Resoconto della seduta n.166 del 23/06/2020
SEDUTA N. 166 DEL 23 GIUGNO 2020

La seduta inizia alle ore 10,50

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Do per letto il processo verbale della seduta 165 del 9 giugno 2020 il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento interno. Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, mediante invio con posta elettronica, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Rispetto all'ordine giorno odierno la Conferenza dei Presidenti di gruppo ha previsto di chiudere i lavori intorno alle ore 16, più o meno, adesso vedremo come procederanno, poi sono stati richiesti: l'anticipazione delle mozioni nn. 718, 693, 694, 715 e dell’interrogazione n. 1008 (abbinate), il rinvio della mozione n. 588 dei Consiglieri Micucci e Busilacchi, per l’assenza del Capogruppo, e l’inserimento della mozione n. 704 del Consigliere Giancarli, adesso non ho il titolo, ma se il Consigliere Giancarli lo vuole dire…
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. È “Istituzione della Giornata nazionale dei camici bianchi”. Grazie.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni da parte dei Consiglieri, questo nuovo ordine dei lavori, abbastanza invariato, ci sono solo due modifiche, lo diamo per approvato.

Comunicazioni ai sensi dell’articolo 55, comma 4, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Solo per ringraziare tutti coloro che ieri, in questi giorni, mi hanno espresso solidarietà per, non so come definirlo, il vile e vandalico attacco che ho ricevuto, che sto ricevendo nella mia città, con delle scritte più o meno ingiuriose che ormai da due settimane sono comparse sui muri della mia città, dal Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta, anche dai Consiglieri di opposizione.
Credo che questa campagna elettorale debba essere ispirata al confronto reciproco, poi è chiaro che le posizioni cambiano, ognuno di noi è portatore di idee, di valori, di ideali, di progetti e di proposte, ma mai scadere nell'ingiuria, mai scadere, se volete, nel disprezzo.
Ricevere solidarietà da tutti e anche stima credo che sia per me un bel segnale. Vi ringrazio tutti.

PRESIDENTE. Grazie. Rinnovo la solidarietà a nome di tutti quanti i Consiglieri di tutti i gruppi consiliari.

Proposta di atto amministrativo n. 80
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Rendiconto dell'Assemblea legislativa regionale per l'esercizio finanziario 2019”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, reca la proposta di atto amministrativo n. 80 dell’Ufficio di Presidenza.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Siamo all'atto amministrativo n. 80 di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, “Rendiconto dell'Assemblea legislativa regionale, per l'esercizio finanziario 2019”.
Il bilancio del Consiglio regionale è parte del bilancio della Regione Marche, nel senso che il bilancio dell'Assemblea legislativa viene votato dall'Aula e poi inserito, come se fosse un blocco, all’interno del bilancio della Regione Marche.
Il bilancio 2019 del Consiglio regionale era iscritto per 17.964.000 e l'attività svolta, governata e gestita dall'Ufficio di Presidenza, ha visto un impegno che si è contraddistinto nei 5 anni di attività, a partire dal 2015, dall'insediamento di questo Ufficio di Presidenza, fino a questi giorni, improntato al tema del rigore e della sobrietà, consapevoli che ogni euro utilizzato e speso da parte della Regione Marche, in questo caso dal Consiglio regionale, é un euro dei cittadini marchigiani, ai quali dobbiamo quotidianamente rispondere, rispetto alla nostra attività politica, legislativa ed in questo caso amministrativa.
Rispetto alla cifra di 17.964.000, il lavoro sobrio e rigoroso, che ha contraddistinto la nostra attività, ha determinato un avanzo libero di amministrazione di 1.080.177 euro che, se consideriamo il bilancio complessivo al cui all'interno ci sono anche delle parti vincolate che riguardano soprattutto dell'AGCOM, è di circa 1,5 milioni. L'avanzo libero è 1.080.000 euro.
Le spese di funzionamento nel 2019 hanno avuto una riduzione di poco meno di 100 mila euro, esattamente 91.123, questa è un'ulteriore dimostrazione di come la nostra attività sia sempre improntata all'economia, all'efficienza e al rigore.
L’abbattimento dei costi ed il contenimento delle spese non hanno portato difficoltà o disservizi nella gestione dell'attività ordinaria, né a quella legislativa dei Consiglieri, che sono stati messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e la propria attività di carattere legislativo.
Una cosa importante, il bilancio del Consiglio regionale rientra pienamente nei tetti previsti dal decreto legislativo, il cosiddetto D.L. 78 che, per contenere la spesa pubblica, aveva messo una serie …
Scusate, se riusciamo a fare un attimo più …

PRESIDENTE. Scusate, silenzio in Aula!

Renato Claudio MINARDI. Giacché si tratta di numeri, faccio un po' di fatica.
Il bilancio del Consiglio regionale rientra pienamente all'interno della normativa dei tetti stabiliti dal decreto legislativo n. 78, che prevedeva un abbattimento dei costi dell'80% per gli studi e per gli incarichi di consulenza, un abbattimento dell'80% per le spese delle relazioni pubbliche (convegni, mostre pubblicità, spese di rappresentanza), un abbattimento del 50% per le missioni, anche all'estero, un abbattimento del 50% per le spese per le attività esclusivamente di formazione, un abbattimento del 50% per le spese per le collaborazioni coordinate e continuative e del 70% per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio delle autovetture. Limiti che con la nuova normativa da quest'anno sono stati tolti, sono stati abrogati, tranne quelli relativi alle collaborazioni coordinate e continuative. Nel 2019 questi limiti previsti dal decreto legge n. 78 del 2010 erano ancora esistenti, erano in essere, ed il bilancio del Consiglio regionale non solo li ha rispettati, ma è stato dentro per circa 1,7 milioni di euro in più. Quindi, voglio dire …

PRESIDENTE. Scusate, Consiglieri, silenzio per favore.

Renato Claudio MINARDI. Anche da questo punto di vista abbiamo avuto una gestione improntata al rispetto della normativa che ci ha visto, come ho detto, rimanere abbondantemente entro il limite fissato. Altre questioni che volevo citare riguardano …

PRESIDENTE. Per favore, silenzio, sedetevi. Assessore, per favore.

(Intervento fuori microfono)

Renato Claudio MINARDI. Le altre questioni che mi piace citare sono le spese di rappresentanza, che in questa legislatura rispetto alla precedente sono diminuite dell'85%.
Le spese postali sono state ridotte del 63%. E’ vero che sono sempre di meno perché ormai si lavora in via telematica, comunque sono diminuite. Le spese postali dei gruppi consiliari sono diminuite del 96%. I dati a cui faccio riferimento nascono confrontando la X con la IX legislatura. Quindi, rispetto alla precedente legislatura sono diminuite anche le spese di comunicazione del 95%.
Voglio sottolineare che la legge 9 del 2016 aveva previsto il taglio dei fondi ai gruppi consiliari, nella IX legislatura i gruppi consiliari avevano avuto spese per un 1.876.000 euro, nella X legislatura appena per 136 mila euro, parte di questi fondi sono stati usati, gli altri sono ancora disponibili all'interno dei conti correnti intestati ai gruppi. Questo sta a significare come le spese si siano quasi completamente azzerate.
Vorrei evidenziare l'attività che si è svolta nel 2019. Una serie di iniziative hanno contraddistinto il Consiglio regionale, generalmente si svolgono a fine anno, fra il mese di ottobre e quello di novembre, come ad esempio Marche Europa, seminari rivolti a tutti i giovani ed in particolare al mondo economico e sociale, che vede le Marche attente a questi temi. L’anno scorso il titolo dei seminari è stato: “Le città e luoghi dell'abitare nelle Marche”.
Vorrei anche ricordare come in questa legislatura per la collana dei Quaderni del Consiglio regionale si siano stampati 120 titoli. Siamo l’editore più importante della regione e all'interno della Collana ospitiamo coloro che non troverebbero editori commerciali. Vengono pubblicate: poesie, tesi di laurea, studi, approfondimenti, saggi che riguardano le Marche o autori marchigiani.
La X legislatura ha visto la pubblicazione di 120 titoli. Quest’anno si sono celebrati i 20 anni dell'attività della Collana dei Quaderni del Consiglio per la quale sono stati stampati, dall’inizio fino ad oggi dall'inizio - l'anno prossimo celebreremo i 25 anni - 304 volumi.
In questa legislatura sono state approvate 208 leggi, abbiamo risparmiato 4,4 milioni di euro.
Ieri, in una dichiarazione che ha rilasciato il Presidente Mastrovincenzo, ricorrevano 5 anni dall'insediamento del Consiglio regionale, il 22 giugno 2015.
Una delle leggi più importanti è quella sulla vita indipendente, che ha visto sestuplicare le risorse.
La relazione dei Collegio dei revisori dei conti è positiva, peraltro abbiamo un emendamento che ci ha chiesto per equiparare delle tabelle, equiparazione che non era stata fatta dall'inizio. L'emendamento che dovremmo votare, non so se è stato distribuito, riguarda una precisazione tecnica.
Lo scorso anno abbiamo partecipato al Salone del Libro di Torino, uno degli eventi più importanti a cui il Consiglio regionale collabora insieme alla Giunta, all’Assessorato alla cultura, all’interno del quale le Marche hanno sempre un grande ruolo, una grande visibilità, grazie anche agli investimenti che vengono fatti. Quest'anno, purtroppo, non ci ha visto presenti per ovvi motivi, pandemia e lockdown. Credo che questa manifestazione sia anche un modo per diffondere la cultura in una regione che poche settimane fa ha approvato una legge, di cui sono stato relatore, sulla promozione del libro e della lettura.
Il parere del Collegio dei revisori dei conti è positivo.
L'ultima cosa che voglio dire riguarda i lavori che si stanno svolgendo nel Palazzo delle Marche che, come voi sapete, non è di proprietà del Consiglio regionale, prima era di IRMA, che si è sciolta, per cui l'immobile è stato assorbito dalla Giunta regionale. Avrete visto che c'è un cantiere in corso per l’esecuzione di lavori appaltati per 353.000 euro, per la messa in sicurezza e il ripristino delle facciate Sono anche previsti lavori per 882 mila euro per completare i lavori di manutenzione straordinaria, in parte, ma soprattutto i lavori di adeguamento del sistema antincendio, di cui abbiamo bisogno.
Non vorrei aggiungere molte altre cose, l'ultima, giusto per dare un aggiornamento visto che ieri erano 5 anni dall'insediamento del Consiglio regionale, dal 22 giugno 2015, ad oggi sono state svolte le seguenti sedute: 166 dell’Assemblea legislativa, 220 dell'Ufficio di Presidenza, 281 della I Commissione, 221 della II Commissione, 196 della III Commissione, 202 della IV Commissione e 44 del Comitato per la valutazione del controllo delle politiche.
Oggi dovevo parlare del bilancio, però mi sembra giusto ed opportuno anche portare questi dati che riguardano la nostra attività quotidiana.
Concludo dicendo che il bilancio è improntato al rigore, alla sobrietà, come ho già detto, dobbiamo cercare di rendere conto quotidianamente alla nostra comunità marchigiana. Con la somma di 1,8 milioni sosterremo l’economia. Questa cifra, oltre a rimettere in sicurezza il Palazzo delle Marche, servirà anche per la nostra comunità marchigiana, in servizi e attività.
Le spese sono importanti, la cosa che mi sono dimenticato di dire, che voglio precisare, è che la cifra del bilancio del 2019 è superiore a quella del 2018 perché la partita del personale è stata caricata interamente sul bilancio del Consiglio regionale, mentre fino all'anno precedente non era così, perché la spesa del personale, di tutto il personale, ad eccezione del fondo, sia del comparto che della dirigenza, era a carico della Giunta. Infatti potete vedere che il bilancio del 2019 rispetto a quello del 2018 ha un gap, una differenza, un delta, di circa 4 milioni di euro. E’ il costo complessivo del personale che prima non era a carico del bilancio del Consiglio, mentre oggi lo è. Questo ci è stato richiesto dal Collegio dei revisori dei conti.
Non ho altro da aggiungere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Come gruppo abbiamo sempre chiesto che ci fosse la valutazione del bilancio del Consiglio regionale e lo faremo anche questa volta, naturalmente, visto che siamo a fine legislatura. Abbiamo sempre avuto un rapporto di collaborazione, nel senso che il bilancio del Consiglio è anche nostro.
La parte che il Vicepresidente Minardi ha dichiarato sobria e rispettosa tutto sommato non ci dispiace, quello che ci dispiace, l'abbiamo detto anche nell'approvazione del bilancio del Consiglio dello scorso anno, è che non si è rafforzato il supporto tecnico-giuridico all'iniziativa legislativa del Consiglio regionale, quindi dei Consiglieri. Soprattutto l'appello che faccio sempre e che ho già fatto riguarda il Comitato delle valutazioni delle politiche, è un organo estremamente importante, che dovrà servire non solo in questa legislatura, ma anche nella prossima, ed è ancorato alla buona volontà del personale che ci ha aiutato in questo senso. Il bando è stato fatto, ma non c’è stato esito, il Comitato di valutazione delle politiche dovrebbe avere un'attenzione particolare, che dovrebbe tradursi anche nei fatti.
La ricerca, che il Comitato delle valutazioni delle politiche ha fatto, è molto importante e mi auguro e sono certo che servirà anche nella prossima legislatura, come spero che in questo bilancio ci sia la possibilità, alla fine di questa legislatura, di dare il giusto risalto, la giusta pubblicazione, a quello che ha fatto il Comitato.
Mi raccomando, noi siamo alla fine della legislatura, sottolineo nuovamente l’importanza della funzione del Comitato di valutazione delle politiche perché, l'abbiamo visto e toccato con mano, non ci sono dati, soprattutto non ci sono dati che riguardano il finanziamento di alcune leggi approvate o che muoiono nei cassetti della burocrazia.
Il Comitato della valutazione delle politiche deve ovviare a questa carenza rilevante, che toglie una funzione importante sia all’Assemblea legislativa che ai singoli Consiglieri, che propongono le proposte di legge. Questo supporto, secondo me, è importantissimo. Anche con le carenze strutturali il Comitato ha fatto un ottimo lavoro ed ha, come dire, coperto una parte rilevante, che non veniva esaltata nell'attività legislativa di questa Assemblea.
Questa valutazione, questo riconoscimento è fondamentale. Il Comitato è nato in questa legislatura e mi auguro che la politica voglia dargli una funzione ancora più pregnante nelle legislature future. Grazie.

PRESIDENTE. Capogruppo Maggi, vorrei precisare, rispetto al suo intervento, così le do anche una risposta, che nel corso dell'ultima riunione l'Ufficio di Presidenza ha deliberato la pubblicazione, a cui ha fatto riferimento, in merito alla missione valutativa rispetto alle politiche regionali, sulla non autosufficienza. Il lavoro verrà pubblicato anche in vista della seduta assembleare su questo tema, che si svolgerà nel mese di luglio.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Alcune brevi considerazioni. Sono d'accordo con alcune parole che ha pronunciato il Vicepresidente Minardi, riassumendo il lavoro svolto lo etichettava in un quadro di rigore e sobrietà. Concordo, questo mi sembra un dato evidente, quindi, per questa condivisione di valutazione mi sento di ringraziare sia il Presidente Mastrovincenzo che l'Ufficio di Presidenza.
Il Consiglio regionale, l'Assemblea legislativa, gli eletti, rappresentano i marchigiani e, quindi, accanto al rigore e alla sobrietà ci deve essere …, come c’è stata, per esempio, la risposta del Presidente alle indicazioni, ai suggerimenti del Consigliere Maggi rispetto al Comitato per la valutazione delle politiche in merito ad alcune pubblicazioni, ma soprattutto al ruolo. Credo che sia un fatto importante.
Non deve venir mai meno, e lo dico io che sto chiudendo l’esperienza legislativa, l'attenzione alle Assemblee che sono l'espressione autentica delle popolazioni e della democrazia. C’è un problema di libertà degli eletti, di prerogative degli eletti, di possibilità di poter svolgere appieno le loro funzioni, anche come momenti di ricerca, di studio, di approfondimenti, di scambio di conoscenza anche con altri territori.
Credo che un'Assemblea attenta sappia manifestare la propria originalità. Noi dobbiamo essere espressione vera dei marchigiani, quindi, lo scambio di esperienze non ci deve e non ci serve per trasferire le conoscenze, ma per arricchire le nostre e per far si che l'autonomia, la specificità del territorio marchigiano siano valorizzate. Questo è quello che serve in un'Assemblea, dobbiamo tenere insieme questi elementi, anche i ragionamenti che sono stati fatti rispetto alla convegnistica, ai seminari, rispetto agli approfondimenti necessari.
Penso che in questi anni si sia fatto uno sforzo perché l’esercizio del mandato venisse praticato, si sono costruite le condizioni per poterlo praticare in modo responsabile, autonomo, nel rispetto della sovranità popolare, a cui ho fatto riferimento.
Sono consapevole di un quadro istituzionale mutato rispetto alla nascita delle Regioni, anche rispetto all'istituzione del Parlamento repubblicano, Camera e Senato, con i parlamentini regionali, con l’istituzione delle Regioni cinquant'anni fa, 1970 -2020, e con il Parlamento europeo.
Nella legislatura passata si è andati ad una riduzione del numero dei Consiglieri regionali, che credo che risponda al quadro complessivo dell'Europa, del Parlamento nazionale e dei parlamenti regionali, ma la riduzione del numero deve significare la possibilità di svolgere appieno il proprio mandato e qui, dicevo, lo sforzo è stato fatto. Una delle ragioni che ha portato al risparmio, a cui ha fatto riferimento il Vicepresidente, Minardi, è anche il taglio degli eletti.
Dalla prossima legislatura ci saranno maggiori rappresentanti perché è stata prevista l'incompatibilità fra Consigliere e Assessore, è una scelta politica, ognuno può avere le proprie opinioni. Una scelta politica, che rispetto, come tutte le scelte politiche, ma mi convince poco l’istituzione in questa legislatura della figura del Consigliere che sostituisce l'Assessore. Questo Consigliere a tempo sospeso non mi convince, tra l'altro, a mio avviso, contrasta con l'articolo 67 della Costituzione, ovvero l'esercizio della funzione dell'eletto senza vincolo di mandato. Se l'Assessore dovesse stancarsi di svolgere quel ruolo e quella responsabilità e decidesse di tornare a fare il Consigliere, quello che l’ha sostituito fino a quel momento decadrebbe, credo, quindi, che non abbia un’autonomia piena. Questa tra le scelte fatte non mi convince, e voglio ribadirlo, l’ho sostenuto sin dall'inizio, non sono abituato a tacitare l'anima, ma questa è una scelta di carattere politico più generale.
Per il resto chiudo come ho iniziato, ringrazio l'Ufficio di Presidenza per il rigore, la sobrietà e la trasparenza con cui ha esercitato il proprio mandato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Molto rapidamente perché le cose che volevo raccomandare sono state dette nei due interventi precedenti.
Non voglio che appaia come una apologia del nostro operato, però nella pagina di giornale che acquisterei, Presidente, metterei un chiaro confronto della spesa rispetto ai 5 anni precedenti, perché è vero che la nuova legislatura segnerà un aumento di spesa legata ai 6 Assessori esterni, ma è anche vero che questa è stata la legislatura più sparagnina in assoluto nella storia della Regione. Oltre alla riduzione del numero dei parlamentari, non dimentichiamoci che c'è stata anche una seria revisione dei vitalizi, magari non così significativa come qualcuno si aspettava, che sono diventati una cosa a metà fra il vecchio vitalizio è la pensione contributiva. Su questo farei una bella proiezione verso l'esterno, una bella rappresentazione di questa realtà, per far vedere come alcune cose possono essere fatte.
Come ha detto il Consigliere Giancarli: bene la riduzione dei Consiglieri ed io aggiungo e condivido, male la riduzione degli Assessori. Non è coerente questo dato, magari nella seduta del 7 potremmo fare un ordine del giorno da inviare nostri distratti parlamentari. Dico distratti perché sono più preoccupati delle dichiarazioni apparse sui giornali e un po' meno del sistema, Presidente.
Le riforme di sistema non si fanno più, è evidente che negli ultimi 15 anni, forse anche 20, le Regioni hanno avuto una sostanziale diminuzione dell'attività legislativa, quindi ci sta tutto, anche una diminuzione dei Consiglieri regionali, 30 Consiglieri regionali rappresentano bene il territorio, 1 ogni 50/60 mila, ma è aumentata di molto l'attività amministrativa, non parliamo degli extra che abbiamo avuto con il terremoto e la pandemia, ma è aumentata di molto. Penso che 8 Assessori ci stavano tutti, l'ho detto all'inizio di questa legislatura, spingendo sul Presidente Ceriscioli affinché si facesse latore di questa proposta, mi ha sempre detto che questo Governo non era disposto a far partire questo tipo di iter ed io ritengo che sia stato un errore.
L'ultima cosa, ho sentito molti apprezzamenti sul Comitato di verifica della legislazione. Io ho contribuito in Commissione regolamento, che ha modificato questa parte, affinché partisse. A distanza di due anni, se non vogliamo che questo Comitato si limiti semplicemente all'introduzione - quasi sempre è questo - di una nota relativa alla verifica e all'applicabilità della legge, dovremmo fare qualcosa di più, l’ho già detto molte volte, ma l’attività non è mai partita, e lo ripeto adesso perché le cose nelle Aule legislative accadono quando vengono ripetute molte volte.
Credo che dovremmo rivedere tutta la legislazione regionale, l’ho suggerito tante volte, bisogna che il Comitato dedichi un’ora a seduta e riprendendo la legislazione a partire da …, faccia una sorta di coordinamento tecnico politico di tutte le leggi in campo. L’abbiamo detto tante volte, Consigliere Maggi, se ricorda, molte leggi sono da rivedere, e magari si fa senza saperlo, oppure sono inattuale e servono per i ricorsi, quando qualcuno deve rompere le scatole, deve fare un ricorso, allora c'è la legge che non si applica più. Quest’opera di screening, di verifica, di ripulitura, va fatta, magari andando verso i testi unici di settore, ormai ci siamo perché dopo cinquant'anni lo meritiamo, un testo unico per l'agricoltura, un testo unico per la sanità, dove chiunque, oggi è ancora più facile con il sistema informativo, può vedere tutte le 30/ 40 leggi che sono state approvate e può fare un confronto anche tematico, non solo cronologico. Queste cose, ripeto, non portano voti, non danno preferenze, non danno nessun risalto, però sono giuste e andrebbero fatte per una migliore applicazione della nostra legislazione. Comunque, approvo e voto questo rendiconto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Sarò veloce perché credo che il Consigliere Minardi abbia detto molto e abbastanza bene.
Riparto da come l'ha definito, un bilancio di rigore, sobrio, che rispecchia l'andamento di questa consigliatura, con tutte le sventure che ci sono capitate addosso, probabilmente non c'era possibilità di fare grandi spese o grandi cose.
In genere critico sempre quando ci sono degli avanzi di gestione molto corposi, che poi diventano negli anni avanzi di amministrazione ancora più pesanti, critico sempre, perché significa che non c'è stata una grande gestione, qui non si poteva fare altro che erogare- questo dobbiamo dirlo - con molta oculatezza. Tra l'altro questo Consiglio ha destinato gli avanzi a dei fini, se volete, dignitosi e nobili, come mettere in sicurezza il nostro edificio per far lavorare meglio tutti i Consiglieri, ma non solo, anche la struttura a supporto del Consiglio.
Gli avanzi anno dopo anno sono stati destinati a valorizzare gli immobili del Consiglio, credo che sia un titolo di merito, anche se potevamo fare diversamente, gestire diversamente, perché come sapete la proprietà di questi immobili, di cui noi usufruiamo, sono della Giunta.
Devo dire che questa fase di restrizioni economiche, di sobrietà, di rigore, è stata gestita nel modo giusto, utilizzando le risorse per fini non discutibili.
A me piace segnalare due importanti progetti che l’Ufficio di Presidenza ed il Consiglio hanno portato a termine, uno convegnistico ed uno di vicinanza ai territori, attraverso i patrocini e le compartecipazioni di importanti iniziative.
Parliamo di convegnistica, l’Ufficio di Presidenza, quindi il Consiglio, ha fatto dei convegni non finalizzati a se stessi, non soltanto un pour parler per andare il giorno dopo sulla stampa, sui mezzi di comunicazione, abbiamo scelto degli argomenti attualissimi su cui affondare il dibattito, ne voglio citare due, significativi, che secondo me danno lo spessore al lavoro che è stato fatto da tutto il Consiglio perché hanno partecipato tutti i Consiglieri. Il primo toccava l'Europa, “Marche Europa”.
E’ stato il Presidente che ha voluto che questi convegni, queste riflessioni, questi temi fossero portati sui territori. Siamo partiti dal nord delle Marche per arrivare fino al sud, ad Ascoli Piceno. Ogni anno c'è stato un dibattito coinvolgente, con tutte le organizzazioni sociali, economiche, imprenditoriali, studentesche, che hanno affrontato il tema dell'Europa, con tutte le mille sfaccettature, con i pro e con i contro, con i dubbi, con i se e con i ma, uno spirito d’informazione, innanzitutto, di conoscenza e di approfondimento. Questa è la cosa molto importante.
L'altro progetto di cui ritengo che il Consiglio debba andare orgoglioso e fiero è l'approfondimento che noi abbiamo fatto sul terremoto, sui progetti di riqualificazione e rivitalizzazione delle aree interne, attraverso gli incarichi dati alle Università marchigiane, che hanno collaborato con noi. Sono uscite una serie di proposte molto attuali, che mi auguro vedranno la luce in termini di realizzazione da parte della Giunta nei prossimi mesi, no nei prossimi anni. E’ stato un lavoro anche questo molto importante e apprezzato che ci ha consentito di andare nei territori a confrontarci con gli amministratori locali, con la gente, per respirare i loro problemi e riportarli all'interno di quello studio, che credo tutti voi conosciate.
Ci siamo anche posti il problema di far conoscere l'attività assembleare, cosa fa il Consiglio? Cosa fa la Regione? Mano a mano che ci si allontana dal territorio, dall'amministratore locale e si va sugli enti sovraordinati la gente si perde. È vero che la storia ci insegna che l'Italia è il Paese dei Comuni, c'è poco da discutere, quindi il rapporto, l'osmosi, che c'è fra il cittadino e l'amministratore locale, il Sindaco, l’Assessore comunale, non potrà mai esserci con gli enti sovraordinati, e questo vale anche per le Regioni. Però, c'è un però, con il passare del tempo le Regioni hanno acquisito sempre un'importanza fondamentale, ormai il rapporto è Europa-Stato-Regioni, non esistono più gli enti intermedi, per cui il cittadino deve capire che cosa fa il Consiglio regionale, quali sono i suoi compiti nell’ambito della programmazione, cosa fa la Giunta nell’ambito della gestione e dove potersi rivolgere, soprattutto per quanto riguarda le attività, le attività produttive.
I Consiglieri membri dell’Ufficio di Presidenza, attraverso i patrocini, attraverso le compartecipazioni, partecipando, hanno portato il consueto e mitico “saluto delle istituzioni” ed hanno approfittato per illustrare quello che bolliva in pentola, quello che si stava facendo, quali erano le iniziative, gli obiettivi e le difficoltà dei territori. Credo che da questo punto di vista, al di là dei conti, al di là dei risparmi, 1.000, 10, 100 euro in più o in meno, questo sia l'aspetto più importante da segnalare in tema di lavoro collettivo.
Grazie, io ho vissuto questa esperienza in modo molto pregnante, ringrazio il Presidente e i colleghi che in qualche modo mi hanno sostenuto, con cui ho condiviso determinati percorsi, credo che continuando a lavorare in questo modo noi avvicineremo sempre di più questa istituzione, che fino a qualche anno fa era lontanissima, ai territori, anche grazie a tutte le riforme istituzionali che ci sono state, per cui sono favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Vicepresidente, per la sua collaborazione sempre costruttiva.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Siamo a fine legislatura e registro che è stata importante perché rispetto alla mancanza di progettualità e di programmazione della Giunta, il Consiglio ha retto la X legislatura, un Consiglio pieno di mozioni, di interrogazioni, per potere lavorare in queste sedute programmate dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi.
Non voglio parlare fuori dal coro, ma in questi 5 anni ho registrato le difficoltà che un Consigliere istituzionalmente ha in questa Regione, le ho viste e le ho toccate con mano. Secondo me sono state create volutamente per sminuire il ruolo importante che hanno i Consiglieri nel territorio, in questa Regione e in tutte le Regioni d'Italia, Consiglieri eletti dal popolo.
Io ho trovato delle difficoltà nella struttura del Consiglio, che è latitante, e con questo intervento mi rivolgo in modo particolare al Segretario generale che ne è responsabile e che dovrà lavorare molto per potenziarla. Cito un esempio su tutti, perché questa è la vera democrazia, altrimenti meniamo il can per l’aia e diciamo che tutto va bene madama la marchesa. Un Consigliere ha la possibilità di presentare una legge che preveda dei costi? No, deve andare in Giunta, deve andare dal Dirigente del Servizio bilancio e chiedere se ci sono le disponibilità, questa è una cosa assurda per la democrazia di questa istituzione, ma di cosa stiamo parlando? L'organico del Consiglio è stato depauperato negli anni precedenti, sono stati fatti dei tagli a non finire a molte strutture ed anche al personale. Se un lavoratore per disgrazia è malato si fermano gli uffici, ma scherziamo? Noi dobbiamo elogiare questo? Ma per favore! Qui va riaffermato il ruolo istituzionalmente importante del Consigliere che in questi ultimi anni è mancato, checché ne dite. Ho sentito delle enunciazioni in questa Aula, per carità, ognuno è libero di esprimere le proprie considerazioni, ma io registro delle difficoltà perché il Consigliere non viene messo nelle condizioni di lavorare in piena autonomia. Questo è un gap, caro Segretario generale, che va evidenziato e ripreso perché è indispensabile. Ma non ascoltate, non fate niente, non è questo il problema, io evidenzio questa situazione da 5 anni perché un Consigliere quando si rapporta con la struttura …, non dico che questa cosa si sia creata adesso, è avvenuta negli anni passati, nelle precedenti legislazioni e nessuno ha detto niente. Questo è un problema grave, manca una struttura che permetta al Consigliere eletto di lavorare in piena autonomia, mancano anche altre cose, come per esempio il personale. Abbiamo sempre risparmiato, a me questi risparmi non interessano perché ci va di mezzo il ruolo della democrazia, ci va di mezzo ruolo del Consigliere, se non può lavorare c'è un meccanismo che non funziona.
Credo che il Segretario generale in qualità di responsabile di questo Consiglio debba mettersi in moto per recuperare questo gap, questa differenza che c'è oggi in merito al ruolo istituzionale di questo Consiglio e dei Consiglieri perché è facile per un gruppo, molto facile, accedere alle parti importanti del Governo di questa Regione, ma c'è un'altra parte che non viene messa sullo stesso piano ed ha più difficoltà, difficoltà oggettive.
Questo è un problema che pongo con forza a fine legislatura, sperando che nella XI^ questo gap venga recuperato, è un problema che i prossimi Consiglieri non dovranno avere, dovranno essere messi nelle stesse condizioni di chi ha più fortuna e può accedere a determinate conoscenze. Questo è un fatto grave dal punto di vista democratico. Mi sono sentito in dovere, perché andiamo verso la fine della legislatura, di fare questo intervento che ritengo indispensabile, credo a queste cose perché un Consigliere eletto dal popolo non può avere delle strettoie burocratiche, ma deve essere agevolato nello svolgere appieno il proprio ruolo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ci tengo a fare un intervento di ringraziamento a tutti gli uffici sia del Consiglio che della Regione Marche perché in alcune occasioni, anzi in diverse, noi del Movimento 5 Stelle, che amiamo leggere e approfondire gli atti, abbiamo sempre avuto un supporto tecnico valido. Sicuramente si può fare di più, se si dà la possibilità a chi abbiamo di fronte di interagire alla pari, questa cosa in alcuni Consiglieri non l’ho notata per la presunzione di essere gli unici fautori della verità assoluta. Spesso c’è l’approccio di sentirsi superiori rispetto a chi ha studiato, a chi ha fatto un concorso ed a pieno titolo ricopre certi ruoli. Questo l’abbiamo visto anche in alcune Commissioni, a fatica si riesce a far comprendere ad alcuni Consiglieri che alcune restrizioni sono dovute a norme, a leggi, proprio a tutela della trasparenza e della democrazia, quindi ci tengo, visto che siamo a fine mandato, a fare questo ringraziamento.
Come ha ricordato il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Gianni Maggi, alcuni nuclei, alcune funzioni andrebbero potenziati, proprio per agevolare il lavoro del Consigliere e di chi va a legiferare, che magari non ha le statistiche reali degli effetti delle leggi precedenti e difficilmente poi riesce ad aggiustare il tiro delle proposte che modificano leggi precedenti.
Sono fiduciosa perché in questo ed anche negli anni precedenti chi ha voluto lavorare e fare proposte concrete per migliorare si è adoperato ed è riuscito anche ad ottenere qualcosa ed è sicuramente un punto di partenza per migliorare, anche per chi arriverà nella prossima legislatura. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di votare premettetemi di ringraziare chi ha lavorato a questo atto. Passiamo alla votazione.
Emendamento 80/1 a firma dell’Ufficio di Presidenza. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 80, emendata. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea Legislativa regionale approva).

Mozione n. 620
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Nuovo patto sociale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 620, a firma del Consigliere Giacinti, che ha la parola per illustrarla.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Non è una vera e propria mozione, devo essere sincero, è più un appello sentito e appassionato dettato da un'analisi del contesto socio-economico in cui viviamo, che ho maturato anche dopo la mia esperienza politico-amministrativa, sia di Sindaco, per 10 anni, che di Consigliere regionale, in questi ultimi 5 anni, visto che sta volgendo al termine questa consigliatura.
Esaminiamo bene i tratti di una fotografia che tutti conosciamo perché siamo immersi in questa realtà, da cui ho preso lo spunto per arrivare alla determinazione di quest’ atto, con molta modestia e nel contempo con tanta passione.
L'analisi economica del contesto economico è innegabilmente un aspetto molto importante dal quale non possiamo esimerci. I dati macroeconomici ci consegnano una situazione di particolare difficoltà. Faccio presente che questa mozione l'ho scritta prima del periodo Covid, chiamiamolo così, che tutti abbiamo conosciuto, solo per evidenziare il grado di convinzione che l’aveva ispirata fin da allora, figuriamoci oggi, aggiungendoci tutto quello che è avvenuto e che dovrà ancora avvenire sulla scorta di questa particolare situazione che si è venuta a creare a seguito degli effetti della pandemia, che tutti abbiamo conosciuto.
I dati economici, a cui mi riferivo, evidenziano una crisi del livello di produzione e della crescita economica che da tempo attanaglia il nostro sistema economico, a questo si abbina anche una crisi dei consumi, che spesso viene additata come uno degli elementi importanti ai fini del miglioramento delle condizioni economiche di tutta la nostra società.
Un altro aspetto, un altro nervo scoperto, passatemi questa espressione, è la scarsità degli investimenti, sia a livello pubblico che privato, che addirittura amplifica il gap infrastrutturale del nostro Paese rispetto al novero dei paesi più industrializzati.
Anche i vincoli europei relativi alla riduzione del debito pubblico hanno costretto - e questo l'abbiamo visto tutti, anche chi è stato impegnato in precedenti attività amministrative - i Governi che si sono succeduti, di tutti i colori, diciamolo francamente, a manovre austere sul fronte della spesa pubblica e degli investimenti. Non dimentichiamo le interrelazioni nella società che rendono questo quadro, che ho cercato di delineare con questi elementi, molto pesante.
Alcuni numeri per renderci conto del contesto numerico. Prima del Covid la spesa pubblica nel nostro Paese ammontava a 880 miliardi, il PIL nazionale si aggirava intorno ai 1.700 miliardi ed il debito pubblico intorno ai 2.450 miliardi, mentre la ricchezza mobiliare era stimata in 4.500 miliardi, escludendo gli immobili.
Ulteriori riflessioni sotto il profilo della distribuzione della ricchezza dei redditi nel nostro Paese: in Italia il 20% della popolazione più ricca detiene 6 volte la ricchezza che ha il 20% della popolazione più povera, diciamo meno ricca. Questa forbice si sta allargando, l'1% della popolazione più ricca detiene il 70% della ricchezza nazionale. Nel mondo l'1% più ricco, quindi 70 milioni di persone, per capirci, detiene più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone, rapporto Oxfam di inizio gennaio. 70 milioni di persone hanno il doppio della ricchezza delle altre 6,9 miliardi di persone. Negli Stati Uniti nel 2004 l'1% della popolazione deteneva l'11% della ricchezza ed oggi detiene il 20%. Questa forbice si va sempre più allargando.
Torniamo in Italia, un'analisi svolta dall’Istituto di ricerca svizzero Credit Suisse ha decretato che negli ultimi vent'anni il rapporto fra ricchezza patrimoniale e PIL è andato aumentando, consistentemente e progressivamente. A prima vista potrebbe sembrare un dato positivo perché potrebbe far ritenere che la nostra popolazione risparmi, e questo è stato vero per tanti decenni, denota invece una debolezza di fondo data dal fatto che i patrimoni privati aumentano molto più velocemente dei redditi da lavoro ed impresa. Quindi, la ricchezza finanziaria si accumula in maniera maggiore rispetto ai redditi di lavoro e d’impresa, che è il vero sale dell'economia. Il divario della ripartizione della ricchezza, fra il 10% della popolazione più ricca e il 50% più povero, è una costante nel nostro sistema di ripartizione dei redditi. Questo quadro delinea in maniera inequivocabile un'ingiustizia sociale, un'insostenibilità del sistema pensionistico, ad esempio previdenziale.
C’è l'assoluta necessità di andare dietro a politiche nuove che guardino agli investimenti in maniera forte perché questo Paese ne ha estrema necessità, da un lato, per ridare slancio all'economia, e dall'altro, diciamocelo molto francamente e spesso i fatti di cronaca lo denotano, per colmare un gap infrastrutturale che rispetto a paesi più sviluppati non ci possiamo permettere. Mi riferisco alle solite vie di comunicazione e questa regione ne ha pagato e ne paga le spese.
Su tutti l'elemento più importante è quello di una ridistribuzione più equa della ricchezza, perché? E’ stato verificato che una ripartizione della ricchezza non equanime o quantomeno non consona a quello che si ritiene più opportuno in termini non solo solidali, ma anche di giustizia sociale, se così vogliamo dire, è un grande limite per la società stessa. Una società in cui la ripartizione della ricchezza è più giusta, ha da far valere un dato positivo ai fini della prosperità della società stessa. Da tempo si sta alzando il tono del dibattito, non lo dice Francesco Giacinti, ma eminenti economisti e scuole di pensiero economiche, che va a toccare l'importanza della ripartizione della ricchezza ai fini anche del mantenimento di un profilo democratico delle società stesse, più è iniqua la ripartizione della ricchezza e più abbiamo il rischio della tenuta della democrazia, questo è un dato che non ci piace molto, ma dobbiamo farci i conti.
Dopo aver tracciato un po’ sinteticamente e a grandi linee la situazione, ma serve per mettere i piedi in un contesto che non sfugge a nessuno, è arrivato il Covid con tutto quello che sappiamo e anche con quello che non sappiamo.
Ci sono stime preoccupanti che parlano di un calo del PIL, che può andare da 8 punti percentuali a 13/14, con scenari legati alla moria di imprese e conseguente disoccupazione. Speriamo di scongiurarle e che siano errate, è la cosa più semplice da fare in questo momento. Cito le parole del Presidente Ceriscioli che sul tema del Covid nel Consiglio del 12 maggio testualmente ha detto: “Da qui in avanti abbiamo un mondo da scoprire”.
Ho delineato la situazione in maniera anche un po' severa, lo ammetto, ma a me piace essere …, chi mi conosce sa che mi piace osservare i fenomeni economici che la dicono lunga sui fenomeni sociali. Lo diceva David McClelland, anche il pensiero politico si forma in virtù delle condizioni economiche, figuriamoci in un contesto come quello che stiamo vivendo.
In questa fotografia mi sento di fare questo appello, che capisco può sembrare velleitario e non riscontrerà i favori di molte persone, ma mi sento di farlo perché lo vedo come un rimedio doveroso, siamo ancora in tempo per metterci nella condizione di dare un contributo fattivo e sostanzioso a questa società. Prima dobbiamo eliminare quelle distanze che ho enunciato e le disuguaglianze che sempre più stanno prendendo piede. Non penso ad una tassa e ad un'imposta patrimoniale, che è un po’ lo spauracchio di tutti, di una parte consistente, non di tutti, degli stakeholder, come si dice, o degli attori, degli economisti o sedicenti economisti che popolano più che il dibattito i salotti televisivi, se la chiamiamo così non mi sono spiegato bene, non la voglio chiamare in questo modo, non perché sia scomodo usare questa locuzione, ma perché non mi sono spiegato bene.
Ho intitolato la mozione “Nuovo patto sociale” perché siamo nella condizione, a mio modesto parere, di intenderlo come un patto tra gentiluomini che vogliono porre rimedio alle storture di un quadro complessivo che ha innumerevoli ingredienti, interrelazioni, non tutto è riconducibile ad una semplice e unica azione, sarebbe troppo facile. Mi sento di dire che questo è un investimento per il futuro del Paese e delle giovani generazioni a cui abbiamo il dovere di restituire un pezzo di futuro che, invece, abbiamo già ipotecato. D'altro canto se la ricchezza mobiliare supera i 4.500 miliardi, secondo le stime che ho riferito prima, e quella complessiva i 9.000 miliardi, compresa la ricchezza immobiliare, pensare all'IMU farebbe gridare improperi da parte di chi dovrebbe versarla, però in una ricchezza di questa natura e di questa grandezza credo che ci sia lo spazio per fare tanto, in ogni caso fare qualcosa di importante per questa società.
Credo che un sacrificio ed il dettato del dispositivo della mozione vadano nella direzione di dire: facciamoci tutti partecipi di veicolare questo messaggio per far si che uno sforzo collettivo, un grande new deal - questo termine va di moda, fu coniato negli anni 20 nel pieno della crisi economica - possa servire a restituire, a mettere a posto, a ridurre qualche distanza e ad eliminare dei problemi, tracciando una linea per i prossimi anni.
Credo che se non poniamo riparo a queste storture, a queste diseguaglianze che si sono sviluppate strada facendo, sempre più stridenti, mettendo in crisi anche il tenore e il livello della democrazia … Alla fine, ragazzi, scusate l'espressione amicale, ma quando le cose vanno in una direzione così divaricatrice fra le condizioni di vita, c'è un numero che grida e mette in evidenza lo stridore massimo di questo ragionamento. 70 milioni di individui hanno il doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone. Sulla linea di questi dati ho fatto una mozione un po' severa, come lo sono i numeri, dicono la verità anche se forse non sono molto democratici. Credo che abbiamo il dovere di impegnarci in questa direzione. D'altro canto, la butto in maniera così, provocatoria, per chiudere anche il discorso, quell'1% della popolazione mondiale, che detiene il doppio della ricchezza di altre 6,9 miliardi persone, penso che debba ringraziare tutto l'intero sistema, che gli ha consentito di poter accumulare questo patrimonio, mettiamo sotto questo profilo. Se sono così ricco da disporre di beni, denaro, immobili, se sono riuscito ad accumulare una ricchezza così sostanziosa, forse devo ringraziare un insieme di elementi che hanno concorso a fare questo, allora, per quale motivo non posso fare un gesto, non dico di generosità, ma di attenzione e di massima considerazione di ciò che è stato possibile e di ciò che è stato garantito, magari anche con la bravura, ci mancherebbe, perché non redistribuire in maniera tale da poter garantire un'attenzione verso tutti, verso il bene comune che tutti abbiamo il dovere di preservare? Vogliamo forse una società arroccata, in un castello ci sono un po' di persone, mentre le altre fanno la fame e sono ai piedi dei torrioni, aspettando che qualcuno si prenda cura di loro? Questo è il senso del messaggio che, ripeto, gli anni, il succedersi delle varie manovre economiche, le attenzioni verso il mondo… Spesso lo vediamo quando andiamo a fare manovre di tipo economico, nell'ultima manovra, pur positiva, dei 210 milioni abbiamo previsto nei confronti dell'emergenza Covid il ristoro del lucro cessante per le varie attività e non solo, delle varie categorie della nostra intera comunità regionale. Penso che dobbiamo fare i conti con tutta quella situazione che per anni si è accavallata con manovre su manovre per forza austere perché da un lato il debito pubblico spingeva in una direzione e dall'altro la spesa pubblica doveva essere attenta a mantenere certi parametri. Il fiscal compact ci deve indurre a trovare lo spazio per altre azioni, ma tutto questo non può che andare d'accordo con certi attenzioni e soprattutto con quelle carenze che ho cercato molto rapidamente di elencare. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Non ho abbastanza spazio per far recuperare al Consigliere Giacinti il tempo in eccesso. Ho ascoltato volentieri perché a me piacciono i numeri e la sua mozione di così largo respiro, ahimè, Consigliere Giacinti, e di scarsa efficacia dal punto di vista operativo, come quasi tutto quello che facciamo in sede di trattazione delle mozione, è una base di riflessione importante che mi conduce non solo a votarla positivamente per lo spirito che essa racchiude, ma a fare due brevissime considerazioni.
Una è di natura politica che taglia la testa al toro, Consigliere Giacinti, sulla sua mozione, non c'è in Italia lo spirito degli anni 70, con una sinistra che aveva ottenuto alle elezioni del 1976 praticamente la maggioranza assoluta, ma che decise per volontà del Partito Comunista di non governare, c'era però la volontà di fronte al terrorismo, prima prevalentemente di destra e poi di sinistra, alla crisi economica e allo shock petrolifero di reagire in maniera pesante. Fu fatto un grande accordo nazionale che non solo salvò il Paese da quella crisi, ma pose le premesse per una rinascita negli anni 80 e parte degli anni 90. Dei due numeri mi piace sottolineare quello relativo al patrimonio privato degli italiani che, esclusa la quota immobiliare, viene stimato in 4,2 miliardi. Siamo il Paese più ricco del mondo. Io non ho molto apprezzato lo scandalo intorno alla battuta della Presidente della Bce Lagarde, quando ha detto: “Voi Italiani vedete di fare qualcosa per conto vostro” perché è chiaro che tutto questo patrimonio è conseguenza della grande capacità di risparmio degli italiani ed anche di una discreta quota di evasione fiscale, non dico enorme, perché anche nel resto d'Europa c'è. Se viene stimato in 200/250 miliardi il PIL che ogni anno sfugge al fisco, quello fisiologico sarebbe 100/125 miliardi, intorno al 7-8%, invece siamo molto al di là di questo, è chiaro che il risparmio privato potrebbe essere in qualche maniera recuperato. Una forma, Consigliere Giacinti, l’abbiamo immaginata anche quando abbiamo discusso del rilancio Italia, del rilancio Marche, un’ipotesi ancora più semplice, lei qui fa cenno alle imposte e se ho ben capito, io non sono d'accordo alle imposte immobiliari in genere, ma quando le dice: individuazione di un tetto per la tassazione delle unità immobiliari, che non ci sia la tassazione di chi ha poco, il classico caso della casa d'abitazione. Accolgo questo spirito, mentre per il resto sarebbe da dire, se uno ha un appartamento in più, due appartamenti in più, dammi questi 600/700 euro all’anno. Immagino che qualsiasi Governo, che amministri da solo, senza quella che al momento è la sua opposizione, la sua minoranza, non riuscirà mai a fare quello che dico io. Sarebbe necessario che questo spirito si trovasse e andasse al di là delle marchette che ogni singolo raggruppamento politico mira a fare. Dubito tanto, Consigliere Giacinti, che ci sia questo spirito e basterebbe un solo provvedimento, uno solo. Questi BTP Futura invece di essere tali, dovrebbero essere BTP per 500 miliardi di euro, pari a qualcosa in più dell'ammontare della quota estera del debito pubblico italiano. Per liberarci della speculazione sui titoli di Stato dovremmo avere, come il Giappone, tutto il debito dentro i nostri confini. A quel punto possiamo anche dire 180%, ma per i 500 miliardi, per poterlo fare, bisognerebbe fare un rastrellamento. Credo che rastrellare 500 miliardi, non di tasse, ma di BTP, rispetto a 4,2 miliardi di debito non sia molto difficile.
Una proposta di questo genere l’ha fatta in verità un po' troppo timidamente il Segretario nazionale della Lega, quando ha detto che dovevamo fare un'operazione sui titoli di Stato, mi era sembrato un buon inizio, togliere questa quota piuttosto che le tasse. Per il resto si lavori sull'evasione fiscale, che non dimentichiamoci per il 60% non è fatta di piccoli, come tutti immaginiamo, non sono i piccoli o le piccole partite IVA a fare l'evasione, ma il 60% secondo la Banca d'Italia viene fatta dalle grandi società finanziarie, assicurative e bancarie. Come fanno ad evadere non lo so, però sta di fatto che questa evasione c'è e non riesco a capire come mai in tanti anni, in 20/25 anni, che il fenomeno è stato monitorato, nessun Governo sia stato capace di toccare queste poche centinaia di soggetti, perché alla fine sono poche centinaia di soggetti. Nessuno c'è riuscito, nella seconda Repubblica nessuno c'è riuscito. Mettere mano a questo e liberarci del debito significa per chi ha 100 mila euro di risparmio lasciarne 10/15 mila, non in tasse che non vedrà più, ma in BTP vincolati ad un tasso d'interesse limitato, non avremmo neanche bisogno degli aiuti europei, che comunque dovremo restituire, avremmo potuto benissimo fare per conto nostro. Mi sembra sia stato proprio questo l'intento provocatorio, se non polemico, del leader della Lega quando ha detto: “Perché non facciamo da soli e in casa nostra” Non so se ci sarà lo spirito per fare questo, quel poco che possiamo far qui, Consigliere Giacinti, è, per quanto mi riguarda, approvare l'idea di un nuovo patto sociale. Mi piace il sociale perché fa riferimento alla società e non alla politica, di cui la politica è parte, è strumento, non il contrario. Che ci sia un nuovo patto sociale fra tutte le categorie che metta in conto soprattutto una cosa: allentare la pressione sul debito e sulla spesa e prevedere un grande impegno per il lavoro perché se non rilanciamo la produzione, tutti i discorsi che facciamo sono inutili.
Io sono terrorizzato dai provvedimenti di legge governativi o regionali che mettono in conto solo la distribuzione perché qualcosa non torna, non si può continuare a distribuire soldi senza produrre ricchezza e la produzione della ricchezza, ahimè, nel nostro paese … Lasciamo perdere questo periodo, è quasi stupito vedere sui giornali scritto che è crollata del 90% la vendita delle auto in questi 3 mesi, lo sappiamo tutti, ma sono 15 anni che abbiamo delle tendenze negative in alcuni settori produttivi strategici, a questo andrebbe posto rimedio, ridando fiato a questo tipo di economia.
Vedo che i colleghi stimolati dal dibattito sono tanti, quindi, viene meno l'impegno preso in sede di Conferenza dei Capigruppo di non parlare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. La mozione presentata dal Consigliere Giacinti, che è un autorevole esponente del Partito Democratico ed anche Presidente della Commissione affari istituzionali, è una provocazione.
E’ evidente che chi ha scritto questa mozione, chi ha pensato questa mozione, tende ad irretire il dibattito economico su posizioni ideologiche, che è tutto, tranne quello che serve in questo momento al Paese.
Noi dobbiamo in tutti i modi cercare di liberare dalle maglie dello Stato, dalle maglie dell'imposizione, dalle maglie dei vincoli, chi vuole generare ricchezza e chi vuole creare occupazione. Questa visione, che ha portato allo sviluppo di metà del globo terrestre, è contrapposta ad un'altra visione, che è quelle ideologica per cui lo stato sociale si garantisce punendo e tassando chi produce. Queste due visioni del mondo sono completamente opposte, Consigliere Giacinti, e non si possono mischiare, perché è vero che il PD ormai ha preso una deriva confindustriale, per cui siete molto più interessati agli affari che non al sociale, però cercare di mascherare tutto questo nuovo slancio che in parte ha dato l‘ex Segretario al PD, con un ritorno di fiamma ad un ideologismo ideologico … Questa mozione parla di un nuovo rilancio dello Stato sociale, come se fossimo alla convenzione del partito Comunista Italiano del 1921 a Livorno. Oggi stiamo tornando indietro nella storia, con un review che è inquietante da questo punto di vista.
Caro Consigliere Giacinti, mi permetto di dirlo, vista la confidenza ed il rapporto di stima che c'è, però voglio prendere sul serio questa mozione, non voglio scendere sullo scontro ideologico e non sono affatto d'accordo sulle intenzioni della mozione, lo stato sociale, secondo me, si garantisce favorendo la produzione di valore e favorendo la produzione che genera occupazione. Soltanto dall'occupazione si può creare benessere e la nostra Costituzione è nata proprio con questo spirito e non a caso dice che la nostra è una Repubblica che si fonda sul lavoro, ma non sul lavoro inteso come contrapposizione con il datore di lavoro, ma come momento di creazione di valore occupazionale, di realizzazione dell'uomo. Ecco, oggi, pensare che in questo momento storico la soluzione sia introdurre una nuova tassa che colpisce la ricchezza e che colpisce i beni mobili e immobili, è qualcosa di abominevole e lo dico sinceramente, perché proprio l'altra sera ho incontrato degli imprenditori, uno di questi, che ha tre aziende in Europa, di cui una in Italia, mi ha detto che nel nostro Paese la tassazione sulla produzione è arrivata fino al 75% mentre negli altri Paesi europei è 1/3, 1/4 di quella italiana. Se questo Paese ha veramente voglia di affondare bisogna inventare nuove tasse per garantire uno stato sociale che talvolta è più appannaggio della politica che non dei cittadini, se, invece, ha voglia di guardare avanti, di capire qual è la direzione del futuro, deve fare in modo che chi crea valore in questo Paese non sia criminalizzato. Fare una nuova tassa che colpisce i beni mobiliare ed immobiliare, Consigliere Giacinti, rappresenta, in un momento difficile come questo, la testimonianza di come la politica intende criminalizzare la ricchezza ed è una delle grandi cause culturali perché è sempre più evidente che c'è un sentimento antindustriale molto diffuso in questo Paese. Chi ha fatto ricchezza è giusto che paghi, chi ha qualcosa da parte ha combinato qualcosa per averlo, chi ha aperto un'azienda sicuramente ha evaso, chi ha troppi dipendenti non bisogna aiutarlo, come se fosse una colpa sostenerlo, chi ha messo via due soldi e si è comprato la casa …, che una volta era l'obiettivo anche del ceto popolare ,e mi scusi, Presidente, caro Consigliere Giacinti, era anche l'obiettivo di quella classe popolare che voi come sinistra italiana pretendevate di rappresentare. Quella lotta di classe che vedeva nella realizzazione patrimoniale la conquista, la possibilità di avere una casa comprata con il proprio sudore.
Voi oggi proponete un passaggio di sviluppo sociale colpendo la ricchezza, non conta se è progressiva, se non è progressiva, caro Consigliere Giacinti, perché se una persona è riuscita nella sua vita a realizzare valore, a mettere via dei soldi, perché deve essere punita? Perché dobbiamo dare al contrario soldi a persone che stanno a casa, senza lavorare, perché questo è l'altro tema, l'altra faccia della medaglia. A chi ha ancora il coraggio in questo Paese di guardare avanti, di creare valore, di aprire un'impresa, stiamo facendo pagare oltre il 70% di tasse. Come possiamo pensare di aggiungerne un'altra? Abbiamo la tassazione più alta d'Europa, è impensabile oggi garantire lo stato sociale con altre tasse.
Mi dispiace, questa è una visione distorta della realtà, profondamente ideologica e mi auguro che l'Aula non approvi questa mozione perché sarebbe un brutto segnale, una caduta di stile che, devo dire, mal si confà anche con l'inizio della campagna elettorale del centrosinistra. Ho visto un centrosinistra un po’ così, drink, molto festaiolo, sta incontrando industriali da tutte le parti, ma avete detto al candidato Presidente che avete scelto che volete mettere una tassa sulla ricchezza? Sta incontrando in tutto in territorio, imprenditori, promettendo grandi salti in avanti. La Senigallia da bere sta proponendo come modello. Allora, se la Senigallia da bere è il modello e poi andate a dire che volete mette la tassa sulla ricchezza, lo state dicendo agli imprenditori della Senigallia da bere? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Sono avvilito che una mozione di questo tipo venga presa per la campagna elettorale, Consigliere Carloni.
Qui si parla di dati che sono una vergogna dell'umanità, uno sfruttamento dell'uomo sull'uomo, per cui una parte del mondo intero, e l’Italia non fa eccezione, detiene una parte cospicua di tutta la ricchezza, mentre l'altra parte, la massa strategica di una popolazione, non ha neanche una minima parte di quello che detiene l’1%. Questa cosa non può essere, è una vergogna per l'umanità, è una vergogna per l'uomo perché c'è uno sfruttamento. Ma quale Costituzione del lavoro, Consigliere Carloni, io l’ho letta, stia tranquillo, il lavoro non dà più reddito, il reddito viene dato dalla rendita e dalla speculazione, il lavoro non rende più, non ci si arricchisce più con il lavoro. Il lavoro è parte di sfruttamento indecoroso …

(intervento fuori microfono)

Giovanni MAGGI. Ma quale, chi lo crea? Io sto dicendo della speculazione ed il mondo è diventato, grazie ai suoi interventi e a quelli come i suoi, speculazione e rendita, il lavoro non conta più niente, di fatto viene decentrato, e chi lavora viene sfruttato.
Sono cinque anni che sto qui - anche lei che ci viene molto meno - che sto con il Presidente Giacinti e posso affermare con sicurezza la sua onestà intellettuale. Non c'è un conflitto di interesse in questo, lei l’ha messa sulla campagna politica. Lui fa il commercialista, addirittura, una cosa così nuoce anche alla sua professione, quindi voglio evidenziare squisitamente l'onestà intellettuale di una convinzione politica che io rispetto e condivido. Lui ha parlato di dati impressionanti, ha parlato di sfruttamento sociale, di cui ogni uomo dovrebbe vergognarsi nel mondo. Ogni uomo e ogni donna dovrebbero vergognarsi di questa sperequazione vergognosa, per cui non c’è più la schiavitù, ma il mondo è pieno di schiavi, l’Italia è piena di schiavi.

(interventi fuori microfono)

Giovanni MAGGI. Ma quali imprenditori? Chi ha parlato di imprenditori? Lei fa la campagna elettorale …

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Non fate i dialoghi, lasciate parlare il Consigliere Maggi, per cortesia.

Giovanni MAGGI. Questa situazione, questa sperequazione, di cui come appartenente all'umanità mi vergogno, va comunque cambiata e sono i ragionamenti come i suoi che fanno dire che Papa Francesco, io non sono credente, è un comunista. I ragionamenti come i suoi, fanno dire alla Chiesa cattolica e a quelli che alla domenica vanno a sbattere il petto in chiesa, che Papa Francesco è un comunista che deve difendere ….

(interventi fuori microfono)

Giovanni MAGGI. Vedo nei vostri giornali un attacco continuo alla Chiesa perché i privilegi devono essere mantenuti.
Questa mozione in quest'Aula lascerà il tempo che trova, ma è una dichiarazione politica che io condivido. Concordo quando parla degli investimenti in campo ambientale, perché in effetti il lavoro si crea nella green economy e ormai lo sanno tutti, e quando auspica un'imposta progressiva straordinaria mobiliare ed immobiliare, garantendo un tetto a quella borghesia che comunque, come dice lei, ha lavorato, ha creato posti di lavoro, non è la classe che ha speculato e che vive di rendita.
Questo atto dà prima un'indicazione politica e poi una soluzione per evitare che l'Italia in una situazione così difficile … Questa pandemia ha cambiato tutti i parametri della nostra economia, comunque questa è una soluzione, è un'indicazione per questa Assemblea legislativa che, anche se non avrà un effetto, io condivido.
Non voglio in questo intervento coinvolgere il gruppo, parlo a titolo personale, io sono d'accordo con quello che ha detto il Consigliere Giacinti, anche se in questa Assemblea legislativa questa mozione non avrà un seguito, comunque in questa onestà intellettuale e in questa dichiarazione politica io mi riconosco. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Penso che questa mozione il compagno e Segretario generale del Partito Comunista l'avrebbe illustrata in un altro modo. Questo mi sento di dire al Consigliere Giacinti, ricordandogli la sua provenienza, la sua storia, la sua cultura, probabilmente preso dall'euforia del momento se l’è dimenticate, non vogliamo chiamarla patrimoniale, ma non è un patto sociale.
Zuppa o pan bagnato? Questa è la domanda. C'è chi vuole la zuppa e chi il pan bagnato, anche se credo che sia la stessa cosa.
In un momento particolare noi dobbiamo rilanciare chi produce ricchezza, benessere e lavoro. Questo è lo slogan, altroché una tassa patrimoniale. Queste affermazioni io purtroppo le conosco per quello che ho fatto prima, che si poneva all'attenzione della mia organizzazione, documenti che si cambiavano, che venivano scritti in un altro modo, ma che poi avevano lo stesso significato.
Nell'ultimo comma, senza intaccare l'intelligenza umana, c'è scritto in maniera evidente patrimoniale, una tassa sui beni. Questo è fuori dalla nostra cultura, fuori dalla mia cultura personale, perché la ricchezza, come poc'anzi ho detto, si produce con la possibilità per gli imprenditori di creare lavoro, perché è il lavoro che la crea.
Fin qui va tutto bene perché è una discussione tra Consiglieri, poi bisognerà capire, e lo vedrò nei fatti, se questa mozione diventerà l’atto di un partito, se così fosse, altro che campagna elettorale, è una questione politica! A quel punto un partito si pronuncia per una patrimoniale, che è un'altra cosa rispetto alla mozione perché poi non si può dire che un partito non l’ha votata. Se un partito la vota, la mozione diventa di quel partito ed è per la patrimoniale.
Per quanto riguarda la Lega e le altre forze politiche presenti in quest'Aula dico che siamo ben lontani da questo metodo che approccia questa strada. Noi vogliamo affrontare i problemi in maniera diversa, come tutti sanno, addirittura con la riduzione delle tasse affinché si possa produrre ricchezza e lavoro.
Ribadisco che il Segretario generale del Partito Comunista avrebbe presentato la mozione in un altro modo, anche se fa parte di una storia di estrema sinistra, che non ha niente a che fare con una proposta liberale di sviluppo dell'economia, non una proposta di recessione. Questa è una proposta di recessione, checché se ne dica, perché quando si mette mano a queste cose la conseguenza è che la Fiat costituisce la società in Olanda, paga meno tasse e chi governa le dà anche 5,5 milioni di benefici. Se noi vogliamo creare tante Fiat che vanno fuori dal Paese per pagare meno tasse, credo che questa mozione vada in questa direzione, nello spingere altre aziende fuori dall'Italia e fuori dal nostro territorio.
Oggi, lo sanno tutti, il Consigliere Carloni l’ha detto, le S.p.A. sono attorno al 73-74%, anche 75%, di tassazione, con un 25% che rimane si e no di utile. Le nostre proposte sono diametralmente opposte, nemmeno ci confrontiamo su questi aspetti coercitivi che fanno parte del passato, non solo del 1921 ma, come ha detto il Consigliere Carloni, in questo momento sono fuori dalla realtà, realtà che non sono nemmeno in quest'Aula, ma stanno fuori e protestano, magari all'interno di qualche centro sociale.
Queste sono le cose scritte, non si può dire che non sia così, è troppo facile scrivere una cosa e dirne un'altra, qui è riportato tassa patrimoniale e per quanto mi riguarda, per quanto ci riguarda, non vogliamo saperne niente, ma vogliamo far sapere ai marchigiani le proposte che vengono adottate in questa Aula, perciò il voto di uno schieramento, quello del Presidente Giacinti, che ha presentato questa mozione, è un fatto politico molto grave. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Ci tengo ad intervenire non per replicare, ma per chiarire alcune questioni.
Innanzitutto ringrazio il Consigliere Maggi, non per le belle parole che ha avuto nei miei confronti, sarebbe troppo semplice, ma perché ha letto ed ha interpretato correttamente la mozione, ha letto e interpretato correttamente ciò che volevo intendere.
Mi dispiace che i Consiglieri Zaffiri e Carloni non l’abbiano nemmeno letta, perché questo è il problema. Voi non avete letto la mozione, non è che non l’avete capita, non voglio offendervi, ma se l’aveste letta sarebbe stato più difficile non interpretarla correttamente.
Vi rifate a discussioni di tipo ideologico, ma chi ha tirato in ballo questioni ideologiche? Se leggete bene la mozione, il mio patto sociale, il mio impegno straordinario collettivo, va nella direzione di rimuovere le difficoltà che questa società ha mostrato in maniera netta e che non riesce a risolvere. Una è anche quella del peso fiscale. Io faccio il commercialista, Consigliere Carloni, non faccio le tagliatelle, parlo con gli imprenditori, che mi dicono: “Magari fosse vero, ci togliamo il dente, una volta per tutte e poniamo le basi per poter pensare ad un fisco più equo”. Certo, un fisco più equo, se si stima oltre 100 miliardi di evasione all'anno, figuriamoci quanto spazio c’è per perseguire politiche più eque. Negli Stati Uniti dal punto di vista fiscale le grandi società, quelle che conosciamo, si prendono grandissima parte di questa ricchezza, con un sistema che viene definito doppio irlandese con sandwich olandese, adesso spiego cos’è, caro Consigliere Carloni, altro che approccio ideologico, bisogna studiare e poi parlare, però è chiaro che lei è proiettato verso l'agone politico, mentre io non lo sono, e forse è anche deluso perché le sue ambizioni erano diverse, ma vedremo quello che succederà. Lei è proiettato nell'agone e nell'arena politica e non legge neanche i documenti che intendono altro, nettamente altro.
Le dico quello che succede in America perché qui parliamo del sistema della ricchezza mondiale. Una società con sede in Irlanda si avvale di ulteriori società con schermo olandese, che hanno sede in Olanda, sposta i profitti da una società all'altra e poi li ridistribuisce ad un'altra società irlandese, ecco il doppio irlandese con sandwich olandese, e così sfuggono a una tassazione di più di 150 miliardi di dollari. Di questo parliamo e questo va avanti da anni.
Non parliamo d’ ideologia, gli imprenditori che conosco io, anche di levatura più modesta, ma anche il nostro Diego Della Valle, dico nostro perché è della mia terra, in televisione, di fronte a una domanda sull'eventuale tassazione patrimoniale, usiamo questo termine, ha detto che ci potrebbe anche stare, perché tutti hanno capito che il vulnus di questo sistema è questo cocktail estremo tra debito pubblico, spesa pubblica, interessi sul debito pubblico, entrate, che nel contesto economico che abbiamo tracciato … Non è come negli anni 70 e 80 che cresceva sconsideratamente di anno in anno perché il boom economico e la crescita economica andavano in una certa direzione. Oggi, purtroppo, facendo i conti con tutto quello che conosciamo anche le entrate ne risentono.
Se vogliamo abbassare la tassazione, Consigliere Carloni, ecco il mio impegno straordinario, prendiamo questa quantità di risorse e ne destiniamo una parte alla politica fiscale, una parte per gli investimenti, una parte per il lavoro, soprattutto giovanile. Bella una società in cui la ricchezza dei giovani, di anno in anno, diventa minore rispetto a quella della popolazione con maggiore età. Bella questa società! Non significa rubare un pezzo di futuro dei giovani? È questo il senso della mozione, quindi, Consigliere Carloni, niente di ideologico.
Ideologico nei miei confronti, detto dal compagno Zaffiri, che mi ha scambiato per il Segretario generale del Partito Comunista, beh, c'è una confusione di fondo. La mia filosofia e il mio credo politico partono dall'analisi di questi dati che sono inequivocabili e mettono a rischio la tenuta anche di questa società, questo è il vero senso.
Lo sforzo collettivo deve andare nella direzione di porre rimedio a questi gap, che abbiamo messo in fila e che purtroppo sono tanti e diversi. Questo è il vero senso, non l’ideologia, caro Consigliere Carloni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. Caro Consigliere Giacinti, non raccolgo gli attacchi che ha fatto e mi dispiace che la sinistra che in qualche modo tutelava i lavoratori oggi in modo sprezzante dica: “Io non faccio le tagliatelle”. Nel farle c’è tanta nobiltà, cultura, storia che appartengono anche una certa tradizione, oltre al fatto che sono molto buone.
Le posso garantire che chi ha delle piccole imprese, anche come la mia, vive una grande difficoltà e voglio dire anche al Consigliere Maggi, che si è riscoperto in questa nuova versione social anticapitalista, in qualche modo davvero divertente, rileggendo Marx, secondo me, state trovando una condivisione di intenti molto bella, però vi posso garantire che il comunismo è una cosa molto bella solo in teoria, in pratica le imprese ci chiedono di abbassare le tasse, non di aumentarle e se vogliamo garantire un futuro alle imprese e a chi ha voglia di fare qualcosa in questo Paese dobbiamo abbassarle.
Io ho letto la mozione, nell'ultimo capoverso, visto che ha detto che io non so leggere, le posso garantire che ho piena capacità di comprendere, di leggere e anche di parola, dice di introdurre una nuova imposta progressiva straordinaria sulla ricchezza netta mobiliare ed immobiliare. Quindi, voglio dire, Consigliere Giacinti, ho letto bene la mozione, secondo me siete voi che non l'avete letta e, come ho detto prima, siete sicuri che al candidato Presidente che avete scelto della Senigallia da bere, che sta incontrando tutti industriali, avete spiegato che volete mettere una nuova tassa sulla ricchezza? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Voglio partire in maniera provocatoria, se fossi il Consigliere Giacinti ritirerei la mozione per un motivo molto semplice, perché nello stesso tempo è quanto mai opportuna e inopportuna la riflessione a questo livello. Ormai tutti stanno facendo la campagna elettorale, figuriamoci se si ha il tempo per riflettere su un pensiero di questa natura, come collocare nel contesto sbagliato, non voglio usare espressioni forti, un pensiero alto.
Se qualcuno è convinto che il mondo non sia molto cambiato e di fronte alle velocità di cambiamento sempre più elevate, ai fatti che sono accaduti, che chiedono un ulteriore cambiamento, rispetto a quei modelli che sono stati anche punto di riferimento del dibattito, tipo il problema del confronto degli anni 70 sulle variabili dipendenti e indipendenti dell'economia, è evidente che si tratta di tutt'altro.
Sulla voglia di capire un mondo che è profondamente cambiato, che andrebbe riformato in tanti aspetti, dico una cosa banale: i sistemi fiscali nascono in un contesto in cui l'economia era legata al 90% al territorio, quindi economia, territorio, risorse. In un mondo globale dove le imprese spostano le sedi da una parte all'altra, dove si lavora in maniera internazionale, dove l'80%, il 90% dell’attività si fa fuori dal territorio da cui trae origine, dove la produzione si distribuisce in più Paesi, potrà funzionare un modello fiscale che è tutto basato su una logica, un'economia legata al territorio, al suo contesto, al suo contenuto, ai suoi limiti? E’ difficile.
Ogni tanto in Europa si è parlato non solo di avere una moneta unica, che non tutti hanno, ma di avere un sistema fiscale unificato perché a livello internazionale non si farebbe dumping, concorrenza sleale con i sistemi fiscali, cose che capitano piuttosto frequentemente, soprattutto si assumerebbe la consapevolezza di un'economia che ha una dimensione diversa.
La tassazione più che regole di giustizia spesso segue, chiamiamole così, regole di praticità. La trattenuta in acconto sulle tasse che devo pagare, lo Stato l’applica perchè è sicuro che quella almeno la prende. E’ un paradosso che il sistema pubblico che dà un contributo trattenga una parte di fiscalità, ma è obbligatorio. Trattengo una quota di fiscalità sul contributo che poi viene versata in anticipo sulle tasse che devo pagare. L’IVA, che sta dentro un flusso, permette alla fine sul consumatore di incamerare una risorsa importante. Per chi va al ristorante, per quelli che sono per la giustizia sociale, la pago io, come la paga il cassintegrato, paghiamo tutti la stessa percentuale di IVA. Andiamo a mangiare tagliatelle dalla “Peppa”, che sono molto buone, paghiamo tutti la stessa fiscalità, sia chi ha l’indennità di Presidente della Regione sia chi è in cassa integrazione, la quota di tasse che si paga è la stessa, però più pratica: scontrino, controllo entrata, flusso finanziario garantito, è giustizia sociale? Non solo, è anche venuta in una fase come questa l’idea al Presidente del Consiglio, giustamente, di togliere l’IVA per un po'. Ma se noi togliamo questa tassa e permettiamo ai consumi di mettersi in moto, diamo questa convenienza per un periodo limitato di 6/7 mesi, nel momento in cui devo spingere sulla fiducia, do una mano al sistema a mettersi in moto? Quindi un freno sui consumi, giusto frenare i consumi, giusto incentivarli, è giusta la tassazione, per esempio, finalizzata a gestire il consumo, oppure in questo momento va incentivato.
Faccio un'ultima riflessione, uno dovrebbe dire fatto 100 il gettito di cui abbiamo bisogno …, perché? Perché con quello dobbiamo garantire le scuole, i servizi. Certo, prima di tutto se uno Stato è efficiente se serve 100 è 100 e non 150, 50 in inefficienza e 100 in servizi, quindi è corretta l'idea di abbassare le tasse, ma se abbasso le tasse e tolgo i servizi, è capace anche Trump. Se abbasso le tasse e tolgo la sanità è facile. Abbasso le tasse e tolgo i servizi. Invece l'efficienza è un’altra cosa, abbasso le tasse garantendo gli stessi diritti, è già un altro mondo. Ma poi come prelevo quei fondi? Dove vado a prendere le risorse? È un tema diverso, non è aumentare o diminuire. Facendo 150 la fiscalità di oggi, uno dovrebbe dire: 20 da abbattere perché spreco e 130 per fare le stesse cose, ma il tema è: dove prendo i 130? Qual è la misura più corretta, più giusta, più equa in questo mondo che è cambiato?
Fare una riflessione così, adesso, dico al bravo Consigliere Giacinti, è impossibile, perché qui se parliamo di patrimoniale è tutto in ….. patrimoniale che sostituisce l’IVA, che incrementa i consumi perché vengono più persone al ristorante? No, è una patrimoniale che si aggiunge a tutte le altre fiscalità. E’ questa la proposta del Consigliere Giacinti? Secondo me no. Non è questa la proposta, chi la legge così strumentalizza il contenuto della proposta. Fatto 100 quello che devo prendere, oggi è meglio che prenda di più da questi flussi o da altri? Fatto 100, forse oggi per dare 100 prendiamo 130 e non va bene. Quindi non devi prendere 130, ma devi prendere 100, ma il 100 si dovrà decidere come andarlo a prendere.
In questa fase, la mozione sarà stata pensata mesi fa, suppongo 6/7 mesi fa ed arriva ora in un momento in cui è meglio far correre i consumi piuttosto che, smobilitare i patrimoni anziché, è un pensiero che ha una sua dignità.
Rinnovo l'invito al Consigliere Giacinti a ritirare questa mozione perché non verrà assolutamente compresa, sarà oggetto di pura e sciocca speculazione, quando invece vuole essere un'altra cosa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Rispondo al Presidente Ceriscioli, lo ringrazio di cuore per le sue parole e per aver bene interpretato tutto il contesto, però non voglio ritirare la mozione, perché non è interessante e importante il voto, anche perché, guardate le defezioni, siamo a fine legislatura, probabilmente non passerà, ma non è questo che mi interessa.
Il mio è più un manifesto politico, che lei Presidente ha ben interpretato, è questo il vero senso, lo sforzo collettivo.
Il nuovo patto sociale è questo: prendiamo da dove possiamo prendere, per ridare slancio a tutto ciò di cui abbiamo bisogno, un fisco più equo, più leggero, una buona sanità, di cui proprio in questi mesi abbiamo visto i limiti, una sanità ripensata, infrastrutture che mancano, una serie di gap che abbiamo elencato i cui tratti …, certo non potevo scrivere un papier di 30 pagine, già mi hanno rimproverato perché la mozione era di 6 pagine, però se la leggiamo bene, attentamente, ci sono tutte queste anime lì in mezzo Vuole essere un tributo che va solo in quella direzione, senza avere la velleità di essere approvata o meno, non importa, il mio scopo era quello di fare questo appello, l’ho fatto in un'Aula autorevole che è quella del Consiglio regionale, al termine di questa mia esperienza quinquennale di Consigliere regionale.
La ringrazio tanto Presidente, ma di buon grado non ne non faccio un'analisi e una finalizzazione utilitaristica, accetterei anche che non la votate, sono contento lo stesso.
Mi piaceva mettere in evidenza questo pensiero, questa filosofia di fondo, che ha saputo interpretare insieme al Consigliere Maggi e spero anche insieme a tanti altri, non tutti sono obbligati ad interpretarla correttamente, però lei l'ha fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Sarei intervenuto volentieri, ma c'è stato un incontro con un Comune e con la provincia di Ancona e proprio in quel momento e sono dovuto uscire, però lo faccio ora in dichiarazione di voto.
Non entro nel merito anche perché è intervenuto il Presidente Ceriscioli e come sapete in questi anni non sono mai intervenuto dopo il Presidente, se non per brevissime considerazioni.
Ho sentito, ma questo lo lasciamo agli storici, ripeto sono dovuto uscire, il Consigliere Marconi parlare del 1976 e del Partito Comunista italiano che avrebbe rifiutato un ruolo di governo. Questo lasciamolo agli storici, in quegli anni invece c'è stata l'esperienza della solidarietà nazionale, un forte ruolo di maggioranze di governo in cui al centro c’erano solo ed esclusivamente gli interessi del Paese. Cito solo un fatto, c'è stata una pressione fortissima contro quell'esperienza politica, voglio ricordare l'uccisione dell'onorevole Aldo Moro per impedire quel progetto politico, ma questo lo lasciamo agli storici.
In merito alla mozione del Consigliere Giacinti, lo ringrazio perché sono questi gli atti che qualificano il nostro ruolo, quello del Consiglio, quello degli eletti, pone un problema serio di analisi, di studio, di approfondimento, di visione.
Detto questo, condivido i pilastri della mozione, la lotta alle diseguaglianze, il bisogno di equità, il ruolo pubblico e la necessità di una democrazia economica.
Mi fermo qui altrimenti tradirei la premessa che ho fatto, quella di non intervenire dopo il Presidente, però mi sono sentito in dovere di farlo perché non voglio di fronte ad una mozione come questa non sottolinearne il valore, il contenuto, la visione, il bisogno di giustizia, che credo che sia un bisogno del mondo Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 620. La pongo in votazione.

(interventi fuori microfono)

Ripetiamo la votazione. Mozione n. 620. La pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 698
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Chiarimenti in merito alla prosecuzione delle attività ricettive nel caso che un turista risulti positivo al Covid durante il soggiorno”.
(Votazione)

PRESIDENTE. Questa mozione dobbiamo votarla (n.d.r. La discussione generale si è svolta nella seduta n. 165 del 9 giugno 2020).

Mozione n. 698. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 586
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Interventi di prevenzione e contrasto alla droga e alle dipendenze patologiche”
(Discussione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, reca la mozione n. 586 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Avevamo detto di essere brevi negli interventi di questa giornata, per cui cercherò di riassumere il contenuto di questa mozione, che arriva a fine legislatura, e che ha come scopo quello di dare un segnale forte rispetto ad un dramma, come quello della droga, che colpisce purtroppo moltissime persone, anche nelle fasce di età giovanili.
Secondo i dati del Parlamento presentati nel 2018 sono circa 4 milioni gli italiani che utilizzano sostanze stupefacenti. Il mercato è purtroppo in costante espansione e dà linfa economica e forza alla criminalità e a chi dietro questi traffici vede un percorso economico molto fruttuoso.
E’ purtroppo in aumento, come ho ricordato, il fenomeno delle dipendenze fra i giovanissimi che le varie e differenti tipologie di stupefacenti creano. E’ sempre più importante che le istituzioni diano un segnale concreto, oltre che una presa di posizione, nei confronti di questo fenomeno.
Secondo il Dipartimento per le politiche antidroga, le Marche sono la terza regione d'Italia per rischio morti per overdose, in aumento anche il consumo di cocaina e di eroina fra i giovani marchigiani. L'approccio all'utilizzo di stupefacenti riguarda giovanissimi, a partire dagli 11/12 anni. Insieme a queste dipendenze ce ne sono altre che spesso affiancano l’uso di stupefacenti. Per questo le richieste che con questa mozione, che arriva a fine legislatura, porto all'attenzione di questo Consiglio esprimono una sensibilizzazione rispetto al problema e sono: dare una delega specifica ad un rappresentante della Giunta per il contrasto alle dipendenze patologiche e alla lotta alla droga, come cardine di un'azione che dovrebbe essere prioritaria per tutte le componenti del Consiglio; rinnovare e riattivare il lavoro dell'Osservatorio regionale sulle droghe e sulle tossicodipendenze; incrementare, considerato anche l'aumento in negativo del fenomeno, il Fondo per le dipendenze patologiche e prevedere un adeguato incremento, considerata anche l'emergenza sociale e il disagio che alcune aree delle Marche hanno evidenziato rispetto ad altre negli ultimi anni; avviare sul territorio regionale delle campagne informative, di sensibilizzazione e di prevenzione in materia di dipendenze patologiche da droghe illegali, da comportamenti scorretti, da rivolgere in particolar modo alla fascia di età giovanile, comprensive anche del comparto e del contesto scolastico. Contesto che dovrebbe essere protetto, ma che spesso, fuori da quelle mura ed a volte anche dentro, è ricettacolo di chi vuole coinvolgere e far cadere in questa dipendenza i giovanissimi.
E’ un impegno, lo ripeto, che arriva in discussione a fine legislatura, ma credo che sia sempre un tempo utile per dare un segnale forte dell'Aula del Consiglio regionale, un impegno contro la diffusione delle sostanze stupefacenti, che colpiscono purtroppo le fasce più fragili.
Sono intervenuta più volte sul tema delle dipendenze perché credo che sia una questione dirimente, anche una questione qualificante, per chi svolge un compito istituzionale come il nostro. Non abbassare mai la guardia, dare continui segnali d'impegno concreto di contrasto alle dipendenze, come l'aumento dei fondi che servono per non abbassare la guardia, per combattere contro un nemico subdolo, purtroppo, che a volte ci vede combattere ad armi impari, vista l’ingente quantità di risorse economiche che gira dietro il traffico dei vari tipi di stupefacenti. Grazie.

PRESIDENTE. Non c’è nessun in intervento, soprattutto non ci sono i Consiglieri in Aula, trovo questo fatto veramente deprecabile.
Chiedo agli addetti di chiamare i Consiglieri perché mi sembra una cosa poco corretta.
Invito tutti i Consiglieri a rientrare, altrimenti votiamo con i presenti, però….
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che questa situazione sia di uno squallore inaudito, quindi, anche per la dignità della Consigliera che ha presentato la mozione - deciderà lei se farla votare - chiedo la verifica del numero legale. Se non c'è il numero legale che senso a trattare la mozione? Presidente, lei deve verificare se c'è il numero legale.

PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri, lei chiede la verifica del numero legale?

Sandro ZAFFIRI. Si, certo.

PRESIDENTE. Verifichiamo se c’è il numero legale.
Presenti: Busilacchi, Celani, Cesetti, Fabbri, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Mastrovincenzo, Rapa, Talè, Traversini, Zaffiri.
Assenti: Biancani, Bisonni, Bora, Carloni, Casini, Ceriscioli, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Micucci, Minardi, Pergolesi, Pieroni, Sciapichetti, Urbinati, Volpini, Zura Puntaroni.

PRESIDENTE. Presenti 12, assenti 19, non c’è il numero legale, la seduta è rinviata alle ore 14,05.

La seduta è sospesa alle ore 13,05

La seduta riprende alle ore 14,05

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, vi chiedo di prendere posto e di non allontanarvi dall'Aula, possibilmente.
Sospendiamo la trattazione della mozione n. 586 della Consigliera Leonardi, che si è dovuta assentare, la rinviamo alla prossima seduta.

Mozione n. 587
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Camion radioattivo, sbarcato al porto di Ancona”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 587 della Consigliera Pergolesi, che ha la parola per illustrarla.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Cercherò di essere breve, anche se la mozione presentata a dicembre è piuttosto corposa e descrive un episodio accaduto a settembre 2019, quando un camion è stato fermato per sospetta radioattività.
E’ sbarcato al porto di Ancona un camion turco contenente rifiuti metallici (destinati ad un impianto di gestione nel Comune Jesi, dotato di Portarle per la misura radiometrica), dove sarebbero stati poi smaltiti.
Tale camion è risultato negativo al controllo radiometrico effettuato dalla dogana nel porto di Ancona, ma una volta arrivato nella ditta di Jesi, di gestione e smaltimento, è risultato positivo al controllo radiometrico nel Portale che si trovava all'interno della stessa. A seguito di segnalazione fatta dal titolare della ditta gestione rifiuti - non è nemmeno la prima volta che si è trovato in situazioni di questo tipo - sono intervenuti i Carabinieri, insieme all'Arpam di Ancona, che fin da subito ha riscontrato irregolarità nei documenti e sulla radioattività del contenuto. Nel corso dei controlli i tecnici dell'Arpam hanno accertato l'assenza delle necessarie iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali e altre irregolarità documentali, motivo per cui è subito è scattata una denuncia per il reato di gestione illecita dei rifiuti a carico dell'autista e del responsabile legale della ditta turca, con relativo sequestro del rimorchio e dei rifiuti.
Sembrerebbe che il carico irregolare, sbarcato al porto di Ancona.per lo smaltimento dovrà essere rimandato al paese di origine, quasi sicuramente a spese del nostro territorio.
La sorveglianza radiometrica, prevista dall'articolo 157, deve essere effettuata sui rottami ed altri materiali di risulta, indipendentemente dalla loro provenienza. È obbligatoria solo per i prodotti d’importazione, ovvero di provenienza extra UE, attraverso l'utilizzo dei Portali fissi o strumentazione manuale. La necessità di controllo dei carichi per l'individuazione di eventuali sorgenti radioattive ha determinato la realizzazione, commercializzazione e l'utilizzo di sistemi che consentono una sorveglianza direttamente sul mezzo di trasporto del carico d'ingresso, in modo semplice per gli operatori addetti e senza determinare particolare aggravi alla normale operatività delle aziende. Tali sistemi fissi sono realizzati a forma di varco, il cosiddetto Portale, attraverso il quale il mezzo di trasporto transita a velocità ridotta, massimo 5 chilometri orari, mentre viene sottoposto a rivelazioni di eventuali radiazioni gamma provenienti dal carico trasportato.
Una variante del sistema, detta statica, prevede che il mezzo sosti all'interno del Portale per consentire tale controllo e rilevare anomalie radiometriche. I sistemi attualmente presenti sul mercato operano in modo automatico.
Come denunciato dall'Associazione GranoSalus e da diverse inchieste negli ultimi anni, nel nostro Paese quotidianamente approdano carichi di frumento provenienti da Paesi del terzo e quarto mondo, da aree inquinate notoriamente dalla radioattività, come Ucraina, Russia, Bielorussia, Francia ed altri Paesi in cui non ci sono i controlli, soprattutto nei porti dell'Adriatico, che poi finiscono nelle nostre tavole, come molti altri prodotti non alimentari di uso quotidiano.
Ai fini della tutela della salute pubblica, le partite di merci d’interesse sanitario in importazione da Paesi terzi, in arrivo nei punti d’ingresso internazionali del territorio italiano vengono sottoposte a vigilanza dagli Uffici di sanità marittima del Ministero della Salute. Se un carico è contaminato, ci sono buone probabilità che venga scoperto al suo arrivo in acciaieria o in fonderia, perché ormai quasi tutte le ditte si sono dotate di Portali per il rilievo della radioattività. Si dovrebbe evitare che un carico contaminato circoli liberamente nel nostro Paese, innanzitutto per il rischio sanitario che corre l'autista del mezzo di trasporto, che è esposto per molte ore a radiazioni ionizzanti, ed anche perché nel caso in cui il mezzo venga coinvolto in un grave incidente si potrebbe verificare una contaminazione, più o meno grave, dell'ambiente e dei cittadini.
Attualmente per il controllo radiometrico delle merci di importazione, ci risulta che la ditta in Dogana utilizzi strumentazione portatile non adatta ai grandi e frequentissimi carichi che giungono quotidianamente nello scarico dorico, in quanto il Portale in dotazione al porto di Ancona sembra non sia stato ancora attivato.
Con questa mozione chiediamo al Presidente della Giunta regionale di attivarsi presso il Ministero della salute, l’Agenzia delle dogane e l’Autorità portuali affinché facciano i dovuti controlli per garantire la salubrità dei prodotti importati nel territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 587. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 718
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Rapa, Minardi, Celani, Carloni
“Per una scuola in sicurezza e in presenza”

Mozione n. 693
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Permanenza degli studenti con disabilità nella scuola secondaria di secondo grado in deroga all’ordinanza n. 10 del 16/5/2020 del Ministero dell’Istruzione”

Mozione n. 694
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Giacinti, Micucci, Traversini, Pergolesi, Maggi
“Gli studenti al centro, sempre”

Mozione n. 715
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Istituto Tecnico Economico G. Gelli di Cagli - No alla cancellazione della prima classe”

Interrogazione n. 1008
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Situazione del personale e dell'organizzazione scolastica nelle Marche e nella Provincia di Pesaro a seguito dell'emergenza Covid 19”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 718 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Rapa, Minardi, Celani, Carloni, n. 693 del Consigliere Talè, n. 694 dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Giacinti, Micucci, Traversini, Pergolesi, Maggi, n. 715 del Consigliere Talè e l’interrogazione n. 1008 Consigliere Rapa, abbinate.
Illustro l’impegno della mozione n. 718, di cui sono il primo firmatario, sottoscritta anche dai Consiglieri Rapa, Minardi, Celani e Carloni, da tutto l’Ufficio di Presidenza, con la quale impegniamo il Presidente della Giunta regionale ad attivare tutte le azioni in sede di Conferenza delle Regioni, e soprattutto verso il Ministero dell’Istruzione e il Governo, affinché
si definiscano linee guida e vademecum chiari ed omogenei per i Dirigenti scolastici e i Consigli di Istituto, così da evitare disparità e disuguaglianze nella riapertura delle scuole a settembre; vi siano stanziamenti di risorse adeguati per il funzionamento della scuola nelle mutate condizioni imposte dall’emergenza sanitaria, in particolare per la disponibilità di spazi, la messa in sicurezza e la manutenzione degli stessi e degli edifici; si stabilizzino i precari della scuola; si assuma personale docente e Ata, secondo le necessità e per il tempo necessario; si tutelino gli alunni disabili e vengano assunte idonee iniziative per la fascia d’età 0-3 anni.
Sono tutte istanze che più volte abbiamo trattato, tra l’altro presentate dai Comitati dei genitori, spontanei e che si sono formati in questo periodo, e dalle organizzazioni sindacali.
Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 693, il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Grazie Presidente. Sarò telegrafico, leggo il dispositivo: “Impegna la Giunta a predisporre - questa è una mozione che ho presentato il 28 maggio, quando il Ministero dell'istruzione ha emanato l'ordinanza 10 del 16 maggio 2020 - tutte le azioni necessarie affinché, in deroga a quanto previsto dall’ordinanza n. 10 del 16 maggio 2020 del Ministero dell'istruzione, nel caso in cui il collegio dei docenti, su proposta del consiglio di classe, lo ritenesse opportuno, sia consentito agli alunni disabili del quinto anno della scuola media superiore, con programmazione differenziata, la possibilità di ripetere l'anno scolastico al fine di acquisire maggiori competenze e conoscenze, determinanti nel campo dell'alternanza scuola lavoro”.
La legge 104 /92, infatti, prevede per gli alunni disabili del quinto anno della scuola superiore la possibilità di ripetere l'anno scolastico per acquisire maggiori competenze e conoscenze, ma l'ordinanza n. 10 del 16 maggio del Ministero dell'istruzione stabiliva la loro promozione automatica. C'è stato un sollevamento popolare delle famiglie - guardo la Consigliera Malaigia, oltre che maestra, che conosce bene la questione - perché questi ragazzi molte volte hanno bisogno di ripetere proprio il quinto anno.
Il 7 giugno il decreto nazionale a parziale correzione ha stabilito che i ragazzi disabili della quinta dovessero comunque presentarsi all'esame, anche se il gruppo di lavoro operativo composto da insegnanti di sostegno, coordinatori di classe e psicologo avesse ritenuto che non erano pronti, e sarebbe stato il Presidente esterno della Commissione d'esame a valutare, insieme alla Commissione, l'eventuale promozione.
La scorsa settimana, infine, è stata emanata una nuova linea del MIUR, secondo la quale se dalla valutazione d’esame emerge che lo studente disabile non è pronto si può richiedere la sua reinscrizione.
E’ stata posta una toppa, ma ritengo che il voto sulla mozione sia comunque opportuno per dire no ad un'incomprensibile superamento della legge 104.
Votare questa mozione significa esprimersi in maniera netta contro la mancata applicazione della legge 104/92 per l'assistenza e l'integrazione sociale dei diritti delle persone diversamente abili. Grazie.

PRESIDENTE. Visto che ha la parola può illustrare anche la mozione n. 715.

Federico TALE’. Grazie Presidente. Questa mozione riguarda sempre la scuola, ma è un altro argomento e concerne un po' più i problemi dell'entroterra. Problemi su problemi che in questo Consiglio più volte abbiamo trattato - fra l'altro il Consiglio è composto anche da molti Consiglieri che non vengono dalla costa, ma dall'entroterra - ma che non siamo riusciti a risolvere.
Qui ci impegniamo a sostenere, ad ogni livello, azioni di salvaguardia del sistema scuola delle Marche, in particolare per il mantenimento della classe prima dell’Istituto tecnico economico, appartenente al complesso professionale dell'istruzione superiore Celli, con sede a Cagli.
Le notizie riguardanti l'organizzazione scolastica, so che l'Assessore Bravi si è già adoperata per questa causa, per l'anno 2020/2021 evidenziano l'insorgere di diverse situazioni di criticità, tra le quali estremamente grave è la cancellazione della classe prima dell'istituto tecnico economico di Cagli, appartenente al complesso professionale di istruzione superiore “Celli”. 10 iscrizioni, tra cui quella di un ragazzo diversamente abile, sono ritenute insufficienti per la prima.
L’Istituto Celli di Cagli è operativo fin dal 1946 ed è estremamente importante per un'ampia fascia di entroterra che abbraccia tutta l'unione montana del Catria e del Nerone, composta dai Comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Frontone e Serra Sant’ Abbondio.
Nel mio atto d’indirizzo evidenzio che questo territorio montano deve fare già i conti con pregressi e insufficienti aspetti dell'offerta formativa, con conseguente alto rischio di ulteriore fuga degli studenti, non solo verso la nostra costa, ma anche verso altre regioni, in particolare verso l’Umbria, essendo una zona di confine, con risultati estremamente penalizzanti per il territorio, le famiglie che ci abitano ed i giovani.
C'è poi da tenere in considerazione la particolare fase che stiamo vivendo a livello sanitario, la scelta di cancellare la prima classe dell’istituto tecnico economico di Cagli, di cui parliamo, fondata sul numero di iscritti ritenuto insufficiente è incomprensibile, fuori dal contesto attuale, perché non considera affatto l'emergenza Covid e il necessario rispetto delle misure di distanziamento sociale per la ripresa dell'attività a settembre.
In questo momento storico, sottolineo, abbiamo il dovere morale e politico di difendere un sano stile di vita e la necessità di sentirsi più individui e meno numeri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 694, il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Questa mozione, “Gli studenti, sempre al centro”, che ho predisposto, porta anche la firma del Presidente Mastrovincenzo e dei Consiglieri Giacinti, Micucci e Traversini. Ha come oggetto il fatto di scongiurare il taglio degli organici, che troppo spesso viene messo in atto dall'Ufficio scolastico della nostra regione, non è competenza regionale, ma ministeriale.
L'Ufficio scolastico regionale dipende dal Ministero della pubblica istruzione e l’allarme sul taglio degli organici è stato lanciato dal mondo della scuola da parte di diversi dirigenti scolastici, ma c'è stata una presa di posizione anche della Giunta regionale, del Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, degli amministratori locali e delle organizzazioni sindacali, perché non si può andare ad una mera applicazione di parametri numerici, con i quali si rischierebbe di determinare le cosiddette classi pollaio, ovvero quelle classi troppo numerose che in un momento come questo non solo creano un problema grave e serio dal punto di vista didattico, ma anche dal punto di vista della sicurezza sanitaria.
Sollecitiamo con questa mozione anche a riprendere il disegno di legge n. 877 del 5 maggio 2018, che è stato bloccato per mancanza di copertura finanziaria, che aveva l'obiettivo di formare classi con un massimo di 23 ad alunni, quindi, la scelta di complessiva riduzione degli organici è contrastante con le esigenze di una buona scuola e con le caratteristiche dei nostri territori, che sono particolari anche perché la situazione diverrebbe particolarmente ingestibile, soprattutto nell'entroterra e nelle zone terremotate, con una aggravante inaccettabile nei confronti di studenti che hanno delle disabilità.
Questo tema risulta sempre più incomprensibile e fuori dal contesto attuale e non tiene in considerazione l'emergenza sanitaria provocata dal Covid 19 ed il rispetto delle necessarie misure di distanziamento sociale, quindi, a settembre con la riapertura delle scuole sarà un vero problema.
Dopodiché aggiungo un'altra questione, il taglio degli organici da parte dell'Ufficio scolastico regionale rischia di creare le cosiddette classi pollaio e di provocare una serie di problematiche incomprensibili e inaccettabili, soprattutto negli istituti professionali, che all'inizio dell'anno scolastico hanno un numero a volte non sufficiente per la costituzione di una classe, ma che storicamente, è un dato che si ripete tutti gli anni, dopo qualche settimana, attraverso un riorientamento, arrivano ulteriori numerosi altri studenti, ragazze e ragazzi, che vanno a completare il numero degli alunni per costituire una classe e una sezione.
Tra l'altro ci sono dei casi in cui è stato detto ai nostri dirigenti di indirizzare i ragazzi, che si stavano scrivendo agli istituti professionali, verso gli istituti tecnici, quando l'istituto professionale è di 3 anni e il tecnico di 5, orientandoli verso tecnologie diverse da quelle di interesse dello studente, in alcuni casi anche fuori sede rispetto al luogo prescelto. Va tenuto in considerazione che l'utilizzo di laboratori (meccanica, torni, saldature, cucina) impone criteri diversi da quelli adottati in merito al numero degli alunni per classe.
Ora, l'obiettivo è quello di tenere lo studente al centro, sappiamo che è prevista l'assunzione di 32 mila precari a tempo determinato nel mondo della scuola, con un decreto che prevede la loro stabilizzazione, quindi, questa mozione impegna ad attivare tutte le azioni possibili per scongiurare il taglio degli organici e la conseguente formazione di classi numerose, ad attivarsi presso il Ministero dell'Istruzione per evidenziare una situazione che da troppo tempo mette in difficoltà l'organizzazione scolastica delle Marche e dei territori provinciali, non dimentichiamo che noi abbiamo soprattutto nell'entroterra piccoli centri, piccoli comuni, a volte lontani dal luogo dove c'è il plesso scolastico; a sensibilizzare anche la Conferenza Stato-Regioni sulla necessità di riprendere il disegno di legge 877 del 5 maggio 2018 per normare con legge nazionale il tetto massimo delle classi, i criteri a favore di una stabile sicurezza e qualità della vita scolastica degli alunni e dei loro processi di apprendimento e formazione, che tenga in considerazione, lo sottolineo, le diversità territoriali e le esigenze economiche del territorio.
Chiudo facendo riferimento a questa problematica degli istituti professionali, che è di carattere più generale, ma non si può non tenere conto che negli istituti professionali i ragazzi magari si iscrivono in 15 all'inizio dell'anno e poi diventano 20, 25, 26, 27, 28, nel prosieguo. Anche se si iscrivono pochi ragazzi all’inizio dell’anno scolastico significa non dare loro la possibilità di seguire il corso di studi prescelto indirizzandoli in altro modo, addirittura in località diverse.
Questa la considero una cosa molto molto grave fatta dall'Ufficio scolastico regionale, che va a ledere i diritti dei ragazzi di scegliere l'indirizzo scolastico che preferiscono, anche con il rischio per chi arriva in un secondo momento di non potersi iscrivere, magari dopo aver verificato che il corso scelto in prima battuta non era confacente con le sue attitudini o i suoi interessi, portando l'offerta formativa lontano dalle sue scelte.
Concludo con l'auspicio che questa mozione possa essere votata all'unanimità, che possa dare più forza alla Giunta regionale, all'Assessore Bravi, al tavolo della Conferenza Stato-Regioni per affrontare una problematica che nelle Marche, anche a causa del terremoto, è molto diversa che nelle altre regioni d'Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Raccomando ai Consiglieri il rispetto dei tempi.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Sarò breve perché mi trovo d'accordo, le mozioni che sono state presentate sollevano problemi realmente esistenti e sentiti soprattutto nell'entroterra, ma in tutte quelle classi in cui si ipotizzano, in questo periodo in cui il COVID impone del distanziamento, la presenza da 30 a 32 alunni. E’ molto difficile.
Al riguardo non ho presentato alcuna mozione che impegnasse la Giunta ad attivarsi e a risolvere il problema perchè su questo aspetto si è già mossa da molto tempo, ho parlato a più riprese con l'Assessore Bravi, ho visto anche gli interventi molto duri sulla stampa fatti dall'Assessore ed anche dal Presidente, poi abbiamo rincarato la dose anche noi. Bisogna verificare l'operato dell'ufficio scolastico.
Abbiamo operato delle raccolte firma da parte dei genitori, soprattutto del liceo classico e scientifico di Urbino, che vedono due classi con più di 30 persone, all'interno di una di queste c'è anche un portatore di handicap. La situazione è veramente pesante in una realtà generale che riguarda l'edilizia scolastica urbinate, ma anche provinciale. Alcuni edifici lo scorso anno sono stati dichiarati non idonei dal punto di vista sismico, quindi non sono utilizzati, e delle classi hanno tenuto le lezioni all'interno dell'aula consiliare del Comune di Urbino, poi sono stati reperiti in grande fretta gli spazi necessari per far fronte all'esigenza di portare avanti il corretto svolgimento di tutte le lezioni.
Ricordo che la situazione è particolarmente critica per il liceo classico e scientifico di Urbino, il Bramante Genga di Pesaro, il Marconi di Fano. Una situazione che nelle zone terremotate diventa ancora più sensibile.
Ben venga, quindi, questo atto formale. Abbiamo inviato la nostra raccolta firme, attraverso i nostri deputati, alla segreteria del Ministro dell'istruzione, speriamo riesca a prendere in breve tempo in considerazione le note che abbiamo posto alla sua attenzione. In questi giorni con il Covid, sapete, il Ministro avrà un carico di lavoro da sbrigare, però tutta la situazione regionale che va posta sotto osservazione da questo punto di vista, quindi appoggio l'iniziativa, mi trova d'accordo, vi ho illustrato quali sono state le iniziative che ho preso attraverso i canali di cui disponevo, quindi, con questo atto formale spero di riuscire a dare maggior forza all'Assessorato per rivolgersi alla sede ministeriale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Ho firmato la mozione 694, di cui il primo firmatario è il Consigliere Minardi. Non ho presentato altre mozioni, ho controfirmato questa per le stesse motivazioni che ha illustrato il Consigliere Fabbri, nel senso che voto la mozione perché riconosco che mette al centro il problema.
Non ho presentato mozioni, ma ho avuto un rapporto quasi settimanale con l’Assessore Bravi, che come Giunta si sta impegnando per dare delle risposte chiare a problematiche che riguardano le scuole e in maniera specifica le aree interne.
Un lavoro che l'Assessore sta facendo con una carica importante, ci sta mettendo, professionalità, per avere una risposta di carattere nazionale e su questo vorrei allungare un po' il ragionamento perché oltre che delle scuole parliamo di altri progetti, di altri ragionamenti che riguardano le aree interne.
Lo stesso ragionamento che si sta facendo qui è stato fatto alcuni anni fa quando è stato lanciato il progetto delle aree interne che, se vi ricordate, parla di scuole e dice che se vogliamo mantenere vivi i territori dell'Appennino dell'Italia centrale o della montagna in generale, soprattutto dell’Appennino, bisogna dare risposte alla viabilità, alla scuola e al servizio alla salute. Questi sono i temi per mantenere la gente nei territori. Lì siamo partiti a livello centrale a fare queste riflessioni, ma non abbiamo avuto delle risposte per mantenere il livello scolastico nei nostri territori.
La mozione del Consigliere Talè parlava della scuola di Cagli, non è interesse personale, mi sono diplomato nell’ITC di Cagli, che conosco molto bene. E’ nell'area pilota delle aree interne, magari manca il numero per 2/3 alunni e non si può fare la prima classe e si decide di mandare i ragazzi, per esempio, a Fossombrone, che da Cantiano, dove abito io, è mezz’ora di strada. In realtà non ci si rende conto che non funzionerà mai, perché già da tanti anni i ragazzi vanno a Gubbio, preferiscono altre situazioni. E’ una scelta sbagliata non mantenere la scuola sul territorio e non si ottiene neanche il risultato, si fa un doppio danno, però il danno più grosso, quello politico, è la carenza di progetti in cui credere. I territori hanno bisogno di una risposta e di non lasciare decantare i problemi. Magari un finanziamento anche importante, l’area pilota del mio territorio fa 10 milioni di euro, ma non è questo, è dare le risposte sui servizi che servono, questi sono i casi, non i 10 milioni di euro che, per carità, servono. Per un Comune avere a 100/200 mila euro, con queste carenze bilancio, significa dare delle risposte, ma quello che serve è mantenere la gente sul territorio e nel momento in cui si prendono queste decisioni e non si riescono ad ottenere i risultati che si vogliono, cioè mantenere la presenza di istituti scolastici, noi decretiamo la fine di queste zone.
Ecco perché ho voluto interviene, non tanto per confermare il fatto che questi problemi sono seri e riguardano soprattutto alcuni territori e alcuni comparti, ma perché quella delle aree interne è una carta che ogni tanto si tira fuori e si sventola come bandiera, ma in realtà non si porta avanti in maniera concreta.
Ho firmato la mozione del Consigliere Minardi, è chiaro che nel momento in cui c'è la diminuzione dell'organico di conseguenza si hanno le classi pollaio perché c’è la necessità di concentrare gli alunni, ma se si fa solo il ragionamento sui numeri il territorio viene completamente abbandonato.
Al di là del voto favorevole alle mozioni, seguo il lavoro che sta facendo l'Assessore e lo ringrazio, ha tutto il mio appoggio e credo quello di tutto il Consiglio perché si ottenga un risultato, ma la battaglia più grande e far capire a livello centrale che questi sono problemi a cui bisogna dare una risposta in maniera continuativa, dando la possibilità a chi abita in certi territori di avere dei servizi adeguati e quello scolastico è l'essenza fondamentale della costruzione della comunità e nel momento in cui in un paese tolgo un istituto scolastico ne faccio morire una parte. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Cercherò di rispettare l'invito che ha rivolto per quanto riguarda i tempi, quindi, di essere brevi.
Due e tre cose mi piacerebbe sottolinearle. Quella che in particolare che mi sta più a cuore è il mantenimento degli organici, è una battaglia lunga che sta andando avanti da diversi anni ormai, dal tempo del terremoto. Ricordo che in questo Consiglio più volte abbiamo espresso indirizzi per le zone terremotate, quindi è ovvio che stiamo pensando all'entroterra marchigiano, che è stato il più colpito dagli eventi sismici.
C'è stata sempre da parte di questo Consiglio la richiesta di mantenere gli organici, di non far perdere le classi, devo dire che questa è stata una battaglia trasversale, direi, nel senso che si sono unite tutte le forze politiche e devo dire che l'Assessore ha fatto un grande lavoro.
A questa situazione già drammatica si è aggiunta quella che sappiamo tutti, l’emergenza Covid, che impone una serie di misure di sicurezza per la tutela della salute delle persone, tra cui, ad esempio. il distanziamento. E’ stato ripetuto in tutte le salse, in tutte le lingue, bisogna stare lontani, bisogna indossare i dispositivi di protezione individuale, la distanza di sicurezza minima è un metro, anche se sarebbe meglio due. Da una parte il Governo centrale invita a rispettare le misure di distanziamento per far si che l’emergenza Covid non si sviluppi ulteriormente - attenzione, saprete che in Cina c'è già un nuovo focolaio, potrebbe esserci il pericolo di una seconda ondata, questo lo dobbiamo dire, non ci dobbiamo dimenticare, non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia su questa tematica - e dall'altra il Ministro dell’istruzione taglia i fondi, perché di questo si tratta, taglia i fondi e fa le classi pollaio. Qualcosa sta andando in corto circuito, delle due l'una, o l'emergenza non c'è più, e allora non sarebbero comunque giustificate le classi pollaio, però per certi versi sarebbero più tollerabili, oppure l'emergenza c'è e il livello di attenzione deve rimanere alto anche perché c'è il pericolo di una seconda ondata, quindi, come si fa a concepire l'ipotesi delle classi pollaio?
Il Ministro all’istruzione farebbe bene a chiarirsi le idee, perché non può nelle conferenze stampa dire una cosa e poi nei fatti dare delle indicazioni di tagli, che portano a queste conseguenze.
Credo che questa serie di atti, che andremo ad approvare, siano un segnale importante, dobbiamo assolutamente, ripeto, continuare su questa strada e voglio ringraziare nuovamente l'Assessore Bravi per l'impegno che sta dimostrando su questa tematica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Innanzitutto va assolutamente sottolineato il lavoro e la passione con il quale l'Assessore Bravi si sta adoperando per far si che vengano mantenuti gli organici e le scuole nell'entroterra e nelle zone terremotate.
Abbiamo preso a cuore, io ed il Capogruppo Maggi, questo argomento sia perché vanno tutelate le zone dell'entroterra sia per dare una risposta a servizi assolutamente indispensabili. Insieme ad altri colleghi di diverse forze politiche, primo firmatario il Consigliere Rapa, abbiamo pensato di inviare una lettera aperta al Ministro, vuoi perché magari con l'emergenza Covid è stata un po' distratta, vuoi perché magari si è circondata di persone non proprio attente e sensibili alle cause della regione Marche. Abbiamo voluto incentivare, sollecitare e, come dico io, accelerare un iter, un confronto giusto, che deve avvenire tra la Regione Marche e il Ministro. Abbiamo pensato di scrivere questa lettera aperta, inviata al Presidente del Consiglio e al Ministro all’istruzione affinché si attivino su quanto promesso, si evitino le classi pollaio e che la proposta di legge che ha predisposto il Ministro diventi realtà.
Chiedo di poter sottoscrivere, se i proponenti sono favorevoli, la mozione n. 694 proprio per dare un segnale unanime sui temi che riguardano il territorio e che quindi non hanno colore politico, ma hanno come unico fine, come unico obiettivo, quello di tutelare i marchigiani, i ragazzini delle nostre scuole.
Mi auguro che ci sia anche una grande ed ampia votazione favorevole delle varie mozioni, soprattutto auspico che ci sia un segnale, poi magari l'Assessore Bravi ci racconterà se ci sono stati degli sviluppi dopo quella lettera. Spero che la nostra iniziativa, malgrado ci sia fermento per la campagna elettorale, possa servire per arrivare alla soluzione di un problema che non è più procrastinabile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ho preso la parola per annunciare il voto positivo su tutte le mozioni, però vorrei fare delle riflessioni, perché questi a mio avviso sono atti dovuti, sono richieste che non dovrebbero essere nemmeno fatte.
Noi stiamo chiedendo qualcosa che è un normale diritto, non solo nel periodo di emergenza, ma in ogni periodo storico. Questo lo chiedo anche a nome di tutti i genitori perché in passato potevamo ammettere di avere spazi inadeguati, prima del periodo Covid potevamo accettare classi pollaio? Potevamo accettare organici ridotti, sempre di più? Potevamo accettare, non so, che non ci fossero le condizioni di sicurezza nelle nostre scuole? Ora siamo di fronte a un problema che è tornato a galla dopo che per molto tempo, anno dopo anno, stagione dopo stagione, è stato messo sotto il tappeto. Comunque i bambini e i ragazzi tutti i giorni devono andare a scuola, il tempo passa, gli anni passano e la situazione è sempre peggiore. Noi adesso siamo qui a chiedere qualcosa che è nel normale diritto di tutti i ragazzi.
Approfitto per fare gli auguri all'Assessore Bora che imperterrita continua a fare bambini, è segno che ancora c'è fiducia nel futuro, ma se noi non puntiamo su questo futuro i nostri figli, i bambini dell'Assessore Bora, e tutti i ragazzi che si cerca di seguire, anche l'Assessore Bravi, che ringrazio anch'io, la seguo e vedo che cerca di fare il possibile, con il poco che abbiamo, con le poche risorse.
Ancora non sappiamo quali sono le linee guida che il Ministro ci darà, appena ieri o l'altro ieri ha detto che presumibilmente la data di inizio dell’anno scolastico sarà il 14 settembre, non sappiamo nemmeno la data di inizio della scuola. Un Ministro che dice forse riapriremo è come quella che dice che forse è incinta. Che diamine, un Ministro deve dire le cose che sono, no ma, forse, presumibilmente, al 90%.
Questa è la premessa di quello che succederà, non sappiamo dove saranno collocati i bambini, se c'erano dei problemi prima, adesso che ci saranno sicuramente dei criteri ancora più stringenti aumenteranno, ne avremo molti, molti di più, e non abbiamo le risposte.
Cosa chiediamo? Facciano quello che avrebbero dovuto sempre fare prima e se ci troviamo in queste condizioni è perché prima non è stato fatto qualcosa. Chiedere di nuovo la sicurezza degli ambienti, anche nelle Marche abbiamo avuto soffitti di scuole che potevano crollare e questo non è il Covid che lo sta portando, questi sono problemi antecedenti. In queste scuole stiamo mandando i bambini e i ragazzi.
Voterò queste mozioni, è chiaro, come si fa a non condividerle? Il mio collega sta dicendo che non serve a niente perché ogni volta che c’è qualche consultazione politica o che sta per iniziare la scuola c'è qualche problema e chiediamo sempre le stesse cose. No alle classi pollaio e puntualmente ci sono i tagli negli organici e nelle classi. Rivalutiamo le aree interne e sono le prime alle quali vengono tolti i servizi scolastici. Di cosa vogliamo parlare? A cosa andiamo incontro? Mi unisco al coro per chiedere di cambiare qualcosa, magari sperando che in condizioni strozzate qualcosa si faccia, ma non so fino a che punto questa Assemblea ha il potere di fare qualcosa. Continuiamo a chiedere, però la gente è insoddisfatta, è stanca. Siamo arrivati ad un punto in cui - mi vengono segnalate addirittura cose allucinanti, che non pensavo mai potessero accadere - la gente ruba la verdura dall’orto dei vicini, qua siamo alla fame, una cosa assurda.
Stiamo parlando, due mesi prima di settembre, di risolvere problemi decennali, ventennali. Va bene, andiamo avanti, chiediamo, speriamo, è quello che si è sentito più volte in questo periodo di Covid, ad ogni telefonata, ad ogni contatto: speriamo bene, ce la faremo, andrà tutto bene. Continuiamo così. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Do subito una risposta alla Consigliera Malaigia: siete stati al Governo per molto tempo e i risultati di oggi sono le conseguenze di quello che avete fatto ieri. Non ci troviamo oggi con le classi pollaio, così, magicamente. Il Governo di destra di Berlusconi ha governato per vent'anni, che cosa ha fatto per la scuola? Me lo dite? Vorrei sapere cosa ha fatto per la scuola. Noi governiamo da nemmeno due anni, la bacchetta magica non ce l'abbiamo, vista anche la situazione. Capisco l'intervento politico, ma bisogna dire le cose come stanno.
Non volevo intervenire, ma l’intervento del Consigliere Bisonni mi ha stimolato. Capisco che ha dell’astio contro il Movimento 5 Stelle, ma da qui a sparare falsità, cose non vere, dentro l’Aula dell'Assemblea legislativa, mi pare troppo. Vedo che da un po' di tempo disinformare è una costante, forse è più bravo a far rappresaglia politica che a stare sui temi della politica.
Solo due parole, come ho detto non volevo intervenire. In un comunicato stampa il Ministro dell’istruzione, di 48 ore fa, intervenendo al tour on line ‘Riparti Italia’, ha annunciato di aver creato presso il MIUR un fondo contro la dispersione scolastica. Quindi non è vero che non ci sono i soldi, perché c’è un fondo, certamente il problema in Italia è enorme, perché abbiamo scuole di 30/40/50 anni fa e il 60-70% di queste non sono a norma sismica, quindi è complesso trovare posti dove mettere 15/18/20 alunni. Il Ministro dell’istruzione in risposta alle varie richieste di aiuto delle Regioni dice che attenzione verrà posta sulle classi pollaio, che raggiungono punte anche di 34 alunni. Utilizzando una parte dei 170 miliardi del Recovery Fund, si spera di attuare quel disegno di legge che il Movimento 5 Stelle in passato ha presentato, non adesso, lo ha presentato alla Camera, che farebbe calare il numero degli alunni per classe, ad un massimo di 22.
Le cose che sono state dette da qualcuno, nello specifico dal Consigliere Bisonni, sono infondate, è una sua prerogativa dire cose inconsistenti, ormai credo che abbia preso l'abitudine a spararle grosse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Prima di dare la risposta su questo pacchetto scuola, vorrei partire con due, tre considerazioni di premessa, che mi interessano molto.
Innanzitutto vi ringrazio dei vostri ringraziamenti. Vi ringrazio, perché vuol dire che si è capito il lavoro che si è fatto. Credo che la scuola sia un argomento trasversale e la lotta che abbiamo fatto, che ho fatto, dura da 5 anni, non è iniziata ieri con il Covid, assolutamente, io non ho mai abbassato la guardia e in questo periodo ho lavorato come una formichina per tutti. La politica non si fa su Facebook, si fa qui, dalle 9 di mattina fino alle 19 di sera, può piacere o non piacere, io non scrivo male di nessuno su Facebook e quando parlano male di me io non leggo perché la salute mi interessa.
Reputo questa Aula nobile, nobilissima, altrimenti non avrebbe senso fare 4 ore di viaggio al giorno per parteciparvi. Non mi importa Consigliere Zura Puntaroni, sono punti di vista, io non sorrido quando gli altri parlano, li ascoltato sempre, mi scusi, ma dopo 5 anni devo dire quello che penso.
Io ragiono sugli obiettivi portati a casa e se vuole glieli dico uno per uno. Non sono della linea discontinuità, io sono della linea che quello ho fatto lo rivendico, una volta nella vita. Alla politica manca una visione e un metodo e insieme dobbiamo cercare di darli perché non può volare basso e non accetto di sentirmi dire che si parla della scuola perché c’è il Covid. E’ un discorso all'Italiana, ci vuole una disgrazia per fare un ponte, ci vuole un morto per fare una strada. Io questo non l’accetto.
Reputo l’Aula nobile e non parlo in termini di speranza, scrivo al Ministro nella speranza che …, io parlo in termini di lotta, non di speranza, perché nel comunicato di un'ora fa ho scritto ai Presidi pregandoli di sostenere questa battaglia ed ho scritto ai genitori pregandoli di non spostare i figli da un corso all'altro perché lo chiede il Preside per il sovrannumero perché quando si sposta un ragazzo, sono 34 devono arrivare a 28, si creano delle classi pollaio e viene meno il diritto della libertà di educazione. Io voglio arrivare al Raffaello di Urbino, o a Cagli, o a Cessapalombo, o a Macerata, con i ragazzi che il 14 settembre trovano uno spazio e iniziano a far scuola. Poi voglio vedere anche il Ministro, non sono sicuramente per chiedere senza risultato.
Devo dire la verità quanto ho conosciuto il Ministro ho pensato: è giovane, ha già capito alcune cose che non vanno, voglio dargli fiducia, perché non mi va di dire che nessuno ha fatto niente, non hanno fatto niente.
Le due riforme in Italia sono state di Gentile e di Berlinguer, tutto il resto è noia. Lo sappiamo tutti, però la scuola va rimodernata e il discorso del Covid serve a quello che si è detto prima, a riflettere sul discorso educativo. Al di là della pandemia, più di 20/22 ragazzi non è sano, non è educativo, perché tu li istruisci come dei polli, ma non li educhi e non c'è una relazione. Queste sono le cose che volevo dire. Poi ce n'è un'altra estremamente importante, quella tirata fuori dalla Consigliera Pergolesi, la lettera che insieme al Consigliere Rapa, che mi chiede di sottoscrivere, è stata fatta per il Ministro. Fondamentale, bisogna dirla tutta proprio per la nobiltà di quest'Aula, perché la battaglia per la scuola è per i marchigiani e non le si può mettere la bandierina.
Un altro punto importante è quello illustrato dal Consigliere Traversini, sul quale mi vorrei soffermare un attimo, perché si parla di quello che noi chiediamo. Noi chiediamo un sistema scuola, che non significa che vogliamo tenere la scuola a Cessapalombo, con 5 bambini, perché sono Heidi, vengo da Carpegna ed ho una visione piccola, non è questo. Io voglio tenere Cessapalombo perché con 5 bambini tu gli dai una pluriclasse e tieni il presidio, perché il discorso del servizio di prossimità, che ha fatto il Consigliere Traversini, va tenuto. Tra l'altro, io sono l'esempio di chi ha insegnato in una pluriclasse: 5 bambini, maestra per 3 anni, uno in America e gli altri si sono fatti onore. Non so se abbiamo la visione che in Italia conti solo se fai la Bocconi o la Luis e se vai all'università di Urbino, come ho fatto io, che non avevo le risorse economiche, sei destinato ad essere di serie Z per tutta la vita. Punti di vista. Vediamo cosa abbiamo in testa, perché anche qui si discorre molto, ma poi si bypassa la realtà italiana, come fosse un puro escremento e questa cosa io non l’accetto.
Il Consigliere Traversini ha parlato dell'impresa culturale della scuola. La scuola è la prima impresa, il pacchetto uscito stamattina sui nidi e sullo 0- 6 anni vuole salvare l'impresa scuola. Non va al bambino, al welfare familiare, all'assistenzialismo, perché noi le cose grandi le vediamo come volontariato e assistenzialismo per le altre invece andiamo avanti. Questa è un’impresa culturale.
Il ripopolamento dei territori, io non vivo in un territorio che è valido solo se il famoso ciclista ci fa un giro, deve essere un territorio per il quale devono esistere i servizi di prossimità.
Quindi mi sembra che il corollario che è stato fatto all'interrogazione e alle mozioni di oggi, di cui vi ringrazio, sia molto interessante.
Riguardo alla mozione del Consigliere Talè, che l’ha illustrata, aggiungo solo questo, che con il decreto per la situazione epidemiologica del Covid 19, i dirigenti scolastici hanno valutato l'opportunità di consentire la reinscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso frequentato nell'anno scolastico 2019/2020. Dopodiché c'è stata una successiva circolare ministeriale del giugno del 2020, con la quale sono state fornite indicazioni, dicendo che in un momento ineludibile successivo allo scrutinio l’alunno poteva essere ammesso all'anno scolastico in base alla valutazione del dirigente scolastico.
In conclusione, si ritiene soddisfatta la questione avanzata dal Consigliere Talè, nella considerazione che il competente dicastero ha aperto la possibilità agli alunni con disabilità, frequentanti la scuola secondaria di secondo grado, di ripetere l'anno. Questo all'osso la risposta alla mozione del Consigliere Talé.
C’è poi la mozione n. 715 del Consigliere Talè, e lo ringrazio molto, sull’Istituto Celli di Cagli, abbiamo lavorato assai e la risposta riportata all'osso, senza annoiarvi, è questa. La mia domanda al Ministro dell’istruzione è stata: perché trasportare 11 ragazzi da Cagli a Fossombrone, dov’è il risparmio? A Cagli c’è già un istituto superiore, i ragazzi possono proseguire in questo istituto, se lo si fa per Montalto - perché si farà per Montalto, ve lo spiegherò fuori sede - l'avete già capito, cavalchiamo politicamente anche Cagli, ha qualcosa di meno rispetto a Montalto? Non costa niente. Quindi i ragazzi possono rimanere a Cagli e siccome, ripeto, non parlo in termini di speranza, perché purtroppo sono una cattolica molto operativa e non mi piace venire qui per passare per chi ha altri valori in testa e poi la storia va d'altra parte, proprio no, credo che bisogna fare la stessa lotta di Montalto. I ragazzi stanno lì perché è giusto che stiano lì e questa è la risposta in soldoni al Consigliere Talè.
Poi ci sono i Consiglieri Minardi, Giacinti, Micucci e Traversini, con la mozione “Gli studenti al centro sempre”, sembra un film, che chiede l'adeguamento dell'organico e sapete benissimo che noi abbiamo chiesto come Regione Marche insieme agli Assessori della IX commissione, l'organico di emergenza. L'organico di emergenza significa che … Il Consigliere Minardi ha detto bene, ha detto che ci sono tanti investimenti, tanti soldi, tante persone reclutate, docenti ATA, tanti proclami, ma a questi proclami devono rispondere dei piccoli fatti: chiediamo l'organico di emergenza, punto 1.
Abbiamo scritto al Ministro dell'istruzione il 10 febbraio 2020 e gli abbiamo chiesto - vi dicono l’oggetto di ogni lettera - omnicomprensivi e aree interne. Pergola vuole l’omnicomprensivo. L'ha detto il dottore che non dobbiamo darglielo? Si può ragionare un attimo. Sassocorvaro ha un omnicomprensivo, Urbania ha un onnicomprensivo, Amandola ha un omnicomprensivo. Come sono nati gli omnicomprensivi? Da una volontà politica, giusta non giusta degli anni novanta, di accorpare delle scuole e di dare un Preside a quel territorio, invece che una reggenza. Non mi sembra una bestemmia. Possiamo un attimo valutare questa cosa, invece che dire si o no a priori.
Abbiamo scritto un'altra lettera il 28 aprile, mettendo in evidenza il deficit di organico di diritto e la perdita delle autonomie. Come ha detto il Consigliere Traversini, l'autonomia è una cosa molto interessante e, se si è capito quello che abbiamo provato a fare come Giunta, io non ho ridato le autonomie e ne sono contenta, ce ne sono due a rischio: Apecchio e San Ginesio, ma ancora non le abbiamo cedute. Cedendo un'autonomia si dice che avrà lo stesso la reggenza, non è vero, perché se tu cedi l'autonomia hai due Presidi in meno, quindi, Consigliere Minardi è giustissimo questo fatto, ma Apecchio e San Ginesio perché non possono avere l'autonomia? Quanto costa dare l’autonomia? Un Preside segue 700/800 bambini, 400 se siamo in montagna. Siamo considerati come chili di grano? Sì dà un docente per ogni chilo di grano di bambini o c’è il concetto di persona? Anche questo va detto.
Abbiamo scritto al Ministro altre due lettere, l'una 11 e l’altra il 16 maggio e abbiamo chiesto il fabbisogno delle 5 province, non ve lo elenco perché l’avrete letto sui giornali, però vi dico: Cessapalombo, Montalto, Convitto di Macerata, Civitanova Marche, Varnelli di Cingoli, Gentili di Macerata, Agrario, Liceo musicale a Fermo, Classico di Urbino, Laurano di Urbino, Polo delle arti, potrei continuare, una per una, abbiamo individuato tutte le criticità delle 5 province. Abbiamo anche evidenziato al Ministro che avevamo classi superiori a 24 alunni anche in presenza di ragazzi con disabilità. Prima ho sentito parlare di alcune classi, si è parlato di Urbino con classi di 33/34 ragazzi e con la presenza di alunni con disabilità e l’Ufficio scolastico ha detto, sentite che violenza, siete in 34, andate via in 10, in 8, iscrivetevi ad un altro corso, come se la curvatura motivazionale del ragazzo lo decide lo Stato a priori. Se mio figlio vuole fare il classico, io lo domando allo scientifico perché al classico non c’è posto? Modello totalitario dal mio modesto punto di vista, che toglie la libertà di educazione che sta alla base anche della genitorialità. Poi abbiamo parlato dello sdoppiamento e lì è venuto fuori il tema del Covid, ci ha aiutato, non ci ha aiutato in questa questione? Sicuramente non ci ha aiutato nella vita, non so, ha sollecitato un problema e io sono d'accordo con quello che ha detto prima la Consigliera Malaigia, non è questione di distanziamento, la questione è educare, e su questo non ci torno perché l'ho già detto.
Il 19 maggio si è tenuto un incontro con l'Ufficio scolastico regionale, portando all'attenzione del direttore tutte le criticità, la risposta è stata: “Io eseguo, è il Ministero che dà gli organici, chiedete le deroghe”. E’ stato chiesto di non cancellare Cessapalombo - vi dico come l’abbiamo ridotta all'osso - di istituire il Liceo musicale a Fermo, sono 6 anni che lo chiedono e hanno gli iscritti, di riconoscere il valore storico del convitto di Macerata, di guardare all'entroterra pesarese, a Offida, a Colli del Tronto, a Montalto, tutti paesi della zona sisma.
L’Ufficio scolastico regionale rileva la sua impossibilità a trovare soluzioni. Quindi noi nella IX Commissione abbiamo detto al Ministro che vogliamo per il 14 settembre delle indicazioni, non solo, abbiamo detto anche un'altra cosa, questa l’abbiamo detta alla Sottosegretaria ed erano presenti il Sindaco di Ancona, il Presidente della provincia di Macerata, l’Ufficio scolastico, eravamo in quattro-cinque, adesso non mi ricordo tutti, ed abbiamo chiesto di rivendicare nella territorialità dei punti strategici intorno ai quali noi non possiamo cedere. Abbiamo anche detto che gli spazi li troviamo, se è un problema di spazi e la sottosegretaria ha affermato che dove mancano gli spazi si può uscire dall'Istituto e andare nell'oratorio vicino, nel teatro vicino, nella palestra vicino, non mi è sembrato vero. Allora ho detto: perfetto, gli spazi li troviamo noi, lei ci dia l'organico, quindi siamo andati avanti da questo punto di vista.
Dopodiché, ho quasi finito, non vi annoio più, la mozione n. 718 dei Consiglieri, Mastrovincenzo, Rapa, Minardi, Celani e Carloni, sull'inizio delle lezioni. Le linee-guida entro il 25, che giorno è oggi? Il 23, allora adesso andiamo a casa, guardiamo la televisione e scopriamo insieme quando usciranno le linee guida. Questo è come il discorso dei centri estivi, mi tormentano per sapere quando arriveranno le risorse, non sono le nostre, bisognerà anche dare un ordine e non trovare sempre un mostro da uccidere per far notte.
Il Ministro dell’istruzione ci darà le linee giuda. Cosa abbiamo chiesto come IX Commissione? Di non fare iniziare la scuola e poi sospenderla per le elezioni. Abbiamo chiesto, se era possibile, di fare i seggi da un’altra parte, invece che nella scuola, per non dare proprio l’idea che la scuola sia zero, si riapre dopo un anno, gli unici che non l'abbiamo riaperta, e poi si richiude perché bisogna votare. Questo abbiamo chiesto tutti all'unanimità. Vedremo la risposta.
Si è detto no al plexiglass, no ai doppi turni, guardo la Consigliera Malaigia perché avevamo parlato di questo, distanziamento, spazi limitrofi, pagamento dei docenti per 24 ore, è la nostra speranza che ci siano dei docenti doppi, però non posso rispondere perché stiamo tutti aspettando.
Riapertura in sicurezza, certo, ne abbiamo parlato anche l'altra volta quando abbiamo trattato la mozione del Consigliere Minardi. La scuola in sicurezza è un problema atavico, però in questo momento devo dire che sia dalla Regione che dal Ministero c'è uno stanziamento sull'edilizia scolastica che non è poco, quindi vedremo un attimo di cogliere i punti di maggiore criticità.
Ho finito perché le altre questioni sono ripetitive, nel senso che trattano le stesse questioni. Quindi, andando all'osso, concludo e vi ringrazio di questo pacchetto. Oggi dobbiamo uscire da questo Consiglio con la coscienza di aver sempre messo a tema il discorso della scuola, non c'è stata volta che qualcuno di voi non mi ha fatto un'interrogazione o una mozione sulla scuola, e di questo vi ringrazio, però dobbiamo uscire coesi, non con il fatto di chiedere, ma con il fatto che c'è una giusta pretesa. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Mozione n. 718. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 693. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. I Consiglieri Pergolesi e Maggi hanno chiesto di poter sottoscrivere la mozione n. 694, per noi non ci sono problemi, prego di raccogliere le firme.

PRESIDENTE. Mozione n. 694. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

Mozione n. 715. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

Mozione n. 704
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Micucci, Bisonni, Busilacchi, Rapa, Zaffiri, Marconi, Leonardi, Urbinati, Pergolesi, Maggi, Volpini
“Proposta di celebrazione della istituenda Giornata nazionale dei camici bianchi nella ricorrenza della morte di Carlo Urbani”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n.704 dei Consiglieri Giancarli, Micucci, Bisonni, Busilacchi, Rapa, Zaffiri, Marconi, Leonardi, Urbinati, Pergolesi, Maggi, Volpini.
A questo proposito, prima di dare la parola al Consigliere Giancarli, sono stato investito, diciamo così, dall’Associazione Carlo Urbani di fare una proposta di legge per celebrare a livello regionale, annualmente, una giornata dedicata a Carlo Urbani, quindi invito fin d'ora i Consiglieri che lo riterranno opportuno, a sottoscrivere la proposta che farò girare nei prossimi giorni.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente, anche delle parole che ha appena detto. Sono stato coinvolto dall'Associazione, ho scritto questa mozione, ho chiesto a tutti i gruppi consiliari firmarla, è stata firmata, quindi ringrazio i Consiglieri che l’hanno fatto.
Ringrazio il Consigliere Volpini che sempre con il suo stile - è un signore, lo sappiamo - ha preferito, in un rapporto etico di riservatezza e delicatezza, rimanere fuori da quella che è la sua professione. Grazie anche al Consigliere Volpini. Sono d'accordissimo ...

(interventi fuori microfono)

Enzo GIANCARLI. Si, c'è una mail, però si può sempre firmare, se verifica, Consigliere Maggi, vedrà che trova una mia mail, se non l’avesse ricevuta lei, non l’avrebbero ricevuta nemmeno gli altri, eravate tutti nello stesso indirizzo.
Presidente, sono d’accordo sulla proposta di legge di cui ha parlato.
Questa mozione, che deve essere illustrata, che deve essere votata, è già firmata da molti colleghi e credo che troverà un consenso unanime.
Il ragionamento che viene fatto è semplicissimo, anche se parte da una vicenda triste come quella dell'epidemia che ha colpito in questi mesi l'Italia, il mondo. Parte da una considerazione, dallo sforzo riconosciuto da tutti, fatto dai medici e dagli operatori sanitari, dagli infermieri, ma dal Paese perché sono state tantissime le persone che hanno consentito, nei periodi difficilissimi dell’epidemia, di tenere in piedi il Paese, permettendo a molte persone di rimanere a casa. Proprio perché questo sforzo dei sanitari, in primis, non sia dimenticato, a livello parlamentare sta venendo fuori, giustamente a mio avviso, l'istituzione di una giornata nazionale per ricordare i camici bianchi.
La nostra proposta è semplicissima e proprio perché si istituisce questa giornata nazionale, pensiamo che debba essere fatta nella ricorrenza della morte di Carlo Urbani. E’ stato una grande persona, un grande uomo, un grande medico, uno scienziato, una persona generosissima, ha scoperto la SARS. Tutte queste cose che ho detto sono certificate, purtroppo ha pagato con la vita questa sua generosità, questo suo altruismo, anche questa sua capacità che gli aveva permesso di scoprire questa terribile malattia.
Carlo Urbani rappresenta un punto di riferimento, io credo di insegnamento, per quello che ha fatto, non soltanto come persona, ma anche come medico, quindi ci sembra … Cito solo un fatto, nel 2003, l'allora Presidente della Repubblica gli conferì a titolo postumo la medaglia d'oro per i benemeriti nella sanità pubblica, nello stesso anno anche le autorità vietnamite vennero a Castelplanio a manifestare ufficialmente la loro riconoscenza.
Per la professionalità, per il coraggio e per il sacrificio di Carlo Urbani pensiamo che questa giornata, che il Parlamento italiano vuole istituire, debba essere fatta, non in un giorno anche significativo legato a queste epidemie, ma in un giorno significativo legato alla ricorrenza della morte di Carlo Urbani.
Su questa mozione non ci deve essere solo l'impegno della Giunta regionale nei confronti del Parlamento, ma anche quello dei parlamentari marchigiani perché questa proposta sia presa in seria considerazione, accolta. Le motivazioni ci sembrano vere, reali, fondate, fondate sul valore di una persona e sul lavoro scientifico di un medico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Poche cose, non l’ho firmata per le ragioni che ha detto il Consigliere Giancarli, l’autoreferenzialità non mi appartiene.
Ne approfitto solo per ricordare l'amicizia che mi legava a Carlo Urbani, è stato un mio compagno di corso, abbiamo studiato insieme, abbiamo lavorato i primi due anni insieme e porto l'orgoglio di questo percorso di studio e professionale, le cose che diceva il Consigliere Giancarli, sulla sua professionalità, sulla sua umanità, sul suo altruismo, sono vere.
E’ stato medico di medicina generale a Castelplanio, poi ha vinto il concorso come medico specialista di malattie infettive a Macerata, si è dimesso ed ha iniziato questa carriera all'interno dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Anche grazie a Carlo Urbani abbiamo potuto usufruire, nella nostra Regione e nel periodo più critico dell'epidemia, del lavoro e delle competenze di ‘Medici senza frontiere’, di cui è stato Presidente. Sono venuti nelle Marche e nella provincia di Ancona, potremmo dire nell'Area vasta 1, a dare il loro contributo nel corso dell'epidemia di Covid. Un contributo rivolto al territorio, hanno lavorato molto con le nostre residenze protette, con le nostre case di riposo, con le unità speciali di continuità assistenziale, portando la loro esperienza soprattutto nell’ambito delle epidemie. Da sempre ‘Medici senza frontiere’ lavorano con le loro equipe nei vari teatri delle epidemie.
Prima il Consigliere Giancarli ha ricordato la Sars, credo che la presenza di Carlo Urbani abbia facilitato questo rapporto con ‘Medici senza frontiere’ e in questa sede, in quest'Aula così importante, come ci ha ricordato prima l’Assessore Bravi, li voglio ringraziare per il grande lavoro che hanno fatto, che abbiamo fatto insieme, nei terribili giorni della fase acuta dell’epidemia nelle Marche, ma direi anche nella nostra Area vasta e nella nostra provincia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Vorrei ricordare, come ha già fatto il Consigliere Volpini prima di me, come la figura di Carlo Urbani sia prepotentemente balzata alle cronache durante quei giorni terribili in cui eravamo chiusi in casa e negli ospedali si combatteva una battaglia che già Carlo Urbani aveva combattuto in tantissime parti del mondo, soprattutto nelle zone del mondo in cui c'è povertà, dove non c'è un sistema sanitario adeguato.
Credo che Carlo Urbani sia uno dei figli migliori della nostra regione, non è che non viene celebrato, ma credo che non sarà mai troppo quello che noi potremmo fare per la sua figura e per la sua memoria, soprattutto per quello che può trasmettere la figura di Carlo Urbani ai giovani e al mondo della scienza negli anni a venire.
Colgo di buon auspicio questa possibilità, Presidente, di formalizzare il tutto con una legge e ringrazio anche il Consigliere Giancarli che ci ha coinvolto in questa mozione, che credo sia una delle più importanti che approveremo in questo Consiglio regionale relativa a quella figura che tutti abbiamo ringraziato durante l'emergenza Covid, la scienza mista all'umanità. Le due cose da sole non vanno lontano, se una è staccata dall’altra e Carlo Urbani, a mio avviso, è quella figura che io ritrovo in tanti medici, anche in questa esperienza regionale, che fanno il loro lavoro non tanto per professione, ma per vocazione. Per fare il medico credo che occorra, come ha detto il Consigliere Volpini, una certa vocazione, come per fare il prete o qualcos’altro.
Carlo Urbani aveva la vocazione per fare il medico, soprattutto rivolto alle persone più fragili e io spero che la città di Jesi …, l’Asur ha fatto una grande cosa intitolandogli l'ospedale della sua città, però credo che in ogni città della nostra regione si dovrebbe ricordare la figura di Carlo Urbani, perché è uno degli esempi migliori che possiamo dare alle nuove generazioni marchigiane e non solo. Grazie, Consigliere Giancarli, per questa bellissima mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Anch'io mi accodo a chi mi ha preceduto nei ringraziamenti nei confronti del Consigliere Giancarli, che è sempre molto sensibile ed attento a questi dettagli e sicuramente sottoscriveremo sia la mozione che la proposta di legge anticipata dal Presidente Mastrovincenzo.
Soprattutto mi auguro che questo a livello nazionale venga recepito come un chiaro segnale di quello che un medico come il dottor Carlo Urbani ha sacrificato per il Paese, che sia anche di esempio per tutti gli altri del settore, soprattutto quando ci sono emergenze come questa del Coronavirus, perché purtroppo abbiamo assistito, soprattutto a livello mediatico, a battibecchi e a esternazioni non poco mature e responsabili.
Mi auguro che si ritorni a dare valore e senso a chi ha sacrificato la propria vita per il Paese, per i cittadini italiani. La proposta fa onore anche chi l'ha presentata.
Rinnovo i miei ringraziamenti al Consigliere Giancarli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Io non ringrazio il Consigliere Giancarli per questa mozione perché per lui l'attenzione verso tutto ciò che nasce intorno al territorio di Jesi è un appalto. Lui ha fatto quello che aveva in testa, ha fatto bene e ci ha trascinato in questa cosa.
Io non farei risaltare il dato di valenza scientifica, ma esattamente all'opposto. Carlo Urbani, come tutte le altre vicende, compresa questa emergenza da COVID 19, ha messo in evidenza l'assenza dell'evidenza scientifica, perché io, Consigliere Volpini, come lei sa bene, memorizzo, scrivo e prendo appunti e nell'evolversi dell'epidemia abbiamo sentito da parte di medici e scienziati cose completamente e profondamente diverse e non mi sono mai scandalizzato di questa cosa. C’è chi ha detto che sono apprendisti stregoni, ma quando uno si trova di fronte ad una cosa nuova, per la quale deve trovare immediatamente delle soluzioni, nel giro di 10 giorni, non di 10 anni, il tempo ragionevole per una ricerca ragionevole, è evidente che fa quello che può.
Questa pretesa di dare alla scienza un valore assoluto, che non potrà mai avere, che a mio giudizio non potrà avere, come diceva giustamente un certo Einstein, che capiva poco, ma sulla relatività della scienza, di tutto ciò che è materia, ha evidenziato una piccola teoria che qualcuno ha provato a seguire nel corso dei decenni, invece, quello che risalta in maniera potente e che in qualche maniera ha affascinato è la riconciliazione del popolo con la classe medica, perché questa grande fusione non c’è stata mai, Consigliere Volpini, perché qui siamo tutti casta, sono casta gli universitari, i medici, la politica. Ogni volta che parliamo di questi settori abbiamo sempre chi punta il dito sulla sanità, invece c'è stata questa riconciliazione perché si è vista l’umanità di chi non poteva fare a meno di starci e c'è stato, mentre forse qualcuno è anche scappato via.
Quando abbiamo deciso di dare, e la Giunta sta facendo il provvedimento per l’intervento in campo sanitario, quei 20/21 milioni di incentivo, mi sono permesso di dire che in linea teorica non ero d'accordo, troppo immediata, a me le cose fatte subito non mi piacciono. Poi sono stato convinto dal Presidente Ceriscioli perché su quel provvedimento mi ha detto che, incontrando i sindacati, si mettevano in conto dei criteri selettivi, perché l'idea di dare 1.000 euro a tutti, in maniera indistinta, non mi convinceva per niente.
Mi convince di più sapere che c’è chi ci ha messo l’anima e se quel dato economico può essere per un riconoscimento, non un riconoscimento economico, perché possiamo dare 3/4 mila euro a un medico, a un infermiere, che ha lavorato in quei giorni, ma non penso che l’abbia fatto in attesa di un premio o si senta più gratificato perché alla fine di tutto il suo percorso prenderà 3 mila euro lordi più. Secondo me la gratificazione è un’altra, è umana, direi spirituale, nell'anima, perché c'è una comunità che riconosce questa dedizione, che non viene ripagata. Il medico non fa le cose per soldi, il sanitario non fa le cose per soldi, il poliziotto, il carabiniere non fanno le cose per soldi, perché nessuno potrà mai ripagare un agente dei servizi dell'ordine che rischia la vita, non dico, tutti i giorni, ma qualche giorno all'anno, per assicurare a tutti noi un po' di serenità e di sicurezza.
Quest'iniziativa va bene, va in questa direzione, va bene perché anche Urbani si è buttato in questa avventura senza che ci fosse niente di certo e ci ha lasciato la vita proprio perché questa certezza non c'era, se c’era sarebbe partito vaccinato e forse non ci sarebbe stato neanche bisogno dii un Carlo Urbani e del suo sacrificio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che questa mozione cali nel contesto particolare che ha attraversato e che sta attraversando il Paese. Questo medico ha affrontato un periodo nel quale non c'era conoscenza di quello che stava accadendo e purtroppo anche in questo momento stanno accadendo le stesse cose perché tanti colleghi di Carlo Urbani sono venuti a mancare. In un contesto in cui non c'erano soltanto delle valutazioni diverse tra scienziati, perché questo purtroppo è accaduto, delle interpretazioni diverse, ma non c’era una conoscenza di quello che stava accadendo e questo ha portato a far mancare, purtroppo, diversi suoi colleghi.
Questo fatto di cui stiamo discutendo, in questo momento, in quest'Aula, è un segnale per tutti i Carlo Urbani, che sono venuti a mancare, che si sono prestati senza pensare a cosa poteva accadere.
Carlo Urbani è un segnale e per quanto ci riguarda rientra in un contesto più ampio, perché la riconoscenza a questa persona vuol dire riconoscere tutti quelli che si sono impegnati in questo momento particolare e che purtroppo ci hanno lasciato la vita. Questo dovrebbe essere, secondo me, il supporto di questa di questa mozione, il riconoscimento di tutti quelli che hanno affrontato un momento particolare della loro vita, della loro professionalità e del loro impegno non sapendo cosa avevano davanti e non sapendolo, purtroppo, ci hanno lasciato la loro vita. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Mozione n. 704. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Come abbiamo detto stamattina la mozione n. 588 è stata rinviata, mentre se non ci sono obiezioni, è rinviata la mozione n. 593 per l’assenza della Consigliera Leonardi ed è ritirata la mozione n. 675 del Consigliere Talè.

Mozione n. 589
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Parchi regionali delle Marche e Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS)”

Interrogazione n. 919
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“I Parchi regionali perdono la certificazione CETS”

Interrogazione n. 920
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Revoca della certificazione CETS ai Parchi regionali delle Marche”

Interrogazione n. 921
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Mancato rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) ai Parchi regionali delle Marche”.
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 589 del Consigliere Zaffiri e le interrogazioni n. 919 del Consigliere Busilacchi, n. 920 del Consigliere Giancarli, n. 921 del Consigliere Zaffiri, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Ringrazio anche gli interroganti tutti perché mi danno la possibilità di chiarire un aspetto che ho visto circolare molto nell'informazione nelle settimane scorse, quindi credo sia opportuno fare chiarezza su questa vicenda che non riguarda la Regione Marche, per la verità.
Premesso che:
- la carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette è uno strumento metodologico e una certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette, per lo sviluppo del turismo sostenibile;
- l'elemento centrale della carta è la collaborazione tra tutte le parti interessate a sviluppare una strategia comune ed un piano d'azione per lo sviluppo turistico, sulla base di un'analisi approfondita della situazione locale. L'obiettivo è la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell'area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori. La problematica della decadenza della Carta europea del turismo sostenibile dei parchi interregionali e regionali è stata affrontata dal sottoscritto nel corso dell'incontro con i rappresentanti di tutti i parchi e delle aree naturali protette, in data 27 novembre 2019. In quell'incontro i rappresentanti dei parchi hanno detto la verità, hanno detto come stanno le cose. I rappresentanti del parco interregionale del Sasso Simone Simoncello e dei parchi naturali regionali del Conero, del Monte San Bartolo e della Gola della Rossa e di Frasassi, titolari del riconoscimento dal 2013, hanno rappresentato le motivazioni per le quali non hanno - loro - dato avvio alle procedure per il rinnovo, la cui durata quinquennale era venuta a scadenza nel 2018, motivazioni riconducibili a carenza di risorse per finanziare le iniziative del piano di azione.
In sostanza, la carta è decaduta perché non sono state avviate da parte degli interessati - loro - le procedure per il rinnovo. È presumibile che tale scelta sia stata determinata dalla consapevolezza della limitata attuazione del piano di azione, a seguito di carenze e di risorse finanziarie, nel corso dei 5 anni di validità della carta.
A tale riguardo si evidenzia che il primo riconoscimento era stato ottenuto in esito ad un progetto finanziato con fondi regionali e coordinato dall'allora Comunità Montana Esino Frasassi, in qualità di soggetto gestore del parco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.
L'iniziativa regionale avviata nel 2011 era volta ad innescare e accompagnare il percorso, per la prima volta, quindi, in via del tutto straordinaria, del riconoscimento CETS quale strumento di valorizzazione e di promozione turistica dei territori tutelati dei suddetti parchi, e si è se conclusa con successo nel 2013.
Per quanto riguarda le risorse finanziarie, si sottolinea che nel corso dell'attuale legislatura sono stati destinati al settore delle aree protette stanziamenti per quasi 11,5 milioni di euro, in prevalenza di parte corrente. Anche questa è un'altra leggenda metropolitana che va sfatata, perché in 5 anni le aree protette delle Marche hanno preso 11,5 milioni, mi potrete dire che è poco, ma è compatibile con i bilanci che abbiamo avuto. In particolare il bilancio dell'anno in corso prevede stanziamenti per circa 980 mila euro per le spese di gestione e quasi 1.900.000 euro per gli investimenti, nell'ambito dei quali possono essere reperite le risorse per avviare autonomamente le procedure volte a riacquisire il prestigioso riconoscimento di cui abbiamo parlato.
In aggiunta a quanto sopra esposto sull'argomento della Carta europea del turismo sostenibile, si evidenzia il riferimento al punto 1 dell'interrogazione 919, relativamente alla legge regionale di riordino delle aree naturali protette, al fine di verificare le condizioni giuridiche e amministrative e la possibilità di efficientare il sistema delle aree protette, è stata fatta un'analisi degli enti di gestione dei parchi e riserve, dalla quale è emersa una dotazione organica molto limitata, in quanto la maggior parte delle riserve sono gestite da enti locali (comuni, province unione montane), che mettono a disposizione parte delle loro esistenti dotazione, mentre i soli parchi regionali, amministrati da enti parco, dispongono di strutture dedicate, sebbene molto limitate, che spesso fanno ricorso a convenzioni con altri enti pubblici per il reperimento di collaborazioni specialistiche.
A quanto sopra va aggiunta la necessità di garantire la presenza del presidio sul posto, in ragione delle funzioni svolte dai parchi a beneficio del territorio, che comporta la non possibilità di accentramento amministrativo delle strutture, anche su questo avevamo lavorato, ma gli stessi parchi, gli stessi direttori, gli stessi Presidenti, gli stessi Consiglieri, hanno voluto soprassedere perché ritengono, secondo me anche abbastanza correttamente, che non sia possibile.
Questa riflessione, svolta tra l'altro in numerosi incontri, di concerto con i gestori ha comportato un rallentamento del processo, che non potrà concludersi entro la presente legislatura.
Per quanto riguarda l'avvio delle procedure per l'iscrizione della Riviera del Conero nella lista del patrimonio naturale e culturale dell'UNESCO, si rappresenta che l'inserimento nella lista del patrimonio mondiale UNESCO è senz'altro un importante riconoscimento con ripercussioni anche turistiche e culturali.
In particolare la Riviera del Conero, che ospita il Parco naturale del Conero, si caratterizza per il suo valore prevalentemente paesaggistico e naturale. Di conseguenza le procedure per il suo inserimento nella lista del patrimonio UNESCO, tenendo conto anche dei criteri previsti, dovranno puntare su questi aspetti.
Si sono già tenuti i primi incontri finalizzati all'avvio dell'iter per il riconoscimento e nei prossimi mesi verranno definite le procedure e le modalità per l'elaborazione e la documentazione tecnico-scientifica e amministrativa necessaria per la presentazione della candidatura, coinvolgendo i comuni interessati e l'Ente Parco del Conero.
Analogamente si dichiara la piena disponibilità alla collaborazione delle strutture regionali competenti in materia di parchi e turismo nel percorso di valorizzazione dei luoghi oggetto delle certificazioni del turismo sostenibile. In particolare nel prossimo ciclo di programmazione dei fondi Por Fesr si intendono destinare apposite risorse alla valorizzazione dei territori, in correlazione al cluster “Parchi e natura attiva” e ai progetti “Marche outdoor”.
In merito alla mozione 589/2019 del Consigliere Zaffiri, è impegno di questa Amministrazione regionale garantire scelte ed azioni quanto più appropriate, al fine di sostenere il conseguimento da parte dei parchi regionali della certificazione CETS, attraverso la condivisione con tutte le parti interessate e con lo scopo di sviluppare una strategia sostenibile sul turismo e ambiente. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore Sciapichetti per la risposta e per l'impegno, direi, di questi anni, ormai possiamo dirlo essendo all’ultima curva, nel suo lavoro, nonché per la dedizione alle sue deleghe e a questa in particolare, l'ambiente.
Tra l’altro oggi apprendiamo una notizia nuova, e cioè che questa certificazione si è persa e le ragioni che hanno portato alla sua perdita.
Io sono convinto che l'Assessore Sciapichetti nel restante periodo continuerà a coordinare, oltre che a lavorare, tutte le forze attive del mondo ambientalista perché nel futuro questa certificazione possa ritornare.
E’ importante un lavoro di coordinamento con Federparchi, con tutti i soggetti interessati. Assessore, lei sa che avevo presentato una proposta di legge provocatoria per provare a riaprire la discussione, non perché creda che la soluzione sia quella di avere un unico parco regionale, ma va anche detto che se abbiamo un'unica Asur regionale ed un unico Erdis regionale, forse possiamo pensare a creare un parco regionale delle Marche, che possa essere un veicolo. Ai posteri oramai l'ardua sentenza.
La ringrazio anche per la parte dell'Unesco, so che è difficile avere la certificazione Unesco, ma cerchiamo di lavorarci.
La cosa di cui mi rammarico, Assessore la sa perché ne abbiamo parlato diverse volte informalmente, colgo anche questa occasione, è che la Regione dà dei finanziamenti e i Comuni scelgono di non scegliere. Questo è il problema, non solo dell'ambiente. Mi riferisco, ad esempio, in particolare, all'area marina protetta del Conero, alla quale in quest'Aula più volte abbiamo dato il nostro assenso. Allora mi chiedo e lo chiedo alla Giunta ed ai Consiglieri: se la Regione mette su un tema l'85% dei finanziamenti, se su quel tema il Consiglio regionale assume delle decisioni, com’è possibile che con i comuni non si riesca a fare sintesi. Spesso nella narrazione politica vengono considerati il principale avamposto della democrazia, contro cui non ho nulla, ci mancherebbe, credo fortemente nell'importanza delle amministrazioni comunali, ma non è possibile che non si riesca a fare sintesi perché la Regione a questo serve. Non è possibile che un singolo Comune riesca ad ostacolare un progetto regionale, su cui la Regione ha messo magari l'85% delle risorse e su cui ha la delega. Credo che questa possa essere l’occasione per rivedere i rapporti tra Regione e Comune, su alcuni singoli aspetti di dettaglio.
Mi scuso perché sono andato ben al di là dell’interrogazione, ma in queste ultime sedute è consentita anche con un'operazione di bilancio politico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Condivido quanto detto dal Consigliere Busilacchi. Voglio ringraziare anch'io l’Assessore Sciapichetti, ho avuto modo di farlo tantissime volte ed ho parlato anche della sua persona e della sua bontà, quindi non dico di più.
Come ha detto il Consigliere Busilacchi, anch’io faccio una considerazione e mi rivolgo anche al Consigliere Giorgini perché l’Assessore Sciapichetti ci ha detto che questa certificazione è partita nel 2011/2012 e aveva come soggetto capofila la comunità montana dell'Esino e Frasassi, che svolgeva un ruolo importante, anche perché aveva un altro compito oltre a quelli propri, quello di gestire il parco della Gola della Rossa e Frasassi. Quando le comunità montane sono state sciolte e alcuni comuni del parco non sono entrati nell'unione montana, come Genga e Arcevia, Sassoferrato invece è presente, ci siamo trovati in una situazione anomala: il Sindaco del Comune di Sassoferrato e Presidente dell'unione montana, degnissima persona a cui va tutta la nostra stima politica e personale, persona correttissima, si è trovato a gestire anche il Parco della Gola della Rossa e Frasassi, pur non avendo il suo Comune, quello di cui era sindaco, nel parco. Nemmeno un metro quadrato di superficie del parco, ma la responsabilità del parco. Alcuni di noi, io, i Consiglieri Giacinti, Micucci e Biancani, ovvero la componente PD in III^ Commissione, abbiamo deciso di fare una proposta di legge per istituire un organismo che dirigesse quel parco e che se ne assumesse la responsabilità. Siamo stati accusati di voler espropriare il Comune di Fabriano e, siccome abbiamo uno stile, per me questa dichiarazione è stata offensiva, perché io non ho mai voluto espropriare nessun Comune, tantomeno nessun Sindaco, tantomeno il Comune di Fabriano, che considero d'importanza strategica nel panorama delle aree interne marchigiane. Non a caso con il Consigliere Volpini abbiamo proposto l'Area vasta montana, non a caso ci siamo battuti più volte perchè quel Comune assumesse un ruolo sempre più forte. Ma di fronte al solo pensiero che volevamo espropriare il Comune di Fabriano, abbiamo detto: “Non se ne fa nulla”, con i fatti abbiamo voluto dimostrare agli amici del Movimento 5 Stelle che noi non vogliamo espropriare, ma vogliamo governare il territorio e di fronte al quel pensiero abbiamo deciso di lasciare lì quella proposta, e si chiude la legislatura. Questo ci tengo a dirlo.
Detto questa cosa, ha ragione l'Assessore Sciapichetti c'è molto da fare, lo faremo, si sta facendo.
Chiudo perché ho voluto cogliere questa occasione per parlare di quell’aspetto, sempre in tema di parchi, ma non proprio all'ordine del giorno.
Termino con questo imperativo, la certificazione dei parchi, ovvero la Carta europea del turismo sostenibile, dobbiamo di nuovo riassegnarla a tutti i parchi. Sono certo che l’Assessore Sciapichetti fino a quando ricoprirà questo ruolo, ancora per qualche mese in questa legislatura, non so quello che accadrà dopo, ci garantirà il suo impegno, da parte nostra faremo altrettanto, faremo in modo che questi parchi siano certificati. In questi pochi mesi che sono rimasti l’Assessore all'ambiente Sciapichetti non perderà di vista nemmeno la documentazione per le Grotte di Frasassi e per il loro riconoscimento come patrimonio dell'UNESCO. Grazie ancora Assessore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Ho presentato l’interrogazione e la mozione, penso di poterle trattare insieme.
Dopo aver ascoltato l'Assessore non ho nessun dubbio sul suo sforzo e sulle sue iniziative, che io personalmente riconosco, però cerco sempre di dividere la questione tecnica da quella politica, quindi, mi sento di esprimere questa considerazione.
In questa Aula è stato sempre detto che - ed il sottoscritto avrebbe preso anche dei rimbrotti, da un pulpito che …, considerazioni che rimando sempre al mittente - il turismo è importante per questa Regione, allora non capisco se politicamente si parla, si sparla, o si enfatizza perché poi delle cose non avvengono sul territorio. Come dei bambini a cui la mamma non risponde positivamente, dà loro uno scappellotto e dice quello che bisogna fare. Anche se lei Assessore è responsabile del contesto, d'altra parte c'è il turismo che per noi è molto importante, quindi, questa cosa non mi porta. Questo è il problema, secondo me, non è una questione di personale, assolutamente no, ma a me sembra un problema di regia.
Ho sentito che sono stati messi tanti soldi, che sono stati fatti degli interventi, che sono stati dati dei finanziamenti per riprendere la cartolarizzazione dei parchi, la chiamo in questo modo, e dall'altra parte, in fondo a quel tavolo, abbiamo sentito tante cose sul turismo.
Cari compagni della Giunta, nonostante lo sforzo maestrale fatto dall'Assessore Sciapichetti c'è qualcosa che non porta a casa del Consigliere Zaffiri, questo è il problema e se la cosa è giusta, come io ritengo e come ho sentito dagli autorevoli interventi di chi mi ha preceduto, allora c'è qualcosa da fare perché bisogna non solo riprendere questa carta, ma probabilmente recuperare terreno, può darsi che non sia materia dell'Assessore Sciapichetti, però è sempre di quel tavolo, in mezzo c'è un Presidente e dall'altra parte c'è un altro pezzo, non voglio dire di Giunta, Assessore, dell'attività che serve alla Regione per riprendere la certificazione.
Ho sentito che ci sono stati messi dei soldi, però la mozione va in questo contesto e si richiede non solo l'intervento dell'Assessore Sciapichetti, ma della coralità della Giunta, questo è il senso, e degli Assessori al turismo e all'ambiente. Credo che questo binomio serva perché la certificazione possa essere presa nel più breve tempo possibile.
Questo è l'aspetto politico che abbiamo trattato con l'interrogazione e che adesso sottopongo ai colleghi dell'Aula con questa mia modesta mozione, che va in questo contesto, che riguarda anche quel tavolo, al cui centro c'è un regista che si deve prendere le sue responsabilità e deve far suonare l'orchestra, che in questo ambito è a due fiati, anche se in questo momento ce n’è uno solo e le cose non vanno bene. Ecco, quindi, le conseguenze relative alla Carta, che anche per questo motivo viene a mancare.
Invito a votare la mozione anche se, come ho ascoltato, ci sono già i finanziamenti, vorrà dire che rafforzerà l'ipotesi che poc'anzi ho evidenziato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. A seguito del ragionamento dell’Assessore Sciapichetti e delle cose che sono state dette, sia dal Consigliere Busilacchi che da me, non saremo coerenti se non votassimo questo atto e siccome per noi è importante, da un lato la coerenza e dall’altro il valore del parco, votiamo la mozione del Consigliere Zaffiri e lo ringraziamo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 589. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 592
ad iniziativa del Consigliere Volpini
“Esami gratuiti per le donne in gravidanza”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, reca la mozione n. 582 del Consigliere Volpini, che ha la parola per illustrarla.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Questa mozione è datata, Presidente, io non importuno mai la Presidenza del Consiglio chiedendo di anticipare gli atti, sono sempre ligio, aspetto la calendarizzazione anche se è in ritardo.
Questa mozione è di 8/9 mesi fa, non lo so, riguarda un possibile impegno della Giunta per sperimentare in una città, mi viene in mente Loreto, dove già esiste un centro di diagnosi prenatale di secondo livello - il tema è la diagnosi prenatale - una metodica non invasiva che permette, attraverso una sola goccia di sangue, di fare una diagnosi di alterazione cromosomica, quelle più frequenti sono: la trisomia 21, che è la sindrome di Down, la trisomia 18, che la sindrome di Edwards, la trisomia 13, che è la sindrome di Patau. Questa può essere fatta solo attraverso una goccia di sangue.
La sperimentazione è avvenuta nell'area metropolitana di Bologna, gratuitamente, sulle donne in gravidanza.
Chi trae vantaggio da questo tipo di diagnostica? Le donne in età più avanzata, non a caso, visto che l’età della gravidanza si sposta sempre più in avanti, per le ragioni che tutti conosciamo, quando sono più probabili questi tipi di alterazioni.
Il vantaggio è che la tecnica non è invasiva, riduce il ricorso a tecniche invasive, come l'amniocentesi, oppure la villocentesi.
E’ importante avviare una sperimentazione di questo tipo per poi vedere i risultati e valutare se introdurre questo strumento di diagnosi prenatale laddove abbiamo le strutture per farlo. Abbiamo individuato l’ospedale di comunità di Loreto, il centro di secondo livello di diagnosi prenatale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Il mio intervento è molto mite su questo argomento che è molto delicato e, da come l’ha presentato il Consigliere Volpini, anche innocuo di per sé. Ogni forma di diagnosi è un modo per sapere, quindi, quando uno sa è una cosa positiva.
Se sappiamo che il feto è Down, che facciamo? Se questa cosa fosse l'occasione per una cura o per porre rimedio a qualcosa … C'è già la diagnosi prenatale, quindi il problema è solo se è costosa o non costosa, quindi in linea teorica, Consigliere Volpini, contesto poco questo fatto, se si può allargare si allarga e diventa una sorta di prestazione Lea, però rimane sempre questa incertezza.
Una diagnosi prenatale porta a tutti gli effetti ad una valutazione genetica, al fatto che io possa decidere, infatti si parla di decima settimana, non di ventesima settimana, se sopprimere o no il feto, ma questo indipendentemente dalla mozione che mira ad eliminare il costo di 700 euro, ma a che cosa serve una diagnosi prenatale di secondo livello e di questo tipo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Fatto il test non invasivo prenatale, io che sono cattolico lo tengo, però sono preparato a quello che dovrò affrontare. Si fa anche per vedere se è maschio o femmina, così si fa il corredino rosa o celeste.
Sono contento di questa mozione, anche se è passato il tempo che come Conferenza dei Presidenti dei gruppi avevamo stabilito, sono contento che il Consigliere Volpini sia il candidato a Sindaco a Senigallia, che avrà un Sindaco all’altezza della situazione, attento alla salute e ai diritti delle donne, ai diritti civili, attento soprattutto nei confronti dei più deboli, con una sensibilità che io ho avuto modo di conoscere in questi 5 anni, in quest’Aula.
Il fatto che la sperimentazione di questo test prenatale non si invasiva e sia gratuita, perché comunque il test è costoso, è da sperimentare e non è invasivo, mi sembra una grande sensibilità.
Sono quasi invidioso della popolazione femminile di Senigallia che avrà un Sindaco così sensibile e ben disposto.
Voterò a favore, anche perché questa non è una questione del dopo, come dice il Consigliere Marconi, ma per sapere se va tutto bene e quindi essere preparati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Come ha detto il mio Capogruppo il Consigliere Marconi è uno stimolo. Vorrei chiedergli se conosce l’amniocentesi e come si fa?

(intervento fuori microfono)

Peppino GIORGINI. Di cosa ha parlato? Ha fatto un intervento.
Io l’ho fatta per mia figlia, che adesso ha 20 anni, nel 2000 e l’ho fatta perché mia moglie aveva 47 anni, con l’ago che preleva il liquido amniotico, questa è un’innovazione importante, non diciamo tecnologica, che evita dei rischi.
Noi quando l’abbiamo fatta nel 2000 a Pesaro, ci avevano detto che c’erano dei rischi nel farla, ma quando una donna ha 47/48 anni molte vogliono assicurarsi, quindi, siamo passati dall’era preistorica all’era moderna. Non ci dovrebbero essere scusanti di nessun tipo ad approvare questo sistema, che oltretutto non è invasivo.
Voterò a favore, come credo anche il Consigliere Fabbri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Mi sono dimenticato di dire che mi auguro che dalla cartella clinica venga tolta la dicitura “Primipare attempate”, perché è offensivo per le donne, vista la sensibilità e perché già a 31 anni si è primipare attempate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sono stato accusato di attività medica abusiva. Ho fatto qualche volta l’aiuto ginecologo perché con 4 figli ho visto nascere l’ultimo, ma più di quello ...
Ho capito, Consigliere Giorgini, che questa metodologia sia meno invasiva, ma io ho fatto un’altra domanda, che è una provocazione, relativamente al fatto che uno vuol sapere se avrà o no un figlio disabile è perché poi - per me è immorale - per legge è legittimo poterlo eliminare prima che nasca. Ho detto solo questo. In Aula ancora queste opinioni …

(intervento fuori microfono)

Luca MARCONI. Ma vent’anni fa non c’era il Consigliere Volpini qui in Consiglio regionale a fare la mozione, io l’ho detto perché l’ha proposta adesso, tutto qui, ho espresso solo una mia opinione, mite, una su trenta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 592. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,20