Resoconto seduta n. 98 del 17/07/2002
La seduta inizia alle 10,55



Approvazione verbali

PRESIDENTE. Ove non vi siano obiezioni do per letti ed approvati, ai sensi dell'art. 29 del regolamento interno, i processi verbali delle seduta nn. 96 e 97 del 3 luglio 2002.

(Sono approvati)



Proposte di legge
(Annuncio e assegnazione)

PRESIDENTE. Sono state presentate le seguenti proposte di legge:
— n. 131, in data 1 luglio 2002, ad iniziativa della Giunta: «Applicazione del CCNL del comparto Regioni-Autonomie locali ai dipendenti regionali assunti per l'attività vivaistica regionale e per manutenzione delle foreste demaniali», assegnata alla II Commissione in sede referente;
— n. 133, in data 15 luglio 2002, ad iniziativa della Giunta: «Modifica della legge regionale 4 ottobre 1999, n. 26: Norme ed indirizzi per il settore del commercio", assegnata alla III Commissione in sede referente;
— n. 134, in data 15 luglio 2002, ad iniziativa della Giunta: «Riordino del servizio sanitario regionale», assegnata alla V Commissione in sede referente.



Proposta di atto amministrativo
(Annuncio e assegnazione)

PRESIDENTE. E' stata presentata la proposta di atto amministrativo n. 89, in data 1 luglio 2002, ad iniziativa della Giunta: «Estensione alle amministrazioni provinciali della modifica dei criteri per la liquidazione in deroga al principio di cofinanziamento dei contributi in perenzione. Legge regionale 10 dicembre 1987, n. 39, legge regionale 29 dicembre 1997, n. 75 e delibera del Consiglio regionale n. 43 del 25 settembre 2001»



Mozioni
(Annuncio di presentazione)

PRESIDENTE. Sono state presentate le seguenti mozioni:
— n. 215 dei consiglieri Silenzi, Amati, Mollaroli, Moruzzi, Luchetti e Procaccini: «Iniziativa per la promozione dei diritti dei minori»;
— n. 216 dei consiglieri Massi e Viventi: «Assegnazione ai Comuni montani colpiti dal sisma del 1997-98 degli alloggi prefabbricati in legno»;
— n. 217 del consigliere Viventi: «Monitoraggio concentrazione inquinanti in atmosfera»;
— n. 218 del consigliere Cecchini: «Intervento ai sensi dell'art. 153 del T.U. 29 ottobre 1999, n. 490, per salvare "I monti di seta con quelle ombre verdi e blu immense" (da Paolo Volponi, "La macchina mondiale")».



Dichiarazione di illegittimità
legge regionale

PRESIDENTE. La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge regionale n. 26 del 13 novembre 2001: «Sospensione della terapia elettroconvulsivante, della lobotomia prefrontale e transorbitale e altri simili interventi di psicochirurgia».



Dichiarazione di illegittimità costituzionale
deliberazioni legislative statutarie

PRESIDENTE. La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle seguenti deliberazioni legislative statutarie:
— «Disciplina transitoria in attuazione dell'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1»;
— «Consiglio regionale-Parlamento delle Marche».




Deliberazioni amministrative
inviate dalla Giunta

PRESIDENTE. La Giunta ha trasmesso le seguenti deliberazioni:
— n. 1190 in data 25 giugno 2002, concernente: «Art. 27 della legge regionale n. 7/2002. Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2002 di entrate derivanti dal concorso degli enti firmatari dell'accordo di programma per la realizzazione di studi di fattibilità delle infrastrutture di trasporto nella provincia di Pesaro e Urbino per l'importo di euro 86.764,75»
— n. 1191 in data 25 giugno 2002, concernente: «Art. 27 comma 1 della legge regionale n. 7/2002. Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2002 di entrate derivanti da assegnazione di fondi dallo Stato per interventi di edilizia ospedaliera — euro 6.854.261,06»
— n. 1218 in data 2 luglio 2002, concernente: «Art. 27, comma 1 della legge regionale 7/2002. Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2002 di entrate derivanti da assegnazione di fondi dallo Stato per il recupero dell'Iva applicata sui contratti stipulati per il trasporto ferroviario regionale. euro 139.345,43»;
— n. 1219, in data 2 luglio 2002, concernente: «Art. 14 della l.r. 6/2002. Reiscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2002 di econome relative a stanziamenti aventi specifica destinazione. Euro 13.267.087,38».



Ordine del giorno della seduta

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Mollaroli. Ne ha facoltà.

ADRIANA MOLLAROLI. Chiedo l'iscrizione d'urgenza della proposta di atto amministrativo n. 88, «Criteri per il sostegno all'informazione e all'editoria locale». E' un atto urgente, perché entro il 31 luglio dovranno essere presentate le domande. C'è stato un ritardo dovuto al fatto che la II Commissione questa settimana non ha espresso il suo parere.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta.

Il Consiglio approva



Interrogazione (Svolgimento): «Modalità di assunzione della Regione Marche» Ciccioli (401)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 401 del consigliere Ciccioli. Per la Giunta risponde il Presidente D'Ambrosio.

VITO D'AMBROSIO, Presidente della Giunta. In data 7.11.2001 il servizio personale provvedeva alla predisposizione dell'atto deliberativo di prima assunzione a tempo determinato di n. 2 unità di videoterminalista, precedentemente avviate dal centro per l'impiego con note n. 64587 e n. 65975 del 24.10.2001, in riscontro a nostre richieste del 27/9.2001 e del 3.10.2001, e sottoposte, con esito positivo, a prova di idoneità all'impiego presso questo ente, in data 5.11.2001.
In data 9.11.2001 il servizio personale sulla base delle richieste dei servizi interessati, e disponeva la deliberazione di proroga a tempo determinato di n. 8 unità videoterminalista da assegnare a vari servizi della Giunta regionale ove tale personale stava già prestando la propria attività.
A seguito della decisione di Giunta nel frattempo intervenga — di cui alla nota a verbale della seduta del 13.11.2001 — e successivamente formalizzata con delibera di Giunta regionale n. 37 dell'8.1.2002, di fissare criteri restrittivi relativamente alle assunzioni ed alle proroghe di assunzioni temporanee di personale straordinario le deliberazioni di cui sopra non sono, conseguentemente, state adottate.
Infatti con la nota a verbale summenzionata la Giunta aveva deciso di restringere le assunzioni straordinarie ai soli casi di sostituzione di personale assente per maternità o malattia di durata superiore a tre mesi.
Relativamente alle assunzioni straordinaria per il "Progetto pozzi" sottolineata dal consigliere interrogante, previo accordo intervenuto con il servizio lavori pubblici, proponente il progetto, si rinvia all'allegata nota che detto servizio allestirà e contenente in dettaglio le ragioni tecniche e le esigenze che motivano il ricorso allo strumento di cui trattasi.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Ciccioli, per dichiararsi soddisfatto o meno.

CARLO CICCIOLI. Lei, Presidente, mi ha dato la risposta del funzionari però vorrei sapere il merito.

VITO D'AMBROSIO, Presidente della Giunta. Il merito è quello: dalla risposta del funzionario si capisce bene il merito. E' la nota dei lavori pubblici che qui non c'è: se vuole la faccio cercare.

CARLO CICCIOLI. La risposta penso di potermela dare da solo. Siccome l'interrogazione è del dicembre, il servizio per quanto riguarda i pozzi è già iniziato e il progetto, seppure con un ritardo fortissimo è cominciato a metà maggio-giugno. L'interrogazione è di dicembre, ma cinque mesi dopo in qualche modo il progetto sta andando avanti, mentre non è più chiaro il funzionamento del personale che viene sostituito in Regione. Fino a poco tempo fa tutte le assunzioni passavano attraverso l'ufficio di collocamento o attraverso graduatorie specifiche, adesso ci sono dei cambiamenti di normativa e non è chiaro a quale normativa ci si riferisce con questo tipo di sostituzioni. Da quello che ho capito, malgrado il cattivo audio non è stata data risposta a questo.

VITO D'AMBROSIO, Presidente della Giunta. Non le do, ora, la risposta burocratica ma la risposta tecnica della scelta che è stata fatta dall'Amministrazione. E' tutto riconducibile alla delibera dell'8 gennaio 2002 con cui, tenuto conto di tutti i problemi e della necessità di restringere le uscite di bilancio con quella delibera abbiamo preso una serie di decisioni relativamente a: sospensione di affidamento di incarichi a carico del bilancio regionale; sospensione di sostituzioni di personale, salvo che fossero per maternità o per malattia di durata superiore a tre mesi; diminuzione delle spese fisse di funzionamento dell'ente nei limiti del 10%, quindi tutta una serie di misure specificamente volte a diminuire le spese di funzionamento dell'ente. In questo ambito vanno inquadrate tutte le ipotesi che erano all'epoca e che abbiamo dovuto esaminare, per cui per alcuni era già stato stipulato il contratto, erano stati chiamati, quindi sono stati assunti, per altri invece, sempre a livello di sostituzione, per i quali non c'erano le premesse anteriori, è stato sospeso tutto.
La delibera di Giunta è dell'8 gennaio 2002. Questa è la situazione. Ovviamente, se ci sono progetti che devono andare avanti, ad esempio alcuni concorsi banditi ed espletati per la fase di verifica dell'utilizzo dei fondi europei e dei fondi strutturali Obiettivo 2 è chiaro che quelli non vengono sospesi.



Interrogazione (Seduta segreta): «Incarico di collaborazione professionale D.G.R.» Cesaroni (467)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 467 del consigliere Cesaroni. Trattandosi di interrogazione da svolgersi in seduta segreta, prego i non consiglieri ad abbandonare l'aula.

(La seduta prosegue in forma segreta
dalle ore 11,05 alle ore 11,20)



Interrogazione (Svolgimento): Recupero ambientale della strada Pintura-Forcella del Fargno da realizzarsi nel comune di Bolognola» D'Angelo (265)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 265 del consigliere D'Angelo.
Ha la parola, per la risposta, l'assessore Ottaviani.

ROBERTO OTTAVIANI. In relazione all'interrogazione rispondo quanto presentatomi dagli uffici che hanno seguito le conferenze di servizio. Il progetto è stato visionato in tre gruppi di lavoro, rispettivamente in data 18 luglio 2000, 30 novembre 2000 e 27 febbraio 2001. In tutte le sedute emergeva la necessità di procedere a un ridimensionamento dell'intervento. Detto progetto, rimodulato nel tempo è stato esaminato in due conferenze di servizi, rispettivamente in data 8 febbraio 2001 e 22 marzo 2001. In quest'ultima conferenza è stato approvato a maggioranza, con il parere contrario dell'ente parco un progetto di sola manutenzione straordinaria, eliminando reti paramassi e interventi nell'area floristica tutelata dalla normativa regionale della legge 52/77 ed altre, di cui all'art. 33 del Dpar. Attualmente i soli interventi previsti da realizzare consistono nel disgaggio dei massi, nella canalizzazione delle acque meteoriche e nel consolidamento del sottoscarpata localizzato in un tratto della strada. Tali interventi oggettivamente si configurano come lavori di manutenzione straordinaria e sembrano non impattare con l'ambiente circostante. Viene varato e previsto un intervento di riduzione della sede stradale già esistente.
Va sottolineato che tali opere sono necessarie per la messa in sicurezza dell'infrastruttura esistente, la quale risultava vulnerabile e danneggiata a seguito dell'evento sismico del 26 novembre 1997. In conclusione, secondo la delibera 237/98 si può affermare che l'opera di manutenzione straordinaria così come ipotizzata è ammissibile al finanziamento e conforme ai criteri del piano delle opere pubbliche di ricostruzione post-sisma, mentre non è chiaro come l'ente parco, in sede di conferenza di servizi riguardante un'opera di semplice manutenzione possa esprimere un radicale parere di eliminazione dell'infrastruttura, non essendo supportato da norme specifiche, ad esempio il redigendo piano del parco.
Inoltre l'opera di cui all'oggetto è stata resa ammissibile al finanziamento con fondi della 61 ma non è stata ancora finanziata per insufficienza dei fondi.
Questa è la risposta che è stata predisposta dai servizi, in cui si è affrontata la questione e la si è ritenuta meritevole di finanziamento perché non è possibile cancellare la strada fintanto che non è stato debitamente approvato il piano del parco.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere D'Angelo per la risposta.

PIETRO D'ANGELO. Ringrazio l'assessore per la risposta, comunque ritengo che, soprattutto quando si va a fare questo genere di interventi all'interno di aree protette sia indispensabile coinvolgere gli enti parco.
Vedrò, in merito a questa risposta di sentire gli enti parco per capire se questo intervento va a danneggiare una situazione ambientale o se questo impatto ambientale è limitato. Mi auguro comunque che per il futuro ci sia un maggiore coinvolgimento degli enti parco. Penso che sia un fatto di buon senso coinvolgere tutti gli enti sul territorio che comunque gestiscono e in qualche modo lo salvaguardano.



Interrogazione (Svolgimento): «Attività dell'autorità di bacino interregionale del fiume Tronto» D'Angelo (426)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 426 del consigliere D'Angelo.
Per la Giunta risponde l'assessore Agostini.

LUCIANO AGOSTINI. Nel rispondere a questa delicatissima interrogazione, intanto voglio ringraziare il consigliere D'Angelo, che attraverso questa iniziativa ci ha consentito di entrare nel profondo di una vicenda che, altrimenti, avrebbe proseguito il proprio iter nella irregolarità, almeno sotto il profilo procedurale.
Vorrei partire da alcune considerazioni, anche perché questa mattina ho avuto modo di leggere articoli sulla stampa che annunciano altre interrogazioni, quindi mi sento di fare una rapidissima considerazione di contesto rispetto al fatto che dal 2000 l'autorità di bacino del fiume Tronto non sarebbe messa in condizione di lavorare perché il sottoscritto avrebbe — non si sa per quale ragione — bloccato politicamente l'apparato tecnico e l'avrebbe mano a mano, in qualche modo, diminuito.
Intanto le riunioni del comitato istituzionale si sono sempre svolte ogni qualvolta il comitato tecnico, che ha la competenza consultiva e tecnica dell'autorità di bacino, ne ha fatto esplicita richiesta perché si dovevano affrontare decisioni per il prosieguo dell'attività.
Per quanto riguarda l'organizzazione dell'autorità di bacino, che ancora non ha una sua dotazione organica e che il sottoscritto ha trovato, malgrado l'istituzione relativamente giovane dell'ente, si può dire che a fronte di un segretario un'impiegata amministrativa tecnica e due geometri, di cui uno a tempo determinato, l'attuale dotazione organica dell'autorità di bacino è composta da un segretario, da due segretarie amministrative fino al trasferimento in Provincia, da cinque tecnici part-time che erano stati utilizzati con un progetto LSU per i lavori del terremoto. All'autorità di bacino non viene riconosciuta questa competenza, non so perché, ma ovviamente ce ne saranno le ragioni. Quindi, sotto il profilo della dotazione organica dal 2000 ad oggi il personale tecnico è stato assolutamente aumentato. Se poi questi sono in condizione o meno di lavorare, il presidente ad oggi non può saperlo, proprio perché non ci sono state mai richieste o valutazioni da parte del dirigente relativamente all'espletamento del lavoro e dell'attività dei dipendenti dell'autorità di bacino.
Volevo fare questa breve considerazione di contesto, perché è assolutamente polemico e fuorviante dire che l'autorità di bacino ha meno rispetto a qualche anno fa.
Posso ribadire senza ombra di dubbio che tutto ciò che il comitato ha proposto, tranne una delibera per un incarico tecnico a supporto del piano idrogeologico dell'autorità di bacino che è stata rinviata, è stato puntualmente approvato. Tra l'altro sono state anche approvate le due delibere che sono arrivate con la proposizione, nel comitato istituzionale, di affidare la progettazione attraverso due consulenze alle università di Ancona e de L'Aquila che il segretario del comitato tecnico aveva proposto all'autorità di bacino per espletare il lavoro tecnico relativamente al finanziamento di 33 miliardi per la costruzione del ponte Anas sulla statale 16 e per il ponte sulla ferrovia alla foce del fiume Tronto.
Tra l'altro il comitato istituzionale, su proposta del sottoscritto ha ritenuto, per dovere di buon vicinato e anche per dovere istituzionale, di delegare il collega della Regione Abruzzo a sottoscrivere la convenzione con l'università de L'Aquila e, ripeto, la Regione Marche ha competenza per il 77% del territorio nell'autorità di bacino del fiume Tronto.
Durante l'iter della firma per rendere esecutiva la convenzione, è arrivata in Consiglio regionale l'interrogazione del consigliere D'Angelo che ha in qualche modo stimolato il sottoscritto a richiedere una valutazione tecnica al direttore del dipartimento territorio e ambiente e al dirigente dei lavori pubblici, sulla convenzione che il sottoscritto avrebbe dovuto firmare con l'università di Ancona. A quel punto, il 12 aprile 2002 l'ing. Principi scrive al sottoscritto, dicendo:
“In relazione allo schema di convenzione in oggetto, si rappresenta quanto segue.
Il servizio di cui trattasi rientra tra le prestazioni disciplinate dal titolo IV del D.P.R. 554/1999 e dall'articolo 17 della L. 109/1994, e loro successive modificazioni ed integrazioni.
In linea di principio, si osserva, pertanto, che:
1) tra i potenziali soggetti affidatari non sono previste le Università;
2) l'affidamento di attività del tipo in paroIa può essere attivato esclusivamente da soggetti quaIificati come stazioni appaltanti;
3) le motivazioni del ricorso a soggetti esterni alla stazione appaltante devono essere certificate ed attestate dal responsabile unico del procedimento;
4) i discipIinari di affidamento devono prevedere i termini di adempimento, nonché le connesse penalità e sanzioni in caso di ritardo;
5) i corrispettivi devono essere determinati esplicitando percentuali, aliquote, c]assi e categorie, ricavate dalle vigenti tariffe rapportate all'importo dei lavori ed ai livelli di progettazione commissionati;
6) le procedure di affidamento per servizi di importo superiore al controvalore in euro di 200.000 D.S.P. sono quelle di cui al d.lgs. 157/1995 e successive modificazioni; per affidamenti di importi superiore a 40.000 euro ed inferiore al predetto limite, la procedura di affidamento è la licitazione privata;
7) la prestazione deve essere garantita dall’affidatario mediante idonea ed apposita polizza.
La convenzione in oggetto non appare rispettare nessuno dei suddetti elementi di principio. In linea di merito, sl osserva che:
1) l'oggetto della prestazione è indeterminato, sia nella qualità che nella quantità;
2) non viene correlata la messa a disposizione dell’università di elaborati progettuali redatti dal committente ed il corrispettivo stimato per l’espletamento dell’incarico;
3) non viene chiarito chi, cosa e come, paga l'attività di esperti esterni resasi necessaria nel caso in cui il responsabile della prestazione abbia "“particolari problemi"; non viene, altresì, chiarito quali potrebbero essere questi particolari problemi e che relazione esiste tra essi ed il corrispettivo stimato.
Per quanto concerne, infine, l'incompatibilità tra le funzioni di responsabile del procedimento e quelle di progettista o direttore dei lavori, si precisa che essa sussiste, comunque, nei casi di lavori di importo superiore a 500.000 euro”.
A seguito di queste valutazioni fatte dall'ing. Principi, direttore del dipartimento territorio e ambiente della Regione Marche, il sottoscritto chiede al segretario la possibilità, per cercare di venire, attraverso una mediazione e una messa a posto delle cose che non andavano, di fare delle controdeduzioni.
Il segretario dell'autorità di bacino a questa sollecitazione risponde il 6 maggio 2002, quindi tra il 12 aprile e il 6 maggio giorno in cui arriva la risposta al sottoscritto non passano mesi, non si è tergiversato. Il 12 aprile arriva la risposta, il giorno dopo il sottoscritto richiede al segretario dell'autorità di bacino le controdeduzioni.
Leggo la risposta: "Caro presidente, ho preso visione della nota dell'ing. Principi che mi hai fatto pervenire e ti invio pertanto le mie osservazioni di merito. All'università di Ancona non è stato chiesto il progetto del ponte ferroviario ma un insieme di attività di supporto e di servizi di ingegneria per consentire all'autorità di elaborarli. Nel caso in esame, pertanto, non si deve fare riferimento alla normativa vigente relativa all'affidamento degli incarichi di progettazione. Colgo l'occasione per precisare che il progettista dell'intervento è il sottoscritto, che insieme alla segreteria tecnica elaborò anche il preliminare finanziato mentre svolge funzioni di responsabile di procedimento l'ufficio appositamente costruito presso l'autorità". Si dice cioè che il progettista è autonominato e il responsabile del procedimento è un'entità, cioè l'ufficio, non c'è una responsabilità diretta soggettiva.
Poi ci sono altre valutazioni che se volete leggo, altrimenti sono agli atti e potete prenderne visione. Sostanzialmente, il punto su cui si incardinano tutte le argomentazioni è quello relativo al fatto che il progettista non è più l'università ma il segretario dell'autorità di bacino. A quel punto il sottoscritto richiede la delibera o atti di incarico per la progettazione al segretario dell'autorità di bacino. Non sono mai pervenuti.
Tra l'altro c'è un'accusa diretta da parte del segretario al sottoscritto relativamente alle responsabilità per una ipotetica perdita di tempo, per cui il sottoscritto, per tutelare la propria immagine e anche per valutare la correttezza amministrativa, ne fa oggetto di una comunicazione in Giunta regionale e la Giunta incarica l'ufficio legale di esprimere alcune valutazioni di merito.
L'ufficio legale ripercorre tutte le vicende e il 17.6, quindi non un anno dopo ma un mese dopo le controdeduzioni del segretario dell'autorità di bacino del Tronto, esprime una propria valutazione che vi risparmi di leggere e che conferma...

GUIDO CASTELLI. Non è così.

LUCIANO AGOSTINI. E' agli atti, Castelli. Conferma quanto...

GUIDO CASTELLI. Dice che la convenzione va rivista e perfezionata.

LUCIANO AGOSTINI. Se la convenzione deve essere messa a posto e perfezionata, evidentemente conferma le critiche che l'ing. Principi aveva tecnicamente fatto alla convenzione stessa.
Per cui il sottoscritto, di fronte a questo si è posto alcune domande che ripropongo al consigliere D'Angelo e all'aula.
Qualcuno avrebbe firmato la convenzione, di fronte alle valutazioni del servizio lavori pubblici e dell'ufficio legale? Si sarebbe proceduto comunque nel non dare incarico alla progettazione, quindi nel non individuare responsabilità? Si sarebbe potuto procedere in mancanza di un responsabile di procedimento? Si sarebbero potuti pagare incarichi esterni che nel frattempo erano stati affidati, non so su quale base? Queste sono le domande che il sottoscritto si è posto, senza alcun tipo di penalizzazione o di valutazione di carattere politico che non attiene al rapporto tra il dirigente tecnico, il comitato tecnico e il presidente dell'autorità di bacino.
Ebbene, di fronte a questo il sottoscritto non ha avuto intenzione di assumere alcun procedimento di carattere persecutorio o penale, ma ha solo cercato di riunire il comitato istituzionale convocato per lunedì della scorsa settimana, perché fosse esso a dare una propria valutazione di questi risultati.
Nella seduta di lunedì è mancato il numero legale, per cui il sottoscritto riconvocherà l'autorità di bacino con identico punto all'ordine del giorno, perché il comitato istituzionale faccia una valutazione di merito e possa dire qual è l'iter che il sottoscritto deve seguire di fronte ad atti che si sono ad oggi registrati.
Il fatto nuovo che è emerso lunedì, anche se in mancanza del numero legale, è che il segretario dell'autorità di bacino ha presentato al sottoscritto — il comitato istituzionale sarà nelle condizioni di valutare anche questo — due decisioni del comitato tecnico che per legge ha competenza propositiva e tecnica, mentre le delibere parlano di decisioni assunte, e nelle stesse un anno e mezzo dopo si conferisce la responsabilità dell'incarico di progettazione, affidandola agli uffici tecnici di tutti gli uffici pubblici consorziati, guarda caso meno la Regione Marche che ha il 70% della competenza sull'autorità di bacino.
Sono ulteriori elementi nuovi che porterò alla valutazione del comitato istituzionale, insisterò con cadenza settimanale nella convocazione del comitato istituzionale fino a quando ci sarà la possibilità di discutere, e se non ci sarà il sottoscritto prenderà le ovvie decisioni. Nel frattempo il sottoscritto ha già contattato Anas e Ferrovie dello Stato per cercare se, attraverso un rapporto con questi due enti, si possano stringere i tempi, mettendo il comitato istituzionale nelle condizioni di poter deciderei l più rapidamente possibile perché è perfetta consapevolezza del sottoscritto che i temi del bacino del fiume Tronto sono importanti, ma ritengo che in questo Paese si siano compiuti i peggiori disastri quando le opere sono state fatte male, quindi il sottoscritto vuole avere la piena legittimità e agire nella piena legalità dei fatti per poter svolgere le proprie considerazioni.
Di fronte a questo chiedo la collaborazione ai consiglieri e non un j'accuse.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere D'Angelo.

PIETRO D'ANGELO. Ringrazio l'assessore Agostini e chiedo attenzione relativamente a questa interrogazione al presidente della Giunta e allo stesso assessore Agostini in qualità di presidente del comitato istituzionale dell'autorità interregionale del fiume Tronto.
Nella precedente legislatura questo Consiglio tutto, maggioranza e opposizione, lavorarono notevolmente, dopo l'alluvione del 10 aprile 1992 del fiume Tronto affinché si procedesse ad interventi di messa in sicurezza dell'ultimo tratto del fiume Tronto. L'impegno politico di tutto questo Consiglio supportato dall'azione politica in Parlamento del gruppo Verdi — dell'allora ministro all'ambiente Ronchi e dell'allora sottosegretario ai lavori pubblici Mattioli — portò a distanza di tempo all'assegnazione a questa Regione della massima cifra mai data alla stessa Regione Marche per un intervento di sicurezza ambientale. Il 28.12.2000 il grande lavoro politico di questo Consiglio e del Parlamento italiano portò nella nostra regione ben 33 miliardi di vecchie lire per la messa in sicurezza dell'ultimo tratto del Tronto: rifacimento del ponte sulla ferrovia, rifacimento del ponte dell'Anas, delocalizzazione degli insediamenti in alveo. Ebbene sono passati 19 mesi. Non è un appunto che voglio fare all'assessore in qualità di presidente del comitato istituzionale, ma è un dato di fatto che questa autorità di bacino interregionale del fiume Tronto non funziona. In 19 mesi non sono stati in grado di fare un accordo programmatico con l'Anas, un accordo programmatico con le ferrovie, un accordo di programma tra Comune di San Benedetto e Comune di Martinsicuro, cioè quelli più coinvolti nell'esondazione del 1992 per la delocalizzazione degli insediamenti in alveo. Non hanno impegnato neanche mille lire dei 33 miliardi. Non c'è un solo atto ufficiale...

GUIDO CASTELLI. Non è vero.

PIETRO D'ANGELO. Castelli, non c'è un atto ufficiale di impegno di mille lire. Ho detto "impegno di spesa", quindi se conosci l'italiano sai che cosa significa questo. Non parlo della convenzione che tra l'altro è stata messa in discussione anche dagli uffici della nostra Regione.

GUIDO CASTELLI. Allora entra su questo.

PIETRO D'ANGELO. Entro sul fatto che l'autorità di bacino in 19 mesi non ha prodotto nulla. E allora, visto il maltempo del nord Italia, mi auguro che la natura non infierisca anche sul centro Italia, perché poi qualcuno dovrà rispondere di questa inattività dell'autorità di bacino del fiume Tronto. Le chiedo, Presidente D'Ambrosio visto l'impegno politico di questo Consiglio nella precedente legislatura — i 33 miliardi — di mettere mano con determinazione all'autorità interregionale del fiume Tronto. Si commissari, si azzerino le cariche, si faccia quello che si vuole: l'importante è che questa situazione di stallo finisca. Anche perché quando ho presentato questa interrogazione — il 7 febbraio — dicendo che i lavori di messa in sicurezza avrebbero atteso chissà quanto tempo visto che non c'era alcun atto ufficiale, sulla stampa locale mi hanno dato del bugiardo e hanno detto il sindaco di San Benedetto, il segretario tecnico dell'autorità di bacino, il sindaco di Martinsicuro, "D'Angelo dice menzogne, i cantieri saranno aperti in autunno". Assessore, in qualità di presidente del comitato istituzionale le vorrei fare le due domande precise che le ho fatto nell'interrogazione: quali sono i tempi previsti per mettere in sicurezza gli insediamenti in alveo e la costruzione dei due nuovi ponti? In altre parole, deve essere ben chiaro — qualcuno lo dica alla gente che è stata presa in giro — che nessun cantiere sarà aperto entro l'autunno. Entro l'autunno sì, ma di quale anno? Le chiedo di dire a questo Consiglio e ai cittadini quando, prevedibilmente, si potranno iniziare gli interventi. Inoltre, quali interventi si intende attivare per cercare eventuali responsabilità su questi ritardi. Voglio sapere che cosa hanno intenzione di fare la Giunta, il Presidente D'Ambrosio e il presidente del comitato istituzionale per rimuovere questa situazione che non è più tollerabile.
Se volete sono disponibile anche a partecipare a qualche riunione, assessore Agostini, ma io non ho nessun incarico, come ben sapete sono solamente un semplice consigliere, per fortuna libero di mente, totalmente libero, ma solo consigliere, forse proprio perché sono libero. Allora vi chiedo di dirmi se c'è intenzione di affrontare e risolvere questa situazione: l'autorità di bacino interregionale del fiume Tronto non funziona. La vogliamo far funzionare? Quali sono gli interventi?



Interpellanza (Svolgimento): «Emergenza Bse» Viventi (25)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interpellanza n. 25 del consigliere Viventi, il quale ha la parola per illustrarla.

LUIGI VIVENTI. Per rispetto dell'intelligenza dei consiglieri tutti e soprattutto dei tempi, direi che questa interpellanza non ha più alcuna ragion d'essere, perché parliamo di Bse. Se vogliamo essere preveggenti — tempestivi non lo siamo stati — possiamo lasciarla da una parte in attesa di un nuovo caso di "mucca pazza", altrimenti oggi, obiettivamente, credo che l'interesse rispetto a questa interpellanza sia praticamente uguale zero.

PRESIDENTE. Ha la parola l’assessore Agostini.

LUCIANO AGOSTINI. Lei ha ragione, evidentemente l'emergenza Bse non c'è più, ma alcune iniziative di carattere strutturale che abbiamo assunto per tamponare quell'emergenza ci hanno poi consentito di risolvere anche qualche problema degli allevatori marchigiani. Per quanto riguarda le carcasse dei bovini morti in stalla organizzammo l'incenerimento gratuito per tutti gli allevatori, con il costo sopportato in parte dal Governo e in parte dalla Regione. E' stata un'iniziativa che abbiamo preso sulla scorta di quell'emergenza ma che continua ancora oggi a funzionare con un alto gradimento degli allevatori. Voglio inoltre ricordare che questo Consiglio sulla scorta di quell'emergenza ha approvato poi il primo piano zootecnico regionale che è stato ed è uno degli strumenti di programmazione per il settore agricolo sicuramente più importanti di questa legislatura e su cui stiamo già lavorando per redigere la legge di finanziamento per lacune azioni di tracciabilità e quant'altro. Mi pare che le iniziative assunte, anche se passate un po' di moda come dice lei, hanno però sortito un effetto benefico sulla collettività marchigiana e sono iniziative derivate anche dalle iniziative che questo Consiglio e i consiglieri hanno fatto.




Proposte di legge (Votazione finale):
«Sistema integrato per le politiche di sicurezza e di educazione alla legalità» Giunta (113)
«Interventi regionali in materia di sicurezza» Giannotti, Brini, Ceroni, Cesaroni, Favia, Grandinetti e Trenta (44)
«Diritto alla sicurezza dei cittadini» Silenzi, Avenali, Mollaroli, Tontini e Franceschetti (94)
«Interventi regionali per la legalità e la sicurezza dei cittadini a sostegno dell'azione statale di difesa dell'ordine pubblico. Costituzione osservatorio regionale sulla criminalità» Romagnoli, Castelli, Novelli, Gasperi, Ciccioli e Pistarelli (125)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di legge regionale n. 113 ad iniziativa della Giunta n. 44 ad iniziativa dei consiglieri Giannotti ed altri, n. 94 dei consiglieri Silenzi ed altri e n. 125 ad iniziativa dei consiglieri Romagnoli ed altri.
Si sono svolte sia la discussione generale che la votazione degli articoli. Manca la votazione finale. Pongo pertanto in votazione la proposta di legge.

(Il Consiglio approva)



Proposta di legge (Votazione): «Misure urgenti in materia di risparmio energetico e contenimento dell'inquinamento luminoso» Moruzzi, Mollaroli, Luchetti, D'Angelo, Ascoli, Giuseppe Ricci e Amagliani (76)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 76 ad iniziativa dei consiglieri Moruzzi ed altri.
Passiamo all'esame degli articoli.
Articolo 1. Emendamento n. 1 a firma Gasperi ed altri.
Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Presidente, ho presentato diversi emendamenti proprio perché questa legge era necessaria in quanto in Lombardia è stata presentata e approvata il 27 marzo 200 e in Campania dove è stata approvata il 30.7.2001. Quella della Lombardia è stata la bisettrice fondamentale per l’argomento trattato da questa legge. Addirittura uno Stato estero, precisamente le Repubblica Ceca l’ha tradotta integralmente e l’ha fatta propria. Anche la Regione Campania ha preso a base, modificandola ed adattandola, questa legge. In Commissione, quando l’abbiamo discussa avevamo la necessità di presentare alcuni chiarimenti, cosa che ho fatto con questi emendamenti, sollecitati dalle associazioni.
Si propone al comma 1, dopo le parole “osservatori astronomici”, di aggiungere “o di altri osservatori scientifici e delle associazioni del ramo, nonché di conservare gli equilibri ecologici sia all’interno che all’esterno delle aree naturali protette”.
Chiedo al Consiglio il voto favorevole, perché l’emendamento non stravolte ma chiarisce in modo concreto ciò che è saltato e che è presente nella legge della Lombardia e in quella della Campania.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Emendamento n. 2 a firma Gasperi e Romagnoli.

GILBERTO GASPERI. Chiedo di aggiungere il seguente comma: “il cielo stellato è considerato patrimonio naturale della regione da conservare e valorizzare”. E’ ripreso dalle leggi già approvate all’unanimità nella Regione Lombardia e nella Regione Campania.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Avenali.

FERDINANDO AVENALI. Chiedo al consigliere Gasperi, siccome il cielo stellato è patrimonio della Regione, se lo possiamo vendere, così risaniamo i problemi del bilancio. Mi sembra che non sia accettabile un emendamento di questo tipo. Ne abbiamo discusso in Commissione.

GILBERTO GASPERI. E’ patrimonio naturale della regione così come i parchi, così come le strade, così come i mari.

FERDINANDO AVENALI. Il cielo stellato è difficile da controllare con una politica regionale.

GILBERTO GASPERI. Si dice “Ai fini della presente legge è considerata inquinamento luminoso dell’atmosfera ogni forma di irradiazione di luce artificiale che disperda al di fuori delle aree...” ecc. Poi: “il cielo stellato è considerato patrimonio naturale della regione da conservare e valorizzare”. Questo non significa che si entra nel merito del patrimonio della regione, ma entra nel patrimonio naturale, visto e considerato che prima diciamo che nell’ambito del nostro territorio non ci deve essere l’inquinamento atmosferico.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Pongo in votazione l’articolo 1.

(Il Consiglio approva)

Articolo 2. Emendamento n. 3 a firma Gasperi e Romagnoli. Lo mettiamo in votazione?

GILBERTO GASPERI. Presidente, io ho rispetto per chi lavora, pertanto, siccome ci ho lavorato mi sembra una cosa logica che è mio diritto ma soprattutto mio dovere illustrarli tutti. Ho già capito l’antifona del gioco che viene fatto. Nella dichiarazione di voto finale aggiungerò alcune cose.
Chiedo che all’art. 2, lettera e), si aggiunga: “il controllo nei confronti dei Comuni nel rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa vigente di cui all’art. 9”, proprio perché è indispensabile dare un chiarimento concreto in funzione di ciò che viene stabilito nell’ambito della legge stessa.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. In Commissione abbiamo cercato di trovare un testo che raccogliesse il più ampio consenso e il consigliere Gasperi ripropone alcune soluzioni che in Commissione aveva sostenuto. Alcune di queste le avevo sostenute anch’io, come relatore. Faccio riferimento alla considerazione del cielo stellato come uno dei valori da difendere, quindi non c’è un orientamento contrario da parte della Commissione, anzi penso vada a merito della Commissione aver recepito dei contenuti molto avanzati. Va dato atto che alcune soluzioni sono però state respinte in Commissione e credo che riproporle tal quali riaprirebbe una discussione pericolosa in quest’aula.
Con questo emendamento e con il successivo all’articolo 9 il consigliere Gasperi propone di ribaltare l’impostazione della legge. Intanto si vuole togliere quello strumento innovativo con cui la Regione si è riservata di garantirsi l’applicazione di questa legge, che è stato quello di intervenire sui Comuni soltanto in caso di inadempienza, attraverso lo strumento del difensore civico, quindi Gasperi interviene inserendo all’art. 2 questo emendamento e poi, successivamente, chiede l’abrogazione dell’articolo che permette di sostituire le Amministrazioni inadempienti. Questa impostazione non può essere condivisa, non soltanto in relazione ai contenuti dell’emendamento ma anche in relazione ai contenuti dell’emendamento dell’art. 9 che assieme a questa modifica definisce un’impostazione che in Commissione non era stata condivisa.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Gasperi per dichiarazione di voto.

GILBERTO GASPERI. Capisco che in parte questa discussione è avvenuta nell’ambito della Commissione, ma il precedente articolato che ho qui non parlava di patrimonio naturale ma di “patrimonio della regione” e un aggettivo modifica il contenuto. Circa alcune cose che stiamo discutendo, in Commissione non tutto è stato discusso, tanto è vero che il sottoscritto si è astenuto e non ha votato a favore. Se fosse vero che in Commissione tutto è stato discusso, non sarebbe stato necessario che il presidente di una associazione molto importante inviasse una lettera per far togliere la loro sigla da questa legge, perché non volevano partecipare al testo. Quindi, pur avendo lavorato la Commissione — lo riconosco obiettivamente — con impegno, è normale considerare che il contributo che in questo momento a nome delle minoranze sto portando è lo stesso che c’è stato per la legge della Campania, dove addirittura il lavoro è stato fatto dai gruppi di An e Verdi. La stessa cosa è avvenuta in Lombardia. Questo per chiarire in concreto ciò che è la realtà di quanto avvenuto nell’ambito della III Commissione.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(Il Consiglio approva)

Articolo 3, emendamento n. 4. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Alla lettera b), dopo le parole “articolo 12”, si propone di sostituire “sentiti” con “di concerto”, proprio perché è indispensabile stabilire, indicare “di concerto”, perché armonico con il concetto di questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Va dato atto al consigliere Gasperi di aver partecipato alla discussione in Commissione e va dato atto anche alla Commissione di essere andata alla discussione di questa legge in modo aperto, avendo raccolto tutti i contributi e tutti gli approfondimenti, quindi avendo sciolto in questa fase parecchi nodi. Su questo punto la Commissione si era già pronunciata perché il consigliere Gasperi sostanzialmente vuol trasformare l’obbligo di consultazione degli enti locali, nel momento in cui si vanno a progettare gli impianti di illuminazione, in una concertazione. Mi sembra un’impostazione un po’ esagerata. E’ già importante che questi soggetti vengano coinvolti. Questa legge funziona se c’è una collaborazione, non credo che dobbiamo stabilire delle forme di costrizione, quindi la Commissione aveva ritenuto che questa impostazione relativa al sentire questi soggetti fosse già un passo in avanti. L’emendamento non era stato condiviso e per quanto mi riguarda penso che non si tolga nulla alla validità e all’efficacia della legge se lasciamo l’obbligo di ascolto di questi soggetti e non apriamo una procedura di concertazione che va riservata a situazioni più impegnative e importanti.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Emendamento n. 5 a firma Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Al comma 1 lettera f), si dice “l’individuazione entro 12 mesi”. Si propone di sostituire con “ed il costante monitoraggio a partire dai primi sei mesi”. Però è implicito che ci debba essere un monitoraggio, altrimenti non sappiamo che cosa in concreto sia avvenuto, oppure non stimoliamo ciò che dovrebbe avvenire dopo l’introduzione di questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Penso che questo emendamento — cercando di dare un segnale alle proposte dei presentatori degli emendamenti — che propone di sostituire una funzione di pura individuazione dei siti di grande inquinamento con un processo di verifica che tenda anche a documentare lo stato di risanamento, oltre che cogliere lo spirito della legge possa andare incontro alla filosofia della legge stessa e mi auguro che il suo accoglimento venga considerato dai proponenti come un segnale politico verso ulteriori indicazioni di perfezionamento della legge, anche se, ripeto, questo lavoro è stato molto approfondito in Commissione per tutti i contributi che sono arrivati.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. In parte condivido quello che dice il relatore di maggioranza Moruzzi, però qui si dice “l’individuazione, entro 12 mesi dall’approvazione della presente legge, dei siti e delle sorgenti di grande inquinamento luminoso sulle quali prevedere interventi di bonifica su segnalazione e d’intesa con gli osservatori astronomici, con le associazioni di astrofili e con le associazioni...” ecc. Non cambia assolutamente niente, perché il fatto stesso di dire “entro 12 mesi”... Viene votato il mio emendamento? Allora chiedo scusa al relatore e ringrazio.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio approva)

Emendamento n. 6 a firma Gasperi. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio non approva)

Emendamento n. 7. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Si propone questa dizione: “Gli accertamenti affinché tutte le sorgenti di luce altamente inquinanti già esistenti come globi, lanterne o similari siano schermate oppure dotate di idonei dispositivi in grado di contenere e dirigere a terra il flusso luminoso, comunque non oltre i 15 cd per 1.000 lumen a 90 gradi ed oltre nonché i vetri di protezione trasparenti affinché le insegne luminose non dotate di illuminazione...” ecc. In questo modo si dà un contributo maggiore a stabilire le indicazioni per le strutture che vengono illuminate attraverso quelle attrezzature che vengono poste in essere. Ecco perché chiedevo di dare maggiore significato.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Intanto questo emendamento non è a mio avviso accoglibile perché abroga un comma importante: quello che stabilisce che i Comuni non entrano in conflitto con la soprintendenza ai monumenti sull’aspetto delicato dell’illuminazione dei monumenti ma concordano con la stessa gli interventi e tutti quei beni monumentali su cui gli obiettivi di risanamento dell’inquinamento luminoso dovranno essere attuati con provvedimenti e disposizioni particolari. In alcuni casi sappiamo che dovrà essere rivisto l’impianto di illuminazione esterna. Quindi andremmo incontro a investimenti molto ingenti, soprattutto nei luoghi dove c’è stata scarsa attenzione al problema della qualità dell’illuminazione, prima ancora che al problema dell’inquinamento luminoso.
Questo passaggio verrebbe quindi abrogato dall’emendamento e verrebbe sostituito da una disposizione che riguarda altra materia: entra nel merito delle modalità con cui gli interventi si effettuano, cioè la schermatura, l’apposizione di vetri di protezione ecc. Quindi, questa materia è normata nelle disposizioni tecniche ed è stata una scelta della Commissione non farne oggetto di un articolo di legge ma rinviarla a disposizione tecniche. Peraltro questa è una materia in cui si rientrerà con il regolamento della Regione, perché disposizioni tecniche danno una immediata esecutività ad alcune previsioni e prescrizioni della legge, ma queste disposizioni tecniche potranno essere aggiornate e ampliate nel regolamento.
Quindi, anche per la sua formulazione tecnica questo comma creerebbe il problema di andare a ridiscutere e a rivedere tutta la legge, bisognerebbe riverificarne alcune compatibilità. E’ comprensibile lo sforzo da parte del collega Gasperi e dei consiglieri che hanno presentato questa proposta, ma credo che se lo accogliessimo dovremmo sospendere la discussione della legge, rivederla tutta e dar luogo a un processo che non va nella direzione di essere tra i primi in Italia ad avere disposizioni di questo genere, quindi anche per questi motivi l’emendamento non è accoglibile.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(Il Consiglio approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Articolo 4 bis. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Articolo 6. Emendamento n. 8. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Emendamento n. 9. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Qui c’è una dicitura molto ambigua. Mentre è condivisibile che l’aggiornamento è effettuato automaticamente dalla Regione su segnalazione da parte di soggetti interessati, l’uso della dicitura “società di settore” è improprio, anzi escluderebbe proprio i soggetti che sono in grado di fare la segnalazione, cioè i gestori di un osservatorio astronomico, perché non sono mai organizzati in società di settore.

GILBERTO GASPERI. Il “di parte” riguarda le associazioni, le amministrazioni direttamente interessate. Potremmo togliere “società”, lasciando “soggetti del settore interessati”.

MARCO MORUZZI. Propongo: “L’aggiornamento è effettuato automaticamente dalla Regione anche su segnalazione di soggetti interessati”.

PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento, sostitutivo dell’emendamento 9.

(Il Consiglio approva)

Emendamento n. 10. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Si propone di sostituire “30” con “15”. E’ un’indicazione che ho avuto dalle associazioni di categoria, addirittura dall’Unione astrofili italiani delle Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Abbiamo approfondito in Commissione ed è stata una questione anche abbastanza sofferta rispetto ad alcune proposte. Sappiamo che più si restringe il raggio e più gli effetti di lotta all’inquinamento luminoso diminuiscono. Questo emendamento credo sia ininfluente, nel senso che nella nostra regione non abbiamo osservatori astronomici professionali né è prevedibile, per il livello di inquinamento luminoso che abbiamo raggiunto, che vengano insediati osservatori astronomici professionali, anzi sappiamo che quelli esistenti in Italia operano in modo ridotto proprio per la presenza di inquinamento luminoso. Quindi non vedo la necessità né in una direzione né in un’altra, perché questo tipo di osservatori al momento non ci sono. Credo che questo emendamento non possa essere accolto perché è un segnale che sicuramente non va in direzione della legge, ma soprattutto abbiamo fatto questa previsione perché era giusto che una legge prevedesse osservatori professionali e non professionali. La legge peraltro differenzia anche nella scala dei valori tra osservatori professionali e non professionali: se uniformiamo credo che oltre a non essere efficaci — perché osservatori di questo genere non ci sono — non diamo certamente una indicazione in linea con i principi che sancisce la legge. Chiedo al collega Gasperi di ritirarlo.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. L’osservatorio vero nelle Marche è quello dei Monti Sibillini, gli altri hanno inquinamenti che, indipendentemente dall’entrata in vigore di questa legge, non portano assolutamente niente. Quello concreto, che dà realmente una visione definita, pura, scientificamente validissimo è quello dei Monti Sibillini. Che cosa hanno dettole associazioni degli astrofili? Che oggi dare quella distanza non cambia assolutamente niente, invece potrebbe cambiare ciò che interessa in concreto l’osservatorio, perché quello dei Monti Sibillini è considerato uno dei migliori osservatori in Italia, proprio perché è una zona di completo buio e di per se stessa, essendo all’interno di un parco è oltremodo salvaguardata.
Per questo motivo al comma 4 ho proposto una modifica che rientra in questa logica, solo per questo motivo e non per andare a fare una modifica per fare il primo della classe. E’ un suggerimento che mi è stato dato dall’Unione astrofili, direttamente dal responsabile regionale che è un tecnico universitario di Ancona.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Emendamento n. 11. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio non approva)

Pongo in votazione l’articolo 6 come emendato.

(Il Consiglio approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Articolo 9. Emendamento a firma Gasperi n. 12. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Chiedo di modificare la frase relativa ai poteri sostitutivi, perché il controllo diretto della Regione è più pertinente. Propongo: “La Regione, nell’ambito dell’attività di controllo sugli atti degli enti locali di cui alla legge regionale 11 agosto 1994, n. 27 esercita il controllo nei confronti dei Comuni per gli adempimenti previsti dalla presente legge e dal regolamento di cui all’art. 4. In particolare, in caso di inosservanza da parte dei Comuni dei termini e delle modalità previsti dal regolamento stesso, per gli adempimenti di cui all’art. 4, comma 1, lettere c) e d) i competente organo regionale provvede in via sostitutiva ai sensi della vigente normativa in materia”.
Può capitare che se ciò non venga fatto direttamente dai Comuni la Regione non ha assolutamente niente per poter intervenire. Con la modifica di questo articolo si dà la garanzia alla Regione di poter intervenire.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
GIUSEPPE RICCI

MARCO MORUZZI. Questa questione l’abbiamo già affrontata nel precedente comma. La Commissione ha ritenuto che fosse un elemento qualificante della legge questa valorizzazione del ruolo del difensore civico. Peraltro, rispetto a un controllo sugli atti degli enti locali, qui si ipotizza che la Regione controlli quello che viene fatto. Qui ci si vuol sostituire nel caso in cui i soggetti non facciano, quindi è un’impostazione completamente diversa, sicuramente nuova rispetto ad altre leggi in questa materia. Sarà una peculiarità nostra marchigiana se la legge sarà approvata con questa impostazione. Anziché controllare a posteriori com’è nella vecchia filosofia, noi vogliamo anzitutto stimolare che le azioni siano fatte, poi la Regione non esercita direttamente il potere sostitutivo, perché spesso, in passato abbiamo visto che il potere sostitutivo non è stato esercitato, basti pensare alle vecchie disposizioni di legge in materia urbanistica. Nel difensore civico individuiamo un soggetto che è realmente in grado, in condizioni di sostituire l’Amministrazione comunale inadempiente, nominando un commissario ad acta. Tutto questo scomparirebbe se l’emendamento del collega Gasperi fosse approvato e credo che noi perderemmo un elemento portante di questa legge. Quindi l’indicazione è di respingere l’emendamento.

PRESIDENTE. Non so se l’emendamento possa considerarsi ammissibile, tenendo conto che non esiste più l’organo di controllo regionale preposto al controllo degli atti.

GILBERTO GASPERI. All’art. 9 si dice “Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1 il difensore civico, sentito il Comune inadempiente nomina un commissario ad acta che provvede in via sostitutiva”. E’ qualcosa che viene ad avere una procedura burocratica così lunga, che farebbe correre il rischio di lasciar passare anche due-tre anni, perché il difensore civico ha i suoi tempi, deve richiedere direttamente di convocare il Comune e successivamente deve indicare se provvedere in via sostitutiva. E’ una novità, però i Consigli regionali della Lombardia e della Campania hanno colmato alcune lacune che potevano esserci nella legge base nazionale. Se nella legge promulgata dalla Regione Campania, che è una Regione di centro-sinistra, è stata data una indicazione più concreta proprio per snellire il tutto, ovviamente qualcosa significherà pure. E’ giusto che noi portiamo qualcosa di nuovo e concreto che interessi la regione Marche, ma se si riallaccia alla burocrazia, scendendo a determinati compromessi non è condivisibile. L’altro modo ci permette di dare nel concreto un’indicazione, perché se le amministrazioni non intervengono immediatamente si trovano subito di fronte a una decisione presa direttamente dalla Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. La legge della Lombardia è nata prima della riforma del titolo V e pensata prima del riordino delle disposizioni sul controllo degli atti degli enti locali, quindi facendo Gasperi riferimento a disposizioni o leggi nate in una fase precedente ha proposto questi meccanismi che oggi sono difficilmente applicabili. Oggi i poteri sostitutivi della Regione vengono applicati attraverso l’azione del Presidente della Giunta regionale, quindi se chiedessimo al Presidente della Giunta regionale di intervenire su un Comune che nel progetto di impianto di illuminazione non fa tutto quello che deve fare, credo che torneremmo indietro e sviliremmo la funzione della Regione. Ferma la validità delle leggi pensate prima della riforma, ci siamo adeguati ai tempi proprio perché abbiamo iniziato a scrivere questo testo di legge dopo e lo abbiamo discusso in una fase in cui il tema della riforma del titolo V è estremamente sviluppato e abbastanza localizzato.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio non approva)

Pongo in votazione l’articolo 9.

(Il Consiglio approva)

Articolo 10. Emendamento a firma Gasperi, che ha la parola.

GILBERTO GASPERI. Si dice: “Il Comune, previa diffida a provvedere entro 30 giorni applica la sanzione amministrativa...” ecc. Sempre su indicazione si propone di sostituire “30” con “60”.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Possiamo accogliere questa proposta che va in direzione di chi riceve questo invito a provvedere da parte dell’Amministrazione comunale.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio approva)

Emendamento n. 14 a firma Gasperi, che ha la parola.

GILBERTO GASPERI. C’è un errore di battitura. Ove è scritto “1,30” è da intendersi “1.030”.
La sanzione amministrativa che andava da euro 260 a euro 1.030 si propone di sostituirla da 26 a 103 euro, dicendo altresì “provvede a rimuovere le lampade fuori norma o a schermarle con cappucci metallici riflettenti se preposte all’illuminazione pubblica”. Altrimenti non diciamo che, dopo fatta la sanzione, la Regione ordina di provvedere immediatamente alla sostituzione. In questo caso non stravolgiamo la legge. In concreto non ci limitiamo a indicare la sanzione, ma diciamo alla Regione di intervenire immediatamente a spese di chi ha commesso l’infrazione, come consuetudine quando si va a rimuovere ciò che è stato fatto contro legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Intanto va detto che l’emendamento porta la sanzione a un livello tale da essere trascurabile, perché andiamo, soprattutto con i meccanismi della conciliazione, al livello di un divieto di sosta, quindi penso che rendiamo inefficace la sanzione. Questa parte dell’emendamento penso che non sia assolutamente accoglibile.
Per quello che riguarda i meccanismi di applicazione, l’emendamento spinge il Comune a rimuovere direttamente le cause dell’inquinamento luminoso. Noi, qui facciamo riferimento alle modalità con cui normalmente il Comune procede, quindi il sindaco esercita i suoi poteri, anche di ordinanza. La legge non impedisce all’Amministrazione comunale di obbligare colui che paga la sanzione a risolvere il problema che ha determinato la sanzione, quindi per chi non rispetta le disposizioni della legge rimane l’obbligo di rispettare le disposizioni e la sanzione interviene solo su chi è recidivo, cioè su chi ha ricevuto la sanzione di diffida, entro 30 giorni nel testo originario, 60 giorni con la modifica proposta da Gasperi. Penso quindi che la stesura possa rimanere tale facendo riferimento a delle procedure consolidate in base alle quali il sindaco o l’Amministrazione comunale intervengono, che sono quelle della ordinanza e che presuppongono che ci sia un obbligo da parte di chi viola queste sanzioni, di rimuovere la causa della violazione. La causa della violazione non è rimossa semplicemente pagando la sanzione, questo deve essere chiaro e mi sembra che sia la volontà dell’articolo. Quindi la proposta del collega Gasperi alla fine è una semplice riduzione della sanzione, un abbassamento che mi sembra eccessivo.
Peraltro l’articolo 10 recita “previa diffida a provvedere entro 30 giorni”, quindi comunque l’Amministrazione comunale invita chi viola le disposizioni della legge, entro 30 giorni a provvedere e applica la sanzione nella misura intera prevista dalla stesura originaria. Quindi sarei per la conservazione del testo originario e per respingere la proposta di modifica.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Pistarelli.

FABIO PISTARELLI. Vorrei spiegare e specificare qual è il nostro intendimento.
La diffida a provvedere entro 30 giorni, poi divenuti 60 con l’emendamento precedente, è cosa diversa da quello che chiediamo noi, cioè che nella sanzione, oltre che la parte pecuniaria sia prevista anche la parte dispositiva. Nella sanzione stessa. Non la previa diffida e comunque la sanzione pecuniaria, perché la diffida è altra cosa. Noi chiediamo che nella sanzione sia prevista, oltre che una parte pecuniaria anche la parte di rimozione delle cause che hanno portato alla sanzione, cioè lampade fuori norma o comunque fuori dalle indicazioni del regolamento e della legge. Poi, se ci fermiamo solo al discorso della quantità di sanzione che è stata indicata, certo chiediamo una riduzione per essere elastici, ma una riduzione pecuniaria affiancata al fatto di inserire nella sanzione l’obbligo di provvedere, perché è parte della pena prevista dalle violazioni del regolamento e della presente legge. Ecco lo spirito che ci ha portato a questo tipo di modifica che ci sembra più efficace a raggiungere lo scopo che si prefigge la legge, cioè verificare in concreto quello che accadrà nell’applicazione del regolamento.
Due parole sulla legge in generale, il regolamento e le sanzioni di cui all’art. 10 che fanno da compendio. Attenzione a non fare, ancora una volta, una “legge-manifesto” nella quale tutte le questioni rimangono irrisolte o comunque affrontate solo in parte perché ci si è fatti belli con una indicazione normativa altisonante nel suo oggetto contro un inquinamento luminoso e a favore del risparmio energetico, poi nella concreta attuazione vediamo che è solo un ulteriore lacciuolo burocratico che non ha applicazione concreta. Il meccanismo di inserire direttamente anche il fatto di provvedere a rimuovere ci sembra più efficace per evitare questo rischio che ancora una volta vediamo prospettarsi leggendo e studiando l’articolato della proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Il meccanismo prevedeva: il Comune diffida, entro 60 giorni si deve adempiere, se non c’è l’adempimento c’è la sanzione e c’è anche l’obbligo di adeguamento. Se questo non è chiaro lo possiamo ulteriormente specificare aggiungendo all’art. 10, fermo restando l’attuale stesura e fermo restando l’attuale livello delle sanzioni, le parole “applica la sanzione amministrativa da euro 260 a euro 1.030 fermo restando l’obbligo dell’adeguamento”, in maniera tale che la legge non dia luogo a interpretazioni o dubbi sulla volontà di risolvere la violazione non con la semplice sanzione, ma con sanzione, mantenendo contemporaneamente l’obbligo dell’adeguamento come poco fa il collega Pistarelli precisava e richiedeva.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Ho detto che era giusto e accettavo un subemendamento sull’ammontare. Però quando dico “fermo restando che ci deve essere l’intervento” non cambio assolutamente niente. Quando io ho una macchina in divieto di sosta e mi fanno la contravvenzione il mattino, il pomeriggio possono tornare e rifarmi la contravvenzione, ma se c’è una norma che dice “può intervenire un mezzo che la porta via” e quando la vado a ritirare devo non solo pagare la contravvenzione ma anche l’intervento di rimozione, è lo stesso principio. Non posso aggiungere sempre un proposito fermo restando che deve essere cambiato. L’intervento può essere anche di mille euro, ma io vado a modificare riportando nei canini della norma ciò che è modificato.

MARCO MORUZZI. E’ una ordinanza, come avviene per gli abusi edilizi...

GILBERTO GASPERI. No, sull’abuso edilizio, nel momento in cui il Comune fa una delibera, se non viene fatto entro una certa data l’abuso viene abbattuto. A meno che colui che ha commesso il reato faccia ricorso al Tar. Altrimenti il Comune interviene immediatamente sull’abuso.
Quell’emendamento, come scritto non riporta altro che la sanzione ma non modifica assolutamente. Il Comune può intervenire, anche perché la maggior parte degli abusi e la maggior parte dei cosiddetti reati in questo campo vengono commessi addirittura dalla pubblica amministrazione, non dai singoli.

PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 014, sostitutivo dell’emendamento 14. Recita: dopo le parole “la sanzione amministrativa da euro 260 a euro 1.030”, si aggiungono le parole “fermo restando l’obbligo dell’adeguamento”.

(Il Consiglio approva)

Pongo in votazione l’articolo 10 come emendato.

(Il Consiglio approva)

Articolo 11. Emendamento n. 15 a firma Moruzzi, che ha la parola.

MARCO MORUZZI. Questo emendamento scaturisce dalla necessità di adeguare le attuali disposizioni della legge arrivata in aula all’approvazione del bilancio intervenuta successivamente.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

(Il Consiglio approva)

Pongo in votazione l’articolo 11 come emendato.

(Il Consiglio approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Pongo in votazione il coordinamento tecnico.

(Il Consiglio approva)

Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il consigliere Gasperi.

GILBERTO GASPERI. Su questa proposta di legge la minoranza in III Commissione si era astenuta, perché non si trovava in accordo rispetto ad alcune soluzioni, pur riconoscendo che uno sforzo, in modo particolare da parte del presidente e dei componenti dei maggioranza della III Commissione era stato fatto per cercare di accogliere gli emendamenti che avevamo proposto sia il vicepresidente Cesaroni che il sottoscritto.
Sappiamo che l’inquinamento luminoso è causato dalla dispersione incontrollata dalla luce dell’illuminazione pubblica e privata verso il cielo piuttosto che verso il suolo dove è richiesto illuminare per consentire lo svolgimento delle attività notturne dell’uomo. Gli effetti indesiderati di questa dispersione sono diversi: l’efficacia dell’illuminazione, in particolare quella stradale, si riduce notevolmente costringendo a sovradimensionare gli impianti per ottenere i risultati voluti. La luce che sfugge verso l’alto costituisce uno spreco di preziosa energia che viene generata da processi che sono a loro volta fonte di inquinamento ambientale. Addirittura è stato studiato — ed è un dato concreto — che questo spreco è calcolato in Italia in almeno 400 milioni di euro che sono poco meno di 800 miliardi delle vecchie lire. Tutta questa luce che viene dispersa verso l’alto attenua, anche per riflesso delle polveri presenti in atmosfera, la luce proveniente dalle stelle, impedendone la visione in maniera più o meno accentuata, secondo le condizioni locali di illuminazione.
Per cercare di apportare in concreto qualcosa di migliorativo rispetto a questa legge, anche se debbo riconoscere che la proposta di legge è stata rivista, abbiamo presentato delle indicazioni date dall’Unione astrofili italiani. A differenza della legge della Lombardia che è del 2000, quella della Campania è del 3 luglio 2001, quindi abbiamo apportato leggere modifiche rispetto alla legge del 3 luglio 2001. A detta anche degli stessi gruppi, la legge della Campania è migliorativa rispetto a quella che viene indicata dalla Lombardia.
Ecco perché venivano suggerite queste soluzioni, altrimenti non ci sarebbe stata ragione da parte di questa Regione di andare a promuovere una legge.
Capisco che il tutto è un abito che deve essere indossato direttamente dalla Regione Marche, però noi non siamo categorici in alcuni passaggi, come quello che veniva indicato prima rispetto al comma 1 dell’articolo 10 e mi meraviglio che questa maggioranza si basi più sull’ammontare delle sanzioni che sulla risoluzione del problema. Si è riportato il tutto su una sanzione applicata al massimo invece di intervenire sì con una sanzione, ma far pagare direttamente colui che ha commesso, ripristinando il danno e attestando al reo le spese per il ripristino stesso. E’ quello che avviene normalmente, quotidianamente nei confronti di colui che lascia una macchina in divieto di sosta il quale non solo paga la penale che deriva dal reato che ha commesso ma incorre anche nella sanzione per la rimozione del mezzo stesso. Altrimenti non ci sarebbe più ragione nel non voler educare coloro che commettono questi reati. Ma soprattutto c’è un fatto che dobbiamo tenere in considerazione, citato nelle leggi approvate dalle altre Regioni: la maggior parte di coloro che commettono reati non sono privati ma enti pubblici che molte volte su sollecitazione o su indicazione di qualche esperto non fanno altro, per cercare di portare illuminazioni ad opere pubbliche o al patrimonio naturale, che aumentare l’illuminazione in maniera non adeguata. Pensate che la Regione Campania ha addirittura abolito l’illuminazione della sua realtà che si trova direttamente sul Vesuvio, proprio perché con quella illuminazione avrebbe arrecato un danno concreto e notevolissimo provocando maggiore inquinamento luminoso, con uno spreco enorme.
Ecco perché, pur ringraziando di avere accolto alcuni emendamenti, si doveva tuttavia cercare anzitutto di limitare il danno e non passare attraverso le pastoie burocratiche del difensore civico, ma anche quello poteva essere superato; inoltre si doveva dire “questa è la sanzione, ma questa è la procedura immediata dopo 60 giorni”. Ecco perché ho proposto di modificare “30” con “60”, perché in 60 giorni qualsiasi amministrazione ha la facoltà di far intervenire il privato, altrimenti può intervenire lei direttamente, addebitando al proprietario di quella struttura gli oneri, i costi che l’ente pubblico deve sopportare per modificare il tutto a beneficio non solamente delle associazioni astrofile ma della comunità, perché così riporta una educazione nei confronti dei giovani. La maggior parte dei giovani che abitano nelle città, difficilmente hanno avuto quel tipo di educazione che la maggior parte di noi qui dentro ha avuto da giovani guardando le stelle ed interrogandoci su qual era il “carro minore”, il “carro maggiore”, la via Lattea, la Stella Polare, perché la base fondamentale è questa, cioè dobbiamo andare dietro le novità e le nuove tecnologie, senza offendere la realtà, perché sappiamo che anche attraverso queste tecniche apportiamo dei miglioramenti ma soprattutto dei benefici a coloro che operano nelle attività turistiche, nelle attività culturali e via di seguito. Fermo restando che il principio basilare deve essere il rispetto più completo dell’ambiente, l’educazione vera che dobbiamo dare ai nostri figli e ai nostri nipoti per quello che è il riconoscimento di ciò che sta in alto, ma soprattutto rivedere in concreto ciò che viene fatto il mattino a scuola, la sera riflesso nei nostri cieli.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Avenali.

FERDINANDO AVENALI. Anche come presidente della Commissione competente sono soddisfatto del dibattito che c’è stato in Commissione, perché è stato volto a costruire in positivo la proposta di legge e renderla applicabile da parte di tutti i soggetti, sia essi pubblici che privati, anche con i tempi giusti, perché sappiamo che ogni intervento legislativo ha bisogno anche dei tempi giusti per essere applicato. Peraltro ci sarà tutto il discorso di applicazione delle indicazioni tecniche attraverso il regolamento che è altrettanto importante. Abbiamo lavorato anche perché vi sia questo regolamento che affronti tutte quelle questioni tecniche che non possono essere contenute dalla legge.
E’ un’altra legge che va nella direzione di forte attenzione verso l’ambiente in senso complessivo. Credo che questo sia un aspetto estremamente positivo. Peraltro con questa legge non solo si va nella direzione di ridurre l’inquinamento, in questo caso luminoso, ma anche nella direzione del risparmio energetico. Questo è il problema che abbiamo di fronte. Peraltro in quest’aula dovrà arrivare anche la legge sul piano energetico e credo che il problema energetico lo potremo affrontare anche andando nella direzione del risparmio, pertanto utilizzando strumenti — lampade e quant’altro — in modo più contenuto.
Per queste ragioni credo che sia una legge estremamente positiva ed equilibrata. Io dico sempre che se poi ci sono dei punti di debolezza, la capacità del Consiglio regionale delle Marche deve essere quella di essere in grado di rimuovere eventuali limiti in fase attuativa con una certa dinamicità e quando lo vogliamo fare abbiamo visto che questo è possibile farlo. Se non ci sono pregiudiziali, si può intervenire laddove si individuano lacune da parte delle leggi che andiamo ad approvare.
Credo che il dibattito che c’è stato è volto a realizzare una legge propositiva, quindi per queste ragioni invito il Consiglio ad approvare la proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Moruzzi.

MARCO MORUZZI. Mi congratulo, come relatore ma anche come consigliere per il lavoro a cui questo Consiglio è giunto. E’ un provvedimento fortemente innovativo e sulla scorta della necessità e dell’opportunità di intervenire sulla questione dell’inquinamento luminoso, credo che abbiamo fatto un intervento di riforma importante su tutta quella materia collegata all’illuminazione pubblica e privata, un settore su cui abbiamo riscontrato un fortissimo spreco, uno spreco di energia a livelli tali da non poter più giustificare un mantenimento dei comportamenti attuali. Questo l’abbiamo fatto anche grazie al lavoro di sensibilizzazione che le associazioni che si occupano dell’osservazione del cielo a scopo amatoriale, della ricerca astronomica hanno in questi anni segnalato, ricevendo riconoscimenti importanti, non ultimi quelli emersi dal convegno internazionale che si è tenuto a Venezia qualche mese fa e che ha confermato la bontà dell’iniziativa che avevamo sviluppato da tempo, un’iniziativa che ha trovato un apporto di tutto il Consiglio regionale, giungendo a questa discussione finale in aula con degli emendamenti che ritengo tutto sommato marginali rispetto alla portata del testo di legge, perché è una legge che, per quanto la si voglia asciugare e restringere — questo è stato il nostro sforzo — interviene sulle competenze della Regione, sulle competenze dei Comuni, prevede la realizzazione di un regolamento per la riduzione dell’inquinamento luminoso, prevede che si faccia un’azione di prevenzione attraverso documenti e approfondimenti in sede di piano regolatore generale, stabilendo non un altro piano regolatore dell’illuminazione da fare, ma un piano che va inserito all’interno del piano urbanistico generale per i Comuni. Si stabilisce anche un obbligo di conformità di tutti i capitolati, quindi non potranno più essere fatti impianti di illuminazione che sperperano o che disperdono la luce verso l’alto. Una legge peraltro che ha una sua peculiarità, una sua efficacia su tutto il territorio regionale, questa è una assunzione importante di responsabilità da parte della Regione Marche, perché non tutti hanno il coraggio di dire che l’inquinamento luminoso va combattuto non solo nell’interno degli osservatori, non solo nelle aree protette dove dobbiamo conservare un ambiente naturale ma in tutto il territorio, perché l’inquinamento luminoso — l’abbiamo visto nella relazione iniziale che ho presentato utilizzando anche alcune immagini — ha degli effetti anche nelle zone dove forte è l’urbanizzazione. Magari abbiamo altri effetti, non sull’ambiente naturale ma sull’ambiente in cui tutti i cittadini vivono e ci sono risvolti che toccano anche gli aspetti della sicurezza del cittadino nella vita all’interno dei centri abitati.
Ribadisco che la legge prevede anche degli aiuti regionali non tanto al processo di ristrutturazione degli impianti di illuminazione, perché il risparmio che otteniamo è di per sé sufficiente a compensare economicamente la ristrutturazione degli impianti, ma aiuta i Comuni nella fase di starter di questi studi per individuare quali sono gli interventi prioritari.
Ci sono anche azioni di sensibilizzazione, di divulgazione di informazione dei cittadini e dei soggetti interessati da svolgere con chi in questo settore si è mosso, dal mondo dell’università al mondo delle associazioni degli astrofili e c’è questo meccanismo dei poteri sostitutivi, dell’intervento del difensore civico che mi sembra importante e che credo sia una peculiarità che, se mai, vada suggerita anche ad altre Regioni, perché con questa legge non abbiamo nulla da invidiare né da copiare da altri, se mai credo che abbiamo da proporre ad altri.
Abbiamo fatto anche un lavoro impegnativo dal punto di vista tecnico nella predisposizione di disposizioni tecniche che sono l’allegato alla legge e che ci permettono l’immediata applicabilità di queste disposizioni e di queste norme che al loro interno contengono una anticipazione e una migliore specificazione di alcune indicazioni che credo non potranno che essere un elemento di riferimento anche nella predisposizione del piano energetico regionale, anche se qui tocchiamo una parte molto circoscritta dei consumi, ma una parte dei consumi molto visibile perché è quella che rischiara la notte dei nostri cieli.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Cesaroni.

ENRICO CESARONI. Abbiamo discusso mesi e mesi in Commissione consiliare di questa proposta di legge, abbiamo più volte esaminato la proposta di legge-base, abbiamo collaborato al miglioramento della stessa, insieme con il collega Gasperi abbiamo presentato degli emendamenti. E’ una proposta di legge che incide sul risparmio energetico e sull’eliminazione degli inquinamenti e questo è in parte positivo. Questa legge dà un contributo alle amministrazioni pubbliche per la ristrutturazione degli impianti luminosi e per la loro impostazione. Questa legge in parte la consideriamo valida, perché riesce a dare contributi alle amministrazioni che devono ristrutturare gli impianti di illuminazione pubblica.
E’ una forma di risparmio energetico anche questa, perché ci saranno meno consumi e maggiormente rapportati alle esigenze.
Per questo, come gruppo di Forza Italia, visto l’impegno che c’è stato in Commissione ove tutti hanno collaborato a partire dal presidente, ci asteniamo così come fatto in Commissione stessa, con l’augurio che andando avanti si possa migliorare la legge. Abbiamo presentato emendamenti che in parte sono stati bocciati: vedremo nel tempo se avevamo ragione e se ci sarà motivo di ripresentare proposte di modifica.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di legge n. 76.

(Il Consiglio approva)



Proposta di legge (Discussione generale): «Celebrazione del cinquantesimo anniversario della morte di Maria Montessori» Mollaroli, Cecchini, Secchiaroli, Amati e Benatti (116)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 116, ad iniziativa dei consiglieri Mollaroli ed altri.
Ha la parola il relatore di maggioranza, consigliere Mollaroli.

ADRIANA MOLLAROLI. Credo sia superfluo ricordare a questo consesso la figura di Maria Montessori, la sua biografia e la sua importanza nel panorama della cultura pedagogica italiana. Chi avesse esigenza di avere informazioni, cenni biografici, cenni sulla sua esperienza, può fare riferimento alla relazione scritta allegata al testo di legge.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
LUIGI MINARDI

A me piace ricordare, di Maria Montessori l’opera dedicata all’infanzia in termini di ricerca pedagogica e didattica, ma anche l’operatività, l’avere tradotto in esperienza, quindi in modelli ripetibili, il suo pensiero, i suoi studi. Con Maria Montessori i bambini, i temi dell’educazione escono dalle secche della retorica e acquisiscono dignità etica, sociale e scientifica. Ma di Maria Montessori è interessante la vita, una vita di donna moderna che ha anticipato problemi con i quali noi donne della stagione dell’emancipazione facciamo i conti: conciliare in maniera non sempre facile interessi personali, studio, lavoro, affetti e maternità.
Mi piace mettere in evidenza questi aspetti che possono apparire meno significativi di quelli della studiosa: gli aspetti di una Montessori politica — e uso questa espressione in senso lato e nobile — di una donna cioè, che ha saputo opporsi in forme proprie a situazioni politiche che non condivideva e che ha saputo in maniera consapevole battersi per i diritti del proprio sesso.
Maria Montessori è quindi sicuramente una delle personalità più significative e di rilievo del ‘900 della nostra regione e spesso noi rincorriamo la ricerca di figure che rappresentano la modernità anche della nostra regione: credo che Maria Montessori possa significativamente collocarsi tra queste.
Quest’anno ricorre il cinquantesimo di Maria Montessori e con questa legge noi vorremo dare rilievo significativo e sostenere una serie di progetti culturali, informativi che possano diffondere la conoscenza del suo pensiero e anche radicare la sua operatività e il suo metodo.
Questa legge quindi prevede un programma di interventi. E’ vero che la legge arriva in discussione e in sede di approvazione quando molte delle iniziative dedicate a Maria Montessori sono già in corso e alcune di esse sono state effettuate. Vorrei chiarire questo, anche per consentire all’opposizione, a tutti coloro che possono avere riserve rispetto a questo, di avere sufficienti elementi di chiarimento.
Noi prevediamo con questa legge un programma di iniziative e di interventi di varia natura: alcuni sono seminari e convegni, altri sono recupero di testi originari di Maria Montessori, l’attivazione di un polo regionale per l’organizzazione di corsi di formazione e iniziative a carattere didattico-scientifico per diffondere l’opera. Per realizzare questo è previsto un comitato tecnico-scientifico e sono previste risorse che si aggirano all’incirca sui 51.000 euro che la Regione destina al Comune di Chiaravalle nel quale Maria Montessori è nata e nel quale da tempo è stato attivato un centro studi presso la casa natale di Maria Montessori.
La legge è molto semplice, è stata rielaborata in Commissione proprio per renderla praticabile, visto che la sua presentazione ormai è datata e che molte delle operazioni e dei programmi ed iniziative sono in corso.
Vorrei però precisare — perché ho avvertito alcune preoccupazioni da parte della minoranza — che questa legge non sana nessun intervento, diventa operativa dal momento in cui il Consiglio la approva e nel momento in cui il Consiglio l’approva a il comitato tecnico scientifico comincia ad operare dovranno essere attuati soltanto quei programmi e quelle iniziative che possano diventare operativi di qui in avanti. E tra questi, in particolare potrà essere attivato e sostenuto con questa legge il punto 1 c) dell’articolo 2 relativo all’attivazione di un polo regionale.
E’ quindi una legge semplice ma di particolare significato. Credo che la nostra Regione non poteva non essere presente anche con risorse proprie e con interventi da sostenere in questo cinquantesimo anniversario della morte che ricorre quest’anno e non poteva essere assente di fronte al rilievo di questa figura e all’importanza che hanno sempre di più i temi dell’infanzia e dell’educazione nella cultura regionale e anche nell’iniziativa della nostra Regione.
Mi auguro che questa legge venga approvata, è già tardiva rispetto ai tempi, quindi spero che il Consiglio possa discuterla con serenità, approvarla e poi consentire l’avvio delle misure che prevede.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Massi, relatore di minoranza.

FRANCESCO MASSI GENTILONI SILVERI. Nel contenuto condivido l’illustrazione fatta dalla collega Mollaroli. Questo significa che si può condividere un testo che valorizza sicuramente una grande figura della cultura, dell’educazione civile e scolastica delle Marche, una figura che ha saputo andare oltre i confini della nostra regione per raggiungere livelli addirittura europei di grande modernità e attualità, quindi non si può non condividere questo testo che, anche così come formulato, per il sostegno all’organizzazione del messaggio e della memoria di Maria Montessori è un testo sicuramente adeguato.
Voglio concludere con un appunto che i colleghi della Commissione hanno condiviso in alcuni momenti delle nostre discussioni. Credo che sia assolutamente necessario che la Regione faccia un censimento delle grandi personalità della sua storia, della sua civiltà e attorno a queste personalità negli anniversari, nelle date significative devono essere espresse organizzazioni adeguate e testi regolamentari o normativi che consentano alle amministrazioni, alle fondazioni, alle istituzioni, alle associazioni che intendano ricordare, tramandare questi messaggi, di farlo in maniera adeguata.
Mi pare che su questo siamo tutti d’accordo, dobbiamo trovare la formula organizzativa migliore, tra Esecutivo e Consiglio, per adottare questi provvedimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Brini.

OTTAVIO BRINI. Questa legge è molto importante e anche come gruppo di Forza Italia ne diamo atto, anche se dobbiamo far rilevare il ritardo con cui è venuta in aula rispetto alle varie iniziative che sono già in corso.
Alcuni dubbi abbiamo per quanto riguarda le iniziative fatte fino ad oggi: rientrano nella spesa della Regione oppure sono a carico dei Comuni e degli enti vari?
Quello che salta subito agli occhi è la costituzione del comitato. Una serie di nomi devono essere insediati dal Presidente della Giunta regionale entro venti giorni dall’approvazione della legge. Praticamente siamo arrivati a settembre. Si dice poi che “entro tre mesi dalla sua costituzione il comitato promotore, sulla base delle indicazioni fornite dal comitato scientifico approva il programma delle iniziative e le modalità di attuazione”, ma abbiamo appreso che alcune iniziative si stanno portando avanti.

ADRIANA MOLLAROLI. E’ soppresso...

OTTAVIO BRINI. Forse ho un testo sbagliato.
Comunque, il comitato promotore deve sentire il comitato tecnico-scientifico... E’ stato soppresso anche questo? Mi è stato dato un testo sbagliato, quindi mi riservo di intervenire nel pomeriggio.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa. Riprenderà alle 16.


La seduta è sospesa alle 13,35