentire che l'unico testimonial delle Marche, l'unico personaggio illustre, fosse Leopardi.
E credo che, a detta di tutti, a livello internazionale, i tre personaggi illustri più noti della nostra regione siano quelli ai quali, non a caso, sono intitolati anche i tre palazzi della Regione, i tre palazzi principali: Raffaello, Rossini e Leopardi.
Ma da lì in poi si è scatenata una vera e propria corsa a presentare proposte di legge su qualunque personaggio noto, non dico non meritevole, della nostra Regione.
Quindi, all'inizio di questa nuova legislatura, per porre un freno a queste domande, si è deciso, in I Commissione, di arrivare ad una proposta condivisa.
Ora, riconosco che nelle Marche ci siano altre urgenze, altre emergenze, che questa non sia la priorità e non capisco perché poi questa proposta di legge sia andata avanti, nonostante, secondo me, non fosse nemmeno il caso di insistere a questo punto.
Anche perché è stato totalmente snaturato l'intento iniziale delle prime proposte di legge, che era quello di dare ogni anno un fondo a chi, nei diversi territori, si occupa di valorizzare questi personaggi come testimonial di tutta la regione.
Oggi, invece, l'intento è un altro.
Oggi si mettono annualmente 40.000 euro a disposizione della Giunta, che autonomamente può scegliere a chi dare questi fondi. Quindi, a cosa serve questa proposta di legge? La Giunta può già farlo.
Innanzitutto, mi sembra gravissimo che non ci sia ancora un Assessore alla cultura, che il Presidente Acquaroli abbia questa delega e che non intervenga su questo tema.
Mi auguro di ascoltarlo, visto che ufficialmente ha lui la delega alla cultura e non è intervenuto in nessun tema legato alla cultura in questi primi sei mesi, non ha partecipato alle iniziative culturali più importanti, come il Salone del Libro di Torino, e oggi mi piacerebbe sentire cosa ne pensa.
Ma soprattutto il tema principale è che noi, in Commissione, in I Commissione, abbiamo provato a collaborare.
C'è stata anche un'altra proposta di legge e ringrazio la relatrice di minoranza, Consigliera Ruggeri, per la relazione ineccepibile che ha evidenziato tutto il percorso portato avanti.
Ci siamo posti nel modo più collaborativo possibile.
I miei emendamenti, tra l'altro, chiedevano semplicemente di non ridurre la I Commissione ad una commissione di passacarte che avvallasse semplicemente le decisioni della Giunta, ma che avesse un ruolo propositivo.
Mi è stato risposto che non rientra nelle nostre prerogative, che spetta solo alla Giunta proporre, che non è previsto dallo Statuto.
A parte che si può sempre creare una nuova fattispecie, ma poi non mi risulta nemmeno che non sia mai avvenuto.
No, non dobbiamo modificare lo Statuto, perché noi non dovevamo decidere; dovevamo semplicemente, secondo la nostra proposta di legge, proporre alla Giunta, anche secondo i miei emendamenti, una rosa di personaggi illustri di anno in anno e la Giunta avrebbe avuto l'assoluto potere, la prerogativa di decidere e scegliere poi come distribuire le risorse.
Ora ci ritroviamo, invece, a votare una proposta di legge che dà ogni anno 40.000 euro alla Giunta regionale da assegnare, come vuole, per personaggi illustri. A cosa serve? Lo può già fare.
C'è già il Piano annuale della cultura, tra l'altro in ritardo.
Stiamo qui a perdere tempo, e sottolineo a perdere tempo, quando i marchigiani non hanno i posti nelle RSA, quando i marchigiani non riescono ad avere una visita medica? Stiamo a parlare di 40.000 euro alla Giunta che può già averli nel Piano cultura.
Dato che la Sottosegretaria Luconi, di cui ammiro molto lo spirito sempre collaborativo, in ogni occasione, anche in Commissione, ha scelto di intervenire dopo di me, potrà spiegarmi perché serve questa proposta di legge.
Abbiamo un Piano cultura. Le chiedo di accelerare anche l'iter, visto che lo attendiamo da mesi e magari di intervenire anche per avere bandi adeguati a sostenere il settore cultura: bandi per il teatro amatoriale, bandi per eventi importanti nei nostri territori, che non arrivino per forza a 80.000 euro, come sta avvenendo quest'anno.
Ci sono tante azioni importanti per sostenere e valorizzare la cultura dei nostri territori.
Pensate che oggi sia necessaria una nuova proposta di legge che dà 40.000 euro alla Giunta?
Basterebbe semplicemente chiedere che nel Piano cultura ogni anno ci sia il capitolo dedicato agli anniversari e ai personaggi illustri. Punto. E invece siamo qua a votare una proposta di legge che serve a cosa? Non lo sappiamo.
Crediamo, invece, e lo ribadisco, visto che io stessa sono prima firmataria di due proposte di legge, la n. 44 e la n. 45, come già anticipato, su Raffaello e su Rossini, che l'intento iniziale fosse quello più adatto, più giusto.
Con una nuova proposta di legge, che esiste già anche in altre Regioni, si potrebbero dare fondi ad appositi comitati attivi nei territori, in collaborazione con l'Università, con gli enti preposti, con la I Commissione cultura e con l'Assessore alla cultura, per lavorare a nuovi progetti che diano impulso alla valorizzazione delle Marche e non a una semplice piccola legge.
Piccola, perché sono 40.000 euro: una manovra che più o meno smuove le stesse risorse che già si possono attivare anche in Ufficio di Presidenza tranquillamente.
Mi sembra davvero una perdita di tempo, e lo ribadisco, arrivare dopo tanti mesi di confronto e di discussione a questa proposta di legge.
Tanto che qualche collega della maggioranza, e ciò dimostra la fondatezza di quello che sto spiegando, ha lasciato le proprie proposte di legge, quelle sugli anniversari di Mattei e anche un'altra, slegate da questo testo base.
Per cui l'esigenza è un'altra: è quella di avere un capitolo per gli anniversari nel Piano cultura.
Lo ribadisco: serve, Presidente Acquaroli, non so se sta ascoltando, ma spero che qualcuno glielo riferisca, un capitolo anniversari, come già avvenuto in passato nel Piano cultura, e un capitolo per i personaggi illustri. Altrimenti spetta alla Commissione cultura decidere, proporre, se non deliberare, almeno proporre. Non riduceteci nuovamente a dei passacarte. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Avevo tarato l'intervento perché volevo anche parlare dell'emendamento proposto dalla sottoscritta in Commissione, però sono stata un po' stimolata anche dagli interventi.
Ho ritenuto giusto ascoltare perché, ascoltando, ci si arricchisce e si riesce a fornire magari ulteriori elementi alla discussione, Questo stimolo, insomma, mi ha fatto fare alcuni ragionamenti.
Ho sentito che da parte della maggioranza ci sarebbero state delle imposizioni. Ho sentito anche una critica aspra verso il modus operandi di questa destra e poi, benché io abbia iniziato l'approccio a questo Consiglio regionale da 8 mesi, quindi sono nuova, per così dire, mi sono guardata intorno e ho visto anche le varie situazioni in cui ci siamo trovati a confrontarci nelle Commissioni piuttosto che in Aula. Sicuramente un confronto, alle volte serrato, forse anche aspro, però certamente arricchente. Ho notato che c'è stato da parte della maggioranza sempre un approccio collaborativo. Nel corso dell'esame di questo provvedimento, ma anche di molti altri, la maggioranza ha dimostrato un atteggiamento aperto, costruttivo, valutando nel merito anche le proposte della minoranza.
Per questo, ci sorprende un po’. Sorprende anche a me, soprattutto perché sono testimone oculare di determinati ragionamenti che abbiamo fatto insieme. Mi sorprende che ci venga attribuito questo approccio impositivo.
Inoltre, posso dirlo, penso, e credo che sia anche agli atti e nei verbali, poi magari i colleghi mi diranno se mi sbaglio, se ho preso un abbaglio, di non aver riscontrato la stessa apertura nei confronti della maggioranza da parte della minoranza, la quale fa cassetto quando le conviene: vedi la modifica dello Statuto sul discorso del linguaggio, sul discorso delle donne, che sono anche tematiche su cui ci siamo confrontati, su cui c'è un'ideologia di fondo. Però abbiamo deciso, perché c'era una motivazione più alta, di raggiungere una sintesi, perché l'obiettivo della politica è quello di fare sintesi, rispettando comunque le differenze reciproche.
Quando la minoranza non riesce a portare a casa il risultato che si è imposta dall'inizio, allora prende il pallone e scappa via dal campo. Onestamente questo lo trovo... Nemmeno nei più piccoli consigli comunali dei Comuni, con il massimo rispetto, avviene, perché di solito si cerca di aprire, pur nelle reciproche differenze.
Poi, Consigliera Vitri, le dico, anche per dovere di rispetto verso la figura massima di quest'Assemblea, che è il Presidente della Regione, che un Assessore alla cultura c'è, è un Assessore alla cultura presente e costantemente presente: è lo stesso Presidente della Regione Marche. Adesso non so che cosa volessimo di più.
Devo anche dire che, oltre alla cultura, il Presidente, non devo dirlo io, è sotto gli occhi di tutti, lo leggiamo dai giornali costantemente, si occupa di decine e decine di dossier . si interessa di sanità, s di crisi occupazionali, l'abbiamo visto ieri a Roma, si interessa di lavoro, di infrastrutture e, a 360 gradi, ha un occhio su tutta quella che è questa grande macchina elefantiaca che ci troviamo ad affrontare quotidianamente.
Quindi tutte le polemiche, onestamente, in una legge per i marchigiani illustri le rispedisco al mittente, perché le ritengo... Adesso possiamo fare politica, tutti facciamo politica, però ritengo che non sia giusto fare politica spicciola, anche perché da fuori ci guardano e ci pesano in base alle nostre dichiarazioni.
Lascio ovviamente il giudizio ai cittadini e all'elettorato, che è sempre sovrano e che misura parola per parola tutto quello che diciamo.
Perché non ho avuto il tempo, magari lo farò, sono un Consigliere anche abbastanza curioso, voglio vedere tutte le leggi e leggine che magari sono state presentate prima della Giunta Acquaroli, per capire quali erano i temi fondanti del centro-sinistra all'epoca, almeno mi faccio una quadra, per così dire.
Dopo, siccome di tempo ce n'è e ci sono anche, scusate colleghi, quattro anni e mezzo...
PRESIDENTE. Vi prego di non intervenire. Prego, Consigliera.
Silvia LUCONI. Ci sono ancora quattro anni e mezzo. Di sicuro, tutto quello che ho visto nelle legislazioni passate, prima dell'avvento del Presidente Acquaroli e della sua maggioranza, non era minimamente pensabile, nemmeno Ancona capitale della cultura.
Se questi sono provvedimenti spiccioli che non fanno la differenza, in una realtà dove sembra che non sia stato ancora nominato l'Assessore alla cultura, mi chiedo quali siano i principi sui quali il Partito Democratico fonda la sua attività politica.
Detto ciò, e soffermandomi sull'aspetto sul quale sono intervenuta personalmente nell’ambito della legge, ossia l'emendamento all'articolo 1, lettera b), quando abbiamo iniziato a intavolare la discussione su questo tema ci siamo sicuramente interrogati sul voler celebrare anche delle ricorrenze ulteriori rispetto alla nascita e alla morte del cosiddetto marchigiano illustre.
Perciò, all'interno del testo ho chiesto di scrivere, e ringrazio anche i colleghi che hanno votato questo emendamento, «la celebrazione dei relativi anniversari intesi come le ricorrenze della nascita, della morte e di ogni altro evento di significativa rilevanza storica, culturale, artistica, scientifica o religiosa legata alla figura del marchigiano illustre o alla sua memoria nel tempo». Questo perché?
Ho inteso presentare questo emendamento perché di figure illustri che celebrano anniversari di nascita e di morte ce ne sono molteplici … Oggi è un'Aula molto..., io solitamente ascolto.
PRESIDENTE. Per favore, vi prego di lasciar completare la Sottosegretaria Luconi, altrimenti non riesce.
Silvia LUCONI. Io aspetto, ho tempo. Probabilmente ha dato fastidio che ho ricordato Ancona capitale della cultura, che non è mai avvenuto in vent'anni di sinistra. Probabilmente questo.
Riprendo perché ho perso anche il filo.
Consigliera Vitri, sono molto paziente e sono anche rispettosa. Non condivido molto spesso, nove volte su dieci, niente di quello che lei dice, però la ascolto e la rispetto. Perciò pretendo lo stesso ascolto e lo stesso rispetto. Se lei deve parlare…, no, lo dico a lei perché non ascolta nemmeno il suo collega di partito, lo dico a lei. Quando io intervengo…, non mi importa, lo dico anche alla collega Marcozzi, non so che vi siete chiamate, comunque lei era in piedi. Quando voi intervenite, io sto in silenzio. Pretendo lo stesso rispetto. Non so se sono stata chiara e se ho integrato bene il Vicepresidente.
Ho inteso presentare questo emendamento perché di figure illustri che celebrano anniversari di nascita e di morte ce ne sono certamente molteplici.
Avviando però un'attività di ascolto anche con i territori, anche di osservazione delle progettualità e delle ricorrenze celebrate nei vari Comuni, ho inteso fare una precisazione proprio riguardo al riconoscimento di ogni altro evento significativo relativo al personaggio in questione.
Questa integrazione risponde all'esigenza di rendere più flessibile la norma e aderente alla realtà storica e culturale.
Non sempre, infatti, il momento più rappresentativo dell'eredità lasciata dalla personalità coincide con la sua nascita oppure con la sua scomparsa.
E alle volte il contributo che ha segnato la storia riguarda ambiti differenti.
Adesso, se io penso al 2026, nello specifico, penso anche, per esempio, al mio territorio di riferimento, alla mia città, parlando di un personaggio illustre che attraversa la storia anche religiosa, non solo di Tolentino, ma di una comunità molto più ampia, è San Nicola da Tolentino, che nel 2026, per esempio, celebrerà a febbraio la ricorrenza del centesimo anno del ritrovamento delle reliquie, quando venivano fatti dei lavori sotto il cappellone della basilica.
Questo per dire qual è stato il là che poi ha consentito a tutta la Commissione di ragionare sul sottolineare l'importanza anche di un aspetto differente rispetto alla nascita, piuttosto che alla morte di un personaggio, anche su tutto quello che c'è di collaterale.
Era un intervento semplice, è diventato molto più complesso del previsto.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non ho partecipato alle riunioni di Commissione durante le quali tante proposte sono state avanzate. Non ritenevo molto felice l'idea che ci fossero tante proposte di legge per tanti personaggi, capisco l'effetto pubblicitario e più o meno marchettaro che è dietro questo tipo di intervento. Io avevo qualche personaggio da presentare; nel passato il gruppo UDC l'ha fatto. Da noi ci sono un paio di persone a Recanati: uno si chiama Beniamino Gigli, l’altro Giacomo Leopardi, ma è un personaggio poco conosciuto - buttato lì così – e ce ne sarebbero almeno altri 5-6, Persiani, giuristi, eccetera; Persiani è un nome, non è una categoria.
Qual è l'obiettivo di questo? Su questo stavate ragionando, direi, anche in maniera intelligente, ho apprezzato. Allora, mi concentro sugli articoli 4 e 5, Presidente di Commissione, relatrice di maggioranza e relatrice di minoranza.
Nell'articolo 4 viene detto qualcosa riguardo al programma annuale e nell'articolo 5 viene detto qualcosa riguardo alle modalità per la concessione dei contributi. Io mi auguro che i 40.000, come diceva Renato Rascel, sono piccoli, ma cresceranno, nel senso che nel tempo avremo a che fare con un numero più alto di soldini da mettere in questa cosa, ma con un obiettivo preciso.
L'obiettivo preciso è cercare, in questo settore, Consigliera Luconi, e così in tutti gli altri… Io mi rivolgo a lei perché penso, non so qual è sia natura giuridica delle deleghe, Presidente, non ci capisco niente, però se c'è una delega e c'è qualcuno in quanto Sottosegretario alla Presidenza della Giunta che esercita queste funzioni…, è quello che lei fa adesso, non so se poi tecnicamente è quella che firma la proposta di delibera di Giunta, se è presente o no in Giunta.
Io credo che, sul piano politico e anche sul piano amministrativo, la collega Luconi sia a pieno titolo dentro la vicenda cultura e la vicenda turismo. Mi pare di capire così. Ecco, traduco in marchigiano: “mi pare di capire cusciì, però può darsi pure che mi sbaglio”.
Quindi mi rivolgo alla Consigliera Luconi per dire che noi abbiamo sul turismo, ne parlavo a Civitanova Marche con degli amici durante un convegno, venerdì scorso, un problema atavico: abbiamo il problema delle 200 repubbliche marchigiane. Noi abbiamo 200 repubbliche nelle Marche. Tolgo pochissimi Comuni, quello dell'amico qui al mio fianco, Pian di Meleto, che collabora con tutti, non è un Comune che va per proprio conto, ma gli altri 200 vanno tutti per conto proprio. 200 repubbliche.
C'è una storia perché le nostre città sono state repubbliche, erano Comuni autonomi, avevano i loro statuti. E questa storia, Consigliera Luconi, diventa una esaltazione esagerata delle proprio tradizioni, che è una cosa bella quando ce la raccontiamo, è una bella letteratura, è un bel argomento, ma da un punto di vista pratico è letteralmente un disastro.
Ditemi qual è il Comune delle Marche che non ha un personaggio minore - non parliamo dei sei o sette, dei quattro che hanno dato i nomi ai nostri palazzi – che non ha un personaggio significativo da celebrare. Anche nel più piccolo Comune qualcuno c'è che ha fatto qualcosa di bello e di importante. Siamo ricchi di storia.
Ma noi siamo amministratori, non siamo né storici né autocelebrativi o autoreferenziali della nostra storia. Non dobbiamo fare la... delle Marche, perché diventeremo ridicoli a dire: «Le Marche sono la migliore Regione. Siamo belli, siamo bravi, abbiamo l'Appennino, abbiamo il mare, abbiamo i personaggi storici, la cultura». Se facciamo la ... di noi stessi, i toscani che fanno? I veneti che debbono dire?
Ecco, è chiaro che tutta l'Italia è ricca di questo. Che cosa possiamo fare, Consigliera Luconi, con gli articoli 4 e 5? Possiamo finalmente cercare di dare i contributi, come già si fa in altre parti, e possiamo immaginare un programma che magari non abbia soli 40.000 euro per favorire quello che non si fa mai, cioè la conoscenza intercomunale aggregata, associata di queste cose, a beneficio della popolazione marchigiana, ma anche a beneficio della popolazione ospite, cioè dei non residenti che vengono da noi e che magari amano vedere l'infiorata di Castelraimondo, vedere la stagione lirica di Recanati, lo Sferisterio o le manifestazioni leopardiane o la settimana che si fa qui ad Ancona. Tutte cose molto belle che arricchiscono la nostra realtà, che sono normalmente legate a dei personaggi e che possono essere in qualche maniera valorizzate. La valorizzazione dovrebbe essere anche una cosa originale.
Io, per esempio, Consigliere Marinelli, ho lavorato per anni col materiale genetico di Nazareno Strampelli, perché tutta l'eredità di Nazareno Strampelli è finita in mano a un residente di Recanati, originario veneto, che si chiama XY. Bene, io ho lavorato, quando ero ragazzo, con le 2.500 varietà di questo patrimonio, ma la valorizzazione di queste cose dovremmo sempre agganciarle a qualcosa che mi fa innamorare di Recanati, ho la casa Leopardi, che mi fa innamorare di Castelraimondo, del suo territorio. Deve essere qualcosa che mi collega a questo. Però dovremmo unirci, Sottosegretaria Luconi, dovremmo unirci in pacchetti, rendendo assolutamente stringente questa roba, perché è inutile dare soldi a chi magari le celebrazioni già le fa. Penso che sia ridicolo dare a Recanati, che spende non meno di 15-20.000 euro per le celebrazioni leopardiane, un contributo di 700 euro, 800 euro, in mezzo ai 40.000, per le celebrazioni leopardiane, diventa stupido.
Io non so cosa si può fare perché non sono l'esperto di settore, però, da legislatore dico che un metodo dobbiamo darcelo ed il metodo è quello di collegare.
Allora, c'è una fascia, un'area. Che cosa c'è da…, che ne so, Macerata fino all'entroterra dell'Appennino? Ci sono sette, otto personaggi, dieci manifestazioni, bene, colleghiamole insieme. Facciamo un cartellone unico, oppure facciamolo su base cronologica. Cosa succede nelle Marche a giugno? Meglio: cosa succede nelle Marche a marzo, quando è più difficile mobilitare turismo?
Ecco, mettere in moto delle cose di questo genere, in cui si parla di una parola difficile, sinergia, ma in realtà una collaborazione, un'attività speculare fra cultura e turismo può dare senso a tutto questo.
Sugli articoli 4 e 5 non ho fatto emendamenti perché diventassero pregnanti e decisivi rispetto a quello che sto dicendo. Sono delle raccomandazioni che faccio in diretta, in Aula, alla delegata, che è brava e queste cose le fa e le capisce perfettamente.
Per cui: un territorio, 10 comprensori, 9 comprensori delle Marche che riducano il frazionamento repubblicano della nostra realtà e creino qualche monarchia turistico-culturale. È una monarchia perciò è chiaro che, imponendo una soluzione, un anno daremo prevalenza a Tolentino, un altro anno daremo prevalenza a Castelraimondo, perché non è possiamo fare ogni volta tutto dappertutto. Un anno ci sarà l'anniversario da lustro, perché questo stiamo facendo, cito i Comuni che ho più vicini per appartenenza dei Consiglieri regionali, sennò ogni volta: la morte, la nascita, il battesimo, la cresima, quando si è sposato. Questi personaggi diventano una cosa che poi si riduce a convegni, convegni con 10 persone, 30 persone, gli esperti del settore. Paghiamo qualche centinaio d'euro a chi fa l'oratore e finisce tutto lì. Ma la ricaduta sui territori, il significato di questa roba, aggancia 100 turisti? Questo non succede quasi mai. Allora, muoverci in questa direzione potrebbe dare a questa legge, ritenuta da qualcuno inutile e forse lo può essere anche rispetto a quello che già c'è, un valore aggiunto, mettendo insieme qualche Comune o comprensorio che abbia la capacità di promozione comune dei nostri tanti personaggi.
PRESIDENTE. Non ci sono altri Consiglieri iscritti a parlare, quindi dichiaro chiusa la discussione. Hanno facoltà di intervenire i relatori di maggioranza, di minoranza ed eventualmente anche un membro della Giunta.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato i vari interventi e comprendo che la minoranza deve fare la minoranza e la maggioranza fa la maggioranza; però ho ascoltato alcune frasi per le quali non so se stiamo a "Scherzi a parte": “Questa è una legge fatta dalla destra”, l'ho scritto, “Volete mettere una bandierina”.
Consigliera Ruggeri, la sottoscritta non è di destra, fa parte di Forza Italia, un partito moderato e liberale e quando fa questi interventi, nulla c'entra con la proposta di legge. Noi vogliamo mettere una bandierina, secondo lei, questa legge è stata fatta per visibilità? No, Consigliera Ruggeri.
All'inizio, a gennaio, ho detto: «Invece di presentare tutte queste proposte di legge, ne facciamo una che arriva dalla Commissione». Consigliera Ruggeri, a lei gliel’ho anche detto. Il Consigliere Marconi stava per presentarla, ho detto: «Aspettiamo». È vero che gli altri Consiglieri le hanno presentate, ma nulla c'entra con l'obiettivo della legge. Ognuno ha presentato la sua, l'ho fatto anch'io nella scorsa legislatura.
Dovevamo farne una unitaria che arrivava dalla Commissione. Lei, invece, per visibilità, ha voluto presentarne subito una. È questo il dato.
Consigliera Ruggeri, e questo non lo può negare: l'ho chiamata e le ho detto: «Facciamone una insieme». Non l'ha ritirata. A quel punto il Consigliere Marconi ha detto: «Scusate, allora la presento anch'io».
Detto questo, lei ha presentato una proposta con quattro personaggi illustri da celebrare, poi ne aggiungevamo un'altra. Che cosa accadeva? Che cosa le ho detto io? «Guardi che, nel momento in cui aggiungiamo un personaggio, bisogna fare una modifica a questa legge». Le ho anche consigliato di andare dal Segretario generale, dalla Dirigente del Servizio affari legislativi e coordinamento Commissioni assembleari, per consigliarla e vedere se quello che le dicevo fosse vero. Però così non è stato. Quindi, non ci venga a dire che non volevamo fare una proposta insieme a voi. Non so se lei si ricorda le due modifiche dello Statuto. Da dove sono arrivate? Dalla minoranza e, grazie anche al Presidente Acquaroli, a tutta la I Commissione, ai Consiglieri di maggioranza, siamo arrivati a una unità di intenti. cosa che non siamo riusciti a fare con questa legge perché la dovevate presentare per primi. Questo è il dato di fatto.
Le ho detto: «Guardi, parli con la Dirigente del Servizio affari legislativi e coordinamento Commissioni assembleari e le dirà le stesse cose che le ho detto io». Questa legge prevede quattro personaggi ed ogni volta che ne aggiungevamo un altro dovevamo modificare la sua legge.
Per la Consigliera Vitri questa proposta di legge rappresenta delle mancette – emendamento Vitri -. Ha fatto un emendamento e poi ha detto che questa legge rappresenta una mancetta: 40.000 euro per il territorio. Vabbè, io l'ho scritto, qualcuno l'ha detto.
Ha anche detto al Presidente Acquaroli di nominare un Assessore alla cultura. Bene, il precedente Presidente della Giunta si era tenuto la delega alla sanità. Mai la sottoscritta gli ha detto: «Lei deve nominare un Assessore alla sanità». Ma avrà il diritto sacrosanto il Presidente Acquaroli di fare ciò che vuole? Ma cosa c'entra con questo? Cosa c'entra?
Siamo sempre stati collaborativi. Lei ha presentato un emendamento, Consigliera Vitri, gliel'ho già detto - adesso l'avvocatessa Mancinelli, capogruppo, non c'è, ma lo dico al Consigliere Catena - che andava contro lo Statuto (articolo 22, comma 1) e contro il Regolamento interno (articolo 110). Che cosa le ho consigliato? «Vada dalla Dirigente del Servizio affari legislativi e coordinamento Commissioni assembleari, vada dal Segretario generale e si accerti». “No, io lo presento lo stesso».
Qui non significa che noi manchiamo di collaborazione; anzi, la collaborazione ce n'è pure tanta. Il problema è che non volete ascoltare e non volete arrivare a una conclusione unanime, perché con questa legge noi non possiamo dire alla Giunta: «Dovete fare». No.
Lei ha fatto un emendamento in cui dice che, all'articolo 3, comma 2, le parole «previo parere» vengono sostituite con le parole «in base alla proposta». Ma noi non possiamo proporre, possiamo ire “previo parere alla Commissione e alla Giunta”, possiamo dare un elenco di personaggi illustri da celebrare, ma non possiamo obbligare, va contro lo Statuto, contro il Regolamento interno.
Io ve l'ho detto: voi l'avete voluta presentare perché volevate che noi della maggioranza la bocciassimo, ma era scontato.
Noi la collaborazione ce l'abbiamo messa tutta, nella I Commissione anche troppa. Le modifiche dello Statuto le abbiamo portate avanti…
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Oggi scopriamo che la Consigliera Marcozzi non sa di far parte di una maggioranza di destra, a trazione Fratelli d'Italia, in quanto ha fatto dei bei distinguo politici. Per noi, invece, questa è una maggioranza di centro-destra, mi scusi, con una Giunta fortemente di destra. Noi dell'opposizione ne abbiamo coscienza, magari non ne avete coscienza voi che siete in maggioranza da diversi anni.
Comunque, Consigliera, la nostra proposta di legge non è stata bocciata, come appena detto, non è neanche stata discussa e non è una questione di priorità, ma di mettere insieme idee diverse per fare una proposta di legge che stia in piedi.
Non è che l'opposizione non ha voluto sostenere la vostra proposta di legge in quanto vostra, perché, come avete visto in diverse altre occasioni, siamo stati anche in grado di votare favorevolmente se le proposte hanno un che di positivo, ma questa non ce l'ha. Come abbiamo avuto modo di dire e adesso lo ridico di nuovo, sperando di essere chiara, questa proposta di legge non aggiunge nulla ai piani della cultura, ci sono già i capitoli per le ricorrenze degli anniversari, tant'è che io stessa ho fatto degli emendamenti che sono stati approvati ed in quegli anniversari sono entrati a farne parte dei personaggi di cui ci si era dimenticati, penso a Ruggero Ruggeri, all'epoca era Sindaco di Fano il Consigliere Seri, ci si era dimenticati di fare domanda qui in Regione, per cui ho fatto un emendamento che è passato. Il capitolo sui personaggi illustri già c'è.
Quindi si potevano scegliere alcuni personaggi, lo avremmo fatto come Commissione e come Aula, su cui investire, oppure si poteva dire: la Giunta sceglie i suoi e finanzia le mostre e i convegni. E qui do ragione al Consigliere Marconi: non servono, perché sicuramente non si attirano i turisti con quattro spicci.
Fare questa cosa non ha alcun senso, perché lo si può fare col piano della cultura. Quindi o si faceva una scelta a monte, che la maggioranza non ha avuto il coraggio di fare, oppure, bisognava metterci i soldi. Noi che siamo dell'opposizione avevamo previsto un fondo di 150.000 euro. Questa è una leggina con 40.000 euro che, divisi per tutti i personaggi - con quelle caratteristiche così ampie, ci entreranno tutti – porteranno, come ha detto il Consigliere Marconi, a dare 400, 500, 600 euro a chi organizza questi eventi.
Per questo bastava fare i piani della cultura. Il problema qual è? Che i piani della cultura non li fate più, è giugno e non se n'è vista manco l'ombra.
Detto questo, io torno a dire che abbiamo perso una vera occasione di confronto, perché in Commissione cultura e bilancio di solito si discute sulle questioni, invece qui non si è discusso un bel niente. Le cose che io ho detto in Commissione sono le stesse identiche che ripeto qui. Vi ho detto: non è neanche il momento storico per portare questa proposta di legge in Aula. Siete sicuri? In Aula non ci arriva quasi niente. Partiamo con la legislatura con questo tipo di legge che è, ripeto, inutile ed è, sì. una bandierina, perché poi lei stessa dice: "Ci possiamo dividere, qualcuno porta il proprio personaggio e dà i soldi alla sua associazione". Personalmente non sono qui per fare questo tipo di politica. Io sono qui, semmai, per costruire un quadro, per fare delle scelte che partono a monte.
Ho qui un articolo di qualche giorno fa dove si parla dei borghi delle Marche, delle bellezze delle Marche e dei personaggi illustri delle Marche. Secondo voi chi c'è in questo articolo? Chi ci sono? Raffaello Sanzio, Giacomo Leopardi, Gioachino Rossini, come ci sono in tutti gli articoli del mondo. Esattamente.
Quindi, se uno vuol fare una scelta e investire sui veri testimonial delle Marche, deve fare una scelta coraggiosa e non mettere tutto per forza, ma soprattutto deve metterci soprattutto i soldi. Qui i soldi non ci sono, la scelta sui personaggi non c'è, viene delegato tutto alla Giunta.
Allora sì, se dobbiamo fare i passacarte, tanto vale che si approvino i piani della cultura predisposti dalla Giunta, ci mettono loro chi vogliono e noi, se vogliamo, approviamo oppure no. Usare la Commissione cultura e bilancio per fare questi tipi di proposte secondo me è un grossissimo spreco ed anche un errore. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 4. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 5. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Volevo evidenziare un aspetto di questo articolo, in base al quale la Giunta regionale dovrà provvedere alla costituzione del comitato entro 30 giorni dall'entrata in vigore di questa legge e poi dovrà definire il primo programma annuale degli interventi entro i 30 giorni successivi. Quindi, mi auguro che entro la fine dell'estate più o meno si possano sapere quali saranno i finanziamenti previsti, cioè quali personaggi illustri la Giunta sceglierà di valorizzare e su quali investire. Per cui noi voteremo contro ovviamente, anche perché si tratta di dare un assegno in bianco alla Giunta che ha già…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Semplicemente, voglio ribadire alla Consigliera Vitri che la lettera b) dell'articolo 5 è stata sostituita perché approva sulla base della proposta di cui al comma 1 dell'articolo 4 il primo programma annuale entro 60 giorni e non 30. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 5. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 6. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 7. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto favorevole.
Vorrei ringraziare la Presidente, Consigliera Marcozzi, e tutti i componenti della Commissione perché, contrariamente a quanto dice la Consigliera Ruggeri, questo è un argomento di cui abbiamo parlato in Commissione, ne discutevamo da tre anni.
Siamo arrivati ad una conclusione ed il Consigliere Cesetti quando ha votato a favore non si è sbagliato, ma condivideva questa linea.
Dopo tante difficoltà siamo riusciti a trovare un testo che, in qualche modo, riesce valorizzare i nostri personaggi illustri. Ne abbiamo tanti, secondo me tutti vanno valorizzati, ognuno nelle proprie specificità.
Grazie per il risultato raggiunto; il merito va a tutta la Commissione, va ai nostri funzionari che hanno fatto sì che arrivassimo ad una conclusione, poteva essere migliore, tutto può essere migliore, però siamo arrivati a una conclusione, che da 2 anni non riuscivamo a trovare.
Quindi, grazie per aver raggiunto…, anche perché avevo presentato delle proposte quando ero Presidente di Commissione, una proposta unica, condivisa in qualche modo anche dal Consigliere Cesetti; poi siamo ripartiti da capo e essere arrivati a questa conclusione, a qualcosa di positivo, quindi, il voto è convintamente favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Marinelli, mio amico, tentando di interpretare, diciamo, la mia volontà, ha detto che mi ero sbagliato, non mi ero sbagliato, ed avevo votato favorevolmente perché ero d'accordo. Consigliere Marinelli, non c'è questo rischio, perché io in effetti mi sono sbagliato, perché con voi assolutamente non sono d'accordo su nulla. Invece è capitato a voi, diverse volte nella scorsa legislatura, di essere d'accordo con me. Peccato che mi avete fatto contento e fregato, perché quello che avete votato poi non lo avete fatto e non lo avete rispettato. Segno evidente che non siete neanche in grado di mantenere gli impegni che assumete. Ovviamente a lei lo dico con assoluta amicizia e stima, perché sa…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Naturalmente sarà un voto contrario a questa proposta di legge. Però, intervengo solo per rilanciare un concetto che prima mi sono dimenticata di dire: se voi scorrete e sfogliate la proposta di legge, così come proposta dalla I Commissione, vedrete che non c'è un articolo identico, sono stati tutti modificati. Li trovate nella tabella sulla destra. Questa è la dimostrazione del fatto che le questioni tecniche si aggiustano in Commissione, se c'è la volontà politica di raggiungere un obiettivo.
Anche la questione sollevata prima, impropriamente credo, dalla Consigliera Marcozzi, che due volte ha chiamato in ballo la dirigente dell'Ufficio legislativo, è cosa veramente poco signorile e non serve a niente, perché, se c'era la volontà di prendere in considerazione la proposta dell'opposizione, bastava discutere. Invece non è stato fatto perché questa è la proposta arrivata alla maggioranza.
È una proposta che, ripeto, non fa scelte, dal punto di vista tecnico e anche politico. È stata aggiustata in quasi tutti i passaggi, quindi si poteva anche prendere in considerazione di salvare qualche concetto della nostra proposta. Così non è stato fatto.
Esce, ripeto, l'ennesima leggina di cui facevamo tutti tranquillamente a meno. Dite sempre che i marchigiani poi valuteranno. Certo, vedremo se questa legge avrà la stessa accoglienza favorevole che ha avuto la legge sulle infiorate - guardo il Consigliere Cesetti, perché eravamo in Commissione insieme - , o altre leggi di questo tipo; penso al saltarello e altro. Ne abbiamo viste passare parecchie, tra la fisarmonica e altre iniziative.
Siamo qui, saremo qui tre anni. Tra tre anni mi scriverò in agenda di controllare se questa legge sarà rifinanziata, se lo sarà, vorrà dire che è una legge in cui credete; se non lo sarà, come tante leggi di maggioranza, vorrà dire che è una legge-bandiera. Quindi, quello che ho detto nella mia relazione, che ha infastidito tanto la Consigliera Marcozzi, un fondo di verità ce l'avrà. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Il nostro sicuramente è un voto favorevole.
Consigliera Ruggeri, le ho detto in Commissione che non è essere maleducati o mancanza di rispetto parlare con il legislativo, perché, se presentate un emendamento che va contro lo Statuto e la Segretaria della Commissione ve lo dimostra, significa che non credete né a me né a lei. A questo punto le ho detto: «Chieda al legislativo, che è a disposizione di tutti».
Quando ero in minoranza andavo all’Ufficio legislativo per presentare alcune proposte di legge, non c'è nulla di male. Se per voi è un'offesa, mi scuso, ma, le ripeto, se presentate degli emendamenti che vanno contro il comma 1 dell'articolo 22 dello Statuto o contro il Regolamento interno, articolo 130, significa che non credete a quello che vi diciamo, perché poi li ripresentate. Scusate, se vanno contro lo Statuto, perché li ripresentate? Ve l’abbiamo detto e vi abbiamo dato la documentazione. È per questo che ho detto: «Chiedete al legislativo».
Io l'ho fatto varie volte quando ero in minoranza e c'era il Presidente XY, non c'era alcun problema. Me lo diceva proprio lui: «Se devi presentare una proposta di legge, vai all’Ufficio legislativo», che è a disposizione di tutti, non solo della maggioranza, ma anche della minoranza.
In minoranza ci sono stata, Consigliera Ruggeri, e con il Presidente della I Commissione c'era collaborazione, perché, quando c'erano delle perplessità, si andava dall’Ufficio legislativo. Ci andavo anch'io, senza problemi. Ecco, questo le volevo dire.
Per noi, comunque, è un voto positivo. Poi fate naturalmente... Comprendo che dovete fare la minoranza, continuate pure, però noi, quando possiamo, siamo a disposizione e lo abbiamo dimostrato, insieme al Presidente Acquaroli, con la modifica dello Statuto che, vi piaccia o no, abbiamo fatto e lo abbiamo fatto collaborando. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Solo per chiarire che io non ho presentato nessun emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. In realtà non ho intenzione di alzare i toni. Li avevo alzati prima e non credo che sia utile nemmeno alla discussione. Siccome in quella Commissione ci sto e c'ero, mi ricordo anche gli atteggiamenti e tutto quello che ci siamo detti pubblicamente e anche privatamente.
Capisco anche che ci sia un leggero gioco delle parti, però io credo che la credibilità premi e paghi sempre, quindi rivendico con forza la frase che ho detto all'inizio: «Se non vinco la partita, mi porto via il pallone». Questo a me, onestamente, non piace, perché poi alla fine di una decisione, si può sempre fare sintesi rispettando le sensibilità di tutti. Però, se vogliamo far valere il fatto che c'è una maggioranza e c'è una minoranza, allora la maggioranza a questo punto decide e prende anche le giuste scelte per portare avanti un provvedimento. Anche perché, seppure il tempo è stato poco, mi diletterò a casa, così magari nelle prossime assisi consiliari avrò qualche contributo in più. Potrei dire sulla base di quali criteri, per esempio, nel 2019 si fecero le sagre cosiddette di qualità. Giro moltissimo il territorio, non solo quello maceratese, ma in generale quello regionale, proprio perché reputo che sia fondamentale conoscere a 360 gradi quello che il territorio racconta, in tutte le molteplici modalità.
Mi chiedo sulla base di quali criteri furono scelte quelle 5, 10 o 12 sagre rispetto a tutte le altre realtà importanti che ci sono nel territorio. Diciamo che noi forse abbiamo deciso di fare dei provvedimenti più ampi, più ad ampio spettro, a 360 gradi, collaborando con le Pro Loco, per esempio, e mettendo insieme tutte le varie realtà, anche sulla base dei consigli delle associazioni.
Ho detto di non alzare i toni e non li alzo, benché qualcuno ci abbia in qualche modo criticato, dicendo che nei vari provvedimenti e bandi, che andiamo a proporre nell'ambito del settore del turismo, e domani anche di quello della cultura, avremmo favorito le associazioni piuttosto che le Pro Loco, lasciando da parte determinate realtà culturali.
Il piano della cultura è stato sollecitato dai colleghi ed è stato, sarà presto, in discussione anche in Commissione e in Aula. Quindi metto a tacere qualsiasi tipo di allarmismo.
Diciamo che siamo stati anche un po' criticati perché avremmo favorito le associazioni piuttosto che le Pro Loco. Noi ci occupiamo a 360 gradi di tutta la promozione del territorio, partendo da personaggi che sono gli ambasciatori della nostra regione, come ad esempio Raffaello, per citarne uno e per non fare l'elenco di tutti gli altri, rispettando le varie sollecitazioni del territorio, non mettendo delle bandierine, ma cercando di dare il giusto valore a tutti coloro che hanno apportato un contributo al nostro territorio e che lo raccontano, sia nell'ambito religioso che in quello culturale.
Respingo al mittente qualsiasi di tentativo di voler dire che questa legge ci mette nelle condizioni di fare una politica becera e spicciola, benché non sia stato questo il termine utilizzato, invito, semmai, la minoranza a confrontarsi sui temi e ad aprire un dialogo, come noi abbiamo fatto in tutte le occasioni in cui abbiamo ritenuto utile il confronto, per fare in modo di addivenire a provvedimenti condivisi. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 52 (testo base). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di legge n. 54
a iniziativa dei Consiglieri Antonini, Marinelli, Pierini
“Modifiche alla legge regionale 27 marzo 2001, n. 8 (Istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM))”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDETNTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 54 dei Consiglieri Antonini, Marinelli, Pierini.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. La proposta di legge n. 54, che oggi sottoponiamo all'esame dell'Assemblea, interviene sulla legge regionale 27 marzo 2001, n. 8, recante l'istituzione, l'organizzazione e il funzionamento del Comitato regionale per le comunicazioni, il CORECOM.
Si tratta di modifiche puntuali di natura prevalentemente ordinamentale, che hanno l'obiettivo di aggiornare la disciplina vigente e di renderla maggiormente coerente con il quadro normativo nazionale e con gli indirizzi che regolano il funzionamento dei Comitati regionali per le comunicazioni.
Come sappiamo, i CORECOM sono organi funzionali dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e svolgono un ruolo essenziale nell'ambito delle funzioni delegate dall'Autorità stessa, garantendo sul territorio attività di vigilanza, tutela dei cittadini e promozione del pluralismo dell'informazione.
La normativa statale di riferimento, in particolare la legge n. 249 del 1997, prevede che l'Autorità, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, individui i requisiti richiesti ai componenti dei CORECOM e i criteri relativi alle loro incompatibilità.
Proprio su questo aspetto si concentra una delle principali innovazioni contenute nella proposta di legge. L'attuale disciplina regionale, infatti, prevede una serie di incompatibilità per i componenti del CORECOM, ma non recepisce integralmente gli indirizzi definiti a livello nazionale, in quanto non distingue tra amministratori di Comuni di diversa dimensione demografica.
La proposta, infatti, introduce una modifica all'articolo 4 della legge regionale n. 8/2001, prevedendo l'incompatibilità tra la carica di componente del CORECOM e quella di membro del Consiglio o della Giunta comunale nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti. Si tratta di una scelta che va nella direzione indicata dal legislatore nazionale e che mira a rafforzare l'autonomia e l'imparzialità dell'organismo.
Non si tratta quindi di introdurre nuovi vincoli, ma di adeguare la normativa regionale a criteri già consolidati nel sistema nazionale e adottati anche da altre Regioni.
Accanto a questo intervento, la proposta contiene un aggiornamento di carattere sistematico dell'articolo 3 della legge regionale, relativo alle modalità di elezione del CORECOM. Nel corso degli anni, infatti, sono intervenute numerose modifiche normative che rendono necessario aggiornare alcuni richiami contenuti nel testo vigente.
In particolare, viene corretto il riferimento al regolamento interno dell'Assemblea legislativa regionale, adeguandolo alla disciplina attualmente in vigore. Si tratta quindi di un intervento tecnico, ma importante sotto il profilo della chiarezza normativa e della corretta applicazione delle procedure di nomina.
Entrando nel merito, la legge si articola in tre articoli. L'articolo 1 modifica l'articolo 3 della legge regionale n. 8 del 2001. L'articolo 2 modifica l'articolo 4, introducendo il limite di incompatibilità, e l'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria.
Quindi, ecco, questo è quanto ci accingiamo a proporre e che vogliamo approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questa proposta di legge interviene sulla normativa che disciplina il CORECOM, un organismo che non è un organo politico, ma un organo di garanzia, chiamato a tutelare il pluralismo dell'informazione, i diritti dei cittadini e il corretto funzionamento del sistema delle comunicazioni.
Proprio per la delicatezza delle funzioni attribuite al CORECOM, il legislatore regionale ha previsto fin dall'origine che i suoi componenti debbano offrire garanzie di assoluta indipendenza. La legge regionale n. 8 del 2001 è chiarissima quando stabilisce che i componenti del Comitato devono garantire assoluta indipendenza sia dal sistema politico-istituzionale che dagli interessi di settore.
È una formulazione molto forte. Non si parla di indipendenza relativa o attenuata, ma si parla di indipendenza assoluta. Per questo motivo desta perplessità la modifica proposta all'articolo 4, che elimina invece l'incompatibilità per i Consiglieri comunali e gli Assessori dei Comuni con meno di 10.000 abitanti.
Devo riferire, a questo proposito, che in I Commissione io, in veste di Vicepresidente, ma anche tutta l'opposizione, ho tentato di avere un approccio collaborativo, propositivo e anche un'apertura nei confronti di questa legge, tanto che io stessa non ho posto veti e critiche particolari in Commissione.
Ammetto però di averla poi approfondita ulteriormente, di aver letto meglio lo Statuto, di essermi confrontata con i colleghi del mio gruppo consiliare PD e la domanda che ci siamo posti è molto semplice: un amministratore comunale è meno politico perché opera in un Comune piccolo? La risposta non può che essere negativa. Un Consigliere comunale o un Assessore esercita una funzione politica a prescindere dal numero degli abitanti del Comune in cui opera. Il principio di indipendenza non può dipendere da un criterio demografico. Non esiste una soglia sotto la quale un incarico politico smette di essere politico.
Con questa modifica si introduce una distinzione che rischia di indebolire il sistema delle garanzie costruito in questi anni e di allontanarci dallo spirito della legge istitutiva del CORECOM. Gli organismi di garanzia devono essere non soltanto indipendenti, ma anche percepiti come indipendenti dai cittadini.
La credibilità del CORECOM deriva proprio dalla sua autonomia rispetto alla maggioranza, alle opposizioni e, più in generale, al sistema politico-istituzionale. Consentire la contemporanea presenza di amministratori in carica all'interno dell'organo rischia di creare una sovrapposizione tra funzione politica e funzione di garanzia che la normativa vigente invece aveva voluto evitare.
A questo proposito, visto che nella discussione precedente c'è stato chiesto di consultarci con il legislativo, vorrei capire se voi invece vi siete consultati con il legislativo, perché agli articoli 2 e 4 della legge istitutiva del CORECOM è scritto molto chiaramente. Mi scuso per non averlo fatto presente in Commissione, ma sono andata a rileggermelo. All'articolo 2 c'è scritto: «Il CORECOM è composto da sette membri, di cui uno con funzioni di Presidente e uno di Vicepresidente, eletti dal Consiglio regionale tra soggetti in possesso di documentati requisiti di competenza ed esperienza nel settore della comunicazione, nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici, che diano altresì garanzia - lo sottolineo - di assoluta indipendenza sia dal sistema politico-istituzionale che dagli interessi di settore». Quindi dovevate, semmai, modificare lo Statuto.
Poi, comma 2: «i componenti del Corecom restano in carica cinque anni e non sono rieleggibili».
Ma soprattutto, all'articolo 4, c'è la normativa sull'incompatibilità e potrei anche leggervela tutta.
Comma 1. Non possono far parte del Corecom i membri del Parlamento europeo, nazionale, del Governo, dei Consigli e delle Giunte regionali, provinciali e comunali; lettera b): i funzionari pubblici preposti o assegnati ad uffici cui compete la vigilanza sugli enti o istituti interessati; lettera c): presidenti e direttori generali di enti pubblici, anche economici, di nomina governativa, parlamentare, dei Consigli e delle Giunte regionali, provinciali e comunali, eccetera.
Vado, per esempio, alla lettera e): gli amministratori, i titolari, i loro parenti o affini fino al quarto grado, i soci o i dipendenti di imprese pubbliche o private operanti nel settore radiotelevisivo, delle telecomunicazioni, della pubblicità, dell'editoria, anche multimediale.
Leggetelo tutto. Accusate noi di non aver guardato lo Statuto e, subito dopo, andate voi contro lo Statuto. Quindi, se volete, modificate lo Statuto.
Potrei andare avanti a leggerlo, ma immagino che chi lavora in Regione lo conosca meglio di me.
A proposito degli articoli 2 e 4, vi invito a rileggerlo per verificare se ci sia o meno incompatibilità, vi ho dimostrato che, ovviamente, c'è.
Ciò che mi preme evidenziare, e mi scuso per non averlo già fatto in Commissione, è che non si tratta di mettere in discussione la qualità e la buona fede degli amministratori locali, ma di difendere un principio: chi esercita funzioni di garanzia deve essere posto nelle condizioni di operare con la massima autonomia e senza alcuna possibile interferenza, o apparenza di interferenza politica.
Immaginiamo cosa accadrebbe se, durante delle elezioni politiche, amministrative o anche regionali, ci fosse un'osservazione sulla campagna elettorale, su una scorrettezza di un'emittente televisiva locale, e ci si rivolgesse al CORECOM.
Il componente del CORECOM, consigliere comunale del PD, che deve esprimersi contro Fratelli d'Italia, può essere imparziale, sì o no? Il consigliere comunale di un comune sotto i 10.000 abitanti del PD che fa parte del CORECOM può esprimersi contro Forza Italia? Io dubito che riesca a essere imparziale, sinceramente.
Questa norma non va contro i miei interessi, ma potrebbe andare anche contro i vostri e, in generale, contro il principio che ho già esplicitato dell'imparzialità, dell'autonomia e quindi della possibilità di evitare interferenze politiche.
Per queste ragioni ritengo che la modifica proposta rappresenti un arretramento rispetto alle garanzie previste dalla legge regionale n. 8 del 2001 e che sia opportuno, invece, mantenere l'attuale disciplina dell'incompatibilità a tutela dell'indipendenza, dell'autorevolezza e della credibilità del CORECOM.
L'indipendenza di un organismo di garanzia non si misura sul numero degli abitanti. Un incarico politico resta un incarico politico sia in un comune di 1.000 abitanti sia in una città di 100.000 abitanti. Per questo non possiamo indebolire un'incompatibilità posta a tutela della terzietà del CORECOM. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.
Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Riguardo alla proposta, a me sembra un po' strano, sinceramente, a parte il fatto che è stata votata in Commissione, quindi, per carità, come dice la Consigliera Vitri, magari può essere sfuggito qualcosa da parte dei Consiglieri di minoranza, però credo che questa proposta abbia passato prima una verifica giuridica, come si dice, di legittimità giuridica. Se ci fosse qualche minimo dubbio di incostituzionalità, penso che sarebbe emerso.
Tra l'altro, sappiamo che la stessa normativa è stata approvata nel Consiglio regionale della Lombardia, e non ritengo, per quanto ne sappiamo, che sia stata impugnata da chicchessia; è ancora vigente ed è più o meno identica, credo, a questa proposta qui, in Consiglio regionale.
Ripeto, vedo anche la presenza della Dirigente del Servizio affari legislativi e coordinamento Commissioni assembleari, penso che sia passata ad una verifica, se ci fossero stati dei dubbi credo che sarebbero stati già espressi prima della verifica, quindi prima del passaggio in Consiglio.
Ripeto, nel Consiglio regionale della Lombardia la proposta è passata così com'è e nessuno ha avuto da ridire. Ritengo che non ci sia alcun problema ad approvare la proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Telegraficamente, Presidente, nel dare atto di come conduce i lavori sempre con molto equilibrio, devo rilevare che le proposte di legge della maggioranza vengono portate in Aula, esaminate e verosimilmente approvate oppure rinviate in Commissione, mentre le proposte dell'opposizione non trovano ingresso, se non ai sensi dell'articolo 86, adesso non ricordo, e puntualmente vengono respinte in Commissione.
Questo è un vulnus che, secondo me, deve essere composto con il suo autorevole intervento, perché noi siamo legislatori e tutte le proposte di legge hanno la necessità di essere esaminate dall'Aula, che poi, nella sua autonomia, le potrà approvare o respingere. E qui è evidente che ci può essere, anzi talvolta ci deve essere, come si dice, la tirannia della maggioranza, forte dei numeri.
Detto questo, intervengo brevemente, perché l'ha fatto in modo puntuale la collega Vitri, per evidenziare che questa disposizione, laddove si estende, immagino, l'incompatibilità o l'impossibilità di nomina ai Consiglieri provinciali e comunali, riferita ai membri dei Consigli e delle Giunte con più di 10.000 abitanti, immagino... Quindi, sotto i 10.000 abitanti, potrebbero essere nominati.
Questo, per esempio, significa che un domani molto lontano, quando magari non potrò più fare il Consigliere regionale o qualcos'altro, siccome sono Consigliere comunale a Montegiorgio, che fa 6.000 abitanti, potrei essere nominato al CORECOM. Di questo me ne rallegro perché solitamente mi annoio senza fare nulla, è un'opportunità in più, capogruppo Mancinelli.
Non si capisce però questa disparità di trattamento tra i membri dei Consigli e delle Giunte con più di 10.000 abitanti rispetto a quelli sotto i 10.000. Premesso che non possono essere considerati figli di un Dio minore, perché il Comune sotto i 10.000 abitanti non è un Comune di serie inferiore.
Se è vero che la nostra Carta costituzionale, e da qui il tema della legittimità costituzionale di questa legge, all'articolo 114 ci dice che la Repubblica è formata da Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, quindi da articolazioni della Repubblica, mica distingue tra Comuni sopra o sotto un certo numero di abitanti. Quello lo si può fare, tra l'altro, per stabilire le indennità. Per carità, ci mancherebbe altro, è un fatto economico legato anche all'impegno richiesto e alle responsabilità che si assumono, ma qui è legato a un diritto, perché il fatto di essere nominati in un ente di controllo, come in questo caso, è un diritto di qualsiasi soggetto, quindi anche del soggetto politico, come il Consigliere comunale.
Perché operare questa distinzione, che contrasta all'evidenza con il dettato costituzionale, al quale noi siamo obbligati ad attenerci? Contrasta con l'articolo 114, ma contrasta anche con il principio di uguaglianza.
In più c'è un altro aspetto, quello che sottolineava puntualmente la Consigliera Vitri: il tema dell'imparzialità. L'imparzialità è un percorso nell'agire delle istituzioni e della pubblica amministrazione, ma è un percorso che non soltanto deve essere garantito nelle sue finalità e nel suo dispiegarsi, ma che deve anche apparire tale. È la storia un po' della moglie di Cesare: deve anche apparire tale.
Allora, è evidente che è fondata l'osservazione della collega quando dice: “Ma se domani il Consigliere Cesetti, che è Consigliere comunale a Montegiorgio e non svolge più altre funzioni, viene nominato al CORECOM e poi deve decidere sull'amico Calcinaro, che fa parte dei “Marchigiani per Acquaroli”, di centro-destra, non appare imparziale”. E’ noto che il Consigliere Cesetti e l’Assessore Calcinaro, ovviamente, si vogliono bene, però non politicamente.
Ecco, questo è il punto. La battuta solo perché vedevo l’Assessore Calcinaro qui davanti.
Il tema c’è, oltre a quello della legittimità costituzionale, molto più fondato, secondo me, dell'imparzialità, che deve essere garantita, che è un percorso e che deve anche apparire tale.
Quindi, anche in questo caso, penso che potrebbe essere utile…, non perché abbia una particolare passione per i rinvii, Consigliere Marinelli, però voi lo fate tante volte con le nostre proposte di legge e qui mi lego all'inizio del mio discorso. Voi lo fate con le nostre proposte di legge che non esaminate. Noi chiediamo, ai sensi dell'articolo 86, che vengano esaminate, puntualmente vengono portate in Aula e voi, con un atto di democratica arroganza, le rimandate in Commissione.
A questo punto, visto che portate in Aula una proposta di legge che non si tiene e che riguarda tutti, rinviatela in Commissione, correggete quelle storture che prima di me vi ha suggerito la collega Vitri. Io le ho mutuate da lei, diciamo, non le avevo neanche viste, in quanto mi dovevo occupare di altro, e magari anche questa legge potrà essere approvata all'unanimità.
Spero di avervi convinto. Sicuramente ho convinto il Consigliere Mangialardi, ma questo non è molto rilevante. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per sostenere naturalmente questa proposta di legge, che non vedo quali vulnus democratici stia producendo. Mi dispiace, purtroppo, che nella sua apparentemente lucida valutazione il collega Cesetti, che può prendere immediatamente la parola per fatto personale, abbia rivolto all'intera maggioranza una sorta di sermone luterano. Io non sopporto quelli cattolici, figuriamoci quelli luterani. Ma dimentica una cosa: che nel lungo percorso di maggioranza del centro-sinistra mai nelle Marche mai, una proposta di legge della minoranza è stata approvata; sempre, è stata bocciata dopo i fatidici sei mesi. Quindi, Consigliere Cesetti, stiamo rispettando la tradizione.
Mi permetto anche di ricordarle che, giusto adesso, adesso significa qualche ora fa, sulla tua proposta di rinvio di un atto, sul quale avevamo messo la faccia, abbiamo detto che poteva essere l'unica strada percorribile e l'abbiamo ribadito con un’ulteriore meditazione che ha visto coinvolto il Presidente del Consiglio regionale, che non è stato presente in tutti i passaggi di Commissione, quindi, forse, qualcosa gli era sfuggito. Dal suo stesso ripensamento, aggiunto al mio, abbiamo rinviato in Commissione un atto su sua proposta.
Quindi, riguardo alla democraticità, oggi qualche punto rispetto al Consigliere Cesetti l'abbiamo guadagnato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ho ascoltato il Partito Democratico parlare di membri del CORECOM che sono imparziali, perché con questa proposta di legge si teme la perdita dell'imparzialità. Io ho buona memoria e sono andato a vedere chi erano i membri del CORECOM: la Presidente in quota maggioranza ed il Vicepresidente in quota Partito Democratico.
Sono andato a vedere se la Presidente avesse fatto incontri politici o supportato iniziative politiche, ma non aveva mai supportato iniziative politiche. Poi sono andato a vedere l’attività del Vicepresidente ed ho visto che è stato più impegnato a fare campagna elettorale per il Partito Democratico piuttosto che fare il Vicepresidente del CORECOM.
Allora, mi domando: ma scusatemi, l'imparzialità è a targhe alterne? Non so se ve ne siete resi conto, ma io lo ricordo benissimo, in campagna elettorale per le regionali, così come in occasione del referendum sulla riforma della magistratura, con «perché votare no». Ricordo anche le ultime elezioni comunali di Fermo, impegnatissimo per la coalizione del Partito Democratico.
Lo sappiamo tutti: XY è un giornalista professionista, un giornalista capace, ma più volte ha confuso il suo ruolo, magari il suo essere di sinistra, con fare il Vicepresidente del Corecom.
Allora io vi dico: ci parlate voi di imparzialità? Voi venite a dirlo a noi? Sono allibito, se il vostro Vicepresidente non avesse mai fatto iniziative pubbliche per sponsorizzare un partito politico o una coalizione politica, allora potevate dire questo. Voi avevate il Vicepresidente del CORECOM che ha fatto continuamente campagna elettorale per il Partito Democratico, per il referendum del «No», non solo alle regionali; è arrivato anche a Fermo, per ben due volte, a fare campagna elettorale.
Sapete qual è la differenza tra noi e voi? Che noi non abbiamo mai evidenziato questo, perché siamo talmente democratici da poter capire che, nella vostra difficoltà, vi serve tutto. Vi serve il Vicepresidente del CORECOM che vi fa campagna elettorale, vi serve qualcuno che, dal ruolo che gli avete dato, possa discreditare il centro-destra.
Invece oggi facciamo una legge e voglio ringraziare i promotori. Ovviamente, una legge passata in Commissione con la dovuta attenzione e cautela. Ripeto: a volte mi reputo fortunato, noi ci reputiamo fortunati, di avere un'opposizione che continuamente fa autogol su questi temi ed ogni volta che ascoltavo il giornalista XY, dicevo: «Ma lui lo sa che è il Vicepresidente del CORECOM o nessuno gliel'ha mai detto?». Se parliamo di imparzialità, dobbiamo prima guardare ognuno in casa propria.
La Presidente del CORECOM, che voglio ringraziare per l'impegno che ha messo a disposizione, è stata imparziale, invece il Vicepresidente del CORECOM, indicato dal Partito Democratico, e ci mancherebbe altro, è legittimo, le nomine sono anche indicate dai partiti, continuamente ha fatto campagna elettorale. Se dobbiamo dire queste cose, almeno cerchiamo di dircele tutte.
Vi chiedo scusa, sono intervenuto un po' a gamba tesa, ma mi sembrava giusto ristabilire la verità. Mi sembrava giusto raccontare la verità su quello che, in questi anni, il Vicepresidente del CORECOM ha fatto. Non è stato a disposizione per far rispettare le questioni legate al CORECOM, sulla violazione della par condicio e altre materie, ma ha fatto continuamente campagna elettorale, violando il suo ruolo.
Allora vi dico, non so se ci rendiamo conto che questa proposta di legge va a semplificare un po' il quadro normativo e, su questo, credo sia importante anche non mettere ulteriori paletti. Però che voi veniate a dire che è una vergogna e che bisogna tutelare l'imparzialità, quando – io sono uno che legge e che si è messo a cercare, mi sono anche un po' impaurito – è lo stesso Partito Democratico che ha questo esponente come Vicepresidente, il quale continuamente faceva propaganda contro il centro-destra e contro il Presidente Acquaroli.
Allora, dico: stiamo attenti quando parliamo di imparzialità e stiamo attenti quando andiamo a puntare il dito. A volte è meglio che il Partito Democratico, quando punta il dito, si guardi allo specchio.
Io non voglio intervenire sulle vicende politiche del Partito Democratico; anzi, speravo che il Segretario regionale rimanesse fino alle elezioni, in modo da supportare ancor di più le azioni politiche della maggioranza, però così non è stato.
Faccio una battuta, che ho fatto anche in corridoio, all'amico Consigliere Mangialardi: dopo le tante sconfitte elettorali, la proposta di legge sul suicidio assistito del PD, è perfetta.
Battute a parte, credo che su questa proposta di legge dobbiamo essere uniti. Tra l'altro, permettetemi di dire che quando si svolge un ruolo istituzionale si deve essere imparziali, ma di certo il Vicepresidente del CORECOM non è stato imparziale. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Enrico Piergallini.
PRESIDENTE. Non ci sono ulteriori interventi. Dichiaro chiusa la discussione. Ha la parola, per replica, la relatrice di minoranza Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Intervengo brevemente per ribadire ciò che ho messo in evidenza nella relazione. Qui si tratta di approvare una nuova legge e non lo Statuto. Quindi, siccome nella discussione dell’atto precedente ci è stato rimproverato di dover eventualmente modificare lo Statuto quando non è coerente, la stessa cosa ora la dico a voi. Questa norma va contro lo statuto di istituzione del CORECOM. Poi, le questioni personali che riguardano un singolo soggetto, un singolo componente del CORECOM, credo che siano anche fuori luogo, perché, al di là della discussione nel merito, noi qua stiamo parlando di un metodo, di una norma che poi rimarrà in vigore, anche se tra cinque anni il Governatore sarà del PD, di AVS, del Movimento 5 Stelle o della Lega. E’ una norma che noi lasciamo valida per chiunque governi.
Il mio non è un discorso personale legato a un esponente del PD e credo sia anche fuori luogo, a prescindere dalle rispettive posizioni, contrarie o meno a ciò che è stato detto poco fa dal Consigliere Putzu. Penso sia giusto parlare della norma e non dell'atteggiamento di un singolo componente del CORECOM.
Per cui ribadisco la necessità di valutare questa proposta di legge, che va a modificare la legge n. 8 del 2001, che era chiarissima quando stabiliva che i componenti del CORECOM debbano garantire assoluta indipendenza sia dal sistema politico-istituzionale sia dagli interessi di settore. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere la mia dichiarazione di voto che è di ferma contrarietà. Devo confessare che non avevo seguito con attenzione questa proposta di legge e rimango basito, ma non su un piano politico.
Il Consigliere Putzu è uno straordinario battutista ed è sempre molto efficace, però si allontana dagli aspetti legati a degli approfondimenti tecnico-giuridici. La valutazione deve stare su un piano tecnico-giuridico di sostenibilità e di non incostituzionalità.
Qui siamo di fronte a una palese violazione di principi costituzionali sotto più profili. Intanto, ricordiamoci che il CORECOM è un organismo di garanzia. La definizione tecnica è esattamente questa ed in quanto organismo di garanzia non può prevedere al suo interno, negli organi amministrativi e di governo dell'ente, figure che siano al contempo Consiglieri comunali, provinciali o che abbiano incarichi amministrativi e politici. E questo è il primo profilo di incostituzionalità.
Ripeto, vado a braccio, non ho studiato, ma sono convinto che se andiamo a vedere il testo unico sugli enti locali c'è sicuramente un richiamo che impedisce una lettura di questo tipo, con la possibilità di consentire a un Consigliere comunale di far parte dell'ente CORECOM.
Il secondo profilo di incostituzionalità, qui ci sono altri avvocati sicuramente più preparati di me, è quello del disallineamento ingiustificato per cui i Consiglieri di Comuni al di sotto dei 12.000 abitanti possono entrare a far parte dell'ente CORECOM, invece, i Consiglieri di Comuni al di sopra dei 10.000 abitanti, no. Questa è chiaramente una situazione non legittima. Sono stupito che nella Commissione non ci sia stato un intervento tecnico che abbia evidenziato come ci si trovi di fronte a una palese illegittimità. Come si fa a votare? Guardo i colleghi, guardo il Consigliere Canafoglia, il collega Baiocchi, adesso non c'è. Ma è palese che questa situazione è insostenibile giuridicamente. Mi sbaglio? Consigliere Canafoglia, mi sbaglio? Se vogliamo offendere l'intelligenza dei giuristi, votiamo pure questa proposta di legge. Peraltro, non capisco quale sia il senso che sta dietro a questa proposta di legge, quale sia la necessità. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Devo intervenire brevemente perché il capogruppo di Fratelli d'Italia, Consigliere Putzu, chiama in causa il Partito Democratico, di cui io faccio parte, come se contraddicesse i suoi principi di imparzialità.
Allora, al capogruppo Putzu dico questo: noi siamo legislatori, noi dobbiamo dire quello che si può o non si può fare e dobbiamo dire come possono essere e devono essere sanzionati coloro che non rispettano la legge che noi adottiamo.
Nel caso del CORECOM, non possiamo dire che, di fatto, sono compatibili coloro che ne fanno parte e che sono Consiglieri di Comuni sotto i 10.000 abitanti, mentre sono incompatibili sopra i 10.000 abitanti. Questa è una violazione, tra l'altro, di carattere costituzionale. Ma è ancora più grave la violazione, come pure è stato detto e noi ripetiamo, per cui si attribuisce la possibilità di far parte di un organo di garanzia a chi svolge una funzione politica e istituzionale. Questo è il punto.
Voglio dirlo al capogruppo, la legge non dice che XY non poteva fare campagna elettorale per il centro-sinistra, perché la poteva fare, quindi non ha contraddetto alcun principio di imparzialità. Lui poteva farla, come poteva farla chiunque altro nel CORECOM: non c'era qualcosa che lo vietasse, va bene?
Invece, prima era vietato essere nominati nel CORECOM per i Consiglieri comunali e per i Consiglieri di qualsiasi tipo. Oggi, invece, voi rendete possibile che lo faccia il Consigliere di un Comune di 7.000 abitanti e che, nel contempo, possa essere componente del CORECOM, magari anche candidato in una lista. Vi pare possibile tutto questo? No. XY mica era candidato. Questo è il punto. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 3. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Volevo intervenire, ma va bene, vale anche questo momento per l'intervento.
Credo che questa mattina, votando questa proposta di legge, commettiamo un errore significativo. Mi rendo conto che forse potrebbe sfuggire il principio che dovremmo tutelare approvando leggi che abbiano una loro legittimità.
Mi rendo conto che forse stiamo parlando di una questione che può apparire di scarsa rilevanza, perché non è così appassionante l'individuazione dei requisiti per entrare a far parte del CORECOM. Oggi, però, stiamo violando un principio che è quello del rispetto della qualità giuridica degli atti che andiamo ad approvare, perché siamo di fronte a un palese errore, una palese legittimità. Peraltro, non voglio essere malizioso, non è neanche nel mio stile, però la sensazione che si ha è che questa proposta di legge non nasca dalla volontà di migliorare le procedure per l'individuazione dei componenti del CORECOM, ma da un altro tipo di sensibilità.
Ecco, credo che oggi rischiamo di esprimerci con un voto rispetto a una questione che può non apparire di particolare significato, ma che invece tende a violare dei principi di corretta amministrazione, che non dovrebbero essere messi in discussione. Pertanto, invito nuovamente tutti i colleghi giuristi, questa volta cito anche il Consigliere Assenti, due volte collega, del quale prima mi ero dimenticato, perché non possono non rendersi conto di quanto sia grave il voto che andiamo a esprimere approvando questa proposta di legge. Veramente non capisco come sia possibile questa cosa.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Articolo 3. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Vorrei chiedere il voto nominale sull'intero articolato di questa norma. Dobbiamo essere in tre: io, il Consigliere Mangialardi e il Consigliere Nobili. Grazie.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 54. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Acquaroli, Antonini, Assenti, Ausili, Baiocchi, Barbieri, Battistoni, Borroni, Canafoglia, Cardilli, Luconi, Marconi, Marcozzi, Marinelli, Pierini, Putzu, G. Rossi, Sebastiani.
Contrari: Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri, Vitri.
Astenuti: Nessuno.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15:20