Resoconto della seduta n.103 del 07/03/2023
SEDUTA N. 103 DEL 7 MARZO 2023
La seduta inizia alle ore 11:20
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 103 del 7 marzo 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 102 del 28 febbraio 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
Minuto di silenzio
Chiedo a tutti i Consiglieri di osservare un minuto di silenzio per la tragedia di Cutro.
Non ci sono parole di fronte alla morte di donne, uomini e bambini protesi nella speranza di una vita migliore.
La solidarietà umana espressa quale rappresentanti delle comunità delle Marche sia verso le famiglie dei morti, i sopravvissuti e le loro angosce, sia verso i calabresi che hanno soccorso i naufraghi.
Vogliamo solo ribadire che i responsabili vanno puniti nel solco del monito del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e di Papa Francesco I. Grazie.
(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)
Interrogazione n. 719 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Santarelli
“Emergenza medicinali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 719 – a risposta immediata – del Consigliere Santarelli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie Presidente. L’interrogante chiede di conoscere quali provvedimenti la Regione Marche ha adottato per garantire l’approvvigionamento di farmaci perché le note vicende, il conflitto bellico, la difficoltà di reperire materie prima per la produzione di farmaci, hanno determinato questo problema.
La risposta è che effettivamente il tema esiste, c’è un problema da alcuni anni, innanzitutto sulla produzione per la carenza delle materie prime, in seconda analisi, pur essendo l’Italia un Paese che ha la prima industria farmaceutica d’Europa e la prima nel mondo, cionondimeno, molto spesso c’è una carenza di disponibilità dei farmaci dovuta al fatto che la produzione avviene in Italia e sovente la commercializzazione avviene all’estero.
Per sopperire a questa carenza ed a questo problema è stato istituito nella nostra regione un servizio SOS farmaci, con il coordinamento di Aifa e del Ministero della salute, con cui le farmacie possono reperire questi farmaci attraverso due magazzini, uno a Macerata ed uno nella provincia di Ancona, che hanno il compito, tramite il Co.d.in., cioè il Consorzio per il reperimento dei farmaci, di garantire l’approvvigionamento alle farmacie.
L’argomento riveste una particolare rilevanza per i farmaci che non possono essere sostituiti per i principi attivi che hanno nella loro costituzione, ma l’indisponibilità di farmaci che non possono essere sostituiti con altri aventi le stesse caratteristiche costitutive riguarda solamente una decina di medicine.
Il tema esiste, di questo problema se ne occupa attivamente tutto il sistema delle farmacie e delle industrie del nostro Paese ed anche della nostra regione e per il momento non si rilevano particolari carenze.
In questo momento l’unico farmaco che è di difficile reperibilità sul mercato, quindi anche nelle farmacie, è l’Ozempic, che non è sostituibile e viene utilizzato per la cura del diabete. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, buongiorno agli uffici ed al Segretario generale.
Oggi questa risposta ci dà una parziale soddisfazione perché la situazione dei medicinali che scarseggiano è diventata insostenibile.
Ritardi nelle consegne si stanno abbattendo sull'intero settore farmaceutico assieme agli effetti combinati della crisi pandemica - tutto questo accresce la richiesta di alcuni prodotti, come ha sottolineato anche l’Assessore - e di quella economica (inflazione, aumenti dei costi per energia e trasporti, scarsità di materie prime).
Pur comprendendo tutto ciò, il fenomeno provoca conseguenze a cascata nella filiera con ritardi nelle consegne dei medicinali ai magazzini dei distributori intermedi e tutto questo si ripercuote infine sulle farmacie e sui cittadini con forti rallentamenti nelle consegne: ordini che prima arrivavano in 5 giorni ai siti logistici dei distributori, attualmente restano inevasi fino a 3 o 4 settimane causando, di conseguenza, il problema di medicinali introvabili per i cittadini che si recano in farmacia, nelle quali si segnalano mancanze in aumento.
Attraverso questa interrogazione, che ripeto non ci vede soddisfatti, chiediamo l’avvio di un confronto urgente, costruttivo e realmente efficace con tutti gli attori del sistema sul problema delle carenze e tutto questo al fine di individuare in una visione d’insieme le soluzioni più adeguate ad assicurare una sanità realmente focalizzata sui bisogni di salute della popolazione. Grazie.
Interrogazione n. 720 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Cesetti, Vitri, Casini
“Concorso Direttore U.O.C Pronto Soccorso Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 720 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Cesetti, Vitri, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito all’interrogazione in argomento occorre rilevare che il concorso è stato bandito il 23 agosto 2022 e che il 27 agosto è entrato in vigore un intervento normativo sui concorsi nella sanità, in particolare la norma che va ad integrare i decreto legislativo n. 502/1992, con cui viene stabilito che le Commissione di concorso e di esame devono garantire la parità di genere dei suoi componenti.
In ragione di questa modifica normativa è stata approvata di recente la delibera di Giunta regionale con cui si stabiliscono le linee di indirizzo per le Aziende e il bando che era stato emanato il 23 agosto dovrà essere riformulato.
La direzione dell’Azienda ospedaliera universitaria di Torrette ha comunicato che la riforma del bando di concorso, indicando e garantendo la parità di genere così come previsto dalla riforma dello scorso anno, verrà ripubblicato, quindi, è in via di ripubblicazione con le modifiche che sono intervenute a livello di principi direttivi della legge 502/1992. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Replicare all’Assessore Saltamartini che si inventa una nuova norma rispetto alla composizione delle Commissioni sfiora il ridicolo, è il simbolo della confusione, è il simbolo di uno sfascio a cui peraltro l’Assessore Saltamartini non sa dare risposta.
Va ricostruita la vicenda, il 23 agosto viene pubblicato un bando per la scelta del nuovo Direttore dell’Unità operativa complessa del pronto soccorso e osservazione breve intensiva.
Voglio ricordare che siamo nel 2022 e quello era un ruolo che era fermo da oltre due anni, quindi già lì c’era un ritardo, voglio ricordare che Ospedali Riuniti è un po’ la vetrina della Regione Marche, giustamente, essendo ospedale di primo livello, Dea di secondo livello, ebbene, dopo il 22 settembre la Regione Marche avrebbe dovuto nominare la commissione e fare il sorteggio, non è stato fatto, doveva essere fatto eventualmente in ogni settimana.
Ricordo a tutti che l’Unità operativa complessa, di cui stiamo parlando, mette insieme una squadra di oltre 100 persone e ovviamente risponde ad esigenze particolarmente importanti.
Oggi ci si inventa la norma relativa al fatto che la commissione avrebbe dovuto rappresentarsi anche con una diversità di genere, penso che una scusa più grande per trovare una giustificazione per poter rifare il bando - probabilmente ci sono amici degli amici che devono essere nominati – quindi, con l’aspettativa dei 5 che sono stati selezionati a seguito delle domande.
E’ un tipico esempio che le regole valgono per tutti, ma non per chi le fa, certamente non per l’Assessore Saltamartini che ancora una volta umilia la sanità marchigiana.
Interrogazione n. 722 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Iniziative urgenti da attivare per far fronte all’interruzione della collaborazione con la Casa di Cura Villa Igea per il percorso di interruzione volontaria di gravidanza”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 722 – a risposta immediata dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per riaffermare ancora una volta che nella nostra regione c’è piena attuazione della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Voglio ricordare che è stata una legge molto importante del nostro Paese, approvata nel 1978, dopo lunghissime battaglie, soprattutto di esponenti del Partito Radicale.
Questa legge è stata validata dal corpo elettorale nel 1980, con il referendum, da due opposte posizioni, da parte dei gruppi conservatori che ne volevano cancellare l’esistenza, da parte dei gruppi che invece ne volevano allargare l’estensione
L’interruzione volontaria di gravidanza è garantita nella nostra regione e nella provincia di Ancona, negli ospedali di: Jesi, Senigallia e Fabriano.
Per Villa Igea l’Azienda ha comunicato la necessità di eseguire dei lavori, per cui il calendario che era previsto precedentemente è stato rimodulato.
Per far fronte ad eventuali nuove esigenze c’è stato un accordo da parte di tutte le Agenzie e le Aziende sanitarie e si è prospettato l’intervento dell’ospedale di Torrette, l’Ospedale Universitario, che garantirà tutte le eventuali emergenze.
Quindi, rassicuro l’interrogante e tutti coloro che ci ascoltano che nella nostra regione c’è piena attuazione della legge del 1978 e il servizio è perfettamente garantito anche nella provincia di Ancona. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Io sono sicura, Assessore Saltamartini, che arriverà un giorno in cui dirò di poter essere soddisfatta, ma purtroppo non è questo perché l’unica risposta che mi avrebbe lasciato soddisfatta è che già da ieri, perché lei non ha nemmeno dato una data da cui questa ipotetica convenzione sarà operativa, le richieste di interruzione di gravidanza provenienti dai consultori di Ancona e Falconara potevano essere garantite da una struttura, che sarà Torrette.
Mi fa piacere che, e questo per onestà intellettuale glielo voglio riconoscere, diversamente da quanto temevo, il servizio non sarà sostituito o ripartito tra le strutture già esistenti, mi riferisco a Senigallia, Jesi, piuttosto che Fabriano.
Visto che lei qui racconta sempre tante favole, l’ultima la ricordavo prima in conferenza stampa, è quella dei consultori per cui noi siamo una regione che ha già recepito le linee guida, poi andando in giro in tutti quanti i consultori abbiamo visto che nessuno sapeva niente di questa volontà e che ovviamente non c’è nessun protocollo operativo, quindi la RU486 non può nella nostra regione ancora essere somministrata nei consultori, così come prevede la circolare del Ministero della salute da agosto 2020.
Oggi mi riservo di verificare se e quando questa convenzione sarà operativa, abbiamo già perso molto tempo, il fattore temporale non è secondario, quindi muovetevi, fate una Giunta urgente, non possiamo permetterci di dire alle donne che vengono in consultorio per fare questa scelta molto dolorosa che non sappiamo quando a Torrette le potremo mandare per esercitare questo loro diritto. Grazie.
Interrogazione n. 724 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Cesetti
“Provvedimenti urgenti relativi all’autorizzazione all’esercizio delle strutture socio-sanitarie e sociali, con scadenza delle istanze il prossimo 30 settembre”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 724 – a risposta immediata – dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie Presidente. Con questa interrogazione il Consigliere Biancani pone un tema molto rilevante, che l’Assessorato e la Giunta condividono. Il problema che entro il 30 settembre prossimo le strutture socio-sanitarie e sociali dovranno adeguare la loro struttura organizzativa ai manuali che sono stati approvati già dal 2018 la cui applicazione è stata rinviata in presenza della pandemia da Covid 19.
Peraltro, tale adeguamento risulta necessario perché, se non si adegueranno, il decreto “concorrenza” prevede che non potranno avere i requisiti per partecipare alle gare ad evidenza pubblica, quindi l’argomento è di stretta attualità.
Ieri c’è stato un incontro con gli enti gestori i quali hanno riformulato questa richiesta, vedremo in proseguo di tempo come poter garantire sia l’applicazione della legge che l’adeguamento delle strutture.
Mi piace la sfumatura e voglio esplicitare un apprezzamento al Consigliere Biancani, il quale chiede di aprire un tavolo per garantire un’interpretazione dei requisiti di autorizzazione più aderenti, quindi è una formula molto interessante che valuteremo adeguatamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Come ha già evidenziato, Assessore, è un problema molto importante anche perché le strutture socio-sanitarie e sociali sono molto preoccupate. Il rischio è che non riescano a mettersi in regola entro il 30 settembre. Parliamo di strutture legate a chi ospita i senza tetto, i disabili, gli anziani, le persone fragili, e la mia paura è che senza una proroga alcune di queste rischino di chiudere la propria attività o di ridurre i servizi.
Ribadisco la necessità almeno di aprire un tavolo di confronto in maniera ben definita per cercare di capire quali sono i reali requisiti che devono avere queste strutture e fare in modo che le richieste siano direttamente legate ai servizi realmente svolti. Ad esempio, per le comunità di accoglienza viene previsto un massimo di 3 posti letto per camera, ovviamente questo comporta che se attualmente ci sono 4 o 5 persone, perché magari ci sono camere grandi, alcune rimarranno senza tetto, quindi ci saranno problemi non da poco, come lo stesso obbligo di richiedere la presenza di operatori specializzati, uno ogni 10 persone assistite, al posto dei volontari, che comporta sicuramente un aumento dei costi. Un numero che può creare problemi, come per i centri diurni residenziali per disabili e per altre persone fragili in cui è prevista la presenza di una stanza per il medico, ma il medico in queste strutture non è previsto dato che si utilizza il medico di medicina generale. Lasciare libera una stanza vuol dire ridurre la capacità di offrire il servizio.
Ci sono tantissimi esempi, per cui rinnovo la mia richiesta di prorogare rispetto al 30 settembre in quanto c’è la necessità di rivedere bene il tutto.
Sono consapevole che queste situazioni sono state definite dal precedente governo regionale, ma, come ho più volte detto, la Regione Marche ha dovuto dire quali erano i requisiti in piena pandemia e non è stato possibile fare quell’attività di coinvolgimento e di confronto con tutte le realtà interessate per capire le reali esigenze e i servizi che realmente offrono queste attività. Grazie.
Interrogazione n. 726 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Nomina Direttore Dipartimento salute e nomina Direttori AA.SS.TT.”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 726 – a risposta immediata – del Consigliere Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La risposta è di carattere generale perché evidentemente rientrano nel processo di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, che è stato avviato con la legge 19 di agosto, i procedimenti di nomina dei nuovi Direttori che seguono le norme procedurali previste a livello nazionale.
Come è noto l’elenco dei Direttori delle Aziende è stato pubblicato solo alla fine di dicembre e peraltro ci sono state delle discrasie con dei ricorsi che sono stati accolti dall’autorità giurisdizionale per cui di fatto il procedimento della nomina dei Direttori è attualmente in corso.
Per quanto riguarda la nomina dei due Direttori, il Direttore di Dipartimento regionale e il Direttore dell’Agenzia regionale sanitaria, come è noto il concorso è stato bandito il 22 marzo, la proroga degli attuali reggenti con provvedimento di Giunta è stata adottata fino al 15 aprile, io conto che entro quella data o comunque in prossimità di quella data possiamo avere tutti i Direttori delle 5 Aziende, oltre al Direttore dell’Ars e del Dipartimento.
Quindi ci siamo, i procedimenti sono in corso e nutro l’aspettativa che questi procedimenti possano concludersi tra qualche settimana. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’Assessore Saltamartini non solo non ha risposto, ma dalla sua mancata risposta traspare tutta la difficoltà e probabilmente la non condivisione per quello che è successo.
La domanda a risposta immediata è “se non si ritenga sia stato un errore consentire al proponente la nuova organizzazione del servizio sanitario regionale di cui alla legge 19/2022 di lasciare la Direzione del Dipartimento salute e conseguentemente se non si intenda almeno procedere all’immediata nomina del Direttore del Dipartimento salute e dei Direttori delle Aziende sanitarie territoriali”.
Qual è il tema? Che dinanzi alla sanità, che oggettivamente nella nostra regione è allo sfascio, e questo non solo risulta dai numerosi atti di cui si è occupato questo Consiglio regionale, ma bastano le manifestazioni delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil reiterate nel tempo, l’ultima qualche giorno fa, che fotografa la difficoltà della situazione degli operatori sanitari, la legge va in vigore l’1 gennaio, di cui noi avevamo chiesto la proroga perché la Giunta non ce la poteva fare a mandarla in vigore, hanno detto no e poi hanno nominato i Commissari, anziché i Direttori generali delle Aziende territoriali. Sapevate prima che comunque c’era bisogno dell’elenco nazionale. Hanno nominato i Commissari, con i sub Commissari con ulteriori spese e poi addirittura li hanno prorogati.
Questo ha determinato un caos perché i Commissari che cosa possono fare? Neanche la gestione dell’ordinario, tanto è vero che alcuni di loro, ci sono delle lettere, addirittura lamentano l’assegnazione del budget.
Ma l’ultimo, e termino, la cosa che fa gridare allo scandalo, come è pensabile, qui è dove non ha risposto l’Assessore Saltamartini, che il Direttore del Dipartimento salute della Regione Marche, che gestisce decine di migliaia di dipendenti e l’80% del bilancio regionale, che ha proposto la legge di riforma 19, che doveva attuare e sovrintendere, viene mandato a dirigere Torrette, gli si consente la fuga e non viene neanche nominato il nuovo Direttore del Dipartimento salute e si dà invece l’incarico ad interim.
L’Assessore Saltamartini sa che non uso mai parole forti, però ritengo che soltanto degli irresponsabili possano consentire di operare in questo modo.
Interrogazione n. 727 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo Vitri
“Blocco screening oncologici nella Regione Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 727 – a risposta immediata – dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Non risulta agli atti della Regione che ci sia stato un blocco, tant’è vero che c’è stata una estensione.
Come sappiamo le norme nazionali prevedono per la fascia d’eta 50-65 anni lo screening della mammella per l’oncologia delle donne, qui in Consiglio, anche per merito di interventi di numerosi Consiglieri di maggioranza, del Consigliere Cancellieri in particolare, ad aprile partirà lo screening dai 45 a 50 anni e a settembre dai 65 a 70 anni. Le Marche sono una regione benchmark a livello nazionale per cui eseguiamo questa prestazione con un ampliamento di popolazione richiesta dalle norme nazionali.
Ripeto, non risulta che ci siano state interruzioni in questo screening. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, sono basita dalla sua risposta perché è chiaro che lei non può avere contezza piena di quello che succede nelle Ast, ma chi le scrive queste cose le scrive cose non vere.
Non solo io le assicuro, ma le chiedo solo una cosa, Assessore, di fare una telefonata al responsabile del consultorio dell’ex Area vasta 5 e chiedere se lo screening alla mammella ed al collo dell’utero si è fatto da dicembre ad oggi.
Non si è fatto e non solo nell’Area vasta 5, neanche nell’Area vasta 1 e neanche nell’Area vasta 3, quindi quello che lei mi ha risposto è una cosa gravissima, ma non perché lei mi risponde, ma perché evidenzia un distacco enorme tra quello che le viene scritto e la realtà.
Allora, io le chiedo di controllare e di guardare bene chi le ha scritto la risposta perché le ha scritto una cosa non vera ed io non avrei fatto un’interrogazione se non fossi stata, tra l’altro insieme alla Consigliera Bora, nel consultorio di Ascoli Piceno ed anche negli altri, se non avessi donne che mi chiamano e telefonano per dirmi che lo screening è bloccato, se non avessi medici e ostetriche che mi hanno raccontato che lo screening è fermo, se non fosse un problema serio per le donne.
Lei non può scrivere sui giornali che le donne spesso non pensano alla loro salute. Il giornale ha scritto che l’8 marzo le giovani donne potranno farsi un regalo potendo avere lo screening gratuito dai 25 ai 29 anni.
Il diritto alla tutela della salute, Assessore, è garantito dall’articolo 32 della Costituzione, quindi è un diritto come tutti quei diritti delle donne che noi ricordiamo l’8 marzo, noi ricordiamo che è la Giornata internazionale dei diritti delle donne, non è la festa della donna, non è nemmeno la festa della mimosa, è la festa dei diritti delle donne.
Il contentino, Assessore, non va bene e siccome siamo in un’Aula pubblica e siamo in streaming le chiedo di verificare quello che ha detto perché non corrisponde a verità ed è gravissimo che qualcuno glielo abbia scritto e se fossi in lei prenderei seri provvedimenti.
Interrogazione n. 728 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Realizzazione di un centro residenziale dedicato a persone affette da demenza o malattia di Alzheimer a Fano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 728 – a risposta immediata – della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La Regione e l’Assessorato alla sanità conoscono bene la condizione del centro Margherita di Fano, che è accreditato con 40 posti, di cui 18 convenzionati ed altri 16 autorizzati come centro diurno.
Già lo scorso anno c’è stata un’ispezione con alcuni Consiglieri regionali, tra cui Serfilippi, lo stesso Consigliere Cancellieri ha più volte sollecitato questa iniziativa, peraltro con la legge di bilancio regionale sono stati aggiunti 40.000 euro per il potenziamento del convenzionamento.
Su questo punto occorre tener conto di una problematica molto importante, le politiche di proiezione sull’assistenza a queste patologie previste dal Pnrr ed anche dalle politiche nazionali prevedono interventi diretti a garantire l’assistenza domiciliare. E’ previsto un potenziamento con il Pnrr dell’assistenza domiciliare integrata, un aumento dell’assunzione del personale infermieristico, quindi diciamo che il tema delle strutture deve essere consolidato e inquadrato all’interno degli atti di programmazione regionale, tenendo conto che la spesa su questa materia non è illimitata, nel senso che rientra sempre nel fondo sanitario nazionale, che è uno tra i più bassi d’Europa.
Occorre anche tener conto che c’è in piedi un tavolo di concertazione con gli enti gestori per l’aumento delle spese che quest’ultimi hanno avuto nel corso degli anni.
Si consideri che le tariffe, con cui la Regione concorre al pagamento delle rette, devono essere aggiornate da 20 anni, sono state aggiornate di 50 centesimi nel 2015. C’è in piedi una vertenza con gli enti gestori che si sta concludendo.
La Regione Marche investirà altri 8 milioni per garantire agli enti gestori un aumento delle tariffe che andranno a garantire anche le famiglie che potranno spendere di meno, quindi tutto quello che noi faremo sul centro Alzheimer di Fano sarà nella piena disponibilità del Consiglio regionale negli atti di programmazione, tenendo conto che il bilancio non è infinito e che c’è un fondo sanitario nazionale, per cui c’è da tener conto anche dell’aumento delle spese.
Si valuti infine che per portare la tariffa di questi centri solamente a 5 euro in più, la spesa per la Regione è di ben 8 milioni.
Conclusivamente, nelle prossime politiche di programmazione dovremmo valutare questo tema, in particolare la valorizzazione del centro Alzheimer.
In questo momento la risposta non può essere fornita da un’interrogazione perché deve rientrare all’interno di atti di programmazione che la Regione sta riorganizzando. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Chiaramente non posso essere soddisfatta perché di fatto una risposta non l’ho avuta, ma non l’ha avuta neanche il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, non l’ha avuta il Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Pesaro e Urbino, non l’ha avuta l’ex primario di geriatria, che ha allegato alla richiesta che è stata inviata anche a lei di cui mi sono fatta portavoce in questa sede, non l’ha avuta neanche il prof. XY che ha scritto questa relazione per chiarire quale sia la situazione della demenza, delle malattie, sia nelle Marche che nella nostra provincia, in particolare nella nostra città di Fano in cui si contano circa 120 casi in più all’anno.
Servirebbe un centro residenziale dedicato, visto che, tra l’altro, non c’è nella nostra provincia ed i malati, quelli nella fase avanzata della malattia, sono spesso ospitati in residenze sanitarie assistenziali, in residenze protette o impropriamente negli ospedali dove vanno ad aggravare l’affollamento dei pronto soccorso.
Tutto ciò è scritto in maniera chiara ed è anche chiara la richiesta che le è stata fatta sia con questa lettera che, immagino, con l’interlocuzione che avete avuto solo con alcuni Consiglieri regionali del territorio, ma di centro-destra.
Quello che mi sorprende è che ancora ad ogni interrogazione la risposta sia: “Questo deve essere valutato e inserito in un atto programmatorio”, ho capito, ma sono passati due anni e mezzo da quando siete stati eletti, avete le idee chiare su quello che volete fare della nostra sanità? Da fuori pare proprio di no. Ed oltre ad essere preoccupati i Consiglieri d’opposizione, iniziano ad essere molto preoccupati sia gli operatori che i cittadini perché vedono che navigate annaspando.
Il centro per l’Alzheimer non si sa se verrà inserito o meno nel Piano socio-sanitario perché questa è l’unica cosa che può avviare le procedure di autorizzazione e accreditamento.
Quindi, grandissima delusione e rimarco anche grandissima preoccupazione. Grazie.
Interrogazione n. 729 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Lupini
“Istituzione urgente Tavolo tecnico in tema di malattie rare”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 729 – a risposta immediata – della Consigliera Lupini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta all’interrogazione occorre avere riguardo al fatto che il gruppo di coordinamento regionale costituisce il tavolo tecnico regionale, non essendo previsto un tavolo tecnico delle Regioni in quanto questo tavolo tecnico è istituito presso il Ministero della salute.
Occorre aggiungere che le malattie rare sono più di 10.000, quindi è un tema molto importante e di capitale rilevanza per l’esercizio del diritto alla salute, tanto più per il fatto che le scoperte sulla genomica moderna portano ad aumentare il numero di malattie non conosciute.
Si deve aggiungere in proposito che il 13 dicembre 2021 con decreto dell’Agenzia sanitaria regionale n. 20 è stato costituito il Coordinamento regionale sulle malattie rare e siccome la Consigliera Lupini è sempre molto attenta ai temi della sanità in modo approfondito e professionale, vorrei informarla che questo specifico capitolo è stato inserito nella bozza del Piano socio-sanitario che ormai è stato elaborato e presenteremo presto in Giunta ed ai colleghi del Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione, quindi la invito a valutare se i contenuti di quel capitolo possono essere rispondenti alle esigenze che ha manifestato e che evidentemente hanno una pregnante rilevanza nel momento in cui queste malattie rare hanno un numero così elevato nel nostro Paese e meritano un approfondimento ed una conoscenza per garantirne la cura ed anche la prevenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Lupini.
Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta che mi lascia preoccupata perché la mozione che abbiamo votato tutti all’unanimità, dimostrando un interesse ed una sollecitudine unanime su questa tematica, risale al 22 gennaio dello scorso anno, quindi credo che sia ancor più urgente - visto che abbiamo celebrato da poco più di una settimana la Giornata mondiale delle malattie rare - e necessario istituire questo tavolo tecnico.
La mozione che tutti abbiamo approvato chiedeva la presenza di rappresentanti delle associazioni dei pazienti e della società civile oltre che degli esperti clinici ed accademici, dei rappresentanti delle istituzioni, dei rappresentanti Asur, del Dipartimento salute e politiche sociali della Regione e dei referenti del centro di coordinamento che lei stesso ha citato.
Ritengo che dobbiamo dare seguito a questa mozione proprio perché i malati ce lo chiedono, le associazioni ce lo chiedono da tanto tempo e se nel 2021 a livello nazionale l’attenzione è stata puntata su questo argomento, non vedo perché dovremo aspettare ancora, celebriamo le Giornate, bisogna dare seguito.
In questi mesi ho sollecitato più volte, sia verbalmente che via mail, la realizzazione di questo tavolo, che è quanto auspicato anche a livello regionale in occasione del 28 febbraio, una interlocuzione a livello delle Regioni rispetto a tematiche molto complesse come l’Assessore ha riconosciuto.
Ci sono tantissime sfumature da gestire, su cui confrontarsi a livello clinico, scientifico e istituzionale, credo che sia nostro dovere non attendere oltre, non possiamo aspettare l’attuazione di un altro Piano socio-sanitario. Altri tavoli tecnici sono stati convocati, chiedo che sia fatto lo stesso per il tavolo tecnico malattie rare, con urgenza. Grazie.
Interrogazione n. 665
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi
“Ispezioni dei Nas nelle Rsa e Case di riposo della Regione Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 665 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Nell’attività di esercizio di prevenzione e repressione degli illeciti in materia sanitaria i Nas hanno eseguito tutta una serie di attività ispettive, di indagine e di controllo nelle case di riposo delle Marche e nelle altre strutture residenziali e non della nostra regione. L’esito di queste attività: sono stati contestati degli illeciti amministrativi, sono state anche rilevate delle violazioni di natura penale che seguiranno l’esito previsto dai procedimenti penali.
Le comunicazioni che sono state fatte e che non sono coperte da segreto di indagine, come nel caso delle indagini penali, sono state segnalate alle Aziende sanitarie territoriali ed anche al Dipartimento salute ed è scattato, in base alle segnalazioni, l’intervento del settore autorizzazioni e accreditamento che ha disposto la verifica in loco da parte dei Dipartimenti di prevenzione e delle Aziende sanitarie territoriali competenti.
Per quanto riguarda le strutture miste, sociali e socio-sanitarie, la verifica viene eseguita anche dalla Commissione d’Ambito territoriale sociale competente.
I procedimenti sono tuttora in corso, non si segnalano degli interventi di revoca delle autorizzazioni o dei provvedimenti di accreditamento di convenzionamento, la materia è seguita attentamente dal Dipartimento salute e dalle Aziende sanitarie territoriali.
Ritengo che il tema sia di stretta attualità tanto più per il fatto che, come ho già detto rispondendo alla precedente interrogazione, entro il 30 settembre tutte le strutture dovranno adeguarsi ai manuali approvati nel 2018. Quindi la nostra Regione, dal 2018, deve adeguarsi a questi manuali, ma le difficoltà di molte strutture di essere adeguate, di essere idonee ai manuali di accreditamento vengono formulate laddove queste strutture, anche per gli enti pubblici, sono situate in ex conventi o in ex strutture nei centri storici.
Tuttavia è chiaro che la legge deve essere approvata, i Nas eseguono le loro funzioni di prevenzione e repressione degli illeciti amministrativi e penali e gli organi della Regione e delle Aziende sanitarie dovranno portare a compimento i procedimenti che sono previsti dalla legge.
Confermo e posso assicurare gli interroganti che i procedimenti sono tuttora in corso, quindi si sta procedendo a garantire il rispetto della legge e delle norme sull’igiene e la sicurezza anche nei luoghi di lavoro per quanto riguarda il personale sanitario che vi opera. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Con l’occasione, comprenderà che le due interrogazioni sono strettamente correlate e connesse, ribadisco che nell’interrogazione a risposta immediata di prima l’Assessore Saltamartini non ha risposto alla domanda che era: se non riteneva un errore consentire il trasferimento del Direttore dal Dipartimento salute alla Direzione dell’Ospedale regionale di Torrette e se non si intendeva procedere alla immediata nomina del nuovo Direttore del Dipartimento salute, anziché lasciare la nomina ad interim come è avvenuto di recente.
Non ha risposto, Presidente, quindi pregherei di invitare la Giunta a rispondere alle interrogazioni a risposta immediata e comunque ripresenterò un atto in questa direzione.
Le due cose sono correlate e connesse perché da queste interrogazioni relative alle ispezioni dei Nas nelle Rsa e nelle case di riposo è evidente la situazione di difficoltà in cui si trovano gli enti gestori, aggravata dalla pandemia per le misure che hanno dovuto adottare per la sicurezza degli anziani e delle persone ivi ricoverate.
Il mancato riconoscimento e corresponsione da parte della Giunta regionale ha determinato ovviamente delle “falle” nel sistema di cui magari gli stessi enti gestori non portano la responsabilità, e questo è tanto vero che, come citiamo nell’interrogazione, il Presidente degli enti gestori delle Marche dichiarava verso la fine dello scorso anno, testualmente: “Siamo a fine anno e purtroppo la Regione ci ha comunicato che i rimborsi per l’anno in corso saranno in totale 11,7 milioni, 3 in meno rispetto al 2021. Noi avevamo dimostrato che i rimborsi necessari dovevano essere sui 20 milioni, l’anno scorso abbiamo accettato 14 perché c’era l’impegno per il 2023. Niente di tutto questo, la politica regionale sugli anziani non ha nessun interesse”, e poi prosegue.
Noi dibattemmo questa questione anche in occasione del bilancio, sul quale, ricordo, vennero tra l’altro respinti degli emendamenti a mia firma, se non sbaglio anche a firma del Consigliere Carancini.
La situazione in cui si trovano oggi gli enti gestori è anche indotta, perché è legata con il Direttore del Dipartimento salute? Il Dipartimento salute è quello che sovraintende all’organizzazione del servizio sanitario regionale nelle Marche ed è destinatario …, perché ci sono le lettere da parte dei Direttori delle Aree vaste, oggi Commissari, che lamentano ad esempio l’assegnazione del budget, operano ancora con il budget provvisorio e non possono corrispondere agli enti gestori quanto è loro dovuto per i convenzionamenti, per i ristori e via dicendo. Questo determina oggettivamente queste difficoltà.
Gli enti gestori si trovano nell’impossibilità di garantire talvolta anche quelle condizioni di sicurezza ed igienico sanitarie che sono necessarie a maggior ragione dopo il Covid. Allora, noi di fronte a tutto questo cosa abbiamo fatto? La Giunta ha pensato bene di consentire al Direttore del più grande e rilevante Dipartimento regionale, che da solo vale più di tutti gli altri, l’80%, di lasciare il suo posto, quando doveva sovraintendere alla nuova organizzazione, per andare a dirigere Torrette e non l’abbiamo sostituito, c’è un Direttore ad interim.
Come viene riportato dalla stampa c’è il balletto delle nomine come se fosse un gioco di Risiko, quando invece le nomine dovrebbero essere il mezzo per l’organizzazione del servizio sanitario regionale e non il fine, dove parliamo di sorpassi, padrini e padroni rispetto alle nomine che vengono fatte.
Interrogazione n. 688
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Stato di attuazione degli interventi sulla salute mentale nelle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 688 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Con questa interrogazione si chiede di fare luce su alcuni interventi in materia di salute mentale nelle Marche.
Innanzitutto c’è da tener conto e occorre confutare il contenuto dell’interrogazione per riferire che la Consulta regionale è stata convocata il 22 giugno 2022, il 9 febbraio 2023 e naturalmente dopo i 18 mesi di Covid è ripartito tutto il percorso. Voglio anche aggiungere che precedentemente erano anni che la Commissione non veniva convocata.
C’è da tener conto, per quanto riguarda l’impegno economico della Regione sulla salute mentale, che la spesa pro capite regionale, che precedentemente era -26,96%, è stata portata a -4%. Ciò risulta dal Rapporto salute mentale del Ministero anno 2021 e la spesa destinata per la Regione Marche è pari al 2,9% rispetto alla media nazionale che è del 3% del Fondo sanitario nazionale.
Quindi diciamo che abbiamo riportato gli investimenti sulla salute mentale agli standard nazionali, ripeto prima erano -26% e nel 2021 abbiamo raggiunto l’obiettivo della parità. Tenuto conto dell’importanza di questa materia e dell’importanza dell’assistenza per tante famiglie di poter corroborare questi dati con investimenti maggiori.
Per quanto riguarda un’altra domanda formulata con l’interrogazione riguardante i tirocini di inclusione sociale, si rappresenta che con la nuova programmazione comunitaria del Fondo sociale europeo plus, tale misura è stata potenziata e aumenteranno i beneficiari presi in carico dai servizi sociali e dai servizi socio-sanitari. Questo non significa che tutta la materia della salute mentale, che ha visto un aumento di casi a seguito dell’epidemia da Covid 19, si esaurisca con queste misure, ulteriori approfondimenti sono allo stato delle situazioni che emergono e sono stati avviati.
Il procedimento di garanzia di assistenza di questi livelli delle prestazioni, sono in via di evoluzione e per quanto mi riguarda conto di poterne potenziare gli effetti con le misure che verranno adottate successivamente con i provvedimenti dell’Assessorato alla sanità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei ha cercato un po’ di confutare la domanda ed alcune premesse dell’interrogazione in cui sostenevamo che la quasi totalità degli impegni menzionati sopra risultavano essere completamente disattesi.
Effettivamente dalla sua risposta si conferma questo perché lei ha parlato solo di alcuni aspetti …
Mi fermo, Presidente, e chiudo qui, l’Assessore è uscito dall’Aula, a lui non interessa la mia replica, penso sia un fatto molto grave.
PRESIDENTE. Credo che sia uscito per una questione urgente, come ho accennato prima ha delle necessità incombenti dal punto di vista della situazione. La riprendiamo, se lei mi consente, o conclude la risposta? La Giunta è rappresentata. Ci ritorniamo sopra ...
Antonio MASTROVINCENZO. Concludo perché non è rispettoso né del nostro gruppo né personalmente. Un Consigliere sta parlando, sta replicando alla risposta dell’Assessore e l’Assessore esce senza neanche ascoltare la replica, penso sia un fatto grave e tra l’altro non è nemmeno la prima volta.
Chiederei da parte sua un intervento, non sono io che devo dirle cosa fare.
PRESIDENTE. Su questa situazione il Regolamento prevede la presenza dei componenti della Giunta, che ci sono.
Aggiungo nel caso specifico che questa mattina l’Assessore Saltamartini aveva evidenziato la necessità di fare subito le interrogazioni …
Ora è tornato, non lo vorrei giustificare se non per il fatto che aveva anticipato la necessità della sua assenza appena fatte le interrogazioni e del fatto che ha risposto a molte interrogazioni. Possiamo riprendere, Consigliere.
Antonio MASTROVINCENZO. Ho detto che le premesse della nostra interrogazione sottolineavano come la quasi totalità degli impegni che erano stati approvati con la risoluzione del 21 dicembre 2021 sono rimasti inattuati. Di fatto la risposta dell’Assessore dà ragione a questa impostazione perché ha detto che la Consulta è stata convocata due volte, è vero, peccato che non fosse presente l’Assessore che la deve presiedere, così come ha detto che è aumentata la spesa destinata alla salute mentale a 2,9%, ma l’impegno preso davanti all’Aula era di riportarla rispetto alla media nazionale al 3,5%.
Ci sono poi tutta una serie di altri impegni che la risoluzione, ricordo approvata all’unanimità, prevedeva e cioè: rivisitare la delibera sull’accordo delle tariffe in merito all’assistenza residenziale e semi residenziale tra la Regione Marche e gli enti gestori; destinare specifici fondi agli interventi relativi alla presa in carico; prevedere l’implementazione di centri diurni sui territori per ogni centro di salute mentale; attivare specifiche iniziative per rafforzare e potenziare la pianta organica relativa ad operatori e specialisti della salute mentale.
Tutto questo non è stato fatto, è passato ormai un anno e quattro mesi. E’ evidente che gli auspici dell’Assessore sono positivi, ma non bastano più.
Se c’è un impegno della Giunta a portare avanti sette punti importanti su un tema così delicato e se si dà risposta solamente a due su sette, evidentemente questo impegno è totalmente insufficiente. Grazie.
Interrogazione n. 701
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Piano organizzativo per l’estensione fasce screening mammografico”
Interrogazione n. 712
ad iniziativa del Consigliere Cancellieri
“Organizzazione dello screening mammografico per le fasce d’età 45-49 e 70-74”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 701 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo e l’interrogazione n. 712 del Consigliere Cancellieri, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta a questa interrogazione mi ricollego a quanto esplicitato nella risposta ad una precedente interrogazione.
Lo screening oncologico è stato avviato coerentemente con il programma nazionale, come ho già detto in quest’Aula per la sollecitazione venuta proprio dai Consiglieri qui presenti, in particolare dal Consigliere Cancellieri.
Nella regione Marche abbiamo ampliato la fascia di età per lo screening oncologico, che ad aprile parte dai 45 ai 50 anni e a settembre dai 65 ai 70 anni. E’ un impegno poderoso da parte della nostra Regione perché questo aumento va a sovraccaricare le strutture che già devono sopportare un aumento di prestazioni derivanti dalle conseguenze delle prestazioni che erano state demandate nel periodo dell’epidemia da Covid 19.
Ritengo che il Piano sia perfettamente operativo, congruente con le risorse strumentali e professionali del servizio sanitario regionale e credo che la nostra Regione possa vantare questa eccellenza perché è un piano di prevenzione molto importante che garantirà a tante donne e a tante famiglie quelle cure necessarie e preventive per evitare anche conseguenze infauste.
Ritengo che il servizio sanitario regionale della nostra Regione possa in questo caso essere vantato per la sua efficienza, per la sua organizzazione e ringrazio tutti i Consiglieri che hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Devo dire che purtroppo, Assessore, questa volta sono veramente delusa dalla sua risposta. Probabilmente si è rivolto solo al Consigliere Cancellieri, visto che l’ha nominato e non ha preso in considerazione il mio atto. Mi dispiace perché invece avevo posto tre domande puntuali.
Da un anno a questa parte è la terza interrogazione che presento sul tema, questa volta il Consigliere Cancellieri si è accodato e qualche giorno dopo di me ha presentato la stessa interrogazione. Mi fa piacere perché di fronte a questioni di questo genere dobbiamo essere uniti, evitando di prevaricarci, portando avanti tutti lo stesso impegno.
Gli screening mammografici sono un’urgenza nella nostra regione, che lei purtroppo oggi ha cercato di nascondere. Mi permetto di usare questo termine perché gli ultimi articoli di giornale parlano di 180 telefonate per avere un appuntamento nelle Marche, parlano di 228 giorni di attesa. In particolare vorrei riferire una frase, che mi è piaciuta molto, di un articolo giornalistico apparso sul Corriere Adriatico che, riportando tutti i tempi delle liste d’attesa, parla di “odissee”. Per fare una mammografia si aspettano fino a 228 giorni e parlando dei diversi screening oncologici scrive esattamente: “Balza subito all’occhio come i test per la popolazione femminile si confermino al limite del miraggio”.
Lei oggi ha negato l’evidenza perché negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio blocco, anche dei sistemi informatici per far migrare i dati dall’Asur (Azienda sanitaria regionale) alle 5 Ast. Sono rimasti fermi, bloccati e hanno ulteriormente aumentato i ritardi. Non solo gli screening che le donne prenotano autonomamente subiscono ritardi fino a 228 giorni, ma ad oggi, dopo un anno, sono ancora inesistenti le chiamate per le visite gratuite che questa Regione doveva dar corso da febbraio 2022.
Tanto che voglio ricordarle la mozione n. 98 che questa Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità il 15 febbraio 2022, un anno fa, che prevedeva screening mammografici biennali gratuiti per le donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni di età e impegnava la Giunta regionale, e l’abbiamo votata tutti e 30, a due azioni, in particolare: attivarsi affinché fossero destinate le risorse necessarie per estendere ad ogni donna della regione, di età compresa tra i 40 e i 49 anni di età la gratuità di programmi di screening mammografici biennali, non solo ma anche ad adottare ogni misura per recuperare prestazioni di screening anche per la fascia di età 50-69 anni, considerato che a causa della pandemia da Covid 19 si erano registrati ritardi pesanti.
Dopo diversi atti oggi ho posto un’altra interrogazione con quattro quesiti e mi duole rimarcare che lei non ha risposto a nessuno. Il primo era: se il personale medico è stato preparato alla partenza dello screening gratuito per la fascia 45-49 anni, che ha annunciato, rispondendo ad una mia mozione a gennaio, che partirà ad aprile, per quella 70-74 anni, che invece dovrebbe partire a settembre, mi risulta che ancora i medici non sono preparati. Gli altri quesiti erano: a che punto è l’organizzazione del servizio sanitario pubblico regionale in previsione dell’avvio dell’estensione; quante chiamate si calcolano, quindi quante lettere d’invito, per le due fasce d’estensione nell’arco di tutto il 2023, considerato che prima la fascia era dai 50 ai 69 anni e in questa fascia nel 2019 hanno aderito, quindi hanno potuto usufruire di una visita gratuita, il 60% delle donne chiamate nel 2019, poi a causa della pandemia tutto è stato bloccato.
Io ho chiesto quante chiamate si calcolano ora nel 2023? Non mi è stata data risposta; se sono previste convenzioni con soggetti privati ed eventualmente con quali strutture potrà essere effettuata la campagna di prevenzione grazie agli strumenti messi a disposizione dal servizio sanitario pubblico regionale. Anche su questo non ho avuto risposta, domani è l’8 marzo, è la festa delle donne, noi abbiamo preferito dire che non è una festa ma una ricorrenza in cui si ricordano i diritti delle donne, tra i diritti c’è quello della prevenzione e della tutela della salute, che in questa regione, purtroppo, fino ad oggi, non è stato attuato come dovuto. Mi auguro che da domani sia possibile.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Mi viene da rispondere alla Consigliera Vitri che è molto più facile stare in opposizione a raccontarsela, ululare alla luna, dire questo non va bene, quest’altro non va bene, qui non funziona niente, che fare. Fare è difficile da matti.
Devo dire che il nostro grande Assessore, che risponde adesso alla dodicesima interrogazione, non riesce nemmeno a trovare il tempo per andare al bagno, o ha dei superpoteri o è un superdotato in termini generali. Quindi, penso che lo dobbiamo ringraziare tanto per essersi preso questa grande responsabilità.
Dico questo, voglio rifarmi alle parole che mi disse il Consigliere Mangialardi quando io e il mio gruppo presentammo la mozione con la quale si promuoveva di abbassare l’età per lo screening mammografico. In quella fase intendevamo dai 40 ai 49 anni, invece poi si è andati nella giusta direzione: 45-50, 69-74, che per quanto riguarda i dati che ci dà l’Oms va bene perché l’aumento dei tumori, soprattutto femminili e della mammella, riguarda particolarmente la fascia di età 40-45, quindi un aumento serio. C’è anche per chi non si controlla un problema di incidenza di tumore severo alla mammella anche dai 70 ai 74. Si è andati in questa direzione, nonostante tutti quanti avessimo votato all’unanimità una mozione che prevedeva dai 40 ai 49 anni.
Ricordo che il Consigliere Mangialardi mi disse: “Ha avuto grande coraggio a presentare una mozione così perché adesso la votiamo tutti e per attuarla non sarà una cosa semplice”, questo è, non è stato semplice e non è semplice attuare un progetto e un programma di questa portata.
Consigliera Vitri, capisco anche la non risposta che ha dato l’Assessore, che ha dato una risposta politica, non tecnica. La politica dà delle linee di indirizzo e dice ai dirigenti di organizzare questo servizio, poi saranno i dirigenti che lo organizzeranno tecnicamente.
Siamo usciti da questa Assemblea con una linea di indirizzo che è stata data ai dirigenti, adesso i dirigenti organizzeranno la chiamata delle donne, organizzeranno lo screening mammografico, cioè fare una mammografia ogni due anni. Hanno il dovere di organizzarla tecnicamente sul territorio, compreso recuperare tutte quelle mammografie che non abbiamo fatto nel periodo Covid nell’età 50-59.
Ci stiamo lavorando, è stata una grande risposta nei territori e sento dire dalla politica territoriale ed anche dalle utenze, cioè dalle donne, che è stata una grande conquista. Abbiamo avuto anche il plauso di molti medici che lavorano in questo settore, che pensano che sia stata una scelta politica molto giusta, che tra l’altro si allinea alle Regioni più importanti del Paese, alle locomotive economiche del Paese, perché le Regioni in questo Paese non sono tutte uguali, ci si allinea a quello che hanno fatto le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte ed anche Toscana negli ultimi mesi.
Secondo me questa è stata una scelta sanitaria di grande importanza e di grande efficacia, grazie all’Assessore che l’ha portata avanti con assoluta determinazione.
Interrogazione n. 702
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti
“Finanziamento nuovi progetti di vita indipendente”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 702 dei Consiglieri Biancani, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti.
Ha la parola l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Presidente, per questa interrogazione chiedo il rinvio a norma dell’articolo 134, comma 4, del Regolamento. Stiamo acquisendo tutte le informazioni necessarie.
Vorrei ricordare che oggi sono stato chiamato a rispondere a 15 interrogazioni e mi pare doveroso sottolineare che le strutture, il Dipartimento, tutte le Aziende e gli uffici amministrativi non possono per settimane lavorare per rispondere ad un numero così elevato di interrogazioni. Io cerco di rispettare la dignità dell’Aula e dei colleghi, ma questi sono numeri che portano l’uso del sindacato ispettivo ad un impegno molto rilevante delle strutture amministrative, per questo chiedo il rinvio ai sensi dell’articolo 134, comma 4, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Ne prendo atto. Questa interrogazione è stata presentata il 10 febbraio, mi auguro che l’Assessore sia in grado di rispondere per la prossima settimana perché è un tema importante ed anche molto atteso in quanto questi progetti richiedono un finanziamento ed una scelta veloce.
Interrogazione n. 703
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri
“Situazione U.O.C. Chirurgia Ospedale di Macerata”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 703 dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La risposta a questa interrogazione è che nell’ospedale di Macerata, già per questa specifica specializzazione, è in essere il percorso di accreditamento alla certificazione europea Eras, un percorso che tende ad abbassare il numero di giorni di ricovero del paziente, quindi c’è particolare interesse.
C’è da aggiungere che il tema in questo momento è oggetto di un approfondimento perché, come è noto, stiamo verificando tutti i volumi della domanda di tutte le Aziende sanitarie territoriali. Questo è l’oggetto della riforma, per cui dobbiamo riorganizzare il sistema sanitario in base alla domanda per far sì che i livelli di produzione dei servizi sanitari siano congruenti con la domanda di ogni territorio. Questo si collega anche alla risposta in ordine all’acquisto delle migliori tecnologie, in particolare quella robotica, che devono rispondere al requisito dell’investimento in relazione ai costi elevati di queste tecnologie, al numero di prestazioni che sarà necessario garantire ed alle professionalità dei sanitari richieste.
La tecnologia robotica è oggetto di una valutazione da parte delle Aziende e del Dipartimento salute della Regione. C’è una domanda molto forte che proviene anche dalle Aziende sanitarie territoriali di Ascoli Piceno, di Fermo e di Macerata. Conto, quindi, nei prossimi mesi, di poter dare una risposta, tenendo conto che l’impiego di risorse finanziarie per queste tecnologie è elevatissimo, quindi l’investimento deve garantire la soddisfazione precisa degli individuati volumi della domanda e delle necessarie professionalità che sono richieste.
In ordine, infine, al tema dell’aggiornamento delle tecnologie, si chiede l’eliminazione del teledrin, credo che sia superato ormai il suo impiego ed è stata emanata una direttiva all’Azienda affinché si possa dotare di telefonini cellulari, d’ufficio, di servizio, in modo tale che la reperibilità possa essere garantita. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta, però devo dire che dimostra ancora una volta l’assenza di una programmazione e di chiarezza.
Francamente non riesco a comprendere le motivazioni dell’approfondimento sul protocollo Eras, che è una procedura fondamentale, importante, che consente di rimandare a casa entro 5 giorni i pazienti operati con un risparmio della spesa.
Mi chiedo come mai, dopo che in questo caso la chirurgia di Macerata ha dimostrato negli anni di essere all’avanguardia in Italia, abbiamo bisogno di un approfondimento! O non si capisce di cosa parliamo oppure davvero sotto il profilo della programmazione non si spiega questo attendismo.
Probabilmente la Direzione di Area vasta a nomina prima XX, ora YY, avrebbe dovuto nel tempo avviare questo, noi confidiamo che lei da Assessore spinga definitivamente e finalmente su una buona azione che consenta di far star meglio gli operati e soprattutto le casse della Regione Marche.
Secondo elemento, Assessore, ma come si fa a non comprendere l’importanza dell’investimento del robot? Credo che debba andare soprattutto all’interno di quelle strutture di primo livello che curano e si occupano delle acuzie, quindi non penso che sia necessario individuare l’investimento, è un investimento sulla salute.
Poi mi lasci dire, la faccenda del teledrin, tocca dirlo, a Macerata la struttura della chirurgia si rende reperibile con il teledrin - 2023, teledrim - io mi chiedo se questa è una cosa normale. Ora che sia …, adesso mi fa piacere che l’Assessore dica che ha già emanato una direttiva e lo prego su questo di dare indirizzi ben chiari.
Chiudo con una battuta al Consigliere Cancellieri, io non ho niente contro l’Assessore Saltamartini, è evidente che è l’Assessore alla sanità, onestamente non mi fa tenerezza, neppure mi sento di chiedergli scusa, però sarei pronto a chiedergli scusa se voi foste pronti a chiedere scusa al precedente Presidente della Giunta regionale che dal 2015, quando è stato eletto, ha affrontato un terremoto, una pandemia e l’avete massacrato di insulti - questo ve lo dice uno che ha espresso anche critiche - ha avuto il terremoto e una pandemia vera. Voi siete entrati nel 2020 e il 27 dicembre c’era il vaccino, il Presidente Ceriscioli ha affrontato la pandemia quando non si sapeva che cosa avevamo di fronte.
Se siete disponibili a chiedere scusa al precedente Presidente, io sono pronto a chiedere scusa perché non ci può far pena una persona che sta lì per dovere. Grazie.
Interrogazione n. 713
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: stabilizzazione precari e graduatorie di concorso Collaboratori professionale sanitario – Fisioterapista”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 713 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola l’Assessore saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Anche per questa chiedo il rinvio alla prossima seduta ai sensi dell’articolo 134, comma 4 del Regolamento.
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, è una disposizione del Regolamento e quindi viene rinviata alla prossima volta.
Interrogazione n. 721 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Serfilippi
“Riqualificazione della stazione ferrovia di Fano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 721 – a risposta immediata – del Consigliere Serfilippi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Il Piano di riqualificazione delle stazioni di Rfi prevede misure infrastrutturali e gestionali che mirano alla loro piena integrazione architettonica, paesaggistica e tecnologica nel contesto urbano, sociale ed ambientale di riferimento, oltre che all’abbattimento delle barriere architettoniche ed al miglioramento dell’accessibilità.
La Regione Marche si è già attivata con Rfi per portare avanti detto programma di riqualificazione, che va però contestualizzato anche nell’ottica del futuro sviluppo infrastrutturale della linea ferroviaria lungo la dorsale adriatica.
Si precisa che gli interventi di riqualificazione delle stazioni ferroviarie sono previsti dal Piano integrato stazioni che ha sostituito il progetto easy station, a sua volta parte integrante del piano commerciale 2022/2026.
Con specifico riferimento all’oggetto della presente interrogazione, Rfi ha confermato che la stazione di Fano è ricompresa nel Piano integrato stazioni, la progettazione degli interventi è programmata per il 2025 e la loro realizzazione nel biennio 2026/2027.
La Regione Marche si attiverà con Rfi per verificare la possibilità di anticipare il cronoprogramma dell’intervento.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Serfilippi.
Luca SERFILIPPI. Assessore, la ringrazio per la risposta, finalmente un punto fermo per la stazione di Fano che da anni necessita di una riqualificazione importante. Anche l’Assemblea legislativa si era espressa all’unanimità nel 2020.
In questi anni di lassismo, soprattutto quando governava il PD, non abbiamo mai avuto una risposta chiara ed oggi la sua risposta ci dice che entro il 2025 verrà progettata e successivamente nel 2026/2027 verrà realizzata.
Io le chiedo, se possibile, di sollecitare Rfi e far gioco di squadra insieme anche al Governo. Ci auguriamo che anche il Comune di Fano batta un colpo visto che in tutti questi anni, nonostante i rapporti privilegiati che il Sindaco diceva di avere con Rfi, di fatto ha solamente finanziato e mai realizzato la “passeggiata romantica”. Questo è quello che il Comune di Fano ha portato avanti con Rfi in questi anni.
Invece la voglio ringraziare perché, nonostante questa interrogazione sia stata fatta solamente tre giorni fa, lei oggi ci ha dato un risultato importante, che la stazione di Fano verrà riqualificata. E’ obbrobrioso per centinaia di migliaia di passeggeri che ogni giorno vedono la stazione a Fano, che è un punto di riferimento per la vallata del Metauro ed in parte anche del Cesano. Una stazione di quel tipo è veramente ridicola per la terza città delle Marche, quindi mi fa piacere che sia ricompresa all’interno del programma di riqualificazione del Piano integrato stazioni di Rfi, che viene accantonato di fatto il progetto easy station e verrà riqualificata.
La ringrazio, Assessore, e sono soddisfatto della risposta.
Interrogazione n. 723 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Crisi Gruppo Mondial di Porto Recanati”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 723 - a risposta immediata - dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa vicenda il 20 febbraio ho avuto una richiesta di incontro da parte di alcune sigle sindacali che seguono la situazione problematica della Mondial Suole. Ho immediatamente aderito alla richiesta e il giorno 27 febbraio si è svolto un incontro con le sigle sindacali e anche con i sindacati interni all’azienda, c’erano anche alcuni rappresentanti dei lavoratori interni.
Mi hanno fatto presente le difficoltà che in parte avevo appreso dalla stampa ed un po’ da alcuni contatti informali che avevo avuto.
Loro si sono detti preoccupati, intanto sono tre mesi che non hanno lo stipendio, poi mi hanno posto la questione che sono tre le aziende dello stesso gruppo, due di fatto attualmente ferme, una ancora in attività, ma la loro preoccupazione è anche per la terza, che se non sbaglio si chiama Mondial Plast, e temono che dovrà fermarsi perché effettua lavorazioni che sono conseguenti a quelle delle altre due ditte dello stesso gruppo. Loro fino a poco tempo fa dal Direttore generale avevano avuto qualche rassicurazione e/o indicazione sul fatto che ci potesse essere qualche società interessata a subentrare, ma su questo non pare per il momento ci siano novità. Quindi non sanno come interpretare questa situazione, se chiedere una cassa integrazione per cessazione, oppure se chiedere una cassa integrazione per riorganizzazione, allora hanno chiesto una mano alla Regione per interpretare meglio questo discorso.
Mi sono preso in quella giornata l’impegno di cercare il Direttore generale di Mondial Suole e chiedergli un incontro, così ho fatto, ma nel frattempo è arrivata la notizia che è stato nominato il curatore fallimentare, allora ho chiamato di nuovo il Direttore generale dell’Azienda chiedendogli se era il caso di fare un incontro a questo punto congiunto con la direzione dell’Azienda e con il curatore fallimentare.
Di questo ho informato anche il sindacato e tutti abbiamo aderito molto civilmente, devo dire un rapporto molto “sereno” per quella che è la preoccupazione di tutti.
L’incontro con il curatore fallimentare, il Direttore generale e le sigle sindacali si terrà oggi alle 14,30, li ho convocati qui in Regione.
Oggi affronteremo un po’ i temi, cercheremo più che altro, secondo me, di capire come potersi muovere, cioè quelli che possono essere i potenziali eventuali sviluppi, se ci sono o non ci sono eventuali compratori che potrebbero subentrare, occorre prevedere una cassa per una riorganizzazione, oppure si dà per scontato, ahinoi, che non ci sarà un potenziale proseguo di attività e allora dovremo prevedere una potenziale cassa per cessazione?
Mi è arrivata anche qualche voce, ma non ho verifiche in questo senso, che ci possa essere anche la possibilità della creazione di una cooperativa di dipendenti che possono proseguire il percorso, anche in questo caso ho già allertato la mia dirigenza di venire oggi a questo incontro per valutare anche cosa potremmo portare come Regione a supporto di un eventuale percorso di questo genere.
Quindi, tutte le attività sono sul tavolo, massima disponibilità, vediamo gli sviluppi per capire quale tipologia di politica attiva poter inserire in questo percorso.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Assessore, per la risposta che trovo appropriata e puntuale, la ringrazio.
Intanto le voglio rappresentare, nell’interrogazione probabilmente non è esplicitato in maniera trasparente, come la vicenda Mondial che ha in sé, nel proprio animo, circa 150 dipendenti e le assicuro che sono dipendenti in gran parte stranieri, che vivono peraltro in un contesto …, lei è al corrente anche della collocazione residenziale e tutto quello che …
Mi fa piacere che lei oggi, nonostante la dichiarazione giudiziale, abbia deciso di incontrarli, francamente spero molto che la Regione Marche possa in questo percorso fare “da garante”, cioè un ente che possa far sentire i dipendenti vicini alla Regione, all’istituzione.
Le riconosco anche il valore particolarmente importante dell’esplorazione delle varie azioni possibili, questo perché la funzione della Regione può diventare decisiva dentro un contesto di regia di attori di questa vicenda, intanto per capire e comprendere le eventuali opportunità, lei fa riferimento a quello della cooperativa, ma credo che la Regione possa svolgere un ruolo anche nei rapporti con il sistema industriale del territorio e la possibilità che queste persone possano essere riconvertite e ricollocate.
E’ una luce che le chiedo di tenere accesa su queste persone, ovviamente avrà da parte del gruppo PD e mia, che sono il rappresentante del territorio, sempre grande disponibilità e collaborazione.
E’ molto importante che la Regione Marche, così come è capitato in altre situazioni, senta la necessità di curare questa vicenda che, ribadisco, è molto delicata e vede dall’oggi al domani in mezzo ad una strada famiglie non abbienti e che si affidavano a questo lavoro.
Ricordo che ad essere sottoposte a procedura concordataria sono due delle tre aziende perché una è rimasta in bonis, quindi può essere da questo punto di vista la chiave della possibilità per poter collaborare e correlarsi anche con altri sistemi industriali. Grazie.
PRESIDENTE. Anticipazione delle mozioni nn. 295 e 332 (abbinate). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Interrogazione n. 641
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini
“Fondi destinati alle popolazioni alluvionate”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 641 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. I Consiglieri chiedono come i famosi 400 milioni previsti dal Governo per le popolazioni alluvionate, l’alluvione del 15 settembre, verranno impiegati.
Intanto premettiamo che attualmente sono stati erogati per quel che riguarda le spese di somma urgenza e di autonoma sistemazione per i 17 Comuni maggiormente colpiti dell’alto pesarese e della valle del Misa e del Nevola nella provincia di Ancona i primi 5 milioni, che sono stati erogati a 3 mesi dall’alluvione, più o meno i tempi necessari per attivare tutte le procedure e avere un po’ di chiarezza sulla situazione.
Successivamente, come sappiamo, il 23 novembre sono arrivati tramite decreto gli ulteriori 200 milioni e ancora il 29 dicembre con legge 100 milioni per il 2023 e 100 milioni per il 2024, quindi ad oggi abbiamo a disposizione, come è stato posto nella interrogazione, 400 milioni, di cui si è parlato spesso anche sulla stampa e altro.
Se avessi risposto la settimana scorsa, l’avrei fatto in maniera diversa perché fino a pochi giorni fa queste risorse non erano ancora state accreditate come spendibili alla Regione Marche, tant’è che il Commissario straordinario aveva provveduto nel frattempo ad inviare al Dipartimento nazionale un secondo stralcio, dopo i primi 5 milioni, da 96.793.000 euro di previsione di spesa e l’aveva fatto con i canali ordinari, al di là dei 400 milioni perché non erano ancora stati autorizzati o accreditati.
Questa iniziativa era stata premiata dal Dipartimento nazionale, che aveva autorizzato di quei 96 milioni, i primi 81 milioni, sui 15 milioni aveva delle verifiche da fare, però nel frattempo è avvenuto l’accreditamento diretto da parte del Ministero dell’intera cifra, quindi il piano da 96.793.000 euro, che era un piano predisposto dal Commissario straordinario dopo il primo piano da 5 milioni, è stato a questo punto accreditato, quindi il 28 febbraio l’intero stralcio.
Di conseguenza il Commissario straordinario ci fa sapere che “la struttura scrivente a seguito di detta istruttoria procederà ad emettere quanto prima i decreti di trasferimento a tutti i soggetti attuatori, quindi a seguito di rendicontazione detta somma di 96 milioni sarà impiegata per completare il rimborso ai Comuni per le spese sostenute per la somma urgenza, per l’erogazione dei sussidi alle famiglie ed alle imprese e per la realizzazione delle opere più urgenti”.
Il resto della cifra, invece …, ripeto, questo è un secondo stralcio, il primo era di 5 milioni, questo di 96 milioni, rimangono circa altri 300 milioni, per i successivi stralci ovviamente predisporrà il Commissario.
Per una precisa definizione occorre attendere gli esiti di tutta una serie di ricerche e verifiche svolte dai centri di competenza del Dipartimento di Protezione civile, che sono suddivise in due fasi, una a giugno 2023, la seconda a fine dicembre 2023. Ovviamente è un work in progress, a mano a mano che si va avanti con l’erogazione dei fondi e con le attività finalizzate ci sono delle verifiche per capire se le spese rendicontate sono state effettivamente messe in campo, in quale modo, con quale urgenza. Ci sono vari step.
A questo punto siamo allo step della spesa dei 96 milioni.
Complessivamente - scrive il Commissario, questa è una nota ormai conosciuta da tutti - per completare il ristoro dei 400 milioni si proseguirà con le spese sostenute dai Comuni in somma urgenza e nell’emergenza, ai sussidi alle famiglie ed alle imprese, rispettivamente di 5.000 euro e 20.000 euro, alla realizzazione delle principali opere infrastrutturali per la viabilità e delle reti idriche igienico-sanitarie, alla realizzazione di interventi di prevenzione per tutelare questi territori da effetti di eventuali nuove alluvioni e per completare il ristoro dei danni ingenti lamentati dal tessuto socio economico e produttivo, quindi si farà una verifica anche sui danni realmente avuti da ditte, società e famiglie. Vedere le varie situazioni, chi può avere o non può avere una eventuale assicurazione, poi saranno ristorati, probabilmente in parte, parzialmente o non so se completamente, a seconda dei fondi che si avranno a disposizione, a seconda delle esigenze che effettivamente ci saranno.
Quindi, primo step da 5 milioni completato, il secondo da 96 milioni appena accreditato e autorizzato e già in queste ore, credo, cominceranno ad arrivare. Il Commissario straordinario ha parlato di questa settimana la volta scorsa.
Successivamente gli step di verifica di giugno e di fine anno della Protezione civile nazionale per identificare gli interventi da fare con i successivi 300 milioni complessivi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Era importante fare il punto perché i cittadini ed anche i titolari delle attività economiche di questi territori stanno aspettando da oltre 5 mesi risposte che fino ad oggi sono state purtroppo vaghe. Faccio riferimento, ad esempio, alla primissima promessa, quella dei 5 mila euro per i nuclei familiari e dei 20 mila euro per le imprese, soldi che dovevano arrivare subito visto che il Governo Draghi li aveva stanziato su due piedi, il giorno dopo l’alluvione.
Sono arrivati i moduli B, i moduli C, è stato necessario quantificare tutte le richieste, ad oggi però ancora non hanno avuto un euro, quindi mi fa piacere che lei ci dica che 5 milioni comunque sono stati già erogati ed utilizzati per le spese di somma urgenza; il secondo step è quello dei 96 milioni accreditati il 28 febbraio, anche qui in parte per le spese di somma urgenza e in parte, lei ha detto, per i contributi ai privati. Proprio per questi vorrei sapere, siccome sono stati quantificati, a quanto mi risulta, in totale 24 milioni di euro, mi auguro che questa tranche di 96 milioni arrivata dal Governo sia subito, immediatamente, intendo entro qualche giorno, erogata nei conti correnti dei cittadini, che aspettano 5 mila euro da 5 mesi, e delle attività economiche. Questo credo sia il primissimo step a cui adempiere.
Il secondo punto invece riguarda i danni superiori ai 20 mila euro che hanno subìto moltissime imprese. Si parla di un contributo di 20 mila euro già previsto fin dall’inizio della tragedia, ma ci sono aziende che hanno avuto danni superiori ad 1 milione di euro e in questi casi non abbiamo capito come potranno essere ripagati. Ma non solo, sono stati già annunciati ed aperti dei bandi per dei contributi dai quali molte attività economiche sono escluse. Penso ad esempio ad alcune attività dell’agricoltura che non possono richiedere il contributo, alcuni allevatori, alcuni specifici codici Ateco, su questo la invito ad effettuare una verifica.
Addirittura, mi sta spiegando l’Assessore, l’agricoltura è stata lasciata fuori dai 400 milioni, probabilmente ci saranno i bandi del Psr, però ad oggi sono tutti molto preoccupati perché hanno subìto danni rilevanti. Ci sono allevamenti che sono stati messi in ginocchio, che sono stati costretti alla chiusura dell’attività ed ad oggi ancora non sanno di quali contributi potranno usufruire.
Rimangono alcuni punti interrogativi ancora su questi 400 milioni che saranno una boccata di ossigeno, ma non sono sufficienti, basta pensare al Comune di Cantiano, che è solo uno dei Comuni colpiti, che ha già riconosciuto danni per 70 milioni di euro, a questi vanno aggiunti quelli dei Comuni della provincia di Ancona e degli altri 4 della zona del Catria e Nerone.
Ci auguriamo che i tempi possano accelerare ed anche che si prendano in considerazione quelle attività economiche e quei privati fino ad ora esclusi. Grazie.
Interrogazione n. 709
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Inagibilità del ponte del Vallone (Senigallia)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 709 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. E’ chiaro che su tutte queste vicende, quando parliamo di centinaia di milioni, c’è una serie di verifiche e rendicontazioni sicuramente complesse. E’ difficile erogare 400 milioni nel giro di 6 mesi, ci vorrà sicuramente tutto questo anno e probabilmente anche parte del prossimo, per essere molto ottimisti, però adesso non voglio ritornare sui discorsi di prima, ma ricalcare un attimo la situazione per quel che riguarda il Ponte del Vallone.
Il Commissario straordinario mi porta a conoscenza che questa opera è del Comune di Senigallia, che ha redatto la scheda di danni per circa 1 milione di euro per la ricostruzione del Ponte Vallone e della strada che è rimasta chiusa.
Questa strada e questo ponte sono stati inseriti nel primo stralcio dei famosi 96 milioni, di cui ho parlato nell’interrogazione precedente, non sapevo se fossero stati inseriti in questa o in una eventuale scheda successiva, fortunatamente sono inseriti nel primo stralcio che a questo punto è stato autorizzato, quindi i fondi autorizzati e accreditati il 28 febbraio comprendono anche la ricostruzione del Ponte Vallone.
In questo caso il Commissario straordinario mi dice che a seguito di questa istruttoria procederà ad emettere quanto prima i decreti di trasferimento agli enti attuatori. Siccome parliamo della provincia di Ancona sicuramente l’ente attuatore sarà la Provincia, mentre per le province di Pesaro e di Macerata, per quanto sarà possibile per parte del territorio, l’ente attuatore per strade e ponti è l’Anas.
La Provincia di Ancona invece ha richiesto di essere l’ente attuatore per queste attività, di conseguenza, vista l’autorizzazione alla spesa, la cifra sarà verificata e accreditata, spero nel più breve tempo possibile, dovremo seguire questa vicenda, alla Provincia per proseguire con il progetto, che non so se è stato identificato, redatto dalla Provincia, o comunque dovrà identificarlo ed approvarlo, per poi successivamente addivenire alla ricostruzione.
Questa è la situazione attuale, è importante che sia inserito in questo primo stralcio, altrimenti avremmo dovuto aspettare la famosa verifica, di cui ho parlato prima, di giugno per poi intervenire nella seconda parte dell’anno, ma dovrebbe essere sfumata questa ipotesi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Buongiorno, Presidente. Buongiorno a tutti. Assessore, grazie per la risposta.
Ovviamente era quasi un pretesto quello del Ponte del Vallone nel Comune di Senigallia perché ci permette, con l’interrogazione precedente a prima firma della Consigliera Vitri, di fare un quadro complessivo sia rispetto al percorso che si sta facendo per il reperimento delle risorse e la distribuzione delle stesse che per gli interventi.
Vi invito ad un po’ di prudenza nei proclami, in questo caso non riguarda lei, però vedo che vengono in qualche maniera sottolineate le risorse che sono state messe a disposizione, considerate come una messe straordinaria, poi invece nel confronto sia rispetto ai danni che ci sono stati che alle rivendicazioni computate dai territori, si capisce che le risorse ad oggi non sono sufficienti, tant’è che l’onorevole del PD ha sottoposto alla valutazione della Camera due emendamenti orientati a integrare le risorse, anche condivisi rispetto agli incontri che ci sono stati con i comitati del territorio, che sono stati puntualmente bocciati dalla maggioranza. Quindi questo è un grande tema.
L’altro, quello che ha detto la Consigliera Vitri, è che noi attendiamo da quasi 6 mesi che almeno dei piccoli segni vengano messi a disposizione delle famiglie e delle imprese, tant’è che c’eravamo permessi in occasione del bilancio, se lo ricorda, di individuare con un emendamento un importo di 8 milioni di euro, che invece di essere distribuiti dentro la tabella E, potevano essere immediatamente orientati, perché sapevamo che comunque quella modalità che lei ha descritto puntualmente: risorse dello Stato, passate alla Regione, dalla Regione ai Comuni, bandi e quant’altro … Noi avevamo proposto: “Andate con le risorse vostre, con la possibilità di un acconto dato alle famiglie ed alle imprese, poi andate a conguaglio”, ci avete detto che stavate lavorando su un altro fronte, ma vi avevo anticipato che saremmo arrivati a questa situazione.
Sul Ponte Vallone, come tutti gli altri, Assessore, ci sono le procedure che purtroppo non sono in deroga, ahimè, quindi ad oggi sono state individuate le risorse, ma quella infrastruttura ad occhio, vado con l’esperienza di quando avevo altre giacche, prima di un anno non si vedrà. Analoga a questa saranno tutte le altre infrastrutture, quelle compromesse, e sono tante - lei le ha visitate tutte, glielo riconosco – che avranno quei tempi, quindi dovremmo arrivare al confronto con i comitati raccontando esattamente come stanno le cose, sia sul piano delle risorse sia sulla tempistica.
Comunque la ringrazio per i dati che ci ha messo a disposizione, anzi a nome mio e della Consigliera Vitri la ringrazio anticipatamente se ci può fare avere la scheda da cui ha tratto gli elementi.
Mozione n. 295
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Mangialardi, Biancani, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Bora
“Riorganizzazione e potenziamento degli Uffici postali nelle Marche”
Mozione n. 332
ad iniziativa dei Consiglieri Livi, Ciccioli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Putzu
“Misure finalizzate ad evitare la chiusura di sportelli bancari, postali ed erogatori di servizi al cittadino nei piccoli Comuni”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 295 dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Mangialardi, Biancani, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Bora e la mozione n. 332 dei Consiglieri Livi, Ciccioli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Putzu, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Vorrei fare una premessa su questa mozione, dicendo che questo è un argomento di cui la politica si deve occupare e lo deve fare in modo bipartisan perché su questi temi non ci possono essere schieramenti, non possiamo indossare maglie di una o dell’altra squadra.
Devo dire anche che sono stato più o meno informalmente sollecitato da diversi amministratori, amministratori di piccoli Comuni, amministratori di un territorio che troppo spesso viene abbandonato dalla politica, per cui mi faccio portavoce di questo argomento. Anzi, vorrei ringraziare il Presidente Acquaroli per l’impegno che ha profuso da sempre nella sua attività politica, tanto più adesso che è il Governatore della nostra Regione, riguardo ai piccoli borghi, riguardo a quei territori che, come ho detto prima, sono spesso e volentieri dimenticati dalla politica.
Per praticità vi leggo il testo della mozione.
Premesso che
- i piccoli Comuni dell’entroterra rappresentano da sempre un giacimento culturale, naturalistico ed enogastronomico che, con innumerevoli peculiarità e specificità, dà pregio alla comunità marchigiana e rende attrattivo dal punto di vista turistico l’intero territorio regionale;
- il progressivo spopolamento dei piccoli centri urbani dell’entroterra unitamente all’invecchiamento della popolazione sono stati nel tempo le criticità più grandi a cui le istituzioni hanno cercato di far fronte per evitare la desertificazione dei territori interni ed il conseguente impoverimento dell’offerta turistica, nonché il depauperamento di saperi e tradizioni millenarie;
- una delle concause che accelerano questo declino è la difficoltà per i cittadini di accedere ai servizi bancari, postali ed ai servizi al cittadino;
- tutti i Comuni gestiscono il servizio di tesoreria attraverso istituti bancari o postali rendendo di fatto indispensabile per tutti i cittadini l’accesso a tale servizio per loro tramite e che la popolazione, per gran parte anziana e scarsamente digitalizzata, trova grandi difficoltà ad accedere tramite la rete;
- diversi enti locali hanno sollecitato un intervento da parte della politica regionale finalizzato a sostenere questa importante iniziativa;
Ritenuto che
- sia necessario garantire la continuità dei servizi bancari e postali in maniera omogenea e capillare in tutta la regione con il mantenimento di tutte le filiali e, nello specifico, scongiurare l’imminente chiusura di alcuni sportelli;
- non sia ammissibile che il piano industriale di alcuni gruppi bancari comprenda la chiusura di filiali e sportelli senza valutare le inevitabili ripercussioni sociali ed economiche nei territori e che il mantenimento di un servizio essenziale non può basarsi esclusivamente su mere valutazioni economiche e di profitto;
Considerato che
- da qualche anno sono poste in atto politiche di riduzione di spesa a discapito della capillarità dei servizi che sempre più di frequente determinano chiusure di uffici, filiali e sportelli sul territorio;
- malgrado gli sforzi messi in atto dal Governo nazionale che attraverso una piattaforma multicanale vuole raggiungere l’obiettivo di rendere più facile l’accesso ai servizi digitali nelle pubbliche amministrazioni a partire dal 2023;
- restano comunque irrisolte le problematiche inerenti le altre tipologie di servizi e parzialmente risolte quelle del servizio postale;
- anche il Presidente della Repubblica Mattarella ed il Presidente del Consiglio Meloni hanno negli ultimi interventi pubblici espresso apprezzamento nei confronti dei piccoli Comuni, ritenendo la loro vitalità decisiva per lo sviluppo del nostro Paese;
impegna il Presidente e la Giunta regionale
- a porre in atto tutte le azioni utili ad evitare la chiusura degli sportelli bancari, postali ed erogatori di servizi ai cittadini nei piccoli Comuni che ne determinano lo spopolamento ed il declino;
- ad assumere tutte le necessarie iniziative al fine di attivare contatti e stringere accordi utili allo scopo, con i soggetti pubblici e privati erogatori di servizi.
Questa è la mozione presentata, ci tengo a ribadire l’importanza che deve rivestire questo tipo di intervento e deve investire, come ho detto prima, tutte le forze politiche, tutti gli attori che sono in campo perché, credetemi, in questi Comuni tali servizi sono effettivamente vitali, sono fondamentali.
Ringrazio ancora il Presidente, il Governatore Acquaroli e tutti per lo sforzo che potremo fare per far sì che questi servizi possano essere mantenuti o che perlomeno ci sia un dialogo politico tra tutte le parti per fare in modo che questi piccoli Comuni e questi splendidi territori rimangano vivi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La mozione n. 295 tratta la medesima materia della mozione del Consigliere Livi, anche per le attività molteplici che l’ente Poste esercita sul territorio nazionale.
Il servizio postale universale è un servizio pubblico, di interesse generale, la cui tutela è garantita anche a livello comunitario, in grado di condizionare la qualità della vita dei territori, soprattutto delle piccole comunità, delle zone interne collinari e montane. Zone che per la regione Marche coincidono oltretutto in larga parte con le aree colpite dai gravissimi eventi sismici del 2016 e per le quali sono in corso ingenti sforzi in termini di interventi per la ricostruzione e per assicurare ai cittadini i livelli essenziali dei servizi pubblici.
Noi siamo intervenuti con questa mozione perché da tempo abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere segnalazioni da parte di cittadini e amministratori sui disagi subiti dalle popolazioni delle aree interne e collinari per la riduzione dei servizi dell’ente Poste.
Per la verità ci siamo già occupati di questa materia nella scorsa legislatura ed in particolare, in qualità di Assessore agli enti locali ho seguito direttamente questa vicenda e all’epoca ci fu, già nel maggio 2018, da parte della precedente Giunta regionale una interlocuzione con la direzione di Poste Italiane SpA per il mantenimento dei livelli essenziali dei servizi postali nel territorio regionale, anche nel rispetto dei protocolli di intesa sottoscritti tra Regione Marche e Poste Italiane SpA, di cui alla delibera di Giunta regionale 256/2016 e dei tavoli di lavoro interregionali presso il Mef, a seguito dei quali era possibile definire un ruolo più attivo di Poste Italiane nelle Marche. Quindi la precedente Giunta prese in mano questa situazione fin dal 2016.
Si insisteva in particolare allora, come insistiamo oggi, nelle richieste circa la necessità che Poste Italiane SpA recedesse dal graduale smantellamento e/o depotenziamento della rete di distribuzione della posta e degli altri servizi resi anche perché il riordino di tutti i servizi a giorni alterni, con la conseguente riduzione di personale e trasferimento dello stesso verso città della costa, appariva in evidente contrasto con le finalità della legge sui piccoli Comuni (legge 158/2017) e con le strategie nazionali e regionali per il ripopolamento delle aree interne. Questo lo dicevamo allora e lo diciamo anche oggi con questa mozione perché non solo ho ricevuto segnalazioni, ma ho verificato personalmente questo disservizio. Ad esempio cito testualmente, nel Comune di Massa Fermana all’interno del cratere sismico al confine con Mogliano di Macerata, dove ho fatto il Sindaco nel 1990 fino al 1995, il servizio postale veniva garantito a giorni alterni con le file degli anziani e degli utenti fuori dall’ufficio postale, una realtà tra l’altro in cui l’unico sportello bancario che c’era è stato dismesso. Questa è la situazione che si verificava a Massa Fermana, oppure nella mia Montegiorgio, quindi voglio dire qualcosa di concreto, non sono solo segnalazioni, ma sono verificate di persona.
A Montegiorgio, che è una realtà importante, un ufficio postale importante, dove ci sono i pensionamenti, non c’è il personale che viene reimmesso in servizio, se si va lì il sabato, quando solitamente le persone che lavorano si recano per i normali servizi alle Poste, c’è una fila chilometrica all’esterno ed al freddo di persone anziane, giovani, madri di famiglia e via dicendo.
Questa situazione ovviamente non è più possibile, non è più tollerabile anche perché l’ente Poste oggi garantisce sempre maggiori servizi, sostanzialmente sostituisce gli sportelli bancari perché ci sono tutti i servizi bancari in ente Poste, ad esempio c’è in questi giorni l’emissione dei Bot da parte dello Stato italiano e si possono sottoscrivere, oltre che on line, negli uffici bancari e negli uffici postali, vediamo la pubblicità in televisione. Addirittura adesso c’è il servizio energia, presso ente Poste si possono sottoscrivere contratti per l’erogazione di energia elettrica e del gas/metano, fanno le assicurazioni, pensiamo alla misura del 110 e all’ente Poste c’era la possibilità della cessione del credito. Oggi fa un insieme di attività molto spesso sostitutive degli sportelli bancari che, come evidenziava il Consigliere Livi, vengono razionalizzati a causa di una politica del tutto ingiustificata.
E’ evidente che ente Poste, che tra l’altro è controllato da Cassa depositi e prestiti, ha qualche dovere in più nei confronti del nostro Paese ed in particolare delle aree interne. Ad esempio, i piani occupazionali che cosa aspettano ad attuarli, ci sono ragazzi in fila che attendono di essere chiamati. E’ tanto vero che ho presentato la mozione il 18 novembre 2022 ed in data 30 gennaio 2023 l’ente Poste ha invitato a Roma i Sindaci dei piccoli Comuni per lanciare un progetto per ampliare i servizi. C’è la foto di alcuni Sindaci della provincia di Fermo, tra cui c’è anche quello di Massa Fermana. di cui sono stato Sindaco nel secolo scorso. A questa iniziativa sono stati invitati i Sindaci sotto i 15 mila abitanti, “alla Nuvola di Fuksas per il progetto Polis - Dai piccoli centri si fa grande l’Italia”. Hanno partecipato il Presidente della Repubblica Mattarella, la Presidente del Consiglio Meloni, accompagnata da alcuni Ministri.
Il progetto ci investe particolarmente vista la natura dei piccoli centri e dei Comuni del fermano e dice “il ruolo di Poste Italiane nei nostri Comuni è centrale per tutti i servizi in deroga”, sostanzialmente dice quello che dico io nella mia mozione per quanto riguarda le poste e quello che dice il Consigliere Livi, che credo condivida anche questo, per quanto riguarda gli uffici bancari, che anch’io condivido.
Allo stato mi pare che iniziative concrete, al di là delle chiacchiere, non ce ne sono.
Con questa mozione che cosa si chiede? Nel proseguire con l’impegno della scorsa legislatura: avviare interlocuzioni con la dirigenza regionale e nazionale di Poste Italiane SpA e se del caso ad intervenire presso il Ministro competente; trovare una sintesi, un accordo, tra la strategia aziendale e la salvaguardia dei servizi che devono essere resi da Poste italiane ai cittadini con tempestività, efficacia e prossimità; concertare, anche attraverso l’istituzione di un tavolo permanente, la messa in atto di un piano di sviluppo che consenta di rilanciare le attività ed i servizi resi da Poste Italiane Spa sul territorio della Regione Marche, in particolare sulle aree interne; conoscere quali sono le determinazioni di Poste Italiane Spa nella Regione Marche in merito alle tante candidature per le posizioni assunzionali; adottare tutte le ulteriori e necessarie iniziative ritenute opportune per la risoluzione delle problematiche evidenziate in premessa e per impedire che Poste Italiane Spa persista nel produrre iniziative che vanno ad impattare quei luoghi che, secondo la stessa Azienda, tradizionalmente sono punti di riferimento per l’erogazione di servizi dedicati ai cittadini, alle imprese e alla pubblica amministrazione.
Quindi, chiedo l’approvazione di questa mozione, credo che possa essere condivisa, anche perché l’oggetto di questa mozione è stato oggetto di un grande evento nazionale dove sono stati invitati tutti i Sindaci di Italia, non solo quelli delle Marche, alla presenza, oltre che della dirigenza di ente Poste, del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio Meloni, ritengo che questa mozione possa essere approvata auspicabilmente all’unanimità.
Per quel che mi riguarda annuncio il voto favorevole sulla mozione del Consigliere Livi.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie Presidente. Sul piano della legittimità si rileva che la Regione, pur non avendo specifiche competenze in materia di servizio postale universale, può intervenire a livello istituzionale presso le Autorità a vario titolo preposte, al fine di trovare gli accordi e di ottenere il potenziamento del servizio postale, pertanto non vi sono elementi ostativi all'approvazione delle mozioni.
Sul piano del merito amministrativo, si ritiene doveroso segnalare l'opportunità di integrare le argomentazioni della proposta di mozione, in modo da cogliere al meglio gli obiettivi che si pone.
In primo luogo, andrebbe evidenziato che, venute meno, grazie ai fondi Pnrr, le ragioni contabili che impedivano di potenziare adeguatamente la rete del servizio postale nei piccoli Comuni, è stato avviato il progetto Polis, che prevede la creazione di "sportelli unici" di prossimità in Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, che facilitino l'accesso ai servizi pubblici in modalità digitale, attraverso una piattaforma di servizio multicanale di Poste Italiane. L'intervento comporta la trasformazione di 6.910 uffici postali ubicati nei piccoli Comuni, dotandoli di una infrastruttura digitale e tecnologica all'avanguardia (v. https://www.mise.gov.it/it/pnrr/progetti-pnrr/pnrr-polis)”.
L'attuazione del progetto Polis potenzierebbe la rete degli sportelli postali con immaginabili ricadute positive anche sul servizio universale, ma nelle Marche non risulta operativo e non se ne comprendono le ragioni, per cui tenendo conto della rilevanza strategica del progetto, sarebbe opportuno chiedere le ragioni della mancante attuazione mettendo a disposizione gli uffici regionali, che hanno competenze in materia di Pnrr.
Per quanto attiene alla tutela dei candidati a posizioni lavorative vacanti nel servizio pubblico universale, appare opportuno prevedere la possibilità di coinvolgere le organizzazioni sindacali nelle iniziative proposte con la mozione, dato che hanno specifiche competenze nella materia e rappresentano nelle sedi istituzionali gli interessi dei lavoratori e dei candidati alle assunzioni che non ricevono risposte da Poste Italiane, società pubblica.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Secondo me, Presidente, viste anche le dichiarazioni dell’Assessore Brandoni, che ha detto che nulla osta all’approvazione di questa mozione, credo che possano essere votate tutte e due, ora presento un emendamento alla mia mozione che raccoglie le indicazioni dell’Assessore Brandoni.
Ritengo che possano essere votate, se poi vogliamo fare un’unica risoluzione non ho problemi, però secondo me possono essere votate tutte e due.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie Presidente. Intervengo per dire che sono d’accordo con il Consigliere Cesetti, anche secondo me possono essere votate entrambe, senza nessun problema.
Ovviamente annuncio il voto favorevole alla mozione del Consigliere Cesetti.
PRESIDENTE. Aspettiamo ora l’emendamento del Consigliere Cesetti e poi proseguiamo. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Intanto lo predispongo perché facciamo un emendamento sull’attuazione del progetto Polis, che potenzierebbe la rete degli sportelli bancari.
Al punto 3 della parte dispositiva la lettera b) è sostituita dalla seguente; “b) ad attivarsi per l’attuazione del progetto Polis che potenzierebbe la rete degli sportelli postali con immaginabili ricadute positive anche sul servizio postale universale, che nelle Marche non risulta operativo”.
PRESIDENTE. Aspettiamo la precisa formulazione in modo tale che siamo a posto anche dal punto di vista della legittimità.
L’emendamento alla mozione 295 è pronto, si provvederà alla raccolta delle firme, nel frattempo si discute l’emendamento e si mettono in votazione sia l’emendamento che la mozione. Il testo è il seguente: “Nel dispositivo la lettera b) del punto 3 è sostituita dalla seguente: ‘b) adottare tutte le ulteriori, necessarie iniziative, ritenute opportune per la puntuale attuazione del progetto Polis, che potenzierebbe la rete degli sportelli postali con immaginabili ricadute positive anche sul servizio postale universale’”.
Emendamento 295/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Vitri, Biancani, Casini.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’emendamento va bene, sostanzialmente raccoglie il suggerimento dell’Assessore Brandoni.
E’ la trasposizione di quanto dichiarato dall’Assessore sul testo della mozione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Ovviamente per ribadire l’approvazione dell’emendamento proposto dal Consigliere Cesetti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Questi documenti rientrano in una traccia politica che Fratelli d’Italia ha sempre sostenuto, il fatto che ci sia una revisione della politica che ha dominato tutto il secolo scorso che era l’urbanizzazione, cioè il passaggio dai piccoli centri, all’urbanizzazione, nel caso delle Marche soprattutto lungo la costa, nei casi nazionali nelle aree metropolitane delle grandi città.
E’ in corso una revisione, quando le cose accadono, accadono perché devono accadere, di tutti gli strumenti, i progetti, le visioni per quanto riguarda lo spostamento delle persone e per quanto riguarda anche il lavoro. Fino a pochi anni fa il problema era l’accentramento, oggi è il decentramento, sarà stata l’avanzata della tecnologia con la digitalizzazione in cui i lavori possono essere svolti anche in luoghi diversi da quelli che sono stati in passato, i luoghi produttivi.
Oggi con il telelavoro, con la digitalizzazione tante cose possono essere fatte altrove, la presenza, che è insostituibile delle persone, può essere ridotta a delle occasioni e a delle circostanze particolari.
Il miglioramento delle infrastrutture, anche nelle Marche, sta finalmente procedendo in maniera sostenuta e consente lo spostamento delle persone in tempi ragionevoli, accettabili, che non vanno ad impattare sull’intera giornata.
Terza cosa, la vicenda del Covid con la terribile parola “distanziamento” sociale, una cosa che ha anche aspetti fortemente negativi, addirittura produce patologie, ha dato l’idea che invece di vivere ad alveare è meglio dispiegarsi nei luoghi dove si è vissuti per secoli e per millenni. Nel caso nostro è il problema dell’Appennino, ma di tutte le aree montane.
Un po’ di tempo fa leggevo un articolo che parlava dei Pirenei, la catena montuosa tra la Spagna e la Francia, in cui c’è un forte problema di spopolamento e di abbandono dei luoghi storici per le difficoltà note. Però c’è anche questo movimento inverso che sta avvenendo, io l’ho citato in un precedente intervento in questo Consiglio regionale, la città di New York, che ha 8,5 milioni di abitanti nell’area cittadina e ben 18 milioni nell’area metropolitana, ha conosciuto negli ultimi 3 anni uno spostamento di mezzo milione di persone, che sono andate a vivere in piccoli centri, in luoghi diversi. L’accentramento in città come Los Angeles sembrava infinito, invece adesso c’è un ritorno, la gente vuol tornare a vivere in luoghi dove c’è una dimensione umana.
Questo ovviamente è un problema per i servizi, è un problema dei servizi perché sono per necessità accentrati, anche per la sostenibilità dei costi, nei luoghi dove c’è la maggior parte della popolazione, lì ci sono i servizi sanitari, finanziari, logistici, tutti i servizi alla persona, alle attività ed alle imprese e tutto il resto.
Oggi c’è il problema inverso, vedere come questi servizi possono essere spalmati sui territori. Se c’è un ritorno ai piccoli centri deve esserci un rapporto tra costi e benefici che permetta al servizio di essere sostenibile.
Spesso la gente si lamenta che nei piccoli centri hanno chiuso tutti i negozi, anche gli artigiani ormai sono rari benché abbiamo la loro arte e la possono produrre anche altrove, tutto ciò perché non è più economico avere un esercizio che ha scarsi clienti, quindi scarsa attività ha costi generali alti.
Bisognerà arrivare a progettualità diverse, il progetto Polis è molto interessante. Come tutti sanno è stato presentato dall’amministratore delegato delle Poste pochi giorni fa e ha avuto un riscontro fortissimo perché l’organizzazione di altri servizi in periferia deve decollare, ma l’idea è che determinati servizi devono rimanere.
Chiudo qui, dicendo che ho dichiarato perché ideologicamente siamo favorevoli a questi progetti di mantenimento dei servizi, diamo l’adesione totale alle mozioni che sono state scritte, devo dire che è una visione comune che ci appartiene e questo è molto buono. Il Consigliere Livi, che è stato Sindaco di un piccolo Comune delle Marche, sente sulla sua pelle, sulla sua storia personale questo problema ed è stato lui, per quanto riguarda il gruppo Fratelli d’Italia, che ha dato impulso a questa decisione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per ribadire la volontà di votare queste mozioni perché i servizi che abbiamo nei piccoli centri sono fondamentali.
Abbiamo fatto una grossa battaglia per far rimanere le classi scolastiche nei piccoli Comuni dell’entroterra, quindi va di pari passo. Ha senso mantenere le scuole ed ha senso mantenere gli uffici postali, le banche, i servizi che sono fondamentali e indispensabili affinché le persone restino a vivere in quei territori.
Sì, c’è lo spopolamento, questi vanno via, però, secondo me, gran parte di questo spopolamento è generato dal fatto che vengono tolti i servizi.
Queste mozioni vanno nella direzione di riportare i servizi nei piccoli centri, quindi siamo favorevoli.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
+
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Il voto favorevole da parte del nostro gruppo su entrambe le mozioni, in modo particolare al contributo che ha voluto dare il Consigliere Cesetti che ha ricostruito non solo la necessità, ma anche la visione all’interno di progetti soprattutto volti alle aree interne, che possono essere tutelate solo ed esclusivamente con infrastrutture e servizi.
La comunità si costruisce partendo da quelli e mi sembra che un impegno all’unanimità di questa Assise possa dare testimonianza di una volontà e poi capire se l’impegno che oggi facciamo assumere al Presidente ed alla Giunta da trasferire al Governo possa essere concretizzato. Questo è l’auspicio da parte nostra.
Non sono semplici mozioni per sottolineare le difficoltà che, conosciamo benissimo, hanno attraversato il territorio nazionale, che hanno come modalità una ripercussione sulla costruzione del territorio, delle comunità e delle aree interne.
Quindi un segno importante, speriamo che non rimanga una delle tante mozioni che andiamo a proporre che poi non ha la capacità di incidere, solo per mettere a posto i percorsi di carattere …, che non servirebbero assolutamente a nulla, quindi il voto favorevole del nostro gruppo.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 295/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 295, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 332. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Anticipazione delle mozioni nn. 330 e 335 (abbinate). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 330
ad iniziativa dei Consiglieri Pasqui, Rossi, Marcozzi
“Stop ai bonus edilizi nel cratere sismico”
Mozione n. 335
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Lupini, Mangialardi, Vitri, Biancani
“Iniziative per favorire lo sviluppo economico e l’occupazione mediante la circolazione dei crediti fiscali incagliati”
Interpellanza n. 17
ad iniziativa della Consigliera Lupini
“Decreto Consiglio dei Ministri 16 febbraio 2023 in materia di cessione di crediti d’imposta relativi agli incentivi fiscali: valutazione da parte della Giunta regionale e immediate iniziative per modifiche in sede di conversione parlamentare e urgenti azioni per attutire le gravi e negative conseguenze per imprese, lavoratori e famiglie marchigiane, con particolare riferimento alle aree del cratere sismico, coinvolgendo parti sociali, associazioni di categoria ed enti locali”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 330 dei Consiglieri Pasqui, Rossi, Marcozzi, la mozione n. 335 dei Consiglieri Ruggeri, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Lupini, Mangialardi, Vitri, Biancani e l’interpellanza n. 17 della Consigliera Lupini (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Buonasera colleghi. Con questa mozione siamo di fronte ad un problema molto importante, quello dello stop ai bonus edilizi con riferimento al cratere sismico.
Come tutti sappiamo,+ il Governo nazionale ha messo uno stop alla cessione del credito ed allo sconto in fattura per i bonus edilizi con un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, il n. 21 del 16 febbraio 2023 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40.
Questo testo modifica la disciplina che riguarda la cessione dei crediti di imposta relativi a spese per gli interventi in materia di recupero del patrimonio edilizio.
Parliamo del bonus riguardante le ristrutturazioni, l’efficienza energetica (ecobonus), il superbonus 110, le misure antisismiche (sismabonus), il bonus facciate, gli impianti fotovoltaici, le colonnine di ricarica, le barriere architettoniche, ossia il bonus barriere 75%. L’abrogazione delle norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi alle spese per interventi di riqualificazione energetica e di interventi di ristrutturazione importante di primo livello (prestazione energetica) per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro, le spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedevano alla successiva alienazione dell’immobile, di fatto di tutti i tipi di agevolazioni edilizie ad oggi esistenti.
E’ auspicabile un intervento capace di definire con certezza i confini di queste misure, ormai siamo, come tutti sappiamo, al settimo anno di una ricostruzione che ha stentato tantissimo a partire e che anche in questa fase trova delle difficoltà oggettive sull’intero cratere sismico.
Con riferimento alla Marche, vediamo che ci sono tanti territori colpiti dal sisma che hanno delle serissime difficoltà e problematiche tali tanto da temere anche una possibile desertificazione.
Questa mozione impegna il Presidente e la Giunta regionale ad intervenire con urgenza, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, affinché in sede di conversione del decreto legge, nel dibattito parlamentare possano essere apportate le opportune modifiche che vadano a tutelare i territori del sisma i quali, mai come questa volta, rischiano di scomparire. Ovviamente tra le eccezioni al decreto deve essere assolutamente inserita quella del superbonus, considerato come un’eccezione che deve continuare a sopravvivere e l’intervento deve essere così importante da garantire fino ad almeno il 2025 l’esistenza di questi bonus.
Direi che sarebbe addirittura auspicabile che ci sia una presa di posizione importante che vada a garantire l’esistenza degli stessi, riferendosi sempre all’eccezione del cratere sismico, fino al 2030 perché chi conosce perfettamente la situazione di queste zone sa che fino al 2025 sarebbero degli interventi sicuramente buoni e auspicabili, ma non sufficientemente idonei a garantire un percorso di ricostruzione, che senza questi bonus, penso, non possa avvenire. Non lo penso, ahimè, solo io, lo pensano anche tutte le categorie dei vari tecnici, le imprese e tutti quelli che con pulizia intellettuale si apprestano a parlare di questa materia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Il decreto-legge del Governo Meloni del 16 febbraio ha tolto ai cittadini la possibilità di cedere i crediti fiscali o di ottenere lo sconto in fattura sui nuovi lavori di efficientamento energetico e miglioramento sismico, affossando definitivamente i bonus edilizi dopo che i vari provvedimenti presi dal Governo Draghi ne avevano ostacolato il funzionamento, mettendo in crisi 40 mila piccole imprese del settore edile e dell'impiantistica.
Come il reddito di cittadinanza anche il superbonus 110% paga Io scotto di essere un provvedimento politicamente targato e riconoscibile, in quanto pensato e proposto dal Movimento 5 Stelle durante la pandemia e sostenuto dal Partito Democratico che affiancava il Movimento 5 Stelle nel Governo Conte 2 quando è stato varato il superbonus.
Sono imbarazzanti i tentativi del Ministro dell’economia e delle finanze e della Presidente del Consiglio di screditare il superbonus: un investimento che ha prodotto ricchezza nazionale in un ammontare di tre volte superiore al suo costo per le casse dello Stato, contribuendo per il 27% al prodotto interno lordo, record che abbiamo conseguito nel 2021. In quell'anno, infatti, il PIL è salito del 6,7%, e questo è un risultato ben superiore alla media europea che si attesta al 5,3%.
Un provvedimento che ha creato 992 mila posti di lavoro stimati al 31 gennaio 2023, posti di lavoro che oggi sono a forte rischio, ed ha consentito e consentirà per il futuro un risparmio medio annuo di 964 euro per le famiglie che hanno potuto accedere a questa misura.
Un provvedimento che ad oggi consente di risparmiare 1,1 miliardi di metri cubi di gas metano all'anno e di diminuire le emissioni di anidride carbonica di 1,4 milioni di tonnellate.
Questi sono dati elaborati da ENEA e dai centri studi di Confindustria, Ance e Nomisma, che non provengono direttamente dal Movimento 5 Stelle.
Nella regione Marche, stante ai dati ufficiali di ENEA, grazie al superbonus ci sono stati investimenti per 1.724.000.000, con un contributo sostanziale alla ripresa economica regionale post Covid.
E' falsa la narrazione sulle truffe che utilizzano coloro che hanno voluto affossare questa misura.
L'Agenzia delle entrate ha calcolato che sul totale delle frodi che hanno riguardato i bonus fiscali solo il 3% ha riguardato il superbonus 110%, essendo questa misura partita sin dall'inizio con gli obblighi di asseverazione tecnica da parte di un ingegnere e del visto di conformità di un commercialista. La stragrande maggioranza ha riguardato il bonus facciate, prima che si applicasse anche a quello l'asseverazione tecnica ed il visto di conformità.
Un'altra falsa narrazione è che il superbonus sarebbe il responsabile dell'aumento dei prezzi dei materiali. A causa della ripresa economica post Covid i prezzi sono aumentati ovunque nel mondo a causa dell'inflazione ed in Europa più che in Italia. Il prezzo delle costruzioni registrato nel quarto trimestre 2022 è aumentato mediamente del 20% in Europa contro il 9,7% dell'Italia. E non è corretta neanche la narrazione governativa secondo la quale il superbonus sarebbe finanziariamente insostenibile.
Il Censis, e non il Movimento 5 Stelle, ha stimato che a fronte dei 60,5 miliardi di detrazioni fiscali da superbonus a carico dello Stato, riconosciute dall'ENEA al 31 ottobre 2022, sono già rientrati o stanno rientrando, con l'IVA e con le imposte dirette generate dalle attività produttive attivate, ben 42,8 miliardi di euro di extragettito, pari a circa il 70% del valore delle detrazioni.
Un extragettito già in parte utilizzato dal Governo per la riduzione delle accise sui carburanti, la riduzione degli oneri di sistema sul gas ed altri provvedimenti legati alla crisi energetica.
E bisogna considerare che mentre l'extragettito è stato già generato dai lavori effettuati, l'onere per lo Stato in termini di minori entrate derivante dalla compensazione dei crediti fiscali è spalmato in un periodo di tempo di 5 anni per il superbonus e di 10 anni per gli altri bonus edilizi.
A netto dell'extragettito generato, quindi, le minori entrate annuali derivanti dalle compensazioni fiscali del superbonus ad oggi sono circa 5 miliardi l'anno, una cifra irrisoria se confrontata con i 38 miliardi all'anno di spese militari a cui questo Governo intende arrivare per soddisfare le richieste della Nato.
Quindi, tenuto conto delle entrate fiscali direttamente generate, parliamo di un costo per cittadino di 80 euro l'anno, altro che i 2.000 euro di cui hanno parlato il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente del Consiglio.
Un costo ben sopportabile se si considera che ancora oggi il 56% delle abitazioni degli italiani sono nelle due fasce più basse di efficienza energetica e gran parte degli immobili sono a rischio sismico.
Premessi questi dati inconfutabili e gli innegabili benefici prodotti in termini di sicurezza sismica e di riqualificazione energetica degli edifici, la mozione chiede di impegnare la Giunta ad assumere una iniziativa per modificare il decreto legge del 16 febbraio, nel senso di consentire alle Regioni di partecipare allo smaltimento dello stock di 15 miliardi di crediti fiscali che sono rimasti in pancia ad imprese e famiglie a causa dei numerosi provvedimenti di restrizione alla circolazione dei crediti varati per indebolire e scoraggiare il ricorso al supebonus.
Si tratta di salvare almeno i lavori in corso e di aiutare le imprese e i cittadini in difficoltà che hanno fatto affidamento su una legge dello Stato.
Le Regioni potrebbero calmierare il mercato dei crediti fiscali, ma soprattutto potrebbero spendere in servizi ai cittadini la differenza tra il prezzo pagato per l'acquisto del credito e il suo valore nominale utilizzabile per compensare imposte e contributi previdenziali negli anni futuri. Parliamo di cifre superiori al milione di euro per la Regione Marche.
Si tratterebbe di un impiego remunerativo di risorse finanziarie giacenti in tesoreria. Un impiego peraltro senza rischio perché le norme vigenti prevedono la responsabilità solidale dell'acquirente solo se non c'è dolo o colpa grave, che si escludono nel caso di acquisto di crediti già certificati dalle procedure interne degli istituti di credito.
Il secondo punto riguarda il superbonus nel cratere del sisma, includendo anche il superbonus per riqualificazione energetica oltre che il cosiddetto sismabonus, allo scopo di non compromettere la ricostruzione.
Il terzo punto riguarda un aiuto in termini di garanzia che la Regione potrebbe dare, tramite Confidi, alle aziende che si trovano in difficoltà perché non riescono a monetizzare, tramite la cessione alle banche, i crediti di imposta che hanno nei cassetti fiscali in dipendenza degli sconti in fattura effettuati sui lavori assistiti dai bonus fiscali. Attraverso un finanziamento agevolato di durata pari alla scadenza del credito fiscale, assistito da una garanzia accessoria di un consorzio fidi, potrebbero superare questo momento di difficoltà senza essere costrette a chiudere i battenti.
Concludo, sottolineando che queste sono richieste che, in forme analoghe, stanno avanzando molte altre Regioni ed enti locali, anche amministrazioni guidate dal centro-destra, pertanto chiedo a quest’Aula di considerare attentamente questa mozione e di esprimere un voto favorevole, bipartisan, nell'interesse delle imprese e dei cittadini.
Vorrei anche ringraziare il gruppo del Partito Democratico e il gruppo Misto per aver sottoscritto questo testo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Lupini.
Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Non appena emersa la polemica su questa revisione del testo da parte del Governo, ho subito depositato una interpellanza perché sono i cittadini ad aver bisogno di risposte e le imprese, al di là di ogni posizionamento politico.
E’ chiaro che abbiamo un problema, soprattutto nelle Marche e soprattutto nella zona del sisma che per mia provenienza conosco molto bene, quindi con piacere noto che tutti i colleghi, sia di maggioranza che di minoranza, si sono mossi proprio perché è un tema caldo che dobbiamo affrontare in modo serio e mi auguro trasversale in quest’Aula.
La mia interpellanza aveva delle domande molto precise proprio per capire, in attesa della conversione parlamentare di questo decreto, quale sia la posizione della Giunta Acquaroli in merito alle misure adottate dal Consiglio dei Ministri, come già detto dai colleghi il 16 febbraio 2023, e quali urgenti iniziative si intendono adottare in questa sede proprio per andare ad attutire l’impatto devastante che si potrà avere nel prossimo futuro su imprese e su tutti i cittadini.
Nel caso in cui le misure contenute nel decreto del Governo vengano confermate in sede parlamentare, anche se tutti qui auspichiamo un intervento salvifico, chiedo a questa Giunta quali sono le urgenti ed immediate azioni che intende attuare proprio per andare ad attutire, ad alleviare le pesanti e negative conseguenze che ci dobbiamo aspettare, con particolare riferimento alle aree del cratere sismico. Chiedo anche quali iniziative si intendono adottare per avviare un confronto con tutte le parti sociali, che credo sia quanto meno urgente e necessario, le associazioni di categoria e gli enti locali al fine di definire in maniera condivisa e il più possibile allargata gli interventi più utili e opportuni a tutela di questo tessuto economico già martoriato, con conseguenze e con gravissime ricadute sul tessuto sociale marchigiano, con particolare riferimento, come già detto un po’ da tutti, alle aree del cratere sismico, coinvolgendo in modo attivo questo Consiglio regionale e le competenti Commissioni che questa Regione vede attive.
Chiedo, poi ci sarà un’ampia discussione in riferimento alle due mozioni dei miei colleghi Consiglieri Pasqui e Ruggeri (quella del Movimento 5 Stelle è sottoscritta anche da me) una risposta puntuale per capire qual è l’orientamento della Giunta per avere anche contezza di quali sono le iniziative che sono state pensate al riguardo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Visto l’articolo 144 del Regolamento interno che consente l’abbinamento delle due mozioni e dell’interpellanza, chiedo un po’ di tempo in più perché le risposte da dare sono lunghe.
Tenuto conto che ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 11 del 16 febbraio 2023, che citava la Consigliera Ruggeri, a decorrere dalla data di entrata in vigore dello stesso, in relazione agli interventi di cui all’articolo 121, comma 2, del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, cioè:
1) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16 bis, comma 1, lettere a), b) e d) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917;
2) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;
3) adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16 commi da 1 bis a 1 septies del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90 e di cui al comma 4 dell’articolo 119;
4) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019 n. 160;
5) installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16 bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;
6) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16 ter del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90 e di cui al comma 8 dell’articolo 119;
7) f bis - superamento ed eliminazione di barriere architettoniche di cui all’articolo 119 ter del presente decreto.
Non è più consentito principalmente per le nuove pratiche/varianti presentate dopo l’entrata in vigore del decreto stesso, l’esercizio delle opzioni di cui all’articolo 121, comma 1, del medesimo decreto legge, lettera a) sconto in fattura e b) cessione del credito di imposta ad altri soggetti.
Poiché le disposizioni del comma 1 non sono applicabili rimangono pertanto salve solo le spese per gli interventi di cui all’articolo 119 del citato decreto legge n. 34/2020, in data antecedente a quella di entrata in vigore del presente decreto:
a) per gli interventi diversi da quelli effettuati dai condomini per i quali risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverati (Cila) ai sensi dell’articolo 119, comma 13 ter, del decreto legge n. 34/2020;
b) per gli interventi effettuati dai condomini per i quali risulti adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori, e risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverati (Cila) ai sensi dell’articolo 19, comma 13 ter, del decreto legge 34/2020;
c) per gli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione di edifici per i quali risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.
Le spese sostenute per gli interventi diversi di cui all’articolo 119 del citato decreto legge 34/2020, in data antecedente a quella dell’entrata in vigore del presente decreto (rispondo con tre punti) per i quali risulti:
a) presentata la richiesta del titolo abitativo ove necessaria;
b) non prevista la presentazione di un titolo abilitativo, siano già iniziati i lavori;
c) regolarmente registrato il contratto preliminare, ovvero stipulato il contratto definitivo di compravendita dell’immobile nel caso di acquisto di unità immobiliari ai sensi dell’articolo 16 bis, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 o ai sensi dell’articolo 16, comma 1 septies, del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63 convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90.
Rimangono completamente escluse dal sistema cessione sconto, a causa dell’abrogazione delle disposizioni di cui all’articolo 14, i commi 2 ter, 2 sexies e 3.1 e l’articolo 16, commi 1 quinquies, 3, 4 e 5 periodo e i septies 2 e 3 periodo del citato decreto legge n. 63 del 2013.
Il 2 ter, articolo 14 recita: “Le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica di cui all’articolo 14, decreto legge 63/2013, dai soggetti che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese si trovavano nelle condizioni di cui all’articolo 11, comma 2 e all’articolo 13, comma 1, lettera a) e comma 5, lettera a) del testo unico delle imposte dirette di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 in luogo della detrazione possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito”.
Il 2 sexies, articolo 14 recita: “le spese sostenute per gli interventi di qualificazione energetica di cui all’articolo 14 decreto legge 63/2013 in luogo della detrazione dai soggetti beneficiari diversi da quelli indicati dal comma 2 ter che possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, ovvero ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e a intermediari finanziari”.
3.1 sempre articolo 14 “le spese per gli interventi che a partire dal 1 gennaio 2020 qualificabili di ristrutturazioni importanti di primo livello di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale 162 del 15 luglio 2015, recante ‘Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica per le parti comuni degli edifici condominiali con un importo dei lavori pari o superiori a 200.000 euro’, sostenute dal soggetto avente diritto alle detrazioni può optare in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in 5 rate annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 117, decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all’articolo 1, comma 53 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta la facoltà di cedere il credito di imposta ai propri fornitori di beni e servizi con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di quest’ultimo, rimane in ogni caso esclusa la cessione agli istituti di credito e da intermediatori finanziari.
Uno quinquies dell’articolo 16, le spese per gli interventi di cui al comma 1 quater, riduzione del rischio sismico, realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Sempre all’articolo 16 l’1 septies, le spese per gli interventi di cui al comma 1 quater eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, da imprese …
(interventi fuori microfono) …
PRESIDENTE. Eravamo d’accordo, ci sono due mozioni ed una interpellanza, non dico di moltiplicare per tre …
Goffredo BRANDONI. Ora entro nel merito, però la premessa era dovuta.
Ripeto, articolo 16, 1 septies, spese per gli interventi di cui al comma 1 quater eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici allo scopo di ridurne il rischio sismico anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento da imprese di costruzioni o ristrutturazioni immobiliari che provvedano entro 30 mesi dalla data di conclusione dei lavori alla successiva alienazione dell’immobile.
Soluzione, appare evidente che l’unica soluzione percorribile qualora non si intenda agire sull’aumento del costo convenzionale è quella di derogare per il cratere sismico le disposizioni di cui all’articolo 2 del decreto legge 11 del 16 febbraio 2023, consentendo in tal modo alle nuove pratiche di poter ancora usufruire della cessione sconto senza dimenticare comunque che le tempistiche massime destinate al solo cratere sisma 2025 potrebbero non essere sufficienti a coprire la durata dei lavori di completamento di gran parte degli interventi di recupero del patrimonio edilizio gravemente danneggiato dal sisma.
Ciò rimane valido inoltre solamente laddove il blocco delle cessioni venga superato atteso che il rifiuto di tutti gli intermediari finanziari di procedere con tale sistema ha già di fatto reso difficilmente praticabile il ricorso di superbonus per i terremotati.
Al momento comunque certo è che il numero delle pratiche che hanno chiesto di poter usufruire degli incentivi fiscali al fine della copertura degli accolli stimabili nella misura di circa il 15% rispetto al costo complessivo di intervento, è assai elevato e il completamento degli interventi finanziati sia con il contributo che con gli incentivi fiscali, è assolutamente necessario ai fini del ripristino dell’agibilità degli edifici.
Ora entro nella mozione 335, per quanto riguarda la presente mozione che ho appena citato si rappresenta che dal 17 febbraio 2023 la data di entrata in vigore del decreto legge 11/2023 con l’esplicito fine di coordinamento della … è fatto divieto per le pubbliche amministrazioni di essere cessionarie dei crediti di imposta derivanti dall’esercizio delle opzioni per la cessione del credito o lo sconto in fattura di cui al comma 1 lettera a) e b) del medesimo articolo 121 per i lavori edilizi.
Tale disposizione mira ad evitare effetti negativi sui saldi di finanza pubblica considerato che le operazioni in parola potrebbero determinare l’aumento del debito pubblico, sono quindi state introdotte tutte le iniziative di acquisto del bonus avviate o ipotizzate nei giorni scorsi da alcune Regioni e Province, dalla Provincia di Treviso alla Sardegna, dalla Basilicata al Piemonte. Infatti le Regioni e le Province autonome stavano valutando la possibilità di intervenire sulla questione alla luce dell’articolo 119 della Costituzione in relazione al quale gli enti territoriali possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, è esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti degli stessi contratti.
La previsione del decreto legge 11/2023 correlata alle declinazioni individuate da Eurostat che connotano tali operazioni come impattanti sui saldi di finanza pubblica ha rafforzato la necessità di analisi giuridica e approfondimento del contesto, nel frattempo è intervenuto il decreto legge 11/2023 vietando agli enti territoriali tali operazioni alla luce degli effetti negativi sui saldi di finanza pubblica, le ragioni sono disponibili a fianco di tutti i soggetti istituzionali interessati a partire dal Governo a giocare un ruolo nell’ambito delle proprie competenze e delle rispettive responsabilità.
Auspicano che il tavolo insediato dalle parti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri consegni una soluzione utile e in tempi rapidi alle criticità del settore.
In relazione al terzo punto della mozione n. 335 la Regione ha già attivi strumenti di accesso al credito per le piccole e medie imprese comprensivi anche del finanziamento della liquidità e quindi anche a copertura dei crediti compresi pertanto i crediti fiscali delle imprese edili che non è stato possibile cedere.
A breve inoltre in attuazione della misura 1.3.5 del Por-Fesr 2021/2027 verrà istituito un nuovo strumento finanziario che resterà attivo almeno per i prossimi 5 anni e sostituirà i fondi esistenti e potrà tenere conto anche di queste specifiche situazioni, naturalmente osserviamo con attenzione gli sviluppi delle iniziative governative volte ad attutire l’impatto della sospensione delle operazioni di cessioni di crediti sulle famiglie e sulle imprese al fine di individuare azioni adeguate a livello regionale a maggiore tutela delle imprese marchigiane.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Assessore, lei non mi ha assolutamente annoiato perché ha fatto una cronistoria, una lezione dotta che le è stata scritta da qualcuno che probabilmente ha poco rispetto per questo Consiglio, oltre che per lei.
E’ chiaro che se siamo arrivati a questo punto è perché c’è stato il decreto del Consiglio dei Ministri che ha impedito la cessione dei crediti. Quindi tutto quello che viene prima, quando i crediti possono essere ceduti, quale differenza c’è tra
il bonus facciate e il bonus edilizio, i tempi, cos’è la ristrutturazione edilizia e tutto quello che lei ha elencato e che ha letto con grande pazienza …, lei piuttosto che noi.
Noi l’abbiamo ascoltato anche con piacere, chi glielo ha scritto bastava che rispondesse con la parte dispositiva e non ci insultasse dandoci degli ignoranti perché se noi abbiamo scritto, parlo per il Partito Democratico che ha sottoscritto la mozione della Consigliera Ruggeri, evidentemente il problema ce lo siamo posto.
Chi le ha scritto queste cose poi le dice che la soluzione può essere quella che il Governo cambi il comma che prevede che non si possono cedere i crediti e che le Regioni non possano cedere i crediti. Sia la Consigliera Ruggeri che il Partito Democratico avevamo presentato delle proposte di legge, che tra l’altro sono state ritenute molto interessanti dai revisori dei conti della Giunta. Tanto è vero che i revisori dei conti ci hanno scritto dicendoci che avevano avuto con lei, Assessore, una riunione, della quale ho il verbale, il 14 novembre 2022, revisori dei conti, con i quali lei ha rapporti come Assessore al bilancio, che le hanno proposto esattamente la soluzione della cessione dei crediti da parte della Regione, con dovizia di particolari e spiegazioni di come lei avrebbe potuto fare, la Regione avrebbe potuto fare, con una proiezione fino a 5 anni dalla cessione dei crediti. Quindi non lo dice la Consigliera Casini, non lo dice la Consigliera Ruggeri, non lo dice il Partito Democratico, non lo dice la Consigliera Lupini e non lo dice nemmeno il Consigliere Pasqui, ma i vostri revisori dei conti hanno detto che ciò era fattibile, tanto è vero che ci hanno chiesto le proposte di legge.
Ora, tutto questo aveva un senso fino a quando non è arrivato il decreto del vostro Governo che ha deciso di impedire alle Regioni la cessione dei crediti. Lì le problematiche sono due, la prima è che non si possono più cedere i crediti, parlo per le piccole imprese e i piccoli proprietari, quelli che sono nei condomini, che hanno fatto una anticipazione delle somme e che pensavano di poter cedere i crediti alle imprese che realizzavano i lavori, mentre le imprese oggi si trovano con i cassetti fiscali pieni, ma non hanno la possibilità di liquidità per andare avanti, quindi ci sono i lavori fermi. E questo è un problema generale in tutta Italia.
Non dico che il bonus 110 fosse la panacea, non dico che i bonus non debbano essere rivisti, non dico che si possa assestare anche la cessione del credito e che bisogna farlo, ma non mi spaventa il fatto che ci siano i furbetti del quartiere, quelli ci sono sempre, non è che se qualcuno fa finta di essere cieco noi non guardiamo a quella categoria, non è perché c’è qualcuno che ruba in banca noi non apriamo le banche nell’orario di frequenza al pubblico, quindi, queste sono cose che vanno controllate bene, però non si può dire che non sia stato riattivato, e si vede già dal gettito dell’Iva di quest’anno, il comparto delle costruzioni, con l’indotto che è enorme, che è stato riattivato grazie ai bonus, oltre all’obiettivo più importante che era quello di rendere più sicure le nostre abitazioni e possibilmente di renderle autonome dal punto di vista energetico. Obiettivo grandissimo.
Si poteva fare collegandolo al reddito? Certo che sì. Si poteva fare fino al 90% invece che il 110%? Certo che sì, però che la manovra e la cessione del credito, che il 110% non sia una manovra importante, che la cessione del credito abbia consentito a chi non aveva la capienza …, perché una persona che ha uno stipendio di 1.500 euro al mese, è chiaro che neanche in 20 anni può recuperare le tasse che vengono invece cedute dall’impresa.
E’ importante che i revisori dei conti vi avessero fatto una proposta, che noi non conoscevamo, che fosse in sintonia con quello che dicevamo, che diceva che sarebbe stato molto vantaggioso per la Regione Marche. Tra l’altro l’Agenzia delle entrate, alla quale è stato chiesto un parere tramite interpello, ha riconosciuto la possibilità di impiegare in compensazione i crediti di imposta anche per gli enti pubblici, quindi anche l’Agenzia delle entrate riteneva questa operazione possibile.
Ergo, questa operazione era possibile finché il Governo Meloni non ha deciso di interrompere questa possibilità, che succede nelle aree del cratere? Nelle aree del cratere il problema è ancora più ampio e mi chiedo come mai in Senato non sia stato presentato dal Commissario un emendamento. Vi posso dire invece che il nostro parlamentare ha presentato due emendamenti e vi dico in diretta che sono stati poco fa bocciati alla Camera dei Deputati, dopo essere stati bocciati anche in Commissione, nei quali si lasciava la possibilità per le aree del cratere, perché le aree del cratere? Perché nelle aree del cratere, oltre alla ricostruzione c’è anche la parte di accollo del privato che serve per rendere dal punto di vista energetico, in particolare, conformi alle normative vigenti le abitazioni. Questa parte di accollo serviva anche a superare un po’ il discorso dei prezzi che sono aumentati, ma sono aumentati non a causa del sisma bonus, ma perché c’è tutta una attività che si è comunque rianimata.
Le imprese che hanno operato lo sconto in fattura si trovano con i cassetti fiscali saturi verso lo Stato, assolutamente senza liquidità, e questo è un problema perché abbiamo i cantieri fermi anche nelle aree del sisma, quindi un primo intervento da fare sarebbe questo.
La mozione della Consigliera Ruggeri, che abbiamo firmato anche noi, è molto più complessa, non parla della Conferenza delle Regioni, perché lei sa meglio di me che in Conferenza delle Regioni questi temi interessano poco, interessano più che altro al Governo e visto che il decreto sisma ormai è passato … Questo non l’abbiamo detto, nel decreto sisma sono stati bocciati gli emendamenti che avrebbero risolto questo problema per il cratere, almeno inizialmente per il cratere e non per i nuovi crediti, ma per i crediti che si sono creati fino adesso, per cercare di salvare le imprese dal fallimento, poi servirebbe una soluzione strutturale. Sono due le soluzioni da trovare.
Mi auguro che nel prossimo decreto che deve andare in discussione venga inserita una norma che aiuti soprattutto le aree del cratere perché lì oltre al danno la beffa.
Nella mozione che abbiamo sottoscritto ci sono varie opportunità per lei e per la Giunta di muoversi nei confronti del Governo, in quella del Consigliere Pasqui si parla solo di Conferenza delle Regioni e secondo me è un po’ risicata, quindi chiedo di votare tutti insieme una risoluzione, oppure il Consigliere Pasqui, se vuole, insieme alla Consigliera Ruggeri, può trovare una soluzione che possa essere un po’ più ampia della fattispecie che ha proposto, che comunque va anche bene.
Mi chiedo come mai il Commissario, che è espressione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non abbia ancora ad oggi trovato una soluzione ad un tema che è gravissimo e che potrebbe essere risolto lasciando le Regioni libere di operare e di autodeterminarsi in una materia che è di loro competenza.
E’ stata un po’ una violenza quella operata dalla Presidente del Consiglio Meloni.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Lupini.
Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato il più attentamente possibile la relazione di cui ha dato lettura l’Assessore, però io chiedo che, nonostante la discussione delle mozioni, il tema è molto complesso, si dia risposta ai quesiti perché sinceramente con tutto lo sforzo possibile non ho capito quale sia la posizione della Giunta e soprattutto, che è quello che più ci interessa, quali siano le iniziative che questa Giunta intende mettere in atto.
Le domande erano molto precise, ne ho anche dato lettura, ma non sono soddisfatta della risposta perché credo che nel novero di tutta la discussione e della normativa, di cui sicuramente abbiamo ascoltato nel dettaglio, non mi è stata data risposta all’interpellanza, che invece avevo depositato con grande urgenza proprio perché è questo il momento di spingere tutti insieme, ove possibile.
Mi associo alla proposta della Consigliera Casini di giungere ad una risoluzione comune, che credo sarebbe molto rispettosa delle difficoltà che tutte le imprese stanno vivendo e con loro i cittadini.
Mi auguro che si arrivi a questo, ma intanto ritengo che sia necessario in quest’Aula dare risposte, anche perché non è la prima volta che viene sollevata la problematica delle risposte alle domande delle interrogazioni e delle interpellanze.
Se non avessi voluto delle risposte precise e urgenti avrei fatto anch’io una mozione che sarebbe andata in coda alle altre, ho firmato la mozione insieme a tutti i colleghi di minoranza, PD e 5 Stelle, ma l’interpellanza ha uno scopo preciso ed io chiederei che venga rispettato il fine e l’obiettivo degli atti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Qualche riflessione anche da parte mia che però non può fare altro che limitarsi a colorare un po’ le considerazioni che molto puntualmente la Consigliera Casini ha anticipato su questo tema, come direi la completa mozione del Movimento 5 Stelle, attraverso la Consigliera Ruggeri. Poi dirò a parte una considerazione sulla mozione del Consigliere Pasqui.
Credo che uno dei punti centrali rispetto alla questione, che va sottolineato, non farlo significherebbe non ricostruire in maniera puntuale ciò che è avvenuto su questa vicenda di frattura del Governo Meloni, chiamiamolo in maniera indefinita, sul superbonus, ma sappiamo tutti che non è solo questo.
Uno dei punti centrali è che, lo ricordo a tutti, anche all’Assessore ed ai Consiglieri di maggioranza, in sede di bilancio di previsione dello Stato del 2023 - cioè il Governo Meloni che approva la legge finanziaria del 2023 - il superbonus c’era.
In sostanza nel bilancio di previsione 2023 le regole sul superbonus, la preoccupazione del Governo, della parte finanziaria del Ministro dell’economia e delle finanze sul buco di bilancio c’era o ci sarebbe dovuta essere. Cosa cambia tra dicembre 2022 e febbraio 2023 sulla previsione che il superbonus aveva determinato un buco di 120 miliardi? Com’è possibile che in neanche due mesi questa posizione cambi repentinamente? La logica avrebbe voluto che in sede di previsione di bilancio, qualora si fosse accertato un buco, sostiene il Ministro dell’economia e delle finanze di 120 miliardi, il nuovo Governo avrebbe dovuto immediatamente intervenire, o no? Ragionando in maniera onesta intellettualmente, io penso di sì, oppure se ne sono accorti l’1 gennaio, può anche darsi.
Ritengo che invece la maggioranza sappia bene quello che sta accadendo, credo che ci sia stata una scelta subdola. Quando è arrivato il decreto del Presidente del Consiglio? E’ arrivato 4 giorni dopo le elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio, è evidente, avete deciso di fare le elezioni senza essere costretti a raccontare che avreste tolto il superbonus, quindi un semplice calcolo di convenienza. Lo dice molto bene la mozione della Consigliera Ruggeri. Il Ministro dell’economia e delle finanze, a cui attribuisco peraltro una serietà, non lo dice nella propria indicazione, si asserisce che esiste un buco di 120 miliardi, ma quanti sono i miliardi recuperati attraverso l’incasso fiscale, tra Iva e l’incasso fiscale normale? Non viene detto. Non è serio questo perché per chi come me, o molti come me, anche dentro al Partito Democratico, ritiene che una operazione politica 110, come è stata fatta, si poteva contemplare in una fase particolare di questo Paese, e presumo che abbia fatto bene. Certamente quando si tirano le somme e si fanno i bilanci si sarebbe dovuto in maniera corretta raccontare il buco di miliardi al netto di quello che è stato recuperato, il Ministro dell’economia e delle finanze si guarda bene dal farlo.
Ma la cosa più grave è, e questo penso che investa tutti e ritrovo nella considerazione che fanno i Consiglieri Lupini, Casini e Pasqui, come si fa a tagliare, a non comprendere quali sono gli effetti sulla regione Marche e in particolare sul cratere sismico? Perché questo silenzio della maggioranza di destra su una scelta come questa così negativa, drammatica per le aziende che operano nel cratere sismico? Perché non sono stati approvati gli emendamenti che riguardavano il cratere sismico all’interno del Parlamento? Perché non si è fatto parte diligente il Governo regionale con una azione pubblica rispetto a questo elemento? Questa è la differenza! E guardate, è una cosa grave tutto ciò, perché voi vi riempite la bocca di cratere sismico e spargete soldi a palate da tutte le parti, però bloccate la ricostruzione di tante abitazioni. Ricordo che la stratificazione sociale delle famiglie che restano all’interno del cratere sismico racconta di …, che non ha risorse per poter oggi riprendere i tanti cantieri che sono bloccati. Chi conosce la montagna sa bene che le gru sono rimaste lì dove stavano e gli operai se ne sono andati perché le aziende hanno lasciato perdere e le famiglie non hanno le risorse per completare. Perché state zitti? Perché non svolgete una azione politica forte su questo tema e sembrate indifferenti? Guardate che non paga essere coerenti rispetto ad una scelta politica e si potrebbe dire con onestà seria che il 110 certamente avrebbe dovuto essere riformato, ma sul cratere sismico, sulle nostre comunità ci doveva essere un impegno che voi non avete manifestato ed oggi vi si dà questa possibilità attraverso l’approvazione della mozione.
Aggiungo, lo dico al Consigliere Pasqui, ma non possiamo impegnare, o meglio lo possiamo fare, ma svicoliamo, è il Governo che si deve far carico di questo, è la conversione in legge, è il Commissario straordinario, non possiamo delegare alla Conferenza delle Regioni un tema così delicato come quello che riguarda l’Assemblea legislativa regionale.
Alzate la voce, dite che bisogna far riprendere le attività nel cratere sismico, non siate indifferenti.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Non avevo in mente di intervenire, ma sentendo tutte le affermazioni del Consigliere Carancini che dopo sei anni dal sisma, nei quali non hanno fatto niente, ci viene a dire che oggi si fermano i cantieri. I cantieri oggi finalmente stanno riprendendo, Consigliere Carancini. Dice la mozione del Consigliere Pasqui o altre situazioni …, sicuramente il superbonus era qualcosa che andava rivisto e riaggiornato perché com’era, l’abbiamo detto tutti, non era la soluzione migliore.
Per il sisma dirò di più, il Commissario, da me più volte interpellato, ma anche pubblicamente tre giorni fa a Camerino ha detto che il superbonus per le aree del sisma verrà ristabilito ed io confido in quello che dice.
Forse il fermo del superbonus darà il via agli interventi nel cratere sismico, appena hanno bloccato il cratere, individualmente, egoisticamente, ho pensato finalmente la ricostruzione può partire perché oggi non abbiamo tecnici, non abbiamo imprese in quanto tutti sono impegnati con il superbonus e noi continuiamo a pagare i contributi di autonoma sistemazione, aggiustare case con 10 anni di vita, rimettendo le finestre nuove, mentre chi stava fuori di casa non poteva rientrare. Oggi grazie a questi provvedimenti, grazie all’impegno del Commissario e di tutti i rappresentanti del Governo regionale, per le aree del sisma, per gli interventi collegati al sisma, il 110 continuerà ad esistere. Finalmente da qui in avanti potremo dire tutti con soddisfazione che la ricostruzione, non dico riparte, ma parte perché non era mai partita fino ad oggi, Ci sono state molte difficoltà dovute all’ampiezza del cratere, all’ampiezza dei danni, al fatto che era difficile quantificare i danni, però oggi dire che i cantieri si sono interrotti perché è stato interrotto il superbonus penso che sia la cosa più assurda che si possa dire in quest’Aula.
Semmai i cantieri con il superbonus ripartiranno, ci saranno 10 giorni di stop, ma il problema è che si erano fermati tutti prima, soprattutto gli interventi sul sisma non venivano realizzati e portati avanti perché le ditte e i professionisti avendo più vantaggio avevano optato per seguire i lavori del 110, lasciando indietro quelli del sisma.
Ci vivo, sto lì tutti i giorni, non mi dovete dare degli insegnamenti, su altre cose me li date, su questo no. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Tre risposte veloci, la prima alla Consigliera Lupini, mi spiace, nella parte discorsiva pensavo di essere stato esaudiente nella risposta, lei dice che non lo sono stato; alla Consigliera Casini dico che da Sindaco sono stato sempre attento ai Consigli o ai suggerimenti del Collegio dei revisori dei conti e ho continuato a farlo anche in questo momento, ci tengo a precisarlo. Nel mio primo intervento ho fatto uno scivolone parlando della struttura, questa volta le dico e sottolineo “la politica”, su suggerimento del Collegio dei revisori la politica. Ne abbiamo parlato, è inutile che le dica che ci metto la faccia io che sono l’Assessore al bilancio. Abbiamo dei referenti extraregione con i quali chi di dovere, ma anche il sottoscritto, si è interfacciato, massima cautela e massima cautela noi abbiamo mantenuto, questo è quello che le dico. Che poi il Collegio dei revisori si permetta giustamente di consigliarci o suggerirci una cosa rispetto ad un’altra è legittimo, loro lo fanno e noi lo recepiamo. Metto in risalto il fatto che se l’avessimo fatto, con quello che ha fatto il Governo poi, forse l’avremmo saputo un attimo prima.
Chiudo con la risposta al Consigliere Carancini, questa misura del Governo, il decreto legge 16 febbraio 2023 n. 11, l’ho detto prima, tende ad evitare gli effetti negativi sui saldi di finanza pubblica, pertanto a seguito di quello abbiamo tolto tutte le agevolazioni dei superbonus e altro.
Concludo dicendo che non sta a me perché non sono un profondo conoscitore come il Consigliere Marinelli, ma giudico che nei sei anni dal terremoto e fino al nostro arrivo è stato fatto poco, questo mi dicono. Comunque verificheremo da qui a Natale ed invito a monitorare come andranno avanti i lavori nel cratere per verificare se quello che dice il Consigliere Carancini che con l’avvento del nuovo Commissario …, no, ipotizzo, non l’ha detto.
Finora è stato fatto poco, me lo hanno riferito, non l’ho verificato di persona, io dico analizziamo quello che il nuovo Commissario …, e a Natale ne riparliamo per vedere cosa è stato fatto e poi compareremo i sei anni precedenti con i sei mesi che ci separano da Natale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono molto dispiaciuta del fatto che non si sia aperto un dibattito in quest’Aula perché di fatto i Consiglieri di centro-destra non hanno preso la parola, lo ha fatto solo il Consigliere Marinelli che però non ha parlato di tutte le proposte contenute nella nostra mozione, ma solo di un aspetto che tra l’altro è emerso durante l’intervento che ha fatto il Consigliere Carancini.
E’ un grosso dispiacere che però non credo sia afferente all’indifferenza, io non vi trovo indifferenti perché non ritengo che il centro-destra sia indifferente al futuro delle imprese, al futuro delle famiglie, non lo posso pensare, più che altro siete imbarazzati perché avete scelto pedissequamente di seguire una linea che arriva da Roma, anche se questa linea sapete benissimo che metterà, anzi ha già messo, in grossa difficoltà la nostra regione.
Altre Giunte, altri Presidenti di Regione o di Provincia, altri Sindaci hanno scelto un’altra linea, cioè difendere i propri cittadini, quindi attivarsi affinché si possano realizzare gli acquisti dei crediti fiscali. Per esempio, solo nella nostra regione erano partiti la Provincia di Pesaro, il Comune di Pesaro, il Comune di Fano, per carità loro sono di trazione centro-sinistra, però ci sono altre realtà di centro-destra che si erano già mosse e ci sono realtà di centro-destra che hanno continuato a muoversi dopo il 16 febbraio perché quella è una linea spartiacque. Lì vediamo chi ubbidisce agli ordini che arrivano da Roma e - abbiamo già dimostrato che sono strumentali solo per fare delle battaglie di ordine politico - chi ha intenzione di difendere i propri concittadini, le imprese e le famiglie.
Io ci vado spesso agli incontri con gli imprenditori, mi auguro che ci andiate anche voi, avete sentito la disperazione? Disperati chiamano anche voi, dicendo: “Dal 2018 questo è il momento peggiore che stiamo attraversando, inizieremo con manifestazioni e atti che non si sa a che cosa possono portare”.
Sono sconvolta perché la Presidente del Consiglio in campagna elettorale diceva “il superbonus non si tocca, è una misura che difenderemo perché siamo vicini agli imprenditori” e lo ha praticamente disfatto, diceva “aboliremo il reddito di cittadinanza” e oggi scopriamo che gli ha cambiato nome e lo ha un po’ ridotto, però continuerà ad esistere.
Allora mi chiedo: voi che siete a contatto con i territori e sapete quali sono le esigenze dei cittadini, fatevi tramite con il Governo, cercate di evitare errori grossolani come questi e invece no, vi allineate e mi spiace verificare che il centro-destra delle Marche è di questo spessore, cioè a mio parere nullo. Grazie.
PRESIDENTE. Chiusa la discussione generale.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto ed esprimo come gruppo Forza Italia un voto favorevole, pur essendo cosciente che la problematica è su scala nazionale. E’ solo un voler fortificare ancora di più attraverso questa azione l’attività del Presidente e della Giunta regionale che sarà rivolta a far intervenire il Governo nella sede opportuna per modificare quest’atto che così com’è non va assolutamente bene per le zone del cratere sismico.
Mi unisco, sottolineo e sottoscrivo ogni parola che ha detto il Consigliere Marinelli, altra persona e istituzione estremamente attenta alle problematiche delle zone terremotate. Che la ricostruzione adesso si sia fermata, non entro nemmeno in merito perché va a ledere l’intelligenza delle persone che ancora soffrono dopo tanti anni ed anche i loro sentimenti, per cui mi fermo qui. Il voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. A nome del nostro gruppo ci sarà un voto di astensione da parte nostra.
Lo dico per i proponenti, forse dovevamo cogliere l’occasione del lavoro importante che aveva messo a disposizione la Consigliera Ruggeri dell’intero Consiglio, a cui, tra l’altro, noi abbiamo aderito e sottoscritto convintamente perché la proposta sulla quale ci stiamo astenendo mostra un limite di carattere procedurale: il tema viene posto in Conferenza delle Regioni e non nella Conferenza Stato-Regioni, poi magari attraverso quella il tentativo che non è andato a buon fine rispetto ad una tematica così importante.
Lo abbiamo sottolineato, qui non si possono fare le guerre di posizione, non è nemmeno ipotizzabile, noi abbiamo imprese che stanno fallendo, abbiamo famiglie che sono in una tensione incredibile, quella che sentite voi tutti i giorni perché chi si trova dentro quel meccanismo potrebbe avere impegnato risorse che non ha a disposizione, potrebbe aver avviato investimenti anche oltre le proprie possibilità, e senza colpo ferire, anche con un atteggiamento furbetto e lesto perché in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2023/2025 quei numeri, che ricordava prima il Consigliere Carancini, erano a disposizione di tutti, non è stato un fulmine a ciel sereno a meno che non si tratti di assoluta incompetenza e non penso. Invece c’è stata la volontà di occultarlo, quindi assecondare un’esigenza per poi farla emergere immediatamente dopo il voto importante che si è svolto nella Regione Lazio e nella Regione Lombardia e con giustificazioni, quelle sì, con tanta stima verso il Ministro dell’economia e delle finanze, che invece ha messo da buon ventriloquo una serie di dati che non corrispondono in nessun modo alla difficoltà che è caratterizzata sì da un impegno di 120 miliardi, ma che ha un volano sul piano economico sociale che nessuno ha computato.
Poi c’è quello, invece, del rientro di imposte e tasse, che indubbiamente avrebbe alleggerito, ma tutti noi ad ogni livello, quindi dal comunale fino al nazionale, dobbiamo avviare il percorso per tentare la soluzione, tentare di salvare le imprese e salvaguardare le famiglie. Questo non lo facciamo perché rimaniamo algidi.
Nell’intervento in replica l’Assessore dice: “Noi ci siamo accorti, confrontati con i revisori dei conti che ci avevano dato un lasciapassare rispetto a quella proposta”, però è arrivato il confronto non tecnico, ma politico con Roma che decide e quell’incipit si è tradotto in un “fermate tutto”, tanto da fermarlo poi con un decreto.
Penso che perdiamo una bella occasione, non dobbiamo salutare il fallimento di imprese o il possibile dirottamento delle risorse delle imprese sulle aree terremotate perché siccome nelle altre non ci sono o non si possono attivare finalmente può ripartire in altri luoghi. Presumo che questo sia un atteggiamento totalmente sbagliato, perché poi so cosa succede nel vostro cellulare, guardo i due Presidenti, quel che succede in misura più contenuta a noi, sia le categorie che soprattutto le imprese direttamente stanno alzando bandiera bianca e invece di dare una speranza noi in questa maniera le affondiamo. Un voto di astensione da parte nostra.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Intanto preannuncio il voto favorevole del gruppo Fratelli d’Italia alla mozione del Consigliere Pasqui.
Ho seguito il dibattito e vorrei porre l’accento sul fatto che da parte della minoranza consiliare in questa regione, io sto qui dal 25 ottobre, da quello che emerge dai banchi della minoranza è che il centro-destra non ha azzeccato una sola cosa in tutti questi mesi, né qui in Regione né tanto meno a livello nazionale con il Governo Meloni di centro-destra.
Poi è anche vero che le difficoltà ci sono, nessuno lo esclude. Penso di essere una persona abbastanza moderata sotto questo punto di vista, sono sempre aperto a qualsiasi tipo di confronto e ve lo posso garantire, però sentire certe cose francamente mi dispiace.
Vorrei anche ricordare, visto quello che ha detto prima la Consigliera Ruggeri, che né l’attuale Presidente del Consiglio né tantomeno tutti i partiti del centro-destra in campagna elettorale hanno mai detto che il superbonus non sarebbe stato toccato, anche perché abbiamo visto che la norma così come era strutturata nel nostro Paese ha portato ad un buco di diversi miliardi, che sarebbero magari stati utili per portare avanti altre iniziative.
Sono d’accordo ovviamente con quanto detto dal capogruppo della Lega, Consigliere Marinelli, poco fa. Non credo che i cantieri si siano bloccati dalla sera alla mattina per colpa di questo provvedimento, anzi, molti cantieri, anch’io conosco quelle zone, erano già fermi per tutte le problematiche che sono state dette prima, però ci tengo ad aggiungere che il Commissario per la ricostruzione nonché Senatore ha pubblicamente già dichiarato, e so che lo sta facendo, che con il Governo avrebbero ricercato una soluzione per garantire determinate situazioni nelle zone del cratere, dove tra l’altro i lavori che verranno fatti entro il 31 dicembre 2025 sono comunque garantiti da copertura purché ovviamente si accerti che ci sia stato il danno da parte del sisma e non danni precedenti o altro.
Ritengo che su tante cose ci si debba confrontare, va bene che ci si confronti anche in modo aspro e deciso, però bisogna secondo me dirle tutte, non credo che il gioco delle parti o dire che il centro-destra è imbarazzato … Non c’è nessun imbarazzo perché vi posso garantire che parlo con amministratori di destra, di sinistra, grazie a Dio ho sempre la determinazione nel cercare il dialogo e cercarlo con tutti gli amministratori a prescindere dal colore politico.
Ho detto all’inizio che gli errori si possono fare, l’importante è che vengano corretti, però state tranquilli da parte mia e penso di poter dire da parte di tutta la maggioranza non c’è alcun tipo di imbarazzo perché sappiamo che stiamo facendo il possibile e sappiamo che al governo c’è chi sta facendo il possibile, primo fra tutti il nostro Commissario straordinario, già Assessore in questa Regione, attualmente Senatore. Quindi voto favorevole alla mozione Pasqui. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per dire che il gruppo Lega voterà favorevolmente questa mozione anche perché sono convinto, anche dai contatti avuti sia con il Commissario che con altri esponenti, che queste misure verranno reintrodotte, però un rafforzamento da parte di tutto il Consiglio regionale è opportuno.
Sulle altre cose non voglio dire, forse finalmente riusciremo ad andare avanti con la ricostruzione.
Non voglio dire tante altre cose, cercano di toglierci la parola, di parlarci sopra, penso che sia meglio che rimangano attenti perché non dico che ci sono state delle colpe, ma c’erano delle difficoltà che in quel momento non sono state superate, oggi forse ci stiamo riuscendo. Non metteteci i bastoni fra le ruote.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Intanto annuncio il voto contrario, non certo ai contenuti della premessa della mozione, che sono totalmente condivisibili. Fa un po’ sorridere che in presenza di una fase temporale in cui parliamo di conversione in legge di un decreto legge, andiamo a chiedere alla Conferenza Stato-Regioni la possibilità di intervenire, dire che non c’entra assolutamente niente …, ma questa è una scelta del Consigliere Pasqui a cui voglio dire, a lui ed al Consigliere Marinelli, che non ha l’esclusiva di aver capito tutto del cratere perché ci abita, non ha l’esclusiva di capire tutto, io non ho insegnamenti, io ho un’opinione, se però lei si preoccupa di avere rassicurazioni dal Commissario su questo tema, che è evidente che esiste, non che non esiste, quindi lei si fa carico di un problema sul quale non ha fatto dichiarazioni al momento del decreto legge, caro Consigliere Marinelli.
Aggiungo che è sufficiente andare a chiedere al Presidente dell’Anci provinciale, di Confindustria, che lei dovrebbe conoscere bene, e informarsi sul quadro delle interruzioni. E’ evidente che non tutto si è interrotto per quello, così come è evidente, probabilmente non l’ha letto, il report della ricostruzione che sul settore privato è in fase avanzata, basta leggere gli atti, è opportuno conoscere le cose.
Quella che non va avanti è la ricostruzione pubblica, credo che anche lì sarebbe sufficiente leggere, quindi per queste ragioni voglio dire che se in effetti vi è una attenzione, io mi fido del Consigliere Marinelli, è un plenipotenziario di non poco conto, se il Commissario lo ha rassicurato sulle risorse del bonus sisma, io sono felice, mi congratulerò con lui e lo farò pubblicamente, sta di fatto che lei non ha detto che nel decreto legge il bonus sisma … se ne è sbattuto le scatole, così come ad oggi, sugli emendamenti in Aula fatti da un parlamentare del territorio, che guarda caso sta in montagna, quindi dovrebbe conoscere, tra l’altro già Presidente di Anci, avete votato contro.
Ad oggi sono così, se poi sarete così bravi e il suo potere sul Commissario sarà così immenso ribadisco che mi congratulerò pubblicamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anch’io mi asterrò sulla mozione del Consigliere Pasqui perché ritengo il dispositivo non soddisfacente. Il problema è molto più complesso di come viene descritto in questa mozione, tra l’altro come viene restituito dalla discussione in Aula, torno a dirlo.
Al Consigliere Livi vorrei dire che, visto che è arrivato da poco, che non sa tutto il pregresso, in questa Aula come Movimento 5 Stelle, ma sento di poterlo dire anche a nome del resto dell’opposizione, siamo sempre entrati nel merito delle proposte del centro-destra, lei ha detto che da quando è qui le nostre proposte hanno fatto sempre schifo sia a livello regionale che nazionale, non è vero, anche nella scorsa seduta abbiamo approvato delle proposte che provenivano dalla Giunta, da Consiglieri di centro-destra, quindi quello che sta dicendo non corrisponde assolutamente a quello che è il nostro atteggiamento: entrare nel merito e dare una espressione di voto per il bene dei nostri concittadini, cosa che voi non state facendo oggi, perché se lei stesso dice che ha parlato con le associazioni di categoria, con gli imprenditori, eccetera, quindi dovrebbe sapere meglio di me quanto è importante che il super bonus venga ripristinato. Alla fine della seduta le faccio anche ascoltare degli interventi recentissimi della Presidente del Consiglio, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro delle telecomunicazioni e dei trasporti appena prima delle elezioni regionali, quelle che tra l’altro avete vinto, i quali nelle assemblee con le associazioni di categoria, i Cna in particolare, si prodigavano nel dire che magari il superbonus sarebbe stato migliorato, ma certo non ridotto ad uno straccio, così come è avvenuto nel giro di poche ore, il giorno dopo era già in Gazzetta Ufficiale, una cosa che proprio non si è mai vista.
Detto questo, ho capito che fine farà la mozione dell’opposizione, grande rammarico perché torno a dire che evidentemente conta di più la questione politica/partitica che fare del bene alla nostra comunità e questi sono errori che si pagano alla lunga.
Il fatto di aver vinto le elezioni vi ha resi sicuri che sarà un risultato +acquisito comunque e sempre, ma non è così, bisogna guadagnarsi la fiducia dei propri concittadini giorno per giorno e gli errori così grossi si pagano anche in termini elettorali e quello che state commettendo oggi, secondo me, avrà delle conseguenza, magari non nell’immediato, ma nel lungo periodo sì. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 330. La pongo in votazione (appello nominale, ai sensi del combinato disposto dell’articolo 69, comma 1 e dell’articolo 66, comma 2, lett. c) del Regolamento interno).
Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Contrari: Carancini.
Astenuti: Biancani, Bora, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Voglio ringraziare la Consigliera Ruggeri per questa proposta che ha messo a disposizione del Consiglio, sulla quale c’è stata la convergenza convinta da parte del nostro gruppo, che ci ha consentito anche di aderire.
Proposta seria, non figlia del percorso del 110, perché il 110 ha avuto banalmente anche delle grandi difficoltà che di volta in volta si sono affrontate o si è tentato di affrontarle proprio per non mettere ulteriore pressione alle imprese e alle famiglie.
La mozione prende atto della situazione che si è determinata e chiede al Consiglio di fare un passo in avanti per sollecitare il Governo.
Lo dico per il Consigliere Livi, è nato da un pezzo, è svezzante il Governo, anzi sta avendo una crescita veloce, facendo anche dei bei danni in giro.
Ora non voglio mescolare i temi, ma ne potrei elencare tanti, qualcuno anche particolarmente complicato da giustificare, quello di 15 giorni fa.
Noi non stiamo qui a stigmatizzare come può sembrare, ma stiamo facendo delle proposte e non mettiamo i bastoni tra le ruote a nessuno, fate quello che volete, avete i numeri a tutti i livelli per mettere in campo quello che volete, anzi quella posizione lì l’abbiamo abbandonata da subito, non stiamo facendo approcci ostruzionistici, non ci viene per niente in mente, anzi non ne abbiamo proprio voglia.
Abbiamo fatto una proposta, non siete d’accordo perché l’Assessore lo ha dichiarato, capisco i revisori dei conti, la nostra proposta era seria, talmente seria che l’hanno presa in considerazione tutti, talmente seria che è dovuto intervenire il Governo rapidamente per impedirlo non alle Marche, ma al Veneto, al governo di centro-destra del Veneto, che si è fatto parte diligente per sostituirsi ai dipendenti dello Stato, e i revisori in forza di valutazioni che erano tra l’altro anche sostenibili dai bilanci di questa Regione, e dovevano deporre a vostro favore …, invece l’Assessore Brandoni dice: “Ci è arrivato l’ordine politico da Roma di fermare le armi e noi le abbiamo deposte immediatamente”, così è andata. Capita, non è la prima volta.
Quindi il voto sicuramente favorevole e convinto e quando lo andremo a rileggere fra un po’, come è capitato, lo diceva questa mattina la Consigliera Vitri “abbiamo fatto una mozione un anno fa, vi abbiamo dato delle indicazioni”, la rileggiamo oggi e il Consigliere Cancellieri dice: “abbiamo capito che era complicato”, ma noi lo dicevamo anche allora che era particolarmente complicato, lo dice l’Ance che notoriamente non si colloca in un ambito vicino alle nostre mozioni.
Il nostro voto è favorevole, questa è una proposta, la recupereremo tra qualche mese e vedremo quanti miracoli sono riusciti a fare e come hanno risolto nel cratere e fuori dal cratere con questo tipo di impostazione.
PRESIDENTE. Mozione n. 335. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15,30
La seduta inizia alle ore 11:20
Presidenza del Presidente
Dino Latini
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 103 del 7 marzo 2023. Do per letto il processo verbale della seduta n. 102 del 28 febbraio 2023, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
Minuto di silenzio
Chiedo a tutti i Consiglieri di osservare un minuto di silenzio per la tragedia di Cutro.
Non ci sono parole di fronte alla morte di donne, uomini e bambini protesi nella speranza di una vita migliore.
La solidarietà umana espressa quale rappresentanti delle comunità delle Marche sia verso le famiglie dei morti, i sopravvissuti e le loro angosce, sia verso i calabresi che hanno soccorso i naufraghi.
Vogliamo solo ribadire che i responsabili vanno puniti nel solco del monito del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e di Papa Francesco I. Grazie.
(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)
Interrogazione n. 719 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Santarelli
“Emergenza medicinali”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 719 – a risposta immediata – del Consigliere Santarelli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie Presidente. L’interrogante chiede di conoscere quali provvedimenti la Regione Marche ha adottato per garantire l’approvvigionamento di farmaci perché le note vicende, il conflitto bellico, la difficoltà di reperire materie prima per la produzione di farmaci, hanno determinato questo problema.
La risposta è che effettivamente il tema esiste, c’è un problema da alcuni anni, innanzitutto sulla produzione per la carenza delle materie prime, in seconda analisi, pur essendo l’Italia un Paese che ha la prima industria farmaceutica d’Europa e la prima nel mondo, cionondimeno, molto spesso c’è una carenza di disponibilità dei farmaci dovuta al fatto che la produzione avviene in Italia e sovente la commercializzazione avviene all’estero.
Per sopperire a questa carenza ed a questo problema è stato istituito nella nostra regione un servizio SOS farmaci, con il coordinamento di Aifa e del Ministero della salute, con cui le farmacie possono reperire questi farmaci attraverso due magazzini, uno a Macerata ed uno nella provincia di Ancona, che hanno il compito, tramite il Co.d.in., cioè il Consorzio per il reperimento dei farmaci, di garantire l’approvvigionamento alle farmacie.
L’argomento riveste una particolare rilevanza per i farmaci che non possono essere sostituiti per i principi attivi che hanno nella loro costituzione, ma l’indisponibilità di farmaci che non possono essere sostituiti con altri aventi le stesse caratteristiche costitutive riguarda solamente una decina di medicine.
Il tema esiste, di questo problema se ne occupa attivamente tutto il sistema delle farmacie e delle industrie del nostro Paese ed anche della nostra regione e per il momento non si rilevano particolari carenze.
In questo momento l’unico farmaco che è di difficile reperibilità sul mercato, quindi anche nelle farmacie, è l’Ozempic, che non è sostituibile e viene utilizzato per la cura del diabete. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Santarelli.
Luca SANTARELLI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, buongiorno agli uffici ed al Segretario generale.
Oggi questa risposta ci dà una parziale soddisfazione perché la situazione dei medicinali che scarseggiano è diventata insostenibile.
Ritardi nelle consegne si stanno abbattendo sull'intero settore farmaceutico assieme agli effetti combinati della crisi pandemica - tutto questo accresce la richiesta di alcuni prodotti, come ha sottolineato anche l’Assessore - e di quella economica (inflazione, aumenti dei costi per energia e trasporti, scarsità di materie prime).
Pur comprendendo tutto ciò, il fenomeno provoca conseguenze a cascata nella filiera con ritardi nelle consegne dei medicinali ai magazzini dei distributori intermedi e tutto questo si ripercuote infine sulle farmacie e sui cittadini con forti rallentamenti nelle consegne: ordini che prima arrivavano in 5 giorni ai siti logistici dei distributori, attualmente restano inevasi fino a 3 o 4 settimane causando, di conseguenza, il problema di medicinali introvabili per i cittadini che si recano in farmacia, nelle quali si segnalano mancanze in aumento.
Attraverso questa interrogazione, che ripeto non ci vede soddisfatti, chiediamo l’avvio di un confronto urgente, costruttivo e realmente efficace con tutti gli attori del sistema sul problema delle carenze e tutto questo al fine di individuare in una visione d’insieme le soluzioni più adeguate ad assicurare una sanità realmente focalizzata sui bisogni di salute della popolazione. Grazie.
Interrogazione n. 720 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Cesetti, Vitri, Casini
“Concorso Direttore U.O.C Pronto Soccorso Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 720 – a risposta immediata – dei Consiglieri Mastrovincenzo, Carancini, Biancani, Bora, Cesetti, Vitri, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In merito all’interrogazione in argomento occorre rilevare che il concorso è stato bandito il 23 agosto 2022 e che il 27 agosto è entrato in vigore un intervento normativo sui concorsi nella sanità, in particolare la norma che va ad integrare i decreto legislativo n. 502/1992, con cui viene stabilito che le Commissione di concorso e di esame devono garantire la parità di genere dei suoi componenti.
In ragione di questa modifica normativa è stata approvata di recente la delibera di Giunta regionale con cui si stabiliscono le linee di indirizzo per le Aziende e il bando che era stato emanato il 23 agosto dovrà essere riformulato.
La direzione dell’Azienda ospedaliera universitaria di Torrette ha comunicato che la riforma del bando di concorso, indicando e garantendo la parità di genere così come previsto dalla riforma dello scorso anno, verrà ripubblicato, quindi, è in via di ripubblicazione con le modifiche che sono intervenute a livello di principi direttivi della legge 502/1992. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Replicare all’Assessore Saltamartini che si inventa una nuova norma rispetto alla composizione delle Commissioni sfiora il ridicolo, è il simbolo della confusione, è il simbolo di uno sfascio a cui peraltro l’Assessore Saltamartini non sa dare risposta.
Va ricostruita la vicenda, il 23 agosto viene pubblicato un bando per la scelta del nuovo Direttore dell’Unità operativa complessa del pronto soccorso e osservazione breve intensiva.
Voglio ricordare che siamo nel 2022 e quello era un ruolo che era fermo da oltre due anni, quindi già lì c’era un ritardo, voglio ricordare che Ospedali Riuniti è un po’ la vetrina della Regione Marche, giustamente, essendo ospedale di primo livello, Dea di secondo livello, ebbene, dopo il 22 settembre la Regione Marche avrebbe dovuto nominare la commissione e fare il sorteggio, non è stato fatto, doveva essere fatto eventualmente in ogni settimana.
Ricordo a tutti che l’Unità operativa complessa, di cui stiamo parlando, mette insieme una squadra di oltre 100 persone e ovviamente risponde ad esigenze particolarmente importanti.
Oggi ci si inventa la norma relativa al fatto che la commissione avrebbe dovuto rappresentarsi anche con una diversità di genere, penso che una scusa più grande per trovare una giustificazione per poter rifare il bando - probabilmente ci sono amici degli amici che devono essere nominati – quindi, con l’aspettativa dei 5 che sono stati selezionati a seguito delle domande.
E’ un tipico esempio che le regole valgono per tutti, ma non per chi le fa, certamente non per l’Assessore Saltamartini che ancora una volta umilia la sanità marchigiana.
Interrogazione n. 722 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Iniziative urgenti da attivare per far fronte all’interruzione della collaborazione con la Casa di Cura Villa Igea per il percorso di interruzione volontaria di gravidanza”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 722 – a risposta immediata dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Per riaffermare ancora una volta che nella nostra regione c’è piena attuazione della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Voglio ricordare che è stata una legge molto importante del nostro Paese, approvata nel 1978, dopo lunghissime battaglie, soprattutto di esponenti del Partito Radicale.
Questa legge è stata validata dal corpo elettorale nel 1980, con il referendum, da due opposte posizioni, da parte dei gruppi conservatori che ne volevano cancellare l’esistenza, da parte dei gruppi che invece ne volevano allargare l’estensione
L’interruzione volontaria di gravidanza è garantita nella nostra regione e nella provincia di Ancona, negli ospedali di: Jesi, Senigallia e Fabriano.
Per Villa Igea l’Azienda ha comunicato la necessità di eseguire dei lavori, per cui il calendario che era previsto precedentemente è stato rimodulato.
Per far fronte ad eventuali nuove esigenze c’è stato un accordo da parte di tutte le Agenzie e le Aziende sanitarie e si è prospettato l’intervento dell’ospedale di Torrette, l’Ospedale Universitario, che garantirà tutte le eventuali emergenze.
Quindi, rassicuro l’interrogante e tutti coloro che ci ascoltano che nella nostra regione c’è piena attuazione della legge del 1978 e il servizio è perfettamente garantito anche nella provincia di Ancona. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Bora.
Manuela BORA. Grazie, Presidente. Io sono sicura, Assessore Saltamartini, che arriverà un giorno in cui dirò di poter essere soddisfatta, ma purtroppo non è questo perché l’unica risposta che mi avrebbe lasciato soddisfatta è che già da ieri, perché lei non ha nemmeno dato una data da cui questa ipotetica convenzione sarà operativa, le richieste di interruzione di gravidanza provenienti dai consultori di Ancona e Falconara potevano essere garantite da una struttura, che sarà Torrette.
Mi fa piacere che, e questo per onestà intellettuale glielo voglio riconoscere, diversamente da quanto temevo, il servizio non sarà sostituito o ripartito tra le strutture già esistenti, mi riferisco a Senigallia, Jesi, piuttosto che Fabriano.
Visto che lei qui racconta sempre tante favole, l’ultima la ricordavo prima in conferenza stampa, è quella dei consultori per cui noi siamo una regione che ha già recepito le linee guida, poi andando in giro in tutti quanti i consultori abbiamo visto che nessuno sapeva niente di questa volontà e che ovviamente non c’è nessun protocollo operativo, quindi la RU486 non può nella nostra regione ancora essere somministrata nei consultori, così come prevede la circolare del Ministero della salute da agosto 2020.
Oggi mi riservo di verificare se e quando questa convenzione sarà operativa, abbiamo già perso molto tempo, il fattore temporale non è secondario, quindi muovetevi, fate una Giunta urgente, non possiamo permetterci di dire alle donne che vengono in consultorio per fare questa scelta molto dolorosa che non sappiamo quando a Torrette le potremo mandare per esercitare questo loro diritto. Grazie.
Interrogazione n. 724 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Cesetti
“Provvedimenti urgenti relativi all’autorizzazione all’esercizio delle strutture socio-sanitarie e sociali, con scadenza delle istanze il prossimo 30 settembre”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 724 – a risposta immediata – dei Consiglieri Biancani, Vitri, Mangialardi, Carancini, Casini, Mastrovincenzo, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie Presidente. Con questa interrogazione il Consigliere Biancani pone un tema molto rilevante, che l’Assessorato e la Giunta condividono. Il problema che entro il 30 settembre prossimo le strutture socio-sanitarie e sociali dovranno adeguare la loro struttura organizzativa ai manuali che sono stati approvati già dal 2018 la cui applicazione è stata rinviata in presenza della pandemia da Covid 19.
Peraltro, tale adeguamento risulta necessario perché, se non si adegueranno, il decreto “concorrenza” prevede che non potranno avere i requisiti per partecipare alle gare ad evidenza pubblica, quindi l’argomento è di stretta attualità.
Ieri c’è stato un incontro con gli enti gestori i quali hanno riformulato questa richiesta, vedremo in proseguo di tempo come poter garantire sia l’applicazione della legge che l’adeguamento delle strutture.
Mi piace la sfumatura e voglio esplicitare un apprezzamento al Consigliere Biancani, il quale chiede di aprire un tavolo per garantire un’interpretazione dei requisiti di autorizzazione più aderenti, quindi è una formula molto interessante che valuteremo adeguatamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Come ha già evidenziato, Assessore, è un problema molto importante anche perché le strutture socio-sanitarie e sociali sono molto preoccupate. Il rischio è che non riescano a mettersi in regola entro il 30 settembre. Parliamo di strutture legate a chi ospita i senza tetto, i disabili, gli anziani, le persone fragili, e la mia paura è che senza una proroga alcune di queste rischino di chiudere la propria attività o di ridurre i servizi.
Ribadisco la necessità almeno di aprire un tavolo di confronto in maniera ben definita per cercare di capire quali sono i reali requisiti che devono avere queste strutture e fare in modo che le richieste siano direttamente legate ai servizi realmente svolti. Ad esempio, per le comunità di accoglienza viene previsto un massimo di 3 posti letto per camera, ovviamente questo comporta che se attualmente ci sono 4 o 5 persone, perché magari ci sono camere grandi, alcune rimarranno senza tetto, quindi ci saranno problemi non da poco, come lo stesso obbligo di richiedere la presenza di operatori specializzati, uno ogni 10 persone assistite, al posto dei volontari, che comporta sicuramente un aumento dei costi. Un numero che può creare problemi, come per i centri diurni residenziali per disabili e per altre persone fragili in cui è prevista la presenza di una stanza per il medico, ma il medico in queste strutture non è previsto dato che si utilizza il medico di medicina generale. Lasciare libera una stanza vuol dire ridurre la capacità di offrire il servizio.
Ci sono tantissimi esempi, per cui rinnovo la mia richiesta di prorogare rispetto al 30 settembre in quanto c’è la necessità di rivedere bene il tutto.
Sono consapevole che queste situazioni sono state definite dal precedente governo regionale, ma, come ho più volte detto, la Regione Marche ha dovuto dire quali erano i requisiti in piena pandemia e non è stato possibile fare quell’attività di coinvolgimento e di confronto con tutte le realtà interessate per capire le reali esigenze e i servizi che realmente offrono queste attività. Grazie.
Interrogazione n. 726 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Nomina Direttore Dipartimento salute e nomina Direttori AA.SS.TT.”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 726 – a risposta immediata – del Consigliere Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La risposta è di carattere generale perché evidentemente rientrano nel processo di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, che è stato avviato con la legge 19 di agosto, i procedimenti di nomina dei nuovi Direttori che seguono le norme procedurali previste a livello nazionale.
Come è noto l’elenco dei Direttori delle Aziende è stato pubblicato solo alla fine di dicembre e peraltro ci sono state delle discrasie con dei ricorsi che sono stati accolti dall’autorità giurisdizionale per cui di fatto il procedimento della nomina dei Direttori è attualmente in corso.
Per quanto riguarda la nomina dei due Direttori, il Direttore di Dipartimento regionale e il Direttore dell’Agenzia regionale sanitaria, come è noto il concorso è stato bandito il 22 marzo, la proroga degli attuali reggenti con provvedimento di Giunta è stata adottata fino al 15 aprile, io conto che entro quella data o comunque in prossimità di quella data possiamo avere tutti i Direttori delle 5 Aziende, oltre al Direttore dell’Ars e del Dipartimento.
Quindi ci siamo, i procedimenti sono in corso e nutro l’aspettativa che questi procedimenti possano concludersi tra qualche settimana. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’Assessore Saltamartini non solo non ha risposto, ma dalla sua mancata risposta traspare tutta la difficoltà e probabilmente la non condivisione per quello che è successo.
La domanda a risposta immediata è “se non si ritenga sia stato un errore consentire al proponente la nuova organizzazione del servizio sanitario regionale di cui alla legge 19/2022 di lasciare la Direzione del Dipartimento salute e conseguentemente se non si intenda almeno procedere all’immediata nomina del Direttore del Dipartimento salute e dei Direttori delle Aziende sanitarie territoriali”.
Qual è il tema? Che dinanzi alla sanità, che oggettivamente nella nostra regione è allo sfascio, e questo non solo risulta dai numerosi atti di cui si è occupato questo Consiglio regionale, ma bastano le manifestazioni delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil reiterate nel tempo, l’ultima qualche giorno fa, che fotografa la difficoltà della situazione degli operatori sanitari, la legge va in vigore l’1 gennaio, di cui noi avevamo chiesto la proroga perché la Giunta non ce la poteva fare a mandarla in vigore, hanno detto no e poi hanno nominato i Commissari, anziché i Direttori generali delle Aziende territoriali. Sapevate prima che comunque c’era bisogno dell’elenco nazionale. Hanno nominato i Commissari, con i sub Commissari con ulteriori spese e poi addirittura li hanno prorogati.
Questo ha determinato un caos perché i Commissari che cosa possono fare? Neanche la gestione dell’ordinario, tanto è vero che alcuni di loro, ci sono delle lettere, addirittura lamentano l’assegnazione del budget.
Ma l’ultimo, e termino, la cosa che fa gridare allo scandalo, come è pensabile, qui è dove non ha risposto l’Assessore Saltamartini, che il Direttore del Dipartimento salute della Regione Marche, che gestisce decine di migliaia di dipendenti e l’80% del bilancio regionale, che ha proposto la legge di riforma 19, che doveva attuare e sovrintendere, viene mandato a dirigere Torrette, gli si consente la fuga e non viene neanche nominato il nuovo Direttore del Dipartimento salute e si dà invece l’incarico ad interim.
L’Assessore Saltamartini sa che non uso mai parole forti, però ritengo che soltanto degli irresponsabili possano consentire di operare in questo modo.
Interrogazione n. 727 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo Vitri
“Blocco screening oncologici nella Regione Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 727 – a risposta immediata – dei Consiglieri Casini, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Non risulta agli atti della Regione che ci sia stato un blocco, tant’è vero che c’è stata una estensione.
Come sappiamo le norme nazionali prevedono per la fascia d’eta 50-65 anni lo screening della mammella per l’oncologia delle donne, qui in Consiglio, anche per merito di interventi di numerosi Consiglieri di maggioranza, del Consigliere Cancellieri in particolare, ad aprile partirà lo screening dai 45 a 50 anni e a settembre dai 65 a 70 anni. Le Marche sono una regione benchmark a livello nazionale per cui eseguiamo questa prestazione con un ampliamento di popolazione richiesta dalle norme nazionali.
Ripeto, non risulta che ci siano state interruzioni in questo screening. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Grazie, Presidente. Assessore, sono basita dalla sua risposta perché è chiaro che lei non può avere contezza piena di quello che succede nelle Ast, ma chi le scrive queste cose le scrive cose non vere.
Non solo io le assicuro, ma le chiedo solo una cosa, Assessore, di fare una telefonata al responsabile del consultorio dell’ex Area vasta 5 e chiedere se lo screening alla mammella ed al collo dell’utero si è fatto da dicembre ad oggi.
Non si è fatto e non solo nell’Area vasta 5, neanche nell’Area vasta 1 e neanche nell’Area vasta 3, quindi quello che lei mi ha risposto è una cosa gravissima, ma non perché lei mi risponde, ma perché evidenzia un distacco enorme tra quello che le viene scritto e la realtà.
Allora, io le chiedo di controllare e di guardare bene chi le ha scritto la risposta perché le ha scritto una cosa non vera ed io non avrei fatto un’interrogazione se non fossi stata, tra l’altro insieme alla Consigliera Bora, nel consultorio di Ascoli Piceno ed anche negli altri, se non avessi donne che mi chiamano e telefonano per dirmi che lo screening è bloccato, se non avessi medici e ostetriche che mi hanno raccontato che lo screening è fermo, se non fosse un problema serio per le donne.
Lei non può scrivere sui giornali che le donne spesso non pensano alla loro salute. Il giornale ha scritto che l’8 marzo le giovani donne potranno farsi un regalo potendo avere lo screening gratuito dai 25 ai 29 anni.
Il diritto alla tutela della salute, Assessore, è garantito dall’articolo 32 della Costituzione, quindi è un diritto come tutti quei diritti delle donne che noi ricordiamo l’8 marzo, noi ricordiamo che è la Giornata internazionale dei diritti delle donne, non è la festa della donna, non è nemmeno la festa della mimosa, è la festa dei diritti delle donne.
Il contentino, Assessore, non va bene e siccome siamo in un’Aula pubblica e siamo in streaming le chiedo di verificare quello che ha detto perché non corrisponde a verità ed è gravissimo che qualcuno glielo abbia scritto e se fossi in lei prenderei seri provvedimenti.
Interrogazione n. 728 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Realizzazione di un centro residenziale dedicato a persone affette da demenza o malattia di Alzheimer a Fano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 728 – a risposta immediata – della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La Regione e l’Assessorato alla sanità conoscono bene la condizione del centro Margherita di Fano, che è accreditato con 40 posti, di cui 18 convenzionati ed altri 16 autorizzati come centro diurno.
Già lo scorso anno c’è stata un’ispezione con alcuni Consiglieri regionali, tra cui Serfilippi, lo stesso Consigliere Cancellieri ha più volte sollecitato questa iniziativa, peraltro con la legge di bilancio regionale sono stati aggiunti 40.000 euro per il potenziamento del convenzionamento.
Su questo punto occorre tener conto di una problematica molto importante, le politiche di proiezione sull’assistenza a queste patologie previste dal Pnrr ed anche dalle politiche nazionali prevedono interventi diretti a garantire l’assistenza domiciliare. E’ previsto un potenziamento con il Pnrr dell’assistenza domiciliare integrata, un aumento dell’assunzione del personale infermieristico, quindi diciamo che il tema delle strutture deve essere consolidato e inquadrato all’interno degli atti di programmazione regionale, tenendo conto che la spesa su questa materia non è illimitata, nel senso che rientra sempre nel fondo sanitario nazionale, che è uno tra i più bassi d’Europa.
Occorre anche tener conto che c’è in piedi un tavolo di concertazione con gli enti gestori per l’aumento delle spese che quest’ultimi hanno avuto nel corso degli anni.
Si consideri che le tariffe, con cui la Regione concorre al pagamento delle rette, devono essere aggiornate da 20 anni, sono state aggiornate di 50 centesimi nel 2015. C’è in piedi una vertenza con gli enti gestori che si sta concludendo.
La Regione Marche investirà altri 8 milioni per garantire agli enti gestori un aumento delle tariffe che andranno a garantire anche le famiglie che potranno spendere di meno, quindi tutto quello che noi faremo sul centro Alzheimer di Fano sarà nella piena disponibilità del Consiglio regionale negli atti di programmazione, tenendo conto che il bilancio non è infinito e che c’è un fondo sanitario nazionale, per cui c’è da tener conto anche dell’aumento delle spese.
Si valuti infine che per portare la tariffa di questi centri solamente a 5 euro in più, la spesa per la Regione è di ben 8 milioni.
Conclusivamente, nelle prossime politiche di programmazione dovremmo valutare questo tema, in particolare la valorizzazione del centro Alzheimer.
In questo momento la risposta non può essere fornita da un’interrogazione perché deve rientrare all’interno di atti di programmazione che la Regione sta riorganizzando. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Chiaramente non posso essere soddisfatta perché di fatto una risposta non l’ho avuta, ma non l’ha avuta neanche il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, non l’ha avuta il Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Pesaro e Urbino, non l’ha avuta l’ex primario di geriatria, che ha allegato alla richiesta che è stata inviata anche a lei di cui mi sono fatta portavoce in questa sede, non l’ha avuta neanche il prof. XY che ha scritto questa relazione per chiarire quale sia la situazione della demenza, delle malattie, sia nelle Marche che nella nostra provincia, in particolare nella nostra città di Fano in cui si contano circa 120 casi in più all’anno.
Servirebbe un centro residenziale dedicato, visto che, tra l’altro, non c’è nella nostra provincia ed i malati, quelli nella fase avanzata della malattia, sono spesso ospitati in residenze sanitarie assistenziali, in residenze protette o impropriamente negli ospedali dove vanno ad aggravare l’affollamento dei pronto soccorso.
Tutto ciò è scritto in maniera chiara ed è anche chiara la richiesta che le è stata fatta sia con questa lettera che, immagino, con l’interlocuzione che avete avuto solo con alcuni Consiglieri regionali del territorio, ma di centro-destra.
Quello che mi sorprende è che ancora ad ogni interrogazione la risposta sia: “Questo deve essere valutato e inserito in un atto programmatorio”, ho capito, ma sono passati due anni e mezzo da quando siete stati eletti, avete le idee chiare su quello che volete fare della nostra sanità? Da fuori pare proprio di no. Ed oltre ad essere preoccupati i Consiglieri d’opposizione, iniziano ad essere molto preoccupati sia gli operatori che i cittadini perché vedono che navigate annaspando.
Il centro per l’Alzheimer non si sa se verrà inserito o meno nel Piano socio-sanitario perché questa è l’unica cosa che può avviare le procedure di autorizzazione e accreditamento.
Quindi, grandissima delusione e rimarco anche grandissima preoccupazione. Grazie.
Interrogazione n. 729 – a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Lupini
“Istituzione urgente Tavolo tecnico in tema di malattie rare”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 729 – a risposta immediata – della Consigliera Lupini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta all’interrogazione occorre avere riguardo al fatto che il gruppo di coordinamento regionale costituisce il tavolo tecnico regionale, non essendo previsto un tavolo tecnico delle Regioni in quanto questo tavolo tecnico è istituito presso il Ministero della salute.
Occorre aggiungere che le malattie rare sono più di 10.000, quindi è un tema molto importante e di capitale rilevanza per l’esercizio del diritto alla salute, tanto più per il fatto che le scoperte sulla genomica moderna portano ad aumentare il numero di malattie non conosciute.
Si deve aggiungere in proposito che il 13 dicembre 2021 con decreto dell’Agenzia sanitaria regionale n. 20 è stato costituito il Coordinamento regionale sulle malattie rare e siccome la Consigliera Lupini è sempre molto attenta ai temi della sanità in modo approfondito e professionale, vorrei informarla che questo specifico capitolo è stato inserito nella bozza del Piano socio-sanitario che ormai è stato elaborato e presenteremo presto in Giunta ed ai colleghi del Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione, quindi la invito a valutare se i contenuti di quel capitolo possono essere rispondenti alle esigenze che ha manifestato e che evidentemente hanno una pregnante rilevanza nel momento in cui queste malattie rare hanno un numero così elevato nel nostro Paese e meritano un approfondimento ed una conoscenza per garantirne la cura ed anche la prevenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Lupini.
Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta che mi lascia preoccupata perché la mozione che abbiamo votato tutti all’unanimità, dimostrando un interesse ed una sollecitudine unanime su questa tematica, risale al 22 gennaio dello scorso anno, quindi credo che sia ancor più urgente - visto che abbiamo celebrato da poco più di una settimana la Giornata mondiale delle malattie rare - e necessario istituire questo tavolo tecnico.
La mozione che tutti abbiamo approvato chiedeva la presenza di rappresentanti delle associazioni dei pazienti e della società civile oltre che degli esperti clinici ed accademici, dei rappresentanti delle istituzioni, dei rappresentanti Asur, del Dipartimento salute e politiche sociali della Regione e dei referenti del centro di coordinamento che lei stesso ha citato.
Ritengo che dobbiamo dare seguito a questa mozione proprio perché i malati ce lo chiedono, le associazioni ce lo chiedono da tanto tempo e se nel 2021 a livello nazionale l’attenzione è stata puntata su questo argomento, non vedo perché dovremo aspettare ancora, celebriamo le Giornate, bisogna dare seguito.
In questi mesi ho sollecitato più volte, sia verbalmente che via mail, la realizzazione di questo tavolo, che è quanto auspicato anche a livello regionale in occasione del 28 febbraio, una interlocuzione a livello delle Regioni rispetto a tematiche molto complesse come l’Assessore ha riconosciuto.
Ci sono tantissime sfumature da gestire, su cui confrontarsi a livello clinico, scientifico e istituzionale, credo che sia nostro dovere non attendere oltre, non possiamo aspettare l’attuazione di un altro Piano socio-sanitario. Altri tavoli tecnici sono stati convocati, chiedo che sia fatto lo stesso per il tavolo tecnico malattie rare, con urgenza. Grazie.
Interrogazione n. 665
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi
“Ispezioni dei Nas nelle Rsa e Case di riposo della Regione Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 665 dei Consiglieri Cesetti, Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Nell’attività di esercizio di prevenzione e repressione degli illeciti in materia sanitaria i Nas hanno eseguito tutta una serie di attività ispettive, di indagine e di controllo nelle case di riposo delle Marche e nelle altre strutture residenziali e non della nostra regione. L’esito di queste attività: sono stati contestati degli illeciti amministrativi, sono state anche rilevate delle violazioni di natura penale che seguiranno l’esito previsto dai procedimenti penali.
Le comunicazioni che sono state fatte e che non sono coperte da segreto di indagine, come nel caso delle indagini penali, sono state segnalate alle Aziende sanitarie territoriali ed anche al Dipartimento salute ed è scattato, in base alle segnalazioni, l’intervento del settore autorizzazioni e accreditamento che ha disposto la verifica in loco da parte dei Dipartimenti di prevenzione e delle Aziende sanitarie territoriali competenti.
Per quanto riguarda le strutture miste, sociali e socio-sanitarie, la verifica viene eseguita anche dalla Commissione d’Ambito territoriale sociale competente.
I procedimenti sono tuttora in corso, non si segnalano degli interventi di revoca delle autorizzazioni o dei provvedimenti di accreditamento di convenzionamento, la materia è seguita attentamente dal Dipartimento salute e dalle Aziende sanitarie territoriali.
Ritengo che il tema sia di stretta attualità tanto più per il fatto che, come ho già detto rispondendo alla precedente interrogazione, entro il 30 settembre tutte le strutture dovranno adeguarsi ai manuali approvati nel 2018. Quindi la nostra Regione, dal 2018, deve adeguarsi a questi manuali, ma le difficoltà di molte strutture di essere adeguate, di essere idonee ai manuali di accreditamento vengono formulate laddove queste strutture, anche per gli enti pubblici, sono situate in ex conventi o in ex strutture nei centri storici.
Tuttavia è chiaro che la legge deve essere approvata, i Nas eseguono le loro funzioni di prevenzione e repressione degli illeciti amministrativi e penali e gli organi della Regione e delle Aziende sanitarie dovranno portare a compimento i procedimenti che sono previsti dalla legge.
Confermo e posso assicurare gli interroganti che i procedimenti sono tuttora in corso, quindi si sta procedendo a garantire il rispetto della legge e delle norme sull’igiene e la sicurezza anche nei luoghi di lavoro per quanto riguarda il personale sanitario che vi opera. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Con l’occasione, comprenderà che le due interrogazioni sono strettamente correlate e connesse, ribadisco che nell’interrogazione a risposta immediata di prima l’Assessore Saltamartini non ha risposto alla domanda che era: se non riteneva un errore consentire il trasferimento del Direttore dal Dipartimento salute alla Direzione dell’Ospedale regionale di Torrette e se non si intendeva procedere alla immediata nomina del nuovo Direttore del Dipartimento salute, anziché lasciare la nomina ad interim come è avvenuto di recente.
Non ha risposto, Presidente, quindi pregherei di invitare la Giunta a rispondere alle interrogazioni a risposta immediata e comunque ripresenterò un atto in questa direzione.
Le due cose sono correlate e connesse perché da queste interrogazioni relative alle ispezioni dei Nas nelle Rsa e nelle case di riposo è evidente la situazione di difficoltà in cui si trovano gli enti gestori, aggravata dalla pandemia per le misure che hanno dovuto adottare per la sicurezza degli anziani e delle persone ivi ricoverate.
Il mancato riconoscimento e corresponsione da parte della Giunta regionale ha determinato ovviamente delle “falle” nel sistema di cui magari gli stessi enti gestori non portano la responsabilità, e questo è tanto vero che, come citiamo nell’interrogazione, il Presidente degli enti gestori delle Marche dichiarava verso la fine dello scorso anno, testualmente: “Siamo a fine anno e purtroppo la Regione ci ha comunicato che i rimborsi per l’anno in corso saranno in totale 11,7 milioni, 3 in meno rispetto al 2021. Noi avevamo dimostrato che i rimborsi necessari dovevano essere sui 20 milioni, l’anno scorso abbiamo accettato 14 perché c’era l’impegno per il 2023. Niente di tutto questo, la politica regionale sugli anziani non ha nessun interesse”, e poi prosegue.
Noi dibattemmo questa questione anche in occasione del bilancio, sul quale, ricordo, vennero tra l’altro respinti degli emendamenti a mia firma, se non sbaglio anche a firma del Consigliere Carancini.
La situazione in cui si trovano oggi gli enti gestori è anche indotta, perché è legata con il Direttore del Dipartimento salute? Il Dipartimento salute è quello che sovraintende all’organizzazione del servizio sanitario regionale nelle Marche ed è destinatario …, perché ci sono le lettere da parte dei Direttori delle Aree vaste, oggi Commissari, che lamentano ad esempio l’assegnazione del budget, operano ancora con il budget provvisorio e non possono corrispondere agli enti gestori quanto è loro dovuto per i convenzionamenti, per i ristori e via dicendo. Questo determina oggettivamente queste difficoltà.
Gli enti gestori si trovano nell’impossibilità di garantire talvolta anche quelle condizioni di sicurezza ed igienico sanitarie che sono necessarie a maggior ragione dopo il Covid. Allora, noi di fronte a tutto questo cosa abbiamo fatto? La Giunta ha pensato bene di consentire al Direttore del più grande e rilevante Dipartimento regionale, che da solo vale più di tutti gli altri, l’80%, di lasciare il suo posto, quando doveva sovraintendere alla nuova organizzazione, per andare a dirigere Torrette e non l’abbiamo sostituito, c’è un Direttore ad interim.
Come viene riportato dalla stampa c’è il balletto delle nomine come se fosse un gioco di Risiko, quando invece le nomine dovrebbero essere il mezzo per l’organizzazione del servizio sanitario regionale e non il fine, dove parliamo di sorpassi, padrini e padroni rispetto alle nomine che vengono fatte.
Interrogazione n. 688
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri
“Stato di attuazione degli interventi sulla salute mentale nelle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 688 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. Con questa interrogazione si chiede di fare luce su alcuni interventi in materia di salute mentale nelle Marche.
Innanzitutto c’è da tener conto e occorre confutare il contenuto dell’interrogazione per riferire che la Consulta regionale è stata convocata il 22 giugno 2022, il 9 febbraio 2023 e naturalmente dopo i 18 mesi di Covid è ripartito tutto il percorso. Voglio anche aggiungere che precedentemente erano anni che la Commissione non veniva convocata.
C’è da tener conto, per quanto riguarda l’impegno economico della Regione sulla salute mentale, che la spesa pro capite regionale, che precedentemente era -26,96%, è stata portata a -4%. Ciò risulta dal Rapporto salute mentale del Ministero anno 2021 e la spesa destinata per la Regione Marche è pari al 2,9% rispetto alla media nazionale che è del 3% del Fondo sanitario nazionale.
Quindi diciamo che abbiamo riportato gli investimenti sulla salute mentale agli standard nazionali, ripeto prima erano -26% e nel 2021 abbiamo raggiunto l’obiettivo della parità. Tenuto conto dell’importanza di questa materia e dell’importanza dell’assistenza per tante famiglie di poter corroborare questi dati con investimenti maggiori.
Per quanto riguarda un’altra domanda formulata con l’interrogazione riguardante i tirocini di inclusione sociale, si rappresenta che con la nuova programmazione comunitaria del Fondo sociale europeo plus, tale misura è stata potenziata e aumenteranno i beneficiari presi in carico dai servizi sociali e dai servizi socio-sanitari. Questo non significa che tutta la materia della salute mentale, che ha visto un aumento di casi a seguito dell’epidemia da Covid 19, si esaurisca con queste misure, ulteriori approfondimenti sono allo stato delle situazioni che emergono e sono stati avviati.
Il procedimento di garanzia di assistenza di questi livelli delle prestazioni, sono in via di evoluzione e per quanto mi riguarda conto di poterne potenziare gli effetti con le misure che verranno adottate successivamente con i provvedimenti dell’Assessorato alla sanità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, lei ha cercato un po’ di confutare la domanda ed alcune premesse dell’interrogazione in cui sostenevamo che la quasi totalità degli impegni menzionati sopra risultavano essere completamente disattesi.
Effettivamente dalla sua risposta si conferma questo perché lei ha parlato solo di alcuni aspetti …
Mi fermo, Presidente, e chiudo qui, l’Assessore è uscito dall’Aula, a lui non interessa la mia replica, penso sia un fatto molto grave.
PRESIDENTE. Credo che sia uscito per una questione urgente, come ho accennato prima ha delle necessità incombenti dal punto di vista della situazione. La riprendiamo, se lei mi consente, o conclude la risposta? La Giunta è rappresentata. Ci ritorniamo sopra ...
Antonio MASTROVINCENZO. Concludo perché non è rispettoso né del nostro gruppo né personalmente. Un Consigliere sta parlando, sta replicando alla risposta dell’Assessore e l’Assessore esce senza neanche ascoltare la replica, penso sia un fatto grave e tra l’altro non è nemmeno la prima volta.
Chiederei da parte sua un intervento, non sono io che devo dirle cosa fare.
PRESIDENTE. Su questa situazione il Regolamento prevede la presenza dei componenti della Giunta, che ci sono.
Aggiungo nel caso specifico che questa mattina l’Assessore Saltamartini aveva evidenziato la necessità di fare subito le interrogazioni …
Ora è tornato, non lo vorrei giustificare se non per il fatto che aveva anticipato la necessità della sua assenza appena fatte le interrogazioni e del fatto che ha risposto a molte interrogazioni. Possiamo riprendere, Consigliere.
Antonio MASTROVINCENZO. Ho detto che le premesse della nostra interrogazione sottolineavano come la quasi totalità degli impegni che erano stati approvati con la risoluzione del 21 dicembre 2021 sono rimasti inattuati. Di fatto la risposta dell’Assessore dà ragione a questa impostazione perché ha detto che la Consulta è stata convocata due volte, è vero, peccato che non fosse presente l’Assessore che la deve presiedere, così come ha detto che è aumentata la spesa destinata alla salute mentale a 2,9%, ma l’impegno preso davanti all’Aula era di riportarla rispetto alla media nazionale al 3,5%.
Ci sono poi tutta una serie di altri impegni che la risoluzione, ricordo approvata all’unanimità, prevedeva e cioè: rivisitare la delibera sull’accordo delle tariffe in merito all’assistenza residenziale e semi residenziale tra la Regione Marche e gli enti gestori; destinare specifici fondi agli interventi relativi alla presa in carico; prevedere l’implementazione di centri diurni sui territori per ogni centro di salute mentale; attivare specifiche iniziative per rafforzare e potenziare la pianta organica relativa ad operatori e specialisti della salute mentale.
Tutto questo non è stato fatto, è passato ormai un anno e quattro mesi. E’ evidente che gli auspici dell’Assessore sono positivi, ma non bastano più.
Se c’è un impegno della Giunta a portare avanti sette punti importanti su un tema così delicato e se si dà risposta solamente a due su sette, evidentemente questo impegno è totalmente insufficiente. Grazie.
Interrogazione n. 701
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo
“Piano organizzativo per l’estensione fasce screening mammografico”
Interrogazione n. 712
ad iniziativa del Consigliere Cancellieri
“Organizzazione dello screening mammografico per le fasce d’età 45-49 e 70-74”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 701 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo e l’interrogazione n. 712 del Consigliere Cancellieri, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. In risposta a questa interrogazione mi ricollego a quanto esplicitato nella risposta ad una precedente interrogazione.
Lo screening oncologico è stato avviato coerentemente con il programma nazionale, come ho già detto in quest’Aula per la sollecitazione venuta proprio dai Consiglieri qui presenti, in particolare dal Consigliere Cancellieri.
Nella regione Marche abbiamo ampliato la fascia di età per lo screening oncologico, che ad aprile parte dai 45 ai 50 anni e a settembre dai 65 ai 70 anni. E’ un impegno poderoso da parte della nostra Regione perché questo aumento va a sovraccaricare le strutture che già devono sopportare un aumento di prestazioni derivanti dalle conseguenze delle prestazioni che erano state demandate nel periodo dell’epidemia da Covid 19.
Ritengo che il Piano sia perfettamente operativo, congruente con le risorse strumentali e professionali del servizio sanitario regionale e credo che la nostra Regione possa vantare questa eccellenza perché è un piano di prevenzione molto importante che garantirà a tante donne e a tante famiglie quelle cure necessarie e preventive per evitare anche conseguenze infauste.
Ritengo che il servizio sanitario regionale della nostra Regione possa in questo caso essere vantato per la sua efficienza, per la sua organizzazione e ringrazio tutti i Consiglieri che hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Devo dire che purtroppo, Assessore, questa volta sono veramente delusa dalla sua risposta. Probabilmente si è rivolto solo al Consigliere Cancellieri, visto che l’ha nominato e non ha preso in considerazione il mio atto. Mi dispiace perché invece avevo posto tre domande puntuali.
Da un anno a questa parte è la terza interrogazione che presento sul tema, questa volta il Consigliere Cancellieri si è accodato e qualche giorno dopo di me ha presentato la stessa interrogazione. Mi fa piacere perché di fronte a questioni di questo genere dobbiamo essere uniti, evitando di prevaricarci, portando avanti tutti lo stesso impegno.
Gli screening mammografici sono un’urgenza nella nostra regione, che lei purtroppo oggi ha cercato di nascondere. Mi permetto di usare questo termine perché gli ultimi articoli di giornale parlano di 180 telefonate per avere un appuntamento nelle Marche, parlano di 228 giorni di attesa. In particolare vorrei riferire una frase, che mi è piaciuta molto, di un articolo giornalistico apparso sul Corriere Adriatico che, riportando tutti i tempi delle liste d’attesa, parla di “odissee”. Per fare una mammografia si aspettano fino a 228 giorni e parlando dei diversi screening oncologici scrive esattamente: “Balza subito all’occhio come i test per la popolazione femminile si confermino al limite del miraggio”.
Lei oggi ha negato l’evidenza perché negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio blocco, anche dei sistemi informatici per far migrare i dati dall’Asur (Azienda sanitaria regionale) alle 5 Ast. Sono rimasti fermi, bloccati e hanno ulteriormente aumentato i ritardi. Non solo gli screening che le donne prenotano autonomamente subiscono ritardi fino a 228 giorni, ma ad oggi, dopo un anno, sono ancora inesistenti le chiamate per le visite gratuite che questa Regione doveva dar corso da febbraio 2022.
Tanto che voglio ricordarle la mozione n. 98 che questa Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità il 15 febbraio 2022, un anno fa, che prevedeva screening mammografici biennali gratuiti per le donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni di età e impegnava la Giunta regionale, e l’abbiamo votata tutti e 30, a due azioni, in particolare: attivarsi affinché fossero destinate le risorse necessarie per estendere ad ogni donna della regione, di età compresa tra i 40 e i 49 anni di età la gratuità di programmi di screening mammografici biennali, non solo ma anche ad adottare ogni misura per recuperare prestazioni di screening anche per la fascia di età 50-69 anni, considerato che a causa della pandemia da Covid 19 si erano registrati ritardi pesanti.
Dopo diversi atti oggi ho posto un’altra interrogazione con quattro quesiti e mi duole rimarcare che lei non ha risposto a nessuno. Il primo era: se il personale medico è stato preparato alla partenza dello screening gratuito per la fascia 45-49 anni, che ha annunciato, rispondendo ad una mia mozione a gennaio, che partirà ad aprile, per quella 70-74 anni, che invece dovrebbe partire a settembre, mi risulta che ancora i medici non sono preparati. Gli altri quesiti erano: a che punto è l’organizzazione del servizio sanitario pubblico regionale in previsione dell’avvio dell’estensione; quante chiamate si calcolano, quindi quante lettere d’invito, per le due fasce d’estensione nell’arco di tutto il 2023, considerato che prima la fascia era dai 50 ai 69 anni e in questa fascia nel 2019 hanno aderito, quindi hanno potuto usufruire di una visita gratuita, il 60% delle donne chiamate nel 2019, poi a causa della pandemia tutto è stato bloccato.
Io ho chiesto quante chiamate si calcolano ora nel 2023? Non mi è stata data risposta; se sono previste convenzioni con soggetti privati ed eventualmente con quali strutture potrà essere effettuata la campagna di prevenzione grazie agli strumenti messi a disposizione dal servizio sanitario pubblico regionale. Anche su questo non ho avuto risposta, domani è l’8 marzo, è la festa delle donne, noi abbiamo preferito dire che non è una festa ma una ricorrenza in cui si ricordano i diritti delle donne, tra i diritti c’è quello della prevenzione e della tutela della salute, che in questa regione, purtroppo, fino ad oggi, non è stato attuato come dovuto. Mi auguro che da domani sia possibile.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cancellieri.
Giorgio CANCELLIERI. Mi viene da rispondere alla Consigliera Vitri che è molto più facile stare in opposizione a raccontarsela, ululare alla luna, dire questo non va bene, quest’altro non va bene, qui non funziona niente, che fare. Fare è difficile da matti.
Devo dire che il nostro grande Assessore, che risponde adesso alla dodicesima interrogazione, non riesce nemmeno a trovare il tempo per andare al bagno, o ha dei superpoteri o è un superdotato in termini generali. Quindi, penso che lo dobbiamo ringraziare tanto per essersi preso questa grande responsabilità.
Dico questo, voglio rifarmi alle parole che mi disse il Consigliere Mangialardi quando io e il mio gruppo presentammo la mozione con la quale si promuoveva di abbassare l’età per lo screening mammografico. In quella fase intendevamo dai 40 ai 49 anni, invece poi si è andati nella giusta direzione: 45-50, 69-74, che per quanto riguarda i dati che ci dà l’Oms va bene perché l’aumento dei tumori, soprattutto femminili e della mammella, riguarda particolarmente la fascia di età 40-45, quindi un aumento serio. C’è anche per chi non si controlla un problema di incidenza di tumore severo alla mammella anche dai 70 ai 74. Si è andati in questa direzione, nonostante tutti quanti avessimo votato all’unanimità una mozione che prevedeva dai 40 ai 49 anni.
Ricordo che il Consigliere Mangialardi mi disse: “Ha avuto grande coraggio a presentare una mozione così perché adesso la votiamo tutti e per attuarla non sarà una cosa semplice”, questo è, non è stato semplice e non è semplice attuare un progetto e un programma di questa portata.
Consigliera Vitri, capisco anche la non risposta che ha dato l’Assessore, che ha dato una risposta politica, non tecnica. La politica dà delle linee di indirizzo e dice ai dirigenti di organizzare questo servizio, poi saranno i dirigenti che lo organizzeranno tecnicamente.
Siamo usciti da questa Assemblea con una linea di indirizzo che è stata data ai dirigenti, adesso i dirigenti organizzeranno la chiamata delle donne, organizzeranno lo screening mammografico, cioè fare una mammografia ogni due anni. Hanno il dovere di organizzarla tecnicamente sul territorio, compreso recuperare tutte quelle mammografie che non abbiamo fatto nel periodo Covid nell’età 50-59.
Ci stiamo lavorando, è stata una grande risposta nei territori e sento dire dalla politica territoriale ed anche dalle utenze, cioè dalle donne, che è stata una grande conquista. Abbiamo avuto anche il plauso di molti medici che lavorano in questo settore, che pensano che sia stata una scelta politica molto giusta, che tra l’altro si allinea alle Regioni più importanti del Paese, alle locomotive economiche del Paese, perché le Regioni in questo Paese non sono tutte uguali, ci si allinea a quello che hanno fatto le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte ed anche Toscana negli ultimi mesi.
Secondo me questa è stata una scelta sanitaria di grande importanza e di grande efficacia, grazie all’Assessore che l’ha portata avanti con assoluta determinazione.
Interrogazione n. 702
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti
“Finanziamento nuovi progetti di vita indipendente”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 702 dei Consiglieri Biancani, Mastrovincenzo, Vitri, Mangialardi, Bora, Carancini, Casini, Cesetti.
Ha la parola l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Presidente, per questa interrogazione chiedo il rinvio a norma dell’articolo 134, comma 4, del Regolamento. Stiamo acquisendo tutte le informazioni necessarie.
Vorrei ricordare che oggi sono stato chiamato a rispondere a 15 interrogazioni e mi pare doveroso sottolineare che le strutture, il Dipartimento, tutte le Aziende e gli uffici amministrativi non possono per settimane lavorare per rispondere ad un numero così elevato di interrogazioni. Io cerco di rispettare la dignità dell’Aula e dei colleghi, ma questi sono numeri che portano l’uso del sindacato ispettivo ad un impegno molto rilevante delle strutture amministrative, per questo chiedo il rinvio ai sensi dell’articolo 134, comma 4, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.
Andrea BIANCANI. Ne prendo atto. Questa interrogazione è stata presentata il 10 febbraio, mi auguro che l’Assessore sia in grado di rispondere per la prossima settimana perché è un tema importante ed anche molto atteso in quanto questi progetti richiedono un finanziamento ed una scelta veloce.
Interrogazione n. 703
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri
“Situazione U.O.C. Chirurgia Ospedale di Macerata”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 703 dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Grazie, Presidente. La risposta a questa interrogazione è che nell’ospedale di Macerata, già per questa specifica specializzazione, è in essere il percorso di accreditamento alla certificazione europea Eras, un percorso che tende ad abbassare il numero di giorni di ricovero del paziente, quindi c’è particolare interesse.
C’è da aggiungere che il tema in questo momento è oggetto di un approfondimento perché, come è noto, stiamo verificando tutti i volumi della domanda di tutte le Aziende sanitarie territoriali. Questo è l’oggetto della riforma, per cui dobbiamo riorganizzare il sistema sanitario in base alla domanda per far sì che i livelli di produzione dei servizi sanitari siano congruenti con la domanda di ogni territorio. Questo si collega anche alla risposta in ordine all’acquisto delle migliori tecnologie, in particolare quella robotica, che devono rispondere al requisito dell’investimento in relazione ai costi elevati di queste tecnologie, al numero di prestazioni che sarà necessario garantire ed alle professionalità dei sanitari richieste.
La tecnologia robotica è oggetto di una valutazione da parte delle Aziende e del Dipartimento salute della Regione. C’è una domanda molto forte che proviene anche dalle Aziende sanitarie territoriali di Ascoli Piceno, di Fermo e di Macerata. Conto, quindi, nei prossimi mesi, di poter dare una risposta, tenendo conto che l’impiego di risorse finanziarie per queste tecnologie è elevatissimo, quindi l’investimento deve garantire la soddisfazione precisa degli individuati volumi della domanda e delle necessarie professionalità che sono richieste.
In ordine, infine, al tema dell’aggiornamento delle tecnologie, si chiede l’eliminazione del teledrin, credo che sia superato ormai il suo impiego ed è stata emanata una direttiva all’Azienda affinché si possa dotare di telefonini cellulari, d’ufficio, di servizio, in modo tale che la reperibilità possa essere garantita. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta, però devo dire che dimostra ancora una volta l’assenza di una programmazione e di chiarezza.
Francamente non riesco a comprendere le motivazioni dell’approfondimento sul protocollo Eras, che è una procedura fondamentale, importante, che consente di rimandare a casa entro 5 giorni i pazienti operati con un risparmio della spesa.
Mi chiedo come mai, dopo che in questo caso la chirurgia di Macerata ha dimostrato negli anni di essere all’avanguardia in Italia, abbiamo bisogno di un approfondimento! O non si capisce di cosa parliamo oppure davvero sotto il profilo della programmazione non si spiega questo attendismo.
Probabilmente la Direzione di Area vasta a nomina prima XX, ora YY, avrebbe dovuto nel tempo avviare questo, noi confidiamo che lei da Assessore spinga definitivamente e finalmente su una buona azione che consenta di far star meglio gli operati e soprattutto le casse della Regione Marche.
Secondo elemento, Assessore, ma come si fa a non comprendere l’importanza dell’investimento del robot? Credo che debba andare soprattutto all’interno di quelle strutture di primo livello che curano e si occupano delle acuzie, quindi non penso che sia necessario individuare l’investimento, è un investimento sulla salute.
Poi mi lasci dire, la faccenda del teledrin, tocca dirlo, a Macerata la struttura della chirurgia si rende reperibile con il teledrin - 2023, teledrim - io mi chiedo se questa è una cosa normale. Ora che sia …, adesso mi fa piacere che l’Assessore dica che ha già emanato una direttiva e lo prego su questo di dare indirizzi ben chiari.
Chiudo con una battuta al Consigliere Cancellieri, io non ho niente contro l’Assessore Saltamartini, è evidente che è l’Assessore alla sanità, onestamente non mi fa tenerezza, neppure mi sento di chiedergli scusa, però sarei pronto a chiedergli scusa se voi foste pronti a chiedere scusa al precedente Presidente della Giunta regionale che dal 2015, quando è stato eletto, ha affrontato un terremoto, una pandemia e l’avete massacrato di insulti - questo ve lo dice uno che ha espresso anche critiche - ha avuto il terremoto e una pandemia vera. Voi siete entrati nel 2020 e il 27 dicembre c’era il vaccino, il Presidente Ceriscioli ha affrontato la pandemia quando non si sapeva che cosa avevamo di fronte.
Se siete disponibili a chiedere scusa al precedente Presidente, io sono pronto a chiedere scusa perché non ci può far pena una persona che sta lì per dovere. Grazie.
Interrogazione n. 713
ad iniziativa dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: stabilizzazione precari e graduatorie di concorso Collaboratori professionale sanitario – Fisioterapista”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 713 dei Consiglieri Bora, Mangialardi, Biancani, Carancini, Casini, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola l’Assessore saltamartini.
Filippo SALTAMARTINI. Anche per questa chiedo il rinvio alla prossima seduta ai sensi dell’articolo 134, comma 4 del Regolamento.
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, è una disposizione del Regolamento e quindi viene rinviata alla prossima volta.
Interrogazione n. 721 – a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Serfilippi
“Riqualificazione della stazione ferrovia di Fano”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 721 – a risposta immediata – del Consigliere Serfilippi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Il Piano di riqualificazione delle stazioni di Rfi prevede misure infrastrutturali e gestionali che mirano alla loro piena integrazione architettonica, paesaggistica e tecnologica nel contesto urbano, sociale ed ambientale di riferimento, oltre che all’abbattimento delle barriere architettoniche ed al miglioramento dell’accessibilità.
La Regione Marche si è già attivata con Rfi per portare avanti detto programma di riqualificazione, che va però contestualizzato anche nell’ottica del futuro sviluppo infrastrutturale della linea ferroviaria lungo la dorsale adriatica.
Si precisa che gli interventi di riqualificazione delle stazioni ferroviarie sono previsti dal Piano integrato stazioni che ha sostituito il progetto easy station, a sua volta parte integrante del piano commerciale 2022/2026.
Con specifico riferimento all’oggetto della presente interrogazione, Rfi ha confermato che la stazione di Fano è ricompresa nel Piano integrato stazioni, la progettazione degli interventi è programmata per il 2025 e la loro realizzazione nel biennio 2026/2027.
La Regione Marche si attiverà con Rfi per verificare la possibilità di anticipare il cronoprogramma dell’intervento.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Serfilippi.
Luca SERFILIPPI. Assessore, la ringrazio per la risposta, finalmente un punto fermo per la stazione di Fano che da anni necessita di una riqualificazione importante. Anche l’Assemblea legislativa si era espressa all’unanimità nel 2020.
In questi anni di lassismo, soprattutto quando governava il PD, non abbiamo mai avuto una risposta chiara ed oggi la sua risposta ci dice che entro il 2025 verrà progettata e successivamente nel 2026/2027 verrà realizzata.
Io le chiedo, se possibile, di sollecitare Rfi e far gioco di squadra insieme anche al Governo. Ci auguriamo che anche il Comune di Fano batta un colpo visto che in tutti questi anni, nonostante i rapporti privilegiati che il Sindaco diceva di avere con Rfi, di fatto ha solamente finanziato e mai realizzato la “passeggiata romantica”. Questo è quello che il Comune di Fano ha portato avanti con Rfi in questi anni.
Invece la voglio ringraziare perché, nonostante questa interrogazione sia stata fatta solamente tre giorni fa, lei oggi ci ha dato un risultato importante, che la stazione di Fano verrà riqualificata. E’ obbrobrioso per centinaia di migliaia di passeggeri che ogni giorno vedono la stazione a Fano, che è un punto di riferimento per la vallata del Metauro ed in parte anche del Cesano. Una stazione di quel tipo è veramente ridicola per la terza città delle Marche, quindi mi fa piacere che sia ricompresa all’interno del programma di riqualificazione del Piano integrato stazioni di Rfi, che viene accantonato di fatto il progetto easy station e verrà riqualificata.
La ringrazio, Assessore, e sono soddisfatto della risposta.
Interrogazione n. 723 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri
“Crisi Gruppo Mondial di Porto Recanati”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 723 - a risposta immediata - dei Consiglieri Carancini, Casini, Biancani, Bora, Cesetti, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. Rispetto a questa vicenda il 20 febbraio ho avuto una richiesta di incontro da parte di alcune sigle sindacali che seguono la situazione problematica della Mondial Suole. Ho immediatamente aderito alla richiesta e il giorno 27 febbraio si è svolto un incontro con le sigle sindacali e anche con i sindacati interni all’azienda, c’erano anche alcuni rappresentanti dei lavoratori interni.
Mi hanno fatto presente le difficoltà che in parte avevo appreso dalla stampa ed un po’ da alcuni contatti informali che avevo avuto.
Loro si sono detti preoccupati, intanto sono tre mesi che non hanno lo stipendio, poi mi hanno posto la questione che sono tre le aziende dello stesso gruppo, due di fatto attualmente ferme, una ancora in attività, ma la loro preoccupazione è anche per la terza, che se non sbaglio si chiama Mondial Plast, e temono che dovrà fermarsi perché effettua lavorazioni che sono conseguenti a quelle delle altre due ditte dello stesso gruppo. Loro fino a poco tempo fa dal Direttore generale avevano avuto qualche rassicurazione e/o indicazione sul fatto che ci potesse essere qualche società interessata a subentrare, ma su questo non pare per il momento ci siano novità. Quindi non sanno come interpretare questa situazione, se chiedere una cassa integrazione per cessazione, oppure se chiedere una cassa integrazione per riorganizzazione, allora hanno chiesto una mano alla Regione per interpretare meglio questo discorso.
Mi sono preso in quella giornata l’impegno di cercare il Direttore generale di Mondial Suole e chiedergli un incontro, così ho fatto, ma nel frattempo è arrivata la notizia che è stato nominato il curatore fallimentare, allora ho chiamato di nuovo il Direttore generale dell’Azienda chiedendogli se era il caso di fare un incontro a questo punto congiunto con la direzione dell’Azienda e con il curatore fallimentare.
Di questo ho informato anche il sindacato e tutti abbiamo aderito molto civilmente, devo dire un rapporto molto “sereno” per quella che è la preoccupazione di tutti.
L’incontro con il curatore fallimentare, il Direttore generale e le sigle sindacali si terrà oggi alle 14,30, li ho convocati qui in Regione.
Oggi affronteremo un po’ i temi, cercheremo più che altro, secondo me, di capire come potersi muovere, cioè quelli che possono essere i potenziali eventuali sviluppi, se ci sono o non ci sono eventuali compratori che potrebbero subentrare, occorre prevedere una cassa per una riorganizzazione, oppure si dà per scontato, ahinoi, che non ci sarà un potenziale proseguo di attività e allora dovremo prevedere una potenziale cassa per cessazione?
Mi è arrivata anche qualche voce, ma non ho verifiche in questo senso, che ci possa essere anche la possibilità della creazione di una cooperativa di dipendenti che possono proseguire il percorso, anche in questo caso ho già allertato la mia dirigenza di venire oggi a questo incontro per valutare anche cosa potremmo portare come Regione a supporto di un eventuale percorso di questo genere.
Quindi, tutte le attività sono sul tavolo, massima disponibilità, vediamo gli sviluppi per capire quale tipologia di politica attiva poter inserire in questo percorso.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Assessore, per la risposta che trovo appropriata e puntuale, la ringrazio.
Intanto le voglio rappresentare, nell’interrogazione probabilmente non è esplicitato in maniera trasparente, come la vicenda Mondial che ha in sé, nel proprio animo, circa 150 dipendenti e le assicuro che sono dipendenti in gran parte stranieri, che vivono peraltro in un contesto …, lei è al corrente anche della collocazione residenziale e tutto quello che …
Mi fa piacere che lei oggi, nonostante la dichiarazione giudiziale, abbia deciso di incontrarli, francamente spero molto che la Regione Marche possa in questo percorso fare “da garante”, cioè un ente che possa far sentire i dipendenti vicini alla Regione, all’istituzione.
Le riconosco anche il valore particolarmente importante dell’esplorazione delle varie azioni possibili, questo perché la funzione della Regione può diventare decisiva dentro un contesto di regia di attori di questa vicenda, intanto per capire e comprendere le eventuali opportunità, lei fa riferimento a quello della cooperativa, ma credo che la Regione possa svolgere un ruolo anche nei rapporti con il sistema industriale del territorio e la possibilità che queste persone possano essere riconvertite e ricollocate.
E’ una luce che le chiedo di tenere accesa su queste persone, ovviamente avrà da parte del gruppo PD e mia, che sono il rappresentante del territorio, sempre grande disponibilità e collaborazione.
E’ molto importante che la Regione Marche, così come è capitato in altre situazioni, senta la necessità di curare questa vicenda che, ribadisco, è molto delicata e vede dall’oggi al domani in mezzo ad una strada famiglie non abbienti e che si affidavano a questo lavoro.
Ricordo che ad essere sottoposte a procedura concordataria sono due delle tre aziende perché una è rimasta in bonis, quindi può essere da questo punto di vista la chiave della possibilità per poter collaborare e correlarsi anche con altri sistemi industriali. Grazie.
PRESIDENTE. Anticipazione delle mozioni nn. 295 e 332 (abbinate). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Interrogazione n. 641
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini
“Fondi destinati alle popolazioni alluvionate”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 641 dei Consiglieri Vitri, Biancani, Mangialardi, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Cesetti, Casini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. I Consiglieri chiedono come i famosi 400 milioni previsti dal Governo per le popolazioni alluvionate, l’alluvione del 15 settembre, verranno impiegati.
Intanto premettiamo che attualmente sono stati erogati per quel che riguarda le spese di somma urgenza e di autonoma sistemazione per i 17 Comuni maggiormente colpiti dell’alto pesarese e della valle del Misa e del Nevola nella provincia di Ancona i primi 5 milioni, che sono stati erogati a 3 mesi dall’alluvione, più o meno i tempi necessari per attivare tutte le procedure e avere un po’ di chiarezza sulla situazione.
Successivamente, come sappiamo, il 23 novembre sono arrivati tramite decreto gli ulteriori 200 milioni e ancora il 29 dicembre con legge 100 milioni per il 2023 e 100 milioni per il 2024, quindi ad oggi abbiamo a disposizione, come è stato posto nella interrogazione, 400 milioni, di cui si è parlato spesso anche sulla stampa e altro.
Se avessi risposto la settimana scorsa, l’avrei fatto in maniera diversa perché fino a pochi giorni fa queste risorse non erano ancora state accreditate come spendibili alla Regione Marche, tant’è che il Commissario straordinario aveva provveduto nel frattempo ad inviare al Dipartimento nazionale un secondo stralcio, dopo i primi 5 milioni, da 96.793.000 euro di previsione di spesa e l’aveva fatto con i canali ordinari, al di là dei 400 milioni perché non erano ancora stati autorizzati o accreditati.
Questa iniziativa era stata premiata dal Dipartimento nazionale, che aveva autorizzato di quei 96 milioni, i primi 81 milioni, sui 15 milioni aveva delle verifiche da fare, però nel frattempo è avvenuto l’accreditamento diretto da parte del Ministero dell’intera cifra, quindi il piano da 96.793.000 euro, che era un piano predisposto dal Commissario straordinario dopo il primo piano da 5 milioni, è stato a questo punto accreditato, quindi il 28 febbraio l’intero stralcio.
Di conseguenza il Commissario straordinario ci fa sapere che “la struttura scrivente a seguito di detta istruttoria procederà ad emettere quanto prima i decreti di trasferimento a tutti i soggetti attuatori, quindi a seguito di rendicontazione detta somma di 96 milioni sarà impiegata per completare il rimborso ai Comuni per le spese sostenute per la somma urgenza, per l’erogazione dei sussidi alle famiglie ed alle imprese e per la realizzazione delle opere più urgenti”.
Il resto della cifra, invece …, ripeto, questo è un secondo stralcio, il primo era di 5 milioni, questo di 96 milioni, rimangono circa altri 300 milioni, per i successivi stralci ovviamente predisporrà il Commissario.
Per una precisa definizione occorre attendere gli esiti di tutta una serie di ricerche e verifiche svolte dai centri di competenza del Dipartimento di Protezione civile, che sono suddivise in due fasi, una a giugno 2023, la seconda a fine dicembre 2023. Ovviamente è un work in progress, a mano a mano che si va avanti con l’erogazione dei fondi e con le attività finalizzate ci sono delle verifiche per capire se le spese rendicontate sono state effettivamente messe in campo, in quale modo, con quale urgenza. Ci sono vari step.
A questo punto siamo allo step della spesa dei 96 milioni.
Complessivamente - scrive il Commissario, questa è una nota ormai conosciuta da tutti - per completare il ristoro dei 400 milioni si proseguirà con le spese sostenute dai Comuni in somma urgenza e nell’emergenza, ai sussidi alle famiglie ed alle imprese, rispettivamente di 5.000 euro e 20.000 euro, alla realizzazione delle principali opere infrastrutturali per la viabilità e delle reti idriche igienico-sanitarie, alla realizzazione di interventi di prevenzione per tutelare questi territori da effetti di eventuali nuove alluvioni e per completare il ristoro dei danni ingenti lamentati dal tessuto socio economico e produttivo, quindi si farà una verifica anche sui danni realmente avuti da ditte, società e famiglie. Vedere le varie situazioni, chi può avere o non può avere una eventuale assicurazione, poi saranno ristorati, probabilmente in parte, parzialmente o non so se completamente, a seconda dei fondi che si avranno a disposizione, a seconda delle esigenze che effettivamente ci saranno.
Quindi, primo step da 5 milioni completato, il secondo da 96 milioni appena accreditato e autorizzato e già in queste ore, credo, cominceranno ad arrivare. Il Commissario straordinario ha parlato di questa settimana la volta scorsa.
Successivamente gli step di verifica di giugno e di fine anno della Protezione civile nazionale per identificare gli interventi da fare con i successivi 300 milioni complessivi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Era importante fare il punto perché i cittadini ed anche i titolari delle attività economiche di questi territori stanno aspettando da oltre 5 mesi risposte che fino ad oggi sono state purtroppo vaghe. Faccio riferimento, ad esempio, alla primissima promessa, quella dei 5 mila euro per i nuclei familiari e dei 20 mila euro per le imprese, soldi che dovevano arrivare subito visto che il Governo Draghi li aveva stanziato su due piedi, il giorno dopo l’alluvione.
Sono arrivati i moduli B, i moduli C, è stato necessario quantificare tutte le richieste, ad oggi però ancora non hanno avuto un euro, quindi mi fa piacere che lei ci dica che 5 milioni comunque sono stati già erogati ed utilizzati per le spese di somma urgenza; il secondo step è quello dei 96 milioni accreditati il 28 febbraio, anche qui in parte per le spese di somma urgenza e in parte, lei ha detto, per i contributi ai privati. Proprio per questi vorrei sapere, siccome sono stati quantificati, a quanto mi risulta, in totale 24 milioni di euro, mi auguro che questa tranche di 96 milioni arrivata dal Governo sia subito, immediatamente, intendo entro qualche giorno, erogata nei conti correnti dei cittadini, che aspettano 5 mila euro da 5 mesi, e delle attività economiche. Questo credo sia il primissimo step a cui adempiere.
Il secondo punto invece riguarda i danni superiori ai 20 mila euro che hanno subìto moltissime imprese. Si parla di un contributo di 20 mila euro già previsto fin dall’inizio della tragedia, ma ci sono aziende che hanno avuto danni superiori ad 1 milione di euro e in questi casi non abbiamo capito come potranno essere ripagati. Ma non solo, sono stati già annunciati ed aperti dei bandi per dei contributi dai quali molte attività economiche sono escluse. Penso ad esempio ad alcune attività dell’agricoltura che non possono richiedere il contributo, alcuni allevatori, alcuni specifici codici Ateco, su questo la invito ad effettuare una verifica.
Addirittura, mi sta spiegando l’Assessore, l’agricoltura è stata lasciata fuori dai 400 milioni, probabilmente ci saranno i bandi del Psr, però ad oggi sono tutti molto preoccupati perché hanno subìto danni rilevanti. Ci sono allevamenti che sono stati messi in ginocchio, che sono stati costretti alla chiusura dell’attività ed ad oggi ancora non sanno di quali contributi potranno usufruire.
Rimangono alcuni punti interrogativi ancora su questi 400 milioni che saranno una boccata di ossigeno, ma non sono sufficienti, basta pensare al Comune di Cantiano, che è solo uno dei Comuni colpiti, che ha già riconosciuto danni per 70 milioni di euro, a questi vanno aggiunti quelli dei Comuni della provincia di Ancona e degli altri 4 della zona del Catria e Nerone.
Ci auguriamo che i tempi possano accelerare ed anche che si prendano in considerazione quelle attività economiche e quei privati fino ad ora esclusi. Grazie.
Interrogazione n. 709
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Inagibilità del ponte del Vallone (Senigallia)”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 709 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Aguzzi.
Stefano AGUZZI. Grazie, Presidente. E’ chiaro che su tutte queste vicende, quando parliamo di centinaia di milioni, c’è una serie di verifiche e rendicontazioni sicuramente complesse. E’ difficile erogare 400 milioni nel giro di 6 mesi, ci vorrà sicuramente tutto questo anno e probabilmente anche parte del prossimo, per essere molto ottimisti, però adesso non voglio ritornare sui discorsi di prima, ma ricalcare un attimo la situazione per quel che riguarda il Ponte del Vallone.
Il Commissario straordinario mi porta a conoscenza che questa opera è del Comune di Senigallia, che ha redatto la scheda di danni per circa 1 milione di euro per la ricostruzione del Ponte Vallone e della strada che è rimasta chiusa.
Questa strada e questo ponte sono stati inseriti nel primo stralcio dei famosi 96 milioni, di cui ho parlato nell’interrogazione precedente, non sapevo se fossero stati inseriti in questa o in una eventuale scheda successiva, fortunatamente sono inseriti nel primo stralcio che a questo punto è stato autorizzato, quindi i fondi autorizzati e accreditati il 28 febbraio comprendono anche la ricostruzione del Ponte Vallone.
In questo caso il Commissario straordinario mi dice che a seguito di questa istruttoria procederà ad emettere quanto prima i decreti di trasferimento agli enti attuatori. Siccome parliamo della provincia di Ancona sicuramente l’ente attuatore sarà la Provincia, mentre per le province di Pesaro e di Macerata, per quanto sarà possibile per parte del territorio, l’ente attuatore per strade e ponti è l’Anas.
La Provincia di Ancona invece ha richiesto di essere l’ente attuatore per queste attività, di conseguenza, vista l’autorizzazione alla spesa, la cifra sarà verificata e accreditata, spero nel più breve tempo possibile, dovremo seguire questa vicenda, alla Provincia per proseguire con il progetto, che non so se è stato identificato, redatto dalla Provincia, o comunque dovrà identificarlo ed approvarlo, per poi successivamente addivenire alla ricostruzione.
Questa è la situazione attuale, è importante che sia inserito in questo primo stralcio, altrimenti avremmo dovuto aspettare la famosa verifica, di cui ho parlato prima, di giugno per poi intervenire nella seconda parte dell’anno, ma dovrebbe essere sfumata questa ipotesi.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Buongiorno, Presidente. Buongiorno a tutti. Assessore, grazie per la risposta.
Ovviamente era quasi un pretesto quello del Ponte del Vallone nel Comune di Senigallia perché ci permette, con l’interrogazione precedente a prima firma della Consigliera Vitri, di fare un quadro complessivo sia rispetto al percorso che si sta facendo per il reperimento delle risorse e la distribuzione delle stesse che per gli interventi.
Vi invito ad un po’ di prudenza nei proclami, in questo caso non riguarda lei, però vedo che vengono in qualche maniera sottolineate le risorse che sono state messe a disposizione, considerate come una messe straordinaria, poi invece nel confronto sia rispetto ai danni che ci sono stati che alle rivendicazioni computate dai territori, si capisce che le risorse ad oggi non sono sufficienti, tant’è che l’onorevole del PD ha sottoposto alla valutazione della Camera due emendamenti orientati a integrare le risorse, anche condivisi rispetto agli incontri che ci sono stati con i comitati del territorio, che sono stati puntualmente bocciati dalla maggioranza. Quindi questo è un grande tema.
L’altro, quello che ha detto la Consigliera Vitri, è che noi attendiamo da quasi 6 mesi che almeno dei piccoli segni vengano messi a disposizione delle famiglie e delle imprese, tant’è che c’eravamo permessi in occasione del bilancio, se lo ricorda, di individuare con un emendamento un importo di 8 milioni di euro, che invece di essere distribuiti dentro la tabella E, potevano essere immediatamente orientati, perché sapevamo che comunque quella modalità che lei ha descritto puntualmente: risorse dello Stato, passate alla Regione, dalla Regione ai Comuni, bandi e quant’altro … Noi avevamo proposto: “Andate con le risorse vostre, con la possibilità di un acconto dato alle famiglie ed alle imprese, poi andate a conguaglio”, ci avete detto che stavate lavorando su un altro fronte, ma vi avevo anticipato che saremmo arrivati a questa situazione.
Sul Ponte Vallone, come tutti gli altri, Assessore, ci sono le procedure che purtroppo non sono in deroga, ahimè, quindi ad oggi sono state individuate le risorse, ma quella infrastruttura ad occhio, vado con l’esperienza di quando avevo altre giacche, prima di un anno non si vedrà. Analoga a questa saranno tutte le altre infrastrutture, quelle compromesse, e sono tante - lei le ha visitate tutte, glielo riconosco – che avranno quei tempi, quindi dovremmo arrivare al confronto con i comitati raccontando esattamente come stanno le cose, sia sul piano delle risorse sia sulla tempistica.
Comunque la ringrazio per i dati che ci ha messo a disposizione, anzi a nome mio e della Consigliera Vitri la ringrazio anticipatamente se ci può fare avere la scheda da cui ha tratto gli elementi.
Mozione n. 295
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Mangialardi, Biancani, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Bora
“Riorganizzazione e potenziamento degli Uffici postali nelle Marche”
Mozione n. 332
ad iniziativa dei Consiglieri Livi, Ciccioli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Putzu
“Misure finalizzate ad evitare la chiusura di sportelli bancari, postali ed erogatori di servizi al cittadino nei piccoli Comuni”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 295 dei Consiglieri Cesetti, Carancini, Mangialardi, Biancani, Casini, Mastrovincenzo, Vitri, Bora e la mozione n. 332 dei Consiglieri Livi, Ciccioli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Borroni, Putzu, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Vorrei fare una premessa su questa mozione, dicendo che questo è un argomento di cui la politica si deve occupare e lo deve fare in modo bipartisan perché su questi temi non ci possono essere schieramenti, non possiamo indossare maglie di una o dell’altra squadra.
Devo dire anche che sono stato più o meno informalmente sollecitato da diversi amministratori, amministratori di piccoli Comuni, amministratori di un territorio che troppo spesso viene abbandonato dalla politica, per cui mi faccio portavoce di questo argomento. Anzi, vorrei ringraziare il Presidente Acquaroli per l’impegno che ha profuso da sempre nella sua attività politica, tanto più adesso che è il Governatore della nostra Regione, riguardo ai piccoli borghi, riguardo a quei territori che, come ho detto prima, sono spesso e volentieri dimenticati dalla politica.
Per praticità vi leggo il testo della mozione.
Premesso che
- i piccoli Comuni dell’entroterra rappresentano da sempre un giacimento culturale, naturalistico ed enogastronomico che, con innumerevoli peculiarità e specificità, dà pregio alla comunità marchigiana e rende attrattivo dal punto di vista turistico l’intero territorio regionale;
- il progressivo spopolamento dei piccoli centri urbani dell’entroterra unitamente all’invecchiamento della popolazione sono stati nel tempo le criticità più grandi a cui le istituzioni hanno cercato di far fronte per evitare la desertificazione dei territori interni ed il conseguente impoverimento dell’offerta turistica, nonché il depauperamento di saperi e tradizioni millenarie;
- una delle concause che accelerano questo declino è la difficoltà per i cittadini di accedere ai servizi bancari, postali ed ai servizi al cittadino;
- tutti i Comuni gestiscono il servizio di tesoreria attraverso istituti bancari o postali rendendo di fatto indispensabile per tutti i cittadini l’accesso a tale servizio per loro tramite e che la popolazione, per gran parte anziana e scarsamente digitalizzata, trova grandi difficoltà ad accedere tramite la rete;
- diversi enti locali hanno sollecitato un intervento da parte della politica regionale finalizzato a sostenere questa importante iniziativa;
Ritenuto che
- sia necessario garantire la continuità dei servizi bancari e postali in maniera omogenea e capillare in tutta la regione con il mantenimento di tutte le filiali e, nello specifico, scongiurare l’imminente chiusura di alcuni sportelli;
- non sia ammissibile che il piano industriale di alcuni gruppi bancari comprenda la chiusura di filiali e sportelli senza valutare le inevitabili ripercussioni sociali ed economiche nei territori e che il mantenimento di un servizio essenziale non può basarsi esclusivamente su mere valutazioni economiche e di profitto;
Considerato che
- da qualche anno sono poste in atto politiche di riduzione di spesa a discapito della capillarità dei servizi che sempre più di frequente determinano chiusure di uffici, filiali e sportelli sul territorio;
- malgrado gli sforzi messi in atto dal Governo nazionale che attraverso una piattaforma multicanale vuole raggiungere l’obiettivo di rendere più facile l’accesso ai servizi digitali nelle pubbliche amministrazioni a partire dal 2023;
- restano comunque irrisolte le problematiche inerenti le altre tipologie di servizi e parzialmente risolte quelle del servizio postale;
- anche il Presidente della Repubblica Mattarella ed il Presidente del Consiglio Meloni hanno negli ultimi interventi pubblici espresso apprezzamento nei confronti dei piccoli Comuni, ritenendo la loro vitalità decisiva per lo sviluppo del nostro Paese;
impegna il Presidente e la Giunta regionale
- a porre in atto tutte le azioni utili ad evitare la chiusura degli sportelli bancari, postali ed erogatori di servizi ai cittadini nei piccoli Comuni che ne determinano lo spopolamento ed il declino;
- ad assumere tutte le necessarie iniziative al fine di attivare contatti e stringere accordi utili allo scopo, con i soggetti pubblici e privati erogatori di servizi.
Questa è la mozione presentata, ci tengo a ribadire l’importanza che deve rivestire questo tipo di intervento e deve investire, come ho detto prima, tutte le forze politiche, tutti gli attori che sono in campo perché, credetemi, in questi Comuni tali servizi sono effettivamente vitali, sono fondamentali.
Ringrazio ancora il Presidente, il Governatore Acquaroli e tutti per lo sforzo che potremo fare per far sì che questi servizi possano essere mantenuti o che perlomeno ci sia un dialogo politico tra tutte le parti per fare in modo che questi piccoli Comuni e questi splendidi territori rimangano vivi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La mozione n. 295 tratta la medesima materia della mozione del Consigliere Livi, anche per le attività molteplici che l’ente Poste esercita sul territorio nazionale.
Il servizio postale universale è un servizio pubblico, di interesse generale, la cui tutela è garantita anche a livello comunitario, in grado di condizionare la qualità della vita dei territori, soprattutto delle piccole comunità, delle zone interne collinari e montane. Zone che per la regione Marche coincidono oltretutto in larga parte con le aree colpite dai gravissimi eventi sismici del 2016 e per le quali sono in corso ingenti sforzi in termini di interventi per la ricostruzione e per assicurare ai cittadini i livelli essenziali dei servizi pubblici.
Noi siamo intervenuti con questa mozione perché da tempo abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere segnalazioni da parte di cittadini e amministratori sui disagi subiti dalle popolazioni delle aree interne e collinari per la riduzione dei servizi dell’ente Poste.
Per la verità ci siamo già occupati di questa materia nella scorsa legislatura ed in particolare, in qualità di Assessore agli enti locali ho seguito direttamente questa vicenda e all’epoca ci fu, già nel maggio 2018, da parte della precedente Giunta regionale una interlocuzione con la direzione di Poste Italiane SpA per il mantenimento dei livelli essenziali dei servizi postali nel territorio regionale, anche nel rispetto dei protocolli di intesa sottoscritti tra Regione Marche e Poste Italiane SpA, di cui alla delibera di Giunta regionale 256/2016 e dei tavoli di lavoro interregionali presso il Mef, a seguito dei quali era possibile definire un ruolo più attivo di Poste Italiane nelle Marche. Quindi la precedente Giunta prese in mano questa situazione fin dal 2016.
Si insisteva in particolare allora, come insistiamo oggi, nelle richieste circa la necessità che Poste Italiane SpA recedesse dal graduale smantellamento e/o depotenziamento della rete di distribuzione della posta e degli altri servizi resi anche perché il riordino di tutti i servizi a giorni alterni, con la conseguente riduzione di personale e trasferimento dello stesso verso città della costa, appariva in evidente contrasto con le finalità della legge sui piccoli Comuni (legge 158/2017) e con le strategie nazionali e regionali per il ripopolamento delle aree interne. Questo lo dicevamo allora e lo diciamo anche oggi con questa mozione perché non solo ho ricevuto segnalazioni, ma ho verificato personalmente questo disservizio. Ad esempio cito testualmente, nel Comune di Massa Fermana all’interno del cratere sismico al confine con Mogliano di Macerata, dove ho fatto il Sindaco nel 1990 fino al 1995, il servizio postale veniva garantito a giorni alterni con le file degli anziani e degli utenti fuori dall’ufficio postale, una realtà tra l’altro in cui l’unico sportello bancario che c’era è stato dismesso. Questa è la situazione che si verificava a Massa Fermana, oppure nella mia Montegiorgio, quindi voglio dire qualcosa di concreto, non sono solo segnalazioni, ma sono verificate di persona.
A Montegiorgio, che è una realtà importante, un ufficio postale importante, dove ci sono i pensionamenti, non c’è il personale che viene reimmesso in servizio, se si va lì il sabato, quando solitamente le persone che lavorano si recano per i normali servizi alle Poste, c’è una fila chilometrica all’esterno ed al freddo di persone anziane, giovani, madri di famiglia e via dicendo.
Questa situazione ovviamente non è più possibile, non è più tollerabile anche perché l’ente Poste oggi garantisce sempre maggiori servizi, sostanzialmente sostituisce gli sportelli bancari perché ci sono tutti i servizi bancari in ente Poste, ad esempio c’è in questi giorni l’emissione dei Bot da parte dello Stato italiano e si possono sottoscrivere, oltre che on line, negli uffici bancari e negli uffici postali, vediamo la pubblicità in televisione. Addirittura adesso c’è il servizio energia, presso ente Poste si possono sottoscrivere contratti per l’erogazione di energia elettrica e del gas/metano, fanno le assicurazioni, pensiamo alla misura del 110 e all’ente Poste c’era la possibilità della cessione del credito. Oggi fa un insieme di attività molto spesso sostitutive degli sportelli bancari che, come evidenziava il Consigliere Livi, vengono razionalizzati a causa di una politica del tutto ingiustificata.
E’ evidente che ente Poste, che tra l’altro è controllato da Cassa depositi e prestiti, ha qualche dovere in più nei confronti del nostro Paese ed in particolare delle aree interne. Ad esempio, i piani occupazionali che cosa aspettano ad attuarli, ci sono ragazzi in fila che attendono di essere chiamati. E’ tanto vero che ho presentato la mozione il 18 novembre 2022 ed in data 30 gennaio 2023 l’ente Poste ha invitato a Roma i Sindaci dei piccoli Comuni per lanciare un progetto per ampliare i servizi. C’è la foto di alcuni Sindaci della provincia di Fermo, tra cui c’è anche quello di Massa Fermana. di cui sono stato Sindaco nel secolo scorso. A questa iniziativa sono stati invitati i Sindaci sotto i 15 mila abitanti, “alla Nuvola di Fuksas per il progetto Polis - Dai piccoli centri si fa grande l’Italia”. Hanno partecipato il Presidente della Repubblica Mattarella, la Presidente del Consiglio Meloni, accompagnata da alcuni Ministri.
Il progetto ci investe particolarmente vista la natura dei piccoli centri e dei Comuni del fermano e dice “il ruolo di Poste Italiane nei nostri Comuni è centrale per tutti i servizi in deroga”, sostanzialmente dice quello che dico io nella mia mozione per quanto riguarda le poste e quello che dice il Consigliere Livi, che credo condivida anche questo, per quanto riguarda gli uffici bancari, che anch’io condivido.
Allo stato mi pare che iniziative concrete, al di là delle chiacchiere, non ce ne sono.
Con questa mozione che cosa si chiede? Nel proseguire con l’impegno della scorsa legislatura: avviare interlocuzioni con la dirigenza regionale e nazionale di Poste Italiane SpA e se del caso ad intervenire presso il Ministro competente; trovare una sintesi, un accordo, tra la strategia aziendale e la salvaguardia dei servizi che devono essere resi da Poste italiane ai cittadini con tempestività, efficacia e prossimità; concertare, anche attraverso l’istituzione di un tavolo permanente, la messa in atto di un piano di sviluppo che consenta di rilanciare le attività ed i servizi resi da Poste Italiane Spa sul territorio della Regione Marche, in particolare sulle aree interne; conoscere quali sono le determinazioni di Poste Italiane Spa nella Regione Marche in merito alle tante candidature per le posizioni assunzionali; adottare tutte le ulteriori e necessarie iniziative ritenute opportune per la risoluzione delle problematiche evidenziate in premessa e per impedire che Poste Italiane Spa persista nel produrre iniziative che vanno ad impattare quei luoghi che, secondo la stessa Azienda, tradizionalmente sono punti di riferimento per l’erogazione di servizi dedicati ai cittadini, alle imprese e alla pubblica amministrazione.
Quindi, chiedo l’approvazione di questa mozione, credo che possa essere condivisa, anche perché l’oggetto di questa mozione è stato oggetto di un grande evento nazionale dove sono stati invitati tutti i Sindaci di Italia, non solo quelli delle Marche, alla presenza, oltre che della dirigenza di ente Poste, del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio Meloni, ritengo che questa mozione possa essere approvata auspicabilmente all’unanimità.
Per quel che mi riguarda annuncio il voto favorevole sulla mozione del Consigliere Livi.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie Presidente. Sul piano della legittimità si rileva che la Regione, pur non avendo specifiche competenze in materia di servizio postale universale, può intervenire a livello istituzionale presso le Autorità a vario titolo preposte, al fine di trovare gli accordi e di ottenere il potenziamento del servizio postale, pertanto non vi sono elementi ostativi all'approvazione delle mozioni.
Sul piano del merito amministrativo, si ritiene doveroso segnalare l'opportunità di integrare le argomentazioni della proposta di mozione, in modo da cogliere al meglio gli obiettivi che si pone.
In primo luogo, andrebbe evidenziato che, venute meno, grazie ai fondi Pnrr, le ragioni contabili che impedivano di potenziare adeguatamente la rete del servizio postale nei piccoli Comuni, è stato avviato il progetto Polis, che prevede la creazione di "sportelli unici" di prossimità in Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, che facilitino l'accesso ai servizi pubblici in modalità digitale, attraverso una piattaforma di servizio multicanale di Poste Italiane. L'intervento comporta la trasformazione di 6.910 uffici postali ubicati nei piccoli Comuni, dotandoli di una infrastruttura digitale e tecnologica all'avanguardia (v. https://www.mise.gov.it/it/pnrr/progetti-pnrr/pnrr-polis)”.
L'attuazione del progetto Polis potenzierebbe la rete degli sportelli postali con immaginabili ricadute positive anche sul servizio universale, ma nelle Marche non risulta operativo e non se ne comprendono le ragioni, per cui tenendo conto della rilevanza strategica del progetto, sarebbe opportuno chiedere le ragioni della mancante attuazione mettendo a disposizione gli uffici regionali, che hanno competenze in materia di Pnrr.
Per quanto attiene alla tutela dei candidati a posizioni lavorative vacanti nel servizio pubblico universale, appare opportuno prevedere la possibilità di coinvolgere le organizzazioni sindacali nelle iniziative proposte con la mozione, dato che hanno specifiche competenze nella materia e rappresentano nelle sedi istituzionali gli interessi dei lavoratori e dei candidati alle assunzioni che non ricevono risposte da Poste Italiane, società pubblica.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Secondo me, Presidente, viste anche le dichiarazioni dell’Assessore Brandoni, che ha detto che nulla osta all’approvazione di questa mozione, credo che possano essere votate tutte e due, ora presento un emendamento alla mia mozione che raccoglie le indicazioni dell’Assessore Brandoni.
Ritengo che possano essere votate, se poi vogliamo fare un’unica risoluzione non ho problemi, però secondo me possono essere votate tutte e due.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie Presidente. Intervengo per dire che sono d’accordo con il Consigliere Cesetti, anche secondo me possono essere votate entrambe, senza nessun problema.
Ovviamente annuncio il voto favorevole alla mozione del Consigliere Cesetti.
PRESIDENTE. Aspettiamo ora l’emendamento del Consigliere Cesetti e poi proseguiamo. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Intanto lo predispongo perché facciamo un emendamento sull’attuazione del progetto Polis, che potenzierebbe la rete degli sportelli bancari.
Al punto 3 della parte dispositiva la lettera b) è sostituita dalla seguente; “b) ad attivarsi per l’attuazione del progetto Polis che potenzierebbe la rete degli sportelli postali con immaginabili ricadute positive anche sul servizio postale universale, che nelle Marche non risulta operativo”.
PRESIDENTE. Aspettiamo la precisa formulazione in modo tale che siamo a posto anche dal punto di vista della legittimità.
L’emendamento alla mozione 295 è pronto, si provvederà alla raccolta delle firme, nel frattempo si discute l’emendamento e si mettono in votazione sia l’emendamento che la mozione. Il testo è il seguente: “Nel dispositivo la lettera b) del punto 3 è sostituita dalla seguente: ‘b) adottare tutte le ulteriori, necessarie iniziative, ritenute opportune per la puntuale attuazione del progetto Polis, che potenzierebbe la rete degli sportelli postali con immaginabili ricadute positive anche sul servizio postale universale’”.
Emendamento 295/1 a firma dei Consiglieri Cesetti, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Mangialardi, Vitri, Biancani, Casini.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L’emendamento va bene, sostanzialmente raccoglie il suggerimento dell’Assessore Brandoni.
E’ la trasposizione di quanto dichiarato dall’Assessore sul testo della mozione.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Ovviamente per ribadire l’approvazione dell’emendamento proposto dal Consigliere Cesetti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciccioli.
Carlo CICCIOLI. Questi documenti rientrano in una traccia politica che Fratelli d’Italia ha sempre sostenuto, il fatto che ci sia una revisione della politica che ha dominato tutto il secolo scorso che era l’urbanizzazione, cioè il passaggio dai piccoli centri, all’urbanizzazione, nel caso delle Marche soprattutto lungo la costa, nei casi nazionali nelle aree metropolitane delle grandi città.
E’ in corso una revisione, quando le cose accadono, accadono perché devono accadere, di tutti gli strumenti, i progetti, le visioni per quanto riguarda lo spostamento delle persone e per quanto riguarda anche il lavoro. Fino a pochi anni fa il problema era l’accentramento, oggi è il decentramento, sarà stata l’avanzata della tecnologia con la digitalizzazione in cui i lavori possono essere svolti anche in luoghi diversi da quelli che sono stati in passato, i luoghi produttivi.
Oggi con il telelavoro, con la digitalizzazione tante cose possono essere fatte altrove, la presenza, che è insostituibile delle persone, può essere ridotta a delle occasioni e a delle circostanze particolari.
Il miglioramento delle infrastrutture, anche nelle Marche, sta finalmente procedendo in maniera sostenuta e consente lo spostamento delle persone in tempi ragionevoli, accettabili, che non vanno ad impattare sull’intera giornata.
Terza cosa, la vicenda del Covid con la terribile parola “distanziamento” sociale, una cosa che ha anche aspetti fortemente negativi, addirittura produce patologie, ha dato l’idea che invece di vivere ad alveare è meglio dispiegarsi nei luoghi dove si è vissuti per secoli e per millenni. Nel caso nostro è il problema dell’Appennino, ma di tutte le aree montane.
Un po’ di tempo fa leggevo un articolo che parlava dei Pirenei, la catena montuosa tra la Spagna e la Francia, in cui c’è un forte problema di spopolamento e di abbandono dei luoghi storici per le difficoltà note. Però c’è anche questo movimento inverso che sta avvenendo, io l’ho citato in un precedente intervento in questo Consiglio regionale, la città di New York, che ha 8,5 milioni di abitanti nell’area cittadina e ben 18 milioni nell’area metropolitana, ha conosciuto negli ultimi 3 anni uno spostamento di mezzo milione di persone, che sono andate a vivere in piccoli centri, in luoghi diversi. L’accentramento in città come Los Angeles sembrava infinito, invece adesso c’è un ritorno, la gente vuol tornare a vivere in luoghi dove c’è una dimensione umana.
Questo ovviamente è un problema per i servizi, è un problema dei servizi perché sono per necessità accentrati, anche per la sostenibilità dei costi, nei luoghi dove c’è la maggior parte della popolazione, lì ci sono i servizi sanitari, finanziari, logistici, tutti i servizi alla persona, alle attività ed alle imprese e tutto il resto.
Oggi c’è il problema inverso, vedere come questi servizi possono essere spalmati sui territori. Se c’è un ritorno ai piccoli centri deve esserci un rapporto tra costi e benefici che permetta al servizio di essere sostenibile.
Spesso la gente si lamenta che nei piccoli centri hanno chiuso tutti i negozi, anche gli artigiani ormai sono rari benché abbiamo la loro arte e la possono produrre anche altrove, tutto ciò perché non è più economico avere un esercizio che ha scarsi clienti, quindi scarsa attività ha costi generali alti.
Bisognerà arrivare a progettualità diverse, il progetto Polis è molto interessante. Come tutti sanno è stato presentato dall’amministratore delegato delle Poste pochi giorni fa e ha avuto un riscontro fortissimo perché l’organizzazione di altri servizi in periferia deve decollare, ma l’idea è che determinati servizi devono rimanere.
Chiudo qui, dicendo che ho dichiarato perché ideologicamente siamo favorevoli a questi progetti di mantenimento dei servizi, diamo l’adesione totale alle mozioni che sono state scritte, devo dire che è una visione comune che ci appartiene e questo è molto buono. Il Consigliere Livi, che è stato Sindaco di un piccolo Comune delle Marche, sente sulla sua pelle, sulla sua storia personale questo problema ed è stato lui, per quanto riguarda il gruppo Fratelli d’Italia, che ha dato impulso a questa decisione.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per ribadire la volontà di votare queste mozioni perché i servizi che abbiamo nei piccoli centri sono fondamentali.
Abbiamo fatto una grossa battaglia per far rimanere le classi scolastiche nei piccoli Comuni dell’entroterra, quindi va di pari passo. Ha senso mantenere le scuole ed ha senso mantenere gli uffici postali, le banche, i servizi che sono fondamentali e indispensabili affinché le persone restino a vivere in quei territori.
Sì, c’è lo spopolamento, questi vanno via, però, secondo me, gran parte di questo spopolamento è generato dal fatto che vengono tolti i servizi.
Queste mozioni vanno nella direzione di riportare i servizi nei piccoli centri, quindi siamo favorevoli.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
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Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Il voto favorevole da parte del nostro gruppo su entrambe le mozioni, in modo particolare al contributo che ha voluto dare il Consigliere Cesetti che ha ricostruito non solo la necessità, ma anche la visione all’interno di progetti soprattutto volti alle aree interne, che possono essere tutelate solo ed esclusivamente con infrastrutture e servizi.
La comunità si costruisce partendo da quelli e mi sembra che un impegno all’unanimità di questa Assise possa dare testimonianza di una volontà e poi capire se l’impegno che oggi facciamo assumere al Presidente ed alla Giunta da trasferire al Governo possa essere concretizzato. Questo è l’auspicio da parte nostra.
Non sono semplici mozioni per sottolineare le difficoltà che, conosciamo benissimo, hanno attraversato il territorio nazionale, che hanno come modalità una ripercussione sulla costruzione del territorio, delle comunità e delle aree interne.
Quindi un segno importante, speriamo che non rimanga una delle tante mozioni che andiamo a proporre che poi non ha la capacità di incidere, solo per mettere a posto i percorsi di carattere …, che non servirebbero assolutamente a nulla, quindi il voto favorevole del nostro gruppo.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 295/1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 295, così come emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 332. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Anticipazione delle mozioni nn. 330 e 335 (abbinate). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 330
ad iniziativa dei Consiglieri Pasqui, Rossi, Marcozzi
“Stop ai bonus edilizi nel cratere sismico”
Mozione n. 335
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Lupini, Mangialardi, Vitri, Biancani
“Iniziative per favorire lo sviluppo economico e l’occupazione mediante la circolazione dei crediti fiscali incagliati”
Interpellanza n. 17
ad iniziativa della Consigliera Lupini
“Decreto Consiglio dei Ministri 16 febbraio 2023 in materia di cessione di crediti d’imposta relativi agli incentivi fiscali: valutazione da parte della Giunta regionale e immediate iniziative per modifiche in sede di conversione parlamentare e urgenti azioni per attutire le gravi e negative conseguenze per imprese, lavoratori e famiglie marchigiane, con particolare riferimento alle aree del cratere sismico, coinvolgendo parti sociali, associazioni di categoria ed enti locali”
(abbinate)
(Discussione e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 330 dei Consiglieri Pasqui, Rossi, Marcozzi, la mozione n. 335 dei Consiglieri Ruggeri, Bora, Mastrovincenzo, Carancini, Casini, Lupini, Mangialardi, Vitri, Biancani e l’interpellanza n. 17 della Consigliera Lupini (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Buonasera colleghi. Con questa mozione siamo di fronte ad un problema molto importante, quello dello stop ai bonus edilizi con riferimento al cratere sismico.
Come tutti sappiamo,+ il Governo nazionale ha messo uno stop alla cessione del credito ed allo sconto in fattura per i bonus edilizi con un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, il n. 21 del 16 febbraio 2023 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40.
Questo testo modifica la disciplina che riguarda la cessione dei crediti di imposta relativi a spese per gli interventi in materia di recupero del patrimonio edilizio.
Parliamo del bonus riguardante le ristrutturazioni, l’efficienza energetica (ecobonus), il superbonus 110, le misure antisismiche (sismabonus), il bonus facciate, gli impianti fotovoltaici, le colonnine di ricarica, le barriere architettoniche, ossia il bonus barriere 75%. L’abrogazione delle norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi alle spese per interventi di riqualificazione energetica e di interventi di ristrutturazione importante di primo livello (prestazione energetica) per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro, le spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedevano alla successiva alienazione dell’immobile, di fatto di tutti i tipi di agevolazioni edilizie ad oggi esistenti.
E’ auspicabile un intervento capace di definire con certezza i confini di queste misure, ormai siamo, come tutti sappiamo, al settimo anno di una ricostruzione che ha stentato tantissimo a partire e che anche in questa fase trova delle difficoltà oggettive sull’intero cratere sismico.
Con riferimento alla Marche, vediamo che ci sono tanti territori colpiti dal sisma che hanno delle serissime difficoltà e problematiche tali tanto da temere anche una possibile desertificazione.
Questa mozione impegna il Presidente e la Giunta regionale ad intervenire con urgenza, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, affinché in sede di conversione del decreto legge, nel dibattito parlamentare possano essere apportate le opportune modifiche che vadano a tutelare i territori del sisma i quali, mai come questa volta, rischiano di scomparire. Ovviamente tra le eccezioni al decreto deve essere assolutamente inserita quella del superbonus, considerato come un’eccezione che deve continuare a sopravvivere e l’intervento deve essere così importante da garantire fino ad almeno il 2025 l’esistenza di questi bonus.
Direi che sarebbe addirittura auspicabile che ci sia una presa di posizione importante che vada a garantire l’esistenza degli stessi, riferendosi sempre all’eccezione del cratere sismico, fino al 2030 perché chi conosce perfettamente la situazione di queste zone sa che fino al 2025 sarebbero degli interventi sicuramente buoni e auspicabili, ma non sufficientemente idonei a garantire un percorso di ricostruzione, che senza questi bonus, penso, non possa avvenire. Non lo penso, ahimè, solo io, lo pensano anche tutte le categorie dei vari tecnici, le imprese e tutti quelli che con pulizia intellettuale si apprestano a parlare di questa materia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Il decreto-legge del Governo Meloni del 16 febbraio ha tolto ai cittadini la possibilità di cedere i crediti fiscali o di ottenere lo sconto in fattura sui nuovi lavori di efficientamento energetico e miglioramento sismico, affossando definitivamente i bonus edilizi dopo che i vari provvedimenti presi dal Governo Draghi ne avevano ostacolato il funzionamento, mettendo in crisi 40 mila piccole imprese del settore edile e dell'impiantistica.
Come il reddito di cittadinanza anche il superbonus 110% paga Io scotto di essere un provvedimento politicamente targato e riconoscibile, in quanto pensato e proposto dal Movimento 5 Stelle durante la pandemia e sostenuto dal Partito Democratico che affiancava il Movimento 5 Stelle nel Governo Conte 2 quando è stato varato il superbonus.
Sono imbarazzanti i tentativi del Ministro dell’economia e delle finanze e della Presidente del Consiglio di screditare il superbonus: un investimento che ha prodotto ricchezza nazionale in un ammontare di tre volte superiore al suo costo per le casse dello Stato, contribuendo per il 27% al prodotto interno lordo, record che abbiamo conseguito nel 2021. In quell'anno, infatti, il PIL è salito del 6,7%, e questo è un risultato ben superiore alla media europea che si attesta al 5,3%.
Un provvedimento che ha creato 992 mila posti di lavoro stimati al 31 gennaio 2023, posti di lavoro che oggi sono a forte rischio, ed ha consentito e consentirà per il futuro un risparmio medio annuo di 964 euro per le famiglie che hanno potuto accedere a questa misura.
Un provvedimento che ad oggi consente di risparmiare 1,1 miliardi di metri cubi di gas metano all'anno e di diminuire le emissioni di anidride carbonica di 1,4 milioni di tonnellate.
Questi sono dati elaborati da ENEA e dai centri studi di Confindustria, Ance e Nomisma, che non provengono direttamente dal Movimento 5 Stelle.
Nella regione Marche, stante ai dati ufficiali di ENEA, grazie al superbonus ci sono stati investimenti per 1.724.000.000, con un contributo sostanziale alla ripresa economica regionale post Covid.
E' falsa la narrazione sulle truffe che utilizzano coloro che hanno voluto affossare questa misura.
L'Agenzia delle entrate ha calcolato che sul totale delle frodi che hanno riguardato i bonus fiscali solo il 3% ha riguardato il superbonus 110%, essendo questa misura partita sin dall'inizio con gli obblighi di asseverazione tecnica da parte di un ingegnere e del visto di conformità di un commercialista. La stragrande maggioranza ha riguardato il bonus facciate, prima che si applicasse anche a quello l'asseverazione tecnica ed il visto di conformità.
Un'altra falsa narrazione è che il superbonus sarebbe il responsabile dell'aumento dei prezzi dei materiali. A causa della ripresa economica post Covid i prezzi sono aumentati ovunque nel mondo a causa dell'inflazione ed in Europa più che in Italia. Il prezzo delle costruzioni registrato nel quarto trimestre 2022 è aumentato mediamente del 20% in Europa contro il 9,7% dell'Italia. E non è corretta neanche la narrazione governativa secondo la quale il superbonus sarebbe finanziariamente insostenibile.
Il Censis, e non il Movimento 5 Stelle, ha stimato che a fronte dei 60,5 miliardi di detrazioni fiscali da superbonus a carico dello Stato, riconosciute dall'ENEA al 31 ottobre 2022, sono già rientrati o stanno rientrando, con l'IVA e con le imposte dirette generate dalle attività produttive attivate, ben 42,8 miliardi di euro di extragettito, pari a circa il 70% del valore delle detrazioni.
Un extragettito già in parte utilizzato dal Governo per la riduzione delle accise sui carburanti, la riduzione degli oneri di sistema sul gas ed altri provvedimenti legati alla crisi energetica.
E bisogna considerare che mentre l'extragettito è stato già generato dai lavori effettuati, l'onere per lo Stato in termini di minori entrate derivante dalla compensazione dei crediti fiscali è spalmato in un periodo di tempo di 5 anni per il superbonus e di 10 anni per gli altri bonus edilizi.
A netto dell'extragettito generato, quindi, le minori entrate annuali derivanti dalle compensazioni fiscali del superbonus ad oggi sono circa 5 miliardi l'anno, una cifra irrisoria se confrontata con i 38 miliardi all'anno di spese militari a cui questo Governo intende arrivare per soddisfare le richieste della Nato.
Quindi, tenuto conto delle entrate fiscali direttamente generate, parliamo di un costo per cittadino di 80 euro l'anno, altro che i 2.000 euro di cui hanno parlato il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente del Consiglio.
Un costo ben sopportabile se si considera che ancora oggi il 56% delle abitazioni degli italiani sono nelle due fasce più basse di efficienza energetica e gran parte degli immobili sono a rischio sismico.
Premessi questi dati inconfutabili e gli innegabili benefici prodotti in termini di sicurezza sismica e di riqualificazione energetica degli edifici, la mozione chiede di impegnare la Giunta ad assumere una iniziativa per modificare il decreto legge del 16 febbraio, nel senso di consentire alle Regioni di partecipare allo smaltimento dello stock di 15 miliardi di crediti fiscali che sono rimasti in pancia ad imprese e famiglie a causa dei numerosi provvedimenti di restrizione alla circolazione dei crediti varati per indebolire e scoraggiare il ricorso al supebonus.
Si tratta di salvare almeno i lavori in corso e di aiutare le imprese e i cittadini in difficoltà che hanno fatto affidamento su una legge dello Stato.
Le Regioni potrebbero calmierare il mercato dei crediti fiscali, ma soprattutto potrebbero spendere in servizi ai cittadini la differenza tra il prezzo pagato per l'acquisto del credito e il suo valore nominale utilizzabile per compensare imposte e contributi previdenziali negli anni futuri. Parliamo di cifre superiori al milione di euro per la Regione Marche.
Si tratterebbe di un impiego remunerativo di risorse finanziarie giacenti in tesoreria. Un impiego peraltro senza rischio perché le norme vigenti prevedono la responsabilità solidale dell'acquirente solo se non c'è dolo o colpa grave, che si escludono nel caso di acquisto di crediti già certificati dalle procedure interne degli istituti di credito.
Il secondo punto riguarda il superbonus nel cratere del sisma, includendo anche il superbonus per riqualificazione energetica oltre che il cosiddetto sismabonus, allo scopo di non compromettere la ricostruzione.
Il terzo punto riguarda un aiuto in termini di garanzia che la Regione potrebbe dare, tramite Confidi, alle aziende che si trovano in difficoltà perché non riescono a monetizzare, tramite la cessione alle banche, i crediti di imposta che hanno nei cassetti fiscali in dipendenza degli sconti in fattura effettuati sui lavori assistiti dai bonus fiscali. Attraverso un finanziamento agevolato di durata pari alla scadenza del credito fiscale, assistito da una garanzia accessoria di un consorzio fidi, potrebbero superare questo momento di difficoltà senza essere costrette a chiudere i battenti.
Concludo, sottolineando che queste sono richieste che, in forme analoghe, stanno avanzando molte altre Regioni ed enti locali, anche amministrazioni guidate dal centro-destra, pertanto chiedo a quest’Aula di considerare attentamente questa mozione e di esprimere un voto favorevole, bipartisan, nell'interesse delle imprese e dei cittadini.
Vorrei anche ringraziare il gruppo del Partito Democratico e il gruppo Misto per aver sottoscritto questo testo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Lupini.
Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Non appena emersa la polemica su questa revisione del testo da parte del Governo, ho subito depositato una interpellanza perché sono i cittadini ad aver bisogno di risposte e le imprese, al di là di ogni posizionamento politico.
E’ chiaro che abbiamo un problema, soprattutto nelle Marche e soprattutto nella zona del sisma che per mia provenienza conosco molto bene, quindi con piacere noto che tutti i colleghi, sia di maggioranza che di minoranza, si sono mossi proprio perché è un tema caldo che dobbiamo affrontare in modo serio e mi auguro trasversale in quest’Aula.
La mia interpellanza aveva delle domande molto precise proprio per capire, in attesa della conversione parlamentare di questo decreto, quale sia la posizione della Giunta Acquaroli in merito alle misure adottate dal Consiglio dei Ministri, come già detto dai colleghi il 16 febbraio 2023, e quali urgenti iniziative si intendono adottare in questa sede proprio per andare ad attutire l’impatto devastante che si potrà avere nel prossimo futuro su imprese e su tutti i cittadini.
Nel caso in cui le misure contenute nel decreto del Governo vengano confermate in sede parlamentare, anche se tutti qui auspichiamo un intervento salvifico, chiedo a questa Giunta quali sono le urgenti ed immediate azioni che intende attuare proprio per andare ad attutire, ad alleviare le pesanti e negative conseguenze che ci dobbiamo aspettare, con particolare riferimento alle aree del cratere sismico. Chiedo anche quali iniziative si intendono adottare per avviare un confronto con tutte le parti sociali, che credo sia quanto meno urgente e necessario, le associazioni di categoria e gli enti locali al fine di definire in maniera condivisa e il più possibile allargata gli interventi più utili e opportuni a tutela di questo tessuto economico già martoriato, con conseguenze e con gravissime ricadute sul tessuto sociale marchigiano, con particolare riferimento, come già detto un po’ da tutti, alle aree del cratere sismico, coinvolgendo in modo attivo questo Consiglio regionale e le competenti Commissioni che questa Regione vede attive.
Chiedo, poi ci sarà un’ampia discussione in riferimento alle due mozioni dei miei colleghi Consiglieri Pasqui e Ruggeri (quella del Movimento 5 Stelle è sottoscritta anche da me) una risposta puntuale per capire qual è l’orientamento della Giunta per avere anche contezza di quali sono le iniziative che sono state pensate al riguardo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Visto l’articolo 144 del Regolamento interno che consente l’abbinamento delle due mozioni e dell’interpellanza, chiedo un po’ di tempo in più perché le risposte da dare sono lunghe.
Tenuto conto che ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 11 del 16 febbraio 2023, che citava la Consigliera Ruggeri, a decorrere dalla data di entrata in vigore dello stesso, in relazione agli interventi di cui all’articolo 121, comma 2, del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, cioè:
1) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16 bis, comma 1, lettere a), b) e d) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917;
2) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;
3) adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16 commi da 1 bis a 1 septies del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90 e di cui al comma 4 dell’articolo 119;
4) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019 n. 160;
5) installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16 bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;
6) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16 ter del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90 e di cui al comma 8 dell’articolo 119;
7) f bis - superamento ed eliminazione di barriere architettoniche di cui all’articolo 119 ter del presente decreto.
Non è più consentito principalmente per le nuove pratiche/varianti presentate dopo l’entrata in vigore del decreto stesso, l’esercizio delle opzioni di cui all’articolo 121, comma 1, del medesimo decreto legge, lettera a) sconto in fattura e b) cessione del credito di imposta ad altri soggetti.
Poiché le disposizioni del comma 1 non sono applicabili rimangono pertanto salve solo le spese per gli interventi di cui all’articolo 119 del citato decreto legge n. 34/2020, in data antecedente a quella di entrata in vigore del presente decreto:
a) per gli interventi diversi da quelli effettuati dai condomini per i quali risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverati (Cila) ai sensi dell’articolo 119, comma 13 ter, del decreto legge n. 34/2020;
b) per gli interventi effettuati dai condomini per i quali risulti adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori, e risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverati (Cila) ai sensi dell’articolo 19, comma 13 ter, del decreto legge 34/2020;
c) per gli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione di edifici per i quali risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.
Le spese sostenute per gli interventi diversi di cui all’articolo 119 del citato decreto legge 34/2020, in data antecedente a quella dell’entrata in vigore del presente decreto (rispondo con tre punti) per i quali risulti:
a) presentata la richiesta del titolo abitativo ove necessaria;
b) non prevista la presentazione di un titolo abilitativo, siano già iniziati i lavori;
c) regolarmente registrato il contratto preliminare, ovvero stipulato il contratto definitivo di compravendita dell’immobile nel caso di acquisto di unità immobiliari ai sensi dell’articolo 16 bis, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 o ai sensi dell’articolo 16, comma 1 septies, del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63 convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2013 n. 90.
Rimangono completamente escluse dal sistema cessione sconto, a causa dell’abrogazione delle disposizioni di cui all’articolo 14, i commi 2 ter, 2 sexies e 3.1 e l’articolo 16, commi 1 quinquies, 3, 4 e 5 periodo e i septies 2 e 3 periodo del citato decreto legge n. 63 del 2013.
Il 2 ter, articolo 14 recita: “Le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica di cui all’articolo 14, decreto legge 63/2013, dai soggetti che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese si trovavano nelle condizioni di cui all’articolo 11, comma 2 e all’articolo 13, comma 1, lettera a) e comma 5, lettera a) del testo unico delle imposte dirette di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 in luogo della detrazione possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito”.
Il 2 sexies, articolo 14 recita: “le spese sostenute per gli interventi di qualificazione energetica di cui all’articolo 14 decreto legge 63/2013 in luogo della detrazione dai soggetti beneficiari diversi da quelli indicati dal comma 2 ter che possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, ovvero ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e a intermediari finanziari”.
3.1 sempre articolo 14 “le spese per gli interventi che a partire dal 1 gennaio 2020 qualificabili di ristrutturazioni importanti di primo livello di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale 162 del 15 luglio 2015, recante ‘Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica per le parti comuni degli edifici condominiali con un importo dei lavori pari o superiori a 200.000 euro’, sostenute dal soggetto avente diritto alle detrazioni può optare in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in 5 rate annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 117, decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all’articolo 1, comma 53 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta la facoltà di cedere il credito di imposta ai propri fornitori di beni e servizi con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di quest’ultimo, rimane in ogni caso esclusa la cessione agli istituti di credito e da intermediatori finanziari.
Uno quinquies dell’articolo 16, le spese per gli interventi di cui al comma 1 quater, riduzione del rischio sismico, realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Sempre all’articolo 16 l’1 septies, le spese per gli interventi di cui al comma 1 quater eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, da imprese …
(interventi fuori microfono) …
PRESIDENTE. Eravamo d’accordo, ci sono due mozioni ed una interpellanza, non dico di moltiplicare per tre …
Goffredo BRANDONI. Ora entro nel merito, però la premessa era dovuta.
Ripeto, articolo 16, 1 septies, spese per gli interventi di cui al comma 1 quater eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici allo scopo di ridurne il rischio sismico anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento da imprese di costruzioni o ristrutturazioni immobiliari che provvedano entro 30 mesi dalla data di conclusione dei lavori alla successiva alienazione dell’immobile.
Soluzione, appare evidente che l’unica soluzione percorribile qualora non si intenda agire sull’aumento del costo convenzionale è quella di derogare per il cratere sismico le disposizioni di cui all’articolo 2 del decreto legge 11 del 16 febbraio 2023, consentendo in tal modo alle nuove pratiche di poter ancora usufruire della cessione sconto senza dimenticare comunque che le tempistiche massime destinate al solo cratere sisma 2025 potrebbero non essere sufficienti a coprire la durata dei lavori di completamento di gran parte degli interventi di recupero del patrimonio edilizio gravemente danneggiato dal sisma.
Ciò rimane valido inoltre solamente laddove il blocco delle cessioni venga superato atteso che il rifiuto di tutti gli intermediari finanziari di procedere con tale sistema ha già di fatto reso difficilmente praticabile il ricorso di superbonus per i terremotati.
Al momento comunque certo è che il numero delle pratiche che hanno chiesto di poter usufruire degli incentivi fiscali al fine della copertura degli accolli stimabili nella misura di circa il 15% rispetto al costo complessivo di intervento, è assai elevato e il completamento degli interventi finanziati sia con il contributo che con gli incentivi fiscali, è assolutamente necessario ai fini del ripristino dell’agibilità degli edifici.
Ora entro nella mozione 335, per quanto riguarda la presente mozione che ho appena citato si rappresenta che dal 17 febbraio 2023 la data di entrata in vigore del decreto legge 11/2023 con l’esplicito fine di coordinamento della … è fatto divieto per le pubbliche amministrazioni di essere cessionarie dei crediti di imposta derivanti dall’esercizio delle opzioni per la cessione del credito o lo sconto in fattura di cui al comma 1 lettera a) e b) del medesimo articolo 121 per i lavori edilizi.
Tale disposizione mira ad evitare effetti negativi sui saldi di finanza pubblica considerato che le operazioni in parola potrebbero determinare l’aumento del debito pubblico, sono quindi state introdotte tutte le iniziative di acquisto del bonus avviate o ipotizzate nei giorni scorsi da alcune Regioni e Province, dalla Provincia di Treviso alla Sardegna, dalla Basilicata al Piemonte. Infatti le Regioni e le Province autonome stavano valutando la possibilità di intervenire sulla questione alla luce dell’articolo 119 della Costituzione in relazione al quale gli enti territoriali possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, è esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti degli stessi contratti.
La previsione del decreto legge 11/2023 correlata alle declinazioni individuate da Eurostat che connotano tali operazioni come impattanti sui saldi di finanza pubblica ha rafforzato la necessità di analisi giuridica e approfondimento del contesto, nel frattempo è intervenuto il decreto legge 11/2023 vietando agli enti territoriali tali operazioni alla luce degli effetti negativi sui saldi di finanza pubblica, le ragioni sono disponibili a fianco di tutti i soggetti istituzionali interessati a partire dal Governo a giocare un ruolo nell’ambito delle proprie competenze e delle rispettive responsabilità.
Auspicano che il tavolo insediato dalle parti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri consegni una soluzione utile e in tempi rapidi alle criticità del settore.
In relazione al terzo punto della mozione n. 335 la Regione ha già attivi strumenti di accesso al credito per le piccole e medie imprese comprensivi anche del finanziamento della liquidità e quindi anche a copertura dei crediti compresi pertanto i crediti fiscali delle imprese edili che non è stato possibile cedere.
A breve inoltre in attuazione della misura 1.3.5 del Por-Fesr 2021/2027 verrà istituito un nuovo strumento finanziario che resterà attivo almeno per i prossimi 5 anni e sostituirà i fondi esistenti e potrà tenere conto anche di queste specifiche situazioni, naturalmente osserviamo con attenzione gli sviluppi delle iniziative governative volte ad attutire l’impatto della sospensione delle operazioni di cessioni di crediti sulle famiglie e sulle imprese al fine di individuare azioni adeguate a livello regionale a maggiore tutela delle imprese marchigiane.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Casini.
Anna CASINI. Assessore, lei non mi ha assolutamente annoiato perché ha fatto una cronistoria, una lezione dotta che le è stata scritta da qualcuno che probabilmente ha poco rispetto per questo Consiglio, oltre che per lei.
E’ chiaro che se siamo arrivati a questo punto è perché c’è stato il decreto del Consiglio dei Ministri che ha impedito la cessione dei crediti. Quindi tutto quello che viene prima, quando i crediti possono essere ceduti, quale differenza c’è tra
il bonus facciate e il bonus edilizio, i tempi, cos’è la ristrutturazione edilizia e tutto quello che lei ha elencato e che ha letto con grande pazienza …, lei piuttosto che noi.
Noi l’abbiamo ascoltato anche con piacere, chi glielo ha scritto bastava che rispondesse con la parte dispositiva e non ci insultasse dandoci degli ignoranti perché se noi abbiamo scritto, parlo per il Partito Democratico che ha sottoscritto la mozione della Consigliera Ruggeri, evidentemente il problema ce lo siamo posto.
Chi le ha scritto queste cose poi le dice che la soluzione può essere quella che il Governo cambi il comma che prevede che non si possono cedere i crediti e che le Regioni non possano cedere i crediti. Sia la Consigliera Ruggeri che il Partito Democratico avevamo presentato delle proposte di legge, che tra l’altro sono state ritenute molto interessanti dai revisori dei conti della Giunta. Tanto è vero che i revisori dei conti ci hanno scritto dicendoci che avevano avuto con lei, Assessore, una riunione, della quale ho il verbale, il 14 novembre 2022, revisori dei conti, con i quali lei ha rapporti come Assessore al bilancio, che le hanno proposto esattamente la soluzione della cessione dei crediti da parte della Regione, con dovizia di particolari e spiegazioni di come lei avrebbe potuto fare, la Regione avrebbe potuto fare, con una proiezione fino a 5 anni dalla cessione dei crediti. Quindi non lo dice la Consigliera Casini, non lo dice la Consigliera Ruggeri, non lo dice il Partito Democratico, non lo dice la Consigliera Lupini e non lo dice nemmeno il Consigliere Pasqui, ma i vostri revisori dei conti hanno detto che ciò era fattibile, tanto è vero che ci hanno chiesto le proposte di legge.
Ora, tutto questo aveva un senso fino a quando non è arrivato il decreto del vostro Governo che ha deciso di impedire alle Regioni la cessione dei crediti. Lì le problematiche sono due, la prima è che non si possono più cedere i crediti, parlo per le piccole imprese e i piccoli proprietari, quelli che sono nei condomini, che hanno fatto una anticipazione delle somme e che pensavano di poter cedere i crediti alle imprese che realizzavano i lavori, mentre le imprese oggi si trovano con i cassetti fiscali pieni, ma non hanno la possibilità di liquidità per andare avanti, quindi ci sono i lavori fermi. E questo è un problema generale in tutta Italia.
Non dico che il bonus 110 fosse la panacea, non dico che i bonus non debbano essere rivisti, non dico che si possa assestare anche la cessione del credito e che bisogna farlo, ma non mi spaventa il fatto che ci siano i furbetti del quartiere, quelli ci sono sempre, non è che se qualcuno fa finta di essere cieco noi non guardiamo a quella categoria, non è perché c’è qualcuno che ruba in banca noi non apriamo le banche nell’orario di frequenza al pubblico, quindi, queste sono cose che vanno controllate bene, però non si può dire che non sia stato riattivato, e si vede già dal gettito dell’Iva di quest’anno, il comparto delle costruzioni, con l’indotto che è enorme, che è stato riattivato grazie ai bonus, oltre all’obiettivo più importante che era quello di rendere più sicure le nostre abitazioni e possibilmente di renderle autonome dal punto di vista energetico. Obiettivo grandissimo.
Si poteva fare collegandolo al reddito? Certo che sì. Si poteva fare fino al 90% invece che il 110%? Certo che sì, però che la manovra e la cessione del credito, che il 110% non sia una manovra importante, che la cessione del credito abbia consentito a chi non aveva la capienza …, perché una persona che ha uno stipendio di 1.500 euro al mese, è chiaro che neanche in 20 anni può recuperare le tasse che vengono invece cedute dall’impresa.
E’ importante che i revisori dei conti vi avessero fatto una proposta, che noi non conoscevamo, che fosse in sintonia con quello che dicevamo, che diceva che sarebbe stato molto vantaggioso per la Regione Marche. Tra l’altro l’Agenzia delle entrate, alla quale è stato chiesto un parere tramite interpello, ha riconosciuto la possibilità di impiegare in compensazione i crediti di imposta anche per gli enti pubblici, quindi anche l’Agenzia delle entrate riteneva questa operazione possibile.
Ergo, questa operazione era possibile finché il Governo Meloni non ha deciso di interrompere questa possibilità, che succede nelle aree del cratere? Nelle aree del cratere il problema è ancora più ampio e mi chiedo come mai in Senato non sia stato presentato dal Commissario un emendamento. Vi posso dire invece che il nostro parlamentare ha presentato due emendamenti e vi dico in diretta che sono stati poco fa bocciati alla Camera dei Deputati, dopo essere stati bocciati anche in Commissione, nei quali si lasciava la possibilità per le aree del cratere, perché le aree del cratere? Perché nelle aree del cratere, oltre alla ricostruzione c’è anche la parte di accollo del privato che serve per rendere dal punto di vista energetico, in particolare, conformi alle normative vigenti le abitazioni. Questa parte di accollo serviva anche a superare un po’ il discorso dei prezzi che sono aumentati, ma sono aumentati non a causa del sisma bonus, ma perché c’è tutta una attività che si è comunque rianimata.
Le imprese che hanno operato lo sconto in fattura si trovano con i cassetti fiscali saturi verso lo Stato, assolutamente senza liquidità, e questo è un problema perché abbiamo i cantieri fermi anche nelle aree del sisma, quindi un primo intervento da fare sarebbe questo.
La mozione della Consigliera Ruggeri, che abbiamo firmato anche noi, è molto più complessa, non parla della Conferenza delle Regioni, perché lei sa meglio di me che in Conferenza delle Regioni questi temi interessano poco, interessano più che altro al Governo e visto che il decreto sisma ormai è passato … Questo non l’abbiamo detto, nel decreto sisma sono stati bocciati gli emendamenti che avrebbero risolto questo problema per il cratere, almeno inizialmente per il cratere e non per i nuovi crediti, ma per i crediti che si sono creati fino adesso, per cercare di salvare le imprese dal fallimento, poi servirebbe una soluzione strutturale. Sono due le soluzioni da trovare.
Mi auguro che nel prossimo decreto che deve andare in discussione venga inserita una norma che aiuti soprattutto le aree del cratere perché lì oltre al danno la beffa.
Nella mozione che abbiamo sottoscritto ci sono varie opportunità per lei e per la Giunta di muoversi nei confronti del Governo, in quella del Consigliere Pasqui si parla solo di Conferenza delle Regioni e secondo me è un po’ risicata, quindi chiedo di votare tutti insieme una risoluzione, oppure il Consigliere Pasqui, se vuole, insieme alla Consigliera Ruggeri, può trovare una soluzione che possa essere un po’ più ampia della fattispecie che ha proposto, che comunque va anche bene.
Mi chiedo come mai il Commissario, che è espressione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non abbia ancora ad oggi trovato una soluzione ad un tema che è gravissimo e che potrebbe essere risolto lasciando le Regioni libere di operare e di autodeterminarsi in una materia che è di loro competenza.
E’ stata un po’ una violenza quella operata dalla Presidente del Consiglio Meloni.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Lupini.
Simona LUPINI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato il più attentamente possibile la relazione di cui ha dato lettura l’Assessore, però io chiedo che, nonostante la discussione delle mozioni, il tema è molto complesso, si dia risposta ai quesiti perché sinceramente con tutto lo sforzo possibile non ho capito quale sia la posizione della Giunta e soprattutto, che è quello che più ci interessa, quali siano le iniziative che questa Giunta intende mettere in atto.
Le domande erano molto precise, ne ho anche dato lettura, ma non sono soddisfatta della risposta perché credo che nel novero di tutta la discussione e della normativa, di cui sicuramente abbiamo ascoltato nel dettaglio, non mi è stata data risposta all’interpellanza, che invece avevo depositato con grande urgenza proprio perché è questo il momento di spingere tutti insieme, ove possibile.
Mi associo alla proposta della Consigliera Casini di giungere ad una risoluzione comune, che credo sarebbe molto rispettosa delle difficoltà che tutte le imprese stanno vivendo e con loro i cittadini.
Mi auguro che si arrivi a questo, ma intanto ritengo che sia necessario in quest’Aula dare risposte, anche perché non è la prima volta che viene sollevata la problematica delle risposte alle domande delle interrogazioni e delle interpellanze.
Se non avessi voluto delle risposte precise e urgenti avrei fatto anch’io una mozione che sarebbe andata in coda alle altre, ho firmato la mozione insieme a tutti i colleghi di minoranza, PD e 5 Stelle, ma l’interpellanza ha uno scopo preciso ed io chiederei che venga rispettato il fine e l’obiettivo degli atti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Qualche riflessione anche da parte mia che però non può fare altro che limitarsi a colorare un po’ le considerazioni che molto puntualmente la Consigliera Casini ha anticipato su questo tema, come direi la completa mozione del Movimento 5 Stelle, attraverso la Consigliera Ruggeri. Poi dirò a parte una considerazione sulla mozione del Consigliere Pasqui.
Credo che uno dei punti centrali rispetto alla questione, che va sottolineato, non farlo significherebbe non ricostruire in maniera puntuale ciò che è avvenuto su questa vicenda di frattura del Governo Meloni, chiamiamolo in maniera indefinita, sul superbonus, ma sappiamo tutti che non è solo questo.
Uno dei punti centrali è che, lo ricordo a tutti, anche all’Assessore ed ai Consiglieri di maggioranza, in sede di bilancio di previsione dello Stato del 2023 - cioè il Governo Meloni che approva la legge finanziaria del 2023 - il superbonus c’era.
In sostanza nel bilancio di previsione 2023 le regole sul superbonus, la preoccupazione del Governo, della parte finanziaria del Ministro dell’economia e delle finanze sul buco di bilancio c’era o ci sarebbe dovuta essere. Cosa cambia tra dicembre 2022 e febbraio 2023 sulla previsione che il superbonus aveva determinato un buco di 120 miliardi? Com’è possibile che in neanche due mesi questa posizione cambi repentinamente? La logica avrebbe voluto che in sede di previsione di bilancio, qualora si fosse accertato un buco, sostiene il Ministro dell’economia e delle finanze di 120 miliardi, il nuovo Governo avrebbe dovuto immediatamente intervenire, o no? Ragionando in maniera onesta intellettualmente, io penso di sì, oppure se ne sono accorti l’1 gennaio, può anche darsi.
Ritengo che invece la maggioranza sappia bene quello che sta accadendo, credo che ci sia stata una scelta subdola. Quando è arrivato il decreto del Presidente del Consiglio? E’ arrivato 4 giorni dopo le elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio, è evidente, avete deciso di fare le elezioni senza essere costretti a raccontare che avreste tolto il superbonus, quindi un semplice calcolo di convenienza. Lo dice molto bene la mozione della Consigliera Ruggeri. Il Ministro dell’economia e delle finanze, a cui attribuisco peraltro una serietà, non lo dice nella propria indicazione, si asserisce che esiste un buco di 120 miliardi, ma quanti sono i miliardi recuperati attraverso l’incasso fiscale, tra Iva e l’incasso fiscale normale? Non viene detto. Non è serio questo perché per chi come me, o molti come me, anche dentro al Partito Democratico, ritiene che una operazione politica 110, come è stata fatta, si poteva contemplare in una fase particolare di questo Paese, e presumo che abbia fatto bene. Certamente quando si tirano le somme e si fanno i bilanci si sarebbe dovuto in maniera corretta raccontare il buco di miliardi al netto di quello che è stato recuperato, il Ministro dell’economia e delle finanze si guarda bene dal farlo.
Ma la cosa più grave è, e questo penso che investa tutti e ritrovo nella considerazione che fanno i Consiglieri Lupini, Casini e Pasqui, come si fa a tagliare, a non comprendere quali sono gli effetti sulla regione Marche e in particolare sul cratere sismico? Perché questo silenzio della maggioranza di destra su una scelta come questa così negativa, drammatica per le aziende che operano nel cratere sismico? Perché non sono stati approvati gli emendamenti che riguardavano il cratere sismico all’interno del Parlamento? Perché non si è fatto parte diligente il Governo regionale con una azione pubblica rispetto a questo elemento? Questa è la differenza! E guardate, è una cosa grave tutto ciò, perché voi vi riempite la bocca di cratere sismico e spargete soldi a palate da tutte le parti, però bloccate la ricostruzione di tante abitazioni. Ricordo che la stratificazione sociale delle famiglie che restano all’interno del cratere sismico racconta di …, che non ha risorse per poter oggi riprendere i tanti cantieri che sono bloccati. Chi conosce la montagna sa bene che le gru sono rimaste lì dove stavano e gli operai se ne sono andati perché le aziende hanno lasciato perdere e le famiglie non hanno le risorse per completare. Perché state zitti? Perché non svolgete una azione politica forte su questo tema e sembrate indifferenti? Guardate che non paga essere coerenti rispetto ad una scelta politica e si potrebbe dire con onestà seria che il 110 certamente avrebbe dovuto essere riformato, ma sul cratere sismico, sulle nostre comunità ci doveva essere un impegno che voi non avete manifestato ed oggi vi si dà questa possibilità attraverso l’approvazione della mozione.
Aggiungo, lo dico al Consigliere Pasqui, ma non possiamo impegnare, o meglio lo possiamo fare, ma svicoliamo, è il Governo che si deve far carico di questo, è la conversione in legge, è il Commissario straordinario, non possiamo delegare alla Conferenza delle Regioni un tema così delicato come quello che riguarda l’Assemblea legislativa regionale.
Alzate la voce, dite che bisogna far riprendere le attività nel cratere sismico, non siate indifferenti.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Non avevo in mente di intervenire, ma sentendo tutte le affermazioni del Consigliere Carancini che dopo sei anni dal sisma, nei quali non hanno fatto niente, ci viene a dire che oggi si fermano i cantieri. I cantieri oggi finalmente stanno riprendendo, Consigliere Carancini. Dice la mozione del Consigliere Pasqui o altre situazioni …, sicuramente il superbonus era qualcosa che andava rivisto e riaggiornato perché com’era, l’abbiamo detto tutti, non era la soluzione migliore.
Per il sisma dirò di più, il Commissario, da me più volte interpellato, ma anche pubblicamente tre giorni fa a Camerino ha detto che il superbonus per le aree del sisma verrà ristabilito ed io confido in quello che dice.
Forse il fermo del superbonus darà il via agli interventi nel cratere sismico, appena hanno bloccato il cratere, individualmente, egoisticamente, ho pensato finalmente la ricostruzione può partire perché oggi non abbiamo tecnici, non abbiamo imprese in quanto tutti sono impegnati con il superbonus e noi continuiamo a pagare i contributi di autonoma sistemazione, aggiustare case con 10 anni di vita, rimettendo le finestre nuove, mentre chi stava fuori di casa non poteva rientrare. Oggi grazie a questi provvedimenti, grazie all’impegno del Commissario e di tutti i rappresentanti del Governo regionale, per le aree del sisma, per gli interventi collegati al sisma, il 110 continuerà ad esistere. Finalmente da qui in avanti potremo dire tutti con soddisfazione che la ricostruzione, non dico riparte, ma parte perché non era mai partita fino ad oggi, Ci sono state molte difficoltà dovute all’ampiezza del cratere, all’ampiezza dei danni, al fatto che era difficile quantificare i danni, però oggi dire che i cantieri si sono interrotti perché è stato interrotto il superbonus penso che sia la cosa più assurda che si possa dire in quest’Aula.
Semmai i cantieri con il superbonus ripartiranno, ci saranno 10 giorni di stop, ma il problema è che si erano fermati tutti prima, soprattutto gli interventi sul sisma non venivano realizzati e portati avanti perché le ditte e i professionisti avendo più vantaggio avevano optato per seguire i lavori del 110, lasciando indietro quelli del sisma.
Ci vivo, sto lì tutti i giorni, non mi dovete dare degli insegnamenti, su altre cose me li date, su questo no. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Brandoni.
Goffredo BRANDONI. Grazie, Presidente. Tre risposte veloci, la prima alla Consigliera Lupini, mi spiace, nella parte discorsiva pensavo di essere stato esaudiente nella risposta, lei dice che non lo sono stato; alla Consigliera Casini dico che da Sindaco sono stato sempre attento ai Consigli o ai suggerimenti del Collegio dei revisori dei conti e ho continuato a farlo anche in questo momento, ci tengo a precisarlo. Nel mio primo intervento ho fatto uno scivolone parlando della struttura, questa volta le dico e sottolineo “la politica”, su suggerimento del Collegio dei revisori la politica. Ne abbiamo parlato, è inutile che le dica che ci metto la faccia io che sono l’Assessore al bilancio. Abbiamo dei referenti extraregione con i quali chi di dovere, ma anche il sottoscritto, si è interfacciato, massima cautela e massima cautela noi abbiamo mantenuto, questo è quello che le dico. Che poi il Collegio dei revisori si permetta giustamente di consigliarci o suggerirci una cosa rispetto ad un’altra è legittimo, loro lo fanno e noi lo recepiamo. Metto in risalto il fatto che se l’avessimo fatto, con quello che ha fatto il Governo poi, forse l’avremmo saputo un attimo prima.
Chiudo con la risposta al Consigliere Carancini, questa misura del Governo, il decreto legge 16 febbraio 2023 n. 11, l’ho detto prima, tende ad evitare gli effetti negativi sui saldi di finanza pubblica, pertanto a seguito di quello abbiamo tolto tutte le agevolazioni dei superbonus e altro.
Concludo dicendo che non sta a me perché non sono un profondo conoscitore come il Consigliere Marinelli, ma giudico che nei sei anni dal terremoto e fino al nostro arrivo è stato fatto poco, questo mi dicono. Comunque verificheremo da qui a Natale ed invito a monitorare come andranno avanti i lavori nel cratere per verificare se quello che dice il Consigliere Carancini che con l’avvento del nuovo Commissario …, no, ipotizzo, non l’ha detto.
Finora è stato fatto poco, me lo hanno riferito, non l’ho verificato di persona, io dico analizziamo quello che il nuovo Commissario …, e a Natale ne riparliamo per vedere cosa è stato fatto e poi compareremo i sei anni precedenti con i sei mesi che ci separano da Natale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Sono molto dispiaciuta del fatto che non si sia aperto un dibattito in quest’Aula perché di fatto i Consiglieri di centro-destra non hanno preso la parola, lo ha fatto solo il Consigliere Marinelli che però non ha parlato di tutte le proposte contenute nella nostra mozione, ma solo di un aspetto che tra l’altro è emerso durante l’intervento che ha fatto il Consigliere Carancini.
E’ un grosso dispiacere che però non credo sia afferente all’indifferenza, io non vi trovo indifferenti perché non ritengo che il centro-destra sia indifferente al futuro delle imprese, al futuro delle famiglie, non lo posso pensare, più che altro siete imbarazzati perché avete scelto pedissequamente di seguire una linea che arriva da Roma, anche se questa linea sapete benissimo che metterà, anzi ha già messo, in grossa difficoltà la nostra regione.
Altre Giunte, altri Presidenti di Regione o di Provincia, altri Sindaci hanno scelto un’altra linea, cioè difendere i propri cittadini, quindi attivarsi affinché si possano realizzare gli acquisti dei crediti fiscali. Per esempio, solo nella nostra regione erano partiti la Provincia di Pesaro, il Comune di Pesaro, il Comune di Fano, per carità loro sono di trazione centro-sinistra, però ci sono altre realtà di centro-destra che si erano già mosse e ci sono realtà di centro-destra che hanno continuato a muoversi dopo il 16 febbraio perché quella è una linea spartiacque. Lì vediamo chi ubbidisce agli ordini che arrivano da Roma e - abbiamo già dimostrato che sono strumentali solo per fare delle battaglie di ordine politico - chi ha intenzione di difendere i propri concittadini, le imprese e le famiglie.
Io ci vado spesso agli incontri con gli imprenditori, mi auguro che ci andiate anche voi, avete sentito la disperazione? Disperati chiamano anche voi, dicendo: “Dal 2018 questo è il momento peggiore che stiamo attraversando, inizieremo con manifestazioni e atti che non si sa a che cosa possono portare”.
Sono sconvolta perché la Presidente del Consiglio in campagna elettorale diceva “il superbonus non si tocca, è una misura che difenderemo perché siamo vicini agli imprenditori” e lo ha praticamente disfatto, diceva “aboliremo il reddito di cittadinanza” e oggi scopriamo che gli ha cambiato nome e lo ha un po’ ridotto, però continuerà ad esistere.
Allora mi chiedo: voi che siete a contatto con i territori e sapete quali sono le esigenze dei cittadini, fatevi tramite con il Governo, cercate di evitare errori grossolani come questi e invece no, vi allineate e mi spiace verificare che il centro-destra delle Marche è di questo spessore, cioè a mio parere nullo. Grazie.
PRESIDENTE. Chiusa la discussione generale.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Pasqui.
Gianluca PASQUI. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto ed esprimo come gruppo Forza Italia un voto favorevole, pur essendo cosciente che la problematica è su scala nazionale. E’ solo un voler fortificare ancora di più attraverso questa azione l’attività del Presidente e della Giunta regionale che sarà rivolta a far intervenire il Governo nella sede opportuna per modificare quest’atto che così com’è non va assolutamente bene per le zone del cratere sismico.
Mi unisco, sottolineo e sottoscrivo ogni parola che ha detto il Consigliere Marinelli, altra persona e istituzione estremamente attenta alle problematiche delle zone terremotate. Che la ricostruzione adesso si sia fermata, non entro nemmeno in merito perché va a ledere l’intelligenza delle persone che ancora soffrono dopo tanti anni ed anche i loro sentimenti, per cui mi fermo qui. Il voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. A nome del nostro gruppo ci sarà un voto di astensione da parte nostra.
Lo dico per i proponenti, forse dovevamo cogliere l’occasione del lavoro importante che aveva messo a disposizione la Consigliera Ruggeri dell’intero Consiglio, a cui, tra l’altro, noi abbiamo aderito e sottoscritto convintamente perché la proposta sulla quale ci stiamo astenendo mostra un limite di carattere procedurale: il tema viene posto in Conferenza delle Regioni e non nella Conferenza Stato-Regioni, poi magari attraverso quella il tentativo che non è andato a buon fine rispetto ad una tematica così importante.
Lo abbiamo sottolineato, qui non si possono fare le guerre di posizione, non è nemmeno ipotizzabile, noi abbiamo imprese che stanno fallendo, abbiamo famiglie che sono in una tensione incredibile, quella che sentite voi tutti i giorni perché chi si trova dentro quel meccanismo potrebbe avere impegnato risorse che non ha a disposizione, potrebbe aver avviato investimenti anche oltre le proprie possibilità, e senza colpo ferire, anche con un atteggiamento furbetto e lesto perché in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2023/2025 quei numeri, che ricordava prima il Consigliere Carancini, erano a disposizione di tutti, non è stato un fulmine a ciel sereno a meno che non si tratti di assoluta incompetenza e non penso. Invece c’è stata la volontà di occultarlo, quindi assecondare un’esigenza per poi farla emergere immediatamente dopo il voto importante che si è svolto nella Regione Lazio e nella Regione Lombardia e con giustificazioni, quelle sì, con tanta stima verso il Ministro dell’economia e delle finanze, che invece ha messo da buon ventriloquo una serie di dati che non corrispondono in nessun modo alla difficoltà che è caratterizzata sì da un impegno di 120 miliardi, ma che ha un volano sul piano economico sociale che nessuno ha computato.
Poi c’è quello, invece, del rientro di imposte e tasse, che indubbiamente avrebbe alleggerito, ma tutti noi ad ogni livello, quindi dal comunale fino al nazionale, dobbiamo avviare il percorso per tentare la soluzione, tentare di salvare le imprese e salvaguardare le famiglie. Questo non lo facciamo perché rimaniamo algidi.
Nell’intervento in replica l’Assessore dice: “Noi ci siamo accorti, confrontati con i revisori dei conti che ci avevano dato un lasciapassare rispetto a quella proposta”, però è arrivato il confronto non tecnico, ma politico con Roma che decide e quell’incipit si è tradotto in un “fermate tutto”, tanto da fermarlo poi con un decreto.
Penso che perdiamo una bella occasione, non dobbiamo salutare il fallimento di imprese o il possibile dirottamento delle risorse delle imprese sulle aree terremotate perché siccome nelle altre non ci sono o non si possono attivare finalmente può ripartire in altri luoghi. Presumo che questo sia un atteggiamento totalmente sbagliato, perché poi so cosa succede nel vostro cellulare, guardo i due Presidenti, quel che succede in misura più contenuta a noi, sia le categorie che soprattutto le imprese direttamente stanno alzando bandiera bianca e invece di dare una speranza noi in questa maniera le affondiamo. Un voto di astensione da parte nostra.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Livi.
Simone LIVI. Grazie, Presidente. Intanto preannuncio il voto favorevole del gruppo Fratelli d’Italia alla mozione del Consigliere Pasqui.
Ho seguito il dibattito e vorrei porre l’accento sul fatto che da parte della minoranza consiliare in questa regione, io sto qui dal 25 ottobre, da quello che emerge dai banchi della minoranza è che il centro-destra non ha azzeccato una sola cosa in tutti questi mesi, né qui in Regione né tanto meno a livello nazionale con il Governo Meloni di centro-destra.
Poi è anche vero che le difficoltà ci sono, nessuno lo esclude. Penso di essere una persona abbastanza moderata sotto questo punto di vista, sono sempre aperto a qualsiasi tipo di confronto e ve lo posso garantire, però sentire certe cose francamente mi dispiace.
Vorrei anche ricordare, visto quello che ha detto prima la Consigliera Ruggeri, che né l’attuale Presidente del Consiglio né tantomeno tutti i partiti del centro-destra in campagna elettorale hanno mai detto che il superbonus non sarebbe stato toccato, anche perché abbiamo visto che la norma così come era strutturata nel nostro Paese ha portato ad un buco di diversi miliardi, che sarebbero magari stati utili per portare avanti altre iniziative.
Sono d’accordo ovviamente con quanto detto dal capogruppo della Lega, Consigliere Marinelli, poco fa. Non credo che i cantieri si siano bloccati dalla sera alla mattina per colpa di questo provvedimento, anzi, molti cantieri, anch’io conosco quelle zone, erano già fermi per tutte le problematiche che sono state dette prima, però ci tengo ad aggiungere che il Commissario per la ricostruzione nonché Senatore ha pubblicamente già dichiarato, e so che lo sta facendo, che con il Governo avrebbero ricercato una soluzione per garantire determinate situazioni nelle zone del cratere, dove tra l’altro i lavori che verranno fatti entro il 31 dicembre 2025 sono comunque garantiti da copertura purché ovviamente si accerti che ci sia stato il danno da parte del sisma e non danni precedenti o altro.
Ritengo che su tante cose ci si debba confrontare, va bene che ci si confronti anche in modo aspro e deciso, però bisogna secondo me dirle tutte, non credo che il gioco delle parti o dire che il centro-destra è imbarazzato … Non c’è nessun imbarazzo perché vi posso garantire che parlo con amministratori di destra, di sinistra, grazie a Dio ho sempre la determinazione nel cercare il dialogo e cercarlo con tutti gli amministratori a prescindere dal colore politico.
Ho detto all’inizio che gli errori si possono fare, l’importante è che vengano corretti, però state tranquilli da parte mia e penso di poter dire da parte di tutta la maggioranza non c’è alcun tipo di imbarazzo perché sappiamo che stiamo facendo il possibile e sappiamo che al governo c’è chi sta facendo il possibile, primo fra tutti il nostro Commissario straordinario, già Assessore in questa Regione, attualmente Senatore. Quindi voto favorevole alla mozione Pasqui. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marinelli.
Renzo MARINELLI. Grazie, Presidente. Per dire che il gruppo Lega voterà favorevolmente questa mozione anche perché sono convinto, anche dai contatti avuti sia con il Commissario che con altri esponenti, che queste misure verranno reintrodotte, però un rafforzamento da parte di tutto il Consiglio regionale è opportuno.
Sulle altre cose non voglio dire, forse finalmente riusciremo ad andare avanti con la ricostruzione.
Non voglio dire tante altre cose, cercano di toglierci la parola, di parlarci sopra, penso che sia meglio che rimangano attenti perché non dico che ci sono state delle colpe, ma c’erano delle difficoltà che in quel momento non sono state superate, oggi forse ci stiamo riuscendo. Non metteteci i bastoni fra le ruote.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carancini.
Romano CARANCINI. Grazie, Presidente. Intanto annuncio il voto contrario, non certo ai contenuti della premessa della mozione, che sono totalmente condivisibili. Fa un po’ sorridere che in presenza di una fase temporale in cui parliamo di conversione in legge di un decreto legge, andiamo a chiedere alla Conferenza Stato-Regioni la possibilità di intervenire, dire che non c’entra assolutamente niente …, ma questa è una scelta del Consigliere Pasqui a cui voglio dire, a lui ed al Consigliere Marinelli, che non ha l’esclusiva di aver capito tutto del cratere perché ci abita, non ha l’esclusiva di capire tutto, io non ho insegnamenti, io ho un’opinione, se però lei si preoccupa di avere rassicurazioni dal Commissario su questo tema, che è evidente che esiste, non che non esiste, quindi lei si fa carico di un problema sul quale non ha fatto dichiarazioni al momento del decreto legge, caro Consigliere Marinelli.
Aggiungo che è sufficiente andare a chiedere al Presidente dell’Anci provinciale, di Confindustria, che lei dovrebbe conoscere bene, e informarsi sul quadro delle interruzioni. E’ evidente che non tutto si è interrotto per quello, così come è evidente, probabilmente non l’ha letto, il report della ricostruzione che sul settore privato è in fase avanzata, basta leggere gli atti, è opportuno conoscere le cose.
Quella che non va avanti è la ricostruzione pubblica, credo che anche lì sarebbe sufficiente leggere, quindi per queste ragioni voglio dire che se in effetti vi è una attenzione, io mi fido del Consigliere Marinelli, è un plenipotenziario di non poco conto, se il Commissario lo ha rassicurato sulle risorse del bonus sisma, io sono felice, mi congratulerò con lui e lo farò pubblicamente, sta di fatto che lei non ha detto che nel decreto legge il bonus sisma … se ne è sbattuto le scatole, così come ad oggi, sugli emendamenti in Aula fatti da un parlamentare del territorio, che guarda caso sta in montagna, quindi dovrebbe conoscere, tra l’altro già Presidente di Anci, avete votato contro.
Ad oggi sono così, se poi sarete così bravi e il suo potere sul Commissario sarà così immenso ribadisco che mi congratulerò pubblicamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Anch’io mi asterrò sulla mozione del Consigliere Pasqui perché ritengo il dispositivo non soddisfacente. Il problema è molto più complesso di come viene descritto in questa mozione, tra l’altro come viene restituito dalla discussione in Aula, torno a dirlo.
Al Consigliere Livi vorrei dire che, visto che è arrivato da poco, che non sa tutto il pregresso, in questa Aula come Movimento 5 Stelle, ma sento di poterlo dire anche a nome del resto dell’opposizione, siamo sempre entrati nel merito delle proposte del centro-destra, lei ha detto che da quando è qui le nostre proposte hanno fatto sempre schifo sia a livello regionale che nazionale, non è vero, anche nella scorsa seduta abbiamo approvato delle proposte che provenivano dalla Giunta, da Consiglieri di centro-destra, quindi quello che sta dicendo non corrisponde assolutamente a quello che è il nostro atteggiamento: entrare nel merito e dare una espressione di voto per il bene dei nostri concittadini, cosa che voi non state facendo oggi, perché se lei stesso dice che ha parlato con le associazioni di categoria, con gli imprenditori, eccetera, quindi dovrebbe sapere meglio di me quanto è importante che il super bonus venga ripristinato. Alla fine della seduta le faccio anche ascoltare degli interventi recentissimi della Presidente del Consiglio, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro delle telecomunicazioni e dei trasporti appena prima delle elezioni regionali, quelle che tra l’altro avete vinto, i quali nelle assemblee con le associazioni di categoria, i Cna in particolare, si prodigavano nel dire che magari il superbonus sarebbe stato migliorato, ma certo non ridotto ad uno straccio, così come è avvenuto nel giro di poche ore, il giorno dopo era già in Gazzetta Ufficiale, una cosa che proprio non si è mai vista.
Detto questo, ho capito che fine farà la mozione dell’opposizione, grande rammarico perché torno a dire che evidentemente conta di più la questione politica/partitica che fare del bene alla nostra comunità e questi sono errori che si pagano alla lunga.
Il fatto di aver vinto le elezioni vi ha resi sicuri che sarà un risultato +acquisito comunque e sempre, ma non è così, bisogna guadagnarsi la fiducia dei propri concittadini giorno per giorno e gli errori così grossi si pagano anche in termini elettorali e quello che state commettendo oggi, secondo me, avrà delle conseguenza, magari non nell’immediato, ma nel lungo periodo sì. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 330. La pongo in votazione (appello nominale, ai sensi del combinato disposto dell’articolo 69, comma 1 e dell’articolo 66, comma 2, lett. c) del Regolamento interno).
Favorevoli: Acciarri, Acquaroli, Assenti, Ausili, Baiocchi, Bilò, Borroni, Cancellieri, Ciccioli, Latini, Livi, Marcozzi, Marinangeli, Marinelli, Menghi, Pasqui, Putzu, Rossi, Santarelli, Serfilippi.
Contrari: Carancini.
Astenuti: Biancani, Bora, Lupini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Ruggeri, Vitri.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Voglio ringraziare la Consigliera Ruggeri per questa proposta che ha messo a disposizione del Consiglio, sulla quale c’è stata la convergenza convinta da parte del nostro gruppo, che ci ha consentito anche di aderire.
Proposta seria, non figlia del percorso del 110, perché il 110 ha avuto banalmente anche delle grandi difficoltà che di volta in volta si sono affrontate o si è tentato di affrontarle proprio per non mettere ulteriore pressione alle imprese e alle famiglie.
La mozione prende atto della situazione che si è determinata e chiede al Consiglio di fare un passo in avanti per sollecitare il Governo.
Lo dico per il Consigliere Livi, è nato da un pezzo, è svezzante il Governo, anzi sta avendo una crescita veloce, facendo anche dei bei danni in giro.
Ora non voglio mescolare i temi, ma ne potrei elencare tanti, qualcuno anche particolarmente complicato da giustificare, quello di 15 giorni fa.
Noi non stiamo qui a stigmatizzare come può sembrare, ma stiamo facendo delle proposte e non mettiamo i bastoni tra le ruote a nessuno, fate quello che volete, avete i numeri a tutti i livelli per mettere in campo quello che volete, anzi quella posizione lì l’abbiamo abbandonata da subito, non stiamo facendo approcci ostruzionistici, non ci viene per niente in mente, anzi non ne abbiamo proprio voglia.
Abbiamo fatto una proposta, non siete d’accordo perché l’Assessore lo ha dichiarato, capisco i revisori dei conti, la nostra proposta era seria, talmente seria che l’hanno presa in considerazione tutti, talmente seria che è dovuto intervenire il Governo rapidamente per impedirlo non alle Marche, ma al Veneto, al governo di centro-destra del Veneto, che si è fatto parte diligente per sostituirsi ai dipendenti dello Stato, e i revisori in forza di valutazioni che erano tra l’altro anche sostenibili dai bilanci di questa Regione, e dovevano deporre a vostro favore …, invece l’Assessore Brandoni dice: “Ci è arrivato l’ordine politico da Roma di fermare le armi e noi le abbiamo deposte immediatamente”, così è andata. Capita, non è la prima volta.
Quindi il voto sicuramente favorevole e convinto e quando lo andremo a rileggere fra un po’, come è capitato, lo diceva questa mattina la Consigliera Vitri “abbiamo fatto una mozione un anno fa, vi abbiamo dato delle indicazioni”, la rileggiamo oggi e il Consigliere Cancellieri dice: “abbiamo capito che era complicato”, ma noi lo dicevamo anche allora che era particolarmente complicato, lo dice l’Ance che notoriamente non si colloca in un ambito vicino alle nostre mozioni.
Il nostro voto è favorevole, questa è una proposta, la recupereremo tra qualche mese e vedremo quanti miracoli sono riusciti a fare e come hanno risolto nel cratere e fuori dal cratere con questo tipo di impostazione.
PRESIDENTE. Mozione n. 335. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 15,30